vernalizzazione e forzatura per la programmazione della peonia
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vernalizzazione e forzatura per la programmazione della peonia
Programmazione della fioritura di ibridi naturali cinesi di peonia erbacea Mariateresa Cardarelli, Giuseppe Colla, Maria Teresa Temperini, Francesco Saccardo Dipartimento di Produzione Vegetale, Università degli Studi della Tuscia Autore corrispondente: Mariateresa Cardarelli, Dipartimento di Produzione Vegetale, Università degli Studi della Tuscia, via San Camillo de Lellis snc, 01100 Viterbo e-mail: [email protected] Riassunto Utilizzata soprattutto in ambito paesaggistico per le pregevoli caratteristiche ornamentali, la peonia erbacea è tuttavia una coltura poco diffusa nel panorama florovivaistico anche se presenta grandi potenzialità per la produzione di vasi fioriti e di fiori recisi. Un aspetto importante è la fioritura che avviene naturalmente nei mesi di maggio e giugno, a seconda dei genotipi, interessando brevi periodi. Per ampliare il calendario di produzione, su 3 ibridi naturali cinesi coltivati in vaso è stata realizzata una prova di vernalizzazione a 4°C, seguita da forzatura in serra (20/10°C, giorno/notte). I trattamenti sono stati: vernalizzazione a 4°C per 4 settimane seguita da forzatura in serra; vernalizzazione a 4°C per 6 settimane seguita da forzatura in serra; vernalizzazione a 4°C per 8 settimane seguita da forzatura in serra; forzatura in serra su piante non vernalizzate; coltivazione in pien’aria (controllo). I risultati ottenuti hanno messo in evidenza un anticipo significativo rispetto alle piante lasciate in pien’aria sia della ripresa vegetativa dopo la vernalizzazione che della fioritura per tutti i genotipi. La vernalizzazione ha determinato una riduzione della quantità di fiori prodotti limitatamente a due genotipi (B e C). Parole chiave: Paeonia spp., vernalizzazione, forzatura, dormienza. 1 Scheduling of flowering of chinese natural hybrids of herbaceous peony Abstract Herbaceous peony is used as landscape plant for its high ornamental value. Nevertheless peony is not much diffuse as garden nursery plants even if there is great interest for its potential production of potted plants and cut flowers. A very important aspect is the flowering: peony blooms for only a short period in May-June. To enhance the flowering time we evaluated the effects of chilling to 4°C for 4, 6 or 8 weeks in darkness followed by forcing in greenhouse [20/10°C (day/night)] on three Chinese potted hybrids. Two control treatments (greenhouse forcing without chilling; open field) were also included. Treatments were arranged in a randomize complete block design. Sprouting and flowering time were advanced by chilling treatments for all genotypes compared to control treatments. Chilling reduced flower quantity and stems height of genotypes B and C while stems number of chilled plants were reduced compare to unchilled ones on all genotypes. Stems number of genotypes A and B increased as chilling time increased from 4 to 8 weeks. In all genotypes, quality of plants was not significant affected by chilling treatments. Key words: Paeonia spp., chilling, forcing, dormancy. Introduzione La peonia erbacea (Paeonia spp.) è una emicriptofita che all’inizio della primavera produce dal colletto, a livello del terreno, numerosi steli eretti che vegetano rapidamente. La fioritura è breve e avviene nelle condizioni climatiche mediterranee da maggio a giugno a seconda delle varietà. Dopo l’estate le foglie iniziano un processo di 2 senescenza che si conclude con l’autunno. Alle basse temperature invernali la pianta è in dormienza; in questa fase l’unica parte vitale è il rizoma costituito dall’apparato radicale fascicolato e da numerose gemme che rimangono protette dalle parti morte (Rogers, 1995). Di facile coltivazione e adattabile ad ogni tipo di suolo purchè ben drenato, la peonia erbacea possiede notevoli potenzialità di utilizzo, sia nel campo dell’architettura del paesaggio per l’allestimento di giardini che nel campo del florovivaismo per la produzione di vasi fioriti e di fiori recisi (Haw, 1985; Huxley, 1992). Ad oggi in Italia la peonia erbacea è poco nota ed ha una limitata collocazione all’interno dei circuiti produttivi e commerciali delle piante ornamentali. Tuttavia la tendenza ad ampliare l’offerta delle produzioni floricole e la necessità di avere disponibili tipologie con scarse esigenze e di facile gestione, per il poco tempo a disposizione nel caso del faida-te e per gli elevati costi di manodopera nel caso della manutenzione del verde pubblico, determinano un crescente interesse per questa coltura caratterizzata da una notevole rusticità e da un elevato valore ornamentale. Un ulteriore punto di forza della peonia erbacea è legato alla possibilità di modificarne l’epoca di fioritura al fine di ampliare il calendario di commercializzazione. Se tale obiettivo può essere parzialmente raggiunto con un’accurata scelta varietale (considerando l’elevato numero di specie e ibridi naturali), è soprattutto attraverso trattamenti di vernalizzazione, volti ad interrompere la dormienza, che è possibile determinare anticipi significativi della fioritura; modificazioni del fotoperiodo non determinano invece alcun effetto sulla stessa (Wilkins and Halevy, 1985; Byrne and Halevy, 1986). In merito alla vernalizzazione alcune prove sono state condotte su cultivar commerciali di peonia erbacea (Byrne and Halevy, 1986; Evans et al., 1990; Fulton et al., 2001; 3 Kamenetsky et al., 2003) ottenendo risultati interessanti con anticipi dell’epoca di fioritura e buone performance produttive per numero di steli e di fiori prodotti. Tali prove hanno inoltre messo in evidenza come il fabbisogno di freddo per il rilascio della dormienza sia un’esigenza variabile per durata e intensità in funzione dei genotipi (Halevy et al., 2005; Fulton et al., 2001) e delle diverse origini naturali delle specie (Rogers, 1995). Su queste basi la presente ricerca è stata impostata con lo scopo di valutare la possibilità di programmare la fioritura di tre ibridi naturali cinesi di peonia erbacea attraverso l’individuazione di idonei trattamenti di vernalizzazione e forzatura in serra. Materiale e metodi Le prove sono state condotte presso l’Azienda Agraria Didattico-Sperimentale dell’Università della Tuscia, Viterbo. Le 3 cultivar utilizzate nella ricerca sono state individuate all’interno della collezione posseduta presso il Centro Botanico Moutan di Vitorchiano (VT) e si distinguevano per i seguenti caratteri: taglia ridotta e fiori semplici, con pochi petali di colore fucsia (Genotipo A); taglia elevata e fiori doppi, con numerosi petali e petaloidi di colore rosa chiaro, quasi bianco (Genotipo B); taglia elevata e fiori doppi, di colore fucsia (Genotipo C). Per ogni genotipo lo schema sperimentale adottato è stato quello a blocco randomizzato con 5 repliche. I trattamenti sono stati: - vernalizzazione a 4°C per 4 settimane seguita da forzatura in serra; - vernalizzazione a 4°C per 6 settimane seguita da forzatura in serra; - vernalizzazione a 4°C per 8 settimane seguita da forzatura in serra; - forzatura in serra su piante non vernalizzate; 4 - coltivazione in pien’aria da rizomi non vernalizzati (controllo). Ogni parcella elementare è rappresentata da 10 vasi per ogni genotipo. Il 29 ottobre 2004 rizomi di piante adulte sono stati prelevati e posti in vasi di plastica (diametro 36 cm) riempiti con terriccio commerciale a base di torba. I vasi sono stati posti al buio in cella a 4°C per le prove di vernalizzazione e poi trasferiti in serra tunnel con struttura metallica e copertura con lastre rigide in vedril (polimetacrilato) per la forzatura alle temperature di 20/10°C (giorno/notte) (Kamenetsky et al., 2003). La nutrizione minerale è stata effettuata alla ripresa vegetativa con fertirrigazioni settimanali con un concime complesso commerciale (20 N – 20 P2O5 – 20 K2O + 3 MgO + microelementi) alla dose di 2 g/L. L’irrigazione è stata realizzata mediante un impianto a goccia con turni e volumi di adacquamento variabili in relazione alle esigenze. I rilievi sono stati effettuati periodicamente su tutte le piante a partire dal gennaio 2005 fino alla completa sfioritura ed hanno riguardato l’inizio della ripresa vegetativa, il numero e l’altezza degli steli, il numero dei boccioli fiorali, lo stato fitosanitario delle piante. Lo stadio di inizio fioritura è stato stabilito come il momento in cui l’80% delle piante sottoposte ad uno stesso trattamento aveva almeno un fiore in inizio antesi. I dati sono stati sottoposti all’analisi della varianza e le medie delle variabili risultate significative sono state confrontate con il test di Duncan (p = 0,05). Risultati e discussione I trattamenti di vernalizzazione hanno determinato un anticipo significativo della ripresa vegetativa e della fioritura per tutti i genotipi rispetto alla coltura in pien’aria, come mostrato in fig. 1. Già nella prima metà di gennaio su tutti i vasi trattati a 4°C era 5 possibile osservare germogliamento e allungamento degli steli; un ritardo di pochi giorni è stato riscontrato sui 3 genotipi per le piante trattate a 4°C per 8 settimane giustificato dal fatto che tali vasi sono stati spostati in serra con 2 e 4 settimane di ritardo rispetto agli altri trattamenti. Tuttavia è risultata evidente una riduzione del tempo intercorso tra la messa in coltivazione in serra e l’avvio della fase di germogliamento proporzionale all’aumentare del periodo di trattamento con il freddo, come riscontrato da Fulton et al. (2001). Le piante che per prime hanno fiorito sono state quelle del genotipo A vernalizzato per 4 settimane seguite da quelle del genotipo C sottoposto allo stesso trattamento; con una certa scalarità sono poi fioriti questi stessi genotipi sottoposti agli altri trattamenti a 4°C. Il genotipo B non ha mostrato differenze significative fra i trattamenti per 4 e 8 settimane; il trattamento intermedio invece ha mostrato un ritardo di inizio fioritura e una riduzione della sua durata. Rispetto alle piante mantenute in pien’aria è stato possibile osservare dal fenogramma (fig. 1) che tutte le peonie sottoposte a vernalizzazione sono sfiorite prima ancora della ripresa vegetativa naturale in pien’aria (solo per il genotipo B si è verificata una leggera sovrapposizione tra la fioritura delle piante vernalizzate e la fase vegetativa di quelle mantenute in piena aria) mentre le piante sottoposte a sola forzatura, pur avendo manifestato allungamento degli steli, sono fiorite esclusivamente nel caso del genotipo A e per un tempo molto breve. Tali risultati confermano in parte quelli ottenuti da Fulton et al. (2001) il quale non ha riscontrato alcuna fioritura nelle peonie non vernalizzate e sottoposte a forzatura a causa di un precoce aborto fiorale. La vernalizzazione nella peonia erbacea è infatti necessaria per il superamento della dormienza e non ha specifici effetti sulla formazione dei primordi fiorali (Halevy et al., 2005) analogamente a quanto avviene in 6 tulipano, giacinto, Crocus e alcune specie di Allium ornamentale (Hartsema, 1961; Le Nard and De Hertogh, 1993; Kamenetsky, 1997). Infatti l’induzione e la differenziazione fiorale vengono avviate contemporaneamente alla senescenza dei fiori dell’anno e concludono lo sviluppo prima della dormienza invernale (Byrne and Halevy, 1986; Halevy et al., 2002). Per altre geofite come iris, lilium, cipolla invece le basse temperature promuovono l’induzione fiorale e quindi possono migliorarne anche le potenzialità produttive (Rabinowitch, 1990; Le Nard and De Hertogh, 1993). Per quanto riguarda l’influenza dei trattamenti sui caratteri quanti-qualitativi delle piante i risultati sono riportati nelle tabelle 1, 2 e 3. Per il genotipo A (tab. 1) è stata osservata una riduzione del numero di steli prodotti e della percentuale di germogliamento sulle piante vernalizzate rispetto al controllo in pien’aria mentre nessuna differenza statisticamente significativa è stata riscontrata per l’altezza media delle piante e per il numero di fiori prodotti. La sola forzatura in serra, invece, ha sempre mostrato un significativo peggioramento di tutti i parametri rilevati (Fulton et al., 2001) (foto 1). A differenza del genotipo A, sui genotipi B e C sottoposti a vernalizzazione (tab. 2) è stata riscontrata rispetto al controllo in pien’aria una riduzione anche a carico dell’altezza delle piante e del numero di fiori; trattandosi di ibridi di taglia elevata (circa 79 cm in pien’aria) tale riduzione di altezza non rappresenta uno scadimento qualitativo delle piante coltivate in vaso che invece risultano più compatte e quindi gradevoli mentre il minor numero di fiori prodotti è parzialmente compensato dalle notevoli dimensioni del fiore, caratteristica tipica dei genotipi stessi. Dal confronto fra i trattamenti di vernalizzazione è emerso che aumentando il tempo di permanenza a 4°C da 4 a 8 settimane si determina per i genotipi A e B un incremento 7 del numero di steli. Altri autori confermano questo risultato ottenuto sia attraverso la riduzione della temperatura (da 5,6°C fino a 1°C), sia prolungando il tempo di permanenza al freddo fino a 6 e 9 settimane (Byrne and Halevy, 1986; Evans et al., 1990; Fulton et al., 2001; Kamenetsky et al., 2003). Per periodi di tempo superiori a 9 settimane non sono stati documentati ulteriori incrementi del numero di steli prodotti (Fulton et al., 2001). Conclusioni La possibilità di modificare il calendario di fioritura della peonia erbacea con anticipi della stessa ai mesi di febbraio e marzo rappresenta un risultato significativo per ampliare il calendario di commercializzazione sia come vaso fiorito che come fiore reciso. Per le pregevoli caratteristiche ornamentali dei suoi fiori e del fogliame infatti la peonia erbacea risulta particolarmente indicata alla sua commercializzazione in occasione di ricorrenze e festività e, quindi, trae notevole vantaggio da una programmazione stagionale ben definita. Nella ricerca sono stati utilizzati ibridi naturali cinesi di elevata valenza estetica: sebbene tutti abbiano risposto positivamente alla tecnica di vernalizzazione e forzatura in serra è stata messa in evidenza una adattabilità superiore del genotipo A rispetto ai genotipi B e C con una fioritura paragonabile al controllo per durata e per quantità di fiori prodotti, senza alcuna alterazione qualitativa delle piante. Bibliografia BYRNE T. G, HALEVY A. H., 1986. Forcing herbaceous peonies. Journal Am. Soc. Hort. Sci., 111 (3): 379-383. 8 EVANS M. R., ANDERSON N. O., WILKINS H. F., 1990. Temperature and GA3 effects on emergence and flowering of potted Paeonia lactiflora. HortScience, 25 (8): 923-924. FULTON T. A., HALL A. J., CATLEY J. L., 2001. Chilling requirements of Paeonia cultivars. Scientia Horticulturae, 89: 237-248. HALEVY A. H., LEVI M., COHEN M., NAOR V., 2002. Evaluation of methods for flowering advancement in herbaceous peonies. HortScience 37 (6): 885-889. HALEVY A. H., BARZILAY A., KAMENETSKY R., 2005. Flowering advancement in herbaceous peony. Acta Hort. 673: 279-285. HARTSEMA A. M., 1961. Influence of temperature on flower formation and flowering of bulbous and tuberous plants. In: Ruhland W. Ed, Handbuch der Pflanzenphysiologie 16: 123-167. HAW S. G., 1985. The Garden, Journal of the Royal Horticultural Society 110, 154-159. HUXLEY A., GRIFFITHS M., LEVY M., 1992. The new Royal Horticultural Society dictionary of gardening. Macmillan, London. KAMENETSKY R., 1997. Inflorescence of Allium species (subgenus Melanocrommyum): structure and development. Acta Hort. 430: 141-146. KAMENETSKY R., BARZILAY A., EREZ A., HALEVY A. H., 2003. Temperature requirements for floral development of herbaceous peony cv. ‘Sarah Bernhardt’. Scientia Horticulturae 97: 309-320. LE NARD M., DE HERTOGH A. A., 1993. Bulb growing and development and flowering. In: A.A. De Hertogh and M. Le Nard. eds, The physiology of flower bulbs. Elsevier, Amsterdam: 29-44. 9 RABINOWITCH H. D., 1990. Physiology of flowering. In: H.D. Rabinowitch and J.L. Brewster eds., Onions and allied crops. I. Botany, physiology and genetics. CRC Press, Boca Raton, Fla: 113-134. ROGERS A., 1995. Peonies. Timber Press, Inc., Portland, OR. WILKINS H.F, HALEVY A. H., 1985. Paeonia. In: CRC Handbook of Flowering IV. A. H. Halevy ed., CRC Press, Boca Raton, Fla.: 2-4. 10 Tab. 1 - Rilievi biometrici misurati sul genotipo A, di taglia ridotta e fiori semplici di colore fucsia. Lettere diverse indicano valori che differiscono per p = 0,05 (test di Duncan). Tab. 1 – Biometrical data measured on genotype A, with low size and fuchsia sympletype flowers. Different letters indicate values which differ at p = 0,05 (Duncan test). Trattamento steli germogliamento altezza media pianta (n./pianta) (%) (cm) fiori (n./pianta) Pien’aria 12,91 a 47,42 a 44,91 a 11,18 a Serra 4,3 c 19,98 c 25,54 b 6,01 b 4°C per 4 sett./serra 6,67 b 34,02 b 41,72 a 10,00 a 4°C per 6 sett./serra 8,67 b 36,63 b 48,24 a 8,00 ab 4°C per 8 sett./serra 10,29 ab 43,19 a 37,82 a 9,86 a Tab. 2 - Rilievi biometrici misurati sul genotipo B, di taglia elevata e fiori doppi di colore rosa chiaro. Lettere diverse indicano valori che differiscono per p = 0,05 (test di Duncan). Tab. 2 - Biometrical data measured on genotype B,with high size and rose double-type flowers. Different letters indicate values which differ at p = 0,05 (Duncan test). Trattamento steli germogliamento altezza media pianta (n./pianta) (%) (cm) fiori (n./pianta) Pien’aria 9,00 a 61,56 a 79,03 a 14,33 a Serra 1,67 d 12,88 c 16,55 c 1,67 c 4°C per 4 sett./serra 3,82 c 28,02 b 39,13 b 6,08 b 4°C per 6 sett./serra 3,60 c 36,44 b 48,19 b 8,12 b 4°C per 8 sett./serra 5,25 b 36,61 b 32,86 b 9,50 b 11 Tab. 3 - Rilievi biometrici misurati sul genotipo C, di taglia elevata e fiori doppi di colore fucsia. Lettere diverse indicano valori che differiscono per p = 0,05 (test di Duncan). Tab. 3 - Biometrical data measured on genotype C, with high size and fuchsia doubletype flowers. Different letters indicate values which differ at p = 0,05 (Duncan test). Trattamento steli germogliamento altezza media pianta (n./pianta) (%) (cm) fiori (n./pianta) Pien’aria 12,67 a 81,11 a 78,67 a 14,03 a Serra 2,33 c 17,59 c 76,20 a 1,00 c 4°C per 4 sett./serra 7,05 b 79,41 a 46,75 c 5,09 b 4°C per 6 sett./serra 9,75 ab 48,86 b 54,73 bc 8,75 b 4°C per 8 sett./serra 7,30 b b 60,20 b 6,30 b 41,59 12 Fig. 1 – Fenogramma relativo ai tre genotipi utilizzati nella ricerca: genotipo A (a fiori semplici di color fucsia); genotipo B (a fiori doppi di color rosa chiaro); genotipo C (a fiori doppi di color fucsia). La linea (****) indica il periodo di permanenza a 4°C. Fig. 1 – Phenogram of three genotypes used in the experiment: genotype A (fuchsia simple-type flowers); genotype B (rose double-type flowers); genotype C (fuchsia double-type flowers). The line (****) indicates the period of chilling to 4°C. Pien’ari Serra 4°C per 4 sett./serra 4°C per 6 sett./serra Genotipo A 4°C per 8 sett./serra Pien’aria Serra 4°C per 4 sett./serra 4°C per 6 sett./serra Genotipo B 4°C per 8 sett./serra Pien’aria Serra 4°C per 4 sett./serra 4°C per 6 sett./serra Genotipo C 4°C per 8 sett./serra N D 2004 G F M 2005 Fase vegetativa Fioritura 13 A M G L Foto 1 – Effetto dei trattamenti di vernalizzazione rispetto alla sola forzatura in serra sul genotipo A. Picture 1 – Effect of chilling treatments respect to the forcing alone in greenhouse on genotype A. 14