Didattica Del Colpo Di Attacco
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Didattica Del Colpo Di Attacco
Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA TECNICA DEL COLPO D’ATTACCO: PROGRESSIONE DIDATTICA E LAVORO CON LA SQUADRA Relatore prof. Rocca Marcello PREMESSA 1. Il principale prerequisito necessario all’atleta per affrontare una progressione didattica efficace per ogni fondamentale, è la giusta valutazione delle traiettorie. A tal fine si rimandano gli allievi allenatori a consultare il testo “Pallavolo dentro il movimento” di Carmelo Pittera e Dario Riva Violetta Trincale Editore di vecchia stampa ma con numerosi spunti ed esercitazioni utili a sviluppare questa capacità. 2. Ricordiamoci che l’apprendimento nelle squadre giovanili non è lineare, ma a scale; per tale motivo non dobbiamo stancarci di insistere su cose che ci sembrano già apprese. 3. Parlando di attacco si vuole intendere tutti quei colpi che ci permettono di rilanciare la palla nel campo avversario (es. la battuta è il primo attacco). 4. Quando si parla di attacco i parla di tempi d’attacco; ogni attacco ha il suo tempo che deve essere rispettato: • Tempo 0: l’attaccante salta quando la palla è nella mani del palleggiatore; • Tempo 1: l’attaccante si trova già in aria quando la palla è nelle man i del palleggiatore; • Tempo 2: l’attaccante avvia l’ultimo passo della rincorsa quando la palla è nelle mani del palleggiatore; • Tempo 3: l’attaccante inizia la rincorsa quando la palla è uscita dalle mani del palleggiatore. 5. Nel 1º e 2º tempo, il tempo d’attacco è determinato abbastanza chiaramente, nel 3º tempo è più difficile individuare il giusto tempo d’attacco 6. Punto di partenza schiacciata di palla alta (nonostante sia un’azione piuttosto difficile) evitando pericolose specializzazioni precoci. 7. La schiacciata di palla alta è la prima forma di attacco dei principianti dell’Under 14, continua ad essere la forma di attacco preponderante nella fascia d’età successiva (Under 15), dove è alquanto prematuro cominciare ad allenare altre forme di attacco (x esempio il 1º tempo in veloce avanti). 8. E’ opportuno lavorare per ottimizzare le qualità tecnico – tattiche nell’esecuzione della palla alta, determinanti per il contrattacco ad alto livello. 9. E’ facile insegnare altre forme di attacco (palla spinta o primo tempo) a chi ha già una buona padronanza tecnica della schiacciata di palla alta. ANALISI TECNICA Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 1 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA 1. Scomposizione in quattro fasi: a. Rincorsa e salto. b. Caricamento c. Colpo sulla palla e chiusura d. Ricaduta. 2. La rincorsa e il salto: sono condizionati dallo sviluppo delle qualità fisica del giovane atleta, pertanto assumono didatticamente un’importanza secondaria rispetto alla tecnica del colpo sulla palla. Spesso osservando una partita di Under 14 si vedono atleti/e che hanno una discreta elevazione ma non riescono a piazzare la palla nel punto voluto del campo. Esaminiamo quale primo aspetto la rincorsa: a. FASE PREPARATORIA E’ quella fase in cui si fa uno spostamento, nell’istante in cui la palla va dal difensore al palleggiatore. Deve essere insegnato e deve essere il più rapido possibile perché deve consentire di essere in una posizione “ferma” nel punto del campo più idoneo prima di iniziare la rincorsa. Questa fase è condizionata da: i. Il punto da cui arriva l’alzata. ii. La posizione in campo dell’attaccante. iii. Il tipo di attacco che si sta per eseguire. b. IL RITMO della rincorsa va da lento a veloce e l’ultimo passo è un balzo (passo più lungo e veloce). Nel caso si abbiano atleti che eseguono la rincorsa al contrario (passi lunghi e ultimo corto e lento) vanno corretti subito!! Per un dx la sequenza è la seguente: i. 1º passo di avvicinamento con la gamba sx; ii. 2º passo (balzo), più lungo e rapido associato all’oscillazione delle braccia), di stacco differenziato in destro – sinistro. c. DIREZIONE DELLA RINCORSA: per un dx è la seguente: 45° da posto 4 – 60° da posto 3 – 90° da posto 2 rispetto alla linea dei 3 mt. (per i sx il tutto è chiaramente invertito). Importante è l’apprendimento della rincorsa da posto 2 che in genere da molti problemi. In questa zona del campo, specialmente nell’Under 14 è importante fare attaccare partendo da molto dentro il campo. d. Durante la prima fase della rincorsa le braccia sono usate come quando camminiamo. Nell’ultimo passo le braccia devono essere slanciate indietro 3. Per il caricamento esistono tre diverse posizioni del gomito: A. Molto alto all’altezza della fronte; B. All’altezza dell’orecchio; C. All’altezza della spalla. Modello A. consente di prendere la palla molto in alto ma non consente di imprimere alla stessa molta forza. Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 2 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA Modello B. consente di prendere la palla meno alta ma consente di imprimere più forza. (modello consigliato). Se un ragazzo porta naturalmente il gomito di caricamento molto basso, sarà difficile che in futuro possa fare il centrale, ma questo è un qualcosa che va gestito dopo! 4. Nel colpo sulla palla questa si deve colpire: a. Alta; b. Davanti; c. Sulla destra (per un dx), in modo da essere in equilibrio nella fase di volo. Quando correggo devo stare dietro al mio atleta per controllare se durante la fase di volo è in condizione di equilibrio. Ricordo che solo un buon equilibrio nella fase di volo ci consente di scegliere il colpo di attacco. Una volta trovato il giusto tempo di attacco e la giusta posizione della palla rispetto al corpo è necessario: a. L’impatto con la palla, che deve avvenire sulla mano; b. La frustata di polso; c. La chiusura del braccio. A volte una chiusura sbagliata, specie on il braccio sx (per un dx) limita l’atleta nella scelta del colpo. Il metodo di chiusura più ortodosso prevede il braccio sx che va a chiudere al centro del corpo e il braccio dx che va a raggiungere il sx incrociando. 5. La ricaduta avviene di solito prima sulla gamba sx (che va allenata a questo scopo) e poi ovviamente sulla dx, cercando di evitare assolutamente “l’invasione sotto”, che si potrebbe verificare facilmente dato il normale sbilanciamento in avanti. PROGRESSIONE DIDATTICA E LAVORO DI SQUADRA Per iniziare un efficace progressione didattica e lavoro di squadra per l’attacco, come per gli altri fondamentali, è necessario che l’allenatore abbia ben presente il concetto di “prima – durante – dopo”. Questo concetto deve guidare la nostra costruzione dell’allenamento in modo da evitare che le esercitazioni propongano sistematicamente soltanto ciò che avviene “durante”, senza considerare che un’azione nasce da una situazione precedente e proseguirà in un’altra. L’insegnamento deve avvenire per tappe: a. Far vedere un gesto tecnico. A questo proposito, quando non si hanno molti allenamenti a disposizione, è fondamentale l’utilizzo di mezzi audiovisivi che possono essere visti anche fuori dall’orario di allenamento. b. Far eseguire il gesto tecnico attraverso una esercitazione opportunamente studiata e ripresa con la videocamera. c. Far vedere all’atleta la sua esercitazione specificando 3 o 4 cose al massimo. d. Ripetere l’esecuzione cercando di puntualizzare 1 sola cosa (o chiave). Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 3 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA In questo periodo è importante farli attaccare molto. Spesso a torto facciamo eseguire la rincorsa in maniera troppo analitica e partendo dai 3 mt. Ribadisco che è meglio partire da più in dietro e senza stare troppo dietro a questi ultimi “tre passi”. RICAPITOLANDO 1. La giusta sequenza della rincorsa: insegnare la fase di preparazione e lla sequenza sx, dx sx ma approfondendo solo più avanti il discorso dell’ultimo passo lungo e reattivo. 2. La palla deve essere colpita davanti alla spalla. 3. Il caricamento del gomito deve essere all’altezza dell’orecchio. 4. La manualità: dobbiamo lavorare molto sulla mano perché ci consente di sbagliare poco, di fare punto anche quando siamo bassi di statura. Alla manualità dobbiamo dedicare un grande volume di lavoro. ESERCIZI 1. Un pallone a testa. Ognuno colpisce la palla schiacciandola a terra senza lanciarla in alto. Poi la riprende e ripete l'esercizio. 2. Come 1 ma la palla si lancia in alto prima di colpirla. 3. Come 2 ma la si colpisce con forza. 4. Come 2 e 3 ma si fa rimbalzare a terra la palla, scagliandola forte a due mani, invece di lanciarsela in alto. Questi esercizi vogliono dare un primo contatto con la palla, un primo accenno di manualità. Si incomincia a capire come tenere la mano e che movimento deve fare il polso per non mandare la palla lontano. Possiamo dare l’indicazione di tenere la mano dura e in linea con l’avambraccio, per evitare di colpire la palla col polso anziché con la mano. 5. Una palla a testa. Stando davanti al muro si schiaccia la palla a terra e la si fa rimbalzare sul muro una volta col destro ed una col sinistro. Dopo ogni schiacciata si ferma la palla e la si alza. 6. Come 5 ma senza fermare la palla. Viene introdotto un primo cenno di traiettoria della palla. Questa è comunque una traiettoria frontale. Nella maggior parte dei casi ci si dovrà confrontare con una traiettoria laterale del pallone. 7. Come 5 o 6 ma a coppie ed utilizzando entrambe le braccia. Viene posta una prima difficoltà. La palla viene lanciata da un altro e la traiettoria è più difficile da prevedere. 8. Una palla a testa. Si lancia in alto la palla e si salta a prenderla a due mani il più in alto possibile. Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 4 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA 9. Come 8 ma si picchia a terra la palla invece di lanciarla in alto. 10. Come 8 ma si lancia la palla all'indietro, ci si gira e si salta a prenderla. Si incomincia a dover valutare la traiettoria della parabola per prendere la palla il più in alto possibile. 11. Come 8 ma a coppie. Una volta a testa. 12. Come 9 ma a coppie. Una volta a testa. 13. Come 10 ma a coppie. Chi lancia la palla da il via al compagno quando la palla ha raggiunto l'apice della sua parabola. Viene aggiunta la difficoltà di valutare la parabola di una palla lanciata da un altro. 14. A coppie. Uno lancia la palla in alto ed entrambi saltano per prenderla a due mani. 15. Come 14 ma si picchia la palla a terra invece di lanciarla. 16. Come 14 o 15 ma a gruppi di tre. Uno lancia la palla e due saltano. Viene aggiunta la difficoltà di valutare velocemente la parabola di una palla lanciata da un altro per precedere il compagno. Si inizia a lavorare sull'anticipo e sulla forza del salto. Attenzione a far eseguire questo esercizio! Se non sono ben coordinati nei movimenti rischiano di farsi male. 17. A coppie davanti al muro. Uno lancia la palla in alto lateralmente e l'altro la schiaccia. Tre volte di destro e tre di sinistro, poi cambio. Si inizia a valutare la parabola di una palla lanciata lateralmente da un altro. 18. A gruppi di quattro. Si gioca 2 contro 2 sul muro. Uno batte direttamente sul muro e la squadra avversaria riceve, alza e schiaccia a terra facendo rimbalzare la palla sul muro e così via. La valutazione del colpo sulla palla e della parabola vengono amalgamate con le nozioni già apprese. 19. Utilizzando una palla da tennis si ripetono gli esercizi dal 1 al 17. La difficoltà nel valutare la parabola di una palla e nel valutare il tocco sulla palla si affinano riducendo le dimensioni della palla stessa. 20. Da sopra un rialzo di circa 40 cm. eseguire un salto “verso il basso” lungo e rapido associato all’oscillazione delle braccia, differenziato in destro – sinistro. 21. Come 20 ma da terra e fronte alla rete da posto 4 3 e 2. 22. Una palla da tennis a testa. Si lancia la palla al di là della rete, saltando e schiacciandola a terra una volta col destro ed una col sinistro. Per la rincorsa si può utilizzare un cerchio all'interno della linea dei tre metri. Chi schiaccia di Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 5 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA destro posiziona il sinistro prima del cerchio. Poi carica con un passo destro – sinistro e salta. Chi è mancino partirà col destro. Viene introdotto il concetto di coordinazione della rincorsa senza far vedere una rincorsa vera e propria. È infatti solo un doppio appoggio con caricamento ma fornisce una prima idea su come partire e sul passo finale. 23. Come 22 ma la palla si tiene nella mano sinistra. Nel momento della massima elevazione si passa la palla dalla mano sinistra alla destra e si schiaccia gettandola al di là della rete. Una volta col destro ed una col sinistro. 24. Come 23 ma la palla non la si passa di mano. Ognuno la alza con la sinistra, sempre nel momento di massima elevazione e la schiaccia con la destra (forse dire “la alza” non è il termine più esatto, comunque rende l’idea). Una volta così, una volta col sinistro. Negli esercizi 20 e 21 si lancia la palla, ora la si schiaccia veramente. 25. Un pallone a testa. Facendo la rincorsa come nell'esercizio 22 si getta la palla al di là della rete a 2 mani. Curiamo il movimento da dietro la nuca in altoavanti. Incominciamo a formare il movimento della schiacciata. In questi esercizi è importante controllare sempre la chiusura del braccio. Non deve essere una chiusura pettorale ma effettuata col bicipite. Il braccio va indietro rispetto al corpo, col gomito alto (possiamo dire di tenere il gomito sopra l’orecchio) e scatta in avanti-alto. 26. L'allenatore sta in posto 3 e lancia i palloni in posto 4. Gli atleti schiacciano. 27. Come 26 ma lanciando la palla in posto 2. 28. Come 26 ma lanciando la palla in posto 3. 29. Come la serie 26 ma lanciando la palla sulla riga dei 3 metri. Adesso dobbiamo gestire quello che abbiamo appreso. Non bisogna picchiare sempre ma saper valutare il colpo più adatto a seconda della traiettoria della palla. 30. Una palla a testa spalle a rete. Ognuno si lancia la palla alle spalle, si gira salta e schiaccia da posizione 2, 3 o 4. 31. Allenatore in zona 3. Tre atleti in 4. L'allenatore lancia continuamente i palloni in 4. I tre atleti eseguono una serie di ripetute. 32. Uno in battuta, uno in ricezione e uno in alzata. Chi riceve chiama la zona di schiacciata. 33. Uno in battuta, tre in ricezione e uno in alzata. Chi riceve non schiaccia. Si estremizza la difficoltà di valutazione tempo - traiettoria. Gli ultimi due esercizi chiaramente non vanno bene per dei bambini. Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 6 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA ERRORI PIU’ COMUNI Tra i vari aspetti della didattica relativa all’attacco occorre prestare la massima attenzione al feedback, quindi visualizzare subito l’errore. Gli errori visibili esternamente sono: • palla in rete • palla murata dentro i tre metri • palla fuori 1. Questa classifica, in ordine decrescente per gravità di errore, pone al primo posto la palla in rete perché il verificarsi di un tale evento è indice che l’attaccante ha sbagliato ad interpretare uno degli aspetti base del fondamentale d’attacco (palla colpita bassa, chiusura eccessiva del colpo, rincorsa sbagliata, ecc.). L’intervento dell’allenatore sarà volto, quindi, ad evidenziare l’aspetto che non è stato rispettato e pretendere il massimo rigore da parte dell’atleta nell’esecuzione dell’azione. Le mie atlete sanno che non transigo sui palloni in rete: nel caso ciò accada do sfogo “in maniera volutamente esagerata” alla mia ira. Dobbiamo trasmettere all’atleta il concetto che la palla in rete non deve mai verificarsi perché intacca il potenziale di aggressività del singolo attaccante e incide negativamente sul morale della squadra. 2. Nel caso di una palla murata dentro i tre metri la gravità dell’errore viene alleggerita dalla bravura del muro avversario nel bloccare il nostro attacco. Rimane comunque a carico dell’attaccante l’incapacità di vedere il muro e di non riuscire a gestire il colpo in funzione di esso. Nella ricerca dell’efficacia del colpo d’attacco bisogna che l’atleta sappia valutare la situazione contingente utilizzando la più vasta gamma di varianti che egli possiede. È opportuno allenare gli attaccanti a saper “giocare” con il muro avversario, in modo che eventuali palloni “difficili” da gestire possano essere agevolmente difesi e rigiocati. 3. Il minimo della gravità dell’errore è relativa alla palla fuori, a condizione che il colpo sia stato portato con la massima velocità di esecuzione (ricerca del colpo ficcante). Nelle sedute di allenamento diamo come compito all’attaccante di indirizzare il colpo parallelamente al terreno, meglio ancora se verso l’alto (a volte chiedo all’atleta di mirare una luce o una finestra del soffitto), sempre per abituarlo a “sfruttare” il muro. Il colpo sfruttando il muro deve rientrare nella varietà di colpi che un attaccante deve possedere. 4. Vi sono poi degli errori che l’allenatore non riesce a valutare, ad esempio quando la palla non va nella direzione voluta dall’attaccante. In questo caso, dovrà essere l’atleta a chiedere di ripetere il colpo in quanto solo lui è a conoscenza delle sue intenzioni ed è quindi in grado di giudicare se il risultato della propria azione è esattamente ciò che egli si prefiggeva. In queste situazioni il compito dell’allenatore è quello di responsabilizzare l’attaccante, Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 7 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA di stimolarne il suo “auto”- feedback e la capacità di un’autoanalisi costruttiva. Così facendo diamo la possibilità all’atleta di ricercare soluzioni alternative e, ancora, di arricchire il proprio “bagaglio di colpi d’attacco”. EVOLUZIONE DELLA TECNICA RISPETTO ALLE VARIE FASCE D’ETA’ UNDER 15 / UNDER 16 In posto 2 e 3 si gioca una palla più bassa (che può essere una mezza, raramente un 1º tempo), mentre da posto 4 si gioca sempre un 3º tempo quindi l’attaccante parte dopo che la palla esce dalle mani del palleggiatore. Il problema è se insegnare a questo livello il 1º tempo. Le considerazioni che ci portano a decidere quando insegnare il 1º tempo sono le seguenti: a) Ricezione precisa; b) Appoggio preciso su palla facile; c) Se la ricezione e/o l’appoggio sono precisi prima di inserire l’attacco di 1º tempo dobbiamo controllare se i nostri giocatori: a. Saltando arrivano sopra la rete; b. Ci arrivano senza il bisogno di spingere troppo con le gambe (vanno cioè sulla rete rapidamente). UNDER 16 – IL 3º TEMPO Dall’Under 15 / 16 in poi tutto quello che è stato fatto va analizzato per vedere quali sono gli errori e correggerli. Mentre nell’Under 14 il lavoro è simile per tutti gli atleti, in Under 15 e 16 si comincia ad effettuare un lavoro individualizzato. 1. Richiediamo una differenziazione più marcata dell’ultimo passo (deve essere un balzo perché hanno la forza per farlo). 2. Chiediamo un colpo più forte che deve essere effettuato non aumentando l’arco dorsale , ma la torsione del busto. 3. Sviluppiamo la tattica dell’attacco di 3º tempo dato che abbiamo più spesso il muro a due e quindi va insegnato il mani – out. UNDER 17 / UNDER 18 Si aggiungono altri tipi di parabole d’attacco: 1. Palla di 1º tempo dove l’efficacia è dovuta più che alla forza dell’attaccante, alla sorpresa, alla sua capacità di trovare impreparato il muro e la difesa. • Dobbiamo insegnare ad attaccare la palla in fase ascendere: mettiamo i ragazzi in fila e alziamo la palla a due metri dal basso prendendo noi il tempo sulla Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 8 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected] Prof. Rocca Marcello Insegnante di Educazione Fisica Allenatore Pallavolo 3º grado 2. 2. 3. 4. 5. 6. Responsabile Internet Comitato Provinciale FIPAV FORLI’ - CESENA loro rincorsa; ricordiamo ai ragazzi che la rincorsa deve possedere stacco rapido e continuità; • Quando riescono ad attaccare palloni ascendenti mettiamo il palleggiatore a fare delle autoalzate con il centrale che cerca di partire per tempo; • Poi si inizia ad attaccare in 1º tempo effettuando degli appoggi al palleggiatore: le prima parabole di alzata dovranno essere sempre uguali; ma via via che il centrale diventa bravo bisogna variare le parabole per ricreare le possibili situazioni di gioco. Palla in banda spinta (2º tempo): • Si avvia l’ultimo passo quando la palla è nelle mani del palleggiatore; • L’attacco avviene ad una maggiore distanza da rete; • L’attaccante non deve inarcare eccessivamente la schiena in modo da “rubare palla”all’avversario; • Si usa meno la schiena rispetto all’attacco di 3º tempo; • Rispetto all’attacco di 1º tempo si usa di più la spalla e il braccio; • Elemento importante per questo tipo di attacco, come per il 1º tempo, è la “sorpresa”. Per rendere questo tipo di attacco più efficace le atlete dovranno imparare a fare la rincorsa in una direzione e attaccare in un'altra. Attacco ad incrocio. Attacco dalla seconda linea. Si deve esaminare e correggere la tecnica individuale di ogni atleta. Si deve esaminare i vari tipi di rincorsa: • Si comincia ad insegnare l’attacco da fermo da posto 2; • E l’attacco dopo rincorsa molto diagonale (rincorsa con stacco ad un piede). Si fa più attenzione sul braccio alto quando si colpisce palla. Via della Repubblica, 111 47023 CESENA - FC Cell. 335 7330550 Fax +39 (0)547 362487 - Pag. 9 - Tess. FIPAV nº 48066 C.F. RCCMCL55C20C573U http://www.fipavforli.too.it E-Mail: [email protected]