Dispensa didattica di educazione stradale

Transcript

Dispensa didattica di educazione stradale
Scuola
media
statale
“S.
Pellico
–
da
Vinci”
Arese
PROGETTO
DI
EDUCAZIONE
STRADALE
Dispensa
didattica:
“L’educazione
alla
sicurezza
sulla
strada”
A
cura
della
Prof.ssa
Francesca
Fiore
Anno
Scolastico
2008/09
INDICE I
SEZIONE:
LE
NORME
VIGENTI
1.1
Cos’è
l’educazione
stradale
1.2
La
strada
1.3
La
segnaletica
stradale:
a) La
segnaletica
orizzontale
b) La
segnaletica
verticale
c) La
segnaletica
luminosa
d) La
segnaletica
manuale
1.4 Il
comportamento
del
pedone:
come
attraversare
la
strada
II
SEZIONE:
LA
BICICLETTA,
UN
MEZZO
DI
TRASPORTO
PER
OGNI
ETA’
2.1
Le
qualità
della
bicicletta
2.2
Perché
usarla
2.3
I
comportamenti
corretti
2.4
I
dispositivi:
a) Dispositivo
catarifrangente
b) Dispositivo
visivo
e
di
illuminazione
2.5
I
comportamenti
scorretti
2.6
La
pista
ciclabile
2.7
La
piccola
manutenzione
ordinaria
III
SEZIONE:
CONSIGLI
PRATICI
3.1
Intervento
di
emergenza:
il
cambio
della
camera
d’aria
e
la
sua
riparazione
3.2
Come
non
farsi
rubare
la
bicicletta
a) L’antifurto
b) Cosa
devi
fare
se
subisci
il
furto
della
bici
c) In
caso
di
ritrovamento
di
una
bici
d) Cosa
rischia
chi
ruba
una
bici
3.3
Il
decalogo
del
ciclista
urbano
La vita è come andare in
bicicletta: se vuoi stare in
equilibrio
devi
muoverti.
(Albert Einstein)
L’educazione
alla sicurezza
sulla strada
I
SEZIONE:
LE
NORME
VIGENTI
L’insegnamento
dell’educazione
stradale
non
è
limitato
al
puro
e
semplice
apprendimento
di
un
insieme
di
regole.
AL
contrario,
rientra
in
una
programmazione
interdisciplinare
che
punta
alla
formazione
etico‐sociale
dei
giovani
che
devono
arrivare
alla
consapevolezza
che
il
mancato
rispetto
delle
regole
lede
il
diritto
degli
altri
alla
sicurezza,
poiché
un
comportamento
scorretto
determina
una
situazione
di
pericolo
per
sé
e
per
gli
altri.
1.1
Cos’è
l’educazione
stradale?
Il
termine
educazione
stradale
sta
ad
indicare
l’insieme
di
tutti
quei
“principi
della
sicurezza
stradale,
nonché
delle
strade,
della
relativa
segnaletica,
delle
norme
generali
per
la
condotta
dei
veicoli
e
delle
regole
di
comportamento
degli
utenti”
(art.
230
del
Codice
della
Strada)
Essa
comprende
tutte
le
conoscenze
basilari
relative
alla
circolazione
e
l'apprendimento
e
il
rispetto
delle
regole
sulla
strada;
non
riguarda
solo
gli
automobilisti
ma
tutti
coloro
che
fruiscono
della
strada,
dunque
anche
i
giovani
in
quanto
ciclisti
o
pedoni.
L’
Art
1
C.
D.
S.
a
proposito
così
stabilisce:
"le
norme
e
i
provvedimenti
attuativi
si
ispirano
al
principio
della
sicurezza
stradale,
perseguendo
gli
obiettivi
di
una
razionale
gestione
della
mobilità,
della
protezione
dell’ambiente
e
del
risparmio
energetico”.
L’art
2,
invece,
dà
la
definizione
di
strada:
“l’area
ad
uso
pubblico
destinata
alla
circolazione
dei
pedoni,
dei
veicoli
e
degli
animali”.
La
strada
è
composta
da:
una
carreggiata
(divisa
in
corsie)
dove
possono
circolare
veicoli,
da
banchine,
marciapiedi,
percorsi
pedonali
dove
la
circolazione
è
prevalentemente
consentita
ai
pedoni
e
da
piste
ciclabili
destinate
alla
circolazione
dei
velocipedi.
L’educazione
stradale,
dunque,
non
si
limita
solo
alla
conoscenza
dei
segnali
ma
anche
e,
soprattutto,
educa
ai
corretti
comportamenti
da
adottare.
Infatti,
la
strada,
essendo
un
bene
pubblico,
è
soggetta
a
determinate
leggi
ed
esige
prudenza
e
rispetto
nei
confronti
di
se
stessi,
degli
altri
e
dell’ambiente.
Solo
in
questo
modo
si
può
sperare
in
una
riduzione
degli
incidenti
e
in
una
mobilità
più
sostenibile
che
nel
concreto
della
quotidianità,
col
coinvolgimento
del
singolo,
permetta
di
rimediare
o
quanto
meno
limitare
gli
effetti
negativi
del
traffico
(inquinamento,
viabilità
difficoltosa,
alto
numero
di
incidenti
stradali,
danni
al
paesaggio
ecc).
L’educazione
stradale
parte
dalla
conoscenza
dei
segnali
stradali
per
arrivare
a
spiegare
il
modo
in
cui
la
collettività
si
è
data
delle
regole
per
usufruire
di
un
bene
comune.
5
1.2
La
segnaletica
stradale
a) La
segnaletica
orizzontale
E'
parte
della
segnaletica
stradale
e
comprende
tutti
i
“segni”
presenti
sull’asfalto
e
di
diversa
colorazione
(bianco,
giallo,
blu
e
rosso)
a
seconda
della
destinazione
e
tipologia
di
uso
(attraversamento
pedonale,
linea
trasversale
di
arresto,
triangolo
che
indica
“il
dare
precedenza”,
soste
libere,
soste
a
pagamento,
corsie
riservate,
strisce
di
mezzaria
continua
e
discontinua
…)
strisce
pedonali
stop
le
frecce
bianche
indicano
le
direzioni
consentite
le
strisce
bianche
delimitano
i
parcheggi
le
corsie
striscia
longitudinale
continua
non
può
essere
superata
striscia
longitudinale
discontinua
può
essere
varcata
striscia
bianca
e
gialla,
delimita
le
corsie
riservate
6
b) La
segnaletica
verticale
Comprende
tutti
i
cartelli
stradali,
che
hanno
diversa
forma
e
diverso
colore
a
seconda
delle
loro
specifiche
indicazioni:
• Segnali
di
pericolo
=
hanno
forma
triangolare,
con
la
punta
rivolta
verso
l’alto
e
sono
di
colore
bianco
a
bordo
rosso
Alcuni
esempi:
attraversamento
ciclabile
pericolo
generico
attraversamento
pedonale
rotatoria
curva
pericolosa
• Segnali
di
obbligo
=
hanno
forma
circolare
con
sfondo
blu
Alcuni
esempi:
direzione
obbligatoria
percorso
pedonale
direzioni
consentite
rotatoria
• Segnali
di
divieto
=
sono
di
colore
bianco
e
rosso
ed
hanno
forma
circolare.
7
Alcuni
esempi:
divieto
di
transito
senso
vietato
divieto
di
sosta
divieto
di
sosta
e
fermata
transito
vietato
ai
pedoni
transito
vietato
alle
biciclette
divieto
di
sorpasso
obbligo
di
fermarsi
e
dare
precedenza
da
ambo
i
lati
• Segnali
a
carattere
temporaneo
=
hanno
forma
diversa
ma
con
una
caratteristica
in
comune:
il
colore
giallo.
Alcuni
esempi:
Indica
la
presenza
di
lavori
in
corso
e
segnala
un
cantiere
stradale
(esso
è
posto
all'inizio
o
in
prossimità
del
cantiere)
8
Strada
temporaneamente
deformata
in
seguito
ai
lavori
Indica
che
nella
zona
dei
lavori
la
strada
si
restringe
Segnala
la
presenza
di
materiali
instabili
sulla
strada:
infatti,
a
seguito
di
lavori
potrebbero
esserci
detriti
sulle
carreggiata
• Segnali
di
indicazione:
forniscono
informazioni
necessarie
od
utili
ed
hanno
forme
e
colori
diversi
Nei segnali
di
indicazione
vengono
impiegati
i
seguenti
colori
di
sfondo,
per
esempio:
Verde:
per
i
segnali
che
si
riferiscano
ad
autostrade.
Blu:
per
i
segnali
che
si
riferiscano
a
destinazioni
extraurbane.
Bianco:
per
i
segnali
che
si
riferiscano
a
destinazioni
urbane.
Giallo:
per
segnali
temporanei
dovuti
alla
presenza
di
cantieri.
Marrone:
per
i
segnali
che
si
riferiscano
a
zone
di
interesse
storico,
culturale
o
turistico.
9
attraversamento
pedonale
strada
senza
uscita
piazzola
di
sosta
Vicinanza
di
un
ospedale
presenza
di
dispositivi
di
chiamata
stradale
per
assistenza
o
soccorso
sovrapassaggio
pedonale
sottopassaggio
pedonale
presenza
di
un
pronto
soccorso
fermata
scuolabus
c) La
segnaletica
luminosa
Comprende
tutti
i
semafori
e
si
distingue
in:
Semafori
veicolari
e
per
ciclisti
=
a
cui
devono
attenersi
tutti
i
veicoli,
i
cicli
e
i
motocicli
10
Semafori
“tradizionali”
e
direzionali
=
che
indicano
le
direzioni
che
sono
consentite
o
meno
ai
veicoli
stessi
Semafori
pedonali
Tutti
questi
tipi
di
semafori
hanno
in
comune
il
significato
dei
colori:
verde
indica
attraversamento
rosso
indica
divieto
di
attraversamento
giallo:
se
ci
troviamo
nei
pressi
di
un
incrocio
e
non
l’abbiamo
ancora
impegnato,
ci
dobbiamo
fermare.
Se
ci
troviamo
in
corrispondenza
dell’incrocio
o
lo
stiamo
attraversando,
dobbiamo
liberarlo
continuando
la
marcia.
d) La
segnaletica
manuale
Rappresenta
la
forma
più
importante
di
comunicazione
tra
l’ambiente
strada
e
i
soggetti
che
vi
circolano.
Riguarda
le
segnalazioni
manuali
degli
agenti
del
traffico
(carabinieri,
polizia
stradale,
guardia
di
finanza,
e
polizia
municipale)
e
sostituiscono
il
significato
dei
colori
del
semaforo.
11
Per
esempio,
un
vigile
con
le
braccia
aperte
indica
via
libera
per
i
veicoli
che
transitano
nella
direzione
parallela
alle
braccia;
se
poi
abbassa
il
braccio
sinistro
ed
alza
il
verticale
destro,
allora
esso
indica
ai
veicoli
di
rallentare
e
fermarsi,
al
pari
del
colore
giallo
del
semaforo.
Se
poi
l’agente
si
gira
di
90°
ed
allarga
nuovamente
le
braccia
dà
via
libera
ai
veicoli
che
transitano
nell’altra
strada.
braccia
tese
davanti
a
te,
corrisponde
al
rosso
braccio
alzato
verticalmente
corrisponde
al
giallo
braccia
tese
nella
tua
direzione
corrisponde
al
verde
1.3
Il
comportamento
del
pedone
La
parola
pedone
deriva
dal
latino
“pes
pedis”
cioè
piede
e
sta
ad
indicare
colui
che
si
sposta
a
piedi
lungo
il
marciapiede,
il
percorso
pedonale
e
la
banchina.
I
pedoni,
molto
spesso,
creano
disturbo
agli
altri:
per
esempio
quando
corrono
sul
marciapiede
o
camminano
sul
bordo
rischiando
di
cadere
sulle
corsie
dove
circolano
i
veicoli,
oppure
quando
si
fermano
facendo
gruppo,
o
mettendosi
a
giocare
a
pallone.
Sono
tutti
comportamenti
che
mettono
a
rischio
la
nostra
sicurezza
ma
anche
quella
degli
altri.
12
Nel
caso
in
cui
non
ci
sia
il
marciapiede,
è
prudente,
nelle
strade
a
doppio
senso,
cioè
con
i
veicoli
che
provengono
da
entrambe
le
direzioni,
camminare
sul
lato
sinistro
della
strada,
per
vedere
meglio
i
veicoli
che
giungono
in
senso
contrario
e
sottrarsi
a
possibili
investimenti.
Nelle
strade
a
senso
unico,
invece,
cioè
dove
i
veicoli
circolano
in
un’unica
direzione,
il
pedone
deve
camminare
sul
lato
destro,
con
i
veicoli
che
sopraggiungono
alle
sue
spalle.
In
questo
modo
non
si
creerà
un
ostacolo
imprevisto
per
i
conducenti
che
effettuano
un
sorpasso.
Come
si
attraversa
la
strada
Per
i
pedoni
l’operazione
più
pericolosa
è
l’attraversamento
della
carreggiata.
Le
regole
da
seguire
sono:
fermarsi
e
controllare
con
attenzione
se
ci
sono
veicoli
che
si
avvicinano
a
velocità
elevata;
abituarsi
ad
ascoltare
i
rumori
dei
veicoli,
per
valutarne
la
velocità
e
la
distanza;
controllare
sempre
entrambe
le
direzioni.
Ricordati
che:
le
strade
vanno
attraversate
in
modo
perpendicolare
ed
in
corrispondenza
delle
strisce
pedonali.
Se
mancano
gli
attraversamenti
pedonali,
il
pedone
deve
dare
la
precedenza
ai
veicoli
e
scegliere
il
momento
più
opportuno
per
attraversare,
evitando
di
farlo
in
modo
improvviso
o
correndo.
Nelle
vie
a
doppio
senso
di
marcia
si
deve
guardare
sempre
prima
a
sinistra
e
poi
a
destra,
cioè
prima
dal
lato
da
cui
giungono
per
primi
i
veicoli.
Nelle
strade
a
senso
unico,
i
pedoni
devono
sempre
considerare
il
senso
di
marcia
dei
veicoli
e
guardare
in
quella
direzione.
13
Una
pausa
con
la
letteratura….
La bicicletta, rondine d'argento
di
Cesare
Angelini
La bicicletta è indice di equilibrio, suscitando il miracolo di Certi fatti nascosti, di
mani occulte che sorreggono: la parabola evangelica del camminare sulle acque;
se hai fede, i tuoi piedi calmano l'onde e cammini; se cessa la fede, sommergi.
La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l’esaltazione dello
slancio, l'immagine visibile del vento.
Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra.
Vola, cioè ascende. Ha la gentilezza ardita di volersi appoggiare ai cuscini
dell'aria, morbidi, soffici, diffidando del terreno. Nuda come un ponte, rigida
come un cerchio, tuttavia curva, si piega, ripete la linea dei levriere,
elegantissima. Ha la bellezza delle formule elementari, naturali e insieme
geometriche.
Si smaterializza, si scorpora, nasconde se stessa nella trasparenza della velocità e
dello slancio. Si può dire di lei quel che si dice del violino; ha raggiunto la sua
perfezione per sempre; ha toccato il limite della semplicità. Definitiva nel brivido
metallico della sua nudità balenante. E ha il pudore del silenzio. Lo rompe solo
col suo trillo fresco, garrulo, primaverile, femminile, uccellesco.
E’ gaudiosa, conversativa, spiritosa.
Ogni giro di ruota è un discorso, teso su una sua piccola imperfezione, la
denuncia subito con uno strano stridìo che dà pena, come di colomba colpita, di
allegria ferita. Ha una sua ortografia esatta. Nel segreto dei suoi congegni è
d'una delicatezza squisita. La scorrevolezza dei suoi perni emula quella d'un
orologio fabbricato nella più pura atmosfera della Alpi svizzere. E’ la silenziosa
compagna del viaggiatore: sollecita le sue puntualità, partecipa ai suoi pensieri
ma non li turba. Continua a correre da sé. I suoi incidenti sono le spine, i chiodi,
i sassi aguzzi: le amarezze della strada. .Anch’ella. ha i suoi momenti di
stanchezza, d'accasciamento: le gomme a terra: e quella sua aria di creatura
sconfitta, umiliata, dà la sensazione di partecipare a un umano destino.
da
"Acquerelli,
seconda
edizione
accresciuta,
La
Scuola
Editrice,
Brescia,
1950."
14
II
SEZIONE
LA
BICICLETTA:
UN
MEZZO
DI
TRASPORTO
PER
OGNI
ETA’
Lo
sapevate
che
il
più
diffuso
tra
i
giocattoli
è
la
bicicletta?
In
realtà,
essa
non
è
solo
un
giocattolo,
bensì
un
vero
e
proprio
mezzo
di
locomozione
a
misura
di
tutti,
senza
limiti
di
età
e
di
sesso,
che
sì’impara
ad
usare
da
bambini,
è
di
facile
utilizzo
e,
soprattutto,
non
inquina
e
permette
di
fare
attività
fisica.
Difatti,
usare
la
bici,
così
come
il
camminare,
è
un
modo
economico,
non
inquinante
e
salutare
per
spostarsi
in
città,
ed
adoperarla
per
almeno
30
minuti
al
giorni
riduce
del
50%
il
rischio
di
obesità,
difende
dalle
malattie
cardiache,
dal
diabete
e
dall’ipertensione.
Inoltre,
rispetto
agli
altri
mezzi
di
trasporto,
la
bici
è
lo
strumento
più
duttile
per
spostarsi
per
strada,
specie
sulle
piccole
distanze
e
nelle
grandi
città,
grazie
alle
sue
doti.
Tuttavia,
bisogna
ricordare
che
anche
per
portare
una
bicicletta
(o
velocipede,
come
viene
definita
dal
Codice
della
Strada),
oltre
ad
essere
particolarmente
attenti
e
prudenti,
bisogna
conoscere
e
rispettare
le
norme
di
comportamento
a
cui
sono
soggetti
tutti
gli
altri
veicoli.
A
tale
proposito,
il
Codice
della
Strada
sancisce
che:
art.
182
del
C.D.S.
e
377
del
regolamento
di
esecuzione
Circolazione
velocipedi:
1. I
ciclisti
devono
procedere
su
unica
fila
in
tutti
i
casi
in
cui
le
condizioni
e,
comunque,
mai
affiancati
in
numero
superiore
a
due;
fuori
dai
centri
abitati,
devono
sempre
procedere
su
unica
fila,
salvo
che
uno
di
essi
sia
minore
di
10
anni
e
proceda
a
destra
dell’altro;
2. I
ciclisti
devono
avere
libero
uso
delle
mani
e
braccia
e
reggere
il
manubrio
con
almeno
una
mano;
devono
essere
in
grado
di
vedere
in
ogni
momento
liberamente
davanti
a
sé
e3d
ai
lati
e
di
compiere
con
la
massima
libertà
e
prontezza
le
manovre
necessarie;
3. È
vietato
trainare
veicoli,
condurre
animali
e
farsi
trainare;
4. I
ciclisti
devono
condurre
a
mano
la
bici
quando
siano
d’intralcio
ai
pedoni
e
in
questo
caso
diventano
quindi
assimilati
ai
pedoni;
5. È
vietato
trasportare
altre
persone
sul
velocipede,
a
meno
che
questo
non
sia
appositamente
costruito
ed
attrezzato
(es.
tandem).
Il
conducente
maggiorenne
può
trasportare
un
bimbo
fino
ad
otto
anni
d’età
sugli
appositi
seggiolini;
15
6. I
velocipedi
appositamente
costruiti
(cd.
Quadri
cicli
a
pedali)
ed
omologati
per
il
trasporto
di
altre
persone
oltre
al
conducente:
è
consentito
anche
il
trasporto
contemporaneo
di
due
bimbi
fino
a
10
anni
di
età;
7. Trasporto
di
oggetti
ed
animali:
vedere
art.170;
8. I
velocipedi
DEVONO
circolare
sulle
piste
loro
riservate
quando
sono
presenti.
PER
QUANTO
RIGUARDA
TRANSITI
CONTROMANO,
SEMAFORI,
MARCIAPIEDI,
i
ciclisti
subiscono
lo
stesso
trattamento
degli
altri
veicoli.
ART.
170
C.D.S.
Trasporto
di
cose
ed
animali
Gli
oggetti
devono
essere
saldamente
assicurati
e
non
sporgere
lateralmente
o
longitudinalmente
per
più
di
50
cm.
Art.
148
C.
D.
S.
Sorpasso
delle
biciclette:
Alle
biciclette
è
consentito
di
sorpassare
a
destra
una
colonna
di
veicoli
fermi
o
in
lento
movimento
Art.
153
C.
D.
S.
Segnalazioni
visive:
per
svoltare
a
destra
il
ciclista
deve
esporre
lateralmente
il
braccio
destro,
per
girare
a
sinistra
quello
sinistro,
per
fermarsi
alzare
un
braccio
verticalmente.
Le
braccia
vanno
tenute
esposte
per
tutta
la
durata
della
manovra.
Art.
68.
Caratteristiche
costruttive
e
funzionali
e
dispositivi
di
equipaggiamento
dei
veicoli
I
velocipedi
devono
essere
muniti
di
pneumatici,
nonche':
a. per
la
frenatura:
di
un
dispositivo
indipendente
per
ciascun
asse
che
agisca
in
maniera
pronta
ed
efficace
sulle
rispettive
ruote;
b. per
le
segnalazioni
acustiche:
di
un
campanello;
c. per
le
segnalazioni
visive:
anteriormente
di
luci
bianche
o
gialle,
posteriormente
di
luci
rosse
e
di
catadiottri
rossi;
inoltre,
sui
pedali
devono
essere
applicati
catadiottri
gialli
ed
analoghi
dispositivi
devono
essere
applicati
sui
lati.
2. I
dispositivi
di
segnalazione
di
cui
alla
lettera
c)
del
comma
1
devono
essere
presenti
e
funzionanti
nelle
ore
e
nei
casi
previsti
dall'art.
152,
comma
1.
3. Le
disposizioni
previste
nelle
lettere
b)
e
c)
del
comma
1
non
si
applicano
ai
velocipedi
quando
sono
usati
durante
competizioni
sportive.
4. Con
decreto
del
Ministro
dei
lavori
pubblici
sono
stabilite
le
caratteristiche
costruttive,
funzionali
nonche'
le
modalita'
di
omologazione
16
dei
velocipedi
a
piu'
ruote
simmetriche
che
consentono
il
trasporto
di
altre
persone
oltre
il
conducente.
5. I
velocipedi
possono
essere
equipaggiati
per
il
trasporto
di
un
bambino,
con
idonee
attrezzature,
le
cui
caratteristiche
sono
stabilite
nel
regolamento.
6. Chiunque
circola
con
un
velocipede
senza
pneumatici
o
nel
quale
alcuno
dei
dispositivi
di
frenatura
o
di
segnalazione
acustica
o
visiva
manchi
o
non
sia
conforme
alle
disposizioni
stabilite
nel
presente
articolo
e
nell'art.
69,
e'
soggetto
alla
sanzione
amministrativa
del
pagamento
di
una
somma
da
euro
23
a
euro
92
.
7. Chiunque
circola
con
un
velocipede
di
cui
al
comma
4,
non
omologato,
e'
soggetto
alla
sanzione
amministrativa
del
pagamento
di
una
somma
da
euro
38
a
euro
155
.
8. Chiunque
produce
o
mette
in
commercio
velocipedi
o
i
relativi
dispositivi
di
equipaggiamento
non
conformi
al
tipo
omologato,
ove
ne
sia
richiesta
l'omologazione,
e'
soggetto,
se
il
fatto
non
costituisce
reato,
alla
sanzione
amministrativa
del
pagamento
di
una
somma
da
euro
389
a
euro
1.559
.
2.1 Quali
sono
le
doti
di
una
bici?
(le
sue
qualità)
•
E’
maneggevole
cioè
ci
permette
di
andare
ovunque
e
non
servono
conoscenze
difficili
per
ben
mantenerla
•
E’
econom ica,
infatti
consuma
poche
risorse
non
ha
bisogno
di
carburanti
e
dura
nel
tempo
decenni
•
E’
ecologica,
perché
non
emette
né
gas
di
scarico
né
rumori
molesti,
non
occupa
grandi
spazi
come
le
auto
che
riempiono
strade
piazze…ogni
dove.
Ha
dunque
uno
scarso
impatto
ambientale
e
migliora
la
vivibilità
dell’ambiente
urbano,
grazie
alla
sua
mobilità
sostenibile.
•
E’
salutare,
cioè
apportatrice
di
benessere
psicofisico
e
di
un
clima
di
pace
nelle
città,
in
quanto
non
produce
smog,
rumore
e
congestione
del
traffico,
tutti
elementi
che
si
ripercuotono
negativamente
sulla
personalità
tramite
un
clima
di
tensione
e
di
aggressività,
cosa
che,
invece,
provocano
gli
altri
mezzi
di
trasporto
cittadini.
La
bici
migliora
la
salute
della
persona.
2.2
Perché
usare
la
bicicletta
E’
importante
usarla
il
più
possibile:
• per
andare
a
scuola,
per
recarsi
al
lavoro,
per
spostarsi
in
città,
per
passeggiare
con
gli
amici
o
in
famiglia
• per
giocare
• per
fare
gite,
anche
gite
scolastiche
alla
riscoperta
del
proprio
territorio
a
pochi
chilometri
dalla
scuola
17
Come
usarla?
Va
usata
con
la
testa,
senza
pericolo,
senza
rischiare
di
essere
investiti
dai
mezzi
di
trasporto
a
motore
e
senza
arrecare
pericolo
agli
altri.
Per
questo
affrontiamo
insieme
il
progetto
dell’educazione
stradale
a
scuola.
2.3
Comportamenti
corretti
alla
guida
I
ciclisti
sono
tenuti
al
rispetto
delle
norme
del
Codice
della
Strada:
per
esempio,
quando
si
è
in
vicinanza
di
un
segnale
di
stop
ed
il
segnale
di
obbligo
di
direzione
a
sinistra,
esso
è
tenuto
a
fermarsi
e
dare
la
precedenza
ai
veicoli
che
provengono
da
destra
e
da
sinistra.
SE
la
bicicletta
non
è
dotata
di
indicatori
di
direzione,
il
conducente
deve
alzare
il
braccio
(destro
o
sinistro)
per
indicare
la
sua
intenzione
di
svolta.
Chi
è
alla
guida
di
una
bici
deve
ricordare
che
è
vietato
marciare
affiancati
ad
altri
ciclisti,
ma
bisogna
muoversi
in
fila
indiana.
Nel
caso
ci
siano
apposite
piste
ciclabili
è
obbligatorio
usarle,
altrimenti
bisogna
circolare
il
più
possibile
vicino
al
marciapiede
destro
della
carreggiata,
in
modo
da
non
intralciare
le
auto.
Durante
la
guida
bisogna
evitare
acrobazie
e
reggere
il
manubrio
con
entrambe
le
mani,
tranne
al
momento
in
cui
si
sta
effettuando
una
svolta.
In
questo
caso,
infatti,
il
ciclista
deve
segnalare
la
propria
intenzione
ai
veicoli
che
sopraggiungono,
sporgendo
un
braccio
all’esterno,
nella
direzione
in
cui
ci
si
sta
spostando.
Sebbene
il
casco
non
sia
obbligatorio,
alla
luce
dei
innumerevoli
traumi
cranici
a
seguito
degli
incidenti,
è
consigliabile
indossarlo
sempre.
Inoltre,
il
casco
deve
essere
omologato
cioè
deve
avere
una
certificazione
rilasciata
dalla
casa
costruttrice,
che
attesti
che
il
casco,
sottoposto
a
prove
tecniche
specifiche,
è
stato
ritenuto
idoneo
per
essere
venduto.
2.4
I
dispositivi
indispensabili
Ogni
bici,
inoltre,
deve
essere
dotata
di
un:
• dispositivo
catarifrangente
di
colore
arancione
collocato
sui
pedali
e
sui
raggi
delle
ruote,
nonché
di
uno
di
colore
rosso
nella
parte
posteriore
della
bici
che
brillino
con
la
luce
riflessa
al
fine
di
favorire
la
visione
notturna
della
bicicletta
da
parte
degli
altri
veicoli.
• Dispositivo
visivo
e
di
illuminazione
cioè
dotata
di
fari,
precisamente
uno
di
colore
bianco
o
giallo
anteriore
e
di
una
luce
posteriore
rossa.
I
fari
possono
essere
a
batteria
o
azionabili
grazie
alla
dinamo,
un
meccanismo
che
si
aziona
con
i
pedali
producendo
corrente
dinamica
se
messa
a
contatto
con
il
pneumatico
della
ruota
anteriore.
Si
dice
corrente
dinamica
quel
tipo
di
corrente
che
ha
un’attività
di
movimento
detta
alternata,
cioè
le
luci
smettono
di
funzionare
appena
la
bicicletta
si
ferma.
2.5
Comportamenti
scorretti
18
I
ciclisti
non
possono
occupare
spazi
come
il
marciapiede
o
le
strisce
pedonali,
che
sono
destinati
ai
pedoni.
E’
errato
attraversare
un’intersezione
senza
rispettare
lo
stop
e
senza
dare
precedenza
ai
veicoli
provenienti
da
destra
e
da
sinistra.
Analogamente
è
scorretto
circolare
contromano
e
contro
il
senso
non
rispettando
il
segnale
di
senso
vietato
2.6
La
pista
ciclabile
Essa
rappresenta
lo
spazio
riservato
alla
circolazione
dei
velocipedi
e
chi
la
percorre
deve
attenersi
a
delle
regole
dettate
dal
codice
della
strada.
L’inizio
di
ogni
pista
ciclabile
è
segnalata
da
un
cartello
tondo
a
sfondo
blu
con
stilizzata
in
bianco
la
figura
di
una
bicicletta
che
ne
indica
l’inizio
e
la
pista
stessa,
di
colore
rosso
con
la
stessa
figura
stilizzata
che
si
ripete
sul
fondo.
2.7
La
piccola
manutenzione
ordinaria
Due
operazioni
fondamentali
per
il
corretto
funzionamento
nonché
conoscenza
della
bicicletta,
sono
la
pulizia
e
la
lubrificazione.
Per
rimuovere
fango
e
polvere
dal
telaio
è
sufficiente
un
pennello
non
troppo
duro,
da
usare
a
secco
ed
eventualmente
accompagnato
con
un
panno
morbido.
Se
la
bici
è
molto
sporca,
in
tale
caso
si
adopera
una
spugna
ed
un
secchio
d’acqua,
provvedendo
poi
all’accurata
asciugatura.
Sconsigliati
sono
i
metodi
violenti
come
i
getti
d’acqua,
l’uso
di
nafta
e
aria
compressa.
La
lubrificazione
è
fondamentale
perché
garantisce
l’ottimo
funzionamento
delle
parti
in
movimento,
prima
fra
tutte
la
catena,
e
delle
parti
che
generano
attrito,
come
le
leve
dei
freni.
Sconsigliato
è
l’uso
di
grasso
che,
essendo
solido,
ha
difficoltà
di
utilizzo
ed
attira
sporcizia
e
terra.
In
commercio
esistono
diversi
prodotti
specifici
sotto
forma
di
oliatore,
che
permettono
di
passare,
goccia
a
goccia,
tutte
le
maglie
della
catena.
Invece,
è
opportuno
evitare
gli
spray,
per
una
questione
di
rispetto
ambientale
(problemi
di
ozono)
e
poi
perché
sporcano
molto.
Finita
la
lubrificazione
è
bene
insistere
con
la
rotazione
dei
pedali
all’incontrario
oppure
magari
facendo
un
breve
giro.
19
Una pausa con la letteratura….
Il piacere della bicicletta
di Alfredo Oriani
"Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una
liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima
velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù
come in treno.
La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico
e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo
soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena,
quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello.
Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà
appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una
improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di
sentirci così liberi.
Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi,
ma non saremo più né così liberi né così soli: la carrozzella non potrà identificarsi
con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi,
non sarà il nostro soffio che la spinge nelle salite.
Seduti come in un treno non ci tornerà più l’illusione di essere giovani, correndo
coll’impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo
ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c’imporrà le preoccupazioni
dei propri guasti non riparabili al momento, c’impedirà di sognare, perché non
potremo più guidarla istintivamente, e ci darà il senso doloroso del limite,
appunto perché separata da noi, sospinta da una forza che non può fondersi colla
nostra"..
di Alfredo Oriani
Scritto in occasione di un suo viaggio in bicicletta nel 1918 tra l ‘Emilia e la Toscana.
tratto da IN BICI -"Il piacere della bicicletta" di Enrico Caracciolo"
20
III
SEZIONE:
CONSIGLI
PRATICI
Intervento
di
emergenza:
il
cambio
della
camera
d’aria
e/o
la
sua
riparazione
La
foratura
è
uno
degli
inconvenienti
più
frequenti
e
per
risolverlo
è
indispensabile
avere
una
pompa
efficace
ed
efficiente
(esistono
anche
delle
bombolette
di
aria
compressa
che
gonfiano
facilmente
un
pneumatico),
le
chiavi
adatte
per
svitare
i
bulloni
delle
ruote,
due
leve
per
sollevare
il
copertone,
una
camera
d’aria
di
scorta
della
misura
adatta
e/o
un
kit
per
la
riparazione
della
camera
d’aria
bucata
(comprende
delle
toppe,
un
tubetto
di
mastice
e
un
pezzo
di
carta
vetrata).
Le
fasi
di
sostituzione
sono
le
seguenti:
1. Sfilata
la
ruota,
si
svita
il
cappuccio
della
valvola
e
l’eventuale
rondella
che
la
fissa
al
cerchio
2. Si
infila
una
leva
tra
cerchio
e
copertone,
fissandone
l’estremità
al
raggio
più
vicino,
mentre
con
la
seconda
leva
si
scalza
tutto
il
fianco
del
copertone
3. Con
un
dito
si
spinge
la
valvola
fuori
dal
suo
alloggio
e
si
sfila
la
camera
d’aria
4. Prima
di
inserire
la
nuova
camera
d’aria,
si
deve
passare
palmo
a
palmo
l’interno
del
copertone
per
rimuovere
i
corpi
estranei
che
hanno
causato
la
foratura
5. Si
inserisce
la
nuova
camera
d’aria,
gonfiandola
leggermente
per
facilitarne
l’inserimento
e
si
procede
inserendo
la
valvola
nel
suo
alloggio
e
procedendo
con
il
posizionamento
di
tutta
la
camera
d’aria
6. Con
cautela
si
inserisce
il
copertone
nel
cerchio
facendolo
aderire
perfettamente
7. Non
rimane
che
gonfiare
la
gomma,
fissare
la
ruota
Fasi
per
la
riparazione
di
una
camera
d’aria
bucata:
1. Seguiti
i
primi
due
punti
dell’operazione
precedente,
si
ispeziona
la
superficie
esterna
del
copertone
per
cercare
una
precisa
indicazione
sulla
causa
che
ha
provocato
la
foratura
2. Nel
caso
l’operazione
precedente
abbia
dato
esiti
negativi,
si
gonfia
la
camera
d’aria
e
la
si
passa
vicino
al
viso,
per
poter
captare
anche
la
minima
fuoriuscita
d’aria
(nel
caso
si
disponga
di
una
bacinella
d’acqua,
la
ricerca
del
foro
è
facilitata)
3. Individuato
il
foro,
con
della
carta
vetrata
si
provvede
a
rendere
ruvida
la
superficie
della
camera
d’aria
su
cui
si
stenderà
un
lieve
velo
di
mastice
4. protetto
dalla
carta
di
alluminio,
mentre
l’altro
lato,
quello
con
la
pellicola
trasparente
va
a
Dopo
che
il
mastice
si
sia
asciugato,
vi
si
adagia
la
toppa
che
andrà
tenuta
premuta
tra
le
21
dita
con
forza
per
qualche
istante
(rammenta
che
il
lato
della
toppa
da
fare
aderire
alla
camera
d’aria
,
è
quello
di
colore
arancione
contatto
con
l’interno
del
copertone)
3.1
Come
non
farsi
rubare
la
bicicletta
a)
Consigli
pratici:
1)
personalizzare
la
bici
con
adesivi
e
accessori:
per
renderla
più
facilmente
riconoscibile
anche
da
altri
e
collegata
al
proprietario.
Una
bicicletta
anonima
è
più
appetibile;
2)
parcheggiare
la
bici
in
evidenza
per
scoraggiarne
il
furto;
3)
cambiare
spesso
posizione
quando
si
frequenta
quotidianamente
un
posto
(scuola,
locale,
ufficio);
4)
utilizzare
una
buona
serratura
e
un
buona
catena
la
migliore
è
ad
arco
rigido;
5)
legare
la
ruota
anteriore
e
il
telaio
ancorando
la
bici
ad
un
elemento
fisso
a
terra;
6)
adottare
un
sistema
di
identificazione
della
bicicletta
(targatura);
7)
mantenere
in
perfetta
efficienza
la
bici;
8)
evitare
di
lasciare
la
bici
in
luoghi
dove
si
sa
di
furti
frequenti;
9)
in
caso
di
furto
di
singolo
elemento
(ruota
anteriore,
sella),
provvedere
ad
un
ricambio
tempestivo
perché
spesso
è
un
sistema
utilizzato
per
capire
se
la
bici
ha
un
utilizzo
frequente;
10)
attivare
una
polizza
assicurativa
contro
il
furto
(solo
per
le
nuove
bici
targate).
a) L’antifurto
L'antifurto
perfetto
non
esiste,
un
ladro
professionista
può
disporre
di
seghetti
ad
alta
resa,
tronchesi
a
leva
lunga,
cric,
e
una
maturata
esperienza
nel
settore.
Però
se
si
usano
serrature
di
qualità
e
si
adottano
particolari
accorgimenti
il
rischio
di
furto
si
può
ridurre
quasi
del
tutto.
Accanto
al
decalogo
dei
consigli
ve
ne
è
uno
che
sta
al
di
sopra
di
tutto
ed
è
vincere
la
pigrizia:
vale
adire
che
dovete
sempre
chiudere
la
bicicletta
nel
migliore
dei
modi,
sempre
tranne
quando
state
andando!
Molti
furti
si
consumano
in
quell'attimo
fuggente
mentre
lasciate
la
bici
incustodita
per
prendere
il
giornale,
andare
al
bar,
guardare
la
vetrina.
Un
trucchetto
semplice
è
quello
di
allentare
la
leva
di
bloccaggio
delle
ruote.
In
tal
caso
se
il
ladro
solleva
la
bici
perde
la
ruota
destando
attenzione,
se
vi
sale
sopra
dopo
un
paio
di
pedalate
si
ritrova
per
terra.
Nell'applicare
questa
tecnica
è
bene
ricordarsi
di
richiudere
la
leva
prima
di
ripartire.
22
Gli
antifurti
si
dividono
in
7
categorie:
lucchetto
fisso
circolare:
Caratteristiche:
blocca
la
ruota
posteriore
Efficacia:
nulla
o
quasi
Come
si
apre:
con
un
cacciavite.
Il
lucchetto
fisso,
applicato
di
serie
sulle
bici
classiche
da
città,
esiste
anche
in
versione
più
sofisticata
(AXA)
che
per
essere
forzato
richiede
l'intervento
di
leve.
Cavetto
metallico
Caratteristica:
rivestimento
in
plastica
con
chiave
o
Catena
a
lucchetto
combinazione
Caratteristica:
rivestimento
in
plastica
l'anello
debole
è
proprio
il
lucchetto
Efficacia:
minima
Efficacia:
nulla
o
quasi
Come
si
apre:
con
tronchese
Come
si
apre:
con
seghetto
e
tronchese
e
leve
Allarme
acustico
Cavo
d’acciaio
a
spirale
Caratteristica:
estendibile
Efficacia:
minima
Come
si
apre:
con
tronchese
e
leve
lunghe
Caratteristiche:
avvisatore
a
batteria
con
sirena
che
scatta
alla
prima
forzatura
Efficacia:
minima
Come
si
apre:
facendo
finta
di
niente.
Nel
congegno
ad
allarme
basta
un
colpo
secco
per
eliminare
ogni
suono
che
in
genere
ha
il
solo
effetto
di
infastidire
i
passanti
Catena
a
maglia
quadra Sbarra
a
U
Caratteristiche:
barra
metallica
a
U
fissata
da
fermo
trasversale
e
chiave
circolare
Efficacia:
buona
Come
si
apre:
con
un
cric.
La
sbarra
a
U
si
apre
anche
con
una
bomboletta
di
azoto
liquido
e
un
martello.
Il
ladro,
anche
se
professionista,
in
genere
non
va
in
giro
con
l'azoto
o
con
un
cric.
Caratteristiche:
in
nichel‐cromo‐molibdeno
con
serratura
antiscasso
Efficacia:
ottima
Come
si
apre:
con
un
flessibile
La
cosa
più
temibile
per
la
catena
a
maglia
quadra
è
la
perdita
della
chiave
da
parte
del
proprietario.
La
sbarra
ad
U
e
la
catena
a
maglia
quadra
offrono
più
garanzie
di
tenuta
e
costano
da
20/25
€
in
su.
23
NB:
ogni
sistema
antifurto
descritto
risulta
inefficace
se
il
ladro
ha
la
possibilità
di
prelevare
la
bici
e
caricarsela
da
qualche
parte,
per
questo
si
raccomanda
sempre
l'ancoraggio
a
qualcosa
di
fisso
a
terra.
Il
ladro
professionista
che
lavora
di
giorno
in
pieno
centro
adotta
in
genere
una
tecnica
di
appostamento
davanti,
ad
esempio,
ad
un
negozio
o
a
un
ufficio
postale,
aspetta
la
vittima
ideale
ed
agisce.
Gli
uffici
postali
dove
si
formano
code
sono
l'ideale.
L’azione
si
svolge
nel
modo
seguente:
il
ladro
si
avvicina
alla
bicicletta
e
con
fare
plateale
comincia
a
tastarsi
le
tasche
in
modo
da
attirare
l'attenzione
dei
passanti
(meglio
se
un
vigile),
a
quel
punto
esclama
‐"ho
perso
la
chiave,
sapete
se
c'è
un
meccanico
qui
vicino?”
Ottenuta
l'indicazione
solleva
la
bici
e
se
ne
va
tranquillamente
per
la
sua
strada.
Se
vi
capita
di
assistere
ad
un
tentativo
di
furto
cominciate
a
sbraitare
e
fate
più
rumore
possibile:
il
ladro
di
biciclette,
come
tutti
i
ladri,
non
ama
i
riflettori.
b) Cosa
devo
fare
se
subisco
il
furto
della
bici?
È
sempre
importante
denunciare
il
furto
di
una
bicicletta.
Il
ritrovamento
è
fattibile
e
solo
attraverso
la
denuncia
di
furto
è
possibile
riavere
indietro
il
mezzo.
La
denuncia
può
essere
fatta
presso
qualsiasi:
•
Commissariato
di
Polizia;
•
Comando
Stazione
dei
Carabinieri;
•
Comando
della
Polizia
Municipale
e
Sezioni
presenti
nel
territorio.
È
importante
al
momento
della
denuncia
segnalare,
oltre
al
tipo
di
bicicletta,
colore,
marca,
accessori,
segni
particolari,
se
provvista
di
un
sistema
di
riconoscimento,
qualcosa
di
particolare
che
possa
facilmente
renderla
riconoscibile.
Si
consiglia
quindi,
specialmente
in
occasione
di
un
nuovo
acquisto
di
bicicletta,
di
studiare
un
segno”
particolare,
per
renderla
facilmente
riconoscibile
o
di
farne
una
foto.
Le
biciclette
ritrovate
dai
cittadini
devono
essere
consegnate
presso
gli
Uffici
dell’Economato
del
Comune,
dove
anche
le
Forze
dell’Ordine
depositano
le
biciclette
che
recuperano.
I
Cittadini
che
hanno
subito
il
furto
della
bicicletta,
muniti
della
copia
della
denuncia,
per
verificare
se
la
loro
bicicletta
è
stata
ritrovata,
possono
recarsi
presso
gli
Uffici
dell’Economato.
c) In
caso
di
ritrovamento
di
una
bici?
Si
devono
tener
presente
i
seguenti
art.
Codice
Civile:
Art.
927
‐
Cose
ritrovate
Chi
trova
una
cosa
mobile
deve
restituirla
al
proprietario,
e,
se
non
lo
conosce,
deve
consegnarla
senza
ritardo
al
Sindaco
del
luogo
in
cui
l’ha
trovata,
indicando
le
circostanze
del
ritrovamento
(931;
647,
n.
1
c.p.).
Art.
928
‐
Pubblicazione
del
ritrovam ento
Il
Sindaco
rende
nota
la
consegna
per
mezzo
di
pubblicazione
nell’albo
pretorio
del
Comune,
da
farsi
per
due
domeniche
successive
e
da
restare
affissa
per
tre
giorni
ogni
volta
(931).
Art.
929
‐
Acquisto
di
proprietà
della
cosa
ritrovata
:
24
Trascorso
un
anno
dall’ultimo
giorno
della
pubblicazione
senza
che
si
presenti
il
proprietario
(931),
la
cosa
oppure
il
suo
prezzo,
se
le
circostanze
ne
hanno
richiesto
la
vendita,
appartiene
a
chi
l’ha
trovata.
Così
il
proprietario
come
il
ritrovatore,
riprendendo
la
cosa
o
ricevendo
il
prezzo,
devono
pagare
le
spese
occorse.
Art.
930
‐
Prem io
dovuto
al
ritrovatore:
Il
proprietario
deve
pagare
a
titolo
di
premio
al
ritrovatore,
se
questi
lo
richiede,
il
decimo
della
somma
o
del
prezzo
della
cosa
ritrovata.
Se
tale
somma
o
prezzo
eccede
euro
5,1645,
il
premio
per
il
sovrappiù
è
solo
del
ventesimo.
Se
la
cosa
non
ha
valore
commerciale,
la
misura
del
premio
è
fissata
dal
giudice
secondo
il
suo
prudente
apprezzamento.
Art.
931
‐
Equiparazione
del
possessore
o
detentore
al
proprietario
Agli
effetti
delle
disposizioni
contenute
negli
art.927
e
seguenti,
al
proprietario
sono
equiparati,
secondo
le
circostanze,
il
possessore
e
il
detentore
(1140).
d)Cosa
rischia
chi
ruba
una
bici? Il
ladro
di
biciclette
commette
un
reato:
il
furto.
Il
Codice
Penale
lo
punisce
con
la
pena
della
reclusione
fino
a
tre
anni
e
con
una
multa.
Poiché
di
solito
il
reato
avviene
con
violenza
sulle
cose
(la
rottura
delle
serrature)
oppure
presso
un’abitazione
privata
ovvero
ancora
esposte
alla
pubblica
fede
(parcheggiate
sulla
via),
chi
ruba
una
bicicletta
commette
normalmente
un
furto
aggravato
che
viene
punito
con
la
reclusione
da
1
a
6
anni
e
con
la
multa
da
€103,29
(già
lire
200.000)
a
€1032,91
(già
lire
2.000.000).
E’
bene
ricordare
che
anche
colui
il
quale,
consapevole,
acquista,
usa,
rivende
una
bicicletta
rubata
è
responsabile
di
ricettazione,
reato
punito
con
la
reclusione
da
2
a
8
anni
e
con
la
multa
da
€
516,46
(già
lire
1.000.000)
a
€
10329,14
(già
lire
20.000.000).
25
Il decalogo del ciclista urbano
1. Facciamoci rispettare
La
bicicletta
è
democratica
e
rispettosa.
Non
fa
rumore,
non
inquina
e
occupa
poco
spazio.
Pretendiamo
quindi
che
le
venga
sempre
riconosciuta
la
dignità
che
si
merita.
2. Teniamo la destra, ma non troppo
Lo
sportello
dell'automobilista
distratto,
il
tombino
sporgente,
il
muso
di
un'auto
in
uscita
da
un
passo
carraio,
il
pedone
pronto
a
scendere
dal
marciapiede
sono
sempre
in
agguato.
Teniamoci
alla
larga
dal
ciglio
della
strada
anche
per
riservarci
un
margine
di
sicurezza
per
difenderci
dal
camion
che
troppo
disinvoltamente
ci
fa
il
pelo.
3. Andante con brio
In
città
un'andatura
sostenuta,
ma
senza
eccessi,
offre
molta
più
sicurezza
di
un
incedere
lento.
In
bici,
a
bassa
velocità,
l'equilibrio
è
minore.
Inoltre
il
ciclista
che
si
muove
disinvolto,
quasi
alla
stessa
velocità
delle
auto,
incute
maggior
rispetto.
4. Facciamoci vedere
Il
ciclista,
senza
per
questo
essere
un
esibizionista,
deve
sempre
rendersi
visibile.
Buona
parte
degli
incidenti
derivano
proprio
dal
non
essere
visti.
Abbigliamento
colorato
e
carifrangenti
sempre
puliti
sono
un
elemento
importante
per
la
nostra
sicurezza
e,
non
appena
la
visibilità
comincia
a
scarseggiare,
accendiamo
senza
indugio
i
fanali.
5. Mani in alto
Imponiamoci
di
segnalare
sempre,
in
maniera
chiara
e
decisa,
i
cambi
di
direzione
e
le
fermate
improvvise.
Agli
altri
utenti
della
strada
dobbiamo
sempre
far
capire
le
nostre
intenzioni.
6. Usa le zebre
Nei
grossi
incroci,
dove
il
traffico
è
intenso,
e
in
condizioni
di
scarsa
visibilità
è
meglio
non
rischiare
e
scendere
dalla
bici
per
utilizzare
gli
attraversamenti
pedonali.
7. Tutti in pista
Al
ciclista
è
fatto
obbligo
di
usare,
laddove
esistono,
le
piste
ciclabili.
Se
disgraziatamente
ci
investono
mentre
pedaliamo
sulla
strada
e
non
sulla
pista
ciclabile
la
responsabilità
sarà
tutta
nostra.
8. Tiriamo la corda
La
nostra
sicurezza
si
basa
anche
sull'efficienza
del
mezzo.
Controlliamo
frequentemente
lo
stato
di
freni
e
pneumatici
senza
dimenticarci
dell'impianto
elettrico.
9. L'abito non fa il monaco
Un
buon
ciclista
lo
si
vede
anche
da
come
si
veste.
Freddo
e
pioggia
non
ci
possono
fermare
se
indossiamo
l'abbigliamento
adatto.
Bando
ai
vestiti
troppo
svolazzanti
e
ai
vietatissimi
ombrelli.
10. Non facciamocela rubare
La
bici
è
pur
sempre
un
bene
prezioso.
Custodiamola
nel
modo
migliore
e
non
lesiniamo
sui
soldi
da
spendere
per
un
buon
lucchetto.
26
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
I
materiali
utilizzati
per
la
stesura
di
questa
dispensa
sono
stati
tratti
da:
27
Il
Codice
della
Strada
V.
Ardone,
La
nuova
biblioteca
delle
educazioni.
Percorsi
di
educazione
alla
convivenza
civile,
Simone
Per
La
Scuola
2008
- Diventare
responsabili,
Programma
Alice
di
Educazione
alla
cittadinanza
ed
Educazione
civica,
Vol
B
2004
- www.educazionestradale.it
- www.lastradasiamonoi.it
- www.biciclopedia.splinder.com
- www.edustrada.too.it
- www.fiab.it
- www.comunediprato.it
- www.comunediravenna.it
- www.google.it
Indirizzi
utili
per
approfondimenti:
www.educazionestradale.net
www.lastradasiamonoi.it
-
www.biciclopedia.splinder.com/post
www.edustrada.too.it
www.stradamica.org.it
www.sicurisullastrada.it
http://windward.nodalpoint.net.//doc/media/liikenne.swf
www.pm.comune.prato.it
www.fiab.it
www.educazionestradale.it/
28
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2006
A
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Come
progettare
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la
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Gli angeli di Coppi : il Campionissimo raccontato da chi ci correva insieme, contro e soprattutto dietro / Marco
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In bicicletta nei dintorni di Firenze e Prato : 20 itinerari dal Chianti alla Calvana tra chiese, castelli, viti e olivi / Cinzia
Pezzani, Sergio Grillo. - Portogruaro : Ediciclo, 2001. - 166 p. : ill. ; 20 cm. - (Natura e arte in bicicletta ; 6)
PIERFEDERICI, Marco
Bicicletta e salute : i consigli del medico sportivo / Marco Pierfederici ; prefazione di Francesco Moser. - Portogruaro :
Ediciclo, 2001. - 136 p. ; 20 cm
RIGATTI, Emilio
La strada per Istanbul / Emilio Rigatti. - Portogruaro : Ediciclo, 2002. - 328 p. : ill. color. ; 22 cm. - (Altre terre ; 1)
RUMIZ, Paolo
Tre uomini in bicicletta / Paolo Rumiz, Francesco Altan ; note tecniche di Emilio Rigatti. - Milano : Feltrinelli, 2002. 168 p. : ill. ; 21 cm. - (Super UE)
Scoprire la Toscana in bicicletta / a cura della Regione Toscana, Giunta regionale. - Firenze : Regione Toscana,
c1997. - 79 p. : ill. color. ; 21 cm
SERRA, Luciano
I giganti della strada : il ciclismo "eroico" dal 1891 al 1914 / Luciano Serra. - Reggio Emilia : Diabasis, stampa 1996. 154 p. : ill. ; 25 cm
STAGNI, Ernesto
Cara bicicletta : guida per i pedalatori della domenica / Ernesto Stagni ; presentazione di Vittorio Prodi. - Bologna :
CLUEB, 1999. - 119 p. : ill. ; 24 cm
THOMAS, Steve
La bicicletta da corsa / Steve Thomas, Ben Searle, Dave Smith. - Milano : Fabbri, 1998. - 168 p. : ill. ; 27 cm
Trad. di: The racing bike book
VERGANI, Orio
Caro Coppi : la vita, le imprese, la malasorte, gli anni di Fausto e di quell'Italia / Orio Vergani, Guido Vergani. - 4. ed. Milano : Mondadori, 1996. - VI, 257 p. ; 23 cm. - (Le scie)
VOET, Willy
Massacro alla catena : rivelazioni su trent'anni di imbrogli / Willy Voet. - Torino : Bradipolibri, 2002. - 142 p., [16] p. di
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VOGLIOTTI, Alessandra
Ciclobolario : ovvero dizionario dei termini tecnici della bicicletta / Alessandra Vogliotti. - Portogruaro : Ediciclo, 1993. 95 p. : ill ; 21 cm. - (Manuali della bicicletta ; 1)
31