Di seguito riportiamo l`integrale trascrizione del programma
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Di seguito riportiamo l`integrale trascrizione del programma
Di seguito riportiamo l’integrale trascrizione del programma OFF THE REPORT “Il Ratto della Sabina” con le opportune precisazioni Apre il servizio UGO FRAGAPANE: “Qui sotto c’è un tunnel scavato dai Romani che probabilmente era acquedotto ; lungo 2 o 300 metri su due piani addirittura, praticabilissimo, si scende in un pozzo …..ecco vedi”. GIOVANNA CORSETTI “Siamo nella Bassa Sabina tra Roma e L’Antica Cures, città di Anco Marzio e Numa Pompilio, II e IV re di Roma, oggi Passo Corese. Un paesaggio di colline verdi che arrivano fino al Tevere e sotto terra le origini di Roma”. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “L’ultimo piano territoriale paesistico regionale, approvato proprio a febbraio del 2008, indica quell’area ricchissima di presenze archeologiche ed inoltre indica come migliore indicazione le destinazioni a Parco Archeologico. (1)CONSORZIO: La scelta dell'area è stata fatta in attuazione alle previsioni del ptpg (adottato dalla provincia di Rieti il 26.11.1999) e del pit (progetto integrato territoriale della provincia di Rieti – fine 2002). Alla data di adozione e di approvazione del piano regolatore consortile 2000/2004 e della variante 2005, sulla stessa non gravavano vincoli di tipo archeologico era invece segnalata la presenza dei resti di una villa romana la cui area di pertinenza è stata opportunamente salvaguardata (zona a parco pubblico). Il piano territoriale paesaggistico regionale (ptpr) è stato adottato, non ancora approvato, dalla giunta regionale con atti n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007; in ogni modo i vincoli introdotti dal ptpr sono afferenti l’art. 134 comma 1, lett. c dlvo 42/04 “individuazione degli immobili e delle aree tipizzati dal piano paesaggistico ed in particolare di “beni puntuali diffusi, testimonianza dei caratteri identitari archeologici e storici e relativa fascia di rispetto di 100 metri” - art.13 co.3 lett.a L.R. 24/98;” detti vincoli come indicato dalla relazione allegata al ptpr sono di tipo ricognitivo e spesso noti da fonti bibliografiche o documentarie o da esplorazione di superficie (art.45 norme di attuazione ptpr) e pertanto per la conferma degli stessi è necessario effettuare opportune indagini. I suddetti vincoli di cui all’art. 134 comma 1, lett. c del dlvo 42/04 a differenza di quelli di cui ai commi a e b, decadranno allo scadere del periodo di salvaguardia del piano medesimo fissato in anni 5 dalla sua adozione ovviamente se nel contempo non interverrà l’approvazione del ptpr. Proseguono UGO FRAGAPANE e DANIELA GIAGU sul tunnel “Questo è conservato così come doveva essere”. “C’è un piccolo cunicolo in cui bisogna strisciare e poi si entra qui e questo invece è tutto percorribile alto da 2 metri a 4 metri. Questo l’ho segnalato all’Università è uscito in un libro e pubblicato. Però è…..nessuno ha fatto niente” GIOVANNA CORSETTI “Invece nel frattempo hanno scavato e l’acquedotto romano oggi è alla luce del sole. GUIDO ACCASCINA – Legambiente Bassa Sabina “C’era una volta che copriva questo acquedotto e la volta è stata completamente tagliata fuori durante lo scavo. Tra l’altro ci si chiede perché, bastava fermarsi un momento e poi salvare l’acquedotto. Invece è stato distrutto….. tutto”. 1 GIOVANNA CORSETTI “L’Hanno distrutto perché non hanno scavato per realizzare il Parco Archeologico ma per far posto ad un Parco industriale”. CONSORZIO: le metodologie per la rilevazione archeologica sono esclusivamente quelle indicate dalla soprintendenza per i beni archeologici del Lazio unico soggetto competente per legge a cui tutti si sono scrupolosamente attenuti. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “Quest’area di 200 ettari è investita da un progetto per divenire un’area industriale adibita a logistica”. CONSORZIO: l’area è stata scelta (vedi punto 1) e non “investita”. GIOVANNA CORSETTI “Vuol dire capannoni per carico e scarico merci e grandi piazzali veritieri. Qui però siamo in collina. Cosa hanno fatto?” DANIELA GIAGU “Le cime delle colline tagliate. La terra riportata a riempire i vuoti con dei gradoni di anche 20-25 metri e tutte queste zone pianeggianti cementificate CONSORZIO: La realizzazione di un’opera introduce, necessariamente, delle modifiche, ma la sistemazione del terreno è stata eseguita in modo tale da ripristinare l’andamento collinare preesistente, mediante la realizzazione di scarpate, tutte rinverdite, che saranno arricchite anche da alberature e cespugli, il tutto nell’assoluto rispetto delle norme e delle autorizzazioni conseguite. GIOVANNA CORSETTI “Ed ecco quello che resta: un paesaggio che deve cambiare la sua geografia. Da collinare a pianeggiante. Basta abbassare le colline e alzare le valli. CONSORZIO: Vale quanto detto sopra. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “Si è arrivati a questo perché il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti nel 2000 ha adottato un nuovo Piano Regolatore Consortile che prevedeva appunto un insediamento industriale in quell’area. Questo piano nel 2004 la Regione lo ha approvato”. GIOVANNA CORSETTI “Il polo della Logistica lo costruiscono qui perché c’è la ferrovia, l’autostrada e tutto a due passi da Roma.” CONSORZIO: vedi punti (1,2). PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “Uno degli elementi per il quale era stata proprio scelta un’area collinare che è diciamo un’anomalia per un luogo dove bisogna correre con le merci avanti ed indietro, era previsto un collegamento ferroviario tra l’area industriale ramo ferroviario che passa, per consentire di ridurre il traffico dei Tir ove tutte le direttive dicono bisogna andare su ferro.” (2) CONSORZIO: la scelta dell'area è stata fatta in attuazione alle previsioni del ptpg (adottato dalla provincia di Rieti il 26.11.1999) e del pit (progetto integrato territoriale della provincia di Rieti – fine 2002). Alla data di adozione e di approvazione del piano regolatore consortile 2000 e 2004, sulla stessa non gravavano vincoli di tipo. 2 La scelta di prevedere un polo della logistica deriva, oltre che dai motivi già enunciati, da studi di settore che hanno suggerito tale destinazione come la migliore per lo sviluppo dell'area in questione anche in ragione della vicinanza dell'autostrada A1. GIOVANNA CORSETTI “Il Piano Regolatore del Consorzio Industriale della Provincia di Rieti prevedeva anche collegamenti stradali per ridurre l’impatto del traffico merci su quello civile, misure di rispetto per il territorio con prescrizioni e vincoli di inedificabilità e poi opere compensatorie come un depuratore per Passo Corese e l’interramento dell’elettrodotto. CONSORZIO: la bretella, la viabilità interna e il depuratore sono pressoché completati, basterebbe recarsi sul luogo per verificarlo. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “Il Consorzio dopo ovviamente l’approvazione del Piano Regolatore ha affidato ad un gruppo d’imprese diciamo tutta l’operazione” CONSORZIO: Il consorzio è un ente pubblico non un’impresa edile, per questo si deve avvalere, come ogni altro Ente, della competenza di chi sa infrastrutturare aree produttive. GIOVANNA CORSETTI “Chi progetta il nuovo Polo logistico Roma Nord non è il Consorzio cioè l’Ente pubblico che ha realizzato il Piano Regolatore ma una società mista pubblico-privata: Il Parco Industriale della Sabina Spa. Come ci si è arrivati? CONSORZIO: I progetti posti al vaglio della conferenza dei servizi sono stati presentati ed approvati dal consorzio stesso.(4) GIUSEPPE ROSSODIVITA – Consigliere Regione Lazio Radicali “ Un avviso pubblicato, piccolo trafiletto sul Sole 24 Ore il 4 dicembre del 2001, in pieno periodo festivo. I soci che sono….che si sono manifestati sono stati anche gli unici a manifestarsi.” CONSORZIO: per quale Italiano il 4 Dicembre è “pieno periodo festivo”? Forse lo è per il Consigliere Rossodivita. Nel merito vedi punto successivo GIOVANNA CORSETTI “ Un semplice annuncio per realizzare la più grande opera industriale del dopo guerra. I privati rispondono e il pubblico sceglie chi vuole, senza fare una gara e la società mista pubblico-privata è presto fatta”. CONSORZIO: L’annuncio è stato pubblicato, oltre che sul sole 24 ore, anche su Repubblica, il 4 dicembre, inizio del periodo festivo, forse, solo per il consigliere Rossodivita! In ogni caso il fatto che siano pervenute 6 offerte riferibili ad importanti gruppi nazionali dimostra che la pubblicazione aveva raggiunto il suo scopo. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “partecipano con una percentuale dell’1% ciascuno: la Provincia di Rieti il Comune di Fara in Sabina che ospita l’agglomerato e il Consorzio stesso. Il 97% restante è totalmente privato. Diciamo questa è la società cosiddetta mista pubblico – privato.” CONSORZIO: la società è una S.p.A. il cui funzionamento è disciplinato dal Codice civile, tutto il resto appartiene alle interpretazioni 3 GIOVANNA CORSETTI “ 97% posseduto da SECI REAL ESTATE del gruppo Maccaferri di Bologna; da ADANTI fino a 3 anni fa sempre del gruppo Maccaferri e da un Consorzio di imprenditori reatini. Con il restante 3% di quota pubblica formano il Parco Industriale della Sabina. Cioè chi progetta e paga i costi di realizzazione del Polo della logistica in cambio della cessione dell’area: 200 ettari per 99 anni e questo è il progetto esecutivo ben diverso dalle intenzioni”. CONSORZIO: Interpretazione sommaria, in ordine alla progettazione vedi il punto 4. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “La cosa che sorprende se torniamo alla stazione vediamo che il ramo ferroviario che entrava dentro per creare lo scambio gomma ferro è sparito, è stato tolto. Quindi il motivo per il quale era stata scelta questa zona dal Piano Regolatore Originario, viene addirittura a mancare. CONSORZIO: l’affermazione del Presidente di Sabina Futura non è corretta in quanto guardando attentamente l’elaborato che egli stesso mostra nel servizio (tavola zonizzazione variante) si nota chiaramente che mentre con il dito sta indicando una zona dove non è presente la linea ferroviaria, nella parte inferiore del grafico e sempre all’interno dell’agglomerato industriale è ancora presente il tracciato ferroviario (linea nera) comprensivo del vincolo imposto dalla legge obiettivo n.443 del 2001 e dalla delibera CIPE 124/2003 (approvazione progetto preliminare ferrovia Passo Corese-Rieti) che il progettista non poteva non considerare al momento dell’adozione del piano regolatore stesso così come detto vincolo non poteva non essere segnalato dalla Regione in fase di istruttoria prima e di approvazione poi del piano stesso. In ogni modo nel vigente piano regolatore consortile il tracciato ferroviario è ancora presente e ben visibile e pertanto non viene a mancare il motivo per cui è stata scelta la zona in questione anche se, si ribadisce, che il ramo ferroviario non era e non è l’unico motivo per cui è stata individuata l’area. ANGELO BONELLI – Consigliere Regione Lazio Verdi “Che senso ha progettare un polo industriale che poi tra l’altro non avrà più le connessioni e le funzioni per cui era previsto inizialmente”. CONSORZIO: tutte le connessioni ad oggi sono confermate nel piano regolatore vigente e tutte previste dal progetto per le opere di urbanizzazione approvato in conferenza dei servizi ed in corso di realizzazione, munito di tutte le necessarie autorizzazioni. GIOVANNA CORSETTI “ Che senso ha? Lo abbiamo chiesto al Presidente del Consorzio Andrea Ferroni, al gruppo Maccaferri, alle Infrastrutture Sabine, al Comune ed alla Provincia di Rieti ma nessuno ha risposto. E non è sparita solo la ferrovia . Anche delle infrastrutture stradali previste per assorbire il traffico commerciale del Polo della Logistica non c’è più traccia.” CONSORZIO: in ordine alla mancata partecipazione al programma si rinvia al link che segue, nel merito non è assolutamente vero che non ci sono le infrastrutture, la bretella i cui lavori stanno terminando smentisce clamorosamente tale falsità. Prima si contesta la bretella di collegamento e poi si denuncia la mancanza dei collegamenti, delle due una. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “Non è previsto nessun interramento, né spostamento dell’elettrodotto di nessun tipo quindi quello pure questa cosa diciamo pure il progetto non lo prevede più”. GIOVANNA CORSETTI “Qualcosa resta. Il depuratore e il collegamento all’autostrada. Il perché ce lo spiega un tecnico che conosce i fatti. 4 TECNICO che opera nella costruzione del Polo della Logistica “è rimasta perché è un finanziamento pubblico”. CONSORZIO: è rimasta, come il resto, perché utile. Vedi punto successivo. GIOVANNA CORSETTI “Cioè a pagare non sono i costruttori privati del Parco Industriale della Sabina Spa. I 13.900.000,00 euro della bretella sono soldi pubblici”. CONSORZIO: la bretella di raccordo eviterà il passaggio del traffico pesante nella viabilità urbana di Passo Corese che verrà inoltre alleggerita di una sostanziale parte del traffico pendolare diretto alla stazione di Fara-Sabina e pertanto è più che mai a servizio della collettività, oltre ovviamente a favorire la fruibilità del nuovo polo industriale. PAOLO CAMPANELLI - Presidente dell’associazione Sabina Futura “ Non c’è più nessuna fascia di rispetto perimetrale che era stata prevista a salvaguardia di tutti gli abitanti, soprattutto quelli confinanti. Si edificherà in tutte quelle aree nelle quali il Piano Regolatore prevedeva appunto tutti i vincoli di inedificabilità”. TECNICO che opera nella costruzione del Polo della Logistica “Il Piano Regolatore approvato dalla Regione non era soddisfacente all’impresa privata perché era troppo oneroso nelle infrastrutture.” CONSORZIO: nessuno spiega le motivazioni su cui si fonda tale vaga affermazione. GIUSEPPE ROSSODIVITA – Consigliere Regione Lazio Radicali “Viene modificato l’altezza massima edificabile che passa da 13 metri, vedi i capannoni, a 15,50.” CONSORZIO: viene data ampia spiegazione al punto (3). UGO FRAGAPANE - DANIELA GIAGU “Capannoni di 15 metri di altezza, di altezza cioè Passo Corese è un paesino con case di 2 piani, cioè di 6-7 metri, 8 metri questi saranno dei palazzoni.” CONSORZIO: Quando si parla di capannoni, non si ragiona in termini di mc ma di Superficie coperta, ben regolamentata dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Consortile. GIUSEPPE ROSSODIVITA – Consigliere Regione Lazio Radicali “ Si è passati dalla possibilità di realizzare 5,6 milioni di metri cubi a 9,8 milioni di metri cubi.” CONSORZIO: viene data ampia spiegazione al punto (3) GIOVANNA CORSETTI “Un Polo della Logistica grande dunque come Viterbo, tanto che hanno previsto un enorme campo pozzi per prelevare acqua sufficiente per 24.000 abitanti e stanno realizzando un depuratore per 30.000 abitanti, eppure Passo Corese ne ha solo 6.000. A cosa serve tutto questo?. Solo per servire dei magazzini?”. CONSORZIO: premesso che non si riesce a comprendere quale metro di paragone sia stato utilizzato per confrontare l’iniziativa in questione con la città di Viterbo, si ha la sensazione che la giornalista non abbia minimamente capito la differenza tra abitanti ed abitanti equivalenti che è piuttosto un’unità di misura per gli impianti di depurazione. Infatti il depuratore è stato progettato per 30.000 abitanti equivalenti e non per 30.000 cittadini, l'abitante equivalente (a.e.) quale unità di misura per la progettazione dei depuratori è definito all'art.74 comma 1 lett. a) del d.lgs. 152/06 come "carico organico biodegradabile avente una richiesta di ossigeno a 5 giorni (bod5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno", mentre per i reflui provenienti da civili abitazioni un a.e. coincide con un abitante, per le aziende detta equivalenza non è applicabile L’agglomerato industriale di Passo Corese è un’area destinata ad attività produttive e quindi appare ovvio che i dimensionamenti dei servizi (adduzione acqua e depurazione) non sono stati 5 formulati sul solo numero di abitanti e operatori delle aziende che saranno presenti ma anche e soprattutto sul tipo di attività che opereranno nell’agglomerato e prevedendo anche di recepire i reflui delle aziende del settore oleario delle zone limitrofe che come noto contribuiscono con un carico organico ingente e/o delle abitazioni limitrofe. ANGELO BONELLI – Consigliere Regione Lazio Verdi “Ma siamo sicuri che poi qualcuno un domani non realizzerà e non chiederà una variante di Piano Regolatore un accordo di programma per realizzare non so un centro commerciale, residenze”. CONSORZIO: il Consorzio per lo Sviluppo Industriale non può in alcun modo, per legge regionale (la stessa di cui Bonelli è Consigliere), proporre e realizzare interventi residenziali ma può solo adottare ed approvare progetti di sviluppo economico (l.R.13/97). TECNICO che opera nella costruzione del Polo della Logistica “Sappiamo benissimo che chi costruisce fa i propri interessi ma fare i propri interessi in maniera così sgarbata rispetto a quella che è l’operazione pubblici. Intendiamoci l’attività privata bene fa, i nostri amministratori dove sono? Dove sono in nostri amministratori? CONSORZIO: anche qui non viene data alcun prova o esempio di come si consumerebbe lo sgarbo ma visto che il fine era forse la denigrazione l’affermazione sarebbe in tal caso comunque utile alla causa. GIOVANNA CORSETTI “Il Comune di Fara in Sabina, la Provincia ed il Consorzio Industriale di Rieti sono soci dei privati che costruiscono ma sono anche gli stessi che rilasciano i permessi per costruire e non sempre secondo legge”. CONSORZIO: come si fa a non sapere che in Italia né la Provincia né il Consorzio rilasciano permessi di costruire? GIUSEPPE RASSODIVITA – Consigliere Regione Lazio Radicali “Nel momento del rilascio del permesso di costruire è….la variante non era ancora stata approvata”. CONSORZIO: la variante al piano regolatore consortile adottata nel 2005 ed approvata nel 2009 non ha alcun legame di ordine autorizzativo con il progetto delle opere di urbanizzazione oggetto del richiamato permesso di costruire. Detto permesso di costruire infatti è stato rilasciato dal comune di Fara in Sabina successivamente alla conclusione con parere favorevole (provvedimento finale del 22.11.2006) della conferenza dei servizi indetta per l’approvazione del progetto definitivo di tutte le urbanizzazioni compresa la strada di collegamento tra la ss 4dir e la ex ss 313 ed il depuratore consortile. il progetto delle opere di urbanizzazione quindi è stato redatto in attuazione alle indicazioni contenute nel piano regolatore consortile adottato nel 2000 ed approvato nel 2004. GIOVANNA CORSETTI “Se questo è vero le opere che stanno realizzando sarebbero abusive”. CONSORZIO: come si fa ad affermare che sarebbero abusive opere realizzate dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie compresa la pronuncia favorevole di V.I.A. rilasciata dalla Regione Lazio con Prot. n. 164106 del 24.09.2007 e la verifica di ottemperanza alle prescrizioni contenute nel suddetto provvedimento n. 164106? GIUSEPPE RASSODIVITA – Consigliere Regione Lazio Radicali “Questa variante è stata approvata nel 2009 dal Consiglio Regionale quindi circa un anno dopo la emissione del permesso di costruire; ma nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio si dice che questa variante era stata approvata il 13 marzo del 2008 cioè prima del rilascio del permesso di costruire. E questo non è vero. 6 CONSORZIO: benché come precedentemente spiegato detta approvazione non ha alcun legame con i permessi necessari per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, il Rossodivita non pone la necessaria attenzione su atti emanati dalla Regione ove ricopre il ruolo di Consigliere, infatti la Regione Lazio sul bollettino ufficiale n. 4 del 28 gennaio 2012, ha pubblicato una errata corrige indicando quale data della deliberazione del Consiglio Regionale n. 62, il 13 marzo 2009. (www.consorzioindustriale.com/stampa/erratacorrigeBURL.pdf). GIOVANNA CORSETTI “Abbiamo cercato il verbale della riunione del marzo 2008 ma non lo abbiamo trovato. CONSORZIO: vale quanto detto sopra, non si è voluto trovare! Comunque alla fine la variante viene approvata perché secondo l’allora Vice Presidente della Regione Lazio Esterino Montino non comporta modifiche sostanziali.” ANGELO BONELLI – Consigliere Regione Lazio Verdi “Ditemi voi se passare una cubatura da 5,6 milioni di metri cubi a 10 milioni sia una variante di modesta entità. Un’opera che si estende per 200 ettari su un territorio di questo tipo, dove due colline sono scomparse, dove importanti preesistenze archeologiche si trovano nelle condizioni che possiamo vedere ecco. Manca la valutazione ambientale strategica”. (3) CONSORZIO: La maggiore altezza, da cui deriva l’aumento di cubatura, è dovuta esclusivamente alla necessità evidenziata dalle aziende operanti nella logistica di fruire a parità di superficie impegnata a terra di una maggiore altezza per potere stoccare i materiali ma per la maggior parte di esse tale altezza sarà nell’ordine dei 10 metri. Sia il suddetto piano regolatore consortile, approvato nel 2004, che la successiva variante del 2005, non sono assoggettabili a vas in quanto adottati dall'assemblea generale del consorzio antecedentemente alla data di entrata in vigore del d.lgs 4/2008, avvenuta il 13/02/2008, come successivamente supportato ai sensi del comma 7 lettera “o” della d.g.r. del 05 marzo 2010 n. 169. GIOVANNA CORSETTI “Siamo andati più volte nella sede del Consorzio a Rieti per avere chiarimenti dal Presidente Andrea Ferroni. Invece di incontrarci chiamano i carabinieri.” Dice ai carabinieri “ Stiamo aspettando nel tentativo di fare un’intervista con il Presidente, siamo dei giornalisti”. CONSORZIO: posto che la signora Giovanna Corsetti chiese inspiegabilmente (o forse per tirare un tranello )di fare un’intervista per parlare di “un servizio sul piano di decentramento del traffico commerciale ed industriale di Roma” (vedi mail originale www.consorzioindustriale.com/stampa/MailCorsetti.pdf) quando il servizio di fatto ha trattato di tutt’altro, tale atteggiamento deontologicamente discutibile della giornalista ha indotto il C.d.A. a deliberare contro la partecipazione a Report avendo avuto chiaro il sentore che il programma avrebbe avuto il solo obiettivo di contestare l’iniziativa a prescindere, con i danni che ne sarebbero conseguiti. CARABINIERI “Siete stati più volte segnalati. Fate il vostro lavoro con professionalità così non vi rompono le scatole. Già immaginiamo chi possa aver chiamato. Fate attenzione e buon lavoro in bocca al lupo”. CONSORZIO: riteniamo opportuno evidenziare che non abbiamo fatto alcuna segnalazione ed anzi abbiamo richiesto chiarimenti a chi di competenza. GIOVANNA CORSETTI “In realtà alla Procura di Rieti i Verdi, i Radicali e l’Associazione Sabina Futura hanno chiesto il sequestro dell’area. Nel frattempo però i lavori vanno avanti e sono stati espropriati terreni.” 7 MASSIMO BONIFAZI – Avvocato “Stranamente non è stata indicata come area fabbricabile ma come area non edificabile” GIOVANNA CORSETTI “Nel 2004 il Comune di Fara in sabina aveva trasformato i terreni destinati al Polo Logistico da agricoli in industriali e dunque fabbricabili ma sul decreto di esproprio la valutazione del terreno è….” CONSORZIO: non siamo in grado di comprendere il senso dell’affermazione, accettiamo suggerimenti per l’interpretazione MASSIMO BONIFAZI – Avvocato “ Agricola” GIUSEPPE ROSSODIVITA – Consigliere Regione Lazio Radicali “ Questo non è corretto. Gli indennizzi devono essere parametrati in relazione alla destinazione che quella zona ha nel momento in cui vengono espropriati.” GIOVANNA CORSETTI “ Alla fine i proprietari hanno ricevuto per i loro terreni espropriati 12 euro al metro quadro, mentre il valore in quella zona sarebbe di circa 70”. CONSORZIO: spendere cifre contenute per l’acquisizione di un area da destinare ad insediamenti produttivi dovrebbe essere un titolo di merito. In ogni caso ad oggi i terreni valgono senza dubbio più di quanto speso per l'acquisizione degli stessi in virtù dell'ingente investimento posto in essere per l'urbanizzazione e la sistemazione dell’area. È bene comunque evidenziare che per l'acquisizione delle aree i proprietari hanno ottenuto circa 24 milioni di euro che, soprattutto in un periodo di crisi, non sono poca cosa. ALCUNI PROPRIETARI “A qualsiasi persona che viene qua e gli dico io ho dato al Consorzio Industriale ho dato il terreno a 12 euro mi dice che sono deficiente. Loro ce pagano quando so stati svincolati tutti i terreni dalla Sovrintendenza. E se la Sovrintendenza non svincola mai che famo noi?” GIOVANNA CORSETTI “Sulla realizzazione del Polo della Logistica c’è anche da fare i conti con le autorizzazioni della Sovrintendenza che sono condizionate agli esiti delle indagini che si stanno svolgendo sui terreni. Quello che pensa su questa vicenda la Soprintendente la Dott.ssa Sapelli Ragni non lo sappiamo poiché anche lei non ha voluto parlare con noi. Quello che sappiamo però è che dopo aver coordinato direttamente le operazioni di scavo, ha successivamente incaricato una società. Ecco quello che ci racconta chi ha partecipato agli scavi”. ARCHEOLOGO ANONIMO “All’inizio dell’estate del 2009 è entrata in gioco la società Land. L’hanno voluta i costruttori. Land rendeva conto all’architetto della SECI: Paolo Andreolli”. GIOVANNA CORSETTI “La Land da più di un decennio svolge indagini territoriali ed archeologiche. La troviamo ovunque: dagli scavi per le metropolitane a quelli per le autostrade”. CONSORZIO: La Land ha svolto indagini su indicazioni e sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologica, al pari di qualsiasi altro soggetto che svolge il medesimo lavoro. In ogni caso se una società lavora nelle maggiori opere pubbliche italiane probabilmente avrà una 8 professionalità riconosciuta dai maggiori soggetti pubblici e privati del Paese. Forse però quest’ultima ipotesi era poco funzionale all’obiettivo. ARCHEOLOGO ANONIMO “La Sovrintendenza, nei vari sopralluoghi, nelle riunioni, dava alla Land le direttive su come procedere nello scavo. Però non sempre la Land si atteneva agli accordi presi con la Soprintendenza. GIOVANNA CORSETTI “cioè?” ARCHEOLOGO ANONIMO Per esempio si indagavano prima i lotti in cui si sapeva che non c’era nulla o comunque cose di scarsa rilevanza. GIOVANNA CORSETTI “ Però qualcosa è stato trovato lo stesso. Per esempio un acquedotto, una cisterna romana”. ARCHEOLOGO ANONIMO “La cisterna, secondo gli archeologi della Land all’inizio non era niente, solo un cumulo di ghiaia. Poi non potendo più negare che si trattava di qualcosa fatto dall’uomo allora era degli anni 50, del 900. Quando le indagini hanno dimostrato che era di epoca romana allora è diventata una cisterna però isolata senza presenze di rilievo attorno negavano e quando proprio non si poteva fare a meno di ammettere l’interesse archeologico, allora si minimizzava l’importanza del rinvenimento oppure si lasciava tutto lì esposto alle intemperie al degrado.” GIOVANNA CORSETTI “ E questo come è stato possibile”. ARCHEOLOGO ANONIMO “ La maggior parte degli scavi sono stati fatti senza rispettare gli standard minimi. C’erano fortissime pressioni perché si seguissero metodi imposti dalla direzione della Land. Spesso gli archeologi sono dovuti scendere a compromessi. Sono pochi gli scavi fatti secondo criteri scientifici. Sono stati recati danni irreparabili al patrimonio”. GIOVANNA CORSETTI “ E voi avete provato ad opporvi?” ARCHEOLOGO ANONIMO “Qualcuno ne ha addirittura pagato le conseguenze con l’allontanamento dal cantiere”. GIOVANNA CORSETTI “Abbiamo chiesto un’intervista alla Soc. Land hanno detto si , ma poi al telefono: io con il dott. Petrassi il quale è rammaricato ha chiamato semplicemente per avvertire però la Soprintendenza ha detto dal momento che il materiale è nostro la Soprintendenza appunto ne vuole avere l’esclusività e parlarne noi diventa antipatico adesso per lui scontrarsi, perché è stato sottolineato questo quindi. Quando il progetto è stato approvato in ballo c’erano 5.000 posti di lavoro. Adesso sono diventati forse 500. Di sicuro qui si produceva uno dei migliori oli DOP della Sabina, su un patrimonio archeologico che nessun altro paese al mondo ha. CONSORZIO: non si capisce dove la Signora Corsetti abbia preso tali dati, sicuramente non dal Consorzio. La signora Corsetti vuole forse dire che nell’area del polo della logistica vi è un 9 “patrimonio archeologico che nessuna altro paese al mondo ha”? In tal caso sarebbe interessante sapere dove inizia e dove finisce il mondo secondo la Sua lettura. 10