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pag 01 copertina_Layout 1 08/10/2014 19.48 Pagina 1
SICILIA ROSA
IN
www.siciliainrosa.it
Anno IV - N. 26 - Ottobre 2014 - t 2,50 - Domenica 12 a Catania e provincia e da lunedì 13 nelle altre province in abbinamento con il quotidiano LA SICILIA a t 1,20
società
TURISMO
SESSUALE
MINORILE,
ADESSO BASTA
RAGUSA,
LE “PASIONARIE”
DEI RIFIUTI
SOSTENIBILI
siciliane
MARIA ROSA
DE LUCA
GLORIANA
ORLANDO
SARA
CAPPELLO
modablog
AUTUNNO
A QUADRI
food
MARILENA
CANTONE
Emma Dante
«OGNI SPETTACOLO
È COME UN FIGLIO»
pag 02_cop_Pag annunci.qxd 08/10/2014 23.33 Pagina 2
SICILIA INROSA
SICILIA ROSA
IN
www.siciliainrosa.it
società
province in abbinamento
con il quotidiano LA SICILIA
a t 1,20
TURISMO
SESSUALE
MINORILE,
ADESSO BASTA
RAGUSA,
LE “PASIONARIE”I
DEI RIFIUT
SOSTENIBILI
16
ott 2014
12
e da lunedì 13 nelle altre
siciliane
2014 - t 2,50 - Domenica
12 a Catania e provincia
MARIA ROSA
DE LUCA
GLORIANA
ORLANDO
SARA
CAPPELLO
modablog
Anno IV - N. 26 - Ottobre
AUTUNNO
A QUADRI
food
MARILENA
CANTONE
22
Emma Dante
LO
«OGNI SPETTACO
»
È COME UN FIGLIO
In copertina Emma Dante
(intervista a pag. 18)
5 detto tra noi
7 quellocheledonne...
28 società
amarsi a distanza
missione possibile
9 jelodicoaguia
30 sport
10 ci piace
34 blogshooting
12 infanzia violata
non chiamatelo
turismo
15 storie
nata a lipari
grazie a facebook
16 ambiente&territorio
le donne
di svi.med
18 da donna a donna
emma dante
«ogni pièce
è come un figlio»
20 siciliane
angela abbate
patrizia panarello
elena Ferraro
fulvia toscano
22 maria rosa de luca
«al paese serve
un progetto
educativo»
24 sara cappello
«la mia protesta
al balconcino»
26 Gloriana Orlando
«scrivo da prima
di saper scrivere»
muoviti che ti passa
autunno a quadri
38 moda
swinging london
40 stylist
ignazio bissoli
30
42 beauty
i giochi di luce
del contouring
34
44 esteticamente
46 petcare
47 pollice verde
48 arredo
eleganza green
50 designcorner
salvatore spataro
51 angolo hi-tech
52 food story
marilena cantone
«porto la sicilia
sulle tavole francesi»
54 parola di chef
55 l’arte del dolce
56 globetrotter
58 happy hour
62 l’oroscopo
38
56
SICILIA INROSA
3
4
SICILIA INROSA
detto tra noi
PAROLE_
PAROLE
Mumsnet
QUANDO
LE MAMME
FANNO
OPINIONE
n Inghilterra le mamme sono diventate molto potenti. E qualche
giorno fa, sulle colonne - on line - del Guardian è apparsa una
lunga intervista a una delle fondatrici di Mumsnet
(www.musmnet.com) Justin Roberts. Le mamme inglesi che si
aggregano attorno a questo
network - che è sul web ma anche
sul territorio - hanno avviato
un’indagine con dei focus group
sulle intenzioni di voto delle donne
in vista delle elezioni del prossimo
anno nel Regno Unito. Il loro giudizio è severo, non le mandano a dire e soprattutto la loro opinione fa
notizia. Così David Cameron, attuale primo ministro e leader dei
Conservatori, “non capisce i problemi della gente”, Ed Miliband, leader dei laburisti, sembra debole e inesperto, Nick Clegg, leader dei liberali “cade sull’integrità” e infine Nigel Farage, il leader degli antieuropeisti, “sembra almeno genuino: combatte per una causa, peccato che sia una causa priva di senso comune”. Insomma, le mamme
del potente network non sembrano proprio soddisfatte dei loro politici. I partiti hanno “un deficit di autenticità e devono cambiare”. La
cosa interessante è che una larga maggioranza di donne e uomini (il
68% di donne e il 67% di uomini pensa che il loro paese potrebbe essere migliore se ci fossero più donne in parlamento e nel governo.
L’opinione di Musmnet forse non cambierà le sorti del voto, ma in
Gran Bretagna questo network è sempre più ascoltato e seguito. Ed è
cresciuto vertiginosamente: è lo strumento con in cui le mamme e le
donne di scambiano consigli e discutono praticamente su tutto e sul
quale sono riuscite a creare anche una rete territoriale, che esce dal
web e diventa tangibile. Un network fatto di persone.
Il loro esempio ci piace non perché in Italia manchino i portali dedicati alle mamme o in cui le donne si confrontano e si scambiano opinioni e consigli, ma perché ci sembra che Musmnet sia diventato un
soggetto “politico” che può riuscire a indirizzare l’opinione pubblica.
Naturalmente in un verso più favorevole alle donne. Justin Roberts
parla come una che ne ha piena consapevolezza, pur sapendo che la
forza di Musmnet viene da tutte le utenti e che tutto è nato un po’ così, quasi per gioco, per necessità di condividere i problemi di ogni
giorno. Anche il loro marchio è inequivocabile: il classico delle Charlie’s Angels riveduto e corretto: invece di impugnare le pistole, le gentili signore hanno il loro da fare con bebè, bimbi e biberon!
E dunque Mumsnet ci piace e forse è un modello di web non solo virtuale che dovremmo importare o, se c’è, far crescere
I
MI SONO INVENTATO
LE LAUREE
PER UN COMPLESSO
D’INFERIORITÀ
1
2
3
4
5
6
7
Oscar Giannino, Liberoquotidiano.it,
5 ottobre 2014
LA BELLEZZA MASCHILE NON MI
COLPISCE PIÙ DI TANTO, IN PASSATO
SONO STATA CON UOMINI
BRUTTI. ODDIO, QUANDO CI PENSO
MI CHIEDO COME HO POTUTO
Miriam Leone, Vanity Fair, 2 ottobre 2014
LE DONNE NEL PASSATO NON HANNO
AVUTO QUELL’INCORAGGIAMENTO
AL LORO TALENTO CHE AVREBBERO
MERITATO DI DIRITTO, SCHIACCIATE,
SOFFOCATE IN UN CERTO SENSO
DALL’EGOISMO MASCHILE
Peter Greenaway, IoDonna, 3 ottobre 2014
HO IL CANCRO. SE DEVO
MORIRE, MORIRÒ. AL MOMENTO
MI SENTO BENE
Morrissey, El Mundo, 8 ottobre 2014
HO 54 ANNI, MICA 104. MBÉ?
SE FOSSI UN MASCHIO MI DIRESTE
CHE SONO UN GRAN FIGO A STARE
CON UNA TRENTENNE. L'AMORE NON È
QUESTIONE DI ETÀ, SE DURA, DURA.
Sen. Stefania Pezzopane,
Corriere della Sera, 6 ottobre 2014
PER DUE ANNI MI SONO DEDICATA
ALLE BAMBINE ALLATTANDOLE FINO
AI SEI MESI. ORA TORNO IN PISTA.
SONO AMBIZIOSA
Camila Raznovich, Grazia, 9 ottobre 2014
HO BACIATO ROBERT MITCHUM. HO
FATTO APPENA IN TEMPO, È
MORTO DUE ANNI DOPO. UN UOMO
CHE HA AVUTO UNA STORIA CON
AVA GARDNER, IO VOLEVO SOLO
VEDERLO. INVECE, NON GLI SONO
DISPIACIUTA
Piera degli Esposti, Il Giornale Off, 9 ottobre 2014
SICILIA INROSA
5
6
SICILIA INROSA
quellocheledonne(non)dicono
CONTRO
CORRENTE
di paola pasetti
FAMILIARI DELLE PERSONE SCOMPARSE
UNA FIRMA PER NON LASCIARLI SOLI
ove c’è una persona scomparsa c’è una stanza rimasta intatta,
congelata, in cui nemmeno la polvere sembra volersi posare.
Quella stanza lì urla una ferita che nei cuori delle famiglie non
si rimargina mai. Vite sospese, domande sospese. A raccontarle, la mostra inaugurata ieri a Ravenna “I vuoti che colmano”
del fotografo Vincenzo Pioggia, organizzata dall’associazione Penelope Emilia Romagna dedicato alle famiglie delle persone scomparse. Dieci scatti,
dieci camere che però rappresentano le migliaia di camere rimaste intatte
nel nostro Paese per dieci, venti, trent’anni.
Secondo l’ultima relazione del Commissario straordinario del Governo per
le persone scomparse, in Italia le persone ancora da rintracciare dal 1974 al
30 giugno 2013 sono ventisettemila. Di queste, un numero impressionante
– ben 11.615 - sono minori. Una classifica che vede la Sicilia, con i suoi 2.648
scomparsi, al quinto posto dopo Lazio, Lombardia e Campania.
Eppure qui da noi non accade quel che vediamo nei telefilm americani: foto degli scomparsi sulle scatole di corn flakes o sul bidoncino del latte, tanto per cominciare. La comunicazione, eccetto quei cinque-sei casi che periodicamente fanno clamore e ribalzano di trasmissione in trasmissione, è
quasi a zero. Anche per questo i familiari degli scomparsi siciliani hanno deciso di farsi sentire. Riuniti in rete (sul web alcuni di loro hanno dato vita al
sito famigliescomparsisiciliani.blogspot.it), da anni chiedono che si faccia di
più, che i media siano più attenti e disponibili a divulgare segnalazioni e foto degli scomparsi, ma soprattutto chiedono che le cose cambino anche sul
fronte investigativo.
La loro richiesta d’aiuto è stata accolta dal Comune di Palermo che ha deciso di sposare la loro causa: per questo è nato, su iniziativa della consigliera
D
comunale Federica Aluzzo (Mov 139), il Progetto Verità con tanto di petizione popolare. Un progetto ambizioso, perché il suo cuore è l’istituzione di
un Nucleo Investigativo Speciale regionale che si occupi degli scomparsi in
Sicilia.
«La Sicilia – spiega Rossella Accardo, ex moglie di Antonio e madre di Stefano Maiorana, gli imprenditori edili scomparsi sette anni fa – avrebbe la possibilità di costituire un nucleo del genere grazie all’articolo 13 dello Statuto
della Regione Siciliana. Per la nostra regione questa è l’opportunità per dimostrare che non siamo solo mafia ma che la Sicilia è capace di fare uno
scatto in avanti, proponendo un modello virtuoso, applicabile al resto del
Paese». Il nucleo investigativo potrebbe colmare le lacune lamentate nella
ricerca delle persone scomparse: garantire tempi rapidi d’azione, attuare
una stretta collaborazione tra diversi settori delle forze dell’ordine, operare
grazie a strumenti adeguati per le ricerche (cani molecolari, georadar, telecamere, droni). Tutto questo anche grazie al supporto di professionalità come quella dell’ex comandante dei Ris di Parma e presidente dell’Accademia
Italiana di Scienze Forensi, generale Luciano Garofano, che sembra aver già
dato la propria disponibilità.
Mesi fa il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, in qualità di presidente dell’Anci Sicilia, ha inviato a tutti i comuni dell’Isola la petizione popolare, rivolta al presidente della Regione Siciliana e dell’Ars, finalizzata proprio alla
realizzazione di questo Corpo Investigativo. La raccolta firme è stata avviata
subito a Palermo e resterà aperta per tutto il 2014. Non è dato sapere quanti e quali comuni abbiano fatto la stessa cosa. Ma sarebbe importante che
ogni cittadino che condivida questa causa andasse al proprio comune di residenza e chiedesse: scusi, dove posso firmare per il Progetto Verità?
MUMBLE
MUMBLE
di Maria Enza Giannetto
SPOSE-BAMBINE, GLI OCCHI DI RUBINA COME QUELLI DI THEA
stata definita una campagna shock. La notizia del blog della bambina
norvegese che si apre con “Ciao! Mi chiamo Thea, ho 12 anni e mi
sposerò tra un mese” ha fatto il giro del mondo destando sconcerto e
indignazione. Si tratta della campagna che stoppbryllupet e l'associazione
Plan hanno lanciato per risvegliare le coscienza degli utenti, in vista della
Giornata Internazionale delle Bambine - che si è tenuta l’11 ottobre - chiedendo di firmare una petizione per “fermare” questo matrimonio con un commento su Twitter o su Facebook.
Una campagna geniale. Vedere una dodicenne bianca, bionda e dagli occhi
azzurri raccontare le fasi che la porteranno al matrimonio con un uomo 25
anni più vecchio di lei ha risvegliato le coscienze degli occidentali su un fatto
di cui si parla spesso, nei convegni di associazioni e organizzazioni internazionali, ma che, per molti, resta relegato all’ambito del “deprecabile” visto che
riguarda solo bambine dai tratti esotici.
Il blog di Thea ha avuto il merito di inoculare, anche solo per qualche minuto,
il seme della paura che un’usanza tanto barbara potesse espandersi fino alla
civilissima Norvegia. Fino all’inoppugnabile Occidente.
Delle spose bambine si parla, è vero, ma solo in certi contesti e a intervalli
regolari. Se ne parla durante le Giornate dedicate (l’11 ottobre, appunto) oppure quando un fatto di cronaca torna a scuotere le coscienze.
Se n’è discusso, ad esempio, l’anno scorso quando Rawan, bambina yemenita, di otto anni, venduta a un uomo di 40, morì per per emorragia interna
dopo la prima notte di nozze. Ne abbiamo riparlato a giugno, quando la donna iraniana Razieh Ebrahimi, 21 anni, è stata rinchiusa nel braccio della
morte in attesa di essere uccisa perché a 17 anni sparò al marito, stanca di
È
anni di abusi. Anche la campagna “Sono bambina, non una sposa”, ideata
dalla palermitana Giorgia Butera e appoggiata da Onu Italia, ha riacceso i riflettori sulla questione.
Giusto il tempo di indignarsi, però. Poi, cala di nuovo il silenzio.
Eppure ci sono tante dodicenni, come Thea, che ogni giorno, pur non tenendo alcun blog, vivono il dramma dell’esser state promesse in sposa.
Dodici anni, come la bionda e bianca Thea, aveva anche Rubina, la sposabambina del Bangladesh che per sfuggire a quella vita si è impiccata l’estate
scorsa nel bagno della casa dei genitori che l’avevano consegnata al marito
contro la sua volontà. Terre des Hommes ha fatto di Rubina il simbolo della
campagna “Indifesa di Terre des Hommes” che, con il sostegno a distanza
(donazione al 45596), ha l’obiettivo di difendere le bambine del mondo e, soprattutto, di tenerle a scuola il più possibile.
Sì perché, ricordiamolo, la cultura è l’unica arma che queste bambine hanno
per scampare a un destino già scritto. A sostenerlo è anche Maud Chifamba, la ragazza dello Zimbabwe che, seppur orfana, è riuscita a proseguire gli
studi e a 14 anni è entrata all'Università diventando il simbolo di quello che si
può fare studiando. Maud, oggi sedicenne, è stata inserita da Forbes al quinto posto nella classifica delle 20 donne più influenti dell’Africa. E ora, attraverso Change.org, presta il suo volto a una petizione volta a richiedere alle Nazioni Unite l'inserimento dell'educazione femminile nell'Agenda post 2015.
«Le ragazze che vivono in contesti di povertà, come il mio - dice - , sono ad
alto rischio e l’istruzione è per noi l’unica arma per cambiare il mondo in cui
viviamo e partecipare alla vita economica, sociale e culturale dei nostri Paesi».
SICILIA INROSA
7
Chi dice donna...
di karen basile
RITROVARSI IN UN COMPLEANNO TRAGICO
già passato un anno da quella notte d’inferno, nel mare di Lampedusa. Una trentina di superstiti ed
alcuni familiari di dispersi tornano quaggiù, a stringersi nel ricordo e nella speranza vana - lo dicono i numeri - che nessuno mai più muoia così. In cerca di vita
possibile, lontano da guerre che ingrassano solo le multinazionali degli armamenti.
Sono i moderni Mosè, miracolati mentre
368 persone, giovani e stremate, annegavano a poche bracciate dalla salvezza. Sono tornati a Lampedusa per ricordare, riabbracciare, raccontare, in un mare di lacrime di commozione. Ragazzi ormai
“svedesi”o “tedeschi” ritrovano quanti cittadini comuni - li accolsero come figli
nelle loro case, al caldo delle proprie fa-
È
miglie. Mischiando un po’ d’italiano, di
dialetto lampedusano e non solo, ed un
inglese incerto, in un contemporaneo
“sabir”(la lingua franca medievale dei
mercanti europei, arabi e turchi) per soffiare un po’ di vita nell’anima degli scampati.
È un compleanno tragico - il primo - che
diventando memoria, si aggrappa alla
gioia di rivedersi, con un progetto di vita
possibile da raccontare, ormai in nord
Europa, lontano da questo paesaggio di
mare e di vento. Per alcuni è anche lo
smarrimento di non aver un luogo dove
ricordare i propri cari, se non quel mare
immenso.
“Giornata dell’accoglienza” sarà da ora in
poi, il 3 ottobre. Al di là dei defilés dei soliti politici, dalla statura politica piccola
ozlandia
di cinzia Zerbini
L’AMORE AI TEMPI
DELLA COLONSCOPIA
hi ha il colon irritabile lo sa: è una sindrome che
non può rimanere nel segreto del proprio stomaco,
ma dev’essere diffusa quanto più possibile. Tutti
devono sapere che ti brucia l’interno se sorseggi caffè e
le amiche soprattutto devono non solo consolare ma improvvisarsi medici, infermieri, ascoltatrici fedeli di tutto
ciò che provoca il dolore.
Questa mia amica con il colon irritato c’è nata, poi la vita
gliel’ha acutizzato. Bella, solare, intelligente, colta, indipendente, cuoca, perfetta casalinga, un raro concentrato
di pezzettini di perfezione che evidentemente il creatore
ha voluto regalarle perché magari gli avanzava. Ma una
sfigata in amore senza precedenti. L’ultima delusione 5
anni fa e poi basta. Solo uscite tra donne. Donne e cinema, donne e pizza, donne e agriturismo, donne e mare,
donne e basta. Perché le generazioni cresciute a pane e
sex and the city non si sono mai riprese dalla necessità
fisiologica della coabitazione sentimentale e dello sputtanamento collettivo del maschio stronzo. Si finisce con
l’assomigliarsi, si conoscono limiti e difetti, il ciclo arriva
contemporaneamente.
Ma il dolore al colon non le passava. Visite, diete, “forse
sei celiaca”, “forse sei stressata”, “forse dovresti andare
in analisi” , “forse dovresti trombare di più”. Niente.
Poi un giorno prende l’ascensore, preme il tasto T e invece si ferma al quarto piano, entra un signore distinto, si
guardano e l’apertura delle porte al piano terra ci consegna un uomo e una donna che vanno a pranzo insieme.
Dal pranzo alla cena il passo e breve e gli altri passi sono
una rincorsa verso la felicità.
I due ora convivono ma la notizia è che lei non ha più dolori allo stomaco. Perché l’amore è meglio di una colonscopia e relativa cura. Va detto.
C
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SICILIA INROSA
piccola, della falsa contrizione, senza mai
un’ombra di vergogna per aver pensato
“di aiutare i migranti a casa loro”, di chiudere una porta naturale con richiami alle
responsabilità altre. Che stanno sempre
“altrove”. Chi s’è sbracciato disperatamente in quella, come in altre notti, senza troppe grida e troppi riflettori addosso, è rimasto in disparte. Imbarazzato dai
troppi tromboni.
L’UNHCR richiama l’attenzione sull’aumento delle vittime di questi disperati
viaggi. Secondo i recenti dati sulle traversate irregolari nel Mediterraneo, relativi
al terzo trimestre 2014, oltre 2200 persone sono morte dallo scorso giugno, 130
mila sono arrivate in Europa via mare dal
primo gennaio, oltre il doppio che durante l’intero 2013.
DE GUSTIBUS
di rita la rocca
LA FEMMINILITÀ NON È
UN MARCHIO DEPOSITATO
“P
roprio della donna”. È questa la definizione che il
dizionario dà dell’aggettivo “femminile”. Un termine dalle infinite sfumature, impossibile da circoscrivere o catalogare, ma che nell’accezione comune, veicolata soprattutto dai mass media, è diventato sinonimo di
“bellezza”, “eleganza”, “seduzione”. Eppure, a guardare alcune attrici e modelle che di questa femminilità dovrebbero
essere icone indiscusse qualche dubbio, permettetemelo,
sorge. Si può ancora essere considerate femminili con il viso “pietrificato” dal botox o con il corpo prosciugato da diete
inumane? E allora quali sono le caratteristiche “proprie della donna”? Grazia, dolcezza, fragilità, senso materno… non
sono altro che cliché, stereotipi vuoti e fuorvianti, alla cui
creazione sospetto abbia fortemente contribuito il genere
maschile e la sua capricciosa idea della “compagna ideale”. La verità è che femminili non lo si è, lo si diventa. È un
processo lento e travagliato, fatto di passaggi complessi,
trasformazioni, consapevolezze acquisite nel tempo. Lo si
intravede negli occhi divertiti di una bambina che gioca con
i trucchi della mamma, nell’espressione ostile di un’adolescente in lotta con un corpo di cui ancora sconosce i segreti, nelle insicurezze di una giovane donna che non sa se
assecondare le proprie ambizioni o compiacere chi ama.
La femminilità è consapevolezza e accettazione di ciò che
si è e si vuole. È il coraggio di riconoscere la propria natura
e lasciarla venire alla luce, libera da condizionamenti, modelli e stereotipi. Sicurezza e istinto che si trasformano in
gioco. E, soprattutto, non esiste una sola femminilità, anzi è
proprio la sua mutevolezza, l’infinità varietà di riflessi e sfumature a renderla uno dei misteri più insondabili del genere
umano. Perché la femminilità, come scriveva Simone de
Beauvoir, non è un marchio depositato. E meno male.
+
jelodicoaguia
«Se la redazione mi ha invitato a rispondere alle vostre lettere
immagino sia perché conosca la mia sensibilità e il mio culto per
il prossimo. Ma, forse, non sa quanto io sia tollerante con l’umanità. L’uomo è fragile ed è per questo che va seguito e sostenuto dagli angeli che possiamo esser tutti, cioè gli altri; nella
sua fragilità c’è la forza! Con tutto il mio cuore, sempre».
Guia
la posta di guia jelo
scrivete a [email protected]
fax 095.432304
ESSERE SINGLE, ANCHE
QUANDO È UNA SCELTA,
NON SEMPRE DÀ FELICITÀ
LA DECISIONE DI rifuggire da una vita
di coppia, OLTRE AL DESIDERIO DI LIBERTÀ, PUÒ
NASCONDERE LA PAURA DI SOFFRIRE PER AMORE
ara Guia, ormai ho la bellezza di 39 anni e sono felicemente single. O meglio,
passo con serenità da una storia
all’altra, senza impegno, coinvolgimento e struggimenti vari. E sto
bene così. Libera. Indipendente. E
qual è il problema? Chiederai dirai tu. Il problema è che ai miei
genitori il mio modo di vivere non
va bene. Loro vorrebbero vedermi
sposata, in chiesa e con l’abito
bianco, e magari vorrebbero anche tanti bei nipotini. Come faccio
a fargli capire, con delicatezza,
che questo non succederà mai?
Libera75
C
Semplice: se non riesci a farglielo
capire con delicatezza, fallo a brutto
muso, se sono dei genitori invadenti, con indelicatezza.
Beata te che sei single felicemente!
Sei sicura? È una rarità. Di solito si è
capisco!). Cara, esigenza di libertà?
Perché? Si può essere liberi anche in
coppia quando il rapporto è sano.
E poi, come sei tragica: “mai, non
succederà mai”. Mai dire mai! Chissà, magari trovi uno uguale uguale
a te che ti rende la pariglia e ti fa
spasimare. Ciao “Mirandolina”, mi
sembri appunto come la Locandiera
di Goldoni. Aspettati il tuo signor
Marchese Arsura che non ti corteggia come si deve e il tuo servo fidato
che ti fa innamorare e ti lega. Auguri, io tifo per i tuoi genitori e che vinca il migliore!
Guia
quando si ama non
si va con un altro
nemmeno per tattica
iao Guia, da circa un anno sto
con un uomo sposato. Sono
mesi che gli sento ripetere
che lascerà la moglie e i figli ma finora non ha avuto “le palle” di farlo.
Alcune settimane fa, stanca di
aspettarlo e di essere solo la sua
“amante”, sono stata con un altro. È
successo solo una volta e per me
non ha significato niente, ma adesso non so se confessarlo a lui. Magari, spinto dalla gelosia, si deciderebbe a lasciare la famiglia. Tu che
cosa mi consigli? Con affetto
C
Sopra, Mascia Musy
ne La Locandiera di Goldoni
infelici (e, cara mia, in confidenza,
anche un po’ smaniosi) e alla palese
o no ricerca di quel completarsi che
è l’amore nella coppia. Allora ti
chiedo: sei appagata, serena, in questo stato che ti sei imposta, oppure è
una maschera? Un autoconvincimento per paura del peggio… e cioè
soffrire per amore? (e allora come ti
G.
Per te non ha significato niente andare con un altro? Ma che scherzia-
mo? Per me invece significa, e molto!
Il tuo non mi sembra (scusa) vero
amore, ma credo possesso, desiderio,
devastanti sensazioni forse… e nient’altro. Perché non ci si può donare a
un uomo, immenso oceano maschile
quando si fa sesso, che non sia quello
che si è scelto di amare e che si è consapevoli di amare. Significa non provare grandi sentimenti e pulsioni di
progetti d’amore, ma soltanto bramosia nei confronti di un “oggetto”.
Credimi, non voglio offenderti, ma
non dovrebbe essere accettabile da
parte tua tentare di farlo ingelosire
infilando la tua fragile vita e le tue
speranze dentro le lenzuola che non
siano di LUI. Sì, di lui, poiché noi donne, si sa, quando non siamo escort,
abbiamo solo LUI, mentre gli uomini
hanno loro… le donne. E ora, col
cuore: ma chi mi dice, poiché a me
chiedi un parere, che questo bell’uomo non ha avuto le palle per lasciare
la famiglia, magari invece le sta
avendo proprio nel non lasciarla! Ti
voglio bene, siamo donne! Siamo
forti! Lascialo perdere. Se ti convinci
che non lo ami, poi vivreste insieme
un inferno. E se dopo il tuo sacrificato stratagemma, questo maschio si
dovesse ingelosire, allora sì che non
le avrebbe le palle, ma tanto cara
amica, le palle, anzi i “cabasisi”, servono solo per gli spermatozoi. Ma sono ottimista. Gli uomini devono avere non solo organi genitali, ma tanto
cervello. E ce ne saranno parecchi
che ce l’hanno.
Guia
SICILIA INROSA
9
CI PIACE
ANCHE A CATANIA
PER LE MAMME?
on poteva che venire da una
donna la proposta di realizzare anche a Catania le “strisce rosa” per facilitare la sosta alle
auto guidate da donne in gravidanza o con bimbi piccoli (di età compresa tra zero e dodici mesi). A fare
questa sana e civile proposta è stata
la consigliera di quartiere (terza
municipalità, circoscrizione Borgo
Sanzio), Laura Sicari (Pd), che l’ha
formalizzata depositandola nella
quarta commissione consiliare permanente della Circoscrizione. Quest’ultima ha immediatamente sposato la proposta, portandola all’attenzione del Consiglio Circoscrizionale e dell’Amministrazione comunale.
Come è nata l’idea di proporre le
strisce rosa? «Negli ultimi anni – ha
spiegato Laura Sicari – è emersa la
difficoltà delle donne in stato di
gravidanza e di quelle con bambini
piccoli di reperire parcheggi durante i loro spostamenti per recarsi
presso strutture ospedaliere, centri
commerciali, supermercati. Da queste esigenze è nata l’idea, peraltro
già realizzata in molti altri comuni
d’Italia con esiti positivi, di realizzare e facilitare la mobilità delle donne in gravidanza e dalle mamme di
bambini di età compresa tra zero e
dodici mesi».
E seppure questo tipo di parcheggi
N
10
SICILIA INROSA
siano presenti in diversi centri commerciali (che sono comunque soggetti privati) e in qualche comune
dell’hinterland etneo (per esempio,
Sant’Agata Li Battiati), ben venga la
proposta su Catania, iniziativa che
intende sviluppare una proposta di
mobilità solidale che
possa inserirsi in un
più ampio progetto
di mobilità sostenibile per la città
di Catania.
«I parcheggi rosa
potrebbero essere
realizzati all’interno
delle aree di sosta tariffata –ha aggiunto Sicari – colorando
di rosa l’interno di alcune delle strisce blu e installando apposita segnaletica verticale per identificare il
parcheggio riservato alle donne in
gravidanza o con bimbi piccoli.
Questo rappresenterebbe un grande
aiuto per le donne in dolce attesa e
un sensibile intervento dell’Amministrazione nei confronti delle future mamme, estendibile anche ai padri di piccoli fino a dodici mesi».
«Ci auguriamo – ha detto infine Sicari – che l’Amministrazione comunale di Catania sposi questo progetto prevedendo una specifica regolamentazione circa la fruizione del
pass che permette l’utilizzo del parcheggio rosa».
Studenti transgender, un alias
per fare esami all’Università
Basta a sguardi stupiti e imbarazzo, l’Ateneo di
Catania ha accolto l’istanza presentata dalla
studentessa e attivista Vittoria Vitale sul riconoscimento di un doppio libretto universitario
per studenti transessuali. A darne notizia è
stato il sito citizen.it. Vittoria aveva parlato della
sua “battaglia” anche a Sicilia in Rosa nei mesi
scorsi e adesso pare abbia ottenuto la vittoria
- ci si perdoni il gioco di parole - che voleva.
In realtà non verrà istituito un vero e proprio
doppio libretto come accade in altri atenei come Milano o Urbino; saranno invece creati degli alias univoci che collegheranno le identità
scelte dai richiedenti ai dati custoditi negli archivi, valutando ogni singolo caso a richiesta.
Questo perché la legge non consente di modificare le informazioni anagrafiche fino al momento in cui si effettua l’intervento chirurgico
di falloplastica o vaginoplastica. Dunque si è
trovato il modo per evitare comunque imbarazzo e disagio per chiunque. E se il vertice dell’ateneo si è subito mostrato pronto a trovare
una soluzione al problema evidenziato da Vittoria, ci vorranno alcuni passaggi amministrativi per metterla in atto. Intanto, per la comunità
lgbtqi è un grande passo avanti per il riconoscimento dei diritti civili, tanto che Alessandro
Motta, presidente dell’associazione Arcigay etnea, afferma che si tratta «di un elemento di
civiltà in più nella nostra università».
Tre centri d’accoglienza
della Caritas per madri
in difficoltà
Tre appartamenti, tre centri d’accoglienza
destinati a madri con figli minorenni che
vivono in condizioni di disagio. Strutture
che potranno accogliere fino a quaranta
persone, tra adulti e bambini, dare loro un
tetto e poter disegnare un futuro. Uno di
questi, in via Damiano Chiesa, è un immobile confiscato alla mafia che il Comune di Catania ha concesso alla Caritas in
comodato d’uso gratuito: tre vani in cui
potranno trovare posto altrettante donne
con i propri figli.
Gli altri due appartamenti – un totale di
12 vani – sono stati dati, sempre in comodato d’uso gratuito, da parte dell’Azienda
Ospedaliera Vittorio Emanuele–Policlinico.
Le tre strutture sono destinate a donne
che versano in situazioni di particolare
disagio economico, morale e sociale, con
figli a carico, lavoratrici a basso reddito o
non lavoratrici.
QUOTEROSA
a cura dell’avv. elisabetta sciotto
LA CAMERA DICE ADDIO
ALL’OBBLIGO DEL COGNOME
PATERNO PER I FIGLI
Lo spot sociale
DEL VACCARINI
VA AL FESTIVAL
In alto, gli
stduenti del
gruppo che ha
lavorato al cortometraggio Love
me to live alla
presentazione
del video, qualche mese fa.
A fianco, la
professoressa
Pina Arena con
alcuni studenti:
da sinistra, Alberto Fallica,
Giulia Vittoria,
Rossella Spina,
Roberta Privizzini
di Gianluca Reale
al 22 al 26 ottobre saranno a Marano
di Napoli per il Ragazzi Spot Festival Festival Internazionale della Pubblicità Sociale dei Ragazzi. Loro sono cinque liceali catanesi, tre del G.B. Vaccarini (Giulia,
Stefano Sampieri, Salvo Calì) e due del Principe Umberto (Costanza Franzì e Stefano Zappalà) che hanno preso parte alla realizzazione del cortometraggio «Non amarmi da morire, amami da vivere» (Love me to live) vincitore del “Premio Immagini Amiche” dell’Unione donne italiane (Udi) e del Parlamento
europeo, lo scorso anno scolastico. Un “corto” sugli stereotipi di genere girato a scuola
grazie alle attività coordinate dalla professore Pina Arena e che è poi stato “ridotto” a 30’’
per diventare uno spot e partecipare al festival di Marano, promosso dall’associazione
Scuole di Marano in collaborazione con Legambiente e Libera e diretto da Rosario
D’Uonno.
Non è la prima volta che gli studenti della
professoressa Arena vanno a Marano. C’erano
stati due anni fa, quando hanno partecipato
al concorso con uno spot contro il femminicidio e trovarono Giancarlo Caselli a discutere con loro del delicato tema della violenza
sulle donne. Anche stavolta si confronteran-
D
no con qualcuno di importante, come consuetudine a Marano. E la testimonianza che i
ragazzi catanesi porteranno con il loro spot
sarà ancora una volta un motivo d’orgoglio
per le attività sulla parità di genere che si
fanno a scuola. Per alcuni è anche il primo
viaggio fuori dalla Sicilia, come per Giulia
Vittoria, 4A, una piccola parte nel cortometraggio: «Quel video mi ha insegnato a valutare alcuni comportamenti dei ragazzi a cui
prima non facevo caso», dice la studentessa.
Come lei anche Rossella Spina, un’altra liceale della 5C del Vaccarini: «Anche a me queste
esperienze hanno insegnato molto, mi hanno
dato una maggiore consapevolezza nel non
tollerare alcuni comportamenti aggressivi
che forse non avrei riconosciuto ed evitato –
spiega -. Quello del femminicidio è una tema
che con la professoressa seguiamo da anni. E
questa consapevolezza, questa presa di coscienza sul rispetto tra uomini e donne, ci dà
anche speranza che le cose possano cambiare».
A Napoli, come accadde in altre occasioni,
saranno i ragazzi a dover esporre agli altri
studenti il loro lavoro. Giulia si prepara, magari prendendo consigli da chi ha già fatto
esperienza anche in altre occasioni, come Alberto Fallica e Roberta Privizzini della 2G,
che hanno fatto parte del gruppo di ricerca
Con 239 voti a favore, 92 contrari e 69 astenuti, la
Camera ha approvato nei giorni scorsi la proposta di legge che adegua l’ordinamento italiano a
quello degli altri paesi europei, in cui i genitori
sono liberi già da tempo di scegliere il cognome
dei propri figli.
A dare l’input al Parlamento, come spesso accade, una sentenza della Corte Europea dei diritti
dell’uomo del 7 gennaio del 2014, in cui la corte
di Strasburgo condannava l’Italia, in quanto privava i genitori della libertà di registrare i figli all’anagrafe con il solo cognome della madre.
Il prossimo step, per l’approvazione definitiva del
disegno di legge, è il Senato.
Con la nuova legge, il figlio potrà avere il cognome del padre o della madre o i due cognomi, secondo quanto concordato dai genitori. In caso di
disaccordo, il figlio avrà il cognome di entrambi
in ordine alfabetico. Stessa regola per i figli nati
fuori del matrimonio e riconosciuti dai due genitori o per i figli adottivi. In caso di riconoscimento
tardivo da parte di un genitore, il cognome si aggiunge solo se vi è il consenso dell’altro genitore
e dello stesso minore se quattordicenne.
Le nuove norme non entreranno subito in vigore.
Il governo dovrà adottare, entro un anno dall’approvazione della legge, un regolamento che adeguerà l’ordinamento dello stato civile. Nell’attesa
del regolamento, sarà comunque possibile aggiungere il cognome materno a quello paterno,
ma solo se vi è accordo tra i genitori.
sulla toponomastica femminile premiato dal
Senato della Repubblica nei mesi scorsi. «Ci
siamo preparati prima, dividendoci le cose
da dire un po’ per uno, è stato molto emozionante», raccontano i due ragazzi. D’altronde è
evidente che la narrazione studente-studente
è quella che ottiene il maggior successo.
A scuola si continua a lavorare sui progetti
legati all’educazione sulla parità di genere. In
cantiere c’è già l’idea di un nuovo lavoro cinematografico – si pensa a un lungometraggio – e quella di partecipare al concorso di
Expo 2015 con un video che racconti la cucina siciliana attraverso la cultura femminile. E
ancora. la partecipazione al nuovo Concorso
nazionale Toponomastica femminile (al quale il "Vaccarini" aderisce come capofila di
una rete di scuole siciliane) per il recupero di
storie di donne siciliane dimenticate e la collaborazione con l'UDi (Unione donne
italiane) per le iniziative (mostra, incontri e
concorso per le scuole) del suo settantesimo
anniversario. L’importante è dare ai ragazzi
continui input e sollecitazioni sul tema. E se
la professoressa Arena su questo fronte è un
gentile ma energico “vulcano”, a supportarla
c’è anche la nuova dirigente scolastica Salvina Gemmellaro, arrivata quest’anno, ma già
in piena sintonia con le attività che ha trovato in istituto.
SICILIA INROSA
11
società
INFANZIA VIOLATA
Non chiamatelo
TURISMO
sfruttamento sessuale di minori A FINI COMMERCIALI.
UN FENOMENO IN CRESCITA IN TUTTO IL MONDO, CHE VEDE GLI ITALIANI AI
PRIMI POSTI NELLA CLASSIFICA DEI CLIENTI. SEMPRE PIÙ PICCOLE LE VITTIME,
SEMPRE PIÙ GIOVANI GLI SFRUTTATORI. FLAVIA TAVANO, DI DEMETRA ONLUS:
«SE VOGLIAMO SALVARE QUESTI BAMBINI DOBBIAMO FARE RETE»
di paola pasetti
n biglietto per il Brasile, il Bangladesh o la Thailandia. Un viaggio in luoghi lontani da casa, da
occhi indiscreti; la voglia di
rompere la routine, a disposizione corpi bellissimi e giovani per una manciata di dollari. Per molti uomini (ma ormai
anche per un numero crescente di donne)
non è più che questo. “Turismo sessuale”, lo
chiamano. E forse l’equivoco sta già lì, in
quella definizione che richiama l’idea del
viaggio e della spensierata trasgressione, che
fa il paio con la giocosità apparente dei sempre più noti “puttan tour” e “viaggi della
gnocca” diffusi in Rete.
In realtà basta osservare più da vicino il feno-
U
12
SICILIA INROSA
meno per scoprire quale realtà si nasconda
dietro a quella trappola lessicale. Secondo le
principali organizzazioni che studiano il fenomeno, Terres des Hommes ed Ecpat, il “turismo sessuale” è il terzo traffico illegale
per ordine d’importanza dopo droga e armi. Non sempre “sesso a pagamento tra
adulti consenzienti”, come piace definirlo ai
suoi sostenitori; perché spesso, al contrario,
si ha a che fare con trafficanti di esseri umani o sfruttatori. E perché, che piaccia o no, anche bambini e bambine, ragazzi e ragazze finiscono in questo giro.
A dirlo è l’Organizzazione mondiale del turismo: dei tre milioni di persone che ogni anno
partono per viaggi a scopo sessuale un sesto
è alla ricerca di minorenni, con un volume
di affari complessivo che si aggira tra gli 80 e
i 100 miliardi di dollari. Un business dietro al
quale si agitano i fantasmi della tratta, dello
sfruttamento e della riduzione in schiavitù di
esseri umani.
Proviamo allora a fare chiarezza cominciando a chiamarlo con il suo nome: “sfruttamento sessuale di minori a fini commerciali”.
Un fenomeno oscuro e di difficile comprensione, su cui oggi si sa di più soprattutto grazie alle associazioni internazionali e non governative presenti nei Paesi più a rischio.
Tra queste Demetra onlus, l’associazione di
promozione sociale e solidarietà internazionale, con sede anche in Sicilia, che da anni
opera su tutto il territorio nazionale per contrastare tutte le forme di violenza su donne e
minori. «Per sette anni - spiega Flavia Tavano, presidentessa di Demetra onlus - ci sia-
Il Brasile è uno dei Paesi più a rischio
sul fronte dello sfruttamento sessuale
dei minori. Ecco perché Demetra onlus
ha scelto di essere presente in diverse
città del Paese, che nel
2016 ospiterà le Olimpiadi.
Una missione seguita anche dalla fotoreporter inglese Arabella Shelbourne
(a destra). Le fotografie
pubblicate in queste pagine
sono state scattate a Fortaleza, una delle maggiori
capitali del turismo sessuale (© Arabela Schelbourne
/ Demetra onlus - North
East Brazil-Favelas of Fortaleza July 2012 Mission of
Countreact against sexual
exploitation on children)
mo occupati di approfondire il fenomeno
violenza attraverso tanti confronti di metodologia e ricerca realizzati su diverse comunità e culture del mondo.
Abbiamo assistito in prima linea molte vittime di violenza non solo all’estero, ma anche in Italia collaborando a stretto contatto
con scuole, organizzazioni non governative,
istituzioni e forze dell’ordine. In questo momento siamo particolarmente presenti in
Brasile, uno dei Paesi più a rischio nel biennio 2014-16, perché ospite dei Mondiali di
Calcio e delle Olimpiadi».
Demetra ha lanciato la campagna internazionale di sensibilizzazione “Uvep – Un altro viaggio è possibile”, che focalizza l’attenzione sul turismo sessuale a danno di
minori.
«Lo sfruttamento sessuale di minori a fini
commerciali - continua Tavano - è una tra le
emergenze criminali più preoccupanti della
società contemporanea, gestita da organizzazioni specializzate, che hanno creato una
fitta rete transnazionale per sfuggire alle
forze dell’ordine di ogni Paese. Gli operatori delle onlus che vanno in missione svolgono un lavoro rischioso; ecco perché
quando si arriva in un territorio nuovo è
fondamentale coinvolgere le realtà locali».
Da un lato gli sfruttatori, sempre più organizzati e pericolosi; dall’altro i “clienti”. Ai
primissimi posti, secondo Ecpat, sono
proprio gli italiani, che negli ultimi anni
«è ora di demolire
QUEI PREGIUDIZI
CHE GIUSTIFICANO
LO SFRUTTAMENTO
DEL BAMBINO COME
OGGETTO SESSUALE.
LA POVERTÀ DEI PAESI
IN CUI VIVONO NON PUÒ
ESSERE UN ALIBI»
hanno scalato le classifiche in paesi come il
Kenya, dove sono i più presenti. Proprio Ecpat traccia un identikit di questi “turisti” a
caccia di minori: per lo più uomini, hanno
un età media che va dai 20 ai 40 anni; possono essere sposati o single, stranieri o locali, ricchi o con un budget limitato. Non
tutti, probabilmente, pienamente consapevoli del dramma che c’è dietro alla loro “va-
canza”.
«Quello che va chiarito - evidenzia Flavia
Tavano - è che la prostituzione minorile è
un reato, ovunque, nel mondo, e come tale va denunciato. È ora di demolire falsi pregiudizi che giustificano lo sfruttamento del
bambino come oggetto sessuale. La povertà non è una giustificazione, tanto più che
nella maggior parte dei casi i soldi non restano al bambino o alla famiglia, ma finiscono nelle tasche dei “protettori”. E non è
vero, come vorrebbe qualcuno, che i bambini di questi Paesi non la percepiscono come
violenza perché fa parte della loro cultura.
Un bambino violato è un bambino violato in qualsiasi parte del mondo».
Molti i falsi miti sull’argomento. Uno di
questi riguarda i trafficanti di bambini e i
mediatori: «La maggior parte – dichiara la
presidentessa di Demetra onlus - e per la
precisione il 60 per cento, secondo le stime delle Nazioni Unite, sono donne. Una
rete in crescita, che vive di persone sempre
più giovani, che gestiscono on line l’organizzazione di questi viaggi “particolari”».
I minori sono considerati una risorsa preziosa: più facili da gestire rispetto agli adulti, e soprattutto sempre più richiesti. Secon-
SICILIA INROSA
13
società
do Demetra onlus sono sempre di più in
tutto il mondo i clienti di entrambi i sessi
che richiedono prestazioni sessuali con
bambini piccoli, inesperti. «In tal modo chiarisce l’associazione - i clienti riescono a
imporsi meglio, a ottenere ogni tipo di prestazione. Inoltre è diffusa la falsa credenza
che i minori non possano contrarre e quindi trasmettere malattie veneree».
Ma chi sono questi “turisti” del sesso a
caccia di minori? In realtà, stando alle stime delle principali organizzazioni che contrastano il fenomeno, non sempre si tratta
di “predatori” di bambini. La
pedofilia c’entra solo nel 5
per cento dei casi; il 30 per
cento dei turisti sessuali che
abusano di minori è definito
“abituale” (trascorre, cioè,
anche lunghi periodi l’anno
nel Paese straniero); il 65
per cento, invece, è “occasionale”. Un dato, quest’ultimo, che rende molto più
complessa l’individuazione
dei soggetti che compiono
questo tipo di reato.
C’è, a monte, un problema di sensibilizzazione dei “clienti” nei Paesi di partenza, che
non sempre si rendono conto del dramma
globale che contribuiscono ad alimentare.
Secondo le Nazioni Unite un milione e
duecentomila bambini nel mondo sono
vittime di tratta interna ed esterna, privi
di ogni diritto, sfruttati e violati. «Spesso i
minori - racconta Flavia Tavano - non sono
«ci sentiamo
impotenti DI FRONTE
AL DOLORE DI QUESTI
BAMBINI, PERCHÉ
SAPPIAMO CHE SARÀ
MOLTO DIFFICILE
AIUTARLI A RIMARGINARE
LE LORO FERITE»
a conoscenza dei loro diritti, sono clandestini, privi di documenti identificativi, non conoscono la lingua del Paese in cui si trovano
e ancor meno la legislazione. Per tutti questi motivi i minori hanno difficoltà a ribellarsi ai loro sfruttatori e a denunciare».
«Chi opera sul campo - continua - vive direttamente la condizione di dolore di questi
bambini. Noi operatori ci sentiamo impotenti, perché ci troviamo di fronte a ferite
molto difficili da curare. Lavorare con minori vittime di tratta richiede un intervento su
più fronti: bisogna colmare le lacune affettive, accoglierli per accompagnarli lungo
tutto il percorso, spesso molto tormentato.
È un lavoro multidisciplinare volto a riumanizzare la vittima attraverso il supporto di mediatori, psicologi e pedagogisti».
Dal punto di vista normativo, l’Italia rappresenta uno dei Paesi europei all’avan-
14
SICILIA INROSA
Yasmin Abo Loha, Ecpat:
«È reato in tutto il mondo»
«Quando si parla di turismo sessuale
a danno di minori, si dimentica che
siamo di fronte a un problema di prostituzione minorile, che prescinde
dal tema del viaggio. Quei minori
sfruttati, oltre ad essere ad uso e
consumo dei turisti, sono principalmente a disposizione dei locali».
A parlare è Yasmin Abo Loha, Segretario generale di Ecpat Italia, l’organizzazione internazionale che dal
1990 combatte la prostituzione minorile, la pedopornografia, il
turismo
sessuale e
il traffico
di bambini
per scopi
sessuali.
L’Organizzazione mondiale del
turismo
parla di tre milioni di turisti sessuali, di cui 500 mila a caccia di minori.
«Noi preferiamo parlare di stime,
perché gli unici dati certi che possiamo avere sono quelli relativi ad arresti e condanne. Il fenomeno è sommerso e lo è a ancor di più dal momento che la maggior parte delle
persone che commette questo genere
di reato non è abituale, non è detto
cioè che lo commetta una seconda
volta».
Quindi non si tratta di pedofili.
«Se per pedofilo intendiamo colui che
prova attrazione sessuale per un minore in età prepubere, allora possiamo dire che solo il 5 per cento dei turisti sessuali a caccia di minori lo è. La
maggior parte dei turisti sessuali di
guardia rispetto alle disposizioni esistenti in materia di abuso e sfruttamento sessuale dei minori. Un percorso partito negli
anni Novanta e giunto al 2006 con l’approvazione della legge che inasprisce le
pene per chi si macchia dei reati di pedofilia e pedopornografia online, anche se
virtuale, e istituisce l’Osservatorio per il
contrasto della pedofilia e della pornografia minorile (www.osservatoriopedofilia.gov.it).
Ma è sul fronte della sensibilizzazione e
della formazione di una coscienza critica
da “questa parte del mondo” che c’è ancora tanto da fare. Il prossimo appuntamento internazionale della campagna Uvep è
per il prossimo 18 maggio, data in cui in
Brasile ricorre la Giornata nazionale per
la lotta all’Abuso e allo sfruttamento
sessuale dell’infanzia e dell’adolescenza,
questo genere sono occasionali, persone che poste di fronte alla possibilità, nel corso di un viaggio, di un rapporto sessuale a pagamento con un
minore, non si tirano indietro. In questi casi di solito le vittime sono adolescenti e può accadere che il turista
non abbia neppure consapevolezza di
trovarsi di fronte a un minore».
Gli italiani sono in testa nella classifica mondiale dei clienti. Un problema di leggi?
«No, l’Italia è si è sempre mossa celermente sul tema dell’infanzia. Il nostro Paese ha introdotto il principio di
extraterritorialità: significa che un
italiano che compie un reato di questo tipo all’estero e colto in flagrante
è perseguibile, e può scegliere se farsi processare nel paese d’origine o in
quello in cui ha commesso il reato.
Non è importante che il principio di
extraterritorialità viga in entrambi i
Paesi; ne basta uno. Il problema,
semmai, è l’ignoranza: molti non
sanno, o fanno finta di non sapere,
che lo sfruttamento sessuale di un
minore è reato dappertutto, anche all’estero».
L’Italia è anche meta di turismo
sessuale minorile?
«Difficile stabilirlo. Ma in generale il
fenomeno dello sfruttamento sessuale di minori c’è e c’è sempre stato,
ben prima che il caso dei Parioli scoperchiasse il vaso di Pandora. Al contrario di quanto si pensi, non riguarda solo le popolazioni migranti. Quel
che è lampante è che le cose stano
cambiando, si stanno sviluppando fenomeni di sfruttamento sessuale attraverso la rete internet, ed è difficile
trovare su strada minori che si prostituiscono. Ecco perché oggi come oggi
tracciare reali confini del fenomeno è
difficile». (pa.pas.)
in memoria di Araceli Cabrera Sàchez Crespo, bambina stuprata e assassinata nel Sud
Est del Brasile.
Per quel giorno, quindi, Demetra onlus organizza per il quarto anno con Ecpat Italia,
Ecpat Brasile e Fiab - Federazione Italiana
Amici della Bicicletta la giornata cicloturistica internazionale “Un altro viaggio è possibile”. «Bisogna fare rete - dice Flavia Tavano - e la nostra campagna internazionale è
nata anche per questo. L’obiettivo è quello
di creare alleanze, di coinvolgere tutte le
categorie che appartengono al mondo
della cultura. Oggi abbiamo tutti i mezzi
per comprendere che non è più possibile
sottovalutare e chiudere gli occhi su un fenomeno di questa portata. L’indifferenza
verso bambini e bambine, ragazzi e ragazze
di tutto il mondo pesa come un macigno
sulla nostra dignità e sul nostro futuro».
storie di donne
LIPARESE DOC. La piccola Giada
Mantineo con papà Andrea, mamma
Laura Zaia e l’ostetrica Antonina
Giunta, che l’ha fatta nascere in casa
DI PAOLA PASETTI
oleva che sua figlia nascesse a Lipari, nella sua isola; voleva scongiurare il rischio di essere trasportata in elicottero durante il
travaglio; ma soprattutto voleva
essere libera di scegliere, come qualsiasi altra
donna del nostro Paese.
Sembrava un’impresa impossibile, visto che
nelle Eolie non è più possibile partorire da
quando, alla fine del 2011, è stata disposta la
chiusura dell’unico punto nascita di Lipari. Invece Laura ce l’ha fatta, contro ogni previsione: la
sua piccola Giada, tre chili e mezzo di vitalità, è
nata il 3 ottobre, in casa, grazie a un’ostetrica di
V
NATA A LIPARI
GRAZIE A Facebook
Catania arrivata sull’isola appositamente per lei.
Una storia di solidarietà femminile nata su Facebook, e per la precisione sul gruppo “Voglio
nascere a Lipari, ma forse non potrò più farlo”,
creato da Saverio Merlino, segretario Pd LipariEolie, proprio per chiedere la riapertura del
punto nascita sull’isola.
Da qualche anno le mamme sono costrette a
trasferirsi almeno una settimana prima della
data presunta del parto a Milazzo, Patti o Messina se non vogliono correre il rischio di essere
trasportate in aliscafo o in elicottero al momento del travaglio, visto che l’ospedale dell’isola
può garantire solo le urgenze indifferibili.
Una situazione che determina disagi fisici, emotivi ed economici non indifferenti.
Laura ci era già passata: per far nascere la sua
primogenita Anna, che oggi ha due anni e mezzo, si era dovuta trasferire «sulla terraferma –
come lei stessa racconta – ben due settimane
prima. Ho avuto la fortuna di essere ospitata da
una parente, l’albergo sarebbe stato troppo costoso». «In questa seconda gravidanza, però –
continua – la mia situazione era molto diversa:
ho una bambina piccola, avrei dovuto separarmene per un numero imprecisato di giorni e tra
l’altro non avrei nemmeno saputo a chi affidarla
a Lipari».
Nove mesi che Laura ha passato «in un perenne
stato d’ansia», confida. A gravidanza inoltrata,
ha notato sulla bacheca del gruppo “Voglio nascere a Lipari” (che oggi conta più di 1500
iscritti) i commenti dell’ostetrica Antonina
Giunta, che si era proposta di dare assistenza alle donne eoliane per il parto in casa. «All’inizio
avevo paura e poi avevo amici e parenti contro
– ammette -. Anche mio marito Andrea era
molto perplesso, perché il parto in casa non fa
più parte della nostra cultura. Ho scritto dei
messaggi su Facebook alla signora Giunta, le ho
esposto i miei dubbi e lei mi ha rassicurato. Del
resto – continua – qui non avevo alternative: i
nostri medici, che pure sono bravissimi, hanno
le mani legate, devono attenersi alle direttive».
Da lì la decisione di partorire in casa con l’oste-
IL PUNTO NASCITA
È CHIUSO E LE DONNE
NON POSSONO
PARTORIRE NELLE
EOLIE. MA LAURA ZAIA
NON SI È ARRESA.
GRAZIE ALL’OSTETRICA
ANTONINA GIUNTA,
CONOSCIUTA SUL
SOCIAL E SBARCATA
APPOSITAMENTE
SULL’ISOLA, È RIUSCITA
A FAR NASCERE
SUA FIGLIA IN CASA
trica catanese, che si è offerta di darle assistenza gratuitamente. Antonina Giunta, un’esperienza quarantennale negli ospedali e nelle
case di cura di Catania e centinaia di parti a
domicilio, è sbarcata a Lipari con tutte le sue
strumentazioni: lettino portatile con le staffe,
cardiotocografo per il monitoraggio durante il
travaglio, strumenti sterili e monouso, ferri
sterilizzati in autoclave. «Io amo l’ostetricia ed
è per questo che ho deciso di venire – spiega
Antonina Giunta –. Il parto è un evento naturale, ma viene fatto vivere alle mamme come
una malattia. Quando ho incontrato Laura su
Facebook ho colto la sua disperazione e le sue
paure. Laura e tutte le donne di Lipari sono
state abbandonate a se stesse, vivono la gravidanza malissimo; alcune di loro, pur di evitare
l’elicottero, provano a presentarsi in ospedale
all’ultimo momento, e a quel punto i medici
non possono negare il soccorso, ma così facendo i rischi aumentano. Molto meglio il parto in
casa, senza stress e in un ambiente tranquillo
e familiare».
«Laura all’inizio era preoccupata – racconta
l’ostetrica - anche perché il suo primo parto
era stato molto sofferto, con ben quindici ore
di travaglio. Tempi impensabili per la mia
esperienza: con me Giada è nata in appena
due ore, subito circondata dall’affetto dei parenti».
Se la nascita di Giada scrive il lieto fine di questa storia personale, resta però ancora irrisolta
la situazione del punto nascita di Lipari: chiuso insieme agli altri centri con meno di 500
parti l’anno, ne è stata annunciata e smentita
più volte l’apertura. Una vicenda giocata a colpi di sentenze e ricorsi, annunci e decreti. Lipari, infatti, è una delle sette località, insieme
a Pantelleria, Mistretta, Bronte, Nicosia, Mussomeli e Santo Stefano di Quisquina che dovrebbe poter mantenere il punto nascita in
virtù della sua posizione geografica svantaggiata. Finora, però, nonostante il Piano predisposto dall’assessore Lucia Borsellino un anno
e mezzo fa, nulla è cambiato per le donne eoliane che devono partorire.
A loro - si calcola che siano un centinaio ogni
anno - non resta che sperare che qualcosa
cambi in tempi brevi. Alcune, alla notizia della
nascita di Giada, hanno pensato di seguire le
orme di Laura e di partorire in casa con l’ostetrica Antonina Giunta, che ribadisce: «Io sono
disponibile, tanto più che il pediatra Giuseppe
Sippelli che ha visitato Giada alla nascita mi
ha messo a disposizione il suo studio per
eventuali futuri parti. Ma non posso fare avanti e indietro con le mie attrezzature, mi occorre uno studio attrezzato, e anzi lancio un appello: se qualcuno può dare una mano alla
causa di queste donne, si faccia avanti. In attesa che la situazione del punto nascita si sblocchi, le donne di Lipari devono essere libere di
poter scegliere».
Una libertà che Laura Zaia ha rivendicato fino
alla fine, per sé e per le altre donne. «Ho sempre sostenuto la riapertura del punto nascita
dei Lipari – dice - e continuerò a farlo. La scelta di far nascere Giada in casa per me non è
stata facile, ma è parte di questa battaglia».
SICILIA INROSA
15
ambiente&territorio
RIFIUTI, DAL PICCOLO
AL GRANDE
cinque donne SONO IL CUORE DI UN’ASSOCIAZIONE ONLUS DI RAGUSA
CHE LAVORA SUL TEMA DELLA SOSTENIBILITÀ. «È UN PROCESSO LENTO
- DICE LA VICEPRESIDENTE BARBARA SARNARI - MA CAMBIARE SI PUÒ»
di gianluca reale
a loro “missione” è diffondere
buone pratiche sull’ambiente e
sullo sviluppo sostenibile del territorio in ambito culturale, archeologico e turistico. Loro sono
cinque donne, appassionate e innamorate di
quello che fanno, tutte originarie del Ragusano. Sono le cinque donne che animano
l’associazione onlus Svi.Med, Centro euroMediterraneo per lo sviluppo sostenibile che
lavora a diversi progetti di cooperazione e di
diffusione di buone prassi: Emilia Arrabito,
direttore (e fondatrice dell’associazione nel
2003 con l’unico uomo rimasto all’interno,
l’ingegnere idraulico Giovanni Iacono che ne
è anche il presidente); Barbara Sarnari, vicepresidente, Letizia Perremuto, Antonella
Lucifora, amministratore e Fabrizia Sammito, la più giovane del gruppo ed ultima
L
16
SICILIA INROSA
arrivata, una paio di anni fa, ma una vera e
propria «forza». «In realtà - spiega affabilmente Barbara Sarnari - nella sostanza non
c’è una divisione dei ruoli così formale, tutte
abbiamo delle competenze derivanti dai nostri studi, io sono una matematica, Emilia ha
studiato Scienze politiche, Letizia Lettere,
Antonella Economia (infatti è lei che ha a
che fare con i numeri dei progetti) e Fabrizia
Scienze ambientali, ma lavoriamo insieme
con la massima armonia».
Tutte e cinque hanno fatto studi ed esperienze professionali fuori dalla Sicilia, ma
hanno deciso di tornare e spendere la propria professionalità sul territorio, mettendolo in relazioni ad altre esperienze italiane,
europee e mediterranee.
«Al nostro attivo abbiamo sette o otto progetti di valenza europea, ma quelli che ci in-
teressano molto ultimamente sono i progetti attivi con l’area mediterranea, con paesi
come Palestina, Giordania, Egitto e Tunisia spiega Sarnari -. Nei progetti su cui lavoriamo ci confrontiamo con paesi che hanno
problematiche enormi o veniamo in contatto con soluzioni e proposte di gestione alternative delle risorse, su acqua, ambiente e rifiuti, che possono essere preziose e utilizzabili anche qui in Sicilia. Il nostro obiettivo è
proporre soluzioni alternative, ma qui purtroppo c’è sempre un limite, perché ci sarebbe bisogno di un maggiore impegno della
politica e delle amministrazione pubbliche,
che però cambiano troppo velocemente,
spesso non sono attente e si muovono quasi
sempre nell’emergenza. Anche quando constatiamo attenzione e buona fede, spesso gli
amministratori vengono assorbiti nel mara-
sma delle cose che non funzionano ereditate
dal passato, cose fatte male. Limiti e ostacoli
che incontriamo sono spesso oggettivi e tra
questi c’è anche una diffidenza nei confronti
dei progetti europei, che a volte nel comune
sentire significano soldi sprecati senza che
rimanga niente. Noi però crediamo che si
possa cambiare, crediamo tantissimo in
quello che facciamo, prendiamo a cuore tutto, come se fosse la nostra famiglia, ci dedichiamo pienamente, facciamo orari che non
sono proprio “da ufficio”, nonostante molte
di noi siano mamme…», dice accoratamente
Barbara.
Una delle tematiche che affrontano le donne
di Svimed è quella dei rifiuti. «Su questo
fronte abbiamo due progetti attivi - spiega
Sarnari -: Zerowaste Pro, nel cui ambito abbiamo organizzato il workshop “Verso un
Economia Circolare a Rifiuti Zero” a Siracusa
lo scorso settembre, e Smot (Sustainable
Management of Old Town), progetto sull’area mediterranea con Egitto, Giordania, Tunisia e Spagna sulla gestione dei rifiuti nelle
aree storiche al fine di non avere impatto sui
beni storico-architettonici».
C’è da chiedersi se ci sono pratiche virtuose
applicabili anche alle nostre realtà. «Non c’è
quasi nulla da scoprire per cambiare le cose,
c’è soltanto da applicarle - afferma Sarnari -.
Quello che vorremmo fare capire ai nostri
interlocutori è che bisogna pianificare azioni
a lunga durata e integrarle fra loro. Chiarificare la raccolta differenziata in un certo modo, realizzare centri di riuso, fare attività con
la grande distribuzione organizzata per indirizzare i cittadini e contemporaneamente
avviare azioni di comunicazione e di educazione nelle scuole - aggiunge Sarnari -. Sono
tutte cose che non si fanno dall’oggi al do-
«la raccolta
differenziata DÀ
MAGGIORI RISULTATI
NEI PICCOLI CENTRI. SI
POTREBBE PARTIRE DA
QUESTI, CHE SONO
TANTI, PRIMA ANCORA
DELLE GRANDI CITTÀ.
MA CI VUOLE TEMPO,
NON C’È UNA
BACCHETTA MAGICA»
mani. Sono processi che devono diventare
culturali e la mancanza di “pazienza” che ha
il sistema politico-amministrativo non gioca
a favore. Ma se non si acquisisce questa pazienza, non c’è bacchetta magica che tenga».
Però sono temi su cui tutti sembrano d’accordo, c’è una sensibilità favorevole di fondo.
perché poi spesso non si ottengono risultati?
«Una sensibilità crescente sul fronte dei rifiuti esiste, indubbiamente, ma ancora è parziale - spiega la vice presidente di Svimed -.
Non è che con il sistema della differenziata si
raggiungono livelli di raccolta dell’80 per
cento da un giorno all’altro, il sistema è complesso e ogni singolo cittadino deve avere
quella sensibilità, perché i comportamenti
errati di alcuni possono compromettere
quelli virtuosi di altri. I cittadini dovrebbero
diventare un po’ controllori di loro stessi,
posto lo sforzo che devono fare le amministrazioni pubbliche».
Anche loro che sono impegnate sul campo,
però, hanno notato che qualcosa, pian piano,
si muove. «Soprattutto nelle piccole realtà
del Siracusano e del Ragusano, che sono i
territori in cui noi ci muoviamo. Vedi il caso
di Ferla, dove è stata aperta un’ecostazione,
un posto carino e arredato con cose riciclate,
fatto con l’impegno degli stessi cittadini, dove tutti possono conferire i loro rifiuti differenziati e con una raccolta punti e la tessera
sanitaria avere poi sconti sulla tassa sui rifiuti. E c’è anche una casetta dell’acqua a
basso costo che ha permesso di ridurre i
consumi di bottiglie di plastica - rivela Sarnari -. C’è sempre chi si lamenta per qualcosa, ma si è creata un’atmosfera positiva e per
esempio un gruppo di donne ha dato vita a
Ricicreo Ferla creando vari oggetti e persino
splendidi vestiti con materiali di scarto. Ecco, Ferla è un esempio di come se si puntasse sulle realtà più piccole, ancor prima che
sulle grandi città, si potrebbero ottenere
grandi risultati». E se in tutto ciò, per Sarnari è importante confrontarsi e tenersi in contatto con altre realtà - loro per esempio gestisco la piattaforma nazionale Nowastenet.eu - un altro fronte su cui va lanciato l’allarme «è quello dei rifiuti marini, il marine
litter, che danneggiano pesca e turismo e di
cui invece c’è pochissima coscienza».
E poi, fondamentale l’attività di educazione.
«Noi lavoriamo molto con le scuole e i bambini e ci piace portare fuori un’immagine diversa della Sicilia - dice Sarnari -. Molti in
Europa e nel Mediterraneo appena sentono
Sicilia vorrebbero lavorare con noi, ma sono
spaventati. Il nostro entusiasmo e la nostra
passione avvicinano tanti, ma servirebbe
una maggiore mobilitazione e un maggiore
supporto. C’è necessità di fare networking
con le altre realtà siciliane, superare le difficoltà a confrontarsi e collaborare di più. E a
dire il vero ci sono segnali incoraggianti in
questo senso».
SICILIA INROSA
17
da donna a donna
«Ogni pièce
È COME
UN FIGLIO»
l’autrice e regista PALERMITANA
SI RACCONTA. E SI FA IN QUATTRO:
APRE I CARTELLONI TEATRALI A
VICENZA, TORINO E NELLA SUA CITTÀ,
AL BIONDO E AL MASSIMO. IN SCENA
NEL SUO “IO, NESSUNO E POLIFEMO”,
DICE: «RECITARE È UN FATTO EPISODICO.
SONO PIÙ UTILE FUORI DAL PALCO»
di Maria Enza Giannetto
un ottobre caldissimo per Emma Dante. La regista e autrice palermitana, conosciuta per il suo teatro sociale
(quello di mPalermu, Medea, La Scimia, Vita mia, Michelle di Sant'Oliva, Cani di bancata, tanto per dirne alcuni) è pronta per inaugurare la nuova stagione del Teatro Biondo Stabile di Palermo - di cui dirige anche la neonata “Scuola dei mestieri del Teatro” - con il suo “Io, nessuno e Polifemo. Intanto, però, non si fa mancare nulla: direttrice artistica del 67° Ciclo di
Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza (dal 17 settembre al
26 ottobre), inaugurerà la decima stagione della Fondazione Teatro
Ragazzi di Torino, con un trittico su Andersen (25 ottobre). Nel frattempo si prepara ad aprire la stagione lirica del Massimo di Palermo
con “Gisela!” di Henze (21 gennaio), a riportare la sua discussa “Carmen” alla Scala e a completare la sceneggiatura delle “Sorelle Macaluso”, da cui vorrebbe trarre un film.
«In effetti, quest’anno stiamo aprendo molte stagioni. Diciamo che
ho un sacco di chiavi in mano», conferma lei, riportando subito l’attenzione sull’intera compagnia Sud Costa Occidentale, quella che ha
fondato nel 1999 e con cui è diventata famosa.
Di sicuro, Emma Dante oggi ha le chiavi in mano di quella Palermo
che per tanti anni l’aveva quasi ignorata e che, come succede a molti artisti, l’ha scoperta solo molto tempo dopo che fosse diventata famosa all’estero.
Emma, la stagione del Biondo si intitola “Quello che non ti aspetti”. Di sicuro due anni fa non ci si sarebbe mai aspettati un suo
spettacolo inaugurale allo Stabile palermitano. Cos’è successo?
«È cambiata la direzione del teatro e c’è stato anche un cambio di rotta. Roberto Alajmo ha aperto le porte del teatro non solo a me ma all’intera città. Il teatro a Palermo stava morendo con la vecchia gestione, ora c’è una gioia ritrovata e questo mi rinfranca molto, non
solo come artista ma anche come cittadina. Io sono sempre stata
parte di questa città, ne ho scritto e l’ho fatta conoscere anche quando lei mi teneva a distanza. Anche se le mie storie contengono linguaggi universali che parlano dell’essere umano in genere, partono
da Palermo e hanno un Dna ben preciso».
Sembra la storia di un amore ritrovato.
«A dire il vero, io l’amore per questa città non l’avevo mai perso. Palermo è sempre stata per me una fonte inesauribile di poesia e di dolore. È una città cruenta, da cui posso raccontare storie di disgraziati
e perdenti. Questo non perché sia una città perdente ma perché è un
campo di battaglia da cui chi è stato ferito si rialza».
Non è, invece, riuscita a recuperare il rapporto con Catania, città
in cui è cresciuta.
«Con Catania la comunicazione si è bloccata. È la città della mia for-
È
Emma
Dante
RITORNO IN SCENA.
Emma Dante interpreta se stessa in Io, nessuno e Polifemo,
tratto dal suo testo La versione
di Polifemo. Sotto, la regista insieme con il marito Carmine Maringola, attore della Compagnia
Sud Costa Occidentale.
A sinistra Emma Dante a Venezia, lo scorso anno, per la presentazione del suo film Via Castellana Bandiera.
IL TEATRO SOCIALE. Nata a
Palermo il 6 aprile del 1967, Emma
Dante trascorre la sua infanzia a
Catania, dove si trasferisce da piccola con la famiglia. Si diploma al
Liceo Classico, e poi all'Accademia
Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma. Nell'agosto
del 1999 costituisce a Palermo la
compagnia teatrale: Sud Costa Occidentale. Tra i suoi spettracoli, ricordiamo: mPalermu spettacolo
vincitore del concorso "Premio
Scenario" 2001 e "Premio Ubu"
2002; Carnezzeria "Premio Ubu"
2003, Medea, La Scimia, Vita mia,
Mishelle di sant'oliva, Cani di bancata, Il festino, Eva e la Bambola
performances per "Carmen Consoli
in teatro" tour 2007/2008, Le Pulle.
Ha curato la regia scenica della
Carmen di Bizet per la stagione
2009-2010 del Teatro alla Scala di
Milano, con la direzione di Daniel
Barenboim. Nel 2008 ha pubblicato
il suo primo romanzo: Via Castellana Bandiera (Rizzoli), divenuto l’omonimo film nel 2013.
«Le mie GIORNATE TRASCORRONO IN FUNZIONE DEI MIEI SPETTACOLI. MA QUANDO
CON MIO MARITO ADOTTEREMO IL nostro bambino DIVENTERÀ LA COSA PIÙ
IMPORTANTE, MI ALZERÒ AL MATTINO E ANDRÒ A LETTO LA SERA SOLO PENSANDO A LUI»
mazione, ci ho studiato, ho fatto lì il liceo. Poi ci sono tornata, anni fa, con la mia compagnia e ho ritrovato quell’antica affinità con il pubblico dei miei
spettacoli. A un certo punto, però, si è interrotto
qualcosa. Mi dispiace molto, perché non è successo nulla, ma dopo Orazio Torrisi (ex direttore del
Teatro Stabile di Catania, ndr) , che credeva nel nostro lavoro e che mi ha anche aiutato mantenendo
gli appuntamenti anche in momenti in cui non c’erano possibilità economiche, il vaso comunicatore
si è interrotto e non siamo più stati invitati».
Ora lei dirige anche la “Scuola dei mestieri dello
spettacolo" del Teatro Biondo. Durante le selezioni cosa cerca nei giovani che vogliono diventare attori?
«Innanzitutto cerco di capire se hanno la voglia di
aprirsi e mettersi in discussione. Valuto se hanno i
cinque sensi aperti. Se poi c’è anche il sesto è ancora meglio, ma
quello, che ha a che fare con il fiuto e la percezione, è più raro. Per
me gli attori sono essere superiori perché devono manipolare una
materia che, come diceva Shakespeare, è fatta di sogni, quindi mi
basta intravvedere una certa capacità, una predisposizione al sovvertimento delle regole. Ammetto che le mie selezioni sono piuttosto rudimentali, d’altra parte io non devo prendere un attore già
bravo, ma una persona che abbia un talento o una sua specialità, la
scuola sarà il luogo in cui imparerà a tirarli fuori».
Qual era il talento dell’attrice Emma Dante, quella che frequentò l’Accademia nazionale di Arte drammatica Silvio D’Amico?
Cosa sapeva fare?
«Non molto e infatti ho smesso di farla. Ho capito, per fortuna abbastanza presto, a trent’anni, che era meglio fare altro e mi sono ritrovata a essere più utile fuori dal palco, prestando questo mio
sguardo esterno agli attori e insegnando loro quello che avevo imparato. Ecco, fare per un po’ l’attrice mi è servito a insegnare».
Eppure ora, con “Io, nessuno e Polifemo” è tornata in scena come attrice.
«È solo un fatto episodico. In questa “intervista impossibile” era necessario che ci fossi io in scena perché interpreto me stessa. Sono
Emma la scrittrice che raccoglie la “versione” di Polifemo».
Com’è tornare in scena?
«Mi rendo conto di quanto io stessa, senza pensarci troppo, metta
in atto tutto quello che generalmente chiedo ai miei attori. Per
esempio, mantengo lo sguardo sempre rivolto verso il pubblico. Il
mio è un teatro frontale, in cui gli attori non si voltano mai, a meno
che non ci sia una chiara volontà di fissare la scena. Per me la recitazione è questo, contatto diretto con il pubblico, senza filtri. Il mio
teatro è da plotone di esecuzione e non offre mai il fianco. Anche se
a volte può essere pericoloso, perché guardarsi intorno permette di guardarsi le spalle e proteggersi, mentre in questo caso si è totalmente alla mercè della scena».
C’è chi sostiene che lei si sia presa una sorta di
pausa dal teatro sociale, quello che l’ha resa famosa.
«Non mi pare affatto. Io ho iniziato con i classici,
con le loro rielaborazioni. E le favole sono sempre
state un percorso parellelo a quello del mio teatro
sulla famiglia e sugli ultimi. Non mi sono mai allontanata dalle mie origini. Sicuramente ho cercato altre contaminazioni, facendo cinema e opera
lirica ma senza mai deviare dal mio percorso».
Nel suo Polifemo, il ciclope parla napoletano,
quanto ha influito il suo matrimonio con l’attore Carmine Maringola nel suo studio di questo dialetto?
«Ovviamente molto. Però è anche vero che ho usato il napoletano
anche in tempi non sospetti. Nello spettacolo mPalermu, ad esempio, la nonna veniva proprio da Napoli. Il napoletano è una lingua
musicale, teatrale, poetica tanto quanto il palermitano. Mi fanno,
entrambi, lo stesso effetto».
È difficile lavorare con il proprio marito e dirigerlo in scena?
«No, è come lavorare con gli altri. Il nostro mestiere ci appassiona e
ci divertiamo come dei ragazzini».
Com’è una giornata tipo di Emma Dante?
«Quando sto preparando uno spettacolo, è tutto in sua funzione. Mi
alzo e ci penso, vado alle prove, torno a casa, mangio e torno alle
prove senza smettere di pensarci. Poi torno a casa e vado a letto, ovviamente pensando ancora allo spettacolo. Quando, invece, non ci
sono debutti imminenti, faccio tutte le altre miriadi di cose e passo
tantissimo tempo, forse anche troppo, al computer».
E come fa in questo momento in cui di spettacoli, per le mani, ne
ha tre?
«Solo tre? In realtà a parte le “Tre favole per un addio”, “Io, nessuno
e Polifemo” e il lavoro per “Gisela”, sto rimettendo in prova “Operetta burlesca” che sarà dal 18 novembre all’Eliseo per il RomaEuropa festival. Anche se è già pronto, io non abbandono mai i miei spettacoli. È come quando hai dei figli, non è che li fai e poi te li scordi.
Ci devi stare dietro. È chiaro che i figli sono più importanti, ma per
me che non ne ho avuti, non può essere altrimenti».
Qualche tempo fa ha parlato della possibilità di adottare un
bambino.
«Sì, infatti ci stiamo provando. È davvero un percorso lungo e faticoso, ma quando arriverà, in quel caso, mio figlio diventerà la cosa più
importante, mi alzerò al mattino pensando a lui e andrò a letto la
sera sempre pensando a lui».
SICILIA INROSA
19
SICILIANE
people
IL NOSTRO ZOOM SUI TALENTI NOSTRANI, DONNE CHE SI SONO DISTINTE PER I RISULTATI
E I SUCCESSI OTTENUTI NELLA PROPRIA PROFESSIONE, NELLO SPORT, NELL’ARTE, NELLA VITA
X
ANGELA ABBATE
Angela Abbate, giornalista dell’agenzia di comunicazione palermitana Feedback, è la vincitrice del premio assoluto “Giornalismo siciliano: l’addetto stampa dell’anno 2014”. Il premio
è stato organizzato dal Gruppo uffici stampa Sicilia, articolazione dell’Associazione siciliana della stampa, con il patrocinio del Comune di Bagheria, dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e della stessa Assostampa, con la sponsorizzazione di
Unicredit. Abbate si è aggiudicata anche il premio “Imprese e
organizzazioni private”, una delle tre sezioni messe a concorso. La scelta è caduta su Angela Abbate per l’intensità e la
qualità della produzione informativa attraverso una concezione moderna del ruolo dell’addetto stampa.
20
SICILIA INROSA
PATRIZIA PANARELLO
Lo scorso 10 settembre sono stati sorteggiati i premi della lotteria Mata e Grifone e, a sorpresa, tra i 1962 biglietti estratti, il
primo premio lo ha vinto Patrizia Panarello, esponente della
giunta comunale di Messina.
L’assessore baciato dalla fortuna, ha scelto di ritirare il premio e devolverlo in beneficenza, così,
ha deciso che la
crociera vinta sarà
messa a disposizione di una coppia
messinese che ha
accolto un bambino
migrante. Patrizia
Panarello, tra l’altro, aveva partecipato alla lotteria
per contribuire all’allestimento della
manifestazioni della
scorsa estate.
Il premio consiste
in una crociera nel
Mediterraneo per 2
persone che partirà
da Palermo a maggio 2015, proseguirà per Civitavecchia, Savona, Barcellona, Palma de
Mallorca, La Valletta
e rientro.
X
X
FULVIA TOSCANO
E’ responsabile artistica e anima di Naxoslegge, il
festival che da anni porta scrittori, poeti, intellettuali
a Giardini Naxos. Tra le novità dell’edizione appena
conclusa “La Tela di Penelope”, un gemellaggio tra
Naxos e Cuma, l’incontro con Pordenonelegge e il
passaggio di testimone con SabirFest. “Dietro ogni
incontro c’è uno studio - spiega Fulvia Toscano non presentiamo solo libri ma, facciamo narrazione.
Il libro è un veicolo che noi difenderemo sempre, ma
è uno strumento, non un fine. Questo è un festival
che nasce a Giardini Naxos e che guarda fuori, extramoenia: fare rete per crescere, creando ponti tra
esperienze e cultura - sottolinea il direttore artistico
- questa è la vocazione di Naxoslegge, che mira ad
aprire gli orizzonti sia sul fronte del Mediterraneo,
sia in direzione nord, ospitando, tra gli altri, protagonisti dei principali festival letterari italiani”.
“Naxoslegge - conclude Fulvia Toscano - è un festival che nasce perché condiviso”.
ELENA FERRARO
È un chiaro segnale intimidatorio quello che ha colpito l'imprenditrice di Castelvetrano Elena Ferraro che gestisce una
struttura di assistenza sanitaria. Qualcuno si è intromesso
all'interno dell'azienda alla periferia di Castelvetrano e ha
reciso alcuni cavi di una nuova Tac, per questo, non ancora
entrata in funzione. La polizia scientifica che ha eseguito i
controlli ha accertato che si tratta di un intervento doloso e
che i cavi sono stati tagliati di netto. Elena Ferraro ha a suo
tempo denunciato alla magistratura una richiesta estorsiva
che le era stata fatta da Mario Messina Denaro, cugino del
super boss latitante Matteo Messina Denaro. L’imprenditrice
in questi mesi si è parecchio impegnata sul fronte dell’antimafia e dell’antiracket. Solidarietà a Elena Ferraro è giunta
da diverse parti, a cominciare dal presidente della Regione
Rosario Crocetta.
X
SICILIA INROSA
21
siciliane
la musicologa
CATANESE, DOCENTE
UNIVERSITARIA
E MEMBRO
DEL CDA DEL TEATRO
BELLINI, PARLA
DELL’IMPORTANZA
DELLA FORMAZIONE
E DELL’ISTRUZIONE
PER LO SVILUPPO
«ALLE MATERIE
UMANISTICHE
- DICE - VA
RICONOSCIUTO
UN RUOLO
IMPORTANTE»
Maria Rosa De Luca
«AL PAESE SERVE
UN PROGETTO
educativo»
di Giorgia Lodato
D
icono di lei: brillante, eclettica,
creativa. Una donna forte, determinata, tenace. Tutte caratteristiche che condivide con i personaggi eroici delle opere e delle storie
che racconta e insegna giorno dopo giorno con
la stessa passione. Maria Rosa De Luca è
un’entusiasta musicologa, insegna Storia della
musica all’Università di Catania e da quest'anno fa parte del Consiglio di amministrazione
del Teatro Massimo Bellini di Catania.
L'unica donna in un CdA tutto al maschile.
Qual è il valore aggiunto?
«Non credo nel valore aggiunto di “una quota
rosa”, credo invece nelle sinergie dei saperi di
uomini e donne e nel lavoro di squadra. Il fatto di essere l’unica donna nel CdA del Teatro
Massimo Bellini di Catania, a mio avviso poi, è
del tutto casuale. Non è casuale, invece, la
26
SICILIA INROSA
«come madre
POSSO DIRE CON
CERTEZZA CHE
I MIEI DUE RAGAZZI
SONO VENUTI
SU BENE. MI
RIMPROVERO, SOLO,
DI NON AVER GODUTO
ABBASTANZA DELLA
LORO INFANZIA,
PRESA COM’ERO
DA MILLE COSE»
scelta di un musicologo nel CdA di un teatro.
Ecco, potrebbe essere questo il valore aggiunto, da auspicare anche in altre casi: mettere
conoscenze specifiche al servizio delle istitu-
zioni culturali, in questo caso del teatro della
nostra città, un bene prezioso che va tutelato
e ben governato. Una bella sfida».
Qual è la sua ricetta contro la crisi della cultura?
«Ritengo l’istruzione e la formazione di ogni
singolo cittadino tra i fattori più importanti
dello sviluppo di un Paese. È necessario ripartire da un progetto educativo nazionale per il
rilancio dell’Italia che non investe in ricerca e
cultura da parecchio tempo. E poi, senza per
questo voler tirar acqua al mio mulino, sono
convinta che ai saperi umanistici vada riconosciuto un ruolo importante».
Si descriva nei panni della professoressa.
«È sempre un po’ difficile descriversi, bisognerebbe chiedere ad altri. Ad ogni modo, mi
ritengo un docente attento verso gli studenti,
con qualche punta di “intolleranza” che ormai
contraddistingue il mio modo di essere e che
è diventato oggetto di discussione fra gli studenti, anche perché non faccio mistero delle
cose che non tollero. Per esempio, l’email che
principiano con “salve professoressa”, visto che
letteralmente significa “stai sano, stai bene”, o
anche top scollacciati, pance di fuori, shorts e
infradito a lezione e agli esami. Infine non
posso fare a meno di riprendere uno studente
quando mi accorgo che firma col cognome
prima del nome. Capisco che sono dettagli ritenuti di poco conto, ma sono dell’avviso che
un po’ più di sana educazione al gusto, alla
sensibilità e al viver civile non guasterebbe».
E com'è, invece, all'interno delle pareti domestiche, quando torna a essere mamma e
moglie?
«Anche qui, una bella sfida. Mi piacerebbe po-
ter dire “sono una brava mamma”, o “una brava moglie”, ma bisognerebbe sentire i miei tre
uomini di casa. Ma forse meglio evitare. Posso dire con assoluta certezza che i miei due
ragazzi sono venuti su bene, sono davvero
bravi. Come genitori io e mio marito ne siamo
orgogliosi e felici, con qualche vena di tristezza per non averli più qui perché studiano entrambi a Milano, ma consapevoli di aver contribuito alla loro crescita. Se c’è una cosa che
mi rimprovero è quella di non aver goduto abbastanza della loro infanzia, presa com’ero da
mille cose, di non avere catturato nella mia
memoria i loro momenti più belli. Ogni tanto,
quando sono qui per le vacanze, mi scopro a
fare la nostalgica con loro, con domande assolutamente cretine, come “dimmi una cosa, ma
cosa ricordi di quando avevi tre anni?”. Allora
leggo nei loro occhi il giudizio inesorabile:
“sei un caso disperato”».
Ci parli un po' di lei. Com'era Maria Rosa da
bambina? E da studentessa?
«Da bambina ero paffutella, timida, lunatica,
sognatrice e con il pianto facile, insomma un
disastro! Ho avuto la fortuna di avere ottimi
insegnanti, soprattutto al liceo e ottimi compagni di classe. Un’amica di sempre, Marina,
con cui ho trascorso gli anni delle medie e del
liceo. Ero brava, ma non sgobbona, anche perché lo studio del pianoforte mi portava via
tanto tempo. Degli anni del liceo, ho bellissimi ricordi. Tuttavia ho formato il mio carattere attraverso la disciplina nella pratica musicale e la formazione post-laurea. Credo che la
carriera accademica sia un’onerosissima palestra di vita e, per me, anche se dura, esaltante.
Ho perseguito questo progetto e ce l’ho fatta.
Mi ritengo una persona fortunata, anche se
«tra i miei
STUDENTI È NOTA
LA MIA INTOLLERANZA
PER CERTI DETTAGLI.
IO CREDO CHE
UN PO’ PIÙ DI SANA
EDUCAZIONE
AL GUSTO,
ALLA SENSIBILITÀ
E AL VIVER CIVILE
NON GUASTEREBBE».
tutto ciò che ho avuto me lo sono davvero
guadagnato».
Quando è nata la passione per la musica?
Chi è stato il suo punto di riferimento?
«Da piccola è stato mio padre a volere che studiassi pianoforte, poi col tempo ho coltivato
l’indole incline alle discipline artistiche e musicali. Ho avuto bravi insegnanti di pianoforte
ma non veri e propri punti di riferimento. Le
vere soddisfazioni mi sono giunte dagli studi
musicologici. In realtà la sola pratica musica-
le non restituisce la complessità del sapere
musicale, ed è stato quest’obiettivo che mi ha
spinto e guidato nelle ricerche. In questo percorso un punto di riferimento è stato il prof.
Giuseppe Giarrizzo, che mi ha seguito meticolosamente e con grande generosità nella ricerca storica, e in campo musicologico due
grandi maestri dell’Università di Bologna».
Qual è il rapporto dei giovani con la musica
classica? Come riesce a far appassionare i
suoi studenti?
«Il rapporto dei giovani con la musica d’arte,
come preferisco chiamarla, è di necessità abbastanza controverso. Tutto ciò è comprensibile, manca in Italia una vera e propria educazione alla musica nel corso dell’intero curricolo scolastico. Si fa musica, poco, nei tre anni della scuola media. Poi il lungo black-out
degli anni del liceo fa sì che gli studenti arrivino alle lezioni di Musicologia e Storia della
musica di un corso universitario completamente ignari del loro patrimonio musicale. Se
per un verso, tutto ciò li rende studenti curiosi e recettivi, per l’altro è causa di una gran fatica per chi insegna. Le prime lezioni di storia
della musica rappresentano una sorta di
“ground zero” di un percorso di comprensione musicale. Il mio principale obiettivo, allora, è quello di insegnare in primis ad essere
ascoltatori attenti, al fine di cogliere le opere
musicali in tutta la loro ricchezza. Il sapere
musicale non può essere ridotto al solo “fare”
(ossia suonare uno strumento) ma va esteso
anche al conoscere. La musica va intesa come
sapere reticolare, essa contribuisce ad arricchire il campo della cultura personale se s’inserisce in un orizzonte più vasto attraverso la
relazione con le altre arti e gli altri saperi».
SICILIA INROSA
27
siciliane
CANTADORA.
Cantautrice dialettale
palermitana, Sara
Cappello è da anni impegnata a rielaborare e ricercare brani della tradizione musicale dialettale
siciliana. Nel 1996 ha inciso il cd “Vurria sapiri
unn'abiti a lu nvernu”
(ph Laura Cammarata).
A destra, con l’attrice
Jenny Liotti sul “Balconcino” di via Bara all’Olivella a Palermo
(ph Federica Cardella)
la cantautrice
DI MUSICA POPOLARE
SICILIANA HA SCELTO
UN INEDITO
PALCOSCENICO NEL
CUORE DI PALERMO
PER DARE VOCE ALLA
CITTA’. «È IL NOSTRO
SPEAKER’S CORNER»,
DICE. E ANNUNCIA
L’APERTURA DEL SUO
NUOVO TEATRINO
di Paola Pasetti
E
va Perón dalla Casa Rosada, Mussolini
da Palazzo Venezia, Papa Francesco
dalla loggia di San Pietro. Se il potere
di ogni epoca e latitudine si è affacciato al balcone per arringare, dichiarare guerre e annunciare vittorie, e persino per
benedire, è da un balconcino piccolo quanto
un fazzoletto, nel cuore della Palermo antica,
che si è levata la protesta della città che non
vuole arrendersi. Protesta artistica, s’intende,
contro la decadenza culturale, contro la rassegnazione a una crisi che - ormai è chiaro - non
è solo economica.
Sara Cappello
«LA MIA PROTESTA
AL balconcino»
A darle voce, anima, corpo, gesti, Sara Cappello, cantautrice e “cantadora” appassionata. Impegnata da più di vent’anni nel recupero della
tradizione musicale dialettale, l’artista palermitana si è inventata un palcoscenico inedito e
per la festa di Santa Rosalia ha deciso di regalare alla città il suo mini-Festino.
“Al balconcino”, appunto: un pomeriggio in cui
la ringhiera in ferro battuto che si affaccia sul
civico 83 di via Bara all’Olivella ha ospitato i
Triunfi della tradizione, ma anche musica, canti, racconti di artisti che hanno accolto l’appello lanciato da donna Sara.
«Il balconcino è la protesta, è il desiderio di
mantenimento, è voce che grida nel deserto.
Nasce come reazione a un’amarezza che ho voluto trasformare in creatività – racconta Sara
Cappello -. Per la prima volta dopo dodici anni
sono stata esclusa dagli eventi in onore della
Santuzza. Bene, mi sono detta, mi invento una
cosa. “Se nessuno parla le pietre gridano”, recita una massima evangelica, e io ho gridato dal
balconcino».
L’idea è piaciuta, ha raccolto numerose adesio-
24
SICILIA INROSA
ni tra gli artisti e il Balconcino, diventato il personalissimo format di Sara Cappello, è tornato
ad aprirsi alla città il 13 settembre scorso.
“Palermo affacciati” il titolo, praticamente
un’esortazione. Com’è questa Palermo?
«Di getto mi verrebbe da dire “buttanissima”,
come la Sicilia di Buttafuoco. Una signora bellissima, ma sfatta. Una donna piena di umori
neri, che tuttavia ancora spera in un cambiamento. Quello che manca è il pungolo, qualcuno che faccia vedere quello che ci stanno rubando: diritti, servizi, arte, cultura. Siamo circondati dal degrado, ma sembra che nessuno
se ne accorga. Le persone sono annichilite, anche per colpa della cattiva televisione, che ha
addormentato il senso del bello: ormai va bene tutto, perché c’è la tv, e intanto non ci rendiamo conto di quello che sta succedendo intorno a noi».
Il balconcino è quel pungolo?
«La cultura è il pungolo, è ciò che ci fa pensare,
e se la mettiamo da parte torniamo all’uomo
bruto, legato alla soddisfazione dei bisogni primari, che non riconosce valore alla creatività,
alla bellezza. La politica non riesce ad arginare
questa crisi perché non ha capito che la cultura è la chiave per uscirne, la ritiene superflua.
In queste condizioni, sostenere la cultura con
le proprie forze è un impegno che non fa dormire la notte. Ho tanti colleghi artisti disperati; gente che fa questo mestiere da quarant’anni, che per poter campare sta vendendo anche
i chiodi dei muri. Oggi cominciano a suicidarsi
i professionisti; domani li seguiranno gli artisti».
La cultura popolare ha ancora qualcosa da
dire?
«Ha moltissimo da dire, perché è la nostra
identità; e perché non c’è futuro se non si conoscono le proprie radici. Ma questa cultura,
queste poche voci che da decenni la preservano, stanno scomparendo; abbiamo un patrimonio immenso e nessuna legge che lo tuteli.
Un vero peccato, soprattutto per i bambini, a
cui certa politica sta rubando tutto questo».
Da dove nasce la sua passione per la musica
popolare siciliana?
«Ho respirato sin da piccola la cultura popola-
re. Mio padre, che era artigiano suonava diversi strumenti, faceva le teste dei pupi e mi recitava le poesie di
Petru Fudduni; mia madre mi annacava cantando antiche ninnananne,
le storie del Pitrè erano le mie favole.
Crescendo, ho scoperto la passione
per il canto e sono stata attratta da
quella cultura; ho cominciato a studiare, a fare ricerche negli archivi alla
riscoperta delle nostre tradizioni. Una
curiosità che non mi ha mai abbandonato: ho inciso un primo cd e in questo momento ho materiale per farne
almeno altri quattro, ma finora non ho
trovato nessuno che me li produca. Un
peccato, perché questo lavoro rischia
di andare perduto».
In molti a Palermo la ricordano a
protestare davanti alla sede del Governo regionale per chiedere leggi a tutela della musica popolare siciliana. Per una donna è più
difficile far sentire la propria voce?
«Io sono un uomo a forma di donna, per energia, coraggio, faccia tosta. Sono sempre stata
attratta da figure come quella di Rosa Balistreri, dalla donna che patisce ma non subisce, che
dice la propria; centro della famiglia, ma anche
femmina, energia pura. Ecco perché quattro
anni fa non ci ho pensato due volte: mi sono
messa il mio vestito più bello, ho preso la chitarra e sono andata sotto Palazzo d’Orleans e
ho cominciato a cantare. Per giorni mi sono
sgolata in mezzo ai gas di scarico delle automobili per chiedere alle istituzioni rispetto e
tutela per la musica popolare siciliana. Nonostante le promesse, non ho ottenuto nulla,
ma almeno posso dire di aver fatto la mia parte. Credo che si viva anche di questo, del coraggio di combattere contro i mulini a vento».
Si definirebbe una rivoluzionaria?
«Non avrei problemi a mettermi a capo di una
rivoluzione non violenta. Siamo stanchi di una
certa politica, che se ne infischia di noi, di
ma non mi sono mai arresa, mi sono sempre
inventata qualcosa. Tra poche settimane inaugurerò il mio teatrino, un luogo in cui non c’è
un euro della Regione; mi è costato dieci anni
di sacrifici e due mutui. Potrò aprirlo grazie a
un bando dell’Unione Europea sulle Arti contemporanee: ho partecipato con il mio progetto, che è arrivato quinto su 75. Posso dirlo? Ne
vado fiera».
Ottantacinque posti nel cuore del centro
storico. Cosa vedremo in questo teatrino?
«Il teatrino sarà soprattutto un nuovo spazio
per la città e per i suoi artisti. Ospiteremo molte donne: Anna Mauro, bravissima autrice che
al Balconcino ha portato alcune giovani attrici
con un cabaret molto attuale; Rita Elia, stimata poetessa anche lei presente al Balconcino
insieme ad altri poeti.
Questo teatrino l’ho voluto un po’ come una casa del fado di Lisbona: ci
sarà spettacolo, ma si
potrà anche bere e mangiare. Pure il cibo è cultura, e mi piace l’idea di
far conoscere la Sicilia
anche attraverso le sue
tradizioni enogastronomiche».
E il Balconcino? Chiude
i battenti?
«Assolutamente no, il
Balconcino non lo mollo. È un po’ come lo
Speaker’s Corner di Hyde Park. Per me è importante denunciare le cose che non vanno
perché credo ancora in un cambiamento, in
una politica capace di fare il bene comune.
Credo in una Sicilia che sappia mostrare ai turisti il suo vero volto, che si faccia conoscere
per altro che non siano munnizza e scippi. E
credo che valga la pena di combattere per una
diversa qualità della vità. Il mio motto è: “la
morte ci trovi vivi”. Ho cominciato venticinque
anni fa, ma sono ancora scatenata».
«credo che si viva
creare opportunità di lavoro. Dicono che non ci sono
soldi, però poi li sprecano; i
fondi che arrivano dall’Europa tornano al mittente
perché non riescono a
spenderli; fanno un bando
per i giovani e lo sbagliano
pure… Intanto i nostri giovani partono, lasciano la Sicilia. Mio figlio, che è ingegnere, è andato via un mese fa con i miei nipoti, un
professionista emigrante. Mi hanno colpito le
sue parole: “Prima partivano i braccianti agricoli, gli operai; oggi vado via io con la mia
giacca Canali e il portatile sotto braccio”. Ecco,
mi chiedo perché dobbiamo continuare a sopportare tutto questo. Dov’è il vespro siciliano?».
Lei non ha mai pensato di andar via?
«Assolutamente no. A meno di andare a “Brucculino”, a cantare per i nostri emigrati, l’unico
posto dove abbia un senso difendere la mia arte è qui. Non mi danno lavoro da quattro anni,
ANCHE DI QUESTO,
DEL CORAGGIO
DI DENUNCIARE
IL POTERE,
DI COMBATTERE
CONTRO I MULINI
A VENTO»
SICILIA INROSA
25
siciliane
Gloriana
Orlando
UNA PASSIONE
A LUNGO CELATA
CHE NEGLI ULTIMI
QUINDICI ANNI
HA PORTATO
L’INSEGNANTE
CATANESE
A PUBBLICARE
ROMANZI, SAGGI
E RACCOLTE
DI RACCONTI.
FINO ALL’ULTIMO
LIBRO NOIR
INTRIGANTE SIN
DAL TITOLO: IL
PALINDROMO “E NOI
SULL’ILLUSIONE”
«SCRIVO DA PRIMA
di saper SCRIVERE»
di maria enza giannetto
i sono passioni che nascono
con noi e ci accompagnano
per tutta la vita, ma che a volte restano, per timidezza o
forse anche per eccessivo pudore celate a lungo, fino a quando non possono fare a meno di esplodere. È stato così
per per Gloriana Orlando, insegnante (professoressa di Lettere al Liceo Scientifico Galileo Galilei da oltre 30 anni) che ha tenuto
a per tanti anni tutto per sé il suo amore per
la scrittura.
«Ho cominciato a scrivere - racconta - ancora prima di imparare. Da bambina, infatti,
trascorrevo molti pomeriggi accanto a mia
madre mentre scriveva interminabili lettere alla sua famiglia che viveva a Trieste. Io
ne ero affascinata, prendevo una penna e
un foglio e cercavo di imitare i suoi movi-
C
26
SICILIA INROSA
menti sulla carta. Credo che la mia passione sia nata proprio allora».
Eppure, Gloriana Orlando pubblica il suo
primo romanzo Profumo di papaveri solo
nel 2000, quando è già insegnante da circa
20 anni.
«Per tanti anni - rivela la scrittrice - la mia
passione è rimasta relegata al diario segreto e ad alcune annotazioni che raccoglievo
in qualche momento buio della mia vita. A
dire il vero, prima di quello edito, c’è anche
un altro romanzo che è rimasto chiuso nel
cassetto, perché era il frutto di tanti spezzoni scritti in vari momenti della vita. È un testo un po’ ibrido che non mi sono sentita di
pubblicare, anche perché, ogni volta che lo
riprendevo in mano, mi rendevo conto di
come fossi cambiata io e di come non mi
appartenesse più. Invece con “Profumo di
papaveri”, il mio primo romanzo storico, ho
rotto il ghiaccio e non mi sono più fermata».
E infatti dal 2000, Gloriana Orlando ha lasciato che la penna con cui giocava da bambina scorresse su quei famosi fogli di carta.
Ne è venuta fuori una serie di pubblicazioni che va dal romanzo storico, a quello epistolare, dal saggio alla raccolta di racconti,
fino all’ultimo libro, il noir E noi sull’illusione (A&B, 2014) pubblicato a maggio.
«“E noi sull’illusione” è un giallo anomalo,
che si apre con l’ultima pagina del diario di
una ragazza, la cui storia e il cui omicidio il
lettore scopre solo andando indietro nel
tempo. È anche questo il motivo della scelta del titolo che è un palindromo e che,
quindi, può essere letto da sinistra a destra
ma anche viceversa. Una scelta che è legata
al modo in cui è raccontata la storia di Anna (anch’esso un palindromo). Ci sono due
omicidi in due storie che sembrano diametralmente opposte ma che poi, invece, sono
collegate tra loro. La prima parte è ambien-
tata a Catania, la seconda invece nella fantomatica Valle Aragona, luogo inventato
che si ispira a Militello val di Catania, un
paesino che conosco molto bene perché era
quello di mio nonno».
Una passione, quella per il giallo, che in
realtà si intravvedeva già in alcuni racconti
precedenti.
«Anche se è la prima volta che scrivo un
giallo - spiega Orlando - già il romanzo
Alienor e altri miei racconti erano infarciti
di una certa suspense. Negli anni ho letto
Simenon, Maigret, Christie ma non sono
una vera appassionata del genere. Confesso,
invece, che sono stata molto colpita dall’omicidio di Chiara Poggi e che quell’orribile
vicenda mi ha, in qualche modo, ispirata
per la storia dell’omicidio di Anna».
Ispirazione dalla cronaca, in questo caso.
Nella vita di una scrittrice, però, qualunque
atmosfera, emozione, evento può dare il là
per una nuova storia.
«In effetti - dice la scrittrice - l’ispirazione è
sempre dietro l’angolo, per questo tengo
sempre un taccuino con me per annotare
anche qualche improvvisa illuminazione.
Confesso che un momento molto prolifico
per la mia fantasia è quello dei compiti in
classe dei ragazzi. Mentre loro sono concentrati, anche se devo sempre essere vigile e controllare, è come se la loro energia
passasse anche un po’ a me».
E che il suo lavoro trentennale con i ragazzi
sia fonte continua di energia lo conferma
anche il tema e la genesi del primo romanzo, “Profumo di Papaveri”.
«Il libro - racconta - nasceva da un interes-
UN GIALLO SIN DAL NOME. E noi
sull’illusione... (A & B) è un titolo palindromo,
che si può leggere da sinistra a destra e viceversa. Scelta non casuale: la storia di
Anna (il cui nome è un palindromo) è narrata tramite il suo diario, dall'ultima alla prima pagina, ripercorrendo a
ritroso la sua storia e
quella di un delitto perfetto o quasi. Gloriana
Orlando ha presentato il
suo ultimo romanzo al
Festival del giallo di Capo
D’Orlando, alla prima edizione di “SiciliaBookTrailer”
nell’ambito di NaxosLegge
e alla prima edizione di
BUK Festival della piccola e
media editoria
se che avevo coltivato insieme ai miei studenti quando con una ricerca ci siamo resi
conto di quanto fosse ricca culturalmente la
Catania del ‘700. Ne è venuto fuori un romanzo ambientato in quella Catania - con
la prefazione di Antonio Di Grado e la quarta di copertina di Romano Luperini - con un
quadro storico assolutamente veritiero in
cui si inseriscono i personaggi verosimili.
Un po’ il genere manzoniano che ho ripreso
anche nel romanzo Alienor, ambientato alla corte di Federico II, nel Castello Ursino
che intreccia le vicende di Alienor e di Eleonora, che si svolgono nello stesso luogo a
distanza di otto secoli».
Insomma una scrittura che trae ispirazione
dalla vita quotidiana ma anche molto dalla
formazione classica della professoressa Orlando.
«Ovviamente nella mia scrittura c’è molto
della mia formazione - ma devo dire che
amo anche la ricerca a cui mi spingono i
miei lavori. Mi piace, nel caso del romanzo
storico, immergermi nella ricerca, studiare i
dettagli dei luoghi e degli avvenimenti per
poi inserirvi i miei personaggi inventati.
Questo non significa, però, che sia solo interessata al passato, anzi. D’altra parte, come
insegnante non potrebbe essere altrimenti.
Vivo da più di 30 anni con i ragazzi in quel
difficile periodo che è l’adolescenza e sono
una continua fonte di scoperta».
SICILIA INROSA
27
società
AMARSI A DISTANZA
missione possibile
di stefania cunsolo
Fisicità
ono tante le coppie che ogscelgono di portare avanti una
relazione nonostante il partner viva lontano, a volte persino all’estero. Si sa, l’amore non
conosce confini, ma le storie a distanza
necessitano di attenzioni in più. Con qualche accorgimento, la lontananza può essere vissuta in modo positivo e costruttivo.
L’assenza di un abbraccio quando se ne
sente il bisogno può mettere a dura prova.
Allo stesso tempo, però, essere lontani dà
la possibilità di migliorare il dialogo e stimolare la fantasia per far sentire la propria
vicinanza al partner anche a chilometri di
distanza. Le parole possono compensare la
mancanza di fisicità, almeno temporaneamente fino al prossimo incontro, e sviluppare nella coppia il sostegno reciproco e
l’intesa.
S
Pro e contro
Con un pò di impegno e creatività, alcuni
aspetti difficili del rapporto a distanza
possono diventare opportunità di crescita
per la coppia.
28
SICILIA INROSA
Distanza
Il partner non potrà essere presente ogni
volta che si desidera. Questa situazione
potrebbe piacere a chi ama l’indipendenza
Lontani dagli
occhi, lontani
dal cuore? non
è affatto detto.
ECCO COME ANDARE
OLTRE ALLA FISICITÀ
SPERIMENTANDO
UN’UNIONE IDEALE.
YOGA, MEDITAZIONE
E BUONE LETTURE
POSSONO AIUTARE
ne prima di intraprendere un rapporto a
distanza: ci vuole fiducia e maturità in
questo tipo di relazione. Ecco qualche consiglio per gli Otello più scatenati.
Comunicazione, innanzi tutto: meglio non
perseguitare il partner con messaggi e telefonate ed evitare le litigate al telefono e
le spiegazioni via sms (troppo brevi per essere davvero chiarificatorie).
Non sempre le sorprese sono ben accette:
se l’intenzione è quella di fare un’improvvisata al partner senza averlo avvisato, meglio assicurarsi che la sorpresa sia gradita.
E, soprattutto, chiedersi se è non una scusa
per controllarlo.
L’elemento sorpresa può essere ugualmente romantico senza bisogno di prendere
decisioni all’insaputa dell’altro: proporre
per esempio una tappa a metà strada per
incontrarsi è un gesto che presuppone comune accordo e anche un’ottima occasione
per visitare insieme posti nuovi. Senza apparire ossessivi.
Prenderla sportivamente (e con filosofia)
LE BAISER
DE L'HÔTEL
DE VILLE.
Lo scatto è del 1950,
opera del celebre
fotografo francese
Robert Doisneau
e vuole mantenere i propri spazi. È importante però far sentire la vicinanza emotiva,
senza permettere che la distanza geografica crei insicurezze. Chi sente il bisogno
dell’altro in ogni momento, invece di biasimare il partner più indipendente, può
cogliere l’occasione per lavorare su se
stesso e confrontare le proprie insicurezze. La vita di coppia ne trarrà beneficio.
Soldi
Le spese in viaggi e telefonate sono in più,
è vero, ma il denaro che sarebbe investito
in cene, cinema e altre piccole grandi spese di vita quotidiana a due è risparmiato.
In ogni caso non è carino lamentarsi con il
partner delle spese che si è costretti a sostenere per mantenere la relazione a distanza. Questa è un’opportunità per applicare piuttosto una sana condivisione: parlare insieme delle spese per sostenere i
viaggi e le comunicazioni può essere un
modo per iniziare a esplorare la gestione
della vita a due, invece di un’occasione per
appesantire l’altro con discorsi del tipo “a
quante cose ho dovuto rinunciare per raggiungerti nel weekend!”.
Gelosia off limit
Chi soffre di gelosia dovrebbe pensarci be-
Qualunque attività fisica migliora l’umore
stimolando la produzione di endorfine nel
corpo, perciò praticare sport è consigliabile per affrontare i momenti più difficili di
una relazione a distanza. Yoga e meditazione, in particolare, aiutano a essere più
calmi e centrati lavorando sul sistema nervoso: molti litigi potrebbero essere evitati
se si imparasse a respirare lentamente e
profondamente prima di parlare. Un semplice esercizio per calmare le emozioni e
ritrovare lucidità quando si è arrabbiati? Il
respiro segmentato 4:1: ad occhi chiusi e
in una posizione confortevole con la schiena dritta, si inspira dal naso in quattro parti e, dopo una breve pausa, si lascia uscire
l’aria dal naso espirando lentamente in un
unico respiro. Si continua a questo ritmo
per 3 minuti.
Un aiuto viene anche dal Tantra che, lungi
dall’essere una disciplina esclusivamente
legata al sesso, insegna in realtà a vivere in
correlazione continua con la realtà che ci
circonda. Applicato alle relazioni, si basa
sul principio che una coppia è sempre in
comunicazione, a prescindere dalla distanza: se c’è autentica sintonia, insomma,
un rapporto a distanza è gestibile tanto
quanto uno nella stessa città.
Alla base la reciprocità: fiducia l’uno nell’altra, comunicazione positiva ed efficace,
ascolto e tanto impegno. Ricordandosi che
l’altro siamo noi. Se poi vi rendete conto
che la distanza che vi separa dal partner va
oltre quella geografica, forse è il caso di
imboccare strade diverse.
E, in quel caso, i chilometri non sono un
problema, anzi, costituiscono un enorme
vantaggio per non ritrovarsi faccia a faccia
con l’ex che vive nella stessa città.
Il prezzo di amarsi
da lontano
“Staremo insieme, costi quel che costi!” e
avevate ragione: costa. Tra pendolarismo e
telefonate, un occhio al budget è fondamentale. Come restare innamorati senza
restare anche al verde?
Viaggi intelligenti
Chi vive lontano dall’amato sa bene di avere una relazione fissa anche con le ferrovie
dello stato e le compagnie aree.
Su trenitalia.com ci sono offerte specifiche, per esempio per chi viaggia nei weekend, con partenza il sabato e ritorno la
domenica. Ancora più conveniente con andata e ritorno in giornata, per chi se la sente. Se la distanza è grande, è bene pianificare con largo anticipo e tenere d’occhio le
compagnie low-cost per risparmiare sui
biglietti dell’aereo: fra le più gettonate
EasyJet, RyanAir, Blue Express e Vueling.
Tramite specifici motori di ricerca poi (ottimo
volagratis.com
oppure
skyscanner.com), è possibile avere una panoramica sui voli più economici, a volte
frutto della combinazione fra due diverse
compagnie.
Comunicazione smart
Da non sottovalutate il potere dello smartphone. Oltre ai piani telefonici specifici offerti dalle compagnie telefoniche per le
chiamate, Internet si rivela lo strumento
più utilizzato dalle coppie che vivono una
relazione a distanza: skype, viber, whatsapp e social network come Facebook o
Twitter offrono la possibilità di comunicare rapidamente e con facilità. Il consiglio è
di valutare le offerte migliori considerando i reciproci ritmi quotidiani: quando è
meglio incontrarsi in rete? Quanto tempo
ci passeremo? È il caso di considerare un
abbonamento a tempo illimitato oppure
limitarlo alle ore serali?
Libri pronto soccorso
Ottima compagnia in quei giorni in cui la
mancanza del partner si sente più che mai,
oppure durante i viaggi in treno o in aereo
nell’attesa di raggiungere l’amato, ecco alcune letture ispiranti per chi vive una relazione a distanza.
E vissero felici e lontani, di Antonella Piperno e Pietro Valesio; è la storia dei due
narratori che vivono separati e contenti.
Con ironia vengono percorsi i pro e i contro della lontananza, dal punto di vista sia
di lui che di lei. L’amore a distanza. Il
caos globale degli affetti, di Ulrich Beck
ed Elisabeth Beck-Gernsheim; i protagonisti vivono a migliaia di chilometri di distanza tra loro. Da Salonicco in Grecia a
Cambridge, Inghilterra, fra chat su Skype e
appuntamenti online, la realtà di una famiglia globale (nonni e nipote) per esplorare i sentimenti senza confini. L’imperfezione dell’amore, di Camilla Baresani;
narrazione di una storia d’amore finita
che, dopo la distanza (lei Russa, lui Italiano), si riaccende nonostante le diversità
dei due protagonisti. Norman e Monique.
La storia segreta di un amore nato nel ciberspazio, di Norman X e Monique Z; storia di un amore nato sul web tra un americano (Los Angeles) e una parigina, basato
su una comunicazione fatta di email. Per
chi è stuzzicato dall’idea che l’amore possa sbocciare (e durare) a partire da internet.
SICILIA INROSA
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muoviti
CHE TI PASSA
ballo o fitness? NON IMPORTA. LA PAROLA
D’ORDINE È MOVIMENTO, A TUTTE LE ETÀ. IN PALESTRA, PER
STRADA O IN PISTA L’ATTIVITÀ FISICA AIUTA A RAFFORZARE
IL TONO MUSCOLARE, AD AUMENTARE L’AUTOSTIMA
E - PERCHÉ NO - ANCHE A FARE NUOVI INCONTRI
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SICILIA INROSA
danza
IL RITMO DEL BENESSERE
C
lassica, moderna, latino americana, orientale, quale che
sia il tipo di danza che sceglierete, avrete fatto la mossa
giusta. Perché la danza stimola corpo e mente investendo
l’individuo nella sua totalità. Non una semplice disciplina
sportiva ma, uno strumento di espressione globale della
persona, in grado di assicurare un equilibrio psicofisico ottimale, a
qualsiasi età.
Fa bene ai bambini piccoli, anche di 3-4 anni.
Il corso di Gioco Danza ha l'obbiettivo di accostare ed educari bambini alla danza attraverso il "gioco" considerando l'attività ludica nel suo
aspetto educativo. Attraverso giochi di immaginazione e fantasia, infatti, e nel pieno rispetto del proprio sviluppo psico-fisico, il bambino
viene condotto alla conoscenza del corpo delle sue possibilità motorie,
alla conoscenza dello spazio, del tempo, della forma, ecc.
Toccasana per gli adolescenti. Tra le fasi più delicate della vita di un
individuo, si caratterizza per lunghi periodi di malessere psicologico. I
teenagers sono irritabili e scontrosi, tristi e umorali, fragili come in pochissimi altri momenti della propria esistenza. Ebbene, c´è una cosa
che contro queste difficoltà tipiche adolescenziali può fare molto: la
danza. Bastano 8 mesi Proprio così: un corso di 8 mesi è sufficiente a
far stare meglio le ragazze, mantenendo i benefici anche fino ad un anno. Il ballo, infatti, ha il potere di rafforzare i pensieri positivi e l´autostima, tenendo lontano il malessere frequente nell´età adolescenziale,
tutto confermato anche da uno studio svedese pubblicato sulla rivista
scientifica "Archives Of Pediatrics Adolescent Medicine" e realizzato da
Anna Duberg, docente di kinesiterpia e insegnante di danza, insieme a
ricercatori dell´università di Örebro.
Benefici per tutti.
In generale la pratica della danza per adulti, assicura diversi benefici fisici: primo fra tutti il suo potere euforizzante, che aumentando il livello di endorfine nel sangue, contribuisce a restituirci il buonumore. Ne
consegue un rilascio delle tensioni, permettendoci così di vincere la timidezza, rendendoci più socievoli e meno inibite. Contribuisce a bruciare calorie, garantisce un buon tono muscolare, sviluppa coordinazione, grazia e postura, stimola frequenza cardiaca, metabolismo lipidico, circolazione periferica e migliora la pelle al pari di una crema rigenerante. Alcune tecniche, come la danza classica e la danza moderna, praticate sin da giovani comportano ulteriori vantaggi: non solo tonicità e sviluppo muscolare armonico, ma anche miglioramento notevole della mobilità articolare, da cui dipende l’elasticità complessiva
del corpo. La danza del ventre, ideale anche per le future mamme, d’altra parte aiuterebbe a migliorare il transito intestinale, ad alleviare i
dolori mestruali e quelli della colonna vertebrale. Persino le discipline
più recenti come il body pump, contribuisce a stimolare muscoli solitamente a riposo nella quotidianità, tenendo in esercizio tutte le articolazioni. Praticando la danza in modo costante, si acquisisce inoltre
una maggiore consapevolezza corporea, fondamentale per sentirsi più
femminili e a proprio agio in qualsiasi situazione.
SICILIA INROSA
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fitness
S
e ci sono nuovi trend e novità in arrivo nel
mondo del fitness, senz’altro dono venuti
fuori all’Idea, la World Fitness Conference
che si è tenuta a Los Angeles lo scorso agosto. Secondo alcuni dei più importanti fitness trainer ecco cosa andrà e cosa continuerà ad andare in questo stagione secondo il parere di Jill S. Brown,
l’esperta di fitness che cura un blog sull’Huffington Post.
L’Hiit, ovvero High intensity interval trainings, resta sulla cresta dell’onda.
Una modalità di allenamento usata in
molte discipline,
sia in palestra si anche a casa nel fitness fai-da-te seguendo video o
dvd. Sforzo intenso
per un periodi di
tempo e poi recupero e nuove ripetizioni. Se avete sentito parlare di "Tabata," questa è una
forma di allenamento Hiit. la popolarità di questa
modalità di training è ancora in crescita, perché funziona per quasi tutti i livelli di fitness e da risultati abbastanza velocemente per la maggior parte delle persone. E in più, è difficile annoiarsi.
Se da un lato abbiamo l’Hiit, dall’altro c’è il “Recovery”.
Gli allenamenti ad alta intensità, sempre più diffusi, lasciano i segni: dolenza muscolare ed infortuni. perciò
l’altro trend è quello del recovery, il recupero, pratiche
permettono di “riparare” i tessuti e i tendini, come lo yoga riparatorio o l’Auto Release miofasciale (SMR), l’uti-
INTENSITÀ
E RECUPERO
I “MUST”
PER TENERSI
IN FORMA
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SICILIA INROSA
lizzo di sfere da massaggio e rulli di gomma piuma.
Strumenti usati da fisioterapisti per gli atleti, che adesso stanno entrando nel circolo delle palestre, utili sia nel
riscaldamento sia alla fine dell’allenamento.
Altra parola magica è “Telemetria”. Ovvero la tecnologia entra a pieno titolo nell’allenamento. Come? Con
braccialetti che tracciano l’attività quotidiana, cardiofrequenzimetri e altri dispositivi indossabili che possono
essere indossati sia nell’allenamento singolo sia in quello collettivo, come nei gruppi di cycle e spinning per
esempio, con i parametri di rendimento dei partecipanti che vengono visualizzati su un display nella sala in cui
si svolge l’allenamento. Ma ci sono anche tante applicazioni che è possibile utilizzare sugli smartphone, senza
dover indossare nulla. Per molti trainers questo tipo di
applicazioni, capaci di suggerire ritmi e stili di vita salutari, prenderanno sempre più piede nei prossimi 5 anni.
E il business per chi le realizza è assicurato.
Non volete andare in palestra? Allora sempre più piede
prende l’allenamento online, il web fitenss. Immaginiamo che in America sia già molto popolare partecipare a
sfide fitness on line o a concorsi per la perdita di peso, o
- più semplicemente - ad allenamenti guidati in video
streaming su you tube o itunes. Il dvd alla Jane Fonda,
per fare un esempio, è roba vecchia. certo, manca la parte sociale, che in palestra è fondamentale e dunque quest’ultima non ha da temere. ma chi non vuole uscire da
casa o vive proprio fuori mano, le alternative per tenersi allenati non mancano proprio.
Chi ha più tempo di fare allenamenti di un’ora intera?
Ecco quindi che si confermano sempre di più i workout
di 20, 30 e 40 minuti. D’altronde chi era abituato a
“spingere” per un’ora, lavorerà ancora più forte per un
tempo minore e la tecnica Hiit permette una gran varietà di allenamenti anche in tempi ristretti, in qualsiasi
ambiente e anche con attrezzature minime, in una palestra con macchine o all'aria aperta con apparecchi portatili o solo con il peso corporeo.
SICILIA INROSA
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blogshooting
AMATISSIMO DALLA STIRPE
REALE BRITANNICA, IL CHECK
- MOTIVO ALL OVER CHE
CONTAMINA IL KILT, TIPICO
GONNELLINO A PORTAFOGLIO È UN EVERGREEN PER
LA STAGIONE FREDDA.
CAPACE DI RAVVIVARE I LOOK
CASUAL DI TUTTI I GIORNI,
IL TESSUTO SCOZZESE
È RIUSCITO A CONQUISTARE
ANCHE LE BLOGGER SICILIANE
a cura di Venera Coco
Autunno
A QUADRI
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SICILIA INROSA
4
3
2
1. Per Anna Andrea Giuffré, fondatrice del blog
Andrea’s Swag, tartan dress H&M, secchiello a
forma di pop corn firmato Casa e Putia e boots
Primadonna (ph. Martina Sperandeo)
2. Total look Zara per la fashion blogger Giada
Pappalardo di Glamphotomix
3. Alessia Gagliano, blogger di Fashion is Passion. What else? indossa una giacca scozzese
vintage, jeans Fornarina, sneakers Bon Bon e
occhiali da sole Isla Calavera
4. Blusa Tally Weijl, denim shorts, ankle boots
Zara, collana Manuela Hand Made, orologio Casio per la fashion blogger Veronica Giuffrida,
fondatrice del blog Veronica Gi
5. La fashion blogger Valentina Coco di Zagu
Fashion per il suo look sceglie cappotto Romwe, handbag e orologio Michael Kors, skinny
Zara, camicia jeans Levi’s, beanie The North Face, collana Ottaviani e mocassini Muratti “Mutin”
6. Simona Pastore del blog The Red Moustaches blog punta su chemisier H&M, occhiali
da sole Glassing, crossbody Louis Vuitton e
boot Zara
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blogshooting
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7. Viviana Maresci di Chic Choice mescola shorts Zara a una camicia
a scacchi H&M, impreziosendo la sua mise con una pochette a tracolla Coccinelle e una collana vintage
8. L’autrice del blog God bless my new dress, Alessandra Fazio, indossa t-shirt, camicia e borsa H&M, jeans e collana Zara, occhiali da
sole Spektre, anelli Stradivarius e Pull and Bear
9. Occhiali Italian Indipendent, maglione Zara, pencil skirt Topshop,
collana vintage, purple flat Mauro Leone, borsa Chanel per Laura
Pernicano, ideatrice del blog The Vogue Advisor
10. Francesca De Marini, blogger di Enchanting Land, sceglie una
checkered shirt di H&M, top Stradivarius, minigonna Zara e biker
boots Tata
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IL MONDO DELLE FASHION BLOGGER
SU SICILIAINROSA.IT
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11. Per la blogger catanese Raffaella Catania di The Colours Of My
Closet: camicia tartan e biker Zara, jeans Promod, boot Betty London
e tracolla Coccinelle
12. Per Roberta Puglisi, mente del blog Your Fashion Outfit: maglia
girocollo Shiki moda, mini Oviesse e shopper Bon Bon
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swinging
a cura di Venera Coco
LONDON
STILE SIXTIES. MINIGONNE, VESTITI A
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TRAPEZIO, BEATLES BOOTS E CUISSARDES.
IN PASSERELLA RIVIVE IL MITO DEGLI ANNI ‘60
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1. IN STILE POP ART L’ABITO A TRAPEZIO DI VALENTINO GARAVANI; 2. CON FIBBIA ALLA CAVIGLIA GLI ANKLE BOOTS, PEPEROSA; 3. SIXTIES ATTITUDE PER
IL MINI DRESS, LOUIS VUITTON; 4. ISPIRATO A CARNABY STREET IL COMPLETO,
SAINT LAURENT; 5. AD “A” IL COMPLETO GUCCI; 6. SOMIGLIA A UN’UNIFORME
DA LAVORO LO CHEMISIER, ACNE STUDIOS; 7. CON CODA DI RONDINE LE
BROGUES PALOMITAS BY PALOMA BARCELÒ; 8. FIABESCO IL VESTITO IN TESSUTO BROCCATO, DOLCE&GABBANA; 9. UN MELTIN’POT DI STAMPE AFRICANE
SULLA PROPOSTA DI STELLA JEAN; 10. SHANTAL È LA POCHETTE A TRACOLLA DI
NUNA LIE; 11. SEMPRE NUNA LIE IL COMPLETO IN STILE COLLEGIALE CON GONNA TARTAN; 12. MAXI TRACOLLA CON FRANGE PER LA TERESA SHOULDER
BAG, SARA BATTAGLIA; 13. TESSUTO TAPIRO CON PROFILI IN VITELLO PER LA
POSTINA, BORBONESE; 14. DI PAULA CADEMARTORI LA CROSSBODY MULTICOLOR CON FIBBIA OVERSIZE; 15. DECORATA CON PERLE LA STRINGATA IN
VERNICE, CHANEL; 16. CUISSARDES CON DETTAGLI TARTARUGATI, LUCIANO PADOVAN; 17. “CANDY” GLI OCCHIALI TONDÉ, FURLA BY DE RIGO VISION
SICILIA INROSA
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stylist
MODA
ignazio bissoli.
IL FUR DESIGNER
DÀ VITA
ARTIGIANALMENTE
A CAPI PREZIOSI
RESI UNICI
DAL SAPIENTE
ACCOSTAMENTO
DI PELLI E STOFFE.
«LE MIE CREAZIONI DICE - FANNO
SOGNARE, SONO
UN’EVASIONE
DAL GRIGIORE
DEL QUOTIDIANO»
di Venera Coco
ei suoi profondi occhi blu s’intravede un uomo dalla profonda
sensibilità. La sua voce calma e
calda riscalda ogni cosa, persino i
suoi capi, rinomati per essere un
must dell’inverno. Le sue mani riescono a diventare piccole e veloci per mettere insieme
minuscole strisce di pelle e lembi di pellicce
colorate. La forza delle sue dita attraversa i materiali, lascia tracce e racconta una storia che
assomiglia alla vita vera, piena d’imperfezioni.
Maestro tout court, Ignazio Bissoli realizza,
tramite l’utilizzo del taglio vivo e del punto fatto a mano, lavorazioni patchwork in grado di
esaltare la bellezza di stoffe, pellicce, cuoio e
stampe retrò. Secondo il fur designer siciliano,
la verità della pelle è pura bellezza, un fascino
segreto e naturale che arricchisce la sua creatività e gli permette di ottenere effetti che altrimenti sarebbe stato impossibile realizzare con
i soli tessuti. Lavora instancabilmente, a Palermo, e come un couturier del passato, si accerchia di assistenti e persone fidate che da trent’anni lo supportano nello sviluppo di creazioni ricche e complesse, che guardano alla densità della cultura siciliana. I suoi abbinamenti arrivano dritti al cuore. Sembra che Ignazio non
avrebbe potuto fare altro nella vita. Passa la
mano su un manto impalpabile come la cipria,
e subito scatta la scintilla per un nuovo capo.
Da quando le pellicce e i pellami sono diventati la sua vera passione? Come si è avvicinato a questo mestiere?
«Frequentavo un amico che aveva un laboratorio di pellicceria, ci lavoravano sette ragazze,
tutte attorno ad un enorme tavolo bianco, come i loro camici. Stavo ore ad osservare come
si sviluppava il lavoro. Varie fasi, varie pelli.
Stupende, morbide, naturali. Mi piaceva partecipare alle discussioni. Quale accostamento?
Quale taglio? Poi ebbero necessità di assumere un altro inchiodatore, ed io ero là! Avevo solo 17 anni».
Utilizza nuove tecnologie per realizzare le
N
40
SICILIA INROSA
L’artista
delle
pellicce
sue creazioni handmade, oppure la tecnica è
rimasta immutata nel tempo?
«Sperimentiamo, proviamo, mescoliamo, siamo sempre alla ricerca di nuove forme e abbinamenti di colori, di pelli e di peli diversi. Ma
esiste anche una lavorazione classica e tradizionale che non dobbiamo mai trascurare. Il
“fatto a mano” è il nostro principio ispiratore:
la verità della pelle è nel taglio e nel dettaglio,
che non lascia spazio alla finzione».
Lo stile patchwork, realizzato con ritagli di
stoffe pregiate, pellicce e cuoio, è ciò che la
contraddistingue. Cosa l’ha portata ad abbinare questi materiali così diversi tra loro?
«Da sempre lavoro accostando diversi materiali. Inizia tutto da un taglio di tessuto nero. Penso subito alle possibili varianti. Come saranno
le maniche? E il collo? Gli inserti? Lasciare il
capo total black per me è sempre stata una for-
zatura».
Come stima il valore delle sue fur & leather
creations?
«Il valore delle pellicce non è mai lo stesso. Dipende dal tipo di pelle (che varia da quelle pregiate, come il cincillà, l’ermellino, la lince, il visone, lo zibellino, a quelle più consuete, come
la kidassia, la volpe, l’astrakan, il lapin, la mongolia, il rat musqué), dalla qualità, dalla quantità e dalla manifattura. Ci sono lavorazioni
lunghe e complesse che rendono le pelli uniche e molto pregiate».
In che modo valorizza la femminilità e la
bellezza segreta delle donne?
«Quando creo una collezione, penso sempre ad
una donna tipo, una donna che ama esprimersi attraverso il proprio modo di vestire e che
usa la moda per sentirsi se stessa. L’obiettivo è
dare a ragazze e donne mature quello che vo-
STILE PATCHWORK. LE CREAZIONI
DI IGNAZIO BISSOLI SONO CARATTERIZZATE DALL’ABBINAMENTO DI PELLICCE, CUOIO E STOFFE PREGIATE
gliono. Non c’è nient’altro che le rende più belle e femminili».
Quando e com’è nata la sua linea di borse
che mescola visoni, ermellini, volpi, Mongolias e pellami di tutti i tipi?
«In pellicceria gli accessori sono sempre stati
non convenzionali. Grandi colli per cappotti,
polsini, cappellini e le immancabili stole che
mutano nel tempo ma che s’impongono sempre. Da qualche anno inseriamo anche le borse
che sono diventate un must molto amato».
Cosa le ha portato il concorso “Who’s Next”
a Parigi e il salone “Super” di Milano?
«“Who’s Next” e “Super” sono state delle vetrine importantissime che hanno dato al marchio
la possibilità di “uscire allo scoperto” a livello
internazionale. In fiera, stare accanto ai grandi
marchi mi onora. Spesso sono nate grandi amicizie e gli incontri sono sempre tra i più diversi e interessanti».
È difficile mantenere l’attributo “made in Sicily” per uno stilista come lei?
«Ignazio Bissoli “made in Sicily” è la mia etichetta e ne vado fiero. La Sicilia ha una grande
storia di artigianalità e tradizione che va mantenuta, usata, sostenuta. Certo, a volte non è facile perché gli ostacoli sono tanti, ma fa parte
del lavoro».
La pelliccia è ancora uno status symbol, come negli Anni ‘80, o oggi rappresenta qualcosa di diverso?
«La pelliccia non è più un simbolo. Oggi se ti va
la indossi, altrimenti metti il piumino piuttosto che il cappotto».
Dopo anni di assenza dalle passerelle, le pellicce sono tornate ad essere un must per l’inverno. Come spiega questo fenomeno, soprattutto in un momento di crisi come questo?
«La crisi ha reso questo mercato più di nicchia,
ma la pelliccia rimane insostituibile, mi permette di ottenere degli effetti che non è possibile realizzare con i tessuti. È proprio nei momenti di spending review che si ha più voglia di
vedere proposte moda fuori dall’ordinario, capaci di far sognare ed evadere dal grigiore del
quotidiano. In una collezione non si può non
inserire un capo di pelliccia. Sono naturali, calde e morbide e ognuna è unica nella sua forma
e nei suoi colori».
Simonetta Ravizza e le sorelle Fendi hanno
fatto la storia delle pellicce e dei pellami
pregiati. Quanto si sente stilisticamente vicino a queste donne?
«Adoro Fendi. Naturalmente molti altri marchi
italiani fanno cose bellissime, ma questa griffe insieme a Karl Lagerfeld, è uno dei miei miti».
L'esprit e il capo must have della sua collezione f/w 2014-2015?
«Abbiamo realizzato pellicce a balze, molto
trendy, con abbinate borse in cavallino, interamente handmade. Per una donna sicura, che
esce la sera, va a cena con gli amici o ad un appuntamento galante».
L’aspetto più difficile del suo lavoro?
«Non è un lavoro semplice. Soprattutto per l’aspetto economico che dipende da equilibri
precari e dai tempi, spesso troppo veloci. Il lato creativo, invece, non è più un lavoro. Il laboratorio diventa un piccolo mondo in cui si
respira un’atmosfera particolare e serena. Con
le mie assistenti discuto dei vari tipi di pelli,
dei tessuti, ma anche di attrezzi e macchinari
di ogni sorta. Entrando nel mio laboratorio, si
ha la sensazione di essere ritornati agli Anni
’60, pur lavorando con nuove idee e creazioni
rivisitate in chiave moderna».
Le istituzioni italiane, e soprattutto quelle
siciliane, come gestiscono, promuovono e
proteggono la loro “artigianalità”, che sta
pian piano scomparendo?
«La Regione Sicilia, tramite l’Assessorato delle
attività produttive con il “Progetto Settore
Moda - Tessile - Abbigliamento” garantisce la
collaborazione con importanti poli fieristici
italiani ed esteri. La selezione delle aziende è
attenta e scrupolosa, si esegue un lavoro capillare per l’inserimento dei vari marchi all’interno del programma di promozione. Quest’opportunità ci ha permesso di far conoscere le
nostre creazioni ai mercati esteri più importanti».
I progetti futuri dove porteranno Ignazio
Bissoli?
«Spero di portare, insieme alla mia squadra, il
marchio “Ignazio Bissoli” all’estero. Creatività,
artigianalità, qualità e tradizione sono le parole chiave della nostra filosofia, e il “fatto a mano” è il principio ispiratore. Queste sono le caratteristiche che contraddistingueranno tutti i
nostri progetti. Per sempre».
SICILIA INROSA
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beauty
ke
map
u
a cura di venera coco
Giochi
di luce
contouring. GRAZIE A UNA SAPIENTE ALTERNANZA
DI BRONZER E ILLUMINANTI, QUESTA TECNICA DONA
TRIDIMENSIONALITÀ AL VISO E NASCONDE I DIFETTI
hi vuole camuffare qualche difetto del viso, come il doppio
mento o un naso imponente,
può giocare con “effetti speciali”
che donano tridimensionalità
al volto. Quest’alternanza di luci e ombre che
consente di rimodellare i volumi del viso si
chiama contouring. Come tutte le tecniche
make-up che si rispettino ha delle regole ben
precise da seguire, come l’utilizzo di due o tre
diverse tonalità di fondotinta, di correttore e
naturalmente di terra o blush, ma anche l’impiego di pennelli piccoli dalle setole folte (a
punta, angolati, o tondeggianti) che consentono di dare più definizione e precisione all’applicazione dei prodotti.
Prima di cominciare bisogna studiare le proporzioni e capire cosa si vuole mascherare e
cosa, invece, mettere in risalto. Bisogna tener
conto che, visivamente, il colore scuro dà l’illusione di “incavare” e rimpicciolire, mentre
C
quello chiaro evidenzia, ingrandisce, valorizza. Inoltre, la terra, che ha un ruolo predominante per mettere in pratica questa tecnica,
va usata sempre dopo aver fissato il fondotinta con la cipria, perché altrimenti si corre il rischio di creare delle brutte macchie scure.
Si comincia stendendo una base, un fondotinta naturale, poi si applica la terra ai lati
del naso, sotto gli zigomi, creando due linee
d’ombra naturali, ma anche sulla punta del
mento e, infine, sull’attaccatura dei capelli,
ombreggiando le tempie. Il fondotinta illuminante più chiaro, invece, va applicato lungo il
naso, sulla fronte, sull’arcata sopraccigliare,
sulle gote e sull’arco di cupido. Una volta tracciate, queste linee devono essere rigorosamente sfumate con pennelli a setole morbide
per addolcirne i contorni e fare in modo che il
contouring vada a fondersi completamente
con l’incarnato, regalando un risultato efficace ma armonioso.
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1. BRONZE GODDESS POWDER BRONZER DI ESTÉE LAUDER È UNA TERRA IN POLVERE CHE RISCALDA L’INCARNATO; 2. VITALUMIÈRE FOND DE TEINT POUDRE LIBRE
DI CHANEL HA UNA CONSISTENZA IN POLVERE MA LA COPERTURA DI UN FONDOTINTA
FLUIDO; 3. SCHIARISCE LE ZONE D’OMBRA E LEVIGA I TRATTI, ECLAT MINUTE
PINCEAU PERFECTEUR DI CLARINS; 4. HD PRESSED POWDER DI MAKE UP FOR
EVER È UNA CIPRIA COMPATTA CHE FISSA IL MAKE-UP E LO OPACIZZA; 5. PERFEZIONATORE EFFETTO BONNE MINE DELLA COLLEZIONE “BELLEZZA ITALIANA” DI COLLISTAR; 6 E 7. PENNELLO PER FONDOTINTA SEPHORA E PENNELLO PER POLVERI DIEGO
DALLA PALMA MILANO
SICILIA INROSA
Cosa ci fa il noto pattern “Guccissima” su
matite, rossetti e gloss? Il logo con la doppia G
intrecciata da oggi caratterizza i prodotti della
nuova linea “Gucci Cosmetics”. Pack total black impreziositi da dettagli in oro, custodiranno il nuovo
make-up creato da Frida Giannini, direttore creativo
della maison, insieme a Pat Mc Grath, make up artist di fama internazionale. La collezione include Gucci Eye, Gucci
Face, Gucci Lip, Gucci Nail, ma
anche pennelli professionali
e prodotti specifici per la
preparazione della pelle.
MICHAEL KORS
TRA MODA E COSMESI
3
42
LA PRIMA VOLTA
DI GUCCI
Lo stilista americano Michael
Kors si lancia nel mondo della
cosmesi, dando vita a un’espressione di bellezza originale
e assolutamente straordinaria.
Tre nuove fragranze e tre “capsule colore” diventano il segreto
di bellezza di ogni donna, cui si
aggiungono la linea corpo e la
linea solari. A seconda del
momento e delle circostanze, Kors offre
la risposta beauty costruita attentamente
per rappresentare le
diverse sfaccettature
della donna, ovvero,
Sporty, Sexy o Glam.
top
5
1
hairstylist
di antonio morici *
SKINCARE.
Aurealux” è la prima linea
skincare di Dolce&Gabbana
Beauty con cinque trattamenti che migliorano la luminosità del viso
PROFUMO.
Iris e al legno di sandalo per il nuovo profumo “Reveal” di Calvin Klein che cattura il
calore della pelle
4
MAKE UP. In pendant, il rossetto mat e lo
smalto “Blake” della
nuova “Collection Exclusive Pur Rouge by Color
Riche” di L’Oréal Paris
EYESHADOW.
I sei ombretti “Mystery
Eyeshadow” della collezione “Mystery Seduction”
di Naj-Oleari hanno una
consistenza cremosa, facilmente sfumabile, simile
a una mousse
OCCHI..
Lo stelo del mascara “Grandiôse” di Lancôme è
a forma di “collo
di Cigno”, per
raggiungere con
facilità tutte le
curve dell’occhio
UNA CADUTA
“NATURALE”
n autunno, come è risaputo, le nostre chiome subiscono un’abbondante caduta di capelli, fenomeno piuttosto comune che coinvolge uomini e donne in egual
misura. Che la perdita di capelli si intensifichi soprattutto in questa stagione, d’altronde, è coerente con i
ritmi della natura. L’autunno è infatti il periodo dell’anno in
cui gli organismi animali e vegetali rispondo con forme varie di adattamento all’irrigidirsi delle condizioni climatiche: gli alberi rilasciano le foglie, gli animali cambiano il pelo
e gli uomini perdono i capelli.
Questo comune fenomeno avviene per cause ancora non del
tutto chiare. Una cosa però è
certa: l’intensificarsi stagionale
della caduta dei capelli va considerato, almeno in parte, un
fenomeno fisiologico di “ricambio” naturale. Perciò non ci si deve allarmare più di
tanto. In fase acuta, per aiutare un buon ripristino e una caduta più moderata possiamo agire dall’interno assumendo
integratori alimentari a base di vitamine del gruppo B ed E,
e di sali minerali, tra cui zinco, rame e ferro, in modo da accelerare la successiva fase di ricrescita. Infine, frizioni sul
cuoio capelluto con decotti a base di erbe (di timo e lavanda, ad esempio) possono stimolare la circolazione e rivitalizzare i follicoli.
I
Morici è un hair stylist e look maker siciliano.
* IlAntonio
suo salone romano è frequentato da molte celebrities
SICILIA INROSA
43
esteticamente
Il dottor Alfio Scalisi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Maxillo Facciale, Microchirurgo. 4spa medicalclinic Catania - Casa di Cura Di Stefano Velona
di alfio scalisi
PAROLA D’ORDINE
recuperare
CHIRURGIA ESTETICA. INTERVENTI SOFT DA PROGRAMMARE IN
QUESTO PERIODO AUTUNNALE PER RIMODELLARE ZONE DEL CORPO
APPESANTITE DA CHILI DI TROPPO O PER RESTITUIRE LUMINOSITÀ
BRILLANTEZZA E ARMONIA ALLA PELLE E ALLE LINEE DEL VOLTO
opo le vacanze è arrivato il
momento per recuperare la
migliore condizione fisica.
Anche con un piccolo aiuto
della chirurgia estetica; autunno e inverno sono, infatti, i mesi più
consigliati per sottoporsi a qualche ritocco.
Siamo tornati dalle vacanze, con i chili in
più presi al mare o in montagna e, magari anche con la pelle un pò avvizzita e
macchiata da mesi di esposizione al sole? E’ arrivato dunque il momento di iniziare a programmare qualche aggiustamento, più o meno “impegnativo”, che ci
aiuti a tornare in forma e affrontare al
meglio il lungo periodo invernale che ci
aspetta.
Il periodo è ideale - come abbiamo già
detto - per iniziare dunque pianificare
un “restyling” di viso e corpo. Come eliminare i chili di troppo. Mettersi a dieta senza esitazione: è possibile perdere
peso rapidamente e non ammalarsi. 810 kg di massa grassa in meno in 2-3 settimane con la dieta del sondino. Attività motoria con programmi personalizzati per tonificare, ridurre l'adiposità localizzata con lipocavitazione triactive e
linfodrenaggio associato a radiofrequenza viso corpo.
C'è poi la chirurgia estetica del rimodellamento corporeo: anche se è l'estate
D
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SICILIA INROSA
il fascino degli anta
La bellissima Monica Bellucci, ha da
poco compiuto 50 anni. L’attrice italiana, anche se non più giovanissima, rimane una delle icone di bellezza e
femminilità più invidiate al mondo.
che ci fa sentire il desiderio di sfoggiare
un bel seno, autunno e inverno sono i
periodi migliori per una “remise en forme” chirurgica, perchè il freddo consente una migliore cicatrizzazione.
Mastoplastica additiva per un seno più
“florido”, associata a mastopessi se il
seno è notevolmente calante, oppure
mastoplastica riduttiva se si vuole, appunto, “diminuire” un seno troppo grande e pesante, che talvolta crea anche
problemi di postura o mal di schiena.
Per entrambi i tipi di intervento sarà necessaria una anestesia locale, nella stragrande maggioranza dei casi basta solo
una notte di ricovero e alcuni giorni di
“recupero” da passare a casa prima di riprendere le normali attività.
Divieto assoluto, per dieci giorni almeno
dal giorno dell'intervento, di fare sforzi
con le braccia o portare pesi, per consentire una cicatrizzazione ottimale. Per
avere un ventre piatto e tonico si può fare una miniaddominoplastica o una
addominoplastica, a seconda che ci sia
solo un minimo rilasciamento cutaneo o
che sia necessario anche un “rinforzo”
della parete muscolare.
A seconda del tipo di intervento programmato, sarà sufficiente una semplice
anestesia locale e un ricovero in day hospital, oppure, in alcuni casi. occorrerà
un’anestesia generale e una notte di ricovero per poi rimuovere i punti di sutura dopo una settimana.
E ancora: Liposcultura superficiale tridimensionale per un'armonia globale
del profilo corporeo senza cicatrici apprezzabili. Anche per questo intervento
basta un’anestesia locale con sedazione
o, nei casi più impegnativi, anestesia generale. Rapidi i tempi di recupero ed il
ritorno alle normali attività. Talvolta si
associano alla liposcultura un lifting interno cosce o un lifting braccia, nei casi in cui ci sia una notevole “ptosi” dovuta a dimagrimento eccessivo o all’età. La
serie dei possibili ritocchi prevede anche
un Minilifting, del viso e del collo per
un viso “stanco”, per sentirsi più in “ordine”, con blefaroplastica se è necessario anche un ringiovanimento dello
sguardo. ma anche il “Laser resurfacing”, nell'ambito della stessa seduta
operatoria, per “levigare” - letteralmente
- le rughe più profonde e far scomparire
le antiestetiche macchie solari. Anche
per questo tipo di intervento sarà necessaria una notte di ricovero e 3-4 giorni di
riposo a casa prima di riprendere le normali attività. L'arrivo dei primi freddi è
indicato anche per programmare una serie di peeling chimici, più o meno profondi, per dare maggiore compattezza e
luminosità alla pelle, botox per eliminare le rughette intorno agli occhi o quella
della fronte, trattamenti di biostimolazione Prp plasmatico con cocktail di
vitamine ed acido ialuronico per restituire freschezza al viso.
SICILIA INROSA
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petcare
Il dottor Simone Di Mauro, medico veterinario.
Medicina interna e chirurgia di cani, gatti ed animali esotici.
www.simonedimauro.it
di simone di mauro
ALIMENTAZIONE SANA
per il nostro micio
MITI DA SFATARE
I GATTI SI AFFEZIONANO
SOLO ALLA CASA?
Diciamolo subito: non è vero che i gatti
si affezionano unicamente alla casa in
cui vivono e poco alle persone che la
abitano. E’ vero, invece, che i gatti sono
animali molto territoriali, che prendono
pieno possesso della casa, ma fanno
altrettanto con le persone. Spesso questa errata convinzione nasce dal fatto
che non si comprende a pieno il modo
di comunicare che hanno queste splendide creature. Sono animali più discreti
rispetto al cane che ha manifestazioni
affettive molto più simili a quelle dell’uomo. È doveroso ricordare che spesso facciamo il paragone con l’altro animale da compagnia per eccellenza, il
cane ma si tratta di due specie ben distinte: mentre quest’ultimo è un essere
sociale “per eccellenza”, ovvero non
può vivere senza un gruppo sociale, il
gatto, che prima era definito un animale
solitario e predatore, potremmo definirlo come un animale sociale “facoltativo” per il fatto che, con il tempo e l’evoluzione, è entrato a far parte di gruppi
sociali che possono comprendere sia
altri gatti (colonie feline) sia l’uomo.
Siamo noi quindi a dover imparare il loro linguaggio e intuire il modo che hanno di comunicare con noi.
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SICILIA INROSA
L’esperto. GIUSTE QUANTITA’, CIBI DA EVITARE
E INTEGRAZIONI DA FARE NELLA DIETA DEI FELINI
l piu’ delle volte i nostri felini di casa vivono in uno stato di semi-libertà, avendo
così la possibilità di aggiungere alla loro
dieta proteine, carboidrati, grassi, sali minerali e vitamine provenienti da fonti diverse (rettili, insetti, piante). Non dimentichiamo che Il gatto è un carnivoro. In effetti,
la scelta tra un’alimentazione casalinga o industriale dipende dal tempo a disposizione e
dalla capacità di ricreare una razione alimentare equilibrata. L’alimentazione casalinga
consiste nel fabbricare una razione alimentare, proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali; ecco, un esempio indicativo: carne –
varie parti (pollo, pesce, manzo, coniglio) circa il 70%, riso (scotto) circa il 15%, verdure verdi o carote (no cipolle) 10 %, olio d’oliva 5%.
Evitare di somministrare il latte, poiché dopo lo svezzamento i gatti perdono l’enzima capace di digerire il lattosio anche se, raramente,
ci sono alcuni esemplari che lo digeriscono benissimo. Ricordiamo che in commercio esiste
anche il latte a basso contenuto di lattosio per
gatti particolarmente esigenti. Il felino cosi come tutti i carnivori stretti, digerisce con difficoltà l’amido a meno che non venga somministrato molto cotto. Per fornire una giusta percentuale di grasso, non è bene utilizzare carni
magre per coprire il fabbisogno energetico attraverso proteine e grassi. Bisognerebbe in
teoria aggiungere integratori minerali alla ricetta casalinga del gatto, ma non è facile gestire bene le giuste quantità. Sovradosaggi o carenze possono essere molto pericolosi; la dieta casalinga non raggiungerà mai un livello di
equilibrio dietetico dei cibi industriali di qualità ed è per questo che, a lungo termine, è meglio somministrare un alimento industriale di
alta qualità. Attenzione, però, che la differenza
tra la maggior parte di marche di cibo del su-
I
permercato e cibo più adeguato che si trova
nei negozi specializzati è, per semplificare, la
stessa che corre tra il fastfood e un’alimentazione sana ed equilibrata. Nei petshop ci sono,
tra l’altro, tutte le linee per esigenze e malattie particolari che al supermercato non si trovano (insufficienza renale, convalescenza, cistiti, allergie). I gatti hanno assoluto bisogno di
taurina e l’arginina (due amminoacidi), l’acido arachidonico (un acido grasso essenziale),
la vitamina A e la niacina (o vitamina B1). Per
questo se un gatto si alimenta solo di scatolette anche se di altissima qualità, senza che ci
siano integrazioni vitaminiche o altro, l’alimentazione sarà comunque carente di alcuni
elementi essenziali, nonostante sulle confezioni ci sia scritto alimento completo. Per
questo motivo è sconsigliato offrire ad un gatto alimenti per cani, che spesso sono troppo
poveri di proteine e di grassi e troppo ricchi di
amido, oltre a contenere poca taurina. Ricordiamo che i gatti non amano cambiare abitudini alimentari di colpo: possono stare diversi
giorni senza mangiare, se il nuovo cibo non è
di loro gradimento. Quindi, se decidiamo di
cambiare marca di croccantini, mettiamo nella ciotola il primo giorno il 25% di croccantini
nuovi, dopo 2 o 3 giorni aumentiamo le proporzioni fino alla completa sostituzione.
polliceverde
Una rosa rugosa (foto di
Alberto Borgese).
A Valverde (Ct) dal 7
al 9 novembre
l’associazione culturale
Maestri del Giardino
organizza il 7° campus
nazionale “Rose sotto
il vulcano - Creazione
e cura di un roseto
fra cespugli, erbe
e sciare niure” (www.
maestridigiardino.com)
di francesco borgese
agronomo e paesaggista
www.sciaraniura.com
he le rose siano da sempre state coltivate in
Sicilia non è segreto a nessuno e lo dimostrano le imponenti e innumerevoli piante
di rose coltivate presenti nel territorio etneo. Ringhiere coperte da rosai Alberic Barbier (Rambler, inizi ’900), Dorothy Perkins (sarmentosa
wicuriana, 1901), Fortuniana (Hibrido di Banksia, 1850),
Banksiae “Alba Plena” (introdotta dalla cina nel 1807 ),
Banksiae “Lutea” (introdotta dalla cina nel 1825), Félicité – Perpétué (Rambler, 1827) e tante altre che non sto ad
elencare dimostrano, dopo un minimo sforzo di ricerca,
che rose provenienti da diverse epoche e paesi hanno colonizzato i giardini dell’Etna fin dalla loro “creazione”.
Per non parlare poi delle specie spontanee presenti nel
nostro territorio.
La coltivazione di queste piante, quindi, come nella maggior parte del mondo ha affascinato giardinieri di tutte le
epoche e di tutte le levature, anche mio padre era un appassionato di rose per quanto ne possedesse solo quattro
piante che ancora oggi ricordo (ma questa è una storia di
cui abbiamo già parlato).
Le rose sono piante facili da coltivare in Sicilia, in quanto
il clima asciutto non favorisce lo sviluppo di funghi patogeni, il terreno abbastanza sciolto favorisce il drenaggio
dell’acqua e la siccità estiva ha regalato da sempre delle
fioriture autunnali molto vigorose.
Certo le piante vanno nutrite e le rose si sa sono piante
esigenti in fatto di nutrimento, desiderano essere trattate a concime organico in autunno e fertilizzante chimico
nei periodi vegetativi.
Inoltre, non richiedono molta acqua e soprattutto per la
maggior parte esigono un posto soleggiato.
Un trattamento a base di zolfo e verderame nei periodi
invernali, poi previene le malattie fungine.
So già che molti arricceranno il naso e diranno invece che
le rose sono difficilissime da coltivare, ma chiaramente
un terreno all’ombra, non nutrito, annaffiato continuamente non è posto in cui poter sperare di vedere belle
piante e bei fiori.
Del resto che negli ultimi anni si sia persa la cultura della coltivazione delle rose lo dimostrano i pochi tentativi,
e spesso con scarsi risultati, di coltivazione di queste
piante. Piante di cui, fra l’altro, pochi “Giardinieri” conoscono i nomi e quindi le loro esigenze specifiche. In genere, le rose sono coltivate in mezzo al prato come ce-
C
LA BELLEZZA
del
roseto
LE ROSE SONO
COLTIVATE
IN SICILIA E
SULL’ETNA DA
MOLTISSIMO
TEMPO. PIANTE
NON DIFFICILI
DA CURARE,
A PATTO DI
SAPERE COME
FARE. SAREBBE
BELLO VEDERE
RINASCERE
INTERI GIARDINI
DI QUESTI FIORI
spugli isolati e non raggruppate in aiuole a loro destinate
ed appositamente scelte, in cui le varietà sono selezionate per portamento omogeneo ed esigenze specifiche.
Senza nessuna discriminante sono coltivate insieme rose
antiche e moderne, striscianti, ad alberello, ad arbusto e
rampicanti.
Mi piacerebbe vedere rinascere nei nostri giardini piccole collezioni di rose: un roseto. Già un roseto, in cui le
piante sono scelte secondo un criterio che le accomuni, in
cui la disposizione non sia casuale e le piante abbiano un
nome specifico per poter essere riconosciute ed apprezzate anche dai meno esperti. Ho visto roseti in giardini
anche piccoli essere il vanto dei proprietari e altri più
grandi fiore all’occhiello di fondazioni, istituzioni scientifiche, parchi pubblici e privati.
Sono certo che anche in Sicilia con un po’ di entusiasmo,
e di lavoro, potremo riavere roseti o piccole collezioni, da
mostrare con orgoglio agli amici che vengono a visitare il
nostro giardino.
SICILIA INROSA
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arredo
riciclo e riuso
SPOSANO
LA BELLEZZA.
LE PROPOSTE
ECO CHIC
PER LA CASA
SI INSERISCONO
PERFETTAMENTE
IN AMBIENTI
SEMPLICI E
CONTEMPORANEI
Eleganza
GREEN
1
co friendly, green, etico,
sostenibile. L’arredo diventa sempre più amico
dell’ambiente, ma non
per questo rinuncia alla
bellezza. In ossequio alle regole del riciclo o dell’upcycling, i designer vanno alla ricerca di scarti industriali, si
votano ai collanti e alle vernici non
tossiche, scelgono materiali naturali,
senza per questo rinunciare al bello.
Una sfida che sembra sempre più vinta, a giudicare dalle ultime proposte
raccolte in giro.
Punta sull'armonia e sulla delicatezza
il progetto Botan (immagine 1) di
Passoni Nature, divano modulare firmato dalla designer Benedetta Tagliabue. Botan, che in giapponese significa peonia, è componibile, formato da
E
48
SICILIA INROSA
3
2
1. BOTAN DI PASSONI NATURE È IL DIVANO MODULARE CHE PORTA LA NATURA DENTRO CASA
(WWW.PASSONINATURE.COM) 2-3. CARTONE
ONDULATO PER L’APPENDIABITI E IL TAVOLO
DELLA COLLEZIONE LESSMORE, PROGETTATA DA
GIORGIO CAPORASO E DISTRIBUITA DA LOGICS
(WWW.CAPORASODESIGN.IT, WWW.LESSMORE.IT)
4
4. BUTTERFLY È IL
LAMPADARIO IN FRASSINO CHE RICORDA IL
VOLO DI UNA FARFALLA
(WWW.TOMRAFFIELD.C
OM) 5. DA GIANCARLO
ZEMA LA COLLEZIONE
PER INTERNI ISPIRATA
ALLE FORME DEL
GRAND CANYON
(WWW.GIANCARLOZEMA.COM)
6-7. MADE IN ITALY
LA LAMPADA DA TERRA
ITALIANA 44 E LA SCULTURA GIULIO CESARE
DELLA TOSCANA EETICO (EETICO.IT) IN CARTONE RICICLATO E ASSEMBLATO A MANO
5
6
pezzi dall'anima in legno massello e
cuscini in tele grezze di lino e cotone. Dall'accostamento dei moduli
derivano fiori e farfalle, ma il
concetto green del divano non
si ferma ai decori: Botan è
infatti prodotto con collanti a zero emissioni,
tessuti in fibre naturali e stampe realizzate con colori certificati
EcoLabel; le imbottiture sono composte da acqua e materie prime derivate da fonti rinnovabili, quali
soia, oli essenziali ed erbe officinali.
Giorgio Caporaso ha disegnato per Lessmore una serie di arredi realizzati in
cartone ondulato, un nuovo materiale
resistente e innovativo, moderno e
contemporaneo, in grado di
rispondere alle esigenze
dell'ambiente arredando
con semplicità. Come
l’appendiabiti (2) su rotelle - perfetto per un ingresso contemporaneo - e
il tavolo dalla caratteristica struttura ad anelli Clessidra (3).
Tante sottilissime strisce
di frassino curvate formano
Butterfly (4), un “gomitolo” di legno che si
trasforma in
7
un lampada-
rio di grande effetto (design Tom
Raffield). Ispirato dal movimento di
una farfalla in volo, è realizzato a
mano in Cornovaglia dal legno proveniente da fonti sostenibili ed è rifinito con vernici non tossiche ecofriendly.
Ancora il cartone diventa alleato dei
designer per ecoprogetti innovativi.
Come la collezione Canyon (5), disegnata da Giancarlo Zema per Origami Furniture. Pensata per arredare
in modo ecologico ed innovativo gli
spazi indoor più trendy e ispirata
dalle scultoree e infinite stratificazioni del Grand Canyon americano,
questa collezione è composta da tavolo, sedia, poltroncina, tavolino, libreria e lampada da terra in cartone
riciclato. Forme morbide e sinuose svelano al loro interno accoglienti nicchie
per alloggiare borse, riviste o piccoli oggetti.
Da Eetico, azienda toscana attenta al tema della
sostenibilità, una collezione di lampade e accessori in cartone ondulato e opportunamente trattato,
come la lampada da terra Italiana 44 (6) e la scultura Giulio Cesare (7) interamente realizzati a mano con materie prime italiane.
SICILIA INROSA
49
design
CORNER
a cura di Venera Coco
1
2
Successo
self-made
3
SALVATORE SPATARO
ggi i giovani designer per emergere devono autoprodursi, sperimentare, creare un
O
network manifatturiero in grado fronteggiare
4
5
1. TRUPPY RAPPRESENTA IL “TRUPPIETTO”, UNA TROTTOLA IN CERAMICA COLATA
E SMALTATA A MANO;
2. CAVAGNE LAMPS, LAMPADE A SOSPENSIONE IN CERAMICA
ISPIRATE ALLE CAVAGNE;
3. PIATTO IN PORCELLANA BAROQEAT RAFFIGURANTE LA PLANIMETRIA DELLA CHIESA
DEI SANTI COSMA E DAMIANO AD ALCAMO (TP);
4. MRS. BOOKS LA LIBRERIA CON SEMBIANZE FEMMINILI PENSATA PER IL MONDO DEI
BAMBINI;
5. IN MDF LACCATO MR. BOOKS, LA LIBRERIA DALLA SAGOMA MASCHILE
50
SICILIA INROSA
la crisi, insomma, devono credere fino in fondo in quello che fanno. Senza demordere mai.
Salvatore Spataro, architetto originario di Noto, continua a credere nelle
sue potenzialità, unici plus su
cui fare affidamento quando
le aziende non investono e il
mercato del design sembra
ormai saturo. Ad agosto, Salvatore decide così di presentare la sua prima collezione
dal titolo “Design Meets Sicily”, una linea autoprodotta
nata con l’obiettivo di reinterpretare in maniera inedita elementi e caratteri della cultura
e della tradizione siciliana. Laureato con lode
presso la Facoltà di Architettura di Firenze, il
creativo non perde tempo: collabora con studi di architettura, co-fonda l’associazione
“Ggaf”, Gruppo Giovani Architetti Firenze e
istituisce l’“Imake”, l’Associazione Culturale
per la Promozione del Design Autoprodotto.
Grazie alla collaborazione di artigiani esperti,
Spataro si dedica alla progettazione di pezzi
d’arredo made in Italy, ed è così che nascono
trottole in ceramica smaltata a mano, ma anche lampade ispirate alle cavagne (contenitori
utilizzati per trasportare la ricotta in Sicilia) e,
infine, una collezione di piatti in porcellana le
cui grafiche reinterpretano le planimetrie di
chiese barocche siciliane. L’architetto netino
ha anche progettato una coppia di librerie che
hanno le sembianze di due sagome umane.
La stoffa c’è, l’inventiva pura, speriamo di ritrovare presto le creazioni di Spataro nei design shop più in vista e tra le pagine delle migliori riviste di settore. Good luck!
angolo
HI-TECH
a cura di Giulia Barbanera
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2
3
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SICILIA INROSA
53
food story
da catania
a grenoble..
DA UN ANNO È
CHEF DE CUISINE
DEL RISTORANTE
ITALIANO
LA BOCCA FELICE.
«GLI STRANIERI
- DICE - AMANO
LA PASTA,
CHE SI PRESTA
A INNUMEREVOLI
VERSIONI. MA
NEI MIEI MENU
NON MANCA MAI
LA “NORMA”»
Marilena
Cantone
«PORTO LA SICILIA
SULLA TAVOLA
dei francesi»
di Paola Pasetti
E
ra ancora un’adolescente quando,
alle riunioni del gruppo della parrocchia o della Misericordia, di cui
è stata volontaria per anni, si metteva ai fornelli per cucinare per decine di persone o per la cena di Capodanno
per i bisognosi.
Certo a quei tempi Marilena Cantone, che oggi di anni ne ha 39, non avrebbe immaginato
che un giorno sarebbe diventata chef e che
questo lavoro l’avrebbe portata lontano dalla
sua Catania.
Eppure è stato proprio in quei momenti di
convivialità spensierata che la passione per
la cucina è diventata sempre più forte, tanto
da riportarla, da adulta, sui banchi di scuola
per diplomarsi all’Alberghiero e decidere di
52
SICILIA INROSA
fare della cucina la propria vita.
Oggi Marilena è chef de cuisine de “La Bocca
Felice”, terzo ristorante italiano di Grenoble,
aperto esattamente un anno fa. Un risultato
che conferma la tendenza degli ultimi anni
che vede sempre più donne sottrarre la giacca da cucina agli uomini e che anche in Sicilia - da Bonetta dell’Oglio, oggi ambasciatrice Slow Food, a Patrizia Di Benedetto, unica
chef donna dell’Isola ad aver ricevuto la stella Michelin – ha sempre più rappresentanti
anche sulle guide internazionali.
«È un lavoro bello, ma duro, e richiede tanta
gavetta – sottolinea Marilena Cantone -. Dopo il diploma all’Alberghiero ho seguito vari
corsi, lavorato nel catering come commis di
cucina, e sin dall’inizio ho avuto la fortuna di
lavorare con maestri che mi hanno insegnato tanto. Penso allo chef Nunzio Ferlito, con
«il mio è
un lavoro
BELLO, MA DURO.
E RICHIEDE TANTA
GAVETTA. MA HO
POTUTO APPRENDERE
DA MAESTRI CHE MI
HANNO INSEGNATO
TANTO. E OGGI MI
SENTO FORTUNATA
A FARE IL MESTIERE
CHE MI PIACE»
ricetta
FILETTO DI SPIGOLA FARCITO AL FORNO
CON MELANZANE E POMODORINO PACHINO
Ingredienti per 2 persone:
1 spigola da 400 g circa, 70 g di gamberetti, 2 spicchi d’aglio, 3 cucchiai di
mollica di pane grattugiato, 1 cucchiaio di pecorino siciliano grattugiato, 1
melanzana lunga, una manciata di pinoli, due bicchieri di latte, olio extravergine d’oliva, prezzemolo, sale, pepe q. b., 2 grappoli di pomodori Pachino, vino bianco q. b.
Preparazione
Pulire e sfilettare la spigola; tagliare a rondelle sottili la melanzana senza
sbucciarla e lasciarla a mollo nel latte per 20 minuti. Preparare un trito di
aglio, prezzemolo e gamberetti crudi; in una ciotola mettere la mollica di
pane grattugiata e aggiungere il pecorino grattugiato, mescolare con tutto il
trito e inumidire con olio extravergine di oliva. In una padella fare rosolare
uno spicchio d’aglio intero in un cucchiaio di olio d’oliva e unire i pinoli; poi
rimuovere l’aglio, aggiungere i pinoli nella ciotola con il composto e amalgamare il tutto. Spalmare il composto sulla parte superiore del filetto della
spigola. Accendere il forno a 180 gradi; preparare una teglia con carta forno e disporre i dischetti di melanzana (tirati fuori dal latte) uno sovrapposto
all’altro formando un ovale, e completarne altri tre. Mettere un po’ di sale e
pepe e cuocere in forno per circa 12 minuti. Tirare fuori le melanzane dal
forno e lasciare raffreddare. Con l’aiuto di una paletta appoggiare il filetto
di spigola farcito su uno strato di melanzane e ricoprirlo con un altro strato
e un grappolo di pomodori Pachino. Infornare i due filetti di spigola a 180
gradi per circa 12 minuti, irrorare con vino bianco e olio d’oliva.
cui ho lavorato all’inizio, a Carlo Sichel,
che mi ha insegnato tantissimo, e a
Barbaro Torcisi, chef pasticcere e pizzaiolo, che per me è stato un maestro di
arte e di vita. È stato proprio lui a incoraggiarmi a emigrare per fare nuove
esperienze lavorative. E così ho fatto: ho
girato tutta l’Italia e mi sono arricchita
di esperienze straordinarie».
Da Sanremo a Peschiera del Garda, dal
Trentino alla Costa Smeralda. Nel 2010
Marilena entra per la prima volta in un
hotel 5 stelle in Toscana come chef de
partie, lavorando per il pluristellato Antonio Guida e poi torna in Sicilia per lavorare alla corte del maestro Fulvio Pierangelini, «un grande – dice Marilena -. Mi ha
insegnato il rispetto per le materie prime
e ad evitare gli sprechi in cucina». Poi il
volo per l’Olanda, dove la cuoca catanese
viene assunta come executive chef, fino
alla proposta di volare in Francia.
«Nell’estate del 2013 mi hanno chiamato
due donne italiane, amiche e appassionate di cucina: Antonia Grasso, ricercatrice
per una multinazionale e Alma Fusco, grafica. Mi hanno detto di voler aprire un ristorante italiano a Grenoble. Ed eccomi
qui. Ho accolto la sfida con entusiasmo e
devo dire che questo primo anno di attività è stato un successo. I francesi, come gli
italiani, hanno una tradizione enogastronomica di tutto rispetto, ma la nostra cucina all’estero è tra le più apprezzate, perché è buona e soprattutto salutare, rispetta i sapori degli alimenti senza coprirli o
appesantirli. Gli stranieri amano la nostra
pasta, fresca, secca o ripiena; e per loro è
una novità mangiarla come primo piatto,
perché sono abituati ai piatti unici che
mettono insieme un po’ di tutto».
Sarde alla beccafico, parmigiana di melanzane, pesce alla griglia con caponata:
nel menu di Marilena, accanto all’irrinunciabile “spaghetti al pomodoro fresco e
basilico” c’è anche tanta Sicilia. «La cucina
italiana – chiarisce - non è una cucina nazionale, accomuna tante tradizioni e culture, direi che è una cucina regionale. Perciò nei miei menu c’è sempre la Sicilia, e
da buona catanese non faccio mancare
mai la pasta alla Norma; ma ci sono anche
tanti piatti di Liguria, Emilia, Veneto, Toscana; tutti territori in cui ho lavorato e
appreso tanto. Alma, una delle proprietarie, ama la cucina tradizionale, perciò i
miei piatti, seppure
lavorati e presentati con la mia mano
e il mio cuore, rispettano l’originalità del gusto unico italiano».
Tra qualche giorno “La Bocca Felice” compirà il suo
primo anno di vita, con un bilancio in termini di
gradimento niente male, almeno
a giudicare dalle
stelline conquistate su TripAdvisor. Un successo tutto femminile. «Con noi c’è
anche Jessica,
che si prende
cura della cantina dei vini e
della sala. Mi
sono sempre
trovata bene a
lavorare con le
donne, anche
se questa è
una situazione
particolare, perché di solito nelle cucine
siamo in minoranza rispetto agli uomini.
E comunque anche lavorare in un ambiente di uomini, con il tempo, diventa
normale. Nelle grandi brigate non è difficile per una donna farsi rispettare, ma è
difficile diventare Executive chef, arrivare
al vertice, specialmente nei grandi hotel.
In ogni caso, a prescindere dalla carriera e
visti i tempi duri, mi sento molto fortunata: svolgo il lavoro che più mi piace e il
mio unico desiderio è continuare a farlo».
SICILIA INROSA
53
paroladichef
di marcello santocchini
UN MONDO
DI “SQUISILIA”
Luglio 1975 è la data
della mia nascita professionale, il luogo è
l’hotel Eden Riviera.
Quasi 4 decenni passati tra i fornelli e le
sale di ristoranti dove ho accolto in tutti questi anni migliaia
di clienti che regolarmente continuano a
chiedermi “Marcello cosa ci fa mangiare
oggi?”. Una lunga e appassionante esperienza che culmina con la voglia di trasferire le mie ricette a casa di tutte le persone che desiderano apprezzarle. Maggio
2014 è la data di nascita di Squisilia un
piccolo universo gastronomico fatto di
squisiti sughi, succulente salse e saporiti
pesti creati per condire le straordinarie
paste di semole rigorosamente siciliane
sapientemente lavorate con trafile di bronzo. Un’emozione gastronomica che gradirei trasferire ai vostri palati.
I TORTELLI
nei giorni
DI HALLOWEEN
n questa numero di Sicilia in Rosa voglio proporvi una ricetta che ho appreso da mia moglie, mantovana doc, che
a sua volta ha ereditato la ricetta da sua nonna. Il cuore
dlela ricetta è la zucca gialla, ortaggio che insieme alle
patate e ai pomodori fu uno dei primi ad essere importato nel “vecchio continente”. I semi più antichi di zucca
gialla, infatti, sono stati ritrovati in Messico e risalgono
al 7000-6000 a.C.
La zucca è un alimento ipocalorico (solo 15 calorie
per 100 gr di polpa) e appartiene alla famiglia delle
Curcubitacee. Ne esistono molte varietà che differiscono tra loro specialmente nelle dimensioni. La
forma in genere è rotondeggiante, dal colore prevalentemente giallo-arancio, ma, in talune varietà, anche verde o biancastro. La buccia può presentarsi liscia o rugosa. Il basso potere calorico è dovuto anche
all’elevata concentrazione d’acqua. La principale caratteristica della zucca è l’elevato contenuto in vitamina A (369
mcg_RAE), ma anche potassio (340 mg), ed in generale anche
altre vitamine idrosolubili e sali minerali.
Generalmente le zucche sono di facile digestione. L’elevato
contenuto in caroteni (antiossidanti) e vitamina A contribuisce
alla rigenerazione cellulare (specialmente a livello epiteliale) e
a migliorare la funzione visiva, specialmente di notte. Inoltre
la zucca possiede qualità lassative, diuretiche e rinfrescanti.
Oltre ai suoi impieghi alimentari, la tradizione ne ha fatto anche una maschera, caratteristica nella festa di Halloween, il 31
ottobre. Ma questa è un’altra storia.
I
54
SICILIA INROSA
la ricetta
TORTELLI DI ZUCCA GIALLA
ALLA MANTOVANA
Ingredienti
Per la pasta: 3 uova, 300 gr di farina, un pizzico di sale.
Per il ripieno: 300 gr polpa di zucca (meglio
mantovana), 40 gr amaretti, 1 cucchiaio mostarda di cremona o mantovana tritata (di
mele o pere), 60 gr parmigiano, 2/3 cucchiai
pane grattugiato, noce moscata, sale.
Per il condimento: burro fuso, salvia, parmigiano
Preparazione
Lavate bene una zucca con la buccia (meglio
quella mantovana, di circa 800 gr), tagliatela
a fette e infornatela a 180°C finchè sarà
morbida. Poi eliminate la buccia e passatela al passaverdure. Aggiungete
gli amaretti ridotti in polvere, il
parmigiano, la mostarda tritata
finemente, il sale, la noce moscata e il pane grattugiato necessario ad ottenere un impasto abbastanza sodo
(attenzione a non esagerare).
Lasciate riposare il ripieno (anche una notte se avete tempo, sarà più buono!)
Il giorno dopo impastate bene la farina con le uova e un pizzico di sale.
Tirate la sfoglia sottile e ricavate dei rettangoli lunghi. Ponete al centro un cucchiaino
di ripieno, ripiegate la sfoglia e sigillate bene
i tortelli eliminando tutta l’aria. Quindi tagliate
i tortelli con una rotella dentata. Cuoceteli
per circa 5 minuti in acqua bollente salata (il
tempo dipende dallo spessore della pasta).
Scolateli e condirli con burro fuso e parmigiano. Servire subito.
l’artedeldolce*
*
a cura dei fratelli neri
FAMIGLIA
DI PASTICCERI
Massimo (nella foto), fra tre, è il fratello che ha ricevuto il dono dell'arte
della pasticceria
dal padre e si occupa della produzione
e della conduzione
del laboratorio; Salvo cura i rapporti
commerciali, Franco immagina e condivide i nuovi progetti, gestisce il
marketing aziendale e promuove la
“putia” ovunque: il “mokambo diffuso” ne è la prova... Ecco i protagonisti della Alfio Neri srl, marchio che
nella pasticceria siracusana è sinonimo di qualità, tradizione e anche innovazione, nato dall’esigenza di riunire la famiglia Neri sotto lo stesso
“brand” per mettere a frutto oltre 50
anni di esperienze artigianali e commerciali. Obiettivo conservare un importante campionario di ingredienti,
metodologie, saperi e sapori di cui il
capostipite, Alfio, era depositario. E
intanto, arriva anche la terza generazione: Lorenzo è inserito a pieno titolo, Leandro inizierà tra poco il suo tirocinio, mentre il piccolo Enea dovrà
aspettare ancora qualche anno.
LA merenda
FATTA AD ARTE
cioccolato e marmellata. NOSTRO PADRE,
ALFIO NERI, DICEVA: «NOI FACCIAMO DOLCI E NON
ZUCCHERO!». ECCO DUE PREPARAZIONI FACILI
E GUSTOSE A CUI È DAVVERO DIFFICILE RESISTERE
ricetta/2
CROSTATA
DI PASTA FROLLA
Ingredienti
Burro gr. 500; zucchero di
canna grezzo gr. 350; zucchero a velo gr. 400; uova
intere n. 2; rossi d'uovo n. 4;
farina gr. 750; fecola di patate gr. 80; vaniglia un pizzico;
sale un quasi pizzico; una
grattata di buccia di limone.
Preparazione
ricetta/1
PEPITE
AL CIOCCOLATO
Ingredienti
Burro gr. 160; uova intere gr.
75; zucchero di canna grezzo
gr. 135; zucchero a velo gr. 140;
farina gr. 240; lievito gr. 5/6;
gocce di cioccolato puro gr. 350
Preparazione
Dopo averlo fatto rammollire
fuori dal frigo, impastate il burro
con gli zuccheri, prima quello a
velo e poi il grezzo, quindi aggiungere le uova, appena sgusciate, e infine la farina già mescolata con il lievito; dopo avere
ben amalgamato l'impasto eliminando tutti gli eventuali grumi, aggiungete le gocce di cioccolato puro e finite di amalgamare il tutto.
Fate riposare qualche minuto,
quindi prendete un sacchetto a poche e modellate i biscottini nella forma che desiderate
(ovviamente su una teglia predisposta con
un foglio di cartaforno). Mettete in forno a
180 gradi e cuocete per circa 15 minuti.
Impastate il burro, dopo averlo
fatto rammollire fuori dal frigo,
con gli zuccheri, prima quello a velo e poi il grezzo, quindi aggiungere i
rossi d'uovo e le uova, appena sgusciate, infine incorporate la farina setacciata insieme alla fecola, così da evitare grumi; dopo avere ben amalgamato l'impasto, aggiungete lei pizzichi di sale e vaniglia e finite di
amalgamare il tutto con anche la grattata di
buccia di limone fresco.
Fate riposare qualche ora (ne bastano due),
quindi prendete una teglia rotonda e mettetevi dentro, dopo averla ben stesa con un
mattarello, la pasta; formate pure delle striscette con cui decorerete la crostata prima
di metterla nel forno. A questo punto avete
due soluzioni possibili di farcitura: la marmellata, di qualsiasi gusto, oppure la nutella
o altre creme; nel caso della marmellata
nessun timore: versatene una discreta quantità sulla pasta stesa nella teglia e distribuitela per bene su tutta la crostata; nel caso di
altra farcitura come nutella, crema oppure
cioccolato, bisogna prima cuocere la crostata senza nessuna farcitura, creando comunque il reticolo e/o le decorazioni con l'impasto tagliato a parte, e poi guarnirla al termine della cottura dopo averla fatta leggermente raffreddare; per non avere l'effetto
bolla consigliamo di pungere con una forchetta la pasta stesa eviteremo così il formarsi di bolle di cottura.
Qualunque farcitura abbiate scelto la cottura
fa fatta a 180 gradi, per 15 minuti.
SICILIA INROSA
55
globetrotter
di gi.pi.
_
non solo
las vegas.
Nevada
LAGHI DALLE
SABBIE DORATE,
VETTE INNEVATE,
PARCHI NATURALI,
DESERTI E TANTE .
ALTRE BELLEZZE
NATURALI
CARATTERIZZANO
LO STATO
AMERICANO
FAMOSO
NEL MONDO
SOPRATTUTTO
PER LA CAPITALE
MONDIALE DEL
GIOCO D’AZZARDO
LO STATO d’argento
MINIERE
E
CONFINI
Il Nevada,
chiamato
lo stato
d’argento,
perchè
quando gli
spagnoli lo colonizzarono ne
scoprirono numerosi giacimenti, ancora oggi vive dell’estrazione mineraria, oltre
che del turismo. La capitale,
poco conosciuta a favore
della ben nota Las Vegas, è
Carson Bay. Il Nevada confina con l’Oregon, l’Idaho, lo
Utah, l’Arizona e la California. Per informazioni su dove e come
travelnevada.com/
Uno dei modi migliori per scoprire il Nevada è in auto: basta
seguire due strade: la 50 che
va da ovest a est, ed è la mitica
via per attraversare coast to
coast gli Usa, e la 95 che dal
nord vi porta verso sud. Fermatevi
al Lake Tahoe (www.tahoe.com): un lago incantevole per metà della California e per metà
del Nevada,
con spiagge
cristalline e
sullo sfondo
montagne innevate e boschi immacolati. Potrete
sorvolare la
zone per godere del panorama in
ON THE
ROAD
Quello con la California è il confine
più “discusso” visto che le leggi
molto liberali del Nevada - gioco
d’azzardo, libertà sessuali e matrimoni e divorzi in tempi record - si
scontrano con la rigidità californiana.
Cosí a pochi metri di distanza dovrete stare attenti a non trasgredire. Ad esempio nella città di Reno,
a Nord del Nevada, vi è un resort storico il CalNeva
(www.calnevaresort.com) che sorge esattamente a
CALNEVA
A RENO
56
SICILIA INROSA
elicottero (travelnevada.com/discover/extreme-adventure/air-sports/reno-tahoe-helicopters), oppure (per gli sportivi) lasciarvi trasportare dal vento facendo Sky Dive
(travelnevada.com/discover/leisure/airsports/skydive-tahoe). Dedicate poi una giornata allo sci, nella cosí detta SierraNevada, trovate tutti i migliori impianti dello stato su skicentral.com/nevada.html oppure scegliete uno dei
numerosi percorsi in bici tra i boschi (travelnevada.com/discover/recreation/cycling-biking/flume-trail). Visitate quindi la città di Reno, con una breve sosta al museo di storia del
Nevada (www.nevadaculture.org) cosí da avere
qualche cenno storico. Si cambia panorama e si
prosegue verso sud dove potrete divertirvi a
cercare indizi sulla misteriosa Area 51, zona
militare americana avvolta da fitti segreti su
possibili UFO e comprovati esperimenti nucleari. Lungo la strada, deserta, sono molti i negozimuseo dedicati.
metà sulla linea di confine. Ciò vuol dire che nel lato
californiano non potrete giocare alle slots e pagherete
una tariffa diversa rispetto alle camere che sorgono
sul versante del Nevada. Questo resort ricco di fascino, è al momento in ristrutturazione, ed è considerato
patrimonio sociale del Nevada perchè è stato di proprietà di Frank Sinatra, che vi si recava per cantare
con Joseph Kennedy, papà del Presidente e Marylin
Monroe, di cui potrete vedere una magnifica galleria
fotografica che evoca lo splendore della loro epoca.
ALBERGHI
A TEMA
Se ai ritmi della night life
preferite la tranquillità della
natura, in Nevada vi sono
molte aree naturali protette.
Non molto lontano dal confine
con lo Utah vi è lo splendido parco
Great Basin National Park dove la maggiore attrazione sono le Lehman Caves, grotte naturali
con percorsi tra antichi stalattiti e stalagmiti
(www.nps.gov/grba/planyourvisit/lehman-cavestours.htm). Tra il Nevada e l’Arizona scorre il fiume Colorado e si trova parte del parco del Grand
Canyon, molti tour in auto o elicottero partono da
Las Vegas. Le rocce multiforme, il colore rosso e la
vista infinita sul Grand Canyon vi lasceranno senza fiato (www.canyontours.com).
Curioso il Berlin-Icthyosaur State Park che conserva i reperti archeologici dell’ichthyosaurus, fratello “marino” dei dinosauri e custodisce i misteri
della città fantasma di Berlin
(www.parks.nv.gov/bi.htm). Per chi ama gli sport
estremi, da Boulder City si potranno sfidare le acque del Black Canyon River facendo rafting per
un percorso di 19 km che inizia dalla famosa diga
Hoover (www.grandcanyontourcompany.com/heloraft.htm). Infine per chi vuole metaforicamente
perdersi nel deserto, imperdibile una visita alla
cosí detta valle della morte, al Death Valley National Park (www.nps.gov/deva).
I PARCHI
NATURALI
Ed eccoci arrivati a
Las Vegas: semplicemente strabiliante.
www.vegas.com oppure www.visitlasvegas.com.
Non certo per le sue bellezze naturali,
visto che sorge nel deserto, ma per la capacità umana di aver creato un’attrazione milionaria dal nulla. La Strip è la strada principale della zona moderna, con
innumerevoli alberghi, ognuno dei quali
è dedicato ad un tema o ad un luogo. Ad
esempio il Venetian riproduce la nostra
splendida città italiana, con tanto di
gondole; il Caesar Palace, riproduce il
Colosseo e riprende lo sfarzo dell’antica
Roma; imperdibile la torre Eiffel, la piramide egizia, e la Statua della Libertà.
Anche gli hotel apparentemente standard nascondo una sorpresa come il The
Palm con le suite dedicate a PlayBoy
con tanto di piscina nel balcone al 30esimo piano.
Per scoprire le particolarità
potete entrare liberamente o
affidarvi ad un tour organizzato, lo storico hotel Bellagio
ad esempio a Natale addobba
i suoi saloni in modo teatrale
e ogni giorno continua la tradizione dei giochi di acqua
con le storiche fontane. Inutile dire che ad ogni angolo
della città troverete slot machine e tavoli da gioco, a Las
Vegas tutto è una attrazione,
la musica per strada è h24 cosí come i locali. Ne troverete
di svariati, il più cool al momento è il TAO, ristorante fu-
sion e discoteca amata dai vip, a cui potrete accedere prenotando una cena dai
costi accessibili. Impossibile poi non andare a vedere uno spettacolo teatrale,
quello più gettonato è O (Acqua) del
Circque du Soleil
(www.cirquedusoleil.com/en/shows/o/d
efault.aspx) in esclusiva a Las Vegas al
teatro dell’Hotel Bellagio, perchè il palco
è un’immensa piscina. Merita poi una
passeggiata nella parte antica della città,
il Big Bus Tour (eng.bigbustours.com/lasvegas/home.html) vi porterà a vedere i
primi casinò e i locali più antichi. Inoltre
potrete fare una sosta tra le tante cappelle per matrimoni lampo, una tra le
più famose è la White Chapel
(www.alittlewhitechapel.com); e al
MobMuseum (themobmuseum.org), il
museo dedicato alla “malavita” che decenni fa ha dato il via al business del
gioco d’azzardo a Las Vegas.
SICILIA INROSA
57
happyhour
TREWQE LET’S GO!
EMMA 3.0,
IL TOUR PARTE
DA ACIREALE
TUTTI I SANTI GIORNI RIPARTE
CON IL LIVE DI THE NIRO
Sabato 1 novembre, in occasione della festività di Tutti i Santi,
ai MercatiGenerali torna “Tutti i
Santi Giorni, dal tramonto all'alba”, un happening che si svolge
dal pomeriggio alla notte, all'insegna del buon cibo e della buona musica. A concludere l’evento
sarà il live di The Niro che, sul
palco dei MercatiGenerali, presenterà i brani del suo ultimo LP
“1969”, uscito lo scorso maggio.
IL FASCINO DELL’OPERA
ARRIVA AL CINEMA
l 2014 live per Emma non è ancora finito. Dopo i concerti
estivi di “Emma Limited Edition” l’artista salentina torna in
Tour nei Palasport con “Emma 3.0”. La nuova tournée partirà l’8 novembre dal Palasport di Acireale e risalirà l’Italia fino al
25 novembre al Mediolanum Forum di Assago. Nel tour Emma
proporrà una scaletta con i suoi successi (da “Amami” a “La mia
città”, da “Calore” a “Cercavo amore”, da “Schiena” a “Non è l’inferno”, a molti altri) e anche brani che quasi mai interpreta in
tour (da “Sembra strano” a “Meravigliosa”, da “Cullami” a “Con
le nuvole”, da “Folle paradiso” a “Non sono solo te”). Intanto,
Emma ha lanciato il singolo "Resta ancora un po'" che anticipa
l'uscita l'11 novembre del cd e dvd live intitolato "E Live". Il cofanetto testimonia con immagini, suoni e racconti l'ultimo tour
"Emma Limited Edition" dello scorso luglio e anche i duetti speciali da Loredana Berté a Rufus Wainwright. Il brano "Resta ancora un po’” è stato scritto da Emma (terzo singolo della sua
carriera a portare la sua firma, dopo “Amami” e “La mia città”)
ed è l’unico brano registrato in studio tra quelli contenuti in “E
Live”.
I
A partire dal 16 ottobre il cinema The Space di Belpasso darà spazio al fascino dell’opera trasmettendo in diretta l’intera
stagione della Royal Opera House di
Londra. Il primo spettacolo in programma (16 ottobre) è il balletto “Manon” con
Marianela Nuñez e Federico Bonelli. Si
prosegue il 27 ottobre con “I due Foscari” con Plácido Domingo (nella foto),
Francesco Meli e Maria Agresta, per la
regia di Antonio Pappano.
I FEMMINISMI DEL NUOVO MILLENNIO
ALLA LIBRERIA VOLTAPAGINA
Alla Libreria Voltapagina di Catania si tornano ad
affrontare tematiche legate al mondo femminile
con la presentazione, sabato 18 ottobre alle 17,
del libro di Barbara Bonomi Romagnoli “Irriverenti e libere. Femminismi nel nuovo millennio”
(Editori Internazionali Riuniti). Alla presenza dell’autrice, presenteranno il libro Antonia Cosentino Leone e Clotilde Pecora Caruso. Il testo sarà
un’occasione per riflettere sulle molteplici forme ed espressioni del femminismo dell’ultimo
millennio, che l’autrice stessa ha attraversato,
vissuto, partecipato e visto da vicino.
TEATRO MACHIAVELLI,
17 OTTOBRE FESTA DI APERTURA
IN MOSTRA A CATANIA
LE “VERITÀ” DI FILIPPO LIARDO
Torna a vivere il Teatro Machiavelli di Palazzo Sangiuliano, luogo storico della
scena artistica catanese, grazie a un
progetto di Lamberto Puggelli, promosso dall’associazione Ingresso Libero insieme all’Università degli Studi di Catania. La riapertura sarà celebrata il 17 ottobre dalle ore 18,30 con una kermesse
che vedrà la presenza di prestigiosi
ospiti. Il clou della festa d’apertura sarà
il cammeo concertistico del maestro Sergey Girshenko, a cui
faranno da corollario due nuove produzioni: l’opening act della compagnia multietnica Liquid Company diretta da Emanula
Pistone, e l’esibizione di due attori particolarmente amati dal
pubblico catanese: Anna Malvica e Franco Mirabella.
A partire da venerdì 31 ottobre,
la Sala Koinè (presso la Caserma del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza) a
Catania ospiterà la mostra “Filippo Liardo. Un pittore tra verità di storia e ‘verità di natura’”.
La mostra, realizzata dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania con
la cura di Luisa Paladino, ripercorre la vicenda umana e artistica
di Filippo Liardo, noto come “pittore garibaldino”. In mostra un
ristretto ma significativo gruppo di opere di pittura, poco o per
nulla conosciute o mai esposte. L’allestimento proseguirà fino
all’11 dicembre. L’ingresso è gratuito.
58
SICILIA INROSA
AGRIGENTO, PREMIO FAM GIOVANI PER LE ARTI VISIVE
na lente di ingrandimento puntata sulla
nuova generazione di artisti siciliani. Il
Premio FAM Giovani, curato dall’associazione fra collezionisti “Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento” che dal 2001 gestisce l’attività
delle Fabbriche Chiaramontane presenta trentatrè artisti, selezionati dalla commissione di
esperti composta da prestigiosi esponenti del
mondo dell’arte, che si “sfidano” a colpi di creatività per farsi conoscere nelle varie discipline in
ph Angelo Pitrone
concorso: pittura, scultura e i nuovi linguaggi
contemporanei dell’arte come video e fotografia,
installazioni, performance, street art. Il 15 novembre la premiazione dei tre vincitori. Le FAM sono visitabili dal martedì alla domenica (lunedì chiusi); orari 10-13 e 16-20.
U
OGGI COORDOWN
AL BORGHETTO
IL FAMILY VILLAGE
A PALAZZO MINORITI
Migliorare la qualità di vita delle persone con sindrome di down, offrendo
loro le stesse possibilità di chiunque
altro. È questo il messaggio della
Giornata nazionale delle persone con
sindrome di down (Sd), promossa dal
CoorDown, che si svolge oggi, al Borghetto Europa di Catania, in contemporanea alle altre piazze italiane. Due
persone con sindrome di down saranno coinvolte nelle attività di allestimento della giornata e ci saranno
una serie di laboratori rivolti ai tutti i
bambini insieme con le loro famiglie.
Le Associazioni Agorà Eventi e Artea organizzano per il 1718, 24 e 25 ottorbe il
Falily Village. Il Chiostro di Palazzo dei
Minoriti, via etnea
n.73 a Catania si animerà, dalle 10 alle 21
e diventerà luogo di
gioco e conoscenza,
un evento gratuito per la famiglia all’insegna del divertimento. Saranno proposti laboratori creativi, musica e spettacoli, corsi
per tutta la famiglia, mostre e animazione
MESSINA, TONI SERVILLO
LEGGE NAPOLI
I “FOGLI SPARSI”
DI CRISTINA AMATO
Napoli, città dai mille
volti e dalle mille contraddizioni, prende vita
nella voce di Toni Servillo, primo ospite della
nuova stagione del Teatro Vittorio Emanuele di
Messina dal 16 al 19 ottobre. Un viaggio nelle
parole di Napoli, da Salvatore Di Giacomo a Ferdinando Russo, da
Raffaele Viviani a Eduardo De Filippo, fino
alla voce contemporanea di Enzo Moscato
e Mimmo Borrelli.
A un anno di distanza dal fortunato romanzo d'esordio “Ogni tanto
mi tolgo gli occhiali” la copywriter
e blogger catanese Cristina Amato
presenta “Fogli sparsi” (Inkwell
Edizioni), un intenso viaggio nella
memoria e nella coscienza. La presentazione avverrà il 25 ottobre alle 17.30 alla Libreria Mondadori
Diana di Catania. Moderano l'incontro il giornalista Valter Rizzo e
la scrittrice Agata Amantia. Il poeta
Giovanni Parentignoti leggerà dei
brani tratti dalla raccolta
IL MED PHOTO
FEST PREMIA IL
MAESTRO BRANZI
L’Associazione culturale Onlus Mediterraneum, presieduta da Vittorio Graziano, organizza, la sesta edizione di
MED PHOTO FEST 2014, manifestazione turistico-culturale, che si svolgerà a Catania e
in altre località della Sicilia
Orientale, da venerdì 17 ottobre a domenica 23 novembre.
Si tratta di un evento dedicato
all’arte fotografica con riferimento alla Fotografia d’Autore. Il MED PHOTO FEST 2014,
il cui tema sarà The Contemporary, vanterà un ricco cartellone con mostre ed esposizioni, personali e collettive,
con dibattiti e seminari culturali e tecnici, con la partecipazione di illustri esponenti della comunicazione visiva e fotografica. Sono previsti vari
spazi dedicati all’editoria fotografica, workshop itineranti
tenuti da professionisti del
settore, seminari culturali e
tecnici, presentazione e lettura dei portfolio. L’apertura è
prevista per il 17 ottobre alle
17, nell'Aula Magna dei Benedettini dove sarà consegnato
il Premio Mediterraneum 2014
per la Fotografia al maestro
Piergiorgio Branzi.
SICILIA INROSA
59
LIBRI
TRA LE RIGHE
di ilenia suma
“FIRME” CONTRO IL DECRETO
HOSTWRITER.IT, UNA RETE
PER TROVARE “STORIE,
COLLEGHI E... UN DIVANO”
toricamente, il giornalista è disincantato al punto da poter
apparire cinico, tende a un abuso di alcol e, quando ancora
c’era la libertà di farlo, ha sempre una sigaretta accesa all’angolo delle labbra che si consuma
da sola, alimentando la barriera naturale di fumo tra un desk e l’altro. Il
giornalista è disordinato, veste casual,
mangia male, e vivendo, spesso quotidianamente, in rincorsa col tempo, affetto da qualche disfunzionale nevrosi.
A queste caratteristiche, il giornalista
contemporaneo, oltre a essere internazionalmente riconosciuto come categoria
in estinzione e mutamento, è anche, più
che in tempi passati, uno spiantato.
In questo turbolento scenario si inserisce
Hostwriter: rete online per aiutare giornalisti, blogger e realizzatori di documentari di tutto il mondo a “trovare una storia, un collega e un divano” durante i loro viaggi di lavoro all’estero.
«In generale l’Europa e il mondo stanno fondendosi sempre di
più l’una con l’altro, economicamente ad esempio, ma ci sono anche altre questioni come i rifugiati e la migrazione. Per questo è
del tutto naturale lavorare attraversando i confini», spiega la giornalista Tabea Grzeszyk, che insieme alle colleghe Tamara Anthony e Sandra Zistl a Berlino ha dato il via all’operazione. «Ho
l’impressione che alcuni giornalisti freelance si chiudono a riccio, nascondendo i loro contatti perché temono di non vendere
più le loro storie: c’è isolamento e competizione. Crediamo che
non si debba necessariamente sgomitare, ma che si possa al
contrario trarre vantaggio gli uni dagli altri. Se si collabora attraverso i confini, non c’è ragione di competere».
L’idea nasce da un viaggio, nel 2008, tra Turchia, Libano e Siria,
dove, racconta Grzeszyk, «facendo couchsurfing, sono stata
ospite di una giovane coppia nella periferia di Damasco, in un’area dove vivono la maggior parte dei rifugiati iracheni. Ho avuto
la possibilità di vedere cose che non avrei mai visto soggiornando in hotel».
L’iscrizione a Hostwriter è gratuita e aperta a tutti i giornalisti. Il
modo più facile è essere membro di una delle organizzazioni loro
partner, come DJV e Reporters Sans Frontiere: i giornalisti ricevono un codice d’invito e il loro profilo può essere subito attivato. Tutti gli altri devono fare una richiesta, dimostrando di aver
pubblicato qualcosa; dopo la verifica, anche loro potranno usufruire di Hostwriter.
S
D
RAI3, A KILIMANGIARO
ARRIVA CAMILA
Cambio al timone della trasmissione
di Rai Tre. Al posto di Licia Colò, storica conduttrice di Alle falde del Kilimangiaro, arriva Camila Raznovich.
La prima puntata di "Kilimangiaro" - questo il nuovo titolo, sottotitolo "Ci
divertiremo un mondo"
- partirà oggi domenica
12 ottobre e sarà in onda dalle 15 alle 19. In
studio Dario Vergassola.
60
SICILIA INROSA
CD/DVD
L’INNOCENZA DEGLI U2
SONGS OF INNOCENCE
cd audio
U2
13 ottobre
Il 13 ottobre esce il nuovo album degli U2,
“Songs of Innocence”, contenente 11 brani, in
edizione tradizionale su etichetta Island Records. "Songs of Innocence" - già “donato”
agli utenti iTunes da Apple non senza polemiche - incrocia le primissime influenze musicali
della band, dal rock e punk-rock anni '70 alla
prima elettronica e musica ambient anni '80.
L'album affronta tematiche come la casa, la famiglia, i rapporti umani, le scoperte.
LA MALEFICA ANGELINA JOLIE
MALEFICENT
Walt Disney Studio
home entertainment
in uscita
il 15 ottobre
8
TV
ROTTAMA ITALIA
Libro e 13 vignette
www.altreconomia.it
on line gratis
Sedici grandi "firme" - da Salvatore Settis a Carlo Petrini, da Tomaso Montanari all’ex ministro
dei Beni culturali Massimo Bray - prendono posizione contro il decreto che, nel tentativo di "rilanciare" l'economia italiana, rischia di essere
un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby. “Rottama Italia” è
un libro, corredato da 13 vignette, disponibile
gratuitamente in formato PDF da www.altreconomia.it/rottamaitalia, affinché - mentre il decreto viene discusso in Aula -, si apra il dibattito
nel Paese.
multimedia
VIDEOGIOCO EDUCATIONAL
CONTRO IL FUMO
Un videogioco per insegnare agli studenti italiani tra i 9 e i 19 anni che il fumo fa male.
Ideato da Antonio Mistretta e Antonio Sorrentino, entrambi catanesi, “L’isola dei fumosi”
è stato sviluppato dall'agenzia Melazeta con
testi di Danilo Allegra (divulgatore scientifico), ed è stato adottato dall'Airc che
lo porterà nelle scuole. L’educational è
disponibile sul sito www. scuola. airc. it
ed è scaricabile gratuitamente come
applicazione per smartphone e tablet,
iOS, Android e Windows Phone.
Arriva il 15 ottobre in dvd e blu ray e blu ray
3d Maleficent, la rilettura della Bella Addormentata dal punto di vista della cattiva. Una
bella e giovane donna dal cuore puro con impressionanti ali nere, Malefica (Angelina Jolie)
vive una vita idilliaca immersa nella pace della
foresta del regno, fino a quando, un esercito
di invasori umani minaccia l'armonia di quei
luoghi... Regia Robert Stromberg.
cinema
b
ELIO GERMANO INTERPRETA
UN FAVOLOSO LEOPARDI
Esce il 16 ottobre nei cinema
“Un giovane favoloso”, il
film, di Mario Martone sul
grande poeta Giacomo Leopardi (interpretato da Elio
Germano). Un bambino prodigio, nato a Recanati nel
1798 e cresciuto a pane e libri sotto lo sguardo implacabile del padre. In Europa il
mondo cambia, scoppiano
le rivoluzioni e Giacomo cerca disperatamente
contatti con l'esterno. A 24 anni lascia finalmente
Recanati. Con Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
SICILIA INROSA
61
IL SEGNO
DEL MESE
l’oroscopo
di OTTOBRE
di lucia arena
g bilancia
PRIMA DECADE. La voglia di grande movimento non vi mancherà;
siete attive e ricche di buoni propositi, non fatevi prendere da un contrattempo, che, se mal gestito, rischierà di rovinarvi le giornate ottobrine. Con
Urano opposto, ancor per anni a venire, vi ci dovrete pur abituare ad alti e
bassi frequenti, un’instabilità che darà ai nervi e che dovrete portarvi dietro
ancora per molto. Prendetevi con serenità qualche cambio repentino di programma e con spirito sportivo cercate di non evitare il problema, prendetelo solo un più alla larga. Inaspettatamente il partner vi farà una confessione. Ammirerete la sua sincerità, rifletteteci, prenderete una decisione. Nell’ambiente professionale peccherete di presunzione, sarà inevitabile, solo
così potrete imporre la vostra personalità tra colleghi e superiori, soprattutto eviterete agli altri di fare errori grossolani. Seguite sempre il cuore, rifletteteci un po’ di più, evitate di tornare indietro. Anche a Ottobre ci sarà da
pedalare; il mese sarà piuttosto complicato per i rapporti interpersonali.
SECONDA DECADE. Mese piuttosto tranquillo, sembrate essere serenamente appagate da una serie di cose che filano per il loro giusto verso, ma
non cantate vittoria fino alla fine del mese. Piccoli screzi in famiglia renderanno l’aria tesa, evitate di alimentare fuochi che si accenderanno improvvisamente. Rischierete il divampare di un portentoso incendio se non vi zittirete, anche con le vostre giuste intenzioni; un malinteso rischia di diventare sempre più incontenibile. L’amore del partner è l’unica cosa veramente bella di cui vi potrete “nutrire” dopo una serie d’innumerevoli controversie di ordinaria amministrazione, il pensiero di abbandonarvi tra sue braccia sarà come sentirsi in Paradiso. Avrete stima e affetto in tutti gli ambienti che frequenterete. Attente a un nuovo personaggio che tenterà in tutti i
modi di cadere nelle vostre grazie, le sue intenzioni non sono “quelle” che
sembrano essere. Un vecchio amore si farà vivo, un nuovo incontro vi farà
innamorare, l’attuale partner vi adora e lo dimostra concretamente.
TERZA DECADE. Bene, siete così graziose e alla mano che riuscite ad
avere le porte aperte ovunque vogliate entrare. La vostra gradevole presenza è sempre richiesta, siete incontrastate oratrici, la vostra diplomazia riesce a districare anche i più indissolubili malintesi, questa è da considerarsi una dote, che grazie alla vostra bella Venere che vi rappresenta, non lascia
mai nessun discorso in sospeso. Riuscite sempre ad arrivare, con gradevoli
parvenze, fin dove gli altri non oserebbero; questo vostro essere vi sarà utile nella vita di tutti i giorni. Cuore e amore, non sarà retorica, questo è un
momento di Amore Stellare per voi care amiche. Il vostro modo d’amare è
risaputo, adesso dovrete fare a gara con un partner che sembra ricambiarvi
in ugual modo. Soldi in arrivo, un investimento allettante da prendere in seria considerazione. Sarete piacevoli e simpatiche, ecco da dove deriva il vostro successo: non approfittatene delle situazioni, piuttosto sfruttatele.
62
SICILIA INROSA
www.luciaarena.com
Urano opposto non ostacolerà
più di tanto un mese che tutto
sommato scorrerà tranquillo
Per i single si prospettano nuovi
amori. Soldi e investimenti
in arrivo. Bene anche il lavoro
amore
Per chi è single, ottobre è il mese giusto; già dall’estate ci
sono state le prime avvisaglie, feste, luoghi di ritrovo, nuovi ambienti sociali, poi il seguito dipenderà da voi.
lavoro
Lavorare instancabilmente e con degli specifici obiettivi,
questo è il segreto del vostro successo, ma a volte l’ambizione vi fa uscire dalla realtà e confonde le idee.
fortuna
Giove dopo l’estate darà più fortuna nel superare quegli intoppi che subentreranno a fine di un laborioso progetto.
Inizierete con un cambio radicale di vita
viaggi
Non avrete di che lamentarvi, spesso nell’ultimo periodo
siete in viaggio; non saranno solo ed esclusivamente spostamenti di piacere, anzi, sono più quelli di lavoro e d’impegni familiari da assolvere. Non mancherà un incontro.
sotto il segno
della bilancia
Alessandra Pierelli (showgirl), 28/9/1979 Sezze, Latina
Francesca Fialdini (giornalista), 11/10/1979 Massa
Giulio Berruti (attore), 27/9/1984 Roma
OTTOBRE SEGNO PER SEGNO
a
ariete
Un mese che si prospetta positivo. Finalmente
un bel cielo arriverà a ordinare e dare ottimismo; non solo saranno giornate proficue ma
sarete portati a predisporre molti progetti
personali, quindi tutto quello che riguarderà
casa, vita pratica, famiglia, lavoro, affetti
avranno un ruolo predominante. Se considerate anche la benevolenza astrale, vi converrà
iniziare sin da subito a prendere atto di come
il vostro impegno dovrà essere gestito. Non
siete di solito sprovvedute e se sentite intorno
a voi, l’atmosfera carica e frizzante, vi muovete di conseguenza, senza rimanere indietro.
Nella vita di coppia la situazione migliora
amore
Nella vita di coppia siete presenti e disponibili,
vi fate in quattro per soddisfare tutte le richieste del partner. Non siate permalose.
lavoro
Non mancherà il momento per dimostrare quello che siete. Aspettate pazienti e cogliete l’occasione. Non infilatevi in discussioni contorte.
fortuna
Favoriti i nuovi contatti, ufficio e conoscenze
estive saranno fioriere di novità, non dimenticate di appuntarvi email e cellulari.
viaggi
Finalmente un gioco di Luna che indurrà a una
serie di viaggetti romantici in compagnia di un
partner piacevole e brillante. Non esagerate.
b toro
Adesso ci si mette anche la gelosia. Il cielo è
contrastato, da metà mese ci sarà anche la Lu-
na ad accendere quella miccia che vi terrà
sempre sulle spine e non darà pace. Per le giovani del segno, sorprendente sarà Venere e
Marte, un gioco di specchi che incendierà i
cuori, ma l’insicurezza renderà confuse e ansiose, facendovi perdere una serie di promettenti opportunità, Un’altra batosta sarà data
nell’ultima settimana di ottobre, stelle capricciose accenderanno i nervi in maniera irrefrenabile. Concluderete un affare importante.
da una mirabile energia celeste che darà l’inventiva e la voglia di realizzare qualcosa di
nuovo facendovi collaborare da persone di fiducia e delle quali vi fidate incondizionatamente. Il vostro entourage sarà vincente.
amore
lavoro
Non fatevi prendere dallo sconforto, sarete
scontrose e alterabili, sarà un calo fisico che
non dovrà pregiudicare la vita sentimentale.
Non vi si potrà dire nulla, anche se le vostre ore
lavorative saranno la metà di quelle di tutti gli
altri colleghi; voi renderete più di tutti messi insieme.
lavoro
amore
Guardatevi intorno e mettetevi sulla piazza;
l’atmosfera intorno si tinge di rosa fino a diventare, gradualmente, rosso fuoco!
fortuna
Riuscite a mettere la calma anche dove tutto
sembra essere un grande caos. Il buon senso
sarà necessario anche in famiglia.
fortuna
Energia da vendere, forse anche troppa; le vostre batterie oltre a essere ricaricabili saranno
anche lunghissima tenuta.
viaggi
Per molto tempo occorrerà conoscere in maniera più approfondita la propria carta del cielo
e aspettare. Ottima la seconda parte del mese.
viaggi
Tra sfrenati piaceri e storie mordi e fuggi il
viaggio sarà galeotto. Non mancherà la relazione seria!
c
gemelli
Siete più ritemprate, da qualche giorno tutto
gira come desiderate. Adesso siete soddisfatte
dagli ultimi eventi e l’umore riprende tono.
Quando vi sentite in pace con voi stesse riuscite a realizzare grandi cose, non mancheranno quelle importanti, poiché nell’ultimo
periodo non sempre siete stati all’altezza delle situazioni. Questo sarà un mese di grande
riscatto. Nel settore pratico sarete invogliate
Inevitabilmente la tensione accumulata scaturisce in ansia; un bel viaggio da programmare
potrà essere taumaturgico a far rilassare i tesissimi nervi.
d
cancro
Giove in Leone porta abbondanza e voi ne beneficerete; non ci sono ostacoli sulla vostra
strada, andrete dritte dritte verso la felicità,
dopo una serie di dissonanze adesso è arrivata la serenità che meritate. Avete avuto periodi difficili da affrontare soprattutto nel campo
sentimentale, non è stato facile digerire una
rottura affettiva. Le ferite stentano a cicatrizzarsi ma non bruciano più, l’importante sarà
non continuare a guardarsi indietro; i vecchi
fantasmi appartengono al passato, rischierete
SICILIA INROSA
63
l’oroscopo
di lucia arena
di perdere i passaggi fortuiti che sfrecceranno
su di voi. Aprite il cuore che l’amore sta per
arrivare: un incontro durante uno spostamento, forse un viaggio, a fine del mese, tra amici,
sarà galeotto nel farvi innamorare. All’inizio
non ne sarete convinte, ma quando sentirete il
cuore perdere qualche colpo, allora care cancerine...
passerete sane e salve.
Lavoro
Concilierete una serie di situazioni lavorative
che tenteranno nel farvi perdere il controllo
della situazione. Non sarà facile confondervi.
Fortuna
amore
Il vostro umor è piacevole e delicato, specie
nell’ultimo periodo sarà piacevole la vostra
presenza. Riuscite a essere brillanti.
Non penalizzatevi, non sarà opportuno rimproverarsi di un sentimento vero, esperienze formative vi arricchiranno.
viaggi
lavoro
Non badate alle dicerie, seguite il vostro intuito e non fate compromessi; un progetto, potrebbe essere preda di un collega scorretto.
fortuna
Non sarà tutto evocare la fortuna, se ci vorrete
costruire sopra le grandi svolte della vita. Potrà
esservi utile concedervi un piacere personale.
viaggi
Il viaggio sarà un mezzo per innamorarsi, un
dolce e ripetuto momento che vi vedrà felici
nell’iniziare nuove relazioni.
e \\
leone
Non è Facile con Venere e Marte dissonanti
prendere la vita con filosofia, soprattutto per
tipe come voi che, in questo periodo, perdete
le staffe con estrema facilità. Cercate di essere calme visto che Saturno in Scorpione v’invita a rapporti verbali diplomatici in prossimità di un interloquire con persone autorevoli e di grande spessore. Avete in ballo una serie di progetti importanti, la vostra ambizione
sembra essere un fiume in piena, cercate di
non demordere davanti a una serie di ostacoli, riuscirete a portare a termine il vostro
obiettivo.
amore
Sarà il mese delle grandi scelte, un passo importante da fare vi metterà in confusione; non
64
SICILIA INROSA
Avete organizzato un viaggio tra amiche, state
ben accorte non dimenticatene nessuna... volutamente?
f
vergine
Questa è una settimana dove sarete piene di
buone maniere, i vostri modi faranno innamorare chi avete intorno; non potete dire di
essere stati così nell’ultimo periodo, anzi tutt’altro. Sfruttate la tendenza. Ritornerà il sereno nel settore lavorativo, un Plenilunio di fuoco renderà più tolleranti e meno incisive, il
cielo sarà un prezioso supporto, le responsabilità di un inevitabile contrattempo, questa
volta, sarà imputato a chi spetta, non occorrerà attaccare, ci penseranno gli eventi, consapevoli ormai di non farvi più carico che d’inutili fardelli.
Amore
Per le single le possibilità di non essere più tali
ci sono e parecchie. Attente che la forza dei pianeti dell’amore potrebbe essere troppo forte.
voi; perfette e impeccabili, centrerete tutti gli
obiettivi, anche quelli più banali, molto sarà dato da un momento di propositiva fortuna.
viaggi
Non ci saranno problemi per le finanze occorrerà solo essere parsimoniose, un viaggio sebbene allettante darà qualche dubbio.
h
scorpione
Facendo il resoconto dell’anno, anche se manca ancora qualche mese alla fine, potete dichiararvi soddisfatte. Adesso, da qui alla fine
dell’anno, sarà un meraviglioso andirivieni di
Stelle che non faranno altro che spingervi verso i sentieri più floridi e produttivi del futuro.
Questo mese sarà da mettere nei vostri trofei;
in arrivo una serie di gratifiche sia personali
sia professionali, ma soprattutto economiche.
Adesso metterete in pratica tutto quello su cui
avete lavorato nel 2014, godendovene i primi
e meritati frutti: nuovi contatti, amicizie, frequenterete ambienti diversi dai soliti.
amore
Che mese si prospetta care scorpionesse; ne
avrà dell’incredibile, pure voi stenterete a crederci. Carica passionale smisurata.
lavoro
Siete riuscite a farvi inserire in un progetto professionale di notevole importanza...
fortuna
Non date per scontato tutto; sappiatevi muovere autonomamente, senza affidarvi a signora
Fortuna.
lavoro
viaggi
Se siete convinte di essere le più brave della
classe, è arrivato il momento di dimostrarlo; attenti a non pestare i piedi a una persona.
A fine mese sentirete il bisogno di ricaricare le
pile; organizzatevi un viaggio, vi ci vuole.
fortuna
Siete in un momento dove, chi vi sta vicino,
non potrà fare a meno di complimentarsi con
i
sagittario
Quello che noterete sin dai primi giorni del
leggi l’oroscopo anche su www.siciliainrosa.it
mese sarà il continuo riscontro positivo di
tutto l’ambiente circostante, che nell’ultimo
periodo, sembrava esservi contro in tutto e
per tutto. Quindi arriverete alla conclusione
che il vento è cambiato. E’ arrivato il momento del grande riscatto e partirà proprio in questi giorni dove una Luna Piena d’inizio settimana darà la scintilla a quella che sarà la
grande energia fisica e mentale. Non occorreranno particolari impegni, tutto vi verrà fluido. Il settore professionale prenderà smalto.
tacolare mano che arriverà sia dal settore delle amicizie, avrete sia da Venere e Marte, strepitosi e fedeli alleati di un Mercurio svelto e
intraprendente.
amore
Pensate a sistemare le ultime documentazioni
e passate tutto in rassegna a fine mese. Non
avrete di che lamentarvi...
Le giovani donne sentiranno il bisogno di voler
vivere in coppia, e se ci sarà da dovere prendere una decisione seria, non avranno remore.
lavoro
Anche qui darete il vostro indispensabile apporto, oramai in ufficio, gira tutto intorno a voi
Mese caratterizzato da molti appuntamenti.
fortuna
La fortuna assiste le finanze, Giove, la grande
fortuna, in Leone, annuncia entrate di cassa e
se vorrete, potete anche spendere...
viaggi
Un lavoro vi porterà sempre in viaggio, del resto molto favorito il settore degli spostamenti,
unirete l’utile al dilettevole.
l
capricorno
Care Capricorno questo per voi sarà un mese
importante e risolutivo, soprattutto per tutte
quelle signore del segno che hanno una serie
di rogne legali che si trascinano da anni. Plutone, nella prima casa, ormai non è più un fatto nuovo, vi sentite sballottate a destra e sinistra e alla fine, inevitabilmente prenderete
quella scelta che vi cambierà la vita. Se sarete
ben oculate nello scegliere chi vi dovrà affiancare nel districo dei mille nodi, i risultati saranno ottimi e risolutivi. Un amico, con la sua
professionalità sarà, servirà a darvi aiuto.
Quindi se considerate che molti dei problemi
lavorativi potranno essere risolti da una spet-
amore
Un amore nuovo arriverà a darvi quella leggerezza che vi mancava da tempo, il pensiero di
sentirvi desiderate vi renderà radiose.
fortuna
La fortuna vi assiste ma gran parte del lavoro
lo farete voi. Un colpo di genio ha risistemato
una problematica difficile.
viaggi
Godetevi questo mese, un viaggio sarà galeotto per accendere una passione.
lavoro
fortuna
Non sempre ci accorgiamo subito degli errori
commessi, quindi non siate legate a strani
messaggi che solo voi “costruite”...
viaggi
Programmatevi il fine mese come cura per il
benessere psicofisico, organizzatevi un viaggio piacevole, in una località che vi affascina.
m
quelle situazioni che non volete prendere in seria considerazione o che vi hanno stancato.
acquario
Ancora più pazienza sarà richiesta in questo
mese di ottobre; siete al culmine di una serie
di risonanze che v’infastidiscono. Le discussioni non mancheranno nella vita pratica come nel lavoro, in famiglia e nella vita sentimentale. I rapporti interpersonali sembrano
scorrere sempre sul filo del rasoio e non mancheranno quelle discussioni banali che vi faranno saltare i nervi. Venere sarà dispettosa,
oltre a farvi disamorare da un partner che non
merita tutto il vostro interesse vi renderà insicure e poco motivate. Non sarà un periodo
florido per la vita del cuore ma servirà alla vostra evoluzione interiore,
amore
Una nuova conoscenza è in arrivo...
Lavoro
Mercurio tende a mettervi in ginocchio solo in
n
pesci
Sempre più splendore sulle vostre vite; dall’entrata di Venere in Scorpione tutto traboccherà di grandiosità eccellente per rendere
l’atmosfera ancora più brillante e sfiziosa. Venere e Marte rendono sicure, l’amore è un faro che v’illumina, rendendovi partecipi di una
storia importante. Non saranno pochi le pescine che cominceranno ad accarezzare sempre di più l’idea di un matrimonio o di una
convivenza. Le giovani del segno non aspetteranno altro che qualche minima certezza economica e lavorativa per convolare. Quelle un
po’ più’ mature o che provengono da una separazione o da una rottura dopo anni di tormentate relazioni, aspetteranno qualche altro
mese prima di decidere definitivamente.
amore
Adesso siete di nuovo voi stesse, con tutte le
emozioni che provate quando siete veramente
innamorate …
lavoro
Siete agli sgoccioli, un altro progetto da varare,
e tanti altri da dover iniziare …
fortuna
Non siete delle vere e proprie fortunelle ma
spesso una mano fatata, anche se sul rotto della cuffia, vi viene a sollevare...
viaggi
Ad ottobre sarà difficile concretizzare il desiderio di evasione ma, si annunciano una raffica
di piacevoli e romantici viaggetti tutto pepe.
SICILIA INROSA
65
indirizzi
Collistar
www.collistar.it
INSERZIONISTI. In questo numero:
Davines
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Agente Fiducia
pag. 27
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pag. 47
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pag. 49
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Gruppo d’arte Sicilia Teatro
pag. 65
Kalibrì
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Make Up For Ever
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La Cantina del Sole
pag. 20
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pag. 67
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pag. 23
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SICILIA INROSA
gerenza
SICILIA INROSA
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Anno IV - N. 26
12 ottobre 2014
Testata indipendente
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N. 6 del 23 gennaio 2012
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