Pavimenti e Superfici Continue

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le categorie di imprenditori edili presenti sul mercato, in accordo con le specifiche esigenze
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Nota del
Presidente
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Giorgio Carissimi
Un impegno per
il futuro
NEL MESE DI MARZO SI CONCLUDE IL MIO MANDATO DI PRESIDENTE,
MA PROSEGUE L’IMPEGNO PER L’ASSOCIAZIONE
Scrivere questo editoriale non è stato
semplice.
Sono un uomo che crede nell’azione
ed è abituato a dedicare poco spazio
alle “cosiddette chiacchiere”. Non
sono quindi adatto a dedicare il mio
tempo alle autocelebrazioni, ai ricordi
del passato, ai riconoscimenti pubblici
e privati, alle diatribe verbali.
Chi mi ha conosciuto sa quanto sia da
sempre abituato a pensare al domani,
a quello che ancora c’è da fare, allo
sviluppo futuro.
Per questo non sono riuscito, in
questo che è il mio ultimo editoriale
da Presidente, a trovare parole su
questi otto anni passati alla guida del
CONPAVIPER, se non per ringraziare
tutti coloro con cui ho avuto la
fortuna di condividere questo proficuo
lungo periodo: Consiglieri, Consulenti,
Professori, Liberi Professionisti e la
nostra Segreteria.
Mi è più facile, invece, scrivere sul futuro e sui programmi in corso di realizzazione
e da avviare.
Primo fra tutti proprio la nascita di questa nuova rivista, Pavimenti e Superfici
Continue, che rappresenta appieno la scelta strategica di CONPAVIPER:
rappresentare l’intero settore dei pavimenti in calcestruzzo e in resina.
Per far questo il Direttivo ha già avviato la trasformazione dell’Associazione
con la nascita del Comitato Resine nel 2008, a cui dovrà seguire la nascita del
Comitato Pavimenti in calcestruzzo nel 2009.
Una priorità che dovrà consentire in tempi rapidi di poter proseguire con altri
progetti. Tra questi, prima della conclusione del mio mandato, vorrei che si
arrivasse al compimento di alcuni a cui tengo particolarmente:
- il nuovo sito CONPAVIPER;
- il riconoscimento dei pavimenti industriali nelle norme tecniche;
- le linee guida sugli spolveri, sugli additivi per pavimenti e sui calcestruzzo
fibrorinforzati per pavimenti;
- l’avvio del progetto di formazione e qualificazione degli addetti del settore;
- l’avvio della revisione del Codice di Buona Pratica Calcestruzzo.
Vorrei chiudere questo mio editoriale con un messaggio dedicato a chi, dopo
di me, avrà la responsabilità della presidenza dell’Associazione, con l’augurio
non solo di poter proseguire nello sviluppo di CONPAVIPER e del settore ma
soprattutto di poter ottenere quell’arricchimento professionale e umano che ha
caratterizzato questo periodo importante della mia vita.
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MADE expo 2009,
Milano
Pavimentazioni areate
in calcestruzzo,
Università di Brescia
Gutta Werke, Filago (BG)
Ripristino di pavimentazioni
industriali esistenti,
Università di Cagliari
In copertina la pavimentazione
in resina della Fiera di Milano
realizzata da IPM Italia srl
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Sommario
Organo ufficiale
di CONPAVIPER
Associazione Nazionale
Pavimentazioni Continue
Sede Legale
Via Dessiè, 2
00199 Roma
Δ nota del Presidente
Un impegno per il futuro
di Giorgio Carissimi ...................... 2
Δ sottofondo editoriale
Pavimenti e superfici continue
di Andrea Dari ............................ 6
Δ MADE expo 2009
Tutto il mondo dell’edilizia .............. 10
Δ il punto
Pavimentazioni areate in calcestruzzo:
studio sperimentale e numerico
di Fausto Minelli, Giovanni Plizzari,
Marco Locatelli ........................... 14
Analisi dell’aderenza di un getto
complementare di calcestruzzo per il
ripristino di pavimentazioni industriali
esistenti di Luisa Pani, Sergio Tattoni,
Monica Valdes ............................. 26
Δ news ....................................... 36
Δ dal mercato ................................ 46
Δ da CONPAVIPER .............................. 54
Sede Operativa
Viale della Libertà, 31
55049 Viareggio (LU)
Tel. 0584.370863
Fax 0584.398235
Direttore Responsabile
Andrea Dari
Comitato di Redazione
Giorgio Carissimi (Presidente)
Antonino Caneva
Luciano Massazzi
Ivo Salvini
Coordinamento Editoriale
Patrizia Ricci
Redazione
Stefania Alessandrini
Marco Renzi
Patrizia Ricci
Susanna Tontini
Per inserire pubblicazioni aziendali
Imready srl
Strada Cardio, 4
47891 Galazzano - RSM
Tel. 0549.941003
Fax 0549.909096
e-mail [email protected]
Pubblicità
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Strada Cardio, 4
47891 Galazzano - RSM
Tel. 0549.909090
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Editore
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Strada Cardio, 4
47891 Galazzano - RSM
Tel. 0549.941003
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Stampa
Studiostampa sa
La rivista è aperta alla collaborazione di
tecnici, studiosi, professionisti, industriali.
La responsabilità di quanto espresso negli
articoli firmati rimane esclusivamente
degli Autori.
Autorizzazione:
Segreteria di Stato Affari Interni
Prot. n. 2188/75/2008 del 21/11/2008.
Copia depositata presso il Tribunale della
Rep. di San Marino
Δ cerco e offro .............................. 66
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sottofondo
editoriale
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Andrea Dari
Pavimenti e
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PAVIMENTI E SUPERFICI CONTINUE NON È UNA NUOVA RIVISTA,
MA LO SVILUPPO DI PAVIMENTI INDUSTRIALI.
LA RIVISTA È L’ORGANO UFFICIALE DI CONPAVIPER.
immagini del settore. All’interno verranno inserite alcune
nuove rubriche, per rendere più pratica la rivista e vicina al
settore. La rivista sarà disponibile anche su internet, sul sito
della Casa Editrice Imready (www.imready.it).
Servizi per le aziende Associate CONPAVIPER
La rivista è l’organo ufficiale di CONPAVIPER. Ci si è quindi
Pavimenti Industriali 21
Pavimenti
Industriali
Edizioni IMREADY
Associazione Nazionale Pavimentazioni Continue
Spedizione in abbonamento postale - Tabelle B - (Tassa riscossa) - autorizzazione rilasciata a IMREADY SRL - N. 880 del 06.02.08 della Direzione Generale PP.TT. della Rep. S. Marino
Nel dicembre del 2007 l’Assemblea CONPAVIPER approvava
l’aggiornamento dei documenti
statutari, e con essi, anche il nuovo
acronimo dell’Associazione, ovvero
ENTE GIURIDICO CONPAVIPER,
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PAVIMENTAZIONI CONTINUE.
Non si è trattato di un semplice
passaggio nozionistico, ma di una
scelta importante che porta CONPAVIPER a rappresentare non solo
le imprese che realizzano pavimenti
industriali, ma tutto il settore delle
pavimentazioni continue rigide, che
hanno per elemento comune la
base in calcestruzzo e si differenziano per il trattamento superficiale o
per la destinazione d’uso.
Ovviamente non è stato sufficiente
questo passaggio formale per allargare il campo di azione dell’Associazione; in questo anno è nato quindi
il Comitato Resine, con l’obiettivo
di ottenere migliore gestione delle
strategie e delle attività del comparto dei rivestimenti in resina ed
è previsto all’ordine del giorno del
Consiglio Direttivo la nascita del
Comitato Pavimenti in Calcestruzzo. Contemporaneamente i Comitati Tecnici hanno allargato il loro
campo ad argomenti che interessano l’intera filiera e un gruppo di
lavoro ha progettato un nuovo sito
CONPAVIPER, più ampio del precedente, con aree specificatamente dedicate alla promozione delle
aziende che operano nel settore.
Questa evoluzione non poteva non
riguardare anche l’organo ufficiale
dell’Associazione, che da oggi quindi esce nella nuova veste editoriale.
PAVIMENTI E SUPERFICI CONTINUE non è quindi una nuova rivista, ma lo sviluppo di PAVIMENTI
INDUSTRIALI. Della precedente
rivista mantiene alcune caratteristiche, che l’avevano fatta apprezzare
all’intero settore, tra cui la presenza della parte dedicata agli articoli
tecnici.
Pavimenti e Superfici Continue presenta però anche delle importanti
novità, a cominciare dal formato,
che diventa più grande (207 mm
di base per 276 mm di altezza) per
poter dare maggiore evidenza alle
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Copertina di Pavimenti Industriali n°21.
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posto il problema di come dare un
servizio migliore alle aziende Associate. Innanzitutto viene estesa
l’area dedicata all’elenco degli iscritti, per poter dare nei prossimi numeri maggiori informazioni; come
annunciato da una circolare dell’Associazione (Circolare 40/2008) è
in fase di realizzazione il nuovo sito
CONPAVIPER, che prevede la possibilità per ogni azienda Associata di
inserire una propria scheda con le
informazioni più utili come il campo
di attività, le certificazioni, le specializzazioni.
Quando il sito sarà pronto la rivista
pubblicherà, di volta in volta, l’elenco degli Associati, riportando i dati
aggiornati.
Viene inoltre creata la rubrica “cerco e offro” destinata a pubblicare le
proposte e le richieste delle aziende associate riguardanti macchine e
attrezzature usate, personale, materiali. Anche in questo caso, quando il sito sarà pronto, viaggerà in parallelo con la rivista pubblicando gli
annunci. Infine verranno pubblicate
le convenzioni firmate dall’Associazione a favore degli iscritti.
Pavical e altre certificazioni
CONPAVIPER ha da tempo avviato un processo di qualificazione del
settore. Ne sono una testimonianza
il Sistema PAVICAL, che ha già raccolto l’adesione di numerosi impianti che producono calcestruzzo, e il
progetto di certificazione dei cicli
resinosi, obiettivo primario del Comitato Resine. Sulla rivista verranno
pubblicati con continuità gli elenchi
delle aziende certificate e tutte le
informazioni utili.
Job report
Si tratta di un’area dedicata ai report di casi pratici attinenti il settore. L’obiettivo è quello di dare la
possibilità al lettore di conoscere
nuove applicazioni, realizzazioni particolari, nuove attrezzature
o tecnologie e, quindi, anche alle
aziende del settore di comunicare
in modo tecnico. Quando la Casa
Editrice ha ipotizzato di inserire una
rubrica di questo tipo si è posta
naturalmente la domanda se non vi
fosse il rischio, in questo modo, di
inserire dei “publiredazionali” su una
rivista che vuole essere trasparente
e concreta nei confronti del lettore.
Molte riviste, infatti, per ovvi motivi commerciali, ospitano sulle loro
pagine articoli a pagamento che
purtroppo finiscono per non dare
quel contributo tecnico e veritiero
che il settore si aspetta. Per questo
motivo è stato deciso di creare un
modello nuovo di pubblicazione di
job report. La redazione tecnica
produrrà nei prossimi mesi alcuni capitolati tecnici per l’esecuzione di job report da sottoporre alla valutazione degli
organi CONPAVIPER. L’azienda che vorrà quindi pubblicare
un job report dovrà sottoscrivere il capitolato tecnico che
definirà in modo chiaro e trasparente l’operato del giornalista tecnico e delle prove che chiederà di eseguire.
La Rubrica “cerco e offro”.
Per esempio, nel campo dei pavimenti realizzati con calcestruzzo fibrorinforzato, il capitolato prevederà quali informazioni devono essere messe a conoscenza del giornalista
sul calcestruzzo di partenza, sulla realizzazione, quali tipi di
prove verranno eseguite (e quali laboratori potranno farlo)
e, naturalmente, il fatto che i risultati non possano essere modificati. In questo modo il lettore avrà a disposizione
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articoli tecnici veri, l’azienda che ha
richiesto il servizio potrà dare una
testimonianza attendibile della sua
attività e la rivista manterrà quel
livello di qualità che da sempre gli è
stato attribuito.
Resta la rubrica “dal mercato”, che
gli inserzionisti possono utilizzare
per proprie brevi comunicazioni
redazionali.
Una rivista aperta
Pavimenti e Superfici Continue è
una rivista aperta. Chiunque desiderasse pubblicare un articolo può
proporsi, contattando la redazione.
Ogni testo verrà sottoposto all’attenzione del Comitato di Redazione CONPAVIPER per ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione.
Per la pubblicità
Sulla rivista possono fare pubblicità aziende Associate e non.
IDRA sa è la concessionaria per la vendita di spazi pubblicitari (Tel. 0549.909090 - Fax 0549.909096 - e-mail: [email protected])
La Casa Editrice ha inserito anche la possibilità di acquisire
spazi di piccole dimensioni e più economici per consentire
anche alla aziende più piccole di poter utilizzare la rivista per
farsi conoscere.
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MADE expo 2009:
tutto il
mondo dell’edilizia
MADE expo, la principale manifestazione
italiana e internazionale dedicata al mondo
delle costruzioni, apre dal 4 al 7 febbraio
2009 la sua seconda edizione presso il polo
fieristico Milano-Rho.
MADE expo è un’occasione di confronto e
visibilità per tutte le realtà del settore, uni-
te dall’obiettivo di ricercare nuove soluzioni
tecnologiche e progetti per anticipare le esigenze abitative della “città del futuro”, tema
dominante della prossima edizione in vista
del grande appuntamento internazionale
dell’Expo 2015.
La manifestazione conferma anche quest’an-
no la formula espositiva della Federazione di
Saloni, un nuovo modo di fare sistema tra i
vari comparti della filiera edile.
Grande visibilità sarà data quest’anno al
comparto delle pavimentazioni, al quale sarà
dedicata un’area di 40.000 mq nei padiglioni
1 e 3, dove saranno presentate tutte le tipo-
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logie e i materiali relativi ai pavimenti e alle
superfici continue: legno, laminati, tessuti,
moquette, pavimenti ferrosi, pietra naturale
e resine.
Una chiave di lettura diversa per la filiera
della pavimentazione, che unisce in un unico
spazio l’anima del comparto più orientata al
design e quella più rivolta agli spazi industriali.
Al pubblico specializzato presente a MADE
expo saranno presentate proposte versatili,
che rispondono alle diverse esigenze estetiche e tecniche e percorrono tutto lo spettro di possibilità di soluzioni e materiali, dal
legno al marmo, dalla ceramica alle resine,
oltre alle pavimentazioni di tipo artistico.
Ad aprire l’appuntamento fieristico sarà il
grande convegno inaugurale “CITYFUTURES. Architettura, design e tecnologie per la
città del futuro”, organizzato in collaborazione con SITdA, Società Italiana di Tecnologia
dell’Architettura.
Tema del convegno, che si terrà il 4 e il 5
febbraio 2009, è l’evoluzione del concetto
stesso di territorio metropolitano e la transizione verso la città di domani. Interverranno politici, ricercatori e scienziati da tutto il
mondo, tra i quali Gary Lawrence, Zheng
Shiling, Lee Schipper e George Kunihiro.
Partendo dalla convinzione che le risposte ai
grandi problemi delle città del futuro sono
già in nuce nel presente, il convegno proporrà un’indagine approfondita delle nostre
aree urbane, cercando non tanto scenari futuribili quanto i possibili sviluppi lungo linee
di continuità che realisticamente aiutino ad
individuare le strutture abitative di domani.
L’analisi, strutturata in tre fasi - continuità,
transizione, cambiamento - cercherà di evidenziare inoltre il campo di responsabilità e
di impegno progettuale delle diverse realtà
del settore costruzioni.
In programma per la prossima edizione di
MADE expo anche Toy Building, un importante evento collaterale in occasione della
grande mostra sul Futurismo a Milano.
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FERROVIA
GENO
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Come raggiungere il MADE expo.
Per riscoprire la voglia di giocare con l’architettura, combinando invenzione progettuale, innovazione di materiali e tecniche
costruttive, MADE expo si fa dunque promotrice della progettazione e costruzione di
un moderno Toy Building dedicato al fascino
dell’architettura intesa come gioco e giocattolo, al sogno di costruire senza una precisa ragione che non sia il semplice gusto di
mescolare spazi e volumi, materiali e colori,
che sarà dal 3 febbraio 2009 nella Piazzetta
Reale di fianco a Piazza Duomo.
Numerose inoltre le iniziative rivolte alle singole aree specialistiche, in particolare “Made
in Posa Europe”, la seconda edizione della
gara di posa organizzata da A.I.P.P.L. (Associazione Italiana Posatori Pavimenti di Legno) che vedrà coinvolti quest’anno giovani
posatori provenienti da Germania, Austria,
Polonia e Italia. In programma anche la seconda edizione della mostra “Laboratorio di
architettura”, a cura della rivista OF ARCH,
dedicata quest’anno al tema “Progettare e
costruire per il benessere della terra”.
MADE expo 2009 intende consolidarsi
come punto di riferimento mondiale e allo
stesso tempo rafforzare il legame con le
aziende rivolte al mercato nazionale, per
coinvolgere in maniera più organica tutto il
tessuto italiano.
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SPECIALIZZAZIONEDEDICATIAMATERIALIDACOSTRUZIONESTRUTTUREESISTEMI
COSTRUTTIVITECNOLOGIEPERLIMPERMEABILIZZAZIONELISOLAMENTOE
ILRISANAMENTOMACCHINARIIMPIANTISTICABUILDINGAUTOMATIONSOLUZIONI
PERLASOSTENIBILITËENERGIERINNOVABILISISTEMIDIFACCIATAESERRAMENTI
CHIUSUREPROTEZIONISOLARIAUTOMAZIONICOPERTURECOLOREEDECORAZIONE
TECNOLOGIEPERLAPRODUZIONEDISERRAMENTIPORTEPORTONISCALE
PAVIMENTIERIVESTIMENTIlNITUREPERLARCHITETTURASOFTWARE
IMPIANTISTICASPORTIVAPISCINEFITNESSARREDOURBANO
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il punto
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FAUSTO MINELLI,
Università di Brescia
GIOVANNI PLIZZARI,
Università di Brescia
MARCO LOCATELLI,
Gutta Werke, Filago (BG)
Pavimentazioni
areate in calcestruzzo:
studio sperimentale e numerico
1. INTRODUZIONE
La presenza eccessiva d’umidità nelle parti
costituenti un edificio rappresenta certamente un elemento di degrado ed insalubrità per l’edificio. Per questo motivo si è da
sempre cercato di limitare gli effetti negativi
causati dall’umidità attraverso degli accorgimenti sia in fase progettuale che in fase
realizzativa.
Il vespaio o vespaio aerato è una camera
d’aria che si realizza nelle costruzioni al fine di migliorare le condizioni dell’ambiente
abitativo. Da quando l’uomo ha cominciato
a vivere in maniera sedentaria e quindi a
costruire delle vere e proprie abitazioni, ha
dovuto fare i conti con l’umidità, che rendeva l’edificio freddo e insalubre. Già in epoca
romana, per ottenere degli spazi vuoti al di
sotto degli edifici, venivano utilizzate delle
anfore, che tuttora si ritrovano nel corso
degli scavi archeologici.
Allo stato attuale, si possono individuare diversi tipi di vespaio:
• vespaio in pietrame;
• vespaio in muretti e tavelloni;
• vespaio con travi in legno;
• vespaio con elementi plastici.
Questi elementi consentono di rimuovere
gli sgradevoli e insalubri effetti dovuti alla
formazione di condense e muffe oltre a eliminare il rischio di infiltrazioni dal terreno di
gas radon. I regolamenti d’igiene delle varie
regioni italiane, per tutti i locali che hanno
destinazione che comporta permanenza
di persone, prescrivono l’obbligo di predisporre dispositivi tecnici tali da assicurare sia
lateralmente che inferiormente una buona
ventilazione delle superfici. Proprio in questi ultimi anni si è sviluppata una tecnologia
nell’esecuzione dei vespai areati che fa apparire come superate le tipologie di vespaio
appena esposte; essa fa uso dei cosiddetti
“igloo”, cioè di casseri a perdere in materiale
plastico riciclato sagomati in modo da essere
ermeticamente collegati fra loro e costituiti da una calotta piana o convessa (Figura
1) modellata con nervature di irrigidimento
diagonali su quattro supporti di appoggio.
Gli igloo presentano dimensioni in pianta
solitamente pari a 50x50 cm o 75x75 cm
e altezza dipendente dallo spessore voluto
per l’intercapedine. Il pavimento areato a
ventilazione naturale gettato su igloo viene ottenuto dopo alcune fasi lavorative: la
prima consiste nello scavo di sbancamento
e nella sistemazione, a perfetto livello, del
fondo scavo (Figura 2).
Lo scavo di sbancamento viene seguito dalla
formazione del piano di posa degli igloo (di
spessore e armatura dipendente dalle condizioni di carico) mediante getto di calcestruzzo. Quindi, si predispongono i punti e le
condotte di ventilazione e sfiato tra i diversi
vani del reticolo di fondazione con l’esterno,
si posano tutte le eventuali tubazioni per gli
impianti e le casseforme modulari plastiche
con relativi pannelli ferma getto che hanno la
funzione sia di impedire la penetrazione del
calcestruzzo nella parte cava della piattaforma autoportante durante il getto, sia di fungere da casseri per la formazione dei cordoli
e delle travi di fondazione. In questo modo
si formano da una parte una piattaforma pedonabile, sopra la quale viene eseguita la po-
sa in opera del calcestruzzo necessaria per il
riempimento dei volumi creatisi dall’accostamento delle gambe degli igloo e per la formazione della soletta (previa eventuale posa
della rete elettrosaldata), e dall’altra parte
un’intercapedine che viene ventilata grazie
al collegamento con tubazioni all’esterno del
fabbricato.
Usualmente i collegamenti sono posti a nord
e a sud, i primi (di entrata) a livello del piano campagna, mentre i secondi (di uscita)
vengono portati fino oltre il tetto. In questo
modo viene garantito un continuo flusso
d’aria che consente l’asportazione dell’umidità e la diminuzione della concentrazione
del gas radon (gas radioattivo proveniente
dal suolo). I vespai ventilati realizzati con cupole in plastica riciclata devono la loro rapida
diffusione ai numerosi vantaggi che sono in
grado di offrire rispetto ai vespai tradizionali;
fra i tanti, è opportuno menzionare:
• la possibilità di posa su qualsiasi superficie
di appoggio (calcestruzzo magro, terreno);
• la facilità di posa degli igloo, grazie alla
leggerezza di questi elementi e alla semplicità di incastro reciproco; ciò determina anche una notevole velocità di posa in opera;
• l’adattabilità a qualsiasi forma in pianta:
infatti, gli igloo possono essere tagliati agevolmente mediante un comune seghetto,
che consente loro di adattarsi al meglio alle
diverse perimetrie;
• la pedonabilità a secco durante le fasi di
lavoro che consente agli operai di agire in
completa sicurezza;
• la possibilità di alloggiare sotto il pavimento gli impianti e gli scarichi, rendendoli
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Figura 1: La tipologia di igloo utilizzata nella sperimentazione.
Figura 3: Provino prima della prova sperimentale.
Figura 2: Rappresentazione di un vespaio su igloo.
Figura 4: Allestimento di una tipica prova sperimentale.
così ispezionabili e modificabili (attraverso
pozzetti e/o botole) allo scopo previsti ed
evitando, in questo modo, il ricorso alle opere di demolizione che si rendono necessarie
ogni volta si voglia intervenire sugli impianti
annegati nel calcestruzzo;
• la riduzione nel consumo di calcestruzzo. Questo aspetto ha consentito agli igloo
di raccogliere pareri positivi anche presso
i sostenitori della bioedilizia. Infatti, grazie a questi elementi, è possibile diminuire
l’impatto ambientale globale dell’edificio in
quanto si riducono le quantità necessarie di
materiali i cui processi produttivi sono fortemente penalizzanti da un punto di vista ambientale (come nel caso del cemento).
Il fatto che la plastica (materiale di per sé
tutt’altro che ecologico) utilizzata derivi da
altri impieghi (sia, cioè, riciclata) costituisce
un ulteriore fattore di sostenibilità dei prodotti considerati.
• la riduzione nel consumo di aggregati,
dunque un contributo alla limitazione dello
sfruttamento delle cave.
A questi si aggiungono, come già accennato,
il convogliamento del gas radon all’esterno
dell’edificio e la formazione di un’efficace
barriera alla risalita capillare dell’umidità,
grazie alla continuità degli elementi collegati
che permettono l’isolamento della soletta
dallo strato di calcestruzzo magro.
Un ulteriore aspetto caratterizzante gli igloo
è la versatilità, infatti, in aggiunta ai vespai
ventilati, essi possono essere utilizzati:
• nelle infrastrutture stradali e di urbanizzazione, in sostituzione delle condutture
per il passaggio delle reti tecnologiche sotto
marciapiedi, percorsi pedonali e ciclabili;
• nell’industria agricola, per le pavimentazioni di silos e capannoni, attraverso cui
avviene l’insufflaggio d’aria per l’essiccazione
dei cereali;
• nell’industria della conservazione, per la
ventilazione delle pavimentazioni delle celle
frigorifere;
• per la costruzione di impianti ecologici
come discariche e bacini idrici per l’accumulo
delle acque;
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il punto
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Figura 6: Fessurazione esclusivamente
per punzonamento, provino 1, serie 1.
Figura 7: Vista globale del Test 6 a rottura. Si noti la significativa deformata
flessionale dell’elemento.
• per realizzare campi di calcio per consentire un’adeguata filtrazione delle acque meteoriche senza che avvenga il congelamento
del terreno di gioco durante la stagione
invernale. In questa memoria vengono presentati risultati numerici e sperimentali (di
due differenti campagne) relativi a prove su
porzioni di vespaio ventilato. In particolare,
Figura 5: Curva Carico-Spostamento in mezzeria relative ai 6 provini testati del primo set.
si è voluto testare i campioni di vespaio sia
a flessione che a punzonamento e verificare se la rete elettrosaldata, ovvero la presenza di fibre di acciaio, contribuiscano e in
che maniera a migliorare il comportamento
strutturale in termini di capacità portante e
controllo della fessurazione.
Sono state realizzate nove prove sperimentali su pavimentazioni areate, con diversi dosaggi di fibre e con la presenza o meno di
rete elettrosaldata.
Un significativo e ampio studio numerico
ha inoltre consentito di mettere in luce le
principali problematiche sperimentalmente
individuate, confermando l’utilità del calcestruzzo fibrorinforzato e la possibilità di ottimizzare la geometria.
2. SPERIMENTAZIONE
Al fine di caratterizzare a flessione e punzonamento il comportamento di solai areati, due serie di test sperimentali sono stati
eseguiti presso il Laboratorio Prove Materiali “Pietro Pisa” della Facoltà di Ingegneria
di Brescia, prevedendo l’applicazione di un
carico concentrato crescente in corrispondenza della parte centrale della cappa di
calcestruzzo del provino rappresentativo di
una porzione di solaio. Per la realizzazione e
il getto dei provini è stato innanzitutto realizzato un basamento in calcestruzzo dello
spessore di 10 cm, realizzato allo scopo di riprodurre lo strato di sottofondo in magrone.
Una volta indurito il calcestruzzo magro del
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Mapecrete System
Le tecnologie Mapei per il calcestruzzo senza ritiro
Ritiro finale dei
conglomerati
estremamante basso
Controllo ed
eliminazione delle
fessurazioni da
ritiro igrometrico
Riduzione della
maturazione ad umido
Maggior facilità
nella gestione del
cantiere
I laboratori Mapei hanno
sviluppato un sistema che
consente di compensare il naturale
fenomeno del ritiro del
calcestruzzo, facendo ricorso ad
opportuni additivi, che permettono
di controllare tutti i processi
chimico-fisici che trasformano la
miscela dallo stato fresco a quello
indurito. Vi è, quindi, la possibilità
di ridurre il numero dei giunti,
facendoli corrispondere a quelli di
costruzione, che, a loro volta,
possono essere eseguiti con
opportuni rinforzi, eliminando tutti
i punti deboli della pavimentazione.
Quando vi è la necessita di
disporre di grandi superfici,
funzionali a un traffico pesante
e continuo, durabili nel tempo,
MAPECRETE SYSTEM
è la risposta adatta.
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PROVA
1-RETE
CARICO
MASSIMO [kN]
MEDIA
[kN]
151
193
(piastra differente) (213 se TEST 1 escluso)
3-RETE
227
5-RETE
200
2
195
4
159
6
153
169
Tabella 1: Valori numerici di carico massimo
e relative medie.
MATERIALE
Figura 8: Curva Sforzo Nominale-Apertura di fessura per travette secondo
normativa UNI 11039.
basamento sono stati posizionati nove igloo
Drytek 450, ognuno dei quali con altezza,
in corrispondenza del colmo della cupola,
pari a 45 cm ed ingombro, in pianta, pari a
58.4x58.4 cm (Figura 1). Gli igloo sono stati
accostati ed incastrati l’uno con l’altro in modo da formare una piattaforma pedonabile
di dimensioni in pianta pari a 168.2x168.2
cm. Al di sopra della piattaforma, formata
dagli elementi plastici, è stato gettato calcestruzzo di classe C20/25 in modo da ottenere una cappa dello spessore minimo di 5 cm
(in corrispondenza del colmo delle cupole
plastiche) e il riempimento di tutti i volumi
tra le gambe degli elementi plastici.
Con il fine di riprodurre l’effetto cerchiante
dei cordoli di fondazione, nella cappa sono
state inserite quattro barre d’acciaio B450 C
con diametro di 12 mm, disposte ad 1 cm di
distanza dal colmo degli igloo e a due a due
perpendicolari. Per tre provini, prima del
getto della cappa, si è proceduto anche alla
disposizione di un foglio di rete elettrosaldata (acciaio B450 C) ϕ 5 con maglia di 20x20
cm, disposta a metà altezza.
La Figura 3 mostra un provino prima
dell’esecuzione del test a rottura. Nella
prova sperimentale si è applicato un carico concentrato monotonamente crescente
al centro dell’igloo centrale, attraverso un
martinetto elettromeccanico a vite traslante, in dotazione presso il Laboratorio, in grado di trasmettere un carico massimo di 500
kN e avente una corsa massima di 300 mm.
feq(0-0.6)
[MPa]
feq(0.6-3)
[MPa]
20 Kg/m3
2.13
1.59
30 Kg/m3
2.64
2.67
Tabella 2: Sforzi equivalenti dei due
materiali fibrosi adottati.
Ogni prova è stata condotta in controllo
di spostamento del pistone del martinetto
elettromeccanico, imponendo una velocità
di avanzamento costante pari a 200 µm/
min, ridotta in corrispondenza di fasi instabili e/o di meccanismi locali, quali lo sviluppo
del punzonamento. In questo modo è stato
possibile condurre ogni prova sperimentale
in maniera stabile anche in corrispondenza
di rami discendenti di carico, consentendo
pertanto valutazioni circa le fasi post-picco
e, inoltre, circa la duttilità. Il martinetto in
oggetto è stato montato su un telaio di contrasto, come mostrato in Figura 4.
Per la valutazione degli spostamenti dei col-
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Figura 9: Curva Carico-Spostamento in mezzeria relative ai 3 provini testati del secondo set.
mi delle volte degli igloo costituenti i vespai
di prova sono stati utilizzati dei trasduttori
di spostamento induttivo (LVDT, acronimo
di Linear Variable Differential Transformer),
posti al centro di 7 delle 9 voltine costituenti
l’elemento strutturale (Figura 3).
Tra le variabili investigate maggiormente significative vi è la dimensione della piastra di
acciaio di ripartizione del carico trasmesso
dal martinetto elettromeccanico al provino
(impronta di carico).
Le dimensioni di tale piastra sono in stretta
relazione alla tipologia di collasso atteso, per
flessione o per punzonamento (con le impronte di carico minori). Nelle due diverse
fasi sperimentali sono state scelte differenti
impronte di carico, come specificato nel seguito.
La prima serie di prove sperimentali ha riguardato sei provini [1]:
• I test 1, 3 e 5 hanno riguardato provini
con rete elettrosaldata;
• I test 2, 4 e 6 hanno riguardato provini
senza rete elettrosaldata.
Le prove eseguite si sono differenziate fra di
loro, non soltanto per la presenza o meno
di rete elettrosaldata nel vespaio analizzato,
ma anche per altri aspetti, ad esempio per il
tipo di piastra utilizzata.
Più precisamente, nella prima prova, condotta su un provino provvisto di rete elettrosaldata, non ci si è serviti, contrariamente alle
restanti prove, di piastra quadrata 30x30
cm (impronta pari a 900 cm2), bensì di una
piastra circolare con diametro pari a 25 cm
(impronta di area pari a 490 cm2): questo ha
fatto sì che la prova 1 risultasse decisamente
più penalizzata rispetto alle altre, mostrando
una crisi per punzonamento senza sviluppo
di alcun meccanismo resistente flessionale.
Un’altra differenza tra le diverse prove risiede nelle differenti condizioni di vincolo realizzate nei quattro spigoli della soletta.
Durante le prove 1, 2 e 3, la presenza del
banco di prova a contatto con gli spigoli del
provino ha fatto sì che si creasse una sorta
di vincolo di semi-incastro locale ai quattro
angoli mentre nelle prove 4, 5 e 6 sono stati adottati dei sistemi per tenere distaccato
il banco di prova dalla soletta del provino,
permettendo quindi il sollevamento libero
dei 4 spigoli. Nella Figura 5 sono riportate
le curve “Carico-Freccia centrale” ottenute
dai 6 provini della prima serie di prove sperimentali.
Nella Tabella 1 sono riportati i carichi massimi registrati per ciascun provino e le medie
dei carichi massimi per le serie con e senza
rete elettrosaldata.
Al fine di rendere i risultati più omogenei e
confrontabili, per quanto riguarda le prove
con rete elettrosaldata viene fornita anche la
media ottenuta escludendo il test 1, in quanto ottenuto con una piastra di dimensioni
minori.
Fatta eccezione per il provino 1, collassato
per punzonamento (Figura 5), i successivi 5
tests hanno mostrato un collasso tipicamente flessionale, con sviluppo di fessurazioni in
corrispondenza delle volte adiacenti a quella
centrale e, inoltre, di significative deformazioni flessionali globali (Figura 6).
La seconda serie di prove sperimentali [2]
ha riguardato tre tests su provini identici dal
TEST
CARICO MASSIMO
[KN]
MEDIA
[KN]
1-2 30 Kg/m3
214
214
2-2 20 Kg/m3
195
199
3-2 20 Kg/m3
203
Tabella 3: Valori numerici di carico massimo e
relative medie ottenuti nella seconda serie di prove.
PROVA 1-2 30Kg/m3
PROVA 2-2 20Kg/m3
PROVA 3-2 20Kg/m3
Figura 10: Punzonamento al termine
delle prove della seconda serie.
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Figura 11: Vista dall’alto della piastra riprodotta nell’analisi numerica.
Figura 12: Mesh della piastra.
punto di vista della geometria, realizzati con
calcestruzzo di classe C25/30, tutti provati
con una impronta di carico pari a 20x20 cm
(400 cm2), per meglio enfatizzare ed indagare l’aspetto strutturalmente più critico di
questi elementi strutturali, vale a dire il punzonamento, soprattutto in applicazioni industriali e, in generale, non residenziali (cioè
applicazioni cioè nella quali vi è la probabilità
di forti concentrazione di carichi, come i magazzini, etc).
Ogni prova, analogamente ai test 4-6 della prima serie, è stata effettuata evitando il
contatto tra il banco di contrasto e i quattro
spigoli. L’aspetto innovativo di questa sperimentazione è stata l’aggiunta di fibre di
acciaio, con diametro di 1 mm e lunghezza
di 50 mm (uncinate alle due estremità) con
quantitativi modesti, tuttavia rappresentativi
della pratica delle pavimentazioni in calcestruzzo fibrorinforzato.
Due prove (Test 2-2 e 3-2) sono stati effettuate con l’aggiunta di 20 kg/m3 di fibre di
acciaio, mentre nel provino 1-2 il contenuto di fibre è stato di 30 kg/m3. Per quanto
concerne le fibre, il relativo contributo resistente è dovuto all’abilità delle stesse di tenacizzare il calcestruzzo fessurato, permettendo trasferimento di sforzi residui tra due
facce adiacenti di una fessura, tanto maggiori
quanto più alta è la resistenza della fibra e/o
il quantitativo.
Nel presente lavoro la resistenza postfessurativa del composito fibrorinforzato
è stata ricavata da prove di flessione su
quattro punti, eseguite su travi prismatiche
intagliate nella mezzeria con dimensioni di
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Figura 13: Confronto tra i risultati sperimentali e le analisi numeriche relativi a provini senza
armatura o con rete elettrosaldata.
utilizzata nei tre provini della seconda serie,
ha mostrato un carico di rottura ben inferiore (di circa il 30%), non giustificabile dalla
resistenza a compressione leggermente inferiore registrata nella prima serie di prove.
Inoltre, dal confronto tra i provini con rete
della prima serie (Test 5) e quelli con fibre
nel secondo, a parità di vincolo, emerge un
contributo della rete sostanzialmente identico a quello del fibrorinforzato, pur con una
impronta di carico che nel primo caso era
doppia rispetto al secondo.
Questo a dimostrazione dell’efficacia del rinforzo fibroso nel mitigare i fenomeni di localizzazione della fessura e punzonamento. In
Tabella 3 vengono mostrati i valori di carico
massimo ottenuti dalla sperimentazione.
Figura 14: Confronto tra i risultati sperimentali e le analisi numeriche relativi a provini con
diverse impronte di carico.
150x150x600 mm, secondo le indicazioni
della Normativa UNI 11039 [3]. In Figura
8 vengono mostrate le curve sperimentali
sforzo nominale-apertura di fessura delle
8 travette, 3 con il quantitativo maggiore di
fibre, 3 con 20 kg/m3 di fibre e due prive di
rinforzo fibroso.
Dal grafico si può evincere come i due quantitativi di fibra non risultino particolarmente
differenti, mentre è chiara l’influenza della
fibra rispetto al calcestruzzo bianco. In accordo alla normativa, sono stati determinati
i valori medi di resistenza equivalente postfessurazione, riassunti in Tabella 2.
La Figura 9 mostra le curve carico spostamento per i 3 provini, evidenziando un comportamento sostanzialmente simile e poco
influenzato dal più alto contenuto di fibre
presente nel Test 3-2. Come atteso, tutti i
campioni sono collassati per punzonamento mostrando un relativo meccanismo resistente flessionale solo per valori molto ampi
di spostamento.
In Figura 10 viene mostrato un particolare
della zona centrale punzonata nei tre provini testati. Il comportamento strutturale
dei provini esclusivamente fibrorinforzati è
risultato abbastanza soddisfacente e soprattutto meno fragile rispetto al provino 1 del
primo set (privo sia di fibre che di armatura
convenzionale). Quest’ultimo, inoltre, pur
essendo soggetto ad una impronta di carico circolare di 25 cm (area pari a 490 cm2),
maggiore di quella quadrata di lato 20 cm
3. ANALISI NUMERICHE
Una volta eseguite le prove sperimentali si
è proceduto a realizzare un modello ad elementi finiti [4] che fosse in grado di simulare
il comportamento di dette pavimentazioni
ventilate, in presenza o meno di rete elettrosaldata, per diverse condizioni di carico, per
diversi spessori della cappa di calcestruzzo
e per diverse tipologie di calcestruzzo, fibrorinforzato incluso. Per poter effettuare
questo studio parametrico è stato innanzitutto necessario cercare di riprodurre nel
modello numerico le condizioni di carico, di
geometria e le caratteristiche dei materiali
utilizzati nelle prove sperimentali, in modo
da poter confrontare i risultati numerici e
sperimentali al fine di validare il modello. In
particolare sono state riprodotte numericamente:
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• la prova 1 della prima serie, per verificare
la capacità del modello di riprodurre la crisi
per punzonamento della pavimentazione;
• le prove 4 e 6 e la prova 5 della prima
serie per valutare la capacità del modello di
riprodurre la crisi della pavimentazione sottoposta ad un carico distribuito su un’area
maggiore (area di carico 30 cm x 30 cm),
rispettivamente nel caso senza e con rete
elettrosaldata.
Per l’esecuzione delle analisi ad elementi finiti si è fatto ricorso al programma DIANA,
sviluppato dalla TNO Building e Construction Research [5 e 6].
Nella costruzione della geometria è stata sfruttata la simmetria del problema per
cui, di fatto, è stata rappresentata solo un
quarto della piastra sperimentale andando
ad inserire degli opportuni vincoli di continuità che riproducessero le reali condizioni
al contorno.
Per quanto riguarda le caratteristiche dei
materiali sono stati inseriti i valori medi
sperimentali di resistenza per il calcestruzzo
mentre per l’acciaio B450 C sono stati utilizzati i valori suggeriti dalla normativa.
Nella modellazione del vespaio si è evitato
di inserire gli elementi plastici (igloo) poiché
essi non contribuiscono in modo significativo
alla capacità portante del vespaio ma fungono soprattutto da cassero a perdere.
Per riprodurre il comportamento del calcestruzzo nella fase post fessurativa sono stati
invece utilizzati i risultati delle prove sperimentali eseguite all’Università degli Studi di
Brescia su provini di calcestruzzo Rck 250,
dai quali sono stati ricavati i valori di resi-
stenza a trazione ed energia di frattura. Ulteriori dettagli sulla modellazione numerica
sono riportati in [4].
Una volta riprodotta la geometria è stata
generata la mesh per la modellazione della
piastra (Figura 11 e Figura 12).
Essa consiste in 58520 elementi solidi piramidali a quattro nodi con interpolazione
pertanto lineare.
Opportune molle no-tension sono state
inserite alla base di ciascun piedino per simulare un vincolo verticale che consenta il
sollevamento della piastra.
Per riprodurre le prove 4, 5 e 6 è stato applicato un carico in corrispondenza del centro
della soletta, distribuito su un’area pari a
15 cm x 15 cm che corrisponde, tenendo
conto delle condizioni di simmetria, ad una
di carico di 30 cm x 30 cm.
Come si può osservare dalla Figura 13, i
risultati numerici riproducono abbastanza
bene quelli sperimentali. In particolare, l’errore nella stima del carico ultimo è particolarmente basso (inferiore al 5%) nel caso di
rete elettrosaldata.
Il carico ultimo previsto dal modello è infatti
pari a 208 kN a fronte di un carico ultimo
sperimentale di 200 kN. Meno brillante
è risultata la previsione numerica nel caso
dell’elemento in calcestruzzo bianco, come
atteso, visto che l’assenza di armatura genera meccanismi resistenti fortemente legati
alla resistenza a trazione del calcestruzzo,
che è parametro fortemente variabile tra
provino e provino e anche all’interno di uno
stesso provino.
Figura 15: Confronto tra le curve carico spostamento per calcestruzzo fibrorinforzato per
diversi spessori della cappa di calcestruzzo.
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Figura 16: Confronto tra le curve carico spostamento per calcestruzzo ordinario, per
calcestruzzo con rete elettrosaldata ϕ 5 mm e per calcestruzzo fibrorinforzato per uno
spessore della cappa di 5 cm .
Una volta verificata la capacità del modello
numerico di riprodurre il comportamento
della piastra sotto carico distribuito, si è voluta testare anche la capacità dello stesso di
simulare la crisi per punzonamento. È stata
quindi riprodotta a livello numerico la prova
1; tale prova ha previsto l’applicazione di un
carico concentrato su un’area circolare di 25
cm di diametro.
A livello numerico sono state eseguite due
analisi, una con un’area di carico quadrata
di lato 10 cm per riprodurre, tenendo conto della simmetria, un’area quadrata di lato
20 cm e un’altra con un’area di lato 7,5 cm
per riprodurre un’area di carico di 15 cm di
lato. Si è poi verificato che il carico ultimo
sperimentale fosse compreso tra i due carichi ultimi ottenuti numericamente (Figura
14). Una volta verificato che le analisi numeriche fossero in grado di riprodurre correttamente il comportamento reale della
pavimentazione, sono state condotte una
serie di analisi parametriche per valutare il
comportamento della pavimentazione per
diversi spessori della cappa di calcestruzzo,
per diverse tipologie di materiali e per diverse tipologie di armatura longitudinale.
Le analisi sono state eseguite sia per carico
distribuito che per carico concentrato. In
questo modo è stato infatti possibile valu-
tare la resistenza della pavimentazione ventilate sia nel caso dell’utilizzo del vespaio in
situazioni dove i carichi risultino distribuiti,
come avviene per esempio nelle palazzine
ad uso abitazione (in questo caso infatti la
presenza del massetto di sottofondo e del
pavimento consentono una distribuzione di
carichi, anche concentrati, su un’area estesa) sia per applicazioni dove i carichi siano
concentrati su un’area limitata, come può
avvenire per esempio per le pavimentazioni
industriali.
Oltre ai numerosi risultati presenti in [4], alcune analisi sono state eseguite modellando
la risposta strutturale di elementi in calcestruzzo fibrorinforzato con un contenuto di
fibre di acciaio pari a 30 kg/m3, ed hanno
riguardato uno spessore della cappa di calcestruzzo di 4, 5, 6, 7 e 8 cm (Figura 15). In
queste analisi si è evitato di inserire la rete
elettrosaldata in quanto difficilmente si inseriscono contemporaneamente fibre e barre longitudinali (in questi elementi le fibre
costituiscono infatti un’alternativa alla rete).
È evidente l’effetto benefico delle fibre nel
trasferire sforzi residui tra due facce adiacenti della fessura, limitando la formazione e
l’avanzamento della fessura, in primis quella
in corrispondenza del punto di carico.
In Figura 16 sono state messe a confronto le
curve carico spostamento ottenute per calcestruzzo ordinario, per calcestruzzo dotato
di rete elettrosaldata di 5 mm di diametro
(passo 20 cm) e per calcestruzzo fibrorinforzato (30 kg/m3) per uno spessore della
cappa di 5 cm.
Si può notare che l’elemento in fibrorin-
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forzato è in grado di raggiungere un carico
massimo superiore con una risposta postpicco meno fragile. Un adeguato quantitativo di fibre è pertanto in grado di sostituire e
anche migliorare la performance strutturale
della rete elettrosaldata. Inoltre, sono state eseguite numerose analisi parametriche
aggiuntive, atte ad individuare l’influenza di
diversi fattori progettuali sulla risposta strutturale delle pavimentazioni su igloo quali:
l’altezza della cappa in calcestruzzo, il quantitativo di rete elettrosaldata, la modalità di
carico, la classe di resistenza del calcestruzzo
e l’aggiunta di fibre nella matrice cementizia [4]. Le analisi parametriche svolte hanno
permesso di concludere quanto segue:
- l’ispessimento della cappa di calcestruzzo
determina un significativo miglioramento del
comportamento del vespaio su igloo già in
campo lineare, determinando una riduzione
importante degli spostamenti (a parità di carico); anche il collasso risulta posticipato: un
centimetro in più di soletta amplifica il carico
ultimo di circa il 10%;
- l’inserimento della rete elettrosaldata
nelle “volte” in calcestruzzo, pur non modificando in maniera sostanziale il comportamento in campo lineare, incrementa il carico
ultimo e migliora il comportamento postpicco, conferendo una maggiore duttilità alla
struttura;
- l’adozione di calcestruzzo fibrorinforzato consente di aumentare il carico ultimo
di circa il 20%; in particolare, si è osservato
come l’inserimento di fibre con un quantitativo pari a 30 kg/m3 nella matrice cementizia
consenta di ottenere lo stesso carico ultimo
raggiunto in presenza di rete elettrosaldata
con uno spessore della cappa di 4 cm anziché di 5 cm.
Questo fatto, nel caso si debbano ricoprire
grandi superfici, produce un notevole risparmio sia in termini di materiale che di posa
in opera.
4. CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE
Nel presente lavoro sono stati presentati i
risultati sperimentali di prove a rottura su 9
provini di vespaio areato realizzati con casseri a perdere plastici di tipo “igloo”.
Tale tecnologia trova utilizzi sempre più
frequenti nella pratica edilizia in quanto consente di mitigare gli effetti dannosi legati alla
risalita di umidità e alla circolazione del gas
radon. A supporto dei risultati sperimentali,
una serie di studi numerici condotti in campo non-lineare ha consentito di indagare e
comprendere a fondo l’influenza di parametri chiave sulla risposta strutturale di questi
elementi, tra i quali l’impronta di carico, lo
spessore della cappa, il quantitativo di armatura classica e/o fibre di acciaio e la classe di
resistenza di calcestruzzo.
Lo studio è stato condotto sia nei confronti
del punzonamento che della flessione, due
modalità di collasso il cui verificarsi è stato
ampiamente relazionato ai parametri sopramenzionati. Tra i risultati più significativi, l’utilizzo di un adeguato quantitativo di fibra di
acciaio consente di sostituire pienamente la
rete elettrosaldata e, in certi casi, di ridurre
lo spessore della cappa in calcestruzzo fino
al 15-20%. Ulteriori indagini sperimentali e
teoriche verranno condotte con l’intento
di ottimizzare la geometria dell’elemento
plastico nell’ottica di evitare concentrazioni
di sforzo sulle “volte” in calcestruzzo, con
particolare attenzione in corrispondenza dei
piedini.
5. RINGRAZIAMENTI
La ricerca è stata finanziata dalla Gutta
Werke, Filago (BG); gli Autori desiderano
ringraziare il Geom. Marco Arezio per il sostegno fornito all’iniziativa. Un ringraziamento particolare è rivolto all’Ing. Cristina Telaro
e agli Ingegneri triennali Maffetti Emanuele
e Carlo Ventura per il supporto nell’esecuzione delle prove sperimentali, nell’elaborazione dei dati e nell’esecuzione delle analisi
numeriche e parametriche.
6. BIBLIOGRAFIA
[1] MAFFETTI, E., “Sperimentazione su elementi in c.a. per pavimentazioni ventilate”,
tesi di Laurea Triennale, A.A. 2006-2007,
Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, e
Ambiente, pp.82.
[2] VENTURA, C., “Sperimentazione su
pavimentazioni ventilate in calcestruzzo fibrorinforzato”, tesi di Laurea Triennale, A.A.
2007-2008, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura,
Territorio, e Ambiente, pp.156.
[3] UNI 11039 (2003), “Steel Fiber Reinforced Concrete - Part I: Definitions, Classification Specification and Conformity - Part
II: Test Method for Measuring First Crack
Strength and Ductility Indeces”, Italian Board
for Standardization.
[4]TELARO, C., “Analisi non lineare di pavimentazioni ventilate soggette a flessione e
punzonamento”, tesi di Laurea Magistrale,
A.A. 2006-2007, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, e Ambiente, pp.293.
[5] DIANA v.9.1., “Material library”, TNO
DIANA BV, Delft, The Netherlands, 2005,
p.512.
[6] ROTS, J.G., “Computational modeling
of concrete fracture”, PhD Thesis, Delft
University of Technology, The Netherlands,
1988.
Memoria tratta dagli atti del 17° Congresso
C.T.E. Roma, 5-8 novembre 2008, per gentile
concessione degli autori
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quadricromiaMagenta quadricromiaGiallo
quadricromiaGiallo quadricromiaNero
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quadricromiaNero quadricromia
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il punto
26
LUISA PANI,
SERGIO TATTONI,
MONICA VALDES
Università di Cagliari
Analisi
dell’aderenza...
DI UN GETTO COMPLEMENTARE DI CALCESTRUZZO PER
IL RIPRISTINO DI PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI
ESISTENTI
1. INTRODUZIONE
La tecnica di effettuare un getto di conglomerato cementizio di spessore sottile
aderente è frequentemente usata sia per
ripristinare una pavimentazione industriale
danneggiata, sia per migliorarne le caratteristiche meccaniche [01].
L’insieme “pavimentazione esistente - strato
di completamento” devono lavorare monoliticamente, assicurando, nell’interfaccia base
- nuovo strato, la continuità delle deformazioni [02]. Infatti l’efficienza del ripristino è
affidata non solo alle qualità meccaniche del
materiale impiegato per il nuovo getto, ma
anche e specialmente alla sua aderenza allo
strato di base [03].
Nel caso in questione, apparentemente in
contraddizione con le conclusioni di uno
degli autori [04] in merito all’opportunità di
mantenere separati lo strato di riporto dalla struttura esistente, l’esigenza di perfetta
solidarizzazione consegue immediatamente
dall’esigenza di effettuare un rinforzo.
Nella pratica usuale lo strato di ripristino
contiene una rete elettrosaldata, il cui corretto posizionamento richiede un certo
onere sia tecnologico che economico. Una
interessante soluzione alternativa è rappresentata dal rinforzo offerto da fibre metalliche disperse nel conglomerato cementizio
[05], [06].
A questo riguardo, le applicazioni pratiche
hanno mostrato che rinforzi con fibre metalliche, con dosaggi compresi fra 20 - 40 kg/
m3, migliorano la durabilità dei ripristini aderenti in spessore sottile [06], [07].
Tali risultati pratici sono convenientemente
convalidati da un adeguato riscontro scientifico per quanto riguarda il corpo del massetto, ma non vi sono ancora adeguati riscontri
in merito all’aderenza.
L’aderenza viene cimentata in particolar
modo dal transito dei carichi mobili [03] e le
modalità e l’ampiezza del “debonding”, risul-
Figura 1: Meccanismo di “debonding”.
tano influenzate dall’effetto combinato della
curvatura della struttura di base, della presenza di fessurazione dello strato di ripristino e dell’azione dei carichi agenti (Figura 1)
[08], [09], [10]. In questo lavoro si intende
dare un contributo sperimentale per indagare sull’influenza di fibre metalliche, disperse
in vari dosaggi nel conglomerato cementizio
impiegato nel getto di ripristino, sul meccanismo di “debonding” prodotto dalla curvatura della struttura di base.
2. PROGRAMMA SPERIMENTALE
2.1 Materiali e provini impiegati
Sono state confezionate 3 miscele (M0, M1,
M2), le cui composizioni sono riportate nella
Tabella 1. Gli inerti impiegati hanno assortimento granulometrico riportato nella Figura
2. La quantità di fluidificante per ciascuna miscela è definita per ottenere una lavorabilità
S4 costante anche in presenza di fibre.
Sono stati confezionati per ciascuna miscela 18 provini cubici (lato 150 mm) e 6
provini speciali (Figura 3). Per un totale di
54 provini cubici e 18 provini speciali. Tutti
i provini confezionati sono stati disarmati a
24 ore dal getto e sono stati conservati in
ambiente termo-igrometrico costante: temperatura 20 °C ed umidità relativa 60%, fino
al momento delle prove. Per caratterizzare
meccanicamente il materiale impiegato sono
state condotte, sui provini cubici, prove a
compressione ed a trazione indiretta a 14
gg ed a 28 gg di stagionatura. I risultati sono
riportati nelle Tabelle 2 e 3.
I 6 provini speciali (Figura 3), confezionati per
ogni miscela, hanno la funzione di simulare,
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Cyan quadricromiaMagenta
quadricromiaMagenta quadricromiaGiallo
quadricromiaGiallo quadricromiaNero
quadricromiaNero quadricromia
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27
Figura 2: Assortimento granulometrico.
Componenti
Miscela M0 Miscela M1 Miscela M2
Cemento CEM
II/A 42.5R
315 kg
315 kg
315 kg
Superfluidificante
2,65 l
3,18 l
3,71 l
Pietrischetto G2
(16 ≤ ø ≤ 25 mm)
374 kg
347 kg
337 kg
Risone G1
(2 ≤ ø ≤ 20 mm)
334 kg
312 kg
304 kg
Sabbia fine S1
(0 ≤ ø ≤ 2 mm)
810 kg
742 kg
742 kg
a/c
0,587
0,587
0,587
Massa volumica
2336 kg
2228 kg
2184 kg
Fibre di acciaio
-
25 kg
35 kg
Lunghezza
-
30 mm
30 mm
Snellezza L/D
-
60
60
Tabella 1: Composizione di 1 m3
delle miscele.
durante una prova di flessione su 4 punti,
il comportamento sotto un carico puntuale
(p.e. una ruota in Vulkolan) dello strato di
ripristino eseguito per riparare o rinforzare
una pavimentazione industriale esistente.
La pavimentazione esistente è stata simulata
con un piatto di acciaio di dimensione 15 x
190 x 640 mm. Il lato del piatto che va a
contatto con il getto di calcestruzzo è stato
reso ruvido incollando, con resina epossidica
bicomponente, a bassissima viscosità priva
di solventi, uno strato di sabbia silicea dello
spessore di 1 mm. Tale condizione dell’interfaccia non simula in modo corretto la realtà,
infatti una qualsiasi pavimentazione preesistente di calcestruzzo presenta, se opportunamente trattata ad esempio con fresatura
o pallinatura, una superficie maggiormente
scabra rispetto alla condizione sperimentale
qui prodotta, ma ha il vantaggio di eliminare
alcune variabili di difficile determinazione.
Ricordiamo infatti che una pavimentazione
in calcestruzzo esistente tende ad assorbire
l’acqua dal nuovo getto e le condizioni termo igrometriche influenzano in modo diverso il comportamento deformativo del calcestruzzo vecchio e nuovo. La lastra di acciaio
elimina totalmente questi problemi, mantenendo costanti le condizioni sperimentali di
adesione per le miscele studiate.
Per effettuare il getto di calcestruzzo, sulla
piastra sono stati disposti i casseri, vincolati
tramite viti. Il getto complementare ha realizzato un elemento prismatico di dimensione 100 x 150 x 600 mm, aderente al piatto
Figura 3: Caratteristiche geometriche e disposizione del carico dei provini speciali.
Resistenza a compressione in N/mm2
Miscela
Età
Provino 1
Provino 2
Provino 3
M0
14 gg
28 gg
24,4
27,8
24,8
28,9
24,9
30,4
M1
14 gg
28 gg
26,4
30,8
26,6
31,1
27,0
32,2
M2
14 gg
28 gg
25,4
29,5
25,9
29,9
26,8
31,6
Tabella 2: Resistenza a compressione.
Resistenza a trazione indiretta in N/mm2
Miscela
Età
Provino 1
Provino 2
Provino 3
M0
14 gg
28 gg
2,8
3,9
3,2
4,0
3,4
4,1
M1
14 gg
28 gg
3,4
3,2
3,6
3,6
3,8
3,7
M2
14 gg
28 gg
2,7
3,4
3,4
3,4
3,5
3,7
Tabella 3: Resistenza a trazione indiretta.
di acciaio. Al momento del getto, per realizzare l’intaglio nella mezzeria, è stato disposto un elemento di polistirolo di dimensione
10 x 30 x 150 mm . La presenza dell’intaglio
è necessaria per definire in modo certo la
sezione nella quale si aprirà la fessura.
2.2 Prove a flessione su 4 punti sui
provini speciali
I provini speciali sono stati sottoposti a
prova di flessione su 4 punti. I carichi simmetrici, posti ad una distanza mutua di 150
mm, sono stati applicati all’estradosso della
lastra di acciaio e pertanto l’intradosso di
calcestruzzo del provino risulta essere teso.
Il terzo medio centrale è sollecitato solo a
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quadricromiaGiallo quadricromiaNero
quadricromiaNero quadricromia
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il punto
28
flessione e la sollecitazione di taglio, se si
esclude il peso proprio, è nulla. Le prove
a flessione su 4 punti sono state eseguite su
una macchina per prove di flessione, capacità di carico 150 kN (Figura 4), collegata
ad una consolle multifunzionale di controllo
computerizzato. La freccia del punto medio
è stata determinata tramite un comparatore meccanico (precisione 0,01 mm, lettura
massima 5 cm), posto a contrasto con la
lastra di acciaio, e la lunghezza del distacco
all’interfaccia fra acciaio e getto di completamento di calcestruzzo tramite misure effettuate con calibro centesimale. L’acquisizione
delle frecce è stata supportata da una serie
di videoriprese digitali multi-camera sincronizzate fra di loro e con la consolle Controls,
miscelate tramite software “Virtual Dub v.
1.7.8”, grazie al quale in fase di post-editing è
stato possibile determinare i diagrammi carico - freccia in mezzeria (Figura 5), mediante
software “Camstudio v. 2.0”.
15 provini speciali sono stati sottoposti ad
una prova di flessione su 4 punti con carico
monotonicamente crescente fino ad un carico massimo di 60 kN. I restanti 3, uno per
ogni miscela e 28 gg di stagionatura, sono
stati sottoposti a cicli di carico e scarico: è
stato applicato un carico sinusoidale alla frequenza media di 8,85·10 -3 cicli/secondo, con
carico minimo 0 e carico massimo 12 kN,
per un numero di cicli pari a 15. Al quindicesimo ciclo di carico, la prova è proseguita
fino al carico massimo di 60 kN.
La durata di ciascuna prova di carico monotonica è di circa 9 min, mentre le prove
con 15 cicli di carico e scarico sono durate
in media 40 min.
Le prove di flessione monotoniche su quattro punti hanno consentito di determinare:
1. il carico di prima fessurazione Pcr;
2. la freccia in mezzeria della lastra in
acciaio al carico Pcr;
3. la freccia in mezzeria della lastra in
acciaio al carico massimo Pmax = 60 kN;
4. la freccia in mezzeria della lastra in
acciaio allo scarico.
Figura 4: Dispositivo di carico per le prove a flessione su 4 punti dei provini speciali.
Figura 5: Diagramma carico - freccia, relativo al provino speciale n. 2 della miscela M1
con stagionatura a 28 gg.
Conclusa la prova e rimosso il provino dalla
macchina è stata determinata la lunghezza
del “debonding” all’interfaccia lastra in acciaio - getto complementare di calcestruzzo.
Dalle prove di flessione con i cicli di carico
e scarico è stato ricavato il carico di prima
fessurazione e, conclusa la prova, è stata valutata la lunghezza del “debonding”.
Nella Tabella 4 sono riportati i valori del carico di prima fessurazione a 14 e 28 gg. per i
18 provini speciali testati, 3 per ogni miscela,
e nel diagramma di Figura 6 i relativi valori
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Figura 6: Valori medi del carico di prima fessurazione a 14 e 28 gg di stagionatura.
Carico di prima fessurazione in kN
Miscela
M0
Provino 1
1
2
3
14 gg
6,60
6,98
8,02
28 gg
9,82
11,54
10,20
M1
1
2
3
7,17
9,95
10,71
9,40
10,15
10,20
M2
1
2
3
8,10
7,90
8,90
10,20
8,70
9,40
Tabella 4: Carico di prima fessurazione.
medi. Nella Tabella 5 sono riportati i valori
(δcr della freccia della mezzeria dei provini
speciali al carico di prima fessurazione, Pcr, e
la relativa freccia teorica della sola lastra di
acciaio. Nelle Figure 7 e 8 sono riportati i
diagrammi relativi ai valori medi della freccia
al carico di prima fessurazione per le diverse miscele, rispettivamente a 14 e 28 gg di
stagionatura.
I 6 provini speciali (Figura 3), confezionati per
ogni miscela, hanno la funzione di simulare,
durante una prova di flessione su 4 punti,
il comportamento sotto un carico puntuale
(p.e. una ruota in Vulkolan) dello strato di
ripristino eseguito per riparare o rinforzare
una pavimentazione industriale esistente.
Nella Tabella 6 sono riportati i valori della freccia della mezzeria al carico massimo
applicato pari a 60 kN, per i provini con stagionatura a 14 e 28 gg. Nella Figura 9 sono
riportati i diagrammi relativi ai corrispondenti valori medi. Nel diagramma di Figura
10 sono riportati i valori medi dei recuperi
elastici, ottenuti per differenza fra la freccia
Figura 7: Valori medi della freccia in mezzeria al carico di prima fessurazione a 14 gg di stagionatura.
Freccia della mezzeria al carico di prima
fessurazione δcr in mm
14 gg
miscele
provino
28 gg
δcr, sper δlastra, teor δcr, sper δlastra, teor
M0
1
2
3
0,05
0,05
0,29
0,96
1,02
1,66
0,22
0,35
0,38
1,43
1,68
1,48
M1
1
2
3
0,02
0,50
0,60
1,04
1,45
1,56
0,80
0,22
0,62
1,37
1,48
1,48
M2
1
2
3
0,20
0,08
0,37
0,76
1,15
1,29
0,24
0,27
0,28
1,48
1,27
1,34
Tabella 5: Freccia della mezzeria al carico di
prima fessurazione.
al carico massimo applicato e quella residua
allo scarico. Sono state valutate le lunghezze
di “debonding” sulle facce A e B dei provini speciali come indicato nella Figura 11 ed i
relativi valori sono riportati nella Tabella 7, in
Figura 12 sono riportati i valori medi.
2.3 Analisi dei risultati
Come era prevedibile, il carico di prima fessurazione del provino speciale, a 28 gg di
stagionatura, non appare influenzato dalla
presenza di fibre di acciaio nel calcestruzzo
del getto di ripristino, esso risulta per le tre
miscele pari a circa 10 kN. Le prove a trazione indiretta su provini cubici hanno confermato tale caratteristica del materiale, come
si può osservare nella Tabella 3: la resistenza
a trazione media in presenza di fibre è praticamente costante pari a 3,5 N/mm2. Mentre per una stagionatura di 14 gg, le fibre
danno un leggero contributo alla resistenza
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30
Figura 8: Valori medi della freccia al carico di prima fessurazione a 28 gg di stagionatura.
Freccia della mezzeria in mm al carico
Pmax = 60 kN
miscele
provino
14 gg
28 gg
M0
1
2
3
15,70
33,80
19,86
22,78
21,20
25,32*
M1
1
2
3
23,14
21,60
25,29
31,76
20,47
27,00*
M2
1
2
3
20,00
22,38
23,27
20,90
22,80
23,00*
* Tali valori sono ottenuti sui provini speciali sottoposti ai
15 cicli di carico e scarico
Tabella 6: Freccia della mezzeria al carico di
Pmax = 60 kN.
a trazione ed un incremento del carico di
prima fessurazione in media del 22% rispetto ai provini privi di rinforzo fibroso. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che la matrice
cementizia sfrutta la coesione prodotta dalle
fibre, quando i processi di maturazione non
sono ancora completati. Nei diagrammi delle Figure 7 e 8 si nota con chiarezza l’elevata
capacità irrigidente del calcestruzzo aderente alla lastra in acciaio in corrispondenza del
carico di prima fessurazione. Se si confronta
la freccia teorica della sola lastra di acciaio
con la freccia sperimentale si ottengono differenze dell’80%, ma non appare influente la
presenza o meno di fibre.
Il valore della freccia in mezzeria al carico
massimo applicato P = 60 kN è costante per
le tre miscele e per le due età di stagionatura
considerate (Figura 9), pertanto le fibre non
danno alcun contributo irrigidente. Consentono tuttavia l’instaurarsi di un marcato qua-
Figura 9: Valori medi della freccia in mezzeria al carico Pmax = 60 kN.
Figura 10: Valori medi del recupero elastico della freccia della mezzeria.
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32
di il libero recupero elastico.
Il contributo positivo delle presenza di fibre
di acciaio nella matrice cementizia è individuato nelle lunghezze medie di “debonding”
all’interfaccia lastra di acciaio - getto di calcestruzzo (Tabella 7). Come si osserva dalla
Figura 12 le lunghezze medie del distacco
risultano inferiori in presenza di fibre, con
differenze anche del 20%, per le stagionatura a 14 e 28 gg.
Figura 11: Schema impiegato per la valutazione delle lunghezze di “debonding”.
Lunghezze di “debonding” in mm
mix
provino
Asx
14 gg di stagionatura
Bsx
Adx
Bdx
M0
1
2
3
6,9
6,3
6,4
6,2
6,4
6,2
4,1
5,8
4,9
5,3
5,7
5,5
M1
1
2
3
3,4
5,4
6,1
4,1
5,2
7,4
4,9
6,5
5,2
5,2
4,7
4,7
M2
1
2
3
1,8
6,2
5,1
5,3
4,1
6,4
3,4
7,4
5,3
5,4
7,1
6,3
M0
1
2
3
4,5
6,4
5,7
28 gg di stagionatura
7,8
7,9
8,3
5,8
5,4
7,1
7,2
7,6
8,6
M1
1
2
3
3,9
6,4
8,7
6,3
7,9
7,2
4,8
6,5
5,6
5,8
7,2
7,9
M2
1
2
3
5,9
3,4
6,3
6,2
4,6
6,8
4,7
3,7
5,7
6,5
5,2
6,5
Tabella 7: Lunghezze di “debonding”.
dro fessurativo, infatti all’apice dell’intaglio
l’apertura della fessura raggiunge quasi 1 cm
e nella fessura le fibre di acciaio appaiono
completamente sfilate (Figura 13) conferendo al sistema una grande deformabilità.
I cicli di carico e scarico evidenziano una
maggiore deformabilità del provino rispetto
alla condizione di carico monotonico, come
si può osservare dai dati della Tabella 6,
dove sono riportati i valori della freccia in
mezzeria al carico P = 60 kN.
La differenza fra la freccia in mezzeria al carico massimo e quella allo scarico, definita
come recupero elastico (Figura 10), è inferiore per i provini con fibre, sia per stagionature a 14 gg che per quelle a 28 gg, ciò è
giustificato dal fatto che le fibre ormai sfilate
ostacolano la richiusura delle fessure e quin-
3. CONCLUSIONI
Il ripristino o il miglioramento delle prestazioni meccaniche di una pavimentazione
esistente sono ottenibili tramite un getto
di completamento di spessore opportuno
ed in presenza o meno di fibro-rinforzo.
L’efficienza del nuovo sistema è assicurata
dall’aderenza fra il substrato ed il ripristino,
oltre che dalla qualità del materiale impiegato nel getto. Il presente lavoro sperimentale
ha analizzato le condizioni di aderenza generatesi in un provino speciale costituito da
due elementi aderenti: una lastra d’acciaio
trattata in modo da simulare il comportamento di una pavimentazione esistente ed
un prisma di calcestruzzo intagliato, che
rappresenta il getto di ripristino. Anche se
i risultati ottenuti sono caratterizzati da una
significativa dispersione, tuttavia è possibile
trarre osservazioni conclusive che possono
essere così riepilogate:
1. la presenza di fibre nel conglomerato cementizio, in dosaggi di 25 e 35 Kg/m3 e con
l’aggiunta di superfluidificante, consente di
ottenere una lavorabilità costante S4, necessaria per realizzare getti di vasta estensione
e di spessore sottile;
2. la resistenza a compressione, nei due tempi di maturazione presi in esame (14 e 28 gg)
non è influenzata della presenza delle fibre;
3. la resistenza a trazione indiretta a 14
giorni di stagionatura pare influenzata dalla
presenza delle fibre, e ciò trova una possibile ragione nel ruolo che queste assumono
quando la maturazione non è ancora completata. In queste condizioni, infatti le fibre
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garantiscono la “sutura” delle micro fessurazioni. A 28 giorni, invece, questa influenza
non trova riscontro;
4. il carico di prima fessurazione, nei provini
speciali testati a prove di flessione su 4 punti,
è influenzato della presenza delle fibre solo
ai tempi di stagionatura brevi (14 gg). In tal
caso, le fibre inducono un incremento di
tale carico in media del 22%, mentre a 28
giorni di stagionatura, la presenza del fibrorinforzo pare ininfluente;
5. le differenze tra la freccia a carico massimo e la freccia allo scarico, mostrano che la
presenza di fibre ostacola il rientro elastico,
e pertanto si tratta di un effetto negativo. Va
però precisato che in una pavimentazione
ben progettata ben difficilmente si producono fessure di grande ampiezza per effetto di
carichi concentrati;
6. il benefico effetto prodotto dalle fibre è
stato riscontrato nelle lunghezze di debonding. In presenza di fibre si è osservata una
sensibile riduzione (sino al 20%) delle lunghezze di distacco sia nei provini stagionati
a 14 gg, sia a 28 gg. Come illustrato nella
Figura 14, tale fatto potrebbe essere spiegato con l’effetto di cucitura che le fibre
esercitano attraverso la possibile superficie
di frattura fra l’elemento in calcestruzzo e la
superficie di adesione. Si individuano futuri
sviluppi della ricerca nella sperimentazione
di analoghi provini armati con differenti tipi
di fibre metalliche eventualmente in unione
con fibre sintetiche le quali, essendo più corte e sottili, potrebbero risultare particolarmente efficaci nella cucitura della superficie
di frattura prossima all’interfaccia.
Figura 12: Lunghezze medie di “debonding”.
Figura 13: Stato del provino speciale dopo la prova di flessione su quattro punti.
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Figura 14: Ipotesi sul meccanismo di miglioramento del “debonding” indotto dalla presenza di fibre.
4. BIBLIOGRAFIA
[01] V. A. ROSSETTI, A. FERRARO, “Analisi
dei principali difetti delle pavimentazioni in
calcestruzzo e suggerimenti sulla loro corretta esecuzione” In Concreto n. 53, pp. 97111, 2004.
[02] J. L. GRANJU, “Debonding of thin
cement-based overlays”, Journal Materials in
Civil Engineering n. 13, pp 114-120, 2001.
[03] S. TATTONI, M. POLA, “Calcestruzzi
per pavimenti industriali: il calcolo strutturale della soletta”, In Concreto n° 65, luglio/
agosto 2005.
[04] S. TATTONI, M. CIVATI, M. MADEDDU, “Industrial Floors on Spanning
Slab”, Proc. 6th Colloquium Industrial
Floors ‘07, TAE Ostfildern/Stuttgart, 1618 January 2007.
[05] UNI 11037, “Fibre di acciaio da impiegare nel confezionamento di conglomerato
cementizia rinforzato”, 2003.
[06] UNI 11039-2, “Calcestruzzo rinforzato
con fibre di acciaio - Metodo di prova per
la determinazione della resistenza di prima
fessurazione e degli indici di duttilità”, 2003.
[07] G. CHANVILLARD, P. C. AICITIN, C.
LUPIEN, “Field evaluation of steel-fibre reinforced concrete overlays with bonding mechanism”, Transportation Research Record,
pp. 48-56, 1990.
[08] A. TURATSINZE, H. FARHAT, J. L.
GRANJU, “Influence of autogenous
cracking on the durability of repairs by
cement-based overlays reinforced with
metal fibres”, Materials and Structures n.
36, pp. 673-677, 2003.
[09] A. TURATSINZE, J. L. GRANJU, V. SABATHIER, H. FARHAT, “Durability of bonded cement-based overlays: effect of metal
fibre reinforcement”, Materials and Structures n. 38, pp. 673-677, 2005.
[10] M. MAALEY, V. LI, “Flexural strength
of fiber cementitious composites”, ASCE
Journal of Material in Civil Engineering n. 6,
pp. 390-406, 1994.
Memoria tratta dagli atti del 17° Congresso
C.T.E. Roma, 5-8 novembre 2008, per gentile
concessione degli autori
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Calcestruzzi
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news
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16 Ore di
formazione prima
di entrare in
cantiere
L’arma più adatta ed efficace per
limitare gli infortuni.
Sedici ore di formazione obbligatoria
prima del primo giorno di lavoro:
questa l’importante novità introdotta
dalle Parti Sociali - dall’ANCE e dalle altre
Associazioni imprenditoriali insieme a
FENEAL-UIL FILCA-CISL e FILLEA-CGIL
- in occasione della stipula del CCNL delle
costruzioni avvenuta nel giugno scorso.
A partire dal 1° Gennaio 2009, ogni
volta che un’impresa deciderà di assumere
un lavoratore che per la prima volta entri
nel settore, dovrà provvedere alla sua
formazione di base, attraverso un corso
specifico di 16 Ore, da seguire prima
del suo ingresso in cantiere. In questo
modo viene assicurato alle imprese un
servizio gratuito in grado di garantirle
sul piano del rispetto della normativa
in materia di sicurezza sul lavoro. Per il
Presidente del FORMEDIL, Massimo
Calzoni, “puntare sulla formazione e
sulla consapevolezza soggettiva dei rischi,
conoscere per evitare di restare vittima di
operazioni sbagliate è l’arma più adatta ed
efficace per limitare gli infortuni. Da sempre
il sistema formativo delle costruzioni ritiene
che conoscere le mansioni che si è chiamati
a svolgere sia un elemento decisivo,
insieme al pieno rispetto delle norme
sulla sicurezza, per rafforzare la cultura
delle sicurezza in edilizia”. Le 16 Ore sono
al centro dell’impegno delle Parti Sociali
che si riconoscono nel sistema paritetico
bilaterale dell’edilizia e la loro applicazione è
demandata al FORMEDIL, l’Ente Nazionale
per la formazione e l’addestramento
professionale nell’edilizia a cui fanno capo
oltre 100 Scuole Edili. L’attuazione delle
16 Ore sarà infatti garantita dalla capillare
rete delle Scuole Edili che, in quanto
dotate di cantieri - laboratorio, potranno
assicurare quella formazione pratica che
costituisce la base per accedere in maniera
consapevole al lavoro edile. I due anni di
sperimentazione previsti dal contratto
diranno se lo strumento consentirà di
ridurre le numerose sacche di irregolarità
ancora esistenti.
Per maggiori informazioni:
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www.formedil.it
Numero verde, 800-984651
Ecco perché il CORSO di 16 Ore è...
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Imprese
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legge (D.lgs 81/08)
Essendo prima dell’ingresso al lavoro, azzera i
costi economici e organizzativi dell’adempimento
Se assunto come apprendista: riduce il periodo di
distacco dalla produzione per la formazione
Eventuali meccanismi premiali
Trasmissione contestuale via mail a Cassa Edile
ed Scuola Edile e comunicazione diretta al
lavoratore da assumere.
Corso di formazione disponibile entro un periodo
di tempo massimo di quattro giorni lavorativi.
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così le proprie possibilità di impiego. Se stranieri: aiuta a capire il linguaggio e il glossario di cantiere.
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quattro giorni lavorativi.
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professionale.
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tutti i nuovi ingressi nel settore
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verso i giovani neoassunti (ulteriori corsi)
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CONCRETE TENDER
Luigi Coppola
Edizioni: Studium Bergomense
Strutturato su cinque capitoli (364 pagine,
65 figure e 50 tabelle), Concrete Tender
contiene le prescrizioni di capitolato per
il calcestruzzo, in forma di schede di facile
consultazione, per la quasi totalità delle
strutture dell’edilizia civile.
Le prescrizioni di capitolato, in particolare,
sono presentate in forma di “Cartiglio” da
apporre sugli elaborati grafici progettuali
(carpenterie), di Voce di Elenco Prezzi
sintetica e di Specifiche di capitolato.
Queste ultime sono rivolte sia al
produttore del calcestruzzo che all’impresa
esecutrice e attengono alle materie prime
per il confezionamento del conglomerato,
alle proprietà del calcestruzzo fresco e
indurito e alle lavorazioni da effettuarsi sul
cantiere.
Il processo virtuoso di “accreditamento”
del conglomerato cementizio presso
gli “ambiti salotti dei progettisti” deve
scrollarsi di dosso l’alone che vuole la
qualità del calcestruzzo funzione del
dosaggio di cemento con cui viene
confezionato, ma anche quella parvenza
di novità che accompagna la scelta
del calcestruzzo sulla base di un mero
valore della resistenza caratteristica a
compressione.
È del tutto erroneo prescrivere il
“calcestruzzo a dosaggio”, ma è altrettanto
sbagliato prescrivere un “calcestruzzo
a resistenza” se questa proprietà
rappresenta l’unica voce presente nel
capitolato.
Concrete Tender offre al progettista una
serie di prescrizioni di capitolato in forma
di schede di facile consultazione relative
agli elementi strutturali che compongono
le principali tipologie costruttive nel
settore costruttivo, quali edifici residenziali,
commerciali e pubblici, opifici artigianali
ed industriali, infrastrutture stradali, opere
idrauliche e marittime.
Le schede e le prescrizioni di capitolato
in esse contenute, completate sia dalla
relativa voce di elenco prezzi, che dal
cartiglio da apporre sulle tavole progettuali
sono state desunte in accordo alle
Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M.
14.01.2008).
Per agevolare il progettista nella definizione
delle prescrizioni di capitolato, della voce
di elenco prezzi e nella predisposizione del
cartiglio per le tavole progettuali il libro è
corredato di un CD-rom “Smart Concrete
Tender” che consente di effettuare queste
operazioni con facilità permettendo anche
la stampa delle schede in formato PDF.
Concrete Tender contiene una serie di
informazioni pratiche relative al momento
della realizzazione dell’opera e, per questo
motivo, rivolte alle figure del Direttore
Lavori e del Collaudatore.
Vengono definite le azioni da
intraprendere nella scelta del fornitore di
conglomerato e nella verifica preliminare
della resistenza del calcestruzzo, le
modalità di effettuazione dei controlli
di accettazione al momento della
fornitura del conglomerato in cantiere
e la procedura per la determinazione
della resistenza del calcestruzzo in opera
finalizzata sia all’accertamento della
collaudabilità degli elementi strutturali che
per dirimere le eventuali contestazioni
che dovessero insorgere per effetto di
non conformità. Concrete Tender, infine,
contiene un Capitolato Tipo per regolare la
fornitura del calcestruzzo tra produttore e
impresa stabilendo anche dei criteri pratici
per quantificare eventuali penali e riduzioni
di prezzo.
PAVICAL®
gli Impianti
Certificati
Cresce l’applicazione del Sistema
PAVICAL® all’interno del settore.
di Marco Renzi
Nel mese di novembre il Consiglio
Direttivo CONPAVIPER ha approvato i
nuovi documenti che regolamentano il
Sistema PAVICAL®, ovvero:
- Capitolato Tecnico e di Oneri per la
fornitura e l’impiego di calcestruzzo
destinato alle pavimentazioni
industriali.
- Regolamento CONPAVIPER per la
certificazione di conformità al capitolato
tecnico e di oneri PAVICAL alle aziende
produttrici di calcestruzzo.
- Regolamento CONPAVIPER per l’uso del
MARCHIO DI CONFORMITA’ PAVICAL®.
- Regolamento CONPAVIPER per
l’autorizzazione agli organismi di
certificazione a rilasciare il “Certificato
di conformità al capitolato tecnico e di
oneri PAVICAL” alle aziende produttrici di
calcestruzzo.
L’aggiornamento si è reso necessario per
consentire l’espletamento della verifica
e della certificazione da parte di più
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organismi, a seguito della richiesta di
alcuni produttori di calcestruzzo di poter
richiedere la certificazione a quegli istituiti
che li controllano per la certificazione FPC.
A ICMQ, l’organismo con cui CONPAVIPER
ha studiato e realizzato il PAVICAL®, e a
cui va il merito di aver per primo creduto
nel progetto di qualificazione del settore,
si sono dunque recentemente aggiunti
TECNOPROVE e TECNO PIEMONTE.
Nel frattempo è proseguita l’azione di
certificazione e, alla data di chiusura
della rivista, sono diventati 18 gli impianti
certificati con il Sistema PAVICAL,
che fanno riferimento a tre società di
produzione del calcestruzzo e che
riguardano sette diverse regioni.
La revisione dei documenti PAVICAL non
ha riguardato solo questo aspetto, bensì
anche l’aggiornamento dei riferimenti
normativi, mentre è prevista nell’anno
nuovo una nuova modifica del Capitolato;
una commissione di monitoraggio sta
lavorando infatti in modo approfondito su
alcuni temi trattati dal PAVICAL®, ovvero
la misura del tempo di frattazzabilità, la
definizione dei requisiti degli additivi, delle
fibre e degli spolveri specifici per pavimenti,
il controllo in cantiere. Su quest’ultimo
tema CONPAVIPER ha avviato la
definizione di accordi di convenzione con
laboratori interessati a poter svolgere
l’azione di controllo di calcestruzzo a prezzi
di favore per le aziende associate. La prima
convenzione è stata sottoscritta con ENCO
Srl, la struttura di ricerca e di prova guidata
dal Prof. Mario Collepardi.
COLABETON S.p.A.
IMPIANTO di Viale Bologna, 300
47100 FORLÌ
Emilia Romagna
Certificata ICMQ
FRIULANA CALCESTRUZZI S.p.A.
IMPIANTO di Via Malignani, 2
33042 BUTTRIO (UDINE)
Friuli-Venezia Giulia
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Via 1° Maggio, Zona PIP
30029 SANTO STINO DI LIVENZA
(VENEZIA)
Veneto
Certificata ICMQ
COLABETON S.p.A.
IMPIANTO di Via M. Monti, 39
48100 RAVENNA
Emilia Romagna
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Contrada Quadroni S.S.16, km 641,3
71016 SAN SEVERO (FOGGIA)
Puglia
Certificata ICMQ
COLABETON S.p.A.
IMPIANTO di Via Belmonte in Sabina
00131 ROMA
Lazio
Certificata TECNOPROVE
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Loc. Croce del Vinchiaruzzo
33084 CORDENONS (PORDENONE)
Friuli-Venezia Giulia
Certificata ICMQ
COLABETON S.p.A.
IMPIANTO di Via Casal Rotondo, 4
00178 ROMA
Lazio
Certificata TECNOPROVE
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Loc. Sprecacenere
71100 FOGGIA
Puglia
Certificata ICMQ
FRIULANA CALCESTRUZZI S.p.A.
IMPIANTO di Via Chiaradia, 16
33074 FONTANAFREDDA (PORDENONE)
Friuli-Venezia Giulia
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di S.S. Torino-Asti, km 50
10026 SANTENA (TORINO)
Piemonte
Certificata ICMQ
FRIULANA CALCESTRUZZI S.p.A.
IMPIANTO di Via Lignano, 21/B
33050 RONCHIS (UDINE)
Friuli-Venezia Giulia
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Strada Berlia, 531
10146 TORINO
Piemonte
Certificata ICMQ
I testi del Sistema Pavical, così come l’elenco
degli impianti certificati e delle strutture
convenzionate, sarà presto inserito sul nuovo
sito dell’ Associazione www.conpaviper.it.
Impianti Certificati
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Via Cave Rangoni, 28
41010 MARZAGLIA (MODENA)
Emilia Romagna
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Via Isolabella, 20
14019 VILLANOVA D’ASTI (ASTI)
Piemonte
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Via Piemonte
27010 SIZIANO (PAVIA)
Lombardia
Certificata ICMQ
UNICAL S.p.A.
IMPIANTO di Via San Luigi, 20
10043 ORBASSANO (TORINO)
Piemonte
Certificata ICMQ
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Anima: Meccanica
Varia
Il fatturato 2008 mantiene segno
positivo (+2,3%) ma la produzione
reale registra il primo stop (-1%).
Allarmanti segnali per il 2009
(-2,7%). Se non vi saranno incentivi
per le industrie del comparto la situazione peggiorerà ulteriormente.
Il bilancio 2008 per la Meccanica Varia di
ANIMA si chiude ancora in attivo con un
fatturato pre-consuntivo pari a 44 miliardi
di euro: l’incremento, rispetto al 2007,
si attesta al 2,3%, mentre la produzione
reale registra una deflessione dell’1% per
effetto dell’inflazione e del prezzo delle
materie prime. Le esportazioni segnano
una crescita del 3,5% rispetto allo scorso
anno, raggiungendo il 57% sul fatturato:
l’analisi dell’interscambio commerciale del
settore nei primi sei mesi del 2008 registra
un +11% rispetto al 2007. Per quanto
riguarda le previsioni, i primi mesi del 2009
dovrebbero rappresentare il momento più
grave della crisi, reso ancora più evidente
dal confronto con la prima metà del 2008,
periodo nel quale il settore della meccanica
aveva mantenuto un’invidiabile inerzia. I più
colpiti saranno i settori legati alla produzione di tecnologie e componenti ad alta
efficienza energetica. Per questo motivo
ANIMA, per voce del suo Presidente Sandro Bonomi, chiede al governo lo stralcio
dell’art. 29 del DL 185/08 che ridimensiona
le detrazioni fiscali applicabili ad interventi
di questo specifico ambito.
Nel 2009 il fatturato dell’intero comparto
è atteso intorno ai 43 miliardi di euro,
(-2,7% rispetto al 2008) mentre la pro-
duzione reale registrerà un -2,3% con un
calo generalizzato che colpirà le esportazioni (-3,8%), l’occupazione (- 2,3%) e gli
investimenti (-3,1%). Come specificato da
Bonomi, le stime per il prossimo anno, che
tengono conto degli incentivi a suo tempo
programmati per il periodo 2008-2010,
subiranno un’ulteriore riduzione senza la
conferma di questi sostegni al settore.
Pur in una situazione di generale difficoltà,
nel 2008 possiamo rilevare anche performance a doppia cifra in alcuni settori di
nicchia.
È il caso del montaggio degli impianti
industriali (+17%) e delle Turbine idrauliche (+17,1%), così come i costruttori di
Regolatori per gas (+22,6%) e i produttori
di impianti per il trattamento dei rifiuti
che iniziano finalmente vedere sbloccata
la situazione ordini (+13%). Un discorso
specifico merita il comparto antincendio
che registra un +9,9% nel 2008 ma per
il quale si stima nel 2009 una flessione
quasi analoga (-8,1%). Addirittura sono
previsti forti incrementi in alcuni settori
come ad esempio quelli delle Turbine a
Vapore (+69%) e delle Turbine idrauliche
(+13,1%), comparti ancora quantitativamente piccoli, ma in rapida crescita.
Progetto Prometeo
Il progetto formativo di
CONPAVIPER dedicato ai sistemi
resinosi
sono svolti nel mese di novembre. L’esame
finale è stato sostenuto il 19 dicembre
2008. La sessione autunnale dei corsi
ha avuto come docenti l’ing. Ciro Scialò,
ideatore del Progetto Prometeo, e il geom.
Andrea Invernizzi, coordinatore del Comi-
I corsisti durante la prova scritta
del 19.12.2008.
tato Resine del CONPAVIPER.
“Formare all’approccio critico sui sistemi
resinosi ed alla loro realizzazione” - ha
dichiarato l’ing. Ciro Scialò - “colmare
le lacune conoscitive, veicolare le novità
tecnologiche del settore e trasmettere
informazioni tecniche, sono gli scopi primari
del Progetto Prometeo.
La necessità di intraprendere la strada della
formazione, è vitale per il futuro del settore. Solo attraverso la qualificazione delle
aziende applicatrici e la professionalità degli
operatori del settore, è possibile garantire
qualità e produrre sviluppo”.
Sei nuovi tecnici potranno conseguire il
diploma di “Tecnici dei sistemi resinosi”
presso la scuola “Carlo Banfo” di Vimercate, dopo aver seguito con profitto i corsi
della sessione autunnale del PROGETTO
PROMETEO.
I corsi, dedicati alla formazione di tecnici
di aziende applicatrici nel settore resine, si
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la domanda di superfici di grande valore tecnico e
architettonico trova continua risposta nell’evoluzione
dei sistemi resinosi
nasce l’esigenza di figure professionali
aggiornate alle nuove tecnologie
con competenze specifiche e ben identificate
CONPAVIPER ha risposto.
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CALENDARIO 2009
dei giorni di ferma
circolazione
per i mezzi pesanti
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Il Ministro Matteoli ha firmato il Decreto 4993 del 12 dicembre
2008, con cui ha stabilito il calendario dei divieti di circolazione per
l’anno 2009. Non contiene alcuna novità rispetto a quello dello scorso anno, né sotto l’aspetto dei giorni complessivi di divieto, che si
mantiene sostanzialmente identico, né sotto il profilo delle deroghe,
che restano le stesse dello scorso anno.
CALENDARIO STOP
CIRCOLAZIONE 2009
Decreto del Ministero dei Trasporti N. 4993 estratto per le bacheche aziendali
Si dispone di vietare la circolazione, fuori dai centri abitati, ai veicoli
ed ai complessi di veicoli, per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, nei giorni festivi e negli
altri particolari giorni dell’anno 2009 di seguito elencati:
GIORNI DI FERMA CIRCOLAZIONE PER I MEZZI PESANTI
ore 08 - ore 22 del 1°
gennaio;
ore 07 - ore 24 del 2
giugno;
ore 07 - ore 24 del 15
agosto;
ore 08 - ore 22 del 6
gennaio;
ore 14 - ore 24 del 27
giugno;
ore 07 - ore 24 del 22
agosto;
ore 16 - ore 22 del 10
aprile;
ore 07 - ore 24 del 4
luglio;
ore 07 - ore 24 del 29
agosto;
ore 08 - ore 22 del 11
aprile;
ore 07 - ore 24 del 11
luglio;
ore 16 - ore 22 del 31
ottobre;
ore 08 - ore 22 del 13
aprile;
ore 07 - ore 24 del 18
luglio;
ore 08 - ore 22 del 5
dicembre;
ore 08 - ore 14 del 14
aprile;
ore 07 - ore 24 del 25
luglio;
ore 08 - ore 22 del 8
dicembre;
ore 16 - ore 22 del 24
aprile;
ore 16 - ore 24 del 31
luglio;
ore 14 - ore 22 del 24
dicembre;
ore 08 - ore 22 del 25
aprile;
ore 07 - ore 24 del 1°
agosto;
ore 08 - ore 22 del 25
dicembre;
ore 16 - ore 22 del 30
aprile;
ore 16 - ore 24 del 7
agosto;
ore 08 - ore 22 del 26
dicembre;
ore 08 - ore 22 del 1°
maggio;
ore 07 - ore 24 del 8
agosto;
ore 16 - ore 22 del 30
maggio;
ore 16 - ore 24 del 14
agosto;
tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre, ore 08 - ore 22;
tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, ore 07 - ore 24.
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dal mercato
46
Biemme
DINAMICITÀ E INTUITO
IMPRENDITORIALE
Fondata nel 1983 da Piergiovanni Biagiotti,
ancor oggi alla guida dell’azienda, Biemme è
attualmente una delle prime realtà nazionali
nel settore dei materiali avanzati. La società
ha investito e continua a investire sulla sperimentazione di nuove tecnologie, offrendo
alla propria clientela prodotti sempre più
all’avanguardia e di assoluta affidabilità, che
produce e commercializza all’interno di una
struttura di proprietà del gruppo. L’azienda
intende proseguire, incoraggiata dagli apprezzamenti sin qui ricevuti, a soddisfare
con sempre maggior impegno le richieste
della clientela, attraverso l’utilizzo di maestranze sempre più specializzate e di validi
consulenti. Tali obiettivi hanno portato la
Biemme ad essere tra le prime aziende a
livello nazionale nel settore ad ottenere la
certificazione del sistema qualità ISO 9001/
UNI EN ISO 9001. Biemme ha cominciato
la sua storia con la produzione e la vendita
di Polietilene espanso a celle chiuse, con il
nome commerciale POLIREX, un articolo
sino ad allora sconosciuto nel mercato italiano e oggi utilizzato su larga scala soprattutto come GIUNTO DI DILATAZIONE
PERIMETRALE che la Biemme produce
in varie altezze e in diversi spessori sia nella
versione normale che autoadesiva.
Altro fiore all’occhiello della Biemme è la
gamma GLASSTEX, reti in fibra di vetro
con appretto antialcalino, ideali per l’armatura degli intonaci, e soprattutto la nuova
GLASSTEX 40-40 appositamente studiata per rinforzo di massetti di partizione sia a base cemento che a base gesso;
GLASSTEX viene prodotta con fibre di
vetro esclusivamente di prima scelta. Da
sottolineare che alcune tipologie di reti
GLASSTEX sono esclusive, brevettate e
certificate presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Sezione ITC, di Milano. Altro
prodotto di punta è FIBROMIX, fibre di
polipropilene vergine 100% senza materiali
a base di olefina rigenerata, prodotte in certificazione SGS ISO 9001 secondo le specifiche ASTM C 1116: 1997 TYPE III GMP,
sono appositamente studiate per l’industria
del calcestruzzo. Prodotte nelle versioni
fibrillate e monofilamento, aumentano la
durezza del calcestruzzo, riducono drasticamente gli effetti del calo idraulico, i cedimenti, le sfaldature che creerebbero fessurazioni, creano un sistema di microrinforzo
che forma una miscela più densa e coesiva,
facilissime da usare, si aggiungono semplicemente alla miscela standard del calcestruzzo,
chimicamente inerti, quindi non reagiscono
a nessun additivo e/o prodotto chimico
eventualmente aggiunto al calcestruzzo, non
hanno nessuna reazione negli ambienti alcalini del calcestruzzo, rendono il calcestruzzo
fibrorinforzato, molto più tenace e con una
maggiore resistenza agli impatti, alle scheggiature, alle abrasioni e agli shock termici,
aumentano la durata dei manufatti cementizi in quanto migliorano l’impermeabilità del
calcestruzzo, preservando il ferro presente
all’interno da infiltrazioni, velocizzano notevolmente la produzione.
I calcestruzzi o gli intonaci rinforzati con
FIBROMIX possono essere rifiniti con
qualsiasi tecnica di finitura: vibrato, spazzola,
frettazzo, ecc.
Fascia perimetrale
Glasstex
Fascia perimetrale adesiva
Fibromix
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47
Calcestruzzi
Italcementi Group
PAVIMIX: PAVIMENTI INDUSTRIALI... SU MISURA
BERGAMO, 4 DICEMBRE 2008
di Marco Renzi
L’orientamento della comunità scientifica, alla
luce delle innovazioni introdotte dalla nuova
normativa delle costruzioni, DM 14.01.08 Norme Tecniche delle Costruzioni, sembra
unanime nel considerare la pavimentazione
alla stregua degli altri elementi strutturali,
rendendone di fatto necessaria la progettazione come struttura soggetta a calcolo statico. In quest’ottica, la norma UNI 11146-05
- Criteri per la progettazione, la costruzione
ed il collaudo di pavimenti in calcestruzzo
ad uso industriale - è il documento tecnico di riferimento che indica le modalità di
progettazione, dimensionamento e verifica
in funzione del campo d’impiego e della vita
di servizio dell’opera. La realizzazione delle
grandi superfici pavimentate assume quindi,
all’interno di un complesso progettuale, la
valenza propria di un qualsiasi altro elemento di sostegno per il quale risultano necessarie un’adeguata progettazione e specifiche
prescrizioni per la sua realizzazione e per il
suo collaudo finale. Si pone fine, dunque,
all’annoso problema che vedeva sempre più
spesso professionisti ed imprese coinvolti in
antipatici contenziosi, animati da un continuo
rimpallo di responsabilità per un prodotto finale non rispondente alle esigenze avanzate
dal committente. Si abbandonano le vecchie
abitudini e la concezione del “pavimento
adatto per ogni stagione” e per ogni destinazione d’uso.
La variabilità dei carichi, delle condizioni
climatiche e dell’attacco chimico indotto
dall’ambiente circostante condizionano la
durabilità delle superfici continue di calcestruzzo e ne richiedono una progettazione
specifica nonché una posa in opera e una
stagionatura idonee per conseguire i valori
di resistenza di calcolo. I concetti moderni
della progettazione sono vita utile di progetto, durabilità e garanzia di qualità.
Il prodotto Pavimix
Pavimix è un prodotto conforme alle disposizioni della norma UNI 11146-05 e al Capitolato Tecnico CONPAVIPER PAVICAL.
La tecnologia Pavimix, proposta dall’azienda
Calcestruzzi, include 3 tipologie base di calcestruzzi prestazionali per pavimentazioni
industriali sviluppate per interventi esterni (in ambienti semplicemente umidi o in
ambienti esposti a pioggia e a cicli di gelo/
disgelo, in presenza di cloruri) ed interni, ulteriormente diversificate con additivi e fibre.
In totale 9 differenti miscele che l’azienda
consente di variare ulteriormente e di adattare alle peculiarità dell’intervento edilizio e
alle esigenze della committenza, in forza del
principio di flessibilità. Nella definizione delle
caratteristiche del prodotto ricopre particolare rilievo la modalità della posa in opera,
sia essa manuale o meccanizzata: planarità,
orizzontalità e assenza di imbarcamento
sono condizioni essenziali per la sicurezza e
la logistica in presenza di grandi dimensioni.
La tecnologia Pavimix si propone di ridurre
drasticamente i fenomeni di fessurazione e
di pop-out, garantendo l’integrità fisica della
superficie nel tempo: come sottolinea il professor Biasoli, membro del Comitato Tecnico Scientifico Permanente della Calcestruzzi
e docente di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di
Torino, “il maggior onere per un’azienda è il
danno intrinseco correlabile al blocco delle
attività e solo in minima parte al costo vero
e proprio dell’intervento di manutenzione. Il
maggior costo iniziale dell’innovazione consente di abbattere gli interventi di manutenzione e la qualità finale dell’opera è di gran
lunga superiore”.
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48
Holcim
GRUPPO HOLCIM, UNA
COMPOSIZIONE PERFETTA
Si prevede la realizzazione di strutture per
complessivi 360.000 mq a destinazione terziaria, commerciale, residenziale, espositiva,
culturale ed alberghiera e la realizzazione di
un parco centrale, giardini pubblici ed aree
pedonali pubbliche.
Porta Nuova è:
• il crocevia della città
• il recupero di un’identità storica
• la Milano della creatività e della moda
• la Porta Verde milanese
Roberto Bonati, Amministratore Delegato di
Holcim Aggregati e Holcim Calcestruzzi
Dal 2009 aumenterà l’armonia all’interno del
Gruppo Holcim.
Affidabilità di prodotto, posizione strategica
sul territorio ed esperienza consolidata si accorderanno, infatti, in un’unica composizione
perfetta attraverso la fusione tra Holcim Aggregati e Holcim Calcestruzzi.
Queste due realtà si fonderanno in una sola
società la cui nuova denominazione sarà
Holcim Aggregati Calcestruzzi.
Un perfezionamento che permetterà ad
Holcim di essere ancora più sinergica su
progetti importanti, come quello per l’area
Porta Nuova di Milano, un maxi intervento di trasformazione e riqualificazione che
consentirà di riallacciare al tessuto urbano 3
quartieri separati da oltre 40 anni: Garibaldi
- Repubblica, Varesine e Isola.
Nella struttura globale del progetto particolare importanza riveste il master plan
dell’area Garibaldi - Repubblica, che prevede
la realizzazione di tre torri di 11,22 e 33 piani
e all’interno del quale Holcim ha ottenuto la
fornitura di circa 140.000 mc di calcestruzzo andando a coinvolgere tutto il Gruppo
attraverso l’utilizzo dei propri cementi e dei
propri aggregati.
Per sviluppare le soluzioni più adeguate a
questo progetto i tecnologi Holcim sono
stati fortemente impegnati, per oltre un
anno, nelle prove di prequalifica.
Il capitolato d’appalto prevede l’impiego di
vari tipi di calcestruzzo ma la richiesta si è
concentrata su un calcestruzzo ad alta resistenza, fino ad una classe C60/75, per la realizzazione di pilastri perimetrali fortemente
caricati e costruiti con elevata densità di
armatura, portanti la struttura che raggiungerà oltre 150 mt di altezza.
Oltre che su un calcestruzzo ad alta resistenza l’Assistenza Tecnologica Holcim si è
poi concentrata sulla progettazione del mix
design di un prodotto pompabile fino 160
mt di altezza in grado di mantenere omogeneità e costanza.Inoltre Holcim ha selezionato attentamente i macchinari e le tecniche
all’avanguardia disponibili per il pompaggio
di calcestruzzo ad alta quota, scegliendo i
migliori partner per assicurare una realizzazione perfetta e garantire la fornitura di un
pacchetto completo che include, oltre al prodotto, la soluzione per le particolarità legate
al pompaggio ad altezze così rilevanti. Porta
Nuova permetterà ad Holcim di acquisire
un nuovo e importante knowhow per intervenire anche su futuri sviluppi della città di
Milano che, inevitabilmente, andrà sempre
più ad espandersi verso l’alto.In un mercato
dove il Gruppo Holcim è fortemente presente con cemento, aggregati e calcestruzzo
e per un obiettivo importante come quello
di Porta Nuova, la volontà aziendale è quella
di contribuire, con la qualità dei propri prodotti, al nuovo volto che interventi attuali e
futuri, anche legati all’Expo 2015, daranno ad
alcune aree della città di Milano e provincia.
Corporate Marketing
Holcim (Italia) S.p.A.
Via Volta, 1 - 22046 Merone (CO)
website istituzionale: www.holcim.it
extranet: www.holcimformarket.it
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CAP:
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Nazione:
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Telefax:
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E-mail:
n° Copie:
Per Soci CONPAVIPER ` 10,00
Per i non associati ` 20,00
SPEDISCI A CONPAVIPER: Viale della Libertà, 31 - 55049 Viareggio (LU) Tel. 0584.370863 - Fax 0584.398235
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Per acquistare il Codice di Buona Pratica compila il modulo
Ai sensi del D.Lgs 196/03 garantiamo che i dati forniti saranno da noi custoditi e trattati con assoluta riservatezza
e utilizzati esclusivamente ai fini commerciali e promozionali della nostra attività. I Suoi dati potranno essere
altresi comunicati a soggetti terzi per i quali la conoscenza dei Suoi dati risulti necessaria o comunque funzionale
allo svolgimento dell’attività della nostra Società.
Uno strumento indispensabile per chi progetta e realizza rivestimentI in resina
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51
Pavimenti e Superfici
Continue
CHI LO RICEVE GRATUITAMENTE
Pavimenti e Superfici Continue è l’Organo Ufficiale CON-PAVIPER, è quindi una rivista
ta
interamente dedicata al settore
ore
delle pavimentazioni continuee in
calcestruzzo e dei rivestimenti
enti in
resina.
La progettazione editorialee nasce
dall’esperienza positiva di “PAVIMENTI
PAVIMENTI
INDUSTRIALI”, che per cinque
que anni ha
costantemente aggiornato gli operatori del
settore con articoli tecnici e informazioni sulle iniziative dell’Associazione,
zione ma con
l’obiettivo di allargare il campo di azione, sia
per i temi trattati, sia per un approccio più
pratico e vicino alle esigenze operative.
Alcuni dei temi più trattati dalla rivista saranno quindi:
- la corretta progettazione dei pavimenti
industriali e dei pavimenti in resina;
- il controllo delle caratteristiche dei
pavimenti;
- l’analisi del degrado dei pavimenti;
- il calcestruzzo per pavimenti;
- le fibre e gli additivi per pavimenti;
- i cicli resinosi;
- i trattamenti superficiali;
- i contratti di appalto delle pavimentazioni
e di fornitura di materiali e servizi;
- l’evoluzione delle pavimentazioni.
Una rivista quindi di grande interesse per
tutti coloro che si occupano di pavimenti, e
non solo per le imprese di realizzazione:
Pavimenti e Superfici Continue interessa i
progettisti, le direzioni lavori, i periti del tribunale, i tecnici, i produttori di calcestruzzo,
di fibre e additivi, i produttori di spolveri, di
macchine e attrezzature, ecc.
Tanti sono dunque gli interessati che non ci
è possibile raggiungere ovviamente in modo
completo.La casa editrice ha quindi dovuto
fare una scelta delle categorie a cui la rivista
viene inviata gratuitamente, definendo un
costo di abbonamento molto basso per chi
la vuole comunque ricevere.
- le biblioteche universitarie;
- i produttori di spolveri, resine, macchine e
attrezzature per le pavimentazioni;
- i produttori di additivi e fibre.
Qualora un’azienda che faccia parte di queste categorie non riceva la rivista, può farne
richiesta utilizzando il modulo qui riportato.
Per le altre categorie è possibile sottoscrivere un abbonamento utilizzando il modello riportato nelle specifiche pagine, che in questi
giorni viene proposto con alcune facilitazioni
oltre a un utile omaggio.
Le categorie che possono ricevere gratuitamente una copia della rivista sono:
- i soci CONPAVIPER;
- le imprese di pavimentazione (in
calcestruzzo, resina, architettonica);
- i laboratori ufficiali;
- i professori universitari di prima e seconda
fascia;
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pavimenti
SUPERFICI CONTINUE
LA RIVISTA DEI PAVIMENTI IN CALCESTRUZZO E DEI RIVESTIMENTI IN RESINA
Spedizione in abbonamento postale - Tabelle B - (Tassa riscossa) - autorizzazione rilasciata a IMREADY SRL - N. 880 del 06.02.08 della Direzione Generale PP.TT. della Rep. S. Marino
Associazione Nazionale Pavimentazioni Continue
CALCESTRUZZO
E IMPRESE
Autore
Roberto Marino
Pagine
64 a colori
Confezione Brossurato
Formato
17x24 cm
CALCESTRUZZO
IN PRATICA
Autore
Gianni Bebi
Pagine
192 a colori
Confezione Brossurato
Formato
17x24 cm
CRESCERE...
NEL SETTORE!
Architettura e Pavimentazioni:
soluzioni d'avanguardia
2008
■
Il primo numero della nuova rivista di CONPAVIPER
■
Confronto fra macchine per la pallinatura
■
I programmi per il 2009
Numero singolo: `10 + spese di spedizione
Numero arretrato: `15 + spese di spedizione
4 numeri di
Pavimenti e Superfici Continue
Abbonamento annuo a Pavimenti e Superfici Continue
+ Omaggio
` 25,00
Abbonamento annuo a Pavimenti e Superfici Continue
+ Calcestruzzo e Imprese + Omaggio
` 40,00
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+ Calcestruzzo in Pratica + Omaggio
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Per informazioni: www.imready.it - [email protected] - Tel. 0549 941003
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CON STRUTTURA IN ALLUMINIO
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10 attrezzi
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chiave a brugola mm.2, 2.5, 3, 4, 5, 6, 8
chiave Torx T25
cacciavite a stella
la 2
cacciavite piatto
atto
peso 133g
33g
BETONINO
Mini prontuario del calcestruzzo
Pagine
20 a colori
Confezione Brossurato
Formato
9,5x13 cm
*
*fino
*fi
fi add esaurimento
ento sscorte
Per ricevere informazioni su come abbonarsi a PAVIMENTI e SUPERFICI CONTINUE compilare il seguente
ente modulo e inviarlo
lo a:
IMREADY SRL - Strada Cardio, 4 - 47891 Galazzano - Repubblica di San Marino
Cognome:
Nome:
Ditta:
Indirizzo:
Città:
Prov.:
COMPILARE IN STAMPATELLO
CAP:
Nazione:
Telefono:
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Telefax:
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E-mail:
Attività
Settore
» Desidero abbonarmi, dal primo numero raggiungibile, a PAVIMENTI E SUPERFICI CONTINUE
Abbonamento annuo PSC + Omaggio
` 25,00
Abbonamento annuo PSC + Calcestruzzo e Imprese + Omaggio
` 40,00
Abbonamento annuo PSC + Calcestruzzo in Pratica + Omaggio
` 40,00
Abbonamento annuo PSC + Calcestruzzo e Imprese + Calcestruzzo in Pratica + Omaggio
` 50,00
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Ai sensi del D.Lgs 196/03 garantiamo che i dati forniti saranno da noi custoditi e trattati con assoluta riservatezza e utilizzati esclusivamente ai fini
commerciali e promozionali della nostra attività. I Suoi dati potranno essere altresi comunicati a soggetti terzi per i quali la conoscenza dei Suoi dati
risulti necessaria o comunque funzionale allo svolgimento dell’attività della nostra Società. Iltitolare del trattamento é: IMREADY SRL - Strada Cardio,4
47891 Galazzano - Repubblica di San Marino. Al titolare del trattamento lei potrà rivolgersi, mediante il numero 0549 901003 per far valere i Suoi
diritti di retificazione, cancellazione, opposizione a particolari trattamenti dei propri dati, esplicitati all’art. D.Lgs196/03.
Vendita abbonamenti
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da Conpaviper
54
CHI è
CONPAVIPER
ENTE NAZIONALE CONPAVIPER
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PAVIMENTAZIONI
CONTINUE
CONPAVIPER ha come mission principale la
rappresentanza nazionale tecnico-economica della categoria delle società che operano
nel settore delle PAVIMENTAZIONI CONTINUE realizzate in calcestruzzo e/o con
sistemi resinosi.
CONPAVIPER è socio di UNI e membro di
Federbeton.
Organo ufficiale di Conpaviper è la rivista
“Pavimenti e Superfici Continue”.
È un Ente, riconosciuto giuridicamente, e
raggruppa, su base volontaria, più di 150 imprese di tutte le dimensioni, operanti nella
realizzazione di pavimenti, nella produzione
di materiali dedicati, nella fornitura di servizi.
Sono organi dell’Associazione:
L’ORGANIZZAZIONE
l’Assemblea degli Associati
il Consiglio Direttivo
il Presidente
L’Associazione ha per scopo:
i Vicepresidenti, in numero di due
A) la tutela degli interessi dei propri iscritti, anche mediante assistenza ed informazione che verranno rese agli iscritti
stessi attraverso l’istituzione di sportelli
territoriali;
B) la promozione di tutte le iniziative volte
alla divulgazione e ad un sempre più ampio e corretto impiego dei pavimenti e rivestimenti ad uso industriale, impiegabili
anche in campo civile;
C) l’avviamento nelle forme più opportune
di iniziative di sviluppo e ricerca per un
continuo miglioramento tecnologico dei
materiali, delle attrezzature e dei metodi
applicativi;
D) la stesura e la diffusione di testi ed opere scientifiche e letterarie specifiche del
settore inerenti alle finalità perseguite
dall’Associazione;
E) la promozione di tutte le iniziative volte
all’istruzione di tutte le figure coinvolte
nell’attività della categoria di settore.
il Collegio dei Revisori dei Conti
il Collegio dei Probiviri
il Tesoriere
L’Associazione è seguita dalla Segreteria, coordinata dalla Sig.ra Elena Canzi.
ASSEMBLEA dei SOCI
L’Assemblea è costituita dai Soci fondatori
e ordinari.Sono Soci fondatori le persone
fisiche e gli Enti che hanno partecipato alla
costituzione e mantengono la loro iscrizione
all’Associazione secondo quanto definito nel
presente Statuto.
Sono Soci ordinari le società che operano
nell’ambito del settore delle pavimentazioni
continue in calcestruzzo e/o in resina.
Possono richiedere l’iscrizione all’Associazione come Soci ordinari tutte le aziende regolarmente iscritte alla Camera di Commer-
cio Industria ed Artigianato, che operano
nell’ambito del settore delle pavimentazioni
continue che verranno ammessi secondo
quanto specificato all’art 7.
L’Assemblea è convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno, per una data non
posteriore al 30 giugno e in via straordinaria ogni qualvolta lo ritenga opportuno il
Consiglio Direttivo o ne facciano richiesta
scritta almeno un decimo degli Associati.
La convocazione deve essere fatta a mezzo lettera raccomandata o fax inviati a ciascuno dei Soci almeno venti giorni prima
della data della riunione, con l’indicazione
del giorno, luogo e ora della riunione e
dell’ordine del giorno da trattare.
L’Assemblea è validamente costituita in
prima convocazione quando vi partecipino
i rappresentanti di tanti Associati ordinari
che dispongano complessivamente della
maggioranza dei voti attribuita alla totalità
dei Soci ordinari regolarmente iscritti.
L’Assemblea è validamente costituita in
seconda convocazione il giorno successivo,
qualunque sia il numero dei voti rappresentati. L’Assemblea nomina un proprio
Presidente ed un proprio Segretario cui
spetta il compito di redigere il verbale.
L’Assemblea:
a) approva le relazioni e bilanci presentati
dal Consiglio Direttivo;
b) stabilisce le direttive d’ordine generale
dell’Associazione e le attività da svolgere;
c) procede all’elezione del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e del Collegio
dei Probiviri;
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d) delibera sulle proposte di modifica dello
Statuto e del Codice Deontologico e sullo scioglimento dell’Associazione;
e) delibera sulle proposte di modifica del
Regolamento di attuazione dello Statuto. Il Regolamento non può essere in
contrasto con quanto contenuto nello
Statuto e, nel caso, prevale comunque
l’orientamento dato dallo Statuto;
f) stabilisce la misura delle quote associative,
quote di iscrizione e gli eventuali contributi straordinari;
g) delibera sugli altri argomenti dell’O.d.G.
c) nominare eventuali rappresentanti dell’Associazione presso altri organismi;
d) coordinare le attività degli altri componenti
il Consiglio Direttivo;
e) operare a firma disgiunta con il Tesoriere,
sui conti correnti intestati all’Associazione
presso qualsiasi Banca ed Istituto di Credito.
Presidente pro tempore dell’Associazione è
Giorgio Carissimi.
Per scrivere al Presidente dell’Associazione:
[email protected]
VICE PRESIDENTI
L’Assemblea delibera per voto diretto in
corso di Assemblea. Le deliberazioni sono
prese a maggioranza di voti dei presenti, fatta eccezione per le modifiche di Statuto e
per lo scioglimento dell’Associazione, per le
quali si richiede la maggioranza assoluta dei
Soci iscritti. Ogni Socio ordinario ha diritto
ad un voto e può essere portatore di un
massimo di due deleghe.
PRESIDENTE
Il Presidente è eletto dall’Assemblea, dura in
carica tre anni e in genere può essere rieletto per un massimo di due mandati consecutivi. Il Presidente ha la rappresentanza legale
dell’Associazione a tutti gli effetti di legge.
Spetta al Presidente e, in sua assenza, ai
Vicepresidenti in ragione dell’anzianità:
a) convocare le Assemblee dell’Associazione;
b) convocare e presiedere le riunioni del Consiglio Direttivo;
Nella realizzazione del programma di attività, nella conduzione e nella rappresentanza
dell’Associazione, il Presidente è affiancato
da due Vicepresidenti.
I Vicepresidenti sono designati dal Presidente, su proposta del Consiglio Direttivo
entrante, tra i componenti del Consiglio
Direttivo entrante in modo che possano
rappresentare il settore delle pavimentazioni continue in calcestruzzo e delle pavimentazioni continue in resina. Ai Vicepresidenti
sono affidate deleghe di responsabilità sugli
specifici settori - nel quadro dell’attuazione
degli indirizzi programmatici di azione, esposti dal Presidente e approvati dall’Assemblea,
e in coerenza con le funzioni strategiche di
attività.Ai sensi dell’art. 33 dello Statuto, nel
caso in cui i Vicepresidenti siano più di uno
e in caso di mancanza o impedimento del
Presidente, le funzioni di quest’ultimo vengono svolte dal Vicepresidente con la maggiore anzianità di iscrizione, chiamato quindi
Vicepresidente vicario.
Vice Presidenti pro tempore dell’Associazione sono:
* Dario Bellometti
* Mauro Piermattei
CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente, dal Past President e dai membri eletti
dell’Assemblea tra i rappresentanti degli Associati ordinari. I componenti del Consiglio
Direttivo durano in carica tre anni e sono
rieleggibili.Le riunioni del Consiglio Direttivo
sono presiedute dal Presidente. Le riunioni
sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti il Consiglio Direttivo e
le relative deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. Ciascun componente
il Consiglio Direttivo ha diritto ad un voto.
In caso di parità di voti prevale la proposta
cui ha aderito il Presidente. Il verbale relativo
alla seduta viene redatto dal Segretario.
Il Consiglio Direttivo ha le seguenti attribuzioni:
a) nomina il Responsabile della Segreteria, il
Responsabile P.R. ed il Tesoriere;
b) esegue le deliberazioni dell’Assemblea;
c) realizza le decisione dell’Assemblea relative a studi, attività, ecc. occorrenti al conseguimento degli scopi associativi, anche
avvalendosi di commissioni consultive;
d) predispone la relazione ed i bilanci annuali
da presentare all’Assemblea;
e) delibera nell’ambito del preventivo di
bilancio approvato circa l’assunzione del
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personale, e della sottoscrizione dei contratti di collaborazione/incarico di consulenti e/o collaboratori e/o fornitori di
servizi;
f) esamina e delibera circa le nuove domande di adesione;
g) decide la convocazione di eventuali Assemblee straordinarie;
h) delibera la costituzione di Comitati o
Gruppi di Lavoro.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo saranno riportate nel sito ufficiale dell’Associazione entro 30 giorni dalla data di approvazione del relativo verbale.
Il Consiglio Direttivo pro tempore
dell’Associazione è composto da:
* Giorgio Carissimi - Presidente
* Dario Bellometti - Vicepresidente con
delega al settore resine
* Mauro Piermattei - Vicepresidente
* Gianluca Bianchin
* Antonino Caneva
* Massimiliano Cortinovis
* Bergenario Gaboardi
* Luciano Massazzi
* Fabrizio Penati
* Vito Pizzo
* Ambrogio Oriani
* Riccardo Romanini
* Lorenzo Scarafiotti
* Edmondo Vavassori
COLLEGIO REVISORI DEI CONTI
Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto
da tre membri effettivi e due supplenti scelti
anche tra i non Soci dall’Assemblea, con la
designazione del Presidente. Il Collegio dei
Revisori dei Conti esercita le funzioni di controllo contabile dell’Associazione e ne riferisce all’Assemblea; a questo scopo ha libero
accesso in qualsiasi momento ai libri contabili
dell’Associazione. Il Collegio dei Revisori dei
Conti verifica il bilancio consuntivo annuale
e la relativa documentazione da sottoporre
all’Assemblea per l’approvazione. I Revisori
dei Conti durano in carica tre anni e sono
rieleggibili.
Per scrivere ai probiviri dell’Associazione:
* [email protected]
Dove siamo
- Sede Operativa: Viale della Libertà, 31
55049 Viareggio (LU)
Tel. 0584 370863 Fax 0584 398235
- Sede Legale: Via Dessiè, 2
00199 Roma
Revisori dei Conti pro tempore
dell’Associazione sono:
* Paolo Cinquini
* Costantino Vinella
* Giuseppe Zambetti
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri eletto dall’Assemblea
è composto da tre membri effettivi e due
supplenti. Il Collegio dei Probiviri ha il compito di esaminare e pronunciarsi sulle eventuali
denunce di comportamento non conformi al
Codice Deontologico da parte dei Soci. La
pronuncia del Collegio dei Probiviri, in forma
scritta, sarà indirizzata al Consiglio Direttivo
per le decisioni di competenza.
Probiviri pro tempore dell’Associazione
sono:
* Roberto Benassi
* Ivo Salvini
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da Conpaviper
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Elenco Soci
ADDIMENT ITALIA SRL
Via L. Buzzi, 6
15033 CASALE MONFERRATO (AL)
Tel. 035.4948558 - Fax. 035.4948149
[email protected]
AEMME SRL
Via Don Minzioni, 16
43019 SORAGNA (PR)
Tel. 0524.597169 - Fax. 0524.597168
[email protected]
AIRE PAVIMENTAZIONI SRL
Via Olimpia, 2
24011 ALMÈ (BG)
Tel. 035.545346
Fax. 035.6322226
[email protected]
www.airepavimentazioni.com
ALASKA CEMENTI SRL
Via Galvani, 4
33080 PORCIA (PN)
Tel. 0434.590291 - Fax. 0434.923770
[email protected]
ANCO SRL
Via Einaudi, 6
10040 RIVALTA DI TORINO (TO)
Tel. 011.9093102
Fax. 011.9044870
[email protected]
ATEF SRL
Via Angelo Manzoni, 33
26866 S. ANGELO LODIGIANO (LO)
Tel. 0371.934069
Fax. 0371.92791
[email protected]
API SPA
Via Trieste, 13
16018 MIGNANEGO (GE)
Tel. 010.7720751
Fax. 010.7720248
[email protected]
AXIM ITALIA SRL
Via Marconi, 1
24010 SORISOLE (BG)
Tel. 035.794049 - Fax. 035.790342
[email protected]
APS SRL
Str. Engini, 1
15078 OVADA (AL)
Tel. 0143.882349 - Fax. 0143.840991
[email protected]
APSE TECNOLOGIE EDILI SRL
Via Genova, 20
24040 CISERANO
LOC. ZINGONIA (BG)
Tel. 035.882350 - Fax. 035.883181
[email protected]
B.NORD PAVI 2000 SRL
Via dell’Artigianato, 11
32026 MEL (BL)
Tel. 0437.540220 - Fax. 0437.752293
[email protected]
BARBERO CARLO & C. SNC
Via Sabbione, 13/A
14047 MOMBERCELLI (AT)
Tel. 0141.959912
Fax. 0141.959890
[email protected]
ALL PAV SRL
Via Sibellini, 47/49
24060 GORLAGO (BG)
Tel. 035.4258579 - Fax. 035.943396
[email protected]
ARENCI ANGELO
C. da Busiti
93100 CALTANISSETTA (CL)
Tel. 0934.591320 - Fax. 0934.591320
BASF C.C. ITALIA
Vicinale delle Corti, 21
31100 TREVISO (TV)
Tel. 0422.304251 - Fax. 0422.423867
[email protected]
ALPI PAV SRL
Via Selene, 16
12061 CARRÚ (CN)
Tel. 0174.627018 - Fax. 0174.627018
[email protected]
ATECAP
Via Barberini, 68
00187 ROMA (RM)
Tel. 06.42016103 - Fax. 06.42020145
[email protected]
BETON PAVI SNC
Via Quari Destra, 41/A
37044 COLOGNA VENETA (VR)
Tel. 0442.412281 - Fax. 0442.424906
[email protected]
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BIPAV SNC
Via Morganella Ovest, 55
31050 PONZANO VENETO (TV)
Tel. 0422.9666
Fax. 0422.969826
[email protected]
CALCESTRUZZI SPA
Via G. Camozzi, 124
24121 BERGAMO (BG)
Tel. 035.4167048 - Fax. 035.4167715
[email protected]
CARACI RICCARDO
Via G. Canale, 37
10060 PISCINA (TO)
Tel. 0121.57509
Fax. 0121.091190
[email protected]
CHRYSO ITALIA SPA
Via Madonna Della Neve, 7
24040 LALLIO (BG)
Tel. 035.693331 - Fax. 035.693684
[email protected]
C.M.C. SRL
S.P. Colligiana, 12/B
53035 MONTERIGGIOLI (SI)
Tel. 0577.306124
Fax. 0577.307740
[email protected]
CO.EDIL.PAV.I. SRL
Via Fiano, 123
84014 NOCERA INFERIORE (SA)
Tel. 081.911338 - Fax. 081.911385
[email protected]
CO.I.PA. COSTANTINO
GEOM. PIERGIORGIO SRL
Strada Settimo, 88
10156 TORINO (TO)
Tel. 011.2734720
Fax. 011.2734928
[email protected]
www.coipasrl.it
COCCO SRL
S.P. 130 ANDRIA-TRANI KM 2500
70031 ANDRIA (BA)
Tel. 0883.557738 - Fax. 0883.557738
[email protected]
CURECRETE DISTRIBUTION INC
1203 Vest Spring Creek Place
SPRINGVILLE UTAH 84663 - U.S.A.
Tel. +1.8014895663
Fax. +1.8014893307
COLABETON SPA
Via della Vittorina, 60
06024 GUBBIO (PG)
Tel. 075.92401 - Fax. 075.9273965
[email protected]
DAVOGLIO LUIGI
Via Nazario Sauro, 8
46029 SUZZARA (MN)
Tel. 0376.533066 - Fax. 0376.533066
[email protected]
COMACO ITALIANA SRL
Via Fiume Ronco, 1 FORLÌ (FC)
Tel. 0543.723350 - Fax. 0543.725597
[email protected]
DITRE SRL
Via Benaco, 99 BEDIZZOLE (BS)
Tel. 0365.6871434 - Fax. 0365.6876938
[email protected]
CONCRETE G.
DI TAGLIABUE M. LUISA
Via Monte Zeda, 6
28041 ARONA (NO)
Tel. 0322.248128 - Fax. 0322.232714
[email protected]
DITRON SRL
Corso Peschiera, 336/D
10139 TORINO (TO)
Tel. 011.7740744 - Fax. 011.7504341
[email protected]
CONSORZIO KRESTOTES
Strada San Maurizio, 184
10073 CIRIÈ (TO)
Tel. 011.9222904 - Fax. 011.9228004
[email protected]
COR.IM. SRL
Via delle Gere, 9
24040 POGNANO (BG)
Tel. 035.882110 - Fax. 035.872001
[email protected]
CORIONI RICCARDO
Via S. Pellico, 28
25033 COLOGNE (BS)
Tel. 030.7050517 - Fax. 030.7050348
[email protected]
CULPO GIUSEPPE
Via Padova, 2
36070 TRISSINO (VI)
Tel. 0445.490888 - Fax. 0445.1889194
[email protected]
DM PAVIMENTI SRL
Via Provinciale Francesca, 293/D
56020 SANTA MARIA A MONTE (PI)
Tel. 0587.706816
[email protected]
DRACO ITALIANA SPA
Via Monte Grappa, 11 D-E
20067 TRIBIANO (MI)
Tel. 02.90632917 - Fax. 02.90631976
[email protected]
DUROCEM ITALIA SPA
Via Roma, 9
42100 CAVOLA (RE)
Tel. 0522.806521 - Fax. 0522.806260
[email protected]
ECOTEP SRL
Via Piave - Zona Industriale
26843 CASTELNUOVO
BOCCA D’ADDA (LO)
Tel. 0377.702201 - Fax. 0377.702698
[email protected]
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EDIL TECNO SRL
Via 4 Novembre, 35
70022 ALTAMURA (BA)
Tel. 080.3143901 - Fax. 080.3143901
[email protected]
EPOXY SISTEM SRL
Via S. D’acquisto Pal. Zigurella
81040 CURTI (CE)
Tel. 0823.693172 - Fax. 0823.694714
[email protected]
EDILPAV SRL
Via Matteotti, 14/E
20090 ASSAGO (MI)
Tel. 030.7090772
EUROPAV SNC
DI MAZZOCCO & C.
Località Vittoria, 72
44021 CODIGORO (FE)
Tel. 0532.61830 - Fax. 0532.61830
[email protected]
EDILPAV SRL SOC. UNIPERS.
Via N. Fonticoli, 52
65017 PENNE (PE)
Tel. 085.8270717 - Fax. 085.8278325
[email protected]
EDILPAVI SAS
DI AGOSTINELLI & C.
Via dell’Industria, 72
60020 POLVERIGI (AN)
Tel. 071.908441
Fax. 071.908441
[email protected]
EDILTECNICA COSTRUZIONI SAS
Via Trento, 51
88046 LAMEZIA TERME (CZ)
Tel. 0968.22022 - Fax. 0968.29152
EDILTECNICA SRL
Via Pinerolo, 151
10060 CANDIOLO (TO)
Tel. 011.9622263 - Fax. 011.9622556
[email protected]
EUROPAV PROJECT SRL
Via Carlo Marx, 29/31
25019 SIRMIONE (BS)
Tel. 030.9904745 - Fax. 030.9197868
[email protected]
EUROPAV TECHNOLOGY SRL
Via Molinara, 20
24060 GORLAGO (BG)
Tel. 035.953907
Fax. 035.4272326
[email protected]
F.G. SRL
Via Gramsci, 2
25021 BAGNOLO MELLA (BS)
Tel. 030.6821585 - Fax. 030.6821929
F.LLI B-SYSTEM SRL
Via C. Prampolini, 58
42023 CADELBOSCO SOPRA (RE)
Tel. 0522.919646 - Fax. 0522.919692
[email protected]
FALEZZA GEOM. CLAUDIO
Via Italo Montemezzi, 17
37060 SONA (VR)
Tel. 045.6081542 - Fax. 045.6081542
FIBROCEV SRL
Via Parma, 103
40018 SAN PIETRO IN CASALE (BO)
Tel. 051.811144 - Fax. 051.6668231
[email protected]
FLOOR SYSTEM SRL
Via Della Valtiera, 105
06080 COLLESTRADA (PG)
Tel. 075.393294
[email protected]
G.A. SPA General Admixtures
Via Delle Industrie, 14/16
31050 PONZANO VENETO (TV)
Tel. 0422.966911 - Fax. 0422.969740
[email protected]
GATE PREFABBRICATI SRL
Vicolo Treviso
SIGNORESSA DI TREVIGNANO (TV)
Tel. 0423.872208 - Fax. 0423.670996
[email protected]
GENERALI COSTRUZIONI SRL
Piazza Roma, 5
15057 TORTONA (AL)
Tel. 0131.870064 - Fax. 0131.890204
[email protected]
EMMEDI’ SRL
Via Verdi, 19
26845 CODOGNO (LO)
Tel. 0377.767015 - Fax. 0377.760000
[email protected]
F.LLI CHIARI SNC
Fraz. Rigozzo, 60
13050 SOPRANA (VC)
Tel. 015.779090 - Fax. 015.779090
GIESSE SERVICE
DI GOBBO STEFANO
Via Luigi Scattolini, 17
31055 QUINTO DI TREVISO (TV)
Tel. 0422.485713 - Fax. 0422.487952
[email protected]
ENCO SRL
Via delle Industrie, 18/20
31050 PONZANO VENETO (TV)
Tel. 0422.963771 - Fax. 0422.963237
[email protected]
F.LLI TOSO SRL
Via Nikolajewka, 1
25019 SIRMIONE (BS)
Tel. 030.919213 - Fax. 030.919422
[email protected]
G.I.PAV SRL
Via Bozza Dei Salici
21019 SOMMA LOMBARDO (VA)
Tel. 0331.259058 - Fax. 0331.258722
[email protected]
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GIUSEPPE ZAMBETTI
Via Luigi Fossati, 4
20052 MONZA (MI)
Tel. 039.2004427
[email protected]
HOLCIM CEMENTI SPA
Via Volta, 1
22046 MERONE (CO)
Tel. 031.616300 - Fax. 031.616334
[email protected]
I.C.E.A. SAS dei F.lli Di Fede
S.P. Per Valcorrente
Zona Ind. Piano Tavola
95032 BELPASSO (CT)
Tel. 095.7131818 - Fax. 095.7131811
[email protected]
IDEAL WORK SRL
Via Kennedy, 52/A
31030 VALLA DI RIESE PIO X (TV)
Tel. 0423.748430 - Fax. 0423.748429
IDRA SA
Strada Cardio, 4
47891 SERRAVALLE (RSM)
Tel. 0549.909090 - Fax. 0549.909096
[email protected]
IMP. DANICO EDILIZIA SRL
Via G.G. Belli, 27
00193 ROMA (RM)
Tel. 06.95461072 - Fax. 06.95461464
[email protected]
IMPER ITALIA SPA
Via Lanzo, 131
10148 TORINO (TO)
Tel. 011.2282741 - Fax. 011.2262332
[email protected]
IPM ITALIA SRL
Via Delle Industrie, 23
20050 SULBIATE (MI)
Tel. 039.6883166 - Fax. 039.6200903
[email protected]
ISOPLAM SRL
Via E. Mattei, 4
31010 MASER (TV)
Tel. 0423.925023
Fax. 0423.926119
[email protected]
ISTRICE BY FILI & FORME SRL
Via Del Lavoro, 10
41018 SAN CESAREO
SUL PANARO (MO)
Tel. 059.921462 - Fax. 059.921463
[email protected]
ITAL.PAV.I. SRL
Via Fiano, 195
84014 NOCERA INFERIORE (SA)
Tel. 081.911367 - Fax. 081.911367
[email protected]
ITS SRL
Via Dell’Industria, 54/56
26016 SPINO D’ADDA (CR)
Tel. 0373.966539 - Fax. 0373.965756
[email protected]
KEMPER SYSTEM ITALIA SRL
(EX ALFACHEM)
Via A. Meucci, 9
20060 POZZO D’ADDA (MI)
Tel. 02.90968160
Fax. 02.90969478
[email protected]
KERAKOLL SPA
Via Dell’Artigianato, 9
41049 SASSUOLO (MO)
Tel. 0536.816701
Fax. 0536.816700
[email protected]
KIVATEC SRL
Via Cefalù, 24/6
20151 MILANO (MI)
Tel. 02.3086916
Fax. 02.3084975
[email protected]
KLINDEX SRL
Via Vallone, 16
65024 MANOPPELLO (PE)
Tel. 085.859800 - Fax. 085.8599224
[email protected]
LA MATASSINA SRL
Via Bacchiglione, 28
36033 ISOLA VICENTINA (VI)
Tel. 0444.975671 - Fax. 0444.977515
[email protected]
LEIDI ANGELO & C. SNC
Via Madonna Della Neve, 7
24060 ZANDOBBIO (BG)
Tel. 035.940437 - Fax. 035.944876
LEON BEKAERT SPA
Via Copernico, 54
20090 TREZZANO
SUL NAVIGLIO (MI)
Tel. 02.48481207 - Fax. 02.48490141
[email protected]
LEVOCELL SPA
Via Brescia, 4 - Loc. Alpino
24014 CASTENEDOLO (BS)
Tel. 030.2130539 - Fax. 030.2130097
[email protected]
LORI PAV DUE SRL
Via Magellano, 25
35010 TREBASELEGHE (PD)
Tel. 049.9387854 - Fax. 049.9388931
[email protected]
MAPEI SPA
Via Cafiero, 22
20158 MILANO (MI)
Tel. 02.376731 - Fax. 02.37673214
[email protected]
MARCHESE COSTRUZIONI SRL
Via Leonardo Da Vinci, 450
90135 PALERMO (PA)
Tel. 091.6730535 - Fax. 091.6741021
[email protected]
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MARINO ROBERTO
Via Ponte Marino, 43
48100 RAVENNA (RA)
Tel. 0544.36150 - Fax. 0544.214704
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MARIO FRAUSIN
Via Card. Ascanio Sforza, 81/A
20141 MILANO (MI)
Tel. 02.8467714
Fax. 02.8461328
[email protected]
MAXIT ITALIA SRL
Viale F. Kennedy, 21
24066 PEDRENGO (BG)
Tel. 035.662524
Fax. 035.655821
[email protected]
MEDIPAV SRL
Zona Art. C.da Magaggiari 1, 4
91028 PARTANNA (TP)
Tel. 0924.922066
Fax. 0924.922552
[email protected]
MINERVA MASSIMO
Via Spagnoleto, 5
20149 MILANO (MI)
Tel. 02.4981103
Fax. 02.48012944
[email protected]
MORTARA & C. SRL
Via Enzo Ferrari, 43
RIVALTA SUL MINGO RODIGO (MN)
Tel. 0376.681325 - Fax. 0376.681309
[email protected]
PAMA DI DEL CIMA DANIELA
Via Della Repubblica, 79
55066 CAPANNORI (LU)
Tel. 0583.983357 - Fax. 0583.984182
[email protected]
NOVIPAV SRL
Via Sarioletto, 7
25036 PALAZZOLO SULL’OGLIO (BS)
Tel. 030.7760631 - Fax. 030.7768049
[email protected]
PAV. 2000
di BERGO CRISTIANO & C. SAS
Via Bellini, 10
45017 LOREO (RO)
Tel. 348.7824357 - Fax. 0426.336329
OCV ITALIA SRL
Via Parini, 10
20045 BESANA BRIANZA (MI)
Tel. 0362.985432 - Fax. 0362.985383
PAV.ONE SRL
Via Gadolini, 33
29100 PIACENZA (PC)
Tel. 0523.713235
Fax. 0523.461489
[email protected]
OCV REINFORCEMENTS
ALCALA SPAIN S.L.
Ctra. Madrid-Barcellona
km 34,500, apartado 60
28800 ALCALA DE HERNARES
MADRID – ESPANA
PAVI CENTER SRL
Via Rudon, 12
31039 RIESE PIO X (TV)
Tel. 0423.456374 - Fax. 0423.759301
OFFICINE MACCAFERRI SPA
Via Degli Agresti, 6
40123 BOLOGNA (BO)
Tel. 051.6436000 - Fax. 051.236507
[email protected]
PAVI NORD SRL
Via Cereti, 15
24029 VERTOVA (BG)
Tel. 035.741489 - Fax. 035.741489
OPUS SPA
Via A. Calvi, 35
29015 CASTEL SAN GIOVANNI (PC)
Tel. 0523.843653 - Fax. 0523.882606
[email protected]
MOMBRINI SRL
Viale Giovanni XXIII, 29
24043 CARAVAGGIO (BG)
Tel. 0363.50049-50449
Fax. 0363.350714
[email protected]
PA.S.I. SAS
Via Pergolesi, 11
9020 USSANA (CA)
Tel. 070.918422 - Fax. 070.918639
[email protected]
MORI SRL
Via Cardinal Ferrari, 3/5
20031 CESANO MADERNO (MI)
Tel. 02.96799662
Fax. 02.9690526
PAIMO SRL
Via Carlo Levi, 14/3
50047 PRATO
Tel. 0574.661576 - Fax. 0574.662146
[email protected]
PAVIBETON SRL
Via A. Manzoni, 35
26866 SANT’ANGELO
LODIGIANO (LO)
Tel. 0371.216071 - Fax. 0371.214214
[email protected]
PAVICEM SAS
Fr. Camporeggiano
06024 GUBBIO (PG)
Tel. 075.9252262 - Fax. 075.9252262
PAVIDUR SRL
Via Papa Giovanni XXIII, 16
92012 CIANCIANA (AG)
Tel. 0922.987345
Fax. 0922.988005
[email protected]
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Cyan quadricromiaMagenta
quadricromiaMagenta quadricromiaGiallo
quadricromiaGiallo quadricromiaNero
quadricromiaNero quadricromia
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PAVIN RESINE SRL
Via Emilia Pavese, 35/E
29010 ROTTOFRENO (PC)
Tel. 0523.762002 - Fax. 0523.763549
[email protected]
R.C.S.
DI RICCARDO CARACI E C. SNC
Via G. Canale, 37 PISCINA (TO)
Tel. 0121.57509 - Fax. 0121.091190
[email protected]
SI.MI.PAV DI AMICO GIUSEPPE
Via Cavour, 33
21040 ORIGGIO (VA)
Tel. 02.96732614 - Fax. 02.96114292
[email protected]
PAVIT SRL
Via S. Michele, 2
56020 S. MARIA A MONTE (PI)
Tel. 0587.706065-705344
Fax. 0587.709065
[email protected]
RESINDAST SRL
Via S. Pietro Delle Passere, 36
24060 S. PAOLO D’ARGON (BG)
Tel. 035.958630 - Fax. 035.4254549
[email protected]
SIKA ITALIA SPA
Via Luigi Einaudi, 6
20068 PESCHIERA BORROMEO (MI)
Tel. 02.54778342 - Fax. 02.54778119
[email protected]
RINOL ITALIA R. & T. SRL
Via V. Chiarugi, 76/U
45100 ROVIGO (RO)
Tel. 0425.411200 - Fax. 0425.411222
[email protected]
SISMIC
ASSOCIAZIONE TECNICA PER LA
PROMOZIONE DEGLI ACCIAI SISMICI
PER CEMENTO ARMATO
Via Alessandro Volta, 27/a
25010 SAN ZENO NAVIGLIO (BS)
Tel. 030.3539354 - Fax. 030.3546766
[email protected]
www.assosismic.it
PAVITAL SNC DI GRAZIANI & C.
Via Gramadora, 15/17
47100 FORLÌ (FC)
Tel. 0543.473995 - Fax. 0543.473551
[email protected]
PEIKKO ITALIA SRL
Via Ugolini, 17/B
20125 MILANO (MI)
Tel. 02.6431394 - Fax. 02.64109388
[email protected]
PENTA SERVICE SRL
Via Bernardi, 25
31039 POGGIANA
DI RIESE PIO X (TV)
Tel. 0423.755226
Fax. 0423.755057
[email protected]
PINAZZI
GESTIONE CALCESTRUZZI SRL
Via Monte Sporno, 2/A
43100 PARMA (PR)
Tel. 0521.968164
Fax. 0521.926212
[email protected]
PROGRESS PLAST SRL
Via Dell’Artigianato, 35/37
31010 ASOLO (TV)
Tel. 0423.950398
Fax. 0423.950979
[email protected]
RUFFILLI GUIDO
C.da S. Amato 30
66034 LANCIANO (CH)
Tel. 0872.40642 - Fax. 0872.728266
RUREDIL SPA
Via Bruno Buozzi, 1
20097 SAN DONATO MILANESE (MI)
Tel. 02.5276041 - Fax. 02.5272185
[email protected]
SISTEM & PROJECT SRL
Via Pozzetto, 26
45020 VILLANOVA
DEL GHEBBO (RO)
Tel. 049.5310061 - Fax. 049.5310307
[email protected]
SAVER SRL
Via Del Trentino, 795
55049 MASSAROSA (LU)
Tel. 0584.391635 - Fax. 0584.384461
[email protected]
SK SRL
S.S. 10 Padana Inferiore, 41
29012 CAORSO (PC)
Tel. 0523.814241 - Fax. 0523.814245
[email protected]
S.I.A.R. SRL
Via Gamberi, 8
10070 S. FRANCESCO
AL CAMPO (TO)
Tel. 011.9278958 - Fax. 011.9278958
[email protected]
SO.CO.PAV SRL
Via Dell’Artigianato, 4
20032 SENAGO (MI)
Tel. 02.99813050 - Fax. 02.99813110
[email protected]
S.I.A.T. SPA - Gruppo Pittini
Via Facini, 54
33013 GEMONA DEL FRIULI (UD)
Tel. 0432.062914 - Fax. 0432.062960
[email protected]
SOMERO ENTERPRISES LTD
Broombank Road
CHESTERFIELD DERBYSHIRE
ENGLAND S419QJ
Tel. 338.6262215
Fax. +44.1782203830
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STEMCO SRL
Via Depretis, 11
24124 BERGAMO (BG)
Tel. 035.345858
Fax. 035.296039
[email protected]
TEKNO EDILE
di Romeo Giovanni
Via Etna, 178
95045 MISTERBIANCO (CT)
Tel. 095.398191
Fax. 095.398195
[email protected]
TECNES SRL
Via Baraccone, 23
24050 MORNICO AL SERIO (BG)
Tel. 035.844288
Fax. 035.844637
[email protected]
TEKNOPAV SRL
Via Armando Diaz, 68
21017 SAMARATE (VA)
Tel. 0331.223556 - Fax. 0331.223556
[email protected]
TECNOPER ITALIA SRL
Via Luppinari Croce Valanidi, 137
89134 REGGIO CALABRIA (RC)
Tel. 0965.895154
Fax. 0965.311386
[email protected]
TIEPPO LUISELLO SAS
Via E. Minato, 26/C
31030 VALLA DI RIESE PIO X (TV)
Tel. 0423.746008
Fax. 0423.746050
[email protected]
TECNO PIEMONTE SPA
S.S. Valsesia, 20
13035 LENTA (VC)
Tel. 0163.885111
Fax. 0163.885028
[email protected]
TRIANTAFILLIS DR. ALBERTO
Via Paolo Veronese, 5
31100 TREVISO (TV)
Tel. 0422.5791
[email protected]
TECNOPROVE SRL
Via dell’Industria, 6
72017 OSTUNI (BR)
Tel. 0831.304578
[email protected]
TECNO-SERVICE SPA
Via Santa Rizza, 26
42013 CASALGRANDE (RE)
Tel. 0536.806961
Fax. 0536.807404
[email protected]
TECNOTEST SRL
Via E. De Nicola, 31
41100 MODENA (MO)
Tel. 059.252025
Fax. 059.253848
[email protected]
TRIMMER SRL
Via Piave, 47 - Z.I.
26843 CASTELNUOVO B. D’ADDA (LO)
Tel. 0377.700125 - Fax. 0377.60681
[email protected]
VENEROM SRL
Via Costanzo II, 1/A
47100 FORLÌ (FC)
Tel. 0543.720605
Fax. 0543.751161
[email protected]
VIMARK SRL
Via Spartafino, 264
12016 PEVERAGNO (CN)
Tel. 0171.383800
Fax. 0171.339395
[email protected]
VINELLA SRL
Traversa Via Cesare Contegiacomo,
s.n. - Z.I.
70017 PUTIGNANO (BA)
Tel. 080.4911526
Fax. 080.4055575
[email protected]
W.R. GRACE ITALIANA SPA
Via Trento, 7
20017 PASSIRANA DI RHO (MI)
Tel. 02.93537324-291
Fax. 02.93537516
[email protected]
UNICALCESTRUZZI SPA
Via Luigi Buzzi, 6
15033 CASALE MONFERRATO (AL)
Tel. 0142.416111
Fax. 0142.416464
[email protected]
UNIPAV SERVICE SRL
Via Polderin, 3
37014 CASTELNUOVO
DEL GARDA (VR)
Tel. 045.7570294
Fax. 045.7570294
[email protected]
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Chi può aderire
L’Associazione è costituita da Soci fondatori,
Soci ordinari e Soci aderenti. È prevista anche la qualifica di Socio sostenitore.
Sono Soci aderenti dell’Associazione, le
Associazioni, i Consorzi, gli Enti, gli studi
di progettazione, i tecnici, e chiunque altro
dimostri di operare anche nel settore delle pavimentazioni continue e che verranno
ammessi secondo quanto specificato all’art
7. Possono fregiarsi di aderire all’Associazione quali aderenti, e possono partecipare a
Comitati e Gruppi di Lavoro dell’Associazione nei casi regolati dal Consiglio Direttivo.
I suddetti aderenti hanno diritto ad essere
informati sull’attività dell’Associazione e ricevere le pubblicazioni e le comunicazioni della
stessa. La qualifica di Socio sostenitore può
essere assunta da Soci ordinari o aderenti,
secondo quanto specificato dal Regolamento di attuazione dello Statuto. La domanda
di iscrizione dei Soci ordinari, degli aderenti
e sostenitori, corredata della relativa documentazione richiesta, è sottoposta all’approvazione del Consiglio Direttivo. L’iscrizione
comporta l’accettazione del presente Statuto, del Regolamento e del Codice Deontologico dell’Associazione da sottoscrivere,
all’atto dell’accettazione dell’iscrizione. La
stessa decorre dal momento in cui la relativa domanda è stata accettata dal Consiglio
Direttivo ed è stato effettuato il versamento
della quota associativa relativa al primo anno
e della quota di iscrizione stabilita dal Regolamento. L’adesione si intende rinnovata,
tacitamente di anno in anno se non è disdetta mediante lettera raccomandata almeno
tra mesi prima della scadenza del periodo
di impegno associativo predetto. Tutti i Soci
ordinari hanno diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e del
Codice Deontologico nonché per la nomina
degli organi direttivi dell’Associazione.
Per aderire
Per aderire all’Associazione CONPAVIPER è
necessario compilare il modulo d’iscrizione
e inviarlo via fax al n. 0584/398235 allegando una copia del Cerificato CCIIA oppure
come allegato ad una E-mail all’indirizzo
[email protected]
LE QUOTE SOCIALI
Tutti i Soci sono tenuti al versamento della quota associativa annua determinata nel
Regolamento. Il versamento dei contributi
associativi dovrà essere eseguito in un unica
soluzione entro e non oltre il 28 febbraio
dell’anno cui si riferisce.
Il Socio dimissionario si impegna ad assolvere gli obblighi derivanti dal disposto del presente articolo. I Soci non assumono alcuna
responsabilità oltre l’importo delle rispettive
quote.
Le quote di iscrizione sono così stabilite:
1. Soci ordinari:
a. fino a 500.000,00 euro di fatturato:
1.000 euro/anno
b. tra 500.000,00 e 2.499.000,00 euro di
fatturato: 1.400 euro/anno
c. sopra 2.500.000,00 euro di fatturato:
2.000 euro/anno
2. Soci aderenti:
a. singoli professionisti: 150,00 euro/anno
b. studenti universitari regolatamente iscritti
alle facoltà di ingegneria, architettura, geologia: iscrizione gratuita
c. associazioni di categoria o associazioni
tecnico/culturali dedicate alla predisposizione di norme e organizzazione di seminari/convegni e che non svolgano attività
di consulenza né all’esterno né ai propri
Associati: iscrizione gratuita
d. laboratori ufficiali: 500 euro/anno*
e. soggetti che non rientrano nelle categorie
sopra richiamate: 2.000,00 euro/anno
3. Soci sostenitori:
a. Sono coloro che intendono sostenere
l’Associazione e le sue attività con un contributo straordinario annuale. Ogni anno il
Comitato Direttivo delibera il valore del
contributo straordinario e le utilità connesse con tale contributo.
Le quote Associative per i Soci ordinari verranno calcolate sulla base della media degli
ultimi tre bilanci registrati.
A tal fine ogni Associato ordinario si impegna a fornire entro il 31 agosto di ogni anno
una dichiarazione del bilancio finale.
Gli Associati sono tenuti a versare l’importo delle quote dovute entro il 28 febbraio
dell’anno a cui si riferiscono.
Coloro che intendono sottoscrivere una
nuova iscrizione devono versare la quota
entro 30 giorni dalla comunicazione dell’avvenuta accettazione della domanda. In caso
di inadempimento decade la loro accettazione.
Il versamento delle quote Associative, di
qualunque natura esse siano, può essere
effettuato in contanti, mediante pagamento brevi manu al Tesoriere o a persona da
questi autorizzata con delega scritta e controfirmata dal Presidente, oppure mediante
bonifico bancario sul conto corrente intestato all’Ente Nazionale CONPAVIPER.
Fino al momento in cui il pagamento della
quota non risulta regolarizzato, l’Associato
non potrà esercitare i diritti a lui spettanti.
* quota decisa dal Consiglio Direttivo in
attesa di ratifica dell’Assemblea
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per associarsi
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MODULO DI ADESIONE
Spettabile CONPAVIPER
Via Dessié, 2
00199 - Roma
Fax: 0584 - 398235
Con la presente richiediamo la nostra adesione all'Ente Nazionale CONPAVIPER segnalandovi i ns. dati aziendali.
Ditta
Via
Cap
Città
Prov
Tel
Fax
Partita IVA
E-mail
Ns. responsabile contatti Sig
Tel. mobile
Ns. indirizzo di spedizione della corrispondenza (indicare solo se diverso dal precedente)
Via
Cap
Città
Prov
Siamo a conoscenza che la disdetta dovrà avvenire tramite raccomandata con tre mesi di anticipo e che la quota
associativa annuale è per la ns. categoria di appartenenza:
SOCIO CONPAVIPER
❏ Fino a € 500.000,00 di fatturato
❏ Tra € 500.000,00 e € 2.499.000,00 di fatturato
❏ Oltre € 2.500.000,00 di fatturato
❏ Laboratori Ufficiali
❏ Singoli Professionisti
€ 1.000,00
€ 1.400,00
€ 2.000,00
€ 500,00
€ 150,00
che verseremo al momento dell’adesione e per la quale verrà rilasciata quietanza.
PAGAMENTO: Tramite Bonifico Bancario
Banca d’appoggio: CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA - AG. 1 VIAREGGIO Cab 24876 Abi 6200
Cin O c/c 00000322172 intestato a Ente Nazionale CONPAVIPER
COD. IBAN IT91O0620024876000000322172
Dichiaro sotto la mia piena responsabilità di:
- avere preso visione dello Statuto Conpaviper, del Regolamento di Applicazione dello Statuto e del Codice Deontologico CONPAVIPER condividendone in pieno lo spirito e i contenuti espressi;
- avere preso visione dei Codici di Buona Pratica e dei capitolati Tecnici pubblicati dall’Associazione, condividendone in pieno lo spirito e i contenuti
espressi e di prendere l impegno per sostenerne la più ampia applicazione nel mercato;
- non essere sottoposto a procedimenti penali e di non aver mai riportato condanna alcuna;
- essere a conoscenza che la disdetta dovrà avvenire tramite raccomandata entro tre mesi dalla fine dell’anno;
- dare il consenso affinchè la nostra Società venga inserita nella lista dei Soci CONPAVIPER su Internet.
Autorizzo, altresì l’Ente Nazionale CONPAVIPER al trattamento dei dati personali ai fini dell’iscrizione ai sensi della legge 31.12.1996 n. 675 e successive
modificazioni e alla promozione dell’Azienda da me rappresentata con la pubblicazione dei riferimenti sul sito associativo, sulla rivista e sui documenti
dell’Associazione.
DATA
TIMBRO E FIRMA
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cerco e offro
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N°1 Molatrice mod. HTC650 kW 5,5
Anno
2001
Ore
1710
Prezzo
contattare l’azienda
Riferim.
TRIMMER srl
Contatto
Geom. Giulio Sbarufatti
Tel. 0039 0377 700125
Voltaggio
Amper
Frequenza
Peso
Larghezza di lavoro
Pressione di molatura
RPM
Serbatoio acqua
N° 1 Pallinatrice mod. T26 7,5 KW
N°1 Pallinatrice mod. T26 7,5 KW
con aspiratore modello A6
Anno
: 2000
Ore
: 570
Prezzo
contattare l’azienda
Riferim.
TRIMMER srl
Contatto
Geom. Giulio Sbarufatti
Tel. 0039 0377 700125
senza aspiratore
Anno
: 1998
Ore
: 490
Prezzo
2.000,00 + IVA
Riferim.
SK srl
Tel. 0039 0523 814241 - fax 814245
mail: [email protected]
: 3 x 400 V
: 16 A
: Hz 50
: kg 220
: mm 650
: Kg 165 - 225
: 750
: litri 40
Avanzamento:
a controllo elettronico
da 0,5 a 11 m/min.
Alimentazione:
elettrica dal gruppo
filtrante
Peso
: kg 270
Larghezza di lavoro : cm 25
Lunghezza
: 176 cm
Larghezza
: 43 cm
Altezza
: 95 cm
N° 1 Pallinatrice mod. T26 7,5 KW
con aspiratore modello A6
Anno
: 2001
Ore
: 220
Prezzo
: 11.000,00 + IVA
Riferim.
: FRENTANA RESINE srl
Tel. 0039 0872 40642
DATI TECNICI DEL SISTEMA FILTRANTE
Autopulente
Alimentazione: elettrica 400 V 32 A trifase
Lunghezza
: 160 cm.
Larghezza
: 85 cm.
Altezza
: 120 cm.
Peso:
: 457 kg
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PREFABBRICAZIONE 2008
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IL GIORNALE DELL’INGEGNERE
COLLEGIO DEGLI INGEGNERI
E ARCHITETTI DI MILANO
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calcestruzzo
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Calcestruzzo in pratica
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Calcestruzzo e imprese
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` 45,00
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