Derivati: Il rischio è di perdite rilevanti

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Derivati: Il rischio è di perdite rilevanti
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Derivati: Il rischio è di perdite rilevanti
Inviato da Il Resto del Carlino
lunedì 04 febbraio 2013
Ultimo aggiornamento lunedì 04 febbraio 2013
L’EFFETTO Montepaschi
con annessi derivati ha rimesso nel cono di luce le scelte
finanziarie passate della Provincia di Pesaro e Urbino. E nonostante
le rassicurazioni del direttore generale Marco Domenicucci continuano
le prese di posizioni ed anche gli inviti «a fare qualcosa», perché
la situazione finanziaria con questi derivati potrebbero peggiorare
ulteriormente.
STAVOLTA interviene il
coordinamento dei comitati della per la difesa delle Valli Metauro,
Cesano e Candigliano. «Nell’ottobre scorso inviammo una diffida,
congiunta col Coordinamento Acqua Bene Comune, a vendere le quote
pubbliche della partecipazione in Marche multi servizi, attuata
secondo il dirigente Domenicucci per motivi dovuti al “momento
storico”. Il fallimento economico della Provincia — prosegue la
nota — era “colpa” era dei costi dell’emergenza neve e del
Patto di stabilità. Nessuna risposta circostanziata fu data alla
nostra nota nella quale esaminando i dati di bilancio ci chiedevamo
perché, invece di vendere quote fruttifere, la Provincia non avesse
scelto subito soluzioni alternative e non negoziasse altrimenti con
le banche».
PER I COMITATI la risposta
la dà ora lo stesso Domenicucci: «Il bilancio è perfettamente in
grado di sopportare assestamenti, abbiamo un tasso di indebitamento
del 5 per cento molto al di sotto del tetto stabilito dal Governo».
Ma è sui derivati che arriva l’affondo: «I dati di mercato
indicano, al contrario, una situazione ancora più grave di quella da
noi rappresentata pochi mesi fa. Le perdite già maturate e quelle
previste nei prossimi tre anni raggiungono oltre tre milioni di euro
e certamente non hanno prodotto alcuna riduzione del costo del debito
della Provincia».
«NELLA RELAZIONE dei
revisori sul bilancio di previsione 2012 della Provincia — prosegue
la nota — è stato indicato che, a fronte dei due contratti
derivati, nel 2010 la perdita secca complessiva ammontava a 758.000
euro e nel 2011 si ripeteva per 649.000 euro. Nello stesso documento
si prevedevano altre perdite ingenti pari a 647.000 per l’esercizio
2012, 651.000 euro per il 2013 e 578.000 euro per il 2014. Per avere
una migliore visione del “quadro complessivo” ci permettiamo di
fare notare che le previsioni sono state calcolate tenendo come
riferimento un andamento previsionale dei tassi Euribor semestrali
più favorevole alla posizione della Provincia di quanto poi il
mercato ha di fatto segnato. Abbiamo quindi ragione di credere che le
perdite reali nel 2012 abbiano raggiunto un livello superiore —
prosegue la nota — che sarebbe giusto conoscere, se chi di dovere
rendesse pubbliche le evidenze contabili di regolamento dei
differenziali».
INSOMMA secondo il
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coordinamento dei derivati i dati sono preoccupanti: «Un sola
risposta può essere data, con chiarezza ai cittadini
dall’amministrazione provinciale: esibire i dati reali. Ci
complimentiamo comunque per le doti di veggenza del Direttore
Domenicucci, in grado di fornire dati rassicuranti circa “l’incidenza
prospettica a scadenza” dei due contratti di finanza derivata che
si concluderanno il primo nel 2025 e il secondo nel 2030. A quanto ci
risulta i dati previsionali più ambiziosi sull’andamento dei tassi
Euribor, sottostanti agli impegni assunti dalla Provincia, sono
quelli elaborati dal mercato Liffe di Londra fino al 2015, che
confermano invece che le ingenti perdite continueranno senza dubbio a
protrarsi».
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