deposizioni - Laboratorio di Idrochimica
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Rete Nazionale Integrata CON ECO FOR Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Corpo Forestale dello Stato Altruisti per natura Controllo Ecosistemi Forestali DEPOSIZIONI ATMOSFERICHE E OZONO Area VAL SESSERA (PIE1) SIGNIFICATO E OBIETTIVI DELLE RICERCHE L'ozono è presente naturalmente negli alti strati dell'atmosfera e ha la funzione di proteggerci dalla radiazione solare ultravioletta. Nello strato più vicino al suolo, la troposfera, una fascia alta 10-15 km, l'ozono è prevalentemente originato dalle attività umane e può causare effetti dannosi sulla salute umana, la vegetazione e sui materiali. L'ozono si sviluppa a partire da altre sostanze inquinanti, gli ossidi di azoto e gli idrocarburi, prodotti prevalentemente dal traffico e dall'industria; per questo è definito un inquinante secondario. La reazione chimica che determina la formazione dell'ozono richiede un apporto di energia come la radiazione del sole. Per questo motivo le concentrazioni di ozono sono tipicamente più elevate nei mesi caldi e nelle ore centrali della giornata. A causa delle elevate emissioni di precursori si ritiene che le attuali concentrazioni di ozono nella troposfera siano 3-4 volte quelle del periodo pre-industriale. L'Italia, per la forte densità di attività umane e l'elevata intensità della radiazione solare, è particolarmente soggetta a questo fenomeno. Molte specie vegetali: alberi, arbusti, ma anche le colture agricole, possono presentare sensibilità a questo inquinante che, una volta penetrato nei tessuti può indurre riduzioni nell'accrescimento e sintomi particolari sugli apparati fogliari, talvolta riconoscibili già ad un esame visivo. Poiché le misure di ozono in aree remote sono scarse, l'attività di monitoraggio condotta nell'ambito del Programma CONECOFOR, volta a meglio comprendere le interazioni tra ecosistemi forestali e attività umane, assume un particolare significato e rappresenta una delle principali fonti di informazione circa l'inquinamento da ozono nelle aree forestali italiane. RISULTATI DEPOSIZIONI ATMOSFERICHE La composizione chimica delle µeq l-1 deposizioni bulk a cielo aperto 100 (periodo 2001-2005) mostra per la stazione Val Sessera (PIE1) un 90 contenuto ionico medio, inferiore a 200 µeq l-1. Tra gli ioni positivi 80 prevalgono il calcio, derivato dalla 70 sospensione delle polveri in atmosfera, e lo ione ammonio 60 composto acidificante di origine antropica. Da notare la presenza di 50 una discreta quantità di acidità 40 minerale (ioni H + ), basso il contenuto di sodio e dello ione 30 negativo cloruro, in relazione alla elevata distanza dell'area dal mare. 20 Tra gli ioni negativi circa l'80% è 10 rappresentato da nitrati e solfati. Te n u t o c o n t o d e l l e e l e va t e 0 concentrazioni dello ione ammonio si può concludere che i composti derivanti dalle attività antropiche costituiscono il 60% del contenuto ionico totale. N org. N-NH4 N-NO3 S antropico S marino kg ha-1 a-1 25 TIPOLOGIE DI CAMPIONAMENTO PIE3 BOL1 LOM1 LOM3 FRI2 TRE1 20 LOM2 PIE1 PIE2 DEPOSIZIONI ATMOSFERICHE 15 EMI1 I prelievi per la determinazione della chimica delle deposizioni atmosferiche sono effettuati in 18 delle 31 stazioni di II° livello della rete CONECOFOR. Per una corretta quantificazione del flusso di inquinanti dall’atmosfera sono considerate diverse tipologie di campioni prelevati con cadenza settimanale: 1. deposizioni atmosferiche umide (pioggia o neve comprensivi delle polveri) a cielo aperto (bulk a cielo aperto) sono raccolte con tre campionatori costantemente esposti, disposti in una radura al di fuori dall’area permanente, costituiti da una bottiglia graduata in polietilene di 2 litri, con un imbuto. Nel caso di precipitazioni nevose il prelievo dei campioni viene eseguito con appositi contenitori cilindrici in polietilene (diametro 20 cm, altezza 80 cm) in grado di contenere 800 mm di precipitazione. 2. deposizioni (pioggia o neve) raccolte sotto la chioma della vegetazione (bulk sottochioma) prelevate con 16 o 8 raccoglitori, disposti sul terreno all’interno dell’area in modo regolare in modo da ottenere un campione significativo della variabilità dell’area. I campionatori sono gli stessi descritti per il prelievo a cielo aperto. 3. acque di scorrimento lungo il tronco raccolte, in 6 stazioni, sugli alberi più significativi dell’area tramite il posizionamento di un collare in neoprene che attraverso un tubo di congiunzione porta le acque ad un bidone di raccolta in polietilene del volume di 100 litri. 4. limitatamente a 7 aree, sono raccolte le deposizioni atmosferiche umide a cielo aperto, facendo uso di campionatori automatici (wet-only). Il campionatore è costituito da due recipienti in polietilene, in grado di contenere ciascuno 280 mm di precipitazione, di cui uno per il campionamento della pioggia (wet) e l’altro per il campionamento delle polveri. Il coperchio dello strumento si posiziona sul recipiente wet in caso di assenza di precipitazione oppure si posizione sul recipiente per la raccolta delle polveri quando vi sono precipitazioni umide in corso. Lo spostamento è controllato da un sensore che segnala l’inizio e la fine dell’evento piovoso. ACQUE DI RUSCELLAMENTO Campionate in 8 delle 18 stazioni individuate per la raccolta delle deposizioni atmosferiche. I torrenti, posti nelle immediate vicinanze dell’area di studio, drenano un bacino con caratteristiche sufficientemente uniformi e simili a quelle dell’area campione. OZONO Le misure di ozono vengono condotte mediante l'impiego di campionatori passivi, semplici strumenti per la misura di inquinanti dell'aria. Essi si basano sul principio della diffusione molecolare. Un reagente specifico per questo inquinante è posto sulla parte terminale di una fiala in plastica. Una volta aperta la fiala l'aria ambiente penetra all'interno. L'ozono reagisce con il composto chimico nella fiala e si crea una differenza di concentrazione che richiama nuove molecole di ozono dall'esterno. Al termine del periodo di misura i campionatori vengono inviati al laboratorio dove è possibile determinare quantitativamente l'ozono che ha reagito e quindi la sua concentrazione nell'aria ambiente. I campionatori passivi non richiedono allacciamento elettrico e sono facili da utilizzare. Attualmente la rete di misura dell'ozono copre tutte le aree di indagine di II° livello istituite (31 al 2005). I campionatori vengono esposti settimanalmente nel periodo vegetativo, da aprile a settembre. EMI2 LIG1 10 TOS1 5 Composizione chimica delle deposizioni Bulk a cielo aperto K+ Na+ Mg++ Cl- Ca++ NO3- NH4+ SO4= H+ HCO3- Ioni positivi Ioni negativi La stima delle quantità di deposizione di ioni correlati alle emissioni antropiche (solfati, nitrati e ammonio), ha prodotto un ampio intervallo di variazioni. La figura a lato, mostra come tra le stazioni del Nord Italia, quelle collocate sulle Alpi, presentino deposizioni di zolfo inferiori rispetto a quelle di bassa quota e come scendendo verso Sud la deposizione assuma valori via via più rilevanti, fino a raggiungere i massimi nella stazione CAL1. Tale differenza è in parte spiegata dai solfati di origine marina, poco rilevanti per le stazioni del Nord, in relazione alla loro distanza dal mare. I carichi atmosferici di azoto sono decisamente più elevati di quelli di zolfo, in particolare nelle stazioni settentrionali e appenniniche in relazione alle forti emissioni di azoto nella Pianura Padana, dovute all’industria, al traffico e all’agricoltura. Questo determina una maggiore fertilizzazione sui suoli, con conseguenti scompensi sull’ecosistema forestale. LAZ1 ABR1 0 CAM1 CAL1 OZONO L'area di indagine permanente PIE1, fa parte del nucleo di 20 aree presso le quali, nel 1996, sono state avviate le attività di ricerca previste dal programma CONECOFOR. Le misure di ozono vengono condotte in località Selletto Piccolo, ad una quota leggermente superiore a quella dell'area di indagine. SIC1 100 90 Le misure di ozono effettuate nella stagione vegetativa (aprile-settembre) su un arco di 10 anni, pur se incomplete nella prima fase di monitoraggio, fornisco un interessante quadro dell'andamento dell'ozono al suolo. Si osserva infatti un trend positivo delle concentrazioni con un chiaro incremento soprattutto nel periodo 2003-2005. L'analisi statistica di questi dati condotta con due test (Mann-Kendall e Sen) conferma che il trend rilevato è significativo. 80 Andamento delle concentrazioni medie settimanali di ozono (ppb = parti per miliardo) 70 ppb Nel corso degli anni '80 gli apporti di inquinanti attraverso le deposizioni atmosferiche sono stati indicati, unitamente all'inquinamento atmosferico, come possibili agenti destabilizzanti degli ecosistemi forestali. In particolare sono stati studiati gli effetti dell'acidità delle deposizioni atmosferiche sulla funzionalità delle superfici fogliari, lo scambio ionico tra le deposizioni e le superfici fogliari, l'alterazione dei rapporti ionici nel suolo e l'apporto di nutrienti, in particolare azotati, al suolo. Le deposizioni atmosferiche convogliano al suolo, in forma di soluti o di particellato: · polveri in sospensione nell'atmosfera: calcio (Ca++), magnesio (Mg++), potassio (K+), bicarbonato (HCO3-); · composti di origine marina: sodio (Na+), cloruro (Cl-), magnesio (Mg++), solfato (SO4=); · composti derivanti dalle attività antropiche: solfato (SO4=), nitrato (NO3-), ammonio (NH4+), acidità (H+), metalli, composti organici persistenti. Quando raggiungono un ecosistema forestale, le deposizioni atmosferiche vengono alterate dal contatto con le chiome e i tronchi degli alberi. Nell'ambito del progetto CONECOFOR vengono quindi misurate le concentrazioni dei diversi ioni nelle deposizioni raccolte a cielo aperto, sotto chioma e lungo il tronco degli alberi. Gli studi si propongono anche di quantificare i flussi di queste sostanze agli ecosistemi forestali e di valutarne gli effetti sulla vegetazione e su altre componenti degli ecosistemi. Come le altre attività del progetto CONECOFOR, questi studi sono finalizzati ad interagire con i risultati derivanti dalle altre ricerche, al fine di trarre un quadro di sintesi sullo stato attuale e sulle possibili evoluzioni degli ecosistemi forestali. 60 50 40 30 20 10 0 1996 1997 1998 1999 2000 Concentrazioni (ppb) mediana, massima e minima settimanale 2004 2005 Mediana Massimo Minimo Mediana Massimo Minimo 60,5 Bulk a cielo aperto Cilindri per neve Bulk sottochioma Lungo il tronco Wet-only deposizione umida Campionatori Ruscello passivi per ozono 2001 2002 2003 2004 2005 2006 L'area di indagine PIE1 si colloca, fra quelle poste nella regione alpina, in posizione intermedia per quanto riguarda le concentrazioni di ozono (mediana del periodo 2001-2005 pari a 59.1 ppb e media dei valori massimi stagionali di 73.0 ppb). Per valutare i potenziali rischi per la vegetazione dati dalla presenza di ozono si utilizza un indice denominato AOT40 (O3 Accumulated over a Threshold of 40 ppb). Il calcolo di tale indice, condotto sui dati degli anni più recenti, evidenzia per l'area di indagine PIE1 valori doppi rispetto alle indicazioni fornite dalla normativa vigente (D.L.183 del 21/5/2004) ai fini della protezione della vegetazione. 78,1 45,7 62,7 86,5 46,0 I risultati raccolti hanno consentito di evidenziare diversi elementi di interesse: 1. le concentrazioni rilevate e gli indici di esposizione elaborati mostrano che le soglie definite a livello europeo per la protezione della vegetazione (livelli critici) vengono frequentemente superati (fino a 4-5 volte), in quasi tutte le aree di indagine, 2. i livelli di concentrazione sono più elevati, in genere, presso le aree poste a quote maggiori e nelle regioni meridionali, 3. anche siti posti a notevole distanza dalle fonti di emissione di inquinanti mostrano concentrazioni elevate a causa dei fenomeni di trasporto dell’ozono, 4. l’andamento meteorologico è uno dei principali fattori che regolano i livelli di concentrazione nel corso della stagione vegetativa. Per informazioni rivolgersi a : Settore Gestione Proprietà Forestali Regionali e Vivaistiche, via Pirandello 8, 13100 Vercelli - TEL. 0161 / 261711 - FAX 0161 / 261755 e - mail: [email protected] - Pagina Web: Http://www.regione.piemonte.it/governo/org/14.htm CNR-ISE Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, Largo Tonolli 50, 28922 Verbania Pallanza (VB). TEL. 0323 / 518300 - FAX 0323 / 556513 e-mail: [email protected] - Pagina web: http://www.iii.to.cnr.it Istituto di Ricerche Ambiete Italia, Via Carlo Poerio 39, 20129 Milano. TEL. 02 / 2774225 FAX 02 / 2774222 e-mail: [email protected] - Pagina web http//www.ambienteitalia.it 30-40 40-50 50-60 60-70 70-80 Mediane mensili (2001-05) in ppb 50-60 60-70 70-80 80-90 > 90 Massimi stagionali (media 2001-05) in ppb