Delibera N° 13 del 1° giugno 2011

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Delibera N° 13 del 1° giugno 2011
50ctET
della
Deliberazione Giunta Esecutiva
SALUT
n.41 del I t i* t*o
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Oggetto: Approvazione progetto di sperimentazione servizio di pronta accoglrenza ad alta
protezione per l' area materno-infantile
Stefania Saccardi
Presidente
Luigi Marroni
Giuseppe D'Eugenio
Membro C &e\ete
Membro
presente
assente
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ri e Famiglie
Dirigente : Alessandro Salvi
Direttore : Arianna Guarnieri
Estensore: Sandra Di Rocco
Parere di regolarità tecnica ex art. 49
Allegato p.i.:
- Progetto di sperimentazione.
c.1 T.U.E.L. D.lgs 267100
La Giunta Esecutiva della Società della Salute di Firenze
PREMESSO CHE:
- con deliberazioni C.C. n.919/121 del 17 novembre 2003 e del Direttore Generale dell’Azienda
Sanitaria di Firenze n.814 del 28/11/03 sono stati approvati la Convenzione e lo Statuto del
Consorzio pubblico tra il Comune di Firenze e l’Azienda Sanitaria di Firenze denominato
“Società della Salute di Firenze”;
- in data 25 luglio 2006 sono state sottoscritte, da parte degli enti consorziati, le modifiche e
integrazioni alla Convenzione costitutiva del Consorzio, approvate con deliberazione del
Consiglio Comunale, n. 50 del 17.07.2006, e del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di
Firenze, n. 542 del 19.7.2006;
VISTA la L.R. 10 novembre 2008 n. 60 “Modifiche alla L.R. 24 febbraio 2005, n. 40 “Disciplina
del servizio sanitario regionale” e, segnatamente il capo III bis “Società della Salute”, art. 71 bis e
ss., che disciplina il nuovo assetto organizzativo dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali
territoriali tramite la costituzione delle Società della Salute;
PRESO ATTO che, con deliberazioni del Consiglio Comunale di Firenze, n. 2009/C/00046 del
20.4.2009, e dell’Azienda Sanitaria di Firenze, n. 249 del 27.3.2009, sono stati approvati i nuovi
schemi di convenzione e di statuto della Società della Salute di Firenze, alla luce delle modifiche
introdotte dalla L.R. 60/2008;
PRESO ATTO che, in data 8 marzo 2010, è stata stipulata dagli enti consorziati la nuova
Convenzione della Società della Salute di Firenze, con allegato il nuovo Statuto del Consorzio,
entrato in vigore a seguito di detta stipula;
RICHIAMATA la delibera dell’Assemblea dei Soci, n.15 del 13 maggio 2010 avente ad oggetto:
“Insediamento dell’Assemblea dei Soci: accertamento della regolare costituzione e nomina del
componente non di diritto della Giunta Esecutiva”;
RICHIAMATA altresì la delibera della Giunta esecutiva n. 10 del 13 maggio 2010 avente ad
oggetto: Insediamento della Giunta esecutiva: accertamento della regolare costituzione”;
VISTA la deliberazione della Giunta SdS n. 18 del 22/12/2008: “Adozione dello schema di Piano
Integrato di Salute 2008-2010 e della Relazione annuale sullo stato di salute anni 2005-2007”;
VISTA la Legge 8 novembre 2000, n.328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato
di interventi e servizi sociali” che, all’art. 22 comma 2 lettera c), include nel livello essenziale delle
prestazioni sociali “gli interventi di sostegno per i minori in situazione di disagio tramite il sostegno
al nucleo familiare di origine e l’inserimento presso famiglie, persone e strutture comunitarie di
accoglienza di tipo familiare e per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”;
VISTA la Legge Regionale 24 febbraio 2005, n. 41 “Sistema integrato di interventi e servizi per la
tutela dei diritti di cittadinanza sociale”, che all’art. 5 comma 3 individua i minori, di qualsiasi
nazionalità e comunque presenti nel territorio della Regione Toscana, quali aventi diritto agli
interventi e ai servizi del sistema integrato;
VISTA la stessa legge che all’art.53 comma 2 lettera b) recita: “sono compresi fra gli interventi ed i
servizi per i minori il pronto intervento, l'accoglienza, la protezione, l'assistenza e il supporto ai
minori italiani e stranieri che si trovano in stato di abbandono o privi di assistenza familiare o che
risultano non accompagnati”, ed indica alla lettera e): “l’affidamento temporaneo a famiglie e a
servizi socio-educativi fra gli interventi ed i servizi volti a garantire al minore la protezione e le cure
necessarie al suo benessere”;
CONSIDERATO inoltre che la L.R.41/2005 all’articolo 14 comma 5 recita: “la Regione col piano
integrato sociale regionale può prevedere sperimentazioni relative a tipologie di strutture
residenziali e semi residenziali di cui al capo III, comprese quelle di ambito delle comunità di tipo
familiare, definendone i requisiti necessari al funzionamento ulteriori a quelli previsti dall' articolo
62”;
VISTO il Piano Integrato Sociale Regionale 2007/2010 che al capitolo 3.3.1. “Sperimentazioni di
tipologie di strutture residenziali e semi residenziali (Art.14,comma 5 della L.R. 41/2005)” prevede
“la sperimentazione di modalità per l’accoglienza di persone che presentano problematiche e
bisogni non riconducibili alle caratteristiche delle strutture individuate agli articoli 21 e 22 della
stessa legge, nonché di quelle che verranno individuate nel Regolamento di attuazione delle L R.
41/2005”;
CONSIDERATO che è interesse della Società della Salute di Firenze procedere ad un complessivo
riordino e potenziamento del sistema di tutela materno-infantile nell’ambito del territorio di
competenza con l’obiettivo di costituire un punto unico di riferimento per le situazioni di emergenza
sociale nell’area minorile e materno-infantile;
RITENUTO che tale modello organizzativo possa essere realizzato attraverso il Centro Sicuro del
Comune di Firenze che già opera come struttura di pronta accoglienza per minori da più di dieci
anni, garantendo una rapida ed efficace risposta alle situazioni di emergenza e di necessità di messa
in sicurezza dei minori e offrendo l’immediata possibilità di accoglienza nell’arco delle 24 ore;
DATO ATTO del progetto predisposto dalla competente articolazione organizzativa del Comune di
Firenze, allegato come parte integrante alla presente deliberazione, concernente la sperimentazione
del Centro Sicuro (ridenominato “Centro Valery”) quale struttura residenziale con finalità di tutela e
protezione per l’area minorile e materno-infantile, che prevede l’accoglienza, in via temporanea ed
urgente, su segnalazione dei servizi sociali professionali competenti, delle Forze dell’Ordine e/o
dell’Autorità Giudiziaria, di minori soli e madri con figlio/i in situazione di grave pregiudizio psicosociale per i quali si renda necessario garantire immediata protezione nell’arco delle 24 ore
attraverso l’inserimento in luogo sicuro;
CONSIDERATO che tale progetto di sperimentazione è conforme – nei contenuti e negli obiettivi
– ai bisogni del territorio di riferimento della Società della Salute, nell’ambito del più complessivo
sistema di interventi e servizi sociali di area minorile e materno-infantile;
RITENUTO pertanto di approvare, ai sensi del citato Piano Integrato Sociale Regionale 2007/2010
(capitolo 3.3.1. “Sperimentazioni di tipologie di strutture residenziali e semi residenziali, di cui
all’art.14, comma 5 della L.R. 41/2005), il progetto di sperimentazione del Centro Sicuro –
ridenominato “Centro Valery” – quale struttura residenziale ad alta protezione per l’area minorile e
materno-infantile con l’obiettivo di potenziare il sistema di risposta alle problematiche composite e
diversificate che caratterizzano il target di riferimento;
Preso atto del parere favorevole relativo alla regolarità tecnica del presente provvedimento, ai sensi
dell'art. 49, co.1, del Dlgs 267/00;
Con le modalità dell'art. 10 del1o Statuto;
DELIBERA
Per i
1.
motivi espressi tn nar::afla
di approvare il progetto di speúmentazione del Centro Sicuro (ridenominato "Centro Valery"),
presentato dal Comune di Firenze, in qualità di soggetto titolare del servizio (documento
allegato come parte integrante alla presente dehberazione), inerente Ia rcafuzzazione di un
servizio di pronta accoglienza ad alta protezíone per l'area minorile e materno-infantile;
2.
di dare atto della conformita del progetto in argomento rispetto al sistema di interventi e servizi
sociali per 1'area minoriie e materno-infantile, relativamente all'ambito territoriaie del1a Società
della Salute di Firenze;
-).
a
di prevedere che il tempo di sperimentazione per i1 progetto avrà una durata di due anni;
4.
di
5.
trasmettere Ia presente delibera zione alla Regione Toscana per gli adempimenti di
competenza relativi al procedimento previsto dal Piano Integrato Sociale Regionale 200712010
in materia di "sperimentazioni di tipologie di strutture residenziali e semi residenziah (art.74,
comma 5 della L.R. 4112005);
di
dare pubblicità alla presente deliberazione mediante affissione all'Albo Pretorio del
Consorzio ove vi rimarrà per dieci giorni consecutivi e mediante pubbli cazione su1 sito internet
deila Società della Salute, ove resterà accessibile a tempo indeterminato.
COMUNE DI FIRENZE
ASSESSORATO POLITICHE SOCIOSANITARIE
Direzione Servizi Sociali e Sport
Servizio Famiglia e Accoglienza
Sperimentazione servizio residenziale di pronta accoglienza ad alta
protezione per l’area materno-infantile presso il “Centro Sicuro” del
Comune di Firenze, di cui al punto 3.3.1 “Sperimentazioni di tipologie di
strutture residenziali e semi residenziali (art. 14, comma 5 della L.R.
41/2005)” del P.I.S.R. 2007/2010
1. Premessa
Il “Centro Sicuro” è stato costituito attraverso un’intesa, sancita con la Delibera di
Giunta Comunale n. 1602/1251 del 20.12.2000, tra il Comune di Firenze, la
Prefettura, il Tribunale per i Minorenni, la Procura della Repubblica presso il
Tribunale per i Minorenni, gli Organi di Polizia, la Provincia ed il Provveditorato
agli Studi di Firenze, con lo scopo di tutelare i minori in stato di abbandono
materiale ai sensi dell’art. 403 c.c., specialmente in situazioni di forte rischio, di
sfruttamento o di coinvolgimento in attività criminose, trovati sul territorio del
Comune di Firenze dalle Forze dell’Ordine e da queste accompagnati alla struttura.
Il progetto del “Centro Sicuro” ha preso avvio, in via sperimentale, nel mese di
febbraio 2001 ed è proseguito fino ad oggi conservando la finalità primaria di
corrispondere ai bisogni di protezione e tutela minorile e mostrando, al contempo,
una notevole capacità di adattamento continuo ai mutamenti del contesto sociale e
alle variazioni nell’utenza di riferimento, in una stretta e continua relazione con i
servizi sociali territoriali, i servizi sanitari, le Forze dell’Ordine e l’Autorità
Giudiziaria minorile.
In occasione della formulazione del presente progetto di sperimentazione, la
struttura viene a essere ridenominata “Centro Valery”, in ricordo della prima
neonata accolta nella struttura, a soli 5 giorni di età.
2. Le caratteristiche e le funzioni attuali del servizio
Il servizio, a titolarità comunale e attualmente gestito nell’ambito di un contratto di
appalto da un soggetto della cooperazione sociale, è autorizzato al funzionamento
come struttura di pronta accoglienza per minori di cui all’articolo 21, comma 1,
lettera e) della l.r. 41/2005, come da Determinazione n. 9834/2010, integrata
recentemente dalla Determinazione n.2340/2011, che ha esteso l’età dei minori
accolti all’intera fascia 0-18, così da garantire una possibilità di risposta
tempestiva in tutti i casi di emergenza-urgenza riguardanti minori in situazioni di
grave pregiudizio.
Il Centro, autorizzato per l’accoglienza di un numero massimo di 8 utenti, si
caratterizza attualmente come una struttura nella quale gli ospiti permangono per
un periodo breve, con contestuale e tempestiva attivazione del servizio sociale ai
fini dell’individuazione della risorsa più appropriata a corrispondere all’esigenza di
superamento dell’emergenza e alla ricerca di una successiva sistemazione nel
medio-lungo periodo.
Proprio per questa sua peculiarità il Centro è riuscito nel tempo a garantire una
rapida ed efficace risposta alle situazioni di emergenza e di necessità di messa in
sicurezza dei minori offrendo l’immediata possibilità dell’accoglienza a qualsiasi ora
del giorno e della notte. Ha risposto, nei suoi dieci anni di funzionamento, a
diversificati e molteplici bisogni in relazione ai minori accolti e ai mutamenti sociali
avvenuti nel territorio subendo, nel corso degli anni, significative trasformazioni e
intervenendo, oltre che come struttura di alta protezione per quelle situazioni che
necessitano di un grado di sicurezza molto elevato, anche come pronta accoglienza
per i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio fiorentino.
Il Centro rappresenta oggi uno strumento efficace per rispondere, in via urgente, a
situazioni di emergenza che richiedono l’esigenza di garantire protezione immediata
ai minori coinvolti. Si è rivelato sempre più una struttura che, per la sua capacità di
garantire un’alta protezione dei minori accolti, è in grado di adattarsi alle situazioni
di urgenza-emergenza rispondendo in modo adeguato, tempestivo ed efficace ai
bisogni del target di riferimento.
Recentemente, nell’ambito di un complessivo riordino e potenziamento del sistema
comunale di accoglienza materno-infantile e nell’ottica di favorire ulteriormente il
lavoro di rete fra gli organi coinvolti nella tutela del minore, la Direzione Servizi
Sociali e Sport del Comune ha promosso l’attivazione presso il Centro Sicuro di un
servizio di Pronto Intervento Telefonico operante 24/24h per tutte le segnalazioni
da parte delle Forze dell’Ordine, dei servizi sociali e sanitari relative a minori privi
di riferimenti parentali e a rischio psico-fisico.
L’importante funzione di “reference” che il Centro ha assunto in questo senso con
validi risultati ha anche il privilegio di consentire un’osservazione mirata ed un
attento monitoraggio del fenomeno.
Tale nuova funzione è stata inoltre estesa anche a situazioni relative a donne sole
e/o madri con figli minori vittime di violenza, abuso e maltrattamento, per le quali è
stata riservata una possibilità di sistemazione presso una struttura convenzionata
del Terzo Settore.
Questo percorso costituisce l’avvio di una nuova fase di lavoro che si propone di
completarsi attraverso un percorso sperimentale di revisione progettuale e
organizzativa del Centro, con l’ampliamento della tipologia di utenza anche a minori
con il proprio genitore, nell’intento di arrivare a costituire un polo unico di
riferimento per tutte le situazioni di emergenza nell’area materno-infantile sul
territorio comunale fiorentino.
3. Contenuti e obiettivi della sperimentazione
Tenendo presente quanto previsto nel Piano Integrato Sociale Regionale
2007/2010 al punto 3.3.1 “Sperimentazioni di tipologie di strutture residenziali e
semi residenziali ai sensi della L.R. 41 art. 14, comma 5”, la sperimentazione del
Centro quale “servizio di pronta accoglienza ad alta protezione per l’area maternoinfantile” ha l’obiettivo di potenziare il sistema di risposta alle problematiche
composite e diversificate che caratterizzano il target di riferimento.
La sperimentazione prevede infatti la creazione di un contesto integrato di
accoglienza, articolato in due moduli, rispettivamente per la tutela di minori soli e
di madri con figlio/i in situazione di grave pregiudizio psico-sociale, finalizzato a
dare risposta in termini di protezione per un breve periodo. Gli obiettivi specifici
della sperimentazione sono essenzialmente tre:
1. offrire una risposta rapida ed efficace alle situazioni di emergenza capace di
rispondere alla necessità immediata dei soggetti target di essere tutelati,
protetti e/o assistiti e accolti all’interno di un contesto educativo significativo in
grado di cogliere e interpretare i bisogni legati alla persona ed alla storia
personale;
2. fornire ai servizi sociali in tempi brevi o addirittura brevissimi una prima analisi
della situazione che consenta l’individuazione di pronte strategie di intervento;
3. contribuire al superamento dello stato di emergenza partecipando al lavoro di
rete con i servizi e con le autorità competenti, in particolare, laddove possibile
– specie nel caso delle madri – favorendo il coinvolgimento attivo dell’utente
nella definizione del percorso di uscita.
3.1. Caratteristiche del Centro
Si prevede la sperimentazione di un modello organizzativo e gestionale nuovo che
prevede l’accoglienza nella stessa struttura per periodi brevi di minori soli e/o di
madri con figlio/i in situazione di grave pregiudizio psico-sociale segnalati dai
servizi sociali professionali competenti, dalle Forze dell’Ordine e/o dall’Autorità
Giudiziaria, per i quali si renda necessario garantire immediata tutela e protezione,
nell’arco delle 24 ore, attraverso l’inserimento in luogo protetto in attesa di
definire un progetto di successiva sistemazione stabile.
Gli spazi del Centro, come si evince dalla planimetria che correda il presente
progetto (Allegato A), risultano già suddivisi in due settori; il progetto prevede che
la parte del Centro con caratteristiche strutturali di maggiore protezione sia
dedicata all’accoglienza dei minori soli e l’altra alle madri con figli.
La formula innovativa del “servizio di alta protezione area materno infantile”
prevede quindi l’accoglienza in due settori distinti e con moduli educativi
diversificati e appropriati alle diverse esigenze dell’utenza.
I due moduli, per quanto diversificati in modo da corrispondere ai diversi bisogni
delle persone accolte, prevedono una programmazione generale delle attività in
forma coordinata ed un coordinamento del servizio integrato.
Modulo 1 - Accoglienza a carattere di emergenza e urgenza di bambini in età
compresa tra gli 0 e 18 anni (per un massimo di 4 utenti).
L’inserimento presso il Centro del minore in età 0-18 anni potrà avvenire nell’arco
delle 24h, previa richiesta telefonica delle FF.OO. o dei servizi sociali come già
accade.
Il modulo è rivolto all’accoglienza temporanea di minori di ambo i sessi che
necessitano di un intervento ad “alta protezione” a causa della loro situazione di
disagio personale e/o familiare o in stato di abbandono morale e materiale segnalati
dalle Forze dell’Ordine e/o dalla Magistratura Minorile.
Il Centro offre ai minori un’accoglienza ed un clima di protezione e di cura teso a
rinforzare le funzioni intrapsichiche, a migliorare le problematiche comportamentali
ed a sostenere le competenze sociali. L’obiettivo di fondo è quello di fornire
un’accoglienza serena al minore mentre una rete di servizi e persone si adopera
per riportarlo di nuovo in famiglia o per individuare una soluzione alternativa
quando ciò non è possibile.
L’ intervento educativo è individualizzato perché, anche se i minori accolti possono
essere accomunati da storie di vita simili, i loro percorsi di crescita e sviluppo si
diramano seguendo le specificità delle condizioni e del livello di risorse che
ciascuno ha a disposizione. Gli educatori professionali partecipano, con le proprie
competenze professionali, all’azione di analisi della situazione del minore, ai fini di
comprenderne i bisogni e le risorse, esigenze ed aspettative verso il futuro
immediato. L’osservazione degli educatori professionali è un’attività costante e
attenta ma non invadente, che permette di delineare le condizioni dei minori, di
adeguare l’intervento educativo immediato e contribuire alla definizione del
programma di dimissioni. Anche durante lo svolgimento delle varie attività,
momenti di gioco, di relazione l’educatore ha cura di porre attenzione ai
comportamenti e alle espressioni verbali e non verbali messe in atto dai minori.
Nell’ambito del rapporto interpersonale, in un clima di condivisione e di ascolto,
l’educatore conduce dei colloqui mirati con i minori inseriti. All’interno del Centro
vengono organizzate attività ludico-ricreative nonché didattiche adeguate alla
situazione di ogni ospite. Gli educatori professionali stabiliscono una
programmazione settimanale delle attività, che può subire variazioni in base alla
cadenza stagionale ed in base al numero degli ospiti e alla loro età.
In relazione all’età, nella già presente suddivisione degli spazi interni della
struttura, è stata individuata una camera del settore dedicato ai minori soli
destinata, quando necessario, all’accoglienza dei bambini più piccoli. In questi casi,
nella zona giorno del settore dedicato è predisposta un’area gioco, delimitata e
fornita di un box, dove il bambino può giocare in tutta sicurezza; questo permette
altresì di conciliare le esigenze di gioco dei bambini più piccoli e quelle degli altri
ospiti. Inoltre la zona giorno potrà continuare ad essere destinata alle attività più
strutturate (studio, pittura ecc..) dei minori più grandi.
L’educatore, al momento dell’arrivo del bambino, avrà cura di preparare la stanza
predisposta per l’accoglienza di bambini più piccoli con tutte le funzionalità
necessarie (pannolini, ciuccio, biberon, vestitini, bagnetto, giochi). In presenza di
altri minori, essi verranno informati dell’arrivo di un bambino piccolo, così da
predisporre un buon clima di accoglienza.
Durante la permanenza del bambino, l’équipe educativa avrà cura di accudirlo e di
predisporre tutti gli interventi, ludici ed educativi, consoni alla sua età.
In particolare, si evidenzia che durante la permanenza dei bambini 0-4 anni sarà
garantita la presenza di 2 operatori notturni: questo permetterà il controllo ed il
necessario accudimento sia al bambino piccolo sia agli eventuali altri ospiti
presenti al Centro in quel momento.
Modulo 2 Æ Accoglienza di madri con figli minori in situazione di temporanea
emergenza (per un massimo di 2 madri con figlio).
Il settore del Centro destinato all’accoglienza delle madri con figlio/i è composto da
due camere e dalla zona giorno che verrà arredato con mobili aventi funzioni anche
di pareti divisorie.
L’inserimento della madri con bambini, dovrà avvenire previa segnalazione delle
F.F.O.O., nell’arco delle 24 ore, per una permanenza che prevede di norma di
concludersi entro i 15 giorni, tenendo conto dei bisogni specifici del nucleo e della
problematica all’origine dell’inserimento. L’utenza prevista è rappresentata da
nuclei che si trovano in situazione di emergenza per i quali l’inserimento
rappresenta una risposta immediata ed efficace al superamento dello stato
contingente di bisogno. L’équipe educativa del Centro avrà cura di rendere la
permanenza degli utenti il più possibile serena favorendo l’integrazione fra adulti e
positive relazioni madri-bambino.
Sarà compito degli educatori effettuare una prima osservazione sulle competenze
genitoriali ai fini dell’elaborazione di un progetto individualizzato da realizzarsi in
collaborazione con i servizi sociali territoriali di riferimento.
3.2. Figure professionali
E’ prevista nel Centro la presenza delle seguenti figure professionali:
- Coordinatore, (presente in struttura dal lunedì al sabato e dotato di telefono
cellulare per la pronta reperibilità durante le ore in cui non è presente in
struttura e nei giorni festivi) si occupa:
o del raccordo generale e operativo con i referenti del Servizio Famiglia
e Accoglienza del Comune;
o della pianificazione operativa delle attività degli operatori;
o del coordinamento tecnico dei diversi livelli operativi;
o del coordinamento delle attività socio-educative e animazione di
gruppo;
o della gestione delle risorse strumentali;
o del collegamento operativo con i servizi sociali, gli enti, le autorità e le
risorse del territorio;
o del coordinamento tecnico degli interventi educativi personalizzati.
- Educatori, con le seguenti funzioni:
o attività di accoglienza, osservazione, analisi, socializzazione ed
animazione, attività socio-educative di gruppo;
o definizione – di concerto con il servizio sociale professionale
competente – del piano per il superamento dell’emergenza e
programmazione dei connessi interventi personalizzati;
o gestione della fase di dimissioni, di concerto con il servizio sociale
professionale competente;
o gestione e raccolta della documentazione del servizio.
Come si può evincere dalla tabella seguente che illustra il monte orario settimanale
di ciascuna figura professionale, la presenza media degli operatori del Centro è
ampiamente superiore a quella prevista dal Regolamento di attuazione dell’art. 62
della L.R. 41/2005 relativamente alle due tipologie assumibili quali riferimenti utili:
il Centro di Pronta Accoglienza per Minori e la Casa di Accoglienza per Madri con
Minori (media intensità assistenziale).
In vista dell’ulteriore potenziamento del Centro, specie nella fase sperimentale, è
inoltre prevista la figura del coordinatore con le funzioni sopra descritte.
Questo al fine di continuare a garantire, oltre che un alto livello di protezione,
anche un insieme di interventi di osservazione ad alta professionalità che
consentano un rapporto privilegiato tra gli operatori e gli ospiti presenti.
Tabella 1. - confronto monte-ore annue Centro alta protezione e da Regolamento regionale LR 41/05
Figura
professionale
Ore annue LR 41 x Centro di
Pronta Accoglienza per
Minori (10 minori)
Ore annue LR 41 Casa di
Accoglienza per Madri con
Figli Minori (5 nuclei)
Ore annue Centro sperimentale
infantile (8 utenti)
2028
Coordinatore
Educ.prof.
3268
3268
3432
Animatore
6536
2434
7488
Ass. base
1634
1634
936
Add. pulizie
Tale disponibilità di figure professionali interne e lo stretto contatto con la
competente articolazione organizzativa comunale investita della responsabilità del
Centro (P.O. Interventi Minori e Famiglie), potrà inoltre consentire
un’organizzazione flessibile dei turni del personale tra i due moduli ai fini di una
dinamica suddivisione operativa in relazione alle effettive presenze.
3.3. Monitoraggio del servizio
Nell’ambito della sperimentazione saranno effettuate periodiche verifiche almeno
trimestrali sull’andamento del servizio, anche attraverso i seguenti indicatori:
-
indicatori quantitativi:
o numero minori inseriti;
o numero nuclei inseriti;
o tempi medi di permanenza all’interno del Centro;
-
Indicatori qualitativi:
o livello di soddisfazione degli operatori sociali coinvolti;
o livello di soddisfazione madri con figli e minori privi di riferimenti
parentali;
o livello di raggiungimento degli obiettivi in base alle risorse disponibili;
o corrispondenza tra interventi svolti e bisogni del territorio.
Saranno inoltre predisposti appositi report di monitoraggio in itinere e alla fine del
periodo di sperimentazione, corredati degli indicatori di cui sopra.
3.4. Durata prevista della sperimentazione
Il progetto prevede una durata del periodo di sperimentazione di due anni.
3.5. Sede
La struttura indicata per la sperimentazione ha sede in via omissis per ragioni di
riservatezza a Firenze, in un immobile completamente ristrutturato, di proprietà
dell’Amministrazione Comunale (Allegato A).