Documento Posizione Confindustria EXPO

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Documento Posizione Confindustria EXPO
COMITATO TECNICO
“PROGETTO SPECIALE EXPO 2015”
CONFINDUSTRIA
PROPOSTE PER LA VALORIZZAZIONE DEL
SISTEMA DELLE IMPRESE
Marzo 2010
INDICE DEI CONTENUTI
INTRODUZIONE E OBIETTIVI
5
ARTICOLAZIONE GRUPPI DI LAVORO DEL PROGETTO SPECIALE
EXPO 2015 DI CONFINDUSTRIA
7
1.
2.
IL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015 DI CONFINDUSTRIA 8
1.1
Nutrizione
1.2
Innovazione e sviluppo sostenibile
11
1.3
Turismo culturale, attrattività e ricettività
12
1.4
Expo-generation e nuove professionalità
14
1.5
Promozione internazionale
16
1.6
Mobilità e reti
17
1.7
Cooperazione allo sviluppo
18
SUPPORTARE L’EVENTO NEL PERCORSO
QUINQUENNALE DI REALIZZAZIONE E DURANTE
I SEI MESI PREVISTI
2.1
2.2
8
21
Comunicare, promuovere, anticipare… Creare
attrattività valorizzando il territorio per il
visitatore e per il residente
21
Le proposte di Confindustria
23
Sviluppo dei piani strategici e operativi per
i servizi complementari dell’Expo
24
Le proposte di Confindustria
25
2
3.
PROGETTARE E COSTRUIRE LE INFRASTRUTTURE
NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI
3.1
3.2
3.3
4.
4.2
4.3
5.
Partecipare attivamente come fornitori agli
affidamenti di contratti per lavori, servizi e forniture 26
Le proposte di Confindustria
27
Partecipare attivamente agli investimenti per la
fase di progettazione e costruzione delle
infrastrutture previste
28
Le proposte di Confindustria
28
L’Expo digitale e le opportunità legate alle
tecnologie dell’innovazione
29
Le proposte di Confindustria
30
CREARE IL POSIZIONAMENTO DELL’ ECCELLENZA
IMPRENDITORIALE ITALIANA
4.1
26
31
Declinare il Tema dell’Expo tenendo conto delle
vocazioni ed eccellenze produttive italiane
31
Le proposte di Confindustria
33
Un piano di comunicazione e di marketing sulle
tematiche di interesse per le imprese
33
Le proposte di Confindustria
34
La collaborazione con i paesi partecipanti
35
Le proposte di Confindustria
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IL PUNTO DI VISTA DELLE IMPRESE PER LO SVILUPPO
DEL TEMA
39
5.1
La scienza per la sicurezza e la qualità alimentare
41
3
5.2
L’innovazione nella filiera alimentare
44
5.3
La tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità
48
5.4
L’educazione alimentare
50
5.5
Solidarietà e cooperazione alimentare
53
5.6
L’alimentazione per migliori stili di vita
55
5.7
L’alimentazione nelle culture e nelle etnie
57
4
INTRODUZIONE E OBIETTIVI
Introduzione
Confindustria crede nell’Expo 2015, quale opportunità di crescita e di sviluppo:
una straordinaria vetrina per l’Italia e il Made in Italy nel mondo, un’occasione di
cooperazione e di partnership per creare business, recuperare competitività in
nuovi mercati e Paesi, incrementare l’occupazione, attrarre investimenti ed
esportare la cultura italiana nel mondo.
Le cifre parlano da sole: 21 milioni di visitatori stimati, una ventina di miliardi di
investimenti diretti e indiretti, 70.000 posti di lavoro in tutti i settori che
beneficeranno della manifestazione, dal turismo alle imprese dei servizi, dal
commercio all’edilizia, dal manifatturiero ai beni culturali.
Soprattutto nella congiuntura attuale, l’Expo assume una valenza assolutamente
strategica, perché è un driver anticiclico di crescita economica e occupazionale e
un formidabile acceleratore per la realizzazione di infrastrutture che il sistema
produttivo chiede da anni e che sono determinanti per la competitività delle
imprese.
L’Expo potrà sviluppare molte delle innumerevoli attrattività del Sistema Italia.
Esso fungerà anche da impulso alle nuove tecnologie ecocompatibili, che possono
dare un contributo concreto alla promozione dell’innovazione e al miglioramento
dei processi produttivi, incoraggiando lo sviluppo di prodotti sostenibili, ed alle
tecnologie che contribuiranno a dare risposte sostenibili ai fabbisogni alimentari di
una popolazione mondiale in rapida crescita attraverso l’aumento della
produttività agricola e alimentare.
Il compito del mondo produttivo è costruire l’Expo B2B volando alto con idee,
progetti e realizzazioni che mirano, oltre che a creare, centri di attrattiva per gli
operatori, a trasformarsi in un eredità permanente per il Paese.
Obiettivo del documento
Obiettivo del presente documento è quello di identificare i principali temi di
collaborazione fra Expo 2015 S.p.A. e il sistema imprenditoriale del nostro paese al
fine di assicurare:
Un ritorno di immagine per il sistema produttivo italiano, attraverso la
promozione, anche espositiva, delle sue eccellenze nei diversi comparti
interessati da Expo 2015
5
Opportunità di business e accordi commerciali o di altra natura con i paesi
partecipanti
Opportunità di investimento, che aiutino Expo 2015 nel difficile obiettivo di
raggiungere un equilibrio di bilancio complessivo
Un contributo sostanziale al rafforzamento del comparto turistico, grazie
alle proposte di pacchetti turistici legati a Expo 2015
Massima visibilità alle gare di appalto che Expo 2015 pubblicherà nei mesi a
venire, sia per la parte di progettazione e costruzione delle infrastrutture,
sia per quella di gestione dell’evento.
Il Documento presenta le riflessioni maturate e le attività sinora svolte nei sette
Gruppi di Lavoro di Confindustria.
Nei capitoli successivi, presenta le tre aree di interesse già delineate dal
Comitato Tecnico “Progetto Speciale Expo 2015” e si propone di dettagliarli
passando in rassegna i principali “presidi organizzativi” di Expo 2015, ed
elaborando suggerimenti e proposte che potranno trovare momento di
valutazione e discussione in appositi incontri bilaterali fra Expo 2015 S.p.A. e
Confindustria.
Metodologicamente, il Documento fa riferimento al Dossier di Candidatura, per
tutti quegli aspetti per cui non siano stati ancora elaborati aggiornamenti
significativi da parte della Società Expo 2015.
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ARTICOLAZIONE GRUPPI DI LAVORO
DEL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015
2015 DI CONFINDUSTRIA
NUTRIZIONE
Coordinatore: Silvio Ferrari
Consigliere incaricato Federalimentare - Amministratore Delegato Cargill
INNOVAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE
Coordinatore: Giorgio Squinzi
Presidente Federchimica - Amministratore Unico Mapei SpA
TURISMO CULTURALE, ATTRATTIVITA’ E RICETTIVITA’
Coordinatore: Renzo Iorio
VP Federturismo - AD Accor Hospitality
EXPO-GENERATION E NUOVE PROFESSIONALITÀ
Coordinatore: Gianfranco Casati
Membro di Giunta di Confindustria - Amministratore Delegato Accenture
PROMOZIONE INTERNAZIONALE
Coordinatore: Giuseppe Castelli
Consigliere incaricato per l’Internazionalizzazione di Assolombarda - Vice
Presidente Esecutivo delle Risorse Umane e Comunicazione Gruppo Perfetti Van
Melle
MOBILITA’ E RETI
Coordinatore: Pietro Guindani
Vice Presidente CSIT – Presidente Vodafone Spa
Coordinatore Sottogruppo Infrastrutturali logistiche: Claudio De Albertis
Presidente Assimpredil Ance – Consigliere Borio Mangiarotti
COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Coordinatore: Diana Bracco (ad interim)
Presidente Progetto Speciale Expo 2015
Con supporto operativo di Maria Cristina Cedrini - Direttore Generale Fondazione
Milano per Expo 2015.
Segreteria tecnica: Maria Carla Moglia
Confindustria - Area Politiche Industriali, Economia della Conoscenza, Europa e
Internazionalizzazione
7
1.
IL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015 DI CONFINDUSTRIA
Emma Marcegaglia, subito dopo l’insediamento al vertice di Confindustria, ha
voluto istituire un Progetto Speciale Expo 2015 con il duplice obiettivo di far
crescere sull’intero territorio nazionale il progetto Expo, e di coinvolgere tutto il
Sistema Confindustria in una logica di filiera e di rete.
La Presidenza del Progetto Speciale Expo 2015 di Confindustria è stata affidata a
Diana Bracco, cha ha chiamato ad affiancarla un Comitato tecnico nazionale,
composto da associazioni e aziende di tutte le regioni italiane e le categorie.
Il Progetto coinvolge oltre 200 imprese e associazioni dimostrando affidabilità,
efficienza, competenza e capacità progettuali del sistema associativo in una logica
di eccellenza e di rete in sinergia con tutti gli attori coinvolti nell’Expo (Camere di
Commercio, istituzioni, mondo accademico) sia sul fronte delle infrastrutture per
la mobilità, turismo, trasporto e logistica, ricettività e comunicazione, sia sui temi
specifici dell’Expo.
Il Progetto Speciale ha individuato 7 direttrici tematiche relative ad alcuni settori
di altissimo tasso di crescita nei quali valorizzare le capacità del Paese: nutrizione,
innovazione e sviluppo sostenibile, turismo culturale, expo-generation e nuove
professionalità, promozione internazionale, mobilità e reti, cooperazione allo
sviluppo.
1.1
Nutrizione
Il tema al centro dell’Expo, l’alimentazione, investe uno dei settori che, per
l’Italia, costituisce uno dei “marchi di qualità” in tutto il mondo: pensiamo
all’eccellenza della filiera industriale italiana in termini di qualità e sicurezza
alimentare, di innovazioni nella filiera e nella ricerca in campo agro-alimentare e
delle biodiversità.
Il settore agro-alimentare rappresenta una vera eccellenza che primeggia
soprattutto sul piano della qualità, della sicurezza alimentare, delle innovazioni
nella filiera e nella ricerca, e della varietà delle produzioni tipiche e regionali,
esempi moderni di tutela di produzioni e culture secolari. Un’industria che,
secondo la nostra tradizione, fa del cibo made in Italy un elemento culturale,
aggregante e socializzante.
L’Expo 2015 rappresenta un’opportunità unica di promozione di tutto il
comparto dell’Industria alimentare italiana, il cui fatturato complessivo ha
raggiunto nel 2008 i 120 miliardi di €, con un’occupazione totale di quasi 400.000
8
addetti distribuiti in oltre 6.500 aziende. Nonostante le difficoltà dovute alla
congiuntura internazionale, l’Industria alimentare si conferma secondo settore
produttivo del Paese con un fatturato pari a 120 miliardi di euro dei quali l’export,
a quota 20 miliardi di euro, rappresenta il 16,7%, con una crescita in valore di quasi
il 10 % sul 2007.
Tali dati diventano ancora più rilevanti se riguardano l’intera filiera dei prodotti
industriali per l’agricoltura e l’industria alimentare, come i prodotti chimici.
Il successo dell’Industria agroalimentare italiana si deve al binomio servizio-salute
e connettività tra tutte le imprese. Binomio che costituisce uno dei punti di forza,
accanto ai prodotti tradizionali vanto del nostro Made in Italy alimentare, del
nostro stile gastronomico.
Il sistema agroalimentare italiano è strettamente correlato con il concetto di filiera
di distretto/territorio.
Tutti i soggetti coinvolti nella filiera che determina la produzione di un prodotto
alimentare, che va dai fornitori delle materie prime, dei fertilizzanti e agrofarmaci
e degli ingredienti specialistici (gli additivi alimentari, gli aromi e gli enzimi), ai
medicinali veterinari, alla distribuzione, di cui fanno parte, indirettamente, ma con
altrettanta importanza, anche i consorzi di tutela, gli enti di certificazione, le
università, le associazioni e i media, aggiungono valore nella costruzione
dell’offerta al consumatore. Questo rappresenta l’identità e l’unicità
dell’agroalimentare italiano.
Ciò che contraddistingue la qualità alimentare italiana è la sapiente e accurata
selezione delle materie prime e degli ingredienti specialistici, il processo di
trasformazione e la lavorazione.
A monte di tutto ciò vi è una produzione agricola che è tra le prime al mondo in
termini di qualità e che costituisce la base di partenza del giustamente celebrato
Made in Italy alimentare nel mondo.
La nostra è una vera e propria cultura della trasformazione alimentare che connota
il Made in Italy nella straordinaria varietà di prodotti, tradizionali ma anche
“tradizionali evoluti” e innovativi.
Sicurezza e qualità rappresentano al meglio le eccellenze nel settore
dell’alimentazione italiana:
La sicurezza è un vero e proprio “pre-requisito” alla base di ogni scelta e
strategia dell’Industria alimentare italiana che impegna in attività di analisi
e di controllo circa 60.000 addetti, il 15 % del totale, con un investimento di
oltre 2 miliardi di euro l’anno. Ogni giorno 2 milioni e 770 mila analisi e
controlli giornalieri vengono effettuati dalle circa 6.500 aziende alimentari
italiane: una media di oltre 400 analisi giornaliere ad azienda. La normativa
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italiana è poi tra le più esigenti e avanzate in particolare per quanto
riguarda l’utilizzo di ingredienti specialistici.
La qualità è la caratterizzazione determinante per il successo di un
prodotto: l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto,
che si riferiscono alla sua capacità di soddisfare bisogni espliciti o impliciti”.
Il “modello alimentare italiano” rappresenta di per sé un’eccellenza per le
diversità anche biologiche che lo compongono, le varietà nutrizionali ed
organolettiche, le tradizioni gastronomiche, l’equilibrio fra nutrienti e
rapporto sano con lo stile di vita, nonché l’utilizzo razionale delle risorse
naturali e del risparmio energetico.
L’Industria alimentare italiana è consapevole di ricoprire un ruolo da protagonista
nella soluzione del problema ed è fortemente determinata ad offrire il suo
contributo per promuovere tra i cittadini un’alimentazione equilibrata e
un’adeguata attività motoria quali componenti essenziali di uno stile di vita
corretto.
Sul tema della salute e degli stili di vita, l’Industria alimentare italiana sta facendo
da tempo la sua parte, sia collaborando con le Istituzioni e le organizzazioni non
governative attive su questi temi, sia assumendo volontariamente impegni
concreti e stringenti riguardo al miglioramento dei prodotti alimentari,
all’informazione nutrizionale in etichetta, alla diffusione e applicazione dei codici
di autoregolamentazione.
La qualità dei nostri alimenti è anche legata all’ambiente in cui le materie prime
agricole vengono prodotte e al contributo personalizzato dei produttori italiani di
ingredienti specialistici. Valorizzazione del territorio e tutela dell’ambiente sono
nel nostro DNA. Agricoltura sostenibile, certificazioni ambientali, prevenzione,
recupero e riciclo degli imballaggi sono i tre assi della nostra strategia ambientale.
Le aziende del settore alimentare sono particolarmente attente ai temi della
ricerca e innovazione, e negli anni hanno avviato un dialogo costruttivo con il
mondo della ricerca, l’Università e le istituzioni competenti, che si è concretizzato
nello sviluppo e nel potenziamento della Piattaforma tecnologica nazionale
“Italian Food for Life” e “Plants for the Future”, importanti strumenti di
programmazione economica della ricerca nel settore alimentare, per coordinare
progetti di ricerca nazionali e europei. A livello Europeo il settore aderisce alla
Piattaforma Tecnologica “food for life”– una struttura condivisa dai principali
stakeholder della filiera agro-alimentare (dall’industria all’agricoltura, dalla
distribuzione ai consumatori), del mondo della ricerca, delle Istituzioni nazionali e
della Comunità europea.
La piattaforma è nata con l’obiettivo di restituire competitività alle imprese
alimentari europee attraverso l’individuazione delle priorità strategiche per il
settore fino al 2020 negli ambiti della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento
10
tecnologico alle 270.000 imprese alimentari dell’UE.
1.2 Innovazione e sviluppo sostenibile
L’innovazione è un fattore strategico per il rilancio dell’industria e dell’intera
economia italiana e le nuove leve di sviluppo del nostro futuro sono legate alle
tecnologie ecocompatibili, che sono determinanti per sviluppare nuovi metodi di
produzione e prodotti più ecologici.
È proprio sul fronte delle tecnologie più pulite che le imprese italiane possono
trovare delle opportunità ed individuare buone occasioni di investimento in nuove
soluzioni tecnologiche.
Esse possono effettivamente contribuire a garantire un livello di protezione
ambientale e, al contempo, dare impulso alla competitività delle imprese
attraverso la riduzione dei costi (grazie ad esempio ad un minor consumo di
energie e di risorse), l’apertura di nuovi mercati e la creazione di nuovi posti di
lavoro altamente specializzati.
La stessa Unione europea ha riconosciuto l’estrema importanza delle tecnologie
ambientali e la necessità di dare maggiore enfasi a programmi di ricerca e sviluppo
in campo sostenibile: è in quest’ottica che uno degli obiettivi principali del VII
Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico per il periodo 2007-2013, è
quello di contribuire allo sviluppo sostenibile.
I cambiamenti e gli ammodernamenti dei cicli produttivi, l’introduzione di nuove
tecnologie di processo, di abbattimento e di depurazione, l’applicazione delle
migliori tecniche disponibili (BAT) promossa da strumenti normativi e volontari,
costituiscono aspetti fondamentali per il miglioramento dell’efficienza della
produzione e, di conseguenza, della protezione ambientale.
Il mondo industriale è consapevole del ruolo fondamentale che può svolgere per
elaborare soluzioni innovative e tecnologiche, intese a ridurre le emissioni ed
incrementare la propria efficienza energetica.
In particolare, per il nostro Paese, l’efficienza energetica è uno strumento centrale
per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, già nel breve e medio periodo, sia
attraverso cambiamenti delle abitudini di tutti, sia attraverso le tecnologie
efficienti in termini di costi e benefici, molte delle quali sono già largamente
disponibili o in fase di realizzazione.
L’Italia è uno dei grandi Paesi occidentali ove si consuma meno energia e si emette
meno anidride carbonica per unità di prodotto, ma molto ancora può essere fatto,
nel campo delle attività industriali, della gestione del patrimonio edilizio, della
generazione integrata di elettricità e calore.
11
La spinta all’innovazione e al risparmio energetico deve essere un elemento
centrale della politica di impresa e della politica industriale, ai fini della crescita
economica e della creazione di posti di lavoro legati allo sviluppo di nuove
tecnologie e prodotti eco-efficienti.
Tuttavia, ulteriori progressi non vanno ricercati unicamente nel comparto
industriale: tutti i settori ove vi sia un potenziale ancora non sfruttato di riduzione
dei consumi energetici devono essere coinvolti in maniera coerente nelle strategie
elaborate a livello internazionale, comunitario e nazionale. Se, infatti, non si
sviluppa una forte coscienza del risparmio energetico in tutta la società, queste
strategie avrebbero effetti decisamente limitati.
Servono interventi sistematici e ben studiati, che agiscano sia nella fase di
costruzione sia, soprattutto, in quella di gestione, in modo da incrementare
l’efficienza energetica degli edifici attraverso un maggiore uso di tecnologie e
materiali a basso consumo ed emissioni che, peraltro, sono in gran parte già
disponibili ma non ancora sufficientemente diffusi.
Le imprese italiane si prefiggono di utilizzare l’Expo come motore di progresso per
valorizzare gli strumenti che la tecnologia, l’industria e l’agricoltura mettono a
disposizione, di evidenziare i contributi significativi allo sviluppo sostenibile
originati dall’innovazione e dalla ricerca realizzati dalle imprese.
1.3
Turismo culturale, attrattività e ricettività
L’Italia è la prima destinazione turistica nei desideri dei viaggiatori internazionali,
per ricchezza di patrimonio e varietà di suggestioni artistiche, culturali,
paesaggistiche, eno-gastronomiche. Luogo di bellezza ed esperienza, di fascino.
Ma secondo la World Tourism Organisation è solo la quinta meta turistica nel
mondo in termini di arrivi internazionali.
Ebbene, dobbiamo instaurare un concorso positivo di eventi affinché,
avvicinandosi ad Expo 2015, l’Italia diventi progressivamente la meta turistica per
eccellenza del turismo internazionale in maniera stabile e duratura.
L’Expo 2015 di Milano è una grande manifestazione internazionale per la quale si
prevede un flusso turistico di circa 21 milioni di visitatori.
Esso rappresenta quindi una occasione unica in termini di visibilità internazionale,
attrazione di investimenti e realizzazione di infrastrutture per un duraturo salto di
qualità della competitività internazionale della “destinazione Italia”, non solo
limitata alla prospettiva di Milano e dell’evento.
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Occorre quindi fare in modo che Expo funga da stimolo e impegno a una
cooperazione reale tra operatori, territorio e tutti i soggetti che oggi a vario titolo
intervengono nella “governance” del settore, agendo da naturale acceleratore
anche per il superamento di vincoli burocratici, a fronte dei tempi di realizzazione
delle iniziative e dei progetti dettati dalla scadenza dell’evento.
Il turismo – già oggi grande contributore (12%) del PIL nazionale – può in
prospettiva rappresentare un settore di vertice assoluto per la creazione di lavoro
e di ricchezza nel nostro paese, con spazi di crescita di fatto preclusi a molti altri
settori maturi.
Il settore sta attraversando rapidi e profondi mutamenti, in particolare in termini
di distribuzione, motivazioni, bisogni e modalità di scelta da parte del cliente
finale: tutto ciò richiede formule, piattaforme e reti nuove, sempre più interrelate.
Con l’occasione di Expo 2015, si potrà condurre il sistema turistico italiano a
colmare o almeno limitare gli attuali deficit competitivi e poter contare – anche
post evento - su infrastrutture, progettualità e governance in grado di mantenere
la riconquistata leadership, come negli anni ‘60 e ‘70.
Progettare e investire per il turismo inoltre – con una visione di insieme mirata
sulla qualità, l’attrattività e la sostenibilità di una destinazione - coincide
totalmente con il miglioramento della qualità della vita dei cittadini residenti.
Ci dovremo avvalere del Turismo, con la sua trasversalità e il diretto contatto con il
cliente internazionale e domestico, come di una delle più importanti “vetrine” e
“volani di promozione e diffusione” dello stile di vita, della cultura e della
produzione italiana di beni e servizi, contribuendo così in modo consistente
all’immagine del sistema-paese.
In altre parole, realizzare un Expo multipolare, mettendo in rete tutte le eccellenze
che concorrono a formare l’attrattività italiana: le mete del turismo culturale,
dell’enogastronomia, della moda e del design.
Nell'ambito dell'enogastronomia l'agricoltura può giocare un ruolo chiave,
presentandosi come un'eccellenza italiana in grado di fare da volano per altri
importanti settori come il turismo enogastronomico, culturale, ambientale e la
valorizzazione dei territori in generale.
Il sistema turistico alimenta e viene alimentato dagli altri sistemi del Paese.
Fondamentali saranno quindi le infrastrutture di collegamento, indispensabili per
sostenere il flusso dei visitatori e rendere fruibili le innumerevoli offerte disponibili
su tutto il territorio. Altrettanto fondamentali saranno evidentemente temi quali la
sicurezza e la qualità e fruibilità dei presidi, a cominciare da quelli sanitari.
Sarà cruciale in termini di focus, acquisizione di esperienza e modalità di
approccio, il percorso che condurrà a EXPO 2015 attraverso Shanghai 2010 e le
13
celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia (potenziale test-event), capitalizzando
tutta la competenza acquisita con Torino Olimpica.
Altrettanto cruciale sarà il mantenere un approccio unitario a livello paese/
evento, evitando dispersione di risorse e localismi antagonisti.
1.4
Expo-generation e nuove professionalità
L’Expo è un obiettivo strategico di riferimento il cui orizzonte temporale va ben
oltre il 2015, e che può generare un lascito di valori soprattutto per i più giovani: i
giovani della generazione 2015 sono i veri protagonisti dell’Expo, per lasciare
loro un’eredità fatta di cultura, di apertura, di innovazione, di valore del lavoro e
della solidarietà.
L’Expo è anche un’occasione per riflettere sulle competenze dei giovani e sulla
necessità che l'istruzione nel nostro Paese valorizzi la cultura tecnica e scientifica e
contribuisca attivamente allo sviluppo di comportamenti orientati alla sostenibilità
e al corretto utilizzo delle risorse. Le imprese italiane si impegneranno nello
sviluppo di programmi di formazione che permetteranno alla Expo-Generation di
imparare facendo e contribuire alla diffusione del made in Italy.
L’obiettivo è quello di avviare un sistema di percorsi formativi indirizzati ai giovani
che, da oggi al 2015, consentano di costruire i manager di domani dotati della
capacità di visione, delle competenze e delle conoscenze necessarie alle imprese
per distinguersi nel contesto nazionale e internazionale.
Una serie di progetti educativi focalizzati saranno parte integrante di questo
rinnovato sistema formativo e con essi si indirizzerà la formazione di
coloro che nel 2015 potranno partecipare ad Expo 2015.
Come Expo-generation si lavorerà inoltre per orientare e rafforzare nei giovani la
cultura di sostenibilità dello sviluppo, in particolare agro-alimentare, volto alla
corretta alimentazione e all’interesse verso le energie rinnovabili. Innanzitutto
combattendo gli stereotipi che allontano i giovani da un approccio corretto
all’alimentazione e ai prodotti alimentari industriali. Inoltre Expo-generation potrà
essere l'occasione per far entrare i giovani in un mondo, quello dell'agroalimentare, che è fatto anche di forti competenze scientifiche e investimenti in
ricerca e sviluppo. La ricerca in agricoltura può essere, e in parte lo è già, un luogo
privilegiato di conoscenze in grado di contenere la fuga dei cervelli, un fenomeno
drammaticamente dannoso per tutto il sistema Paese.
Il target potenziale è tutta la popolazione giovanile, principalmente la fascia d’età
attuale di 15-20 anni, che starà per entrare o sarà appena entrata nel mondo del
lavoro nel 2015 e che sarà composta da potenziali visitatori dell’Expo, volontari per
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l’Expo e consumatori, con capacità di spesa crescente e potere di influenzare
l’utilizzo efficiente delle risorse.
Gli strumenti da utilizzare nel progetto sono costituiti da canali tradizionali
e
istituzionali, quali scuola e new media, Tv digitale e interattiva, ma è nostro
intento, da qui al 2015, rivedere dinamicamente il contesto, aggiornandolo con
l’utilizzo dei canali via via emergenti. Ciò al duplice scopo di migliorare l’efficacia
innovativa e di avviare un metodo di continuo miglioramento di canali di fruizione,
da utilizzare in via permanente e consolidata anche dopo il 2015.
I programmi descritti e rivolti ad Expo generation non si vogliono limitare
alla educazione dei talenti italiani, ma si estendono alla Expo
generation internazionale, con particolare riferimento ai PVS, che attraverso questi
programmi percepiranno l’Italia come punto di riferimento normativo, culturale e
professionale. Ciò si tradurrà certamente in una propensione di questi futuri
manager a lavorare con le imprese italiane come clienti e come
collaboratori/dipendenti.
Sul piano delle nuove professionalità, invece, l’obiettivo è quello di orientare la
formazione dei giovani verso competenze e professionalità specialistiche nei
settori agro-alimentare e delle energie rinnovabili; contribuire a fare sistema tra i
centri di eccellenza in Italia – università, centri di ricerca, aziende, distretti riconosciuti internazionalmente.
Il target individuato è composto da studenti universitari e studenti di master,
italiani e stranieri.
Gli strumenti individuati sono la creazione e ri-definizione di cattedre e corsi
universitari specialistici (Turismo, Agro-alimentare, Energie rinnovabili e
Architettura sostenibile), la creazione di borse di studio finanziate dal sistema delle
imprese e in buona parte destinate a studenti stranieri, da accogliere e seguire in
quanto futuri clienti delle imprese italiane ospitanti, nonché interventi su
programmi già in essere, quali Erasmus e Crediti Formativi.
Così facendo, si potrà posizionare l’Italia come centro di attrazione e di crescita di
talenti a supporto della eccellenza produttiva italiana, avviando un collegamento
forte tra imprese italiane e mercati e clienti stranieri, in uno scambio reciproco di
competenze e conoscenze.
Confindustria può svolgere un ruolo fondamentale per fare sistema tra le
eccellenze nel campo industriale e quello universitario su tutto il territorio
nazionale. Il coinvolgimento di tutti è necessario alla buona riuscita dell’Expo che è
stato assegnato a Milano, ma è rappresenta un’opportunità per l’intero Paese.
Per quanto riguarda infine le generazioni più giovani (appartenenti alla scuola
primaria e secondaria di primo grado) sono allo studio sinergie con il gruppo di
lavoro Nutrizione per il progetto pilota sull’”Educazione alimentare” lanciato dal
MIUR quest’anno e destinato ad entrare a regime dall’anno scolastico 2010/11.
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Si tratta di uno strumento di educazione e informazione per i ragazzi da
condividere con le famiglie, docenti e territorio, sotto la guida di un Comitato
“Scuola e cibo”, che potrà essere un’ulteriore occasione di valorizzazione dello stile
alimentare italiano e delle eccellenze proposte a livello di filiera agro-alimentare.
1.5
Promozione Internazionale
La manifestazione dell’Expo 2015 di Milano rappresenta una grande occasione
per creare cooperazione, partnership, business, per far conoscere in tutto il
mondo il Made in Italy, la cultura e le eccellenze del nostro Paese, una vetrina
internazionale in cui le imprese italiane possono concorrere e mostrare le proprie
competenze, peculiarità e capacità.
L’Expo rappresenta anche una buona opportunità per creare un market place che
permetta di avere maggiore visibilità alle imprese italiane che operano in nuovi
mercati, consolidando le filiere produttive italiane all’estero e attraendo le aziende
degli altri paesi.
Si dovranno cogliere tutti gli eventi di natura internazionale, quali Esposizioni
Universali, missioni internazionali, appuntamenti fieristici che vedano
protagonista il Sistema Paese, avviando un focus specifico sull’Expo Shanghai
2010, driver per l’Expo 2015, coinvolgendo il sistema associativo al fine di
massimizzare le opportunità per le imprese.
Le nostre aziende concorreranno alla promozione dell’Expo 2015 attraverso
missioni ed incontri bilaterali in Italia e all’estero con operatori stranieri,
consolidando la filiera del Sistema-Paese.
L’obiettivo è quello di cogliere l’opportunità rappresentata dall’esposizione per
mettere in luce le numerose eccellenze del nostro Paese, declinandole su tutti i
livelli possibili, per amplificare la portata dell’evento e fare in modo che esso
dispieghi appieno le opportunità di crescita e di sviluppo per le nostre imprese in
termini di cooperazione, partnership e creazione di business, di cui è moltiplicatore.
Attraverso le relazioni bilaterali, economiche, scientifiche e culturali con i Paesi che
parteciperanno all’Expo e non solo.
Si inizierà lavorando con gli operatori stranieri, creando un market-place per far
conoscere le eccellenze delle aziende italiane all’estero, per sfruttare la vetrina
mediatica dell’Expo come fattore di promozione che ci farà raggiungere nuovi
Paesi e nuovi mercati.
La promozione internazionale sarà fondamentale anche per far sì che le imprese
degli altri Paesi si impegnino a stimolare i rispettivi governi ad aderire ed investire
nella partecipazione all’Expo 2015.
16
1.6
Mobilità e reti
L’Expo 2015 di Milano rappresenta una grande opportunità affinché le imprese
si impegnino a sviluppare le potenzialità dell’evento in termini di infrastrutture
materiali per la mobilità, il trasporto, la logistica (autostrade, metropolitane,
ferrovie) e immateriali (connessioni digitali, information technology) attraverso
l’attivazione delle competenze del sistema delle imprese che si traducano
effettivamente in volano di crescita e competitività per il Paese e in un’occasione
di indotto in termini occupazionali, economici, finanziari.
Il budget di candidatura di Expo 2015 prevede costi complessivi pari a 4.120 milioni
di €, di cui 3.228 milioni per infrastrutture e 892 milioni per la gestione e
organizzazione dell’evento.
A questo si aggiunge un importante capitolo infrastrutturale legato ad opere
connesse già incluse nel Dossier di candidatura, il cui costo complessivo è pari a
circa 11 miliardi di €, fra le quali ad esempio le linee metropolitane M4 e M5,
l’estensione della M1 fino a Monza Bettola, la Pedemontana, la Bre-Be-Mi, la
Tangenziale esterna di Milano, il triplicamento della Rho-Gallarate, l’estensione del
collegamento FNM fino a Malpensa 2.
Un terzo elenco comprende le opere necessarie, ma non inserite nel Dossier di
candidatura, per un investimento complessivo di circa 9 miliardi di €, fra le quali il
primo lotto della linea AV/AC per Verona, l’estensione della M3 fino a Paullo e
della M2 fino a Vimercate, e altre opere stradali e ferroviarie.
Infine, occorrerà tener conto anche delle necessità in termini di logistica e
trasporto dei Paesi partecipanti, e degli altri espositori di diversa natura. Sia in fase
di costruzione, sia per il successivo allestimento, le necessità di movimentazione
merci verso il “cantiere Expo” saranno particolarmente elevate, con riferimento a
tipologie di merci quali semilavorati, materiali di costruzione (addirittura da Paesi
terzi, se non reperibili sul posto), materiali di allestimento. A queste si aggiungano
le necessità di approvvigionamento legate a forniture di beni di consumo destinate
ai visitatori (cibi, bevande, prodotti di merchandising ecc.) e alla realizzazione di
spettacoli o manifestazioni di varia natura.
Il coinvolgimento di strutture logistiche disposte perifericamente rispetto a
Milano (porti, interporti, aree di stoccaggio e movimentazione merci, piattaforme
logistiche, centri fieristici minori, parcheggi) saranno indispensabili per la riuscita
della manifestazione e offriranno importanti opportunità per il comparto
logistico.
L’Expo deve essere percepito tuttavia non solo come un progetto edilizio, ma
anche come un grande investimento infrastrutturale, soprattutto immateriale,
per recuperare il gap competitivo del nostro Paese lavorando in sinergia con tutti
gli attori coinvolti dall’Expo nel settore della mobilità e delle reti.
17
Raggiungere questo obiettivo significa fare leva su tre concetti di base:
•
•
•
Competenze: coinvolgere il sistema delle imprese affinché queste mettano le
loro capacità progettuali ed esecutive a disposizione del sistema Expo;
Sviluppo: individuare le opportunità per creare valore per tutti gli attori
coinvolti tramite la collaborazione fra le imprese e il sistema Expo;
Comunicazione: diffondere la consapevolezza del potenziale di Expo in tutti i
segmenti dell’attività economica, attraverso l’attivazione di un programma di
comunicazione.
In questa prospettiva Expo rappresenta un’opportunità unica nello scenario
nazionale, l’opportunità di sperimentare, su larga scala, che cosa significa la
“società dell’informazione”. Le imprese che si occupano di reti immateriali,
ovvero tutte le imprese del settore telecomunicazioni ed informatica, avranno
l’opportunità di mettere in campo soluzioni digitali a banda larga che sono
auspicate con urgenza in tutto il Paese. Esiste una straordinaria opportunità di
collaborazione tra tre entità, ovvero la società Expo, il comparto delle imprese del
settore ICT e tutte le imprese che operano sul territorio; dalla collaborazione tra
queste tre entità scaturirà l’insieme dei servizi che consentiranno di massimizzare
il numero di visitatori all’esposizione universale e di arricchire tale esperienza di
visita con l’offerta di ampi contenuti turistici, culturali e di intrattenimento.
A questo proposito, sarà particolarmente importante l’introduzione di servizi
tecnologicamente avanzati ai visitatori, che tramite l’integrazione delle reti
logistiche e digitali servirà per promuovere ed agevolare la fruizione del nostro
patrimonio artistico e culturale, con positive ricadute sulla competitività
complessiva del sistema Expo, dai trasporti, alla sicurezza, dai servizi informativi,
fino alla partecipazione attiva dei cittadini all’evento.
Quando saranno realizzate, le reti di telecomunicazioni e le soluzioni informatiche
adottate al servizio dell’evento Expo, potranno costituire un’importante eredità
per il territorio, successivamente alla manifestazione.
Nella realizzazione sia delle infrastrutture materiali che di quelle digitali, gioverà
fare riferimento all’esperienza dei Giochi Olimpici di Torino 2006 ha dimostrato
come sia possibile coniugare procedure trasparenti di selezione dei fornitori da
parte del Comitato Organizzatore con opportuni meccanismi informativi atti a
favorire la partecipazione delle aziende del territorio, al fine di massimizzare le
ricadute economiche e produttive per le aziende italiane.
1.7
Cooperazione allo sviluppo
L’Esposizione rappresenta uno strumento straordinario per diffondere conoscenze
legate alla nutrizione, sicurezza alimentare, alla sostenibilità, all’energia e alla
18
salute in tutto il mondo, attraverso progetti di formazione e cooperazione
alimentare e sociale.
Il tema della cooperazione allo sviluppo individua nelle aziende private dei
partner determinanti per i processi di costruzione delle capacità e di creazione di
nuove opportunità occupazionali per i paesi in via di sviluppo.
Le iniziative devono essere in grado di creare nei PVS sviluppo economico
attraverso la costituzione di nuove imprese efficienti ed in linea con il mercato
interno ed internazionale. Per raggiungere questo fine si sottolinea la necessità di
valorizzare il Sistema Italia in tutte le sue componenti: politiche, diplomatiche,
culturali, civili, scientifiche, ma soprattutto tecniche ed imprenditoriali capaci di
creare sviluppo economico.
Le imprese italiane lavorano per sviluppare progetti e avviare partnership per
condividere e trasferire il proprio know-how, assistenza tecnica, le loro abilità nel
formare e nell’educare il capitale umano, la loro conoscenze e creatività, le loro
abilità di ricerca e innovazione. Per avviare programmi di capacity building
sfruttando la capacità di interpretare i fabbisogni locali e personalizzare le
tecnologie adattandole ai diversi contesti socio-economici.
In particolare sui temi della nutrizione, energia, sviluppo sostenibile, acqua e
salute, mantenendo un dialogo aperto con il Governo, le amministrazioni locali e
con il terzo settore (ad esempio ONG, associazioni di volontariato, cooperative
sociali e Fondazioni) sulle tematiche di cooperazione legati ai temi dell’EXPO.
A questo riguardo tutti gli attori della filiera agroalimentare possono fare molto,
mettendo le loro competenze a disposizione di progetti concreti volti a soddisfare
la drammatica domanda di cibo nei Paesi in via di sviluppo. In questo ambito
agrofarmaci e fertilizzanti, che svolgono un ruolo chiave nell'aiutare a garantire
raccolti in quantità e qualità sufficienti, possono essere al centro di questi progetti
e programmi di collaborazione, come più volte sollecitato dalla stessa Fao. Tutto
ciò senza dimenticare che proprio i Paesi in via di sviluppo hanno svolto un ruolo
determinante nella vittoria della candidatura di Milano come sede di Expo 2015.
Lo sviluppo sostenibile, che riguarderà soprattutto i Paesi del Sud del mondo,
non può prescindere da un programma di applicazione di tecnologie ad alta
efficienza energetica. È dunque necessario trasferire a questi paesi il know-how
tecnologico che consenta la creazione di un sistema di produzione efficiente ed a
base emissioni di gas clima-alteranti.
Nelle prossime trattative internazionali si dovranno individuare possibili campi di
intervento su cui avviare un confronto con tutti gli altri Paesi, anche quelli meno
sviluppati, in modo da concordare percorsi condivisi che possano favorire il
trasferimento di tecnologie ambientali.
19
L’Unione Europea dovrebbe promuovere maggiormente i cosiddetti progetti di
CDM (Clean Development Mechanism) e JI (Joint Implementation) e contribuire a
migliorarne e a facilitarne il funzionamento.
In questo scenario di integrazione energetica e sviluppo sostenibile l’Italia può
svolgere un ruolo strategico sfruttando la propria posizione di hub naturale per le
interconnessioni con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente.
A questo proposito, l’Italia dovrebbe puntare su alcuni “Progetti bandiera” da
rappresentare in sede di Expo 2015, il cui impatto sia particolarmente
significativo in termini di rilevanza sullo scenario internazionale, di replicabilità
in altri contesti, e di contributo al miglioramento delle condizioni ambientali,
economiche e sociali dei territori interessati.
20
2.
2.1
SUPPORTARE L’EVENTO NEL PERCORSO QUINQUENNALE DI
REALIZZAZIONE E DURANTE I SEI MESI PREVISTI
Comunicare, promuovere, anticipare… Creare attrattività
valorizzando il territorio per il visitatore e per il residente.
Le stime prevedono che i visitatori all’Expo saranno circa 21 milioni (per
complessivi 29 milioni di ingressi), di cui 7,3 provenienti dal nord Italia (Area 1) che
non avranno necessità di alloggio. I visitatori che dovranno pernottare saranno
quelli provenienti dall’Area 2 e 3 (Centro/Sud Italia e estero), il cui numero è stato
stimato in circa 13,7 milioni. Considerando una permanenza media di 2,5 giorni, i
13,7 milioni di partecipanti genereranno una domanda ricettiva pari a circa 34
milioni di presenze, pari a una media di circa 185.000 posti letto/giorno.
Milano con la sua ricca offerta turistica e culturale già rappresenta una
destinazione di sicuro interesse per numerosi visitatori potenziali.
E’ da notare infatti che, secondo la stima dell’ISTAT (Istituto Nazionale di
Statistica), la Lombardia occupa il primo posto in Italia per il numero di presenze
turistiche per soggiorni brevi di leisure (< di 3 giorni).
E’ del tutto evidente, tuttavia, che Milano da sola non potrà ospitare l’intero
flusso dei visitatori, ma avrà bisogno di fare sinergia con i territori limitrofi,
utilizzando appieno l’appeal di un bacino territoriale (situato a < di 3 ore di
percorrenza da Milano) che normalmente attira ogni anno circa 40 milioni di
arrivi nei sei mesi di apertura dell’Expo (maggio-ottobre).
Il piano della ricettività dovrà quindi porsi come obiettivi:
1. Comunicare, promuovere, anticipare con strategie e azioni mirate per
mercato e per segmento:
a. per convogliare verso Expo 2015 i flussi turistici già presenti in via ordinaria
sui territori limitrofi, durante i sei mesi di svolgimento della
manifestazione. Le amministrazioni regionali e locali dovranno lavorare in
stretto contatto con la Società Expo Milano 2015, con tutti gli operatori
della filiera per abbinare una visita all’Expo con un soggiorno di altro tipo
(laghi, benessere, natura, arte, eno-gastronomia, sport, spettacolo ecc.). In
questo modo, si possono catturare segmenti di turisti non primariamente
interessati a una visita all’Expo, ma disponibili ad una visita in quanto già
presenti sul territorio per altre motivazioni leisure o business;
b. per alimentare prima e dopo l’evento flussi altrimenti non intercettabili, a
cominciare dal segmento congressuale, facendo leva sui temi di EXPO
2015 e sulla sua visibilità e attrattività internazionale.
21
2. Fare delle individualità un sistema multipolare: infrastrutture, piattaforme,
reti, formazione.
Si dovrà lavorare sulle infrastrutture e connessioni di trasporto all’Expo, sulle
piattaforme e le reti, sulla formazione in un’ottica multipolare, mettendo in
valore, comunicando e rendendo accessibili le specificità locali ( sia fisiche che
immateriali ) al fine di arricchire l’attrattività evento EXPO, decongestionare il
territorio specifico durante evento e generare un “avviamento” duraturo e
diffuso alla “destinazione Italia”.
Si dovrà quindi mettere a disposizione la ricettività alberghiera ed extra alberghiera disponibile nei territori e nelle Regioni limitrofe per alleggerire la
presenza di turisti nell’area urbana e peri-urbana milanese, favorendo una
dislocazione più omogenea sul territorio circostante, con un occhio particolare
all’ospitalità giovanile. Alla luce delle attuali capacità ricettive, e del tasso di
occupazione media registrabile nei sei mesi di apertura, in tutti questi territori
esiste una capacità sotto-utilizzata di posti letto. Questo importante bacino
ricettivo può essere oggetto di prodotti turistici ad hoc.
3. Valorizzare il territorio per il turista e per il residente: dare valore, consistenza
e accessibilità al patrimonio culturale e di esperienza
Contribuire così all’organizzazione di eventi di accompagnamento dell’Expo,
che si inseriscano nel palinsesto di 7.000 eventi in sei mesi, destinati a
integrare l’offerta culturale, artistica, musicale, sportiva e di intrattenimento.
Tutte le province limitrofe sono sede di manifestazioni ricorrenti che hanno
ormai acquisito prestigio e visibilità internazionale. Confindustria si rende
disponibile a partecipare a un Tavolo di coordinamento che stabilisca linee
guida e palinsesto di eventi in grado di creare valore sui territori.
La collaborazione con tutta la filiera dell’industria turistica è fondamentale per
supportare l’EXPO nello sviluppo e nella commercializzazione di pacchetti
turistici integrati, con la possibilità di creare pacchetti “tailor-made” sul cliente:
• Expo-arte
• Expo-musica
• Expo-relax
• Expo-sport
• Expo-shopping
• Expo-mountain
• Expo-laghi”
4. Turismo come integratore e comunicatore delle eccellenze del “made in
Italy”
L’obiettivo è quello di mettere in rete tutte le eccellenze che concorrono a
formare l’attrattività italiana: le mete del turismo culturale,
dell’enogastronomia, della moda e del design.
22
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
2.1.1 Lavorare congiuntamente alle infrastrutture e connessioni di
trasporto all’Expo, decisive per attrarre flussi incoming, (e
insieme ai grandi operatori quali vettori aerei, operatori
ferroviari, gestori di autolinee) in modo da garantire
trasferimenti rapidi e diretti dalle diverse località di
provenienza.
2.1.2 Comunicare, promuovere, anticipare con strategie e azioni:
- mirate per segmenti (congressuale, business, leisure)
- mirate per mercati di emissione
- coordinate e unitarie a livello paese/evento
- dotate di pacchetti/prodotti modulari da abbinare all’evento
2.1.3 Definire il tema forte dell’evento, articolando e sostanziando il
concept espositivo, allargando la cornice alle eccellenze
imprenditoriali capaci di lasciare sul territorio un’eredità anche
nel post evento.
2.1.4 Lavorare congiuntamente a una revisione accurata delle stime
dei visitatori, partendo dal lavoro svolto dall’Università Bocconi
in sede di candidatura
2.1.5 Avviare una collaborazione fra Expo 2015, amministrazioni locali
ed i rappresentanti di tutta la filiera dell’industria turistica per
definire una serie di proposte, da commercializzare già prima del
2015, in modo da creare subito indotto sui territori e testare
l’appeal del prodotto.
2.1.6 Avviare un Tavolo di coordinamento con la Conferenza StatoRegioni per creare una sede permanente di confronto che veda
la partecipazione di tutti gli attori coinvolti per realizzare una
pianificazione sinergica.
2.1.7 Creare un tavolo per la valorizzazione di eventi collaterali, da
inserire nel palinsesto ufficiale dell' Expo.
2.1.8 Creare un tavolo di lavoro finalizzato a elaborare proposte per il
monitoraggio e il contenimento delle tariffe applicate.
23
2.2
Sviluppo dei piani strategici e operativi per i servizi complementari
dell’Expo
Come si evince dal Dossier di candidatura, la stima dei costi operativi e gestionali
ammonta a 892 milioni di €. Sempre secondo il Dossier, le stime dei costi relativi a
servizi di supporto per il funzionamento della macchina organizzativa ammontano
a quasi 500 milioni di €, comprendendo, fra le altre, le seguenti voci:
Facility management
Utilities
Servizi ambientali
Servizi generali
Servizi alla stampa
Sicurezza
Servizi medici
Trasporti
Tecnologie operative
Eventi culturali
Gestione biglietteria
Allestimenti e decorazioni
Piattaforma diffusione informazioni
Nei prossimi mesi, l’Expo dovrà avviare la fase di pianificazione strategica e
operativa dei suddetti servizi, individuando tecnologie, livelli di servizio e modalità
di erogazione. Già per la fase di pianificazione e per le conseguenti ricerche
preliminari di mercato propedeutiche alla pubblicazione delle gare di appalto,
può essere utile alla Società Expo 2015 di disporre di un valido supporto di
informazione e ricognizione del mercato al fine di rilevare:
Materiali, tecnologie e servizi disponibili anche in vista della
predisposizione di un Catalogo per creare uno strumento che definisca,
codifichi e descriva, in maniera univoca, i materiali e i beni necessari per la
realizzazione dell’Expo
Esplorazione e analisi, per categorie generiche di acquisto, dei settori
merceologici di interesse, al fine di definire i principali fornitori e acquisire
dati/parametri relative alle loro performance, così come ogni elemento
utile per una loro classificazione e successivo inserimento nell’elenco
fornitori
Sviluppo di metodologie di certificazione e gestione dell’elenco fornitori
Sviluppo, in coordinamento con gli Affari Legali, e applicazione di format
contrattuali per regolare il rapporto con i fornitori
Livelli medi dei prezzi praticati
Modalità e tempi di fornitura
24
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
2.2.1 Fornire assistenza a Expo 2015 nello sviluppo dei piani strategici
e operativi di funzione, laddove sia richiesta una conoscenza
approfondita del mercato e dei potenziali fornitori
2.2.2 Supportare nella definizione del piano dei fabbisogni:
Fabbisogni strategici
Fabbisogni generici: beni e servizi di utilizzo comune e
facilmente disponibili attraverso normali canali di
approvvigionamento commodities- beni di consumo)
Fabbisogni tecnici: beni altamente specialistici, con un impatto
significativo sul livello di servizio e risultato della funzione
richiedente
Beni tecnici “vincolati”: beni e servizi soggetti a specifiche
omologazioni e regolamentazioni che possono derivare da
contratti esistenti o da richieste specifiche dei paesi
partecipanti
2.2.3 Fornire assistenza nella definizione del quadro amministrativo e
procedurale
25
3.
3.1
PROGETTARE E COSTRUIRE LE INFRASTRUTTURE
NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI
Partecipare attivamente come fornitori agli affidamenti di contratti
per lavori, servizi e forniture
Il budget di candidatura di Expo 2015 prevede costi complessivi pari a 4.120
milioni di €, di cui 3.228 milioni per infrastrutture e 892 milioni per la gestione e
organizzazione dell’evento.
L’esperienza dei Giochi Olimpici di Torino 2006 ha dimostrato come sia possibile
coniugare procedure trasparenti di selezione dei fornitori da parte del Comitato
Organizzatore con opportuni meccanismi informativi atti a favorire la
partecipazione delle aziende del territorio, al fine di massimizzare le ricadute
economiche e produttive per tutte le imprese italiane.
La Camera di commercio di Torino, grazie ad accordi con le due principali agenzie
appaltanti per le Olimpiadi di Torino 2006, Agenzia Torino 2006 e il TOROC, ha
offerto alle imprese piemontesi un servizio di informazione gratuito per la
partecipazione alle gare di appalto legate ai giochi olimpici invernali del 2006. Il
Servizio Alert era un servizio di aggiornamento informativo via e-mail sulle gare di
appalto e sulle opportunità di affari con gli enti appaltanti delle Olimpiadi. A
questo si affiancava un servizio (chiamato Vetrina) volto a promuovere la
costituzione di ATI fra imprese medio-piccole per facilitare la partecipazione alle
gare indette.
Tenuto conto della portata internazionale dell’Expo 2015, l’intero comparto
produttivo nazionale sarà interessato a ricevere un supporto informativo per
sviluppare propri piani di azione in vista della partecipazione ai bandi di gara.
26
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
3.1.1 Avviare una collaborazione fra Expo 2015, CCIAA di Milano e
Associazioni territoriali e di categoria per costruire un sistema
informativo rivolto alle aziende sui contratti in affidamento
(avviso di prossima pubblicazione della gara, indicazione
dell’aggiudicatario per eventuali sub-forniture, aggiudicatario
definitivo, ecc.).
3.1.2 Stabilire un calendario di incontri periodici fra Expo 2015, CCIAA
e Associazioni territoriali e di categoria finalizzato a:
Aggiornamento sui dati relativi alle stime dei fabbisogni della
Società di Gestione
Aggiornamento sulle categorie bloccate dalle sponsorizzazioni
Segnalazione in tempo reale delle ricerche di mercato e dei
procedimento di asta di interesse per le singole aziende
Comunicazione di opportunità di negoziazione diretta
Opportunità di partecipazione in ATI per grossi progetti o
forniture
Contratti di sponsorizzazione e licenza siglati dalla Società
Expo 2015
3.1.3 Facilitare le imprese le cui dimensioni rischiano di costituire
elemento di penalizzazione rispetto alle dimensioni
particolarmente elevate, ai tempi di consegna molto ristretti e alle
competenze differenziate richieste, anche facilitando la
partecipazione congiunta (ad esempio attraverso Associazioni
Temporanee di Impresa).
27
3.2
Partecipare attivamente agli investimenti per la
progettazione e costruzione delle infrastrutture previste
fase
di
Il Piano finanziario dell’Expo prevedeva ricavi da contributi privati per 891 milioni
di € per la realizzazione delle infrastrutture, secondo modalità di intervento sotto
forma di Project Financing o di Concessione di Costruzione e gestione.
In particolare il contributo dei Soggetti Privati era così ripartito:
•
100% del finanziamento per parcheggi (esterni e interni al sito) pari a circa
€ 72 Milioni;
•
100% del finanziamento per opere tecnologiche pari a € 60 Milioni;
•
90% del finanziamento per il Villaggio Residenziale EXPO per circa € 81
Milioni;
•
50% del finanziamento complessivo per le Aree Espositive ed i Servizi (pari
a circa € 114 Milioni);
•
100% del finanziamento per la Torre dell’Energia e il Ponte Tematico (pari a
circa € 284 Milioni) – (attualmente eliminati)
•
35% del finanziamento per la linea metropolitana M6 pari a circa € 270
Milioni (attualmente eliminata);
•
altre quote marginali per specifici investimenti sulla rete stradale pari a €
10 Milioni.
Le modifiche apportate tanto in sede di Master Plan, quanto al Tavolo delle
infrastrutture per le connessioni di trasporto, comporteranno una revisione
significativa di questi importi. Tuttavia, la partecipazione delle imprese è
fondamentale per assicurare un equilibrio di bilancio.
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
3.2.1 Attivare una collaborazione e un’integrazione strategica per
tutte le opere non ancora individuate e/o finanziate, utili a
realizzare il sito espositivo, le connessioni di trasporto e in
generale l’area metropolitana.
3.2.2 Stabilire un calendario di incontri periodici fra Expo 2015 e
Confindustria per fornire informazioni sulla revisione definitiva
del Piano degli Interventi, sul computo dei costi e sulla copertura
finanziaria prevista.
28
29
3.3
L’Expo digitale e le opportunità legate alle tecnologie
dell’innovazione
Obiettivo primario dell’Expo digitale è di facilitare al massimo la visita del
potenziale spettatore e di assicurarne un’unicità di esperienza, attraverso la
sperimentazione di servizi tecnologici all’avanguardia.
Nello sviluppo dei progetti si terrà conto delle innovazioni introdotte nell’Expo
Shanghai 2010 che costituiranno la baseline da cui partire per lo sviluppo di nuove
piattaforme di innovazione tecnologica.
Le possibili soluzioni tecnologiche che intendono essere realizzate sono
riconducibili ai seguenti ambiti:
Soluzioni per supportare le attività pre-Expo;
Soluzioni per una città ospitale: logistica e informazioni;
Soluzioni per una città assistita: sicurezza, ottimizzazione e prevenzione;
Soluzioni per gestire i contenuti: l’Expo che racconta;
Soluzioni per valorizzare l’evento: l’Expo che emoziona;
Soluzioni per favorire la partecipazione attiva della cittadinanza e la
visibilità mediatica dell’evento.
Sarà necessario focalizzarsi su almeno tre aree:
-
la domanda di beni e servizi sul mondo ICT, che riguarda il sito di Expo;
la generazione e stimolazione dell’innovazione;
le piattaforme critiche (es. quella della logistica, della ricettività alberghiera,
della mobilità e dell’offerta culturale e di intrattenimento) che avranno
bisogno di un alto livello di coerenza complessiva affinché il visitatore abbia
un’esposizione all’offerta facile e ricca.
Un importante criterio di progettazione dovrà essere costituito dalla fruibilità delle
soluzioni progettate a beneficio dei Cittadini e della Città di Milano,
successivamente all’Expo.
Il posizionamento tecnologico-applicativo delle soluzioni proposte dovrà essere
effettuato sulla base di un’analisi previsionale al 2015 dell’evoluzione delle
tecnologie di comunicazione digitale e di fruizione delle applicazioni più avanzate
da parte dei visitatori. In generale, andrebbero prese in esame solo quelle
tecnologie ritenute sufficientemente testate, ad oggi, da potere essere certi del
funzionamento nel 2015: una scelta di equilibrio che tende a garantire sia la
spettacolarità del nuovo ai visitatori, sia la certezza di corretto funzionamento
delle tecnologie per gli organizzatori.
Si deve mettere a disposizione del pubblico un patrimonio unico di informazioni
per attrarre il visitatore virtuale a venire all’Expo, accompagnandolo nel
30
passaggio dall’”on line all’on site”, offrendo un’esperienza unica, senza soluzioni di
continuità prima, durante e dopo l’Expo.
L’obiettivo deve essere quello di un’integrazione funzionale, operativa ed
ergonomia di servizi offerti via Web (mash-up), passando da una visione
parcellizzata ad una visione condivisa grazie alla creazione di un sistema di
cooperazione tecnologica delle imprese di informatica e telecomunicazioni.
Infine, nell’ambito di alcune soluzioni tecnologiche, come quelle applicabili al
turismo in vista di sistemi di prenotazione integrati, è altamente consigliabile un
avvio anticipato della sperimentazione, che consentirebbe da un lato di provare
ed affinare il modello in vista dell’Expo e dall’altro di poter beneficiare il prima
possibile dei primi risultati.
Ancora più urgenti paiono gli strumenti tecnologici finalizzati alla costruzione del
consenso quali new media, TV digitale ed interattiva, social networking. Ancora
una volta, non sarà certamente Expo 2015 a determinare gli strumenti, ma sarà
necessario capire con un certo anticipo l’evoluzione delle funzionalità e
dell’utilizzo di questi strumenti per poterli sfruttare al meglio ai fini dell’Expo.
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
3.3.1 Collaborare con Expo 2015 alla stesura di un piano strategico ed
operativo avente la finalità di:
• delineare una visione condivisa degli scenari tecnologici attesi
negli anni in cui l’Expo sarà allestito e negli anni successivi;
• descrivere le macro-infrastrutture digitali da sviluppare per
soddisfare le esigenze operative del sistema Expo;
• identificare le macro-applicazioni critiche per la fruizione “online” e “on-site” di Expo da parte dei visitatori;
• valutare le opportunità di integrazione tra applicativi
funzionali e servizi di rete per proporre simultaneamente le
offerte di visita e le scelte di percorso turistico che
massimizzino l’esperienza nell’unita’ di tempo data,
ottimizzando flussi e code;
3.3.2 Condividere una visione strategica ed economica circa il valore
del riutilizzo delle infrastrutture digitali post-Expo 2015 nel
medio periodo per l’economia e la società civile.
3.3.3 Organizzare periodicamente Forum tecnologici con la
partecipazione delle imprese per raccogliere eventuali
suggerimenti
e fornire aggiornamenti sulle soluzioni
tecnologiche adottate per l’Expo.
31
4.
CREARE
IL
POSIZIONAMENTO
IMPRENDITORIALE ITALIANA
DELL’ECCELLENZA
4.1
Declinare il Tema dell’Expo tenendo conto delle vocazioni ed
eccellenze produttive italiane
Il tema, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, cioè il diritto a un’alimentazione
sana, sicura e sufficiente per tutti nel quadro di uno sviluppo sostenibile a livello
globale, vuole affrontare le grandi sfide in cima all’ordine del giorno dei maggiori
tavoli internazionali, dalla campagna del Millennio delle Nazioni Unite, all’Unione
europea, al G8.
Si tratta di temi capaci di innestare importanti processi di ricerca e sviluppo e che
ci permettono di focalizzarci su settori nei quali l’Italia presenta eccellenze su cui
continuare ad investire per valorizzare la tradizione, la creatività, la capacità
d’innovazione delle imprese italiane.
Il tema prescelto - Nutrire il pianeta, energia per la vita - resta di enorme attualità
e di indubbio interesse in quanto non limita al solo comparto agro-alimentare le
opportunità espositive, ma le estende a tutta una serie di settori, in cui il sistema
Italia si presenta estremamente competitivo, quali ad esempio:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
i)
j)
k)
l)
m)
n)
o)
p)
q)
r)
s)
t)
u)
Ricerca scientifica e applicata
Laboratori e tecnologie di controllo di qualità
Farmaceutica
Dietetica
Agrofarmaci e fertilizzanti
Ingredientistica specializzata (gli additivi alimentari, gli aromi e gli
enzimi)
Medicinali veterinari
Agroalimentare (produzione, trasformazione e confezionamento)
Zootecnia e prodotti derivati
Meccanica agricola
Packaging
Trasporto e logistica
Grande distribuzione e commercio al dettaglio
Utensileria e prodotti per la cucina
Ristorazione e alberghiero
Bio-tecnologie
Riciclo delle Acque
Trattamento rifiuti
Risparmio energetico e energie alternative
Tecnologie di protezione ambientale
Agenzie di formazione / educazione
32
v)
w)
x)
y)
z)
aa)
bb)
cc)
dd)
Cooperazione alimentare no-profit
Credito e finanza
Costruzioni, edilizia e infrastrutture
Sistemi fieristici e congressuali
Benessere e fitness
Attività sportive
Eno – gastronomia
Turismo
Eventi culturali
Fig. 1: la declinazione del tema proposta dal Dossier di Candidatura
Molto interessante è inoltre la metodologia di analisi proposta, che si strutturava
in 3 categorie di analisi:
A) Processi in atto
B) Consumatori e imprese
C) Governance
Il punto B), in particolare, mette giustamente in rilievo il ruolo dell’impresa, che
appare fondamentale per ciascuno dei sottotemi individuati.
Tale approccio andrà sicuramente mantenuto anche nella successiva fase di
declinazione del tema in sottotemi e categorie espositive, cercando di estendere
il più possibile la partecipazione a quei settori in cui il sistema Italia si presenta
maggiormente competitivo.
La scelta dei sottotemi dovrà quindi essere effettuata con l’obiettivo di
rappresentare quei settori in cui l’Italia ha maggiori opportunità di creare
partnership con i paesi partecipanti e che al momento stentano a trovare una
collocazione nel nuovo Concept di Master Plan: controlli, tecnologia per
l’agricoltura, educazione alimentare, alimentazione e stili di vita, ecc.
33
L’Allegato 1 riporta alcune aree tematiche che, sulla scorta anche di quanto già
sviluppato nel Dossier di Candidatura, Confindustria ritiene prioritario sviluppare
nell’ambito dei diversi sottotemi.
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
4.1.1 Prevedere la partecipazione di rappresentanti del Comitato
Scientifico di Expo 2015 nel Comitato Tecnico di Confindustria,
per garantire una maggior coerenza nello sviluppo tema con le
vocazioni ed eccellenze produttive italiane
4.1.2 Garantire un’interlocuzione continua fra Confindustria e la
Direzione di Expo 2015 Spa delegata allo “Sviluppo del tema”,
attraverso riunioni periodiche di aggiornamento
4.1.3 Prevedere modalità espositive e condizioni di partecipazione per
le imprese private e/o in forma associativa, da diffondere in
tempi rapidi
4.1.4 Sviluppare al più presto il concept dell’area dedicata alle Best
Practice, in modo da valorizzare al massimo l’innovazione
italiana, e parallelamente un censimento delle eccellenze
imprenditoriali nei settori sopra elencati.
4.2
Un piano di comunicazione e di marketing sulle tematiche di
interesse per le imprese
Il Piano di comunicazione costruito in candidatura prevedeva, fra i diversi
obiettivi, il seguente:
“V. Costruire partnership strategiche con il mondo delle imprese, per il
raggiungimento degli obiettivi posti in termini di sponsorizzazione e
ottimizzare al meglio le risorse economiche da destinare alla comunicazione.
Fra le azioni previste:
- Realizzazione di sponsor workshop annuali
- Presentazione del programma di investimenti a livello internazionale per
favorire la partecipazione ai bandi di progettazione
34
- Promozione del programma per licenziatari attraverso appositi workshop
VI. Promuovere accordi con i Tour Operator nella consapevolezza del loro ruolo
strategico come partner per incentivare la partecipazione e costruire
pacchetti turistici mirati rispetto ai potenziali target di visitatori. Fra le azioni
previste:
- Realizzazione di educational per Tour Operator nazionali e internazionali;
- Collaborazione nella costruzione di pacchetti viaggio specifici;
- Realizzazione di un portale dedicato;
- Promozione di accordi per l’acquisto di biglietti a condizioni agevolate.”
Confindustria è a disposizione ad affiancare la Società Expo 2015 in un piano di
sensibilizzazione delle imprese, affinché possano da un lato cogliere le
opportunità offerte, e dall’altro partecipare attivamente nella strategia di
promozione internazionale di Expo, convincendo il maggior numero di paesi a
partecipare.
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
4.2.1 Collaborare alla stesura del Piano di comunicazione di Expo,
coinvolgendo Confindustria anche nella promozione internazionale
di Expo (missioni imprenditoriali, conferenze, road-show, ecc.)
4.2.2 Collaborare alla stesura del Piano di marketing e licensing, al fine di
alimentare l’interesse di partner commerciali nei confronti dell’Expo
di Milano 2015, organizzare dei workshop destinati alle categorie di
aziende sponsor per illustrare il pacchetto di diritti collegati allo
sviluppo di una partnership con l’Expo
4.2.3 Promuovere un incontro annuale con i maggiori operatori italiani e
internazionali che alimentano la filiera turistica, sotto forma di focus
group ed educational rispetto alle opportunità offerte dall’Expo non
solo limitatamente alla durata dell’evento
4.2.4 Collaborare nella partecipazione alle principali fiere di settore, sia
dedicate all’agro-alimentare, sia al turismo
35
4.3
La collaborazione con i Paesi partecipanti
Il progetto generale dell’Expo di Milano 2015 basa le sue ipotesi su un numero
complessivo di 181 espositori.
E’ prevista infatti la presenza di:
120 Paesi espositori stranieri;
10 Organizzazioni internazionali
una presenza nazionale di 21 soggetti, tra cui l’Italia stessa e 20 Regioni
Italiane e Organizzazioni Nazionali
30 espositori di carattere commerciale. A questo proposito, il piano di
marketing di Milano 2015 prevede che, nell’ambito dei diritti che verranno
garantiti agli sponsor, sia compresa la possibilità di ottenere uno spazio
nell’ambito del Padiglione “Corporate”, di dimensioni proporzionali rispetto
alla categoria di sponsorizzazione prevista.
Il vero obiettivo è quello di promuovere, sin dalla fase di preparazione
dell’evento, e successivamente in quella post-evento, un programma coordinato
di azioni teso a posizionare l’Italia e il suo sistema imprenditoriale come
interlocutore privilegiato dei paesi/organizzazioni partecipanti sui temi
sviluppati dall’Expo e dalla cooperazione.
Fra le attività di cooperazione che possono essere incentivate fra il sistema
imprenditoriale italiano e i paesi partecipanti, si possono ricordare:
PROMOZIONE COMMERCIALE
-
Identificazione per ciascun comparto produttivo dei principali mercati di
riferimento.
-
Sviluppo di analisi sulle opportunità in termini di ingresso in nuovi mercati e
incremento di quote di mercato.
-
Negoziazione di condizioni di approvvigionamento delle materie prime
prioritarie per i produttori italiani.
-
Possibilità di utilizzo di strumenti finanziari appropriati (finanziamenti UE,
credito all’Export, ecc.).
-
Coordinamento delle missioni imprenditoriali all’estero organizzate da diversi
soggetti istituzionali.
36
ATTRAZIONE INVESTIMENTI/PROMOZIONE IMPRENDITORIA
-
Creazione di “proposte di insediamento” specifiche per investitori esteri
interessati a stabilire società, filiali o unità produttive sul territorio italiano in
connessione all’Expo.
-
Creazione di sportelli unici per assolvere tutte le pratiche amministrative.
-
Supporto in tutta la fase di start up (relazioni sindacali, permessi di soggiorno
per lavoratori stranieri, ecc.).
-
Promozione di partenariati imprenditoriali fra imprese italiane ed estere
-
Verifica su opportunità di interventi legislativi o amministrativi necessari per
semplificare le procedure
PROMOZIONE TECNOLOGICA
-
Identificazione delle eccellenze di ricerca e sviluppo tecnologico, in relazione
ai comparti maggiormente interessati dall’Expo.
-
Promozione di partenariati imprenditoriali fra imprese italiane ed estere.
-
Possibilità di utilizzo di strumenti finanziari appropriati (finanziamenti UE sul
VII Programma Quadro, ecc.).
-
Promozione di accordi internazioni fra Università, Centri di ricerca, Parchi
Scientifici e Tecnologici.
COOPERAZIONE ECONOMICA
-
Orientamento di bandi e finanziamenti per la cooperazione rispetto alle
priorità tematiche dell’Expo 2015.
-
Mappatura delle opportunità offerte dalla cooperazione decentrata, al fine di
un miglior coordinamento delle priorità strategiche.
-
Partecipazione di Confindustria al tavolo istituzionale sui Progetti
Internazionali coordinato da Expo 2015 Spa.
-
Mappatura delle principali realtà operanti nella cooperazione allo sviluppo e
le loro attività sulla base dei dati disponibili presso il sistema associativo di
Confindustria e altre fonti accessibili.
-
Attivazione di iniziative di partenariato con imprese private e istituzioni
finanziarie (linee speciali di micro-credito, garanzia fidi, ecc.).
37
PROMOZIONE TURISTICA
-
Mappatura delle opportunità turistiche tesa a valorizzare tutto il territorio
nazionale, secondo quanto già descritto nel Dossier di candidatura (Expomare; Expo-salute; Expo-montagna; Expo-arte;
Expo-laghi;
Exposhopping): fare delle individualità un sistema multipolare collegato in rete.
-
Promozione di accordi con i principali operatori internazionali per la
creazione di pacchetti turistici specifici e modulari da abbinare all’evento.
-
Articolazione di iniziative di promozione e distribuzione mirate a seconda
dei mercati di origine del turista e della segmentazione della motivazione di
viaggio.
-
Valorizzazione di percorsi enogastronomici.
-
Accordi con le amministrazioni locali per la creazione del programma
unitario di 7.000 eventi, attraverso l’inserimento di manifestazioni
prestigiose anche in collaborazione con paesi terzi.
-
Road-show di promozione dell’Expo all’estero.
FORMAZIONE
-
Identificazione dei nuovi profili professionali per orientare la formazione
dei giovani verso competenze e professionalità specialistiche nei settori
agro-alimentare e nutrizione, lavorando su COMPETENZE e CAPACITA’ per
la formazione dei futuri manager.
-
Educazione dei giovani ai temi dell’Expo
CONSAPEVOLEZZA e CONOSCENZA sui temi Expo.
-
Fare sistema tra i centri di eccellenza in Italia – università, centri di ricerca,
aziende, distretti - riconosciuti internazionalmente e in attiva relazionecooperazione, promuovendo accordi internazioni fra Università, Centri di
ricerca, Parchi Scientifici e Tecnologici.
-
Posizionare l’Italia come centro di attrazione e di crescita di talenti
nazionali e internazionali a supporto della eccellenza produttiva italiana e
per posizionare il sistema paese come riferimento culturale, formativo e di
mercato.
-
Formare una generazione di Clienti-consumatori e di Dipendenticollaboratori attenti ai temi Expo.
-
Possibilità di utilizzo di strumenti finanziari appropriati (contributi FSE,
ecc.).
2015,
sviluppando
38
LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA
4.3.1 Collaborare con Expo 2015 nella costruzione di sistemi informativi
alle aziende, che evidenzino le opportunità di contratti per lavori,
servizi e forniture nei confronti dei paesi partecipanti, che
investiranno nei padiglioni Expo.
4.3.2 Partecipare all’organizzazione delle Settimane promozionali dei
paesi partecipanti, che il Dossier di candidatura concepiva come veri
e propri Forum economici bilaterali fra imprese italiane e del paese
partecipante.
4.3.3 Lavorare su programmi di promozione di piattaforme fieristiche,
logistiche o di trasporto e di interscambio merci a servizio dei paesi
partecipanti, che dovranno stabilire in Italia basi logistiche.
4.3.4 Favorire partnership tecnologiche, con l’identificazione di iniziative
trainanti di valore tecnico/scientifico, che abbiano valore
planetario, e creazione di una mappa delle eccellenze da aggiornare
costantemente.
4.3.5 Realizzare percorsi formativi specializzati sui temi della nutrizione
ed energia, in collegamento con il sistema di ricerca e delle imprese,
che coinvolga le Università italiane e straniere, al fine di formare
talenti con altissima qualificazione e specializzazione.
4.3.6 Educare dei giovani ai temi dell’Expo
consapevolezza e conoscenza sui temi Expo.
2015,
sviluppando
4.3.7 Stabilire tavoli di lavoro comuni, per valorizzare i progetti di
cooperazione esistenti nei paesi facenti parte del BIE, e per
indirizzare eventuali progettualità “in fieri” da parte delle imprese nei
confronti delle aree di maggior interesse.
39
5.
IL PUNTO DI VISTA DELLE IMPRESE PER LO SVILUPPO DEL
TEMA
La declinazione del tema dell’esposizione secondo una logica di valorizzazione
del sistema delle imprese e del nostro paese potrà contribuire significativamente
a far sì che l’Expo dispieghi appieno il suo potenziale.
Il nostro Paese ha sempre perseguito, nel corso della sua storia e del suo sviluppo
economico, anche nei momenti più difficili, un equilibrio tra efficienza ed equità,
tra le esigenze dell’economia e della competitività e quelle della solidarietà e
giustizia sociale.
L’Italia può proporsi credibilmente perché nelle sue radici stesse è presente, da
sempre, questo tema.
L’Italia inoltre, anche per la sua vocazione turistica, è un crocevia fondamentale
per la cultura, la qualità e la socialità dell’alimentazione. È un grande laboratorio
che offre una tradizione alimentare importante e di qualità, una grande ricchezza
in fatto di biodiversità (si pensi solo ai tanti vitigni coltivati in Italia, ai molti
prodotti tipici, alla varietà delle tradizioni alimentari locali) ed è uno dei paesi più
avanzati nel tentativo di sviluppare una agricoltura sostenibile rispettosa
dell’ambiente naturale ed un sistema alimentare che nel perseguire efficienza ed
innovazione non sacrifica qualità e gusto, varietà e cultura.
Il ruolo dell’industria italiana nello sviluppo del paese è da sempre fondamentale
per la crescita economica ed il progresso sociale del paese. Una storia fatta di
coraggio, di investimento, di innovazione, di design, di cultura del saper fare, che
hanno permesso a tante realtà imprenditoriali di affermarsi a livello nazionale e
internazionale come casi di assoluta eccellenza.
Il concetto di sostenibilità - nella sua più ampia accezione che comprende le
componenti economica, sociale ed ambientale - è ormai parte della cultura
comune del nostro Sistema imprenditoriale.
La percezione dei limiti di tutte le risorse naturali del pianeta, inclusa la risorsa
ambientale, sino ad ora considerate illimitate, ha portato alla condivisione diffusa
del concetto di Sostenibilità e di Sviluppo sostenibile inteso come «Sviluppo che
garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità
che le generazioni future riescano a soddisfare i propri », secondo la definizione,
che risale al 1987, della norvegese Gro Harlem Brundtland, Presidente della
Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, incaricata dalle Nazioni Unite di
stendere un rapporto in merito.
40
La sostenibilità richiede all’industria di pensare con maggiore attenzione alle
implicazioni di lungo termine delle proprie attività. Considerazioni di sostenibilità
devono essere fatte relativamente ai nuovi investimenti, valutandone le
performance non solo con i criteri finanziari convenzionali, ma anche nei riguardi
dei criteri sociali e ambientali.
Ma la convergenza tra successo economico-finanziario e il percorso di sviluppo
sostenibile è anche fortemente dipendente dalla capacità dell’industria di
sviluppare, reclutare e mantenere i talenti e le risorse umane chiamati a realizzare
una strategia così ambiziosa.
La possibilità di intercettare, con lo sviluppo del tema, la variegata tradizione
produttiva del nostro Paese, rappresenta, oltre che una grande opportunità per
le imprese italiane, un elemento di indubbio vantaggio anche per la Società Expo
2015 S.p.A. per valorizzare il Sistema Paese ed i fattori che rendono conosciuto ed
attrattivo il “marchio nazionale” nel mondo, in quanto:
Amplia il bacino delle imprese potenzialmente interessate a operazioni
di sponsorizzazione e di fornitura ufficiale, trovando spazio per potersi
collocare agevolmente all’interno di Expo con la propria categoria
merceologica;
Favorisce l’interesse delle imprese a partecipare anche alla fase
espositiva, per esempio acquisendo spazi nel/nei “corporate pavilion”
che saranno realizzati sul sito Expo;
Può fungere da stimolo alla partecipazione internazionale dei paesi,
interessati a massimizzare il ritorno del loro investimento attraverso
operazioni di cooperazione con il sistema delle imprese italiano;
E’ elemento di stimolo per progetti di ricerca, innovazione e sviluppo di
nuovi prodotti/processi, che possono dare origine a casi di “best
practice” da rappresentare nel sito espositivo.
Le proposte di aree tematiche e categorie espositive che di seguito vengono
formulate, per ciascun sottotema in cui si declina il tema dell’Expo, rappresentano
il frutto di una proposta elaborata e condivisa all’interno del Sistema
Confindustria.
41
5.1
La scienza per la sicurezza e la
qualità alimentare
Obiettivo:
mettere in evidenza il ruolo ricoperto dalla ricerca scientifica nel settore agroalimentare; illustrare i più significativi risultati ottenuti nei laboratori e nei centri di
ricerca italiani e di tutto il mondo; esplicitare le ricadute delle attività di ricerca,
sviluppo ed innovazione al fine di garantire livelli sempre più avanzati in tema di
sicurezza e qualità alimentare.
La ricerca scientifica agroalimentare, inoltre, è un elemento indispensabile per
contribuire a soddisfare la crescente domanda mondiale di cibo e può essere un
prezioso supporto anche alla corretta alimentazione e quindi costituire un
patrimonio da capitalizzare sia per i Paesi in via di sviluppo, sia per quelli
sviluppati.
Controlli sulla filiera agro-alimentare e sulla risorsa idrica
Nel corso dell’intero ciclo produttivo ci si trova da un lato a dover tener conto delle
complessa filiera che gli alimenti percorrono “dalla terra alla tavola”, e dall’altro a
far uso delle opportunità messe a disposizione dalle nuove conoscenze scientifiche
e tecnologiche, per controllarne i numerosi passaggi.
L’Italia e l’UE vantano una tradizione consolidata in materia di norme alimentari e
di controlli, che purtroppo non è altrettanto avanzata in altri paesi, dove spesso si
registrano casi di contaminazione alimentare, che rischiano di essere esportate
anche sulla nostra tavola.
L’Expo 2015 dovrebbe esaminare lo sviluppo delle scienze e tecnologie di
controllo agro-alimentare, presentando i casi di eccellenza raggiunti grazie alla
combinazione dei sistemi di norme e controlli dell’UE e dell’Italia, come modello
da esportare e incoraggiare anche in paesi terzi.
Innovazione a servizio della qualità di prodotto
Una delle tendenze in atto da parte dei consumatori, soprattutto nei Paesi più
sviluppati, è di indirizzarsi verso prodotti agro-alimentari di qualità sempre più
elevata, non solo sul piano della sicurezza e dei valori nutritivi, ma anche su quello
del gusto e dell’aspetto finale (si mangia anche con gli occhi!).
42
Molte sono le moderne cognizioni scientifiche e le nuove tecnologie che
permettono di inserire elementi innovativi sia nei processi di produzione
alimentare sia nei prodotti stessi. Solo per esempio basterebbe citare le tecniche
di irradiazione degli alimenti, il riscaldamento a microonde, il packaging in
atmosfera modificata, l’innovazione nell’uso degli ingredienti specialistici quali gli
additivi alimentari, gli aromi e gli enzimi, le tecniche per mantenere la freschezza e
la conservabilità del prodotto a partire dalla catena del freddo.
L’Expo 2015 dovrebbe offrire a tutte le imprese italiane operanti nella filiera
alimentare l’opportunità di rappresentare le tecnologie più avanzate messe a
punto in questo ambito e incoraggiare l’innovazione di prodotto e di processo,
anche attraverso eventuali accordi di collaborazione con i centri di ricerca
pubblici, privati e universitari.
Tracciabilità dei prodotti e gestione delle catene di offerta
Oggi è possibile controllare e migliorare l’organizzazione delle catene di offerta dei
sistemi alimentari. Questo controllo è essenziale per la sicurezza alimentare. In
particolare, la tracciabilità di filiera degli alimenti, per garantire una maggior
certezza sulla provenienza e conseguentemente sulla qualità dei prodotti agroalimentari, è diventata un’esigenza irrinunciabile dei consumatori, soprattutto in
un periodo connotato dal rischio di insorgenza di pandemie causate da prodotti
alimentari contaminati.
Un altro filone di interesse è legato alla sicurezza delle procedure di acquisto online di prodotti alimentari, fenomeno che sta registrando una considerevole
crescita.
L’Expo 2015 può favorire la rappresentazione di sistemi di tracciabilità che
facciano capire ai consumatori l’importanza di una precisa conoscenza
dell’origine del prodotto e dei suoi componenti/ingredienti, anche a tutela della
qualità del Made in Italy rispetto a prodotti a più basso costo.
Cooperazione con i Paesi in via di Sviluppo per introdurre
sistemi di controllo di qualità a basso costo
La messa a punto di idonei ed appropriati meccanismi di trasferimento tecnologico
tra Paesi che godono di gradi differenti di sviluppo economico e sociale è
sicuramente una delle ricadute più significative che Expo 2015 può generare.
E’ innegabile che nei PVS, il tasso di mortalità elevato trova fra le sue cause anche
fattori legati al consumo di cibo contaminato e alla mancanza di accesso all’acqua
sana e pulita. Pur in contesti igienico-sanitari estremamente precari, alcuni
43
accorgimenti facilmente
miglioramenti.
introducibili
potrebbero
apportare
sostanziali
L’Expo 2015 dovrebbe incoraggiare forme di cooperazione nord-sud e sud-sud fra
imprese e istituzioni pubbliche, promuovendo i progetti significativi già in corso,
legati a tecnologie a basso costo e all’uso mirato di ingredienti innovativi,
migliori pratiche igienico-sanitarie, sistemi di controllo e di prevenzione più
capillari.
L’atteggiamento dei consumatori verso
la scienza e la tecnologia nel settore agro-alimentare
L’esistenza di possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente rende centrale la
questione della valutazione e della percezione del rischio alimentare. Questo tema
va affrontato con equilibrio e rigore scientifico, in modo che l’atteggiamento dei
consumatori e la loro conoscenza siano adeguati ai nuovi sviluppi scientifici e
tecnologici.
In questo senso Expo può assolvere contemporaneamente ad una funzione di
educazione del consumatore e di formazione delle giovani generazioni. L’Expo
2015 può offrire uno spazio di riflessione, di informazione e formazione, dialogo e
confronto aperto al contributo di tutti i cittadini, alle associazioni dei consumatori,
alle imprese, ai governi nazionali. Può inoltre rappresentare una sede ove
promuovere indagini circa le attese dei consumatori rispetto alla qualità
alimentare, che rappresentino un utile riferimento per le imprese di produzione,
trasformazione e distribuzione, al fine di meglio orientare le proprie politiche
aziendali.
Rafforzare le istituzioni per la sicurezza alimentare
Nei Paesi avanzati, la sicurezza alimentare e la tutela del consumatore trovano
risposta nell’azione di istituzioni private e pubbliche dove azioni volontarie
coesistono e interagiscono con strumenti di regolazione pubblica. Molto più
problematica e complessa è la situazione dei Paesi meno avanzati e soprattutto dei
Paesi più poveri, dove il controllo dovrà essere svolto dalle istituzioni multilaterali.
L’Expo 2015 dovrebbe rappresentare, anche sul piano espositivo, le modalità con
cui le istituzioni preposte normano e mettono in atto controlli sui sistemi di
produzione in vigore nel nostro paese e nell’UE, facendone elemento di
competitività “positiva” per i nostri prodotti nel mondo. Tale approccio dovrebbe
condurre, in prospettiva, a fare pressione su altri paesi esportatori di recente
sviluppo (BRICs) affinchè si dotino di strumenti di controllo adeguati, per evitare
che gli scarsi controlli si traducano in artificiose competitività di prezzo, a danno
dei potenziali consumatori.
44
5.2
L’innovazione nella filiera alimentare
Obiettivo:
presentare la natura, le peculiarità e le dinamiche evolutive che caratterizzano
l’innovazione della filiera agro-alimentare in Italia, concentrandosi sui vari passaggi
della filiera e sugli aspetti che rendono il nostro paese all’avanguardia nella
gestione del prodotto “dal campo alla tavola”.
Natura e cambiamenti del sistema e delle catene agro-alimentari
Il prodotto alimentare, nei Paesi sviluppati, non è più, oggi, un mero prodotto
agricolo. La produzione agricola entra infatti nelle catene di offerta alimentari per
subire processi di trasformazione industriale. Il sistema agro-alimentare risulta così
costituito da un insieme di numerose attività e funzioni, dal flusso fisico, alla
circolazione delle informazioni, delle risorse finanziarie, il marketing e l’intelligence
dei mercati, il design del prodotto, la logistica distributiva, una interazione
complessa di consumatori, imprese grandi e piccole, sia produttive che del terzo
settore.
L’innovazione tocca molteplici aspetti e dimensioni: prodotto, processo,
organizzazione, distribuzione e packaging, che può avere una funzione di garanzia
nella shelf-life, nel trasporto e nella distribuzione del prodotto lungo tutta la filiera.
L’Expo 2015 dovrebbe aiutare a presentare le principali caratteristiche del
sistema alimentare italiano, e i suoi elementi di eccellenza. L’enfasi dovrebbe
essere posta sulla visione della food supply chain e sulla tecnologie utilizzate per
garantire qualità in tutte le fasi del processo produttivo.
Risparmio idrico nell’industria agro-alimentare
In un quadro di crescente attenzione all’uso della risorsa idrica, per prevenire
situazioni di emergenza, il ruolo giocato dalla filiera agro-alimentare nel tentativo
di contenere il consumo di acqua è fondamentale. L’agricoltura è la più grande
consumatrice d’acqua.
Tecniche irrigue meno dispendiose sul piano del consumo di acqua; introduzione
di coltivazioni meno idro-esigenti, in aree a bassa intensità di precipitazioni;
modalità innovative di raccolta o di riciclo dell’acqua per usi agricoli sono
argomenti di estrema attualità. Ciò risulta ancor più necessario in quelle aree del
mondo a basso livello di sviluppo, dove l’emergenza idrica è già una realtà con cui
convivere ciclicamente.
45
L’Expo 2015 dovrebbe dedicare ampio spazio all’analisi del problema nelle
diverse aree geografiche e in rapporto alle metodologie e tecniche di coltivazione
adottate. L’Expo altresì può essere elemento di promozione delle diverse
tecnologie sviluppate a riguardo in Italia.
Le nuove tipologie di consumo alimentare
L’aumentare del reddito da una parte e la riduzione del tempo a disposizione
dall’altra fa crescere la domanda di nuovi prodotti e alimenti. Si sta verificando di
conseguenza un profondo mutamento nella preparazione e nel consumo dei cibi e
nella modalità dei pasti. Questo fatto determina importanti effetti anche sul
sistema produttivo, che deve soddisfare nuove domande di cibi che siano ad un
tempo nutrimento e che forniscano essi stessi un “servizio” (liofilizzati,
omogeneizzati, pastorizzati, condimenti ready for use, cibi parzialmente
precucinati, cibi precotti cibi FMT-Freezer-Microwave-Table, ecc.) che si trova di
fronte una nuova domanda di servizi incorporati nei prodotti alimentari
L’Expo 2015 dovrebbe favorire la promozione di uno stile capace di abbinare la
qualità alimentare tradizionale della dieta mediterranea con le nuove richieste di
consumo rapido dei cibi (fast-food, ready-to-eat meals).
I nuovi consumatori dei Paesi emergenti
Nei Paesi emergenti, soprattutto i più popolati, sta emergendo un nuovo ceto
medio in modo piuttosto rapido. In alcuni Paesi, questo fenomeno può avere
conseguenze importantissime sul piano dell’espansione del mercato di
riferimento. (ad esempio in India e Cina questi nuovi segmenti di consumo
possono coinvolgere oltre 400 milioni di persone nei prossimi anni). Per questi
Paesi, la globalizzazione significa la possibilità di offrire ad un numero crescente di
cittadini un’alimentazione di qualità e più ricca sotto il profilo qualitativo e
nutrizionale, pur nel rispetto delle rispettive culture.
L’Expo 2015 può aiutare a cogliere, la nuova domanda che proviene dai
consumatori dei Paesi emergenti, cercando di orientarla approfittando di questa
importante vetrina per affermare lo stile alimentare italiano anche in altri
contesti.
Le strategie dei distributori
I processi di concentrazione nel settore distributivo e l’aumento delle dimensioni
dei distributori, le loro strategie di internazionalizzazione e l’adozione di politiche
di marca commerciale (i prodotti in vendita con la marca del distributore anziché
con quello del produttore) hanno conseguenze sempre più rilevanti per il
funzionamento dei sistemi alimentari.
46
L’Expo 2015 dovrebbe dedicare una particolare attenzione al ruolo svolto dalle
imprese della distribuzione commerciale, esaminandone le strategie di
internazionalizzazione, le profonde conseguenze per le catene di offerta alimentari
dei mutamenti delle relazioni verticali tra venditori globali e produttori alimentari,
il crescente potere contrattuale del settore distributivo.
Al contempo potrebbe riservare una sezione dedicata agli alimenti di nicchia ed
agli spazi che soprattutto Paesi emergenti potrebbero conquistare in tale ambito
grazie alla messa a regime di forme concrete di partenariato e “marketing
solidale”, con gli stakeholder interessati.
Responsabilità sociale dell’impresa
L’esercizio della responsabilità sociale dell’impresa rappresenta una forma
organizzativa attraverso le quali consumatori e cittadini possono essere
sensibilizzati e impegnarsi in prima persona. Soprattutto nella filiera agroalimentare, l’adozione di politiche ispirate alla sostenibilità e alla difesa dei principi
di responsabilità si sta diffondendo in modo capillare, anche per assecondare un
mercato sempre più esigente sotto questo profilo.
Sempre più imprese prestano crescente attenzione alle conseguenze sociali e
ambientali del loro operare integrando la responsabilità sociale nelle proprie
strategie e nei processi organizzativi. La definizione di standard operativi potrebbe
essere sia di stimolo all’adozione di comportamenti virtuosi sia di riferimento per
un processo di riconoscimento alle azioni sostenibili messe in atto.
Expo 2015 può essere anche l'occasione per parlare di agricoltura sostenibile nel
senso più vero della parola, ovvero un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e al
tempo stesso economicamente vantaggiosa per tutti i suoi attori, proprio per far sì
che i comportamenti virtuosi di ciascuno siano sostenibili nel tempo e a vantaggio
di tutti.
L’Expo 2015 può contribuire a innalzare il livello di consapevolezza presso le
imprese e i consumatori dei comportamenti di responsabilità sociale da mettere
in atto. Ciò rappresenta un fattore di potenziale vantaggio delle economie più
sviluppate (quindi anche dell’Italia) rispetto ai nuovi paesi emergenti, che ancora
devono fare passi in avanti su questo terreno.
Il contributo dell’innovazione chimica nella filiera agro – alimentare
Il tema dell'alimentazione sostenibile, messo al centro di Expo 2015, comporta la
necessità di un approccio di filiera per un’alimentazione che metta insieme i temi
della qualità della vita con quelli della sicurezza. Dal momento che il modo in cui si
affronta il tema è quello corretto dello Sviluppo Sostenibile, cioè con un
47
equilibrato interesse per gli aspetti ambientali, sociali ed economici, il ruolo dei
diversi comparti chimici diventa centrale.
Nella filiera agricolo - alimentare il contributo della Chimica alla qualità della vita si
è sviluppato con continuità dalla rivoluzione industriale in poi e si concretizza con
soluzioni innovative che hanno dato e danno ancora risposte alle richieste dei
consumatori, dei cittadini e delle imprese. Soluzioni a richieste sempre più esigenti
anche in termini di protezione ambientale e di sicurezza.
L’obiettivo è quello di poter dare risposte sostenibili ai fabbisogni alimentari di una
popolazione mondiale in rapida crescita sia nel numero di persone, sia nelle
esigenze alimentari dei singoli, con un sostanziale incremento della produttività
agricola e una crescita dell'industria alimentare. Questo obiettivo impone
un’elevata sensibilità e un corretto approccio allo Sviluppo Sostenibile, da parte
delle imprese ma anche di tutti gli altri attori, per evitare interpretazioni “estreme”
che intendono perseguire gli obiettivi di sostenibilità nell’alimentazione riducendo
il ruolo della Chimica.
Il momento attuale è ideale perché Expo 2015 può costituire un comune e fertile
terreno di incontro tra le realtà industriali e scientifiche che più direttamente sono
coinvolte da queste sfide.
La Chimica può dare un contributo importante all’Alimentazione Sostenibile non
solo perché attraverso l’innovazione fornisce soluzioni ai problemi, ma anche
perché ha saputo dimostrare di essere un partner affidabile per quanto riguarda
ambiente, sicurezza e salute. Si deve però tutti guardare al futuro e non essere
condizionati dal passato e dai luoghi comuni, luoghi comuni che su Chimica e
Alimentazione sono purtroppo molti e rischiano di frenare un necessario percorso
comune e positivo.
Deve essere, di conseguenza, consapevolezza di tutti che le sostanze, i prodotti e
le materie prime chimiche sono soggetti a normative europee senza eguali, sia a
livello mondiale, sia rispetto ad altri settori. Cioè sono assolutamente sicuri nel
loro utilizzo all’interno dei prodotti alimentari, al di là dei pregiudizi, guidati più
dalla scarsa conoscenza della materia che da un’effettiva base di informazioni, o
dei fastidiosi quanto infondati luoghi comuni.
Quello che molti ignorano, infatti, è che tutti questi prodotti sono normati da una
severa legislazione europea ben armonizzata, ampia per quantità di tematiche e
restrittiva nello stabilire criteri di qualità, sicurezza e uso corretto dei prodotti. Le
norme europee stabiliscono chiaramente quali sono gli ingredienti specialistici che
possono essere utilizzati, indicando i loro precisi criteri di purezza, le dosi massime
di utilizzo e i campi di impiego. Si basano su rigorose valutazioni e opinioni
scientifiche fornite al più alto livello dall’Autorità Europea per la Sicurezza
Alimentare (EFSA).
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È importante, dunque, affrontare l’argomento in modo razionale, scientifico e
obiettivo, riconoscendo il ruolo pressoché insostituibile di questi prodotti
nell’alimentazione moderna.
5.3
La tecnologia per l’agricoltura e
la biodiversità
Obiettivo:
mostrare la stretta interdipendenza tra sicurezza alimentare e ambiente
esaminando le sfide poste dal cambiamento climatico, le relazioni tra ambiente e
agricoltura, il problema della scarsità di acqua, dell’agricoltura sostenibile e delle
bioenergie; la ricerca e lo sviluppo di tecnologie compatibili con la tutela
dell'ambiente sia nei Paesi sviluppati che nei Paesi a più lento sviluppo.
Promuovere la conservazione e l’impiego della biodiversità in agricoltura a livello
di ecosistema, di specie e genetica, contribuendo a preservare in tal modo i
processi evolutivi, ed a modulare positivamente le pressioni ambientali.
Tutto ciò con la consapevolezza che la tecnologia e l'innovazione devono conciliare
sempre la tutela ambientale con la necessità di soddisfare la crescente domanda
alimentare mondiale. Perseguendo questi due obiettivi in modo congiunto si potrà
disegnare un futuro vantaggioso per tutti e sostenibile nel tempo.
Tecnologie per il risparmio idrico
Il continuo incremento di emissioni di gas serra associate con il fenomeno di
riscaldamento globale del pianeta costituiscono una seria minaccia alla produzione
agro-alimentare e alla disponibilità di acqua. Il recente esito non soddisfacente
della Conferenza ONU di Copenaghen, lascia comunque irrisolto un tema che deve
veder coinvolti tutti gli attori (istituzioni, imprese, centri di ricerca, consumatori,
ecc) nell’identificazione di strategie. La componente produttiva del nostro paese è
pronta a fare la sua parte.
L’Expo 2015 dovrebbe essere la sede per presentare le più recenti innovazioni
tecnologiche per il risparmio, buon uso, riciclo e conservazione dell’acqua,
valorizzando competenze e tecnologie che il sistema produttivo italiano ha
ampiamente sperimentato.
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Energie rinnovabili, biocarburanti e riduzione delle emissioni
Le biomasse, il materiale organico di natura vegetale, per la produzione di
bioenergie e la fase finale del ciclo alimentare, nonché la gestione e l’utilizzo
energetico di rifiuti urbani, offrono nuove opportunità energetiche a minor
impatto ambientale. Occorre, tuttavia, una attenta valutazione dei possibili effetti
non desiderati.
L’Expo 2015 dovrà affrontare il tema delle energie rinnovabili, esaminando le
opportunità offerte dalle bioenergie, delle altre fonti rinnovabili (eolico,
fotovoltaico, biomasse, ecc.) e di come l’agricoltura possa contribuire allo
sviluppo di una politica energetica integrata e sostenibile, partendo dalle
soluzioni tecnologiche più avanzate che il sistema produttivo italiano e mondiale
sarà in grado di realizzare.
Agricoltura e sviluppo sostenibile
La crisi economica ha riportato all’attenzione della politica il ruolo fondamentale
che l’agricoltura svolge da sempre nell’economia globale, perché agricoltura vuol
dire anche ambiente, biodiversità, innovazione, competitività ed economia.
Tutto questo ha permesso di comprendere come soltanto attraverso lo sviluppo
tecnologico e l’innovazione sia possibile affrontare e vincere le sfide del futuro: la
crescente domanda alimentare mondiale e lo sviluppo demografico in atto.
La produzione agricola ha bisogno del supporto dei nuovi strumenti messi a
disposizione dalla tecnologia per poter soddisfare in maniera adeguata la domanda
alimentare attuale e futura.
C’è dunque la necessità di sottolineare l’indispensabilità dei mezzi tecnici e
soprattutto di evidenziare l’importanza della Ricerca e Innovazione come fattori
determinanti per contribuire alla crescita del settore agricolo e dell’economia
italiana in generale.
L’Expo 2015 dovrebbe aiutare a comprendere, valutare e ridisegnare i rapporti tra
agricoltura e politiche ambientali, attraverso l’affermazione di metodologie di
coltivazioni rispettose dell’ambiente, in termini di utilizzo dei terreni,
mantenimento di eco-sistemi tradizionali, prevenzione di fenomeni di dissesto
idrogeologico, reintroduzione di produzioni tradizionali.
Ridurre la vulnerabilità delle persone nei PVS
La non applicazione di politiche efficaci per la sicurezza alimentare e per lo
sviluppo sostenibile mette a rischio il futuro delle prossime generazioni. Poiché i
50
risultati di dette politiche si manifestano in tempi lunghi, occorre provvedere a
rendere disponibili adeguati strumenti operativi per fronteggiare situazioni di crisi
o di emergenza, sia predisporre una programmazione strutturata.
Talvolta piccoli strumenti di basso costo possono aiutare ad alleviare situazioni di
estrema gravità. Esiste un filone che possiamo definire di “Design di sussistenza”,
che sviluppa strumenti facilmente realizzabili e di costo moderato, facilmente
introducibili in questi contesti.
L’Expo 2015 dovrebbe dedicare ampio spazio alle conseguenze che i problemi
ambientali hanno per la vita e la salute delle persone e valutare l’efficacia delle
politiche adottate e delle soluzione individuate anche a livello delle imprese .
Imprese e bio-diversità
La valorizzazione, anche in chiave economica e produttiva, della ricchezza di biodiversità presenta delle opportunità enormi. Basti pensare, ad esempio, alle
applicazioni di carattere farmacologico ed omeopatico derivabili dall’utilizzo
dell’ampia varietà di specie vegetali; alla valorizzazione di specie o varietà agroalimentari autoctone pregiate, come alternativa di nicchia a quelle derivanti da
produzioni estensive.
L’Expo 2015 potrà fornire un occasione per mostrare anche le varietà alimentari
di nicchia, valorizzandole sotto il profilo organolettico e nutritivo, in modo da
stimolare nuove forme di consumo e di produzione di prodotti derivati.
5.4
L’Educazione alimentare
Obiettivo:
mostrare la centralità della educazione alimentare per favorire comportamenti e
scelte alimentari coerenti con la salute della persona; presentare gli strumenti ed i
canali attraverso i quali l’informazioni e le conoscenze alimentari arrivano ai
consumatori, approfondendo, in particolare, le iniziative promosse dal mondo
scientifico per orientare l’azione di educatori e famiglie e valorizzare le istituzioni
scolastiche, quale luogo di formazione di base accessibile a tutti.
51
Informazione e educazione in società multiculturali
Le scienze della nutrizione forniscono oggi conoscenze sempre più precise per
impostare una corretta educazione alimentare. Affinché i cittadini adottino
comportamenti e scelte alimentari corrette sotto il profilo dietetico-nutrizionale, è
essenziale che abbiano a disposizione adeguate informazioni e le sappiano
elaborare e trasformare in stili di vita coerenti per il loro benessere.
Un’informazione non adeguata ed una scarsa conoscenza continuano ad essere un
problema nei Paesi avanzati e, soprattutto, nei Paesi in via di sviluppo.
L’Expo 2015 avrà successo se avrà saputo sviluppare la cosiddetta “Expogeneration”, promuovendo il tema dell’educazione alimentare, anche alla luce
dei sottostanti fenomeni legati alla presenza di società multiculturali, che
determinano sempre più l’affermazione di modelli di consumo alimentari molto
diversi da quelli tradizionali del luogo.
Anche sul piano espositivo, potrà essere fornita un’adeguata informazione
“educativa” sul valore nutritivo dei cibi e su corrette abitudini alimentari, che
indirettamente aiuti a promuovere la dieta mediterranea. Costituirà, inoltre,
l’occasione per promuovere la conoscenza delle moderne tecniche di produzione
degli alimenti, sottolineandone gli innegabili vantaggi per il consumatore, e per
sfatare tutti i falsi luoghi comuni, privi di ogni fondamento scientifico, che ancora
vivono su questa materia, in particolare riguardo ai contributi e alla sicurezza dei
prodotti chimici.
Sistema scolastico e l’educazione alimentare
L’educazione alimentare svolge un ruolo estremamente importante per l’ adozione
di pratiche e comportamenti nutrizionali corretti. Si tratta di combinare in maniera
adeguata la disponibilità di risorse alimentari con una pratica alimentare che,
considerate anche le condizioni climatiche, sia la più idonea a mantener e una
buona condizione di salute.
Soprattutto nei Paesi più poveri e nelle famiglie a più basso reddito, risulta difficile
fornire un’educazione nutrizionale. Le scuole, in questo caso, sarebbero l’unico
strumento educativo, ma spesso non sono in grado di fornire un supporto del
genere sia per mancanza di personale e delle necessarie fonti informative, sia per
disinteresse nei confronti del problema.
L’Expo 2015 dovrà valorizzare le istituzioni scolastiche, quale luogo privilegiato di
formazione di base, attraverso l'inserimento nell'offerta formativa di percorsi
educativi sulla nutrizione e lo sfruttamento delle opportunità offerte dai pasti
scolastici. Le esperienze che verranno sviluppate dal Programma educativo
lanciato dal MIUR potranno fornire un interessante modello da proporre in sede
espositiva.
52
Educazione all’utilizzo della risorsa idrica
L’educazione all’utilizzo razionale della risorsa svolge un ruolo fondamentale non
solo per evitare consumi non strettamente necessari, ma anche evitare l’uso di
acqua potabile per fini non alimentari, diffondendo ad esempio l’uso di acqua
derivante da processi di depurazione e non destinabile quindi ad usi alimentari.
I target privilegiati devono essere da un lato le famiglie (tenuto conto dell’alta
incidenza del consumo domestico sul consumo totale ) e dall’altra il mondo delle
imprese, con particolare riferimento alle industrie idro-esigenti.
L’Expo 2015 dovrà essere momento di verifica dell’insieme di migliori pratiche in
materia. Tali programmi di educazione saranno analizzati non solo sul piano
dell’impatto della comunicazione sul cittadino, ma anche, se possibile, sulla base di
parametri quantificati e misurabili di riduzione del consumo di acqua presso le
popolazioni, che possono essere stati incoraggiate ad adottare comportamenti più
virtuosi.
Sistema turismo e educazione alimentare e sostenibilità
Anche la filiera del Turismo deve avere un ruolo coerente - sia in termini di
strutture che di tipologie di servizi erogati - a mettere in valore la sostenibilità e
l’utilizzo responsabile delle risorse. Inoltre è una vetrina privilegiata per
comunicare prodotti, modalità, culture e stili di vita in cui il modello proposto da
EXPO 2015 divenga immediatamente percepito e vissuto nell’esperienza diretta
del cliente.
La comunicazione delle imprese: pubblicità ed etichette
Le imprese e le loro politiche di comunicazione e promozione esercitano una
grande influenza sull’opinione pubblica e determinano comportamenti alimentari
che devono essere attentamente vagliati sotto il profilo nutrizionale e della salute
del consumatore.
L’Expo 2015 dovrebbe contribuire a sottolineare l’importanza di una corretta
informazione sulle caratteristiche degli alimenti, che aiuti il consumatore anche a
comprendere l’esatto ruolo dei loro ingredienti, a partire dall’esperienza italiana,
che rappresenta sicuramente un esempio di “best practice” in relazione a una
pubblicità non ingannevole.
53
L’educazione alimentare contro le patologie
derivanti da cattiva alimentazione
L’educazione alimentare è strumento fondamentale per ridurre il rischio di
insorgenza di patologie correlate: ipertensione, malattie cardio-vascolari, diabete.
E’ ormai anche comprovata la relazione fra il regime alimentare adottato in alcuni
Paesi e l’incidenza di alcune forme tumorali.
Altre sindromi come sovrappeso ed obesità sono ormai unanimemente
considerate come vere e proprie malattie sociali in Paesi sviluppati (e non solo),
rappresentando un costo sociale non indifferente.
L’Expo 2015 dovrà valorizzare tali politiche, promuovendo la conoscenza delle
migliori pratiche, sottolineando la necessità di rafforzare programmi e iniziative
di educazione alimentare finalizzate alla lotta contro queste forme di disturbi
alimentari.
5.5
Solidarietà e cooperazione
alimentare
Obiettivo:
Favorire processi di cooperazione fra attori istituzionali, imprese, università del
nord e del sud del mondo, con l’obiettivo di intraprendere un percorso virtuoso in
direzione del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. La riduzione della
povertà è un processo molto lento e in molti Paesi la povertà assoluta tende ad
aumentare. I Paesi in via di sviluppo mostrano capacità molto differenti di
innescare processi di sviluppo. Accanto a Paesi che registrano significativi
progressi, vi è un numero consistente di Paesi che rimangono emarginati ed esclusi
dal processo di globalizzazione.
Il persistere della fame e della insicurezza alimentare
L’ultimo Rapporto annuale sullo Stato di insicurezza alimentare (Sofi), pubblicato
dalla FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, evidenzia come
il numero delle persone affette da malnutrizione, lungi dal decrescere, abbia
superato la soglia di 1 miliardo. L'obiettivo di dimezzare il numero di persone che
vivono in condizioni di estrema povertà, sembra difficile da raggiungere.
L’Expo 2015 dovrà valorizzare tutte le strategie di cooperazione e sviluppo messe
sinora in atto in termini di lotta contro la fame nel mondo, mettendo in evidenza
54
le ragioni di successo o insuccesso delle politiche adottate dai vari Paesi, in modo
da valorizzare le best practice.
L’accesso all’acqua
L’aumento demografico a livello mondiale contribuisce ovviamente all’aumento
della domanda d’acqua.
L’accesso all’acqua può essere un problema anche dove le risorse sono
abbondanti, ma certamente la penuria d’acqua è più acuta nelle zone aride del
pianeta, dove vivono oltre 2 miliardi di persone, nonché la metà di tutti i poveri del
mondo. Vi è grave scarsità d’acqua in Medio Oriente e Nord Africa, ma anche in
Messico, Asia Centrale e larga parte della Cina e dell’India.
L’Expo 2015 dovrà essere l’occasione per una mappatura complessiva e una
proiezione ai prossimi decenni delle possibili emergenze idriche del pianeta, con
l’identificazione di possibili soluzioni. Confindustria incoraggia inoltre l’adozione
di “Progetti Bandiera”, con i quali il sistema delle imprese italiane può instaurare
modalità di cooperazione.
Un legame diretto tra consumatori dei Paesi sviluppati
e produttori di Paesi svantaggiati
I produttori dei Paesi in via di sviluppo non hanno la possibilità di sfruttare appieno
le opportunità di commercializzazione dei loro prodotti nei Paesi avanzati. Accordi
commerciali e doganali penalizzanti, carenza di servizi di logistica, marketing,
mancanza di adeguati strumenti di informazione e promozione impediscono a
molti Paesi in via di sviluppo di esportare prodotti di eccellenza nel resto del
mondo. Non si tratta quindi di promuovere solo il commercio equo e solidale ma di
realizzare una vera e propria alleanza commerciale in uno spirito di partenariato.
L’Expo 2015 può offrire un’occasione di diffusione della conoscenza di questa
possibile alleanza e, soprattutto, un’occasione concreta per presentare le
eccellenze produttive di ogni territorio, in un’area tradizionalmente vocata agli
scambi commerciali. Confindustria è a disposizione per mettere in campo il
sistema di relazioni internazionali e cooperazione in vigore con i PVS.
Sostenere i piccoli produttori
I piccoli produttori dei Paesi in via di sviluppo fronteggiano molti ostacoli che
sfuggono al loro controllo: mancanza di credito, insicurezza del possesso della
terra, carenza di trasporti, prezzi bassi e relazioni commerciali poco sviluppate con
l'industria agro-alimentare.
55
L'Expo 2015 può contribuire all’attenzione sulle esigenze dei piccoli produttori e
sulle azioni di supporto promosse da Stati, amministrazioni locali, ONG, terzo
settore, cooperative sociali, incoraggiando forme innovative di sostegno,
attraverso iniziative quali il micro-credito; la promozione degli investimenti nel
settore agricolo e la realizzazione di piccole infrastrutture di base.
L’intervento sulle emergenze
Le situazioni già drammatiche in cui versano numerose popolazioni dei PVS
rischiano di trasformarsi in veri e propri catastrofi umanitarie, nel caso di
emergenze di carattere umanitario (a causa di catastrofi naturali, carestie, conflitti,
ecc). La mancanza di strumenti di intervento coordinati e sufficientemente dotati
di risorse per finanziare le prime operazioni rappresenta un problema.
L’Expo 2015 deve essere un’opportunità per attivare anche competenze del
settore imprenditoriale italiano, spesso all’avanguardia, in materia di gestione
dei disastri naturali.
5.6
L’alimentazione per migliori stili
di vita
Obiettivo:
Esaminare le relazioni tra alimentazione e salute, affrontando, in particolare, il
tema della nutrizione ed il ruolo centrale di una buona alimentazione per la salute
ed il benessere della persona, il costo sociale delle malattie legate a cattiva
alimentazione. Andrà altresì esaminata la connessione fra alimentazione e attività
sportiva.
Epidemie di origine alimentare
La diffusione di gravi malattie che hanno dimostrato di assumere connotazione di
pandemia, come l’influenza aviaria - SARS e la sindrome della “mucca pazza” – BSE
o l’influenza N1H1 di origine suina, trovano origine in alimenti animali.
Tale meccanismo di contagio tende a sollevare forti preoccupazioni per la salute
pubblica e determina un impatto economico devastante per i settori produttivi
coinvolti.
L’Expo 2015 dovrebbe affrontare i fattori che influenzano la diffusione e le
possibili conseguenze di nuove pandemie, l’efficacia delle risposte pubbliche e
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private, nazionali e multilaterali, la necessità di rafforzare le misure di controllo e
di prevenzione in relazione alle caratteristiche dei singoli Paesi.
Le malattie croniche degenerative e il microbioma intestinale
Una dieta alimentare non equilibrata espone ad un maggior rischio di malattie
degenerative, non trasmissibili come quelle legate a problemi cardiovascolari,
ipertensione, diabete. E’ stato inoltre provato come alimenti e principi alimentari
possano favorire l’insorgenza di forme tumorali, e in altri casi, invece, costituire
eccellenti strumenti di auto-difesa.
Sempre più si stanno affermando, a questo proposito, studi e ricerche tesi a
mappare il microbioma intestinale, cioè l’insieme di tutti i microrganismi che
vivono dentro o sul nostro corpo. Nonostante la loro massiccia presenza, sono
state poco studiate dai ricercatori, e di conseguenza, il loro impatto su sviluppo,
fisiologia, immunità e alimentazione umana è pressoché sconosciuto.
Da quando nel giugno del 2002 la mappa genetica dell’uomo è stata completata
con l’identificazione di circa 20-25 mila geni - le unità ereditarie fondamentali di
tutti gli organismi viventi -, la medicina ha fatto inimmaginabili passi avanti,
riuscendo ad individuare tempestivamente le strategie più efficaci per curare, ma
soprattutto prevenire molte malattie. E ciò che sino a pochi anni fa’ poteva
sembrare fantascienza, è ora realtà. E’ così nata anche la ‘nutrigenomica’, ovvero
l’applicazione pratica al campo dell’ alimentazione dei progressi realizzati nella
scienza della genetica.
L’Expo 2015 dovrebbe incoraggiare, anche in sede espositiva, la presentazioni di
risultati di studi volti a approfondire i rapporti tra microbioma intestinale, profilo
gentico umano, pattern alimentare, rischio di malattie croniche degenerative e
possibili interventi con l’uso oculato di alimenti particolari, di integratori,
functional foods e probiotici nell’intento di prevenire l’insorgere di queste
malattie.
Imprese, salute e migliori stili di vita
Il ruolo delle imprese è essenziale per garantire migliori stili di vita alle persone.
Una maggiore consapevolezza da parte delle imprese alimentari e distributive circa
la necessità che anche le imprese svolgano, in proposito, un ruolo attivo, è
essenziale per perseguire con successo tale obiettivo. Produttori e distributori
possono adottare strategie coerenti con la salute non solo per la reputazione
dell’impresa, ma anche per ottenere significativi vantaggi competitivi.
L’EXPO 2015 dovrebbe rappresentare uno momento di valorizzazione di quelle
imprese, che si impegnano a migliorare la qualità dietetico-salutistica degli
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alimenti, compiendo chiare scelte nella direzione della difesa della salute e
dell’ambiente.
Sport e benessere
E’ assodato che fra pratica sportiva e alimentazione esiste una stretta
interrelazione. In particolare tenendo conto della diffusione di stili di vita sedentari
nelle società sviluppate, le promozione di una pratica sportiva di massa,
fondamentale per mantenere il corpo sano e in attività.
Tuttavia, la pratica sportiva, a livelli agonistici e spesso anche pre-agonistici, è in
alcuni casi contaminata dall’utilizzo di sostanze tese a migliorare le performance
degli atleti. Tali sostanze possono essere dichiarate illecite, e quindi rientrare a
pieno titolo nella casistica del doping, o comunque essere dannose per la salute,
anche se non illecite.
L’Expo 2015 può essere un’occasione promozionale anche per prodotti e
tecnologie correlate alla pratica sportiva, che trovano nel nostro paese punte di
eccellenza a livello mondiale. Inoltre, sarebbe utile promuovere una riflessione
sull’evoluzione della ricerca in materia di sostanze capaci di “integrare” la pratica
atletica e sportiva.
5.7
L’alimentazione nelle culture
e nelle etnie
Obiettivo:
Promuovere una diffusione delle diverse culture alimentari ed, infine, favorire la
conoscenza degli usi e costumi alimentari di persone di diversa provenienza, anche
come fattore di integrazione sociale e come occasione di dialogo fra popoli.
Sottolineare inoltre la componente essenziale legata al lavoro dell’uomo nella
produzione agro-alimentare.
Storia e tradizione dell’alimentazione nelle diverse culture
L’aspetto storico e culturale dell’alimentazione trova in questo sottotema la
possibilità di valorizzazione.
L’Expo sarà infatti anche un momento di incontro conviviale, che offrirà la
possibilità ai visitatori di poter apprezzare le tradizioni gastronomiche dei diversi
paesi.
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L’Expo 2015 dovrebbe quindi valorizzare, in tutte le occasioni, la tradizione enogastronomica dei vari paesi e più specificamente quello italiano, mettendo in
anche risalto la radice culturale e territoriale dell’alimentazione proposta.
Globalizzazione e cultura alimentare
La globalizzazione esercita una notevole influenza sulla cultura alimentare. La
maggiore mobilità delle persone porta con sé una internazionalizzazione delle
abitudini alimentari. Questi profondi cambiamenti presentano opportunità ma
anche rischi. Da un lato favoriscono l’incontro, il dialogo, la interazione tra diverse
tradizioni alimentari, una maggiore conoscenza reciproca. D’altra parte, è possibile
che questo fenomeno possa generare forme di appiattimento e di omologazione
globale delle abitudini alimentari con un depauperamento delle singole tradizioni
alimentari, una minore varietà, un impoverimento culturale.
L’Expo 2015 dovrebbe prendere in considerazione questi aspetti bivalenti delle
abitudini alimentari. In particolare, potrebbe essere utile mettere in risalto
quelle realtà imprenditoriali (di produzione, trasformazione, ristorazione) che
riescono a integrare esigenze alimentari differenti.
Una cultura dell’innovazione e del design
L’Italia offre una cultura alimentare diffusa e popolare e al tempo stesso di grande
raffinatezza, rispettosa e aperta alle altre culture e tradizioni, una cultura che
favorisce un equilibrio tra innovazione e tradizione.
Un ruolo fondamentale è svolto dal Food design e in generale dal design applicato
anche ai diversi comparti merceologici collegati (domotica, utensileria, packaging e
confezionamento, ecc.).
L’Expo 2015 dovrà rappresentare un veicolo promozionale per il Design italiano
nel mondo, recuperando la tradizione che fa capo ad aziende storiche del nostro
Paese, che auspicabilmente devono trovare un’opportunità di esposizione dei
propri prodotti, eventualmente in collaborazione con prestigiose istituzioni (ad
esempio la Triennale di Milano).
Politiche di riconoscimento del valore culturale dell’alimentazione
Proprio per la rilevanza che l’alimentazione assume sotto il profilo culturale, è
possibile individuare nuovi approcci, modalità e strumenti per realizzate tale
obiettivo. Recentemente, è stata, per esempio, avanzata la proposta di inserire la
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dieta mediterranea nella lista del patrimonio dell'umanità all'Unesco, per il valore
storico e culturale che caratterizza tale modello alimentare.
L’Expo 2015 dovrebbe favorire l’adozione di politiche di valorizzazione del valore
culturale e tradizionale dei prodotti alimentari, promuovendo per esempio
iniziative presso la FAO e l’OMS affinché avviino delle procedure simili a quelle
promosse dall’UNESCO, per il recupero e salvaguardia di prodotti di nicchia.
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