1 INTERVENTO di Giovanni Beltrame Ds dell`Istituto

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1 INTERVENTO di Giovanni Beltrame Ds dell`Istituto
INTERVENTO di Giovanni Beltrame Ds dell’Istituto Comprensivo di PORTO VIRO alla Conferenza di Servizio
organizzata dall’USR del VENETO – Giovedì 16 settembre 2010
ESPERIENZA PQM (Progetto Qualità e Merito) avviata nella scuola secondaria di primo grado di PORTO VIRO
nell’A.S. 2009-2010
Per meglio presentare l’esperienza scolastica è necessario delineare brevemente il contesto dell’istituto
comprensivo di cui sono dirigente.
Innanzitutto, la scuola secondaria di primo grado del nostro istituto è costituita da 6 corsi completi e quasi 400
alunni. Da anni nella scuola si è promossa la buona pratica dei dipartimenti disciplinari di Lettere e Matematica,
dipartimenti operativi in una duplice metodologia: in verticale, per tutta la scuola del primo ciclo, in orizzontale
per ciascun ordine di scuola. A questi gruppi operativi di lavoro e ricerca si affiancano inoltre i dipartimenti di
lingue straniere, dell’area dell’espressività e dell’area tecnico scientifica.
A partire dai progetti PP1, PP2 si è introdotto un archivio docimologico di istituto, sviluppatosi, perfezionatosi in
itinere e continuamente aggiornato, con una molteplicità di prove elaborate dai singoli dipartimenti.
Il punto decisivo di questo percorso è stata la possibilità di riconoscere come i risultati raccolti nel nostro
archivio siano esattamente sovrapponibili con quelli che ci vengono restituiti dalle prove SNV, questo a riprova
di una professionalità interna alla scuola che, imparando dall’esperienza (“learning by doing”, utilizzando
un’espressione tanto cara ultimamente agli esperti di didattica e pedagogia scolastica), riesce a garantire una
certa attendibilità relativamente ai dati raccolti per il controllo degli apprendimenti.
Un altro punto significativo è il lavoro di ricerca ed approfondimento effettuato sul tema delle competenze e
degli apprendimenti significativi.
Un esempio significativo è stato il corso sulle prestazioni autentiche promosso ed organizzato dall’USR con la
consulenza del prof. Comoglio, valido punto di confronto e di aiuto. A questo corso ho partecipato come
dirigente assieme ad alcuni docenti i quali hanno poi agito in veste di motivatori e formatori in un corso
autogestito dalla scuola che ha coinvolto buona parte del collegio della primaria e della secondaria.
È in questo contesto che si arriva alla sfida PQM.
Senza dilungarmi su altri aspetti che sono già stati sviluppati dagli interventi della prof.ssa Ventura e del prof.
Bronzino vorrei chiarire come la ragione individuata per richiedere la partecipazione a tale progetto sia stata la
comune riflessione sul dato degli apprendimenti. Ci siamo accorti di due fattori ormai noti anche dalle ricerche
OCSE:
1. I risultati negativi non possono essere dovuti alla quantità dell’insegnamento, ma alla sua qualità
intrinseca, che deve puntare decisamente alla costruzione di competenze. Gli insegnanti sono sempre
più consapevoli di questo dato e riflettono su di esso.
2. Lo sforzo di portare tutti gli elementi di valutazione degli apprendimenti a livelli definiti secondo
standard individuati internamente alla scuola può produrre un effetto appiattente che, pur alzando le
medie di prestazione fa smarrire gli elementi di eccellenza e di qualità.
Si è voluta giocare la carta “PQM” per tentare di valorizzare e premiare – in termini simbolici – le pratiche di
insegnamento e apprendimento segnate da qualità.
Il Progetto PQM ha rappresentato un’ottima opportunità per migliorare l’apprendimento degli studenti
investendo sulla qualità dell’insegnamento. Ai nostri docenti è stata offerta una formazione di supporto alla loro
attività didattica ed hanno potuto sperimentare strategie didattiche necessarie a migliorare e potenziare
processi cognitivi specifici. L’approccio formativo basato su interventi di coaching ha rappresentato una vera
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novità. La metodologia di training on the job li ha portati a riflettere sul processo e a sviluppare interventi di
sostegno mirati a compensare le aree di maggiore criticità rilevate nella classe, consolidando così le nuove
pratiche.
Gli strumenti iniziali si sono dimostrati utili per fornire una misurazione e valutazione globale e sono serviti per
iniziare a riflettere sulle aree di maggiore criticità. È stato fondamentale, per gli insegnanti, poter contare sul
supporto del tutor di progetto per l’interpretazione e l’analisi qualitativa dei risultati dei test e per la successiva
elaborazione di un programma di intervento che mirasse al miglioramento e al potenziamento delle competenze
degli alunni. L’azione del tutor si è rivelata fondamentale nel supportare il lavoro dei docenti.
Da parte loro, gli insegnanti hanno accettato di mettersi in gioco e, in particolare, hanno sperimentato
l’innovazione che più direttamente tende a modificare il modo di lavorare a scuola, programmando per
competenze. Il focus della competenza è posto nell’evidenza dei compiti/prodotti che ne attestano
concretamente la padronanza da parte degli allievi.
Sono arrivati pertanto a distinguere tra la verifica – che riguarda la rilevazione degli apprendimenti in relazione
a conoscenze e abilità e che viene svolta tramite strumenti consolidati come l’interrogazione, il test, il compito
scritto – e la valutazione che invece consente di esprimere un giudizio fondato circa il grado di padronanza della
persona relativamente alla competenza. In tal modo, si è potuto superare il concetto accumulativo della
valutazione come somma di prove di verifica ed è stato invece posto l’accento sulla capacità degli allievi di
fronteggiare compiti/situazioni mobilitando le risorse di cui sono dotati o che sono in grado di reperire. Sono
stati sperimentati percorsi dove la didattica offrisse all’allievo occasioni per risolvere problemi, per apprendere
attraverso l’esperienza e per rappresentarla attraverso la riflessione. Il processo di
insegnamento/apprendimento tradizionale e trasmissivo basato sulla spiegazione, sull’esercitazione, sullo studio
individuale e sulla ripetizione dei contenuti ha lasciato il posto ad un apprendimento riflessivo, tipico
dell’apprendimento per problemi, che prevede l’elaborazione di ipotesi, teorie, modelli, a partire
dall’esperienza, concepisce gli allievi come persone in grado di mobilitare le loro capacità personali,
trasformandole in competenza.
Ciò che è particolarmente importante è che le azioni svolte all’interno del progetto hanno avuto un impatto
sulla struttura curricolare di tutto l’Istituto e hanno contribuito ad avviare un confronto costruttivo tra tutti i
docenti (anche quelli che non vi hanno partecipato direttamente), per arrivare alla condivisione di azioni e di
strumenti per progettare, monitorare, valutare percorsi didattici. Il confronto ha potenziato la capacità degli
insegnanti di pensare strategicamente, di organizzare attività e di correlarle e calibrarle, scegliendo i materiali
più opportuni, valutandone l’impatto ed i risultati effettivamente raggiunti. Si è creata pertanto l’occasione
perché i lavori di un singolo docente potessero diventare un ricco e interessante patrimonio d’interesse
comune.
Il progetto ha contribuito a rafforzare una nuova identità dell’insegnante, paragonabile a quello di un
ricercatore, che sperimenta sul terreno della didattica ordinaria le possibilità offerte dall'architettura pedagogica
dell'autonomia funzionale e didattica, in un'ottica di collegialità condivisa. Di certo l'insegnante-ricercatore, in
quanto tale, deve poter fare riferimento ad una comunità scientifica: questa comunità scientifica è da costruire,
valorizzando le buone pratiche delle scuole, assicurando una rete di informazione, documentazione, confronto.
Proprio per questo anche in rete si è creata una “comunità professionale” che ha permesso di diffondere
competenze professionali e best practices.
Di certo sono state messe in luce le qualità che un docente deve possedere per rifondare quotidianamente la
propria professione e per offrire agli studenti vere opportunità formative: evoluzione, formazione,
aggiornamento, sperimentazione, condivisione.
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Scheda attività del modulo: “CHE TEMPO CHE FA”
Istituto Comprensivo di Porto Viro
Tutor d'istituto: Borgato Renata e Saro Giampaola
Titolo: “CHE TEMPO CHE FA”
Parole chiave: elaborazione dati, grafici, meteo
Abstract:
CONTESTO E SITUAZIONE DI PARTENZA:
Al progetto hanno partecipato due classi. la 1^B, composta da 19 alunni,nella sede centrale “San Domenico
Savio” e la 1^E, composta da 25 alunni, del plesso distaccato “Pio XII”.
Attraverso la prova INVALSI di novembre 2009, sono state individuate le criticità presenti nelle classi che hanno
aderito al PQM. Tali criticità sono emerse dai quesiti riguardanti” Misura e previsioni”, in particolare “Come
organizzare una ricerca”, “L’interpretazione dei dati, loro classificazione e rappresentazione grafica”. L’attività,
che riguarda l’ambito”Misure, dati, previsioni”, si è svolta in aula di classe e in aula di informatica, durante le ore
del mattino.
FINALITÀ E OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
1. Osservare la realtà, raccogliere dati di alcuni fenomeni atmosferici ( pressione atmosferica,
temperatura,cielo )
2. Tabulare e rappresentare graficamente i dati, anche in sistema informatico
3. Analizzare mediante discussione i dati ottenuti e i relativi indici statistici
RISULTATI ATTESI
Realizzare una mini stazione meteorologica al fine di raccogliere dati da rielaborare statisticamente. Realizzare
un articolo nella rubrica meteo di un settimanale sui rapporti tra le diverse grandezze misurate o rilevate
METODOLOGIA
Lavoro di gruppo, con suddivisione dei compiti e discussione alla fine di ogni fase; lavoro individuale, in parte
domestico,
RISORSE E STRUMENTI
Termometro per temperature esterne, barometro, cilindro graduato, imbuto, materiale per costruire un
anemometro e/o un anemoscopio; carta millimetrata, un quaderno per ciascun alunno; fotocopie. Aula
multimediale, programma excel.
TEMPI
La rilevazione dati è iniziata a fine febbraio, mentre la rielaborazione degli stessi è avvenuta nell’ultima decade
di maggio per complessive 8 ore di lezione.
DESCRIZIONE ATTIVITÀ
FASE 1: Costruzione del pluviometro, dell’anemometro e dell’
anemoscopio:
Per costruire un pluviometro artigianale occorre un contenitore graduato
in vetro ed un imbuto di plastica. L'apparecchio viene collocato all'aperto
e misura la quantità giornaliera della pioggia, questa misura viene
calcolata in litri per metro quadro. Poiché non si ha un imbuto con una
superficie di un metro quadro si faranno dei calcoli : per prima cosa si
misura la superficie dell’imbuto e poi si farà una proporzione. Ad
esempio avendo raccolto 10 ml di pioggia e l’imbuto ha un raggio di 18
cm la sua superficie sarà 18 x 18 x 3,14 = 1017,36 cm quadrati. Poi
bisogna riportare tutto ad 1 metro quadro ( = 10000 cm quadri ) con
questa proporzione : 10 ml : 1017,36 cm quadri = x : 10000 cm quadri. Il
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valore di x ci dirà quanti ml di pioggia per metro quadro sono caduti in
quella giornata. Tutto ciò verrà spiegato agli alunni in modo molto più
semplificato, non avendo ancora affrontato l’argomento
“proporzioni”.
Per costruire un anemometro serve un computer da bicicletta (nei
supermercati si trovano per meno di 10 €), 2 o 3 palline da ping pong,
dei bastoncini, un tubetto di plastica, un tappo, colla e silicone.
Per costruire un anemometro serve un computer da bicicletta (nei
supermercati si trovano per meno di 10 €), 2 o 3 palline da ping pong,
dei bastoncini, un tubetto di plastica, un tappo, colla e
silicone.
Per costruire un anemoscopio serve: un po’ di plastilina;
del cartoncino; una puntina; una cannuccia; una matita
con la gomma; un bicchierino di plastica; del nastro
adesivo.
Ci si procura infine un termometro con minima e massima
ed un barometro.
Verrà anche rilevato ogni giorno la situazione del cielo: sole, coperto, variabile, pioggia.
FASE 2:
Sistemazione nel cortile della scuola del pluviometro, dell’anemometro e dell’anemoscopio e nel balcone delle
finestre della classe degli altri strumenti.
Familiarizzazione con gli strumenti, per una corretta lettura dei dati.
Suddivisione della classe in gruppi che, a turno e ad orari prestabiliti, andranno a leggere i dati nei vari strumenti
e li riporteranno in una apposita tabella.
TABELLA RACCOLTA DATI STAZIONE METEOROLOGICA
DI PORTO VIRO
TEMPERATURA - °C
CIELO
PRESSIONE ATM.
VENTO
PRECIPITAZIONI
hPa
DIREZ.
L / m²
DATA
MEDIA
MIN.
MAX.
MEDIE
SETTIMANA
FASE 3: Ogni mattina ogni alunno compila la propria tabella, segnando i valori letti da ciascun gruppo
FASE 4 : Dopo la prima settimana ogni gruppo riferisce a tutta la classe i valori rilevati. L’insegnante introduce il
concetto di temperatura MEDIA e la fa calcolare per ogni giorno. Tale valore verrà trascritto nella rispettiva
colonna; si inizia infine a disegnare i grafici di temperature settimanali e della pressione atmosferica.
FASE 5 : Dopo la seconda settimana, ogni alunno, prova a ripetere il lavoro della FASE 4 con i nuovi dati
settimanali, e così fino alla fine del mese.
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FASE 6 : Dopo un mese, si possono raccogliere i dati mensili in una tabella di frequenze, per imparare a calcolare
MODA e MEDIANA e per imparare a disegnare il grafico relativo. ( NB E’ necessario che il grafico sia completato
di tutte quelle scritte esplicative: titolo, nome degli assi, unità di misura, legenda, che ne aumentano la chiarezza
interpretativa).
La rilevazione dati è continuata per tre mesi.
FASE 7 : Per rappresentare la situazione del cielo si farà ricorso all’ideogramma. Si presenteranno anche
istogrammi, orto grammi, digrammi a barre con relativa discussione su quale rappresentazione sia meglio usare
in ciascun caso.
FASE 8 : Ora si può portare le classi in aula di informatica, per insegnare a lavorare con EXCEL:
a) Elaborare con Excel una tabella che riporti i dati giornalieri.
b) Calcolare la media dei dati raccolti.
c) A partire da questi dati creare un grafico.
d) Calcolare la moda dei dati raccolti .
e) Costruire una nuova tabella con i dati raccolti in ordine crescente e calcola il valore della mediana.
f) A partire da questi dati creare un grafico a linee;
g) Verificare nel grafico il valore della mediana calcolata e coloralo in modo diverso.
FASE 9 : Si pongono alcune domande agli alunni, per iniziare ad imparare ad interpretare i dati:
a) Qual è il valore della media?
b) Qual è il valore della moda?
c) Qual è il valore della mediana?
d) Questi valori coincidono?
e) Quali e quanti sono stati i giorni in cui il valore di temperatura o pressione o umidità si è maggiormente
scostato dal valore della media?
FASE 10 : Confronto dei dati raccolti con quelli regionali, desunti da internet.
(I ragazzi hanno manifestato una grande soddisfazione nel vedere che i dati da loro raccolti erano perfettamente
in linea con quelli della stazione meteo di Teolo)
FASE 11 : Osservando i grafici e tramite domande mirate i ragazzi arrivano a notare che esiste un rapporto tra
l’escursione termica e la copertura del cielo perché quando il cielo è limpido l’escursione termica è maggiore,
mentre quando è nuvoloso l’escursione termica è minore.
Noteranno inoltre il rapporto tra l’andamento delle ore di luce e la temperatura media perché dal primo
all’ultimo giorno sia la temperatura media sia le ore di luce sono aumentate . E infine rileveranno il rapporto tra
l’ andamento della pressione e della temperatura.,cioè quando la pressione aumenta la temperatura diminuisce
e viceversa.
La seguente fase 12 non è stata effettuata per mancanza di tempo ma sarebbe stata una valida conclusione al
percorso effettuato.
FASE 12 : Far realizzare ai vari gruppi un articolo, da immaginarsi destinato ad una rubrica meteo di un
settimanale, sui rapporti tra le diverse grandezze misurate o rilevate.
Ad esempio correlazione tra
 l’andamento delle ore di luce e la temperatura media
 l'andamento dell’escursione termica e la copertura del cielo
 l’andamento della pressione e quello dell’umidità
 l’andamento della pressione e quello della temperatura
 l'andamento dell’umidità e la copertura del cielo
 l’andamento della pressione e la copertura del cielo
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