difendi il tuo tesoro!
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difendi il tuo tesoro!
RACCONTI ORIGINALI DIFENDI IL TUO TESORO! Capitolo unico (concluso) Note: R – Yaoi – Smile! Autrice: Puma ATTENZIONE: questo racconto tratta argomenti riservati ad un pubblico maturo. Se continui a leggere, ti prendi la responsabilità di dichiararti con più di 14 anni. - I personaggi di questo racconto sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un’opera di finzione che non trova alcun riscontro nella realtà. - DIFENDI IL TUO TESORO! A mezzogiorno di un caldissimo lunedì di settembre in casa di Guglielmo suona il telefono. La suoneria è una insistente canzoncina cantata dalla voce ridicola di un gattino. Guglielmo apre un occhio e allunga una mano verso il comodino cercando il cellulare: -Pronto?...-Ciao,Guglielmo! Sono io,Edilio!-Ah…signor Edilio…è da prima delle vacanze che non ci vediamo…Guglielmo è ancora mezzo addormentato e non si accorge che quella del signor Edilio non è una telefonata qualsiasi,ma una videochiamata. -Guglielmo carissimo,ho un cesto di pesche per te.Guglielmo tiene il cellulare tra la spalla e l’orecchio e il signor Edilio vede Riccardo,quello che definiscono tutti un pazzo,con i capelli arruffati,anche lui svegliato,incollato a Guglielmo che si mette a baciargli il collo. -Grazie! Passo verso le quindici.Edilio si asciuga il sudore dalla fronte con un fazzoletto di carta: -Guglielmo,sei da solo? Cosa stai facendo?- Riccardo bacia la bocca di Guglielmo con insistenza,gli impedisce quasi di parlare,Guglielmo ride e lo spinge via. Riccardo scivola su di lui che dovrebbe parlare e non riesce neanche a tenere il telefono dritto. Guglielmo muove il telefono in un modo che il povero Edilio vede…cose che non voleva vedere. -Cosa sto facendo? Sono in cucina che sto preparando le melanzane alla parmigiana…A Guglielmo scappa quasi il telefono di mano: - Ho già fatto la minestra e i zucchini ripieni. E lei cosa mangia di buono?Il vecchio signor Edilio vede la testa nera di Riccardo sprofondare tra le gambe di Guglielmo,non vuole vedere altro e prima di concludere quella chiamata imbarazzante balbetta: -Non lo so… Ciao,Guglielmo. Ci vediamo più tardi…Poi spegne la videochiamata e si guarda in giro rosso,sudato e agitato borbottando: -Ma non capisci che ti vedo?******************************** Guglielmo e Riccardo stavano insieme già dai tempi del liceo e appena hanno potuto sono andati a vivere insieme e hanno aperto un negozio di vestiti e accessori usati nel più stretto,buio e maleodorante dei vicoli. Guglielmo è un tipo che ispira subito simpatia. Riccardo dicono tutti che è pazzo. Ha un passato da dimenticare:con la mente sconvolta da droghe sempre più pesanti era scivolato negli abissi della follia e una notte d’autunno ventosa e gelida aveva cercato di suicidarsi. Da quel giorno non ha più parlato con nessuno:quando è nel negozio tiene nelle orecchie una musica assordante come se fosse un muro che vuole mettere tra sé e il resto del mondo. Solo tra lui e Guglielmo no c’è nessun “muro”. Quando è con Guglielmo parla e non sembra pazzo. A pranzo mangiano dell’insalata di riso che era in frigo da tre giorni e Riccardo parlando con la bocca piena dice: -Hai raccontato un mucchio di bugie a quel povero vecchietto. Lo sai dove vanno i bugiardi? All’inferno! Per farti perdonare devi farmele veramente le melanzane alla parmigiana e anche i zucchini ripieni…la minestra no perché la odio e odio anche le pesche di quel vecchiaccio:hanno tutte il verme! Odio anche lui…e sua figlia Costantina che secondo me è bruttissima!Guglielmo si versa un bicchiere di birra e risponde: -Non so neanche cosa sono le melanzane alla parmigiana! L’ho detto perché mi piace la parola! Non è brutta la Costantina!Riccardo beve la birra dal bicchiere di Guglielmo: -E’ bruttissima! Diventa sempre più brutta! Sempre più peli nelle gambe…l’ho vista lì dall’orto di suo padre:il suo sedere tremava come la panna cotta!-Riccardo non essere volgare!Riccardo mangia e ride:è raro vederlo ridere. Di solito è sempre imbronciato e taciturno. -Quel vecchiaccio le caricava in macchina tre zucche lunghissime:una macchina piccolissima con un cane enorme…e le ha dato un bacino dicendo “ Ciao,Pulìn!”…ha più di trent’anni e la chiama Pulìn [nel dialetto genovese vuol dire “pulcino” ]…e le ha detto “Vai piano Zuccherino!...Riccardo ride come un matto e anche Guglielmo che gli dice: -Rido a vederti ridere,ma sono tutte balle che stai raccontando! -E’ tutto vero! E poi tu vedessi il marito della Costantina! Uno che si veste da povero vecchietto!Guglielmo da un pizzicotto a Riccardo che è tutto nudo e coperto di tatuaggi : -Parla mister eleganza! Io lo conosco e si veste molto meglio di te e la Costantina non è brutta!- Riccardo ingoia l’ultimo boccone di insalata di riso e va ad aprire il loro negozio di vestiti usati nel più stretto,buio e umido dei vicoli pensando che ha ancora fame. Guglielmo va a casa dal signor Edilio,una bella casa col giardino nei quartieri alti pensando che quell’insalata di riso fredda gli è rimasta sullo stomaco. ***************************************** Il signor Edilio lo fa accomodare in giardino e la moglie gli serve la torta sbriciolona fatta da lei e della grappa al mirtillo che ha comprato in montagna. Mentre sono lì seduti che parlano delle vacanze,vedono passare un gruppetto di ragazze e ragazzi con degli zaini in spalla che si inoltrano nel vallone degli orti dietro al giardino del signor Edilio ridendo e schiamazzando. Guglielmo gusta l’ultimo goccino di grappa al mirtillo pensando: -Mi ci voleva per digerire quella schifida insalata di riso!E dice: -Mi ci voleva un bel grappino per digerire le melanzane alla parmigiana… Fanno bene quei ragazzi a farsi un tuffo nel ruscello:è settembre e c’è ancora un sole che spacca le pietre!Edilio batte un pugno sul tavolo: -No che non fanno bene! Rischiano! Capisci cosa può succedere? Possono perdere il tesoro più prezioso che hanno! E poi quando è perso è perso! Per sempre!Guglielmo si lecca da un dito l’ultima briciola di marmellata e risponde con indifferenza: -…ma il telefono lo lasceranno in borsa! Non credo che se cade sul fondo del ruscello non si trova mai più:è un rigangnolo,non è mica il Rio delle Amazzoni con la corrente che porta via le cose per sempre. Diciamo piuttosto che se cade in acqua poi non va più:a me una volta è caduto nel lavandino e poi…Il signor Edilio si alza in piedi interrompendolo: -Per te il tesoro più prezioso di un giovane è un vilissimo telefonino?- Guglielmo lo guarda meravigliato: -…Il portafoglio…i vestiti firmati…a me il mio telefono sta molto a cuore:lo sa quanto l’ho pagato?Edilio batte entrambe le mani sul tavolo: -Rischiano di perdere la PUREZZA! – Guglielmo lo guarda meravigliato e non capisce se il vecchietto scherza o dice sul serio. Edilio è convintissimo,con la faccia rossa e la voce che trema grida: -Per i giovani d’oggi la purezza non conta niente! Crescono senza valori e la colpa di chi è? Del PAPA che non parla abbastanza chiaro! Delle RIVISTE che sanno solo parlare di sesso, anche quelle che leggono tutti! Del GOVERNO che ha permesso internet e i giovani navigano tra sporcherie e non sanno più apprezzare un bel film sentimentale! Nelle vacanze estive i giovani si lasciano andare e buttano via la PUREZZA , il tesoro più prezioso che hanno! Non sei d’accordo con me?Guglielmo non sa cosa rispondere e pensa dentro di sé: -Io la PUREZZA nel senso che intende lui è da quel dì che l’ho persa: ho conosciuto Ricky a sedici anni… Siamo diventati “grandi” insieme e la PUREZZA l’ho persa? Ma non mi sento “perso”:sento come allora che amo Ricky e che voglio stare solo con lui. Allora cosa ho perso? Se amarlo vuol dire perdere QUALCOSA ,io sono contento di perdere TUTTO!La moglie del signor Edilio si allontana: deve aver già sentito quel predicone molte volte… Edilio, sempre più rosso e agitato prosegue il suo discorso: -Io, mia figlia Costantina, che è stata con te al liceo, l’ho cresciuta con “Piccole Donne”,con “Cuore”: non le avrei mai e poi mai fatto leggere i libri della Delly e mai mai mai quelle sporcherie giapponesi tipo Strofe d’Amore o Kizuna… e anche adesso che è grande non l’ho mai vista sfogliare una rivista inutile e non l’ho mai sentita dire una parolaccia! E internet non ce l’ha affatto! E la sua bambina la educa con dei sani principi all’antica! E anche tu,Guglielmo,s tai attento:DIFENDI IL TUO TESORO!Le gocce di sudore scorrono sulla fronte del vecchio,Guglielmo pensa che se continua ad agitarsi così gli verrà un colpo e ,non sa neanche lui se per consolarlo o se per prendere in giro la sua mentalità medievale, gli dice: -Edilio, ma io sono puro come un angelo! Sul serio. Non sono mai uscito con una ragazza. Le ragazze non le ho mia pensate, né desiderate, né baciate: non so neanche cos’hanno! Chissà perché sotto la maglietta sono tutte gonfie…Edilio lo fissa con gli occhi stretti e, dopo aver ripreso fiato,ricomincia a predicare: -Ai miei tempi chi perdeva la PUREZZA era DISONORATO e andava all’inferno! E anche adesso! E anche chi parlava di sesso ci andava spedito! Giù all’inferno! E ci andava anche chi leggeva i libri della Delly! E chi legge quelle cose giapponesi di culattoni ci va ancora prima di cominciare a leggere! Va all’inferno! E quelle che passano le vacanze col fidanzato? Vanno all’inferno! E quelle che si scoprono la pancia e si mettono la minigonna sai dove vanno? All’inferno! Il diavolo se le porta via tutte! E anche chi le guarda! E anche tu! Stai attento! Stai lontano da quel pazzo! Ai miei tempi se lo frequentavi andavi in prigione e poi all’inferno! Anzi:in prigione,al rogo e poi passava la biga del diavolo e ti portava subito all’inferno con gli abitanti di Sodoma,Gomorra e Babilonia!Edilio si siede ansimando. Guglielmo si alza,prende il cesto di pesche settembrine da portare via e risponde: -Se l’inferno c’è,bisogna ben che qualcuno ci vada!La moglie del vecchio Edilio è ritornata in giardino e gli dice accompagnandolo al cancello: -Edilio quando sbraita così è insopportabile! Ma non badargli,lo sai che ti vuole bene come se fossi suo nipote. Prendi anche la torta,portala al tuo amico. Poi ci vediamo…-La saluto,signora.Guglielmo si volta verso Edilio che sembra più calmo e lo saluta con la mano,poi torna nei vicoli con quel cesto di pesche pesantissimo in una mano, il pacco con la torta nell’altra e i discorsi del signor Edilio nella mente,tanto che sull’autobus gli viene da ridere da solo. ********************************************* Nei vicoli c’è un caldo opprimente. Nel negozio di vestiti usati c’è odore di vecchio,di chiuso,di disinfettante,di muffa,di sigarette e per coprire tutto sono accesi qua e là degli incensini dal profumo acre. Quando uno esce di lì si sente addosso questo misto di odori. Tre ragazze stanno frugando tra scatoloni e attaccapanni in cerca di qualcosa di strano da indossare il primo giorno di scuola. In quel negozio regna un disordine incredibile: ci sono scatoloni di vestiti usati accatastati dappertutto,abiti da sera luccicanti degli anni ’70 appesi,giacche di renna lise,scarpe con la zeppa esposte disordinatamente sulle mensole,c’è un box per bambini riempito di vecchi cappelli e sciarpe,passeggini e seggioloni. Ci si può aspettare che tra questi vestiti spunti un fantasma o che una strega entri a provarsi qualche cappellaccio sghignazzando. Riccardo,seduto su un vecchio divano mezzo sfondato a forma di bocca, sta cucendo:nel negozio cuce sempre per aggiustare i vestiti usati che poi vendono. Non parla mai con i clienti e tiene sempre gli auricolari di un vecchio lettore cd acceso con quella musica assordante nel cervello. Guglielmo entra ridendo,offre anche alle tre ragazze che conosce bene la torta sbriciolona e racconta tutto quello che gli ha detto il signor Edilio. Le ragazze lo ascoltano meravigliate e ridono. Guglielmo spegne il lettore cd di Riccardo e gli strizza le guance dicendo: -E tu non hai paura di perdere la PUREZZA?Riccardo si riempie la bocca di torta e risponde con indifferenza: -…è da almeno venti anni che l’ho persa…che buona,dammene ancora un pezzettino…avevo sedici anni,andavamo al liceo…Si accorge che le ragazze lo ascoltano. Loro lo hanno sempre considerato solo “il pazzo che lavora nel negozio di Guglielmo”,non pensavano che capisse qualcosa né che sapesse parlare. Con la fetta di torta in mano le guarda con gli occhi spenti e continua: -Ma non è che ho perso QUALCOSA. Ha trovato Guglielmo che è il mio tesoro. Se amarlo vuol dire perdere qualcosa,io sono disposto a perdere TUTTO!Poi si riempie la bocca di torta,riaccende il cd di Nina Hagen che stava ascoltando e continua a cucire. Si è già richiuso dietro al suo muro. Guglielmo si siede vicino a lui e gli accarezza i capelli. Le ragazze continuano a rovistare tra quegli stracci e una dice sottovoce alle altre: -Beato lui! Io sono in terza liceo e non ho neanche mai baciato un ragazzo!- -FINE- P.S. I discorsi del vecchio Edilio li ho sentiti fare tutti veramente…si può dire che questa storia è quasi vera. I libri della Delly, che molti genitori non lasciavano leggere alle figlie perché ritenuti troppo audaci, sono una serie di romanzi rosa bellissimi, pubblicati dagli anni trenta in poi , dalla trama avvincente ( qualcuno l’ho letto ) dove nascono storie d’amore tra ragazze delicate, riservate, pudiche e uomini alti, forti e dalla grande nobiltà d’animo… alla fine non sempre si baciano. La Delly non era una signora, ma due fratelli francesi:Jeanne-Marie e Frèdèric Petitjean De La Rosière. FINE Il Bazar di Mari www.ilbazardimari.net Online da: Ottobre 2008