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Ricerche per l’Economia e la Finanza Newsletter Osservatorio Energia Anno V - numero 58 25 luglio 2003 Nella Newsletter di questo mese… ! Le interruzioni avvenute nel corso dell'ultimo mese non rappresentano solamente la sfortunata concomitanza di eventi eccezionali, ma sono il sintomo di criticità strutturali del sistema italiano. Oltre alle misure immediatamente necessarie al superamento delle attuali difficoltà, si impone quindi una riflessione approfondita sulle loro cause e sugli interventi utili ad affrontare le emergenze future. ! Si è avviata il primo luglio la consultazione sulle proposte dell’Autorità in materia di tariffe elettriche per il nuovo periodo di regolazione 2004-2007. Numerose le novità rispetto alla disciplina attualmente in vigore: tra gli aspetti positivi la compiuta separazione, in termini di costi riconosciuti e corrispettivi finali, dei diversi servizi offerti, a beneficio della trasparenza e della promozione della concorrenza nelle attività non esercitate in monopolio. ! Entra nel vivo la seconda fase del bando per la realizzazione di progetti in nuove linee di interconnessione: la valutazione tecnica dei progetti e la determinazione dell’ammontare di capacità alla quale gli investitori avranno accesso prioritario da parte del GRTN avverrà per via simulativa; 43 le manifestazioni di interesse presentate. ! Il Ministero delle Attività Produttive rivede la disciplina per l’allocazione dei 200 MW di CIP 6 mensile, riservando tale capacità ai clienti finali divenuti idonei in seguito alla riduzione della soglia di eligibilità, riuniti in gruppi di consumo promossi dalle associazioni di categoria iscritte al CNEL, e rappresentati dai grossisti: dubbi sulla tempistica. ! Il recente intervento della Commissione Europea, che ha invitato formalmente l’Italia a conformarsi al diritto comunitario in tema di libera circolazione dei capitali, abolendo il cosiddetto decreto “anti-Edf”, costituisce la seconda fase della procedura d’infrazione: il governo italiano potrebbe essere citato in giudizio alla Corte europea di giustizia. ! Sono attualmente in fase di studio in Gran Bretagna i BETTA British Electricity Trading and Transmission Arrangements, che costituiscono un progetto finalizzato ad estendere al mercato scozzese i principi alla base del NETA per dare vita ad un mercato britannico concorrenziale dell’energia elettrica. Importanti novità riguardano il servizio di trasmissione ed il bilanciamento del sistema. ! Attività di M&As nel mese di giugno caratterizzata dalle conseguenze della fine della storica collaborazione tra Electrabel e SPE nel mercato della generazione belga: ingresso di Edf in Belgio e di Electrabel in Francia. Da segnalare l’attività di concentrazione proprietaria delle borse energetiche europee, guidata principalmente da APX. ! Dopo l’aggiornamento delle tariffe Ct e QE di fine giugno, che hanno visto una sensibile riduzione del primo (-3.4%) e una riconferma del valore del secondo, per l’ultimo trimestre dell’anno si prevede un’ulteriore riduzione del costo variabile della generazione, più consistente rispetto a quella stabilita nella delibera n.68/03, mentre nessun aggiornamento è atteso per la componente QE. ! Gli elevati aumenti dei consumi elettrici sono ampiamente riconducibili agli scostamenti dalle medie stagionali delle temperature. Depurando la vivace domanda elettrica da tali effetti, le stime di produzione industriale restituiscono un quadro poco brillante per l’attività economica italiana a giugno e luglio e suggeriscono un andamento in diminuzione per l’industria. Il ciclo scorte, che ha permesso di limitare le contrazioni ad inizio anno, sembra essere in via di esaurimento. ! L’aumento della domanda di energia elettrica in seguito alle elevate temperature e la ridotta disponibilità di elettricità francese per l’export hanno generato forti tensioni sui prezzi delle borse elettriche europee nel mese di giugno. Critici sono stati, soprattutto nell’area continentale, i giorni 24, 25 e 26 di giugno, in cui i picchi di prezzo hanno superato la soglia dei 300 Euro/MWh. Omel e NordPool costituiscono le uniche eccezioni all’andamento generale dei mercati. Soci sostenitori Acea SpA, AEM Milano, AMPS Energie Srl, ASM Brescia, Assoelettrica, Centro Energia Gas (Foster Wheeler, Gruppo Merloni), Confindustria, Dalmine Energie, Edison, Electra Italia, EnBW Italia, Enel SpA Corporate Finanza e Amministrazione, ENI, Ferrero SpA, Servizio Studi Banca Intesa, Italgen SpA, Italgas, Pirelli SpA, Unicredit Banca Mobiliare, World Energy Responsabile della Newsletter: Claudia Checchi - tel. 02 43441044 e-mail: [email protected] Newsletter Osservatorio Energia INDICE ANDAMENTO DEL MERCATO Interruzioni di carico: quali prospettive e quali misure .........................................................................3 REGOLAMENTAZIONE Tariffe elettriche: le proposte per il periodo regolatorio 2004-2006 ....................................................7 Gli investimenti privati in linee di interconnessione elettriche: pubblicate le regole tecniche ............ 11 200 MW di energia CIP6 riservati alle piccole e medie imprese ...................................................... 14 PANORAMA INTERNAZIONALE La Ue ammonisce l'Italia per il decreto "anti-Edf" ............................................................................ 17 La riforma del settore elettrico in Gran Bretagna: i British Electricity Trading and Transmission Arrangements ............................................................................................................ 21 MERGERS & ACQUISITIONS M & A in Europa ................................................................................................................................ 24 L'ANDAMENTO DEL CT E DEL QE Il prezzo dell'energia: le attese del mercato .......................................................................................... 26 CONGIUNTURA Industria ancora in difficoltà .............................................................................................................. 30 Le borse elettriche europee a giugno 2003 ....................................................................................... 33 NewsletterOsservatorioEnergia Mensile Direttore responsabile: Claudia Checchi Gruppo di lavoro: Valentina Di Maggio, Valentina Ferraris, Nicola Gallo, Michele Pacillo, Francesca Sala, Edoardo Settimio Comitato Scientifico R. Artoni, G. Martini, L. Parisio, M. Polo, P. Saraceno, C. Scarpa, G. Vaciago Editore: Ricerche per l’Economia e la Finanza srl via Gioberti 5 - 20123 Milano www.ref-online.it Segreteria, editing e grafici: Dalia Imperatori Telefono: 02.43441022 - Fax: 02.43441027 e-mail: [email protected] numero 58 2 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia ANDAMENTO DEL MERCATO Interruzioni di carico: quali prospettive e quali misure Il 26 giugno scorso i moniti a più riprese lanciati dal GRTN sulle criticità del sistema italiano si sono materializzati con le interruzioni all’utenza e gli allarmi che ne sono seguiti. Queste hanno determinato una serie di interventi, forse intempestivi, da parte delle istituzioni e delle imprese per il superamento delle immediate contingenze. Le circostanze, eccezionali ma non irripetibili, che hanno determinato quegli eventi inducono però a riflettere sulle loro cause e sulle prospettive future. Nel corso del prossimo anno la situazione potrebbe essere anche più critica di quella attuale, ma gli spazi per superare le attuali difficoltà esistono. È quindi necessario accelerare tutti i programmi che possano apportare un contributo di capacità in tempi brevi, dedicare maggiore attenzione alla programmazione del sistema e far partire la borsa, in modo da eliminare gli odierni disincentivi ad una pronta risposta nei casi di stress del sistema. La siccità ha ulteriormente aggravato l’emergenza, in particolare per i rischi di indisponibilità delle centrali collocate lungo il corso del Po, la cui portata era drammaticamente ridotta. A questi fattori si sono aggiunti la minore fornitura dalla Francia per un totale di 800 MW, che, grazie a interventi di riallocazione dei flussi si è ridotta a 500 MW, e l’indisponibilità imprevista di alcuni impianti nel corso della mattinata. L’insieme degli eventi negativi sopra richiamati ha comportato l’attivazione del PESSE e la discutibile scelta di mantenere le forniture interrompibili senza preavviso quale riserva di ultima istanza, comportando il distacco delle utenze civili in via prioritaria rispetto a quelle i cui contratti prevedevano l’interrompibilità. Misure adottate per affrontare l’attuale contingenza Il verificarsi dei distacchi ha stimolato le, forse tardive, reazioni delle istituzioni e delle società nell’intento di comprendere le cause dell’emergenza e di predisporre misure idonee a superarla. La prima esigenza espressa da parte delle istituzioni è emblematica. Il MAP, con il decreto del 25 giugno 20031, ha formulato delle direttive al GRTN al fine di ottenere entro novanta giorni, e successivamente con cadenza annuale, un rapporto sugli impianti di generazione esistenti in Italia, che indichi alcuni dati tecnici oltre alla potenza nominale, quella efficiente e quella disponibile all’esercizio. Tale rapporto intende soprattutto chiarire quanti MW possano essere utilizzati e quali condizioni possano consentire il rientro in esercizio degli impianti non disponibili oltre alle cause di tale indisponibilità. L’AEEG, con la delibera 72/03, ha promosso il primo di luglio un’istruttoria conoscitiva volta ad individuare le cause, gli sviluppi e le eventuali responsabilità delle interruzioni verificatesi in giugno, esprimendo le stesse esigenze informative del Ministero al fine di individuare le possibili misure urgenti da adottare a garanzia dei consumatori. Le cause delle interruzioni indicate dal GRTN Le cause che hanno determinato il ricorso al “piano di emergenza per la sicurezza del sistema elettrico” (PESSE) sono state esposte il 2 luglio in un comunicato ai dipendenti dell’amministratore delegato uscente del GRTN Pierluigi Parcu. In tale comunicato vengono ribaditi i problemi strutturali che interessano la capacità disponibile del parco italiano e che, in concomitanza con eccezionali condizioni meteorologiche, hanno reso necessario il ricorso ai distacchi di molte utenze sul territorio. Il principale fattore critico richiamato nel comunicato è costituito dalle elevate temperature registrate nel mese di giugno, che hanno comportato un notevole incremento di domanda, con una punta stimata per il 26 giugno (in assenza di distacchi) pari a 53,200 MWh. A questa è corrisposta una riduzione della capacità, dovuta ai limiti sulle temperature delle acque di scarico delle centrali, limitando per esempio la produzione di Porto Tolle a soli 850 MW, rispetto ai 2,400 potenziali. numero 58 3 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia Questi due interventi denotano una carenza informativa sulle reali condizioni di esercizio del parco di generazione italiano, che, a fronte dei rischi da tempo indicati dal GRTN e del livello di indisponibilità da esso dichiarato, risulta un po’ sorprendente e, se colmata prima, avrebbe forse potuto stimolare interventi più tempestivi ed evitare alcuni dei disagi subiti dagli utenti. Al manifestarsi della crisi si sono comunque resi necessari interventi che consentissero di affrontare le immediate esigenze del sistema. Con il decreto legge n. 158 del 3 luglio 2003 il MAP ha quindi innalzato temporaneamente i limiti di temperatura degli scarichi idrici delle centrali termoelettriche. Ciò ha consentito, secondo quanto dichiarato dal Ministero, un incremento di potenza pari a 2,000 MW, grazie al quale è stato possibile evitare ulteriori interruzioni alle utenze civili nei successivi giorni di alto carico. La costituzione della cabina di regia per l’emergenza idro-energetica ha inoltre portato alla decisione di procedere con i rilasci di acqua da parte dei bacini idroelettrici al fine di incrementare la portata del Po e soddisfare i concorrenti fabbisogni dell’agricoltura e delle centrali situate lungo il suo corso. A queste immediate reazioni si sono affiancate le proposte delle imprese di generazione per il superamento dell’emergenza in collaborazione con il GRTN e il MAP. Tali piani prevedono, nel caso di Endesa ed Edipower, l’utilizzo di impianti che avrebbero dovuto essere fermi per interventi di repowering in modo da consentire una maggiore disponibilità nei prossimi mesi e la contemporanea accelerazione dei piani di investimento per consentire l’entrata anticipata di nuove unità. Da parte di Enel si è inoltre manifestata l’intenzione di rimettere in funzione alcuni impianti turbogas dismessi, per un totale di 1,200 MW, che potrebbero fornire un importante contributo alla copertura delle punte di domanda durante il prossimo anno. L’attuazione delle misure descritte fornisce sicuramente una risposta alle attuali difficoltà. Il problema si presenta però più complesso e la sua portata supera le contingenze presenti. È quindi necessaria un’ulteriore riflessione sugli elementi strutturali alla base della crisi e sugli interventi che possono influenzare l’evoluzione futura del sistema. numero 58 4 La struttura del parco e i rischi di interruzioni attuali a futuri Gli eventi del 26 giugno presentano un carattere di eccezionalità, ma non si possono considerare imprevedibili o irripetibili. Le interruzioni del carico si sono infatti verificate dopo un mese di temperature record e di progressivo incremento del fabbisogno. L’allineamento della punta estiva a quella invernale, a causa principalmente dell’incremento nell’uso di condizionatori, è un fenomeno in corso da diverso tempo e l’occorrere di elevate temperature non è escludibile anche per il prossimo anno. La riduzione dell’energia da importazione, inoltre, è già accaduta diverse volte nel corso del 2003 e non può quindi essere considerata un caso isolato. Il problema pare quindi essere più strutturale che contingente, il che impone valutazioni approfondite sulle cause e sulle possibilità di affrontare questo tipo di emergenze. A tale fine la questione più rilevante è quale sia la reale capacità disponibile e il livello di fabbisogno che essa è in grado di soddisfare, come evidenziato dalle indagini del Ministero e dell’Autorità. Dalle analisi effettuate da ref. sull’attuale parco impianti e sulla programmazione della manutenzione, emerge che, anche considerando le riduzioni dovute alle temperature, ai vincoli ambientali e ai possibili guasti, una corretta programmazione della fermata degli impianti dovrebbe consentire una disponibilità (incluse le importazioni) sufficiente a soddisfare livelli di fabbisogno fino a 55,000 MW. La generazione italiana presenta invece, secondo i dati del GRTN, un livello di indisponibilità media pari a circa il 30%, al netto degli impianti dismessi o in fermata di lungo periodo, ed è quindi necessario comprendere il motivo di tale insolitamente bassa producibilità. L’importanza di questo fattore è tanto maggiore alla luce del fatto che il prossimo anno potrebbero presentarsi condizioni ancora più critiche di quelle oggi presenti. I piani di emergenza presentati al MAP dalle imprese di generazione quali Endesa ed Edipower, comportano infatti revisioni dei tempi di uscita e di entrata dei propri gruppi di generazione in grado di garantire una maggiore capacità disponibile nei prossimi mesi, ma non sono in grado di incidere sul quadro complessivo, che per il prossimo anno vede il livello di capacità insatallata rimanere sostanzialmente 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia invariato, con un quantitativo di uscite prossimo a quello delle entrate di nuove unità. Del resto, l’ipotesi di rinviare la chiusura di alcuni impianti non farebbe che demandare il problema ad un momento successivo, ritardando l’adeguamento e l’incremento di efficienza del parco italiano. Questa misura sembra comunque difficilmente praticabile, dati gli interventi già introdotti con il decreto stranded costs, che ha consentito il mantenimento in esercizio di 4,000 MW non “ambientalizzati” fino al dicembre 2004. A parte alcuni modesti contributi da parte delle fonti rinnovabili e dell’idroelettrico, la possibilità di raggiungere un incremento di capacità nel corso del prossimo anno è delegato alle annunciate riaperture dei turbogas di Enel per un totale di 1,200 MW e all’almeno parziale completamento della linea di interconnessione con la Svizzera, San Fiorano – La Robbia, che potrebbe incrementare la capacità di importazione per oltre 1,000 MW. A fronte di un continuo incremento del fabbisogno nazionale, quindi, anche per il prossimo anno dovremo confidare sulle importazioni per potere garantire la sicurezza del sistema e il soddisfacimento della domanda. Bisogna inoltre tenere conto che i problemi potrebbero ripresentarsi già in inverno, quando, in corrispondenza dei picchi di fabbisogno, il contributo del parco idroelettrico potrebbe essere ridotto a causa dell’intenso utilizzo estivo sia per fini produttivi, sia per i rilasci destinati all’agricoltura. Come accennato in precedenza, però, al di là degli utili interventi sopra indicati, il parco italiano dovrebbe consentire la copertura dell’attuale fabbisogno, a patto che la programmazione del sistema sia coerente con l’evoluzione della domanda. Per poter consentire ciò e al contempo rendere maggiormente affidabili le forniture dall’estero nei momenti critici, la migliore soluzione appare l’avvio della borsa. Gli attuali prezzi regolati non forniscono infatti adeguati incentivi a coordinare la disponibilità degli impianti e l’andamento del fabbisogno, da un lato, e a garantire le forniture dall’estero dall’altro. La formazione di prezzi orari di mercato, che rispecchiano le reali condizioni di domanda e di offerta sul sistema, sono in grado invece di contribuire al superamento dei problemi molto meglio di quanto non sembra essere avvenuto di recente. In presenza di una borsa le attuali difficoltà, che erano prevedibili anche se si sono rivelate maggiori delle aspettative, e i picchi di prezzo che ad esse sarebbero corrisposti avrebbero probabilmente incentivato una maggiore disponibilità di capacità, evitando per esempio che l’impianto di Fiume Santo, necessario a soddisfare il fabbisogno sardo, fosse interamente in manutenzione durante il mese di giugno. I segnali di prezzo avrebbero inoltre influito sul lato domanda, inducendo una riduzione volontaria del fabbisogno, che avrebbe evitato le interruzioni resesi necessarie e i danni da esse create alle utenze. Per quanto riguarda le importazioni dall’estero, l’indisponibilità dalla Francia potrebbe essere stata sostituita dalla produzione di altri paesi, cosa impossibile nel contesto attuale, dato il differenziale di prezzo che si è registrato rispetto a paesi quali la Germania. Si rileva infine come gli impianti turbogas, che Enel intende riattivare, probabilmente non sarebbero stati dismessi se vi fosse stato un meccanismo di remunerazione della riserva di ultima istanza in luogo della attuali tariffe regolate, che in questo periodo non sono sufficienti a coprire nemmeno i loro costi variabili. A tale proposito è interessante notare come la proposta di rendere nuovamente disponibili tali impianti sia avvenuta in corrispondenza della pubblicazione della delibera 67/03 dell’AEEG che istituisce lo STOVE e, oltre a prevedere una esplicita remunerazione della La borsa avrebbe garantito una maggiore sicurezza del sistema Le criticità che caratterizzano il settore elettrico, e che non sembrano superabili almeno per un altro anno, pongono la questione di quali interventi risultino idonei a superare l’attuale fase. Sicuramente la soluzione di alcuni problemi di rete potrebbe fornire un utile contributo. Interventi di adeguamento consentirebbero infatti il pieno utilizzo di impianti la cui produzione oggi viene limitata dalle congestioni. Nel caso di Turbigo ciò consentirebbe di recuperare 400 MW di capacità, mentre nel caso di Brindisi, il completamento del tratto di rete Matera - S. Sofia consentirebbe di utilizzare appieno la capacità installata e al contempo sfruttare l’interconnessione con la Grecia. numero 58 5 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia capacità riserva, aumenta il gettito delle componenti rf destinate alla sua copertura. Questa misura comporta, in primo luogo, un incremento dei corrispettivi riconosciuti alla produzione degli impianti che partecipano allo STOVE e un corrispondente incremento dei corrispettivi pagati dai consumatori 1 per tale energia. Essa inoltre aumenta i corrispettivi pagati dai clienti del mercato libero per la riserva, incrementando il gettito a disposizione del GRTN per la remunerazione della capacità degli impianti che forniranno tale servizio sullo STOVE. Decreto 25 giugno 2003, G.U. n.152 del 03/07/2003 numero 58 6 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia REGOLAMENTAZIONE Tariffe elettriche: le proposte per il periodo regolatorio 2004-2007 - devono essere applicati tanto ai punti di immissione (entry), quanto ai punti di prelievo (exit); - possono essere differenziati nei livelli per area geografica in modo da fornire agli utenti delle reti segnali localizzativi di breve (congestioni) e di lungo periodo; " a livello nazionale, il DPEF per gli anni 2003-2006, approvato nel luglio 2002 dal Consiglio dei Ministri, e il disegno di legge AC 3297 sul riordino dei settori energetici, attualmente in corso di discussione in Parlamento, prevedono interventi sulle tariffe di trasporto volti ad incentivare gli investimenti nello sviluppo delle reti, considerati condizione indispensabile per la promozione della concorrenza (adeguamento del tasso di remunerazione riconosciuto sul capitale investito, profit sharing tra impresa e utenti a fine periodo regolatorio, price cap applicato solo sui costi operativi e non su quelli di capitale). A questo si aggiunge la previsione ulteriore dell’unificazione di proprietà e gestione della rete di trasmissione elettrica in capo ad un unico soggetto privatizzato che, qualora si realizzasse, potrebbe comportare una revisione della struttura della tariffa di trasmissione anche in corso di periodo regolatorio. Si è avviata il primo luglio la consultazione sulle proposte dell’Autorità in materia di tariffe elettriche - di trasporto, di misura, di vendita al mercato vincolato, domestiche - per il nuovo periodo di regolazione 2004-2007. Numerose sono le novità rispetto alla disciplina attualmente in vigore. Tra gli aspetti positivi si segnala la compiuta separazione, in termini di costi riconosciuti e corrispettivi finali, dei diversi servizi offerti, a beneficio della trasparenza e della promozione della concorrenza nelle attività non esercitate in monopolio. L’Autorità per l’energia, con un documento di consultazione datato 1 luglio 2003, ha sottoposto a consultazione degli operatori le proposte in materia di tariffe elettriche - di trasporto, di misura, di vendita al mercato vincolato, domestiche1 - per il nuovo periodo regolatorio con inizio il 1 gennaio 2004 e termine il 31 dicembre 2007. Numerose sono le novità rispetto alla disciplina attualmente in vigore, disegnata con la delibera n.204/99 e poi rivista e sistematizzata nel Testo Integrato dell’ottobre 2001. Le proposte di revisione della disciplina attuale, soprattutto con riferimento alle tariffe di trasporto, si inseriscono in un quadro normativo europeo e nazionale che negli ultimi mesi ha indicato nuovi obiettivi e priorità: "in ambito europeo, il Regolamento sulle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri approvato il 26 giugno 2003, insieme alla nuova Direttiva 2003/54/CE, detta alcuni principi per il disegno delle tariffe di trasmissione con il fine di creare strutture tariffarie armonizzate tra paesi, rimuovendo così una delle principali barriere alla creazione di un mercato unico, che riflettano i costi del servizio, che inducano un utilizzo efficiente delle reti, che diano opportuni segnali localizzativi. Secondo il Regolamento, i corrispettivi per il servizio di trasporto su reti di trasmissione: - devono riflettere il costo effettivo ed efficiente del servizio e, quindi, essere “non-transaction based”, ovvero indipendenti dalla distanza tra punto di immissione e di prelievo; numero 58 Sintesi delle novità Prima di affrontare in maggiore dettaglio le proposte contenute nel documento di consultazione, si propone una breve sintesi di quelli che sono i punti più rilevanti e innovativi rispetto al regime tariffario in vigore. " Vengono chiaramente identificati i costi e i corrispettivi associati a ciascun servizio, ovvero trasmissione (e dispacciamento), distribuzione, misura, vendita al mercato vincolato, premessa irrinunciabile per una graduale apertura alla concorrenza delle attività non esercitate in regime di monopolio. In particolare: - identificazione di un corrispettivo separato a copertura dei costi di misura, attualmente incluso nei corrispettivi di trasporto; 7 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia - identificazione di un corrispettivo separato a copertura dei costi di commercializzazione connessi all’attività di vendita al mercato vincolato, da includere nel corrispettivo per il servizio di vendita al mercato vincolato e non più nel corrispettivo per il servizio di trasporto (ferma restando l’inclusione in quest’ultimo di un corrispettivo a copertura dei costi di commercializzazione del servizio di trasporto); - esplicitazione anche per il mercato vincolato delle componenti a copertura dei costi sostenuti dal Gestore della rete per l’approvvigionamento delle risorse per il servizio di dispacciamento (inclusa la riserva) all’interno sia del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso PGT sia della componente della tariffa finale a copertura dei costi di acquisto dell’energia elettrica CCA. I costi di gestione del servizio di dispacciamento, invece, continuano ad essere compresi nel corrispettivo per l’attività di trasmissione. " Seguendo le indicazioni contenute nel disegno di legge AC 3297, relativamente alle attività svolte in regime di monopolio, e quindi trasmissione e distribuzione, il livello tariffario iniziale sarà fissato in modo da trasferire ai consumatori una quota degli incrementi di produttività conseguiti nel periodo regolatorio precedente non superiore a quella assicurata alle imprese, e in particolare l’Autorità propone un “equo” profit sharing del 50%-50%; inoltre, il meccanismo di aggiornamento annuale dei costi riconosciuti sarà differenziato, prevedendo l’applicazione del price cap solo alle componenti destinate alla copertura dei costi operativi (inclusi gli ammortamenti economico-tecnici), e non alla remunerazione del capitale investito che risulterà dunque assoggettata ad una ROR regulation. "L’Autorità ripropone il meccanismo di vincoli tariffari e opzioni tariffarie con riferimento al solo servizio di trasporto su reti di distribuzione, escludendo dal vincolo sui ricavi, diversamente da quanto avviene nel regime attuale, i corrispettivi per il servizio di trasporto sulla rete di trasmissione, fissati per via amministrativa e per i quali vale la logica del totale pass through a valle. Nell’ipotesi di unificazione di gestione e proprietà delle rete di trasmissione, l’Autorità valuterà l’opportunità di abbandonare la tariffa amministrata e introdurre un sistema di vincoli e opzioni analogo a quello applicato sulla distribuzione (a parità di costi riconosciuti), adottando una struttura tariffaria di tipo entry-exit. numero 58 8 " Per i servizi destinati ad una progressiva apertura alla concorrenza, e quindi misura e vendita al mercato vincolato, sono fissati corrispettivi obbligatori per via amministrativa, cui tuttavia si affianca la possibilità riconosciuta agli esercenti di offrire opzioni tariffarie ulteriori. Con lo sviluppo della concorrenza, il regime di corrispettivi obbligatori sarà sostituito da meccanismi di tutela meno rigidi (es. fissazione di prezzi di riferimento). Consideriamo ora le proposte principali relative alle singole attività disciplinate dal documento di consultazione. Servizio di trasporto Relativamente al servizio di trasporto, la presenza di una tariffa unica nazionale richiede, per il calcolo dei costi riconosciuti, un riferimento ai costi medi di settore cui si aggiunge un meccanismo di perequazione a garanzia della copertura dei costi delle imprese distributrici in ciascun ambito territoriale, che sarà oggetto di un separato provvedimento dell’Autorità. Per i costi operativi l’anno di riferimento è il 2001; per i costi di capitale il capitale investito netto tiene conto degli investimenti netti effettuati nel periodo 19972001 e la remunerazione continua ad essere calcolata secondo la metodologia WACC (Weighted average cost of capital). Diversamente da quanto avviene nella regolazione attuale, tuttavia, si propone di trattare in modo equivalente, dal punto di vista del rischio sistematico riconosciuto, le attività di trasmissione e distribuzione, in quanto con la totale “disintegrazione” dei diversi servizi offerti si configurano entrambe come “pure” attività di gestione delle reti: nella proposta dell’Autorità il coefficiente β, che misura appunto il rischio sistematico (cioè non diversificabile) per le due attività, dovrebbe variare nell’intervallo 0.4-0.5, mentre nel 1999 esso era pari per la trasmissione a 0.43 e per la distribuzione e vendita al vincolato a 0.76. Trasmissione Coerentemente con le indicazioni normative emerse in ambito europeo e nazionale sopra richiamate, il documento di consultazione propone: " l’applicazione di un sistema di tariffe amministrate (ρ3(tras)) in cui si rivede la ripartizione dell’onere relativo al servizio di trasmissione posto a carico dei 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia Servizio di misura punti di prelievo (clienti finali) e dei punti di immissione (produttori), prevedendo eventualmente un percorso di aumento graduale, nel corso del periodo di regolazione, della quota di costi attribuita ai produttori2; " al fine di incentivare lo sviluppo della rete di trasmissione: - l’immediata inclusione, nel valore del capitale investito, degli investimenti in nuova capacità, senza attendere la fine del periodo di regolazione; - il riconoscimento di un tasso di remunerazione degli investimenti in nuova capacità specifico, e superiore a quello garantito sulle infrastrutture esistenti, da quantificare in sede di ridefinizione dei canoni dovuti ai proprietari delle reti. Secondo quanto stabilito nel Testo Integrato l’attività di misura, che ricomprende le attività di installazione e manutenzione dei misuratori, nonché di rilevazione e registrazione delle misure, ricade, per quanto attiene i punti di prelievo, sotto la responsabilità principale dei distributori. Tuttavia, non essendo stabilito nelle concessioni di distribuzione alcun vincolo di esclusiva, si prevede per essa una progressiva apertura alla concorrenza, lasciando in ogni caso al distributore il ruolo di fornitore di ultima istanza. Coerentemente con questa impostazione, nel documento di consultazione l’attività di misura viene scorporata da quella di distribuzione sia in termini di costi riconosciuti (tema peraltro non affrontato nel dettaglio), sia in termini di corrispettivi per il servizio. Pur lasciando ai distributori la possibilità di definire opzioni tariffarie ulteriori connesse all’offerta di servizi aggiuntivi rispetto a quello “base”, l’Autorità intende fissare una tariffa obbligatoria così strutturata: - ρ1(mis) espressa in centesimi di euro per punto di prelievo/anno; - ρ3(mis) espressa in centesimi di euro per kWh. Distribuzione Per il servizio di distribuzione continua a valere una regolazione basata su vincoli ai ricavi dei distributori e opzioni tariffarie: il vincolo V1, con verifica ex post, pone un tetto ai ricavi conseguibili per tipologia di utenza dall’offerta di opzioni tariffarie base e speciali; il vincolo V2, con verifica ex ante, stabilisce un tetto ai ricavi ottenibili per cliente dall’offerta di opzioni tariffarie base. Rispetto al regime in vigore si prevedono alcune importanti modifiche in riferimento al vincolo V1: "il vincolo dovrebbe riguardare tanto i ricavi connessi all’attività di trasporto su reti di distribuzione (V1tar che dà luogo all’opzione tariffaria di riferimento TV1), tanto quelli risultanti dall’applicazione di corrispettivi per il servizio di connessione (V1con che definisce l’opzione di connessione di riferimento CV1), attualmente portati in deduzione del vincolo stesso; "la nuova opzione tariffaria TV1 risulta dalla somma delle seguenti componenti: - ρ1 = ρ1(cot) + ρ1(disMT) + ρ1(disBT) espressa in centesimi di euro per punto di prelievo/anno; - ρ3 = ρ3(cot) + ρ3(disAT) + ρ3(disMT) espressa in centesimi di euro per kWh; dove gli elementi ρ1(cot) e ρ3(cot) consentono la copertura dei costi di commercializzazione del solo servizio di trasporto3; " l’opzione di connessione CV1 è composta da un corrispettivo fisso per nuova connessione (o adeguamento di quella esistente) e da un corrispettivo riferito alla potenza richiesta. numero 58 Servizio di vendita al mercato vincolato Come anticipato, anche la tariffa per il servizio di vendita al mercato vincolato risulta modificata rispetto al regime vigente in diversi aspetti. " La nuova tariffa include una componente destinata a coprire i costi di acquisto dell’energia elettrica (l’attuale componente CCA), cui si aggiunge una componente a copertura dei costi di commercializzazione del servizio di vendita, estrapolata dalle attuali tariffe di trasporto, così articolata: - ρ1(cov) espressa in centesimi di euro per punto di prelievo/anno; - ρ3(cov) espressa in centesimi di euro per kWh. Nella determinazione dei costi attribuibili alla commercializzazione del servizio di vendita, l’utilizzo di un approccio “incrementale” rispetto ai costi di commercializzazione del solo servizio di trasporto porterebbe al riconoscimento di un livello di costi piuttosto basso, con il rischio di ridurre i margini di entrata di nuovi operatori in questa fase della filiera e, quindi, di rallentare il processo di liberalizzazione; d’altro lato, però, l’adozione di una logica “stand9 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia alone”, che comporta una valutazione separata dei costi dei due servizi, causerebbe un indebita duplicazione dei costi riconosciuti. Sulla base di tali considerazioni e con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della concorrenza, l’Autorità propone di attribuire al servizio di vendita una quota non superiore al 20% dei costi di commercializzazione oggi coperti dal corrispettivo di trasporto (ρ1(ven) per le utenze non di illuminazione pubblica). # Dalla componente CCA viene scorporata la quota a copertura dei costi sostenuti dal Gestore della rete per l’approvvigionamento delle risorse necessarie al servizio di dispacciamento, cui viene data separata evidenza. # In luogo della componente γPG a copertura dei costi di generazione per i clienti finali non dotati di misuratore multiorario si introduce una componente γMPG, dove il parametro γM è differenziato su base trimestrale in modo da tenere conto del diverso valore assunto nel corso dell’anno dalla componente del prezzo all’ingrosso a copertura dei costi fissi di generazione. In effetti, come sottolinea l’Autorità, nel regime attuale l’applicazione del γPG garantisce la copertura dei costi fissi di generazione solo su base annua; in altri termini, le variazioni trimestrali del γPG riflettono quasi esclusivamente le variazioni della componente a copertura del costo di combustibile, il Ct, e non di quella a copertura dei costi fissi, per la quale si ha un effetto di compensazione tra i vari mesi dell’anno (sottocopertura nei mesi invernali e sovracopertura nei mesi estivi). Se questo non generava problemi in una situazione in cui la base clienti del mercato vincolato era piuttosto stabile, a meno di effetti liquidità per gli esercenti il servizio di distribuzione (i quali a loro volta a acquistano l’energia a un prezzo che è differenziato per fascia oraria), potrebbe viceversa dare luogo a sussidi incrociati tra clienti in caso di migrazione dal vincolato al libero di un consistente numero di clienti. Proprio per evitare tali sussidi, si ritiene opportuno garantire l’aderenza dei corrispettivi ai costi su un arco temporale più breve dell’anno attraverso una articolazione quantomeno “stagionale” della componente a copertura dei costi di generazione. 1 Nell’articolo non verrà trattato il tema delle tariffe elettriche applicate alla clientela domestica. L’Autorità propone l’applicazione di un corrispettivo di trasmissione differenziato per fascia oraria per i clienti finali dotati di misuratori multiorari, mentre per gli altri clienti finali ed i generatori il corrispettivo è flat. 3 Si noti anche che, rispetto all’attuale TV1, è scomparsa dal vincolo la componente r3(tras). 2 numero 58 10 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia Gli investimenti privati in linee di interconnessione elettriche: pubblicate le regole tecniche Con la pubblicazione, a fine giugno, da parte del GRTN, dell’elenco delle manifestazioni di interesse per la realizzazione di progetti in nuove linee di interconnessione e delle regole per la valutazione tecnica dei progetti e per la determinazione dell’ammontare di capacità per la quale gli investitori avranno accesso prioritario, entra nel vivo la seconda fase del bando previsto dalla Delibera 151/02, volto a favorire l’intervento privato per il potenziamento delle infrastrutture di rete. Le manifestazioni di interesse accettate dal GRTN hanno già superato una prima selezione, in merito alla valutazione dei requisiti professionali, tecnici ed economici delle società, o consorzi di società, proponenti. Si tratta di 43 progetti, molti dei quali proposti in più versioni alternative, relativi alla costruzione di nuove linee di interconnessione tra l’Italia e i paesi esteri per l’importazione di energia elettrica, a diversi livelli di tensione, che deve essere però superiore ai 120 kV: le nuove linee entreranno infatti a far parte della rete di trasmissione nazionale. Dei progetti proposti, almeno 8 sono relativi a interconnessioni a corrente continua, i restanti a corrente alternata, quasi tutti sulla frontiera nord (16 progetti per l’interconnessione con la Svizzera, 13 con l’Austria, 10 con la Slovenia, 3 con la Francia di cui uno con la Corsica, 1 con la Croazia). Per quanto riguarda le società impegnate, la maggiori parte dei progetti sono presentati da più società congiuntamente, tra le quali le più attive appaiono Terna (presente in 10 progetti, la maggior parte dei quali in collaborazione con Enel Produzione ma anche con Energia, Trafigura e altri), Edison (6 progetti), AGSM Verona (5 progetti alcuni con Aice Reti, altri con Sol), EGL (6 progetti con Aice Reti), Cartiere Burgo con Energetic Source (4 progetti), TIWAG con SEL (3 progetti). La seconda parte del bando indetto dal GRTN secondo le linee indicate dall’Autorità, prevede una fase di valutazione tecnica dei progetti, volta a valutare sia la compatibilità tecnica dei progetti con la rete già esistente (secondo la 151/02 i progetti possono essere rigettati con motivazione scritta solo se ritenuti non numero 58 congrui o non compatibili con la sicurezza di funzionamento del sistema elettrico) sia la capacità aggiuntiva apportata al sistema dai singoli progetti al fine di determinare l’ammontare di capacità relativamente al quale gli investitori avranno accesso a titolo prioritario. Nell’interpretazione del GRTN la congruità dei progetti verrà valutata sia relativamente al rispetto delle norme di legge relative ai requisiti tecnici e funzionali sia alle specifiche tecniche richieste dal GRTN. La compatibilità con il funzionamento del sistema elettrico verrà invece valutata in relazione agli effetti sul corretto esercizio del sistema derivanti dall’inserimento del nuovo elettrodotto nel sistema elettrico. Verranno inoltre rigettati i progetti che comportano una riduzione della capacità di interconnessione disponibile, secondo la definizione descritta di seguito. La Delibera 151/02 impone al GRTN di calcolare la capacità di interconnessione a cui ogni investitore avrà diritto a titolo prioritario: "in maniera proporzionale all’aumento complessivo di capacità di interconnessione tra zone; "in misura dell’80% della capacità aggiuntiva fornita da ogni progetto. In particolare il GRTN determinerà per via simulativa: " la capacità di interconnessione complessivamente apportata al sistema dall’insieme delle nuove linee; " la capacità di interconnessione apportata al sistema dai singoli progetti; "le zone di rete tra le quali la capacità viene aumentata da ogni singolo progetto; " la capacità di accesso a titolo prioritario a cui ogni investitore nei singoli progetti ha diritto. La simulazione del funzionamento del sistema avviene, secondo gli standard internazionali definiti dall’UCTE, considerando il funzionamento del sistema nel complesso, individuando, per i dieci anni successivi all’entrata in funzione dei nuovi elementi di rete, due situazioni statiche, relative rispettivamente all’inverno e all’estate, dove nel sistema elettrico vengono considerati i seguenti elementi: 11 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia "realizzazionedegliinterventiprevistidalpiano triennale di sviluppo della rete del GRTN; " entrata in funzione degli impianti di generazione autorizzati al momento della chiusura del bando entro la data prevista; " dispacciamento degli impianti in maniera proporzionale alla massima capacità di generazione; " aumento del fabbisogno secondo il tasso annuale previsto. Vengono quindi così definite, per ogni anno considerato, le seguenti misure: TTCCB: la massima capacità di interconnessione in assenza delle nuove linee; TTCSD: la massima capacità di interconnessione in ipotesi di realizzazione di tutti i progetti; FLFK: i flussi su ogni frontierak in ipotesi di realizzazione di tutti i progetti; TTCSD,j: la massima capacità di interconnessione in ipotesi di realizzazione di tutti i progetti escluso uno (progetto j); FLFK,j:iflussisuognifrontierakinipotesidirealizzazione di tutti i progetti escluso uno (progetto j). La massima capacità di interconnessione del sistema viene calcolata aumentando la generazione nelle zone estere e diminuendo contemporaneamente quella nazionale in maniera proporzionale alla capacità massima degli impianti, “stressando” così il sistema fino al massimo compatibile con il criterio in sicurezza N-1 (tutte le linee in servizio meno una). Vengono quindi rielaborate le informazioni ottenute dalle simulazioni per calcolare: "l’incremento di capacità ottenuto grazie all’insieme delle nuove linee, dato dalla differenza tra la massima capacità in presenza ed i assenza delle nuove linee: ∆TTCSD = TTCSD − TTCCB ∆TTCSD ≠ ∑ ∆TTCSD , j j Ad esempio può verificarsi il caso che più linee tra due zone creino una congestione a che in caso di costruzione di un singolo progetto non si avrebbe, ed in questo caso si ha: ∆TTCSD < ∑ ∆TTC SD , j j mentre al contrario potrebbero aversi situazioni in cui la costruzione contemporanea di più linee risolva congestioni che una sola linea non è in grado di risolvere contemporaneamente, in questo caso quindi: ∆TTCSD > ∑ ∆TTC SD , j j Per definire il diritto di accesso prioritario sono necessari due ulteriori passaggi. Il GRTN ha infatti stabilito di calcolare la proporzione per definire tale diritto tenendo conto anche della differenza tra la capacità complessivamente apportata da tutte le nuove linee e la somma di quella apportata dai singoli progetti; su questa misura viene calcolato l’80%: ∆CAI j = ∆TTCSD * ∆TTCSD , j *0.80 ∑ ∆TTCSD, j j " l’incremento di capacità apportato dal singolo progetto j, dato dalla differenza tra la massima capacità in presenza ed in assenza della linea j: ∆TTCSD , j = TTCSD − TTCSD , j numero 58 In questo modo è quindi possibile sia che una linea apporti capacità di trasmissione al sistema inferiore alla sua massima potenza, ad esempio perché congestionata a valle, sia che la somma delle capacità apportate dalle singole linee j sia diversa dalla somma della nuova capacità apportata da tutti i progetti contemporaneamente: 12 Data l’interconnessione della rete è però possibile che la nuova capacità apportata riconosciuta al progetto j derivi da flussi su frontiere diverse da quella su cui l’impianto è costruito. Secondo le disposizioni dell’Autorità è stato quindi deciso di riconoscere l’accesso prioritario solo relativamente alla capacità nuova capacità imputabile all’incremento dei flussi sulla singola frontiera k sulla quale è costruita la linea. 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia La capacità di interconnessione a cui gli investitoti hanno diritto viene quindi ponderata per la proporzione dei flussi aggiuntivi sulla singola frontiera k: ∆CAI j , k = FLFk − FLFk , j ∑ ( FLF k − FLFk , j ) La specificità della materia e l’alto grado di tecnicismo non consentono un giudizio di merito sulle modalità scelte dal GRTN. Ciò che si può osservare è che la soluzione scelta rende il beneficio in termini di accesso prioritario derivante dall’investimento in una nuova linea fortemente dipendente dalla realizzazione degli altri progetti ammessi al bando. Pur essendo data la possibilità di rinunciare alla costruzione di una linea in caso questa venga ritenuta dagli investitori non economicamente vantaggiosa, viene da chiedersi se le imprese che godono di un indubbio vantaggio informativo sullo stato attuale della rete (quali le società derivanti dall’ex monopolista nonché le società attualmente proprietarie della rete esistente, peraltro appartenenti allo stesso gruppo) non siano in grado sia di stimare meglio l’ammontare del diritto che verrà concesso ad un singolo progetto (riducendo così la rischiosità dello stesso), sia di agire strategicamente per scoraggiare i progetti dei concorrenti, ad esempio presentando progetti che hanno come scopo principale quello di ridurre il ricavo atteso dai progetti dei concorrenti, scoraggiandone la realizzazione e rendendo quindi automaticamente più profittevoli i propri. Infine un elemento critico potrebbe anche essere rappresentato dal fatto di tenere in considerazione, nella definizione delle ipotesi alla base delle simulazioni, tutti i progetti in nuove centrali già autorizzati (ad oggi 20000 MW), nonché i progetti previsti dal piano triennale di sviluppo della rete del GRTN (5 nuove interconnessioni). Sebbene ciò non impatti direttamente sulla variazione di capacità apportata dai progetti relativi al bando, tali ipotesi rappresentano senza dubbio una situazione lontana dalla realtà, che potrebbe comportare un notevole errore nella valutazione dei flussi e delle congestioni interne. Sarebbe quindi forse opportuno che anche questi progetti venissero tolti in caso di loro decadenza o evidente ritardo, così come avviene per i progetti relativi al bando. * ∆CAI j j Tali valori vengono calcolati per i 10 anni successivi all’entrata in funzione dei nuovi elettrodotti, e per ogni anno vengono definiti due valori, uno relativo al periodo estivo e uno a quello invernale. Inoltre tali valori verranno ricalcolati ogni volta che il GRTN dovesse ricevere una comunicazione di rinuncia alla costruzione di uno dei progetti ammessi. Da sottolineare infine che nel caso in cui una nuova linea di interconnessione comportasse la creazione di un nuovo polo di produzione limitato, il GRTN chiederà al proponente di variare il punto di collegamento alla rete di trasmissione nazionale esistente, anche se la modifica non sarà obbligatoria. In questo, come in altri casi in cui le nuove linee impattino sulla localizzazione delle congestioni, il GRTN può modificare la suddivisione della rete in zone. In questo caso è possibile che la creazione delle nuove congestioni vada poi a limitare l’incremento di capacità di interconnessione riconosciuto al progetto. Il calcolo della capacità a cui verrà riconosciuto il diritto di accesso prioritario, come definita dal GRTN, avviene con un certo grado di arbitrarietà: essendo basata su simulazioni dipenderà infatti in maniera determinante dalle ipotesi assunte (ad esempio quelle sul dispacciamento degli impianti nel calcolo dei flussi fisici). Del resto un’allocazione dei diritti basata sulla semplice potenza delle nuove interconnessioni avrebbe senza dubbio sovrastimato l’esternalità positiva apportata dalle nuove linee al sistema sulla base della quale è riconosciuto il diritto di accesso prioritario, non tenendo conto della possibilità di elementi che limitano tale esternalità (come le nuove congestioni). numero 58 13 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia 200 MW di energia CIP6 riservati alle piccole e medie imprese Con un decreto ministeriale recentemente approvato1, il Ministero delle Attività Produttive rivede la disciplina per l’allocazione dei 200 MW di CIP 6 mensile, riservando tale capacità ai clienti finali divenuti idonei in seguito alla riduzione della soglia di eligibilità del 29 aprile scorso, riuniti in gruppi di consumo promossi dalle associazioni di categoria iscritte al CNEL, e rappresentati dai grossisti, categoria che per la prima volta ottiene in un documento ufficiale il riconoscimento del ruolo di aggregazione e intermediazione apportabile al sistema. La disciplina dal gennaio al luglio 2003 La riserva di 200 MW ad allocazioni mensili era stata stabilita dal Decreto del 22 novembre 20022 proprio in vista della possibilità, successivamente alla nuova fase di apertura, di cambiarne in corso d’anno la destinazione. Per i primi sette mesi dell’anno le assegnazioni mensili si sono quindi svolte con procedure simili a quelle delle allocazioni annuali, ossia attraverso aste per bande di 10 MW a cui potevano partecipare tutti i clienti idonei iscritti nell’elenco dell’Autorità. Le aste prevedevano il rilancio, da parte degli assegnatari, sulla parte fissa del prezzo base d’asta, per il quale l’Autorità, con la Delibera 204/02, aveva stabilito un coefficiente di variazione Am rispetto al prezzo base delle assegnazioni annuali PBA. Il prezzo base delle assegnazioni mensili PBm era dato quindi da. PBm = 0.659Ct + PBA * Am La tabella 1 riporta l’elenco degli assegnatari delle bande mensili: le 20 bande da 10 MW disponibili sono state allocate a pochi operatori (al massimo tre in un mese), quasi sempre grossisti; del resto per le assegnazioni mensili non valeva l’accorgimento, inserito nelle assegnazioni annuali dall’Autorità per favorire il pluralismo di assegnatari, di imporre rilanci di prezzo per richieste superiori al 10% della capacità disponibile. La tabella 2 riporta i prezzi base per le assegnazioni mensili, definiti come in [1], e i prezzi medi di numero 58 14 Tabella 1 - Ris ultati as s egnazioni CIP 6 mens ili (MW) Asse gnatario BP Italia Dalmine Energie EDISON Energia Electra Italia Enel T rade Energia e T erritorio EniPower T rading Totale ge n fe b mar apr mag giu lug 10 50 90 40 190 200 150 200 200 40 100 120 10 200 200 200 200 200 200 200 Fonte: GRTN Tabella 2 - Prezzi base e risultati delle ass egnazioni mens ili CIP6 (Eurocents/KWh) gen feb mar apr PBA* Am 3.0990 3.0239 2.9235 2.0065 0.659* Ct 2.7059 2.7059 2.7059 2.9161 PBm 5.8048 5.7297 5.6294 4.9225 PBIDm medio 3.4850 3.3959 3.3379 2.4516 PIm Rilancio medio medio 6.1909 12% 6.1018 12% 6.0438 14% 5.1575 22% Fonte: elaborazione ref. su dati AEEG e GRTN. assegnazione riportati dal GRTN3, dove PBIDm medio è il prezzo medio per la parte fissa delle offerte accattate e PIm il prezzo medio di assegnazione totale (parte fissa più parte variabile legata al Ct). La tabella riporta anche il rilancio medio, calcolato in percentuale sulla parte fissa: i valori, che vanno dal 12% al 22%, sono senza dubbio indice di una forte pressione competitiva su queste aste, e denotano quindi un generale eccesso di domanda di energia CIP6. Per confronto lo stesso valore calcolato sulle assegnazioni annuali vede un rilancio medio del 6%, che sale però al 29% per le bande riservate a clienti interrompibili. La disciplina introdotta dal decreto La novità introdotte dal decreto riguardano sia i soggetti che possono partecipare all’assegnazione che il meccanismo di allocazione. Da agosto 2003 (fino a fine anno) la capacità mensile, suddivisa in bande minime di 5 MW, sarà riservata ai clienti finali che precedentemente al 29 aprile scorso non potevano accedere al mercato libero, nemmeno 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia attraverso consorzi; in particolare 100 MW saranno riservati ai clienti con consumo finale fino a 0.5 GWh (e ovviamente superiore a 0.1 GWh, soglia minima di idoneità), i restanti 100 ai clienti finali con consumi compresi tra 0.5 e 1 GWh. Sebbene il decreto affermi in prima battuta che i clienti finali possono partecipare sia in forma individuale che associata, a ben vedere le associazioni rappresentano l’unico tramite attraverso cui è possibile partecipare alle assegnazioni. Infatti è stabilito che le associazioni rappresentate all’interno del CNEL debbano provvedere al raggruppamento dei consumatori in gruppi di acquisto e designare i grossisti che di fatto partecipano all’assegnazione. In sintesi quindi i clienti individuali possono partecipare solo se aderenti ad una associazione e non possono nemmeno designare direttamente un grossista. L’assegnazione ai grossisti avviene pro quota rispetto alle richieste dei singoli clienti finali da questi rappresentati, e, in caso di richieste superiori alle disponibilità, in maniera proporzionale rispetto ai consumi certificati dai consumatori finali. Il prezzo di assegnazione dell’energia CIP 6 è stabilito con lo stesso criterio attraverso cui viene definito il prezzo base per le aste, con alcune differenze. Per la parte fissa il costo evitato di esercizio e di impianto è aggiornato ai nuovi valori pubblicati dalla Cassa Conguaglio: si utilizzano infatti i valori a conguaglio per il 2002, nelle assegnazioni annuali sono stati invece utilizzati i valori a conguaglio per il 2001. Tali costi sono stati aumentati da 2.43 a 2.5 centesimi di Euro/kWh. Inoltre non viene utilizzato il coefficiente di adeguamento mensile Am utilizzato per la definizione del prezzo base d’asta delle aste mensili. La tabella 3 riporta il confronto tra il prezzo a cui sarà venduta l’energia assegnata pro quota e quello che sarebbe stato il prezzo base d’asta per le assegnazioni mensili con la vecchia disciplina. Viene inoltre riportato il prezzo medio delle assegnazioni annuali, rispettivamente per le bande assegnate a clienti idonei, a clienti interrompibili e ai clienti finali con il 55% dei consumi in F4. Per l’ultimo trimestre il valore del Ct è stimato. A causa dell’abolizione del coefficiente Am il prezzo delle assegnazioni mensili sarà superiore a quello che sarebbe stato il prezzo base d’asta per i mesi estivi mentre sarà inferiore per i mesi autunnali. Nonostante l’aumento della parte fissa, l’assenza della pressione competitiva generata dal meccanismo d’asta rende il prezzo delle assegnazioni mensili inferiore sia rispetto a quello medio delle bande annuali (+ 1.2-1.3%) sia rispetto a quello delle bande riservate ai clienti con consumi in F4 (+0.9%). Le bande più convenienti rimangono naturalmente quelle interrompibili, che implicano uno sconto del 6% circa rispetto al prezzo dell’energia mensile. L’incertezza regolatoria L’intento del Ministro di favorire la partecipazione alle assegnazioni mensili di CIP 6 da parte dei nuovi clienti idonei, che può anche essere visto come un mezzo per favorire l’uscita dal mercato vincolato e sensibilizzare le associazioni di categoria alla diffusione delle informazioni relative alle opportunità create dall’abbassamento della soglia di idoneità dell’aprile scorso, è senza dubbio condivisibile; nonostante ciò si deve ancora una volta sottolineare come le modalità di intervento del legislatore siano tali da sollevare giuste critiche e paventare anche possibili ricorsi alla giustizia amministrativa, che molto spesso hanno Tabella 3 - I prezzi del CIP 6 (Eurocents/k Wh) Prez zo Prez zo Prez zo Prez zo me dio Prez zo asse gnazioni base aste medio bande bande medio pro quota mensili annuali interrompibili bande F4 ago set ott nov dic 5.3179 5.3179 5.0721 5.0721 5.0721 3.8978 4.8243 5.6711 5.4662 5.6711 5.3835 5.3835 5.1377 5.1377 5.1377 5.0047 5.0047 4.7589 4.7589 4.7589 5.3659 5.3659 5.1201 5.1201 5.1201 Fonte: elaborazioni ref. su dati AEEG, GRTN e Cassa Conguaglio In consivo: valori del Ct stim ati numero 58 15 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia caratterizzato la regolamentazione del mercato elettrico negli ultimi anni, proprio in relazione alle assegnazioni CIP6. In primo luogo è evidente la sottovalutazione delle tempistiche necessarie all’organizzazione della partecipazione alle assegnazioni da parte delle piccole imprese. Nonostante la possibilità di modificare la normativa fosse già stata prevista dal decreto del novembre 2002, e nonostante la nuova fase di apertura sia scattata a fine aprile, il decreto è stato emanato solamente il 3 luglio. Il GRTN ha proceduto a bandire gara per le assegnazioni relative al periodo agosto- settembre ancor prima della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, prevedendo la data di chiusura dello stesso per il 28 luglio (la pubblicazione è del 24 luglio). Ne consegue che i nuovi clienti idonei hanno sette giorni di tempo per contattare l’associazione, organizzarsi nei gruppi di consumo e scegliere il grossista a cui demandare il compito di partecipare alle assegnazioni. Tutto ciò detta effettivamente seri dubbi sulla possibilità di giungere al termine delle assegnazioni senza l’intervento di ricorsi, gettando quindi un ulteriore elemento di incertezza regolatoria sul panorama già molto indefinito del mercato elettrico italiano. 1 Decreto del Ministero delle Attività produttive 3 luglio 2003, Gazzetta Ufficiale n. 169 del ,23/7/2003. Gazzetta Ufficiale, n. 285 del 5/12/02. 3 GRTN, Rapporto sulle attività del Gestore della rete di trasmissione nazionale Aprile 2002 – Marzo 2003. 2 numero 58 16 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia PANORAMA INTERNAZIONALE La UE ammonisce l’Italia per il decreto “anti-Edf” Dopo nove mesi di travaglio il ddl Marzano di riordino del settore energetico ha ricevuto il 16 luglio scorso la prima approvazione dalla Camera dei Deputati e attende ora di essere esaminato dal Senato. Numerose modifiche sono state apportate rispetto sia all’impianto originario del disegno di legge del ministro Marzano sia al testo preparato dalla Commissione Attività Produttive per l’esame parlamentare ma uno dei punti su cui governo e parlamento sembrano essere concordi riguarda un articolo che in sostanza ribadisce quanto affermato già dal decreto legge n.192/2001, conosciuto come decreto “anti-Edf”, con cui il governo italiano ha congelato al 2% i diritti di voto dell’impresa pubblica francese Electricité de France (Edf) in Italenergia, la holding che controlla Edison, il maggiore gruppo privato italiano del settore energetico. L’Italia sembra quindi intenzionata a fronteggiare la linea dura dichiarata dalla Commissione Europea che proprio pochi giorni prima aveva invitato formalmente il governo italiano a conformarsi al diritto comunitario in tema di libera circolazione dei capitali, abolendo il decreto anti-Edf. L’intervento della Commissione costituisce la seconda fase della procedura d’infrazione: se entro due mesi il governo italiano non prenderà i necessari provvedimenti a riguardo potrebbe essere citato in giudizio alla Corte europea di giustizia. nei settori dell’energia elettrica e del gas italiani nel caso in cui siano: $ soggetti controllati direttamente o indirettamente da uno Stato o da enti pubblici; $ operanti in posizione dominate nei propri mercati nazionali; $non quotati in mercati finanziari regolamentati. In effetti, nel luglio 2001 Italenergia ha dovuto lanciare l’OPA obbligatoria su Montedison e “a cascata” su Edison e a fine anno deteneva direttamente e indirettamente il 97.38% del capitale ordinario di Montedison e il 95.7% di Edison. Senza l’intervento governativo, il colosso francese avrebbe dunque avuto una sfera di influenza non indifferente su MontedisonEdison, divenendo l’operatore straniero più importante nel mercato italiano del gas e il secondo maggiore nel mercato elettrico dopo l’impresa spagnola Endesa. L’obiettivo primario del provvedimento è stato quello di salvaguardare i processi di liberalizzazione e privatizzazione in atto in Italia nei settori elettrico e del gas naturale a seguito del recepimento delle direttive europee in materia di mercato unico per l’energia. Tuttavia, l’attuazione delle direttive europee da parte degli Stati membri non è avvenuta in maniera simmetrica e al tempo in cui è stato emanato il decreto anti-Edf la Francia era fortemente in ritardo con il recepimento delle direttive3; monopolisti sui mercati nazionali ancora di fatto chiusi alla concorrenza, le imprese pubbliche Edf e Gaz de France (GdF) hanno potuto espandersi all’estero soprattutto in quei mercati maggiormente liberalizzati in cui si è sviluppato un maggiore livello di concorrenza, sfruttando così le asimmetrie nel grado di apertura della domanda finale di energia. Per questi motivi, il decreto ha stabilito che la durata dell’efficacia del provvedimento è strettamente legata all’evoluzione del processo di liberalizzazione dei mercati energetici dell’Unione europea: infatti la disposizione vale “fino alla realizzazione all’interno dell’Unione europea di un mercato pienamente concorrenziale nei settori dell’elettricità e del gas [...]” (art.1). In definitiva, la giustificazione di tale interferenza del governo italiano nel libero movimento dei capitali Le motivazioni del governo italiano Nei primi mesi del 2001 Italenergia Spa - partecipata dal gruppo Fiat (38.6%), Edf (18%), gruppo Tassara (20%) e vari istituti di credito per complessivi 20% aveva acquisito il 52% del capitale ordinario di Montedison tramite conferimenti e acquisti dai soci. Per frenare l’avanzata del gruppo francese nella holding che controllava Montedison-Edison il governo aveva emanato il decreto legge n.192 del 25 maggio 2001, recante “Disposizioni urgenti per salvaguardare i processi di liberalizzazione e privatizzazione di specifici settori dei servizi pubblici” e convertito in legge il 20 luglio 2001 (legge n.301/2001)1. Tale provvedimento limita i diritti di voto al 2% a coloro che detengono partecipazioni dirette o indirette, superiori al 2%2, nel capitale sociale di società operanti numero 58 17 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia risiede nel principio di reciprocità cui le direttive fanno riferimento in alcuni punti4. Al principio della reciprocità si appella un articolo del ddl energia rimasto quasi del tutto invariato rispetto alla versione approvata poi dalla Camera5. Limiti strutturali vengono imposti alle imprese di Stati membri che non garantiscono reciprocità; inoltre, l’obiettivo di tutela dei processi di liberalizzazione e privatizzazione presente nel decreto legge n.192/2001 viene sostituito con quello di tutela delle esigenze di sicurezza degli approvvigionamenti nazionali e di concorrenza nei mercati. Come vedremo di seguito, proprio l’obiettivo di tutela dei processi di privatizzazione e liberalizzazione del decreto anti-Edf è stato criticato dalla Commissione Europea. Le motivazioni della Commissione Europea Nell’ottobre 2002, la Commissione Europea ha iniziato, attraverso un richiamo informale, la procedura di infrazione contro Italia e Spagna - che ha varato un provvedimento restrittivo simile a quello italiano accompagnandola con la proposta al governo francese di sopprimere alcune misure pubbliche che comportavano elementi di aiuti di Stato a favore di Electricité de France6. Con il passare dei mesi, tuttavia, di fronte alla reticenza dei governi di Italia e Spagna, la Commissione ha dovuto avviare la seconda fase della procedura di infrazione prevista all’articolo 226 del Trattato CE inviando così un parere motivato al governo: la Commissione ritiene che le disposizioni delle leggi italiana e spagnola siano incompatibili con il Trattato CE, in particolare con le norme riguardanti il libero movimento dei capitali (art. 56), e che vadano tenute distinte le questioni inerenti il diverso grado di liberalizzazione del settore dell’energia e le restrizioni agli investimenti transfrontalieri. Sin dalla riunione del 20 giugno 2001 la Commissione ha chiarito che lo Stato membro che proceda alla privatizzazione di una società agendo in qualità di azionista di controllo, ha la facoltà di fissare determinate condizioni per la cessione (con eventuali limiti alla partecipazione di imprese pubbliche nelle società privatizzate), purché tali condizioni: $ si applichino in modo non discriminatorio; $ siano giustificate da motivi imperiosi di interesse pubblico; $ siano idonee a garantire il raggiungimento del fine prefissato; numero 58 18 $ non vadano oltre quanto necessario per il raggiungimento del fine stesso. La Commissione ha inoltre confermato che, al termine dei processi di privatizzazione, le autorità pubbliche, non esercitando più alcun controllo sulle società, devono astenersi dall’intervenire ulteriormente nelle vicende delle società privatizzate a meno che tali interventi non siano giustificati da un interesse definito nel Trattato CE ovvero da un altro interesse pubblico superiore e non comportino discriminazioni tra i cittadini dei vari Stati membri. Nel caso dell’Italia, secondo la Commissione la tutela dei processi di privatizzazione e liberalizzazione non costituisce un motivo imperioso di interesse generale: la consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia conferma che ragioni di natura economica non possono giustificare misure volte a violare i principi fondamentali del Trattato CE da cui non sono esenti neanche le disposizioni del Trattato che lasciano libertà agli Stati membri di scegliere il regime di proprietà (art. 295). In secondo luogo, per quanto concerne il diritto di reciprocità richiamato dalla legge italiana (e spagnola), la Commissione ha ribadito il carattere incondizionato dei diritti fondamentali stabiliti dal Trattato CE. Le clausole di reciprocità presenti nelle direttive comunitarie sul mercato interno dell’energia si riferiscono alla prestazione di servizi specifici e non si applicano al regime di proprietà delle imprese o all’esercizio dei diritti derivanti dalla proprietà. Alcune considerazioni finali Proprio la tesi della reciprocità - quella su cui si basa il governo italiano per giustificare il decreto anti-Edf è stata messa sotto accusa dalla Commissione Europea. Più volte il ministro Marzano ha sostenuto che il quadro legislativo sarebbe cambiato solo in caso di una maggiore apertura alla concorrenza del mercato elettrico francese o di avvio del processo di privatizzazione e quotazioni in borsa di Edf da parte del governo francese; inoltre, il governo italiano aveva suggerito alla Commissione una analisi parallela della procedura d’infrazione contro Italia e Spagna e del procedimento avviato contro gli aiuti di Stato a Edf, come se si trattassero di due facce di una stessa medaglia. In questi ultimi giorni sarebbero in corso trattative tra Edf e Enel per l’ingresso di quest’ultimo nel mercato elettrico francese, il che potrebbe costituire 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia un primo passo verso una risoluzione del problema del congelamento dei voti di Edf in Italenergia. Nella nota diffusa il 9 luglio scorso, la Commissione ha ribadito che il problema del diverso grado di liberalizzazione del settore dell’energia non può costituire un motivo di ostacolo alle libertà fondamentali del Trattato che istituisce la Comunità Europea. La tutela dei processi di privatizzazione e liberalizzazione dei mercati energetici - obiettivo del decreto anti-Edf - spetta semmai alla Commissione stessa la quale, per affrontare il problema delle distorsioni alla concorrenza e delle asimmetrie tra mercati, ha essenzialmente a disposizione due modalità: $ il continuo monitoraggio dell’operato degli Stati Membri al fine di garantire la giusta e tempestiva attuazione delle vigenti direttive; $e la vigilanza sulla piena applicazione delle regola di concorrenza fissate dal Trattato. L’attività di monitoraggio dell’attuazione da parte dei Paesi membri delle direttive comunitarie sulle liberalizzazioni dei mercati dell’energia elettrica e del gas naturale ha portato la commissione ad intraprendere un processo di revisione delle direttive stesse, visti gli scarsi risultati che fino ad allora aveva apportato. Lo sforzo di accelerare il processo di liberalizzazione dei mercati europei dell’elettricità e del gas da parte della Commissione è stato intrapreso sin dalla primavera del 2001, con una prima bozza di modifica delle vigenti direttive comunitarie. Il processo di revisione si è recentemente concluso e il Consiglio europeo ha adottato le nuove direttive su elettricità e gas ma con rilevanti modifiche rispetto alla bozza originaria del 2001 - soprattutto a causa della resistenza del governo francese - che ne hanno sforzato lo slancio innovativo iniziale. numero 58 Sul secondo versante, l’attività di vigilanza della Commissione sui processi di ristrutturazione dell’industria energetica si è evidenziata in numerosi occasioni in cui la Commissione ha applicato le regole di concorrenza in materia di pratiche commerciali restrittive e distorsioni della concorrenza e ha esaminato attentamente ogni aiuto di Stato concesso alle imprese elettriche e del gas (compresi quelli inerenti il settore nucleare). Un esempio interessante degli ultimi anni è stato l’intervento volto a far fronte al rafforzamento della posizione dominante di Edf sul mercato tedesco attraverso l’operazione di concentrazione che ha riguardato EnBW: in tal caso, il problema delle distorsioni alla concorrenza e delle asimmetrie tra mercati derivante dalla partecipazione di Edf in EnBW - uno dei maggiori operatori energetici del mercato tedesco liberalizzato e tra i principali competitors di Edf in Francia - é stato risolto alla luce delle regole della concorrenza7, senza che lo Stato tedesco ricorresse ad una legge per limitare i diritti di voto di Edf in EnBW. In definitiva, all’interno della cornice delineata dal Trattato CE basata sulle quattro libertà di movimento (merci, persone, servizi, capitali), la tutela della sicurezza degli approvvigionamenti nazionali e della concorrenza nei mercati, qualora sia messa in pericolo da operazioni di concentrazione e/o acquisizione, può avvenire solo attraverso le misure (ex-post) previste e già consolidate dalla dottrina della concorrenza e dell’antitrust e non attraverso provvedimenti che exante possono distorcere il libero movimento dei capitali nei mercati dell’Unione europea. 19 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia 1 Pubblicata sulla G.U. n.170 del 24 luglio 2001. In base a tale legge, inoltre, non si tiene conto, nel calcolo dei quorum assembleari deliberativi, delle azioni eccedenti il limite del 2%. 3 La Direttiva 96/92/CE sul mercato dell’energia elettrica è stata recepita con la legge 108 del 10 febbraio 2000 (Legge sulla modernizzazione e sullo sviluppo del servizio pubblico dell’elettricità), con un anno di ritardo rispetto al limite imposto a livello comunitario. La Direttiva europea 98/30/CE sul mercato del gas naturale è stata recepita solo di recente con la legge 20038 del 3 gennaio 2003 rispetto alla scadenza dell’agosto 2000. 4 Tuttavia la Commissione ha fatto notare che il principio di reciprocità richiamato nelle direttive si riferisce essenzialmente a servizi specifici quali le condizioni di accesso alle reti. 5 L’articolo 14 recita così: “Fino alla completa realizzazione del mercato unico dell’energia elettrica e del gas naturale, in caso di operazioni di concentrazione di imprese operanti nei mercati dell’energia elettrica e del gas cui partecipino imprese o enti di Stati membri dell’Unione europea, ove non sussistano adeguate garanzie di reciprocità il Presidente del consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle attività produttive e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, può, entro trenta giorni dalla comunicazione dell’operazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, definire condizioni e vincoli cui devono conformarsi le imprese o gli enti degli Stati membri interessati allo scopo di tutelare esigenze di sicurezza degli approvvigionamenti nazionali di energia ovvero la concorrenza dei mercati.” 6 La Commissione ha invitato il governo francese a sopprimere la garanzia di Stato illimitata di cui benefica Edf in virtù del suo status di EPIC (Etablissement public à caractère industriel et commercial - Istituto pubblico a carattere industriale e commerciale) che rende inapplicabile la legislazione in materia di insolvenza. Come conseguenza di tale status, infatti, Edf beneficiava di rating di affidabilità creditizia tra i migliori e di bassi costi dei suoi prestiti. La Commissione ha inoltre avviato una procedura formale di indagine in merito a taluni vantaggi fiscali concessi a Edf nel 1997. 7 La Commissione Europea ha imposto al monopolista francese Edf di mettere all’asta “capacità virtuale” di 6.000 MW a fronte della sua partecipazione in EnBW (25%): i concorrenti acquistano, in diverse tranche, la disponibilità di una determinata potenza a prezzo fisso per periodi compresi tra i due mesi e i tre anni. 2 numero 58 20 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia La riforma del settore elettrico in Gran Bretagna: i British Electricity Trading and Transmission Arrangements Sono attualmente in fase di elaborazione in Gran Bretagna i BETTA (British Electricity Trading and Transmission Arrangements), che costituiscono un progetto finalizzato a promuovere la creazione di un mercato britannico concorrenziale dell’energia elettrica caratterizzato da un insieme di regole comuni. In virtù dei risultati positivi ottenuti in Inghilterra e Galles con l’introduzione del NETA e del ridotto livello di concorrenza e di trasparenza nella gestione del sistema presenti nel mercato elettrico scozzese, Ofgem ha proposto di estendere a quest’ultimo le regole del NETA e l’applicazione dei codici utilizzati in Inghilterra e Galles, relativamente: - alle condizioni contrattuali di accesso ed alle metodologie per la determinazione dei prezzi di connessione e di utilizzo del sistema di trasmissione; - al bilanciamento dell’energia nel sistema ed al settlement degli sbilanciamenti. Le nuove regole richiedono una revisione della struttura di mercato implementata in Scozia al momento della privatizzazione e tuttora esistente: la riforma prevede, analogamente a quanto stabilito in Italia dal Decreto n.79/99, la separazione dell’attività di gestione del sistema di trasmissione dalla proprietà degli assets. La trasparenza e non discriminazione nell’accesso alle reti e l’effettiva concorrenza a livello britannico saranno assicurate dalla creazione di un gestore unico indipendente dalle attività di generazione e fornitura e responsabile delle funzioni legate alla gestione del sistema di trasmissione; è previsto che nella fase conclusiva della riforma ai proprietari delle reti, ovvero gli attuali concessionari del servizio, vengano allocate le attività legate alla proprietà degli assets, sostanzialmente riconducibili all’obbligo di garantirne la disponibilità al gestore ed assicurarne la manutenzione. rimasta immutata negli ultimi quindici anni, è caratterizzata dalla presenza, in tutte le fasi della filiera, di due imprese integrate verticalmente1, Scottish Power e Scottish Hydro-Electric, ciascuna operante sulla base di una concessione e responsabile del bilanciamento del sistema di trasmissione sotto il proprio controllo indipendentemente dall’altra. Le due società sono proprietarie e responsabili, nell’ambito dell’area individuata dalle rispettive concessioni, della gestione delle reti di trasmissione, l’accesso alle quali è di tipo regolato; tuttavia, le metodologie utilizzate per la determinazione delle tariffe differiscono da un sistema all’altro. Dal punto di vista dell’attività generazione, la spartizione tra le due imprese della capacità esistente prevista dal processo di privatizzazione le ha rese, in pratica, proprietarie di tutta la capacità di generazione presente in Scozia, peraltro abbondante e differenziata dal punto di vista delle fonti. L’unica impresa rimasta di proprietà statale, Scottish Nuclear, fornisce, sulla base di accordi vincolanti, tutta l’energia elettrica prodotta alle società di distribuzione scozzesi. Si è cercato di assicurare la tutela dei clienti finali nelle fasi concorrenziali della filiera attraverso alcuni accorgimenti, quali il collegamento, fino al 2001, dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso e di sbilanciamento ai prezzi del Pool inglese per quanto concerne la generazione e l’obbligo previsto per i due incumbent di facilitare la fornitura del servizio ai clienti finali da parte di ulteriori fornitori. Per le attività soggette a regolazione, si è ricorso alla regolazione per comparazione (yardstick competition). Motivazioni alla base della riforma I benefici derivati ai clienti finali scozzesi in termini di riduzione dei prezzi grazie all’adozione di meccanismi regolatori e soluzioni amministrate non sono paragonabili a quelli riscontrabili in Inghilterra, dove sussistono effettive condizioni di concorrenza. Gli ostacoli principali allo sviluppo di un mercato concorrenziale sono costituiti essenzialmente: Settore elettrico scozzese Scenario attuale La struttura adottata in Scozia al momento della privatizzazione, realizzatasi nel 1991, e sostanzialmente numero 58 21 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia - dagli interessi che i due gestori del sistema di trasmissione detengono nelle attività di generazione e fornitura di energia elettrica; - dall’esclusione della generazione facente capo alle due utility dalla corresponsione degli oneri di sbilanciamento. Caratteristiche principali della riforma Si analizzano di seguito i principali aspetti della riforma confrontandoli con le regole attualmente applicate in Scozia. Creazione di un unico Gestore del sistema di trasmissione britannico La principale novità introdotta dalla riforma consiste nella creazione di un gestore di sistema unico a livello britannico, indipendente dagli interessi nelle attività di generazione e fornitura, destinato ad operare sulla base di un’unica concessione in sostituzione degli attuali tre TSO operanti sulla base di tre distinte concessioni, ovvero Scottish Power Transmission plc, Scottish Hydro-Electric Transmission Limited e National Grid Company. La nuova entità sarà responsabile del bilanciamento in tempo reale del sistema di trasmissione britannico attraverso l’acquisto e la vendita di servizi per il bilanciamento. Le attività legate al sistema di trasmissione attualmente svolte dai concessionari comprendono un ampio spettro di funzioni. L’introduzione dei BETTA richiede dunque la ridefinizione dell’allocazione delle responsabilità tra il gestore ed i proprietari del sistema di trasmissione (Transmission Owners, TO). Data la responsabilità del TSO di bilanciare il sistema, è necessario individuare quali altri funzioni debbano essergli assegnate. A regime, è previsto che la totalità delle funzioni legate alla gestione del sistema siano allocate al TSO, essendo il ruolo dei TO limitato a gestire la manutenzione degli assets e renderli disponibili al TSO. Condizioni di accesso e di utilizzo del sistema di trasmissione (CUSC) Scozia, Inghilterra e Galles, anticipando quanto stabilito dalla Direttiva 2003/54/CE di recente approvazione, hanno optato, al momento della privatizzazione, per un accesso al sistema di trasmissione di tipo regolato; numero 58 22 tale soluzione è stata riconfermata dagli ultimi due Paesi anche nel passaggio dal Pool al NETA (2001). I tre gestori di sistema sono dunque obbligati a produrre una dichiarazione annuale circa i prezzi che verranno applicati ai soggetti che richiedono l’accesso ai sistemi di propria competenza. Tuttavia, mentre Inghilterra e Galles hanno adottato una metodologia comune per la determinazione delle tariffe, la Scozia ha previsto l’adozione di criteri differenziati per i sistemi di Scottish Power Transmission Ltd. e di Scottish Hydro-Electric Transmission Ltd. La principale novità introdotta dai BETTA in tale ambito consiste nell’applicazione di un accesso alla rete di tipo regolato che comporti: - l’adozione di un codice di rete comune per l’accesso al sistema; - l’implementazione di metodologie comuni per la determinazione dei prezzi per la connessione e l’utilizzo del sistema di trasmissione. Altra importante novità è costituita dall’inclusione del collegamento esistente tra Scozia ed Inghilterra e Galles, finora considerato come interconnettore, nell’ambito dell’infrastruttura di trasmissione ai fini della determinazione dei prezzi. Resta da valutare anche l’impatto del diverso trattamento che verrà riservato, rispetto al passato, all’interconnettore in questione. Tali obiettivi verranno conseguiti utilizzando il modello offerto dal CUSC (Connection and Use of System Code) adottato in Inghilterra e Galles. Per la sua implementazione a livello britannico sarà sufficiente apportare alcune modifiche dovute all’ampliamento della base di applicazione. Per quanto concerne le tariffe per la connessione e l’utilizzo del sistema di trasmissione, è al momento in fase di studio una modifica2 della metodologia attualmente utilizzata in Inghilterra e Galles per la determinazione del prezzo di accesso al sistema, al fine di consentire una valorizzazione più appropriata dell’accesso e del costo relativo al trasporto dell’energia elettrica. Bilanciamento dell’energia e settlement degli sbilanciamenti La situazione scozzese vede ciascuno dei due concessionari intraprendere, indipendentemente 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia dall’altro, le azioni di bilanciamento del sistema di trasmissione nella propria area di competenza, spesso chiamando in causa impianti di generazione posseduti da affiliati; quando ciò accade, i due gestori non effettuano alcun pagamento esplicito per l’approvvigionamento di tale servizio. Inoltre, a differenza dei generatori indipendenti, i partecipanti affiliati sono esenti dalla corresponsione degli oneri di sbilanciamento, ma in ogni caso esposti ai costi per la fornitura dei servizi di bilanciamento. Per quanto concerne i primi, gli oneri sono calcolati sulla base di prezzi regolati differenziati nelle ipotesi di generazione in eccedenza o in difetto rispetto alla posizione contrattuale notificata. Sulla base di quanto avviene in Inghilterra e Galles, il bilanciamento dovrà realizzarsi attraverso il mercato. I BETTA prevedono l’introduzione di un insieme di regole comuni relativamente al bilanciamento del sistema ed al settlement degli sbilanciamenti, che dovrebbe attuarsi attraverso l’introduzione di un codice, ricalcante le disposizioni contenute nel BSC (Balancing and Settlement Code) adottato in Inghilterra e Galles, da applicare all’intera Gran Bretagna. Il nuovo codice prevederà un singolo meccanismo di bilanciamento esteso a tutta la Gran Bretagna per la presentazione delle offerte e l’esistenza di un singolo soggetto, il TSO, con il compito di accettare le offerte relative all’energia di bilanciamento destinata a garantire l’equilibrio tra immissioni e prelievi. Il bilanciamento sarà dunque realizzato con riferimento all’intero territorio britannico. Analogamente, per quanto riguarda il settlement, è prevista l’applicazione all’intero territorio delle disposizioni del codice relative: i) all’addebito degli oneri di sbilanciamento ai partecipanti le cui posizioni contrattuali notificate anteriormente all’apertura del mercato per il bilanciamento non corrispondono ai volumi di energia misurati; ii) alla regolazione del pagamento delle offerte di bilanciamento accettate; 1 2 iii) alla copertura di alcuni dei costi sostenuti dal TSO per bilanciare il sistema. Qualsiasi soggetto che desse luogo a sbilanciamenti sarebbe soggetto al pagamento di oneri di sbilanciamento calcolati e regolati in maniera identica su tutto il territorio. Tempistica Il progetto nasce nel corso del 2001 ed ha visto finora una partecipazione attiva, nell’ambito dei processi di consultazione, delle parti coinvolte, in primis gli attuali concessionari del servizio di trasmissione, nel tentativo di definizione soprattutto degli aspetti relativi all’allocazione delle funzioni tra i soggetti e degli obblighi cui ottemperare sulla base delle nuove concessioni. Il 30 gennaio del 2003 il Department of Trade and Industry ha pubblicato una bozza dell’E(TT) Bill (Electricity Trading and Transmission Bill), documento che espone la legislazione necessaria all’adozione dei BETTA mediante il quale si potranno modificare le attuali concessioni ed effettuare le variazioni necessarie ad introdurre le riforme. L’attuazione del progetto si prospetta, comunque, ancora lontana nel tempo. Infatti, l’impossibilità di discutere in Parlamento l’E(TT) Bill nel mese di giugno ha determinato lo slittamento dell’entrata in vigore delle nuove regole da ottobre 2004, data inizialmente fissata per il go-live dei BETTA, ad aprile 2005. Nei prossimi mesi sarà interessante valutare gli sviluppi delle riforme, in particolare per quanto concerne due questioni ancora aperte legate: - alla metodologia da adottare per la determinazione delle tariffe; - al recupero dei costi derivanti dall’attuazione dei BETTA, ad esempio l’individuazione della tipologia di costi da coprire, delle modalità di copertura e dei soggetti sui quali debba ricadere l’onere. La separazione societaria delle attività per entrambe le imprese è stata imposta dallo Utilities Act del 2000. Transmission access and losses under NETA, revised proposal (febbraio 2002) numero 58 23 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia MERGERS & ACQUISITIONS M&A in Europa La banca Caja de Ahorros Vizcaina (BBK) ha annunciato l’intenzione di vendere la quota del 3% che detiene in Gas Natural, quota acquisita nel 2002 con l’obiettivo di guadagnare una posizione strategica in vista del processo di liberalizzazione del mercato spagnolo del gas naturale. La bocciatura dell’Opa di Gas Natural su Iberdrola ha probabilmente spinto la banca ad un ripensamento. *** Edf aumenterà la propria quota di partecipazione nella società belga Société Publique d’Electricité (Spe) dall’attuale 10% al 49% sfruttando le opportunità offerte dal mercato liberalizzato belga. Tale mossa è stata resa possibile dopo che nell’aprile scorso Electrabel e Spe hanno messo fine al consorzio CTPE, creato nel 1995 anche sotto la spinta del governo, che controlla l’intera mercato della generazione in Belgio e prima della liberalizzazione gestiva anche i servizi di rete ad alta tensione (ora affidati all’operatore indipendente Elia). Spe è quindi adesso una società che possiede impianti per 1,600 MW (10% del totale) ed è attiva anche nel mercato della vendita finale. *** Quasi specularmente all’entrata di Edf in Belgio attraverso la partecipazione in Spe, Electrabel ha replicato lo stesso in Francia: infatti, la società belga che già possiede il 27.8% del capitale della Compagnie Nationale du Rhone (CNR) ha concluso un accordo con Edf per l’acquisto di un altro 22.2%. Sebbene nessuna cifra sia stata diffusa, indiscrezioni parlano di una somma pari a circa 265 milioni di euro. Con CNR, Electrabel ha già sviluppato una joint-venture per la commercializzazione dell’energia prodotta dalle entrali idroelettriche del Rodano di cui ha la gestione e manutenzione. Nel 2002, CNR ha prodotto 15 TWh pari al 2.8% della produzione totale francese. *** RWE Dea, la società del gruppo tedesco RWE specializzata nell’upstream petrolifero, ha annunciato l’acquisto da Eni di una serie di giacimenti a gas nel numero 58 24 Mare del nord britannico tra cui il campo Devenick. Il campo entrerà in produzione tra il 2007 e il 2008. *** Lucchini, nel suo piano di ristrutturazione del gruppo, ha reso noto che intende vendere solo gli impianti idroelettrici di Elettra Gll. Eletta Gll è la società del gruppo Lucchini proprietaria di centrali elettriche per circa 300 MW e titolare di due progetti in attesa di autorizzazione per altri 1,170 MW. Il piano prevede la cessione delle centrali idroelettriche (5 per un totale di 70 MW). *** Il governo portoghese ha approvato la privatizzazione di un’ulteriore tranche della compagnia petrolifera di stato Galp, pari al 18.3% del capitale. Si tratta della terza fase del processo di privatizzazione; nella prima, nel 1999, furono creati Galp Petroleos e Gaa de Portugal (poi rinominata Galp Energia) mentre nella seconda (maggio 2000) lo Stato portoghese ha ceduto l’11% di Galp a Eni e il 4% a Iberdrola. Contemporaneamente, Petrocontrol ha venduto la sua quota in Galp a Eni, che ha comprato il 22.34%, e a Electricidade de Portugal, che ha rilevato l’11%. Si attende ora il decreto governativo che stabilisca i termini per la vendita della nuova tranche. *** Amsterdam Power Exchange Spotmarket B.V. (APX) ha acquisito il 100% delle azioni di EnMO Limited da due società, National Grid Transco plc (NGT) di Londra e Altra Energy Technologies Inc. di Houston. EnMO Ltd è nato nel 1999 per gestire il On-the-day Commodity Market (OCM), come parte della Reform of Gas Trading Arrangements (RGTA) del Regno Unito. Con sede a Nottingham e London, i volumi di scambio via Internet ammontano a circa i due terzi di tutto il within-day gas trading del Regno Unito. *** Come risultato della sua strategia di focalizzazione sui mercati nordici e baltici, Fortum ha venduto a Quantum Energy Group Ltd il suo retail business 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia E.ON possederà l’80% del capitale di JME (dall’attuale 45%) e il 48% di JCE (dal 14%). JME e JCE sono due utility che servono le regioni del sud della Repubblica Ceca, con circa 1.4 milioni di utenti e volumi di vendita di elettricità pari a 12 TWh. Complessivamente, le due società hanno una quota di mercato del 24% nel settore elettrico. in UK per quanto riguarda i mercati dell’elettricità e del gas. Le attività cedute consistono in 18,000 utenze industriali e commerciali per il settore gas e circa 3,000 siti di prelievo di energia elettrica. I ricavi del 2002 hanno raggiunto i 103 milioni di sterline. *** E.ON, che aveva recentemente accresciuto le sue partecipazioni in quattro utility regionali della Repubblica Ceca, JME, JCE, ZCE, VCE (vedi Newsletter n.56), ha raggiunto un accordo con il fornitore ceco CEZ per uno swap di partecipazioni: secondo l’accordo, E.ON cederà le sue quote minoritarie in ZCE e VCE ricevendo in cambio le quote di CEZ in JME e JCE. Dopo tale operazione, numero 58 *** Enel ha acquisito il 50% del progetto che prevede la costruzione di un terminale GNL a Brindisi dall’operatore inglese British Gas per un valore di 10.9 milioni di euro. L’operazione implica che Enel finanzierà il 50% del progetto che vale complessivamente circa 390 milioni di euro. 25 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia L’ANDAMENTO DEL CT E DEL QE I prezzi dell’energia: le attese del mercato I prezzi dell’energia nel terzo trimestre 2003 Con le delibere n.68/03 e n.69/03, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha aggiornato le tariffe dell’energia elettrica e del gas per il terzo trimestre dell’anno. Dopo i rialzi registrati nei primi due trimestri in conseguenza delle tensioni create dalla crisi politica internazionale sui mercati energetici, il costo variabile della generazione elettrica è sceso a 4.276 centesimi di euro/kWh (-3.4%), mentre per quanto riguarda le tariffe del gas, l’Autorità ha confermato i valori in vigore il trimestre precedente, non apportando quindi alcun aggiornamento della componente del costo di approvvigionamento del gas naturale riconosciuto agli esercenti il servizio di vendita (QE). In attesa del prossimo aggiornamento previsto per la fine di settembre, con cui verranno fissati i parametri e le componenti della tariffa elettrica e del gas naturale per il trimestre ottobre-dicembre 2003, presentiamo le nostre previsioni per i prossimi trimestri cui premettiamo un commento sull’andamento delle quotazioni sui mercati internazionali dei combustibili fossili e del cambio US$/€. L’andamento recente delle quotazioni internazionali Petrolio La figura 1 riporta le quotazioni spot del Brent Dated e quelle del Brent future prima posizione quotato all’Ipe di Londra. Si conferma il trend al rialzo del prezzo medio del Brent Dated che, dopo essere sceso ai 25 US$/bbl in aprile al termine della guerra in Iraq, è salito a giugno a quota 27.7 US$/bbl, registrando un incremento del 7.3% rispetto al livello del mese di maggio; in queste prime tre settimane di luglio prosegue il trend crescente del prezzo del petrolio che ha raggiunto una media di 28.6 US$/bbl (+3.5%); i fattori responsabili di tale andamento dei prezzi del greggio sono ancora una volta la riduzione della produzione Opec, la lenta ripresa della attività petrolifera in Iraq e i bassissimi livelli delle scorte mondiali di greggio che hanno contribuito a prolungare numero 58 26 sui mercati future la situazione di backwardation, ossia di prezzi a pronti più alti di quelli a termine. Sul fronte dell’offerta (vedi tabella 1), a giugno la produzione Opec escluso l’Iraq è diminuita di 0.580 milioni di barili al giorno (mbg) rispetto al mese precedente, mantenendosi ancora sopra il tetto ufficiale in vigore dal 1° giugno con una produzione in esubero pari a 0.370 mbg; se si considera anche l’Iraq, l’output complessivo dell’Opec risulta comunque in diminuzione (-0.380 mbg) rispetto al dato di maggio. Tra i produttori che hanno ridimensionato la loro attività figura l’Arabia Saudita, che a giugno ha prodotto 0.480 mbg in meno rispetto al mese precedente (pari a oltre i due terzi del taglio complessivo), il Kuwait (0.160 mbg) e il Venezuela (-0.05 mbg); il maggiore incremento ha riguardato invece l’Iraq (+0.200 mbg), che sta lentamente recuperando i suoi livelli produttivi, seguito dalla Nigeria che ha incrementato la produzione di 0.180 mbg. Le indiscrezioni che indicavano che i paesi dell’Opec avrebbero ridotto a giugno la produzione quasi fino a rispettare il tetto dei 25.4 mbg si sono rivelate non del tutto infondate. Si tratta quindi di riduzione che rischia di complicare la situazione dei paesi consumatori per quanto concerne la ricostruzione delle scorte. Se a giugno la produzione Opec è diminuita, l’attività petrolifera dei paesi non-Opec si è intensificata ulteriormente. Stando alle rilevazioni dell’Argus, a Figura 1 - Andamento del prezzo del petrolio (US$/bbl) Brent Dated Brent Future Ipe 1° pos 30 28 26 24 22 7/5 15/5 23/5 2/6 10/6 18/6 26/6 4/7 14/7 Fonte: IPE e Datastream 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia giugno le esportazioni dei paesi dell’ex Unione sovietica hanno raggiunto i 5 mbg, il 17% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per quanto riguarda le scorte di greggio, dopo i rialzi delle settimane scorse le più recenti statistiche dell’API e del DOE concordano nel rilevare un calo degli stock di greggio anche se diversa è l’entità della variazione secondo i due enti1. Sul fronte della domanda, gli ultimi dati rilasciati dall’Iternational Energy Agency (IEA) indicano una domanda mondiale di petrolio per il secondo trimestre di quest’anno pari a 76.20 mbg, un livello superiore rispetto alle stime dei mesi scorsi che indicavano una domanda a 75.7 mbg. trend di crescita è confermato anche per le prime settimane di luglio. Gasolio Le quotazioni internazionali del gasolio (Gasoil 0.2 Cargoes Med Basis Genoa-Lavera Cif) utilizzate nel paniere combustibili del QE sono salite a giugno ad un livello medio di 239.5 US$/mt, registrando una variazione positiva del 9% rispetto al dato di maggio. Il tasso di cambio Il livello medio del tasso di cambio euro-dollaro a giugno si è apprezzato leggermente giungendo a 1.6628 (+0.7% rispetto al mese precedente). Oli combustibili Le previsioni a breve termine delle quotazioni internazionali del petrolio A giugno i livelli medi delle quotazioni degli oli BTZ, Fuel Oil 1% Cargoes ARA Cif e Fuel Oil 1% Med Basis Genoa-Lavera Cif sono aumentati rispetto al mese precedente rispettivamente del 13.2% e 14.5% mentre il combustibile STZ (NY Estimated Spot Fuel Oil No.6, 0.3% S, LoPr) ha registrato un calo del 3.1%. Per i prossimi mesi numerose sono le incognite riguardano il lato offerta del mercato petrolifero, che è al centro di cambiamenti nel sistema di rapporti che lo regola. La prima concerne orami da tempo l’Iraq: quale sarà il rapporto dello Stato iracheno con i paesi del cartello e con i maggiori paesi consumatori è ancora difficile da decifrare; infatti, l’Iraq potrebbe cooperare con l’Opec oppure decidere di massimizzare la produzione per trovare le risorse finanziare per far fronte alle esigenze della ricostruzione del paese, rischiando così di determinare un calo generale dei prezzi. La seconda incognita riguarda il ruolo dell’Opec nell’economia mondiale. Secondo le prime previsioni Carboni Le quotazioni medie del mese di giugno della maggioranza dei carboni considerati nel parametro Ct hanno subìto aumenti che oscillano dal 3.8% del carbone venezuelano all’11.4% del carbone africano Richard Bay. Solo le quotazioni del carbone cinese Qinhuandgdao sono lievemente scese (-0.2%). Il Tabella 1. Quote e produzione Opec marzo - giugno 2003 (mbg) Q uote e ca pa ci tà O pec P a ese A lgeria Indonesia Iran Iraq Kuw ait Libia Nigeria Qatar A rabia Saudita UA E V enezuela Totale Ope c 10 (Iraq escluso) G iugno 2003 0.811 1.317 3.729 2.038 1.360 2.092 0.658 8.256 2.217 2.923 25.400 Capacità produttiva 1.100 1.180 3.900 2.800 2.150 1.450 2.350 0.750 9.500 2.500 2.350 30.030 27.230 P roduzi one O pec Marzo 2003 1.110 1.040 3.760 1.440 2.300 1.410 1.930 0.760 9.460 2.290 2.280 27.780 26.340 Aprile 2003 1.120 1.030 3.680 0.050 2.300 1.420 1.850 0.760 9.200 2.280 2.670 26.360 26.310 Maggio 2003 1.140 1.030 3.680 0.260 2.320 1.430 1.920 0.760 9.100 2.300 2.670 26.610 26.350 G iugno 2003 1.160 1.020 3.690 0.460 2.160 1.420 2.100 0.730 8.620 2.250 2.620 26.230 25.770 F o nte:elabo razio niref.su datiP latt's e O pec numero 58 27 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia dello IEA, nel 2004 la quota di mercato del cartello Opec scenderà ulteriormente assestandosi intorno al 25%; a tale risultato contribuirà l’incremento delle produzioni non Opec che, sempre secondo l’IEA, cresceranno al ritmo di 1.32 mbg nel 2004 (contro l’1.1 mbg atteso per quest’anno), con la Russia e il Kazakhistan che dovrebbero assorbire circa la metà dell’incremento2. In tale scenario, ci si domanda se ci sarà ancora spazio sufficiente per l’Opec per modulare offerta e domanda mondiale di petrolio. Quindi, sul lato della disponibilità di greggio, la situazione non preoccupa; anzi, potrebbe esservi il rischio di portare il mercato in oversupply. Proprio tale timore ha spinto i paesi Opec a ridurre la propria produzione in questi ultimimesi. Infine, sul fronte dei consumi, le prime previsioni dell’IEA per il 2004 indicano una crescita della domanda petrolifera mondiale dell’1.3% (pari a 79.08 mbg, +1.1 mbg rispetto alle previsioni rilasciate i mesi scorsi). Si tratta dello stesso tasso di crescita stimato per il 20033, in cui la crescita è stata influenzata da fattori contingenti che hanno sostenuto la domanda: depurata da tali fattori4, la crescita per il 2003 sarebbe stata, secondo l’IEA, circa la metà e ciò lascia intravedere maggiore ottimismo per quanto riguarda la ripresa dell’economia mondiale. Indipendentemente da quali saranno i cambiamenti futuri soprattutto sul lato dell’offerta, sembra da escludere un ciclo di quotazioni elevate, superiori alla soglia dei 25 US$/bbl per lungo tempo. Così, nel nostro scenario sull’andamento del prezzo del Brent, che tiene conto delle indicazioni del mercato future IPE di Londra, si ipotizza un prezzo medio del petrolio a luglio intorno ai 28.5 US$/bbl che poi decresce fino a toccare la soglia dei 25.5 US$/bbl a dicembre 2003 e dei 23 a fine 2004. Lo scenario di Brent sopra descritto è raffigurato nella figura 2; il prezzo del petrolio è espresso in euro e quindi incorpora l’evoluzione dell’altra variabile esogena, il tasso di cambio euro-dollaro, che è stato ipotizzato ad un livello medio nel mese di luglio di 1.135 circa, che decresce a 1.130 a fine 2003 e a 1.120 a dicembre 2004. Le attese del mercato: i prezzi dell’energia per il periodo ottobre 2003 - dicembre 2004 Elettricità I risultati delle nostre previsioni sul parametro Ct per il periodo considerato sono illustrati nella figura 3. Per l’ultimo trimestre dell’anno è prevista una riduzione del costo variabile della generazione elettrica, che risulta più consistente rispetto a quella realizzata per il terzo trimestre: tale variazione riporta il Ct ai valori del quarto bimestre del 2002. Gli effetti di una graduale discesa del prezzo del petrolio, parzialmente attenuati da un indebolimento della moneta europea rispetto al dollaro con cui sono quotati i greggi e i combustibili, sono evidenti poi nel secondo e nell’ultimo trimestre del 2004. Gas naturale I risultati delle nostre previsioni del parametro QE per il periodo di riferimento sono illustrati nella figura 4. La ripresa delle quotazioni a giugno e a luglio rende ormai improbabile un calo delle tariffe del gas naturale nel quarto trimestre dell’anno in corso. Tuttavia per il primo trimestre del nuovo anno è attesa una forte riduzione del parametro QE. Infine, nel terzo trimestre del 2004 è prevista un’ulteriore discesa del QE che ritorna ai livelli del terzo bimestre del 2002. 1 Secondo l’API nelle settimana terminata l’11 luglio le scorte di greggio ammontavano a 277.6 mila bg (-4,778 bg rispetto a quella precedente) mentre secondo il DOE le scorte sarebbero pari a 278.6 mila bg (-3,600 bg). 2 Proprio grazie alla andamento del mercato petrolifero degli ultimi anni, in cui i prezzi si sono mantenuti sopra la soglia dei 25 US$/bbl dopo circa un quindicennio (1986-1999) caratterizzato da una media sotto i 20 (17.4 US$/bbl), le produzioni nonOpec stanno divenendo sempre più rilevanti; in effetti, i costi di produzione dei paesi non-Opec sono molto alti rispetto a quelli del cartello (il doppio nei casi più fortunati) e non potrebbero essere sostenuti in uno scenario di prezzi del petrolio sotto la soglia dei 20 US$/bbl. 3 Pari a 78.03 mbg, un incremento di 1 mbg rispetto al 2002. 4 Tra cui le basse temperature dell’inverno scorso, gli elevati prezzi del gas naturale negli USA che hanno spinto i consumi dei sostituti (gasolio, combustibili fossili), la chiusura per manutenzioni di alcune centrali nucleari in Giappone che ha così dovuto utilizzare altri combustibili per continuare a produrre energia elettrica. numero 58 28 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia Figura 2 - Le esogene della previsione: prezzo del Brent e tasso di cambio euro/dollaro Euro/bbl 37 32 27 22 17 00 apr lug ott 01 apr lug ott 02 apr lug ott 03 apr lug ott 04 apr lug ott Fonte: "Osservatorio Energia" ref. Figura 3 - La previsione del Ct Var. % eurocents/kWh 5.5 4.5 20 4.091 4.425 3.941 4.276 4.106 10 3.903 3.641 3.720 3.704 3.564 3.514 3.5 0 2.5 -10 -5.2 -9.1 -5.5 3.6 8.2 0.0 0.0 4.2 7.8 -3.4 -8.7 0.0 -5.1 0.0 -3.8 n 02 m m l s n 03 a l o 04 a l o 1.5 -20 Fonte: "Osservatorio Energia" - ref. su modello sviluppato per Dalmine Energie. Figura 4 - La previsione del Qe eurocents/mc Var.% 15 20 14.45 14 14.02 14.02 10 13.25 12.35 13 0 13.20 12 -10 12.15 12.14 11.32 12.14 11.50 11 -20 0.0 -8.3 -8.3 -5.4 5.5 0.0 0.0 8.8 n 02 m m l s n 03 6.2 0.0 a l 0.0 -11.9 o 04 0.0 -8.4 0.0 a l o -30 10 Fonte: "Osservatorio Energia" - ref. su modello sviluppato per Dalmine Energie. numero 58 29 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia CONGIUNTURA Industria ancora in difficoltà Consumi e temperature Nel primo semestre dell’anno la domanda di energia elettrica è cresciuta (per il complesso dei compartimenti) del 2.9% su base annua. Parte di tale incremento è però da ricondurre ai maggiori consumi domestici originati dagli scostamenti dalle medie stagionale delle temperature verificatesi sia quest’inverno che a partire da maggio. I primi mesi del 2003 sono stati infatti più freddi, rispetto a quelli del 2002, in media di un grado in alcune città, ma più caldi da Napoli in giù. Il valore delle elasticità invernali si differenzia nelle diverse zone del paese per la diversa diffusione ed utilizzo del gas e di altre fonti: in generale nei compartimenti meridionali l’elasticità è superiore a quella delle città del nord Italia. Se in media nei mesi invernali ha prevalso il freddo come influenza sulla dinamica, in primavera/estate in modo marcato e generalizzato ha prevalso il caldo: a giugno sono state registrate mediamente nelle principali città campione temperature più alte di circa 3 gradi rispetto a quelle dell’anno scorso, con scarti anche maggiori per le città del Nord dove la domanda elettrica registra, all’opposto rispetto alla situazione invernale, un’elasticità più elevata - e tendenzialmente in aumento negli ultimi anni- agli aumenti delle temperature. In base alle stime delle elasticità per compartimenti dei consumi alle variazioni delle temperature, si è quindi isolato, con il nostro modello di previsione, l’effetto di queste ultime sugli incrementi dei consumi. Il modello presenta una stima dell’impatto del parametro temperature piuttosto significativo e robusto sia nella forma disaggregata che nella forma aggregata per il totale nazionale. L’impatto delle temperature (basse in modo diversificato in inverno ed alte in estate) pesa per più del 50% sulla crescita dei consumi: in altre parole, se nel primo semestre si fossero registrate le stesse temperature del primo semestre 2002, la crescita della domanda sarebbe stata dell’1.54%, un valore più coerente rispetto alle relazioni storiche tra dinamica del fabbisogno elettrico e dinamica dell’economia. Lo correzione per l’effetto temperature illustrata nella tavola accentua la forte varianza territoriale registrata nella dinamica della domanda elettrica a fronte della quale stanno diversi andamenti macroeconomici e mutamenti nella composizione della domanda settoriale. A parità di temperature i compartimenti più dinamici sono sempre quelli del Mezzogiorno, ma anche in misura minore Firenze, in linea con la media nazionale Roma e Milano, decisamente bassa la dinamica del fabbisogno nel compartimento di Torino e Venezia a segnalare le problematiche di sviluppo di origine in parte differenti nelle due zone territoriali. Tas s o di cres cita per compartimenti, I s emes tre 2003 Cagliari Firenz e M ilano Roma T orino Venezia Nap oli Palermo Italia totale a p arità di temp . 2002 effetto temp erature effetto mesi inv ernali 3.5 3.4 3 3.3 0.7 2.1 4.1 4.3 2.9 2.09 2.52 1.57 1.47 -0.67 0.71 4.32 3.84 1.41 1.41 0.88 1.43 1.83 1.37 1.39 -0.22 0.46 1.54 0.53 0.40 0.12 0.15 0.33 0.44 -1.62 -1.43 0.45 effetto mesi Semi-elasticità alle temperature per estiv i compartimenti 0.89 0.48 1.30 1.68 1.04 0.95 1.40 1.89 1.09 Esum m er 0.8% 1.4% 1.3% 1.3% 1.8% 1.6% 0.8% 1.3% 1.4% Ewinter 0.5% 0.4% 0.2% 0.6% 0.5% 0.6% 0.6% 1.1% 0.7% Not a: il t ot ale It alia è st im at o con equazione aut onom a, pert ant o non risult a uguale alla m edia ponderat a delle st im e per com part im ent i numero 58 30 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia La situazione dell’economia italiana e le stime in tempo reale della produzione industriale a partire dalla domanda elettrica Figura 1- Produzione e fatturato fatturato totale produzione industriale (in valore) 108 La vivace domanda di elettricità viene quindi depurata dagli effetti delle temperature e restituisce nella stima della performance economica un quadro non particolarmente brillante anche per gli ultimi due mesi. I dati relativi al mese di maggio, diffusi recentemente dall’Istat, hanno portato a rivedere al ribasso tutto il profilo complessivo dell’indice al netto dei fattori stagionali ed hanno peggiorato le valutazioni circa il secondo trimestre rispetto a quanto stimato in precedenza. In base ai nuovi dati ed alle stime di ref. per giugno, infatti, la produzione industriale nel secondo trimestre sarebbe diminuita di 0.8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, registrando così la terza flessione consecutiva. Il primo semestre, così, si sarebbe complessivamente ridotto dell’1.2% nel confronto con il semestre precedente, con una contrazione dei volumi prodotti (a parità di giorni lavorativi) dello 0.7%. Peggiorano anche i dati circa il fatturato: per tutto il 2002, ed in particolare nell’ultimo trimestre (quando la domanda finale crebbe, grazie agli incentivi fiscali ai consumi e agli investimenti), ha avuto un andamento migliore di quello della produzione industriale. Nel quarto trimestre è cresciuto, in un contesto di produzione industriale stagnante. La soddisfazione della maggiore domanda finale mantenendo costanti, per motivi di prudenza, i livelli di produzione è stata ottenuta dalle imprese facendo ricorso alle giacenze di prodotti finiti presenti in magazzino. I dati per il primo trimestre 2003 segnalano invece che il ciclo scorte, ad inizio anno, si sia invertito: benché la domanda finale, sia interna che estera si sia dimostrata particolarmente debole (i consumi di beni durevoli si sono ridotti congiunturalmente dell’1.2%, gli investimenti del 5% e il contributo alla crescita del net export è stato pesantemente negativo), la produzione nel primo trimestre si è mantenuta tutto sommato stabile (registrando solo una limitata contrazione di 0.5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente) grazie alla ricostituzione delle scorte di magazzino attuata dalle imprese. I dati di fatturato di aprile e maggio suggeriscono che il deterioramento della domanda finale non si sia arrestato, ma si sia intensificato, soprattutto per quanto numero 58 106 104 102 100 98 96 94 00 01 02 03 indici destagionalizzati riguarda la componente estera. Inoltre, sembrerebbe che il ciclo scorte, che ha contribuito a sostenere i livelli di attività produttiva, sia in via di esaurimento. Secondo l’ultima inchiesta Isae (giugno), le imprese ritengono che le giacenze di magazzino siano ormai prossime al livello giudicato normale, dopo averle valutate basse per quasi un anno. Questo è particolarmente vero per i produttori di beni d’investimento ed intermedi. I settori energy-intensive vanno peggio... I beni strumentali hanno registrato, nei primi cinque mesi dell’anno, un’intensa flessione della produzione industriale, a causa della debolezza della domanda di investimenti, inizialmente compensata, almeno parzialmente, dalla ricostituzione delle scorte. La Figura 2- Giudizi delle imprese sul livello delle scorte 10 5 0 -5 -10 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 Saldi Isae, media mobile di tre termini 31 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia caduta del fatturato è stata ancora più marcata, ma da aprile questo sembra essersi stabilizzato sui livelli minimi(adifferenzadell’attivitàproduttiva,checontinua a ridursi). Anche i beni di consumo durevoli risentono della debolezza della domanda finale, e dell’esaurimento progressivo del ciclo scorte: la produzione industriale è in flessione da oltre sette mesi. Più stabile è invece la produzione di beni non durevoli ed intermedi. I settori maggiormente in crisi, come si è già segnalato anche in passato, sono quelli a maggiore propensione all’export, come il tessile e l’abbigliamento (i cui volumi prodotti si sono ridotti nel 2002 di circa 7 punti percentuali su base annua, a parità di giorni lavorativi, e che non interrompe in trend decrescente nella prima metà del 2003), le calzature (-8.2% anno su anno nel 2002, stabile nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente), l’elettronica (-5.6% anno su anno, ancora in flessione ad inizio anno), e la produzione di mezzi di trasporto (nel 2002 i volumi prodotti si sono contratti del 4.7%, e nel primo trimestre la riduzione rispetto al trimestre precedente è stata di 4.4 punti percentuali). Cambiano invece, rispetto a quanto segnalato in passato, le valutazioni circa i settori a maggior intensità energetica. Se nel primo trimestre dell’anno i settori energy-intensive hanno mantenuto in generale un profilo congiunturale sostanzialmente piatto, con le eccezioni della chimica (che si è ridotta rispetto al quarto trimestre dello 0.6%, in linea con la flessione dell’indice generale) e dell’industria cartaria (che è invece cresciuta dell’1.8% rispetto al trimestre precedente), a maggio registrano tutti, salvo la lavorazione di minerali non metalliferi, contrazioni mese su mese ben più ampie di quelle della media. La lavorazione di minerali non metalliferi, indotto del settore delle costruzioni (in stabilizzazione dopo le accelerazioni della seconda parte del 2002) si consolida, dopo essere cresciuto molto sopra la media Dalle aspettative di produzione alla domanda di elettricità L’indicatore elettrico ref., stimato a partire dai dati di consumi elettrici per i primi quattordici giorni del mese, rilevati dal Grtn e relativi all’89% del fabbisogno nazionale,segnalaalugliounasostanzialestabilizzazione numero 58 32 della produzione industriale. Le stime tengono conto delle anomalie dei dati elettrici degli ultimi mesi, correggendo al domanda elettrica per le temperature, anche se tale correzione presenta dei margini di incertezza quando le variazioni sono particolarmente ampie. L’indice destagionalizzato si riduce dello 0.3% rispetto a giugno (anch’esso stimato). Il rimbalzo stimato per giugno riporta l’indice sul trend – decrescente- tenuto dal luglio 2002, dopo la caduta di maggio. Migliorano nelle survey Isae di giugno le attese delle imprese circa le tendenze a breve della produzione. Le attese riguardanti gli ordini a breve si sono invece stabilizzate e, in certi casi, come quello dei produttori di beni di consumo, si sono ridimensionate. Questi ultimi restano prudenti nelle loro attese circa l’evoluzione a breve della domanda, visti i giudizi recenti negativi circa gli ordini, soprattutto per quanto riguarda la componente estera, ma si attendono miglioramenti della produzione. Diversamente da quello che accade per i produttori di beni d’investimento ed intermedi, le giacenze di magazzino di beni di consumo continuano ad essere giudicate insufficienti rispetto al livello fisiologico, e quindi potrebbe anche darsi che per questo settore il fenomeno di ricostituzione delle scorte possa prolungarsi ancora per qualche mese, sostenendo la produzione pur in presenza di una domanda finale debole (soprattutto per la componente estera). Figura 3 - Produzione industriale e consumi elettrici produzione industriale, scala sin (1) indicatore elettrico ref. consumi elettrici in GWh, scala dx (2) dati destagionalizzati; ultimo dato luglio 2003 102 860 101 840 100 99 820 98 800 97 780 96 95 760 J-01 J-02 J-03 (1) indice ISTAT, base 2000=100 (2) media giorni lavorativi, dati GRTN 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia Le borse elettriche europee a giugno 2003 Legenda grafici. I grafici riportano i prezzi medi giornalieri registrati sulle borse elettriche europee a giugno. I dati si riferiscono ai risultati delle aste orarie per consegna nelle 24 ore del giorno successivo. Nel caso della borsa inglese UKPX, si utilizzano i prezzi (minimi e massimi) e i volumi giornalieri degli Half-Hour (H-H) products mentre per quanto riguarda la borsa slovena Borzen sono stati considerati i prezzi e i volumi giornalieri del contratto Baseload. Il grafico “Confronti internazionali di prezzo” riporta i valori del prezzo medio, minimo e massimo su base mensile. Il grafico “Confronti internazionali volumi scambiati” riporta i valori del volume medio, minimo e massimo scambiati nel mese. Come misura della volatilità dei prezzi e dei volumi viene calcolato e riportato in entrambi i grafici il coefficiente di variazione, dato dal rapporto tra la deviazione standard e la media mensile dei valori orari. Le fonti dei dati sono le borse elettriche considerate. Forti impennate di prezzo ed elevata volatilità sono gli elementi che hanno caratterizzato la performance della maggior parte delle borse europee nel mese di giugno. L’ondata di caldo che ha investito il continente europeo verso la fine del mese ha spinto verso l’alto i volumi di energia elettrica richiesti dagli operatori che si sono approvvigionati sui mercati day-ahead, mettendo a dura prova l’equilibrio tra domanda e offerta e generando tensioni sui prezzi. A ciò si aggiunge anche la ridotta disponibilità di elettricità in Francia per via degli scioperi nazionali del settore pubblico, che ha creato carenza di offerta non solo sul mercato francese, ma anche nei paesi confinanti che dipendono dalle esportazioni francesi, come i Paesi Bassi e l’Italia. Le straordinarie impennate di prezzo verificatesi nell’ultima settimana del mese - i giorni 24, 25 e 26 giugno sono stati critici per molte borse elettriche - hanno superato la soglia di 300 Euro/ MWh. Nel panorama europeo, Omel e NordPool costituiscono le uniche eccezioni all’andamento dei mercati sopra delineato. OMEL. La tendenza crescente dei prezzi manifestatasi nel mese di maggio si conferma anche per questo mese: il prezzo medio, infatti, ha registrato un aumento del 50.2% raggiungendo il livello di 36.87 Euro/ MWh, anche se ha subìto una flessione del 10.6% rispetto allo stesso mese del 2002. Nel corso del mese, il prezzo medio è cresciuto nelle prime due settimane per poi decrescere lievemente nelle settimane successive. Per quanto riguarda la volatilità dei prezzi, la differenza tra i minimi ed i massimi è passata da una media di 14 Euro/MWh di maggio agli attuali 28 Euro/ MWh, mentre il coefficiente di variazione è rimasto sostanzialmente invariato (0.31). In corrispondenza numero 58 Omel Prezzi sul mercato del giorno prima Media ore piene Media Max Min 70 60 Euro/MWh 50 40 30 20 10 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno del giorno 25 (ore 17) si è registrato il picco di prezzo (58.50 Euro/MWh), di entità inferiore ai valori massimi rilevati sulle altre borse europee. I volumi venduti, cresciuti progressivamente nel corso del mese, sono aumentati di circa l’11% sia rispetto al mese precedente che rispetto a giugno 2002, per un totale di 16,638 GWh. NordPool. Continua nella borsa scandinava il trend decrescente dei prezzi, il cui valore medio ha sfiorato i 25 Euro/MWh, registrando una variazione in diminuzione del 15.9% rispetto al mese precedente ma un livello ancora elevato rispetto a giugno 2002 (+51%). L’andamento dei prezzi minimi ha manifestato una lieve tendenza in aumento nel corso del mese. Il picco di prezzo è stato registrato a metà mese (38.37 Euro/MWh). La volatilità dei prezzi resta ancora la più bassa tra quelle registrate dalle borse elettriche europee, pur essendo aumentata rispetto al mese 33 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia numero 58 34 NordPool Prezzi sul mercato del giorno prima Media ore piene Media Max Min 50 Euro/MWh 40 30 20 10 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno EEX Prezzi sul mercato del giorno prima Media ore piene Media Max Min 280 Euro/MWh 240 200 160 120 80 40 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno APX Prezzi sul mercato del giorno prima Media ore piene Media Max Min 500 400 Euro/MWh precedente. In media, la differenza tra prezzo massimo e minimo ha toccato gli 11.29 Euro/MWh contro gli 8.47 Euro/MWh del mese di maggio. La riduzione dei prezzi medi è accompagnata da un notevole calo dei volumi venduti (6,223 GWh) rispetto allo scorso mese (-20.2%), nonché rispetto a giugno 2002 (-10.4%); quest’ultimo risultato determina una battuta d’arresto della variazione tendenziale crescente ormai in atto da maggio 2002. EEX. Il prezzo medio mensile (29.05 Euro/MWh) ha segnato un’inversione della variazione congiunturale negativa registrata negli ultimi tre mesi, guadagnando circa 38 punti percentuali rispetto a maggio; il valore è aumentato anche rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+25.6%). L’elevata volatilità dei prezzi coefficiente di variazione pari a 0.86 contro lo 0.53 del mese precedente - si è manifestata nell’ultima settimana di giugno, in modo particolare il giorno 25 (ore 11), durante il quale il picco massimo di prezzo ha raggiunto i 300 Euro/MWh. I volumi scambiati sulle aste orarie della borsa tedesca, per un totale di 3,544 GWh, pur registrando un lieve ribasso rispetto al mese di maggio (-3.9%), sono aumentati fortemente rispetto a giugno dello scorso anno (+111.7%), in linea con la crescita tendenziale positiva in atto dal 2002. APX. Il prezzo medio registrato sulla borsa olandese, pari a circa 51 Euro/GWh, ha subìto una notevole impennata rispetto al mese precedente (+94.5%), mentre più contenuto è stato l’aumento percentuale rispetto al prezzo medio registrato a giugno 2002 (+51%). La volatilità dei prezzi, in crescita rispetto a maggio ed evidente soprattutto nella prima e nell’ultima settimana, ha raggiunto il livello più alto tra quelli rilevati sulle borse europee (coefficiente di variazione pari a 1.46): la differenza media tra prezzi minimi e massimi è risultata pari a 155.87 Euro/GWh. Il picco si è registrato nella prima settimana del mese (521 Euro/MWh); tuttavia, analogamente a quanto accaduto nelle altre borse elettriche, nell’ultima settimana si sono verificate impennate di prezzo elevate (350 Euro/MWh nei giorni 23 e 26). I volumi venduti sulle aste orarie, pari a 1,030 GWh, hanno fatto registrare un calo di lieve entità rispetto al mese scorso (-0.7%), ma più rilevante rispetto a giugno 2002 (-19.6%). 300 200 100 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia PowerNext. Il prezzo medio orario registrato dalla borsa parigina (27.65 Euro/MWh) ha segnato un aumento del 33% rispetto a maggio dopo due mesi di ribassi, mentre continua, da febbraio, il trend positivo rispetto all’anno precedente (+54.3% rispetto a giugno 2002). Rispetto al mese precedente i prezzi risultano, in media, molto più volatili: lo spread tra minimi e massimi giornalieri, pari in media a 70.53 Euro/MWh, ha raggiunto il suo livello massimo (533.79 Euro/ MWh) in corrispondenza della quarta settimana del mese, in cui si è rilevato il picco più alto registrato dalle borse europee (546.62 Euro/MWh), osservato il 24 alle ore 11. L’aumento dei volumi di elettricità scambiati evidenzia una crescita della borsa parigina: le quantità, per un totale di circa 624 GWh, sono cresciute del 12% rispetto al mese scorso e del 212.8% rispetto a giugno 2002. EXAA. Il prezzo medio rilevato sulla borsa austriaca, pari a 31.76 Euro/MWh, ha registrato una variazione congiunturale positiva aumentando, dopo tre mesi consecutivi di ribassi, di circa 51 punti percentuali; anche rispetto a giugno 2002 l’incremento dei prezzi è consistente (+41.4%). La volatilità dei prezzi si è mantenuta, in media, su livelli elevati (coefficiente di variazione pari a 0.92) e, analogamente a quanto è accaduto nella maggior parte delle borse elettriche europee, è stata maggiormente evidente nell’ultima settimana, durante la quale si è manifestato il picco massimo di 399.30 Euro/MWh (giorno 26, ore 11). I volumi di vendita, per un totale di 98 GWh, sono diminuiti rispetto a maggio (-6.6%), mentre continuano a crescere rispetto al 2002 (+124%). UK PX . Il power exchange inglese continua a registrare un calo dei valori medi tra i prezzi minimi e massimi giornalieri. La riduzione dei prezzi medi, del 14.6% rispetto al mese di maggio, sale al 45.1% nel confronto con il livello medio dei prezzi minimi e massimi dello stesso mese del 2002. A partire dalla metà del mese si sono registrati tre picchi, il più alto dei quali in corrispondenza del 23 giugno, uno dei giorni interessati dalle alte temperature (82.4 Euro/MWh). I volumi venduti segnano un calo sia rispetto al mese precedente (-63.6%), sia rispetto al 2002 (-12.5%). Powernext Prezzi sul mercato del giorno prima Media ore piene Media Max Min 500 Euro/MWh 400 300 200 100 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno EXAA Prezzi sul mercato del giorno prima Media ore piene Media Max Min 400 350 Euro/MWh 300 250 200 150 100 50 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno UK Power Exchange Prezzi sul mercato del giorno prima UKPX max UKPX min 100 Euro/MWh 80 60 40 20 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno numero 58 35 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia Borzen Prezzi sul mercato del giorno prima Base Load 70 60 50 Euro/MWh Borzen. Il livello medio del prezzo del contratto baseload commercializzato sulla borsa slovena è salito a 40.57 Euro/MWh, facendo registrare un aumento del 37.3% rispetto al mese precedente e del 58.8% rispetto a giugno 2002. I volumi scambiati con il contratto baseload (22.08 GWh) sono cresciuti del 66.1% rispetto allo scorso mese. 40 30 20 10 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 Giugno Confronti Internazionali di Prezzo 500 Euro/MWh 400 300 200 100 0 Spagna Nordpool EXAA EEX APX Minimo 15.82 4.51 3.10 2.99 0.01 PNext 3.08 Medio 36.87 24.81 31.76 29.05 51.03 27.65 Medio Picco 42.35 26.99 43.49 38.90 79.33 37.68 Massimo 58.50 38.37 399.30 300.05 521.00 546.62 Variabilità 0.31 0.22 0.92 0.86 1.46 1.14 Confronti Internazionali Volumi Scambiati 30,000 25,000 MWh 20,000 15,000 10,000 5,000 0 Spagna Nordpool EXAA EEX APX PNext Minimo 16,060 7,135 22 3,547 842 399 Medio 23,109 8,644 136 4,923 1,432 867 Medio Picco 24,681 8,937 129 5,017 1,344 869 Massimo 29,899 10,730 339 6,374 2,222 1,584 Variabilità 0.14 0.08 0.41 0.11 0.19 0.25 numero 58 36 25 luglio 2003 Newsletter Osservatorio Energia OSSERVATORIO ENERGIA ref. è una nuova società di ricerca e consulenza che l'Irs e i suoi economisti senior hanno costituito con l'obiettivo di sviluppare ricerche e metodi di analisi che possano sostenere aziende, istituzioni e organismi governativi, nei loro processi decisionali. ref. segue i processi di liberalizzazione e regolamentazione del mercato dell’energia con particolare attenzione agli aspetti istituzionali e all’evoluzione della struttura dell’industria. Le opportunità per le aziende del settore, per i consumatori e per l’economia più in generale sono studiate con strumenti analitici originali. ref. sostiene il MEGeS (Master in Economia e Gestione dei Servizi di pubblica utilità) dell’Università Bocconi di Milano. L’Osservatorio Energia, costituito nel 1999, è finanziato da produttori, consumatori, distributori dei prodotti energetici e merchant banks. I servizi dell’Osservatorio Energia offerti ai soci e disponibili su internet (www.ref-online.it) sono i seguenti: % % % % % % % Newsletter dell’Osservatorio Energia, mensile che tratta le novità relativamente agli aspetti normativi e di struttura del mercato in Italia e fornisce la previsione a tre mesi del Ct. Energy-Lex, database sull’evoluzione normativa e societaria nel settore elettrico e del gas aggiornato settimanalmente. Interrogabile via internet secondo diverse modalità permette di ricostruire le norme di riferimento. Rapporto annuale sull’evoluzione e le prospettive dei settori elettrico e del gas (già on line). Scenari a medio termine sull’evoluzione del mercato elettrico realizzato sulla base del modello di dispacciamento El-fo. Vengono simulati scenari di prezzo a partire dalle ipotesi di sviluppo del parco e delle previsioni di domanda. Seminari di discussione sulle innovazioni legislative e normative. Tre seminari all’anno. Quaderni di ricerca di base. Trattano, a partire dalla letteratura teorica, temi di attualità per il nuovo mercato italiano. Consulenza telefonica sui nuovi provvedimenti del settore. Energia 2003 - Rapporto ref. sul mercato e la regolamentazione: è disponibile per i Soci, anche online, il rapporto annuale ref. sui settori dell'energia elettrica e del gas. L’obiettivo è quello di ripercorrere l’evoluzione della normativa primaria e secondaria, di valutarne gli esiti in termini di effettivo cambiamento nella struttura del mercato e di dinamica dei prezzi, di disegnare scenari a medio termine. Il lavoro è suddiviso in quattro parti: nella prima si analizza il contesto europeo, nella seconda e nella terza vengono esaminati i settori elettrico e del gas in Italia e nella quarta si propongono alcuni approfondimenti. Per informazioni: Francesca Sala tel. 02-43441043 - [email protected] El-fo è il modello sviluppato da ref. per simulare il dispacciamento orario del parco idroelettrico e termoelettrico italiano, minimizzando il costo complessivo di fornitura dell’energia elettrica, tenuto conto dei vincoli dinamici degli impianti e dei vincoli della rete di trasmissione. È dotato di un ampio database, costantemente aggiornato, sui dati di offerta (impianti termoelettrici, idroelettrici, in regime CIP 6, importazioni) e di domanda. E' disponibile la versione commerciale di El-fo. Per informazioni: Luca Pappalardo tel. 02 43441046 - [email protected] numero 58 37 25 luglio 2003