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24 ore in Calabria Il “giallo” della morte. La Procura di Castrovillari ha avviato le verifiche delle persone informate dei fatti Bergamini, tutti i testi da sentire Dalla madre della Internò a Storgato, quelli che sanno qualcosa su Denis di FRANCESCO MOLLO CASTROVILLARI - Con l'escussione della prima teste, Isabella Internò - che avrebbe ribadito la versione del tentativo di fuga dall'Italia da parte di Denis, con lei che doveva riprendersi la macchina a Taranto, e l'improvviso raptus suicida - si può dire iniziata la fase dei “riscontri personali” della nuova inchiesta sull'omicidio di Bergamini. Mentre sul fronte scientifico i Ris di Messina lavorano sugli effetti personali che sembrano smentire la suggestiva dinamica del suicidio a “tuffo” e il trascinamento per circa sessanta metri del corpo sotto il pesante camion che investì il calciatore di Argenta quel 18 novembre 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico. Ma ecco l'elenco dei possibili testimoni che potrebbero essere ascoltati durante l'indagine avviata dalla procura di Castrovillari. Persone - va ribadito - che in questa fase preliminare potrebbero essere sentite solo per «sommarie informazioni». ISABELLA INTERNO' - O meglio: Isabella Anna Internò. All'epoca dei fatti ha circa venti anni, ed è sul luogo del “suicidio” per esserci arrivata - così risulta agli atti con la vittima. Così si identifica ai carabinieri che verbalizzano l'accaduto: «Dal 1985 al novembre 1988 sono stata fidanzata quasi ufficialmente con il calciatore del Cosenza Donato Bergamini. Poi, dal 1988 ci siamo lasciati e ripresi in più volte». Nei verbali del brigadiere Barbuscio resta impressa la frase con la quale rassicura il camionista appena sceso dal mezzo: «È il mio ragazzo. Si è voluto suicidare». Dopo di ciò, con un misterioso mezzo di passaggio va a Roseto Marina, nel bar “da Mario”, per tele- fonare a Gigi Simoni, a Francesco Marino, e alla madre. RAFFAELE PISANO - È L'autotrasportatore che quel pomeriggio è alla guida del camion carico di mandarini diretti a Milano. All'arrivo dei carabinieri dichiara, in sintonia con l'altra testimone, che il calciatore si è “tuffato” improvvisamente sotto le ruote del camion e sottolinea di «mettersi a completa disposizione della giustizia». Due volteassolto dall'accusadiomicidio; fino alla scorsa settima è stato creduto morto. Ma in realtà e vivo e abita ancora a Rosarno. MICHELE PADOVANO Inizia la sua carriera professionistica in Serie C2 con l'Asti TSC nella stagione 1985/86. Nell'ottobre del 1986 si trasferisce al Cosenza e vi resta per quattro anni, diventando il più intimo amico di Denis. Nel 1990 passa in Serie A con il Pisa e poi a seguire Napoli, Genoa e Reggiana. Dal 1995 al 1997 gioca nella Juventus di Marcello Lippi. Nel 2006 cominciano suoi guai giudiziari che una settimana fa gli portano la condanna a 8 anni e 8 mesi come partecipe dell'organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. MARIO INFANTINO - È il titolare del bar di Roseto dove lsabella Internò, accompagnata da un uomo (mai identificato) a bordo di una Ritmo o di una Golf, va a telefonare al tecnico Gigi Simoni, al calciatore Francesco Marino, e alla madre, Concetta Tenuta. All'epoca sottoscrive che l'orario della telefonata poteva essere le 19 e 30. Ma oggi dichiara: «Era ancora giorno, fuori si vedeva bene». Dunque la nuova testimonianza sposterebbe di circa due ore indietro le lancette dell'orologio. LUCIANO CONTE - Allora è solo un “amico di famiglia”; Rocco Napoli Al superteste 8 anni per droga Giuliana T. l’amica milanese Denis Bergamini festeggiato al termine di una partita del Cosenza oggi è il marito di Isabella Internò. In virtù della sua costante vicinanza alla ragazza, il cinquantenne soprintendente di Polizia potrebbe essere sentito comepersona informata dei fatti. CONCETTA TENUTA- È la madre di Isabella Internò. Trentanove anni all'epoca. È una delle tre persone alle quali la ragazza ha telefonato subito dopo la morte di Denis, ma mai nessun magistrato ha vo- luto sapere perché proprio a lei: una premura della ragazza preoccupata del fatto che la madre avrebbe potuto apprendere della morte del calciatore e preoccuparsi delle condizioni della figlia? Ma perché poi, è la donna a telefonare al presidente del Cosenza calcio, Antonio Serra? ANTONIO SERRA - Nella sua qualità di presidente del Cosenza calcio dal 1988 al 1990 è certamente persona In un’intervista Padovano promette di chiarire con il pm: «Assurdo parlare di droga» «Ho un’idea di come è morto Denis» CASTROVILLARI - In una intervista al Resto del Carlino, Michele Padovano (condannato la settimana scorsa a 8 anni di reclusione per traffico di droga) si è detto pronto a raccontare alla procura la sua idea sulla morte dell'amico Bergamini, ma a certe condizioni. Ecco come risponde a Caterina Veronesi. Di droga ne giravanegliambienti dellasquadra,oin quelli che frequentavate fuori dal mondo calcistico? «Nulla, nella maniera più assoluta, mettere Denis in relazione con la droga vuol dire infangare il nome di un ragazzo pulito». Ai funerali disse al padre che se Donato si fosse confidato, l'avrebbe potuto aiutare perché conosceva unpezzo da novanta dellamalavita locale, è vero? «Sì l'hodetto, avevo poco più di 20 anni, del resto lo sapevano tutti: eravamo circondati da personaggi un po' discutibili, diciamo così. Ma non mi riferivo a nessuno in particolare, sa quando si è giovani si dicono tante cose...». Ha mai creduto al suicidio? «Assolutamente no». Si è fatto un'idea di che cosa può essere accaduto quella sera? «Sì, un'idea me la sono fatta». Qual è? «No guardi, preferisco tenerla per me. Voglio che la verità dia dei frutti...» risponde nel suo modo criptico lasciando il dubbio che si riferisca alla processo per la morte dell'amico oppure al suo per suo per traffico di stupefacenti. GIUSEPPE MALTESE-L'ex massaggiatore è da sempre convinto della forte influenza di Padovano sull'amico. È tra i pochi ad aver visto il cadavere: «Aveva solo un piccolo ematoma alla testa e un graffio sulla palpebra». ROBERTO RANZANI - Il direttore sportivo dell'epoca conosce bene Denis e lasua famiglia.Èluiche portaaDomizio i mocassini Tod's che Denis porta ai piedi quel giorno, riferendogli che è Mimmoli- no Corrente a mandarglieli e lo prega di mantenere il segreto sul come li abbia avuti. GIGI SIMONI- Per l'allenatore Bergamini nell'ultimo periodo appare triste e cupo. LUIGI SIMONI- Ingaggiato nel 1984, con iLupi indossa lamaglia numero1 in cinque campionati. Non crede all'ipotesi del suicidio. È lui a presentare Isabella, che è amica di una ragazza che lui frequenta, a Denis. PASQUALE COSCARELLI - È il perito che ha accertato che il camion avrebbe potuto fermarsi entro 15, 18 metri, e non oltre cinquanta metri come dichiarato dall'autotrasportatore. FRANCESCO M. AVATO- È il medico legale che esclude il trascinamento e parla piuttosto di “sormontamento”, con il corpo già disteso al suolo. f.mo. molto informata: conosce bene Denis “uomo”e le sue qualità sportive,ma anche buona parte della sue frequentazioni . FRANCESCO MARINO- Il terzino destro è nel Cosenza dall'82. Con i rossoblu, infatti, disputa in tutto undici campionati di cui cinque in Serie B. Successivamente ha intrapreso il ruolo di dirigente, lavorando prima come direttore sportivo per il Cosenza e in se- guito come osservatore per la Juventus. Isabella Internò dichiara di averlo incontrato la mattina del 18 novembre prima del ritiro al motel Agip. Ed è una delle tre persone alle quali la ragazza telefona per comunicare la morte di Denis. RENZO CASTAGNINI - È uno dei più anziani dell’undici rossoblu dell'epoca ma non per questo escluso dalla vita della squadra. È con il collega Marino quando la mattina del 18 novembre, prima del ritiro, i due incontrano Isabella. MASSIMO STORGATO Lo stopper cresciuto nella Juventus gioca solo due stagioni nel Cosenza. Ma è con lui che Denis fatutta la stradada Ferrara a Cosenza il martedì precedente alla morte, di rientro dal giorno libero dopo la partita con il Monza. Chissà se Denis nonsi siaaperto unpo' con quel compagno di viaggio? GIULIANA T. - È l'amica con la quale Denis trascorre la serata dopo la partita di Monza e la nottata all'hotel Hilton di Milano. SERGIO GALEAZZI - Centrocampista al Cosenza dall'86 al '90. È con Denis al cinema Garden; ma non viene mai interrogato. «Quando si è spenta la luce ho visto Donato alzarsi. Lo attendevano due persone. Ho visto solo le loro sagome. Non so se sono andati via insieme, ma di certo Donato non è più rientrato». MARIO ROCCO NAPOLI Quarantasettenne di Roseto, è il teste ascoltato durante il primo processo. Fa la sua comparsa “volontaria” quando sulla stampa (ma è di certo una coincidenza) la versione del suicidio comincia a vacillare. Racconta che passando sul luogo dei fatti, qualche minuto prima, vede un ragazzo fuori dalla Maserati, sul bordo della strada. Tanto basta per screditare l'ipotesi che Denis sia stato ucciso altrove e portato lì per inscenare il suicidio. Oggi è detenuto per una condanna non definitiva a 8 anni inflittagli con l'operazione Skhoder, con la quale la Dda ha scardinato il traffico di stupefacenti tra Albania e Italia. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro 9 Lunedì 19 dicembre 2011 19 - Grecanica e Tirrenica REDAZIONE: via Cavour, 30 - 89100 Reggio Calabria - Tel. 0965.818768 - Fax 0965.817687 E-mail: [email protected] Il comitato “Futuro sicuro” replica a quanti temono infiltrazioni nel progetto della centrale di Saline «Carbone, che c’entra la mafia?» Campolo: «Ai signori del “no” chiedo se sono a conoscenza di fatti specifici» MONTEBELLO JONICO - «Basta attacchi scorretti e tentativi di delegittimazione, riportiamo al centro del dibattito i contenuti». Il comitato “Futuro sicuro”, per voce di Paolo Campolo, torna a parlare della centrale a carbone di Saline Joniche contestando quanti continuano a criticare il progetto della multinazionale svizzera Sei. Dice Campolo: Ci risiamo. Un altro contributo “mirabile” da parte del coordinamento delle associazioni area grecanica sulla nota faccenda della Centrale a carbone Sei. Mirabile perché a mala pena si capisce a quale progetto questi professionisti del “no” fanno riferimento. Mirabile perchè, ancora una volta, viene ribadita una posizione ideologica, priva di contenuti, adducendo argomenti sconclusionati e illogici». «Questi signori - incalza Campolo - sono arrivati ad attaccare l'azionista di maggioranza di Sei, la società Repower, anche perché è stata vittima di frodi al suo stesso interno (le mele marce ci sonoanche nelle migliori famiglie secondo un vecchio proverbio). Criticano l'operato della stessa Sei, dei suoi consulenti e dei comitati che sostengono il Progetto, in altre parole di tutti coloro che si permettono di dissentire dalla loro “verità rivelata”». I fatti oggi, però, secondo “Futuro sicuro”, ci dicono solo una cosa: «Il Progetto Sei è l'unica opportunità concreta per il nostro territorio, il Ministero dell'Ambiente, insieme a numerosi esperti, ci dice che si tratta di un investimento sicuro. E allora questi signori del No di cosa stanno parlando ancora? Ed il “vero territorio” interessato cosa sta aspettando?». «Il Comitato che presiedo - spiega Campolo respinge con grande forza un certo atteggiamento autolesionistico, le cui uniche vittime non sono le società che vorrebbero investire nella nostra terra (queste sapranno trovare un altro posto dove portare sviluppo e lavoro) ma noi abitanti della zona, che ci sentiamo tirati per la giacchetta da un'associazione che non si sa bene chi rappresenta. Quello che conosciaContestatori della centrale mo alla perfezione sono invece quelle sparute manifestazioni che periodicamente cercano di organizzare e che puntualmente si riducono alla presenza dei soliti nomi in cerca visibilità». Ed ancora: «Con il comunicato stampa di due giorni fa però registriamo un salto di qualità nel tentativo di delegittimazione dell'avversario: non basta più far leva sulla situazione in Svizzera piuttosto che su altri progetti che nulla hanno a che fare con quello di Saline Joniche se non il soggetto proponente: la Sei. Tra le tante accuse scorrette ce n'è una particolarmente odiosa, che deve far indignare ogni calabrese: quella che respinge l'investimento perché a rischio di infiltrazione mafiosa». «A questi signori vorrei chiedere - aggiunge Campolo - siete a conoscenza di specifiche ragioni che porterebbero la 'ndrangheta ad essere particolarmente attenta ai soli investimenti nel carbone? Quando proponete mirabolanti progetti nelle rinnovabili (ovviamente senza mai scendere in dettaglio) che garanzie potete offrire che anche questi non attraggano le attenzioni della malavita? Quale la vostraricettaperevitare questorischio:direno a qualsiasi progetto? In questo caso mi permetto di darvi un consiglio: proviamo ad immaginare uno sviluppo nel pieno rispetto della legge, dove chi vuole investire in Calabria lavori a stretto contatto con istituzioni e forze dell'ordine, forse lo avete dimenticato, ma esiste anche questa strada». «Ed è l’unica percorribile per chi - afferma - come una azienda (la Sei) vuol portare avanti un Progetto del genere, e realizzare un’opera che possa far rinascere la speranza per un futuro migliore e sicuro per i giovani della nostra terra. Quella della legalità, è l’unica e sola strada che noi conosciamo, e che certamente la Sei sa di dover percorrere se vuole arrivare fino in fondo, senza compromessi di sorta di alcun genere, confidando solo ed esclusivamente nella assoluta bontà del suo Progetto». «Quella della legalità è l’unica strada percorribile» BOVA MARINA Dedicato alle donne del Risorgimento di ENZA CAVALLARO BOVA MARINA - L'Università per la terza età e il tempo libero di Bova Marina, a conclusione del 150° anno dell'Unità d'Italia presenta, domani alle 17.15, una conferenza sul tema “Alle donne, troppo spesso ignorate dalla storiografia ufficiale, protagoniste del Risorgimento invisibile e dell'Unità d'Italia”. L'incontro che si terrà nell'Auditorium dell'Irssec, sarà presentato da Elio Cotronei , presidente dell'Ute-tel, e sarà Antonella Genova a relazione su “Figure femminili nel Risorgimento”. Caterina Capponi, invece, parlerà di “Quando Marianna impugna il fucile. Donne e trasformazione nella Calabria in Età napoleonica”, Agazio Trombetta, poi, affronterà il tema sui “Confini del nuovo Regno”. Parteciperà Francesca Crea, commissario prefettizio di Bova Marina. Concluderà la serata un Concerto della Corale Polifonica “Don Ruggero Coin” diretta dal maestro Aldo Gurnari. Il progetto della centrale a carbone di Saline Joniche Pubblicato un bando dedicato ai minori con difficoltà La giunta comunale di Bagnara accelera sul “Centro ludico” di FRANCESCO IERMITO BAGNARA - L'amministrazione comunale guidata dal primo cittadino, Cesare Zappia, prosegue il suo percorso per l'istituzione del “Centro ludico permanente”. È stato pubblicato in questi giorni, infatti, un bando di gara per la gestione di un meglio specificato “Centro di aggregazione sociale per disabili medio/lievi e centro socio-educativo-ricreativo per minori”, con lo scopo di offrire un servizio che consista nel creare «momenti di aggregazione ai soggetti con lieve o media non autosufficienza riscontrabile con documentazione sanitaria e ai minori appartenenti a nuclei familiari disagiati o segnalati dal Tribunale ai servizi sociali territoriali perché in situazione di forte degrado morale». L'importo a base d'asta ammonta a 19.000 euro ed il servizio è finanziato con fondi regionali e in parte con fondi comunali. Il termine di presentazione delle proposte è previsto per il 10 Gennaio 2012 e dovrà essere eseguito con un numero di 480 ore di attività assistenziali distribuite nell'arco di dieci mesi. L'ente rende noto che è «consentita la presentazione di offerte anche da Cooperative sociali appositamente e temporaneamente raggruppate. Saranno prese in considerazione solo gli enti iscritti all'albo regionale di Cooperative sociali onlus e comunque, in regioni nelle quali non sussiste detto albo, necessita l'iscrizione presso i registri prefettizi o delle province». Insomma, prende corpo così un progetto che, alcuni giorni fa, fu annunciato dal primo cittadino, Cesare Zappia, e dal consigliere delegato al ramo, Giuseppe Surace, i quali, con soddisfazione, spiegarono in modo chiaro l'intento da perseguire e il servizio reso alla cittadinanza: «Il centro ludico permanente - spiegò Zappia in quell'occasione - sarà istituito durante le fasce di orario pomeridiano». Ed ancora: «Abbiamo avuto un piccolo ritardo nella sua messa in funzione dovuto solo ed esclusivamente alla ricognizione della disponibilità delle risorse regionali che sono state recapitate al comune di Villa San Giovanni. I locali saranno disposti presso l'ex istituto scolastico di via XXIV Maggio e nel più breve tempo possibile si procederà subito all'ammodernamento degli stessi e al relativo ampliamento». Il sindaco Cesare Zappia guida la giunta comunale di Bagnara Calabra Festività all’insegna della cultura al Centro di storia naturale dello Stretto di Messina A Villa S. Giovanni per un “Natale al museo” di FRANCESCA MEDURI VILLA SAN GIOVANNI - Festività natalizie all'insegna della cultura a Villa San Giovanni, con i reperti storici, archeologici e artistici del “Museo di Storia Naturale dello Stretto di Messina nel Mediterraneo”, che nella giornata odierna (dalle 11 alle 19.15, orario continuato e ingresso gratuito) ospiterà la prima edizione di “Natale al Museo”, iniziativa organizzata dalla direzione della struttura, nella persona di Rosa Bonanno, e patrocinata dal Comune villese e dall'Università degli Studi di Messina. «Nelle inedite vesti natalizie - afferma l'assessore comunale alla Cultura, Giovanni Siclari - il “Museo di Storia Naturale dello Stretto” è pronto ad accogliere tutti i visitatori che vorranno apprezzare il considerevole patrimonio esposto, ricchissimo di spunti che meglio riescono a far comprendere e apprezzare il nostro territorio e le sue innumerevoli risorse naturali». «Un'iniziativa - aggiunge il delegato della giunta comunale Giovanni Siclari - che integra il ricco programma di eventi natalizi promosso dall'amministrazione comunale e che si sta realizzando grazie all'indispensabile supporto delle associazioni che operano attivamente nel nostro Comune». In tale contesto, dunque, si inserisce «quanto, con impegno e professionalità, sta promuovendo il gruppo di ricer- L’ingresso del Museo di Storia naturale catori dell'Università di Messina nella città di Villa San Giovanni, che sotto la prestigiosa guida dalla professoressa Antonia Messina e il coordinamento scientifico di Rosa Bonanno, ha dato vita e animato le attività del “Museo di Storia Naturale», conclude Siclari. L'invito è aperto a tutti coloro che saranno lieti di ritagliarsi un piccolo spazio, in questi giorni di festa, da passare in mezzo alle ricchezze naturalistiche dell'area dello Stretto raccolte e catalogate negli anni da esperti in vari settori delle Scienze Naturali. Una piccola sezione di Antropologia insieme a una fornita Biblioteca arricchiscono l'affascinante percorso attraverso le bellezze dello Stretto. Insomma, si tratterà di un momento particolarmente interessante per quanti vorranno trascorrere le festività natalizie a contatto con le bellezze del museo. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Provincia Lunedì 19 dicembre 2011 20 Redazione: via D. Correale, 13 - 89048 Siderno (Rc) - Tel/Fax 0964.342451 - E-mail: [email protected] A Casignana amministrazione comuanle e Ufficio del commissario tengono sotto osservazione l’impianto Verifica costante alla discarica Il percolato verrebbe smaltito regolarmente nelle apposite vasche di raccolta di PASQUALE VIOLI CASIGNANA - Controlli giornalieri e costanti sulla discarica di Casignana. E' quanto sta facendo l'amministrazione in carica, seguita passo passo dall'Ufficio del commissariato per l'emergenza ambientale, per il sito di raccolta dei rifiuti finito nell'occhio del ciclone dopo l'inchiesta “Black garden” che ha visto finire ai tra gli altri domiciliari il sindaco di Casignana Pietro Crinò e il fratello Antonio Crinò responsabile della ditta che gestiva la discarica. Anche dopo il sequestro da parte dell'autorità giudiziaria le segnalazioni di “fuoriuscite di percolato” continuano e sono al vaglio sia degli inquirenti che delle istituzioni preposte. L'amministrazione che oggi guida l'ente, visto la sospensione di Pietro Crinò, è in costante attenzione sul problema che ruota intorno al sito di raccolta rifiuti. Da una parte quindi, la riproposizione di foto e denuncie del Comitato “NoDiscarica” relativamente alla fuoriuscita di percolato dalla discarica di Casignana e, dall'altra, la rassicurazione fornita dalla locale Amministrazione che, con la vigilanza del rappresentante nominato dall'Ufficio del Commissario per l'emergenza Rifiuti di Catanzaro, sta provvedendo al quotidiano smaltimento del percolato dalle vasche di contenimento, principale adempimento al quale bisogna ottemperare in questa fase visto che la discarica è ormai chiusa ai conferimenti dallo scorso mese di aprile. Prima del provvedimento di sequestro della discarica emesso dal Gip di Reggio Calabria, a detta dell'amministrazione di Casignana, si seguiva il calendario prefissato per lo smaltimento del percolato, che non è stato rispettato soltanto nei giorni compresi tra Il sindaco Pietro Crinò a confronto con cittadini sulla discarica «Una primavera della Locride» «Spesso i primi cittadini danno risposte concrete a tante famiglie in difficoltà» CASIGNANA - «Esprimo affetto a Pietro Crinò e alla sua famiglia e sono loro vicino con l'umile Preghiera di speranza affinché ogni azione, ogni giudizio in corso nelle mani della giustizia possa fare luce sulle indagini, fiducioso che il nostro primo cittadino dimostrerà l'estraneità per ogni fatto». Inizia così la lettera che don Giuseppe Zurzolo, parroco di Casignana, ha scritto al primo cittadino Pietro Crinò, attualmente sospeso dall'incarico, e coinvolto nell'operazione “Black Garden” . Il prete del centro della Locride rivolge un pensiero a sindaco ma si rivolge anche ai cittadini. «La Chiesa, che è madre - scrive don Zurzolo - ci insegna che non è nella carità evangelica puntare il dito contro i nostri fratelli ed accusarli dinnanzi a fatti che non si conoscono e che è giusto lasciare alle varie competenze ogni riscontro». Poi il parroco di Casignana ricorda l'impegno degli amministratori nel territorio della Locride. «Non possiamo dimenticare quanto bene i vari sindaci operino sul territorio per tanta gente che a loro si rivolge animata da speranza per un futuro più certo. Spesso i primi cittadini danno risposte a “Emergenza democratica” di MAURIZIO ZAVAGLIA L’impianto di Casignana La lettera di speranza di don Zurzolo indirizzata a Pietro Crinò e ai sindaci della zona Incontro a Siderno sulle problematiche del territorio della Locride SIDERNO - “Emergenza democratica nella Locride”. E' il titolo di un documento politico che circola nel territorio e che è stato alla base di un partecipato incontro svoltosi presso l'Ymca di Siderno. Vi si legge che «l'inchiesta della magistratura che ha recentemente coinvolto il sindaco di Casignana, collocata nel quadro più complessivo di altri primi cittadini arrestati, denunciati o indagati, pone in luce uno scenario inquietante e lancia un forte allarme a tutti i cittadini affinchè affrontino con sollecitudine il problema dell'emergenza democratica». Nell'iniziativa che è servita a creare un confronto su queste premesse (partecipata tra gli altri da Sasà Albanese, Natale Bianchi, Damiano Bonfà, Cosimo Pellegrino, Francesco Talia, Bruno Grenci, Salvatore Fuda), è stato affermato che «non si vuole entrare nel merito delle responsabilità civili e penali che, nel campo la notifica, appunto, dell'atto e la conseguente apposizione dei sigilli e la autorizzazione all' accesso da parte sempre delle autorità competenti . Tutte le questioni, ovviamente, sono al vaglio dei soggetti che seguono la vicenda. Quindi arriva una certa rassicurazione da parte di chi oggi vigilasul sitodi raccoltarifiuti, che oramai chiuso da diversi mesi, necessita solo di una gestione ordinaria del percolato e delle altre questioni relative alla produzione di derivati dai rifiuti. Intanto si attende la decisionedel Gip di Reggio Calabria, che in questi giorni sta concludendo gli interrogatori delle persone coinvolte nell'inchiesta “Black Garden”, per capire su che binario si metterà l'inchiesta cheha coinvoltola gestionedelladiscarica epercapire le reali condizioni di sicurezza del sito di raccolta. giudiziario, vengono contestate agli indagati, ai quali spetta il diritto di dimostrare l'estraneità», ma anche che, «a scanso di equivoci, si esprime forte solidarietà alla magistratura che con la sua azione, nell'alveo della costituzione e per la difesa della democrazia, sta abbattendo un tabù che sembrava atavico ed inamovibile». Ci si riferisce, in particolare, «al senso di impunità diffuso che ha consentito a svariate consorterie di utilizzare le istituzioni pubbliche e gli organismi da esse controllate per ingrassare, lucrando sulla pelle dei cittadini, per elargire favori, per costruire privilegi e carrozzoni clientelari, fino a trasformare intere realtà in feudi personali, dove tutto fosse consentito, in barba ai valori, all'etica ed alle regole di una società democratica». A finire sotto la lente d'ingrandimento, in particolare, è il comitato dei sindaci della Locride, «che solo in alcune circostanze è riuscito a rappresentare qualche debole ragione territoriale, ma per il resto è rimasto un organismo simile ad una stanza di compensazione, preoccupato di soddisfare singole aspettative nella distribuzione di incarichi, buoni solo a tenere in vetrina soggetti squalificati ed inadeguati nel ruolo in cui si sono ritrovati anche grazie a patti scellerati vuoi con consorterie criminali, vuoi con consorterie economiche». L'iniziativa è servita ad analizzare le cause dello «svuotamento di questo comprensorio, della sua marginalizzazione, del suo impoverimento generale, del degrado sociale ed ambientale». I circa trenta partecipanti, comunque, nei loro interventi hanno manifestato l'esigenza di «andare oltre lo sfogatoio» e di «far diventare risorsa le tante solitudini che oggi si avvertono tra i cittadini di buona volontà». L'intento, insomma, è quello di continuare nel dibattito e nel confronto, estendendolo in ogni centro ed in ogni contrada della Locride. tante famiglie nella concretezza di un lavoro, nella gioia di un futuro incerto che diventa certezza. Si parla tanto di rinnovamento della Locride, martire delle tante ingiustizie, impoverita nella dignità e sfiduciata verso un futuro sempre più incerto. Si, questa sfiducia è divenuta una piaga ed è stata assunta come stile di vita, delegando ogni responsabilità all'altro, chiunque esso sia. Quanti diti sono puntati sui nostri sindaci sempre più soli nell'affrontare le tante richieste che spesso per limiti economici non riescono a soddisfare, senza tuttavia rinunciare a fare A curare l’iniziativa l’artista Paola Comito quello che possono fare». Infine don Zurzolo conclude lanciando un messaggio di speranza. «Non possiamo sentirci parte integrante di una comunità se, noi credenti nell'amore di Cristo, non preghiamo per coloro che sono in prima linea, come primi cittadini. Pregare per loro è sperare che loro con la nostra lode non si sentano soli, aggravati da tanti pesi. Se staremo accanto ai nostri fratelli nella Fede, nella preghiera, allora la sfiducia non ci sovrasterà, anzi si tradurrà in fiducia e potremo sperare in “Una Primavera della Locride”». Dalla scuola media “Pirgo” di Grotteria Ritorna Kaulon Arte Tra concerto di Natale in bottega tutto il mese e commedia teatrale di VINCENZO RACO di CAMILLO MAZZONE MONASTERACE - Kaulon Arte ritorna in versione natalizia dall'8 al 31 dicembre in una piccola ma graziosa bottega collocata a lato nord di quello che sarà chiamato Corso Giuseppe Mazzini a Monasterace. Protagonista di questa raccolta di arte pittorica e decorativa l’artista monasteracese doc, Paola Comito. Anche in questa versione invernale non mancheranno i ritrarti dell'artista monasteracese, così come le terrecotte Alais, le ceramiche e i gioielli in racù di Renzo Fascì, in più le mitiche creazioni di zia Checca e i prodotti dell'azienda agricola Melea. Novità le decorazioni natalizie fatte a mano dall'artista: fraqueste segnaliamocentro tavola con base piatto, decorato con candela fiore, pigne, nastri e applicazioni - argento e blu - interamente realizzato a mano, centri tavola con pigne e candele. Bellissimo l’Albero di Natale composto da piume e decorato con palline di spago e rattan illuminato con luci a led bianche, un idea originale e piacevole per il natale. Insomma quello che si può ammirare di primo acchito e che è la caratteristica di Kaulon Arte e l'unicità dei pezzi a disposizione. L'originalitàè delresto labase essenzialeper un artista emergente, l'ispirazione preponderante per promuovere la propria arte pittorica. La Comito, giovane pittrice sulla breccia da qualche anno, punta molto su questo studio d'arteper farconoscerel'artequella scrittacon tutte le lettere maiuscole e quella che non pone limiti alla fantasia e all'immaginazione artistica. PIRGO DI GROTTERIA - L'Istituto comprensivo di Grotteria-Sezione scuola media di Pirgo, guidata dall'attivissima preside, Maria Rosaria Pini, in occasione delle feste natalizie, si fa sentire ancora una volta. Lo aveva già fatto con tre manifestazioni pubbliche per la chiusura dell'anno scolastico 2010/2011 con una eccezionale mostra mercato, con la rappresentazione teatrale “Rugantino” e col concerto “Canzoni di sempre”. In tutte e tre celebrazioni ha dimostrato l'attaccamento dei ragazzi allo studio e le doti artistiche dei gruppi e dei solisti che si sono esibiti. Quest'anno, sostenuti come sempre dalle famiglie che di questa scuola, su sollecitazione dei docenti, si sentono parte integrante, hanno deciso, con molto impegno, di offrire all'intera popolazione due serate d'intrattenimento per le feste natalizie. Questa sera con un “Concerto di Natale” che vede protagonista tutta la scuola e, in modo particolare, il prof. don Fabio Campione che viene considerato fratello maggioredegli studenti,laseconda, seragiovedì, che avrà come protagonisti solo 6 studenti che si cimenteranno in una commedia brillante in tre atti “A Finestra”, di Maria Pia Battaglia. Eccoli: Francesca Albanese (Bettina), Vanessa Oppedisano (Camilla), Rocco Panetta (Cesarino), Roberto Nigro (don Mario), Serena Daniele (Lucia) e Marianna Leoncini (Lucrezia). E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Locride Lunedì 19 dicembre 2011 21 Ufficio di Corrispondenza: Piazzetta 21 Marzo, 9 - 89024 Polistena Tel/Fax 0966.935320 E-mail: [email protected] A Gioia Tauro le istituzioni hanno effettuato un sopralluogo tra gli immobili sottratti alla ’ndrangheta Monitoraggio dei beni confiscati Caligiuri: «Un importante cammino di cooperazione e crescita sociale e culturale» di ALEESANDRO TRIPODI GIOIA TAURO - Una delegazione guidata dal primo cittadino Renato Bellofiore e composta, tra gli altri, dall'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, ha effettuato sabato scorso a Gioia Tauro un sopralluogo in alcuni beni immobili confiscati alla criminalità organizzata i quali, da pochi giorni, sono stati ufficialmente assegnati all'Ente. Insieme al sindaco e all'assessore regionale anche l'assessore provinciale alla Formazione professionale, Giovanni Calabrese, il vicesindaco Jacopo Rizzo, il presidente del Consiglio comunale, Domenico Cento, l'assessore comunale alla Cultura, Monica Della Vedova e il responsabile del settore Assetto del Territorio, Francesco Mangione. «L'obiettivo di questa visita - scrive Bellofiore in un comunicato - è stato quello di concordare con le autorità regionale e provinciale le migliori possibilità di uso di tali beni, simbolo di una presa di possesso da parte dello Stato di una parte del territorio che deve essere restituita alla popolazione sotto forma di servizi e vantaggi sociali». Chiara la posizione sull’argomento del sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore: «L'uso sociale di un bene confiscato alle criminalità organizzata è un fattore primario nella crescita socio-economica della città - viene evidenziato nella nota diffusa agli organi di informazione - e favorisce lo sviluppo nei cittadini di un consenso fiducioso nei confronti dell'operato delle Istituzioni. I beni confisca- ti devono rappresentare occasioni di aggregazione ribadisce Renato Bellofiore - soprattutto per i soggetti più svantaggiati. In questo senso stiamo valutando, in collaborazione con l'assessore Caligiuri e con l'assessore Calabrese, una linea programmatica condivisa che offra le migliori garanzie per un uso proficuo di tali ricchezze che lo Stato simbolicamente intesta a tutti i cittadini gioiesi». Sul punto, il commento di Mario Caligiuri: «In questi giorni avevo intensificato i contatti con il sindaco Bellofiore per parlare dei beni confiscati alla criminalità organizzata al fine di realizzare, su alcuni di essi, un importante cammino di cooperazione e di cresci- ta sociale e culturale». Caligiuri e Bellofiore, durante il sopralluogo, hanno colloquiato circa le finalità progettuali destinate alle aree a rischio. In particolare l'oggetto della discussione è stato indirizzato verso il possibile utilizzo di un bene recentemente entrato in possesso dell'amministrazione comunale. Inoltre si è affrontato il tema dell'impegno reciproco volto a far crescere le nuove generazioni nella cultura e nel rispetto della legalità. «In tal senso - termina la nota del sindaco - appare piena di significato questa nuova forma di collaborazione concertata tra autorità regionale, provinciale e Comune di Gioia Tauro». Il sindaco Renato Bellofiore Un terreno della Piana confiscato alle ’ndrine Manifestazione di buon auspicio per il settore dell’agricoltura “Giornata del Ringraziamento” La Coldiretti sceglie Rosarno di KETY GALATI I mezzi a piazza Duomo a Rosarno ROSARNO - Dopo 25 anni, Coldiretti Calabriaha sceltoRosarnoper celebrarela 61ª “Giornata provinciale del ringraziamento”. Una ricorrenza religiosa e un'occasione per ringraziare il Signore dei frutti della terra raccolti durante tutto l'anno. La giornata di ringraziamento di ieri è stata per la città di Rosarno un vero momento di preghiera e di riflessione che si sono consumati all'interno della chiesa San Giovanni Battista, dove, monsignorGiuseppe Varràha concelebratola messa con don Sebastiano Plutino, consigliere ecclesiastico di Coldiretti. Dopo la funzione religiosa, don Plutino ha benedetto i mezzi agricoli in piazza Duomo, ricordando che «questa giornata invita a considerare la responsabilità dell'uomo nell'attuazione del piano di Dio che affida la terra all'uomo, come dono e non come possesso assoluto». La soddisfazione il presidente Coldiretti locale, Domenico Cannatà, esortando i produttori a fare rete per potenziare l'economia agricola». Presenti i vertici di Coldiretti, Pietro Molinaro, Francesco Cosentino, Francesco Sacca, Antonino Maesano. A fare gli onori di casa, il sindaco Elisabetta Tripodi; presenti i consiglieri regionali Gianni Nucera e Giuseppe Giordano. L’analisi di “Cittadinanza democratica” dopo la manifestazione di Gioia Tauro Diritto alla salute, appello a Scopelliti Giovanni Laurendi: «Le scelte sulla sanità della Regione penalizzano il territorio» di NICOLA ORSO GIOIA TAURO - Dopo la manifestazione per il diritto alla salute e a difesa dell'ospedale “Giovanni XXIII”, promossa dall'amministrazione comunale venerdì scorso, in una nota diramata alla stampa, firmata dal consigliere comunale, Giovanni Laurendi, Cittadinanza democratica, il movimento politico fondato dal sindaco Renato Bellofiore, ha inteso esprimere un ringraziamento allo stesso primo cittadino «per aver voluto, assieme a tutti i rappresentanti del civico consesso una manifestazione di protesta contro le scelte di politica sanitaria che il Governo regionale vuole attuare nella Piana». L’analisi è severa: «Perseguite le vie diplomatiche, nel tentativo di convincere la Regione a rivedere il proprio Piano sanitario che depotenzia l'ospedale di Gioia Tauro il sindaco è stato costretto a scendere in piazza con la sua gente, per manifestare il forte disagio legato alla mancanza di strutture sanitarie in grado di soddisfare le esigenze territoriali». «Tanta gente a conferma di un diritto negato» La massiccia presenza di cittadini alla manifestazione di Gioia Tauro Riferendosi alla partecipazione dei cittadini, Laurendi sottolinea che «in altre pochissime occasioni si è vista così tanta gente scendere in piazza per difendere i propri diritti e, con la sfiducia generalizzata nei confronti della politica, che a tutto pensa tranne che a rendere più vivibile i nostri territori, si può affermare, senza alcun dubbio, che la manifestazione di venerdì ha dimostrato che la popolazione è stanca di conti- nuare a soccombere ed ha veramente intenzione di alzare la testa». Ringraziamenti anche per le Forze dell'ordine sono stati espressi dal movimento Cittadinanza democratica, oltre che a quelli rivolti ai rappresentanti delle parrocchie, delle scuole, delle associazioni culturali e Onlus, nonché al consigliere provinciale Rocco Sciarrone, che hanno raccolto e fatto proprie le numerose istanze, alla cui base vi sono lot- te civili per la difesa del territorio, battaglie che da anni vengono portate avanti con costanza e coerenza da C. d. e che oggi sono condivise dall'intera amministrazione comunale». Da qui l'appello dello stesso movimento al presidente Scopelliti, alla sua Giunta e alle rappresentanze politiche a tutti i livelli, a cui «si chiede di rivedere ogni decisione riguardante il nuovo Piano sanitario aziendale dell'Asp 5 di Reggio Calabria e di ragionare su proposte alternative e funzionali ai veri bisogni del territorio, mettendo da parte qualsiasi interesse di campanile, impegnandosi, invece, a dare risposte immediate ai cittadini pianigiani in materia di sanità, una sanità che non può essere garantita con mezze e vecchie strutture ospedaliere, ma con un'unica struttura, ossia con un Policlinico unico della Piana, che abbia in sé tutti i reparti e le migliori competenze specialistiche». Dal punto di vista del movimento fondato da Bellofiore, dunque, la manifestazione organizzata dalla civica amministrazione, e appoggiatain pienoda tuttele forzepolitiche presenti in Consiglio comunale, è servita a risvegliare le coscienze su un problema, quello sanitario, fondamentale per la vita dei cittadini. Incontro a Scido Viabilità Impegni di Raffa di TULLIA MORABITO SCIDO - Visita del presidente della Provincia Giuseppe Raffa a Scido per monitorare le problematiche della viabilità. Il primo cittadino Zampogna ha inoltre sollecitato un finanziamento per completare i lavori del campo sportivo e per porre l'attenzione sui progetti relativi all'ambiente, progetti per i quali la Provincia ha destinato dei contributi. Raffa ha tranquillizzato Zampogna illustrando proprio i progetti che riguardano lo smaltimento dei rifiuti: «L'obiettivo di questi progetti è migliorarne il funzionamento e far si che i costi non gravino sulle spese comunali. Tra questi interventi sono previste le isole ecologiche». Ma argomento principale dell'incontro è stato quella della viabilità, soprattutto sullo stato dei lavori dell'arteria stradale Delianuova-Gioia Tauro, i cui lavori sono al momento concentrati sul torrente “Pietra Grande”. Il sindaco Zampogna a nome di tutti gli scidesi, ha chiesto «la possibilità di una variante, con la realizzazione di un unico allaccio attraverso un ponte, senza il quale Scido rimarrebbe penalizzata ed isolata». Ringraziamenti a Raffa e alla sua squadra per i recenti lavori nel tratto stradale fra la frazione di Santa Giorgia di Scido e il ponte di Toscano. Finita la visita a Scido, Raffa e l’assessore Giannetta si sono recati a Delianuova, dove hanno incontrato il sindaco Rocco Corigliano e il consigliere provinciale Domenico Fedele. Qui il presidente ha parlato ancora della Delianuova - Gioia Tauro, «grazie alla quale - ha concluso Raffa - questo territorio, da troppo tempo isolato, potrà avere nuove opportunità». E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Piana Lunedì 19 dicembre 2011 Costa tirrenica Lunedì 19 dicembre 2011 Paola. Il partito si candida alla guida del centrosinistra in una coalizione che arrivi fino all’Udc Il Pd ha deciso: sì alle primarie L’assemblea degli iscritti ha sciolto le riserve. Forse tre gli aspiranti sindaci di PAOLA VILARDI PAOLA - Le primarie per l'individuazione del candidato a sindaco. L'assemblea degli iscritti del circolo locale del Partito democratico, riunitasi sabato sera alla presenza dell'europarlamentare Mario Pirillo, ha tracciato la linea politica impostata dal coordinamento. I circa 200 tesserati, oltre che votare per la scelta dell'aspirante primo cittadino, si sono prefissi tutti insieme di lavorare per l'unità del centrosinistra, segno tangibile che le correnti interne hanno oramai ricucito i rapporti. Guardano adesso all'esterno, ovvero verso quei partiti e soggetti politici vari con cui potrebbero condividere un percorso politico in vista delle amministrative del 2012. “L'assemblea è stata ricca di interventi - si legge in una nota dell'organo dirigente provvisorio - che hanno rilanciato il partito all'insegna dell'unità ritrovata. I democratici hanno fondamentalmente ratificato, confermando il coordinamento cittadino e le linee guida tracciate dall'organo direttivo esposte dal coordinatore Gerardo Carnevale. Essa ha come punto cardine l'unità del centrosinistra e la costituzione di un'ampia coalizione con l'individuazione per il tramite delle primarie del candidato a sindaco. Il Partito democratico si candida alla guida della stessa e partendo dai partiti del centrosinistra rimane aperto al contributo della società civile e all'associazionismo cittadino - si legge in chiusura di nota - fino a coinvolgere le forze di centro come l'Udc”. Quest'ultimo passaggio rappresenta certamente un importante dato politico. La dirigenza locale del partito di Casini, infatti, ha stretto già da tempo alleanza con Pdl e Pri, ma a quanto pare ci sono stati contatti anche con il Pd. Eventuali accordi in futuro stravolgerebbero il quadro politico, in cui si registrerebbe un indebolimento della coalizione di centrodestra a pro del centrosinistra, ad ogni modo ancora spaccato. Tornado all'assemblea degli iscritti del Pd di sabato sera si sono registrati gli interventi di Stefano Perrotta, consigliere comunale oramai a tutti gli effetti del Pd, Salvatore Ciraulo, Mario Valitutti, Cosmo De Matteis, l'assessore Francesco Città, i componenti del coordinamento Leopoldo Lombardo e Francesca Graziano Di Natale Sbano e il capogruppo Gra- bero dunque essere tre; le primarie decideranno poi ziano Di Natale. Quest'ultimo ha dato la chi sarà il candidato di banpropria disponibilità, si è diera da proporre ai futuri dunque dichiarato aperta- partner. A proposito di alleati il mente a tutto il partito, a Partito democandidarsi alcratico a breve la carica di giungerà ad sindaco e ha un bivio: o acmesso a dispocordarsi con il sizione la sua Psdi di Piero persona per Lamberti o con qualsiasi ruoil Psi del sindalo che il Pd co Roberto vorrà assePerrotta, quegnargli. Al st'ultimo in momento, olstretto contattre a Di Natato con il movile, è disponibimento cittadile a candidarno di Carlo si anche l'ex Gerardo Carnevale del Gravina. I due assessore co- Partito Democratico munale Tonino Penna. Gli gruppi socialisti sono diex Ds, inoltre, nei prossimi fatti oramai distanti a caugiorni potrebbero presen- sa delle recenti e note intare anche loro un candida- comprensioni degli ultimi to. Gli aspiranti alla carica tempi, pertanto sembra imdi primo cittadino potreb- probabile una ricucitura. Paola. Impegnati genitori, bambini e insegnanti. Allestito anche il presepe “Crespellata” alla scuola Primaria Iniziativa per le festività della dirigente dell’istituto di Baracche PAOLA – La scuola primaria di Baracche diretta da Sandra Grossi ha organizzato per le festività natalizie una crespellata. A prodigarsi alla riuscita dell’iniziativa un gruppo di mamme dei bambini frequentanti l’istituto. L’iniziativa è stata fra l’altro un momento di incontro tra la scuola e le famiglie. La dirigenza consapevole che il percorso formativo deve andare anche al di là degli incontri istituzionali è dell’avviso che per essere efficace ha nel contempo bisogno di partecipazione e di compresenza educativa tra le due parti. Tutto ciò rientra in un ampio progetto di collaborazione di cui i genitori della scuola di Baracche sono ormai parte integrante. A testimonianza vi è l’impegno profuso nei vari eventi che nel corso degli anni ha visto protagonisti insieme alunni, genitori e scuola. Anche quest’anno è stato allestito il presepe con la collaborazione dei genitori. L’arte presepiale nella scuola è divenuta appuntamento fisso. La dirigenza ricorda in particolar modo il “Natale nel mondo 1998”quando alcuni papà volontari si prodigarono per due mesi a realizzare uno delle più belle rappresentazioni della città. f. s. Paola. Venne ucciso nel 1982 per non essersi piegato alle estorsioni Anche quest’anno alla Primaria di Baracche è stato realizzato il presepe Amantea. Ai campionati italiani Ornitologica Nepetina nuovi successi per l’associazione Il 28 dicembre la cerimonia in memoria della vittima di mafia Un ponte intitolato a Gravina di FRANCESCO STORINO di RINO MUOIO PAOLA –Si terrà il 28 dicembre alle ore 11 la cerimonia di intitolazione del ponte di via Cristoforo Colombo al martire per la libertà Luigi Gravina, deceduto tragicamente a Paola nel 1982, per mano mafiosa. All’iniziativa fortemente voluta dal sindaco, Roberto Perrotta, e dall’amministrazione comunale, prenderanno parte diversi esponenti del mondo sociale, politico e delle forze dell’ordine. Interverranno oltre al primo cittadino, il presidente del consiglio, Ferruccio Fedele, monsignor Pietro De Luca e Raffaele Gravina della polizia di Stato. Ma chi era Luigi Gravina? Un operatore commerciale, coniugato con Luigina Violetta, e padre di cinque bambini, che veniva assassinato il 25 marzo del 1982 per mano mafiosa per essersi rifiutato, reiteratamente e con forte determinazione, acedere alle insistenti e minacciose richieste estorsive della criminalità organizzata. Due sicari, quel 25 marzo di ventinove anni fa, si sono presentati nei locali di via Nazionale ove Gravina gestiva la sua attività ed hanno fatto fuoco con diversi colpi di pistola, uccidendo il commerciante. La Giunta nella delibera relativa af- AMANTEA – Ancora ottimi risultati per l’Associazione Ornitologica Nepetina. Questa volta il palcoscenico è stato quello del campionato italiano, svoltosi nella lontana Pordenone, a partire dal 10 dicembre scorso. A raggiungere la città, con notevoli sacrifici, sono stati i cosiddetti “convogliatori” dell’associazione, Guido Franco e De Luca Giancarlo, che “da soli –si fa sapere – si sono accollati l’onere di trasferire, nelle ore notturne per nonaffaticarli, icampioni canarini e “ingabbiare” per l’intera Calabria, circa 250 esemplari, che hanno tutti ben figurato”. Ma veniamo ai risultati amanteani. Tre i primi posti per Pier Luigi Pellegrino, che ha realizzato anche, due secondi posti ed un terzo posto nella categoria agata bianchi e gialli; Giancarlo Lupi ha invece ottenuto due secondi posti e due terzi posti nella categoria isabella bianco e giallo; Giancarlo De Luca un secondo posto nella categoria bianco dominante; Vincenzo Mannarino un terzo posto nella categoria agata giallo. Alla manifestazione hannopartecipato circaquindicimila soggetti di tutte le as- «Un gesto di ribellione che diede coraggio» Luigi Gravina e il sindaco di Paola, Roberto Perrotta ferma: «L'omicidio di Luigi Gravina ad opera del locale clan di 'ndrangheta ha segnato una svolta nella lotta alla mafia della provincia di Cosenza. Da un lato, infatti, chi ha contribuito a consumare l'efferato crimine di un lavoratore coraggioso si è pentito offrendo un contributo alla giustizia finalizzato a debellare la cosca di Paola mentre, dall'altro lato, molti operatori commerciali che mai si erano opposti alle insistenti richieste estorsive e alle angherie della mafia, in sede del processo penale in Corte d’Assise, a carico di diverse decine di malavitosi, hanno trovato il coraggio di alzare la testa e confermare la consumazione dei reati. Ilgesto coraggiosodiribellione diLuigi Gravina, tra l'altro, va letto in un contesto storico-ambientale difficile e delicato». Per tale motivo l’amministrazione comunale, ha ritenuto doveroso tributare un giusto riconoscimento al compianto Luigi Gravina. «Per ricordare la scomparsa del concittadino paolano – si scrive ancora nella delibera - in segno di riconoscenza e gratitudine per essersi immolato, con coraggio e determinazione, alle insistenti e minacciose richieste estorsive della criminalità organizzata e, quindi, per testimoniare alle future generazioni che chi muore resta patrimonio del paese». Giancarlo De Luca sociazionid'Italia eperl'ennesima volta gli allevatori della “nepetina” e soprattutto quelli di Amantea si sono contraddistinti nelle varie categorie, confermando ottimi risultati. Buoni piazzamenti sono stati ottenuti anche dagli altri soci partecipanti alla manifestazione tra i quali il presidente Pasquale Veltri, giunto vicino al podio nella categoria verdi, Antonio Mannarino, nella categoria agata rosso intenso; Franco Guido, nella categoria giallo mosaico e Gennaro Capraro, nella categoria ibridi. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro 20 Cosenza 9 LUNEDÌ 19 dicembre 2011 D A L A T S E I H L’INC CATANZARO Politici, faccendieri, grembiulini sporchi, stellette… Avesse avuto il fascino inglese, o latino, di qualche suo collega, la sua inchiesta - allora - sarebbe divenuta un caso nazionale. Ma Giuseppe Lombardo - già prima di diventare uno di quei «cadaveri che camminano», come li definiva Paolo Borsellino, già prima di passare alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, quand’era alla sua prima missione, pm della piccola Procura di Vibo Valentia - preferiva il lavoro ai riflettori dei grandi mass media. Eppure aveva scoperto tante cose che l’Italia intera avrebbe dovuto conoscere. Quando ancora non si parlava di P3 o P4 o di nuove lobby all’italiana. La lobby degli appalti Siamo nel 2005 ed il giovane pm che a distanza di pochi anni avrebbe colpito al cuore la ’ndrangheta nella città di Reggio, gettando un cono di luce sulle commistioni con i poteri forti dello Stretto, partì da un «appalto pilotato». Era quello per la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, che quando sarà terminato - semmai sarà terminato - porterà il nome di Federica Monteleone. Un affare da 30milioni di euro e sullo sfondo quello che aveva definito come «l’apparato», mascherato dietro sigle politiche e associazioni, addentrato nelle stanze dei bottoni, capace di decidere il destino di grandi opere. Un disegno inquietante, che spiegava come il nuovo ospedale di Vibo Valentia doveva essere costruito dalla stessa presunta combriccola già protagonista - tra un’incompiuta e l’altra - a Torino, Verona, Città di Castello, Pratica di Mare… E a Cutro, sede di quella caserma dell’Esercito sulla quale oggi la politica locale s’interroga. S’interroga sul perché sia rimasta una cattedrale nel deserto, l’ennesima incompiuta nel Mezzogiorno delle incompiute. Domande poste con cinque anni di ritardo dall’inizio di una storia da “manipulite” che, secondo quell’indagine - finita nel dimenticatoio con il passaggio di uno dei suoi filoni alla Procura di Crotone - sarebbe stata scritta con la complicità di alcuni alti dirigenti politici d’inizio Seconda Repubblica e con l’intercessione di venerabili protagonisti di un gioco di scatole cinesi, al cui interno avrebbero albergato altri appalti, militari e perfino settori deviati della nobile Opus dei. De Masi e lo stato dell’arte Qualche settimana addietro spiegava il capogruppo di Italia dei valori Emilio De Masi parlando della caserma di Cutro: «L’iter procedurale risale al 1998, quando fu stipulato un protocollo d’intesa tra il Comune, la Regione Calabria e il Ministero della Difesa che manifestò la necessità di realizzare nuovi insediamenti, in particolare, in zone militarmente strategiche. Regione e Comune dichiararono il loro interesse per il progetto e nel 2000 fu redatto un accordo di programma di cui furono attori, oltre gli enti già citati, la Provincia di Crotone e il Ministero dell’Economia». E poi: «Il Comune di Cutro, conseguentemente, individuò l’area da destinare all’investimento e provvide all’esproprio di 20 ettari di terreno oltre che alla riqualificazione dell’area mediante le opere di urbanizzazione e impegnò, avvalendosi di un finanziamento regionale, 3.000.000 di euro. Per il primo lotto, relativo a 96 alloggi, parcheggi, aree verdi e parchi gioco, i lavori furono appaltati nel 2003 e ultimati e collaudati nel MAGISTRATO Il pm Giuseppe Lombardo che indagando s’imbatté nella caserma di Cutro prima di approdare alla Dda di Reggio Calabria P O L L I N O calabria A L L O S T R E T T O ora l’eterna incompiuta Caserma di Cutro E ci si chiede ancora perché... La vecchia indagine del pm Lombardo e i sospetti mai chiariti su lobby e tangenti combriccola degli appalti I lavori presi e mai terminati da chi fu “protagonista” anche a Torino, Verona, Perugia, Pratica, Vibo... ta che Liso «doveva portare 80 mila euro per ringraziare le persone che gli avevano fatto vincere una gara». Si trattava di opere per conto della base dell’Aeronautica militare a Ca’ di David. Ma anche il socio Domenico Scelsi gli avrebbe riferito cose interessanti. «Mi portò l’esempio - asseriva Tiziano Romano - di quando andarono con la valigetta piena di denaro da un militare, portando i saluti anche di un prelato, di un ecclesiastico di un certo livello. E portò questo esempio per farmi capire come fosse maggiore il potere ecclesiastico rispetto al potere istituzionale o al potere politico». Era un sistema capace di «finanziare la crescita di qualche colonnello, di qualche generale, a livello militare, per poter poi avere in determinati settori, in determinati luoghi, delle persone fidate e affidabili». Le tangenti all’ufficiale Le porte di certi palazzi romani in pratica sarebbero state sempre aperte. In una successiva deposizione, il tecnico bresciano si spinse oltre: «... ero un giorno presso una persona, va bene? E dice, pensa dice, Tiziano, stavamo portando 70 o 80 mila euro a... un ufficiale e dissi adesso andiamo ad incontrare l’ufficiale Tizio. Io non faccio nomi perché non me li ricordo e non perché non li voglia dire... Ufficiale dell’Esercito, del Ministero della Difesa... Ufficiale di stanza al Ministero della Difesa». 2009. Il 6 maggio 2009 il Ministero della Difesa comunicò al Comune la volontà del Governo di interrompere la realizzazione dell’opera, senza addurne le ragioni. Le indiscrezioni che trapelano non appaiono convincenti. E’ utile rammentare - chiosava il consigliere regionale - che sono già stati spesi 21 milioni di euro». Presero Cutro e dopo Vibo Cosa accadde allora a Cutro, in parte, fu proprio il pm Lombardo a scriverlo. Il filone di competenza rimase a Vibo, il resto lo trasmise ai colleghi di Crotone. E mentre il giovane requirente veniva trasferito al Cedir di Reggio, chiedeva ed otteneva i rinvii a giudizio per le mazzette vibonesi. Alla sbarra finì il pugliese Domenico Liso, imprenditore bitontino che aveva appaltato l’ospedale di cui rimase solo la prima pietra e, prima ancora, la caserma di Cutro, l’altra incompiuta. Liso aveva l’abitudine di frequentare una particolare associazione romana - “Solidarietà e sviluppo” - per «incontri di carattere religioso», facendosi accompagnare talvolta da alcuni soci in affari, come ad esempio il bresciano Tiziano Romano, tecnico della Siem, un’impresa per lungo tempo consorziata con quella di Liso. Proprio Romano, sentito dai luogotenenti dell’Ar- ma dei carabinieri di Vibo Nazzareno Lopreiato e Stefano Marando, si sarebbe rivelato un testimone prezioso per un’indagine che, partita da una sanitopoli di concussioni e tangenti, ha finito col gettare un fascio di luce in un presunto sistema corruttivo di più alto livello. La struttura «militare e religiosa» Nella sua prima deposizione, datata 3 maggio 2006, Romano aveva azzardato l’esistenza di «una struttura mista, tanto di tipo politico, religioso e militare», della quale il socio avrebbe fatto parte assicurandosi la positiva conclusione di alcuni affari milionari anche in Calabria. Romano riferì che l’altro responsabile del consorzio, Domenico Scelsi, aveva affermato che «la struttura» che li avrebbe messi «nella condizione di acquisire Cutro», avrebbe chiesto loro «di partecipare a Vibo». E poi: «Questa è una struttura che... guardi... Lui di questo a me non ha mai parlato. Io ritengo, vista la facilità con cui muoveva i vertici militari, vista la facilità con cui muoveva i vertici politici e, viste le frequentazioni religiose, credo che ci fosse all’interno di questi interessi, definiamoli così, più figure... non ci fosse un referente unico. Una figura politica, una figura militare, una figura... O più interessi quantomeno... Convergenti sicuramente. Oserei dire quasi trasversali...». Le valigette piene di soldi Quello Cutro, in base a quell’indagine che nel gioco delle competenze si disperse in tanti rivoli, sarebbe stato un affare gestito da un’asserita combriccola ammanicata in altissimo loco, che gestiva milionari appalti acquisiti grazie a tangenti ed alla longa manus di un sistema già collaudato in tutto il Paese. Perché, come apprese Romano, certi lavori «si vincono ancora prima di partecipare». Egli stesso spiegò di quella vol- Un’associazione segreta? Il pm Lombardo scovò altri testimoni che delinearono «un’associazione - scrisse il magistrato cinque anni addietro - il cui profilo non è detto sia quello delineato dall’articolo 416 del codice penale», con evidente allusione alla violazione della legge Anselmi. Ecco cosa ha riferito un altro tecnico della Siem, l’ingegnere milanese Maurizio Germani: «Si parlava di un appalto di svariati milioni di euro… Lui lo dava come vinto… Diceva l’appalto lo prendiamo noi… ce lo abbiamo noi». Germani sapeva di «elargizioni di danaro» ma, precisava il testimone, «dai discorsi si capiva che il sistema era quello…». Cutro e i rapporti al Genio Dife Romano, Germani ma anche Giorgio Arioni, dipendente di una società di consulenza che aveva contatti con diversi imprenditori e che entrò in affari con Domenico Liso proprio nell’appalto per la caserma dell’Esercito a Cutro. Arioni comprese presto che Liso era un personaggio che godeva dei favori di molti uomini di potere. «Io venni a sapere, perché me lo disse Liso - spiegò agli inquirenti - che aveva dei buoni rapporti con la... omissis... del Genio Dife. In particolare mi aveva fatto un nome... Il generale... Omissis...». Generale “Omissis” poi inquisito ed arrestato per un’altra vicenda di turbativa d’asta. Arioni affermava che Liso gli aveva fatto capire che «era in grado di arrivare ad acquisire qualsiasi tipo di lavori» e che «al Ministero dello Difesa, era molto forte». Epilogo e sospetti mai fugati Quel Ministero della Difesa che nel ’98 decise di puntare su Cutro e che, undici anni dopo, quando parte del marcio era solo affiorato, rinunciò alla caserma che oggi rimane un’incompiuta all’ombra di sospetti mai fugati. PIETRO COMITO [email protected] 7 Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011 Calabria . MOTTA SAN GIOVANNI Il primo giorno a casa dell’attivista di Emergency, prigioniero per oltre quattro mesi in Sudan. Intorno a lui la famiglia e pochi amici Francesco altruista anche nel giorno di festa «Stupito da tanta solidarietà, ma chiederò che si agisca perché tutti i sequestrati tornino presto a casa» Giuseppe Toscano MOTTA SAN GIOVANNI Il profumo piacevolissimo del caffellatte appena tolto dal fuoco della cucina, lo aiuta a realizzare che realmente è di nuovo a casa. Appena sveglio, Francesco Azzarà si lascia avvolgere dall’affetto dei suoi cari e dalla fragranza della colazione preparata dalla mamma. Modo migliore per iniziare la prima giornata da uomo libero nella sua abitazione di contrada Cambareri, dopo un’assenza di oltre quattro mesi, non poteva proprio esserci. Francesco Azzarà riscopre pian piano i privilegi e le comodità dell’essere in famiglia. Attorno a lui, oltre ai genitori e alle sorelle, ci sono solo pochi intimi. Solo arenti e amici. La loro presenza non è affatto invadente. Francesco dimostra di apprezzarne la compagnia e continua a chiacchierare del più e del meno. Del Sudan, del sequestro, degli oltre 120 giorni di prigionia non fa menzione, se non eccezionalmente. Il giovane svela subito di non avere alcuna intenzione di uscire, di andare in giro: «Questa giornata deve essere tutta per la mia famiglia». E così sarà. Nella quiete dell’ambiente domestico il giovane cerca di cancellare il recente passato, anche se del periodo in cui è rimasto nelle mani dei rapitori ha continuato a parlare in termini non negativi. «Nei quattro mesi di prigionia – aveva detto qualche ora prima, rispondendo alle domande dei giornalisti – sono sempre stato trattato bene. Anche a livello di alimentazione non mi posso lamentare: mi davano merendine, latte, pasta, e carne. In Darfur non c'è un’alimentazione molto varia. Usano spesso un cereale che viene preparato come se fosse del pane e viene associato ad un sugo che cucinano molto spesso. Durante questo periodo ha sempre avuto la certezza di tornare a casa, così come sapevo che era solo questione di tempo e quindi che serviva tanta pazienza. Ho avuto ragione». La mattinata scivola via veloce e tranquilla a casa di Francesco. Santo Azzarà e Fortunata Legato, i suoi genitori, lo stanno ad ascoltare pendendo dalle sue labbra. Entrambi sono stanchi, provati, frastornati. Dagli ultimi due giorni hanno avuto in dono una scoppiettante sequenza di novità, tali da sconvolgere qualsiasi persona. Loro hanno assorbito tutto con apparente serenità, senza battere ciglio. Ora che il loro Francesco è tornato a casa, come hanno sempre sperato, possono però sfogarsi, raccontando le pene vissute quando Francesco era prigioniero. La loro fedeltà al silenzio che si erano auto-imposti in segno di adesione a quanto aveva chiesto di fare la Farnesina, è stata encomiabile. Ora non c’è Francesco Azzarà è rimasto piacevolmente sorpreso dalla partecipazione dei calabresi che hanno salutato il suo ritorno a casa (Foto Morabito) più motivo di stare in silenzio, ora non serve più restare con la bocca chiusa. Mentre Francesco resta a oziare tra le pareti di casa, nella chiesa di Motta San Giovanni, dove si celebra la messa domenicale, il parroco riapre il capitolo doloroso dei sequestri di persona. «Abbiamo pregato – ha detto nella sua omelia, don Severino – perché Francesco potesse fare ritorno a casa. Adesso che questo nostro desi- derio è stato esaudito dal buon Dio, dobbiamo continuare a pregare per tutte le altre persone che sono ancora in mano a bande di rapitori. Ci auguriamo che la gioia da noi provata venerdì, quanto abbiamo saputo della liberazione di Francesco, e poi sabato, quando lo abbiamo riabbracciato, possa essere sperimentata da tutte le famiglie che sono in attesa speranzosa». Saputo dell’intervento del parroco di Motta San Giovanni, Francesco Azzarà ha detto di condividerlo in pieno. «Prima di vivere l’esperienza che ho vissuto – ha dichiarato – leggendo di rapimento e ostaggi non mi fermavo più di tanto a riflettere. Magari pensavo che bisognava fare qualcosa per fare ritornare gli ostaggi a casa, senza però spingermi oltre. Oggi sento l’esigenza di chiedere di fare tutto il possibile per ridurre al massimo i tempi di pri- gionia di tutti i sequestrati. Stamattina – ha aggiunto – mi sono collegato a Internet. Non mi aspettavo tanta solidarietà. A Khartoum, in ambasciata, sono venuti i ragazzi che sono con me in ospedale, ma c'erano anche tanti giornalisti, fotografi e cineoperatori. Mi hanno detto: “lo sai che c'è una tua foto allo stadio di Genova”. E perchè, ho chiesto. ”Guarda che in tutta Italia hanno esposto e gigantografie con la tua foto”. Non im- Avrebbe già fatto importanti rivelazioni Maurizio Maviglia, 32 anni, di Africo sotto processo anche per tentato omicidio Locride, condannato per rapina comincia a collaborare Paolo Toscano REGGIO CALABRIA Mondo criminale della Locride in fibrillazione. La notizia che un giovane di Africo, condannato a 11 anni per una rapina compiuta in casa di una coppia di anziani a Sant'Agata del Bianco, starebbe vuotando il sacco non fa stare tranquilli quanti hanno conti in sospeso con la giustizia. Maurizio Maviglia, 32 anni e una lunga serie di denunce alle spalle, secondo voci circolate nelle aule di Tribunale, avrebbe iniziato nei giorni scorsi il percorso di collaborazione con la giustizia. Dal carcere di Locri, dove si trovava detenuto, Maviglia è partito con destinazione Rebib- bia. A chi ha chiesto spiegazioni è stato detto che il trasferimento era avvenuto “per esigenze di giustizia”. Da Roma, però, sarebbe già tornato in Calabria e avrebbe fatto da guida ai Carabinieri impegnati in una serie di perquisizioni culminate nella scoperta di armi e munizioni in diversi centri della Locride. Maurizio Maviglia doveva comparire venerdì davanti al gup di Locri, Maria Gerace, per rispondere di tentato omicidio. Ma non si è presentato. La sua assenza ha alimentato i sospetti che il giovane avesse compiuto l'importante passo. E se, come sembra, si è pentito c’è da credere che di fatti da raccontare Maviglia ne avrà parecchi. So- prattutto legati alle sue esperienze personali. I primi guai giudiziari di Maurizio Maviglia sono datati 6 gennaio 2002 quando il giovane di Africo finisce in manette per spaccio di sostanze stupefacenti. Un salto in avanti nel tempo e il 29 luglio 2006 per Maviglia si spalancano nuovamente le porte del carcere in seguito all’arresto con l'accusa di avere rapinato un’anziana donna. Il 7 dicembre 2010 l’ennesimo arresto per un episodio in stile “Arancia meccanica” che lo vede protagonista insieme con Saverio Boccoli, 27 anni, di Sant'Agata del Bianco. I due giovani, secondo l'accusa, nella notte tra il 25 e il 26 novembre dello scorso anno fanno irru- zione nell’abitazione dei coniugi M.R., 84 anni, e M.S., 83 anni. Dopo aver massacrato di botte la coppia di anziani, i rapinatori si impossessano di 200 euro in contanti e di un postamat poi utilizzato per un prelievo di altri 200 euro. Per quella rapina Maurizio Maviglia, una decina di giorni fa, viene condannato dal Tribunale di Locri a 11 anni di carcere. La prospettiva di dover trascorrere un lungo periodo dietro le sbarre potrebbe essere alla base della scelta di collaborare con la giustizia. Anche perché il giovane ha altre pendenze di natura giudiziaria. Proprio due giorni fa Maviglia è stato rinviato a giudizio insieme con Carmelo Talia e Attilio Violi, 42 e 48 an- CATANZARO Decisione del Tar Calabria sulla graduatoria regionale dei finanziamenti Scuole dell’infanzia, sospesi tutti i contributi CATANZARO. Il TAR Calabria – Catanzaro (presidente Calveri, Estensore Andolfi) con ordinanza n. 672/2011 resa il 14.12.2011, accogliendo integralmente le tesi difensive svolte dagli avvocati Achille e Oreste Morcavallo, nell’interesse della società cooperativa sociale Scuola dell’Infanzia Paritaria Idea 90, ha sospeso la graduatoria definitiva, approvata dal Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, delle scuole ammesse ai contributi finanziari per il servizio educativo dell’infanzia. Con intesa tra la Regione Calabria e l’ufficio Scolastico Regionale per la Calabria sono stati stanziati contributi finanziari per l’anno scolastico 2010/2011 per l’attivazione ed il funzionamento dell’of- ferta dei servizi educativi rivolta ai bambini di età compresa tra i 24 e 36 mesi. Presentate le istanze da parte delle scuole interessate, in data 22 luglio 2011 è stata pubblicata con oltre 100 soggetti gestori ammessi al finan- ziamento. La società ricorrente è stata esclusa con la motivazione di avere iniziato l’attività il primo febbraio 2011 e, quindi, oltre il termine del 31 gennaio 2011 previsto per la presentazione delle domande di partecipazione. Avverso il provvedimento di esclusione ha proposto ricorso la società cooperativa Scuola dell’Infanzia Idea 90, difesa dagli avvocati Morcavallo, che sostenevano l’illegittimità della esclusione poiché la disposta proroga del termine di presentazione delle domande di ammissione al finanziamento, comportava anche lo spostamento dei requisiti. Il Tar ha acceduto a tale tesi ordinando la sospensione della graduatoria definitiva, condannando il Miur alle spese. Maurizio Maviglia è accusato di una serie di fatti delittuosi maginavo nulla di simile». A Motta San Giovanni l’aria continua ad essere “elettrica”. Il ritorno di Francesco ha generato un clima di euforia che si è propagato in maniera esponenziale, finendo con il coinvolgere tutti quanti. Tra i più contenti figurano i componenti del Comitato per la liberazione di Francesco. Adesso che questo sodalizio (sorto spontaneamente con l’obiettivo di perorare la causa del ritorno a casa di Francesco), ha di fatto perso la propria prerogativa, è nata l’idea di trasformarlo, almeno momentaneamente, in movimento per organizzare la grande festa del rientro. L’evento diventerà l’occasione ideale per continuare la riflessione sull’impegno sociale di tutti quei giovani che, con le loro scelte, fanno onore ai loro paesi e alla Calabria tutta. Francesco è diventato l’alfiere di un movimento silenzioso di giovani che, nel quotidiano, si riconoscono nei valori dell’impegno e della solidarietà, delle scelte coraggiose. Giovani che rappresentano il volto operoso e gentile di una terra troppo spesso bistrattata immeritatamente. Col suo agire Francesco ha detto al mondo intero che ci sono forze sane anche laddove si cerca di fare passare tutto per torbido. E anche per questo i ringraziamenti che gli sono stati rivolti fino ad oggi sono meritati. Tutti. ni, entrambi di Ferruzzano, per un altro inquietante episodio: il triplice ferimento a colpi di pistola, in perfetto stile Far West, avvenuto nel pomeriggio del 15 aprile 2010 sul lungomare di Ferruzzano. Secondo quanto accertato dai carabinieri Maviglia e Talia si sarebbero incontrati con Violi per discutere di qualcosa di personale. La discussione, però, sarebbe degenerata. Violi avrebbe estratto una pistola sparando un colpo all'indirizzo di Maviglia, raggiunto alla gamba sinistra; quest'ultimo avrebbe sparato contro Violi ferendolo; lo stesso sarebbe riuscito a sparare un altro colpo centrando Talia alla gamba sinistra. Il rinvio a giudizio sarebbe, comunque, giunto dopo la scelta di collaborazione fatta da Maurizio Maviglia che potrebbe avere un ruolo decisivo in sede di chiarimento di tanti fatti di cronaca. Provincia di Reggio Calabria STAZIONE UNICA APPALTANTE PROVINCIALE Via Cimino n. 1 - 89127 Reggio Calabria Sito web:www.provincia.rc.it AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO AI SENSI DELL’ART. 79, C. 5, D.LGS N. 163/2006 e s.m ed i. OGGETTO Lavori di ripristino della strada provinciale S.P 2 tratto Bovalino-Platì C.I.G.: 0953739A4F C.U.P.: B67H09001900003 Importo complessivo dell’appalto: Euro 684.652,09, oltre IVA Categoria prevalente: OG3 - Euro 263.648,78- class. II; Categorie scorporabili e subappaltabile: OS12-A - Euro 228.701,43 class. I e OG8 - Euro 141.698,54 - class. I; Ulteriori categorie inferiori al 10%: OS21 (4,67%) e OS12-A (0,70%) Criterio di aggiudicazione: Prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara determinato mediante offerta a prezzi unitari ai sensi dell’art. 82 comma 3) del D.Lgs.163/2006 e s.m.i. e dell’art. 119 del D.P.R. n. 207/2010, con all’esclusione automatica delle offerte anomale ai sensi e con le modalità indicate dagli artt. 86 e 122, c. 9 del D.Lgs n. 163/2006 e s.m.i.e dall’art. 121 del DPR 207/2010. Imprese partecipanti: n. 39 – Imprese escluse: n.4 - Imprese ammesse: n. 35. Aggiudicazione definitiva provvedimento n. 3602 Reg.Gen del 06/12/2011. Impresa aggiudicataria: “Nuova Geosud - SNC di Saraceno & C. che ha offerto il ribasso del -32.0550% Importo complessivo di aggiudicazione: Euro 506.749,21, oltre IVA. Seconda classificata: CIGIEFFE SRL Pubblicazione del bando di gara all’Albo Online dell’Ente: 03/10/2011. Organo Competente per le procedure di ricorso: T.A.R. Calabria-Sez.di R.C. Il Dirigente SUAP: Mariagrazia Blefari Regione Calabria. Dipartimento 11 «Cultura - Istruzione - Università Ricerca - Alta Formazione - Beni Culturali». Università della Calabria. POR Calabria FSE 2007-2013 Asse IV Capitale Umano Obiettivo Operativo M2 «Sostenere la realizzazione di percorsi individuali di alta formazione per giovani laureati e ricercatori presso organismi di riconosciuto prestigio nazionale e internazionale e il rientro in Calabria per l’inserimento lavorativo in imprese, università e centri di ricerca». Piano Regionale per le Risorse Umane Piano d’azione 2011-2013 Intervento D.5 «Mobilità internazionale per giovani laureati e ricercatori» È stato pubblicato l’Avviso Pubblico per l’ammissione ai Corsi e alle Scuole di Dottorato di Ricerca del XXVII ciclo, anno accademico 2011/2012, dell’Università della Calabria, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 4. Serie Speciale n. 98 del 13 dicembre 2011. L’avviso, cofinanziato dal Por Calabria Fse 2007/2013 sostiene la realizzazione di corsi di dottorato con periodi di studio e ricerca all’estero della durata obbligatoria di 6 mesi, su tematiche di interesse regionale, garantendo un’adeguata copertura dei settori o ambiti prioritari dei Poli di innovazione regionali. L’intervento – 26 borse FSE – è rivolto a laureati, disoccupati/inoccupati, residenti in Calabria, con meno di 36 anni compiuti. L’avviso prevede, inoltre, l’assegnazione di altre 22 borse distinte tra Ateneo, Miur e altri Enti. La domanda di partecipazione al concorso è disponibile sul sito: www.unical.it/portale/ricerca/dottorati. La scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione è fissata per il 12 gennaio 2012. 15 Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011 Reggio Tirrenica . L’EVENTO Celebrata una messa e impartita la benedizione a mezzi e attrezzature MELICUCCÀ Coldiretti ha celebrato a Rosarno la sua “festa del ringraziamento” Accoglienza ai rifugiati 350 mila € in arrivo alla S. Elia Molinaro: «L’agricoltura diventi un volano di integrazione e sviluppo» Giuseppe Lacquaniti ROSARNO Grande festa per gli agricoltori a Rosarno, dove è stata solennemente celebrata la “Giornata provinciale del Ringraziamento”, organizzata dalla Coldiretti di Reggio Calabria, come occasione per ringraziare Dio per i doni della terra che elargisce a piene mani, ma anche di riflessione sulle complesse problematiche agricole, prendendo spunto da quanto affermato di recente da Papa Benedetto XVI, secondo cui «solo con Dio c’è futuro nelle nostre campagne». Una meditazione sviluppata da don Pino Varrà durante la santa messa celebrata nella chiesa matrice, che ha ricordato l’ammonimento dei vescovi italiani: «Da Dio proviene tutto, e senza Dio il pane si trasforma in pietra quando nelle campagne c’è speculazione, latifondo, lavoro nero, respingimento». Tre i momenti della cerimonia particolarmente ricchi di suggestione: quando, all’Offertorio, gli agricoltori in processione hanno deposto ai piedi dell’altare i prodotti della terra, simbolo della fatica dell’uomo; quando, alla fine della messa, don Sebastiano Plutino ha dichiarato di concludere quest’anno, per limiti d’età, il lungo apostolato di consigliere ecclesiastico della Coldiretti reggina, ricordando quanto questa missione a contatto con il mondo contadino («io figlio di contadini...») lo abbia spiritualmente arricchito; ed infine quando lo stesso Nucera, Molinaro, Ventre, Leuzzi, Saccà e Rao. In alto, la benedizione dei mezzi don Plutino, assistito dal diacono Raffaele Naso, ha benedetto in Piazza Duomo i mezzi e gli attrezzi agricoli. Hanno presenziato alla manifestazione i massimi dirigenti della Coldiretti: il presidente regionale Pietro Molinaro; la presidente regionale donne Elvira Leuzzi; il presidente provinciale Francesco Saccà, il direttore Francesco Cosentini; il presidente della locale sezione Mimmo Cannatà; il decano dei coltivatori di- retti nazionali cav. Francesco Rao, pioniere delle precedenti edizioni svoltesi a Rosarno, l’ultima delle quali 25 anni fa; la decana delle donne coldiretti Norina Ventre (Mamma Africa). In rappresentanza della Regione Calabria, i consiglieri regionali Giuseppe Giordano e Giovanni Nucera. Presenti, inoltre, il sindaco Elisabetta Tripodi, accompagnata dal vicesindaco Cannatà e dall’assessore Demaria. «Ogni giorno gli agricoltori ringraziano Dio con il loro lavoro – commenta Pietro Molinaro, presidente della Coldiretti Calabria – perché l’agricoltura è occupazione, sviluppo, qualità della vita; un universo di valori di cui è depositaria la campagna, che noi offriamo ai giovani calabresi con l’auspicio che avvertano sempre più crescente lo stimolo a ritornare alla terra, non come ripiego ed emarginazione, ma come esaltazione, occasione di crescita. Abbiamo scelto di celebrare la festa a Rosarno perché qui vi è un elemento in più per lottare ed evitare lo scoraggiamento. Stare a Rosarno e non andare via deve essere inteso dai giovani non come una colpa, ma come una grande opportunità». Secondo il consigliere regionale Giovanni Nucera la manifestazione serve per richiamare «l’attenzione sui problemi della nostra agricoltura, che nella provincia reggina ha raggiunto alti livelli di preoccupazione», mentre per Giuseppe Giordano bene ha fatto Coldiretti a scegliere Rosarno «dove si deve costruire un messaggio forte di comunione universale nell’accoglienza e nella forza di recuperare l’agricoltura come bene comune e non solo come fonte di sostentamento». La manifestazione ha avuto una “succulenta” appendice finale presso la Casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dove, per la gioia dei buongustai, è stata offerta una ricca degustazione di prodotti tipici locali. Antonio Ligato Uno degli immobili confiscati: ospiterà la caserma dei carabinieri GIOIA TAURO Delegazione in sopralluogo Immobili confiscati il Comune cerca intese con Regione e Provincia Vincenzo Toscano GIOIA TAURO Una delegazione composta dal sindaco Renato Bellofiore dall’assessore regionale Mario Caligiuri, dall’assessore provinciale Giovanni Calabrese, dal vicesindaco Rizzo, dal presidente del Consiglio Cento, dall’assessore Della Vedova, e dal responsabile del settore assetto del territorio arch. Francesco Mangione, si è recata in visita ad alcuni beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e di recente assegnati al Comune. «L’obiettivo – ha riferito Bellofiore – è concordare con le autorità regionali e provinciali le migliori possibilità di utilizzo di tali beni, simbolo di una presa di possesso da parte dello Stato di una parte del territorio che deve essere restituita alla popolazione, sotto forma di servizi e vantaggi sociali. L’utilizzo sociale di un bene confiscato – ha proseguito – è un fattore primario nella crescita socio-economica della città e favorisce, nella mente dei cittadini, una crescita di fiducia e di consenso nei riguardi dell’operato delle Istituzioni». Per il sindaco infatti, «i beni confiscati devono rappresentare momenti ed occasioni di aggregazione e sviluppo, soprattutto per i soggetti più svantaggiati. In questo senso, stiamo valutando – ha sottolineato – in collaborazione con Caligiuri e Calabrese – una linea programmatica condivisa che offra le migliori garanzie per un uso proficuo di tali ricchezze che lo Stato simbolicamente intesta a tutti i gioiesi». «In questi giorni – ha detto Caligiuri – avevo intensificato una serie di contatti con il sindaco Bellofiore, sui beni confiscati alla criminalità organizzata, al fine di realizzare insieme un importante cammino di cooperazione e crescita sociale e culturale, e anche sull’importanza della formazione professionale per un migliore sviluppo socio-economico dell’Area industriale e portuale di Gioia Tauro. Ci siamo trovati perfettamente d’accordo su tutto, specie sull’impegno reciproco di favorire la crescita delle nuove generazioni nel rispetto della legalità, cercando di valorizzare e promuovere quello che già esiste, come il Cefris, per rendere fruttuosi gli investimenti». MELICUCCÀ Si scrive “Sprar” si legge “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”. Un segmento del ventaglio di iniziative finanziate dal Pon sicurezza, per la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture già destinate o da destinare all’accoglienza di immigrati richiedenti asilo e rifugiati. Nei giorni scorsi il Comitato di valutazione del Pon sicurezza ha approvato 5 progetti a carattere territoriale. Tra questi figura uno presentato dal Comune, finanziato con 350 mila euro. Nello specifico, sono previsti lavori di ristrutturazione e la sistemazione degli spazi esterni che saranno adibiti ad attività interculturali e incontri informali della Casa accoglienza “S. Elia Speleota” inaugurata lo scorso marzo alla presenza dell’allora sottosegretario Carlo Giovanardi (foto). Il nuovo finanziamento consentirà il potenziamento dei servizi già erogati come la distribuzione di pasti caldi, corsi di lingua italiana, formazione e informazione sui diritti degli immigrati, segretariato sociale, consulenza legale, centro di ascolto e una scuola di lingua e cultura italiana per bambini e adulti. Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011 15 Cosenza - Provincia . SAN GIOVANNI IN FIORE L’abitazione del primo cittadino si trova in pieno centro Squarciate le gomme all’automobile della moglie del sindaco Antonio Barile La solidarietà del capogruppo del Pd in Consiglio Antonio Belcastro Mario Morrone SAN GIOVANNI IN FIORE Squarciate le ruote all’autovettura della moglie del sindaco, Gabriella Caputo, in pieno centro della città. È successo ieri notte, nel parcheggio privato di via Bovio, una traversa che dà sulla centralissima via Roma, dove il sindaco Antonio Barile abita al primo piano del palazzo con la propria famiglia. Ieri mattina la scoperta, quando, appunto, della Mercedes 180 “monovolume” di color nero che, abitualmente usa la professoressa Caputo per raggiungere la scuola presso cui insegna materie umanistiche, si sono notati i pneumatici sgonfi: con quello anteriore destro che più degli altri presentava un piccolo squarcio. Segno evidente che sono stati appositamente perforati con qualche ferro od oggetto appuntito. Ieri, tuttavia, la notizia non è diventata di dominio pubblico, giacché l’intenso freddo e i primi fiocchi di neve caduti nel corso della notte, hanno “consigliato” tanta gente a rimanere a casa. Il cattivo segnale delinquenziale è evidente che sia stato indirizzato al sindaco del Pdl Antonio Barile e non certo alla sua consorte, che conduce un modello di vita normalissimo, anzi schivo e per nulla appariscente. Dalla sua, Barile, come del resto tutta la sua famiglia, è considerato universalmente persona brava, corretta, generosa e di sani principi. Quindi, appare, evidente che i malfattori che hanno preso di mira l’autovettura della moglie (la sua quasi certamente era custodita in garage) abbiano voluto mandare un “segnale” a Barile, che ci informa che anche 10 giorni fa gli furono perforate due ruote.. «ma non ci La centralissima via Roma dove abita il sindaco detti peso. Stavolta, però, ho già telefonato al comandante Pantano e domani mattina (oggi per chi legge) andrò in caserma a produrre denuncia contro ignoti». Ed è difficile obiettivamente ipotizzare la matrice vandali da dove può essere arrivata. Le ultime vicende politico-amministrative hanno visto Barile e la sua Giunta in prima fila a difesa dei precari Sial e Cooperative, e grazie a questi interventi e ai buoni uffici del prefetto gli operai nei prossimi giorni dovranno riscuotere almeno due mensilità di salari. Per altri problemi Barile non ha né potrebbe avere ostilità al punto che qualcuno di notte pensi a queste malvagità. D’altra parte, San Giovanni è una cittadina lontana da queste logiche. C’è sì una lotta politica forte e intensa, ma mai sono stati messi in discussioni i rapporti umani e di civiltà. Si brancola, perciò, nel buio e non si capisce da dove iniziare, anche se, per come appreso, i militari dell’Arma della locale stazione, diretti dal luogotenente Antonio Pantano, avrebbero già iniziato una serie d’indagini per assicurare alla giustizia questi vandali della notte. E sempre ieri è stato il capogruppo del Pd Giuseppe Belcastro, ad esprimere «incondizionata solidarietà al sindaco Antonio Barile. San Giovanni – ha dichiarato Belcastro – è la città emblema della democrazia, della civiltà e della convivenza civile, quindi mai potremo sopportare che tali atti vandalici possano colpire qualsiasi cittadino, e men che meno il sindaco della città, che è chiamato a guidare e ad amministrare la nostra San Giovanni!». RENDE La manifestazione s’è conclusa con la consegna dei premi Un momento dell’iniziativa berto Castrini (BS); terzoBarbara Cannetti (FE); quatro Giovanni Maria Pedrani (VE); quinto Casandra Ioan (Romania). Premio Speciale a Ornella Fiorentini (RA) Menzioni d’onore e di merito agli autori: Bruno Bianco (AT), Mario Iaquinta (Cosenza), Manuela Pana (AR), Pier Angelo Piccolo (VE), Antonella Salamone (SR), Emiliana Cicatelli (SA), Carla Curcio (Cosenza), Marilina Daniele (SA), Giacomo Guglielmelli (Cosenza), Filippo Pirro(FG), Giuseppe Salvatore (Cosenza), Maria Luisa Seghi (FI) Francesca Strufaldi (LU). La serata è stata all’insegna dei canti di Natale con la voce Soprano Lorena Cutrì, accompagnata al pianoforte dal maestro Luigi Iorio. Un appuntamento che ha allietato i presenti accorsi in massa. SALA 1: «Vacanze di Natale a Cortina» Regia di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli. Spett. ore: 16 - 18.10 - 20.20 - 22.30. SALA 2: «Le idi di marzo» Regia di George Clooney. Con George Clooney, Ryan Goslin. Spett. ore: 15.30 - 18.30 20.30 - 22.30. SUPERCINEMA MODERNISSIMO «Sherlock Holmes - Gioco di ombre» Regia di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law. Spett. ore: 17.30 20 - 22.30. La Rassegna d’essai riprenderà nel mese di Gennaio dopo le feste natalizie. SAN NICOLA (CITRIGNO SALA 3) «Finalmente la felicità» Regia di Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Rocco Papaleo, Thyago Alves. Spett. ore: 16 - 18.10 - 20.20 22.30. Lunedì chiuso per riposo. CINEMA ITALIA - Tel. 0984813389 «Midnight in Paris» - Regia di Woody Allen. Con Owen Wilson, Rachel McAdams. Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 22.30. A seguire: «Il giorno in più». Regia di Massimo Venier. Con Fabio Volo, Isabella Ragonese. Unico spettacolo ore 20.30. (Lunedì chiuso per riposo). Per ulteriori informazioni visitare il ns. sito: www.cosenzacinema.it CINEMA GARDEN «Vacanze di Natale a Cortina» con C. De Sica, S. Ferilli. Spett. ore: 16 - 18.10 - 20.20 - 22.30. SALA A: «Il gatto con gli stivali 3D» Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 20.30 22.30. SALA B: «Finalmente la felicità» con L. Pieraccioni. Spett: ore: 16.30 18.30 - 20.30 - 22.30. CINEMA ANDROMEDA RIVER Dal 16 al 22 dicembre sito ufficiale www.andromedariver.it SALA 1:«Il gatto con gli stivali 3D» Spett. ore: 15.30 - 18.30 - 20.30 22.30. SALA 2: «Vacanze di Natale a Cortina» Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 20.30 22.30. SALA 3: «Finalmente la felicità» Spett. ore: 16.30 - 18.30. Segue: «Gioco di ombre Sherlock Holmes» Spett. ore: 20.15 - 22.30. SALA 4: «Gioco di ombre Sherlock Holmes» Spett. ore: 16.20 - 18.40. Segue: «Finalmente la felicità» Spett. ore: 21 - 22.40. SALA 5: «Le idi di marzo» Spett. ore: 16.30 - 18.30 - 20.30 - 22.30. Antonio Barile Arte solidale tra musica e memoria Iniziativa dell’associazione GueCi RENDE. Si è tenuta a Rende sabato scorso, nella Sala consiliare di Piazza Matteotti la manifestazione culturale denominata “Arte Solidale tra Musica e Memoria. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione culturale GueCi, presieduta dalla scrittrice e poetessa Rendese Anna Laura Cittadino La stessa, sabato, ha presentato l’intera manifestazione. Insieme a lei il maestro Luigi Iorio. La manifestazione, che ha avuto un grosso successo di pubblico, si è conclusa con la cerimonia di premiazione delle opere vincitrici del Premio Letterario Internazionale omonimo con la narrativa a tema: C’era una volta...il Natale con la presenza dei componenti di Giuria: Serafino Caruso, Lorenzo Curti, Mario De Rosa (Presidente di giuria) Geneviève Makaping, e Michela Zanarella. Ospiti d’onore della serata il pittore Rendese Antonio Oliva con l’esposizione di alcune sue opere. E poi ancora l’attore Romano Giuseppe Lorin dall’Accademia di Arte drammatica “Silvio D’Amico “di Roma. Vincitori del concorso: primo classificato Gianfranco Aloe di Cosenza; secondo Al- Agenda telefonica cittadina FARMACIE DI TURNO (dalle ore 13 alle ore 16) COSTABILE - Via Popilia SESTI OSSEO - Via degli Stadi FARMACIE NOTTURNE (dalle ore 19,30 alle ore 8,30) COPPOLA TANCREDI - Via Tribunali GIONCHETTI - Via Panebianco GUARDIA MEDICA Cosenza - Via M. d’Oro 18, tel. 411333. Guardia medica festiva e pre-festiva: dalle ore 10 di sabato e dei giorni pre-festivi alle ore 8 di lunedì o del primo giorno lavorativo; tutti i giorni dalle ore 20 alle ore 8 del mattino succ., via delle Medaglie d’Oro 18, tel. 0984/411333 APRIGLIANO-CORTE tel 0984420053 CASTIGLIONE COSENTINO tel. 0984442677 CELICO tel. 0984435117 COLOSIMI tel. 0984963125 DIPIGNANO tel. 0984621697 DOMANICO tel. 0984633263 DONNICI tel. 0984780490 FIGLINE VEGLIATURO tel. 0984422755 GRIMALDI tel 0984964326 LATTARICO tel. 0984933513 MARANO PRINCIPATO tel. 0984856238 MENDICINO tel. 0984630406 PARENTI tel. 0984984882 - 0984965137 ROSE tel. 0984901143 ROVITO tel. 0984435117 SAN GIACOMO D’ACRI tel. 0984917089 SAN PIETRO IN GUARANO tel. 0984471085 SANTA SOFIA D’EPIRO tel. 0984957000 SCIGLIANO tel. 0984966580 TORANO CASTELLO tel. 0984504112 TRENTA tel 0984432952 AMBULANZE CROCE AZZURRA: (diurna e notturna) tel. 73767 CROCE BIANCA: tel. 393528 FRATERNITÀ MISERICORDIA: tel. 395040 - 31554 AVAS: (Spezzano Sila) tel. 434121 RENDE FARMACIA DI TURNO (Dalle ore 13 alle ore 16) PELLEGRINI - Roges CINEMA CITRIGNO Gazzetta del Sud Lunedì 19 Dicembre 2011 17 Catanzaro - Provincia . OPERAZIONE “SHOWDOWN” Dopo gli interrogatori di garanzia solo in 6 rimangono dietro le sbarre Sette scarcerati, due ai domiciliari Confermata la collaborazione con i magistrati di uno dei fermati Francesco Ranieri SANT’ANDREA JONIO Nel giorno in cui 7 (più 2 che vanno ai domiciliari) delle 15 persone arrestate nell’àmbito dell’operazione “Showdown” contro la cosca “Sia - Tripodi Procopio” del Soveratese possono lasciare il carcere su decisione del giudice per le indagini preliminari, arriva anche la notizia che una delle persone colpita dal provvedimento di fermoi, Bruno Procopio, che si è costituito nei giorni scorsi come del resto ha fatto pure l’imprenditore Francesco Chiodo, avrebbe iniziato a collaborare con la Giustizia. Non sono al momento noti i contenuti delle dichiarazioni rese dall’uomo ma il suo apporto collaborativo sarebbe cominciato già da qualche giorno. Le sette scarcerazioni decise dal gip del tribunale di Catanzaro Antonio Rizzuti, invece, sono il frutto degli interrogatori di garanzia svolti sabato scorso in carcere per la convalida dei quindici provvedimenti di fermo emanati dalla “Direzione distrettuale antimafia” di Catanzaro contro presunti affiliati ed esponenti della cosca “Sia-Tripodi-Procopio”. Sulla scorta degli elementi raccolti il gip catanzarese, come detto, ha disposto la scarcerazione di sette persone, confermando i fermi (divenuti dunque arresti) con custodia cautelare in carcere per i restanti otto, anche se due fermati sono ora agli arresti domiciliari. Ieri hanno dunque potuto lasciare la casa circondariale di Catanzaro-Siano Francesco Chiodo (difeso dall’avv. Salvatore Staiano), 43 anni, di Gasperina; Pasqualino Greco (avv. Salvatore Staiano e avv. Fabrizio Costarella), 50 anni, di Da- Il cassonetto blu interessato dall’incendio di ieri mattina CARDINALE Sulla Cristoforo Colombo Cassonetto in fiamme a causa dell’inciviltà e di un servizio carente Bruno Cirillo CARDINALE Leuzzi, Naselli, Sgroi, Lombardo, Borrelli, Tatta, Canziani e Furciniti durante la conferenza stampa dell’operazione “Showdown” voli; Giuseppe Pileci (avv. Gregorio Viscomi e avv. Giuseppe Riitano), 39 anni, di Davoli; Francesco Procopio (avv. Salvatore Staiano), 22 anni, di Davoli; Giandomenico Rattà (avv. Salvatore Staiano e avv. Maurizio Belmonte), 29 anni, residente a Soverato; Mario Sica (avv. Armodio Migali), 57 anni, domiciliato a Davoli Marina; Pietro Aversa (avv. Salvatore Vono), 56 anni, di Davoli. Il gip Rizzuti ha invece confermato il fermo optando però per la misura degli arresti domiciliari a carico di Francesco Vi- tale (avv. Domenico Calabretta e avv. Francesco Maida), 25 anni, di Satriano, ed Emanuel Procopio (avv. Franco Pitelli), 22 anni di Davoli. Il giudice ha quindi confermato i provvedimenti di fermo nei confronti di Fiorito Procopio (difeso dagli avv. Salvatore Staiano e Domenico Grande Aracri), 58 anni, residente a Davoli ma domiciliato a San Sostene; Michele Lentini (avv. Staiano e avv. Luigi Gullo), 40 anni, di San Sostene; Antonio Gullà (avv. Saverio Raspa), 44 anni, di Montauro; Angelo Procopio (avv. Michele Ciconte), 25 anni, di Guardavalle; Giovanni Nativo (avv. Carlo Petitto e Domenico Fimiano), 28 anni, di Cenadi; Vincenzo Bertucci, 28 anni, di Serra San Bruno. L’operazione coordinata dalla “Dda” catanzarese è stata eseguita dal Comando provinciale dei carabinieri. Militari che hanno svolto serrate indagini su un territorio che, negli ultimi due anni, era stato flagellato da una sanguinosa guerra tra consorterie di ’ndrangheta per il controllo del territorio. Accanto ai provvedimenti di S. ANDREA JONIO Del rinnovato consiglio direttivo fanno parte tanti giovani fermo (non eseguiti in toto per via dell’irreperibilità di altre tre persone) vi è stata anche l’attività della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di beni per circa 30 milioni di euro ai danni proprio di alcuni dei soggetti sottoposti al provvedimento. Un’operazione che, secondo gli inquirenti, ha gettato luce anche sulle commistioni tra economia locale, pubblica e privata, e criminalità organizzata, volte al controllo degli appalti pubblici e del settore turistico. Nella tarda mattinata di ieri alcune abitazioni situate sulla centralissima circonvallazione “Cristoforo Colombo” della popolosa frazione “Novalba”, sono state invase da un fumo nauseabondo proveniente da un cassonetto in plastica - che dovrebbe essere utilizzato per la raccolta differenziata - e nel quale, invece, viene scaricato ogni sorta di rifiuto solido urbano. Verosimilmente il maleodorante contenuto del cassonetto è andato a fuoco perché nello stesso vi è stata depositata della cenere calda, residuo della pulizia mattutina di qualche focolare. Insomma una ordinaria storia di inciviltà che, però, fa il paio con il disservizio, considerato che gli altri due cassonetti in metallo erano completamente pieni di rifiuti, come anche tutta l’area adiacente agli stessi cassonetti. Un vecchio televisore, uno scaffale e persino un lercio materasso, il tutto depositato in quel posto da diverso tempo senza che si sia provveduto alla rimozione. Per scongiurare la distruzione del cassonetto in plastica, del valore di diverse centinaia di euro, qualcuno ha pensato bene di chiamare i Vigili del Fuoco di Chiaravalle Centrale. Prima che le fiamme si propagassero agli altri rifiuti, con le conseguenze facilmente immaginabili per tutta la zona, gli uomini del “115”, con il caposquadra Gullì sopraggiunti celermente, hanno domato le fiamme e scongiurato la distruzione del cassonetto, evitando così un sicuro danno alle già disastrate casse del Comune. Non è la prima volta che cassonetti in plastica vengono distrutti da improvvisi incendi e non è neanche difficile, scorgere nei pressi dei punti di raccolta, anche in pieno centro abitato, rifiuti ingombranti che rimangono per lungo tempo. Sicura mancanza di senso civico da parte dei cittadini ma anche assenza totale del servizio di raccolta degli ingombranti e, soprattutto poca vigilanza, considerato che, all’abbandono incontrollato di rifiuti, non segue mai la scoperta degli autori con la conseguente elevazione della sanzione amministrativa. Sanzione che, se comminata, potrebbe rappresentare un sicuro deterrente. MONTEPAONE Via al laboratorio multimediale al Comprensivo Pro Loco, Giovanni Cerminara nuovo presidente Da oggi al “Don Mario Squillace” lezioni con lavagne elettroniche SANT’ANDREA JONIO. È Giovanni Cerminara il nuovo presidente della Pro loco “Sant’Andrea”, eletto nell’ultima assemblea dei soci assieme ad un consiglio direttivo rinnovato e con un’età media di poco superiore ai 30 anni. Oltre a Cerminara sono stati eletti Giuseppe Ammendolia, Roberto Andracchio, Teresa Calabretta, Cinzia Codispoti, Carlotta Menniti, Andrea Samà, Giulia Samà e Giuseppe Enrico Viscomi. «Il lavoro da fare è tanto - ha affermato il neopresidente. L’obiettivo è quello di mantenere un’associazione di ampie vedute, che operi nell’interesse della comunità. Una Pro loco che lavorerà a stretto contatto con l’amministrazione comunale e con le altre associazioni del territorio; ma anche una Pro loco pronta a valutare ogni idea o iniziativa dei cittadini andreolese». “Mission” dell’associazione sarà ovviamente quella di valorizzare il territorio, assieme agli interlocutori sia pubblici che privati. «Gli interventi toccheranno tutte le fasce di età e diversi settori - ha spiegato Cerminara - dai bambini agli anziani, dal sociale al turismo, dalle radici all’innovazione, dalla formazione all’intrattenimento». Considerato il rilievo dalle attività di carattere turistico-culturale per S. Andrea, la Pro loco mira a organizzare anche servizi di base nei settori informazione, cultura e turismo. «Riprendere e descrivere agli andreolesi, e non solo, il passato con testimonianze – evidenzia ancora il presidente – ci aiuterà a capire chi eravamo, qua- S. ANDREA JONIO “Vivi Malajira” Una panoramica di S. Andrea Jonio li siano le nostre origini, dove siamo oggi e, soprattutto, dove stiamo andando. Nel nostro paese vi sono risorse dimenticate - aggiunge - e sarà quindi nostra cura aiutare a scoprire questi tesori, pubblicizzarli e chiedere che vengano tutelati. Sebbene la Pro loco sia nata da poco, quantomeno nella nuova direzione, è un’associazione non lucrativa e apartitica ma politica nel più nobile senso. La politica che ci orienta - spiega a scanso di equivoci Cerminara - è priva di simbolo e il gruppo di lavoro è ricco di ispirazioni e ideologie differenti. L’obiettivo è, dunque, unico per tutti: Sant’Andrea Apostolo dello Jonio. Al momento - conclude - siamo come i bambini che iniziano a camminare, ma confidiamo nell’aiuto di tutti». (f.r.) SOVERATO Via al Teatro dei bambini Iniziative di solidarietà “Il Canto di Natale” in favore di anziani e bimbi in scena al Comunale Massimo Ranieri SANT’ANDREA JONIO L’associazione “Vivi Malajira” ha organizzato una serie di iniziative sociali per rendere vivo e concreto il messaggio del Natale. I diversi momenti aggregativi prenderanno il via oggi e si concluderanno il giorno della befana. Quelli delle festività natalizie sono giorni speciali che mettono al centro in particolare i fanciulli e la famiglia ed anche tutta la comunità che è una “famiglia” più grande. L’associazione, guidata dalla presidente Anna Di Maggio che ha al suo fianco un gruppo affiatato ed attivo, ha pensato al coinvolgimento degli anziani della Villa della Fraternità, dove nei giorni scorsi si è svolta la prima tombolata, e gli ospiti della Redancia. Il classico gioco delle feste sarà riproposto il 28 dicembre al convento delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore. In attesa del Natale saranno distribuiti regali agli anziani ed ai bambini all’incontro previsto il 23 dicembre che si svolgerà nella casa di riposo fondata da don Edoardo Varano. Maria Anita Chiefari SOVERATO Un classico della letteratura natalizia, eterno e sempre giovane, ha caratterizzato l'apertura della stagione del Teatro dei bambini “Teatro a colori” al Comunale di Soverato, curata dalla Scuola di Teatro “ Spazioscenico”, diretta da Franco Procopio. È andato in scena, infatti, “Il Canto di Natale” tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens nella rivisita- zione di Barbie. Barbie ( interpretata da Mariella Bruzzese), nei panni di Eden Starling, è una sofisticata cantante e primadonna di un teatro della Londra vittoriana. Con il suo inseparabile e altezzoso gatto, Chuzzlewit, pretende che tutti i membri della compagnia passino il giorno di Natale in teatro, impegnati nelle prove. Neppure la costumista e amica d’infanzia, Catherine, riesce a convincerla a non essere così egoista e capricciosa. Sabrina Amoroso MONTEPAONE Un progetto realizzato con i fondi messi a disposizione dal programma “Por Fse Calabria, qualità della vita ed inclusione sociale”, per mettere a disposizione delle giovani generazioni gli strumenti adatti per un’adeguata formazione culturale al passo con i tempi. È adesso realtà il laboratorio multimediale nell’istituto comprensivo “Don Mario Squillace” di Montepaone che conta un’ampia sala con 27 postazioni (due per alunni diversamente abili), e due postazioni Lim, novità nelle scuole del comprenso- rio. La lavagna interattiva multimediale infatti è un dispositivo elettronico sulla cui superficie sarà possibile scrivere, gestire immagini, riprodurre file video, consultare risorse web. In commercio dal 1991 nelle scuole del nord America e, successivamente adottata in Gran Bretagna, dove è stata introdotta nelle scuole Primarie di primo e secondo grado, in Italia tale strumento è presente da diversi anni per lo più al nord mentre in Calabria sono ancora poche le scuole ad averla adottata. Lo scopo del progetto montepaonese è quello di sfruttare il potenziale in termini di appren- dimento e di partecipazione da parte degli studenti coinvolti in lezioni interattive in cui le Lim saranno utilizzate con vari software che integreranno la trattazione degli argomenti consueti. Per l’istituto di Montepaone è stato inoltre realizzato un vero e proprio laboratorio linguistico che, con i nuovi strumenti, permetterà agli alunni lo scambio a distanza con altre realtà. Ben 56.000 euro spesi per la realizzazione del tutto, da oggi a disposizione dei docenti. Rimane ora a insegnanti e dirigenti il compito di sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione. SOVERATO Incontro dell’Osservatorio “Falcone Borsellino” Provincia , ente utile o solo costi? Cesare Barone SOVERATO Si è discusso dell’emendamento al decreto Monti riguardante l’abolizione delle Province nella conferenza stampa organizzata dall’Osservatorio “Falcone – Borsellino – Scopelliti”. Ospite il vicepresidente del consiglio provinciale di Catanzaro, Emilio Verrengia. «Cancellare l’ente intermedio vuol dire innanzitutto eliminare un presidio di legalità», ha dichiarato Verrengia, che ha anche sottolineato co- me i costi reali delle Province, come rilevato da uno studio dell’ “Unione Province d’Italia”, sono per il personale, per l’ambiente, la viabilità e le scuole, e solo una parte irrisoria serve per lo stipendio degli amministratori. «Non si tratta di difendere una casta, anche perché le indennità dei politici provinciali sono irrisorie, ma di impedire un ulteriore allontanamento del cittadino dalla politica, già innescato dall’attuale legge elettorale». L’argomento sarà portato nel Consiglio d’Europa in seduta plenaria dallo stesso Ver- rengia, mentre se il provvedimento sarà approvato dal Parlamento ci sarà un ricorso dell’Upi, appoggiato da alcuni consigli regionali compreso quello della nostra regione, presso la Corte costituzionale. Carlo Mellea, presidente dell’Osservatorio, si è dichiarato di parere opposto a quello di Verrengia, sostenendo che «le Province vanno abolite e le loro competenze trasferite ai Comuni», pur rimarcando il buon lavoro svolto dalla giunta guidata da Wanda Ferro in questi anni. Tra i relatori pure l’avvocato Fabio Guarna.