DELITTI E CASTIGHI

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DELITTI E CASTIGHI
GENNAIO-DICEMBRE 2015
DELITTI E CASTIGHI
Ciclo di incontri a cura di
Aldo Pasquali
Biblioteca Villa Bandini
Il potere, nella sua figura classica, quella della sovranità territoriale,
si definisce essenzialmente come diritto di vita e di morte: la
formula far morire e lasciar vivere caratterizza la sovranità, che
commina la morte e considera la vita solo come astensione dal
diritto di uccidere. Quando nel XVII secolo, con lo sviluppo delle
scienze e la nascita di forme di controllo sociale sempre più
sofisticate, la cura della vita e della salute dei sudditi comincia a
occupare un posto di primaria importanza nelle politiche statali,
l’antico diritto cede il posto all’opposta figura del far vivere e
lasciar morire. Il castigo assume la forma della reclusione in celle
anguste che le anime più sensibili e i poeti sapranno trasformare
in forza interiore. Ne consegue una progressiva squalificazione
della morte, che si spoglia del carattere di rito pubblico cui prende
parte l’intera collettività, e diventa qualcosa da nascondere, una
vergogna privata.
Nella seconda parte del ciclo, accanto alle forme di controllo del
dissenso e alle paure che generano mostri e sprofondano nel
sonno la ragione, avranno dunque spazio le pratiche e i riti funerari
che, nel corso dei secoli, hanno regolato l’estremo passaggio
D. Arasse, La ghigliottina del terrore, Institut français de Florence 1986 (Oblate)
Ph. Ariès, L’uomo e la morte dal Medioevo a oggi, Laterza 1980 (Thouar, Buonarroti, Luzi, Vieusseux, Scandicci,
Campi, Calenzano, Lastra a Signa, Bagno a Ripoli, Fiesole)
Ph. Ariès, Storia della morte in Occidente, Rizzoli, 1985 (Thouar, Vieusseux, Canova, Rignano, Tavarnelle, Bagno a
Ripoli, Sesto, Impruneta)
J.-P.Aron, Il pene e la demoralizzazione dell’Occidente, Sansoni 1979 (Bagno a Ripoli)
C. Beccaria, Dei delitti e delle pene, Einaudi 1981 (Il vol. è presente in varie edizioni in tutte le biblioteche della rete)
T. Braccini, Prima di Dracula, Il Mulino 2011 (Canova, Bagno a Ripoli)
V. Brombert, La prigione romantica, Il Mulino 1991 (Figline)
P. Camporesi, Il libro dei vagabondi, Einaudi 1973 (Thouar, Bandini, Vieusseux, Scandicci, Figline, S.Casciano, Crusca)
E. Cantarella, I supplizi capitali in Grecia e a Roma, Rizzoli 1996 (Calenzano, S.Casciano, Figline, Greve, Campi)
C.M. Cipolla, Contro un nemico invisibile, Il Mulino 1985 (Oblate, Orticoltura, Vieusseux, Scandicci, Signa, Lastra
a Signa, Figline, Bagno a Ripoli, Sesto)
F. Cordero, Criminalia. Nascita dei sistemi penali, Laterza 1985 (Scandicci, Greve)
C. Corradi Musi, Vampiri europei e dell’area sciamanica, Rubbettino 1995 (Vieusseux)
G. Davanzati, Dissertazione sopra i vampiri, Sellerio 1998 (Vaglia)
A. Di Nola, La nera signora, Newton Compton 1995 (Canova, Sesto, Figline, Facoltà Teologica)
R. Dubbini, Architettura delle prigioni, Franco Angeli 1986 (Informa Carcere)
M. Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi 1976 (Oblate, Palagio, Orticoltura, Thouar, Vieusseux, Canova, Pieraccioni, De André, ITI, Chiarugi, Scandicci, S.Casciano, Figline, Lastra a Signa, Impruneta, Tavarnelle, Campi, Sesto,
Calenzano)
B. Geremek, La pietà e la forca, Laterza 1986 (Canova, Orticoltura, Buonarroti, Vieusseux, Thouar, De André,
Figline, Lastra a Signa, Sesto, Calenzano, Bagno a Ripoli, Greve)
B. Geremek, Mendicanti e miserabili nell’Europa moderna, Laterza 1989 (Sesto, Scandicci, Figline)
B. Geremek, Uomini senza padrone, Einaudi 1992 (Bagno a Ripoli, Crusca)
B. Geremek, La stirpe di Caino, Il Saggiatore 1988 (Oblate, Palagio)
Biblioteca Villa Bandini
via di Ripoli, 118 - via del Paradiso, 5
Tel: 055 6585124
Email: [email protected]
www.biblioteche.comune.fi.it/biblioteca_villa_bandini
Orario
lunedì 14.00-19.00
da martedì a venerdì 9.00-19.00
sabato 9.00 - 13.00
F. Giovannini, Guida ai cimiteri d’Europa, Stampa Alternativa 2000 (De André, Scandicci)
R.P. Harrison, Il dominio dei morti, Fazi 2004 (Palagio, Scandicci)
M. Introvigne, Indagine sul satanismo, Mondadori 1994 (Oblate, Palagio)
M. Introvigne, La stirpe di Dracula, Mondadori 1997 (Signa, S.Casciano)
L. Latini, Cimiteri e giardini, Alinea 1994 (Facoltà Teologica)
G. Marcenaro, Cimiteri, B.Mondadori 2008 (Oblate, Buonarroti, Fiesole, Bagno a Ripoli, Tavarnelle)
W.H. McNeill, La peste nella storia, Einaudi 1981 (Orticoltura, Bagno a Ripoli, Sesto, Scandicci, S.Casciano, Tavarnelle)
L.-S. Mercier, Tableau de Paris, Maspero 1982 (Vieusseux)
I. Moscati, Guida al cinema dell’orrore, Il Formichiere 1977 (Thouar)
W. Naphy-A. Spicer, La peste in Europa, Il Mulino 2066 (Thouar, Signa, Barberino)
E. Panofsky, La scultura funeraria, Einaudi 2011 (Vieusseux, Figline)
A. Pastore, Veleno, Il Mulino 2010 (Palagio, Vieusseux, De André, Sesto, Oblate, Sesto)
G. Petrucci, Le scritture ultime, Einaudi 1995 (Crusca, Crocetti)
D. Pick, Volti della degenerazione, La Nuova Italia 1999 (Vieusseux, Scandicci)
M. Pinguet, La morte volontaria in Giappone, Luni 2006 (Orticoltura)
A. Prosperi, Tribunali della coscienza, Einaudi 1996 (Oblate, Canova, Scandicci, Bagno a Ripoli, S.Casciano,
Figline, Lastra a Signa, Vaglia, Facoltà Teologica)
A. Prosperi, Deliito e perdono, Einaudi 2013 (Oblate, Vieusseux, Bagno a Ripoli, Sesto, Figline, Barberino)
C. Quétel, Il mal francese, Il Saggiatore 1999 (Campi)
G.R. Scott, Storia della tortura, Mondadori 1999 (Canova, Sesto)
L.-V. Thomas, Antropologia della morte, Garzanti 1976 (Chiarugi, Sesto, Figline)
Ch.A. de Tocqueville, Scritti penitenziari, Ed. di Storia e Letteratura 2002 (Sesto, Giunta Regionale)
G. Tomasi, Per salvare i viventi, Il Mulino 2001 (Vieusseux)
O. Volta, Il vampiro, Sugar 1964 (Sesto)
M.Vovelle, La morte e l’Occidente, Laterza 1986 (Palagio, Canova, Thouar, Orticoltura, Figline, Campi, Greve, Facoltà Teologica)
M.Weisser, Criminalità repressione nell’Europa moderna, Il Mulino 1989 (Palagio, Pieraccioni)
13 aprile 2015 – ore 17,00
La morte infamante
Epidemie, contagi e paura dell’altro
19 gennaio 2015 – ore 17,00
Il crimine inespiabile
L’idea di punizione nell’Ancien Régime
Nell’Ancien Régime, il re esercitava il diritto
soprannaturale di giudicare, e il boia era l’esecutore
materiale della sua volontà di ristabilire la coesione
sociale. La società è un corpo sacro al quale il reo
reca offesa: egli deve perciò espiare il sacrilegio
ed essere immolato di fronte a tutti, in una
spettacolare cerimonia pubblica alla quale tutti i
sudditi sono chiamati a partecipare.
Sin da quando la peste decimò l’esercito
ateniese durante le guerre del Peloponneso
e quando nel 1348 sconvolse l’Europa
occidentale, decimandone la popolazione e
alterando gli equlibri demografici, l’uomo
ha dovuto convivere con ondate pressoché
regolari di epidemie, nelle quali si riaffaccia
di continuo la vergogna per le colpe di cui
le persone infette si sarebbero macchiate e
la paura della contaminazione: il pensiero
scientifico cerca di reagire alla minaccia,
individuando le cause e mettendo in atto i
sistemi per arginarle.
16 febbraio 2015 – ore 17,00
La città dei morti
Pietas e pratiche d’inumazione
In ogni società lo spettro della morte assilla
l’uomo e lo mette di fronte alla dura realtà
della sua precarietà esistenziale: si è cercato
di rispondere in vari modi, magici, religiosi o
scientifici. I rituali funerari e la pratica della
sepoltura, diversissimi tra loro eppure presenti
in ogni tempo e in ogni cultura, testimoniano
di come l’intera storia dell’umanità possa
essere vista come il frutto di un costante
negoziato, di un conflitto ma anche di
un’intima prossimità tra morti e vivi.
16 novembre 2015 – ore 17,00
I luoghi della reclusione
Punizione e controllo sociale
Il Panopticon, ideato dal filosofo utilitarista
Bentham, è la figura archiettonica della
prigione del XIX secolo: il luogo di detenzione
e di espiazione della colpa si è trasformato da
monumento a macchina, da inerte e allegorico
spazio di morte a puro dispositivo disciplinare,
in un ambiente igienico e asettico, isolato da
influenze esterne, totalmente sorvegliato. Il
modello coercitivo e solitario del potere di punire
si è ormai sostituito al modello rappresentativo,
scenico e collettivo del passato regime.
19 ottobre 2015 – ore 17,00
Il lungo addio
Epitaffi, congedi, morti esemplari
18 maggio 2015 – ore 17,00
Horrendum scelus
Polveri e veleni
Nelle corti rinascimentali, fra intrighi e
complotti, il delitto col veleno è lo strumento
più diffuso per eliminare nemici e rivali. Quella
del veleno è in realtà una storia ben più lunga,
che riguarda anche altri popoli e testimonia
persino di un suo uso curativo: nell’intento
non solo di abbreviare la vita umana, ma
anche di prolungarla, grazie a rimedi idonei
che si servono di sostanze pericolose, come il
mercurio, il piombo o l’arsenico.
A partire dal 700 la morte cessa di essere
uno spettacolo pubblico e il letto di morte
diventa il luogo privilegiato delle emozioni
che accompagnano il momento estremo. Lo
spazio cimiteriale prolunga questa intimità
e dà l’illusione di un legame affettivo
ancora operante col defunto, e attraverso
testimonianze scritte e visive ne intrattiene
e perpetua il ricordo. In questa prospettiva,
assumono un particolare significato gli epitaffi
e le ultime parole attribuite al defunto prima
dell’istante fatale.
21 settembre 2015 – ore 17,00
16 marzo 2015 – ore 17,00
Pitocchi e cerretani
Crimine e repressione nella città
moderna
All’alba dell’età moderna, le guerre, le carestie,
la crescita demografica, l’aumento del costo
della vita e la contrazione dei salari provocano
un generale deterioramento del tenore di
vita delle masse rurali e un conseguente
aumento dei livelli di criminalità. Nuove e
diseredate turbe di mendicanti, privi delle
antiche e solide tradizioni organizzative
medievali, trasformano il vagabondaggio in un
fenomeno di massa, determinando un'ondata
di provvedimenti repressivi: lo spazio urbano
troverà nella polizia un nuovo organo di
controllo, stabile e dotato di ampi poteri
d’indagine.
Beata solitudo, sola beatitudo
Letteratura e reclusione
Il tema carcerario permea di sé tutta la
letteratura: lo spazio della cella è anche lo
spazio del sogno e dell'immaginazione, uno
spazio di libertà opposto al mondo esterno,
visto il più delle volte come prigione e cattività.
Per tanti scrittori e poeti, i luoghi della
reclusione diventano un’occasione di riscatto
dall’angoscia di vivere, se non addirittura la
condizione indispensabile della felicità.
14 dicembre 2015 – ore 17,00
A volte ritornano
Voci dall’oltretomba
I morti sono sempre a rischio di ritorno: privi
di sangue e abitanti in altri mondi, essi ci
appaiono come una razza diversa, quasi una
comunità regolata da leggi proprie. Vampiri,
spettri, fantasmi non cercherebbero altro che
di dimostrare la possibilità di sopravvivenza di
un corpo senz’anima. Gesù aveva detto: “Chi
mangerà della mia carne e berrà del mio sangue,
avrà vita eterna e risorgerà”. Dracula ha scelto la
stessa via, ma con una fondamentale differenza:
la vita eterna a cui aspira è qui, sulla terra.