descrizione del percorso

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descrizione del percorso
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
BASE LOGISTICA
La location sarà il centro commerciale MONTEDORO di Muggia (TS), Via Flavia di Stramare 119Aquilinia/Muggia (TS). Tel +39 040 23 23 20. Parcheggio coperto gratuito, entrata posteriore.
Pedalare nel rispetto del codice della strada. La randonnèe non è una corsa contro il tempo ma un
modo diverso per raggiungere un obiettivo pedalando.
Partiremo dal centro commerciale di Montedoro con una leggera pedalata, in gruppo accompagnato,
ci avvicineremo a Trieste attraversando il cuore della città e le rive cittadine.
Stop in Piazza Unità d’Italia.
La piazza si apre da un lato sul Golfo di Trieste ed è circondata da numerosi palazzi ed edifici pubblici. Di
pianta rettangolare, per superficie è attualmente la più grande piazza d'Europa che si affaccia sul mare.
Affacciate sulla piazza si trovano le sedi di diversi enti: il municipio di Trieste, il palazzo della Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia e la prefettura del capoluogo. La piazza ha un'area totale di 12.280 m².
Si chiamava inizialmente piazza San Pietro, dal nome di una chiesetta ivi esistente, poi piazza Grande.
Assunse il nome di piazza Unità dopo il 1918, quando la città fu annessa al Regno d'Italia; nel 1955, allorché
la città ritornò all'Italia con la dissoluzione del territorio libero di Trieste, prese la denominazione attuale. La
piazza è stata rimodellata più volte nel corso dei secoli. L'aspetto attuale le deriva dalla ristrutturazione
completa che l'ha interessata nel periodo 2001-2005, quando tutti i palazzi sono stati oggetto di restauro; la
pavimentazione in asfalto è stata rimossa e sostituita con blocchi in pietra arenaria simili ai tradizionali
"masegni" che anticamente lastricavano la piazza; la fontana dei Quattro Continenti è stata posizionata
davanti all'ingresso principale del Municipio, riportandola nella sua locazione originaria, e sul lato mare è
stato installato un sistema di illuminazione con led luminosi blu che intendono ricordare l'antico mandracchio
interrato nel corso dei secoli. Prima che nella piazza avessero inizio i lavori di risistemazione, l'allora giunta
comunale pensò di sfruttare lo spazio disegnandovi un grande dipinto. Il disegno rappresentava l'Europa e
Trieste, inserite in una porta ad arco orientale in cui erano indicati il Sol Levante, la Luna e delle stelle gialle
su sfondo blu che richiamavano alla bandiera dell'Europa Unita.
La rappresentazione simbolica indicava una figura femminile armata di una lancia a forma
di alabarda (simbolo di Trieste) in sella a un toro, mentre si dirigeva verso il mare. Opera dell'artista Bruno
Chersicla, il disegno voleva significare la volontà della città di porsi come protagonista della Comunità
Europea. Il dipinto, di oltre novemila metri quadrati, è stato segnalato nel Guinness dei primati.
Un saluto dalle autorità comunali e via, iniziamo a salire verso il Carso. A sinistra potremo
concederci uno sguardo sulla città sottostante ed un occhiolino al “tram de Opcina”
La tranvia di Opicina (più conosciuta nella dicitura tram de Opcina in dialetto triestino, una delle attrazioni
turistiche della città di Trieste, è una linea tranviaria interurbana panoramica gestita dalla Trieste Trasporti.
Caratteristica unica in Europa è un tratto con forte pendenza lungo il quale le vetture vengono spinte (in
salita) o trattenute (in discesa) da un impianto a funicolare. Il servizio presenta un percorso urbano nel
centro di Trieste (a livello del mare) e una tratta interurbana di collegamento con la frazione di Villa
Opicina sull'altopiano del Carso, a 329 m s.l.m.; in funzione dal 9 settembre 1902, è lunga poco più di 5 km.
Alcuni chilometri di ondulato, uno strappo intermedio, ci accompagneranno fino a Sistiana.
Stop: il tempo necessario per caffè, brioche ed il timbro . E via a pedalare sul vallone per Gorizia. Da
Palchisce saliamo la Zona Sacra, il monte San Michele e scendiamo a Peteano. Un tratto
pianeggiante fino a Gorizia: attraversamento del rinnovato centro; in occasione del nostro passaggio
verrà tolta l’isola pedonale. Grazie Gorizia! Piazza Transalpina.
Piazza della Transalpina (in sloveno: dal 1947 al 2008, chiamata ufficiosamente Bohinjska Proga Trg,
dal 2008 rinominata in Evropski Trg, che significa "Piazza Europa") è una piazza divisa tra i comuni
di Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia).Nella piazza si trova la stazione di Nova Gorica sulla Ferrovia
Transalpina.
La piazza della Transalpina prende il suo nome dalla linea ferroviaria di cui fa parte la stazione. Questo tratto
venne inaugurato dall'arciduca Francesco Ferdinando nel 1906 e collega Trieste con Jesenice per poi
addentrarsi nell'Europa Centrale.
In tempi moderni l'intera piazza appare ristrutturata in modo da formare un unico spazio pubblico dove è
permessa la libera circolazione dei pedoni. In luogo della parte centrale del muro che divideva la piazza c'è
un mosaico circolare e il confine di stato - rimossa la barriera fisica - è ora indicato da una linea di mattonelle
di pietra. La piazza in cui, nel 2004, si è tenuta la grande manifestazione dell’entrata in Europa di altri stati.
Si riparte per salire a Oslavia e San Floriano, attraversare il Collio dei grandi vini, Cormons, Chiopris
e via a Palmanova (pedalata sulla Piazza Grande, isola pedonale, della città pentastellata)
Palmanova, città fortezza costruita dai veneziani nel 1593, è chiamata la città stellata per la sua pianta
poligonale a stella con 9 punte. Dal 1960 è monumento nazionale. Pedaleremo a circa 10 m. dalla piazza in
senso antiorario.
Proseguiamo per Cervignano / Aquileia (sito archeologico di primaria importanza), Grado (una stretta
striscia di asfalto dividerà il mare in due, la ciclabile ben asfaltata e ben protetta unisce Belvedere
all’isola d’oro); alcuni tratti sono affiancati da pista ciclabile. A Monfalcone i due percorsi si
ricongiungeranno. Risaliamo lentamente a Sistiana. Guardiamo a destra: "le foci del TIMAVO"; uno
sguardo veloce e riusciamo a vedere l'uscita dal sottosuolo del fiume sotterraneo “Timavo”. Da
Sistiana pedaliamo, in leggera discesa; davanti a noi il castello di Miramare e Trieste, la penisola
Istriana, a destra la laguna di Grado; a sinistra il Carso ci farà da protezione con i suoi colori, il suo
fascino. Arrivati a Barcola, avremo il mare Adriatico al livello della strada, pedalata verso la città,
nuovo attraversamento delle rive cittadine, Piazza Unità d’Italia ed uscita verso Muggia. Siamo quasi
arrivati: affianchiamo lo stadio Nereo Rocco, sul retro (non visibile) la Risiera di San Sabba. Ancora
un piccolo sforzo e saremo arrivati.
I ciclisti che sceglieranno di pedalare il percorso medio a Peteano gireranno a sinistra verso Sagrado
/ Fogliano di Redipuglia, a sinistra il Sacrario Militare di Redipuglia / Ronchi dei Legionari /
Monfalcone
Il sacrario militare di Redipuglia è un monumentale cimitero militare situato in Friuli Venezia Giulia,
costruito in epoca fascista e dedicato alla memoria di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la prima
guerra mondiale. Sorge all'interno del territorio comunale di Fogliano Redipuglia in provincia di Gorizia.
Il monumento è il fulcro di un parco commemorativo di oltre 100 ettari che comprende una parte del Carso
triestino, teatro durante la Grande guerra di durissime battaglie (battaglie dell'Isonzo). Le enormi dimensioni
e l'ampia area coinvolta a parco della memoria ne fanno il più grande sacrario militare d'Italia e uno dei più
grandi al mondo. La grande scalinata di pietra che forma il sacrario di Redipuglia è collocata direttamente
davanti alla collina di Sant'Elia, sede del precedente cimitero di guerra i cui resti furono traslati nell’attuale
sacrario monumentale. Tutta l’area è stata convertita a parco del "ricordo" o della "rimembranza": gallerie,
trincee, crateri, munizioni inesplose e nidi di mitragliatrice sono stati conservati sul sito a ricordo della guerra.
Il memoriale monumentale è stato progettato da un gruppo di lavoro presieduto dall'architetto Giovanni
Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni. I lavori iniziarono nel 1935 con un impiego enorme di uomini e
mezzi che dopo 3 anni ininterrotti di lavori permisero l'inaugurazione del monumento il 18 settembre
del 1938 alla presenza di Mussolini e di più di 50.000 veterani della Grande guerra. Il monumento dalla
nascita è amministrato dal Ministero della Difesa, Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti