storia delle donne nell`informatica - Università degli studi di Napoli
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storia delle donne nell`informatica - Università degli studi di Napoli
Donne Donne ee Tecnologie Tecnologie DiDiT.Cimmino T.CimminoeeC.Maddaluno C.Maddaluno giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 1 Introduzione • Le nuove tecnologie si sono sviluppate all’interno di un preciso contesto sociale,storico, economico e culturale e sono per questo attraversate da modelli sociali, stereotipi e pregiudizi. • In questo processo è particolarmente influente il sistema di genere nella misura in cui pervade, con le sue differenze e asimmetrie, l’intera vita sociale: l’universo della tecnologia ne porta necessariamente l’impronta • Nonostante gli storici della tecnologia abbiano completamente ignorato il ruolo delle donne, alcune figure femminili sono state ultimamente riscoperte ed è stato riconosciuto il valore dei loro contributi giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 2 ADA BYRON Ada Byron rappresenta una figura storica di riferimento per tutte le donne che si occupano di nuove tecnologie. In bilico tra scienza e poesia. la sua storia significa prendere consapevolezza di quale sia stato il rapporto delle donne con i calcolatori. Fondamentali i suoi contributi allo sviluppo dei concetti basilari del calcolo moderno:il suo visionario progetto è ormai riconosciuto come il primo programma della storia dell’informatica. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 3 ADA BYRON • Ada Augusta Byron, nasce in Inghilterra nel 1815, unica figlia legittima del poeta romantico George Byron. Dopo la nascita di Ada la madre si separò dal marito e, per paura che la figlia potesse manifestare le medesime inclinazioni del poeta, si impegnò a darle un’educazione scientifica. • Il destino che le poteva riservare la società del suo tempo l’avrebbe costretta nel ruolo di madre, ricamatrice, gentildonna, ed invece Ada si applicò con passione alla matematica e al calcolo. Giovinetta, dichiarò di aspirare ad una "scienza poetica" e tutto il suo pensiero analitico fu intriso di immaginazione e metafore giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 4 ADA BYRON Sarà proprio la sua capacità di intuire e vedere più in là dei sui contemporanei a portarla, a metà degli anni’ 30, ad entusiasmarsi per le ricerche di un matematico di Cambridge, Charles Babbage, che lavorava da anni alla progettazione dell’Analytical Engine, un’enorme struttura composta da ben 25 mila parti, precursore dei calcolatori del XX secolo Babbage, lavorando a questo progetto, presentò gli sviluppi in un seminario a Torino, nell’autunno del 1841. Un italiano, Menabrea, scrisse un riassunto di ciò che Babbage aveva descritto che pubblicò in una relazione, in francese, insieme ad alcune sue valutazioni. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 5 ADA BYRON Ada, nel 1843, sposata con il conte di Lovelace e madre di tre bambini, tradusse in un articolo in lingua inglese la relazione di Menabrea apportando le sue personali e, al tempo, visionarie considerazioni. Nel suo articolo Ada sviluppò nuove implementazioni alla progettazione dalla macchina analitica di Babbage tra cui la possibilità di calcolare formule algebriche mediante l’uso di schede perforate e un piano di calcolo per i numeri di Bernoulli (ora considerato il primo "programma di Lovelace") . Tra i suoi commenti vi era anche la previsione che una tale macchina potesse essere usata per comporre musica complessa, per produrre grafica e utilizzata sia per usi pratici che scientifici giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 6 Macchina Analitica giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 7 ADA BYRON Dopo aver contribuito agli studi sulla progettazione della macchina analitica la sua vita fu tormentata dalla malattia, ma di lei è rimasto un incredibile epistolario scientifico Bisogna aspettare la seconda metà del Novecento per vedere riconosciuta l’opera di Ada Bryron. Nel 1979, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha onorato il ricordo di Ada Augusta Byron Lovelace battezzando "ADA" un linguaggio di programmazione per grandi sistemi di calcolo particolarmente innovativo. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 8 Osservazioni La forza trasgressiva di questo personaggio sta nel suo appassionarsi allo studio di materie riservate, per il suo tempo, agli uomini e di unire discipline considerate ancora oggi antitetiche: la letteratura e la tecnica. Questa sua operazione di arricchimento della tecnologia con aspetti legati al linguaggio poetico e metaforico è riprova della straordinaria capacità femminile di "tenere insieme", rompere gli schemi imposti, affermare il proprio pensiero e la propria soggettività. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 9 Osservazioni Conoscere la sua storia significa prendere consapevolezza di quale sia stato il rapporto delle donne con i calcolatori e scoprire come la realtà che ci viene presentata dimentichi, più o meno volutamente, personaggi che possono intaccare pregiudizi e stravolgere l’idea che oggi abbiamo della tecnologia. E’ una scoperta che porta sconcerto, stimola l’impegno, rendendo il mondo della tecnologia una sfida per noi tutte. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 10 GRACE HOPPER Rear Admiral Grace Hopper è stata una matematica, scienziata di computer, progettista di sistemi e ha inventato il concetto di "compilatore" dei programmi software. Dei suoi contributi intellettuali hanno beneficiato le accademie, l'industria e l'esercito. Nel 1928 si laurea in matematica e fisica presso il Vassar College. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 11 GRACE HOPPER E' nota in tutto il mondo per la sua attività sul primo computer digitale della marina, il MARK I. Nel 1949 si unisce a Eckert e Mauchly, tecnologi americani, nella costruzione dell’ UNIVAC I ,calcolatore elettronico digitale. Lavorò sull'idea del compilatore per fare in modo che il calcolatore fosse in grado di leggere istruzioni scritte in linguaggio naturale, fino a sviluppare il più noto Linguaggio di programmazione commerciale Il COBOL giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 12 GRACE HOPPER Grace Hopper servì la facoltà della Moore School per 15 anni spese una gran parte della sua carriera inventiva dimostrando che qualunque cosa non sia mai stata fatta prima non è detto che sia impossibile da realizzare. E' con questo approccio mentale positivo che le capacità della Hopper consentirono lo sviluppo del primo compilatore nel 1952. Se pensiamo che il linguaggio macchina è fatto di soli 1 e 0 potete immaginare quale sforzo e spreco di tempo tutto ciò poteva creare all'epoca, senza contare gli errori. La Hopper sentiva che ci doveva essere una soluzione al problema. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 13 GRACE HOPPER Determinata a risolvere la questione, impostò il programma che avrebbe liberato i programmatori dall'esigenza di scrivere codice binario Ma non solo, ogni volta che il computer era chiamato a svolgere una funzione già nota, il compilatore gliela avrebbe messa a disposizione predisposta allo scopo. prelevandola da una libreria Il compilatore, dunque, era una splendida soluzione per risparmiare tempo ed errori, ma la Hopper non si fermò qui. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 14 GRACE HOPPER E inventò il COBOL, il primo linguaggio familiare utilizzabile per scrivere programmi gestionali, linguaggio in uso ancora oggi. Andò in pensione nel 1986, dopo avere consegnato alla storia il suo prezioso lavoro e l'esempio della sua determinazione a risolvere qualsiasi problema. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 15 GRACE HOPPER Il suo successo fu basato principalmente sulla solida educazione ed una forte volontà inquisitoria. Nel suo ufficio navale teneva appeso un orologio che girava al contrario, per ricordarsi del principio-chiave del successo: molti problemi hanno più di una sola soluzione giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 16 GRACE HOPPER La più famosa programmatrice di computer fu conosciuta con vari appellativi, tra cui: "Gran Lady del software", oppure "Amazing Lady" o "Nonnina del Cobol Aveva iniziato ad insegnare matematica alla Vassar nel 1931, dove rimase fino a quando entrò a far parte della riserva della Marina Militare degli Stati Uniti, nel 1943, e divenne la prima programmatrice del MARK I, un computer della marina. L'amore della Hopper per il Mark I cessò dopo pochi anni, quando la sua attenzione fu attratta dall'UNIVAC I, una macchina mille volte più veloce del Mark I. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 17 GRACE HOPPER Nel 1946 venne congedata ed entrò nel Computation Laboratory della facoltà di Harvard, dove proseguì il suo lavoro sul Mark II e Mark III. Ma nel 1949 si unì ad Eckert e Mauchly alla Computer Corporation di Philadelphia, successivamente chiamata Sperry Rand, dove progettò il primo computer commerciale elettronico da produrre in serie: l'UNIVAC I. Cambiò la vita di tutti quelli che operavano nel mondo dei computer sviluppando il Bomarc System, divenuto successivamente COBOL (Common Business Oriented Language). Il COBOL rese possibile ai computer di comprendere le parole anzichè i soli numeri giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 18 GRACE HOPPER Fu promossa con i gradi di Capitano nel 1973 e nel 1977 venne assunta come consulente speciale al comando, presso il NAVDAC (Naval Data Automation Command), dove restò fino alla pensione Nel 1983 Philip Crane dichiarò che era ora che la Marina riconoscesse i meriti speciali di questo ufficiale, richiamato dal pensionamento per lavorare ancora per 15 anni, e che la promuovesse al grado di Commodoro. La proposta fu accettata e la Hopper, alla tenera età di 76 anni, fu promossa Commodoro giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 19 GRACE HOPPER Il suo grado fu poi elevato a quello di Ammiraglio nel 1985, facendo di lei una delle rarissime donne ammiraglio della marina statunitense. Nel 1985 la Navy Regional Data Automation Center costruì un nuovo complesso per la elaborazione dei dati, che venne battezzato: The Grace Murray Hopper Service Center. Captain Grace Hopper nella sua divisa blu invernale di fronte ad un computer mainframe giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 20 Curiosità E' sempre alla Hopper che venne attribuito il termine "bug" per indicare errori nei programmi, e la cosa nacque da un errore del Mark II che fece impazzire i tecnici, fino a quando scoprirono che un relè non funzionava in modo corretto proprio perchè un insetto vi era rimasto incastrato. il capitano incollò la falena rimossa sul registro del computer e annotò: «1545. Relay #70 Panel F (moth) nel relay. First actual case of bug being found». giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 21 Curiosità • il registro è conservato presso lo Smithsonian National Museum of American History primo caso reale di insetto trovato„. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 22 Le Ragazze dell’ ENIAC Al centro dell’attenzione le condizioni di accesso e la presenza delle donne nel settore dell’ITC giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 23 Le Ragazze dell’ ENIAC Cinquant'anni dopo aver prodotto i programmi per l'ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computer), il primo computer della storia, Kay Mauchley Antonelli, Jean Bartik, Betty Holberton, Marlyn Meltzer, Frances Spence, e Ruth Teitelbaum sono venute alla ribalta, grazie al premio assegnato loro dall'associazione americana 'Women in Technology International', che promuove figure femminili che hanno contribuito nell'industria. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 24 Cos’è l’ ENIAC L'ENIAC è considerato il primo calcolatore della storia tutto elettronico. La sua costruzione é iniziata nel 1943. Progettisti l'ingegnere J. P. Eckert, il fisico J. W. Mauchly e il matematico H. Goldstine. Finanziatori: l'Università di Pennsylvania e l' Esercito degli Stati Uniti. L'ENIAC sostituì i relè con le valvole elettroniche ed era programmabile, nel senso che poteva essere di volta in volta predisposto a svolgere diverse funzioni giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 25 Cos’è l’ ENIAC L'ENIAC era costituito da 18.000 valvole, pesava 30 tonnellate, occupava 180 metri quadri di superficie; svolgeva 300 moltiplicazioni al secondo. Per farci un'idea, quelli odierni, nelle grandi università (anni 2000) ne svolgono in un secondo 300 miliardi, un miliardo di volte più potenti. Nel 1996 è stato festeggiato negli USA l’anniversario della sua costruzione. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 26 Prima dell’invenzione dei computer le donne venivano utilizzate per compiere lunghi calcoli perche'... Grazie alle loro doti di precisione e al fatto che non era difficile trovare donne che avevano studiato la matematica che potevano essere impiegate per compiti ripetitivi e meno remunerativi rispetto a quelli affidati agli uomini I linguaggi di programmazione infatti non erano ancora stati inventati e istruire l'Eniac . Chi programmava l'Eniac doveva settare ogni singolo bit a 0 o a 1 per comporre il codice che doveva essere eseguito e tale sequenza doveva essere ripetuta ogni volta. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 27 Le donne e l’Eniac Nel 1942, dopo l’ingresso in guerra degli Stati Uniti, molte donne vennero “arruolate” per questo tipo di compito (eseguire calcoli) . Quando il progetto dell’ENIAC era quasi terminato, nell’autunno del 1945, sei di loro vennero scelte per essere addestrate come programmatrici dell’ENIAC: Kay Mauchley Antonelli, Jean Bartik, Betty Holberton, Marlyn Meltzer, Frances Spence, e Ruth Teitelbaum universalmente note come “le donne dell’ENIAC giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 28 Le donne e l’Eniac Erano tutte laureate in matematica e furono selezionate da un gruppo di ottanta già arruolate dall'esercito per il calcolo manuale delle traiettorie balistiche. Le “ragazze” dell' Eniac dovettero per prima cosa imparare a programmare e lo fecero senza manuali, senza insegnanti e soprattutto senza Eniac. Prima di avvicinarsi alla macchina, dovettero studiarne il modello teorico e, a partire da quello immaginare un modo di programmarla. Il loro lavoro fu un successo e nel 1946 l'Eniac venne presentato pubblicamente e rimase in servizio fino al 1955. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 29 Le donne e l’Eniac I compiti delle programmatrici all'interno del gruppo erano così suddivisi: Marlyn Meltzer e Ruth Teitelbaum si occupavano del calcolo delle equazioni relative alle traiettorie balistiche. Frances Spence e Kathleen Antonelli furono assegnate alla “Differential Analyzer” un calcolatore ancora in parte meccanico dedicato anch'esso al calcolo di equazioni balistiche. Il loro compito consistette in particolare nella formazione delle donne addette all'Analyzer. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 30 Le donne e l’Eniac Infine il terzo gruppo, formato da Jean Bartik e Betty Holberton, fu quello che si prese carico di imparare a programmare la “Master Programmer” ovvero una unità che, se opportunamente settata, permetteva l'esecuzione di sottoprogrammi. In questo modo arrivarono con successo alla dimostrazione pubblica del febbraio 1946. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 31 Computer’s Girls Da sinistra: Patsy Simmers, che sorregge un componente di ENIAC. Gail Taylor, che sorregge un componente di EDVAC. Milly Beck, che sorregge un componente di ORDVAC. Norma Stec, che sorregge un componente di BRLESC-I giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 32 Operatrici di Eniac giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 33 Bellezza ed ingegno Hedy Lamar: la bellissima attrice austriaca che ha contribuito alla nascita dei sistemi di comunicazione wireless giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 34 Hedy Lamar Insignita nel 2000 dal premio speciale dalla EEF (Electronic Frontier Foundation) per avere brevettato, ma mai sfruttato in termini economici, lo spread spectrum, un principio comunemente usato nelle tecnologie wireless. Famosa per i suoi nudi che allora scandalizzarono parte dell’opinione pubblica (in particolare quello del film Ecstasy), scompare poco dopo in Florida all’età di 87 anni. Secondo la leggenda l’idea dello spread spectrum nacque ad una cena con il musicista d’avanguardia George Antheil e li porterà, nell’Agosto 1942, alla registrazione del brevetto giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 35 Spread Spectrum Lo Lo spread-spectrum spread-spectrum in in italiano italiano espansione espansione di di spettro, spettro, èè una una tecnica tecnica utilizzata utilizzata nelle nelle telecomunicazioni telecomunicazioni in in cui cui ilil segnale viene trasmesso trasmesso su su una una banda banda di di frequenze frequenze segnale viene che che èè considerevolmente considerevolmente più più ampia ampia di di quella quella dell'informazione dell'informazione contenuta contenuta nel nel segnale segnale stesso stesso .. Tutto Tutto ciò ciò viene viene fatto fatto oo allo allo scopo scopo di di migliorare migliorare rapporto rapporto segnale/rumore. segnale/rumore. eliminando eliminando ilil maggior maggior numero numero di di interferenze interferenze giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 36 Hedy Lamar L’attrice, che era stata sposata con un fabbricante d’armi austriaco, sa che lo sforzo della ricerca in quegli anni è fortemente orientato alla realizzazione di nuovi sistemi di difesa e pensa alla possibilità di eliminare le possibili intercettazioni dei siluri radiocomandati sostituendo ad una frequenza fissa una variabile. L’idea è geniale, ma le tecnologie di allora non lo permettevano . giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 37 Hedy Lamar A questo ci pensa il musicista Antheil che divise tutto il campo disponibile delle frequenze in 88 “canali” (tanti quanto il numero di tasti del pianoforte) e insieme idearono un metodo di far saltare il segnale da un campo all’altro a intervalli regolari la cui frequenza di successione doveva però essere segreta e conosciuta solamente da chi trasmetteva e da chi riceveva il segnale. L’idea, chiamata “Sistema di comunicazione segreta”, fu brevettata l’11 agosto 1942 con il numero 2.292387. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 38 Hedy Lamar L’idea trovò una applicazione nel 1962 durante il blocco di Cuba e in tempi recenti ha trovato applicazione nella telefonia “cellulare” e nelle reti wireless. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 39 Anita Borg Anita Borg (1949-2005), l'informatica che ha dedicato la sua vita all'affermazione delle donne e delle minoranze nel mondo dei computer. Nata a Chicago nel 1949, la Borg si è laureata in informatica alla New York University nel 1981. giovedì 19 aprile 2007 Pochi anni più tardi, notando la minima percentuale di donne presenti nel settore informatico, ha fondato Systers, una mailing list pensata per supportare, guidare ed incoraggiare le donne che volevano affermarsi nel settore. Systers conta attualmente più di 2500 membri in 38 paesi. Università degli Studi di Napoli Parthenope 40 Anita Borg Anita Borg è stata anche tra le fondatrici della Grace Hopper Celebration in Computing, una conferenza dedicata anch'essa al ruolo delle donne nel settore informatico. Nel 1999, il presidente statunitense Clinton l‘ha nominata membro della Commissione per la Promozione delle Donne e delle Minoranze nella Scienza, nell'Ingegneria e nella Tecnologia.. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 41 Partecipazione Femminile Dalla ricostruzione storica dello sviluppo del computer è emerso che nel campo dell’informatica si è assistito ad una certa partecipazione femminile (soprattutto per quanto riguarda la programmazione software) nei primi stadi e nel momento in cui le forze armate hanno richiesto l’intervento degli uomini nell’esercito, a cui ha seguito l’esclusione delle donne. La presenza femminile ha cominciato a diminuire, non casualmente, quando gli uomini si sono accorti dell’importanza, del prestigio e del valore economico di simili professioni. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 42 Marginalizzazione femminile Ciò sembra essere avvenuto negli anni ’60 quando, intuendo le potenzialità del computer, il governo americano ha cominciato a fare investimenti sempre più consistenti. Nella storia del computer, ma più in generale in tutta la storia del lavoro femminile, soprattutto negli ambienti scientifici e tecnologici (per esempio si guardi anche al ruolo delle donne nello sviluppo delle imprese telegrafiche) si assiste ad una precisa dinamica che vede la marginalizzazione della presenza femminile allorché viene riconosciuto il prestigio e il valore sociale ed economico di una certa professione. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 43 Marginalizzazione femminile Un processo simile ha riguardato anche il campo della biologia. A cavallo tra ottocento e novecento questa disciplina si concentrava soprattutto nella classificazione e descrizione di nuove specie di piante ed animali e le attività connesse erano spesso svolte dalle donne. Negli anni quaranta e cinquanta avvenne una vera e propria rivoluzione nella divisione del lavoro nel settore: con la scoperta del DNA e gli studi sulla biologia molecolare si intuì l’enorme potenziale scientifico ed economico di questa disciplina e fu così che gli uomini si riappropriarono del settore. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 44 Esclusione delle donne L’esclusione delle donne dal settore informatico, iniziata negli anni sessanta, perdura tutt’oggi e le tecnologie nel frattempo prodotte rivelano chiaramente quest’assenza, proponendo artefatti dalla logica e dal linguaggio prettamente maschili. Non si tratta qui di proporre di “femminilizzare” le professioni e le discipline tecniche ma, piuttosto, di pensare ad una critica interna, ad un confronto di punti di vista di uomini e donne.. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 45 Esclusione delle donne Dalle nostre indagini sull’occupazione femminile è emerso chiaramente che, ad una maggiore presenza femminile in certe professioni, l’effetto sociale che si scatena è quello di spostare la definizione di valore e prestigio in altri settori (rischio che potrebbe anche correre un’eccessiva identificazione del telelavoro con il genere femminile) oppure, nel peggiore dei casi di eliminare la presenza femminile come è avvenuto per le matematiche impegnate nella realizzazione dei primi computer. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 46 Discriminazione della tecnologia Le tecnologie possono diventare fonte di nuovi rischi di discriminazione per le donne ma, perdendo le donne, le stesse tecnologie si escludono da un contributo che sicuramente apporterebbe valore e contenuti più ampi allo sviluppo degli artefatti. Le tecnologie prodotte riflettono il punto di vista della cultura in cui si sviluppano e possono per questo portare a gravi forme di discriminazione non solo rispetto al genere, ma anche rispetto a classe, etnia e razza. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 47 Discriminazione della tecnologia Il caso del ponte di Moses , che congiunge Long Island con Manhattan, è da questo punto di vista esemplare:inizialmente era stato strutturato in modo tale da non permettere alle classi meno abbienti che utilizzavano i mezzi pubblici, troppo alti per transitare sotto un sottopassaggio troppo basso - di accedere ad una zona élitaria della città. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 48 Discriminazione della tecnologia Costruito negli anni ‘50/’60, questo ponte rappresenta un chiaro esempio di come una tecnologia possa vietare accesso e cittadinanza proprio a quel gruppo sociale più debole che non è in grado di far valere il proprio punto di vista nello sviluppo tecnologico. Le tecnologie producono effetti sociali da non sottovalutare, alla stregua di una decisione politica che prevede l’aumento delle tasse. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 49 Discriminazione della tecnologia Questa decisione riflette un punto di vista ed una certa ideologia nonché precisi o discriminazione ed effetti simili possono essere facilmente prodotti anche dalle tecnologie. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 50 Una partenza difficile Le ricerche condotte alla fine dello scorso millennio sul rapporto fra donna e nuove tecnologie in Italia e non solo avevano rilevato nella popolazione femminile un consistente gap tecnologico rispetto agli uomini anche a parità di grado d'istruzione, età, condizione sociale: il digital divide emergeva come nuova espressione del tradizionale modello sociale e culturale, resistente ai cambiamenti e capace di relegare la donna ai margini della vita di un Paese giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 51 Una partenza difficile Supporto a questo sistema il cosiddetto "effetto alone": la popolazione femminile oggetto di tutti questi pregiudizi ha manifestato la tendenza ad assecondarli e si è riconosciuta nelle caratteristiche che le venivano attribuite Il sistema scolastico tuttora non prevede strumenti adeguati a promuovere e sostenere allo stesso modo attitudini maschili e femminili: spesso ha favorito l'orientamento delle ragazze verso gli studi umanistici e ha alimentato il pregiudizio che le discipline tecnico – scientifiche e tutto quello che ruota attorno ad esse, computer compreso, siano "cose da uomini non adatte alle donne". giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 52 Una partenza difficile RISULTATO Una cronica mancanza di tempo da investire nel lavoro, nella formazione, nell'aggiornamento CONCLUSIONI Condizionate su più fronti, le donne italiane hanno risposto in modo più lento e difficoltoso rispetto agli uomini all'avanzare del progresso tecnologico proprio perché la cultura in cui vivono non le ha preparate ad affrontarle. . giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 53 Generazione Femminile e nuove Tecnologie BAMBINE DONNE Ragazze ANZIANE giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 54 BAMBINE Le bambine dai 3 ai 10 anni hanno colmato velocemente il gap tecnologico che le separava dai coetanei fino a pochi anni fa: come i bambini, usano il computer per studiare ma soprattutto per giocare, attività importante perché favorisce a lungo termine quella familiarità con le nuove tecnologie che nelle età più elevate è ancora appannaggio prevalentemente maschile giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 55 BAMBINE Le bambine hanno migliorato le loro possibilità di accesso al computer nello stesso arco di tempo che è stato necessario alle ragazze: la percentuale di bambine che usa il computer sia per lo studio che per il gioco ha quasi raggiunto i numeri delle percentuali maschili e il gioco in particolare occupa per le bambine lo stesso tempo che occupa per i bambini – anche se il mercato dei videogiochi non attribuisce ancora all'utenza femminile lo stesso peso di quella maschile e quindi le proposte sono più limitate giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 56 Videogiochi per le bambine I videogiochi, sempre se adatti all'età del bambino e usati come alternativa ad altri passatempi più tradizionali, rappresentano una possibilità di sentire il computer familiare e vicino perché richiedono un coinvolgimento in prima persona nell'azione che si svolge sullo schermo . giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 57 Videogiochi per le bambine Nello stesso tempo i videogiochi stimolano la capacità di gestire più fonti in contemporanea che non solo rispecchia un modello di organizzazione del lavoro che appartiene alla tradizione femminile ma rappresenta un'abilità indispensabile per l'uso della rete. E' facile comprendere che i videogiochi rappresentano un'esperienza cruciale per le bambine: un'esperienza destinata a favorire verso le nuove tecnologie un approccio più fiducioso rispetto a quello delle loro sorelle maggiori o delle loro madri giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 58 Ragazze e nuove tecnologie Negli ultimi anni le ragazze tra gli 11 e i 18 anni hanno superato il gap tecnologico che ancora le separava dai coetanei maschi rispetto alla capacità di usare il computer e la rete, ma secondo i dati più recenti l'evoluzione del rapporto delle ragazze con le nuove tecnologie è frenato dal permanere di quegli stereotipi culturali che vogliono il genere femminile inadatto alla tecnologia in particolare e alla scienza in generale giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 59 Ragazze e nuove tecnologie Le preadolescenti e le adolescenti hanno visto crescere le loro possibilità di accesso e di uso del computer e della rete fino a raggiungere la parità con i coetanei nell'arco di soli due anni - dal 2000 al 2002 - e hanno elaborato un loro modo di intendere e di usare le nuove tecnologie, viste non come mezzo da dominare ma come strumento per comunicare, per studiare e per completare la loro formazione e dove il poco tempo dedicato allo svago si spiega con la limitata presenza di videogiochi adatti a loro, dato che la maggioranza dei prodotti è pensata per utenti di sesso maschile giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 60 Ragazze e nuove tecnologie Questa capacità di recupero di una iniziale posizione di svantaggio è un dato ricorrente nel cammino delle nuove leve della popolazione femminile: si delinea il profilo di una generazione di ragazze che studiano con maggiore continuità e profitto rispetto ai coetanei, curiose e attente, consumatrici privilegiate e sempre più numerose di cinema, teatro, musica, libri, radio e internet: in rete acquistano visibilità siti web e portali progettati e gestiti da ragazze e dedicati alle ragazze. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 61 Ragazze e nuove tecnologie In questo quadro sotto molti aspetti promettente si inserisce un elemento di forte criticità: la familiarità crescente con il computer non può compensare da sola il permanere di radicati pregiudizi e condizionamenti culturali e non è sufficiente a modificare le scelte scolastiche delle ragazze: sono ancora troppo poche le giovani che si orientano verso studi tecnico - scientifici dopo la scuola dell'obbligo e a livello universitario, quando devono compiere le scelte più importanti per il loro futuro lavorativo giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 62 Ragazze e nuove tecnologie Ecco che si crea una situazione doppiamente rischiosa per le ragazze: Vengono escluse dalle opportunità lavorative che l'ICT offrirà anche in futuro poiché continuano a riversarsi in settori dell'occupazione oramai saturi uno per tutti, l'insegnamento nella scuola primaria e secondaria: giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 63 Ragazze e nuove tecnologie Rischiano di essere relegate al ruolo di semplici utenti di strumenti pensati e prodotti da altri: l'assenza di una "massa critica" di ragazze nel settore dell'ICT condiziona la capacità futura di influenzare l'evoluzione della tecnologia e delle sue applicazioni con contributi declinati al femminile. Delegando ogni competenza e decisione ai loro coetanei: meno brillanti, meno curiosi, ma dalla formazione decisamente più tecnica. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 64 Donne e nuove tecnologie Secondo un Report del Centro Studi del Ministero dell'innovazione, le donne adulte - fra i 18 e i 65 anni - che usano abitualmente le nuove tecnologie costituiscono un'utenza in crescita, anche se il loro numero rimane significativamente inferiore a quello degli uomini Queste donne presentano una fisionomia ben precisa: . sono giovani: circa il 64% di esse ha un’età compresa tra i 25 e i 44 annì sono occupate quasi il 72% sono istruite: il 62,9% ha un diploma di scuola media superiore e il 25,6% una laurea giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 65 Donne e nuove tecnologie Si può notare che il profilo di queste utenti presenta caratteristiche opposte a quello delle casalinghe a forte rischio di esclusione: questo dimostra ancora una volta che le difficoltà di approccio al computer delle donne non sono determinate dal genere ma dagli strumenti culturali che possiedono e dalla capacità del contesto sociale in cui vivono di offrire proposte concrete ed efficaci di accesso alle nuove tecnologie giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 66 Donne e nuove tecnologie Per le donne adulte, come per le ragazze, l'interesse e la curiosità sono forti ma sono determinati da ragioni diverse perché sono diversi le età e i ruoli: mentre le ragazze vedono nel computer e nella rete uno strumento utile per comunicare o per completare la propria formazione Le donne adulte percepiscono le potenzialità che le nuove tecnologie possono offrire in termini di miglioramento delle condizioni di lavoro, di vita e di aggiornamento professionale . giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 67 Donne e nuove tecnologie L'uso del computer e della rete come mezzo ludico è molto limitato rispetto alla controparte maschile anche per le donne adulte come per le ragazze, ma per ragioni differenti: l’ allontanamento in questo caso è causato dalla mancanza di tempo a disposizione dato che in Italia, all'interno delle coppie, non esiste una equa ripartizione dei carichi di lavoro familiari e l'onere del menage domestico ricade ancora quasi interamente sulle donne giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 68 Donne e telelavoro: le potenzialità Il telelavoro è un modo di lavorare che può essere adatto a molti, non solo alle donne: è vero però che, in certe condizioni, può favorire le categorie di lavoratori più svantaggiate: nel nostro caso, le donne L'unica condizione necessaria per poter telelavorare è quella di svolgere un'attività immateriale, i cui risultati possano essere trasmessi via cavo giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 69 Donne e telelavoro: le potenzialità Il telelavoro che svincola il lavoratore dal dovere di essere fisicamente presente in un certo luogo per un numero fisso di ore diventa un'alternativa adatta a diverse persone, uomini e donne, e si propone come una soluzione innovativa per diverse ragioni: organizzazione del lavoro: la produttività del lavoratore non viene più misurata sul tempo che ha trascorso alla scrivania ma sul risultato ruoli familiari: se anche gli uomini trascorrono una maggiore quantità di tempo in casa si favorisce un loro maggiore coinvolgimento nel "lavoro di cura" di figli piccoli e genitori anziani pari opportunità di carriera per entrambi i sessi: secondo indagini svolte sul telelavoro, il telelavoratore è più produttivo perché non è più stressato dal problema dei tempi morti dedicati al trasporto, dalla lontananza fisica da casa, dal rigido orario "dalle 9 alle 5". giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 70 Donne e Telelavoro: I dubbi Il telelavoro può apparire come una soluzione esclusivamente per le donne che inseguono difficili compromessi tra lavoro domestico ed extra-domestico perché l'annullamento della distanza casa – ufficio migliora la convivenza di diversi impegni. Contemporaneamente il telelavoro sembra un'alternativa pericolosa per la donna lavoratrice che potrebbe rischiare ancora una volta l'esclusione da concrete possibilità di avanzamento professionale giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 71 Donne e Telelavoro: I dubbi Il telelavoro è stato visto inizialmente come una forma di lavoro adatta alle donne perché appariva adatto a conciliare "tempo della vita" e "tempo del lavoro" grazie alla possibilità di eliminare gli spostamenti verso il luogo di lavoro rimanere in casa con i figli piccoli o i genitori anziani come già accadeva in passato con molti altri lavori femminili gestire con una certa autonomia l'orario di lavoro giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 72 Donne e telelavoro: I rischi Il telelavoro però, se non è progettato con cura, rischia di emarginare la donna dal contesto produttivo: ridimensiona alcuni diritti della telelavoratrice rispetto a quelli dei colleghi riconduce la donna in casa e, potenzialmente, in una condizione di isolamento sociale impedisce alla donna di coltivare nell'ambiente di lavoro quella rete di alleanze ed esperienze che è determinante per favorire il miglioramento della professionalità e l'avanzamento di carriera. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 73 Donne anziane e digital divide Le donne anziane - dai 65 anni in su - rappresentano il gruppo sociale che vive in modo più serio l'esclusione dalle nuove tecnologie: nello stesso tempo, sono fra le persone che potrebbero trarre i maggiori vantaggi, per esempio, dall'accesso al web: la rete potrebbe rivelarsi per loro un' occasione per sfuggire all'isolamento e alla scarsa autonomia per varie disabilità e per acquisire nuovi margini di indipendenza e nuove possibilità di relazione. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 74 Donne anziane e digital divide Le iniziative avviate a favore delle donne anziane in tempi recenti sono state svariate, sia a livello nazionale che locale e sono consistite in interventi formativi - sia a livello nazionale che locale - e legislativi, ma gli ostacoli all' inclusione di questa fascia di popolazione nella società dell'informazione sono molteplici e rendono l'obiettivo di realizzare l'inclusione in tempi brevi tanto ambizioso quanto lontano giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 75 Donne anziane e digital divide Come in altri contesti, anche qui vi sono lodevoli eccezioni, ma nella condizione della stragrande maggioranza delle donne anziane ricorrono condizionamenti precisi che quasi sempre si sommano, amplificando i loro effetti negativi: genere: la possibilità di istituire un approccio con le nuove tecnologie è contrastata dall'idea di non essere all'altezza in quanto donne e dalla convinzione che in rete non ci siano contenuti utili e adatti a loro . giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 76 Donne anziane e digital divide scarsa disponibilità economica: questo fattore è strettamente legato alla condizione di casalinghe, molto diffusa in questa fascia di età: le donne anziane non possiedono grandi risorse economiche, quindi non hanno denaro da spendere nelle nuove tecnologie basso grado di scolarizzazione: la donna anziana, ancor più frequentemente del coetaneo, ha raggiunto un grado di istruzione molto basso e che normalmente non favorisce la capacità di crearsi nuovi interessi e nuovi stimoli giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 77 Donne anziane e digital divide età avanzata: l'età rappresenta un ostacolo serio perché tende ad aggravarsi col passare del tempo: la persona anziana si rinchiude in se stessa anche inconsapevolmente: si diradano le occasioni di vita sociale e di consumi culturali e aumenta la diffidenza verso quello che è nuovo, che appare estraneo e inadatto a sé proprio in ragione dell'età – è diffusa la convinzione che il computer e la Rete sia "roba da giovani" disabilità: molte disabilità, quando non sono presenti alla nascita o nella prima infanzia, cominciano a manifestarsi quando si supera l'età matura come conseguenza di patologie di diversa natura: è il caso di molte forme di ipovisione che diminuiscono la possibilità di accesso al web della persona anziana giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 78 Un problema negato Sin dalla prima riunione per la pianificazione delle ricerche, in ambito europeo per quanto concerne progetto “Donne e informatica”,riunendo intorno a un tavolo insegnanti, formatrici, utenti avanzate, esponenti del mondo della produzione informatica, è apparso chiaro che l'esistenza di un gap di genere nell'accesso e nell'uso delle nuove tecnologie è un dato di fatto rimosso e negato Se a livello generale il fenomeno acquista una sua evidenza, le persone chiamate a esprimersi sulla propria realtà specifica tendono a spostare la soglia oltre la quale il problema esiste. Di volta in volta si dice che è un problema che riguarda le generazioni più vecchie, e tra i giovani non è più avvertibile. Oppure che riguarda solo il momento dell'iniziazione all'uso, e tra le utenti abituali ogni differenza scompare. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 79 Un problema negato Oppure ancora che il problema non è circoscrivibile all'uso delle nuove tecnologie, ma riguarda la donna nella famiglia, nella società, nel lavoro. Se il gap esiste, la sua origine e le eventuali soluzioni vanno cercate altrove. Un primo obiettivo del progetto è stato quello di verificare e di dare visibilità alle differenze di genere nel rapporto con le nuove tecnologie, attraverso un'indagine di tipo sociologico su un campione di studenti e studentesse e di popolazione adulta. I dati dell'indagine dimostrano che il gap esiste, e in forme diverse riguarda anche i giovani giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 80 La tecnologia è neutra? E' uno degli assunti da cui partono coloro che tendono a risolvere il gap di genere esclusivamente a partire dalle possibilità di accesso alle nuove tecnologie, dalle possibilità di apprendimento, dalla diffusione di programmi di alfabetizzazione per gli adulti. Forti di questa convinzione, molti ritengono che con il tempo e con una precoce iniziazione alle nuove tecnologie nelle scuole, le differenze di genere tenderanno a scomparire. La ricerca documentaria, che ha preso in esame soprattutto la letteratura di paesi dove la diffusione di computer nelle scuole, a casa e nei luoghi di lavoro è iniziata a partire dagli anni '80, porta a considerazioni differenti: giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 81 La tecnologia è neutra? I prodotti tecnologici sono il risultato di relazioni di produzione specifiche e riflettono l'orientamento e gli interessi specifici dei gruppi che partecipano al processo di produzione. Generalmente, questi gruppi sono costituiti da uomini bianchi, di classe media, provenienti da paesi occidentali (del centro). Ciò significa che il genere (insieme ad altri fattori d'identificazione come razza e classe) viene automaticamente e tacitamente integrato nei sistemi tecnologici. In altre parole, gli artefatti tecnologici riflettono una visione particolare di come verranno utilizzati e a quale scopo, di quali saranno le persone a farne uso e in quali determinati contesti fisici e sociali (Adam 1998). Pertanto, la convinzione che sia possibile arrivare a ciò che è puramente tecnico, dopo aver eliminato a uno a uno i vari strati di determinazione sociale è altamente discutibile giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 82 La tecnologia è neutra? Per quanto riguarda le tecnologie informatiche, i luoghi di ricerca e produzione vedono una scarsa presenza femminile, che non è aumentata neppure con il passare degli anni. Anzi, in America e in Gran Bretagna si rileva un calo delle donne iscritte ai corsi di computer science, già a partire dagli anni '80, con il conseguente calo di presenze femminili nell'università, nella scuola, nella formazione, nel mondo della produzione. In pratica, È quindi l'appropriazione delle nuove tecnologie informatiche da parte dei maschi che le trasforma in un'attività prevalentemente maschile. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 83 La tecnologia è neutra? Se le tecnologie informatiche sono di segno maschile, questo non implica una rinuncia delle donne a utilizzarle È importante tuttavia riconoscere che sistemi di tecnologia diversi possono seguire traiettorie diverse e rappresentare interessi diversi. Questo significa che è possibile, per esempio, che le donne reagiscano in modo diverso dal previsto di fronte a strumenti tecnologici considerati 'maschili'. In senso più generale, non è corretto presumere che le donne automaticamente rifiuteranno un sistema tecnologico, se lo percepiscono come 'maschile'. Al contrario, le donne a volte aspireranno ad acquisire certe abilità (considerate 'maschili' o comunque associate alla sfera d'azione dei maschi) precisamente perché la società e il mercato attribuiscono loro un alto valore (Adam 1998) giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 84 La tecnologia è neutra? Ed è quello che è avvenuto per le donne che sono entrate in contatto con le nuove tecnologie nell'ambito lavorativo, o per le donne che vogliono migliorare la propria posizione professionale, o ancora entrare o rientrare nel mercato del lavoro. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 85 Abort e …… C'è una parola nel linguaggio informatico che la dice lunga sull'identità di genere dell'high tech : "abort" Vuol dire chiudere un programma del pc senza mantenere le modifiche fatte. Quale progettista donna avrebbe mai usato un termine emotivamente così forte per un comando da dare ad una macchina? E poi ancora kill o crash oppure execute, termini aggressivi, mutuati dal gergo militare. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 86 Cultura del computer La cultura del computer, nata con la diffusione di massa delle nuove tecnologie informa di sé i propri “cittadini” attraverso un vocabolario specialistico, valori,credenze, obiettivi e norme che riflettono gli interessi e i punti di vista di coloro che partecipano allo sviluppo tecnologico. Ne è un esempio la sintassi del “controllo” e del “comando” che regola il sistema operativo dei nostri computer, e che trae origine da modelli di pensiero gerarchici e strutturati dall’alto in basso tipicamente militari. La stessa metodologia d’uso del computer è stata condizionata da questa sua origine costringendola in una logica di “ordini” e “comandi”. Termini come “abort”, “kill” o “execute” fanno parte del gergo militare, trasmettono aggressività e riflettono il loro simbolico d’appartenenza fatto di controllo, dominio, violenza e competizione. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 87 Cultura del computer La sociologa Sherry Turkle che lavora al Massachusets Institute of Technology (MIT), (1999) individua proprio in questo tipo di terminologia una delle cause della reticenza femminile all’utilizzo del computer. Mai nessuna progettista donna, nel rispetto e consapevole della propria soggettività, avrebbe utilizzato un termine dai connotati e dal significato così forte come “abort” per esprimere semplicemente un comando che significa “chiudere un programma” senza mantenere le modifiche fatte. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 88 Il primo impatto con la macchina Per le donne è molto spesso sotto il segno della paura. Lo rilevano le formatrici e i formatori, lo ribadiscono efficacemente le donne intervistate nei corsi di formazione Per molto tempo quando mi parlavano di prendere in mano un computer ho provato panico e paura: di fare pasticci, di bloccare tutto, di sbagliare... poi, frequentando il corso, mi sono resa conto che molte paure erano veramente ingiustificate e mi sono sentita una stupida per non averci provato prima (allieva del CEP) giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 89 Il primo impatto con la macchina E sotto il segno della sfiducia nelle proprie capacità, che pur essendo in qualche modo sempre presente nelle donne che escono dal contesto familiare e si confrontano con il mondo, è viva anche nel contesto scolastico, dove le ragazze sono unanimamente considerate “più brave” Sul concetto di capacità, vale la pena di soffermarsi su quanto emerge dalla ricerca documentaria: giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 90 Il primo impatto con la macchina Il problema della competenza tecnica è direttamente collegato a quello delle capacità. I risultati di un grande numero di ricerche hanno dimostrato che le capacità sono culturalmente definite. Si è dimostrato, inoltre, che a capacità acquisite nel contesto della sfera domestica viene attribuito un valore inferiore rispetto alle capacità che si acquisiscono invece in un contesto formale o istituzionale. Questo è un dato di particolare rilievo quando si considera la variabile genere: le capacità delle donne, infatti, sono considerate 'naturali' o 'innate' e pertanto non sono riconosciute come capacità vere e proprie, perché sono viste come il risultato della socializzazione delle donne all'interno della sfera domestica (Elson & Pearson 1981) giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 91 Il primo impatto con la macchina Per tornare alla paura, è questa forse la vera motivazione per cui difficilmente le donne sono autodidatte nel loro percorso di apprendimento delle nuove tecnologie. E i corsi di formazione possono diventare uno strumento molto forte per aiutare a superare la paura e per rafforzare la consapevolezza nelle proprie possibilità. corsi di formazione servono a incoraggiare continuamente le donne, aiutandole ad acquistare fiducia in se stesse con nuove capacità, ma anche a rinforzare e potenziare quelle capacità di cui sono provviste. (Formatrice del Lewisham College). giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 92 Il primo impatto con la macchina Più in generale, il timore è presente anche nei primi passi maschili verso il computer, ma raramente è associato alla sfiducia nelle proprie capacità: nell'identità maschile è forte il legame con le tecnologie, quindi, superato un primo momento, l'approccio verso la macchina e verso i programmi è molto più disinvolto e libero. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 93 Donne e informatica L’immaginario Certo, ho notato differenze nell'approccio al computer fra donne e uomini. Tenendo i corsi per sole donne alla Libera università delle donne, mi è capitato di lavorare in modo esplicito anche sull'atteggiamento verso la macchina. Sicuramente sono emerse delle difficoltà nell'approccio legate a un immaginario che attribuisce alla macchina capacità e possibilità proprie del mondo maschile: c'è un atteggiamento vissuto di ostilità come se il computer riassumesse un mondo o qualcosa che viene negato. Nei discorsi delle donne sui computer, spesso vengono citati i mariti, i fidanzati, i figli. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 94 Donne e informatica L’immaginario Dalle parole di una formatrice intervistata per una ricerca sociologica, emerge in modo chiaro che per le donne il rapporto con la macchina non si limita al "qui ed ora", ma trova i suoi fondamenti in un immaginario spesso rinforzato dalle relazioni sociali e familiari in cui le donne sono immerse. E ancora,dalla ricerca sociologica giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 95 Donne e informatica L’immaginario Secondo i dati della nostra ricerca, la dimensione culturale rappresenta un nodo fondamentale della questione. Sappiamo, ad esempio, come fra le donne adulte prevalga un atteggiamento iniziale di timore verso la macchina. Un timore che, se non superato, si trasforma in vero e proprio ostacolo insormontabile. Il motivo che spiega questo timore può essere individuato proprio in quella visione culturale diffusa che con il suo sistema di significati ha reso "territorio inaccessibile" le competenze di tipo informatico, delineando i confini di una nuova situazione di diseguaglianza e disparità di genere. Così ogni tentativo di avvicinare quel territorio da parte delle donne si carica di una serie di significati che hanno a che fare direttamente con l'emancipazione. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 96 Giocare non per gioco Una delle maggiori differenze tra uomini e donne nell'approccio alle nuove tecnologie è proprio sul versante ludico. E se è vero che la motivazione professionale può rafforzare il processo di apprendimento e rendere più sistematico e "serio" lo studio, sembra ormai assodato che è nel gioco che si delinea e si consolida il rapporto tra la persona e le tecnologie informatiche. Dalla ricerca documentaria giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 97 Giocare non per gioco Secondo le ricerche portate avanti finora sul tema, la familiarità dell'utente con i videgiochi rappresenta un vantaggio significativo nell'acquisire abilità informatiche che potranno essere in seguito applicate ad altri settori, come ad esempio quelli del lavoro o dell'educazione (Haddon 1992). Ciò mette in luce due possibili aree di investigazione: primo, la responsabilità e il ruolo dei genitori e la dinamica delle relazioni familiari nel determinare modalità d'uso (facilitando l'accesso all'apparecchio e al software, incoraggiandone l'uso, garantendo momenti di tempo libero, e così via) che sembrano essere differenziate fortemente tra bambini e bambine e, possibilmente, tra uomini e donne. Il secondo punto ha come oggetto d'analisi i videogiochi e il loro mercato in quanto altamente caratterizzati dalla variabile del genere giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 98 Giocare non per gioco Infatti, secondo la nostra ricerca, più assidui partecipanti nella cultura dei videogiochi sono i bambini e i giovani adulti maschi. Sono questi a fare i maggiori acquisti di software e, di conseguenza, sono principalmente i loro gusti e bisogni a determinare le scelte di questo mercato. Le ragazze, invece, comprano raramente questo tipo di giochi. Le rare volte che giocano con questo tipo di software, lo fanno prendendo a prestito i giochi dei loro fratelli o dei loro amici. Pertanto, non influenzano in alcun modo il mercato con le loro specifiche modalità di consumo. Il relativo disinteresse manifestato dalle ragazze e dalle donne per i videogiochi dipende da un numero di fattori, tra cui il formato e gli obiettivi di questi giochi giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 99 Giocare non per gioco Nonostante questo, come segnale di un mutamento in corso, anche tra le ragazzine si sta diffondendo, sia pure con lentezza, la cultura del videogioco. E molte case produttrici, a cominciare dall'esperienza americana di Purple Moon di Brenda Laurel, hanno cominciato a progettare e sviluppare videogames destinati esclusivamente a un pubblico femminile. L'approccio ludico al computer però non resta limitato a una particolare età della vita, ma sembra riproporsi anche in adulti che sono arrivati "tardi" alle nuove tecnologie e influisce sulle modalità di apprendimento. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 100 Le modalità dell'apprendimento La difficoltà nel primo approccio, l'assenza di un atteggiamento ludico verso la macchina, portano a modalità di apprendimento molto differenti tra uomini e donne. Per sintetizzare, in generale gli uomini sono più disordinati e creativi, più smanettoni, le donne sono più metodiche e sistematiche. Questo dato emerge in modo inequivocabile attraverso tutte le ricerche, ed è abbastanza costante in tutte le età. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 101 Le modalità dell'apprendimento La differenza non dovrebbe significare di per sé un giudizio di valore, ma di fatto, poiché la trasmissione del sapere avviene per lo più attraverso figure maschili, le modalità degli uomini sembrano essere le "migliori". E nelle situazioni di apprendimento "miste", è il gruppo maschile quello destinato comunque a prevalere. Sul fenomeno che attribuisce valore a ciò che di per sé non dovrebbe averne, e alla lunga porta a sminuire le capacità femminili, è illuminante questo brano della ricerca documentaria: giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 102 Le modalità dell'apprendimento In uno studio del 1991, si rilevò un'altra differenza comportamentale tra maschi e femmine: mentre le femmine lavorerebbero sistematicamente seguendo il testo e il manuale degli esercizi (dato peraltro discutibile), i maschi sarebbero più propensi a giocare con i videogames. I docenti del convegno di Perth a cui furono presentati questi dati conclusero all'unanimità che i ragazzi giocavano con il computer perché più sicuri di se stessi in relazione al mezzo, e che le ragazze invece seguivano le istruzioni in mancanza di una maggiore familiarità e disinvoltura con la tecnologia in questione. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 103 Le modalità dell'apprendimento Invece, abbiamo visto che queste differenze corrispondono ad atteggiamenti e strategie differenti dovuti in larga misura alle differenze nei processi di socializzazione da parte dei ragazzi e delle ragazze. In più, Spender riporta un suo personale esperimento nel quale, a un convegno che ebbe luogo un anno più tardi sulla costa orientale dell'Australia, presentò gli stessi dati, invertendoli. Sarebbero state le femmine questa volta a giocare con i videogames e i maschi a seguire il programma. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 104 Le modalità dell'apprendimento L'interpretazione unanime fu sorprendentemente la stessa: i ragazzi seguivano il programma perché consci della serietà della materia, e perché sicuri di se stessi; le ragazze, invece, giocavano perché, non avendo sufficiente conoscenza, erano insicure e non prendevano con serietà la materia Cio dimostra che la discriminazione d’interpretazione giovedì 19 aprile 2007 esiste a monte dei dati, a livello Università degli Studi di Napoli Parthenope 105 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Negativi L’organizzazione di corsi di formazione per sole donne, proposti e messi a punto in molte scuole secondarie miste, non può costituire un’auspicabile soluzione fintanto che non vengano messi in discussione gli atteggiamenti pregiudiziali dei formatori, nella scuola e nella famiglia, e fintanto che non vengano democratizzate le attuali relazioni di potere fra i sessi. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 106 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Negativi L’ostilità e l’aggressività maschile anzichè diminuire a livelli superiori di formazione sembrano invece intensificarsi, sia per ciò che riguarda il comportamento degli studenti sia per quello del corpo accademico e tecnico degli istituti universitari. Davies, docente di computer science in un’università australiana, riscontra un’esplicita brutalità virtuale contro la donna in molte attività e giochi pornografici ‘virtuali’ a cui gli uomini, studenti e docenti, si dedicano sui loro schermi nei laboratori durante e fuori orario di lavoro. Davies interpreta questo abuso da parte degli uomini come una tattica per marcare quello che ritengono essere il loro territorio, cioè come una strategia di controllo del loro potere giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 107 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Positivi C’è forse un modo migliore per affrontare il problema della disuguaglianza tra i sessi nell’accedere alle nuove tecnologie. Si tratta, cioè, di prendere come punto di partenza gli esempi positivi della competenza femminile in questo campo e di analizzarli allo scopo di ricavarne lezioni per il futuro e modelli da imitare per tutte le donne. Questo è il senso della pubblicazione bimensile on-line di ‘Geekgirl’ di Rosie Cross e Lisa Pears, che riporta le testimonianze di donne che sono diventate esperte nell’uso del mezzo. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 108 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Positivi Il consenso generale – e questo viene confermato da altre storie raccolte on-line da WITCH, Women In Touch Communication and Help – è che, una volta superata la reticenza iniziale, o addirittura paura verso il computer, l’informatica si può trasformare in un mondo stimolante, eccitante e capace di dar mille soddisfazioni. Lo studio condotto da Sherry Turkle su 25 studentesse di computer science ad Harvard rivela un leggero senso di apprensione nei confronti della macchina anche nel caso di queste donne altamente preparate. La reticenza è tuttavia un fenomeno transitorio che non impedisce alla donna di raggiungere altissimi livelli (Turkle1988). giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 109 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Positivi Altri sottolineano invece il lato generazionale di questo problema, dimostrando come per molte adolescenti degli anni ’90 le cosidette ‘difficolta’ siano svanite: Per le ragazze, l’informatica rappresenta non soltanto un entusiasmante passatempo, ma soprattutto un’esperienza positiva basata sulla sociabilità del mezzo, verso cui sono attratte per le sue possibilità creative e comunicative. In altre parole, la ‘rete’ sarebbe una naturale estensione del mondo sociale femminile: se gli uomini si specializzano nel ‘report talk’ – esposizione ‘obiettiva’ e unilaterale dei fatti - le donne sono invece esperte nel ‘rapport talk’ – cioè nel dialogo (Kaplan and Farrell 1994). È interessante notare come tutte queste adolescenti siano state ‘iniziate’ al mezzo elettronico da un/a amico/a. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 110 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Positivi Dr. Sadie Plant dell’università di Birmingham, ha una visione estremamente positiva della relazione ‘donna e informatica’. Per Plant, la storia della liberazione della donna è profondamente legata alla storia della tecnologia. Lo sviluppo di quest’ultima, ovvero il processo di modernizzazione, è risultato in una progressiva liberazione per la donna. In particolare, il mezzo elettronico sembra più consono al sistema operativo femminile che a quello maschile. Lo spazio cyber ha infatti le premesse per diventare più egalitario delle precedenti strutture tecnologiche, in quanto offre nuove e finora impensate opportunità per la comunicazione, lo scambio, e il mantenimento delle relazioni umane. In breve, il computer non sarebbe altro che un sofisticato e potenziato telefono, uno strumento tecnologico con cui, dato il suo potenziale sociale, le donne sembrano avere una relazione preferenziale. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 111 Le modalità dell'apprendimento Aspetti Positivi Plant ammette che l’iniziazione della donna alle nuove e che questo spiega molte delle inibizioni di cui Pertanto, Plant sostiene l’importanza di ideare metodi non siano discriminatori contro le donne, ma che ne tecnologie è carente soffre attualmente. d’insegnamento che sviluppino invece la ‘naturale predisposizione’ al mezzo. È poi compito di tutte noi donne cercare attivamente di coinvolgerci nelle nuove tecnologie anzichè desistere di fronte alla discriminazione. ‘All girls need modems’ [che tutte le ragazze si muniscano di un modem] è il motto di Sadie Plant giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 112 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Descrizione Il progetto nasce nel 2000 dalla preoccupazione condivisa da ben 36 presidenti di corso di laurea in Scienze e Tecnologie Informatiche per la crescente disaffezione da parte femminile rispetto agli studi scientifici di tipo informatico, e dalla consapevolezza che un'azione congiunta mirata a riavvicinare le donne all'informatica possa incidere positivamente, a medio e lungo termine, sia sul potenziamento della ricerca scientifica in questo campo che sull'affermarsi di nuove professioni maggiormente compatibili con uno stile di vita che non metta in competizione l’attività lavorativa con l'identità femminile e/o con l'assunzione di responsabilità genitoriali giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 113 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Dati relativi all'accesso delle ragazze ai corsi di laurea in Informatica (classe 26) denotano una preoccupante lontananza della popolazione femminile dalla cultura informatica: Le studentesse immatricolate nell'AA 2005/'06 sono state 815 a fronte di 6495 studenti di sesso maschile (poco più del 12%). Questo dato contraddice la equiripartizione tra maschi e femmine degli immatricolati nelle Facoltà di Scienze. Confrontando questo dato con gli anni precedenti, si assiste ad una drammatica diminuzione sia in percentuale che in valore assoluto delle studentesse iscritte ai corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Informatiche: nel 2001/'02 le ragazze immatricolate erano il 22% (v.a. 1492), nel 2002/'03 il 17%, nel 2003/'04 il 15%, nel 2004/’05 il 14%. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 114 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Il problema non è solo italiano. Negli USA è attiva da anni una task force dell'ACM (Association for Computer Machinery) che coordina progetti finalizzati a diminuire il "gender gap" nelle scienze e tecnologie informatiche (<http://women.acm.org/>). Analoghe esperienze sono attive in Germania e nel Regno Unito. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 115 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Finora le azioni positive volte ad incoraggiare le ragazze ad intraprendere studi scientifici in ambito informatico si sono limitate ad interventi di tipo promozionale, ma non realmente innovativi dal punto di vista didattico e contenutistico. Non dovrebbe essere la studentessa ad adattarsi all'offerta formativa ma, viceversa, si dovrebbero proporre metodologie e strategie educative volte ad interessare le ragazze alle scienze informatiche: ciò è quanto questo progetto intende promuovere giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 116 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Obiettivi L’obiettivo generale del progetto è quello di attivare una serie coordinata di azioni che portino ad incrementare la presenza femminile nei corsi di laurea di scienze e tecnologie informatiche. Obiettivi specifici: 1. Aumentare la conoscenza del ruolo delle donne nelle attività di ricerca e sviluppo in ambito informatico 2. Aumentare la conoscenza delle attività di ricerca in ambito informatico svolte a livello universitario, coinvolgendo in esse le ragazze di alcuni istituti secondari. 3. Aumentare la conoscenza delle opportunità lavorative legate alle nuove professioni legate all’informatica giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 117 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA La metodologia che verrà utilizzata per il conseguimento di tali obiettivi prevede le seguenti attività: 1. La realizzazione di un’indagine su un ampio campione a livello nazionale di ragazze iscritte agli ultimi anni delle scuole superiori, volta ad individuare i principali ostacoli percepiti nei confronti di studi universitari in ambito informatico. 2. La progettazione, realizzazione e divulgazione presso gli insegnanti delle scuole di primo e secondo grado di un sito web che raccolga documenti, testimonianze, riferimenti sul ruolo delle donne nelle attività di ricerca e sviluppo in ambito informatico (da Ada Byron Lovelace in poi). giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 118 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA 3. La realizzazione di “open days in rosa”, in ognuno dei corsi di laurea in scienze e tecnologie informatiche coinvolti nella realizzazione del progetto, finalizzati ad illustrare non tanto gli obiettivi ed i contenuti dei corsi di laurea quanto le sfide che la ricerca in ambito informatico si trova ad affrontare, il background culturale che esse richiedono, e l’impatto a medio e lungo termine di tali attività di ricerca anche per il raggiungimento di pari opportunità tra uomini e donne, con il coinvolgimento in primis di docenti e ricercatori di sesso femminile. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 119 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA 4. La realizzazione di incontri e testimonianze con realtà significative di tipo professionale che hanno visto protagoniste donne nell’ambito della trasferimento scientifico-tecnologico, reso possibile grazie alle partenerships con le realtà culturali ed industriali attivate da ciascuna delle strutture coinvolte nel progetto. 5. La individuazione di linee guida per l’orientamento volte a suscitare maggiore interesse e coinvolgimento da parte delle ragazze nei confronti degli studi in scienze e tecnologie informatiche. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 120 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Destinatari I principali destinatari del progetto sono le ragazze iscritte agli ultimi anni degli istituti secondari superiori. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 121 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA Strutture coinvolte nella realizzazione dell'iniziativa 1. Università di Modena 2. Università di Catania 3. Università di Messina 4. Università di Salerno 5. Università di Torino 6. Università di Bologna 7. Università di Bolzano 8. Università della Calabria 9. Università di Pisa. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 122 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA 10. Università di Milano Statale 11. Università di Milano Bicocca 12. Università di Napoli Parthenope 13. Università di Napoli Federico II 14. Università del Piemonte Orientale 15. Università di Genova 16. Università di Bari 17. Università di Trieste 18. Università di Padova 19. Università di Verona giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 123 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA 20. Università di Milano – sede di Crema 21. Università di Siena 22. Università di Firenze 23. Università di Roma La Sapienza 24. Università di Roma Tor Vergata 25. Università di Bologna – sede di Cesena 26. Università di Perugina 27. Università Ca’ Foscari di Venezia 28. Università di Cagliari 29. Università di Trento 30. Università di La Spezia giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 124 ADA – Avvicinare le Donne all’informaticA 31. Università dell’Insubria - Como 32. Università di Udine 33. Università di Parma 34. Università dell’Aquila 35. Università di Camerino giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 125 Donne e Nuove Tecnologie Informatiche Il progetto "Donne e Nuove Tecnologie" nell'ambito del programma Leonardo dell'Unione Europea nel 1995,è nato con l'intento di cominciare a riflettere anche in Italia sulle nuove tecnologie con un'ottica di genere. Obiettivo analizzare in termini qualitativi e quantitativi il rapporto tra le donne e le nuove tecnologie informatiche e individuare modalità formative che favoriscano l'accesso delle donne alle nuove tecnologie, sulla base di una ricerca sviluppata con gli strumenti dell'antropologia visiva in Italia, Francia, Gran Bretagna. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 126 Donne e computer Il progetto "Donne e computer" , voluto dal Servizio Pari Opportunità del Comune di Reggio Emilia nel 2004, è nato per offrire alle donne che presentano maggiori difficoltà nell'approccio con la strumentazione informatica l'opportunità di partecipare ad alcuni incontri gratuiti di alfabetizzazione. L'uso del computer è diventato oggi indispensabile per svolgere le attività della vita quotidiana, non solo nel lavoro ma anche nel tempo libero, nella ricerca e nell'approfondimento dei propri interessi, nel mantenimento dei contatti con persone e mondi lontani L'Amministrazione Comunale ha pertanto organizzato cinque corsi di base rivolti a donne ultra cinquantenni e donne di origine straniera senza alcuna conoscenza informatica, per dare una prima formazione in merito all'utilizzo di posta elettronica, programmi di videoscrittura e internet. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 127 Conclusioni Storicamente le donne hanno avuto, loro malgrado, una posizione svantaggiata rispetto agli uomini: oggi affrontano la vita da un'altra angolazione, con un'altra memoria, un'altra esperienza, un altro approccio e un'altra storia. E’ importante esserne consapevoli, nella misura in cui le donne possono contribuire creativamente all'invenzione di nuovi universi di significazione, di altri ordini simbolici in cui la tecnologia non sia strumento di potere ma, come risulta dagli intenti della sua definizione, di soddisfacimento di bisogni. Per fortuna l’età Vittoriana in cui si consideravano le donne come inadatte allo studio della matematica per via della misura del loro cervello è passata, ed è riconosciuto che le donne hanno le stesse capacità degli uomini. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 128 Conclusioni Il problema risiede nella ristrettezza dei modelli del sapere tecnico e scientifico che non danno ragione della complessità e della ricchezza dei diversi possibili utilizzi, ad esempio del computer e delle sue implicazioni, contraddizioni e ambivalenze. E’ come se alla donna non venisse, di fatto, riconosciuto un “potere” d’innovazione nel senso che la si può considerare un’eccellente collaboratrice ma non appena si allontana dalla norma, questo passo viene guardato con sospetto ed è poco sostenuto. La sua “trasgressione” viene considerata come una mancanza anziché come un qualcosa in più. Allora è auspicabile per le donne un accesso più libero alle nuove tecnologie in armonia con la soggettività personale e svincolato dai modelli diffusi che non riescono ad interessare le donne. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 129 Conclusioni Come le amazzoni dovevano tagliarsi un seno per potere utilizzare le tecnologie di quel tempo, ovvero per tirare con l’arco, le donne di oggi debbono forse mutilare la propria soggettività e il proprio vissuto per utilizzare le nuove tecnologie ed entrare a far parte del mondo che è stato strutturato da e per coloro che hanno un preciso punto di vista maschile? giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 130 Conclusioni L’approccio delle donne alle nuove tecnologie non deve essere considerato un “virus” da isolare, bensì una diversa prospettiva da cui guardare allo sviluppo che può rivelarsi determinante per risvegliare la coscienza critica di uomini e donne nei confronti della tecnologia, proponendo nuovi percorsi e adottando nuovi linguaggi più centrati sulle relazioni umane, sulla qualità della vita e sulla critica “all’innovazione a tutti i costi”. Ci auguriamo che in futuro venga meno la rigida e gerarchica divisione di ruoli che vede una parte dell’umanità impegnata nella creazione e l’altra nell’adattamento e che le nuove tecnologie non vengano prodotte, diffuse ed utilizzate sulla base di modelli prestabiliti, bensì che si prestino sempre più a scelte diverse, di soggetti diversi,secondo modalità d’utilizzo libere e personali. giovedì 19 aprile 2007 Università degli Studi di Napoli Parthenope 131