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CONSORZIO DELLA Q UARANTINA
associazione per la terra e la cultura rurale
casella postale 40 – ufficio GE/06 – 16149 Genova
tel. 347.9534511 – posta elettronica: [email protected]
corso di fotografia del
paesaggio rurale
quattordici gennaio duemilasette
testo a cura di Fabrizio Capecchi
INTRODUZIONE
La fotografia di paesaggio, tra i vari generi di fotografia, è certamente la più
frequentata. Oltre a non richiedere attrezzature particolari, il paesaggio è sotto
gli occhi di tutti, a portata di mano, e quindi è un genere di fotografia in cui tutti
prima o poi si cimentano. Ma mentre molti fotografi professionisti si indirizzano
per gusto personale o per maggiore domanda sul mercato dell’immagine verso
altri generi di fotografia, nella fotografia di paesaggio rimangono coloro che
sentono per il paesaggio stesso un’attrazione particolare che può essere assai
viva anche in persone che non hanno fatto della fotografia una professione.
Se la fotografia può essere in molti casi considerata un mezzo di espressione
artistica, nella fotografia di paesaggio questa componente può essere
particolarmente accentuata. La complessità degli elementi che caratterizzano
questo genere di fotografia lascia un grande spazio all’espressività e alle scelte
del fotografo, tanto che il risultato finale può essere considerato in alcuni casi
una vera e propria opera d’arte.
PELLICOLA O DIGITALE
La domanda più ricorrente di questi tempi è: “Usi ancora la pellicola o sei
passato al digitale?”. E’ una domanda legata al momento contingente e alla fase
di passaggio in cui ci troviamo in questi anni. La qualità delle immagini digitali,
poco proponibile fino a pochi anni fa, ora è comparabile, se fatta con mezzi
professionali, a quella della pellicola, con tutti i vantaggi di economicità, praticita,
velocità, maneggiabilità. Probabilmente fra qualche anno sarà una domanda
non più attuale, perché tutti useranno il digitale, e la pellicola, se esisterà ancora
in commercio e se esisteranno ancora laboratori che la sviluppano, sarà solo
oggetto da antiquariato.
L’uso della pellicola o del digitale comporta alcune differenze per quanto attiene
al risvolto tecnico della fotografia, che è solo una piccola parte, e certamente la
meno importante, tra gli elementi che concorrono nella fotografia di paesaggio.
In altre parole il risultato finale non dipende in alcun modo dal mezzo con cui
questo risultato è stato ottenuto.
MEZZI TECNICI
Uno degli aspetti più belli della fotografia è la semplicità e tutto sommato il
costo limitato dei mezzi tecnici per operare. Altra cosa fondamentale è che nella
fotografia di paesaggio si può fare tutto da soli. Per altri generi servono più
persone (per le riprese cinematografiche o televisive servono addirittura delle
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troupes e delle attrezzature costosissime e complesse). Oltre alla macchina
fotografica ed eventualmente alla pellicola, servono gli obiettivi e un treppiede.
CONDIZIONI ESTERNE
Gran parte del risultato della fotografia di paesaggio è legata alle condizione
esterne. In primo luogo al meteo. Si possono sciegliere giornate diverse a seconda
dell’effetto e dell’atmosfera che si vuole ottenere. In genere però, per le fotografia
di grandi spazi e di paesaggi aperti fino all’orizzonte, è opportuno che l’aria sia
il più possibile tersa. La foschia è il peggior nemico della fotografia di paesaggio.
Protagonisti principali della fotografia di paesaggio sono la luce e il suo contrario,
cioè l’ombra. Le variabili di questo importante elemento che è la luce riguardano
la sua intensità (che influisce sul contrasto dell’immagine) e il suo colore (che
influisce sulla tonalità della stessa). A loro volta intensità e colore della luce
dipendono dall’ora del giorno e dalla stagione; in una parola dalla posizione del
sole rispetto all’orizzonte, rispetto al soggetto da fotografare e rispetto all’angolo
tra la direzione di provenienza della luce e la direzione scelta per la fotografia.
I mezzi tecnici e le condizioni esterne devono essere scelti in relazione ai soggetti
che si vogliono fotografare, e all’impressione generale che si vuole trasmettere.
PARTE ESPRESSIVA
Talvolta la fotografia è un
mezzo di espressione
artistica. In ogni caso è
sempre un mezzo per
esprimere qualcosa, per
documentare,
per
divulgare, per raccontare
tramite l’immagine. Per
questo possiamo dire che se un’immagine singola può già rappresentare molto,
più spesso è una sequenza di immagini a costituire un racconto, a fornire una
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documentazione, a sviluppare un tema. Ecco l’importanza delle raccolte di
immagini fotografiche sotto forma di una semplice proiezione, di una mostra, di
un libro, di un cd-rom o di un dvd.
Spesso è importante che una raccolta di fotografie riguardi soggetti inerenti ad
un tema preciso e circoscritto, con i relativi contenuti e approfondimenti. Talvolta
è più interessante una sequenza di immagini, anche meno belle ma legate fra
loro come in un racconto, che una serie di immagini molto belle ma che sono
slegate una dall’altra.
Per aumentare il valore si una serie di immagini, queste possono essere
accompagnate da un testo, sotto forma di introduzione, di didascalie etc.
Il fotografo che prima di effetturare una serie di fotografie si documenta e
approfondisce l’argomento
con letture, ricognizioni
etc., saprà trasmettere nelle
sue immagini sicuramente
qualcosa di più.
Conoscere bene un
argomento che si vuole
documentare con una serie
di immagini consente
anche
una
sua
interpretazione, un taglio
più personale alle immagini
stesse che differenzierà
complessivamente le
immagini da quelle di una
altra persona che ha
lavorato sullo stesso tema.
PARTE PRATICA
Dopo aver parlato dell’importanza di un’immagine o di una loro sequenza
passiamo ad esaminare la parte pratica della realizzazione delle stesse per mezzo
di una macchina fotografica.
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La cosa fondamentale
prima di scattare ogni
immagine è che il fotografo
abbia deciso esattamente
cosa (quale soggetto o
quali soggetti) fotografare.
Aver chiaro ciò serve, in
fase di ripresa, a mettere
in evidenza il soggetto o
comunque tutti gli elementi
che devono comparire
nell’immagine, cercando possibilmente di eliminare o dare il minore risalto
possibile a tutti gli elementi che distologono l’attenzione di chi guarda dal soggetto
principale o dai vari soggetti nel loro insieme.
Il risultato che si ottiene in fotografia non dipende dal tipo di macchiana
fotografica che si usa. Tutte le macchine fotografiche funzionanti possono dare
un buon risultato. Più importante è invece la scelta degli obiettivi. La loro
luminosità e la qualità delle lenti con cui gli obiettivi sono realizzati ha una certa
influenza sul risultato tecnico finale.
Per la realizzazione di una fotografia il fotografo decide l’inquadratura, e opera
sull’apparecchio per verificare la messa a fuoco e l’esposizione. La padronanza
di questi ultimi due elementi tecnici, assai semplici da applicare, viene acquisita
da tutti in breve tempo. Maggiore applicazione è necessaria al contrario per
quanto riguarda l’inquadratura. Col passare degli anni e dell’esperienza il modo
di fotografare si evolve fino ad assumere, talvolta, un vero e propiro stile
personale.
L’inqadratura è influenzata dalla scelta della posizione di ripresa, dalla focale
scelta per la ripresa e dalla composizione dell’immagine, cioè la collocazione
all’interno della stessa degli elementi che compaiono nella fotografia.
Con la posizione di ripresa (alto/basso, destra/sinistra, avanti/indietro) si
cambiano le proporzioni tra gli elementi che compaiono nella fotografia e si dà
loro una precisa collocazione nell’inquadratuta. La lunghezza focale dell’obiettivo
scelto per una detrminata fotografia(che influisce sulla profondità di campo e 1)
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quindi sulla messa a fuoco), cambia le proporzioni fra gli elementi che compiono
nella fotografia e quindi influisce sulla composizione dell’immagine.
LA COMPOSIZIONE DELL’IMMAGINE
La composizione dell’immagine è certamente la caratteristica più interessante
nella fotografia di paesaggio, in quanto è quella che ha una grande influenza sul
risultato finale ed è, a differenza delle condizioni esterne, a totale discrezione
del fotografo che ha una infinita gamma di possibilità tra le quali scegliere. In
altre parole, dato un paesaggio e date certe condizioni esterne (luce etc.), è la
composizione dell’immagine che determina la differenza tra le fotografie di
persone diverse (espressività, creatività, interpretazione artistica).
La
composizione
dell’immagine, cioè la
distribuzione degli elementi
nel fotogramma è
ulteriormente rafforzata dal
taglio, cioè dalla decisione
del fotografo per quanto
riguarda i margini del
campo visivo. Ci si può
sforzare di dare un buon
taglio all’immagine già in
ripresa, ma questo elemento della fotografia ha la caratteristica di poter essere
cambiato anche dopo, in fase di stampa o di elaborazione digitale dell’immagine.
In genere si cerca già un buon risultato per quanto riguarda il taglio in fase di
ripresa, potendo ulteriormente migliorarlo successivamente (tranne evidentemente
la proiezione di immagini in pellicola, che saranno esattamente uguali
all’inquadratura scelta dala fotografo in fase di ripresa). L’inquadratura e il taglio
dell’immagine sono influenzati dal formato scelto in fase di ripresa (orizzontale,
verticale, quadrato, con tutte le possibili varianti)
Tra i criteri che spesso si utilizzano per giudicare le fotografie di paesaggio vi
sono:
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L’evidenza del soggetto, che permette la comprensione immediata di quello
che il fotografo ha voluto ritrarre. Questa caratteristica è sovente legata alla
semplicità (il contrario della confusione).
2) La prospettiva, che in genere si ottiene con la applicazione del classico schema
primo piano - piano (o piani) intermedio e sfondo. L’importanza del primo
piano, che spesso può anche non essere il soggetto principale nella fotografia di
peasaggio, è legata al fatto
che esso consente di
migliorare molto la
prospettiva, la profondità
e la tridimensione
dell’immagine stessa.
Questi
elementi
fondamentali sono molto
influenzati anche dalla luce
(direzione, altezza della
fonte luninosa, alternanza
di luce e ombra).
Una buona fotografia di paesaggio è sovente rafforzata da un buon bilanciamento
degli elementi che compaiono nella fotografia, cioè dalla loro dimensione in
proporzione agli altri e alla loro importanza nella fotografia stessa, e dalla
presenza di linee più o meno immaginarie (verticali, orizzontali oblique, curve,
semicurve, a esse) che diano una forza ulteriore e un movimento apparente alle
immagini stesse.
Due regole che nella fotografia di paesaggio vale la pena di applicare sempre
(quando è possibile) sono:
1) La linea dell’orizzonte (resa orizzontale mediante una bolla applicata
sull’apparecchio) mai nella zona centrale dell’immagine.
2) Il posizionamento dell’elemento o degli elementi vistosi della fotografia nella
zona della sezione aurea, cioè mai nel centro del fotogramma (alto/basso, destra/
sinistra), ma circa sui due/terzi del fotogramma verso l’alto, il basso, a destra o
a sinistra.
Effetti particolari nella fotografia di paesaggio si possono ottenere con il
controluce, l’effetto mosso, la sfocatura di alcune parti dell’immagine per dare
risalto a quelle a fuoco.
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il CONSORZIO DELLA QUARANTINA è
un’associazione formata intorno all’agricoltura familiare e all’economia
dell’entroterra rurale e della montagna, per contribuire a ricostruire una comunità fatta di persone che si incontrano, dove c’è posto per chi produce cibo
e cultura, per chi lo prepara, per chi se ne nutre, per chi lo vende e lo diffonde
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lo scopo sociale è sostenere il mondo rurale
per tutelare e promuovere
l’agricoltura familiare;
il recupero abitativo e produttivo del territorio e la sua salvaguardia;
la coltivazione, l’allevamento, la conservazione, lo scambio e la
diffusione di varietà e razze tradizionali di interesse agricolo;
la conoscenza, la produzione e la vendita dei prodotti derivati da tali
varietà e razze;
le attività comunitarie, conviviali e di sussistenza;
la cultura locale, l’artigianato manuale, la cucina tradizionale, la
conoscenza del territorio e delle sue comunità; i saperi popolari, le
pratiche locali, le titolarità collettive, i luoghi comunitari, gli usi
tramandati, le soluzioni semplici e comprensibili per tutti, le innovazioni
introdotte con lentezza e con il rispetto dei tempi comuni di accoglimento,
le consuetudini condivise, la partecipazione nelle scelte e nelle decisioni.
Ci si può associare come:
PRODUTTORI (chi, in forma professionale o amatoriale, coltiva e vende prodotti
di agricoltura familiare e locale, in particolare di varietà e razze
tradizionali - come la patata Quarantina Bianca Genovese,
recuperata negli ultimi vent’anni dopo avere rischiato la scomparsa, dalla quale l’associazione prende il nome)
(ristoranti, negozi, agriturismi e gruppi di acquisto che si impeAFFILIATI
gnano a diffondere, usare, vendere i prodotti tutelati e promossi
dall’associazione)
S OSTENITORI (tutti coloro che condividono lo scopo sociale dell’associazione e
desiderano partecipare alle sue iniziative)
Tutti i soci ricevono a casa il notiziario bimestrale, la tessera dell’associazione e, a fine anno, il bugiardino ; possono partecipare alle iniziative e ai corsi
sociali; fruiscono dello sconto-soci presso i produttori e gli affiliati convenzionati, possono acquistare quarantine da seme e accedere allo scambio di
varietà tradizionali, possono iscrivere con 1 € i propri familiari.