docenza sogno ale feb 2013

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docenza sogno ale feb 2013
Analisi di un sogno in un colloquio individuale
Premessa:
Informazioni sul percorso di Claudia, la paziente:
Il focus del lavoro terapeutico verte sulla simbiosi con la madre che si sta riproponendo anche
nella relazione con il fidanzato. Nel periodo del sogno questo tema è oggetto di lavoro. Inoltre sta
vivendo con il fidanzato un momento di tensione nel quale Claudia pensa anche alla possibilità di
interrompere la relazione.
Claudia
P: Ciao Rossella, ti racconto un sogno, mi imbarazza un po’ perché parla della cacca. “Sono con la mia migliore amica, stiamo andando insieme in bagno. Entriamo in un luogo, una stanza grande.. una piscina e ci sono solo angoli dove tante persone fanno i loro bisogni su delle salviette. Vedo Fede, la mia amica, che fa la cacca. Poi mi dice – Vieni al mio posto è libero! Ti faccio vedere come si fa! Quando hai finito devi prendere i fazzoletti poi prenderla e portarla nel giardino. – Io mi affido, faccio la mia cacca abbondante ma.. non mi sento svuotata, appagata. Poi vedo i bambini che giocano e prendono la mia cacca per giocare.. Ah è ancora calda..! P: Mi sento strana, mi sveglio con una sensazione di stranezza. Mi sento stupita e smarrita. P: Sì, silenzio P: Mi fido, lo faccio volentieri, perché per me sono cose nuove. Terapeuta
T: Ciao Claudia. T: Cosa provi? T: Quindi Claudia ti senti stupita, smarrita. Ascolta queste sensazioni. T: Prima hai detto che ti affidi a Federica, nell’affidarti a lei come ti senti? 1 Claudia si alza e scrive: - Bagno - Fede - Cacca - Spaventata/smarrita/ - Disorientata1 P: Sono mie, appartengono a Claudia (poi Claudia continua a scrivere..) - Bambini P: Spaventata, disorientata.. P: Io sono Claudia del sogno di Claudia , mi affido e sono preoccupata perché non so cosa posso fare io.. quali sono le regole di questo posto nuovo.” P: Sì P: La cacca P: Sono la cacca del sogno di Claudia e non servo più! (piange) 2
T: Claudia ti chiedo di alzarti e scrivere sulla lavagna gli elementi significativi, persone, luoghi e oggetti, emersi in questo sogno. T: A chi appartengono queste emozioni? T: Ora prendi due sedie e mettile una di fronte all’altra. Siediti su una delle due sedie Guarda l’elenco degli elementi significativi del sogno, ricordando che spaventata, smarrita e disorientata sei tu Claudia. Scegline uno. T: Qui tu sei Claudia del sogno di Claudia, sei spaventata, disorientata.. Ti chiedo di descriverti e dirmi quello che fai, quello che provi..” Ripeti “Io sono Claudia del sogno di Claudia…” T: Sei preoccupata quando ti trovi in un posto nuovo e non conosci le regole.. Per te conoscere le regole è importante? T: Adesso Claudia ti chiedo di spostarti qui (indica l’altra sedia) e di scegliere un altro elemento del sogno. T: Ora seduta qui sei la cacca del sogno di Claudia. Ripeti “Sono la cacca del sogno di Claudia” poi descriviti, come sei? Cosa fai? Cosa senti? T: Cosa stai provando? 1
Nell’elenco le emozioni da sole non vanno inserite. Lo si fa se viene chiarito con il pz a quale persone appartengono per non fare poi confusione sulle sedie. Sulla sedie non viene messa l’emozione ma la persona emozionata es: non la paura maClaudia del sogno di Claudia impaurita. 2
Prima di cominciare il lavoro sarebbe utile, per togliere la pz dall’imbarazzo legato al sogno, rassicurarla dicendo che la cacca è evidentemente un simbolo e il primo prodotto di un bambino. In questo caso la pz è disponibile a lavorare sul sogno ma con un pz è meglio chiedere esplicitamente 2 P: Un po’ di dispiacere, mi dispiace andare via e non servire più.. essere lasciata da una persona che ho nutrito prima. Ho dato energia e adesso non ha più bisogno di me. P: Mi dispiace essere lasciata da una persona che ho nutrito, mi dispiace che tu mi lasci andare ma so che è giusto così, le cacche vanno buttate fuori, so che è per fare spazio ad altro nutrimento. Mi dispiace ma va bene così. P: Sento il dispiacere ..Triste però serena.. Claudia: Mi sento più serena se penso che faccio parte del gioco dei bambini. P: Un castello di sabbia.. P: Sì, non sono più uno scarto, mi sono trasformata in un castello di sabbia! P: No P: Ciao Claudia, non preoccuparti per me, nutriti di cose buone che ti fanno stare bene, grazie per avermi dato spazio dentro di te. Io starò bene, diventerò un castello di sabbia che gioca con i bambini. P: Sono proprio delle parti di me. Parti alle quali sono affezionata e che faccio fatica a lasciare andare. T: Qui davanti hai la persona che ti ha tenuto dentro la sua pancia e ora ti ha lasciata, che cosa vuoi dirle? T: Come ti senti? T: Caccadel sogno di Claudia ho sentito che fuori c’erano dei bambini che ti prendevano in mano e giocavano con te. Quindi hai un’altra funzione dopo. T: Allora ti puoi trasformare! Cosa sei? T: Bello! T: C’è altro che vuoi dire a Claudia, seduta qui davanti a te, o come cacca o come castello di sabbia? T: Allora ti chiedo di salutarla. T: Ora prendi un’altra sedia e guarda da fuori queste due parti. Guardandole da fuori cosa vedi? Cosa è successo? T: Entrambe o una in particolare? 3 P: In particolare la cacca è legata alla mia infanzia a quando ero bambina.. sono parti che non mi servono più oggi. P: Mia mamma. E’ un saluto e un riconoscimento di ciascuna di queste due parti. Una (la parte lasciata) ha espresso tristezza ma anche gioia per la scoperta di una nuova strada. P: In profondità, in uno stato di benessere e consapevolezza. P: La consapevolezza che allontanarmi dalla mamma o dal mio fidanzato è difficile. P: E’ ciò che sto sperimentando allontanandomi da mia mamma, sto facendo cose nuove e diverse proprio grazie alla distanza. (Piange). P: L’ingresso della mamma l’ho visto solo alla fine. Ero proprio io con alcune parti di me. Nella coppia e nella famiglia che desidero posso lasciare andare gli schemi di mia mamma e di mio papà. P: L’uomo è da svalutare e che io ho bisogno di qualcuno da svalutare (la cacca). Invece la donna si può anche appoggiare ad un compagno. (Piange). P: Tristezza e dolore perché sono schemi forti che riconosco tra i miei genitori e mi fa soffrire come siano costanti e non si siano evoluti. Ho paura che io li possa replicare. T: Nel dialogo avvenuto qui, questa parte che ti tiene dentro di sé e poi ti “lascia andare” chi ti ricorda nella tua vita? T: Adesso ti chiedo tornare qui (indica la sedia iniziale del paziente). Come ti senti? T: Qual è la consapevolezza che ti ha regalato questo sogno? T: Mi ha colpito che fossi uno scarto quando eri nella pancia della mamma e poi, fuori, diventassi un bel castello di sabbia che gioca con i bambini. Cosa ne pensi? T: C’è qualche altro aspetto emerso di importante per te che vuoi approfondire? T: Quali sono? T: Cosa stai provando? T: Capisco che siano schemi dolorosi ma sentire che ti fanno male è la garanzia per te che non li ripeterai. 4 Se soffri vuol dire che, a differenza dei tuoi genitori, li vedi, li riconosci e senti che non sono buoni per te. Questa sofferenza è un’importante segnale di cambiamento. P: Annuisce. T: Come ti senti? P: Sì, sento la paura e la tristezza emersi qui. Ho però la consapevolezza di essere qui, all’interno di un percorso e di stare facendo i primi passi di un cammino.. T: Già, vedo che li stai facendo, brava Claudia! Siamo in chiusura, cosa porti via con te dall’incontro di oggi? P: Il coraggio d’accogliere il dolore di questo ultimo racconto.. Il desiderio di prendermene cura e il dono del mio sogno che ha messo in relazione alcune cose con le paure più profonde e antiche. T: In che modo, in questa settimana, ti prenderai cura del tuo dolore? P: Sceglierò di vederlo .. prima quando lo sentivo facevo qualcos’altro. Posso condividerlo. T: Con chi? P: Le mie amiche, le mie compagne. Separando le relazioni tra mia mamma e mio papà da quelle mie con il mio fidanzato. T: Eh sì, sono già diverse. (Sorride) La prossima settimana mi racconterai come ti sei presa cura del tuo dolore. Ciao cara. Abbraccio Abbraccio Riflessioni: Questo è davvero un bel sogno. La cacca è un elemento significativo e importante, è il primo prodotto del bambino. In questo caso è “calda e abbondante”. Si può ricordare alla persona, quando è sulla sedia ed è la “cacca del sogno di Claudia”, la descrizione che ha dato di sé come “calda e abbondante” chiedendole come si sente descritta in questo modo. Un altro aspetto importante è che, per questa persona tutto è utile. Anche quello che sembra essere uno “scarto” poi si trasforma in qualcosa di vitale e gioioso. Questa parte “svalutata” inizialmente, la cacca, quando si allontana dalla persona che nutre (la mamma), si trasforma e recupera autonomia e indipendenza. 5 Inoltre Claudia sta recuperando la sua parte “maschile” svalutata all’interno del sistema familiare. Una parte di autonomia, indipendenza e autorealizzazione importanti per la sua vita. Inoltre questo è già un importante segnale di cambiamento dei propri schemi di riferimento. Il suo percorso pertanto è già a buon punto…altro che “primi passi”! Alcuni elementi della tecnica del lavoro sui sogni durante un colloquio individuale: 1) Far rivivere il sogno al pz raccontandolo al tempo presente e in prima persona, come se stesse accadendo ora. 2) Durante il racconto si possono fare alcune domande al pz. di approfondimento o chiedere cosa prova. 3) Successivamente si chiede alla persona se vuole lavorare sul sogno (potrebbe volerlo fare o avere già acquisito delle consapevolezze, durante il racconto, che per il momento sono sufficienti per lui. 4) Se la persona accetta invitarlo a scrivere sulla lavagna gli elementi salienti del sogno (luoghi, oggetti, persone). 5) Se si rileva che alcuni elementi significativi vengono tralasciati dalla persona, invitarla ad inserirli. 6) Se l’elenco è troppo lungo invitare la persona a scegliere gli elementi significativi tralasciando quelli di minor importanza. 7) Far prendere alla persona 2 sedie. 8) Chiedere alla persona di scegliere una delle due sedie e invitarla ad accomodarsi. 9) Chiedere alla persona di scegliere un elemento dell’elenco oppure optare, a seconda della tipologia del paziente, per uno stile più direttivo e indicare alla persona l’elemento da personificare. 10) Dare le seguenti indicazioni alla persona “Tu qui sei (nome dell’elemento scelto) del sogni di Claudia. Ripeti “Sono (nome dell’elemento) del sogno di Claudia.. poi descriviti: come sei? Cosa fai? Cosa provi?”. 11) Dopo che la persona si è descritta raccogliere gli aggettivi e le emozioni emerse, ricordando che sono caratteristiche, parti o aspetti della persona stessa. Restituirli se è il caso o approfondirli. 12) Poi fare spostare la persona sull’altra sedia, chiedergli di scegliere un altro elementoe ripetere la procedura. “Sono (nome dell’elemento) del sogno di Claudia…” 13) Se può essere utile proporre alla persona di far dialogare le diverse Parti. 14) Se può essere utile si può inserire la sedia dell’Adulto. 15) Al termine del lavoro invitare la persona a sedersi sulla sedia iniziale, del paziente per raccogliere e integrare gli elementi emersi. (NB: Uno degli aspetti importanti di questa tecnica è di far emergere attraverso il sogno e l’identificazione con le diverse parti, caratteristiche che appartengono alla persona e che con il filtro della razionalità non vede.) 16) Se ha senso (es. il sogno termina con frustrazione etc.) si può aiutare la persona a ri-­‐decidere. La si invita a raccontare il sogno in prima persona al t. presente (come all’inizio) e la si ferma prima della parte insoddisfacente e le si dice “Questo è il tuo sogno, l’ha creato tu e visto che è tuo puoi produrre un finale diverso. Qual è il finale che vuoi per te? 17) Se il finale è comunque insoddisfacente dare alla persona il permesso di ri-­‐decidere di nuovo. “Sei proprio sicuro di volere che finisca così? Qual è il finale che davvero vorresti?” Oppure se la px è salvata da altri sottolinearlo e dare la possibilità di costruire un nuovo finale dove è responsabile e protagonista del suo benessere. 6