Documento Posizione Confindustria EXPO
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Documento Posizione Confindustria EXPO
COMITATO TECNICO “PROGETTO SPECIALE EXPO 2015” CONFINDUSTRIA PROPOSTE PER LA VALORIZZAZIONE DEL SISTEMA DELLE IMPRESE Marzo 2010 INDICE DEI CONTENUTI INTRODUZIONE E OBIETTIVI 5 ARTICOLAZIONE GRUPPI DI LAVORO DEL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015 DI CONFINDUSTRIA 7 1. 2. IL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015 DI CONFINDUSTRIA 8 1.1 Nutrizione 1.2 Innovazione e sviluppo sostenibile 11 1.3 Turismo culturale, attrattività e ricettività 12 1.4 Expo-generation e nuove professionalità 14 1.5 Promozione internazionale 16 1.6 Mobilità e reti 17 1.7 Cooperazione allo sviluppo 18 SUPPORTARE L’EVENTO NEL PERCORSO QUINQUENNALE DI REALIZZAZIONE E DURANTE I SEI MESI PREVISTI 2.1 2.2 8 21 Comunicare, promuovere, anticipare… Creare attrattività valorizzando il territorio per il visitatore e per il residente 21 Le proposte di Confindustria 23 Sviluppo dei piani strategici e operativi per i servizi complementari dell’Expo 24 Le proposte di Confindustria 25 2 3. PROGETTARE E COSTRUIRE LE INFRASTRUTTURE NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI 3.1 3.2 3.3 4. 4.2 4.3 5. Partecipare attivamente come fornitori agli affidamenti di contratti per lavori, servizi e forniture 26 Le proposte di Confindustria 27 Partecipare attivamente agli investimenti per la fase di progettazione e costruzione delle infrastrutture previste 28 Le proposte di Confindustria 28 L’Expo digitale e le opportunità legate alle tecnologie dell’innovazione 29 Le proposte di Confindustria 30 CREARE IL POSIZIONAMENTO DELL’ ECCELLENZA IMPRENDITORIALE ITALIANA 4.1 26 31 Declinare il Tema dell’Expo tenendo conto delle vocazioni ed eccellenze produttive italiane 31 Le proposte di Confindustria 33 Un piano di comunicazione e di marketing sulle tematiche di interesse per le imprese 33 Le proposte di Confindustria 34 La collaborazione con i paesi partecipanti 35 Le proposte di Confindustria 38 IL PUNTO DI VISTA DELLE IMPRESE PER LO SVILUPPO DEL TEMA 39 5.1 La scienza per la sicurezza e la qualità alimentare 41 3 5.2 L’innovazione nella filiera alimentare 44 5.3 La tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità 48 5.4 L’educazione alimentare 50 5.5 Solidarietà e cooperazione alimentare 53 5.6 L’alimentazione per migliori stili di vita 55 5.7 L’alimentazione nelle culture e nelle etnie 57 4 INTRODUZIONE E OBIETTIVI Introduzione Confindustria crede nell’Expo 2015, quale opportunità di crescita e di sviluppo: una straordinaria vetrina per l’Italia e il Made in Italy nel mondo, un’occasione di cooperazione e di partnership per creare business, recuperare competitività in nuovi mercati e Paesi, incrementare l’occupazione, attrarre investimenti ed esportare la cultura italiana nel mondo. Le cifre parlano da sole: 21 milioni di visitatori stimati, una ventina di miliardi di investimenti diretti e indiretti, 70.000 posti di lavoro in tutti i settori che beneficeranno della manifestazione, dal turismo alle imprese dei servizi, dal commercio all’edilizia, dal manifatturiero ai beni culturali. Soprattutto nella congiuntura attuale, l’Expo assume una valenza assolutamente strategica, perché è un driver anticiclico di crescita economica e occupazionale e un formidabile acceleratore per la realizzazione di infrastrutture che il sistema produttivo chiede da anni e che sono determinanti per la competitività delle imprese. L’Expo potrà sviluppare molte delle innumerevoli attrattività del Sistema Italia. Esso fungerà anche da impulso alle nuove tecnologie ecocompatibili, che possono dare un contributo concreto alla promozione dell’innovazione e al miglioramento dei processi produttivi, incoraggiando lo sviluppo di prodotti sostenibili, ed alle tecnologie che contribuiranno a dare risposte sostenibili ai fabbisogni alimentari di una popolazione mondiale in rapida crescita attraverso l’aumento della produttività agricola e alimentare. Il compito del mondo produttivo è costruire l’Expo B2B volando alto con idee, progetti e realizzazioni che mirano, oltre che a creare, centri di attrattiva per gli operatori, a trasformarsi in un eredità permanente per il Paese. Obiettivo del documento Obiettivo del presente documento è quello di identificare i principali temi di collaborazione fra Expo 2015 S.p.A. e il sistema imprenditoriale del nostro paese al fine di assicurare: Un ritorno di immagine per il sistema produttivo italiano, attraverso la promozione, anche espositiva, delle sue eccellenze nei diversi comparti interessati da Expo 2015 5 Opportunità di business e accordi commerciali o di altra natura con i paesi partecipanti Opportunità di investimento, che aiutino Expo 2015 nel difficile obiettivo di raggiungere un equilibrio di bilancio complessivo Un contributo sostanziale al rafforzamento del comparto turistico, grazie alle proposte di pacchetti turistici legati a Expo 2015 Massima visibilità alle gare di appalto che Expo 2015 pubblicherà nei mesi a venire, sia per la parte di progettazione e costruzione delle infrastrutture, sia per quella di gestione dell’evento. Il Documento presenta le riflessioni maturate e le attività sinora svolte nei sette Gruppi di Lavoro di Confindustria. Nei capitoli successivi, presenta le tre aree di interesse già delineate dal Comitato Tecnico “Progetto Speciale Expo 2015” e si propone di dettagliarli passando in rassegna i principali “presidi organizzativi” di Expo 2015, ed elaborando suggerimenti e proposte che potranno trovare momento di valutazione e discussione in appositi incontri bilaterali fra Expo 2015 S.p.A. e Confindustria. Metodologicamente, il Documento fa riferimento al Dossier di Candidatura, per tutti quegli aspetti per cui non siano stati ancora elaborati aggiornamenti significativi da parte della Società Expo 2015. 6 ARTICOLAZIONE GRUPPI DI LAVORO DEL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015 2015 DI CONFINDUSTRIA NUTRIZIONE Coordinatore: Silvio Ferrari Consigliere incaricato Federalimentare - Amministratore Delegato Cargill INNOVAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE Coordinatore: Giorgio Squinzi Presidente Federchimica - Amministratore Unico Mapei SpA TURISMO CULTURALE, ATTRATTIVITA’ E RICETTIVITA’ Coordinatore: Renzo Iorio VP Federturismo - AD Accor Hospitality EXPO-GENERATION E NUOVE PROFESSIONALITÀ Coordinatore: Gianfranco Casati Membro di Giunta di Confindustria - Amministratore Delegato Accenture PROMOZIONE INTERNAZIONALE Coordinatore: Giuseppe Castelli Consigliere incaricato per l’Internazionalizzazione di Assolombarda - Vice Presidente Esecutivo delle Risorse Umane e Comunicazione Gruppo Perfetti Van Melle MOBILITA’ E RETI Coordinatore: Pietro Guindani Vice Presidente CSIT – Presidente Vodafone Spa Coordinatore Sottogruppo Infrastrutturali logistiche: Claudio De Albertis Presidente Assimpredil Ance – Consigliere Borio Mangiarotti COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinatore: Diana Bracco (ad interim) Presidente Progetto Speciale Expo 2015 Con supporto operativo di Maria Cristina Cedrini - Direttore Generale Fondazione Milano per Expo 2015. Segreteria tecnica: Maria Carla Moglia Confindustria - Area Politiche Industriali, Economia della Conoscenza, Europa e Internazionalizzazione 7 1. IL PROGETTO SPECIALE EXPO 2015 DI CONFINDUSTRIA Emma Marcegaglia, subito dopo l’insediamento al vertice di Confindustria, ha voluto istituire un Progetto Speciale Expo 2015 con il duplice obiettivo di far crescere sull’intero territorio nazionale il progetto Expo, e di coinvolgere tutto il Sistema Confindustria in una logica di filiera e di rete. La Presidenza del Progetto Speciale Expo 2015 di Confindustria è stata affidata a Diana Bracco, cha ha chiamato ad affiancarla un Comitato tecnico nazionale, composto da associazioni e aziende di tutte le regioni italiane e le categorie. Il Progetto coinvolge oltre 200 imprese e associazioni dimostrando affidabilità, efficienza, competenza e capacità progettuali del sistema associativo in una logica di eccellenza e di rete in sinergia con tutti gli attori coinvolti nell’Expo (Camere di Commercio, istituzioni, mondo accademico) sia sul fronte delle infrastrutture per la mobilità, turismo, trasporto e logistica, ricettività e comunicazione, sia sui temi specifici dell’Expo. Il Progetto Speciale ha individuato 7 direttrici tematiche relative ad alcuni settori di altissimo tasso di crescita nei quali valorizzare le capacità del Paese: nutrizione, innovazione e sviluppo sostenibile, turismo culturale, expo-generation e nuove professionalità, promozione internazionale, mobilità e reti, cooperazione allo sviluppo. 1.1 Nutrizione Il tema al centro dell’Expo, l’alimentazione, investe uno dei settori che, per l’Italia, costituisce uno dei “marchi di qualità” in tutto il mondo: pensiamo all’eccellenza della filiera industriale italiana in termini di qualità e sicurezza alimentare, di innovazioni nella filiera e nella ricerca in campo agro-alimentare e delle biodiversità. Il settore agro-alimentare rappresenta una vera eccellenza che primeggia soprattutto sul piano della qualità, della sicurezza alimentare, delle innovazioni nella filiera e nella ricerca, e della varietà delle produzioni tipiche e regionali, esempi moderni di tutela di produzioni e culture secolari. Un’industria che, secondo la nostra tradizione, fa del cibo made in Italy un elemento culturale, aggregante e socializzante. L’Expo 2015 rappresenta un’opportunità unica di promozione di tutto il comparto dell’Industria alimentare italiana, il cui fatturato complessivo ha raggiunto nel 2008 i 120 miliardi di €, con un’occupazione totale di quasi 400.000 8 addetti distribuiti in oltre 6.500 aziende. Nonostante le difficoltà dovute alla congiuntura internazionale, l’Industria alimentare si conferma secondo settore produttivo del Paese con un fatturato pari a 120 miliardi di euro dei quali l’export, a quota 20 miliardi di euro, rappresenta il 16,7%, con una crescita in valore di quasi il 10 % sul 2007. Tali dati diventano ancora più rilevanti se riguardano l’intera filiera dei prodotti industriali per l’agricoltura e l’industria alimentare, come i prodotti chimici. Il successo dell’Industria agroalimentare italiana si deve al binomio servizio-salute e connettività tra tutte le imprese. Binomio che costituisce uno dei punti di forza, accanto ai prodotti tradizionali vanto del nostro Made in Italy alimentare, del nostro stile gastronomico. Il sistema agroalimentare italiano è strettamente correlato con il concetto di filiera di distretto/territorio. Tutti i soggetti coinvolti nella filiera che determina la produzione di un prodotto alimentare, che va dai fornitori delle materie prime, dei fertilizzanti e agrofarmaci e degli ingredienti specialistici (gli additivi alimentari, gli aromi e gli enzimi), ai medicinali veterinari, alla distribuzione, di cui fanno parte, indirettamente, ma con altrettanta importanza, anche i consorzi di tutela, gli enti di certificazione, le università, le associazioni e i media, aggiungono valore nella costruzione dell’offerta al consumatore. Questo rappresenta l’identità e l’unicità dell’agroalimentare italiano. Ciò che contraddistingue la qualità alimentare italiana è la sapiente e accurata selezione delle materie prime e degli ingredienti specialistici, il processo di trasformazione e la lavorazione. A monte di tutto ciò vi è una produzione agricola che è tra le prime al mondo in termini di qualità e che costituisce la base di partenza del giustamente celebrato Made in Italy alimentare nel mondo. La nostra è una vera e propria cultura della trasformazione alimentare che connota il Made in Italy nella straordinaria varietà di prodotti, tradizionali ma anche “tradizionali evoluti” e innovativi. Sicurezza e qualità rappresentano al meglio le eccellenze nel settore dell’alimentazione italiana: La sicurezza è un vero e proprio “pre-requisito” alla base di ogni scelta e strategia dell’Industria alimentare italiana che impegna in attività di analisi e di controllo circa 60.000 addetti, il 15 % del totale, con un investimento di oltre 2 miliardi di euro l’anno. Ogni giorno 2 milioni e 770 mila analisi e controlli giornalieri vengono effettuati dalle circa 6.500 aziende alimentari italiane: una media di oltre 400 analisi giornaliere ad azienda. La normativa 9 italiana è poi tra le più esigenti e avanzate in particolare per quanto riguarda l’utilizzo di ingredienti specialistici. La qualità è la caratterizzazione determinante per il successo di un prodotto: l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto, che si riferiscono alla sua capacità di soddisfare bisogni espliciti o impliciti”. Il “modello alimentare italiano” rappresenta di per sé un’eccellenza per le diversità anche biologiche che lo compongono, le varietà nutrizionali ed organolettiche, le tradizioni gastronomiche, l’equilibrio fra nutrienti e rapporto sano con lo stile di vita, nonché l’utilizzo razionale delle risorse naturali e del risparmio energetico. L’Industria alimentare italiana è consapevole di ricoprire un ruolo da protagonista nella soluzione del problema ed è fortemente determinata ad offrire il suo contributo per promuovere tra i cittadini un’alimentazione equilibrata e un’adeguata attività motoria quali componenti essenziali di uno stile di vita corretto. Sul tema della salute e degli stili di vita, l’Industria alimentare italiana sta facendo da tempo la sua parte, sia collaborando con le Istituzioni e le organizzazioni non governative attive su questi temi, sia assumendo volontariamente impegni concreti e stringenti riguardo al miglioramento dei prodotti alimentari, all’informazione nutrizionale in etichetta, alla diffusione e applicazione dei codici di autoregolamentazione. La qualità dei nostri alimenti è anche legata all’ambiente in cui le materie prime agricole vengono prodotte e al contributo personalizzato dei produttori italiani di ingredienti specialistici. Valorizzazione del territorio e tutela dell’ambiente sono nel nostro DNA. Agricoltura sostenibile, certificazioni ambientali, prevenzione, recupero e riciclo degli imballaggi sono i tre assi della nostra strategia ambientale. Le aziende del settore alimentare sono particolarmente attente ai temi della ricerca e innovazione, e negli anni hanno avviato un dialogo costruttivo con il mondo della ricerca, l’Università e le istituzioni competenti, che si è concretizzato nello sviluppo e nel potenziamento della Piattaforma tecnologica nazionale “Italian Food for Life” e “Plants for the Future”, importanti strumenti di programmazione economica della ricerca nel settore alimentare, per coordinare progetti di ricerca nazionali e europei. A livello Europeo il settore aderisce alla Piattaforma Tecnologica “food for life”– una struttura condivisa dai principali stakeholder della filiera agro-alimentare (dall’industria all’agricoltura, dalla distribuzione ai consumatori), del mondo della ricerca, delle Istituzioni nazionali e della Comunità europea. La piattaforma è nata con l’obiettivo di restituire competitività alle imprese alimentari europee attraverso l’individuazione delle priorità strategiche per il settore fino al 2020 negli ambiti della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento 10 tecnologico alle 270.000 imprese alimentari dell’UE. 1.2 Innovazione e sviluppo sostenibile L’innovazione è un fattore strategico per il rilancio dell’industria e dell’intera economia italiana e le nuove leve di sviluppo del nostro futuro sono legate alle tecnologie ecocompatibili, che sono determinanti per sviluppare nuovi metodi di produzione e prodotti più ecologici. È proprio sul fronte delle tecnologie più pulite che le imprese italiane possono trovare delle opportunità ed individuare buone occasioni di investimento in nuove soluzioni tecnologiche. Esse possono effettivamente contribuire a garantire un livello di protezione ambientale e, al contempo, dare impulso alla competitività delle imprese attraverso la riduzione dei costi (grazie ad esempio ad un minor consumo di energie e di risorse), l’apertura di nuovi mercati e la creazione di nuovi posti di lavoro altamente specializzati. La stessa Unione europea ha riconosciuto l’estrema importanza delle tecnologie ambientali e la necessità di dare maggiore enfasi a programmi di ricerca e sviluppo in campo sostenibile: è in quest’ottica che uno degli obiettivi principali del VII Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico per il periodo 2007-2013, è quello di contribuire allo sviluppo sostenibile. I cambiamenti e gli ammodernamenti dei cicli produttivi, l’introduzione di nuove tecnologie di processo, di abbattimento e di depurazione, l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT) promossa da strumenti normativi e volontari, costituiscono aspetti fondamentali per il miglioramento dell’efficienza della produzione e, di conseguenza, della protezione ambientale. Il mondo industriale è consapevole del ruolo fondamentale che può svolgere per elaborare soluzioni innovative e tecnologiche, intese a ridurre le emissioni ed incrementare la propria efficienza energetica. In particolare, per il nostro Paese, l’efficienza energetica è uno strumento centrale per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, già nel breve e medio periodo, sia attraverso cambiamenti delle abitudini di tutti, sia attraverso le tecnologie efficienti in termini di costi e benefici, molte delle quali sono già largamente disponibili o in fase di realizzazione. L’Italia è uno dei grandi Paesi occidentali ove si consuma meno energia e si emette meno anidride carbonica per unità di prodotto, ma molto ancora può essere fatto, nel campo delle attività industriali, della gestione del patrimonio edilizio, della generazione integrata di elettricità e calore. 11 La spinta all’innovazione e al risparmio energetico deve essere un elemento centrale della politica di impresa e della politica industriale, ai fini della crescita economica e della creazione di posti di lavoro legati allo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti eco-efficienti. Tuttavia, ulteriori progressi non vanno ricercati unicamente nel comparto industriale: tutti i settori ove vi sia un potenziale ancora non sfruttato di riduzione dei consumi energetici devono essere coinvolti in maniera coerente nelle strategie elaborate a livello internazionale, comunitario e nazionale. Se, infatti, non si sviluppa una forte coscienza del risparmio energetico in tutta la società, queste strategie avrebbero effetti decisamente limitati. Servono interventi sistematici e ben studiati, che agiscano sia nella fase di costruzione sia, soprattutto, in quella di gestione, in modo da incrementare l’efficienza energetica degli edifici attraverso un maggiore uso di tecnologie e materiali a basso consumo ed emissioni che, peraltro, sono in gran parte già disponibili ma non ancora sufficientemente diffusi. Le imprese italiane si prefiggono di utilizzare l’Expo come motore di progresso per valorizzare gli strumenti che la tecnologia, l’industria e l’agricoltura mettono a disposizione, di evidenziare i contributi significativi allo sviluppo sostenibile originati dall’innovazione e dalla ricerca realizzati dalle imprese. 1.3 Turismo culturale, attrattività e ricettività L’Italia è la prima destinazione turistica nei desideri dei viaggiatori internazionali, per ricchezza di patrimonio e varietà di suggestioni artistiche, culturali, paesaggistiche, eno-gastronomiche. Luogo di bellezza ed esperienza, di fascino. Ma secondo la World Tourism Organisation è solo la quinta meta turistica nel mondo in termini di arrivi internazionali. Ebbene, dobbiamo instaurare un concorso positivo di eventi affinché, avvicinandosi ad Expo 2015, l’Italia diventi progressivamente la meta turistica per eccellenza del turismo internazionale in maniera stabile e duratura. L’Expo 2015 di Milano è una grande manifestazione internazionale per la quale si prevede un flusso turistico di circa 21 milioni di visitatori. Esso rappresenta quindi una occasione unica in termini di visibilità internazionale, attrazione di investimenti e realizzazione di infrastrutture per un duraturo salto di qualità della competitività internazionale della “destinazione Italia”, non solo limitata alla prospettiva di Milano e dell’evento. 12 Occorre quindi fare in modo che Expo funga da stimolo e impegno a una cooperazione reale tra operatori, territorio e tutti i soggetti che oggi a vario titolo intervengono nella “governance” del settore, agendo da naturale acceleratore anche per il superamento di vincoli burocratici, a fronte dei tempi di realizzazione delle iniziative e dei progetti dettati dalla scadenza dell’evento. Il turismo – già oggi grande contributore (12%) del PIL nazionale – può in prospettiva rappresentare un settore di vertice assoluto per la creazione di lavoro e di ricchezza nel nostro paese, con spazi di crescita di fatto preclusi a molti altri settori maturi. Il settore sta attraversando rapidi e profondi mutamenti, in particolare in termini di distribuzione, motivazioni, bisogni e modalità di scelta da parte del cliente finale: tutto ciò richiede formule, piattaforme e reti nuove, sempre più interrelate. Con l’occasione di Expo 2015, si potrà condurre il sistema turistico italiano a colmare o almeno limitare gli attuali deficit competitivi e poter contare – anche post evento - su infrastrutture, progettualità e governance in grado di mantenere la riconquistata leadership, come negli anni ‘60 e ‘70. Progettare e investire per il turismo inoltre – con una visione di insieme mirata sulla qualità, l’attrattività e la sostenibilità di una destinazione - coincide totalmente con il miglioramento della qualità della vita dei cittadini residenti. Ci dovremo avvalere del Turismo, con la sua trasversalità e il diretto contatto con il cliente internazionale e domestico, come di una delle più importanti “vetrine” e “volani di promozione e diffusione” dello stile di vita, della cultura e della produzione italiana di beni e servizi, contribuendo così in modo consistente all’immagine del sistema-paese. In altre parole, realizzare un Expo multipolare, mettendo in rete tutte le eccellenze che concorrono a formare l’attrattività italiana: le mete del turismo culturale, dell’enogastronomia, della moda e del design. Nell'ambito dell'enogastronomia l'agricoltura può giocare un ruolo chiave, presentandosi come un'eccellenza italiana in grado di fare da volano per altri importanti settori come il turismo enogastronomico, culturale, ambientale e la valorizzazione dei territori in generale. Il sistema turistico alimenta e viene alimentato dagli altri sistemi del Paese. Fondamentali saranno quindi le infrastrutture di collegamento, indispensabili per sostenere il flusso dei visitatori e rendere fruibili le innumerevoli offerte disponibili su tutto il territorio. Altrettanto fondamentali saranno evidentemente temi quali la sicurezza e la qualità e fruibilità dei presidi, a cominciare da quelli sanitari. Sarà cruciale in termini di focus, acquisizione di esperienza e modalità di approccio, il percorso che condurrà a EXPO 2015 attraverso Shanghai 2010 e le 13 celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia (potenziale test-event), capitalizzando tutta la competenza acquisita con Torino Olimpica. Altrettanto cruciale sarà il mantenere un approccio unitario a livello paese/ evento, evitando dispersione di risorse e localismi antagonisti. 1.4 Expo-generation e nuove professionalità L’Expo è un obiettivo strategico di riferimento il cui orizzonte temporale va ben oltre il 2015, e che può generare un lascito di valori soprattutto per i più giovani: i giovani della generazione 2015 sono i veri protagonisti dell’Expo, per lasciare loro un’eredità fatta di cultura, di apertura, di innovazione, di valore del lavoro e della solidarietà. L’Expo è anche un’occasione per riflettere sulle competenze dei giovani e sulla necessità che l'istruzione nel nostro Paese valorizzi la cultura tecnica e scientifica e contribuisca attivamente allo sviluppo di comportamenti orientati alla sostenibilità e al corretto utilizzo delle risorse. Le imprese italiane si impegneranno nello sviluppo di programmi di formazione che permetteranno alla Expo-Generation di imparare facendo e contribuire alla diffusione del made in Italy. L’obiettivo è quello di avviare un sistema di percorsi formativi indirizzati ai giovani che, da oggi al 2015, consentano di costruire i manager di domani dotati della capacità di visione, delle competenze e delle conoscenze necessarie alle imprese per distinguersi nel contesto nazionale e internazionale. Una serie di progetti educativi focalizzati saranno parte integrante di questo rinnovato sistema formativo e con essi si indirizzerà la formazione di coloro che nel 2015 potranno partecipare ad Expo 2015. Come Expo-generation si lavorerà inoltre per orientare e rafforzare nei giovani la cultura di sostenibilità dello sviluppo, in particolare agro-alimentare, volto alla corretta alimentazione e all’interesse verso le energie rinnovabili. Innanzitutto combattendo gli stereotipi che allontano i giovani da un approccio corretto all’alimentazione e ai prodotti alimentari industriali. Inoltre Expo-generation potrà essere l'occasione per far entrare i giovani in un mondo, quello dell'agroalimentare, che è fatto anche di forti competenze scientifiche e investimenti in ricerca e sviluppo. La ricerca in agricoltura può essere, e in parte lo è già, un luogo privilegiato di conoscenze in grado di contenere la fuga dei cervelli, un fenomeno drammaticamente dannoso per tutto il sistema Paese. Il target potenziale è tutta la popolazione giovanile, principalmente la fascia d’età attuale di 15-20 anni, che starà per entrare o sarà appena entrata nel mondo del lavoro nel 2015 e che sarà composta da potenziali visitatori dell’Expo, volontari per 14 l’Expo e consumatori, con capacità di spesa crescente e potere di influenzare l’utilizzo efficiente delle risorse. Gli strumenti da utilizzare nel progetto sono costituiti da canali tradizionali e istituzionali, quali scuola e new media, Tv digitale e interattiva, ma è nostro intento, da qui al 2015, rivedere dinamicamente il contesto, aggiornandolo con l’utilizzo dei canali via via emergenti. Ciò al duplice scopo di migliorare l’efficacia innovativa e di avviare un metodo di continuo miglioramento di canali di fruizione, da utilizzare in via permanente e consolidata anche dopo il 2015. I programmi descritti e rivolti ad Expo generation non si vogliono limitare alla educazione dei talenti italiani, ma si estendono alla Expo generation internazionale, con particolare riferimento ai PVS, che attraverso questi programmi percepiranno l’Italia come punto di riferimento normativo, culturale e professionale. Ciò si tradurrà certamente in una propensione di questi futuri manager a lavorare con le imprese italiane come clienti e come collaboratori/dipendenti. Sul piano delle nuove professionalità, invece, l’obiettivo è quello di orientare la formazione dei giovani verso competenze e professionalità specialistiche nei settori agro-alimentare e delle energie rinnovabili; contribuire a fare sistema tra i centri di eccellenza in Italia – università, centri di ricerca, aziende, distretti riconosciuti internazionalmente. Il target individuato è composto da studenti universitari e studenti di master, italiani e stranieri. Gli strumenti individuati sono la creazione e ri-definizione di cattedre e corsi universitari specialistici (Turismo, Agro-alimentare, Energie rinnovabili e Architettura sostenibile), la creazione di borse di studio finanziate dal sistema delle imprese e in buona parte destinate a studenti stranieri, da accogliere e seguire in quanto futuri clienti delle imprese italiane ospitanti, nonché interventi su programmi già in essere, quali Erasmus e Crediti Formativi. Così facendo, si potrà posizionare l’Italia come centro di attrazione e di crescita di talenti a supporto della eccellenza produttiva italiana, avviando un collegamento forte tra imprese italiane e mercati e clienti stranieri, in uno scambio reciproco di competenze e conoscenze. Confindustria può svolgere un ruolo fondamentale per fare sistema tra le eccellenze nel campo industriale e quello universitario su tutto il territorio nazionale. Il coinvolgimento di tutti è necessario alla buona riuscita dell’Expo che è stato assegnato a Milano, ma è rappresenta un’opportunità per l’intero Paese. Per quanto riguarda infine le generazioni più giovani (appartenenti alla scuola primaria e secondaria di primo grado) sono allo studio sinergie con il gruppo di lavoro Nutrizione per il progetto pilota sull’”Educazione alimentare” lanciato dal MIUR quest’anno e destinato ad entrare a regime dall’anno scolastico 2010/11. 15 Si tratta di uno strumento di educazione e informazione per i ragazzi da condividere con le famiglie, docenti e territorio, sotto la guida di un Comitato “Scuola e cibo”, che potrà essere un’ulteriore occasione di valorizzazione dello stile alimentare italiano e delle eccellenze proposte a livello di filiera agro-alimentare. 1.5 Promozione Internazionale La manifestazione dell’Expo 2015 di Milano rappresenta una grande occasione per creare cooperazione, partnership, business, per far conoscere in tutto il mondo il Made in Italy, la cultura e le eccellenze del nostro Paese, una vetrina internazionale in cui le imprese italiane possono concorrere e mostrare le proprie competenze, peculiarità e capacità. L’Expo rappresenta anche una buona opportunità per creare un market place che permetta di avere maggiore visibilità alle imprese italiane che operano in nuovi mercati, consolidando le filiere produttive italiane all’estero e attraendo le aziende degli altri paesi. Si dovranno cogliere tutti gli eventi di natura internazionale, quali Esposizioni Universali, missioni internazionali, appuntamenti fieristici che vedano protagonista il Sistema Paese, avviando un focus specifico sull’Expo Shanghai 2010, driver per l’Expo 2015, coinvolgendo il sistema associativo al fine di massimizzare le opportunità per le imprese. Le nostre aziende concorreranno alla promozione dell’Expo 2015 attraverso missioni ed incontri bilaterali in Italia e all’estero con operatori stranieri, consolidando la filiera del Sistema-Paese. L’obiettivo è quello di cogliere l’opportunità rappresentata dall’esposizione per mettere in luce le numerose eccellenze del nostro Paese, declinandole su tutti i livelli possibili, per amplificare la portata dell’evento e fare in modo che esso dispieghi appieno le opportunità di crescita e di sviluppo per le nostre imprese in termini di cooperazione, partnership e creazione di business, di cui è moltiplicatore. Attraverso le relazioni bilaterali, economiche, scientifiche e culturali con i Paesi che parteciperanno all’Expo e non solo. Si inizierà lavorando con gli operatori stranieri, creando un market-place per far conoscere le eccellenze delle aziende italiane all’estero, per sfruttare la vetrina mediatica dell’Expo come fattore di promozione che ci farà raggiungere nuovi Paesi e nuovi mercati. La promozione internazionale sarà fondamentale anche per far sì che le imprese degli altri Paesi si impegnino a stimolare i rispettivi governi ad aderire ed investire nella partecipazione all’Expo 2015. 16 1.6 Mobilità e reti L’Expo 2015 di Milano rappresenta una grande opportunità affinché le imprese si impegnino a sviluppare le potenzialità dell’evento in termini di infrastrutture materiali per la mobilità, il trasporto, la logistica (autostrade, metropolitane, ferrovie) e immateriali (connessioni digitali, information technology) attraverso l’attivazione delle competenze del sistema delle imprese che si traducano effettivamente in volano di crescita e competitività per il Paese e in un’occasione di indotto in termini occupazionali, economici, finanziari. Il budget di candidatura di Expo 2015 prevede costi complessivi pari a 4.120 milioni di €, di cui 3.228 milioni per infrastrutture e 892 milioni per la gestione e organizzazione dell’evento. A questo si aggiunge un importante capitolo infrastrutturale legato ad opere connesse già incluse nel Dossier di candidatura, il cui costo complessivo è pari a circa 11 miliardi di €, fra le quali ad esempio le linee metropolitane M4 e M5, l’estensione della M1 fino a Monza Bettola, la Pedemontana, la Bre-Be-Mi, la Tangenziale esterna di Milano, il triplicamento della Rho-Gallarate, l’estensione del collegamento FNM fino a Malpensa 2. Un terzo elenco comprende le opere necessarie, ma non inserite nel Dossier di candidatura, per un investimento complessivo di circa 9 miliardi di €, fra le quali il primo lotto della linea AV/AC per Verona, l’estensione della M3 fino a Paullo e della M2 fino a Vimercate, e altre opere stradali e ferroviarie. Infine, occorrerà tener conto anche delle necessità in termini di logistica e trasporto dei Paesi partecipanti, e degli altri espositori di diversa natura. Sia in fase di costruzione, sia per il successivo allestimento, le necessità di movimentazione merci verso il “cantiere Expo” saranno particolarmente elevate, con riferimento a tipologie di merci quali semilavorati, materiali di costruzione (addirittura da Paesi terzi, se non reperibili sul posto), materiali di allestimento. A queste si aggiungano le necessità di approvvigionamento legate a forniture di beni di consumo destinate ai visitatori (cibi, bevande, prodotti di merchandising ecc.) e alla realizzazione di spettacoli o manifestazioni di varia natura. Il coinvolgimento di strutture logistiche disposte perifericamente rispetto a Milano (porti, interporti, aree di stoccaggio e movimentazione merci, piattaforme logistiche, centri fieristici minori, parcheggi) saranno indispensabili per la riuscita della manifestazione e offriranno importanti opportunità per il comparto logistico. L’Expo deve essere percepito tuttavia non solo come un progetto edilizio, ma anche come un grande investimento infrastrutturale, soprattutto immateriale, per recuperare il gap competitivo del nostro Paese lavorando in sinergia con tutti gli attori coinvolti dall’Expo nel settore della mobilità e delle reti. 17 Raggiungere questo obiettivo significa fare leva su tre concetti di base: • • • Competenze: coinvolgere il sistema delle imprese affinché queste mettano le loro capacità progettuali ed esecutive a disposizione del sistema Expo; Sviluppo: individuare le opportunità per creare valore per tutti gli attori coinvolti tramite la collaborazione fra le imprese e il sistema Expo; Comunicazione: diffondere la consapevolezza del potenziale di Expo in tutti i segmenti dell’attività economica, attraverso l’attivazione di un programma di comunicazione. In questa prospettiva Expo rappresenta un’opportunità unica nello scenario nazionale, l’opportunità di sperimentare, su larga scala, che cosa significa la “società dell’informazione”. Le imprese che si occupano di reti immateriali, ovvero tutte le imprese del settore telecomunicazioni ed informatica, avranno l’opportunità di mettere in campo soluzioni digitali a banda larga che sono auspicate con urgenza in tutto il Paese. Esiste una straordinaria opportunità di collaborazione tra tre entità, ovvero la società Expo, il comparto delle imprese del settore ICT e tutte le imprese che operano sul territorio; dalla collaborazione tra queste tre entità scaturirà l’insieme dei servizi che consentiranno di massimizzare il numero di visitatori all’esposizione universale e di arricchire tale esperienza di visita con l’offerta di ampi contenuti turistici, culturali e di intrattenimento. A questo proposito, sarà particolarmente importante l’introduzione di servizi tecnologicamente avanzati ai visitatori, che tramite l’integrazione delle reti logistiche e digitali servirà per promuovere ed agevolare la fruizione del nostro patrimonio artistico e culturale, con positive ricadute sulla competitività complessiva del sistema Expo, dai trasporti, alla sicurezza, dai servizi informativi, fino alla partecipazione attiva dei cittadini all’evento. Quando saranno realizzate, le reti di telecomunicazioni e le soluzioni informatiche adottate al servizio dell’evento Expo, potranno costituire un’importante eredità per il territorio, successivamente alla manifestazione. Nella realizzazione sia delle infrastrutture materiali che di quelle digitali, gioverà fare riferimento all’esperienza dei Giochi Olimpici di Torino 2006 ha dimostrato come sia possibile coniugare procedure trasparenti di selezione dei fornitori da parte del Comitato Organizzatore con opportuni meccanismi informativi atti a favorire la partecipazione delle aziende del territorio, al fine di massimizzare le ricadute economiche e produttive per le aziende italiane. 1.7 Cooperazione allo sviluppo L’Esposizione rappresenta uno strumento straordinario per diffondere conoscenze legate alla nutrizione, sicurezza alimentare, alla sostenibilità, all’energia e alla 18 salute in tutto il mondo, attraverso progetti di formazione e cooperazione alimentare e sociale. Il tema della cooperazione allo sviluppo individua nelle aziende private dei partner determinanti per i processi di costruzione delle capacità e di creazione di nuove opportunità occupazionali per i paesi in via di sviluppo. Le iniziative devono essere in grado di creare nei PVS sviluppo economico attraverso la costituzione di nuove imprese efficienti ed in linea con il mercato interno ed internazionale. Per raggiungere questo fine si sottolinea la necessità di valorizzare il Sistema Italia in tutte le sue componenti: politiche, diplomatiche, culturali, civili, scientifiche, ma soprattutto tecniche ed imprenditoriali capaci di creare sviluppo economico. Le imprese italiane lavorano per sviluppare progetti e avviare partnership per condividere e trasferire il proprio know-how, assistenza tecnica, le loro abilità nel formare e nell’educare il capitale umano, la loro conoscenze e creatività, le loro abilità di ricerca e innovazione. Per avviare programmi di capacity building sfruttando la capacità di interpretare i fabbisogni locali e personalizzare le tecnologie adattandole ai diversi contesti socio-economici. In particolare sui temi della nutrizione, energia, sviluppo sostenibile, acqua e salute, mantenendo un dialogo aperto con il Governo, le amministrazioni locali e con il terzo settore (ad esempio ONG, associazioni di volontariato, cooperative sociali e Fondazioni) sulle tematiche di cooperazione legati ai temi dell’EXPO. A questo riguardo tutti gli attori della filiera agroalimentare possono fare molto, mettendo le loro competenze a disposizione di progetti concreti volti a soddisfare la drammatica domanda di cibo nei Paesi in via di sviluppo. In questo ambito agrofarmaci e fertilizzanti, che svolgono un ruolo chiave nell'aiutare a garantire raccolti in quantità e qualità sufficienti, possono essere al centro di questi progetti e programmi di collaborazione, come più volte sollecitato dalla stessa Fao. Tutto ciò senza dimenticare che proprio i Paesi in via di sviluppo hanno svolto un ruolo determinante nella vittoria della candidatura di Milano come sede di Expo 2015. Lo sviluppo sostenibile, che riguarderà soprattutto i Paesi del Sud del mondo, non può prescindere da un programma di applicazione di tecnologie ad alta efficienza energetica. È dunque necessario trasferire a questi paesi il know-how tecnologico che consenta la creazione di un sistema di produzione efficiente ed a base emissioni di gas clima-alteranti. Nelle prossime trattative internazionali si dovranno individuare possibili campi di intervento su cui avviare un confronto con tutti gli altri Paesi, anche quelli meno sviluppati, in modo da concordare percorsi condivisi che possano favorire il trasferimento di tecnologie ambientali. 19 L’Unione Europea dovrebbe promuovere maggiormente i cosiddetti progetti di CDM (Clean Development Mechanism) e JI (Joint Implementation) e contribuire a migliorarne e a facilitarne il funzionamento. In questo scenario di integrazione energetica e sviluppo sostenibile l’Italia può svolgere un ruolo strategico sfruttando la propria posizione di hub naturale per le interconnessioni con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. A questo proposito, l’Italia dovrebbe puntare su alcuni “Progetti bandiera” da rappresentare in sede di Expo 2015, il cui impatto sia particolarmente significativo in termini di rilevanza sullo scenario internazionale, di replicabilità in altri contesti, e di contributo al miglioramento delle condizioni ambientali, economiche e sociali dei territori interessati. 20 2. 2.1 SUPPORTARE L’EVENTO NEL PERCORSO QUINQUENNALE DI REALIZZAZIONE E DURANTE I SEI MESI PREVISTI Comunicare, promuovere, anticipare… Creare attrattività valorizzando il territorio per il visitatore e per il residente. Le stime prevedono che i visitatori all’Expo saranno circa 21 milioni (per complessivi 29 milioni di ingressi), di cui 7,3 provenienti dal nord Italia (Area 1) che non avranno necessità di alloggio. I visitatori che dovranno pernottare saranno quelli provenienti dall’Area 2 e 3 (Centro/Sud Italia e estero), il cui numero è stato stimato in circa 13,7 milioni. Considerando una permanenza media di 2,5 giorni, i 13,7 milioni di partecipanti genereranno una domanda ricettiva pari a circa 34 milioni di presenze, pari a una media di circa 185.000 posti letto/giorno. Milano con la sua ricca offerta turistica e culturale già rappresenta una destinazione di sicuro interesse per numerosi visitatori potenziali. E’ da notare infatti che, secondo la stima dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), la Lombardia occupa il primo posto in Italia per il numero di presenze turistiche per soggiorni brevi di leisure (< di 3 giorni). E’ del tutto evidente, tuttavia, che Milano da sola non potrà ospitare l’intero flusso dei visitatori, ma avrà bisogno di fare sinergia con i territori limitrofi, utilizzando appieno l’appeal di un bacino territoriale (situato a < di 3 ore di percorrenza da Milano) che normalmente attira ogni anno circa 40 milioni di arrivi nei sei mesi di apertura dell’Expo (maggio-ottobre). Il piano della ricettività dovrà quindi porsi come obiettivi: 1. Comunicare, promuovere, anticipare con strategie e azioni mirate per mercato e per segmento: a. per convogliare verso Expo 2015 i flussi turistici già presenti in via ordinaria sui territori limitrofi, durante i sei mesi di svolgimento della manifestazione. Le amministrazioni regionali e locali dovranno lavorare in stretto contatto con la Società Expo Milano 2015, con tutti gli operatori della filiera per abbinare una visita all’Expo con un soggiorno di altro tipo (laghi, benessere, natura, arte, eno-gastronomia, sport, spettacolo ecc.). In questo modo, si possono catturare segmenti di turisti non primariamente interessati a una visita all’Expo, ma disponibili ad una visita in quanto già presenti sul territorio per altre motivazioni leisure o business; b. per alimentare prima e dopo l’evento flussi altrimenti non intercettabili, a cominciare dal segmento congressuale, facendo leva sui temi di EXPO 2015 e sulla sua visibilità e attrattività internazionale. 21 2. Fare delle individualità un sistema multipolare: infrastrutture, piattaforme, reti, formazione. Si dovrà lavorare sulle infrastrutture e connessioni di trasporto all’Expo, sulle piattaforme e le reti, sulla formazione in un’ottica multipolare, mettendo in valore, comunicando e rendendo accessibili le specificità locali ( sia fisiche che immateriali ) al fine di arricchire l’attrattività evento EXPO, decongestionare il territorio specifico durante evento e generare un “avviamento” duraturo e diffuso alla “destinazione Italia”. Si dovrà quindi mettere a disposizione la ricettività alberghiera ed extra alberghiera disponibile nei territori e nelle Regioni limitrofe per alleggerire la presenza di turisti nell’area urbana e peri-urbana milanese, favorendo una dislocazione più omogenea sul territorio circostante, con un occhio particolare all’ospitalità giovanile. Alla luce delle attuali capacità ricettive, e del tasso di occupazione media registrabile nei sei mesi di apertura, in tutti questi territori esiste una capacità sotto-utilizzata di posti letto. Questo importante bacino ricettivo può essere oggetto di prodotti turistici ad hoc. 3. Valorizzare il territorio per il turista e per il residente: dare valore, consistenza e accessibilità al patrimonio culturale e di esperienza Contribuire così all’organizzazione di eventi di accompagnamento dell’Expo, che si inseriscano nel palinsesto di 7.000 eventi in sei mesi, destinati a integrare l’offerta culturale, artistica, musicale, sportiva e di intrattenimento. Tutte le province limitrofe sono sede di manifestazioni ricorrenti che hanno ormai acquisito prestigio e visibilità internazionale. Confindustria si rende disponibile a partecipare a un Tavolo di coordinamento che stabilisca linee guida e palinsesto di eventi in grado di creare valore sui territori. La collaborazione con tutta la filiera dell’industria turistica è fondamentale per supportare l’EXPO nello sviluppo e nella commercializzazione di pacchetti turistici integrati, con la possibilità di creare pacchetti “tailor-made” sul cliente: • Expo-arte • Expo-musica • Expo-relax • Expo-sport • Expo-shopping • Expo-mountain • Expo-laghi” 4. Turismo come integratore e comunicatore delle eccellenze del “made in Italy” L’obiettivo è quello di mettere in rete tutte le eccellenze che concorrono a formare l’attrattività italiana: le mete del turismo culturale, dell’enogastronomia, della moda e del design. 22 LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 2.1.1 Lavorare congiuntamente alle infrastrutture e connessioni di trasporto all’Expo, decisive per attrarre flussi incoming, (e insieme ai grandi operatori quali vettori aerei, operatori ferroviari, gestori di autolinee) in modo da garantire trasferimenti rapidi e diretti dalle diverse località di provenienza. 2.1.2 Comunicare, promuovere, anticipare con strategie e azioni: - mirate per segmenti (congressuale, business, leisure) - mirate per mercati di emissione - coordinate e unitarie a livello paese/evento - dotate di pacchetti/prodotti modulari da abbinare all’evento 2.1.3 Definire il tema forte dell’evento, articolando e sostanziando il concept espositivo, allargando la cornice alle eccellenze imprenditoriali capaci di lasciare sul territorio un’eredità anche nel post evento. 2.1.4 Lavorare congiuntamente a una revisione accurata delle stime dei visitatori, partendo dal lavoro svolto dall’Università Bocconi in sede di candidatura 2.1.5 Avviare una collaborazione fra Expo 2015, amministrazioni locali ed i rappresentanti di tutta la filiera dell’industria turistica per definire una serie di proposte, da commercializzare già prima del 2015, in modo da creare subito indotto sui territori e testare l’appeal del prodotto. 2.1.6 Avviare un Tavolo di coordinamento con la Conferenza StatoRegioni per creare una sede permanente di confronto che veda la partecipazione di tutti gli attori coinvolti per realizzare una pianificazione sinergica. 2.1.7 Creare un tavolo per la valorizzazione di eventi collaterali, da inserire nel palinsesto ufficiale dell' Expo. 2.1.8 Creare un tavolo di lavoro finalizzato a elaborare proposte per il monitoraggio e il contenimento delle tariffe applicate. 23 2.2 Sviluppo dei piani strategici e operativi per i servizi complementari dell’Expo Come si evince dal Dossier di candidatura, la stima dei costi operativi e gestionali ammonta a 892 milioni di €. Sempre secondo il Dossier, le stime dei costi relativi a servizi di supporto per il funzionamento della macchina organizzativa ammontano a quasi 500 milioni di €, comprendendo, fra le altre, le seguenti voci: Facility management Utilities Servizi ambientali Servizi generali Servizi alla stampa Sicurezza Servizi medici Trasporti Tecnologie operative Eventi culturali Gestione biglietteria Allestimenti e decorazioni Piattaforma diffusione informazioni Nei prossimi mesi, l’Expo dovrà avviare la fase di pianificazione strategica e operativa dei suddetti servizi, individuando tecnologie, livelli di servizio e modalità di erogazione. Già per la fase di pianificazione e per le conseguenti ricerche preliminari di mercato propedeutiche alla pubblicazione delle gare di appalto, può essere utile alla Società Expo 2015 di disporre di un valido supporto di informazione e ricognizione del mercato al fine di rilevare: Materiali, tecnologie e servizi disponibili anche in vista della predisposizione di un Catalogo per creare uno strumento che definisca, codifichi e descriva, in maniera univoca, i materiali e i beni necessari per la realizzazione dell’Expo Esplorazione e analisi, per categorie generiche di acquisto, dei settori merceologici di interesse, al fine di definire i principali fornitori e acquisire dati/parametri relative alle loro performance, così come ogni elemento utile per una loro classificazione e successivo inserimento nell’elenco fornitori Sviluppo di metodologie di certificazione e gestione dell’elenco fornitori Sviluppo, in coordinamento con gli Affari Legali, e applicazione di format contrattuali per regolare il rapporto con i fornitori Livelli medi dei prezzi praticati Modalità e tempi di fornitura 24 LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 2.2.1 Fornire assistenza a Expo 2015 nello sviluppo dei piani strategici e operativi di funzione, laddove sia richiesta una conoscenza approfondita del mercato e dei potenziali fornitori 2.2.2 Supportare nella definizione del piano dei fabbisogni: Fabbisogni strategici Fabbisogni generici: beni e servizi di utilizzo comune e facilmente disponibili attraverso normali canali di approvvigionamento commodities- beni di consumo) Fabbisogni tecnici: beni altamente specialistici, con un impatto significativo sul livello di servizio e risultato della funzione richiedente Beni tecnici “vincolati”: beni e servizi soggetti a specifiche omologazioni e regolamentazioni che possono derivare da contratti esistenti o da richieste specifiche dei paesi partecipanti 2.2.3 Fornire assistenza nella definizione del quadro amministrativo e procedurale 25 3. 3.1 PROGETTARE E COSTRUIRE LE INFRASTRUTTURE NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI Partecipare attivamente come fornitori agli affidamenti di contratti per lavori, servizi e forniture Il budget di candidatura di Expo 2015 prevede costi complessivi pari a 4.120 milioni di €, di cui 3.228 milioni per infrastrutture e 892 milioni per la gestione e organizzazione dell’evento. L’esperienza dei Giochi Olimpici di Torino 2006 ha dimostrato come sia possibile coniugare procedure trasparenti di selezione dei fornitori da parte del Comitato Organizzatore con opportuni meccanismi informativi atti a favorire la partecipazione delle aziende del territorio, al fine di massimizzare le ricadute economiche e produttive per tutte le imprese italiane. La Camera di commercio di Torino, grazie ad accordi con le due principali agenzie appaltanti per le Olimpiadi di Torino 2006, Agenzia Torino 2006 e il TOROC, ha offerto alle imprese piemontesi un servizio di informazione gratuito per la partecipazione alle gare di appalto legate ai giochi olimpici invernali del 2006. Il Servizio Alert era un servizio di aggiornamento informativo via e-mail sulle gare di appalto e sulle opportunità di affari con gli enti appaltanti delle Olimpiadi. A questo si affiancava un servizio (chiamato Vetrina) volto a promuovere la costituzione di ATI fra imprese medio-piccole per facilitare la partecipazione alle gare indette. Tenuto conto della portata internazionale dell’Expo 2015, l’intero comparto produttivo nazionale sarà interessato a ricevere un supporto informativo per sviluppare propri piani di azione in vista della partecipazione ai bandi di gara. 26 LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 3.1.1 Avviare una collaborazione fra Expo 2015, CCIAA di Milano e Associazioni territoriali e di categoria per costruire un sistema informativo rivolto alle aziende sui contratti in affidamento (avviso di prossima pubblicazione della gara, indicazione dell’aggiudicatario per eventuali sub-forniture, aggiudicatario definitivo, ecc.). 3.1.2 Stabilire un calendario di incontri periodici fra Expo 2015, CCIAA e Associazioni territoriali e di categoria finalizzato a: Aggiornamento sui dati relativi alle stime dei fabbisogni della Società di Gestione Aggiornamento sulle categorie bloccate dalle sponsorizzazioni Segnalazione in tempo reale delle ricerche di mercato e dei procedimento di asta di interesse per le singole aziende Comunicazione di opportunità di negoziazione diretta Opportunità di partecipazione in ATI per grossi progetti o forniture Contratti di sponsorizzazione e licenza siglati dalla Società Expo 2015 3.1.3 Facilitare le imprese le cui dimensioni rischiano di costituire elemento di penalizzazione rispetto alle dimensioni particolarmente elevate, ai tempi di consegna molto ristretti e alle competenze differenziate richieste, anche facilitando la partecipazione congiunta (ad esempio attraverso Associazioni Temporanee di Impresa). 27 3.2 Partecipare attivamente agli investimenti per la progettazione e costruzione delle infrastrutture previste fase di Il Piano finanziario dell’Expo prevedeva ricavi da contributi privati per 891 milioni di € per la realizzazione delle infrastrutture, secondo modalità di intervento sotto forma di Project Financing o di Concessione di Costruzione e gestione. In particolare il contributo dei Soggetti Privati era così ripartito: • 100% del finanziamento per parcheggi (esterni e interni al sito) pari a circa € 72 Milioni; • 100% del finanziamento per opere tecnologiche pari a € 60 Milioni; • 90% del finanziamento per il Villaggio Residenziale EXPO per circa € 81 Milioni; • 50% del finanziamento complessivo per le Aree Espositive ed i Servizi (pari a circa € 114 Milioni); • 100% del finanziamento per la Torre dell’Energia e il Ponte Tematico (pari a circa € 284 Milioni) – (attualmente eliminati) • 35% del finanziamento per la linea metropolitana M6 pari a circa € 270 Milioni (attualmente eliminata); • altre quote marginali per specifici investimenti sulla rete stradale pari a € 10 Milioni. Le modifiche apportate tanto in sede di Master Plan, quanto al Tavolo delle infrastrutture per le connessioni di trasporto, comporteranno una revisione significativa di questi importi. Tuttavia, la partecipazione delle imprese è fondamentale per assicurare un equilibrio di bilancio. LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 3.2.1 Attivare una collaborazione e un’integrazione strategica per tutte le opere non ancora individuate e/o finanziate, utili a realizzare il sito espositivo, le connessioni di trasporto e in generale l’area metropolitana. 3.2.2 Stabilire un calendario di incontri periodici fra Expo 2015 e Confindustria per fornire informazioni sulla revisione definitiva del Piano degli Interventi, sul computo dei costi e sulla copertura finanziaria prevista. 28 29 3.3 L’Expo digitale e le opportunità legate alle tecnologie dell’innovazione Obiettivo primario dell’Expo digitale è di facilitare al massimo la visita del potenziale spettatore e di assicurarne un’unicità di esperienza, attraverso la sperimentazione di servizi tecnologici all’avanguardia. Nello sviluppo dei progetti si terrà conto delle innovazioni introdotte nell’Expo Shanghai 2010 che costituiranno la baseline da cui partire per lo sviluppo di nuove piattaforme di innovazione tecnologica. Le possibili soluzioni tecnologiche che intendono essere realizzate sono riconducibili ai seguenti ambiti: Soluzioni per supportare le attività pre-Expo; Soluzioni per una città ospitale: logistica e informazioni; Soluzioni per una città assistita: sicurezza, ottimizzazione e prevenzione; Soluzioni per gestire i contenuti: l’Expo che racconta; Soluzioni per valorizzare l’evento: l’Expo che emoziona; Soluzioni per favorire la partecipazione attiva della cittadinanza e la visibilità mediatica dell’evento. Sarà necessario focalizzarsi su almeno tre aree: - la domanda di beni e servizi sul mondo ICT, che riguarda il sito di Expo; la generazione e stimolazione dell’innovazione; le piattaforme critiche (es. quella della logistica, della ricettività alberghiera, della mobilità e dell’offerta culturale e di intrattenimento) che avranno bisogno di un alto livello di coerenza complessiva affinché il visitatore abbia un’esposizione all’offerta facile e ricca. Un importante criterio di progettazione dovrà essere costituito dalla fruibilità delle soluzioni progettate a beneficio dei Cittadini e della Città di Milano, successivamente all’Expo. Il posizionamento tecnologico-applicativo delle soluzioni proposte dovrà essere effettuato sulla base di un’analisi previsionale al 2015 dell’evoluzione delle tecnologie di comunicazione digitale e di fruizione delle applicazioni più avanzate da parte dei visitatori. In generale, andrebbero prese in esame solo quelle tecnologie ritenute sufficientemente testate, ad oggi, da potere essere certi del funzionamento nel 2015: una scelta di equilibrio che tende a garantire sia la spettacolarità del nuovo ai visitatori, sia la certezza di corretto funzionamento delle tecnologie per gli organizzatori. Si deve mettere a disposizione del pubblico un patrimonio unico di informazioni per attrarre il visitatore virtuale a venire all’Expo, accompagnandolo nel 30 passaggio dall’”on line all’on site”, offrendo un’esperienza unica, senza soluzioni di continuità prima, durante e dopo l’Expo. L’obiettivo deve essere quello di un’integrazione funzionale, operativa ed ergonomia di servizi offerti via Web (mash-up), passando da una visione parcellizzata ad una visione condivisa grazie alla creazione di un sistema di cooperazione tecnologica delle imprese di informatica e telecomunicazioni. Infine, nell’ambito di alcune soluzioni tecnologiche, come quelle applicabili al turismo in vista di sistemi di prenotazione integrati, è altamente consigliabile un avvio anticipato della sperimentazione, che consentirebbe da un lato di provare ed affinare il modello in vista dell’Expo e dall’altro di poter beneficiare il prima possibile dei primi risultati. Ancora più urgenti paiono gli strumenti tecnologici finalizzati alla costruzione del consenso quali new media, TV digitale ed interattiva, social networking. Ancora una volta, non sarà certamente Expo 2015 a determinare gli strumenti, ma sarà necessario capire con un certo anticipo l’evoluzione delle funzionalità e dell’utilizzo di questi strumenti per poterli sfruttare al meglio ai fini dell’Expo. LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 3.3.1 Collaborare con Expo 2015 alla stesura di un piano strategico ed operativo avente la finalità di: • delineare una visione condivisa degli scenari tecnologici attesi negli anni in cui l’Expo sarà allestito e negli anni successivi; • descrivere le macro-infrastrutture digitali da sviluppare per soddisfare le esigenze operative del sistema Expo; • identificare le macro-applicazioni critiche per la fruizione “online” e “on-site” di Expo da parte dei visitatori; • valutare le opportunità di integrazione tra applicativi funzionali e servizi di rete per proporre simultaneamente le offerte di visita e le scelte di percorso turistico che massimizzino l’esperienza nell’unita’ di tempo data, ottimizzando flussi e code; 3.3.2 Condividere una visione strategica ed economica circa il valore del riutilizzo delle infrastrutture digitali post-Expo 2015 nel medio periodo per l’economia e la società civile. 3.3.3 Organizzare periodicamente Forum tecnologici con la partecipazione delle imprese per raccogliere eventuali suggerimenti e fornire aggiornamenti sulle soluzioni tecnologiche adottate per l’Expo. 31 4. CREARE IL POSIZIONAMENTO IMPRENDITORIALE ITALIANA DELL’ECCELLENZA 4.1 Declinare il Tema dell’Expo tenendo conto delle vocazioni ed eccellenze produttive italiane Il tema, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, cioè il diritto a un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti nel quadro di uno sviluppo sostenibile a livello globale, vuole affrontare le grandi sfide in cima all’ordine del giorno dei maggiori tavoli internazionali, dalla campagna del Millennio delle Nazioni Unite, all’Unione europea, al G8. Si tratta di temi capaci di innestare importanti processi di ricerca e sviluppo e che ci permettono di focalizzarci su settori nei quali l’Italia presenta eccellenze su cui continuare ad investire per valorizzare la tradizione, la creatività, la capacità d’innovazione delle imprese italiane. Il tema prescelto - Nutrire il pianeta, energia per la vita - resta di enorme attualità e di indubbio interesse in quanto non limita al solo comparto agro-alimentare le opportunità espositive, ma le estende a tutta una serie di settori, in cui il sistema Italia si presenta estremamente competitivo, quali ad esempio: a) b) c) d) e) f) g) h) i) j) k) l) m) n) o) p) q) r) s) t) u) Ricerca scientifica e applicata Laboratori e tecnologie di controllo di qualità Farmaceutica Dietetica Agrofarmaci e fertilizzanti Ingredientistica specializzata (gli additivi alimentari, gli aromi e gli enzimi) Medicinali veterinari Agroalimentare (produzione, trasformazione e confezionamento) Zootecnia e prodotti derivati Meccanica agricola Packaging Trasporto e logistica Grande distribuzione e commercio al dettaglio Utensileria e prodotti per la cucina Ristorazione e alberghiero Bio-tecnologie Riciclo delle Acque Trattamento rifiuti Risparmio energetico e energie alternative Tecnologie di protezione ambientale Agenzie di formazione / educazione 32 v) w) x) y) z) aa) bb) cc) dd) Cooperazione alimentare no-profit Credito e finanza Costruzioni, edilizia e infrastrutture Sistemi fieristici e congressuali Benessere e fitness Attività sportive Eno – gastronomia Turismo Eventi culturali Fig. 1: la declinazione del tema proposta dal Dossier di Candidatura Molto interessante è inoltre la metodologia di analisi proposta, che si strutturava in 3 categorie di analisi: A) Processi in atto B) Consumatori e imprese C) Governance Il punto B), in particolare, mette giustamente in rilievo il ruolo dell’impresa, che appare fondamentale per ciascuno dei sottotemi individuati. Tale approccio andrà sicuramente mantenuto anche nella successiva fase di declinazione del tema in sottotemi e categorie espositive, cercando di estendere il più possibile la partecipazione a quei settori in cui il sistema Italia si presenta maggiormente competitivo. La scelta dei sottotemi dovrà quindi essere effettuata con l’obiettivo di rappresentare quei settori in cui l’Italia ha maggiori opportunità di creare partnership con i paesi partecipanti e che al momento stentano a trovare una collocazione nel nuovo Concept di Master Plan: controlli, tecnologia per l’agricoltura, educazione alimentare, alimentazione e stili di vita, ecc. 33 L’Allegato 1 riporta alcune aree tematiche che, sulla scorta anche di quanto già sviluppato nel Dossier di Candidatura, Confindustria ritiene prioritario sviluppare nell’ambito dei diversi sottotemi. LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 4.1.1 Prevedere la partecipazione di rappresentanti del Comitato Scientifico di Expo 2015 nel Comitato Tecnico di Confindustria, per garantire una maggior coerenza nello sviluppo tema con le vocazioni ed eccellenze produttive italiane 4.1.2 Garantire un’interlocuzione continua fra Confindustria e la Direzione di Expo 2015 Spa delegata allo “Sviluppo del tema”, attraverso riunioni periodiche di aggiornamento 4.1.3 Prevedere modalità espositive e condizioni di partecipazione per le imprese private e/o in forma associativa, da diffondere in tempi rapidi 4.1.4 Sviluppare al più presto il concept dell’area dedicata alle Best Practice, in modo da valorizzare al massimo l’innovazione italiana, e parallelamente un censimento delle eccellenze imprenditoriali nei settori sopra elencati. 4.2 Un piano di comunicazione e di marketing sulle tematiche di interesse per le imprese Il Piano di comunicazione costruito in candidatura prevedeva, fra i diversi obiettivi, il seguente: “V. Costruire partnership strategiche con il mondo delle imprese, per il raggiungimento degli obiettivi posti in termini di sponsorizzazione e ottimizzare al meglio le risorse economiche da destinare alla comunicazione. Fra le azioni previste: - Realizzazione di sponsor workshop annuali - Presentazione del programma di investimenti a livello internazionale per favorire la partecipazione ai bandi di progettazione 34 - Promozione del programma per licenziatari attraverso appositi workshop VI. Promuovere accordi con i Tour Operator nella consapevolezza del loro ruolo strategico come partner per incentivare la partecipazione e costruire pacchetti turistici mirati rispetto ai potenziali target di visitatori. Fra le azioni previste: - Realizzazione di educational per Tour Operator nazionali e internazionali; - Collaborazione nella costruzione di pacchetti viaggio specifici; - Realizzazione di un portale dedicato; - Promozione di accordi per l’acquisto di biglietti a condizioni agevolate.” Confindustria è a disposizione ad affiancare la Società Expo 2015 in un piano di sensibilizzazione delle imprese, affinché possano da un lato cogliere le opportunità offerte, e dall’altro partecipare attivamente nella strategia di promozione internazionale di Expo, convincendo il maggior numero di paesi a partecipare. LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 4.2.1 Collaborare alla stesura del Piano di comunicazione di Expo, coinvolgendo Confindustria anche nella promozione internazionale di Expo (missioni imprenditoriali, conferenze, road-show, ecc.) 4.2.2 Collaborare alla stesura del Piano di marketing e licensing, al fine di alimentare l’interesse di partner commerciali nei confronti dell’Expo di Milano 2015, organizzare dei workshop destinati alle categorie di aziende sponsor per illustrare il pacchetto di diritti collegati allo sviluppo di una partnership con l’Expo 4.2.3 Promuovere un incontro annuale con i maggiori operatori italiani e internazionali che alimentano la filiera turistica, sotto forma di focus group ed educational rispetto alle opportunità offerte dall’Expo non solo limitatamente alla durata dell’evento 4.2.4 Collaborare nella partecipazione alle principali fiere di settore, sia dedicate all’agro-alimentare, sia al turismo 35 4.3 La collaborazione con i Paesi partecipanti Il progetto generale dell’Expo di Milano 2015 basa le sue ipotesi su un numero complessivo di 181 espositori. E’ prevista infatti la presenza di: 120 Paesi espositori stranieri; 10 Organizzazioni internazionali una presenza nazionale di 21 soggetti, tra cui l’Italia stessa e 20 Regioni Italiane e Organizzazioni Nazionali 30 espositori di carattere commerciale. A questo proposito, il piano di marketing di Milano 2015 prevede che, nell’ambito dei diritti che verranno garantiti agli sponsor, sia compresa la possibilità di ottenere uno spazio nell’ambito del Padiglione “Corporate”, di dimensioni proporzionali rispetto alla categoria di sponsorizzazione prevista. Il vero obiettivo è quello di promuovere, sin dalla fase di preparazione dell’evento, e successivamente in quella post-evento, un programma coordinato di azioni teso a posizionare l’Italia e il suo sistema imprenditoriale come interlocutore privilegiato dei paesi/organizzazioni partecipanti sui temi sviluppati dall’Expo e dalla cooperazione. Fra le attività di cooperazione che possono essere incentivate fra il sistema imprenditoriale italiano e i paesi partecipanti, si possono ricordare: PROMOZIONE COMMERCIALE - Identificazione per ciascun comparto produttivo dei principali mercati di riferimento. - Sviluppo di analisi sulle opportunità in termini di ingresso in nuovi mercati e incremento di quote di mercato. - Negoziazione di condizioni di approvvigionamento delle materie prime prioritarie per i produttori italiani. - Possibilità di utilizzo di strumenti finanziari appropriati (finanziamenti UE, credito all’Export, ecc.). - Coordinamento delle missioni imprenditoriali all’estero organizzate da diversi soggetti istituzionali. 36 ATTRAZIONE INVESTIMENTI/PROMOZIONE IMPRENDITORIA - Creazione di “proposte di insediamento” specifiche per investitori esteri interessati a stabilire società, filiali o unità produttive sul territorio italiano in connessione all’Expo. - Creazione di sportelli unici per assolvere tutte le pratiche amministrative. - Supporto in tutta la fase di start up (relazioni sindacali, permessi di soggiorno per lavoratori stranieri, ecc.). - Promozione di partenariati imprenditoriali fra imprese italiane ed estere - Verifica su opportunità di interventi legislativi o amministrativi necessari per semplificare le procedure PROMOZIONE TECNOLOGICA - Identificazione delle eccellenze di ricerca e sviluppo tecnologico, in relazione ai comparti maggiormente interessati dall’Expo. - Promozione di partenariati imprenditoriali fra imprese italiane ed estere. - Possibilità di utilizzo di strumenti finanziari appropriati (finanziamenti UE sul VII Programma Quadro, ecc.). - Promozione di accordi internazioni fra Università, Centri di ricerca, Parchi Scientifici e Tecnologici. COOPERAZIONE ECONOMICA - Orientamento di bandi e finanziamenti per la cooperazione rispetto alle priorità tematiche dell’Expo 2015. - Mappatura delle opportunità offerte dalla cooperazione decentrata, al fine di un miglior coordinamento delle priorità strategiche. - Partecipazione di Confindustria al tavolo istituzionale sui Progetti Internazionali coordinato da Expo 2015 Spa. - Mappatura delle principali realtà operanti nella cooperazione allo sviluppo e le loro attività sulla base dei dati disponibili presso il sistema associativo di Confindustria e altre fonti accessibili. - Attivazione di iniziative di partenariato con imprese private e istituzioni finanziarie (linee speciali di micro-credito, garanzia fidi, ecc.). 37 PROMOZIONE TURISTICA - Mappatura delle opportunità turistiche tesa a valorizzare tutto il territorio nazionale, secondo quanto già descritto nel Dossier di candidatura (Expomare; Expo-salute; Expo-montagna; Expo-arte; Expo-laghi; Exposhopping): fare delle individualità un sistema multipolare collegato in rete. - Promozione di accordi con i principali operatori internazionali per la creazione di pacchetti turistici specifici e modulari da abbinare all’evento. - Articolazione di iniziative di promozione e distribuzione mirate a seconda dei mercati di origine del turista e della segmentazione della motivazione di viaggio. - Valorizzazione di percorsi enogastronomici. - Accordi con le amministrazioni locali per la creazione del programma unitario di 7.000 eventi, attraverso l’inserimento di manifestazioni prestigiose anche in collaborazione con paesi terzi. - Road-show di promozione dell’Expo all’estero. FORMAZIONE - Identificazione dei nuovi profili professionali per orientare la formazione dei giovani verso competenze e professionalità specialistiche nei settori agro-alimentare e nutrizione, lavorando su COMPETENZE e CAPACITA’ per la formazione dei futuri manager. - Educazione dei giovani ai temi dell’Expo CONSAPEVOLEZZA e CONOSCENZA sui temi Expo. - Fare sistema tra i centri di eccellenza in Italia – università, centri di ricerca, aziende, distretti - riconosciuti internazionalmente e in attiva relazionecooperazione, promuovendo accordi internazioni fra Università, Centri di ricerca, Parchi Scientifici e Tecnologici. - Posizionare l’Italia come centro di attrazione e di crescita di talenti nazionali e internazionali a supporto della eccellenza produttiva italiana e per posizionare il sistema paese come riferimento culturale, formativo e di mercato. - Formare una generazione di Clienti-consumatori e di Dipendenticollaboratori attenti ai temi Expo. - Possibilità di utilizzo di strumenti finanziari appropriati (contributi FSE, ecc.). 2015, sviluppando 38 LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA 4.3.1 Collaborare con Expo 2015 nella costruzione di sistemi informativi alle aziende, che evidenzino le opportunità di contratti per lavori, servizi e forniture nei confronti dei paesi partecipanti, che investiranno nei padiglioni Expo. 4.3.2 Partecipare all’organizzazione delle Settimane promozionali dei paesi partecipanti, che il Dossier di candidatura concepiva come veri e propri Forum economici bilaterali fra imprese italiane e del paese partecipante. 4.3.3 Lavorare su programmi di promozione di piattaforme fieristiche, logistiche o di trasporto e di interscambio merci a servizio dei paesi partecipanti, che dovranno stabilire in Italia basi logistiche. 4.3.4 Favorire partnership tecnologiche, con l’identificazione di iniziative trainanti di valore tecnico/scientifico, che abbiano valore planetario, e creazione di una mappa delle eccellenze da aggiornare costantemente. 4.3.5 Realizzare percorsi formativi specializzati sui temi della nutrizione ed energia, in collegamento con il sistema di ricerca e delle imprese, che coinvolga le Università italiane e straniere, al fine di formare talenti con altissima qualificazione e specializzazione. 4.3.6 Educare dei giovani ai temi dell’Expo consapevolezza e conoscenza sui temi Expo. 2015, sviluppando 4.3.7 Stabilire tavoli di lavoro comuni, per valorizzare i progetti di cooperazione esistenti nei paesi facenti parte del BIE, e per indirizzare eventuali progettualità “in fieri” da parte delle imprese nei confronti delle aree di maggior interesse. 39 5. IL PUNTO DI VISTA DELLE IMPRESE PER LO SVILUPPO DEL TEMA La declinazione del tema dell’esposizione secondo una logica di valorizzazione del sistema delle imprese e del nostro paese potrà contribuire significativamente a far sì che l’Expo dispieghi appieno il suo potenziale. Il nostro Paese ha sempre perseguito, nel corso della sua storia e del suo sviluppo economico, anche nei momenti più difficili, un equilibrio tra efficienza ed equità, tra le esigenze dell’economia e della competitività e quelle della solidarietà e giustizia sociale. L’Italia può proporsi credibilmente perché nelle sue radici stesse è presente, da sempre, questo tema. L’Italia inoltre, anche per la sua vocazione turistica, è un crocevia fondamentale per la cultura, la qualità e la socialità dell’alimentazione. È un grande laboratorio che offre una tradizione alimentare importante e di qualità, una grande ricchezza in fatto di biodiversità (si pensi solo ai tanti vitigni coltivati in Italia, ai molti prodotti tipici, alla varietà delle tradizioni alimentari locali) ed è uno dei paesi più avanzati nel tentativo di sviluppare una agricoltura sostenibile rispettosa dell’ambiente naturale ed un sistema alimentare che nel perseguire efficienza ed innovazione non sacrifica qualità e gusto, varietà e cultura. Il ruolo dell’industria italiana nello sviluppo del paese è da sempre fondamentale per la crescita economica ed il progresso sociale del paese. Una storia fatta di coraggio, di investimento, di innovazione, di design, di cultura del saper fare, che hanno permesso a tante realtà imprenditoriali di affermarsi a livello nazionale e internazionale come casi di assoluta eccellenza. Il concetto di sostenibilità - nella sua più ampia accezione che comprende le componenti economica, sociale ed ambientale - è ormai parte della cultura comune del nostro Sistema imprenditoriale. La percezione dei limiti di tutte le risorse naturali del pianeta, inclusa la risorsa ambientale, sino ad ora considerate illimitate, ha portato alla condivisione diffusa del concetto di Sostenibilità e di Sviluppo sostenibile inteso come «Sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri », secondo la definizione, che risale al 1987, della norvegese Gro Harlem Brundtland, Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, incaricata dalle Nazioni Unite di stendere un rapporto in merito. 40 La sostenibilità richiede all’industria di pensare con maggiore attenzione alle implicazioni di lungo termine delle proprie attività. Considerazioni di sostenibilità devono essere fatte relativamente ai nuovi investimenti, valutandone le performance non solo con i criteri finanziari convenzionali, ma anche nei riguardi dei criteri sociali e ambientali. Ma la convergenza tra successo economico-finanziario e il percorso di sviluppo sostenibile è anche fortemente dipendente dalla capacità dell’industria di sviluppare, reclutare e mantenere i talenti e le risorse umane chiamati a realizzare una strategia così ambiziosa. La possibilità di intercettare, con lo sviluppo del tema, la variegata tradizione produttiva del nostro Paese, rappresenta, oltre che una grande opportunità per le imprese italiane, un elemento di indubbio vantaggio anche per la Società Expo 2015 S.p.A. per valorizzare il Sistema Paese ed i fattori che rendono conosciuto ed attrattivo il “marchio nazionale” nel mondo, in quanto: Amplia il bacino delle imprese potenzialmente interessate a operazioni di sponsorizzazione e di fornitura ufficiale, trovando spazio per potersi collocare agevolmente all’interno di Expo con la propria categoria merceologica; Favorisce l’interesse delle imprese a partecipare anche alla fase espositiva, per esempio acquisendo spazi nel/nei “corporate pavilion” che saranno realizzati sul sito Expo; Può fungere da stimolo alla partecipazione internazionale dei paesi, interessati a massimizzare il ritorno del loro investimento attraverso operazioni di cooperazione con il sistema delle imprese italiano; E’ elemento di stimolo per progetti di ricerca, innovazione e sviluppo di nuovi prodotti/processi, che possono dare origine a casi di “best practice” da rappresentare nel sito espositivo. Le proposte di aree tematiche e categorie espositive che di seguito vengono formulate, per ciascun sottotema in cui si declina il tema dell’Expo, rappresentano il frutto di una proposta elaborata e condivisa all’interno del Sistema Confindustria. 41 5.1 La scienza per la sicurezza e la qualità alimentare Obiettivo: mettere in evidenza il ruolo ricoperto dalla ricerca scientifica nel settore agroalimentare; illustrare i più significativi risultati ottenuti nei laboratori e nei centri di ricerca italiani e di tutto il mondo; esplicitare le ricadute delle attività di ricerca, sviluppo ed innovazione al fine di garantire livelli sempre più avanzati in tema di sicurezza e qualità alimentare. La ricerca scientifica agroalimentare, inoltre, è un elemento indispensabile per contribuire a soddisfare la crescente domanda mondiale di cibo e può essere un prezioso supporto anche alla corretta alimentazione e quindi costituire un patrimonio da capitalizzare sia per i Paesi in via di sviluppo, sia per quelli sviluppati. Controlli sulla filiera agro-alimentare e sulla risorsa idrica Nel corso dell’intero ciclo produttivo ci si trova da un lato a dover tener conto delle complessa filiera che gli alimenti percorrono “dalla terra alla tavola”, e dall’altro a far uso delle opportunità messe a disposizione dalle nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche, per controllarne i numerosi passaggi. L’Italia e l’UE vantano una tradizione consolidata in materia di norme alimentari e di controlli, che purtroppo non è altrettanto avanzata in altri paesi, dove spesso si registrano casi di contaminazione alimentare, che rischiano di essere esportate anche sulla nostra tavola. L’Expo 2015 dovrebbe esaminare lo sviluppo delle scienze e tecnologie di controllo agro-alimentare, presentando i casi di eccellenza raggiunti grazie alla combinazione dei sistemi di norme e controlli dell’UE e dell’Italia, come modello da esportare e incoraggiare anche in paesi terzi. Innovazione a servizio della qualità di prodotto Una delle tendenze in atto da parte dei consumatori, soprattutto nei Paesi più sviluppati, è di indirizzarsi verso prodotti agro-alimentari di qualità sempre più elevata, non solo sul piano della sicurezza e dei valori nutritivi, ma anche su quello del gusto e dell’aspetto finale (si mangia anche con gli occhi!). 42 Molte sono le moderne cognizioni scientifiche e le nuove tecnologie che permettono di inserire elementi innovativi sia nei processi di produzione alimentare sia nei prodotti stessi. Solo per esempio basterebbe citare le tecniche di irradiazione degli alimenti, il riscaldamento a microonde, il packaging in atmosfera modificata, l’innovazione nell’uso degli ingredienti specialistici quali gli additivi alimentari, gli aromi e gli enzimi, le tecniche per mantenere la freschezza e la conservabilità del prodotto a partire dalla catena del freddo. L’Expo 2015 dovrebbe offrire a tutte le imprese italiane operanti nella filiera alimentare l’opportunità di rappresentare le tecnologie più avanzate messe a punto in questo ambito e incoraggiare l’innovazione di prodotto e di processo, anche attraverso eventuali accordi di collaborazione con i centri di ricerca pubblici, privati e universitari. Tracciabilità dei prodotti e gestione delle catene di offerta Oggi è possibile controllare e migliorare l’organizzazione delle catene di offerta dei sistemi alimentari. Questo controllo è essenziale per la sicurezza alimentare. In particolare, la tracciabilità di filiera degli alimenti, per garantire una maggior certezza sulla provenienza e conseguentemente sulla qualità dei prodotti agroalimentari, è diventata un’esigenza irrinunciabile dei consumatori, soprattutto in un periodo connotato dal rischio di insorgenza di pandemie causate da prodotti alimentari contaminati. Un altro filone di interesse è legato alla sicurezza delle procedure di acquisto online di prodotti alimentari, fenomeno che sta registrando una considerevole crescita. L’Expo 2015 può favorire la rappresentazione di sistemi di tracciabilità che facciano capire ai consumatori l’importanza di una precisa conoscenza dell’origine del prodotto e dei suoi componenti/ingredienti, anche a tutela della qualità del Made in Italy rispetto a prodotti a più basso costo. Cooperazione con i Paesi in via di Sviluppo per introdurre sistemi di controllo di qualità a basso costo La messa a punto di idonei ed appropriati meccanismi di trasferimento tecnologico tra Paesi che godono di gradi differenti di sviluppo economico e sociale è sicuramente una delle ricadute più significative che Expo 2015 può generare. E’ innegabile che nei PVS, il tasso di mortalità elevato trova fra le sue cause anche fattori legati al consumo di cibo contaminato e alla mancanza di accesso all’acqua sana e pulita. Pur in contesti igienico-sanitari estremamente precari, alcuni 43 accorgimenti facilmente miglioramenti. introducibili potrebbero apportare sostanziali L’Expo 2015 dovrebbe incoraggiare forme di cooperazione nord-sud e sud-sud fra imprese e istituzioni pubbliche, promuovendo i progetti significativi già in corso, legati a tecnologie a basso costo e all’uso mirato di ingredienti innovativi, migliori pratiche igienico-sanitarie, sistemi di controllo e di prevenzione più capillari. L’atteggiamento dei consumatori verso la scienza e la tecnologia nel settore agro-alimentare L’esistenza di possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente rende centrale la questione della valutazione e della percezione del rischio alimentare. Questo tema va affrontato con equilibrio e rigore scientifico, in modo che l’atteggiamento dei consumatori e la loro conoscenza siano adeguati ai nuovi sviluppi scientifici e tecnologici. In questo senso Expo può assolvere contemporaneamente ad una funzione di educazione del consumatore e di formazione delle giovani generazioni. L’Expo 2015 può offrire uno spazio di riflessione, di informazione e formazione, dialogo e confronto aperto al contributo di tutti i cittadini, alle associazioni dei consumatori, alle imprese, ai governi nazionali. Può inoltre rappresentare una sede ove promuovere indagini circa le attese dei consumatori rispetto alla qualità alimentare, che rappresentino un utile riferimento per le imprese di produzione, trasformazione e distribuzione, al fine di meglio orientare le proprie politiche aziendali. Rafforzare le istituzioni per la sicurezza alimentare Nei Paesi avanzati, la sicurezza alimentare e la tutela del consumatore trovano risposta nell’azione di istituzioni private e pubbliche dove azioni volontarie coesistono e interagiscono con strumenti di regolazione pubblica. Molto più problematica e complessa è la situazione dei Paesi meno avanzati e soprattutto dei Paesi più poveri, dove il controllo dovrà essere svolto dalle istituzioni multilaterali. L’Expo 2015 dovrebbe rappresentare, anche sul piano espositivo, le modalità con cui le istituzioni preposte normano e mettono in atto controlli sui sistemi di produzione in vigore nel nostro paese e nell’UE, facendone elemento di competitività “positiva” per i nostri prodotti nel mondo. Tale approccio dovrebbe condurre, in prospettiva, a fare pressione su altri paesi esportatori di recente sviluppo (BRICs) affinchè si dotino di strumenti di controllo adeguati, per evitare che gli scarsi controlli si traducano in artificiose competitività di prezzo, a danno dei potenziali consumatori. 44 5.2 L’innovazione nella filiera alimentare Obiettivo: presentare la natura, le peculiarità e le dinamiche evolutive che caratterizzano l’innovazione della filiera agro-alimentare in Italia, concentrandosi sui vari passaggi della filiera e sugli aspetti che rendono il nostro paese all’avanguardia nella gestione del prodotto “dal campo alla tavola”. Natura e cambiamenti del sistema e delle catene agro-alimentari Il prodotto alimentare, nei Paesi sviluppati, non è più, oggi, un mero prodotto agricolo. La produzione agricola entra infatti nelle catene di offerta alimentari per subire processi di trasformazione industriale. Il sistema agro-alimentare risulta così costituito da un insieme di numerose attività e funzioni, dal flusso fisico, alla circolazione delle informazioni, delle risorse finanziarie, il marketing e l’intelligence dei mercati, il design del prodotto, la logistica distributiva, una interazione complessa di consumatori, imprese grandi e piccole, sia produttive che del terzo settore. L’innovazione tocca molteplici aspetti e dimensioni: prodotto, processo, organizzazione, distribuzione e packaging, che può avere una funzione di garanzia nella shelf-life, nel trasporto e nella distribuzione del prodotto lungo tutta la filiera. L’Expo 2015 dovrebbe aiutare a presentare le principali caratteristiche del sistema alimentare italiano, e i suoi elementi di eccellenza. L’enfasi dovrebbe essere posta sulla visione della food supply chain e sulla tecnologie utilizzate per garantire qualità in tutte le fasi del processo produttivo. Risparmio idrico nell’industria agro-alimentare In un quadro di crescente attenzione all’uso della risorsa idrica, per prevenire situazioni di emergenza, il ruolo giocato dalla filiera agro-alimentare nel tentativo di contenere il consumo di acqua è fondamentale. L’agricoltura è la più grande consumatrice d’acqua. Tecniche irrigue meno dispendiose sul piano del consumo di acqua; introduzione di coltivazioni meno idro-esigenti, in aree a bassa intensità di precipitazioni; modalità innovative di raccolta o di riciclo dell’acqua per usi agricoli sono argomenti di estrema attualità. Ciò risulta ancor più necessario in quelle aree del mondo a basso livello di sviluppo, dove l’emergenza idrica è già una realtà con cui convivere ciclicamente. 45 L’Expo 2015 dovrebbe dedicare ampio spazio all’analisi del problema nelle diverse aree geografiche e in rapporto alle metodologie e tecniche di coltivazione adottate. L’Expo altresì può essere elemento di promozione delle diverse tecnologie sviluppate a riguardo in Italia. Le nuove tipologie di consumo alimentare L’aumentare del reddito da una parte e la riduzione del tempo a disposizione dall’altra fa crescere la domanda di nuovi prodotti e alimenti. Si sta verificando di conseguenza un profondo mutamento nella preparazione e nel consumo dei cibi e nella modalità dei pasti. Questo fatto determina importanti effetti anche sul sistema produttivo, che deve soddisfare nuove domande di cibi che siano ad un tempo nutrimento e che forniscano essi stessi un “servizio” (liofilizzati, omogeneizzati, pastorizzati, condimenti ready for use, cibi parzialmente precucinati, cibi precotti cibi FMT-Freezer-Microwave-Table, ecc.) che si trova di fronte una nuova domanda di servizi incorporati nei prodotti alimentari L’Expo 2015 dovrebbe favorire la promozione di uno stile capace di abbinare la qualità alimentare tradizionale della dieta mediterranea con le nuove richieste di consumo rapido dei cibi (fast-food, ready-to-eat meals). I nuovi consumatori dei Paesi emergenti Nei Paesi emergenti, soprattutto i più popolati, sta emergendo un nuovo ceto medio in modo piuttosto rapido. In alcuni Paesi, questo fenomeno può avere conseguenze importantissime sul piano dell’espansione del mercato di riferimento. (ad esempio in India e Cina questi nuovi segmenti di consumo possono coinvolgere oltre 400 milioni di persone nei prossimi anni). Per questi Paesi, la globalizzazione significa la possibilità di offrire ad un numero crescente di cittadini un’alimentazione di qualità e più ricca sotto il profilo qualitativo e nutrizionale, pur nel rispetto delle rispettive culture. L’Expo 2015 può aiutare a cogliere, la nuova domanda che proviene dai consumatori dei Paesi emergenti, cercando di orientarla approfittando di questa importante vetrina per affermare lo stile alimentare italiano anche in altri contesti. Le strategie dei distributori I processi di concentrazione nel settore distributivo e l’aumento delle dimensioni dei distributori, le loro strategie di internazionalizzazione e l’adozione di politiche di marca commerciale (i prodotti in vendita con la marca del distributore anziché con quello del produttore) hanno conseguenze sempre più rilevanti per il funzionamento dei sistemi alimentari. 46 L’Expo 2015 dovrebbe dedicare una particolare attenzione al ruolo svolto dalle imprese della distribuzione commerciale, esaminandone le strategie di internazionalizzazione, le profonde conseguenze per le catene di offerta alimentari dei mutamenti delle relazioni verticali tra venditori globali e produttori alimentari, il crescente potere contrattuale del settore distributivo. Al contempo potrebbe riservare una sezione dedicata agli alimenti di nicchia ed agli spazi che soprattutto Paesi emergenti potrebbero conquistare in tale ambito grazie alla messa a regime di forme concrete di partenariato e “marketing solidale”, con gli stakeholder interessati. Responsabilità sociale dell’impresa L’esercizio della responsabilità sociale dell’impresa rappresenta una forma organizzativa attraverso le quali consumatori e cittadini possono essere sensibilizzati e impegnarsi in prima persona. Soprattutto nella filiera agroalimentare, l’adozione di politiche ispirate alla sostenibilità e alla difesa dei principi di responsabilità si sta diffondendo in modo capillare, anche per assecondare un mercato sempre più esigente sotto questo profilo. Sempre più imprese prestano crescente attenzione alle conseguenze sociali e ambientali del loro operare integrando la responsabilità sociale nelle proprie strategie e nei processi organizzativi. La definizione di standard operativi potrebbe essere sia di stimolo all’adozione di comportamenti virtuosi sia di riferimento per un processo di riconoscimento alle azioni sostenibili messe in atto. Expo 2015 può essere anche l'occasione per parlare di agricoltura sostenibile nel senso più vero della parola, ovvero un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e al tempo stesso economicamente vantaggiosa per tutti i suoi attori, proprio per far sì che i comportamenti virtuosi di ciascuno siano sostenibili nel tempo e a vantaggio di tutti. L’Expo 2015 può contribuire a innalzare il livello di consapevolezza presso le imprese e i consumatori dei comportamenti di responsabilità sociale da mettere in atto. Ciò rappresenta un fattore di potenziale vantaggio delle economie più sviluppate (quindi anche dell’Italia) rispetto ai nuovi paesi emergenti, che ancora devono fare passi in avanti su questo terreno. Il contributo dell’innovazione chimica nella filiera agro – alimentare Il tema dell'alimentazione sostenibile, messo al centro di Expo 2015, comporta la necessità di un approccio di filiera per un’alimentazione che metta insieme i temi della qualità della vita con quelli della sicurezza. Dal momento che il modo in cui si affronta il tema è quello corretto dello Sviluppo Sostenibile, cioè con un 47 equilibrato interesse per gli aspetti ambientali, sociali ed economici, il ruolo dei diversi comparti chimici diventa centrale. Nella filiera agricolo - alimentare il contributo della Chimica alla qualità della vita si è sviluppato con continuità dalla rivoluzione industriale in poi e si concretizza con soluzioni innovative che hanno dato e danno ancora risposte alle richieste dei consumatori, dei cittadini e delle imprese. Soluzioni a richieste sempre più esigenti anche in termini di protezione ambientale e di sicurezza. L’obiettivo è quello di poter dare risposte sostenibili ai fabbisogni alimentari di una popolazione mondiale in rapida crescita sia nel numero di persone, sia nelle esigenze alimentari dei singoli, con un sostanziale incremento della produttività agricola e una crescita dell'industria alimentare. Questo obiettivo impone un’elevata sensibilità e un corretto approccio allo Sviluppo Sostenibile, da parte delle imprese ma anche di tutti gli altri attori, per evitare interpretazioni “estreme” che intendono perseguire gli obiettivi di sostenibilità nell’alimentazione riducendo il ruolo della Chimica. Il momento attuale è ideale perché Expo 2015 può costituire un comune e fertile terreno di incontro tra le realtà industriali e scientifiche che più direttamente sono coinvolte da queste sfide. La Chimica può dare un contributo importante all’Alimentazione Sostenibile non solo perché attraverso l’innovazione fornisce soluzioni ai problemi, ma anche perché ha saputo dimostrare di essere un partner affidabile per quanto riguarda ambiente, sicurezza e salute. Si deve però tutti guardare al futuro e non essere condizionati dal passato e dai luoghi comuni, luoghi comuni che su Chimica e Alimentazione sono purtroppo molti e rischiano di frenare un necessario percorso comune e positivo. Deve essere, di conseguenza, consapevolezza di tutti che le sostanze, i prodotti e le materie prime chimiche sono soggetti a normative europee senza eguali, sia a livello mondiale, sia rispetto ad altri settori. Cioè sono assolutamente sicuri nel loro utilizzo all’interno dei prodotti alimentari, al di là dei pregiudizi, guidati più dalla scarsa conoscenza della materia che da un’effettiva base di informazioni, o dei fastidiosi quanto infondati luoghi comuni. Quello che molti ignorano, infatti, è che tutti questi prodotti sono normati da una severa legislazione europea ben armonizzata, ampia per quantità di tematiche e restrittiva nello stabilire criteri di qualità, sicurezza e uso corretto dei prodotti. Le norme europee stabiliscono chiaramente quali sono gli ingredienti specialistici che possono essere utilizzati, indicando i loro precisi criteri di purezza, le dosi massime di utilizzo e i campi di impiego. Si basano su rigorose valutazioni e opinioni scientifiche fornite al più alto livello dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). 48 È importante, dunque, affrontare l’argomento in modo razionale, scientifico e obiettivo, riconoscendo il ruolo pressoché insostituibile di questi prodotti nell’alimentazione moderna. 5.3 La tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità Obiettivo: mostrare la stretta interdipendenza tra sicurezza alimentare e ambiente esaminando le sfide poste dal cambiamento climatico, le relazioni tra ambiente e agricoltura, il problema della scarsità di acqua, dell’agricoltura sostenibile e delle bioenergie; la ricerca e lo sviluppo di tecnologie compatibili con la tutela dell'ambiente sia nei Paesi sviluppati che nei Paesi a più lento sviluppo. Promuovere la conservazione e l’impiego della biodiversità in agricoltura a livello di ecosistema, di specie e genetica, contribuendo a preservare in tal modo i processi evolutivi, ed a modulare positivamente le pressioni ambientali. Tutto ciò con la consapevolezza che la tecnologia e l'innovazione devono conciliare sempre la tutela ambientale con la necessità di soddisfare la crescente domanda alimentare mondiale. Perseguendo questi due obiettivi in modo congiunto si potrà disegnare un futuro vantaggioso per tutti e sostenibile nel tempo. Tecnologie per il risparmio idrico Il continuo incremento di emissioni di gas serra associate con il fenomeno di riscaldamento globale del pianeta costituiscono una seria minaccia alla produzione agro-alimentare e alla disponibilità di acqua. Il recente esito non soddisfacente della Conferenza ONU di Copenaghen, lascia comunque irrisolto un tema che deve veder coinvolti tutti gli attori (istituzioni, imprese, centri di ricerca, consumatori, ecc) nell’identificazione di strategie. La componente produttiva del nostro paese è pronta a fare la sua parte. L’Expo 2015 dovrebbe essere la sede per presentare le più recenti innovazioni tecnologiche per il risparmio, buon uso, riciclo e conservazione dell’acqua, valorizzando competenze e tecnologie che il sistema produttivo italiano ha ampiamente sperimentato. 49 Energie rinnovabili, biocarburanti e riduzione delle emissioni Le biomasse, il materiale organico di natura vegetale, per la produzione di bioenergie e la fase finale del ciclo alimentare, nonché la gestione e l’utilizzo energetico di rifiuti urbani, offrono nuove opportunità energetiche a minor impatto ambientale. Occorre, tuttavia, una attenta valutazione dei possibili effetti non desiderati. L’Expo 2015 dovrà affrontare il tema delle energie rinnovabili, esaminando le opportunità offerte dalle bioenergie, delle altre fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse, ecc.) e di come l’agricoltura possa contribuire allo sviluppo di una politica energetica integrata e sostenibile, partendo dalle soluzioni tecnologiche più avanzate che il sistema produttivo italiano e mondiale sarà in grado di realizzare. Agricoltura e sviluppo sostenibile La crisi economica ha riportato all’attenzione della politica il ruolo fondamentale che l’agricoltura svolge da sempre nell’economia globale, perché agricoltura vuol dire anche ambiente, biodiversità, innovazione, competitività ed economia. Tutto questo ha permesso di comprendere come soltanto attraverso lo sviluppo tecnologico e l’innovazione sia possibile affrontare e vincere le sfide del futuro: la crescente domanda alimentare mondiale e lo sviluppo demografico in atto. La produzione agricola ha bisogno del supporto dei nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per poter soddisfare in maniera adeguata la domanda alimentare attuale e futura. C’è dunque la necessità di sottolineare l’indispensabilità dei mezzi tecnici e soprattutto di evidenziare l’importanza della Ricerca e Innovazione come fattori determinanti per contribuire alla crescita del settore agricolo e dell’economia italiana in generale. L’Expo 2015 dovrebbe aiutare a comprendere, valutare e ridisegnare i rapporti tra agricoltura e politiche ambientali, attraverso l’affermazione di metodologie di coltivazioni rispettose dell’ambiente, in termini di utilizzo dei terreni, mantenimento di eco-sistemi tradizionali, prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico, reintroduzione di produzioni tradizionali. Ridurre la vulnerabilità delle persone nei PVS La non applicazione di politiche efficaci per la sicurezza alimentare e per lo sviluppo sostenibile mette a rischio il futuro delle prossime generazioni. Poiché i 50 risultati di dette politiche si manifestano in tempi lunghi, occorre provvedere a rendere disponibili adeguati strumenti operativi per fronteggiare situazioni di crisi o di emergenza, sia predisporre una programmazione strutturata. Talvolta piccoli strumenti di basso costo possono aiutare ad alleviare situazioni di estrema gravità. Esiste un filone che possiamo definire di “Design di sussistenza”, che sviluppa strumenti facilmente realizzabili e di costo moderato, facilmente introducibili in questi contesti. L’Expo 2015 dovrebbe dedicare ampio spazio alle conseguenze che i problemi ambientali hanno per la vita e la salute delle persone e valutare l’efficacia delle politiche adottate e delle soluzione individuate anche a livello delle imprese . Imprese e bio-diversità La valorizzazione, anche in chiave economica e produttiva, della ricchezza di biodiversità presenta delle opportunità enormi. Basti pensare, ad esempio, alle applicazioni di carattere farmacologico ed omeopatico derivabili dall’utilizzo dell’ampia varietà di specie vegetali; alla valorizzazione di specie o varietà agroalimentari autoctone pregiate, come alternativa di nicchia a quelle derivanti da produzioni estensive. L’Expo 2015 potrà fornire un occasione per mostrare anche le varietà alimentari di nicchia, valorizzandole sotto il profilo organolettico e nutritivo, in modo da stimolare nuove forme di consumo e di produzione di prodotti derivati. 5.4 L’Educazione alimentare Obiettivo: mostrare la centralità della educazione alimentare per favorire comportamenti e scelte alimentari coerenti con la salute della persona; presentare gli strumenti ed i canali attraverso i quali l’informazioni e le conoscenze alimentari arrivano ai consumatori, approfondendo, in particolare, le iniziative promosse dal mondo scientifico per orientare l’azione di educatori e famiglie e valorizzare le istituzioni scolastiche, quale luogo di formazione di base accessibile a tutti. 51 Informazione e educazione in società multiculturali Le scienze della nutrizione forniscono oggi conoscenze sempre più precise per impostare una corretta educazione alimentare. Affinché i cittadini adottino comportamenti e scelte alimentari corrette sotto il profilo dietetico-nutrizionale, è essenziale che abbiano a disposizione adeguate informazioni e le sappiano elaborare e trasformare in stili di vita coerenti per il loro benessere. Un’informazione non adeguata ed una scarsa conoscenza continuano ad essere un problema nei Paesi avanzati e, soprattutto, nei Paesi in via di sviluppo. L’Expo 2015 avrà successo se avrà saputo sviluppare la cosiddetta “Expogeneration”, promuovendo il tema dell’educazione alimentare, anche alla luce dei sottostanti fenomeni legati alla presenza di società multiculturali, che determinano sempre più l’affermazione di modelli di consumo alimentari molto diversi da quelli tradizionali del luogo. Anche sul piano espositivo, potrà essere fornita un’adeguata informazione “educativa” sul valore nutritivo dei cibi e su corrette abitudini alimentari, che indirettamente aiuti a promuovere la dieta mediterranea. Costituirà, inoltre, l’occasione per promuovere la conoscenza delle moderne tecniche di produzione degli alimenti, sottolineandone gli innegabili vantaggi per il consumatore, e per sfatare tutti i falsi luoghi comuni, privi di ogni fondamento scientifico, che ancora vivono su questa materia, in particolare riguardo ai contributi e alla sicurezza dei prodotti chimici. Sistema scolastico e l’educazione alimentare L’educazione alimentare svolge un ruolo estremamente importante per l’ adozione di pratiche e comportamenti nutrizionali corretti. Si tratta di combinare in maniera adeguata la disponibilità di risorse alimentari con una pratica alimentare che, considerate anche le condizioni climatiche, sia la più idonea a mantener e una buona condizione di salute. Soprattutto nei Paesi più poveri e nelle famiglie a più basso reddito, risulta difficile fornire un’educazione nutrizionale. Le scuole, in questo caso, sarebbero l’unico strumento educativo, ma spesso non sono in grado di fornire un supporto del genere sia per mancanza di personale e delle necessarie fonti informative, sia per disinteresse nei confronti del problema. L’Expo 2015 dovrà valorizzare le istituzioni scolastiche, quale luogo privilegiato di formazione di base, attraverso l'inserimento nell'offerta formativa di percorsi educativi sulla nutrizione e lo sfruttamento delle opportunità offerte dai pasti scolastici. Le esperienze che verranno sviluppate dal Programma educativo lanciato dal MIUR potranno fornire un interessante modello da proporre in sede espositiva. 52 Educazione all’utilizzo della risorsa idrica L’educazione all’utilizzo razionale della risorsa svolge un ruolo fondamentale non solo per evitare consumi non strettamente necessari, ma anche evitare l’uso di acqua potabile per fini non alimentari, diffondendo ad esempio l’uso di acqua derivante da processi di depurazione e non destinabile quindi ad usi alimentari. I target privilegiati devono essere da un lato le famiglie (tenuto conto dell’alta incidenza del consumo domestico sul consumo totale ) e dall’altra il mondo delle imprese, con particolare riferimento alle industrie idro-esigenti. L’Expo 2015 dovrà essere momento di verifica dell’insieme di migliori pratiche in materia. Tali programmi di educazione saranno analizzati non solo sul piano dell’impatto della comunicazione sul cittadino, ma anche, se possibile, sulla base di parametri quantificati e misurabili di riduzione del consumo di acqua presso le popolazioni, che possono essere stati incoraggiate ad adottare comportamenti più virtuosi. Sistema turismo e educazione alimentare e sostenibilità Anche la filiera del Turismo deve avere un ruolo coerente - sia in termini di strutture che di tipologie di servizi erogati - a mettere in valore la sostenibilità e l’utilizzo responsabile delle risorse. Inoltre è una vetrina privilegiata per comunicare prodotti, modalità, culture e stili di vita in cui il modello proposto da EXPO 2015 divenga immediatamente percepito e vissuto nell’esperienza diretta del cliente. La comunicazione delle imprese: pubblicità ed etichette Le imprese e le loro politiche di comunicazione e promozione esercitano una grande influenza sull’opinione pubblica e determinano comportamenti alimentari che devono essere attentamente vagliati sotto il profilo nutrizionale e della salute del consumatore. L’Expo 2015 dovrebbe contribuire a sottolineare l’importanza di una corretta informazione sulle caratteristiche degli alimenti, che aiuti il consumatore anche a comprendere l’esatto ruolo dei loro ingredienti, a partire dall’esperienza italiana, che rappresenta sicuramente un esempio di “best practice” in relazione a una pubblicità non ingannevole. 53 L’educazione alimentare contro le patologie derivanti da cattiva alimentazione L’educazione alimentare è strumento fondamentale per ridurre il rischio di insorgenza di patologie correlate: ipertensione, malattie cardio-vascolari, diabete. E’ ormai anche comprovata la relazione fra il regime alimentare adottato in alcuni Paesi e l’incidenza di alcune forme tumorali. Altre sindromi come sovrappeso ed obesità sono ormai unanimemente considerate come vere e proprie malattie sociali in Paesi sviluppati (e non solo), rappresentando un costo sociale non indifferente. L’Expo 2015 dovrà valorizzare tali politiche, promuovendo la conoscenza delle migliori pratiche, sottolineando la necessità di rafforzare programmi e iniziative di educazione alimentare finalizzate alla lotta contro queste forme di disturbi alimentari. 5.5 Solidarietà e cooperazione alimentare Obiettivo: Favorire processi di cooperazione fra attori istituzionali, imprese, università del nord e del sud del mondo, con l’obiettivo di intraprendere un percorso virtuoso in direzione del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. La riduzione della povertà è un processo molto lento e in molti Paesi la povertà assoluta tende ad aumentare. I Paesi in via di sviluppo mostrano capacità molto differenti di innescare processi di sviluppo. Accanto a Paesi che registrano significativi progressi, vi è un numero consistente di Paesi che rimangono emarginati ed esclusi dal processo di globalizzazione. Il persistere della fame e della insicurezza alimentare L’ultimo Rapporto annuale sullo Stato di insicurezza alimentare (Sofi), pubblicato dalla FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, evidenzia come il numero delle persone affette da malnutrizione, lungi dal decrescere, abbia superato la soglia di 1 miliardo. L'obiettivo di dimezzare il numero di persone che vivono in condizioni di estrema povertà, sembra difficile da raggiungere. L’Expo 2015 dovrà valorizzare tutte le strategie di cooperazione e sviluppo messe sinora in atto in termini di lotta contro la fame nel mondo, mettendo in evidenza 54 le ragioni di successo o insuccesso delle politiche adottate dai vari Paesi, in modo da valorizzare le best practice. L’accesso all’acqua L’aumento demografico a livello mondiale contribuisce ovviamente all’aumento della domanda d’acqua. L’accesso all’acqua può essere un problema anche dove le risorse sono abbondanti, ma certamente la penuria d’acqua è più acuta nelle zone aride del pianeta, dove vivono oltre 2 miliardi di persone, nonché la metà di tutti i poveri del mondo. Vi è grave scarsità d’acqua in Medio Oriente e Nord Africa, ma anche in Messico, Asia Centrale e larga parte della Cina e dell’India. L’Expo 2015 dovrà essere l’occasione per una mappatura complessiva e una proiezione ai prossimi decenni delle possibili emergenze idriche del pianeta, con l’identificazione di possibili soluzioni. Confindustria incoraggia inoltre l’adozione di “Progetti Bandiera”, con i quali il sistema delle imprese italiane può instaurare modalità di cooperazione. Un legame diretto tra consumatori dei Paesi sviluppati e produttori di Paesi svantaggiati I produttori dei Paesi in via di sviluppo non hanno la possibilità di sfruttare appieno le opportunità di commercializzazione dei loro prodotti nei Paesi avanzati. Accordi commerciali e doganali penalizzanti, carenza di servizi di logistica, marketing, mancanza di adeguati strumenti di informazione e promozione impediscono a molti Paesi in via di sviluppo di esportare prodotti di eccellenza nel resto del mondo. Non si tratta quindi di promuovere solo il commercio equo e solidale ma di realizzare una vera e propria alleanza commerciale in uno spirito di partenariato. L’Expo 2015 può offrire un’occasione di diffusione della conoscenza di questa possibile alleanza e, soprattutto, un’occasione concreta per presentare le eccellenze produttive di ogni territorio, in un’area tradizionalmente vocata agli scambi commerciali. Confindustria è a disposizione per mettere in campo il sistema di relazioni internazionali e cooperazione in vigore con i PVS. Sostenere i piccoli produttori I piccoli produttori dei Paesi in via di sviluppo fronteggiano molti ostacoli che sfuggono al loro controllo: mancanza di credito, insicurezza del possesso della terra, carenza di trasporti, prezzi bassi e relazioni commerciali poco sviluppate con l'industria agro-alimentare. 55 L'Expo 2015 può contribuire all’attenzione sulle esigenze dei piccoli produttori e sulle azioni di supporto promosse da Stati, amministrazioni locali, ONG, terzo settore, cooperative sociali, incoraggiando forme innovative di sostegno, attraverso iniziative quali il micro-credito; la promozione degli investimenti nel settore agricolo e la realizzazione di piccole infrastrutture di base. L’intervento sulle emergenze Le situazioni già drammatiche in cui versano numerose popolazioni dei PVS rischiano di trasformarsi in veri e propri catastrofi umanitarie, nel caso di emergenze di carattere umanitario (a causa di catastrofi naturali, carestie, conflitti, ecc). La mancanza di strumenti di intervento coordinati e sufficientemente dotati di risorse per finanziare le prime operazioni rappresenta un problema. L’Expo 2015 deve essere un’opportunità per attivare anche competenze del settore imprenditoriale italiano, spesso all’avanguardia, in materia di gestione dei disastri naturali. 5.6 L’alimentazione per migliori stili di vita Obiettivo: Esaminare le relazioni tra alimentazione e salute, affrontando, in particolare, il tema della nutrizione ed il ruolo centrale di una buona alimentazione per la salute ed il benessere della persona, il costo sociale delle malattie legate a cattiva alimentazione. Andrà altresì esaminata la connessione fra alimentazione e attività sportiva. Epidemie di origine alimentare La diffusione di gravi malattie che hanno dimostrato di assumere connotazione di pandemia, come l’influenza aviaria - SARS e la sindrome della “mucca pazza” – BSE o l’influenza N1H1 di origine suina, trovano origine in alimenti animali. Tale meccanismo di contagio tende a sollevare forti preoccupazioni per la salute pubblica e determina un impatto economico devastante per i settori produttivi coinvolti. L’Expo 2015 dovrebbe affrontare i fattori che influenzano la diffusione e le possibili conseguenze di nuove pandemie, l’efficacia delle risposte pubbliche e 56 private, nazionali e multilaterali, la necessità di rafforzare le misure di controllo e di prevenzione in relazione alle caratteristiche dei singoli Paesi. Le malattie croniche degenerative e il microbioma intestinale Una dieta alimentare non equilibrata espone ad un maggior rischio di malattie degenerative, non trasmissibili come quelle legate a problemi cardiovascolari, ipertensione, diabete. E’ stato inoltre provato come alimenti e principi alimentari possano favorire l’insorgenza di forme tumorali, e in altri casi, invece, costituire eccellenti strumenti di auto-difesa. Sempre più si stanno affermando, a questo proposito, studi e ricerche tesi a mappare il microbioma intestinale, cioè l’insieme di tutti i microrganismi che vivono dentro o sul nostro corpo. Nonostante la loro massiccia presenza, sono state poco studiate dai ricercatori, e di conseguenza, il loro impatto su sviluppo, fisiologia, immunità e alimentazione umana è pressoché sconosciuto. Da quando nel giugno del 2002 la mappa genetica dell’uomo è stata completata con l’identificazione di circa 20-25 mila geni - le unità ereditarie fondamentali di tutti gli organismi viventi -, la medicina ha fatto inimmaginabili passi avanti, riuscendo ad individuare tempestivamente le strategie più efficaci per curare, ma soprattutto prevenire molte malattie. E ciò che sino a pochi anni fa’ poteva sembrare fantascienza, è ora realtà. E’ così nata anche la ‘nutrigenomica’, ovvero l’applicazione pratica al campo dell’ alimentazione dei progressi realizzati nella scienza della genetica. L’Expo 2015 dovrebbe incoraggiare, anche in sede espositiva, la presentazioni di risultati di studi volti a approfondire i rapporti tra microbioma intestinale, profilo gentico umano, pattern alimentare, rischio di malattie croniche degenerative e possibili interventi con l’uso oculato di alimenti particolari, di integratori, functional foods e probiotici nell’intento di prevenire l’insorgere di queste malattie. Imprese, salute e migliori stili di vita Il ruolo delle imprese è essenziale per garantire migliori stili di vita alle persone. Una maggiore consapevolezza da parte delle imprese alimentari e distributive circa la necessità che anche le imprese svolgano, in proposito, un ruolo attivo, è essenziale per perseguire con successo tale obiettivo. Produttori e distributori possono adottare strategie coerenti con la salute non solo per la reputazione dell’impresa, ma anche per ottenere significativi vantaggi competitivi. L’EXPO 2015 dovrebbe rappresentare uno momento di valorizzazione di quelle imprese, che si impegnano a migliorare la qualità dietetico-salutistica degli 57 alimenti, compiendo chiare scelte nella direzione della difesa della salute e dell’ambiente. Sport e benessere E’ assodato che fra pratica sportiva e alimentazione esiste una stretta interrelazione. In particolare tenendo conto della diffusione di stili di vita sedentari nelle società sviluppate, le promozione di una pratica sportiva di massa, fondamentale per mantenere il corpo sano e in attività. Tuttavia, la pratica sportiva, a livelli agonistici e spesso anche pre-agonistici, è in alcuni casi contaminata dall’utilizzo di sostanze tese a migliorare le performance degli atleti. Tali sostanze possono essere dichiarate illecite, e quindi rientrare a pieno titolo nella casistica del doping, o comunque essere dannose per la salute, anche se non illecite. L’Expo 2015 può essere un’occasione promozionale anche per prodotti e tecnologie correlate alla pratica sportiva, che trovano nel nostro paese punte di eccellenza a livello mondiale. Inoltre, sarebbe utile promuovere una riflessione sull’evoluzione della ricerca in materia di sostanze capaci di “integrare” la pratica atletica e sportiva. 5.7 L’alimentazione nelle culture e nelle etnie Obiettivo: Promuovere una diffusione delle diverse culture alimentari ed, infine, favorire la conoscenza degli usi e costumi alimentari di persone di diversa provenienza, anche come fattore di integrazione sociale e come occasione di dialogo fra popoli. Sottolineare inoltre la componente essenziale legata al lavoro dell’uomo nella produzione agro-alimentare. Storia e tradizione dell’alimentazione nelle diverse culture L’aspetto storico e culturale dell’alimentazione trova in questo sottotema la possibilità di valorizzazione. L’Expo sarà infatti anche un momento di incontro conviviale, che offrirà la possibilità ai visitatori di poter apprezzare le tradizioni gastronomiche dei diversi paesi. 58 L’Expo 2015 dovrebbe quindi valorizzare, in tutte le occasioni, la tradizione enogastronomica dei vari paesi e più specificamente quello italiano, mettendo in anche risalto la radice culturale e territoriale dell’alimentazione proposta. Globalizzazione e cultura alimentare La globalizzazione esercita una notevole influenza sulla cultura alimentare. La maggiore mobilità delle persone porta con sé una internazionalizzazione delle abitudini alimentari. Questi profondi cambiamenti presentano opportunità ma anche rischi. Da un lato favoriscono l’incontro, il dialogo, la interazione tra diverse tradizioni alimentari, una maggiore conoscenza reciproca. D’altra parte, è possibile che questo fenomeno possa generare forme di appiattimento e di omologazione globale delle abitudini alimentari con un depauperamento delle singole tradizioni alimentari, una minore varietà, un impoverimento culturale. L’Expo 2015 dovrebbe prendere in considerazione questi aspetti bivalenti delle abitudini alimentari. In particolare, potrebbe essere utile mettere in risalto quelle realtà imprenditoriali (di produzione, trasformazione, ristorazione) che riescono a integrare esigenze alimentari differenti. Una cultura dell’innovazione e del design L’Italia offre una cultura alimentare diffusa e popolare e al tempo stesso di grande raffinatezza, rispettosa e aperta alle altre culture e tradizioni, una cultura che favorisce un equilibrio tra innovazione e tradizione. Un ruolo fondamentale è svolto dal Food design e in generale dal design applicato anche ai diversi comparti merceologici collegati (domotica, utensileria, packaging e confezionamento, ecc.). L’Expo 2015 dovrà rappresentare un veicolo promozionale per il Design italiano nel mondo, recuperando la tradizione che fa capo ad aziende storiche del nostro Paese, che auspicabilmente devono trovare un’opportunità di esposizione dei propri prodotti, eventualmente in collaborazione con prestigiose istituzioni (ad esempio la Triennale di Milano). Politiche di riconoscimento del valore culturale dell’alimentazione Proprio per la rilevanza che l’alimentazione assume sotto il profilo culturale, è possibile individuare nuovi approcci, modalità e strumenti per realizzate tale obiettivo. Recentemente, è stata, per esempio, avanzata la proposta di inserire la 59 dieta mediterranea nella lista del patrimonio dell'umanità all'Unesco, per il valore storico e culturale che caratterizza tale modello alimentare. L’Expo 2015 dovrebbe favorire l’adozione di politiche di valorizzazione del valore culturale e tradizionale dei prodotti alimentari, promuovendo per esempio iniziative presso la FAO e l’OMS affinché avviino delle procedure simili a quelle promosse dall’UNESCO, per il recupero e salvaguardia di prodotti di nicchia. 60