Doc. 1.4 Nota di metodo

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Doc. 1.4 Nota di metodo
ANCAB - FEDERABITAZIONE
LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
REPERTORIO DELLE LEGGI
Doc. 1.4
NOTA DI METODO
MARZO 2003
RST RICERCHE E SERVIZI PER IL TERRITORIO – VIA DEGLI SCIPIONI, 181 – 00192 ROMA – TEL: 06.32.18.101 – FAX: 06.32.32.746 – E-MAIL: [email protected]
DOC. 1.4 – NOTA DI METODO
PIANO DEL LAVORO
La ricerca su “Leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica” ha esaminato 246 leggi regionali riguardanti direttamente o indirettamente l’edilizia residenziale, con particolare riferimento al
comparto dell’edilizia agevolata e convenzionata, sia al fine di permettere un’agevole consultazione
delle norme regionali in materia, sia al fine di fornire elementi chiari per confrontare i diversi quadri
normativi regionali e valutarne le differenze.
L’esame si è quindi concentrato sulle 157 norme che contengono riferimenti diretti al mondo delle
cooperative di abitazione.
Limiti di tempo e risorse imposti alla ricerca non hanno consentito di prendere in esame anche gli
atti amministrativi e programmatori che completano il quadro degli strumenti di governo/ regolamentazione del settore .
I risultati del lavoro sono illustrati in otto documenti organizzati in tre sezioni:
1. REPERTORIO DELLE LEGGI
Doc. 1.1 Quadri Descrittivi
Esame comparato delle normative regionali.
Doc. 1.2 Elenco dei provvedimenti
Elenco delle norme suddivise per regione e anno. Il documento su supporto magnetico
consente di richiamare i testi delle norme tramite collegamenti ipertestuali.
Doc. 1.3 Testi legislativi
Testi delle 16 norme nazionali di riferimento e delle 246 norme regionali (solo su supporto magnetico, in formato Acrobat).
Doc. 1.4 Nota di metodo
Criteri e metodologie di lavoro.
2. SCHEDE DI DETTAGLIO
Doc. 2.0 Elenco generale
Elenco delle 77 schede di dettaglio (relative alle 157 norme con riferimenti diretti alle
cooperative di abitazione). Il documento su supporto magnetico consente di richiamare
le singole schede tramite collegamenti ipertestuali.
Doc. 2.1 Ambiti e meccanismi di finanziamento a supporto delle cooperative di abitazione
Schede di dettaglio (54 schede relative a 124 leggi).
Doc. 2.2 Riferimenti di altra natura alle cooperative di abitazione
Schede di dettaglio (23 schede relative a 40 leggi).
3. LETTURA COMPARATA
Doc. 3 Le normative regionali per le cooperative di abitazione
I materiali sopra indicati possono essere consultati sia in forma di documenti cartacei (salvo il doc.
1.3), sia su supporto magnetico.
La ricerca su “Leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica” è stata realizzata per
Ancab e Federabitazione dalla RST - RICERCHE E SERVIZI PER IL TERRITORIO, con il coordinamento di Maurizio Coppo e la direzione tecnica di Stefania Pisanti.
PER EVENTUALI SEGNALAZIONI DI INTEGRAZIONI ED AGGIORNAMENTI DEL LAVORO SI PREGA DI
CONTATTARE LA RST - RICERCHE E SERVIZI PER IL TERRITORIO – VIA DEGLI SCIPIONI, 181 – 00192
ROMA – TEL: 06.32.18.101 – FAX: 06.32.32.746 – E-MAIL: [email protected]
RST – RICERCHE E SERVIZI PER IL TERRITORIO
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INDICE
Premessa……………………………………………………………………………………….
2
1
3
2
3
IL REPERTORIO DELLE LEGGI……………………………………..…………………
1.1
Campo di indagine..………………………………………………………….
3
1.2
Ricerca e classificazione dei materiali……………………..……………..
4
SCHEDATURA E QUADRI DI ELABORAZIONE…………………...………………...
7
2.1
Quadri descrittivi………………………………………….…………………..
7
2.2
Schede di dettaglio……………………………………….………………….
8
2.3
Lettura comparata…..………………………………………..……………..
9
ORGANIZZAZIONE DEI MATERIALI………………………………..…………………
11
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DOC. 1.4 – NOTA DI METODO
Premessa
La lettura dei provvedimenti normativi è stata svolta in base ad alcune categorie
descrittive finalizzate a restituire la tipologia, il settore d’interesse, l’eventuale riferimento a specifiche politiche abitative, l’oggetto e i principali contenuti della legge, nonché gli aspetti di interesse specifico per il settore cooperativo presenti nei
testi normativi.
I risultati della classificazione hanno consentito di costruire una serie di “Quadri
descrittivi 1” volti ad illustrare le condizioni generali dell’edilizia residenziale pubblica nel nostro Paese e i più specifici scenari normativi regionali. Nell’ambito di
questi ultimi sono stati individuati i provvedimenti di interesse specifico per il settore cooperativo, ovvero i testi normativi contenenti riferimenti diretti alle attività
delle cooperative di abitazione.
Tali provvedimenti sono stati oggetto di ulteriori approfondimenti nell’ambito delle
“Schede di dettaglio” 2 e, a seguire, all’interno della “Lettura comparata” 3.
Relativamente alle suddette fasi del lavoro, il presente documento illustra:
- la metodologia assunta alla base della ricognizione (la delimitazione del campo
di indagine, le categorie di analisi ed i criteri di lettura);
- la classificazione dei materiali per costruire i quadri descrittivi;
- l’articolazione delle schede di dettaglio;
- i criteri per la lettura comparata dei materiali;
- l’organizzazione complessiva dei risultati del lavoro e le possibilità di consultazione degli stessi.
1
Doc. 1.1 - Repertorio delle leggi - “Quadri descrittivi”.
2
Doc. 2 - Schede di dettaglio.
3
Doc. 3 - Lettura comparata – Le normative regionali per le cooperative di abitazione.
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1 IL REPERTORIO DELLE LEGGI
1.1
CAMPO DI INDAGINE
La ricerca su “Leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica” è finalizzata ad evidenziare e ad ordinare, nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica e,
in particolare, rispetto ai comparti di intervento e alle attività specifiche delle cooperative di abitazione, i quadri normativi delle diverse Regioni, i sistemi di regolamentazione, le procedure e i meccanismi attivati per la realizzazione degli interventi, nonché le opportunità e le disponibilità finanziarie concretamente offerte agli operatori.
La raccolta normativa ha assunto pertanto come base di riferimento il complesso
delle leggi regionali inerenti il settore dell’edilizia residenziale pubblica, con particolare riguardo alle norme incentrate sui comparti dell’edilizia agevolata e convenzionata e ai provvedimenti contenenti riferimenti diretti o indiretti al settore
delle cooperative edilizie.
L’opportunità di confrontare materiali “omogenei” 4 ha imposto di circoscrivere
l’analisi al livello della legislazione regionale, ritenendo necessaria la definizione
di questo primo livello di classificazione per procedere, eventualmente, al successivo esame degli atti amministrativi (delibere, atti di programmazione, bendi, etc.)
in attuazione di tale normativa. Di fatto, la scala della normativa regionale assunta
a riferimento già permette di delineare risultati significativi rispetto alle finalità preposte, consentendo tra l’altro comparazioni ed elaborazioni sintetiche dei risultati
conseguiti.
Oltre a tutta la normativa collegata al settore dell’edilizia residenziale pubblica e,
in particolare, al comparto dell’edilizia agevolata e convenzionata, sono stati compresi nella ricognizione anche quei provvedimenti di natura diversa, afferenti al
settore economico-finanziario, all’urbanistica e alla pianificazione territoriale, aventi comunque implicazioni ed effetti sul settore residenziale.
Nel complesso, sono stati acquisiti e classificati 246 provvedimenti normativi regionali 5. L’ambito temporale di riferimento coincide generalmente con quello introdotto dai vari provvedimenti normativi nazionali dei primi anni ‘90 (la legge
179/92 e la legge 493/93, la delibera Cipe e i decreti del Ministero dei Lavori Pubblici del 1994). Tuttavia, in alcune regioni, l’arco temporale di riferimento per
l’indagine cognitiva risale più indietro nel tempo (anni ’70 e, in un caso, anni ’50).
4
Il livello di omogeneità dei materiali normativi presi in esame va assunto in termini relativi data l’estrema varietà dei provvedimenti e l’eterogeneità dei contenuti, nonché i differenti livelli di approfondimento delle tematiche nelle diverse regioni.
5
Data l’ampiezza del campo di indagine e la variabilità dei settori aventi comunque impatti ed implicazioni sull’edilizia residenziale pubblica, si anticipa la possibilità di aver
omesso norme e provvedimenti anche di interesse. In ogni caso, in base ai criteri di analisi dei materiali e alle finalità del lavoro, crediamo che il complesso dei provvedimenti
presi in esame possa risultare in ogni caso rappresentativo tanto dell’aggregato nazionale quanto dei più dettagliati scenari regionali.
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Ciò al fine di ricostruire in maniera esauriente e completa tutti percorsi di modifica
ed integrazione dei testi legislativi inerenti i settori e i comparti di interesse 6.
1.2
RICERCA E CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI
Per la ricerca dei materiali normativi ci si è riferiti ad archivi specializzati, generalmente afferenti ad enti istituzionali (Regioni, Province) oppure ad altri enti territoriali competenti (sindacati, associazioni di categoria, etc.) o ancora ad archivi
giuridici ed organi di informazione 7.
La ricerca dei materiali si è svolta secondo schemi strutturati “per temi”, assumendo quello dell’Edilizia Residenziale Pubblica come ambito generale di indagine e
il comparto dell’Edilizia agevolata e convenzionata come ambito specifico di approfondimento; “per parole chiave”, rintracciando i provvedimenti contenenti dizioni direttamente o indirettamente collegate agli specifici temi di interesse (“Edilizia residenziale pubblica”; “Edilizia agevolata-convenzionata”; “Cooperative edilizie”; “Cooperative di abitazione”; “Associati in cooperative”; “Contributi”; “Agevolazioni; Finanziamenti; etc.).
Per ciascun provvedimento normativo attualmente vigente si é ricostruito l’intero
iter di modifica ed aggiornamento, al fine di proporlo nella sua interezza, contestualizzandone, anche in termini temporali, il percorso di progressiva definizione.
Successivamente, i materiali raccolti sono stati suddivisi in base a determinate categorie descrittive, definite in modo da evidenziare gli elementi peculiari di interesse specifico di ciascuna norma, rispetto alle finalità del lavoro. Tali categorie riguardano:
- la tipologia del provvedimento normativo;
- il comparto edilizio di riferimento;
- il collegamento a politiche di riqualificazione e recupero urbano o a politiche
abitative inerenti la locazione;
- l’oggetto e i contenuti trattati;
- gli elementi di interesse specifico per le cooperative di abitazione.
In primo luogo, nell’ambito della tipologia, in rapporto quindi ai caratteri prevalenti dei provvedimenti normativi, sono state definite le seguenti classi:
1)
normativa generale inerente l’edilizia residenziale pubblica;
2)
norma di natura finanziaria con riferimenti all’edilizia residenziale pubblica e,
in particolare, al comparto dell’edilizia agevolata-convenzionata;
6
Si veda, nel Doc. 1.1 – Repertorio delle leggi - “Quadri descrittivi”, il § 1.1.1 “Aggiornamento normativo”.
7
Di particolare utilità è stato il sito della Camera dei Deputati, organizzato e gestito
dall’Ancitel, da cui è stato acquisito gran parte del materiale di base.
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3)
normativa urbanistica, inerente la programmazione territoriale, con implicazioni sul settore dell’edilizia residenziale pubblica e, in particolare, sul comparto dell’edilizia agevolata-convenzionata;
4)
normativa erp di interesse settoriale, incentrata specificamente su uno o più
aspetti specifici, nell’ambito di uno o più comparti di intervento.
All’interno di quest’ultima categorie descrittiva, per i provvedimenti normativi di
carattere settoriale, sono stati distinti:
1)
i provvedimenti che riguardano l’edilizia sovvenzionata;
2)
i provvedimenti che riguardano l’edilizia agevolata e convenzionata;
3)
i provvedimenti che riguardano contemporaneamente i due comparti.
Si è poi tenuto conto di due rilevanti politiche di edilizia residenziale: quella relativa al recupero del patrimonio e quella relativa alla gestione del comparto della
locazione. Rispetto ad entrambe, è stata evidenziata l’eventuale presenza di:
1)
riferimenti a politiche e programmi di recupero e riqualificazione urbana;
2)
riferimenti alla locazione (in particolare a sostegno di determinate categorie
sociali).
La successiva categoria descrittiva riguarda i contenuti specifici del dispositivo
normativo. In particolare, sono state evidenziate le specificazioni in merito a:
1)
funzioni e competenze degli enti, degli operatori e dei differenti soggetti coinvolti nel settore e nei comparti di interesse;
2)
politiche, programmi e strumenti di intervento;
3)
ambiti e meccanismi di finanziamento;
4)
strumenti e meccanismi di natura procedurale;
5)
previsione e stanziamento di fondi in attuazione della legge.
Infine, ma come aspetto più rilevante rispetto alle finalità specifiche del lavoro,
ciascun provvedimento è stato classificato in base alla presenza, al suo interno, di
elementi di interesse per le cooperative di abitazioni. In particolare, sono stati distinti:
1)
i provvedimenti contenenti riferimenti specifici ad ambiti e meccanismi di finanziamento, contributi ed agevolazioni a sostegno delle attività delle cooperative di abitazione;
2)
i provvedimenti caratterizzati da riferimenti di altra natura alle cooperative di
abitazione.
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A seguire, il complesso dei provvedimenti così individuati (157, il 64% del totale
dei provvedimenti analizzati) è stato oggetto di letture di dettaglio 8 e, nel caso di
delle norme contenenti riferimenti ad ambiti e meccanismi di natura finanziaria
(124, circa il 50% dei provvedimenti analizzati), di ulteriori elaborazioni 9.
8
Doc. 2 - Schede di dettaglio.
9
Doc. 3 - Lettura comparata – Le normative regionali per le cooperative di abitazione.
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2 SCHEDATURA E QUADRI DI ELABORAZIONE
2.1
QUADRI DESCRITTIVI
La classificazione dei provvedimenti normativi in base alle diverse categorie descrittive, articolata a livello territoriale, ha consentito di costruire i “quadri descrittivi” di confronto e di approfondimento della produzione normativa delle diverse
regioni italiane, delineando tra l’altro in forma aggregata le condizioni generali entro cui si definisce complessivamente il settore dell’edilizia residenziale pubblica
nel nostro Paese.
In particolare, i quadri descrittivi10 come insieme di descrizioni e graficizzazioni di
matrici complesse 11, si articolano in tre livelli di approfondimento:
- in forma aggregata, i quadri descrittivi illustrano i caratteri principali, la natura e
la composizione delle normative regionali rispetto alle principali categorie descrittive prese in esame (tipologia, settori e comparti di riferimento, collegamenti a politiche specifiche, oggetto e contenuti, riferimenti alle cooperative di abitazione) 12;
- in forma disaggregata, i quadri descrittivi restituiscono e mettono a confronto gli
elementi di variabilità delle normative regionali 13;
- rispetto alle condizioni generali individuate nell’aggregato nazionale, i quadri
descrittivi delineano i caratteri peculiari delle singole regioni 14.
Nella struttura complessiva del lavoro, i “quadri descrittivi” costituiscono dunque
un importante passaggio in quanto restituiscono in maniera sintetica lo scenario
normativo che nelle diverse regioni caratterizza il settore dell’edilizia residenziale
pubblica. E’ nell’ambito di tale scenario che vanno a collocarsi quei provvedimenti
che, caratterizzati da elementi di specifico interesse per le cooperative di abitazione, risultano, nell’ambito del lavoro, oggetto di ulteriore approfondimento.
A differenza della prima attività di classificazione elementare dei provvedimenti
normativi - tesa essenzialmente ad individuare i testi di interesse specifico - i quadri descrittivi vengono a specificare tali provvedimenti e a contestualizzarli
nell’ambito del più ampio quadro normativo regionale.
10
Doc. 1.1 - Repertorio delle leggi - “Quadri descrittivi”.
11
Le elaborazioni sono state realizzate su fogli elettronici in Lotus 123.
12
Si veda, nel Doc. 1.1, il § 1.1, “Caratteri generali”.
13
Si veda, nel Doc. 1.1, il § 1.2, “Caratteri territoriali a confronto”.
14
Si veda, nel Doc. 1.1, il Cap. 2 “Scenari regionali”.
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2.2
SCHEDE DI DETTAGLIO
I provvedimenti che per tipologia, contenuti o aspetti specifici risultano di maggiore interesse per il mondo della cooperazione, rimanendo più in generale
all’interno del comparto dell’edilizia agevolata e convenzionata oppure contenendo al loro interno riferimenti specifici al settore cooperativo, sono stati analizzati in
modo più approfondito attraverso le “Schede di dettaglio”. 15
Le schede restituiscono in forma sintetica e secondo una schema prefissato i contenuti di maggiore interesse dei provvedimenti normativi. Il fine è quello di evidenziare tali contenuti e di renderne agevole il confronto con i testi normativi di
altre regioni.
La scheda - che per ciascun provvedimento ricostruisce l’iter complessivo di aggiornamento, a partire dal testo di base, evidenziando le successive modifiche ed
integrazioni - è articolata in quattro parti.
La prima parte, “Titolo”, fornisce i riferimenti generali del testo normativo di base
e, in ordine cronologico, i riferimenti dei provvedimenti che in tutto l’arco temporale di riferimento sono venuti a modificare ed integrare il testo originario16.
La seconda parte, “Caratteri generali”, descrive sinteticamente:
-
tipologia del provvedimento e settore di intervento a cui si riferiscono le specificazioni normative;
-
finalità e contenuti generali;
-
categorie di intervento e riferimenti a politiche specifiche;
-
tematiche di interesse riportate nella scheda di dettaglio (oggetto).
La terza parte, “Contenuti”, ripropone le principali tematiche contenute nel testo
normativo relativamente a:
-
funzioni e competenze di enti o soggetti coinvolti nei settori di interesse;
-
politiche, programmi e strumenti di intervento definiti o a cui fa riferimento il
testo normativo;
-
ambiti e meccanismi di finanziamento;
-
strumenti e meccanismi procedurali;
15
Doc. 2 - Schede di dettaglio.
16
La scheda di dettaglio, che illustra le parti salienti del testo normativo rispetto alle diverse articolazioni di interesse, ripropone il testo di base della legge con le successive e
progressive integrazioni (evidenziate nel testo in corsivo), assumendo, relativamente
queste ultime, laddove si sovrappongano, le specificazioni più aggiornate.
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DOC. 1.4 – NOTA DI METODO
stanziamento di fondi e finanziamenti previsti all’interno del provvedimento e
in attuazione della legge.
-
L’ultima parte della scheda, “Aspetti specifici”, riguarda gli elementi di interesse
specifico per le cooperative di abitazione. Essenzialmente, le diverse tematiche
vengono articolate in base a due ordini di riferimenti:
- Riferimenti alle cooperative di abitazione di natura diversa da quella finanziaria;
- Riferimenti ad ambiti e meccanismi di finanziamento a sostegno dell’azione delle cooperative.
Rispetto soltanto a questi ultimi, laddove il testo normativo venga a specificarli, la
scheda di dettaglio esplicita:
- caratteristiche e disposizioni generali dei meccanismi finanziari;
- tipologia e natura dei contributi;
- requisiti degli assegnatari;
- requisiti tecnici degli interventi;
- aspetti finanziari;
- aspetti procedurali;
- condizioni ed obblighi;
- disposizioni finanziarie.
Nel complesso sono state elaborate 77 schede di dettaglio, di cui 54 (il 70%) relative a provvedimenti contenenti riferimenti specifici ad ambiti e meccanismi di finanziamento e 23 (il 30%) relative a provvedimenti caratterizzati da riferimenti di
altra natura alle cooperative di abitazione.
2.3
LETTURA COMPARATA
A seguire nelle fasi di lavoro, l’elaborazione sintetica delle schede di dettaglio fornisce elementi di particolare interesse rispetto alle finalità più specifiche della ricerca17. Oggetto di approfondimento risulta, in particolare, quanto esplicitato nel
testo normativo - e riportato nella scheda - relativamente agli ambiti e i meccanismi di finanziamento a sostegno dell’azione delle cooperative.
Le categorie di lettura sono pertanto: caratteristiche e disposizioni generali dei
meccanismi finanziari; tipologia e natura dei contributi; requisiti degli assegnatari;
requisiti tecnici degli interventi; aspetti finanziari e aspetti procedurali del mecca17
Doc. 3 - Lettura comparata – Le normative regionali per le cooperative di abitazione.
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DOC. 1.4 – NOTA DI METODO
nismo finanziario; condizioni ed obblighi per l’assegnazione del finanziamento;
specifiche disposizioni finanziarie contenute nel testo normativo.
A prescindere dalla specificità delle tematiche e dei contenuti di dettaglio dei testi
normativi (meglio acquisibili nella lettura delle schede), la lettura comparata dei
fattori caratterizzanti i provvedimenti – relativamente a quanto esplicitato per definire l’ambito o il meccanismo finanziario, in base dunque alla presenza/assenza
delle diverse esplicitazioni contenute nel provvedimento ed atte a delineare il
meccanismo specifico – risulta di particolare interesse.
- In termini aggregati, la lettura comparata viene ad evidenziare le condizioni di
base entro cui si definisce complessivamente il sistema dei finanziamenti e delle agevolazioni nei comparti dell’edilizia residenziale pubblica nel nostro Paese, in particolare il sistema delle opportunità offerte al settore delle cooperative
di abitazione, nell’ambito più generale delle strategie e delle politiche abitative
definite a livello regionale.
- In forma disaggregata e in termini comparativi tra i diversi contesti territoriali, la
lettura comparata viene ad individuare le principali linee di indirizzo delle diverse regioni, quindi le politiche e le condizioni più ricorrenti, le occasioni e le
opportunità specifiche offerte agli operatori del settore, i criteri e le modalità di
gestione dell’offerta.
- In rapporto alle condizioni e alle modalità generali, la lettura comparata dei
principali fattori caratterizzanti il quadro normativo regionale viene a descrivere
caratteri e peculiarità del comparto dell’edilizia agevolata e convenzionata
nelle singole regioni, delineando parallelamente gli spazi di attività delle cooperative di abitazione e, all’interno di questi, i fattori specifici che configurano e
regolamentano le stesse attività.
Così intesa, la lettura comparata diventa un importante strumento di lavoro atto a
restituire, in termini critici e comparativi, lo scenario complessivo entro cui si
muove il mondo delle cooperative di abitazione, le variabili sostanziali che ne
condizionano l’attività nelle diverse regioni nonché l’entità e il livello di definizione dei meccanismi specifici che regolamentano il settore nell’ambito delle diverse
politiche abitative.
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DOC. 1.4 – NOTA DI METODO
3 ORGANIZZAZIONE DEI MATERIALI
Tutti i provvedimenti normativi raccolti sono stati tradotti in formato .pdf 18 ed organizzati, in ordine geografico e cronologico, su supporto magnetico, in modo da
consentire agevolmente, da un lato, il trasferimento e la gestione dei materiali raccolti, dall’altro, l’aggiornamento e l’integrazione degli stessi materiali.
In base alla struttura del lavoro, seguendo la medesima logica dei documenti su
carta, l’organizzazione dei materiali sul supporto magnetico è articolata in tre cartelle principali:
1.
REPERTORIO DELLE LEGGI;
2.
SCHEDE DI DETTAGLIO;
3.
LETTURA COMPARATA.
La prima cartella (REPERTORIO DELLE LEGGI) contiene tre documenti descrittivi
e, in due ulteriori sotto-cartelle, i testi delle leggi nazionali e regionali, ordinati per
regioni e cronologicamente (in formato .pdf. 19). I documenti sono i seguenti:
Doc. 1.1 Quadri descrittivi - esame comparato delle normative regionali, in formato .pdf;
Doc. 1.2 Elenco dei provvedimenti - in formato .doc, contenente l’elenco del
complesso dei provvedimenti normativi raccolti, dal quale per altro, secondo una logica multimediale, è possibile accedere ai singoli provvedimenti in Acrobat.
Doc. 1.3 è un documento fittizio coincidente sostanzialmente con la raccolta dei
testi legislativi nazionali e regionali di riferimento contenuti nelle due
sotto-cartelle (LEGGI NAZIONALI e LEGGI REGIONALI)
Doc. 1.4 Nota di metodo - illustrazione dei criteri e delle metodologie di lavoro,
in formato .pdf
La seconda cartella (SCHEDE DI DETTAGLIO) contiene un documento descrittivo
e due sotto-cartelle, nell’ambito delle quali, in ordine cronologico e in formato
.pdf, sono organizzate le “Schede di dettaglio”. In particolare:
Doc. 2.0
Elenco generale - in formato .doc, contiene l’elenco complessivo delle
schede di dettaglio. Da tale elenco, secondo la medesima logica multi-
18
Oltre alla facilità di gestione, i testi in formato .pdf consentono tra l’altro letture mirate e
ricerche per parole chiavi.
19
Ciascun documento in formato .pdf è denominato in maniera tale da riferire immediatamente anno, regione, numero del testo normativo (per esempio il documento contenente la legge regionale del Piemonte 17 maggio 1976, n. 28 è denominato 1976 Piemonte LR28)
RST – RICERCHE E SERVIZI PER IL TERRITORIO
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DOC. 1.4 – NOTA DI METODO
mediale utilizzata per i provvedimenti normativi, è possibile accedere
alle singole schede in Acrobat.
Doc. 2.1 Meccanismi finanziari – raccoglie le schede di dettaglio (in formato
.pdf) dei provvedimenti caratterizzati da riferimenti specifici ad ambiti e
meccanismi di finanziamento a supporto delle cooperative di abitazione
Doc. 2.2 Altri riferimenti – raccoglie le schede di dettaglio (in formato .pdf) dei
provvedimenti caratterizzati da riferimenti di altra natura alle cooperative di abitazione20.
Infine, la terza cartella (LETTURA COMPARATA) contiene il documento finale in
formato .pdf:
Doc. 3
Le normative regionali per le cooperative di abitazione.
1. REPERTORIO DELLE LEGGI
Doc. 1.1 Quadri descrittivi .pdf
Doc. 1.2 Elenco dei Provvedimenti.doc
LEGGI NAZIONALI
LEGGI REGIONALI
Doc. 1.4 Nota di metodo .pdf
2. SCHEDE DI DETTAGLIO
Doc. 2.0 Elenco generale .doc
Doc. 2.1 MECCANISMI FINANZIARI
Doc. 2.2 ALTRI RIFERIMENTI
3. LETTURA COMPARATA
Doc. 3 Lettura comparata .pdf
20
Ciascuna scheda in formato .pdf è denominata in maniera tale da riferire immediatamente l’ambito in interesse del provvedimento (SK1 se di natura finanziaria o SK2 se di
altra natura), anno, regione, numero del testo normativo di base (per esempio la scheda
di dettaglio della legge regionale del Piemonte 17 maggio 1976, n. 28 è denominata
SK1_1976 Piemonte LR28)
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