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Daniela Capacci – Educatore Prof.le Valentina Cocci – Psicologo Psicoterapeuta GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: IL MODELLO ORGANIZZATIVO DEL SERT DI AREZZO Corso di formazione “Gioco d’azzardo: metodi di trattamento a confronto” Lecco, 14 Settembre 2015 DEFINIZIONE DI GIOCO D’AZZARDO PER IL GIOCATORE I GIOCHI D’AZZARDO, PER DEFINIZIONE BASATI SUL CASO, SONO INVECE GIOCHI DI ABILITA’ DAL GIOCO SOCIALE AL GIOCO PATOLOGICO IL GIOCO COME DIVERTIMENTO Il giocatore “sociale” : • gioca per divertirsi e/o per socializzare • gioca più spesso con gli altri • conosce il rischio del gioco Per l’80% delle persone • il gioco è un divertimento sa limitare il tempo e il denaro che dedica al gioco • ha la capacità di smettere di giocare, anche se vince IL GIOCO COME DIPENDENZA Il giocatore “problematico” o “patologico”: 1-3% della popolazione: • spende sempre più denaro e trascorre sempre più tempo a giocare d’azzardo divertendosi meno Il gioco • si isola e preferisce giocare da solo diventa una • è irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre overa interrompere e propria il gioco • non riesce a smettere di giocare anche se lo vuolemalattia • i suoi pensieri sono sempre più centrati sul gioco e, per giocare, si assenta da casa o dal lavoro senza una spiegazione plausibile (bugie e coperture) • a corto di contanti, può chiedere denaro in prestito o vendere oggetti di valore • evita che i familiari vedano buste paga , estratti bancari, biglietti o ricevute di gioco I CAMPANELLI D’ALLARME PER IL G.A.P. TEMPO : DENARO : •trascorre maggior tempo fuori casa •ritarda agli appuntamenti •si dimentica impegni importanti •è spesso in ritardo al lavoro o a scuola •si assenta per lunghi periodi di tempo senza spiegazioni •aumenta le spese •nasconde gli estratti di pagamento •sottrae oggetti di valore e denaro • richiede soldi in prestito • contrae debiti PERSONALITA’: •modifica le abitudini alimentari e sessuali •presenta problemi di sonno •presenta sbalzi di umore e/o improvvisi scatti di ira •appare ansioso/depresso/irritabile •tende a minimizzare o a mentire sul gioco e sui soldi persi •pensa e parla spesso del gioco presentando anche distorsioni cognitive e fantasie di supervincita •non si prende cura di se stesso •trascura gli affetti familiari e i figli •mostra una tendenza al ritiro sociale LA “CARRIERA” DEL GIOCATORE (Custer, 1984) Gioco occasionale, vincita frequente, eccitazione legata al gioco, gioco più frequente, aumenta l’ammontare della scommessa, GROSSA VINCITA Gioco solitario, episodi di perdita prolungata, pensare solo al gioco, coperture, menzogne, non si riesce a smettere di giocare, irritabilità e ritiro, vita familiare infelice, forti prestiti, “rincorsa delle perdite” Incapacità di risarcire i debiti, marcato aumento del tempo e del denaro dedicato al gioco, alienazione dalla famiglia e dagli amici, panico, azioni illegali… Pensieri e tentativi di suicidio, arresti, divorzi, alcol, crollo emotivo, sintomi da ritiro Presa di coscienza e richiesta di aiuto Tutoraggio economico, ripianamento dei debiti, superamento del pensiero magico Sincero desiderio di aiuto, cessazione del gioco, ricostruzione dei legami sociali e familiari, ripresa del lavoro….graduale e progressiva risalita 1. Modello organizzativo DIPENDENZA DA GIOCO E AMBITI DI CURA CULTURA Individuo Gruppo Istituzione Comunità locale rivisitato da Bleger, Psicoigiene Psicologia Istituzionale, 1989 10 L’operatore socio-sanitario da solo non basta Il lavoro d’èquipe L’èquipe multiprofessionale L’èquipe interistituzionale allargata 11 UNA CLINICA “AGGANCIATA” AL TERRITORIO INTEGRAZIONE TRA CLINICA TERRITORIO Settembre 2004: Gennaio 2005: Equipe clinica G.A.N.D. Gruppo di Lavoro Interistituzionale G.A.N.D. Apertura Ambulatorio presso Ospedale S. Donato OTTICA DI SALUTE PUBBLICA 12 LA CLINICA Integrazione di professionalità •Il lavoro d’èquipe coordinato dallo psicologo Integrazione di setting •Il giocatore •La famiglia/la coppia •Il gruppo terapeutico multifamiliare 13 IL TERRITORIO • No volontà proibizionistica • Necessità di dialogo tra punti di vista e di condivisione di azioni di studio, sensibilizzazione e prevenzione dei rischi del gioco d’azzardo La rete territoriale LA CLINICA Comune di Arezzo Il GdL GAND Dipartimento Dipendenze Caritas Asl 8 Diocesana Associazione Mirimettoingioco Provincia Guardia di Finanza Confcommercio Confesercenti Prefettura Misericordia Fondazione Antiusura 14 LA RETE TERRITORIALE: UN’EQUIPE ALLARGATA ”èquipe interistituzionale allargata che coniughi il “sapere della clinica” con il “sapere del territorio” dialogo tra ottiche differenti: operatori socio-sanitari, forze dell’ordine, amministratori, volontari, gestori, ecc. progetti di prevenzione a partire dalla quotidianità, dai pregiudizi, dall’apertura di spazi di riflessione per la popolazione 15 2. PRESA IN CARICO La presa in carico del giocatore d'azzardo patologico e della sua famiglia all'interno del SerT di Arezzo è basata su di un sistema ad alta integrazione tra approccio clinico e coinvolgimento della rete territoriale. L'Equipe multiprofessionale (Psicologo, Medico, Educatore Professionale, Assistente sociale, Sociologo), offre interventi integrati fin dal primo momento dell'accesso al Servizio. La modalità d'accesso al Servizio è diretta, telefonica o di persona, da parte del giocatore o del suo familiare. La presa in carico passa attraverso 5 punti fondamentali: 1. Primo colloquio: effettuato da un membro dell'equipe che si occupa di clinica (Psicologo, Medico, Educatore Professionale, Assistente sociale); si raccolgono informazioni attraverso l'anamnesi, la storia di gioco della persona, il passaggio da gioco sociale a gioco problematico, l'esistenza di eventuali problematiche conseguenti al gioco (familiari, sociali, legali, debitorie ecc...); viene sondata la possibilità di coinvolgimento della famiglia nel percorso terapeutico; si propone alla persona un primo percorso attraverso la somministrazione dell'intervista semistrutturata (ASI), l'eventuale percorso breve di Psicoeducazione (per chi è scarsamente cosciente del problema o scarsamente motivato alla terapia), la valutazione psico-socio-sanitaria. 2. Fase della Valutazione: a)Psicologica b)Educativa (intervista ASI) c)Sociale d)Medica 3. Incontri di Sensibilizzazione di gruppo: N. 2 incontri che il SerT organizza a cadenza semestrale, a distanza di 15 giorni l'uno dall'altro. Si tratta di interventi informativi, rivolti alle nuove famiglie che afferiscono al Servizio, con obiettivi di informazione sul gioco d'azzardo, rottura dell'isolamento, conoscenza di altre famiglie di giocatori, aggancio al Servizio. N. 4 incontri estivi, che il SerT organizza nei mesi luglio-agosto, a distanza di 15 gg l’uno dall’altro. Sono incontri “a tema”, rivolti a tutte le famiglie di giocatori,con il doppio obiettivo di dare continuità ai percorsi terapeutici di gruppo e di riflettere insieme sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico e delle altre dipendenze comportamentali. 4. Trattamenti: I trattamenti che offriamo al giocatore e alla sua famiglia sono di tipo integrato (equipe terapeutica, famiglia, istituzioni presenti sul territorio) e personalizzato (interventi psicoeducativi-informativi al giocatore e ai suoi familiari; visite mediche/terapie farmacologiche; interventi di “tutoraggio economico” per il piano di risanamento dei debiti; interventi sociali, interventi psicoterapeutici individuali, di coppia, familiari; inserimento in Gruppo multifamiliare psicoterapico o di sostegno). 5. Dimissione Follow up (6 mesi-1 anno) TABELLA N. 4 ESEMPIO DI PERCORSO TERAPEUTICO DEL GIOCATORE E/O DEI FAMILIARI PRESSO I SERVIZI PER LE TOSSICODIPENDENZE (SER.T) Accoglienza giocatore e/o familiari ESEMPIO DI PERCORSO TERAPEUTICO PER IL GIOCATORE D’AZZARDO AL SERT DI AREZZO Attività psicoeducativomotivazionale Valutazione multidisciplinare Riunione équipe Trattamento integrato e personalizzato Interventi cognitivocomportamentali Psicoterapia individuale, famiglia, gruppo Tutoraggio economico e consulenze legali/ finanziarie Gruppi auto-aiuto Terapie farmacologiche e altri trattamenti Dimissioni Follow-up * Le “reti” primarie e secondarie 3. L’ACCOGLIENZA L’Accoglienza del Giocatore d’azzardo e del familiare al Ser.T di Arezzo passa attraverso vari punti: 1.Primo contatto: telefonico o di persona, da parte del familiare o del diretto interessato. Viene stabilito un appuntamento, chiedendo anche la presenza del familiare. L’Invio può avvenire tramite partner/isituzioni della rete territoriale, associazioni presenti sul territorio, medici di medicina generale, scuole ecc.... 2.Primo incontro: colloquio effettuato da uno/due membri dell’Equipe GAND 3. Somministrazione intervista ASI (Addiction Severity Index): intervista relativamente breve, costruita allo scopo di raccogliere informazioni sulle sfere problematiche della vita dell’utente. Fa parte del processo di accoglienza presso il Ser.T di Arezzo e serve per fare una “fotografia” della persona, conoscere le sette sfere della sua vita (area medica, area occupazionale/sostentamento, uso di alcol, uso di altre sostanze psicotrope, area legale, area familiare e sociale, area psichica). Viene chiesto all’utente, per ciascuna area d’interesse, di valutare con una scala a 5 punti la misura della problematicità e la misura in cui ritiene importante il trattamento. 4. Percorso breve di Psicoeducazione : per coloro che sono scarsamente coscienti del problema di gioco e scarsamente motivati al trattamento. 5. Incontri di Sensibilizzazione: 2 incontri, a cadenza semestrale, a distanza di 15 gg l’uno dall’altro. Il primo incontro presso la sede del Ser.t, il secondo presso la sede dell’Associazione “Mirimettoingioco” (con la presenza dello Psicologo del Ser.T). 3.1 LA PSICOEDUCAZIONE Dal Gennaio 2008, presso il Ser.T di Arezzo si effettuano percorsi di Psicoeducazione per il giocatore e per il familiare, attraverso una metodologia adattata dal “Manuale di “Psicoeducazione per chi ha problemi di gioco d’azzardo eccessivo” di Tazio Carlevaro, versione 2.2004 (modello di Kaplan sulla psichiatria d’urgenza) e da “Il gioco d’azzardo eccessivo” di Ladoucerur Etal, in Capitanucci versione 2004. PSICOEDUCAZIONE La Psicoeducazione è un intervento breve che rientra nel campo dell’Educazione degli Adulti, basato su tecniche di tipo cognitivocomportamentale. E' finalizzata a dare ai giocatori d'azzardo patologici e ai loro familiari la possibilità di formarsi ed informarsi sul G.A.P.: sulla sua origine, le situazioni che lo sviluppano, la terapia da seguire. Lo scopo delle terapie di tipo cognitivo-comportamentali è quello di individuare e cambiare le distorsioni cognitive del giocatore Distorsioni cognitive d'azzardo patologico, agendo su due fronti: quello cognitivo e Il ruolo attivo: illusione di controllare l’esito della giocata quello comportamentale. La “quasi vincita”: …ho puntato sul 71 è uscito il 72… Fallacia di Montecarlo: si verifica quando il giocatore tende a sopravvalutare la propria probabilità di successo in seguito ad una sequenza di giocate sfortunate o di scommesse perse Effetto Moreno: “E’ tutta colpa della sfortuna…” L'essere scelti: Si crede che il proprio biglietto abbia più possibilità di un altro e quindi non lo si scambia neanche con due L'approccio cognitivo-comportamentale agisce sul controllo degli stimoli associati al gioco d'azzardo ed ha come obiettivo quello di rinforzare la capacità di coping per la prevenzione delle ricadute. Il deficit del controllo dell'impulsività connotato da una scarsa attività di coping, da scarse capacità di problem solving, da incapacità di rimandare la gratificazione e di rielaborare le proprie convinzioni, creano una situazione patologica su cui gli approcci cognitivo-comportamentali possono intervenire. La Psicoeducazione mira a modificare i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi. Svolge un'azione di sensibilizzazione sul tema del gioco d'azzardo verso coloro che, nonostante siano in prima persona coinvolti, non hanno piena conoscenza dei meccanismi del G.A.P. e\o non hanno ancora preso piena coscienza del problema. E' per questo pensata anche per chi non è del tutto motivato a intraprendere una terapia. La Psicoeducazione è una tecnica che, grazie alla strutturazione del contenuto e alla personalizzazione del materiale, permette di spiegare ad un adulto come funzionano alcuni aspetti del comportamento da gioco. L'obiettivo della Psicoeducazione è quello di motivare alla riflessione su di sé e, nei casi più favorevoli, alla terapia. PSICOEDUCAZIONE A CHI E’ RIVOLTA • PREVALENTEMENTE A GIOVANI GIOCATORI • GIOCATORI SCARSAMENTE COSCIENTI DEL PROBLEMA • GIOCATORI SCARSAMENTE MOTIVATI A SEGUIRE UNA TERAPIA OBIETTIVI • FORMARSI ED INFORMARSI SUL G.A.P.: ORIGINE, SITUAZIONI CHE LO SVILUPPANO, TERAPIE DA SEGUIRE. • PRENDERE CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO PROBLEMA • MODIFICARE I PENSIERI DISTORTI O CREDENZE ERRONEE, LE EMOZIONI DISFUNZIONALI E I COMPORTAMENTI DISADATTIVI • FACILITARE L’ACCESSO AL TRATTAMENTO ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO • • 1. 2. 3. 3 INCONTRI DI 1 ORA CIASCUNO, A CADENZA SETTIMANALE OGNI INCONTRO E’ COSI’ ARTICOLATO: COLLOQUIO STIMOLATO CON UTILIZZO DI SCHEDE E QUESTIONARI ANALISI DEGLI “ESERCIZI PER CASA” (SECONDO E TERZO INCONTRO) CONSEGNA E SPIEGAZIONE DELLE SCHEDE INERENTI GLI “ESERCIZI PER CASA” PRIMO INCONTRO • Prima parte: • • • • • Questionario “Storia clinica del paziente” Test SOGS Test FAGERSTROM Test CAGE Scheda “La passione del gioco” • Seconda parte: Consegna degli esercizi per casa: • “Perché cambiare?” • “Ogni mattina” • Capitolo: “Autovalutazione delle abitudini di gioco d’azzardo” SECONDO INCONTRO • Prima parte: • Discussione sugli esercizi svolti a casa • Somministrazione della scheda:“Che cos’è l’azzardo?” • Seconda parte: Spiegazione e consegna degli “esercizi per casa”: • “Cosa vuol dire per te toccare il fondo” • “Quali erano i tuoi interessi prima di metterti a giocare?” • “I differenti giochi d’azzardo” • “I pensieri che accompagnano il gioco” TERZO INCONTRO • Prima parte: • Restituzione del percorso fatto e ricerca, assieme al paziente, di eventuali e ulteriori percorsi terapeutici. • Somministrazione del test “La passione del gioco” • Seconda parte: Spiegazione e consegna del “secondo capitolo di autovalutazione delle abitudini di gioco d’azzardo: come gestire il denaro” LA PSICOEDUCAZIONE AL SER.T DI AREZZO - N. 36 percorsi attuati, di cui: a) 30 maschi – 6 femmine b) 24 compresi tra 20/35 anni c) 12 oltre i 35 anni 36 4 interruzione percorso 6 conclusioni percorso senza prosecuzione 26 conclusioni e accesso ad altri trattamenti 1° Incontro 2° incontro 3° incontro PRESENTAZIONE DI 1 CASO CLINICO • UOMO, 30 ANNI, CELIBE, DIPLOMA DI TERZA MEDIA INFERIORE, LAVORATORE DIPENDENTE, CONVIVENTE CON I GENITORI • INGRESSO AL SERVIZIO PER G.A.P.: APRILE 2012(ACCOMPAGNATO DAI GENITORI) • ETA’ INIZIO GIOCO PROBLEMATICO: 27 ANNI • TIPO DI GIOCO PREFERITO: SLOT-MACHINES • PRESENZA DI UN FORTE INDEBITAMENTO E DI AZIONI ILLECITE LEGATE AL GIOCO • SCARSA CONSAPEVOLEZZA DEL PROBLEMA • SCARSA MOTIVAZIONE AL TRATTAMENTO • COMORBILITA’ ALCOL E FUMO • UTILIZZO OCCASIONALE DI COCAINA • TEST SOGS: RISULTATO 9 (G.A.P.) SCHEDE ESEMPLIFICATIVE Percorsi di psicoeducazione per il familiare: La co-dipendenza Il disagio che investe il giocatore d’azzardo patologico influenza tutto il sistema familiare.Le paure dei familiari del giocatore investono principalmente il versante ECONOMICO ed il versante delle RELAZIONI (rapporto non gratificante, mancanza di fiducia, scarsità di dialogo...). Il familiare del giocatore (moglie, marito, genitore, figlio...) è inevitabilmente coinvolto e spesso intrappolato in un fenomeno di codipendenza, che lo vede sempre più occupato a risolvere i problemi economici e relazionali. Non vive più una vita normale ma una condizione di condivisione della dipendenza, caratterizzata da scarsa autostima, disprezzo per l’altro, sensi di colpa, rancore, idea fissa di voler aiutare il giocatore. Spesso questo fenomeno investe tutti i familiari del giocatore. Per poter uscire dalla co-dipendenza è necessario: a)prendere consapevolezza della propria condizione b)effettuare un distacco emotivo, abbandonando l’eccessivo coinvolgimento che il problema di gioco del familiare crea. Al SerT di Arezzo aiutiamo i familiari dei giocatori d’azzardo patologici ad uscire dalla codipendenza attraverso il “percorso di psicoeducazione per il familiare”. Tale percorso, costruito dalla Psicologa e dall’Educatore Professionale del SerT, viene intrapreso dal gennaio 2009ed è basato su tecniche di tipo cognitivo-comportamentale. Ha l’obiettivo principale di informare, sensibilizzare ed aiutare il familiare del giocatore ad uscire dal fenomeno della codipendenza, potendo così aiutare concretamente la persona che gioca. E’ un percorso che si sviluppa su 2/3 incontri, effettuati a distanza di una settimana l’uno dall’altro. Le schede ed i test utilizzati ed adattati sono ricavi dal sito di S.I.I.Pa.C (Società italiana intervento patologie compulsive, di Bolzano), dal “Manuale di psicoeducazione per chi ha problemi di gioco d’azzardo eccessivo” di Tazio Carlevaro, e dal “Quaderno di auto osservazione sui propri comportamenti di gioco d’azzardo” a cura di Daniela Capitanucci. 4. VALUTAZIONE PSICOLOGICA E MEDICO-SOCIALE Processo diagnostico Il processo diagnostico del giocatore patologico è un atto complesso che si articola in un certo arco di tempo (fase iniziale del trattamento) e che risulta composto da diversi livelli di approfondimento coinvolgenti più figure professionali (psicologo, educatore professionale, assistente sociale, medico) e differenti setting (individuale, familiare/coppia). Processo diagnostico 1. 2. 3. 4. 5. Include: l’identificazione della presenza di gioco problematico o di gioco patologico con i loro livelli di gravità attraverso lo strumento del colloquio clinico e i test psicodiagnostici specifici per il GAP; la raccolta della storia pregressa di gioco d’azzardo, il comportamento attuale di gioco, le distorsioni cognitive e la valutazione dei danni economici e dello stato di compromissione sociale, familiare e relazionale; l’indagine di altre aree quali la personalità, l’uso contemporaneo di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci, la comorbilità psichiatrica e la comorbilità al morbo di Parkinson; la valutazione delle risorse familiari e dei supporti di rete (MMG, amici, altre figure di sostegno); lo stadio di motivazione al cambiamento. Processo diagnostico Articolazione in tre fasi: 1. 2. 3. una fase di osservazione clinica che ha l’obiettivo di valutare i comportamenti individuali e i processi cognitivi e affettivi correlati al GAP attraverso i colloqui psicologici, le interviste strutturate e i test psicodiagnostici. Questa fase include anche una valutazione del funzionamento familiare attraverso lo strumento del colloquio clinico con la famiglia/la coppia; una fase di inquadramento formale delle osservazioni cliniche che ha per obiettivo la classificazione dei dati in un sistema diagnostico riconosciuto, il DSM-5 o l’ICD-10; un’ultima fase di elaborazione di ipotesi sui meccanismi di formazione e di mantenimento degli esiti clinici anche al fine di scegliere il trattamento più utile e praticabile per quell’individuo e quella famiglia. La valutazione psicologica • Individuale: osservazione, valutazione della personalità, significato del sintomo e storia del pz Strumenti: 2/3 colloqui e somministrazione di test di personalità e specifici sulla dipendenza • Familiare: valutazione delle risorse Almeno 1 colloquio con la famiglia o la coppia Gli strumenti di screening La dipendenza da gioco d’azzardo: il SOGS SOUTH OAKS GAMBLING SCREEN di H.R. Lesieur e S.B. Blume (1987) La dipendenza da gioco d’azzardo negli adolescenti: il SOGS-RA SOUTH OAKS GAMBLING SCREEN-Revised for Adolescent di Winters et al., 1993 Le 20 domande dei GIOCATORI ANONIMI - GA SEI UN GIOCATORE COMPULSIVO? Le 20 domande di GAM-ANON per i familiari VIVI CON UN GIOCATORE COMPULSIVO? PROBLEMI CON IL GIOCO? UN TEST DI VALUTAZIONE RAPIDO Lie/Bet Questionnaire (Johnson et al., 1997) 1. Ha mai sentito l’impulso di giocare somme di denaro sempre maggiori? SI NO 2. Si è già sentito di dover tenere nascosta l’entità del suo giocare a quelli che le stanno più vicino? SI NO Valutazione Se ha risposto SI ad almeno una di queste domande (o magari ad ambedue), lei si trova in una situazione di rischio rispetto al gioco d’azzardo. Le consigliamo di valutare con il suo Medico di Medicina Generale la possibilità di rivolgersi al SerT dell’Azienda Usl della sua città. Approfondimenti diagnostici Rischio di appiattire il disturbo GAP su categorie di base perdendo di specificità sia dal punto di vista personologico che familiare/relazionale. Oltre all’approfondimento dell’assessment con colloqui individuali e familiari, può essere dunque utile l’indagine sia della personalità del giocatore che di aree di criticità la cui analisi è considerata rilevante per un buon avvio e per il proseguimento della presa in carico: • la motivazione al trattamento (esercizi di Ladouceur) • l’impulsività e la ricerca di sensazioni forti (BIS; Sensation Seeking Scale) • le distorsioni cognitive • il rischio suicidario (Intervista diagnostica di Ladouceur; scala D del test MMPI-2) • la mappatura delle risorse di rete (Carta di rete) La valutazione medica Visita medica e indagine emato-clinica Valutazione comorbilità alcol/fumo/sostanze Valutazione comorbilità psichiatrica Eventuale terapia farmacologica La valutazione socio-educativa Si esplica con colloqui individuali e familiari che vanno ad esplorare “aree di sofferenza” dovute in primis a problemi economici e di perdita di controllo nell’uso del denaro, ma anche problemi legali, relazionali e sociali che compromettono gli ambiti di vita del giocatore (debiti, lavoro, illeciti, isolamento sociale, ecc.). 5. L’EQUIPE Immagini dell’èquipe 6. STRUMENTI TERAPEUTICI TRATTAMENTI PSICOLOGICI: -Psicoterapia individuale, familiare, di coppia -Terapia di gruppo multifamiliare MEDICI: -Anamnesi e valutazione comorbilità sostanze/disturbo psichiatrico -Eventuale terapia farmacologica SOCIO-EDUCATIVI: -Percorso di Psico-educazione per il giocatore e/o il familiare -Valutazione situazione debitoria e tutoraggio economico -Raccordo con i Servizi: Comune, Caritas, Associazione Antiusura... -Attivazione consulenze finanziarie e legali -Attivazione dell'Istituto di “Amministratore di Sostegno” -Percorsi di reinserimento lavorativo, orientamento, accompagnamento (Provincia) -Percorso di gruppo multifamiliare di sostegno, per i nuovi ingressi. TRATTAMENTI SOCIOEDUCATIVI: IL DENARO Il giocatore compulsivo tende a sviluppare nel tempo un rapporto disfunzionale con il denaro, caratterizzato da: a)perdita del controllo economico sulle proprie risorse, con somme di denaro sempre maggiori spese nel gioco; b)sfruttamento del patrimonio di famiglia; c)contrazione di debiti, con organismi leciti o con usurai; d)noncuranza delle spese necessarie personali e/o per la casa; e)compimento di azioni illecite finalizzate al finanziamento dell'attività di gioco (truffe, furti...). IL TUTORAGGIO ECONOMICO Il tutoraggio economico è uno strumento indispensabile per la riuscita del trattamento del giocatore. La tutela ed il sostegno al giocatore ed alla sua famiglia, relativamente ai debiti contratti, sono necessari per evitare il rischio che situazioni contingenti distolgano il giocatore dalla terapia o, peggio ancora, lo inducano a giocare per risolvere i debiti. Lo scopo del tutoraggio economico è quello di far recuperare al giocatore un rapporto sano con il denaro. IL TUTORAGGIO ECONOMICO Il trattamento di recupero del giocatore d'azzardo patologico presuppone il coinvolgimento e la collaborazione dei familiari o di altre figure significative che si impegnano nella tutela del soggetto. La crisi finanziaria che colpisce il giocatore è frequentemente la prima causa che lo spinge a cercare aiuto ed accettare il trattamento. E' quindi necessario un intervento strutturato che faccia leva sulla crisi stessa. Per attuare una valida strategia è necessario anzitutto che un familiare o una figura di riferimento significativa, si faccia carico di una oculata gestione del denaro per conto del giocatore. Il giocatore infatti, particolarmente nei primi mesi di trattamento, è incapace di sottrarsi soggettivamente alla tentazione rappresentata da un pronto accesso a disponibilità di liquidi alienabili nel gioco. IL TUTOR Il Tutor è la persona del Servizio (Assistente Sociale o Educatore Professionale) che, assieme al giocatore e/o al familiare referente, effettua un controllo sulle attività economiche e sugli strumenti che il giocatore possiede, per affrontare il problema della gestione del denaro. PUNTI FONDAMENTALI DEL LAVORO DI TUTORAGGIO ECONOMICO 1) Indagare sull'esistenza di debiti e sulla loro entità 2) Conoscere i debitori, anche quelli illegali, per ipotizzare un piano di risanamento dei debiti 3) Individuare un referente familiare che accetti di farsi carico dell'amministrazione del flusso di denaro (stipendio, carte di credito, bancomat, assegni ecc..) 4) Il referente familiare raccoglie le ricevute che documentano le singole spese del giocatore (vedi strumento apposito), al fine di un riscontro del movimento di denaro 5) Il referente familiare ed il Tutor fungono da punto di riferimento nel caso in cui il giocatore sia indeciso sull'ordine di priorità delle spese 6) Restituire al giocatore la totale responsabilità di ciò che fa 7) Riflettere con il giocatore sulle eventuali ricadute nel gioco 8) Sostenere il giocatore nella ripresa di interessi e di attività alternative al gioco. IL TUTORAGGIO ECONOMICO CONSENTE DI: A) “ALLEARSI” CON LA FIGURA DEL TUTOR B) RICONQUISTARE UNA GRADUALE FIDUCIA IN SE STESSI C) RECUPERARE L'AUTONOMIA DELLA GESTIONE ECONOMICA. Scheda del tutor (Biganzoli, 2004) Data Entrate Fonte d’entrata Spese Motivo Saldo restante L'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO L'Amministratore di sostegno è una figura istituita con la legge n. 6 del 09/01/2004. E' un figura preposta alla tutela, al sostegno e alla protezione di chi ha difficoltà a provvedere ai propri interessi patrimoniali, oltre che alla valorizzazione delle residue capacità decisionali. E' generalmente un provvedimento di carattere temporaneo. Viene nominata dal Giudice tutelare che, con decreto, provvede alla nomina dell'Amministratore entro 6 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Quando possibile viene individuato come Amministratore di sostegno un familiare. STRUMENTI PSICOLOGICI E IL “TEMPO INTOSSICATO” UN TEMPO INTOSSICATO I sintomi sono atti, tendenze all’evacuazione, pratiche pulsionali prive di pensiero dove il godimento è legato ad un oggetto-sostanza che prescinde dall’Altro (Recalcati, 2010) 81 IL TEMPO INTOSSICATO E IL CULTO DELLA SENSAZIONE Il “tempo intossicato” stravolge la dimensione dell’esperienza – che esige memoria, ritenzione, pensiero e sedimentazione del tempo –in favore del carattere istantaneo della sensazione 82 Il lavoro terapeutico IL SETTING: Un tempo per fermarsi e fermare gli agiti Tempo Un tempo per pensare Spazio Uno spazio …in cui trovino modo e tempo di prendere forma statiRuoli d’animo ed elementi conflittuali o silenti dell’esperienza di relazione.... …uno spazio transizionale in cui possano a tornare a parlare aspetti muti, avvertiti come dissonanti, e qualche volta inconciliabili, rendendo così possibili percorsi narrativi e interattivi diversi… IL GRUPPO • Offerta di cura strutturata • Esperienza terapeutica di per sé o integrata ad altre terapie • Luogo di esperienza e di apprendimento di nuove modalità relazionali • Permette “l’ampliamento della mente” di ognuno e un’interdipendenza reciproca creativa” (Badaracco, 2011) • Dipendenza dal gruppo più sopportabile rispetto ad una dipendenza individuale • Contesto “di sicurezza” per rivivere ed elaborare esperienze traumatiche • Contesto di “risocializzazione”: gruppo come micro-contesto sociale 1. GRUPPO DI SOSTEGNO Setting: Gruppo aperto Membri: giocatori e familiari che arrivano nel corso dell’anno Tempo: Settembre-Giugno di ogni anno Frequenza quindicinale Un incontro di 1 ora e mezzo Spazio: SerT Compito: Lavorare sulla dipendenza da gioco Coordinatore: Ass. sociale del Servizio 2. GRUPPO TERAPEUTICO MULTIFAMILIARE Setting Gruppo chiuso (max 20 membri) Da settembre a giugno di ogni anno Incontri quindicinali di un’ora e mezzo ciascuno Il gruppo lavora su un “compito” diverso ogni anno Coordinatore: psicologo psicoterapeuta Sede: Ospedale S. Donato 86 Gruppo terapeutico multifamiliare Modello teorico di riferimento: gruppo operativo (Bleger, Pichon Riviere, Bauleo) Non esiste un gruppo senza un compito Compito: La fiducia, La dipendenza, I conflitti, Le paure... Il Setting Manifesto e latente Apprendere dall’esperienza Gruppo Compito Processo Gruppale Il gruppo è un insieme di individui riuniti per realizzare un compito Il compito • è il motivo per cui un insieme di persone diventa gruppo • è il ponte che permette il passaggio da raggruppamento a gruppo Il compito ha un duplice livello: 1. Manifesto 2. Latente 88 Da raggruppamento a gruppo aspettative motivazioni RAGGRUPPAMENTO Ansie (Bion) GRUPPO: più della somma delle singole parti (Lewin) 89 GIOCO D’AZZARDO: un gioco di coppia? Codipendenza uno stato di sofferenza relazionale derivante dal focalizzarsi sui bisogni e sui comportamenti altrui R. S. Connet, The Supplicant 2001 Moglie sacrificale e astinente Il Bene Partner giocatore impulsivo e passionale Il Male 90 Psicoterapia individuale Modello teorico di riferimento: integrazione tra ottica psicodinamica e ottica sistemico-relazionali (paradigma generazionale) Obiettivi terapeutici: cambiamento del sintomo/del funzionamento individuale e familiare 7. DATI UTENZA Profilo medio del giocatore: Utenti in carico per GAND SerT Arezzo - N. 265 (ottobre 2004 - agosto 2015) Maschio Coniugato/ Convivente 7 INTERNET Con figli Lavoratore dipendente 14 SH COMP Età tra 4050 anni 244 GAP Giocatore di slotmachine 0 50 100 150 200 250 300 Debiti di gioco Identità di genere utenza in carico GAND 250 203 200 150 100 62 50 0 S1 MASCHI FEMMINE Fasce di età per utenza in carico GAND 100 80 Età Media; 46, 9 anni 60 (range 15-82 anni) 40 20 0 Serie1 < 20 anni dai 20 ai 30 dai 31 ai 40 dai 41 ai 50 dai 51 ai 60 dai 61 ai 70 > 70 anni 5 12 63 82 52 43 8 Spot Sansepolcro Spot Valdichiana PREVENZIONE E PROMOZIONE DEL BENESSERE Il lavoro di Prevenzione-promozione del benessere per il gioco d'azzardo nel SerT di Arezzo si è sviluppato nel corso degli anni attraverso: a) Percorsi di promozione del benessere nelle e con le Scuole elementari, medie, superiori (creazione Blog Progetto Regione Toscana); b)Percorsi di sensibilizzazione della cittadinanza, in collaborazione con l’Associazione “Mirimettoingioco” (Calcit, Circoscrizioni, Centri Aggregazione Sociale, oratori...); c)Campagne con le TV locali, Autobus, cinema, Caritas Diocesana. LA LOCANDINA “E’ ANCORA UN GIOCO?” La scuola genitori, docenti e studenti - Il laboratorio degli 11 gatti (scuola elementare) - Concorso “E’ ancora un gioco?” (scuola superiore) I luoghi di gioco ricerca-azione con gli esercenti (2006) Il territorio 1) sensibilizzazione centri di aggregazione sociale, circoscrizioni, associazioni sportive, oratori, Calcit… 2) ricerca-azione figure-chiave (2009) 3) campagna pubblicitaria 102 10. RICERCA Mappatura con esercenti (2006) Comorbilità gap/sostanze con ARS (20062007) Ricerca-azione con figure-chiave (2009) Tratti di personalità (2010) Co-dipendenza (2011) Psicoeducazione (2011) Impulsività (2013) 9. FORMAZIONE OPERATORI Corsi di formazione organizzati per conto della Regione Toscana (2007 e 2010) Formazione MMG (2014) Corso Cesvot volontari (2015) Formazione Assistenti Sociali Asl 8 e Comune di Arezzo (2015) RICERCA 1.Mappatura sul territorio (anno 2006): indagine statistica, tramite questionario, rivolta ai gestiori di giochi leciti e finalizzata a sensibilizzare i gestori stessi ed a tracciare un primo identikit del giocatore; finalizzata inoltre a ricavare una mappatura degli esercizi di giochi leciti nel territorio aretino. Il questionario somministrato agli esercenti era di tipo quantitativo (standard), ha permesso di ricavare il profilo del giocatore “abituale” e del giocatore “problematico”. 2. Ricerca-azione con figure chiave (anno 2009): obiettivo generale è stato quello di sensibilizzare la comunità locale e le sue “figure chiave” (MMG, parroci, gestori, assistenti sociali del comune e della prefettura ecc...); obiettivi specifici hanno riguardato l'indagine sulla percezione e conoscenza del fenomeno Gap, facilitazione dell'invio ai Sert da parte delle figure chiave. Azioni previste: somministrazione di una intervista “face to face” alle figure chiave, produzione di materiale (pubblicazione a stampa, adesivi, cd rom...). 3.RICERCA SULLA COMORBILITA' GAP/CONSUMO DI SOSTANZE ED ALCOL (dal luglio 2006 giugno 2007), in collaborazione con ARS (agenzia regionale di sanità). Obiettivi: costruzione di un questionario mirato alla valutazione della polidipendenza legata al gambling, raccogliere informazioni socio-demografiche per la tipizzazione del campione, realizzare analisi epidemiologiche dei dati raccolti per valutare la prevalenza di gamblers tra gli utenti che afferiscono al Sert, redigere un report sui risultati raggiunti da divulgare ai Sert regionali. Campione: utenti afferenti al Servizio (800 in carico e 200 nuovi utenti). Strumenti: questionario face to face somministrato degli operatori del sert appositamente istruiti ed indagante la storia clinica del paziente, le caratteristiche sociodemografiche, l'abitudine al gioco con il test Sogs, il consumo di tabacco con il test Fagerstrom, il consumo alcolico con il test Cage, il consumo di sostanze psicotrope con il questionario Espad, il consumo di farmaci. L'elaborazione dei dati è stata fatta dall'area dell'epidemiologia sociale dell'ARS tramite l'impiego di un software. 4.Articolo/Ricerca sui percorsi di Psicoeducazione: pubblicato nella rivista “Educazione sanitaria e promozione della salute” n. 4/2011. Obiettivo: valutazione dell'efficacia del Percorso di Psicoeducazione nel rendere i Giocatori d'azzardo patologici coscienti della loro patologia. Metodo: studio delle cartelle cliniche dei pazienti sottoposti a Psicoeducazione nel periodo gennaio 2008-luglio 2009. Risultati: la Psicoeducazione consente di orientare il giocatore d'azzardo patologico ad una riflessione su se stesso, acquisendo tutta una serie di informazioni sui meccanismi del Gap, modifica i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali ed i comportamenti disadattivi; facilita inoltre l'accesso ai trattamenti più strutturati all'interno del Servizio. 5. Ricerca sui tratti di Personalità e Gap (2010). Obiettivo:evidenziare i tratti di personalità ed i problemi comportamentali nei giocatori d'azzardo patologici. Metodo: somministrazione dell'MMPI2 e del Sogs a 59 soggetti (tra cui 29 giocatori d'azzardo patologici e 30 appartenenti alla popolazione generale. Risultati: i giocatori d'azzardo patologici hanno presentato elevazioni significative rispetto al campione normativo in molte scale dei test sottoposti (ipocondria, ansia, rabbia, cinismo, ideazioni bizzarre ecc...). 6. Ricerca sugli aspetti di personalità delle partner dei giocatori d'azzardo (2011). Obiettivo: analizzare le caratteristiche di personalità delle partner dei giocatori d'azzardo ed il livello di coodipendenza. Metodo: somministrazione del test MMPI-2 e del test HCI in un campione di 11 donne partner dei giocatori in carico al Sert di Arezzo. Risultati: è emersa una tendenza alla somatizzazione dell'ansia attraverso sintomi ipocondriaci associati ad un livello medio di coodipendenza. MEMORANDUM Atti dei Corsi di formazione R.T. 2007 e 2010 Librettino 11 gatti Volantino SerT Elenco siti internet: cedostar, mirimettoingioco, pagina Fb Sitografia • www.cedostar.it • www.mirimettoingioco.org • https://it-it.facebook.com/eancora.ungioco