Der 171. Sitzung vom 2. Dezember 1992 della seduta n. 171 del 2

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Der 171. Sitzung vom 2. Dezember 1992 della seduta n. 171 del 2
Der 171. Sitzung vom 2. Dezember 1992
della seduta n. 171 del 2 dicembre 1992
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA
DI BOLZANO
SÜDTIROLER LANDTAG
SEDUTA 171. SITZUNG
2.12.1992
INDICE
INHALTSVERZEICHNIS
Mozione n. 259/92 del 15.10.1992, presentata dal
consigliere Viola, riguardante un piano di riduzione delle attuali 4 Unità Sanitarie Locali ad
un’unica Unità Sanitaria Locale – (continua zione). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 4
Beschlußantrag Nr. 259/92 vom 15.10.1992, eingebracht vom Abgeordneten Viola, betreffend die
Reduzierung der derzeitigen 4 Sanitätseinheiten
auf eine einzige Sanitätseinheit – (Fortsetzung). .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 4
Mozione n. 255/92 del 9.10.1992, presentata dal
consigliere Viola, riguardante l’organizzazione di
una seduta consiliare relativa al trattato di amicizia e di collaborazione fra l’Italia e l’Austria. . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 5
Beschlußantrag Nr. 255/92 vom 9.10.1992, eingebracht vom Abgeordneten Viola, betreffend die
Abhaltung einer Landtagssitzung über den
Freundschaftsvertrag und über die Zusammenarbeit zwischen Italien und Österreich. . . . . .Seite 5
Disegno di legge provinciale n. 175/92: "Approvazione del rendiconto generale della Provincia
per l’esercizio finanziario 1991". . . . . . . . pag. 17
Landesgesetzentwurf Nr. 175/92: "Genehmigung
der allgemeinen Rechnungslegung des Landes für
das Haushaltsjahr 1991". . . . . . . . . . . . . . Seite 17
Mozione n. 251/92 del 28.9.1992, presentata dai
consiglieri Holzmann, Bolzonello, Montali e
Benussi, riguardante l’eliminazione dei vari fondi
a favore della classe politica. . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 58
Beschlußantrag Nr. 251/92 vom 28.9.1992, eingebracht von den Abgeordneten Holzmann,
Bolzonello, Montali und Benussi, betreffend die
Abschaffung von verschiedenen Fonds zugunsten
der Politiker. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Seite 58
Nr. 171 - 2.12.1992
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE:
SANDRO PELLEGRINI
VORSITZ DES PRÄSIDENTEN:
ORE 10.15 UHR
(Appello nominale - Namensaufruf)
PRESIDENTE: La seduta è aperta.
Prego dare lettura del processo verbale dell'ultima seduta.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): (Verliest das Sitzungsprotokoll - legge il processo
verbale)
PRESIDENTE: Ci sono osservazioni al verbale? Nessuna. Il verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza:
Sono state presentate le seguenti interrogazioni ed interpellanze: n. 1864/92
(Tribus/Zendron), riguardante la proclamazione di indipendenza del Sudtirolo; n. 1865/92
(Peterlini), riguardante le perquisizioni dei Carabinieri presso alcuni abitanti del Comune di
Salorno; n. 1866/92 (Holzmann/Bolzonello), riguardante l'attività di fiancheggiamento alla
Democrazia Cristiana da parte dell'USSA; n. 1867/92 (Holzmann/Bolzonello), riguardante la
campagna elettorale sostenuta con denaro pubblico; n. 1868/92 (Bolzonello/Holzmann),
riguardante l'incontro USSA presso l'Hotel Laurino; n. 1869/92 (Holzmann/Bolzonello),
riguardante la baraccopoli abusiva presso la stazione a valle della funivia del Colle;
n. 1870/92 (Holzmann/Bolzonello), riguardante gli infortuni sul lavoro; n. 1871/92 (Holzmann/Bolzonello), riguardante la documentazione relativa al Centro Sportivo di via Maso
della Pieve; n. 1872/92 (Zendron/Tribus), riguardante le scuole ed associazioni.
Hanno ricevuto risposta scritta le seguenti interrogazioni: n. 1552/92 (Klotz),
riguardante i finanziamenti per la scuola per restauratori a Bressanone, dal Presidente
Durnwalder; n. 1792/92 (Bolzonello/Holzmann), riguardante la ricezione di programmi
televisivi irradiati dalle reti nazionali, dal Presidente Durnwalder; n. 1724/92 (Holzmann),
riguardante i contributi provinciali a favore della Clinica S. Antonio di Merano, dall'assessore
Saurer; n. 1697/92 (Holzmann/Bolzonello), riguardante i terreni in possesso dell'ospedale
regionale di Bolzano.
E' stata presentata la mozione n. 278/92 del 1.12.1992, dai consiglieri Tribus e
Zendron, riguardante l'allacciamento del gas metano.
Ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno, che prevede l'istituzione della
commissione per il Regolamento interno del Consiglio provinciale, devo dare comunicazione
che - dopo aver consultato i capigruppo nella giornata di ieri - in sostituzione della consigliere
Rosa Franzelin-Werth viene chiamato a farne parte il vicepresidente del Consiglio provinciale
Robert Kaserer.
-4Passiamo alla trattazione dell'ordine del giorno.
Punto 15) dell'ordine del giorno: "Mozione n. 259/92 del 15.10.1992, presentata dal
consigliere Viola, riguardante un piano di riduzione delle attuali 4 Unità Sanitarie
Locali ad un'unica Unità Sanitaria Locale" (continuazione).
Punkt 15 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 259/92 vom 15.10.1992,
eingebracht vom Abgeordneten Viola, betreffend die Reduzierung der derzeitigen
4 Sanitätseinheiten auf eine einzige Sanitätseinheit" (Fortsetzung).
Ieri era stato completato il dibattito su questa mozione. Spetta ora la parola al
presentatore della mozione per la replica. Prego, consigliere Viola.
VIOLA (PDS): Mentre la mozione presentata precedentemente, quella sull'industria e
sulla zona industriale di Bolzano, non aveva accolto il consenso dei consiglieri, la mozione,
da me presentata, che chiede la riduzione di 4 Unità Sanitarie Locali ad una soltanto, per le
ragioni che ho ampiamente spiegato, che sono ampiamente presenti nella mozione, sembra
invece ottenere un grosso consenso da parte di questo Consiglio, nel senso che tutti i colleghi
dell'opposizione, che ringrazio, si sono espressi decisamente a favore. A favore si é espressa
anche la Volkspartei, questa è la cosa singolare. Tutti hanno detto che sarebbe molto bello
ridurre le 4 Unità Sanitarie Locali ad una, ma che questa operazione esorbita dalle nostre
competenze, dipende dal ministro Costa che non lo vuol fare, e allora noi non lo possiamo
fare. Devo dire, però, che sia da parte del capogruppo della SVP, ieri autorevolmente
ricoperta questa carica dal collega Kußtatscher, sia da parte dell'assessore, si è cercato quanto
meno di argomentare molto civilmente le ragioni. Li ringrazio per questo. Hanno riconosciuto
la validità della proposta, hanno anche cercato di trovare motivazioni di vario tipo per far
vedere che in fondo si possono comunque fare delle razionalizzazioni anche senza arrivare a
questa riduzione radicale.
E' mancata completamente la voce ed il parere degli assessori della Democrazia
Cristiana e del Partito Socialista, che pure sono stati tirati in campo, perché è stato detto
espressamente - relata refero: riferisco quello che è stato detto ieri dall'assessore Saurer - che
la SVP a suo tempo sarebbe stata anche disponibile, quando si era trattato di impostare tutto il
problema, per un'unica unità sanitaria, ma che è sono stati gli assessori italiani a creare delle
difficoltà e che si è molto insistito su questa moltiplicazione di unità sanitarie locali. Quindi
sarebbe stata interessante una presa di posizione degli assessori al riguardo, anche
eventualmente in contraddittorio.
Benché l'idea sia buona e tutti abbiano detto, anche quelli della maggioranza, che in
questo modo si potrebbero realizzare forti economie di scale e forti razionalizzazioni
nell'ambito dell'efficienza e dell'efficacia, purtroppo la mozione non può essere accolta.
Perché non può essere accolta? Non può essere accolta - non è stato detto chiaramente, tutti
però l'abbiamo capito -, perché sia pure ridotte di importanza, con 4 Unità Sanitarie Locali
abbiamo una distribuzione di cariche, di presidenti, di vicepresidenti, di membri del comitato
dei garanti, e quindi di potere, anche se è da salutare il fatto che ci sia stata una forte riduzione
degli emolumenti di queste cariche rispetto agli importi proporzionali del passato. Quindi di
-5fronte a questa resistenza di tipo politico-corporativo, si è un pochino disarmati. Ecco, francamente questa motivazione mi sembra molto debole, in questo momento preciso, in cui non si
fa altro che parlare in tutta Italia, direi in tutta Europa, della necessità di risparmiare, di
razionalizzare, di ridurre la presenza partitica, di ridurre la lottizzazione, che ci sarà anche
stata sicuramente in Emilia Romagna, perché anche l'Emilia Romagna ha sbagliato, ma lì non
posso presentare mozioni e quindi le presento dove sono residente sul piano anagrafico.
La conclusione finale che faccio è questa. Prendo spunto dal collega Tribus, del cui
voto favorevole mi rallegro molto, perché Tribus, così come è molto esigente per il cibo e le
cose piacevoli della vita - e da questo punto di vista non lo posso certo criticare -, è anche
molto esigente per le mozioni; quindi un parere dato da Tribus è come un parere dato da un
grande cuoco ad un buon piatto di cucina. Egli non sempre è altrettanto generoso e mi dà la
sufficienza. Lui dice: guardate che sbagliate a non approvare questa mozione, perché è questo
il momento favorevole. Se c'è un momento storico e politico preciso molto favorevole per
battere i mugugni di quelli che ci tenevano alla carica di presidente, di vicepresidente, ecc., il
momento storico è questo. Voglio vedere con quale coraggio qualcuno riesce a scrivere una
lettera sul giornale, motivando che è necessario che esista un'unità sanitaria di poche decine di
migliaia di abitanti per la ragione che lui ci tiene a mantenere questo piccolo gettone o questa
piccola posizione. E' quindi un peccato che la cosa non vada avanti. Mi auguro che su questo
si ritorni e che si arrivi finalmente a quella razionalizzazione che ormai si sta facendo in tutta
Italia. Anche noi vogliamo essere d'esempio non soltanto per la pulizia dei nostri ospedali, ma
anche per i tagli, la razionalità e la limitazione del potere partitico nelle unità sanitarie locali.
PRESIDENTE: Pongo in votazione la mozione: respinta con 8 voti favorevoli e
15 voti contrari.
Punto 13) dell'ordine del giorno: "Mozione n. 255/92 del 9.10.1992, presentata dal
consigliere Viola, riguardante l'organizzazione di una seduta consiliare relativa al
trattato di amicizia e di collaborazione fra l'Italia e l'Austria".
Punkt 13 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 255/92 vom 9.10.1992, eingebracht vom Abgeordneten Viola, betreffend die Abhaltung einer Landtagssitzung über
den Freundschaftsvertrag und über die Zusammenarbeit zwischen Italien und Österreich".
Dopo la chiusura del cosiddetto "Pacchetto", il calendario operativo ad esso annesso elencante la successione delle attività da effettuare
per la sua esecuzione prevede come è noto, come ultimo atto, la "eventuale conclusione di un trattato di amicizia e di collaborazione fra Italia ed
Austria".
Per la stipulazione di questo trattato sono in atto da tempo contatti
fra il governo italiano e quello austriaco e un quotidiano locale ha recentemente pubblicato una bozza non ufficiale dello stesso. Sempre dalla
stampa risultano inoltre colloqui e contatti fra partiti locali e autorità governative.
-6Nessun dibattito è invece avvenuto su questa problematica nel
Consiglio provinciale di Bolzano. Anche se formalmente le misure del
"Pacchetto" non prevedono un coinvolgimento ufficiale del Consiglio provinciale nella stipulazione di questo trattato di amicizia, non può esservi
dubbio alcuno che sia opportuno e doveroso che anche la massima
assemblea legislativa della provincia (e non soltanto singoli partiti locali)
possa esprimere attraverso uno specifico dibattito le sue aspettative e le
sue valutazioni intorno ad un trattato di amicizia fra Italia e Austria previsto
nel 1969 come coronamento del secondo statuto di autonomia e che tante
conseguenze dirette e indirette verrà certamente ad avere sulla realtà
culturale, politica ed economica della provincia di Bolzano.
Ciò premesso,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
invita
il suo Presidente:
a)ad organizzare un'apposita seduta del Consiglio intorno alla tematica
relativa al trattato di amicizia e di collaborazione fra Italia ed Austria
previsto dal calendario operativo del "Pacchetto", onde consentire
all'assemblea legislativa provinciale di esprimere in proposito le sue
valutazioni e le sue aspettative;
b)a comunicare alle competenti autorità governative italiane ed austriache
i risultati del relativo dibattito.
------Nach Abschluß des sogenannten "Pakets" sieht der mit diesem
zusammenhängende Operationskalender, in dem die Tätigkeiten für
dessen Durchführung aufgelistet sind, bekanntlich als letzten Akt den
eventuellen Abschluß eines Freundschaftsvertrages zwischen Italien und
Österreich vor.
Zweck Abschluß dieses Vertrags sind seit langem Gespräche
zwischen der italienischen und der österreichischen Regierung im Gang,
wobei eine lokale Tageszeitung kürzlich einen inoffiziellen Entwurf desselben veröffentlicht hat. Presseberichten zufolge sollen überdies Gespräche
und Kontakte zwischen Südtiroler Parteien und Regierungsbehörden stattgefunden haben.
Keine Debatte über diese Problematik ist hingegen im Südtiroler
Landtag erfolgt. Auch wenn die Maßnahmen des "Pakets" formell keine
offizielle Befassung des Landtages mit dem Abschluß dieses
Freundschaftsvertrages vorsehen, kann kein Zweifel darüber bestehen,
daß es zweckmäßig und geboten wäre, daß auch die gesetzgebende
Versammlung unseres Landes (und nicht nur einzelne lokale Parteien) die
Möglichkeit haben sollte, in einer spezifischen Diskussion ihre Erwartungen und ihre Urteile in bezug auf einen italienisch-österreichischen
Freundschaftsvertrag zum Ausdruck zu bringen, der 1969 als Krönung des
zweiten Autonomiestatuts vorgesehen wurde und der sicherlich auf Kultur,
Politik und Wirtschaft in Südtirol zahlreiche direkte und indirekte
Auswirkungen haben wird.
Dies vorausgeschickt,
fordert
DER SÜDTIROLER LANDTAG
seinen Präsidenten auf:
-7a)eine eigene Landtagssitzung zur Thematik Freundschaftsvertrag zwischen Italien und Österreich, der vom Operationskalender des "Pakets" vorgesehen ist, zu organisieren, um es der gesetzgebenden
Versammlung des Landes zu ermöglichen, darüber ihre Urteile und
ihre Erwartungen zum Ausdruck zu bringen;
b)den zuständigen italienischen und österreichischen Regierungsbehörden über die Ergebnisse besagter Debatte Bericht zu erstatten.
La parola al consigliere Viola.
VIOLA (PDS): Mi auguro che il Consiglio veramente possa approvare questa
proposta, perché credo che venga incontro ad un'esigenza sentita da tutti noi consiglieri,
almeno da tutti quelli che non hanno un accesso diretto a trattative particolari con i Governi,
credo quindi la grande maggioranza di tutti noi.
Questa mozione pone una questione di metodo fondamentale. Per un costume, per
un'abitudine, per una situazione che evidentemente non comincia soltanto oggi, ma che ha
radici nel passato, questo illustre Consesso si trova in una situazione singolare: di discutere di
molte questioni anche di grande importanza, ma di essere per così dire muto, almeno nella
forma ufficiale del dibattito, di fronte a questioni di straordinario rilievo per la vita stessa della
nostra provincia e dunque anche di esternare un rilievo per la sua massima espressione
legislativa.
Se ben ricordate, questo problema non è stato sollevato da me per primo; è una
situazione che si trascina da molte legislature. Per quanto mi riguarda, per due volte ho
presentato, o sotto forma di mozione o di ordine del giorno, la richiesta di discutere in
Consiglio sull'andamento delle trattative che stavano portando alla chiusura del "pacchetto".
Furono respinte tutte e due le volte, e fu invece approvata una mozione, che ebbe anche il mio
assenso, presentata dall'Union für Südtirol, in cui si chiedeva, a "pacchetto" già concluso, già
firmato e consegnato, di avere la possibilità di una relazione da parte dei nostri rappresentanti
nella Commissione dei 6 e di un dibattito sull'argomento. In quell'occasione vennero a riferire
il dott. Magnago e l'assessore Sfondrini. Quel dibattito, peraltro opportuno, aveva lo
svantaggio di essere un dibattito a cose già avvenute, un dibattito per la storia, per un
giudizio, ma un dibattito che non poteva comunque influire sugli avvenimenti nel loro
divenire. E' stato detto anche da altri colleghi, che paradossalmente noi dell'opposizione, i
partiti che non fanno parte della Giunta, ma credo che questo non riguardi soltanto i partiti di
opposizione, credo anche che riguardi i partiti della Democrazia Cristiana, il Partito
Socialista, non siano in grado di influire. Lo dico anche per fare vedere il lato paradossale di
certe metodologie. Come rappresentanti dell'opposizione abbiamo dovuto andare a Vienna e
ad Innsbruck, e quindi alla Commissione del Parlamento di Vienna e alla Commissione del
Landtag ad Innsbruck, per trovare un'occasione in cui dire ufficialmente che cosa si pensava
sul "Pacchetto", sulla sua chiusura, sulla quietanza liberatoria, ecc. Mai c'è stata un'occasione
ufficiale concordata, in cui la maggioranza, ma quando si parla di maggioranza bisogna fare
un nome preciso: esclusivamente la SVP, ci avesse chiesto, durante le trattative, senza pretesa
di essere poi noi a decidere, che cosa si pensava su tutte queste vicende. Bene, ora siamo di
fronte ad un'altra situazione, che è poi la conseguenza logica della chiusura del "pacchetto",
perché, come è noto, è previsto come ultimo atto di tutto il lunghissimo calendario, siamo di
-8fronte alla possibilità, perché non è nemmeno obbligatorio ovviamente, di un trattato di
amicizia fra i due Stati, fra l'Italia e l'Austria. Ora, è evidente che un trattato di amicizia fra
Stati, come dice la parola stessa, non è nelle competenze di un'assemblea legislativa
provinciale, quindi non è che siamo noi che dobbiamo attraverso un disegno di legge stabilire
un trattato di amicizia italo-austriaco; ma è altrettanto evidente che se c'è una realtà politica
direttamente interessata ad esprimere il proprio parere, un trattato di amicizia che non nasce
per caso, ma che nasce proprio di conseguenza alla lunga vicenda che tutti noi conosciamo e
che ha attraversato la nostra provincia, questa realtà politica siamo noi, è questa assemblea.
Ora, questa assemblea non può evidentemente deliberare in materia, è giusto, però che questa
assemblea, nella sua ufficialità, e quindi dando la possibilità a tutti di intervenire - mi auguro
non con tre minuti per gruppo, ma in maniera adeguata - può sicuramente esprimere auspici,
analisi, proposte, desideri, preoccupazioni, critiche, su un trattato, che certo non rientra nelle
sue competenze, ma che è stato fatto, ad esempio, per questa provincia, in grandissima parte
come conseguenza logica di questa storia.
E' importante, quindi, che noi approvando questa mozione riusciamo a dare la
possibilità a questo pubblico di fare un dibattito. Questa non è soltanto una richiesta per fare
sentire la nostra voce, ma può dare utili elementi di valutazione e di giudizio anche a tutti
quegli apparati diplomatici che stanno trattando fra i due Stati. Faccio presente, come è
comparso sulla stampa e come tutti sanno, che analoga richiesta è stata fatta per quanto
riguarda il Parlamento di Innsbruck; anche lì si vuole che il Parlamento di Innsbruck si
pronunci, dica le sue valutazioni al riguardo.
Leggendo il giornale - questo è un po' il paradosso: io sono un consigliere provinciale
eletto dal popolo come gli altri 35, non di più e non di meno - leggo continuamente una cosa
che in sé è comprensibilissima, cioè i ripetuti e i continui contatti e le ripetute e continue
trattative dei rappresentanti della SVP con il ministro austriaco, con il Governo austriaco, su
questo trattato di amicizia, su cui adesso non entro nel dettaglio, perché mi riservo di farlo
successivamente. E' perfettamente logico, normale, naturale, giustissimo, che la SVP sia
particolarmente coinvolta in tutto questo, ma a parte il fatto che mi piacerebbe anche sapere
qual è l'opinione degli altri partiti presenti in Giunta, quali contatti stanno prendendo, mi
sembra evidente che questa questione non può essere soltanto, anche se è prevalentemente,
ma non soltanto, un problema del partito che ha la maggioranza assoluta nella nostra
provincia.
Direi, quindi, che proprio nello spirito del post-"pacchetto", nello spirito cioè di una
situazione che ha chiuso una vicenda e l'ha chiusa in una maniera che nessuno vuole lodare al
di là del consentito, ma che è stata sicuramente valutata ed apprezzata da tutte le cancellerie
europee, a cominciare da quella austriaca, credo che sia bene cambiare un po' anche il metodo
di lavoro. Nel senso che dal metodo della trattativa continua, della trattativa spesso
diplomatica, spesso segreta o a porte chiuse, che comunque ha un suo ruolo, si deve passare
anche al metodo del confronto aperto, al metodo del dialogo, al metodo della ricerca del
consenso. La SVP ha mai chiesto in una qualche forma alle altre forze politiche qui presenti,
non solo in questo Consiglio, ma in questa provincia, che cosa ritengono che possa essere, dal
loro punto di vista, il contenuto di un trattato così importante. Anche se è un trattato
diplomatico fra Stati, è evidente che ha una portata immediata per la nostra provincia e per il
Tirolo austriaco; ha una portata generale, diciamo, perché può essere un modello esemplare di
-9rapporto bilaterale fra due Stati in Europa, come Europa delle Regioni, come Europa delle
differenze, come Europa della autonomie. Credo che un dibattito in questo Consiglio sia
veramente una cosa estremamente utile in questa direzione, soprattutto se viene preparato
adeguatamente, in modo che noi riceviamo delle informazioni che non siano soltanto quelle
che leggiamo sul "Dolomiten" o sull'"Alto Adige". Se ci fosse una relazione, un'informazione,
fatta salva naturalmente la riservatezza diplomatica, sapendo che certe cose non possono
essere discusse in pubblico, ma è bene che siano discusse in sede propria, ove le aspettative
della SVP vengono espresse e tutti possano esprimersi in questo campo, sarebbe molto
positivo, se vogliamo impostare un nuovo metodo di lavoro che ricerchi il consenso. Questo
vale non soltanto per le valutazioni sugli auspici e sul trattato di amicizia, ma anche per tutte
le altre cose, dalla toponomastica, alla finanza, al bilancio, perché questo dibattito, soprattutto
se adeguatamente preparato - e nessuno vieta che possa anche esserci una rappresentanza dei
due Governi, che riferisce se possibile su questo - potrebbe essere interessante. Questo non
l'ho messo nella mozione; lo lascio alla valutazione della Giunta che dovrà preparare questo
dibattito. Credo che tutto questo sarà veramente una grande occasione di porre su nuove basi
la valutazione soprattutto delle grandi questioni istituzionali, delle grandi questioni
internazionali, magari potrebbe anche essere preparato da una piccola commissione di lavoro,
anche informale. Non ho fatto delle valutazioni sul trattato, perché io chiedo il dibattito per
poterle fare - evidentemente anch'io ho le mie valutazioni -, ma mi interessa soprattutto la
possibilità di discuterne a fondo.
FRASNELLI (SVP): Herr Präsident, Kolleginnen und Kollegen! Der Operationskalender zur Durchführung des Südtirol-Paketes sieht unter Punkt 18 den allfälligen
Abschluß eines Freundschaftsvertrages zwischen Österreich und Italien vor. Dies bedeutet,
daß der Vertrag die allgemeinen Beziehungen der beiden Vertragspartner Österreich und
Italien berührt, daß er aber angesichts der Verankerung im Operationskalender eine
spezifische Südtirolrelevanz hat. Wir erachten daher den Vertrag wegen des besonderen
Südtirolbezugs als von größter Bedeutung für unser Land, für die Bestätigung der
internationalen Verankerung von Paket, Autonomiestatut und der entsprechenden
Durchführungsakte, für die Stärkung des internationalen Status unseres Landes, für die
Stärkung der Schutzmachtfunktion Österreichs gemäß Pariser Abkommen, für eine
Bekräftigung des Konzepts der dynamischen Autonomie, für den Ausbau und die Sicherung
spezifischer grenzüberschreitender, grenzüberwindender Kooperationen im regionalen
Bereich, für die Verankerung des umfassenden kulturpolitischen Auftrages des Vaterlandes
Österreich für das autonome Land Südtirol.
Aufgrund all dieser Momente der besonderen Bedeutung ist auch die Südtiroler
Volkspartei der Auffassung, daß zum gegebenen Zeitpunkt - das kann kurzfristig sein, das
kann mittelfristig sein, je nachdem wie die eigentlichen Verhandlungen laufen, damit wir
endlich konkrete Positionen in die Hand bekommen, in ausreichendem Maße - dieser Vertrag
hier in diesem Hause behandelt werden muß.
Im übrigen schließt die Diskussion im Hohen Hause nicht aus, daß natürlich jede
politische Partei von sich selbst aus Kontakte zu den Vertretern anderer Parteien der beiden
Vertragspartner aufnimmt und all das an Information versucht einzuholen, was sie autonom
einzuholen wünscht. Aber unabhängig davon sind wir der Auffassung: das ja. Unsere Partei
- 10 wird sicherlich mit dem Präsidenten Pellegrini, und den anderen politischen Kräfte auch,
versuchen, einen geeigneten Zeitpunkt für diese Debatte ins Auge zu fassen, denn so eine
Debatte soll sich ja produktiv in das Verhandlungsgeschehen einordnen.
Mit diesen kurzen Überlegungen kündige ich also das Ja der SVP-Fraktion zum
Beschlußantrag an. Danke, Herr Präsident!
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Herr Präsident! Offensichtlich hat der ÖsterreichBesuch des Kollegen Frasnelli gut getan, und offensichtlich ist die Position, die bisher so
offensiv zur Schau getragen worden ist, auch nicht so gestärkt hervorgegangen, nachdem man
jetzt offensichtlich Wert darauf legt, daß auch der Südtiroler Landtag eine kleine
Schützenhilfe in dieser Angelegenheit vielleicht doch geben kann. Bisher hat man, zu Recht
oder zu Unrecht, de facto auf jeden Fall auf den Exklusivitätsanspruch der Volkspartei in
dieser Angelegenheit verharrt. Und irgendwie wundere ich mich - Kollege Frasnelli -, daß der
Landtag über den Freundschaftsvertrag diskutieren soll, weil an sich der Landtag wirklich mit
dem Freundschaftsvertrag wenig zu tun hat. Der Landtag könnte eigentlich nur über jenes
Kapitel diskutieren, das Südtirol betrifft, denn es ist ein Vertrag zwischen zwei Republiken.
Republik sind wir noch keine. Also können wir uns einmischen oder unsere Wünsche äußern,
wenn es darum geht, den Absatz zu diskutieren, der Südtirol betrifft.
Ihr habt Eure Wünsche geäußert, seid erhört oder nicht erhört worden. Ihr badet jetzt
selbsteingebrocktes Schlamassel aus - mit großen Schwierigkeiten, wie man hört - und
notgedrungen habt Ihr natürlich zur Kenntnis nehmen müssen, zu lange mit falschen Karten
gespielt zu haben. Der Freundschaftsvertrag wird in Österreich zu Recht auf breitester Ebene
diskutiert. Unsere Fraktion hatte auch Gelegenheit, mit unseren österreichischen Freunden in
dieser Angelegenheit zu sprechen. Also es haben Beratungen im Parlament stattgefunden, und
wir haben auch einige Vorstellungen eingebracht, sobald uns der Text bekannt war. Der Text
ist uns dann auch von den Österreichischen Grünen gegeben worden, in der Fassung, als die
Ladiner noch nicht vorgekommen sind zum Beispiel. Und wir haben versucht, unseren
kleinen Beitrag zu leisten, in einer Zeit, als natürlich der Freundschaftsvertrag in Südtirol
noch tabu war und noch Geheimkommissionen herumgewerkelt haben, geglaubt haben, sie
könnten im Freundschaftsvertrag all das unterbringen, was man beim Paketabschluß versäumt
hat.
Diese Vorstellung der Südtiroler Volkspartei ist, zu Recht sage ich, auf nicht großes
Interesse des Vaterlandes Österreich und auch der Republik Italien gestoßen. Und jetzt muß
man sich natürlich umsehen, was noch herauszuholen ist. Da geht es dann um das leidige
Problem der internationalen Absicherung, mit der Ihr gepokert und gespielt habt und
wahrscheinlich jemanden betrogen habt. Entweder es gibt die Absicherung, und das hat man
uns damals gesagt, und das waren ja die Voraussetzungen, damit man überhaupt dem
Paketabschluß zugestimmt hat, oder nicht. Ich habe damals ja Tausend Reden gehört.
Frasnelli hat sehr überzeugt damals bei den Anhörungen in Innsbruck zum Beispiel erklärt
"Es gibt diese Absicherung", und der Landeshauptmann, die Völkerrechtler usw. Heute, bei
einem Kongreß der Partei wird gesagt: Ja, das gibt es jetzt nicht mehr. Und deshalb, weil es
da nicht mehr gibt, oder sollte es das nicht geben, braucht es eine explizite Verankerung
wiederum im Freundschaftsvertrag.
- 11 Ich weiß nicht, entweder Ihr verkauft mich heute für blöd oder Ihr seid Lügner.
Nachdem ich das nicht glauben will, daß wir blöd sind oder Ihr blöd seid, daß wir Lügner
oder Ihr Lügner seid, sage ich ganz einfach, daß endlich mit klaren Karten gespielt werden
muß. Es ist nicht gut, wenn jetzt dieser Freundschaftsvertrag überstrapaziert wird, um all das
zu verpacken, was dann als Paketrattenschwanz kommt, aber dazu braucht es klare
Verhältnisse. Und deshalb bin ich - Kollege Frasnelli - sehr einverstanden damit, wenn dieser
Landtag - natürlich immer, wenn Ihr es für notwendig empfindet, soweit ich das verstanden
habe - als Ort dienen soll, wo endlich Klarheit geschaffen wird. Ich meine es bringt ja auch
nichts, wenn in dieser Angelegenheit, die doch delikat, doch wichtig ist, verschiedenste
Meinung bestehen. Es ist politisch nicht sehr sinnvoll, wenn zur Zeit Leute durchs Land
rennen, die sagen "Verrat, Verrat, es gibt keine Absicherung", Leute durchs Land rennen und
sagen "Es gibt sie, und wie" und Leute durchs Land rennen und sagen "Es gibt sie schon, aber
..." und Leute durch das Land rennen und sagen "Es wird sie geben, wenn wir das im Freundschaftsvertrag festschreiben". Das, glaube ich, dient nicht der Festigung der Autonomie, und
es wäre endlich an der Zeit, daß man dieses Gefüge Autonomie soweit festigt, daß es als
gegeben und konsolidiert von möglichst vielen Leuten und politischen Gruppierungen in
diesem Lande betrachtet werden kann.
BENEDIKTER (UFS): Der Freundschaftsvertrag kann und wird an der den
Vereinten Nationen mitgeteilten Streitbeilegungserklärung nichts ändern. In dieser Erklärung
wird dreimal auf die Erklärung des Ministerpräsidenten Rumor im römischen Parlament vom
3. Dezember 1969 Bezug genommen, in der er gesagt hat, daß das Paket eine rein
inneritalienische Angelegenheit ist und daß Italien mit Österreich kein neues
Autonomieabkommen abgeschlossen hat. Ebenso wird, immer in dieser österreichischen
Streitbeilegungserklärung, dreimal die vollständige Durchführung aller Paketmaßnahmen
bestätigt und bekräftigt und daß im Sinne der Resolutionen der Vereinten Nationen von 1960
und 1961 alle mit dem Pariser Vertrag zusammenhängenden Differenzen bereinigt sind. Das
bedeutet, daß man die Ausrichtungs- und Koordinierungsbefugnis mit dem Pariser Vertrag
vereinbar erachtet und darauf verzichtet hat, die Wiedergutmachung der durch die
Koordinierungsbefugnis bereits zunichte gemachten Autonomierechte zu verlangen. Das
bedeutet auch, daß auch falls in Zukunft durch die Koordinierungsbefugnis weitere Rechte
abgeschafft werden, das nicht eingeklagt werden kann, denn die Koordinierungsbefugnis ist
mit dem Pariser Vertrag vereinbar erklärt worden. Und in dieser Streitbeilegungserklärung
wird sogar vorgesorgt, daß die Südtirolfrage nicht mehr durch das deutsche Element als
solches, das durch den Pariser Vertrag geschützt worden ist, vor den Vereinten Nationen,
etwa im Sinne des Selbstbestimmungsrechtes, aufgeworfen werden kann - sollten sich die
Südtiroler besinnen, daß dieser Abschluß verhängnisvoll war -, denn es heißt dort in der
Streitbeilegungserklärung ausdrücklich, diplomatisch formuliert: Das so erfüllte Paket dürfe
nicht einseitig von Italien abgeändert werden, sondern nur wenn alle drei Volksgruppen im
Lande einverstanden sind. Also sollte die Südtiroler Volkspartei sagen "Jetzt verlangen wir
halt doch die Ausübung des Selbstbestimmungsrechtes", dann muß gemäß
Streitbeilegungserklärung, die vor den Vereinten Nationen abgegeben worden ist, auch die
italienische
Volksgruppe
einverstanden
sein.
Damit
wird
durch
diese
Streitbeilegungserklärung auch auf die Ausübung des Selbstbestimmungsrechtes verzichtet,
- 12 denn diese Erklärung, zusammen mit dem Freundschaftspakt, bedeutet Ersatz für die zweimal
- nach dem ersten und zweiten Weltkrieg - verlangte Volksabstimmung über die
Einverleibung durch Italien und zwar ganz genau, wie es die Resolution Nr. 2625/XXV vom
24. Oktober 1970 der Generalversammlung der Vereinten Nationen eben besagt.
Soweit meine Ausführungen. Ich habe mich kurz gehalten, damit auch meine Kollegin
noch etwas sagen kann.
KLOTZ (UFS): Wir hätten damals im Mai, husch, husch, auf Weisung des
Landeshauptmannes Durnwalder eine Diskussion im Landtag abhalten sollen, kurz vor dem
Paketabschluß, also am Tag bevor er nach Innsbruck gefahren ist, um der großartigen
Landtagssitzung in Nordtirol beizuwohnen, bei welcher eben über den Paketabschluß offiziell
gesprochen worden ist. Wir haben damals nicht zugestimmt, weil wir verstanden haben, daß
wir als demokratisches Feigenblatt in allerletzter Minute mißbraucht werden sollten.
Wenn heute der Fraktionssprecher der Südtiroler Volkspartei herkommt und sagt, daß
der Freundschaftsvertrag für Südtirol spezielle Relevanz habe, dann lügt er ganz einfach. Wir
kennen dieses Konzept des Freundschaftsvertrages aus der Zeitung, wir kennen die
undurchsichtigen Spiele in diesem Zusammenhang, in welchem der Frage Südtirol ein ganz
winziger Abschnitt unter Punkt 4 gewidmet ist und nicht mehr. Wenn er dann heute noch den
Mut hat, von einer dynamischen Autonomie zu sprechen, dann ist das eine Frotzelei auf gut
Deutsch. Wir wissen alle, wie dynamisch diese ist, aus den letzten Ankündigungen des
Regionenministers Costa, wonach wir Landtagsabgeordnete nun also in Rom fragen gehen
sollten und uns von Rom aus koordinieren lassen sollten, wenn wir beispielsweise in
offizieller Mission nach Österreich, auch nur nach Innsbruck oder Matrei am Brenner fahren
wollen.
Ich möchte nur eines sagen: Wir lassen uns nicht als demokratisches Feigenblatt in
einem ganz hintertückischen Spiel mißbrauchen. Und die Volkspartei spielt derzeit. Sie spielt
nicht nur mit den Existenzgrundlagen unseres Volkes und Landes, sie spielt jetzt sogar mit
der Selbstbestimmung und mit dem Unabhängigkeitsstreben. Ich brauche Euch nicht in
Erinnerung zu rufen, was Euer exzellenter Riz bei Eurer letzten Landesversammlung von sich
gegeben hat. Das machen wir nicht mit. Und wir geben uns nicht dafür her so ungefähr den
schmückenden Rahmen dazu zu bilden und dem ganzen einen demokratischen,
pluralistischen Anstrich zu geben. Ihr habt die Sache verkorkst, Ihr habt sie vermasselt, Ihr
habt sie verspielt. Infolgedessen tragt die gesamte Verantwortung alleine und versucht nicht,
uns im Nachhinein in etwas einzubinden, was wir in keiner Weise mehr entscheiden können.
Die Entscheidung ist Ende Mai gefallen, die zweite schwerwiegende Entscheidung ist am
11. Juni vor der UNO, als die Streitbeendigungserklärung abgegeben worden ist.
Infolgedessen, so schön eine Diskussion auch wäre, - Kollege Viola für die Diskussion
wären wir -, aber das wird dann nachher wieder so ausgelegt, daß der Landtag ja damit befaßt
worden ist. Man wird dann im Nachhinein, wie hier steht, die Ergebnisse dieser Debatte nach
Rom und Österreich schicken, aber dort, wo wir keinerlei Einfluß mehr darauf nehmen
können, ist das nichts als demokratische billige Tünche. Infolgedessen müssen wir dagegen
stimmen. Eine Debatte zu einem früheren Zeitpunkt - wir haben hier auf meinen Antrag hin
einmal eine Anhörung und Fragestellung mit den Mitgliedern der 6er und 12er Kommission
gehabt -, ja. Aber vorher war die Südtiroler Volkspartei immer dagegen, daß hier in diesem
- 13 legislativen Gremium so diskutiert wird, daß es eventuell in Entscheidungen hätte
miteingebunden werden können. Also so nicht!
MONTALI (MSI-DN): Se entriamo nei termini delle questioni che stanno alla
periferia o al centro di quelle che possono essere le interpretazioni delle varie parti politiche
su come dovrebbe essere il trattato, che cosa dovrebbe contenere, potremmo fare una
discussione, con i pochi minuti che abbiamo ciascuno, dicendo quello che si pensa dovrebbe
contenere la bozza di trattato. Io, quindi, non parlerò di ancoraggi nazionali, se ci sono, non ci
sono, validità di documenti, se il trattato deve essere una conseguenza del "pacchetto" e della
quietanza liberatoria; tutte queste considerazioni di alta politica non credo attengano alla
valutazione invece della mozione e della sua parte deliberante, che chiede di organizzare una
seduta del Consiglio intorno alla tematica del trattato di amicizia. Ora, io dico solamente che
il trattato di amicizia è un trattato tra i due Governi, ancorché il consigliere Viola faccia
riferimento ad una bozza, che addirittura sarebbe già apparsa sui giornali, io lascio a lui la
valutazione se questa bozza sarà il documento vero che il Governo italiano e quello austriaco
dovranno stilare. Io dico che è un compito dei governi e che senza conoscere esattamente il
testo di quello che sarà il trattato, farne una discussione in Consiglio provinciale non dico che
sia inutile, ma che è fuori da ogni logica di competenza di questo organo. Che questa
riunione, mi è parso di capire, sia vista con favore dalla Volkspartei o almeno nella dichiarazione fatta da Frasnelli in proposito, mi può stupire poco, perché se da una riunione in
Consiglio provinciale su questo tema, riprenderemo la discussione generale su tutte le
problematiche che già sono affiorate nelle brevissime dichiarazioni che abbiamo sentito a
proposito della mozione, figurarsi quale raggio e quali orizzonti di interpretazioni e di
dichiarazioni troveremmo, senza ccontare poi, come dice il punto b) della mozione, che i
risultati del relativo dibattito possano addirittura essere comunicati alle competenti autorità
governative italiane e austriache, che ne dovrebbero tener conto nello stilare il trattato vero e
proprio. C'è un controsenso. Quando dovessimo fare questa seduta, ho l'impressione che forse
il trattato sarà già passato all'esame dei Parlamenti relativi, i quali Parlamenti sono fatti da
deputati di tutti i partiti presenti anche qui in Consiglio provinciale, fatta eccezione dell'Union
für Südtirol. Pertanto è il Parlamento che può farsi portavoce di quelle che sono le valutazioni
che noi poveri e piccoli consiglieri provinciali potremmo fare in una riunione congiunta.
Vorrei dire a Viola e anche a Frasnelli che c'è qualcosa di più da rilevare. Non appena
è stato nominato il nuovo Obmann della Volkspartei, il collega Brugger, il primo atto da lui
compiuto - ce ne hanno dato relazione le rassegne stampa di questi giorni - e non da solo, ma
accompagnato dal presidente Magnago, accompagnato dall'onorevole Riz, è stato quello di
prendere contatto con il Ministro degli esteri austriaco, e tra gli argomenti discussi c'era anche
lo scambio di considerazioni a proposito dell'emittendo trattato di amicizia fra Italia e Austria.
I signori della Volkspartei non hanno bisogno o non dovrebbero aver bisogno di una
discussione in Consiglio provinciale, dove penso che esporrebbero le considerazioni che sono
già andati a fare al ministro degli esteri austriaco.
Se la Volkspartei dalla sua parte ha ritenuto di avvicinare Mock, noi, invece di andare
in Austria, dovremmo andare dal nostro Governo in Italia per la parte che ci riguarda. Trovo
pertanto assolutamente inutile, pleonastico, e fuori da ogni competenza una riunione di questo
Consiglio, dove, ripeto, sentiremo da parte della Volkspartei nient'altro che la ripetizione di
- 14 quanto ha già fatto, senza aspettare la suddetta riunione e senza aspettare gli esiti della
mozione Viola, e continueranno a farlo, se ne avranno voglia, come loro uso e tradizione.
DURNWALDER (Landeshauptmann - SVP): Verehrter Herr Präsident, verehrte
Damen und Herren! Die Südtiroler Landesregierung ist grundsätzlich nicht dagegen, daß auch
über diesen Freundschaftsvertrag eine Debatte abgewickelt wird. Wir haben ja auch zum
Paket die Möglichkeit geboten, darüber zu reden, Informationen zu geben. Die Mehrheit des
Südtiroler Landtages, vor allem angeführt von denjenigen, die immer sagen, sie würden nicht
informiert, war dann dafür, daß keine Diskussion über das Paket stattfinden sollte, obwohl es
sicher recht gut gewesen wäre, da wir die Möglichkeit gehabt hätten, vor Abschluß die
Mitglieder noch zu informieren.
Was den Freundschaftsvertrag anbelangt ist sicher ein Unterschied zwischen dem
Paket als solchem und dem Freundschaftsvertrag. Das Paket hat uns direkt betroffen und die
einzelnen Kompetenzen usw. sind direkt auf das Land übergegangen. Und aus diesem Grund
waren wir selbstverständlich mehr interessiert, an den direkten Verhandlungen des Paketes
teilzunehmen. Aber auch der Freundschaftsvertrag ist ja im Operationskalender vorgesehen
und hat deshalb sicher mit der Südtirolproblematik zu tun. Das heißt, auch im
Freundschaftsvertrag oder Nachbarschaftsvertrag werden ganz bestimmt Themen berührt, die
uns angehen. Und wir werden uns selbstverständlich auch bemühen, damit einzelne
Unklarheiten beseitigt werden, damit einzelne Frage geklärt werden, damit vor allem auch
einzelne Themen berührt werden, die uns mittel- oder langfristig sehr wohl angehen. Aus
diesem Grund darf uns der Freundschaftsvertrag nicht gleichgültig sein.
Ich bin aber der Meinung, daß grundsätzlich die einzelnen Parteien sich diesbezüglich
mit der Materie auseinandersetzen sollten. Wir von seiten der Südtiroler Volkspartei haben
wiederholt mit österreichischen, aber auch mit italienischen Politikern geredet, um diese
Materie näher zu durchleuten, aber vor allem einzelne Punkte aufzuzählen und einzelne
Vorschläge zu machen. So kann auch jede andere Partei dies tun. Der österreichische
Bundesminister für auswärtige Angelegenheiten hat ja wiederholt erklärt, daß er
selbstverständlich bereit ist, neben der Südtiroler Volkspartei, die immer wieder um ein
Zusammentreffen ansucht, auch andere Parteien anzuhören. Ich weiß, daß einige der hier
anwesenden Parteien von dieser Möglichkeit Gebrauch gemacht und mit den zuständigen
Stellen in Österreich Kontakt aufgenommen haben. So, glaube ich, daß die einzelnen Parteien
sehr wohl dies auch außerhalb des Landtages tun können, denn sie werden sich ja
wahrscheinlich auch mit dieser Materie auseinandersetzen und nicht nur hier im Landtag,
sondern innerhalb der einzelnen Gremien der Parteien.
Wenn aber gewünscht wird, daß auch hier im Südtiroler Landtag über diesen Freundschaftsvertrag gesprochen wird, so kann dies nach unserer Auffassung ohne weiteres
geschehen. Es gilt hier nichts zu verbergen, nur müssen wir uns dessen bewußt sein, daß der
Freundschaftsvertrag zwischen der Republik Österreich und Italien abgeschlossen wird. Und
deshalb können wir nur Vorstellungen vorbringen, Wünsche vorbringen, wir können
aufzeigen, was wir möchten, daß geregelt werden sollte, was berücksichtigt werden sollte,
aber Südtirol bzw. auch der Landtag oder die Landesregierung haben einen relativen Einfluß.
Und deshalb bin ich der Auffassung, daß es in vielen Fällen besser wäre, wenn auf
Parteienebene dies vorgetragen werden könnte. Jedoch grundsätzlich sind wir einverstanden,
- 15 wie bereits auch Kollege Frasnelli gesagt hat, eine Diskussion über den Freundschaftsvertrag
in diesem Hause abzuhalten.
PRESIDENTE: Vorrei aggiungere anch'io qualcosa, visto che da un punto di vista
formale la mozione è rivolta al Presidente del Consiglio provinciale. Il Presidente del
Consiglio provinciale evidentemente si attiene a quelli che poi saranno i risultati della
votazione sulla mozione, però mi sembra corretto che si tenga conto giustamente degli
interventi che sono stati fatti su questa mozione, in modo particolare tenendo presente - mi
sembra di aver capito che c'è un notevole assenso alla mozione - anche dei tempi e dei modi
che non sono previsti nella mozione, con i quali eventualmente organizzare questo dibattito in
Consiglio provinciale.
Sono emersi anche qui aspetti, che possono essere certamente necessari ed
indispensabili per avere un dibattito produttivo, tenendo presente comunque che proprio
recentemente c'è stato uno specifico dibattito sulla conclusione della vicenda "pacchetto".
Abbiamo avuti l'onore e il piacere di sentire, proprio in ottemperanza ad una mozione
approvata dal Consiglio, i responsabili della Commissione dei 6 e dei 12, nelle persone del
dott. Magnago e dell'assessore Sfondrini, i quali hanno riferito sulle conclusioni dei lavori
della Commissione in merito al "pacchetto". E' chiaro che un documento così importante
come il trattato di amicizia, che sta per essere firmato dai due Governi, sia materia
sicuramente governativa, che riguarda le diplomazie dei due Stati, però è altrettanto ovvio che
mai come questa volta un trattato di amicizia di due Stati ci riguarda da vicino, perché la
materia concernente il trattato di amicizia riguarda proprio la provincia di Bolzano.
Non posso quindi che essere d'accordo sulla sostanza della richiesta del consigliere
Viola, che si ritenga necessario un dibattito, e soprattutto che sia utile che questo dibattito
possa poi concludersi con una sorta di documento che potrebbe essere inviato ai due Governi,
italiano ed austriaco, naturalmente assieme al resoconto del dibattito che verrà tenuto in
questo Consiglio. Mi riservo tempi e modi da concordare con i capigruppo sull'attuazione
della mozione.
VIOLA (PDS): Naturalmente sono il primo ad essere cosciente del fatto che
attraverso questa mozione o comunque questa proposta non si potranno ottenere risultati
stupefacenti, però sicuramente è un passo avanti nel dibattito, nel dialogo, e credo che possa
anche avere dei risultati significativi. Tutte le precisazioni che sono state fatte dal Presidente
Durnwalder, dal Presidente Pellegrini, sono sicuramente ragionevoli. Il mio problema,
Presidente Pellegrini, è quello di arrivare a fissare la data del dibattito quando ancora un
dibattito ha senso, quando ancora la trattativa è in corso, perché farlo immediatamente dopo o
il giorno prima della firma evidentemente non avrebbe senso alcuno.
Sono pienamente d'accordo con la proposta molto saggia del Presidente Pellegrini di
discutere con calma nella conferenza dei capigruppo le modalità di questa applicazione di
questa proposta, proprio perché non sia né una cosa dispersiva né inutile, ma per trarre il
massimo di utilità dal dibattito stesso.
Non sono entrato nel merito del trattato di amicizia, perché non era compito della mia
mozione entrare nel merito; la mia mozione voleva soltanto sollevare l'esigenza di discuterne;
- 16 quindi era una mozione di tipo metodologica. Vorrei però fare un paio di osservazioni, perché
altri colleghi, come è loro diritto, sono entrati un po' nel merito.
Frasnelli ha fatto un'estrema sintesi della problematica, su cui in questo momento sta
lavorando il suo partito e che ha portato in ripetuti incontri, che io non mi permetto di
condannare o di giudicare, perché sono una cosa perfettamente logica, ad un confronto con il
Governo di Vienna. Questo non impedisce - altri lo hanno ricordato - che altri partiti
prendano contatti anche con altre forze, con il Governo italiano. Personalmente vedrò anche
di prendere contatti con i social democratici austriaci, perché facciamo parte dello stesso
partito socialista europeo unificato da pochi mesi. Siamo stati noi i responsabili, ma sempre a
fin di bene. Anticipo soltanto questo come orientamento generale, a titolo personale, ma
anche a nome del mio partito. Il discorso di un'autonomia dinamica, cioè dell'estensione di
competenze, il discorso di costruzione di rapporti e relazioni all'interno della regione storica
del Tirolo, il discorso del massimo di tutela internazionale della nostra autonomia, a me
interessa moltissimo; la ritengo una cosa di grande importanza, perché ritengo che il massimo
di valorizzazione, di tutela e di sviluppo di questa autonomia rientri negli interessi di tutt'e tre
i gruppi linguistici di questa provincia, oltre al fatto che è una cosa giusta in sè stessa, non in
astratto, ma in concreto. Il problema è che non tutti ne sono convinti allo stesso modo. Quindi
anche questo dibattito deve evitare di essere una pura contrapposizione o ripetizione di
posizioni rigide ed incomunicabili fra di loro, ma deve essere un tentativo di fare in modo che
si diffonda questa consapevolezza.
All'altra osservazione, fatta dall'Union für Südtirol, che giustamente dal suo punto di
vista ha espresso le sue opinioni, a noi noto, rispondo che non riesco a capire come si possa
dare un giudizio così negativo sul "pacchetto" in sè e sul tipo di chiusura che c'è stata, quando
il cancelliere austriaco, che è socialista, il Presidente della Repubblica austriaco, che
appartiene alla SPÖ, quindi i rappresentanti più autorevoli della Vaterland, dichiarano questa
conclusione di fronte alle Nazioni Unite come un fatto altamente positivo. Che i
rappresentanti di tutte le forze politiche austriache siano tutti traditori, tranne i liberali che per
fortuna, dal mio punto di vista, contano poco in Parlamento, questo francamente mi sembra
improbabile. Non mi sembra che ci sia stata una sorta di annebbiamento complessivo e di
follia complessiva di tutta una nazione. Questo non riesco a capirlo. I colleghi del Movimento
Sociale Italiano, dal canto loro, per ragioni opposte e contrarie, come loro diritto, dicono che
il dibattito è inutile, pleonastico e fuori di competenza; a me sembra invece utile, arricchente e
rientrante nelle nostre competenze. Il bello della democrazia è nell'estrema differenziazione.
PRESIDENTE: Pongo in votazione la mozione: approvata con 6 voti contrari e i
rimanenti voti favorevoli.
Per quanto riguarda la mozione n. 268/92 del 3.11.1992, presentata dai consiglieri
Tribus e Zendron, e alcuni altri punti dell'ordine del giorno, il capogruppo della Volkspartei
mi ha chiesto di sospendere per breve tempo questa mozione, in quanto vorrebbe che venissero esaminati nel suo gruppo politico.
Vorrei proseguire i lavori del Consiglio con l'esame del punto 27) di cui all'ordine del
giorno suppletivo, se l'assessore competente è disponibile. Faccio presente che sono
comunque passati i cinque giorni previsti dal Regolamento.
- 17 Per quanto riguarda la richiesta del consigliere Frasnelli, farei la proposta di interrompere i lavori alle ore 12. E' d'accordo? Vedo di sì.
C'è un'altra richiesta. Consigliere Holzmann.
HOLZMANN (MSI-DN): Volevo chiedere, signor Presidente, se si poteva discutere
la mozione n. 251/92, visto che stamattina ci sono sia il Presidente che il Vicepresidente della
Giunta.
PRESIDENTE: Anche questa mozione è tra quelle sulle quali deve ancora discutere
la Volkspartei.
Punto 27) dell'ordine del giorno: "Disegno di legge provinciale n. 175/92:
"Approvazione del rendiconto generale della Provincia per l'esercizio finanziario 1991".
Punkt 27 der Tagesordnung: "Landesgesetzentwurf Nr. 175/92: "Genehmigung der
allgemeinen Rechnungslegung des Landes für das Haushaltsjahr 1991".
Prego l'assessore Ferretti di dare lettura della relazione accompagnatoria.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e
cultura - DC): Signore e signori Consiglieri,
con il presente disegno di legge viene sottoposto al Vostro esame
per l'approvazione il rendiconto generale dell'esercizio finanziario 1991. E'
questo l'ultimo adempimento riguardante la passata gestione finanziaria e
patrimoniale.
Ricordo che il rendiconto è stato approvato dalla Giunta provinciale nello scorso mese di maggio ed inviato alla Sezione della Corte dei
Conti per la provincia di Bolzano per la verifica di competenza. Quindi, con
decisione del 14 luglio scorso, la Corte dei Conti a Sezioni riunite in sede
giurisdizionale ha dichiarato la regolarità del rendiconto stesso, restituendolo al Presidente della Giunta provinciale per la successiva
presentazione al Consiglio provinciale.
Quale motivo di soddisfazione per la nostra amministrazione faccio
presente che la Corte, nella sua relazione al Consiglio provinciale, riconosce che l'attività della Amministrazione provinciale è caratterizzata da
profili di efficienza e dinamicità gestionale. Ha tuttavia fatto presente anche
le carenze esistenti, sia per quanto riguarda la programmazione in campo
economico e sociale - in particolare la mancanza del nuovo piano urbanistico provinciale ancora in fase di elaborazione presso gli uffici competenti
- sia per quanto riguarda il campo normativo, suggerendo al riguardo la
creazione di un funzionale ufficio legislativo e studi.
Alla luce di quanto segnalato dall'organo di controllo, sarà necessario che da parte degli organi provinciali competenti sia rivolta la dovuta
attenzione al miglioramento dell'assetto amministrativo nei suoi aspetti
ordinamentali ed organizzativi.
Il quadro risultante dalla ampia documentazione illustrativa del
rendiconto, messa a disposizione dei Signori Consiglieri, consente di
- 18 esprimere un giudizio complessivamente positivo sull'operato della Giunta
provinciale nel corso dell'esercizio finanziario 1991.
Propongo quindi alle Signore e ai Signori Consiglieri l'approvazione del documento finanziario, secondo le risultanze generali riportate nel
disegno di legge allegato.
------Werte Damen und Herren Abgeordnete,
mit diesem Gesetzentwurf wird Ihnen die allgemeine Rechnungslegung für das Haushaltsjahr 1991 vorgelegt, damit sie überprüft und
genehmigt werden kann. Diese Maßnahme bildet den Abschluß der
vorhergehenden Finanz- und Vermögensgebarung.
Ich möchte Sie daran erinnern, daß die allgemeine Rechnungslegung von der Landesregierung im Mai dieses Jahres genehmigt und der
Sektion des Rechnungshofes für die Autonome Provinz Bozen, zu der in
ihrer Zuständigkeit fallenden Überprüfung vorgelegt wurde. Daraufhin hat
der Rechnungshof, in rechtssprechender Funktion und in gemeinsamer
Beratung sämtlicher Sektionen, die Rechtmäßigkeit derselben Rechnungslegung mit Entscheid vom 14. Juli bestätigt und dem Landeshauptmann,
für die anschließende Übermittlung an den Landtag, rückerstattet.
Erfreulich für unsere Verwaltung ist die Tatsache, daß der Rechnungshof in seinem an den Landtag gerichteten Bericht, die auf Effizienz
und Dynamik ausgerichtete Tätigkeit der Landesverwaltung anerkennt. Es
wurde aber auch auf bestehende Mängel hingewiesen, welche sowohl die
Programmierung im sozial-wirtschaftlichen Bereich - insbesondere das
Fehlen des neuen Landesraumordnungsplanes, welcher sich noch in der
Ausarbeitungsphase bei den zuständigen Ämtern befindet - als auch den
normativen Bereich betreffen, mit der Empfehlung ein funktionelles Amt für
Gesetzgebung und Studien zu errichten.
Angesichts der von Seiten des Kontrollorganes mitgeteilten Tatsachen, ist es erforderlich, daß die Landesorgane die notwendige Aufmerksamkeit der Verbesserung der Verwaltungsstruktur im Ordnungs- und
Organisationsbereich widmen.
Aufgrund der den Abgeordneten reichlich zur Verfügung gestellten
Unterlagen zur Rechnungslegung, kann ein allgemein positives Urteil über
die Tätigkeit der Landesregierung im Laufe des Finanzjahres 1991 ausgesprochen werden.
Ich schlage den Damen und Herren Abgeordneten die Genehmigung des Finanzdokumentes gemäß den im beiliegenden Gesetzentwurf
enthaltenen allgemeinen Ergebnissen vor.
PRESIDENTE: Prego il vicepresidente della terza Commissione legislativa di dare
lettura della relazione.
KUSSTATSCHER (SVP): Die dritte Gesetzgebungskommission
ist am 11., 12. und 13. November 1992 zusammengetreten, um obigen
Gesetzentwurf zu behandeln.
Der Direktor des Amtes für Haushalt, Dr. G. Turra, erläuterte die
einzelnen im Gesetzentwurf enthaltenen Bestimmungen; dieser ist in zwei
Abschnitte gegliedert, in denen die Ergebnisse der Finanz- und Vermö-
- 19 gensgebarung sowohl der Landesverwaltung als auch der Landesfeuerwehrkasse bei Abschluß des Haushaltsjahres 1991 dargelegt werden.
Im Laufe der Generaldebatte äußerte sich Abg. Viola befriedigt
darüber, daß der Rechnungshof in den Vorbemerkungen zu seinem
Bericht die auf Effizienz und Dynamik ausgerichtete Tätigkeit der
Landesverwaltung anerkennt; er erklärte sodann, daß auch er, wie ebenso
im Bericht zum Ausdruck kommt, hoffe, daß eine Bestimmung über die
Errichtung eines internen Inspektionsdienstes erlassen werde, der in den
verschiedenen Bereichen der Landesverwaltung tätig werden soll. Der
Abgeordnete kritisierte sodann das Fehlen von entsprechenden
Möglichkeiten, um die Tätigkeit der einzelnen Assessorate ernsthaft und
objektiv überprüfen zu können und um festzustellen, ob sie mit den
Programmen und den eingegangenen Verpflichtungen übereinstimmt; zu
diesem Zweck regt er die Einführung eines "Berichtes über die
Betriebsführung" an, wie es ihn bereits in anderen Regionen, so im Veneto
und der Lombardei, gibt.
Abg. Benussi wies seinerseits auf die Notwendigkeit einer
Kontrolle der Betriebsführung hin, wobei er betonte, daß es die
Abgeordneten und die von ihnen vertretenen Bürger in erster Linie
interessiert, wie die bei Abschluß der Finanzgebarung effektiv festgestellte
finanzielle Verfügbarkeit auf die bestmögliche Weise hätte eingesetzt
werden können. Der Abgeordnete schlug sodann vor, daß die
Landesverwaltung Fachleute auf dem Gebiet der Betriebsorganisation
einsetzen solle, um die Tätigkeit in den verschiedenen Bereichen der
Verwaltung zu verbessern.
Vorsitzender Peterlini betonte, daß es problematisch sei, eine
Kontrolle der Haushaltsgebarung der öffentlichen Körperschaften einzuführen, da es schwierig sei, die angestrebten qualitativen Zielsetzungen
zu beziffern, wie dies hingegen bei den Haushalten der Privatbetriebe der
Fall ist.
Abg. Meraner erklärte, daß seines Erachtens die vom Rechnungshof durchgeführte Kontrolle äußerst oberflächlich sei; im Bericht, der dem
Entscheid des staatlichen Kontrollorgans beigelegt ist, wird seiner Meinung nach nicht ausgesagt, ob die Tätigkeit des Landes, was die angestrebten Zielsetzungen betrifft, positive Ergebnisse gezeitigt hat oder nicht.
Indem er eine gewisse Politisierung des Rechnungshofes anprangerte, bezeichnete der Abgeordnete die Bemerkungen des Rechnungshofes als
Gefälligkeitsgutachten, Bemerkungen, die ihm übrigens in einigen Punkten
nicht exakt erscheinen, wie zum Beispiel das Urteil bezüglich der Wirksamkeit der Rotationsfonds. Der Übergang zur Sachdebatte wurde mit 3
Jastimmen (davon eine des stellvertretenden Vorsitzenden) bei 3 Gegenstimmen genehmigt.
Die einzelnen Artikel wurden wie folgt genehmigt:
Art. 1: mit 3 Jastimmen (davon 1 des stellvertretenden
Vorsitzenden) bei 3 Gegenstimmen;
Art. 2: stimmenmehrheitlich bei 3 Gegenstimmen;
Art. 3: stimmenmehrheitlich bei 3 Gegenstimmen;
Art. 4: stimmenmehrheitlich bei 2 Gegenstimmen und 1
Enthaltung;
Artikel 5 und 6: stimmenmehrheitlich bei 2 Gegenstimmen;
Artikel 7 und 8: stimmenmehrheitlich bei 3 Gegenstimmen.
- 20 Anläßlich der Erklärungen zur Stimmabgabe stellte Abg. Meraner
fest, daß seines Erachtens diese Art von Kontrolle seitens des Rechnungshofes so ausgefallen sei, als ob der Landeshauptmann den Vorsitz
des Kontrollorgans innegehabt hätte.
Abg. Viola bestätigte nochmals seine Ausführungen anläßlich der
Generaldebatte, während Abg. Benussi, der sich den Erklärungen der
Abgeordneten der Opposition anschloß, seine Gegenstimme ankündigte.
Der
Gesetzentwurf
in
seiner
Gesamtheit
wurde
stimmenmehrheitlich mit 4 Jastimmen (der Abgeordneten Kußtatscher,
Valentin, Pahl und Feichter) bei 3 Gegenstimmen (der Abgeordneten
Benussi, Meraner und Viola) genehmigt.
------La terza Commissione legislativa si è riunita i giorni 11, 12 e 13
novembre 1992 per trattare il succitato disegno di legge.
Il Direttore dell'Ufficio Bilancio, Dr. P. Turra, ha illustrato le singole
disposizioni contenute nel disegno di legge, diviso in due capi nei quali
vengono esposti i risultati della gestione finanziaria e patrimoniale rispettivamente dell'amministrazione provinciale e della Cassa provinciale antincendi alla chiusura dell'esercizio finanziario 1991.
Nel corso della discussione generale, il cons. Viola, dopo aver
espresso la propria soddisfazione per il giudizio di efficienza e dinamicità
gestionale sull'attività dell'amministrazione provinciale, contenuto nella
premessa della relazione della Corte dei Conti, ha dichiarato di condividere l'auspicio contenuto nella stessa relazione circa l'emanazione di una
normativa riguardante un servizio ispettivo interno operante nell'ambito dei
vari settori dell'amministrazione provinciale. Il consigliere ha quindi lamentato la mancanza di adeguati strumenti per poter valutare seriamente e
con obiettività l'operato dei singoli assessorati ed accertarne la corrispondenza ai programmi ed impegni assunti: a tale scopo auspica l'introduzione, analogamente a quanto avviene in altre regioni quali il Veneto e la
Lombardia, dell'istituto del "rapporto di gestione".
Il cons. Benussi ha a sua volta affermato la necessità di un controllo gestionale, sottolineando che ciò che veramente interessa conoscere
sia ai consiglieri che ai cittadini che essi rappresentano, è quale sarebbe
stata la migliore utilizzazione possibile della disponibilità finanziaria effettivamente accertata al termine della gestione finanziaria. Il consigliere ha
quindi suggerito l'utilizzo da parte dell'amministrazione provinciale di
esperti in organizzazione aziendale, in modo da migliorare l'operato dei
diversi settori amministrativi.
Il Presidente Peterlini ha sottolineato la problematicità dell'introduzione di un controllo di gestione dei bilanci degli enti pubblici, data la
difficoltà di quantificare in cifre gli scopi qualitativi perseguiti, come invece
avviene nei bilanci delle imprese private.
Il cons. Meraner ha dichiarato di considerare estremamente superficiale il controllo eseguito dalla Corte dei Conti; in particolare, nella relazione unita alla decisione dell'organo statale di controllo non viene a suo
parere indicato se rispetto agli obiettivi prefissati, l'attività della Provincia
abbia conseguito risultati apprezzabili o meno. Lamentando una certa
politicizzazione della Corte dei Conti, il consigliere ha definito un parere di
compiacenza l'insieme delle osservazioni presentate dalla stessa, le quali
peraltro gli sembrano in alcuni punti inesatte, come ad esempio il giudizio
- 21 di efficacia dei fondi di rotazione Il passaggio alla discussione articolata è
stato approvato con 3 voti a favore (di cui uno del Vicepresidente) e 3 voti
contrari.
I singoli articoli sono stati così approvati:
art. 1: con 3 voti a favore (di cui uno del Vicepresidente) e 3 voti
contrari;
articolo 2: a maggioranza con 3 voti contrari;
articolo 3: a maggioranza con 3 voti contrari;
articolo 4: a maggioranza con 2 voti contrari e 1 astensione;
articoli 5 e 6: a maggioranza con 2 voti contrari;
articoli 7 e 8: a maggioranza con 3 voti contrari.
In sede di dichiarazione di voto, il cons. Meraner ha dichiarato di
ritenere che questo tipo di controllo sia stato effettuato dalla Corte dei
Conti come se il Presidente della Giunta provinciale avesse presieduto lo
stesso organo di controllo.
Il cons. Viola ha dichiarato di rinnovare le affermazioni fatte nel
corso della discussione generale, mentre il cons. Benussi, associandosi
alle dichiarazioni dei consiglieri dell'opposizione, ha preannunciato il
proprio voto contrario.
Il disegno di legge nel suo complesso è stato approvato a maggioranza con 4 voti a favore (consiglieri Kußtatscher, Valentin, Pahl e
Feichter) e 3 voti contrari (consiglieri Benussi, Meraner e Viola).
PRESIDENTE: Faccio presente che alle ore 12 si chiudono i lavori di questa mattina
per permettere l'incontro del gruppo della Volkspartei.
La discussione generale è aperta. Chi chiede la parola? Prego, consigliere Benedikter.
BENEDIKTER (UFS): Ich beginne einstweilen, aber es wird natürlich länger
dauern.
Ich möchte einige Fragen stellen, in der Hoffnung, daß sie auch beantwortet werden,
und zwar Fragen, die sich ergeben, wenn man sei es den Entscheid und Bericht des
Rechnungshofes zur allgemeinen Rechnungslegung 1991 liest, sei es - was ich getan habe die erläuternde Bemerkung zu den sektoriellen Maßnahmen des Jahres 1991. Da steht im
Entscheid und Bericht des Rechnungshofes aus Seite 31 im deutschen Text: "Das Land hat im
Sektor Industrie, wie schon in den vorhergehenden Jahren, erhebliche Mittel eingesetzt,
123,9 Milliarden, um den Wert und die Effizienz der Investitionen zu steigern und
gleichzeitig die Rationalisierung und die Qualität der Produktion zu fördern. Die zu diesem
Zwecke gewährten Beiträge, für die fast die gesamten für diesen Bereich vorgesehenen
Haushaltsansätze in Anspruch genommen wurden, gingen an ungefähr 500 in Südtirol tätige
Betriebe und hatten ein Investionsvolumen von ca. 230 Milliarden zur Folge". Also:
124 Milliarden Beiträge hat das Land eingesetzt gegenüber einem Investionsvolumen von
230 Milliarden! Die Beiträge würden mehr als die Hälfte der damit bezuschußten
Investitionen ausmachen. Das kommt mir erstens übertrieben vor und zweitens, glaube ich,
daß es nicht stimmen kann. Aber ich möchte dazu eben eine Stellungnahme hören.
Dann heißt es weiter im Bericht des Rechnungshofes auf Seite 39: "Laut den
einschlägigen Landesbestimmungen gilt für die öffentlichen Arbeiten erheblicher finanzieller
Tragweite weiterhin die beschränkte Ausschreibung als ordentliches Verfahren" - die
- 22 beschränkte Ausschreibung: licitazione privata - "für die Auswahl des Ausführenden". Und
dann kommt es: "Für Ankäufe, Arbeiten und Dienstleistungen im allgemeinen wird allerdings
immer häufiger die freihändige Vergabe nach Durchführung eines inoffiziellen Wettbewerbes
gewählt". Das ist die "trattativa privata". Der Rechnungshof sozusagen - Meraner dürfte
schon Recht haben, wenn er sagt, das ist ein Gefälligkeitsgutachten - kritisiert, daß für
Ankäufe, Arbeiten und Dienstleistungen im allgemeinen immer häufiger die freihändige
Vergabe, nach Durchführung eines inoffiziellen Wettbewerbes, gewählt wird. Auch dazu bitte
ich um Stellungnahme.
Und weiters geht aus dem Bericht des Rechnungshofes, Seite 55, hervor: "Schließlich
wird darauf verwiesen, daß mit Landesgesetz Nr. 8/91 bestimmt wurde, daß die Festlegung
des Ausmaßes der von Artikel 47 des Gesetzes Nr. 833/78 - das ist das alte
Sanitätsreformgesetz - und Landesgesetz Nr. 10/80 für das Personal der Sanitätseinheiten, das
Personal des Landeslaboratoriums für Hygiene und Prophylaxe und des Landesarbeitsamtes
vorgesehene Zweisprachigkeitszulage mit dem Arbeitsvertrag" - also vertraglich, nicht
gesetzlich! - "auf Landesebene erfolgt" - mit Landesgesetz ist das bestimmt worden - "in der
gleichen Art und Weise und mit denselben rechtlichen Wirkungen, wie für das Personal der
Gebietskörperschaften, welches in Südtirol tätig ist. Dadurch wurde der allgemeinen
Notwendigkeit der Vereinheitlichung der Besoldung in der öffentlichen Verwaltung auf
Landesebene Rechnung getragen. Mit der Absicht diese Bestimmung anzuwenden hat die
Verwaltung das Dekret des Landeshauptmannes Nr. 27 und das Dekret des
Landeshauptmannes Nr. 28, beide vom 18. November 1991, erlassen. Die Kontrollsektion" das ist der Punkt - "des Rechnungshofes hat jedoch den entsprechenden Sichtvermerk und die
Registrierung dieser Dekrete verweigert". Meine Frage: Was ist weiter damit geschehen oder
welchen Standpunkt nimmt diesbezüglich die Landesverwaltung ein?
Ich komme jetzt zu den erläuternden Bemerkungen zu den sektoriellen Maßnahmen.
Auf Seite 31 steht: "Für die Förderung der Vorführung kulturell und künstlerisch wertvoller
Kinofilme in deutscher Sprache wurde im Jahre 1991 der Betrag von Lire 31 Millionen
ausgegeben". Ich möchte sagen, im Staatsgesetz Nr. 118, Maßnahmen zugunsten der
deutschen Bevölkerung, neben dem Autonomiestatut ist sogar vorgesehen, daß diese Filme
gefördert werden sollen. Aber mir kommt dieser Betrag von 31 Millionen Lire, verglichen mit
anderen Beträgen, die auch für kulturelle Belange ausgegeben werden, herzlich wenig vor.
Und ich frage mich: Warum werden so wenig Filme, die kulturell und künstlerisch wertvoll
sind, angeboten, so daß auch gar nicht die Möglichkeit bestünde, mehr zu geben oder was hat
das für einen Grund? Jedenfalls ist das herzlich wenig.
Dann steht, daß im Jahr 1991 die Summe von 1,321 Milliarden Lire für den Druck und
die Erarbeitung von wissenschaftlichen Büchern ausgegeben worden ist, hauptsächlich in den
Bereichen Geschichte usw. Ich nehme an, daß damit auch das neue Geschichtsbuch für
Südtiroler Mittelschulen finanziert worden ist, von dem steht, der Manuskriptabschluß sei im
März 1992 erfolgt und das sei in diesem Herbst eingeführt worden, wird in der Schule neu
verwendet. Und darin wird, das stelle ich fest - aber den Kulturassessor, der für die deutsche
Schule zuständig ist, interessiert das ja nicht! - die Geschichte Südtirols, wie Südtirol zu
Italien gekommen ist - Untertitel: Südtirol soll italianisiert werden, Maßnahmen zur Assimilierung der Südtiroler, die wirtschaftliche Durchdringung, dann die Option und das
unmenschliche Entweder/Oder usw. - im Verhältnis zur Vergangenheit im großen und
- 23 ganzen, wenn auch nur kurz und bündig, ganz gut geschildert. Allerdings verstehe ich dann
nicht, wenn man sich schon so bemüht, das auch mit Karten, Fotos und Zitaten zu schildern,
so zum Beispiel wird zitiert, was der Sozialist Trebes und der Sozialist Riboldi in der
Kammer im August 1920 bezüglich der Annexion Südtirols gesagt haben. Zum Beispiel der
Sozialist Riboldi: "Man will mit Waffengewalt aufgrund eines Geheimvertrages 200.000
Deutsche Italien einverleiben. Aber wir wollen nicht, daß an unserer Grenze ein umgekehrter
Irredentismus zu unserem Schaden entsteht. Vielleicht gebt Ihr Euch der Illusion hin, man
könnte die Deutschen Südtirols absorbieren und entnationalisieren. Das ist eine große
Illusion. Hättet Ihr die Petition der 180 Gemeinden gelesen, dann wüßtet Ihr, daß diese Tiroler
Gemeinden deutsch und ladinisch sind, daß sie deutsch und ladinisch bleiben wollen...". Oder
es wird auch ein Brief von 1965 eines in der Schweiz lebenden Südtirolers wiedergegeben,
der eben nur italienische Schule gemacht hat und dann einen deutschen Brief schreibt, der
wirklich gut wiedergibt, was das eine Folge auf seine schriftlichen Deutschkenntnisse gehabt
hat. Ich verstehe aber nicht, wenn man dann die Maßnahmen zur Assimilierung der Südtiroler
kurz und bündig schildert: "Mit dem 10. Oktober 1920 wurde Südtirol rechtskräftig von
Italien annektiert. Alle Proteste, alle Versuche, die Berufung auf das Selbstbestimmungsrecht
waren erfolglos geblieben", wir haben so wenig hervorragende Kämpfer, die auch heldenhaft
dann sozusagen untergegangen sind, daß man nicht einen Innerhofer erwähnt, der damals bei
der Kundgebung in Bozen 1920 erschossen worden ist. Und dann, was die Schule betrifft, wo
ja schön erwähnt wird: "Schritt für Schritt war in den deutschen Schulen die Einführung der
italienischen Sprache als allgemeine Unterrichtssprache verfügt worden, nur im
Religionsunterricht durfte, nach einer Sonderregelung, die Muttersprache gebraucht werden.
Sogar der Privatunterricht in deutscher Sprache wurde bei Strafe verboten. So bekamen viele
Südtiroler keinen ausreichenden Unterricht in ihrer Muttersprache, obwohl mutige
Lehrerinnen und Lehrer trotz hoher Strafandrohungen in Geheimschulen, Katakombenschulen versuchten, den Kindern ein Minimum an Unterricht in ihrer Muttersprache zu
erteilen". Bei dieser Gelegenheit hätte man schon können - wie gesagt, wir haben ja nicht so
viele Helden in unserer Geschichte - Josef Noldin erwähnen.
Und schließlich ist dann die Rede wie der Pariser Vertrag zustandegekommen ist,
nämlich daß auch nach dem zweiten Weltkrieg das Selbstbestimmungsrecht verlangt worden
ist, daß sich die Vertreter der Südtiroler Volkspartei eingesetzt habe für eine
Volksabstimmung, bei der die Südtiroler entscheiden sollten, ob sie bei Italien bleiben oder
sich Österreich anschließen wollen usw. Da hätte man, wenn man auch nur die wichtigsten
Tatbestände erwähnen wollte, schon erwähnen sollen, daß unmittelbar im Frühjahr 1946 eben
rund 160.000 Unterschriften von Wählern gesammelt worden sind, um das
Selbstbestimmungsrecht zu verlangen, die dann dem österreichischen Außenminister in
Innsbruck zu Ostern 1946 übergeben worden sind. Und schließlich ist da vom ersten
Autonomiestatut von 1948 die Rede und dem Unterschied zwischen der Autonomie 1948, wo
also die wesentliche Autonomie eine Regionalautonomie war ...
PRESIDENTE: Consigliere Benedikter, avevo anticipato che alle ore 12 avremmo
sospeso i lavori per permettere al gruppo SVP di riunirsi. Lei ha consumato 14 minuti e ha a
disposizione ancora 46 minuti. Proseguirà il suo intervento nel pomeriggio.
- 24 La seduta è interrotta.
ORE 12.00 UHR
------ORE 15.08 UHR
(Namensaufruf - appello nominale)
VORSITZ DES VIZEPRÄSIDENTEN:
ROBERT KASERER
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE:
PRÄSIDENT: Wir fahren mit der Generaldebatte zum Tagesordnungspunkt Nr. 27
fort. Das Wort hat der Abgeordnete Benedikter zur Fortführung seiner Rede.
BENEDIKTER (UFS): Ich habe bezüglich des neuen, im heurigen Schuljahr das
erste Mal eingeführten Geschichtsbuches für Südtiroler Mittelschulen vorgebracht, daß darin
Südtirol nach der Annexion durch Italien unter dem Faschismus und dann selbstverständlich
auch nach 1943 dargestellt wird, jedoch gewisse Gegebenheiten, die bei einer solchen
Darstellung nicht fehlen sollten, nicht erwähnt, ausgelassen worden sind, zum Beispiel der
einzige Blutzeuge, den wir haben, Innerhofer und ein anderer, der ins Exil geschickt wurde,
nach Stromboli verbannt wurde, Noldin. Ebenso ist vom Siegesdenkmal keine Rede, wenn
schon die faschistische Assimilierungspolitik usw. geschildert wird. Und schließlich ist
selbstverständlich die Rede vom Pariser Vertrag und vorher, daß auch nach dem zweiten
Weltkrieg das Selbstbestimmungsrecht beantragt wurde. Es heißt, die Südtiroler Volkspartei
hatte die Selbstbestimmung in ihr Programm aufgenommen und daß eben dann ein Einsatz
erfolgt ist, um bei den Alliierten auf der Friedenskonferenz zu erreichen, daß das Selbstbestimmungsrecht ausgeübt werden kann. Aber es ist - was wirklich zur Geschichtsschreibung gehört, daß man wichtige Tatbestände erwähnt - nicht festgehalten worden, daß
160.000 Unterschriften gesammelt worden sind, von Wählern, die das verlangt haben. Es ist
da das Foto von Vigl, der das in Empfang nimmt. Und dann schließlich und endlich ist vom
ersten Autonomiestatut die Rede. Im Vergleich mit der Regionalautonomie von 1948 waren
die Deutschen in der Minderheit und mit der Landesautonomie umgekehrt. Und da werden
die Daten von 1948 hergenommen. Aber ein Buch, dessen Manuskript im März 1992
fertiggestellt wurde, hätte schon erwähnen sollen, wwelches der heutige Stand ist, nach der
letzten Volkszählung, das Verhältnis wieviel Deutsche, wieviel Italiener, wieviel Ladiner.
Damals waren es 210.000 Deutsche in Südtirol. Heute sind es 289.000. In der Region
545.000 Italiener. Hier scheinen 520.000 auf. Also die letzten Daten hätten schon, wie gesagt,
in ein solches Geschichtsbuch hineingehört.
Auf Seite 75 ist vom Bergbau die Rede. Die Maßnahmen der Landesverwaltung im
Bereich Bergbau, Gruben, Steinbrüche, Torfstiche, Mineralwasser für das Jahr 1991 hatten
den Zweck, die Schürfungen in den Marmorbrüchen anzuregen und zu fördern. Und
- 25 diesbezüglich wäre das gesamtstaatliche Parkgesetz, geschützte Flächengesetz, "aree
protette", zu erwähnen, das sich in erster Linie mit den Nationalparken befaßt und das uns
endgültig die Zuständigkeit für Nationalparke genommen hat. Es ist ja vom Land angefochten
worden, und der Verfassungsgerichtshof hat dementsprechend entschieden. Und der
Nationalpark Stilfserjoch ist ein Nationalpark, aber wird gemäß Staatsgesetz vom Staat
verwaltet, das heißt durch einen vom Staat eingesetzten Verwaltungsrat, Präsidenten usw., der
dann für alles zuständig ist, selbstverständlich in erster Linie auch für die Einhaltung des
Gesetzes. Im Gesetz ist vorgesehen, nicht in einer durch den Verwaltungsrat zu erlassenden
Verordnung, sondern im Gesetz selbst heißt es, daß es in den Nationalparken keinen Bergbau,
wie immer, geben darf. Bitte, der Verfassungsgerichtshof hat das bekräftigt, daß für den
Nationalpark Stilfserjoch der Staat zuständig ist. Und selbstverständlich, wenn es
Nationalpark bleibt, gemäß Gesetz - das steht im Gesetz geschrieben -, so wie es kein
Großkraftwerk geben darf, so auch keinen Bergbau, also auch keine Marmorbrüche. Es wäre
eben interessant zu wissen, es heißt da, das Land hat 1991 folgende finanzielle Beiträge
ausgegeben: für den Marmorbruch Weißwasser 70 Millionen, Marmorbruch Göflan
90 Millionen; also bei Inkrafttreten des Gesetzes auch für den Nationalpark Stilfserjoch
ändert sich das.
Dann ist die Rede davon, ich weiß nicht in Auseinandersetzung mit wem: "Wenn man
die von der Wildbachverbauung nach dem zweiten Weltkrieg mit trokenen und gemauerten
Künetten mit einer Länge von 84 Kilometer, wo einzig und allein eine gewünschte
Abflußbeschleunigung gegenüber naturbelassenen Gerinnen stattfinden kann, der
Gesamtlänge aller Gerinne in Südtirol von 15.000 Kilometer gegenüberstellt, so macht dies
einen Anteil von 5,6 Promille aus. Ja, aber das ist kein Maßstab. Ich habe mich in der
Zwischenzeit auch wieder in Verbindung gesetzt. Wennschon muß man es vergleichen mit
dem, was tatsächlich verbaut worden ist, nicht mit der Strecke aller Wasserläufe, Rinnsale,
Bäche usw. Da sagen sie, wenn ich es mit der Gesamtstrecke aller Wasserleitungen Südtirols
vergleiche, dann sind das nur 5,6 Promille. Das mag schon sein. Aber ich muß es vergleichen
mit dem, was verbaut worden ist. Wieviel habe ich vom Verbauten sogenannte Künetten
gemacht und wieviel nicht? Und da kommt dann selbstverständlich ganz eine andere Zahl
heraus. Also dieser Vergleich hat keinen Sinn, der ist Zum-Narren-halten.
In diesem Zusammenhang gibt es jetzt Stellungnahmen. Da hat im August 1990 in
Lund, in Schweden, eine internationale Tagung, International Workshop, stattgefunden für
Wiederherstellung der Bäche und Wasserläufe, wo die europäischen und die vereinigtstaatlichen Erfahrungen gegenübergestellt worden sind. Die Ergebnisse - ich habe da die
italienische Mitteilung - dieser Tagung sind in der internationalen Zeitschrift "Fresh water
biology" wiedergegeben. Und dort stehen solche Sätze, wie der folgende. Man hat sich eben
damit befaßt, nicht nur im Zusammenhang mit Südtirol. Ich übersetze aus dem Italienischen:
In weniger als zehn Jahren ist wegen der Wildbachverbauungen die Selbstreinigungsfähigkeit
der Etsch "è diminuita dell'80 %; la capacità di autodepurazione dell'Adige è diminuita
dell'80 %", schreiben sie.
BAUER (SVP): Wer schreibt das? Ein Journalist?
- 26 BENEDIKTER (UFS): Ich komme schon dazu. Das steht auch in dieser Zeitschrift
drinnen. Ich habe hier nur eine italienische Wiedergabe auszugsweise. "Se dieci anni fa una
particella d'acqua che partiva dalla cima di una montagna ci metteva tre giorni per arrivare
nell'Adige, oggi ci mette appena otto, dieci ore. Questo significa minore permanenza
dell'acqua sul territorio. E minore permanenza significa minore capacità di autodepurazione."
Dann ist eben die Rede von: "Comunque è quello" - also diese Renaturierung - "che stanno
facendo in Germania, in Svezia, negli Stati Uniti dove il processo di rinaturalisazzione dei
corsi d'acqua è già iniziata da qualche anno. Le grandi manovre dell'autorità di bacino" autorità di bacino, wissen wir, Bodenschutzgesetz - "rischiano di essere il deprofundis
dell'Adige. Si tratta infatti di enormi lavori di sistemazione e di impermeabilizzazione degli
argini, di costruzione di dighe, di laminazione, di depuratori che daranno il colpo di grazia
alla vitalità di tutto il bacino imbrifero dell'Adige." Das haben also diese Fachleute in Lund in
Schweden festgestellt, so daß das, was auf Seite 87 steht, nicht stimmt: "Aus dem Vorerwähnten dürfte wohl auch für den Nichtfachmann einleuchtend und klar hervorgehen, daß
durch die umfangreiche Tätigkeit der Wildbachverbauung nicht nur ein großflächiger Erosionsschutz und damit größtmögliche Sicherheit für den Siedlungsraum in den Gebirgstälern
Südtirols erreicht wird, sondern gleichzeitig auch die Anlaufzeit des Hochwassers in der
Etsch nicht wie befürchtet verkürzt, sondern verlängert und damit die Hochwasserspitze
verkleinert werden." Also, da sind andere Fachleute, die das Gegenteil behaupten.
Dann ist auf Seite 89 die Rede vom Landesenergieplan: "Im Jahre 1991 ist die
Ausarbeitung des Landesenergieplanes beendet worden". Niemand kennt ihn. Ich meine, die
Landtagsabgeordneten hätten schon das Recht, diesen Landesenergieplan, auf den man sich
so viel beruft, zu kennen. Wir wissen ja, seit dem Urteil des Verfassungsgerichtshofes, womit
das stattliche Bodenschutzgesetz von 1989 bekräftigt worden ist, haben wir an sich keine
Zuständigkeit mehr da etwas zu bestimmen, gesetzlich, rechtlich zu bestimmen. Aber
trotzdem, glaube ich, haben wir als Landtag das Recht, zu wissen - denn, wer sollte sonst das
Recht haben? -, was dieser Landesenergieplan überhaupt beinhaltet, auf den man sich schon
beruft, als ob er bereits in Kraft wäre.
Dann heißt es auf Seite 105: "Auf Kapitel 34005 standen 9 Milliarden Lire für
Beiträge an Verbände und Vereine zur Errichtung und den Ausbau von Sportanlagen zur
Verfügung. 5 Milliarden Lire wurden dabei der Mehrzwecksportanlage Pfarrhof Bozen
bereitgestellt". Also: von den 9 Milliarden 5 Milliarden für die Mehrzwecksportanlage
Pfarrhof Bozen! Es wäre wirklich interessant, nachdem ja immer, so wie in diesem LEROPPlan, darüber Klage geführt wird, daß schon zu viel von den Talböden verbaut, urbanisiert ist
und daß es höchste Zeit wäre, endlich ernsthaft Einhalt zu gebieten, wieviel Quadratkilometer
Sportstätten es in Südtirol gibt, die durchwegs in Talböden oder auf jeden Fall auf flachem
Kulturgrundgelände errichtet sind und auf diese Weise eben Kulturgrund, hauptsächlich, wie
gesagt, in den fruchtbaren Talböden vernichtet haben, obwohl wir etwas höher mehr als
genug Gelände hätten, um Sport zu betreiben, wobei ich nicht der Ansicht bin, daß gerade
jede, nicht nur Gemeinde, sondern Fraktion einen Fußballplatz braucht. Ich habe diesen
Standpunkt immer vertreten. Ich weiß nur zum Beispiel in Prettau: Am schönsten, ebenen
Gelände, das es dort gibt, hat müssen der Fußballplatz her.
KUSSTATSCHER (SVP): Auf dem Abhang wäre es noch schlimmer.
- 27 -
BENEDIKTER (UFS): Das ist keine Rechtfertigung, daß sie den Talboden, den man
bald mit Metern messen kann, für Fußballplatz hernehmen.
Was mich wundert, ist, daß für die Ausbildung von Bergführern verhältnismäßig
wenig ausgegeben wird. Ich weiß nicht, melden sich so wenig, obwohl in Südtirol müßte das
Bergführertum eigentlich eine beliebte Beschäftigung und auch gefragt sein. Zwanzig
Millionen Lire wurden für Fortbildungskurse von vierzig Bergführern verwendet und im
letzten Jahr haben zehn junge Bergführer ihre zweijährige Ausbildung abgeschlossen. Das ist
für Südtirol bestimmt nicht viel.
Dann ist die Rede vom Skipistenwesen. 70 Millionen Lire stellt die im Spätherbst 1991 fertiggestellte sogenannte Studie "piano Pasquali", ein organisches und sehr
detailliertes Konzept der Aufstiegsanlagen und Skipisten unseres Landes dar, das auch
Aussagen in bezug auf Infrastrukturen, wie Parkplätze, Hotellerie und Restaurationen,
Abwasser und Müllentsorgung enthält. Ich glaube auch hier hat der Landtag das Recht, diesen
"piano Pasquali" kennenzulernen. Ich glaube schon.
Für die Fürsorgetätigkeit, Finanzierungszuweisung an 19 Grundfürsorgekörperschaften für Auszahlungstätigkeit, Beiträge für Verwaltungskosten, Weiterbildung und
Informationstätigkeit ist ein Gesamtbetrag von 8 Milliarden 55 Millionen ausbezahlt worden.
Das betrifft das Existenzminimum. Und eigentlich wundert man sich, daß es nicht mehr ist,
wenn man bedenkt, im Absatz vorher steht: "Ein Schwerpunkt dieses Amtes für
Grundfürsorge und Altenbetreuung war weiters die Fürsorge der Nicht-EG-Bürger. Die
Maßnahmen ermöglichen es jedoch nur ein niedriges soziales Versorgungsniveau zu
gewährleisten". Aber immerhin eine Gesamtausgabe von einer runden Milliarde, bitte! Also:
Existenzminimum der Einheimischen 8 Milliarden und Nicht-EG-Bürger, die nicht so viele
sind, alles in allem 1 Milliarde.
Auf Seite 121 ist von folgendem die Rede: "Mit dem Land Tirol ist ein neues
Abkommen abgeschlossen worden, welches im Vergleich zu vorher die ambulanten
Dienstleistungen patientenfreundlicher regelt". Frage: Worin bestehen die ambulanten
Dienstleistungen, die das Land Tirol den Südtirolern leistet? Das Land Tirol verrichtet ja
nicht Dienstleistungen in Südtirol, sondern nur in Nordtirol und dort, nehme ich an, nur in der
Klinik oder vielleicht noch in ein paar anderen Krankenhäusern.
Für den Ankauf von medizintechnischen Geräten sind, bitte im Jahr 1991,
18,6 Milliarden Lire ausgegeben worden, was sicher ein großartiger Betrag ist.
So, ich glaube das wäre vorläufig alles. Ich erlaube mir, gegebenfalls später nochmals
das Wort zu ergreifen.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE:
SANDRO PELLEGRINI
VORSITZ DES PRÄSIDENTEN:
PRESIDENTE: La parola al consigliere Tribus.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Herr Präsident! Wir müssen eigentlich zu unserem
Bedauern feststellen, daß wir uns in diesem Hause noch nie eine wie immer geartete Regel
- 28 gegeben haben, wie die allgemeine Rechnungslegung diskutiert werden soll. Auf der einen
Seite tut man so, als handle es sich um eine regelrechte Abschlußhaushaltsdebatte. Es werden
die Zettel verteilt, wo man Auskunft über alle Kapitel erhält, aber ich bin mir auch bewußt,
daß der Landesrat Ferretti, der zwar aufmerksam als Hausherr hier sitzt ...
FERRETTI (DC): (interrompe)
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Ja, aber die anderen sind anderweitig beschäftigt.
Der Landeshauptmann selbstverständlich immer ausgenommen. Wir wissen, er weiß alles,
sieht alles, hört alles. Das wissen wir.
Von dieser Grundwahrheit ausgehend, kann ich mir nicht vorstellen, daß Landesrat
Ferretti, der zwar aufmerksam gelauscht hat, auf die Fragen meines Vorredners Benedikter
kaum Auskunft geben kann, wieso im Geschichtebuch, das der Kollege Hosp "verbrochen"
hat, der Noldin fehlt, ein Märtyrer aus dem Hause Benedikter. Und genauso kann ich mir
vorstellen, daß Landesrat Ferretti mir nicht erklären kann, wieso die Landesregierung
15 Milliarden Lire der Firma Cotonificio aus Bozen gegeben hat. Zufällig das ein
schlechtgewähltes Beispiel. Auf alle Fälle gibt es eine Hülle. Und deshalb ist die ganze
Diskussion vielleicht etwas müßig und es wäre an der Zeit, Herr Präsident des Landtages, daß
man, nachdem ja die Reform des Haushaltes fällig ist, vielleicht auch die allgemeine
Rechnungslegung irgendwie regelt, damit man weiß, wie sie vor sich zu gehen hat. Ansonsten
ist es eine reine Farce. An sich hat der Abgeordnete Frasnelli recht, der vor zwei Jahren hier
ein großes Theater aufgeführt hat und uns belehrt hat, wir würden überhaupt nichts von der
Welt begreifen, wenn wir die Rechnungslegung so nachlässig behandeln. Und das stimmt ja
auch. Einmal im Jahr müßte die Landesregierung verpflichtet sein, Bilanz zu ziehen. Bei der
Verabschiedung des Haushaltes, der ja nächste Woche fällig ist, werden ja einzelne Dinge
kaum diskutiert, sondern man plant für ein Jahr voraus. Es geht um die Festlegung von
Geldern für das kommende Jahr. Jetzt ist es eigentlich ganz logisch und ganz natürlich, daß
einmal im Jahr die Herren Landesräte auch dem Landtag Rechenschaft schuldig sind über
das, was sie getan haben und das, was sie nicht getan haben. Und das sollte eigentlich diese
Diskussion sein, und diesen Sinn und diesen Zweck sollte diese Diskussion erfüllen. Wie wir
sie heute führen, erfüllt sie den Zweck nicht, überhaupt nicht. Jetzt stehen wir vor dem
Dilemma, wir Minderheit, Opposition, sollen wir hier ein Spiel spielen? Also spielen wir uns
etwas vor, also wir fragen, füllen die Zettel aus usw. Danach werden wir feststellen, daß die
einzelnen Landesräte entweder nicht da sind, nicht antworten können, weil sie nicht
vorbereitet sind und, und, und. Und wenn es dann etwas länger dauert, werden sie sagen, jetzt
hört doch endlich auf, wir müssen ja weitergehen, wir kommen nicht weiter usw. oder wir
nehmen zur Kenntnis, daß die Rechnungslegung ganz einfach als Pflichtübung absolviert
werden muß, ohne überhaupt sich nur annähernd mit dem zu beschäftigen, was uns vorgelegt
wird. Ich muß dazusagen, daß bisher die Diskussion bei der Rechnungslegung sich auf den
Bericht und Entscheid des Rechnungshofes mehr konzentriert hat, aus dem man eigentlich
herausgeholt hat, wie mehr oder weniger ordnungsgemäß die Gebarungen des Landes sind
und an dem man sich dann auch orientiert hat, in der Kritik, in den Vorschlägen, die
vorgebracht worden sind.
- 29 Wie ich bereits aus der Aussage eines Kommissionsmitgliedes herausgelesen habe,
muß ich auch sagen, daß der heurige Bericht des Rechnungshofes von dem wenig hergibt,
also es ist eine relativ belanglose Aufzählung dessen, was eigentlich bereits der Landesrat
Ferretti in seinem Buch macht. Die Rechnungsprüfer beschränken sich im Grunde auf eine
Niederschrift in Worten der Zahlen, die im dicken Buch festgeschrieben sind. Es heißt ganz
einfach, daß im Sektor Industrie das Land erhebliche Mittel ausgegeben hat, um den Wert und
die Effizienz der Investionen zu steigern. Und so geht es durch die Bank. Im Bereich der
Forstwirtschaft sei auf die Kapitel der Berggebiete hingewiesen, für die insgesamt
32 Milliarden für folgende Maßnahmen vorgesehen wurden, wie Aufforstungsarbeiten und
Errichtung von Lawinenschutzbauten, Arbeiten zur Befestigung des Bodens, zur Erneuerung
und Instandhaltung der Waldwege und, und, und. Und so geht es weiter, Kapitel für Kapitel.
Am Ende wird nur festgestellt, daß alles ordnungsgemäß war.
Jetzt, wenn der Rechnungshof als die höchste moralische und buchhalterische Instanz
einer Verwaltung gesehen werden muß, dann leben wir in einem gelobten Land, dann
wundert man sich eigentlich, wenn auch in diesem Land hinter vorgehaltener Hand über
Machenschaften gesprochen wird, über Tangentopoli.
MERANER (FDU): Nicht mehr. Cuno Tarfusser macht demnächst einen Vortrag in
Bozen.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Jenen, die sich heute erdreisten, zu vermuten, im
Lande funktioniere etwas nicht oder es würden sich unter diesem breiten Mantel des
Landeshauptmannes potentielle Diebe oder unmoralische Personen verstecken, denen könnte
man ganz einfach entgegenhalten: Bitte, die höchste Instanz der Buchhaltung und der
Rechnungslegung hat beschlossen, daß wir ein gelobtes Land sind. Es ist ja keine einzige
Beanstandung enthalten. Es wird nur festgehalten, daß zum Beispiel, was die
140 bevollmächtigten Beamten betrifft, die einen Gesamtbetrag von 380 Milliarden Lire
gefertigt haben, drei Abrechnungen beanstandet worden sind - also drei von Tausenden - und
daß das alles dann richtiggestellt worden ist.
Ich glaube, keine Verwaltung der Republik, aber auch Europas, kann mit so einem
Ergebnis hausieren gehen, im Positiven. Die einzige Beanstandung ist, daß drei Beamte eine
Rechnung vergessen haben. Und das ist dann sofort korrigiert worden, ist alles termingerecht,
ist alles in Ordnung. Man wundert sich dann wieso und wer sich erdreistet, von
undurchsichtigen Situationen zu sprechen. Es muß da etwas nicht stimmen. Es müssen da
böse Menschen herum sein. Es steht zum Beispiel auch geschrieben: "Im Sektor Sport und
Freizeit finanzierte das Land vor allem durch die Gewährung erheblicher Beiträge und
Zuschüsse für Sporttätigkeiten und den Bau, die Verbesserung von Sportanlagen, im
Landesgebiet tätige Körperschaften." Punkt. Und da ist die Frage, die man sich vielleicht
stellen darf, ob der Rechnungshof zu sehr ganz einfach zur Kenntnis nimmt was geschieht;
also man nimmt zur Kenntnis, daß soundsoviele Milliarden vergeben werden, aber eine
effektive Kontrolle, wo und wie die Gelder eingesetzt werden, findet eigentlich nicht statt.
Wir haben eine rein formaljuridische Kontrolle, d.h. es stimmen die Stempelmarken, es
stimmen die Unterschriften, es stimmen die Zettel, aber dann hört die Kontrolle auf. Und das
ist ein Problem, das bereits vor einigen Jahren diskutiert worden ist: Was kann das Land tun,
- 30 also wie kann sich die Landesverwaltung organisieren, damit sie feststellen kann, ob die
Gelder, die Investionen, die sie tätigt, auch zielführend eingesetzt werden? Frage: Überprüft
das Land, ob die vorhin genannten Milliarden an den Cotonificio Bolzano, das ist ein
Beispiel, ob diese 14 Milliarden, die lockergemacht werden, auch so eingesetzt werden, wie
in der Vergabe vorgesehen? Diese Frage betrifft den Cotonificio, betrifft aber auch alle
anderen. Das ist die Frage, die gestellt werden muß, damit einer buchhalterischen Kontrolle
auch eine Zweckkontrolle entspricht. Wenn A) stimmt und B) nicht stimmt, dann natürlich ist
das Problem noch nicht gelöst. Erst wenn beide Überprüfungen einigermaßen stimmen, dann
kann man von einer Effizienz sprechen.
Wenn ich mich richtig erinnere, Herr Landesrat Ferretti, ist vor nicht allzulanger Zeit,
vor einem Jahr glaube ich, eine Studie in Auftrag gegeben worden, in der ja gerade dieses
Problem hätte angegangen werden sollen, d.h. eine Studie, um ein System ausfindig zu
machen, damit gerade dieser Aspekt besser in den Griff bekommen werden kann. Wenn ich
jetzt die Polemik der letzten Tage hernehme, weil das eben aktuell ist: Da ist eine
Sportvereinigung, diese bekommt Geld, und da stimmt jetzt etwas nicht, sagt man. Es ist alles
noch nicht bestätigt, aber bitte, man sagt, hier stimme etwas nicht. Das Land sagt dann
natürlich: Ich bin schuldlos. Der Landeshauptmann und auch der zuständige Landesrat
Sfondrini haben erklärt: Moment, wir sind da schuldlos. Im Gegenteil, das Land ist betrogen
worden. Das Land ist hineingelegt worden. Also das Land muß darauf reagieren. Frage:
Welches System ist ausfindig gemacht worden bzw. kann ausfindig gemacht werden, damit
die Veruntreuung von Landesgeldern vermieden werden kann. Andererseits sind wir da vor
einem großen Problem. Wenn ich bedenke, wie heute allgemein in ganz Italien über die
Subsidiarität gesprochen wird. Heute entdeckt man in Italien das Prinzip der Subsidiarität.
Man tut jetzt so, als sei all das, was öffentlich ist, alles das, was öffentliche Investionen sind,
undurchsichtige Geldmühlen und dort niste sich Tangentopoli ein und, und, und. Als Antwort
darauf sagt man in ganz Italien: Was muß man dagegen tun? Einfach Subsidiarität. Man muß
alles abgeben, was die öffentliche Hand hat. Wir Südtiroler waren ja in der Republik Italien
die Lehrmeister. Wir waren die ersten und einzigen, die den Begriff der Subsidiarität immer
eingeführt haben und damit auch entsprechend angegeben haben. Heute hört man das Wort
Subsidiarität zum Beispiel wiederholt aus dem Mund des Abgeordneten Viola, der ja ein Verfechter der Staatsressorts war und des Staatsmonopols. Heute sagt er immer: Die Subsidiarität
und das Volontariat, das seien die neuen Hoffnungsträger der Republik. Nun, wir sind die
Erfinder oder Nachahmer der Subsidiarität und plagen uns heute auch mit einem Problem der
Moralität, nennen wir es so, oder der Transparenz, weshalb die Sache etwas kritisch wird.
Wenn man gerade auf theoretischer Ebene die beiden Konzeptionen durchspielt, dann sind
wir heute nicht gerade beispielgebend für die Republik, weil wir ja gerade das haben, was
man anderswo uns dabei ist, nachzumachen. Der Staat, die öffentlichen Körperschaften geben
ab, soweit als möglich. Sogar der Tabak wird abgegeben, mit allen Sorgen und Problemen,
die das zur Zeit auch mir bereitet. Aber auch relativ einträgliche Betriebe werden im Zuge
dieser Privatisierung und Subsidiarisierung abgegeben, weil man hofft, das sei die Effizienz.
Unser Haushalt baut zu 90 %, außer die eigenen Betriebe, auf Subsidiarität auf und hat
ja in irgendeiner Form durch die Schaffung von eigenen Betrieben usw., die zwar am Land
hängen, aber alle subsidiarisiert. Ich meine auch als typisch empfundene Landesbetriebe
werden subsidiär verwaltet. Die Bibliotheken, die Museen, der ganze Wohnbau wird
- 31 subsidiär verwaltet. Also wir haben eine Reihe von Betrieben, wo es schon ein Problem ist,
wie für diese Betriebe die Gesetzmäßigkeitskontrolle erfolgt, so wie sie heute erfolgt und wie
sie zu erfolgen hat, damit eben das Gerede und der Tratsch, und all das, was zur Zeit die
Diskussion und die Presse kennzeichnet, ein für allemal aus dem Wege geräumt werden
können. Ich glaube, es wäre töricht, sich zu freuen, daß jetzt auch in Südtirol endlich irgend
etwas passiert. Ich glaube, daß wir uns freuen sollten und freuen müssen, wenn Südtirol eine
saubere, eine transparente Verwaltung vorzuweisen hat und wenn Südtirol nicht von Skandalen, Tangenten usw. geplagt wird. Das müßte das Ziel und das Anliegen aller sein. Deshalb
halte ich nichts von jenen, die nach den ersten Nachrichten in der Zeitung gejubelt haben:
Endlich auch wir! Das, glaube ich, ist nicht die Aufgabe, die uns zusteht. Im Gegenteil, wir
müssen wennschon uns bemühen und nach Wegen suchen, um diese Dinge zu vermeiden.
Und sollten sie effektiv vorhanden sein, dann ist es Aufgabe des Landes, des Landtages und
der Landesregierung in der Vergabe der Gelder jenen Mechanismus einzubauen, der es, sollte
es einmal passiert sein, in Zukunft vermeidet, daß öffentliche Gelder veruntreut werden; das
heißt auf der einen Seite eben zu überprüfen, also wenn heute sich die Frage stellt, wie die
Gebarung und die Gesetzmäßigkeitskontrolle jener Betriebe erfolgt, die außerhalb unseres
Haushaltes stehen und somit praktisch autonom sind, eben subsidiär behandelt werden und
auf der anderen Seite dasselbe auch für jene Zuwendungen, damit man feststellen kann, ob
die Gelder effektiv für das eingesetzt werden, wofür sie geplant waren. Das, glaube ich, ist
eine Problematik, die überlegt werden muß. Und ich erwarte mir, daß uns der Landesrat
Ferretti diesbezüglich dann Auskunft erteilt, gerade weil ja vor nicht allzulanger Zeit eine
Studie in diese Richtung in Auftrag gegeben worden ist - wenn ich micht nicht täusche, Innsbruck. Vielleicht kann er diesbezüglich bereits etwas berichten.
Das wäre allgemein zur Rechnungslegung meine Intervention. Und jetzt käme
eigentlich die sektorielle Diskussion. Ich weiß jetzt auch nicht, ob man damit überhaupt
beginnen soll. Das Buch ist sehr dick. Herr Landesrat Ferretti, das Buch ist ganz gut. Sie
sagen, es ist eigentlich ...
FERRETTI (DC): (interrompe)
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Nein, es ist ganz nett. Ich meine, es ist ja nicht
vorgesehen, aber es wird gemacht. Wenn das Buch anständig gemacht wäre, in dem Sinne,
daß man das nicht so sehr als eine belanglose Aufzählung betrachten würde. Ich meine, wenn
jemand schreibt: "Bibliotheken. Wir haben heuer wieder schöne Bücher gekauft." Es ist
logisch, daß für Bibliotheken schöne und wertvolle Bücher gekauft werden. Wenn man das
zum Beispiel so aufbauen könnte: Jahr 1991: Welche Ziele hat sich der Landesrat in diesem
Jahr gesetzt? Der Landesrat, nehmen wir den Landesrat Alber her, denn dieser baut wie ein
Verrückter, der sagt, er hat 100 Bauvorhaben. Er könnte ja sagen: "100 Bauvorhaben waren
geplant, 30 sind fertiggestellt, 20 sind noch fertigzustellen, dieser Betrag ist ausgegeben
worden". So wüßte man effektiv, was passiert ist. Ansonsten weiß man wirklich nicht, was
effektiv in einem Haushaltsjahr geschehen ist.
Beispielsweise möchte ich vom Landesrat Alber erfahren, wenn er da wäre: Vor zwei
Jahren haben wir von einem Programm betreffend die Beseitigung der architektonischen
Barrieren für die Behinderten gesprochen. Das war ein Projekt, ein Programm usw. Ich
- 32 möchte wissen, ist das durchgeführt worden oder sind wir noch weit davon entfernt? Wie weit
sind wir diesbezüglich? Oder, immer Landesrat Alber betreffend, weil ich gerade jene Seiten
aufgeschlagen habe, die ihn betreffen: Radlwege. Auch da gab es ein Konzept, ein Projekt, ist
verkündet worden usw. Ich möchte einmal wissen, wieviel Kilometer Radlweg heuer, in
diesem Haushaltsjahr, gebaut worden sind, genauso wie ich wissen möchte, beliebigen Sektor
betreffend, sagen wir die Jugend betreffend, welche Infrastrukturen für die Jugend in diesem
Jahr errichtet worden sind, in welchen Dörfern und, und, und. Es wäre interessant und auch
nützlich für die Landesräte, für ihre Selbstdarstellung.
Herr Landesrat Mayr, wieder genesen? Der Landesrat Mayr ist der Schlauste von
allen. Er bringt jedes Jahr seinen Agrarbericht heraus, wo er sich entsprechend selbstdarstellt
und kann somit im dicken Buch darauf verweisen: Bitte, wer etwas wissen will, nehme
Einsicht in die bebilderte, mit Unterschrift und Fotos versehene Selbstdarstellung im
Agrarbericht. Vorzügliche Sache! Bitte, wenn es alle so machen würden, dann hätte man
vielleicht ...
ABGEORDNETE: (unterbrechen - interrompono)
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Er ist der Beste. Wollen wir nicht polemisieren.
Genauso wäre es interessant, wäre der Landesrat Kofler anwesend, etwas Näheres
über die sehr vielen Studien zu erfahren, die einer Pasquali zum Beispiel, die Skipisten
betreffend, und einer Reihe von anderen interessanten Studien, die hier aufgezählt sind und
die hier in Auftrag gegeben worden sind.
Aber, bitte, wissend, daß mir Landesrat Ferretti diesbezüglich keine Antwort schuldig
ist, weil er ja nicht der Hüter seiner Schafe ist, werden wir den zweiten Teil, also den
detaillierten Teil auf die Kapiteldebatte verschieben, die vielleicht dann mehr bringt.
VIOLA (PDS): Come risulta dalla relazione, io ho votato contro questo conto
consuntivo. La ragione non è dovuta ad un'astratta velleità di essere contro, perché essere
contro in astratto ha lo stesso senso che essere a favore in astratto, non ha nessun senso; va
visto sempre di volta in volta, caso per caso. La ragione fondamentale è semplice: non ho
bisogno di dilungarmi, né di esaminare capitolo per capitolo tutte le risultanze di questo
disegno di legge; è una cosa che ho ripetuto mille volte, che continuo a ripetere, che forse mi
rende anche un po' strano e ridicolo a doverla ripetere sempre, però forse non è inutile.
E' stato detto, anche da altri, che noi non siamo in grado di dare un giudizio di merito
preciso, non sulla regolarità amministrativa, ma sull'efficacia ed efficienza dell'impiego,
perché ci mancano gli strumenti necessari per farlo. Così come è necessario un microscopio
per poter vedere dei corpi di diametro inferiore ad una certa misura ed è necessario il
telescopio, ed è necessario il radar, c'è tutta una strumentazione senza la quale certi oggetti
non possono essere visti, e senza la quale certe valutazioni non possono essere date, allo
stesso modo ci manca lo strumento principe di analisi di un conto consuntivo che si chiama
"controllo di gestione" e relativo "rapporto di gestione". In nessuna azienda privata ci si limita
a fare il bilancio preventivo, poi il conto consuntivo alla fine dell'anno, e in mezzo si lascia
semplicemente il vuoto, vuoto, nel senso che poi sarà riempito dalla concreta attività dei
singoli assessori. Nelle aziende private, verso le quali non nutro nessuna particolare simpatia
- 33 pregiudiziale dato il tipo di formazione, ma verso la quale non ho neppure un'antipatia
pregiudiziale, nelle aziende private, una volta impostato il bilancio, c'è bisogno di un
monitoraggio continuo, di un controllo continuo, diciamo in tempo reale, giorno per giorno,
settimana per settimana, dei flussi di spesa. C'è poi un problema di controllo contabile, di
regolarità, di evitare errori o reati, ma questo lo diamo per scontato. Non è questo che
interessa o non è soltanto questo che interessa; interessa invece la verifica settore per settore
di una determinata attività, di un bilancio provinciale, come vanno i flussi di spesa, dunque di
investimento, in un certo assessorato, in una certa ripartizione, se ci sono assessorati o
ripartizioni che spendono troppo o altri che spendono troppo poco. In alcuni casi c'è una
carenza di efficienza o anche l'incapacità di spesa, e via di questo passo.
Questo strumento consente di consegnare mese per mese il rapporto di gestione e alla
fine dell'anno il rapporto annuale di gestione che accompagna il conto consuntivo. A mio
avviso, quindi, per fare efficacemente il nostro lavoro, avremmo bisogno da un lato, perché è
previsto dalla legge, della relazione della Corte dei Conti, la quale Corte dei Conti, come è
noto, dà un esame attento ed importante, ma di tipo sostanzialmente contabile e di regolarità,
ma dall'altro lato avremmo bisogno del rapporto di gestione che c'è nelle imprese private, ma
che c'è ormai anche in molte amministrazioni pubbliche. Ho raccontato di una mia indagine
quando ho presentato una mozione alla fine dell'anno scorso, che poi è stata respinta, in cui
chiedevo di istituire questo controllo di gestione con i relativi rapporti di gestione, sulla base
non di un'astratta e velleitaria richiesta cervellotica, ma sulla base di un esperienza concreta.
Ero andato a vedere da vicino il funzionamento di quattro Regioni da questo punto di vista: la
Regione Veneto, la Regione Emilia Romagna, la Regione Lombardia, la Regione Piemonte.
Cito soltanto due esempi per chiarire. Il più importante, perché è il primo, il più
sviluppato, il più autorevole, è quello della Regione Lombardia, che ha istituito già dal 19831984 una sorta di ispettorato interno, fatto di funzionari altamente qualificati, indipendenti, i
quali fanno questo tipo di controllo, andando quasi giorno per giorno, mettendo il tutto in un
grande computer che analizza in maniera estremamente dettagliata tutto il flusso finanziario
di spesa e che segnala i problemi, nei settori dove sorgono. Si accende una lampadina rossa
per dire che c'è qualcosa che non quadra da un punto di vista della metodologia ideale di
intervento. Non dico che siano stati fatti miracoli, ma la cosa è collaudata e funziona. Ho
parlato con il dirigente di Milano che la seguiva. Un'altra Regione, che è partita in grande stile
e con grande entusiasmo in questa direzione, lo scorso anno, è la Regione Veneto, la quale ha
istituito uno staff di 22 o 23 economisti, assunti dopo un corso-concorso - molti di loro erano
bocconiani, quindi estremamente qualificati - e li hanno sguinzagliati a fare questo lavoro.
Non so come sia andata poi la cosa, perché non ho visto il rapporto di gestione del Veneto,
però ho visto, ed ho una copia a disposizione, il rapporto di gestione della Lombardia.
Se noi avessimo avuto, soprattutto dei consiglieri come me, che poi non sono degli
economisti - mi pare che di laureati alla Business School di Harward o alla Bocconi di Milano
ce ne siano pochi, questa è la mia impressione, sia fra l'opposizione che fra la maggioranza se noi avessimo avuto questo tipo di strumento conoscitivo e analitico, il rapporto di gestione
che in queste Regioni viene distribuito sia alla maggioranza che all'opposizione e quindi alla
stampa, divenendo quindi un documento a disposizione della pubblica opinione, credo che
avremmo potuto dare un giudizio estremamente più preciso, e soprattutto, a parte il giudizio
dell'opposizione, la Giunta avrebbe avuto uno strumento per autovalutarsi e per autovalutare
- 34 la propria attività. Il Presidente della Giunta, che non è semplicemente l'imperatore
medioevale che aveva poco potere, perché distribuiva il tutto agli assessori feudatari, ma che
deve essere il coordinatore di tutta l'attività, avrebbe un quadro preciso del funzionamento dei
singoli assessorati, una volta stabiliti i principi politici, che non tocca ai computer fare, né i
controlli di gestione all'inizio dell'anno o all'inizio della legislatura.
Sappiamo dalla Corte dei Conti che non ci sono state delle irregolarità; ci sono anche
dei giudizi alcuni dei quali positivi - questo ci rallegra indubbiamente -, però in mancanza di
strumenti più efficaci di analisi, io non posso che lamentare il fatto che la proposta per questo
controllo di gestione sia stata respinta in maniera anche piuttosto frettolosa, per quanto
riguarda almeno la Giunta, e quindi che il Consiglio stesso, la Giunta e la pubblica opinione
non abbiano uno strumento molto più efficace di controllo.
BENUSSI (MSI-DN): La discussione che normalmente avviene in questo periodo
ogni anno, circa la relazione sul rendiconto generale del bilancio, è una discussione più a
carattere formale che sostanziale. La si fa, perché è previsto che la si debba tenere, ma dal tipo
di interventi fatti dai colleghi, da quello che specialmente è capitato l'anno scorso, dove,
tranne poche parole dell'opposizione, assai poco è stato detto dagli altri, risulta che si tratta di
accettare la documentazione che viene presentata e poi fare le osservazioni di merito, come
del resto è logico che vengano fatte.
Mi permetto allora di osservare, come membro della terza Commissione legislativa,
che i lavori della Commissione, specie per quanto riguarda la trattazione dei bilanci, sia in
sede preventiva, sia in sede consuntiva, sono molto pesanti ed affrettati per un motivo molto
semplice: la documentazione arriva in ritardo. Trattandosi di un bilancio è ovvio che la
documentazione sia veramente ponderosa, bisogna prenderne atto, però da un punto di vista
anche formale occorre dire che la relazione che è stata presentata quest'anno è stata migliore
rispetto al passato, perché ci ha messo in condizione di poter esaminare anche da un punto di
vista critico le varie voci. Comunque è stata consegnata ai membri della Commissione con
notevole ritardo.
Questo è il motivo per cui, pur avendo la data del mese di settembre, noi abbiamo
trattato questa legge nei giorni 11, 12 e 13 novembre. La documentazione ci è stata data, non
voglio dire la mattina, quando abbiamo iniziato l'esame in Commissione, ma poco prima. Che
cosa significa questo? Significa che i commissari, come avrebbero desiderato e voluto,
avrebbero dovuto fare un confronto per conto proprio, non solo basandosi su quelle che sono
le cifre esposte dall'assessorato competente, ma fare un controllo tra quelli che erano gli
intendimenti preventivi e i risultati finali conseguiti. Ci si basa, come è doveroso da parte
nostra, sulla decisione della Corte dei Conti. La Corte dei Conti, questa volta, a differenza del
passato - e non faccio delle considerazioni - sembra non abbia trovato niente di particolare da
eccepire; il che ci può tranquillizzare, però se uno osserva meglio, sembra che sia un
panegirico di quello che è stato deciso dalla Giunta. Senza ripetermi su quello che hanno detto
gli altri prima, sembra quasi che un solertissimo funzionario della Giunta abbia steso questo
bilancio, senza avvalersi dei suoi collaboratori. Mi permetto allora di fare una critica, perché
non tutto è oro colato, anche se la Corte dei Conti, che ha il compito principale di controllare
che le cifre corrispondano agli stanziamenti e alla legge, ci rassicura. Noi abbiamo potuto
rilevare - lo ha detto già il collega Viola - alcune difformità. Dalla relazione della terza
- 35 Commissione legislativa, relazione letta questa mattina dal consigliere Kußtatscher,
vicepresidente della Commissione, risulta per quanto mi riguarda: "Il consigliere Benussi ha
affermato la necessità di un controllo gestionale, sottolineando che ciò che veramente
interessa conoscere, sia ai consiglieri, sia ai cittadini che essi rappresentano, e quale sarebbe
stata la migliore utilizzazione possibile della disponibilità finanziaria effettivamente accertata
al termine della gestione finanziaria. Il consigliere ha quindi suggerito l'utilizzo da parte
dell'amministrazione provinciale di esperti in organizzazione aziendale, in modo da
migliorare l'operato dei diversi settori amministrativi". Ora, senza entrare nel dettaglio e
andare a vedere il perché e il per come, riteniamo che tutto il lavoro che ci viene affidato nella
terza Commissione legislativa, della quale sono contento di far parte anche in qualità di
segretario, ci porta a lavorare in maniera non produttiva come desidereremmo. Questo è
anche il motivo per il quale, oltre ad avere l'intenzione di presentare una relazione di
minoranza per quanto riguarda il bilancio preventivo 1993, che andremo a discutere tra pochi
giorni, ci troviamo in condizione di fare una relazione di minoranza in tempi brevi. Questo è il
motivo per il quale abbiamo dovuto rinviare le sedute della prossima settimana e trattare
subito questo tema anziché discutere tutto con più calma in gennaio. Se si arriva in questo
modo a discutere un bilancio preventivo così importante - credo sia una delle cose più
importanti che deve decidere questo Consiglio - a discuterlo la vigilia di Natale, perché non si
è in condizione di poterlo trattare ed esaminare come dovuto e prescritto prima, significa che
non tutto funziona come si vuol far credere che funzioni.
Vengono, allora, da fare delle considerazioni sul se c'è o meno l'effettiva capacità ed
efficienza di poter arrivare in tempi brevi a presentare ai consiglieri, come è nel loro diritto, la
documentazione necessaria. Se tutto va bene, come sembrerebbe affermare la Corte dei Conti,
devo dire che l'efficienza e la snellezza di tutto questo apparato burocratico non è poi così
vera. Credo che tutto questo apparato dovrebbe preparare la stesura del documento più
importante della legislatura e della gestione finanziaria di un anno in modo più puntuale. Non
credo che questa sia un'esigenza che viene pretesa esclusivamente dalle opposizioni per
spirito critico o per opposizione pura; penso che questo sia nell'interesse anche dei colleghi
della maggioranza, che non fanno parte della Giunta, ma anche degli stessi appartenenti alla
Giunta, ognuno dei quali saprà tutto del proprio settore operativo, ma forse meno di quello
degli altri assessorati. Ritengo allora che sia doveroso metterci in condizione di esaminare il
bilancio per tempo e dovutamente, con la capacità che a ciascuno di noi compete, e con il
desiderio veramente di approfondire e confrontare. Sarebbe veramente interessante poter
esaminare questo documento mettendo il bilancio preventivo a confronto con quello
consuntivo, e fare delle considerazioni, altrimenti uno è costretto a leggere in fretta e furia i
documenti. Tra l'altro in Commissione, come risulta dalla relazione, il passaggio alla
discussione articolata è stato approvato con tre voti favorevoli e tre contrari, per cui come da
Regolamento il voto del presidente ha prevalso; se fosse mancato un solo membro che ha
votato a favore, non avremmo potuto trattare il bilancio. Vi sembra questo un modo serio di
agire di un apparato burocratico molto efficiente? Io ero abituato a lavorare in maniera
diversa, ma i tempi sono cambiati; oggi le cose possono essere obsolete, però facevamo dei
test di tanto in tanto, e come capo dell'organizzazione dovevo fare intervenire qualcuno da
fuori, chiedendo di dirci se c'era qualcosa da migliorare, qualcosa di innovativo che ci permettesse di raggiungere gli obiettivi in tempi minori, con costi contenuti. Questo è un sistema di
- 36 agire e di operare in maniera razionale ed analitica, senza arrivare come ha detto prima il
collega Viola, a studiare nelle scuole più famose di economia. Ho fatto la scuola superiore di
economia a Parigi, che viene tenuta per i funzionari statali e checché se ne dica, di tanto di
tanto bisogna riconoscere nei confronti della Francia che l'apparato statale della Francia è uno
tra i migliori del mondo dal punto di vista economico, dal punto di vista delle capacità. I
burocrati francesi sono dei signori e non dei passacarte, e possono insegnare sia al mondo di
lingua tedesca, sia al mondo americano e perfino a quello giapponese.
Tenuto conto di questo, cerchiamo di aumentare la capacità d'esame di un bilancio,
mettendo i consiglieri nella condizione di poter effettivamente svolgere la loro funzione. Dico
sinceramente che con tutta la buona volontà, con la minima capacità che posso avere, con la
doverosa modestia da parte mia, che mi dice che non posso fare più di quello che riesco e che
arrivo nonostante la buona volontà a fare, noi operiamo in una maniera inadeguata. La terza
Commissione, che si deve pronunciare sul bilancio, si trova in fretta e furia a discutere, a
passare un articolo dietro l'altro. Ribadirò questa impostazione politica in occasione della
discussione sul bilancio preventivo 1993 la vigilia di Natale, ma mi chiedo se è giusto che
questo avvenga. Siete soddisfatti che questo avvenga o credete sia colpa delle opposizioni? Io
penso che le opposizioni - nel mio piccolo l'ho dimostrato - e i colleghi della terza
Commissione, appartenenti alla maggioranza non possano non disconoscere la nostra buona
volontà; sempre presenti dall'inizio alla fine, sono lì a dare un apporto sostanziale, non solo
per criticare o cercare il difetto, ma anche per suggerire. Purtroppo i suggerimenti non
vengono ascoltati.
Per questo, senza addentrarmi oltre nella discussione, come ha fatto il consigliere
Benedikter, avendo ancora 48 minuti, alla fine non ci resta che accettare quanto dice la Corte
dei Conti. Non potremmo fare altro; è quasi inutile il nostro intervento. L'unica cosa che
posso fare in questo momento è questa: poiché il bilancio preventivo non lo avevamo
approvato per tutti quei motivi che avevo espresso in occasione della discussione sul bilancio
preventivo, tenuto conto anche delle considerazioni che ho fatto finora, non potremo fare altro
che esprimere il nostro voto contrario.
MERANER (FDU): Unser Freund, der Minister Costa, würde mit diesem Bericht
wahrscheinlich keine große Freude haben. Aber als Südtiroler Bürger und Verantwortungsträger müßte ich mich über einen so schönen Bericht freuen. Allein mir fehlt der Glaube.
Wenn das aber sich alles so verhält, wie es uns der Rechnungshof weismachen will, dann
möchte ich vorwegnehmen: unsere Assessoren sind unglaublich unterbezahlt. Für so
qualifizierte tadel- und makellose Manager müssen einfach andere Entgelte vorgesehen
werden. Es ist nicht zumutbar, meine Damen und Herren, daß wir solchen Spitzenleuten
Entgelte genehmigen, die ein Vielfaches unter dem sind, was ähnlich tüchtige Menschen
draußen in der privaten Wirtschaft verdienen. Ich möchte also ganz konkret dafür plädieren,
daß wir den Assessoren ihre Entgelte - wenn dies alles stimmt, was wir hier lesen; das ist
dann natürlich noch zu überprüfen - vervielfachen, denn sie verdienen es.
Technisch gesehen ist dieser Rechnungsabschluß ein guter. Ich möchte hier wiederum
den Beamten danken, den Mitarbeitern des zuständigen Landesrates; in diesem Sinne ihm
selbst auch, denn er ist ja der Verantwortliche dafür, daß technisch gesehen diese
Haushaltsabrechnung klar und übersichtlich gestaltet ist. Was hingegen die deutsche Sprache
- 37 bei den Berichten betrifft, Herr Landesrat, möchte ich Sie nochmals inständig ersuchen, daß
Sie dafür Sorge tragen, damit geeignetes Personal, auch im Hinblick auf die deutsche
Sprache, einen Text vorlegt, der zumutbar ist. Sie können und dürfen sich nicht darauf
berufen, daß Sie sagen: Uns wird ein italienischer Text vom Rechnungshof vorgelegt, videant
consules. Ich verstehe, daß Sie sagen, ich kann es doch nicht selbst übersetzen. Das wird auch
nicht verlangt, obwohl ich der Meinung bin, daß Sie aufgrund Ihrer Kenntnisse manches
besser übersetzt hätten. Aber das verlangt Ihnen niemand ab. Nur für uns können nur Sie der
einzige Verantwortliche sein. Wie sie das dann machen, das ist Ihr Bier. Videant consules.
Und so möchte ich in folgendem eigentlich weniger auf die Landesregierung Bezug
nehmen als auf den Verfasser dieses Berichtes, nämlich auf den Rechnungshof. Ich habe es
schon in der Kommission gesagt: Nach meiner politischen Bewertung handelt es sich dabei
um ein Gefälligkeitsgutachten, das so ausgefallen ist, als ob der Landeshauptmann bei den
Rechnungsrevisoren den Vorsitz geführt hätte. Und das könnte man ihm dann nicht verargen,
denn man kann dem Chefmanager nicht abverlangen, daß er sich und seine Nebenmanager
möglichst anschwärzt. Ins Stammbuch sei dem Rechnungshof aber geschrieben, daß ein
solcher Bericht in Zukunft nicht mehr vorgelegt werden sollte, ansonsten wird man Mittel und
Wege finden müssen, wie diese Verantwortungsträger auf die rechte Bahn gebracht werden
können. Ich habe den Eindruck, als hätten diese Herren das Koalitionsprogramm gelesen und
dann im Bericht so getan, als ob das Koalitionsprogramm auch tatsächlich gänzlich
verwirklicht worden wäre. Sie haben so getan, als ob das Programm Wirklichkeit wäre,
obwohl das in Wirklichkeit überhaupt nicht stimmt. So wird besonders lobend
hervorgehoben, daß im Bereich der Subsidiarität alles bestens liegt. Das Gießkannensystem
bei den Subventionen ist endgültig abgeschafft worden. Wir haben eine sehr rationelle und
saubere Verwaltung. Der Rotationsfonds, der noch nicht gänzlich funktioniert, das muß man
einmal sagen, zum Zeitpunkt der Kontrolle praktisch fast nichts gebracht hat...
ABGEORDNETER: (unterbricht - interrompe)
MERANER (FDU): Noch nicht zum Zeitpunkt der Kontrolle, später etwas.
...der wird sehr lobend als Grundpfeiler neuer verwalterischer Ideen hervorgehoben,
obwohl da zum dem Zeitpunkt noch nichts zu sagen war. Die Kontrolleure waren
desinformiert, oder zumindest weitestgehend nicht informiert. Die langfristigen Darlehen
seien abgebaut worden. Ich würde das sehr vorsichtig formulieren und sagen "einige" sind
abgebaut worden. Das soll nicht nur zugegeben werden, sondern wir nehmen das mit
Genugtuung zur Kenntnis, wenn wir auch in Klammern anfügen möchten, daß es nicht
unbedingt das ausschließliche Verdienst der Landesverwaltung ist, dies getan zu haben,
sondern es ist von allen Gruppierungen, wenn ich mich richtig entsinnen kann, in diesem
Hause immer wieder gefordert worden. Wir von der Opposition, glaube ich, sollten und
wollen auch keine Monopolstellung, auch in diesem Bereich, in Anspruch nehmen. Freilich
gibt es auch einige Alibi-Kritiken, so zum Beispiel die mangelnden Raumordnungspläne.
Auf die Erstarrung des Haushaltes wird praktisch überhaupt nicht Bezug genommen,
obwohl wir nach wie vor zur Kenntnis nehmen müssen, daß zum Zeitpunkt, auf den sich
dieser Haushaltsabschluß bezieht, über 85 % oder sogar etwas mehr der gesamten
Haushaltsmittel gebunden waren. Sicherlich nicht ein rosiger Zustand. Dem Rechnungshof ist
- 38 es auch nicht aufgefallen, daß wir wesentlich mehr Geldmittel zum Verwalten brauchen als
jene Geldmittel, die wir dann effizient einsetzen. Die laufenden Ausgaben, mit anderen
Worten, liegen erheblich über den Investionsausgaben. Und da kann uns ein halber oder
dreiviertel Prozent Besserung halt nicht hinwegtrösten.
FERRETTI (DC): (interrompe)
MERANER (FDU): Su questo siamo dello stesso parere.
Also über die noch besorgniserregende Erstarrung des Haushaltes ist eigentlich nichts
gesagt worden. Daß die Passivzinsen ungefähr dreimal so hoch sind als im Vorjahr, geht zwar
aus den Zahlen hervor, ist aber auch nicht kommentiert worden. Daß die Landesregierung
eine Reihe von neuen Gesetzen gerade in dieser Phase des Neubeginnes von Durnwalder &
Co. verabschiedet hat, die sehr deutlich einen Neozentralismus in unserer Landesregierung
offenbar werden lassen, darüber wird auch nichts gesagt. Daß die Landesregierung eine eher
glückliche Hand hat, sich an Defizitbetrieben zu beteiligen und sich immer wieder bemüht,
als schlechter Ersatz für die Privaten dazustehen, wird auch nicht erwähnt. Daß die
Gesetzgebung bestimmt nicht die demokratischste in unseren Breitengraden ist, ist den
Rechnungsprüfern auch nicht aufgefallen. Daß wir als Mitglieder des Landtages, aber was
noch schlimmer ist, die gesamte Bevölkerung praktisch überhaupt nicht über eine angemessene, sondern nur über eine einseitige Information von seiten der Landesregierung verfügen,
ist den Herren auch nicht aufgefallen. Ich weiß nicht, kommen diese von Marokko. Sie hätten
sich ja auch irgendwo einmal informieren können. Dann hätten sie wahrscheinlich auch
manches noch erfahren. Ich möchte es ihnen ins Buch schreiben, daß ich ihnen auch für
später zur Verfügung stünde.
Auch was den Stiel der Gesetzgebung betrifft, steht es bestimmt nicht zum Besten.
Richtig ist, daß eine geringfügige Besserung zu früher zu vermerken ist, indem man doch
mehrere Einheitstexte geschaffen hat als früher. Richtig ist aber auch, daß man eine ganze
Reihe zusätzlicher Omnibus-Gesetze geschaffen hat, die zu einer enormen Rechtsunsicherheit
in unserer Bevölkerung führen. Richtig ist aber auch, daß die Landesregierung, trotz
vorhandener Mittel und trotz vorhandenem Personals, sich immer noch nicht dazu
durchraffen konnte, eine rationelle, den heutigen technischnen Erfordernissen entsprechende
Gesetzessammlung zu erstellen, denn es ist einfach eine Anachronie, wenn wir heute alles
noch irgendwo nachblättern müssen, wenn wir um einen Gesetzesartikel zu verstehen unter
Umständen zwanzig, dreißig oder vierzig Gesetzesbestimmungen oder Dekrete lesen müssen.
Es ist in diesem Hause nicht zum ersten Mal gesagt worden, Herr Landeshauptmann, daß die
Technik uns heute wirklich genügend finanziell verkraftbare Mittel bietet, damit wir
beispielsweise auf Disketten oder anderweitig diese Gesetze speichern und jederzeit textlich
korrigieren und allen betroffenen oder interessierten Bürgern zum Eigenkostenpreis zur Verfügung stellen können. Hier gibt es leider noch keine befriedigende Lösung, genausowenig
wie es im Bereich des Personalwesens eine befriedigende Lösung gibt, besonders in bezug
auf die Mobilität des Personals. Ich bin jetzt seit neun Jahren in diesem Hause. Wenn ich
richtig informiert worden bin - denn ich bin ja auf Informationen angewiesen, die ich von der
Landesregierung bekomme - ist in diesen neun Jahren das Personal um circa 1.000 Einheiten
- 39 gestiegen. Und das ist sicher viel zu viel. Wären es aber nur 980, Herr Landeshauptmann,
wäre das auch zu viel, und 900 wären auch zu viel.
Ich habe versucht, zu ergründen, im Gegensatz zum Rechnungshof, der sich mit
solchen Lapalien ja nicht befaßt, warum das überhaupt so sein kann. Und da kommt man zu
sehr verschiedenen Ergebnissen, die nicht unbedingt beweisbar, aber vernünftig begründbar
sind. Und nun gehöre ich nicht zu jenen, die der Landesregierung a priori unterstellen, ja, die
1.000 Leute haben wir eben mehr, aufgrund der Vetternwirtschaft, um einen Ausdruck einer
meiner Vorgänger zu gebrauchen, damit die Landesregierung eben ihre Freunde überall
unterbringt. Ich gehe nicht davon aus, sondern ich bin eigentlich zu einem anderen Ergebnis
gekommen. Ich glaube, daß es sich möglicherweise folgendermaßen verhalten könnte: Die
Bedeutung der einzelnen Ressorts hat sich im Laufe der Jahre stark verändert. So hat zum
Beispiel das Ressort vom Mayr Sepp, Landwirtschaft, heute einfach nicht mehr die
Bedeutung, die es vor fünfzehn, zwanzig, dreißig Jahren noch gehabt hat - das ist einfach
nicht mehr so, nur um ein Beispiel zu nennen -, während andererseits im Bereich des
Umweltschutzes, im Bereich des Sozialwesens, im Bereich insbesondere des geförderten
Wohnbaues neue Bedürfnisse - berechtigte, wie ich meine - entstanden sind, aber die
Einstellung von Personal in diesen Bereichen nicht standgehalten hat. In den traditionell
wichtigen Bereichen gibt es heute mit Sicherheit zu viel Personal, während in den inzwischen
wichtig gewordenen Bereichen, teilweise auch zu wenig ist. Und dies sei einmal zur Ehre
jener Beamten gesagt, denn es wird ja immer sehr leichtfertig gesagt, alle Beamten sind faul.
Das stimmt beileibe nicht. Ich kann selbst sagen - also es gibt keine Abteilung, wo es nicht
fleißige und nicht weniger fleißige gibt, dies wollen wir einmal festhalten -, daß in
bestimmten Abteilungen, ich nenne stellvertretend für andere gerade den geförderten
Wohnbau, wenn es da nicht eine ganze Reihe von idealistischen Beamten gäbe, die über ihre
Pflicht hinaus viele Stunden, auch unbezahlte, arbeiten würden, so bin ich überzeugt, daß
viele Familien in unserem Lande, die inzwischen eine geförderte Wohnung haben, keine
bekommen hätten. Das soll auch richtiggestellt werden. Aber wir sehen es ja, bei der
Verabschiedung fast eines jeden Gesetzes werden auch wieder ein, zwei, drei, fünf oder zehn
Posten ausgeschrieben. Warum geschieht das? Das geschieht deswegen, weil die Mobilität
einfach nicht in die Praxis umgesetzt wird. Und nun wird sich ein Landesrat sagen, ich bin
Landesrat, nehmen wir einmal an, für Kultur, weil sie beide da sind und ich habe jetzt ein
Gesetz verabschiedet. Zur Realisierung dieses Gesetzes brauche ich zwei Leute. Aber der
betreffende Landesrat ist nie imstande, diese abzuziehen, wo sie übrig sind und zwar aus zwei
Gründen: Der erste Grund ist der, daß der Landesrat, der sie tatsächlich übrig hat, sie ihm gar
nicht geben wird, denn sonst müßte er ja eingestehen, daß er sie bis jetzt übrig gehabt hat.
Und das wird er sich hüten. Und der Landesrat, der die zwei Personen braucht, wird sich auf
der anderen Seite sehr hüten, bei einem Kollegen anzufragen, ob er ihm zwei abtreten könnte,
denn welche wird er ihm geben? Die, die er loswerden will. Und diese mag der andere nicht.
Und ich glaube, daß das der eigentliche wirkliche Grund ist, warum die Personalvermehrung
bei der Landesverwaltung eine so große und eigentlich nicht mehr tragbare ist.
Auf diese Dinge hätte der Rechnungshof eigentlich, so meine ich, Bezug nehmen
müssen, denn sie beeinflussen in hohem Ausmaße die Effizienz der Landesverwaltung, sie
beanspruchen Geldmittel in Milliardenhöhe, und es muß kritisch hinterfragt werden, ob diese
auch zu rechtfertigen sind.
- 40 Die Prioritäten entsprechen nur teilweise dem Koalitionsprogramm, während der
Rechnungshof einfach so tut, als ob diese Verwaltung das perfekte Koalitionsprogramm wäre.
Ob das nun gut oder schlecht ist, darüber kann man geteilter Meinung sein, aber man kann
einfach nicht abstreiten, daß vieles, was im Koalitionsprogramm enthalten ist, in der Praxis
nicht so durchgeführt worden ist. Der Rechnungshof darf nicht so tun, als ob das geschehen
wäre.
Ich muß zugeben, daß es für uns Abgeordnete nicht leicht ist, einen Haushaltsabschluß
technisch und politisch perfekt zu überprüfen. Dazu bedürfte es eigentlich der Hinzuziehung
von eigentlichen Wirtschaftsfachleuten. Und so bin ich mit Viola der Meinung, daß es
unbedingt notwendig wäre, daß die einzelnen Abgeordneten externe Fachleute in einem angemessenen Ausmaße beiziehen können, als Berater, sowohl bei der Überprüfung des
Rechnungsabschlusses, als auch bei der Bewertung des Haushaltsvoranschlages und anderer
wichtiger Gesetze. Meine Damen und Herren, die Landesregierung braucht uns das nicht
zuzugestehen, denn die Landesregierung ist das Exekutivorgan, der Landtag ist der Souverän.
Der Landtag hätte selbst dafür zu sorgen, daß dies möglich wird. Der Landtag hat dafür zu
sorgen.
DURNWALDER (SVP): (unterbricht)
MERANER (FDU): Als Mitglied des Landtages, selbstverständlich, Herr
Landeshauptmann Durnwalder, könnten Sie das in Anspruch nehmen. Nur ist es für Sie nicht
nötig, weil Sie in ihrer zusätzlichen, nebensächlichen Funktion als Regierungsmitglied ja
bereits alle nur erdenklichen Mittel zur Verfügung haben, im Gegensatz zu uns.
Aber ich sage, der Landtag braucht die Landesregierung nicht zu ersuchen und nicht
zu betteln, damit ihm diese Mittel zur Verfügung stehen. Der Landtag muß sich eigentlich erst
bewußt werden, was er ist, und dann wird er sich diese Mittel geben, bin ich der Meinung,
Kollege Viola. Wir haben sie uns zu geben, nicht die Landesregierung uns, denn das wäre
eine Verkehrung der Werte. Der Souverän ist der Landtag und nicht die Landesregierung.
Es wäre sinnvoll, und die Landesregierung sollte darüber nachdenken, daß wir künftig
bei der Überprüfung des Haushaltsabschlusses zuerst von jedem Landesrat über sein Ressort
einen Kurzbericht bekommen, daß wir uns dann den Bericht des Rechnungshofes zu Gemüte
führen und dann die Diskussion abführen. Es wäre aber mindestens ebenso sinnvoll und nicht
besonders bürokratisch schwierig, daß die Landesregierung wenigstens trimestral einmal den
Landtag ausführlich, Ressort zu Ressort, über die wichtigsten Vorhaben mit Terminangabe
informiert und gleichzeitig auch informiert, wieweit die Pläne des vorhergehenden Trimesters
gediehen sind. Das, glaube ich, wäre bestimmt keine Überforderung, wenn wir trimestral ein
oder zwei Tage dieser Aufgabe widmen würden.
Was den Rechnungshof betrifft, bin ich der Meinung, daß er sich entscheiden sollte:
entweder eine rein technische zahlenmäßige Kontrolle, alles in Ordnung, dann nehmen wir
das zur Kenntnis. Wenn sich der Rechnungshof aber dafür entschieden hat, nicht nur diese
Kontrolle durchzuführen, sondern auch eine Kontrolle in Meritum, dann muß er auch
versuchen, sich richtig in die Materie hineinzuknien und objektiv zu berichten. Ich kann mich
des Eindrucks nicht erwehren, als ob diesen Herren des Rechnungshofes die Mühe letzteres
zu tun zu groß gewesen wäre. Und es sieht fast so aus, als ob sie zu den einzelnen Assessoren
- 41 oder zu deren Mitarbeitern gepilgert wären, mit einem Zettel in der Hand, um zu fragen "Wie
sieht es in dem Bereich aus? Was habt ihr da getan?" und das dann niedergeschrieben hätten.
So ungefähr sieht es aus. Vielleicht hat es sich sogar so zugetragen, denn ich weiß ja nicht,
woher diese Herren ihre Informationen haben. Ich weiß es nicht. Aber ich meine, daß gerade
in einer Zeit, wo die Bestechungsskandale auf allen Ebenen und in allen Gegenden des
Staates, die Demokratie in Gefahr bringen, eine gewissenhaftere, eine ernsthaftere Kontrolle
dringend nötig wäre, mehr im Interesse der Landesregierung als in unserem Interesse, denn
der Rechnungshof, so meine ich, hat der Landesregierung einen Bärendienst mit diesen
Gefälligkeitsgutachten erwiesen, aber auch uns Politikern und Verwaltern im allgemeinen,
denn wir werden durch solche Gutachten bei der Bevölkerung ganz bestimmt nicht
glaubwürdiger. Dieses oberflächliche Gefälligkeitsgutachten erweist uns somit allen einen
schlechten Dienst. Ich würde mich über berechtigte Kritik des Rechnungshofes ganz
bestimmt nicht freuen, bitte glauben Sie mir das, aber ich bedauere, daß dieses äußerst
positive Gutachten völlig ungenügend begründet und wissenschaftlich überhaupt nicht untermauert ist. Wir müssen neue Wege für eine notwendige und angemessene Kontrolle finden.
Dies sollte nicht von der Opposition erzwungen, erkämpft, sondern ich bin der Meinung, das
sollte im gemeinsamen Interesse einer sauberen Verwaltung im Einvernehmen zwischen
Landesregierung und Mitgliedern des Südtiroler Landtages gefunden werden. Ich hoffe, Herr
Landeshauptmann, daß wir alle eine saubere Weste haben. Es ist aber auch unser Recht, dies
der Bevölkerung durch eine effiziente und glaubwürdige Kontrolle beweisen zu können.
Gefälligkeitsgutachten dieser Art, die im Sinne größerer Glaubwürdigkeit mit der einen und
anderen Pseudokritik versehen sind, nützen niemandem, schaden aber allen. Das sind die
Gründe, meine Damen und Herren, für meine Gegenstimme zu diesem Haushaltsabschluß.
In Meritum läßt sich aufgrund der vorliegenden Dokumente leider kein allzu
objektives Urteil abgeben. Ich muß auch zugeben, wenn man dieses Dokument wirklich
gewissenhaft überprüfen wollte, dann wäre es wirklich nötig, daß man den einen und anderen
Fachmann beiziehen könnte, wobei ich von meiner Seite ohne Überheblichkeit feststellen
möchte, daß ich mich in diesem Bereich nicht zu den Unqualifiziertesten rechne, aber ich
muß sagen, es wäre schon angenehm, wenn man das eine und andere Mal einen Fachmann
beiziehen könnte und daß man einfach genügend Zeit haben müßte. Die Zeit fehlt, meine
Damen und Herren. Man kann nicht in dieser kurzen Zeit ein so wichtiges Dokument
überprüfen. Ich weiß, es ist in diesem "Hohen" Hause immer wieder die Praxis verwirklicht
worden, daß man stunden- und tagelang über ein Programm, nämlich über den
Haushaltsvoranschlag geredet hat, und das Programm ist mit unter fast ohne Diskussion über
die Bühne gegangen. Ich kann das an und für sich nicht verstehen. Das kommt mir vor, wie
wenn ein Geschäftsführer oder ein Betriebsinhaber, der für seinen Betrieb einen
Haushaltsvoranschlag macht, das Ergebnis nicht überprüft. Wie lange könnte ein solcher
Betrieb wohl existieren?
Ich muß meinen Kollegen Vorrednern in diesem Sinne ein Kompliment machen, daß
sie mit diesem Unfug aufgeräumt und versucht haben, sich in ernsthafter Weise, jeder nach
Standpunkt, auch mit diesem wichtigsten Dokument auseinanderzusetzen. Aber abschließend
muß festgestellt werden, daß dieses Dokument, soweit es die Kontrolle des Rechnungshofes
betrifft, absolut unbefriedigend ist und daß wir uns erwarten, daß die nächste Kontrolle in
einer völlig anderen Art und Weise ausfallen wird, wobei ich mir nicht erwarte und nicht
- 42 wünsche, daß die Landesregierung kritisiert wird. Für mich ist einzig und allein wichtig, daß
das, was gesagt wird, stimmt, daß es wissenschaftlich untermauert ist und daß es objektiv ist.
Dann freue ich mich über jedes einzelne Lob, das da enthalten ist. Wie sollte ich auch nicht,
denn schließlich ist es ja so, daß dies zwar ein Rechenschaftsbericht der Landesregierung ist,
wir Abgeordnete aber an der Verwaltung insgesamt auch teilhaben. Und wenn die
Landesregierung als korrekt, gut und effizient hingestellt wird, dann sollten wir uns alle
ehrlich darüber freuen. Und ich würde mich auch darüber freuen, ganz ehrlich.
In diesem Sinne also versuche ich mit Zuversicht und Optimismus in die Zukunft zu
blicken, aber aufgrund der derzeitigen Berichte und Dokumente mein Nein zu diesem
Haushaltsabschluß.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC):
Ringrazio i colleghi che sono intervenuti, perché testimoniano con il loro dire un'attenzione
ed una capacità di analisi che dà sicuramente un contributo alla Giunta provinciale, anche in
previsione dei bilanci consuntivi futuri. Gli interventi sono stati anche l'occasione per porre
alcuni quesiti, per chiedere chiarificazioni, che per quanto mi è possibile cercherò di dare. Il
collega Benedikter chiede che cosa è accaduto, dato che la Corte dei Conti non ha registrato le
indennità di bilinguismo del personale U.S.L. e del laboratorio provinciale.
BENEDIKTER (UFS): (unterbricht - interrompe)
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC): Kollege Benedikter, ich werde Ihnen antworten, damit Sie genau wissen, daß die Landesregierung
aufmerksam Ihrem Bericht gefolgt ist. Ich werde weiter in italienisch fortfahren. Wie Sie
wissen, ich kann deutsch nicht so gut wie Sie italienisch.
Io non ho potuto fare purtroppo le scuole in lingua tedesca, ma adesso non voglio fare
battute.
La Giunta provinciale, Le dicevo, ha sollevato il problema delle due delibere bocciate
dalla Corte dei Corti, riguardanti l'indennità di bilinguismo per le U.S.L. e il Laboratorio
provinciale. La Giunta ha proposto nella finanziaria che è all'attenzione dei consiglieri due
articoli con i quali sono state superate le obiezioni della Corte dei Conti. I due decreti sono
stati ripresentati e registrati alla Corte dei Conti. Lei si lamenta anche perché per i film di
qualità si spende poco; in effetti il contributo per i film di qualità è minimo e quindi quello
che si dà è per incentivare la proiezione di film di qualità. Stiamo modificando la legge per
accrescere questo contributo, ma ci sono poche offerte di film di qualità. Per il gruppo di
lingua italiana - se poi riterrà, il collega Hosp risponderà per il gruppo di lingua tedesca - è
difficile individuare i film di qualità ed è una tribulazione per noi, perché ci sono film che
vincono premi che di qualità assolutamente non sono e film che hanno solo delle segnalazioni
che di qualità sono. Per noi della commissione non è facile lavorare, però devo dire che fino
adesso abbiamo cercato di ottemperare e di assecondare un certo tipo di film, che avessero dei
contenuti non voglio dire morali, ma dei contenuti culturali. Poi di morale è difficile poterne
parlare in troppe cose.
L'altra osservazione la condivido e andrà analizzata, collega Benedikter. Dice, infatti,
che sono stati spesi 123 miliardi per i contributi a circa 500 imprese, a fronte di investimenti
- 43 che sono meno del doppio. Questo aspetto andrà approfondito. Ho qui il mio collaboratore,
dott. Turra, che mi fa piacere sia stato lodato anche da esponenti del Consiglio, e richiamo
anch'io la sua attenzione per verificare la situazione, perché in effetti parrebbe addirittura che i
nostri sostegni finanziari coprano più della metà, come è, collega Tribus, nel caso da Lei
citato del cotonificio. Il cotonificio riceve, su di un investimento di 14 miliardi, 3 miliardi di
mutuo e 4 miliardi a fondo perduto. Potrei essermi sbagliato, ovvero che sia viceversa, cioè 4
di mutuo e 3 a fondo perduto, ma l'importo totale è di 7 miliardi, che è più o meno il rapporto
che dice il collega Benedikter. Si tratta di un intervento per un processo di rinnovamento
totale di automazione per un'azienda che diversamente sarebbe stata destinata a chiudere e per
la quale comunque non è stato ancora erogato il contributo, come confermava il collega
Sfondrini, che in questo momento è assente.
Per il libro di storia credo che Le debba rispondere il collega Hosp. Invece, per quanto
riguarda il parco dello Stelvio, dovrò fare approfondire questo aspetto, perché mi darà atto,
non posso essere onnisciente; quindi non mi permetto di darLe una risposta che mi
metterebbe in imbarazzo, perché non potrei dargliela in modo pertinente. Lei in sostanza
chiedeva come fanno ad esserci delle costruzioni nelle cave di marmo se questo non è
possibile. Nel parco nazionale dello Stelvio, Lei diceva, che non ci possono essere
costruzioni.
BENEDIKTER (UFS): (unterbricht - interrompe)
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC): Ah,
diceva scavi, costruzioni nel senso di interventi; quindi le cave di marmo non sarebbero
adatte.
Poi fa altre valutazioni e cita convegni, ecc. Direi, collega Benedikter, che tutte le
osservazioni che Lei successivamente ha fatto, piano energetico nazionale, quanti sono i
chilometri quadrati di impianti sportivi, le guide alpine come mai ricevono così poco, il piano
Pasquali che cosa contiene, l'assistenza agli extracomunitari, l'accordo con il Tirolo per
l'assistenza ambulatoriale, ecc., meriterebbero delle risposte da parte dei miei colleghi, perché
lei solleva delle questioni interessanti e fondamentali.
Poiché l'occasione del bilancio consuntivo Le ha permesso di sollevare dei problemi
generali, io Le chiederei di lasciarmi il tempo di approfondire. Lei non ha contestato la spesa,
non ha contestato l'intervento, ha detto che qui ci sono degli importi e che gradirebbe avere
dei chiarimenti. Porterò questi problemi all'attenzione dei colleghi, e siccome tra qualche
giorno discuteremo il bilancio, non sarà difficile a Lei, ma neppure a me, ricordare quello che
Lei ha chiesto, in maniera tale da potere poi dare una risposta pertinente.
Al collega Tribus ho detto dei 15 miliardi. Lei solleva poi alcune questioni che
riguardano i controlli e che riguardano il modo di elargire o di intervenire nei finanziamenti.
Voglio dire che per i grandi interventi ci sono non solo i controlli amministrativi, ma anche i
controlli tecnici. Per questo cotonificio, che Lei ha citato, sicuramente quando verrà concesso
il mutuo si guarderà sì che sia stato acceso il tasso, ma si andrà anche a verificare che le
strutture e le infrastrutture siano efficienti e finalizzate a produrre quello che nella relazione,
che è sempre una relazione molto dettagliata, è annottato e siano corrispondenti nel costo e
nel prezzo di mercato. Questo avviene anche per le vicende che sono di attualità e non sempre
- 44 sono note; così avviene anche per le attrezzature e per le strutture culturali e sportive. Non
viene dato il contributo sulla base della fattura, la quale fattura potrebbe fatturare anche cose
che non ci sono o che costano di meno, ma viene erogato sulla base della constatazione che i
lavori effettuati coprono l'importo erogato. Di conseguenza è difficile che possa accadere che
uno presentando una fattura possa dimostrare di aver fatto una spesa che in effetti non ha
sostenuto. Non solo. Ma nei casi che oggi sono all'attenzione, per quello che mi risulta,
l'ufficio tecnico ha mandato dei suoi esperti, dei suoi tecnici, ogni volta a constatare in
cantiere ciò che era accaduto al fine dell'erogazione dei contributi. Per quanto ci è noto, si è
sempre verificato che i lavoro svolti fossero stati superiori agli importi stanziati. C'è un
controllo quindi amministrativo e c'è un controllo tecnico. Non può che essere così, Lei
questo l'ha detto con un po' di ironia, ma tutto sommato con convinzione. La bontà del
principio di sussidiarietà non può essere vanificata da episodi marginali di abuso, perché se
noi pensiamo ai ritmi attraverso i quali si sarebbe pervenuti - parlo del settore che meglio
conosco, all'infrastrutturazione culturale all'interno della provincia - se avessimo operato nel
solito modo degli enti, e invece qui attraverso il volontariato - e citerò un episodio che è
accaduto qualche anno fa, per testimoniare come il volontariato tante volte spenda molto di
più di quanto appare senza poter neppure fatturare - noi non avremmo ottenuto questa
capillarità di presenza. Cito un episodio, perché il protagonista purtroppo è morto. In un paese
della Pusteria sono stati erogati dei contributi per la costruzione di una sede culturale e
diciamo anche di carattere associativo. Naturalmente il contributo, supponiamo di 100
milioni, non riusciva a coprire tutte le spese, allora questi cittadini hanno comperato con i 100
milioni mattoni, piastrelle, gabinetti, lampade, pittura, tegole, e con le loro mani, con la loro
buona volontà di volontariato, hanno costruito questa sede. Un bel giorno passa questo amico
che non c'è, vede questo fervore di cantiere in un bel sabato mattino, naturalmente un cantiere
allestito alla bene meglio, inizia ad accendere contravvenzioni, e comincia a dare delle
sanzioni; parla, si ferma, rivede un vecchio conoscente, un amico, e si accorge che era un tipo
di volontariato sociale che stava intervenendo donando lavoro. Il carpentiere, l'idraulico, il
piastrellista, donavano presenza e capacità lavorative. Oggi quella struttura è lì funzionale e
funzionante a disposizione dei cittadini di quella località e di quella valle. Non sempre - Lei lo
sa molto bene, perché Lei Tribus, peraltro essendo impegnato anche a livello associativo, che
i conferenzieri spesso vengono gratis, non si fanno pagare, oppure che qualcuno dà
prestazioni che poi non sono quantificabili e fatturabili - devo dire che normalmente
registriamo situazioni di assoluta regolarità e di assoluta corrispondenza.
Quasi quasi è emerso da alcuni interventi che la bontà, la positività, il riscontro che ha
avuto la Corte dei Conti per questo conto consuntivo, è diventato, non voglio dire un
demerito, ma quasi un atto dovuto. Qualcuno ha ironizzato dicendo che pare che l'abbiano
fatto i funzionari, che siano stati dati i biglietti, ecc. Credetemi: la Corte dei Conti ha una sua
probità, una sua indipendenza, una sua capacità di giudizio. Non so se le valutazioni che la
Corte dei Conti ha condotto sul bilancio consuntivo della Provincia di Bolzano sono così
laudative rispetto ad altre di altre regioni d'Italia, nel senso che può darsi che altrove si faccia
anche meglio, credo però che ci darete atto che sono il frutto e il risultato di una riflessione di
considerazioni da cui noi siamo completamente estranei.
Condivido l'ansia di molti consiglieri di voler essere più capaci e più esperti. Non
voglio pensare, collega Meraner, che accada per il Consiglio provinciale di Bolzano quello
- 45 che accade per il Consiglio provinciale di Trento, dove però non mi risulta i consiglieri
facciano quello che Lei dice, e cioè che accada per il Consiglio provinciale di Bolzano, che ai
consiglieri vengano dati mediamente 100 milioni a testa all'anno per svolgere meglio il loro
lavoro. Io non so se noi siamo in questo ordine di idee; può darsi che a Trento, dove
mediamente ricevono 100 milioni a testa in più di noi, ci siano le stesse lamentele. Credo
comunque che Lei abbia ragione, credo che Viola abbia ragione, e non mi contraddico con
quello che ho detto, quando ha presentato il disegno di legge, che forse il Consiglio e i
consiglieri, meglio i gruppi del Consiglio e dei consiglieri, dovrebbero potersi attrezzare in
maniera tale da poter usufruire del contributo esperto anche di altri, perché noi non siamo
degli onnivori, non siamo degli onniscienti. Penso a me, e sapete da dove vengo e la fatica che
faccio a rimanere nell'ambito quando mi ci portate. Quindi penso che un contributo e un aiuto
in più sarebbe utile, ma questo sarebbe un pensare largo, grande, sarebbe un pensare aperto,
che, mi darà atto, consigliere Meraner, sta crescendo all'interno del partito di maggioranza
relativa soltanto da qualche anno. Io sono arrivato 5 anni prima di Lei; siamo arrivati qui in
Consiglio provinciale dove si tendeva a tenere chiuse tutte le borse e tutte le porte. Ora credo
che sia arrivato il tempo che un'oculata amministrazione a livello provinciale possa disporre
anche di mezzi e non di persone, perché se io Le mettessi a disposizione il mio esperto, Lei gli
direbbe di dire quello che vuole Lei; quindi sono d'accordo che questo possa avvenire. L'ansia
di comparazione tra il risultato ottenuto e il rapporto programmatico è legittima. Io non sono
qui a dire che gli interventi oggi sono stati fuori tema. Oggi più che mai, la serietà del
momento, la distensione del pomeriggio, non lo so, per la mia sensibilità, che per carità, non
dà voti a nessuno, ho notato un senso di compartecipazione seria, pur nella critica, attraverso
la quale, credo, si debba poter arrivare a qualche cosa di più. Può ancora non consentire alla
Giunta provinciale questo obiettivo di rapporto, di programma, di risultati, rispetto alle spese,
perché noi stessi, è inutile che ci diciamo di no, non siamo sufficientemente dotati a livello di
programmazione. Così il LEROP è lì dentro, l'unico piano efficiente è il piano sanitario, il
piano socio-assistenziale si è appena avviato, tutti gli altri piani non esistono. Quindi c'è
un'oggettiva difficoltà anche ad istituire quell'ufficio che è stato individuato da Viola, che dice
così essenziale e funzionante in Lombardia, perché le comparazioni non sono così facilmente
effettuabili. Oggi, lo stesso assessore del Bilancio non ha difficoltà a dire al Consiglio
provinciale che si sente solo assessore al Bilancio, non alla programmazione. La
programmazione è noto che sia del Presidente e nessuno di noi, con il da fare che ha, ha mai
pensato di portare via nulla all'altro, ma lo stesso Presidente nel rapporto che dovesse
assumere nel bilancio di programmazione oggi non ha gli strumenti programmatori per creare
questi rapporti che qui sono stati evidenziati.
CONSIGLIERE: (unterbricht - interrompe)
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC): Perché
non dirlo apertamente in Consiglio? Certo che va detto. Noi, non solo come parte politica, ma
come coalizione di maggioranza, siamo stati in questa legislatura nell'ansia di mettere insieme
questi documenti. In questa legislatura, il trasformare, il discutere, il dibattere, credo che il
risultato di quest'ultimo anno sia stato un risultato ai fini democratici altamente produttivo. Il
LEROP è andato in giro, è stato criticato, è stato emendato, ci si è lamentati, nessuno si è
- 46 riconosciuto, quasi il LEROP dovesse essere la fotografia di ogni comune. Certo che non è la
fotografia di ogni comune. E così il sovvenire della programmazione per i trasporti, il nuovo
piano sanitario, ecc, ci dice che siamo incamminati su questa strada. Non vorrei dire che sia
un male, ma nemmeno un bene come l'ansia che è scaturita oggi, che è in noi stessi, potrebbe
essere, e quindi il rendiconto oggi diventa anche per me un'occasione di esame di coscienza,
un'occasione di chiarezza di esposizione per dire che il Consiglio ha individuato alcuni gangli
fondamentali, ha dato alcune indicazioni su cui anche voi sapete che la Giunta sta lavorando e
che probabilmente, ahimè, soltanto il prossimo anno, l'ultimo anno della legislatura, vedranno
attuarsi. Forse la prossima legislatura, sarà la legislatura dell'attuazione anche di questi
obiettivi, delle comparazioni che qui sono state prodotte.
Il collega Meraner si lamenta, e non è la prima volta, per la traduzione. Io non Le dico
quello che Lei ieri ha frainteso: io non sono responsabile - l'ho detto ieri ai capigruppo - delle
traduzioni. Già il testo italiano qualche volta mi crea delle difficoltà, perché è un linguaggio
tecnico. Io non sono Benussi così bravo, che ha dietro una professionalità di molti lustri, per
cui devo stare attento a quello che leggo. Il tedesco non lo leggo proprio. So che i miei
collaboratori danno da tradurre ad esperti della materia, e se la traduzione viene fuori infelice,
fate bene a dirmelo e non mi sento personalmente responsabile, però accetto la responsabilità
oggettiva che Lei mi attribuisce. Cercheremo quindi di fare meglio. Mi dicono, però, che per
il bilancio consuntivo, sia le relazioni di settore, sia la relazione della Corte dei Conti, sono
ben fatte. Lei forse ancora si riferisce al Bilancio che non stiamo discutendo. Vedremo il
prossimo anno, ormai, di presentarlo migliore.
La tempestività di presentazione, Benussi. Se tu guardi il disegno di legge, ha la data
del 21 settembre. Allora, chiederei di metterci d'accordo tra gentiluomini una volta per
sempre: vi chiedo se ci permettete di mandarvi i testi subito in una sola lingua, di modo che li
incominciate ad esaminare, e le traduzioni ve le mandiamo dopo. Ci permettete questo? Il
Presidente del Consiglio vuole questa cosa? Le relazioni mi arrivano, da Achmüller, per dire,
in tedesco, da Ferretti, in italiano, e le devo far tradurre. La Corte dei Conti mi manda il testo
in italiano e lo devo far tradurre. Questo tempo tecnico, non dipende da me, dipende
dall'eccezionalità della materia e dipende dai tempi di traduzione, di compilazione e di
spedizione. Allora, se i partiti, forse meno rigorosi accettassero - naturalmente bisognerà
sempre che poi venga al dibattimento l'argomento almeno x giorni dopo che si è ricevuta la
traduzione - il testo nella stesura originale, forse si eviterebbe qualche ritardo, dato che di
lingua tedesca tanti sono i bilingui o tutti sono bilingui, e quelli di lingua italiana, qualcuno
più che in passato è bilingue, forse si potrebbe lavorare con maggiore conoscenza. Se voi siete
d'accordo, questo potrebbe essere non tanto una cosa da Giunta, quanto da capigruppo, perché
è lì che va regolamentata la materia.
Meraner fa alcune valutazioni di vario genere e gli dò ragione in una cosa che è
fondamentale, cioè che bisognerà fare in modo di legiferare perché anziché citare leggi,
paragrafi e articoli esistenti in altre leggi, si riassumano e si aboliscano vecchie leggi quando
si legifera ex novo. Il primo anno della prossima legislatura potrebbe essere dedicati a
rinnovellare, a rilegiferare, per pulire tutte le leggi dalle scorie e creare così dei testi più
semplici, senza fare nessuna legge nuova. In fondo questa autonomia é dal 1948 che esiste.
Alcune leggi bellissime, quella della cultura, la numero 7, mi pare che sia del 1952 o del
1956, funzionano meravigliosamente, tanto più sono vecchie. Ebbene, se questa prossima
- 47 legislatura avesse un certo periodo di tempo per rifare le leggi e farle meglio, credo che
lavoreremmo senza accorgercene, non faremmo altro che il meglio per la società, cioè
faremmo un grande servizio. Accetto il Suo invito, la Sua osservazione, perché è quella che
anche a me capita di fare quando non più assessore con gli esperti, ma come cittadino, leggo
una legge e mi tocca andare a vedere, specialmente leggi di determinati settori, la legge da
una parte e il regolamento dall'altra. Qualche volta poi ci capita, come diceva Benedikter in
apertura, di aggiustare con le leggi finanziarie le leggi della sanità, per cui non abbiamo
nemmeno il coordinato appartenente allo stesso corpo legislativo, perché la legge finanziaria
interviene in settori, come accadrà anche quest'anno per via di una certa urgenza, che non
sono sempre pertinenti. Ecco, perché dicevo che gli interventi che sono stati effettuati sono
interventi che hanno dimostrato di aver a cuore le cose dell'amministrazione e di dare
indicazioni anche giovevoli all'amministrazioni.
Per il personale creda, Lei dovrebbe, consigliere Meraner, partecipare alle riunioni di
Giunta in cui si parla di personale e vedere con quale pertinacia il Presidente, più di tutti gli
altri, perché ognuno di noi poi fa l'assessore e cerca di portare a casa un po' di acqua, è
rigoroso, severo, contiene, limita, cancella, non consente, al il personale, non solo
nell'amministrazione provinciale, ma anche nelle varie aziende speciali, aumenti in maniera
così facile come forse dal Suo dire sembrava venire fuori. C'è un'osservanza, una prudenza
assoluta, per quello che riguarda le assunzioni. Ad un certo punto mi pare che Lei avesse
detto che noi abbiamo interesse a rimpinguare gli organici, perché tutto sommato questo
personale potrebbe esserci riconoscente.
MERANER (FDU): (unterbricht - interrompe)
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC): Lei mi
pare che dica di aver detto il contrario, e allora non completo nemmeno la frase, perché Lei sa
troppo bene che da qualche decennio ormai le commissioni sono fatte di esperti, presiedute da
esperti, con presenze sindacali, e decidono solo le commissioni.
Credo di poter ringraziare i consiglieri che sono intervenuti e comunque di poter
chiedere che nel passaggio alla discussione articolata, recependo anche la volontà del
Consiglio, il Consiglio approvi questa legge.
PRESIDENTE: Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio alla discussione articolata: approvato con 6 voti contrari, 1 astensione e i rimanenti
voti favorevoli.
CAPO I
Amministrazione provinciale
Art. 1
Entrate
1. Le entrate accertate nell'esercizio finanziario 1991 per la competenza
propria dell'esercizio, risultano stabilite in lire 3.520.414.791.050.
2. I residui attivi determinati alla chiusura dell'esercizio 1990 in lire
2.207.858.451.830 risultano stabiliti - per effetto di maggiori e minori
- 48 entrate
verificatesi
nel
corso
della
gestione 1991
in
lire 2.206.730.792.122.
3. I residui attivi al 31 dicembre 1991 ammontano complessivamente a lire
2.460.627.164.323, di cui lire 1.023.929.027.769 per somme rimaste da
riscuotere in conto dell'esercizio 1991 e lire 1.436.698.136.554 per somme
rimaste da riscuotere in conto degli esercizi finanziari precedenti.
------I. ABSCHNITT
Landesverwaltung
Art. 1
Einnahmen
1. Die Einnahmen, die im Haushaltsjahr 1991 für dieses festgestellt
wurden, betragen 3.520.414.791.050 Lire.
2. Die Einnahmerückstände, die bei Abschluß des Haushaltsjahres 1990
2.207.858.451.830 Lire betrugen, belaufen sich aufgrund der Mehr- und
Mindereinnahmen im Haushaltsjahr 1991 auf 2.206.730.792.122 Lire.
3. Die Einnahmerückstände am 31. Dezember 1991 betragen insgesamt
2.460.627.164.323 Lire; davon betreffen 1.023.929.027.769 Lire noch
einzuhebende
Beträge
aus
dem
Haushaltsjahr 1991
und
1.436.698.136.554 Lire noch einzuhebende Beträge aus den vorhergehenden Haushaltsjahren.
Chi chiede la parola sull'articolo 1? Nessuno. Lo pongo in votazione: approvato con
7 voti contrari e i rimanenti voti favorevoli.
Art. 2
Spese
1. Le spese impegnate nell'esercizio finanziario 1991 per la competenza
propria dell'esercizio, risultano stabilite in lire 3.732.699.243.375.
2. I residui passivi determinati alla chiusura dell'esercizio 1990 in lire
1.949.276.084.830, risultano stabiliti - per effetto di economie, perenzioni
amministrative e prescrizioni verificatesi nel corso della gestione 1991 - in
lire 1.832.168.694.095.
3. I residui passivi al 31 dicembre 1991 ammontano complessivamente a
lire 2.277.943.104.000, di cui lire 1.502.048.777.995 per somme rimaste
da pagare in conto dell'esercizio 1991 e lire 775.894.326.005 per somme
rimaste da pagare in conto degli esercizi finanziari precedenti.
------Ausgaben
1. Die Ausgaben, die im Haushaltsjahr 1991 für dieses zweckgebunden
wurden, betragen 3.732.699.243.375 Lire.
2. Die Ausgaberückstände, die bei Abschluß des Haushaltsjahres 1990
1.949.276.084.830 Lire betrugen, belaufen sich aufgrund von Einsparungen, verwaltungsmäßigem Verfall und Verjährung, die im Laufe des Haushaltsjahres 1991 eingetreten sind, auf 1.832.168.694.095 Lire.
3. Die Ausgaberückstände am 31. Dezember 1991 betragen insgesamt
2.277.943.104.000 Lire; davon betreffen 1.502.048.777.995 Lire noch
auszubezahlende
Beträge
aus
dem
Haushaltsjahr 1991
und
775.894.326.005 Lire noch auszuzahlende Beträge aus den vorhergehenden Haushaltsjahren.
- 49 -
Faccio presente che ai sensi dell'articolo 75 del Regolamento interno é stata presentata
dai consiglieri Zendron e Tribus la richiesta di porre in discussione i seguenti capitoli di
spesa: 33112, 51315, 51342, 51344, 85005, 85032, 85050 e 102255.
Consigliere Tribus, per quanto riguarda i capitoli 51315, 51342 e 51344, che
riguardano la competenza dell'assessore Saurer, che è momentaneamente assente, mi è stato
detto che avreste intenzione di ritirarli?
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Per forza devo ritirarli, se naturalmente il
Presidente Durnwalder, che è commissario onnisciente, non mi vuole rispondere per quanto
riguarda le donne, le case delle donne ecc. Se lui però non è pronto, posso anche rinunciare
alla trattazione di questi capitoli e chiedere poi direttamente all'assessore Saurer quando
ritorna. Non ho problemi.
PRESIDENTE: Allora ho avuto una informazione sbagliata. La richiesta rimane così
come compilata.
Capitolo 33112: Il consigliere Tribus ha la parola.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Avete fatto qualcosa? E' stata costituita questa
Accademia? E' tutto gratis, mi pare, perché non avete speso niente. Vorrei capire cosa avete
fatto e cosa intendete fare.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC): Come
Lei vede, appena approvata la legge dal Consiglio provinciale, l'anno 1991 e parte dell'anno
1992 sono trascorsi proprio al fine di individuare le persone appartenenti ai diversi organi,
prima all'assemblea, poi ai consigli di amministrazione, poi ai revisori dei conti, poi ai
comitati scientifici. A questo punto l'Accademia europea è costituita nel suo plenum completo
e avvia dei programmi di attività. Non sono al corrente dei programmi di attività avviati
dall'Accademia europea, ma sono quelli propri della legge, che riguardano la situazione
dell'ambiente, del bilinguismo, del diritto e soprattutto della ricerca e degli studi a livelli
superiori.
Naturalmente qui è riportata solo la voce, come Lei giustamente rileva, ma non ce
n'era bisogno, perché l'importo è stanziato dalla legge e non essendosi ancora costituiti gli
organi, non si è potuto trasferire l'importo all'Accademia europea.
PRESIDENTE: Pongo in votazione il capitolo 33112: approvato con 3 voti contrari,
2 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Capitolo 51315: Il consigliere Tribus ha la parola.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Ritiro questo capitolo e i capitoli 51342 e 51344.
PRESIDENTE: Capitolo 85005: Il consigliere Tribus ha la parola.
- 50 -
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): L'assessore Achmüller è andato a prendere delle
carte; arriverà fra poco.
Possiamo trattare nel frattempo il capitolo che riguarda il Presidente della Giunta, che
è presente?
PRESIDENTE: D'accordo. Allora trattiamo il cap. 102255. Prego, consigliere
Tribus.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Herr Landeshauptmann, dieses Kapitel betrifft die
Entwicklungszusammenarbeit. Das ist ein neues, ein wichtiges Gesetz. Es wird in Ihrem
Bericht auch sehr lobend darauf verwiesen. Da habt Ihr 1 Milliarde Lire für segensreiche
Tätigkeiten ausgegeben. Der Abgeordnete Pahl, der neben mir sitzt, ist ja auch ein sehr interessierter Herr an diesen Sachen. Gezahlt worden ist noch nichts. Ich möchte gerne wissen,
wenn Sie das im Kopf haben, wieviele Projekte mit dieser Summe finanziert und gefördert
worden sind und wieso da noch nichts ausbezahlt worden ist.
DURNWALDER (Landeshauptmann - SVP): Sehr verehrter Herr Präsident, meine
sehr verehrten Damen und Herren! 1991 ist das Gesetz zum ersten Mal angewandt worden.
Und aus diesem Grund war es sehr, sehr schwierig, die entsprechenden
Verwaltungsmodalitäten ausfindig zu machen, vor allem die entsprechenden Verbände und
Vereine, über welche diese Tätigkeit abgewickelt werden konnte. Sie können sich ja vorstellen, daß es unmöglich ist, bei diesen Beträgen - im Jahr 1991 war lediglich 1 Milliarde Lire
im Haushalt - eigenes Personal anzustellen, das Personal in die betreffenden
Entwicklungsländer zu schicken, damit dort an Ort und Stelle dann die Bauaufsicht und die
Kontrollen gemacht werden können. Das hätte sicher ein Vielfaches von dem ausgemacht,
was im Haushalt zur Verfügung gestanden ist.
Aus diesem Grund haben wir uns, wie auch im Gesetz selbst vorgesehen, vor allem
Personen und Organisationen bedient, die in diesem Bereich tätig sind und die eine ganz
besondere Kenntnis der Lage in den betreffenden Ländern haben und uns eine gewisse
Garantie geben, daß diese Geldmittel gut eingesetzt werden. Aus diesem Grund haben wir mit
den einzelnen Verbänden aufgrund der eingereichten Gesuche entsprechende Konventionen
abgeschlossen. Nachdem aber die Geldmittel erst am Ende des Jahres 1991 beschlossen
worden sind, weil ja vorher die entsprechenden Gremien eingesetzt und die entsprechenden
Vorarbeiten getätigt werden mußten, war es nicht mehr möglich, im Jahre 1991 die
Geldmittel auch wirklich zu liquidieren.
Es sind, wenn ich mich nicht täusche, 27 Projekte berücksichtigt worden. Es könnte
aber sein, daß zum Schluß noch das eine oder andere dazugekommen ist. Ich glaube es waren
27 Projekte. Im letzten Jahr waren es 41, aber im Jahr vorher, glaube ich waren es
27 Projekte, denn im letzten Jahr sind ja 1,5 Milliarden zur Verfügung gestellt worden. Diese
Projekte betreffen vor allem Vorhaben im sozialen, kulturellen und wirtschaftlichen Bereich
in Südamerika, aber auch in Afrika, Asien usw.
Wie gesagt, die Geldmittel sind noch innerhalb des Jahres verpflichtet worden,
konnten aber noch nicht liquidiert werden, weil sie erst im Jahr 1992 durchgeführt wurden.
- 51 -
PRESIDENTE: Pongo in votazione il capitolo 102255: approvato con 3 astensioni e i
rimanenti voti favorevoli.
Rimangono da esaminare i tre capitoli, che riguardano l'assessore Achmüller, che è
ancora assente. Intanto sospendiamo la trattazione dell'articolo 2.
Art. 3
Conto di amministrazione
1. L'avanzo dell'esercizio finanziario 1991, di lire 192.476.326.282, risulta
stabilito come segue:
(in lire)
Saldo di cassa all'1.1.1991
30.198.680.580
Riscossioni
3.266.518.418.849
3.296.717.099.429
Pagamenti
(-) 3.286.924.833.470
Fondo di cassa al 31.12.1991
Residui attivi
Residui passivi
9.792.265.959
2.460.627.164.323
2.470.419.430.282
(-) 2.277.943.104.000
Avanzo dell'esercizio
finanziario 1991
192.476.326.282
------Verwaltungsrechnung
1. Der Überschuß des Haushaltsjahres 1991 beträgt nach der folgenden
Berechnung 192.476.326.282 Lire:
(in Lire)
Kassenstand am 1.1.1991
30.198.680.580
Einhebungen
3.266.518.418.849
3.296.717.099.429
Auszahlungen
(-) 3.286.924.833.470
Kassenstand am 31.12.1991
Einnahmerückstände
Ausgaberückstände
Überschuß des
Haushaltsjahres 1991
9.792.265.959
2.460.627.164.323
2.470.419.430.282
(-) 2.277.943.104.000
192.476.326.282
Chi chiede la parola sull'art. 3? Nessuno. Lo pongo in votazione: approvato con 3 voti
contrari e i rimanenti voti favorevoli.
Art. 4
Situazione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale della Provincia alla chiusura dell'esercizio
finanziario 1991 rimane stabilita come segue:
- 52 (in lire)
Attività finanziarie
Consistenza all'1.1.1991
Aumenti
Diminuzioni
Consistenza al 31.12.1991
2.238.057.132.410
4.290.447.446.618
4.058.085.148.746
2.470.419.430.282
Crediti e partecipazioni
Consistenza all'1.1.1991
Aumenti
Diminuzioni
Consistenza al 31.12.1991
277.817.105.487
54.002.550.845
28.155.115.497
303.664.540.835
Beni patrimoniali
Consistenza all'1.1.1991
Aumenti
Diminuzioni
Consistenza al 31.12.1991
743.441.571.834
287.416.499.394
59.272.378.170
971.585.693.058
Passività finanziare
Consistenza all'1.1.1991
Aumenti
Diminuzioni
Consistenza al 31.12.1991
1.949.276.084.830
1.502.048.777.995
1.173.381.758.825
2.277.943.104.000
Passività patrimoniali
Consistenza all'1.1.1991
Aumenti
Diminuzioni
Consistenza al 31.12.1991
61.958.097.530
45.953.000.000
44.935.980.615
62.975.116.915
Patrimonio netto
Consistenza all'1.1.1991
Consistenza al 31.12.1991
Miglioramento patrimoniale
dell'esercizio 1991
1.248.081.627.371
1.404.751.443.260
156.669.815.889
------Vermögenslage
1. Die Vermögenslage des Landes bei Abschluß des Haushaltsjahres 1991 ist die folgende:
Finanzielle Aktiva
(in Lire)
Bestand am 1.1.1991
2.238.057.132.410
Erhöhungen
4.290.447.446.618
Verminderungen
4.058.085.148.746
Bestand am 31.12.1991
2.470.419.430.282
Kredite und Beteiligungen
Bestand am 1.1.1991
Erhöhungen
Verminderungen
Bestand am 31.12.1991
277.817.105.487
54.002.550.845
28.155.115.497
303.664.540.835
- 53 -
Vermögensgüter
Bestand am 1.1.1991
Erhöhungen
Verminderungen
Bestand am 31.12.1991
743.441.571.834
287.416.499.394
59.272.378.170
971.585.693.058
Finanzielle Passiva
Bestand am 1.1.1991
Erhöhungen
Verminderungen
Bestand am 31.12.1991
1.949.276.084.830
1.502.048.777.995
1.173.381.758.825
2.277.943.104.000
Vermögenspassiva
Bestand am 1.1.1991
Erhöhungen
Verminderungen
Bestand am 31.12.1991
61.958.097.530
45.953.000.000
44.935.980.615
62.975.116.915
Nettovermögen
Bestand am 1.1.1991
Bestand am 31.12.1991
Verbesserung der Vermögenslage im Haushaltsjahr 1991
1.248.081.627.371
1.404.751.443.260
156.669.815.889
Chi chiede la parola sull'articolo 4? Nessuno. Lo pongo in votazione: approvato con
2 voti contrari, 2 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
E' ritornato l'assessore Achmüller. Torniamo quindi all'articolo 2. Eravamo rimasti al
cap. 85005. Prego, consigliere Tribus.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Possiamo trattare assieme i capitoli 85005, 85032,
85050.
PRESIDENTE: Allora metto in discussione i capitoli 85005, 85032 e 85050. Prego.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Sappiamo già di che cosa si tratta. Se l'assessore
può rispondere, così mi evita la spiegazione.
ACHMÜLLER (Landesrat für Personal, Landschafts- und Umweltschutz SVP): Ein Kapitel, bezüglich dessen um Auskunft gefragt wird, betrifft die sogenannten
Sicherheitsfachkräfte in den Betrieben. Wir sind sicherlich hinsichtlich der Aufsicht und
Kontrolle bezüglich der Arbeitssicherheit in den Betrieben in einem gewissen Vollzugsdefizit, weil wir einfach von den Ämtern her eher unterbesetzt sind. Und deswegen versucht
man sich mit Instrumenten zu behelfen, die auch in anderen Ländern erprobt werden. Das
sind diese sogenannten Sicherheitsfachkräfte, d.h. es sind eigentlich Angestellte der einzelnen
Betriebe, die sich im Bereich der Arbeitssicherheit ausbilden lassen, die aber ihrerseits dann
- 54 die Verpflichtung übernehmen, im Betrieb sich mit der Arbeitssicherheit zu befassen und
Einfluß zu nehmen, wenn es im Betrieb in diesem Bereich Lücken gibt bzw. die Dinge nicht
in Ordnung sind.
Wir haben voriges Jahr einer Reihe von solchen Fachkräften eine Art Diplom
überreicht, es waren etwa fünfzig an der Zahl, aufgeteilt auf verschiedene Kategorien, in
Kategorie A, B und C, je nachdem wie spezialisiert der einzelne war. Und für die Tätigkeit
dieser Fachkräfte im Betrieb gäbe es einen Beitrag seitens des Landes. Unser Gesetz sieht das
vor. Nun hat aber im abgelaufenen Jahr kein Betrieb um einen Beitrag angesucht. Das Kapitel
wird somit auch in Zukunft aufscheinen und weitergeführt werden. Die Betriebe werden
weiterhin die Möglichkeit haben, davon Gebrauch zu machen, falls sie das annehmen wollen.
Jedenfalls die Absicht war die, daß wir damit einen Anreiz schaffen, über das persönliche
Engagement der einzelnen Fachkraft hinaus, auch dem Betrieb unter die Arme zu greifen,
damit dieser nicht einen Schaden erleidet, weil vielleicht der einzelne, der sich für diesen
Zweck zur Verfügung stellt, etwa nicht mehr voll seine Arbeitskraft erbringen kann. Um das
abzudecken, hätten wir vorgesehen, daß das Land einen Beitrag gibt. Das ist ein Kapitel.
Das andere Kapitel betrifft das Umweltinformationssystem, wofür 400 Millionen
vorgesehen waren. Dieser Betrag wird dann auch voll ausgeschöpft. Hier ging es um das
Abfallkataster. Es ist so, daß zunächst einmal eine Analyse über den ganzen Bereich gemacht
werden mußte und dann die Eingaben gemacht werden mußten. Es mußte eine Vernetzung
mit der Handelskammer hergestellt werden, die ja über das gesamte Firmenregister verfügt.
Es mußten die verschiedenen Arten von Abfällen ausfindig gemacht werden. Und es mußte
ein System gefunden werden, mit dem man dann auch arbeiten kann, d.h. auch im Alltag das
Amt über ein wirksames Instrument verfügt, um eine bessere Übersicht zu haben über den
Bereich und auch um intervenieren zu können. Über dieses Abfallkataster haben wir die
Möglichkeit, Aufschluß zu bekommen über die Situation in Betrieben, ohne daß man sich
jeweils vorort begeben muß, was bisher der Fall gewesen ist.
TRIBUS (GAF-GVA): Funktioniert das schon?
ACHMÜLLER (Landesrat für Personal, Landschafts- und Umweltschutz SVP): Es funktioniert, aber es muß noch weiter verfeinert werden. Wir haben es seinerzeit
auch vorgestellt. Und, wie gesagt, ich kann hier auch nähere Informationen über den Stand
der Dinge zur Verfügung stellen. Ich habe eine Aufstellung in der Hand über die Präsentation
vom 10.6. dieses Jahres mit dem Stand der Dinge. Diese kann ich fotokopieren lassen und den
Anfragestellern zur Verfügung stellen, wenn sie es wünschen.
Was hingegen das Kapitel 85050 betrifft, da geht es um das Kapitel Bodenschutz,
sprich Abfallwirtschaft. Das ist natürlich ein wesentlich weiterer Bereich, über den man
längere Zeit sprechen müßte. Sie fragen: Wieweit ist man eigentlich mit der Durchführung?
Hier ist es so, daß vor allem die Erstellung von Recyclinghöfen angezogen hat, indem wir
dafür eine Finanzierung in der Höhe von 60 % zur Verfügung stellen für diejenigen, die
innerhalb des nächsten Jahres noch ansuchen werden. Wir haben den Eindruck, daß auf diese
Weise ein Stein ins Rollen gekommen ist, der Vorteile bringt. Heute ist der Stand der, daß wir
etwa für 60.000/70.000 Einwohner Projekte für Recyclinghöfe vorliegen haben. Die
- 55 Recyclinghöfe ermöglichen uns dann eine bessere getrennte Einsammlung der verschiedenen
Arten des Mülls.
Gleichermaßen sind verschiedene Projekte für die getrennte Einsammlung des
Grünmülls unterwegs. Die Voraussetzung ist natürlich die Erstellung der jeweiligen Struktur,
des Kompostplatzes, bevor ich mit der getrennten Einsammlung beginnen kann. Ich spreche
jetzt nicht von der Hauskompostierung, die ja nun schon seit zwei Jahren läuft und auch gut
angenommen wird, die auch im abgelaufenen Jahr zusätzliche Ausgaben ermöglicht hat und
ein Angebot vorhanden war, das in Anspruch genommen worden ist.
Auch zu sagen ist, daß im Bereich der Vermeidung die dafür eingesetzte Kommission
ihre Studien abgeschlossen hat, eine Reihe von Vorschlägen vorgelegt hat, welche von der
Landesregierung genehmigt worden sind und jetzt in Durchführung sind. Wir haben auch
verschiedene Aufträge noch laufen, die noch weiteren Aufschluß über die Konsistenz geben.
Ansonsten ist es so, daß wir berichten können, daß nunmehr 95 % aller Abfälle doch in
geordneten Deponien abgelagert werden können und daß das sicherlich ein Datum ist,
welches uns eine gewisse Genugtuung geben kann. Ich will damit allerdings nicht zum
Ausdruck bringen, daß man damit den Weg verfolgen wollte, daß der erste Weg der Weg in
die Deponie sein soll. Es muß vorher alles unternommen werden, um zu vermeiden, zu
trennen, zu vermindern, zu verwerten, bevor man in die Deponie geht. Nur war es früher halt
so, daß viel wild abgelagert worden ist. Insofern ist das schon sicherlich ein großer Fortschritt
gegenüber früher.
Zusammenfassend kann ich sagen, daß sich das Abfallkonzept sehr positiv ausgewirkt
hat, daß wir jetzt einen Rahmen haben, innerhalb dessen wir uns bewegen können, daß die
Ämter Eckwerte haben, an die sie sich halten können, daß die Gemeinden wissen, wo sie
gefördert werden können und wo nicht und welcher Weg zu beschreiten ist. In diesem Sinne
haben wir auch im letzten Jahr Fortschritte gemacht. Aber, ich glaube, daß wir auch im
Rahmen der Haushaltsdebatte, die bevorsteht, da noch die Möglichkeit haben werden, uns
eingehender über den Stand der Dinge gegenseitig zu informieren. Einiges geht sicherlich
auch aus dem jetzt vor kurzem vorgelegten Umweltbericht über das Jahr 1991 hervor.
PRESIDENTE: Pongo in votazione il capitolo 85005: approvato con 6 astensioni e i
rimanenti voti favorevoli.
Pongo in votazione il capitolo 85032: approvato con 5 astensioni e i rimanenti voti
favorevoli.
Pongo in votazione il capitolo 85050: approvato con 6 astensioni e i rimanenti voti
favorevoli.
Pongo in votazione l'articolo 2: approvato con 4 voti contrari, 1 astensione e i
rimanenti voti favorevoli.
CAPO II
Cassa provinciale antincendi
Art.5
Entrate
1. Le entrate accertate nell'esercizio finanziario 1991 per la competenza
propria dell'esercizio, risultano stabilite in lire 5.240.853.412.
- 56 2. I residui attivi al 31 dicembre 1991 ammontano complessivamente a lire
2.124.500.000 per somme rimaste da riscuotere in conto dell'esercizio 1991.
------II. ABSCHNITT
Landesfeuerwehrkasse
Art. 5
Einnahmen
1. Die Einnahmen, die im Haushaltsjahr 1991 für dieses festgestellt wurden, betragen 5.240.853.412 Lire.
2. Die Einnahmerückstände am 31. Dezember 1991 betragen insgesamt
2.124.500.000 Lire und betreffen noch einzunehmende Beträge aus dem
Haushaltsjahr 1991.
Chi chiede la parola sull'articolo 5? Nessuno. Lo pongo in votazione: approvato con
5 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Art. 6
Spese
1. Le spese impegnate nell'esercizio finanziario 1991 per la competenza
propria dell'esercizio, risultano stabilite in lire 5.184.394.205.
2. I residui passivi determinati alla chiusura dell'esercizio 1990 in lire
1.647.150.000, risultano stabiliti - per effetto di economie verificatesi nel
corso della gestione 1991 - in lire 1.646.525.000.
3. I residui passivi al 31 dicembre 1991 ammontano complessivamente a
lire 2.493.686.605 per somme rimaste da pagare in conto dell'esercizio
1991.
------Ausgaben
1. Die Ausgaben, die im Haushaltsjahr 1991 für dieses zweckgebunden
wurden, betragen 5.184.394.205 Lire.
2. Die Ausgaberückstände, die bei Abschluß des Haushaltsjahres 1990
1.647.150.000 Lire betrugen, belaufen sich aufgrund von Einsparungen,
die im Laufe des Haushaltsjahres 1991 eingetreten sind, auf
1.646.525.000 Lire.
3. Die Ausgaberückstände am 31. Dezember 1991 betragen insgesamt
2.493.686.605 Lire und betreffen noch auszuzahlende Beträge aus dem
Haushaltsjahr 1991.
Chi chiede la parola sull'articolo 6? Nessuno. Lo pongo in votazione: approvato con
5 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Art. 7
Conto di amministrazione
1. L'avanzo dell'esercizio finanziario 1991, di lire 291.521.159, risulta
stabilito come segue:
(in lire)
Fondo di cassa all'1.1.1991
1.881.586.952
Riscossioni
3.116.353.412
4.997.940.364
- 57 Pagamenti
Fondo di cassa al 31.12.1991
Residui attivi
Residui passivi
Avanzo dell'esercizio
finanziario 1991
(-) 4.337.232.600
660.707.764
2.124.500.000
2.785.207.764
(-) 2.493.686.605
291.521.159
------Verwaltungsrechnung
1. Der Finanzüberschuß des Haushaltsjahres 1991 beträgt nach der
folgenden Berechnung 291.521.159 Lire:
(in Lire)
Kassenstand am 1.1.1991
1.881.586.952
Einhebungen
3.116.353.412
4.997.940.364
Zahlungen
(-) 4.337.232.600
Kassenstand am 31.12.1991
660.707.764
Einnahmerückstände
2.124.500.000
2.785.207.764
Ausgaberückstände
(-) 2.493.686.605
Überschuß des
Haushaltsjahres 1991
291.521.159
Chi chiede la parola sull'articolo 7? Nessuno. Pongo in votazione l'articolo 7:
approvato con 5 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Art. 8
Approvazione del rendiconto generale
1. E' approvato il rendiconto generale della Provincia per l'esercizio
finanziario 1991, nelle componenti del conto finanziario relativo alla gestione del bilancio e del conto generale del patrimonio.
2. E' approvato il rendiconto della Cassa provinciale antincendi per l'esercizio finanziario 1991, allegato al rendiconto generale della Provincia.
------Genehmigung der allgemeinen Rechnungslegung
1. Die
allgemeine
Rechnungslegung
des
Landes
für
das
Haushaltsjahr 1991, bestehend aus der Finanzrechnung der Haushaltsgebarung und aus der allgemeinen Vermögensrechnung, ist genehmigt.
2. Die Rechnungslegung der Landesfeuerwehrkasse für das Haushaltsjahr 1991, die der allgemeinen Rechnungslegung des Landes beigelegt
ist, ist genehmigt.
Chi chiede la parola? Nessuno. Pongo in votazione l'articolo 8: approvato con 3 voti
contrari, 3 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Chi chiede la parola per dichiarazione di voto? Nessuna richiesta. Prego distribuire le
schede.
(votazione per scrutinio segreto - geheime Abstimmung)
- 58 -
Comunico l'esito della votazione: schede consegnate 24, 15 sì, 7 no, 2 schede bianche.
La legge è approvata.
Punto 12) dell'ordine del giorno: "Mozione n. 251/92 del 28.9.1992, presentata dai
consiglieri Holzmann, Bolzonello, Montali e Benussi, riguardante l'eliminazione dei vari
fondi a favore della classe politica".
Punkt 12 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 251/92 vom 28.9.1992, eingebracht von den Abgeordneten Holzmann, Bolzonello, Montali und Benussi, betreffend
die Abschaffung von verschiedenen Fonds zugunsten der Politiker".
La grave crisi economica che coinvolge il nostro Paese, determinata da anni di sprechi, ruberie e malgoverno, è arrivata finalmente al suo
logico epilogo. Per anni ci siamo chiesti quando questa classe politica
avrebbe dovuto arrendersi alla matematica visto che ha sistematicamente
ignorato i segnali d'allarme che provenivano dalle forze sane della Nazione.
La lottizzazione con la conseguente attribuzione di privilegi per
pochi, a danno di molti, avvenuta con il tacito e complice consenso delle
forze sindacali "maggiormente rappresentative" ha contribuito ad allargare
a dismisura il disavanzo dello Stato, attestatosi sulla cifra di un milione e
cinquecentomila miliardi.
Ora il popolo italiano è costretto a subire una pesante manovra
economica del governo preoccupato assai più di aumentare il gettito
fiscale anziché diminuire le spese di un apparato statale elefantiaco ed
inefficiente. Se alle categorie più deboli si chiedono sacrifici molto pesanti,
come questo delicatissimo momento storico richiede, è giusto, anzi
sacrosanto, che la classe politica dia il primo esempio.
Ciò premesso,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO,
preso atto della necessità di contribuire alla diminuzione delle spese,
eliminando quelle superflue,
impegna
la Giunta e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, nell'ambito delle rispettive
competenze
-ad eliminare i fondi riservati in dotazione agli Assessori;
-ad eliminare i fondi per le spese di rappresentanza in dotazione agli
Assessori;
-ad eliminare i "viaggi di studio" all'estero delle commissioni consiliari;
-ad eliminare i fondi riservati in dotazione al Presidente ed al vicepresidente del Consiglio;
-ad eliminare il fondo per le spese di rappresentanza in dotazione al
vicepresidente del Consiglio;
-ad eliminare il fondo riservato in dotazione al Presidente della Giunta
provinciale;
-a ridurre del 50% il fondo per le spese di rappresentanza in dotazione al
Presidente della Giunta;
-a non acquistare autovetture di rappresentanza oltre i 2000 cc.;
- 59 -ad utilizzare le auto di servizio solo in occasione di spostamenti connessi
all'incarico di Assessore provinciale;
-ad abolire le ulteriori indennità percepite dagli Assessori;
-a ridurre del 50% le ulteriori indennità percepite dal Presidente della
Giunta, dai vicepresidenti della Giunta, dal Presidente del Consiglio;
-ad eliminare le ulteriori indennità percepite dai segretari questori.
------Die schwere Wirtschaftskrise, in der sich unser Staat befindet
und die auf jahrelange Verschwendung, Stehlerei und Mißregierung
zurückzuführen ist, hat endlich ihren folgenrichtigen Verlauf genommen.
Seit Jahren fragen wir uns, wann sich diese politische Klasse wohl der
Mathematik wird beugen müssen, sie, die systematisch die Alarmsignale,
die von den gesunden Kräften der Nation ausgegangen sind, ignoriert hat.
Die Parteibuchwirtschaft mit der daraus sich ergebenden Zuteilung von Privilegien an wenige zum Schaden vieler, mit der stillschweigenden und beipflichtenden Zustimmung der "repräsentativsten" Gewerkschaften, hat dazu beigetragen, das Staatsdefizit aufzublähen, das sich
nun auf eine Million fünfhunderttausend Milliarden beläuft.
Das italienische Volk muß nun ein massives Sparprogramm der
Regierung in Kauf nehmen, die viel mehr darum bemüht ist, das
Steueraufkommen zu erhöhen, anstatt die Ausgaben eines
aufgebauschten und ineffizienten Staatsapparates zu kürzen. Wenn nun
den schwächsten Bevölkerungsgruppen sehr schwere Opfer abverlangt
werden, wie es dieser so heikle historische Augenblick erfordert, so ist es
richtig bzw. unvermeidlich, daß die Politiker mit gutem Beispiel
vorausgehen.
Dies vorausgeschickt
und angesichts der Notwendigkeit, zu einer Einschränkung der Ausgaben
beizutragen, indem alle überflüssigen Ausgaben eliminiert werden,
verpflichtet
DER SÜDTIROLER LANDTAG
die Landesregierung und das Landtagspräsidium im Rahmen der jeweiligen Zuständigkeiten,
-die den Landesräten vorbehaltenen Fonds abzuschaffen;
-die Repräsentationsfonds der Landesräte abzuschaffen;
-die "Studienreisen" der Landtagskommissionen ins Ausland abzuschaffen;
-die dem Präsidenten und Vizepräsidenten des Landtags vorbehaltenen
Fonds abzuschaffen;
-den Repräsentationsfonds des Vizepräsidenten des Landtags abzuschaffen;
-den dem Landeshauptmann vorbehaltenen Fonds abzuschaffen;
-den Repräsentationsfonds des Landeshauptmannes um 50 % zu kürzen;
-keine Repräsentationsautos mit einem Hubraum über 200 cm3 anzuschaffen;
-die Dienstwagen nur für Fahrten zu benutzen, die die Landesräte in ihrer
Eigenschaft als Landesrat unternehmen;
-die weiteren Zulagen der Landesräte abzuschaffen;
-die weiteren Zulagen des Landeshauptmannes, der Landeshauptmannstellvertreter und des Landtagspräsidenten um 50 % zu kürzen;
-die weiteren Zulagen der Präsidialsekretäre abzuschaffen.
- 60 -
Il consigliere Holzmann ha la parola.
HOLZMANN (MSI-DN): Nel prendere la parola su questa mozione non posso non
fare a meno di rilevare come la discussione debba avvenire questa sera anziché questa
mattina, dal momento che la sospensione chiesta dal capogruppo SVP per esaminare le
mozioni non riguardava questa mozione considerato che su questa il gruppo già si era
pronunciato in precedenza.
Comunque non ho difficoltà a parlare alle ore 18.16, ed entro subito in argomento. Il
problema dei fondi riservati, soprattutto, e anche quello delle spese di rappresentanza sono
problemi che noi abbiamo sollevato già in altre occasioni. Li abbiamo sollevati anche di
recente con l'interrogazione presentata appunto al Presidente della Giunta provinciale, che mi
spiace non sia presente in questo momento, visto che personalmente è quello maggiormente
toccato dall'oggetto della mozione, la cui risposta é arrivata pochi giorni fa. Al termine della
sua lunga risposta concludeva così: "Non è ammesso alcun controllo sui fondi riservati",
fondi che sappiamo esulano dal controllo della Corte dei Conti.
Ci troviamo in presenza di cifre cospicue, perché per quanto riguarda il fondo
riservato al Presidente della Giunta si tratta di 135 milioni all'anno, quindi oltre 650 milioni
per ogni legislatura. Questi fondi vengono sottratti al controllo non solo del contribuente, che
è giusto che in ultima analisi sappia come vanno spesi i suoi quattrini, ma anche degli
organismi preposti al controllo tutorio, ma naturalmente anche al controllo dei consiglieri, che
sul bilancio devono poi alla fine esprimere un voto.
A questo importo aggiungiamo altri 120 milioni l'anno che vengono percepiti dagli
assessori - parlo solamente dei fondi riservati - e i 37 milioni percepiti dal Presidente del
Consiglio provinciale. A questi soldi dobbiamo aggiungere anche i 200 milioni che vengono
percepiti come indennità di carica dal Presidente, dal Vicepresidente e dai segretari questori
del Consiglio provinciale, che abbiamo visto appunto nel bilancio del Consiglio, approvato
l'altro giorno. Tutte le altre agevolazioni naturalmente riguardano gli assessori, comprese le
rispettive indennità di carica. Con questa mozione abbiamo messo in discussione tutte queste
voci di spesa che secondo noi andrebbero in parte ridimensionate e in parte abolite, o
perlomeno trasformate in fondi soggetti al controllo, soggetti a documentazione.
Le motivazioni che ci sono state espresse, sia in occasione di colloqui personali, sia in
occasione di risposta a precise interrogazioni, sono molto semplicistiche perché si possano
accettare e condividere. Non si può accettare che il Presidente della Giunta provinciale
giustifichi il mantenimento di un fondo riservato, che per quanto ne possiamo sapere può
anche rappresentare una sorta di arrotondamento dello stipendio, dal momento che non
possiamo conoscere come viene speso. Sappiamo infatti che può essere prelevato all'inizio
dell'anno e gestito senza dover rendere conto a nessuno. Le motivazioni che stanno alla base
dell'impiego in questo modo del denaro pubblico sono per noi insufficienti, perché non mi si
può venire a dire che la persona che si trova in difficoltà e che si rivolge e che bussa alla porta
del Presidente della Giunta deve ricevere dei quattrini. Non si può obiettare che se si va ad
una festa campestre bisogna dare un contributo alla banda musicale del paese e questa spesa
debba essere necessariamente ascritta al bilancio provinciale. Tutti quanti noi nella veste di
consiglieri ci troviamo in più occasioni nella condizione di dover dare dei contributi a questa
- 61 o a quella associazione, alla persona bisognosa. Queste sono questioni che riguardano la sfera
personale, non dovrebbero riguardare il pubblico. Quindi non si giustifica il mantenimento di
una sorta di privilegio che consente di poter gestire in maniera del tutto autonoma, in maniera
del tutto soggettiva, sottratta a qualsiasi controllo, decine e decine di milioni all'anno. Questo
vale per il Presidente e vale in forma molto minore per gli assessori, i quali gestiscono 120
milioni l'anno, ma globalmente anche questa diventa una cifra considerevole.
Se noi andiamo a fare dei raffronti, come forse è utile fare in queste circostanze, con la
vicina provincia di Trento, notiamo che il Presidente della Giunta provinciale di Trento ha un
fondo riservato di 40 milioni e non di 135. Notiamo, ad esempio, che la Giunta provinciale di
Trento si è occupata dell'uso delle auto di servizio. Noi avevamo sollevato il problema
qualche anno fa sull'uso che veniva fatto delle auto blu in occasione delle sedute del Consiglio
regionale, quando le sedute si svolgevano a Trento, e rilevavamo il fatto che taluni assessori
utilizzavano la macchina di servizio e relativo autista, che rimaneva inutilizzato per alcune
ore, quando si recavano a Trento in veste di consiglieri come tutti gli altri e non in veste di
assessori provinciali. La Giunta provinciale di Trento si è occupata di questo problema e
proprio lo stesso Malossini - me lo diceva qualche giorno fa - aveva rinnovato la
raccomandazione in questo senso di utilizzare l'auto blu solamente quando gli assessori
provinciali si muovono in tale veste. La Giunta provinciale di Bolzano, invece, ha un
regolamento che le consente di utilizzare le auto di servizio per i motivi più svariati, quindi è
legittimata anche a quest'uso, che noi definiamo improprio, ma se è vero come è vero che il
Paese sta attraversando un periodo di grave crisi, e nonostante la manovra economica del
Governo piuttosto pesante per le tasche dei contribuenti, ci dobbiamo rendere conto che
purtroppo questa manovra non ha ancora assolto al suo compito, cioè una misura sufficientemente valida per arginare la spesa pubblica. Viceversa dovranno essere chiesti ancora
ulteriori sacrifici al Paese. Allora credo che da parte della classe politica, che diventa il punto
di riferimento in queste circostanze, perché quando si parla di inasprimento fiscale il cittadino
guarda al politico, che ha lo stipendio e le sue indennità che aumentano con automatismi che
non vengono facilmente compresi, mentre ad altre categorie vengono tolti. Per esempio, i
dirigenti d'azienda con il rinnovo del contratto, nonostante rappresentino una categoria
piuttosto privilegiata, che ha sempre avuto un potere contrattuale notevole nei confronti delle
aziende, assicurandosi negli anni anche certi privilegi, i dirigenti industriali con l'ultimo
rinnovo contrattuale sono stati fortemente penalizzati. Ora, non si capisce per quale motivo, in
presenza di un bisogno reale da parte del Governo di reperire denaro, di chiedere sacrifici e
quindi anche di moralizzare la vita pubblica, la classe politica debba sottrarsi a questo
compito, che secondo me le spetta e tenga ad arroccarsi su queste situazioni di privilegio.
Ora, da parte di una forza politica come la nostra un simile atteggiamento, non può
essere condiviso. Quindi noi, pur lasciando qualche spiraglio alla trattativa, nel senso che
abbiamo previsto nella nostra mozione, che ha anche un significato provocatorio nel senso
buono del termine, nel senso che vuole stimolare un dibattito intorno ad un problema molto
serio, pur lasciando uno spiraglio al mantenimento di certi fondi, perché riteniamo che un
Presidente di una Provincia autonoma come la nostra abbia anche certi ruoli istituzionali e
quindi debba avere necessariamente delle spese che gli vanno riconosciute e per le quali è
giusto abbia anche un fondo di rappresentanza, però da qui al poter amministrare dei fondi
- 62 senza alcun controllo, fondi che sono di tutti, da qui ce ne corre molto. Naturalmente non
possiamo condividere il mantenimento di questa impostazione.
In ultima analisi ci aspettiamo dalla Giunta, qualunque sorte abbia questa mozione, ma
comunque non è difficile immaginarlo ed intuirlo, un maggior senso di responsabilità.
Possiamo solamente sperare che la nostra provocazione odierna serale abbia assolto la sua
funzione, nel senso che nei prossimi mesi possa stimolare delle riflessioni da parte della
Giunta in ordine all'inopportunità di un sistema, che credo da tutti venga messo in
discussione. Vorrei proprio vedere se fermassimo delle persone qualunque per strada e
spiegassimo a loro come vengono spesi i soldi pubblici sotto queste voci di bilancio, quante
persone sarebbero in grado di dire che tutto sommato ritengono giusto che gli amministratori
possano spendere il denaro in questo modo senza controllo. Credo che nessuno qui fuori
approverebbe una simile impostazione. Non voglio fare del populismo; parlo in un'aula, in
una sede istituzionale con delle persone che mi auguro comprendano quello che sto dicendo.
A prescindere dal risultato della mozione, mi auguro che nei prossimi mesi la Giunta
si occupi seriamente di questo problema, perché se fingiamo di ignorare che fuori da questo
palazzo la gente si trova in difficoltà, gli stessi imprenditori si trovano in difficoltà, questo è
molto grave. Il Paese sta attraversando un momento difficile, mentre noi vogliamo mantenere
questo distacco tra istituzione e cittadino, naturalmente legittimiamo un distacco totale che si
manifesta quotidianamente nel Paese. La politica oggi come oggi è totalmente distaccata da
quelle che sono le aspettative del cittadino. Già ci sono delle grosse difficoltà da parte della
classe politica a dare delle risposte rispetto ad un Paese che è in uno stato di costante
cambiamento, di costante evoluzione, ma rispetto alla classe politica si trova sempre in ritardo
purtroppo.
Credo che sia necessario un cambiamento di tendenza, che si affermi la consapevolezza che il cittadino deve essere rispettato come tale, perché il cittadino è anche contribuente
e ha tutti i diritti e tutte le ragioni di sapere come vanno spesi i suoi soldi. Non possiamo
scippare questa elementare garanzia democratica, istituendo dei fondi senza nessun controllo,
amministrandoli a proprio piacimento. Credo che sarà interessante sentire che cosa dirà la
Giunta su questo argomento, ma sarà più interessante ancora vedere se nei prossimi mesi ci
saranno dei segnali di inversione di tendenza, ci saranno delle misure tese a dare un po' più di
trasparenza sull'operato della Giunta.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura - DC): Devo
dire che l'intervento del collega Holzmann pacato, teso ad un obiettivo del risparmio, nelle
intenzioni lo apprezzo, perché tutto sommato è finalizzato a farci discutere. Si è soffermato
giustamente su di un aspetto, soprattutto quello dei fondi riservati. Le posso allora dire che la
Giunta stessa è imbarazzata intorno a questi fondi riservati, anche se li mettiamo nella legge
finanziaria come una previsione possibile. Oggi non sono regolamentati da legge; di
conseguenza vedremo che cosa farà il Governo. Però, creda, l'importo dei fondi riservati degli
assessori, che è come Lei ha ricordato di 120 milioni, quindi 10 milioni per assessore, è un
importo così contenuto e limitato che gli assessori sicuramente spendono questo denaro per
cose contingenti e urgenti.
Vi racconto un episodio che mi è accaduto. Un amico comune, di cui adesso mi
permetto di non fare il nome, un giorno è venuto a trovarmi. Era disperato e mal messo; aveva
- 63 vari problemi comportamentali. Gli ho allungato dal fondo di riserva 100.000 lire. Alla sera
ero insieme all'amico Bolognini usciamo da una riunione e andiamo in piazza Walter. Lo
troviamo al ristorante all'aperto dell'hotel Greif. Mi vede, ci guardiamo, e mi dice: "Remo,
cosa vuoi, ogni tanto nella vita bisogna togliersi una soddisfazione". Quindi quelle cento mila
lire che avevo dato ad una persona, che sicuramente aveva bisogno, sono state spese per
capriccio in una cena all'hotel Grifone. Può capitarci anche questo, ma era stato fatto in buona
fede. Solitamente lascio sempre traccia, e so che lo fanno anche i colleghi, del perché e del
percome questi fondi sono dati.
Per le altre spese - ho fatto i conteggi - all'anno globalmente non arriviamo, eccezione
fatta per le macchine oltre i 2000, che sono due o tre: quella del Presidente e quella, mi pare,
del collega Hosp o Saurer, non arriviamo ad un miliardo. Se volessimo allora fare un
ragionamento reale di risparmio, collega Holzmann, dovremmo con ogni probabilità fissare la
nostra attenzione su altri capitoli, con altri ragionamenti.
Quando ho visto la mozione, mi sono chiesto se era contemporanea all'intervento del
ministro Costa dell'altro giorno sul giornale. E' invece del 28 settembre; allora è
contemporanea ad un altro episodio. Non ci costringa allora a fare come il ministro, che uomo
dabbene è venuto ad inaugurare la Fiera con la sua macchina, la sua signora, e la guidava lui.
Dietro, poi, nessuno ha detto, nemmeno i giornalisti, che aveva l'autista con un'altra
macchina, che ogni volta che lui faceva il ministro doveva scendere di corsa e portare via
l'altra macchina e così il traffico anziché essere intasato dalla sola macchina di rappresentanza
del ministro era intasato dalla macchina personale del ministro e da quella dell'autista e
dell'altro autista. Quindi due persone, non più una, che dovevano seguirlo per spostare le due
macchine ogni volta che lui si fermava, vuoi alla Fiera, vuoi davanti all'hotel Laurin, vuoi
davanti al Palazzo della Provincia, ecc. Siccome noi non siamo dei don Chisciotte, noi ci
muoviamo con la macchina di rappresentanza sulla base di un regolamento. Lei ci conosce
molto bene e sa benissimo che adoperiamo la macchina per lo stretto indispensabile. Gli
autisti sono tutti autisti, quindi si immagini per che cosa possiamo adoperare la macchina per
muoverci con più facilità e andare da una parte all'altra.
Accetto le intenzioni e colgo anche la raccomandazione, che già è trasferita nella legge
finanziaria per una regolamentazione del fondo riservato, ma non mi pare di poter dire che qui
in Alto Adige - poi Le dico brevemente del Trentino - accadano delle cose strane per cui
questi fondi vengono utilizzati in modo improprio o in modo addirittura distorto. Nel
Trentino, per quello che ricordo, il fondo di rappresentanza del Presidente della Giunta è di
540 milioni e, se mi ricordo bene, è diventato di 700 milioni. Prima, parlando e rispondendo
al collega Viola e al collega Meraner, ricordavo che ogni consigliere provinciale del Trentino
costa mediamente all'anno 100 milioni in più dei consiglieri provinciali dell'Alto Adige. Mi
creda, tutto questo che è qui è meno di un terzo di quello che i trentini spendono per i soli
consiglieri provinciali rispetto all'Alto Adige. Poi dobbiamo aggiungere i costi per la Giunta,
il Consiglio, ecc.
Mi pare quindi di poter dire che questo Consiglio provinciale si è sempre
caratterizzato a livello di Giunta e a livello di Consiglio come parsimonioso, come prudente;
non ha mai elargito, non ha mai erogato, non ha mai abbondato, non ha mai consentito,
neanche quelle cose, che chi mi ha conosciuto come capogruppo, sa che sostenevo già 15 anni
fa, che sono indispensabili per consentire un minimo di dignità, nel lavoro del consigliere,
- 64 rispettivamente degli assessori. Per me, oggi, questa amministrazione provinciale, per quello
che riguarda la Giunta, è proprio in questo ambito: importi contenuti, quelli del Presidente un
po' maggiorati, ma la funzione, il ruolo, la presenza, la rappresentanza che ha il Presidente in
questa Provincia con 4.300 miliardi di bilancio, mi pare che esiga anche un attimo di
discrezionalità e un attimo di capacità di poter spendere e di poter muoversi.
Lei correttamente nel Suo intervento non ha avuto un esempio da poter fare di
distorsione, di imprudenza o di altro. E' un'esigenza di economia, è un'esigenza, vorrei dire, di
immagine. Mi creda, per l'economia il discorso andrà fatto in sede di bilancio; non si può farlo
su questi capitoli, che sono quel minimo che ci si dà per consentire a noi tutti di essere
rappresentativi con un ospite, con una delegazione, con una commissione. Io ho almeno 15
commissioni e ogni tanto mi capita di dover offrire uno spuntino, se tardiamo, di dover offrire
un aperitivo, ecc.; non credo che queste siano le cose che possano dare scandalo. Anche lei ha
partecipato a qualche viaggio di rappresentanza del Consiglio provinciale, sappiamo
benissimo che ci accade ovunque andiamo di trovare qualche bottiglia, un dono sul tavolo, un
oggetto che ci faccia ricordare il luogo e ci faccia pensare con simpatia ad un'esperienza o ad
un incontro svolto. Sono quei piccoli benefici attraverso i quali noi accresciamo l'immagine di
questa Provincia.
Mi pare quindi di poter dire di accogliere lo spirito della mozione: nei contenuti, per
quanto riguarda quello che Lei ha rimarcato particolarmente, cerchiamo di ovviare. Le altre
sono cose talmente minori, che se Lei avesse voluto segnalare qualche fatto di mal uso,
avremmo potuto ascoltare e magari anche rispondere. Per il resto Le posso assicurare che gli
assessori non hanno ulteriori indennità. Circa le auto di servizio esse vengono adoperate
solamente per servizio. In automobile, Lei sa benissimo, si riesce a leggere, a scrivere, a
comunicare, si fanno altre cose per le ragioni della carica che si ricopre. Creda, dovrebbe
essere anche per Lei prezioso che gli amministratori, qualsiasi siano - escluda pure me
tranquillamente - arrivino a destinazione sani, salvi, riposati, perché Lei sa che l'impegno è
continuo, è duraturo, durante la giornata e durante le settimane. La donnetta o l'omino che
possono incontrarci per strada possono anche stupirsi, ma Lei che è uomo di mondo,
Holzmann, si può stupire?
PRESIDENTE: Siccome la mozione è rivolta in parte anche al Consiglio provinciale,
devo dire che concordo con quanto riferito dall'assessore Ferretti. Proprio ieri abbiamo
approvato il bilancio del Consiglio provinciale e anche ieri abbiamo parlato di questi
problemi. Abbiamo parlato della ricerca da parte dell'Ufficio di Presidenza di individuare nel
bilancio quali potevano essere i capitoli di contenimento della spesa. Anche questo problema
è stato affrontato. Noi abbiamo cercato di contenere in certi di casi e in altri casi di ridurre le
spese a cui fa riferimento il consigliere Holzmann; in nessun caso le spese a cui fa riferimento
il consigliere Holzmann sono state aumentate. Mi sembra di conseguenza che in qualche
modo si sia tenuto conto di una impostazione per il contenimento della spesa pubblica. Nella
mozione si parla di riduzione, di annullamento totale; nel merito ha già risposto l'assessore
Ferretti. Evidentemente di fronte alle spese per quanto riguarda visite di delegazioni o per
altre necessità obiettive non è possibile fronteggiare personalmente, ma occorre avere a
disposizione un fondo di rappresentanza. Comunque penso che i bilanci consuntivi degli
ultimi anni dimostrino, al di là delle parole, la ferma volontà di contenere le relative spese.
- 65 -
HOLZMANN (MSI-DN): Non vorrei essere stato male interpretato nella mia
esposizione, nel senso che non miravo a conseguire un risparmio di bilancio significativo, dal
punto di vista economico, perché mi rendo conto che un miliardo è poco se paragonato ai
4.300 miliardi che costituiscono il bilancio della Provincia, però è molto se rapportato agli
undici assessori che compongono la Giunta provinciale.
Il motivo vero è appunto quello di cercare di dare un esempio di austerità nel momento
in cui tutti sono chiamati a darlo per forza, attraverso prelievi fiscali di vario genere. La classe
politica aveva la possibilità di dare un esempio e di dire che ha dei privilegi e che a questi
privilegi rinuncia.
Ma soprattutto c'è un problema fondamentale, che è quello appunto dei fondi di
riserva. Noi non possiamo accettare il mantenimento di un'impostazione di questo genere,
perché se riconosciamo, come riconosciamo, la necessità da parte degli assessori, del
Presidente del Consiglio, soprattutto, e del Presidente della Giunta, di dover affrontare delle
spese di rappresentanza, di offrire ospitalità, di dover offrire gli spuntini, i rinfreschi e tutte
queste cose di cui si è parlato, non vedo per quale motivo queste spese non possano e non
debbano essere documentate e soprattutto non possano e non debbano essere controllate, per
quale motivo la Corte dei Conti non può controllare questi quattrini, questi fondi. Questo è un
discorso che si potrebbe poi allargare anche ad altri aspetti. Mi rendo conto che un consigliere
a Bolzano costa meno in servizi, in contributi, in macchinari, in personale, rispetto ad un
consigliere della Provincia di Trento, però questo non è molto significativo. Si può allora
ragionare in due modi: o si risparmia e quindi si danno meno servizi alla collettività, oppure si
spende di più e si danno più servizi. Questo dipende dalle disponibilità che ci sono. Diverso è
invece il discorso sull'esempio che la classe politica dovrebbe dare. Mi sembra che da questo
punto di vista dobbiamo regolamentare con legge i fondi di riserva, come peraltro richiesto
dalla Corte dei Conti nelle sue osservazioni al rendiconto per l'anno 1991, che ha rilevato
come non ci sia un'adeguata copertura legislativa su questi fondi. Bisognerà ad un certo punto
regolamentare in maniera seria questa materia.
Rispondendo all'assessore Ferretti, devo dire che non è che ho all'attivo nel mio
paniere una serie di fatti che ritengo sospetti; non ne ho nemmeno uno, però, assessore, anche
se li avessi cercati non avrei potuto trovarli dal momento che c'è assoluta riservatezza sulla
gestione di quei fondi. Ammesso quindi anche che io li avessi voluti cercare, non avrei avuto
la possibilità di trovarli. Se Lei ricorda, alcuni anni fa feci un'azione provocatoria in occasione
della discussione sul bilancio di previsione e chiesi con lettera agli assessori di lasciarmi
prendere visione delle pezze giustificative dei fondi di rappresentanza. Mi fu risposto più o
meno elegantemente da quasi tutti che questo non era possibile, che quel controllo comunque
veniva effettuato dalla Corte dei Conti. Invece sui fondi di riserva il controllo della Corte dei
Conti non c'è e se non c'è il controllo della Corte dei Conti non c'è il controllo da parte nostra,
che tutto sommato abbiamo anche una funzione ispettiva da assolvere. Quindi in ultima
analisi non c'è controllo da parte del cittadino, che è la cosa più grave.
In questo senso spero che la Giunta entri in un'ottica nuova, nel senso che non voglio
negare alla Giunta la necessità di dover avere a disposizione dei fondi per promuovere
l'immagine di sè stessa e dell'apparato provinciale, però questo deve essere rigorosamente
documentato. Quindi non possiamo accettare il mantenimento dei fondi di riserva.
- 66 -
PRESIDENTE: Pongo in votazione la mozione: respinta con 3 voti favorevoli,
5 astensioni e i rimanenti voti contrari.
Dichiaro chiusa la seduta.
ORE 18.47 UHR
SEDUTA 171. SITZUNG
2.12.1992
Sono intervenuti i seguenti consiglieri:
Es haben folgende Abgeordnete gesprochen:
Achmüller (53,54)
Bauer (25)
Benedikter (11,21,24,26,27)
Benussi (34)
Durnwalder (14,50)
Ferretti (42,49,62)
Frasnelli (9)
Holzmann (17,60,65)
Klotz (12)
Kußtatscher (26)
Meraner (29,36)
Montali (13)
Pellegrini (15,64)
Tribus (10,27,29,49,50,53,54)
Viola (4,7,15,32)