dichiarazione ambientale - Emaht – Europea Microfusioni Aerospaziali

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dichiarazione ambientale - Emaht – Europea Microfusioni Aerospaziali
DICHIARAZIONE AMBIENTALE
2a Edizione redatta ai sensi del Regolamento CE nº 1221/2009
(dati ambientali aggiornati al 31 Dicembre 2009)
Europea Microfusioni
Aerospaziali S.p.A.
Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale Rev. 02 del 08 Febbraio 2010............................................Pagina 1 di 50
PREMESSA .........................................................................................................................................................................3
1. CONSIDERAZIONI GENERALI.....................................................................................................................................4
2. LOCALIZZAZIONE .........................................................................................................................................................6
2.1
CARATTERISTICHE TERRITORIALI DEL SITO ..............................................................................................6
2.1.1 INQUADRAMENTO STORICO .........................................................................................................................6
2.1.2 INQUADRAMENTO GEOGRAFICO .................................................................................................................6
2.1.3 INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO............................................................................................................7
2.1.4 INQUADRAMENTO TERRITORIALE ...............................................................................................................7
2.1.5 INQUADRAMENTO GEOLOGICO....................................................................................................................7
2.1.6 INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO ..........................................................................................................8
3. LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA .............................................................................................................................8
4. DESCRIZIONE DELL’AZIENDA..................................................................................................................................10
5. IL PROCESSO PRODUTTIVO ....................................................................................................................................11
6. I SISTEMI DI GESTIONE..............................................................................................................................................21
6.1 POLITICA AZIENDALE ............................................................................................................................................21
6.2 CONFORMITÀ AI REQUISITI LEGALI ...................................................................................................................25
6.3 AUDIT INTERNI........................................................................................................................................................25
6.4 FORMAZIONE ED INFORMAZIONE IN MATERIA AMBIENTALE ......................................................................26
6.5 COMUNICAZIONE ...................................................................................................................................................26
6.6 CONTATTI CON ENTI ESTERNI............................................................................................................................26
6.7 VALUTAZIONE DEI FORNITORI............................................................................................................................26
6.8 GESTIONE DELLE EMERGENZE ED INCIDENTI ...............................................................................................27
6.9 GESTIONE SOSTANZE PERICOLOSE.................................................................................................................27
6.10 ANALISI AMBIENTALE INIZIALE .........................................................................................................................28
7. DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI .........................................................................................30
7.1 APPROVVIGIONAMENTO IDRICO ...................................................................................................................31
7.2 EMISSIONI IN ATMOSFERA..............................................................................................................................31
7.3 GESTIONE DEI RIFIUTI .....................................................................................................................................35
7.4 GESTIONE RISORSE ENERGETICHE.............................................................................................................39
8. OBIETTIVI, TRAGUARDI E PROGRAMMA...............................................................................................................42
8.1 RISULTATI RAGGIUNTI NEL 2009 ........................................................................................................................43
INFORMAZIONI RICHIESTE PER LA REGISTRAZIONE ............................................................................................44
DICHIARAZIONE DI APPROVAZIONE ..........................................................................................................................45
GLOSSARIO......................................................................................................................................................................46
ALLEGATO 1: ELENCO DELLA NORMATIVA APPLICABILE ..................................................................................47
ALLEGATO 2: INFORMAZIONI AL PUBBLICO ...........................................................................................................50
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PREMESSA
Per continuare ad impegnarsi nelle questioni ambientali che sono state sempre al centro
dell’attenzione della EUROPEA MICROFUSIONI AEROSPAZIALI S.P.A., successivamente denominata
EMA, e ad intensificare il rapporto di chiarezza e trasparenza con la comunità e ad elevare il
livello della comunicazione ambientale verso l’esterno, l’azienda si è adeguata al Regolamento
EMAS.
L’anno 2009 ha visto il consolidamento del processo iniziato negli anni precedenti dalla Società
in merito alle attività sull’ambiente. Gli sforzi profusi hanno condotto al completamento del
sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente e all’implementazione del Sistema Salute e
Sicurezza, in accordo alle normative UNI EN ISO 9001:2008, UNI EN 9100:2005, UNI EN ISO
14001:2004 e OHSAS 18001:2007 ed alla applicazione del sistema negli ambiti operativi.
Particolare attenzione è stata data all’emissione di specifiche procedure allo scopo di operare
meglio nel rispetto delle disposizioni normative.
La Società ha mostrato particolare impegno ed attenzione in materia ambientale accrescendo,
a tutti i livelli di responsabilità, la consapevolezza e la sensibilità in tale ambito.
Il programma di formazione ha anche riguardato la preparazione specifica alla gestione delle
emergenze, alla gestione dei rifiuti e a tutte le procedure aziendali che possono avere impatto
sull’ambiente.
I neo-assunti sono stati formati anche nell’ambito delle Normative Ambientali.
È in fase di analisi e progettazione il sistema informativo territoriale (GIS) che sarà sviluppato
all’interno della Società nel corso del 2010.
Rispetto al 2008 la spesa relativa agli investimenti per la protezione dell’ambiente è aumentata
per il completamento degli interventi di miglioramento; in particolare per una migliore protezione
dei lavoratori e del suolo è stata installata una nuova linea per i trattamenti chimici, per la
gestione delle acque è stato ampliato l’impianto chimico fisico per il trattamento/riutilizzo delle
stesse. Tale investimento, ha permesso anche una migliore gestione dei rifiuti liquidi e di
conseguenza anche la riduzione della spesa relativa. Le altre attività di protezione ambientale
includono, acquisto di monitor LCD e monitor a plasma, armadi per sostanze liquide, tende da
ufficio oscuranti, attività per la gestione delle sostanze pericolose e nomina del Consulente
ADR.
Il servizio di collegamento Casa-Lavoro con pulmino aziendale, iniziato con successo nel 2007,
è proseguito per tutto il 2008 ed il 2009 ed è esteso in corso d’anno ad un secondo pulmino che
viaggia su i 3 turni lavorativi, portando il totale dei lavoratori che ne beneficiano da un totale di
18 persone del precedente anno a 29 persone nel 2009
I benefici derivanti dal suddetto servizio sono registrabili a vari livelli: singolo dipendente, in
termini di tempo, costi e comfort; azienda, in termini economici e/o di produttività; collettività, in
termini di minori costi sociali, conferimento di un'immagine aziendale aperta ai problemi
dell'ambiente, riduzione dell'inquinamento atmosferico; benefici in termini di salute e sicurezza
per la diminuzione della probabilità di infortuni in itinere.
A conferma del trend in crescita degli investimenti ambientali è stato confermato anche per
l’anno 2010 un cospicuo impegno economico per la protezione dell’ambiente; sono previsti, tra
gli altri, nuovi investimenti per l’eliminazione progressiva dei prodotti chimici utilizzati per
sviluppare pellicole raggi X, con l’adozione della tecnica digitale; nuovo impianto tecnicamente
più performante per l’estrazione delle polveri metalliche.
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1. CONSIDERAZIONI GENERALI
La EMA, è una società per azioni la cui proprietà è detenuta dal gruppo Rolls-Royce plc, società
leader mondiale nella produzione di sistemi di propulsione per aerei civili e militari, navi,
sottomarini e turbine per la produzione industriale di energia.
La EMA esercita la propria attività nel settore della costruzione di componentistica aeronautica,
settore fonderie ad altissima precisione, con particolare riferimento alla produzione in serie di
palette statoriche e rotoriche degli stadi ad alta, intermedia e bassa pressione di turbine
aeronautiche per applicazioni sia civili che militari oltre a pale per turbine industriali a gas per la
produzione di energia elettrica, adottando un particolare processo di produzione denominato
“microfusione a cera persa”.
Di seguito i dati rilevanti dell’azienda:
Azienda: Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A.
Sede Legale e Stabilimento: Zona Industriale ASI - 83040 Morra De Sanctis (AV)
Telefono: +39 0827 438 211 – Fax: +39 0827 25 984
Codice Fiscale: 060 431 50 637
Partita IVA: IT 0214 29 20 640
e-mail: [email protected]
Web: www.emaht.com
Società controllata e coordinata da Rolls-Royce plc, 65 Buckingham Gate – SW1E 6AT London (GB)
Presidente: Ing. Filippo DE LUCA
Amministratore Delegato: Ing. Otello NATALE
Responsabile Salute, Sicurezza, Ambiente e Affari Generali, RSPP: Per. Ind. Pasquale DE LUCA
Settore: Metalmeccanico
Classificazione ATECO 2007: 24 52 0 (Fusione di acciaio)
Classificazione NACE: 24.52 – Codificazione EA: 17 e 21
Attività Svolta: Produzione microfusi in superleghe per applicazioni aerospaziali ed industriali
Data inizio attività: Luglio 1998
Comando Provinciale Vigili del Fuoco competente: VV.F. Avellino
Giunta Regionale della Campania competente: Settore Provinciale di Avellino
A.R.P.A.C. competente: Atripalda (AV)
Direzione Provinciale del Lavoro Ispettorato competente: Avellino
Camera di Commercio competente: Avellino – Iscrizione Nº 3196/99
Registro Economico Amministrativo R.E.A.: Nº 138371
Capitale Sociale: 6.992.817,06 Interamente Versato
Certificazioni: UNI EN ISO 9001:2000, UNI EN 9100:2005 e UNI EN ISO 14001:2004
Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione: Nº 22 Persone
Componenti delle Squadre:
Prevenzione Incendi e Lotta Antincendi: Nº 56 Persone;
Gestione Emergenze ed Evacuazione: Nº 27 Persone;
Primo Soccorso e BLS-D: Nº 42 Persone.
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Attività a Rischio di Incidenti Rilevanti (D. Lgs. 334/99 e ss. mm. ed ii.): Non Applicabile
Applicazione Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex 231/01: Ottobre 2005
L’attività produttiva rientra tra le lavorazioni insalubri di Industrie - Prima Classe, l’aggiornamento della
notifica al Comune di Morra De Sanctis (AV) è stata effettuata in data 11/05/2009, per le seguenti
attività:
Parte Prima – Lettera A, Voci: 8, 16, 20, 40, 56, 57 e 88 del D.M. 05/09/1994 – Allegato 1;
Parte Prima – Lettera B, Voci: 34, 74 e 100 del D.M. 05/09/1994 – Allegato 1;
Parte Prima – Lettera C, Voce: 22 del D.M. 05/09/1994 – Allegato 1.
Le attività produttive sono articolate in turni di lavorazione che, in funzione dei reparti, variano
da due a tre, con un numero di dipendenti pari a 401 unità.
Di seguito una foto aerea dello stabilimento EMA.
Figura 1: Foto aerea dello Stabilimento EMA.
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2. LOCALIZZAZIONE
Lo stabilimento sorge nel comprensorio ASI (Area Sviluppo Industriale) del comune di Morra De
Sanctis, nella provincia di Avellino, Regione Campania.
Distanza da luoghi abitati: Il centro abitato più vicino è a circa 5 km.
La Viabilità è garantita dalla Strada Statale Ofantina Bis direttamente connessa con
l’Autostrada A16 Napoli – Bari.
Sul lato nord dell’intera area industriale di collocazione dello stabilimento EMA è realizzata una
strada consortile che circoscrive tutto il perimetro garantendo facile accesso anche a mezzi
pesanti.
2.1
CARATTERISTICHE TERRITORIALI DEL SITO
2.1.1 INQUADRAMENTO STORICO
L’area dell’Alta Irpinia attraversata dal fiume Ofanto ha conservato per secoli reperti e
testimonianze di insediamenti abitativi risalenti sino al VII secolo a. C. e, che la zona fosse
abitata, è facilmente intuibile qualora si consideri che l’altopiano Irpino è stato per secoli la via di
penetrazione prima, e di comunicazione stabile poi, delle popolazioni stanziate sui litoranei
tirrenici ed adriatici.
Le valli dei tre fiumi che originano dai Monti Picentini e si irraggiano verso Est (l’Ofanto), Nord –
Ovest (il Calore), Sud – Ovest (il fiume Sele), hanno costituito un sentiero sempre fruibile per gli
spostamenti verso l’interno.
La presenza di popolazioni italiche preromane è provata sia dai ritrovamenti archeologici che
dai “cronisti” romani o filo-romani. La presenza nella Valle dell’Alto Ofanto di una serie di
insediamenti tribali facenti politicamente capo alla Compsa pre-romana, è stata conservata per
tutto il periodo in cui la pax romana garantiva una tranquillità a queste contrade.
In effetti, a partire dal III secolo a. C., con la chiusura delle guerre romano – sannitiche ed
archiviata l’avventura annibalica, fatta salva la parentesi delle guerre sociali del I secolo a.C.,
tutta la penisola conoscerà secoli di pace e di stabilità.
È proprio in virtù dei fattori di stabilità politica, della presenza di strade di importanza rilevante –
vedi l’Appia e tutta la rete ad essa collegata – che è possibile dimostrare l’esistenza in loco di
comunità cristiane sin dai primi secoli della nostra era.
Di rilevanza storica per la nascita dello stabilimento EMA il sisma che ha colpito la zona
dell’Appennino Campano-Lucano il 23 Novembre 1980. Il terremoto è stato caratterizzato da tre
distinti fenomeni di rottura lungo differenti segmenti di faglia succedutisi in circa 40 secondi. Le
cifre della tragedia furono pesantissime: 2.914 i corpi recuperati, 10.000 i feriti, 280.000 i
senzatetto.
Lo stabilimento EMA è sorto con finanziamenti stanziati dalla Legge 219/1981, ex articolo 32
post terremoto di riqualificazione ambientale ed industriale delle zone coinvolte.
2.1.2 INQUADRAMENTO GEOGRAFICO
L’area di proprietà della EMA, nell’insediamento industriale ASI, è ubicata a sud di Morra De
Sanctis ed è delimitata a nord dalla località Santa Lucia, ad est ed ad ovest rispettivamente dai
torrenti Isca e Sant’Angelo, ed a sud dal fiume Ofanto.
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2.1.3 INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO
Lo stabilimento EMA è collocato in un’area di interesse storico, archeologico, paesistico ed
ambientale.
Di rilievo culturale per la zona di Morra De Sanctis, comune ospitante lo stabilimento EMA, la
nascita nel 2000 del Parco Letterario intitolato a Francesco De Sanctis, basato su un progetto di
rilancio del territorio finanziato dall’Unione Europea, che si pone a tutt’oggi l’obiettivo sia di
ristrutturare i siti di interesse culturale legati alla figura di De Sanctis che di aumentare e
migliorare le infrastrutture della cittadina.
2.1.4 INQUADRAMENTO TERRITORIALE
Come risulta dalla documentazione cartografica ufficiale nonché dalle carte tematiche, i terreni
ivi affioranti sono attribuibili alla successione pliocenica dell’Appennino meridionale. Si tratta
essenzialmente di argille grigie e grigio – azzurre debolmente sabbiose, che presentano un
colore giallognolo superficiale più alterato. Intercalati a tali argille sono presenti lenti livelli di
ghiaie a ciottoli arrotondati immersi in una matrice sabbiosa. La morfologia dell’area risulta
ovviamente in stretta dipendenza con la natura dei terreni e con il loro assetto strutturale. Il
paesaggio, infatti, nelle sue linee generali, riflette i tipici lineamenti geografici delle aree di
bassa e media collina dell’Appennino Irpino ad est delle dorsali calcaree tirreniche.
L’area su cui sorge lo stabilimento EMA è inserita nell’Appennino centro –meridionale e si trova
a circa 500 metri sul livello del mare.
2.1.5 INQUADRAMENTO GEOLOGICO
L’area su cui è stato costruito lo stabilimento EMA presenta profili stratigrafici che confermano
la struttura territoriale precedentemente descritta.
Nell’area in esame le successive analisi eseguite mostrano una formazione argillosa di età
pliocenica ricoperta da una coltre di alterazione costituita da argille generalmente ossidate e
con tracce di sostanze organiche. Sono presenti livelli di ghiaia grossolana ed elementi
poligenici costituiti da ciottoli arenacei, calcarei e calcareo-marmosi, che in qualche caso
costituiscono discreti acquiferi confinati, nei quali la falda idrica risulta essere in pressione. Per
quanto concerne il sito EMA di seguito si riporta nel dettaglio la successione stratigrafica. In
particolare, partendo dall’attuale piano campagna posto a quota +475.00 metri sul livello del
mare, è stata riscontrata per i primi 4 ÷ 6 metri la coltre di alterazione delle argille di base
rappresentata da limi argillosi con inclusi trovanti calcarei, tracce di sostanze organiche e di
ossidazione, ricoperta da terreno agrario e/o materiali di riporto. Segue, poi, un livello di ghiaia
ad elementi poligenici in matrice sabbiosa con spessore variabile da 3 ad 8 metri che fanno da
passaggio alla formazione delle argille grigie di base. All’interno della formazione di base è
stato riscontrato un secondo livello di ghiaia con intercalazioni sabbiose e limose a spessore
mediamente superiore a 6 metri. Questo livello di ghiaia è sede di una falda acquifera in
pressione con livello del pelo libero posto a quota +475.60 metri sul livello del mare. La
presenza di questa falda d’acqua assicura che il “livello” di ghiaia è continuo ed esteso verso
monte, senza soluzione di continuità ed è sempre tamponato verso l’alto dal complesso
argilloso limoso.
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Figura 2: Profili Stratigrafici (Indagini Anno 1990).
2.1.6 INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO
L’idrografia dell’area è caratterizzata dalla presenza di due direzioni principali di deflusso tra
loro ortogonali. La valle dell'Ofanto corre parallelamente alle direttrici morfologiche principali,
mentre dai rilievi di Morra De Sanctis si dipartono corsi di acqua minori rappresentati dai torrenti
Isca e Sant’Angelo, che seguono un andamento pressoché perpendicolare alla direttrice
principale del fiume Ofanto.
L’area è caratterizzata da un’alternanza di strati impermeabili prevalentemente costituiti da limi
argillosi e da strati permeabili costituiti da ghiaia in matrice sabbiosa. In particolare l’area è
costituita da questa successione di terreni disposti con un andamento parallelo al pendio. Le
sezioni geologiche osservate presentano:
Strato 1 – Limi argillosi poco permeabili – rappresenta il substrato del piazzale esistente;
Strato 2 – Ghiaia in matrice sabbiosa – mediamente permeabile;
Strato 3 – Argilla limosa grigia poco permeabile o quasi impermeabile;
Strato 4 – Ghiaia con intercalazioni sabbiose permeabili e sede di una falda in pressione.
I terreni impermeabili posti tra quelli permeabili non consentono alle acque di circolazione dei
livelli permeabili di venire in contatto, ogni falda è confinata nel proprio livello. Per la
realizzazione dell’area è stato eseguito uno sbancamento che, nella parte di monte ha
asportato completamente lo strato 1 e 2; il piazzale in questo punto poggia direttamente sullo
strato 3. Per questo motivo le acque che circolavano nello strato 2 sono adesso affioranti a
monte dell’area, dietro un muro e sono state regimate.
3. LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
L’azienda è consapevole che la possibilità di raggiungere i propri obiettivi e l’efficacia del
proprio Sistema di Gestione Integrato dipende in modo sostanziale dall’impiego di adeguate
risorse e dal coinvolgimento diretto delle proprie persone a tutti i livelli dell’organizzazione.
A tale scopo l’azienda definisce, documenta e comunica i ruoli e le responsabilità e fornisce i
mezzi necessari all’attuazione ed al mantenimento del proprio sistema di gestione.
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La responsabilità del Sistema di Gestione Ambientale è affidata al responsabile del Sistema di
Gestione Integrato (SGI).
Il Responsabile SGI attraverso la collaborazione del Responsabile HSEAG/RSPP:
Assicura che il Sistema di Gestione Integrato (Salute & Sicurezza, Ambiente e Qualità) sia
stabilito, attuato e mantenuto aggiornato in accordo alle norme di riferimento;
Assicura che i rapporti sulle prestazioni e sull’efficienza del Sistema di Gestione Integrato
siano presentati alla Direzione per il riesame e come base per il miglioramento;
Elabora i documenti atti a definire il Sistema di Gestione Integrato;
Assicura i servizi di tutela ambientale nel rispetto della legislazione e normative vigenti;
Cura i rapporti e le attività di Certificazione del Sistema di Gestione Integrato con gli Enti di
Certificazione;
Cura i rapporti e le attività di certificazione del Sistema di Gestione Integrato con i Clienti e
le Autorità;
Assicura l’attivazione di azioni efficaci di sensibilizzazione e coinvolgimento sui problemi
della sicurezza e dell’ambiente, ai diversi livelli dell’organizzazione dello stabilimento,
promuovendo adeguati interventi di formazione ed addestramento;
Programma ed esegue audit interni per la verifica del grado di attuazione del Sistema, della
sua efficacia e mantiene la registrazione degli stessi;
Effettua il monitoraggio dell’attuazione e dell’efficacia delle Azioni Correttive e Preventive;
Segue l’evoluzione della normativa regionale e locale in materia di tutela dell’ambiente e
fornisce le informazioni relative;
Garantisce, infine, l’aggiornamento di documenti di carattere generale quali il Manuale del
Sistema di Gestione Integrato e le relative procedure e/o istruzioni operative.
Il Responsabile HSEAG/RSPP garantisce l’aggiornamento e la diffusione della Dichiarazione
Ambientale.
La Direzione attua gli impegni assunti attraverso la struttura organizzativa riportata nel seguito:
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4. DESCRIZIONE DELL’AZIENDA
Il sito può essere suddiviso in sei aree omogenee:
A) Uffici;
B) Magazzino e Zone di stoccaggio;
C) Produzione;
D) Servizi Generali;
E) Cucina, Mensa e Asilo Nido;
F) Aree esterne.
Le aree ed i reparti di lavorazione sono ubicati nel fabbricato Produzione. Gli stessi possono
essere suddivisi in:
Reparto Core;
Reparto Wax;
Reparto Shell;
Reparto Furnace;
Reparto Cut Up;
Reparto Chemical Treatment;
Reparto Alloy;
Reparto Heat Treatment;
Reparto NDT;
Reparto Dressing;
Reparto Dimensional;
Reparto Laboratorio.
Asserviti alle aree di lavorazione sono i Servizi. Essi comprendono:
Area Manutenzione;
Area Stoccaggio Rifiuti;
Impianto Chimico-Fisico;
Locale Magazzino;
Cabine Elettriche;
Centrale Termica;
Centrale Aria Compressa;
Centrale Idrica e Antincendi;
Cabina Decompressione Gas Metano.
Superficie coperta: 16.000 m2 circa;
Superficie scoperta: 42.000 m2 circa;
Superficie totale: 58.000 m2 circa.
Rapporto Superficie Coperta/Totale: 0.275
La cucina, la mensa e l’asilo nido, con relativi asservimenti e servizi, sono ubicati in una
specifica palazzina a ciò preposta.
Una parte del fabbricato mensa è adibito ad aula di formazione e sala convegni.
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La realizzazione dell’asilo nido ha rappresentato per la EMA un’espressione di apertura alle
necessità del contesto sociale in cui opera e, più direttamente, una forma di attenzione per le
esigenze dei propri collaboratori e dei loro bambini.
L’apertura dell’Asilo Nido ha infatti apportato importanti obiettivi quali:
Contribuire al miglioramento della qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, anche
attraverso la riduzione del tempo da dedicare all’accompagnamento dei figli agli asili nidi;
Favorire un rientro delle lavoratrici dalla maternità in tempi più rapidi e con un
atteggiamento più sereno;
Favorire le possibilità di sviluppo e carriera delle donne lavoratrici e la valorizzazione
dell’apporto professionale di ciascuna di esse alla vita dell’azienda.
Le aree esterne sono solo in parte adibite a Elisuperficie, a parcheggio veicoli, alla zona carico
e scarico e a deposito temporaneo dei rifiuti. La rimanente parte è costituita da aree verdi e
Punto di Raccolta in caso di Emergenza/Evacuazione.
L’altezza del fabbricato varia secondo la sua suddivisione e destinazione dei vari reparti interni
da 6 ad 11 metri. Il tetto è piano; l’illuminazione naturale all’interno dei reparti è assicurata
attraverso lucernari sul tetto e finestroni laterali in policarbonato.
5. IL PROCESSO PRODUTTIVO
La EMA è specializzata in lavorazioni di alta tecnologia (pale rotoriche e statoriche realizzate in
leghe speciali attraverso il processo detto di “microfusione a cera persa”). La sua produzione è
destinata a clienti del calibro di Rolls-Royce plc, Ansaldo Energia, Avio, Turbocare, Mtu, ITP,
Siemens ed Energomash.
La EMA è la società italiana, quarta nel mondo, che detiene il know-how di tutte le tecnologie di
microfusione, incluse quelle più avanzate, per la produzione di pale a solidificazione direzionale
(DS) e monocristallo (SX).
La Società ha iniziato la propria attività nel 1998, con la produzione di un solo componente
aeronautico, per poi crescere nel numero e tipologia di componenti aeronautici fino alla crisi del
settore dovuta agli attentati del 11 Settembre 2001. L’introduzione nel portafoglio prodotti di
componenti destinati al settore delle grandi turbine a gas per il settore di produzione elettrica ha
consentito di superare la crisi e di continuare a crescere con profitto sia nel mercato
aeronautico che nel mercato industriale. Di seguito è indicata una lista di motori aeronautici cui
la EMA contribuisce alla produzione, mediante la fabbricazione di palette in superlega.
Figura 3: Esempio di turbine aeronautiche su cui sono installati i componenti prodotti.
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Attualmente l’Azienda produce una tipologia di circa 60 prodotti, di cui circa il 72% per il settore
aeronautico.
Da sottolineare anche lo sviluppo del programma EFE (Environmentally Friendly Engine),
che ha come obiettivo la produzione di componenti che comportano la riduzione delle emissioni
di CO2 e NOx e la riduzione dell’impatto acustico.
Il processo produttivo è costituito dalla realizzazione delle anime ceramiche e loro finitura e da
una successiva fase di iniezione di “modelli” in cera dei componenti che, opportunamente
assemblati in grappoli, sono successivamente rivestiti da materiale ceramico refrattario in grado
di resistere ad alte temperature.
La cera viene rimossa ed il guscio ceramico viene sinterizzato: diventa pronto a ricevere la
colata metallica (EQX = struttura equiassica dei grani metallici; DSX = struttura direzionale o
monocristallina dei grani metallici; DS = struttura direzionale dei grani metallici) nei forni di
fusione. Un esempio delle tre tipologie di prodotto appena descritte è mostrata nella figura
sottostante.
Figura 4: A sinistra, struttura monocristallina (SX), al centro struttura direzionale (DS), dove sono evidenti i grani colonnari che appaiono di
diverso colore e a destra struttura equiassica (EQX), dove si notano i singoli piccoli grani, mediamente della stessa dimensione.
Seguono poi le operazioni di trattamento termico, finitura e controlli al 100% dei componenti,
quali controlli dimensionali, ad ultrasuoni, raggi x, liquidi penetranti, controlli di struttura grani
etc..
Le leghe utilizzate per tali produzioni – definite superleghe – rappresentano lo stato dell’arte in
termini di resistenza alla temperatura ed alle sollecitazioni meccaniche e strutturali e sono
continuamente sviluppate per poter far fronte alle enormi sollecitazioni sia termiche che
meccaniche a cui devono resistere i componenti durante l’esercizio all’interno dei motori.
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Lo schema delle operazioni è descritto sinteticamente nella figura sottostante.
Modello per la
realizzazione dello
stampo
Creazione della forma
a grappolo
Immersione
dell'impasto ceramico
Doccia con polvere
refrattaria
Eliminazione della cera
Colata di metallo
fuso nello stampo
Eliminazione del
guscio ceramico
Finiture del prodotto
al termine del ciclo
Figura 5: Schematizzazione del processo produttivo di “Investment Casting” o microfusione a cera persa.
Le fasi produttive sono di seguito brevemente dettagliate:
Fase 1 – PRODUZIONE E FINITURA ANIME - PRODUZIONE MODELLI IN CERA
Reparto Core: è un reparto specializzato nella produzione e nei trattamenti post-sinterizzazione
di anime anche provenienti interamente da fornitori stranieri. È un reparto che lavora su pezzi di
cruciale importanza per la produzione di palette, specie per quelle aeronautiche. Un esempio
della complessità di questi oggetti è mostrata nella figura seguente, che mostra l’anima e il
prodotto in superlega, i cui canali di raffreddamento sono realizzati utilizzando questo tipo di
anima ceramica.
Figura 6: A sinistra, anima ceramica di una paletta aeronautica e il componente in superlega finito. A destra un’anima per un prodotto
industriale, con dimensioni notevolmente diverse: si può osservare la complessità geometrica di questi oggetti.
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Reparto Wax: creazione di modelli in cera, esatta replica del pezzo finale di superlega, per
mezzo di presse ad iniezione adibite all’iniezione appunto di cera allo stato liquido in appositi
stampi progettati e realizzati per ogni singolo pezzo da produrre.
Il reparto Wax dispone di una linea di presse di iniezione per la cera completamente
automatizzata, con capacità di controllo logico della posizione e delle caratteristiche
termofluidodinamiche di iniezione. Il campo di applicazione è vastissimo, da parti di pochi
grammi di peso fino ai 20 kg. Le tolleranze delle parti in cera non hanno eguali raggiungendo
limiti strettissimi di centesimi di millimetro.
Completano il ciclo produttivo nel reparto Wax, la finitura superficiale delle singole pale in cera,
l’assemblaggio di più parti insiemi denominati “grappoli”, il fissaggio delle anime interne in
ceramica adibite alla realizzazione delle cavità di raffreddamento, il controllo radiografico e
dimensionale.
Figura 7: A sinistra, il reparto Wax; al centro la paletta in cera e a destra l’assemblaggio di un grappolo
Fase 2 - PRODUZIONE GUSCI CERAMICI
Reparto Shell: questa fase consiste nel sovrapporre al “grappolo di cera” un strato di materiale
refrattario capace di resistere alle alte temperature della successiva fase di colata di metallo
fuso. Ciò avviene sottoponendo il grappolo ad una immersione consecutiva in serbatoi
contenenti tale materiale refrattario allo stadio liquido, ed a successive fasi di essiccazione a
temperatura ed ambiente controllato.
Le principali lavorazioni consistono nel preparare la soluzione refrattaria, nella stratificazione del
grappolo, nella stagionatura e nella deceratura.
La fase finale di questa parte del processo di “deceratura” consiste nello scioglimento ed
evacuazione della cera, eseguita in uno specifico impianto denominato “boiler” che per mezzo
di un getto di vapore porta ad un istantanea fusione la cera interna che così liquefacendosi
viene eliminata, lasciando la cavità “sagomata” esattamente come la pala finale da produrre.
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Il prodotto così ottenuto viene denominato “conchiglia”.
Figura 8: Reparto Shell-Dewax ed esempio di guscio di copertura dell’assemblaggio in cera.
Fase 3 - FUSIONE SOTTO VUOTO
Reparto Furnace: l’operazione consiste nella colata in “conchiglia” della carica metallica fusa
sotto vuoto in forni ad induzione elettrica.
Le principali lavorazioni sono costituite dalla fusione in forno, dal controllo della porosità del
guscio, dal controllo dell’integrità, dalla preparazione dei crogioli, dalla preparazione delle
conchiglie, dalla preparazione della carica metallica, dalla fusione sotto vuoto e dall’ispezione
degli scarti evidenti.
Figura 9: A sinistra i forni per le produzioni aeronautiche di natura direzionale e monocristallina. A destra i forni per le produzioni
equiassiche e per le produzioni a natura direzionale e monocristallina di componenti più grandi.
Fase 4 - FINITURE MECCANICHE - PROCESSI CHIMICI
Le operazioni successive alla fase di colata per i componenti provenienti dal reparto Furnace
avvengono nei reparti denominati rispettivamente Cut-Up e Chemical Treatment.
Reparto Cut-Up: Avvengono operazioni di taglio, separazione e rettifica. Il grappolo di colata
subisce la rimozione del guscio ceramico che lo ricopriva e la separazione di ogni paletta dallo
stesso grappolo.
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Reparto Chemical Treatment: trattamenti chimici di preparazione delle superfici dei
componenti ai Controlli Non Distruttivi, quali ispezione ai Liquidi Penetranti e Raggi X. Analisi,
ispezioni Struttura grani e le fasi di rifinitura superficiale.
Figura 10: Grappolo dopo il colaggio (a sinistra) e dopo rimozione del guscio (a destra)
Fase 5 –CONTROLLI FINALI
Le operazioni di controllo finale dei prodotti avvengono nelle aree denominate rispettivamente
reparto Dressing e Reparto Dimensional, dotate di numerose e sofisticate apparecchiature di
misura e controllo.
In tali reparti si eseguono i controlli dimensionali, di forma e geometria dei pezzi prodotti oltre
che di ispezione visiva prima della consegna al magazzino e quindi al cliente. A questa fase del
ciclo produttivo sono associate la maggioranza delle registrazioni di qualità peraltro presenti in
tutto il percorso produttivo.
Reparto Dressing: fasi di finitura dei componenti eseguite mediante abrasione della superficie
metallica con appositi nastri abrasivi di differente grana, per il raggiungimento delle opportune
condizioni superficiali così come richiesto dai clienti.
Reparto Dimensional: i microfusioni sono sottoposti ad operazioni di controllo dimensionale,
con l’ausilio di apparecchiature di misura.
Reparto NDT: operazioni per il controllo dell’integrità (raggi-X, liquidi penetranti, ispezioni visive
in luce bianca e UVA, orientazione cristallografica).
Reparto Heat Treatment: le palette subiscono diversi trattamenti termici subito dopo la fase di
lisciviazione e prima delle operazioni di finitura, per conferire le giuste proprietà metallurgiche
alla lega (dimensione e distribuzione della fase g’). molti componenti devono anche subire il
trattamento termico ad alta pressione (HIP) all’estero, visto che in Italia non esistono forni di
questo tipo: il programma proposto propone in tal senso l’acquisto del forno e attività di R&S per
lo sviluppo del processo presso lo stabilimento della EMA.
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Di supporto a tutto il ciclo produttivo precedentemente descritto sono:
il Laboratorio in cui sono effettuati, con l’ausilio di strumentazioni sofisticate, tutti i controlli
sulle materie prime utilizzate oltre che particolare controlli metallurgici sulle leghe derivate
dai processi di fusione;
la Manutenzione, responsabile dello stato di salute del parco macchine oltre che della
movimentazione interna degli apparati e degli impianti e quindi del lay-out aziendale;
I Servizi Generali, garanti del corretto funzionamento delle infrastruttura aziendali necessarie
sia ai reparti produttivi che a quelli così detti indiretti.
Di seguito si riporta una descrizione delle principali caratteristiche tecnologiche dei Servizi
Generali, cioè tutte le utenze che necessitano per la produzione.
CENTRALE TERMICA
La centrale termica prevede tre generatori di calore ad olio diatermico, in grado di produrre
acqua surriscaldata a 150 °C, di potenzialità unitaria pari 2325 kW (2.000.000 kcal/h dati di
targa). Un generatore ha funzione di riserva. La produzione dell’acqua surriscaldata avviene
mediante scambiatori ad olio diatermico/acqua installati in prossimità dei generatori a
pavimento. I tre generatori sono soggetti al Certificato di Prevenzione Incendi. Uno dei tre
generatori di calore è dismesso, mediante disenergizzazione elettrica e disalimentazione del
gas metano, in quanto non utilizzato.
La distribuzione del calore avviene mediante due reti ad acqua surriscaldata 140 °C, salto
termico 30 °C, una con funzione invernale destinata all’alimentazione degli impianti di
climatizzazione e una con funzione annuale per gli usi sanitari (bollitori), per le batterie di post riscaldamento dei condizionatori e per la produzione indiretta di vapore della cucina. Il sistema
di espansione delle reti è del tipo a cuscino di azoto. A tale scopo è prevista una rampa di
bombole installata all’esterno della centrale. I generatori di calore sono alimentati solo con gas
metano.
CENTRALE IDRICA E ANTINCENDI
La centrale idrica è alimentata da un serbatoio consortile di stoccaggio, di capacità pari a 2000
m3, suddiviso in due parti per consentire le operazioni di manutenzione, ed è costituita da due
autoclavi che alimentano le reti di distribuzione. Il serbatoio è in grado di assicurare
un’autonomia di circa 3 giorni. L’acqua, prima dell’utilizzo, è filtrata mediante filtro autopulente
automatico completo di centralina di comando.
Lo stesso serbatoio consortile assicura, mediante bocche di presa a diversi livelli la riserva
idrica dell’impianto idrico antincendi che è pari a 1000 m3, tale da garantire autonomia di diverse
ore all’impianto di spegnimento automatico (sprinkler) ed alla rete idrica antincendi, costituita da
idranti soprassuolo UNI70 e idranti a muro UNI45. A valle del serbatoio sono installati gruppi di
pompaggio (Elettropompe e Motopompa) e pressurizzazione che alimentano le due reti di
distribuzione.
CENTRALE AREA COMPRESSA
La centrale pneumatica per la produzione di aria compressa è costituita da 2 compressori
Nirvana in grado di garantire un risparmio energetico fino al 50% rispetto ad un compressore
tradizionale e da 2 essiccatori contenenti gas R 404A.
CONDIZIONATORI
Sono presenti impianti Split contenenti gas R22 e impianti fan-coil. che, anziché il classico fluido
refrigerante, utilizzano acqua.
Sono inoltre presenti tre chiller per la produzione di acqua fredda a servizio degli impianti di
essiccazione dei gusci ceramici.
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APPARECCHIATURE CON GAS EFFETTO SERRA
Di seguito la descrizione delle apparecchiature contenenti gas effetto serra presenti in azienda:
MODELLO
POTENZA
Q.tà GAS (kg) TIP. GAS
UBICAZIONE
MX 3
12000 BTU/h
0,9
R410A
Ufficio Manutenzione
MX 3
12000 BTU/h
0,9
R410A
Ufficio Produzione
MX 3
12000 BTU/h
0,9
R410A
CMM DEA Produzione
MX 3
12000 BTU/h
0,9
R410A
Asilo Nido
MX 3
12000 BTU/h
0,9
R410A
Locale Sviluppatrici
MC QURY
10500 BTU/h
0,9
R410A
CMM2
RHOSS
114,2 kW
18
R407C
UTA MUNTERS SHELL ROOM
RHOSS
114,2 kW
18
R407C
UTA MUNTERS SHELL ROOM
RHOSS
150 kW
18
R407C
UTA MUNTERS SHELL ROOM
RHOSS MOD.TS4A
5,5 kW
1,6
R404A
ESSICCATORE
RHOSS MOD.TS5A
6 kW
2,9
R404A
ESSICCATORE
Banco Frigo Zoppas Pasti Freddi Cod. 9F77130001 - 25100002
-
1
R134A
MENSA
Banco Frigo Zanussi Self Service COD. 9F38070121 – 2480009
-
1
R134A
MENSA
Cella Frigorifero Zoppas Pasti Freddi Cod. 9F77150106 – 3300009
-
1
R134A
MENSA
Banco Frigo Zoppas Cod. 9F77150106 - 25000003
-
1
R134A
MENSA
Cella Frigorifero Zoppas Surgelati Cod. 9F77150401 - 25000002
-
1
R134A
MENSA
Banco Frigo Zoppas Pasti Freddi Cod. 9F77130002 - 25100003
-
1
R134A
MENSA
Tabella 1: Elenco apparecchiature esistenti contenenti gas effetto serra.
Le tre apparecchiature contenenti gas R407C per un quantitativo di 18 kg cadauna sono
soggette a controllo e compilazione di apposito libretto ai sensi del Regolamento CE n° 842 del
2006.
APPARECCHIATURE CON GAS OZONO LESIVI
Di seguito le apparecchiature contenenti gas ozono lesivi presenti in azienda e da sostituire
entro il 2011.
MODELLO
POTENZA FRIG.
(BTU/h)
Q.Tà GAS (kg)
TIP. GAS
ASIA
9000
0,9
R22
ISPEZIONE NDT
ASIA
9000
0,9
R22
AREA SALDATURA
CIB UNIGAS
12000
0,9
R22
DISPACCIO
GENERAL
12000
0,9
R22
MAGAZZINO ANIME
CIB UNIGAS
12000
0,9
R22
ISP. VISIVA X-RAY
12000
0,9
R22
PORTINERIA
ASIA
UBICAZIONE
Tabella 2: Elenco apparecchiature esistenti contenenti gas ozono lesivi.
SERBATOI INTERRATI
È presente un serbatoio interrato installato nel 1995 per il deposito di gasolio, avente una
capacità di 15.000 m3, che avrebbe dovuto alimentare le caldaie. Tale serbatoio, dotato di una
vasca di contenimento in cemento armato, non è stato mai utilizzato e a tutt’oggi è riempito di
acqua.
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TRATTAMENTO DELLE ACQUE
Depuratore
Le acque reflue industriali devono essere conformi ai limiti di emissione indicati nella tabella 3
(scarico in pubblica fognatura) del D. Lgs. 152/06 e ss. mm. ed ii..
Le acque reflue industriali della EMA, ai fini del rispetto di quanto sopra, sono trattate in un
impianto chimico-fisico e, poi, inviate all’impianto consortile della Zona Industriale per i
successivi trattamenti, come regolamentato nell’autorizzazione al Consorzio Gestione Servizi
(CGS) della Provincia di Avellino Prot. n° 78629 del 17/11/2006 con scadenza 22/11/2010, e
Contratto di fornitura servizi CGS / EMA del 18/12/2008.
Nell’impianto di trattamento chimico-fisico sono presenti una Vasca da 20 m3, una Vasca da 10
m3 e 2 Serbatoi da 20 m3 cadauno. Tutte le acque reflue e le soluzioni alcaline, stoccate in un
serbatoio collocato a ridosso del reparto Cella 2, confluiscono nella vasca da 20 m3,
omogeneizzate nei due serbatoi e, infine, confluiscono nella vasca da 10 m3.
Dalla vasca da 10 m3 l’acqua è rilanciata nel sedimentatore (Lamella 6). In quest’ultimo avviene
la sedimentazione del fango primario che è rilanciato in un serbatoio di raccolta. L’acqua
ottenuta passa nel Flash Mixer (cilindro di miscelazione) dove è miscelata con un reagente
coagulante, un acido e un polimero organico idrosolubile (ausiliario di coagulazione).
Il primo è un elettrolita solubile in acqua provvisto di un catione bi/trivalente in grado di formare
composti fioccosi poco solubili, l’acido permette la stabilizzazione del pH, e il polimero organico
idrosolubile aumenta la velocità di sedimentazione, migliora la disidratabilità del fango e
garantisce un effluente finale più limpido.
L’acqua così trattata passa al U-DAF (flottatore) dove si ottiene l’accrescimento vero e proprio
del fango. Il fango è inviato nel serbatoio di raccolta fanghi e miscelato con il fango primario,
mentre l’acqua così trattata, insieme alle acque nere ed alle acque di dilavamento di piazzale
(acque bianche), confluisce al consorzio per ulteriori trattamenti.
I fanghi così ottenuti sono disidratati dalla nastropressa e smaltiti come rifiuto tramite
trasportatore autorizzato.
Le acque scaricate sono contabilizzate mediante un contatore per la misura di portata e
mediante un contaore.
Figura 11: Impianto di trattamento chimico-fisico acque reflue.
Addolcitore
È presente un addolcitore che, sfruttando lo scambio degli ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio
facendo fluire l'acqua su un letto di resina a scambio ionico, la addolcisce, ovvero diminuisce la durezza,
quindi la concentrazione di sali di calcio e magnesio che precipitando formano le incrostazioni di calcare
sulle superfici delle tubazioni e/o delle caldaie. Tutte le acque confluiscono nel suddetto impianto di
depurazione.
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Figura 12: Planimetria delle reti di scarico idrico.
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6. I SISTEMI DI GESTIONE
La EMA ha adottato un Sistema di Gestione Integrato in accordo alle normative UNI EN ISO
9001:2008, UNI EN 9100:2005, UNI EN ISO 14001:2004 ed in accordo al Regolamento CE Nº
761/2001 abrogato dal Regolamento CE Nº 1221/2009, convalidato da TÜV Italia nel mese di
Giugno 2009. Altresì la EMA ha implementato un Sistema di Gestione della Sicurezza in
accordo alla normativa OHSAS 18001:2007, di prossima certificazione.
Il Sistema di Gestione Integrato richiede la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nei processi
produttivi e la definizione delle responsabilità, delle risorse disponibili e delle procedure di
controllo necessarie per la corretta e continua applicazione della politica attuata dall’azienda.
In particolare, il Sistema di Gestione Integrato, permette di:
Assicurare la qualità delle proprie opere secondo le aspettative e le richieste del committente;
Operare nel pieno rispetto dei criteri di salute e sicurezza dei propri dipendenti e di tutti coloro che
interferiscono nelle diverse attività lavorative;
Coinvolgere tutte le persone alle tematiche di Ambiente, Salute e Sicurezza;
Ridurre e minimizzare l’impatto ambientale durante le fasi di lavorazione e non.
6.1 POLITICA AZIENDALE
La Politica Aziendale è costituita da un documento scritto in cui sono definiti i principi di fondo e
le linee di azioni generali che orientano le scelte della EMA in tema di Salute, Sicurezza,
Ambiente e Qualità. Sulla base dei risultati dell’analisi ambientale iniziale, la Direzione, in
riferimento alle considerazioni relative alle problematiche circa salute e sicurezza, nonché alla
gestione del sistema per la qualità e per l’ambiente, stabilisce le priorità e le linee guida
generali, tenendo in considerazione i seguenti aspetti:
la missione e i valori base dell’azienda;
i punti di vista delle parti interessate e dei clienti;
la tendenza al miglioramento continuo;
la prevenzione degli infortuni;
specifiche condizioni locali o regionali;
il rispetto dei requisiti legislativi o degli altri standard a cui l’azienda aderisce.
La Politica Aziendale definisce le linee guida che orientano l’azienda nella successiva fase di
pianificazione ed attuazione del Sistema di Gestione Integrato aziendale.
Tali indicazioni sono mirate, ad esempio, a:
Accrescere le soddisfazioni del cliente;
Garantire il miglioramento continuo della gestione dell’organizzazione;
Incrementare il senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente da parte di tutti i dipendenti;
Prendere provvedimenti per la riduzione nell’impiego di risorse e per la prevenzione degli impatti
sull’ambiente mediante l’adozione di tecnologie pulite;
Adottare misure per la prevenzione di incidenti e per porre rimedio ad eventuali danni causati
all’ambiente dalle attività, prodotti e servizi dell’azienda;
Cooperare con le pubbliche autorità per assicurare che vengano fissate e/o aggiornate le procedure
di emergenza per limitare gli effetti di possibili impatti sull’ambiente e sulla salute e sicurezza dei
lavoratori;
Mantenere aperto il dialogo con il pubblico, fornendo adeguate informazioni sull’impatto ambientale
delle attività dell’azienda;
Mantenere aperto il dialogo con i clienti, fornendo adeguate informazioni sulle modalità d’uso, impiego
e smaltimento dei prodotti forniti dalla EMA;
Assicurare che eventuali subappaltatori che lavorano in azienda si attengono agli stessi standard
ambientali e di salute e sicurezza dell’organizzazione.
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In linea con i principi della politica aziendale sono stati integrati il Manuale, che costituisce la
guida e il documento di riferimento del Sistema di Gestione Integrato, e le procedure di sistema
che disciplinano le responsabilità e i compiti nelle attività comuni a tutta l’azienda.
Sono state inoltre implementate le istruzioni operative che descrivono in dettaglio le azioni da
eseguire in particolari condizioni operative collegate agli aspetti ambientali significativi.
Tutta la documentazione è completata dai modelli di registrazione che sono utilizzati per
effettuare i controlli e le misurazioni per monitorare e verificare sia gli aspetti ambientali
significativi che il rispetto della normativa.
Il Manuale, le procedure (tabella di seguito riportata) e le istruzioni operative sono presenti e,
accessibili a tutto il personale, attraverso la rete intranet aziendale e hanno, appunto, l’obiettivo
di indirizzare l’azienda ad integrare i requisiti ambientali negli acquisti degli impianti necessari al
processo, di favorire la scelta di prodotti caratterizzati da un minor impatto ambientale, di fornire
istruzioni operative e indicazioni circa i compiti e le responsabilità dei soggetti coinvolti nella
gestione dei rifiuti, nella gestione delle acque di scarico, nella gestione delle emissioni in
atmosfera, nella gestione delle sostanze pericolose.
Procedura
Riferimento
UNI EN ISO
9001:08 &
UNI EN 9100:05
Riferimento
OHSAS 18001:07
Riferimento
UNI EN ISO
14001:04
Riferimento
Regolamento CE
N. 1221/2009
PSGI-01
4.2.3;
4.4.5
4.4.5
A.4.4, A.4.5
PSGI-02
4.2.4;
4.5.4
4.5.4
A.5.4
PSGI-03
5.1; 5.2; 5.3; 5.6;
4.6;
4.6;
A.6
PSGI-04
6.2; 6.2.2;
4.4.2
4.4.2;
A.4.2
PSGI-05
6.2; 7.5.2
---
---
---
Titolo
Tenuta sotto controllo dei documenti
Tenuta sotto controllo delle registrazioni
Riesame da parte della Direzione
Gestione formazione e addestramento
Formazione e Certificazione del Personale addetto ai Controlli Non
Distruttivi
PSGI-06
7.2.2;
4.3.1
4.3.1
A.3.1
PSGI-07
8.2.3; 8.3;
4.5.2; 4.5.3.2; 4.4.7
4.5.2; 4.5.3; 4.4.7
A.5.3; A.5.2; A.4.7
Riesame dei requisiti relativi al prodotto
PSGI-08
7.2; 7.4; 7.4.2;
7.4.3;
4.4.6;
4.4.6;
A.4.6
Gestione del processo di acquisto
Valutazione dei Fornitori
Gestione delle Non Conformità
PSGI-09
7.4.1;
4.4.6
4.4.6
A.4.6
PSGI-10
7.5.1; 7.5.1.1;
7.5.1.2;
4.4.6; 4.4.7;
4.4.6; 4.4.7;
A.4.6; A.4.7
PSGI-12
8.2.2;
4.5.5
4.5.5
A.5, Allegato III
PSGI-13
7.6;
4.5.1
4.5.1;
A.5.1
Tenuta sotto controllo degli strumenti di misura
PSGI-14
8.5; 8.5.2; 8.5.3
4.5.3.2
4.5.3;
A.5.3
Azioni Correttive e Preventive
PSGI-15
7.5.3;
---
---
---
PSGI-16
6.4; 7.5.5
4.4.6;
4.4.6;
A.4.6
PSGI-17
Omissis
Omissis
Omissis
Omissis
PSGI-18
---
---
4.3.1; 4.4.5;
Appendice A
A.3.1; A.4.5; Allegato I
PSGI-19
5.2; 7.2.1
4.3.1; 4.3.2;
4.3.1; 4.3.2;
A.3.1; A.3.2
PSGI-20
---
4.4.7
4.4.7
A.4.7
PSGI-21
---
---
4.3.1; 4.4.6; 4.5.3;
A.3.1; A.4.6; A.5.3
Emissioni in atmosfera
PSGI-22
---
---
4.3.1; 4.4.6; 4.5.3;
A.3.1; A.4.6; A.5.3
Scarichi acque reflue
PSGI-23
---
---
4.3.1; 4.4.6; 4.5.3;
A.3.1; A.4.6; A.5.3
Gestione rifiuti
PSGI-24
7.5.2
---
---
---
PSGI-25
5.4.1
4.3.3
4.3.3
A.3.3
PSGI-26
5.1; 5.3; 8.5.1
4.2
4.2
A.2
PSGI-27
---
4.5.1
4.5.1
A.5.1
PSGI-28
---
4.5.3
---
---
Gestione degli infortuni, incidenti e quasi incidenti
PSGI-29
---
4.3.1
---
---
Gestione dei DPI
PSGI-30
---
4.4.3
4.4.3
A.4.3
Allegato IV
PSGI-31
---
4.3.1
---
---
Identificazione e valutazione dei rischi
PSGI-32
---
4.4.6; 4.3.2;
---
---
Gestione lavori in appalto ditte esterne
PSGI-33
---
4.5.1
4.5.1
A.5.1
Sorveglianza e misurazione
PSGI-34
6.3; 7.5.1.3
4.5.1
4.5.1;
A.5.1
Gestione Acquisti e Collaudo Attrezzature
PSGI-35
6.3; 7.5.1.3
4.5.1
4.5.1;
A.5.1
Gestione Manutenzione
PSGI-36
---
4.4.6;
4.4.6;
A.4.6
Controllo Operativo
Controllo del processo produttivo
Audit
Identificazione e rintracciabilità dei prodotti
Immagazzinamento, movimentazione e spedizione
Omissis
Valutazione Aspetti / Impatti Ambientali
Gestione delle prescrizioni legislative
Gestione emergenze
Gestione Processi Speciali
Obiettivi, traguardi e programma
Elaborazione e Revisione Politica Aziendale
Gestione sostanze e preparati chimici
Gestione comunicazioni
Tabella 3: Elenco delle Procedure del Sistema di Gestione Integrato EMA.
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6.2 CONFORMITÀ AI REQUISITI LEGALI
La EMA procede, sulla base degli aspetti ambientali e dei relativi impatti ambientali identificati e,
sulla base di possibili aspetti/impatti futuri, all’identificazione dei requisiti legislativi che deve
rispettare.
Essa garantisce tramite misure analitiche, da eseguirsi per mezzo di Enti accreditati inseriti
nell’albo fornitori EMA, il rispetto degli standard normativi e/o accordi volontari sottoscritti.
È responsabilità delle ditte esterne la corretta esecuzione del campionamento e dei controlli
nonché la corretta gestione della strumentazione impiegata, mentre è responsabilità propria
sorvegliare sul loro corretto adempimento.
I documenti di analisi che pervengono riportano il confronto con i limiti legislativi e sono
esaminati ed archiviati dalla stessa.
La valutazione del rispetto delle prescrizioni è eseguita con frequenza almeno annuale o
quando ci sono modifiche:
Legislative (comprese introduzioni nuovi dispositivi e/o sottoscrizioni di nuovi accordi
volontari);
Di prodotti e tecnologie impiegati;
Di procedure operative.
Essa è formalizzata e registrata su specifica documentazione “Verifica Prescrizioni Legislative”
in accordo alla PSGI-19.
Il “Registro degli obblighi e degli adempimenti”, denominato “scadenziario”, contiene la colonna
scadenze. Questa colonna è aggiornata a fronte dell’effettuazione di nuovi adempimenti.
6.3 AUDIT INTERNI
La EMA esegue audit periodici sistematici e documentati secondo i principi della norma UNI EN
ISO 19011:2003, mirati all’analisi della gestione dei rifiuti, degli scarichi idrici e delle emissioni in
atmosfera ed in linea con la Politica Aziendale.
L’azienda ha stabilito e mantiene attivo un programma e delle procedure per svolgere
periodicamente audit del sistema di gestione ambientale.
In particolare queste verifiche mirano a:
Individuare aree di miglioramento nella gestione ambientale in linea con la politica, gli
obiettivi e i traguardi ambientali definiti;
Individuare possibili soluzioni per il risparmio idrico, per una corretta gestione dei rifiuti,
per la riduzione delle emissioni in atmosfera;
Individuare eventuali non conformità normative in materia di gestione ambientale;
Realizzare procedure per la gestione delle emergenze correlate alla gestione delle
matrici ambientali;
Identificare eventuali rischi dal punto di vista ambientale e di salute e sicurezza nei luoghi
di lavoro correlati alla gestione delle matrici ambientali.
Gli Audit sono eseguiti da persone interne qualificate in accordo alla PSGI-12.
Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale Rev. 02 del 08 Febbraio 2010..........................................Pagina 25 di 50
6.4 FORMAZIONE ED INFORMAZIONE IN MATERIA AMBIENTALE
La formazione in materia ambientale rappresenta un requisito fondamentale per rafforzare il
ruolo dell’ambiente all’interno dell’azienda come specificato nella PSGI-04.
La EMA ha definito criteri e modalità attraverso i quali sono individuati i fabbisogni formativi,
nonché pianificati, attuati e consuntivati i piani di formazione ed addestramento al fine di
qualificare il personale operativo secondo specifiche esigenze (esempio: gestione rifiuti,
emergenze ambientali), e di mantenere un’adeguata registrazione degli interventi erogati.
Da sottolineare è la formazione e l’addestramento del personale in materia ambientale e di
salute e sicurezza nei luoghi di lavoro fin dall’atto dell’assunzione.
In collaborazione con l’ufficio del personale viene documentato il percorso di tale formazione.
Nel 2009 la EMA ha erogato n° 21 corsi di formazione, nel 2008 nº 21, nel 2007 nº 15 e nel
2006 nº 5, divisi tra corsi interni ed esterni.
6.5 COMUNICAZIONE
Sono presenti procedure di comunicazione interna ed esterna per garantire adeguati flussi di
formazione tra i diversi livelli di struttura organizzativa e per un dialogo aperto con tutte le parti
interessate.
La procedura PSGI-30 “Gestione Comunicazione”, nello specifico, descrive le modalità di
gestione della comunicazione all’interno e all’esterno dell’Azienda, con riferimento anche alle
comunicazioni riguardanti l’efficacia del Sistema di Gestione Integrato, nonché alle
comunicazioni relative alla Salute e alla Sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro ed agli
aspetti Ambientali significativi connessi alle attività, prodotti e servizi svolti in azienda. Tale
procedura è applicabile a tutti i fornitori che operano in azienda, ad altri visitatori che
occasionalmente intervengono in azienda, e a tutte le parti interessate.
In procedura sono definite, inoltre, le modalità di ricezione, documentazione e risposta alle
richieste, segnalazioni e stimoli provenienti dalle parti interessate interne/esterne, anche nel
caso in cui siano queste classificabili come eventuali reclami provenienti dal Cliente o
informazioni risultanti da indagini di soddisfazione del Cliente.
Importante è sottolineare che la pubblicazione e la diffusione della Dichiarazione Ambientale
convalidata, avviene attraverso il sito web aziendale (www.emaht.com) e/o in formato cartaceo
ad Autorità, Scuole ed a tutte le parti interessate.
6.6 CONTATTI CON ENTI ESTERNI
Non si registrano fino ad oggi eventi verbali o scritti di reclami/denunce/sanzioni provenienti
dall’esterno. Da parte della EMA, come sempre e come dall’applicazione del Modello di
Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/01, è stata garantita piena collaborazione
con le autorità competenti, con la pubblica amministrazione e con tutte le parti interessate.
6.7 VALUTAZIONE DEI FORNITORI
Nel 2009 è stata implementata la valutazione dei fornitori.
Il Fornitore è valutato, mediante qualifica diretta, a fronte di un questionario preventivo di
valutazione (Questionario di valutazione preventiva dei fornitori) e successivo audit al fine di
rilevare le capacità organizzative, tecniche e produttive dello stesso, commisurandole alla
complessità del prodotto e al livello di qualità richiesto, valutando per lo stesso anche il rispetto
della conformità legislativa in riferimento all’ambiente, sottolineando anche l’applicabilità del
Regolamento REACH, in relazione alle misure adottate per la prevenzione dell’inquinamento
e/o il miglioramento delle proprie prestazioni ambientali e del rispetto della conformità legislativa
relativa alla salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori.
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Sulla base delle risultanze rilevate dalla compilazione del questionario di valutazione, il
Fornitore viene inserito nell’“Albo Fornitori Qualificati EMA”. Successivamente, a seguito
dell’audit effettuato e sulla efficacia implementazione delle eventuali azioni correttive
necessarie, si stabilisce se il fornitore è confermato o eliminato dall’albo.
Il Fornitore viene valutato, anche, mediante qualifica indiretta in base alle qualifiche già
possedute rilasciate direttamente dal Cliente finale EMA o Enti terzi di certificazione sia per i
processi speciali (es. certificazioni NadCap) che per il Sistema di gestione aziendali (es.
certificazioni ISO, EN, UNI, etc.), e tenendo conto del loro campo di applicazione e validità.
Con frequenza annuale la EMA aggiorna l’albo fornitori chiedendo agli stessi evidenza del
mantenimento dello stato di Certificazione/Qualifica.
Nello spirito di una corretta e proficua collaborazione con specifico riferimento alle tematiche
ambientali, nonché per garantire il controllo sugli aspetti ambientali indiretti determinati
dall’attività dei propri fornitori di servizi (trasporto rifiuti, manutenzione, ditte di pulizia), l’azienda
ha effettuato corsi di formazione in accordo alla PSGI-04 e l’invio di specifiche comunicazioni al
fine della sensibilizzazione degli stessi.
6.8 GESTIONE DELLE EMERGENZE ED INCIDENTI
La EMA ha individuato le possibili emergenze di carattere ambientale e predisposto specifiche
istruzioni operative, riportate nel Piano di Emergenza Interno (PEI) che stabiliscono
responsabilità e comportamenti atti a limitare conseguenze negative alle persone, all’ambiente
ed ai beni.
In ottemperanza all’attuale normativa vigente il Datore di lavoro ha provveduto alla formazione
degli addetti alla prevenzione e lotta antincendio e degli addetti al primo soccorso e BLS-D
(Basic Life Support - Defibrillator) come riportato nel capitolo 1 della presente Dichiarazione. In
ogni turno lavorativo è garantita a presenza di almeno un addetto per squadra.
Il sito è assoggettato e approvato da CPI, come indicato nel capitolo 1 della stessa
Dichiarazione, e la manutenzione dei presidi antincendi, registrata su apposito registro, è
detenuta da ditte autorizzate e specializzate esterne.
Importante è sottolineare l’avvenimento di due sversamenti (Prot. 22 del 12/05/2008 e Prot. 25
del 03/06/2009) che, però, non sono stati tali da comportare la notifica degli eventi all’Autorità
Competente da parte del Consulente ADR.
6.9 GESTIONE SOSTANZE PERICOLOSE
È presente una procedura interna PSGI-27 “Gestione sostanze e preparati chimici” che
stabilisce responsabilità e criteri operativi da rispettare affinché le attività connesse alla gestione
delle Sostanze e/o preparati (individuazione del preparato, utilizzo, conservazione, smaltimento)
si svolgano in maniera coerente con la Politica Aziendale e con i suoi obiettivi e traguardi.
Essa si applica alla gestione di tutte le Sostanze, dei preparati e degli agenti chimici pericolosi
che l’Azienda utilizza nel corso delle proprie attività.
È, inoltre, presente un Consulente ADR per il trasporto delle merci pericolose su strada al fine
di garantire opportune cautele verso l’esterno sia in termini di salvaguardia Ambientale che di
Salute e Sicurezza.
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6.10 ANALISI AMBIENTALE INIZIALE
Individuazione degli Aspetti
In occasione dell’adeguamento al Regolamento EMAS è stato aggiornato il documento
dell’analisi ambientale iniziale, redatta la prima volta nell’anno 2004.
Il Responsabile SGI in collaborazione con il Responsabile HSEAG/RSPP, in accordo alla PSGI18, attraverso sopralluoghi interni e nelle aree esterne, interviste con i responsabili di reparto,
dopo aver considerato la caratterizzazione territoriale del sito, quindi il suo inquadramento
storico, geologico, paesaggistico, territoriale, geografico, idrogeologico e meteo-climatico,
valutato precedenti situazioni di emergenza e incidenti, e stabilito le prescrizioni di legge
applicabili, identificato gli aspetti ambientali, diretti e indiretti, correlati con tutte le attività,
prodotti e servizi dell’azienda, che impattano o possono impattare in qualche modo l’ambiente,
redige il documento di Analisi Ambientale Iniziale (AAI) che viene sottoposto all’attenzione della
Direzione Generale.
L’AAI rappresenta, quindi, il primo riferimento per la definizione del Sistema di Gestione
Integrato, della Politica e del programma di gestione.
La sintesi di tutte le attività di indagine sopra citate ha fornito un quadro completo e dettagliato
di tutti gli aspetti ambientali.
Valutazione degli Aspetti
Gli aspetti ambientali diretti/indiretti, sono valutati in condizioni operative normali, anomale e di
emergenza. Gli aspetti diretti sono gli effetti dovuti alle attività condotte nei singoli reparti
produttivi e nelle aree di supporto al processo. Sono considerati e valutati anche gli aspetti
indiretti che si possono registrare al di fuori dello stabilimento come, ad esempio, gli effetti
sull’ambiente dei trasporti del materiale in acquisto, degli impatti dovuti allo smaltimento dei
rifiuti conseguenti alle proprie attività e degli impatti dovuti ad eventuali fornitori, subappaltatori,
ditte di manutenzione.
Le informazioni riguardanti il processo di identificazione e valutazione degli aspetti ambientali
risultano documentate e a conoscenza di tutti i collaboratori attraverso la rete intranet
aziendale.
Anche per le fasi del ciclo di produzione commissionate a terzi, (Processi di hippatura, di
trattamento termico e di riciclo di particolari materie prime) la EMA si affida esclusivamente ad
aziende altamente specializzate preventivamente verificate e valutate per adeguatezza agli
impieghi previsti e rispondenza ai requisiti di qualità, ambientali e di salute e sicurezza.
La valutazione è stata condotta in utilizzando la metodologia descritta nella PSGI-18
“Valutazione Aspetti e Impatti Ambientali”.
A ciascun aspetto ambientale diretto sono stati attribuiti probabilità di accadimento e gravità,
attraverso una serie di criteri, ottenendo un punteggio indicativo della significatività dell’aspetto.
Se il prodotto da valore 8 l’aspetto è significativo.
La valutazione della significatività degli aspetti ambientali indiretti è stata effettuata, invece,
attraverso criteri legati al controllo gestionale degli stessi.
Nella Tabella 4 che segue sono riportati gli aspetti ambientali significativi diretti valutati in
condizioni Normali (N), Anomale (A) e di Emergenza (E), rispettivamente indicati in colore blu,
verde e rosso, relativi a Dicembre 2009.
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ASPETTI DIRETTI
Aspetto
Consumo Materie Prime
Consumo Materiali Ausiliari
Consumo di Energia
Consumi idrici
Produzione di rifiuti
Emissioni in atmosfera
Scarichi idrici
Emissioni acustiche
Utilizzo sostanze pericolose
Radiazioni ionizzanti
Fughe di sostanze ozono
lesive
Incendio
Terremoto
Impatto
Depauperamento risorse naturali
Depauperamento risorse naturali
Depauperamento risorse naturali
Depauperamento risorse naturali
Inquinamento dell’aria e del suolo
Inquinamento dell’aria
Inquinamento delle acque
Inquinamento acustico
Inquinamento dell’aria e del suolo
Inquinamento da contaminazione di
radionuclidi naturali
Emissioni di CFC
Condizioni Operative
e Significatività
N
A
E
8
9
8
9
8
9
8
9
9
12
8
8
9
9
9
9
9
9
Emissioni in atmosfera e produzione di rifiuti
Emissioni in atmosfera in seguito ad incendio
ed inquinamento suolo e sottosuolo da acque
di spegnimento
9
9
Tabella 4: Registro Aspetti e Impatti Ambientali Diretti.
Nella Tabella 5 che segue sono altresì riportati gli aspetti ambientali significativi indiretti
anch’essi valutati in condizioni Normali, Anomale e di Emergenza, relativi a Dicembre 2009.
ASPETTI INDIRETTI
Consumo Materiali Ausiliari
Consumo di Energia
Consumi idrici
Produzione di rifiuti
Emissioni in atmosfera
Scarichi idrici
Campi Elettromagnetici
Emissioni acustiche
Utilizzo sostanze pericolose
Fughe di sostanze ozono lesive
Incendio
Perdite olio da trasporti
Emissioni in atmosfera da trasporti
Sversamenti sostanze pericolose durante il trasporto
Odori
Depauperamento risorse naturali
Depauperamento risorse naturali
Depauperamento risorse naturali
Inquinamento dell’aria e del suolo
Inquinamento dell’aria
Inquinamento delle acque
Inquinamento da Campi Elettromagnetici
Inquinamento acustico da lavorazioni ditte esterne
Inquinamento dell’aria e del suolo
Emissioni di CFC
Emissioni in atmosfera e produzione di rifiuti
Inquinamento del suolo
Inquinamento dell’aria
Contaminazione suolo e sottosuolo
Inquinamento dell’aria
Tabella 5: Registro Aspetti e Impatti Ambientali Indiretti.
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7. DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI
Gli aspetti ambientali significativi diretti generati dalla EMA sono descritti di seguito in maniera
dettagliata riportando, ove possibile, i parametri necessari per la quantificazione degli stessi nel
periodo 2006 - 2009.
Le risorse comprendono sia quelle consumate come fonte di energia (gas naturale, energia
elettrica) che quelle consumate come materia (acqua, materiali di consumo):
il consumo di gas naturale e di energia elettrica viene espresso sia in unità metriche sia in
termini di potenzialità energetica (tonnellate equivalenti di petrolio. Il ricorso a quest’ultima
unità convenzionale consente aggregazioni e confronti);
il consumo di acqua, specificato in acqua prelevata da acquedotto e da pozzo, viene
espresso in metri cubi;
i materiali di consumo completano il quadro delle risorse consumate. Quelli citati hanno
impieghi specifici e sistematici.
2006
2007
2008
2009
48.028
44.119
44.712
46.256
531
1.640
1.897
1.018
1.075.540
1.216.380
1.233.208
1.214.057
860,43
973,104
986,566
971,25
8.650.646
10.077.571
11.480.851
13.021.554
739,37
861,33
981,27
1049,54
154.567
244.270
334.206
318.638
Acqua
3
da acquedotto (m )
3
da pozzo (m )
Gas Naturale
metri cubi
tep
Energia Elettrica
kWh
tep
Materiali di consumo
Lega (kg)
Platino (m)
4.600
3.675
4.425
5.450
Cera (kg)
27.563
42.829
67.109
81.632
Anime (nr)
232.291
188.386
262.868
207.353
Distanziatori (nr)
841.000
629.000
802.000
553.800
Filtri (nr)
135.170
114.406
163.218
180.450
Spirali (nr)
60.500
48.332
78.512
61.232
Abrasivi (nr)
52.963
59.053
109.262
64.426
Acidi (kg)
107.116
132.035
150.940
230.580
Basi (kg)
177.536
267.685
414.290
415.720
Ceramico (kg)
213.868
249.809
342.003
390.831
Pellicole (nr)
164.800
226.400
269.400
246.300
Solvente (l)
330
405
3.175
400
2.500
11.100
12.875
17.625
Urea (kg)
Tabella 6: Dati relativi a risorse e materiali
Per quanto riguarda l’applicazione del Regolamento CE nº 1907/2006 e successive
modificazioni ed integrazioni, concernente le sostanze chimiche (REACH), la EMA è coinvolta
come utilizzatore a valle, con l’obbligo di utilizzare le sostanze secondo gli usi identificati dal
proprio Fornitore.
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7.1 APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
Le acque prelevate
Le principali fonti di approvvigionamento idrico della EMA consistono nel prelievo di acque da
acquedotto. Le acque prelevate sono utilizzate per i processi industriali e per gli usi potabili,
igienico-sanitari, antincendio, per le torri evaporative, per le torri di abbattimento, per gli
umidificatori, per la torre di raffreddamento. I dati sono desunti dalla documentazione
amministrativa del fornitore delle acque. Essa dispone inoltre di un pozzo per
l’approvvigionamento di acqua per uso irriguo di aree a verde.
Grafico 1: Approvvigionamento Idrico
Acqua prelevata da acquedotto e lega fusa
60.000
0,4
50.000
0,3
0,3
40.000
0,2
consumo di acqua prelevata da
acquedotto (mc)
0,2
mc acqua prelevata da
acquedotto/kg lega fusa
30.000
20.000
0,1
10.000
0,1
0,0
0
2006
2007
2008
2009
Grafico 2: Consumo di Acqua prelevata e relativo indicatore (lega fusa)
Dall’andamento del Grafico 2 si evince un aumento del consumo di acqua, rapportato al
quantitativo di lega fusa, per il potenziamento di unità di raffreddamento forni, da nº 6 a nº 9.
7.2 EMISSIONI IN ATMOSFERA
Gli effluenti emessi dai punti di emissione rispettano, durante le normali attività lavorative, i
valori limite previsti dalla Delibera della Giunta Regionale della Campania Nº 4102 del 5 Agosto
1992 e per quanto non contenuto in essa dal D. Lgs. 03/04/2006, nº 152 e ss. mm. ed ii..
Le sorgenti di emissione autorizzate sono sottoposte a misurazioni semestrali come previsto
dalla normativa vigente e dalle specifiche autorizzazioni e sono sottoposte a manutenzione
secondo un piano programmato.
Tutti gli impianti di abbattimento sono registrati nell’apposito registro come richiesto dall’allegato
VI degli allegati alla Parte Quinta del D. Lgs. 152/06 – Punti 2.5 e 2.7.
Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale Rev. 02 del 08 Febbraio 2010..........................................Pagina 31 di 50
Si mostra, di seguito, la quantità di emissione, per ogni tipologia di inquinante, dovuto al
processo produttivo, rilevata dall’ultima verifica effettuata (Ottobre 2009) – Riferimento
Rapporto di Prova Tecno-Bios S.r.l. nº 10/2009.
Punti di
Emissione
Camino E1
Camino E2
TIPOLOGIA
TIPO DI ABBATTIMENTO
Polveri totali
Polveri totali
Nichel,come Ni
Cobalto, come Co
Cromo III, come Cr
A celle filtranti
Filtri a Cartucce autopulenti
conduttive
Camino E3
Acido Cloridrico come HCL
Camino E4
S.O.V. (come n-esano)
Camino E5
Camino E6
Camino E7
Camino E8
Camino E9
Camino E10
Camino E11
Camino E12
S.O.V. (come n-esano)
Ossidi di azoto (espresso
come NOx)
Acido fluoridrico (espresso
come HF)
Ossidi di azoto (espresso
come NOx)
Ossidi di azoto (espressi
come NOx)
S.O.V. (come n-esano)
Polveri totali
Nichel,come Ni
Cobalto, come Co
Cromo III, come Cr
S.O.V. (come n-esano)
Polveri totali
Nichel,come Ni
Cobalto, come Co
Cromo III, come Cr
S.O.V. (come n-esano)
Ossidi di azoto (espresso
come NOx)
Acido fluoridrico (HF)
Acido cloridrico (come HCL)
Acido acetico
S.O.V. (come n-esano)
Polveri totali
Camino E13
Acido citrico
Camino E14
Polveri totali
Camino E15
Camino E16
Camino E17
Camino E18
Camino E19
Polveri totali
Ammoniaca
Ossidi di azoto
Ossidi di azoto
Ossidi di azoto
Scrubber a spruzzo con corpi di
riempimento
Separatore a gocce;
Filtri metallici ondulati
0,17
0,27
<0,01
<0,01
0,12
LIMITI
AUTORIZZATIVI
G.R.C. D.D. nº 114
del 07/07/2009
8
8
0,5
0,5
0,5
0,43
5
10
0,30
5
150
QUANTITÀ
3
(mg/Nm )
LIMITI
D. Lgs. 152/06
3
(mg/Nm )
150
150
1
1
1
0,30
5
150
8,90
20
500
0,220
1,5
5
Forno
7,70
30
500
Forno
11,70
30
500
0,74
2,59
<0,01
<0,01
<0,01
0,25
1,84
<0,01
<0,01
<0,01
0,90
3,5
5
0,2
0,2
0,2
2,5
5
0,2
0,2
0,2
5
150
150
1
1
1
150
150
1
1
1
150
1,60
5
500
0,100
0,40
<0,10
0,90
4,50
0,5
0,5
0,5
5
5
5
30
150
150
150
0,24
3
-
Scrubber a umido a corpi di
riempimento
Filtri a tasche e maglia metallica
Filtri a tasche e maglia metallica
Filtri a tasche e maglia metallica
Cappa Laboratorio
Filtri cartonati
Scrubber con separatore di gocce
e corpi di riempimento
Filtri a maniche con lavaggio
pneumatico
Filtri a cartucce autopulenti
Filtro a maglia metallica
Caldaia 1 Matr. 2039
Caldaia 2 Matr. 2037
Caldaia 3 Matr. 2038
0,70
7
150
0,89
19,320
47,14
43,89
5
20
150
150
150
150
250
-
Tabella 7: Quadro riassuntivo dei punti di emissione in atmosfera.
L’azienda è stata autorizzata in via definitiva alle emissioni in atmosfera con Decreto
Dirigenziale della G.R.C. nº 114 del 07/07/2009. La crescita produttiva in fatturato, in numero di
pezzi prodotti ed in numero di personale ha richiesto un potenziamento degli impianti produttivi
e di aspirazione e di conseguenza modifiche e miglioramenti ai suddetti punti di emissione.
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Di seguito si illustra la concentrazione rilevata media di alcuni inquinanti emessi.
media delle concentrazioni rilevate di polveri (mg/Nmc)
Limite Autorizzativo: 8 mg/Nmc
7,00
6,00
5,00
4,00
media delle concentrazioni rilevate di
polveri totali (mg/Nmc)
3,00
2,00
1,00
0,00
2006
2007
2008
2009
Grafico 3: Media delle concentrazioni rilevate di polveri.
Dall’andamento del Grafico 3 si evince una diminuzione ed una stabilizzazione delle concentrazioni di polveri totali,
dovute ad una maggiore frequenza di sostituzione dei sistemi di filtraggio con maggiore potere filtrante.
media delle concentrazioni rilevate di SOV (mg/Nmc)
Limite Autorizzativo: 5 mg/Nmc
0,80
0,70
0,60
0,50
media delle concentrazioni rilevate di
SOV (mg/Nmc)
0,40
0,30
0,20
0,10
0,00
2006
2007
2008
2009
Grafico 4: Media delle concentrazioni rilevate di SOV.
La variabilità dell’andamento rappresentato nel Grafico 4 è influenzato dalla tipologia di semilavorati in cera prodotti
(industriale o aeronautico), che richiedono utilizzo di masse di cera estremamente variabili, come evidenziato al
Paragrafo 8 - Tabella 5.
Limite Autorizzativo: 20 mg/Nmc
media delle concentrazioni rilevate di NOx (mg/Nmc)
9
8
media delle concentrazioni rilevate
di NOx (mg/Nmc)
7
6
5
4
3
2
1
0
2006
2007
2008
2009
Grafico 5: Media delle concentrazioni rilevate di NOx.
La variabilità dell’andamento rappresentato nel Grafico 5 è influenzato dalla temperatura di funzionamento degli
impianti di combustione della cera, che richiedono diversi parametri di combustione a seconda del prodotto se
industriale o aeronautico, infatti nel 2009 si è avuto un maggior volume prodotto di componenti industriali
(caratterizzati da una massa maggiore di cera).
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Concentrazioni Medie di NH3
Limite Autorizzativo: 20 mg/Nmc
20
18
16
14
12
10
media delle concentrazioni NH3
(mg/Nmc)
8
6
4
2
0
2009
Grafico 6: Media delle concentrazioni rilevate di NH3.
È da sottolineare nell’anno 2009 l’installazione dell’unità di applicazione dell’urea tecnica, per l’impregnaggio delle
anime ceramiche. Il grafico 6 rappresenta il valore medio dell’ammoniaca riscontrato nell’anno 2009.
Emissioni Totali in kg di CO2
14000000
12000000
10000000
8000000
Emissioni Totali in kg di CO2
6000000
4000000
2000000
0
2006
2007
2008
2009
Grafico 7: Emissioni Totali di CO2.
Il grafico rappresenta il totale delle emissioni di CO2 dovute al consumo di energia elettrica e di gas metano.
L’aumento nell’anno 2009 è dovuto ad un maggiore consumo di energia elettrica per l’installazione di nuovi forni ad
induzione (si veda Paragrafo 8.4).
Rendimento di combustione Caldaie _c (% )
96
95,5
95
94,5
Caldaia 2 - Therma Matr. 2037
94
Caldaia 3 - Therma Matr. 2038
93,5
93
92,5
92
2006
2007
2008
2009
Rendimento Minimo Ammissibile: 91,0 %
Grafico 8: Rendimento di combustione Caldaie (%).
Il grafico rappresenta il rendimento di combustione c (%) delle caldaie nn. 2 e 3. Nel grafico non sono
rappresentati i valori corrispondenti alla caldaia n. 1, causa disattivazione (Si veda Paragrafo 5 – Centrale
Termica).
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7.3 GESTIONE DEI RIFIUTI
La EMA ha promosso numerose iniziative per la riduzione della quantità di rifiuti prodotta, per la
raccolta differenziata e per massimizzare la quantità di rifiuti destinati al recupero.
È presente una procedura interna che ha lo scopo di definire le modalità per la raccolta interna,
l’accumulo temporaneo, il conferimento a terzi dei rifiuti prodotti dall’azienda.
È stata emessa anche un’ istruzione operativa per i rifiuti assimilabili agli urbani che ha lo scopo
di definire le modalità per la raccolta differenziata e l’osservanza dei seguenti principi generali:
a) deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, per l’incolumità, il benessere e la
sicurezza della collettività e dei singoli;
b) deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie ed evitato ogni rischio di
inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché ogni inconveniente
derivante da rumori ed odori;
c) devono essere salvaguardate la fauna e la flora e deve essere evitato ogni degradamento
dell’ambiente e del paesaggio;
d) devono essere promossi, con l’osservanza di criteri di economicità ed efficienza, sistemi
tendenti a riciclare, riutilizzare i rifiuti o recuperare da essi materiali ed energia e/o interventi
atti a limitare la formazione dei rifiuti stessi.
Per ogni tipologia di rifiuto sono presenti contenitori opportunamente collocati, etichettati,
identificati con un colore specifico:
Carta - contenitore e/o coperchio blu;
Plastica - contenitore e/o coperchio giallo;
Organico (Umido) - contenitore verde scuro;
Alluminio - contenitore rosso;
Rifiuti non riciclabili (Indifferenziata) - contenitore antracite;
Acciaio - contenitore marrone.
Eventuali rifiuti costituiti da più tipologie di materiali sono separati correttamente e smaltiti negli
appositi contenitori.
Figura 13: Contenitori per raccolta differenziata.
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Sono state emesse anche delle istruzioni operative specifiche per ogni reparto produttivo/area
che hanno lo scopo di garantire il corretto conferimento dei rifiuti speciali negli appositi
contenitori interni, opportunamente etichettati ed identificati, e il continuo asporto dei rifiuti dai
luoghi di produzione alle zone di deposito temporaneo esterne, ovviamente in accordo alle
normative in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.
È stato nominato il Consulente ADR per la produzione di rifiuti pericolosi che superano le due
condizioni che escludono la nomina per la tipologia di attività:
24 operazioni/anno con un limite di 3 operazioni mensili;
Quantità annua inferiore a 180 t.
La tabella seguente mostra la descrizione, la pericolosità, e la destinazione finale dei rifiuti
speciali prodotti dall’azienda nell’anno 2009.
DESCRIZIONE
Forme e anime da fonderia
Rifiuti plastici (plastica e gomma)
Acidi di decapaggio
Materiale abrasivo di scarto
Altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazioni
Altre emulsioni
Imballaggi in carta e cartone
Imballaggi in plastica
Imballaggi in legno
Imballaggi in materiali misti
Imballaggi in vetro
Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi
contaminati da sostanze pericolose
Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose
Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi
Apparecchiature fuori uso
Sostanze chimiche di scarto
Altri rivestimenti e materiali refrattari
Ferro e acciaio
Rifiuti misti di costruzione e demolizione
Fanghi prodotto dal trattamento biologico delle acque
reflue industriali
Carbone attivo esaurito
Tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio
Carta e pellicole per fotografia
Fanghi di lavorazione contenenti sostanze pericolose
Sostanze chimiche di laboratorio
Materiali isolanti
Medicinali di scarto
Carta e Cartone
Fanghi filtro pressati
PERICOLOSITÀ
NO
NO
SI
NO
SI
SI
NO
NO
NO
NO
NO
RECUPERO
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
SI
SI
NO
NO
NO
NO
NO
NO
X
X
X
X
X
X
X
X
NO
NO
SI
NO
SI
SI
NO
NO
NO
NO
SMALTIMENTO
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Tabella 8: Rifiuti prodotti nell’anno 2009.
Ai sensi del D. Lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni, per smaltimento si
intende la raccolta, la cernita, il trasporto e il trattamento dei rifiuti, nonché le operazioni di
trasformazione necessarie per il riutilizzo, il recupero o il riciclo dei medesimi.
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In tal senso va sottolineato che tutti i rifiuti oggetto di smaltimento per la EMA, subiscono, dopo
adeguato trattamento in impianti autorizzati, delle trasformazioni che in alcuni casi permettono il
recupero/riciclo di una percentuale che può arrivare anche all’88%. Dal codice CER 11 01 12
(soluzioni acquose di lavaggio), per esempio, viene recuperato l’88% di acqua e il 12% di fanghi
che, a loro volta, sono riutilizzati per il ripristino ambientale.
Produzione rifiuti
La produzione dei rifiuti da parte di EMA nel 2009 è stata pari a 1.142.728 kg; di questi il 70%
sono rifiuti speciali non pericolosi e il 30% sono rifiuti speciali pericolosi. (Riferimento Tabella
Monitoraggio Rifiuti).
Nel 2009 la percentuale di rifiuti speciali pericolosi, sul totale, è aumentata a causa
dell’inserimento di un nuovo materiale e di conseguenza un nuovo codice CER attribuito.
I grafici seguenti illustrano la produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, liquidi e
solidi prodotti dalla EMA e la quantità di rifiuti inviati a recupero.
Rispetto al 2008 complessivamente i rifiuti sono diminuiti notevolmente, e la maggior parte è
dovuta allo smaltimento delle acque di scarico, non più come rifiuto liquido, ma bensì trattate
nell’impianto chimico fisico reflui industriali.
Rifiuti prodotti
3500000
3000000
2500000
kg Rifiuti pericolosi
2000000
kg Rifiuti non pericolosi
1500000
kg Rifiuti totali
1000000
500000
0
2007
2008
2009
Grafico 9: Rifiuti prodotti.
Quantitativo di rifiuti avviati a recupero e rifiuti avviati a smaltimento
3000000
2500000
2000000
kg Rifiuti avviati a recupero
1500000
kg Rifiuti avviati a smaltimento
1000000
500000
0
2007
2008
2009
Grafico 10: Rifiuti avviati a recupero e rifiuti avviati a smaltimento.
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Nel 2009 la quantità di rifiuti mandati a recupero è stata maggiore dello smaltimento; a incidere
in tal senso sono state in gran parte le soluzioni acquose di lavaggio che sono state trattate
nell’impianto chimico fisico. A tal proposito, come già sottolineato in precedenza, le quantità
“smaltite” da EMA sono state successivamente trattate da smaltitori autorizzati per il
recupero/riciclo delle stesse.
Come si può notare dalla Tabella 7 il quantitativo dei rifiuti prodotti non è costante negli anni in
quanto legato al volume di produzione realizzato, alle materie utilizzate e ad interventi di pulizia
e manutenzione che possono risultare diversi da un anno all’altro.
Il grafico seguente evidenzia il rapporto tra i rifiuti prodotti e la lega fusa.
10,00
9,00
8,00
7,00
6,00
kg rifiuti non pericolosi
3500000
3000000
3.160.258 kg
2500000
2000000
5,00
4,00
3,00
2,00
1,00
0,00
1500000
1000000
972.828 kg
500000
0
2007
2008
rapporto kg rifiuti su kg lega fusa
Rifiuti non pericolosi prodotti e lega fusa
kg Rifiuti non pericolosi
kg Rifiuti non pericolosi/ kg
lega fusa
2009
Grafico 11: Rifiuti prodotti e lega fusa.
Dall’analisi del Grafico 11 si evince, ad esempio, che nel 2009, a fronte di ogni kg di lega fusa,
si è avuta una produzione di circa 3 kg di rifiuti non pericolosi. Riferimento Tabella Monitoraggio
rifiuti.
180000
169.900 kg
kg rifiuti pericolosi
160000
0,60
0,50
140000
120000
0,40
100000
0,30
80000
60.170 kg
60000
0,20
40000
0,10
20000
0
0,00
2007
2008
rapporto kg rifiuti su kg lega fusa
Rifiuti pericolosi prodotti e lega fusa
kg Rifiuti pericolosi
kg Rifiuti pericolosi/kg lega
fusa
2009
Grafico 12: Rifiuti prodotti e lega fusa.
Si evince, invece, ad esempio dall’analisi del Grafico 12 che nel 2009, a fronte di ogni kg di lega
fusa, si è avuta una produzione di circa 0.53 kg di rifiuti pericolosi. Riferimento Tabella
Monitoraggio rifiuti.
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7.4 GESTIONE RISORSE ENERGETICHE
La EMA, per fini produttivi ed operativi, consuma risorse energetiche, tale consumo è suddiviso
in:
- Energia Elettrica;
- Gas Metano.
14.000.000
80,0
12.000.000
70,0
10.000.000
60,0
50,0
8.000.000
40,0
6.000.000
30,0
4.000.000
Metano (in kWh)
Energia elettrica (in kWh)
kWh / kg
kWh
Consumi energetici e indicatori
Consumo di gas Metano
kWh / kg lega fusa
Consumo Energia kWh / kg
lega fusa
20,0
2.000.000
10,0
0
0,0
2006
2007
2008
2009
Grafico 13: Consumi energetici e indicatori
Dall’analisi del Grafico 13 si evince un progressivo aumento dei consumi di gas metano ed
energia elettrica rapportati ai kg di lega fusa dovuti all’attivazione di nuovi forni produttivi, della
nuova linea elettrolitica e nuovo impianto di abbattimento polveri. (Riferimento Consumi
Energetici fornitore Energia Elettrica e fornitore Gas naturale).
14.000.000
0,96
12.000.000
0,94
10.000.000
0,92
8.000.000
0,90
6.000.000
0,88
4.000.000
0,86
2.000.000
0,84
0
Cos _
kWh
Andamento del Fattore di Potenza
Energia elettrica (in kWh)
Fattore di Potenza (Cos _ )
0,82
2006
2007
2008
2009
Grafico 14: Andamento del Fattore di Potenza
Nel Grafico 14 si rappresenta l’andamento negli anni della media del Fattore di Potenza (Cos
), rispetto i consumi di energia elettrica. Si nota che nell’anno 2009 è stata assorbita meno
energia reattiva, per interventi migliorativi sulle cabine elettriche. (Riferimento Consumi
Energetici fornitore Energia Elettrica).
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7.5 SCARICHI IDRICI
Le acque reflue prodotte sono allontanate dalla EMA con diverse modalità:
-
scarico in impianto consortile autorizzato (Decreto Provinciale Nº 78629 del 17/11/2006);
conferimento come rifiuto a ditta autorizzata.
Il grafico seguente mostra i quantitativi di acqua scaricata al consorzio:
mc acqua scaricata al consorzio
23.000
22.500
22.000
21.500
mc
21.000
mc acqua scaricata al
consorzio
20.500
20.000
19.500
19.000
18.500
2007
2008
2009
Grafico 15: Quantitativi acqua scaricata al consorzio.
Dall’andamento del Grafico 15 si evince un aumento del quantitativo di acqua scaricata,
direttamente relazionata al maggior consumo di acqua in ingresso (si veda il Grafico 2) ed al
trattamento interno di acque di processo (si veda Grafico 6 “Rifiuti Prodotti”).
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Si riporta, di seguito, la concentrazione di inquinanti nelle acque di scarico, rilevata dall’ultima
analisi effettuata (Dicembre 2009) – Riferimento Rapporto di Prova Tecno-Bios S.r.l. nº
20100100.
/
8,90
Non percettibile
s.t.q.
Non è causa di
molestia
Assenti
Valore limite
Tab. 3, All. 5 alla
Parte III
D. Lgs. 152/06
5,5 ÷ 9,5
Non percettibile con
diluizione 1:40
Non è causa di
molestia
Assenti
IRSA – CNR nº 2090
mg/l
91,00
200
400
IRSA – CNR nº 5120
IRSA – CNR nº 5130
IRSA – CNR nº 3120
EPA nº 6010C
EPA nº 6010C
mg/l O2/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
36,00
210,00
< 0,01
0,02
0,02
250
500
0,02
0,30
4
500
1000
/
/
/
Metodo Interno
mg/l
Assente
0,30
/
IRSA – CNR nº 4020
IRSA – CNR nº 4020
IRSA – CNR nº 4110
EPA nº 6010C
IRSA – CNR nº 3020
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
mg P/l
mg/l
mg/l
256,30
0,12
0,66
0,56
0,038
0,20
0,10
0,11
< 0,001
0,55
< 0,01
0,020
0,140
0,99
0,05
<0,01
1200
12
30
2
0,50
/
4
4
0,005
4
0,4
0,03
1
10
4
/
1200
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
20
8
/
IRSA – CNR nº
4030/A1
mg/l
18,90
30
60
Metodi di
riferimento
Unità di
misura
pH
IRSA – CNR nº 2060
U/pH
Colore
IRSA – CNR nº 2020
mg/l – Pt/Co
Odore
IRSA – CNR nº 2050
/
Metodo Interno
Inquinante
Solidi Grossolani
Solidi Sospesi
Totali
BOD5
COD
Cadmio
Piombo
Cromo Totale
Cloro Attivo
Libero
Cloruri
Fluoruri
Azoto Nitrico
Alluminio
Arsenico
Bario
Boro
Manganese
Mercurio
Nichel
Rame
Selenio
Zinco
Fosforo Totale
Ferro
Zirconio
Azoto
Ammoniacale
IRSA – CNR nº 4040
EPA nº 6010C
EPA nº 6010C
EPA nº 6010C
IRSA – CNR nº 3110
EPA nº 6010C
IRSA – CNR nº 3200
EPA nº 6010C
EPA nº 6010C
IRSA – CNR nº 3260
IRSA – CNR nº 3320
Risultato
Valore limite
Allegato A del
Consorzio ASI
5,5 ÷ 9,5
/
/
/
Tabella 9: Analisi delle acque di scarico.
I valori riscontrati rientrano sia nei limiti imposti dalla Tabella 3 dell’Allegato 5 alla Parte III del D.
Lgs. 152/06 e ss. mm. ed ii., sia in quelli imposti dall’Allegato A al Contratto ASI.
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7.6 RUMORE
Nel mese di Giugno 2009 è stata effettuata una nuova determinazione del livello acustico che ha
evidenziato il rispetto dei limiti di legge. Il Comune di Morra De Sanctis non ha un piano di
classificazione acustica.
8. OBIETTIVI, TRAGUARDI E PROGRAMMA
Gli obiettivi ambientali identificano i risultati attesi dall’impegno intrapreso dall’azienda in materia di tutela
ambientale, indicato nella politica aziendale. Essi discendono direttamente dalla valutazione degli
aspetti/impatti ambientali.
Nella individuazione degli obiettivi ambientali sono presi in considerazione i seguenti elementi:
Coerenza con la politica aziendale;
Requisiti di legge o altri requisiti;
Livello di significatività dei propri impatti ambientali;
Esame delle opzioni tecnologiche disponibili;
Risorse disponibili;
Azioni preventive;
Compatibilità con le attività produttive e commerciali;
Richieste delle parti interessate;
Non conformità ambientali.
I traguardi ambientali specificano in concreto, per ciascuno degli obiettivi identificati, il grado di
raggiungimento che si intende perseguire entro un determinato periodo di tempo e, allo scopo di
individuare gli strumenti adeguati per valutare il grado di raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi
pianificati, vengono definiti, qualora possibile, degli indicatori quantitativi dei risultati ambientali raggiunti.
Sulla base dei criteri sopra descritti si procede a delineare le ipotesi degli obiettivi che possono entrare a
far parte del Programma di gestione ambientale della EMA.
Per ciascuno degli obiettivi e traguardi identificati ed approvati il programma di gestione ambientale
specifica le azioni da farsi, le responsabilità, i mezzi e i tempi attraverso i quali devono essere raggiunti e
le risorse finanziarie impegnate.
N.
Aspetto
Obiettivo/traguardo
Dicembre
2011
Si veda
budget 2009
e successive
modificazioni
ed
integrazioni
OK (Budget
HSEAG/RSPP)
Manutenzione;
Responsabile
HSEAG/RSPP;
Magazzino;
Responsabile
SGI
Giugno 20092010-2011
Dicembre20092010-2011
Dicembre
2011
Si veda
budget 2009
e successive
modificazioni
ed
integrazioni
OK (Budget
Manutenzione
e Impianti)
Kgmaterieutilizzate
Kglegafusa
Produzione
Responsabile
SGI
Ingegneria
Giugno 20092010-2011
Dicembre20092010-2011
Dicembre
2011
Si veda
budget 2009
e successive
modificazioni
ed
integrazioni
OK (Budget
Ingegneria)
Kwh
kglegafusa
Manutenzione
Produzione
Responsabile
SGI
Giugno 20092010-2011
Dicembre20092010-2011
Dicembre
2011
Si veda
budget 2009
e successive
modificazioni
ed
integrazioni
OK (Budget
Manutenzione
e Impianti)
Manutenzione
Produzione
Responsabile
SGI
Giugno 20092010-2011
Dicembre20092010-2011
Dicembre
2011
Si veda
budget 2009
e successive
modificazioni
ed
integrazioni
OK (budget
Manutenzione
e Impianti)
HSEAG/RSPP
Responsabile
SGI
Manutenzione
Giugno 20092010-2011
Dicembre20092010-2011
Dicembre
2011
Si veda
budget 2009
e successive
modificazioni
ed
integrazioni
OK (budget
Manutenzione
e Impianti)
Verifiche
- 10% rispetto
al precedente
anno
Installazione
di filtri
separatori
ad alto
rendimento
Relazione ed esecuzione
dei rilievi a cura del
laboratorio esterno ogni 3
mesi
HSEAG/RSPP
Resp. SGI
Manutenzione
& Impianti
+ 5% del
precedente
anno
Selezione di
smaltitori
autorizzati
ad attività di
recupero
CERarecupero
CERtotali
Introduzione
cella
robotizzata a
controllo
numerico
2
Produzione
rifiuti non
pericolosi
Incremento pari al 5% del
precedente dei rifiuti non
pericolosi mandati a
recupero rispetto a quelli
mandati a smaltimento
3
Consumi
materie
prime e
materiali
ausiliari
Riduzione impiego di
nastri abrasivi del 5%
rispetto al precedente
anno
Consumo di
energia
Riduzione del 5% dei kWh
dei consumi di elettricità e
gas naturale rispetto
all’anno precedente
(espressi in kWh)
- 5% dei kWh
Consumi
idrici
a) Diminuzione delle
acque prelevate da
Acquedotto
b)Diminuzione delle
acque reflue derivanti da
lavorazioni fornite al
consorzio rispetto all’anno
precedente
Diminuzione del
10% rispetto
all’anno
precedente
Eliminazione utilizzo di
gas ozono lesivi
Sostituzione di
n.6
apparecchiature
contenenti gas
R22
6
Giugno 20092010-2011
Dicembre20092010-2011
Responsabilità
Emissioni in
atmosfera
Fughe di
sostanze
lesive
dell'ozono
Approvato a
budget
Indicatore
1
5
Risorse
finanziarie
Azione
Riduzione emissione in
atmosfera della
concentrazione di SOV.
4
Entro il
Target
-5% del
precedente
anno
Introduzione
inverter su
vecchi
motori ed
acquisto di
nuovi più
performanti
Trattamento
reflui
nell’impianto
chimicofisico ed
utilizzo nel
processo
produttivo
Contatto
fornitori per
richiesta di
offerta
a) m 3 (H Oingresso )
2
Kglegafusa
b) m 3
(H 2Ouscita )
Kglegafusa
Apparecchiature con gas
non lesivo
Tabella 10: Programma di Gestione Ambientale Triennio 2009-2011.
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8.1 RISULTATI RAGGIUNTI NEL 2009
L’utilizzo di un indicatore permette di disporre di una visione sintetica del Sistema in un certo
istante o nel corso di un monitoraggio nel tempo. Esso permette di riclassificare e sintetizzare i
dati sugli aspetti ambientali fornendo un quadro immediato e rappresentativo dell’andamento
del Sistema dell’azienda e con gli obiettivi che si è prefissata.
Allo scopo di valutare il grado di raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi pianificati, sono
stati identificati, dove possibile, degli indicatori quantitativi.
Questi indicatori forniscono indicazioni quanto più possibile oggettive, a tale scopo essi sono
riferiti a parametri produttivi significativi (es. lega castata, etc.).
Il numero di indicatori identificati per ciascun traguardo dipende dal tipo di obiettivo considerato
e dalla tipologia dell’area/funzione aziendale interessata.
Con particolare attenzione agli aspetti ambientali significativi, diretti e indiretti, si descrivono di
seguito gli obiettivi di miglioramento ambientale definiti per affrontare tali aspetti, nell’ottica di un
miglioramento continuo, e raggiunti nell’anno 2009.
L’azienda, quindi, ha visto:
una diminuzione delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività produttive attraverso
il controllo delle emissioni e relazione da parte di un laboratorio esterno, pullman aziendali,
auto aziendali con dispositivi DPF (filtro antiparticolato), partecipazione a studi, convegni,
consulenze di esperti;
una minor produzione di rifiuti attraverso individuazione di adeguati codici CER per nuovi
rifiuti prodotti e predisposizione di idonei contenitori per la raccolta; emissione di specifiche
procedure e istruzioni operative e, di conseguenza, formazione e sensibilizzazione del
personale;
ottimizzazione impiego delle materie prime (lega) mediante definizione di nuovi cicli
lavorativi;
riduzione del consumo di energia elettrica e gas naturale attraverso l’ottimizzazione di
alcune apparecchiature (compressori, torri evaporative, motori elettrici, interventi di
manutenzione preventiva sugli impianti termici) e attraverso l’acquisto di sistemi e
apparecchiature di ultima generazione e a basso impatto ambientale (monitor LCD,
lampade, sistemi di schermatura esterna per la riduzione del carico estivo di
condizionamento);
diminuzione delle acque smaltite come rifiuto liquido e di conseguenza aumento di quelle
trattate dall’impianto chimico fisico interno; studi per il riutilizzo interno delle stesse;
migliore gestione delle sostanze pericolose attraverso l’emissione di nuove procedure
anche in accordo alla normativa ADR;
formazione del personale sulle attività che possono avere impatto sull’ambiente
circostante e sensibilizzazione dei fornitori attraverso ad esempio: l’invio della politica
aziendale e di documentazione inerente requisiti ambientali.
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INFORMAZIONI RICHIESTE PER LA REGISTRAZIONE
(Allegato VI – Regolamento CE Nº 1221/2009)
ORGANIZZAZIONE E SITO
Nome:
Indirizzo
Città:
Codice postale:
Paese/Land/Regione/Comunità Autonoma:
Referente:
Telefono:
Fax:
E-mail:
Sito web:
Accesso pubblico della dichiarazione Ambientale o alla
dichiarazione ambientale aggiornata:
a) su supporto cartaceo;
b) su supporto elettronico.
Numero di Registrazione:
Data di registrazione:
Data di sospensione della registrazione:
Data di cancellazione della registrazione:
Data della prossima dichiarazione ambientale:
Data della prossima dichiarazione ambientale aggiornata:
Richiesta di deroga ai sensi dell’articolo 7:
SI
NO
Codice NACE dell’attività:
Numero di addetti:
Fatturato o bilancio annuo:
Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A.
Zona Industriale ASI, s.n.c.
Morra De Sanctis (AV)
83040
Avellino, Regione Campania, Italia
Pasquale DE LUCA
+39 0827 438 206
+39 0827 438 278
[email protected]
www.emaht.com
a) e b)
/
/
/
/
10 Luglio 2012
10 Luglio 2011
NO
24.52
401
43.800.000,00 VERIFICATORE AMBIENTALE
Nome del verificatore ambientale:
Indirizzo:
Città:
Codice postale:
Paese/Land/Regione/Comunità Autonoma:
Telefono:
Fax:
E-mail:
Numero di registrazione dell’accreditamento o dell’abilitazione:
Ambito dell’accreditamento o dell’abilitazione (codici NACE):
Organismo di Accreditamento o di abilitazione:
TÜV Italia S.r.l.
Via G. Carducci, 125 – Ed. 23
Sesto San Giovanni (MI)
20099
Milano, Regione Lombardia, Italia
+39 02 24 13 01
+39 02 24 13 03 99
[email protected]
IT-V-0009
08 – 09.9 – 10 – 11 – 13 – 14.1 – 14.3 – 16 – 17 –
18 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 (escluso 24.4) – 25 –
26.11/20/30/51/80 – 27 – 28 – 29.31 – 30.1/4 –
31 – 33.11/12/13/14/15/19/20 – 37 – 38 – 39 –
41.2 – 42 - 43 – 55 – 56 – 58 – 59 – 60 – 62 – 63
– 64.2 – 69 – 70 – 71 – 73 – 74 – 75 – 78 – 80 –
81.2 – 82 – 84 – 85.51 – 86 – 87 – 88 – 90 – 91 –
92 – 93 – 95.1 – 95.22 – 95.24
ACCREDIA - SINCERT
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DICHIARAZIONE DI APPROVAZIONE
Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A.
QUESTA DICHIARAZIONE,
È stata PREDISPOSTA da:
Ida Maria Storti, Sistema di Gestione Integrato (Salute e Sicurezza, Ambiente);
È stata VERIFICATA da:
Carmine IROLLO, Responsabile del Sistema di Gestione Integrato;
Pasquale DE LUCA, Responsabile Salute, Sicurezza, Ambiente e Affari Generali / RSPP;
ed è stata APPROVATA da:
Otello NATALE, Amministratore Delegato.
La prossima validazione della Dichiarazione Ambientale sarà effettuata entro 3
anni dalla firma di convalida da parte del Verificatore Ambientale accreditato.
Aggiornamenti annuali convalidati saranno predisposti negli anni intermedi.
Nel corso di questo periodo verranno effettuate delle visite di sorveglianza da
parte di organismi esterni, relativamente al mantenimento della certificazione del
Sistema di Gestione Ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001 ed il
Regolamento CE Nº 1221/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del
25/11/2009.
Gli aggiornamenti annuali conterranno un compendio dei dati quantitativi
concernenti tutti i principali aspetti ambientali relativi all’attività del sito, ponendo in
evidenza le variazioni rilevanti rispetto alla dichiarazione precedente.
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GLOSSARIO
Ambiente: Contesto nel quale un’organizzazione opera, comprendente l’aria, l’acqua, il terreno, le risorse naturali,
la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni.
Analisi Ambientale: Esauriente analisi iniziale dei problemi, dell’impatto e delle prestazioni ambientali di
un’organizzazione, denominata anche AAI.
Aspetto Ambientale: Elemento delle attività o dei prodotti o dei servizi di un’organizzazione che può interagire con
l’ambiente; si parla di aspetto ambientale significativo quando può avere un impatto ambientale significativo.
Dichiarazione ambientale: documento che fornisce al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni
sull’impatto e sulle prestazioni ambientali dell’organizzazione nonché sul continuo miglioramento della prestazione
ambientale.
D. Lgs.: Decreto Legislativo del Governo.
D.P.C.M.: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
D.P.R.: Decreto del Presidente della Repubblica.
EMAS Regolamento CE 1221/2009: del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25/11/2009 sull’adesione
volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS - Eco Management and
Audit Scheme), che abroga il regolamento (CE) nº 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/CE e
2006/193/CE.
Impatto Ambientale: Qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o benefica, causata totalmente o
parzialmente dagli aspetti ambientali di un’organizzazione.
kWh: chilowatt, multiplo del Watt, unità di misura della potenza elettrica per ora.
m: metri, unità di misura della lunghezza nel sistema metrico internazionale.
3
Nmc o Nm : Normal Metro Cubo. Unità di misura usata per il gas in condizioni “normali”, cioè alla pressione
atmosferica ed alla temperatura di 0 °C. La relazione esistente tra il normal metro cubo e il metro cubo standard è:
3
3
1 Nm = 1.056 Sm .
NOX: denominazione con cui si indica l’intera famiglia degli ossidi di azoto (N) che si generano a seguito di un
processo di combustione e alla temperatura di 15°C.
NH3: denominazione con cui si indica l’ammoniaca che si genera a seguito dell’utilizzo di Urea Tecnica nel
processo di impregnaggio delle anime ceramiche.
Organizzazione: Gruppo, società, azienda, impresa, ente o istituzione, ovvero loro parti o combinazioni in forma
associata o meno, pubblica o privata, che abbia una propria struttura funzionale e amministrativa.
PEI: Piano di Emergenza Interno.
+
pH: misura della concentrazione degli ioni H3O .
Politica Ambientale: Intenzioni e direttive complessive di un’organizzazione relative alla propria prestazione
ambientale come espresso formalmente dall’Alta Direzione.
Prestazioni Ambientali: Risultati misurabili della gestione dei propri aspetti ambientali da parte di
un’organizzazione.
Prevenzione dell’inquinamento: Utilizzo di processi, prassi, tecniche, materiali, prodotti o servizi o fonti di energia
per evitare, ridurre o tenere sotto controllo (separatamente o in combinazione) la generazione, l’emissione o lo
scarico di qualsiasi tipo di inquinante o rifiuto, al fine di ridurre gli impatti ambientali negativi.
Responsabile SGI: Responsabile del Sistema di Gestione Integrato.
Responsabile. HSEAG/RSPP: Responsabile Salute, Sicurezza, Ambiente e Affari Generali, RSPP.
SGI: Sistema di Gestione Integrato (Salute, Sicurezza, Ambiente e Qualità).
S.O.V.: Sostanze Organiche Volatili.
tep: Tonnellate Equivalenti di Petrolio. È una unità di misura delle fonti di energia: 1 tep equivale all'energia
ottenuta dalla combustione di 1 tonnellata di petrolio, cioè 10.000.000 kCal.
TÜV: ente di certificazione accreditato.
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ALLEGATO 1: ELENCO DELLA NORMATIVA APPLICABILE
Aspetto Ambientale: Risorse e Scarichi Idrici
D. Lgs. 16/01/2008, nº 4: Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 08/11/2006, nº 284: Disposizioni correttive e integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 03/04/2006, nº 152: Norme in materia ambientale;
D.P.R. 24/05/1988, nº 236: Attuazione della direttiva CEE numero 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo
umano, ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183;
D. Lgs. 12/07/1993, nº 275: denuncia pozzi esistenti;
R. D. nº 1775/1933: Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici;
D. Lgs. 16/03/2009, nº 30: Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal
deterioramento;
Giunta Regionale Campania – Delibera nº 1350 del 06/08/2008: disciplina scarichi categorie produttive assimilabili.
Aspetto Ambientale: Emissione in Atmosfera
D. Lgs. 16/01/2008, nº 4: Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 08/11/2006, nº 284: Disposizioni correttive e integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 03/04/2006, nº 152: Norme in materia ambientale;
Decreto Dirigenziale Giunta Regionale Campania del 07/07/2009, nº 114: Autorizzazione definitiva alle emissioni in atmosfera;
Delibera del 19 gennaio 2001 N.286: Disciplinare tecnico-amministrativo per il rilascio delle autorizzazioni e pareri regionali in materia di
emissioni in atmosfera;
Delibera del 5 agosto 1992 N.4102: Fissazione dei valori delle emissioni in atmosfera derivanti da impianti sulla base della migliore
tecnologia disponibile;
D.P.R. 26/08/1993, nº 412: Manutenzione degli impianti termici;
Legge nº 615 del 13/07/1966: Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico (impianto di riscaldamento)
Aspetto Ambientale: Sostanze Lesive dello Strato di Ozono
Regolamento (CE) n.842/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra;
D.M. 20/09/2002: Attuazione dell'art. 5 della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante misure a tutela dell'ozono stratosferico;
Legge 549/1993 : Misure a tutela dell'ozono stratosferico;
D.P.R. 15/02/2006, n. 147: Regolamento concernente modalità per il controllo ed il recupero delle fughe di sostanze lesive della Fascia di
ozono stratosferico da apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore, di cui al regolamento CE n.
2037/2000;
Regolamento (CE) Nº 1005/2009 del Parlamento e del Consiglio del 16/09/2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono.
Aspetto Ambientale: Rifiuti
D. Lgs. 16/01/2008, nº 4: Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 08/11/2006, nº 284: Disposizioni correttive e integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 03/04/2006, nº 152: Norme in materia ambientale;
D.P.C.M. 02/12/2008: Approvazione del Nuovo Modello Unico di Dichiarazione ambientale per l’anno 2009;
D. Lgs. 27/01/1992 n.95:Attuazione delle direttive 75/439/CEE relative alla eliminazione degli oli usati;
D.M. n.145 del 01/04/1998: Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti
ai sensi del DLgs n. 22 del 05/02/1997;
D.M. n. 148 del 01/04/1998: Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi del DLgs
n.22 del 05/02/1997;
D.M. 16/05/1996, n. 392: Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli olii usati
L. n.70 del 25/01/1994: Norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, nonché
per l'attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale;
D. Lgs. 04/02/2000 n. 40: Designazione e qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia o
per via navigabile di merci pericolose;
D.M. 22/10/2008: Semplificazione degli adempimenti amministrativi di cui all’articolo 195, comma 2, lettera s-bis) del D. Lgs. 152/2006, in
materia di raccolta e trasporto di specifiche tipologie di rifiuti;
D. Lgs. 151/2005: Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze
pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti;
D.M. 25/09/2007, n. 185: Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi
di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), costituzione e funzionamento di un centro di coordinamento per
l'ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e istituzione del comitato d'indirizzo sulla gestione dei RAEE, ai sensi
degli articoli 13, comma 8, e 15, comma 4, del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151;
Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive;
D. Lgs. 20/11/2008, nº 188: Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva
91/157/CEE;
D. M. 17/12/2009: Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'art. 189 del D. Lgs. 152/06 e dell'art. 14-bis
del D. L. nº 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla L. nº 102 del 2009;
D. M. 30/06/2009, nº 554 – Scheda di trasporto;
Circolare 24/11/2009, prot. Nº140/cart. del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Scheda di trasporto.
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Aspetto Ambientale: Prevenzione Incendi
D.M. 16/02/1982: Modifiche al D.M. 27/09/1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi;
D.P.R. 29/07/1982, nº 577: Approvazione del regolamento concernente l’espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendi;
D.M. 10/03/1998: Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro;
Legge 05/03/1990, nº 46 e ss. mm. ed ii.: Norme per la sicurezza degli impianti;
D.M. 22/01/2008, nº 37: Regolamento recante riordino disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno di edifici.
Aspetto Ambientale: Rumore
D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 194: Attuazione della direttiva 2002/49/Ce relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale;
D.P.C.M. 31/03/1998 Esercizio dell’attività del tecnico competente in acustica;
D.M. 16/03/1998: Rilevamento e misurazione;
D.P.C.M. 14/11/1997: Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore;
L. 26/10/1995, nº 447: Legge quadro sull’inquinamento acustico;
D.P.C.M. 01/03/1991: Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno;
D. Lgs. 10/04/2006, nº 195: Attuazione della Direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici
(Rumore);
D. Lgs. 04/09/2002, nº 262: Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine ed
attrezzature destinate a funzionare all'aperto.
Aspetto Ambientale: Sostanze Pericolose
D.M. 28/02/2006: Classificazione e disciplina dell'imballaggio e dell'etichettatura delle sostanze pericolose - Modifica D.M. 08/04/1997;
D.M. 04/04/1997: Attuazione dell’art.25 commi 1 e 2 , del D. Lgs. 03/02/1997, nº 52 concernente classificazione imballaggio ed
etichettatura delle sostanze pericolose relativamente alla scheda informativa in materia di sicurezza;
D. Lgs. 03/02/1997, nº 52: Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione imballaggio ed etichettatura delle sostanze
pericolose;
D.M. 07/09/2002: Recepimento della direttiva 2001/58/CE riguardante le modalità della informazione su sostanze e preparati pericolosi
immessi in commercio;
D. Lgs. 04/02/2000, nº 40: Designazione e qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia
o per via navigabile di merci pericolose;
Regolamento CE nº 1907/2006: REACH;
D. Lgs. 14/09/2009, nº 133 recante “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento CE n. 1907/2006 che
stabilisce i principi ed i requisiti per la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche”;
Aspetto Ambientale: Radiazioni Ionizzanti
D. Lgs. 17/03/1995, nº 230 e ss. mm. ed ii.: Attuazione delle direttive 89/618/ Euratom, 90/641/Euratom e 92/3/Euratom e 96/29/Euratom
in materia di radiazioni ionizzanti;
D. Lgs. 26/05/2000, nº 241: Direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi
derivanti dalle radiazioni ionizzanti;
D. Lgs. 09/05/2001, nº 257: Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 241, recante attuazione della
direttiva 96/29/Euratom in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni
ionizzanti;
D. Lgs. 20/02/2009, nº 23: Attuazione della direttiva 2006/117/Euratom, relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti
radioattivi.
Aspetto Ambientale: Amianto
Legge 27/03/1992, nº 257: Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto;
D.M. 06/09/1994: Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della Legge 27/03/1992,
nº 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto.
Aspetto Ambientale: Campi elettromagnetici
Legge 22/02/2001, nº 36: Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici;
D.P.C.M. 08/07/2003: Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della
popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz;
D. Lgs. 19/11/2007, n. 257: Attuazione della Direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione
dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici;
D. Lgs. 81/2008: Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di
lavoro.
Danno Ambientale
D. Lgs. 16/01/2008, nº 4: Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 08/11/2006, nº 284: Disposizioni correttive e integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 03/04/2006, nº 152: Norme in materia ambientale.
Industrie insalubri
R.D. 27/07/1934, n. 1265: approvazione del testo unico delle leggi sanitarie;
D. M. 05/09/1994: elenco delle industrie insalubri di cui all’articolo 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie.
Concessione edilizia e agibilità
D.P.R. 06/06/2001, nº 380: Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia e ss. mm. ed ii.;
Regolamento comunale legge 662/96.
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Serbatoi
D.M. 24/05/1999, nº 246: Regolamento recante norme concernenti i requisiti tecnici per la costruzione, l'installazione e l'esercizio dei
serbatoi interrati.
Bonifica di siti contaminati
D. Lgs. 16/01/2008, nº 4: Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 08/11/2006, nº 284: Disposizioni correttive e integrative del D. Lgs. 152/06, recante norme in materia ambientale;
D. Lgs. 03/04/2006, nº 152: Norme in materia ambientale;
Informazione ambientale
D. Lgs. 19/08/2005, nº 195: Attuazione della Direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.
Sistemi di Gestione:
UNI EN ISO 14001:2004 - Sistemi di gestione ambientale – Requisiti;
UNI EN ISO 19011:2003 - Linee guida per gli audit dei sistemi per la qualità e/o di gestione ambientale;
Regolamento CE n. 1221/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25/11/2009 sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un
sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), che abroga il regolamento (CE) nº 761/2001 e le decisioni della Commissione
2001/681/CE e 2006/193/CE;
UNI ISO 14004:2005 - Sistemi di gestione ambientale- Linee guida generali su principi, sistemi e tecniche di supporto;
UNI EN ISO 14031:2000 - Valutazione della prestazione ambientale – Linee guida
Regolamento tecnico RT-09 - Prescrizioni per l’accreditamento degli organismi operanti la certificazione dei sistemi di gestione ambientali;
RSVE - regolamento particolare per la certificazione dei sistemi di gestione ambientale e per la verifica e convalida EMAS;
RSSA - regolamento particolare per la certificazione dei sistemi di gestione ambientale;
RGSG - regolamento generale per la certificazione dei sistemi di gestione.
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ALLEGATO 2: INFORMAZIONI AL PUBBLICO
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Ragione Sociale:
Europea Microfusioni Aerospaziali S.p.A.
Prodotto:
Microfusi in superleghe per applicazioni Aeronautiche ed Industriali
Telefono:
Zona Industriale ASI, s.n.c.
83040 Morra De Sanctis (AV)
ITALIA
+39 0827 438 206 - +39 0827 438 211
Fax:
+39 0827 438 278 - +39 0827 25 984
Sito WEB:
www.emaht.com
Contatto con il pubblico:
Pasquale DE LUCA – [email protected]
E-Mail:
[email protected]
Codice NACE:
24.52
Sede Legale e
Stabilimento:
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Stampato su carta ecologica
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Enzo Albano tipografo in Napoli