Delibera C.C. n. 64 del 27-10-2016

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Delibera C.C. n. 64 del 27-10-2016
Letto, confermato e sottoscritto
CITTÀ DI ISPICA
IL SEGRETARIO GENERALE
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
F.TO: B. BUSCEMA
F.TO: G. ROCCUZZO
ORIGINALE
COPIA
CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
La presente deliberazione verrà pubblicata
all’albo Pretorio online del Comune per
quindici giorni consecutivi a partire dal
30/10/2016
Data 29/10/2016
IL SEGRETARIO GENERALE
F.TO: B. BUSCEMA
Il sottoscritto Segretario Generale, su conforme
dichiarazione del Responsabile dell’Albo Pretorio
online attesta che la presente deliberazione è
stata pubblicata dal 30/10/2016 al 13/11/2016
con n.
di registro di pubblicazione.
Data
_____
IL RESPONSABILE DELLA
PUBBLICAZIONE
F.TO : G. MIGLIORE
IL SEGRETARIO GENERALE
F.TO: B. BUSCEMA
VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
N°. 64 R.V.
Seduta del 27 OTTOBRE 2016
OGGETTO: Ordine del Giorno: “Solidarietà e sostegno alle popolazioni colpite dal
terremoto del 24 agosto 2016”.
L’anno DUEMILASEDICI il giorno VENTISETTE del mese di OTTOBRE alle ore 19.16 in Ispica,
nella Casa Comunale.
Dietro avviso notificato nei modi e termini di legge si è riunito il Consiglio Comunale in sessione
Ordinaria e Urgente di 1^ Convocazione, in seduta pubblica, sotto la presidenza del Presidente Sig.
Roccuzzo Giuseppe, con l’assistenza di me B. BUSCEMA Segretario Generale.
All’appello risultano:
PRES.
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PRES.
ASS.
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Delibera dichiarata immediatamente esecutiva ai sensi dell’art. 16 della L.R.
03/12/1991 n°. 44.
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Delibera divenuta esecutiva il giorno _____________, ai sensi dell’art. 12, comma
1, della L.R. 03/12/1991, n. 44, trascorsi dieci giorni dall’inizio della
Pubblicazione.
Premesso che sulla proposta di deliberazione relativa all’oggetto hanno espresso ai sensi dell’art. 12 L.R.
23/12/2000 n°. 30:
ATTESTAZIONE DI ESECUTIVITÀ
Roccuzzo Giuseppe
Arena Serafino
Gambuzza Giovanni
Barone Giuseppe
Rosa Stefania
Stornello Giovanni
Pisani Rodolfo
Sudano Angelina
Corallo Giuseppe
Sessa Matilde
ASS.
Denaro Carmelo
Leontini Gerry
Muraglie Giovanni
Pluchinotta Giuseppe
Genovese Gianluca
Marina Francesca
Oddo Carmelo
Santoro Gaetano
Spataro Massimo
Quarrella Giuseppe
TOTALE
Parere del Responsabile del Servizio in merito alla regolarità tecnica:
IL SEGRETARIO GENERALE
Ispica, lì
F.TO:
FAVOREVOLE
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
Ispica lì
_________________________
Parere del Responsabile di Ragioneria in merito alla regolarità contabile: FAVOREVOLE
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
Ispica lì
E’ Copia conforme per uso amministrativo
IL SEGRETARIO GENERALE
Ispica, lì
Timbro
____________________
Per l’assunzione dell’impegno di spesa, si attesta la regolare copertura finanziaria, ai sensi dell’art.
55, comma 5° della legge 8/6/1990, n°. 142, recepito dalla L.R. 11/12/1991, n°. 48.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO FINANZIARIO
Ispica lì
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Pone in trattazione il punto n. 2 posto all’o.d.g.: Ordine del
Giorno: “Solidarietà e sostegno alle popolazioni colpite dal
terremoto del 24 agosto 2016”.
Il Presidente dà lettura dell’ordine del giorno in trattazione, dichiara
aperta la discussione e chiede se qualcuno vuole intervenire.
Il Consigliere Arena propone a tutti Consiglieri di devolvere i gettoni di
presenza a favore dei comuni terremotati.
Il Consigliere Genovese dichiara che a due mesi dal sisma ci si ritrova
quest’ordine del giorno, a firma del Sindaco e del Presidente del
Consiglio Comunale, come se i cittadini o i Consiglieri Comunali
aspettavano proprio questo per fare della beneficenza alle popolazioni
del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto. Proprio nelle ultime
ore si sono avuti altri terremoti un po’ più su, sull’Appennino, e magari
questa proposta risulta anacronistica. A suo avviso si tenta solo di lavarsi
la faccia con delle proposte di finta solidarietà. A suo avviso
bisognerebbe pensare a questa città e devolvere i gettoni di presenza,
così come già discusso e deciso votando una mozione l’anno scorso, ai
Servizi Sociali. In questi giorni è iniziata la mensa per l’asilo nido e il
costo del ticket, del pasto, è completamente a carico delle famiglie. Egli
propone invece che i gettoni di presenza vengano devoluti per coprire i
costi dei pasti dei bambini della scuola materna o elementare.
Il Presidente precisa che è la scuola dell’infanzia.
Il Consigliere Genovese invita il Sindaco a non fare ironia perché nella
sua posizione non può farlo; afferma che spesso miete più vittime la
cattiva politica di un terremoto in termini di spopolamento; sottolinea
che oggi questa proposta a firma del Sindaco e del Presidente del
Consiglio lo inducono ad una sola e unica riflessione che, sempre
politicamente parlando: “siete dei gran buffoni, siete la feccia della
politica”.
Il Presidente fa notare al Consigliere Genovese che è costretto a
censurare il suo comportamento, altrimenti è obbligato a sospendere la
seduta; lo invita ad utilizzare dei toni consoni al ruolo che ricopre e deve
utilizzare una terminologia adatta alla sede istituzionale dove si trovano
in questo momento e, inoltre, ad avere rispetto, prima che per le
istituzioni che ciascuno di essi rappresenta, per le persone.
Il Consigliere Genovese invita il Presidente a lasciare parlare il popolo
e a tacere una volta per tutte. Sottolinea che il rispetto è misurato; A suo
avviso questa proposta è solo di facciata e anche per questo, su questo
punto annuncia che uscirà dall’aula al momento della votazione;
ribadisce il suo invito, anzi propone al Consiglio Comunale, ai colleghi,
di discutere un atto per far si che i gettoni di presenza vadano davvero
alle famiglie ispicesi e non vengano più perduti tra i meandri del bilancio
o vadano fuori città.
Il Consigliere Pisani afferma che si era ripromesso di non prendere la
parola sui primi due punti ma il Consigliere Genovese che da un po’ di
tempo usa termini non proprio consoni lo porta ad intervenire.
Evidentemente in questo periodo il Consigliere Genovese non è
tranquillo. La regola vuole che quando si presenta un o.d.g., questo viene
poi discusso, può essere emendato, può essere disapprovato ma altra
cosa è usare altra terminologia. In questo momento stiamo portando
all’attenzione di tutti il fatto che il Comune, come Ente, mostri la sua
solidarietà. Dopodichè si può contestare, si può votare contro, si può
uscire dall’aula. Altra cosa è il gettone di presenza che noi abbiamo dato
come indirizzo, perché vadano ai Servizi Sociali per permettere ai
cittadini ispicesi in difficoltà di sopperire. Quindi non bisogna mischiare
le due cose. Afferma di essere assolutamente d’accordo con l’iniziativa
proposta dal Presidente e dal Sindaco; ognuno poi è consapevole di poter
versare o di non versare o di utilizzare altri canali che ritiene più congrui
per poter aiutare le popolazioni. Quello è un momento di solidarietà
privata, di solidarietà intima che non bisogna assolutamente dimostrare.
Invece l’iniziativa che stasera il Presidente e il Sindaco hanno sottoposto,
per cui deve essere approvata, è dell’Ente.
Il Consigliere Denaro fa rilevare che l’o.d.g. non era tanto il gettone di
presenza ma la solidarietà nei confronti di coloro che hanno subito una
disgrazia. Ritiene che, indipendentemente dai gettoni, di cui si prenderà
la decisione nel momento opportuno, sarebbe giusto dire e pensare se
ognuno vuole fare beneficenza oppure no e non fare diventare il gettone
di presenza l’oggetto principale della discussione.
Il Consigliere Genovese replica al Consigliere Denaro affermando che
pensa che già tutti gli ispicesi abbiano fatto beneficenza per i centri
colpiti dal terremoto. Al Consigliere Pisani risponde che egli non è
affatto tranquillo, non sa se lo sia il Consigliere Pisani, ma non riesce a
essere tranquillo quando a lui si rivolgono cittadini piangendo e
raccontando i loro problemi che potrebbero essere risolti da questa
amministrazione, da questo Consiglio che invece rimangono inerti o
fanno tutt’altro. Egli non riesce ad essere tranquillo e si chiede come
faccia ad esserlo il Consigliere Pisani.
Il Consigliere Pisani precisa che la tranquillità non si acquista
utilizzando termini che non sono propri. Si acquisisce facendo il proprio
dovere. Chiede se ritiene di avere fatto il proprio dovere o di stimolare
l’amministrazione o ritiene di dare un contributo alla tranquillità di chi si
rivolge a lui colui che entra ed esce da questa aula. Sono scelte che egli
farà. Ma un conto è utilizzare la parola feccia, buffoni o altre parole che
non vuole ripetere. Ritiene che il Consigliere Genovese ha un preciso
dovere nei confronti dei cittadini che lo hanno eletto ma probabilmente
non si sente tranquillo perché ci sono tante difficoltà anche nella città.
Non crede che utilizzando una terminologia che non è proprio consona a
questa aula egli può risolvere i problemi dei cittadini. Questo non lo
crede, anzi probabilmente finisce per urtare la suscettibilità di qualcuno
utilizzando termini di questo genere. Fa notare come fino a qualche
tempo prima il Consigliere Genovese faceva la sua azione utilizzando
canali regolari. Da un po’ di tempo, da qualche settimana, ha notato un
cambiamento dei toni. Chiede qual’è il problema di inasprire i rapporti
personali. Se ottiene dei risultati può continuare così. Afferma di credere
che sia il caso di ritornare nella sede naturale. E’ un agone politico, c’è
un contrasto, c’è anche l’aspra contesa tra maggioranza e opposizione,
ma il rispetto dei termini è fondamentale nel rapporto tra due persone o
tra due parti o addirittura tra persone. Capisce che molti si rivolgono al
Consigliere Genovese perché ci sono difficoltà nella città e egli
probabilmente non può dare risposte in questo momento perché la città
l’anno scorso ha votato questa amministrazione. Invita il Consigliere
Genovese a contestare l’amministrazione, a contestare l’o.d.g.
utilizzando termini appropriati. Può dire che è un o.d.g. che non risolve
niente, che non smuove niente, tutto quello che vuole. Ma dire che è un
o.d.g. di pura facciata, probabilmente per lavarsi la faccia e per pulire la
buffonaggine che sta dietro questo, vuol dire usare termini non calcolati,
per non adoperare altri termini.
Il Consigliere Arena ritiene che forse si è espresso male. Il problema
non è il gettone di presenza. Afferma di avere fatto una proposta, e
chiede al Segretario se sia possibile tecnicamente, di devolvere i gettoni
di presenza, o almeno il suo, in favore della città di Amatrice.
Il Consigliere Genovese replica al Consigliere Pisani sottolineando che
deve preoccuparsi non tanto della tranquillità sua ma di quella della sua
città. Egli non ha niente a che fare personalmente con loro, e non gli
interessa. Egli deve rispondere solo ai suoi elettori. Afferma che è vero
che vorrebbe sedere al posto del Sindaco. Ma non per orgoglio
personale, ma per dare delle risposte soddisfacenti alla città che questa
amministrazione non riesce o non vuole dare. Invita il Consigliere
Pisani a fare al suo dovere che egli pensa al suo.
Il Segretario sottolinea che tale materia ovvero la devoluzione dei
gettoni, è un compito più del ragioniere che maneggia i bilanci. A suo
avviso è possibile ma bisogna considerare che i gettoni di presenza si
maturano a mano a mano che si svolgono i Consigli Comunali. Il
Consigliere Arena ora può usufruire dei gettoni di presenza dei Consigli
fatti da gennaio fino ad oggi. Egli può usufruire di questo importo.
Afferma che va fatto un altro approfondimento che riguarda la
ragioneria, se bisogna fare le ritenute sull’importo perché se passa da una
disposizione di volontà del Consigliere, significa che lo stesso sta
disponendo di questo importo per devolverlo a una finalità. Va chiesto
alla ragioneria se fare le ritenute e quindi fare anche un passaggio di
entrate ed uscite nei vari capitoli di bilancio. Ovviamente deve essere
prima approvato il bilancio di previsione 2016.
Il Consigliere Sessa ritiene che rispetto a certo argomenti bisogna fare
una piccola riflessione. Da persona modesta, perché non ha la
presunzione di fare grandi riflessioni. E’ stato detto che con la proposta
in discussione l’amministrazione si vuole lavare la faccia con la finta
solidarietà. Il Consigliere è espressione della città e deve tenere anche un
comportamento istituzionale. La proposta fa parte anche di
quell’atteggiamento istituzionale corretto che la comunità si aspetta
perché è opportuno che Ispica partecipi ufficialmente ad un momento di
solidarietà a prescindere dal fatto che, già dalla data dell’evento, ognuno
avrà fatto la sua parte. A suo avviso la proposta fatta dal Sindaco e dal
Presidente, è un’occasione per tenere alta l’attenzione su questo tema
delicato e che continua a preoccupare la popolazione. Dopo di ché, oltre
al dibattito, sta poi alla libera volontà di ognuno, perché l’atto di questa
sera è un invito alla sensibilizzazione, ad essere presenti come cittadini
di Ispica e a dare dimostrazione di solidarietà. Pensa che ognuno, sia
Consigliere, sia amministratore, sia cittadini e parti sociali invitate con
questo atto, dimostreranno quel gran senso di solidarietà che Ispica ha
avuto sempre e, a tal proposito ricorda che Ispica è stata “città della
solidarietà” tanti anni fa. E’ anche l’occasione buona per ricordare
quello che può essere una riflessione futura e non molto lontana sulla
pericolosità del rischio terremoto. Amatrice ha avuto le sue sventure,
adesso c’è un altro territorio. I fatti devono fare ricordare che anche
questo è un territorio ad alto rischio sismico; da questo punto di vista
l’Amministrazione si è attivata e lo farà in modo ancora più organizzato,
per prendere seriamente il problema delle mappature di rischio. Bisogna
cominciare a prepararsi come territorio per incentivare l’educazione e la
prevenzione in tal senso. Rivolta al Consigliere Genovese, afferma di
rivedersi in lui quando era ribelle in certe fasi della sua vita. Però,
sostiene, che quando si hanno ruoli istituzionali si ha anche il compito, in
un periodo difficile come quello presente, di non creare e alimentare
tensioni sociali perché il rischio è altissimo. Ritiene che bisogna evitare
la demagogia. Ha ragione il Consigliere Genovese quando afferma che
c’è molta sofferenza, e non la coglie solo lui. Afferma che la
maggioranza non è indifferente a questa sofferenza. Il problema è,
semmai, che essa ha un ruolo istituzionale. Inoltre Genovese parla dalla
sua funzione, che in questo momento è quella dell’opposizione. Ma,
storia docet, guardando attorno, delle difficoltà che hanno anche i suoi
colleghi di movimento nel gestire le città che amministrano. Là non ci
sono tensioni sociali, là si amministra perché poi c’è l’esigenza e
l’emergenza dell’amministrare la cosa pubblica. Quindi, fermo restando
che accetta tutte le sue critiche politiche, lo invita a stare nei ranghi
istituzionali perché in quella sede egli rappresenta la città, una città della
quale egli è filtro, e ha il dovere in modo sereno di rappresentare e
sollecitare l’amministrazione e tutti quanti a fare il meglio per la città.
Però lo invita a evitare situazioni che creino tensioni sociali che in
questo momento non servono a nessuno perché già basta la disperazione
che c’è in giro.
Il Consigliere Genovese replica al Consigliere Sessa sottolineando che
la città in questo momento non si aspettava un o.d.g. per fare della
beneficenza ad Amatrice. Si aspettava magari la costituzione di parte
civile del Comune, che l’amministrazione ha boicottato e che non si è
decisa ad attuare. Si potrebbe aspettare, anzi si aspetta, a ragione, la
prevenzione sismica. Quella che fa accadere questi terremoti è la
pressione della placca africana che passa anche per la Sicilia e questo è
un territorio ad alto rischio sismico. Ma ancora oggi non si è fatto niente
per alimentare a prevenire tale rischio. Quanto all’invito a non
alimentare le tensioni sociali non è lui ad alimentarle, è la maggioranza,.
Anzi lui già filtra abbastanza il malcontento del popolo. Ma è arrivato il
momento in cui non riesce nemmeno lui a filtrarlo.
Il Consigliere Quarrella, per quanto riguarda il rischio sismico
asserisce che l’architetto Guarnieri può confermare che il Comune di
Ispica è dotato di un piano di protezione civile ben formato, magari
bisognerà fare qualcosa per migliorarlo o adeguarlo come prevede la
legge. Per quanto riguarda invece l’o.d.g., egli dichiara che non lo ha
nemmeno letto, l’ha soltanto ascoltato dal Presidente, perché aveva letto
solo l’oggetto. Dopo aver letto un o.d.g. del genere, ritiene che tutto il
resto doveva passare in secondo piano, si sarebbe dovuto andare
direttamente a votare. A suo avviso, il verbale di questo o.d.g. che verrà
trasmesso avrebbe dovuto contenere al massimo la garbata proposta del
Consigliere Arena e l’altrettanto garbata risposta del Segretario, tutto il
resto, compreso il suo intervento, che scaturisce dalla discussione nata in
Consiglio, si poteva tranquillamente evitare. Si sta parlando di solidarietà
e in questi casi ci si ferma immediatamente e si va avanti con il
Consiglio Comunale, votando la delibera così com’è. Ritiene che sia
perso abbastanza tempo, e invita il Presidente a rispettare il regolamento
e andare direttamente al voto.
Si dà atto che esce dall’aula il Consigliere Genovese: presenti n. 16.
A questo punto il Presidente, non avendo altri Consiglieri chiesto di
intervenire, pone in votazione l’ordine del giorno, che viene approvato
all’unanimità dai 16 Consiglieri presenti e votanti.
________
Si dà atto che tutti gli interventi, nella loro integralità, sono riportati
nella registrazione agli atti, che per eventuale verifica sarà messa a
disposizione dei sigg.ri Consiglieri Comunali, che ne potranno richiedere
copia su supporto informatico.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Visto l’ordine del giorno avente ad oggetto: “Solidarietà e sostegno
alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016” a firma
del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale;
Sentiti gli interventi in aula;
Visto l’esito della eseguita votazione, accertata e proclamata dal
Presidente con l’ausilio degli scrutatori nominati;
DELIBERA
1) Di approvare l’ordine del giorno avente ad oggetto: “Solidarietà
e sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto
2016” a firma del Sindaco e del Presidente del Consiglio
Comunale.