Montebelluna: un edificio pensato per la biblioteca

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Montebelluna: un edificio pensato per la biblioteca
Nuove biblioteche
Montebelluna:
un edificio pensato
per la biblioteca
Storia di un progetto
I
l 13 aprile 2002, a soli due anni
dalla posa della prima pietra, i cittadini di Montebelluna hanno finalmente avuto la soddisfazione, e
in fondo anche il merito, di fare
l’ingresso numerosissimi nella
nuova e tanto attesa biblioteca.
Difficile, per chi arriva dalla via
che collega la piazza del Municipio con l’area denominata “X
Martiri”, non notare subito il grande edificio di mattoni a vista che
chiude come un fondale, verso
sud, la cerchia delle piazze del
centro.
L’accesso è immediato e ben visibile dalla strada, sottolineato da un
bel ponte di legno che attraversa
un terrapieno erboso e una vasca
d’acqua non ancora in funzione.
La facciata si stacca nettamente dal
contesto degli edifici attorno ed è
interrotta al centro dalle grandi ve-
trate del portale d’ingresso.
La struttura si sviluppa su una superficie di circa 3.300 metri quadrati distribuiti su due piani fuori
terra, dove trovano spazio tutti i
servizi della biblioteca, e un piano
parzialmente interrato, dove invece ci sono una sala esposizioni già
utilizzata per riunioni e mostre, un
grande auditorium (240 posti) e i
magazzini dell’archivio storico comunale che saranno a breve completati.
Si tratta di uno dei pochi esempi
nel Veneto di edifici nuovi costruiti in funzione di una biblioteca,
sebbene negli ultimi anni un rinnovato interesse per gli spazi del
“sapere” stia producendo realizzazioni davvero interessanti come
quelle, per esempio, di Abano
Terme e di Marcon.
È stato di estrema utilità in ogni fa-
Alda Resta
Biblioteca comunale
Montebelluna
[email protected]
se progettuale il confronto e il colloquio con tanti colleghi del
Veneto e di altre regioni impegnati in analoghi progetti, ma un merito speciale va a Vimercate, più
volte visitata, che nel Nord Italia
ha fatto da apripista per tante altre
esperienze in comuni dove fino a
pochi anni fa sembrava un sogno
immaginare realizzazioni e investimenti così consistenti “solo” per la
biblioteca.
La storia
Piccola biblioteca contemporanea
senza radici storiche – come molte altre dei comuni veneti sorte all’inizio degli anni Settanta dopo le
prime leggi regionali – è stata istituita nel 1970 e avviata nel giugno
del 1975 con un patrimonio di ap-
Due immagini esterne della nuova biblioteca: l’entrata principale e la grande vetrata su un lato dell’edificio
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Nuove biblioteche
pena 2.600 volumi, tra cui 300 libri
per ragazzi, 35 riviste e un primo
nucleo di servizi rivolti al pubblico
dei ragazzi e degli adulti.
Per quanto riguarda il bacino d’utenza, lo sviluppo della biblioteca
si è allineato al ruolo che il comune svolge nella dimensione comprensoriale come punto di riferimento sociale ed economico, per
la rilevanza delle sue attività produttive, degli insediamenti residenziali e di un sistema scolastico
caratterizzato da una massiccia
presenza di studenti provenienti
da molti altri comuni (il 49% nell’anno 2000-2001). È significativo
l’attuale rapporto tra iscritti residenti e non, il 57% contro il 43%.
Sebbene non in modo istituzionalizzato, sono state sempre promosse e attuate forme di cooperazione
con altre biblioteche, e da alcuni
anni Montebelluna aderisce al sistema bibliotecario provinciale come polo di riferimento per l’area
montelliana. Solo adesso e con le
maggiori potenzialità della nuova
sede si sta cercando di recuperare
il ritardo di una mancata o comunque non consolidata tradizione di cooperazione interbibliotecaria che ancora caratterizza alcune zone del Veneto.
La biblioteca è stata ospitata, fino
all’aprile del 2002, in un edificio
progettato tra il 1879 e il 1903 come carcere mandamentale da G.B.
Dall’Armi, figura storica per Montebelluna, ingegnere e architetto
progettista dell’impianto urbanistico del nuovo mercato attorno al
quale è sorta la città moderna.
Gli spazi disponibili si limitavano a
due sale di lettura al primo piano
dell’edificio mentre in seguito, con
l’ampliarsi dei servizi, si è reso necessario occupare l’intera superficie di circa 600 metri quadrati distribuiti su due piani. Non molto illuminata, senza ascensore e con
dotazioni, posti a sedere (70 complessivi contro i 250 attuali) e servizi divenuti inadeguati già nei pri-
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mi dieci anni di attività, la biblioteca è riuscita a sostenere lo sviluppo dei propri servizi con grande
vitalità e con tutta la fantasia nell’inventare soluzioni di cui in genere i bibliotecari non sono per
fortuna sprovvisti. Malgrado i disa-
gi, un’utenza molto assidua, affezionata a questi spazi al di là di
qualsiasi ragionevole aspettativa,
ha sempre frequentato la biblioteca dando ulteriore motivazione e
significato al nostro lavoro, forse
cogliendo proprio quello che cerBiblioteche oggi – aprile 2003
Nuove biblioteche
cavamo di comunicare (noi che ci
abbiamo lavorato per tanti anni ci
siamo a volte stupiti della pazienza
e della fedeltà di questo pubblico
numeroso) e cioè un’idea di accoglienza che ha poi fatto da filo
conduttore per la successiva progettazione e da punto di forza, ci
auguriamo, per la nuova struttura.
La biblioteca dove?
Una scelta difficile
L’iter politico e progettuale che ha
portato a realizzare questa struttura è stato, qui come altrove, accompagnato da una partecipazione di pubblico e di opinioni così
attiva come forse mai era successo
in città attorno a questioni che riguardano la cultura e i suoi luoghi.
Per anni la biblioteca è stata presente nei discorsi della gente, nei
consigli comunali, nelle comunicazioni tra colleghi, sulla stampa locale. Ha appassionato il dibattito
sulla sua localizzazione, su che cosa e come dovesse diventare, sulle
risorse da impiegare, sui troppi
“schei” che sarebbe costata.
Il fatto che tutti si siano sentiti un
po’ padri, responsabili e partecipi
di quest’opera è stato un fattore
certamente positivo nella riuscita
di un’impresa non facile, tutt’ora
da portare a termine con l’ultimo
stralcio dei lavori che avrà inizio
entro la prossima estate e che prevede la sistemazione del piano interrato, dell’area verde esterna e
dei parcheggi.
Dopo l’iniziale affermazione di
una “provvisorietà” della sede durata in tutto 28 anni, la motivazione principale per cominciare a discutere di una nuova sede è stata la
progressiva carenza di spazi per il
pubblico, per le raccolte e per lo
sviluppo dei servizi.
Nel 1995 è stato affidato all’architetto Toni Follina un primo progetto che prevedeva la ristrutturazione della settecentesca BarBiblioteche oggi – aprile 2003
Carta d’identità
Biblioteca comunale - Via dei Martini, 1
31044 Montebelluna (TV)
Tel. 0423 600024 - Fax 0423 22853
www.bibliotecamontebelluna.it
e-mail: [email protected]
Modalità d’iscrizione: l’iscrizione è
gratuita per residenti e non residenti: la tessera è necessaria per il prestito dei documenti, per l’accesso alla ludoteca e alla mediateca.
Direttore: Alda Resta
Architetto: Toni Follina
Anno di apertura: 2002
Abitanti del comune: 28.303
Servizi di prestito: gli utenti muniti di tessera possono prendere in
prestito:
– fino a 6 libri per 28 gg
– fino a 2 cd-rom per 28 gg
– fino a 2 cd musicali per 14 gg
– 1 videcassetta per 7 gg
– 1 gioco cd-rom per 14 gg
– fino a 6 numeri arretrati di riviste
per 28 gg.
È attivo il servizio di interprestito
provinciale gratuito ed extra-provinciale a pagamento.
Superficie complessiva: 3.269 mq
Spazi biblioteca: 2.103 mq, di cui
per giovani e adulti 1.034 mq, per
bambini e ragazzi 363 mq, uffici 220
mq, superficie di servizio (servizi
igienici, impianti, scale ecc) 486 mq.
Spazi dedicati ad altre funzioni:
1.166 mq.
Caratteristiche dell’edificio: una
nuova costruzione che si sviluppa su
tre livelli in un’area centrale della città.
Costi di realizzazione: opere edilizie e impianti € 3.427.208; arredi e
attrezzature € 797.842.
Personale: 1 direttore, 7 collaboratori di biblioteca, 1 ausiliario, 2
obiettori di coscienza, 2 lavori socialmente utili, 1 stage da università.
Servizi a pagamento:
– fotocopie: tessera da 20 € 1,60
– stampe: bianco e nero € 0,15; colori € 1,00
– floppy disk: € 0,80
– collegamento a Internet: € 1,00 all’ora
– duplicato della tessera di iscrizione: € 1,60 fino a 14 anni e € 2,60
oltre i 14 anni
– è prevista una multa di € 0,50 per
ogni giorno di ritardo nella riconsegna di videocassette.
Forma di gestione: istituzione culturale del comune. Organi istituzionali: consiglio di amministrazione,
presidente, direttore (il direttore del- Disabili: la biblioteca è accessibile
la biblioteca).
ai disabili e offre una postazione
multimediale attrezzata.
Costi di gestione del 2002: complessivi € 720.808,00 di cui € 216.610,00 Iscritti al 31 dicembre 2002: 8.982
per il personale, € 321.046,00 per la (iscrizioni precedenti azzerate al 15
gestione, € 183.152,00 per interessi aprile 2002).
passivi.
Prestiti 2002 (dal 15 aprile, giorno di apertura della nuova sede):
Collezioni 2002: tot. 49.151, di cui 64.260.
31.398 per adulti, 11.069 per ragazzi,
2.177 materiale multimediale, 4.507 Orari di apertura: 42 ore e mezzo
non catalogato.
settimanali
Periodici: 220 testate correnti, di cui lunedì
–
15-19.30
12 per bambini e ragazzi.
martedì
9-12.30 15-19.30
Posti a sedere: 250
mercoledì
9-19.30
Mediateca: 12 pc multimediali, giovedì
9-12.30 15-19.30
stampanti, scanner, web-cam, lettori venerdì
9-12.30 15-19.30
dvd e masterizzatori.
sabato
9-12.30
–
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Nuove biblioteche
chessa Manin, in seguito abbandonato a causa del parere negativo
della Soprintendenza per i beni architettonici del Veneto.
Il personale della biblioteca aveva
fortemente appoggiato questa scelta, fatta dalla stessa amministrazione a maggioranza leghista che ha
in seguito portato a termine la realizzazione definitiva nel 2002, cercando nel contempo di fornire dati, ipotesi funzionali e soprattutto
una ridefinizione di finalità e
obiettivi da dare all’intervento che
fosse indipendente dalla scelta definitiva del luogo.
Far passare l’idea che non si trattasse di un semplice trasloco da
una sede all’altra è stata forse la difficoltà più grande che abbiamo incontrato. La sovrapposizione del
concetto di biblioteca con quello di
edificio ha reso spesso difficile la
comunicazione e il necessario raccordo con le componenti tecniche
che sembravano procedere a volte
su binari paralleli. L’esigenza di far
aderire nel migliore dei modi il
progetto architettonico con le esigenze dell’“inquilino” ha corso costantemente il rischio d’essere
scambiata per un’interferenza eccessiva, e questo malgrado la disponibilità con cui l’architetto Follina ha affrontato la collaborazione
con i bibliotecari, come anche il
compito di interpretare tutte le esi-
Il servizio di accoglienza nell’ampia zona d’ingresso
genze dei molteplici servizi e di trasferirle nello spazio progettato.
Dopo un serrato confronto svoltosi a livello politico ma anche in sedi assembleari che hanno coinvolto in modo diretto gli utenti, nell’
aprile del 1996 il Consiglio comunale deliberava gli indirizzi per la
nuova e da molti contestata localizzazione al “X Martiri”, area adibita prima a campo sportivo e poi
a parcheggio libero a servizio del
centro e delle sue attività commerciali.
Se il recupero di una villa particolarmente significativa per la comunità sembrava poter garantire una
continuità e una coerenza con i
luoghi tradizionalmente associati
alla cultura e con una tipologia architettonica familiare ai montebellunesi – la Villa Biagi del museo
civico, la Villa Pisani per le attività
di spettacolo o l’ottocentesca sede
municipale – l’idea di sconvolgere
la fisionomia del centro (peraltro
non tanto omogenea) con un nuovo e avveniristico edificio di mattoni, vetro e acciaio come quello
concepito dallo stesso architetto
Follina, per di più eliminando parte consistente dei parcheggi, non
godeva certo di grande popolarità.
Ci sono voluti altri quattro anni,
“Vetrine tematiche” che espongono settimanalmente libri e altri materiali informativi, adattandosi a eventi, attività
in corso, interessi degli utenti; a fianco postazioni OPAC collocate nella hall
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Biblioteche oggi – aprile 2003
Nuove biblioteche
dal 1996 al 2000, per licenziare il
progetto esecutivo e cominciare la
costruzione.
Il nostro progetto
Mentre le condizioni di vivibilità
all’interno della vecchia sede raggiungevano livelli assolutamente
critici, ci siamo quindi messi al lavoro per elaborare, di pari passo
con l’opera dell’architetto, un progetto biblioteconomico definitivo
che tenesse conto delle grandi e
insperate potenzialità offerte da un
edificio nuovo e di moderna concezione .
Prima ancora che prendesse forma
l’idea generale dell’edificio, la collaborazione avviata con l’architetto
si è concentrata sui molteplici
aspetti, alcuni dei quali molto complessi, relativi alla distribuzione
degli spazi o agli impianti tecnologici; ma all’inizio si è trattato soprattutto di capirci su che cosa è
una biblioteca pubblica moderna,
su quali caratteristiche valorizzare,
sul dimensionamento e le priorità
dei vari servizi, su come immaginare il suo futuro.
Una veduta della mediateca
Biblioteche oggi – aprile 2003
L’emeroteca e, sotto, un angolo della Sezione ragazzi con vista sul parco
Due sono stati gli ordini di valutazione che si è cercato di approfondire:
1) la definizione della missione
della nuova biblioteca;
2) i dati oggettivi rilevati nel corso
degli anni, per capire quale poteva essere la giusta dimensione da
dare ai nuovi servizi e la loro
proiezione futura, anche in relazione al prevedibile sviluppo urbanistico e demografico. Solo per
citare alcuni dati, l’ultimo piano
regolatore è dimensionato per una
popolazione pari a circa 40.000
abitanti (28.300 all’inizio del 2003)
mentre il bacino d’utenza reale per
i servizi del comune è pari circa al
doppio dei residenti.
I requisiti essenziali, già in parte
soddisfatti con la scelta del sito,
cui doveva corrispondere il progetto erano invece:
– la centralità nel contesto urbano
e un buon collegamento con gli
altri servizi sociali e culturali della
città;
– l’accessibilità rispetto ai percorsi
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urbani, quindi la possibilità di raggiungere la biblioteca in modo autonomo anche da parte dei ragazzi o degli anziani, sia a piedi che
in bicicletta, con bus e auto;
– una grande visibilità esterna e la
continuità con le piazze e con il
mercato che rappresenta, nella
storia della città, un luogo di scambio privilegiato ma anche uno spazio aggregativo e un importante
veicolo di comunicazione sociale;
– infine le caratteristiche di accoglienza, di amichevolezza dell’intera struttura, data da tutto ciò che
costituisce la biblioteca nel suo insieme, quindi anche dagli spazi,
dalla loro articolazione e facilità
d’uso, dall’abbattimento di ogni tipo di barriera tra la biblioteca e i
suoi utenti.
Si aggiungevano alcuni criteri più
specifici:
– realizzare una biblioteca completamente accessibile e quindi, con
poche eccezioni, a scaffale aperto;
– soddisfare un’utenza comprendente ogni fascia d’età, costruendo
servizi su misura per i bambini così come per i giovani o per gli anziani;
– valorizzare al meglio il patrimonio documentario locale e creare
uno spazio per la conservazione e
la fruizione pubblica dell’archivio
storico comunale;
– innovare in senso multimediale i
servizi;
– avere a disposizione e poter
condividere con associazioni, privati e altre istituzioni ulteriori spazi per incontri, dibattiti, mostre e
attività culturali in genere.
Guardando anche a esperienze italiane e straniere particolarmente significative realizzate in contesti
analoghi, ci siamo richiamati a un’idea di biblioteca “amichevole” dove gli spazi sono strutturati in funzione di una centralità dell’utente –
per noi da sempre acquisita come
idea-guida – e di una tripartizione
funzionale legata alle diverse modalità d’uso degli ambienti e delle
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raccolte da parte del pubblico.
Le scelte hanno tenuto conto soprattutto di un’esigenza di continuità con la nostra particolare storia e con le abitudini di utilizzo dei
nostri lettori e dell’opportunità di
sfruttare le caratteristiche positive
dell’edificio in modo da rendere
l’insieme soprattutto gradevole e
funzionale.
Si sono quindi studiati attentamente i percorsi, la collocazione dei
punti di assistenza, la distribuzione dei vari servizi, la dislocazione
dei punti della rete informatica.
Le gare d’appalto
Mentre si andava delineando nei
dettagli il progetto funzionale, nel
corso del 2000 si è intanto fatta
pressante l’urgenza di avere un
quadro chiaro dei finanziamenti
disponibili anche per la parte la
cui gestione ci riguardava in modo
diretto, cioè le dotazioni d’arredo
e le attrezzature informatiche.
Di fronte ai costi dell’opera, ossia
del contenitore, che tendevano a
lievitare rispetto all’ipotesi iniziale
di 6,6 miliardi di lire, diventava
difficile reperire le risorse anche
per il contenuto. Il ribasso d’asta
nell’aggiudicazione della gara
d’appalto non era sufficiente a includere neppure tutte le somme
necessarie per coprire le spese per
i lavori stralciati: verde e interrato.
Ci si è quindi attivati per la ricerca
di contributi che consentissero di
concludere l’intervento. Eravamo
infatti certi che si dovesse fare il
possibile per aprire la nuova biblioteca completa di tutti gli arredi, le attrezzature e quindi di tutti
i servizi progettati, convinti che solo in questo modo il pubblico
avrebbe potuto apprezzare l’importanza dell’opera, la validità delle scelte operate e anche i sacrifici
del bilancio comunale richiesti.
Solo a luglio del 2001 è stato possibile indire la gara d’appalto-con-
corso per la fornitura degli arredi,
benché il lavoro preparatorio e la
predisposizione del capitolato ci
stesse impegnando già da alcuni
mesi. Qui ci è stato utilissimo il
contributo di altre biblioteche, tra
cui quella di Empoli, che già avevano avuto modo di approfondire
tutte le questioni relative a gare
analoghe.
La stesura del capitolato è stata il
più possibile dettagliata nella descrizione delle caratteristiche dei
materiali richiesti e del loro impiego in funzione dei servizi. Sono
state individuate 27 aree di servizio divise per piani, e per ciascuna
si sono descritte le funzioni che vi
si devono svolgere, la quantità e la
tipologia degli arredi richiesti, le
specificazioni necessarie sulle attrezzature da contenere, sui requisiti in rapporto all’uso da parte del
pubblico o del personale, sui punti della rete informatica, sul tipo di
illuminazione dei punti di lettura.
Per quanto riguarda gli impianti si
partiva già in ritardo, con scelte in
parte già fatte e con il vincolo dato dalla collocazione dei cablaggi
nei controsoffitti. Le soluzioni sono
state diversificate a seconda degli
ambienti: torrette a pavimento nei
punti di assistenza e nella mediateca, prese a muro cablate anche per
la trasmissione dati, per potersi
collegare quindi con pc portatili alla rete, nelle sale di lettura, barre a
discesa in alcuni punti critici che
non erano risolvibili altrimenti.
In sede di commissione di gara sono stati stabiliti i criteri di valutazione e si è puntato molto sulla
qualità estetica delle proposte e
sulla loro coerenza con le caratteristiche dell’edificio. Sono stati
scelti arredi molto tecnici e funzionali per scaffalature (di metallo
con ripiani di legno chiaro), banconi, contenitori, mentre ci si è
piuttosto sbizzarriti nelle sedute,
specie quelle informali.
Nell’autunno 2001, grazie anche a
un consistente contributo della
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Regione Veneto, è stato possibile
completare gli ordini per gli arredi
e avviare le gare per le dotazioni
informatiche e per il trasloco.
A fine dicembre, quando hanno
cominciato a chiarirsi i tempi di
consegna dell’edificio, in seguito
ripetutamente rinviati, la vecchia
biblioteca è stata chiusa per avviare tutte le operazioni preliminari al
trasloco, quest’ultimo affidato a
una ditta specializzata tramite gara
d’appalto.
L’intero patrimonio è stato soggetto a verifica inventariale, affidata a
una cooperativa ma anche all’opera di alcuni volontari tra i molti cittadini e utenti che ci hanno offerto la loro disponibilità a “dare una
mano”, forse una delle più apprezzabili caratteristiche dei montebellunesi. Nello stesso periodo è
stato avviato un progetto di revisione delle raccolte che ha posto
le basi per una riflessione più ampia sulla tipologia delle nostre collezioni, da ridefinire anche in rapporto all’apertura della nuova sede. Quasi tutti i documenti (non
meno di 30.000 sui circa 53.000)
sono quindi stati ripresi in mano
per queste operazioni e trattati in
funzione del nuovo sistema antitaccheggio e del software di gestione bibliografica.
A poche settimane dall’apertura al
pubblico si entrava intanto nel vivo della campagna elettorale per
le amministrative di maggio, e la
biblioteca teneva ancora banco sui
giornali con la discussione di un
possibile cambio di destinazione
d’uso del nuovo edificio, tra l’altro
non ancora finito.
L’ultima fase di lavoro si è quindi
svolta in un clima di grande incertezza e di preoccupazione. C’era
inoltre l’urgenza di andare a regime immediatamente con tutti i servizi, e con molti cambiamenti, senza aver avuto un periodo di sperimentazione e di prova nei nuovi
spazi, e senza poter aprire il tavolo di riflessione più volte sollecitaBiblioteche oggi – aprile 2003
to sul “dettaglio” dell’organigramma da prevedere in una biblioteca
quadruplicata rispetto alla precedente sia nei metri quadrati che
nei servizi.
Nell’aprile 2002, a un passo dalle
elezioni amministrative che hanno
portato per la prima volta al governo di Montebelluna un’amministrazione di centro-sinistra e una
signora primo cittadino, questa
storia ha avuto il suo felice epilogo in un vero bagno di folla di alcune migliaia di persone che con
grande curiosità si sono impadronite del nuovo spazio e che volentieri, ma anche un po’ impensieriti, abbiamo accolto nelle due giornate inaugurali e nella prima settimana di apertura al pubblico.
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