Dispensa didattica di educazione stradale
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Dispensa didattica di educazione stradale
Scuola media statale “S. Pellico – da Vinci” Arese PROGETTO DI EDUCAZIONE STRADALE Dispensa didattica: “L’educazione alla sicurezza sulla strada” A cura della Prof.ssa Francesca Fiore Anno Scolastico 2008/09 INDICE I SEZIONE: LE NORME VIGENTI 1.1 Cos’è l’educazione stradale 1.2 La strada 1.3 La segnaletica stradale: a) La segnaletica orizzontale b) La segnaletica verticale c) La segnaletica luminosa d) La segnaletica manuale 1.4 Il comportamento del pedone: come attraversare la strada II SEZIONE: LA BICICLETTA, UN MEZZO DI TRASPORTO PER OGNI ETA’ 2.1 Le qualità della bicicletta 2.2 Perché usarla 2.3 I comportamenti corretti 2.4 I dispositivi: a) Dispositivo catarifrangente b) Dispositivo visivo e di illuminazione 2.5 I comportamenti scorretti 2.6 La pista ciclabile 2.7 La piccola manutenzione ordinaria III SEZIONE: CONSIGLI PRATICI 3.1 Intervento di emergenza: il cambio della camera d’aria e la sua riparazione 3.2 Come non farsi rubare la bicicletta a) L’antifurto b) Cosa devi fare se subisci il furto della bici c) In caso di ritrovamento di una bici d) Cosa rischia chi ruba una bici 3.3 Il decalogo del ciclista urbano La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein) L’educazione alla sicurezza sulla strada I SEZIONE: LE NORME VIGENTI L’insegnamento dell’educazione stradale non è limitato al puro e semplice apprendimento di un insieme di regole. AL contrario, rientra in una programmazione interdisciplinare che punta alla formazione etico‐sociale dei giovani che devono arrivare alla consapevolezza che il mancato rispetto delle regole lede il diritto degli altri alla sicurezza, poiché un comportamento scorretto determina una situazione di pericolo per sé e per gli altri. 1.1 Cos’è l’educazione stradale? Il termine educazione stradale sta ad indicare l’insieme di tutti quei “principi della sicurezza stradale, nonché delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti” (art. 230 del Codice della Strada) Essa comprende tutte le conoscenze basilari relative alla circolazione e l'apprendimento e il rispetto delle regole sulla strada; non riguarda solo gli automobilisti ma tutti coloro che fruiscono della strada, dunque anche i giovani in quanto ciclisti o pedoni. L’ Art 1 C. D. S. a proposito così stabilisce: "le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale gestione della mobilità, della protezione dell’ambiente e del risparmio energetico”. L’art 2, invece, dà la definizione di strada: “l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali”. La strada è composta da: una carreggiata (divisa in corsie) dove possono circolare veicoli, da banchine, marciapiedi, percorsi pedonali dove la circolazione è prevalentemente consentita ai pedoni e da piste ciclabili destinate alla circolazione dei velocipedi. L’educazione stradale, dunque, non si limita solo alla conoscenza dei segnali ma anche e, soprattutto, educa ai corretti comportamenti da adottare. Infatti, la strada, essendo un bene pubblico, è soggetta a determinate leggi ed esige prudenza e rispetto nei confronti di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Solo in questo modo si può sperare in una riduzione degli incidenti e in una mobilità più sostenibile che nel concreto della quotidianità, col coinvolgimento del singolo, permetta di rimediare o quanto meno limitare gli effetti negativi del traffico (inquinamento, viabilità difficoltosa, alto numero di incidenti stradali, danni al paesaggio ecc). L’educazione stradale parte dalla conoscenza dei segnali stradali per arrivare a spiegare il modo in cui la collettività si è data delle regole per usufruire di un bene comune. 5 1.2 La segnaletica stradale a) La segnaletica orizzontale E' parte della segnaletica stradale e comprende tutti i “segni” presenti sull’asfalto e di diversa colorazione (bianco, giallo, blu e rosso) a seconda della destinazione e tipologia di uso (attraversamento pedonale, linea trasversale di arresto, triangolo che indica “il dare precedenza”, soste libere, soste a pagamento, corsie riservate, strisce di mezzaria continua e discontinua …) strisce pedonali stop le frecce bianche indicano le direzioni consentite le strisce bianche delimitano i parcheggi le corsie striscia longitudinale continua non può essere superata striscia longitudinale discontinua può essere varcata striscia bianca e gialla, delimita le corsie riservate 6 b) La segnaletica verticale Comprende tutti i cartelli stradali, che hanno diversa forma e diverso colore a seconda delle loro specifiche indicazioni: • Segnali di pericolo = hanno forma triangolare, con la punta rivolta verso l’alto e sono di colore bianco a bordo rosso Alcuni esempi: attraversamento ciclabile pericolo generico attraversamento pedonale rotatoria curva pericolosa • Segnali di obbligo = hanno forma circolare con sfondo blu Alcuni esempi: direzione obbligatoria percorso pedonale direzioni consentite rotatoria • Segnali di divieto = sono di colore bianco e rosso ed hanno forma circolare. 7 Alcuni esempi: divieto di transito senso vietato divieto di sosta divieto di sosta e fermata transito vietato ai pedoni transito vietato alle biciclette divieto di sorpasso obbligo di fermarsi e dare precedenza da ambo i lati • Segnali a carattere temporaneo = hanno forma diversa ma con una caratteristica in comune: il colore giallo. Alcuni esempi: Indica la presenza di lavori in corso e segnala un cantiere stradale (esso è posto all'inizio o in prossimità del cantiere) 8 Strada temporaneamente deformata in seguito ai lavori Indica che nella zona dei lavori la strada si restringe Segnala la presenza di materiali instabili sulla strada: infatti, a seguito di lavori potrebbero esserci detriti sulle carreggiata • Segnali di indicazione: forniscono informazioni necessarie od utili ed hanno forme e colori diversi Nei segnali di indicazione vengono impiegati i seguenti colori di sfondo, per esempio: Verde: per i segnali che si riferiscano ad autostrade. Blu: per i segnali che si riferiscano a destinazioni extraurbane. Bianco: per i segnali che si riferiscano a destinazioni urbane. Giallo: per segnali temporanei dovuti alla presenza di cantieri. Marrone: per i segnali che si riferiscano a zone di interesse storico, culturale o turistico. 9 attraversamento pedonale strada senza uscita piazzola di sosta Vicinanza di un ospedale presenza di dispositivi di chiamata stradale per assistenza o soccorso sovrapassaggio pedonale sottopassaggio pedonale presenza di un pronto soccorso fermata scuolabus c) La segnaletica luminosa Comprende tutti i semafori e si distingue in: Semafori veicolari e per ciclisti = a cui devono attenersi tutti i veicoli, i cicli e i motocicli 10 Semafori “tradizionali” e direzionali = che indicano le direzioni che sono consentite o meno ai veicoli stessi Semafori pedonali Tutti questi tipi di semafori hanno in comune il significato dei colori: verde indica attraversamento rosso indica divieto di attraversamento giallo: se ci troviamo nei pressi di un incrocio e non l’abbiamo ancora impegnato, ci dobbiamo fermare. Se ci troviamo in corrispondenza dell’incrocio o lo stiamo attraversando, dobbiamo liberarlo continuando la marcia. d) La segnaletica manuale Rappresenta la forma più importante di comunicazione tra l’ambiente strada e i soggetti che vi circolano. Riguarda le segnalazioni manuali degli agenti del traffico (carabinieri, polizia stradale, guardia di finanza, e polizia municipale) e sostituiscono il significato dei colori del semaforo. 11 Per esempio, un vigile con le braccia aperte indica via libera per i veicoli che transitano nella direzione parallela alle braccia; se poi abbassa il braccio sinistro ed alza il verticale destro, allora esso indica ai veicoli di rallentare e fermarsi, al pari del colore giallo del semaforo. Se poi l’agente si gira di 90° ed allarga nuovamente le braccia dà via libera ai veicoli che transitano nell’altra strada. braccia tese davanti a te, corrisponde al rosso braccio alzato verticalmente corrisponde al giallo braccia tese nella tua direzione corrisponde al verde 1.3 Il comportamento del pedone La parola pedone deriva dal latino “pes pedis” cioè piede e sta ad indicare colui che si sposta a piedi lungo il marciapiede, il percorso pedonale e la banchina. I pedoni, molto spesso, creano disturbo agli altri: per esempio quando corrono sul marciapiede o camminano sul bordo rischiando di cadere sulle corsie dove circolano i veicoli, oppure quando si fermano facendo gruppo, o mettendosi a giocare a pallone. Sono tutti comportamenti che mettono a rischio la nostra sicurezza ma anche quella degli altri. 12 Nel caso in cui non ci sia il marciapiede, è prudente, nelle strade a doppio senso, cioè con i veicoli che provengono da entrambe le direzioni, camminare sul lato sinistro della strada, per vedere meglio i veicoli che giungono in senso contrario e sottrarsi a possibili investimenti. Nelle strade a senso unico, invece, cioè dove i veicoli circolano in un’unica direzione, il pedone deve camminare sul lato destro, con i veicoli che sopraggiungono alle sue spalle. In questo modo non si creerà un ostacolo imprevisto per i conducenti che effettuano un sorpasso. Come si attraversa la strada Per i pedoni l’operazione più pericolosa è l’attraversamento della carreggiata. Le regole da seguire sono: fermarsi e controllare con attenzione se ci sono veicoli che si avvicinano a velocità elevata; abituarsi ad ascoltare i rumori dei veicoli, per valutarne la velocità e la distanza; controllare sempre entrambe le direzioni. Ricordati che: le strade vanno attraversate in modo perpendicolare ed in corrispondenza delle strisce pedonali. Se mancano gli attraversamenti pedonali, il pedone deve dare la precedenza ai veicoli e scegliere il momento più opportuno per attraversare, evitando di farlo in modo improvviso o correndo. Nelle vie a doppio senso di marcia si deve guardare sempre prima a sinistra e poi a destra, cioè prima dal lato da cui giungono per primi i veicoli. Nelle strade a senso unico, i pedoni devono sempre considerare il senso di marcia dei veicoli e guardare in quella direzione. 13 Una pausa con la letteratura…. La bicicletta, rondine d'argento di Cesare Angelini La bicicletta è indice di equilibrio, suscitando il miracolo di Certi fatti nascosti, di mani occulte che sorreggono: la parabola evangelica del camminare sulle acque; se hai fede, i tuoi piedi calmano l'onde e cammini; se cessa la fede, sommergi. La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l’esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra. Vola, cioè ascende. Ha la gentilezza ardita di volersi appoggiare ai cuscini dell'aria, morbidi, soffici, diffidando del terreno. Nuda come un ponte, rigida come un cerchio, tuttavia curva, si piega, ripete la linea dei levriere, elegantissima. Ha la bellezza delle formule elementari, naturali e insieme geometriche. Si smaterializza, si scorpora, nasconde se stessa nella trasparenza della velocità e dello slancio. Si può dire di lei quel che si dice del violino; ha raggiunto la sua perfezione per sempre; ha toccato il limite della semplicità. Definitiva nel brivido metallico della sua nudità balenante. E ha il pudore del silenzio. Lo rompe solo col suo trillo fresco, garrulo, primaverile, femminile, uccellesco. E’ gaudiosa, conversativa, spiritosa. Ogni giro di ruota è un discorso, teso su una sua piccola imperfezione, la denuncia subito con uno strano stridìo che dà pena, come di colomba colpita, di allegria ferita. Ha una sua ortografia esatta. Nel segreto dei suoi congegni è d'una delicatezza squisita. La scorrevolezza dei suoi perni emula quella d'un orologio fabbricato nella più pura atmosfera della Alpi svizzere. E’ la silenziosa compagna del viaggiatore: sollecita le sue puntualità, partecipa ai suoi pensieri ma non li turba. Continua a correre da sé. I suoi incidenti sono le spine, i chiodi, i sassi aguzzi: le amarezze della strada. .Anch’ella. ha i suoi momenti di stanchezza, d'accasciamento: le gomme a terra: e quella sua aria di creatura sconfitta, umiliata, dà la sensazione di partecipare a un umano destino. da "Acquerelli, seconda edizione accresciuta, La Scuola Editrice, Brescia, 1950." 14 II SEZIONE LA BICICLETTA: UN MEZZO DI TRASPORTO PER OGNI ETA’ Lo sapevate che il più diffuso tra i giocattoli è la bicicletta? In realtà, essa non è solo un giocattolo, bensì un vero e proprio mezzo di locomozione a misura di tutti, senza limiti di età e di sesso, che sì’impara ad usare da bambini, è di facile utilizzo e, soprattutto, non inquina e permette di fare attività fisica. Difatti, usare la bici, così come il camminare, è un modo economico, non inquinante e salutare per spostarsi in città, ed adoperarla per almeno 30 minuti al giorni riduce del 50% il rischio di obesità, difende dalle malattie cardiache, dal diabete e dall’ipertensione. Inoltre, rispetto agli altri mezzi di trasporto, la bici è lo strumento più duttile per spostarsi per strada, specie sulle piccole distanze e nelle grandi città, grazie alle sue doti. Tuttavia, bisogna ricordare che anche per portare una bicicletta (o velocipede, come viene definita dal Codice della Strada), oltre ad essere particolarmente attenti e prudenti, bisogna conoscere e rispettare le norme di comportamento a cui sono soggetti tutti gli altri veicoli. A tale proposito, il Codice della Strada sancisce che: art. 182 del C.D.S. e 377 del regolamento di esecuzione Circolazione velocipedi: 1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; fuori dai centri abitati, devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di 10 anni e proceda a destra dell’altro; 2. I ciclisti devono avere libero uso delle mani e braccia e reggere il manubrio con almeno una mano; devono essere in grado di vedere in ogni momento liberamente davanti a sé e3d ai lati e di compiere con la massima libertà e prontezza le manovre necessarie; 3. È vietato trainare veicoli, condurre animali e farsi trainare; 4. I ciclisti devono condurre a mano la bici quando siano d’intralcio ai pedoni e in questo caso diventano quindi assimilati ai pedoni; 5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede, a meno che questo non sia appositamente costruito ed attrezzato (es. tandem). Il conducente maggiorenne può trasportare un bimbo fino ad otto anni d’età sugli appositi seggiolini; 15 6. I velocipedi appositamente costruiti (cd. Quadri cicli a pedali) ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente: è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bimbi fino a 10 anni di età; 7. Trasporto di oggetti ed animali: vedere art.170; 8. I velocipedi DEVONO circolare sulle piste loro riservate quando sono presenti. PER QUANTO RIGUARDA TRANSITI CONTROMANO, SEMAFORI, MARCIAPIEDI, i ciclisti subiscono lo stesso trattamento degli altri veicoli. ART. 170 C.D.S. Trasporto di cose ed animali Gli oggetti devono essere saldamente assicurati e non sporgere lateralmente o longitudinalmente per più di 50 cm. Art. 148 C. D. S. Sorpasso delle biciclette: Alle biciclette è consentito di sorpassare a destra una colonna di veicoli fermi o in lento movimento Art. 153 C. D. S. Segnalazioni visive: per svoltare a destra il ciclista deve esporre lateralmente il braccio destro, per girare a sinistra quello sinistro, per fermarsi alzare un braccio verticalmente. Le braccia vanno tenute esposte per tutta la durata della manovra. Art. 68. Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei veicoli I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonche': a. per la frenatura: di un dispositivo indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote; b. per le segnalazioni acustiche: di un campanello; c. per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati. 2. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del comma 1 devono essere presenti e funzionanti nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, comma 1. 3. Le disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma 1 non si applicano ai velocipedi quando sono usati durante competizioni sportive. 4. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici sono stabilite le caratteristiche costruttive, funzionali nonche' le modalita' di omologazione 16 dei velocipedi a piu' ruote simmetriche che consentono il trasporto di altre persone oltre il conducente. 5. I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di un bambino, con idonee attrezzature, le cui caratteristiche sono stabilite nel regolamento. 6. Chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o nel quale alcuno dei dispositivi di frenatura o di segnalazione acustica o visiva manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite nel presente articolo e nell'art. 69, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92 . 7. Chiunque circola con un velocipede di cui al comma 4, non omologato, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155 . 8. Chiunque produce o mette in commercio velocipedi o i relativi dispositivi di equipaggiamento non conformi al tipo omologato, ove ne sia richiesta l'omologazione, e' soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559 . 2.1 Quali sono le doti di una bici? (le sue qualità) • E’ maneggevole cioè ci permette di andare ovunque e non servono conoscenze difficili per ben mantenerla • E’ econom ica, infatti consuma poche risorse non ha bisogno di carburanti e dura nel tempo decenni • E’ ecologica, perché non emette né gas di scarico né rumori molesti, non occupa grandi spazi come le auto che riempiono strade piazze…ogni dove. Ha dunque uno scarso impatto ambientale e migliora la vivibilità dell’ambiente urbano, grazie alla sua mobilità sostenibile. • E’ salutare, cioè apportatrice di benessere psicofisico e di un clima di pace nelle città, in quanto non produce smog, rumore e congestione del traffico, tutti elementi che si ripercuotono negativamente sulla personalità tramite un clima di tensione e di aggressività, cosa che, invece, provocano gli altri mezzi di trasporto cittadini. La bici migliora la salute della persona. 2.2 Perché usare la bicicletta E’ importante usarla il più possibile: • per andare a scuola, per recarsi al lavoro, per spostarsi in città, per passeggiare con gli amici o in famiglia • per giocare • per fare gite, anche gite scolastiche alla riscoperta del proprio territorio a pochi chilometri dalla scuola 17 Come usarla? Va usata con la testa, senza pericolo, senza rischiare di essere investiti dai mezzi di trasporto a motore e senza arrecare pericolo agli altri. Per questo affrontiamo insieme il progetto dell’educazione stradale a scuola. 2.3 Comportamenti corretti alla guida I ciclisti sono tenuti al rispetto delle norme del Codice della Strada: per esempio, quando si è in vicinanza di un segnale di stop ed il segnale di obbligo di direzione a sinistra, esso è tenuto a fermarsi e dare la precedenza ai veicoli che provengono da destra e da sinistra. SE la bicicletta non è dotata di indicatori di direzione, il conducente deve alzare il braccio (destro o sinistro) per indicare la sua intenzione di svolta. Chi è alla guida di una bici deve ricordare che è vietato marciare affiancati ad altri ciclisti, ma bisogna muoversi in fila indiana. Nel caso ci siano apposite piste ciclabili è obbligatorio usarle, altrimenti bisogna circolare il più possibile vicino al marciapiede destro della carreggiata, in modo da non intralciare le auto. Durante la guida bisogna evitare acrobazie e reggere il manubrio con entrambe le mani, tranne al momento in cui si sta effettuando una svolta. In questo caso, infatti, il ciclista deve segnalare la propria intenzione ai veicoli che sopraggiungono, sporgendo un braccio all’esterno, nella direzione in cui ci si sta spostando. Sebbene il casco non sia obbligatorio, alla luce dei innumerevoli traumi cranici a seguito degli incidenti, è consigliabile indossarlo sempre. Inoltre, il casco deve essere omologato cioè deve avere una certificazione rilasciata dalla casa costruttrice, che attesti che il casco, sottoposto a prove tecniche specifiche, è stato ritenuto idoneo per essere venduto. 2.4 I dispositivi indispensabili Ogni bici, inoltre, deve essere dotata di un: • dispositivo catarifrangente di colore arancione collocato sui pedali e sui raggi delle ruote, nonché di uno di colore rosso nella parte posteriore della bici che brillino con la luce riflessa al fine di favorire la visione notturna della bicicletta da parte degli altri veicoli. • Dispositivo visivo e di illuminazione cioè dotata di fari, precisamente uno di colore bianco o giallo anteriore e di una luce posteriore rossa. I fari possono essere a batteria o azionabili grazie alla dinamo, un meccanismo che si aziona con i pedali producendo corrente dinamica se messa a contatto con il pneumatico della ruota anteriore. Si dice corrente dinamica quel tipo di corrente che ha un’attività di movimento detta alternata, cioè le luci smettono di funzionare appena la bicicletta si ferma. 2.5 Comportamenti scorretti 18 I ciclisti non possono occupare spazi come il marciapiede o le strisce pedonali, che sono destinati ai pedoni. E’ errato attraversare un’intersezione senza rispettare lo stop e senza dare precedenza ai veicoli provenienti da destra e da sinistra. Analogamente è scorretto circolare contromano e contro il senso non rispettando il segnale di senso vietato 2.6 La pista ciclabile Essa rappresenta lo spazio riservato alla circolazione dei velocipedi e chi la percorre deve attenersi a delle regole dettate dal codice della strada. L’inizio di ogni pista ciclabile è segnalata da un cartello tondo a sfondo blu con stilizzata in bianco la figura di una bicicletta che ne indica l’inizio e la pista stessa, di colore rosso con la stessa figura stilizzata che si ripete sul fondo. 2.7 La piccola manutenzione ordinaria Due operazioni fondamentali per il corretto funzionamento nonché conoscenza della bicicletta, sono la pulizia e la lubrificazione. Per rimuovere fango e polvere dal telaio è sufficiente un pennello non troppo duro, da usare a secco ed eventualmente accompagnato con un panno morbido. Se la bici è molto sporca, in tale caso si adopera una spugna ed un secchio d’acqua, provvedendo poi all’accurata asciugatura. Sconsigliati sono i metodi violenti come i getti d’acqua, l’uso di nafta e aria compressa. La lubrificazione è fondamentale perché garantisce l’ottimo funzionamento delle parti in movimento, prima fra tutte la catena, e delle parti che generano attrito, come le leve dei freni. Sconsigliato è l’uso di grasso che, essendo solido, ha difficoltà di utilizzo ed attira sporcizia e terra. In commercio esistono diversi prodotti specifici sotto forma di oliatore, che permettono di passare, goccia a goccia, tutte le maglie della catena. Invece, è opportuno evitare gli spray, per una questione di rispetto ambientale (problemi di ozono) e poi perché sporcano molto. Finita la lubrificazione è bene insistere con la rotazione dei pedali all’incontrario oppure magari facendo un breve giro. 19 Una pausa con la letteratura…. Il piacere della bicicletta di Alfredo Oriani "Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in treno. La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello. Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci così liberi. Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli: la carrozzella non potrà identificarsi con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi, non sarà il nostro soffio che la spinge nelle salite. Seduti come in un treno non ci tornerà più l’illusione di essere giovani, correndo coll’impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c’imporrà le preoccupazioni dei propri guasti non riparabili al momento, c’impedirà di sognare, perché non potremo più guidarla istintivamente, e ci darà il senso doloroso del limite, appunto perché separata da noi, sospinta da una forza che non può fondersi colla nostra".. di Alfredo Oriani Scritto in occasione di un suo viaggio in bicicletta nel 1918 tra l ‘Emilia e la Toscana. tratto da IN BICI -"Il piacere della bicicletta" di Enrico Caracciolo" 20 III SEZIONE: CONSIGLI PRATICI Intervento di emergenza: il cambio della camera d’aria e/o la sua riparazione La foratura è uno degli inconvenienti più frequenti e per risolverlo è indispensabile avere una pompa efficace ed efficiente (esistono anche delle bombolette di aria compressa che gonfiano facilmente un pneumatico), le chiavi adatte per svitare i bulloni delle ruote, due leve per sollevare il copertone, una camera d’aria di scorta della misura adatta e/o un kit per la riparazione della camera d’aria bucata (comprende delle toppe, un tubetto di mastice e un pezzo di carta vetrata). Le fasi di sostituzione sono le seguenti: 1. Sfilata la ruota, si svita il cappuccio della valvola e l’eventuale rondella che la fissa al cerchio 2. Si infila una leva tra cerchio e copertone, fissandone l’estremità al raggio più vicino, mentre con la seconda leva si scalza tutto il fianco del copertone 3. Con un dito si spinge la valvola fuori dal suo alloggio e si sfila la camera d’aria 4. Prima di inserire la nuova camera d’aria, si deve passare palmo a palmo l’interno del copertone per rimuovere i corpi estranei che hanno causato la foratura 5. Si inserisce la nuova camera d’aria, gonfiandola leggermente per facilitarne l’inserimento e si procede inserendo la valvola nel suo alloggio e procedendo con il posizionamento di tutta la camera d’aria 6. Con cautela si inserisce il copertone nel cerchio facendolo aderire perfettamente 7. Non rimane che gonfiare la gomma, fissare la ruota Fasi per la riparazione di una camera d’aria bucata: 1. Seguiti i primi due punti dell’operazione precedente, si ispeziona la superficie esterna del copertone per cercare una precisa indicazione sulla causa che ha provocato la foratura 2. Nel caso l’operazione precedente abbia dato esiti negativi, si gonfia la camera d’aria e la si passa vicino al viso, per poter captare anche la minima fuoriuscita d’aria (nel caso si disponga di una bacinella d’acqua, la ricerca del foro è facilitata) 3. Individuato il foro, con della carta vetrata si provvede a rendere ruvida la superficie della camera d’aria su cui si stenderà un lieve velo di mastice 4. protetto dalla carta di alluminio, mentre l’altro lato, quello con la pellicola trasparente va a Dopo che il mastice si sia asciugato, vi si adagia la toppa che andrà tenuta premuta tra le 21 dita con forza per qualche istante (rammenta che il lato della toppa da fare aderire alla camera d’aria , è quello di colore arancione contatto con l’interno del copertone) 3.1 Come non farsi rubare la bicicletta a) Consigli pratici: 1) personalizzare la bici con adesivi e accessori: per renderla più facilmente riconoscibile anche da altri e collegata al proprietario. Una bicicletta anonima è più appetibile; 2) parcheggiare la bici in evidenza per scoraggiarne il furto; 3) cambiare spesso posizione quando si frequenta quotidianamente un posto (scuola, locale, ufficio); 4) utilizzare una buona serratura e un buona catena la migliore è ad arco rigido; 5) legare la ruota anteriore e il telaio ancorando la bici ad un elemento fisso a terra; 6) adottare un sistema di identificazione della bicicletta (targatura); 7) mantenere in perfetta efficienza la bici; 8) evitare di lasciare la bici in luoghi dove si sa di furti frequenti; 9) in caso di furto di singolo elemento (ruota anteriore, sella), provvedere ad un ricambio tempestivo perché spesso è un sistema utilizzato per capire se la bici ha un utilizzo frequente; 10) attivare una polizza assicurativa contro il furto (solo per le nuove bici targate). a) L’antifurto L'antifurto perfetto non esiste, un ladro professionista può disporre di seghetti ad alta resa, tronchesi a leva lunga, cric, e una maturata esperienza nel settore. Però se si usano serrature di qualità e si adottano particolari accorgimenti il rischio di furto si può ridurre quasi del tutto. Accanto al decalogo dei consigli ve ne è uno che sta al di sopra di tutto ed è vincere la pigrizia: vale adire che dovete sempre chiudere la bicicletta nel migliore dei modi, sempre tranne quando state andando! Molti furti si consumano in quell'attimo fuggente mentre lasciate la bici incustodita per prendere il giornale, andare al bar, guardare la vetrina. Un trucchetto semplice è quello di allentare la leva di bloccaggio delle ruote. In tal caso se il ladro solleva la bici perde la ruota destando attenzione, se vi sale sopra dopo un paio di pedalate si ritrova per terra. Nell'applicare questa tecnica è bene ricordarsi di richiudere la leva prima di ripartire. 22 Gli antifurti si dividono in 7 categorie: lucchetto fisso circolare: Caratteristiche: blocca la ruota posteriore Efficacia: nulla o quasi Come si apre: con un cacciavite. Il lucchetto fisso, applicato di serie sulle bici classiche da città, esiste anche in versione più sofisticata (AXA) che per essere forzato richiede l'intervento di leve. Cavetto metallico Caratteristica: rivestimento in plastica con chiave o Catena a lucchetto combinazione Caratteristica: rivestimento in plastica l'anello debole è proprio il lucchetto Efficacia: minima Efficacia: nulla o quasi Come si apre: con tronchese Come si apre: con seghetto e tronchese e leve Allarme acustico Cavo d’acciaio a spirale Caratteristica: estendibile Efficacia: minima Come si apre: con tronchese e leve lunghe Caratteristiche: avvisatore a batteria con sirena che scatta alla prima forzatura Efficacia: minima Come si apre: facendo finta di niente. Nel congegno ad allarme basta un colpo secco per eliminare ogni suono che in genere ha il solo effetto di infastidire i passanti Catena a maglia quadra Sbarra a U Caratteristiche: barra metallica a U fissata da fermo trasversale e chiave circolare Efficacia: buona Come si apre: con un cric. La sbarra a U si apre anche con una bomboletta di azoto liquido e un martello. Il ladro, anche se professionista, in genere non va in giro con l'azoto o con un cric. Caratteristiche: in nichel‐cromo‐molibdeno con serratura antiscasso Efficacia: ottima Come si apre: con un flessibile La cosa più temibile per la catena a maglia quadra è la perdita della chiave da parte del proprietario. La sbarra ad U e la catena a maglia quadra offrono più garanzie di tenuta e costano da 20/25 € in su. 23 NB: ogni sistema antifurto descritto risulta inefficace se il ladro ha la possibilità di prelevare la bici e caricarsela da qualche parte, per questo si raccomanda sempre l'ancoraggio a qualcosa di fisso a terra. Il ladro professionista che lavora di giorno in pieno centro adotta in genere una tecnica di appostamento davanti, ad esempio, ad un negozio o a un ufficio postale, aspetta la vittima ideale ed agisce. Gli uffici postali dove si formano code sono l'ideale. L’azione si svolge nel modo seguente: il ladro si avvicina alla bicicletta e con fare plateale comincia a tastarsi le tasche in modo da attirare l'attenzione dei passanti (meglio se un vigile), a quel punto esclama ‐"ho perso la chiave, sapete se c'è un meccanico qui vicino?” Ottenuta l'indicazione solleva la bici e se ne va tranquillamente per la sua strada. Se vi capita di assistere ad un tentativo di furto cominciate a sbraitare e fate più rumore possibile: il ladro di biciclette, come tutti i ladri, non ama i riflettori. b) Cosa devo fare se subisco il furto della bici? È sempre importante denunciare il furto di una bicicletta. Il ritrovamento è fattibile e solo attraverso la denuncia di furto è possibile riavere indietro il mezzo. La denuncia può essere fatta presso qualsiasi: • Commissariato di Polizia; • Comando Stazione dei Carabinieri; • Comando della Polizia Municipale e Sezioni presenti nel territorio. È importante al momento della denuncia segnalare, oltre al tipo di bicicletta, colore, marca, accessori, segni particolari, se provvista di un sistema di riconoscimento, qualcosa di particolare che possa facilmente renderla riconoscibile. Si consiglia quindi, specialmente in occasione di un nuovo acquisto di bicicletta, di studiare un segno” particolare, per renderla facilmente riconoscibile o di farne una foto. Le biciclette ritrovate dai cittadini devono essere consegnate presso gli Uffici dell’Economato del Comune, dove anche le Forze dell’Ordine depositano le biciclette che recuperano. I Cittadini che hanno subito il furto della bicicletta, muniti della copia della denuncia, per verificare se la loro bicicletta è stata ritrovata, possono recarsi presso gli Uffici dell’Economato. c) In caso di ritrovamento di una bici? Si devono tener presente i seguenti art. Codice Civile: Art. 927 ‐ Cose ritrovate Chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al Sindaco del luogo in cui l’ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento (931; 647, n. 1 c.p.). Art. 928 ‐ Pubblicazione del ritrovam ento Il Sindaco rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione nell’albo pretorio del Comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta (931). Art. 929 ‐ Acquisto di proprietà della cosa ritrovata : 24 Trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario (931), la cosa oppure il suo prezzo, se le circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi l’ha trovata. Così il proprietario come il ritrovatore, riprendendo la cosa o ricevendo il prezzo, devono pagare le spese occorse. Art. 930 ‐ Prem io dovuto al ritrovatore: Il proprietario deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata. Se tale somma o prezzo eccede euro 5,1645, il premio per il sovrappiù è solo del ventesimo. Se la cosa non ha valore commerciale, la misura del premio è fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento. Art. 931 ‐ Equiparazione del possessore o detentore al proprietario Agli effetti delle disposizioni contenute negli art.927 e seguenti, al proprietario sono equiparati, secondo le circostanze, il possessore e il detentore (1140). d)Cosa rischia chi ruba una bici? Il ladro di biciclette commette un reato: il furto. Il Codice Penale lo punisce con la pena della reclusione fino a tre anni e con una multa. Poiché di solito il reato avviene con violenza sulle cose (la rottura delle serrature) oppure presso un’abitazione privata ovvero ancora esposte alla pubblica fede (parcheggiate sulla via), chi ruba una bicicletta commette normalmente un furto aggravato che viene punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da €103,29 (già lire 200.000) a €1032,91 (già lire 2.000.000). E’ bene ricordare che anche colui il quale, consapevole, acquista, usa, rivende una bicicletta rubata è responsabile di ricettazione, reato punito con la reclusione da 2 a 8 anni e con la multa da € 516,46 (già lire 1.000.000) a € 10329,14 (già lire 20.000.000). 25 Il decalogo del ciclista urbano 1. Facciamoci rispettare La bicicletta è democratica e rispettosa. Non fa rumore, non inquina e occupa poco spazio. Pretendiamo quindi che le venga sempre riconosciuta la dignità che si merita. 2. Teniamo la destra, ma non troppo Lo sportello dell'automobilista distratto, il tombino sporgente, il muso di un'auto in uscita da un passo carraio, il pedone pronto a scendere dal marciapiede sono sempre in agguato. Teniamoci alla larga dal ciglio della strada anche per riservarci un margine di sicurezza per difenderci dal camion che troppo disinvoltamente ci fa il pelo. 3. Andante con brio In città un'andatura sostenuta, ma senza eccessi, offre molta più sicurezza di un incedere lento. In bici, a bassa velocità, l'equilibrio è minore. Inoltre il ciclista che si muove disinvolto, quasi alla stessa velocità delle auto, incute maggior rispetto. 4. Facciamoci vedere Il ciclista, senza per questo essere un esibizionista, deve sempre rendersi visibile. Buona parte degli incidenti derivano proprio dal non essere visti. Abbigliamento colorato e carifrangenti sempre puliti sono un elemento importante per la nostra sicurezza e, non appena la visibilità comincia a scarseggiare, accendiamo senza indugio i fanali. 5. Mani in alto Imponiamoci di segnalare sempre, in maniera chiara e decisa, i cambi di direzione e le fermate improvvise. Agli altri utenti della strada dobbiamo sempre far capire le nostre intenzioni. 6. Usa le zebre Nei grossi incroci, dove il traffico è intenso, e in condizioni di scarsa visibilità è meglio non rischiare e scendere dalla bici per utilizzare gli attraversamenti pedonali. 7. Tutti in pista Al ciclista è fatto obbligo di usare, laddove esistono, le piste ciclabili. Se disgraziatamente ci investono mentre pedaliamo sulla strada e non sulla pista ciclabile la responsabilità sarà tutta nostra. 8. Tiriamo la corda La nostra sicurezza si basa anche sull'efficienza del mezzo. Controlliamo frequentemente lo stato di freni e pneumatici senza dimenticarci dell'impianto elettrico. 9. L'abito non fa il monaco Un buon ciclista lo si vede anche da come si veste. Freddo e pioggia non ci possono fermare se indossiamo l'abbigliamento adatto. Bando ai vestiti troppo svolazzanti e ai vietatissimi ombrelli. 10. Non facciamocela rubare La bici è pur sempre un bene prezioso. Custodiamola nel modo migliore e non lesiniamo sui soldi da spendere per un buon lucchetto. 26 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. I materiali utilizzati per la stesura di questa dispensa sono stati tratti da: 27 Il Codice della Strada V. Ardone, La nuova biblioteca delle educazioni. Percorsi di educazione alla convivenza civile, Simone Per La Scuola 2008 - Diventare responsabili, Programma Alice di Educazione alla cittadinanza ed Educazione civica, Vol B 2004 - www.educazionestradale.it - www.lastradasiamonoi.it - www.biciclopedia.splinder.com - www.edustrada.too.it - www.fiab.it - www.comunediprato.it - www.comunediravenna.it - www.google.it Indirizzi utili per approfondimenti: www.educazionestradale.net www.lastradasiamonoi.it - www.biciclopedia.splinder.com/post www.edustrada.too.it www.stradamica.org.it www.sicurisullastrada.it http://windward.nodalpoint.net.//doc/media/liikenne.swf www.pm.comune.prato.it www.fiab.it www.educazionestradale.it/ 28 BIBLIOGRAFIA SULLA BICICLETTA Ivan Illich, Elogio della bicicletta, a cura di Franco La Cecla, Bollati Boringhieri 2006 A piedi o in bici con le amiche e con gli amici. Come progettare e realizzare la mobilità sostenibile dei bambini e delle bambine nel tragitto da casa a scuola, a cura di V. Baruzzi, A. Monzeglio, La Mandragola Editrice, 2008 R. Frigo, Ora et pedala. Cicloriflessioni di un curato di campagna, Ediciclo 2008 Alfredo Binda : le immagini. - Portogruaro : Ediciclo, 1999. - 31 p. + 10 cartoline postali. - (Edicicloart) AMBROSINI, Giuseppe Ciclismo : prendi la bicicletta e vai / Giuseppe Ambrosini. - 6. ed. - Milano : Sperling & Kupfer, 1983. - 180 p. : ill. ; 23 cm. - (Sportiva ; 74) ANGELI, Massimiliano Corso di ciclismo sportivo / Massimiliano Angeli. - Nuova ed. - Milano : De Vecchi, 1996. - 156 p. : ill. ; 24 cm BAIRO, Luigi Bella bici / Luigi Bairo. - [Roma] : Stampa alternativa, stampa 2000. - 89 p. : ill. ; 17 cm. - (Margini ; 18) ARMSTRONG, Lance Lance Armstrong : programma di allenamento : l'allenamento, il potenziamento e l'alimentazione alla base della più grande vittoria nel mondo del ciclismo / scritto da Lance Armstrong e Chris Carmichael. - Milano : Libreria dello sport ; Portogruaro : Ediciclo, 2002. - 253 p. : ill. ; 21 cm BALLANTINE, Richard Manuale di manutenzione della bicicletta / Richard Ballantine & Richard Grant. - Rimini : Idealibri, 1998. - 96 p. : ill. ; 21 cm. - (Richards') Trad. di: Bicycle repair manual BONINSEGNA, Franco La bicicletta : evoluzione, meccanica, accessori, manutenzione, modelli / Franco Boninsegna. - Milano : Hoepli, 1990. 172 p. ; 24 cm COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA. 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(Biblioteca storica) MARCHESINI, Daniele Pàlmer, borraccia e via : storia e leggende della bicicletta e del ciclismo / Daniele Marchesini, Benito Mazzi, Romano Spada. - Portogruaro : Ediciclo, 2001. - 221 p. : ill. ; 22 cm. - (Parole di sport ; 1) MARTINI, Alfredo Alfredo Martini con Pier Bergonzi racconta: un secolo di ciclismo : da Girardengo a Pantani la vita a due ruote del c.t. più amato del mondo. - Cernusco sul Naviglio : SEP, c2001. - 157 p. : ill. ; 31 cm MENTHEOUR, Erwann Il mio doping : il libro che ha sconvolto il ciclismo / Erwann Menthéour ; con la collaborazione di Christian Blanchard. 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