Storia del “Teatro della Bugia” L`immobile

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Storia del “Teatro della Bugia” L`immobile
Storia del “Teatro della Bugia”
L'immobile oggetto della ipotesi di vendita, è sito nella parte più caratteristica e
pregiata del centro storico dì Roma; si trova infatti in una piccola piazzetta su via
dei Coronari, strada nota per essere al centro del commercio antiquario della
Capitale, ed è la strada che, da Piazza Navona, conduce a Castel S. Angelo e a S.
Pietro e che trae il proprio nome proprio dagli artigiani (coronari) che
fabbricavano oggetti destinati ai pellegrini in visita alla Basilica.
Caratteristiche storico-architettoniche.
Si tratta di un edificio che, originariamente, era una Chiesa dedicata ai SS.
Simone e Giuda, e costituiva la cappella baronale del limitrofo complesso
monumentale di Palazzo Orsini (duchi di Bracciano) di Monte Giordano,
risalente agli anni 1200-1300; la costruzione risale, probabilmente, ad epoca
medioevale, come testimoniano le pietre tombali che, un tempo, arredavano
la Chiesa e che, dall'ultimo quarto del XIX secolo, sono state asportate e
collocate nel chiostro della Chiesa di S. Silvestro in Capite (P.zza S. Silvestro),
La Chiesa ha subito varie trasformazioni nel corso dei secoli, insieme a tutto il
quartiere e alla stressa via dei Coronari (antica " via recta") che, nel XV0
secolo, proprio ad opera degli Orsini, subì una radicale trasformazione, anche
nel tracciato, con conseguente avanzamento delle facciate del palazzi
prospicienti via dei Coronari. Ciò spiega la collocazione arretrata della
facciata della ex Chiesa, rispetto all'asse di via dei Coronari. Quando la
situazione finanziaria dei Duchi Orsini sì fece precaria, intorno alla fine del
XVII° secolo, questi Nel periodo fascista, venne adibito (negli anni v30)
dapprima a cinematografo, e quindi a dopolavoro del Partito Nazionale Fascista
(del quale conserva ancora la lapide esterna) e quindi, nel dopoguerra, a
falegnameria, quindi a teatro (teatro "Parnaso"), a ristorante e, di recente, è
tornato ad essere, per qualche stagione "Cafè Chantant' con spettacoli di
cabaret e ristorazione, con il nome di “Teatro della Bugia" e " Teatro dei
Coronari'.
Caratteristiche edilizie.
L'immobile è caratterizzato da un'ampia superfìcie e, catastalmente, è
costituito da n.2 unità, accorpate: la principale, di mq catastali 238, ha
destinazione "C1", classe "8"; l'altra, della superficie di alcune decine di
metri quadrati, ha destinazione catastale A5, classe 3 .
La superficie effettiva, è presumibilmente superiore alla somma di quella delle
due unità Immobiliari, non risultando in catasto la pressoché certa esistenza di
preesistenti superfici e volumetrie interrate (non accertabili in Catasto), anche
considerando l'esistenza di aree e superfici comuni (scala, androne e cortile
condominiale). La volumetria è notevole, essendo il locale principale dotato di
alti soffitti.
La rendita catastale è, per il locale principale, di E. 25.569,39; per quello
A5 di E. 105,87.
E' stata rilasciata concessione edilizia in sanatoria in data 29.11.1999
(concessioni, nn. 203401 e 203407).
E' dotato di 3 ingressi: il principale, dalla scenografica scala di via dei
Coronari - v.lo S. Simone (spesso utilizzata per ambientazioni di scene
cinematografiche sulla "vecchia Roma"); altro ingresso, utilizzato quale uscita
di sicurezza (quando il locale era utilizzato a pubblico esercizio), su via della
Vetrina (cortile privato); il terzo ingresso (originariamente a servizio della
porzione A5), dall'androne condominiale di via della Vetrina.
Il locale è stato di recente integralmente restaurato, con rifacimento di
intonaci, pavimenti e impianti; è dotato di impianti (elettrico, idraulico,
gas, antincendio) a norma, con n. 4 bagni (dei quali uno per disabili); è dotato
di canna fumaria e di cella frigorifera.
Attualmente si trovano nel locale anche attrezzatura e arredi di proprietà dei
precedenti conduttori, che sono obbligati ad asportarli, a semplice richiesta; ma,
ove fossero di interesse, sarebbero disposti ad alienarli.
Esistono anche due grandi lampadari Swarowski, degli attuali proprietari.
Affresco e cornice.
All'interno dell'immobile, sul vano a destra rispetto all'ingresso da via dei
Coronari, esiste un grande e pregevole affresco, quattrocentesco, ed
attribuito al noto pittore Antoniazzo Romano (talune guide di Roma, lo
attribuiscono addirittura al Perugino), raffigurante la Madonna con Angeli e
Santi, corredato da una cornice coeva (ora disassemblata.).
Entrambi sono stati dichiarati di notevole interesse storico artistico, ai sensi della
Legge 1089/39, sicché, per la vendita, esiste la prelazione dello Stato, e la
proposta di vendita dovrà essere notificata al Ministero dei BB.CC.
Affresco e cornice sono di proprietà dei proprietari dell'immobile, per la
quota di 1/3; i residui 2/3 sono di proprietà di congiunti degli stessi
proprietari.
Può essere negoziata la cessione degli stessi, autonomamente rispetto alla
vendita dell'immobile, o congiuntamente ad esso, ferma la necessità di atti di
vendita distinti.
Proprietà
La proprietà dell'immobile è indivisa tra quattro fratelli, al quali è pervenuta
per successione (I960), della quale sono stati definiti tutti gli aspetti fiscali;
appartiene al medesimo ambito familiare da oltre 120 anni; i venditori sono
privati non imprenditori, e non sono soggetti a fallimento.
L'immobile è privo di vincoli, di trascrizioni pregiudizievoli, di ipoteche.
Possibili utilizzazioni.
Le caratteristiche dell'immobile, e la sua ubicazione nella zona più antica,
pregiata e suggestiva del centro storico di Roma - tra le più ricercate anche
dal punto di vista commerciale (via dei Coronari è la "strada degli
antiquari')) è isola pedonale (nelle vicinanze - cosa rara per il centro storico di
Roma - vi sono anche ampi parcheggi: lungotevere, p.zza S. Salvatore in Lauro)
e, specie nel periodo estivo, anche caratterizzata da intensa frequentazione) - lo
rendono Idoneo ad un'ampia gamma di possibili utilizzazioni: salone espositivo,
atelier, locale notturno, ristorante di lusso, night club, teatro, cabaret:
utilizzazioni tutte compatibili con la sua attuale destinazione d'uso.