Resoconto stenografico della seduta
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Resoconto stenografico della seduta
T ORNAT A
DELLA
S ERA DEL 2 5
colazione trovarono sempre molti o s t a c o l i , e l'Assemblea
francese in questi ultimi tempi rigettava la proposta fatta
da taluno di m e t t e r e in circolazione simili biglietti. Nelle
nostre attuali circostanze, in cui si trova già in p a r t e incagliata la circolazione dei biglietti del Banco di Genova, difficilmente crediamo potrebbero sorreggersi quelli ipotecarli
che non p r e s e n t e r e b b e r o p e r le sopracitate cause una sufficiente guarentigia.
La Commissione però, compresa dalla necessità in cui si
trova attualmente la nostra agricoltura di essere facilitata
nelle sue operazioni di credito, onde possa svolgersi ed a r recare al Piemonte quella ricchezza di cui è capace, vi propone dì mandare cotesta petizione al ministro di agricoltura
e commercio onde veda i! modo di ritogliere gii ostacoli
che si presentano all'attivazione di questa i s t i t u z i o n e , p r o movendo studi sull'importante quistione del credito agrario, ,
siccome quella dal cui scioglimento può derivare g r a n d i s simo bene alla coltura delle nostre t e r r e , e ne faccia quindi
deposito negli archivi.
( G a z z . P. e Conc.)
DICEMBRE
1848
f a r i I a , Faccio osservare che non siamo più in n u m e r o .
Molte voci. Si faccia l'appello nominale.
Vi si procede; mancano i seguenti
deputati:
Avondo — Antonini — Badariotti — Balbo —• Barbavara —Bi aneli eri — Bianchetti — Brofferio — Caboni — Gagliardi
— Cambieri — Campora — Castelli — Cornero Giuseppe —
Corsi — Corte •— Cugia — Dalmazzi — D'Azeglio — D e s a m brois — Di S. Rosa — Boria — Farina Maurizio — Folliet —
Franzini — Guglianetti, ammalato — G u i l l o t — Gioia, ammalato — Leotardi — Levet — Lyons, ammalato
— Mauri —
Montezemolo — Oldoini — Pareto D a m a s o — P a r e t o Lorenzo
— Passino — Pelletta di Cortanzone — Perravex —• Pescatore — Pollone — Pozzo — Protasi — R e g i s — Riberi — Ricotti — Busca — Saimour — Sauìi — Scofferi — Serra Orso
— Spano — Sussarello — Tliaon di Revel — Turcotti —• Zu.• nini'. •
• -> •••
•
i*
La seduta è sciolta alle ore 10
{Gazz. P.)
TORNATA DEL 27 DICEMBRE
PRES IDENZA
SOMMARIO. Urgenza di petizioni
progetto
Indirizzo
di legge del deputato
del deputato
Tuveri
pel monte Ginevra — Incidente
berazione
del colonnello
materiali
e morali
DELL AVVOCAT O DEMARCHI
—- Elezione
Lamarmora,
dei membri
' relativo
ai suoi elettori — Incidente
sull'annunzio
sul progetto
permanente
del diritto
sopra una petizione
delle interpellanze
del ministro
di legge del deputato
VICE- PRES IDEN T E
Commissione
coi"rsM,
segretario,
legge:
N° 666. Nicolò Poggi, di Savona, rappresenta avere innolt r a t a tempo fa al Ministero competente una sua scoperta tendente a far cessare nel m a r e di Genova la nota e proverbiale
sua mancanza di pesci, mercè la proibizione di toglierne il
pesce minuto.
Chiede che la Camera decida :
1° Se la scoperta siagli propria ed esclusiva;
2° Se sia di massima importanza, di nessun dispendio e
per
la biblioteca
dei militari
per la riapertura
del deputato
del deputalo
dei lavori pubblici
Michelini
La seduta è aperta all'una e mezzo pomeridiane.
FàRiNA,
segretario, legge il processo verbale delle due tornate del 23 c o r r e n t e .
i l i p r e s i d e n t e ) . La Camera non essendo in n u m e r o ,
sospendo di mandarlo ai voti p e r l'approvazione.
Il segretario Cottin darà intanto un'idea sommaria delle
nuove petizioni.
elettorale
— Interpellanza
Ribotti dal carcere di Napoli — Interpellanza
della Savoia — Esposizione
Savoia — Discussione
della
all'esercizio
1848
G. lì., relativo
della
Valerio
strada
le opere
alla nomina
dei
sulle
pubbliche
del
attivo
di
—
Francia
per ottenere
Costa di Beauregard
riflettente
— Lettura
in servizio
la li-
condizioni
in corso
in
sindaci.
produttrice d'un utile equivalente ad un capitale di cinquanta
milioni;
5° Se non sia degna d'una riconoscenza nazionale.
N° 667. Vincenzo Nicoliai, dopo discusse alcune basi nuovamente introdotte nel sistema giudiziario, propone :
1° Che, m e n t r e s'aspetta il Codice di procedimento civile,
la compilazione delle sentenze debba uniformarsi alle n o r m e
prescritte dal Codice di procedura francese ;
2° Che il Magistrato di cassazione sia reintegrato nella c o gnizione delle domande in revisione delle sentenze anteriori
al 1° maggio ;
3° Che la di lui giurisdizione s'estenda sulle nullità di s e n tenze a t r e n t ' a n n i a d d i e t r o ;
Che sia lecito ai litiganti assistiti dal procuratore di d i fendersi in persona.
N° 668. lì sacerdote Pietro P i r o i a , parroco di Piana dei
Monti (Novara), nell'idea di p o r r e sol t'occhio a tutte l e a u -
— 1290 —
CAMERA BEI DEPUTATI —• SESSIONE DEL
1848
torità qualunque sopruso fatto da impiegati secondari, p r o pone:
1° Dichiararsi lecito al soldato di fare qualsivoglia r a p p o r t o
direttamente a t u t t e le autorità superiori ;
2° Proteggersi quelli clie per tal modo denunciassero vere
ingiustizie, frodi, cattive qualità di viveri e simili;
3° Esortarsi anzi i soldati e bass'uffiziali a far conoscere in
tempo di g u e r r a le negligenze dei superiori, gli atti di viltà
e gl'indizi di t r a d i m e n t o .
N° 669. Remigio Biancotti, di Torino, maestro e m e r i t o , espone alla Camera la tenuità dolorosa degli stipendi assegnati ai
professori dei collegi regii, a f r o n t e del miglior t r a t t a m e n t o ora
fissato pei coliegi nazionali e delle grasse rendite concesse ai
m e m b r i dei Consigli universitari e degl'impiegati del Ministero,: propone perciò dichiararsi nazionali tutti i collegi;
equipararsi gli stipendi secondo le rispettive classi, e darsi un
assegnamento ai consiglieri collegiali.
N° 670. L'intendente Milanesio, nell'intendimento di d i f f o n d e r e nel m i n u t o popolo le più esatte e pratiche cognizioni
del sistema metrico che fra poco dovrà applicarsi, propone
uri « progetto d'introduzione allo studio t e o r i c o - p r a t i c o - e s p e r i m e n t a l e di metrologia in tutti gl'istituti d'educazione, ed
una scuola pubblica esperi mentale per la plebe sul nuovo sistema metrico decimale. »
N ° 6 7 1 . I l notaio Elìsio Manunta, di Cagliari, sotto-segretario del magistrato d'appello, si lagna della destinazione ricevuta, qualificandola molto per lui dannosa ed ingiusta; e
domanda che il Governo sia invitato dalla Camera a porvi
riparo.
N° 672. Il notaio Efisio Serci, di Cagliari, presenta alla Camera la copia d'un ricorso rassegnato al r e , col q u a l e esponendo essere stato vittima di persecuzioni e di calunnie e r e legato per oltre k anni nell'isola Maddalena, per cui la sua
famiglia fu ridotta alla m i s e r i a , chiede o di essere restituito
al suo uffizio di giudice luogotenente a Carbonara, o di essere
destinato delegato della pubblica sicurezza in Selargius, luogo
di sua residenza.
k e t a . Signori, l'autore della petizione n° 666 è un uomo
che ha viaggiato più di Ulisse p e r indagare le cagioni dello
scemamento della pesca nei mari ligustici. Accoppiando ad un
ingegno inventivo una lunga esperienza ed un'instancabile a t tività, egli venne a conchiudere che questo scemamento si dee
r i p e t e r e dalla niuna provvidenza data fin qui dal Governo per
impedire la distruzione dei pesci m i n u t i , o della così detta
mescolanza,
in cui è il germe delle speranze e della ricchezza
del pescatore. E v e r a m e n t e , anche coloro che non conoscono
la pescagione, senonchè per organo dei poeti didascalici, non
avranno difficoltà a concedere che se qualche misura di r e pressione venne adottata da tutti i Governi contro coloro che
distruggono gli uccelli nel nido , si dovrebbe puranco e s t e n dere contro i distruggitori della minutaglia d e ' p e s c i . Esistono
leggi in Francia a questo fine, e forse ad esse devono i F r a n cesi la ricchezza delle loro pescagioni nelle coste occidentali
del loro paese ; esistono t u t t o r a nelle coste m a r i t t i m e i così
detti prudtiommes,
i quali prescrivono le n o r m e della pescagione. Ma da noi non esiste che il proverbio mare senza pesci.
Il signor Poggi non si propone di rinnovare il miracolo della
loro moltiplicazione; vi sottopone i dettami della sua lunga
esperienza, onde possiate giudicare se non sia opportuno
adottare qualche mezzo per r e n d e r e più produttiva una r i c chezza pubblica, a cui le vie f e r r a t e promettono di fare una
p a r t e così larga al Piemonte ; e per questo riguardo io penso
che la sua petizione meriti una speciale disamina da noi che
qui conveniamo allo scopo di vantaggiare le condizioni i n d u striali del regno. E dacché io ho patrocinato la causa dei pesci
minuti, perchè la loro conservazione possa darci un prodotto
migliore e più abbondante, p r e g h e r e i la Camera a voler r a m m e n t a r e che questo medesimo Nicola Poggi presentava tempo
fa un'altra petizione, controsegnata col n° 130, portante un m e todo per lo insalubrimento dei p o r t i ; insalubrimenlo da p r a t i carsi con tenue spesa nella darsena di Genova ove ristagnano
acque esalanti miasmi pestilenziali: questi danneggiano la
vita animale, quelle imputridiscono le carene dei nostri v a scelli.
HSCHKMU a.
La petizione che porta il n u m e r o 669
è relaliva all'istruzione pubblica e ad un migliore r i p a r t i mento da farsi degli stipendi fra i professori di v a n i collegi.
L'analogia richiede, secondo m e , che tal petizione sia inviata
alla Commissione del bilancio ; e siccome questa Commissione
si è suddivisa in quattro sottocommfssibni, così io chiedo che
sia inviata a quella sottocommissione, la quale si occupa del
bilancio della pubblica istruzione.
Io non e n t r e r ò ora nel merito di tale petizione ; osserverò
solamente, per appoggiare la mia domanda, che essa contiene
due oggetti principalmente. Siccome p r e s e n t e m e n t e vi son due
sorta di collegi, nazionali g l i ' u n i , regi gli altri, i quali però
hanno la stessa destinazione, siccome i professori sono ugualm e n t e pagati dalla nazione, così in quella petizione si chiede
che abbiasi a d a r e a tali collegi una sola denominazione. La
cosa mi p a r e g i u s t a , imperciocché dove c'è uniformità della
cosa vi deve essere uniformità di denominazione. La seconda
p a r t e riguarda gli stipendi dei professori. È v e r a m e n t e cosa
incongrua che professori, i quali devono sopportare le stesse
fatiche ed insegnano le medesime discipline, abbiano uno stipendio disuguale.
10 insisto pertanto affinchè tale petizione sia inviata alla
Commissione del bilancio della pubblica istruzione.
» p r e s i d e n t e . La Camera non essendo in n u m e r o non
può deliberare sulla proposta del deputato Michelini.
11 deputato Reta ha la parola.
Un ingegnere francese faceva sua l'invenzione del Poggi ;
locchè non mi s o r p r e n d e , perchè le più belle invenzioni dell'ingegno italiano subirono bene spesso questa sorte. Marsiglia
adottava il trovato del nostro concittadino dopo che egli, p e r dute molte ore nelle anticamere dei nostri antichi m i n i s t r i ,
meditando sulla moltiplicazione dei pesci, suH'insalubrimento
dei porti e sull'ingratitudine degli u o m i n i , aveva comunicata
la sua idea all'ambasciatore f r a n c e s e / b a r o n e d'André. La
spesa che costerebbe l'insalubrimento del porto di Genova sarebbe un nonnulla a paragone dei benefizi che se n e p o t r e b bero ricavare.
Lo stimolo che mi muove a raccomandarvi le due invenzioni del Poggi è, prescindendo dal loro pregio intrinseco, il
sapere che egli, s t u d i a n d o , lavorando e avendo già speso
molto danaro coll'intento di rendersi utile ai suoi concittadini, ebbe delle ripulse in patria, e di contro una lettera molto
lusinghiera del principe di Joinville.
Quella lettera lusinghiera di un principe straniero ad un
Italiano benemerito è un biasimo alla nostra noncuranza : e
dissi nostra, p e r voler significare che gl'Italiani in generale
tengono poco conto di ciò che posseggono , m e n t r e si curano
troppo di ciò che vien loro di fuori.
Signori, io vi chiedo che le due petizioni del Poggi vengano
riferite d'urgenza , perchè l'una riguarda l'igiene pubblica ,
l'altra la pubblica ricchezza : due oggetti che meritano s p e cialmente l'attenzione e le cure dei legislatori d'un popolo.
(Gazz. P.)
mi
TORN ATA DEL
—
27 "DICEMBRE 4848
COM M IS S ION E P E B Si A R I B S Ì I O TE CA
D E M J A CASBE® A.
s ì O T f f f i - w w T O K © riwwAMNS. Ma io p r e go la Ca m e r a e
p r e go il s ign o r p r e s i d e n t e . . . . . .
H I P R E S I D E N T E . Vu o le ch e si fa ccia o ggi?
ATTI P R E S I D E N T E . De b b o a n n u n zia r e ch e l' u fficio d e lla
p r e s id e n za , in ca r ica t o d a lia Ca m e r a n ella ( or n a t a d i sa b b a to
s cor s o d i d e s ign a r e s e t t e d e p u t a t i a m e m b r i d i u n a Co m m is sion e p e r m a n e n t e p e r la b ib lio t e ca , h a e le t t o i s ign o r i: Alb in i
— Ma u r i — Men a b r ea — Ra ct — Sclop is — Su lis — Ve s m e ,
i q u a li s on o in vit a t i a r a d u n a r s i ed a p r o vve d e r e ad ogn i
cosa ch e o cco r r a p er la b ib lio t e ca , d i co n ce r t o coi q u e s t o r i e
col b ib lio t e ca r io .
(Gazz. P.)
S I O TTO - P I S I TO R © IOVAN N S . Non m i è m a i ca d u t o in
p e n s ie r o d i d o m a n d a r e ch e si fa ccia o ggi; m a s icco m e io ve ggo
ch e m olt i d e p u t a t i fa n n o va r ie p r o p o s t e ch ie d e n d o ch e si d is cu t a n o d ' u r ge n za , p r e go p e r ciò il s ign o r p r e s id e n t e d i p o r r e
a n ch e q u e s t a m ia a ll' o r d in e d el gio r n o .
MI P R E S I D E N T E . P e r a s s e co n d a r e i d e s id e r ii s u o i, la co n s e gn e r ò a ll' o r d in e d el gio r n o d op o q u e lle ch e già vi st a n n o d a
p a r e cch i gio r n i,
IiETTCRA UEffi PROGETTO 195 EiEGGE ©Eli DEFt-
t e r e d i d e p u t a t i.
I d e p u t a t i Ville t t e e F o llie t d o m a n d a n o il co n ge d o d i u n
m ese.
I d e p u t a t i Gioia e Sa u li d o m a n d a n o u n co n ge d o d i gio r n i
q u in d ici.
I d e p u t a t i Tu r co t t i e Do r ia d o m a n d a n o u n co n ge d o d i
gio r n i ve n t icin q u e .
II d e p u t a t o Ba r b a va r a Giu s e p p e d o m a n d a u n co n ge d o d ì
gio r n i ve n t u n o .
il d e p u t a t o Aga zzi n a r r a d e gli os t a coli ch e si fr a p p o n go n o
a lla su a ve n u t a n e l P a r la m e n t o .
Il d e p u t a t o T u ve r i , e le t t o d al 1° co lle gio d i Ca glia r i, m a n d a
la su a d e m is s io n e .
Or a h o a d a r co m u n ica zio n e a lla Ca m e r a d i p a r e cch ie
T I T O SI 4 M 4 K M © 56. A, REIIATFW ® ALI D I R I T T O EILET-
TORABÌE DEI 1 3 I U T & 1 1
IN
SERVIGIO ATTiyO.
58I P R E S I D E N T E . Alcu n i u fiìzi a ve n d o a cco n s e n t it o a lla
le t t u r a d el p r o ge t t o d i le gge p r e s e n t a t o d al d e p u t a t o La m a r m o r a , r e la t ivo a ll' e s e r cizio d el d ir it t o e le t t o r a le d ei m ilit a r i
in s e r vizio a t t ivo , n e d o le t t u r a a lla Ca m e r a (V. Doc.,
pagina 386).
SCBU OPIS. Do m a n d o la p a r o la .
SII P R E S I D E N T E . Il d e p u t a t o La m a r m o r a . è in vit a t o a
fissare il gio r n o in cu i in t e n d e s vilu p p a r e la su a p r o p o s izio n e .
iiAsi A R M O R A . Do m a n i.
S CE O P I S . Ave va d o m a n d a t o la p a r o la u n ica m e n t e p e r
r in n o va r e a lia Ca m e r a la m ia p r e gh ie r a a ffin ch è q u e s t a p r o p ost a fosse m essa in cor s o p r o n t is s im o d i s p e d izio n e . Io t e n go
p e r d eb it o d ella n a zio n e , p e r d e b it o d ella Ca m e r a l' a s s icu r a r e
ai m ilit a r i il d ir it t o d i e le zio n e con q u e lla m a ggio r la r gh e zza
ch e sia p o s s ib ile , p o ich é q u e lli ch e st a n n o sot t o le b a n d ie r e a
d ifes a d e ll' in d ip e n d e n za d ella p a t r ia n on p osson o s icu r a m e n t e
e s s e r e im p e d it i d a ll' e s e r cit a r e q u e s t o d ir it t o . Or a , la d is cu s sion e es s en d o fissata p el gio r n o d i d o m a n i, è in u t ile ch e io
p r o lu n gh i il m io p a r la r e .
let -
La Ca m e r a essen d o or a in n u m e r o , m e t t o a n zi t u t t o ai vo t i
l' a p p r o va zio n e d el p r o ce s s o ve r b a l e , d i cu i si è d a t o le t t u r a
in p r in cip io d ella s e d u t a .
(È a p p r o va t o ) .
P o n go q u in d i ai vot i la co n ce s s io n e d ei co n ge d i ch e s on o
d o m a n d a t i d ai s o p r a d d e t t i d e p u t a t i.
(Son o a cco r d a t i) .
Qu a n t o a lla d om a n d a d el d e p u t a t o T u ve r i , cu i va a n n es s o
u n in d ir izzo al co lle gio ch e lo e l e s s e . . . .
(Gazz. P.)
DEIi DEPUTATO Ti.! VERI
AI SUOI E L E T T O R I
IN D IR IZZO
S I O T T O - P I S T O » « I O T A N N I . Già p r im a ch e io fa ve lli
s e n t o il d e b it o d i s co lp a r m i, e t e m o ch e d a q u a lcu n o «li vo i
n on m i ve n ga giu s t o b a s im o fa t t o , q u a s i ch e io a lle a t t u a li
gr a vis s im e d iscu ssion i m es cola r vo glia q u e s t io n i di p u r o e
gr e t t o m u n icip io .
Ma sia t em i in d u lge n t i d i p e r d o n o se t a n t a fiducia io p o n go
in vo i, q u a n t a è ve r s o di m e e ve r s o t u t t i i m e m b r i di q u e s t a
Ca m e r a la b e n e vo le n za e la u m a n it à vo s t r a . Su , d a t e m i, vi
p r e go , u n p o ' d i s p a zio, t a n t o ch 'io s vilu p p i la p r op os izion d i
l e g g e p e r la r e vis io n e d e lle liq u id a zio n i fe u d a li. Un p o ' d i
s p a zio, io d ico , p e r ch è n on vo r r e i cr e d e s t e ch e io sia m a i p e r
a b u s a r e il t e m p o p r e zio s o e la co r t e s e s o ffe r e n za vo s t r a .
Ba s t e r a n n o p och i p e r io d i a lla b o cca cce vo le o co llo s t ile d el
Gu iccia r d in i, il cu i fr a s e ggia r e è p iù lu n go d e lla m e d ia zio n e
. a n glo - fr a n ce s e . .
s i i P R E S I D E N T E . F a ccio o s s e r va r e ch e q u e s t a le gge n on
è a ll' o r d in e d el gio r n o d i q u e s t ' o ggi.
SIOTTO-PSSITFFIK. M O Ì ' A S M I . Io p r e go il s ign o r p r e s i d e n t e d i o s s e r va r e ch e q u e s t a le gge fu già p ost a a ll' o r d in e d el
gio r n o in t u t t i i gio r n i p r e ce d e n t i , ed or a ve ggo ch e se n e
m is e r o in m e zzo a lt r e m o lt e , e ch e n on vi sa r à lu o go p e r
q u e s t a . P och i p e r io d i m i b a s t e r a n n o , b r e vi , p r e cis i, s p a r t a n i.
L I P R E S I D E N T E . P r e go il s ign o r d e p u t a t o d i s o p r a s t a r e
p e r or a : se vu o l e , si p o r t e r à la su a p r o p o s t a a ll' o r d in e d el
gio r n o d i d o m a n i, m a n on si p u ò s vilu p p a r e u n a le gge ch e
. n on è a ll' o r d in e d el g i o r n o . . . . . .
S T A R A . Io cr e d o d ' in t e r p r e t a r e il d e s id e r io d i a lt r i m ie i
co lle gh i m a n ife s t a n d o il m io , ch e è d i u d ir e le gge r e co d e s t o
in d ir izzo. Da esso si p o t r à fo r s e a r go m e n t a r e la ca gio n e ch e
m osse il s ign o r Tu ve r i a m a n d a r e la su a d e m is s io n e ; e ciò
n on sa r à sen za frutto, p e r o cch é si a b b ia q u a n t o p r im a a t r a t t a r e d i u n e m e n d a m e n t o a lla le gge e le t t o r a le , e gio vi a t a l
fine d i co n o s ce r e q u a li e q u a n t i o s t a co li si o p p o n ga n o a l l i b e r o e s e r cizio d e lle e le zio n i.
H I P R E S I D E N T E . Si d a r à le t t u r a d i t a le in d ir izzo .
F A R I N A , segretario, le gge :
« La scelt a ch e d i m e fa ce s t e , o e le t t o r i, a r a p p r e s e n t a r vi
n el Co n gr e s s o le gis la t ivo m i d à d ir it t o s p e cia le a p a r l a r vi ; e
p a r le r o vvi d à a m ico , m e n t r e a m ici io v' e s t im o d a cch é sì b e n e
p o t e s t e co n ce p ir e d i m e .
« Ei n on son o p och i i m ot ivi p e r i q u a li io h o a c o n g r a t u la r m i seco voi. Vo i, e le gge n d o u n u o m o sen za clie n t e le e d e s t it u it o di q u e lle a p p a r e n ze o n d ' è ca t t iva t a l' o p in io n e d i q u e st a s p a gn u o lis s im a t e r r a , t r io n fa s t e d i vo i s t e s s i, t r io n fa s t e
d i p e r n icio s i ed in ve t e r a t i p r e giu d izi. Vo i n on ve d e s t e in m e
ce r t a m e n t e l' u o m o d el p o p o lo , m a vi p a r ve d i s co r ge r e la
s p e r a n za , il ge r m e d ' u n u o m o d el p o p o lo , e p r e m u r o s i vi f a ce s t e a co lt iva r lo , a s vilu p p a r lo , a cu r a r lo . Oh ! n on è p iù
u n a m ia illu s io n e ! Vo i s o r r id e s t e b e n ign i ai p r in cip ii ch 'io h o
a cce n n a lo d i p r o p u gn a r e ! Io n e in t r a p r e n d e r ò la d ifesa sot t o
CAMERA DEI
DEPUTATI
gl'invidiabilissimi vostri auspicii!. . . . D e h ! perchè non posso
io abbandonarmi all'èmpito della gioia che eccitano nell'animo mio sì liete considerazioni? Perchè non m'è dato soddisfar tosto all'antico desiderio che mi strugge di adoperarmi
per il popolo, e che il concorde vostro invito mi rende tanto
più intenso ?
« Ma voi , o elettori, siccome troppo altamente sentiste
dei m i e i mezzi intellettuali, troppo altamente sentiste delle
mie fortune. A me è pervenuta un'eredità quale poteva pervenirmi in Sardegna dopo una lunghissima minoranza; e questa eredità, composta di beni esistenti a 30 o 4 0 miglia di distanza, dove dal Governo annalmente decimati nel capitale,
dove dimezzati nelle rendite, dove usufruttuati dai ladri, e
per la maggior parte abbandonati, mi toglie ogni speranza di
ritrarne oltre 1 , 0 0 0 o 1 , 5 0 0 franchi al più. E con una rendita
siffatta posso io sopportare quell'aumento di spese che si richiede per sostenere le parti di persona pubblica nell'altiera e
dispendiosa Torino ?
« Io non farei che apparirvi e ritrarmene, accuorato dal
pensiero d'avere deluso la vostra aspettazione, d'avere inutilmente deteriorato lo stato mio, d'aver perduto quella tranquillità e quell'indipendenza che mi rendono meno dura la
vita e che mi danno agio' di colorire quei disegni per i quali
ho sacrificato gli averi e la salute e le più veementi affezioni
del cuore,
« No, non è per indifferenza, e voi mei crederete, o elettori, che io mi canso all'onorevole incarico che voi volete i m pormi. Io che sposai la causa della libertà, quando la voce
di Costituzione e di Repubblica non trovavan un'eco nei cuori,
o timidamente vi echeggiavano; quando la Costituzione e la
Repubblica erano riputate uno scandalo, una stoltezza, un delitto ; quando era in balìa d'ognuno dei tanti, che.l'illimitata
mia fidanza rendeva partecipi de' miei divisamenli, il farmi
subire la fine degli assassini e dei ladri, l'abbandonerò io
quesia causa ora che vedo i suoi difensori confortati dall'onnipotente cooperazione del popolo? Eh n o !
Io non la d i menticherò nel mio studiuolo
nè sempre mi rimarrò dal
seguire al nostro nazionale Consesso il vessillo delle libertà
popolari.
« Nello scorcio dell'attuale sessione legislativa, tra per il
difettoso ordinamento della Camera e per i gravi affari i n t e r nazionali che hanno ad agitarsi, poco può badarsi alle nostre
peculiari bisogne. Intanto uno scioglimento qualunque avran
le nostre differenze collo straniero; e prima forse che le Camere si riaprano, un'Assemblea più imponente e più feconda
di risultamenti avrà a convocarsi, la Costituente. La Costituzione dei h marzo, che ad uomini avvezzi a dominare con braccio di ferro parve d'una rovinosa larghezza, e che in altra stagione anche ai liberali sarebbe parata larga od almeno tollerabile, fu riputata insufficiente nel tempo che una grande nazione d'Europa, disingannata da mezzo secolo di Governi costituzionali, spegneva nel suo seno ogni dominio, ogni privilegio di casta, e stracciava in faccia agl'impalliditi monarchi
l'osceno patto, onde vicendevolmente si avevano guarentito il
dominio dei popoli che erano riusciti ad aggiogare. Una Costituente costituzionale può solo preservare dal naufragio gli
avanzi del regio potere, può solo donare ai popoli tuttora immaturi, ad un Governo puramente razionale quel grado di libertà di cui sono capaci. È nell'interesse adunque dei regi e
dei popoli che ella si convochi; e indubitalmente convocherassi. » ( R u m o r i )
Molte voci. All'ordine del giorno!
b e r c h e t . Chiedo che si termini la lettura di questo proclama venerdì o sabbato.
SESSIONE DEL
18 4 8
v a I ì E k i o . E io propongo che, posto che si è incominciato
a leggere, si continui.
M E K A B R E i . lo domando se questo indirizzo è stampato.
Se è stampato, i deputati potranno leggerlo; è perciò inutile
il perder tempo, tanto più che abbiamo a deliberare sopra
quistioni molto più urgenti che non lo sia il proclama di questo signor deputato.
s t a k a . Quando io faceva la proposizione che si desse l e t tura di questo proclama, io partiva dal pensiero esternato
nella lettera del nostro collega, in cui allude a certi inconvenienti che credo meritare qualche attenzione ; finché questo
documento non è letto per intero, questo mio desiderio non
è esaurito ; epperciò potremmo rinvenire nel fine del medesimo quei tali inconvenienti cui si accenna.
Dacché si è cominciato a darne lettura, possiamo progredir
sino alla/ine.
p i n e I ì M . Domando l'ordine del giorno,
i l , p r e s i d e n t e . Interrogo la Camera se questa proposta
sia appoggiata. (È appoggiata).
b u n i c o . Io mi oppongo all'ordine del giorno. Il proclama
che si è cominciato a leggere è stato letto sino al punto in
cui si parla di Costituente. Sarebbe cosa veramente insolita
che al momento in cui il Ministero democratico ci ha assicurata la Costituente, quando un deputato viene a parlare di
Costituente, il centro e la destra vengano a parlar dell'ordine
del giorno.
p i n e m j ì . Domando la parola sull'ordine del giorno.
s i © t t ® - ® » i n , s ' o s i G i o v a n n i . Anch'io domando la parola
sull'ordine del giorno.
k ' i k f j l i i I . Mi pare che questo proclama, di cui adesso si
vorrebbe dar lettura, si riferisca alla quistione delle elezioni;
questa quistione dovrà venire quando si agili, si discuta la
proposta del deputato Benza.Oggi non è all'ordine del giorno.
L'ordine del giorno d'oggi porta la discussione della proposta
Michelini. Si leggerà poi questo proclama, se si crederà opportuno, all'epoca della discussione della legge delle elezioni.
s i O T T O ' F i N T O R G i o v a n n i . l o b o chiesto la parola per
fare un'osservazione ed una breve interrogazione. L'osservazione sta in questo, che quando un deputato, il quale non ha
mai occupato la Camera di sè un solo momento, manda un
suo proclama pregando il presidente a farlo conoscere a'suoi
colleghi,pare che sia cosa un po' scortese il non volerne udire
la lettura.
L'interrogazione che vorrei fare al signor B e r c h e t , il quale
ha pregato il signor presidente di rimetterne la lettura a v e nerdì o sabbato, sta nel sapere il motivo per cui l'accennata
lettura debba essere ritardata a venerdì o a sabbato.
b e k c m e t . Perchè oggi vi sono materie più interessanti,
i i j p r e s i d e n t e . A quest'ora l'indirizzo sarebbe già
letto.
Molte voci. Legga ! legga !
c a r i n i , segretario,
continua la lettura :
« Le nostre Camere deliberarono nella tornata degli 8 luglio che anche gli eletti a questa Assemblea debbano servire
gratuitamente. La quale deliberazione, se non fu il miglior
modo d'iniziare una Costituente democratica o di secondare
il fine del suffragio universale col far provare ai costituenti di
che sappia il militare a proprie spese, gioverà forse alla sorte
dei futuri legislatori.
« Vi fu invero il deputato savoiardo Palluel che propose
un'indennità per i membri della Costituente; ma invece d'essere spalleggiato dai deputati della Sardegna, cui lontananza
ed altri riguardi pareggiano alla Savoia, un Sardo, che ora
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TORNATA DEL 27 DICEMBRE 1 8 4 8
conviene degl'inconvenienti della legge da lui difesa in quella
tornata (t), sorse a combattere il Palluel ; nè rinegava la sua
generosità, se non quando il Martinet acutamente proponeva
che durante la sessione della Costituente gl'impiegati ad essa
eletti avessero a rimanere privi dei loro stipendi; esclamando
allora il nostro deputato essere questo un allontanarne i regii
stipendiari.
a La proposta Falinei adunque compiutamente fallì; e da
ogni lato irruppe una furia d'applausi a questa sconfitta della
democrazia, a questo annichilamento della libertà elettorale,
a questa indiretta esclusione dalla Costituente di tutti i non
ricchi delle lontane provincie, a questa generosità infine che
a molti poteva costare un nonnulla, ma che al popolo costa il
sacrifizio di una istituzione liberale.
« Quantunque però le funzioni degli eletti alla Costituente
abbiano ad essere gratuite, quantunque una, non so se deplorabile od avventurosa tardezza di mente e di lingua mi danni
a farvi, dirò così, da comparsa, se io, quando ne sarà tempo,
mi vedrò degnato dei vostri suffragi, sacrificherò per voi le
abituali circospezioni del mio amor proprio, e di tutto cuore
accetterò il vostro mandato. E se in me non avrete un oratore, avrete almeno un votante di cui niuno può avere minori
incentivi a tradirvi.
« In questa promessa che io vi faccio ad onta delle mie inclinazioni e delle mie abitudini, e che giammai vi avrei fatto
se voi non vi foste degnati di richiamarmi sì cortesemente
dalla mia solitudine, mi auguro di darvi un pegno di riconoscenza o di buon volere.
« Sicché io ho rifiutato, e mi è grave il dirlo, o elettóri, e
voi sarete ricongregati. Molti sono gl'incettatori di voli ; badate a quelli che incettano, badate a quelli per i quali si fa la
incetta. Tra i migliori sceglieste quelli che mi precedettero,
scegliete tra i migliori colui che avrà a succedermi. Non a
tatti è dato poter discernere i meriti delle persone od avere
in pronto dei fatti sui quali fondare i propri giudizi, ma a
niuno la Provvidenza ha negato un qualche mezzo di preservarsi dal male, non agl'individui, non ai popoli.
« Una patria voi avete dinanzi doviziosa e cadente d'inedia,
divota e senza religione, conculcata e lambente il piè di chi
la conculca
Quei che la guatano dispettosi dall'altezza
del loro orgoglio, quei che oziosamente ingrassano delle sue
sostanze, quei che s'adoperano a perpetuarne l'ignoranza,
quei che Salomone avria aggiunto alle quattro cose insaziabili,
quei che godono insomma delle prerogative ond'ella è vittima
miseranda, non potranno sinceramente patrocinare la sua
causa. La natura diede agli animali velenosi un aspetto ributtante che ci tien luogo d'esperienza, e ci fa rifuggire da
quelli che lor somigliano, finché non ci si appalesano innocui.
E negli abiti, nei nomi, nelle qualificazioni, nelle professioni
di molti uomini avvi qualche cosa atta a inspirarvi quelle
cautele che vi suole inspirare la brutezza degli animali di cui
ignorate il carattere
Evitateli tutti questi uomini finché
vi rimarrà motivo a diffidarne ! Di gran discernimento v'è
d'uopo, o elettori ! Poiché dovete, non solo provvedere a voi
stessi, ma riparare all'inconsideratezza d'altri collegi. V'han
Provincie, nè dico in Sardegna, che han preso a contraffare
le elezioni della Vandea. V'ha chi andò in furie per l'abolizione dei feudi, e fu eletto a deputato: v'ha chi.... dispensatemi dalle allusioni. Fu eletto taluno che il pubblico conosceva per difensore di cause spallate ; fu eletto taluno, il cui
strano e barbaro nome gli elettori ripetevano a stento
Dispensatemi un'altra volta dalle allusioni. Tolga il cielo che
(1) Vedi il n° 9 del Nazionale e il n° 30 dell 'Indicatore.
niuno dei nostri collegi, nell'eleggere per l'avvenire un qualche liberale, ci richiami alla memoria Focione applaudito in
Atene. E perchè taluno può non avere presente la storiella cui
intendo alludere, volentieri ricorderolla. Gli Ateniesi nelle
loro assemblee popolari, siccome potete immaginarvi, applaudivano piuttosto a vanvera; applaudivano, qual un tempo
s'applaudiva nelle chiese, come si suole applaudir nei teatri...
applaudivano a chi più gridava e trasmodava. Un giorno che
Focione gli concionava, sentissi tutto ad un tratto interrompere da clamorosissimi applausi. Il buon uomo voltosi, come
esitante, ad un suo vicino: — Di grazia, gli chiese, ho dato io
forse in qualche grosso sproposito ? —
« Il vostro deputato eletto
G. B. TUVERI. »
SII I*«ESBSIÌEXTE. Se non v'ha osservazione in contrario;
interrogo la Camera per sapere se intenda accettare la demissione del signor Tuveri.
(È accettata).
(Gazz. P.)
IIJ »»BESIIHEMTE. Ora facciamo ritorno alle petizioni.
Il deputato Michelini G. B. chiedeva fosse trasmessa alla
Commissione pel bilancio la petizione n° 669.
(La Camera acconsente).
Il deputato Reta chiedeva fossero riferite in via d'urgenza
le petizioni n° 150 e n° 666.
(Sono dichiarate d'urgenza).
BRICCONE.. Sin dal mese di giugno scorso fu presentata
a questa Camera una petizione (a 231) firmata da un gran
numero di petenti, credo circa 300 abitanti della provincia di
Pinerolo, e specialmente della valle di Fenestrelle, colla
quale veniva domandato che la strada di Francia pel monte
Ginevra, la quale mette da Fenestrelle a Brianzone, detta
anche dalla sua origine Strada di Spagna, come quella che
accorcia il cammino per allittorale meridionale della Francia,
stata costrutta dal governo francese tra il 1810 ed il 1814, e
quindi soppressa per effetto del trattato di Vienna, per domandare, dico, che quella strada fosse riaperta, sistemata e
dichiarata reale; avendo essa tutti i caratteri che si richiedono
per questa categoria di strade.
La sospensione del Parlamento avvenuta nella scorsa estate
fece sì che quella petizione non potè essere riferita; ma il Governo nel frattempo della prorogazione del Parlamento per la
possibilità che discendesse in Italia l'armata francese detta
delle Alpi, la quale era in parte avviata verso quella strada
come la più adatta e la più breve, fece eseguire molte riparazioni attorno a quella strada, anzi la ridusse ad uno stato di
sufficiente viabilità, nel che non trovò difficoltà, imperciocché i muri di sostegno ed una gran parte delle opere d'arte
erano in buonissima condizione, tanto era stata soda la costruzione primitiva, e non si dovette perciò che riempiere
qualche cavità cagionata dal corso delle acque, e sgombrare
il suolo della strada dalle terre e dai massi recati dalle frane.
Questo fatto del Governo fece sì che tale petizione non fosse
più pel momento urgente : ora più motivi vengono tuttavia a
spingermi a pregare la Camera di voler decidere che sia riferita d'urgenza ; e questi sono, fra gli altri, che i petenti
hanno diritto che questa loro domanda abbia 1' opportuno
corso, e che preme veramente che sia provvisto alla ulteriore
conservazione di quella strada, e sia stabilito un regolare
servizio di cantonieri, come vengono detti, prima della primavera, nella quale stagione avviene la dissoluzione delle
nevi, perchè senza questo provvedimento le opere fatte nella
scorsa estate saranno di nuovo guastate dalle acque.
Per questi motivi, quantunque io sappia che l'onorevole
0
—
CAM E R A
DEI
i 294
D E P U TATI
m e m b r o d e lla Co m m is s io n e ch e n ' è in ca r ica t o t ie n e in p r o n t o
—-
—
SESSIONE
DEL
1 8 4 8
Io m i s on o c r e d u t o in d e b it o d i a n n u n zia r e q u e s t e
co s e
la r e la zi o n e in s e n s o fa vo r e vo l e p e r e s p o r la a lla p r im a o c c a -
a lla Ca m e r a , a ffin ch è s a p e s s e c h e gl' i n t e r e s s i d i q u e s t e P r o -
s io n e , t u t t a via , s icco m e vi s on o a lt r e p e t izio n i d ' u r ge n za , e
vi n ci e , d i q u e s t e s t r a d e n on fu r o n o p u n t o t r a s cu r a t i d a l M i-
q u a lo r a e s s e fo s s e r o r i fe r i t e t u t t e p r i m a d i q u e s t a , d i t r o p p o
n is t e r o .
n e r i t a r d e r e b b e r o a n co r a la r e l a z i o n e , io cr e d o o p p o r t u n a la
m ia d o m a n d a ; e p e r c h è l,a Ca m e r a p o s s a m e gli o
com p r en -
( G a z z . P.)
vamerio.
La p e t izio n e d i cu i h a p a r la t o t e s t é a lla Ca -
m e r a l ' o n o r e vo l e d e p u t a t o Br i gn o n e s a r e b b e s t a t a r i fe r i t a s a -
d e r n e l' i m p o r t a n za , la p r e g o d i o s s e r va r e ch e la s t r a d a d a m e
b a t o , se la Ca m e r a fo s s e st a t a in n u m e r o .
r a cco m a n d a t a , co s t r u t t a s i cu r a m e n t e co n u n a s p e s a n on
a cce n n a va lo s t e s s o d e p u t a t o p r o vi e n e d a ll' e s s e r e essa r im a s t a
n o r e d i 4 o 5 m ilioni
m i-
, o p e r a gr a n d io s a e b e llis s im a , e s o t t o
Il r i t a r d o p o i cu i
n e lle m a n i d el r e l a t o r e d e lla Co m m is s io n e a n t e c e d e n t e ,
dal
o gn i a s p e t t o a ssa i va n t a ggi o s a , è u n a cq u is t o p r e zio s o e o t t e -
q u a l e d o ve va t r a s m e t t e r s i a lla Co m m is s io n e a t t u a le . P o ich é h o
n u t o a b u o n m e r c a t o , p e r lo S t a t o , a n ch e n e lla co n d izio n e in
la p a r o l a i o m e n e va lgo p e r a p p o ggi a r e co n t u t t o l' a n i m o m io
cu i essa a t t u a lm e n t e si t r o v a , s olo ch e si p r o vve d a i m m e d i a -
la p r o p o s t a d e l d e p u t a t o Br i g n o n e .
t a m e n t e e c o m p i u t a m e n t e a lla s u a co n s e r va zi o n e .
pkesidmte. I l d e p u t a t o Br i g n o n e
santArosa. D o m a n d o la p a r o la .
ili
v - AS i E K i o .
La s t r a d a d i cu i si t r a t t a è im p o r t a n t is s im a s o t t o o gn i r a p -
p r op on e...
p o r t o , sia p o lit ico , sia e c o n o m i c o , sia c o m m e r c i a l e , sia a gr i co lo . Essa e r a co n s id e r a t a c o m e u n a d e lle s t r a d e m ilit a r i p iù
i m p o r t a n t i d e ll' i m p e r o . Q u e lla s t r a d a è la p iù b r e v e e la p iù
D o m a n d o la p a r o la .
li/ presidente.
gAN i Ai i o s i .
s icu r a via d i co m u n i ca zi o n e fr a n oi e la vi ci n a F r a n c i a .
I l d e p u t a t o Sa n t a r o s a h a la p a r o la .
Al l ' e p o c a in cu i fu p r e s e n t a t a q u e s t a p e t i -
Or a si fa n n o p r o s s im i e p r o b a b ili a vve n i m e n t i , p e r cu i p u ò
zio n e d e gli a b it a n t i d e lla p r o vin cia d i P i n e r o lo io e r a a s s e n t e
t o r n a r e n on
d a T o r i n o ; q u in d i n ón p o t e i a ve r n e co gn izio n e co m e l ' e b b e r o
a p e r t a t r a n oi e la n o b ile n a zio n e fr a n ce s e ; o n d e io p r e go la
q u e lli ch e e r a n o in q u e ll' e p o ca p r e s e n t i a q u e s t a Ca m e r a .
Ca m e r a a vo l e r e ch e q u e s t a p e t izio n e .s ia r i fe r i t a a l p iù p r e s t o
To r n a t o ch e io f u i , t r o va n d o m i a l M in is t e r o d e i la vor i- p u b b lici , n on h o in t e s o a p a r la r e , n è m i è st a t o fa t t o r i co r d o d a
s o lo u t ile , m a n e ce s s a r io ch e q u e lla
s t r a d a sia
p o s s ib ile .
(La p e t izio n e è d ich ia r a t a d ' u r g e n za ) .
(Gazz. P. e Conc.)
a lcu n o d i q u e s t a p e t izio n e ; p e r ò , s icco m e in q u e ll' e p o ca s ' e s e gu ir o n o i la vo r i in d is p e n s a b ili p e r la r is t a u r a zio n e d i q u e s t a
s t r a d a , n o n ch e d i q u e ll a ch e d a lla p r o vi n c i a d i Su sa
e g u a l m e n t e a l lu o go d i Se zza n o , p e r cu i tanto
m ette
q u e lla
IW€I»ENTE"«IJIjI^ÀSÏ«lJltf®IO DEMÌEIPSTERPEIÌIjAMBE
d e lla
p r o vin cia d i P i n e r o lo , co m e q u e lla d e lla p r o vin cia d i Su sa ,
m e t t o n o ai co n fin i fr a n ce s i , io cr e d e t t i fo s s e in d is p e n s a b ile d i
e s a m in a r e q u a l ca r a t t e r e p o t e s s e a p p lica r s i a q u e s t e d u e s t r a d e
la phesidmt® .
Il d e p u t a t o Cost a d i Be a u r e ga r d h a f a -
colt à d i p a r l a r e .
€!©§TiSt »e bembecijlrd; J ' a i
d e m a n d é la p a r o le p o u r
ch e d a l ce n t r o d i d u e in t e r e s s a n t i p r o vi n ci e m e t t o n o al co n fin e
a d r e s s e r a u M in is t è r e d es in t e r p e lla t io n s ; m a is , c o m m e le s
fr a n ce s e .
co n s id é r a t io n s q u e j ' a i à d é ve l o p p e r , a va n t d e le s fo r m u l e r ,
Cir ca a q u e lla d i P i n e r o lo , q u a n t u n q u e , s icco m e n ot a
il
son t a s s ez é t e n d u e s e t q u e la Ch a m b r e p a r a î t i m p a t i e n t e d e
p r e o p i n a n t e d e p u t a t o B r i g n o n e , a b b ia a lcu n i ca r a t t e r i ch e la
p a s s e r à l ' o r d r e d u j o u r , j e s u is t r è s - d is p o s é à le s r e n v o y e r à
p o s s a n o fa r co n s i d e r a r e co m e s t r a d a r e a l e , t u t t a via , s icco m e
d e m a i n . J e n e vo u d r a i s p a s , j e l' a vo u e , d i ffé r e r d ' a va n t a g e ,
n on a ve va in sè il p r i n ci p a le d i q u e s t i c a r a t t e r i , cio è q u e llo d i
p a r ce q u e j ' a i
m e t t e r e fu o r i St a t o , m a s e r viva s olo a m a n t e n e r e la c o m u n i -
et q u e d é jà ve n d r e d i p e u t - ê t r e j e n e s e r a is p lu s à t e m p s d e
ca zio n e fr a d ivis io n e e d ivis io n e , co s ì il M in is t e r o n on
p a r le r .
cr e-
peu
d e co n fia n ce d a n s la s é a n ce d e
sam ed i
d e t t e o p p o r t u n o d i a s c r i ve r e a lla c a t e g o r i a d e lle s t r a d e r e a li
la s t r a d a ch e d a P i n e r o lo m e t t e a Se zza n o , n è q u e lla ch e d a
Su s a m e t t e p u r e a Se zza n o p e r a n d a r e p o s cia in F r a n ci a .
Co n t u t t o ciò , s icco m e
i m p o r t a va
m o lt is s im o
ch e
siMEO,
m inistro
dell'interno.
Se il s ign o r d e p u t a t o Cos t a
d i Be a u r e g a r d s t im a b e n e d i fa r e la s u a i n t e r p e lla n za n e lla s e -
queste
s t r a d e fo s s e r o r i s t a u r a t e , a ffin ch è n e l ca so o d ' u n s u s s id io o
d u t a d i d o m a n i , n oi s a r e m o d is p o s t i a r i s p o n d e r e .
¿osta di beaijregard.
As p e t t e r ò a d o m a n i.
d ' u n i n t e r ve n t o d e ll' e s e r ci t o fr a n ce s e p o t e s s e r o le va r i e vi e
d i co m u n i ca zi o n e co lla F r a n ci a e s s e r e s t a b ilit e in m odo
che
ili
presidente.
An n u n zio a lla Ca m e r a ch e il P a r la m e n t o
r ie s cis s e fa cile il t r a s p o r t o d e i c a r r i a g g i m i l i t a r i , co s ì i la vo r i
d i N a p o li m a n d ò in d o n o a q u e s t a Ca m e r a i r e n d ico n t i d e ' s u o i
a t a l u o p o n e ce s s a r i fu r o n o e s e gu i t i t a n t o p e r la s t r a d a d e lla
d ib a t t im e n t i d e lla s e s s io n e d e l co r r e n t e a n n o .
p r o vi n ci a d i P i n e r o l o c o m e p e r q u e lla d i Su s a . P o s cia
il Mi-
n is t e r o d ie d e t u t t e le ca r t e r e l a t i ve a l Co n s iglio d i S t a t o ,
a c-
arACSUEMOìi© a .
A p r o p o s d e l' in t e r p e lla t io n q u i vie n t
cio cch é e s s o m e glio p o n d e r a s s e a q u a l e ca t e go r i a d i s t r a d e
d ' ê t r e a d r e s s é e a u M in is t è r e , j e fe r a i r e m a r q u e r
co n ve n is s e a s c r i ve r e sì q u e lla d e lla p r o vin cia d i P i n e r o lo ch e
r a b l e M. Cos t a d e Be a u r e g a r d ,
q u e lla d i Su s a . So la m e n t e si n o t ò ch e q u e lla d i P i n e r o l o già è
j e t s u r l e q u e l il i n t e r r o ge r a i t d e m a in MM. le s m in is t r e s . Le s u -
s t r a d a r e a le s in o a F e n e s t r e l l e , p e r c h è , s e co n d o la l e g g e , t u t t e
j e t d ' u n e i n t e r p e lla t i o n à fa ir e d o it t o u j o u r s ê t r e p r é cis é e n
q u e l l e s t r a d e ch e m e t t o n o a i fo r t i son o c o m p r e s e n e lla c a t e -
m ê m e t e m p s q u e l ' o r a t e u r fixe le j o u r o ù il d e m a n d e r a d e s e x-
go r i a d e lle s t r a d e r e g i e , e p p e r ciò r i m a n e a ca r i co d e l r e g i o
p lica t io n s . T e l l e e s t la p r a t i q u e p a r l e m e n t a i r e u s it é e n F r a n c e ,
à l'h on o-
q u ' il n ' a p a s i n d i q u é
l' o b -
e r a r i o la lo r o co s t r u zio n e e la lo r o m a n u t e n zi o n e . Così p u r e
e n An g l e t e r r e , e n E s p a gn e , d a n s t o u s le s p a ys c o n s t i t u t i o n -
p e r q u e lla d i Su s a , la q u a le n o n h a n e m m e n o il c a r a t t e r e d i
n e ls . J e s a is t r è s - b i e n q u e ch e z n o u s u n a u t r e u s a ge a va it p r é -
s t r a d a p r o vi n c i a l e , m a a p p e n a si co n s id e r a co m e s t r a d a c o m u -
va lu d è s l ' o u v e r t u r e d u P a r l e m e n t ; m a is ce p r é c é d e n t e s t a -
n a le , fu in d ica t o a ! co n s iglio d i St a t o c h e fo r s e si p o t ca p o r r e
b u s i f: il d o it a b s o lu m e n t ê t r e r é fo r m é si n o u s vo u lo n s c h e m i -
n e lla ca t e go r i a d e lle s t r a d e r e a li p e r q u e l t r a t t o ch e d a Su s a
n e r r é g u l i è r e m e n t d a n s la vo i e p a r l e m e n t a i r e . D ' a i lle u r s n o u s
co n d u ce a l fo r t e d ' E xi lle s , la s cia n d o gli d e l r e s t o a d e c i d e r e se
d e vo n s t o u s n o u s s o u ve n i r q u ' i l a é t é q u e s t io n d ' é t a b lir
n on
m o d e d ' i n t e r p e lla t i o n , il y a u n m o is , s ou s le r é g i m e m in is t é -
si a ve s s e a co n s i d e r a r e
com e
strada
p r o vi n ci a le
per
le
q u e ll' a lt r o t r a t t o ch e d a l fo r t e s u d d e t t o co n d u ce a lla fr o n t i e r a
r ie l R e ve l- P i n e lli . L' h o n o r a b le M. P e r r o n e , a lo r s p r é s i d e n t d u
fr a n ce s e ,
Co n s e il d e s m in is t r e s , n o u s e xp o s a l ' e m b a r r a s d a n s l e q u e l il s e
- 1295 —
TORNATA DEL 2 7
t r ou va it p ou r r é p o n d r e , en m a t ièr e d ip lom a t iq u e, à p lu sieu r s
in t er p ella t ion s in a t t en d u es q u i lu i ét a ien t a d r essées.
Vou s n 'a vez p as n on p lu s ou b lié, m essieu r s, q u e p lu s d 'u n e
fois les m in ist r es, p r is à l'im p r e vis t e , n ou s fa isa ien t d es r ép on ses q u i n e r ép on d a ien t à r ie n , n ou s d on n a ien t d es exp lica t ion s
q u i n 'exp liq u a ien t r ien . Il fu t con ven u a lor s q u e t ou t d ép u t é
én on cer a it d 'u n e m a n ièr e p r écise le su jet su r le q u e l il se p r o p osait d 'in t er p eller le Min ist èr e, et q u 'il fixer a it sim u lt a n é- .
m en t le jo u r où ces in t er p ella t ion s ser a ien t a d r essées au Gou ve r n e m e n t , et cela afin q u e MM. les m in ist r es eu ssen t le
t em p s d e p r é p a r e r les n ot es, d ocu m en t s et p ièces qu i d oiven t
ser vir d 'élém en t s à u n e r ép on se sa t isfa isa n t e; r ép on se qu i n e
p eu t ja m a is a voir lieu , q u a n d l'in t er p ella t ion est fa it e à b r û le
p ou r p oin t .
P a r ces m ot ifs j'in sist e à ce q u e M. Costa d e Be a u r e ga r d
in d iq u e et p r écise le su jet d es d iver ses in t er p ella t ion s q u 'il se
p r op ose d 'a d r esser d em a in ou a p r ès d em a in au Min ist èr e.
C o s t a i » e b e a u r e c s a r » . J e r ép on d r a i à l'h on or a b le
d ép u t é J a cq u em ou d q u e , t ou t en r econ n a issa n t la con ven a n ce
d e fa ir e p r essen t ir au Min istèr e la n a t u r e d es in t er p ella t ion s
q u i d oiven t lu i êt r e a d r essées, la Ch a m b r e n 'en a ja m a is fait
u n e ob liga t ion à ses m em b r es. Ses a n t écéd en t s p r ou ven t au
con t r a ir e q u e l'ex-op p os it ion n 'a ja m a is m én a gé au Min istèr e
p assé ces in t er p ella t ion s à b r û le p ou r p oin t con t r e lesq u elles
s 'élève le p r éop in a n t .
Du r e s t e , j e com p t e t r a it er d es in t ér êt s m a t ér iels et m or a u x
d e la Sa voie, et j e n 'a u r a i a u cu n e d ifficu lt é à fa ir e con n a ît r e à
MM.les m in ist r es la n a t u r e d es q u est ion s q u e je d ois leu r a d r esser d em a in .
l ï i b » r e s ï » e m t e . L'or d in e d el gior n o p o r t a . . . (Ga z z . P.)
»es. sseiputato va I ìEm o
f e r
O T T E N E R E HjA H ilBSE RAMOKE » Et t i COIìOSIKESìSìO
R I B O T T E ® AI j CAR CE S I E 191 WAJ POïd .
WABiEKi© . Dom a n d o la p a r ola .
An ch 'io in t en d o r ivo lge r e a lcu n e p a r ole ai sign or i m in ist r i.
Ma la Cam er a non si sp aven t i : sar ò b r e ve .
Dop o la r ivolt a di Napoli del 18 m a ggio le Ca la b r ie a lza r on o u n gr id o di gu er r a : a q u el gr id o r isp ose la m a r zia le e
for t e Sicilia , e m an d ò m ille d e ' s u o i p iù elet t i figliuoli a p r o p u gn a r e su lle cost e d elle Ca la b r ie, sotto il com an d o d e ' fr a t e lli
Rom eo, la cau sa d ella ve r a lib er t à it a lia n a ; il gen er oso p r o p osit o d e' for t i sold at i an dò fa llit o , il d isp ot ism o ot t en n e a n cor a un a volt a la vit t o r ia : m olti di q u e ' ge n e r o s i ca d d er o p r igion ier i dei sold a t i
d ir ò m eglio, d ei sa t ellit i n a p olet a n i.
Tr a q u elli er a n o su d d it i in glesi, su d d iti fr a n cesi ed un p ie m on t ese , il colon n ello Rib ot t i, vit t im a d ei con ati di lib er t à
fat t i in It a lia , va lor osissim o sold a t o, ch e ovu n q u e si com b a t t è
la cau sa d ella lib er t à su lla faccia d 'Eu r op a p or t ò la su a spad a
e ver sò il p r op r io sa n gu e. I F r a n ces i, gl' I n gle s i, ca d u t i p r igion ier i n elle m an i d el r e di Na p oli, ot t en n er o già , p er cu r a
d ei r a p p r esen t a n t i di q u elle n azion i p r esso il Gover n o n a p olit a n o, la lib er t à . Il solo Rib ot t i, n ostr o con cit t a d in o, gia ce t u t t or a n elle ca r cer i del r e b om b a r d a t or e. Se è ve r o ciò ch e si
d ice ch e d eb b a p or t a r si fr a non m olt o un a m b a scia t or e del r e
a Na p oli, io ch ieggo ai sign or i m in ist r i (e son o cer t o di ot t en er e u n a r isp ost a fa vor evole, p er ch è io so com e ad essi stia a
cu or e la t u t ela d ell'on or e n a zion a le e d ella giu s t izia ) , io
ch ieggo , d ico , ch e il n ovello a m b a scia t or e abbia p r im a di
t u t t o l'in ca r ico d 'ot t en er e la p r on t a lib er a zion e d el Valor oso
Rib ot t i.
r a t t a z s e i , m inistro
di grazia e giustizia,
lo posso assi-
DICEMBRE
1848
cu r a r e a n om e d el m in ist r o d egli es t er i, ch e n on si m a n ch er à
di d a r e le op p or t u n e d isp osizion i a ffin ch è sia r esa giu st izia a
q u est o n ost r o con cit t a d in o.
VAfijE iê i© . Rin gr a zio il sign or m in ist r o d ell'a ssicu r a zion e
ch e m i h a d a t a , q u a n t u n q u e io fossi già p r im a cer t o d ei sen t im en ti gen er osi d ei sign or i m in ist r i.
(Gazz. P. e Cotte.)
m i n i s t r o » e i ì I ì ' i n t e r n o . Le sp iega zion i d ate d a ll'on or evole d ep u t a t o Costa di Bea u r ega r d in t or n o a ll'ogget t o
d elle in t er p ella n ze ch e in t en d e di fo r m u la r e , m 'in d u con o ad
in vit a r lo a n on d iffer ir e . . . (in questo punto entra Gioberti t
presidente dei m inistri, e viene accolto da vivi applausi)
Non vo r r e i ch e vi fosse lo sp azio di ve n t iq u a t t r ' o r e , n on
vor r ei ch e vi fosse la m in im a sosp en sion e n e ll'u d ir e le sp iega zion i ch e siam o sem p r e p r on t i a d a r e in t or n o a lla Sa voia .
La Savoia for m a l'ogget t o d elle n ost r e p iù vive sollecit u d in i ;
sap p iam o q u a n t o sia d ovu t o ai va lor osi figli d ella Sa voia ,
q u a n t o la giu st izia e la r icon oscen za ci p r es cr ivon o d i fa r e p er
essi. Se q u in d i il m a r ch ese Costa di Bea u r ega r d cr ed e di
p or t a r e le su e in t er p ella n ze in t or n o a q u es t 'a r gom en t o, lo in vit er ei a n on d iffer ir e.
*
( G a z z : P.)
I XTE R B» E I - I iA*ZE » E l i D E P U T AT O C O S T A » 1 BE AU »
RECIAR1® SUBìIjE CO N BI E I O ì SI »8 .»T E R I Al i S E MO»
R A M DE I iKiA S AVO I A.
costa
b e a u r e « a r » . Messieu r s, j e m e su is d e m an d é s'il y a u r a it op p or t u n it é dan s ces t em p s d 'a git a t ion et
d 'a n xiét é à fixer un in st an t vot r e a t t en t ion su r la con d it ion
m a t ér ielle et m or a le d e la Sa voie ; je l'a i cr u , p a r ce q u e les
évén em en is se p r écip it en t , q u e p a r m i n ou s les op in ion s son t
flottantes, q u e d es in q u iét u d es se m a n ifest en t , q u e la p r esse,
la cr a in t e d e la gu e r r e et le m écon t en t em en t q u 'a p r od u it
l' e m p r u n t , ch a n gen t les d isp osit ion s de m on p a ys, l'a vè n e m en t d 'u n e p olit iq u e n ou velle y a u gm en t er a l'in cer t it u d e et
p e u t - ê t r e les a la r m es : il est d on c essen t iel q u e le Go u ve r n em en t du r o i, en a p p r écia n t les ca u ses q u i t en d r a ien t à p r o d u ir e u n e d ésa ffect ion fu n e s t e , t r o u ve les m oyen s d e la p r éven ir . Ou i, m essieu r s, j e le dis a vec t r ist esse, m ais a vec con vict ion , les sym p t ôm es d e cet t e d ésa ffect ion se m a n ifest en t et
s 'a ggr a ven t d e jo u r en j o u r .
Un e h a u t e et p u issa n t e b a r r iè r e sép a r e la Sa voie d e l'I t a lie ;
ses m œ u r s , ses h a b it u d es, sa la n gu e, son com m er ce n e lu i a ssign en t a u cu n e p la ce dan s la gr a n d e fa m ille it a lien n e q u i d oit
se con st it u er u n jo u r . Est -ce q u 'on a ch er ch é a lui en fixer
u n e? J e n e sach e pas q u e p ar m i tou s les p u b licist es q u i on t
en visa gé l'a ven ir de l'I t a lie, b ea u cou p se soien t sou ven u s d e
la Sa voie, a u t r em en t q u e p ou r la con sid ér er com m e u n e fo r t e
et gén ér eu s e a lliée, m a is com m e u n e p r ovin ce é t r a n gè r e . Cet
ou b li, q u e la d iffér en ce r é e lle d e n ot r e n a t ion a lit é p eu t e x p liq u er si elle n e le ju st ifie, t en d à for t ifier u n e op in ion i n ju s t e , p e u t - ê t r e , m ais q u e cer t a in es cir con st a n ces on t m o t ivé e . Cet t e op in ion p r êt e au Gou ver n em en t du r oi l'in t en t ion
p osit ive d 'a b a n d on n er la Sa voie, si la cession d e cet t e p r ovin ce ét r a n gèr e à l'I t a lie p o u va it , d an s u n e com bin aison p olit iq u e,, fa cilit er l'a gr a n d issem en t d u r o ya u m e su b a lp in .
J e n e cr ois p as à un p a r eil d essein , car il m e sem b le con t r a ir e a u x vr a is in t ér êt s du P iém on t , et fer a it t r op in ju r e à
la p r ob it é p olit iq u e d es con seiller s d e la couronne ; qu oi q u 'il
en soit , la fâ ch eu se im p r ession , q u e je vien s d e vou s s ign a ler ,
exis t e, et le fr oissem en t con t in u el d e n os in t ér êt s m a t ér iels
n e t en d p as à la d issip er . Nous n e p ou von s a voir l'e n t h o u siasm e q u i vou s a n im e p ou r le gr a n d p r in cip e d e l'a u t on om ie
it a lien n e ; n ou s ju ge o n s l'a ven ir san s illu sion , et n ou s som m es
_
1296 —
CAMERA BEI DEPXJTAT1 — SESSIOjNE DEL 1 8 4 8
t r is t e me nt c onva inc us q ue le s s acrifice s q ue nous fa is o ns ,
pr o fite r o nt à d'a ut r e s , pe ut- ê tr e , ma is s e r ont s ans c ompe ns a tion p o u r nous . La pe r s pe ctive de la g ue r r e c onc e ntr e s ur
u n s e ul obje t la s o llic itude d u Go uve r ne me nt e t le s finance s
d u r o y a u m e ; la Sa voie e s t dans une vé r it a b le dé tr e s s e , e t
lo in de po uvo ir ve nir à s on a ide , vous lu i de ma nde z ses ho mme s
e t ses re s s ource s . Elle e s pé r a it q ue la r e pr é s e nta tion na tiona le s 'oc c upe r a it de s int é r ê t s g é né r a ux du pays e t de la p r o mp t e
r é o r g a nis a tio n de ce r é g ime in t é r ie u r .- qui est a u jo u r d ' h u i à
l'é t a t de c a hos .
Vous s ave z, me s s ie ur s , c o mbie n nos dis cus s ions s ont re s tée s
ju s q u ' à ce jo u r é tr a ngè r e s à ces obje ts s i im p o r t a n t s ; aus s i
mo n pa y s , dont la p o lit iq u e e t le s e s pér ance s ne s ont pas e n
t o ut ide nt ique s à ce lle s d u P ié m o n t , s ' in q uiè t e e t m u r m u r e ,
il c omme nc e à d ir e h a ut e me nt q u ' il ne p o ur r a it plus p r e nd r e
pa r t à une lut t e q u i lu i est é t r a ng è r e e t q u i l' é p u is é , s i vous
ne faite s r ie n p o u r l' in d e m n is e r de ses s acrifice s . Ce pe nda nt ,
me s s ie ur s , le s t r a d it io ns d ' h o n n e u r e t de fidélité s ont e nc or e
vivace s e n Savoie ; ^ n lie n puis s a nt la r a tta c he a u P ié m o n t ,
c'e s t l'a ffe c tion pr o fo nde q u' e lle po r t e à la ma is on r oya le do nt
e lle fut le be r c e a u. Mais s f ce tte c ons idé r a tion pa r le for te me nt a u c œ ur de l' im m e n s e m a jo r it é de me s c o mpa t r io t e s ,
il ne fa ut pas o ub lie r q ue dans ce s iècle t r o p po s it if, l' in t é r ê t ,
plus q ue t o ut a ut r e m o b ile , r a ppr o c he ou divis e .
Pe ns e z do nc à nos int é r ê t s s i vous voule z q ue no us défe ndions le s v ôt r e s ; la jus t ic e e t le s oin de vo t r e a ve nir vous e n
font u n d e v o ir ; s onge z q ue la c le f de s Alpe s r e pos e e n de s
ma ins for te s e t fidè le s , s onge z q ue le jo u r o ù le dr a pe a u français flotte r a it s ur le s c ime s ne ige us e s d u Pe tit- Saint- Be r nar d
e t duMo nt - Ce nis , s e r ait un jo u r néfas te p o u r l' It a lie ; r appe le zvous q u ' à la voix de l' h o n n e u r , à c e lle de s on P r inc e , 12000
de s va illa nts fils de nos mo nta g ne s s ont ve nus se r a ng e r s ous
la no ble cr oix b la n c h e ; ils l'o nt r e t r o uvé ce s igne g lo r ie ux
e n t o u r é , s ur le ur s b a n n iè r e s , de s c ole ur s de l' It a lie , e t ils
ont c ompr is la g r a nd e e t gé né r e us e pe ns é e do nt ce s ymbole
é t a it l'e x pr e s s ion ; votr e caus e e s t de ve nue la le u r , e t ils vous
l'o nt p r o uv é . Pr ouve z- le ur do nc , à votr e t o u r , q ue vous ave z
for te me nt à c œ ur le s int é r ê t s de la Sa voie , q ue vous voule z
r é u n ir le s o pinio ns q u i la d ivis e nt , dis s ipe r le s s oupçons , calme r le s mé c o nt e nt e me nt s , r a ffe r mir le s fidélités é br a nlé e s ,
r e ndr e » e n u n m o t , no t r e u n io n for te e t d ur a b le ; p o u r c e la ,
me s s ie ur s le s minis t r e s , il est un moye n s ûr , c'e s t de pla c e r
la Sa voie da ns un e pos ition ma t é r ie lle e t p o lit iq u e t e lle ,
q u ' e lle ne puis s e e n dé s ir e r u n e m e ille u r e , e t la s olution de
ce p r o b lè m e , à mo n a vis , n'e s t pas diffic ile .
P o ur le r é s o ud r e , à l' a v e n ir , a va nt de d e ma nd e r a m o n
pays ce q u ' il ne pe ut vous d o n n e r , a ppr é c ie z la po r t é e de ses
r e s s our c e s ; je ne s uis p o in t de ce ux q u i vous d is e n t : me s s ie ur s , pr e ne z nos ho mme s e t lais s e z- nous no t r e a r g e nt . En t r e
ces de ux ge nr e s de s acrifice s , le p a r a llè le me s e mble t r o p
ig n o b le ; je ne c o mpr e nds pas un e c ompa r a is on pos s ible e ntr e
la d o ule ur d ' u n e fa mille e t la pe r te de que lque s é c u s ; il ne
s e r a it p o u r la Sa voie n i ju s t e , n i d ig ne de r e fus e r de con' c o ur ir a ux char ge s de l' Ét a t , ma is e lle ne doit s on c onc our s
q ue da ns la lim it e de ses for c e s , e t ce tte lim it e e lle l'a fa it
c o nna ît r e . T ous ce ux de me s c ompa tr iote s q u i ont p u s atis fa ir e a ux e xige ance s de la lo i d u 7 s e pte mbr e se s ont e mpr e s s és
de le fa ir e ; ne de ma nde z plus r ie n a ux a utr e s .
La Sa voie , c o mme toute s le s pr ovinc e s d u r o y a um e , r é c la me
u n e lo i q u i d o nne à ses a d minis t r a t io ns pr o vinc ia le s e t c ommuna le s la p lus la r ge lib e r t é pos s ible Un pè r e s ouve nt incap a b le e s t c e pe nda nt l' a d m in is t r a t e u r lé g it im e d u b ie n de ses
e nfa nts ; la lo i po ur r a it - e lle r e fus e r à u n ê tr e m o r a l, c ompos é
de s h o mme s le s plus é c la ir é s d ' u n e c o m m un e ou d ' u n e pr o-
vinc e , r e vê tus , pa r le vote de le ur s c onc itoye ns , d u m a n d a t
de confiance le plus h o n o r a b le , le d r o it d ' a d m in is t r e r , s ans
a ut r e c o nt r ôle q ue c e lui de l' in t e n d a n t , le bie n de la comm u n e ? N'e s t- il pas é vide nt q ue le s cons e ils qui c onna is s e nt
dans le ur s plus m in u t ie u x dé ta ils le s int é r ê t s de lo c a lit é , saur o n t mie ux y p o ur vo ir q ue ces t ut e ur s m a l info r mé s e t tr op
occupés d'a utr e s s oins , q u i le s r é g e nt e nt ave c h a u t e u r du fo nd
de le ur s bur e a ux minis t é r ie ls ? Ce ne s ont pas s e ule me nt de s
libe r té s é le c tive s ou d é lib é r a live s q u e la lo i d o it a c c or de r
a ux c o mmune s , ma is des libe r té s a dminis t r a t ive s ; car s i la
c e ntr a lis a tion p o lit iq u e est la vie d ' u n pe uple (a dit q u e lq u e
p a r t u n p ub lic is t e ), la c e ntr a lis a tion a d min is t r a t iv e e n e s t la
r u in e e t la m o r t . Nous ne pr é t e ndo ns c e pe nda nt pas no us
s ous tr a ir e à la s ur ve illa nc e d u Go uv e r ne me nt , ni pa r a ly s e r
l' u n it é d ' im p u ls io n q u ' il do it im p r im e r ; ma is no us vo udr io ns
q u e da ns le c hoix de ses a ge nts , lo in d'e x c lur e d ' u n e m a n iè r e
affe ctée le s fonc tionna ir e s n a t io n a ux , il c ho is ît , a ut a nt q ue
pos s ible , de s Savois ie ns p o u r la Sa voie . On e s t dé jà e n t r é
dans ce tte voie ; mais , ce tte r è g le do it s ur t o ut s ' a p p liq ue r a ux
e mployé s s e c onda ir e s , dé po ur vus de la connais s ance lo c a le
de s h o mme s e t de s chos e s , é tr a nge r s à no t r e pa ys e t à no t r e
la n g ue , e t q u i, c ons idé r a nt le ur mis s ion da ns nos pr ovinc e s
c o mme u n vé r it a ble e x il, n ' o n t r ie n de p lu s à c œ ur q u e d e le
fa ir e c e s s e r ; de là ce tte in s t a b ilit é de s fo nc t io nna ir e s , s i fune s te ju s q u ' ic i à le ur s a d min is t r é s .
Il nous pa r a ît r a it jus t e q ue la Savoie fût r e pr é s e nté e da ns
le s gr a nds corps de l' E t a t , d o nt il s e mble q u ' o n v e uille l'e x c lu r e : je c ite r a i p o ur e x e mple le Cons e il d 'Et a t e t la Cour de s
c ompte s . Les libe r té s e t fr a nc his e s de l'Eglis e g a llic a ne d o n t
jo u it la Sa voie é t a ie nt placée s s ous la s a uve ga r de d u Sé na t ,
s ans l'e nr e g is t r e me nt d uq ue l a uc un b r e f, a uc une b u lle ou aut r e pr ovis ion é ma né e de la Cour de Ro m e ne p o uv a it ê tr e exéc uté e . La Savoie a tta c he d 'a ut a nt plus d ' im p o r t a n c e à la cons e rva tio n de ces franchis e s e t de ces lib e r t é s , qu'e lle s o nt e u un e
g r a nd e influe nc e p o u r lu i p r o c u r e r , da ns tous le s t e m p s , u n
c le r gé e x e mpla ir e e t in s t r uit . P a r de s dis pos itions r é c e nte s ,
la Cour d ' a p p e l de Cha mbé r y a cessé d 'ê t r e c ha r gé e de l'e nr e gis tr e me nt de s pr ovis ions é ma né e s de Ro m e , e t ces a ttr ibut io ns ont é t é tr ans fér ée s à la s e ction de ju s t ic ç d u Cons e il
d ' E t a t ; il é ta it donc e s s e ntie l d ' y a ppe le r un ma g is tr a t savois ie n q u i fût au c o ur a nt de ces m a t iè r e s , e t p o ur t a n t ju s q u ' ic i
on ne l'a pas fa it . J' e n d ir a i t o ut a ut a nt de la Cour de s c ompte s r é c e mme nt o r g a n is é e ; e lle ju g e e n d e r nie r re s s ort le
c o nt e nt ie ux a d m in is t r a t if, e lle c onna ît e n voie d 'a p p e l de toutes le s s e nte nce s r e ndue s par le s Cons e ils d ' in t e n d a n c e ; on aur a it d û , ce s e mble , y a ppe le r u n Sa vois ie n, a ins i q u ' a u p a r que t d u pr o c ur e ur g é n é r a l, e t c e la , ave c d ' a u t a n t plus de r a is on q ue toute s le s s e nte nce s r e ndue s au- de là de s mo nt s p a r
l' a u t o r it é a d minis t r a t ive s ont r é digé e s e n la n g ue fr a nça is e .
La Sa voie vo ud r a it p o ur vo ir e lle - mê me à la b o nne e t complè t e é duc a t io n de sa je une s s e , e n o bt e na nt l'é ta blis s e me nt
d ' u n e Unive r s ité da ns sa c a pit a le . P o u r q u o i n'a ur a it- e lle pas
à ce t é g a r d le s avantage s q u e pos s ède nt Ca glia r i,' Sas s ari e t
Gêne s ? Nous te nons à no t r e la n g u e , vous le s ave z, me s s ie ur s ,
nous avons be s oin d ' e n é t ud ie r toute s le s r e s s our ce s . Je ne
c o mpr e ndr a is pas q ue mo ns ie ur le min is t r e de l'ins t r uc t io n
p u b liq u e e ût la s ing uliè r e p r é t e n t io n de no us c o nt r a ind r e à
ve nir à T ur in p o ur y fa ir e u n c our s d 'é lo que nc e fr a nça is e .
En fin , ce q ue nous d e ma nd o ns a va nt t o u t , ce s ont de s me s ur e s q u i puis s e nt a m é lio r e r , a u p lu s t ôt , no t r e c o ndit io n ma t é r ie lle ; c'e s t une r é d uc t io n da ns le t a r if de s doua ne s q u i
e nt r a ve nt nos r e la t io ns c o mme r c ia le s ; c'e s t le c onc our s d u
Go uve r ne me nt dans de s t r a va ux d ' u t ilit é p u b liq u e , q ui rapp e lle r a ie nt e n Savoie le n u m é r a ir e q u' e lle n ' a p a s : ce s e r a it
TORNATA DEL 27 DICEMBRE 1848
de donner enfin un commencement d'exécution au chemin de
fer qui doit franchir les Alpes. Ici je parle dans l'intérêt du
Piémont comme dans celui qui est spécial à mon pays.
Ces études, pompeusement décrétées par M. le ministre des
travaux publics dans la séance du 15 juin, pour lesquelles un
supplément de 200,000 francs devait être ajouté aux sommes
bilancées pour les chemins de fer sur le budget de i 848, ces
études, dis-je, n'ont pas été poussées au-delà de Modane; je
demande qu'elles soient reprises et continuées jusqu'à leur
complet achèvement, dès que la saison pourra le permettre,
et que le Gouvernement ordonne même des travaux de terrassement préparatoires dont Chambéry ou Montmeillan seront le point de départ ; alors la Savoie sera convaincue de la
réalité d'un projet dont l'exécution unirait à jamais sa destinée
à celle de l'Italie, en faisant disparaître la barrière qui l'en
sépare.
Pour fortifier les liens d'une union nouvelle, vous avez fait
avec enthousiasme d'importants sacrifices en faveur de l'héroïque Venise; il serait, à mon avis, juste et politique de faire
aussi quelque chose pour resserrer les liens qui vous unissent
à la plus ancienne des provinces de la monarchie.
Messieurs les ministres, par la bouche du président de vos
Conseils, vous nous avez dit: Saremo democratici
procurando
con vigilante sollecitudine gl'interessi delle proviìicie. Nous
prenons acte de vos promesses ; j'appelle cette sollicitude démocratique de votre part sur le peuple de la Savoie, et je fermine en vous priant de vouloir bien déclarer en face du pays
quelles sont vos vues politiques et administratives à l'égard
de la Savoie, ce que vous entendez faire pour améliorer sa
condition présente et assurer ses destinées futures.
se- mstcistk.® i»eIì1/ikt*;r*o. Credo che ["onorevole
Costa di Beauregard non avrà inteso di fare rimprovero all'amministrazione presente, la quale, avendo solo una vita di dieci
giorni, non ha potuto ancora occuparsi di quelle provvidenze
cui accennava l'onorevole interpellante. In quanto al nostro
ai$gi|p per la Savoia, il Ministero ha preventivamente dichiarato quale sia. Io potrei nel mio particolare parlar di quello
che penso della Savoia, è come i miei pensieri da lunga pezza
sieno rivolti a quelle provincie.
In questo Parlamento ho già avuto occasione di dire (essendo deputato) qual fosse il mio modo di giudicare dello
spirito, delle tendenze della Savoia. Il signor deputato interpellante crede (secondo l'espressione da lui usata) che la Savoia vada via via perdendo quell'affetto che la vincolava al
Piemonte. Mi permetta di dire che io sono per niente del suo
avviso. Io credo, per lo contrario, che ogni giorno si stringano
viemmaggiormente i vincoli di queste provincie al di qua dei
monti con quelle della Savoia. Pochi mesi sono io ho dichiarato come la Savoia, sino dal tempo della ristaurazione dei
suoi antichi principi, andasse allontanandosi appunto da quegli antichi vincoli; e perchè? Perchè gii occhi degli abitanti
della Savoia erano di continuo rivolti verso quei paesi in cui
si godeva di una libertà più o meno larga, più o meno sincera,
secondo le oscillazioni del passato trentennio.
Naturalmente, quando si ha a poche leghe di distanza una
nazione in cui tutte le libertà sono guarentite, egli è difficile
potersi adattare ad un regime in cui -non eravi altra guarentigia che quella della probità e della temperanza degli uomini
cui era affidato il potere; e la Savoia, cioè la parte più istrutta,
più eulta della Savoia doveva necessariamente rivolgere gli
occhi alla Francia, sintantoché il Piemonte non era chiamato
a godere di quelle libere istituzioni che ci furono date in quest'anno.
Le riforme pubblicate nell'anno scorso, è vero, furono ac-
colte con entusiasmo in quasi tutte le provincie dello Stato, e
fecero tuttavia poco effetto sulla Savoia, perchè la lunga abitudine del Governo assoluto e la piena revocabilità di quelle
disposizioni che erano state concesse, faceva sì che non eravi
fede nell'avvenire. Non si credeva alla sincerità di quelle
concessioni; ma quando venne la Costituzione, quando essa
fu proclamata, allora so di certo, e non sarò smentito dall'onorevole preopinante, so di certo che quell'entusiasmo che
si manifestò in Piemonte, manifestavasi con non minore vigore
nella Savoia.
Molle voci. È vero ! è vero !
Mi mi ni st r o iìei/Iì' csterio. Se dunque qualche ragione avesse potuto farsi che da alcun tempo i pensieri dei
Savoiardi ed i loro affetti avessero presa un'altra direzione,
cosa che non posso ammettere, altra causa non poteva esservi
salvo che il dubbio che quella Costituzione non avesse radici
tanto profonde come noi tutti speriamo. Io adunque, che
tengo per ferma, per inespugnabile la nostra Costituzione, io
sono persuaso che la Savoia a quest'ora è pure dello stesso
sentimento e che, convinta della stabilità delle nostre istituzioni, essa non rivolge più gli occhi, nè i suoi desiderii verso
altre nazioni. Essa non ignora che i vantaggi cui le si vanno
preparando faranno sì che essa potrà godere non solo degli
effetti morali, ma anche degli effetti fisici e materiali dell'attuale nostra condizione. Io adunque sono persuaso che la Savoia, come già ha dimostrato la sua devozione con fatti eroici,
ai quali giustamente accennava l'onorevole deputato, così
anche è disposta a progredir su quella via; a continuarci l'appoggio delle sue armi, a continuarci l'appoggio dei suoi
consigli.
Gli uomini distinti della Savoia trovarono sempre larga la
via per concorrere al pubblico bene ; non havvi dignità alla
quale alcuni cittadini della Savoia non siano stati elevati secondo i tempi. Credo che il Governo ed il Ministero attuale,
come posso affermare, sono guidali da questi pensieri ; il Governo, nella distribuzione degl'impieghi, considera tutti i
cittadini come eguali, e secondo l'opportunità ed i bisogni
della patria si conferiscono le cariche.
Credo che in nessun paese a quest'ora si va cercando se il
cittadino, che può utilmente servire la patria, appartenga a
questa od a quell'altra provincia : non è dunque da attribuirsi
che al caso se in un corpo od in un altro sovrabbondino più
personaggi di questa o di quell'altra provincia. Motivi di esclusione non potevano esservi ; sono persuaso che l'onorevole
deputato non ha mai supposto che si possa dar esclusione agli
uomini distinti della sua provincia ; motivi di preferimento li
crederei anche ingiusti e nocivi al pubblico bene, al quale vogliamo sovra ogni altra cosa mirare.
Il fatto poi veramente prova che nei grandi corpi dello Stato
vi sono uomini di tutte le provincie : vi sono, a cagion d'esempio, nella Corte di cassazione distinti giureconsulti della
Savoia, e così sicuramente sarà in tutti gli altri corpi; a seconda che dovranno rinnovarsi, verranno anche i figli della
Savoia, come gli uomini di tutte le altre provincie, promossi
alle dignità cui l'onorevole deputalo accennava, e ciò avuto
riguardo alla serie dei servigi già prestati alla patria.
Io credo che con queste poche parole si è risposto a ciò che
era di più importante nelle interpellanze del signor conte
Costa di Beauregard; giacché in quanto alle molte leggi che
si potrebbero fare per utilità generale, e delle quali la Savoia
sentirebbe naturalmente il benefizio, non è questa prerogativa solo del Ministero; ogni membro del Parlamento ha
facoltà di proporre leggi non meno dei ministri; ed i nostri
predecessori (debbo dirlo a loro lode) furono tutti disposti ad
—1298 —
CAMERA DEI DEPUTATI
accogliere favorevolmente quei progetti di legge che si dimostravano conduceyoli al pubblico bene. I deputati savoini usarono anche lodevolmente di questa prerogativa, e trovarono
un'eco costante nel Parlamento.
Varie leggi furono accolte per urgenza e con plauso; e
credo che la Savoia non ha avuto che da lodarsi del concorso
che le hanno prestato i deputati delle altre provincie.
Riguardo a quanto può riflettere la gloria della patria e gli
interessi locali, è pure aperta la via a tutti i deputati di far
quelle proposte che loro sembrano convenienti; non è dunque questo uffizio speciale del Governo, il quale non ha il monopolio dell'iniziativa. Quindi non credo di dover entrare in
maggiori spiegazioni ne sulle leggi d'interesse generale, nè
sulle leggi d'interesse locale. Sopra un solo punto ritornerò,
che èquello che l'onorevole deputato indicava sotto il nome di
libertà amministrativa ; anch'egli ha riconosciuto che l'attuale
Ministero aveva preventivamente enunciato il suo pensiero
intorno al bisogno di questa libertà amministrativa. È una verità che a quest'ora è generalmente sentita; la centralizzazione è viziosa quando eccede i limiti della necessità. Sarà
certamente cura dell'attuale Ministero, per quanto può a lui
spettare, l'escludere ogni tendenza alla centralizzazione e di
far sì che in ogni provincia siavi il modo, per quanto è possibile, di provvedere ai bisogni della provincia stessa.
La Savoia, come diceva ottimamente il preopinante, non
meno che le altre provincie dello Stato (e specialmente questa provincia centrale del Piemonte), hanno un grande interesse, acciocché sia accelerata la costruzione di una strada di
ferro che debba congiungere in un modo molto più speciale la
Savoia col Piemonte. Su questo argomento parlerà il ministro, cui spetta particolarmente quell'ufficio; intanto conchiudo con quelle stesse parole colle quali io aveva principiato, cioè col dichiarare che la Savoia forma il soggetto di .
tutte le nostre sollecitudini, perchè sappiamo quanto le
siano dovute per giustizia e per riconoscenza. (Bravo!)
(Gazz. P.)
VECCHIO, ministro dei lavori pubblici. Nel giorno 17 del
corrente mese, cioè nel giorno immediatamente successivo a
quello della formazione del nuovo Gabinetto, io mi trovava
senza primo ufficiale, perchè il primo ufficiale era stato nel
di i8 collocato a riposo. Perciò mi sono rivolto a due capi di
divisione, l'uno dei lavori pubblici in genere, l'altro delle strade
ferrate in ispecie ; e li incitai a darmi tutte le informazioni
che potessero essere opportune sia relativamente ai labori in
corso, sia ai lavori in istudio, sia ai progetti che si stanno già
compilando, sia ad altre opere, le quali sono pur necessarie
in questi tempi di civiltà procedente : in questi tempi nei
quali come abbiamo dichiarato nel nostro programma, le
estreme parti del regno hanno diritto d'essere amministrate
con quella cura e con quell'amore medesimo con cui hanno
ad essere amministrate le parti centrali ; e siccome avevo sentito a dire in addietro (non saprei se a ragione oda torto)che
in due provincie, quella di Sardegna, e quella di Savoia, le
opere pubbliche erano state avviate meno diligentemente che
in altri.luoghi del regno; così ho raccomandato ai capi di di- *
visione che mi dessero informazioni speciali intorno a queste
due provincie, alle quali c'interessa assai di mostrare che se ci
sono lontane dall'occhio, non ci sono punto lontane dal cuore.
(Applausi)
I capi di divisione hanno lodevolmente risposto alla mia inchiesta; e però sono in grado di potere indicare all'onorevole
preopinante quali sieno le pubbliche opere in corso nella Savoia, e tanto quelle che si chiamano lavori pubblici in genere,
quanto quelle della strada ferrata.
7
SESSIONE DEL 1848
In quelle provincie sono in corso di esecuzione alcuni lavori pubblici assai ragguardevoli; tali sono :
1° L'arginamento dell'Isère, intrapreso da forse 20 anni, e
calcolato ad una spesa di oltre 6 milioni.
Questo lavoro ora si eseguisce per cura del Ministero di finanze per ispeciali combinazioni ed intelligenze passate tra
Ministero e Ministero in seguito a legge particolare emanata
alcuni anni sono;
2° La formazione di un tratto di strada reale lungo l'Isère
fra Aiton e Montmeillan, calcolata poco presso a L. 1,500,000;
5° La formazione di due tratti di strada provinciale fra Albertville e Ciamberì, i quali scorrono pure in parte lungo
l'Isère, colla spesa poco presso di L. 400,000 fra tutti e due,
per contralti approvati or fa pochi giorni ;
4° Varie altre opere di riattamento o rettificazione di strade,
o tratti di strade reali o provinciali che sommano pure a spesa
assai considerevole.
Era ordinato l'incanalamento del torrente Gelon nella Moriana, colla spesa di circa lire 200,000. Ma questo lavoro fu
sospeso: e quindi il Ministero ha scritto di recente per sapere
se si possa riprendere il lavoro, o se sia miglior partito il
temporeggiare , facendo intanto qualche opera provvisoria ,
secondo che propose il Congresso permanente d'acque e strade
nella sua adunanza dello scorso ottobre.
Si tratta di ordinare l'asciugamento di paludi in varie valli
e di apparecchiare una legge generale pel prosciugamento di
quelle che già non siano specialmente contemplate, ed in particolare si tratta di formare una strada, con contemporaneo
incanalamento di acque paludose, nella valle della Rochelte.
Questo oggetto fu non ha guari raccomandato dal Ministero:
per quest'opera diciannove comuni de' più ubertosi in vino e
grano della Savoia avrebbero sbocco pei loro prodotti, sia
alla strada reale che viene in Italia presso Aiguebelle e di là
verso Albertville e verso Annecy e Ginevra, sia verso Francia
a Grenoble ; de' quali sbocchi quei 19 comuni ora mancano
intieramente per difetto di strade carreggiabili.
fgp
Si trattava eziandio dell'asciugamento dell'Arve nel Fossignì : ma fu riconosciuto che quest'opera calcolata L. 3,400,000
non è eseguibile secondo il progetto già compilato; ed in una
raunanza degl'interessati ( provincie , comuni e particolari
proprietari) fu stabilito di procurare un nuovo progetto , del
quale in effetto è commessa la compilazione.
Molto importante infine per la Savoia sarebbe il regolare
le strade che non sono nè comunali, nè private, ma affette di
servitù pubblica, e dette vicinali ;, circa le quali sarebbe necessaria una legge speciale , perchè la legge attuale generale
de' ponti e strade apparisce in tal parte difettiva. Anche
dello studio di questa legge il Ministero non tarderà ad occuparsi.
La strada ferrata da aprirsi fra l'Italia e la Savoia, superando le Alpi e traforandone la vetta con una lunga galleria
di 12 chilometri, è studiala per progetto nella parte più difficile, che è quella che si distende da Susa a Bardonnèche, sviluppandola nella valle della Dora, e da Bardonnèche a Modane
forando il monte.
Da Susa a Modane si hanno tutti i piani e i profili, i calcoli
delle terre da rimuoversi, i disegni tutti delle opere di arte;
pressoché copiate son le carte che hanno ad essere prodotte
come parti di uh progetto regolare.
Per la strada ferrala da Susa a Bardonnèche il cammino si
farà per piani inclinati a motori fissi idraulici, i pendii dei
quali non eccedenti il 3 1/2 0/0 sono eguali a quelli della
strada ferrata per Genova nel Ricco. Con tale disposizione
speriamo di vincere senza pericoli e senza indugi gli ostacoli
—1299 —
TORNATA
DEL-27 DICEMBRE
che può opporre la neve nella parte più inclemente della
valle.
Per la galleria sono determinati i profili, le dimensioni e le
forme ; e tutto il progetto è condotto a termine per la disposizione della strada.
Per I'intraprendimenlo dell'opera abbiamo la macchina del
cavaliere Mauss, la quale pare che abbia da rendere sicuro
l'esito con economia di tempo e di danaro.
La macchina, perfezionata collo studio di diversi esperimenti e munita di utensili come meglio conviene al perforamento della pietra in modo spedito, sarà posta in atto all'uno
e all'altro imbocco della galleria con ruote idrauliche , alle
quali si condurrà l'acqua della Dora da un pendio e dell'Are
dall'altro.
Ï progetti regolari di ogni meccanismo e di ogni opera necessaria sono forniti con tutti quei particolari che ne possono
far estimare l'effetto e calcolare la spesa occorrente, e saranno
sottomessi all'esame di una Commissione.
Approvati i progetti e commesse all'estero quelle macchine
che debbono essere affidate alle grandi officine, potremo nell'anno 1819 metter mano a tutti i lavori di terra e muraglia
per le derivazioni delle acque e pel collocamento delle macchine medesime.
L'autorizzazione che concede la Camera dei deputati alle
proposizioni del bilancio preventivo può soccorrere al Ministero il mezzo di dar principio alla grande opera della galleria,
colla quale si abbassano le Alpi verso Savoia, equindi si stringono sempre più caramente i fraternaiinodi che a quella provincia ci legano. (Applausi)
Del resto , quantunque io abbia già detto fin da principio
che nessuna parte del regno debb'essere trattala con predilezione a scapilo delle altre provincie, non mi vergogno di
confessare che a peccare di parzialità mi sentirei non leggermente tentato in favore della Savoia, per rispetto di gratitudine dovuta ai prodi suoi figli, che hanno fatto molto e molto
faranno per noi; per noi che abbiamo diversa la favella, ma
non diversi gli affetti, la inclinazione, le speranze e la gloria.
{Applausi vivissimi e prolungati)
(Gazz. P. e Coìte.)
J.4CQCEIK01ID A.. 11 est dû à notre Savoie , qui souffre
depuis bien des années, des satisfactions légitimes et nombreuses. Ces satisfactions consistent en des réformes et améliorations de différents genres, dans le détail desquelles il n'est
pas ici le cas de descendre, attendu le caractère de généralité
que revêt la discussion présente. Ces améliorations et réformes soulèveront, au moment venu, de graves, longs etcom- •
plexes débats ; et très-probablement tous les représentants
de la Savoie ne seront pas d'accord sur ce qu'il y a à faire
pour leur pays que tous aiment également sans doute, mais
chacun à sa manière. La différence des provinces savoisiennes
peut aussi amener des divergences dans les opinions des députés de la Savoie. Comme ladéputation italienne, la députation savoisienne est divisée en deux camps: dans l'un les Savoyards de la droite, et dans l'autre les Savoyards de la gauche.
Eh bien ! Cela posé, je dis que, dans plus d'un cas, ce qui paraît bon et utile aux yeux de la droite, pourra très-bien paraître mauvais et nuisible auxyeux de la gauche et viceversa.
Il m'est avis qu'il y aura peu ou point de contestations en ce
qui touche les améliorations simplement matérielles, telles
que douanes, diguements, routes, constructions publiques, etc.
La divergence des opinions commencera àpoindre sur la question complexe des réformes administratives, réformes dont
pourtant nous reconnaissons tous l'urgente nécessité en principe et dans la généralité. C'est principalement sur le chapitre
des améliorations politiques et morales, que vous verrez, mes-
1848
sieurs, surgir entre les députés savoisiens de notables et profondes différences d'opinion. Je ne crois nullement à propos
de toucher ici ces divers points; car, dans une discussion générale, ils ne pourraient être qu'effleurés très-superficiellement et très-confusément.
Nous avons pour cela besoin de plusieurs séances exclusivement consacrées à l'examen des intérêts et des besoins de
la Savoie, intérêts et besoins assez nombreux et importants
pour occuper toute l'attention du Parlement. Le moment opportun, je pense, n'est pas éloigné. Avant d'aborder ces graves
questions au Parlement, d'une manière utile et sérieuse, chacun de nous étudiera les points divers à traiter, consultera
ces électeurs, et interrogera consciencieusement l'opinion publique en Savoie. Je crois que nous ferons quelque chose de
réellement profitable à notre chère patrie qui attend de nos
efforts un sort meilleur et mérité à bon droit, si nous, représentants de la Savoie, tous tant que nous sommes, et malgré
la différence ou la nuance des opinions, nous pouvons nous
rassembler et discuter préalablement, comme en famille, les
intérêts et les besoins de notre pays. Peut-être, et je le souhaite de toute mon âme, peut-être il sortira de cet abouchement fraternel une généreuse entente sur ce qu'il y a à faire
pour le bien du pays.
Tous nous avons dit cent fois et nous sentons vivement que
des satisfactions sont dues à la Savoie; tous, je le crois, nous
la chérissons profondément, celle Savoie; essayons, s'il est
possible, d'arriver entre nous*à un concert préalable; cette
entente nous donnera une force irrésistible pour plaider la
cause savoisienne tant auprès du Parlement qu'auprès du Ministère.
Le Gouvernement démocratique est institué; son avènement est bien l'heure où notre Savoie, elle aussi, doit ressusciter.
Quant à moi, messieurs, j'ai pleine confiance dans le Gouvernement démocratique, et je tiens pour sûr qu'il n'élèvera
aucun obstacle devant nos légitimes réclamations.
ï i kuher. J'ai quelques observations à opposer à celles
que vient de nous soumettre l'honorable M. Costa de Beauregard. D'abord, je dois déclarer que je ne partagerai pas la
crainte de l'honorable préopinant sur la cession de la Savoie
à la France dans le cas d'un traité politique. Et voici pourquoi
je ne la partage pas. Si en vertu d'une combinaison quelconque, il arrivait que la diplomatie européenne ne consentît à
rétablissement de la nationalité italienne qu'à la condition de
l'abandon de la Savoie, croyez-vous que l'Italie dût se suicider
elle-même pour garder la Savoie? Tel est, je crois, l'état de la
question. Je ne crois pas que cela soit dans l'intérêt de l'Italie;
je ne crois pas non plus qu'il convienne à la Savoie d'exiger
ce sacrifice de l'Italie. Dans l'état actuel, je pense qu'elle aurait plus d'intérêt d'être réunie à la France. La Savoie gagnerait beaucoup par le seul fait de sa réunion à la France. Je
citerai quelques faits à l'appui. Nous payons annuellement de
douze cent à quinze cent mille francs à la douane sarde. La
douane française perçoit à peu près autant sur les objets que
nous exportons en France. Voilà déjà près de trois millions
que nous ne payerions plus si nous étions réunis à la France.
Acette somme il faut joindre le prix de la contrebande que
nous payons sur les objets que nous tirons de France, et sur
ceux que nous y envoyons, que je porte à douze cent mille
francs. Il faut encore y ajouter la différence du prix sur les
objets fabriqués dans le pays, et que la France nous donnerait à meilleur marché. Je ne continuerai pas le détail de tous
les impôts indirects qui pèsent sur nous; il nous mènerait à
de3 sommes énormes. On né saurait en faire un reproche au
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1848
Gouvernement sarde: le mal ne venait pas tant de son admi- demanderais au Gouvernement qu'il accordât à notre jeunesse
nistration, que du fait seul de l'union politique de la Savoie permission d'aller faire ses études en France.
au Piémont, On a contrarié la nature, et voilà tout. Je ne suis
De cette manière l'on éviterait les frais d'établissement
donc pas d'avis que l'Italie dût s'immoler pour nous. Nous n'y dont j'ai parlé ; on aurait de grands maîtres. En supposant
perdrions rien: elle y gagnerait beaucoup. Je passe outre; qu'on fonde l'Université chez nous, il nous manquera toujours
cette question est trop délicate. Il y aura cependant encore ce que j'appelerai l'accessoire ou lematériel de la science, tels
bien à dire.
que les amphithéâtres, les bibliothèques et les ouvrages que
Ce que M. Costa de Beauregard a dit de la détresse de la l'on trouve dans les grandes villes , et qu'on ne peut avoir
Savoie est parfaitement exact; elle a fait ce qu'elle a pu pour dans les villes de province; ce qui n'offrirait aucune difficulté
l'indépendance italienne, et nous osons espérer que l'em- pour le génie et la médecine ; mais il y en aurait une pour le
prunt forcé ne sera pas exécuté en Savoie, et qu'il restera droit, attendu les quelques différences qui existent entre les
libre» '"-y ,
' : . - .„;>.'•
;.... /vv;,
deux législations. Pour y parer, il conviendrait de faire suiM. Costa de Beauregard désirait de voir entrer un plus vre en Savoie à ceux qui auraient été gradués en France, un
grand nombre de Savoisiens dans le Conseil d'Etat et dans la cours de législation comparée. Ce serait, je le répète , bien
Chambre des comptes; je le désirerais avec lui. Mais à cet mieux que d'aller établir une Université à Chambéry, qui coûégard, il faut rendre justice au Gouvernement piémontais, terait beaucoup sans atteindre le but que se propose l'honoqui a toujours fait arriver aux emplois les Savoisiens aussi rable monsieur Costa de Beauregard.
bien que les autres sujets sardes. S'il n'y a pas de Savoisiens
Monsieur le ministre de l'intérieur nous disait que la
dans la Chambre des comptes et le Conseil d'Etat, ce que Chambre nous a montré sa sympathie en faisant passer d'urj'ignore, j'espère qu'en tout cas le Ministère y pourvoira; gence des lois particulières intéressant la Savoie. Je suis fâmais à cet égard, cependant, je trouve une difficulté dans ché de lui donner un contredit. Je ne sache pas qu'aucune
cette proportion que demande M. Costa de Beauregard. Dans loi encore , intéressant la Savoie , ait passée. Il y a peu de
les Gouvernements constitutionnels, plus que dans tout autre, jours, je demandai l'urgence pour celle qui est relative à l'inles hautes charges ne doivent être attribuées qu'aux ta- troduction de journaux étrangers ; ce qui ne pouvait être
lents, aux services rendus à la patrie, en un mot, au talent différé, puisque nous sommes au dernier terme du renouvelet au mérite. Si des Savoisiens venaient à réunir ces qualités lement des abonnements. Cette loi intéressait la Savoie plus
en plus grand nombre que des individus appartenant à d'au- que les autres provinces, puisque nous ne lisons que les jourtres provinces, je pense que M. Costa de Beauregard ne se naux français, sauf les rares exceptions de ceux qui ont longplaindrait pas qu'on excédât la proportion qu'il a posée. Or, temps habité l'Italie, et qui peuvent comprendre l'italien; car,
il me semble juste que si l'on veut admettre ce cas, on doit quant à notre peuple , il ne comprend pas plus l'italien que
aussi consentir à ce que les Savoisiens figurent en nombre celui de tel département français où il est le moins compris :
moindre dans le cas où les autres provinces fourniraient plus et cependant la majorité de la Chambre n'a pas cru devoir la
de sujets éminents.
passer d'urgence.
Quant aux douanes, je ne suis pas complètement d'accord
Monsieur le ministre des travaux publics vous a parlé du
avec M. Costa de Beauregard. Pour moi, je n'en voudrais point. diguement de l'Isère. Il faut distinguer ce diguement de la
Je ne les trouverais convenablement placées qu'aux antipodes, route que- l'on a faite sur le bord de cette rivière. Quant'
où elles ne nuiraient à personne. Les chemins de fer sont l'u- au diguement, .nous n'avons pas à professer beaucoup de renique chose qui puisse nous lier définitivement à l'Italie. Pen- connaissance pour le Gouvernement: ce sont les riverains qui
dant que le Mont-Cenis nous séparera d'elle, ainsi qu'il nous l'ont frayé en entier. Le Gouvernement s'est même emparé
en a séparé jusqu'à présent, c'est comme s'il y avait une mer de certains fonds qui ont été déclarés domaniaux. Ce qui ne
toute entière entre l'Italie et la Savoie. Ce n'est que lorsque l'a pas empêché de continuer à exiger des anciens propriéle chemin de fer unira la Savoie au Piémont que la fusion des taires les contributions de ces fonds. Quant à la route , c'est
deux peuples s'opérera; mais il y a à cela un très-grand em- un travail magnifique, et bien qu'elle ait été peut-être faite
pêchement dans les circonstances actuelles: l'Italie voulant dans l'intérêt de l'Italie plutôt que de la Savoie , il n'en est
établir sa nationalité, doit diriger toute son attention, toutes . pas moins vrai qu'elle nous profite, et je remercie le Gouses ressources financières vers la guerre de l'indépendance; vernement, au nom de la Savoie, de cette belle conception.
d'où il suit qu'actuellement la question du chemin de fer est
Monsieur le ministre des travaux publics vous a encore parlé
une question tout à fait inopportune.
des. travaux du Gouvernement sur le Gelon. Ces travaux n'ont
Pour l'établissement d'une Université a Chambéry, je suis encore été ordonnés que sur l'embouchure de cette rivière.
encore fâché de n'être pas d'accord avec l'honorable M. Costa Par suite de la mauvaise direction donnée au diguement de
de Beauregard. Je comprends en effet qu'il y a un grand in- l'Arc qu'on a fait aboutir à la butte de Chamousset, le Geconvénient pour nous qui ne connaissons que la langue fran- lon n'a plus trouvé d'écoulement. Depuis 10 ans, il réduit les
çaise, de venir faire nos études à Turin ; mais malgré cela, communes de Chamousset en marais ou plutôt en lacs ; non
je crois qu'en établissant uneUniversité à Chambéry, nous au- seulement les malheureux habitants de ces communes ont
rions une instruction fort-incomplète, vu que nous ne pour- perdu toutes leurs récoltes , et vu leurs champs devenir inrions pas avoir des professeurs assez distingués et que nos cultes, mais ils ont même été désolés par des fièvres endémimoyens ne nous permettraient point d'y appeler les notabilités ques, qui les ont décimés. Dans ces communes, il n'y a de
scientifiques des nations étrangères. Je sens parfaitement peuplé que le cimetière.
qu'une Université serait un avantage matériel pour Chambéry:
En outre le Gelon a reflué dans toute la plaine de la Romais cet avantage est bien petit à côté de celui de l'instruction chette et converti cette riche vallée en un triste marais. Il
et de l'éducation. Je doute même que les pères de famille de s'agirait de dessécher ces foyers pestilentiels, en canalisant
Chambéry préférassent cet avantage à l'éducation solide et le Gelon, ce qui est d'une exécution bien facile , vu qu'on
sérieuse qu'ils désirent donner à leurs enfants. Plutôt que de pourrait y arriver en construisant une route sur le relevé de
demander l'établissement d'une Université à Chambéry, je terre. Cette route, ainsi que l'a dit monsieur le ministre , peut
TORNATA DEL 27 DICEMBRE 1848
être poursuivie aisément jusqu'à Pont-Cherraz.- Elle serait de
la plus grande utilité, non seulement pour celte vallée si riche en produits variés et qui a contribué jusqu'à ce jour aux
travaux des autres parties des Etats sans que le Gouvernement ait jamais rien fait pour elle, mais à celle de la Maurienne, à celle d'Albertville et même au Piémont. On aura
rendu en même temps un immence service à l'agriculture et
à la salubrité , on aura facilité une communication rapide et
facile entre le midi de la France et l'Italie. Pour cela il suffit
que le Gouvernement vienne en aide aux provinces qui ont
déjà voté des fonds, au moyen d'un subside que je me propose de lui demander.
costa. s e BEMREKiRD. Je ne répondrai que quelques paroles à l'honorable député Brunier. IL est tout simple
qu'il ne soit point d'accord avec moi sur la majeure partie des
considérations que j'ai fait valoir. Je considérerais comme un
malheur notre séparation du Piémont et notre réunion à
la France. Les opinions et les tendances de mon honorable collègue ne sont pas les miennes; chacun a ses convictions.
Monsieur le ministre de l'intérieur, dans la réponse qu'il à
bien voulu me faire, a parlé beaucoup du passé, mais point de
l'avenir de mon pays. J'espérai des promesses positives^, il
n'en a fait aucune; je ne puis donc le remercier que des expressions flatteuses de son estime et de ses sympathies pour la
Savoie.
Monsieur le ministre des travaux publics a été plus explicite; je m'estimerai heureux d'avoir obtenu des promesses,
positives, si elles ne restent pas illusoires; je lui adresse
l'expression de ma reconnaissance pour les nobles et chaleureuses paroles qu'il vient de prononcer à la louange de la Savoie.
bast i an f. Ace qui vient d'être dit par les honorables
préopinants, je n'ajouterai que peu de chose. Je dirai avec eux
que la Savoie est épuisée d'argent, épuisée par tous les sacrifices qu'elle a soutenus jusqu'à présent; je répondrai à monsieur le ministre des travaux publics qui a parlé des routes
provinciales, que ces sortes de routes sont totalement à
charge des provinces, et que par conséquent les dépenses en
sont faites par les habitants des provinces elles-mêmes, et non
pas par le Gouvernement. Quant aux routes royales, nous
n'en avons-aucune dans le Faucigny.
Monsieur le ministre des travaux publics nous a parlé du
diguement de l'Arve. Ce diguement, messieurs, n'est qu'une
pure tromperie. En vain a-t-on voulu élever dans Bonneville
une colonne qui en conservât le souvenir: comme le diguement n'a point été exécuté, la colonne qui semblait avoir été
placée pour commander aux eaux de rester dans leur lit, n'a
point pu être obéie. (llarità)
Si l'on ne fait rien pour diguer l'Arve, la ville de Bonneville peut un jour être inondée, ainsi que le sont déjà tous les
alentours de cette ville. Les maladies qui résultent de ces
inondations déciment la population des lieux environnants.
Je crois qu'il est impossible de laisser les choses en cet état,
et qu'un diguement régulier est de la plus haute urgence. Je
prie monsieur le ministre des travaux publics d'y fixer son
attention. Du reste, j'en appelle ici au souvenir de monsieur
le député Desambrois qui a visité toute cette province.
DEsiuBROig. Je demande la parole.
bast i an f . Au reste, j'ai lieu de croire que la Savoie
aura tout à gagner de la formation du nouveau Ministère démocratique. J&suis parfaitement convaincu que ce Gouvernement capable, fort, énergique, préservera notre pays d'une
réaction qui se prépare par les, manœuvres de l'aristocratie.
(Sensazione)
(Gazz. P.)
Discussioni
82*
r evsx. Io non prendo la parola che per rettificare alcune
asserzioni dell'onorevole deputato Brunier relativamente all'arginamento dell'Isère.
Mi è parso che egli parlasse di tal cosa sotto un punto di
vista assai diverso della realtà. Nel 1854 s'ideò d'incanalare
l'Isère; si stabilì il contributo che ciascuna comunità e provincia dovesse dare per la spesa occorrente, e si stabilì che il
Governo vi contribuirebbe, non mi ricordo più bene se sia
per un milione od un milione e duecento mila franchi. S'intrapresero le opere e furono proseguite sino al 1841, epoca
in cui trovandosi la Commissione, che aveva la direzione dei
lavori, al punto di non poter più pagare Pintraprenditore dei
lavori, il Governo emanò un provvedimento per cui si stabilì
che lutti coloro che già avevano concorso, dovessero supplirvi
per una nuova sovrimposta per la spesa che rimaneva a farsi.
Questo ancora non bastò: i lavori non procedevano; i proprietari non volevano più pagare ; offrivano persino di cedere i
terreni che erano tassati, piuttosto che di pagare la loro tangente di sovrimposta.
Questo affare era gravissimo, poiché si trattava ancora di
provvedere ad una spesa che avea già richiesti diversi milioni.
Nel 1845, il Governo, non volendo che un'opera stala intrapresa forse senza sufficiente maturità di consiglio rimanesse
imperfetta e che andassero perdute tutte le spese che si erano
fatte, emanò un provvedimento per cui fu stabilito che l'incanalamento dell'Isère sarebbe condotto a termine a spese
dell'erario ; che tutti coloro che dovevano contribuire nella
spesa non pagherebbero più in due o tre anni ma sì per
quindicesimi, e che si terrebbe conto speciale delle spese, ed
al termine dell'opera, se vi era benefizio sarebbe riversato a
favore di coloro che avrebbero contribuito nelle spese.
(Gazz. P. e Risor g.)
jiCQiDMOi!» e. Il est temps de reporter la discussion
sur son véritable terrain.
Les patriotiques et éloquentes paroles île mon honorable
ami, M. De Costa, que j'appuye de tous mes efforts, avaient
deux objets: le premier, d'inviter le Ministère à s'occuper des
intérêts moraux et matériels de la Savoie ; le second, de demander quelle était la politique du Cabinet au .sujet de nos
destinées futures.
Le Ministère a répondu à la première des interpellations en
manifestant de bonnes intentions pour la Savoie; nous en prenons acte et nous attendons leur réalisation. Tous les membrs
de cette Chambre, sans distinction de nuances dlopinions, ont
donné à la conduite des Savoisiens les plus honorables témoignages de sympathie; il est du devoir du Gouvernement de
traduire ces sympathies par des faits, s'il ne veut désaffectionner notre pays.
Mais les réponses du Ministère ne me paraissent point assez
explicites sur le second objet des interpellations qui touchent
à nos plus grands intérêts.
L'honorable M. Brunier, qui a pris la parole après M. le
ministre de l'intérieur, s'est montré disposé à faire bon marché de l'avenir de la Savoie ; il a annoncé qu'il accueillerait
volontiers son annexion à la France, si le Gouvernement de la
Haute-Italie le croyait avantageux à ses intérêts. Mais je dis
que notre avenir ne peut pas rester ainsi dans le doute. Je
n'admets pas que le Piémont puisse épuiser la Savoie d'hommes
et d'argent pour la livrer ensuite à une autre puissance, quelque respectable qu'elle soit, uniquement parce qu'il y trouverait un avantage; nous avons aussi notre poids dans la
balance.
Que ceux qui désirent que la Savoie devienne française,
applaudissent à toutes les mesures de notre Gouverment des-
— 1302 —
CAMERA
DEI DEPUTATI
tinées à hâter cet é v é n e m e n t ; qu'ils voyent sans déplaisir le
froissement des intérêts moraux et matériels de la Savoie,
parce que c'est un acheminement au triomphe de leur opinion, je le comprends p a r f a i t e m e n t ; il sont conséquents avec
leur système: mais les députés qui r e p r é s e n t e n t au Parlement l'opinion que l'union de la Savoie et de la Haute-Italie
sous notre dynastie constitutionnelle est avantageuse aux deux
pays, ont droit de demander que le Cabinet fasse cesser toute
incertitude.
Depuis huit siècles le Piémont et la Savoie ont mis en commun leurs périls, leur gloire et leurs revers. Ces liens ont
acquis une plus g r a n d e force depuis que nous vivons sous des
institutions libérales et que le sang des deux peuples s'est
mêlé récemment sur les champs de bataille, en combattant
p o u r la même cause. Nous avons droit d ' a t t e n d r e du Piémont
les sentiments de dévouement et de fraternité que nous lui
avons montrés, et j e ne pense pas que le Gouvernement de la
Haute-Italie veuille séparer sa cause de la nôtre. C'est pourquoi j'insiste à d e m a n d e r au Cabinet des déclarations plus
précises sur sa politique relativement à nos destinées futures.
i l i P B E S i i t G N T E . Annunzio che il deputato Ract ha presentato un ordine del giorno motivato nei termini seguenti :
« La Chambre, p r e n a n t en considération la légitimité des
causes qui ont motivé l'interpellation de M. Costa, et d'un
a u t r e côté ayant égard aux espérances nouvelles que fait naître
l'événement d'un Ministère démocratique et les grandes œ u vres pacifiques qu'il promet, passe à l'ordre du j o u r . »
sa, m i k i s t k o »EiiMi'isiTKRNO. Io credeva che le p r o m i s s e che si desideravano dall'onorevole deputato Costa di
Beau regard fossero implicitamente comprese nella mia d i chiarazione; ma poiché egli insiste, dichiarerò, anche per
assecondare l'istanza dell'onorevole deputato J a c q u e m o u d ,
dichiarerò, dico, che il Ministero considera la Savoia come
una parte del regno dell'Alta Italia, e per una parte, lo ripeto,
per la quale non si ha minore affetto di quello che si abbia
per le.altre provineie.
Sono ben conosciuti i nostri sentimenti circa l'impegno col
quale si debbe m a n t e n e r e l'unione solennemente stipulata in
quest'anno con le provineie orientali del regno.
Gli onorevoli deputali preopinanti possono ben t r a r r e dai
nostri sentimenti la conclusione che eguale affetto, eguale
proposito abbiamo per ciò che concerne l'unione che da tanti
secoli esiste con la generosa Savoia. Non vi è mai stata q u i stione di separazione; e quando una proposta di questo g e n e r e venisse fatta, sarebbe accolta in modo conforme alla
politica da noi proclamata.
Non ho fatta esplicita dichiarazione in quanto agl'impieghi
che si potrebbero conferire ad egregi cittadini della Savoia,
perchè il Ministero attuale, come i precedenti, non credettero
mai che si potesse fare distinzione tra cittadini di una p r o vincia e quelli di un'altra.
Talvolta occorre che in alcuni corpi non è facile il chiamare
uomini della Savoia, e perchè? Perchè questi uomini egregi,
amanti della patria, preferiscono di abitare la loro provincia
anziché venire nella capitale. Quindi varie proposte furono
fatte r e c e n t e m e n t e ad uomini preclari della Savoia, e furono
rifiutate perchè credono di poter probabilmente fare maggior
bene stando nei loro municipii, che non abitando nella capit a l e ; questo potrebbe essere il motivo per cui si scemerebbe
il n u m e r o dei cittadini della Savoia chiamati a far parte dei
corpi che debbono risiedere nella capitale.
L'onorevole deputato Brunier diceva che l'Italia non poteva
suicidarsi per r i t e n e r e unita la Savoia, quando si fosse alla
i u a emancipazione posta per condizione questa divisione. R i -
SESSIONE
DEL
1848
sponderò all'onorevole deputato B r u n i e r che non crederà di
suicidarsi col rifiutare simile proposta, perchè l'Italia è p e r suasa di poter fare da sè, e non ha bisogno di far mercati di
t e r r i t o r i o ; essa m a n t e r r à la sua indipendenza e m a n t e r r à
anche salda quell'unione, che ci è così cara, con la generosa
Savoia.
» e s j l m b r o ï s . L'onorevole deputato Bastían ha invocata
la mia teslimonianza riguardo ad u n ' o p e r a che interessa moltissimo la Savoia. È una delle opere a cui si è rivolta l ' a t t e n zione del Ministero; e bisogna convenire che fu male incominciata e male eseguita. Si è osservata, nella p a r t e che fu
eseguita, la necessità di fare un nuovo progetto, il quale fu
poi ordinato. P e r ò , siccome si trattava di una spesa di lire
3,S00,000, quelle provineie non vi potevano più sopperire
senza il concorso del Governo.
A norma del regolamento sulle acque e strade, il Governo
poteva essere tenuto ad un qualche sussidio, ma non però di
grande importanza. Il primo caso a vedersi era se vi fosse
possibilità di sopperire ad una spesa così grave a carico delle
Provincie, dei comuni e dei privati. Ora questa possibilità fu
assolutamente esclusa da un congresso tenuto da tulli gl'interessati ; per conseguenza, occorrendo un altro progetto più
ristretto, al quale si potesse provvedere con minore spesa, ne
fu prodotto uno che faceva ascendere la spesa ad un milione
e mezzo. Su questo progetto si richiesero al principio di quest'anno nuove deliberazioni e la formazione di un consorzio
regolare. Questo consorzio non era ancor terminato p e r p r o muovere la dichiarazione del Governo, allorché io lasciai il
Ministero. Non so a qual punto possa ora trovarsi questa p r a tica; ma so bensì che per la p a r t e dei fondi per cui è dato al
Governo di p o t e r cominciare l'opera, si era già progettato
questo bilancio. Se si compissero le formalità necessarie per
10 stabilimento del consorzio, almeno nella p a r t e più u r g e n t e
11 lavoro sarebbe t e r m i n a t o ; e questo credo che ineriti l ' a t tenzione dell'amministrazione.
Ora, poiché ho la parola, aggiungerò un cenno relativam e n t e alle opere pubbliche della Savoia.
Il ministro dei lavori pubblici ha facoltà d'invigilare sulle
opere provinciali, le quali non sono a carico del Governo; e
quanto a queste osserverò che il Governo le ha sussidiate, e
ha sussidiate assai più quelle della Savoia, che non le altre,
precisamente perchè la condizione della Savoia meritava s p e ciale riguardo.
Relativamente poi alle strade, allé opere d'interesse g e n e rale dello Stalo, alle quali si provvide a spese dello Stato, io
dirò che avendo fatlo fare un rilievo delle spese fatte per
le opere regie di Savoia, è risultato che in quest'ultimo anno
le opere fatte in Savoia non assorbirono meno di un terzo
delle spese fatte dallo Stato in cose pubbliche.
M/ p r e s i d e n t e . Il deputato Brunier ha la parola.
Varie voci. No ! No ! L'ordine del giorno.
B K t i m i E s t . Le défaut à reprocher au diguement de l'Arve,
comme de l'Arc et de l'Isère, est la trop grande largeur qu'on
leur a laissée. Le lit étant trop large, l'eau n'a plus assez de
rapidité pour enlever les graviers que les t o r r e n t s voisins y
amènent. L'honorable M. Jacquemoud a donrfS à mes paroles
une portée qu'elles n'avaient pas. Je n'ai pas dit q u e nous désirions être réunis à la France. J'ai seulement dit que si l'on
mettait l'Italie dans l'alternative d'opter e n t r e la perte de sa
nationalité et la cession de la Savoie, on ne pourrait pas lui
reprocher d'avoir préféré le dernier parti. Mais, d i r a - t - o n , on
ferait alors de la Savoie l'appoint et l'enjeu d'un t r a i t é ;
l'Italie vendrait la Savoie à la France ; on ne fait pas ainsi
trafic des peuples. A cette objection je réponds qu'elles n'a
TORNATA
DEL 2 7 DICEMBRE
rien de s é r i e u x ; j e suis de ceux qui croient que les peuples
sont maîtres de leurs destinées, et que lorsqu'ils en ont disposé, leur volonté doit être respectée, et qu'il ne peut y être
dérogé que par un vote contraire. Or, messieurs, le 23 octob r e 1792 la Savoie disposait de ses destinées en proclamant
sa réunion à la F r a n c e : dès lors j e ne sache pas qu'elle se soit
rétractée de cette disposition. C'est par la libre volonté qu'elle
avait été agrégée à la grande nation, c'est par la conquête et
la force qu'elle en a été détachée. Le Gouvernement sarde,
loin de passer pour faire un marché de la Savoie, paraîtrait
au contraire reconnaître le droit. Il serait conséquent avec
ses principes. Mais, je le répète, il ne s'agit pas d ' u n e séparai ion violente, j e ne raisonne que dans le cas d'un traité politique, où le Gouvernement du Roi pourrait renoncer à la
Savoie sans assumer sur lui l'odieux d'avoir trafiqué d'un
p e u p l e sans son consentement.
Monsieur le ministre de l ' i n t é r i e u r dit que l'Italie f e r a par
elle-même ; j e le désire, bien que j'en doute quelque peu.
Mais ce n'est pas seulement dans le cas où les secours é t r a n gers viendraient à son aide, q u e l'Italie p o u r r a i t être obligée
de céder la Savoie. Cela peut arriver lors m ê m e qu'elle fonderait seule sa nationalité; car après la g u e r r e d'indépendance
il faudra en venir à des traités, à des r e m a n i e m e n t s de t e r ritoire. Si dans ces traités la diplomatie ne voulait reconnaître
l'indépendance de l'Italie qu'à la condition dont je parle, il
faudrait bien se décider à se fixer sur ce sujet. C'est u n e
question brûlante que je n'aurais pas voulu aborder.
Varie voci. Ai voti ! ai votî! ( R u m o r i p r o l u n g a t i , confusioni
di voci)
BRi'NiGR.
(Incrociando le braccia) Messieurs, je ne m ' é pouvante pas de vos m u r m u r e s ; j ' a i la parole, je la garderai.
Tout ce q u e vous pouvez gagner à vos interruptions, c'est de
m ' a r r ê t e r et de p e r d r e du t e m p s , parce q u e , quoi q u e vous
fassiez, vous m e subirez j u s q u ' a u bout.
Voici deux mois et demi que les députés de la Savoie écoutent patiemment vos longues dissertations sur la politique et
sur la g u e r r e ; g u e r r e qui enfin, il faut le dire, tend à r e c o n s tituer une nationalité q u i , au f o n d , n'est pas la nôtre ; et
vous, vous ne pourriez pas nous e n t e n d r e pendant une séance?
Il est vrai que depuis 1845 le Gouvernement sarde a pris
une excellente mesure en se chargeant du diguement et a c cordant un t e r m e de 15 a n s ; il a ainsi soulagé les populations riveraines. On doit lui en savoir d'autant plus de g r é ,
qu'il y aura réellement une p e r t e pour l'Etat. Mais je persiste
à dire q u ' a n t é r i e u r e m e n t ce diguement était une véritable
expropriation pour les r i v e r a i n s , qui étaient contraints d ' a b a n d o n n e r leurs fonds.
Si monsieur De Costa, au lieu de demander u n e Université,
qui n ' a p p o r t e q u ' u n e éducation de l u x e , proposait des é t a blissements d'éducation i n f é r i e u r e , je m'y associerais volontiers et prierais le Gouvernement d'y faire droit. Ainsi, on
pourrait fonder des écoles d ' a g r i c u l t u r e , des arts et m é t i e r s ,
et autres de ce g e n r e , qui profitent à la grande masse des citoyens. Monsieur De Costa, qui a fondé dans ses t e r r e s de La
Motte un établissement qui changeait un peu l'ancienne r o u tine de l'éducation, doit c o m p r e n d r e tout l'avantage qu'on
pourrait recueillir de pareils établissements; il peut en j u g e r
par le succès, les résultats consolants de celui de La Motte.
Je demanderai ensuite à monsieur le ministre des travaux
publics s'il a fait commencer les études du projet de canalisation du Gelon, et de la r o u t e de Pont-Charraz à la r o u t e d ' I talie, Déjà j'avais eu occasion d'en parler à l'honorable m o n sieur de Santarosa, alors ministre des travaux publics. Il me
répondit qu'en suite d'un article de la Concordia,
reproduit
1848
par le Courrier des Alpes, n* 19 ou 20 août et s u i v a n t , il
avait écrit à monsieur l'intendant général de Chambéry p o u r
qu'il eût à faire faire ces é t u d e s ; il # a renouvelé, à ma p r i è r e ,
celte invitation, par lettre du 2. Je demande à monsieur le
ministre si on lui a répondu et où en est ce projet. Dans tous
les cas, je le prierais de faire activer le plus tôt possible ces
études afin que j e puisse demander un subside à l'Etat dans
la discussion du b u d g e t ; j e lui en saurai g r é , ainsi que les
populations dans l'intérêt desquelles j'ai parlé.
iii m ï ! \ ï s tr o » E l l a t o r i p u r b l i c i . A me v e r a mente non consta che sia stata chiesta questa informazione
d a l l ' i n t e n d e n t e g e n e r a l e , a meno che ciò non abbia avuto
luogo prima della composizione del gabinetto. Io ricevetti più
l e t t e r e , e posso assicurare l'onorevole preopinante che tutte
quelle informazioni che ho avuto l ' o n o r e di rassegnare alla
Camera sono esattissime, perchè le ebbi non solo da capi di
divisione, ma le ho io medesimo verificate coi documenti alla
mano.
m e m a b r e a . Je demande la parole.
Varie voci. No ! no !
h e k i b r e a . C'est pour t e r m i n e r la question.
j r i C Q i E H O U D g . Je demande la parole.
c h e s a i i . J'ai demandé, moi aussi, la parole,
iii p r e s i d e n t e . Vous êtes bien inscrit.
c h e n a l . J'ai déjà demandé la parole depuis fort longtemps, et avant m ê m e quelques uns de ceux qui ont déjà
parlé.
i«j p r e s i d e n t e . Je vous demande pardon, monsieur Michelini G. B. est inscrit avant vous.
mich eij ïn s et. b . La Camera può essere persuasa c h e ,
al punto in cui è giunta la questione, io sarò brevissimo.
Primieramente
Molte voci. L ' o r d i n e del giorno! La chiusura! ( R u m o r i e
confusione di voci diverse)
p i N E i i i i i . Insto per la chiusura !
ili p r e s i d e n t e . Dieci deputati han dimandata la c h i u sura.
e a n za . Mi pare che l'onorevole deputato Ract ha p r e s e n tato un ordine del giorno motivalo. Si può m e t t e r e ai voti.
ili p r e s i d e n t e . Metto prima ai voti la chiusura della
discussione, e quindi leggerò l'ordine del giorno presentato
dal deputato Ract.
(È approvata la chiusura).
, f
Leggo ora l'ordine del giorno del deputato Ract (V. pagina 1302).
Interrogherò la Camera se appoggia q u e s t ' o r d i n e del
giorno.
c .
c o s t a d e BEA.UREdA.RD. (Interrompendo)
Io p r o pongo l'ordine del giorno puro e semplice, che deve avere la
priorità.
ili p r e s i d e n t e . Domanderò prima se è appoggiato
quest'ordine del giorno puro e semplice.
(È appoggiato).
Siccome il medesimo avrebbe la priorità, lo metto ai voti.
(È approvato).
( G a z z . P.)
DI SCUSSI ONE
P UT A T O
MI NA
DES
D E LI P R O G E T T O
X S BC H E I ìI N I
FI.
B.
D I
I I K CL GE
CONCER NENT E
D E LI
DE-
li A
NO«
SI NDACI .
ili p r e s i d e n t e . L'ordine del giorno porla la discussione della legge presentata dal signor Micheliiii relativa alla
nomina dei sindaci. Leggerò il tenore della legge come venne
modificata dalla Commissione ( T . Doc., pag. 228),
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CA MERA
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D EP U T A T I
Il de puta to canonico P e r nigotti ha la pa r ola .
p e r n s c i o t t i ii. La s ur r ogazione propos ta da ll'onor e vole
s ignor de puta to Mic he lini a ll'a r tic olo 78 de lla le gge pr ovvis oria de lli 7 ottobr e u lt im o scorso e d appoggiata da lle conc lus ioni de lta Commis s ione , pr e vie ne in s ulle p r ime pe r ta l
modo in s uo favore che s e mbra pr o pr io non possa non ve nir e
a ll'is ta nte una nime me nt e da que s ta Came ra accolta ed appla udit a . Gilè in ve ro non può essere che s impatico uti a r tic olo
il qua le te nde a r e nde r e vie ppiù cos tituzionale la no mina de i
s inda c i, a me tte r la vie ma ggior me nte in a r mo nia col pre s e nte
r e gime , ad e s plorare s e mpr e p iù e d as s e condare il voto de l
popolo, r is tr inge r e in una parola l'a r b it r io e tute la r e la lib e r t à; ma p ur e , ogniqua lvolta ve niva in campo que s ta propos izione , trovava s e mpre ne lla Came ra pr e pa r a ti or ator i a dife nde r la e c omba tte r la , dis pos ti pe r ò t ut t i a mis ur a r s i c ontr o
di le i, giacche pe r una s tr ana me tamor fos i politica non sì
tos to las ciavano il campo gli u n i, pr e nde va no i dife ns ori l'offesa ; e ciò che re ca maggior me r a viglia si è che lo stesso
onor e vole pr opone nte , che tanto la vaghe ggiava una volta ,
pa r e , se non e r r o , che a ma linc uor e la dife nda ade s s o.
m i c h e l i ì v i «j. ss. Doma ndo la pa r ola pe r un fatto pers onale . ( Risa generali)
p e r n i g o t t i ij. Nuovo io affatto ne lla vita p o lit ic a , ho
s e mpre in mio cuor e r it e nut o que s ta s ur r ogazione come inte mpe s tiva , ir r e gola r e ed in u t ile , e come tale la combatto ora
br e ve me nte , e s pe re re i in modo che nè br e vità a chiar e zza,
nè chiare zza a br e vità faccia da nno .
Non è dubbio che l'e me nda me nto pa r zia le d 'una le gge qualu n q u e , la qua le esser de bba ritocca da capo a fine , sia de l
tutto ir r e gola r e ; gia c c hé , ai mille inc onve nie nti che seco tras cina que s ta ope r azione fatta a r ipr e s e , il pr oba bile pe r icolo
si aggiunge di dove r r it o r na r e s ui di già fatti e me nda me nti
onde me tte r li in a r monia col r e s tante de lla le gge . Ed è s otto
que s to as pe tto che io s os te ngo essere ir r e gola r e ed inte mpe s tiva
la s ur r ogazione propos ta da ll'onor e vole s ignor Miche lini e pe r
ciò as s olutame nte da r ige tta r s i. Ve ro è che un grave pe r ic olo,
un'impo ne nt e ne ce s s ità, l' ut ilit à gr a nde de l paese cons igliar e
potr e bbe r o a de viar dalla r e gola ; ma q ua le , di gr a zia , ne l caso
nos tr o, qua le il pe r ic olo, la ne ce s s ità, il vantaggio?
Si dis s e , non s ono molti g io r ni, che la nomina de i s indaci
fatta ad a r bit r io d 'un Minis te r o, che pie na non gode la confide nza de l pae s e , è pe ricolos a ed invis a , e pe r c iò la dur a ta d ' un
tr ie nnio pe s ante di tr oppo. Io confe sso ing e nua me nte non ess e r mi mai c a duto in pe ns ie ro che la Came ra potesse te ne rs i vincolata da lla le gge s ui munic ipii pubblic a ta dal pas s ato Minis te r o
a ma nte ne r e in carica pe l corso di tr e a nni i s indaci che venis s e r ogius ta il pr e s cr itto de lla me de s ima no mina t i. E chi ma i
vie te r à a vo i, o s ig no r i, che ne lla le gge s ui m u n ic ip ii, cui
s pe ro dar e te ma no qua nt o p r im a , pr e figgiate e ntr o il p iù
br e ve te r mine la r iunio ne de gli e le ttor i pe r de ve nir e alla nomina de i c ons iglie r i e de i s indaci s ulle bas i che me glio crederete? Qua l pe r icolo d unq ue ci s ovras te rà, pe r la nomina provvis oria fatta de i s indaci da l Minis te r o, e pe r sì bre ve s pazio di
te mpo? D'a ltr o nde , qua l s os pe tto n ut r ir pote te su d 'un Minis te ro
che de mocr atico si è profe s s ato ne l s uo pr o c la ma , e da cui
pe r ciò as pe ttare non vi pote te che de moc r a tic he pr ovvide nze ?
Io già poi non cre do che a lc un Minis te r o avr e bbe tras ce lto
a re gge re i c o muni o pe rs one ta li da mina r e a lle nos tre guar e nt ig ie , o uo mini ine t t i o tur bo le nti da c ompr ome tte r e l'ordine pubblic o. Simili tr is tizie io non le pr e s ume r ò ma i in
pe rs one onor ate che s ie dono a que l ba nc o, pe r qua nt o stermina ta fosse la dive r s ità de lle o pinio ni che da lor o mi divide s s e ; ed a bba ndono be n vole ntie r i pe r ora que s ta nomina al pr e s e nte Minis te r o, il qua le pe r bocca de l minis tr o
—
!
"T" rr"n ' "• »'»• • »• ni'"»""
—
S ES S ION E
D EL
4848
di gr azia e gius tizia si mos trava lie to che gli fosse pe r me zzo
de lla propos ta te r na d imin uit a la r e s pons a bilità. Se le car iche
e gli onor i si de vono confe r ir e a lui che li r ifiuta , e r ifiuta r li a chi li ambis ce , s arà p ur ve ro che me r ita confide nza
que l Minis te r o, qua ndo conos ce e tr e ma de l pe s o de lla res pons a bilità. (Bene !)
Re s pinge te d u n q u e , o s ig n o r i, la s ur r oga zione pr opos ta
da ll'onor e vole Mic he lini; r e s pinge te la , pe r chè la è ir r e gola r e ,
pe r chè non vi pre s e nta a lc un va nta ggio, pe r chè non richie s ta da a lc un ur ge nte bis ogno, e pe r chè le popola zioni vi sapr a nno buo n gr ado di ave r lor o dato al più pre s to u n sindaco s ce lto fra i cons iglie r i da esse e le t t i, a nzic hé , a pre zzo
d'una imp o r t un a dila zione ad otte ne r lo, a utor izza r lor o la
te r na . E que s ta dila zione non p uò essere in ogni caso ta nto
br e ve , pe r chè il se fossimo tutti uniti, pr ofe r ito s abbato da
un de puta to, è come il se d'Ar c hime de , c ui manca il p unt o
d'a ppoggio. Re s pinge te la infine pe r chè voi ne avr e te lode , ed
i popoli vantaggio ne lle nuove e le zioni che or dine r e te . — S ì,
o s ig no r i, in que s to tr e me ndo pe r iodo di gr a nde tr ans azione
le popola zioni si s ono divis e in due s chie re : t imida l' u n a ,
intr e pida l' a lt r a . Que lla invoc a nte l' a u t o r it à , l' e n t us ia s mo
que s ta. — Una p iù fe de le , l'a lt r a p iù ge ne ros a. L'a ntic a , cus tode de lla fe r me zza, c ons e r va ; la nuova , ma dr e de i mig lio r a me nt i, pr oduc e . In que s ta pugna pe r ò de l nuovo e de ll'a ntic o, una gr a n pa r te de i c omba tte nti non pr e pa r a ta abbas tanza si s lanciò agli e s tr e mi. — Gli a ntic hi p e r ma ne nt i, fa tti
ne mic i d'o g ni moto, te ne r vor r e bbe r o compre s s a la s ocie tà c olla
re s is te nza; e non s anno che la re s is te nza pr e par a al mo vime nt o .
— I nuo vi, s e mpre p r o d ut t ivi, collocare vor r e bbe r o l'inc ivilime nto ne l moto pe r pe tuo ; e non r ifle ttono che il muove r s i
a ta le nto è s ove nte pe r ig lio . — Im m o b ili gli u n i, s 'occupano
in ma nte ne r e , come se n ulla dovesse p r in c ip ia r e ; pre s untuos i gli a lt r i, a cr e ar e , come se nulla esistesse. — Que lli
cons e r vator i de lle a b it u d in i, te ndono a s ce mare i comodi de lla
vita ; fa na tic i gli a ltr i de l progre s s o, s 'affaticano a cre are nuovi
bis ogni. — In br e ve a ll' un a de lle e s tr e mità tr ovate ogni me glio
ne l mo t o , da ll'a ltr a ne i ce ppi. Ve ra libe r tà non sta ne gli eccessi;
sì be ne ne l ve ro e ne l gius to.
La pa r te pe r ò p iù coraggios a ha vinto ; a lc une pe r ò tra le popola zioni me no colte si s lanciar ono agli e s tr e mi, cos icché ne lle
e le zioni c o muna li, a tor r e ogni ve s tigio de ll'a ntic o , c hia ma r ono
a s ie de r e s ugli s talli de lle a mminis tr a zio ni c omuna li uo mini pe r
una gr an pa r te incapaci ad a mminis t r a r e e ope r ar e il pubblic o
b e n e . —V e r o è che la capacità di fatto r is ie de finor a in picciolo nume r o di pe r s one , giacché gli a mminis t r a t o r i da p iù lus tr i non s ono ins e gna li che a r ie mpie r e i vuoti de gli s ta mpa ti
che lor o si tr as me tte vano da lle inte nde nze . Ad ogni modo è
que s to il me glio che ne lle bor ga te si a b b ia ; le clas s i infe r io r i
de lla s ocie tà, igna r e de i p r o p r ii d ir it t i, non ha nno nè ma i
s ognato di pote r cangiar e la q ua lit à di p up illo in que lla di tutor e .
Se voi d un q ue amme tte s te la te r na , fors e pe r la p r ima volta
in que i pae s i si pr opor r e bbe r o uo mini fa na tic i e d inc a pa c i.
Las ciate inve ce che s ie no pr e s ie duti da un uo mo H p iù capace
che s aprà il Minis te r o e le gge re tr a i c ons iglie r i. Il popolo or a
è s ve g lia to , in pochi me s i conos ce rà le d iffic o lt à; a lc uni si
r it ir e r a nno , pe rs uas i de lla lor o im p e r izia ; a lt r i p o i, s gannati
da ll'e r r or e ne l qua le fors e il pr iva lo inte re s s e li ave va inv o lt i,
che i mig lio r a me nt i de lle *c omuna li a mminis t r a zio ni s ie no r ipos ti ne ll'a bolizione de i dazi e de lle ga be lle , ed inizia ti in
que s ta c a r r ie r a , in pochi me s i po t r a nno ut ilme nt e far pa r te
de lle c omuna li a mminis t r a zio ni, e pos cia, be n e duc a ti, in pochi
a nni pas s are da lla s cuola a lla c a tte dr a .
Voi pe r ò, s ignor i d e p u t a t i, da te ma no il p iù pr e s to che pos-
— 1505 —
TORNATA DEL 27 DICEMBRE 1848
siate all'intiera riforma di questa legge sui municipii, giacché,
se ponete nella guerra più pronta ogni speme di nazionalità,
dal buon regime dei comuni vi sarà dato sperare i mezzi per
una lunga guerra, quale esser suole quella dell'indipendenza
e della nazionalità.
HiCHELiKi g. ss. lo domandai la parola per un fatto personale: quindi non entrerò nel merito della discussione, riserbandomi a parlare l'ultimo, affine di rispondere a quelle
difficoltà che altri deputati faranno.
Venendo pertanto unicamente alla quistione personale, io
dirò che gratuita assolutamente è l'asserzione dell'onorevole
preopinante, che io difenda presentemente a malincuore quella
legge che aveva proposta e sollecitata con tutte le forze dell'animo mio.
Ciò posto, non sarebbe bisogno che io discendessi a provare
quanto male si sia apposto l'onorevole preopinante, il quale
non ha corroborata di prove la sua asserzione; tuttavia,quantunque non sia necessario, dirò che per me non istette che la
legge di cui si tratta non venisse in discussione prima d'ora, e
me ne appello ai membri della Commissione stata nominata
per l'esame della legge da me proposta, se io non sono stato
molto arrendevole alle emendazioni che i miei colleglli di
quella Commissione hanno fatto alla medesima. Essi non ignorano, e potrebbero all'uopo farne fede alla Camera, che una
sola tornata ebbe la Commissione sulla mia proposta, e che
furono proposti diversi emendamenti, ai quali io ho aderito
non tanto per intimo convincimento, quanto per non prolungare di soverchio la discussione. Quindi avvenne che, quantunque la Commissione non si sia radunata che alle 11 mattutine di sabbato, nella stessa tornata di sabbato potè aver
luogo ia relazione presentata dall'onorevole avvocato Ferraris.
Io dunque affermo che assolutamente mal si appone il
preopinante, allorché mi taccia di non aver seguito quella linea
che io stesso mi era imposta fin da principio ; vale a dire che
la mia proposta fosse discussa al più presto, onde da progetto
si convertisse in legge vera.
CASTEIÌIII. Signori, noi tutti sappiamo che il municipio,
in un Governo veramente democratico, deve e-sere una scuola
di educazione politica per il popolo, una scuola, non solo di
idee, ma di sentimenti e di abitudini. Confondere gl'interessi,
le opinioni particolari nell'interesse e nell'opinione comune,
è la base della vita politica in un paese libero. Così quanto
più noi allontaneremo ogni idea di dipendenza o di arbitrio,
per accostarsi alla libertà del principio elettivo, tanto più ci
accosteremo a quel fine cui tutti tendiamo.
Egli è dunque con piena convinzione di causa che io mi
unisco ad appoggiare la proposta del deputato Michelini. Che
più? Io l'accetto, non come ultimo termine delle emendazioni
di cui la nostra legge comunale abbisognerebbe, ma l'accetto
come un mezzo termine, come una transizione tra il vecchio
sistema della dipendenza e quello dell'elezione libera, che io
pongo per fondamento di tutti i miglioramenti che le nuove
nostre istituzioni introdurranno nel sistema municipale.
Quali siano le ragioni principali per cui la proposizione del
sindaco debba essere riservata ai consiglieri comunali, noi lo
abbiamo inteso dall'onorevole proponente di questa legge, non
che molte fra quelle che allontanar devono l'idea d'ogni influenza superiore, per cui un sindaco non sarebbe più che l'agente d'un ministro, di un intendente.
Non mi arresteranno quindi le obbiezioni che pur si fecero
sull'opportunità di questa legge, come quella che potrebbe ritardare , benché per brevissimo tempo , le nuove nomine.
Quando trattasi di cosa di tanta importanza , qual è ai dì nostri la scelta d'un magistrato municipale, la prima cosa a con-
siderarsi si è di far bene, e non di fare più o meno presto. Nè
più mi muovono le obbiezioni che tenderebbero a provare che
un sindaco, il quale non fosse direttamente nominato dal re ,
potrebbe disconoscere i rapporti di dipendenza che egli ha
come uffiziale del Governo verso il potere esecutivo ; poiché
l'autorità del sindaco non deve derivare dal re chelo nomina,
ma dalle leggi che sovrastano a lutti.
Per il che il Governo attuale , se è ispirato da quei sentimenti democratici di cui si pregia , lungi dall'opporsi ad una
tal legge, deve provarlo in quest'occasione, lasciando che il
popolo, per quanto può essere rappresentato nei Consigli comunali, eserciti quel diritto che, tutelando i suoi più particolari interessi, lo fa giudice di un merito, di un'attitudine, che
niuno più di lui nel caso nostro può conoscere, e lo inizia così
a quel sentimento di dignità civile che fu sinora soffocato in
esso o vilipeso da tutti gli ostacoli e le prepotenze di un sistema che imponeva per prima legge una cieca obbedienza al
più assoluto arbitrio.
Che cosa fossero i sindaci nei tempi passati è inutile, se non
odioso, il dirlo : io ne appello a quanti coprirono questa carica ; e non esito a dire che a poco, se non a nulla, si sarebbe
owiato degli antichi vizi , ove i sindaci continuassero a dover
ripetere la loro nomina, la loro autorità, non dal volo del popolo, ma dal potere sovrano.
Sostituire al criterio dei Consigli comunali il criterio del
Governo , si è disconoscere tutti quegli strettissimi rapporti
che esistono fra gli abitanti di uno stesso comune o città , e
che soli possono consigliare quella scelta che soddisfi i loro
bisogni. I Ministeri, come diceva benissimo il deputato Michelini , i Ministeri vanno e vengono , ma non il comune , i cui
componenti rimangono gli stessi ; né i suoi interessi possono
subire quelle alterazioni repentine cui va soggetto il potere
politico. Onde i sindaci eletti dai consiglieri saranno sempre
la vera espressione dei sentimenti, delle idee, dei bisogni del
proprio loro comune.
Io non voglio porre in dubbio l'esistenza o la fede del Ministero attuale ; ma temo che. sotto una troppo forte preoccupazione, sotto l'impressione di avvenimenti , che è facile vedere sotto più aspetti, esso non ispinga i suoi principii olire
quei termini fissali dalle attuali nostre condizioni ; io dubito
che egli sia, per la novità delle sue circostanze, indotto o forzato ad abbandonarsi in queste scelte che ascendono a più di
tremila , ad uomini che gli si professeranno devoti, ma che
forse agiranno con fini secondari , o con fini interessali, od
animati da antiche ire : ed allora, invece di avere in queste
nomine l'opera di un Governo , noi avremo l'opera di un
partito.
Per quanto poi siasi detto , io non ho inteso chi abbia saputo intaccare la composizione dei nuovi Consigli municipali;
mi consta anzi che in molte cospicue città , in molte Provincie le nuove elezioni riuscirono tali da soddisfare qualsiasi
amatore del nuovo ordine di cose, anzi qualsiasi vero demócrata; e le popolazioni dei più umili borghi dimostrarono tale
buon senso che non può a meno di farci sperare ottime scelte
nei sindaci.
Vuoisi che la nomina diretta del Governo riuscirebbe più
sicura ; ma egli non potrebbe in ogni caso scegliere fuori degli attuali consiglieri, e sulla terna presentatagli avrà ancora
campo a scegliere il migliore.
L'Assemblea Costituente di Francia , che rivendicò nel
1789 i prijni diritti dei comuni , stabiliva in ognuno di essi
un sindaco, un procuratore sindaco ed un Consiglio municipale, tutti direttamente eletti dai loro concittadini. Mai Governi che succedettero non tardarono a impadronirsi della no-
_
1306 —
CAMERA DEI DEPUTATI —
mina del sindaco, poiché troppo chiaro vedevano quanto questo sistema convenisse allo spirito di centralizzazione di ogni
potere ed a mantenere quell'influenza che tutta volgevasi a
profitto dell'arbitrio e della corruzione elettorale. Inutile dunque sarebbe far suonare sì alto questo nome di popolo, quando
10 si volesse un giorno sovrano , per porlo un altro giorno
sotto tutela. Il sentimento dei suoi veri e reali interessi il
popolo lo possiede, e se havvi corpo morale in cui questo
sentimento abbia ora campo a spiegarsi, egli è nel municipio,
e in questo bisogna mostrargli quale sia l'importanza del suo
veto, onde educarlo a comprendere quella ben più alta del
volo politico.
Ora, se questo popolo vedrà che il Governo vuole interporre
la sua azione diretta persino nel municipio , che rappresenta
11 primo elemento dell'aggregazione e della famiglia politica ,
allora egli si crederà illuso; e nel sindaco, in quel magistrato
col quale egli trovasi in giornaliero contatto e la cui autorità
dev'essere in gran parte morale , non vedrà più quasi un padre, ma un agente del Governo, irrisponsabile quasi de' suoi
atti in faccia agli elettori.
E questa una questione , la di cui importanza sarà sentita
sin nell'ultimo nostro borgo , e non vi sarà argomento o ragione che possa persuadere al più zotico contadino che concorrere ad eleggere il proprio sindaco è più consentaneo ai
principii di libertà, d'indipendenza, d'eguaglianza che non vederselo impiantato per ordine superiore da un intendente o
da un ministro del Re.
Si disse che questo sistema importava l'elezione a doppio
grado, ma questo argomento non parmi possa fare al caso nostro. Si potrebbe fare tale obbiezione , se si trattasse di scegliere tra l'elezione a doppio grado , o l'elezione diretta col
suffragio universale. Ma qui non trattasi di un sistema elettorale, ed io sfido chiunque a provarmi, allo stato delle cose, se
l'elezione del sindaco per terna non sia intanto più democratica che non quella dello stesso, per arbitrio sovrano.
L'esperienza poi del voto universale ognun sa a quale partito sia riuscita favorevole sinora, onde io non dubito dire che
allo stato delle nostre condizioni, della nostra educazione politica, l'elezione per voto a doppio grado sarebbe più favorevole alla causa democratica che non il voto diretto ed universale.
Un'altra obbiezione si fa ancora alla legge proposta, ed è che
se i sindaci fossero nominali dal Consiglio municipale , non
potrebbe più esservi nel sindaco quella dipendenza e risponsabilità verso il Governo , che derivano dalle molteplici sue
attribuzioni. Ma questo inconveniente ripara la nomina sulla
terna proposta, nomina che egli dovrà ripetere per giusta
parte dal potere sovrano e che concilia tutte le esigenze del
municipio e del Governo.
Conchiudendo dunque , dirò che io confido in un Governo
rappresentato da uomini forti della loro opinione e che si fondano su principii veramente democratici. Un trono costituzionale circondato da istituzioni repubblicane fu^sempre la
mia divisa, ed in questa io fondai da lungo tempo la mia professione di fede politica ; ma se comprendo ed approvo un
Governo fondato su questo principio , che , diretto da questo
spirito, agisca francamente in tal senso in tutte le sue diramazioni , io dubito che a questo superiore impulso possano sin
d'ora giustamente corrispondere tutti gli elementi che compongono il nostro corpo politico e che gli effetti possano sempre stare in ragione diretta colla causa , e per spiegarmi in
una parola, ammetto un Governo democratico; ma che l'educazione politica del nostro paese possa già darmi per risultato
immediato un municipio democratico, io ne dubito.
SESSIONE DEL
1848
Non si passa in un anno dall'assolutismo alla democrazia ;
questa io non faccio consistere in un nome, ma nei sentimenti,
nelle idee : giusto, generoso è il principio ; ma lunga , previdente , delicata è l'opera che abbisogna per penetrare nelle
masse : una mano potente può certo accelerarne lo sviluppo;
ma se l'azione sua eccedesse certi limiti, allora lo può precipitare ed incontrare ostacoli là dove credeva d'aver ad agire
su tT'un corpo inerte e passivo.
La vera democrazia si prepara, si dirige, ma non s'impone,
ed è troppo bella virtù , perchè possa ottenersi ad un tratto.
L'esempio di Francia ai dì nostri parla più alto di qualsiasi mio
argomento.
Vuoisi che solto questa discussione ci covi altra cosa, e che
non da vero spirilo democratico siano animati alcuni sostenitori
della proposta legge ; che cosa ci cova io lo dirò francamente:
egli è forse lo spirilo di predominio di tutti i partiti giunti al
potere ; quello spirito appunto , che è uffizio di ogni sincero
rappresentante del popolo di neutralizzare e combattere, ove
abbisogni.
Io non farò dunque di questo voto una questione di fiducia:
ho appoggiato apertamente questa legge prima che venisse
al potere l'attuale Ministero, benché essa venisse dai banchi
della sinistra. Io vedrò sempre in una legge il principio che
la ispira, non mai la parte che la propone. (Bene ! Bravo !)
(Gazz. P. e Risorg.)
s e k a z z s . Signori, quand'io esamino la storia dell'ammistrazione municipale d'Italia , sempre più mi persuado che la
libertà municipale è antica, ed i vincoli che la restringono ed
inceppano sono invece recenti. E infatti, dopo la gloriosa Lega
lombarda, dopo la pace di Costanza , i comuni italiani continuarono per molti secoli a reggersi a popolo, scegliendo liberamente i loro capi ed i loro rappresentanti , cui confidavano
l'autorità municipale non solo, ma ben anche il potere governativo.
Cessata poi in Italia quella larghezza di regime municipale,
i diversi potentati che si succedettero nella dominazione dell'Alta Italia , quasi si vergognassero di non rispettare almeno
in qualche parte quelle libertà che gl'Italiani avevano conquistate col loro sangue, lasciarono che i municipii continuassero
a scegliere liberamente i capi ed amministratori del patrimonio comunale, e prova ne siano le due città d'Alessandria e Novara, già appartenenti alla Lombardia, che mantennero anche
sot^to il Governo del re di Sardegna la facoltà di scegliere i loro
sindaci e consiglieri, facoltà e avanzo di gloriose memorie, di
cui solo da pochi anni ne furono private. Ora, per quale ragione vorremo noi che in un'epoca che proclama altamente lo
sviluppo di tutte le libertà , la prima di tutte, quella che più
da vicino è sentila ed interessa le popolazioni, sia menomata
col concedere al Governo l'elezione dei sindaci ?
Non vale il dire che, in forza della legge delli 7 dello scorso
ottobre, essi agiscono, non solo come capi dell'amministrazione comunale, ma benanche come ufficiali del Governo; poiché le attribuzioni loro accordate dall'articolo 75 in questa
qualità riguardano anch'esse direttamente l'azione del Governo sui comuni; e tali sono veramente la polizia generale,
la sorveglianza sui costumi, la tutela dei minori, il censimento
della popolazione, i ruoli per le somministranze militari del
luogo, la pubblicazione delle, leggi, degli ordini e manifesti,
i registri dello stato civile, ed in massima tutti gli atti di semplice amministrazione esecutiva, affidati ai comuni ed ai Consigli comunali : sono parole della legge.
Sono adunque d'ordine municipale, più che d'ordine governativo, i poteri che esercitano i sindaci come ufficiali del
Governo. Ma ove noi fossero, dove potrebbe ritrovare il po-
— 1307 —
TORNATA
DEL 2 7
t e r e esecutivo miglior garanzia per la scelta dei suoi
agenti
DICEMBRE
1848
legge, la quale, in apparenza tendendo a r e s t r i n g e r e le libertà
responsabili, che nel voto l i b e r a m e n t e emesso da coloro che
del Governo, conduce in fatto a sanzionare il p r i n c i p i o :
furono eletti dalla gran massa degl'interessati? No, non
la nomina del sindaco al Governo del r e si appartiene.
v'ha
che
a dubitare che coloro che devono essere in contatto giorna-
Non bisogna illudersi, o signori : le limitazioni confermano
liero coll'autorità locale per gl'interessi più vitali e più i m -
sempre la regola. E se il Parlamento non passa all'ordine del
mediati, per le spese comunali, per la leva militare, per le
giorno sulla proposta Michelini, la quistione non rimane più
strade, per i lavori pubblici, per la polizia urbana e r u r a l e ,
intatta : esisterà un voto del Parlamento sino
non v ' è , dissi, a dubitare che essi non scelgano le persone la
non mai pronunziato su quest'importantissima controversia.
cui vita illibata pel passato, le cui cognizioni ed interessamento per la cosa pubblica siano già stali posti alla prova, e
al presente
P e r c h è pregiudicarla prima del tempo ?
P e r c h è , si risponde, è i m m i n e n t e la creazione dei nuovi
sindaci, e conviene togliere almeno in parte il potere che al
siano una garanzia della loro condotta in avvenire.
Queste ragioni, che pur avrebbero tanta forza per provare
Governo concede l'attuale legge.
Ma questa parte di potere
che la scelta del sindaco debba farsi esclusivamente dai con-
che si toglie al Governo si vuol dare al popolo ? No : si vuol
siglieri, persuadono maggiormente che almeno debba dai m e -
dare al Consiglio comunale, il quale nè per la legge da cui ha
desimi formarsi una terna a seconda della proposizione del
origine, nè per voto del popolo che lo ha eletto, alcuna p r e -
conte Michelini. Dirò di più c h e , quando essa non fosse p r e -
tesa può avere alla nomina del sindaco.
scritta da una legge, dovrebbe tuttavia il Ministero volonta-
La lite pende tra il municipio ed il Governo del r e .
Se
r i a m e n t e provocarla, perchè con niun altro sistema si trove-
spetta al primo, al primo se ne lasci la scelta ; se al secondo,
r e b b e maggior garanzia di capacità e di probità nelle persone
al secondo.
che devono eseguire la legge e gli ordini ministeriali.
sistema è più sicuro che quello di fare un appello
Niun
agl'inte-
Ma perchè intrudervi fra mezzo un elemento oligarchico
ressi locali, perchè di rado si sbaglia a giudicar gli uomini dai
si allontana dalla semplicità, tanto più dalla verità si
loro interessi.
lontana.
E neppure giova m e t t e r e in campo l'esempio della Francia.
Chi ci assicura che nella progettata rosa vi saranno
La Francia è il paese classico della centralizzazione per eccel-
clusi i tre prediletti dal Municipio, od i tre più al
lenza. Se le libertà nazionali dopo il 1 7 8 9 guadagnarono
graditi ?
più
o meno nelle diverse fasi della repubblica e del governo c o stituzionale, certo vi scapitarono le libertà municipali da ciò
che erano prima degli Stati generali. Che anzi, fin da q u e l l ' e poca in cui incominciava a manifestarsi un generale malcon-
a
complicare senza ragione le forme? Quanto più nelle cose uno
aiin-
Governo
Sarà dunque un bel modo di sciogliere il piato, rendendo
e n t r a m b e le parti egualmente mal soddisfatte ?
Che se mi si dicesse che i tre proposti dal
Consiglio
deb-
bono necessariamente essere grati al municipio, dal momento
tento nel popolo francese, si riferiva al sovrano che uno dei
che sono presi fra i consiglieri da esso eletti, e fra i quali era
motivi n'era il tentativo de' ministri di c o n c e n t r a r e nel Go-
disposto a veder designare il suo s i n d a c o , risponderei a q u e -
verno i poteri dei municipii.
sto obbietto più specioso che vero : non esservi dunque
Non è nella Francia moderna, ma nell'antica che dobbiamo
gione per c r e a r e un terzo potere che
limita
ra-
la scelta del
c e r c a r e i principii della nostra legislazione comunale, n e l l ' I n -
Governo, se si oppone che , cadendo l'elezione tanto fuori
g h i l t e r r a , nell'America, in tutta la Germania, negli stessi pro-
che entro la rosa, il popolo ne r i m a r r e b b e soddisfatto e g u a l -
grammi d e ' m i n i s t r i austriaci, anzi nel programma stesso dei
mente.
nostri ministri che, or sono pochi giorni, ci insegnavano
che
Io quindi, come più semplice e c o m e più logico,
prefe-
la monarchia separata dal genio popolare non risponde ai bi-
risco il sistema attuale della legge 7 ottobre a quello del-
sogni, e ci promettevano di esser democratici, corredando
l'onorevole Michelini, perchè a m m e t t e soltanto il
il
principato di instiluzioni popolane, e concordando con esse la
zione. Ma quand' anche la proposta
costituzione del municipio.
Secondiamo adunque la promessa del programma
ministe-
concorso
dei due poteri, che soli potrebbero vantare diritti all' e l e Michelini
portasse
un
miglioramento alla legge sui comuni, vorrei perciò solo r e -
secon-
spingerla per ora, onde non diminuire con parziali
emen-
diamo la proposta dell'onorevole deputato Michelini, intanto-
dazioni il bisogno che sentiamo tutti di riformarla
presto
chè la Camera, esaminando n e ' s u o i dettagli e nel suo insieme
con viste più estese. Ed in ciò dovrebbero concordare,
l'economia della legge delli 7 dello scorso ottobre, non sia in
ben per altra ragione, coloro che simpatizzano poco sin d'ora
grado di proclamare intiera la prima di tutte le libertà, la li-
colle nomine
b e r t à municipale.
trattandosi di una legge provvisoria, provvisorie riescono pure
riale, se non vogliamo che essa sia una l e t t e r a m o r t a ;
Mu p r e s i d e n t e .
hei&breil.
Il
deputato
Benso
Giacomo
ha
la
Chi c'impedisce di por mano al lavoro?
l a m e n t o ; il suo proemio lo attesta. Altro non resta che o r d i narne la stampa e la distribuzione negli uffici ; i q u a l i , dopo
parola.
benso
sto, quanto più presto venisse a riformarsi la legge.
La legge 7 ottobre fu già dal Governo presentata al P a r -
medesima, gli cederei la parola.
presidente.
che sarà per fare l'attuale Governo ; p e r c h è ,
le elezioni e le nomine, le quali cesseranno tanto più p r e -
Il deputato Menabrea ha la parola.
Siccome ho intenzione di parlare in favore
della legge, così se qualche oratore volesse parlare contro la
ie
seb-
« i a c o m o . Signori, quanto sia grave questione lo
le leggi di guerra e le leggi di
finanze,
potrebbero
d e t e r m i n a r e a chi competa il diritto della elezione dei sindaci,
sene meglio che di tante altre proposizioni,
è cosa che venne già da molti dimostrata in questo recinto, nè
bensì, ma di una secondaria importanza.
contrastata da alcuno. Che sia quindi espediente definirla con
L'organizzazione dei
occupar-
d'importanza
comuni non esiterei a chiamarla la
logica di tale p r e -
principalissima fra le vostre incombenze, se il nemico non b i -
messa. Nè certo se ne sarebbe in quest'aula accesa la discus-
vacasse sul nostro terreno ; ma dopo la indipendenza e le fi-
maturità di consiglio, è la conseguenza
sione, prima che la Camera fosse chiamata a stabilire definiti-
nanze necessarie a conseguirla,
vamente la sorte del municipio, se l'onorevole Michelini non
quella di lavorare intorno alla ragionata emancipazione del
la prima
bisogna è c e r t o
ayesse tentato di a c c e l e r a r n e il momento con una proposta di
municipio, e radicare fra le masse l ' a m o r e della libertà, eoa
— 1308 —
CAMERA DEI DEPUTATI
portargliene, dirò così, la pratica nelle proprie case, la qual
cosa riuscirà di scuola migliore, che non sono le astratte teorìe e le metafisiche speculazioni. Questa emancipazione stringerà i vincoli della unità dello Stato, piuttosto che allentarli ;
perchè l'uomo si affeziona sempre più al suo Governo, quanto
più gode sotto la sua tutela una vita felice.
Nè mi rimuove da questa idea la speme di dover presto por
mano alla reale fusione di un regno più vasto. Possa il cielo
accelerarne il momento ! Ma coloro che in quel felice istante
saranno alla direzione della cosa pubblica, credete non avran
occupazioni d'avanzo ? Credete non vi sapranno buon grado
se potranno far loro prò de' già eseguiti lavori?
Achi poi mi decantasse i vantaggi dello attendere a riformare la legge, quando l'esperienza maestra ne avesse scoperto
il bene ed il male, rispondo : che se la discussione parlamentare è un modo più adatto alia compilazione delle leggi, giova
far l'esperienza sopra una legge in tal modo sancita, piuttosto che su quella nata nella forma antica, mentre lo Statuto vi
giaceva assopito.
Quando rivolgerete la vostra meditazione sull'ordinamento
dei comuni, è probabile che troviate, e per convenienza e
per diritto, doversi al municipio lasciar l'elezione del sindaco suo.
Chi più del municipio è interessato a scegliere l'ottimo sindaco che lo rappresenti ed amministri le cose sue? Dove meglio le qualità personali di un cittadino sono conosciute quanto
nel luogo ove dimora? Non è nella natura stessa il principio
che un corpo morale si elegga chi lo deve rappresentare? Se
il Governo nomina i sindaci, cesserà quella confidenza negli
amministrali, e quella benevoglienza nel capo della municipale famiglia che regnerebbe tra elettori ed eletto.
Ad ogni mutare di Ministero, essendo facile che si passi da
un colore politico all'altro nella immensa scala dei gradi del liberalismo , potrebbe il sindaco perdere la confidenza del Governo e dar ansa agli oppositori (che chi è al comando ne ha
sempre) per eccitar fastidi e provocare sospensioni, agitazioni
e dissidi nei municipii.
Che se dalla convenienza volgiamo lo sguardo al diritto, io
leggo bensì nello Statuto che il re nomina a tutle le cariche
dello Stato ; ma non credo che possa venire in ménte ad alcuno
che la qualità di sindaco sia una carica dello Stato. Ella è la
rappresentanza del municipio. Il sindaco fa quello che farebbe
il corpo morale se potesse agire da sè. Sarebbe dunque assurdo
chiamar carica dello Stato questa personificazione di una città',
di un villaggio.
La stessa legge 7 ottobre ammette che la qualità di sindaco non ha relazione che al solo municipio; ma soggiunge
che a questa qualità va annessa quella di uffiziale del
Governo.
Credo che tale idea sia un avanzo delle abitudini di cui
usciamo. Sotto la monarchia pura> il sindaco era un uffiziale
del re, perchè capo di un aggregato di sudditi privi di diritti politici: non potea la sua autorità derivare che dall'unico
fonte di potere che quel sistema di governo ammette.
Ora principii diversi daranno diversi risultati. La quistione
si ridurrebbe piuttosto a vedere se convenga unire alla qualità di sindaco quella affatto separata di uffiziale del re. Ma il
municipio e la nazione hanno reciprocamente dei diritti e dei
doveri; e queste due qualità in una sola persona saranno forse
incompatibili, perchè il sindaco potrebbe contemporaneamente
trovarsi obbligato a funzioni contraddittorie.
Con ciò non intendo che il sindaco sia spogliato delle attribuzioni che l'articolo 75 della legge sui comuni gli conferisce come provenienti dalla supposta qualità di uffiziale
SESSIONE DEL 1848
del Governo. Io non ammetto questa classificazione di attributi.
E che? Senza essere uffiziale del Governo non potrà sulla
morale vegliare e proteggerei pupilli del suo municipio? Non
dovrà occuparsi del censimento e fornire le locali nozioni di
statistica di cui lo Stato ha bisogno a bene ordinarsi? La pub'blicazione delle leggi, la distribuzione delle somministranze
militari non saranno di competenza del sindaco tostochè si
tratta di doveri del municipio? I registri dello stato civile, che
stanno ai comunisti come il catasto agli immobili del territorio
comunale, non sono di loro natura sotto la sorveglianza del
sindaco come sindaco? Se i parrochi tengono simili registri
nell'interesse de'parrocchiani, non potrà tenerli il sindaco
nell'interesse de'cittadini, senza essere, come non lo è il parroco, impiegato regio?
Termina il citato articolo 75 l'enumerazione degli attributi
del sindaco considerato come uffiziale, con dire che a lui solo
in tale qualità competono gli atti di amministrazione esecutiva,
attribuiti ai comuni e loro Consigli. Ma se anche per ciò è
necessario essere uffiziale del Governo, ne verrà l'assurda
conseguenza che anche i consiglieri ed i comuni stessi, a cui
tali atti si dicono attribuiti, siano altrettanti uffiziali del Governo.
Mi sono forse dilungato troppo, mentre altro scopo non ebbi
senonchè impedire che sotto aspetto di diminuire l'arbitrio al
Governo, non venisse pregiudicata questa ardua quistione che
riconosco meritevole di seriissimo esame. Non ho parlato
per motivi di circostanza. Aveva disapprovato il progetto nell'uffizio quando si trattò di permetterne la lettura, ed ho manifestato eguali sentimenti all'autore medesimo, appena ne
aveva ultimato lo sviluppo. Desidero anzi che principii di tanta
importanza e di tanta influenza sulla sorte dei cittadini siano
discussi colla mente rivolta a contingenze secondarie. Quando
si faccia astrazione da queste, io spero che verrà accolto l'ordine del giorno che vado a proporre, se non nelle parole, almeno nella sostanza e nello scopo a cui è diretto.
Farò prima ancora un riflesso sulla relazione dèlia Commissione. Non ne ho parlato, perchè essa conservò intatto il progetto Nichelini, facendo solo un'aggiunta che non può stare.
Si vuole cambiare nella stessa legge il modo della sua pubblicazione. Nessuna legge può obbligare se non è pubblicata
nel modo statuito. Dunque, per cambiare il modo di pubblicazione, è necessaria prima un'altra legge pubblicata nel modo
antico, e che stabilisca il nuovo modo di pubblicazione.
La cosa è evidente. Se mai in risposta mi si opponesse qualche precedente della Camera, io non replicherò parola; ma
resterò sempre in questa stessa mia persuasione.
Però credo bene di proporre un ordine del giorno motivato
nei termini seguenti :
(Gazz. P.)
« Atteso che la proposta di legge del deputato Michelini,
relativa al modo di eiezione dei sindaci, può venire più opportunamente discussa assieme all'intiera legge sui comuni ;
« Che se per una parte è urgente che questa legge sia
quanto prima sottoposta alla sanzione del Parlamento, non vi
è bisogno però di prevenire le imminenti nomine dei sindaci,
le quali, fatte dal Governo in virtù di una legge provvisoria,
restano di loro natura provvisorie;
«Perciò la Camera rinvia la discussione del progetto di
legge Michelini all'epoca della revisione della legge, sui comuni del 7 ottobre ultimo scorso, e manda sin d'orala stessa
stamparsi e distribuirsi negli uffizi, con incarico ai medesimi di stabilire una tornata per ogni settimana all'esame di
detta legge sino alla sua ultimazione ; e passa all'ordine del
giorno. »
(Ferb.)
— 1509 —
TORNATA DEL
27
micheiììsìs
st. Io non entrerò nel merito della discussione; osserverò solamente che non mi pare fondato nè
sul regolamento, nè sulle consuetudini di questa Camera il
passare all'ordine del giorno sopra una proposizione di legge
presentata dai membri di questa Camera. Ciò sarebbe contrario al diritto d'iniziativa che ha ogni membro a tale riguardo.
L'intendimento del preopinante, che cioè la legge da me
proposta sia discussa allorché si riformerà per intero la legge
municipale, può risultare dalla discussione medesima, da
quello che egli diceva testé ; ma io credo che non debba fare
oggetto di ordine del giorno, perchè, ripeto, sarebbe violare
DICEMBRE
1848
il diritto d'iniziativa che lo Statuto accorda ai membri di questa Camera.
b a s t i a n ®\ Je demande que la discussion soit renvoyée
à demain, parce que nous ne sommes plus en nombre.
si, 8 » k k « i i » k \ t k . Io mi riserbava di farne l'osservazione
quando fosse stato il caso di venire alla votazione ; ma fintantoché si trattava di discutere, non era ciò necessario: ora, se
la Camera lo desidera, si rimanderà la discussione a domani.
L'ordine del giorno è lo stesso dì quello d'oggi.
La seduta è levata alle ore 5.
{Gazz. P.)
»
TORNATA DEL 28 DICEMBRE
PRESIDENZA
SOMMARIO. incidente
DELL AVVOCATO DEMARCHI
su due petizioni
— Proroga del Parlamento
La seduta è aperta all'una e mezzo pomeridiane.
p a k i s i , segretario,
legge il processo verbale della tornata precedente.
15, p r e s i d e k t k . La Camera non essendo in numero,
sospendo di mandarlo ai voti per l'approvazione.
Il segretario Cottin darà intanto un'idea sommaria delle petizioni.
c o t t i s , segretario, legge :
N° 675. Carta Luigia, vedova, e Carta Placida e Rita, sorelle, domandano il condono di una somma ancora dovuta dal
loro rispettivo marito e padre, come mallevadore di un appaltatore verso il demanio.
N° 676. Cima Paolo, di Torino, suggerisce alcune modificazioni alla legge elettorale, tendenti a facilitare le votazioni
col permetterle nei rispettivi comuni.
N° 677. Bozzellini Gian Luca propone un modo di effettuare
con minore difficoltà il progetto vociferato, di obbligare alla
consegna delle argenterie per sussidio delle finanze.
N° 678. La fabbriceria della parrocchia di Sant'Andrea e
Sant'Ambrogio, in Genova, domanda che le sia restituita con
legge dello Stato il possesso della chiesa di Sant'Ambrogio, già
posseduta dai gesuiti, e concessi i redditi alla medesima annessi.
N° 679. Giani Giuseppe, di Godiasco, propone sostituirsi
altro modo di riscossione al vessatorio accensamento della foglietta, e chiede giustizia contro la condanna a gravi spese pronunziata contro di lui per pretese contravvenzioni. (Gazz. P.)
Discussioni
.
82**
1848
VICE-PRESIDENTE
e successivo scioglimento
della
Camera.
IWCIIiEKTE S O F B 4 3JBÌA. FETI25IOWE «IRÀ K S f K R l T A
SiB
n . SCACtlilOTTI.
m i c h e li i n i e;. » . Nella penultima tornata in cui questa
Camera ebbe ad occuparsi delle petizioni, ne fu riferita una
del signor Scagliotti (n° 220), tendente ad ottenere sussidi,
dal Governo per gli studi e per le spese da esso fatte a prò di
un istituto di sordo-muti.
La conclusione della Commissione su questa petizione era
che fosse inviata al ministro della pubblica istruzione; io, appoggiando questa conclusione, domandava che fosse inviata
anche al ministro dell'interno. A questa mia domanda non si
diede seguito , e si approvò la sola conclusione delia Commissione; ma ora trovasi che l'istituto dei sordo-muti è fra le
attribuzioni del ministro dell'interno, quindi sarebbe frustranea la deliberazione della Camera. Io la prego pertanto di
rinviare la petizione di cui si tratta anche al ministro dell'interno, affinché il signor Scagliotti possa conseguire il
suo intento, quell'intento che è stato approvato dalla Camera.
i l i m&esì»ism , 5'E. Intende ella che tale petizione venga
ritirala dal Ministero della pubblica istruzione, per essere
quindi trasmessa a quella dell'interno?
micmueTìINB e . 33. Io prego il signor presidente di mettere ai voti il ritiramento di questa petizione ed il successivo
suo rinvio al ministro dell'interno