RELAZIONE PAESAGGISTICA: RELAZIONE

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RELAZIONE PAESAGGISTICA: RELAZIONE
Comune di Palaia
PIANO ATTUATIVO “ BORGO DI VILLA SALETTA”
RELAZIONE PAESAGGISTICA – RELAZIONE GENERALE
Dicembre 2008
Provincia di Pisa
COMUNE DI PALAIA
PIANO ATTUATIVO “BORGO DI VILLA SALETTA”
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INDICE
1.
INTRODUZIONE.............................................................................................................4
1.1.
1.2.
2.
STATO ATTUALE............................................................................................................7
2.1.
2.2.
2.3.
2.4.
2.5.
3.
INFORMAZIONI GENERALI ................................................................................................. 4
DESCRIZIONE LUOGHI ....................................................................................................... 5
DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE PAESAGGISTICHE DELL’AMBITO TERRITORIALE DI
RIFERIMENTO.................................................................................................................... 7
COMPONENTI AMBIENTALI ............................................................................................. 10
ANALISI STORICA ............................................................................................................ 14
LIVELLI DI TUTELA OPERANTI NEL CONTESTO PAESAGGISTICO ......................................... 23
RAPPRESENTAZIONE STATO ATTUALE.............................................................................. 25
STATO DI PROGETTO...................................................................................................26
3.1. DESCRIZIONE STATO DI PROGETTO ................................................................................. 26
3.1.1 VOLUMETRIE, SCAVI E RIPORTI .................................................................................... 28
3.1.2 OPERE DI CONSOLIDAMENTO....................................................................................... 28
3.2. ALTERNATIVE DI PROGETTO ............................................................................................ 28
3.3. CONCLUSIONI................................................................................................................. 29
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1. INTRODUZIONE
Al fine di un corretto inserimento dell’intervento proposto nel sistema ambientale e
paesaggistico interessato, è necessario conoscere e rispettare il quadro dei vincoli di natura
ambientale presenti sul territorio in modo da stabilire le misure di salvaguardia e tutelare o
riqualificare la qualità della vita dell’area interessata.
I principali vincoli di cui tenere conto nella zona oggetto di studio, sono essenzialmente:
(a) Vincolo idrogeologico – forestale (RD 3267/23)
(b) Vincolo paesaggistico (legge Galasso, L.431/85)
(c) Vincolo paesaggistico – ambientale (ex L. 1497/39; D. Lgs. 42/2004)
(d) Vincolo archeologico-monumentale (Decreto 1916, Decreto 1982 D. Lgs. 42/2004)
Non tutti i vincoli caratterizzano le aree assoggettate allo stesso modo; esistono infatti vincoli
che possono essere “superati” con adeguate opere di difesa e di mitigazione degli impatti
mentre altri che impediscono di fatto la realizzazione di un’opera.
Il Borgo di Villa Saletta ricade per l’intero ambito di intervento nel vincolo paesaggisticoambientale mentre la villa padronale ricade anche in vincolo archeologico-monumentale.
Inoltre poiché verrà interessata parzialmente un’area boscata, sarà sottoposta a vincolo
idrogeologico e a vincolo paesaggistico ai sensi della ex L. 431/85 (Legge Galasso), articolo 1,
lettera g).
Si dichiara dunque che l’intervento necessita di autorizzazione paesaggistica, ai sensi degli
art.146 e 159 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42 ("Codice dei beni culturali e del paesaggio").
1.1.
INFORMAZIONI GENERALI
1. Richiedente:
Hotel Borgo Villa Saletta s.r.l. con sede in Firenze; C.F. 05473290483
2. Tipologia dell’opera:
Opera a carattere areale
3. Carattere dell’intervento:
Permanente fisso.
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1.2. DESCRIZIONE LUOGHI
L’antico borgo di Villa Saletta, posto sulla viabilità di collegamento fra la valle e il sistema
insediativo interno del comune di Palaia (Pisa), occupa la sommità di un poggio in posizione
dominante sul territorio circostante.
La
posizione
geografica
un
tempo,
conferiva al borgo il ruolo di centro di
controllo del sistema poderale dalle
colline fino alla piana, come fattoria di
vasti possedimenti la cui estensione si
sviluppava a tutto il territorio delle
pendici collinari verso la piana fino
all’Era.
L’intero sistema, ormai persa la sua
funzione originaria e abbandonato anche
come residenza padronale, appare oggi
contraddistinto da condizioni di generale
abbandono. Se al momento la struttura
appare ancora in perfette condizioni,
l’abbandono e il degrado impongono
urgenti
interventi
irreversibili
al
per
evitare
patrimonio
danni
storico-
architettonico di cui Villa Saletta rappresenta una delle testimonianze più alte di tutto il
territorio del comune.
Il borgo si raggiunge percorrendo la S.P. delle colline per Legoli (n.11), che, dopo aver
attraversato l’abitato di Forcoli e Baccanella incrocia la S.P. Palaiese (n.36). Imboccata tale
strada si sale lungo la collina fino a giungere al Borgo di Villa Saletta posto sulla sommità del
poggio. La “Palaiese” è una strada gerarchizzata a livello provinciale, con finitura stradale
asfaltata, che collega l’abitato di Forcoli e la valle con Palaia, posta al centro del territorio
comunale.
Il Borgo di Villa Saletta, costeggiato quasi interamente, lungo il suo perimetro est dalla strada
provinciale, presenta anche una viabilità interna attorno alla quale si dispongono compatte le
antiche abitazioni, quasi a ricreare un perimetro murario che mostra la solidità di una vera e
propria cinta (Fotografia)
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Villa Saletta è attualmente interessata da un Piano Attuativo che si prefigge come obiettivo la
ristrutturazione e riqualificazione dell’intero borgo, e la sua trasformazione in un importante
centro turistico ricettivo. Gli interventi suddetti prevedono il recupero della struttura storica di
alto valore architettonico-ambientale con la realizzazione di un albergo di lusso, un
ristorante, una pizzeria, un bar, un centro benessere e alcune sale per conferenze.
Il progetto che verrà descritto nel terzo capitolo è stato redatto in modo tale da raggiungere
gli obiettivi richiesti dalla committenza che sono quelli di recuperare il patrimonio edilizio
storico e in particolare la struttura del borgo villa- fattoria, valorizzando il nucleo come
polarità ricettiva e ricreativa e individuando spazi per eventi culturali e manifestazioni, il tutto
ponendo particolare attenzione al contesto ambientale circostante e alle possibili
interconnessioni fra il territorio agricolo e il borgo.
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2. STATO ATTUALE
2.1. DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE PAESAGGISTICHE DELL’AMBITO TERRITORIALE
DI RIFERIMENTO
La Strada Provinciale Palaiese (S.P. 36) è una strada di fondovalle/controcrinale, che, partendo
in prossimità dell’abitato di Montanelli, si snoda per quasi 14 km, salendo verso il borgo di
Villa Saletta e l’abitato di Partino, fino a raggiungere Palaia e la Strada Provinciale che risale il
territorio comunale verso Monopoli e S. Miniato. Il tratto in cui la Palaiese cinge il borgo di
Villa Saletta è caratterizzato da un alto muro di cinta, situato a quota 130 m. s.l.m., che
delimita buona parte della proprietà (Fotografia).
Il resto della proprietà si colloca a quote variabili tra i 110 m s.l.m. relativi alla quota strada
dell’accesso meridionale, e i 139 m s.l.m. della piazza e della via storica del borgo.
Il rilievo su cui sorge il complesso di Villa Saletta domina, dalla sua altura di circa 139 m., il
digradare verso la pianura del Roglio (affluente del fiume Era), delle colline sud-occidentali
del comprensorio di Palaia, e delle piccole valli formate a nord-ovest dal botro della Rocca e
a sud-est dal botro del Tosolino e per questa sua collocazione geografica occupa,
indubbiamente, una posizione di rilievo nel panorama del sistema della media VaI d’Era.
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Villa Saletta si trova dunque immersa in una lussureggiante vegetazione, fatta di vigneti,
uliveti, prati, boschi e alti cipressi che costeggiano le tortuose strade che salgono le colline,
il tutto ad incorniciare il borgo e a conferirgli un’atmosfera remota. D'altronde è stato
proprio questo aspetto “fuori dal tempo” che ha convinto i Fratelli Taviani a girarvi, nel
1987, alcune scene del film “Goodmorning Babilonia”.
L’ingresso originale del borgo fortificato è posto nel lato settentrionale ed è evidenziato da
due colonne. Inoltre, sulle prime due case da contadini, a
destra e a sinistra della strada d’accesso, sono collocati
due grandi scudi recanti l’arma Riccardi (una chiave d’oro
posta in palo) (Fotografia) simboli di valore e decoro
della casata. Vi è inoltre un altro ingresso, meridionale,
che risalendo all’interno dell’oliveta giunge direttamente
alla piazza a lato della quale sorge la villa padronale.
L’insediamento, come già accennato, si sviluppa lungo
l’unica via che attraversa il borgo e sulla quale si
affacciano le abitazioni rurali con gli annessi di servizio
della
fattoria,
che
di
fatto
ne
costituiscono
la
fortificazione, fino a giungere alla piazza precedentemente citata.
Proprio sul lato sinistro (guardando verso nord)
della piazza, è situata la villa padronale
(Fotografia) di severo impianto seicentesco,
mentre, sul lato destro fronteggia la torre con
l’orologio
posta
a
conclusione
della
fila
opposta degli edifici lungo l’asse stradale.
Attorno alla piazza si trovano poi altri edifici
(Fotografia) tra cui, un po’ più distaccati, la
chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e
Michele (attualmente sconsacrata) e l’oratorio
della Madonna della Rocca, ricca di importanti
testimonianze artistiche ed esclusa, assieme ai
fabbricati prospicienti, dal Piano Attuativo
relativo al Borgo.
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Infine è importante rammentare la presenza di un antico pomario, un tempo ricco di
vegetazione e la grande terrazza che si affaccia sul piano nobile della villa padronale e dalla
quale si può ammirare il paesaggio, affiancata da un giardino storico.
I terreni di imposta al Piano Attuativo “Borgo di Villa Saletta” sono censiti al N.C.T. del
Comune di Palaia al Foglio di Mappa n.53 particelle n. D, 25, 26, 30, 37, 38, 41, 42, 43, 68,
76, 71, 77, 88, 89, 90, 96, 149, 151, 162, 213, 214, 215, 216, 217, 218, 221, 222, 223,
220 (intere) e da porzioni delle particelle: 39, 78, 87, 161, 195, 196, 202, tutte di proprietà
della società Hotel Borgo Villa Saletta S.r.l.
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2.2. COMPONENTI AMBIENTALI
Per quanto concerne lo stato attuale delle componenti ambientali quali, vegetazione, suolo,
acqua, paesaggio ecc., questo può definirsi per tutte sufficientemente soddisfacente ma, pur
non presentando particolari criticità, verrà descritto nel dettaglio.
Per quanto riguarda le acque superficiali, è importante sottolineare come il Borgo di Villa
Saletta funga da linea spartiacque. Nelle vicinanze della zona oggetto del presente studio
sono presenti infatti presenti due corsi d’acqua: il Botro del Tosolino lambisce la collina su cui
sorge Villa Saletta sul lato ovest, mentre il Botro della Rocca, la lambisce sul lato est. Non
sono attualmente disponibili informazioni circa le loro caratteristiche ambientali ma vista la
relativa lontananza dall’area di studio non si è ritenuto necessario effettuare ulteriori indagini.
Mentre il Botro del Tosolino confluisce direttamente nel Torrente Roglio, il Botro della Rocca
diventa prima affluente del Torrente Tosola.
L’acqua distribuita nel comune di Palaia proviene da pozzi perforati nei dintorni della centrale
situata sul torrente Roglio. I pozzi hanno in genere una profondità di circa 40 m rispetto al
piano campagna; lo strato di argilla, che separa dalla superficie quello di ghiaia e sabbia in
cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che
l’acqua del sottosuolo è microbiologicamente pura.
La Carta geomorfologica, allegata al P.S. del Comune di Palaia mostra che non sussistono
forme fluviali e forme di versante dovute al dilavamento mentre sono evidenti forme di
versante dovute alla gravità. Sul confine ovest dell’intervento si notano infatti orli di scarpata
di degradazione con qualche incursione all’interno della proprietà di frane da scorrimento
(Frane complesse). Proprio in tali luoghi l’acclività è più marcata,
Per quanto riguarda la Pericolosità geomorfologica nel rispetto della D.C.R. 94/85 e dell’Art.
5 del PTC all’interno del Piano Attuativo è possibile distinguere 3 classi. La superficie edificata
ricade in classe 2 – Pericolosità bassa – che corrisponde a situazioni geologico-tecniche e
morfologiche apparentemente stabili sulle quali però permangono dubbi che possono essere
chiariti a livello di indagine geognostica di supporto alla progettazione (vedere Tavola
QC22b).
Le superfici non edificate che circondano il borgo, ricadono invece in Classe 3 – Pericolosità
Media – e più precisamente nella Sottoclasse 3°. Nelle aree in Classe 3 non sono presenti
fenomeni di dissesto, tuttavia le condizioni geologico-tecniche sono tali da fare ritenere che si
trovino al limite dell’equilibrio e/o che possano essere interessate da fenomeni di
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amplificazione della sollecitazione sismica o di liquefazione, o da episodi di alluvionamento o
difficoltoso drenaggio delle acque superficiali. Nella sottoclasse 3° ricadono le aree acclivi con
caratteristiche geomorfologiche, stratigrafiche e litotecniche favorevoli alla stabilità, per cui i
fenomeni franosi, pur possibili, coinvolgono porzioni di territorio di ampiezza limitata, e
altresì le aree della pianura alluvionale e le sommità collinari con sottosuolo eterogeneo.
Anche per quanto riguarda la vulnerabilità idrogeologica è necessario fare una distinzione tra
l’area centrale del Piano Attuativo ed porzioni dei versanti periferici. L’area centrale edificata e
parte del versante che termina sulla S.P. n.36, ricadono in Classe 3 - Vulnerabilità media –,
Sottoclasse 3a, che corrisponde a situazioni in cui la risorsa idrica considerata presenta un
grado di protezione mediocre, in essa ricadono (…) nelle aree collinari e montuose, le zone in
cui affiorano terreni a bassa permeabilità e le zone interessate da falde freatiche attestate in
complessi detritici sufficientemente estesi o con evidenze di circolazione idrica. Altre porzioni
del Piano attuativo (nuovo parcheggio e parte dell’oliveta) ricadono in Classe 2 – Vulnerabilità
bassa – che corrisponde a situazioni in cui la risorsa idrica è apparentemente non vulnerabile
in base a considerazioni riguardanti la natura degli eventuali acquiferi e quella dei terreni di
copertura, ma per cui permangono margini di incertezza dovuti a diversi fattori (vedere
Tavola QC22c).
Dal punto di vista strettamente geologico l’area è impostata sui sedimenti del Pliocene,
costituiti da sabbie e sabbie limose ben addensate alternate a livelli argillosi consistenti e
molto consistenti.
Nella Carta geologica del Piano Strutturale questi litotipi sono indicati con le sigle “p3”
(formazione delle Sabbie gialle) e “p2” (formazione delle Sabbie argillose).
Dal punto di vista della pericolosità idraulica l’area in oggetto rientra, da quanto rilevato nella
cartografia tecnica allegata al Piano Strutturale del Comune di Palaia, in classe di pericolosità
irrilevante sia per il PIT che per il PTCP.
In base a quanto indicato sulla Tav. 7 allegata al Regolamento Urbanistico del Comune di
Palaia, l’area di studio ricade interamente in Classe 3 – Fattibilità condizionata – di Fattibilità
geologica. Tale classe equivale ad un rischio medio alto. Per l’esecuzione di interventi edilizi
sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di “area complessiva” sia come supporto
alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento
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diretto. Gli interventi previsti dallo strumento urbanistico sono attuabili alle condizioni
indicate nella Relazione Geologica.
Per maggior dettaglio si specifica che l’area di studio ricade in Classe di fattibilità 1 –
Fattibilità senza particolari limitazioni - relativamente agli aspetti idraulici e in Classe di
fattibilità 3 – Fattibilità condizionata – relativamente agli aspetti geomorfologici.
Per quanto riguarda l’analisi completa degli elementi geologici e geotecnici si rimanda
all’ALLEGATO – “Relazione Geologica”.
L’analisi della vegetazione, degli habitat e delle caratteristiche floristiche dell’area in esame si
è basata sull’acquisizione dei dati di letteratura esistenti, sulla fotointerpretazione e sulle
osservazioni dirette effettuate durante un sopralluogo.
Da analisi sul campo e dalla foto aerea è possibili notare come l’area sottoposta a Piano
attuativo comprenda terreni incolti con pochi alberi sparsi, un’oliveta, e un ampia zona a
bosco caratterizzato dalla presenza di una notevole quantità di querce caducifoglie e di lecci .
A seguito dell’esame delle Unità fisionomico-strutturali di vegetazione e della composizione
dei popolamenti faunistici, e tenuto conto della geomorfologia dell’area di studio e delle aree
ad essa prospicienti, sono state individuate due Unità Ecosistemiche, di seguito elencate e
descritte.
Unità Ecosistemiche
Sistema boscato dei querceti decidui
Agroecosistema
Il sistema boscato dei querceti decidui è costituito principalmente da cerro (Quercus cerris),
con una presenza quasi costante di leccio (Quercus ilex) e roverella (Q. pubescens), incursioni
di conifere quali cipresso (Cupressus sempervirens) e pino domestico (Pinus pinea), presenze
di Acero opalo (Acer opalus), Carpino bianco (Carpinus betulus) e Carpino nero (Ostrya
carpinifolia)e una discreta presenza di arbusti (Alloro - Laurus nobilis; Lentaggine – Viburnum
opalus…) . Tale ecosistema, così come tutte le aree boscate, fornisce riparo a numerosi uccelli
e mammiferi.
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Nella fascia di contiguità con l’abitato si osserva una notevole presenza di platani (Platanus
spp) probabilmente frammenti dell’antica sistemazione a verde del borgo così descritta nel
libro “Villa Saletta in Valdera: da villaggio medievale a fattoria modello di età moderna” di A.
Alberti, S. Bruni, D. Stiaffini: “A tergo di questo fabbricato (Villa Padronale) trovasi un
giardinetto e bosco inglese con delle areole e viali, rivestito di varie piante, arbusti frutici e
suffrutici e fiori diversi vagamente e con beIl’armonia disposti.”
L’agroecosistema è un ecosistema di origine antropica, che si realizza in seguito
all'introduzione dell'attività agricola. Esso si sovrappone quindi all'ecosistema originario,
conservandone parte delle caratteristiche e delle risorse in esso presenti (profilo del terreno e
sua composizione, microclima, etc.).
L’agroecosistema, costituito per lo più da olivete o da ex-pascoli o seminativi arborati, funge
da collegamento tra il costruito (borgo di Villa Saletta) e la S.P. Esso non sembra essere molto
ambito dalla fauna in quanto privo di ripari, ma l’oliveta è frequentata da una discreta
avifauna.
Secondo il PTCP della Provincia di Pisa il comune di Palaia ricade nel Sistema territoriale di
programma della Toscana interna e meridionale (art.8) ed in particolare nel Sel (Sistema
economico locale) 12 – Valdera (art.9), e nel sistema territoriale provinciale denominato
“Sistema territoriale locale delle colline interne e meridionali” (art.10). Il Sistema territoriale
viene a sua volta suddiviso in 3 sub-sistemi e il Comune di Palaia ricade nel “sub-sistema”
delle colline della Valdera.
In tale sub-sistema l’organizzazione agricola è strettamente legata al sistema insediativo e
infrastrutturale tanto da costituire una unità inscindibile di notevole valore paesaggistico.
L’insediamento è costituito dalla sovrapposizione di diversi modelli insediativi: nuclei,
aggregati e case sparse prevalentemente di crinale o posti sui poggi, collegati da una rete di
strade che ritmano il paesaggio e ne sottolineano la morfologia. Le aree boscate coronano
tale sistema e presentano al loro interno alcune isole coltivate, segnate anche da fenomeni di
abbandono e conseguente inselvatichimento. L’area di studio, così come indicato nella Carta
dell’uso agricolo e nelle N.T.A. (art. 17) del P.S. risulta quale “Area a prevalente funzione
agricola”, ossia quelle zone di territorio aperto, tradizionalmente dedite all’agricoltura, alla
quale è ancora in parte legato il sistema insediativo e il patrimonio edilizio esistente, che
mantiene le caratteristiche rurali. Solo la zona del nuovo parcheggio risulta esclusa da questa
perimetrazione, ricadendo nella fascia boscata (art. 18 - NTA). Per quanto riguarda la carta
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dell’uso del suolo, si osserva la presenza di un’oliveta che costeggia la strada di accesso a sud
dell’area di intervento e il bosco con lecci ove dovrebbe sorgere il nuovo parcheggio.
Dal Piano Strutturale del Comune di Palaia, si evince inoltre che l’area di studio ricade
nell’Unità territoriale ambientale (UTA) di fondovalle. Tale UTA comprende il sistema
poderale dalle colline fino alla piana che costituisce il patrimonio rurale della Fattoria di Villa
Saletta il cui centro è collocato nell’antico borgo posto sulla sommità del poggio interno
sulla strada per Palaia.
Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di una attività agricola estensiva di pianura
mentre è il bosco è limitato alle quote più elevate.
L’ambiente di fondovalle è contraddistinto dalla presenza dei corsi d’acqua che presentano
una fascia di vegetazione ripariale anche boschiva. La fascia collinare possiede una copertura
a bosco importante e collegata con gli ecosistemi delle quote più elevate con presenza di
leccio e querce caducifoglie.
La pianura che lambisce gli insediamenti urbani è connotata dalla presenza di agro ecosistemi
molto elementari legati alla coltivazione di colture annuali e di pioppete industriali.
2.3. ANALISI STORICA
EPOCA ANTICA
Dalla fine del IV secolo a.C. sia per la Val d’Egola che la VaI d’EIsa, si individuano maggiori
densità di forme insediative, probabilmente dovute alle opposte e forse equivalenti forze delle
due città di Pisa e di Volterra.
Così come si registra per l’intero distretto della Valdera, anche l’area palaiese presenta a
partire dalla fine del IV inizi del III secolo a.C, numerose strutture tombali distribuite in forme
non omogenee sul territorio. L’intero territorio sembra articolarsi attorno agli oppida di Palaia
e di Toiano, centri che verosimilmente sviluppano diverse strategie insediative, con un abitato
unitario nel primo caso, e un sistema di piccoli nuclei sparsi, sorta di vici posti a poca distanza
l’uno dall’altro, nel secondo. Accanto a questi, che sembrano costituire i due principali poli di
aggregazione. si sviluppano alcuni centri minori a Partino, a Villa Saletta, ad Alica, a Vallaia
presso Montefoscoli, mentre a piccoli insediamenti che dobbiamo pensare strutturati sulla
dimensione di una fattoria sembrano connesse le isolate piccole tombe a camera di
Baccanella e di Chiecinella. Le successive rivolte avvenute nel 302 a.C. e nel 196 a.C cambiano
l’assetto sociale e di conseguenza le modalità di insediamento. Pochi sono i dati relativi a Villa
Saletta, che presentano non pochi motivi di interesse. Nell’area su cui insiste il complesso
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della villa di Salecto, la cui prima menzione è in un documento lucchese del 980, sono state
individuate tre strutture ipogee, nelle quali, per quanto riutilizzate ed alterate in parte in
tempi a noi più recenti, secondo una prassi ampiamente diffusa nella VaI d’Era e comune a
gran parte dei monumenti antichi del distretto, è possibile riconoscere i segni di originarie
strutture tombali di età ellenistica.
Le strutture presentano tutte un orientamento nord-est/sud-ovest e la loro collocazione sta a
mezza costa del rilievo sul versante che si affaccia sulla vallecola che separa Villa Saletta dal
rilievo di Monte Rosoli e luogo la più antica via di accesso all’altura di Villa Saletta, che
dall’età medioevale verosimilmente ricalca il tracciato di una via già attiva in epoche
precedenti, consente di ipotizzare che il più antico insediamento dovesse collocarsi sulla
sommità del rilievo, dove l’insistenza del complesso moderno e le imponenti opere edilizie
che hanno interessato nel tempo quest’area lasciano poco spazio alla speranza di poter in
futuro recuperare qualche resto.
EPOCA MEDIOEVALE
La prima attestazione del villaggio di Villa Saletta risale all’anno 980. Si tratta di un atto con il
quale Teudegrimo del fu Farolfo ricevette a livello dal vescovo di Lucca Guido la metà del
castello e della curtis di S. Gervasio, compresi alcuni beni della pieve stessa e la metà delle
decime pagate dagli abitanti dei villaggi del piviere, tra i quali si ricorda appunto Salecto e i
vicini Aliga e Paratina.
A differenza di Alica che sarà incastellato almeno a partire dai primi i decenni dell’XII secolo
(la prima attestazione del castello è del 1120), Villa Saletta, come la vicina villa di Partino,
non verrà mai fortificata trasformata cioè da villaggio in castello. Villa Saletta nei medioevo
condividerà il destino dei molti centri non incastellati della Valdera, che, sopravvissuti,
andranno ad arricchire il fitto tessuto insediativo di quest’area, caratterizzandosi per la
presenza di una chiesa parrocchiale che li determinerà come centri abitati di piccole e medie
dimensioni fino ai giorni nostri.
Le chiese di S. Pietro di Salecto, di S. Michele di Villone, di S. Giusto e di S. Leonardo di Rocca
a Valle, di S. Donato di Pianello costituiranno la parrocchia di Villa Saletta. S. Pietro è la
parrocchiale attuale, l’unica rimasta anche se non nelle forme originali.
La Valdera, e più specificatamente il territorio di Palaia, ha mantenuto abbastanza
fedelmente nei secoli l’assetto della maglia insediativa organizzatasi a partire dal X secolo.
Una buona percentuale dei villaggi e poi dei castelli documentati tra X e XII secolo sono
ancora rintracciabili sul territorio, in molti casi perchè la continuità di frequentazione dello
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stesso sito ha trasformato i castelli e borghi medievali negli attuali centri abitati, che a maglie
più o meno larghe si distribuiscono nell’intero comprensorio della Valdera.
Proprio dove sorgevano gli antichi castelli è facile riconoscere una organizzazione dell’edilizia
post-medievale che ricalca indicativamente i perimetri della trasformazione, pur non avendo
la possibilità di documentare emergenze murarie medievali, se non quelle delle chiese. Non
difficile è riconoscere queste tracce in quegli insediamenti che nel medioevo sono stati
incasellati e che, quindi, hanno avuto un successivo sviluppo non tanto dalla presenza delle
mura,
non
solo
fisicamente
presenti
ma
anche
mentalmente
definite.
Il caso di Villa Saletta è d’altra parte differente in quanto si tratta di un abitato antico
cristallizzatosi nell’assetto generale al XVII secolo. L’unica, probabile, traccia di medioevo a
Villa Saletta è costituita dalla torre in laterizio al centro del borgo, trasformata in torre
dell’orologio solo posteriormente al 1799, data della perizia redatta dopo la morte di
Gabriello Riccardi. La torre, decontestualizzata per tipologia edilizia e funzione entro il
complesso degIi edifici della fattoria, trova confronti tipologici e mensiocronologici in
strutture militari, e non, in Valdera e nel Valdarno lnferiore pisano databili tra il XIV e il XV
secolo.
LA LETTURA DEL BORGO DI VILLA SALETTA
L’insediamento di Villa Saletta, per considerarne l’evoluzione fino all’assetto attuale v
considerato per un vasto arco cronologico compreso tra il XIV secolo, quando entrò in
possesso della famiglia Gambacorta di Pisa e la metà del XIX secolo, quando, a causa del
dissesto finanziario della casata Riccardi di Firenze e la morte del marchese Riccardo Giuseppe
(n. 1820 - m. 1847, XV generazione) (ultimo discendente maschio della famiglia), Villa
Saletta fu ereditata dalla casata fiorentina dei Mannelli Galilei Riccardi e poi passò in
proprietà alla famiglia Niccolai Gamba Castelli.
Gli edifici che compongono la fattoria di Villa Saletta sono lo specchio fedele degli importanti
interventi che il diaconio Gabriello Riccardi apportò al complesso insediativo nella seconda
metà del XVIII secolo.
Se le evidenze architettoniche risalgono agli ultimi interventi di Gabriello, solo la
documentazione d’archivio ci indica la varietà di edifici che dovevano comporre il tessuto
insediativo di Villa Saletta nella fase di acquisizione dei beni immobili che la famiglia Riccardi
attuò per tutto il XVI secolo ed oltre.
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E’ infatti interessante ricordare a titolo esemplificativo i tipi di abitazione documentati:
- 1521: casa in Villa Saletta che si affaccia sulla via Maestra composta in parte di due piani e
in parte di tre, con bottega e colombaia;
-
1536: casa con porzione di terra coltivata ad orto;
-
1518: casa nel luogo detto Fondaccio con colombaia e orto annesso;
-
1553: casa con solaio nel luogo detto Fondaccio;
-
anteriormente al 1565: casa a due piani nel luogo detto Cugnatri;
-
anteriormente al 1565: casa con palco, forno e scale esterne;
-
1612: una casetta posseduta sulla piazza di Pontedera, con una stanza terrena e una in
palco a tetto e scale murate fuori su detta piazza.
Una ricca dotazione di inventari che hanno interessato i beni dei Riccardi in Villa Saletta
fotografa una serie di situazioni di fatto riguardo agli edifici presenti e alle loro funzioni in
quattro momenti differenti compresi tra il 1627 e il 1848.
Il primo inventario completo di cui possiamo disporre per un confronto diretto con le
strutture oggi esistenti a Villa Saletta è stato realizzato nei 1627. Si tratta di un inventario dei
beni immobili sottoposti al fidecommesso del defunto Riccardo Riccardi del 24 maggio - 27
novembre 1627.
I
terreni
della
fattoria
di
Villa
Saletta
si
compongono
a
quella
data
di:
un casamento grande» dove abitano i Riccardi (‘li padroni’), con una grande volta allo
scoperto mattonata davanti con mattoni per coltello e di sopra con mattoni per piano dove
sotto si trova la vinaia con dinanzi il piazzale e dietro la bottega del legnaiolo, i magazzini, le
cantine, gli orti»; in un altro casamento dove abitavano in precedenza i Riccardi detto «il
palazzo vecchio», con cisterna, colombaia e tettoia; una torre con più stanze da basso e
intorno una stalla, corte e pollaio; nella base si trova un pozzo da olio e sopra una colombaia;
un frantoio da olio nel luogo detto “Fondaccio”, con sopra il fienile; un frantoio da olio in
luogo detto «Al Gelso»; una fornace da mattoni con un’altra fornace piccola con tettoie
intorno; una stanza usata come chiesa dirimpetto alla vinaia.
In un inventario successivo, redatto nel 1657, i beni immobili che qualificano il borgo di Villa
Saletta non cambiano:
1) casamento grande (villa padronale), con tinaia (sotto il cortile d’accesso);
2) “palazzo vecchio” con cisterna, colombaia e tettoia verso la Rocca in valle (uffici attuali);
3) torre con intorno stalla, pollaio; nella torre un pozzo da olio e una colombaia di sopra;
4) frantoio con macine, strettoio e caldaia nella zona del Fondaccio (attuale frantoio);
5) frantoio con macine, caldaie e strettoio in luogo della villa denominato Gelso;
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6) fornace per mattoni e fornace più piccola;
7) stanza usata per compagnia della villa con sagrestia.
Un altro inventario è redatto alla metà del ‘700 in occasione della consegna delle masserizie e
dei mobili della villa e della fattoria al nuovo fattore Giuseppe di Girolamo Pistolesi. In questo
caso la descrizione è specifica riguardo agli ambienti che compongono l’interno della villa
padronale, del “palazzo vecchio” qui detto “palazzotto”; si ricordano poi le stalle della torre e
la strutturazione dei magazzini al Roglio.
Le variazioni all’assetto del complesso di Villa Saletta apportati dal suddecano Gabriello
Riccardi sorto testimoniati nella perizia redatta dal perito Francesco Sarti nel 1799. Nel testo
si descrive minuziosamente l’interno della villa padronale e l’abitazione del fattore. Sono poi
sommariamente descritti i granai a fianco della torre, la rimessa, il frantoio, il pozzo o
cisterna coperta, la torte e il forno pubblico incluso tra il frantoio e il fabbricato dei lavoratori.
È indicato inoltre l’oratorio privato che sappiamo fatto costruire da Gabriello nel 1775 e
dedicato alla Madonna della Rocca.
L’inventano
del
1848
documenta
gli
ultimi
interventi
ai
fabbricati:
1) villa sul lato sinistro della piazza con pian terreno disposto in parte ad usi padronali con
cappella privata e la rimanente parte ad uso di cucine, tinello, ecc.; un primo piano tutto ad
uso padronale;
2) dall’altro lato della citata piazza trovasi di contro a detta villa un fabbricato per usi diversi,
e in parte per uso di rimessa;
3) di fronte all’ingresso della piazza esiste la scuderia, che ha sull’angolo una torre
dell’orologio, ed è contigua al fabbricato usato come granaio;
4) presso il termine della via che immette nella piazza si ha l’accesso ad un giardino
all’italiana. diviso in vari quadrati, con piante di agrumi, ecc.
Luca Ristorini, Veduta della Villa a
Saletta dalla parte di Mezzogiorno, in
Campione
dei
beni
che
comprendono la Fattoria di Villa
Saletta di proprietà dell’Illustrissimo e
Reverendissimo Signor Marchese
Canonico Suddecano Gabbriello del
Marchese Cosimo del Marchese
Francesco Riccardi, posti nel territorio
pisano e nella Potesteria di Peccioli e
Palaia A.D. MDCCLXXX, 1780 (Villa
Saletta - Palaia – Pisa, Collezione
Privata).
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“Saletta, già Saletto nella VaI d’Era. Casale con villa signorile e chiesa parrocchiale (SS. Pietro e
Michele a Saletta) in mezzo ad una vasta tenuta omonima nella Comunità a circa 2 miglia a
libeccio di Palaia, Giurisdizione di Palaia, Diocesi di S. Miniato, una volta di Lucca,
Compartimento di Pisa. La villa con chiesa è situata nel pianoro di un’umile collina bagnata a
libeccio dal torrente Roglio, a levante e scirocco dal suo tributario Tosola.”
Questa la descrizione riportata da Emanuele Repetti nel suo Dizionario geografico fisico
storico della Toscana […] pubblicato negli anni 1833-1845. All’epoca Villa Saletta, ancora di
proprietà dei marchesi Riccardi di Firenze, doveva gran parte del suo rispetto alle
trasformazioni operate dal marchese canonico suddecano Gabriello di Cosimo (n. 1705 - m.
1798, XI generazione).
Una vasta area, nel cui centro si trovava Villa Saletta immersa in una lussureggiante
vegetazione, ricca di corsi d’acqua, delimitata a sud dal torrente Roglio, affluente del fiume
Era, ad ovest dal Rio Baccanella e a est dal Rio della Tosola entrambi tributari del torrente
Roglio; percorsa al suo interno con andamento nord-sud da numerosi botri, fra i quali i più
importanti erano il Botro del Tosolino, il Botro della Rocca, il Botro detto il Rio.
Un successivo documento del 1848 ci presenta Villa Saletta in un mirabile scorcio di dolci
colline, uliveti, vigne, boschi, prati: ”Questa vastissima tenuta si compone di più e diversi
poderi con boscaglie e terre lavorative, tenute e lavorate a conto di fattoria e di diversi altri
appezzamenti di terra lavorate da dei cosi detti logajoli, annessa alla quale e quasi nel centro
risiede il castello di Villa Saletta composto dalla villa con grandiosi locali per
l’amministrazione, boschi inglesi e giardini d’agrumi […] e di diverse case parte coloniche e
parte per uso di pigionali. con una cappella o chiesa sorto il titolo della Madonna della Rocca,
discosta dalla villa ma di proprietà della casa già Riccardi […] [è] stabile dedicato al culto e a
uso pubblico. I poderi che sono in tutto numero trentadue trovansi, meno che tre, situati
presso Pontedera, tutti fra loro contigui, non eccettuate le boscaglie e le altre terre tenute a
conto proprio o lavorate da logajoli, poiché sono anch’esse fra di loro unite. Oltre a quanto
sopra a questa tenuta appartiene un mulino a tre palmenti sul torrente Roglio, con casa per
mugnaio, un edifizio idraulico per l’olio lavato detto il frullino e contiguamente altra casa da
pigionali.” Lo stesso documento descrive anche il borgo con la residenza signorile con il suo
susseguirsi di stanze e stanzini e la grande terrazza che si affaccia sul piano nobile, dalla
quale si può ammirare il verde dei prati della valle, le placide colline; i giardini all’inglese, e
all’italiana; la torre con l’orologio esterno che scandisce le ore che si eleva, al di là della
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piazza, proprio di fronte al portone d’ingresso del palazzo signorile: […] Il fabbricato
componente detta villa risiede sul colle che porta il vocabolo di Villa Saletta. corrisponde sul
lato sinistro della piazza di questo castello e consiste in un piano terreno disposto e destinato
in parte ad usi padronali con cappella privata e la rimanente parte cucine, credenza, tinello
[…] in un primo piano tutto per uso padronale formato in quartieri con sale, salotti, camere
ed accessori diversi, nobilmente e decorosamente corredati di affissi, stufe e caminetti
superiormente a questo trovasi altro piano in parte per camere padronali ed in parte per
camere della bassa famiglia. A tergo di questo fabbricato trovasi un giardinetto e bosco
inglese con delle areole e viali, rivestito di varie piante, arbusti frutici e suffrutici e fiori diversi
vagamente e con bell’armonia disposti. Dall’altro lato della citata piazza trovasi di contro a
detta villa un fabbricato per usi diversi e in parte per uso di rimessa. Di fronte all’ingresso
della detta piazza esiste la scuderia, che ha sull’angolo una torre con l’orologio, ed è
contigua al fabbricato da descriversi per uso di granaio Presso il termine della via che mette
nell‘accennata piazza, ha l’accesso ad un giardino all’italiana diviso in varii riguardi con areole
rivestite di fiore e piante di agrumi, e tenuto a ripresa di ortaggi, con uno stanzone
corrispondente un fabbricato diviso in varie case coloniche di questa fattoria. Ad una certa
distanza da questo castello trovasi altro giardino o bosco inglese, piuttosto vasto, parimente
vestito di piante d’alto fusto di varie specie, di arbusti, fruttici e suffrutici fiori […]con i più e
diversi viali e viottole con una montagnola nel centro, ponti ed altri simili accessori, formando
tutti insieme un grato e vago diporto per chi si diletti del soggiorno della campagna.
L’ingegner Petrini illustra anche «la casa fattorale», i «locali attenenti all’amministrazione» e le
«cinque case da pigionali». Si passa poi alla figurazione delle «terre a mano di fattoria, dei
«boschi a conto di fattoria, dei vari poderi e delle relative case coloniche. Segue, infine, la
descrizione del mulino sul Roglio e dell’«edifizio del frullino tenuto a conto di fattoria».
Ancora oggi Villa Saletta, sulla destra del torrente Roglio lungo la strada che da Forcoli
conduce a Palaia edificata su un altopiano che domina un lussureggiante paesaggio collinare,
appare al visitatore avvolta da un’atmosfera essenziale appartata e remota; in una sorta di
dimensione atemporale incorniciata nello spettacolare paesaggio offerto dalla natura. Non è
un caso che proprio questo suggestivo borgo sia stato scelto dai registi Paolo e Vittorio
Taviani come scenario per girare alcune sequenze del loro film, Goodmorning Babilonia del
1987, soprattutto per le riprese ambientate nella Toscana rurale degli inizi del XX secolo.
L’insediamento si sviluppa lungo l’unica via che attraversa il borgo e sulla quale si affacciano
le abitazioni rurali con gli annessi di servizio della fattoria, che di fatto ne costituiscono la
fortificazione; la villa padronale, di severo impianto seicentesco, è in testata e definisce il
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limite della piazza; su questa fronteggia la torre con l’orologio (posta a conclusione della fila
opposta degli edifici lungo l’asse stradale), mentre la facciata della chiesa parrocchiale
dedicata ai SS. Pietro e Michele e l’oratorio della Madonna della Rocca fungono da quinte
dello scenario che inquadra il paesaggio.
L’insediamento di Villa Saletta, viene considerato per un vasto arco cronologico compreso tra
il XIV secolo, quando entrò in possesso della famiglia Gambacorta di Pisa e la metà del XIX
secolo, quando, a causa del dissesto finanziario della casata Riccardi di Firenze e la morte del
marchese Riccardo Giuseppe (n. 1820 - m. 1847, XV generazione) (ultimo discendente
maschio della famiglia), Villa Saletta fu ereditata dalla casata fiorentina dei Mannelli Galilei
Riccardi e poi passò in proprietà alla famiglia Niccolai Gamba Castelli.
Villa Saletta rimase, per lungo tempo un piccolo villaggio e fu trasformato dai Riccardi in
borgo-fattoria solo nel corso del XVI-XVIII secolo, non assumendo nel corso del XIV-XV
secolo un ruolo autonomo, rimanendo di fatto compreso nella giurisdizione della comunità di
Alica.
La novità più rilevante riguardò l’applicazione da parte dei Riccardi del contratto di
mezzadria sulle terre di Alica e Villa Saletta, che dette vita al podere con la casa colonica. La
mezzadria era conosciuta e applicata da tempo nel contado fiorentino, ma costituiva ancora
nel XV secolo una eccezione nel contado pisano, dove si applicavano altre forme di
conduzione con canoni in denaro e in natura, contratti enfiteutici, livelli, tanto che il territorio
risultava estremamente frazionato.
Riccardo Riccardi fissò la sua dimora nell’insediamento di Villa Saletta che all’epoca era poco
più di un piccolo villaggio rurale, ristrutturando probabilmente una delle case coloniche per
trasformarla in sua residenza privata gettando le basi di quello che sarà il palazzo signorile di
Villa Saletta. Questo episodio, al momento dettato soprattutto da esigenze funzionali per
seguire meglio la conduzione dei lavori agricoli, fu il primo passo che dette vita alla
trasformazione del modesto villaggio agricolo di Saletta in borgo-fattoria fortificato e
determinò
la
nascita
della
Villa
Saletta
che
ancora
oggi
noi
conosciamo.
Nei quaranta anni intercorsi fra il 1580 e il 1620 i Riccardi assunsero praticamente il
monopolio delle terre di Villa Saletta. I Riccardi operarono miglioramenti a Villa Saletta nel
corso del XVII secolo, non solo allo scopo di accrescere il rendimento della terra e di
provvedere con larghezza di mezzi ai lavori necessari che lo sviluppo delle coltivazioni e delle
tecniche agrarie richiedevano, ma anche con l’intento di dare al villaggio di Villa Saletta
l’aspetto di efficiente borgo-fattoria con un continuo acquisto di case rurali, poi ristrutturate,
accorpate con altre oppure demolite perché molto deteriorate e ricostruite.
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La fortuna dei Riccardi continuò a crescere fino al 1720-1730. Fra gli anni 1683 e il 1720 i
beni immobiliari si accrebbero notevolmente anche se non si modificò in profondità la
distribuzione geografica del patrimonio fondiario. Il patrimonio della casata era stato
trasmesso, in gran parte, in blocco fino al 1751 quando la morte di Cosimo lasciò mano
libera ai figli per dividersi in quattro i beni paterni.
Nella seconda metà del XVIII secolo le difficoltà finanziarie, arrivate in un periodo in cui i
Riccardi avevano cessato di occuparsi direttamente delle loro aziende, erano notevolmente
aumentate. Si deve sottolineare, che, nonostante ciò, i Riccardi continuarono a intervenire
nelle loro proprietà con migliorie e restauri. In particolare a Villa Saletta si registrarono
interventi sul patrimonio edilizio con ristrutturazioni e potenziamento delle case coloniche,
della fattoria e della residenza signorile e sul quadro paesistico-culturale con bonifiche,
sistemazioni idrauliche del corso del Roglio, impianti di nuove colture arboree, estensione dei
seminativi, razionalizzazione dell’impianto viario e tutto ciò si protrasse sino alla fine del XVIII
secolo. Durante la seconda metà del XVIII secolo Villa Saletta godette ancora di un periodo di
rinnovato splendore. In questo periodo l’insediamento si legò il nome del marchese
suddecano Gabriello Riccardi (n. 1705 - m. 1798, XI generazione). Egli, dopo aver ereditato
Villa Saletta in seguito all’abolizione del maggiorescato nel 1751 si occupò personalmente
per molti decenni della sua conduzione, svolgendo una opera di intelligente e illuminato
proprietario terriero allo scopo di ingrandire la tenuta, di aumentarne la produttività e
rendere più razionale l’insediamento del borgo con acquisti e permute di terreni e case.
Gabriello Riccardi, con rinnovati criteri di praticità e di funzionalità, da illuminato proprietario
terriero, provvide alla nuova organizzazione della fattoria e del lavori agricoli introducendo
importanti innovazioni e dando anche un nuovo volto al borgo di Villa Saletta. Alla sua
infaticabile opera si deve anche l‘edificazione dell‘oratorio della Madonna della Rocca a Villa
Saletta. L’oratorio di proprietà della casata Riccardi fu edificato nel luogo detto Fondaccio,
quasi di fronte al palazzo signorile al limitare
del borgo.
Forse il documento che meglio di ogni altro
rende l‘immagine del borgo-fattoria di Villa
Saletta ai tempi dei suddecano Gabriello è il
cabreo fatto realizzare proprio da Gabriello
nel
1780
dall’architetto
Luca
Ristorini.
Prospetto di tutti gli edifici di Villa Saletta,
(particolare). Luca Ristorini, Campione dei
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beni, 1780 (part.) (Villa Saletta - Palaia - Pisa, Collezione privata).
Il cabreo, di eccellente fattura, raffigura in
pianta
e
in
prospettiva
le
fabbriche
esistenti a Villa Saletta con i poderi e l’uso del
suolo,
dopo
le
grandi
trasformazioni,
realizzate soprattutto da Gabriello. Oltre alla
residenza signorile, sono rappresentate due
chiese, quella parrocchiale di S. Michele e S.
Pietro,e l’oratorio della Madonna della Rocca,
gli
annessi
coppaio,
di
servizio(tinaia,
magazzini,
granai,
frantoio,
stalle),
l’ubicazione di alcuni nuclei mezzadrili posti
in
grandi
edifici
all’interno
del
borgo,
adiacenti all’oratorio e alle terre, e non sparsi nei poderi.
E proprio alla fine del XVIII secolo che la crisi economica della casata Riccardi, latente da
circa un secolo, scoppiò e si ebbero le prime alienazioni del patrimonio Riccardi; le vendite si
susseguirono dal 1794 sino al 1848, l’anno successivo al suicidio di Giuseppe Riccardi (n.
1820 - m. 1847, XV generazione) ultimo rappresentante diretto della famiglia, Nel 1848 fu
ceduta anche la fattoria di Villa Saletta (con la vasta residenza padronale, la fattoria e i locali
dei servizi e i suoi 32 poderi); la fattoria che era stata il simbolo della famiglia Riccardi,
rappresentando per essi “una delle basi più importanti della ricchezza”.
Testo adattato dal libro “Villa Saletta in Valdera: da villaggio medievale a fattoria modello di età moderna” di
Antonio Alberti, Stefano Bruni, Daniela Stiaffini, Pisa, 2007.
2.4. LIVELLI DI TUTELA OPERANTI NEL CONTESTO PAESAGGISTICO
L’area interessata dal Piano Attuativo ricade all’esterno delle aree individuate nel progetto
Bioitaly come “Siti classificabili di Importanza Comunitaria” (pSic), delle “Zone di Protezione
Speciale (ZPS), dei “Siti di Interesse Regionale “(SIR) e dei “Siti di Interesse Nazionale” (SIN), di
cui alla D.G.R. n.324/98, la cui perimetrazione definitiva è stata approvata con D.G.R. n.5/04.
Inoltre non risulta ricompresa all’interno di Parchi regionali e/o nazionali, né all’interno di
riserve naturali o di ANPIL (Area Naturale Protetta di Interesse Locale).
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Dal punto di vista paesaggistico, così come indicato nella carta dei vincoli del P.S. del
Comune di Palaia, tutta l’area oggetto di studio risulta ricadere in vincolo paesaggistico ai
sensi della L.1497/39. Nella stessa carta è inoltre possibile osservare la presenza del vincolo
idrogeologico (R.D. n.3267/23) sui versanti più acclivi dell’area di intervento, ossia e est e a
ovest del gruppo di fabbricati esistenti, e il Vincolo boschivo (vincolo paesaggistico secondo
quanto disposto dall’art.1, comma g, della L.431/85 - Legge Galasso) che ricalca confini
molto simili.
Dalla scheda norma del P.S. relativa all’ambito unitario di progetto: “Borgo di Villa Saletta”
sono altresì indicati i seguenti vincoli ambientali, che ricalcano sostanzialmente quelli indicati
sulla carta dei vincoli:
-
Vincolo idrogeologico (R.D. n.3267/1923 – R.D. n.1126/1926 – D.P.G.R.T. n.48/R del
08/08/2003)
-
Vincolo Monumentale (D.Lgs n. 42/2004)
-
Vincolo Paesaggistico (D. Lgs n.42/2004, art. 136 – “Immobili e aree di notevole
interesse pubblico”)
All’interno del PIT, AMBITO 30 – Valdera, Villa Saletta viene inoltre riconosciuta quale
paesaggio d’eccellenza, notevole per bellezza naturale e paesistica:
“D.M. 19/05/1964 – G.U. 136 del 1964. Zona di villa Saletta e adiacenze, sita nel comune di
Palaia (Pisa).
La zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, situata in posizione elevata,
costituisce – con la villa settecentesca, la Cappella, le vicine costruzioni, il parco, i giardini e i
terreni annessi – oltre che un complesso di cose immobili aventi valore estetico e tradizionale,
anche un quadro naturale di singolare bellezza e un punto di vista accessibile al pubblico dal
quale si gode la visuale di tutta la zona circostante.
Motivazioni del vincolo originario:Visuali panoramiche “da” e “verso”, Posizione elevata,
Parco e giardino della villa, Villa settecentesca, cappella, vicine costruzioni.”
Infine, per quanto riguarda il vincolo architettonico – monumentale, così come indicato sul
Sistema Informativo Territoriale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Regione Toscana, la
Villa Padronale di Villa Saletta rientra in tale provvedimento di tutela in base al Decreto
4/8/1916, e al Decreto 1/6/1982.
(Vedere TAVOLE QC10; QC11; QC 19)
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2.5. RAPPRESENTAZIONE STATO ATTUALE
Attualmente il Borgo di Villa Saletta sta attraversando una fase di cambiamenti molto
importante. Dopo essere stato comprato alla fine degli anni ’90 era rimasto fermo e in
decadenza, nonostante il progetto presentato dalla proprietà al comune, dove si evinceva
l’intenzione di fare della villa un complesso turistico ricettivo, con centro benessere, e campo
da golf. Nel 2000, però, un manager del settore immobiliare di passaggio a Villa Saletta vede
il borgo e ne rimane stregato, prendendo subito contatti per l’acquisto. Forte di quattro trust
di imprese britanniche disposte ad invesrire, conclude in breve tempo l’affare. Nello stesso
anno inizia dunque la gestazione del maxi progetto, che ora, per quanto riguarda valutazioni
e permessi, è in dirittura d’arrivo. Intanto è stato ristrutturato un palazzo, dove hanno sede
gli uffici e dal 2007 è partito il restauro di una parte dei tetti. Quest’anno, una volta giunte
tutte le autorizzazioni, saranno avviati i lavori che traghetteranno (per gennaio 2011, data di
inaugurazione) il borgo millenario verso scenari internazionali.
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3. STATO DI PROGETTO
3.1. DESCRIZIONE STATO DI PROGETTO
Il progetto prevede, oltre al restauro di tutti i beni architettonici esistenti, la loro
rifunzionalizzazione ai fini turistico-ricettivi e la realizzazione di alcuni edifici e strutture
destinate sempre a questo scopo, così come previsto dagli strumenti urbanistici del comune
di Palaia.
Di fatto, gli interventi riguardano, nella maggior parte, il restauro e il risanamento
conservativo degli edifici, che necessitano di interventi urgenti atti a scongiurare rischi sulle
strutture.
Dal punto di vista del progetto più strettamente legato agli aspetti paesaggistici descriviamo
quelli che sono gli interventi salienti al fine di completare l’intervento sulla villa-fattoria e
convertirne l’uso in struttura turistico-ricettiva: la piscina, il parcheggio con i servizi tecnici
interrati, la sala congressi, la palestra e la cucina.
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I nuovi volumi fuori terra non superano i due piani (cucina e palestra, ad un piano la sala
congressi) e le loro coperture funzionano da terrazze.
La piscina si pone nel declivio soprastante la S.P. ‘Palaiese’ sfruttando il naturale salto di livello
esistente.
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Il parcheggio si pone tra il filare di platani esistenti e il bosco che aiuterà ad assorbire
l’impatto dell’opera che rimarrà esclusa dalla vista e dai coni di intervisibilità tra le colline.
I volumi della palestra e della cucina saranno addossati ai volumi esistenti.
3.1.1 VOLUMETRIE, SCAVI E RIPORTI
Come già accennato il progetto è stato studiato in modo tale da minimizzare per quanto
possibile i fabbisogni di materiale terroso per la costruzione dei rilevati. In altre parole è stata
individuata la migliore configurazione plano-altimetrica del tracciato in modo tale da
compensare gli scavi con riporti e di conseguenza minimizzare gli impatti sull’ambiente
causati dal trasporto del materiale terroso da e verso il cantiere ovvero da e verso le discariche
autorizzate. Il progetto infatti prevede circa 9.000 mc di sterro contro 9.000 mc di riporto
ottenendo dunque una situazione di pareggio.
3.1.2 OPERE DI CONSOLIDAMENTO
Per quanto riguarda la necessità di intervenire con opere di consolidamente nell’area del
parcheggio si rimanda all’indagine geognostica e geofisica eseguita e al monitoraggio
piezometrico ed inclinometrico dell’area in studio, descritti nella relazione geologica.
3.2. ALTERNATIVE DI PROGETTO
Poiché, come già descritto, la maggior parte degli interventi previsti riguardano il restauro e il
risanamento conservativo degli edifici le uniche alternative di progetto da valutare risultano
quelle inerenti alla localizzazione della piscina e del parcheggio (con relativi locali interrati).
Per quanto concerne la piscina si andrà ad intervenire:
-
in uno spazio privo di vegetazione arborea ed arbustiva, ad eccezione di alcune piante di
pomo (Diospyros kaki);
-
su un terreno in pendenza in modo da ridurre al minimo gli scavi di terreno e dunque gli
impatti sul suolo.
Per tali motivi si ritiene che quella proposta sia la soluzione a minor impatto ambientale.
L’altro intervento da valutare è il parcheggio, richiesto specificamente nella Scheda Norma del
“Borgo di Villa Saletta” inserita nel R.U. del Comune di Palaia.
L’intervento localizzato in un’area boscata prevede di mantenere la maggior parte degli
esemplari arborei ed arbustivi, in un’ottica di tutela e salvaguardia del paesaggio. D’altronde
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si ritiene che per la localizzazione del parcheggio non vi siano valide alternative di progetto
poiché, se dall’area d’intervento si escludono le parti edificate, gli edifici esclusi dal piano
attuativo e lo spazio in cui è stata prevista la piscina (molto ripido e molto visibile dalla colline
prospicienti), le uniche due superfici utilizzabili restano quella dell’oliveta e all’area boscata
(peraltro indicata, nelle visure catastali, quale area a pascolo). Dopo attenti studi si è preferito
intervenire nell’area boscata in quanto:
-
il parcheggio, una volta realizzato sarà camuffato all’interno della vegetazione e dunque
avrà un impatto molto ridotto sul paesaggio sia a scala locale che territoriale;
-
Il terreno in pendenza, così come per la piscina, riduce sensibilmente i movimenti terra,
necessari al fine di realizzare i locali tecnici interrati e dunque l’impatto sul terreno.
3.3. CONCLUSIONI
A termine di tale studio e grazie anche al supporto cartografico allegato è possibile affermare
che il Piano Attuativo “Borgo di Villa Saletta” è stata pensato e progettato con l’intento e la
convinzione di arrecare il minor disturbo possibile al territorio. La salvaguardia del paesaggio
e dell'ambiente, è infatti la prerogativa principale che ha guidato la progettazione assieme a
quella di recuperare e riportare a nuova vita un borgo storico ricco di testimonianze
architettoniche e monumentali di grande interesse, all’interno di un territorio forse poco
conosciuto ma dalle molte bellezze e potenzialità.
Arch. Francesco Papa
Dott. For. Elisa Franzil
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