Strumenti e metodologie per l`innovazione orientata al cliente. Un
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Strumenti e metodologie per l`innovazione orientata al cliente. Un
PRIN 2005 Progettazione statistica dell'innovazione "continua" di prodotto Bologna 15-16 febbraio 2007 Strumenti e metodologie per l’innovazione orientata al cliente. Un caso studio di progettazione di un ausilio sanitario U.O. Università degli studi di Palermo, DTMPIG Prof. Alberto Lombardo Ing. Stefano Barone U.O. Università degli studi di Napoli “Federico II”, DPA Ing. Pietro Tarantino [email protected] - [email protected] - [email protected] http://web.dtpm.unipa.it/qt&m/prin2005 Agenda della presentazione Disabilità in cifre Obiettivi del caso studio Principi e metodologie per la progettazione di orientata al cliente qualità Prima parte del caso studio: progettazione emozionale di una carrozzina per la deambulazione di pazienti affetti da ritardo mentale profondo Introduzione alla seconda parte del caso studio U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Disabilità in cifre In Italia ci sono circa 2 milioni 824 mila disabili 165 mila vivono in presidi socio assistenziali Circa 2 mila ospiti dei presidi sono minori Circa il 57% dei minori ospiti ha una disabilità psichica o sensoriale Il 15% delle famiglie italiane è direttamente coinvolto nel fenomeno *Fonte ISTAT 2002: Progetto “Sistema di informazione Statistica sulla Disabilità” U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Disabilità in cifre La precisione della rilevazione dipende dal tipo di disabilità. E’ molto più difficile rilevare le disabilità mentali rispetto a quelle fisiche per la presenza di resistenze e pregiudizi culturali, che spingono le persone direttamente interessate o i loro familiari a non entrare in contatto con i servizi pubblici competenti Il numero di bambini disabili certificati sono sicuramente una sottostima del numero reale U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Obiettivi del caso studio Applicare i principi della progettazione statistica dell’innovazione continua di prodotto nell’ambito di tematiche sulla disabilità è per il ricercatore non soltanto una straordinaria opportunità scientifica ma anche un dovere etico! Il caso studio si pone l’obiettivo di integrare le metodologie classiche per la progettazione orientata al cliente con le moderne metodologie di ingegneria emozionale per la realizzazione di ausili per la deambulazione in grado di migliorare le condizioni di vita di persone affette da ritardo mentale U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 La collaborazione con l’Oasi Maria SS. L’Oasi è stata riconosciuta IRCCS con Decreto Interministeriale 9 febbraio 1988 “per lo studio multidisciplinare delle cause congenite ed acquisite del ritardo mentale e dell’involuzione celebrale senile e individuazione dei mezzi di prevenzione, cura e riabilitazione.” E’ riconosciuto internazionalmente come un centro d’eccellenza per: 1. Prevenzione, diagnosi e cura delle patologie legate al ritardo mentale 2. Prevenzione, diagnosi e cura delle patologie legate all’involuzione cerebrale senile 3. Neuro-riabilitazione per i raggruppamenti delle patologie sopra citate U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 La collaborazione con l’Oasi Maria SS. Il modello organizzativo è di tipo dipartimentale Dipartimento per l’involuzione celebrale senile Dipartimento per il ritardo mentale Dipartimento chirurgico Dipartimento di diagnostica per immagini Dipartimento dei laboratori U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 La collaborazione con l’Oasi Maria SS. Si sono posti i seguenti obiettivi: 1. Miglioramento del rapporto performance/costo complessivo del mezzo 2. Automazione dei dispositivi di settaggio per l’allineamento posturale del mezzo 3. Miglioramento del sistema di controllo e comando della carrozzina 4. Modulabilità 5. Miglioramento del design U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 La collaborazione con l’Oasi Maria SS. Le fasi della realizzazione del progetto possono essere schematizzate come nel diagramma seguente: Individuazione delle esigenze dell’utente Realizzazione del modello CAD Luglio 2006 Test in ambiente virtuale Raccolta ed analisi dei dati Settembre/Ottobre 2007 U.O. Università di Palermo, DTMPIG Scelta del concept migliore e prototipazione Bologna 15-16 febbraio 2007 Metodologie di progettazione orientata al cliente Modello di KANO Tecnica dell’incidente critico (CIT) Analisi dei dati testuali Identificazione delle esigenze del cliente Seven Management tool Attribute rating based on choice time Assegnazione delle priorità Quality Function Deployment (QFD) Kansei Engineering (KE) Subjective-Objective System (SOS) Traduzione delle esigenze del cliente nel design di prodotto U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Il modello di Kano Il Modello di KANO propone una visione bidimensionale della qualità, classificando gli elementi in 6 differenti categorie: Soddisfazione 1. MUST – BE ATTRACTIVE QUALITY REVERSE 2. ONE – DIMENSIONAL 3. ATTRACTIVE 4. INDIFFERENT ONE-DIMENSIONAL QUALITY Efficacia INDIFFERENT 5. QUESTIONABLE 6. REVERSE U.O. Università di Palermo, DTMPIG MUST-BE QUALITY Bologna 15-16 febbraio 2007 La tecnica dell’incidente critico E’ una procedura che si basa sull’analisi di dati verbali o scritti che l’intervistato fornisce su episodi o esperienze relative al prodotto (servizio) che reputa particolarmente negative Analisi FASE I Lettura accurata del questionario FASE II Suddivisione degli episodi in categorie FASE III FASE IV Ripartizione degli episodi a seconda che siano fonte di soddisfazione o insoddisfazione Analisi dei dati testuali U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 La tecnica dell’incidente critico Alcune domande tipiche sono: 1. Ripensa al momento che, come cliente, hai avuto una interazione particolarmente insoddisfacente con il dipendente di … 2. Quando è accaduto l’incidente? 3. Quale circostanza ha condotto a quella situazione? 4. Esattamente cosa è stato fatto e detto? U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Analisi dei dati testuali Intende “studiare il lessico di un autore attraverso l’analisi dell’insieme dei suoi scritti” ed è basata sulla suddivisione delle parole rispetto al ruolo nella frase, alla loro categoria grammaticale, o ad altri criteri di appartenenza. Ogni analisi di un testo fondata su aspetti statistici assegna ovviamente alla frequenza delle parole un ruolo di grande centralità. Si considerano soltanto frequenze relative o normalizzate U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Strumenti statistici e manageriali per l’assegnazione delle priorità La Factor Analysis è una tecnica statistica con la quale si riduce un insieme di variabili osservate in un piccolo numero di fattori latenti. L’ obiettivo principale è quello di ridurre i dati con la minima perdita di informazione L’ Affinity Diagram è uno strumento manageriale e di pianificazione utile per raggruppare un grande ammontare di dati qualitativi (opinioni, idee, etc.) in base alla loro relazione L‘ Analisi di Pareto è una metodologia statistica utilizzata per individuare i problemi più rilevanti nella situazione in esame e quindi le priorità di intervento. U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Strumenti statistici e manageriali per la priorizzazione degli interventi Il diagramma a Matrice è uno strumento che fornisce un metodo di “mappatura” delle relazioni tra due liste di idee o concetti. Il Modello di Attribute rating based on choice time propone una nuova procedura per catturare direttamente l’opinione del cliente su attributi di prodotto. Tale procedura utilizza i tempi che il rispondente impiega per il processo di ranking degli attributi. La creazione di un’interfaccia grafica di supporto alla procedura fa di essa uno strumento economico e veloce per stabilire le preferenze dei rispondenti e posizionarle su una scala metrica. U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Quality Function Deployment Il Quality Function Deployment (QFD) è un approccio orientato al cliente che guida i product manager e i design team nei processi di concettualizzazione, creazione e realizzazione dei prodotti. Le fasi critiche del processo si possono schematizzare come: Voce del cliente Caratteristiche tecniche del prodotto Caratteristiche componenti critici Fasi critiche del processo Parametri del controllo di Qualità U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Quality Function Deployment La matrice delle relazioni detta “casa della qualità” è usata come mezzo per pervenire alla definizione e alla classificazione dei requisiti di progetto partendo dai bisogni del cliente. Correlazioni Pesi base Punto vendita Rapporto di miglioramento Obiettvi Confronto di mercato Performance attuale Matrice delle relazioni Importanza per il cliente Bisogni del cliente Responso tecnico Priorizzazione Benchmarks Obiettivi U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 La progettazione emozionale Deming: “Non è sufficiente avere un cliente che è meramente soddisfatto, bisogna stupirlo” La Mission di molte società nel mercato attuale è: 1. Individuare i fattori affettivi ed emozionali che stupiscono il cliente 2. Collegare i fattori affettivi e soggettivi del cliente alle proprietà oggettive del prodotto Emotional Design: è una filosofia di progettazione che si focalizza sull’influenza che le emozioni hanno sul modo in cui l’utente interagisce con il prodotto U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Kansei Engineering Il Kansei Engineering è una tecnologia “consumer-oriented” per la progettazione e lo sviluppo di un nuovo prodotto, con cui è possible traslare il Kansei dei clienti in concreti e specifici elementi di design (Nagamachi 1989) Affinity Diagram Factor Analysis Esplorazione dello spazio delle proprietà fisiche Scelta del Sintesi dominio Esplorazione dello spazio semantico Hayashi QT1 Modello Relazione Strategia di sviluppo prodotto Ordinal Logistic Regression Kano Model Pareto Diagram DOE U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Subjective Objective System (SOS) Algoritmo che integra le informazioni che provengono dal mercato, dall’organizzazione, dalla tecnologia disponibile con l’obiettivo di restituire la configurazione del concept ottimo che centra tutte le opportunità date dal mercato L’algoritmo è così chiamato perché attraverso un problema di ottimizzazione lineare si individua il miglior concept di prodotto dal punto di vista della funzionalità (OCG) ed il miglior concept dal punto di vista della producibilità, semplicità, costo, rischio d’investimento, etc. (SCG) U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Subjective Objective System (SOS) Un “layer” corrisponde ad un requisito del cliente o dell’azienda * Il building block descrive il concept attraverso principi di soluzione, tecnologie e materiali impiegati Peso relativo del layer Valore del layer Valore max del layer Valore min del layer Valore standardizzato del layer Vincoli ingegneristici per i building blocks considerati Soluzione del problema di ottimizzazione *Reich,Y. (2005) Specifica il contributo del componente j-esimo e del componente k-esimo del vettore D nel layer l U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Prima parte del Caso Studio Fasi operative condotte dall’U.O.di Palermo INDIVIDUAZIONE DEL CLIENTE ANALISI DELLA CONCORRENZA E DEGLI AUSILI IN UTILIZZO PRESSO L’OASI IDENTIFICAZIONE DELLE CUSTOMER NEEDS INTERVISTE AL PERSONALE MEDICO/PARAMEDICO (ATTRIBUTI TECNICI) INTERVISTE AI FAMILIARI (ATTRIBUTI KANSEI) IDENTIFICAZIONE DEGLI ATTRIBUTI TOTALI DI QUALITA’ IDENTIFICAZIONE DELL’IMPORTANZA DEGLI ATTRIBUTI TOTALI DI QUALITA’ ANALISI DEI DATI U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Individuazione del cliente Il cliente è qualsiasi soggetto che risulti coinvolto dai processi, dai prodotti e dai servizi aziendali in quanto destinatario di questi ultimi U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Analisi degli ausili presenti all’Oasi U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Analisi della concorrenza Levia Basculante (Neatech) U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Analisi della concorrenza cuscinetti di spinta per il tronco Comando pilot sedile basculante elettronico Manopole per lo spostamento dei comandi pilot braccioli ribaltabili e regolabili in altezza manopole per la regolazione in altezza del bracciolo Fascia in velcro per sollevare le batterie Piastra posteriore regolazione schienale e profondità impianto luce e freccie Richiudibilità Appoggiatesta con attacchi sistema ammortizzabile su ruote anteriori e posteriori Spinte tronco con attacchi Cuneo divaricatore regolabile in altezza cinghia pettorale di bretellaggio ruotina antiribaltamento sedile smontabile Cablaggio batterie ed impianto luci pendenza superabile 20% Leva per inserire o liberare la presa diretta sulle ruote pedane separate telaio con ammortizzatori ingombro ridotto schienale regolabile in inclinazione pedana elevabile cuscinetti di spinta per il tronco NUOVA BLANDINO telaio con ammortizzatori NEATHEC x x pedane separate x Leva per inserire x o liberare la presa diretta sullexruote SCAFOLETTI SURACE x x Spinte tronco con attacchi x Cablaggio batterie ed impianto luci x sedile smontabile x x regolazione schienale e profondità Piastra posteriore x Fascia in velcro per sollevare le batterie x x x x x x x x x x x manopole per la regolazione in altezza del bracciolo x ingombro ridotto x x Cuneo divaricatore regolabile in altezza x sistema ammortizzabile su ruote anteriori e posteriori x x x x x x x braccioli ribaltabili e regolabili in altezza x x Manopole x per lo spostamento dei comandi pilot x x sedile basculante elettronico x x Richiudibilità ruotina antiribaltamento x cinghia pettorale di bretellaggio x x x x x x x pedana elevabile x schienale regolabile in inclinazione frequenza 3 2 2 2 1 1 1 3 2 4 2 1 2 3 3 1 1 4 1 1 1 2 3 3 1 Ser ie1 impianto luce e f reccie Comando pilot pendenza superabile 20% Appoggiatesta con attacchi 0 U.O. Università di Palermo, DTMPIG 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4 4,5 Bologna 15-16 febbraio 2007 Interviste al personale medico/paramedico COSTUMER NEEDS Adattabilità della carrozzina alle varie patologie Regolabilità dei braccioli Riproduzione fedele dell’anatomia della seduta Adattabilità all’evoluzione fisica del paziente Necessità di bloccaggio del bacino Impotenza del paziente Scomodità Fragilità dell’ausilio QUESTIONARIO DI KANO MEDICI/PARAMEDICI U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Interviste ai genitori Forma modificata del questionario di Kano 1. Il requisito X in una carrozzina ? A. Deve esserci assolutamente B. Preferirei che ci fosse, ma se non c’è non fa nulla C. D. E. C.I.T • Cosa è accaduto? • Quando è accaduto? • Dove è accaduto? • Perché è accaduto? U.O. Università di Palermo, DTMPIG Mi è indifferente Preferirei che non ci fosse, ma se c’è non fa nulla Non deve esserci assolutamente CUSTOMER NEEDS Trasportabilità Leggerezza Manegevolezza Richiudibilità Semplicità di settaggio Colore & Design Ingombro ridotto Facilità di montaggio e settaggio Copriraggi colorati Maniglie per facilitare la chiusura Basi per interni/esterni Bretellaggio Bologna 15-16 febbraio 2007 Interviste ai genitori Frequenza di uso della carrozzina Soddisfacimento per le prestazioni della carrozina in uso 100 100 90 90 80 80 70 70 60 60 50 % 40 50 40 30 30 20 20 10 10 0 70 30 60 25 en te ni o Po c ta nz a Pe r M ol ti 80 35 45 A bb as ss im 10 e ol tr 100 90 40 ol to o or e or e 10 a 5 2 da 45 da fi n o a a 2 5 or e or e 0 M % 100 90 40 80 35 70 30 60 25 50 50 20 20 40 40 15 15 30 30 10 10 20 20 U.O. Università di Palermo, DTMPIG ta nz a o bb as A to Oltre 10 Da 5 a 10 ore ore M ol tis si m Da 2 a 5 ore 0 Pe r Fino a 2 ore 0 M ol 0 10 en te 0 5 ni 10 Po co 5 Bologna 15-16 febbraio 2007 Interviste ai genitori Difficoltà di modifica dei paramteri posturali Importanza dell’estetica 100 100 90 90 80 80 70 70 60 60 % % 50 50 40 40 30 30 20 20 10 10 45 A 50 80 35 70 30 60 25 50 20 40 80 70 40 60 30 50 40 20 U.O. Università di Palermo, DTMPIG M ol to en te 0 tis si m M ol Pe r ni en te nz a A bb at sa to M ol t is si m M ol 0 ni 0 Pe r 0 10 Po co 10 o 5 20 10 bb as ta nz a 20 30 A 10 Po co 30 o 15 100 90 90 40 ie nt e Pe rn 60 Po co M ol to ol tis si m o 100 M Ab b Pe rn Po ie nt e co a as ta nz M ol to o si m ol t is M 50 bb as ta nz a 0 0 Bologna 15-16 febbraio 2007 es tim U.O. Università di Palermo, DTMPIG ci nt e di pe r gg io ch iu su ra ol or at i se tta ri d ot to la v er ni e a. .. ag g. br et el la gg io es t nt e hi ud ib ili tà la ric sp ira e tra ba s en to pe r al ta e br o ag gi c ag gi o co pr ir on t an ig l ie m te la io 3°posizione m di de l 2°posizione in go m zz a 1°posizione riv fa ci lit à le gg er e Interviste ai genitori 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 Bologna 15-16 febbraio 2007 Classificazione delle customer needs Adattabilità delle carrozzine alle varie patologie Leggerezza Manegevolezza Richiudibilità Semplicità di settaggio Trasportabilità Regolabilità dei braccioli Riproduzione fedele dell’anatomia della postura Adattabilità all’evoluzione fisica del paziente Necessità di bloccaggio del bacino Riduzione dell’impotenza del paziente Comodità Robustezza dell’ausilio Colore e design Sensazione di impotenza del paziente Sensazione di comodità Sensazione di fragilità dell’ausilio U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Classificazione delle customer needs 0,16 ATTRIBUTI 0,14 Adattabilità della carr ozzina alle var ie 0,12 patologie Valore medio dei pesi 0,148 Adattabilità all’evoluzione fisica del paziente 0,1 Nec essità di bloc caggio del bac ino 0,08 Color e & Design 0,121 0,06 Comodità 0,083 Manegevolezza 0,04 0,056 Regolabilità dei br ac cioli 0,02 Ric hiudibilità 0 Riduzione impotenza del paziente 0,059 0,09 0,015 0,028 bi lità ip de ro du lla zi ca on rro e Ad zz fe at de in ta a le bi al lità de le l l'a va al na l'e rie vo to pa N m lu ec to ia zio es lo de ne gi si l e tà l a fis di po ic a bl de stur oc a ca lp gg az io ie nt R de e id lb uz ac R io in ne ob o C us de o m t ez ll'i o m po za d dità te el R nz l 'a eg us a ol de ilio ab lp ilit az à ie de nt ib e ra M cc an io eg li ev ol Tr ez as za po rta Se bi Le li m pl gg tà ic er ità ez di za se tta gg R ich io iu C d ib ol ilit or e& à De si gn 0,062 0,135 Robustezza dell’ausilio 0,063 Semplicità di settaggio 0,035 Tr asportabilità 0,054 Leggerezza 0,049 R Ad at ta Riproduzione fedele dell’anatomia della postur a U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 HOQ: Bisogni del cliente ATTRIBUTI KANSEI U.O. Università di Palermo, DTMPIG • Adattabilità delle caratteristiche alle varie patologie • Regolabilità dei braccioli • Riproduzione fedele dell’anatomia della seduta • Adattabilità all’evoluzione fisica del paziente • Necessità di bloccaggio del bacino • Trasportabilità • Leggerezza • Maneggevolezza • Richiudibilità • Semplicità di settaggio • Colore e design • Sensazione di impotenza di movimento del paziente • Comodità • Sensazione di fragilità dell’ausilio Bologna 15-16 febbraio 2007 Analisi di sistema APPOGGIATESTA MODULARE SCHIENALE RECLINABILE E REGOLABILE IN ALTEZZA SPINTE LATERALI PER IL TRONCO SEDILE CON SEDUTA MODULARE E PROFONDITA’ REGOLABILE SPINTA LOMBARE SUPPORTI CONTENITIVI LATERALI DEL BACINO REGOLABILI IN LARGHEZZA E ABDUZIONE CINTURA PELVICA E SPINTE LATERALI PER IL BACINO PEDANE MOBILI SEPARATE CON CINTURINI BRACCIOLI REGOLABILI BASE GRU CHIUSURA PRE-ISCHIATICA DEL SEDILE U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 HOQ: Caratteristiche ingegneristiche U.O. Università di Palermo, DTMPIG • Sistema elettronico di posizionamento a scala continua • Indicatori della posizione degli elementi • Basi intercambiabili per interni/esterni • Inclinazione dello schienale • Spinte lombari e /o dorsali e/o cervicali • Pelotte laterali per il sostegno del tronco • Sedile basculante • Profondità della seduta • Spinte laterali per il bacino • Appoggiatesta modulare • Pedane mobili separate con cinturini • Reggi-polpacci imbottiti • Spinte laterali per l’adduzione • Basi intercambiabili per interni/esterni • Scelta del materiale del telaio • Struttura del telaio • Sedile regolabile in altezza • Cuscinetti per livellare il carico • Accoppiamenti con vite senza fine • Tessuti lavabili, traspiranti e sfoderabili • Sedili sganciabili per il trasferimento • Cinghie pelviche di bretellaggio Bologna 15-16 febbraio 2007 HOQ: Relazioni Matrice delle relazioni bisogni-caratteristiche U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 HOQ: Relazioni 1 Adattabilità della c ar rozzina alle varie patologie 2 Regolabilità dei br acc ioli 3 Ripr oduzione fedele dell’anatomia della seduta 4 Adattabilità all’evoluzione fisica del paziente 5 Necessità di bloc caggio del bacino 6 Sensazione di impotenza di movimento del paziente 7 Comodità 8 Sensazone di fr agilità dell’ausilio 9 Trasportabilità U.O. Università di Palermo, DTMPIG 9 1 9 3 3 9 1 1 9 9 9 Bologna 15-16 febbraio 2007 Priorità d’intervento Soddisfazione attuale Pesi di importanza HOQ: Matrice di pianificazione Adattabilità della car r ozzina alle var ie patologie 0.148 2 Regolabilità dei br acc ioli 0.121 2 0.061 Riproduzione fedele dell’anatomia della seduta 0.09 3 0.03 Adattabilità all’evoluzione fisic a del paziente 0.015 2 0.008 Nec essità di bloc caggio del bacino 0.083 3 0.074 Sensazione di impotenza di movimento del paziente 0.056 2 0.027 Comodità 0.059 4 0.015 Sensazone di fragilità dell’ausilio 0.028 1 0.028 Tr aspor tabilità 0.062 2 0.031 Leggerezza 0.135 2 0.068 Maneggevolezza 0.063 2 0.032 Ric hiudibilità 0.035 3 0.012 Semplic ità di settaggio 0.054 1 0.054 Color e e design 0.049 3 0.016 U.O. Università di Palermo, DTMPIG 0.074 Bologna 15-16 febbraio 2007 HOQ: Priorità 1 Adattabilità della car rozzina alle varie patologie 9 0.074 2 Regolabilità dei bracc ioli 3 Ripr oduzione fedele dell’anatomia della seduta 4 Adattabilità all’evoluzione fisic a del paziente 5 Nec essità di bloccaggio del bac ino 3 6 Sensazione di impotenza di movimento del paziente 1 7 Comodità 8 Sensazone di fr agilità dell’ausilio 9 Tr asportabilità U.O. Università di Palermo, DTMPIG 1 9 0.074 9 0.074 0.027 9 9 0.061 0.074 0.074 3 1 0.061 0.074 0.027 9 0.028 Bologna 15-16 febbraio 2007 1 Adattabilità della c ar r ozzina alle var ie patologie 2 Regolabilità dei br ac cioli 3 Ripr oduzione fedele dell’anatomia della seduta 4 Adattabilità all’evoluzione fisic a del paziente U.O. Università di Palermo, DTMPIG schienale inclinazione dello Angolo di Bisogni Inclinazione dell’appoggiatesta metriche Altezza dell’appoggiatesta HOQ: Benchmark competitivo Bologna 15-16 febbraio 2007 HOQ: Obiettivi di progettazione 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 Indicatori della posizione degli elementi Sistema elettronico di posizionamento a scala continua Spinte lombari e /o dorsali e/o cervicali Sedili sganciabili per il trasferimento Sedile basculante Appoggiatesta modulare Accoppiamenti con vite senza fine Profondità della seduta Basi intercambiabili per interni/esterni Pelotte laterali per il sostegno del tronco Cuscinetti per livellare il carico Reggi-polpacci imbottiti Cinghie pelviche di bretellaggio Scelta del materiale del telaio Struttura del telaio Spinte laterali per l’adduzione Pedane mobili separate con cinturini Inclinazione dello schienale Spinte laterali per il bacino Tessuti lavabili, traspiranti e sfoderabili Sedile regolabile in altezza U.O. Università di Palermo, DTMPIG 2,44 1,25 1,01 0,94 0,89 0,89 0,89 0,81 0,78 0,74 0,66 0,54 0,52 0,44 0,32 0,26 0,25 0,22 0,22 0,14 0,11 Bologna 15-16 febbraio 2007 Introduzione alla seconda parte del caso studio P.R.I.N. U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Introduzione alla seconda parte del caso studio La fase iniziale della seconda parte del progetto si è articolate attorno a 4 punti: ¾ Analisi dei parametri progettuali emersi dal lavoro svolto dal team di ricerca dell’Università di Palermo; ¾ Scelta di parametri più significativi dal punto di vista progettuale; ¾ Analisi approfondita della concorrenza e dei brevetti; ¾ Ideazione di più soluzioni progettuali per ogni parametro in modo da poter disporre di più concept; U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Introduzione alla seconda parte del caso studio La scelta del concept migliore viene effettuata seguendo il metodo SOS: U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Introduzione alla seconda parte del caso studio Studio dei brevetti esistenti per i sistemi posturali e più in generale per le sedie a rotelle : U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Pedana poggia piedi (prima soluzione): è stata pensata una pedana unica per il comfort che offre che all’occorrenza può essere divisa in modo da renderla più modulabile U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Pedana poggia piedi: essa poggerà su una mensoletta cedevole alle forti sollecitazioni così da evitare rotture U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Pedana poggia piedi (seconda soluzione): soluzione semplice che eviti la fuoriuscita del piede e che abbia un ingombro minimo U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Braccioli: qui ci siamo occupati del design addolcendo le linee e preoccupandoci di ricreare una superficie che avvolga il braccio per evitare che questo caschi U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Le basi (prima soluzione): in questa soluzione si è cercato di curare il design grazie alle linee curve, evitando spigoli con un sistema di alzata a “gruetta” e preoccupandoci della manovrabilità utilizzando un sistema a 3 ruote U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Le basi (seconda soluzione): In questa seconda soluzione ci siamo posti il problema dell’ingombro quando il sistema non viene utilizzato facendo in modo che i bracci si alzino U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Alcuni dei primi risultati progettuali Le basi (terza soluzione): L’ultima soluzione è stata pensata mettendo il bambino al centro dell’attenzione. La chiusura dei bracci anteriori fa si che si risolvano problemi di avvicinamento a tavoli inoltre la rotazione della seduta di 180° facilita la comunicazione U.O. Università di Palermo, DTMPIG Bologna 15-16 febbraio 2007 Dove siamo? Individuazione delle esigenze dell’utente Realizzazione del modello CAD Luglio 2006 Test in ambiente virtuale Febbraio 2007 Settembre/Ottobre 2007 U.O. Università di Palermo, DTMPIG Raccolta ed analisi dei dati Scelta del concept migliore e prototipazione Bologna 15-16 febbraio 2007