diario di bordo - Fondazione Giulietti

Transcript

diario di bordo - Fondazione Giulietti
L
30
navig@ndo
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
diario di bordo
di
LIA LOVISOLO
a scrittura assume, su internet e
tramite Internet, aspetti e connotazioni nuovi e, al tempo stesso, rimane
fedele ad antiche tradizioni, come quella del diario di bordo, che evocano l’epoca dei lunghi viaggi d’esplorazione o
d’avventura.
«Diario di bordo» è la traduzione del
termine anglosassone «web log», più
comunemente contratta in «blog». Un
blog (o weblog) è un sito Internet, gestito generalmente da un singolo individuo, all’interno del quale trovano spazio scritti, commenti, link e annotazioni sugli argomenti più disparati. Una
nuova tipologia di sito Internet a metà
tra i newsgroup, le pagine personali e i
portali d’informazioni.
I blog sono nati negli Stati Uniti nel
1997: inizialmente erano soltanto diari
personali on line. Col tempo si sono
trasformati in giornali individuali nei
quali il curatore (in gergo blogger) riveste la triplice funzione di redattore, direttore ed editore del sito. Aprire un
blog, infatti, è relativamente semplice:
solitamente bisogna registrarsi al sito
che offre questo servizio, scegliere la
grafica e iniziare a scrivere. Non è necessario conoscere il linguaggio html:
basta un collegamento a Internet e la
pubblicazione on line è istantanea, in
tempo reale. I blogs sono siti personali,
o piccoli giornali, o giornali di giornali
poiché in moltissimi casi contengono
una rassegna stampa dei fatti del giorno, ma sono anche dei diari quotidiani,
perché insieme alle notizie pubblicano
pensieri e opinioni dell’autore e dei suoi
visitatori. Il blog non è necessariamente
giornalistico e può essere dedicato a
miriadi di argomenti, dalla musica alla
letteratura, dalla scienza all’economia,
fino agli UFO e alla cucina senza glutine. Sempre però propongono una rete
fittissima di links ad altri blogs, in modo
che si possa passare rapidamente da
una visita all’altra, in una sorta di filtraggio delle notizie presenti in rete ad
opera di autori più o meno caratterizzati dagli stessi interessi.
L’«Online Journalism Review» ha
provato a censire i weblogs attivi negli
Stati Uniti: sarebbero oltre mezzo milione. In Italia sono già più di mille. Tra
i blogger italiani più noti ci sono i giornalisti Pino Scaccia, Gianluca Neri e
Claudio Sabelli Fioretti, ex direttore di
«Cuore» e firma del «Corriere della
Sera». Ma la maggioranza dei blogger
sono persone comuni. Attorno ai blog
si creano piccole comunità di appassionati, perché ciascun visitatore del sito
può scrivere e pubblicare un commento
alle notizie che legge.
In Italia i blog sono recensiti, da più
di un anno, da «Bloggando», la prima
directory italiana interamente dedicata
a questo fenomeno.
I più conosciuti portali di approfondimento del fenomeno dei blog, a cui si
deve la raccolta e la recensione dei vari
siti, sono:
http://bloggando.splinder.it (Fig. 1)
www.bloggers.it
www.blog-it.net
Fig. 1
Fig. 2
Un blog interessante pescato in rete
è: http://www.citinv.it/, (Fig. 2) che
così si autodefinisce:
La Città Invisibile è un’associazione interamente basata su Internet che si impegna
con progetti e iniziative per il libero accesso
alle informazioni e l’utilizzo democratico
delle tecnologie della rete. La Città Invisibile
contribuisce a creare progetti per il cambiamento. In questa direzione, abbiamo trasformato la nostra homepage in uno spazio
dove tornare per leggere novità, discutere e
segnalare cosa accade nella comunità in rete
italiana.
www.crs4.it/Letteratura/PromessiSposi/PromessiSposi.html
Ipertesto suddiviso in capitoli, per
una lettura rapida dei Promessi Sposi.
Progetto Alessandro Manzoni
www.fausernet.novara.it/fauser/biblio/index060.htm
Andar per siti
I promessi sposi, di Alessandro Manzoni
Tra opere ed approfondimenti
critici, un compendio telematico per
chi vuole conoscere o rispolverare gli
scritti di Manzoni, senza fare troppa fatica.
LA SCOMPARSA DI TITO POGGIO
UNA DELLE COLONNE
DELLA STENOGRAFIA CIMANA
on la scomparsa di Tito Poggio (Fermo 23.8.1914 - Torino 6.12.2002) è venuta meno una delle pietre fondamentali di quel movimento stenografico
cimano torinese che ha svolto tanta attività nella seconda metà del secolo appena concluso.
Tito Poggio apparteneva infatti ad una schiera di giovani ed entusiasti stenografi, divenuti poi giornalisti a diretto contatto con Giovanni Vincenzo Cima,
che li formava e li motivava. In questo gruppo Tito Poggio si fece luce, oltreché
per la sua attività professionale giornalistica, anche quale coautore (insieme alla
indimenticata prof. Ines Gandolfo) del primo e più importante manuale didattico del sistema Cima. Un manuale da lui ottimamente autografato, un manuale
che si chiudeva con pagine di testi in scrittura professionale del prof. Cima.
Nello svolgimento della sua attività professionale, a contatto con campioni
di razza (ammirava in particolare Fausto Frittitta) diceva di avere qualche «legnosità nelle mani» che gli impedivano di andare oltre le 130 parole al minuto e
quindi si ingegnò in esercizi ed abbreviazioni per raggiungere le 150 parole, velocità allora ritenuta necessaria per il lavoro giornalistico.
Queste sue meditazioni ed abbreviazioni avrebbero portato più tardi alla
pubblicazione di un testo per l’uso professionale della stenografia Cima, a cui si
sono ispirati altri più giovani campioni tra cui Riccardo Bruni che ebbe con Poggio una lunga frequentazione anche in attività pubblicitarie.
Schietto e deciso, credeva nel valore della stenografia quale strumento di lavoro e per questo fondò l’Unione Professionisti, che ebbe particolare seguito in
Piemonte. Questa sua visione pragmatica fu spesso incompresa e portò a polemiche che oggi forse sarebbe utile rimeditare, per questo non volle ricevere
onorificenze o cariche nelle varie associazioni.
Nel rinnovare alla vedova le più affettuose condoglianze, auguriamo che coloro che più da lui hanno ricevuto ne conservino non soltanto il ricordo, ma
operino affinché la sua figura venga degnamente ricordata.
Gian Paolo Trivulzio
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
C
31