der 37. Sitzung vom 3. Dezember 2009 della seduta n. 37 del 3
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der 37. Sitzung vom 3. Dezember 2009 della seduta n. 37 del 3 dicembre 2009 SÜDTIROLER LANDTAG CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO SITZUNG 37. SEDUTA 3.12.2009 INHALTSVERZEICHNIS I NDICE Landesgesetzentwurf Nr. 42/09: "Bestimmungen auf den Sachgebieten Wohnbauförderung, Arbeit, Fürsorge und Wohlfahrt, Gesundheitswesen sowie Hygiene und Transportwesen" – (Fortsetzung). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Seite 1 Disegno di legge provinciale n. 42/09: "Norme in materia di edilizia abitativa agevolata, lavoro, assistenza e beneficenza, igiene e sanità nonchè trasporti" – (continuazione). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 1 Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 1 vom 27.10.2009, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend die Zuerkennung der Punkte bei der Zuweisung einer Sozialwohnung des Wohnbauinstituts. . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 44 Ordine del giorno n. 1 del 27.10.2009, presentato dal consigliere Minniti, concernente l’assegnazione del punteggio per la concessione di alloggi IPES. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 44 Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 2 vom 28.10.2009, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend zusätzliche Punkte für den Erhalt einer Sozialwohnung bei einer Ansässigkeit von mehr als 28 Jahren. . . . . . . . . . Seite 51 Ordine del giorno n. 2 del 28.10.2009, presentato dal consigliere Minniti, concernente punteggi anche oltre i 28 anni di residenza per gli alloggi IPES. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 51 Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 4 vom 24.11.2009, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend die Dienstwohnungen für Polizeikräfte – Änderung des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13. . . . . . Seite 55 Ordine del giorno n. 4 del 24.11.2009, presentato dal consigliere Minniti, concernente gli alloggi di servizio alle Forze di polizia – modifica alla legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 55 Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 5 vom 2.12.2009, eingebracht von den Abgeordneten Leitner, Mair, Egger, Tinkhauser, Stocker Sigmar, Pichler Rolle, Stirner Brantsch, Tommasini, Stocker Martha und Klotz, betreffend behindertengerechtes Wohnen. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 59 Ordine del giorno n. 5 del 2.12.2009, presentato dai consiglieri Leitner, Mair, Egger, Tinkhauser, Stocker Sigmar, Pichler Rolle, Stirner Brantsch, Tommasini, Stocker Martha e Klotz, concernente abitazioni a misura di disabile. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 59 Nr. 37 – 3.12.2009 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE: MAURO MINNITI VORSITZ DES VIZEPRÄSIDENTEN: ORE 10.05 UHR (Appello nominale - Namensaufruf) PRESIDENTE: La seduta è aperta. Prego dare lettura del processo verbale dell’ultima seduta. HOCHGRUBER KUENZER (Segretario - SVP): (Legge il processo verbale – verliest das Sitzungsprotokoll) PRESIDENTE: Ci sono osservazioni al verbale? Nessuna. Il verbale è approvato. Per la seduta odierna non ci sono giustificazioni. Colgo l'occasione per fare gli auguri alla collega Rosa Thaler per il compleanno a nome del Consiglio. Punto 128 dell'ordine del giorno: Disegno di legge provinciale n. 42/09: "Norme in materia di edilizia abitativa agevolata, lavoro, assistenza e beneficenza, igiene e sanità nonchè trasporti" - (continuazione). Punkt 128 der Tagesordnung: Landesgesetzentwurf Nr. 42/09: "Bestimmungen auf den Sachgebieten Wohnbauförderung, Arbeit, Fürsorge und Wohlfahrt, Gesundheitswesen sowie Hygiene und Transportwesen" - (Fortsetzung). Come stabilito ieri sera, sospendiamo la seduta per riunire i capigruppo. La seduta è sospesa. ORE 10.23 UHR ----------ORE 10.51 UHR PRESIDENTE: Riprendiamo la seduta. Nella riunione dei capigruppo si è ritenuto di dover procedere come prevede il regolamento, quindi avremo i trenta minuti di dibattito generale, dopodiché si passerà all'esame degli articoli con i tempi previsti dallo stesso regolamento, ovvero di 15 minuti per esaminare gli emendamenti e 10 minuti per l'articolo nel suo complesso. Chi chiede la parola in discussione generale? Nessuno. Do quindi la parola all'assessore Tommasini, ne ha facoltà. -2- TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all'edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): È stato richiesto di re illustrare la legge, ripercorriamo quindi i vari passaggi in modo che sia chiara la portata di questa legge, quali sono le novità introdotte, in modo che il Consiglio possa avere un quadro più definito di quella che è la proposta. Si tratta di modifiche di legge importanti che si basano su tre concetti fondamentali. Il primo è quello di accelerare i programmi di costruzione. Questo è particolarmente importante per riuscire a realizzare i programmi che abbiamo già deciso, sia i programmi di edilizia popolare che vengono definiti a livello provinciale, sia per dare respiro ai programmi di edilizia abitativa tipo quelli delle cooperative dove c'è la responsabilità dei comuni cercare di dare un impulso e modificare il regolamento in modo tale che effettivamente si riesca a dare una risposta a cittadini che aspettano di potersi costruire o avere una casa. La seconda misura riguarda i lavoratori colpiti dalla crisi economica, quindi si va a modificare la normativa sui casi sociali di emergenza, in modo tale da poter intervenire nel caso in cui i cittadini che vengano licenziati possano avere un aiuto diretto per evitare di perdere l'alloggio. La terza misura riguarda la ridefinizione di alcuni passaggi riguardanti le graduatorie, le assegnazioni e le precedenze. In particolare si prevede che chi è colpito da sfratto e sia in possesso dei presupposti possa ottenere un'incentivazione per l'assegnazione dell'alloggio. Questo era stato discusso in Consiglio ed era stato sostenuto anche in questa sede. Parto dall'inizio. Al punto 1 si introduce con un ragionamento che è stato fatto in Commissione, il concetto di risparmio edilizio. In realtà il modello del risparmio edilizio è già presente all'interno della legge, ma qui viene messo nelle premesse, quindi viene data più forza, maggiore centralità, dandogli anche un valore politico più forte. Al punto 2 si è discusso anche della questione del leasing. Ci sarà un emendamento per togliere la parola "leasing". Cerchiamo di vedere se sia effettivamente possibile non considerare l'affitto in quanto tale, ma considerarlo come leasing in modo da dare vantaggi fiscali al cittadino. Ma la normativa attuale non lo consente, quindi su quanto era stato inserito in commissione ci sono due emendamenti soppressivi, proprio perché non pare in questo momento possibile. Arriviamo all'aggiunta dell'articolo 22/ter che riguarda proprio l'accelerazione dei programmi di costruzione. Qui si prevede che nei comuni con più di 10 mila abitanti sia possibile una procedura più veloce attraverso una gara sia per il reperimento delle aree, sia per quanto riguarda gli alloggi per l'edilizia agevolata. Questo articolo su cui si è molto discusso in questi mesi, è legato alla modifica dell'art. 87, in cui si è discusso anche sul ruolo dei comuni. Abbiamo ragionato anche con il consorzio dei comuni in modo da trovare una formulazione, una procedura che consentisse di accelerare il reperimento delle aree e degli appartamenti, ma che fosse in accordo con i comuni. Questo ha richiesto un lungo ragionamento in modo da trovare una procedura che effettivamente valorizzasse il ruolo e la responsabilità dei comuni, ma consentisse -3- effettivamente di realizzare questi appartamenti. Si è previsto che per la realizzazione dei programmi si faccia una convenzione con i comuni per l'accelerazione degli stessi previsti dagli articoli 22 e 90 che riguardano l'Ipes, le cooperative e il nuovo sistema del cosiddetto "Mittelstand". La Giunta provinciale richiede ai comuni nei quali è prevista la costruzione delle abitazioni di comunicare entro 60 giorni se c'è una disponibilità di aree effettivamente idonee alla realizzazione di questi programmi. Se i comuni hanno queste aree, non c'è problema, si fa questa convenzione e si possono dimezzare i tempi per la realizzazione dei programmi. Laddove queste aree non siano disponibili, viene realizzata questa convenzione che consente la diminuzione dei tempi. C'è una procedura pattizia in cui si individuano le aree insieme, ma naturalmente sarà il comune a decidere quali saranno le aree, ed i termini per l'individuazione delle aree secondo la legge urbanistica vengono ridotti della metà. Solo laddove questa procedura non si realizzi o laddove i comuni non diano corso a questo impegno, interviene l'articolo 22-ter. Voglio che questo sia chiaro, la normativa non va sulla testa dei comuni, anzi è previsto un accordo fra Comuni e Provincia. Nel momento in cui il Comune dice che vuole individuare le aree, che ce le ha già, facciamo questo accordo, non c'è problema, e in questo accordo vengono anche definiti i tempi. Ci possono essere tempi legati ad aree militari dismesse o altro. Solo nel momento in cui questa "Vereinbarung" non è possibile, si blocca, il Comune non la vuole fare, quindi rimane questo "soziale Bedarf" inespresso, si può applicare l'articolo 22-ter che peraltro è limitato solo ai Comuni con più di 10 mila abitanti, che sono i comuni in cui noi abbiamo effettivamente in questo momento una mancanza dei terreni e un bisogno sociale a cui dobbiamo dare risposta. Quindi l'articolo 22-ter entra in gioco solo nel momento in cui l'accordo non si realizza. Questo è molto importante, perché è il cuore di tutta la normativa e capiamo come tutto il procedimento preveda un forte coinvolgimento dei comuni e quindi non ci sia il rischio che la Provincia decida sulla testa degli stessi. L'art. 22-ter dice che l'Ipes o, come vedremo, anche le società non a scopo di lucro autorizzate possono indire una gara per l'acquisto di aree edificate o non edificate idonee alla realizzazione delle abitazioni. La gara avviene come e` già avvenuta in passato la gara per il reperimento degli alloggi per quanto riguarda i lavoratori. È una procedura che è stata già studiata e ha mostrato la sua efficacia. Quindi si fa una gara pubblica, l'affidamento avviene nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento. L'aggiudicazione viene effettuata all'offerente che in base all'ubicazione, alla dimensione, al tipo di costruzione presenta l'offerta migliore e che consegna le abitazioni all'Ipes entro 24 mesi dall'aggiudicazione. I tempi sono importanti proprio perché siamo qui ad introdurre una normativa che prevede il "Beschleunigung des Verfahrens". Nel caso in cui in questa gara vengano offerte aree non edificabili, come già avvenuto in altre circostanze, il proponente deve allegare il parere vincolante sull'idoneità urbanistica dell'area rilasciato dalla Commissione urbanistica provinciale entro 60 giorni, di concerto con comune territorialmente competente. Quindi abbiamo già vi- -4- sto che questa procedura entra in vigore solo se i comuni non fanno la "Vereibarung" e che comunque l'individuazione delle aree avvenga sempre di concerto con il comune competente. Questo parere se non viene dato entro 60 giorni si ritiene positivo. Le abitazioni sono considerate di interesse provinciale, perché se non fosse così, noi non potremmo adottare questa procedura. Questo lo dico, perché anche su questo c'è stato ampio dibattito. In questo articolo c'è la previsione della possibilità di acquisire aree anche già costruite. Anche qui si è pensato di applicare un procedimento che è stato applicato per quanto riguarda le case albergo per lavoratori, e cioè che il prezzo delle abitazioni costruite debba corrispondere al prezzo fissato dalla Giunta provinciale e comunque non possa superare il 25% del valore convenzionale che si aggira attorno ai 1.800 euro al metro quadro. È un valore convenzionale, perché la stessa Ipes che è molto efficiente costruisce anche a prezzi maggiori, dipende dalle zone e dai terreni. C'è stata una grossa discussione in Commissione, quindi abbiamo inserito per ancora maggiore tutela contro qualsiasi tipo di speculazione, che sulla conformità del prezzo si esprima l'Ufficio Estimo della Provincia, in modo tale che questo +25% che si può corrispondere non sia deciso in base ad una decisione assunta dalla Giunta provinciale in sé, ma sia prima "überprüft" dall'ufficio Estimo della Provincia che valuta effettivamente, rispetto alla tipologia del terreno, la conformità del prezzo. Con un aumento del 25% si può arrivare ad un massimo di circa 2.300 euro al metro quadro, aumentabile di un ulteriore 5% se si tratta di "casa clima A" che ha costi maggiori, per cui il massimo possibile cui si potrebbero eventualmente offrire questi alloggi è di 2.400 euro al metro quadro, che è un prezzo congruo e anzi molto inferiore a quello che è oggi il prezzo di mercato. In questo prezzo abbiamo calcolato il costo di costruzione effettivo valutando anche tutti i parametri Ipes. Questo 25% è congruo perché va a compensare anche il costo dell'acquisto dei terreni. Ci sono tabelle delle cooperative secondo le quali le cooperative costruiscono a 2.700 euro al metro quadro netto. Noi sappiamo che c'è una differenza fra netto e lordo. 100 m² netti corrispondono a circa 125 m² convenzionali. Se noi applichiamo il costo maggiorato di un massimo 25%, moltiplicato per il valore convenzionale, vediamo che è più o meno quello che sono i costi delle cooperative che non pagano però la metà del terreno. Il prezzo è congruo. Questo 25% è stato studiato per evitare qualsiasi tipo di speculazione, per evitare che anche nell'offerta qualcuno ci perda, in ogni caso è l'ufficio Estimo che dà un parere sulla congruità di prezzo. Questo è il cuore dell'articolato che prevede questa procedura che avviene in forma velocizzata per consentirci di mettere a disposizione le aree per le famiglie che lo richiedono per i programmi dell'Ipes. È previsto che questo tipo di procedura, previa richiesta, possa essere fatta anche dalle stesse cooperative, che però deve essere autorizzato dalla Giunta provinciale e deve essere a seguito di un fallimento della "Vereinbarung" con i comuni. Questo articolo così formulato e con le modifiche che sono state fatte anche in accordo in commissione ci consente di accelerare i programmi di costruzione, che -5- però siano procedure compatibili con il ruolo dei comuni, mette al centro il bisogno del cittadino e individua una procedura che tutela i comuni rispetto alla loro potestà pianificatoria, dall'altra contempla però anche le esigenze sociali a cui noi dobbiamo dare una risposta. Alcune di queste norme erano già state inserite nella legge finanziaria, poi era stato richiesto di stralciarle, perché sembrava ai colleghi che non fosse congruo discuterle all'interno della stessa. E’ passato qualche mese, credo sia a questo punto urgente dare la possibilità di applicare questa procedura proprio per far fronte ai bisogni sociali che ci sono e sono stati espressi. L'altra questione riguarda le misure previste per i lavoratori colpiti dalla crisi economica. Oggi abbiamo già un articolo che prevede di poter aiutare i cittadini in difficoltà, però questo articolo si limita ai cittadini che hanno un reddito sino alla prima fascia. Con questo provvedimento noi alziamo la possibilità di aiutare i cittadini che hanno un reddito fino alla seconda fascia, e inseriamo per i lavoratori colpiti dalla crisi, che quindi abbiano perso il lavoro e che siano in mobilità, la possibilità di calcolare il reddito al momento della domanda, quindi al momento del licenziamento. Altrimenti molti rimarrebbero fuori. Questa normativa è fatta per una ragione. Voi avete letto che la perdita degli appartamenti che vanno all'asta è aumentata in questo periodo di crisi, perché le persone non riescono più a pagare il mutuo. Questo per noi è un problema sociale molto forte, le persone si indebitano, si espongono anche in maniera molto forte, ad un certo punto non ce la fanno più anche perché spesso perdono il lavoro a seguito della crisi, e a questo punto rischiano anche di perdere l'appartamento. Noi vorremmo dare una mano a questi casi sociali pagando alcune rate del mutuo in modo tale che non si perda la possibilità di avere un alloggio, altrimenti ci ritroviamo di fronte ad un doppio dramma sociale. Questo provvedimento è molto importante, è già stato discusso e penso ci sia consenso. Un’altra normativa riguarda la precedenza nell'assegnazione dell'alloggio da chi è colpito da sfratto. Qui si è discusso della possibilità di inserire nella normativa il fatto che chi è colpito da sfratto possa fare domanda immediatamente e possa essere inserito nelle graduatorie. Naturalmente lo sfratto deve essere certificato, quindi non pensiamo ci possano essere abusi, e in questo caso prevediamo di inserire prioritariamente nell'assegnazione di un alloggio anche chi è colpito dallo sfratto. Questa questione era stata discussa all'interno di questo Consiglio e ci eravamo impegnati ad inserirla appena possibile, e in questa normativa la inseriamo. Ci sono poi una serie di altre modifiche, alcune portate dall'Ipes, altre sono emerse nell'attività di amministrazione dell'Ipes. Le vado a ripercorrere il più velocemente possibile. Il comma 1 l'ho già spiegato bene, quindi non occorre riprenderlo, il comma 2 anche. Vado al comma 3 che nella sua versione attuale "interventi di emergenza" è stato spiegato. Con il comma 4 si intendono tutelare quei richiedenti che per causa loro non imputabile non abbiano da tempo fonti da lavoro dipendente. Per quanto riguarda il comma 5, applicando la versione attuale dell'art. 45, l'ex coniuge che dopo essere uscito dall'abitazione coniugale agevolata intende occupare un nuovo al- -6- loggio, non può beneficiare di nuova agevolazione. Con la nuova norma si elimina la causa di esclusione citata e alle condizioni previste, cioè la rinuncia, il soggetto potrà ripresentare domanda di agevolazione edilizia. Quindi si dà la possibilità di presentare una nuova domanda previa rinuncia all'agevolazione. Per quanto riguarda il comma 6 nell'attuale versione è prevista anche la lettera B che richiede lo svolgimento di attività lavorative ben circostanziate quale presupposto per ottenere lo status di beneficiario di agevolazione edilizia. Con la nuova norma, la lettera B del comma 1 viene stralciata, poiché specie il requisito della continuità lavorativa ha trovato finora di attività di applicazione. I due anni di attività lavorativa, questa è un'altra normativa importante, è difficile calcolarli. Abbiamo una serie di ricorsi, perché con i lavori atipici oggi è complicato calcolare la continuità lavorativa. Si prevede di toglierla, perché tutti i ricorsi presentati poi vengono accolti, perché attraverso i contratti atipici spesso vengono escluse delle persone nei confronti delle quali si scopre poi invece, attraverso una ulteriore elaborazione, che effettivamente hanno svolto attività lavorativa, ma in forma non tradizionale. Quindi si prevede di togliere questo requisito in modo tale da agevolare la procedura. Per quanto riguarda il comma 7, l'art. 50 del vigente ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata prevede che le abitazioni agevolate devono essere ultimate e abitate dal beneficiario e i suoi familiari entro tre anni. La legge non contiene alcuna indicazione in merito al termine per l'annotazione nel libro fondiario del vincolo sociale e per la presentazione di tutti i documenti richiesti per l'erogazione dell'agevolazione all'ufficio competente. Di norma le agevolazioni edilizie devono essere pagate anticipatamente sulla base di una garanzia bancaria. Diversi beneficiari però disattendono la presentazione dei sopraccitati documenti. Con il nuovo articolo 50/bis si intende contrastare questo comportamento, quindi si inserisce un termine anche per l'annotazione tavolare. Il nuovo articolo 62/bis infatti prevede che i comproprietari di un'abitazione oggetto di un'agevolazione edilizia rispondano in solido dell'osservanza degli obblighi derivanti dal vincolo sociale indipendentemente dall'ammontare della quota di comproprietà a seguito ad esempio di una eredità. Anche questo è stato inserito perché c'erano dei problemi nella definizione di questa tipologia. Il comma 9 è un altro comma importante, perché inserisce la convivenza more uxorio. L'innovazione consiste nel considerare il convivente more uxorio alla stessa stregua del coniuge agli effetti dell'alienazione e della locazione nel primo decennio di durata del vincolo che, come noto, ai sensi dell'art. 63 dell'ordinamento necessita della relativa autorizzazione del direttore del ripartizione. Noi abbiamo inserito nelle varie parti di questa legge che lo prevedevano questa possibilità oltre che per le famiglie tradizionali anche per i conviventi more uxorio. Al comma 10, con il nuovo comma 4 dell'articolo 63 si prende atto della modifica apportata dall'art. 3, comma 1, lettera b), della legge 9/2008, per effetto del quale è stata soppressa la commissione provinciale di vigilanza. Quindi conseguentemente l'autorizzazione alla locazione degli alloggi viene rilasciata dal direttore di ri- -7- partizione. Questo è un modo per sburocratizzare il procedimento. Rispetto al testo dell'art. 63, comma 5, il nuovo testo prevede che la cessione della metà indivisa della proprietà dell'alloggio possa essere autorizzata anche nei confronti dei conviventi more uxorio. Al comma 11 può accadere che l'alloggio agevolato sia oggetto di esecuzione immobiliare a seguito di una situazione disposizione debitoria del beneficiario di tale agevolazione. Per l'ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata è essenziale che anche in caso di vendita forzata sia garantito l'utilizzo dell'abitazione in conformità al vincolo sociale. Anche questo è un passaggio importante della legge. Ne deriva che l'aggiudicatario, anche se sfornito dei requisiti necessari per ottenere l'agevolazione, subentra nell'agevolazione ottenuta dal debitore del procedimento di esecuzione immobiliare ed è di conseguenza tenuto al rispetto dei limiti derivanti dal vincolo sociale gravati nei suoi confronti e derivanti dal vincolo annotato. Cioè nel momento in cui un alloggio va all'asta, se viene acquistato da una persona che non ha i requisiti, questa persona deve comunque sottostare al fatto che l'appartamento ha un vincolo sociale e quindi o lo affitta ad una persona che ha i requisiti, oppure rinuncia all'agevolazione che era stata concessa, la restituisce alla Provincia e in questo modo si svincola dal vincolo sociale e può occupare l'appartamento. Questo riguarda anche la questione che è stata dibattuta sul "Ausverkauf der Heimat", cioè la possibilità effettiva di comperare alloggi e abitarci solo se si hanno i requisiti per farlo, perché sono successi casi di persone da fuori che hanno acquistato all'asta appartamenti che erano gravati da vincolo sociale e poi sono andate ad abitare negli stessi. Comma 12. Si verifica spesso che i beneficiari delle agevolazioni diano in locazione le loro abitazioni senza previa autorizzazione. Qualora venga successivamente accertato che al momento della stipulazione del contratto di locazione sussistano le condizioni per il rilascio dell'autorizzazione, essa può essere concessa anche in via di sanatoria, dietro il pagamento di una adeguata sanzione amministrativa. Spesso accade che i beneficiari affittino il loro appartamento senza chiedere l'autorizzazione. Se lo affittano a persone che non hanno i requisiti, questo non si può fare e quindi l'agevolazione viene ritirata, però capita che, perché non lo sanno o se lo dimenticano ecc., lo affittino a persone che hanno i requisiti. Quindi avrebbero avuto l'autorizzazione se solo l'avessero richiesta, ma non l'hanno richiesta. A questo punto togliere tutta l'agevolazione pare sproporzionata, quindi si va a comminare una sanzione amministrativa, che è più equo. Il comma 13 riprende la questione del more uxorio. In caso di cessazione della convivenza more uxorio l'autorizzazione alla cessazione della quota di comproprietà consente al beneficiario che continua ad occupare l'abitazione agevolata di trattenere l'agevolazione, seppur ridotta in relazione al numero dei familiari che continuano ad occupare l'abitazione. Si va quindi a regolare un altro dei passaggi in cui si regola la convivenza more uxorio. -8- Il comma 14 prevede che il direttore di ripartizione rilasci il nulla osta per evitare che vengano modificate la consistenza e l'agevolazione d'uso degli alloggi agevolati. Questa è solo una questione amministrativa. Al comma 15 con la nuova lettera a) del comma 3 dell'art. 71 si intende adeguare il contenuto di tale norma alla recente introduzione della quinta fascia di reddito. Quindi si inserisce anche in questo passaggio la quinta fascia di reddito, che era stata inserita nella legge n. 9 del 2008, ma che non è stata inserita per tutte le tipologie di agevolazione, in particolare per la cooperazione. In questo caso la si inserisce in modo tale che ci sia una definizione uniforme del quadro delle agevolazioni in base al reddito. Commi 16 e 17. In base alla legge provinciale sugli espropri, i procedimenti di espropri per le aree destinate all'edilizia abitativa sono attuati dai comuni. Quindi è naturale conseguenza che anche i provvedimenti necessari per poter espropriare le aree di edilizia abitativa agevolata siano attuate dai comuni e si sposta quindi dal presidente della provincia al sindaco l'autorizzazione e l'espletamento della procedura. Comma 18. Con l'art. 1 della comma 15 è stato modificato l'art. 58 dell'ordinamento dell'edilizia abitativa ed è stata introdotta la quinta fascia di reddito. Comma 19. Il comma 11 dell'articolo 87 della legge provinciale 17/11/1998 ha finora realizzato l'intento voluto solo parzialmente. In base alla disciplina vigente i Comuni, l'Istituto per l'Edilizia sociale, le società senza scopo di lucro potevano ottenere mutui senza interessi per l'acquisto di aree edificate suscettibili al recupero di abitazione. Questo è un altro comma importante su cui abbiamo discusso molto e su cui vorrei spendere un minuto. Voi sapete che oggi per l'edilizia sociale è possibile fare solo la "Erweiterungszone" sostanzialmente. Noi però sappiamo che il consumo di suolo è un problema, visto che ce n'è poco, e noi vogliamo preservarlo, quindi dobbiamo andare anche verso un maggior recupero di quelle che sono le cubature esistenti anche nei centri storici. Già oggi è previsto che ai comuni che vogliono recuperare cubatura nei centri storici venga dato un mutuo dalla ripartizione, da restituire in tre anni senza interessi. Questo però non agevola, in quanto è molto più conveniente fare una "Erweiterungszone", dove si prende il 50% del costo del terreno come contributo, che recuperare cubature esistenti. Per questo abbiamo voluto inserire che una percentuale che originariamente era prevista al 20%, è stata alzata poi in commissione al 50% e io ho presentato un emendamento per riportarla al 30%, di questo mutuo che viene concesso per l'acquisizione della cubatura venga poi trasformato in un mutuo a fondo perduto. Quindi il comune acquisisce un mutuo del 100% per l'acquisizione della cubatura, il 30% di questo importo – discuteremo poi sulla percentuale - viene trasformato in un mutuo a fondo perduto. In questo modo la "Wiedergewinnung" della cubatura diventa conveniente, quindi vogliamo cercare di far sì che i comuni vadano a recuperare le cubature esistenti, che la "Wiedergewinnung" sia resa conveniente o parimenti conveniente a fare una zona di espansione. -9- Il comma 20 è il nuovo articolo 87/bis di cui ho già detto prima e disciplina l'individuazione accelerata delle aree e la "Vereinbarung". Il comma 21. La Giunta provinciale ha la possibilità di stabilire per gli alloggi destinati alla locazione un canone di locazione più alto rispetto al canone provinciale riferito ai conduttori che si trovano nelle fasce di reddito più alto. Questo è fatto per il cosiddetto "Mietkaufsystem". Per rendere la procedura di "Mietkauf" fattibile abbiamo pensato di modulare l'affitto per quanto riguarda le varie fasce, partendo per le fasce più basse con il canone provinciale di 6 euro al m², dando la possibilità di alzarlo per la quarta e la quinta fascia. Questa previsione di legge introduce questa possibilità che poi verrà disciplinata con regolamento. Il comma 22 l'ho già illustrato. Esso permette l'assegnazione di alloggi con precedenza a quei richiedenti che siano oggetto di sfratto. Il comma 23 è stato richiesto dall'Ipes perché finora per le persone tenute a presentare all'Ipes domanda di assegnazione dell'abitazione a seguito del decesso del locatario, non era previsto un termine di presentazione della domanda. Quindi per il parente che subentra non c'era un termine per la presentazione della domanda. Noi lo mettiamo in modo tale da evitare che questo si protragga sine die. Il comma 24 prevede la sostituzione dell'intero articolo 114. L'unica differenza rispetto alla versione attuale è che viene considerata spesa per servizi anche il costo dell'assicurazione per la responsabilità civile. Questa assicurazione è importante, è giusto che anche all'interno delle case Ipes ci sia ed è giusto che il locatario si faccia carico di questa assicurazione, che fra l'altro non è onerosa ma è una sicurezza importante anche per tutelare l'amministrazione rispetto ai danni e alla responsabilità civile. Con il comma 25 il nuovo articolo 129-bis dell'ordinamento si pone l'obiettivo di favorire l'individuazione e la realizzazione di aree con strutture per servizi alloggiativi per situazioni di emergenza abitativa. Questa è la norma che ha seguito il collega Theiner per realizzare le famose micro aree, in particolare richieste dal Comune di Bolzano, e andrebbe a risolvere una situazione che sappiamo anche questa molto urgente. Quindi questo articolo è importante. L'art. 2 contiene invece la norma transitoria. Anche coloro nei confronti dei quali prima dell'entrata in vigore del comma 14, quello che, come abbiamo visto, rimodula le sanzioni, sia stata disposta la sanzione meno favorevole, cioè la revoca dell'agevolazione, devono poter beneficiare dell'opportunità di rinunciare all’agevolazione, evitando così l'applicazione della revoca. Quindi se non vi è stato versamento, viene previsto che si possa presentare entro sei mesi la domanda tesa all'applicazione della nuova normativa. Questa è una norma transitoria opportuna, perché ci sono alcuni casi fermi che non sono stati ancora trattati e che evidentemente dobbiamo considerare se la norma passasse. Questo è il quadro. Ho ripercorso, come è stato chiesto dai consiglieri comma per comma del disegno di legge. Resto naturalmente a disposizione per chiarire dove ci siano eventuali altri dubbi o perplessità. - 10 - STIRNER BRANTSCH (SVP): Auch ich möchte, wie gestern einige Vorredner, auf die konstruktive Zusammenarbeit verweisen, die es in der vierten Gesetzgebungskommission im Zuge der Behandlung dieses Gesetzes gegeben hat. Landesrst Tommasini ist in seinen Ausführungen zum Gesetzentwurf sehr detailliert auf die darin vorgesehenen Neuerungen eingegangen. Deshalb möchte ich als Kommissionspräsidentin nur noch einige zusätzliche Überlegungen anstellen. Grundsätzlich ist es zu begrüßen, dass im Bereich des Wohnbaus ein Beschleunigungsprogramm vorgesehen ist, um in größeren Gemeinden der Wohnungsnot Abhilfe zu schaffen. Wir haben letzthin über die Medien immer wieder mitbekommen, wie schwierig es ist, in Bozen dieser Situation Herr zu werden. Positiv ist auch die Tatsache, dass nicht nur das Wohnbauinstitut, sondern auch interessierte Gemeinden und Gesellschaften diese Programme umsetzen können. In der Kommission selbst ist immer wieder darauf hingewiesen worden, dass es auf der einen Seite wichtig ist, ein Beschleunigungsprogramm zu machen, dass es aber auf der anderen Seite auch wichtig ist, bei der Ausweisung von Grundstücken bzw. bei der Verwirklichung dieser Bauprogramme nicht die Gemeinden zu übergehen. Es ist aber auch ganz klar, dass bei Untätigkeit der Gemeinden, beim Verstreichen einer bestimmten Zeit, die hier im Gesetzentwurf vorgesehen ist, der zuständige Landesrat bzw. das Land die Initiative ergreifen muss, denn sonst hätte dieses Programm keinen Sinn. Was den Preis der Wohnungen anbelangt, möchte ich das wiedergeben, was mir zugetragen worden ist. Natürlich herrscht nicht bei allen Zufriedenheit, und besonders die Meinung der Wirtschaft, der Bauunternehmer ist eine andere. Diese bemängeln die Tatsache, dass vor allem in Ballungszentren der Marktpreis eigentlich weitaus höher ist als der Höchstpreis von 2.310 Euro pro Quadratmeter Konventionalfläche. Ich denke mir - der Landesrat hat bereits gesagt, wie es zu dieser Berechnung gekommen ist -, dass es unterschiedliche Interessen gibt, die aufeinanderprallen. Zu begrüßen ist der Ankauf von bereits erbauten Wohnungen. Das sogenannte Wohnbauprogramm für den Mittelstand könnte somit umso schneller realisiert werden und vor allem – dies, glaube ich, sollte uns ein Anliegen für die Zukunft sein – könnte man von der Ausweisung neuer Bauzonen absehen. In der Kommission ist von einigen die Befürchtung geäußert worden, dass dies Tür und Tor für Spekulationen öffnen könnte. Ich glaube aber, dass man in diesem Fall eigentlich nicht von Spekulation sprechen kann. Man muss mit allen Mitteln versuchen, Spekulationen zu verhindern, aber wir wissen auch, dass es sehr viele leerstehende Wohnungen gibt. In erster Linie sollten diese benützt bzw. hergenommen werden, bevor weitere Flächen ausgewiesen werden und somit wertvolles landwirtschaftliches Grün zerstört wird. Ganz ganz wichtig finde ich den Passus, der die Wiedergewinnung der leerstehenden Kubatur innerhalb der Ortskerne vorsieht. Der Landesrat hat diesbezüglich einen Änderungsantrag vorbereitet, in dem er 30 Prozent vorsieht. Es hat diesbezüglich - 11 - auch Diskussionen in der Kommission gegeben und, meines Wissens, liegt ein weiterer Änderungsantrag vor. Ganz wichtig – darauf hat bereits Kollege Egger verwiesen – ist, dass es uns gelungen ist, eine Änderung im Gesetz einzubringen, was das Bausparen betrifft. Das Bausparen sollte als Möglichkeit vorgesehen werden, damit der Wunsch vom eigenen Heim möglich gemacht wird. Die Landesregierung hat letzthin in diese Richtung auch etwas beschlossen. Ich möchte die ehemalige Präsidentin des Wohnbauinstitutes zitieren, mit der ich in dieser Thematik auch längere Gespräche geführt habe. Grundsätzlich wäre in der ganzen Wohnbauproblematik oder Thematik einmal die Überlegung anzustellen, wie die sogenannte Mittelklasse noch mehr gefördert werden könnte. Ich weiß, dieses Gesetz ist gemacht worden, um auch die Mittelklasse zu fördern. Man müsste aber diesbezüglich vielleicht noch weitere Überlegungen anstellen. Laut der ehemaligen Präsidentin des Wohnbauinstitutes ist es gerade die Mittelklasse, die zum Teil höhere Steuern bezahlt und bei Förderungen sehr oft durch den Rost fällt. Deshalb müsste man die Überlegung anstellen, ob man von diesen Einkommensgrenzen nicht absehen könnte, die sozial Schwächeren nicht benachteiligt und sich einmal anschaut, wie sehr gerade jene benachteiligt werden, die ihre Steuern immer fleißig bezahlen. Heute ist der internationale Tag der Menschen mit Behinderung. Gestern haben wir einen diesbezüglichen Beschlussantrag behandelt. Heute wird ein weiterer Beschlussantrag zum sozialen Wohnbau für Menschen mit Behinderung behandelt werden. In diesem Bereich – dies habe ich bereits gestern gesagt – braucht es eine großzügigere Berücksichtigung vor allem auch dann, wenn es um – dies betrifft jetzt nicht unbedingt den für den Wohnbau zuständigen Landesrat, sondern das Ressort von Landesrat Theiner – Adaptierungsarbeiten und Umbauarbeiten für Menschen mit Behinderung gibt. Wichtig scheint mir auch, dass jene … Dies ist ein Passus, der auch vorgesehen worden ist. Es hat immer wieder Situationen gegeben, bei denen Ranglisten des Wohnbauinstitutes nicht unbedingt den wirklichen Bedarf widerspiegeln, weil Wohnungen zugewiesen worden sind, die den Leuten aus den verschiedensten Gründen nicht gefallen, und die die Wohnung deshalb abgelehnt haben. Jetzt ist vorgesehen, dass jene Familien, die eine Wohnung ablehnen, weil sie ihnen nicht gefällt, aus der Rangliste gestrichen werden und drei Jahre lang darum nicht mehr ansuchen können. Ich glaube, dies ist auch richtig. In der Vergangenheit hat es immer wieder negative Beispiele gegeben. Was die Zwangsversteigerungen anbelangt, ist darauf bereits Landesrat Tommasini eingegangen. Auch hier ist es ganz wichtig, dass es zu keinem Missbrauch kommt. Es ist natürlich klar, dass Menschen, die von Zwangsversteigerungen betroffen sind, in erster Linie bei der Zuweisung von Sozialwohnungen berücksichtigt werden sollen. In der Vergangenheit hat es allerdings immer wieder getürkte Zwangsversteigerungen gegeben. Diesbezüglich, glaube ich, muss man vermehrt darauf achten. - 12 - Es gibt auch Menschen, die aufgrund einer finanziellen Notlage ihrer Wohnung verlustig gehen. Deshalb finde ich es richtig, dass diese Menschen, die nicht aus eigener Schuld eine Zwangsversteigerung über sich ergehen lassen müssen, nach 20 Jahren wieder die Möglichkeit haben, eine solche Wohnung zurückzukaufen. Der diesbezügliche Änderungsantrag ist in der Kommission auch angenommen worden. Die Maßnahme für Notsituationen ist in der heutigen Zeit besonders wichtig. Immer mehr Menschen sind von Arbeitslosigkeit betroffen, haben keine Möglichkeit mehr, die Raten zu bezahlen und werden dann wiederum zu Sozialfällen. Deshalb ist es richtig, dass hier Möglichkeiten der Hilfe vorgesehen werden. Insgesamt ist es sehr schwierig, die Förderungen im Bereich Wohnbau so vorzusehen, dass nicht immer Schlupflöcher gefunden werden, damit kein Missbrauch betrieben werden kann. Gerade im Bereich Wohnbau hat es sich in den letzten Jahren und Jahrzehnten immer wieder gezeigt, dass Förderungen letzten Endes auch ausgenützt werden. Ich kann nur hoffen, dass die im Omnibus-Gesetz enthaltenen Artikel sich positiv auswirken und nicht zu weiterem Missbrauch Anlass geben. Das Omnibus-Gesetz beinhaltet mehrere Bereiche, und zwar nicht nur den Bereich Wohnbau, sondern auch jenen für Fürsorge und Wohlfahrt. Was diesen Teil anbelangt, ist es zu begrüßen, dass die Ungleichbehandlung von Teil- und Vollinvaliden beseitigt worden ist. Nachdem bei der Einführung der Pflegesicherung wichtige Dinge übersehen worden sind, hat sich herausgestellt, dass Teilinvaliden mehr an Beiträgen, mehr finanzielle Unterstützung erhalten haben als Vollinvaliden. Diese Ungleichbehandlung bzw. diese nicht gerechte Behandlung wird jetzt durch das Omnibus-Gesetz abgeschafft. Was das Transportwesen betrifft, Folgendes. Im Artikel 12 ist durch die Aufhebung der Absätze 3 und 4 vorgesehen, dass die finanzielle Voraussetzung geschaffen wird, eine Umschlaganlage in Sinich zu errichten. Ich begrüße dies natürlich, denn es hat von Seiten der Bevölkerung und auch von politischer Seite im Burggrafenamt immer wieder Anfragen und auch Ängste im Bezug auf die MEMC in Sinich gegeben. Da ist es natürlich wichtig, dass eine solche Umschlaganlage am Bahnhof geschaffen wird, um vor allem den Transport von Gefahrengut anders zu organisieren und eine Reduzierung des Risikos für die gesamte Bevölkerung herbeizuführen. Danke schön! SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Avevo richiesto che questo articolo, e chiamarlo articolo è veramente un'offesa alle istituzioni, fosse tolto dalla legge omnibus, perché è un disegno di legge specifico di modifica alla legge n. 13/98. Io non so perché è stato inserito in una legge omnibus e non so nemmeno perché si è fatto di un articolo unico un cambiamento ad una legge, quando per definizione ogni articolo di una legge riguarda una determinata situazione specifica, non riguarda tutta la situazione che può investire questo articolo quando si parte dai criteri di assegnazione, si arriva ai rapporti con i Comuni, agli espropri, alla quantificazione dei - 13 - costi, si arriva addirittura a discutere sull'esclusione dalle graduatorie, insomma si parla di tutto e di più, si fa una legge nella legge. Giusta o sbagliata che sia, non ritengo che questo sia il metodo che un'istituzione seria possa applicare per approvare a costruire una legge omnibus, quando una legge omnibus serve per cambiare alcuni passaggi di leggi in essere e non sicuramente per costruirne di nuove. Non può che esserci una critica pesante nei confronti di una metodologia istituzionale usata in questi termini, perché è lesiva di quello che può essere anche la presa di coscienza dei consiglieri che compongono quest'aula per la discussione di questo disegno di legge. In effetti fino adesso i colleghi che mi hanno preceduto e quelli che seguiranno dopo di me non hanno nemmeno affrontato gli altri articoli di questa legge, perché tutta l'attenzione è rivolta qua. Gli emendamenti sono rivolti qua, è ovvio che sia così, ma evidentemente qualcuno anche all'interno delle opposizioni non se ne vuole rendere conto o se ne rende conto solo fino ad un certo punto, per cui la maggioranza accetta questo tipo di omnibus e io non faccio altro che adattarmi a quello che i capigruppo hanno deciso all'unanimità fuori che dal sottoscritto. Mi spiace, perché penso che un contributo molto costruttivo poteva venire anche dai banchi dell'opposizione, quando delle persone che sono qui da diverse legislature, e devo dire che il collega Minniti che si è sempre interessato quasi esclusivamente a questo tipo di problematica aveva da dire la sua e magari potevo avere lo stesso interesse anch'io e qualcun altro, invece siamo posti nelle condizioni di dover ragionare nei termini delle condizioni poste dal regolamento. Entrando nel merito, sono convinto che si migliorino tante condizioni in essere, le quali hanno urgenza di essere poste legislativamente in atto, perché ci sono diverse centinaia di cittadini che le stanno attendendo, Ma se ne discutiamo oggi la colpa non è sicuramente nostra. Come ha ricordato l'assessore, anche l'anno scorso chiedemmo che dalla legge omnibus venisse tolta la parte relativa all'edilizia sociale. Sicuramente non chiedevamo che venisse ripresentata dopo un anno, perché qui c'è una grossa responsabilità da parte dell'assessorato. Non si doveva aspettare un anno per ripresentarla, si poteva ripresentare a gennaio o febbraio! Visto che era già nella omnibus dell'anno scorso, bastava estrapolarla e ripresentarla subito, magari aggiungendo alcune cose che comunque si sapevano, perché il fatto che ci fossero delle persone non in grado di pagare i mutui che andavano aiutare, lo sapevamo anche l'anno scorso. Tutto ciò che è in questo disegno di legge non sono emerse gli ultimi tre mesi, sono cose risapute da parte della Giunta provinciale e da parte nostra già l'anno scorso. Allora perché oggi c'è fretta? Certo che c'è fretta, ma colpevole, perché la cosa poteva essere pilotata in maniera diversa, perché avremmo potuto arrivare a gennaio, febbraio, marzo, diciamo giugno ad avere una legge organica sull'edilizia sociale in sostituzione della legge n. 13/98, come è in effetti questo articolo. La legge poteva essere discussa nei termini giusti di una legge sociale, che è forse la più importante di tutte le altre, e ragionata nei termini giusti. Invece si fa sempre una cosa di questo tipo. Capisco forse anche un attimo di inesperienza da parte dell'assessore, però andava fatto in maniera - 14 - diversa. E non è una critica che giunge dall'opposizione che si oppone, no, è una critica che ritengo giusta, perché alcuni passaggi della legge li ritengo giusti, ma non messi così. Non ci è neanche dato il tempo di dire ciò che pensiamo. E non è sicuramente allungando i tempi di intervento di dieci minuti che miglioriamo la situazione! Io ho solo un punto pesante che mi brucia nell'anima e che mi trova nella posizione di essere incartato politicamente, proprio perché questo disegno di legge ha dei passaggi positivi non mi sento di dire: buttiamola al macero, e scusatemi se la chiamo legge e non articolo, perché almeno ho il coraggio di chiamarla per quello che è. Non mi sento di buttarla al macero, perché ci sono centinaia di persone che la aspettano. Ma ci sono forse anche decine di impresari che l'aspettano? Ci sono anche forse sul libero mercato appartamenti che non possono essere venduti a nessun altro, che attendono di essere acquistati dall'Ipes e di conseguenza creare un circuito, come è stato creato forse ad hoc? Mi meraviglio che il comune di Bolzano, non è l'unico, ma il comune di Bolzano è quello più interessato a questa situazione, mi sono chiesto se il piano regolatore che non esiste ancora, vogliono far passare un "Masterplan" per il piano regolatore, ci riuscirà anche questa maggioranza così incerta del consiglio comunale a farcelo passare per tale agli occhi della popolazione per lo meno, agli occhi dei disperati anche, ma non sicuramente ai nostri, né sicuramente ai miei. Allora questo piano regolatore, caro Dello Sbarba, sta fermo 5 anni, e nel momento stesso in cui non è sbloccato, nel momento stesso in cui le casse della Provincia sono colme di quattrini da investire nell'edilizia sociale, e di questo siamo contenti, ci si presenta la possibilità di andare ad acquistare da privati che, caso strano, non stanno vendendo perché il mercato è fermo. Non è che qualche dubbio possa venire a qualcuno? Se uno non è sprovveduto qualche dubbio gli viene. Non sarebbe un processo indiziario se processo fosse. Tutto corrisponde come se fosse una regia che regola le sue pedine, che poi non ci vuole mica tanto a regolarle, basta muoverne un paio. Il Comune di Bolzano è fermo. C'è stata una regia, la si sblocca, la SVP non vuole che inquinino altre aree, siamo d'accordo tutti che meno aree si occupano meglio è, su questo non c'è dubbio, ma non esiste un piano organico che vada a ristrutturare tutti gli alloggi che ci sono, per esempio, nel centro storico. Ve ne sono tantissimi disabitati in centro storico. Perché non una politica atta a ripristinare ciò che già esiste, ciò che è cubatura fatta e ciò che avrebbe la ragione sociale d'essere per provare a riempire i centri storici che si stanno svuotando completamente dall'edilizia residenziale? Non c'è traccia di tutto questo, c'è la possibilità di andare a requisire alloggi da impresari privati. Ora non è una novità, è risaputo che qualche impresario privato, magari non solo a Bolzano, ha restituito addirittura caparre a privati cittadini che avevano acquistato un alloggio in costruzione per avere la casa libera. Questo succedeva due anni fa, ancora prima che il sig. Tommasini diventasse assessore. Quale magia occupata ci sta dietro, Tommasini manco lo sa, ammesso che ci sia, ma mi sembra strano che non ci fosse. Quale situazione melmosa ci troviamo a dover affrontare, con la scusa, la giustificazione che abbiamo cittadini che hanno bisogno, per cui più presi per il cuore, per l'anima, per - 15 - l'ideologia non si può. È questo ciò che incarta l'azione politica di chi comunque in quest'aula, al di là delle sue idee che possono essere condivise o meno, si muove in buona fede. E in buona fede non mi muovo solo io, sia chiaro, si muove anche Dello Sbarba sicuramente, la collega Klotz, i Freiheitlichen. Possiamo noi bloccare ciò che il cittadino chiede? Possiamo noi bloccare la fornitura di pane per il popolo affamato nel momento stesso che pensiamo che dietro quelle forniture di pane ci possono essere, come hanno fatto vedere a Napoli l'altro giorno, delle condizioni di "mafia" per la produzione del pane stesso? Dobbiamo dare da mangiare al popolo, questo è importante, ed ecco che questa regia sfrutta questo tipo di esigenza per mettere me nelle condizioni di non bloccare un disegno di legge, ma un ordine del giorno di 800 pagine è qua, potete venire a vederlo, e per farlo ci vuole un mese, è qua! Ma posso io presentare un ordine del giorno e bloccare la legge con tutta la gente che sta aspettando casa? Posso io evitare a questo punto che a qualcuno che vuole delle nuove regole per chi ha bisogno del pane, gli venga tolto perché Seppi vuole fare una politica contro una eventuale regia mafiosa che può starci dietro? Non lo posso fare! Mi avete talmente incastrato che sono nelle condizioni di una persona che non può muoversi. E questa è una suprema regia, è una condizione che va al di là di ogni ragionamento possibile, perché non riuscirei ad orchestrare in mala fede una situazione di questo tipo, a parte che non ci riuscirei comunque, nemmeno Hitchcock ci riuscirebbe, né Agatha Christie sarebbe capace di una fantasia di questo tipo. Loro sì, loro ci riescono e ti incarta anche l'ultimo assessore che arriva, perché erano abituati ad averne uno che non esisteva, però io mi permetto di dire queste cose, perché tutti quelli che c'erano la scorsa legislatura queste cose me le hanno sentite dire a lui in faccia, perché non parlo mai dietro la schiena. Adesso c'è qualcuno che sembra esistere. Attenzione però, che non Le diano in mano una polpetta avvelenata! Vede, assessore, i conti sono fatti. Noi abbiamo oggi, e lo stabilisce il suo assessorato, e io da tecnico dell'edilizia Le posso confermare che questi prezzi sono sicuramente adeguati, il costo provinciale di realizzazione oggi di un appartamento in un condominio che potrebbe configurarsi nell'ottica di una costruzione Ipes è di 1.320 euro al m². Lei mi fermi se mi sbaglio. Ebbene l'Ipes ha già oggi una legge che consente di acquistare da privati. Ma questo è giusto che ci sia, perché nel momento in cui l'Ipes all'interno di un condominio di 100 appartamenti ne avesse 90 o 80 e decidesse di acquistare gli altri 20 per avere in mano tutto il blocco, anche per una migliore gestione amministrativa ecc., fa bene a comperarli. Allora il prezzo di acquisto stabilito dall'Ipes, che non è più il prezzo di costo di costruzione, è al momento di 1.848 euro al m². Questi 500 euro sono la giusta differenza fra un prezzo di costo e un prezzo di vendita. E penso che 500 euro siano sufficientemente remunerativi per considerare l'imprenditoria edile sufficientemente remunerata nelle sue operazioni e sufficientemente premiata nei suoi rischi. Adesso a queste carte che sono sulla tavola se ne aggiungono delle altre, ed ecco le polpette che arrivano con le fialette avvelenate dentro. Si dice: "Se una casa di clima B venisse acquistata, si può pagarla il 25% in più, e arriviamo a 2.310 euro, quasi il doppio del prezzo di costo". Ora io non - 16 - ho fatto il conto, ma se io ho da spendere per comperare alloggi per il popolo una cifra X, costruisco 1000 alloggi, se li vado a comprare ne compro 600. Ora l'urgenza di questi 600, che è un'urgenza estrema, oltre 5000 domande, un'urgenza assoluta, improcrastinabile nella soluzione del problema, mi pone nelle condizioni di castrare gli altri 400. Ecco dove mi incartano! Mi impone nelle condizioni di pretendere, perché è un'operazione sociale, perdio, se una maggioranza, collega Tommasini, ha diritto di governare e di decidere, non ha il diritto di buttare via i soldi. Ed è compito delle minoranza verificare come si spendono i denari pubblici. Da questa analisi, con prezzi datici da loro, risulta che stiamo buttando via i soldi pubblici, perché se dove costruiamo possiamo fare 1000 e dove compriamo possiamo comperarne 600, buttiamo via 400 appartamenti ogni 1000, e questo è sperpero di denaro pubblico. A questo si aggiunge una seconda problematica di non irrilevante importanza in questa fase economica di recessione, il fatto che i soldi quando vengono spesi dal punto di vista sociale, devono essere spesi indirizzandoli alla soluzione dei problemi sociali. Abbiamo visto che il problema sociale della casa si risolve costruendo, non comprando, ma ce n'è un secondo. Abbiamo operai in cassa integrazione senza lavoro nell'edilizia. L'edilizia è il settore più sofferente di questa crisi. Allora questi 1000 alloggi invece che 600 se andiamo a costruirli riapriamo il fronte per centinaia di operai che lavorano in maniera diretta o indiretta nel settore edile. Se andiamo a comprare case fatte, andiamo solo a sottrarre ai privati i loro problemi, non sicuramente i nostri. Possiamo noi evitare di piantare nuove gru, dal momento che abbiamo le gru ferme perché non c'è lavoro? Possiamo spendere denaro pubblico andando a dare soldi a qualcun altro, quando abbiamo bisogno di dare nuova vitalità e nuovi fermenti all'edilizia e a settori che all'edilizia sono considerati a traino? Sono talmente logiche queste mie considerazioni, legate a calcoli matematici su basi di partenza che non sono inventate da me ma sono quelle che ci date voi e che devo anche considerare credibili per il mio impegno da 37 anni quale artigiano dell'edilizia. Sono dati sicuramente credibili. Come possiamo pensare che dietro di questo non ci sia una regia? Come possiamo pensare a quali siano le conseguenze di questo stato di fatto? Possiamo pensare che chi ha venduto a 4.000 euro al m² come minimo possa oggi rivendere a 2.300 euro all'Ipes? Facciamo questa analisi, verifichiamo questo, perché è da sempre che i governi nazionali, provinciali e comunali non si interessano di quanto siano i reali costi, le vere speculazioni che stanno dietro al settore casa, bene fondamentale e necessario. Faccio un esempio, assessore. Se qualcuno compra un terreno in via Defregger, via Weggenstein o via Fago, costruisce una palazzina e la vende a 25.000 euro al metro, io me ne frego, perché non devo andare ad abitare in via Fago. Lo considero un gioiello di Cartier, chi se lo può comprare se lo compra! Non mi interessa quanto ha guadagnato Cartier, perché non è un bene necessario ciò che vende, per cui se qualcuno lo vuole comperare e pagarlo 26 milioni di euro, sono affari suoi. Quell'impresario ha fatto bene i suoi conti, si è ingrassato e mi sta bene. Ma quando si va in via Similaun, in via Resia, in via Piacenza, via Bassano del Grappa, si - 17 - va a costruire per la povera gente, per gli operai, per gli impiegati, per quelli che sono soffocati da mutui per intere generazioni. E poi tranquillamente diciamo che questi che hanno venduto a 4.000 euro al metro, adesso vendono a 2.300 euro? Ma quanto ci hanno guadagnato? Ma quanta gente hanno messo a lavorare perfino di notte per pagare i debiti che non riuscivano a pagare? E io ho visto mio padre. Mi animo quando penso a queste situazioni, sto male dentro. Io non sono un sovietico, sono convinto che un impresario debba guadagnare! Il 20%, il 25%, ma non posso pensare che affami le famiglie! Non posso pensare che se vende a 2.300 euro e non ci rimette, quando ha venduto a 4.000, magari con il 20% in nero, perché lo sappiamo tutti, non abbia affamato il popolo! Questa è la prova provata. Allora il messaggio che esce da un'operazione di questo tipo è: non comprate più! Come si fa a comprare a 4.000 euro quando si vende a 2.300 euro, che sono già remunerativi? Come si fa a pensare che uno possa guadagnare 100% su un bene necessario come la casa venduta ad operai e impiegati? Come si fa ad accettare una situazione di questo tipo? Nessuno ne parla, tutti in silenzio. Abbiamo i giornali, abbiamo le televisioni, non mi riferisco a Berlusconi, basta stare qua in Alto Adige! Io sono scandalizzato da questi concetti, perché se qualcuno ha scritto "25% in più" è perché quel 25% deve averlo concordato con qualcuno, non se l'è inventato di notte! E se non l'ha inventato Tommasini, l'ha inventato chi c'era prima di lui, non l'assessore che l'ha preceduto, che non esisteva, qualcun altro! Il 25% è un calcolo fatto a tavolino con qualcuno. Voglio sapere chi è. Lo chiedo ufficialmente, a nome non solo mio, ma del popolo, dei Verdi, perché anche loro lo vogliono sapere. Vogliamo sapere prima della fine della discussione generale, assessore Tommasini, perché c'è il 25% in più, perché non il 27%, o il 14% o il 7,5%? Perché è casa clima B? Se sono tre anni che non si può neanche avere la licenza edilizia se non è casa clima B? Siamo impazziti?! Ci rendiamo conto che stiamo scrivendo anche legislativamente delle fesserie? Se non ci danno la licenza edilizia se non è casa clima B, allora io non posso assumere un autista di camion il quale mi chiede poi 500 euro in più solo perché ha la patente! Se non avesse avuto la patente non l'avrei assunto come autista. Questo 25% assessore chi glielo ha detto? Perché vede, è importante saperlo, perché se glielo ha detto qualcuno significa che ha trattato già con qualcun altro, ma se ve lo siete inventati voi, cosa che non credo perché non avete così tanta fantasia, è grave, perché significa che considerate remunerativo che un'impresa vi vende una casa Clima B a 2.300 euro al metro. Se questo lo considerate remunerativo, come potete assistere allo sconcio di chi la vende a 5.000 euro al metro agli operai delle Acciaierie standovene seduti sulle vostre poltrone? Me lo dovete dire, perché c'è un'inerzia totale da parte di una classe politica. Io lo chiesi 12 anni fa, assessore, lo chiesi perfino in Comune di Bolzano. Quando un impresario chiede una licenza edilizia per una zona popolare, intendendo come tale ciò che non è Gries e centro storico, si deve impegnare a vendere gli appartamenti a tot euro al metro quadro, perché visto che noi siamo capaci di fare i conti di quanto costa, 1.300 euro, i costi di quanto compriamo, 1.800 euro, adesso ci mettiamo il 25% in più che non sappiamo da che parte arriva, significa - 18 - che sappiamo tutto, allora sapevamo anche quanto guadagnavano quando vendevano a 5.000 euro al metro. Allora quando chiedevano la licenza edilizia in via Resia, in via Similaun, dovevamo anche dire loro che quel condominio costava 1.300 euro al metro. Io ti do licenza edilizia se c'è un impegno scritto che lo vende a 2.300 euro al metro, mettendo il costo del terreno, altrimenti non te la do. Ecco l'operazione sociale che viene da destra, che viene da sinistra, è questa, perché non c'è più destra o sinistra! Tu hai bisogno di me, Comune, per avere la licenza edilizia, bene, io te la do, ma tu con un diritto pubblico che ti concedo non affami il popolo. Tu devi avere il tuo giusto guadagno, questo è chiaro, se vuoi chiedere il 300% vai a costruire in via Fago, non in via Similaun, non in via Resia, perché il popolo non si affama con i mutui, e non è sicuramente dicendo oggi, assessore, diamogli una mano perché c'è recessione, per un anno a pagare il mutuo che ci si lava la coscienza come Ponzio Pilato, perché ci sono famiglie che comunque non avranno la faccia di venire a chiedere nulla, perché hanno la dignità di mangiare pane e sardine ma non di chiedere un aiuto ad un ente pubblico che non ha fatto mai il suo dovere. Che avrebbe dovuto concedere licenze edilizie imponendo un certo tipo di trattamento ai cittadini. E questi sono aspetti sociali che non si possono discutere in una legge omnibus, perché tocca tutti noi che siamo figli di operai. E mi sembra che Lei non sia un liberale nelle Sue origini politiche, quindi cerchi di non diventarlo, perché non siamo qua a fare la politica degli impresari ma della povera gente coniugando negli interessi della povera gente anche il giusto diritto dell'impresario di avere un giusto tornaconto, non di affamatore di popoli. Allora io voglio una risposta precisa, decisa e convincente, perché questo documento è sempre presente, 850 pagine da consegnare e tradurre. Voglio sapere da dove viene fuori quel 25% documentato, perché siamo curiosi di saperlo. E non vogliamo che ci sia dubbio alcuno sul fatto che le trattative sono già state fatte, sul fatto che queste percentuali siano frutti di ovvi tavoli, nei quali da una parte c'era qualcuno, e non ritengo ci fosse stato Tommasini, e dall'altra c'era qualcun altro che rappresentava un certo tipo di categoria verso il quale va tutto il mio rispetto, perché qualsiasi imprenditore lo merita, perché è ovvio che un imprenditore faccia fino in fondo ciò che è nel suo interesse, ma è altrettanto ovvio ed evidente che deve esserci anche una classe politica che governa e che non concede a qualcuno di fare ciò che vuole quando si tratta di affamare il popolo. Mi sembra che lo Stato abbia fissato dei criteri di quanto deve costare il pane comune, a parte che a Bolzano non si trova da nessuna parte, altri affamatori del popolo. Chiude un tabacchino, apre un rivenditore di pane a 9 euro al chilo! Costa più delle bistecche ormai, e la Provincia non fa niente! E chi si mette contro i Franziskaner, i Lemayr? E non fatemi fare altri nomi. Oggi a vendere il pane si guadagna di più che vendere oro. Poi se il pane diventa vecchio, si fanno canederli, quindi si è trovato anche il sistema per non buttare via niente. Allora, siccome i canederli non si fanno con i ruderi di via Resia, ma quelle case qualcuno deve pur comprarle, io penso che voi non siate il salvagente, penso che questa polpetta avvelenata non ve la debbano dare da mangiare, perché voglio ancora credere in coscienza che l'assessore all'edilizia - 19 - sociale sia ancora in perfetta buona fede in questa situazione. In qualcosa devo pur credere e sperare. Però voglio una risposta, assessore, e mi auguro che sia credibile, perché noi non possiamo avere dubbi di questa natura, e i dubbi che ho io sono quelli che ha la gente, che ha un sistema, sono i dubbi che ci sono in circostanze che inevitabilmente ci mettono nelle condizioni di pensar male. Ci tolga almeno quel dubbio che riguarda Lei, perché quello che riguarda gli altri mi rimane dentro finché vivo. Ne ho passati troppi di momenti in quest'aula per non capire che quei dubbi, a volte sono anche certezze, mi rimangono. Lei non mi deve togliere i dubbi che riguardano altri, mi deve togliere dubbi che riguardano il Suo assessorato. Sono convinto che ci riesce, ci provi perché per noi è importante. Voglio concludere il mio intervento, anche perché il mio tempo è finito, e chiedo un'altra cosa. Perché si può considerare che nel comune di Bolzano non ci siano aree costruibili? Forse che l'ha scritto il Padre Eterno che il cuneo verde non si può toccare? Forse che l'ha scritto il Padre Eterno che la terra fra via Resia e Ponte Adige debba rimanere come è? O l'ha scritto solo il servilismo politico che quelli che sono in giunta comunale, e mi auguro che non sia così anche qua, come sempre è stato comunque in passato, siano servi solamente dei vicesindaci, perché i vicesindaci sono della SVP? Io mi auguro che si possano avere anche lì delle risposte, ma non possono essere date in quest'aula, bisogna darle in un altro consesso istituzionale. La ringrazio per la risposta che non voglio subito. Le lascio il tempo di riflettere. VORSITZ DES PRÄSIDENTEN: Dr. DIETER STEGER PRESIDENZA DEL PRESIDENTE: PRÄSIDENT: Das Wort hat der Abgeordnete Pöder, bitte. PÖDER (UFS): Der große Brocken in diesem Gesetzentwurf sind natürlich die Wohnbauförderung und die dazugehörenden Änderungen. Es ist eine sehr umfassende Änderung, die hier vorgenommen wird, aber einige wichtige Bereiche, wie wir bereits in der Kommission und auch in Gesprächen mit zuständigen Funktionären des Wohnbauressorts klären konnten, müssen jetzt oder in absehbarer Zeit angegangen werden, um bestimmte Mängel und fehlende Bereiche im Wohnbauförderungsgesetz auszugleichen. Wenn wir hier zum Beispiel auch die in der Kommission kurz andiskutierte Frage der nicht verheirateten, sondern zusammenlebenden Paare angehen, dann wissen wir, dass dies im gesamten Wohnbauförderungsgesetz geregelt, aber in diesem Teilbereich, der hier angegangen wird, noch nicht genannt ist. Es wäre sinnlos zu sagen, dass wir es hier nicht einfügen, wenn es in allen anderen Bereichen schon entsprechend geregelt, bereits Grundlage des Gesetzes ist und bereits seit Jahren angewendet wird. Dies wäre in diesem Bereich sinnlos. - 20 - Was andere Fragen betrifft, konnten einige Klärungen auch in der Kommission vorgenommen werden. Was vor allem sehr interessant ist, ist die Frage des Mietkaufes, den ich kurz beleuchten möchte. Wir streichen hier wieder den Begriff "Leasing". Dieser Teilbereich wurde in den Gesetzentwurf eingefügt, um zu sehen, ob man diesbezüglich bis zur Plenarsitzung vielleicht eine bessere Formulierung, einen geeigneten Ausdruck findet. Ich denke, dass, wie ich bereits in der Kommission gesagt habe, der Begriff "Leasing" durchaus irreführend sein kann, denn wenn wir den "Mietkauf" vorsehen, dann muss er für die betreffenden Bürger einen Vorteil, unter Umständen auch steuerlicher Natur, bringen. Ein "Leasing" bringt, streng genommen, für den Privaten keinen steuerlichen Vorteil, weil es eine Kaufmöglichkeit für Betriebe ist, um steuerschonend vorgehen zu können. Für Private im Wohnbausektor ist der Begriff "Leasing" nicht unbedingt verwendbar, aber wir haben auch darüber geredet, ob man die Frage des Mietkaufes auch extensiver regeln könnte. Im privaten Sektor ist der Mietkauf nicht so üblich wie zum Beispiel in Österreich, denn dort ist es im privaten Sektor mittlerweise sehr üblich geworden, Wohnungen im Mietkaufwege zu erwerben, damit unter dem Strich – der Vorteil ist evident – die Miete, die ich bezahle, nicht "verloren" ist, sondern letztlich eine Rate in irgendeiner Form darstellt, um ein Haus oder eine Wohnung zu kaufen. Mit den Änderungsanträgen wird versucht, einen anderen Weg zu gehen. Man versucht es allerdings mit verschiedenen Ansätzen auch im Bereich der Mehrheit, muss ich feststellen, und mit verschiedenen Ansätzen, nämlich in Form von Änderungsanträgen von Seiten einiger Abgeordneten und von Seiten der Regierung, des zuständigen Landesrates. Hier geht man mit unterschiedlichen Ansätzen vor. Man will den Mietkauf zwar regeln, aber man versucht auch eine steuersparende Möglichkeit zu finden, was nicht sehr einfach sein dürfte. Wenn, dann müssen wir bei einem echten Mietkaufsystem bleiben. Wir müssen dieses echte Mietkaufsystem einführen, denn ein unechtes, um es so zu formulieren, könnte später auch zu steuerlichen Problemen der Käufer führen. Wenn wir zum Beispiel ein Mietkaufsystem einführen, bei dem eine bestimmte, eine hohe Anzahlung getätigt wird, um die Steueraspekte für die Betreffenden auszuschalten, dann ist es nicht sicher, ob es dann letztlich auch von den Steuerorganen als Mietkaufsystem oder nicht einfach als ganz normaler Erwerb eines Hauses nicht im Mietkaufwege, sondern im Kaufwege gewertet wird, in dem ich eine größere Anzahlung leiste. Es muss dann schon ein reguläres Mietkaufsystem sein, das auch von der Steuerbehörde, um es einmal so zu sagen, als solches gewertet wird. Ich verstehe zum Beispiel die Änderungsanträge – ich habe diesbezüglich mit den Einbringern bzw. zumindest mit einer Einbringerin gesprochen - des Abgeordneten Steger und der Abgeordneten Stocker so, dass man versucht, eine Möglichkeit zu finden, um dieses System steuerschonend umzusetzen. Ich bitte dies zu bedenken. Es wäre natürlich wunderbar, wenn man diese Möglichkeit hätte. Das System des Mietkaufes würde, erstens, auf den Kopf gestellt, und, zweitens, man würde hier, soweit ich es verstanden habe, - 21 - mit einer größeren Vorauszahlung operieren, aber die Frage ist für mich, ob wir dann nicht den Boden des Mietkaufes verlassen. Die Frage für mich ist dann auch, ob es die Steuerbehörde auch so sieht, dass letztlich eine Mietkaufgeschichte daraus wird, oder ob sie sagen, dass hier zwei Dinge vermischt werden und unter dem Strich die Steuern dann doch, wie bei einem ganz normalen Mietkaufvorgang zu bezahlen sind. Ich weiß jetzt nicht, ob wir das System nicht so weit verkehren, dass es dann auch innerhalb aller anderen Bereiche des Wohnbauförderungsgesetzes geändert werden müsste. Ich bin diesbezüglich zwar nicht dagegen, aber etwas skeptisch. Wenn es hier zwei verschiedene Ansätze gibt, zum einen jenen im Gesetz und auch jenen der Regierung, und auf der anderen Seite den vorgeschlagenen Weg, dann frage ich mich, welcher dann letztlich nicht um des Rechthabens willen, sondern für die betroffenen Bürger, die unter dem Strich Ratenzahlungen mit den Mieten vornehmen, der beste Weg ist. Auf jeden Fall ist dieses System grundsätzlich und die Tatsache einmal richtig und positiv, dass wir dies natürlich erweitern. Es ist auch grundsätzlich richtig und positiv, dass man im Rahmen der Kommission und darüber hinaus versucht hat, diese Diskussion anzustoßen. Was ich in diesem Zusammenhang noch anmerken möchte, ist unter anderem, dass auf Vorstoß des Kollegen Egger und der Präsidentin der vierten Kommission versucht wurde, eine weitergehende Regelung oder eine klarere Definition des Bausparens als zusätzliche Förderung vorzunehmen. Dies halte ich für sehr, sehr wichtig, denn es sind alles Bereiche, die einen Eigenheimerwerb zu einem bestimmten, noch tragbaren Preis, zu bestimmten tragbaren Konditionen ermöglichen würden und die Bereitstellung entsprechender Mittel bei den heutigen Immobilienpreisen, wie wir sie in Südtirol feststellen können, überhaupt noch möglich machen. Grundsätzlich halte ich eine ganze Reihe der Änderungsanträge von Seiten der Landesregierung, wie sie vorgeschlagen wurden, für richtig. Auch bei den Änderungsanträgen, die jetzt vorgelegt werden, halte ich es für durchaus akzeptabel und sinnvoll, wenn man auch die unbebauten Flächen erwähnt, weil dies eine ganz andere Erweiterung der gesamten Materie mit sich bringt. Grundsätzlich, wie gesagt, kann man dem weitgehend zustimmen, denn ich bin auch der Meinung, auch wenn wir in der Fraktionssprechersitzung darüber diskutiert haben, dass es ein sehr langer Artikel ist und dass man ihn aufteilen sollte; das stimmt alles und ist schon richtig. Man sollte in Zukunft vielleicht für so etwas einen eigenen Gesetzentwurf vorlegen, der auf mehrere Artikel aufgeteilt ist, denn dann würde man sich auch leichter tun. Im gesetzgeberischen Sinn wäre es dann interessanter, hier im Plenarsaal über die einzelnen Änderungsanträge zu einzelnen Artikeln zu diskutieren, um nicht gegebenenfalls sinnvolle und richtige Anträge zu übersehen. Wenn wir bei einem einzigen Artikel 50 Änderungsanträge haben, über die gemeinsam diskutiert wird, wird es zwangsläufig vorkommen, dass man durchaus sinnvolle Änderungsanträge von Abgeordneten nicht unbedingt so eingehend diskutieren kann wie es angebracht wäre. - 22 - Eine Aufschiebung der Änderungen des Wohnbauförderungsgesetzes, gegebenenfalls eine Rückverweisung an die Kommission und eine Neuvorlage mit einem eigenen Gesetz, wie es angesprochen wurde, halte ich für nicht unbedingt sinnvoll, denn die Maßnahmen – es besteht jetzt keine absolute, unmittelbare Dringlichkeit dafür – sollten umgesetzt und auf keinen Fall mehr auf die lange Bank geschoben werden. In diesem Sinne habe ich in der Generaldebatte den Grundansatz, das Grundsystem, das dahinter steckt, nämlich auf der einen Seite die Einführung des Mietkaufes und auf der anderen Seite die Berichtigungen, die Korrekturen in anderen Bereichen, wie zum Beispiel die Frage der zusammenlebenden Paare, angesprochen. Dass hier diese Änderungen vorgenommen werden, ist durchaus korrekt. Ich möchte noch einen Bereich kurz anzusprechen. Es sind dies die kleinen Bereiche, wenn wir es so wollen. Es ist durchaus gut und positiv anzumerken, dass der Streichungsantrag, den ich – Kollege Egger hat einen gleichen Streichungsantrag vorgelegt – zu den Hubschrauberlandeplätzen eingebracht habe, genehmigt wurde. Dies betrifft jetzt nicht den Bereich des Wohnbaues, sondern jenen betreffend die Hubschrauberlandeplätze. Mein Streichungsantrag ist genehmigt worden und der gestrichene Passus ist mittlerweile nicht mehr eingebracht worden, soweit ich es gesehen habe. Man hat akzeptiert, dass ihn die Kommission gestrichen hat, und dies halte ich für gut. Diese beiden Anträge wurden mehr oder weniger auch von der Mehrheit unterstützt, weil man dahinter keinen Sinn sah. Das andere – es mag eine Kleinigkeit sein -, das für mich immer noch vielleicht eine bessere Formulierung bräuchte, ist der Absatz 1 des Artikels 11 – der Absatz 2 betreffend die Hubschrauberplätze und -Flüge wurde ja gestrichen -, der eine Änderung der Inspektionsdauer für Einseilumlaufbahnen und Skilifte vorsieht. Dies mag jetzt nicht so spektakulär erscheinen, aber es gibt sehr viele dieser Anlagen. Es sind vor allem die kleinen, älteren Anlagen, wie wir auch in der Kommission gehört haben. Hier steht, dass die Funktionsinspektionen auf Einseilumlaufbahnen und Skiliften alle vier Jahre durchgeführt werden können. Dies kann durchaus sinnvoll sein. Wir haben die entsprechende Erklärung auch erhalten, aber es handelt sich hier um weitestgehend ältere Anlagen. Auf der einen Seite sagt man, dass die Anlagen in Südtirol ohnehin sehr häufig inspiziert würden und der Sicherheitsstandard deshalb sehr hoch sei, auf der anderen Seite hat man uns aber erklärt, dass man durch diese Verlängerung die übertriebene Inspektionstätigkeit, die für die Betreiber der kleinen Anlagen mit hohen Kosten verbunden ist, etwas einschränken würde. Das kann ohne weiteres so angehen, trotzdem halte ich diesen Artikel immer noch für etwas ungenau formuliert, denn hier steht, dass für Einseilumlaufseilbahnen und Skilifte die Funktionsinspektionen alle vier Jahre durchgeführt werden können. Ich habe vorgeschlagen, dass bei Einseilumlaufbahnen und Skiliften die Frist laut Absatz 1 für Funktionsinspektionen und -prüfungen auf höchstens vier Jahre ausgedehnt werden kann. Ich würde dies nicht so allein stehen lassen, sondern nur klarstellen, dass mindestens alle vier Jahre inspiziert werden muss und nicht, dass alle vier Jahre inspiziert werden - 23 - kann. Ich verstehe schon, was damit gemeint ist. Man meint damit, dass die Inspektionsintervalle nicht zwei Jahre betragen, sondern auf vier Jahre ausgedehnt werden können, aber so genau steht es hier nicht drinnen. Wenn, dann müsste man auf den Absatz 1 Bezug nehmen, in dem die zwei Jahre vorgesehen sind, und dann sagen, dass die Intervalle bei den Einseilumlaufbahnen und Skiliften auf maximal vier Jahre ausgedehnt werden können. Dies wäre nur eine kleine Korrektur, die aber zum besseren Verständnis und auch zu einer korrekten Gesetzgebung führen würde. Im Übrigen wird man sehen, wie die Diskussion in diesem Zusammenhang gerade mit der Wohnbauförderungsstruktur geführt werden wird und ob es bei den unterschiedlichen Zugängen, die hier sind, auf der einen Seite von Abgeordneten der Mehrheitsfraktion und auf der anderen Seite von der Landesregierung, eine Einigung gibt oder welcher Zugang zum gesamten Mietkaufsystem dann letztlich die Mehrheit erhalten wird. Danke schön! KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Jeder und jede von uns hat sich in den letzten Jahren immer wieder mit Problemen befasst, die sich gehäuft haben, wie beispielsweise mit Fällen von Zwangsversteigerungen, bei denen Familien plötzlich auf der Straße gestanden haben und es keine Möglichkeiten mehr gab, das Eigentum zu halten, in welcher Form auch immer bzw. das frühere Eigentum zu nützen. Es besteht absoluter Handlungsbedarf, dass man die Möglichkeit schafft, dass im Falle solcher Zwangsversteigerungen das Wohnbauinstitut die Wohnung oder das Haus ankaufen kann und dem praktisch Besitzlosen, der für die Familie dieses Heim erworben hat, die Möglichkeit bietet, als Mieter weiterhin darin zu verbleiben und der Kaufpreis als Miete verrechnet wird. Diesbezüglich gibt es wirklich Handlungsbedarf, aber, wie gesagt, man sollte es nicht zu sehr erleichtern. Vor allen Dingen hängt damit auch die Verantwortlichkeit der Banken zusammen, denn auch dies ist ein Punkt, bei dem das Land natürlich nicht eingreifen kann, aber man kann durch entsprechende Mitteilungen, durch entsprechende Hinweise dafür sorgen, dass die Banken ihren Teil der Verantwortung übernehmen. Vielleicht ist dies aber bereits mit den Engpässen, die die Banken in den letzten Jahren selber erlebt haben, geschehen. Das zum einen. Absoluter Handlungsbedarf besteht sicher auch in der Berechnung des Einkommens für Mieter von Institutswohnungen. Auch dieses Problem, dieses Anliegen hat sich gehäuft. Dadurch, dass bisher ein Mittelwert der letzten zwei Jahre berechnet wurde, wenn man über das Familieneinkommen Rechenschaft abgeben musste, ist ein ganz anderer Wert als der reale herausgekommen. Solche Familien – es handelt sich meistens um Empfänger von Sozialrenten oder des Lebensminimums – konnten sich nichts ersparen, was bedeutet, dass von dem, was früher einmal an monatlichem Einkommen vorhanden war, plötzlich weniger da war und die Miete doch laufend gezahlt werden muss. Ich frage mich, aus welchem Einkommen? Auch hier gilt es Maß zu halten, denn wie bereits hier angedacht wurde, sollte man das Ganze nicht zu sehr vereinfachen, dass jemand sagt, ihm könne eh nichts passieren, deshalb suche er darum - 24 - an, dass das Verfahren beschleunigt und dann ein anderer Berechnungsmodus herangezogen würde. Wir haben erst in der letzten Woche aus Berichten, Zeitungen und Fernsehen gehört, wie viele Mieter des Wohnbauinstituts die Mieten nicht bezahlen. Irre ich mich oder waren es 2.000 oder sogar noch mehr? Herr Landesrat Tommasini, Sie haben es sicher besser in Erinnerung. Ich habe über die Anzahl derer, die in Institutswohnungen leben und die Miete nicht bezahlen, gestaunt. Auch dies sollte nicht der Fall sein, denn es gibt sehr, sehr viele Familien, die sicherlich noch ärmer dran sind, aber alles tun, um einigermaßen schuldenfrei zu sein. Und da, denke ich, wird vieles schon auf die leichte Schulter genommen. Absolut richtig und wichtig ist der Versuch, die Ausweisung von neuem Grünland zu verhindern, indem man Anreize schafft dort, wo es bereits bestehende Kubatur gibt, diese zu sanieren bzw. zu nützen, von mir aus auch zu erweitern, wo es wirklich einen Sinn hat und wo es nicht den Ensemble- oder Landschaftsschutz stört. Es ist auch wichtig, dass Gesetze eingehalten werden, was die Mindestabstände anbelangt, denn dies ist eine absolute Priorität. Ich gebe dem Landesrat vollkommen recht, dass man hier sofort tätig werden muss. Wir haben gesehen, dass alle anderen Anreize zu wenig waren bzw. nicht dazu geführt haben, dass leerstehende Wohnungen vermietet oder dem Institut für geförderten Wohnbau oder dem Wohnbauinstitut zur Verfügung gestellt werden. Hier besteht immer noch die Angst der Eigentümer, dass sie nur mehr eine beschränkte Verfügbarkeit über diese Wohnungen haben, wenn sie sie über das Wohnbauinstitut vermieten bzw. wenn sie sie einmal aus der Hand lassen oder wenn sie sie an Leute vermieten, von denen sie nicht wissen, ob sie dann nicht jahrelang mit gerichtlichen Verfahren eingedeckt werden, weil auch dies, leider Gottes, der Fall ist, und dass man zuerst aushandelt. Wir wissen, dass oft ein Teil der Miete schwarz bezahlt wird, der dann einfach nicht mehr gezahlt wird, sodass der Eigentümer die Wohnung kündigt und dann der Mieter die Justiz in Bewegung setzt. Hier eine Möglichkeit zu finden, Anreize zu schaffen, bestehende Kubatur zu nützen, ist wirklich ungeheuer wichtig, wenn wir eine weitere Zersiedelung der Landschaft vermeiden wollen. Diesbezüglich muss man tätig werden und der Landesrat hat sich bemüht, hier endlich anzusetzen. Das Recht auf Wohnung ist ein Grundrecht und hat einen hohen Stellenwert in jeder Verfassung eines zivilen Staates, eines Staates, der auf die Grundlagen der sozialen Marktwirtschaft setzt. Insofern sind hier die Anpassungen wichtig und auch richtig. Die Gesellschaft hat sich in den letzten zehn Jahren stark verändert, gerade was die sogenannten Ein-Mann- oder Ein-Frau-Haushalte, um nicht zu sagen Single-Haushalte anbelangt. Die Ehescheidungen nehmen zu und dem muss man Rechnung tragen, wenn man dem Recht auf Wohnung das Gewicht beimisst, das es in einer sozialen Gesellschaft hat. Soweit zum Wohnbau, was den größten Anteil dieses Omnibus-Gesetzes ausmacht. Wir haben immer noch die Auskunft vom früheren Landesrat Cigolla im Hinterkopf, der gesagt hat, dass es in Bozen 2.000 leerstehende Wohnungen gebe. Ich - 25 - und auch die Freiheitlichen haben dazu eine Anfrage eingebracht. Überall dort, wo es darum geht, weniger Bürokratie zu haben, nämlich wo die Verminderung von Bürokratie möglich ist, ohne dass man deshalb neue Schlupflöcher schafft, ist dies angebracht. So ist es sicherlich auch in der Vereinfachung von Prozeduren, dass man vor allem für schnellere Abläufe sorgt, gerade wenn es um Neubewertungen von sozialen Härtefällen und um Rekurse geht, dass Entscheidungen viel schneller gefällt werden können und dadurch auch schwerfällige Kommissionen abgeschafft werden. Dies teilen wir und diese Politik, nämlich die Beschleunigung der Verfahrensabläufe, unterstützen wir. Wichtig ist auch die Absicherung des Ehrenamtes. Artikel 6 sieht die Einrichtung eines Garantiefonds durch die Landesregierung vor, um Härtefälle zu vermeiden oder zu vermeiden, dass ehrenamtlich Tätige mit ihrem eigenen Eigentum haften. In den letzten Jahren haben wir in diesem Zusammenhang einen berühmten Fall gehabt. Auch hier wird man tätig, auch hier gibt es Handlungsbedarf, weil wir gesehen haben, dass immer mehr Leute es sich überlegen, ob sie eine ehrenamtliche Verantwortung übernehmen, wenn diese Unsicherheit besteht, und wissen wollen, für welche Fälle sie abgesichert sind. Dass man das Ganze an eine Versicherung knüpft, ist in Ordnung, denn Leichtsinn soll es nicht geben und es soll nicht zu Leichtfertigkeit führen. Das ist schon richtig. Die Anpassungen im Bereich der Zivilinvaliden und was minderjährige Behinderte anbelangt, sind ein langes Anliegen. Wir wissen, wie oft wir diese nach langen Verhandlungen mit der Landesregierung aus den Haushaltsgesetzen gestrichen haben, und dass es irgendwann geregelt werden musste, war auch klar. Insofern besteht auch hier absoluter Handlungsbedarf. Was den Bereich der Sanität anbelangt, Herr Landesrat, so wissen wir, dass es wohl keine Omnibus-Gesetze und kein Haushaltsgesetz gibt, in denen nicht auch ein Artikel der Sanitätsgesetze abgehandelt, verändert wird. Jetzt hat es wahrscheinlich einen Probelauf gegeben, was die Zusammenfassung der sogenannten früheren Sanitätseinheiten anbelangt. Manche in der Sanität Beschäftigte sagen, dass sich dadurch nicht viel verändert, nicht viel verbessert habe. Könnten Sie und dies bitte erklären? Es wäre wichtig zu wissen, was diese eineinhalb Jahre, oder wie lange es nun her ist, dass es eine einzige Sanitätseinheit gibt, tatsächlich gebracht haben. Dass man jetzt Verdoppelungen streicht und Verwaltungsabläufe vereinfacht, ist auch in Ordnung. Natürlich ergibt sich die Frage nach der Effizienz; das ist ganz klar. Wir wissen, dass der Gesundheitsbereich ein Viertel des gesamten Budgets des Landes und dieses Mal sogar etwas mehr ausmacht, wenn ich richtig informiert bin. Insofern geht es vor allem Dingen um die Effizienz. Dort, wo gespart werden muss, wird irgendwo ein Loch aufgerissen werden. Es sollte aber nicht gerade dort fehlen, wo es um die Qualität für den Patienten geht. Wenn es um die Vereinfachung von Prozeduren geht, vor allen Dingen, dass es nicht so ist, dass mancher Funktionär im Sanitätswesen meint, dass die Inventarisierung etwas Wichtiges sei, dass die Berichte sehr, sehr wichtig seien und dass, - 26 - sagen wir, alles in der Buchhaltung ganz genau stimmen müsse, dann ist es bis zum Schluss natürlich eine Preisfrage. Die Qualität muss stimmen und die Ärzte dürfen nicht den Eindruck haben, dass die Schreiberei ebenso wichtig ist wie die Zeit, die man mit den Patienten als solchen verbringt. Was die anderen Artikel anbelangt, werden wir dann genauer sehen. Es gibt dazu eine ganze Reihe von Änderungsanträgen auch von Seiten der Landesregierung. Dass man ein eigenes Gesetz für die Änderungen im Wohnbausektor hätte machen können, stimmt, und dass es wahrscheinlich nicht langsamer gegangen wäre, stimmt wohl auch. Im diesem Omnibus-Gesetz sind viele, viele Bereiche zusammengefasst worden. Grundsätzlich, was die notwendigen Anpassungen im Bereich des geförderten Wohnbaues, was den Bereich vor allem der Mietenregelung und der Rekursmöglichkeiten betreffend Wohnbauinstitut anbelangt, sind wir überzeugt, dass es wirklich höchste Zeit war, diese Änderungen vorzunehmen. DELLO SBARBA (Gruppo Verde – Grüne Fraktion – Grupa Vërda): Essendo la materia complessa e avendo 30 minuti a disposizione non vorrei dividere il mio intervento. Chiedo di poter farlo nel pomeriggio. PRÄSIDENT: Auf Antrag des Kollegen Dello Sbarba unterbreche ich die Sitzung bis 15.00 Uhr. ORE 12.46 UHR ---------ORE 15.06 UHR (Namensaufruf - Appello nominale) PRÄSIDENT: Die Sitzung ist wieder aufgenommen. Wir fahren mit der Generaldebatte fort. Das Wort hat der Abgeordnete Dello Sbarba, bitte. DELLO SBARBA (Gruppo Verde – Grüne Fraktion – Grupa Vërda): È un po' difficile intervenire in aula su questa norma perché, come hanno ricordato altri colleghi, è una legge omnibus piuttosto anomala perché è composta soprattutto da un solo articolo che è lungo 16 pagine. Questo articolo si compone di 32 commi, ai quali sono stati presentati 60 emendamenti, ed essendo un unico articolo che cambia diverse parti della legge sull'edilizia agevolata, siamo costretti a discutere in 15 minuti dei 60 emendamenti e in 10 minuti dei 32 commi. Questo è un metodo scorretto. Spero che sia dovuto al fatto che l'assessore che ha presentato questo articolo ha presentato la sua prima legge organica e importante in questo primo anno di legislatura, che sia dipeso - 27 - anche dal fatto che nell'assessorato c'è un cambio di funzionari, ma visto che l'assessore è qui e i funzionari anche, vorrei dirvi che spero sia l'ultima volta che sia presentato un provvedimento costruito in questo modo. Questo doveva essere un disegno di legge a se stante, oppure anche un Titolo I di una legge omnibus composta non da un articolo di 32 commi, ma composta di 32 articoli. Noi abbiamo delle norme su come si costruiscono le leggi e per esempio dicono che in un articolo deve essere focalizzato un tema e quando si cambia tema bisogna cambiare articolo. Questa è una regola di buona legislazione a tutela dell'organo legislativo e dunque anche del cittadino, che deve poter discutere di questi articoli, entrando nel merito dei diversi argomenti. Se invece si mettono in un articolo 32 commi che in realtà sono 32 articoli, noi costringiamo l'organo legislativo a dibattere nel tempo di un articolo, in realtà 32 articoli e di 32 argomenti diversi. È difficile arrivare ad una discussione seria soprattutto in aula ed è difficile arrivare ad un approfondimento, quindi il rischio è che l'aula approvi cose di cui non ha la possibilità di rendersi conto bene. Alcuni di noi sono stati in commissione, ma immagino cosa ci capiscano gli altri colleghi che non hanno seguito l'evoluzione del provvedimento. A mia memoria non ricordo un articolo così lungo su una legge così importante. Ricordo un articolo sulle cave e torbiere, ma aveva meno commi, e anche lì ci fu una grossa polemica e la Giunta provinciale si impegnò a non presentare provvedimenti costruiti in questo modo. Io vorrei che nella Sua replica, assessore, Lei si impegnasse formalmente davanti a quest'aula a formulare da adesso in poi i provvedimenti legislativi che proporrà all'aula in maniera diversa, con un articolato diverso, in cui il provvedimento sia composto da diversi articoli a seconda degli argomenti e che quindi ci sia la possibilità a quest'aula di discutere. Abbiamo fatto due riunioni di capigruppo per chiedere alla maggioranza un accordo su tempi diversi per poter discutere di questo articolo. Devo dire che da parte dell'assessore e anche da parte della maggioranza, e mi riferisco al capogruppo della SVP, sono venute tre o quattro proposte diverse che comunque venivano incontro all'esigenza di dare la possibilità al Consiglio di avere tempi adeguati per discutere di questo articolo, purtroppo bocciate per una logica del "tanto meglio, tanto peggio", da parte di un collega paradossalmente proprio dell'opposizione. Chi voleva discutere seriamente, pacatamente e approfonditamente di queste norme importanti che riguardano la legge sull'edilizia agevolata, parte importante della politica sociale della Provincia, è rimasto schiacciato tra una Giunta provinciale che propone un provvedimento assai anomalo nella sua costruzione e la logica del "tanto meglio, tanto peggio" di una parte minoritaria, ma purtroppo in grado di mettere il proprio veto, dell'opposizione. Fortunatamente qualcuno di noi era in Commissione, quindi questo provvedimento l'ha visto nascere da piccolo e poi svilupparsi e gonfiarsi come spesso succede in queste leggi omnibus che, come dice il nome, partono come autobus vuoti e poi si riempiono di passeggeri cammin facendo. Ci sono certamente dei punti positivi soprattutto nella parte importante sull'edilizia agevolata. Ne ricordo alcuni. È certa- - 28 - mente positivo questo iter di individuazione delle aree per le zone d'espansione per dare una risposta al bisogno di casa della nostra popolazione, laddove la Provincia stipula con i comuni che sono in difficoltà anche per le loro condizioni geografiche probabilmente, una convenzione con la quale gli stessi si impegnano ad individuare le aree. In cambio di questo impegno la Provincia consente una serie di procedure abbreviate, dimezzate nei tempi di procedura, nella burocrazia, in modo tale che questi Comuni possono essere sostenuti. All'inizio, alla fine di questa convenzione c'era una specie di spada di Damocle sulla testa dei comuni, che era il fatto che se i comuni non riuscivano a rispettare questa convenzione, la Provincia li commissariava, però questa previsione è stata cancellata grazie proprio ad un emendamento che noi del gruppo Verde abbiamo presentato in commissione, che ha eliminato questa specie di sfiducia preventiva verso i comuni. Non si capisce perché i comuni devono avere una cattiva volontà. Se non riescono ad individuare le aree, vuol dire che ci sono problemi oggettivi o politici. Mi riferisco a Bolzano dove una parte della maggioranza, la SVP che qui è rappresentata in grande stile a livello provinciale, non vuole individuare oltre un certo limite le aree per l'edilizia agevolata o per il bisogno casa. Quindi c'era questa sfiducia preventiva per cui il comune veniva messo con le spalle al muro e veniva commissariato dalla Provincia su un argomento specifico, che era una specie di commissariamento settoriale. Noi Verdi spesso chiediamo il divieto di transito delle merci su gomma settoriale. Ci viene sempre risposto che non si può fare, però il commissariamento settoriale dei comuni si poteva fare. Grazie al dibattito e grazie all'approvazione di un nostro emendamento questa spada di Damocle del commissario ad acta, che era anche un atto di sfiducia preventiva verso i comuni e poteva diventare un precedente pericoloso per altre, se un comune non riesce a far fronte alle esigenze sociali, poteva aprire tutta una serie di prospettive nella negazione alla fine dell'autonomia dei comuni, è stato cancellato. La Provincia grazie a questa cancellazione è tornata a rapportarsi con i comuni in maniera corretta, cioè se i comuni hanno bisogno di un sostegno e lo chiedono, la Provincia glielo offre ma rispettando la loro autonomia. Se poi quella giunta comunale non riesce a risolvere il problema, gli unici che possono commissariare la giunta comunale sono i cittadini che alle elezioni daranno un giudizio severo su quella giunta incapace e probabilmente la manderanno a casa. Questo è un elemento positivo, poi vedremo nel merito i singoli passaggi ma di questo ne discuteremo in dieci minuti sugli emendamenti. Altri elementi sono per esempio l'estensione di certi diritti alle coppie di fatto di cui do un giudizio positivo laddove altri colleghi più "tradizionalisti" hanno dato un giudizio negativo. Per me invece è importante il riconoscimento delle famiglie di fatto, dei diritti di queste famiglie che sono famiglie a tutti gli effetti come le famiglie basate sul matrimonio. Sono tutti aspetti positivi. Ci sono però alcuni elementi che destano dubbi. Per parlare di questi elementi, per esempio il tema dell'acquisto di case da privati, vorrei fare un passo indietro, perché credo sia il momento di fare un bilancio di come per esempio nel settore della casa, che però è un pezzo importante della politica sociale, la Giunta provinciale - 29 - a cavallo delle due legislature, quindi faccio riferimento a provvedimenti in cui Lei, assessore, non era presente in questo Consiglio, da quando si è cominciato a sentire che nel mondo sarebbe esplosa una crisi che avrebbe messo anche in difficoltà interi settori della popolazione ecc., come di fronte a questa crisi la Giunta provinciale della Provincia autonoma di Bolzano ha agito, prendendo come punto di riferimento la politica sulla casa. Io ho questa impressione e dentro questo metto anche la questione dell'acquisto di aree non edificate o aree edificate, che è un elemento di novità, da parte di privati che hanno realizzato case che non riescono a vendere e adesso arriva la Provincia che gliele compera, oppure hanno terreni su cui vorrebbero realizzare case ma visto che il mercato non tira, la Provincia glieli compra. Cosa è successo da due o tre anni a questa parte, cioè da quando si è cominciato a sentire "odore" di crisi? Sarò un po' schematico, perché in mezz'ora non posso fare altro, ma se dovessi fare un discorso schematico direi che il modo in cui si è mossa la Provincia è stato quello di indebolire i deboli e rafforzare i forti. So, assessore Mussner, che Lei con il cuore cattolico che ha, si sente male quando dico questo, ma facciamo una riflessione e prendiamo i più deboli della società. Il consigliere Seppi ha fatto un intervento molto ricco, su molti punti sono d'accordo, credo che con il discorso che farò non sarà d'accordo, ma credo capirà rispetto alla sua impostazione. Prendiamo i più deboli oggi. Nella crisi i più deboli nella nostra società sono gli immigrati regolari, perché naturalmente per quanto riguarda il diritto alla casa quelli che non sono regolari non hanno alcun diritto. Penso alle tante persone provenienti da altri paesi del mondo che vengono qui per lavorare, che lavorano, che pagano le tasse su questo lavoro e che hanno un forte bisogno di casa, molto più forte di altri cittadini. Il 95% degli immigrati vive in affitto, invece l'80% dei locali ha la proprietà della casa, quindi questi dati dicono quanto sia diverso il bisogno casa. Cosa è successo verso questo strato più debole della popolazione? È successo che la Giunta provinciale da tre anni a questa parte ha tolto ai deboli. Avete cominciato a mettere mani sul punteggio, diminuendo il peso che nel punteggio complessivo dell'Ipes aveva la situazione di sovraffollamento, aumentando il peso invece che aveva la residenza, rendendo più lento l'accumulo di punteggi per la residenza, introducendo per il sussidio casa i cinque anni di residenza e i tre di lavoro. E poi alla fine della scorsa legislatura, con il voto contrario della persona che prima era al posto di Tommasini dal punto di vista dell'orientamento politico, ricordo che Francesco Comina votò contro quel provvedimento anche in aula, avete messo gli immigrati in liste separate con un tetto massimo che è inferiore al fabbisogno che esprimono, arriva quasi ad un terzo, con un tetto massimo di risorse a loro disposizione. Questo ha comportato - è una risposta che l'assessore Tommasini onestamente ha dato ad una mia interrogazione – che dalla fine del settembre 2009 non esistono più alloggi che possono essere resi disponibili per persone immigrate. Gli alloggi dati ai cittadini non appartenenti all'Unione Europea sono stati 43, l'anno scorso sono stati quasi il doppio, quindi si capisce come è stato ridotto. Anche per quanto riguarda il sussidio casa, nonostante l'assessorato abbia fatto quel che poteva per non lasciare sotto la pioggia - 30 - nessuno, però qualcuno è rimasto sotto la pioggia, perché Lei, assessore Tommasini, pochi giorni fa ha dichiarato al quotidiano "Dolomiten", che mancavano circa due milioni e mezzo per coprire il fabbisogno del sussidio casa, che li avrebbe chiesti alla Giunta provinciale, però se leggo c'è scritto che i residui saranno pagati in modo dilazionato. Comunque il contingente casa è stato contingentato, e c'è qualcuno che ha diritto come qualsiasi altro cittadino e semplicemente per la sua non nascita su questo territorio non riceve l'alloggio. Tra l'altro nell'interrogazione che avevo fatto dicevamo che con questi tetti che avevate messo limitavate le risorse a disposizione degli immigrati, non è che eliminate il bisogno casa che hanno. Chiedevamo se avevate previsto qualche altra misura alternativa. Lei mi rispose che oltre alle misure già esistenti non sono previsti necessari ulteriori provvedimenti. Questo vuol dire che la Provincia ha tolto. Tutti siamo d'accordo che il sussidio casa è uno strumento discutibile, che è diventato una specie di boomerang, ma se riduco quella voce devo dare un'alternativa, altrimenti metto la gente in difficoltà. Da un lato si è fatto questo, ma dall'altra si è fatta una politica di premio delle categorie sociali più forti. Per esempio è stata introdotta questa quinta fascia di reddito che ha come limite di introito i 50 mila euro annuali. Attenzione però, i 50 mila euro sono il netto depurato, quindi al lordo cosa vuol dire? Io ho qui la tabella che usa l'Ipes quando qualsiasi cittadino va all'Ipes a chiedere informazioni, e vedo che nella quinta fascia per esempio una giovane coppia anche senza figli può arrivare a 133 mila euro di reddito lordo. Se è una giovane coppia con due figli a 141 mila euro! Se è una giovane coppia con tre figli – ce ne saranno pochissime – 146 mila euro. Se è una famiglia normale con tre figli può arrivare a 90 mila euro, con un figlio può arrivare a 81 mila euro. Questi sono redditi della quinta fascia. Io sarei per dare la casa gratis a tutti, però abbiamo un bilancio limitato, quindi prima di dare contributi a persone che guadagnano al lordo 90 mila euro - una famiglia tipo la mia con tre figli; la mia famiglia quando io andrò a fare il lavoro che facevo prima guadagnerà sotto i 90 mila euro, quindi rientrerei in questa quinta fascia - bisogna essere sicuri di non aver abbandonato nessuno per strada sui redditi inferiori, cosa che invece non è vera. C'è poi la questione degli imprenditori a cui si comprano terreni o case, imprenditori che hanno fatto investimenti in questi ultimi anni e che si sono trovati con case invendute, anche perché i prezzi richiesti in zone popolari sono esorbitanti. Di solito in un libero mercato se si offre una merce a 100 e non trovi chi te la compra, dopo qualche mese tu dovresti iniziare ad offrirla a 90, 80. Il limite dovrebbe essere il rientrare sulle spese. Nel libero mercato si dovrebbero incontrare domanda e offerta con il prezzo dell'offerta che dovrebbe calare finché non trova un equilibrio. Questa è una regola fondamentale del nostro sistema sociale di libero mercato. Ma gli imprenditori in provincia di Bolzano questa cosa non l'hanno mai fatta, soprattutto i grandi. Da 20 anni a questa parte, sia con gli edifici di destinazione abitativa ma soprattutto con gli edifici destinati ad uffici ecc. i grandi imprenditori, soprattutto perché hanno la possibilità di aspettare, hanno fatto gli investimenti, hanno costruito e poi hanno aspettato, non ridu- - 31 - cendo i prezzi, che la mano pubblica risolvesse il loro problema. Adesso il rischio è che noi facciamo lo stesso. Io credo a quello che dicono gli uffici, che il prezzo di 2.400, 2.450 euro al metro quadro che l'Ipes pagherebbe ai vari Delle Nogare, Tosolini, ai vari costruttori che per esempio a Firmian hanno costruito intere case e non le vendono, … Hanno scheletri mezzi costruiti e sono pronti a finirli, hanno anche terreni dove dovevano costruire e non hanno costruito niente. Noi consentiamo a questi un certo rientro delle spese più una certa redditività, li liberiamo di questo capitale che hanno gestito, come diceva il collega Seppi. Però questo capitale ha una storia. È vero quello che si diceva, che nel caso dell'edilizia anche gli imprenditori privati non potrebbero far nulla senza decisioni della mano pubblica, senza destinazioni di zone d'espansione, senza trasformazione dei terreni da agricoli, quando spesso loro li hanno comprati, a terreni edificabili, senza poi accordi sull'uso di questi terreni edificabili, senza cubature da costruire ecc. Nel settore dell'edilizia niente si fa senza la politica, senza che l'ente pubblico abbia dato delle licenze o delle autorizzazioni che sono anche contemporaneamente dal punto di vista patrimoniale delle valorizzazioni. Io sarei anche d'accordo nel fare questa operazione, perché è chiaro, collega Steger, avete ragione a dire che se ci sono case vuote è inutile andare a consumare terreno, se sul piatto della bilancia non ci fosse solo l'andare incontro all'imprenditore, il restituirgli in liquidità quello che lui ha investito e consentirgli anche un certo margine di guadagno, anche se modesto, ma si introducessero nella legge degli obblighi sociali per questi imprenditori, perché la Costituzione dice che la proprietà privata è sì un diritto del cittadino, ma che questi deve tener conto della responsabilità sociale che ha. Qui invece non c'è niente. E non sono cose strane. Ho raccontato in commissione e ripeto qui una storia che risale al 1991-92 quando in questa aula sedevano due esponenti della corrente degli Arbeitnehmer della SVP, uno si chiamava Kusstatscher, che me l'ha raccontata, l'altro si chiamava Hubert Frasnelli, e a firma di questi due consiglieri passò in commissione legislativa, proprio in una delle tante novelle della legge sull'edilizia, una norma che diceva che se un imprenditore dopo aver costruito lascia inutilizzato il proprio edificio, il Comune può ingiungergli di utilizzarlo entro un certo periodo, trascorso il quale il Comune è autorizzato ad espropriarlo ad un prezzo congruo di esproprio, come si espropriano i terreni. Questa proposta trovò una maggioranza in commissione. Allora questi 2000 appartamenti sfitti a Bolzano, la Provincia dice ufficialmente 1.400, potrebbero essere utilizzati, caro Dieter Steger, però questo emendamento fu poi bocciato in aula dalla maggioranza che "corresse" questo incidente di percorso che era successo in commissione. Non si possono premiare i forti, quelli che ricattano, e in questo senso credo che questa norma manchi di una gamba, premia solo anche la protervia di certi imprenditori che non vengono mai esposti. Si espone il più debole della società alla pioggia della crisi e non si espongono mai quelli che hanno le spalle grosse alla pioggia della crisi. Se questi hanno fatto gli investimenti sbagliati devono diminuire il prezzo a cui offrono le case. In questo modo c'è un rapporto di pari opportunità, di correttezza - 32 - fra i più forti della società e i più deboli. Invece io credo che se si vede cosa è successo negli ultimi tempi, si vede che la Giunta provinciale è sempre venuta incontro ai già forti e che per i deboli, cioè gli immigrati, si è tagliato. Ho visto, assessore Tommasini, e Le chiedo di spiegarci quei due o tre emendamenti nella sua replica, un emendamento che dice che chi ha case nei centri abitati può ricevere, se le ristruttura, un finanziamento dalla Provincia, a patto che si impegni poi ad affittarli secondo le regole dell'edilizia convenzionata. Mi limito a sottolineare che si infrangono due tabù. È vero che questa forse è una cosa positiva, di riutilizzo della vecchia sostanza edilizia, ma anche qui semplicemente dando, mai chiedendo. Questa norma prevede che possono essere finanziate le ristrutturazioni delle seconde case. Fino adesso la Provincia ha finanziato solo le prime case. Adesso si finanziano anche le seconde case, che poi dalla seconda alla millesima sono tutte seconde. Si prescinde poi dal reddito di chi riceve questo finanziamento. Questi sono due tabù che, rotti in un momento, poi si può andare avanti. Va benissimo che siano obbligati ad affittarli a persone che hanno diritto all'edilizia convenzionata, però ricordo una cosa. Chi controlla l'utilizzo corretto delle case di edilizia convenzionata? Ricordo che qui anno dopo anno sono stati smantellati i controlli. È stata smantellata la commissione di controllo sull'edilizia convenzionata. Non so quanti controlli all'anno vengano fatti e quanti affitti irregolari vengono scoperti. Non mi risulta tanti, mentre vox populi dice sono tante invece le situazioni in cui si cercano mille gabole per aggirare il vincolo dell'edilizia convenzionata. Se ci fosse questa norma e poi tutti gli strumenti di rigido controllo per controllare che anche la parte di dovere che c'è, che, dopo aver preso i soldi, l'impegno venga mantenuto, potrebbe essere una norma positiva, ma nelle condizioni di smantellamento dei controlli che è stato perpetrato in questi ultimi anni, questo rischia di essere un nuovo regolo a chi è già forte. LEITNER (Die Freiheitlichen): Ich werde es wesentlich kürzer machen, nur um zwei, drei Anmerkungen zu diesem Gesetz anzubringen. Eingangs möchte ich sagen, dass das System der Omnibus-Gesetze auf diese Art und Weise überstrapaziert wird und es keine gute Gesetzgebung ist. Wenn wir in einem einzigen Artikel 32 Absätze haben, dann ist die Lesbarkeit eines solchen Gesetzes nicht mehr gegeben. Insofern ist es eine schlechte Gesetzgebung. Es muss nicht ein schlechtes Gesetz sein, aber es ist eine schlechte Gesetzgebung, die wir uns nicht aneignen sollten. Deshalb verstehe ich auch die Kritik, die in diesem Zusammenhang angebracht worden ist. Wir haben uns damals darauf geeinigt, dass in einem Omnibus-Gesetz dringende Maßnahmen einzubauen sind. Nachdem dieses Omnibus-Gesetz in die zuständige Kommission gegangen ist, hat es auch den richtigen Weg gemacht. Man ist schon ein bisschen überrascht darüber, dass die Regierung selber so viele Änderungsanträge eingebracht hat. Wenn sie jetzt dringend sind, dann waren sie bereits vorher dringend. Ich glaube kaum, dass jetzt in dieser kurzen Zeit plötzlich alle dringend geworden sind. - 33 - Zum Inhalt. Wir begrüßen es außerordentlich, dass einige Maßnahmen aufgegriffen worden sind, die wir Freiheitlichen seit längerer Zeit auch vortragen und vorbringen. Es ist uns gelungen – diesbezüglich danke ich meinem Kollegen Thomas Egger, der aus den Reihen der Volkspartei, Veronika Stirner Brantsch sei namentlich genannt, mit unterstützt wurde -, nicht nur das Bausparen gesetzlich zu verankern, sondern auch von der Landesregierung zu fordern, dass es gefördert wird, denn die Verankerung ist bereits vorhanden. Banken, die über den Rotationsfonds die Wohnbauprogramme durchführen, sind jetzt schon angehalten, das Bausparen vorzusehen. Wir möchten aber, dass es von der Politik ausdrücklich gefördert wird. Es freut mich, dass es in diesem Gesetz sogar an erster Stelle steht. Was die Zwangsversteigerungen anbelangt, haben wir diesbezüglich mehrmals interveniert. Wir finden es richtig, dass Menschen, die durch einen Unglücksfall oder durch ein Missgeschick, wenn es nicht selber verschuldet ist, die Wohnung zu verlieren drohen, die Möglichkeit haben, diese über das Wohnbauinstitut zu behalten und somit auch nicht aus der Wohnung gejagt werden. Für uns ist es auch wichtig – dies hat auch die Mehrheit aufgegriffen -, dass für Familien, die eine behinderte Person haben, der Raumbedarf größer ist und dem Rechnung getragen wird. Man sollte von den Obergrenzen Abstand nehmen bzw. die Möglichkeit vorsehen, zusätzlichen Wohnraum zu schaffen bzw. zusätzliche Fläche zur Verfügung zu stellen. Abschließend einen Satz zur Mittelstandsförderung, die wir natürlich auch begrüßen. Ich erinnere hier noch einmal an eine Anfrage, die ich bereits vor Jahren an Landesrat Frick gestellt habe, in der ich nachgefragt habe, was die Landesregierung unter dem Mittelstand verstehen würde. Den Mittelstand zu definieren, ist heute nicht so selbstverständlich wie es vielleicht vor zwanzig Jahren der Fall war. Ich weiß, dass wir mit unserer Gesetzgebung immer wieder die Möglichkeit schaffen zu schwindeln, und zwar dass diejenigen, die nicht alles erklären müssen oder wollen, leichter in den Genuss von Förderungen kommen als jene, die alles angeben, weil sie diesem Zwang nicht ausweichen können. Die Grenze zwischen dem Mittelstand und, wenn ich es so sagen kann – ich weiß nicht, wie man es definieren kann - einer erhöhten Arbeitnehmerschaft, ist fließend. Es ist immer schwer Grenzen festzusetzen, denn wenn 100 Euro mehr Einkommen den Ausschlag geben, ob jemand in diese oder in die andere Kategorie hineinfällt, dann verdient er im Prinzip gleich viel und hat bei der Förderung wesentlich mehr Vorteile. Ich weiß, dass hier die absolute Gerechtigkeit nicht möglich ist, aber man sollte schon Bedacht darauf nehmen, zu kontrollieren, dass in diesem Zusammenhang der Schwindel – ich sage dies ausdrücklich – soweit wie möglich eingegrenzt werden kann. Ich erinnere in diesem Zusammenhang an die sogenannten Alleinerzieher im geförderten Wohnbau, wo auf dem Papier zwar ein/e AlleinerzieherIn aufscheinen, in Wirklichkeit aber zwei VerdienerInnen in diesen Wohnungen auf Kosten derer leben, die allein arbeiten und aus irgendeinem Grund abschlüpfen. Dies sollte man ein biss- - 34 - chen im Auge behalten, um mehr Gerechtigkeit zu schaffen, denn gerade dieses Phänomen, Herr Landesrat, sorgt in der Bevölkerung vor Ort für sehr, sehr großen Unmut. PICHLER ROLLE (SVP): Zunächst zur Vorgangsweise. Es war von Beginn an klar, dass Maßnahmen, die den sozialen Wohnbau betreffen, zunächst einmal Gegenstand des Finanzgesetzes sein sollten, weil die Landesregierung das Sonderprogramm beschlossen hat. Ich denke, man muss zunächst einmal das politische Augenmerk auch auf diesen Umstand lenken. Wenn die Landesregierung gerade im Zuge der wirtschaftlich schwierig gewordenen Zeiten beschlossen hat, noch einmal ein umfangreiches Paket zu schnüren, um den Menschen in Südtirol das Recht auf Wohnung, das auch von der Verfassung vorgesehen ist, im vollen Umfang gewährleisten zu können, dann ist dies eine außerordentliche Kraftanstrengung, aber wie so vieles in diesem Lande wird es so quasi als Selbstverständlichkeit angesehen. Wir sind dazu da, Maßnahmen zu ergreifen, um diese Programme dementsprechend auch umsetzen zu können. Der erste Schritt war die Verankerung im Finanzgesetz im April dieses Jahres. Von dort hat man dann diese Maßnahmen herausgenommen, weil die Opposition zurecht darauf verwiesen hat, dass dies alles nicht unbedingt ins Finanzgesetz gehöre. Man hat sie dann in ein eigenes Gesetz gegeben, das sich Omnibus nennt und dieser Omnibus und einige andere Omnibusse sind dann auf die Reise gegangen, und in einem Omnibus sind die Maßnahmen des Wohnbaus enthalten. Hier hat es kein HauRuck-Verfahren gegeben und aus den Wortmeldungen der Vertreter von anderen Parteien ist hervorgegangen, dass über diese Materie sehr lang, sehr ausführlich und sehr kollegial diskutiert wurde. Man denke nur an die Auseinandersetzung, im positiven Sinne mit der Materie meine ich, zwischen dem Rat der Gemeinden und zwischen den betroffenen großen Gemeinden des Landes, nämlich mit jenen, die über 10.000 Einwohner haben, mit denen man letztendlich, denke ich, einen Schlüssel gefunden hat, um zu sagen, dass wir das Verfahren beschleunigen und dafür Sorge tragen müssen, damit wir die Prozeduren und somit die Programme schneller umsetzen können. Gleichzeitig war mir auch die Gemeindeautonomie - und dies ist für mich als früherer Gemeindeverwalter wesentlich – wichtig, denn wenn die Gemeinden mit den beschleunigten Verfahren nicht einverstanden sind, dann wird es nichts und sie tragen einen Teil der Verantwortung dafür, dass es in ihrem Gemeindegebiet nicht so funktioniert. Wir sind - und auch hier, muss ich sagen, treffen wir uns auf einer Linie – uns alle einig – Dr. Palfrader, der seit kurzem für diese Abteilung verantwortlich zeichnet, sitzt hier im Saal –, dass dieses Gesetz mittlerweile ein sehr schwer lesbares Gesetz geworden ist, weil es immer wieder Änderungen gibt und man, wenn man das Gesetz lesen will, eine Reihe von Gesetzestexten parat haben müsste, in denen man jeweils nachschlägt, was, wo und wann beschlossen worden ist und welche Regelung gilt. Wir alle, glaube ich, sind der Auffassung – dies haben wir dem Landesrat gesagt -, - 35 - dass sowohl die Vertreter der Mehrheit als auch jene der Minderheit einen neuen Text bräuchten, der übersichtlich, klar verständlich, lesbar und vereinfacht ist. Es hört sich sehr leicht an, es so zu formulieren, es ist aber sehr schwer, in der Praxis umzusetzen. Wir wünschen uns und hoffen, dass Sie, Herr Landesrat Tommasini, gemeinsam mit Ihren Mitarbeiterinnen und Mitarbeitern die Kraft aufbringen, … Ich weiß, dass es eine Herkules-Aufgabe ist, denn Sie sind nicht so lange Landesrat und legen bereits jetzt ein Maßnahmenpaket vor, welches sehr deutliche Verbesserungen bringt und ein gutes Paket ist. Gleichzeitig wird aber verlangt, dass Sie das Gesetz völlig neu schreiben und übersichtlich gestalten. Dies ist eine sehr schwierige Arbeit, aber es wäre wünschenswert, wenn wir zu mehr Einheitstexten kommen würden und diese Gesetzgebung, wie wir sie momentan kennen, vielleicht ein bisschen überwinden könnten. Ich denke, dass auch der Landtagspräsident für diese Praxis ist. Wir könnten alte Gesetze außer Kraft setzen und die Bürgerinnen und Bürger hätten dann einen leichteren Zugang. Nun zu einigen Dingen, was dieses Gesetz betrifft. Zum einen möchte ich Ihnen, Herr Landesrat, einen Gedanken, der mir im Zusammenhang mit dem Problem des geförderten Wohnbaus und der Sozialwohnungen nicht aus dem Sinn geht, erläutern. Wir haben das Wohnbauinstitut, das eine Behörde ist, die in Südtirol Wohnungen errichtet, sie dann vermietet, instand hält und verwaltet. Kollege Dello Sbarba hat ein wenig den Ansatz dazu geliefert, weil wir hergehen und sagen, dass das Wohnbauinstitut nicht nur bauen und kaufen können sollte. Nachdem wir wissen, dass der Kauf für das Wohnbauinstitut sehr schwierig ist, weil der Preis so festgelegt ist und somit der Zugang zum freien Markt schwierig wird, haben wir gesagt, dass wir jetzt versuchen, eine Erhöhung von bis zu 25 Prozent zu geben. Dies könnte dazu führen, dass wir keine neuen Flächen ausweisen müssen, sondern dass bestehende Wohnungen angekauft werden können. Sie vermuten dahinter ein wenig, wenn ich Sie richtig verstanden habe, Spekulation, Abmachungen oder was auch immer. Sie sagen, dass es Unternehmer gibt, die die Wohnungen bereits gebaut haben und dass ihnen diese von der öffentlichen Hand abgekauft werden. Sie haben es zwar angedeutet – ich verstehe nicht, wie Sie draufgekommen sind -, dass es in einer Demokratie zwar erlaubt ist und dass es auch Menschen gibt, die ihr privates Vermögen irgendwo investieren und dann einen Gewinn daraus erwirtschaften können, Sie haben dies aber in Ihrer Wortmeldung – die rote Krawatte deutet auch darauf hin – ein wenig angezweifelt, wenn Sie mir diese Klammer erlauben. Ich würde generell überlegen, ob wir das Prinzip nicht umdrehen sollten, denn irgendwo steckt der Gewinn immer drinnen. Wenn wir jetzt den einzelnen Antragsteller immer wieder fördern, in welcher Weise auch immer, dann sollte man vielleicht einmal hergehen und das Ganze neu überdenken oder versuchen es zu überdenken. Wie wäre es dann beispielsweise, wenn wir hergehen und sagen würden, dass auch Private mehr Familienhäuser mit einigen Dutzend Wohnungen errichten können, welche in ihrem Eigentum bleiben? Die Privaten können sie dann verwalten, wobei - 36 - eine Bindung von 15 oder 20 Jahren aufgelegt wird, und dann werden diese Wohnungen von der Bindung befreit und können dann entweder sukzessive dem Mietmarkt angepasst oder verkauft werden. Man sollte also von vornherein diesen Anreiz für Unternehmer schaffen und damit nicht allein das Wohnbauinstitut belassen. Ich denke, dies könnte für den Mietmarkt, in dem wir ganz große Schwierigkeiten haben, auch eine Möglichkeit sein, dies anzugehen. Dies ist jetzt nicht eine liberale Idee, sondern beispielsweise in einigen großen Ballungszentren in Deutschland mit sehr großem Erfolg gemacht worden. Warum? Weil der Unternehmer ein großes Interesse hat, denn wenn er die Wohnungen baut, sie in seinem Eigentum bleiben und er sie verwalten kann, dann wird es auch dazu führen, dass er anständig baut, weil die Wohnungen ja sein Eigentum sind, und die Wohnungen auch gut verwaltet, weil er weiß, dass er als Unternehmer eine Kapitalanlage geschaffen hat. Wo ist die Gegenpartie? Die Gegenpartie besteht darin, dass der Unternehmer, der diese Wohnhäuser errichtet, dafür Sorge tragen muss, dass für 15 und 20 Jahre diese Wohnungen den Menschen, die den Antrag stellen, zu einem vernünftigen Mietpreis, der von der öffentlichen Hand festgelegt wird, in diese Wohnung einziehen zu können, zur Verfügung gestellt wird. Wenn wir einmal die gesamte Rechnung machen würden, … Wir machen die Rechnung immer nur zur Hälfte und nur so weit, dass wir sagen, das Wohnbauinstitut baut um diesen oder jenen Preis, dass aber das Wohnbauinstitut in den Wohnungen teilweise selbst Menschen drinnen hat, die entweder keine Miete oder nur eine geringe Miete zahlen, wird in die ganze volkswirtschaftliche Rechnung offensichtlich nicht mit einbezogen. Deshalb, denke ich, sollte man zumindest den Versuch unternehmen, das Ganze etwas umzudenken und den Menschen, die Kapital investieren wollen, eine Rendite bieten. Wir sollten aber auch darüber nachdenken, dass wir damit auch eine Struktur hätten, die vielleicht das Ganze ein wenig durchbricht, ein wenig aufmischt und vor allem für den Mietmarkt für einen neuen Schub sorgt. Sie haben vorhin die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer genannt und aus dem Jahre 1991 oder 1992 zitiert und gesagt, dass man etwas gegen die leerstehenden Wohnungen tun müsse. Wir sind ganz bestimmt nicht dafür, leerstehende Wohnungen zu enteignen, aber seit der Einführung der Immobiliensteuer auf Gebäude können die Gemeinden für leerstehende Wohnungen die Höchstsätze anwenden. Dies ist auch ein probates Mittel, um gegen leerstehende Wohnungen vorzugehen, sodass sehr viele Gemeinden für diese Wohnungen Höchstsätze eingeführt haben. Wenn ich mich recht entsinne, sind es 9 Promille, und natürlich ist dies ein Instrumentarium, um auch gegen den Umstand von leerstehenden Wohnungen vorzugehen, aber Wohnungen zu enteignen, halte ich für einen sehr gewagten und abzulehnenden Schritt. Zum Bausparen. Seit dem Jahr 1991, wenn ich es richtig im Kopf habe, oder seit noch längerer Zeit, haben die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer in der Südtiroler Volkspartei eine Lanze für das Bausparen gebrochen. Es gibt auch diesbezüglich alle möglichen Anträge, die vom Regionalrat und auch vom Landtag bereits angenommen worden sind. Das Bausparen ist nicht eine questio des Südtiroler Landtages - - 37 - wir haben es im Gesetz drinnen, und auch dazu noch einen Satz -, sondern hängt unmittelbar mit der Steuergesetzgebung zusammen, denn das Dilemma ist – dies muss auch unterstrichen werden -, dass das römische Parlament trotz mehrfacher Begehrensanträge und trotz zahlreicher Initiativen noch nie eine Maßnahme für das Bausparen gesetzt hat. Wenn das Kapital, das sich jemand anspart, um eine Wohnung kaufen zu können, nicht steuerlich begünstigt wird, dann rentiert sich das Bausparen nicht, denn das Angesparte wird aufgefressen. Deshalb muss ein eigenes Bauspargesetz oder eine Steuermaßnahme seitens des römischen Parlaments erfolgen, denn ohne Maßnahme von Rom läuft hier gar nichts. Dies ist der Schlüssel zum Ganzen. Beim Antrag, so sehr ich ihn begrüße, der in der Kommission vom Kollegen Egger und von der Kollegin Stirner Brantsch eingebracht worden ist, darf man eines nicht tun, ihn nämlich nicht so verkaufen, als ob dies der Durchbruch in Sachen Bausparen wäre, sondern man sollte ein wenig korrekt agieren und sagen, dass es de facto eine gesetzliche – erlauben Sie mir diesen Ausdruck – Tautologie ist, denn das Prinzip des Bausparens ist bereits im bestehenden Gesetz verankert. Wir haben es hier noch einmal wiederholt, aber im Wesentlichen bleibt das Ganze gleich. LEITNER (Die Freiheitlichen): (unterbricht – interrompe) PICHLER ROLLE (SVP): Natürlich bleibt das Ganze gleich! Es ist so! Sie können sich bei den zuständigen Mitarbeitern gerne erkundigen. Das Bausparen ist als Prinzip bereits verankert gewesen und es wird nur dann funktionieren, wenn die entsprechenden steuerlichen Maßnahmen greifen. Wir beide sind für das Bausparen, und es ist gut so. Man sollte nur darauf verweisen, wo die Ursprünge des Bausparens, nämlich der politische Ursprung, herkommt, denn dieser liegt ganz sicherlich bei der Südtiroler Volkspartei und in diesem Falle beim Flügel der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer! LEITNER (Die Freiheitlichen): Jetzt haben wir verstanden, um was es geht. PICHLER ROLLE (SVP): Kollege Leitner! Das ist die Politik. Wenn Sie hier im Saal aufstehen und sagen, wir haben einen Triumph erreicht, denn wir haben das Bausparen ins Gesetz hineingegeben, dann muss ich sagen, … Nein, Kollege Leitner! Sie müssen sich nicht darüber beschweren, aber das stand bereits im Gesetz. Es hat bereits Begehrensanträge gegeben und es ist fixer Bestandteil des Programms der Südtiroler Volkspartei. Sie können es zwar abschreiben und sagen, dass auch Sie es gebracht hätten, aber wenn Sie das tun, dann muss es erlaubt sein, dass der Fraktionssprecher der Südtiroler Volkspartei darauf verweist, dass wir in der Geschichte des Bausparens schon etwas länger unterwegs sind. Ich stelle aber fest, wir sind … Auch Rosa Franzelin hat ihre Verdienste … Damals waren Sie auch noch Mitglied der Südti- - 38 - roler Volkspartei, Kollege Leitner, und vielleicht haben auch Sie Anregungen dazu gegeben. Alle guten Sachen kommen immer von Leuten, die dann der SVP den Rücken gekehrt haben und eigene Wege gegangen sind, denn dies spricht manchmal auch für sich. Im Grunde genommen, Kollege Tommasini, Herr Landesrat, denke ich, dass es ein Gesetz ist, das viele Erleichterungen bringen dürfte und sollte. Ich wollte Ihnen diese Anregung mit auf den Weg geben. Die gesamte Materie des sozialen Wohnbaus in öffentlicher Hand finde ich gut, aber man sollte eine Tür auch hin zu den Privaten aufmachen, denn jetzt versucht man es über die Regelung Mietkauf, die auch gut und positiv ist, aber Mietkauf alleine bedeutet nicht, dass der Mietmarkt eine neue Belebung bekommt. Wenn ich in eine Wohnung hineingehe und weiß, dass ich sie dann auch kaufen kann - jetzt schaut man nach Formulierungen, ob es nun eine vorausbezahlte Miete ist und wie es steuerlich gehen soll -, dann ist dies alles gut und recht, aber den Mietmarkt beleben wird es nicht, denn wer in diese Wohnung hineingeht, wird in dieser Wohnung auch drinnen bleiben. Wir sollten auch in diesem Lande Südtirol, in dem wir einen hohen Anteil an Eigentumswohnungen haben, danach trachten, die Flexibilität der Menschen ein wenig zu erhöhen, denn dies ist für den Arbeitsplatz auch manchmal negativ. Wir fördern und fördern und wenn jemand sein Reihenhäuschen baut und dabei mit dem Vertrag gebunden ist, dann passiert es manchmal, dass ein Unternehmen jemanden sucht, der geheiratet hat, in St. Leonhard wohnt und nach Sterzing zur Arbeit fahren müsste. Dies tut er dann gar nicht mehr, weil er dort sein Häuschen gebaut hat, welches er abzahlen muss und dort auch den Arbeitsplatz haben will. Das heißt, wir sind bei allem Positiven, was der Wohnbau in Südtirol zu bieten hat, manchmal etwas unflexibel. Im Wesentlichen haben wir jetzt, glaube ich, das härteste Stück Arbeit vor uns, denn nun geht es in der Tat darum – alle Kollegen haben dies unterstrichen -, dass wir 30 Absätze und 58 Änderungsanträge abarbeiten müssen, und wir hoffen auf eine positive Arbeit. Herr Präsident, sollte sich kein Redner mehr zu Worte melden, möchte ich Sie ersuchen, die Sitzung nach Abschluss der Generaldebatte kurz zu unterbrechen, damit wir uns geistig sammeln können, um über die 58 Änderungsanträge zu den insgesamt 24 oder 30 Absätzen dieses Artikels ganz kurz diskutieren zu können. Ich hoffe, dass wir es in einer Viertelstunde schaffen. TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa - Partito Democratico/Demokratische Partei): Ringrazio tutti i consiglieri intervenuti per le indicazioni che sono arrivate. Anche il dibattito ha dimostrato che in effetti c'è una grande attenzione su questa materia e che effettivamente tutti sono consapevoli di come si stia cercando di proporre dei provvedimenti che vadano nella direzione di rispondere a delle esigenze sociali in una società in mutamento e che quindi ha necessità degli aggiustamenti, in modo tale da garantire il fatto che la casa che, come dice l'Unione Europea, è un diritto, effettivamente sia possibile per i - 39 - nostri cittadini, per le giovani coppie che devono avere la possibilità di costruirsi un percorso di accesso alla casa in proprietà o in affitto. All'interno di questi provvedimenti sono inseriti una serie di passaggi che vanno in questa direzione. Mi fa piacere che questo sia stato riconosciuto. Entrando nel merito vorrei ripartire da dove siamo partiti, perché in alcune considerazioni anche sul ruolo degli imprenditori privati ecc. forse si è perso il punto di partenza anche dell'ente pubblico. Per noi come ente pubblico è importante partire dal bisogno dei cittadini. Tutto questo ragionamento si è sviluppato, ed è corretto e molti di voi l'hanno ricordato, da una valutazione dei mutamenti intervenuti nella società e dei nuovi bisogni sociali che sono emersi. Abbiamo visto che oggi è vero che gran parte della popolazione ha per fortuna la casa in proprietà, è vero che noi abbiamo molte case popolari, però è altrettanto vero che non basta, perché abbiamo problemi con le giovani coppie per esempio, che fanno più fatica per vari motivi a crearsi un percorso di certezza sia lavorativo ma anche rispetto alla casa. Spesso non dispongono del capitale iniziale per accedere all'acquisto di un alloggio. Sono d'accordo con il consigliere Pichler Rolle che dobbiamo stare attenti anche ad un maggior tasso di flessibilità. Questo vuol dire che oggi, con un mercato del lavoro che è molto più connesso, può capitare che i nostri ragazzi vadano a studiare ad Innsbruck, poi vadano a lavorare a Milano ecc. e che quindi ci sia maggiore mobilità. Quindi abbiamo anche bisogno di pensare ad un mercato dell'affitto che sia sicuramente a prezzi più competitivi e ripensare ad alcuni meccanismi che hanno funzionato in passato ma poi vanno adeguati. Dall'altra c'è anche chi, rimanendo sul nostro territorio, vorrebbe poter accedere ad un alloggio, però è impossibilitato perché non dispone del capitale iniziale che oggi, se non hai la possibilità di entrare nelle graduatorie Ipes perché hai un reddito superiore, devi andare sul mercato privato, e oggi gli affitti sono molto elevati. Si è pensato quindi di sperimentare questo nuovo sistema del "Mietkaufsystem", l'affitto-acquisto pensato per il ceto medio, per quelle persone che hanno un reddito superiore per poter far domanda all'Ipes, ma non hanno il capitale per acquisire un alloggio in proprietà. È pensato quindi in particolare per le giovani coppie, per dar loro la possibilità di accedere e costruirsi un percorso anche dal punto di vista abitativo che dia loro la possibilità di avere alla fine di questo percorso un alloggio in proprietà, che è una garanzia sociale importante per chi vuole rimanere sul territorio. Per chi invece ha esigenze di spostarsi, cambiare ecc. è chiaro che la cosa più importante è trovare alloggi in affitto a costi più bassi di quello che in una terra ricca come la nostra si trova attualmente. Se questo è il nostro obiettivo, dare risposta alle famiglie che aspettano per la casa in cooperativa, dare realizzazione ai programmi Ipes, sburocratizzare pur mantenendo i controlli per le procedure, introdurre anche un'ulteriore possibilità per le giovani coppie, mantenere gli alloggi popolari, mantenere la possibilità del contributo per acquisire un alloggio, mantenere la possibilità di costruire in cooperativa, aggiungere anche questo ulteriore programma, noi avevamo bisogno, per portare avanti questo - 40 - pacchetto, di aggiornare alcune procedure. Da qui siamo partiti, quindi anche il discorso sulla possibilità di esperire la gara avviene in questo contesto. Abbiamo visto che la procedura di gara con la possibilità di comperare anche alloggi eventualmente costruiti arriva solo se non si è trovata la normale "Vereinbarung" con il Comune e le normali procedure che possono essere accelerate non trovino realizzazione. Allora a quel punto si esperisce la gara. Noi questa cosa non è che la siamo inventata, con grande rispetto per i colleghi lo voglio ribadire, non è stata un'invenzione, un calcolo astratto. Questa procedura di gara e la possibilità di acquisire ad un prezzo superiore del 25% del costo convenzionale era inserita in una procedura che è già stata esperita con successo, ha portato alla realizzazione di questi alloggi, è stata giudicata congrua, e quindi siamo ripartiti da lì. Non ce lo siamo inventati a tavolino! Non ho incontrato nessuno degli operatori, se questa era la domanda degli imprenditori. Ho chiesto come riusciamo noi a portare avanti, ad accelerare la realizzazione dei programmi, come riusciamo a mettere mano a nuovi strumenti per far sì che questo bisogno sociale che c'è ed è innegabile, perché nessuno ha negato in questo Consiglio che ci sia un bisogno sociale a cui dare risposta possa essere soddisfatto. Se non vogliamo scaricarci la responsabilità fra Comuni e Provincia bisogna provare a dare una soluzione, bisogna provare a mettere mano a strumenti innovativi che diano risposta ai cittadini/cittadine. È evidente che questi nuovi strumenti vanno fatti in accordo con i Comuni, e abbiamo trovato penso un meccanismo virtuoso,e non è facile trovare un meccanismo che consenta di mantenere la centralità della possibilità pianificatoria ai comuni e contemporaneamente offrire gli strumenti per dare le risposte a questi cittadini e a queste coppie che effettivamente hanno bisogno e hanno fatto domanda. Dobbiamo mettere al centro il bisogno dei cittadini e io risponderò, naturalmente a questo consiglio, ma sento la responsabilità di rispondere a queste cittadine e cittadini che vogliono avere un alloggio e a cui devo dare delle risposte. È da qui che partiamo, non dal fare un favore all'uno o all'altro, assolutamente no. Anzi, ripeto che non ho mai incontrato nessuno degli imprenditori che avrebbero da offrire terreni e cose. Siamo partiti dal bisogno sociale e da come dare una risposta a questo bisogno sociale in accordo con i comuni. Abbiamo visto che c'era stata una procedura che era stata utilizzata con successo nel caso delle case albergo, andando a riverificarla. Allora rispetto ai numeri che sono stati dati, vorrei dire che 1.320 euro di costo che è stato citato, è il costo di costruzione che viene fissato con delibera secondo l'art. 7, ma è il costo dei mattoni e del lavoro. Il costo convenzionale che è determinato sempre dall'art. 7 si compone di questo costo di costruzione, più del 30% dei costi del terreno, più del 10% dei costi di urbanizzazione. Quindi il costo convenzionale, lo dice la parola stessa, che è di 1.848 euro da cui si parte come base, sono il costo vivo di costruzione e delle materie prime, più un 30% dei terreni, non il 100%, più il 10% degli oneri di urbanizzazione. In questo vi sono anche i costi di progettazione che non sono considerati, c'è il 70% del costo del terreno che non è considerato, c'è il resto degli oneri di urbanizzazione. Se guardiamo al costo, tanto per dare dei parametri su cui abbiamo fatto dei raffronti perché volevamo che - 41 - non ci fosse nessun dubbio su eventuali speculazioni, lo capisco, lo rispetto, è giusto porlo ed è giusto rispondere, oltre a questo ragionamento che vi ho fatto sul costo convenzionale, prendiamo anche non solo l'Ipes ma le cooperative. Una centrale cooperativa ha fatto il calcolo del costo per metro quadro netto calpestabile, su cui loro sono in grado di realizzare gli appartamenti, e ha calcolato che con tutti gli oneri di costruzione, di urbanizzazione al netto dei contributi, di spese di progettazione, di concessione edilizia, di terreno edificabile agevolato, quindi la metà, la quota associativa, i servizi contabili e il rogito il costo tetto è complessivamente di 2.747 euro su Bolzano. In particolare mi pare che questo parametrato si riferisce a Firmian. Questa però è la superficie netta calpestabile. Se noi consideriamo la superficie convenzionale su cui calcoliamo poi il costo al metro quadro, il rapporto fra superficie netta e superficie convenzionale, per 100 m² di superficie netta ci sono 125 m² di superficie convenzionale. Se moltiplichiamo il costo convenzionale per la superficie convenzionale arriviamo ad una decina di migliaia di euro in più rispetto a quello che è il costo dichiarato di un appartamento in cooperativa. Però attenzione, perché nelle cooperative al costo, al quale loro dichiarano di costruire, c'è il contributo sul terreno e il contributo sugli oneri di urbanizzazione, mentre sui costi di 1.800 euro, più il 25%, questo è fuori. Quindi il prezzo lo riteniamo congruo confrontando i valori di costruzione delle cooperative e i valori di costruzione dell'Ipes. È giusto dirlo in modo da fugare qualsiasi dubbio. Questa procedura era già stata utilizzata per la gara per le case per i lavoratori, è stata ripresa, è stato rifatto un calcolo facendo un parametro sia con l'Ipes, quindi costi convenzionali con le cooperative, quindi è un costo congruo. Tenete presente che questo è il costo massimo a cui si può arrivare, non è detto che si debba acquisire su alloggi costruiti, e che questa procedura della gara è comunque subordinata al fatto di non aver trovato un accordo che è la procedura di base, che ricordo è quella dell'art. 87/bis, quindi la convenzione con il Comune che produce un dimezzamento dei tempi. Il cuore dell'operazione di accelerazione è mettersi d'accordo con i comuni e dimezzare i tempi della procedura. Solo se non c'è l'accordo e solo nei comuni con più di 10 mila abitanti può essere autorizzata una gara che può vedere anche questo tipo di possibilità. Questa è la procedura. Fra le altre questioni che sono state sollevate, qualcuno ha dei dubbi sul more uxorio. Oggi sappiamo che la società è mutata e ormai il rapporto more uxorio è a tutti gli effetti un rapporto affettivo che va riconosciuto e inserito anche all'interno della nostra legge, che è già considerato su altri tipi di parametri e di contributi provinciali. Quindi credo sia un elemento di assoluta civiltà inserirlo anche all'interno della nostra legge. Un'altra questione riguarda il "Mietkaufsystem". Su questo noi stiamo sperimentando una cosa nuova e che abbiamo prevista attraverso una delibera. E’ una procedura che è partita prima che io arrivassi, ma la ritengo una procedura giusta perché si pone il problema di rispondere a determinate esigenze sociali che sono emerse. Si è detto quindi di sperimentare questa nuova formula che è più ampia, perché dà la possi- - 42 - bilità all'Ipes di costruire alloggi da affittare anche ad un canone superiore a quello sociale, quindi anche a persone che abbiano un reddito maggiore rispetto al reddito sociale, a fronte di una corresponsione di un canone maggiore. Questa misura può andare incontro, consigliere Pichler Rolle, a quelle esigenze di maggiore flessibilità di cui parlava Lei. Se noi riusciamo attraverso questa misura a mettere a disposizione sul mercato alloggi anche a persone che hanno un reddito maggiore rispetto all'Ipes, che hanno però un reddito che non consente loro oggi di affittare un appartamento sul mercato, come avviene a Bolzano in alcuni casi, a 1.000 euro al mese, … E’ chiaro che una giovane coppia a queste condizioni rischia di non formarsi mai, rischia di rimanere a casa dei genitori, se non hanno il capitale per comperare o i soldi per affittare. Questa vuole essere una misura in cui sperimentare la possibilità di dare, attraverso la costruzione dell'Ipes, alloggi riservati a persone che hanno un reddito superiore a quello che serve per entrare nell'Ipes, che pagherebbero anche un reddito superiore a quello sociale, pari al canone provinciale, poi lo fisseremo, ma sempre minore rispetto al canone di mercato. Dall'altra parte vogliamo sperimentare questo sistema, che vuol dire un affitto per dieci anni con la possibilità poi di riscatto dell'alloggio. È una cosa nuova che vogliamo sperimentare attraverso questa delibera dei 1000 alloggi, una parte attraverso l'Ipes e una parte attraverso le cooperative, per sperimentare questa forma aggiuntiva. Quindi noi manteniamo tutte le forme di agevolazione che sono state fatte fino adesso, e in più sperimentiamo una formula aggiuntiva che va a beneficio di queste nuove categorie sociali, di queste giovani coppie che oggi, senza capitale iniziale, non sono in grado di fare questo percorso verso l'acquisto dell'alloggio oppure, senza trovare un affitto a canone calmierato, non sono in grado di uscire di casa. La Provincia in questo caso fa un'operazione aggiuntiva: mantiene tutte le agevolazioni finora introdotte e prova a rispondere ad una nuova esigenza sociale. Per questo abbiamo introdotto la possibilità di questo "Mietkaufsystem". Lo sperimenteremo attraverso questa delibera dei 1000 alloggi, che la Giunta provinciale ha già approvato, ma per farlo abbiamo bisogno di alcune modifiche legislative, proprio per renderlo effettivamente operativo, perché questa operazione abbiamo bisogno di realizzarla insieme e in collaborazione con le cooperative stesse. Molti consiglieri – e li ringrazio – hanno sottolineato la bontà di alcune misure, tipo "Härtefälle", le "schnellere Prozeduren", il "Beschleunigung der Verfahren", la questione degli invalidi, delle persone in sedia a rotelle, che ci siamo dichiarati disponibili ad inserire. Sono anche questi provvedimenti importanti. Per quanto riguarda la quinta fascia, essa è stata introdotta proprio per dare una risposta ad una fascia sociale che rimaneva esclusa fino allo scorso ottobre dalle agevolazioni. Non si toglie agli altri, ma si aggiunge. Ora va detto che rispetto alle tabelle che sono state indicate dal consigliere, in realtà bisogna distinguere fra quella che è la quinta fascia che arriva fino a 50 mila euro, più gli 11 mila euro per il coniuge, più per i figli ecc. Si arriva fino a 70 mila euro complessivi. Il riferimento ai 140 mila euro era rispetto alle giovani coppie il cui reddito viene calcolato a metà. Vorrei ricordare - 43 - che il fatto di agevolare le giovani coppie è stato votato nella scorsa legislatura dal Consiglio, non so cosa abbia fatto il consigliere Dello Sbarba in quell'occasione, ma era un provvedimento sociale fatto per incentivare le giovani coppie. Per quanto riguarda gli extracomunitari, non c'è dubbio che questo Consiglio ha preso un provvedimento limitativo, che nel mio caso si può condividere o meno, ma che si deve applicare. Abbiamo cercato di applicarlo nel migliore dei modi. Devo spiegare che la questione dei 2 milioni e mezzo forse non è stata ben capita, perché in realtà c'è stato un problema in questi mesi, anche perché la normativa è stata introdotta durante il corso dell'anno essendo stata prodotta alla fine dell'anno scorso. L'Ipes ha avuto delle difficoltà iniziali ad entrare nel nuovo sistema che prevede peraltro il calcolo non più attraverso la cassa ma attraverso il meccanismo della competenza. Quindi aveva il problema che avendo alcune domande che erano state presentate nel 2008 ma approvate nel 2009, questa parte di contributi li consideravano nella quota 2009 e quindi applicando il concetto di competenza sul 2009, facevano sì che i soldi fossero finiti o comunque ci fosse già una parte impegnata su domande del 2008. Noi abbiamo detto che le domande del 2008 essendo anche il sistema precedente gestito in termini di cassa, vanno considerate come afferenti all'anno 2008 e sul 2009 dobbiamo considerare solo le domande presentate ed approvate nel 2009. Questo consente di dire che sicuramente c'è stata una limitazione, però consente anche di uscire da quell'elemento di emergenza che era stato ventilato e rispetto al quale abbiamo cercato di gestire e trovare sostanzialmente delle soluzioni per i rinnovi che erano stati prudentemente approvati fino a metà settembre. A questo punto ci sono le ulteriori risorse per andare prudentemente fino alla fine dell'anno. È chiaro che per le nuove domande dovrà essere ripensato il sistema, però se noi lo ripensiamo in maniera intelligente, come peraltro si fa se le risorse sono scarse per definizione, si possono fare anche dei bandi rispetto alle risorse che si liberano. In questo caso forse potremmo mettere in moto un meccanismo virtuoso nel senso che il padrone di casa non calcola più, come si fa oggi, automaticamente il contributo e lo aggiunge all'affitto. Si potrebbe produrre un effetto di calmieramento, ma questo è da ragionarci. Questa norma è stata approvata alla fine del 2008 e chi sedeva al mio posto non votò a favore, ma in ogni caso va applicata, e lo abbiamo fatto tenendo conto del 2009. Questo ci consente un margine per quanto riguarda i rinnovi che era il problema più grande. Anche questo è importante dirlo. L'emendamento sulla ristrutturazione nei centri abitati verrà ritirato perché era un'idea interessante, non per quanto riguarda la cubatura che rimane per i Comuni, l’emendamento verrà ritirato perché è sicuramente una cosa interessante ma da studiare, però la formulazione che peraltro avevamo provato a discutere in commissione non è ancora sufficientemente matura. Sul "Mittelstand" che alcuni consiglieri, fra cui il consigliere Leitner, avevano fatto delle considerazioni, penso di avere risposto. Naturalmente sarà nostra cura, appena sarà approvata – speriamo – questa ulteriore modifica, produrre un Testo Unico che contenga tutte le norme. Penso si possa fare anche in - 44 - tempi relativamente rapidi, in modo da dare la possibilità ai consiglieri di avere effettivamente tutta la normativa dell'edilizia agevolata all'interno di un unico testo. Torno per ultimo sulla questione del più 25% già sollevata. Il consigliere Seppi mi dice che è chiara. Con questo mi pare di aver cercato di rispondere al meglio possibile a tutte le considerazioni fatte dai consiglieri, che ringrazio ancora per la collaborazione. Vorrei a questo punto chiedere un'interruzione della seduta per valutare gli ultimi emendamenti e subemendamenti che sono arrivati. PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE: MAURO MINNITI VORSITZ DES VIZEPRÄSIDENTEN: PRESIDENTE: Chiedo per quanto tempo la chiede, e poi chiedo se vuole fare una conferenza dei capigruppo o una riunione di maggioranza. TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa - Partito Democratico/Demokratische Partei): Vista la mole degli emendamenti e subemendamenti arrivati, avrei bisogno almeno di ¾ d'ora. PRESIDENTE: Accolgo la richiesta e sospendo la seduta. ORE 16.33 UHR ---------ORE 17.53 UHR VORSITZ DES PRÄSIDENTEN: Dr. DIETER STEGER PRESIDENZA DEL PRESIDENTE: PRÄSIDENT: Die Sitzung ist wieder aufgenommen. Wir haben die Generaldebatte abgeschlossen und jetzt behandeln wir die zum Gesetzentwurf eingebrachten Beschlussanträge (Tagesordnungen). Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 1 vom 27.10.2009, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend die Zuerkennung der Punkte bei der Zuweisung einer Sozialwohnung des Wohnbauinstituts. Ordine del giorno n. 1 del 27.10.2009, presentato dal consigliere Minniti, concernente l’assegnazione del punteggio per la concessione di alloggi IPES. - 45 - In den letzten Jahren ist die Anzahl der Trennungen und Scheidungen in Südtirol, wie auch im übrigen Italien, exponentiell angestiegen. In zahlreichen Fällen sind dies lediglich die Vorboten von schwerwiegenden familiären Krisen, in die auch die Kinder mit hineingezogen werden. Kurzum befindet sich das klassische Familienbild im Wandel und diese Entwicklung hat auch gravierende Auswirkungen auf die gesellschaftlichen Probleme. Es handelt sich dabei um ein regelrechtes Problem der italienischen Gesellschaft, das in Südtirol noch tiefer greift, da hier die Mieten für normale Familien schon fast untragbare Ausmaße angenommen haben, geschweige denn für getrennt lebende Männer, die zusätzlich zu den zahlreichen weiteren Ausgaben auch dazu verpflichtet sind, für Frau und Kinder Unterhaltszahlungen zu leisten, ohne dass die vom Gericht festgelegte Einkommensstufe den Mietzins berücksichtigt. Dies stellt ein psychologisches Problem dar, das sich in vielen Fällen auch auf die Kinder und auf ihre Lebensbedingungen auswirkt, da sich zum familiären Trauma auch noch Geldnot und Elternstreit gesellen. Diese Situation hat zur Entstehung der Schicht der "neuen" Armen geführt, die sich aus den zahlreichen Eltern zusammensetzt, die das gemeinsame Heim, auf dem noch die Schulden für den Ankauf lasten, verlassen mussten. In Südtirol entscheiden sich ca. 800 Menschen pro Jahr für eine Trennung, mit den daraus folgenden schwerwiegenden Problemen finanzieller aber auch logistischer Natur für beide Partner. Die Hälfte davon muss sich nämlich auf dem freien Markt nach einer Wohnung umsehen, da das gemeinsame Heim zumeist der Ehefrau zugesprochen wird, die in der Regel das Sorgerecht für die Kinder erhält. Es handelt sich also um einen regelrechten sozialen Notstand, dessen Folgen von den bestehenden Bestimmungen nicht berücksichtigt werden, da für das Gesetz die Familie noch mit denselben Stereotypen wie in den 60er Jahren behaftet ist. Aus diesen Gründen verpflichtet der Südtiroler Landtag die Landesregierung, die Bestimmungen über die Zuweisung einer Sozialwohnung des WOBI dahingehend zu ändern, dass bei der Punktezuweisung geschiedenen und getrennt lebenden Menschen, die das Eigenheim dem Ehepartner überlassen mussten, eine höhere Punktezahl zuerkannt wird. ---------Negli ultimi anni in Alto Adige, come nel resto dell'Italia, sono aumentati in maniera esponenziale separazioni e divorzi che in moltissimi casi sono forieri di crisi familiari gravissime nelle quali vengono coinvolti anche i figli. In una parola il concetto di famiglia si sta via via evolvendo con modifiche le quali hanno dei riflessi anche pesanti sui problemi sociali. Una sorta di vero e proprio problema sociale nazionale che nella nostra provincia assume una valenza con proporzioni maggiori a causa dei livelli raggiunti dai canoni locazione insopportabili per le famiglie regolari e a maggior ragione nei confronti delle famiglie dei separati, i quali in aggiunta alle altre spese sono costretti a dover erogare gli alimenti per le mogli e i figli, senza che nella quota di reddito stabilita dal Tribunale si tenga conto del canone di affitto. Diffi- - 46 - coltà di ordine psicologico che in molti casi si ripercuotono sui figli e sulle loro condizioni di vita sulle quali oltre al trauma della crisi familiare finiscono anche per pesare le consulenze sia dello stato economico che di litigiosità dei genitori. Tale situazione ha determinato la nascita di nuovi poveri composta dai molti genitori costretti a dover lasciare l'alloggio coniugale, gravato in molti casi dai debiti del mutuo contratto all'atto dell'acquisto. In provincia di Bolzano a seguire la strada della separazione sono circa 800 persone l'anno con gravi problemi non solo economici ma anche logistici per entrambi i partner. La metà di questi, infatti, sono costretti a dover ricorrere al libero mercato per cercare un'abitazione in quanto quella comune generalmente è assegnata al coniuge in quanto è ad esso che vengono di norma affidati i i figli. Una vera e propria emergenza sociale i cui effetti non sono stati considerati dalle leggi esistenti, in quanto la famiglia è ancora considerata con gli stereotipi degli anni 60. Ciò premesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale a modificare il regolamento di concessione degli alloggi IPES laddove si prende in considerazione il punteggio da assegnare alle singole domande prevedendo l'inserimento di un punteggio maggiore in favore dei separati e divorziati costretti a lasciare all'altro coniuge l'alloggio di proprietà. Hierzu ist ein Änderungsantrag vom Abgeordneten Minniti eingebracht worden, der wie folgt lautet: Im verpflichtenden Teil werden nach Satzende folgende Worte hinzugefügt: ", sofern diese, nach Abzug der Unterhaltszahlungen und jeglicher sonstigen, dem Ehepartner geschuldeten Summe, ein Einkommen aufweisen, das unter dem Lebensminimum liegt." Nella parte impegnativa, dopo le parole "alloggio di proprietà" sono aggiunte le parole "che, detratti gli alimenti e ogni altra somma dovuta al coniuge, presentano un reddito al di sotto del limite previsto dal minimo vitale". Ich erinnere daran, dass pro Fraktion eine Person sprechen darf. Das Wort hat der Abgeordnete Minniti zur Erläuterung. MINNITI (Il Popolo della Libertà): In più occasioni abbiamo ribadito, nei vari dibattiti sulle leggi che riguardano la casa che sono stati affrontati in quest'aula, che l'attuale legge sull'edilizia sociale in qualche maniera penalizzasse le persone singoli o i giovani. Quando si parla di singoli si parlava proprio delle persone non sposate, separate e, perché no, si può pensare tranquillamente anche alle persone anziane. Con questo ordine del giorno si cerca di porre un altro freno a questa penalizzazione. Per persone singole si fa riferimento anche a persone separate o divorziate. Sappiamo bene che in diverse occasioni, quasi nella totalità nel momento in cui arriva il dramma della separazione, del divorzio all'interno di una famiglia, l'alloggio per vari motivi viene assegnato ad uno dei due coniugi, spesso alla madre, a volte al coniuge maschile, - 47 - ma c'è la sensazione che comunque uno dei due coniugi rimanga particolarmente penalizzato da questo dramma familiare che si aggiunge alla situazione in generale, questo perché molte volte chi vive in un alloggio Ipes e deve affrontare una separazione o un divorzio, nel momento in cui si trova a dover lasciare l'alloggio Ipes si trova anche poi nella difficoltà di ottenere un altro alloggio. Ma questo tipo di impostazione riguarda anche i mutui. Nel momento in cui si ha un mutuo o comunque un aiuto da parte della Provincia per l'acquisto o la ristrutturazione di una casa, e nel momento in cui si subisce una causa di separazione o divorzio, ecco che uno dei due coniugi rimangono penalizzati, perché perdono quel beneficio che avevano avuto nel momento in cui erano sposati. Noi chiediamo quindi di mettere mano a questo sistema e correggerlo anche in favore delle persone separate o divorziate costrette a lasciare l'alloggio di proprietà all'altro coniuge. Ma siccome non vorremmo nemmeno che si verificassero dei tentativi di speculazione su un fenomeno di questo genere che possono sempre essere presenti in qualsiasi occasione, abbiamo pensato di emendare lo stesso ordine del giorno aggiungendo al dispositivo già in essere una parte significativa, ovvero prevedere questo punteggio aggiuntivo. Non parliamo né di tre né di cinque punti, ma comunque di un punteggio aggiuntivo per queste persone che sono costrette ad abbandonare l'alloggio di proprietà lasciandolo all'altro coniuge. Diciamo che questo punteggio deve essere comunque riconosciuto solo a quelle persone che, detratti gli alimenti e ogni altra somma dovuta al coniuge, presentano un reddito al di sotto del limite previsto del minimo vitale. In questa maniera comunque creiamo un livello molto chiaro, sicuramente contro le speculazioni e le strumentalizzazioni, ma comunque un provvedimento capace di poter affrontare la tematica molto seria e grave di coloro che si trovano di fronte al dramma di una separazione o di un divorzio. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Diese Fälle haben in den letzten Jahren sehr stark zugenommen. Deshalb ist es sicherlich wichtig nachzufragen, ob man eine ungefähre Anzahl von diesen Fällen kennt. Natürlich hängt sehr vieles auch davon ab, wie viele getrennte oder gerade geschiedene Ehepartner/Ehepartnerinnen davon betroffen wären. Wenn für diese Personen eine Vorzugsschiene vorgesehen wird, dann beeinträchtigt dies die gesamte Situation. Das bedeutet, dass andere in der Rangordnung noch weiter zurückrutschen und manche überhaupt nicht mehr zum Zuge kommen, wobei mir schon bewusst ist, dass es für getrennte Ehepartner sehr, sehr schwierig ist. Wir wissen, dass meistens die Männer ihren Frauen mit den Kindern die Wohnung überlassen und dann sozusagen auf der Straße stehen. Das sind dramatische Situationen, die wir alle kennen, aber, wie gesagt, ich habe Bedenken, dass durch die Zuweisung einer höheren Punktezahl die Rangordnungen völlig ins Wanken kommen, dass es auch eine Frage der Finanzierbarkeit ist und alles davon abhängt, wie viele jährlich in Frage kommen werden. Vielleicht kann uns der Landesrat oder auch der Einbringer selber, der jetzt zwar nicht mehr die Möglichkeit zu einer Replik hat, darüber berichten, denn es wäre sehr wichtig zu wissen, ob man statistische Daten hat. - 48 - VEZZALI (Il Popolo della Libertà): Presidente, prima diceva che aveva diritto di parola un consigliere per gruppo, chiedo se tiene conto del presentatore o no. Immagino di no, quindi posso prendere la parola. La problematica sollevata dal collega deve destare parecchia attenzione a questo Consiglio, perché nelle coppie separate o divorziate effettivamente il problema maggiore diventa la casa, perché la spesa diventa doppia di fatto, perché i coniugi sono chiamati a spendere soldi per la famiglia comunque, perché i figli vanno comunque mantenuti, va comunque erogata una certa cifra, e voi pensate ad uno stipendio di 1.500 euro al mese per entrambi i coniugi con due figli. Al coniuge obbligato al mantenimento vengono sottratti 5-600 euro mensili, per cui questa persona si trova con 900 euro mensili netti. Pensate se deve pagare anche un affitto! Questo problema va ponderato, perché è un problema sociale che grava su parecchie famiglie che purtroppo arrivano alla separazione o al divorzio con delle spese improvvise. Ritengo corretto fare una graduatoria differenziata, perché è purtroppo une vento che porta a dei disastri oltre ad effettivi ed emotivi anche di natura economica. Molto spesso nelle aule giudiziarie si discute non tanto a chi vanno i figli, il mobilio o a chi va cosa, ma semplicemente quanto mi rimane per poter vivere. Questo è un problema grande che merita attenzione. DELLO SBARBA (Gruppo Verde – Grüne Fraktion – Grupa Vërda): Credo che la proposta del collega Minniti, soprattutto considerando l'emendamento, sia sostenibile. L'emendamento fissa un livello molto basso del reddito che deve essere rispettato e bisogna che queste persone siano al di sotto del reddito previsto dal minimo vitale per avere questo punteggio in più. Quindi con questa limitazione anche la riflessine che ha fatto la collega Klotz sul fatto che ci potrebbe essere una guerra tra poveri si può escludere. Volevo fare un paio di appunti a questo ordine del giorno che comunque così emendato sosteniamo. Nella parte introduttiva il collega Minniti ha una grammatica un po' incerta sui generi, fra maschile e femminile. Alcune volte parla di persone, altre volte sembra dare per scontato che sono solo i padri. Nel diritto di famiglia è vero che in pratica succede che il figlio viene assegnato alla madre nel 99% dei casi, quindi si tengono anche la casa di famiglia, quindi è il padre che deve uscire e cercare un appartamento in affitto, e questo diventa una situazione di disagio sociale. Però teniamo conto che teoricamente è indifferente essere madre o padre, l'assegnazione dei figli potrebbe essere anche al padre. Ci sono alcuni casi virtuosi di padri che si sono meritati l'assegnazione dei figli, perché l'assegnazione va spesso alla madre perché è documentato il fatto che la madre si è fatta carico dei figli molto più del padre fino a quel momento. Alla madre vengono assegnati i figli perché di solito le madri hanno un rapporto con i figli più intenso mentre spesso molti padri sono assenti. Sarebbe un po' strano quindi che al momento della separazione l'affidamento fosse al padre. Teniamo - 49 - conto che ci sono anche molte situazioni di affidamento congiunto dove padre e madre concordano un "fifty-fifty" sia nel tempo, sia nelle spese necessarie per i figli. Detto tutto questo, credo sia uno stimolo positivo. C'è un altro elemento che un po' mi lascia insoddisfatto nel senso che però questo punteggio maggiore non si quantifica. Non so se il presentatore ha pensato a quanta poteva essere la quantificazione. Qui se fosse approvato questo ordine del giorno si lascia alla Giunta provinciale un margine di discrezionalità nello stabilire un punteggio che potrebbe essere o eccessivo o troppo basso. Sarebbe stato meglio quantificarlo in modo tale che la proposta potesse essere la più precisa possibile. Il collega dice che pensava a tre punti. Mi pare che con questa forte limitazione di reddito - si tratta di persone a basso reddito che tra l'altro con questa formulazione vengono impegnate a pagare gli alimenti, perché bisogna anche sapere che c'è anche il mal costume di molti padri che se ne vanno e smettono di pagare gli alimenti, quindi c'è anche un incentivo a pagare gli alimenti, altrimenti viene escluso - l'ordine del giorno sia votabile. SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Senza emendamento mi sembrava quasi un incitamento alla separazione: separatevi e moltiplicate i vostri punteggi! "Laddove si prende in considerazione il punteggio da assegnare alle singole domande prevedendo l'inserimento di un punteggio maggiore", quindi il separato aveva delle prerogative superiori a chi non lo è. Questo è un po' troppo. Che il separato debba avere dei diritti paritetici a tutti gli altri è evidente, ma che debba averne di più è un'esagerazione, perché uno può aver deciso di non sposarsi mai, non capisco perché debba essere considerato "sfigato". Gli stessi diritti a tutti, mi sembra ovvio, quindi non deve esserci una maggiorazione del punteggio. Certo è che l’ordine del giorno con l'inserimento dell'emendamento che dice che il punteggio aggiuntivo spetta alle persone che, detratti gli alimenti e ogni altra somma dovuta al coniuge, presentano un reddito al di sotto del limite previsto dal minimo vitale, mi sta bene, perché con il minimo vitale obiettivamente sono già in graduatoria. Ma non è mica detto che uno che ha il minimo vitale debba essere per forza separato, potrebbe anche essere qualche non sposato, concedetemi, ecco perché sono un po' perplesso. Viviamo in una situazione talmente fuori da ogni regola tradizionale che ci sono persone che hanno due figli e non si sono mai sposati. Ne conosco tanti, ce n'è uno qua dentro. Ma per quale motivo, se il collega Dello Sbarba non si è mai sposato ma comunque ha tre figli da mantenere, nel caso non andasse più d'accordo con la sua compagna, deve avere, se chiede un alloggio Ipes, un trattamento diverso che da quello che gli spetterebbe se fosse separato o divorziato? Penso che lui che è una persona corretta, pagherebbe gli alimenti dal momento in cui i figli sono suoi, portano il suo cognome. Dello Sbarba paga quindi gli alimenti alla sua compagna per i suoi figli, risponde come se fosse uno sposato e separato. A quel punto, siccome lui non li può detrarre dalle tasse perché non è separato, lui "cornuto e mazziato", perché se separato ci sarà pure un motivo – a quest'ora concedetemi una battuta scherzosa – non ha neanche il diritto di essere in una categoria spe- - 50 - ciale. In questo ordine del giorno c'è un incitamento al matrimonio e un incitamento alla separazione per avere un alloggio Ipes. Non posso quindi votare a favore. PÖDER (UFS): Auf jeden Fall besteht dieses Problem und es ist in vielerlei Hinsicht sicherlich ein Problem, das unterschätzt wird. Es führt nicht selten zu recht tragischen Situationen. Ich denke schon, dass in diesem Sinne der Antrag, der irgendwo auch recht weitläufig gehalten ist und in der Umsetzung einiges noch offen lässt, gerechtfertigt ist. Ich weiß nicht ganz, wie dies dann juridisch und gesetzgeberisch umzusetzen ist. Ich frage mich, ob diese Sonderbehandlung im juridischen Sinne gerechtfertigt ist, denn im politischen Sinne ist sie es auf jeden Fall. Ich denke, dass man diesem Antrag zustimmen kann. Die Situation ist aber nicht so einfach wie sie hier geschildert wurde. Wer über viele Jahre hinweg verheiratet war, im selben Haus gelebt und nicht selten entscheidend zur Finanzierung des Hauses oder der Wohnung beigetragen hat und dann aus der Wohnung auszieht, letztlich auf der Straße steht und Unterhalt zahlen muss, sieht, wie seine Familie im bisherigen auch von ihm mitfinanzierten Haus oder Wohnung wohnt und muss dann schauen, wie er zu einer Wohnung kommt. Dies ist sicherlich ein großes Problem. In diesem Sinne ist der Antrag sicherlich wichtig, die Thematik aufs Tapet zu bringen und die Landesregierung aufzufordern, sie in irgendeiner Weise zu lösen. Deshalb werde ich dem Antrag zustimmen. LEITNER (Die Freiheitlichen): Kollege Minniti greift hier ein Problem auf, über das wir schon öfters gesprochen haben. Wir stimmen diesem Antrag erst recht mit dem Änderungsantrag zu, weil es ja eingeschränkt wird. Ich denke, wenn jemand unter dem Lebensminimum liegt, dann ist dies auch gerechtfertigt. In der Praxis ist es häufig so - und diese Fälle kennen wir alle -, dass geschiedenen oder getrennten Männern untersagt wird, das eigene Haus zu betreten, weil das Haus oder die Wohnung der Frau zugesprochen wird, wobei oft auch noch Ratenzahlungen fällig sind. Der Mann muss also die eigene Wohnung verlassen, Raten zahlen und darf nicht einmal darin wohnen, sodass wir die Situation haben, dass viele dieser Männer wieder zur Mutter, das heißt ins eigene ehemalige Elternhaus, zurückkehren. Wir haben in diesem Zusammenhang öfters Klagen von Müttern gehört, die ein bestimmtes Alter haben, die um ihre Söhne regelrecht geweint haben. Solche tragische Situationen kennen wir alle. Offensichtlich haben diese Männer auch ein Problem, dies offen darzustellen und zuzugeben. Es geht hier nicht so sehr um die Schuldfrage, sondern um die Lebenssituation. Wenn es ein Recht auf Wohnung gibt, dann muss man es auch diesen Männern zugestehen und ihnen mit einer anderen Einstufung, nämlich mit einer Zuerkennung von zusätzlichen Punkten, entgegenkommen. Ich denke, dass man dies auch vertreten kann. Deshalb stimmen wir dem Antrag zu. - 51 - TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa - Partito Democratico/Demokratische Partei): Non neghiamo che la questione abbia una certa rilevanza e che c'è un fenomeno, quello rappresentato dai separati e dai divorziati che è in progressiva evoluzione. D'altra parte non riteniamo, come è stato già spiegato in risposta ad alcune interrogazioni, che questa sia la via per risolverlo, anche perché le persone separate o divorziate costrette a lasciare l'alloggio all'altro coniuge vengono considerate, ai sensi dell'ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata, alla stessa stregua delle persone singole. Quindi pur considerando che il fenomeno esiste, l'equiparazione di trattamento in termini di punteggio tra persona singola e partner separato/divorziato si considera anche per il fatto che questi ultimi non sono soggetti terzi rispetto alla decisione del giudice che dispone la cessazione del matrimonio. Questa sentenza riconosce anche ai divorziati non affidatari della prole solitamente anche una congrua somma a titolo di risarcimento del danno subito a seguito dell'assegnazione dell'alloggio coniugale al coniuge affidatario. A questa circostanza conferisce anche una certa sicurezza economica. In ogni caso noi stiamo già realizzando alcune case alloggio, per quanto riguarda i separati-divorziati, in modo tale che chi deve lasciare l'alloggio abbia anche un aiuto soprattutto nella prima fase della fine del rapporto e di fuori uscita dalla casa. Esiste già una convenzione che abbiamo intenzione di sviluppare perché il fenomeno è in crescita, ma modificando i punteggi si vengono a modificare le graduatorie e poi si sorpassano anche altre persone che hanno altri bisogni sociali. Mettere mano alle graduatorie è sempre molto complicato. Quindi pur ritenendo sicuramente questo fenomeno in crescita e riconoscendo che si deve dare un aiuto, modificando il punteggio ogni volta di una categoria poi non si ha chiaro il disegno complessivo. Per questo siamo per respingere questo ordine del giorno. PRÄSIDENT: Wir stimmen über den Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 1 ab: mit 11 Ja-Stimmen, 14 Nein-Stimmen und 3 Stimmenthaltungen abgelehnt. Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 2 vom 28.10.2009, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend zusätzliche Punkte für den Erhalt einer Sozialwohnung bei einer Ansässigkeit von mehr als 28 Jahren. Ordine del giorno n. 2 del 28.10.2009, presentato dal consigliere Minniti, concernente punteggi anche oltre i 28 anni di residenza per gli alloggi IPES. Zusätzliche Punkte für den Erhalt einer Sozialwohnung bei einer Ansässigkeit von mehr als 28 Jahren Die Bestimmungen über die Punktezahl, die für die Zuweisung einer Sozialwohnung ausschlaggebend ist, sehen für die Ansässigkeit in Südtirol höchstens 11 Punkte vor. Diese Höchstpunktezahl erhält man bei einer Ansässigkeit von 28 Jahren und mehr. Diese Bestimmung ist für jene Menschen einschränkend, die praktisch schon seit jeher in - 52 - Südtirol leben. Dies gilt umso mehr angesichts der Tatsache, dass dadurch gerade diese historisch in Südtirol ansässigen Menschen nicht genügend Punkte erhalten, um eine Aussicht auf eine Wohnung zu haben. Auf diese Weise werden die ausländischen Antragsteller bevorzugt, die unter Umständen zwar weniger Ansässigkeitsjahre aufweisen, aber aufgrund des geringen Einkommens und der Überbelegung sowie aufgrund der Anzahl der Familienmitglieder eine höhere Punktezahl erzielen und somit bei der Zuweisung einer Wohnung bevorteilt werden. Es wäre also an der Zeit, Instrumente zu definieren, mit Hilfe derer bei der Zuweisung von Sozialwohnungen das Gleichgewicht zugunsten der heimischen Antragsteller wiederhergestellt wird. Zusätzlich zu den übrigen Vorschlägen des Unterfertigten sollte also die Höchstpunktezahl für die Ansässigkeit abgeschafft werden, damit auch nach Erreichung der derzeit vorgesehenen 28 Jahre im Zweijahresrhythmus zusätzliche Punkte vergeben werden. Aus diesen Gründen verpflichtet der Südtiroler Landtag die Landesregierung, sich dahingehend einzusetzen, dass im Gegensatz zur derzeitigen Bestimmung auch nach Erreichung der aktuell festgelegten 28-jährigen Ansässigkeit unbegrenzt Punkte im Zweijahresrhythmus vergeben werden. ---------Punteggi anche oltre i 28 anni di residenza per gli alloggi IPES Le disposizioni previste per il punteggio attraverso il quale vengono assegnati gli alloggi sociali, prevedono un indice valoriale relativo alla residenza in Alto Adige non superiore agli 11 punti. Questi si acquisiscono, infatti, con 28 anni e più di residenza. Il dispositivo sembra limitativo per le persone che vivono in Alto Adige praticamente da sempre, soprattutto in relazione al fatto che il punteggio così bloccato impedisce proprio a coloro che risiedono storicamente in provincia di Bolzano di poter beneficiare di un punteggio in grado di dare sufficienti garanzie di assegnazione alloggi a vantaggio di quei richiedenti stranieri che magari, pur avendo meno anni di residenza ma un maggior punteggio acquisito grazie al basso reddito e al sovraffollamento, oltreché dovuto al numero di componenti del nucleo familiare, sono avvantaggiati nell'ottenimento dell'alloggio stesso. Insomma sarebbe opportuno individuare strumenti che riequilibrino le assegnazioni IPES anche a riguardo dei richiedenti locali. In questo contesto, fra le altre proposte avanzate dal sottoscritto in merito, si ritiene quindi necessario sbloccare il limite previsto per l'assegnazione di un punteggio legato alla residenza e prevedere, in sostanza, l'assegnazione di un punteggio ogni due anni anche successivamente agli attuali 28 indicati dalle disposizioni. Ciò premesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna La Giunta provinciale affinché si preveda l'assegnazione di un punteggio per le aggiudicazioni degli alloggi IPES ogni due anni anche successivamente agli - 53 - attuali 28 indicati dalle attuali disposizioni senza alcun limite, come diversamente previsto attualmente. Das Wort hat der Abgeordnete Minniti zur Erläuterung, bitte. MINNITI (Il Popolo della Libertà): Da tempo l'impegno che abbiamo condotto in quest'aula in favore dell'assegnazione degli alloggi Ipes ha riguardato moltissimo in particolar modo le persone residenti in Alto Adige, quindi con un occhio di particolare riguardo agli altoatesini, tanto che abbiamo più volte sottolineato come fosse necessario prendere in considerazione per l'assegnazione del punteggio degli anni di lavoro svolti in provincia, attraverso i quali si è contribuito ad una crescita socio-economica di questa terra, o assumendo altre iniziative, questo non per una azione xenofoba nei confronti di nessuno, ma per cercare di tutelare le popolazioni altoatesine e soprattutto quelle comunità che in Alto Adige hanno significatamente operato nell'interesse di questa nostra provincia. L'attuale sistema di assegnazione dei punteggi è per certi versi iniquo, perché per esempio sugli anni di residenza ha un limite di 11 punti. Un cittadino altoatesino che può provenire anche da un altro Stato, che è diventato altoatesino ma che comunque ha della residenza in questa provincia, e quando si parla di altro Stato potrebbe essere una persona che proviene da uno stato non Unione Europea o Unione Europea, qualsiasi persona che ha 28 anni di residenza non potrà mai avere più di 11 punti nel calcolo dell'assegnazione degli alloggi Ipes. Noi riteniamo che questo criterio sia in qualche maniera penalizzante proprio per coloro che vivendo in Alto Adige, magari in qualche maniera operando in Alto Adige, contribuiscono allo sviluppo sociale di questa terra. Ecco perché questo ordine del giorno noi riteniamo dovrebbe tenere in considerazione il fatto che il punteggio che viene assegnato per gli anni di residenza non deve bloccarsi ai 28 anni di residenza, ma dovrebbe continuare con le stesse modalità previste dal regolamento dell'Ipes, che per esempio tiene in considerazione dai 5 agli 8 anni di residenza un punto e poi ogni due anni di residenza da 26 a 27 sono 10 punti, da 24 a 25 sono 9 punti. La nostra iniziativa prevedrebbe che dai 29 ai 30 anni di residenza sarebbero 12 punti, e via dicendo. Di fatto questa maniera sarebbe premiante per i residenti in Alto Adige. SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Mi viene da dire una battuta: per fortuna che i "Finiani" vogliono dare diritti agli extracomunitari il giorno dopo! Nella nuova legge prevista dall'assessorato, mi sembra di ricordare che ci vogliono 23 anni per fare domanda. Allora io ho 23 anni, faccio domanda, a pari reddito il collega Vezzali che di anni ne ha 30 prende l'alloggio e io no. Io sono nato qua, ho 23 anni e mi danno un tot punteggio. Se allungo ancora il brodo dopo i 28 anni, una persona che ha 40 anni riceve l'appartamento perché è più vecchio! Ma che logica è? Per me già i 28 anni sono eccessivi, perché cercare di limitare le assegnazioni agli - 54 - extracomunitari può riguardare 10 anni, dopo 10 anni sono comunque cittadini italiani, per cui cerchiamo di essere obiettivi. Oggi avrei fatto viceversa. Avrei detto che se la legge consente di dare un alloggio ad una persona a 23 anni, dobbiamo considerare il punteggio massimo con 23 anni di residenza, per cui il ragazzo, essendo tanto qua, a 23 anni ha il massimo punteggio di residenza, tanto quanto uno che ne ha 40. Mettendola così succede che una persona che ha 40 anni e guadagna 3.000 euro in più all'anno prende l'alloggio a scapito di quella persona di 23 anni che guadagna 3.000 euro in meno. Non sarà mica giustizia sociale questa! Ci sono delle azioni che pur volendole fare bene, sono superficiali. Io addirittura avrei fatto il contrario, perché è ovvio che il massimo punteggio relativo alla residenza in Bolzano deve essere esattamente massimo quello dell'età minima con la quale una persona può accedere facendo la domanda. Il cittadino di 23 anni, che fa la domanda, deve avere già il punteggio massimo se è nato a Bolzano e deve avere lo stesso punteggio di uno di 40 anni! Non possiamo mica pensare che abbia meno diritti perché non ha ancora 28 anni! Oggi le cose sono così, assessore, che una persona di 28 anni ha più diritti di una persona di 23 anni. Mi è sfuggita la cosa, ma prendo coscienza della cosa che è il massimo della denuncia, direi che il massimo punteggio deve essere assegnato all'età minima prevista per poter fare la domanda, quindi 23 anni, altrimenti va a finire che chi ha più reddito, ma ha 30 anni di età, riceve l'alloggio rispetto ad una persona di 24 anni, che ha meno reddito, ma al quale mancano 5 o 6 anni di vita per avere gli stessi punti. Ritengo impensabile che si possano costruire leggi di questo tipo e mi sembra che non siano da salvaguardia rispetto a gente che viene da fuori, perché comunque anche quelli che vengono da fuori – e lo dico io – dopo dieci anni hanno gli stessi diritti degli altri. Lasciamo pure 23 anni come punteggio massimo, che sono l'età minima per accedere, o addirittura come vuole il collega Minniti, aumentarlo ancora, perché si creano delle condizioni di disparità in base all'anzianità di una persona e questo non è giusto. Se noi andassimo ad attribuire quattro o cinque punti in più con più di 20 anni di residenza, significherebbe che una persona di 60 anni, guadagnando 10 mila euro in più della persona di 23 anni, prenderebbe l'alloggio e quello di 23 anni no? Mi rifiuto di ragionare in questi termini! Dico che il punteggio massimo relativo alla residenza assegnabile deve essere esattamente al massimo l'età minima per accedere, quindi 23 anni, altrimenti si creano disparità che sono assolutamente inconcepibili. DELLO SBARBA (Gruppo Verde – Grüne Fraktion – Grupa Vërda): Questa volta mi spiace di dire al collega Minniti che non sono assolutamente d'accordo. I Verdi non possono sostenere questo suo ordine del giorno. Tempo fa ci furono delle restrizioni anche sulla questione della residenza, perché ricordiamoci che per esempio un paio di anni fa c'è già stato un intervento in questo senso che ha rallentato il ritmo di accumulo dei punti, svantaggiando quelli che non sono nati qui, perché è chiaro che una persona nata qui ad una certa età ha già accumulato una serie di punti - 55 - che una persona che arriva qua non accumula. E questi che arrivano possono essere immigrati, ma possono essere anche cittadini che arrivano da altre parti d'Italia. Io ho fatto una verifica dei sistemi di punteggio per le case sociali prima in Italia e poi in Europa. Noi sappiamo che un alloggio Ipes viene assegnato con 25 punti, di questi fino ad un massimo di 11 possono essere di residenza, cioè quasi la metà del punteggio utile. Ebbene non esiste in Europa un esempio di strutture di punteggio per alloggi sociali in cui l'elemento residenza ha un peso così forte. Aumentare ancora questo peso non mettendo un limite alla progressione del punteggio per la residenza credo che non sia socialmente giusto, perché poi l'elemento della residenza rischia di essere totalmente prevalente rispetto altri elementi che possono essere le condizioni sociali ed economiche della persona. Credo che già il nostro equilibrio tra residenza e altre voci sia nettamente squilibrata a favore della residenza, Non credo che questo squilibrio possa essere aumentato ulteriormente, per cui voteremo contro. TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa - Partito Democratico/Demokratische Partei): Siamo contrari a questo ordine del giorno perché il punteggio massimo di 11 punti è già previsto con 28 anni di residenza. Aumentarlo ulteriormente non ci pare congruo, anzi negli ultimi anni si è intervenuti ben due volte ed è stato alzato il punteggio. Non avrebbe senso un ulteriore aumento del punteggio all'aumentare dell'età di residenza anche per alcune delle considerazioni espresse dai consiglieri che hanno parlato e che non vado a ripetere. Voteremo quindi contro questo ordine del giorno. PRÄSIDENT: Wir stimmen über den Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 2 ab: mit 1 Ja-Stimme, 18 Nein-Stimmen und 7 Stimmenthaltungen abgelehnt. Der Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 3 wurde vom Abgeordneten Minniti zurückgezogen. Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 4 vom 24.11.2009, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend die Dienstwohnungen für Polizeikräfte – Änderung des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13. Ordine del giorno n. 4 del 24.11.2009, presentato dal consigliere Minniti, concernente gli alloggi di servizio alle Forze di polizia – modifica alla legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13. Dienstwohnungen für Polizeikräfte – Änderung des Landesgesetzes Nr. 13 vom 17 Dezember 1998 Die Ordnungskräfte – Staatspolizei, Carabinieri und Finanzpolizei – wurden vom Einvernehmensprotokoll ausgeschlossen, welches von der Landesregierung und dem Verteidigungsministerium unterzeichnet wurde und im Gegenzug zu den von den Streitkräften aufgelassenen Arealen die Errichtung von Dienstwohnungen für die Freiwilligen - 56 - im Dienste der Heereseinheiten, die in Südtirol stationiert sind, vorsieht. Dieser Ausschluss erschwert der zuständigen Verwaltung die Zuweisung von neuem Personal an die Einheiten vor Ort, um die Sicherheitsaufgaben der Streitkräfte wahrzunehmen. Das Problem der Unterkünfte besteht nicht nur in Bozen, sondern auch in anderen Landesteilen, wo es fast unmöglich ist, Wohnungen zum Landesmietzins zu finden, da besagtes Personal nicht die Kriterien des Wohnbauinstitutes erfüllt. Auf diese Weise wird das Personal der drei Polizeikräfte davon abgehalten, Südtirol als Dienstort auszuwählen, mit schwerwiegenden Folgen für den Personalstand. Die derzeitige Situation könnte lediglich dadurch verbessert werden, dass eine angemessene Anzahl an Wohnungen zur Verfügung gestellt wird, die zur Gänze als Dienstwohnungen gelten und jedenfalls zu einem günstigeren Mietzins, unabhängig von der Gehaltsstufe, angeboten werden. Dies vorausgeschickt, fordert der Südtiroler Landtag die Landesregierung auf, den Wortlaut des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, über die Wohnbauförderung durch die Einfügung folgenden Absatzes im Artikel 22 abzuändern: "Nach Anhören der betroffenen Verwaltungen über den Wohnbedarf des Personals, welches vor Ort für die jeweilige Verwaltung Dienst tun wird, kann die Landesregierung mit Durchführungsverordnung den Ordnungskräften, je nach Funktionsebene, eine gewisse Anzahl an Wohnungen oder Wohneinheiten in Wohnheimen in bestimmten Ortschaften und für einen bestimmten Zeitraum vorbehalten. Besagte Wohnungen sind eng an die auf Zeit bekleidete Funktion gebunden und werden als Dienstwohnungen betrachtet. Das genannte Polizeipersonal hat somit das Recht, die zugewiesene Wohnung für die gesamte Dauer der bekleideten Funktion in Anspruch zu nehmen. Das Recht, die zugewiesene Wohnung in Anspruch zu nehmen, endet jedenfalls mit der Beendigung des Dienstverhältnisses." ---------Alloggi di servizio alle Forze di polizia – modifica alla legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13 Le Forze dell'Ordine, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, sono escluse dal protocollo d'Intesa, siglato tra la Giunta provinciale e il Ministero della Difesa, nel quale si prevede appunto la costruzione di alloggi da destinare ai volontari in servizio presso le Unità dell'Esercito, dislocate sul territorio provinciale, di alloggi di servizio in cambio delle aree dismesse dalla Forza Armata. Tale esclusione comporta una difficoltà da parte delle amministrazioni competenti di destinare ai reparti operanti sul territorio di nuovo personale da destinare appunto all'espletamento ai servizi di sicurezza propri delle Forze dell'Ordine. Una difficoltà, quella di alloggi, che si fa sentire non solo a Bolzano ma anche nei centri della provincia dove è pressoché impossibile reperire alloggi a canoni di affitto provinciali in quanto detto personale non rientra nei criteri previsti dall'Ipes. In questo modo si disincentiva il personale delle tre forze di polizia a scegliere l'Alto Adige come zona di servizio con gravi ripercussioni sugli organici. L'attuale situazione potrebbe essere sanata solamente con la predisposizione - 57 - di un adeguato numero di alloggi che dovrebbero essere considerati a tutti gli effetti di servizio e, comunque, a canone agevolato, prescindendo dai livelli di reddito. Ciò premesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano invita la Giunta provinciale a modificare il testo della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, contenente disposizioni sull'ordinamento dell'Ipes, inserendo all'articolo 22 il seguente comma: "Con regolamento di esecuzione la Giunta provinciale può riservare alle forze dell'ordine, distinte per livelli funzionali, un determinato numero di alloggi o di unità abitative di casealbergo, in determinate località per periodi determinati, sentite le amministrazioni interessate sul fabbisogno di alloggi per il personale destinato a prestare servizio in loco presso la relativa amministrazione. Tali alloggi saranno strettamente legati alla funzione ricoperta e considerati di servizio. Il personale di polizia menzionato, pertanto, ha il diritto di occupare l'alloggio assegnato per tutta la durata dell'incarico ricoperto. Il diritto ad occupare l'alloggio assegnato, comunque, cesserà in ogni caso al termine del rapporto di servizio." Das Wort hat der Abgeordnete Minniti zur Erläuterung, bitte. MINNITI (Il Popolo della Libertà): Questo ordine del giorno già spiega quelli che sono i principi naturali, ispirativi dello stesso. Le cosiddette forze di polizia e quindi le forze dell'ordine, Polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, sono state escluse dal protocollo d'intesa fra Provincia e Forze armate, che nell'assegnare alcune delle aree militari sul territorio della provincia di Bolzano prevede anche la realizzazione di circa 300 alloggi di servizio per le Forze armate, ovvero per operatori in divisa per le truppe alpine o di altro reparto. Rimane un problema grande per tutti gli appartenenti alle forze di polizia che sono state escluse da questo protocollo d'intesa che reputo interessante e valido, perché va comunque ad incidere su alcune questioni sulle quali per anni si era dibattuto, ma secondo me bisogna cercare di intervenire come ente pubblico per individuare delle soluzioni che tengano conto delle necessità delle forze di polizia quali quelle che io indico in questo ordine del giorno. Non è la prima volta che mi occupo di questo tema, l'ho già fatto con alcune interrogazioni e con una mozione che deve ancora arrivare in aula. Ritengo che la Giunta provinciale dovrebbe intervenire nella modalità che indico nella parte propositiva della stessa. Credo che sarebbe un bel segnale verso l'esterno. Oggi le forze di polizia, così come le forze armate, sono una parte veramente integrante della comunità altoatesina. A queste forze appartengono cittadini di tutti i gruppi linguistici ormai. Certo ci sono delle grosse difficoltà, tanto e vero che gli stessi operatori delle forze di polizia, gli stessi comandi militari appartenenti alle forze di polizia, così come le truppe alpine, chiedono la possibilità anche di poter imparare meglio la lingua per potersi esprimere meglio nella lingua tedesca sul territorio altoatesino. Quindi c'è una - 58 - reale volontà da parte degli operatori delle forze di polizia di integrasi sempre più in questa provincia e comunque di creare gli strumenti per poter interagire in maniera concreta e adeguata con qualsiasi cittadino altoatesino. A fronte di questa situazione anche l'ente pubblico dovrebbe dare un segnale ben preciso di volere anch'esso una maggiore integrazione di questo personale. Questo ordine del giorno può andare nella direzione auspicabile. È chiaro che un provvedimento di questo genere potrebbe provocare delle polemiche, potrebbe provocare anche dei costi, ma credo sia un passo avanti che la Giunta provinciale dovrebbe fare anche come segno di volontà di sempre maggiore confronto, di sempre maggiore interazione oltre che integrazione di questo personale in Alto Adige, che proprio per la nostra terra e per tutti i cittadini svolge un servizio spesso impeccabile. KNOLL (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Kollege Minniti! Es wird Sie vielleicht überraschen, aber wir werden diesem Antrag nicht zustimmen, und ich möchte dies auch kurz erklären. Wenn wir den politischen Aspekt beiseite lassen und auch nur die Ungleichbehandlung, die dadurch entstehen würde, sehen, dann darf ich Sie daran erinnern, dass dieser Passus nicht umsonst, sondern deshalb eingefügt wurde, damit unsere Leute die Wohnungen bekommen und diese nicht an Polizei- und Militäreinheiten übergehen, vor allem deshalb nicht, weil Polizei- und Militäreinheiten, die in Südtirol stationiert sind, selten Familien und oft Einzelpersonen sind. Es ist ja nicht so, dass sie keine Wohnungen hätten. Gerade die Polizei und die Carabinieri sind Militäreinheiten, wobei wir im ganzen Land Kasernen haben, die leer stehen und teilweise verfallen, weil das Militär diese Kasernen nicht aufrecht erhält. Wenn es dem Militär wirklich ein Anliegen wäre, dass diese Leute in Südtirol adäquat untergebracht werden, dann sollte es dafür sorgen, dass die Gebäude, die sie bereits haben, ausgebaut und ihrem Personal zur Verfügung gestellt werden. Ich glaube aber nicht, dass noch einmal die öffentliche Hand zur Kasse gebeten werden darf, denn diese Gebäude sind dem Militär mehr oder weniger auch geschenkt worden. Es hat erst kürzlich einen Handel für diese Tauschgeschäfte mit dem Land gegeben, wobei wiederum Wohnungen für das Militär gebaut wurden, obwohl es bei einer objektiven Betrachtung ein Tauschhandel gewesen ist, der zu Ungunsten der öffentlichen Hand und auch zu Ungunsten der eigentlichen Grundeigentümer gewesen ist. Wenn man sich in anderen Regionen Italiens ein bisschen umschaut, wie es dort gehandhabt wurde, dann sieht man, dass beispielsweise im Aostatal Militärgrundstücke, die nicht mehr benötigt wurden, automatisch ans Land übergegangen sind und es dafür nicht irgendeinen Tauschhandel gebraucht hat. Hier wurde bereits dem Militär in sehr großzügiger Weise entgegengekommen. Deshalb besteht absolut kein Bedarf, Wohnungen zu Lasten der öffentlichen Hand zur Verfügung zu stellen. - 59 - TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa - Partito Democratico/Demokratische Partei): Siamo contrari a questo ordine del giorno. Va ricordato che questa previsione esisteva già ed è stata successivamente abrogata con l'art. 44 della legge provinciale 3 maggio 1999. Prima dell'abrogazione dell'art. 22, comma 5, dell'ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata la legge prevedeva la riserva di un determinato numero di abitazioni da parte dell'Ipes a favore delle forze dell'ordine. Tali abitazioni potevano essere occupate dagli aventi diritto esclusivamente per la durata del rapporto di servizio. A seguito dell'abrogazione dell'art. 22 i contratti di locazione che originariamente erano a tempo determinato sono stati trasformati a tempo indeterminato, quindi stipulati fra gli assegnatari e l'Ipes. Attualmente a nostro avviso non sussistono i presupposti per ripristinare questa previsione, mentre esistono una serie di accordi fra lo Stato e la Provincia per la costruzione di alloggi in cambio di aree. Essendo quindi stata abrogata questa strada ed essendo stati previsti altri tipi di accordo, crediamo che questo ordine del giorno non debba essere accettato. PRÄSIDENT: Wir stimmen über den Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 4 ab: mit 3 Ja-Stimmen und 23 Nein-Stimmen abgelehnt. Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 5 vom 2.12.2009, eingebracht von den Abgeordneten Leitner, Mair, Egger, Tinkhauser, Stocker Sigmar, Pichler Rolle, Stirner Brantsch, Tommasini, Stocker Martha und Klotz, betreffend behindertengerechtes Wohnen. Ordine del giorno n. 5 del 2.12.2009, presentato dai consiglieri Leitner, Mair, Egger, Tinkhauser, Stocker Sigmar, Pichler Rolle, Stirner Brantsch, Tommasini, Stocker Martha e Klotz, concernente abitazioni a misura di disabile. Behindertengerechtes Wohnen Um behindertengerechtes Wohnen in besserer Form zu gewährleisten, fordert der Südtiroler Landtag die Landesregierung auf, folgende Maßnahme bei nächster Gelegenheit in Form eines Gesetzesartikels in das Wohnbaugesetz aufzunehmen: "3-bis. Besteht die Familie des Antragstellers aus mehr als vier Mitgliedern und ist eines der Familienmitglieder ein Rollstuhlfahrer oder eine Person, die eine Pflegeperson benötigt, kann die Wohnfläche der Wohnung um 28 Quadratmeter Wohnfläche erhöht werden." --------Abitazioni a misura di disabile Onde garantire ai disabili alloggi più adeguati ai loro bisogni - 60 - il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano invita la Giunta provinciale a inserire quanto prima sotto forma di articolo nella legge sull'edilizia abitativa agevolata la seguente misura: "3-bis. Qualora la famiglia del richiedente sia composta da più di quattro persone e uno dei componenti della famiglia sia persona costretta su sedia a rotelle o persona che necessita di assistenza, la superficie abitabile dell'abitazione popolare può essere aumentata di 28 metri quadrati." Hierzu ist ein Ersetzungsantrag von den Abgeordneten Schuler, Noggler, Stirner Brantsch, Tinkhauser, Stocker Sigmar, Steger und Tommasini eingebracht worden, der wie folgt lautet: Behindertengerechtes Wohnen Um behindertengerechtes Wohnen in besserer Form zu gewährleisten, fordert der Südtiroler Landtag die Landesregierung auf, folgende Maßnahme bei nächster Gelegenheit in Form eines Gesetzesartikels in das Wohnbaugesetz aufzunehmen: "Aufgrund des erhöhten Wohnraumbedarfs einer Familie, in der eine Person lebt, die eine dauerhafte körperliche Behinderung aufweist, legt die Landesregierung innerhalb von 180 Tagen Kriterien fest, mit welchen bei der Zuweisung von Mietwohnungen und bei sämtlichen Maßnahmen der Wohnbauförderung dem erhöhten Wohnraumbedarf Rechnung getragen wird." ---------Abitazioni a misura di disabile Onde garantire ai disabili alloggi più adeguati ai loro bisogni il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano invita la Giunta provinciale a inserire quanto prima sotto forma di articolo nella legge sull'edilizia abitativa agevolata la seguente misura: "In seguito all'aumentato fabbisogno abitativo di una famiglia in cui vive una persona con un handicap fisico permanente, la Giunta provinciale stabilisce entro 180 giorni i criteri con cui si tiene conto dell'aumentato fabbisogno abitativo nell'assegnazione di abitazioni in locazione e in tutti i provvedimenti dell'edilizia agevolata." Ich frage den Erstunterzeichner, Abgeordneten Leitner, ob er mit dem vom Abgeordneten Schuler und von anderen Abgeordneten eingebrachten Ersetzungsantrag zu seinem Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 5 einverstanden ist. Das Wort hat der Abgeordnete Leitner, bitte. - 61 - LEITNER (Die Freiheitlichen): Wie Sie sehen, sind die Unterzeichner mehrheitlich dieselben. Nachdem es um denselben Inhalt – der Antrag ist nur anders formuliert – geht, nehmen wir den Ersetzungsantrag an. Es geht hier um Menschen mit Behinderung. Ich denke, es wäre das schlimmste Zeichen, wenn man in diesem Fall versuchen würde, politisches Kleingeld zu wechseln. Es geht hier wirklich um Menschen, die Schwierigkeiten haben und darum, deren Situation zu verbessern. Dieser Antrag ist zwar etwas elastischer, wir nehmen ihn aber trotzdem an. PRÄSIDENT: Danke, Abgeordneter Leitner! Sie haben als Erstunterzeichner die Möglichkeit zur Erläuterung des Antrages. Das Wort hat der Abgeordnete Dello Sbarba zum Fortgang der Arbeiten. DELLO SBARBA (Gruppo Verde – Grüne Fraktion – Grupa Vërda): Sull'ordine dei lavori. È una questione di comprensione del testo e di congruità fra la versione in lingua italiana e la versione in lingua tedesca, perché credo che la parola "aumentato" nel testo italiano dia adito a delle incomprensioni. Quando io ho un aumentato fabbisogno, vuol dire che se avevo un certo fabbisogno 100, poi ad un certo punto questo bisogno mi è aumentato. Deduco dal testo italiano che mi è aumentato perché è successo qualcosa ad un familiare che ha acquisito un handicap fisico. Mentre nel testo in lingua tedesca si dice che chi ha una persona con handicap fisico ha un maggiore bisogno abitativo. Proporrei ai proponenti, dato che sono d'accordo con il testo, quindi ci tengo che esso sia chiaro, di sostituire la parola "aumentato" con la parola "maggiore fabbisogno abitativo", altrimenti si potrebbe intendere che c'è un elemento che è aumentato. PRÄSIDENT: Condivido il rilevo. Si dovrebbe scrivere "maggiore fabbisogno", così si capisce. Suonerebbe così: "in seguito al maggiore fabbisogno abitativo di una famiglia in cui vive una persona…". Così il testo sarebbe molto più chiaro. Al posto di "aumentata" va inserito "maggiore". Correggiamo così il testo in lingua italiana. Im italienischen Text des Beschlussantrages wird das Wort "aumentato" mit dem Wort "maggiore" ersetzt. Das Wort hat der Abgeordnete Leitner, bitte. LEITNER (Die Freiheitlichen): Ich habe in der Generaldebatte dazu kurz Stellung bezogen. Ich möchte es hier nicht länger ausführen. Es geht einfach darum, dass Menschen mit Behinderung, vor allem Rollstuhlfahrer, die Notwendigkeit haben, mehr Platz zur Verfügung zu haben, denn wenn man an das Bad oder an die Küche denkt, dann sollten sich diese Räume auf einer Ebene befinden, weil sonst Rollstuhlfahrer bestimmte Dinge nicht erreichen können. Es ist ganz einfach erklärt. Deshalb ist - 62 - es sicherlich gerechtfertigt, dass man die Obergrenze für das maximale Ausmaß der Wohnfläche erweitert. SCHULER (SVP): Der Ersetzungsantrag geht wesentlich weiter als der Beschlussantrag Nr. 5, weshalb ich es kurz erläutern möchte. Im Beschlussantrag Nr. 5 war vorgesehen, dass, wenn die Familie des Antragstellers aus mehr als vier Mitgliedern besteht und eines der Familienmitglieder ein Rollstuhlfahrer oder eine Person ist, die eine Pflegeperson benötigt, um eine erhöhte Wohnfläche angesucht werden kann. Ähnliche Bestimmungen gibt es bereits im Artikel 43, in dem die Möglichkeit vorgesehen ist, dass bei begründetem Antrag und wenn ein Mitglied der Familie Rollstuhlfahrer oder eine Person ist, die eine Pflegeperson benötigt, die Wohnfläche der Wohnung erhöht werden kann. Der Beschlussantrag Nr. 5 würde die heutige Möglichkeit eher noch einschränken, weil eine fixe Quadratmeteranzahl vorgesehen ist, während der Ersetzungsantrag einen erhöhten Wohnraumbedarf zulassen würde. Wir haben den Ersetzungsantrag auch noch aus einem anderen Grund eingebracht, und zwar weil er sich nicht nur auf den Artikel 43, in dem es um die Angemessenheit einer Wohnung geht, sondern auch auf andere Artikel bezieht, die geändert werden müssten, um den Familien, in denen ein Mitglied ein Rollstuhlfahrer oder eine Person ist, die eine Pflegeperson benötigt, die Möglichkeit zu geben, Begünstigungen oder einen Vorteil zu erzielen. Es ist einmal der Artikel 17, der die Unbewohnbarkeit bzw. die Überfüllung einer Wohnung anbelangt. Auch hier könnte mit diesem Ersetzungsantrag eine neue oder zusätzliche Regelung eingeführt werden. Dann sind im Artikel 41, in dem es um die Bestimmungen der Volkswohnungen geht, bestimmte Quadratmeter, ohne Ausnahmemöglichkeiten für Familien mit einer behinderten Person, vorgesehen. Dann sind noch im Artikel 104, in dem es um den Wohnungstausch geht, keine Ausnahmeregelungen vorgesehen. Mit dem Ersetzungsantrag könnte es möglich sein, solche Ausnahmen vorzusehen. Darüber hinaus geht es nicht nur um die Anerkennung bestimmter Flächen, sondern auch um die Beiträge selber. Hier wird die Möglichkeit geschaffen, dass die Landesregierung über entsprechende Kriterien festlegen kann, dass auch bei der Wohnbauförderung und beim Wohngeld neue oder ergänzende Bestimmungen vorgesehen werden, damit den Familien auch höhere Förderungsbeiträge und ein höheres Wohngeld bezahlt werden kann, in denen eine Person lebt, die eine dauerhafte körperliche Behinderung hat. Danke schön! TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all’edilizia abitativa - Partito Democratico/Demokratische Partei): Naturalmente accogliamo questo ordine del giorno con la modifica. Approfitto per ringraziare tutti i colleghi, perché su questo punto c'è stato in queste ore un lavoro comune. Siamo arrivati ad una formulazione soddisfacente per dare una risposta a questo bisogno sociale. Grazie a tutti per la collaborazione. - 63 - PRÄSIDENT: Wir stimmen über den Ersetzungsantrag zum Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 5 ab: einstimmig genehmigt. Ich möchte mitteilen, dass die Arbeiten morgen Vormittag mit der Behandlung des Beschlussantrages (Tagesordnung) Nr. 6 wieder aufgenommen werden. Die Sitzung ist geschlossen. UHR 18.55 ORE SITZUNG 37. SEDUTA 3.12.2009 Es haben folgende Abgeordnete gesprochen: Sono intervenuti i seguenti consiglieri: DELLO SBARBA (26, 48, 54, 61) KLOTZ (23, 47) KNOLL (58) LEITNER (32, 37, 50, 61) MINNITI (46, 53, 57) PICHLER ROLLE (34, 37) PÖDER (19, 50) SCHULER (62) SEPPI (12, 49, 53) STIRNER BRANTSCH (10) TOMMASINI (2, 38, 44, 51, 55, 59, 62) VEZZALI (48)