Turbine Assiale Vapore e Turbine a Gas
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Turbine Assiale Vapore e Turbine a Gas
Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbine Assiali Prof. Ing. F. Martelli, Ing. G.Riccio Testi di Riferimento H., et al “Gas Turbine Theory”, ISBN:0-582-23632-0 Japikse, D. Baines, C.N.”Introduction to turbomachinery”, ISBN 0-933283-06-7 Choen, Pag. 1 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Indice - 1 Argomenti: Pag. 2 La turbina assiale _ A gas La turbina assiale _ Vapore UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine GENERALITA’ Turbina a gas Motori aeronautici - Impianti terrestri Heavy duty Impianti fissi: piccoli (1-2MW) per Generazione distribuita e Mechanical Drive. Impianti grandi, Potenze fino a 260 MW generazione di potenza Impianti Fissi ( 7-12) - Aeronautici ( 25) Temp. Pag. 3 Max 1300 , Temp. Max 1700 Materiali Speciali e Sistemi refrigerazione Rischi di Corrosione (thermal corrosion), hot spot Numero stadi Contenuto, 2-6 H=600-700 kJ/kg Velocità Rotazione Differ. X match con Compr. N = 3000 8000 rpm UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina a gas- Salti Entalpici 1,100.0 1,000.0 900.0 800.0 Salto entalpico-Ts=1700 Salto Entalpico Ts= 1300 700.0 600.0 500.0 400.0 7 10 15 20 Beta (rapp Espansione) 25 30 Tu H c p (Ts Tu ) c p Ts (1 ) Ts H c p Ts (1 ) 1 p Pag. 4 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbine a vapore Grandi Impianti, Potenze fino a 1200 MW - (Impianti con Ciclo a vapore) Temp. Max 550 , Pressioni Max. 230-180.Bar Temp. Min. 30 , Pres. Min 0.05 Grandi varazion. di ( 50. 0.034 kg/m3) Materiali non Speciali Numero stadi Elevati, 15-20 H=1000-2000 kJ/kg Numero di Corpi HP-MP-LP Macchine Nucleari- Impiant.Comb. (Umidità) N = 3000 rpm (Conv.) 1500 rpm (Nucl.) Hvapore (bar = 180, T= 550 C°) 3500 kJ/kg HvaporeHP (bar = 35, T= 250 C°) 3000 kJ/kg Hvapore/s (bar = 35, T= 550 C°) 3600 kJ/kg HCond (bar = 0,05, T= 32 C°) 2400 kJ/kg H 500+1200 1700 kJ/kg Pag. 5 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Indice – Turbina a gas Argomenti: La turbina assiale Lo stadio di turbina Turbine a gas industriali Turbine aeronautiche Pag. 6 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine Assiali Sono in generale macchine multistadio. Macchine per uso terrestre (heavy-duty) e per uso aeronautico risultano concepite e realizzate in modo abbastanza diverso. Stesso ciclo termodinamico di riferimento: Brayton-Joule Specifiche diverse (, peso, ingombri) Parametri di funzionamento (T, , H) anche molto diversi Motore Aeronautico Pag. 7 Impianto turbogas per Generazione di Potenza UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine Assiali Le macchine heavy-duty per uso terrestre (uso industriale, produzione di energia) operano a velocità di rotazione prossime alla nominale. Sono in genere monoalbero (produzione di energia elettrica) o bialbero (mechanicaldrive per uso industriale). Si tende a realizzare macchine (turbine) compatte con ridotto numero di stadi. Motore Aeronautico Pag. 8 Impianto turbogas per Generazione di Potenza UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine Assiali Le macchine aeronautiche sono generalmente bi- o trialbero e ciascun albero è guidato da un corpo turbina a diversa velocità di rotazione (determinata dalle esigenze delle varie parti del compressore+fan). Vi è infatti l’esigenza di non avere crolli bruschi di efficienza in fuori progetto. Tali circostanze richiedono un numero di stadi elevato. Si noti che un maggior numero di componenti rispetto alle macchine terrestri implica maggiori costi ma non necessariamente maggiori pesi! Motore Aeronautico Pag. 9 Impianto turbogas per Generazione di Potenza Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Lo stadio di turbina assiale La geometria dello stadio di turbina assiale è a partire da (scegliendo) valori dei coefficienti di portata e coefficiente di carico che garantiscano elevate efficienze. Pag. 10 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Lo stadio di turbina assiale Per effetto della variazione di raggio e di velocità periferica i triangoli di velocità si modificano passando dalle sezioni al mozzo a quelle alla cassa e con essi il grado di reazione dello stadio. Valori tipici sono: -Mozzo: R=0.2-0.25 -Metà altezza: R=0.5 -Cassa: R=0.65-0.7 Posto che c in ingresso sia la stessa alle diverse altezze, poiché varia u lungo r la pala cilindrica si trova a lavorare con incidenza diversa alle diverse altezze, oppure si può realizzare una pala svergolata. Pag. 11 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Lo stadio di turbina assiale Le forti differenze nei profili fra base ed apice, e le rilevanti deflessioni producono non trascurabili gradienti di velocità, pressione e temperatura in tutte le direzioni. Si ha di conseguenza lo sviluppo di componenti di vorticità i cui effetti risultano importanti (distorsioni, perdite). Importanti sono anche gli effetti del gioco all’apice della palettatura. N.B. Alcuni fenomeni vorticosi non restano per forza direttamente associati a fenomeni di perdita. In ogni caso determinano distorsioni del flusso allo scarico. Pag. 12 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Lo stadio di turbina assiale Considerando il Grado di Reazione: R= Hrot/Hstadio Bassi valori del grado di reazione alla base della pala (sezioni a raggio ridotto) consentono di avere elevato spessore e curvatura del profilo (importante per la resistenza meccanica della palettatura, alla base della quale si scaricano le azioni centrifughe). Valori intorno a R ca. 20% al mozzo sono richiesti per garantire una sufficiente espansione del flusso. Una certa accelerazione (espansione) del flusso risulta infatti necessaria per vincere la resistenza di attrito legata allo sviluppo degli strati limite sulla pala e sulla parete del mozzo Pag. 13 All’apice della palettatura, elevati gradi di reazione risultano consistenti con profili di spessore ridotto (massa ridotta e ridotto carico centrifugo). Valori oltre il 70% risultano penalizzanti per le prestazioni in quanto producono un aumento della differenza di pressione fra ingresso e uscita a quindi maggiori portate che trafilano attraverso il gioco all’apice. (Tip leakage) UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Lo stadio di turbina assiale Quando è possibile, si cerca di realizzare palettature rotoriche shrouded (cioè con il cosiddetto “tettuccio” all’apice). Questo consente di minimizzare gli effetti del trafilamento. La possibilità di utilizzare palettature rotoriche shrouded è determinata dai seguenti fattori: Livelli di sollecitazione (la presenza dello shroud aumenta il carico centrifugo) Comportamento a vibrazione (lo shroud comporta maggior rigidezza e minori vibrazioni) Inclinazione delle pareti della cassa (la presenza dello shroud è compatibile con piccoli angoli di inclinazione per evitare interferenze fra pala e cassa dovute alla dilatazione) Pag. 14 Quando non risulta possibile utilizzare palettature shrouded, si hanno importanti effetti legati alla presenza del gioco all’apice a cui sono associate rilevanti perdite. Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Palettature per turbina assiale Pag. 15 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Palettature per turbina assiale Oggi si tende ad impiegare palettature a sviluppo completamente tridimensionale (impilamento non radiale delle sezioni) per compensare gli effetti delle distorsioni e ottenere migliori prestazioni Pag. 16 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbine heavy-duty La tendenza attuale è quella di avere pochi stadi ad elevato carico. Tali stadi funzionano in regime transonico. Le macchine utilizzate per produzione di energia operano a velocità costante e sono realizzate in soluzione monoalbero. Le macchine utilizzate per mechanical-drive operano a velocità variabile e sono in genere bialbero Pag. 17 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine heavy-duty Le temperature di ingresso (TIT) superano oggi i 1500 K e i primi 2-3 stadi sono refrigerati I rapporti altezza/corda (H/b) tendono ad essere ridotti per avere buona resistenza meccanica ed elevata durata. Paletta rotorica refrigerata singola e montata su rotore Canale statorico refrigerato Dettagli del sistema di raffrigerazione: •Refrig. Con miscelamento •T.E. refrig. e tagliato Pag. 18 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine heavy-duty La velocità di rotazione è determinata dall’accoppiamento col compressore e da esigenze di resistenza meccanica. Spesso è presente un riduttore. Pag. 19 Rotori di Turbina e compressore su albero Schiere di turbina nastrate Diametri Turb. > Diametro Compr. UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine heavy-duty Impianto Turbogas per Generazione di Potenza di grossa taglia Pag. 20 Schiera statorica di I° Stadio, refrigerazione e rivestimento ceramico Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine per uso Aeronautico Sono sempre macchine a due o tre alberi. Ciò aumenta l’efficienza e la flessibilità della macchina. Le velocità di rotazione sono tali da determinare le migliori condizioni di accoppiamento con gli stadi di compressore ed il fan. Pag. 21 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbine per uso Aeronautico Considerando la turbina si distingue in genere fra corpi turbina di alta, media e bassa pressione La turbina di alta pressione è costituita dagli stadi immediatamente a valle della camera di combustione. E’ accoppiata agli stadi di alta pressione del compressore. Le palettature sono refrigerate. Il numero di stadi è ridotto (2-3) e si possono avere stadi transonici. H/b ridotti (1.0-1.3) Pag. 22 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbine per uso Aeronautico Considerando la turbina si distingue in genere fra corpi turbina di alta, media e bassa pressione La turbina di bassa pressione è accoppiata ai primi stadi di compressore e al fan. La velocità di rotazione è bassa per evitare la presenza di riduttori. Le potenze richieste sono elevate e con basse velocità di rotazione è necessario un elevato numero di stadi (in genere maggiore o uguale a 4). Le palettature non-sono refrigerate. H/b elevati (3.0-5.0) Pag. 23 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Indice_ vapore Caratteristiche del vapore Campi di applicazione Caratteristiche costruttive Tipologia di turbine Esempi Lavoro e salti entalpici Tipologia di stadi Turbina monostadio Turbine multistadio Soluzioni costruttive Regolazione Pag. 24 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Caratteristiche del vapore - 1 Parametri critici dell'acqua (IAPWS) Tc = 647.096 K pc = 22.064 MPa c = 322 kg m-3 • impianti subcritici • impianti supercritici Pag. 25 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Caratteristiche del vapore - 2 ZONA DI INTERESSE PER LE TURBINE A VAPORE Pag. 26 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Campi di applicazione - 1 Il compito di una turbina a vapore è quello di trasformare in energia meccanica l’energia contenuta nel vapor d’acqua sotto forma di energia termica e di pressione. • Impianti termoelettrici: le turbine a vapore sono largamente utilizzate negli impianti termoelettrici per produrre grandi potenze (150 1200 MW). subcritico supercritico Caratteristiche degli impianti modulari ENEL Pag. 27 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Campi di applicazione - 2 • Impianti termoelettrici (segue) Tendenza circa le condizioni del vapore negli impianti termoelettrici in Giappone Pag. 28 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Campi di applicazione - 3 • Impianti termonucleari: impianti subcritici con grandi portate (1200 1600 MW). • Impianti di generazione per stabilimenti industriali: turbine fino a 150 MW sono spesso utilizzate per alimentare stabilimenti industriali in zone dove la rete non è presente o è insufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico. • Impianti di cogenerazione: cicli tradizionali o combinati per la produzione di energia e calore, nei quali la turbina è collegata ad un alternatore e, contemporaneamente, spillamenti di vapore sono usati per alimentare reti di riscaldamento o fornire vapore di processo. • Azionamenti di pompe e compressori: turbine a vapore sono spesso utilizzate per azionare pompe di alimentazione, compressori o soffianti in tutti i casi in cui le macchine motrice e operatrice richiedano la stessa velocità di rotazione. • Propulsione marina: turbine a condensazione collegate alle eliche tramite riduttori. Principali produttori • Potenze < 1500 MW: Westinghouse, ABB, Brown Boveri, Alstom, Elliott, AEG-Kanis, Ansaldo,Dresser Rand. • Potenze > 1500 MW: GE, Toshiba, Mitsubishi, Siemens. Pag. 29 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Caratteristiche costruttive - 1 Tranne casi particolari, le turbine a vapore sono macchine con molti stadi, in modo tale da limitare le velocità periferiche e le dimensioni degli organi in rapporto alla potenza prodotta. Pag. 30 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Caratteristiche costruttive - 2 Si utilizzano diversi corpi di turbina: AP, MP, BP • per motivi strutturali legati alla dilatazione termica, alla rigidezza dell'albero e al bilanciamento delle spinte assiali. • per motivi fluidodinamici legati alla tipologia delle palettature e alla variazione di volume specifico. Le dimensioni tipiche dei componenti sono superiori rispetto a quelle delle turbine a gas. Esempi di statore e rotore di una turbina di bassa pressione Pag. 31 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Caratteristiche costruttive - 3 Gli stadi di alta pressione (AP) elaborano vapore ad alta densità e presentano geometrie tipicamente assiali. Le pale hanno scarso sviluppo tridimensionale. Vista di un corpo di alta pressione Gli stadi di bassa pressione (BP) sono caratterizzati da forti variazioni di densità e presentano pertanto uno sviluppo tridimensionale accentuato. Le pale degli ultimi stadi hanno elevati rapporti altezza/corda (aspect ratio). Vista di un corpo di bassa pressione Pag. 32 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Caratteristiche costruttive - 4 Gli elementi meccanici che costituiscono ogni stadio devono essere realizzati in modo tale da minimizzare tutte le possibili fonti di perdita. Il vapore che trafila attraverso le tenute fra organi fissi e mobili causa una perdita di rendimento in quanto non contribuisce allo scambio energetico. In uno stadio AP, oltre il 30% delle perdite di stadio può essere costituito dalle perdite per trafilamento (leakage); fra queste, la più rilevante è la perdita per tip leakage (20% ) Stadio di turbina a vapore (AP) Pag. 33 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Tipologia di turbine • Contropressione Salti entalpici ridotti ma elevato contenuto termico in uscita. Il vapore in uscita è disponibile come vapore di processo o per servizi (es.: cogenerazione). Nei modelli con spillamenti, il vapore di processo è disponibile a diverse pressioni. • Condensazione Elevato salto entalpico. Il vapore in uscita viene condensato in acqua e inviato nuovamente al generatore. Nei modelli con spillamenti, il vapore estratto può essere utilizzato come vapore di processo o rinviato in turbina secondo le esigenze. • Risurriscaldamento e condensazione Soluzione per grandi potenze, ampiamente sfruttata negli impianti termoelettrici. Con uno o più alberi, con o senza estrazioni. Pag. 34 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 1 TURBINA A CONTROPRESSIONE Potenza 25 MW Pressione in ingresso 11.3 MPa Temperatura in ingresso 538 ºC Pressione allo scarico 1.27 MPa Pag. 35 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 2 TURBINA A CONTROPRESSIONE CON SPILLAMENTI Potenza 35 MW Pressione in ingresso 5.9 MPa Temperatura in ingresso 440 ºC Pressione di spillamento 1.23/0.69 MPa Pressione allo scarico 0.27 MPa Pag. 36 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 3 TURBINA A CONDENSAZIONE Potenza 38 MW Pressione in ingresso 2.9 MPa Temperatura in ingresso 390 ºC Pressione in uscita 5.07 kPa Pag. 37 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 4 TURBINA A CONDENSAZIONE A DOPPIO FLUSSO Potenza 100 MW Pressione in ingresso 8.6 MPa Temperatura in ingresso 510 ºC Temperatura di risurriscaldamento 538 ºC Pressione in uscita 8.0 kPa Pag. 38 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 5 TURBINA A CONDENSAZIONE CON SPILLAMENTI Potenza 300 MW Pressione in ingresso 10 MPa Temperatura in ingresso 538 ºC Temperatura di risurriscaldamento 538 ºC Pressione di spillamento 1.18/0.59 MPa Pressione in uscita 6.0 kPa Pag. 39 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 6 TURBINA A RISURRISCALDAMENTO CON SPILLAMENTI Potenza 149 MW Pressione in ingresso 16.6 MPa Temperatura in ingresso 566 ºC Temperatura di risurriscaldamento 538 ºC Pressione di spillamento 3.5/0.69 MPa Pressione in uscita 5.07 kPa Pag. 40 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 7 TURBINA A RISURRISCALDAMENTO CON DIFFUSORE ASSIALE Potenza 200 MW Pressione in ingresso 12.7 MPa Temperatura in ingresso 538 ºC Temperatura di risurriscaldamento 538 ºC Pressione in uscita 8.63 kPa Pag. 41 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 8 TURBINA A RISURRISCALDAMENTO A DOPPIO FLUSSO CON SPILLAMENTI Potenza 300 MW Pressione in ingresso 13.9 MPa Temperatura in ingresso 535 ºC Temperatura di risurriscaldamento 535 ºC Pressione di spillamento 0.25 MPa Pressione in uscita 6.27 kPa Pag. 42 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 9 TURBINA A RISURRISCALDAMENTO A DOPPIO FLUSSO Potenza 500 MW Pressione in ingresso 16.6 MPa Temperatura in ingresso 538 ºC Temperatura di risurriscaldamento 538 ºC Pressione in uscita 10.2 kPa Pag. 43 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Esempi - 10 TURBINA A CONDENSAZIONE PER PROPULSIONE NAVALE Potenza 15 MW A causa delle velocità di rotazione ottimali tipiche della turbina (~ 3000 rpm) e dell’elica (~ 100500 rpm) si rende necessario un accoppiamento tramite riduttore. Pag. 44 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Lavoro e salti entalpici Ricordando l’espressione del lavoro L compiuto dal fluido in una turbina: L uc u1c1 u2c 2 e l’equazione dell’energia scritta trascurando lo scambio termico: h0 L h2 w22 / 2 u22 / 2 h1 w12 / 2 u12 / 2 si ottengono le seguenti espressioni per i salti entalpici smaltiti nello statore e nel rotore: STATORE Δh0 0 hS ROTORE 1 2 c1 c02 2 hR 1 2 1 u1 u 22 w22 w12 2 2 Per una turbina assiale o, in generale, quando le variazioni di raggio siano trascurabili, si nota come il salto entalpico sia legato alla variazione di velocità relativa (espansione): u r cost hR Pag. 45 1 2 w2 w12 2 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Tipologia di stadi - 1 STADI AD AZIONE - (R = 0) Il salto entalpico del vapore viene smaltito interamente nello statore. Nel rotore avviene solo la conversione di energia cinetica in meccanica (a pressione costante). Per una turbina assiale ad azione risulta: w1 = w2 Dall’equazione dell’energia si ricava la potenza trasmessa al rotore: c12 c22 P m 2 Gli stadi ad azione sono caratterizzati da elevate velocità in uscita dallo statore. Se hS è il salto entalpico dello stadio (uguale al salto statorico), la velocità in uscita dallo statore varrà (c1 >> c0): c1 2hS Triangoli di velocità per uno stadio ad azione Pag. 46 Lo statore assume l’aspetto di un vero e proprio ugello, mentre il rotore ha una forma tipicamente simmetrica (w1 = w2). UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Tipologia di stadi - 2 STADI A REAZIONE - (R > 0) Il salto entalpico di stadio viene ripartito fra statore e rotore, e la conformazione delle pale statoriche e rotoriche è simile. Diversamente dal caso ad azione, il vapore continua ad espandere anche attraverso la schiera rotorica. Rispetto ad uno stadio ad azione, a parità di salto entalpico di stadio, il vapore subisce una minore escursione di velocità assoluta. Considerando ad esempio il caso con R = 0.5: hS = hR = hSTADIO/2 Triangoli di velocità per uno stadio a reazione Risulta che la velocità in uscita dallo statore è inferiore di un fattore 2 . La potenza trasmessa al rotore vale (caso assiale): P m Pag. 47 1 2 c1 c22 w22 w12 2 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina monostadio La prima turbina mai realizzata è stata ideata dall’ingegnere svedese Carl G. P. de Laval nel 1888: si tratta di una turbina a vapore monostadio ad azione. Turbina di de Laval Disponendo di un solo stadio conviene ridurre al minimo l’energia cinetica allo scarico (l’energia residua viene persa): 1 90º ; 2 = 0º Triangoli di velocità ottimizzati per un singolo stadio ad azione (sopra) e a reazione (sotto) Pag. 48 Ne conseguono i valori ottimali del cosiddetto “rapporto cinetico fondamentale” (u/c1): AZIONE REAZIONE (R=0.5) u sin 1 1 c1 2 2 u sin 1 1 c1 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale Storicamente, era stato individuato un parametro fondamentale che consentisse di valutare la minimizzazione delle perdite per energia cinetica allo scarico , in funzione del grado di reazione e servisse quale elemento di riferimento per la scelta degli stadi. h00 h02 2 ts f ( S , R , c2 ) h00 h2 s h00 h02 w R c N c ts 1 h00 h2 s 2 U (c1t c2t ) 2 2 2 1 Infatti se consideriamo più precisamente le perdite : si ha: Pag. 49 2 2 1 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale Sulla base delle precedenti semplificazioni si può concludere che : h00 h02 u (c1t c2t ) ts 2 h00 h2 s u (c1t c2t ) c2 / 2 hL (h00 h02 ) u (c1t c2t ) h P00 h00 h2 s h2 hL 2 2 c h02 h2 2 h02 2 2 h2 s h2 P2 c 2 c22 c22 h00 h2 s h00 (h2 hL ) h00 (h02 ) (h00 h02 ) hL 2 2 Pag. 50 S UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale Sulla base delle precedenti semplificazioni si può concludere che : ts h00 h02 u (c1t c2t ) h00 h2 s u (c1t c2t ) c22 / 2 hL h00 h02 c hL ts 1 h00 h2 s 2 u (c1t c2t ) 2u (ct1 ct 2 ) 2 2 T2 T2 hL hS hR hS ( 1) hR hS T1 T1 2 T2 2 hL 1 / 2 w2 R c1 S T1 Pag. 51 h 1 P00 h00 h02 2 2 h2 s h2 c 2 P2 S UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale: Valutazione delle perdite h00 (hS )1 c 2 1 S (hR ) w 2 2 R P00 P1 h P2 hS hR hS (T2 / T1 1) h2 h2 s (hS ) 2 S T2 T2 (hS ) 2 (hS )1 (hS )1 S T1 T1 Pag. 52 S UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Valutazione delle perdite P00 h00 P1 h P2 hS (T2 / T1 1) hS h2*s hR h2 h2 ss h2 s Pag. 53 S UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Valutazione delle perdite h00 h2 s (h00 h1s ) (h1s h2 s ) (h00 h1 hS ) (h1 h2*s ) (h2 h2 ss ) hR h2 ss h2 hR T2 (h2 s h2 ss ) hS ( ) T1 (h h2 ss ) (h h2 s ) (h2 s h2 ss ) * 2s h h2 ss * 2s h hS * 2s (h2*s h2 ss ) hS hS ( P00 h00 T2 T ) hS (1 2 ) T1 T1 T2 T2 hS (1 ) h2 hR hS (1 ) T1 T1 P1 hS (T2 / T1 1) P2 * 2s h hR h2 S h2 ss h2 s T2 T2 h00 h2 s h00 hS h2 hR hS (1 ) h00 h2 hS hR hS (1 ) T1 T1 T2 h00 h2 s h00 h2 hR hS ( ) T1 Pag. 54 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale P00 h se S R 0 h00 Allora si può scrivere : h2 h2 S h02 h00 h02 c ts 1 h00 h2 2 U (c1t c2t ) 2 2 2 2 1 h2 s h2 ( w22t w12t ) ( w2t w1t ) ( w2t w1t ) R 2 U (c1t c2t ) 2 U (c1t c2t ) ts f ( , R, 1 ) Pag. 55 c 2 P2 S Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale w2t w1t (c2t c1t ) 2u w w R ) 2u (ct1 ct 2 ) 2u 2u 2 2 2 1 1 (c2t c1t ) (c2t c1t ) 2( R 1) R 1 2 u u Definisco Y ed X : c y t 2 2 (1 R) (u / c1t ) 1 e x (u / c1 ) ct1 x' (u / c1t ) (u / c1 sin 1 ) x / sin E quindi si ha : Pag. 56 Turbina di de Laval UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale ts h00 h02 c c 1 h00 h2 2 U (c1t c2t ) 2 2t 2 2a 1 Divido tutto per c1t2 de Laval y (tg1 ) ts 1 2(u / c1 ) / sin 1 (1 y ) 2 Y=0 massimizza 2 1 ts Un volenteroso lo dimostri ……………… y Pag. 57 Turbina di ct 2 1 2 (1 R) (u / c1t ) 1 0 (u / c1t ) max ct1 2 (1 R) UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale Turbina di y 0 massimizza ts quindi : de Laval 1 2 (1 R) sin 1 (u / c1 ) max 2 (1 R) (u / c1t ) max ts ( Max ) 1 (1 R) (tg1 ) ts ( Max ) (R 0) 2 1 1 (sin 1 ) 2 2 2 1 (tg1 ) R (tg1 ) 1 R (cos1 ) 2 1 2 (sin ) 1 1 (tg1 ) 2 1 Angolo rispetto alla direzione assiale Pag. 58 AZIONE REAZIONE (R=0.5) u sin 1 1 c1 2 2 u sin 1 1 c1 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Turbina – rapporto Cinetico Fondamentale Pag. 59 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine multistadio La condizione che vincola il rapporto u/c a determinati valori è finalizzata a minimizzare l'energia cinetica residua nell'ipotesi che essa venga dispersa. Tale criterio è valido per macchine monostadio, ma in generale, dati i grandi salti entalpici in gioco, le turbine a vapore sono macchine multistadio e le singole schiere sono progettate con criteri diversi. Considerando valori realistici di inizio/fine espansione, osserviamo che non è possibile smaltire in un solo stadio il salto entalpico disponibile in un impianto motore termico; infatti: • 1 kg di vapore che espanda adiab. da 5 MPa e 500 ºC fino a 5 kPa libera circa 1300 kJ • In uno stadio di turbina la velocità periferica u è limitata da motivi strutturali a circa 200 m/s per un singolo stadio ad azione con u/c=1/2 risulterà : ( 200 2 )2 h0 80 kJ/kg 2 Tale salto entalpico potrà essere circa doppio per uno stadio finale BP di grande diametro (con R variabile), ma occorrerà comunque frazionare il salto complessivo utilizzando più stadi in cascata, con possibilità di molteplici soluzioni costruttive. Pag. 60 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Turbine multistadio: stadi a Reazione-Azione AZIONE REAZIONE (R=0.5) u sin 1 1 c1 2 2 u sin 1 1 c1 Dalle precedenti analisi, in linea di massima si può dedurre le seguenti considerazioni: hstadio ( R 0) hS ( R 0) c12 (2u ) 2 2 4 u 2 2 sin(1 ) 2 hstadio ( R 0,5) 2hS ( R 0,5) c12 (u ) 2 2 2 2 2 u 2 sin(1 ) 2 Pertanto a parità di salto entalpico disponibile si può assumere che il numero di stadi necessari per una configurazione R= 0 sia la metà di quelli necessari per una configurazione a R=0,5 . Ovviamente nella realtà non è esattamente così ma si può concludere che la macchina ad Azione ha un numero di stadi minore di quella a Reazione ! Pag. 61 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Soluzioni costruttive - 1 RUOTA A SALTI DI VELOCITA (Curtis) Un cospicuo salto entalpico (anche 1200 kJ in 4 salti) viene ottenuto sfruttando l’energia cinetica residua in uscita dal rotore, adottando rapporti u/c molto inferiori rispetto a quelli di massimo rendimento per il singolo stadio. Nello statore del primo stadio (distributore) il vapore subisce la completa espansione fino alla minima pressione (scarico). Impegna una prima schiera rotorica con velocità periferica limitata, e la abbandona con una velocità assoluta ancora molto rilevante per immettersi in una schiera statorica (deviatore) che ha il solo compito di deviare il vapore per avviarlo verso il rotore successivo. Spesso posta all’inizio del corpo AP, a valle dell’apparato di regolazione, assorbe una parte notevole del salto entalpico complessivo limitando il numero degli stadi successivi e permettendo per la loro realizzazione l’uso di materiali meno pregiati (grazie al drastico abbassamento di p, T). Basso rendimento, ma ingombri ridotti e possibilità di parzializzazione. Pag. 62 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Soluzioni costruttive - 2 RUOTA A SALTI DI PRESSIONE (Rateau) Il salto entalpico viene frazionato disponendo più stadi elementari ad azione in cascata, ciascuno dei quali può essere progettato seguendo il criterio del massimo rendimento. Per corpi di alta pressione, in cui il volume specifico del vapore subisce variazioni modeste, la successione degli stadi può essere immaginata come esatta ripetizione di un unico stadio, con triangoli di velocità fissati. Per corpi di media e bassa pressione la variazione di volume specifico comporta modifiche geometriche rilevanti fra gli stadi. In generale le soluzioni ad azione (Curtis, Rateau) sono maggiormente impiegate nei corpi AP, per motivi connessi alla regolazione, al rendimento della macchina (recupero termodinamico), e per motivi strutturali. Dal punto di vista costruttivo, gli stadi ad azione presentano struttura “a dischi”. Pag. 63 Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Soluzioni costruttive - 3 SUCCESSIONE DI STADI A REAZIONE (Parsons) Il rendimento di uno stadio a reazione è maggiore di quello di uno stadio ad azione, e, in generale, meno sensibile alle variazioni rispetto alle condizioni di progetto. Osservando che, parità di velocità periferica u, uno stadio a reazione con R = 0.5 smaltisce un salto entalpico pari alla metà di quello di uno stadio ad azione, si comprende l’esigenza di utilizzare un maggior numero di stadi volendo adottare la soluzione a reazione senza eccessive velocità periferiche. Gli stadi a reazione sono in genere impiegati nei corpi di MP e BP, dove non presentano problemi legati alla regolazione e sfruttano il recupero termodinamico grazie al più elevato rendimento (conviene inserire in coda gli stadi a rendimento maggiore). Dal punto di vista costruttivo, la soluzione caratteristica prevede un rotore “a tamburo” (leggero e con elevata rigidezza flessionale) inserito in una cassa alla cui superficie interna sono fissate le pale statoriche. Pag. 64 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Soluzioni costruttive - 4 ESEMPIO DI SOLUZIONE CON STADI MISTI (Brown Boveri) AP BP In testa è posizionata una ruota Curtis, con la tipica struttura a dischi. Il corpo di bassa pressione impiega stadi a reazione. Il rotore di bassa pressione, a tamburo, è costituito da elementi saldati Pag. 65 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Regolazione - 1 La regolazione di una turbina consiste nell’adeguamento della potenza fornita a quella richiesta dall’utilizzatore. h0) si agisce direttamente sulla portata o sul salto Per variare la potenza ( P m entalpico totale. Ogni intervento su uno dei due parametri comporta la variazione dell’altro, oltre ad alterare anche il rendimento di turbina. Si possono tuttavia individuare due criteri distinti di regolazione: la LAMINAZIONE agisce direttamente sul salto entalpico la PARZIALIZZAZIONE agisce direttamente sulla portata di vapore Pag. 66 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Regolazione - 2 LAMINAZIONE Si realizza introducendo una valvola regolabile nella condotta del vapore a monte del corpo AP. Il vapore viene laminato (trasformazione isoentalpica), abbassando la pressione totale in ingresso alla turbina. In seguito allo strozzamento si ottiene non soltanto una diminuzione del P0 . salto entalpico complessivo, ma anche una diminuzione di portata m Dal momento che la velocità periferica deve rimanere invariata per adattarsi a quella richiesta del carico (alternatore), le variazioni di velocità legate alla variazione di portata si traducono in alterazioni dei triangoli di velocità e quindi del rendimento. D’altra parte, un vantaggio di questo tipo di regolazione consiste nella caratteristica di lasciare praticamente invariata la temperatura a valle della prima corona di ugelli, preservando il rotore da sollecitazioni termiche anche in caso di improvvise variazioni di carico. Pag. 67 UNIVERSITA’ DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Energetica “S.Stecco” Sezione di Macchine Regolazione - 3 PARZIALIZZAZIONE Si realizza limitando l’ammissione del vapore solo ad alcuni settori del primo distributore. I condotti del settore di distribuzione sono divisi in gruppi, e ciascun gruppo viene alimentato attraverso una propria valvola per mezzo della quale può precludersi o limitarsi l’ammissione del vapore. Anche in questo caso la riduzione di portata induce variazioni dei triangoli di velocità ed altera la ripartizione del salto entalpico fra i vari stadi (aumenta il salto del primo stadio). Rispetto alla degradazione energetica associata alla laminazione, in questo caso il calo di rendimento è parzialmente compensato dal maggior salto sfruttato dall’elemento di testa. In generale la regolazione per parzializzazione è da preferire a quella per laminazione. Svantaggi • può essere effettuata solo se gli stadi in testa sono ad azione (richiede p nullo nel rotore). • alla variazione del p del primo stadio possono accompagnarsi (brusche) sollecitazioni T. • contrariamente alla regolazione per laminazione, è discontinua. Pag. 68