Dispensa sintetica del corso

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Dispensa sintetica del corso
Sommario
Parte Prima: il Computer e il Sistema Operativo
Introduzione .........................................................................................................................................2
Com’è fatto un personal computer .......................................................................................................2
Il sistema operativo - introduzione.......................................................................................................4
Il sistema operativo – avvio .................................................................................................................5
Il Sistema Operativo – uso del mouse..................................................................................................5
Il Sistema Operativo – uso del mouse..................................................................................................6
I Programmi – Le Finestre ...................................................................................................................6
I File .....................................................................................................................................................8
La gestione dei file ...............................................................................................................................8
Trova – la ricerca di file .....................................................................................................................11
Il Cestino ............................................................................................................................................11
Chiudere Windows.............................................................................................................................12
Parte Seconda: Internet
Com’è nata?........................................................................................................................................13
Cos'è Internet? ....................................................................................................................................13
Di cosa ho bisogno? ...........................................................................................................................14
Configurazione ...................................................................................................................................15
Cos'è il WWW?..................................................................................................................................17
Come è costituito un indirizzo Internet? ............................................................................................21
Htm o Html?.......................................................................................................................................23
Come faccio a reperire le informazioni che mi interessano? .............................................................23
Suggerimenti pratici nell'uso dei Motori di Ricerca...........................................................................24
Cos'è l'FTP?........................................................................................................................................25
E-Mail: la posta elettronica ................................................................................................................26
Uso di Outlook Express......................................................................................................................27
Invio di un messaggio.....................................................................................................................28
Leggere la posta in arrivo...............................................................................................................29
Aggiungere una firma.....................................................................................................................29
File allegati .....................................................................................................................................29
Rispondere ai messaggi ..................................................................................................................29
La rubrica .......................................................................................................................................30
Le mailing list.....................................................................................................................................30
Cosa sono i Newsgroup......................................................................................................................32
Che cos'è Usenet ................................................................................................................................32
Parte Terza: creare il proprio sito
Breve Guida all’HTML......................................................................................................................34
I tag fondamentali...............................................................................................................................34
Tag che agiscono sul testo..................................................................................................................34
I links..................................................................................................................................................36
Le immagini .......................................................................................................................................37
I colori nella pagina web ....................................................................................................................38
Le liste ................................................................................................................................................38
Le tabelle ............................................................................................................................................39
Editor HTML......................................................................................................................................41
Spazio Web Gratuito: dove trovarlo...................................................................................................43
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Parte Prima
Il Computer e il Sistema Operativo
Introduzione
Spesso chi si avvicina al computer per la prima volta lo fa con poca fiducia: è una macchina che fa
meraviglie, ma è di competenza solo dei cervelloni o degli esperti. O lo si ha nel sangue oppure non
c’è niente da fare.
Il computer ci appare come una scatola magica di cui ignoriamo il contenuto e di cui non capiamo il
funzionamento.
In realtà non è necessario conoscere nei dettagli tutto quanto per riuscire ad usare questo strano
apparecchio: bastano poche conoscenze e un po’ di pazienza per poterlo sfruttare e migliorare il
nostro lavoro, la nostra vita di tutti i giorni, il nostro tempo libero.
Il presente manuale intende fornire alcune informazioni basilari sui moderni computer, al fine di
permettere al lettore principiante di acquisire nel giro di poche ore le conoscenze necessarie per un
corretto utilizzo "domestico".
Va da sé che, una volta superato questo primo scoglio, sono indispensabili diverse ore di pratica (e
la pazienza di cui sopra) per riuscire a destreggiarsi con tranquillità fra tutte le funzionalità che
questa “calcolatrice un po’ cresciuta” ci mette a disposizione.
Com’è fatto un personal computer
Quando guardiamo un computer vediamo che esso è un insieme di diversi componenti. Tali
componenti in gergo informatico compongono il cosiddetto hardware, cioè la parte del computer
che posso “toccare” con mano. Il sistema operativo e i vari programmi invece costituiscono il
cosiddetto software.
Il componente principale è quello a forma di “scatola” (chiamata case) che è il PC vero e proprio.
Ad esso si aggiunge tutta una serie di dispositivi esterni necessari per poter interagire con il PC.
Dentro alla “scatola” ritroviamo i seguenti componenti fondamentali:
1. Il processore (cpu). Il processore (o cpu, central processing unit) è il vero e proprio
"cervello" del sistema, quell’oggetto che controlla, decide ed ordina pressoché tutto nel
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computer. Dal punto di vista fisico è un circuito integrato che ha la funzione di esecutore di
istruzioni ovvero di esecutore di programmi, i quali sono costituiti da una successione di
istruzioni. Il processore legge le istruzioni accedendo direttamente alla RAM.
2. La memoria principale (Ram). Serve per "depositare" temporaneamente i dati ed i
programmi con i quali si vuole lavorare in un certo istante. Anch'essa è dal punto di vista
fisico un circuito integrato, o meglio è realizzata mediante più circuiti integrati. La sua
funzione è quella di contenere il programma che la CPU svolge, programma che di volta in
volta viene caricato (prelevato, trasferito) dalla memoria di massa (solitamente l'hard disk),
dove è memorizzato permanentemente. Le memorie RAM perdono qualsiasi informazione
quando viene tolta l'alimentazione per cui ad ogni nuova sessione di lavoro i programmi che
fanno funzionare il vostro computer (in particolare il Sistema operativo) devono essere
caricati nuovamente.
3. La memoria di massa. Sono tutti quei dispositivi in grado di memorizzare in modo
permanente informazioni e programmi. Si tratta di dischi fissi, floppy disk, cd-rom, nastri,
ecc.: non si azzerano in caso di spegnimento della macchina. In particolare va ricordato
l'hard disk su cui sono memorizzati il Sistema operativo che è alla base del funzionamento
di ciascun calcolatore e tutti gli applicativi che utilizziamo.
Al di fuori del case ritroviamo vari dispositivi, che possiamo sommariamente suddividere in due
categorie:
1. Dispositivi di input. Sono tutti quei dispositivi che mi permettono di inviare informazioni al
computer. Fra essi più importanti sono la tastiera e il mouse.
2. Dispositivi di output. Sono quei dispositivi che restituiscono all’esterno le informazioni
elaborate dal computer. I più importanti sono sicuramente il monitor e la stampante.
In generale le prestazioni di un computer non dipendono solo dalla velocità del processore (come
spesso si viene portati a credere dalla pubblicità) ma dipendono pesantemente anche da
un’abbondante quantità di Ram e da un disco fisso non solo capiente ma soprattutto di rapido
accesso.
L’elemento centrale della struttura di un calcolatore è la scheda madre (in inglese "mother board",
anche detta "main board"). Essa ospita tutti gli elementi essenziali al funzionamento del
calcolatore ed assicura le connessioni tra di essi e con i dispositivi periferici. E’ sostanzialmente
quel dispositivo che permette a tutti componenti di dialogare e poter funzionare insieme.
In particolare su di essa si trovano:
• lo slot o il socket per la CPU (cioè l’alloggiamento dove viene posizionato il processore;
• gli zoccoli per l'inserimento delle memorie RAM
• gli slot per l'inserimento di schede aggiuntive (grafiche, audio, controller, etc)
• i connettori IDE per gli hard-disk
• il connettore per il floppy-disk
• connettori seriali PS2 per tastiera e mouse
• il connettore per porta parallela (LPT1) a cui di solito viene poi collegato la stampante
• i connettori USB a cui si connettono abitualmente periferiche esterne come lo scanner,
gamepad, ecc.
Una delle comodità di avere tanti tipi di connettori (la maggior parte dei quali sono posizionati
dietro al case) è che risulta molto facile collegare i vari componenti: per esempio per collegare la
stampante troverete dietro alla “scatola” un solo alloggiamento compatibile con il cavo che avrete in
mano.
Se volete qualche informazione più dettagliata sui componenti hardware potete visitare il sito:
http://digilander.libero.it/Neebisch/index.htm
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Il sistema operativo - introduzione
Tutto questo naturalmente da solo, anche se assemblato correttamente, non funziona. Occorre un
“programma” che sia in grado di:
• riconoscere tutti i dispositivi installati e sapere dialogare con loro;
• caricare e far funzionare i programmi;
• gestire la memorizzazione delle informazioni, in particolar modo i file.
Chi si occupa di fare tutto questo è il Sistema Operativo. E’ quindi un elemento irrinunciabile per il
corretto funzionamento del computer, tanto che di solito lo si ritrova già installato sui PC che si
acquista.
I sistemi operativi (SO) più diffusi sono quelli realizzati da Microsoft, Windows 98 tanto per citarne
uno. Ma occorre fare attenzione: i sistemi della famiglia Microsoft, pur chiamandosi tutti Windows,
sono molto diversi fra di loro. In particolare quelli della serie 9x (95, 98, 98 Seconda Edizione,
Millenium Edition), destinati ad una mercato casalingo, si differenziano nettamente dalla serie NT
(tra cui anche Windows 2000), destinati ad un ambito professionale. Windows XP, uscito di
recente, è ancora differente.
Perché questa puntualizzazione? Di solito i problemi insorgono quando si installa un nuovo sistema
operativo, oppure quando cambiamo computer sul quale è installato un sistema operativo diverso da
quello che avevamo prima. In questi casi:
1. non è detto che tutto l’hardware (in particolare le periferiche quali stampanti, modem,
scanner, …) venga riconosciuto e sia utilizzabile. Il problema dipende dal fatto che i SO
dialogano con tali periferiche tramite dei driver, cioè dei file che contengono le istruzioni
per poter utilizzare il dispositivo stesso. Tali driver non sono universali, ma dipendono
strettamente dal sistema operativo per cui sono stati scritti.
2. non è detto che i programmi siano installabili e utilizzabili. Il discorso è molto simile a
quello dei driver: ogni programma è fatto per girare solo su determinati SO, non su tutti
indistintamente.
Esistono poi altri sistemi operativi, meno conosciuti, ma non per questo meno potenti e affidabili.
Fra questi citiamo almeno Linux, che è un sistema operativo affidabile, robusto ed efficiente e che
per lo più è completamente gratuito. Inoltre esiste una vasta gamma di programmi scritti per linux
anch’essi gratuiti che non hanno nulla da invidiare ai corrispettivi programmi che funzionano sotto
Windows. Fino a qualche tempo fa gli svantaggi di Linux erano: una scarsa facilità d’uso e un
supporto per l’hardware
non
completo.
Ultimamente
tali
svantaggi sono stati
enormemente
ridotti
tanto che pian piano
comincia a diventare un
prodotto adatto anche
all’utenza casalinga.
Comunque in questa
dispensa tratteremo del
Sistema
Operativo
Windows, sicuramente il
più
utilizzato,
soffermandoci
sugli
aspetti più generali che
bene o male valgono per
qualsiasi versione.
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Il sistema operativo – avvio
Appena accendiamo un computer la macchina esegue una serie di test diagnostici di sé stessa (per
verificare eventuali guasti). Una volta eseguiti i test diagnostici di cui sopra, se questi hanno avuto
esito positivo, il computer deve caricare il sistema operativo: questa fase si chiama boot.
Una volta terminata tale fase (che può essere più o meno a lunga a seconda della potenza del vostro
PC, ma anche del tipo di dispositivi che vi sono collegati) vi ritroverete di fronte ad una schermata
molto simile alla seguente riportata più sopra.
Questa schermata viene chiamata desktop, cioè scrivania. Potete proprio immaginarvela come la
vostra scrivania di lavoro dalla quale accedete a tutti gli strumenti di cui avete bisogno: i vostri
documenti, i programmi, il cestino, e così via.
Rappresenta insomma il punto di partenza per qualsiasi attività che svolgete con il vostro PC.
Ma guardiamo più in dettaglio cosa ci trovate.
Le prime cose che saltano agli occhi sono le Icone, che non sono altro che delle
immagini che rappresentano degli oggetti di Windows: nelle figura qui accanto ne
vedete alcune. Sul desktop ritroviamo abitualmente le icone degli oggetti più importanti
e che usiamo più frequentemente. Di solito quello che vediamo non sono altro che dei
collegamenti (o, se preferite, delle scorciatoie) agli oggetti veri e propri (di solito
rappresentati da un immagine con una freccia in basso a sinistra, come nel caso di
Acrobat Reader in figura), collocati in realtà in altre parti del disco, ma possono essere
anche dei file memorizzati proprio in quest’area (nella figura compare un file di testo
chiamato ViewPart).
Sicuramente la zona più importante è la barra collocata in basso detta Barra delle
Applicazioni.
Subito a sinistra trovate il pulsante Start o Avvio (a seconda delle versioni) da cui si
accede al menu più importante di tutto il sistema operativo, perché da esso potete
accedere a tutti i programmi e alle funzionalità che avete a disposizione. Poi
spostandovi verso destra trovate di solito qualche piccola icona che costituiscono il
menu di avvio rapido, cioè un accesso veloce ai programmi più utilizzati. A fianco di
questo menu ritroviamo una zona grigia che viene popolata da diversi pulsanti a
seconda dei programmi che sono in esecuzione in quel momento. All’estrema destra
ritroviamo un’area detta system tray in cui oltre all’orologio si ritrovano delle icone che
rappresentano i programmi sempre in esecuzione.
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Il Sistema Operativo – uso del mouse
Lo strumento sicuramente più comodo per operare in Windows è il mouse.
Ce ne sono di diversi tipi, ma fondamentalmente è costituito da 3 pulsanti, dei
quali quello centrale è spesso sostituito da una rotellina.
La prima funzione del mouse è quella di muovere il puntatore, cioè il
cursore che di solito assume la forma di una freccia.
La forma può variare durante l’esecuzione di un programma diventando
così un riferimento per l’utente su quello che sta succedendo o sulle
funzionalità che si possono attivare in quel momento. Ad esempio, durante i tempi di attesa, a
fianco della freccia compare di solito una clessidra, oppure, mentre si naviga in internet quando
il puntatore si trova su un link assume la forma di una mano. Altra funzione utilissima del
puntatore è che spesso, se posizionato su un oggetto, fa comparire un
breve messaggio di descrizione dell’oggetto stesso.
Le altre operazioni che si compiono col mouse sono:
1. fare clic col pulsante sinistro; è l’azione più comune che serve per selezionare un oggetto,
una voce del menu, premere un bottone sullo schermo;
2. fare doppio clic col pulsante sinistro, cioè premerlo due volte in rapida successione; serve di
solito per aprire un file o una cartella;
3. fare clic con il pulsante destro; serve per aprire un menu contestuale (cioè che dipende dal
punto in cui si trova il cursore in quel momento) anche detto menu di scelta rapida, visto che
serve in particolar modo per accedere immediatamente ai comandi disponibili in quel
contesto.
4. trascinamento: per farlo premere e tener premuto il pulsante sinistro del mouse, spostare il
puntatore nella posizione desiderata e rilasciare il pulsante del mouse; serve per spostare
degli oggetti in posizioni diverse sullo schermo, in particolare fra finestre diverse, o
compiere determinate azioni come la selezione di aree rettangolari.
Nel testo faremo spesso riferimento a tali termini, quindi il consiglio è quello di familiarizzare
subito con queste azioni per non avere dubbi nel proseguio.
I Programmi – Le Finestre
Una volta aperto Windows si esegue un programma. Ci sono diversi modi per aprirli, ma quello più
classico è senz’altro utilizzare il Menu
Avvio o Start. Basta fare clic sul
bottone Start e si apre un menu far cui
troverete la voce Programmi:
portateci sopra il cursore del mouse e
si aprirà un altro menu con l’elenco di
tutti (o quasi) i programmi installati
sul vostro computer. Basta quindi
curiosare in questo menu (o nei vari
sotto-menu segnalati da una freccia
nera a fianco) per trovare quello che
ci interessa. Nella sezione Accessori
troviamo i programmi che vengono
forniti a corredo con Windows, quindi
è possibile utilizzare il nostro PC
anche se non possediamo altro
software.
La maggior parte dei programmi in
Windows vengono eseguiti all’interno
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di finestre (in inglese windows!) che hanno dei tratti comuni che è bene imparare a conoscere.
Partendo dall’alto ritroviamo la Barra del Titolo:
In essa ritroviamo una icona associata al programma, il nome del documento attualmente
visualizzato (nel nostro caso ViewPart.txt), il nome del programma stesso (WordPad) e tre pulsanti.
1. Il primo di questi tre serve per ridurre a icona la finestra. Questo significa nascondere la
finestra del programma senza però chiuderlo. Vedremo infatti che nella barra delle
applicazioni rimane il bottone corrispondente al nostro programma: per far riapparire la
finestra basterà fare clic su tale bottone.
Risulta comodo quando dobbiamo eseguire un’altra operazione o consultare un altro
documento prima di proseguire col lavoro che stavamo facendo.
2. Il secondo serve per massimizzare o ridurre le dimensioni di una finestra, cioè farle
occupare tutto lo spazio disponibile, oppure farle occupare solo una parte dello schermo, nel
qual caso possiamo modificarne le dimensioni semplicemente portando il cursore del mouse
sui bordi della finestra stessa e trascinando nella direzione desiderata.
3. Il terzo serve per chiudere il programma.
Inoltre, portando il cursore del mouse in una parte qualsiasi della barra del titolo, posso spostare a
piacimento la finestra trascinando col mouse.
Subito sotto la barra del titolo ritroviamo la barra dei menu, che naturalmente cambiano da
programma a programma, attraverso cui si accede a tutte le funzionalità del programma stesso.
Fra le varie voci che compaiono, si ritrova di solito in ultima posizione una voce per accedere alla
guida in linea del programma (contrassegnato da un ? o da Help), luogo privilegiato per trovare
informazioni ed aiuto sul funzionamento dell’applicativo che state usando.
Ancora sotto compaiono le cosiddette barre degli strumenti, costituite da bottoni, che non sono
altro che “scorciatoie” per attivare rapidamente le funzionalità maggiormente utilizzate.
Sotto si trova l’area dedicata al documento corrente e che occupa in genere la maggior parte dello
spazio. Se la finestra è troppo piccola per visualizzare l’intero documento compaiono le barre di
scorrimento che permettono di scorrere l’intero documento.
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Da ultimo, in fondo alla finestra compare di solito una barra di stato che di solito visualizza dei
messaggi sui vari comandi, proprietà del documento aperto o funzionalità attivate del programma.
Imparare a riconoscere questi elementi che si ripetono in tutti i programmi ne rende più semplice
l’apprendimento.
I File
Come abbiamo visto quando abbiamo analizzato la struttura del computer, ci sono dei dati, delle
informazioni a cui accedono il sistema operativo o un programma che risiedono in un’area di
memoria (la RAM) che perde tutti i dati una volta che il computer viene spento. Per memorizzare
tali informazioni in maniera permanente si organizzano tali dati in oggetti chiamati file che vengono
a loro volta scritti sul disco fisso (o su un altro dispositivo di memorizzazione come il floppy).
Vediamo di capire come queste informazioni vengono interpretate ed utilizzate. A tal fine,
possiamo dividere tutti i possibili file nelle seguenti categorie:
• programmi: non sono altro che insiemi di istruzioni che vengono eseguite dal processore;
• dati: lettere, tabelle, immagini, grafici, suoni, filmati, archivi di posta elettronica, …
Vediamo di capire dunque le caratteristiche dei file, in particolare dei file di dati.
1. Ogni file possiede un suo formato. Da questo dipende il fatto che ogni programma può
leggere soltanto i file di cui conosce il formato (e che quindi riesce ad interpretare
correttamente): è inutile tentare di aprire un filmato con un programma di elaborazione testi,
perché è assai improbabile che quest’ultimo "sappia interpretare" il filmato (d’altronde non è
il suo compito!). Non solo: anche se i programmi hanno compiti simili, non è detto che
sappiano interpretare correttamente l’uno i file creati dall’altro. Il formato dei file lo si può
riconoscere in Windows dall’icona associata ad ogni file:
Come si vede dalla figura i quattro file sono di un formato diverso: le icone di solito
corrispondono al programma che Windows associa ai file per aprirli (che di solito
coincidono anche coi programmi che hanno creato i file stessi). Qualora il formato sia
sconosciuto si vede la classica icona col simbolo di Windows (come per l’ultimo file in
figura).
2. Ogni file è identificato da un nome. Tale nome deve di solito essere rappresentativo del suo
contenuto o della sua funzione (cose da tenere a mente quando lo si assegna ad un file). In
Windows i nomi dei file sono contraddistinti anche da una estensione, cioè possiedono nella
parte finale una appendice costituita da un punto e (di solito) 3 lettere, come ad esempio
.doc, .txt, .gif, e così via. Tali estensioni contraddistinguono il formato di un file: ciò vuol
dire che, per esempio, tutti i file generati da Microsoft Word hanno estensione .doc. Per altro
il più delle volte Windows nasconde tale estensione permettendo il riconoscimento del
formato unicamente attraverso l’icona: attenzione perché file con estensione diversa possono
avere la stessa icona (semplicemente perché associate allo stesso programma).
3. Ogni file ha una precisa collocazione. Sembra una cosa banale, ma collocare in modo
appropriato all’interno del proprio disco fisso un file è essenziale per riuscire poi a ritrovarlo
facilmente!
La gestione dei file
Il numero di file presenti su un qualsiasi computer è di solito molto elevato. E’ necessario allora
capire bene come Windows gestisce la memorizzazione dei file.
Il concetto che sta alla base della gestione dei file è in realtà molto semplice. Se pensate ad un
ufficio e a tutto il materiale cartaceo che in esso è conservato, vi verranno sicuramente in mente
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cose tipo raccoglitori e cartellette. Per riuscire a ritrovare quello che serve, i fogli saranno suddivisi
con determinati criteri: troveremo quindi tutte le fatture dell’anno scorso in uno stesso raccoglitore,
tutta la corrispondenza di un determinato mese in un altro, e così via.
In Windows le cose sono organizzate in modo simile: invece dei raccoglitori troviamo le cartelle,
che non sono altro che contenitori in cui sono memorizzati dei file o a loro volta altre cartelle (in
questo caso si parla anche di sottocartelle). Ad ogni cartella è associata una icona per identificarle
che è possibile vedere in figura.
Naturalmente ogni cartella possiede un nome e una collocazione. Bisogna tenere presente che non
si possono avere due cartelle con lo stesso nome nello stesso punto del disco fisso, quindi non si
possono avere due cartelle chiamate Lettere dentro alla cartella Documenti, mentre possono esistere
due cartelle con lo stesso nome ma collocate in punti diversi (ad esempio una in Documenti e l’altra
in Corrispondenza). Lo stesso discorso vale per i nomi dei file: file con lo stesso nome non possono
stare nello stesso punto, ma possono esistere file con lo stesso nome in collocazioni diverse.
Per accedere ai file in Windows abbiamo diverse strade. Vediamo le più comuni.
Sul desktop ritroviamo una icona molto simile a quella in figura:
Se facciamo doppio clic su tale icona, si aprirà una finestra simile alla seguente:
Il numero di icone presenti dipende sia dalla versione di Windows, sia dai dispositivi installati, ma i
primi tre che notiamo in figura sono pressoché sempre presenti. Da qui possiamo dunque accedere
ai tre dispositivi di memorizzazione principali, cioè il Floppy (identificato anche dalla lettera A), il
disco fisso (identificato di solito dalla lettera C) e il lettore cd-rom (indicato solitamente dalla
lettera D). Possiamo pensare a questi tre dispositivi come a delle cartelle (quindi che contengono dei
file o altre cartelle), di cui il disco fisso è sempre accessibile, mentre il floppy e il cd-rom sono
accessibili quando inseriamo un floppy o un cd negli appositi dispositivi.
Per vedere cosa c’è ad esempio nel disco C basta fare doppio clic sulla sua icona e ci si aprirà
un’altra finestra che ne mostrerà il contenuto (vedi figura).
Alcune cartelle sono sempre presenti: fra queste la cartella Windows (nel caso di Windows NT o
Windows 2000 ha il nome WINNT), contiene i file necessari al funzionamento del sistema
operativo, la cartella Programmi, che contiene i file dei vari programmi installati, la cartella
Documenti, dove si possono memorizzare i file personali. Per non compromettere il funzionamento
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del computer o di alcuni programmi è bene non modificare mai nessun file presenti nelle cartelle
Windows e Programmi a meno che non si sappia davvero cosa si stia facendo!
Altro modo per “navigare” fra i file è utilizzare Esplora Risorse. Per aprirlo ci sono diverse strade:
la prima è aprire il menu Avvio, selezionare Programmi e cercarlo nell’elenco (in alcune versioni si
trova nel sottomenu Accessori). Altra strada è quella di premere contemporaneamente il tasto Win
(quello col simbolo di Windows posto in basso a destra sulla tastiera) e il tasto E.
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Come si vede dalla figura la finestra è divisa in due parti: quella a sinistra ci fa vedere le risorse del
nostro computer con una visualizzazione della struttura
ad albero dei vari dispositivi.
Come si vede anche dalla figura possiamo notare la
struttura con la quale è organizzato il nostro disco fisso
(chiamato anche radice): da esso parte una linea che
congiunge tutti gli elementi presenti in esso. A fianco di
ogni cartella poi è presente un quadratino con un + se al
suo interno esistono altre cartelle: basta fare clic sul più
(cioè richiediamo più informazioni) per vedere quali sono
(e il + diventa un -, perché se facciamo clic nascondiamo
le informazioni mostrate). Se non esiste nessun quadratino
la cartella non contiene sotto cartelle. Dalla figura si nota
anche che tutte le cartelle presenti in Programmi vengono
disegnate spostate verso destra e congiunte da una stessa
linea. Per vedere nella parte destra il contenuto di una
cartella basta fare clic sull’icona della cartella stessa.
Trova – la ricerca di file
Capita spesso, specie se nel nostro personal computer sono memorizzate grandi quantità di dati, che
non riusciamo a trovare il file che stiamo ricercando. Salvo non avere cancellato definitivamente il
file in questione, è possibile effettuare una ricerca completa nel nostro personal computer, per
rintracciare il file in questione. Per fare questo Windows mette a disposizione uno strumento, che
ritroviamo nel Menu Avvio ed è il comando Trova.
Qui possiamo cercare il file scrivendo il suo nome: se non ce lo ricordiamo esattamente possiamo
utilizzare *. Ad esempio scrivendo Ordine* possiamo ritrovare i file del tipo Ordine01,
Ordine2000, e così via. Possiamo anche a provare cercare il file scrivendo una o più parole in esso
contenuto. Possiamo poi specificare la data in cui è stato creato e altri criteri per rendere la nostra
ricerca sempre più particolareggiata ed efficiente.
Il Cestino
Quando si cancella un file in Windows (e per farlo basta selezionarlo e premere il tasto Canc) in
realtà il nostro file non viene cancellato definitivamente, ma viene posizionato in una cartella molto
particolare, chiamata Cestino in cui tale file viene “parcheggiato”. Questo avviene perché se ci
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accorgiamo di averlo cancellato per errore abbiamo la possibilità di ricuperarlo (proprio come
avviene con il cestino vero e proprio). Questo vuol dire che pian piano il cestino si può riempire:
sarà necessario quindi di tanto in tanto svuotarlo del tutto, cioè eliminare i file in esso contenuto in
modo definitivo.
Chiudere Windows
Quando si finisce di adoperare il computer non si può semplicemente premere il pulsante di
spegnimento. Questo perché il sistema operativo prima di chiudersi deve terminare tutti i processi in
corso e salvare eventualmente i dati in sospeso. Quindi è necessario spegnere il computer con una
procedura ben precisa.
Bisogna aprire il Menu Avvio e selezionare la voce Chiudi Sessione (di solito la prima in basso). Si
aprirà una finestra simile a quella in figura:
Assicurarsi che sia selezionata la voce Arresta il sistema e premere OK. A questo punto bisogna
attendere un attimo: nei computer più recenti la procedura spegnerà anche il computer, in caso
contrario alla fine comparirà la scritta “Ora è possibile spegnere il computer”, Solo a questo punto
siete autorizzati a premere il pulsante di spegnimento!
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Parte Seconda
Internet
Com’è nata?
Internet nasce dalle esigenze della Difesa Americana di avere una rete in grado di garantire
continuità nelle comunicazioni. Si voleva evitare che la rete informatica dell'esercito statunitense costruita in modo gerarchico attorno a un computer centrale - potesse essere bloccata
semplicemente distruggendo il cuore della rete. La soluzione fu trovata disegnando un sistema nel
quale ogni computer fosse responsabile della propria trasmissione di dati verso tutti gli altri senza
passare necessariamente da un computer centrale. II nuovo progetto, nato nel settembre del 1969
chiamato ARPA NET (ARPA: Advanced Research Projects Agency), permetteva dunque la
sopravvivenza della rete anche in caso di distruzione di uno o più terminali centrali e rendeva
semplice l'allacciamento di nuovi computer, garantendo inoltre una crescita rapida e spontanea della
rete stessa. Un singolo computer veniva a conoscenza dell'esistenza di ogni altro computer
allacciato semplicemente accedendo a un elenco di indirizzi, in pratica una mappa della rete, che
non risiedeva però in unico posto ma in moltissimi nodi periferici. II primo prototipo di quello che
oggi chiamiamo Internet è stato realizzato nel 1982, con circa 200 computer connessi tra loro. Nel
1983 l'esercito statunitense scelse questo progetto per supportare il proprio sistema di
comunicazioni principale, collegando tutte le proprie basi sparse nel mondo. Nel 1984 il numero di
computer collegati raggiunse quota 1000. II progetto fu talmente ben realizzato da favorire una
crescita veloce e costante; in seguito venne concesso il collegamento a questa rete aperta anche alle
università e alle istituzioni pubbliche e nel 1985 si raggiunse la ragguardevole cifra di 28.000
computer collegati.
In seguito, l'esercito si "scollegò" da Internet, creando per se una struttura simile chiamata Mil Net.
Da quel momento Internet aggregò i siti accademici e i primi servizi commerciali, che sono
diventati la spina dorsale di quello che chiamiamo Internet. Al giorno d'oggi è praticamente
impossibile stabilire un numero preciso di computer connessi alla Rete: alla fine del 1999 erano
oltre 200 milioni. Ma soprattutto, la lingua franca di Internet - il sistema di comunicazione di base è uscita dai cavi telefonici e dai computer per invadere nuovi terreni come i telefoni cellulari, la
trasmissione via satellite o la televisione interattiva, mantenendo l'idea centrale di Rete unica,
aperta, non gerarchica.
Cos'è Internet?
Internet è dunque in primo luogo un grande insieme di computer collegati tra loro, su cui vigono
determinate convenzioni che permettono la trasmissione dei dati fra i vari PC. La Rete perciò non è
fatta solo di cavi, chip e programmi, Internet è fatta da milioni di persone che si scambiano
messaggi, ricercano informazioni, discutono ecc... in poche parole Internet è una società virtuale,
senza confini e come tale ha delle regole che devono essere rispettate (o almeno dovrebbero).
I dialoghi tra computer su Internet si basano sul modello "client-server", cioè funziona secondo i
principi di distribuzione dell'informazione e di condivisione di essa da parte di più utenti. In pratica
questo modello prevede che ciascun utente possa mettere a disposizione di altri utenti le
informazioni di cui è in possesso, (facendo così da server), e quindi possa a sua volta riceverne da
altri (mettendosi nella condizione di client). è molto importante sottolineare che i ruoli di server e
client non sono predefiniti come molti credono ma, al contrario sono intercambiabili, esistono
comunque anche modelli centralizzati che non permettono questo scambio di ruoli.
Lo scambio di informazioni non avviene sempre allo stesso modo: esistono diversi tipi di servizi (il
World Wide Web, l’Email, l’FTP, ecc.) ciascuno dei quali adopera un diverso protocollo di
comunicazione che vedremo in seguito.
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Di cosa ho bisogno?
Cosa serve a una persona che voglia collegarsi a Internet? Fondamentalmente, cinque cose:
1. un computer;
2. una linea telefonica;
3. un modem (l'apparecchio che permette al computer comunicare attraverso la linea telefonica);
4. un fornitore di connettività (o Internet provider), cioè un servizio privato o pubblico che
disponga di un computer collegato permanentemente alla rete, e al quale sia possibile accedere
via modem. Il computer del fornitore di connettività costituirà un po' la nostra porta di accesso a
Internet;
5. uno o più programmi installati sul computer, capaci di controllare il modem, di garantire il
corretto flusso di dati in ingresso e in uscita, e di rendere possibili le operazioni che desideriamo
compiere in rete (ad esempio scrivere messaggi di posta elettronica, visualizzare pagine Web,
ecc.)
Per quel che riguarda il computer non ne esiste uno studiato appositamente per Internet: la
connessione può essere effettuata anche con un computer di vecchia generazione, ma lo svantaggio
più evidente sta nel dover subire estenuanti tempi di attesa per la visualizzazione di qualsiasi
pagina. In ogni caso, qualsiasi computer che abbia un processore Pentium o superiore dotato di
sistema operativo Windows 95/98 o 2000 è utilizzabile per la navigazione.
Lo strumento principale che ci permette di collegare fsicamente il nostro computer ad Internet è il
Modem, acronimo di Modulatore - Demodulatore, un apparecchio che si preoccupa di trasformare i
bit di dati del nostro pc in impulsi elettrici che possano viaggiare attraverso le normali linee
telefoniche e viceversa.
Nella scelta del modem, è necessario tenere in considerazione che tipologia di linea telefonica
abbiamo installato nella nostra casa o ufficio.
Al giorno d'oggi le principali tecnologie correntemente in uso: Analogiche, Digitali e Asincrone.
• Linee Analogiche (PSTN) E' la linea telefonica più diffusa, quella che utilizza il classico
"doppino" bianco e rosso, e trasmette i segnali sotto forma di impulsi elettrici. Se abbiamo una
linea telefonica di questo tipo per connetterci ad Internet dobbiamo installare un Modem
analogico, il quale potrà trasmettere dati fino alla velocità massima di 56.000 bps (bit per
secondo). Lo svantaggio della linea analogica è che supporta solo una comunicazione per volta,
ovvero se siamo collegati ad internet il nostro numero risulta occupato.
• Linee digitali (ISDN) Negli ultimi anni si sono diffuse le linee ISDN (Integrated Services
Digital Network), linee telefoniche che utilizzano cablaggi a fibre ottiche. Se abbiamo installato
una linea ISDN disponiamo della cosiddetta borchia, una centralina dove possiamo attaccare il
nostro Modem ISDN. In realtà Modem ISDN, sebbene sia entrato nel gergo comune, non è il
termine appropriato, dovremmo parlare di adattatore terminale, in quanto i dati su linee digitali
viaggiano già sotto forma di bit a differenza delle analogiche. Il vantaggio dell'ISDN sta nel
fatto che a un numero di telefono corrispondono due canali dove può passare il flusso dei dati.
Ogni canale può trasportare 64. 000 bps, di conseguenza se ci connettiamo ad Internet a 64. 000
bps il nostro numero risulta comunque libero per fare e ricevere chiamate sul secondo canale
gestito automaticamente dalla borchia. In alternativa è possibile accoppiare i due canali e
viaggiare a 128. 000 bps, ma per contro il nostro numero risulterà occupato.
• Linee Asincrone (ADSL) Tecnologia di trasmissione digitale dei dati su normali linee
telefoniche, in grado di permettere uno scambio di dati a velocità comprese fra 1, 5 e 9 Mbps in
ricezione e fra 16 e 640 Kbps in trasmissione. Il collegamento a Internet attraverso linee ADSL
(Asimmetrìcal Digital Subscriber Line) è molto più veloce delle linee sopradescritte, è una
specie di linea dedicata (quindi il proprio numero telefonico rimane libero) e si paga un canone
di abbonamento mensile (che è comunque ancora piuttosto elevato).
La scelta del Provider è molto ampia: se non si hanno esigenze particolari, sono sicuramente da
preferire quelli che forniscono gratuitamente il servizio di collegamento ad internet (Club Net,
Tiscali, Libero, ecc.). Se invece si richiede un servizio specifico, come assistenza tecnica specifica,
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garanzia di una velocità minima di connessione, spazio su web, IP statico, ecc. è necessario
sottoscrivere degli abbonamenti a pagamento.
Per quello che riguarda i programmi vedremo in seguito quali sono e come si utilizzano.
Configurazione
Una volta installati correttamente PC e modem è necessario configurare correttamente il computer
per accedere ad internet col provider scelto. In questa guida prenderemo come riferimento il sistema
operativo Windows 95/98. Per gli altri sistemi operativi della famiglia Windows le operazioni
saranno analoghe, ma consigliamo di consultare il manuale relativo o la guida in linea.
Assicurarsi che il driver di Accesso Remoto sia installato correttamente. Di solito esso è già
presente nel sistema operativo: basta aprire “Risorse del Computer” e vedere se è presente la
cartella con tale nome. Se non è presente occorre il cd di Windows 95/98 e installarlo.
A questo punto esistono 2 modi per configurare il proprio computer: o utilizzare dei programmi
appositi rilasciati dai vari provider che eseguono automaticamente la configurazione, oppure
inserire manualmente i dati necessari per la connessione.
Per capire meglio come avviene il collegamento vediamo l’inserimento manuale: molti dei termini
tecnici verranno chiariti in seguito. Per procedere avremo bisogno di alcuni dati che vengono forniti
dal provider una volta che si è sottoscritto l’abbonamento.
Creiamo innanzi tutto una nuova connessione. Fate un doppio click sull'icona Risorse del computer
(posizionata nel desktop di Windows 95/98).
Si apre la seguente finestra in cui sono contenute diverse icone
Fate
un
doppio
click
sull'icona
di
Accesso
Nella finestra che compare fate doppio click sull'icona Crea nuova connessione.
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Remoto.
Nella finestra Crea Nuova Connessione dovete inserire i dati che man mano vengono richiesti
seguendo le istruzioni riportate all'interno della finestra (nella casella del nome potete metterci il
nome del Provider che utilizzate), al termine delle impostazioni cliccare sul pulsante Avanti.
Nella successiva finestra dovrete inserire il numero di telefono relativo al POP (punto di accesso
alla rete) più vicino a voi nella casella “Numero di telefono” (nella casella “Indicativo località”
andrebbe messo il proprio prefisso telefonico, ma potete anche lasciarlo vuoto) e premere il
pulsante Avanti.
Nella successiva finestra cliccate semplicemente sul pulsante Fine per completare la creazione della
connessione. A questo punto nella cartella “Accesso Remoto” vi troverete una nuova icona con il
nome che avete dato alla connessione stessa. Per configurare tale connessione dovete cliccare con il
tasto destro del mouse sopra l'icona Connessione. Compare il menù contestuale in cui dovete
scegliere la voce Proprietà. Dalla finestra che compare selezionate la cartella Tipi di Server per
visualizzare la schermata relativa alle impostazioni del TCP/IP. Qui si consiglia di selezionare solo
le caselle “Attiva compressione software” e “TCP/IP” e deselezionare tutte le altre. Cliccate poi sul
pulsante Impostazioni TCP/IP per arrivare alla configurazione dei DNS. Se il provider ha fornito gli
indirizzi del DNS (di solito sono due: quello primario e quello secondario) selezionare l’opzione
“Specifica indirizzi del server” e inserire i numeri forniti dal provider, altrimenti cliccare
sull’opzione “Indirizzi del server dei nomi assegnati dal server”.
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Per effettuare il collegamento ad Internet fate doppio click sull'icona Connessione presente
all'interno di Accesso Remoto. Appare la finestra di connessione in cui dovete inserire la vostra
User ID, nel campo Nome Utente, e la relativa password, nel campo Password. Per effettuare la
connessione basta cliccare sul pulsante Connetti.
Dopo circa mezzo minuto, se la connessione va a buon fine, vicino all’orologio in basso a destra ci
sarà una piccola icona con 2 PC che lampeggiano alternativamente.
Cos'è il WWW?
La prima risorsa a cui un utente approda quando è in rete è il WWW (che vedremo tra breve), ma
esistono anche molti altri servizi di grande utilità quali ad esempio: Email, FTP (File Transfer
Protocol), newsgroup, ecc... su cui ci soffermeremo in seguito.
WWW è l'acronimo di World Wide Web, letteralmente "ragnatela con estensione mondiale" ed è un
esempio di servizio utile che si appoggia alla Rete Internet. Tecnicamente, il WWW è un sistema di
computer collegati continuamente a Internet capaci di fornire agli utilizzatori documenti scritti in un
formato speciale, detto html, contenenti collegamenti attivi verso altri tipi di documenti e file
(audio, grafica, eccetera); questo vuol dire che si può "saltare" da un documento all'altro
semplicemente facendo clic su dei link creati appositamente dagli autori dei documenti. Tali
documenti vengono chiamati ipertesti.
Le singole "pagine" WWW sono poi organizzate in quello che il linguaggio comune definisce un
"sito Internet" cioè una collezione di documenti o pagine di servizio raccolte sotto un unico
indirizzo WWW (per esempio www.virgilio.it). Ecco perché "www.qualcosa" è diventato il
simbolo stesso di Internet: a ogni indirizzo corrisponde un servizio più o meno utile, presente in un
punto della Rete, di cui non conosco l'ubicazione geografica ma che può essere raggiunto
semplicemente digitandone l'indirizzo in un apposito programmaUn ipertesto si compone di una
serie di documenti ciascuno dei quali deve contenere almeno un riferimento a un altro dei
documenti che compongono l'insieme. Il riferimento (detto hyperlink o collegamento ipertestuale)
deve essere evidenziato in qualche modo rispetto al resto del testo. Ad esempio può essere una frase
sottolineata oppure scritta in grassetto, un brano di colore diverso, oppure può essere un elemento
grafico.
Il collegamento viene attivato selezionandolo con il mouse e questa semplice azione ci fa passare
all'altro documento che può trovarsi sul nostro computer, sul server a cui siamo già collegati o
addirittura su un altro server. Il salto può anche essere a un'altra sezione dello stesso documento in
cui già ci troviamo. Se il sistema ipertestuale è ben fatto il documento in cui si arriva dovrebbe
contenere un collegamento a quello di provenienza, così che sia sempre possibile ritornare sui
propri passi. Poiché nel mondo WWW questo viene fatto di rado, è compito del browser
compensare questa mancanza tenendo traccia del percorso e permettendo in qualsiasi momento di
muoversi a ritroso. Parlando di documenti multimediali il collegamento può portarci in ogni genere
di contenitore e produrre la risposta più diversa. Per il momento, una buona parte dei collegamenti
che si trovano sul World Wide Web rimandano a pagine di testo oppure a elementi grafici statici,
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ma si trovano anche connessioni con piccole applicazioni che possono eseguire compiti specifici (in
questo ambito domina il linguaggio Java di Sun Microsystems) ed inoltre, poiché le linee di
comunicazione ora sono abbastanza capienti, si è arrivato a scaricare via rete brani musicali e film.
Cosa serve per poter navigare nel web? Per prima cosa occorre che siate collegati ad Internet,
requisito fondamentale, che sicuramente possedete se siete arrivati fino a qui. Dopo di che occorre
un programma che sia in grado di collegarsi ai vari siti web, riceverne le informazioni e "tradurle"
in immagini, testi, suoni, etc. Questo programma si chiama browser. Uso il termine "tradurle"
proprio perchè le pagine non sono scritte così come adesso voi le vedete. Sono scritte in un
particolare linguaggio detto HTML (Hyper Text Markup Language) che vedremo in seguito. I 3
browser più diffusi sono Internet Explorer, Netscape Communicator e Opera. Siccome ogni browser
"interpreta" a modo suo le pagine internet, sarebbe opportuno visualizzare le pagine con il browser
per cui sono state progettate. Ecco perchè molti siti riportano diciture del tipo "Sito ottimizzato
per..." "Si vede meglio con..." e così via. Qual'è quello consigliato? Quello più diffuso. Perchè
siccome tutti lo usano, tutti progettano le pagine per quello. Il più diffuso è Internet Explorer
distribuito da Microsoft e si trova già inserito nel sistema operativo Windows. Comunque non ci
sono differenze sostanziali.
Uso dei browser
Come già detto, i browser sono quei programmi in grado di visualizzare le pagine web.
Vediamo di capire cosa fanno e come si usano. In primo luogo la barra del titolo, nella parte
superiore della finestra, permette di leggere il titolo del documento. Ci sono poi la consueta barra
dei menu, quella dei pulsanti, a cui si aggiungono una barra che mostra l'indirizzo (URL) del
documento visualizzato, e una barra dei siti di uso frequente.
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Il documento Web viene visualizzato nella finestra principale in modalità grafica. Le varie sezioni
del testo sono formattate con stili e tipi di carattere diversi. In particolare le porzioni di testo che
attivano i link sono in genere evidenziate dal cambiamento di colore del carattere, eventualmente
associato alla sottolineatura. Il colore standard dei link disponibili in una pagina è il blu; ma la
maggior parte dei browser è in grado di interpretare le istruzioni del linguaggio HTML che
consentono di modificare il colore dei link. Per attivare un collegamento è sufficiente posizionare il
puntatore su una porzione di testo o su un'immagine attivi (e cioè collegati ipertestualmente ad altri
documenti in rete), e premere il tasto sinistro del mouse. In genere, nel momento in cui il cursore
transita su una porzione di testo o su un'immagine attivi, la sua forma cambia da quella di una
freccia a quella di una mano che indica.
Oltre ai link ipertestuali all'interno del documento, i browser mettono a disposizione una serie di
strumenti di supporto alla navigazione. Le operazioni fondamentali che l'utente può effettuare sono
le seguenti:
1. indicare direttamente il documento o il server al quale collegarsi, digitando la URL
corrispondente all'interno di una apposita finestra di dialogo, o direttamente nella barra della
URL;
2. tornare indietro di un passo, ripercorrendo in senso inverso la catena di link seguita, o procedere
seguendola in avanti;
3. vedere la storia di una navigazione (history), ovvero la sequenza dei link seguiti durante la
navigazione, ed eventualmente ritornare direttamente ad una pagina già visitata;
4. tornare alla home page, ovvero alla pagina adottata come 'partenza standard' dal browser (questa
pagina è configurabile dall'utente);
5. costruire una lista di segnalibri (che Netscape chiama Bookmarks e Internet Explorer Preferiti)
con gli indirizzi più usati, facilmente aggiornabile ed eventualmente strutturabile, in cui l'utente
annota i siti che ritiene di voler visitare nuovamente in futuro.
Queste funzioni sono attivabili attraverso la barra di pulsanti o i comandi dei menu a tendina. La
lista dei segnalibri è uno degli strumenti più utili. Si tratta di una lista di puntatori che può essere
richiamata, in qualsiasi client, tramite un menu a tendina o una apposita finestra. Le voci dei
segnalibri contenute nel menu corrispondono ai titoli delle pagine nella barra del titolo. Ogni utente
dovrebbe avere cura di costruire una lista adatta alle proprie esigenze, e dovrebbe sfoltirla
periodicamente dalle voci non più interessanti, per preservarne la natura di strumento di rapida
consultazione. Sia Netscape sia Internet Explorer consentono di personalizzare la propria lista di
segnalibri, strutturandola in cartelle e sottocartelle.
In generale i browser, oltre al formato HTML, sono in grado di visualizzare autonomamente i file di
testo in semplice formato ASCII, e almeno i due formati di file grafici più diffusi su Internet: il GIF
e il JPEG, integrando le immagini all'interno del documento.
Se il file che viene ricevuto dalla rete è in un formato che il browser non sa interpretare
direttamente, ma che comunque 'conosce' perché associato a un altro programma disponibile nel
sistema, esso può avviare automaticamente delle applicazioni di supporto in grado di interpretarlo:
se si tratta di un file sonoro verrà avviato un riproduttore di suoni, se si tratta di un video verrà
avviato un programma di riproduzione video, e così via. L'utente può aggiungere quanti
visualizzatori esterni desidera, attraverso le procedure di configurazione di ogni singolo browser.
Qualora non fosse disponibile un programma per un dato formato, è possibile memorizzare il file
sull'hard disk locale. Una ulteriore possibilità nella gestione di formati di file non standard è
rappresentata dai cosiddetti plug-in, moduli software che si integrano pienamente con il browser.
Ma vediamo da vicino la finestra principale di Internet Explorer che è caratterizzata dalla presenza
dei pulsanti di navigazione e dalla barra che mostra la URL (l’indirizzo) della pagina attiva.
Vediamo la funzione dei pulsanti principali (in ordine da sinistra):
• il tasto 'Indietro' permette di tornare indietro di un passo, ripercorrendo in senso inverso la
catena di link seguita: se si vuole rivisitare una pagina ancora precedente nella catena, basta
cliccare sul piccolo triangolino a fianco e selezionarla dall’elenco
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•
•
•
•
•
•
•
il tasto 'Avanti' fa passare al documento successivo nella cronologia delle pagine visitate
il tasto 'Termina' interrompe il caricamento della pagina attuale (utile quando il caricamento ci
sembra “bloccato”)
il tasto 'Aggiorna' permette di ricaricare la pagina visualizzata (utile per aggiornare il contenuto
di una pagina o per caricarla in seguito ad un blocco)
il tasto 'Pagina Iniziale' carica la pagina definita come iniziale (detta anche home page)
il tasto 'Cerca' permette di fare una ricerca di una pagina web o di un file (non molto utilizzato)
il tasto 'Preferiti' visualizza tutti gli indirizzi memorizzati dall’utente
il tasto 'Cronologia' visualizza i siti visitati di recente dall’utente
Naturalmente la barra dell’indirizzo è importantissima: visualizza l’indirizzo del documento
attualmente caricato e serve per scrivervi direttamente l’indirizzo di una pagina che vogliamo
visitare (una volta scritto l’indirizzo basta premere Invio o cliccare sul pulsante Vai).
Per memorizzare una pagina visitata nei Preferiti, una volta che essa è caricata, basta andare nel
menu Preferiti e selezionare la voce “Aggiungi a Preferiti…”:
Si apre la finestra seguente:
Dove si può:
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• assegnare il nome al collegamento che si vuole memorizzare (casella Nome)
• selezionare la cartella in cui si vuole memorizzare il collegamento (casella Crea In)
• creare una nuoca cartella (pulsante Nuova Cartella)
Qualora si desideri fare un po’ d’ordine e riorganizzare fra gli indirizzi memorizzati (anche per
cancellare quelli che non interessano più o non più utilizzabili), basta selezionare la voce
“Organizza Preferiti…” sempre dal menu Preferiti.
Come è costituito un indirizzo Internet?
Esaminiamo per prima cosa gli indirizzi superficialmente, in modo da riuscire, in seguito, a
comprendere concetti più complessi. Un indirizzo Internet si suddivide in 4 parti principali:
1. Protocollo
2. Indirizzo dell'Host
3. Directory (se non specificata il documento si trova in c: \)
4. Nome pagina
II protocollo più usato in Internet è HTTP che significa Hyper Text Transfer Protocol. E’ il
protocollo utilizzato per l’interscambio di pagine web (o pagine html): indica pertanto che state
cercando un ipertesto piuttosto che un file o altro ancora. Il protocollo http compie 4 operazioni
consecutive ogni volta che viene utilizzato:
1. Connessione al server che contiene il documento sotto forma di ipertesto;
2. Richiesta del documento (a volte sono protetti);
3. Recupero della pagina interessata attraverso la risposta del server;
4. Chiusura della connessione.
Vi sono diversi tipi di protocolli ma per ora basti sapere che i 2 più usati sono il succitato Http e
l'Ftp ovvero File Transfer Protocol che serve per scaricare i file dalla Rete al vostro pc (Download)
e viceversa (Upload). L'indirizzo dell'Host, se questo è messo a disposizione per il Web, è
generalmente preceduto dalla sigla www. Mentre se usato per scaricare file il suo prefisso è ftp. La
directory specifica fisicamente la posizione del file all'interno dell'Host. Inutile dire che il nome del
documento serve per pescare proprio quello che ci interessa tra i tanti disponibili. In genere, quando
si digita un indirizzo, la parte “http: //” può essere omessa.
Esaminiamo ora sotto un aspetto più particolareggiato gli indirizzi Internet. Quello che sopra ho
sommariamente definito come indirizzo dell' Host è scomponibile in sottoparti, le quali, hanno tutte
un loro nome tecnico che è utile conoscere per evitare di trovarsi in difficoltà. Prendiamo in
considerazione il seguente indirizzo:
http: //web. tiscalinet. it/essetiemme/corsil. htm
per prima cosa scomponiamolo nelle 4 macro parti principali:
1. l. Http: //(Protocollo)
2. web. tiscalinet. it/ (nome Host)
3. /essetiemme/ (directory o cartella)
4. corsil. htm (nome pagina richiesta)
II punto numero 2 si può suddividere ulteriormente nelle seguenti sotto parti a partire da sinistra:
1. web "nome proprio" (hostname) del computer
2. tiscalinet dominio di secondo livello o sottodominio (subdomains), a volte ve ne è più di uno
e in quel caso sono sempre più grandi a partire da sinistra verso destra.
3. . it dominio di primo livello o semplicemente dominio
Generalmente quanto sopra esposto dovrebbe essere la norma ma spesso le convenzioni sono
diverse. Esistono circa 258 domini diversi, alcuni domini nazionali sono ad esempio:
. it per Italia
. us per United States
. fr per Francia
ecc..
esistono poi altri domini che identificano le organizzazioni ad essi appartenenti come ad esempio:
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. edu Università
. com Società commerciali a scopo di lucro
. org Organizzazioni senza scopo di lucro
. gov Istituzioni governative
. mil Esercito
. int Organizzazioni internazionali
. net Organizzazioni di gestione della rete
Questo tipo di domini si trovavano in passato solamente all'interno degli USA ma oggi questa
distinzione è scomparsa. Importante precisare che non vi è alcun vero e proprio vincolo geografico
che individui i vari domini e che le informazioni cercate risiedono sull'Hostname, i subdomains
servono a specificare un insieme al quale appartiene l'Host che contiene il documento cercato.
Tecnicamente l'indirizzo internet si schematizza così: metodo: //nomemacchina: porta/nomeoggetto
dove il metodo può essere Http, Ftp ecc..., il nomemacchina è il nome del computer su cui si trova
l'oggetto cercato, la porta (solitamente sottintesa la 8080) è il numero della porta con cui si intende
comunicare con l'altra macchina; esso varia a seconda del metodo scelto. Il nomeoggetto è il
percorso più il nome del file cercato.
Lo schema di cui sopra è detto URL (Uniform Resource Locator, ovvero Localizzatore Uniforme di
Risorse) che si rivela essere nient'altro che il comune indirizzo Internet ormai noto. Quindi se
doveste imbattervi nel famoso “Error 404 URL Not found”, i casi sono 3:
1. Avete sbagliato a digitare l'indirizzo, o comunque se avete selezionato un link l'autore della
precedente pagina ha sbagliato a digitarlo
2. Avete digitato correttamente l'indirizzo, ma la fonte da cui lo avete ricavato vi ha fornito
un'informazione errata
3. Avete digitato correttamente l'indirizzo ma il file corrispondente è stato spostato, cancellato
o rinominato
In realtà la gestione degli indirizzi Internet è molto più complessa di quanto possa apparire: infatti,
come è noto, i computer non sanno gestire informazioni diverse da numeri binari. Questo comporta
ovviamente una serie di problemi legati alla gestione della Rete, in particolare è lecito chiedersi:
« Come fa la Rete a sapere dove si trova il computer Prefìsso. Hostname . Dominio ? ».
Per arrivare alla soluzione di questo problema è necessario introdurre altre nozioni.
Ip address, ovvero combinazione di 32 bit che identifica univocamente un qualsiasi computer
connesso ad Internet. Ogni informazione che viaggia in internet è anzitutto scomposta in tanti
piccoli pacchetti ciascuno dei quali contiene l'indirizzo del mittente e del destinatario, e ciascun
indirizzo è composto di 32 bit suddivisi in quattro ottetti (gruppi di otto bit). Una parte di questi
ottetti viene utilizzata per identificare la rete di provenienza o di destinazione e il resto identifica
uno specifico nodo all'interno di quella rete. Gli ottetti vengono normalmente rappresentati con il
numero decimale equivalente (da O a 255) e ogni ottetto viene separato dal successivo per mezzo di
un punto. Un esempio d'indirizzo IP è “197. 56. 190. 11”. Ogni rete nel mondo e ogni macchina
all'interno di quella rete deve disporre di un proprio indirizzo non duplicabile. Esiste un ente
centrale, americano, che esegue l'assegnazione dei numeri a ogni richiedente (privato o azienda). Le
aziende possono ricevere serie intere di numeri da cedere a loro volta ai singoli utilizzatori locali. Il
protocollo IP è nato per servire le forze armate statunitensi e la sua caratteristica primaria è quella di
cercare ogni percorso alternativo che gli consenta di far arrivare il pacchetto a destinazione anche in
caso di distruzione di gran parte della rete d'interconnessione (Internet). Per questo motivo Internet
facilita il dialogo tra le località più disparate, usando talvolta percorsi inaspettati per instaurare la
connessione. Viene sempre utilizzato con un altro protocollo complementare, chiamato TCP
(Transmission Control Protocol) che si occupa di garantire l'affidabilità della trasmissione. La
versione attualmente in uso del protocollo IP è chiamata versione 4, oppure in forma abbreviata
IPv4. La nuova versione destinata a sostituirla si chiama IPv6.
DNS (Domain Name System) è il sistema di denominazione del dominio utilizzato dai computer
che gestiscono Internet per tradurre gli indirizzi letterali nel corrispondente Ip address e viceversa,
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praticamente un database distribuito utilizzato in ambiente TCP/IP per creare una corrispondenza
tra indirizzo numerico e nome mnemonico assegnato alla macchina. È distribuito perché nessuno
dei computer collegato a Internet ha una situazione completa dell'intera rete, ma deve usare il
particolare protocollo previsto dal DNS per comunicare con gli altri sistemi e procurarsi le
informazioni. La definizione dei nomi per i vari domini segue una struttura gerarchica ad albero
rovesciato, partendo dal generale per scendere nel particolare. In questo modo è possibile delegare a
livello locale una parte del controllo della rete, seguendo un approccio client server (il gestore di un
particolare dominio può determinare in modo indipendente i nomi e gli indirizzi delle risorse che
saranno disponibili all'interno di quel dominio). Come si può facilmente intuire, non è possibile che
in un solo computer siano memorizzati tutti gli indirizzi letterali con relativo Ip, infatti la traduzione
avviene in diverse fasi grazie all'aiuto di altri elaboratori.
Htm o Html?
A seconda del sistema operativo che si usa le estensioni dei file Web possono essere. HTM o
HTML. Inizialmente il Web è stato sviluppato su computer UNIX e i file avevano estensione.
HTML. In seguito con la diffusione di Windows 3.1 entrò in uso l'estensione. Htm per via della
limitazione a soli 3 caratteri nell'estensione dei file gestiti dal DOS-Windows 3. 1.
Oggi si incontrano comunemente sia file HTM che HTML e anche se Windows è in grado di gestire
file con estensioni maggiori, non tutti i programmi Windows per l'editing dei file HTML lo sono.
Inoltre vi sono ancora computer basati su DOS-Windows 3.1 utilizzati per creare pagine Web.
Come faccio a reperire le informazioni che mi interessano?
Purtroppo, al giorno d'oggi, non esiste ancora un elenco di Rete completo da consultare per trovare
tutte le informazioni relative ad un argomento che ci interessa in particolare, perché sarebbe troppo
grande per poter essere gestito.
Esistono però siti che danno la possibilità di effettuare ricerche e permettono di trovare pagine
riguardanti l'argomento che ci interessa. Essenzialmente, gli strumenti che un utente medio utilizza
più di frequente sono:
1. I Portali
2. Motori di ricerca
I Portali memorizzano gli indirizzi in directory. Le directory sono liste di siti Web suddivise per
categorie tematiche organizzate secondo un schema gerarchico o (più raramente) alfabetico, in
genere corredate da una breve descrizione o recensione associata a ciascun sito. La loro
progettazione e implementazione richiede l'intervento da parte di personale (più o meno)
specializzato che definisce la struttura dell'albero categoriale e - spesso su segnalazione degli utenti
o degli stessi responsabili dei siti recensiti - vaglia ogni sito valutandone il tema e il livello
qualitativo prima di inserirlo in una categoria. Il criterio su cui questi strumenti si basano è dunque
quello della selezione qualitativa. Fra i portali italiani segnaliamo Italia OnLine, Virgilio, Tiscalinet,
Tin.it, Kataweb, Yahoo.it, Supereva e Jumpy.
I motori di ricerca sono invece programmi che funzionano in modo interamente automatico. Essi si
basano su enormi archivi full text in cui viene memorizzato e indicizzato il contenuto testuale di
milioni di pagine Web. La costruzione e l'aggiornamento di tali archivi avviene per mezzo di
moduli software detti crawler o spider, che incessantemente scandagliano il Web, scaricano le
pagine e le trasferiscono al sistema di indicizzazione. Per effettuare la ricerca occorre specificare,
attraverso l'uso di una apposita interfaccia, una serie di termini chiave, eventualmente connessi
mediante operatori logici, o di restrizione del campo di ricerca (ad esempio le pagine in una data
lingua, o appartenenti a determinati domini Internet). Il motore restituisce come output l'elenco di
tutte le pagine in cui occorrono tali termini, corredato in genere da un breve estratto di ciascuna di
esse e dalla sua URL. Segnaliamo fra questi Lycos, Excite HotBot e Google, quest'ultimo ritenuto
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quello con la miglior base tecnologica anche oggi. Un altro sito molto popolare, specialmente in
Italia, è AltaVista.
Suggerimenti pratici nell'uso dei Motori di Ricerca
Non esiste IL MIGLIOR motore di ricerca, quindi scegliete quelli che vi sembrano più validi, tra
quelli più importanti (vedi ad esempio quelli indicati più sopra).
Fate una ricerca partendo da termini o frasi specifiche. Se non trovate ciò che vi interessa, allora
usate termini più generici. Scegliete sempre parole significative per quello che cercate, evitate le
parole troppo generiche o dal significato dubbio (per esempio, pesca è sia un frutto sia uno sport).
Si possono anche usare i nomi propri, i numeri o addirittura i formati dei file (esempio: jpg se
cercate una foto, mp3 se cercate un file audio). Più accurata è la scelta delle parole, più mirata sarà
la lista dei siti che otterrete in risposta.
Se nella finestra di dialogo di un motore di ricerca si scrive “sport calcio” si avranno in output tutti i
documenti che contengono sia la parola sport sia la parola calcio, ovviamente i documenti associati
a queste due parole sono milioni ma si tenga comunque presente che i risultati sono graduati.
Per avere risultati più adeguati bisogna prima di tutto imparare ad usare il più (+: quando è posto
davanti a una parola si richiede che questa appaia nei risultati), il meno (-: davanti a una parola la
esclude dai risultati), maiuscole (si usano se non si vuole che la ricerca sia sensibile alla lettera
(Case insensitive).
Mettete le frasi tra apici (es.: "motori di ricerca"). In questo modo i motori di ricerca cercheranno
solo l'esatta sequenza che avete immesso. Le parole inserite tra apici, vi permettono inoltre di
cercare anche quei termini che molti motori di ricerca ignorano, come ad esempio gli articoli e le
congiunzioni, oppure voci come internet, web, www, ecc.
L'ordine con il quale inserite i termini per la ricerca, è significativo per quasi tutti i motori di
ricerca. Quindi digitate i termini più importanti all'inizio.
Se non trovate quello che state cercando tra i primi 20 o 30 siti, cambiate la ricerca o provate su un
altro motore di ricerca.
È difficile suggerire quale motore di ricerca utilizzare in prima battuta. Comunque val la pena di
iniziare da Google ed AltaVista. Entrambi permettono di selezionare la lingua delle pagine da
trovare, restringendo di molto la ricerca. Se volete analizzare dei siti di una categoria specifica,
nessuno meglio di Yahoo! può aiutarvi; tenete presente però che Yahoo! gestisce un numero di siti
molto inferiore rispetto agli altri search engine e quindi un occhio agli altri motori è sempre
necessario.
Con i "metasearch engine" (detti anche metacrawler o metamotori) è possibile fare una ricerca
contemporanea sui principali motori di ricerca. I risultati non sempre sono precisi (dovendo
equilibrare i differenti sistemi con i quali i motori classificano i siti), ma in genere si risparmia
tempo. I più famosi metacrawler sono Meta-Crawler, Savvy Search e soprattutto Mamma.com.
Ci sono alcune opzioni nei motori di ricerca che permettono di approfondire una ricerca o di isolare
dei termini specifici. Excite ha la funzione "More like this", "Refine" è invece il flessibile comando
per rifinire le ricerche su AltaVista. È però HotBot ad offrire forse il sistema più flessibile,
attraverso dei comandi un po' scomodi da digitare e ricordare, ma molto flessibili; ad esempio, la
frase "motori di ricerca domain:it within:3/months" va a cercare il termine "motori di ricerca" solo
sui siti con dominio IT, modificati o creati negli ultimi 3 mesi. Solo recentemente, HotBot ha
migliorato sensibilmente la sua interfaccia, per cui anche i comandi più specifici possono essere
attivati attraverso dei comodi menu. Normalmente quasi su tutti i motori è possibile scegliere la
pagina "Ricerca avanzata" dove immettere dei limiti e delle specifiche alla richiesta.
Vi segnaliamo inoltre, alcune interessanti possibilità specifiche di AltaVista. Se ad esempio volete
verificare tutti le pagine dove è inserito un link verso un determinato sito, il comando è
link:http://www.sito.com (dove al posto di www.sito.com va inserito l'indirizzo web da cercare). Se
invece volete la lista di tutte le pagine web di un determinato sito inserite su AltaVista, basta
scrivere host:www.sito.com (sostituendo a www.sito.com il sito che vi interessa). Molto comodo è
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poi l'asterisco, attraverso il quale potete cercare tutte le pagine che contengono una parola di cui
conoscete solo l'inizio (ad esempio "ricerc*" troverà ricerche, ricerca, ricercatori, ecc.) oppure
l'inizio e la fine (mettendo l'asterisco tra i caratteri). Infine, se vi occorre selezionare delle immagini
specifiche, nulla di meglio del comando "image", che consente di specificare il nome di un
particolare file grafico (ad esempio "image:cometa" troverà le pagine che contengono un file
grafico di come "cometa")
Per i più frettolosi: se usate Internet Explorer (dal 4 in poi), è sufficiente scrivere e nella casella
Indirizzo (usata normalmente riportare l'indirizzo Web), ed il programma di navigazione le invierà a
MSN Search, il motore di ricerca Microsoft che si appoggia al database di Inktomi. Con Netscape
Communicator 4 inoltre, è sufficiente digitare un punto interrogativo sempre nella casella Indirizzo,
per avviare una finestra di ricerca su un motore scelto a caso.
Per approfondire il discorso sui motori di ricerca vi rimandiamo alla pagina www.motoridiricerca.it.
Cos'è l'FTP?
Come già precedentemente accennato l'ftp ( File Transfer Protocol) è un protocollo che serve per
scaricare i file dalla rete al vostro PC e viceversa, sebbene questo tipo di operazione sia possibile
anche attraverso WWW, con il protocollo http. Usare ftp è comunque la scelta migliore.
Diversi sono i motivi che giustificano l'affermazione precedente, ad esempio: mentre l'http permette
il trasferimento di un file solo se questo compare come rimando selezionabile, l'ftp permette di
leggere le directory e il loro contenuto, proprio come se ci si trovasse davanti al computer nel quale
sono contenuti i file che si vogliono copiare, (computer remoto). Inoltre, possiamo muoverci
all'interno di queste directory e, grazie ai programmi ftp a interfaccia grafica, non dobbiamo
nemmeno preoccuparci di conoscere i comandi del sistema operativo installato nel computer
remoto: infatti, comandi come dir o ls (in Unix è l'equivalente del comando dir), vengono impartiti
con il mouse, (si noti che, questi programmi sono piuttosto recenti di fatto, prima bisognava
arrangiarsi con l'interfaccia a riga di comando).
Il vantaggio principale che l'utilizzo di questo protocollo comporta è la possibilità di riesumare i
download interrotti, oggi la maggior parte dei server ftp fornisce questa possibilità, molto utile, in
quanto evita inutili perdite di tempo che potrebbero costare molto care in termini di bolletta
telefonica. In effetti, potrebbe non essere chiaro il significato del termine download. In parole
semplici, questo termine viene utilizzato per indicare il trasferimento di uno o più file dal computer
remoto al proprio PC, l'operazione contraria viene denominata upload.
I collegamenti a un sito ftp possono essere realizzati in diversi modi in realtà, oltre ai già citati
programmi a interfaccia grafica, oggi una sessione ftp può essere eseguita con un qualsiasi browser:
i file del sito ftp appaiono come collegamenti ipertestuali, fate click sul collegamento al file che vi
interessa per eseguirne il download.
Volendo è possibile utilizzare un vero e proprio client ftp perché, a volte, i collegamenti ftp stabiliti
con un browser Web creano qualche problema. Inoltre, generalmente, i browser non permettono di
compiere tutte le operazioni che svolge un programma ftp come ad esempio l'operazione di upload.
La comprensione del funzionamento dei programmi ftp ad interfaccia grafica non crea nessuna
difficoltà, infatti essi hanno il pregio di essere molto intuitivi, è sufficiente uno sguardo per capire
come si usano, ed è proprio per questo motivo che se ne consiglia l'utilizzo. Ecco i nomi dei client
ftp più diffusi:
CuteFTP, WS_FTP, SmartFtp.
Per quanto riguarda i siti ftp, bisogna sapere che ne esistono di due tipi: quelli privati e quelli
pubblici. Per poter accedere ai siti ftp privati, è necessario possedere una login e una password che
sono assegnate dal gestore del sito, mentre quando si accede ad un sito ftp pubblico in genere, si
fornisce come login la parola anonymous (in questo caso si parla di ftp anonimo), e come password
il proprio indirizzo e-mail. Generalmente il tutto è fornito in maniera automatica dal proprio client.
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Una volta aperta la sessione, il sito ftp si presenta come un albero di directory. Generalmente nella
directory principale si trova un file di testo con la descrizione del contenuto delle altre, inoltre, gli
stessi nomi delle directory (ormai è una convenzione), ne suggeriscono il contenuto.
Ogni volta che si esegue un download, è opportuno fare una scansione del file per verificare che
non sia infetto da qualche virus, a questo scopo è consigliato un antivirus che esegue la scansione
automatica del file al termine di ogni download, questo vi evita di doverla avviare manualmente e
soprattutto di doverlo ricordare ogni volta.
Se l'antivirus vi dovesse segnalare che il file scaricato è infetto NON FATEVI PRENDERE DAL
PANICO. Le leggende sui virus sono molte ma, in realtà, esiste solo un modo con cui un virus
proveniente dalla Rete può entrare nel vostro computer e cioè se siete voi che mandate in
esecuzione in modo diretto (. COM,. EXE) o in modo indiretto (Macro di word o file batch), un file
infetto.
E-Mail: la posta elettronica
E' noto che l'e-mail (electronic mail) è molto più veloce rispetto alla tradizionale snail-mail (posta
lumaca), perché impiega pochi secondi per arrivare a destinazione ma, nonostante ciò, è
concettualmente considerata un mezzo di comunicazione non in tempo reale. Infatti, sebbene
abbiamo una vaga idea del tempo che intercorre tra l'invio e l'arrivo di una mail, non possiamo
sapere quando il destinatario la leggerà. Il messaggio viene inoltrato per mezzo di un sistema
chiamato store and forward (memorizza e poi invia). Cioè: il computer lo manda al server di posta
più vicino, il quale lo memorizza al proprio interno e successivamente lo spedisce al prossimo
server di posta che si trova lungo il percorso che porta alla destinazione finale. Questa specie di
staffetta continua fino a quando non si arriva al server di destinazione su cui risiede la casella
indicata nel messaggio. Nel mondo Internet l'indirizzo di posta si compone di due parti: il nome
della casella postale (che può essere abbinata a una persona oppure a un intero gruppo) e il nome
del server di posta elettronica sul quale questa risiede. I messaggi in arrivo si fermano sul server in
attesa che l'utente si colleghi, fornisca la propria password di accesso e scarichi sulla propria
macchina il contenuto della casella postale, di solito svuotandola. Alla pari di una casella postale
della vita vera, chiunque può prelevare i messaggi a condizione di fornire la password di accesso (la
chiave) che serve per aprire la casella postale. Un esempio d'indirizzo è giovanni@società.it. La
casella si chiama giovanni e identifica il destinatario, mentre società è il nome del server su cui si
trova e infine it identifica il dominio geografico (Italia) all'interno del quale quest'ultimo è stato
configurato. Tutti i fornitori di accesso a Internet offrono, come parte della quota di abbonamento,
la creazione di una casella postale personale sul loro server di posta elettronica. La fase d'invio è più
semplice di quella di ricezione. Qui non occorre fornire alcuna parola chiave, ma basta conoscere
l'indirizzo del destinatario e disporre di un server postale di appoggio su cui depositare il messaggio
in uscita, in modo che venga successivamente inoltrato sulla rete. Il messaggio di posta elettronica è
composto a sua volta da diverse componenti, di cui due obbligatorie: contenuto e destinatario. Nella
casella destinatario dobbiamo inserire l'indirizzo Internet della persona a cui vogliamo inviare la
missiva e nella casella contenuto digiteremo il messaggio vero e proprio. Il programma aggiunge
automaticamente l'indirizzo del mittente, così che la persona possa risponderci. Tre informazioni
aggiuntive sono: l'argomento del messaggio (una breve frase di descrizione), l'indirizzo delle
persone che lo ricevono in copia, eventuali file di allegato (attachment). Alcuni programmi
prevedono anche l'inserimento automatico di una firma in fondo alla missiva. Il protocollo usato per
inviare messaggi su Internet è tipicamente l'SMTP (Simple Mail Transport Protocol) anche se in
futuro ci saranno evoluzioni verso protocolli più sicuri in termini di privacy. In fase di
configurazione del programma di posta elettronica, in corrispondenza della voce SMTP, bisogna
indicare l'indirizzo del server di appoggio per l'invio dei messaggi in uscita. Un altro protocollo
impiegato è il POP3 (Post Office Protocol 3) che serve invece a prelevare dalla casella i messaggi in
arrivo, trasferendoli sulla vostra macchina locale. Nei programmi di posta elettronica, alla voce
POP3 account oppure POP account va indicato il nome della casella postale che si vuole consultare.
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L'ultimo acronimo da conoscere è MIME (Multipurpose Internet Mail Extensions), che identifica un
particolare formato di messaggio elettronico al quale possono essere allegati file di tipo diverso
(testo, programma, audio, video, eccetera). Grazie ad un qualsiasi Browser, gli utenti di Internet
sono in grado di gestire tutte le possibilità che il protocollo SMTP e POP3 offrono. Vediamo di
riassumere il significato e lo scopo delle e-mail:
Leggermente diverso da un indirizzo Internet un indirizzo e-mail si compone di 3 parti principali:
1. Il nome dell'account (un identificativo personale)
2. Il simbolo @ (si pronuncia "at" o in italiano chiocciola)
3. Il nome del dominio
L'account è in genere il nome che ciascuno utilizza per connettersi al proprio Provider. Dopo
l'account c'è il simbolo @ che serve ad indicare presso quale dominio si trova l'account. Il nome del
dominio è generalmente l'indirizzo della ditta che fornisce l'accesso ad Internet.
Quello che ho chiamato account può essere chiamato in modi molto diversi fra i quali i più comuni
sono: User ID, User Name, LogonID.
Se non si possiede un indirizzo di posta personale è possibile crearsene uno online, ad esempio
tramite Hotmail (www.hotmail.com) del tipo [email protected], oppure freemail
(www.freemail.it) del tipo [email protected].
SMTP significa Simple Mail Transport Protocol ed è il protocollo di comunicazione utilizzato per
spedire i messaggi di posta elettronica; viene fornito dal provider sotto questo formato: mail.
dominio. it.
POP3 significa Post Office Protocol 3 ed è il protocollo di comunicazione utilizzato per prelevare i
messaggi dalla casella di posta elettronica; viene fornito dal provider sotto questo formato: popmail.
dominio. it.
POP3 e SMTP vanno inseriti nella configurazione dei vari programmi di gestione della posta tipo
Outlook o Eudora ecc..
Uso di Outlook Express
Microsoft Outlook Express è uno degli applicativi che ci permette di inviare e ricevere messaggi di
posta elettronica. E’ facile da usare e abbastanza funzionale.
Esso è incluso nel pacchetto del browser Microsoft Internet Explorer.
Per poterlo utilizzare occorre innanzi tutto configurare un account. Per account intendo una casella
di posta elettronica che viene fornita gratuitamente alla sottoscrizione di un abbonamento, anche
gratuito, con i provider.
In genere al primo avvio di Outlook si apre la procedura per la configurazione dell’account. Se non
siete al primo avvio, aprite la finestra di Outlook Express e fate click sul menu Strumenti e
selezionare Account.
Otteniamo la prima schermata di impostazione, quindi premiamo AGGIUNGI e di seguito la voce
Posta Elettronica:
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Nella prima finestrella occorre inserire il testo che si desidera venga visualizzato nella casella del
mittente quando arriva un messaggio di posta elettronica. Nella seconda dovrete inserire il vostro
indirizzo di posta elettronica fornito dal provider e quindi premere AVANTI. In seguito occorre
selezionare di che tipo è il server della posta in entrata (la maggior parte delle volte basterà
selezionare POP3) e inserire gli indirizzi del server di posta in arrivo (POP3 o IMAP) e quella della
posta in uscita (SMPT) forniti dal Provider. Nella finestra successiva occorre inserire l'account (o il
nome utente) di posta (in genere è il nome prima della chiocciolina @), e la propria Password per la
posta elettronica fornita dal Provider.
Per modificare i dati già inseriti, dal menù principale di Outlook Express selezionare Strumenti e
poi Account, selezionare L'Account Internet da modificare e premere il pulsante Proprietà.
Per gestire più indirizzi di email, sarà sufficiente premere nuovamente dal menù principale di
Outlook Express la voce Strumenti e poi Account e ripetere la procedura già descritta.
Invio di un messaggio
Sulla barra degli strumenti è presente il pulsante Nuovo Messaggio, cliccando si aprirà la finestra
del nostro nuovo messaggio.
Le prime celle individuano le caratteristiche del messaggio:
• A: digitare qui indirizzo del destinatario
• Cc: digitare qui indirizzo di altri destinatari ai cui invieremo una copia per conoscenza. Tutti gli
indirizzi vanno separati da una virgola o da un punto e virgola
• Ccn: digitare qui indirizzo di altri destinatari a cui inviare una copia per conoscenza nascosta,
ovvero ogni destinatario non conoscerà il nome degli altri destinatari.
• Oggetto: da la possibilità di dare un titolo al messaggio
Nello spazio in basso invece digitate il testo del vostro messaggio. Notare che Outlook Express
presenta una piccola barra si strumenti per modificare il formato del testo come un programma di
video scrittura. A questo punto basta cliccare su Invia e il messaggio sarà inoltrato.
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Leggere la posta in arrivo
Per controllare la posta, sia quella in uscita che quella in entrata, cliccare su Invia e Ricevi sulla
barra degli strumenti.
In genere la schermata principale di Outlook Express prevede una colonna a sinistra che chiamerò
barra di Outlook. Su tale barra sono presenti cinque cartelle standard: posta in arrivo, posta in
uscita, posta inviata, posta eliminata e bozze.
Ogni volta che una cartella contiene messaggi non ancora letti affianco al suo nome sarà indicato tra
parentesi in blu il numero di tali messaggi.
Facendo un click su una cartella, nella parte destra della finestra generale apparirà il contenuto di
tale cartella. Poi per visualizzare il contenuto di un messaggio fare doppio click sul messaggio
considerato.
Aggiungere una firma
Possiamo aggiungere una firma alla posta elettronica, che può consistere nel nostro nome e
cognome ma anche di una frase di saluto con cui chiudere tutte le nostre mail. Scegliere Opzioni dal
menù Strumenti. Selezionare poi la scheda Firma. Fare clic sul pulsante Nuova e nella casella
Modifica firma digitate il testo a piacere.
Ora se vogliamo aggiungere la firma a tutti i messaggi spuntare la casella Aggiungi la firma a tutti i
messaggi in uscita e fare clic su OK.
Se tale casella non verrà spuntata comunque si potrà aggiungere la firma nel momento in cui si sta
mandando un messaggio scegliendo Firma dal menù Inserisci.
File allegati
E’ possibile inviare un file insieme ad un messaggio di posta elettronica. Tale file prende il nome di
allegato.
Per inserire un allegato ad una e-mail che stiamo per spedire selezionare Allegato dal menù
Inserisci della finestra del nuovo messaggio (oppure premere sul pulsante con una graffetta nel
menu dei pulsanti). A questo punto bisogna individuare il file sul nostro computer e premere
Allega. Il nome del file comparirà nell’apposita casella dopo Oggetto del messaggio.
Quando si allega un file è bene tenere presente che esso non deve essere mai essere di dimensioni
eccessive (cioè non superare qualche centinaio di Kb). Questo perché il prelievo di un messaggio
contenente un allegato è di solito abbastanza lento e soprattutto perché si rischia di intasare la
casella postale del destinatario!
Vediamo ora come riconoscere un’e-mail che contiene un allegato e come salvarlo e/o visualizzarlo.
In Outlook Express, i messaggi che contengono un allegato si riconoscono facilmente dalla graffetta
che li distingue dagli altri. Per visualizzare l’e-mail e l’allegato fare doppio clic su di esso. A questo
punto si apre la finestra per la lettura del messaggio e il file allegato lo trovate nella casella
Allegato. Ora si può visualizzare tale allegato cliccando su di esso oppure lo si può salvare facendo
un clic con il tasto destro sull’allegato e scegliere Salva con nome. A questo punto, per
visualizzarne il contenuto, è sufficiente uscire da Outlook e fare doppio clic sul file.
Gli allegati nelle mail è il veicolo principale per la diffusione dei virus. E’ dunque buona norma non
aprire MAI allegati di mail sospette (cioè con mittente sconosciuto, o con mittente conosciuto ma il
cui contenuto è senza senso, oppure ancora dove l’allegato ha un nome strano), ma cancellare
immediatamente la mail.
Rispondere ai messaggi
Siamo nel caso di voler replicare ad un messaggio che è arrivato. Si può scegliere di rispondere solo
all’autore oppure a tutti coloro che hanno ricevuto il messaggio originale.
Selezionare il messaggio originale, un clic con il tasto sinistro del mouse sul nome del messaggio,
poi cliccare uno dei due pulsanti , Rispondi all’ autore o Rispondi a tutti, della barra degli strumenti.
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Questa operazione apre un nuovo messaggio con le seguenti caratteristiche: voi siete il mittente, il
destinatario è il mittente del messaggio originale ed è già presente il testo del messaggio originale.
Questo perché quando si risponde ad una mail è sempre bene riportare almeno in parte il messaggio
originale per ricordare al mittente a quale sua frase o domanda stiamo rispondendo.
Ora digitate il vostro testo e premete il pulsante Invia
La rubrica
Naturalmente è molto comodo avere a portata di mano e poter memorizzare gli indirizzi email delle
persone che conosciamo. Per questo torna utile la Rubrica, vera e propria agenda elettronica da
utilizzare per annotare indirizzi (ma non solo) e da cui recuperare quanto ci occorre.
Per accedere ad essa basta andare nel menu Strumenti e selezionare la voce Rubrica. Si aprirà una
nuova finestra in cui facilmente è possibile creare una nuovo contatto, creare un nuovo gruppo (cioè
un insieme di contatti a cui periodicamente spediamo la stessa mail) e così via.
In realtà è possibile aggiungere un contatto in molti modi diversi: ad esempio se si clicca col tasto
destro sul nome del mittente di un messaggio comparirà la voce “Aggiungi alla Rubrica”. Per
richiamare una voce della Rubrica da inserire fra i destinatari di un messaggio basta cliccare
sull’iconcina a forma di rubrica aperta di fianco alla casella “A:” nella finestra del messaggio.
Le mailing list
Le mailing list sono tra gli strumenti più longevi ed apprezzati che la Rete abbia finora prodotto. Si
tratta di liste di utenti con un proprio indirizzo di posta elettronica verso i quali vengono indirizzati
periodicamente messaggi dai contenuti più svariati. Diventare utenti di una mailing list è semplice e
non richiede nulla di più di un semplice mailreader (solo per citarne due: Eudora ed Outlook). In
altre parole iscriversi ad una di queste liste non obbliga ad installare software aggiuntivo o
collegarsi a canali particolari. Anche creare una mailing list è relativamente semplice, ed anche in
questo caso può essere sufficiente un normale programma di gestione della posta. Va detto, però,
che per liste con migliaia di utenti è necessario indirizzarsi verso programmi automatici di
spedizione, iscrizione e cancellazione.
Esistono diversi tipi di mailing list:
Liste moderate o libere
Queste liste si differenziano le una dalle altre per la presenza di un moderatore, che ha il compito di
comportarsi da arbitro imparziale ed evitare inutile spam. Con questo termine si intendono i
messaggi pubblicitari fuori tema e non desiderati. La presenza di un moderatore ha il vantaggio di
limitare gli off-topic (messaggi fuori tema) e i discorsi puramente offensivi ma fa in parte venir
meno l'organizzazione orizzontale di questo tipo di struttura.
Liste di contenuto o informative
Per liste di contenuto si intendono approfondimenti di argomenti non trattati, o trattati solo in parte,
sui siti Web, e in generale tutte quelle informazioni che non sono puramente commerciali (l'uscita
di un nuovo prodotto), che altrimenti vengono definite informative.
Liste unidirezionali o aperte
Liste unidirezionali sono quelle in cui gli iscritti non possono comunicare tra loro, ma solo ricevere
messaggi da un mittente definito (che solitamente è l'owner della lista). Al contrario, le liste aperte
sono delle vere e proprie aree di discussione all'interno delle quali ognuno dà un proprio contributo.
La struttura di queste liste è molto simile ai newsgroup e spesso si accompagna all'attività di un
moderatore.
Iscrivere il proprio indirizzo e-mail ad una mailing list è molto semplice e soprattutto gratuito.
Molte liste sono assolutamente no-profit, mentre altre si finanziano attraverso l'inserimento di
piccoli messaggi pubblicitari di testo. In qualsiasi momento è possibile cancellare il proprio
nominativo dalla lista e non ricevere più alcun messaggio. Le iscrizioni avvengono via Web da
semplici moduli, oppure con un messaggio di posta elettronica seguendo particolari accorgimenti di
forma e contenuto. Per entrambe le procedure sono di solito presenti esaurienti spiegazioni.
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Le mailing list hanno diversi vantaggi rispetto a comunicazioni più evolute:
• arrivano direttamente nella mailbox limitando lo sforzo di ricerca;
• funzionano con normalissimi programmi di posta elettronica;
• sono periodiche e quindi diventano familiari;
• sono gratuite e poco ingombranti;
• non soffrono dei molti rallentamenti che invece colpiscono le navigazioni sul WWW;
• stabiliscono un rapporto più diretto tra gli iscritti e i gestori.
Esistono varie soluzioni tecniche per gestire Mailing list.
La prima è più immediata soluzione consiste nell'usare un programma di posta elettronica con
funzioni di CC o BCC. Si tratta di due funzioni, previste dalla quasi totalità dei mailreader, che
permettono di spedire un messaggio a più destinatari. In altri termini oltre al campo TO (il
destinatario principale) è possibile indicare altri destinatari nei campi CC o BCC. La differenza tra i
due campi (come già sappiamo) è che gli indirizzi presenti in CC sono visibili a tutti coloro che
ricevono la mail, mentre quelli presenti in BCC (la B sta per Blind) non sono visibili. In BCC è
visibile solo l'indirizzo del campo TO.
Inserendo tutti i destinatari nel campo BCC e indirizzando la mail a se' stessi (nel campo TO) il
risultato che si ottiene è una rudimentale Mailing list che, se non troppo numerosa, può dare risultati
accetabili. Come detto, però, si tratta di una lista rudimentale che poco si adatta ad esigenze
professionali. Tra l'altro esistono alcuni limiti del siffatto espediente che non si possono tacere:
1. le iscrizioni e le cancellazioni dalla lista avvengono in modo manuale. Questa constatazione,
apparentemente secondaria, diventa di fondamentale importanza quando la lista assume numeri
rilevanti.
2. Alcuni programmi di posta elettronica non prevedono l'inserimento nel campo BCC di più di
1000 indirizzi e-mail.
3. Alcuni mailserver (TIN, per esempio) bloccano la spedizione a tutti i destinatari inseriti nel
campo BCC o CC, quando incontrano un loro indirizzo non valido. In altri termini, se la tua
lista spedita tramite TIN conta 1000 iscritti e uno di questi è un indirizzo di posta con suffisso
@tin.it sbagliato, la spedizione viene bloccata e nessuna mail arriva a destinazione. Devi quindi
eliminare l'indirizzo di posta sbagliato e riprendere la spedizione. Se un altro indirizzo di posta
@tin.it risulta sbagliato devi riprendere nuovamente la spedizione e così via.
In ultima analisi questa soluzione "casereccia" è adatta se non si hanno un numero di indirizzi da
gestire molto elevato. In alternativa esistono società che offrono servizi di mailing list sia gratuiti
che a pagamento. Diamo qui di seguito un elenco di società che gestiscono servizi di mailing list,
fra le quali solo le prime tre sono italiane (NOTA: le informazioni qui riportate sono indicative.
Alcuni dei servizi possono non essere più attivi.)
Buongiorno (www.buongiorno.it)
Buongiorno consente di creare una propria mailing list e di sfruttare il loro list server per inviare le
email ai propri utenti. E' richiesto un numero di iscritti superiore alle 500 unità, è possibile
concedere a Buongiorno la gestione della pubblicità sulla lista.
Domeus.it (www.domeus.it)
Domeus, ottima soluzione per creazione gratuita di una comunità virtuale. Il servizio consiste nella
fornitura di una mailing list gratuita. I messaggi inviati saranno disponibili sul sito di Domeus, che
offre anche una directory di tutte le liste ospitate.
Yahoo Groups (it.groups.yahoo.com)
Per creare gruppi di discussione in Yahoo.
Coollist (www.coollist.com)
Per creare ML gratuite su server Coollist
Bravenet (www.bravenet.com)
Bravenet, società specializzata in servizi gratuiti per i Web masters, offre anche la possibilità di
creare una mailing list: assenzadi pubblicità istituzionale all'interno delle lettere che invieremo agli
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iscritti e la mancanza di sigle all'interno del subject. Putroppo però il limite massimo di indirizzi
email registrabili sono 500 (oltre bisogna pagare).
Topica (www.topica.com)
Un servizio completo per la creazione e gestione di mailing list. Permette un pieno controllo sugli
indirizzi e-mail iscritti e l'invio delle comunicazioni anche con il proprio client di posta elettronica.
Cosa sono i Newsgroup
Un newsgroup è un gruppo di discussione che si forma intorno a un tema ben definito, e che dà
spazio alle opinioni di chi vi partecipa, pubblicando i messaggi inviati a particolari "bacheche
pubbliche".
In tutto il mondo esistono migliaia di newsgroup, organizzati in gerarchie per razionalizzarne i
contenuti e permettere agli utenti di identificare più facilmente quello di loro interesse e, al tempo
stesso, per evitare che un solo gruppo venga affollato di mille e più discussioni che non hanno nulla
in comune l'una con l'altra.
Per esempio, si può partecipare a it.arti.musica, ma se i nostri interessi convergono principalmente
sul jazz, è sicuramente più indicato it.arti.musica.jazz.
Se avete un problema e non avete idea di come fare per risolverlo, è molto probabile che esista uno
specifico gruppo di discussione che fa al caso vostro. Provate a inoltrare una richiesta di aiuto, dopo
qualche tempo, se qualcuno dei frequentatori di quel gruppo è in grado di rispondere, lo farà con un
altro messaggio.
I newsgroup rappresentano la forma più antica (!?) di comunità virtuale, perchè già esistevano
quando ancora Internet era poco più che un embrione. A quel tempo non avevano la forma che
hanno oggi.
La distribuzione dei messaggi attraverso quel "gomitolo" che è la rete Usenet non aveva ancora le
dimensioni. l'efficienza e la complessità di giorni nostri. Se oggi navighiamo sul Web molto lo
dobbiamo ai tutte quelle persone che attraverso i Newsgroup opportuni si sono scambiati
informazioni e pareri tecnici, hanno collaborato a realizzare questo o quel progetto.
Che cos'è Usenet
Usenet è una rete di server che ospitano e/o distribuiscono i messaggi (chiamati articoli) destinati ai
newsgroup di tutte o parte delle gerarchie mondiali. Ogni provider (o quasi) mette a disposizione un
news server, consentendo l'accesso ai propri utenti. Altre organizzazioni si preoccupano poi di
collegare tra loro, ad alta velocità, i server delle zone del mondo più lontane. In questo modo un
articolo appena scritto e inviato al proprio news server si propaga in pochi minuti in tutti il pianeta e
il suo contenuto è disponibile, replicato, anche nelle regioni più remote.
Usenet non è di proprietà di alcuna organizzazione, compagnia, azienda o istituzione, esiste di fatto
semplicemente perchè chi dispone di una rete collegata a Internet ha istallato un nuovo news server
legandolo a quelli di altre reti vicine. Ciascun amministratore di news server è libero di dare accesso
ai newsgroup che ritiene più opportuni, è libero anche di limitare i gruppi che i suoi computer
ospitano. Così può accadere che nei server di alcune organizzazioni non si trovino tutti i gruppi del
mondo, talvolta neppure tutti quelli della sola gerarchia it.* (la principale gerarchia pubblica
italiana). Usenet è libera, quindi le organizzazioni che la sostengono esercitano questa libertà loro
concessa nel rispetto dei propri vincoli, qualsiasi essi siano.
Per informazioni più dettagliate a autorevoli sulle News vi rimandiamo alla pagina del Gruppo di
Coordinamento NEWS-IT (GCN) che ha sede a Pisa e, come recitano le prime righe del suo
manifesto costitutivo "è nato per costituire il punto di riferimento principale per la gerarchia
Usenet di messaggi in lingua italiana it.*, avendo come principale scopo il mantenimento di tale
gerarchia e la diffusione della cultura news in Italia".
I newsgroup della gerarchia it.* sono, a oggi, più di 500. Nati nel 1994, oggi non sono i soli gruppi
di discussione italiani, ma sono gli unici contemporaneamente pubblici e regolamentati. Pubblici
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perchè chiunque può accedervi senza particolari requisiti, regolamentati perchè la crezione di nuovi
gruppi, l'assegnazione degli eventuali compiti di moderazione e la rimozione di gruppi non più
frequentati, sono soggetti all'avvallo del GCN.
Altre gerarchie sono:
i2000.* per partecipare alla quale è necessario ottenere gratuitamente una chiave di identificazione
dall'organizzazione che la gestisce;
free.it.* assolutamente senza controlli;
italia.* legata alle reti civiche
E’ possibile accedere ai newsgroup in due modi: o via web (ad esempio all’indirizzo
usenet.libero.it) oppure tramite un programma apposito (tra cui segnaliamo Free Agent, ma è
possibile usare anche Outlook Express).
Per utilizzare Outlook è necessario configurarlo. Occorre innanzitutto avere l’indirizzo del server di
news fornito dal proprio provider (ne esistono anche pubblici: vedere l’elenco all’indirizzo
www.vene.ws/news/pubblici.asp). Poi, una volta aperto Outlook, dal menù “Strumenti” selezionare
“Account”: scegliere il tab “News” e premere il pulsante “Aggiungi” e poi l'opzione “News”. Nelle
finestre che seguono inserire il proprio nome, il proprio indirizzo e-mail e l’indirizzo del server
news (lasciando deselezionata la voce “Accedi al server delle news”). Terminare la configurazione
premendo il pulsante “Fine”. Dopo aver chiuso la finestra “Account Internet”, si aprirà
automaticamente una finestra di dialogo che chiede se si vuole scaricare la lista dei newsgroup a cui
bisogna rispondere di Sì. Terminato lo scarico nell’elenco che compare bisogna selezionare i gruppi
a cui si è interessati e sottoscriverli.
Per trovare altre informazioni e approfondimenti si consiglia il link: www.vene.ws/news/
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Parte Terza: creare il proprio sito
Breve Guida all’HTML
Premessa: le pagine HTML sono files ASCII scritti anche con editor Dos, e non necessitano di
compilazione, aventi estensione .HTM (o .HTML nei sistemi che non hanno limiti di lunghezza del
nome e del tipo del file).
Vi sono i TAGS che i browsers (i vari Netscape, Internet Explorer ecc..) leggono e interpretano
secondo le specifiche del linguaggio HTML.
Quasi tutti i TAGS (come vedremo di seguito) hanno anche la corrispettiva "chiusura". Esempio:
<HTML> apertura documento HTML, </HTML> (notare lo slash / ) chiusura documento HTML.
I tag fondamentali
<HTML>
<HEAD>
<TITLE> titolo documento (che compare nella barra superiore del browser) </TITLE>
</HEAD>
<BODY>
testo del documento (deve essere scritto all'interno della coppia <BODY> </BODY>) assieme agli
altri TAGS che agiscono sulla formattazione del testo, ai vari links, e-mail, immagini ecc...
</BODY>
</HTML>
Tag che agiscono sul testo
Questa coppia di tags mostra il <B>testo in grassetto</B> e dopo la "chiusura" il testo ritorna
normale (naturalmente i tags non verranno visualizzati)
Questa coppia di tags mostra il <I>testo in corsivo</I> e dopo la "chiusura" ecc...
(una premessa per la coppia di tags <U>testo sottolineato</U>, previsto per i primissimi browsers,
era stato in seguito eliminato nella versione 2.x di Netscape e nei manuali HTML per riapparire
nelle versioni dei browsers più recenti)
si possono nidificare i tags. Mostra il <I><B>testo in corsivo-grassetto</B> solo corsivo</I>
purché si rispettino le nidificazioni, es: <I><B> </B></I>
Questo tag manda a nuovo rigo <BR>
il testo che segue (normalmente il testo ritorna a nuovo rigo quando raggiunge il margine destro del
documento)
Questa coppia di tags mostra <H2> il testo a caratteri cubitali </H2>
a seconda della cifra che segue la lettera H e dove la cifra è compresa tra 1 e 6.
Dove 1 corrisponde alla massima grandezza, 4 corrisponde all'incirca al carattere normale "tipo
grassetto" e 6 è quasi illeggibile tanto è piccolo. Questa coppia di tags ha il difetto, o il pregio, di
interrompere la frase e andare a capo rigo ponendo un'interlinea tra il rigo precedente e quello
seguente senza dover usare un doppio <BR><BR>.
Per avere delle interlinee all'inizio e alla fine si può usare <P> all'inizio di un paragrafo e, se parte
un'altro paragrafo, basta riscrivere <P> oppure chiudere con </P> .
34
Per modificare le dimensioni del carattere senza interrompere la riga si usa <FONT SIZE=n> testo
</FONT> dove n è un numero da 1 a 7 compresi. Es.:
con <FONT SIZE=1> </FONT> - con <FONT SIZE=2> </FONT> - con <FONT SIZE=3> </FONT>
con <FONT SIZE=4> </FONT> - con
<FONT SIZE=5> </FONT>
con <FONT SIZE=6> </FONT>
con<FONT SIZE=7></FONT>
e si può usare anche il grassetto, o altri tags, ottimo con <FONT SIZE=1> </FONT> se si deve
ridurre al massimo lo scritto pur rimanendo leggibile.
Difatti con <FONT SIZE=1><B> questo tipo di testo ... </B></FONT> si ottiene:
questo tipo di testo minuscolo - QUESTO TIPO DI TESTO MAIUSCOLO.
Si può usare <BIG>per questo tipo di carattere</BIG> <STRONG>per questo tipo di
carattere</STRONG> oppure <SMALL>per questo tipo di carattere</SMALL>.
Per cambiare carattere si opera così:
<FONT FACE="Arial,Helvetica">Arial e Helvetica</FONT>
e con
<FONT FACE="Times">Times o TIMES</FONT>
e con
<FONT FACE="Courier">Courier</FONT>
e con
<FONT FACE="Wingdings"> (ci sarebbe scritto Wingdings)</FONT>
e con tutti i tipi di caratteri che potrete trovare anche in Write di Windows.
Per centrare un titolo, una parola, una frase, una immagine, si usa:
<CENTER></CENTER>. Per ottenere la frase seguente:
titolo
parola
frase
immagine
si potrà scrivere così:
<CENTER>titolo<BR>parola<BR>frase<BR>immagine</CENTER>
La tabella ASCII standard (quella da 32 a 127) è quella comune a tutti i tipi di computer e sistemi
operativi. Oltre si devono usare delle convenzioni HTML (in modo che siano leggibili da qualsiasi
computer si colleghi al vostro documento). Tra il set di caratteri che sono oltre vi sono le accentate
ì è é ò à ù che si scrivono rispettivamente &igrave; &egrave; &eacute; &ograve; &agrave;
&ugrave; (notare il ; finale) ed altri ancora (all'URL che segue troverete la lista completa:
http://www.uni-passau.de/~ramsch/iso8859-1.html). Altri importanti, secondo me, le virgolette "
che si scrivono &quot; e il segno º per primo secondo ecc.. che si scrive &#186;.
Anche lo spazio si deve scrivere in codice: oltre al primo spazio tutti gli altri vengono ignorati.
Infatti scrivendo:
rigo di prova
il browser lo mostrerà:
rigo di prova.
Lo spazio (se ne può mettere anche molti di seguito) è scritto così: &nbsp; .
Un'altra coppia di tags interessante è <PRE> </PRE>. Se scriviamo un testo così:
<PRE>
35
</PRE>
il fatto di averlo racchiuso da questa coppia di tag farà si che venga mostrato così com'è senza
nessun altro tags vi debba necessariamente agire e creando anche una interlinea all'inizo e alla fine.
Se vogliamo inserire un commento a nostro uso all'interno del documento si deve scrivere:
<!-- commento -->
Quanto riportato in un commento non verrà visualizzato nella pagina.
Con <HR> si crea una linea orizzontale:
che si può ingrandire con <HR SIZE=10> :
o accorciare con <HR SIZE=10 WIDTH=65%>
dove con WIDTH=n si può usare qualsiasi n numero percentuale.
I links
Per accedere ad un'altra pagina si scrive:
<A HREF="http://www.nome.server/nome.sito/nomefile.htm"> clicca qui </A>
Per dei link indirizzati a pagine presenti su altri server che vorrete inserire nel Vostro documento ci
vuole l'indirizzo completo.
Se il documento da linkare è sullo stesso server e ancor di più nella stessa directory si scrive:
<A HREF="nomefile.htm"> clicca qui </A>.
Diversamente, se ci troviamo nella directory dir_radice/dir1/nomefile1.htm e vogliamo andare in
un'altra directory (per caricare un'altra pagina web) nello stesso sito, ad esempio,
dir_radice/dir2/nomefile2.htm si deve scrivere:
<A HREF="../dir2/nomefile2.htm"> clicca qui </A>.
Da notare il punto punto nel percorso ../ che funziona come il comando CD.. del Dos e nel percorso
anche la nuova directory ../dir2/ . Mentre se vorrete cambiare directory da
dir_radice/dir1/dir2/nomefile1.htm (come potete vedere vi sono più sub-directory) non vi basterà
scrivere ../ (questo dipende anche da come è configurato il server che ospita tali pagine) e dovreste
scrivere l'indirizzo completo (come riportato anche sopra):
<A HREF="http://www.nome.server/dir_radice/dir3/nomefile2.htm"> clicca qui </A>
o meglio ancora con <A HREF="../../dir3/nomefile2.htm"> clicca qui </A>,
si può anche usare ../../../ ecc..
Per andare in un punto da Voi stabilito del documento corrente:
<A HREF="questapagina.htm#vaiavanti"> clicca qui </A> (notare #vaiavanti di seguito al
percorso), a cui seguirà nello stesso documento:
<A NAME="vaiavanti"></A>
nel punto al quale il link deve portare.
Si può anche linkare un punto stabilito in un'altra pagina. Basterà inserire nella pagina di
destinazione il tag <a name …> come prima cambiare il percorso,
da questapagina.htm#vaiavanti
a altrapagina.htm#vaialtrapagina
Per mettere una e-mail nel Vostro documento in modo che un utente cliccandoci vi possa spedire
un messaggio, si scrive:
<A HREF="mailto:[email protected]"> la mia e-mail </A>. Importante il mailto: .
36
Le immagini
Per inserire una immagine nel Vostro testo si scrive:
<IMG SRC="immagine.gif"> senza chiusura. Naturalmente nel caso precedente l'immagine (gif o
jpg le più riconosciute dai browsers in circolazione o perlomeno dai browsers più usati) deve essere
nella stessa directory del testo in cui è inserita.
Se l'immagine non prende, in larghezza, tutta la pagina potrete scrivere del testo accanto ad essa
con: <IMG SRC="immagine.gif" ALIGN= LEFT>. Testo a destra dell'immagine in questo caso
oppure a sinistra con RIGHT . Facciamo un esempio. Carichiamo l'immagine rsu.gif a destra e
scriviamoci a sinistra (alla Vostra sinistra quardando il monitor) qualcosa:
<IMG SRC="rsu.gif" ALIGN= RIGHT> <B><BR><BR><BR><BR><BR>questo testo
dovrebbe apparire in grassetto a sinistra dell'immagine (l'immagine sarà alla Vostra destra
guardando il monitor) e il testo, proseguendo in basso oltre l'immagine ricoprirà l'intero rigo. Scrivo
qualcosa per far proseguire questo rigo ...</B> :
questo testo dovrebbe apparire in grassetto a sinistra dell'immagine
(l'immagine sarà alla Vostra destra guardando il monitor) e il testo,
proseguendo in basso oltre l'immagine ricoprirà l'intero rigo. Scrivo
qualcosa per far proseguire questo rigo in modo che si possa notare come si comporta una
volta raggiunta la fine dell'immagine ...
Altro uso di una immagine è farle fare da link:
<CENTER>
<A
HREF="http://www.server.ospite/web.page/pagina.htm"><IMG
SRC="rsu.gif"
BORDER=5></A>
</CENTER>
Sarà visualizzata l'immagine e se ci andate sopra con il mouse e cliccate vi porterà alla pagina
desiderata (BORDER=n è un tag per mettere un bordo largo n intorno all' immagine - di solito per
far vedere che è un link).
Da notare all'interno della coppia <A HREF="..."> </A> il tag per caricare l'immagine.
Si può cliccare sull'immagine per farne apparire un'altra (in un'altra pagina però):
<A HREF="altra_immagine.gif"><IMG SRC="rsu.gif" ALIGN=LEFT></A> .
La pagina che visualizzerà la nuova immagine (in questo caso sempre rsu.gif) sarà una pagina
virtuale creata dal browser, perciò usare la funzione "indietro" del Vostro browser per tornare
indietro.
Con <BODY BACKGROUND="rsu.gif"> della coppia di tag al cui interno si scrive il testo del
documento (<BODY> </BODY>) si metterà l'immagine rsu.gif come sfondo del documento
stesso. Se l'immagine sarà abbastanza grande coprirà l'intero sfondo. Se sarà piccola si ripeterà tante
volte da coprirlo tutto (come nello sfondo di Windows). Attenzione alla colorazione dell'immagine
nello sfondo e al colore del testo (i colori li vedremo più avanti) perché potrebbe risultare un testo
illeggibile.
Se scrivete male il percorso e/o nome dell'immagine da caricare nel vostro documento o l'immagine
non è presente, vi apparirà un quadratino bianco con una crocetta rossa (o qualcosa del genere a
seconda del browser usato).
Se volete salvare un'immagine da una pagina web non dovete far altro che cliccare con il tasto
destro del mouse sull'immagine e scegliere l'opzione "Salva Immagine con nome...".
Una immagine di grandezza 500x500 può essere ridotta nella visualizzazione a (es.) 250x250 con
WIDHT e HEIGTH così: <IMG WIDTH=250 HEIGHT=250 SRC="immagine.gif">. La stessa
37
immagine rsu.gif presa ad esempio più sopra che è 150x150x256 colori può essere ridotta a 75x75
con <IMG WIDTH=75 HEIGHT=75 SRC="./rsu.gif">. Esempio:
È comunque consigliabile ridurre fisicamente l'immagine per ridurre i bytes che la compongono e
quindi anche il tempo di caricamento.
Vi consiglio l' ottimo prg shareware Paint Shop Pro, per ridurre le immagini o ingrandirle (con
resize) funzioni di foto-ritocco e altro, che potrete prelevare all'URL http://www.jasc.com/.
Sopratutto nei casi dei links, e-mail, immagini, ma anche per gli altri tags, la mancanza di uno di
questi caratteri < o > o le virgolette " fa si che il browser non visualizzi quanto precede o segue, con
tutte le complicazioni del caso. Ricontrollare sempre la sintassi dei tags quando qualcosa non
funziona come dovrebbe - malgrado browsers differenti (prendo a esempio Netscape e Internet
Explorer soprattutto nelle versioni precedenti alle ultime) visualizzano sempre piccole differenze
nel documento finito e scritto correttamente.
I colori nella pagina web
Cominciamo con l'intero testo. Con
<BODY BGCOLOR="#FFFFFF" TEXT="#000000" LINK="#FF0000" ALINK="#00FF00"
VLINK="#0000FF"> si ottiene:
•
Lo sfondo della pagina bianco (FFFFFF in notazione RRGGBB) con BGCOLOR.
•
Il testo in nero (che è già il colore di default) con TEXT e il codice colore 000000 per il
nero.
•
Con LINK="#FF0000" si ottiene che tutti i links del documento saranno di colore rosso.
•
Con ALINK="#00FF00" il link si colora di verde nel momento in cui vi si clicca sopra.
•
Con VLINK="#0000FF" tutti i links già visitati saranno di colore azzurro.
Vi ricordo che di default i links sono, rispettivamente a quanto sopra, inizialmente di colore
azzurro, rosso nel momento in cui vi si clicca (un attimo) e porpora quando sono già stati visistati.
Nel tag BODY si possono inserire uno o più elementi per la colorazione del testo o dei links.
Anche se si è dato un colore al testo inizialmente con BODY TEXT=ec. o meno, si può cambiare il
colore del testo in qualsiasi punto con
<FONT COLOR="#FF0000"> testo in rosso </FONT>.
Per tutti i codici dei colori in notazione RRGGBB vi consiglio l'URL
http://www.eng.usf.edu/~black/rgb.html composto da una immagine gif rappresentante colori e
rispettivi codici (da salvare sul vostro hard disk, l'autore chiede una e-mail con un TANKS).
Le liste
La (tri)-coppia di tag <UL> <LI> </UL> crea una lista non numerata. Il codice seguente:
<UL>
<LI> prima parte del testo della lista non numerata
<LI> seconda parte del testo della lista non numerata
<LI> terza parte del testo della lista non numerata
<LI> ecc..
</UL>
visualizzerà questo risultato:
• prima parte del testo della lista non numerata. Faccio proseguire questo rigo per far vedere
come si comporta il ritorno a capo (senza aver usato nessun altro tag)
• seconda parte del testo della lista non numerata
• terza parte del testo della lista non numerata
38
• ecc..
La (tri)-coppia di tag <OL> <LI> </OL> crea una lista numerata:
<OL>
<LI> prima parte del testo della lista numerata
<LI> seconda parte del testo della lista numerata
<LI> terza parte del testo della lista numerata
<LI> ecc..
</OL>
visualizzerà:
1. prima parte del testo della lista numerata. Faccio proseguire questo rigo per far vedere come
si comporta il ritorno a capo (senza aver usato nessun altro tag)
2. seconda parte del testo della lista numerata
3. terza parte del testo della lista numerata
4. ecc..
Si possono nidificare le liste (notare come l’identazione del codice ne favorisce la lettura):
<UL>
<LI> prima parte del testo della lista non numerata
<LI> seconda parte del testo della lista non numerata
<OL>
<LI> prima parte del testo della lista numerata nidificata
<LI> seconda parte del testo della lista numerata nidificata
<LI> terza parte del testo della lista numerata nidificata
<LI> ecc..
</OL>
<LI> terza parte del testo della lista non numerata
<LI> ecc..
</UL>
con questo risultato:
• prima parte del testo della lista non numerata. Faccio proseguire questo rigo per far vedere
come si comporta il ritorno a capo (senza aver usato nessun altro tag)
• seconda parte del testo della lista non numerata
1. prima parte del testo della lista numerata nidificata. Faccio proseguire questo rigo
per far vedere come si comporta il ritorno a capo (senza aver usato nessun altro tag)
2. seconda parte del testo della lista numerata nidificata
3. terza parte del testo della lista numerata nidificata
4. ecc..
• terza parte del testo della lista non numerata
• ecc..
Le tabelle
La coppia <TABLE> </TABLE> racchiude la tabella.
All'interno, la coppia <TR> </TR> racchiude ogni riga.
All'interno di ogni riga, la coppia <TD> </TD> racchiude ogni cella. All'interno di ogni cella ( e
perciò all'interno di <TD> </TD>) si può inserire: testo, links, immagini, e-mail ecc.. e tutti i tags
che agiscono sul testo. Esempio:
<TABLE>
<TR>
<TD>testo</TD>
<TD>altro testo</TD>
<TD>immagine</TD>
</TR>
39
<TR>
<TD>secondo rigo<BR>altro testo</TD>
<TD>immagine</TD>
<TD>link</TD>
</TR>
</TABLE>
risultato:
testo
altro testo
secondo rigo
altro testo
link
Si può inserire un bordo tra le celle con <TABLE BORDER=n> dove n è un numero intero da un
minimo di 1 a .... Io userò <TABLE BORDER=1> (che, salvo differenze tra vari browser,
corrisponde a <TABLE BORDER>).
esempio:
testo
altro testo
secondo rigo
altro testo
link: senza uscita
Si può centrare la tabella presa in esempio racchiudendo tutto il codice visto fra i tag
<CENTER></CENTER>.
Si può centrare il testo, o altro, all'interno della cella (<TD> e </TD>) sempre con <CENTER> e
</CENTER>, ma questo l'ho già detto, cioè, di come si possa usare tutti i tags all'interno di una
cella che agiscono su testo e altro...
Ogni cella prende le dimensioni di una immagine o della lunghezza di una colonna o righe di un
testo. Per dimensionare le celle secondo un ordine stabilito si usa <TABLE WIDTH=n> dove n è
un numero intero oppure <TABLE WIDTH="n%"> in percentuale dello schermo. Il tag
WIDTH= si può usare anche all'interno della cella (all'interno di TD).
Si può allineare il testo con ALIGN=LEFT o RIGHT o CENTER (allineamento orizzontale)
oppure con VALIGN=TOP o MIDDLE o BOTTOM (allineamento verticale) sia all'interno della
coppia di tags <TR> </TR> (la riga) che all'interno di <TD> </TD> (la cella). Facciamo un
esempio, usiamo un testo lungo in una cella e corto in altre ma allineato:
questo
testo
oltre
che
prendere molte righe
è
lungo
occupando
in alto
a destra
40
normale
molte
colonne
occupo molte colonne di questa cella
in basso
per far notare l'allineamento a destra di quella sopra
Quanto sopra è stato scritto così:
<TABLE BORDER=1> <TR><TD>questo<BR>testo<BR>oltre<BR>che<BR>prendere molte
righe<BR>è lungo<BR>occupando<BR>molte<BR>colonne</TD><TD ALIGN=RIGHT>a
destra</TD><TD VALIGN=TOP>in alto</TD><TD>normale</TD></TR>
<TR><TD VALIGN=BOTTOM>in basso</TD><TD>occupo molte colonne di questa
cella<BR>per far notare l'allineamento a destra di quella sopra</TD></TR>
</TABLE>
Nidifichiamo delle celle all'interno di un'altra cella:
cella A1 cella A2
cella B1
cella B2-A1 cella B2-A2
cella B2-B1
cella A3
cella B3
cella C1 cella C2
cella C3
Praticamente si posiziona una tabella all'interno di un'altra tabella attivando la riga normalmente e
inserendo una tabella (con TABLE) all'interno della coppia di tag TD:
<TABLE BORDER=1> <TR><TD><TABLE BORDER=1><TR><TD>sub-cella ecc...
ricordandosi di chiudere le celle (</TD>), le righe (</TR>), la sub-tabella e la tabella
(</TABLE>>) con la successione dovuta.
Il testo nelle tabelle si può colorare all'interno di ogni cella con:
<TR><TD><FONT COLOR="FF0000">testo rosso</FONT></TD>ecc..
(le impostazioni del colore del tag BODY influenzano anche il testo delle tabelle sempre che
questo non sia stato reimpostato come sopra).
Mentre il colore di sfondo dell'intera tabella si imposta nel tag TABLE:
<TABLE BGCOLOR="FFFF00" BORDER=1>.
Mentre con <TR BGCOLOR="FF0000" > si colora la riga intera,
e con <TD BGCOLOR="FF0000"> si colora la singola cella.
Editor HTML
Da quello che si è visto, l’Html non è difficile, ma sicuramente diventa spesso lungo e noioso da
scrivere. Per questo motivo in aiuto dei web master sono nati svariati programmi, chiamati appunto
editor html, che facilitano enormemente la scrittura del codice.
In buona sostanza il mercato propone due tipi di editor HTML:
Editor testuali Si tratta di programmi che propongono modifiche dirette sul codice HTML puro con
possibilità di preview del risultato. Per facilitare la scrittura del codice mettono a disposizione
comandi preconfezionati attivabili con semplici click. L'utilità maggiore di questi strumenti è la
padronanza del codice HTML puro che riescono a comunicare agli utilizzatori. Il difetto maggiore è
nell'apprendimento più difficile rispetto agli editor WYSIWYG.
Editor WYSIWYG L'acronimo sopraindicato sta per: What You See Is What You Get, ed
italianizzando significa che ciò che si vede sullo schermo è ciò che si ottiene in un browser Web. In
altre parole questi editor non visualizzano il codice HTML ma esclusivamente gli oggetti, le
immagini ed il testo. In questo modo lo sviluppatore non si trova a lavorare su codice HTML ma
sulla pagina così come verrà visualizzata dal browser: spostando oggetti con il semplice
trascinamento del mouse, sfruttando layout predefiniti ecc. Il vantaggio di questo tipo di editor è
evidente: lo sforzo di comprensione delle specifiche HTML è ridotto al minimo e il tempo di
41
apprendimento è brevissimo. Secondo chi scrive, però, questo tipo di editor non dà la possibilità di
comprendere l'HTML e personalizzarne l'uso. Si corre, infatti, il rischio di creare siti fotocopia con
un layout identico agli altri e, in presenza di errori che l'editor non riesce a risolvere, di non riuscire
ad andare oltre ciò che il programma prevede.
Fra gli innumerevoli software disponibili, fra cui spiccano sicuramente DreamWeaver, GoLive e
FrontPage (programmi professionali dal costo anche elevato) ne indichiamo alcuni completamente
gratuiti:
1st Page 2000 (http://www.evrsoft.com/) editor testuale di cui si può trovare anche una guida
completamente in italiano all’indirizzo http://www.html.it/1stpage/
Netscape Composer (http://home.netscape.com/) questo è un editor Wysiwyg incluso nel browser
Netscape
Amaya (http://www.w3.org/Amaya/) editor Wysiwyg distribuito dal consorzio WWW. La grande
utilità di questo tool risiede soprattutto nelle funzioni di debugging, ossia quegli strumenti che
permettono di rilevare tutti gli errori nella scrittura del codice.
Per approfondimenti rimandiamo ai seguenti link:
www.html.it
www.liberliber.it/biblioteca/w/world_wide_web_consortium/specifiche_html40/html/index.htm
space.tin.it/computer/eargenti/GUIDA/index.htm
Per Form e CGI vedi anche:
telemat.die.unifi.it/book/Internet/Formsdoc/indice.htm
42
Spazio Web Gratuito: dove trovarlo
Riportiamo qui di seguito diversi Provider che forniscono spazio web gratuito e i vari servizi offerti.
Si tenga presente che le informazioni riportate possono non essere più valide. Si consulti i singoli
siti per dettagli più accurati.
Digiland.iol.it
-Mb: Illimitato
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: No
-Lingua: Ita
-Upload: Ftp
-ASP: no
-Frontpage: no -CGI: Contatore, formmail
-Tipo di URL: http://digilander.iol.it/tuonome/
-Giudizio: Ottimo
-Altro: Server Unix.Tipologia di URL: Cartella.Velocità server: Ottima
Tiscali.it
-Mb: 20
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: No
-Lingua: Ita
-Upload: Ftp
-ASP: no
-Frontpage: no -CGI: n/d
-Tipo di URL: http://web.tiscali.it/tuonome/
-Giudizio: Ottimo
-Altro: Server Unix.Tipologia di URL: Cartella.Velocità server: Ottima
Supereva.it
-Mb: 40
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si (Pop-up) -Lingua: Ita
-Upload: Ftp
-ASP: no
-Frontpage: no -CGI: Contatore,guestbook,formmail
-Tipo di URL: http://www.tuonome.supereva.it
-Giudizio: Buono
-Altro: Tipologia di URL: Dominio di terzo livello.Velocità server: Buona
Xoom.it
-Mb: Illimitato
-E-mail: si
-Tipo: P
-Upload: Ftp
-ASP: no
-Frontpage: no
-Tipo di URL: http://members.xoom.it/tuonome/
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Velocità server: Buona
-Adv: Si (frame)
-Lingua: Ita
-CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
-Giudizio: Buono
Tripod.it
-Mb: +100
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si (frame)
-Lingua: Ita
-Upload: Ftp/Browser -ASP: no
-Frontpage: no -CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
-Tipo di URL: http://members.it.tripod.de/~tuonome/
-Giudizio: Buono
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Supporta un solo livello di sotto-cartelle.Velocità server: Buona
Freeservers.com
-Mb: 20
-E-mail: si
-Tipo: P/C
-Adv: Si (banner) -Lingua: Eng
-Upload: Ftp
-ASP: no
-Frontpage: si -CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
-Tipo di URL: http://tuonome.8m.com (+ altre scelte)
-Giudizio: Buono
-Altro: Tipologia di URL: Dominio di terzo livello.Tools vari.Velocità server: Buona
Excelland.com
-Mb: Illimitato
-E-mail: si -Tipo: P/C
-Adv: Si
-Lingua: Eng
-Upload:
-ASP: no
-Frontpage: no
-CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
Ftp/Browser
-Tipo di URL: http://tuonome.excelland.com (+ altre
-Giudizio: Buono
scelte)
-Altro: Tipologia di URL: Dominio di terzo livello.Permette di creare una propria community e sub-affittare
(gratis) lo spazio.Velocità server: Buona
Digitalrice.com
-Mb: 25
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si
-Lingua: Eng
-Upload: Ftp
-ASP: si
-Frontpage: si
-CGI: Default + Personali
-Tipo di URL: http://www.digitalrice.com/tuonome/
-Giudizio: Interessante
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Email Web e POP. Supporto PHP, SSI, Perl. Server NT. Traffico
mensile max. 1Gb.Velocità server: Buona
Geocities.com
-Mb: 15
-E-mail: si
-Tipo: P
-Upload: Ftp/Browser -ASP: No
-Frontpage: Si
-Tipo di URL: http://www.geocities.com/tuonome/
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Tools vari per gestire al
Buona
-Adv: Si
-Lingua: Eng
-CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
-Giudizio: Discreto
meglio il proprio Web Site.Velocità server:
Tripod.com
-Mb: 50
-E-mail: si
-Tipo: P
-Upload: Ftp/Browser -ASP: No
-Frontpage: Si
-Tipo di URL: http://members.tripod.com/~tuonome
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Velocità server: Buona
Fortunecity.it
43
-Adv: Si (Pop-up) -Lingua: Eng
-CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
-Giudizio: Buono
-Mb: 100
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si
-Lingua: It/Eng
-Upload: Ftp/Browser -ASP: No
-Frontpage: No -CGI: Contatore,guestbook,formmail,...
-Tipo di URL: http://www.fortunecity.it/cat/zona/tuonumero/ -Giudizio: Buono
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Velocità server: Buona
Nbci.com
-Mb: Illimitato
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si (Frame) -Lingua: Eng
-Upload: Ftp
-ASP: No
-Frontpage: No -CGI: Contatore,...
-Tipo di URL: http://members.nbci.com/tuonome/
-Giudizio: Buono
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Grandezza massima di un singolo file è di 11 Mb.Velocità server: Buona
Hypermart.net
-Mb: 20
-E-mail: si
-Tipo: C
-Adv: Si (pop-up) -Lingua: Eng
-Upload: Ftp
-ASP: No
-Frontpage: Si -CGI: Default + personali
-Tipo di URL: http://tuonome.hypermart.net
-Giudizio: Interessante
-Altro: Tipologia di URL: Dominio di terzo livello.SSI, SSL.Page builder ed altri tools. Velocità server:
Buona
Interfree.it
-Mb: 50
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si
-Lingua: Ita
-Upload: Ftp
-ASP: No
-Frontpage: No -CGI: No
-Tipo di URL: http://tuonome.interfree.it
-Giudizio: Discreto
-Altro: Tipologia di URL: Dominio di terzo livello.Velocità server: Buona
Genie.it
-Mb: 100
-E-mail: si
-Tipo: P
-Adv: Si (Pop-up) -Lingua: Ita
-Upload: Ftp
-ASP: No
-Frontpage: No -CGI: No
-Tipo di URL: http://web.infinito.it/utenti/x/tuonome
-Giudizio: Discreto
-Altro: Tipologia di URL: Cartella.Velocità server: Buona
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