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1 Giacomo Leopardi Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere T [Operette morali] da G. Leopardi, Tutte le opere, a cura di W. Binni e E. Ghidetti, Sansoni, Firenze 1976, tomo I. 5 10 15 20 25 30 35 Composto nel 1832, questo dialogo venne incluso nella seconda edizione, fiorentina, delle Operette morali (1834). Il tema qui presentato è un aspetto della teoria del piacere: la felicità è sempre nel futuro; così che il desiderio di vivere e il giudizio positivo sulla vita si basano su un’attesa che non si realizzerà mai e dunque su un’illusione. Il metodo latamente socratico (maieutico) del dialogo fa emergere il contenuto di verità dallo sviluppo stesso delle battute, con un tono indulgente e malinconico e con uno stile diretto e immediato. Venditore Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari1 nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Passeggere Almanacchi per l’anno nuovo? Venditore Sì signore. Passeggere Credete che sarà felice quest’anno nuovo?2 Venditore Oh illustrissimo sì, certo. Passeggere Come quest’anno passato? Venditore Più più assai.3 Passeggere Come quello di là?4 Venditore Più più, illustrissimo. Passeggere Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli5 che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? Venditore Signor no, non mi piacerebbe. Passeggere Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi? Venditore Saranno vent’anni, illustrissimo. Passeggere A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo? Venditore Io? non saprei. Passeggere Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice? Venditore No in verità, illustrissimo. Passeggere E pure la vita è una cosa bella.6 Non è vero? Venditore Cotesto si sa. Passeggere Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? Venditore Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? Venditore Cotesto non vorrei. Passeggere Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? Venditore Lo credo cotesto. Passeggere Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? Venditore Signor no davvero, non tornerei. Passeggere Oh che vita vorreste voi dunque? Venditore Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti. Passeggere Una vita a caso, e non saperne altro avanti,7 come non si sa dell’anno nuovo? 1 almanacchi…lunari: l’almanacco (dall’arabo “al-manâkh”) e il lunario sono dei calendari che riportano notizie astronomiche, astrologiche, detti popolari, sentenze, previsioni meteorologiche, nomi dei santi ecc. Questo dialogo si apre con la sottolineatura della loro “novità”, in quanto appena stampati e dedicati al tempo futuro. 2 Credete…nuovo: la vendita degli almanacchi introduce subito il tema centrale del dialogo, il rapporto tra felicità e speranza, attesa e disillusione. 3 Più più assai: molto di più [dell’anno passato]. 4 quello di là: quello precedente. Il passeggere è in cerca di riferimenti che il venditore non può dare. Ciò che può essere offerto è soltanto il rinvio generico alla realizzazione futura. © 2012 by G. B. PALUMBO EDITORE S.P.A. 5 egli: è soggetto *pleonastico. 6 E pure…bella: il luogo comune – reso con un *endecasillabo – stride con la ricerca sempre delusa di felicità e si smentisce da solo. 7 e non…avanti: senza saperne niente in anticipo. Il passeggere riporta sempre il discorso al punto di partenza: unico momento davvero felice è quello dell’attesa. 2 T Giacomo Leopardi ~ Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere 40 45 50 Venditore Appunto. Passeggere Così vorrei ancor8 io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro9 che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura.10 Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore Speriamo. Passeggere Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete. Venditore Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi. Passeggere Ecco trenta soldi. Venditore Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari11 nuovi. 8 ancor: anche. 9 chiaro: chiaramente. 10 Quella vita…futura: come si legge nello Zibaldone (532), «il piacere umano […] si può dire ch’è sempre futuro, non è se non futuro, consiste solamente nel futuro. L’atto proprio del piacere non si dà. Io spero un piacere; e questa speranza in moltissimi casi si chiama piacere». © 2012 by G. B. PALUMBO EDITORE S.P.A. 11 Almanacchi…lunari: il venditore riprende la sua strada, in cerca di altri acquirenti di speranza.