Dialogo sulla democrazia
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Dialogo sulla democrazia
“Dialogo sulla democrazia” (di Sbastiano Vassalli) Parla il cittadino che andrà a votare (in sigla: CV) Domani, in questo paese, ci saranno le elezioni politiche. Non so per chi lei voterà e non mi interessa saperlo; ma sono sicuro che essendo una persona civile e un uomo libero, anche lei, come me, farà il suo dovere di elettore. Viva la democrazia! Parla il cittadino che non andrà a votare (in sigla: CNV) La ringrazio per le parole di stima. Effettivamente, nessuno più di me ama la libertà; e mi auguro di non deluderla troppo, dicendole che non andrò a votare. Ho riflettuto a fondo su ciò che chiamiamo democrazia e sui suoi rituali: e credo che le elezioni, come si fanno ora, siano un inutile spreco di suole e di tempo. CV (stupefatto) Ma il voto è la base della libertà! Tutte le persone per bene credono nel voto e nella democrazia e si augurano che trionfi in ogni parte del mondo. Come può non crederci, lei solo? CNV Spero di non essere il solo. E la prego di spiegarmi cos' è, per lei, la democrazia, in modo da essere sicuri che stiamo parlando della stessa cosa. CV (stupefatto) La democrazia... è la democrazia! È il popolo che governa: lo dice la parola stessa! È la miglior forma di partecipazione alla vita di una società, che sia mai stata inventata. Ad ogni persona corrisponde un voto. La democrazia è la libertà nata dalla Rivoluzione francese, ed è anche il principio dell’uguaglianza tra tutti gli uomini. Non è ancora la fratellanza universale, ma si spera che lo diventerà in tempi ragionevoli. CNV Se per democrazia lei intende il governo del popolo la avverto che sta prendendo un abbaglio. Quel governo non esiste né qui né in altre parti del mondo. È una finzione, basata sulla furbizia di pochi e sull' ingenuità dei più. CV (stupefatto) Questa, poi! CNV La vera democrazia è esistita tanto tempo fa ed è esistita soltanto per pochi anni. Nell' antica Atene, le cariche pubbliche venivano tirate a sorte tra tutti quelli che ne avevano diritto, cioè tra tutti i capifamiglia. Si mettevano i nomi in un' urna e un ragazzo bendato li tirava fuori. Questa è l' unica democrazia vera e possibile. Una volta all' anno si fa una lotteria e chi esce esce: il tuo vicino di casa può diventare Presidente della repubblica, il ragazzo che ti porta i giornali può diventare ministro delle Finanze, il tuo medico di famiglia può diventare ministro della Difesa, l’ubriacone che va in giro a schiamazzare di notte può sovrintendere alla Sanità, e così via fino all’ultima carica pubblica. Nessuno può essere escluso dal sorteggio, purché abbia la cittadinanza e goda dei diritti civili. La vera democrazia è una lotteria. Ogni altra forma di governo, compresa quella che si fonda sul voto, è un' aristocrazia camuffata. Per essere più precisi: è un' oligarchia, cioè un sistema in cui pochi comandano e i più sono sudditi. CV (sorridente) Ma no, cosa dice, guardi che si sbaglia! Guardi che le cose, nella realtà, sono un po' diverse... Lo capisce anche un bambino che la democrazia, per poter funzionare, deve avere dei filtri. Non si può prendere una persona a caso, su cinquanta o cento milioni di uomini e di donne, e metterla a governare uno Stato, con tutti i problemi che ci sono in una società moderna! Con le complicazione dell’economia e della finanza, con le sottigliezze della politica estera… Ci vogliono persone preparate. Persone competenti! CNV Stiamo parlando di democrazia. E lei mi ha appena detto, se non sbaglio, che è il governo delle persone competenti. Non le sembra di contraddirsi con questa affermazione? Un minuto fa, aveva sostenuto che la democrazia è il governo del popolo, cioè di chiunque in rappresentanza di tutti. Secondo il rivoluzionario russo Vladimir Lenin, lo Stato democratico è quello dove anche una cuoca può governare. CV (sorridente) Sono paradossi, amico mio: semplici paradossi! Sono esagerazioni che aiutano a mettere in rilievo una verità meno vistosa, ma più solida: quella, appunto, che la democrazia si basa sul voto, perché non può basarsi su nient' altro e perché i rappresentanti del popolo devono essere scelti con cura. La cuoca di Lenin va al governo se ha la capacità di starci; ma non può essere una donna tolta dai fornelli e mandata nei palazzi del potere, soltanto in nome della democrazia... Sarebbe un disastro per lei e per tutti! 1 CNV Dunque, secondo lei la democrazia è il governo di persone prese dal popolo ma esperte di economia, di finanza, di diritto internazionale, di organizzazione aziendale, di scienze della comunicazione e di politica estera. Mi corregga se sbaglio. Sono queste le caratteristiche che si richiedono a un candidato, per poter vincere le elezioni in un paese democratico? CV (sorridente) Sono queste. CNV Le credo sulla parola. O, per essere più sincero, faccio finta di crederle e le dico: guardiamoci attorno. Quanti tra gli eletti alle massime cariche dello Stato nei paesi cosiddetti democratici sono dei profondi conoscitori di tutte queste materie che servono a governare e quanti invece sono dei politicanti che non sanno niente di specifico e si rendono conto dei problemi soltanto mentre li affrontano? Quanti sono gli esperti e quanti sono i furbi ? CV (imbronciato) Credo che interromperò questa conversazione. E inutile continuare a discutere con chi nega la democrazia in nome di chissà quale superiorità di classe o di razza... In nome di qualche idiologia farneticante, che io non conosco e non voglio conoscere. CNV Lei mi sopravvaluta, amico. Lei mi attribuisce idee che non ho, così come attribuisce al suo voto un valore e un peso che non esistono. Un solo voto non conta nulla e non cambia nulla. Ciò che lei chiama democrazia è la negazione dell' uomo in quanto individuo e in quanto soggetto del proprio pensiero. E l' apoteosi dell' uomo elettorale: dell' «uomo massa» e del pensiero pre-pensato. E il governo dei numeri. Si agisce sui numeri per governare gli uomini e si agisce sugli uomini per governare i numeri... CV (imbronciato) Mi dica chiaramente da che parte sta. Butti la maschera: lei è un comunista? CNV No. CV (imbronciato) È un fascista? CNV No. CV (imbronciato) Ma allora, per Dio, si può sapere cos' è? E’ un anarchico? E’ un super-individualista come Diogene, che quando Alessandro Magno gli disse “voglio fare qualcosa per te”, rispose: “Bravo. Togliti dal sole, perché mi fai ombra”? CNV Sono uno che cerca di ragionare con la sua testa, anziché con quella degli altri. Lei, prima, mi ha esortato ad andare a votare. Ha detto che con le elezioni si fanno i governi democratici e io, forse, avrei dovuto stare zitto, ma non sono riuscito a trattenermi e le ho risposto che non è vero. CV (imbronciato) Che razza di governi si fanno con le elezioni? Me lo spieghi lei. CNV Si fanno dei governi aristocratici, basati sugli interessi e sugli umori che muovono una società e sulla furbizia dei singoli che si candidano a rappresentare quegli umori e quegli interessi. Di più non so dirle. CV (stupefatto) Dei governi aristocratici... Ho sentito bene? CNV Ha sentito benissimo. Dopo l' aristocrazia dei guerrieri e quella dei ricchi, che hanno dominato nelle epoche passate, l' aristocrazia di quest' epoca è quella dei furbi. I suoi vivai, le sue palestre, le sue scuole sono i partiti politici. I suoi tornei sono le elezioni... CV (indignato) Ma il mio voto è libero e segreto! Nessun furbo può costringermi a votare per lui! CNV Il furbo non costringe nessuno: se no, che furbo sarebbe ? Il furbo, attraverso la propaganda, spiega agli elettori che votando per lui votano per sé stessi; e quando è riuscito ad agganciarli, gli racconta la favola della democrazia. Da più di cento anni, nel mondo cosiddetto occidentale, i governi aristocratici si nascondono dietro a quella favola. CV (imbronciato) Lei mi sta dicendo che sono uno stupido. CNV Non mi permetterei mai di fare un' affermazione del genere. Le sto dicendo che la favola della democrazia, in cento e più anni, ha prodotto un uomo nuovo e diverso. Ha prodotto l' uomo elettore, manipolabile con i meccanismi della propaganda. L’uomo elettore è strettamente imparentato all’uomo spettatore creato dalla televisione. In pratica è lo stesso uomo e fa parte di un aggregato di individui, come le formiche di un formicaio o le api di un’arnia. E’ 2 l’elettore-massa, che nei giorni delle votazioni si riversa nei seggi elettorali, per competere con gli elettori-massa degli altri partiti. CV (convinto) Lei è un sovversivo ! CNV Sì, forse ha ragione… Ma non do fastidio a nessuno e non faccio niente per contrastare la favola della democrazia. Mi lascio governare dai furbi, come tutti. La sovversione, se c'è, è soltanto nella mia testa. Io non credo, come lei, di poter decidere il destino del mondo con un voto, che per sé stesso non vale nulla; e non credo di “partecipare” al governo del mondo. Il mondo è soggetto a tante di quelle spinte che nessuno lo controlla davvero. Non va dove voglio io e nemmeno dove vogliono i furbi. Va e basta. CV (dubbioso) Lei è un utopista? CNV Assolutamente no. Cosa glielo fa venire in mente? CV (dubbioso) Così… pensavo che, non sentendosi appagato dalla democrazia, cercasse di inventarsi un sistema migliore. CNV No. Credo che in questa fase della società umana, il dominio dei furbi sia inevitabile. Spero che l’umanità riesca a sopravvivergli e a voltare pagina; ma, questa, è un’altra faccenda. CV (dubbioso) Se non è un utopista, mi dica lei cos’è. CNV Io sono il contrario di un utopista. Sono un realista. Gli utopisti partono dal presupposto che gli uomini: tutti gli uomini del mondo, siano ragionevoli e tendenzialmente buoni. Che abbiano voglia di migliorarsi: figuriamoci! Io invece credo, a ragion veduta, che siano in massima parte stupidi e malvagi e felici di essere come sono. CV (dubbioso) In cosa sbagliano gli utopisti? Mi faccia un esempio concreto. CNV Gliene faccio uno molto semplice. Due secoli fa, gli operai lavoravano dodici ore al giorno, o anche più, e gli utopisti dicevano che quello sfruttamento li abbrutiva, impedendogli di elevarsi come esseri umani. Dicevano che tutti gli uomini, se ne avessero il tempo e la possibilità, darebbero libero sfogo al loro estro creativo nella musica, nella pittura, nella poesia; che coltiverebbero i loro interessi filosofici o teologici, e che si applicherebbero con passione alla ricerca storica o a quella scientifica. Ora, gli operai lavorano molto meno di quanto lavorassero bell’Ottocento e nella maggior parte dei casi sono stati sostituiti dalle macchine o dalla mano d’opera degli immigrati; ma i loro interessi sono più o meno gli stessi di allora. Guardi cosa fanno nel tempo libero. I più attivi sfruttano se stessi, inventandosi dei lavori “in nero” per guadagnare soldi. I più fantasiosi si rivolgono alle agenzie di viaggio che li spediscono qua e là nel mondo, nei luoghi dove ci sono spiagge, bungalows e villaggi-vacanze. I più geniali si dedicano al bricolage, i più maiali cercano di ingropparsi la moglie o la figlia del vicino di casa. Molti vivono da una domenica all’altra aspettando le partite di calcio; molti spendono i loro soldi con le puttane, vicino a casa o in paesi esotici. La scienza, l’arte, la filosofia non hanno beneficiato granché della liberazione del proletariato, e della sua conquista del tempo libero. CV (dubbioso) Non tutti nascono artisti e non tutti sentono, in sé, lo stimolo a diventare scienziati. Ma l’aspirazione alla giustizia e all’uguaglianza sociale è innata in tutti gli uomini: ed è insopprimibile, oltre che innegabile. CNV Ne è proprio sicuro? CV (convinto) Sì. Gli uomini aspirano ad essere uguali, così come aspirano ad essere liberi e a sentirsi fratelli, al di là delle differenze di razza e di religione. Forse quest’ultima aspirazione è ancora debole, ma le altre due sono molto forti. CNV Se lo dice lei… La realtà, però, ci mostra il contrario. Gli uomini aspirano a essere liberi, questo è vero: ma hanno anche bisogno di essere tenuti a freno e lo sanno, perché non si fidano di sé stessi. Sanno che la libertà, senza freni, diventerebbe un incubo. Perciò vogliono essere governati con mano forte, almeno quanto vogliono essere liberi. Dall’incontro e, per così dire, dal compromesso tra queste due esigenze, entrambe legittime, nascono la società civile e lo Stato. 3 CV (convinto) E che mi dice dell’uguaglianza? Non è forse vero, che gli uomini vogliono essere uguali? CNV Assolutamente no. In un mondo di eguali la razza umana si estinguerebbe. Provi ad immaginare quel mondo: appartamenti o villette a schiera tutti uguali, automobili uguali, istruzione (nei limiti delle capacità) uguale per tutti… E ancora: stesse opportunità, stesse ferie, stesse cure mediche, stesso rapporto con le istituzioni. Il meglio sparirebbe in un batter d’occhi; il peggio, dopo un effimero trionfo, sparirebbe anche lui. Rimarrebbe il nulla. CV (stupefatto) Mi sta dicendo che gli uomini hanno bisogno delle disuguaglianze, e addirittura delle ingiustizie? CNV Sì. (Dopo una pausa). Lo so che come concetto non è bello, ma il mondo è quello che è e né io né lei possiamo cambiarlo. Il nostro desiderio, peraltro legittimo, di vivere in un mondo diverso e perfetto, almeno per il momento è destinato a scontrarsi con la realtà. CV (sconsolato) Mi lasci almeno sperare nella fratellanza… L’aspirazione degli uomini a sentirsi fratelli è ancora piuttosto debole, lo so, ma insomma c’è, esiste come prospettiva e dobbiamo tenerne conto. E’ una specie di stella polare che guida il nostro cammino verso un futuro migliore. CNV Se le piace pensare che le cose stanno così, non sarò io a contraddirla. Ma se mi chiede un’opinione, le dirò che gli uomini non si amano oggi, esattamente come non si amavano duemila o ventimila anni fa, anche se la faccenda è meno visibile: la civiltà ha steso su tutto uno strato sottile come una vernice, di buone maniere e di buone intenzioni. Uno strato che ci fa illudere di essere cambiati. Noi che viviamo nelle cosiddette democrazie, ci sentiamo perfetti: e crediamo di poter costruire le “società multietniche”. Se fossimo più saggi, capiremmo che il mondo di oggi: quello vero, non quello che noi abbiamo in testa, tollera soltanto piccole mescolanze; e che, aumentando le dosi, si formano miscele esplosive. Ma gli uomini si odiano anche al di fuori delle diversità. Si odiano nei condomini, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie. Basta un niente, perché vengano meno le buone maniere, la buona educazione e perfino gli affetti tra consanguinei… CV (sconsolato) Ci sarà pure un modo per vivere bene. Lei non crede? CNV Sì, un modo c’è. Ma non penso che verrà mai adottato. CV (dubbioso) E’ una forma più avanzata di democrazia? CNV No. E’ una forma più avanzata di uso della ragione. Tanto per cominciare, bisognerebbe mettere al bando le utopie, di qualsiasi genere. Le illusioni portano solo disgrazie. Gli slanci emotivi: quelli che spingono a volersi male, ma anche quelli opposti, che dovrebbero indurre le persone a volersi bene, producono soltanto catastrofi. Affrontare gli ostacoli di slancio, armati di bei ragionamenti e di buone intenzioni, è un modo certo per farsi del male. Davanti all’ostacolo bisogna fermarsi e studiarlo. Bisogna chiamare le difficoltà con il loro nome; e bisogna rassegnarsi all’idea che zero più zero non farà mai uno, o due, per quanta buona volontà ci si metta. Farà sempre zero… Ma temo che questo modo di procedere, almeno per il momento, non possa avere alcun seguito. CV (indignato) Dovevo capirlo fin dall’inizio. Lei è un disfattista e un nemico del genere umano, oltre che della democrazia. Lei vorrebbe che tutto, nel mondo, andasse storto, per fare il profeta di sventure. Contro di lei, più che i ragionamenti, servono gli amuleti: il corno di cavallo, la zampa di coniglio, la mano di Fatima. Lei è uno iettatore e dovrebbe curarsi, perché probabilmente ha disturbi psichici. CNV Mi sbaglio, o alla base di ciò che lei chiama democrazia, dovrebbero esserci il rispetto, e l’attenzione, per le opinioni degli altri? CV (furioso) Anarchico individualista! Disfattista! Nemico del genere umano! CNV Lei è un vero democratico e sta dimostrando di esserlo. La ringrazio. 4