Scarica il documento

Transcript

Scarica il documento
24 ore
in Calabria
Il “giallo” della morte. La Procura di Castrovillari ha avviato le verifiche delle persone informate dei fatti
Bergamini, tutti i testi da sentire
Dalla madre della Internò a Storgato, quelli che sanno qualcosa su Denis
di FRANCESCO MOLLO
CASTROVILLARI - Con l'escussione della prima teste,
Isabella Internò - che avrebbe
ribadito la versione del tentativo di fuga dall'Italia da parte
di Denis, con lei che doveva riprendersi la macchina a Taranto, e l'improvviso raptus
suicida - si può dire iniziata la
fase dei “riscontri personali”
della nuova inchiesta sull'omicidio di Bergamini. Mentre
sul fronte scientifico i Ris di
Messina lavorano sugli effetti
personali che
sembrano
smentire la suggestiva dinamica del suicidio a
“tuffo” e il trascinamento per
circa sessanta
metri del corpo sotto il pesante
camion che investì il calciatore di Argenta quel 18 novembre 1989 sulla statale 106 a
Roseto Capo Spulico.
Ma ecco l'elenco dei possibili
testimoni che potrebbero essere ascoltati durante l'indagine avviata dalla procura di
Castrovillari. Persone - va ribadito - che in questa fase preliminare potrebbero essere
sentite solo per «sommarie informazioni».
ISABELLA INTERNO' - O
meglio: Isabella
Anna Internò.
All'epoca dei fatti ha circa venti
anni, ed è sul
luogo del “suicidio” per esserci
arrivata - così risulta agli atti con la vittima.
Così si identifica ai carabinieri
che verbalizzano l'accaduto:
«Dal 1985 al novembre 1988
sono stata fidanzata quasi ufficialmente con il calciatore
del Cosenza Donato Bergamini. Poi, dal 1988 ci siamo lasciati e ripresi in più volte».
Nei verbali del brigadiere Barbuscio resta impressa la frase
con la quale rassicura il camionista appena sceso dal
mezzo: «È il mio ragazzo. Si è
voluto suicidare». Dopo di ciò,
con un misterioso mezzo di
passaggio va a Roseto Marina, nel bar “da Mario”, per tele-
fonare a Gigi Simoni, a Francesco Marino, e alla madre.
RAFFAELE PISANO - È
L'autotrasportatore che quel
pomeriggio è alla guida del camion carico di mandarini diretti a Milano. All'arrivo dei
carabinieri dichiara, in sintonia con l'altra testimone, che il
calciatore si è “tuffato” improvvisamente sotto le ruote
del camion e sottolinea di
«mettersi a completa disposizione della giustizia». Due volteassolto dall'accusadiomicidio; fino alla
scorsa settima è
stato creduto
morto. Ma in
realtà e vivo e
abita ancora a
Rosarno.
MICHELE
PADOVANO Inizia la sua carriera professionistica in Serie
C2 con l'Asti TSC nella stagione 1985/86. Nell'ottobre del
1986 si trasferisce al Cosenza
e vi resta per quattro anni, diventando il più intimo amico
di Denis. Nel 1990 passa in Serie A con il Pisa e poi a seguire
Napoli, Genoa e Reggiana.
Dal 1995 al 1997 gioca nella
Juventus di Marcello Lippi.
Nel 2006 cominciano suoi
guai giudiziari che una settimana fa gli portano la condanna a 8 anni e 8 mesi come partecipe dell'organizzazione dedita al traffico internazionale di
stupefacenti.
MARIO INFANTINO - È il
titolare del bar
di Roseto dove
lsabella Internò,
accompagnata da un uomo
(mai identificato) a bordo di
una Ritmo o di una Golf, va a
telefonare al tecnico Gigi Simoni, al calciatore Francesco
Marino, e alla madre, Concetta Tenuta. All'epoca sottoscrive che l'orario della telefonata
poteva essere le 19 e 30. Ma oggi dichiara: «Era ancora giorno, fuori si vedeva bene». Dunque la nuova testimonianza
sposterebbe di circa due ore
indietro le lancette dell'orologio.
LUCIANO CONTE - Allora
è solo un “amico di famiglia”;
Rocco Napoli
Al superteste
8 anni per droga
Giuliana T.
l’amica
milanese
Denis Bergamini festeggiato al termine di una partita del Cosenza
oggi è il marito di Isabella Internò. In virtù della sua costante vicinanza alla ragazza,
il cinquantenne soprintendente di Polizia potrebbe essere sentito comepersona informata dei fatti.
CONCETTA TENUTA- È la
madre di Isabella Internò.
Trentanove anni all'epoca. È
una delle tre persone alle quali
la ragazza ha telefonato subito dopo la morte di Denis, ma
mai nessun magistrato ha vo-
luto sapere perché proprio a
lei: una premura della ragazza preoccupata del fatto che la
madre avrebbe potuto apprendere della morte del calciatore e preoccuparsi delle
condizioni della figlia? Ma
perché poi, è la donna a telefonare al presidente del Cosenza
calcio, Antonio Serra?
ANTONIO SERRA - Nella
sua qualità di presidente del
Cosenza calcio dal 1988 al
1990 è certamente persona
In un’intervista Padovano promette di chiarire con il pm: «Assurdo parlare di droga»
«Ho un’idea di come è morto Denis»
CASTROVILLARI - In una intervista al
Resto del Carlino, Michele Padovano
(condannato la settimana scorsa a 8 anni
di reclusione per traffico di droga) si è
detto pronto a raccontare alla procura la
sua idea sulla morte dell'amico Bergamini, ma a certe condizioni. Ecco come risponde a Caterina Veronesi. Di droga ne
giravanegliambienti dellasquadra,oin
quelli che frequentavate fuori dal mondo calcistico? «Nulla, nella maniera più
assoluta, mettere Denis in relazione con
la droga vuol dire infangare il nome di
un ragazzo pulito». Ai funerali disse al
padre che se Donato si fosse confidato,
l'avrebbe potuto aiutare perché conosceva unpezzo da novanta dellamalavita locale, è vero? «Sì l'hodetto, avevo poco più
di 20 anni, del resto lo sapevano tutti:
eravamo circondati da personaggi un
po' discutibili, diciamo così. Ma non mi
riferivo a nessuno in particolare, sa
quando si è giovani si dicono tante cose...». Ha mai creduto al suicidio? «Assolutamente no». Si è fatto un'idea di che cosa può essere accaduto quella sera? «Sì,
un'idea me la sono fatta». Qual è? «No
guardi, preferisco tenerla per me. Voglio che la verità dia dei frutti...» risponde nel suo modo criptico lasciando il dubbio che si riferisca alla processo per la
morte dell'amico oppure al suo per suo
per traffico di stupefacenti.
GIUSEPPE MALTESE-L'ex massaggiatore è da sempre convinto della forte
influenza di Padovano sull'amico. È tra i
pochi ad aver visto il cadavere: «Aveva solo un piccolo ematoma alla testa e un
graffio sulla palpebra».
ROBERTO RANZANI - Il direttore
sportivo dell'epoca conosce bene Denis e
lasua famiglia.Èluiche portaaDomizio
i mocassini Tod's che Denis porta ai piedi
quel giorno, riferendogli che è Mimmoli-
no Corrente a mandarglieli e lo prega di
mantenere il segreto sul come li abbia
avuti.
GIGI SIMONI- Per l'allenatore Bergamini nell'ultimo periodo appare triste e
cupo.
LUIGI SIMONI- Ingaggiato nel 1984,
con iLupi indossa lamaglia numero1 in
cinque campionati. Non crede all'ipotesi
del suicidio. È lui a presentare Isabella,
che è amica di una ragazza che lui frequenta, a Denis.
PASQUALE COSCARELLI - È il perito che ha accertato che il camion avrebbe
potuto fermarsi entro 15, 18 metri, e non
oltre cinquanta metri come dichiarato
dall'autotrasportatore.
FRANCESCO M. AVATO- È il medico
legale che esclude il trascinamento e parla piuttosto di “sormontamento”, con il
corpo già disteso al suolo.
f.mo.
molto informata: conosce bene Denis “uomo”e le sue qualità sportive,ma anche buona
parte della sue frequentazioni
.
FRANCESCO MARINO- Il
terzino destro è nel Cosenza
dall'82. Con i rossoblu, infatti,
disputa in tutto undici campionati di cui cinque in Serie
B. Successivamente ha intrapreso il ruolo di dirigente, lavorando prima come direttore
sportivo per il Cosenza e in se-
guito come osservatore per la
Juventus. Isabella Internò dichiara di averlo incontrato la
mattina del 18 novembre prima del ritiro al motel Agip. Ed
è una delle tre persone alle
quali la ragazza telefona per
comunicare la morte di Denis.
RENZO CASTAGNINI - È
uno dei più anziani dell’undici
rossoblu dell'epoca ma non
per questo escluso dalla vita
della squadra. È con il collega
Marino quando la mattina del
18 novembre, prima del ritiro,
i due incontrano Isabella.
MASSIMO STORGATO Lo stopper cresciuto nella Juventus gioca solo due stagioni
nel Cosenza. Ma è con lui che
Denis fatutta la stradada Ferrara a Cosenza il martedì precedente alla morte, di rientro
dal giorno libero dopo la partita con il Monza. Chissà se Denis nonsi siaaperto unpo' con
quel compagno di viaggio?
GIULIANA T. - È l'amica
con la quale Denis trascorre la
serata dopo la partita di Monza e la nottata all'hotel Hilton
di Milano.
SERGIO GALEAZZI - Centrocampista al Cosenza dall'86 al '90. È con Denis al cinema Garden; ma non viene mai
interrogato. «Quando si è
spenta la luce ho visto Donato
alzarsi. Lo attendevano due
persone. Ho visto solo le loro
sagome. Non so se sono andati
via insieme, ma di certo Donato non è più rientrato».
MARIO ROCCO NAPOLI Quarantasettenne di Roseto,
è il teste ascoltato durante il
primo processo. Fa la sua
comparsa “volontaria” quando sulla stampa (ma è di certo
una coincidenza) la versione
del suicidio comincia a vacillare. Racconta che passando sul
luogo dei fatti, qualche minuto prima, vede un ragazzo fuori dalla Maserati, sul bordo
della strada. Tanto basta per
screditare l'ipotesi che Denis
sia stato ucciso altrove e portato lì per inscenare il suicidio. Oggi è detenuto per una
condanna non definitiva a 8
anni inflittagli con l'operazione Skhoder, con la quale la
Dda ha scardinato il traffico di
stupefacenti tra Albania e Italia.
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
9
Lunedì 19 dicembre 2011
19
- Grecanica e Tirrenica
REDAZIONE: via Cavour, 30 - 89100 Reggio Calabria - Tel. 0965.818768 - Fax 0965.817687 E-mail: [email protected]
Il comitato “Futuro sicuro” replica a quanti temono infiltrazioni nel progetto della centrale di Saline
«Carbone, che c’entra la mafia?»
Campolo: «Ai signori del “no” chiedo se sono a conoscenza di fatti specifici»
MONTEBELLO JONICO - «Basta attacchi
scorretti e tentativi di delegittimazione, riportiamo al centro del dibattito i contenuti».
Il comitato “Futuro sicuro”, per voce di Paolo
Campolo, torna a parlare della centrale a carbone di Saline Joniche contestando quanti
continuano a criticare il progetto della multinazionale svizzera Sei. Dice Campolo: Ci risiamo. Un altro contributo “mirabile” da parte
del coordinamento delle associazioni area
grecanica sulla nota faccenda della Centrale
a carbone Sei. Mirabile perché a mala pena si
capisce a quale progetto questi professionisti
del “no” fanno riferimento. Mirabile perchè,
ancora una volta, viene ribadita una posizione ideologica, priva di contenuti, adducendo
argomenti sconclusionati e illogici».
«Questi signori - incalza Campolo - sono arrivati ad attaccare l'azionista di maggioranza di Sei, la società Repower, anche perché è
stata vittima di frodi al suo stesso interno (le
mele marce ci sonoanche nelle migliori famiglie secondo un
vecchio proverbio). Criticano l'operato della stessa Sei, dei suoi consulenti e dei comitati
che sostengono il Progetto, in altre parole di
tutti coloro che si permettono di dissentire
dalla loro “verità rivelata”». I fatti oggi, però,
secondo “Futuro sicuro”, ci dicono solo una
cosa: «Il Progetto Sei è l'unica opportunità concreta per il nostro territorio,
il Ministero dell'Ambiente, insieme a numerosi
esperti, ci dice che si tratta di un investimento sicuro. E allora questi signori del No di cosa stanno parlando ancora? Ed il
“vero territorio” interessato cosa sta aspettando?».
«Il Comitato che presiedo - spiega Campolo respinge con grande forza un certo atteggiamento autolesionistico, le cui
uniche vittime non sono
le società che vorrebbero
investire nella nostra terra (queste sapranno trovare un altro posto dove
portare sviluppo e lavoro) ma noi abitanti della
zona, che ci sentiamo tirati per la giacchetta da
un'associazione che non
si sa bene chi rappresenta. Quello che conosciaContestatori della centrale mo alla perfezione sono
invece quelle sparute
manifestazioni che periodicamente cercano
di organizzare e che puntualmente si riducono alla presenza dei soliti nomi in cerca visibilità».
Ed ancora: «Con il comunicato stampa di
due giorni fa però registriamo un salto di
qualità nel tentativo di delegittimazione dell'avversario: non basta più far leva sulla situazione in Svizzera piuttosto che su altri
progetti che nulla hanno a che fare con quello
di Saline Joniche se non il soggetto proponente: la Sei. Tra le tante accuse scorrette ce
n'è una particolarmente odiosa, che deve far
indignare ogni calabrese: quella che respinge l'investimento perché a rischio di infiltrazione mafiosa».
«A questi signori vorrei chiedere - aggiunge Campolo - siete a conoscenza di specifiche
ragioni che porterebbero la 'ndrangheta ad
essere particolarmente attenta ai soli investimenti nel carbone? Quando proponete mirabolanti progetti nelle rinnovabili (ovviamente senza mai scendere in dettaglio) che garanzie potete offrire che anche questi non attraggano le attenzioni della malavita? Quale la vostraricettaperevitare questorischio:direno
a qualsiasi progetto? In questo caso mi permetto di darvi un consiglio: proviamo ad immaginare uno sviluppo nel pieno rispetto della legge, dove chi vuole investire in Calabria
lavori a stretto contatto con istituzioni e forze
dell'ordine, forse lo avete dimenticato, ma esiste anche questa strada». «Ed è l’unica percorribile per chi - afferma - come una azienda
(la Sei) vuol portare avanti un Progetto del genere, e realizzare un’opera che possa far rinascere la speranza per un futuro migliore e sicuro per i giovani della nostra terra. Quella
della legalità, è l’unica e sola strada che noi conosciamo, e che certamente la Sei sa di dover
percorrere se vuole arrivare fino in fondo,
senza compromessi di sorta di alcun genere,
confidando solo ed esclusivamente nella assoluta bontà del suo Progetto».
«Quella
della legalità
è l’unica
strada
percorribile»
BOVA MARINA
Dedicato alle donne
del Risorgimento
di ENZA CAVALLARO
BOVA MARINA - L'Università per la
terza età e il tempo libero di Bova Marina, a conclusione del 150° anno dell'Unità d'Italia presenta, domani alle
17.15, una conferenza sul tema “Alle
donne, troppo spesso ignorate dalla
storiografia ufficiale, protagoniste
del Risorgimento invisibile e dell'Unità d'Italia”. L'incontro che si terrà nell'Auditorium dell'Irssec, sarà presentato da Elio Cotronei , presidente dell'Ute-tel, e sarà Antonella Genova a relazione su “Figure femminili nel Risorgimento”. Caterina Capponi, invece, parlerà di “Quando Marianna impugna il fucile. Donne e trasformazione nella Calabria in Età napoleonica”,
Agazio Trombetta, poi, affronterà il
tema sui “Confini del nuovo Regno”.
Parteciperà Francesca Crea, commissario prefettizio di Bova Marina.
Concluderà la serata un Concerto della Corale Polifonica “Don Ruggero
Coin” diretta dal maestro Aldo Gurnari.
Il progetto della centrale a carbone di Saline Joniche
Pubblicato un bando dedicato ai minori con difficoltà
La giunta comunale di Bagnara
accelera sul “Centro ludico”
di FRANCESCO IERMITO
BAGNARA - L'amministrazione comunale guidata dal primo cittadino,
Cesare Zappia, prosegue il suo percorso per l'istituzione del “Centro ludico permanente”. È stato pubblicato
in questi giorni, infatti, un bando di
gara per la gestione di un meglio specificato “Centro di aggregazione sociale per disabili medio/lievi e centro
socio-educativo-ricreativo per minori”, con lo scopo di offrire un servizio
che consista nel creare «momenti di
aggregazione ai soggetti con lieve o
media non autosufficienza riscontrabile con documentazione sanitaria e ai minori appartenenti a nuclei
familiari disagiati o segnalati dal
Tribunale ai servizi sociali territoriali perché in situazione di forte degrado morale». L'importo a base d'asta
ammonta a 19.000 euro ed il servizio
è finanziato con fondi regionali e in
parte con fondi comunali. Il termine
di presentazione delle proposte è previsto per il 10 Gennaio 2012 e dovrà
essere eseguito con un numero di
480 ore di attività assistenziali distribuite nell'arco di dieci mesi.
L'ente rende noto che è «consentita
la presentazione di offerte anche da
Cooperative sociali appositamente e
temporaneamente raggruppate. Saranno prese in considerazione solo
gli enti iscritti all'albo regionale di
Cooperative sociali onlus e comunque, in regioni nelle quali non sussiste detto albo, necessita l'iscrizione
presso i registri prefettizi o delle province».
Insomma, prende corpo così un
progetto che, alcuni giorni fa, fu annunciato dal primo cittadino, Cesare
Zappia, e dal consigliere delegato al
ramo, Giuseppe Surace, i quali, con
soddisfazione,
spiegarono in modo chiaro l'intento
da perseguire e il
servizio reso alla
cittadinanza: «Il
centro ludico permanente - spiegò
Zappia in quell'occasione - sarà istituito durante le fasce di orario pomeridiano».
Ed ancora: «Abbiamo avuto un piccolo ritardo nella sua messa in funzione dovuto solo ed esclusivamente
alla ricognizione della disponibilità
delle risorse regionali che sono state
recapitate al comune di Villa San Giovanni. I locali saranno disposti presso l'ex istituto scolastico di via XXIV
Maggio e nel più breve tempo possibile si procederà subito all'ammodernamento degli stessi e al relativo ampliamento».
Il sindaco
Cesare
Zappia
guida la
giunta
comunale di
Bagnara
Calabra
Festività all’insegna della cultura al Centro di storia naturale dello Stretto di Messina
A Villa S. Giovanni per un “Natale al museo”
di FRANCESCA MEDURI
VILLA SAN GIOVANNI - Festività natalizie all'insegna della cultura a Villa
San Giovanni, con i reperti storici, archeologici e artistici del “Museo di Storia Naturale dello Stretto di Messina
nel Mediterraneo”, che nella giornata
odierna (dalle 11
alle 19.15, orario
continuato e ingresso gratuito)
ospiterà la prima
edizione di “Natale al Museo”, iniziativa organizzata dalla direzione
della
struttura,
nella persona di
Rosa Bonanno, e
patrocinata
dal
Comune villese e
dall'Università degli Studi di Messina.
«Nelle inedite vesti natalizie - afferma
l'assessore comunale alla Cultura,
Giovanni Siclari - il “Museo di Storia
Naturale dello Stretto” è pronto ad accogliere tutti i visitatori che vorranno
apprezzare il considerevole patrimonio esposto, ricchissimo di spunti che
meglio riescono a far comprendere e
apprezzare il nostro territorio e le sue
innumerevoli risorse naturali».
«Un'iniziativa - aggiunge il delegato
della giunta comunale Giovanni Siclari - che integra il ricco programma di
eventi natalizi promosso dall'amministrazione comunale e che si sta realizzando grazie all'indispensabile supporto delle associazioni che operano
attivamente nel nostro Comune». In
tale contesto, dunque, si inserisce
«quanto, con impegno e professionalità, sta promuovendo il gruppo di ricer-
L’ingresso del Museo di Storia naturale
catori dell'Università di Messina nella
città di Villa San Giovanni, che sotto la
prestigiosa guida dalla professoressa
Antonia Messina e il coordinamento
scientifico di Rosa Bonanno, ha dato
vita e animato le attività del “Museo di
Storia Naturale», conclude Siclari.
L'invito è aperto a tutti coloro che saranno lieti di ritagliarsi un piccolo
spazio, in questi giorni di festa, da passare in mezzo alle ricchezze naturalistiche dell'area dello Stretto raccolte e
catalogate negli anni da esperti in vari
settori delle Scienze Naturali.
Una piccola sezione di Antropologia
insieme a una fornita Biblioteca arricchiscono l'affascinante percorso attraverso le bellezze dello Stretto. Insomma, si tratterà di un momento particolarmente interessante per quanti vorranno trascorrere le festività natalizie
a contatto con le bellezze del museo.
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
Provincia
Lunedì 19 dicembre 2011
20
Redazione: via D. Correale, 13 - 89048 Siderno (Rc) - Tel/Fax 0964.342451 - E-mail: [email protected]
A Casignana amministrazione comuanle e Ufficio del commissario tengono sotto osservazione l’impianto
Verifica costante alla discarica
Il percolato verrebbe smaltito regolarmente nelle apposite vasche di raccolta
di PASQUALE VIOLI
CASIGNANA - Controlli giornalieri e costanti sulla discarica di Casignana. E' quanto
sta facendo l'amministrazione in carica, seguita passo
passo dall'Ufficio del commissariato per l'emergenza
ambientale, per il sito di raccolta dei rifiuti finito nell'occhio del ciclone dopo l'inchiesta “Black garden” che ha visto finire ai tra gli altri domiciliari il sindaco di Casignana
Pietro Crinò e il fratello Antonio Crinò responsabile della
ditta che gestiva la discarica.
Anche dopo il sequestro da
parte dell'autorità giudiziaria le segnalazioni di “fuoriuscite di percolato” continuano e sono al vaglio sia degli inquirenti che delle istituzioni
preposte. L'amministrazione
che oggi guida l'ente, visto la
sospensione di Pietro Crinò, è
in costante attenzione sul
problema che ruota intorno
al sito di raccolta rifiuti. Da
una parte quindi, la riproposizione di foto e denuncie del
Comitato “NoDiscarica” relativamente alla fuoriuscita di
percolato dalla discarica di
Casignana e, dall'altra, la rassicurazione fornita dalla locale Amministrazione che,
con la vigilanza del rappresentante nominato dall'Ufficio del Commissario per l'emergenza Rifiuti di Catanzaro, sta provvedendo al quotidiano smaltimento del percolato dalle vasche di contenimento, principale adempimento al quale bisogna ottemperare in questa fase visto che la discarica è ormai
chiusa ai conferimenti dallo
scorso mese di aprile. Prima
del provvedimento di sequestro della discarica emesso
dal Gip di Reggio Calabria, a
detta dell'amministrazione
di Casignana, si seguiva il calendario prefissato per lo
smaltimento del percolato,
che non è stato rispettato soltanto nei giorni compresi tra
Il sindaco Pietro Crinò a confronto con cittadini sulla discarica
«Una primavera della Locride»
«Spesso i primi cittadini danno risposte concrete a tante famiglie in difficoltà»
CASIGNANA - «Esprimo affetto a
Pietro Crinò e alla sua famiglia e
sono loro vicino con l'umile Preghiera di speranza affinché ogni
azione, ogni giudizio in corso nelle
mani della giustizia possa fare luce
sulle indagini, fiducioso che il nostro primo cittadino dimostrerà
l'estraneità per ogni fatto». Inizia
così la lettera che don Giuseppe
Zurzolo, parroco di Casignana, ha
scritto al primo cittadino Pietro
Crinò, attualmente sospeso dall'incarico, e coinvolto nell'operazione “Black Garden” .
Il prete del centro della Locride
rivolge un pensiero a sindaco ma si
rivolge anche ai cittadini. «La
Chiesa, che è madre - scrive don
Zurzolo - ci insegna che non è
nella carità evangelica puntare il
dito contro i nostri fratelli ed accusarli dinnanzi a fatti che non si conoscono e che è giusto lasciare alle
varie competenze ogni riscontro».
Poi il parroco di Casignana ricorda l'impegno degli amministratori nel territorio della Locride. «Non possiamo dimenticare
quanto bene i vari sindaci operino
sul territorio per tanta gente che a
loro si rivolge animata da speranza per un futuro più certo. Spesso i
primi cittadini danno risposte a
“Emergenza democratica”
di MAURIZIO ZAVAGLIA
L’impianto di Casignana
La lettera di speranza di don Zurzolo indirizzata a Pietro Crinò e ai sindaci della zona
Incontro a Siderno sulle problematiche del territorio della Locride
SIDERNO - “Emergenza democratica nella Locride”. E'
il titolo di un documento politico che circola nel territorio e che è stato alla base di
un partecipato incontro
svoltosi presso l'Ymca di Siderno.
Vi si legge che «l'inchiesta
della magistratura che ha
recentemente coinvolto il
sindaco di Casignana, collocata nel quadro più complessivo di altri primi cittadini arrestati, denunciati o
indagati, pone in luce uno
scenario inquietante e lancia un forte allarme a tutti i
cittadini affinchè affrontino con sollecitudine il problema dell'emergenza democratica».
Nell'iniziativa che è servita a creare un confronto su
queste premesse (partecipata tra gli altri da Sasà Albanese, Natale Bianchi, Damiano Bonfà, Cosimo Pellegrino, Francesco Talia,
Bruno Grenci, Salvatore
Fuda), è stato affermato che
«non si vuole entrare nel
merito delle responsabilità
civili e penali che, nel campo
la notifica, appunto, dell'atto
e la conseguente apposizione
dei sigilli e la autorizzazione
all' accesso da parte sempre
delle autorità competenti .
Tutte le questioni, ovviamente, sono al vaglio dei soggetti
che seguono la vicenda.
Quindi arriva una certa rassicurazione da parte di chi oggi vigilasul sitodi raccoltarifiuti, che oramai chiuso da diversi mesi, necessita solo di
una gestione ordinaria del
percolato e delle altre questioni relative alla produzione di
derivati dai rifiuti. Intanto si
attende la decisionedel Gip di
Reggio Calabria, che in questi giorni sta concludendo gli
interrogatori delle persone
coinvolte
nell'inchiesta
“Black Garden”, per capire su
che binario si metterà l'inchiesta cheha coinvoltola gestionedelladiscarica epercapire le reali condizioni di sicurezza del sito di raccolta.
giudiziario, vengono contestate agli indagati, ai quali
spetta il diritto di dimostrare l'estraneità», ma anche
che, «a scanso di equivoci, si
esprime forte solidarietà alla magistratura che con la
sua azione, nell'alveo della
costituzione e per la difesa
della democrazia, sta abbattendo un tabù che sembrava
atavico ed inamovibile».
Ci si riferisce, in particolare, «al senso di impunità diffuso che ha consentito a svariate consorterie di utilizzare le istituzioni pubbliche e
gli organismi da esse controllate per ingrassare, lucrando sulla pelle dei cittadini, per elargire favori, per
costruire privilegi e carrozzoni clientelari, fino a trasformare intere realtà in
feudi personali, dove tutto
fosse consentito, in barba ai
valori, all'etica ed alle regole
di una società democratica».
A finire sotto la lente d'ingrandimento, in particolare, è il comitato dei sindaci
della Locride, «che solo in alcune circostanze è riuscito a
rappresentare qualche debole ragione territoriale,
ma per il resto è rimasto un
organismo simile ad una
stanza di compensazione,
preoccupato di soddisfare
singole aspettative nella distribuzione di incarichi,
buoni solo a tenere in vetrina soggetti squalificati ed
inadeguati nel ruolo in cui
si sono ritrovati anche grazie a patti scellerati vuoi con
consorterie criminali, vuoi
con consorterie economiche».
L'iniziativa è servita ad
analizzare le cause dello
«svuotamento di questo
comprensorio, della sua
marginalizzazione, del suo
impoverimento generale,
del degrado sociale ed ambientale».
I circa trenta partecipanti, comunque, nei loro interventi hanno manifestato l'esigenza di «andare oltre lo
sfogatoio» e di «far diventare risorsa le tante solitudini
che oggi si avvertono tra i
cittadini di buona volontà».
L'intento, insomma, è quello di continuare nel dibattito
e nel confronto, estendendolo in ogni centro ed in
ogni contrada della Locride.
tante famiglie nella concretezza di
un lavoro, nella gioia di un futuro
incerto che diventa certezza. Si
parla tanto di rinnovamento della
Locride, martire delle tante ingiustizie, impoverita nella dignità e
sfiduciata verso un futuro sempre
più incerto. Si, questa sfiducia è divenuta una piaga ed è stata assunta come stile di vita, delegando
ogni responsabilità all'altro,
chiunque esso sia. Quanti diti sono
puntati sui nostri sindaci sempre
più soli nell'affrontare le tante richieste che spesso per limiti economici non riescono a soddisfare,
senza tuttavia rinunciare a fare
A curare l’iniziativa l’artista Paola Comito
quello che possono fare».
Infine don Zurzolo conclude lanciando un messaggio di speranza.
«Non possiamo sentirci parte integrante di una comunità se, noi credenti nell'amore di Cristo, non preghiamo per coloro che sono in prima linea, come primi cittadini.
Pregare per loro è sperare che loro
con la nostra lode non si sentano
soli, aggravati da tanti pesi. Se staremo accanto ai nostri fratelli nella
Fede, nella preghiera, allora la sfiducia non ci sovrasterà, anzi si tradurrà in fiducia e potremo sperare
in “Una Primavera della Locride”».
Dalla scuola media “Pirgo” di Grotteria
Ritorna Kaulon Arte Tra concerto di Natale
in bottega tutto il mese e commedia teatrale
di VINCENZO RACO
di CAMILLO MAZZONE
MONASTERACE - Kaulon Arte ritorna in versione natalizia dall'8 al 31 dicembre in una piccola ma graziosa bottega collocata a lato nord di
quello che sarà chiamato Corso Giuseppe Mazzini a Monasterace.
Protagonista di questa raccolta di arte pittorica e decorativa l’artista monasteracese doc,
Paola Comito. Anche in questa versione invernale non mancheranno i ritrarti dell'artista
monasteracese, così come le terrecotte Alais, le
ceramiche e i gioielli in racù di Renzo Fascì, in
più le mitiche creazioni di zia Checca e i prodotti
dell'azienda agricola Melea.
Novità le decorazioni natalizie fatte a mano
dall'artista: fraqueste segnaliamocentro tavola con base piatto, decorato con candela fiore,
pigne, nastri e applicazioni - argento e blu - interamente realizzato a mano, centri tavola con
pigne e candele. Bellissimo l’Albero di Natale
composto da piume e decorato con palline di
spago e rattan illuminato con luci a led bianche,
un idea originale e piacevole per il natale. Insomma quello che si può ammirare di primo acchito e che è la caratteristica di Kaulon Arte e
l'unicità dei pezzi a disposizione.
L'originalitàè delresto labase essenzialeper
un artista emergente, l'ispirazione preponderante per promuovere la propria arte pittorica.
La Comito, giovane pittrice sulla breccia da
qualche anno, punta molto su questo studio
d'arteper farconoscerel'artequella scrittacon
tutte le lettere maiuscole e quella che non pone
limiti alla fantasia e all'immaginazione artistica.
PIRGO DI GROTTERIA - L'Istituto comprensivo di Grotteria-Sezione scuola media
di Pirgo, guidata dall'attivissima preside,
Maria Rosaria Pini, in occasione delle feste
natalizie, si fa sentire ancora una volta. Lo
aveva già fatto con tre manifestazioni pubbliche per la chiusura dell'anno scolastico
2010/2011 con una eccezionale mostra
mercato, con la rappresentazione teatrale
“Rugantino” e col concerto “Canzoni di
sempre”. In tutte e tre celebrazioni ha dimostrato l'attaccamento dei ragazzi allo studio e le doti artistiche dei gruppi e dei solisti
che si sono esibiti. Quest'anno, sostenuti
come sempre dalle famiglie che di questa
scuola, su sollecitazione dei docenti, si sentono parte integrante, hanno deciso, con
molto impegno, di offrire all'intera popolazione due serate d'intrattenimento per le feste natalizie.
Questa sera con un “Concerto di Natale”
che vede protagonista tutta la scuola e, in
modo particolare, il prof. don Fabio Campione che viene considerato fratello maggioredegli studenti,laseconda, seragiovedì, che avrà come protagonisti solo 6 studenti che si cimenteranno in una commedia
brillante in tre atti “A Finestra”, di Maria
Pia Battaglia. Eccoli: Francesca Albanese
(Bettina), Vanessa Oppedisano (Camilla),
Rocco Panetta (Cesarino), Roberto Nigro
(don Mario), Serena Daniele (Lucia) e Marianna Leoncini (Lucrezia).
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
Locride
Lunedì 19 dicembre 2011
21
Ufficio di Corrispondenza: Piazzetta 21 Marzo, 9 - 89024 Polistena Tel/Fax 0966.935320 E-mail: [email protected]
A Gioia Tauro le istituzioni hanno effettuato un sopralluogo tra gli immobili sottratti alla ’ndrangheta
Monitoraggio dei beni confiscati
Caligiuri: «Un importante cammino di cooperazione e crescita sociale e culturale»
di ALEESANDRO TRIPODI
GIOIA TAURO - Una delegazione guidata dal primo
cittadino Renato Bellofiore
e composta, tra gli altri,
dall'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri,
ha effettuato sabato scorso
a Gioia Tauro un sopralluogo in alcuni beni immobili
confiscati alla criminalità
organizzata i quali, da pochi giorni, sono stati ufficialmente assegnati all'Ente.
Insieme al sindaco e all'assessore regionale anche l'assessore provinciale
alla Formazione professionale, Giovanni Calabrese, il
vicesindaco Jacopo Rizzo,
il presidente del Consiglio
comunale, Domenico Cento, l'assessore comunale alla Cultura, Monica Della
Vedova e il responsabile del
settore Assetto del Territorio, Francesco Mangione.
«L'obiettivo di questa visita - scrive Bellofiore in un
comunicato - è stato quello
di concordare con le autorità regionale e provinciale le
migliori possibilità di uso
di tali beni, simbolo di una
presa di possesso da parte
dello Stato di una parte del
territorio che deve essere
restituita alla popolazione
sotto forma di servizi e vantaggi sociali».
Chiara la posizione
sull’argomento del sindaco
di Gioia Tauro, Renato Bellofiore: «L'uso sociale di un
bene confiscato alle criminalità organizzata è un fattore primario nella crescita
socio-economica della città
- viene evidenziato nella nota diffusa agli organi di informazione - e favorisce lo
sviluppo nei cittadini di un
consenso fiducioso nei confronti dell'operato delle
Istituzioni. I beni confisca-
ti devono rappresentare occasioni di aggregazione ribadisce Renato Bellofiore
- soprattutto per i soggetti
più svantaggiati. In questo
senso stiamo valutando, in
collaborazione con l'assessore Caligiuri e con l'assessore Calabrese, una linea
programmatica condivisa
che offra le migliori garanzie per un uso proficuo di
tali ricchezze che lo Stato
simbolicamente intesta a
tutti i cittadini gioiesi».
Sul punto, il commento
di Mario Caligiuri: «In questi giorni avevo intensificato i contatti con il sindaco
Bellofiore per parlare dei
beni confiscati alla criminalità organizzata al fine di
realizzare, su alcuni di essi, un importante cammino
di cooperazione e di cresci-
ta sociale e culturale».
Caligiuri e Bellofiore, durante il sopralluogo, hanno colloquiato circa le finalità progettuali destinate
alle aree a rischio. In particolare l'oggetto della discussione è stato indirizzato verso il possibile utilizzo
di un bene recentemente
entrato in possesso dell'amministrazione comunale. Inoltre si è affrontato
il tema dell'impegno reciproco volto a far crescere le
nuove generazioni nella
cultura e nel rispetto della
legalità.
«In tal senso - termina la
nota del sindaco - appare
piena di significato questa
nuova forma di collaborazione concertata tra autorità regionale, provinciale e
Comune di Gioia Tauro».
Il sindaco Renato Bellofiore
Un terreno della Piana confiscato alle ’ndrine
Manifestazione di buon auspicio per il settore dell’agricoltura
“Giornata del Ringraziamento”
La Coldiretti sceglie Rosarno
di KETY GALATI
I mezzi a piazza Duomo a Rosarno
ROSARNO - Dopo 25 anni, Coldiretti Calabriaha sceltoRosarnoper celebrarela
61ª “Giornata provinciale del ringraziamento”. Una ricorrenza religiosa e
un'occasione per ringraziare il Signore
dei frutti della terra raccolti durante tutto l'anno.
La giornata di ringraziamento di ieri
è stata per la città di Rosarno un vero momento di preghiera e di riflessione che si
sono consumati all'interno della chiesa
San Giovanni Battista, dove, monsignorGiuseppe Varràha concelebratola
messa con don Sebastiano Plutino, consigliere ecclesiastico di Coldiretti. Dopo
la funzione religiosa, don Plutino ha benedetto i mezzi agricoli in piazza Duomo, ricordando che «questa giornata invita a considerare la responsabilità dell'uomo nell'attuazione del piano di Dio
che affida la terra all'uomo, come dono e
non come possesso assoluto».
La soddisfazione il presidente Coldiretti locale, Domenico Cannatà, esortando i produttori a fare rete per potenziare l'economia agricola».
Presenti i vertici di Coldiretti, Pietro
Molinaro, Francesco Cosentino, Francesco Sacca, Antonino Maesano. A fare
gli onori di casa, il sindaco Elisabetta
Tripodi; presenti i consiglieri regionali
Gianni Nucera e Giuseppe Giordano.
L’analisi di “Cittadinanza democratica” dopo la manifestazione di Gioia Tauro
Diritto alla salute, appello a Scopelliti
Giovanni Laurendi: «Le scelte sulla sanità della Regione penalizzano il territorio»
di NICOLA ORSO
GIOIA TAURO - Dopo la manifestazione per il diritto alla salute e a difesa dell'ospedale “Giovanni XXIII”,
promossa dall'amministrazione comunale venerdì scorso, in una nota
diramata alla stampa, firmata dal
consigliere comunale, Giovanni
Laurendi, Cittadinanza democratica, il movimento politico fondato dal sindaco Renato
Bellofiore, ha inteso
esprimere un ringraziamento allo stesso
primo cittadino «per
aver voluto, assieme a
tutti i rappresentanti
del civico consesso una
manifestazione di protesta contro le scelte di
politica sanitaria che il Governo regionale vuole attuare nella Piana».
L’analisi è severa: «Perseguite le
vie diplomatiche, nel tentativo di
convincere la Regione a rivedere il
proprio Piano sanitario che depotenzia l'ospedale di Gioia Tauro il
sindaco è stato costretto a scendere
in piazza con la sua gente, per manifestare il forte disagio legato alla
mancanza di strutture sanitarie in
grado di soddisfare le esigenze territoriali».
«Tanta gente
a conferma
di un diritto
negato»
La massiccia presenza di cittadini alla manifestazione di Gioia Tauro
Riferendosi alla partecipazione
dei cittadini, Laurendi sottolinea
che «in altre pochissime occasioni si
è vista così tanta gente scendere in
piazza per difendere i propri diritti
e, con la sfiducia generalizzata nei
confronti della politica, che a tutto
pensa tranne che a rendere più vivibile i nostri territori, si può affermare, senza alcun dubbio, che la manifestazione di venerdì ha dimostrato
che la popolazione è stanca di conti-
nuare a soccombere ed ha veramente intenzione di alzare la testa».
Ringraziamenti anche per le Forze dell'ordine sono stati espressi dal
movimento Cittadinanza democratica, oltre che a quelli rivolti ai rappresentanti delle parrocchie, delle
scuole, delle associazioni culturali e
Onlus, nonché al consigliere provinciale Rocco Sciarrone, che hanno raccolto e fatto proprie le numerose istanze, alla cui base vi sono lot-
te civili per la difesa del territorio,
battaglie che da anni vengono portate avanti con costanza e coerenza
da C. d. e che oggi sono condivise
dall'intera amministrazione comunale». Da qui l'appello dello stesso
movimento al presidente Scopelliti,
alla sua Giunta e alle rappresentanze politiche a tutti i livelli, a cui «si
chiede di rivedere ogni decisione riguardante il nuovo Piano sanitario
aziendale dell'Asp 5 di Reggio Calabria e di ragionare su proposte alternative e funzionali ai veri bisogni
del territorio, mettendo da parte
qualsiasi interesse di campanile,
impegnandosi, invece, a dare risposte immediate ai cittadini pianigiani in materia di sanità, una sanità
che non può essere garantita con
mezze e vecchie strutture ospedaliere, ma con un'unica struttura, ossia
con un Policlinico unico della Piana, che abbia in sé tutti i reparti e le
migliori competenze specialistiche».
Dal punto di vista del movimento
fondato da Bellofiore, dunque, la
manifestazione organizzata dalla
civica amministrazione, e appoggiatain pienoda tuttele forzepolitiche presenti in Consiglio comunale,
è servita a risvegliare le coscienze su
un problema, quello sanitario, fondamentale per la vita dei cittadini.
Incontro a Scido
Viabilità
Impegni
di Raffa
di TULLIA MORABITO
SCIDO - Visita del presidente della Provincia Giuseppe Raffa a Scido per monitorare le problematiche
della viabilità. Il primo cittadino Zampogna ha inoltre sollecitato un finanziamento per completare i lavori del campo sportivo e
per porre l'attenzione sui
progetti relativi all'ambiente, progetti per i quali
la Provincia ha destinato
dei contributi.
Raffa ha tranquillizzato
Zampogna
illustrando
proprio i progetti che riguardano lo smaltimento
dei rifiuti: «L'obiettivo di
questi progetti è migliorarne il funzionamento e
far si che i costi non gravino sulle spese comunali.
Tra questi interventi sono
previste le isole ecologiche».
Ma argomento principale dell'incontro è stato
quella della viabilità, soprattutto sullo stato dei lavori dell'arteria stradale
Delianuova-Gioia Tauro, i
cui lavori sono al momento
concentrati sul torrente
“Pietra Grande”. Il sindaco
Zampogna a nome di tutti
gli scidesi, ha chiesto «la
possibilità di una variante,
con la realizzazione di un
unico allaccio attraverso
un ponte, senza il quale
Scido rimarrebbe penalizzata ed isolata».
Ringraziamenti a Raffa
e alla sua squadra per i recenti lavori nel tratto stradale fra la frazione di Santa
Giorgia di Scido e il ponte
di Toscano. Finita la visita
a Scido, Raffa e l’assessore
Giannetta si sono recati a
Delianuova, dove hanno
incontrato il sindaco Rocco Corigliano e il consigliere provinciale Domenico
Fedele. Qui il presidente
ha parlato ancora della Delianuova - Gioia Tauro,
«grazie alla quale - ha concluso Raffa - questo territorio, da troppo tempo isolato, potrà avere nuove opportunità».
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
Piana
Lunedì 19 dicembre 2011
Costa tirrenica
Lunedì 19 dicembre 2011
Paola. Il partito si candida alla guida del centrosinistra in una coalizione che arrivi fino all’Udc
Il Pd ha deciso: sì alle primarie
L’assemblea degli iscritti ha sciolto le riserve. Forse tre gli aspiranti sindaci
di PAOLA VILARDI
PAOLA - Le primarie per
l'individuazione del candidato a sindaco. L'assemblea degli iscritti del circolo
locale del Partito democratico, riunitasi sabato sera
alla presenza dell'europarlamentare Mario Pirillo, ha
tracciato la linea politica
impostata dal coordinamento.
I circa 200 tesserati, oltre
che votare per la scelta dell'aspirante primo cittadino, si sono prefissi tutti insieme di lavorare per l'unità del centrosinistra, segno tangibile che le correnti interne hanno oramai ricucito i rapporti. Guardano adesso all'esterno, ovvero verso quei partiti e soggetti politici vari con cui
potrebbero condividere un
percorso politico in vista
delle amministrative del
2012.
“L'assemblea è stata ricca di interventi - si legge in
una nota dell'organo dirigente provvisorio - che
hanno rilanciato il partito
all'insegna dell'unità ritrovata. I democratici hanno
fondamentalmente ratificato, confermando il coordinamento cittadino e le linee guida tracciate dall'organo direttivo esposte dal
coordinatore Gerardo Carnevale. Essa ha come punto
cardine l'unità del centrosinistra e la costituzione di
un'ampia coalizione con
l'individuazione per il tramite delle primarie del candidato a sindaco. Il Partito
democratico si candida alla
guida della stessa e partendo dai partiti del centrosinistra rimane aperto al
contributo della società civile e all'associazionismo
cittadino - si legge in chiusura di nota - fino a coinvolgere le forze di centro come
l'Udc”.
Quest'ultimo passaggio
rappresenta certamente
un importante dato politico. La dirigenza locale del
partito di Casini, infatti, ha
stretto già da tempo alleanza con Pdl e Pri, ma a quanto pare ci sono stati contatti
anche con il Pd. Eventuali
accordi in futuro stravolgerebbero il quadro politico, in cui si registrerebbe
un indebolimento della
coalizione di centrodestra
a pro del centrosinistra, ad
ogni modo ancora spaccato.
Tornado all'assemblea
degli iscritti del Pd di sabato sera si sono registrati gli
interventi di Stefano Perrotta, consigliere comunale oramai a tutti gli effetti
del Pd, Salvatore Ciraulo,
Mario Valitutti, Cosmo De
Matteis, l'assessore Francesco Città, i componenti
del coordinamento Leopoldo Lombardo e Francesca
Graziano Di Natale
Sbano e il capogruppo Gra- bero dunque essere tre; le
primarie decideranno poi
ziano Di Natale.
Quest'ultimo ha dato la chi sarà il candidato di banpropria disponibilità, si è diera da proporre ai futuri
dunque dichiarato aperta- partner.
A proposito di alleati il
mente a tutto il partito, a
Partito democandidarsi alcratico a breve
la carica di
giungerà ad
sindaco e ha
un bivio: o acmesso a dispocordarsi con il
sizione la sua
Psdi di Piero
persona per
Lamberti o con
qualsiasi ruoil Psi del sindalo che il Pd
co
Roberto
vorrà
assePerrotta, quegnargli.
Al
st'ultimo
in
momento, olstretto contattre a Di Natato con il movile, è disponibimento cittadile a candidarno di Carlo
si anche l'ex Gerardo Carnevale del
Gravina. I due
assessore co- Partito Democratico
munale Tonino Penna. Gli gruppi socialisti sono diex Ds, inoltre, nei prossimi fatti oramai distanti a caugiorni potrebbero presen- sa delle recenti e note intare anche loro un candida- comprensioni degli ultimi
to. Gli aspiranti alla carica tempi, pertanto sembra imdi primo cittadino potreb- probabile una ricucitura.
Paola. Impegnati genitori, bambini e insegnanti. Allestito anche il presepe
“Crespellata” alla scuola Primaria
Iniziativa per le festività della dirigente dell’istituto di Baracche
PAOLA – La scuola primaria di Baracche diretta da Sandra Grossi ha
organizzato per le festività natalizie una crespellata. A prodigarsi alla riuscita dell’iniziativa un gruppo
di mamme dei bambini frequentanti l’istituto. L’iniziativa è stata fra
l’altro un momento di incontro tra
la scuola e le famiglie. La dirigenza
consapevole che il percorso formativo deve andare anche al di là degli
incontri istituzionali è dell’avviso
che per essere efficace ha nel contempo bisogno di partecipazione e
di compresenza educativa tra le due
parti. Tutto ciò rientra in un ampio
progetto di collaborazione di cui i
genitori della scuola di Baracche
sono ormai parte integrante. A testimonianza vi è l’impegno profuso
nei vari eventi che nel corso degli
anni ha visto protagonisti insieme
alunni, genitori e scuola. Anche
quest’anno è stato allestito il presepe con la collaborazione dei genitori. L’arte presepiale nella scuola è
divenuta appuntamento fisso. La
dirigenza ricorda in particolar modo il “Natale nel mondo 1998”quando alcuni papà volontari si prodigarono per due mesi a realizzare uno
delle più belle rappresentazioni della città.
f. s.
Paola. Venne ucciso nel 1982 per non essersi piegato alle estorsioni
Anche
quest’anno
alla Primaria di
Baracche è
stato
realizzato il
presepe
Amantea. Ai campionati italiani
Ornitologica Nepetina
nuovi successi
per l’associazione
Il 28 dicembre la cerimonia in memoria della vittima di mafia
Un ponte intitolato a Gravina
di FRANCESCO STORINO
di RINO MUOIO
PAOLA –Si terrà il 28 dicembre alle ore
11 la cerimonia di intitolazione del
ponte di via Cristoforo Colombo al martire per la libertà Luigi Gravina, deceduto tragicamente a Paola nel 1982,
per mano mafiosa. All’iniziativa fortemente voluta dal sindaco, Roberto Perrotta, e dall’amministrazione comunale, prenderanno parte diversi esponenti del mondo sociale, politico e delle
forze dell’ordine. Interverranno oltre
al primo cittadino, il presidente
del consiglio, Ferruccio
Fedele,
monsignor Pietro De Luca e Raffaele Gravina della polizia di Stato.
Ma chi era Luigi
Gravina? Un operatore commerciale, coniugato
con Luigina Violetta, e padre di cinque bambini, che veniva assassinato il 25 marzo del 1982
per mano mafiosa per essersi rifiutato,
reiteratamente e con forte determinazione, acedere alle insistenti e minacciose richieste estorsive della criminalità organizzata. Due sicari, quel 25
marzo di ventinove anni fa, si sono presentati nei locali di via Nazionale ove
Gravina gestiva la sua attività ed hanno fatto fuoco con diversi colpi di pistola, uccidendo il commerciante.
La Giunta nella delibera relativa af-
AMANTEA – Ancora ottimi
risultati per l’Associazione
Ornitologica Nepetina. Questa volta il palcoscenico è stato
quello del campionato italiano, svoltosi nella lontana Pordenone, a partire dal 10 dicembre scorso. A raggiungere la città, con notevoli sacrifici, sono stati i cosiddetti “convogliatori” dell’associazione,
Guido Franco e De Luca Giancarlo, che “da soli –si fa sapere
– si sono accollati l’onere di
trasferire, nelle ore notturne
per nonaffaticarli, icampioni
canarini e “ingabbiare” per
l’intera Calabria, circa 250
esemplari, che hanno tutti
ben figurato”. Ma veniamo ai
risultati amanteani. Tre i primi posti per Pier Luigi Pellegrino, che ha realizzato anche, due secondi posti ed un
terzo posto nella categoria
agata bianchi e gialli; Giancarlo Lupi ha invece ottenuto
due secondi posti e due terzi
posti nella categoria isabella
bianco e giallo; Giancarlo De
Luca un secondo posto nella
categoria bianco dominante;
Vincenzo Mannarino un terzo posto nella categoria agata
giallo. Alla manifestazione
hannopartecipato circaquindicimila soggetti di tutte le as-
«Un gesto
di ribellione
che diede
coraggio»
Luigi Gravina e il sindaco di Paola, Roberto Perrotta
ferma: «L'omicidio di Luigi Gravina ad
opera del locale clan di 'ndrangheta ha segnato una svolta nella lotta alla
mafia della provincia di Cosenza. Da
un lato, infatti, chi ha contribuito a
consumare l'efferato crimine di un lavoratore coraggioso si è pentito offrendo un contributo alla giustizia finalizzato a debellare la cosca di Paola
mentre, dall'altro lato, molti operatori
commerciali che mai si erano opposti
alle insistenti richieste estorsive e alle
angherie della mafia, in sede del processo penale in Corte d’Assise, a carico
di diverse decine di malavitosi, hanno
trovato il coraggio di alzare la testa e
confermare la consumazione dei reati.
Ilgesto coraggiosodiribellione diLuigi Gravina, tra l'altro, va letto in un
contesto storico-ambientale difficile e
delicato».
Per tale motivo l’amministrazione
comunale, ha ritenuto doveroso tributare un giusto riconoscimento al compianto Luigi Gravina. «Per ricordare
la scomparsa del concittadino paolano
– si scrive ancora nella delibera - in segno di riconoscenza e gratitudine per
essersi immolato, con coraggio e determinazione, alle insistenti e minacciose richieste estorsive della criminalità organizzata e, quindi, per testimoniare alle future generazioni che chi
muore resta patrimonio del paese».
Giancarlo De Luca
sociazionid'Italia eperl'ennesima volta gli allevatori della
“nepetina” e soprattutto quelli di Amantea si sono contraddistinti nelle varie categorie,
confermando ottimi risultati.
Buoni piazzamenti sono stati
ottenuti anche dagli altri soci
partecipanti alla manifestazione tra i quali il presidente
Pasquale Veltri, giunto vicino
al podio nella categoria verdi,
Antonio Mannarino, nella categoria agata rosso intenso;
Franco Guido, nella categoria
giallo mosaico e Gennaro Capraro, nella categoria ibridi.
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
20 Cosenza
9
LUNEDÌ 19 dicembre 2011
D A L
A
T
S
E
I
H
L’INC
CATANZARO Politici, faccendieri, grembiulini sporchi, stellette… Avesse avuto il fascino inglese, o latino, di qualche suo collega, la sua
inchiesta - allora - sarebbe divenuta un caso nazionale. Ma Giuseppe Lombardo - già prima di
diventare uno di quei «cadaveri che camminano», come li definiva Paolo Borsellino, già prima di passare alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, quand’era alla sua prima missione, pm della piccola Procura di Vibo
Valentia - preferiva il lavoro ai riflettori dei grandi mass media. Eppure aveva scoperto tante cose che l’Italia intera avrebbe dovuto conoscere.
Quando ancora non si parlava di P3 o P4 o di
nuove lobby all’italiana.
La lobby degli appalti
Siamo nel 2005 ed il giovane pm che a distanza di pochi anni avrebbe colpito al cuore la
’ndrangheta nella città di Reggio, gettando un
cono di luce sulle commistioni con i poteri forti dello Stretto, partì da un «appalto pilotato».
Era quello per la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, che quando sarà terminato
- semmai sarà terminato - porterà il nome di Federica Monteleone. Un affare da 30milioni di
euro e sullo sfondo quello che aveva definito come «l’apparato», mascherato dietro sigle politiche e associazioni, addentrato nelle stanze dei
bottoni, capace di decidere il destino di grandi
opere. Un disegno inquietante, che spiegava come il nuovo ospedale di Vibo Valentia doveva
essere costruito dalla stessa presunta combriccola già protagonista - tra un’incompiuta e l’altra - a Torino, Verona, Città di Castello, Pratica
di Mare… E a Cutro, sede di quella caserma dell’Esercito sulla quale oggi la politica locale s’interroga. S’interroga sul perché sia rimasta una
cattedrale nel deserto, l’ennesima incompiuta
nel Mezzogiorno delle incompiute. Domande
poste con cinque anni di ritardo dall’inizio di
una storia da “manipulite” che, secondo quell’indagine - finita nel dimenticatoio con il passaggio di uno dei suoi filoni alla Procura di Crotone - sarebbe stata scritta con la complicità di
alcuni alti dirigenti politici d’inizio Seconda Repubblica e con l’intercessione di venerabili protagonisti di un gioco di scatole cinesi, al cui interno avrebbero albergato altri appalti, militari
e perfino settori deviati della nobile Opus dei.
De Masi e lo stato dell’arte
Qualche settimana addietro spiegava il capogruppo di Italia dei valori Emilio De Masi parlando della caserma di Cutro: «L’iter procedurale risale al 1998, quando fu stipulato un protocollo d’intesa tra il Comune, la Regione Calabria e il Ministero della Difesa che manifestò la
necessità di realizzare nuovi insediamenti, in
particolare, in zone militarmente strategiche.
Regione e Comune dichiararono il loro interesse per il progetto e nel 2000 fu redatto un accordo di programma di cui furono attori, oltre
gli enti già citati, la Provincia di Crotone e il
Ministero dell’Economia». E poi: «Il
Comune di Cutro, conseguentemente, individuò l’area da destinare all’investimento e provvide
all’esproprio di 20 ettari di terreno oltre che alla riqualificazione dell’area mediante le
opere di urbanizzazione e impegnò, avvalendosi di un finanziamento regionale,
3.000.000 di euro. Per il
primo lotto, relativo a 96 alloggi, parcheggi, aree verdi
e parchi gioco, i lavori furono appaltati nel 2003 e ultimati e collaudati nel
MAGISTRATO
Il pm Giuseppe Lombardo
che indagando s’imbatté
nella caserma di Cutro
prima di approdare alla
Dda di Reggio Calabria
P O L L I N O
calabria
A L L O
S T R E T T O
ora
l’eterna incompiuta
Caserma di Cutro
E ci si chiede
ancora perché...
La vecchia indagine del pm Lombardo
e i sospetti mai chiariti su lobby e tangenti
combriccola
degli appalti
I lavori presi e mai
terminati da chi fu
“protagonista”
anche a Torino,
Verona, Perugia,
Pratica, Vibo...
ta che Liso «doveva portare 80 mila euro per
ringraziare le persone che gli avevano fatto vincere una gara». Si trattava di opere per conto
della base dell’Aeronautica militare a Ca’ di David. Ma anche il socio Domenico Scelsi gli
avrebbe riferito cose interessanti. «Mi portò
l’esempio - asseriva Tiziano Romano - di quando andarono con la valigetta piena di denaro
da un militare, portando i saluti anche di un
prelato, di un ecclesiastico di un certo livello. E
portò questo esempio per farmi capire come
fosse maggiore il potere ecclesiastico rispetto al
potere istituzionale o al potere politico». Era un
sistema capace di «finanziare la crescita di qualche colonnello, di qualche generale, a livello militare, per poter poi avere in determinati settori, in determinati luoghi, delle persone fidate e
affidabili».
Le tangenti all’ufficiale
Le porte di certi palazzi romani in pratica sarebbero state sempre aperte. In una successiva
deposizione, il tecnico bresciano si spinse oltre:
«... ero un giorno presso una persona, va bene?
E dice, pensa dice, Tiziano, stavamo portando
70 o 80 mila euro a... un ufficiale e dissi adesso
andiamo ad incontrare l’ufficiale Tizio. Io non
faccio nomi perché non me li ricordo e non perché non li voglia dire... Ufficiale dell’Esercito,
del Ministero della Difesa... Ufficiale di stanza
al Ministero della Difesa».
2009. Il 6 maggio 2009 il Ministero della Difesa comunicò al Comune la volontà del Governo di interrompere la realizzazione dell’opera,
senza addurne le ragioni. Le indiscrezioni che
trapelano non appaiono convincenti. E’ utile
rammentare - chiosava il consigliere regionale
- che sono già stati spesi 21 milioni di euro».
Presero Cutro e dopo Vibo
Cosa accadde allora a Cutro, in parte, fu proprio il pm Lombardo a scriverlo. Il filone di
competenza rimase a Vibo, il resto lo trasmise
ai colleghi di Crotone. E mentre il giovane requirente veniva trasferito al Cedir di Reggio, chiedeva ed otteneva i rinvii a giudizio per le
mazzette vibonesi. Alla sbarra finì
il pugliese Domenico Liso, imprenditore bitontino che
aveva appaltato l’ospedale
di cui rimase solo la prima pietra e, prima ancora, la caserma di Cutro,
l’altra incompiuta. Liso
aveva l’abitudine di frequentare una particolare associazione romana
- “Solidarietà e sviluppo” - per «incontri di
carattere religioso», facendosi accompagnare
talvolta da alcuni soci in affari, come ad esempio il bresciano Tiziano Romano, tecnico della Siem, un’impresa per
lungo tempo consorziata
con quella di Liso. Proprio Romano, sentito dai luogotenenti
dell’Ar-
ma dei carabinieri di Vibo Nazzareno Lopreiato e Stefano Marando, si sarebbe rivelato un testimone prezioso per un’indagine che, partita
da una sanitopoli di concussioni e tangenti, ha
finito col gettare un fascio di luce in un presunto sistema corruttivo di più alto livello.
La struttura «militare e religiosa»
Nella sua prima deposizione, datata 3 maggio 2006, Romano aveva azzardato l’esistenza
di «una struttura mista, tanto di tipo politico,
religioso e militare», della quale il socio avrebbe fatto parte assicurandosi la positiva conclusione di alcuni affari milionari anche in Calabria. Romano riferì che l’altro responsabile del
consorzio, Domenico Scelsi, aveva affermato
che «la struttura» che li avrebbe messi «nella
condizione di acquisire Cutro», avrebbe chiesto
loro «di partecipare a Vibo». E poi: «Questa è
una struttura che... guardi... Lui di questo a me
non ha mai parlato. Io ritengo, vista la facilità
con cui muoveva i vertici militari, vista la facilità con cui muoveva i vertici politici e, viste le
frequentazioni religiose, credo che ci fosse all’interno di questi interessi, definiamoli così, più figure... non ci fosse un referente unico. Una figura politica, una figura militare, una figura... O
più interessi quantomeno... Convergenti sicuramente. Oserei dire quasi trasversali...».
Le valigette piene di soldi
Quello Cutro, in base a quell’indagine che nel
gioco delle competenze si disperse in tanti rivoli, sarebbe stato un affare gestito da un’asserita
combriccola ammanicata in altissimo loco, che
gestiva milionari appalti acquisiti grazie a tangenti ed alla longa manus di un sistema già collaudato in tutto il Paese. Perché, come apprese
Romano, certi lavori «si vincono ancora prima
di partecipare». Egli stesso spiegò di quella vol-
Un’associazione segreta?
Il pm Lombardo scovò altri testimoni che delinearono «un’associazione - scrisse il magistrato cinque anni addietro - il cui profilo non è detto sia quello delineato dall’articolo 416 del codice penale», con evidente allusione alla violazione della legge Anselmi. Ecco cosa ha riferito un
altro tecnico della Siem, l’ingegnere milanese
Maurizio Germani: «Si parlava di un appalto
di svariati milioni di euro… Lui lo dava come
vinto… Diceva l’appalto lo prendiamo noi… ce
lo abbiamo noi». Germani sapeva di «elargizioni di danaro» ma, precisava il testimone,
«dai discorsi si capiva che il sistema era quello…».
Cutro e i rapporti al Genio Dife
Romano, Germani ma anche Giorgio Arioni,
dipendente di una società di consulenza che
aveva contatti con diversi imprenditori e che
entrò in affari con Domenico Liso proprio nell’appalto per la caserma dell’Esercito a Cutro.
Arioni comprese presto che Liso era un personaggio che godeva dei favori di molti uomini di
potere. «Io venni a sapere, perché me lo disse
Liso - spiegò agli inquirenti - che aveva dei buoni rapporti con la... omissis... del Genio Dife. In
particolare mi aveva fatto un nome... Il generale... Omissis...». Generale “Omissis” poi inquisito ed arrestato per un’altra vicenda di turbativa d’asta. Arioni affermava che Liso gli aveva
fatto capire che «era in grado di arrivare ad acquisire qualsiasi tipo di lavori» e che «al Ministero dello Difesa, era molto forte».
Epilogo e sospetti mai fugati
Quel Ministero della Difesa che nel ’98 decise di puntare su Cutro e che, undici anni dopo,
quando parte del marcio era solo affiorato, rinunciò alla caserma che oggi rimane un’incompiuta all’ombra di sospetti mai fugati.
PIETRO COMITO
[email protected]
7
Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011
Calabria
.
MOTTA SAN GIOVANNI Il primo giorno a casa dell’attivista di Emergency, prigioniero per oltre quattro mesi in Sudan. Intorno a lui la famiglia e pochi amici
Francesco altruista anche nel giorno di festa
«Stupito da tanta solidarietà, ma chiederò che si agisca perché tutti i sequestrati tornino presto a casa»
Giuseppe Toscano
MOTTA SAN GIOVANNI
Il profumo piacevolissimo del
caffellatte appena tolto dal fuoco della cucina, lo aiuta a realizzare che realmente è di nuovo a casa. Appena sveglio, Francesco Azzarà si lascia avvolgere
dall’affetto dei suoi cari e dalla
fragranza della colazione preparata dalla mamma.
Modo migliore per iniziare la
prima giornata da uomo libero
nella sua abitazione di contrada Cambareri, dopo un’assenza
di oltre quattro mesi, non poteva proprio esserci. Francesco
Azzarà riscopre pian piano i
privilegi e le comodità dell’essere in famiglia. Attorno a lui,
oltre ai genitori e alle sorelle, ci
sono solo pochi intimi. Solo
arenti e amici. La loro presenza
non è affatto invadente.
Francesco dimostra di apprezzarne la compagnia e continua a chiacchierare del più e
del meno. Del Sudan, del sequestro, degli oltre 120 giorni
di prigionia non fa menzione,
se non eccezionalmente. Il giovane svela subito di non avere
alcuna intenzione di uscire, di
andare in giro: «Questa giornata deve essere tutta per la mia
famiglia». E così sarà.
Nella quiete dell’ambiente
domestico il giovane cerca di
cancellare il recente passato,
anche se del periodo in cui è rimasto nelle mani dei rapitori
ha continuato a parlare in termini non negativi. «Nei quattro
mesi di prigionia – aveva detto
qualche ora prima, rispondendo alle domande dei giornalisti
– sono sempre stato trattato bene. Anche a livello di alimentazione non mi posso lamentare:
mi davano merendine, latte,
pasta, e carne. In Darfur non c'è
un’alimentazione molto varia.
Usano spesso un cereale che
viene preparato come se fosse
del pane e viene associato ad
un sugo che cucinano molto
spesso. Durante questo periodo
ha sempre avuto la certezza di
tornare a casa, così come sapevo che era solo questione di
tempo e quindi che serviva tanta pazienza. Ho avuto ragione».
La mattinata scivola via veloce e tranquilla a casa di Francesco. Santo Azzarà e Fortunata
Legato, i suoi genitori, lo stanno ad ascoltare pendendo dalle
sue labbra. Entrambi sono stanchi, provati, frastornati. Dagli
ultimi due giorni hanno avuto
in dono una scoppiettante sequenza di novità, tali da sconvolgere qualsiasi persona. Loro
hanno assorbito tutto con apparente serenità, senza battere ciglio. Ora che il loro Francesco è
tornato a casa, come hanno
sempre sperato, possono però
sfogarsi, raccontando le pene
vissute quando Francesco era
prigioniero.
La loro fedeltà al silenzio che
si erano auto-imposti in segno
di adesione a quanto aveva
chiesto di fare la Farnesina, è
stata encomiabile. Ora non c’è
Francesco Azzarà è rimasto piacevolmente sorpreso dalla partecipazione dei calabresi che hanno salutato il suo ritorno a casa (Foto Morabito)
più motivo di stare in silenzio,
ora non serve più restare con la
bocca chiusa.
Mentre Francesco resta a
oziare tra le pareti di casa, nella
chiesa di Motta San Giovanni,
dove si celebra la messa domenicale, il parroco riapre il capitolo doloroso dei sequestri di
persona. «Abbiamo pregato –
ha detto nella sua omelia, don
Severino – perché Francesco
potesse fare ritorno a casa.
Adesso che questo nostro desi-
derio è stato esaudito dal buon
Dio, dobbiamo continuare a
pregare per tutte le altre persone che sono ancora in mano a
bande di rapitori. Ci auguriamo
che la gioia da noi provata venerdì, quanto abbiamo saputo
della liberazione di Francesco,
e poi sabato, quando lo abbiamo riabbracciato, possa essere
sperimentata da tutte le famiglie che sono in attesa speranzosa».
Saputo dell’intervento del
parroco di Motta San Giovanni,
Francesco Azzarà ha detto di
condividerlo in pieno. «Prima
di vivere l’esperienza che ho
vissuto – ha dichiarato – leggendo di rapimento e ostaggi
non mi fermavo più di tanto a
riflettere. Magari pensavo che
bisognava fare qualcosa per fare ritornare gli ostaggi a casa,
senza però spingermi oltre. Oggi sento l’esigenza di chiedere
di fare tutto il possibile per ridurre al massimo i tempi di pri-
gionia di tutti i sequestrati. Stamattina – ha aggiunto – mi sono collegato a Internet. Non mi
aspettavo tanta solidarietà. A
Khartoum, in ambasciata, sono
venuti i ragazzi che sono con
me in ospedale, ma c'erano anche tanti giornalisti, fotografi e
cineoperatori. Mi hanno detto:
“lo sai che c'è una tua foto allo
stadio di Genova”. E perchè, ho
chiesto. ”Guarda che in tutta
Italia hanno esposto e gigantografie con la tua foto”. Non im-
Avrebbe già fatto importanti rivelazioni Maurizio Maviglia, 32 anni, di Africo sotto processo anche per tentato omicidio
Locride, condannato per rapina comincia a collaborare
Paolo Toscano
REGGIO CALABRIA
Mondo criminale della Locride
in fibrillazione. La notizia che
un giovane di Africo, condannato a 11 anni per una rapina
compiuta in casa di una coppia
di anziani a Sant'Agata del
Bianco, starebbe vuotando il
sacco non fa stare tranquilli
quanti hanno conti in sospeso
con la giustizia. Maurizio Maviglia, 32 anni e una lunga serie
di denunce alle spalle, secondo
voci circolate nelle aule di Tribunale, avrebbe iniziato nei
giorni scorsi il percorso di collaborazione con la giustizia.
Dal carcere di Locri, dove si
trovava detenuto, Maviglia è
partito con destinazione Rebib-
bia. A chi ha chiesto spiegazioni è stato detto che il trasferimento era avvenuto “per esigenze di giustizia”. Da Roma,
però, sarebbe già tornato in Calabria e avrebbe fatto da guida
ai Carabinieri impegnati in una
serie di perquisizioni culminate
nella scoperta di armi e munizioni in diversi centri della Locride.
Maurizio Maviglia doveva
comparire venerdì davanti al
gup di Locri, Maria Gerace, per
rispondere di tentato omicidio.
Ma non si è presentato. La sua
assenza ha alimentato i sospetti
che il giovane avesse compiuto
l'importante passo. E se, come
sembra, si è pentito c’è da credere che di fatti da raccontare
Maviglia ne avrà parecchi. So-
prattutto legati alle sue esperienze personali. I primi guai
giudiziari di Maurizio Maviglia
sono datati 6 gennaio 2002
quando il giovane di Africo finisce in manette per spaccio di
sostanze stupefacenti. Un salto
in avanti nel tempo e il 29 luglio 2006 per Maviglia si spalancano nuovamente le porte
del carcere in seguito all’arresto con l'accusa di avere rapinato un’anziana donna. Il 7 dicembre 2010 l’ennesimo arresto per un episodio in stile
“Arancia meccanica” che lo vede protagonista insieme con
Saverio Boccoli, 27 anni, di
Sant'Agata del Bianco. I due
giovani, secondo l'accusa, nella
notte tra il 25 e il 26 novembre
dello scorso anno fanno irru-
zione nell’abitazione dei coniugi M.R., 84 anni, e M.S., 83 anni. Dopo aver massacrato di
botte la coppia di anziani, i rapinatori si impossessano di 200
euro in contanti e di un postamat poi utilizzato per un prelievo di altri 200 euro. Per quella
rapina Maurizio Maviglia, una
decina di giorni fa, viene condannato dal Tribunale di Locri
a 11 anni di carcere. La prospettiva di dover trascorrere un
lungo periodo dietro le sbarre
potrebbe essere alla base della
scelta di collaborare con la giustizia. Anche perché il giovane
ha altre pendenze di natura
giudiziaria. Proprio due giorni
fa Maviglia è stato rinviato a
giudizio insieme con Carmelo
Talia e Attilio Violi, 42 e 48 an-
CATANZARO Decisione del Tar Calabria sulla graduatoria regionale dei finanziamenti
Scuole dell’infanzia, sospesi tutti i contributi
CATANZARO. Il TAR Calabria
– Catanzaro (presidente Calveri, Estensore Andolfi) con
ordinanza n. 672/2011 resa
il 14.12.2011, accogliendo
integralmente le tesi difensive svolte dagli avvocati Achille e Oreste Morcavallo,
nell’interesse della società
cooperativa sociale Scuola
dell’Infanzia Paritaria Idea
90, ha sospeso la graduatoria
definitiva, approvata dal Direttore generale dell’Ufficio
Scolastico Regionale per la
Calabria, delle scuole ammesse ai contributi finanziari
per il servizio educativo
dell’infanzia.
Con intesa tra la Regione
Calabria e l’ufficio Scolastico
Regionale per la Calabria sono stati stanziati contributi finanziari per l’anno scolastico
2010/2011 per l’attivazione
ed il funzionamento dell’of-
ferta dei servizi educativi rivolta ai bambini di età compresa tra i 24 e 36 mesi.
Presentate le istanze da
parte delle scuole interessate,
in data 22 luglio 2011 è stata
pubblicata con oltre 100 soggetti gestori ammessi al finan-
ziamento.
La società ricorrente è stata
esclusa con la motivazione di
avere iniziato l’attività il primo febbraio 2011 e, quindi,
oltre il termine del 31 gennaio
2011 previsto per la presentazione delle domande di partecipazione. Avverso il provvedimento di esclusione ha proposto ricorso la società cooperativa Scuola dell’Infanzia
Idea 90, difesa dagli avvocati
Morcavallo, che sostenevano
l’illegittimità della esclusione
poiché la disposta proroga del
termine di presentazione delle domande di ammissione al
finanziamento, comportava
anche lo spostamento dei requisiti.
Il Tar ha acceduto a tale tesi
ordinando la sospensione della graduatoria definitiva, condannando il Miur alle spese.
Maurizio Maviglia è accusato di una serie di fatti delittuosi
maginavo nulla di simile».
A Motta San Giovanni l’aria
continua ad essere “elettrica”.
Il ritorno di Francesco ha generato un clima di euforia che si è
propagato in maniera esponenziale, finendo con il coinvolgere tutti quanti. Tra i più contenti figurano i componenti del Comitato per la liberazione di
Francesco. Adesso che questo
sodalizio (sorto spontaneamente con l’obiettivo di perorare la causa del ritorno a casa di
Francesco), ha di fatto perso la
propria prerogativa, è nata
l’idea di trasformarlo, almeno
momentaneamente, in movimento per organizzare la grande festa del rientro. L’evento diventerà l’occasione ideale per
continuare
la
riflessione
sull’impegno sociale di tutti
quei giovani che, con le loro
scelte, fanno onore ai loro paesi
e alla Calabria tutta.
Francesco è diventato l’alfiere di un movimento silenzioso
di giovani che, nel quotidiano,
si riconoscono nei valori
dell’impegno e della solidarietà, delle scelte coraggiose. Giovani che rappresentano il volto
operoso e gentile di una terra
troppo spesso bistrattata immeritatamente.
Col suo agire Francesco ha
detto al mondo intero che ci sono forze sane anche laddove si
cerca di fare passare tutto per
torbido. E anche per questo i
ringraziamenti che gli sono stati rivolti fino ad oggi sono meritati. Tutti.
ni, entrambi di Ferruzzano, per
un altro inquietante episodio: il
triplice ferimento a colpi di pistola, in perfetto stile Far West,
avvenuto nel pomeriggio del
15 aprile 2010 sul lungomare
di Ferruzzano. Secondo quanto
accertato dai carabinieri Maviglia e Talia si sarebbero incontrati con Violi per discutere di
qualcosa di personale. La discussione, però, sarebbe degenerata. Violi avrebbe estratto
una pistola sparando un colpo
all'indirizzo di Maviglia, raggiunto alla gamba sinistra; quest'ultimo avrebbe sparato contro Violi ferendolo; lo stesso sarebbe riuscito a sparare un altro colpo centrando Talia alla
gamba sinistra. Il rinvio a giudizio sarebbe, comunque, giunto dopo la scelta di collaborazione fatta da Maurizio Maviglia che potrebbe avere un ruolo decisivo in sede di chiarimento di tanti fatti di cronaca.
Provincia di Reggio Calabria
STAZIONE UNICA
APPALTANTE PROVINCIALE
Via Cimino n. 1 - 89127 Reggio Calabria
Sito web:www.provincia.rc.it
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO AI SENSI
DELL’ART. 79, C. 5, D.LGS N. 163/2006 e s.m ed i.
OGGETTO Lavori di ripristino della strada provinciale S.P 2 tratto Bovalino-Platì
C.I.G.: 0953739A4F
C.U.P.: B67H09001900003
Importo complessivo dell’appalto:
Euro 684.652,09, oltre IVA
Categoria prevalente: OG3 - Euro
263.648,78- class. II; Categorie scorporabili e subappaltabile: OS12-A - Euro
228.701,43 class. I e OG8 - Euro
141.698,54 - class. I; Ulteriori categorie
inferiori al 10%: OS21 (4,67%) e OS12-A
(0,70%) Criterio di aggiudicazione: Prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara determinato mediante offerta a
prezzi unitari ai sensi dell’art. 82 comma
3) del D.Lgs.163/2006 e s.m.i. e dell’art.
119 del D.P.R. n. 207/2010, con all’esclusione automatica delle offerte anomale ai
sensi e con le modalità indicate dagli artt.
86 e 122, c. 9 del D.Lgs n. 163/2006 e
s.m.i.e dall’art. 121 del DPR 207/2010.
Imprese partecipanti: n. 39 – Imprese
escluse: n.4 - Imprese ammesse: n. 35.
Aggiudicazione definitiva provvedimento
n. 3602 Reg.Gen del 06/12/2011.
Impresa aggiudicataria: “Nuova Geosud - SNC di Saraceno & C. che ha offerto il ribasso del -32.0550%
Importo complessivo di aggiudicazione:
Euro 506.749,21, oltre IVA.
Seconda classificata: CIGIEFFE SRL
Pubblicazione del bando di gara all’Albo
Online dell’Ente: 03/10/2011.
Organo Competente per le procedure di
ricorso: T.A.R. Calabria-Sez.di R.C.
Il Dirigente SUAP: Mariagrazia Blefari
Regione Calabria. Dipartimento 11 «Cultura - Istruzione - Università Ricerca - Alta Formazione - Beni Culturali».
Università della Calabria.
POR Calabria FSE 2007-2013
Asse IV Capitale Umano
Obiettivo Operativo M2 «Sostenere la realizzazione di percorsi individuali di alta
formazione per giovani laureati e ricercatori presso organismi di riconosciuto
prestigio nazionale e internazionale e il rientro in Calabria per l’inserimento
lavorativo in imprese, università e centri di ricerca».
Piano Regionale per le Risorse Umane
Piano d’azione 2011-2013
Intervento D.5 «Mobilità internazionale per giovani laureati e ricercatori»
È stato pubblicato l’Avviso Pubblico per l’ammissione ai Corsi e alle
Scuole di Dottorato di Ricerca del XXVII ciclo, anno accademico
2011/2012, dell’Università della Calabria, sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana 4. Serie Speciale n. 98 del 13 dicembre 2011.
L’avviso, cofinanziato dal Por Calabria Fse 2007/2013 sostiene la realizzazione di corsi di dottorato con periodi di studio e ricerca all’estero
della durata obbligatoria di 6 mesi, su tematiche di interesse regionale,
garantendo un’adeguata copertura dei settori o ambiti prioritari dei Poli
di innovazione regionali.
L’intervento – 26 borse FSE – è rivolto a laureati, disoccupati/inoccupati, residenti in Calabria, con meno di 36 anni compiuti.
L’avviso prevede, inoltre, l’assegnazione di altre 22 borse distinte tra
Ateneo, Miur e altri Enti.
La domanda di partecipazione al concorso è disponibile sul sito:
www.unical.it/portale/ricerca/dottorati.
La scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione è
fissata per il 12 gennaio 2012.
15
Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011
Reggio Tirrenica
.
L’EVENTO Celebrata una messa e impartita la benedizione a mezzi e attrezzature
MELICUCCÀ
Coldiretti ha celebrato a Rosarno
la sua “festa del ringraziamento”
Accoglienza
ai rifugiati
350 mila €
in arrivo
alla S. Elia
Molinaro: «L’agricoltura diventi un volano di integrazione e sviluppo»
Giuseppe Lacquaniti
ROSARNO
Grande festa per gli agricoltori a Rosarno, dove è stata solennemente
celebrata
la
“Giornata provinciale del Ringraziamento”,
organizzata
dalla Coldiretti di Reggio Calabria, come occasione per
ringraziare Dio per i doni della terra che elargisce a piene
mani, ma anche di riflessione
sulle complesse problematiche agricole, prendendo spunto da quanto affermato di recente da Papa Benedetto XVI,
secondo cui «solo con Dio c’è
futuro nelle nostre campagne».
Una meditazione sviluppata da don Pino Varrà durante
la santa messa celebrata nella
chiesa matrice, che ha ricordato l’ammonimento dei vescovi italiani: «Da Dio proviene tutto, e senza Dio il pane si
trasforma in pietra quando
nelle campagne c’è speculazione, latifondo, lavoro nero,
respingimento».
Tre i momenti della cerimonia particolarmente ricchi di
suggestione: quando, all’Offertorio, gli agricoltori in processione hanno deposto ai piedi dell’altare i prodotti della
terra, simbolo della fatica
dell’uomo; quando, alla fine
della messa, don Sebastiano
Plutino ha dichiarato di concludere quest’anno, per limiti
d’età, il lungo apostolato di
consigliere ecclesiastico della
Coldiretti reggina, ricordando
quanto questa missione a contatto con il mondo contadino
(«io figlio di contadini...») lo
abbia spiritualmente arricchito; ed infine quando lo stesso
Nucera, Molinaro, Ventre, Leuzzi, Saccà e Rao. In alto, la benedizione dei mezzi
don Plutino, assistito dal diacono Raffaele Naso, ha benedetto in Piazza Duomo i mezzi
e gli attrezzi agricoli.
Hanno presenziato alla manifestazione i massimi dirigenti della Coldiretti: il presidente regionale Pietro Molinaro; la presidente regionale
donne Elvira Leuzzi; il presidente provinciale Francesco
Saccà, il direttore Francesco
Cosentini; il presidente della
locale sezione Mimmo Cannatà; il decano dei coltivatori di-
retti nazionali cav. Francesco
Rao, pioniere delle precedenti
edizioni svoltesi a Rosarno,
l’ultima delle quali 25 anni fa;
la decana delle donne coldiretti Norina Ventre (Mamma
Africa).
In rappresentanza della Regione Calabria, i consiglieri
regionali Giuseppe Giordano
e Giovanni Nucera. Presenti,
inoltre, il sindaco Elisabetta
Tripodi, accompagnata dal vicesindaco Cannatà e dall’assessore Demaria.
«Ogni giorno gli agricoltori
ringraziano Dio con il loro lavoro – commenta Pietro Molinaro, presidente della Coldiretti Calabria – perché l’agricoltura è occupazione, sviluppo, qualità della vita; un universo di valori di cui è depositaria la campagna, che noi offriamo ai giovani calabresi
con l’auspicio che avvertano
sempre più crescente lo stimolo a ritornare alla terra, non
come ripiego ed emarginazione, ma come esaltazione, occasione di crescita. Abbiamo
scelto di celebrare la festa a
Rosarno perché qui vi è un elemento in più per lottare ed
evitare lo scoraggiamento.
Stare a Rosarno e non andare
via deve essere inteso dai giovani non come una colpa, ma
come una grande opportunità».
Secondo il consigliere regionale Giovanni Nucera la
manifestazione serve per richiamare «l’attenzione sui
problemi della nostra agricoltura, che nella provincia reggina ha raggiunto alti livelli di
preoccupazione», mentre per
Giuseppe Giordano bene ha
fatto Coldiretti a scegliere Rosarno «dove si deve costruire
un messaggio forte di comunione universale nell’accoglienza e nella forza di recuperare l’agricoltura come bene
comune e non solo come fonte
di sostentamento».
La manifestazione ha avuto
una “succulenta” appendice
finale presso la Casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dove, per la gioia dei buongustai,
è stata offerta una ricca degustazione di prodotti tipici locali.
Antonio Ligato
Uno degli immobili confiscati: ospiterà la caserma dei carabinieri
GIOIA TAURO Delegazione in sopralluogo
Immobili confiscati
il Comune cerca intese
con Regione e Provincia
Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Una delegazione composta dal
sindaco Renato Bellofiore
dall’assessore regionale Mario
Caligiuri, dall’assessore provinciale Giovanni Calabrese, dal vicesindaco Rizzo, dal presidente
del Consiglio Cento, dall’assessore Della Vedova, e dal responsabile del settore assetto del territorio arch. Francesco Mangione, si è recata in visita ad alcuni
beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e di recente assegnati al Comune.
«L’obiettivo – ha riferito Bellofiore – è concordare con le autorità regionali e provinciali le migliori possibilità di utilizzo di tali beni, simbolo di una presa di
possesso da parte dello Stato di
una parte del territorio che deve
essere restituita alla popolazione, sotto forma di servizi e vantaggi sociali. L’utilizzo sociale di
un bene confiscato – ha proseguito – è un fattore primario nella crescita socio-economica della città e favorisce, nella mente
dei cittadini, una crescita di fiducia e di consenso nei riguardi
dell’operato delle Istituzioni».
Per il sindaco infatti, «i beni
confiscati devono rappresentare momenti ed occasioni di aggregazione e sviluppo, soprattutto per i soggetti più svantaggiati. In questo senso, stiamo
valutando – ha sottolineato – in
collaborazione con Caligiuri e
Calabrese – una linea programmatica condivisa che offra le migliori garanzie per un uso proficuo di tali ricchezze che lo Stato
simbolicamente intesta a tutti i
gioiesi».
«In questi giorni – ha detto
Caligiuri – avevo intensificato
una serie di contatti con il sindaco Bellofiore, sui beni confiscati
alla criminalità organizzata, al
fine di realizzare insieme un importante cammino di cooperazione e crescita sociale e culturale, e anche sull’importanza
della formazione professionale
per un migliore sviluppo socio-economico dell’Area industriale e portuale di Gioia Tauro. Ci siamo trovati perfettamente d’accordo su tutto, specie
sull’impegno reciproco di favorire la crescita delle nuove generazioni nel rispetto della legalità, cercando di valorizzare e
promuovere quello che già esiste, come il Cefris, per rendere
fruttuosi gli investimenti».
MELICUCCÀ
Si scrive “Sprar” si legge “Sistema di protezione per richiedenti
asilo e rifugiati”. Un segmento
del ventaglio di iniziative finanziate dal Pon sicurezza, per la ristrutturazione e l’ampliamento
di strutture già destinate o da destinare all’accoglienza di immigrati richiedenti asilo e rifugiati.
Nei giorni scorsi il Comitato di
valutazione del Pon sicurezza ha
approvato 5 progetti a carattere
territoriale. Tra questi figura
uno presentato dal Comune, finanziato con 350 mila euro.
Nello specifico, sono previsti
lavori di ristrutturazione e la sistemazione degli spazi esterni
che saranno adibiti ad attività
interculturali e incontri informali della Casa accoglienza “S.
Elia Speleota” inaugurata lo
scorso marzo alla presenza
dell’allora sottosegretario Carlo
Giovanardi (foto). Il nuovo finanziamento consentirà il potenziamento dei servizi già erogati come la distribuzione di pasti caldi, corsi di lingua italiana,
formazione e informazione sui
diritti degli immigrati, segretariato sociale, consulenza legale,
centro di ascolto e una scuola di
lingua e cultura italiana per
bambini e adulti.
Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011
15
Cosenza - Provincia
.
SAN GIOVANNI IN FIORE L’abitazione del primo cittadino si trova in pieno centro
Squarciate le gomme all’automobile
della moglie del sindaco Antonio Barile
La solidarietà del capogruppo del Pd in Consiglio Antonio Belcastro
Mario Morrone
SAN GIOVANNI IN FIORE
Squarciate le ruote all’autovettura della moglie del sindaco,
Gabriella Caputo, in pieno centro della città. È successo ieri notte, nel parcheggio privato di via
Bovio, una traversa che dà sulla
centralissima via Roma, dove il
sindaco Antonio Barile abita al
primo piano del palazzo con la
propria famiglia. Ieri mattina la
scoperta, quando, appunto, della Mercedes 180 “monovolume”
di color nero che, abitualmente
usa la professoressa Caputo per
raggiungere la scuola presso cui
insegna materie umanistiche, si
sono notati i pneumatici sgonfi:
con quello anteriore destro che
più degli altri presentava un piccolo squarcio. Segno evidente
che sono stati appositamente
perforati con qualche ferro od
oggetto appuntito. Ieri, tuttavia,
la notizia non è diventata di dominio pubblico, giacché l’intenso freddo e i primi fiocchi di neve
caduti nel corso della notte, hanno “consigliato” tanta gente a rimanere a casa. Il cattivo segnale
delinquenziale è evidente che sia
stato indirizzato al sindaco del
Pdl Antonio Barile e non certo alla sua consorte, che conduce un
modello di vita normalissimo,
anzi schivo e per nulla appariscente. Dalla sua, Barile, come
del resto tutta la sua famiglia, è
considerato universalmente persona brava, corretta, generosa e
di sani principi. Quindi, appare,
evidente che i malfattori che
hanno preso di mira l’autovettura della moglie (la sua quasi certamente era custodita in garage)
abbiano voluto mandare un “segnale” a Barile, che ci informa
che anche 10 giorni fa gli furono
perforate due ruote.. «ma non ci
La centralissima via Roma dove abita il sindaco
detti peso. Stavolta, però, ho già
telefonato al comandante Pantano e domani mattina (oggi per
chi legge) andrò in caserma a
produrre denuncia contro ignoti». Ed è difficile obiettivamente
ipotizzare la matrice vandali da
dove può essere arrivata. Le ultime vicende politico-amministrative hanno visto Barile e la sua
Giunta in prima fila a difesa dei
precari Sial e Cooperative, e grazie a questi interventi e ai buoni
uffici del prefetto gli operai nei
prossimi giorni dovranno riscuotere almeno due mensilità di salari. Per altri problemi Barile non
ha né potrebbe avere ostilità al
punto che qualcuno di notte pensi a queste malvagità. D’altra
parte, San Giovanni è una cittadina lontana da queste logiche.
C’è sì una lotta politica forte e intensa, ma mai sono stati messi in
discussioni i rapporti umani e di
civiltà. Si brancola, perciò, nel
buio e non si capisce da dove iniziare, anche se, per come appreso, i militari dell’Arma della locale stazione, diretti dal luogotenente Antonio Pantano, avrebbero già iniziato una serie d’indagini per assicurare alla giustizia
questi vandali della notte. E sempre ieri è stato il capogruppo del
Pd Giuseppe Belcastro, ad esprimere «incondizionata solidarietà al sindaco Antonio Barile. San
Giovanni – ha dichiarato Belcastro – è la città emblema della democrazia, della civiltà e della
convivenza civile, quindi mai potremo sopportare che tali atti
vandalici possano colpire qualsiasi cittadino, e men che meno il
sindaco della città, che è chiamato a guidare e ad amministrare la
nostra San Giovanni!».
RENDE La manifestazione s’è conclusa con la consegna dei premi
Un momento dell’iniziativa
berto Castrini (BS); terzoBarbara Cannetti (FE); quatro
Giovanni Maria Pedrani (VE);
quinto Casandra Ioan (Romania).
Premio Speciale a Ornella
Fiorentini (RA) Menzioni
d’onore e di merito agli autori:
Bruno Bianco (AT), Mario Iaquinta (Cosenza), Manuela
Pana (AR), Pier Angelo Piccolo (VE), Antonella Salamone
(SR), Emiliana Cicatelli (SA),
Carla Curcio (Cosenza), Marilina Daniele (SA), Giacomo
Guglielmelli (Cosenza), Filippo Pirro(FG), Giuseppe Salvatore (Cosenza), Maria Luisa
Seghi (FI) Francesca Strufaldi
(LU).
La serata è stata all’insegna
dei canti di Natale con la voce
Soprano Lorena Cutrì, accompagnata al pianoforte dal
maestro Luigi Iorio.
Un appuntamento che ha
allietato i presenti accorsi in
massa.
SALA 1: «Vacanze di Natale a Cortina» Regia di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli. Spett.
ore: 16 - 18.10 - 20.20 - 22.30.
SALA 2: «Le idi di marzo» Regia di
George Clooney. Con George Clooney,
Ryan Goslin. Spett. ore: 15.30 - 18.30 20.30 - 22.30.
SUPERCINEMA MODERNISSIMO
«Sherlock Holmes - Gioco di ombre»
Regia di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law. Spett. ore: 17.30 20 - 22.30. La Rassegna d’essai riprenderà nel mese di Gennaio dopo le
feste natalizie.
SAN NICOLA (CITRIGNO SALA 3)
«Finalmente la felicità» Regia di Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Rocco Papaleo, Thyago Alves. Spett. ore: 16 - 18.10 - 20.20 22.30.
Lunedì chiuso per riposo.
CINEMA ITALIA - Tel. 0984813389
«Midnight in Paris» - Regia di Woody
Allen. Con Owen Wilson, Rachel McAdams. Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 22.30.
A seguire: «Il giorno in più». Regia di
Massimo Venier. Con Fabio Volo, Isabella Ragonese. Unico spettacolo ore
20.30.
(Lunedì chiuso per riposo).
Per ulteriori informazioni visitare il ns.
sito: www.cosenzacinema.it
CINEMA GARDEN
«Vacanze di Natale a Cortina» con C.
De Sica, S. Ferilli. Spett. ore: 16 - 18.10
- 20.20 - 22.30.
SALA A: «Il gatto con gli stivali 3D»
Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 20.30 22.30.
SALA B: «Finalmente la felicità» con
L. Pieraccioni. Spett: ore: 16.30 18.30 - 20.30 - 22.30.
CINEMA ANDROMEDA RIVER
Dal 16 al 22 dicembre sito ufficiale
www.andromedariver.it
SALA 1:«Il gatto con gli stivali 3D»
Spett. ore: 15.30 - 18.30 - 20.30 22.30.
SALA 2: «Vacanze di Natale a Cortina» Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 20.30 22.30.
SALA 3: «Finalmente la felicità»
Spett. ore: 16.30 - 18.30. Segue: «Gioco di ombre Sherlock Holmes» Spett.
ore: 20.15 - 22.30.
SALA 4: «Gioco di ombre Sherlock
Holmes» Spett. ore: 16.20 - 18.40. Segue: «Finalmente la felicità» Spett.
ore: 21 - 22.40.
SALA 5: «Le idi di marzo» Spett. ore:
16.30 - 18.30 - 20.30 - 22.30.
Antonio Barile
Arte solidale tra musica e memoria
Iniziativa dell’associazione GueCi
RENDE. Si è tenuta a Rende sabato scorso, nella Sala consiliare di Piazza Matteotti la manifestazione culturale denominata “Arte Solidale tra Musica e Memoria.
L’iniziativa è stata organizzata
dall’Associazione
culturale
GueCi, presieduta dalla scrittrice e poetessa Rendese Anna
Laura Cittadino
La stessa, sabato, ha presentato l’intera manifestazione.
Insieme a lei il maestro Luigi Iorio. La manifestazione,
che ha avuto un grosso successo di pubblico, si è conclusa
con la cerimonia di premiazione delle opere vincitrici del
Premio Letterario Internazionale omonimo con la narrativa a tema: C’era una volta...il
Natale con la presenza dei
componenti di Giuria: Serafino Caruso, Lorenzo Curti, Mario De Rosa (Presidente di giuria) Geneviève Makaping, e
Michela Zanarella.
Ospiti d’onore della serata il
pittore Rendese Antonio Oliva
con l’esposizione di alcune sue
opere.
E poi ancora l’attore Romano Giuseppe Lorin dall’Accademia di Arte drammatica
“Silvio D’Amico “di Roma.
Vincitori del concorso: primo classificato Gianfranco
Aloe di Cosenza; secondo Al-
Agenda telefonica cittadina
FARMACIE DI TURNO
(dalle ore 13 alle ore 16)
COSTABILE - Via Popilia
SESTI OSSEO - Via degli Stadi
FARMACIE NOTTURNE
(dalle ore 19,30 alle ore 8,30)
COPPOLA TANCREDI - Via Tribunali
GIONCHETTI - Via Panebianco
GUARDIA MEDICA
Cosenza - Via M. d’Oro 18, tel. 411333.
Guardia medica festiva e pre-festiva:
dalle ore 10 di sabato e dei giorni pre-festivi alle ore 8 di lunedì o del primo giorno lavorativo; tutti i giorni dalle ore 20
alle ore 8 del mattino succ., via delle
Medaglie d’Oro 18, tel. 0984/411333
APRIGLIANO-CORTE tel 0984420053
CASTIGLIONE COSENTINO tel.
0984442677
CELICO tel. 0984435117
COLOSIMI tel. 0984963125
DIPIGNANO tel. 0984621697
DOMANICO tel. 0984633263
DONNICI tel. 0984780490
FIGLINE VEGLIATURO tel. 0984422755
GRIMALDI tel 0984964326
LATTARICO tel. 0984933513
MARANO PRINCIPATO tel. 0984856238
MENDICINO tel. 0984630406
PARENTI tel. 0984984882 -
0984965137
ROSE tel. 0984901143
ROVITO tel. 0984435117
SAN GIACOMO D’ACRI tel.
0984917089
SAN PIETRO IN GUARANO tel.
0984471085
SANTA SOFIA D’EPIRO tel.
0984957000
SCIGLIANO tel. 0984966580
TORANO CASTELLO tel. 0984504112
TRENTA tel 0984432952
AMBULANZE
CROCE AZZURRA: (diurna e notturna)
tel. 73767
CROCE BIANCA: tel. 393528
FRATERNITÀ MISERICORDIA: tel.
395040 - 31554
AVAS: (Spezzano Sila) tel. 434121
RENDE
FARMACIA DI TURNO
(Dalle ore 13 alle ore 16)
PELLEGRINI - Roges
CINEMA
CITRIGNO
Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011
17
Catanzaro - Provincia
.
OPERAZIONE “SHOWDOWN” Dopo gli interrogatori di garanzia solo in 6 rimangono dietro le sbarre
Sette scarcerati, due ai domiciliari
Confermata la collaborazione con i magistrati di uno dei fermati
Francesco Ranieri
SANT’ANDREA JONIO
Nel giorno in cui 7 (più 2 che
vanno ai domiciliari) delle 15
persone arrestate nell’àmbito
dell’operazione “Showdown”
contro la cosca “Sia - Tripodi Procopio” del Soveratese possono lasciare il carcere su decisione del giudice per le indagini
preliminari, arriva anche la notizia che una delle persone colpita dal provvedimento di fermoi, Bruno Procopio, che si è
costituito nei giorni scorsi come
del resto ha fatto pure l’imprenditore Francesco Chiodo, avrebbe iniziato a collaborare con la
Giustizia.
Non sono al momento noti i
contenuti delle dichiarazioni
rese dall’uomo ma il suo apporto collaborativo sarebbe cominciato già da qualche giorno.
Le sette scarcerazioni decise
dal gip del tribunale di Catanzaro Antonio Rizzuti, invece, sono
il frutto degli interrogatori di
garanzia svolti sabato scorso in
carcere per la convalida dei
quindici provvedimenti di fermo emanati dalla “Direzione distrettuale antimafia” di Catanzaro contro presunti affiliati ed
esponenti della cosca “Sia-Tripodi-Procopio”. Sulla scorta degli elementi raccolti il gip catanzarese, come detto, ha disposto
la scarcerazione di sette persone, confermando i fermi (divenuti dunque arresti) con custodia cautelare in carcere per i restanti otto, anche se due fermati
sono ora agli arresti domiciliari.
Ieri hanno dunque potuto lasciare la casa circondariale di
Catanzaro-Siano
Francesco
Chiodo (difeso dall’avv. Salvatore Staiano), 43 anni, di Gasperina; Pasqualino Greco (avv.
Salvatore Staiano e avv. Fabrizio Costarella), 50 anni, di Da-
Il cassonetto blu interessato dall’incendio di ieri mattina
CARDINALE Sulla Cristoforo Colombo
Cassonetto in fiamme
a causa dell’inciviltà
e di un servizio carente
Bruno Cirillo
CARDINALE
Leuzzi, Naselli, Sgroi, Lombardo, Borrelli, Tatta, Canziani e Furciniti durante la conferenza stampa dell’operazione “Showdown”
voli; Giuseppe Pileci (avv. Gregorio Viscomi e avv. Giuseppe
Riitano), 39 anni, di Davoli;
Francesco Procopio (avv. Salvatore Staiano), 22 anni, di Davoli; Giandomenico Rattà (avv.
Salvatore Staiano e avv. Maurizio Belmonte), 29 anni, residente a Soverato; Mario Sica
(avv. Armodio Migali), 57 anni,
domiciliato a Davoli Marina;
Pietro Aversa (avv. Salvatore
Vono), 56 anni, di Davoli.
Il gip Rizzuti ha invece confermato il fermo optando però
per la misura degli arresti domiciliari a carico di Francesco Vi-
tale (avv. Domenico Calabretta
e avv. Francesco Maida), 25 anni, di Satriano, ed Emanuel Procopio (avv. Franco Pitelli), 22
anni di Davoli.
Il giudice ha quindi confermato i provvedimenti di fermo
nei confronti di Fiorito Procopio
(difeso dagli avv. Salvatore
Staiano e Domenico Grande
Aracri), 58 anni, residente a Davoli ma domiciliato a San Sostene; Michele Lentini (avv. Staiano e avv. Luigi Gullo), 40 anni,
di San Sostene; Antonio Gullà
(avv. Saverio Raspa), 44 anni,
di Montauro; Angelo Procopio
(avv. Michele Ciconte), 25 anni, di Guardavalle; Giovanni
Nativo (avv. Carlo Petitto e Domenico Fimiano), 28 anni, di
Cenadi; Vincenzo Bertucci, 28
anni, di Serra San Bruno.
L’operazione coordinata dalla “Dda” catanzarese è stata eseguita dal Comando provinciale
dei carabinieri. Militari che
hanno svolto serrate indagini su
un territorio che, negli ultimi
due anni, era stato flagellato da
una sanguinosa guerra tra consorterie di ’ndrangheta per il
controllo del territorio.
Accanto ai provvedimenti di
S. ANDREA JONIO Del rinnovato consiglio direttivo fanno parte tanti giovani
fermo (non eseguiti in toto per
via dell’irreperibilità di altre tre
persone) vi è stata anche l’attività della Guardia di Finanza
che ha portato al sequestro di
beni per circa 30 milioni di euro
ai danni proprio di alcuni dei
soggetti sottoposti al provvedimento.
Un’operazione che, secondo
gli inquirenti, ha gettato luce
anche sulle commistioni tra
economia locale, pubblica e privata, e criminalità organizzata,
volte al controllo degli appalti
pubblici e del settore turistico.
Nella tarda mattinata di ieri alcune abitazioni situate sulla
centralissima circonvallazione
“Cristoforo Colombo” della popolosa frazione “Novalba”, sono state invase da un fumo
nauseabondo proveniente da
un cassonetto in plastica - che
dovrebbe essere utilizzato per
la raccolta differenziata - e nel
quale, invece, viene scaricato
ogni sorta di rifiuto solido urbano. Verosimilmente il maleodorante contenuto del cassonetto è andato a fuoco perché nello stesso vi è stata depositata della cenere calda, residuo della pulizia mattutina di
qualche focolare. Insomma
una ordinaria storia di inciviltà
che, però, fa il paio con il disservizio, considerato che gli altri due cassonetti in metallo
erano completamente pieni di
rifiuti, come anche tutta l’area
adiacente agli stessi cassonetti.
Un vecchio televisore, uno
scaffale e persino un lercio materasso, il tutto depositato in
quel posto da diverso tempo
senza che si sia provveduto alla
rimozione. Per scongiurare la
distruzione del cassonetto in
plastica, del valore di diverse
centinaia di euro, qualcuno ha
pensato bene di chiamare i Vigili del Fuoco di Chiaravalle
Centrale. Prima che le fiamme
si propagassero agli altri rifiuti,
con le conseguenze facilmente
immaginabili per tutta la zona,
gli uomini del “115”, con il caposquadra Gullì sopraggiunti
celermente, hanno domato le
fiamme e scongiurato la distruzione del cassonetto, evitando
così un sicuro danno alle già disastrate casse del Comune.
Non è la prima volta che cassonetti in plastica vengono distrutti da improvvisi incendi e
non è neanche difficile, scorgere nei pressi dei punti di raccolta, anche in pieno centro abitato, rifiuti ingombranti che rimangono per lungo tempo. Sicura mancanza di senso civico
da parte dei cittadini ma anche
assenza totale del servizio di
raccolta degli ingombranti e,
soprattutto poca vigilanza,
considerato che, all’abbandono incontrollato di rifiuti, non
segue mai la scoperta degli autori con la conseguente elevazione della sanzione amministrativa. Sanzione che, se comminata, potrebbe rappresentare un sicuro deterrente.
MONTEPAONE Via al laboratorio multimediale al Comprensivo
Pro Loco, Giovanni Cerminara nuovo presidente Da oggi al “Don Mario Squillace”
lezioni con lavagne elettroniche
SANT’ANDREA JONIO. È Giovanni
Cerminara il nuovo presidente
della Pro loco “Sant’Andrea”,
eletto nell’ultima assemblea dei
soci assieme ad un consiglio direttivo rinnovato e con un’età media
di poco superiore ai 30 anni. Oltre
a Cerminara sono stati eletti Giuseppe Ammendolia, Roberto Andracchio, Teresa Calabretta, Cinzia Codispoti, Carlotta Menniti,
Andrea Samà, Giulia Samà e Giuseppe Enrico Viscomi.
«Il lavoro da fare è tanto - ha affermato il neopresidente. L’obiettivo è quello di mantenere un’associazione di ampie vedute, che
operi nell’interesse della comunità. Una Pro loco che lavorerà a
stretto contatto con l’amministrazione comunale e con le altre associazioni del territorio; ma anche una Pro loco pronta a valutare
ogni idea o iniziativa dei cittadini
andreolese».
“Mission” dell’associazione sarà ovviamente quella di valorizzare il territorio, assieme agli interlocutori sia pubblici che privati.
«Gli interventi toccheranno
tutte le fasce di età e diversi settori
- ha spiegato Cerminara - dai
bambini agli anziani, dal sociale
al turismo, dalle radici all’innovazione, dalla formazione all’intrattenimento».
Considerato il rilievo dalle attività di carattere turistico-culturale per S. Andrea, la Pro loco mira a
organizzare anche servizi di base
nei settori informazione, cultura
e turismo. «Riprendere e descrivere agli andreolesi, e non solo, il
passato con testimonianze – evidenzia ancora il presidente – ci
aiuterà a capire chi eravamo, qua-
S. ANDREA JONIO “Vivi Malajira”
Una panoramica di S. Andrea Jonio
li siano le nostre origini, dove siamo oggi e, soprattutto, dove stiamo andando. Nel nostro paese vi
sono risorse dimenticate - aggiunge - e sarà quindi nostra cura aiutare a scoprire questi tesori, pubblicizzarli e chiedere che vengano
tutelati. Sebbene la Pro loco sia
nata da poco, quantomeno nella
nuova direzione, è un’associazione non lucrativa e apartitica ma
politica nel più nobile senso. La
politica che ci orienta - spiega a
scanso di equivoci Cerminara - è
priva di simbolo e il gruppo di lavoro è ricco di ispirazioni e ideologie differenti. L’obiettivo è, dunque, unico per tutti: Sant’Andrea
Apostolo dello Jonio. Al momento - conclude - siamo come i bambini che iniziano a camminare,
ma confidiamo nell’aiuto di tutti». (f.r.)
SOVERATO Via al Teatro dei bambini
Iniziative di solidarietà
“Il Canto di Natale”
in favore di anziani e bimbi in scena al Comunale
Massimo Ranieri
SANT’ANDREA JONIO
L’associazione “Vivi Malajira” ha
organizzato una serie di iniziative
sociali per rendere vivo e concreto il messaggio del Natale. I diversi momenti aggregativi prenderanno il via oggi e si concluderanno il giorno della befana.
Quelli delle festività natalizie
sono giorni speciali che mettono
al centro in particolare i fanciulli e
la famiglia ed anche tutta la comunità che è una “famiglia” più
grande. L’associazione, guidata
dalla presidente Anna Di Maggio
che ha al suo fianco un gruppo affiatato ed attivo, ha pensato al
coinvolgimento degli anziani della Villa della Fraternità, dove nei
giorni scorsi si è svolta la prima
tombolata, e gli ospiti della Redancia. Il classico gioco delle feste
sarà riproposto il 28 dicembre al
convento delle Suore Riparatrici
del Sacro Cuore. In attesa del Natale saranno distribuiti regali agli
anziani ed ai bambini all’incontro
previsto il 23 dicembre che si svolgerà nella casa di riposo fondata
da don Edoardo Varano.
Maria Anita Chiefari
SOVERATO
Un classico della letteratura
natalizia, eterno e sempre giovane, ha caratterizzato l'apertura della stagione del Teatro
dei bambini “Teatro a colori”
al Comunale di Soverato, curata dalla Scuola di Teatro “
Spazioscenico”, diretta da
Franco Procopio.
È andato in scena, infatti,
“Il Canto di Natale” tratto
dall’omonimo romanzo di
Charles Dickens nella rivisita-
zione di Barbie. Barbie ( interpretata da Mariella Bruzzese), nei panni di Eden Starling, è una sofisticata cantante e primadonna di un teatro
della Londra vittoriana. Con il
suo inseparabile e altezzoso
gatto, Chuzzlewit, pretende
che tutti i membri della compagnia passino il giorno di Natale in teatro, impegnati nelle
prove. Neppure la costumista
e amica d’infanzia, Catherine,
riesce a convincerla a non essere così egoista e capricciosa.
Sabrina Amoroso
MONTEPAONE
Un progetto realizzato con i
fondi messi a disposizione dal
programma “Por Fse Calabria,
qualità della vita ed inclusione
sociale”, per mettere a disposizione delle giovani generazioni
gli strumenti adatti per un’adeguata formazione culturale al
passo con i tempi.
È adesso realtà il laboratorio
multimediale nell’istituto comprensivo “Don Mario Squillace”
di Montepaone che conta
un’ampia sala con 27 postazioni
(due per alunni diversamente
abili), e due postazioni Lim, novità nelle scuole del comprenso-
rio. La lavagna interattiva multimediale infatti è un dispositivo elettronico sulla cui superficie sarà possibile scrivere, gestire immagini, riprodurre file video, consultare risorse web.
In commercio dal 1991 nelle
scuole del nord America e, successivamente adottata in Gran
Bretagna, dove è stata introdotta nelle scuole Primarie di primo e secondo grado, in Italia tale strumento è presente da diversi anni per lo più al nord
mentre in Calabria sono ancora
poche le scuole ad averla adottata.
Lo scopo del progetto montepaonese è quello di sfruttare il
potenziale in termini di appren-
dimento e di partecipazione da
parte degli studenti coinvolti in
lezioni interattive in cui le Lim
saranno utilizzate con vari software che integreranno la trattazione degli argomenti consueti.
Per l’istituto di Montepaone
è stato inoltre realizzato un vero e proprio laboratorio linguistico che, con i nuovi strumenti,
permetterà agli alunni lo scambio a distanza con altre realtà.
Ben 56.000 euro spesi per la
realizzazione del tutto, da oggi
a disposizione dei docenti. Rimane ora a insegnanti e dirigenti il compito di sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione.
SOVERATO Incontro dell’Osservatorio “Falcone Borsellino”
Provincia , ente utile o solo costi?
Cesare Barone
SOVERATO
Si è discusso dell’emendamento al decreto Monti riguardante l’abolizione delle
Province nella conferenza
stampa organizzata dall’Osservatorio “Falcone – Borsellino – Scopelliti”. Ospite il vicepresidente del consiglio provinciale di Catanzaro, Emilio
Verrengia.
«Cancellare l’ente intermedio vuol dire innanzitutto eliminare un presidio di legalità», ha dichiarato Verrengia,
che ha anche sottolineato co-
me i costi reali delle Province,
come rilevato da uno studio
dell’ “Unione Province d’Italia”, sono per il personale, per
l’ambiente, la viabilità e le
scuole, e solo una parte irrisoria serve per lo stipendio degli
amministratori. «Non si tratta
di difendere una casta, anche
perché le indennità dei politici
provinciali sono irrisorie, ma
di impedire un ulteriore allontanamento del cittadino dalla
politica, già innescato dall’attuale legge elettorale».
L’argomento sarà portato
nel Consiglio d’Europa in seduta plenaria dallo stesso Ver-
rengia, mentre se il provvedimento sarà approvato dal Parlamento ci sarà un ricorso
dell’Upi, appoggiato da alcuni
consigli regionali compreso
quello della nostra regione,
presso la Corte costituzionale.
Carlo Mellea, presidente
dell’Osservatorio, si è dichiarato di parere opposto a quello
di Verrengia, sostenendo che
«le Province vanno abolite e le
loro competenze trasferite ai
Comuni», pur rimarcando il
buon lavoro svolto dalla giunta guidata da Wanda Ferro in
questi anni. Tra i relatori pure
l’avvocato Fabio Guarna.