di Anfibolo. - Istituto Comprensivo di Maleo

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di Anfibolo. - Istituto Comprensivo di Maleo
Servizio Sanitario Nazionale - Regione Veneto
AZIENDA UNITA' LOCALE SOCIO-SANITARIA N. 13
Dipartimento di Prevenzione
Servizio Prevenzione e Sicurezza
in Ambienti di Lavoro
Cosa è l'Amianto
L'amianto, o asbesto, è un minerale naturale a struttura fibrosa
appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie
mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.
E' presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si
ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e
arricchimento, in genere da miniere a cielo aperto.
Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi i
seguenti 6 composti:
Crisotilo: amianto di Serpentino
Amosite, Crocidolite, Tremolite, Antofillite, Actinolite: amianti
di Anfibolo.
L'amianto resiste al fuoco e al calore, all'azione di agenti chimici e
biologici, all'abrasione e all'usura.
La sua struttura fibrosa gli conferisce una notevole resistenza
meccanica ed una alta flessibilità.
E' facilmente filabile e può essere tessuto.
E' dotato di proprietà fonoassorbenti e termoisolanti.
Si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso,
cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC).
Per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile, a
basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e
in prodotti di consumo.
Nei manufatti contenenti amianto le fibre possono essere libere o
debolmente legate e si parla in questi casi di amianto friabile;
oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e
solida come il cemento-amianto (ad esempio, eternit) o il vinilamianto (ad esempio, linoleum): si parla in questo caso di amianto
compatto. L’amianto friabile è riconoscibile perché può essere
facilmente frantumato con la sola pressione delle dita.
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La consistenza fibrosa è alla base delle proprietà tecnologiche ma
anche delle proprietà di rischio essendo essa causa di gravi
patologie a carico prevalentemente dell'apparato respiratorio.
La pericolosità deriva dalla capacità che i materiali di amianto
hanno di rilasciare fibre potenzialmente inalabili ed anche dalla
estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere.
Per dare una idea della estrema finezza delle stesse, basti pensare
che in un centimetro lineare si possono affiancare 250 capelli
umani, 1300 fibre di nylon o 335000 fibre di amianto.
Non sempre l'amianto è pericoloso: lo è sicuramente quando può
disperdere le sue fibre nell'ambiente circostante per effetto di
qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica (vento), da stress
termico, dilavamento di acqua piovana.
Per questa ragione il cosiddetto amianto friabile che cioè si può
ridurre in polvere con la semplice azione manuale è considerato più
pericoloso dell'amianto compatto che per sua natura ha una scarsa
o scarsissima tendenza a liberare fibre.
L'amianto nella storia
Dall'antichità fino all'epoca moderna, l'amianto è stato usato per
scopi "magici" e "rituali". I Persiani e anche i Romani disponevano
di manufatti in amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo
scopo di ottenere ceneri più pure e chiare. Una credenza popolare
diceva che l'amianto fosse la "lana della salamandra", l'animale che
per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.
Marco Polo ne “Il Milione” sfata questa leggenda e racconta che
nella provincia cinese di Chingitalas, filando questo minerale si
otteneva un tessuto impiegato per confezionare tovaglie.
Risale al '600 la ricetta del medico naturalista Boezio che dimostra
l'uso dell'amianto nelle medicine dell'epoca.
"Dall'asbesto si fa spesso un unguento miracoloso per il lattime e
per le ulcerazioni delle gambe. Si prendono quattro once di asbesto,
due once di piombo, due once di ruta e vengono bruciate, quindi
ridotte in polvere vengono macerate in un recipiente di vetro con
l'aceto ed ogni giorno, per una volta al giorno, per un mese
l'impasto viene agitato; dopo un mese si deve far bollire per un'ora
e lo si lascia riposare finchè non diventi chiaro: poi si mescola una
dose di codesto aceto bianco con una ugual dose di olio di rosa
finchè l'unguento sia ben amalgamato: allora si unge tutto il capo
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del fanciullo per farlo rapidamente guarire: per la scabbia e le vene
varicose le parti vengono unte al tramonto finchè non sopravvenga
la guarigione. Se questo minerale viene sciolto con acqua e
zucchero e se ne somministra una piccola dose al mattino tutti i
giorni alla donna quando ha perdite bianche, guarisce subito".
L'amianto è rimasto presente nei farmaci sino ai recenti anni '60
per due tipi di preparati: una polvere contro la sudorazione dei piedi
ed una pasta dentaria per le otturazioni.
La prima utilizzazione dell'amianto da parte dell'industria risale agli
ultimi decenni dell'800. L'incremento nell'estrazione e nell'impiego
(e quindi nel suo accumulo progressivo nell'ambiente di vita e di
lavoro) è ben illustrato dalla seguente tabella proposta da I. J.
Selikoff e che riguarda la situazione degli Stati Uniti d'America.
Il consumo è espresso in tonnellate, la prima cifra si riferisce al
consumo nel decennio, la seconda cifra dà il valore cumulativo dei
consumi a partire dal primo decennio considerato.
1890-1899
1900-1909
1910-1919
1920-1929
1930-1939
1940-1949
1950-1959
1960-1969
64.500
265.000
986.000
1.995.500
1.880.000
4.654.000
7.417.000
7.561.000
64.500
329.500
1.316.000
3.315.000
5.195.000
9.849.500
17.266.500
24.827.500
La tendenza alla crescita si è interrotta decisamente soltanto a
partire dalla seconda metà degli anni '70.
Grande clamore ebbe nel 1903, in seguito ad un incendio che aveva
causato 83 morti, la sostituzione nella Metropolitana di Parigi di
materiali infiammabili o che producevano scintille, con manufatti
contenenti amianto, compresi i freni delle carrozze. Lo stesso
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avvenne nella metropolitana di Londra e poi nel 1932 per la
coibentazione del transatlantico Queen Mary. Questi eventi furono
molto reclamizzati tanto da indurre una eccessiva confidenza con
l'amianto fino a favorirne una massiccia diffusione in scuole,
ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali.
In Italia, nella seconda metà degli anni '50, si coibentarono con
l'amianto le carrozze ferroviarie, fino ad allora isolate con sughero.
Nel 1893 inizia in Austria la produzione del cemento-amianto.
Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina
per la produzione di tubi in cemento-amianto. La produzione e l'uso
di manufatti in cemento-amianto per l'edilizia sono aumentati fino
ad alcuni anni fa.
F. Carnevale e E. Chellini, "Amianto. Miracoli, virtù, vizi ", ed. Tosca, Firenze 1992.
I diversi tipi di Amianto e le loro proprietà
AMIANTO o
ASBESTO
SERPENTINO
Silicato di magnesio
CRISOTILO
(amianto bianco)
Mg3Si2O5(OH)4
Dal greco: fibra d'oro
ANFIBOLI
Silicati di calcio e magnesio
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ACTINOLITE
Ca2(Mg,Fe)5Si8O22(OH)2
Dal greco: pietra raggiata
TREMOLITE
Ca2Mg5Si8O22(OH)2
Dal nome della Val Tremola in Svizzera
ANTOFILLITE
(Mg,Fe)7Si8O22(OH)2
Dal greco: garofano
AMOSITE
(amianto bruno)
(Mg,Fe)7Si8O22(OH)2
Acronimo di "Asbestos Mines of South Africa"
Nome commerciale dei minerali grunerite e cummingtonite
CROCIDOLITE
(amianto blu)
Na2(Mg,Fe)7Si8O22(OH)2
Dal greco: fiocco di lana
Varietà fibrosa del minerale riebeckite
Proprietà tecnologiche dell'amianto
L'amianto è un materiale usato comunemente laddove sia
necessario un assorbimento acustico e/o un isolamento termico.
L'assorbimento acustico è un fenomeno fisico che avviene tutte le
volte che un'onda sonora colpisce un corpo solido. La riflessione
dell'onda sarà tanto minore quanto più soffice e poroso sarà il
solido. Per svolgere questa funzione l'amianto viene applicato a
spruzzo su pareti o soffitti dove forma uno strato soffice di alcuni
centimetri. Nei locali così trattati proviamo una sensazione acustica
di ovattamento dei suoni, i rumori sono meno intensi e la
comprensione della parola non è compromessa da echi acustici.
Questo tipo di impiego è adesso vietato dalla legge ma in passato i
soffitti di molte scuole sono stati spruzzati con amianto. Altri
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ambienti che hanno subito lo stesso tipo di trattamento sono
palestre, piscine, mense, ospedali, stazioni delle metropolitane, ecc.
L'isolamento termico è una proprietà fisica di alcuni materiali e
consiste nell'opporre una notevole resistenza al passaggio del
calore. L'amianto è un ottimo termoisolante e per questo viene
sfruttato tecnologicamente laddove si desideri contenere il calore,
ad esempio per fasciare tubazioni, per il trasporto del vapore, per
isolare caldaie e forni.
Dove è stato utilizzato
Le caratteristiche dell'amianto hanno fatto sì che nel passato sia
stato largamente utilizzato nell'industria, nell'edilizia ed in molti
prodotti di uso domestico.
Esistono pochi materiali diffusi come l'amianto e altrettanto
pericolosi per la salute dell'uomo. Mentre la conferma della
cancerogenicità dell'amianto risale agli anni '50 e '60, il divieto
totale di produzione di tale materiale interviene effettivamente nel
1994 con la legge 257/92.
Si riporta sistematicamente l'utilizzo nei vari settori:
Nell'industria:
1. come materia prima per produrre innumerevoli manufatti ed oggetti;
2. come isolante termico nei cicli industriali con alte temperature (es. centrali
termiche e termoelettriche, industria chimica, siderurgica, vetraria, ceramica e
laterizi, alimentare, distillerie, zuccherifici, fonderie);
3. come isolante termico nei cicli industriali con basse temperature (es.impianti
frigoriferi, impianti di condizionamento);
4. come isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici;
5. come materiale fonoassorbente.
Nell'edilizia:
1. come materiale spruzzato per il rivestimento (ad es. di strutture metalliche,
travature) per aumentare la resistenza al fuoco;
2. nelle coperture sotto forma di lastre piane o ondulate, tubazioni e serbatoi, canne
fumarie, ecc.. in cui l'amianto è stato inglobato nel cemento per formare il
cemento-amianto (eternit);
3. come elementi prefabbricati sia sottoforma di cemento-amianto che amianto
friabile;
4. nella preparazione e posa in opera di intonaci con impasti spruzzati e/o applicati
a cazzuola;
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5. nei pannelli per controsoffittature;
6. nei pavimenti costituiti da vinil-amianto in cui tale materiale è mescolato a
polimeri;
7. come sottofondo di pavimenti in linoleum.
In ambito domestico:
1. in alcuni elettrodomestici (ad es. asciuga-capelli, forni e stufe, ferri da stiro);
2. nelle prese e guanti da forno e nei teli da stiro;
3. nei cartoni posti in genere a protezione degli impianti di riscaldamento come
stufe, caldaie, termosifoni, tubi di evacuazione fumi.
Nei mezzi di trasporto:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
nei freni;
nelle frizioni;
negli schermi parafiamma;
nelle guarnizioni;
nelle vernici e mastici "antirombo";
nella coibentazione di treni, navi e autobus.
approfondimento
Le eccellenti proprietà fisico-chimiche dell'amianto in passato ne
hanno favorito un impiego massiccio sia nell'industria che
nell'edilizia che in molti prodotti anche di uso comune.
La fibra grezza veniva lavorata per ottenere vari prodotti adattabili
a molteplici usi.
Nel tempo, però, tale materiale si è rivelato nocivo per la salute
dell'uomo ed i danni che esso provoca sono ormai ben noti.
L'esposizione a fibre di amianto è responsabile di patologie gravi ed
irreversibili, tra le quali anche il cancro.
E' sulla base della pericolosità di questa sostanza per la salute
dell'uomo e dell'ambiente che lo Stato Italiano ha promulgato la
Legge n. 257 del 27 marzo 1992 che ne detta le norme per la
cessazione dell'impiego e per il suo smaltimento controllato.
Questa legge prevede oltre al divieto di estrazione, importazioneesportazione, commercializzazione anche quello di produzione di
amianto.
Stante quest'ultimo divieto, si presume che tale tipologia di attività
non venga attualmente più esercitata sul territorio nazionale ma sia
da ricondursi al passato.
Si trattano di seguito gli impieghi che ne sono stati fatti:
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Dalla tessitura si ottenevano:
- CORDE, NASTRI e GUAINE utilizzati per fasciare tubazioni calde
ed evitare ustioni, per rivestire cavi elettrici vicini a sorgenti di
calore intenso come forni, caldaie, ecc.
- TESSUTI per confezionare tute protettive antifuoco da destinarsi
a pompieri, operai dell'industria siderurgica e persino a piloti di auto
da corsa, coperte spegnifiamma e tende per il contenimento del
calore dei forni a tunnel. Venivano, inoltre, prodotti materassi con
l'esterno in tessuto e l'interno in fibra grezza; fortunatamente non
per dormirci sopra, ma per coibentare le grandi caldaie a vapore
delle vecchie navi. Alcuni sipari da teatro sono stati tessuti con
amianto.
Dalla pressatura si ottenevano:
- CARTA e CARTONI utilizzati come barriere antifiamma, come
guarnizioni per forni o caldaie, come rivestimento di piani
d'appoggio per pezzi caldi di metallo o di vetro e come piani di
appoggio sui banchi di saldatura. I cartoni venivano impiegati
all'interno di porte tagliafuoco e all'interno delle pareti e delle porte
delle casseforti.
- COPPELLE o PANNELLI di fibre grezze compresse erano
impiegati per la coibentazione di tubazioni che trasportano vapore
ad alta temperatura.
- FILTRI costruiti con carta di amianto, o semplicemente con
polvere compressa, hanno avuto un largo uso nell'industria chimica
ed alimentare; per molti anni sono stati utilizzati per filtrare vino e
bibite. Nelle bevande così trattate si potevano ritrovare numerose
fibre di amianto.
Dall'impasto con altri materiali si ottenevano:
- AMIANTO A SPRUZZO. Questo tipo di materiale è stato
utilizzato:
* come isolante termico nei cicli industriali con alte temperature
(es. centrali termiche e termoelettriche, industria chimica,
siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare, distillerie,
zuccherifici, fonderie);
* come isolante termico nei cicli industriali con basse temperature
(es. impianti frigoriferi, impianti di condizionamento);
* come isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per
impianti elettrici. E' stato impiegato, inoltre, nel settore dei
trasporti per la coibentazione di carrozze ferroviarie, di navi, di
autobus, ecc...
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- MATERIALI DA ATTRITO. Dall'amianto impastato con resine
sintetiche si ottenevano i ferodi, usati per fabbricare freni e frizioni
degli autoveicoli. Durante le frenate e il cambio di marcia i ferodi si
consumano, riducendosi in particelle che si disperdono nell'aria.
Gran parte dell'amianto che vi era contenuto, per effetto dell'alta
temperatura causata dall'attrito, si denaturava ma una certa
quantità rimaneva tale e quale. L'usura dei ferodi è una delle cause
dell'inquinamento da amianto dell'atmosfera.
- CEMENTO-AMIANTO. Vedi uso dell'amianto in edilizia.
- VINIL-AMIANTO. Impasto di resine sintetiche e amianto,
utilizzato per confezionare mattonelle per pavimenti. Il rilascio di
fibre da questo materiale è praticamente nullo durante il normale
uso.
NELL'EDILIZIA
L'amianto è stato largamente impiegato anche in edilizia.
L'utilizzazione più diffusa è stata certamente quella dell'impasto
dell'amianto con cemento, comunemente detto Eternit.
Con l'Eternit era possibile realizzare numerosi manufatti quali:
LASTRE PIANE O ONDULATE
Le lastre ondulate venivano utilizzate per coperture di edifici
industriali e civili e anche prefabbricati. Le lastre piane, in
particolare, erano impiegate come pareti divisorie non portanti.
Durante la fabbricazione potevano essere accoppiate con elementi
quali schiume poliuretaniche, polistirolo espanso o lana di vetro.
L'accoppiamento di questi materiali moltiplicava le proprietà
termoisolanti e fonoisolanti.
TUBI
Lo stesso impasto di cemento-amianto (spesso però con alti tenori
in crocidolite), essendo resistente all'alta pressione e all'attacco
corrosivo di agenti chimici, era adatto alla fabbricazione di tubazioni
per acquedotti o fognature.
TEGOLATURE
L'amianto è stato utilizzato in miscele di calcestruzzo per conferire
alle tegole leggerezza e resistenza. Potevano essere colorate per
dare ai tetti l'aspetto tradizionale.
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CANNE FUMARIE
I tubi di Eternit erano molto usati grazie alla loro buona resistenza
termica.
SERBATOI
Erano impiegati per le caratteristiche di leggerezza, impermeabilità
e durata nel tempo, per contenere acqua e altri liquidi.
INTONACI
L'amianto in polvere, mescolato con leganti particolari, è stato
usato per intonaci e stucchi. L'applicazione, oltre che poter essere
effettuata come la malta tradizionale, poteva essere fatta anche a
spruzzo, ad esempio per il rivestimento di strutture portanti quali
solai e pilastri. Sotto questa forma gli intonaci acquistavano
particolari proprietà fonoassorbenti e di resistenza al fuoco.
Strutture metalliche di edifici (travi e colonne) sono state rivestite
con amianto spruzzato affinchè queste conservassero la loro
robustezza in caso di incendi.
IN AMBITO DOMESTICO
L'amianto è stato utilizzato negli ultimi cinquanta anni nella
produzione di vari oggetti di comune uso domestico. E' ancora oggi
possibile ritrovare dell'amianto nelle nostre case, ad esempio:
- in alcuni elettrodomestici, all'interno di taluni tipi di asciugacapelli,
forni e stufe da riscaldamento;
- in alcuni utensili da cucina, in prese e guanti da forno, in teli da
stiro e reticelle frangifiamma;
- in cartoni di amianto posti dietro le stufe per proteggere il muro.
Con l'andare del tempo questi oggetti,che possono ancora essere
presenti nelle nostre case, si deteriorano e possono disperdere fibre
nell'ambiente.
Anche la plastica di alcuni giocattoli è stata rinforzata, in passato,
con amianto; questo tipo di impiego è anch'esso oggi vietato per
legge.
La Legge 915/88 imponeva l'obbligo di segnalare con l'etichetta "a"
la presenza di amianto nei manufatti, allo scopo di informare i
consumatori sulla scelta dei prodotti e sui modi di manipolarli.
Oggi ciò non si verifica più stante il divieto di produzione di prodotti
con presenza di amianto. Tuttavia, in oggetti prodotti prima del
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1992, è possibile riscontrarla. Attualmente serve, inoltre, per
segnalare la presenza di rifiuti contenenti amianto.
USI RARI E INSOLITI DELL'AMIANTO
In passato l'amianto è stato impiegato in:
- adesivi e collanti
- tessuti ignifughi per arredamento:
tendaggi
tappezzerie
- tessuti per imballaggio:
sacchi per la posta
- tessuti per abbigliamento ignifughi e non:
feltri per cappelli
cachemire sintetico
coperte
grembiuli
giacche
pantaloni
ghette
stivali
- carta e cartone:
filtri per purificare bevande, acidi, ecc.
filtri di sigarette e da pipa
assorbenti igienici interni
supporti per deodoranti da ambiente
suolette interne da scarpe
- nei teatri:
sipari
scenari che simulano la neve
per protezione in scene con fuoco
per simulare la polvere sulle ragnatele, su vecchi barili, ecc.
- sabbia artificiale per giochi dei bambini
- trattamento del riso per il mercato giapponese
Potenziale approssimativo di rilascio di fibre da materiali
contenenti amianto (MCA)
La potenziale pericolosità dei materiali di amianto dipende
dall'eventualità che siano rilasciate nell’ambiente fibre aerodisperse
che possono venire inalate. Il criterio più importante da valutare in
tal senso è rappresentato dalla friabilità dei materiali: si definiscono
friabili i materiali che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere
mediante la semplice pressione delle dita. I materiali friabili
possono liberare fibre spontaneamente per la scarsa coesione
interna (soprattutto se sottoposti a fattori di deterioramento quali
vibrazioni, correnti d'aria, infiltrazioni di acqua) e possono essere
facilmente danneggiati nel corso di interventi di manutenzione, se
sono collocati in aree accessibili.
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In base alla friabilità, i materiali contenenti amianto possono essere
classificati come:
Friabili: materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti
in polvere con la semplice pressione manuale;
Compatti: materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in
polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi,
frese, trapani, ecc...).
Nella tabella sottostante sono schematicamente indicati i principali
materiali che possono essere presenti negli edifici, con le loro
caratteristiche di contenuto in amianto e friabilità.
----------------------------------------------------------------------Tipo di materiale
Ricoperture a spruzzo e rivestimenti isolanti
Note
Fino all'85% circa di amianto. Spesso Anfiboli (amosite, crocidolite),
prevalentemente Amosite spruzzata su strutture portanti di acciaio
o su altre superfici come isolanti termo-acustici
Friabilità
Elevata
----------------------------------------------------------------------Tipo di materiale
Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie
Note
Per rivestimenti di tubazioni tutti i tipi di amianto, talvolta in
miscela al 6-10% con silicati di calcio. In tele, feltri, imbottiture in
genere al 100%
Friabilità
Elevato potenziale di rilascio di fibre se i rivestimenti non sono
ricoperti con strato sigillante uniforme e intatto
----------------------------------------------------------------------Tipo di materiale
Funi, corde e tessuti
Note
In passato sono stati usati tutti i tipi di amianto. In seguito solo
Crisotilo al 100%
Friabilità
Possibilità di rilascio di fibre quando grandi quantità di materiali
vengono immagazzinati
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----------------------------------------------------------------------Tipo di materiale
Cartoni, carte e prodotti affini
Note
Generalmente solo Crisotilo al 100%
Friabilità
Sciolti e maneggiati, carte e cartoni, non avendo una struttura
molto compatta, sono soggetti a facili abrasioni ed a usure
----------------------------------------------------------------------Tipo di materiale
Prodotti in amianto-cemento
Note
Attualmente il 10-15% di amianto in genere Crisotilo. Crocidolite e
Amosite si ritrovano in alcuni tipi di tubi e di lastre
Friabilità
Possono rilasciare fibre se abrasi, segati, perforati o spazzolati,
oppure se deteriorati
-----------------------------------------------------------------------------------------------------Tipo di materiale
Prodotti bituminosi, mattonelle di vinile con intercapedini di carta
di amianto, mattonelle e pavimenti vinilici, PVC e plastiche
rinforzate ricoprimenti e vernici, mastici, sigillanti, stucchi adesivi
contenenti amianto
Note
Dallo 0,5 al 2% per mastici, sigillanti, adesivi, al 10-25% per
pavimenti e mattonelle vinilici
Friabilità
Improbabile rilascio di fibre durante l'uso normale. Possibilità di
rilascio di fibre se tagliati, abrasi o perforati
-----------------------------------------------------------------------------------------------------Decreto Ministero della Sanità, 6 settembre 1994:
"Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione
e la bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie".
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Le sue conseguenze sulla salute e sull'organismo
L'amianto rappresenta un pericolo per la salute a causa delle fibre
di cui è costituito che possono essere presenti in ambienti di lavoro
e di vita e, conseguentemente, possono essere inalate.
Il rilascio di fibre nell'ambiente può avvenire o in occasione di una
loro manipolazione/lavorazione o spontaneamente, come nel caso
di materiali friabili, usurati o sottoposti a vibrazioni, correnti d'aria,
urti, ecc.
L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato
respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle
membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).
Esse insorgono dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per
l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il
mesotelioma.
L'asbestosi è una patologia cronica, ed è quella che per prima è
stata correlata all'inalazione di amianto.
Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del
tessuto polmonare con conseguente difficile scambio di ossigeno tra
aria inspirata e sangue.
Si manifesta per esposizioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente
una malattia professionale che, attualmente, è sempre più rara.
Il carcinoma polmonare si verifica anche per esposizioni a basse
dosi.
Questa grave malattia è causata anche da: fumo di sigarette,
cromo, nichel, materiali radioattivi, altri inquinanti ambientali
(idrocarburi aromatici di provenienza industriale, derivati del
catrame, gas di scarico dei motori).
Il fumo di sigarette potenzia enormemente l'effetto
cancerogeno dell'amianto e quindi aumenta fortemente la
probabilità di contrarre tale malattia.
Il mesotelioma è un tumore raro, della membrana di rivestimento
del polmone (pleura) o dell'intestino (peritoneo), che è fortemente
associato alla esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.
Sono state descritte, inoltre, patologie al tratto gastrointestinale e
alla laringe per le quali l'associazione con l'asbesto è più debole e
resta da stabilire in via definitiva una sicura dipendenza.
Le esposizioni negli ambienti di vita, in generale, sono di molto
inferiori a quelle professionali, pur tuttavia non sono da
sottovalutare
perchè
l'effetto
neoplastico
non
ha,
teoricamente, valori di soglia.
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Dati epidemiologici sui mesoteliomi
(fonte: Istituto Superiore di Sanità, 1996)
Il tumore maligno della pleura (mesotelioma pleurico), è un tumore
raro. L'incidenza annuale, stimata nel 1990, è di circa 15 casi per
milione negli uomini e 2 casi per milione nelle donne.
La comparsa di questa patologia è tipicamente correlata ad una
pregressa esposizione ad amianto che, nella maggior parte dei casi
(>60%), è di origine professionale. Nei lavoratori esposti, infatti,
l'incidenza di tale neoplasia è da 100 a 1000 volte più grande
rispetto ai non esposti.
Non tutti i tipi di amianto hanno la stessa capacità di indurre il
tumore: è massima per le fibre di crocidolite e gli anfiboli e per le
miscele di anfiboli più crisotilo.
Analogamente a quanto sta succedendo in altri Paesi
industrializzati, anche in Italia negli ultimi anni questi tumori stanno
aumentando (vedi I.S.S. 1996). Il numero di decessi annui è
passato da 375 nel 1970 a 826 nel 1990.
Nel quinquennio dal 1988 al 1992 il numero totale di morti per
mesotelioma in Italia è stato di 2700 nella popolazione maschile e
1519 in quella femminile, con una incidenza nettamente maggiore
nella popolazione maschile delle regioni Liguria, Lombardia,
Piemonte e Friuli Venezia Giulia.
La distribuzione geografica dei casi di mesotelioma rispecchia in
buona parte quella di alcuni settori produttivi a maggior rischio di
esposizione all'amianto: l'industria navalmeccanica e l'attività
portuale, la produzione di manufatti in cemento-amianto, le
raffinerie.
E' presumibile che nei prossimi anni questi numeri non
diminuiranno anche se non è facile stimare con precisione quanti
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saranno i decessi dovuti all'esposizione ad asbesto. Si ricordi, tra
l'altro, che l'asbesto è anche una causa dei tumori del polmone.
I livelli di rischio
Si distinguono almeno due approcci al rischio:
AMBIENTI DI VITA
AMBIENTI DI LAVORO
Differiscono per:
• >ambito normativo
• >metodologie di misura (microscopia ottica o elettronica)
• >livelli di accettabilità
• >provvedimenti di prevenzione
• >mezzi di protezione
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AMBIENTI DI LAVORO:
La esposizione occupazionale a fibre di amianto ha avuto grande
importanza in passato quando le cautele previste dalla recente
normativa di origine comunitaria (D.Lgs. 277/91) non erano ancora
operanti e tale esposizione era semplicemente considerata
nell'ambito di quelle a polveri nocive prevista dal DPR 303/55.
Come valori di riferimento venivano utilizzati, quindi, i Valori Limite
di Soglia (TLV) adottati dalla ACGIH.
La direttiva europea recepita in Italia con il D.Lgs. 277/91 e la
Legge 257/92 hanno introdotto livelli di soglia più restrittivi rispetto
a quelli dell'ACGIH. Per il crisotilo, ad esempio, il TLV ACGIH è stato
mantenuto a 2 ff/cc anche per il 1997 (sia pure con la notazione
A1: cancerogeno certo per l'uomo) mentre in Italia tale valore dal
1992 è di 0,6 ff/cc con livello di azione di 0,1 ff/cc.
La stima e la conoscenza delle esposizioni passate sono oggi
estremamente importanti poichè i tempi di latenza di alcune
patologie da amianto sono molto lunghi, anche diverse decine di
anni. Tutto ciò rende estremamente preziosi i dati di esposizione di
mansioni lavorative ora non più attuali.
A seguito della entrata in vigore della Legge 257/92, le lavorazioni
con amianto come materia prima e quindi l'esposizione degli addetti
in tali ambiti sono praticamente scomparse. Rimane, però, ancora
l'esposizione di lavoratori in quelle attività che prevedono la
rimozione, la bonifica e lo smaltimento. Gli ambienti di lavoro più
significativi per presenza di amianto sono ora i cantieri temporanei,
nel caso di bonifiche di edifici, o semipermanenti, nel caso di
rimozione di amianto da mezzi di trasporto come le carrozze
ferroviarie, le navi, ecc....
Apposite norme tecniche definiscono i criteri di allestimento e
conduzione di questi cantieri con un approccio di protezione dalle
fibre di amianto che prevede contemporaneamente:
• >l'incapsulamento con prodotti
materiali contenenti amianto;
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vernicianti/impregnanti
dei
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• >la massima protezione delle vie respiratorie degli addetti con
dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati;
• >la costante rimozione dell'inquinante mediante aspirazione ed
espulsione dell'aria all'esterno dei cantieri previa filtrazione
assoluta.
La valutazione del rischio si effettua con una metodica consolidata
(anche se mostra qualche limite per le basse esposizioni), prevista
dal Decreto 277/91, basata sul prelievo di aria confinata in zona
respiratoria del lavoratore. Le fibre aerodisperse sono campionate
con pompa portatile e membrana filtrante; l'analisi avviene
mediante il conteggio delle fibre depositate sulla membrana
utilizzando il microscopio ottico in contrasto di fase a 500
ingrandimenti. Il risultato dell'analisi si esprime in n° di fibre per
millilitro d'aria. Ai fini del conteggio si considerano solo le fibre più
lunghe di 5 micron, con diametro inferiore a 3 micron e con
rapporto di allungamento superiore a 3: esse vengono definite fibre
regolamentate - FR (OMS, 1987) .
Di seguito sono riportate alcune esemplificazioni di esposizioni personali
valutate con i criteri suesposti.
Rimozione coperture di cemento-amianto non trattate e a secco
0,03 - 0,3 ff/ml
media 8 ore 0,2 ff/ml
Rimozione coperture di cemento-amianto con trattamento
0,01 - 0,08 ff/ml
media 8 ore 0,02 ff/ml
Addetti alla produzione vetro
media 8 ore 0,3 ff/ml
Fustellatura guarnizioni
media 8 ore 0,2 ff/ml
Smontaggio freni
0,2 - 2 ff/ml
Scoibentazione di amianto friabile
0,6 - 2 ff/ml
AMBIENTI DI VITA
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Per moltissimi anni il rischio di esposizione a fibre di amianto è
stato considerato importante solo per i lavoratori dell'amianto e
soltanto nell'ultimo dopoguerra l'attenzione si è spostata prima su
esposizioni non professionali, ma indirettamente collegate al lavoro,
(es. familiari di lavoratori addetti ad attività con presenza di
amianto o aree interessate ad immissioni da stabilimenti produttivi)
quindi sulla possibilità di considerare l'amianto un contaminante
ambientale normalmente presente nelle aree antropizzate.
Sulla base di queste considerazioni sono stati emanati, oltre alla
Legge 257/92, alcuni decreti applicativi che hanno l'obiettivo di
gestire il potenziale rischio derivato dalla presenza di amianto in
edifici, manufatti e coperture.
Pur essendo il rischio causato dall'esposizione ad amianto nella
popolazione di più difficile valutazione rispetto a quello
professionale, si sono affermati alcuni punti ritenuti prioritari da
considerare nella analisi del rischio.
In particolare:
- è stabilita una netta differenza tra l'amianto friabile (ovvero
l'amianto libero o tessuto o spruzzato o steso a cazzuola con leganti
deboli) e l'amianto in matrice compatta (ovvero il cemento-amianto
in buono stato di conservazione, il vinil-amianto, ecc..)
considerando il primo di gran lunga più pericoloso per la facile
tendenza alla frantumazione (sbriciolamento) e conseguente
possibile dispersione in atmosfera di fibre libere;
- la determinazione della concentrazione di fibre aerodisperse si
effettua con prelievi su membrana e conteggi in microscopia
elettronica a scansione (SEM). Può essere anche utilizzata la
microscopia elettronica a trasmissione (TEM) attualmente adottata
in Nord America;
- viene data precedenza agli interventi di protezione per gli
occupanti di edifici quali scuole di ogni ordine e grado ed ospedali
(Circolare n° 45/86 del Ministero della Sanità);
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- non sono considerati importanti comparti ambientali diversi
dall'atmosfera, pertanto l'amianto non è considerato rilevante tra
gli inquinanti di tipo alimentare o del sottosuolo. Ad esempio per
quanto riguarda la presenza di fibre di amianto nell'acqua potabile
trasportata in tubi di cemento-amianto, studi a livello internazionale
affermano non esservi una chiara evidenza di associazione tra
eccesso di tumori gastrointestinali e consumo di tale acqua.
I dati riportati nella letteratura scientifica, peraltro non molto
omogenei in riferimento ai metodi di campionamento e analisi
impiegati, evidenziano concentrazioni di fibre aerodisperse
estremamente variabili che vanno da valori di 0,0001 ff/l in aria
ambiente fino a 50 - 100 ff/l in ambienti confinati con amianto
friabile degradato (dati riferiti a misure in microscopia elettronica).
Sono esposizioni, in generale, non paragonabili a quelle
professionali tuttavia non sono da sottovalutare perchè:
- per il rischio neoplastico non vi sono teoricamente valori di soglia;
- le fibre inalate nel tempo si accumulano nell'organismo e
accrescono
progressivamente il rischio (probabilità) di provocare danni
(soprattutto gli anfiboli);
- tra la popolazione esposta sono compresi anche i bambini (che
eventualmente occupano una scuola con amianto): essi hanno una
lunga aspettativa di vita ed hanno perciò più possibilità di
sviluppare il tumore;
- l'esposizione "civile" è una esposizione vera poichè normalmente
gli occupanti di un edificio con amianto non indossano mezzi di
protezione delle vie respiratorie, a differenza dei soggetti
professionalmente esposti.
Indicazioni per il campionamento di materiale "sospetto"
per presenza di amianto (MCA)
I materiali da campionare vanno selezionati in modo prioritario fra
quelli che presentano:
>friabilità e cattivo stato di conservazione;
>facile accesso o mancanza di confinamenti e/o rivestimenti;
>suscettibilità di facile danneggiamento e conseguente possibilità di
rilascio di fibre nell'ambiente;
>possibilità di frequenti manomissioni;
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>frequenti interventi di manutenzione.
In relazione alla situazione specifica, le modalità e le precauzioni da
adottare sono le seguenti:
1. adozione di adeguati dispositivi di protezione individuale - DPI
(maschera per polveri -facciale filtrante P3, tuta in tyvek, guanti
monouso);
2. prelievo da punti o zone già lesionate;
3. preliminare bagnatura mediante spruzzetta con acqua;
4. impiego di strumenti manuali (pinze, tenaglie, forbici);
5. prelievo di una piccola aliquota di materiale sufficientemente
rappresentativa (5 cmq/ 10 gr);
6. inserimento immediato del campione in una doppia busta di
plastica ermeticamente sigillabile;
7. riparazione con adeguati sigillanti del punto di prelievo (vernice
spray);
8. registrazione dati del prelievo: data, luogo, ubicazione;
9. trasmissione del campione e dei dati al laboratorio analisi
chimiche.
Indicazioni per le bonifiche
I metodi di bonifica che possono essere attuati, sia nel caso di
interventi circoscritti ad aree limitate dell'edificio, sia nel caso di
interventi generali, sono:
3a) Rimozione dei materiali di amianto
E' il procedimento più diffuso perchè elimina ogni potenziale fonte
di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le
attività che si svolgono nell'edificio. Comporta un rischio
estremamente elevato per i lavoratori addetti e per la
contaminazione dell'ambiente; produce notevoli quantitativi di rifiuti
tossici e nocivi che devono essere correttamente smaltiti. E' la
procedura che comporta i costi più elevati ed i più lunghi tempi di
realizzazione. In genere richiede l'applicazione di un nuovo
materiale, in sostituzione dell'amianto rimosso.
3b) Incapsulamento
Consiste nel trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o
ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad
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inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a
costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Costi e
tempi dell'intervento risultano più contenuti. Non richiede la
successiva applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce
rifiuti tossici. Il rischio per i lavoratori addetti e per l'inquinamento
dell'ambiente è generalmente minore rispetto alla rimozione. E' il
trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo
cementizio. Il principale inconveniente è rappresentato dalla
permanenza nell'edificio del materiale di amianto e dalla
conseguente necessità di mantenere un programma di controllo e
manutenzione. Occorre inoltre verificare periodicamente l'efficacia
dell'incapsulamento, che col tempo può alterarsi o essere
danneggiato, ed eventualmente ripetere il trattamento. L'eventuale
rimozione di un materiale di amianto precedentemente incapsulato
è più complessa, per la difficoltà di bagnare il materiale a causa
dell'effetto
impermeabilizzante
del
trattamento.
Inoltre,
l'incapsulamento può alterare le proprietà antifiamma e
fonoassorbenti del rivestimento di amianto. Il lavoro deve essere
eseguito e certificato in conformità a quanto previsto dal DM
20/08/1999.
3c) Confinamento
Consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi
l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato
ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua
all'interno del confinamento. Rispetto all'incapsulamento, presenta
il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. E' indicato
nel caso di materiali facilmente accessibili, in particolare per
bonifica di aree circoscritte (ad es. una colonna). Non è indicato
quando sia necessario accedere frequentemente nello spazio
confinato. Il costo è contenuto se l'intervento non comporta lo
spostamento dell'impianto elettrico, termoidraulico, di ventilazione,
ecc. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione in
quanto l'amianto rimane nell'edificio; inoltre la barriera installata
per il confinamento deve essere mantenuta in buone condizioni.
3d) Indicazioni per la scelta del metodo di bonifica
A scopo orientativo possono essere formulate le
indicazioni:
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seguenti
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I) un intervento di rimozione spesso non costituisce la migliore
soluzione per ridurre l'esposizione ad amianto. Se viene condotto
impropriamente può elevare la concentrazione di fibre aerodisperse,
aumentando, invece di ridurre, il rischio di malattie da amianto;
II)
materiali
accessibili,
soprattutto
se
facilmente
danneggiabili, devono essere protetti da un idoneo confinamento;
III) prima di scegliere un intervento di incapsulamento deve
essere attentamente valutata l'idoneità del materiale di amianto a
sopportare il peso dell'incapsulante. In particolare trattamenti
incapsulanti non sono indicati:
*nel caso di materiali molto friabili o che presentano scarsa
coesione interna o adesione al substrato, in quanto l'incapsulante
aumenta il peso strutturale aggravando la tendenza del materiale a
delaminarsi o a staccarsi dal substrato;
*nel caso di materiali friabili di spessore elevato (maggiore di 2
cm), nei quali il trattamento non penetra molto in profondità e non
riesce quindi a restituire l'adesione al supporto sottostante.
Per contro l'aumento di peso può facilitare il distacco dell'amianto;
*nel caso di infiltrazioni di acqua: il trattamento impermeabilizza il
materiale così che si possono formare internamente raccolte di
acqua che appesantiscono il rivestimento e ne disciolgono i leganti,
determinando il distacco;
*nel caso di materiali facilmente accessibili, in quanto il trattamento
forma una pellicola di protezione scarsamente resistente agli urti.
Non dovrebbe essere mai effettuato su superfici che non siano
almeno a 3 metri di altezza, in aree soggette a frequenti interventi
di manutenzione o su superfici, a qualsiasi altezza, che possano
essere danneggiate da attrezzi (es. soffitti delle palestre);
*nel caso di installazioni soggette a vibrazioni (aeroporti, locali con
macchinari pesanti, ecc.): le vibrazioni determinano il rilascio di
fibre anche se il materiale è stato incapsulato;
IV) tutti i metodi di bonifica alternativi alla rimozione
presentano costi minori a breve termine. A lungo termine, però il
costo aumenta per la necessità di controlli periodici e di successivi
interventi per mantenere l'efficacia e l'integrità del trattamento. Il
risparmio economico (così come la maggiore rapidità di
esecuzione), rispetto alla rimozione, dipende prevalentemente dal
fatto che non occorre applicare un prodotto sostitutivo e che non vi
sono rifiuti tossici da smaltire. Le misure di sicurezza da attuare
sono, invece, per la maggior parte le stesse per tutti i metodi;
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V) interventi di ristrutturazione o demolizione di strutture
rivestite di amianto devono sempre essere preceduti dalla
rimozione dell'amianto stesso.
Fonte: Decreto Ministero della Sanità, 6 settembre 1994
Leggi e norme
Restrizioni/divieti di impiego
- Ordinanza Ministero della Sanità 26/6/86:
Restrizioni sulla Crocidolite
- Circolare Ministero della Sanità1/7/86 n° 42:
Tubazioni in Cemento Amianto
- Decreto del Presidente della Repubblica 24/5/88 n° 215:
Divieto Crocidolite con deroghe
- Decreto Legislativo 15/8/91 n° 277:
Divieto uso amianto in alcune applicazioni
- Legge 27/3/92 n° 257:
Superamento dell'uso dell'amianto
Protezione dei lavoratori
- Decreto del Presidente della Repubblica 30/6/65 n° 1124:
Assicurazione contro l'asbestosi
- Decreto Ministeriale 18/4/73:
Obbligo denuncia dell'asbestosi
- Legge n° 780 del 27/12/75:
Revisione tabelle lavorazioni a rischio di asbestosi
- Decreto Ministeriale 16/10/86 Ministero Industria - Ministero Sanità:
Monitoraggio del Rischio nelle attività estrattive dell'amianto
- Decreto Ministro del Lavoro 21/1/87:
Visite periodiche ai lavoratori a rischio asbestosi
- Decreto Ministro del Lavoro 20/6/88:
Premi assicurativi rischio asbestosi
- Decreto Legislativo 15/8/91 n° 277:
Protezione dei lavoratori dal rischio amianto
Prevenzione/Riduzione inquinamento ambientale
- Decreto Ministeriale 12/2/71:
Elenco industrie insalubri
- Decreto del Presidente della Repubblica 10/9/82 n° 915:
Rifiuti tossoco-nocivi: amianto
- Delibera Comitato Interministeriale:
Smaltimento rifiuti T/N di amianto
- Circolare 10/7/86 n° 45 Ministero della Sanità:
Amianto in scuole e ospedali
- Decreto Ministro della Sanità 2/3/87:
Elenco industrie insalubri
- Decreto Ministro dell'Ambiente 26/4/89:
Catasto rifiuti speciali
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- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21/7/89:
Adeguamento emissioni in atmosfera
- Decreto Ministro dell'Ambiente 12/7/90:
Valori di emissione in atmosfera
- Decreto del Presidente dela Repubblica 8/8/94:
Piani di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente
- Decreto Ministro della Sanità 5/9/94:
Elenco industrie insalubri
- Decreto Legislativo 17/3/95 n° 114:
Valori limite delle emissioni in atmosfera e negli effluenti liquidi
- Decreto Legislativo 5/2/97 n° 22:
Rifiuti (Decreto Ronchi)
- Circolare Regionale Assessorato alla Sanità 7/12/93 n° 42 :
Rimozione di coperture in cemento-amianto
Decreti applicativi del Decreto Legislativo 257/92
- Decreto Ministro della Sanità 6/9/94:
Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la
manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nelle
strutture edilizie.
(Circolare esplicativa 12/4/95 n° 7)
- Decreto Ministro della Sanità 26/10/95:
Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la
manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto nei mezzi rotabili.
- Decreto Ministro della Sanità 14/5/96:
Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi
quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f, della
legge 257/92:
Allegato 1: Siti dismessi
Allegato 2: Prefabbricati contenenti amianto
Allegato 3: Tubazioni e cassoni per acqua potabile
Allegato 4: Classificazione e utilizzo "Pietre Verdi"
Allegato 5: Requisiti minimi per laboratori analisi
- Decreto Ministro della Sanità 20/08/1999:
Ampliamento delle normative tecniche per gli interventi di bonifica dell’amianto.
Allegato 1: Normative e metodologie per la rimozione di materiali contenenti amianto a bordo di navi.
Allegato 2: Rivestimenti incapsulanti per la bonifica di manufatti in cemento amianto.
Allegato 3: criteri di scelta dei dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie.
Tabella 1: diagramma di flusso del processo di scelta del metodo di bonifica dei manufatti contenenti amianto.
Tabella 2: attività di incapsulamento.
Per saperne di più :
1) Regione Emilia-Romagna, Servizio Prevenzione Collettiva, Assessorato alla Sanità, Depliant sul Censimento
Regionale degli edifici pubblici, locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e dei blocchi di appartamenti con
presenza di amianto friabile, stampato a cura dell'Azienda USL di Ravenna, 1996 .
2) Regione Veneto U.L.S.S. n. 15 Camposampiero-Cittadella (PD), "Rimozione Amianto", stampato in proprio.
3) Regione Lazio, Assessorato Sanità Igiene Ambiente, a cura di F. Cavariani e F. D'Orsi, "Rischio amianto in ambienti
di vita e di lavoro", ed. I.G.E.R., Roma.
4) Azienda U.S.L. N.10 Zona città di Firenze, "Norme e procedure per i lavori di demolizione e di rimozione
dell'amianto" , ed. IT.COMM., Firenze.
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Regione Veneto - Azienda Unità Locale Socio Sanitaria N. 13 - Dipartimento di Prevenzione
5) U.S.L. 26 S. Giovanni in Persiceto ( BO) e U.S.L. 30 Cento ( FE ), "Le demolizioni in edilizia: Esperienze e proposte
per una attività non standardizzabile", stampato in proprio, 7 Novembre 1992.
6) A. Cristofolini ( Servizio di medicina del lavoro - Trento ) F. Cavariani ( USL VT/5 Civita Castellana) e U. Laureni (
USL 1 - Trieste ), "Amianto negli edifici Guida per il personale di manutenzione".
7) F. D'Orsi , A. Marconi ed E. Renna, "La bonifica delle coperture in amianto-cemento", ed. BE-MA, Milano, Maggio
1995.
8) Regione Lombardia, Settore Sanità e Igiene, Servizio Igiene Pubblica, "Amianto rischi, controllo e prevenzione", ed.
Lombardia Risorse SPA, Milano, Giugno 1992.
9) F. Carnevale e E. Chellini, "Amianto. Miracoli, virtù, vizi ", ed. Tosca, Firenze 1992.
10) INAIL, "Piombo e Amianto Per saperne di più", ed. Tipolitografia INAIL, Milano, Maggio 1996.
11) USL 28 Bologna Nord, Servizio di Medicina Preventiva e Igiene del Lavoro, C. Giacomini, S. Mattioli, L. Magelli
"Rischio Amianto: se lo conosci lo eviti", stampato a cura dell'E.B.E.R., Bologna, Novembre 1993.
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