Rapporto di Candidatura
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Rapporto di Candidatura
Rapporto di Candidatura XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006 Indice 4 1) Caratteristiche Nazionali, Regionali e della Città Candidata 1.1) Un Paese che cresce 1.2) Autorità politiche e loro sostegno alla Candidatura 1.3) Le risorse economiche del Paese e del territorio piemontese 6 6 6 7 2) Aspetti Legali 2.1) Il Comitato per la Candidatura 2.2) L’Associazione Torino 2006 2.3) Organigramma dei Comitati 2.4) Il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici – COGO 8 8 8 9 9 3) Formalità Doganali e di Immigrazione 3.1) Normative e procedure doganali e di immigrazione 10 10 4) Aspetti Ambientali 4.1) Il contesto 4.1.1) Panoramica sul territorio: la Città di Torino e il Piemonte 4.1.2) Competenze ambientali delle Autorità 4.2) L’attenzione del Comitato Promotore all’Ambiente 4.3) Scelte finalizzate al contenimento dell’impatto ambientale 4.4) Il coinvolgimento della popolazione e delle Organizzazioni Ambientali 4.5) Garanzie ufficiali 11 11 11 11 11 12 13 13 5) Aspetti Economici 5.1) Garanzie finanziarie dello Stato Italiano 5.2) Il Controllo dei prezzi sugli impianti e le infrastrutture Olimpiche 5.3) Budget 14 14 14 14 6) Marketing 15 6.1) Il piano di marketing 15 6.2) I veicoli promozionali del piano di marketing: biglietti, lotterie, monete commemorative e Sponsor Village 15 7) Programma dei Giochi 7.1) Scelte e motivazioni 7.2) Calendario delle gare 17 17 17 8) Sport e Siti di gara 8.1) I Siti di gara 8.2) Gli Sport Event 8.3) Le risorse umane 19 19 22 22 9) Discipline Sportive 9.1) Biathlon 9.2) Bob 9.3) Curling 9.4) Hockey su ghiaccio 9.5) Slittino 9.6) Pattinaggio di velocità , pattinaggio di figura e short track 9.7) Sci alpino 9.8) Sci di fondo 9.9) Salto 9.10) Combinata nordica 9.11) Freestyle 9.12) Snowboard 23 23 23 24 24 25 25 26 27 27 28 28 29 10) Villaggi Olimpici 10.1) Le strutture ricettive per gli atleti 10.2) Il Villaggio Olimpico di Torino 10.2.1) Progetto del Villaggio Olimpico 10.2.2)Trasporti all’interno del Villaggio Olimpico 10.2.3) Misure di sicurezza previste 10.2.4) Servizi 10.2.5) Garanzie 10.3) Il Villaggio Olimpico di Sestriere 10.4) Direttive del CIO 30 30 31 31 31 32 32 33 33 33 Rapporto di Candidatura Introduzione 11.1) Il contesto sanitario nazionale e locale 11.1.1) La legislazione italiana sulla pratica medica 11.1.2) La legislazione italiana sul doping 11.2) Qualità dell’acqua potabile e dell’aria 11.3) Disposizioni previste per i Giochi 11.3.1) Piani d’investimento 11.3.2) Interventi d’urgenza 11.3.3) Piani di evacuazione 11.3.4) Laboratori anti-doping 11.3.5) Ospedali per la Famiglia Olimpica 11.3.6) Reclutamento, selezione e formazione del personale sanitario 12) Sicurezza 34 34 34 34 35 35 35 35 35 36 36 36 12.1) La Sicurezza Pubblica in Italia 12.2) Il piano generale di sicurezza e l’impegno per Giochi 12.2.1) La funzione Sicurezza interna al COGO 12.2.2) Le relazioni tra il COGO e le Autorità di Pubblica Sicurezza 12.3) Le Garanzie 37 37 37 38 38 38 13) Accoglienza 13.1) Le strutture ricettive 13.1.1) Le nuove strutture d’accoglienza a Torino e nel Piemonte 13.1.2) L’Hotel ufficiale del CIO 13.1.3) Strutture d’accoglienza alternative 13.2) Accordi con le associazioni degli albergatori 39 39 39 40 41 41 14) Trasporti 42 42 43 43 44 14.1) La rete di trasporti esistente e i relativi sviluppi 14.1.1) Il sistema dei trasporti pubblici 14.1.2) La linea ferroviaria 14.2) La gestione globale dei trasporti durante i Giochi 15) Tecnologie 15.1) I sistemi di telecomunicazione: la situazione nel 1998 15.2) Iniziative e soluzioni previste per i Giochi 15.3) La gestione dei sistemi informativi in Piemonte 15.4) Le soluzioni previste per i Giochi 15.5) Le procedure organizzative 46 46 47 48 48 49 16) Media 50 16.1) L’International Broadcasting Centre (IBC) e il Main Press Centre (MPC) 50 16.2) I servizi tecnici 51 17) Olimpismo e Cultura 17.1) La vocazione Olimpica della Città di Torino 17.2) Il programma di educazione e promozione della cultura sportiva 17.3) Il programma culturale 17.4) Budget 17.5) Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi 17.6) Cerimonia di Apertura della Sessione CIO 17.7) La Cerimonia di Benvenuto 17.8) Il percorso della Fiamma Olimpica 53 53 53 53 54 54 55 55 55 18) Garanzie 56 Conclusioni 57 Rapporto di Candidatura 11) Servizi Medici e Sanitari Introduzione Oggi, a Olimpiadi finite, si riflette ancora sulla lungimiranza del generale dei Carabinieri Franco Romano. Fu infatti lui a proporre, ai presidenti di Regione e Provincia e al sindaco di Torino, l’idea coraggiosa di ospitare le Olimpiadi a Torino. Né si può dimenticare l’intuizione e l’entusiasmo di Gianni Agnelli, che immaginò Torino come sede ideale per le Olimpiadi Invernali e ispirò concretamente la Candidatura. Dimostrazioni, queste, di quanto i tempi fossero cambiati e di come questa città industriale - dove si producevano automobili e cioccolatini, dove si giocava a calcio o, al massimo, si remava sul fiume - avesse tutte le carte in regola per ospitare il più importante tra gli eventi sportivi al mondo. La proposta, quindi, arrivò da due appassionati che avevano contribuito al successo dei Mondiali di Sci di Sestriere ’97, ma fu immediatamente fatta propria dalle tre Istituzioni: Regione, Provincia e Comune. presentò la propria Candidatura al CIO nei primi giorni di marzo del 1998. A questo punto si aprì una partita a sei, che vide la cittadina svizzera di Sion (grande favorita, al terzo tentativo), Helsinki (Finlandia), Poprad Tatry (Slovacchia), Zakopane (Polonia), Klagenfurt (una candidatura con una percentuale di Italia, Tarvisio, ma prevalentemente austriaca), come avversarie. Il sindaco di Torino, Valentino Castellani, il presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, e la presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, si trovano immediatamente d’accordo sulle persone da scegliere per guidare questa avventura: Giorgetto Giugiaro e Evelina Christillin vennero nominati presidenti del Comitato Promotore. L’accordo espresso per queste nomine fu un chiaro segnale della visione comune del futuro del territorio: un futuro da costruire con lungimiranza e con attenzione a dinamiche economiche nuove per Torino e per il Piemonte. Bisogna invece risalire agli ultimi mesi del 1997 per comprendere le energie e la passione profuse per arrivare alla realizzazione di quello che, in un primo momento, poteva sembrare solo un bel sogno. In quei mesi, infatti, le Istituzioni decisero di consegnare, in tempi rapidissimi, un dossier di presentazione che potesse convincere la Giunta del CONI a scegliere Torino come città italiana candidata a ospitare i XX Giochi Olimpici Invernali. Il ballottaggio era con un’altra proposta, anch’essa fuori dagli schemi consolidati del paesaggio Olimpico invernale: Venezia, che con le sue Dolomiti avrebbe potuto costituire un progetto affascinante e ambizioso. Si capì che era il momento di rischiare, di mettersi alla prova e di uscire da uno stereotipo consolidato di città ferma, chiusa, ancorata a certezze ormai superate. La Candidatura, prima ancora dei Giochi (anche perché il successo era tutt’altro che scontato), venne considerata un investimento, un’operazione di marketing del territorio, una grande campagna promozionale per la città e per tutta la Regione. Fu necessario, infatti, confrontarsi, per quasi diciotto mesi, con altri Paesi e far parlare di sé i media di tutto il mondo. Al tempo stesso, lo sforzo progettuale richiesto dalla redazione del Dossier di Candidatura (tre volumi in inglese e francese che raccoglievano i progetti della Torino Olimpica) offrì la possibilità di mettere alla prova la capacità del sistema di cooperare, di elaborare progetti comuni e condividere obiettivi. Ci si rese subito conto, tra l’altro, che il successo dell’evento doveva fondarsi su di un solido patto tra il territorio urbano e montano; patto che conducesse ad un altrettanto solido legame tra città e montagna, in grado di ridefinire una vocazione che unisse i patrimoni sociali, economici e culturali. Forse per il recente successo organizzativo di Sestriere ’97, forse per il peso di un convinto sostenitore della città, Primo Nebiolo, Torino vinse nettamente e In questa fase, si delineò una Torino come polo per gli sport del ghiaccio, con un’appendice pedemontana a Pinerolo; un’area alpina, con un fulcro naturale a Rapporto di Candidatura Qualunque discorso sulle Olimpiadi di Torino 2006 ha un punto di partenza obbligato: la Candidatura. Una fase decisiva, perché è stato quello il momento in cui lo Sport italiano, le Istituzioni locali e quelle nazionali hanno assunto l’impegno – con loro stessi, con i cittadini e poi con il Comitato Olimpico Internazionale – di organizzare i XX Giochi Olimpici Invernali. Una vera e propria unità d’intenti, quindi, fondata sul profondo e partecipato desiderio dell’intera nazione di poter ospitare i Giochi ancora una volta. > Indice < Queste informazioni, arricchite da studi preliminari e visualizzazioni tridimensionali, furono raccolte e pubblicate nel Dossier di Candidatura, assieme a informazioni dettagliate sul territorio, sulla finanza pubblica e sulle previsioni di budget per il futuro Comitato Organizzatore. Tutto venne messo insieme sulla base di stime ricavate dai documenti di candidature precedenti (a cominciare da Roma 2004) e sulla base dei parametri previsti dal CIO e dalle Federazioni Internazionali. La credibilità del progetto fu assicurata da un insieme di garanzie ufficiali, di istituzioni e imprese private, ma soprattutto da un documento del Governo Italiano che si impegnò a mettere a disposizione 1.091 miliardi di Lire (circa 560 milioni di €) in caso di successo di Torino. Il Dossier venne poi consegnato al CIO, a Losanna, il 31 agosto del 1998 da una delegazione guidata dal direttore generale del Comitato Promotore, Giuliano Molineri, e da Evelina Christillin. Da quel momento la palla passò agli esperti del CIO, che analizzarono a fondo il documento. consapevolezza che il Piemonte, nel 2006, avrebbe avuto a disposizione nuove infrastrutture, risorse e competenze, in grado di lasciare un’eredità di sviluppo e una nuova identità per il territorio. Al termine delle pagine di questo Rapporto, invece, verrà presentata una breve panoramica sui principali cambiamenti strutturali e organizzativi intercorsi tra i progetti originari della Candidatura e i Giochi Olimpici. Rapporto di Candidatura Sestriere, per le discipline della neve; in mezzo, un’autostrada, due strade statali e due linee ferroviarie, per rendere le distanze compatibili con gli standard Olimpici e con le richieste del CIO. In città, gli impianti principali furono pensati nell’area Continassa, intorno allo Stadio delle Alpi. Tra gli interventi previsti ci furono anche la ristrutturazione del Palavela, la costruzione di un impianto per il ghiaccio in corso Tazzoli e la realizzazione del Villaggio Olimpico nell’area di Spina 3 (Torino Nord). In montagna, si decise di dividere lo sci alpino tra Sestriere, San Sicario e Bardonecchia. Sci di fondo e salto andarono a Pragelato, bob, slittino e skeleton a Beaulard e freestyle a Sauze d’Oulx. Il Sistema Olimpico di Torino 2006 prese forma in poche settimane rispecchiando, in massima parte, le proposte già formulate nel documento presentato al CONI pochi mesi prima. Le pagine a seguire vogliono essere una sintesi attenta dei volumi del Dossier di Candidatura presentato nel 1998, al fine di ripercorrere l’impegno profuso dagli attori coinvolti per vincere la sfida dei Giochi Olimpici di Torino 2006. I progetti elaborati e di seguito raccontati sono la dimostrazione della volontà di gettare delle solide basi per realizzare una grande edizione dei Giochi. Sarà palese, capitolo dopo capitolo, che l’attenzione posta al destino degli impianti e a tutte le esigenze, ambientali e sociali del territorio, era dettata dalla > Indice < 1) Caratteristiche Nazionali, Regionali e della Città Candidata 1.2) Autorità politiche e loro sostegno alla Candidatura L’Italia è una Democrazia Parlamentare che, al tempo della redazione del Dossier di Candidatura, presentava un’economia di mercato in forte sviluppo, frutto di un processo di trasformazione economica tipica dell’era post-industriale che il Paese aveva vissuto negli ultimi venti anni. Nel 1998, più del 60% della popolazione era occupata nel settore terziario, con una progressiva riduzione del lavoro nel settore industriale (30% circa) e agricolo (meno del 10%). In quegli anni, tutte le forze politiche e sociali del Paese erano impegnate in un grande sforzo di rinnovamento e risanamento economico. Il bilancio primario dello Stato era in attivo dopo decenni di indebitamento, l’inflazione era scesa stabilmente sotto il 2%, dopo aver raggiunto, nel 1980, il picco massimo del 21%. Grazie agli sforzi del Governo e dei cittadini, il 4 maggio 1998 l’Italia era entrata ufficialmente a far parte dell’Unione Monetaria Europea. Questa situazione stava producendo grandi vantaggi per lo stato di salute delle Finanze pubbliche, riducendo, per esempio, il tasso d’indebitamento dello Stato; stabilizzando il tasso di cambio della valuta e incrementando il mercato finanziario con l’ingresso di nuove società in borsa. Dal punto di vista degli enti territoriali, la Carta Costituzionale del 1948, nel definire l’Italia “una e indivisibile”, ha stabilito le Regioni, le Province e i Comuni che partecipano all’esercizio dell’attività di Governo in molti settori. Le Regioni italiane sono venti, di cui cinque a Statuto Speciale, con funzioni legislative e potestà amministrative di vario grado, a seconda del tipo di Statuto e delle materie di intervento. Ciascuna Regione è poi divisa in più Province (per l’esattezza, 103 enti locali intermedi tra Regioni e Comuni, con funzioni amministrative e compiti di programmazione), a sua volta divise in Comuni (enti locali di base). I Comuni italiani sono più di ottomila e sono gli enti di più antica tradizione ed espressione dei nuclei sociali stanziati sul territorio. Rappresentano la comunità locale, ne curano gli interessi e ne promuovono lo sviluppo. Va ricordato, infine, che la legislazione italiana del 1998 si stava orientando verso un progressivo rafforzamento dell’autonomia regionale, attraverso leggi indirizzate al decentramento amministrativo e alla semplificazione. La situazione politica del 1998 era frutto di una legislazione elettorale che conduceva alla graduale aggregazione dei partiti politici in coalizioni opposte. Le due Camere del Parlamento Italiano venivano infatti elette usando il sistema maggioritario: un seggio per ogni elettorato era assegnato al candidato con il più alto numero di voti e, al contempo, il numero di seggi era ripartito in modo corrispondente. La maggioranza dei seggi era in questo modo attribuita alla coalizione e solo una piccola parte era suddivisa tra i candidati di partiti individuali. La forza elettorale dei diversi partiti poteva essere così ottenuta dalla percentuale di voti acquiSiti nella quota proporzionale dei seggi per la Camera dei Deputati. Il Governo era costituito dai membri della coalizione dell’Ulivo, composta dai “Democratici di Sinistra”, dal “Partito Popolare Italiano”, da “Rinnovamento Italiano” e dai “Verdi”, con il supporto esterno dei membri del Parlamento appartenenti a “Rifondazione Comunista”. La Regione Piemonte era governata da un Comitato Esecutivo/Consiglio capeggiato dal “Polo delle Libertà”, guidato da Enzo Ghigo (Forza Italia). La Provincia di Torino, invece, era governata da una maggioranza di centro-sinistra, guidata da Mercedes Bresso, membro dei Democratici di Sinistra. Valentino Castellani era il Sindaco della Città di Torino, mentre i membri del Consiglio Comunale erano l’espressione di una coalizione di centro-sinistra che includeva “Alleanza per Torino”, “Democratici di Sinistra”, “Partito Popolare Italiano”, “Verdi” e “Rifondazione Comunista”. Sia il Governo che le Autorità Regionali, Provinciali e Comunali (oltre che il CIO e le Federazioni Internazionali Sportive) manifestarono il loro pieno appoggio alla Candidatura per i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, fornendo tutte le garanzie necessarie per il corretto svolgimento dei Giochi in merito agli aspetti finanziari e logistici. L’allora Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro, inoltre, ha più volte manifestato il suo incoraggiamento, estendendo il suo patrocinio sul lavoro del Comitato Promotore. Il supporto del Governo e delle Istituzioni locali risulta evidente dalla lista di nomi che apparivano tra i membri del Comitato d’Onore, del Comitato Promotore e dell’Associazione di Torino 2006 Rapporto di Candidatura 1.1) Un Paese che cresce > Indice < Come oggi, anche all’epoca della stesura del Dossier di Candidatura il sistema economico italiano era già noto in tutto il mondo per la qualità delle sue produzioni manifatturiere. I prodotti italiani ad alta specializzazione e valore aggiunto, come per esempio quelli del settore tessile, metalmeccanico, dell’abbigliamento e delle calzature, avevano per lo più origine dalle piccole e medie imprese (caratterizzate da continue innovazioni di prodotto e di processo e proiettate sui mercati internazionali) nelle quali un ruolo decisivo avevano le capacità imprenditoriali e le risorse umane. Molte grandi imprese, inoltre, avevano raggiunto dimensioni multinazionali. L’Italia possedeva il 50% delle risorse artistiche e culturali del mondo ed era il terzo Paese più visitato al mondo per turismo. L’ingresso dell’Italia nell’Unione Monetaria Europea era, tra l’altro, la dimostrazione più evidente dei progressi compiuti dal Paese. Dopo aver superato le difficoltà dei primi anni novanta, l’economia italiana aveva ripreso a crescere (come si nota dai dati relativi al prodotto interno lordo), anche grazie alla consistente diminuzione dell’inflazione, ormai alle soglie del 2%, e all’abbassamento del tasso di interesse (5%) che aveva quasi raggiunto i livelli degli altri Paesi europei. Come testimoniavano i dati dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) la situazione finanziaria era sensibilmente migliorata tra il 1993 e il 1997, fino a raggiungere gli obiettivi di stabilità richiesti dal Trattato di Maastricht. A livello locale, nel 1998 il Piemonte produceva il 9% del reddito nazionale. Al PIL (Prodotto Interno Lordo) contribuiva per il 55% il settore dei servizi, compresi i trasporti e il settore bancario, per il 42% il settore dell’industria e per il 3% l’agricoltura. In particolare, l’artigianato della Regione contribuiva per circa il 10% al valore aggiunto del settore a livello nazionale. Erano presenti circa 300 stabilimenti di imprese a partecipazione estera. L’economia regionale aveva una spiccata tradizione nel settore automobilistico, in particolare nell’area torinese dove c’era una concentrazione di capacità produttive, competenze professionali e know-how, che ha pochi paragoni nel mondo. Nel resto del Piemonte, le statistiche del 1998 fotografavano la seguente situazione: presenza di elevati livelli di competenze e specializzazione in numerosi settori organizzati in distretti industriali (un esempio tra tutti, oltre 7.000 addetti impegnati in più di 800 aziende nel distretto orafo di Valenza); forte presenza di grandi industrie tessili multinazionali, accanto alle quali presenziavano più di 2.500 piccole e medie aziende; oltre 1.000 aziende produttrici di piccoli elettrodomestici e 500 imprese che esportavano all’estero il 70% della loro produzione di congelatori, vetrine frigorifere e camion frigo. Nota in tutto il mondo era poi la produzione enogastronomica, in cui operavano sia grandi imprese che piccole aziende. La Città di Torino presentava una buona stabilità finanziaria, confermata, nel 1997, da un’autorevole valutazione della Standard & Poor’s, la quale aveva assegnato alla città il rating di controparte “AA- prospettive stabili”. Anche grazie a tale lusinghiero giudizio, Torino aveva visto diminuire il costo medio dei propri finanziamenti. Rapporto di Candidatura 1.3) Le risorse economiche del Paese e del territorio piemontese. > Indice < 2) Aspetti Legali 2.2) L’Associazione Torino 2006 La Candidatura di Torino per l’organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali è stata promossa e sostenuta da tre Enti pubblici: il Comune di Torino, la Provincia di Torino e la Regione Piemonte, che hanno, a tal fine, provveduto a costituire un Comitato d’Onore e un Comitato Promotore. • Comitato d’Onore: aveva il compito di sollecitare e favorire il consenso nei confronti della Candidatura di Torino, tanto sul piano locale che nazionale ed internazionale. E’ stato presieduto dal Sindaco, dal Presidente della Provincia, dal Presidente della Regione e dai membri italiani del CIO. Vi hanno aderito rappresentanti delle Istituzioni, del Governo, del CONI, dell’economia e della cultura, e, a livello locale, i sindaci dei comuni e i presidenti delle comunità montane interessati. • Comitato Promotore: aveva lo scopo di sostenere la Candidatura di Torino con le azioni che ritenute più opportune, nelle sedi e nelle occasioni ritenute idonee. E’ stato presieduto da Giorgetto Giugiaro, designer di fama mondiale, affiancato da Evelina Christillin, in qualità di Presidente Esecutivo, e da Tiziana Nasi con la carica di Presidente per le Paralimpiadi; inoltre, ne hanno fatto parte gli Assessori, in rappresentanza dei Presidenti di Regione, Provincia e del Sindaco. Hanno fatto parte del Comitato anche rappresentanti delle Istituzioni di Governo ed Autorità civili e militari, nonché i rappresentanti del CONI in Piemonte, dirigenti e responsabili di strutture tecniche ed organizzative del CONI, i rappresentanti delle forze economiche, imprenditoriali e del lavoro torinesi e piemontesi, i rappresentanti dei comuni interessati agli eventi sportivi, i rappresentanti delle comunità montane coinvolte, i Presidenti delle Agenzie Turistiche locali e regionali, i presidenti degli Enti di promozione sportiva presenti in Piemonte, i rappresentanti delle organizzazioni di aziende interessate alla logistica e all’organizzazione dei Giochi Olimpici. Il riferimento operativo del Comitato Promotore è stata l’Associazione TORINO 2006 (senza fini di lucro), costituita il 15.04.98 dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione. Il suo obiettivo era quello di svolgere studi, ricerche, progettazioni, documentazioni ed attività promozionali tendenti a favorire l’assegnazione alla Città di Torino dei XX Giochi Olimpici Invernali dell’anno 2006. Hanno fatto parte dell’Associazione più di 70 persone, tra lo staff interno e i collaboratori esterni. Nel caso di assegnazione dei Giochi Olimpici, l’impegno ed il Contratto della Città Ospite sarebbero stati stipulati dal sindaco della Città di Torino, che aveva il potere di rappresentarla, nonché dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Inoltre, il finanziamento della Candidatura è stato assicurato dal patrimonio dell’Associazione Torino 2006, che provvedeva alle spese necessarie grazie alle proprie entrate, costituite essenzialmente dai contributi delle Istituzioni locali e dalle sponsorizzazioni di imprese di primo piano a livello nazionale. Rapporto di Candidatura 2.1) Il Comitato per la Candidatura > Indice < 2.3) Organigramma dei Comitati Provincia di Torino Regione Piemonte Comitato d’Onore Consiglio Valentino Castellani Sindaco di Torino Mercedes Bresso Presidente della Provincia di Torino Enzo Ghigo Presidente della Regione Piemonte Mario Pescante Presidente del CONI Primo Nebiolo Membro del CIO, consulente speciale Franco Carraro Membro del CIO Ottavio Cinquanta Membro del CIO Comitato Promotore Giorgetto Giugiaro Evelina Christillin Tiziana Nasi Istitutions CONI and FSN Partners L’assegnazione dei XX Giochi Invernali a Torino avrebbe portato alla tempestiva costituzione di un ente giuridico, il COGO, preposto all’organizzazione dei Giochi stessi, dotato di un adeguato patrimonio di risorse e di strutture per ottemperare nel migliore dei modi all’incarico. Di tale ente avrebbero fatto parte rappresentanti del Comune di Torino, della Provincia di Torino, della Regione Piemonte e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Sarebbe inoltre stato assicurato il coordinamento con il Comitato Promotore, tenuto conto dell’esperienza acquisita nel tempo dai professionisti e collaboratori che avevano cooperato all’interno del Comitato stesso. Presidente Presidente esecutivo Presidente delle Paralimpiadi 18 Autorità 6 Autorità 40 Autorità Rapporto di Candidatura Consiglio Comunale di Torino 2.4) Il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici - COGO Associazione Torino 2006 Consiglio di Amministrazione Giorgetto Giugiaro Evelina Christillin Presidente Vice Presidente Guido Brosio Consigliere Tiziana Nasi Consigliere Giuseppe Pichetto Consigliere Bruno Rambaudi Consigliere Giulio Molinari Staff Direttore generale 25 persone > Indice < 3) Formalità Doganali e di Immigrazione 3.1) Normative e procedure doganali e di immigrazione 10 Rapporto di Candidatura L’Italia è da sempre riconosciuta come un Paese estremamente ospitale, dove tutti i cittadini del mondo sono i benvenuti. E’ ai primi posti tra le nazioni più visitate del pianeta e ha relazioni diplomatiche con quasi tutti gli Stati dei 5 continenti, nonché è firmataria della Convenzione sull’ammissione temporanea di merci, firmata ad Istanbul il 26/6/90 (che, al tempo della stesura del Dossier di Candidatura, costituiva lo strumento internazionale più avanzato in materia) e di altre numerose convenzioni in materia doganale, come, ad esempio, la Convenzione doganale stipulata a Bruxelles l’1/8/61, volta a facilitare l’importazione di merci destinate ad esposizioni, fiere o manifestazioni simili. A seguito di dette normative, per il Comitato Promotore dei XX Giochi Olimpici di Torino 2006 fu possibile assicurare che le merci, temporaneamente importate in occasione dei Giochi e, con esse, il materiale professionale al seguito dei giornalisti (sia inviati da giornali che da radio o televisioni), sarebbero potute essere ammesse senza pagamento di dazi o tasse d’importazione. L’Italia ha ospitato diverse manifestazioni di rilievo internazionale, sia di carattere sportivo che politico. In tali occasioni, le Autorità italiane hanno previsto procedure doganali particolarmente semplificate che comportavano l’esonero dalla presentazione di documenti doganali per l’importazione dei materiali. Queste semplificazioni procedurali sarebbero state garantite dal Governo italiano anche nel caso in cui i Giochi fossero stati assegnati a Torino. Nello stesso modo, in conformità con le normative allora vigenti in materia (in modo particolare il Regolamento n. 918 del 28/3/83 dell’Unione Europea), sarebbe stata consentita, senza formalità doganali, l’importazione in franchigia del materiale pubblicitario, degli equipaggiamenti, dei prodotti alimentari e farmaceutici (per questi ultimi, d’intesa con le Autorità Sanitarie Nazionali). Inoltre, non esistevano, in Italia, restrizioni o tasse d’alcun tipo per l’uso del materiale che sarebbe stato prodotto dai media durante i Giochi e diffuso all’estero, né tasse inerenti la produzione audiovisiva. Le normative in vigore in Italia nel 1998 non prevedevano limitazioni all’importazione di riviste e periodici stranieri. Non erano applicati dazi doganali sulle predette merci, unicamente assoggettate (come avviene per tutti i prodotti in vendita in Italia) ad una tassazione che prevedeva l’imposizione di un’aliquota. > Indice < 4) Aspetti Ambientali 4.1.1) Panoramica sul territorio: la Città di Torino e il Piemonte Torino è una grande città europea situata ai piedi delle Alpi, a ovest della pianura Padana, a un’altitudine approssimativa di 350 m sopra il livello del mare. La città si distende lungo la riva del fiume Po, che separa la piana torinese dall’arco collinare. Le risorse idrologiche comprendono anche il fiume Doria Riparia, il Sangone e lo Stura. In prossimità della città si trovano la Val di Susa, la Val Chisone, la Val Germanasca e la Val Pellice. Torino, che nel 1998 contava 915.000 abitanti è, al contempo, capoluogo di Provincia e di Regione. Il Piemonte tutto, invece, all’epoca della redazione del Dossier di Candidatura contava una popolazione di 4.300.000 abitanti. Oggi come ieri, si configura per la presenza di tre differenti tipologie di paesaggio naturale, ognuna delle quali ha delle caratteristiche peculiari: • la pianura, una distesa di terreno pianeggiante, a una altitudine comunque superiore rispetto al territorio della Pianura Padana, con una vasta estensione di zone industriali e urbanistiche; • la regione alpina, caratterizzata da catene montuose dalle alte vette; • le colline intorno a Torino, a sud del Po, che offrono uno splendido scenario naturale. La Regione presenta il più alto numero di parchi e riserve naturali di tutta l’Italia (56, per l’esattezza, 11 dei quali vicini all’area Olimpica) ed è in cima alla lista degli enti territoriali per l’ammontare di investimenti monetari realizzati per proteggere queste aree. Ricordiamo inoltre che, nel 1997, la Federazione ProNatura e il Touring Club Italiano, nell’elaborazione di una lista di località che si erano impegnate per uno sviluppo ambientale sostenibile, aveva inserito 5 località sciistiche Piemontesi nella graduatoria, tra cui Bardonecchia, Pragelato e Sestriere. Infine, dal punto di vista culturale, va ricordato che L’UNESCO ha inserito 10 località circostanti Torino tra i Siti considerati patrimonio per l’umanità. 4.1.2) Competenze ambientali delle Autorità Le Autorità pubbliche sono responsabili di politiche specifiche in materia di protezione ambientale, sanitaria e civile. Alcuni tra i più importanti aspetti di queste politiche sono i programmi di controllo dei fattori di rischio ambientale e le politiche di protezione delle aree naturali. In dettaglio, Tramite il Ministero dell’Ambiente, lo Stato Italiano fissava, nel 1998, i parametri d’impatto ambientale dei lavori pubblici. La Regione aveva invece il compito di stabilire il Piano Regionale in materia ambientale e di definire il programma relativo alla prevenzione dei rischi connessi (che includeva misure atte a limitare l’inquinamento acustico e atmosferico e la definizione di politiche specifiche riguardanti la gestione dei rifiuti e l’economia energetica). Le Autorità provinciali erano responsabili di monitorare l’ambiente e, in generale, le politiche relative, avendo potere in materia di: autorizzazione di bonifiche e drenaggio idrico, concessione dei prelevamenti idrici, pianificazione e monitoraggio, su vasta scala, dei processi di smaltimento dei rifiuti. Il Comune era poi responsabile del controllo e della gestione delle iniziative per la riduzione dell’inquinamento, dell’elaborazione di piani urbanistici e del piano energetico comunale, del piano per la circolazione urbana e del piano comunale per la gestione dei rifiuti. I Comuni dell’area montana, infine, elaboravano documenti ufficiali riguardanti l’uso del territorio e fornivano dei servizi volti a soddisfare i fabbisogni specifici dei villaggi nella loro area. Tra l’altro, l’area montana era protetta da leggi nazionali e regionali in materia ambientale, paesaggistica e idrologica. 11 Rapporto di Candidatura 4.1) Il contesto 4.2) L’attenzione del Comitato Promotore all’Ambiente La Candidatura di Torino si qualificò, da subito, per l’attenta considerazione dei rischi ambientali, nella certezza che una corretta programmazione dell’Evento Olimpico avrebbe potuto concorrere ad un significativo e duraturo miglioramento del territorio e dell’ambiente urbano e montano. Il COGO, quindi, avrebbe dovuto assumere l’impegno di elevare il livello esistente di qualità ambientale su tutto il territorio e non solo di contenere gli eventuali danni nelle aree di gara. Il primo risultato di questo sforzo è stato il documento “Carta Verde”, uno studio preliminare consegnato al CIO atto a: • valutare l’impatto della Candidatura di Torino a sede dei Giochi Olimpici sul > Indice < sistema urbano e naturale della città e delle vallate interessate dalla proposta; riportare indicazioni concrete sui criteri di localizzazione e progettazione degli impianti e delle strutture, sulla gestione dei sistemi ambientali (acqua, aria, energia, rifiuti, ecc.) e sull’uso post-Olimpico dei complessi realizzati per i Giochi, come un vero e proprio Piano di Azione Ambientale. Il Piano d’Azione Ambientale avrebbe quindi avuto come obiettivi prioritari il rispetto dell’ambiente montano, l’uso razionale e parsimonioso dell’energia, il trattamento appropriato dei rifiuti e la promozione di sistemi di trasporto pubblico. Gli interlocutori e la popolazione del territorio coinvolto sarebbero stati informati delle seguenti misure attraverso appoSiti e capillari sistemi di comunicazione: dalla distribuzione - presso hotel, strutture sportive, uffici d’informazione turistica - di dépliants sulle caratteristiche dei sistemi di smaltimento dei rifiuti, alla realizzazione di campagne pubblicitarie per sensibilizzare la raccolta differenziata e il risparmio energetico, alla produzione di altro materiale informativo per promuovere i progetti pilota e le tecnologie utilizzate durante i Giochi. La popolazione, inoltre, sarebbe stata mantenuta costantemente aggiornata degli sviluppi del Piano d’Azione Ambientale lungo tutto l’arco di attività. Nella Carta Verde venne altresì proposto il processo di realizzazione della «Agenda XX Olimpica» di Torino 2006 che avrebbe contenuto gli indirizzi puntuali in materia di rifiuti, energia e risorse idriche, coerenti con i programmi previsti dagli enti locali e in linea con i parametri si sostenibilità ambientale stabiliti dalla Conferenza di Rio del 1992. Di conseguenza, l’Agenda XX Olimpica avrebbe individuato le misure da adottarsi per ridurre l’impatto ambientale dei Giochi, descrivendo i progetti pilota nel campo della sostenibilità da realizzarsi in occasione dell’evento Olimpico, nonché, definendo il processo di coinvolgimento dei diversi attori interessati. Ciò comportava l’analisi degli effetti ambientali dei Giochi, nelle loro diverse fasi di realizzazione, manifestazione, dismissione, riconversione e utilizzo post Olimpico delle strutture, al fine di redigere un accurato e preventivo Bilancio Ambientale. In merito ai “progetti pilota”, i Giochi Olimpici di per sé rappresentavano un forte spinta alla realizzazione di programmi di ricerca in diversi settori d’intervento e si ritenne necessario che il Piano d’Azione Ambientale contenesse, in dettaglio, tutte le iniziative che il Comitato Promotore intendeva incoraggiare e realizzare. In particolare, citiamo: • • • la realizzazione di Villaggi Olimpici, Villaggi Media e impianti sportivi quali importanti esempi di progettazione eco-compatibile; la realizzazione di un bilancio ambientale dei giochi che avrebbe costituito una garanzia per la popolazione nell’ottica di una programmazione compatibile; la realizzazione di un parco di automobili “elettriche” a servizio di differenti pubblici 4.3) Scelte finalizzate al contenimento dell’impatto ambientale Il Sistema Olimpico torinese fu strutturato, sin dall’inizio, su due poli principali: la Città di Torino, dove concentrare gli investimenti e le infrastrutture «pesanti», e le zone montane comprese tra l’Alta Valle di Susa e la Val Chisone, nelle quali gli interventi si considerarono in un’ottica di riqualificazione e promozione locale. Come già detto, tutte le scelte operate in fase di Candidatura si posero nell’ottica di contribuire, attraverso l’evento sportivo, all’incentivazione di locali processi di sviluppo sostenibile. In questo senso, grande importanza fu attribuita alla valutazione preventiva e alla predisposizione di studi sull’impatto delle opere e delle infrastrutture sull’ambiente e il territorio, nonché sul rispetto e la tutela degli ecosistemi. Ogni opera da realizzare fu così pensata valutando con attenzione gli effetti, nel medio e nel lungo periodo, degli investimenti in termini di carico antropico, variazioni dei flussi turistici, modifiche dell’habitat e compatibilità socio economica degli investimenti effettuati. Su questa linea, furono operate delle scelte ben precise; ne ricordiamo, di seguito, alcune: • Si decise di usare, il più possibile, strutture esistenti, come nel caso delle gare di sci alpino e per gli sport del ghiaccio (le cui gare si sarebbero tenute in strutture quali: Torino Esposizioni, il Palavela, lo Stadio delle Alpi, l’impianto di pattinaggio su ghiaccio di corso Tazzoli, gli stadi di hockey di Pinerolo e Torre Pellice). Tra l’altro, l’utilizzo di installazioni esistenti (che erano state gia teatro di competizioni nazionali e internazionali) avrebbe permesso di contare su studi (richiesti per legge) già esistenti sull’impatto ambientale. Le nuove installazioni, invece, sarebbero dovute essere realizzate nel rispetto dei programmi di sviluppo indicati dalle autorità locali, per poi essere sottoposte a una valutazione dell’impatto ambientale. • Si scelse di contenere il consumo di territorio naturale dell’intero Progetto Olimpico. In particolare si previdero tagli di alberi per una superficie complessiva non superiore a 16.000 m2. Contestualmente si pianificarono 12 Rapporto di Candidatura • > Indice < • • • • • • • 4.4) Il coinvolgimento della popolazione e delle Organizzazioni Ambientali I sondaggi realizzati all’epoca della redazione del Dossier di Candidatura dimostrarono il pieno consenso (83,4% favorevoli) delle popolazioni coinvolte. Il Comitato Promotore, inoltre, al fine di incoraggiare un faccia a faccia costruttivo sugli aspetti ambientali della Candidatura di Torino, convocò le principali organizzazioni operanti a livello nazionale e internazionale. Nello specifico, furono coinvolte: il Club Alpino Italiano (la più importante organizzazione ambientale Italiana in merito alle aree montane), il WWF Piemonte; Legambiente Piemonte; ProNatura Piemonte; Italia Nostra Interregionale Piemonte e Valle d’Aosta. Queste organizzazioni, che rappresentano più dell’80% delle associazioni italiane orientate alla tutela dell’ambiente, costituirono l’osservatorio per i Giochi Olimpici di Torino 2006 volto a valutare i progetti proposti dal Comitato Promotore. Nei confronti di queste, il Comitato si impegnò a fornire, per l’intera durata del Progetto Olimpico, tutte le informazioni e la più completa collaborazione sugli sviluppi e gli obiettivi del Piano d’Azione Ambientale. Il Comitato Promotore si impegnò inoltre a sostenere la proposta di realizzazione di uno studio sull’impatto dell’attività sportiva e ricreativa sulle superfici innevate, avanzata dal WWF insieme all’Università di Torino 4.5) Garanzie ufficiali Le Autorità municipali, provinciali e regionali hanno garantito che tutte le decisioni di pianificazione urbana e territoriale relative ai Giochi Olimpici sarebbero state poste in essere nel rispetto delle norme nazionali e degli accordi e protocolli internazionali in materia d’ambiente. 13 Rapporto di Candidatura • azioni di riforestazione, in zone alternative, nella misura di 10 piante per albero abbattuto. Si pensò di estendere l’impianto di bob in modo contenuto e il progetto fu inserito in un piano di riqualificazione e promozione turistico-ambientale di Beaulard. L’impianto di salto fu pensato in modo coerente con la conformazione territoriale locale, con un limitatissimo movimento di terra e ricorrendo a tecniche di ingegneria naturalistica. Le dimensioni del Villaggio Olimpico, dei Villaggi Media I e II e del Palasport hockey 1 si pensarono il più adeguate possibile alle esigenze post-Olimpiche della città. Il Villaggio Olimpico e i due Villaggi Media furono previsti in aree industriali dismesse, in profonda trasformazione, secondo le indicazioni espresse dal Piano Regolatore Generale del Comune di Torino. Nonché, i piani furono realizzati sulla base di criteri costruttivi all’insegna della ecosostenibilità, pensando anche alla loro funzione di ampia riqualificazione urbana e ambientale. Si decise di non incidere ulteriormente sul piano d’espansione stradale ordinaria e gia pianificata delle amministrazioni. Si previde un’accurata selezione dei fornitori in funzione delle caratteristiche di ecocompatibilità dei prodotti offerti e dell’adozione di impianti e tecnologie all’avanguardia ambientale. In stretta collaborazione con le Autorità pubbliche e il sistema regionale di aree protette, si previdero interventi infrastrutturali volti a favorire la promozione dei parchi e la protezione dei biotopi. In collaborazione con la SITAF (società di gestione dell’autostrada TorinoBardonecchia), si pianificò un’estensione del programma di biomonitoraggio preventivo della qualità dell’aria, in rapporto ai flussi veicolari di traffico lungo il tratto autostradale già in atto. La Provincia di Torino si impegnò ad attuare un programma di individuazione di emergenze ambientali e paesaggistiche e di valorizzazione del paesaggio delle località situate sulle strade della Val Pellice, Val Chisone e Val di Susa, che sarebbero rimaste valide anche qualora la Candidatura di Torino non fosse stata scelta. > Indice < 5) Aspetti Economici In linea con la lunga tradizione sportiva Italiana e in armonia con la volontà espressa dalla popolazione del Paese, il Governo italiano, nel 1998, si è impegnato a sostenere l’organizzazione dei Giochi con contributo finanziario di 616 milioni di dollari destinato alla costruzione o alla ristrutturazione degli impianti sportivi, alla costruzione del Villaggio Olimpico e ad altri interventi che avrebbero permesso di accogliere atleti e pubblico nel migliore dei modi. A tal fine, fu costituita un’apposita Commissione, formata da rappresentanti della Presidenza del Consiglio, degli Enti Locali, del Ministero del Tesoro, del CONI e del Comitato per la Candidatura, che valutò e stabilì l’ammontare del finanziamento per la predisposizione delle infrastrutture e dei servizi necessari allo svolgimento dei Giochi. 5.2) Il Controllo dei prezzi sugli impianti e le infrastrutture Olimpiche In Italia i prezzi dei beni di consumo e dei servizi non sono, di regola, soggetti a controllo pubblico. Tuttavia, nel 1998, gran parte dei servizi che si decise sarebbero stati utilizzati durante i Giochi (ferrovie, autostrade, trasporti urbani, elettricità, servizi sanitari, telecomunicazioni, sicurezza, servizi postali, gas, acqua ecc.) erano forniti da società a prevalente capitale pubblico tenute, per legge, a contenere la crescita dei prezzi nei limiti del tasso di inflazione programmato ogni anno dal Governo Italiano, coerentemente agli impegni presi con gli accordi di Maastricht e con il Patto di Stabilità. Per quanto concerne gli impianti e le infrastrutture che sarebbero stati utilizzati per lo svolgimento dei Giochi, questi, essendo in gran parte proprietà degli enti pubblici locali, sarebbero stati messi a disposizione del COGO gratuitamente per tutta la durata dei Giochi. Al termine dell’evento Olimpico, la gestione e la manutenzione degli impianti di nuova realizzazione sarebbe stata a carico degli enti proprietari, che ne avrebbe programmato l’uso successivo in relazione ai fabbisogni di attrezzature sportive della popolazione residente. Per quanto riguarda gli allestimenti temporanei il COGO avrebbe dovuto noleggiare o acquistare e rivendere successivamente, scegliendo caso per caso l’opzione più conveniente sia sotto il profilo economico che sociale. Le procedure di acquisto e rivendita da parte del COGO avrebbero dovuto garantire la massima trasparenza ed efficienza economica. Si previde inoltre di completare l’alienazione di tutte le attrezzature entro l’anno 2008. Per quanto riguarda le tariffe alberghiere, venne stipulato un accordo con l’Associazione Albergatori della Provincia di Torino al fine di garantire, a coloro che avrebbero partecipato ai Giochi Olimpici e agli spettatori, le condizioni economiche previste nel Contratto della Città Ospitante. 5.3) Budget Il budget è stato definito il 30 giugno 1998 sulla base di un tasso di cambio di 1,770 lire per 1 dollaro USA e presentava un’eccedenza di capitale di 35 milioni di USD che, nel rispetto dei termini dell’Accordo con la Città Ospite, sarebbero stati così ripartiti: • 20% al Comitato Olimpico Nazionale Italiano - CONI • 60% a beneficio dello Sport italiano • 20% al Comitato Internazionale Olimpico - CIO Il budget e il prospetto del flusso di cassa furono preparati sulla base delle condizioni economiche riscontrate al momento della stesura. Pertanto le previsioni non tenevano conto dei possibili effetti dell’inflazione e delle variazioni del rapporto di cambio US$/Lit. Il Comitato Organizzatore si sarebbe avvalso dell’assistenza di primarie Istituzioni finanziarie per predisporre l’attivazione di una serie di interventi di copertura sui mercati dei cambi, al fine di fronteggiare eventuali mutamenti dello scenario macroeconomico che avrebbero potuto determinare un’alterazione del risultato economico previsto. 14 Rapporto di Candidatura 5.1) Garanzie finanziarie dello Stato Italiano > Indice < 6) Marketing Per la redazione del Dossier di Candidatura, nel 1998 si dovettero gettare le basi anche di un piano di marketing, formulato in accordo con il CONI, che mirava a definire le azioni volte a massimizzare le entrate e assicurare ai Giochi la massima qualità, conformemente ai principi del Movimento Olimpico e alle indicazioni del Marketing CIO. Con questa finalità, il Comitato Promotore di Torino 2006 e il CONI istituirono un Gruppo di lavoro che doveva predisporre il Dossier e valutare, impostare e pianificare i programmi per gli anni seguenti. Gli accordi tra Comitato Promotore e CONI prevedevano che, dai fondi reperiti in base ai programmi internazionali e nazionali, venisse assegnato al CONI un importo adeguato a sostenere i costi della partecipazione ai Giochi (importo valutato sulla base di quanto sarebbe stato assegnato al CONI se non fosse stato host dei Giochi). Tutti i restanti fondi, invece, sarebbero stati allocati al COGO per l’organizzazione dei Giochi. Il piano prevedeva anche il supporto di tre categorie di partners locali: • Sponsor: che a fronte dell’acquisizione dei diritti avrebbero erogato al COGO somme in denaro e prestazioni. • Fornitori Ufficiali: che avrebbero erogato al COGO somme in denaro o servizi, a fronte di diritti eventualmente più limitati. All’interno di questa categoria sarebbero stati individuati partner organizzativi, aziende o istituzioni che, secondo precisi accordi con il COGO, avrebbero dovuto predisporre programmi accessori (nell’area della cultura, dell’entertainment e del turismo) per ospiti e visitatori e che, a fronte dei vantaggi conseguiti da questo inserimento, avrebbero dovuto assicurare delle prestazioni di servizi per il COGO. • Licenziatari: cui verrà concesso l’uso dei simboli Olimpici dietro pagamento dei diritti con il compito di verificare preventivamente le utilizzazioni e promuovere la definizione di una gamma di prodotti ufficiali di qualità. Il piano partiva dalla convinzione che le più importanti industrie italiane avrebbero fortemente aspirato a diventare partner di Torino 2006. Era opinione comune, inoltre, che la lista di local Sponsor si sarebbe designata all’interno delle categorie di prodotti seguenti: telecomunicazioni, compagnie aeree, automobili, banche, assicurazioni, energia, abbigliamento, prodotti alimentari, trasporti e logistica, turismo e piacere. Va infine ricordato che, ieri come oggi, non esistevano categorie di prodotti che potessero essere soggette a limitazioni di natura politica o regolamentare per il programma internazionale di marketing del Comitato Olimpico. 6.2) I veicoli promozionali del piano di marketing: biglietti, lotterie, monete commemorative e Sponsor Village Si definì che il piano di marketing del Comitato Organizzatore si sarebbe avvalso di importanti veicoli promozionali, tra i quali: • Biglietti: Si prevedeva che sarebbero stati venduti oltre 1.200.000 biglietti. Il costo medio di un biglietto sarebbe stato di 30 dollari, in un range che andava dai 20 ai 150 dollari (a seconda dell’evento e del posto), ad esclusione dei biglietti delle Cerimonie il cui prezzo massimo fu stimato intorno ai 250 dollari. Un certo numero di biglietti sarebbe inoltre stato disponibile a prezzo ridotto per le Associazioni sportive invernali e gli atleti della Regione. • Lotteria Olimpica: si pensò di organizzare una lotteria “istantanea” chiamata Torino 2006 a partire dal 2004. Per caratterizzare l’iniziativa si pianificò di utilizzare l’immagine dei Giochi Olimpici Invernali (anche passati), in accordo con il CIO e il Museo Olimpico. • Monete e medaglie commemorative: conseguentemente alla recente costituzione della Banca Centrale Europea, la legislazione italiana che governava la produzione di monete al tempo del Dossier di Candidatura non sarebbe più stata in vigore dopo il 2002. Il Ministero del Tesoro aveva pertanto indicato che i nuovi regolamenti europei concernenti questa materia sarebbero stati emessi a partire da questa data. In assenza di linee guida concrete, si pianificò comunque la produzione di medaglie e monete commemorative ma il Comitato Promotore decise di limitare la stima degli introiti derivanti dalla vendita di queste, perché non certi. • Advertising: Si definì che le Autorità locali e provinciali avrebbero cooperato con il COGO per garantirgli il diritto di prelazione su differenti tipologie di spazi pubblicitari. Il Comitato Organizzatore sarebbe stato, in questo modo, in una posizione di controllo (durante la sua “crescita” e per tutta la durata dei Giochi) 15 Rapporto di Candidatura 6.1) Il piano di marketing > Indice < 16 Rapporto di Candidatura • in termini di pubblicità, nelle seguenti aree: aeroporto e area circostante; rotta dall’aeroporto alle Venue Olimpiche e strada d’accesso alla superstrada; area circostante alle attrezzature Olimpiche, ai veicoli di trasporto pubblico e agli aeromobili. Sponsor Village: Partendo dalla chiara coscienza dell’importanza dei TOP partners per la riuscita dei Giochi e lo sviluppo del Movimento Olimpico, il Comitato Promotore di Torino 2006 pianificò di allestire due villaggi di accoglienza a Torino (uno all’interno del Palazzo del lavoro, nelle immediate vicinanze degli impianti che avrebbero ospitato le gare di pattinaggio e curling, e uno nella cascina Continassa, vicino allo Stadio Olimpico dove si sarebbero svolte la maggior parte delle prove sportive e le Cerimonie di inaugurazione e di chiusura dei Giochi) e altri quattro nei più importanti Siti di Gara extraurbani. Per i villaggi di Torino, i servizi disponibili, sviluppati su una superficie di 5-6.000 m2, sarebbero stati quegli indicati dal Marketing CIO. Il modulo previsto, salvo indicazioni contrarie, sarebbe stato quello di uno spazio per ospitare 150 persone sedute a tavola. I quattro satelliti di ospitalità in prossimità delle località delle gare alpine, invece, sarebbero stati costituiti da uno spazio comune in cui sarebbe stato messo a disposizione degli ospiti un servizio di ristoro. Infine, nel centro della città, vicino alle zone culturali e di shopping, si previde un “common space” in un palazzo gentilizio del 1700. Il COGO, infine, avrebbe predisposto in anticipo, sia a Torino sia nella Regione, una lista di Siti accreditati e a prezzi controllati, che sarebbero potuti essere utilizzati dagli Sponsor per incontri e riunioni. > Indice < 7) Programma dei Giochi 7.2) Calendario delle gare Nel 1998, il Comitato Promotore Torino 2006 si è impegnato a organizzare i XX Giochi Olimpici nel 2006, nel momento in cui questi fossero stati assegnati e secondo il programma che sarebbe stato approvato dal CIO entro la fine del 2000. Contestualmente, il Comitato pianificò che i XX Giochi Olimpici Invernali si sarebbero tenuti dal 4 al 19 febbraio 2006, mentre i Giochi Paralimpici avrebbero avuto luogo dal 9 al 18 marzo 2006. Come previsto, per i Giochi Olimpici si sarebbe trattato di 16 giorni esatti, compresa la Cerimonia di Apertura, che si sarebbe tenuta il primo giorno di gare, e la Cerimonia di Chiusura, che si sarebbe tenuta l’ultimo giorno di gare con l’assegnazione delle ultime medaglie. La scelta delle date fu determinata dallo studio di diversi fattori: • Per le favorevoli condizioni meteorologiche e d’innevamento: nei tre anni precedenti la redazione del Dossier di Candidatura, dai rilievi della Regione Piemonte, l’innevamento non era mai sceso sotto la misura di 1 metro nel mese di febbraio; • Perché il mese di febbraio era lo stesso mese prescelto per i Giochi Olimpici di Nagano 1998 e Salt Lake City 2002; • Per le ideali possibilità logistiche e le condizioni ambientali della Città di Torino e delle altre località interessate ai Giochi. • Per le condizioni degli atleti: infatti, il periodo, coincideva in genere con il momento di migliore forma fisica della stagione agonistica dei partecipanti alle gare Olimpiche. La tabella che segue fornisce le date della Cerimonia di Apertura e della Cerimonia di Chiusura, il calendario delle gare e delle finali per ogni disciplina Olimpica invernale e il numero complessivo di medaglie d’oro che si prevedeva di attribuire ogni giorno. 17 Rapporto di Candidatura 7.1) Scelte e motivazioni Dichiarazioni delle più importanti autorità nazionali e locali avevano inoltre confermato che nessun altro evento nazionale o internazionale, o altra manifestazione, si sarebbe tenuta a Torino e nelle località che avrebbero ospitato le gare, nel periodo dello svolgimento dei Giochi Olimpici e nel periodo immediatamente precedente e successivo ad essi. Tutte le Federazioni Internazionali degli sport interessati ai XX Giochi Olimpici Invernali avevano, inoltre, espresso il loro assenso provvisorio al periodo scelto per lo svolgimento dei Giochi. > Indice < Calendario delle gare Sab 4 Cerimonie Torino Apertura Biathlon San Sicario Bob Beaulard Curling Torino Hockey Ghiaccio M Torino Partite Hockey Ghiaccio F Pinerolo Partite Slittino Dom 5 Lun 6 Mar 7 Mer 8 Gio 9 Ven 10 Sab 11 Dom 12 Lun 13 Mar 14 15 km Ind. M 20 km Ind. M 7,5 km Sprint F 10 km Ins. F A due M A due M 10 km Sprint M 12,5 km Ins. F Partite M/F Partite M/F Partite M/F Partite M/F Partite M/F Tie Breaks Semifinale M/F Finale M/F Partite Partite Partite Partite Partite Partite Partite Partite Play-off Play-off Partite Partite Partite Partite Partite Play-off Play-off Finale Finale Beaulard Sing. M Sing. M Sing. F Sing. F Pattinaggio di Velocità Torino 5,000 m M 500 m M 1,500 m M 500 m F 10,000 m F 1,500 m F Short Track Torino Pattinaggio di Figura Torino Tecnico Coppie Libero Coppie Super G M 3,000 m F Tecnico M Slalom F 1,000 m M Obbligatorio Combinata M Combinata nordica Pragelato Freestyle Sauze d’Oulx Snowboard Bardonecchia Medaglie d’Oro 70 A quattro M A quattro M Play-off Finale Finale 1,000 m F 5,000 m F Dom 19 Libero M Originale Discesa libera M Slalom gigante F Tecnico F Libero 15 km F 30 km M 5 km F 10 km M 10 km 15 km M K 90 m Ind. Libero F Slalom gigante M 18 Esibizione Slalom M Combinata F Discesa libera F Slalom combinata F inseguimento inseguimento 500 m M 1.000 m F 5.000 m Staff. M 500 m F Slalom combinata M F Pragelato 4x7,5 Staff. M Super G F Bardonecchia Salto Sab 18 Doppio M San Sicario Pragelato Ven 17 4x7,5 km Staff. F 1.000 m M 3.000 m Staff. F Sestriere Sci di fondo Gio 16 Chiusura Partite M/F Sci alpino Mer 15 Rapporto di Candidatura Luogo 4x5 km staffetta F K 120 m squadre 4x10 km staffetta M 30 km F 50 km M K 120 M Ind. K 90 m 4x5 km squadre K 90 m 15 km Ind. Gobbe Finale M/F Half pipe F / 5 4 Slalom gigante F Half-Pipe M 5 6 2 5 Slalom gigante M 5 7 3 8 4 2 5 8 1 > Indice < 8) Sport e Siti di gara L’esperienza dell’Italia e del Piemonte nell’organizzazione sportiva era ampiamente confermata, già al tempo della redazione del Dossier di Candidatura, dai molti eventi di rilievo nazionale ed internazionale ospitati. Torino e le sue montagne, in particolare, avevano una lunga tradizione in materia, come testimoniano ad esempio i Campionati del Mondo di Sci di Sestriere del 1997. Nel 1998 il Comitato Promotore pianificò che le gare dei XX Giochi Olimpici Invernali si sarebbero tenute nelle seguenti 8 Venue : San Sicario, Beaulard, Torino, Pinerolo, Sestriere, Bardonecchia, Pragelato, Sauze d’Oulx. Tutti i Siti di Gara extraurbani, non distavano più di cinquanta minuti da Torino. tabella riassuntiva Venue /Sport/disciplina-evento Sito di gara Sport Disciplina/Evento M: 20 km Individuale - 10 km Sprint - 12,5 km Inseguimento - Staffetta 4x7,5 km San Sicario Biathlon Beaulard Bob Bob a due - Bob a quattro Torino-Palasport Curling Curling Torneo Maschile e Femminile Torino-Palasport Hockey 1 Hockey su ghiaccio Torneo Maschile e Femminile Torino-Palasport Hockey 2 Hockey su ghiaccio Torneo Maschile e Femminile Pinerolo-Palasport Hockey 3 Hockey su ghiaccio Torneo Maschile e Femminile Beaulard Slittino Torino-Palasport Velocità Pattinaggio di velocità Torino-Palavela Short-Track Torino-Palavela Pattinaggio di figura F: 15 km Individuale - 7,5 km Sprint - 10 km Inseguimento - Staffetta 4x7,5 km M: Singolo e Doppio F: Singolo M: 5,000 m - 500 m - 1,500 m - 1,000 m - 10,000 m F: 3,000 m - 500 m - 1,500 m - 1,000 m - 5,000 m M: 1000 m, 500 m, Staffetta 5000 m F: Staffetta 3000 m, 1000 m, 500 m Pattinaggio individuale Maschile e Femminile Pattinaggio a coppie - Danza su ghiaccio M: Super G - Discesa libera combinata - Combinata - Slalom gigante - Slalom Sestriere Sci alpino F: Slalom - Slalom gigante San Sicario F: Super G - Discesa libera combinata - Combinata Bardonecchia Slalom combinato Maschile e Femminile Pragelato Sci di fondo Pragelato Salto con gli sci 19 Rapporto di Candidatura 8.1) I Siti di gara M: 30 km - 10 km - Inseguimento 15 km - Staffetta 4x10 km - 50 km F: 15 km - 5 km - Inseguimento 10 km - Staffetta 4x5 km - 30 km Salto individuale LH Gara a squadre LH Salto individuale NH M: Combinata individuale - Salto NH + 15 km Pragelato Combinata nordica Sauze d’Oulx Freestyle M/F: Gobbe e Salti Bardonecchia Snowboard M/F: Half-pipe e Slalom gigante M: Combinata a Squadre - Salto NH + staffetta 4 x 5 km > Indice < Sistema Olimpico FREJUS FRANCIA BRIANÇON FRANCIA GRAN SAN BERNARDO SVIZZERA BARDONECCHIA MONTE BIANCO FRANCIA CLAVIÈRE BEAULARD SESTRIÈRE A5 AOSTA SAN SICARIO OULX A32 VALSUSA AEROPORTO INTERNAZIONALE DI CASELLE SUSA SAUZE D’OULX 20 A4 MILANO > PRAGELATO PINEROLO TORINO AEROPORTO INTERCONTINENTALE DI MALPENSA > AEROPORTO INTERNAZIONALE > DI LINATE A21 PIACENZA/BRESCIA > A6 SAVONA TORRE PELLICE GENOVA > Rapporto di Candidatura CESANA LEVALDIGI Biathlon Pattinaggio di velocità Salto Villaggio olimpico Bob Short track Combinata nordica International Broadcasting Centre Curling Pattinaggio di figura Freestyle Centro Stampa Principale Hockey su ghiaccio Sci alpino Snowboard Villaggio Media Slittino Sci di fondo Stadio delle Alpi/Cerimonie Alloggi degli atleti Autostrada Porto Strada statale Aeroporto Ferrovia Tunnel Navetta SAVONA > Indice < 65 63 57 54 68 71 54 63 30 8 25 5 28 25 2 69 20 10 24 20 7 25 31.5 - 25 33 25 31 Beaulard 7.1 MPC- IPC 102 Palasport Curling 90.4 83.3 Palasport Hockey 1 87.3 80.2 15.5 12.3 Palasport Hockey 2 106 98.9 92 84.9 44.4 32.9 47.2 47.9 Palasport Hockey 3 95.4 3.5 3.5 5.5 12 Sauze d’Oulx 15 7.9 104 90.9 89.1 33.2 26.1 Stadio delle Alpi 86.3 79.2 13.3 11.3 Villaggio Media 1 102 Villaggio Media 2 90.3 83.2 Villaggio Media 3 Villaggio Olimpico - 107 70.4 89.1 61 15 8 58 8 5 15 72 15 Pattinaggio di Figura Short Track 30 28 34 76 34 Palasport Hockey 1 1 25 8 58 8 Hockey 79 25 2 19 67 19 Palasport Velocità 29 9 71 69 75 35 75 Pattinaggio di velocità 13 10 62 72 66 19 66 Palasport Hockey 2 20 54 64 58 10 58 Hockey 69 79 73 26 73 Palasport Hockey 3 23 7 57 7 Hockey 18 67 18 Pragelato 61 - 63 23 - 65 65 58 73 19 72 63 55 70 1 4 74 77 69 84 23 29 41 60 70 50 25 72 63 55 70 70 72 64 19 103 22.2 95.7 82.3 80.5 99.2 83.9 80.5 94.4 35.7 14.2 Sestriere 95.4 44.4 15.5 15 57 79 23.6 16.5 3.5 8 25 21 64 San Sicario 15.5 18 6 72 43.8 36.7 90.4 78.9 93.2 93.9 48.2 93.2 50.4 4.5 57 67 14 Pragelato 1 4 18 67 102 95.4 57 61 Palavela 47.2 61 26 87.3 80.2 15.5 12.3 12 - 10 Palasport Velocità - 61 19 113 100 98.7 117 58.8 98.7 112 - 11 46.2 14.5 92.2 86.8 78.2 96.4 - - 3.5 15.5 3.5 44.4 15.4 12 10 5 6.5 50.2 5 106 92 87.3 6.5 50.2 5 7.1 102 90.3 83.2 12 90.4 87.3 10 5 1 10.6 11.6 23.8 90.4 104 95.7 113 13.3 12.5 96.2 90.8 82.2 100 4 102 33.2 83.6 102 90.3 100 12 - 43.8 23.6 15 12.5 96.2 90.8 82.2 4 12 61 90.3 Minuti Esistente con Modifiche Costo in US $ Finanziato da OCOG Finanziato da altri Concordato firmato con altri X 6 0 Interamente X X 43 0 Interamente X X 9 0 Interamente X X 28 0 Interamente X X 59 0 Interamente X X 79 0 Interamente X X 8 0 Interamente X X 6 0 Interamente X X 17 0 Interamente X X 14 0 Interamente X X 29 0 Interamente X X 21 0 Interamente X X 8 0 Interamente X X 6 0 Interamente X 31 0 Interamente X San Sicario Biathlon Beulard Bob, Slittino Palasport Curling Curling Palavela 21 Sci di fondo Sestriere Sci alpino San Sicario Km Non ancora Costruito Esistente Sci alpino Bardonecchia Sci alpino Sauze d’Oulx Freestyle Bardonecchia Snowboard Rapporto di Candidatura 67 Villaggio Olimpico Pragelato 58 Villaggio Media 3 Palavela 76 Venue s Villaggio Media 2 Palasport Velocità 72 Villaggio Media 1 Palasport Hockey 3 58 Stadio delle Alpi Palasport Hockey 2 61 Sestriere Palasport Hockey 1 67 Sauze d’Oulx Palasport Curling 4 San Sicario MPC- IPC Bardonecchia Stato delle Venue/Costi/Garanzia d’uso Beaulard Bardonecchia Distanze tra le Venue Pragelato Salto X > Indice < 8.3) Le risorse umane Il Comitato Promotore di Torino 2006 era consapevole delle grandi responsabilità connesse all’organizzazione dei Giochi Olimpici e, a testimonianza di questo, assicurò che, nel momento in cui i Giochi fossero stati assegnati, il COGO avrebbe organizzato degli “Sport Event” in tutte le discipline del programma dei Giochi Olimpici. Le prove si sarebbero svolte nell’inverno 2004/2005, nel corso del medesimo periodo nel quale si sarebbero tenuti i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 (ossia dal 4 al 19 febbraio), sotto la supervisione tecnica delle Federazioni Internazionali e avrebbero consentito di sperimentare gli impianti e le installazioni tecniche, nonché di ultimare la preparazione necessaria all’organizzazione. Nel 1998 si definì che il COGO, dalla sua costituzione, avrebbe selezionato personale specializzato, secondo differenti livelli di competenza, prevalentemente tra le organizzazioni sportive locali e nazionali. Il movimento sportivo italiano poteva inoltre contare su circa 700.000 volontari, di cui 210.000 giudici, arbitri e tecnici. Anche le Forze Armate, come era sempre accaduto nel passato, avrebbero collaborato all’organizzazione. Oltre ai professionisti e agli specialisti, si pianificò l’avvio di un piano per raggiungere l’obiettivo di selezionare 8000 volontari (gran parte dei quali aveva già dato la propria adesione). Il Comitato Promotore Torino 2006, dal canto suo, si avvalse del lavoro di 150 persone nella fase di promozione della Candidatura: specialisti con esperienza nel mondo accademico e della cultura, delle Istituzioni pubbliche, del lavoro, della tecnologia e delle telecomunicazioni. Il CONI e le FSN (Federazioni Sportive Nazionali), già totalmente impegnati nella Candidatura di Torino 2006, avrebbero fatto parte del COGO. 22 Rapporto di Candidatura 8.2) Gli Sport Event > Indice < 9) Discipline Sportive 9.1) Biathlon 9.2) Bob Venue di gara Teatro di tutte le competizioni di biathlon e degli allenamenti sarebbe stato San Sicario, paese dell’Alta Val di Susa con un caratteristico “borgo vecchio” e con una parte alta, modernissima e tecnologica, dotata dei migliori servizi per lo sport. Il luogo scelto per costruire lo stadio del biathlon sarebbe stato ideale per assistere alle competizioni e avrebbe potuto ospitare circa 10.000 spettatori; inoltre, il plateau dove si sarebbero svolte le gare (situato tra San Sicario e la Borgata Pariol) presentava un’ubicazione ottimale che garantiva un buon innevamento delle piste e una buona esposizione, oltre che essere facilmente raggiungibile sia da Cesana, sia dal colle del Sestriere. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra il 5 e il 18 febbraio: Venue di gara Tutte le gare di bob si sarebbero tenute a Beaulard (Oulx) nella parte nord della Clotesse Grand Hoche. Le piste di Beaulard sarebbero state utilizzate anche per gli allenamenti. La Venue sarebbe dovuta essere completamente costruita all’interno di questo storico paese a 50 minuti di treno dalla Città di Torino. Il progetto includeva anche la costruzione di un’arena circolare per gli spettatori e una pista che, successivamente ai Giochi, sarebbe rimasta patrimonio del paese per gare di bob, slittino e altre attività sportive. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra l’11 e il 18 febbraio: Maschile Femminile A due maschile 20 Km Ind. 15 Km Ind. A quattro maschile 10 Km Sprint 7.5 Km Sprint A quattro maschile 12.5 Km Inseguimento 10 Km Inseguimento 4x7.5 Km Staffetta 4x7.5 Km Staffetta Utilizzo post-Olimpico Dopo le Olimpiadi, gli impianti di biathlon sarebbero stati messi a disposizione della FISI e dell’IBU per competizioni di rilievo nazionale e internazionale, nonché per possibilità di allenamento. Capacità dell’impianto La capacità prevista per il biathlon era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli nello stadio che di quelli lungo i percorsi. I posti a sedere sarebbero dovuti ammontare, complessivamente, a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico pagante. Si prevedeva di vendere 8.400 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 67.200 biglietti disponibili per le 8 gare. Utilizzo post-Olimpico Dopo i Giochi, si prevedeva che gli impianti sarebbero stati messi a disposizione della FISI e FIBT per competizioni di rilievo nazionale e internazionale, nonché per allenamenti. Rapporto di Candidatura 23 A due maschile Capacità dell’impianto La capacità prevista per il bob era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli nelle zone d’arrivo che di quelli lungo il percorso. I posti a sedere sarebbero dovuti essere 3.000, di cui 2.800 riservati al pubblico pagante. Si prevedeva si vendere 9.050 biglietti > Indice < 9.4) Hockey su ghiaccio Venue di gara Tutte le competizioni di curling e gli allenamenti si sarebbero tenuti a Torino, dove il Comitato Promotore aveva pianificato di costruire un impianto nell’area della pista scoperta di corso Tazzoli, nel cuore della Torino automobilistica. La pista era stata, tra l’altro, luogo d’allenamento della squadra di short track che vinse l’oro a Lillehammer. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra il 6 e il 14 febbraio: Venue di gara Tutte le gare di hockey si sarebbero disputate al Palasport hockey 1 di TorinoContinassa, al Palasport hockey 2, all’interno di Torino Esposizioni, e al Palasport hockey 3 di Pinerolo. Immaginando una linea che colleghi questi impianti, l’hockey Olimpico avrebbe tracciato una sorta di “anello di ghiaccio” attorno alla città della Mole. Gli allenamenti, invece, si sarebbero svolti nel Palasport hockey 2 (Torino Esposizioni), al Palastampa e nel Palazzo del Ghiaccio di Torre Pellice. All’interno di queste Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra il 4 e il 18 febbraio: Torneo maschile e femminile Partite Torneo maschile e femminile Tie bracks Partite Semi-Final Play-off Finale Finale Utilizzo post-Olimpico Dopo i Giochi, era previsto che la struttura sarebbe stata riutilizzata come stadio per la pratica degli sport del ghiaccio e messa a disposizione della città. Capacità dell’impianto La capacità prevista per il curling era di 3.500 posti a sedere all’interno del Palasport. Si prevedeva di vendere 2.700 biglietti per gara, per un totale complessivo di 37.800 biglietti disponibili, per le 14 gare. Le garanzie pertinenti sono state presentate al CIO e sono allegate al capitolo 18 Utilizzo post-Olimpico L’impianto del Palasport hockey 1 (Continassa) sarebbe divenuto un centro sportivo polifunzionale a servizio della città. Il Palasport hockey 3 (Pinerolo) sarebbe invece ritornato al suo abituale uso, così come il Palasport hockey 2 (Torino Esposizioni). Capacità dell’impianto La capacità prevista per le 24 gare di hockey maschile nel Palasport hockey 1 in zona Continassa era di 12.000 posti. Si prevedeva di vendere 10.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 252.000 biglietti disponibili. La capacità prevista per le 22 gare di hockey maschile nel Palasport hockey 2 (Torino Esposizioni) era di 6.000 posti. Si prevedeva di vendere 5.000 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 110.000 biglietti disponibili. La capacità prevista per le 18 gare di hockey femminile nel Palasport hockey 3 (Pinerolo) era di 5.000 posti. Si prevedeva di vendere 3.550 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 63.900 biglietti disponibili. 24 Rapporto di Candidatura 9.3) Curling > Indice < 9.5) Slittino 9.6) Pattinaggio di velocità, Pattinaggio di figura e Short Track Venue di gara La pista prevista per questa disciplina era a Beaulard (Comune di Oulx), nella parte nord della Clotesse Grand Hoche, località che si trova a 50 minuti di treno da Torino. Questa struttura sarebbe stata utilizzata anche per il bob e avrebbe permesso agli atleti italiani - e a tutti gli appassionati di questo sport - di allenarsi “in casa”, senza doversi più spostare nelle strutture estere. Le piste di Beaulard sarebbero state utilizzate anche per gli allenamenti. All’interno della Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra il 5 e il 10 febbraio: Venue di gara Le competizioni di pattinaggio velocità si sarebbero tenute presso il Palasport Velocità (Continassa): un edificio in cui, dopo lo smantellamento di parte delle tribune, si sarebbero potute svolgere anche gare di atletica leggera indoor, fiere, spettacoli e mostre. Teatro delle gare di short track e pattinaggio artistico, invece, sarebbe stato il Palavela. L’edificio sarebbe stato ristrutturato per offrire agli atleti, al personale e al pubblico ogni tipo di comfort. Gli allenamenti di pattinaggio di figura e di short track si sarebbero svolti sulle piste (sia quella interna che quella esterna) del Palavela, mentre quelli di pattinaggio di velocità al Palasport Velocità, in zona Continassa. All’interno del Palasport Velocità erano previste le seguenti gare, che si sarebbero dovute tenere tra il 5 e il 17 febbraio: Singolo maschile Singolo femminile Doppio maschile Utilizzo post-Olimpico L’impianto, a Giochi conclusi, sarebbe stato messo a disposizione della FIL e della FISI per competizioni di rilievo internazionale. Capacità dell’impianto La capacità dell’impianto prevista per le 5 gare di slittino era di 10.000 posti. I posti a sedere sarebbero stati complessivamente 3.000, di cui 2.800 riservati al pubblico pagante. Si era previsto si vendere 9.050 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 45.250 biglietti disponibili. 500 m M-F 1.000 m M-F 1.500 m M-F 5.000 m M-F 3.000 m M-F 10.000 m M-F 5.000 m M-F 25 Rapporto di Candidatura Palasport Velocità All’interno del Palavela, invece, erano previste le seguenti gare, che si sarebbero dovute tenere tra il 5 e il 18 febbraio (per il pattinaggio di figura) e tra il 14 e il 18 febbraio (per lo short track): Palavela Programma tecnico a coppie Programma libero a coppie Programma corto M-F Programma libero M-F Danza sul ghiaccio -Obbligatorio Danza sul ghiaccio - Originale > Indice < Galà d’esibizione 1.000 m M-F 500 m M-F 5.000 m staffetta M 3.000 m staffetta F Utilizzo post-Olimpico Nel periodo post-Olimpico, il Palavela, a seguito dei lavori e delle migliorie previste, sarebbe stato utilizzato come centro polifunzionale a disposizione della città per eventi sportivi e fiere campionarie. Il Palasport Continassa, invece, avrebbe continuato ad essere utilizzato per gare di atletica indoor ed esibizioni Capacità dell’impianto La capacità prevista per il pattinaggio, artistico e di velocità su percorso breve, le cui gare si sarebbero dovute tenere nel Palavela, era di 10.000 posti. Si prevedeva si vendere 8.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 119.000 biglietti disponibili per le 14 competizioni. La capacità prevista per il pattinaggio di velocità, le cui gare si sarebbero dovute tenere nel nuovo Palasport Velocità, era di 10.000 posti. Si prevedeva di vendere 8.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 102.000 biglietti disponibili per 12 gare. 9.7) Sci alpino Venue di gara Le gare di sci alpino si sarebbero dovute tenere a Bardonecchia, San Sicario e Sestriere: località rinomate in tutto il mondo (già teatro di importanti manifestazioni internazionali), capaci di offrire piste e impianti di prim’ordine, servizi e comodità per tutti i gusti oltre che piacevoli occasioni di incontri mondani. Gli allenamenti di slalom maschile e femminile, gigante maschile e femminile, combinata alpina (slalom) maschile e femminile, si sarebbero tenuti a Sauze d’Oulx, Sestriere, Claviere e Bardonecchia. Invece, gli allenamenti di combinata alpina (discesa) maschile e femminile, discesa maschile e femminile, super G maschile e femminile, si sarebbero tenuti a Bardonecchia, San Sicario e Sestriere. All’interno delle Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero dovute tenere tra il 6 e il 18 febbraio a Sestriere (sulle piste Banchetta Nasi, Sises e Kandahar), tra il 14 e il 18 febbraio a San Sicario e tra il 9 e il 16 febbraio a Bardonecchia: Sestriere Banchetta Nasi Sestriere Sises Sestriere Kandahar San Sicario Fraiteve Bardonecchia N°1 Colomion Super G - M Slalom gigante M-F Slalom M-F Super G - F Slalom combinata M-F Discesa libera combinata M Discesa libera combinata F Discesa libera M Discesa libera W Utilizzo post-Olimpico Tutte le piste utilizzate per i Giochi Olimpici sarebbero ritornate al loro abituale uso. 26 Rapporto di Candidatura Danza sul ghiaccio – Libero Capacità dell’impianto Per ogni gara di Sestriere era prevista una capacità di 15.000 posti. Questo numero comprendeva sia i posti disponibili nelle zone d’arrivo, sia quelli lungo i tracciati di gara. I biglietti che si sarebbero potuti vendere, esclusi quindi tutti gli accreditati, erano pari a 13.300 (circa), per un totale di 93.100 biglietti vendibili. I posti a sedere ammontavano a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico. Anche a San Sicario erano previsti 15.000 posti, di cui 13.300 circa sarebbero stati vendibili, per un totale di 39.900. I posti a sedere ammontavano a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico. > Indice < 9.8) Sci di fondo 9.9) Salto Venue di gara Pragelato, in Val Chisone, sarebbe stato il sito delle competizioni di sci nordico. In particolare, tutte le gare si sarebbero tenute in località Pattemouche, sulla pista Alta Val Chisone costituita da tre anelli all’interno dei quali si sarebbero sviluppati i percorsi delle diverse competizioni. Pragelato è situato all’ingresso del parco naturale di Val Troncea, nella piana dove due fiumi (Chisone e Chisonetto) s’incontrano. Due alte vette dominano la valle assicurando un adeguato quantitativo di neve sulle piste. Per questa sua collocazione geografica, tra l’altro, i paesi che circondano la pianura avrebbero potuto ammirare lo stadio e i tracciati del fondo come dalle gradinate di un’antica arena. Gli allenamenti dello sci di fondo si sarebbero tenuti a Pragelato, a Claviere e sull’altura di Sestriere. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra il 5 e il 19 febbraio: Venue di gara Tutte le gare di salto e gli allenamenti si sarebbero tenuti a Souchères Hautes, frazione del Comune di Pragelato. Lo stadio sarebbe stato localizzato nella zona immediatamente adiacente alla partenza della seggiovia Clot della Soma. Il trampolino necessario alle competizioni sarebbe stato adagiato lungo il profilo della montagna, in modo da non alterare il paesaggio e l’ambiente naturale di Pragelato. La quota di partenza del trampolino del salto sarebbe stata di 1.345 m, mentre quella d’arrivo di 1.170 m. L’impianto avrebbe contribuito a migliorare l’offerta turistica del paese, distante poco più di un’ora da Torino e costituito da numerose e caratteristiche borgate. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra il 7 e il 12 febbraio: K 90 m Individuale Maschile Femminile 30 Km 15 Km 10 Km 5 Km 15 Km Inseguimento 10 Km Inseguimento 4x10 Km staffetta 4x5 Km staffetta 50 Km 30 Km Utilizzo post-Olimpico Le piste, al termine dei Giochi, sarebbero ritornate al loro abituale uso e messe a disposizione della FISI e della FIS per ospitare competizioni di rilievo nazionale ed internazionale, nonché per gli allenamenti. K 120 m Individuale Utilizzo post-Olimpico Gli impianti, al termine dei Giochi, sarebbero stati messi a disposizione della FIS e della FISI per ospitare competizioni di rilievo internazionale e nazionale. Capacità dell’impianto La capacità prevista per le 3 gare di salto era di 10.000 posti. I posti a sedere sarebbero stati 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico. Si prevedeva di vendere 8.700 per ogni gara, per un totale complessivo di 26.100 biglietti. 27 Rapporto di Candidatura K 120 m Squadre Capacità dell’impianto La capacità prevista per lo sci di fondo era di 20.000 posti, comprensivi sia di quelli nelle zone d’arrivo che di quelli lungo i percorsi. I posti a sedere erano complessivamente 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico pagante. Si era previsto si vendere 18.300 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 183.000 biglietti disponibili per 10 gare. > Indice < 9.10) Combinata nordica 9.11) Freestyle Venue di gara Le gare di combinata nordica e i relativi allenamenti si sarebbero svolti a Pragelato, utilizzando gli impianti del fondo, per le gare di cross-country, e il trampolino (in località Souchères Hautes) per le gare del salto. Anche per gli allenamenti sarebbero stati utilizzati i medesimi impianti. Pragelato, tipico paese di montagna dell’Alta Val Chisone dalle antiche tradizioni occitane (quali balli, feste e costumi folkloristici, tutelati anche dal Museo e dalla fondazione Guiot-Bourg) si configurava, già nel 1998, come un’accogliente località turistica. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute nelle giornate dell’11 e il 15 febbraio: Venue di gara Lo scenario di tutte le competizioni di freestyle sarebbe stato la pista Clotès di Sauze d’Oulx: stazione sciistica di fama internazionale collegata a San Sicario, a Sestriere, a Cesana e a Claviere Monginevro tramite impianti di risalita. Sauze d’Oulx (anche detta il “balcone delle Alpi”), inserita nel comprensorio della Via Lattea, garantiva l’accesso a circa 400 chilometri di piste ed era raggiungibile da Torino in meno di un’ora di autostrada. Anche gli allenamenti si sarebbero tenuti nella stessa località. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute nelle giornate del 5 e 17 febbraio: Gobbe Salti Salto Sci di fondo Qualificazioni M-F Qualificazioni M-F K 90 m Individuale 15 Km Individuale Finali M-F Finali M-F K 90 Squadre 4 x 5 Km Squadre Capacità dell’impianto La capacità prevista per le 4 gare di combinata nordica era di 10.000 posti. I posti a sedere sarebbero stati 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico. Si era previsto di vendere 8.700 per ogni gara, per un totale complessivo di 34.800 biglietti. Capacità dell’impianto La capacità prevista per il freestyle era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli nelle zone d’arrivo che di quelli sparsi per i percorsi. I posti a sedere sarebbero stati complessivamente 3.000, di cui 2.850 riservati al pubblico pagante. Si prevedeva di vendere 8.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 68.000 biglietti disponibili per le 8 gare. Rapporto di Candidatura Utilizzo post-Olimpico Le piste di fondo sarebbero ritornate al loro abituale uso e messe a disposizione della FIS e della FISI per ospitare competizioni e allenamenti di rilievo internazionale e nazionale. 28 Utilizzo post-Olimpico Le piste sarebbero ritornate, a Giochi conclusi, al loro abituale uso, e sarebbero state messe a disposizione della FIS e della FISI per ospitare allenamenti e competizioni di rilievo internazionale e nazionale. > Indice < 9.12) Snowboard Venue di gara Tutte le gare e gli allenamenti di snowboard si sarebbero tenuti a Bardonecchia, cittadina di confine con la Francia e importante centro turistico dell’Alta Val di Susa. In particolare, le competizioni di half pipe si sarebbero svolte sulla pista 24 del Melezet, mentre quelle di slalom lungo la pista 23 del Melezet. Dotata di ampie e rinomate piste da sci, tracciate in prevalenza nel bosco e quindi molto suggestive, Bardonecchia dista, sia in treno che in autostrada, circa 50 minuti da Torino. All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute nelle giornate del 6 e dell’8febbraio (half-pipe) e del 10 e 12 febbraio (slalom). Maschile Femminile Half-pipe Half-pipe Slalom gigante Slalom gigante Capacità dell’impianto La capacità prevista per le 4 gare di snowboard era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli nelle zone d’arrivo che di quelli lungo i percorsi. I posti a sedere ammontavano complessivamente a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico pagante. Si era previsto di vendere 8.500 per ogni gara, per un totale complessivo di 34.000 biglietti disponibili. Rapporto di Candidatura 29 Utilizzo post-Olimpico Le piste, al termine dei Giochi, sarebbero ritornate al loro abituale uso e messe a disposizione della FIS e della FISI per ospitare allenamenti e competizioni di rilievo nazionale e internazionale. > Indice < 10) Villaggi Olimpici CASELLE 10.1) Le strutture ricettive per gli atleti Al fine di accogliere gli atleti che avrebbero preso parte alle competizioni Olimpiche, il Comitato Promotore di Torino 2006 pianificò la costruzione di un Villaggio Olimpico nella zona est di Torino (all’interno dell’Environment Park, in una parte della città attigua a un grande polmone verde, destinata ad area residenziale dalle autorità cittadine) e, contestualmente, previde una seconda sistemazione a Sestriere (si trattava di una struttura già utilizzata dagli atleti durante i Campionati Mondiali di sci alpino 1997) Villaggio Olimpico STADIO DELLE ALPI PALASPORT HOCKEY 1 Sestriere DORA Km Minuti Km Minuti Bardonecchia 90.3 61 33.2 26 Beaulard 83.2 57 26.1 21 Palasport Curling 10 15 100 73 Palasport Hockey 1 5 8 98.7 70 Palasport Hockey 2 6.5 15 117 84 Palasport Hockey 3 50.2 34 58.8 50 Palasport Velocità 5 8 98.7 70 Palavela 12.5 19 112 80 Pragelato 96.2 75 10.6 9 San Sicario 90.8 66 11.6 10 Sauze d’Oulx 82.2 58 26.8 20 Sestriere 100 73 PORTA SUSA 30 PORTA NUOVA PALASPORT HOCKEY 2 PALASPORT CURLING LINGOTTO PALAVELA Ferrovia Rapporto di Candidatura Impianto STURA PALASPORT VELOCITÀ Stazione ferroviaria Snodo ferroviario Campo giovani Villaggio Olimpico Curling Cerimonie Hockey su ghiaccio Centro stampa principale Pattinaggio di velocità International Broadcasting Centre Villaggio Media 1 Pattinaggio di figura Short track Villaggio Media 2 > Indice < Il Villaggio Olimpico sarebbe stato costruito su di un’area occupata da un vecchio stabilimento siderurgico, di proprietà della Ingest S.p.a. Apportando poche modifiche, la zona sarebbe potuta essere utilizzata per ospitare gli atleti dei XX Giochi Olimpici Invernali. La proposta di riqualificazione urbanistica previde che abitazioni e servizi venissero costruiti in prossimità dell’area verde, all’interno della quale stava sorgendo l’Environment Park, primo parco scientifico-tecnologico della città. Sul terreno si trovavano alcune grandi arcate di acciaio, che sostenevano la copertura dei capannoni. Si scelse di non demolire queste strutture - per mantenere un segno di continuità con l’identità industriale della città (così come la ciminiera in mattoni) - e costruire sotto le arcate, che sarebbero servite ancora come copertura di spazi pubblici a 25 m d’altezza. Gli edifici sarebbero stati immersi nel verde, con una disposizione, sul terreno, leggermente in pendenza verso sud e distanziati di circa 30 m gli uni dagli altri. La rete viaria in superficie sarebbe stata solo pedonale o percorribile da autoveicoli elettrici. I servizi sarebbero stati localizzati nella zona centrale del Villaggio e si sarebbero sviluppati attorno a una piazza con accesso diretto al viale che — come prevedeva il Piano Regolatore — sarebbe sorto al di sopra della strada interrata. Tutte le costruzioni sarebbero state concepite per funzionare con un basso consumo energetico e con il minimo impatto ambientale. Gli edifici sarebbero stati allacciati all’impianto di teleriscaldamento già esistente in zona. L’illuminazione esterna e parte dei servizi comuni sarebbero stati alimentati da una rete di energia fotovoltaica, che, una volta terminata, sarebbe stata la più estesa d’Italia. Sotto ogni abitazione sarebbero stati costruiti due piani interrati, utilizzati per servizi comuni. Tutti gli edifici sarebbero stati cablati e dotati delle più sofisticate e moderne infrastrutture telematiche. Al termine dei Giochi Olimpici, il Villaggio sarebbe tornato ad essere un’area residenziale a disposizione della città che avrebbe ospitato abitazioni private e residenze universitarie. 10.2.1) Progetto del Villaggio Olimpico: Le unità destinate ai NOC (Comitati Olimpici Nazionali) erano previste al piano terra di ogni edificio. Ogni Comitato avrebbe disposto di una unità di 145 m composta da: un locale riservato al responsabile della delegazione (di 20 m2), un ufficio (di 13 m2), una sala riunioni (di 36 m2), una sala medica (di 13 m2), una sala per i massaggi (di 21 m2), una sala d’attesa e dai servizi igenici. Le unità sarebbero state assegnate a ciascun NOC sulla base delle direttive del CIO in merito ai Villaggi Olimpici. Gli appartamenti (in grado di ospitare un totale di 3.000 persone) furono progettati con camere doppie o singole e si stimò che avrebbero coperto una superficie di 65.958 m2. In media, ogni persona avrebbe avuto a disposizione un’area di 20,25 m2. Si previdero un totale di 2.250 appartamenti di cui 1500 con camere singole e 750 con camere doppie. La superficie netta di ogni appartamento sarebbe stata di 12,15 m2 per le camere singole (ad esclusione dei 4,30 m2 del bagno) e di 13,00 m2 per le camere doppie (ad esclusione dei 3,85 m2 del bagno). Il numero complessivo di letti sarebbe stato pari a 3000 (1500 nelle camere singole e altrettanti nella camere doppie) 10.2.2) Trasporti all’interno del Villaggio Olimpico Collegamenti nel Villaggio Olimpico Il Villaggio Olimpico fu pensato come un’oasi verde, in cui un anello di viali pedonali avrebbe permesso, agli atleti, di spostarsi a piedi e di praticare allenamenti outdoor in pieno contatto con la natura. I percorsi, come tutto il complesso del Villaggio Olimpico, sarebbero stati privi di barriere architettoniche e, quindi, completamente accessibili ai portatori di handicap. L’anello di viali sarebbe stato dotato di una pista ciclabile e gli atleti avrebbero avuto in dotazione biciclette, con relativo servizio di assistenza. All’interno del Villaggio sarebbero stati ammessi esclusivamente veicoli ad impatto ambientale nullo o minimo, anche per le funzioni di servizio (come ad esempio per la rimozione dei rifiuti). Utilizzando minibus-navetta da 25 posti, sarebbe stato possibile raggiungere tutte le zone del Villaggio in pochi minuti, mentre gli spostamenti di merci e di attrezzature, sarebbero avvenuti nel sottosuolo, sfruttando la rete di gallerie veicolari già esistenti nel 1998, in modo da annullare le fonti di inquinamento acustico. 31 Rapporto di Candidatura 10.2) Il Villaggio Olimpico di Torino > Indice < Collegamenti con il centro della città Per permettere agli atleti e ai funzionari di ciascun NOC di raggiungere il centro della città si previde un servizio di navette. Inoltre dal Villaggio, ottimamente servito dai mezzi di trasporto pubblici, sarebbe stato possibile raggiungere il centro storico in meno di dieci minuti utilizzando le linee di metropolitana leggera. 10.2.3) Misure di sicurezza previste Il Comitato Promotore di Torino 2006 garantì che tutti gli atleti sarebbero stati protetti dal giorno del loro arrivo al giorno della loro partenza, sia all’interno del Villaggio che sui Siti di Gara e allenamento, oltre che nel tragitto da e per le Venue Olimpiche Le misure di sicurezza all’interno del Villaggio Olimpico sarebbero state regolate da un piano volto a garantire l’integrità fisica degli atleti, nel pieno rispetto dei loro bisogni e della loro libertà di movimento. L’intera area del Villaggio Olimpico sarebbe stata, ad esempio, circondata da una doppia recinzione e la sorveglianza sarebbe stata garantita attraverso il supporto delle più moderne e sofisticate tecnologie esistenti. Il Villaggio, inoltre, sarebbe stato costantemente sorvegliato da personale specializzato che avrebbe garantito una guardia 24 ore su 24, attraverso il supporto di un circuito di videocamere nelle aree di accesso e attraverso l’uso di sofisticati sistemi d’interfaccia con la Prefettura di Torino e il Ministero degli Affari Interni. 10.2.4) Servizi Catering Il progetto del Villaggio Olimpico prevedeva un ristorante principale situato all’interno della superficie coperta e due ristoranti più piccoli nella zona residenziale, al piano terra dell’edificio. Il ristorante principale avrebbe coperto una superficie complessiva di 1.800 m2, strutturata in modo tale da permettere, qualora ce ne fosse stata la necessità, la suddivisione in aree separate più piccole. La sala principale avrebbe potuto accogliere 800 persone, garantendo, quindi, un servizio a tutti gli ospiti del Villaggio su di un massimo di 3 turni. Gli altri due ristoranti avrebbero invece coperto una superficie di 200 m2 ciascuno, garantendo, in questo modo, un servizio di ristorazione ad 80 persone. Il servizio complessivo di ristorazione avrebbe garantito un’offerta differenziata sulla base delle richieste e necessità (derivanti dalla disciplina praticata, dai costumi e dalle tradizioni etniche e religiose) degli atleti. Inoltre, sarebbero state garantite tutte le condizioni igieniche indispensabili per la qualità del servizio, grazie a severi controlli in linea con gli standard europei. Area di allenamento All’interno del Villaggio Olimpico, tra gli alberi del parco, avrebbe trovato collocazione un complesso di supporto agli impianti di allenamento delle singole discipline sportive. Il complesso sarebbe stato raccolto in un edificio, all’interno del quale sarebbero stati predisposti una serie di servizi e strutture, tra i quali: una piscina da 50 m e con 9 corsie, dotata dei necessari vani accessori (spogliatoi, sale massaggi, presidio medico), una palestra attrezzata per il body building, un centro fitness, 2 palestre minori e sauna, per un totale di 3.600 m2. 32 Rapporto di Candidatura Collegamenti tra il Villaggio Olimpico e i Siti di Gara e di allenamento Nell’area del Villaggio Olimpico, il Comitato Promotore previde ampi parcheggi di interscambio tra i minibus-navetta e gli autobus (shuttle system), dotati di elevato comfort, che avrebbero garantito i collegamenti tra il Villaggio Olimpico e le sedi di gara e allenamento, secondo i tempi stabiliti dal programma. Ogni NOC avrebbe inoltre disposto di un numero di veicoli proporzionato al proprio numero di atleti e funzionari accreditati. Per raggiungere i Siti dove si sarebbero svolte le Cerimonie di Apertura e di Chiusura, il Comitato Promotore pianificò uno specifico sistema di trasporto con autobus granturismo. Sale riunioni e relax, luoghi di culto, centri commerciali Il Villaggio Olimpico avrebbe garantito il benessere degli atleti e la loro serenità grazie a un’eccellente organizzazione interna e a un’attenzione puntuale delle necessità di ogni NOC. Un ricco programma culturale e una serie di sale e zone relax avrebbero concorso a intrattenere e riempire il tempo libero degli atleti. Gli ospiti del Villaggio avrebbero anche potuto contare su di una serie di centri > Indice < 10.2.5) Garanzie L’area sulla quale sarebbe sorto il Villaggio Olimpico era di proprietà della Ingest S.p.A. La società, nel 1998, garantì che, in caso di assegnazione dei Giochi a Torino, l’area sarebbe stata messa a disposizione per la realizzazione del Villaggio Olimpico, in conformità con le linee guida del CIO. 10.3) Il Villaggio Olimpico di Sestriere Per ospitare gli atleti impegnati nelle discipline alpine, Il Comitato Promotore di Torino 2006 aveva predisposto di attrezzare un’apposita struttura ricettiva a Sestriere per 1.000 posti letto, che avrebbe avuto tutte le caratteristiche indicate nelle Linee guida del CIO per il Villaggio Olimpico. Si individuò, a tal fine, una struttura già esistente che, in parte, aveva ospitato gli atleti che avevano partecipato ai Campionati del Mondo di sci alpino del 1997. 10.4) Direttive del CIO A nome del COGO, il Comitato Promotore confermò che sarebbero state rispettate tutte le direttive contenute nel Manuale-guida per il Villaggio Olimpico e nel Contratto della Città ospite. 33 Rapporto di Candidatura commerciali (con negozi e boutiques) e servizi di traduzione e assistenza di vario genere. Era previsto anche un centro logistico che avrebbe fornito il servizio di gestione degli accrediti e avrebbe ospitato gli uffici dei servizi ai NOC, la centrale dei servizi di sicurezza e trasporto, l’ufficio stampa e l’ufficio del Museo Olimpico, l’ufficio del cerimoniale, gli appartamenti per lo staff di servizio, il centro broadcaster e la sala stampa. Tutto ciò sarebbe stato ubicato nell’area internazionale. All’interno del Villaggio Olimpico, invece, gli atleti avrebbero potuto contare su di un variegato insieme di servizi aggiuntivi, tra i quali: un servizio di tintoria, un magazzino d’articoli sportivi con centro d’assistenza per la riparazione degli equipaggiamenti, un parrucchiere, un salone di bellezza, un laboratorio fotografico, una banca con distributore automatico 24 ore su 24, etc. La zona residenziale, oltre ad ospitare le abitazioni degli atleti e i servizi riservati a ciascuna delegazione, avrebbe compreso un’area riservata ai servizi generali, ubicati in prevalenza in una vasta piazza coperta, ricavata sotto le strutture metalliche delle vecchie industrie. Qui sarebbe sorta anche la Piazza Olimpica, dove sarebbero state celebrate le Cerimonie di accoglienza nel Villaggio. Il Comitato Promotore, infine, previde uno spazio consacrato al culto della propria religione e alla meditazione, oltre che un Policlinico e un Centro di Medicina Sportiva che avrebbero rafforzato i servizi medici previsti per ogni NOC. > Indice < 11) Servizi Medici e Sanitari L’Italia, da sempre, dispone di strutture sanitarie di punta in grado di fornire tutte le prestazioni che possono essere richieste dalla popolazione, ai più elevati livelli qualitativi. Dai dati e dagli studi sulle condizioni sanitarie e sulla diffusione di malattie infettive (riferiti al periodo tra il 1988 e il 1996), condotti nel Paese e in tutta la Regione Piemonte, emergeva che l’Italia era esente da problemi di natura epidemiologica. Il rischio di epidemie, comunque, veniva costantemente tenuto sotto controllo dagli Enti Pubblici: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e i vari Enti Regionali deputati. I Servizi Sanitari di Torino e della Provincia, nel 1998, erano garantiti da 10 Aziende Sanitarie Locali (A.S.L), 4 Aziende Sanitarie Ospedaliere (A.S.O.) e oltre 20 strutture private accreditate, che fornivano tutti i servizi richiesti. La Regione Piemonte finanziava queste strutture attraverso i fondi dello Stato. Il servizio di emergenza sanitario era raggiungibile, come oggi, telefonando al 118: centro di raccolta delle segnalazioni, connesso a tutti i centri operativi nella Regione. In Italia, i fondi necessari per la gestione del Servizio Sanitario Nazionale sono forniti in parte dallo Stato e in parte dai cittadini che versano un contributo speciale e un “ticket”. Il deficit eventuale è a carico della Regione. L’assistenza sanitaria sul territorio è garantita dal medico di base e dai medici specialisti, oltre che dai servizi d’igiene mentale, di igiene pubblica e di medicina del lavoro. Gli ospedali regionali (ospedali pubblici, presidi sanitari e centri di riabilitazione) e le cliniche accreditate nel 1998 erano 108, per un totale di 23.276 posti letto negli ospedali pubblici (di cui 21.715 ordinari e 1.561 “day hospital”) e 4.320 nelle case di cura private accreditate. Gli ospedali pubblici di Torino, al momento della presentazione della Candidatura, erano 16, tutti dotati delle tecnologie e del personale specializzato necessario per le diverse specialità. Complessivamente, queste strutture sanitarie garantivano 6.913 posti letto, di cui 6.256 posti letto ordinari e 657 posti letto day hospital. I reparti di terapia intensiva e rianimazione, invece, erano presenti in 15 strutture ospedaliere di Torino e Provincia e disponevano complessivamente di 160 posti letto. Già nel 1998, tra l’altro, in Italia esisteva la Federazione di Medicina dello Sport, riconosciuta e finanziata dal CONI, che poteva contare su 5 mila medici, raggruppati in Associazioni medico-sportive provinciali. A Torino e Provincia, l’associazione medico-sportiva era formata da 136 medici specialisti, che svolgevano regolarmente attività a favore delle Federazioni Sportive Nazionali e Regionali. Sempre a Torino, tra l’altro, è presente l’Istituto di Medicina dello Sport CONI-FMSI che all’epoca ospitava servizi e laboratori nei quali erano impegnati circa 60 medici specializzati. I cittadini stranieri dei Paesi dell’Unione Europea e dei Paesi con i quali l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali, avrebbero potuto godere degli stessi trattamenti previsti per i cittadini italiani per quanto concerne i servizi sanitari. In base alla legge, tutti gli stranieri di passaggio in Italia avevano diritto, gratuitamente (fatta eccezione di una piccola partecipazione alle spese), a tutte le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) per quanto concerneva la prevenzione delle malattie infettive e la protezione della gravidanza e della maternità. 11.1.1) La legislazione italiana sulla pratica medica La legislazione italiana prevede un servizio medico pubblico gratuito, un sistema di ospedali privati convenzionati e le cliniche private. Il sistema pubblico comprende le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere, i policlinici universitari, gli istituti di ricerca e i presidi sanitari. La medicina di base e tutti i servizi territoriali sono organizzati con personale sanitario pubblico e/o convenzionato, così come il personale sanitario, tecnico ed amministrativo, che viene assunto attraverso concorso pubblico. Le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere sono affidate a Direttori Generali, all’epoca, con contratto quinquennale. 34 Rapporto di Candidatura 11.1) Il contesto sanitario nazionale e locale 11.1.2) La legislazione italiana sul doping Nel 1998 era vigente in Italia la legge 1099 del 1971, ovvero una legislazione sul doping che fissava i principi fondamentali della lotta contro tale pratica illegale. Con il decreto 522 del 1995, l’Italia ratificò la convenzione di Strasburgo del 1989. In quanto organismo responsabile dell’organizzazione e del funzionamento dell’attività sportiva in Italia, nonché organo delegato ai controlli anti-doping, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), tramite il suo Consiglio Nazionale, > Indice < 11.2) Qualità dell’acqua potabile e dell’aria Per quanto concerne la qualità dell’acqua potabile e dell’aria, l’Italia rispettava le direttive dell’Unione Europea in materia. In particolare, per il controllo della qualità dell’aria l’Italia ha adottato (sulla base delle direttive vigenti dell’UE) disposizioni per la protezione della salute e dell’ambiente, che riguardano: i criteri per limitare l’inquinamento atmosferico; le metodiche di campionamento, d’analisi e di valutazione delle sostanze inquinanti e dei combustibili; i criteri per l’utilizzazione delle tecnologie più appropriate per limitare e ridurre a livelli accettabili le emissioni inquinanti; i criteri per la revisione progressiva delle installazioni che possono essere fonte di inquinamento atmosferico. Nel 1996, inoltre, è stata costituita, in Piemonte, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) con compiti di monitoraggio e controllo della qualità dell’ambiente. La rete di monitoraggio ambientale dell’area urbana era anche supportata da una serie di stazioni di misura meteo-chimica. Tra l’altro, al tempo della redazione del Dossier di Candidatura, un’attenta valutazione degli interventi effettuati nei decenni passati per abbattere la concentrazione degli agenti inquinanti nell’aria, in relazione agli effetti ottenuti, permetteva di prevedere che sarebbero stati rispettati i nuovi limiti che la Commissione Ambiente dell’Unione Europea avrebbe introdotto negli anni a venire. La Città di Torino era rifornita di acqua destinata al consumo umano dall’Azienda Acque Metropolitane S.p.A. L’acqua erogata era campionata bisettimanalmente dal Servizio di Igiene Alimenti del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale 1 di Torino che aveva competenza su tutto il territorio comunale. Ogni anno, circa 1.150 campioni di acqua vengono sottoposti ad analisi chimica e batteriologica dall’ARPA. 11.3)Disposizioni previste per i Giochi 11.3.1) Piani d’investimento La legge Finanziaria 67/1988 aveva messo a disposizione della Regione Piemonte 616 miliardi di lire per costruire un nuovo Ospedale (Asti) e completare altri presidi ospedalieri, per costruire Residenze Sanitarie Assistenziali, creare alcuni poliambulatori e risolvere i problemi della sicurezza nelle strutture ospedaliere. Per l’area di Torino e Provincia si previde: il completamento e la costruzione di aree destinate a reparti ordinari e di emergenza; la ristrutturazione di alcune strutture ospedaliere (Presidi Ospedalieri di Chieri e di Moncalieri); il completamento e riordino del Presidio Sanitario “Vittorio Valletta” di Torino; interventi strutturali e acquisizione di tecnologie sanitarie per l’Ospedale delle Malattie Infettive “Amedeo di Savoia” di Torino; interventi specifici nell’ambito del settore materno-infantile riguardanti l’Azienda Ospedaliera “O.I.R.M.- S. Anna” di Torino; interventi strutturali per l’Azienda Ospedaliera “San Giovanni Battista” di Torino, sede anche delle Cliniche Universitarie; interventi strutturali per l’Ospedale “Giovanni Bosco”. Per i Giochi Olimpici, inoltre, si previde la costruzione di una struttura sanitaria all’interno del Villaggio Olimpico, da realizzarsi secondo le direttive del CIO. 11.3.2) Interventi d’urgenza Le strutture sanitarie della città e i servizi previsti per i Giochi Olimpici sarebbero stati collegati via radiotelefono con il Policlinico del Villaggio e con i punti di primo soccorso nei Siti di allenamento e di gara. All’interno di questi, avrebbero anche stazionato autoambulanze ed elicotteri equipaggiati del materiale necessario per gli interventi di urgenza. Gli interventi sarebbero stati assicurati da personale e mezzi forniti dal Ministero della Difesa, dal Sistema di Emergenza “118” della Regione Piemonte e dalla Croce Rossa Italiana. 35 Rapporto di Candidatura aveva standardizzato una lista delle sostanze illegali, dei controlli e delle sanzioni previste in materia di doping, in osservanza alle disposizioni del CIO. Le Federazioni Sportive Nazionali erano, inoltre, obbligate ad effettuare dei controlli anti-doping attraverso le Federazioni Medico-Sportive Italiane (FMSI), effettuando controlli a sorpresa sugli atleti delle differenti federazioni. 11.3.3) Piani di evacuazione Torino e il Piemonte, pur non avendo mai conosciuto un forte rischio di catastrofi idro-geologiche, hanno sempre assicurato un controllo costante della situazione. In caso di catastrofe naturale, la gestione dei piani d’evacuazione della popolazione e il primo soccorso sarebbero stati responsabilità della Protezione Civile e del Ministero degli Interni. Oltre agli enti nazionali, a livello locale, era deputata all’intervento una squadra > Indice < diretta dal Prefetto e una dal Sindaco. Per i grandi eventi la legge prevedeva che un’unica autorità si prendesse in carico l’intera responsabilità operativa degli interventi. 11.3.4) Laboratori anti doping Il Servizio Sanitario Italiano, nel 1998, poteva contare su di un laboratorio antidoping del CONI, accreditato dal CIO nel 1982 e sorto a Roma nel 1962. Il Laboratorio, situato in un luogo protetto e recintato all’interno del complesso sportivo dell’Acqua Acetosa, veniva testato e riaccreditato ogni anno dalla Commissione Anti-doping del CIO e, dal 1995, era stato dotato di apparecchiature ad alta risoluzione per la ricerca di sostanze dopanti. Per i Giochi Olimpici di Torino, il Comitato Promotore pianificò che i controlli anti-doping venissero effettuati da questo laboratorio e che il personale sanitario addetto ai controlli sarebbe stato scelto tra il personale della FMSI (con esperienza, in queste mansioni, derivante dalle gare internazionali e dei Campionati del Mondo di sci alpino di Sestriere, nel 1997) 36 Rapporto di Candidatura 11.3.5) Ospedali per la Famiglia Olimpica Il Comitato Promotore di Torino 2006, in fase di stesura del Dossier di Candidatura, individuò le strutture sanitarie deputate ad accogliere, in caso di necessità e a seconda della patologia, i membri della Famiglia Olimpica (CTO, S. Giovanni Battista, Sant’Anna, S. Luigi Gonzaga, Maria Vittoria, Ospedale Oftalmico). Gli ospedali pianificati, distavano tra i 3 e i 10 minuti dal Villaggio Olimpico, mentre i tempi di trasporto dai Siti Olimpici, che sarebbero stati effettuati in elicottero o in ambulanza, variavano dai 10 ai 20 minuti. In occasione dei Giochi Olimpici, il Comitato Organizzatore si impegnò a coprire tutte le spese sanitarie della Famiglia Olimpica. 11.3.6) Reclutamento, selezione e formazione del personale sanitario Per quanto concerne il personale medico e paramedico necessario, non sarebbe stata effettuata nessuna selezione, in quanto, tutto lo staff medico operativo durante i Giochi sarebbe stato fornito dalla Federazione Medico Sportiva Italiana del CONI. > Indice < 12) Sicurezza Nei 10 anni precedenti alla stesura del Dossier di Candidatura, l’Italia aveva ospitato eventi sportivi e politici di grande prestigio internazionale, senza che si fossero verificati incidenti di alcun tipo. Il merito di questo andava riconosciuto alle forze nazionali di Pubblica Sicurezza, il cui intervento e collaborazione aveva permesso che tutto si svolgesse in modo pacifico. Il Comitato Promotore assicurò che, qualora la XX edizione dei Giochi Olimpici Invernali si fosse svolta a Torino, l’evento avrebbe ricevuto il grado di sicurezza necessario per garantire un sereno svolgimento di tutte le manifestazioni e sarebbero state messe in atto tutte le misure di prevenzione necessarie a garantire l’incolumità di partecipanti e spettatori Il Ministro dell’Interno, quale Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, assicurò che non vi era alcun rischio di azioni terroristiche che potessero minacciare lo svolgimento dei Giochi. La Garanzia del Ministero degli Interni è stata sottoposta al CIO ed è allegata al cap 18 Nel 1998, a Torino e in Piemonte il tasso di criminalità era allineato a quello di altre aree metropoli europee, ed era riconducibile a manifestazioni di delinquenza occasionale. L’attività di prevenzione e di contrasto della criminalità era oggetto di costante attenzione da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza e aveva conseguito, negli ultimi anni, importanti risultati nella lotta al crimine organizzato. Il razionale impiego delle Forze dell’Ordine e la pianificazione di ogni aspetto logistico e operativo consentiva il regolare svolgimento dei numerosi eventi, sportivi e non, anche di livello internazionale. Specifici servizi di vigilanza, svolti nell’arco delle 24 ore, garantivano la sicurezza delle persone e dei beni. Come al giorno d’oggi, veniva ordinariamente assicurata la protezione delle sedi consolari, delle arterie stradali e ferroviarie, degli aeroporti, dello spazio aereo e delle frontiere. I servizi preventivi e quelli repressivi comprendono l’attività informativa ed investigativa e il controllo del territorio, facendo uso di Centrali Operative dotate di moderni mezzi di telecomunicazione. Inoltre, i sistemi di vigilanza e di allarme a distanza, d’intervento rapido e di soccorso, sono integrati con le altre strutture di sicurezza (Vigili del Fuoco, Emergenza Sanitaria, ecc.). Anche i rischi naturali, tipici degli ambienti alpini, erano piuttosto remoti. Le reti di monitoraggio e l’organizzazione dei servizi di protezione civile e di soccorso, avrebbero comunque permesso di affrontare efficacemente ogni situazione di pericolo, anche mediante l’evacuazione rapida dei territori a rischio. 12.2) Il piano generale di sicurezza e l’impegno per Giochi Il Comitato promotore definì tre obiettivi principali per la sicurezza: • Garantire il più alto livello di sicurezza per tutti gli atleti, la Famiglia Olimpica, gli operatori dell’informazione, gli spettatori e i cittadini, tramite l’uso di metodi professionali e discreti; • Prevenire e contrastare qualsiasi attività criminale suscettibile di interferire con il sereno e regolare svolgimento dei Giochi Olimpici; • Prevedere un piano operativo, ben organizzato, per qualsiasi emergenza. Il personale del Ministero dell’Interno avrebbe assicurato la protezione dei partecipanti, della Famiglia Olimpica, degli spettatori e di tutte le altre persone coinvolte nell’evento, coordinando i piani e le attività dei vari organismi che, per i Giochi, si sarebbero occupati della sicurezza: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale. Il concetto di sicurezza proposto, avrebbe conciliato le esigenze della protezione con l’esercizio delle libertà individuali. Il piano derivante fu il risultato dell’analisi delle misure di sicurezza adottate in occasione di precedenti Giochi Olimpici e non solo. Si previde, infatti, un sistema centralizzato e unificato già sperimentato anche in occasione dei Campionati del Mondo di sci alpino di Sestriere nel 1997. A fronte di questo, tutti i luoghi Olimpici e quelli esposti a rischio, sarebbero stati sottoposti a sorveglianza costante; il complesso delle misure di prevenzione generali e di controllo del territorio, sarebbe stato adeguatamente rinforzato; sarebbero stati rispettati i requiSiti del CIO in merito alla sicurezza, in particolare quelli riguardanti: i pass, le infrastrutture dei Giochi, i centri per la comunicazione, la sicurezza di Famiglia Olimpica, di capi di stato e delegazioni, l’accesso alle strutture Olimpiche e la sicurezza delle infrastrutture pubbliche, la sicurezza di tutti gli eventi, compresi Viaggio della Fiamma, Cerimonie, congressi ed eventi culturali. Più in generale, le principali attività si sarebbero dovute basare sulle seguenti misure: prevenzione e deterrenza, informazione e comunicazione. 37 Rapporto di Candidatura 12.1) La Sicurezza Pubblica in Italia > Indice < 12.2.1) La funzione Sicurezza interna al COGO La funzione Sicurezza interna al Comitato Organizzatore avrebbe avuto i seguenti compiti principali: raccogliere le informazioni sulle precedenti esperienze e il consiglio degli esperti; contribuire allo sviluppo delle linee guida del piano di sicurezza dei Giochi fungendo anche da collegamento tra Comitato, Ministero dell’Interno e CIO; rappresentare il Comitato Organizzatore in tutti i vertici sulla sicurezza; definire le strutture necessarie in base alle esigenze; selezionare, educare e gestire il proprio personale e garantire lo sviluppo progressivo del piano di sicurezza; fornire il numero di volontari richiesti; assicurare gli accrediti per operatori e giornalisti; controllare gli ingressi; sviluppare i sistemi tecnologici e di comunicazione necessari; garantire la sicurezza di atleti, Villaggi Olimpici, Venue Competitive e Siti Olimpici in generale, elaborare il piano di sicurezza per la Famiglia Olimpica. Il Piano Generale di Sicurezza sarebbe stato elaborato subito dopo l’eventuale designazione ufficiale, e verificato, per un primo bilancio, con una comparazione con l’esperienza dei precedenti Giochi Olimpici Invernali. 12.3) Le Garanzie Il Ministro dell’Interno, l’Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, e il Sindaco di Torino garantirono che sarebbero state prese tutte le misure proposte e tutte quelle che avrebbero potuto rendersi necessarie per assicurare un ordinato e pacifico svolgimento dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006. La documentazione originale contenente tali garanzie fu trasmessa al CIO ed è annessa al Capitolo 18. Rapporto di Candidatura 38 12.2.2) Le relazioni tra il COGO e le Autorità di Pubblica Sicurezza Le interazioni tra il Comitato Organizzatore e l’Autorità per la Pubblica Sicurezza sarebbero state garantite da un Comitato di Coordinamento per la Pubblica Sicurezza. La gestione dei diversi piani sarebbe inoltre stata compito di un quartier generale composto dai rappresentanti di tutti gli organi coinvolti. Sarebbe stato il Governo Italiano a farsi carico di tutte le spese legate ai servizi di sicurezza. > Indice < 13) Accoglienza Il Comitato Promotore di Torino 2006, anche a fronte della vocazione internazionale di Torino e di una lunga tradizione di ospitalità di tutto il territorio, stimò che sarebbe stato possibile offrire alla Famiglia Olimpica, agli accreditati, all’organizzazione e agli spettatori, 200.000 posti letto. Questa cifra comprendeva, oltre alla capacità delle strutture di ricettività già esistenti nel 1998, un Villaggio Olimpico di nuova costruzione per 3.000 atleti, due Villaggi Media da realizzare a Torino e in grado di ospitare 5.000 persone, la costruzione di nuovi alberghi e alloggiamenti alternativi. 13.1.1) Le nuove strutture d’accoglienza a Torino e nel Piemonte Torino ha una vocazione particolare per il turismo d’affari che ha portato alla costruzione di strutture alberghiere a quattro stelle di alto livello qualitativo. In ragione di una crescente attenzione turistica nei confronti della città, nel 1998 le Amministrazioni Locali avevano pianificato la realizzazione di nuovi alberghi, a 4 e 5 stelle (per complessive 1183 camere), in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza, accessibilità, organizzazione interna e comfort. Queste nuove strutture sarebbero state costruite in aree o palazzi in via di trasformazione, nel rispetto delle intenzioni dei proprietari e delle destinazioni previste dal Piano Regolatore della Città. Venne pianificata la costruzione e utilizzo di: • Hotel a 5 stelle con 395 camere (di cui 30 suite), da realizzare in uno stabile esistente di oltre 35.000 m2 (descrizione al punto 13.1.2 – L’Hotel ufficiale del CIO) • Hotel a 4-5 stelle con 210 camere di cui 10 suite, con sale riunioni, ristorante, sale fitness, parcheggi interrati. Il palazzo sarebbe stato costituito da due ale, una di 20 e l’altra di 6 piani. • Hotel a 4-5 stelle con 152 camere di cui 20 suite, sull’area Spina 2, vicino al Politecnico e al Villaggio della Gioventù (13.700 m2) • Hotel a 4-5 stelle di 67 camere, sull’area Spina 3, vicino al Villaggio Olimpico e al Villaggio Media 2 (6058 m2) • Due alberghi a 4-5 stelle di 112 camere ciascuno, di cui 20 suite, sull’area Spina 3, nelle immediate vicinanze del Villaggio Media 2 (20.000 m2). • Hotel a 4-5 stelle di 77 camere, sull’area Meisino di proprietà del Comune di Torino (7.000 m2) • • • • • Hotel a 4-5 stelle con 58 camere, sull’area Venchi Unica di proprietà del Comune di Torino (5.300 m2) Oltre a questi nuovi alberghi, sempre a Torino, si previde la costruzione di altre importanti strutture (nel pieno rispetto delle indicazioni del CIO in materia): il Villaggio Olimpico: che avrebbe ospitato gli atleti ufficiali ed extra-ufficiali nell’area detta Spina 3, con una capienza di 3.000 posti; Due Villaggi Media: uno dei quali sulla Spina 3, per 2.000 posti, e uno nei pressi del Lingotto (nell’area degli ex mercati generali), da 3.000 posti e a pochi minuti dal Centro Stampa Principale (Main Press Centre). I giornalisti ospitati avrebbero potuto disporre 24 ore su 24 di una serie di servizi per il lavoro e il tempo libero (sub-centro stampa, ristorante, caffetteria, sale conferenze, agenzia bancaria, ufficio postale) e le stanze sarebbero state provviste, se richiesto, di fax e computer con connessione a Internet. Il Campo Giovani: sarebbe stato allestito a Torino, in un palazzo dell’Ottocento che entro il 2004 si prevedeva sarebbe stato ristrutturato e adibito a campus universitario. Per quanto riguarda la Regione, le nuove costruzioni e le ristrutturazioni di quelle esistenti, in valle avrebbero dovuto riguardare: • alloggiamenti per 1000 atleti a Sestriere; • la ristrutturazione del Forte di Fenestrelle, con circa 300 camere. La struttura sarebbe stata rivolta a un target di volontari, giovani e spettatori; • un albergo 2-3 stelle, di 70 camere, a Pra Catinat; • un albergo di 2-3 stelle, da 70 posti letto, in Certosa di Avigliana. 39 Rapporto di Candidatura 13.1) Le strutture ricettive > Indice < Atleti e Funzionari Tipo Stanze Ubicazione Categoria Villaggio Olimpico 3,000 posti letto Torino, Spina 3 *** (da costruire per diventare area residenziale) Sistemazione area montuosa 1,000 posti letto Sestriere *** (50% già esistente) IOC,NOCS, IFS Hotel (da costruire) 1,000 Torino ****/ **** IFS Hotel (da costruire) 180 Torino **** Giudici di gara, arbitri Hotel (già esistente) 240 Vicino ai Siti di Gara *** Villaggio Media I 3,000 posti letto Torino, area Lingotto *** 2,000 posti letto Torino, Spina 3 *** 500 posti letto Bardonecchia *** (existing) 4,100 posti letto Torino Bardonecchia Claviere Sauze d’Oulx Torre Pellice Avigliana Pra Catinat *** / **** Hotel (già esistente) 3,000 Piedmon near lakes Torino Asti **** / **** 3,000 Torino Bardonecchia Cesana Fenestrelle Sestriere Sauze d’Oulx ** (da costruire) Villaggio Media II (da costruire) Villaggio Media III Media (area montuosa, già esistente) Hotel Sponsors Volontari Alloggi comunali (già esistenti) Giudici e arbitri sarebbero stati alloggiati in alberghi vicini (distanti 4 Km/5 min) ai rispettivi impianti di gara. Gli atleti avrebbero trovato ospitalità nel Villaggio Olimpico di Torino e nella struttura di Sestriere, che sarebbe stata ristrutturata secondo le indicazioni del CIO contenute nelle “Linee Guida per il Villaggio Olimpico”. Gli Sponsor avrebbero avuto a disposizione hotel di grande qualità in alcune delle località più suggestive della regione: la zona dei laghi, a poco più di 100 km da Torino e collegata alla città da un’autostrada, era un’area di grande attrazione turistica dove si trovavano strutture alberghiere di lusso (4 e 5 stelle), collocate in un contesto ambientale che garantiva tranquillità e sicurezza. Sarebbero stati loro disponibili anche i migliori hotel di Torino e della zona circostante, fatta eccezione per quegli riservati espressamente alle delegazioni del CIO, alle Federazioni Internazionali e ai Comitati Olimpici Nazionali. Il pubblico avrebbe potuto disporre delle rimanenti strutture alberghiere della Regione e di altre possibilità di alloggiamento (elencate al punto 13.1.3) situate a una distanza non superiore ai 130 chilometri da Torino, per un totale di oltre 120.000 posti letto. Le Autorità e le imprese responsabili delle nuove costruzioni fornirono tutte le garanzie relative alla realizzazione delle opere. E’ opportuno ricordare, inoltre, che il programma di accommodation di Torino 2006 fu concepito tenendo anche presente il piano di Trasporti. Gli hotel riservati alla Famiglia Olimpica e i Villaggi Media sarebbero stati localizzati in aree dalle quali fosse possibile raggiungere agevolmente, e in condizioni di sicurezza, i principali Siti Olimpici e l’aeroporto di Torino. Tutti gli hotel avrebbero avuto un ampio parcheggio sotterraneo riservato alle vetture e alle navette delle delegazioni e dei membri CIO. Nelle immediate vicinanze sarebbe stata anche attrezzata un’area per la sosta delle navette e garantito il controllo del traffico privato nelle vie circostanti, per rendere più sicura e tranquilla la zona. Anche nei pressi dei Villaggi Media (raggiungibili comodamente con i mezzi pubblici — treno e autobus — e dotati di grandi parcheggi sotterranei) sarebbero state allestite aree per la sosta delle navette che avrebbero portato i giornalisti direttamente ai Siti di Gara. 13.1.2) L’Hotel ufficiale del CIO L’Hotel del CIO sarebbe stato costruito a Torino, in un palazzo di proprietà di una azienda privata che aveva garantito la cessione dell’edificio ad una catena alberghiera che, a sua volta, lo avrebbe trasformato in albergo entro il 2004. Il palazzo, costituito da 8 piani fuori terra e da tre interrati, parte dei quali già adibiti ad autorimessa, aveva una superficie complessiva di 35.540 m2. La sua struttura originaria si prestava facilmente alla conversione in un albergo di categoria 5 stelle, composto da 395 camere, con sale riunioni, ristorante, sale fitness, negozi interni, parcheggi interrati, e una piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri. Questa soluzione avrebbe garantito al CIO il massimo livello di sicurezza e un’ottima accessibilità alle principali Venue Olimpiche. 40 Rapporto di Candidatura Tipologia > Indice < 13.2) Accordi con le associazioni degli albergatori Il Comitato Promotore sottoscrisse un impegno con le competenti associazioni degli albergatori per garantire - nel periodo di svolgimento dei Giochi Olimpici - la disponibilità delle camere alle condizioni economiche richieste dal Contratto con la Città Ospite. La documentazione originale, inviata al CIO, è annessa al Cap. 18 41 Rapporto di Candidatura 13.1.3) Strutture d’accoglienza alternative Altre possibilità di alloggio disponibili, a Torino o in Piemonte, sarebbero state rappresentate da: • campeggi e villaggi turistici; • case per ferie; • ostelli della gioventù; • rifugi alpini; • rifugi escursionistici; • bivacchi fissi; • agriturismi; • affitta camere. L’ammontare derivante di posti letto sarebbe stato pari a circa 120.000. > Indice < 14) Trasporti La Città di Torino, già nel 1998, era dotata di un moderno ed efficiente sistema di accesso aereo, stradale e ferroviario, e si presentava come una delle metropoli italiane con il sistema di trasporti di superficie più razionale, grazie anche ad una rete stradale a maglia ortogonale risalente all’epoca romana. Il sistema aeroportuale previsto per le Olimpiadi si basava essenzialmente sull’aeroporto di Caselle (continentale) e su quello di Malpensa 2000 (intercontinentale) situato in Lombardia al confine con il Piemonte. In caso di assegnazione effettiva dei Giochi a Torino, si sarebbe potuto inoltre contare sugli aeroporti internazionali di Genova (Liguria), Levaldigi (Piemonte) e Milano-Linate (Lombardia). Caselle era inoltre ben collegato con l’aeroporto di Roma Fiumicino, a sua volta allacciato a 172 aeroporti distribuiti nei 5 continenti. Il sistema autostradale e stradale di riferimento della città, invece, era costituito da 5 autostrade che collegano Torino con la Francia, la Svizzera, il centro Europa e l’Europa dell’Est, l’Italia centrale e la Liguria. Questo sistema, integrato da una fitta rete di strade statali e provinciali, avrebbe messo a disposizione dell’evento un’estesa rete di collegamenti in occasione dei Giochi. Il sistema ferroviario assicura una capillare rete di collegamenti con ogni parte d’Europa (linee in direzione est: Milano-Venezia-Trieste; linee in direzione ovest: Modane-Lione-Parigi; linee in direzione sud: Genova-Ventimiglia-Francia-centro Italia; linee in direzione nord: Novara-Sempione-Basilea). Verso Milano, Roma, Lione e Parigi, la linea ferroviaria è ad alta velocità. I collegamenti navali vengono effettuati tramite la regione Liguria, in particolare, grazie al porto di Genova, a 170 chilometri sud-est da Torino. Va ricordato, poi, il porto di Savona, a 140 chilometri sud da Torino. Prima dei Giochi Olimpici, e indipendentemente dal loro svolgimento, vennero pianificati una serie di miglioramenti delle reti di trasporto, tra i quali: collegamento ferroviario degli aeroporti di Torino-Caselle e di Malpensa 2000 con il centro di CASELLE A5 SUSA A4 BARDONECCHIA A 32 Autostrada e superstrada Strada statale BEAULARD TORINO SAUZE D’OULX OULX PRAGELATO 42 Rapporto di Candidatura 14.1) La rete di trasporti esistente e i relativi sviluppi Strada provinciale CESANA CLAVIÈRE SESTRIÈRE SAN SICARIO A 21 PINEROLO A6 Motorways and clearways Autoroutes et routes-express Main roads Routes nationales Provincial road Routes provinciales TORRE PELLICE TORRE PELLICE > Indice < 14.1.1) Il sistema dei trasporti pubblici I trasporti pubblici nella città e nell’area metropolitana di Torino sono gestiti dalla società A.T.M. (Azienda Torinese Mobilità), che nel 1998 contava su una rete di 12 linee tranviarie e 80 linee di pullman e con un parco mezzi composto da 800 autobus e 250 tram. In quest’ambito si previdero prolungamenti delle linee tranviarie verso i parcheggi di interscambio situati alla periferia della città e, in caso di assegnazione dei Giochi alla Città di Torino, si pianificò il potenziamento delle linee che avrebbero servito le sedi di gara. Ai componenti della Famiglia Olimpica sarebbe stato rilasciato un biglietto di libera circolazione, mentre, per gli spettatori, il possesso dei biglietti per assistere alle gare avrebbe consentito una riduzione del biglietto dei mezzi pubblici (urbani e extraurbani). Tale configurazione del sistema di trasporto permetteva di presupporre che, in caso di assegnazione dei Giochi alla città, il pubblico sarebbe stato in grado di raggiungere i Siti di Gara esclusivamente con i mezzi pubblici. 43 14.1.2) La linea ferroviaria Per quanto concerne la linea ferroviaria, già nel 1998 era in corso il quadruplicamento dei binari di collegamento nord-sud. L’opera prevedeva: di coprire completamente la linea ferroviaria, realizzando in superficie un asse di attraversamento stradale (la Spina centrale) che sarebbe stato collegato con la superstrada per l’aeroporto di Caselle, con il sistema tangenziale e con i grandi assi viari interni alla città; di realizzare la costruzione di 6 stazioni di ferrovia metropolitana con frequenza di 6 minuti; di collegare direttamente con il centro di Torino la stazione ferroviaria dell’aeroporto di Caselle (in costruzione). Entro il 2005, inoltre, si prevedeva la costruzione di una nuova linea ferroviaria ad alta velocità che avrebbe permesso di raggiungere Milano in 1 ora. A sud, la linea per Genova sarebbe stata dotata di un nuovo valico sotto i monti Appennini. Da Torino, infine, si sarebbero diramati collegamenti ferroviari locali molto importanti per i Giochi Olimpici: la Torino-Ceres, ferrovia a doppio binario elettrificata con stazioni presso lo Stadio delle Alpi, il Villaggio Olimpico e l’aeroporto di Caselle; la linea Pinerolo-Torre Pellice, con fermate alla stazione Lingotto, nella zona di Vinovo (parcheggio di interscambio), a Pinerolo. Rapporto di Candidatura Torino; completamento dell’autostrada Torino-Pinerolo e realizzazione della chiusura dell’anello stradale ad est della città in collegamento con la tangenziale; si pianificarono inoltre numerose varianti e miglioramenti delle intersezioni della rete stradale esistente e del quadruplicamento della linea ferroviaria che attraversava da nord a sud la Città di Torino (un ampliamento, questo, che avrebbe permesso la realizzazione di un sistema di metropolitana ferroviaria capace di smistare, all’interno della città, 14.000 persone all’ora, per ogni senso di marcia) Inoltre, per gli anni a venire, si prevedeva il completamento degli assi stradali di grande scorrimento nord-sud ed est-ovest; in questo modo sarebbe stato possibile attraversare la Città di Torino longitudinalmente e trasversalmente in pochi minuti. Sulla linea ferroviaria interrata, si pianificò di realizzare un asse di scorrimento veloce a sei corsie, che avrebbe permesso di attraversare la città in senso nord-sud in pochi minuti. Nella zona ovest, invece, si decise di realizzare un collegamento nord-sud per alleggerire il traffico sulla tangenziale. Sarebbe stato inoltre completato l’anello tangenziale con un tratto di strada a due corsie. In Val Chisone si previde: il completamento dell’autostrada Torino-Pinerolo; la costruzione delle varianti lungo la Strada Statale 23 dell’abitato di Porte e di Villar Perosa e Perosa Argentina; la sistemazione e il potenziamento della SS. 23 nel tratto da Perosa Argentina a Sestriere; la costruzione, in corrispondenza del Colle del Sestriere, di una galleria per sottopassare l’abitato e renderlo pedonale. In Val di Susa si pianificarono: miglioramenti strutturali dei viadotti nel tratto Oulx-Bardonecchia dell’autostrada A32 (Torino-Frejus) e la costruzione dello svincolo in entrata da Bardonecchia; miglioramenti della rete stradale tra Oulx e Cesana della strada statale 24 del Monginevro (con il completamento della variante a monte dell’abitato di Cesana e il miglioramento del collegamento con la Francia attraverso il passo del Monginevro) e tra Cesana e Sestriere. > Indice < CASELLE SUSA CASELLE STURA BARDONECCHIA BEAULARD OULX CESANA CLAVIÈRE SAUZE D’OULX TORINO PRAGELATO STURA DORA PORTA SUSA AVIGLIANA PORTA NUOVA DORA LINGOTTO MONCALIERI PORTA SUSA SESTRIÈRE TORINO CHIERI PORTA NUOVA SAN SICARIO LINGOTTO Railway lines Lignes de chemin de fer Stazione ferroviaria Railway stations Gares de chemin de fer Bus per tratte extra-urbane Out-of-town bus routes Lignes de cars extra-urbaines CHIERI 44 TORRE PELLICE Urban bus routes 14.2) La gestione globale dei trasporti durante i Giochi Il Piano Strategico dei Trasporti, elaborato in previsione dell’assegnazione dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, prevedeva di assicurare alla Famiglia Olimpica e agli spettatori un trasporto rapido e sicuro, senza appesantire o rallentare il normale traffico, urbano ed extraurbano. Il trasporto della Famiglia Olimpica sarebbe stato gestito dal Comitato Organizzatore, mentre gli spostamenti del pubblico, prevalentemente a mezzo ferroviario, sarebbero stati organizzati dalle Autorità locali. Per raggiungere i Siti di Gara, la Famiglia Olimpica avrebbe avuto a disposizione vetture con autista, minibus e autobus, che avrebbero potuto percorrere percorsi riservati o corsie protette, sempre all’interno della rete stradale esistente. Per quanto riguarda la Città di Torino, sarebbe stato attivato il Sistema S.I.S.” (Sistema Informativo del Servizio), collegato al sistema di monitoraggio del traffico 5T, che avrebbe consentito di controllare, in tempo reale, i flussi di traffico nei punti critici attraverso rilevamenti sotterranei e riprese video, nonché attraverso la segnalazione su pannelli indicatori dei percorsi più rapidi. Si previdero anche parcheggi di interscambio dove sarebbe stato possibile lasciare l’automobile e accedere ai mezzi pubblici: due parcheggi si sarebbero dovuti trovare a Torino (Lingotto e Stazione Dora) e due in Provincia, in direzione di alcuni dei maggiori Siti di Gara (Vinovo Ippodromo e Avigliana Stazione). Vicino ai Siti di Gara, invece, sarebbero stati messi a disposizione i seguenti posti auto: Torino, 12.200; Pinerolo, 600; Pragelato, 500; Beaulard-Bardonecchia, 800; Sauze d’Oulx, 500; San Sicario-Sestriere, 1.800. I parcheggi degli autobus e delle navette per gli spettatori sarebbero stati realizzati a Oulx, nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Rapporto di Candidatura linea ferroviaria PINEROLO > Indice < CASELLE SUSA BARDONECCHIA TORINO SAUZE D’OULX BEAULARD AVIGLIANA OULX PRAGELATO SESTRIÈRE VINOVO SAN SICARIO PINEROLO P UBBLICO TORRE PELLICE Ferrovia Autobus FAMIGLIA OLIMPICA Strada statale Autostrada e superstrada Siti olimpici Parcheggi scambiatori Strada statale Stazione ferroviaria Rapporto di Candidatura 45 > Indice < 15) Tecnologie L’Italia dispone di tecnologie e servizi di telecomunicazione e informatica tra i più avanzati nel mondo. Torino, in particolare, vanta una lunga tradizione in questo settore per la presenza di alcuni dei principali centri di ricerca nazionali e di infrastrutture di rete che avrebbero consentito, senza problemi, di rispondere a ogni tipologia di bisogni del Movimento Olimpico. Il Comitato Promotore assicurò che, in caso di assegnazione dei Giochi, Torino 2006 avrebbe potuto offrire soluzioni innovative e servizi all’avanguardia per consentire al pubblico di seguire l’evento in modo personalizzato e interattivo. La rete telefonica italiana, con oltre 25 milioni di linee telefoniche nel 1998 e collegamenti in teleselezione con 231 paesi al mondo, è ai primi posti al mondo in termini di dimensioni. Sul territorio sono disponibili ed in continua evoluzione tutti i servizi di telefonia offerti dalla più moderna tecnologia. L’Italia, e Torino in particolare - che da sempre si presenta come una “città-pilota” per ogni tipo di innovazione in fatto di telecomunicazioni - nel 1998 disponeva di reti capillari per la trasmissione dati e l’integrazione dei servizi, tra cui: ISDN, per collegamenti integrati di voce, dati e videotelefonia; Rete Flessibile, per collegamenti dedicati numerici fino a 2 Mbit/s; Reti per Trasmissione Dati a Pacchetto, a standard X.25; Reti per connessioni IP (Internet Protocol) e Frame Relay fino a 2 Mbit/s; una rete dedicata per Videoconferenza a 2 Mbit/s a standard H.320; una rete a Larga Banda in tecnica ATM (Asyncronous Transfer Mode) in corso di progressivo sviluppo, che consentiva di realizzare collegamenti fino a 34 Mbit/s. Nel 1998, era inoltre in corso di realizzazione una rete a Larga Banda per servizi di TV Interattiva; tale rete sarebbe stata integrata mediante la tecnologia ADSL al fine di migliorarne ulteriormente la capillarità. In Italia erano presenti, e in rapidissima crescita, un gran numero di nodi per l’accesso alla rete Internet attraverso Providers nazionali ed esteri. Il servizio ISDN (per la trasmissione dati, fax gruppo 4 e videocomunicazione) aveva copertura nazionale e consentiva il collegamento con tutti i paesi esteri dotati di rete ISDN (circa 25 nazioni). Era anche disponibile un servizio di Videoconferenza ad alta qualità (2 Mbit/s) in sale attrezzate a disposizione del pubblico. La Rete Intelligente nazionale e internazionale consentiva servizi avanzati, tra cui quelli di Rete Privata Virtuale e Numero Verde (la cui versione internazionale consente collegamenti con oltre 40 paesi). Inoltre, erano presenti le funzionalità Numero Unico e Addebito Ripartito. In particolare, i principali servizi mobili disponibili erano: Rete Privata Virtuale, Trasmissione Dati, Short Messages, Carta Telefonica Prepagata. Nell’ambito della telefonia mobile l’Italia è tra i principali paesi al mondo per numero di clienti (oltre 10 milioni, all’epoca della stesura del Dossier di Candidatura) e per trend di crescita. Nel 1998, il 98% della popolazione era raggiunto da questo servizio, fornito da 2 operatori, mentre un terzo operatore era già stato scelto e sarebbe stato attivo entro la fine dello stesso anno. La tecnologia metteva a disposizione sia il servizio analogico TACS che il digitale a standard internazionale GSM. Con quest’ultimo, era possibile effettuare il roaming internazionale con tutta Europa e molti paesi dell’Asia, dell’Africa, con l’Australia e la Nuova Zelanda. Nell’area di Torino la copertura per il servizio mobile era già pari al 100%, sia per TACS che GSM, ed entrambe le reti erano costantemente potenziate per mantenere la capacità trasmissiva al passo con la crescita del numero di clienti. A Torino, la rete (continuamente ampliata per consentire l’aumento del traffico) era basata su 54 centrali interamente numeriche e le comunicazioni, tra di esse, garantivano il massimo livello di affidabilità anche in condizioni di carico eccezionale o di interruzione del link (in parte grazie alla possibilità di avere fino a 3 vie alternative di instradamento). Ulteriore flessibilità e sicurezza di esercizio sarebbe stata raggiunta al completamento della rete SDH (Synchronous Digital Hierarchy), la cui realizzazione era pianificata entro il 2000. La Val di Susa era collegata in rete per mezzo di 34 centrali, anch’esse interamente numeriche. Tutti i collegamenti tra le centrali dell’area di Torino erano realizzati in fibra ottica (oltre 53.000 chilometri), mentre la Val di Susa era stata interamente cablata per mezzo di circa 2.800 chilometri di fibra ottica. Per la zona di Sestriere, in occasione dei Campionati Mondiali di Sci del 1997, era stata rivista ed ampliata ulteriormente l’infrastruttura di rete, costituita da 2 centrali interamente numeriche connesse con la rete restante in via diversificata, per mezzo sia di portanti in fibra ottica che con ponte radio. Inoltre, le zone degli arrivi di Sestriere (gara di slalom speciale e gigante) e di Borgata (gara di SuperG e di Discesa Libera) erano cablate con portanti in fibra ottica utilizzati nei Mondiali di Sci del 1997. 46 Rapporto di Candidatura 15.1) I sistemi di telecomunicazione: la situazione nel 1998 > Indice < 15.2) Iniziative e soluzioni previste per i Giochi In occasione dei Giochi Olimpici del 2006, sarebbe stato assicurato l’utilizzo di tutte le tecnologie e competenze di cui l’Italia disponeva e delle ulteriori realizzazioni previste nei piani di sviluppo (diffusione SDH, sviluppo B-ISDN in tecnica ATM, realizzazione Rete Video Interattiva, ADSL, sviluppo reti mobili in tecnologia DCS 1800). Inoltre, sarebbero state sfruttate le esperienze maturate in occasione dei Campionati del Mondo di SCI Sestriere ‘97 (evento che richiese la disponibilità di servizi di telecomunicazione di massimo livello). Il Comitato Promotore di Torino 2006, nel 1998, assicurò che i sistemi di telecomunicazioni sarebbero stati testati prima dell’Evento Olimpico e che ogni progetto di personalizzazione sarebbe stato realizzato almeno un anno e mezzo prima della data di inizio dei Giochi Olimpici. Durante i Giochi, tutti i partecipanti e i visitatori (compresi i membri della Famiglia Olimpica) avrebbero avuto a disposizione i più avanzati servizi di telecomunicazione. In particolare, nel caso della Famiglia Olimpica, delle emittenti televisive e tutti i media in generale, sarebbero state rispettate le condizioni dettate dal Contratto con la Città Ospite e integrate con tutte le soluzioni tecnologiche già sviluppate per le precedenti edizioni delle Olimpiadi. I locali che, in caso di assegnazione dei Giochi a Torino, avrebbero dovuto ospitare l’International Broadcasting Centre (IBC), già nel 1998 avevano a disposizione: • circuiti in fibra ottica o in cavo coassiale, che avrebbero collegato l’IBC con le principali sedi di gara previste; • circuiti di commento audio ad alta qualità realizzati tramite la Rete Pubblica di TLC; • circa 200 ponti radio trasportabili, utilizzabili per i contributi video; • 20 stazioni satellite trasportabili, utilizzabili per collegamenti video via satellite per uso domestico. Nel Progetto Generale delle Telecomunicazioni, elaborato in fase di stesura del Dossier di Candidatura, si pianificò che tutti i collegamenti tra IBC, MPC, Villaggio Olimpico e gli altri Siti Olimpici sarebbero stati in fibra ottica; inoltre, tutti i Siti Olimpici sarebbero stati connessi via radio tra di loro. Le connessioni ISDN (2 canali a 64 KB/sec e 1 a 16 KB/sec) sarebbero state utilizzate per accedere ai servizi di trasmissione di suoni e dati: in particolare, il Villaggio Olimpico avrebbe potuto sfruttare circa 5.000 accessi ISDN, mentre altri 5.000 sarebbero stati disponibili per TV, IBC, MPC, SPC, Media Village. Ogni accesso ISDN avrebbe fornito un servizio integrato in termini di trasmissione di dati e suoni (64 KB/sec), video-comunicazioni (128 KB/sec), accesso ai dati del sistema Games Global Information, e-mail e accesso Internet (64 KB/sec). Tutti i membri del CIO, i Comitati Olimpici Nazionali (NOC) e le Federazioni Internazionali avrebbero avuto diritto alla connessione telefonica gratuita tra tutti i Siti Olimpici, da e per i Villaggi, e per le chiamate locali. Un servizio IVPN (servizi vocali internazionali di rete virtuale) avrebbe inoltre fornito la connessione con le sedi estere del CIO e i NOC in maniera semplice ed economica. Sarebbero stati disponibili circa 500 Chioschi Interattivi, collegati al Sistema Informativo dei Giochi e alla Rete Video Interattiva, di cui 200 presso gli hotel e i luoghi pubblici frequentati dalla Famiglia Olimpica e 300 presso i Siti Olimpici. Il Villaggio Olimpico, i Villaggi Media, i Centri Stampa e l’IBC sarebbero stati collegati alla Rete Video Interattiva, che avrebbe consentito la diffusione video di oltre 60 canali prodotti dall’IBC (programmi delle 22 sedi di gara, i multilaterali e delle principali news internazionali) e l’accesso al servizio di Video On Demand (comprendente anche le registrazioni dei principali eventi Olimpici del giorno e di quelli precedenti). Ogni team avrebbe avuto a disposizione un numero adeguato di pagers e/o radiotelefoni (approssimativamente un totale di circa 3.000 pagers e 4.000 radiotelefoni), per consentire il contatto nelle sedi di gara. Negli Uffici Postali del Villaggio Olimpico, dell’IBC e dell’MPC, sarebbe stato reso disponibile il servizio telex. Presso gli Uffici di Telecomunicazione sarebbe stato possibile usufruire della gamma completa dei servizi telefonici, dati, fax e videocomunicazione. Tutte le aree interessate dalla presenza di membri della Famiglia Olimpica sarebbero state dotate della possibilità di utilizzare servizi di Cordless Mobility in modo integrato con i servizi su rete fissa e mobili (GSM o DCS 1800). Le aree interessate 47 Rapporto di Candidatura I collegamenti con la rete nazionale erano tutti a doppia via diversificata, mentre quelli verso i corrispondenti esteri erano realizzati da due o più vie, in funzione dei valori di traffico. La rete dei collegamenti internazionali era costituita da una rete in cavo ottico, sia terrestre che sottomarino, e da collegamenti satellitari. La capacità utilizzata, inferiore a quella tecnicamente disponibile, nel marzo del 1996 era di oltre 47.000 circuiti. I paesi collegati direttamente ammontavano a 148, mentre erano 231 quelli raggiungibili in teleselezione (IDD). Centododici paesi esteri erano anche connessi tramite collegamenti satellitari attraverso 3 centri spaziali: Fucino (centro Italia), la più grande d’Europa, Lario (nord Italia) e Scanzano (sud Italia). > Indice < 15.3) La gestione dei sistemi informativi in Piemonte Il Comitato Organizzatore di Torino 2006, una volta costituito, avrebbe avuto cura di stabilire contatti e acquisire tutte le esperienze nella realizzazione di Sistemi di Informazione dalle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici. Per la gestione di sistemi informativi, la Città di Torino e gli Enti pubblici piemontesi in generale disponevano, nel 1998, di una infrastruttura basata su due elementi fondamentali: un ente gestore, il CSI-Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo piemontese), e la rete di trasporto PiemonteinRete (PiR). Il CSI-Piemonte era un consorzio pubblico di enti locali piemontesi, creato da Comune di Torino, Regione Piemonte, Università di Torino e Politecnico di Torino che, con un organico di circa 700 dipendenti, operava nel settore dell’informatica per la progettazione, lo sviluppo ed esercizio di sistemi ed applicazioni informatiche e telematiche. In particolare, il Consorzio aveva in gestione tutte le attività relative al sistema informativo della Città di Torino. Attraverso tecnologie informatiche basate su soluzioni di rete e di “cooperative processing”, il CSI-Piemonte supportava la condivisione di dati e risorse tra gli enti consorziati sull’intero territorio regionale e verso la Pubblica Amministrazione centrale. Per le connessioni locali, CSI-Piemonte si avvaleva dell’alta tecnologia offerta da una rete Intranet chiamata PiemonteinRete, che era stata creata ad uso esclusivo delle Istituzioni piemontesi, delle Autorità pubbliche e delle Organizzazioni private (in pratica, una rete privata dell’Ente Regione). La rete, che aveva oltre 400 punti di connessione attivi con una velocità che andava da 19.2 KB/sec a 4 MB/ sec, si collegava ad Internet tramite connessioni riservate. Inoltre, a Torino, nel 1998 era in corso di realizzazione un importante progetto approvato e in parte finanziato dall’UE, denominato “Distinct Project” (Deployment and Integration of Smartcard Technology and Information Network for Cross Sector Telematics), volto a testare, sul territorio urbano, l’introduzione di una carta telematica che avrebbe permesso ai cittadini di accedere ai servizi comunali, bancari, commerciali, sanitari ed scolastici. “Torino 2000”, infine, era un progetto in corso d’opera sull’area metropolitana della città con l’obiettivo di sviluppare servizi multimediali e applicazioni su banda larga; la rete, messa a disposizione da Telecom Italia, avrebbe fornito accessi ATM a 34 Mbit/sec e accessi ADSL di prima e seconda generazione (fino a 8 Mbit/sec). 15.4) Le soluzioni previste per i Giochi Il Comitato Promotore di Torino 2006 aveva tracciato le linee guida di una serie di servizi per la gestione dei Giochi Olimpici. Questi, si sarebbero articolati lungo le seguenti aree d’intervento: servizi a supporto del Comitato Organizzatore, servizi a supporto del pubblico e dei sistemi di accoglienza, servizi per la sicurezza. • Servizi per il Comitato Organizzatore Il Comitato Organizzatore sarebbe stato gestito come una vera impresa e avrebbe avuto a disposizione strumenti informatici per il controllo dei profitti e delle perdite dei Giochi. Tale sistema avrebbe reso possibile il controllo delle entrate e delle uscite, prima, durante e dopo l’Evento Olimpico. In questo modo, sarebbe stato possibile pianificare le necessità e i costi di materiali e risorse umane necessarie, nonché monitorare l’andamento e l’uso delle risorse stanziate per ogni attività. Un altro fattore fondamentale sarebbe stato il sostegno logistico alla pianificazione e alla gestione dei Giochi. Il Comitato si sarebbe dotato di strumenti adatti a gestire e pianificare tutto ciò che sarebbe stato necessario per l’accoglienza della Famiglia Olimpica e l’organizzazione delle competizioni sportive. In particolare, sarebbero stati realizzati i seguenti servizi di accoglienza per la Famiglia Olimpica: gestione dell’arrivo, dell’alloggiamento e della partenza; gestione dei trasporti e dei servizi di ristorazione; controllo di accesso alle strutture e agli impianti. Tutti questi servizi sarebbero stati disponibili usando una carta elettronica che avrebbe consentito di riconoscere, in modo sicuro, il beneficiario dei servizi distribuiti su tutto il territorio coinvolto dai Giochi. Un’altra importante componente del sistema di gestione sarebbe stata l’acquisizione e distribuzione, in tempo reale, di dati e informazioni sulle gare, sugli atleti e sui risultati delle competizioni. Sarebbe stato garantito, inoltre, un servizio centralizzato di hosting dei sistemi hardware 48 Rapporto di Candidatura dall’affluenza degli spettatori sarebbero state equipaggiate con impianti portatili per servizi mobili, in grado di fronteggiare la prevista forte esigenza di comunicazioni mobili contemporanee e di garantire il servizio per gli apparecchi con standard diverso da quelli adottati in Italia. Inoltre, nelle sedi di gara sarebbe stata potenziata adeguatamente la disponibilità di telefoni pubblici fissi, utilizzabili per mezzo di carte di credito. Si prevedeva, infine, che le tariffe italiane, costantemente aggiornate per essere competitive con i migliori standard internazionali, sarebbero state ridotte in funzione delle fasce orarie e dei volumi di traffico effettuati. > Indice < • Servizi a supporto del pubblico e dei sistemi d’accoglienza In caso di assegnazione dei Giochi, sarebbe stato istituito un sistema di comunicazione che avrebbe consentito di offrire informazioni turistiche ai visitatori e alla Famiglia Olimpica sui seguenti temi: trasporti; prenotazioni alberghiere; prenotazioni di visite e/o pacchetti turistici; eventi significativi che si sarebbero svolti in Piemonte durante il periodo Olimpico. Il pubblico avrebbe avuto a disposizione un servizio di prenotazione per le manifestazioni sportive che avrebbe affiancato i sistemi di comunicazione per la diffusione dei risultati. • Servizi per la gestione della sicurezza Sarebbero stati condotti studi appoSiti per valutare la dimensione dell’infrastruttura tecnologica necessaria per supportare i Giochi. In base ai risultati delle analisi condotte, tutti i sistemi sarebbero stati sovradimensionati così da poter sopportare anche i picchi di richiesta. Una struttura di controllo manageriale, inoltre, sarebbe stata costituita per un costante monitoraggio del sistema (al fine di prevenire ogni forma di deterioramento delle performance). 15.5) Le procedure organizzative Il Comitato Promotore era consapevole del fatto che i Giochi Olimpici non sarebbero stati solo un evento di estrema importanza ma, anche, un evento estremamente complesso in termini di organizzazione che avrebbe richiesto, di conseguenza, una pianificazione attenta ad ogni livello di attività. Ciò comportava che tutti gli eventi e le procedure fossero sviluppati, implementati e controllati con una maniacale attenzione al dettaglio. Il Comitato Organizzatore, a sua volta, una volta costituito avrebbe avuto il compito di individuare apposite procedure volte ad assicurare la migliore metodologia per ogni livello del progetto, ad esempio: • procedure di Project Management sarebbero state utilizzate per la pianificazione, per il controllo dei costi e per la valutazione dei lavori in corso; • procedure “CASE” sarebbero state utilizzate per l’analisi ad ogni livello del progetto • infrastrutture di sviluppo e database adatti a supportare le diverse applicazioni sarebbero stati individuati e utilizzati; • l’affinamento e il controllo degli strumenti sarebbe stato riprodotto “in laboratorio” per valutare il carico di lavoro in condizioni di pieno regime; • sistemi di monitoraggio sarebbero stati implementati per il rilevamento e la valutazione di tutti i servizi e delle attività coinvolte nel progetto. La prima fase del progetto si sarebbe concentrata sull’attenta analisi della documentazione relativa alle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici, al fine di fare un inventario di tutti gli elementi poSitivi di cui tener conto e, di contro, di prender nota di tutti gli elementi negativi da evitare. La lettera di garanzia con la quale Torino garantì il rispetto dei termini del Contratto della Città Ospitante fu spedita al CIO ed è annessa al Cap 18. 49 Rapporto di Candidatura (server web, posta, proxy, etc.) che avrebbe permesso una visibilità 24 ore su 24, con monitoraggio dei sistemi e gestione della sicurezza. L’acquisizione e trasmissione dei dati si sarebbe basata sulla tecnologia Intranet e avrebbe avuto una modalità di accesso alle informazioni con un’interfaccia di tipo web. Sarebbe stato garantito un servizio di help desk basato su tecnologia call center in grado di dare informazioni guidate da menù predefiniti, oltre che assistenza a livello di operatore. Sarebbe stato possibile attivare su tale tecnologia anche un servizio di fax on demand. > Indice < 16) Media Nel 1998 il Comitato Promotore definì che, in caso di assegnazione dei Giochi a Torino, l’International Broadcasting Centre (IBC) e il Main Press Centre (MPC) avrebbero occupato i cinque padiglioni della struttura fieristica Expo 2000, situati nella parte terminale del Lingotto in prossimità del Centro Conferenze. La società proprietaria degli immobili del Lingotto aveva dato formale assenso alla realizzazione dei due Centri Il Lingotto, adiacente all’area dove sarebbe dovuto sorgere il Media Village, aveva già ospitato eventi con una grande partecipazione di giornalisti e operatori radioTV, tra i quali: l’assemblea delle delegazioni Parlamentari dei Paesi Membri della Nato nel 1995 e la Conferenza Intergovernativa dell’Unione Europea nel 1996. L’accesso al Media Centre sarebbe stato aperto sia alle persone a piedi che ai veicoli. Il parcheggio della struttura, già esistente in fase di redazione del Dossier di Candidatura, contava 1.000 posti auto. IBC e MPC si sarebbero affacciati sullo stesso cortile, da cui si sarebbe potuto accedere a entrambi gli edifici. Il MPC avrebbe avuto due aree principali, una per i media e una per i servizi generali. La superficie totale del Media Centre sarebbe stata di circa 64.000 m2, sviluppati su un unico livello, così come indicato nella Media Guide del CIO. I Servizi Generali, invece, si sarebbero articolati su tre livelli (in una posizione centrale rispetto alle attività del Centro), collegati fra loro da ascensori e scale, sia mobili che fisse. Secondo le previsioni del Comitato Promotore, l’area dei Servizi Generali avrebbe occupato circa 11.300 m2, comprendenti le attività principali di sostegno al funzionamento del Centro. In una prima area, al piano terreno, sarebbero stati collocati: una banca, un’agenzia di viaggi, un ufficio postale, un servizio di interpreti, il centro medico, i servizi di accoglienza, il servizio informazioni e il servizio accrediti giornalieri. Al primo livello, si sarebbero trovati uffici e locali riservati all’organizzazione e gestione del Centro e sale per riunioni minori. Al secondo livello, A5 A4 A5 BARDONECCHIA A 32 TORINO BARDONECCHIA BEAULARD A4 SAUZE D’OULX A 32 PRAGELATO TORINO SAUZE D’OULX 50 Rapporto di Candidatura 16.1) L’International Broadcasting Centre (IBC) e il Main Press Centre (MPC) BEAULARD PRAGELATO SESTRIÈRE SAN SICARIO A 21 SESTRIÈRE PINEROLO SAN SICARIO A6 A 21 PINEROLO Cerimonie Villaggio Olimpico Centro stampa principale Cerimonie Centro stampa secondario Centro stampa principale International Broadcasting Centre Villaggio Olimpico Villaggi Media International Broadcasting Centre Centro stampa secondario Villaggi Media A6 > Indice < 16.2) I servizi tecnici Nel 1998 il Comitato Promotore definì anche che, durante i Giochi Olimpici del 2006, le riprese televisive sarebbero state eseguite nel nuovo formato 16:9 al fine di consentire una elevata qualità delle immagini. In ogni caso, per tutelare i telespettatori (molti dei quali sarebbero stati ancora in possesso di apparecchi PAL, NTSC, e SECAM) le riprese avrebbero comunque assicurato una visione attraverso convertitori in tutti gli standard richiesti (ETV, PAL, etc.). In particolare, in modo da garantire una buona compatibilità con il vecchio formato 4:3, alcuni sport sarebbero stati coperti con un tipo di riprese particolari (protected shooting), mentre altri avrebbero adottato la “letter box presentation”. In determinati casi sarebbero state utilizzate cineprese specifiche, compatibili con vari standard di produzione. L’audio TV internazionale sarebbe stato in stereofonia, mentre quello radio sarebbe stato completamente indipendente. Per la produzione, il controllo, la distribuzione e il broadcasting dei programmi multilaterali, sarebbero stati forniti tutti i sistemi e le apparecchiature necessarie. La novità più interessante avrebbe riguardato il sistema per la registrazione continua, che avrebbe aiutato le singole emittenti nella produzione dei loro programmi. Il sistema di registrazione all’IBC, specifico per la produzione, sarebbe stato basato su DMS, Digital Mass-storage System, in combinazione con uno o più video server, così da poter permettere a ciascuna emittente di avere accesso immediato alle informazioni del giorno, comprese quelle dei giorni precedenti. Le emittenti con produzione propria dei programmi unilaterali avrebbero potuto accedere a programmi “clean feed”, così da poter usare il pacchetto grafico nella loro lingua. A questo proposito, sarebbero state posizionate stazioni grafiche che avrebbero ricevuto gli aggiornamenti dal Data Base Generale e che sarebbero state dotate di software personalizzati nella camera di produzione di ogni trasmissione unilaterale. Le postazioni radio e TV sarebbero state equipaggiate in modo tale da essere utilizzate da due reporter alla volta e sarebbero state dotate di due terminali connessi con il Data Base Generale e con il video server locale. Attenzione particolare sarebbe stata dedicata alla scelta delle aree destinate alle trasmissioni unilaterali. Il Media Centre sarebbe inoltre stato collegato con il Centro Ricerche RAI (Radio Televisione Italiana) e con il Centro di Produzione radio e TV, con i quali sarebbero state possibili interessanti sinergie concernenti applicazioni multimediali avanzate (Centro Ricerche) e riguardanti le attrezzature (Centro di Produzione radio e TV). Entrambi i Centri, nel 1998, erano connessi con la rete terrestre nazionale, attraverso Lario e Fucino con il resto del mondo, e attraverso Francia, 51 Rapporto di Candidatura invece, sarebbero state ospitate le principali attività di ristorazione. L’International Broadcast Centre avrebbe avuto una superficie complessiva di circa 32.600 m2, composta da aree tecniche e locali riservati alla attività di produzione radiotelevisiva. Le aree dei Broadcasters sarebbero state contenute all’interno di due padiglioni e avrebbero occupato una superficie di 25.000 m2. All’interno si sarebbero trovati studi, salette di montaggio, cabine radio e uffici ad uso esclusivo dei broadcasters e dei rappresentanti delle unioni dei broadcasters. Un’ulteriore area di circa 7.800 m2, all’interno del padiglione, sarebbe stata riservata alle attività di produzione dell’Host Broadcaster e ai locali tecnici, utilizzabili su prenotazione. Qui si sarebbero trovati anche gli uffici e i banconi del Booking Office, uffici e locali riservati al CIO, al COGO e ad aziende fornitrici di servizi come, ad esempio, Telecom ed ENEL. Un’ampia area di fronte al padiglione dei broadcasters sarebbe stata utilizzata per ospitare stazioni mobili per la trasmissione via satellite. Il Main Press Centre si sarebbe sviluppato su di una superficie complessiva di circa 20.000 m2, ubicata all’interno dei due padiglioni. Come nell’ IBC, il Centro sarebbe stato suddiviso in due aree principali: le aree di lavoro dei giornalisti e i servizi. Le aree di lavoro, a loro volta, sarebbero state divise in tre parti: l’area comune di lavoro, l’area dei fotografi, l’area delle agenzie. In dettaglio, nelle prima parte del MPC sarebbero stati ospitati il Centro Telecomunicazioni, il Centro per la Distribuzione Multimediale di risultati e informazioni generali connesse alle gare, la Sala per le Conferenze Stampa (attrezzata per 700 posti a sedere e dotata di grande schermo per proiezioni e servizio interpreti). Qui, sarebbero state attrezzate anche sale da 200 e 300 posti e alcune sale riunioni minori, da 30 e 50 posti, dedicate a sessioni specializzate. Le rimanenti aree di questo padiglione sarebbero state riservate alle agenzie di stampa, che avrebbero potuto ottenere gli spazi in funzione delle necessità individuali, facendone richiesta. Nell’altro padiglione dedicato al MPC, inoltre, un’area di circa 2500 m2 avrebbe ospitato i servizi per i fotografi (i laboratori principali, i servizi d’assistenza tecnica, gli uffici delle agenzie fotografiche e le camere oscure), ad uso esclusivo o su prenotazione. > Indice < Austria e l’ex-Yugoslavia con la rete terrestre internazionale europea. Il Comitato Promotore, insieme con il dipartimento tecnico della RAI, in fase di stesura del Dossier di Candidatura aveva studiato attentamente i servizi radiotelevisivi che si sarebbero potuti offrire durante i Giochi Olimpici del 2006, valutando che si sarebbero potute applicare le migliori tecniche funzionali e qualitative, a tariffe estremamente ragionevoli in relazione a quelle delle precedenti Olimpiadi. Rapporto di Candidatura 52 > Indice < 17) Olimpismo e Cultura 17.3) Il programma culturale La vocazione all’incontro, nel segno della solidarietà e del rispetto delle identità, fa parte, da sempre, sia della storia dei Giochi Olimpici che della Città di Torino. Tale vocazione si ritrova nelle vicende della città: in quelle politiche (da qui è partito il processo di unificazione del Paese) come in quelle culturali (il Museo Egizio, secondo al mondo per importanza, e il Codice dei Disegni di Leonardo, raccontano dell’ampiezza dei suoi interessi e dei suoi scambi); nelle vicende religiose (la vita dei grandi santi, come San Giovanni Bosco, che ha attraversato i continenti con un grande disegno di carità e promozione umana) come in quelle industriali (la tecnologia, l’organizzazione del lavoro, il design torinese sono oggi patrimonio mondiale). La stessa forma della Città di Torino, capolavoro dell’urbanistica barocca (con i percorsi porticati e le piazze ampie e regolari), predispone con eleganza al movimento e all’incontro delle persone. Da sempre, muoversi a Torino, riconoscere il suo passato e scoprirne il presente, si configura come un viaggio tra i valori stessi di integrazione e di scambio promossi dai Giochi Olimpici. Le Alpi, da sempre parte del patrimonio culturale di Torino e del Piemonte, hanno esercitato su tutto il territorio una funzione di cerniera, favorendo il passaggio e il contatto tra i popoli nel tempo. Il fascino della montagna ha contribuito ad alimentare l’immaginario collettivo di tutta la civiltà occidentale, dando origine a pratiche sociali oggi diffuse come l’alpinismo e lo sci, e, al contempo, sviluppando una nuova sensibilità nei confronti di questo patrimonio naturale, prezioso e delicato. Inoltre, la presenza sul territorio del Museo Nazionale della Montagna (che documenta la civilizzazione alpina e le origini degli sport invernali) e del Festival Internazionale di Cinema Sportivo (nato nel 1935 con lo scopo di promuovere la diffusione e la promozione dello sport attraverso il cinema), avvalora ulteriormente la vocazione sportiva e al tempo stesso culturale di Torino. La Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo (rassegna internazionale itinerante la cui ottava edizione si è tenuta a Torino nel 1997) aveva poi contribuito a sancire la peculiarità della città e della regione anche nel campo della creatività contemporanea. In occasione dei Giochi, al Comitato Promotore sarebbe spettato il compito di stimolare e coinvolgere le più prestigiose istituzioni culturali, al fine di proporre un programma di manifestazioni di alto livello, prima e durante l’evento Olimpico. Alcuni appuntamenti tradizionali per il pubblico, torinese e italiano, come il Salone del Libro e della Musica, il Torino Film Festival o Settembre Musica, avrebbero proposto temi ispirati ai Giochi e allo Spirito Olimpico, fornendo così un’occasione di approfondimento dei più diversi aspetti della cultura sportiva. Gli spazi della Biennale Internazionale Giovani sarebbero stati scelti includendo anche i luoghi di incontro dei Giochi Olimpici, come il Villaggio Olimpico e il Campo Giovani; così come i cantieri delle opere volte ad ospitare le gare sarebbero diventati teatro di eventi artistici e spettacolari. I principi dell’Olimpismo, sarebbero stati diffusi anche attraverso progetti culturali che avrebbero trovato posto negli scenari d’arte della città e della regione (i castelli, le abbazie, i forti, le Residenze Sabaude, riconosciute patrimonio mondiale dall’UNESCO). Sarebbe stato favorito l’inserimento delle comunità e dei gruppi nazionali nell’elaborazione dei programmi e nella partecipazione alle manifestazioni. Infatti, 17.2) Il programma di educazione e promozione della cultura sportiva Torino è sempre stata una delle città italiane con il più alto sviluppo della pratica sportiva, dove lo sport (inteso soprattutto come strumento di crescita della persona e di socializzazione) e la promozione delle attività sportive venivano considerate alla stregua di un servizio sociale. A riprova della convinzione che lo sport favorisce l’integrazione sociale e combatte ogni forma di esclusione, già prima del 1998 la città aveva sviluppato specifiche attività rivolte agli anziani, ai portatori di handicap, ai nomadi e ai cittadini extracomunitari, mentre il programma “Sportinsieme” garantiva, da anni, la possibilità di praticare molteplici discipline sportive a fasce di cittadini molto diversificate. L’esistenza di questa rete diffusa e articolata di attività e di tutta una serie di avvenimenti sportivi costituiva un tessuto prezioso che avrebbe assicurato un’attenzione partecipe e consapevole ai valori dei Giochi Olimpici da parte dei cittadini e avrebbe tracciato un sentiero verso Torino 2006. 53 Rapporto di Candidatura 17.1) La vocazione Olimpica della Città di Torino > Indice < 17.4) Budget L’ammontare della spesa prevista per le attività relative al programma culturale e per il complesso di iniziative volte a promuovere l’educazione sportiva sul territorio (organizzate in caso di assegnazione dei XX Giochi Olimpici a Torino) sarebbe dovuta ammontare a 15 miliardi di lire Italiane. Per gli altri eventi, che avrebbero rappresentato punti consolidati del calendario Olimpico, il costo sarebbe rientrato nel budget dei rispettivi Comitati Organizzatori. 17.5) Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi In fase di stesura del Dossier di Candidatura si definì che la sede delle Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi sarebbe stata lo Stadio delle Alpi. Questa grande struttura, realizzata in occasione dei Mondiali di Calcio del 1990 e che abitualmente ospita le partite delle due squadre di calcio della città, avrebbe messo a disposizione 70.000 posti a sedere al coperto. Lo Stadio, ubicato nell’area della Continassa, sarebbe stato vicino alle sedi di gara di altre importanti competizioni previste dal programma dei Giochi, quali le gare di hockey maschile e di pattinaggio velocità. La struttura, inoltre, situata a pochi minuti dall’Aeroporto Internazionale di Torino Caselle (collegato dall’autostrada e dalla ferrovia), sarebbe stata comodamente raggiungibile dal centro città e dal Villaggio Olimpico sia con i mezzi pubblici che con le automobili, che avrebbero tra l’altro avuto a disposizione un parcheggio da 5.000 posti. Lo Stadio delle Alpi presentava tutte le caratteristiche necessarie per ospitare le Cerimonie Olimpiche: gli atleti, gli accompagnatori e i volontari impegnati nelle coreografie, avrebbero trovato tutti gli spazi necessari a custodire il materiale richiesto dall’occasione. La struttura architettonica avrebbe garantito un’acustica eccellente in tutte le aree dell’impianto. I posti riservati alle radio e alle televisioni sarebbero stati adeguati alle esigenze delle tecnologie più sofisticate di ripresa e trasmissione. 54 Rapporto di Candidatura nel 1998 si pianificò che, nei tre anni precedenti l’appuntamento Olimpico, la città e tutto il territorio coinvolto dall’evento, avrebbero ospitato convegni, rassegne di spettacolo, concerti, film e mostre, volti a illustrare aspetti degli sport invernali abbinati alle attività economiche e culturali della tradizione locale. I valori morali del confronto sportivo e della sfida Olimpica sarebbero stati anche ripresi da una mostra sui grandi campioni, interpreti non solo di gesti sportivi ma anche umani sia nel momento della vittoria che della sconfitta. Sarebbero stati inoltre proposti momenti di formazione e conoscenza sull’ambiente alpino interessato dai Giochi e sulle sue trasformazioni Architettura, natura, vita locale ed economia sarebbero stati indagati ed osservati attraverso stage specifici, nel corso della preparazione ai Giochi. Durante l’evento Olimpico sarebbe stata allestita in piazza Castello, nel cuore della città, una “Piazza Olimpica” per i cittadini e gli ospiti che, nel corso della giornata, avrebbe visto collegamenti con i campi di gara e sarebbe stata sede delle premiazioni e di spettacoli organizzati; tutto con lo scopo di alimentare tra la gente lo spirito della grande festa sportiva. Una particolare attenzione sarebbe stata rivolta al mondo giovanile. Già nel 1998, infatti, grazie all’iniziativa “Pass 15” tutti i torinesi che compivano il quindicesimo anno d’età avevano la possibilità di usufruire gratuitamente, per un anno, delle offerte culturali e sportive della città. Simili iniziative sarebbero state replicate e potenziate. Un apposito investimento sarebbe stato dedicato al progetto di preparazione di giovani volontari, che, grazie a uno specifico corso di formazione, sarebbero stati preparati a svolgere un qualificato servizio di accoglienza. Il “Campo Internazionale della Gioventù”, inoltre, sarebbe stato organizzato a Torino, in un grande palazzo dell’Ottocento (che si prevedeva diventasse un campus per gli studenti del Politecnico entro il 2004). I 500 ospiti previsti avrebbero alloggiato in stanze singole e doppie e avrebbero avuto a disposizione biblioteche, sale studio, palestre e aree per il tempo libero. La scelta dei partecipanti sarebbe stata effettuata dai Comitati Olimpici Nazionali, ognuno dei quali avrebbe potuto inviare cinque persone. Nel caso in cui non si fosse arrivati a cinque partecipanti, sarebbe stato adottato un criterio di selezione in accordo con l’ACNO. > Indice < Campo giovani 17.8) Il percorso della Fiamma Olimpica CASELLE Villaggio olimpico Cerimonie STURA STADIO DELLE ALPI Centro stampa principale International Broadcasting Centre Villaggio Media I Villaggio Media II Ferrovia DORA PORTA SUSA PORTA NUOVA LINGOTTO Stazione ferroviaria Una volta in Italia, la Fiamma avrebbe attraversato il Paese da Sud a Nord, percorrendo un itinerario che avrebbe coinvolto tutte le Regioni. Sarebbero state toccate le principali città italiane, ma anche paesi e villaggi che ospitavano i tesori d’arte meno conosciuti sarebbero stati riscoperti da questo grande evento itinerante. Prima di raggiungere Torino — dove la Fiamma avrebbe dovuto transitare nel Villaggio Olimpico prima di fare il suo ingresso nello Stadio delle Alpi per la Cerimonia Inaugurale — il fuoco sacro di Olimpia avrebbe visitato Cortina (sede delle Olimpiadi Invernali del 1956) e tutte le località alpine sede di gara. Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Torino 2006, in fase di stesura del Dossier di Candidatura, si pianificò che sarebbe stato organizzato con la collaborazione delle sedi provinciali del CONI, delle principali associazioni sportive locali, di gruppi di volontari e della Federazione Italiana di Sport Disabile. Snodo ferroviario Le due Cerimonie, tra loro molto diverse, avrebbero rappresentato lo spirito Olimpico attraverso la “messa in scena” della tradizione sportiva e culturale del Piemonte e dell’Italia. 17.6) Cerimonia di Apertura della Sessione CIO La Cerimonia di Apertura della sessione CIO si sarebbe dovuta tenere al Teatro Regio (1.600 posti a sedere). Il Teatro Regio è il teatro dell’Opera di Torino. Venne inaugurato nel 1740 e, a seguito di un incendio che lo distrusse nel febbraio del 1936, fu ricostruito interamente su disegno dell’architetto Mollino, mantenendo però la sua antica facciata. Arturo Toscanini ne fu direttore stabile e artistico. Rapporto di Candidatura 55 17.7) La Cerimonia di Benvenuto La Cerimonia di Benvenuto nel Villaggio Olimpico si sarebbe dovuta tenere all’interno della piazza centrale della struttura, che avrebbe diviso la zona internazionale dalla zona riservata agli atleti. > Indice < 18) Garanzie Oggetto garanzie Oggetto garanzie Fornite da Ottenute Supporto Presidente della Repubblica, Governo Si Supporto Autorità comunali, provinciali e regionali Si Supporto Autorità di altri comuni interessati dai Giochi Olimpici: Sestriere, Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo, Torre Pellice, Claviere Si Accordo di adempimento degli obblighi; rispetto della Carta Olimpica, tra cui il libero accesso al paese ospite e la libera circolazione delle persone accreditate Governo Si Accordo di adempimento degli obblighi; rispetto della Carta Olimpica, tra cui il libero accesso al paese ospite e la libera circolazione delle persone accreditate Autorità Comunali, Provinciali e Regionali Si Accordo di adempimento degli obblighi; rispetto della Carta Olimpica, tra cui il libero accesso al paese ospite e la libera circolazione delle persone accreditate Autorità di altri comuni interessati dai Giochi Olimpici: Sestriere, Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo, Torre Pellice, Claviere Si Rappresentazione della città candidata da parte del comitato di candidatura e della delegazione delle autorità per la firma di contratti e impegni Autorità Comunali, CONI Si Libertà di esercitare le funzioni Olimpiche Governo Si Governo Si Autorità Comunali, Provinciali e Regionali Si Garanzie finanziarie Governo Si Controllo dei prezzi Autorità competenti e AIAT Si Fornite da Ottenute Governo e autorità comunali Si Utilizzo di Siti Autorità comunali Si Utilizzo di Siti Autorità di altri comuni interessati dai Giochi Olimpici: Sestrières Spa, Colomion Spa, Sauze d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo Si FIBT, FIL, FIS, IBU, IIHF, ISU, WCF Si Governo, autorità comunali e proprietari interessati: Ingest Spa e Sestriere Spa Si Realizzazione dei necessari investimenti medici Governo e Autorità Regionali Si Finanziamento servizi di sicurezza e altri servizi dell’autorità pubblica Autorità nazionali Si Importazione, utilizzo e esportazione di merci Autorità Comunali, Provinciali, Regionali e Prefettura Si Conformità dei lavori al piano urbanistico e alla legislazione di tutela ambientale Autorità regionali e proprietari interessati Si Albergatori: AIAT Si Organizzazione dei Giochi in conformità con il Programma Olimpico Comitato promotore Torino 2006 Si Modifiche necessarie relative ai trasporti Autorità competenti Si Governo, Autorità Comunali, Provinciali e Regionali Si Autorizzazione all’utilizzo di strumenti di telecomunicazione Impegno a non svolgere altri incontri o eventi durante i Giochi Olimpici, una settimana prima o una settimana dopo i Giochi Autorità nazionali Si Impegno a non svolgere altri incontri o eventi durante i Giochi Olimpici, una settimana prima o una settimana dopo i Giochi Autorità di altri comuni interessati dai Giochi Olimpici: Sestriere, Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo, Torre Pellice, Claviere Si FIBT, FIL, FIS, IBU, IIHF, ISU, WCF Si Finanziamento di lavori necessari nei Siti di Gara Siti di Gara Costruzione e utilizzo dei Villaggi Olimpici Partecipazione al piano di sicurezza per i Giochi Realizzazione di infrastrutture di alloggio da costruire Disponibilità di posti letto necessari conformemente alle condizioni finanziarie stabilite dal Contratto della città ospite Disponibilità delle attrezzature e dei servizi tecnici Autorità nazionali e Telecom Italia Spa Si Città Candidata Si Installazione di MPC e di IBC Proprietari interessati: Ingest Spa Si Copertura dei Giochi Olimpici Potenziale società di teletrasmissione: RAI Si Adempimento degli obblighi (di cui al Contratto della città ospite) Periodo scelto per i Giochi Olimpici 56 Rapporto di Candidatura Questo capitolo, ultimo per collocazione e non certo per importanza, consta di un lungo elenco delle garanzie richieste dal CIO che sono state in parte esplicitate nelle pagine precedenti. La garanzia è uno strumento attraverso cui si certificano le affermazioni più importanti ed impegnative contenute nel Dossier di Candidatura. Il tipo ed il numero delle lettere, così come il contenuto, è predeterminato. Torino ottenne tutte le garanzie necessarie per potersi candidare a sede dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006. > Indice < Una Candidatura innovativa, quella appena descritta, che offriva al mondo dello sport una città e un territorio da scoprire, in grado di garantire al pubblico e agli atleti un’ospitalità d’alto livello e impianti sportivi tecnicamente adeguati. Al contempo, la Candidatura era una sfida che andava vinta; una scommessa del territorio sul proprio futuro e una rappresentazione della voglia di uscire dalla gabbia della proverbiale sobrietà sabauda, diffondendo la propria torinesità fatta di gente operosa e seria, di una città civile e un po’ nordica dal carattere mediterraneo, multietnico e internazionale. Possono essere così sintetizzati gli obiettivi e le finalità che hanno dettato il Dossier raccontato nelle pagine di questo Rapporto. A questo punto è però importante segnalare come, rispetto ai progetti originari della Candidatura, più di qualche elemento organizzativo e progettuale è cambiato nella realizzazione effettiva dei Giochi, pur rimanendo inalterato il desiderio di offrire il miglior evento possibile a tutti gli interlocutori Olimpici. Tali cambiamenti potranno essere approfonditi da un confronto tra quanto riportato nelle pagine di questo documento e quanto descritto nella nostra Relazione Finale. In questa fase, invece, ci proponiamo di porre l’accento sulle macro-aree d’intervento e trasformazione poste in essere tra la stesura del Dossier di Candidatura e il Gamestime, per tirare le fila di un progetto complesso come quello Olimpico. Dopo la presentazione del Dossier e più approfondite analisi con i soggetti istituzionali, il Comitato Organizzatore individuò soluzioni e configurazioni migliori e meglio integrate nel sistema. In altri casi, invece, problemi concreti emersi in corso d’opera, resero necessario ricorrere a scelte e risposte alternative. Le modifiche più rilevanti riguardarono, senza alcun dubbio, la distribuzione degli impianti sul territorio. Tali interventi furono operati in più fasi. Un primo stadio và individuato tra la presentazione della Candidatura e l’ottobre del 2000, periodo in cui due separati gruppi di lavoro guidarono un’analisi approfondita del Sistema Olimpico al fine di ridisegnare la localizzazione delle Venue di città e di montagna. Gli obiettivi erano quelli di conseguire una maggiore efficienza in termini di servizi forniti durante i Giochi (ad esempio, concentrando i Siti in città si poteva ottenere una riduzione dei tempi e dei costi di trasporto); di tenere in debita considerazione la destinazione post-Olimpica delle infrastrutture scelte per ospitare le competizioni Olimpiche; di superare ogni possibile impedimento legato a fattori amministrativi e ambientali (ad esempio, la ricollocazione dell’impianto di bob, originariamente locato su di un’area soggetta a frane). Nell’ottobre del 2000, il Tavolo Amministrativo di TOROC approvò le proposte formulate dai due gruppi di lavoro. Ciò nonostante, tra questa data e l’agosto del 2002 furono predisposti nuovi cambiamenti al fine di ottimizzare ulteriormente la configurazione del Sistema Olimpico. Più in dettaglio, a Torino, lo Stadio Olimpico, le strutture per gli sport del ghiaccio e il Villaggio Olimpico, inizialmente previste nell’area nord della città – nei pressi dello Stadio delle Alpi – sono state ricollocate nell’area Sud. Su indicazione del Consiglio Comunale, sulla base di valutazioni strategiche inerenti l’ottimizzazione della gestione degli spazi comunali e l’impiego post-olimpico delle infrastrutture, è stato identificato un “Distretto Olimpico” che ha avuto come centro il Lingotto. L’ex complesso industriale, già da tempo trasformato in un grande centro congressi e in area commerciale, ha ospitato il centro stampa e il centro radiotelevisivo, oltre all’Hotel della Famiglia Olimpica presso l’albergo Meridien Lingotto (originariamente era previsto di ospitare la Famiglia Olimpica presso l’ex sede FIAT di Corso Marconi riconvertita in hotel di lusso). A breve distanza dal Lingotto sono stati, invece, collocati il Villaggio Olimpico, un Villaggio Media, gli impianti per il pattinaggio di velocità, il pattinaggio artistico, lo short track e l’hockey. In seguito allo spostamento dell’”asse” degli impianti dalla Continassa al Lingotto, si decise quindi l’utilizzo dello Stadio Comunale di Torino, debitamente ristrutturato, in quanto Stadio Olimpico per le Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi, al posto dello Stadio delle Alpi. Tale decisione fu anche dettata dalla volontà di rimettere in uso un’importante struttura cittadina ormai da tempo abbandonata. 57 Rapporto di Candidatura Conclusioni La mappa Olimpica di Torino è quindi cambiata radicalmente rispetto alla Candidatura, assumendo una forma più compatta e funzionale, apprezzata dal CIO e dalle Federazioni Sportive Internazionali. Anche fuori città si sono registrati importanti mutamenti: a Pinerolo si è disputato solo il torneo di curling mentre in Candidatura era previsto che si svolgesse una parte del torneo di hockey. Il cambiamento principale ha però riguardato bob, > Indice < Data di decisione Location Originaria Location Definitiva Villaggio Olimpico Torino G-5,5 Torino Nord Lingotto-Mercati Generali Oval Lingotto G-5,5 Torino Nord Lingotto Stadio Olimpico G-3,5 Torino Nord Vecchio Stadio Comunale Palasport - Torino G-3,5 Torino Nord Vicino allo Stadio Olimpico Villaggio Olimpico Area Montana G-5,5 - Sestriere Bardonecchia Bob G-4 Oulx Cesana Sci Alpino G-4 Bardonecchia Sestriere CC Paralimpico e Biathlon G-3 Cesana Pragelato Venue Le scelte strategiche in merito alla riconfigurazione del Sistema Olimpico furono influenzate da una serie di valutazioni chiave che possono essere così riassunte: • l’importanza di puntare alla rivalutazione e riciclo delle strutture esistenti o delle aree in disuso, invece di costruirne delle nuove. • L’attenzione all’uso post–Olimpico, concetto guida nella fase di pianificazione del Sistema Olimpico. La capacità delle strutture Olimpiche (competitive e non), infatti, non dovrebbe essere designata sulla base del numero potenziale di spettatori durante i Giochi ma sulle esigenze permanenti post-Olimpiche della città. • L’esigenza di compattare il Sistema per contenere i costi e la complessità dei servizi di trasporto e consegna. Questo assunto deve però convivere con il fatto che, quanto più ampia è l’area coinvolta dai Giochi, tante più zone possono beneficiare delle relative attività d’investimento e promozione e, conseguentemente, in queste zone diviene più facile che si sviluppi consenso presso le popolazioni locali. • La necessità di una forte ed effettiva valutazione ex-ante della strategia ambientale (costruita e portata avanti mediante un dialogo costante con le principali organizzazioni ambientali e con le comunità locali), cruciale al fine di minimizzare l’impatto delle strutture da costruirsi sul territorio. Il ricollocamento di alcuni impianti e, in alcuni casi, il loro ridimensionamento (generato anche da considerazioni legate alla capacità dei trasposti pubblici sul territorio), ha sortito notevoli effetti sul numero di spettatori che le singole Venue potevano ospitare e, di conseguenza, ha ridotto il numero di biglietti per le competizioni Olimpiche disponibili sul mercato. 58 Rapporto di Candidatura slittino e skeleton: per ragioni di stabilità geologica, la pista originaria - prevista a Beaulard in fase di Candidatura - è stata inizialmente ricollocata a Oulx. Poi, la scoperta di tracce di asbesto naturale nel terreno ha imposto di trovare un’ulteriore soluzione alternativa: il 25 marzo 2002 il Consiglio di Amministrazione del TOROC ha approvato la nuova localizzazione, a Cesana, in località Pariol-Grenier. Anche la pista di freestyle, a Sauze d’Oulx, che originariamente era stata prevista più in alto, a Clotesse, per ragioni ambientali e di complessità delle opere è stata riposizionata e spostata ad un’altitudine inferiore. Le altre discipline alpine, invece, non hanno subito variazioni: sci alpino tra Sestriere, Bardonecchia e Cesana San Sicario; snowboard a Bardonecchia; sci di fondo, salto e combinata nordica a Pragelato. Per quanto riguarda i Villaggi Olimpici, inoltre, inizialmente era prevista la realizzazione di un unico grande Villaggio per gli atleti a Torino, lo Spina 3, che doveva ospitare anche i protagonisti delle discipline della neve. In realtà, poi, sono stati predisposti tre Villaggi Olimpici - uno in città a Torino e due in montagna, a Sestriere e a Bardonecchia – al fine di facilitare agli atleti il raggiungimento dei Siti di gara nell’area montana. Una minore disponibilità di biglietti ha generato, di conseguenza, una revisione dei prezzi di vendita dei tagliandi, portando il range dai 20 € (per le partite di hockey femminile, freestyle o sci di fondo) sino agli 850 € per i posti più esclusivi della Cerimonia di Apertura. TOROC, comunque, garantì, all’interno di questa ampia gamma, più categorie di prezzo tra le quali gli acquirenti e appassionati di sport potessero scegliere e assicurarsi un posto per assistere alle competizioni. E’ evidente, anche, il cambiamento delle date di svolgimento dei XX Giochi Olimpici di Torino 2006. Se, infatti, durante la redazione del Dossier di Candidatura si pianificò che le competizioni si sarebbero tenute dal 4 al 19 febbraio 2006, > Indice < Un altro cambiamento rilevante ha riguardato i controlli anti-doping: se, nel 1998, si pianificò che le analisi per la ricerca di sostanze dopanti dovessero essere effettuate nel laboratorio del CONI dell’Acqua Acetosa, accreditato dal CIO nel 1982 e sorto a Roma nel 1962, nel Games-time, invece, si potè contare su di un Centro Regionale Antidoping, l’“Alessandro Bertinaria”, situato nel parco dell’Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassano. La nuova struttura rispondeva a una precisa indicazione del CIO secondo cui il Centro Antidoping doveva trovarsi nella stessa città dei Giochi. Per soddisfare questa necessità, l’Università degli Studi di Torino, la Regione Piemonte, l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino e l’Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassano, diedero vita a un consorzio che portò a compimento i lavori in poco più di un anno di tempo. La struttura, costata circa 13 milioni di €, ha permesso a TOROC e WADA - l’Agenzia Mondiale Antidoping – di gestire al meglio le attività di controllo degli atleti Olimpici (e Paralimpici). Un altro elemento di novità rispetto al Dossier di Candidatura, è stata anche l’introduzione in Italia della nuova legge sul doping, ovvero la “Legge 14 dicembre 2000, n. 376” sulla “Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping”. Al fine di fornire una panoramica sulle principali variazioni intercorse tra la pianificazione del Comitato Promotore e l’esecuzione del Comitato Organizzatore, non si può prescindere dal ricordare che, in fase di Candidatura, venne ipotizzato che sarebbe stata la RAI (Radio Televisione Italiana - Società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo), a fornire il broadcast originario dell’evento e i servizi radio televisivi al Comitato Organizzatore. La soluzione che venne invece adottata fu l’impegno operativo diretto del TOBO (Torino Olympic Broadcasting Organisation) - che divenne, quindi, la divisione interna di TOROC incaricata di produrre e distribuire il segnale per la completa copertura radiotelevisiva dei Giochi Olimpici. umane (dipendenti e volontari) necessarie per gestire l’organizzazione e il corretto svolgimento dei Giochi Olimpici di Torino 2006. In modo analogo, furono riviste, al rialzo, anche le proiezioni sul numero di mezzi necessari per garantire un soddisfacente servizio di trasporti all’interno del Sistema Olimpico. 59 Rapporto di Candidatura TOROC decise di posticiparle nel periodo dal 10 al 26 febbraio per evitare una sovrapposizione con la data del Superbowl in USA (5 febbraio 2006), annunciata dopo la presentazione del Dossier. Infine, nell’identificazione delle macro-aree di cambiamenti intercorsi è opportuno ricordare la revisione della stima - in positivo - sul numero di risorse > Indice < Credit Direttore Immagine ed Eventi Andrea Varnier Responsabile Servizi Editoriali Moira Martin Coordinamento editoriale ed editing Cohn & Wolfe, Milano Erica Petrazzini Progetto grafico editoriale Casati Graphic Studio, Novara Testi 60 Rapporto di Candidatura Cohn & Wolfe, Milano > Indice <