Rapporto di Candidatura

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Rapporto di Candidatura
Rapporto di Candidatura
XX Giochi Olimpici Invernali
Torino 2006
Indice
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1) Caratteristiche Nazionali, Regionali e della Città Candidata
1.1) Un Paese che cresce
1.2) Autorità politiche e loro sostegno alla Candidatura
1.3) Le risorse economiche del Paese e del territorio piemontese
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2) Aspetti Legali
2.1) Il Comitato per la Candidatura
2.2) L’Associazione Torino 2006
2.3) Organigramma dei Comitati
2.4) Il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici – COGO
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3) Formalità Doganali e di Immigrazione
3.1) Normative e procedure doganali e di immigrazione
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4) Aspetti Ambientali
4.1) Il contesto
4.1.1) Panoramica sul territorio: la Città di Torino e il Piemonte
4.1.2) Competenze ambientali delle Autorità
4.2) L’attenzione del Comitato Promotore all’Ambiente
4.3) Scelte finalizzate al contenimento dell’impatto ambientale
4.4) Il coinvolgimento della popolazione e delle Organizzazioni Ambientali
4.5) Garanzie ufficiali
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5) Aspetti Economici
5.1) Garanzie finanziarie dello Stato Italiano
5.2) Il Controllo dei prezzi sugli impianti e le infrastrutture Olimpiche 5.3) Budget
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6) Marketing
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6.1) Il piano di marketing 15
6.2) I veicoli promozionali del piano di marketing: biglietti, lotterie, monete commemorative e Sponsor Village
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7) Programma dei Giochi
7.1) Scelte e motivazioni
7.2) Calendario delle gare
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8) Sport e Siti di gara
8.1) I Siti di gara 8.2) Gli Sport Event
8.3) Le risorse umane
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9) Discipline Sportive
9.1) Biathlon
9.2) Bob
9.3) Curling
9.4) Hockey su ghiaccio
9.5) Slittino
9.6) Pattinaggio di velocità , pattinaggio di figura e short track 9.7) Sci alpino
9.8) Sci di fondo
9.9) Salto
9.10) Combinata nordica
9.11) Freestyle
9.12) Snowboard
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10) Villaggi Olimpici
10.1) Le strutture ricettive per gli atleti
10.2) Il Villaggio Olimpico di Torino
10.2.1) Progetto del Villaggio Olimpico
10.2.2)Trasporti all’interno del Villaggio Olimpico
10.2.3) Misure di sicurezza previste
10.2.4) Servizi
10.2.5) Garanzie
10.3) Il Villaggio Olimpico di Sestriere
10.4) Direttive del CIO
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Introduzione
11.1) Il contesto sanitario nazionale e locale 11.1.1) La legislazione italiana sulla pratica medica
11.1.2) La legislazione italiana sul doping
11.2) Qualità dell’acqua potabile e dell’aria 11.3) Disposizioni previste per i Giochi
11.3.1) Piani d’investimento
11.3.2) Interventi d’urgenza
11.3.3) Piani di evacuazione
11.3.4) Laboratori anti-doping
11.3.5) Ospedali per la Famiglia Olimpica
11.3.6) Reclutamento, selezione e formazione del personale sanitario
12) Sicurezza
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12.1) La Sicurezza Pubblica in Italia
12.2) Il piano generale di sicurezza e l’impegno per Giochi
12.2.1) La funzione Sicurezza interna al COGO
12.2.2) Le relazioni tra il COGO e le Autorità di Pubblica Sicurezza
12.3) Le Garanzie
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13) Accoglienza
13.1) Le strutture ricettive
13.1.1) Le nuove strutture d’accoglienza a Torino e nel Piemonte
13.1.2) L’Hotel ufficiale del CIO
13.1.3) Strutture d’accoglienza alternative
13.2) Accordi con le associazioni degli albergatori
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14) Trasporti
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14.1) La rete di trasporti esistente e i relativi sviluppi
14.1.1) Il sistema dei trasporti pubblici 14.1.2) La linea ferroviaria
14.2) La gestione globale dei trasporti durante i Giochi 15) Tecnologie
15.1) I sistemi di telecomunicazione: la situazione nel 1998
15.2) Iniziative e soluzioni previste per i Giochi 15.3) La gestione dei sistemi informativi in Piemonte 15.4) Le soluzioni previste per i Giochi
15.5) Le procedure organizzative
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16) Media
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16.1) L’International Broadcasting Centre (IBC) e il Main Press Centre (MPC) 50
16.2) I servizi tecnici
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17) Olimpismo e Cultura
17.1) La vocazione Olimpica della Città di Torino
17.2) Il programma di educazione e promozione della cultura sportiva
17.3) Il programma culturale 17.4) Budget
17.5) Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi
17.6) Cerimonia di Apertura della Sessione CIO 17.7) La Cerimonia di Benvenuto
17.8) Il percorso della Fiamma Olimpica
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18) Garanzie
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Conclusioni
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11) Servizi Medici e Sanitari
Introduzione
Oggi, a Olimpiadi finite, si riflette ancora sulla lungimiranza del generale dei
Carabinieri Franco Romano. Fu infatti lui a proporre, ai presidenti di Regione
e Provincia e al sindaco di Torino, l’idea coraggiosa di ospitare le Olimpiadi a
Torino. Né si può dimenticare l’intuizione e l’entusiasmo di Gianni Agnelli,
che immaginò Torino come sede ideale per le Olimpiadi Invernali e ispirò
concretamente la Candidatura.
Dimostrazioni, queste, di quanto i tempi fossero cambiati e di come questa città
industriale - dove si producevano automobili e cioccolatini, dove si giocava a
calcio o, al massimo, si remava sul fiume - avesse tutte le carte in regola per
ospitare il più importante tra gli eventi sportivi al mondo.
La proposta, quindi, arrivò da due appassionati che avevano contribuito al
successo dei Mondiali di Sci di Sestriere ’97, ma fu immediatamente fatta
propria dalle tre Istituzioni: Regione, Provincia e Comune.
presentò la propria Candidatura al CIO nei primi giorni di marzo del 1998. A
questo punto si aprì una partita a sei, che vide la cittadina svizzera di Sion (grande
favorita, al terzo tentativo), Helsinki (Finlandia), Poprad Tatry (Slovacchia),
Zakopane (Polonia), Klagenfurt (una candidatura con una percentuale di Italia,
Tarvisio, ma prevalentemente austriaca), come avversarie.
Il sindaco di Torino, Valentino Castellani, il presidente della Regione Piemonte,
Enzo Ghigo, e la presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, si trovano
immediatamente d’accordo sulle persone da scegliere per guidare questa
avventura: Giorgetto Giugiaro e Evelina Christillin vennero nominati presidenti
del Comitato Promotore.
L’accordo espresso per queste nomine fu un chiaro segnale della visione
comune del futuro del territorio: un futuro da costruire con lungimiranza e con
attenzione a dinamiche economiche nuove per Torino e per il Piemonte.
Bisogna invece risalire agli ultimi mesi del 1997 per comprendere le energie
e la passione profuse per arrivare alla realizzazione di quello che, in un primo
momento, poteva sembrare solo un bel sogno. In quei mesi, infatti, le Istituzioni
decisero di consegnare, in tempi rapidissimi, un dossier di presentazione che
potesse convincere la Giunta del CONI a scegliere Torino come città italiana
candidata a ospitare i XX Giochi Olimpici Invernali. Il ballottaggio era con
un’altra proposta, anch’essa fuori dagli schemi consolidati del paesaggio
Olimpico invernale: Venezia, che con le sue Dolomiti avrebbe potuto costituire
un progetto affascinante e ambizioso.
Si capì che era il momento di rischiare, di mettersi alla prova e di uscire da
uno stereotipo consolidato di città ferma, chiusa, ancorata a certezze ormai
superate.
La Candidatura, prima ancora dei Giochi (anche perché il successo era tutt’altro
che scontato), venne considerata un investimento, un’operazione di marketing
del territorio, una grande campagna promozionale per la città e per tutta la
Regione. Fu necessario, infatti, confrontarsi, per quasi diciotto mesi, con altri
Paesi e far parlare di sé i media di tutto il mondo. Al tempo stesso, lo sforzo
progettuale richiesto dalla redazione del Dossier di Candidatura (tre volumi in
inglese e francese che raccoglievano i progetti della Torino Olimpica) offrì la
possibilità di mettere alla prova la capacità del sistema di cooperare, di elaborare
progetti comuni e condividere obiettivi.
Ci si rese subito conto, tra l’altro, che il successo dell’evento doveva fondarsi su
di un solido patto tra il territorio urbano e montano; patto che conducesse ad
un altrettanto solido legame tra città e montagna, in grado di ridefinire una
vocazione che unisse i patrimoni sociali, economici e culturali.
Forse per il recente successo organizzativo di Sestriere ’97, forse per il peso di
un convinto sostenitore della città, Primo Nebiolo, Torino vinse nettamente e
In questa fase, si delineò una Torino come polo per gli sport del ghiaccio, con
un’appendice pedemontana a Pinerolo; un’area alpina, con un fulcro naturale a
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Qualunque discorso sulle Olimpiadi di Torino 2006 ha un punto di partenza
obbligato: la Candidatura. Una fase decisiva, perché è stato quello il momento
in cui lo Sport italiano, le Istituzioni locali e quelle nazionali hanno assunto
l’impegno – con loro stessi, con i cittadini e poi con il Comitato Olimpico
Internazionale – di organizzare i XX Giochi Olimpici Invernali.
Una vera e propria unità d’intenti, quindi, fondata sul profondo e partecipato
desiderio dell’intera nazione di poter ospitare i Giochi ancora una volta.
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Queste informazioni, arricchite da studi preliminari e visualizzazioni
tridimensionali, furono raccolte e pubblicate nel Dossier di Candidatura,
assieme a informazioni dettagliate sul territorio, sulla finanza pubblica e sulle
previsioni di budget per il futuro Comitato Organizzatore. Tutto venne messo
insieme sulla base di stime ricavate dai documenti di candidature precedenti
(a cominciare da Roma 2004) e sulla base dei parametri previsti dal CIO e
dalle Federazioni Internazionali. La credibilità del progetto fu assicurata da un
insieme di garanzie ufficiali, di istituzioni e imprese private, ma soprattutto da
un documento del Governo Italiano che si impegnò a mettere a disposizione
1.091 miliardi di Lire (circa 560 milioni di €) in caso di successo di Torino.
Il Dossier venne poi consegnato al CIO, a Losanna, il 31 agosto del 1998 da una
delegazione guidata dal direttore generale del Comitato Promotore, Giuliano
Molineri, e da Evelina Christillin. Da quel momento la palla passò agli esperti del
CIO, che analizzarono a fondo il documento.
consapevolezza che il Piemonte, nel 2006, avrebbe avuto a disposizione nuove
infrastrutture, risorse e competenze, in grado di lasciare un’eredità di sviluppo e
una nuova identità per il territorio.
Al termine delle pagine di questo Rapporto, invece, verrà presentata una breve
panoramica sui principali cambiamenti strutturali e organizzativi intercorsi tra
i progetti originari della Candidatura e i Giochi Olimpici.
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Sestriere, per le discipline della neve; in mezzo, un’autostrada, due strade statali
e due linee ferroviarie, per rendere le distanze compatibili con gli standard
Olimpici e con le richieste del CIO.
In città, gli impianti principali furono pensati nell’area Continassa, intorno allo
Stadio delle Alpi. Tra gli interventi previsti ci furono anche la ristrutturazione
del Palavela, la costruzione di un impianto per il ghiaccio in corso Tazzoli
e la realizzazione del Villaggio Olimpico nell’area di Spina 3 (Torino Nord).
In montagna, si decise di dividere lo sci alpino tra Sestriere, San Sicario e
Bardonecchia. Sci di fondo e salto andarono a Pragelato, bob, slittino e skeleton
a Beaulard e freestyle a Sauze d’Oulx.
Il Sistema Olimpico di Torino 2006 prese forma in poche settimane rispecchiando,
in massima parte, le proposte già formulate nel documento presentato al CONI
pochi mesi prima.
Le pagine a seguire vogliono essere una sintesi attenta dei volumi del Dossier di
Candidatura presentato nel 1998, al fine di ripercorrere l’impegno profuso dagli
attori coinvolti per vincere la sfida dei Giochi Olimpici di Torino 2006.
I progetti elaborati e di seguito raccontati sono la dimostrazione della volontà
di gettare delle solide basi per realizzare una grande edizione dei Giochi. Sarà
palese, capitolo dopo capitolo, che l’attenzione posta al destino degli impianti
e a tutte le esigenze, ambientali e sociali del territorio, era dettata dalla
> Indice <
1) Caratteristiche Nazionali, Regionali e della Città Candidata
1.2) Autorità politiche e loro sostegno alla Candidatura
L’Italia è una Democrazia Parlamentare che, al tempo della redazione del Dossier
di Candidatura, presentava un’economia di mercato in forte sviluppo, frutto di un
processo di trasformazione economica tipica dell’era post-industriale che il Paese
aveva vissuto negli ultimi venti anni.
Nel 1998, più del 60% della popolazione era occupata nel settore terziario, con
una progressiva riduzione del lavoro nel settore industriale (30% circa) e agricolo
(meno del 10%).
In quegli anni, tutte le forze politiche e sociali del Paese erano impegnate in un
grande sforzo di rinnovamento e risanamento economico. Il bilancio primario
dello Stato era in attivo dopo decenni di indebitamento, l’inflazione era scesa
stabilmente sotto il 2%, dopo aver raggiunto, nel 1980, il picco massimo del 21%.
Grazie agli sforzi del Governo e dei cittadini, il 4 maggio 1998 l’Italia era entrata
ufficialmente a far parte dell’Unione Monetaria Europea.
Questa situazione stava producendo grandi vantaggi per lo stato di salute
delle Finanze pubbliche, riducendo, per esempio, il tasso d’indebitamento dello
Stato; stabilizzando il tasso di cambio della valuta e incrementando il mercato
finanziario con l’ingresso di nuove società in borsa.
Dal punto di vista degli enti territoriali, la Carta Costituzionale del 1948, nel
definire l’Italia “una e indivisibile”, ha stabilito le Regioni, le Province e i Comuni
che partecipano all’esercizio dell’attività di Governo in molti settori.
Le Regioni italiane sono venti, di cui cinque a Statuto Speciale, con funzioni
legislative e potestà amministrative di vario grado, a seconda del tipo di
Statuto e delle materie di intervento. Ciascuna Regione è poi divisa in più
Province (per l’esattezza, 103 enti locali intermedi tra Regioni e Comuni, con
funzioni amministrative e compiti di programmazione), a sua volta divise in
Comuni (enti locali di base). I Comuni italiani sono più di ottomila e sono
gli enti di più antica tradizione ed espressione dei nuclei sociali stanziati
sul territorio. Rappresentano la comunità locale, ne curano gli interessi e ne
promuovono lo sviluppo.
Va ricordato, infine, che la legislazione italiana del 1998 si stava orientando
verso un progressivo rafforzamento dell’autonomia regionale, attraverso leggi
indirizzate al decentramento amministrativo e alla semplificazione.
La situazione politica del 1998 era frutto di una legislazione elettorale che conduceva
alla graduale aggregazione dei partiti politici in coalizioni opposte. Le due Camere
del Parlamento Italiano venivano infatti elette usando il sistema maggioritario: un
seggio per ogni elettorato era assegnato al candidato con il più alto numero di voti
e, al contempo, il numero di seggi era ripartito in modo corrispondente.
La maggioranza dei seggi era in questo modo attribuita alla coalizione e solo una
piccola parte era suddivisa tra i candidati di partiti individuali. La forza elettorale
dei diversi partiti poteva essere così ottenuta dalla percentuale di voti acquiSiti
nella quota proporzionale dei seggi per la Camera dei Deputati.
Il Governo era costituito dai membri della coalizione dell’Ulivo, composta dai
“Democratici di Sinistra”, dal “Partito Popolare Italiano”, da “Rinnovamento
Italiano” e dai “Verdi”, con il supporto esterno dei membri del Parlamento
appartenenti a “Rifondazione Comunista”.
La Regione Piemonte era governata da un Comitato Esecutivo/Consiglio capeggiato
dal “Polo delle Libertà”, guidato da Enzo Ghigo (Forza Italia).
La Provincia di Torino, invece, era governata da una maggioranza di centro-sinistra,
guidata da Mercedes Bresso, membro dei Democratici di Sinistra.
Valentino Castellani era il Sindaco della Città di Torino, mentre i membri del
Consiglio Comunale erano l’espressione di una coalizione di centro-sinistra
che includeva “Alleanza per Torino”, “Democratici di Sinistra”, “Partito Popolare
Italiano”, “Verdi” e “Rifondazione Comunista”.
Sia il Governo che le Autorità Regionali, Provinciali e Comunali (oltre che il CIO
e le Federazioni Internazionali Sportive) manifestarono il loro pieno appoggio
alla Candidatura per i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, fornendo tutte le
garanzie necessarie per il corretto svolgimento dei Giochi in merito agli aspetti
finanziari e logistici.
L’allora Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro, inoltre, ha più
volte manifestato il suo incoraggiamento, estendendo il suo patrocinio sul lavoro
del Comitato Promotore.
Il supporto del Governo e delle Istituzioni locali risulta evidente dalla lista di nomi
che apparivano tra i membri del Comitato d’Onore, del Comitato Promotore e
dell’Associazione di Torino 2006
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1.1) Un Paese che cresce
> Indice <
Come oggi, anche all’epoca della stesura del Dossier di Candidatura il sistema
economico italiano era già noto in tutto il mondo per la qualità delle sue produzioni
manifatturiere. I prodotti italiani ad alta specializzazione e valore aggiunto, come
per esempio quelli del settore tessile, metalmeccanico, dell’abbigliamento e delle
calzature, avevano per lo più origine dalle piccole e medie imprese (caratterizzate
da continue innovazioni di prodotto e di processo e proiettate sui mercati
internazionali) nelle quali un ruolo decisivo avevano le capacità imprenditoriali
e le risorse umane. Molte grandi imprese, inoltre, avevano raggiunto dimensioni
multinazionali. L’Italia possedeva il 50% delle risorse artistiche e culturali del
mondo ed era il terzo Paese più visitato al mondo per turismo.
L’ingresso dell’Italia nell’Unione Monetaria Europea era, tra l’altro, la dimostrazione
più evidente dei progressi compiuti dal Paese. Dopo aver superato le difficoltà
dei primi anni novanta, l’economia italiana aveva ripreso a crescere (come si
nota dai dati relativi al prodotto interno lordo), anche grazie alla consistente
diminuzione dell’inflazione, ormai alle soglie del 2%, e all’abbassamento del tasso
di interesse (5%) che aveva quasi raggiunto i livelli degli altri Paesi europei. Come
testimoniavano i dati dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) la situazione
finanziaria era sensibilmente migliorata tra il 1993 e il 1997, fino a raggiungere
gli obiettivi di stabilità richiesti dal Trattato di Maastricht.
A livello locale, nel 1998 il Piemonte produceva il 9% del reddito nazionale. Al PIL
(Prodotto Interno Lordo) contribuiva per il 55% il settore dei servizi, compresi i
trasporti e il settore bancario, per il 42% il settore dell’industria e per il 3%
l’agricoltura. In particolare, l’artigianato della Regione contribuiva per circa il
10% al valore aggiunto del settore a livello nazionale. Erano presenti circa 300
stabilimenti di imprese a partecipazione estera. L’economia regionale aveva una
spiccata tradizione nel settore automobilistico, in particolare nell’area torinese
dove c’era una concentrazione di capacità produttive, competenze professionali e
know-how, che ha pochi paragoni nel mondo.
Nel resto del Piemonte, le statistiche del 1998 fotografavano la seguente
situazione: presenza di elevati livelli di competenze e specializzazione in numerosi
settori organizzati in distretti industriali (un esempio tra tutti, oltre 7.000 addetti
impegnati in più di 800 aziende nel distretto orafo di Valenza); forte presenza di
grandi industrie tessili multinazionali, accanto alle quali presenziavano più di 2.500
piccole e medie aziende; oltre 1.000 aziende produttrici di piccoli elettrodomestici e
500 imprese che esportavano all’estero il 70% della loro produzione di congelatori,
vetrine frigorifere e camion frigo. Nota in tutto il mondo era poi la produzione
enogastronomica, in cui operavano sia grandi imprese che piccole aziende.
La Città di Torino presentava una buona stabilità finanziaria, confermata, nel
1997, da un’autorevole valutazione della Standard & Poor’s, la quale aveva
assegnato alla città il rating di controparte “AA- prospettive stabili”. Anche grazie
a tale lusinghiero giudizio, Torino aveva visto diminuire il costo medio dei propri
finanziamenti.
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1.3) Le risorse economiche del Paese e del territorio piemontese.
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2) Aspetti Legali
2.2) L’Associazione Torino 2006
La Candidatura di Torino per l’organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali è
stata promossa e sostenuta da tre Enti pubblici: il Comune di Torino, la Provincia
di Torino e la Regione Piemonte, che hanno, a tal fine, provveduto a costituire un
Comitato d’Onore e un Comitato Promotore.
• Comitato d’Onore: aveva il compito di sollecitare e favorire il consenso nei confronti
della Candidatura di Torino, tanto sul piano locale che nazionale ed internazionale.
E’ stato presieduto dal Sindaco, dal Presidente della Provincia, dal Presidente della
Regione e dai membri italiani del CIO. Vi hanno aderito rappresentanti delle
Istituzioni, del Governo, del CONI, dell’economia e della cultura, e, a livello locale, i
sindaci dei comuni e i presidenti delle comunità montane interessati.
• Comitato Promotore: aveva lo scopo di sostenere la Candidatura di Torino
con le azioni che ritenute più opportune, nelle sedi e nelle occasioni ritenute
idonee. E’ stato presieduto da Giorgetto Giugiaro, designer di fama mondiale,
affiancato da Evelina Christillin, in qualità di Presidente Esecutivo, e da Tiziana
Nasi con la carica di Presidente per le Paralimpiadi; inoltre, ne hanno fatto
parte gli Assessori, in rappresentanza dei Presidenti di Regione, Provincia e del
Sindaco. Hanno fatto parte del Comitato anche rappresentanti delle Istituzioni
di Governo ed Autorità civili e militari, nonché i rappresentanti del CONI in
Piemonte, dirigenti e responsabili di strutture tecniche ed organizzative del
CONI, i rappresentanti delle forze economiche, imprenditoriali e del lavoro
torinesi e piemontesi, i rappresentanti dei comuni interessati agli eventi
sportivi, i rappresentanti delle comunità montane coinvolte, i Presidenti delle
Agenzie Turistiche locali e regionali, i presidenti degli Enti di promozione
sportiva presenti in Piemonte, i rappresentanti delle organizzazioni di aziende
interessate alla logistica e all’organizzazione dei Giochi Olimpici.
Il riferimento operativo del Comitato Promotore è stata l’Associazione TORINO
2006 (senza fini di lucro), costituita il 15.04.98 dal Comune, dalla Provincia, dalla
Regione. Il suo obiettivo era quello di svolgere studi, ricerche, progettazioni,
documentazioni ed attività promozionali tendenti a favorire l’assegnazione alla
Città di Torino dei XX Giochi Olimpici Invernali dell’anno 2006.
Hanno fatto parte dell’Associazione più di 70 persone, tra lo staff interno e i
collaboratori esterni. Nel caso di assegnazione dei Giochi Olimpici, l’impegno ed il
Contratto della Città Ospite sarebbero stati stipulati dal sindaco della Città di Torino,
che aveva il potere di rappresentarla, nonché dal Presidente del Comitato Olimpico
Nazionale Italiano. Inoltre, il finanziamento della Candidatura è stato assicurato
dal patrimonio dell’Associazione Torino 2006, che provvedeva alle spese necessarie
grazie alle proprie entrate, costituite essenzialmente dai contributi delle Istituzioni
locali e dalle sponsorizzazioni di imprese di primo piano a livello nazionale.
Rapporto di Candidatura
2.1) Il Comitato per la Candidatura
> Indice <
2.3) Organigramma dei Comitati
Provincia di Torino
Regione Piemonte
Comitato d’Onore
Consiglio
Valentino Castellani
Sindaco di Torino
Mercedes Bresso
Presidente della Provincia di Torino
Enzo Ghigo
Presidente della Regione Piemonte
Mario Pescante
Presidente del CONI
Primo Nebiolo
Membro del CIO, consulente speciale
Franco Carraro
Membro del CIO
Ottavio Cinquanta
Membro del CIO
Comitato Promotore
Giorgetto Giugiaro
Evelina Christillin
Tiziana Nasi
Istitutions
CONI and FSN
Partners
L’assegnazione dei XX Giochi Invernali a Torino avrebbe portato alla tempestiva
costituzione di un ente giuridico, il COGO, preposto all’organizzazione dei Giochi
stessi, dotato di un adeguato patrimonio di risorse e di strutture per ottemperare
nel migliore dei modi all’incarico. Di tale ente avrebbero fatto parte rappresentanti
del Comune di Torino, della Provincia di Torino, della Regione Piemonte e del
Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Sarebbe inoltre stato assicurato il
coordinamento con il Comitato Promotore, tenuto conto dell’esperienza acquisita
nel tempo dai professionisti e collaboratori che avevano cooperato all’interno del
Comitato stesso.
Presidente
Presidente esecutivo
Presidente delle Paralimpiadi
18 Autorità
6 Autorità
40 Autorità
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Consiglio Comunale
di Torino
2.4) Il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici - COGO
Associazione Torino 2006
Consiglio di Amministrazione
Giorgetto Giugiaro
Evelina Christillin
Presidente
Vice Presidente
Guido Brosio
Consigliere
Tiziana Nasi
Consigliere
Giuseppe Pichetto
Consigliere
Bruno Rambaudi
Consigliere
Giulio Molinari
Staff
Direttore generale
25 persone
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3) Formalità Doganali e di Immigrazione
3.1) Normative e procedure doganali e di immigrazione
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L’Italia è da sempre riconosciuta come un Paese estremamente ospitale, dove
tutti i cittadini del mondo sono i benvenuti.
E’ ai primi posti tra le nazioni più visitate del pianeta e ha relazioni diplomatiche
con quasi tutti gli Stati dei 5 continenti, nonché è firmataria della Convenzione
sull’ammissione temporanea di merci, firmata ad Istanbul il 26/6/90 (che, al tempo
della stesura del Dossier di Candidatura, costituiva lo strumento internazionale più
avanzato in materia) e di altre numerose convenzioni in materia doganale, come, ad
esempio, la Convenzione doganale stipulata a Bruxelles l’1/8/61, volta a facilitare
l’importazione di merci destinate ad esposizioni, fiere o manifestazioni simili.
A seguito di dette normative, per il Comitato Promotore dei XX Giochi Olimpici
di Torino 2006 fu possibile assicurare che le merci, temporaneamente importate
in occasione dei Giochi e, con esse, il materiale professionale al seguito dei
giornalisti (sia inviati da giornali che da radio o televisioni), sarebbero potute
essere ammesse senza pagamento di dazi o tasse d’importazione.
L’Italia ha ospitato diverse manifestazioni di rilievo internazionale, sia di carattere
sportivo che politico. In tali occasioni, le Autorità italiane hanno previsto
procedure doganali particolarmente semplificate che comportavano l’esonero
dalla presentazione di documenti doganali per l’importazione dei materiali.
Queste semplificazioni procedurali sarebbero state garantite dal Governo italiano
anche nel caso in cui i Giochi fossero stati assegnati a Torino.
Nello stesso modo, in conformità con le normative allora vigenti in materia
(in modo particolare il Regolamento n. 918 del 28/3/83 dell’Unione Europea),
sarebbe stata consentita, senza formalità doganali, l’importazione in franchigia
del materiale pubblicitario, degli equipaggiamenti, dei prodotti alimentari e
farmaceutici (per questi ultimi, d’intesa con le Autorità Sanitarie Nazionali).
Inoltre, non esistevano, in Italia, restrizioni o tasse d’alcun tipo per l’uso del
materiale che sarebbe stato prodotto dai media durante i Giochi e diffuso all’estero,
né tasse inerenti la produzione audiovisiva. Le normative in vigore in Italia nel
1998 non prevedevano limitazioni all’importazione di riviste e periodici stranieri.
Non erano applicati dazi doganali sulle predette merci, unicamente assoggettate
(come avviene per tutti i prodotti in vendita in Italia) ad una tassazione che
prevedeva l’imposizione di un’aliquota.
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4) Aspetti Ambientali
4.1.1) Panoramica sul territorio: la Città di Torino e il Piemonte
Torino è una grande città europea situata ai piedi delle Alpi, a ovest della pianura
Padana, a un’altitudine approssimativa di 350 m sopra il livello del mare. La città si
distende lungo la riva del fiume Po, che separa la piana torinese dall’arco collinare.
Le risorse idrologiche comprendono anche il fiume Doria Riparia, il Sangone e
lo Stura. In prossimità della città si trovano la Val di Susa, la Val Chisone, la Val
Germanasca e la Val Pellice.
Torino, che nel 1998 contava 915.000 abitanti è, al contempo, capoluogo di
Provincia e di Regione.
Il Piemonte tutto, invece, all’epoca della redazione del Dossier di Candidatura
contava una popolazione di 4.300.000 abitanti.
Oggi come ieri, si configura per la presenza di tre differenti tipologie di paesaggio
naturale, ognuna delle quali ha delle caratteristiche peculiari:
• la pianura, una distesa di terreno pianeggiante, a una altitudine comunque
superiore rispetto al territorio della Pianura Padana, con una vasta estensione
di zone industriali e urbanistiche;
• la regione alpina, caratterizzata da catene montuose dalle alte vette;
• le colline intorno a Torino, a sud del Po, che offrono uno splendido scenario
naturale.
La Regione presenta il più alto numero di parchi e riserve naturali di tutta l’Italia
(56, per l’esattezza, 11 dei quali vicini all’area Olimpica) ed è in cima alla lista degli
enti territoriali per l’ammontare di investimenti monetari realizzati per proteggere
queste aree. Ricordiamo inoltre che, nel 1997, la Federazione ProNatura e il Touring
Club Italiano, nell’elaborazione di una lista di località che si erano impegnate per
uno sviluppo ambientale sostenibile, aveva inserito 5 località sciistiche Piemontesi
nella graduatoria, tra cui Bardonecchia, Pragelato e Sestriere.
Infine, dal punto di vista culturale, va ricordato che L’UNESCO ha inserito 10
località circostanti Torino tra i Siti considerati patrimonio per l’umanità.
4.1.2) Competenze ambientali delle Autorità
Le Autorità pubbliche sono responsabili di politiche specifiche in materia di
protezione ambientale, sanitaria e civile. Alcuni tra i più importanti aspetti di
queste politiche sono i programmi di controllo dei fattori di rischio ambientale e
le politiche di protezione delle aree naturali.
In dettaglio, Tramite il Ministero dell’Ambiente, lo Stato Italiano fissava, nel 1998,
i parametri d’impatto ambientale dei lavori pubblici.
La Regione aveva invece il compito di stabilire il Piano Regionale in materia ambientale
e di definire il programma relativo alla prevenzione dei rischi connessi (che includeva
misure atte a limitare l’inquinamento acustico e atmosferico e la definizione di
politiche specifiche riguardanti la gestione dei rifiuti e l’economia energetica).
Le Autorità provinciali erano responsabili di monitorare l’ambiente e, in
generale, le politiche relative, avendo potere in materia di: autorizzazione di
bonifiche e drenaggio idrico, concessione dei prelevamenti idrici, pianificazione e
monitoraggio, su vasta scala, dei processi di smaltimento dei rifiuti.
Il Comune era poi responsabile del controllo e della gestione delle iniziative per
la riduzione dell’inquinamento, dell’elaborazione di piani urbanistici e del piano
energetico comunale, del piano per la circolazione urbana e del piano comunale per
la gestione dei rifiuti. I Comuni dell’area montana, infine, elaboravano documenti
ufficiali riguardanti l’uso del territorio e fornivano dei servizi volti a soddisfare i
fabbisogni specifici dei villaggi nella loro area. Tra l’altro, l’area montana era protetta
da leggi nazionali e regionali in materia ambientale, paesaggistica e idrologica.
11
Rapporto di Candidatura
4.1) Il contesto
4.2) L’attenzione del Comitato Promotore all’Ambiente
La Candidatura di Torino si qualificò, da subito, per l’attenta considerazione dei
rischi ambientali, nella certezza che una corretta programmazione dell’Evento
Olimpico avrebbe potuto concorrere ad un significativo e duraturo miglioramento
del territorio e dell’ambiente urbano e montano. Il COGO, quindi, avrebbe dovuto
assumere l’impegno di elevare il livello esistente di qualità ambientale su tutto il
territorio e non solo di contenere gli eventuali danni nelle aree di gara.
Il primo risultato di questo sforzo è stato il documento “Carta Verde”, uno studio
preliminare consegnato al CIO atto a:
• valutare l’impatto della Candidatura di Torino a sede dei Giochi Olimpici sul
> Indice <
sistema urbano e naturale della città e delle vallate interessate dalla proposta;
riportare indicazioni concrete sui criteri di localizzazione e progettazione degli
impianti e delle strutture, sulla gestione dei sistemi ambientali (acqua, aria,
energia, rifiuti, ecc.) e sull’uso post-Olimpico dei complessi realizzati per i
Giochi, come un vero e proprio Piano di Azione Ambientale.
Il Piano d’Azione Ambientale avrebbe quindi avuto come obiettivi prioritari il
rispetto dell’ambiente montano, l’uso razionale e parsimonioso dell’energia, il
trattamento appropriato dei rifiuti e la promozione di sistemi di trasporto pubblico.
Gli interlocutori e la popolazione del territorio coinvolto sarebbero stati informati
delle seguenti misure attraverso appoSiti e capillari sistemi di comunicazione:
dalla distribuzione - presso hotel, strutture sportive, uffici d’informazione turistica
- di dépliants sulle caratteristiche dei sistemi di smaltimento dei rifiuti, alla
realizzazione di campagne pubblicitarie per sensibilizzare la raccolta differenziata
e il risparmio energetico, alla produzione di altro materiale informativo per
promuovere i progetti pilota e le tecnologie utilizzate durante i Giochi. La
popolazione, inoltre, sarebbe stata mantenuta costantemente aggiornata degli
sviluppi del Piano d’Azione Ambientale lungo tutto l’arco di attività.
Nella Carta Verde venne altresì proposto il processo di realizzazione della «Agenda
XX Olimpica» di Torino 2006 che avrebbe contenuto gli indirizzi puntuali in materia
di rifiuti, energia e risorse idriche, coerenti con i programmi previsti dagli enti locali
e in linea con i parametri si sostenibilità ambientale stabiliti dalla Conferenza di
Rio del 1992. Di conseguenza, l’Agenda XX Olimpica avrebbe individuato le misure
da adottarsi per ridurre l’impatto ambientale dei Giochi, descrivendo i progetti
pilota nel campo della sostenibilità da realizzarsi in occasione dell’evento Olimpico,
nonché, definendo il processo di coinvolgimento dei diversi attori interessati. Ciò
comportava l’analisi degli effetti ambientali dei Giochi, nelle loro diverse fasi di
realizzazione, manifestazione, dismissione, riconversione e utilizzo post Olimpico
delle strutture, al fine di redigere un accurato e preventivo Bilancio Ambientale.
In merito ai “progetti pilota”, i Giochi Olimpici di per sé rappresentavano un forte
spinta alla realizzazione di programmi di ricerca in diversi settori d’intervento e
si ritenne necessario che il Piano d’Azione Ambientale contenesse, in dettaglio,
tutte le iniziative che il Comitato Promotore intendeva incoraggiare e realizzare.
In particolare, citiamo:
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•
•
la realizzazione di Villaggi Olimpici, Villaggi Media e impianti sportivi quali
importanti esempi di progettazione eco-compatibile;
la realizzazione di un bilancio ambientale dei giochi che avrebbe costituito una
garanzia per la popolazione nell’ottica di una programmazione compatibile;
la realizzazione di un parco di automobili “elettriche” a servizio di differenti
pubblici
4.3) Scelte finalizzate al contenimento dell’impatto ambientale
Il Sistema Olimpico torinese fu strutturato, sin dall’inizio, su due poli principali:
la Città di Torino, dove concentrare gli investimenti e le infrastrutture «pesanti»,
e le zone montane comprese tra l’Alta Valle di Susa e la Val Chisone, nelle quali gli
interventi si considerarono in un’ottica di riqualificazione e promozione locale.
Come già detto, tutte le scelte operate in fase di Candidatura si posero nell’ottica
di contribuire, attraverso l’evento sportivo, all’incentivazione di locali processi
di sviluppo sostenibile. In questo senso, grande importanza fu attribuita alla
valutazione preventiva e alla predisposizione di studi sull’impatto delle opere e
delle infrastrutture sull’ambiente e il territorio, nonché sul rispetto e la tutela degli
ecosistemi. Ogni opera da realizzare fu così pensata valutando con attenzione
gli effetti, nel medio e nel lungo periodo, degli investimenti in termini di carico
antropico, variazioni dei flussi turistici, modifiche dell’habitat e compatibilità
socio economica degli investimenti effettuati.
Su questa linea, furono operate delle scelte ben precise; ne ricordiamo, di seguito,
alcune:
• Si decise di usare, il più possibile, strutture esistenti, come nel caso delle gare
di sci alpino e per gli sport del ghiaccio (le cui gare si sarebbero tenute in
strutture quali: Torino Esposizioni, il Palavela, lo Stadio delle Alpi, l’impianto
di pattinaggio su ghiaccio di corso Tazzoli, gli stadi di hockey di Pinerolo e
Torre Pellice). Tra l’altro, l’utilizzo di installazioni esistenti (che erano state
gia teatro di competizioni nazionali e internazionali) avrebbe permesso di
contare su studi (richiesti per legge) già esistenti sull’impatto ambientale. Le
nuove installazioni, invece, sarebbero dovute essere realizzate nel rispetto dei
programmi di sviluppo indicati dalle autorità locali, per poi essere sottoposte
a una valutazione dell’impatto ambientale.
• Si scelse di contenere il consumo di territorio naturale dell’intero Progetto
Olimpico. In particolare si previdero tagli di alberi per una superficie
complessiva non superiore a 16.000 m2. Contestualmente si pianificarono
12
Rapporto di Candidatura
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> Indice <
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4.4) Il coinvolgimento della popolazione e delle Organizzazioni Ambientali
I sondaggi realizzati all’epoca della redazione del Dossier di Candidatura
dimostrarono il pieno consenso (83,4% favorevoli) delle popolazioni coinvolte.
Il Comitato Promotore, inoltre, al fine di incoraggiare un faccia a faccia costruttivo
sugli aspetti ambientali della Candidatura di Torino, convocò le principali
organizzazioni operanti a livello nazionale e internazionale. Nello specifico, furono
coinvolte: il Club Alpino Italiano (la più importante organizzazione ambientale
Italiana in merito alle aree montane), il WWF Piemonte; Legambiente Piemonte;
ProNatura Piemonte; Italia Nostra Interregionale Piemonte e Valle d’Aosta. Queste
organizzazioni, che rappresentano più dell’80% delle associazioni italiane orientate
alla tutela dell’ambiente, costituirono l’osservatorio per i Giochi Olimpici di Torino
2006 volto a valutare i progetti proposti dal Comitato Promotore. Nei confronti di
queste, il Comitato si impegnò a fornire, per l’intera durata del Progetto Olimpico,
tutte le informazioni e la più completa collaborazione sugli sviluppi e gli obiettivi
del Piano d’Azione Ambientale.
Il Comitato Promotore si impegnò inoltre a sostenere la proposta di realizzazione
di uno studio sull’impatto dell’attività sportiva e ricreativa sulle superfici innevate,
avanzata dal WWF insieme all’Università di Torino
4.5) Garanzie ufficiali
Le Autorità municipali, provinciali e regionali hanno garantito che tutte le decisioni
di pianificazione urbana e territoriale relative ai Giochi Olimpici sarebbero state
poste in essere nel rispetto delle norme nazionali e degli accordi e protocolli
internazionali in materia d’ambiente.
13
Rapporto di Candidatura
•
azioni di riforestazione, in zone alternative, nella misura di 10 piante per
albero abbattuto.
Si pensò di estendere l’impianto di bob in modo contenuto e il progetto fu inserito
in un piano di riqualificazione e promozione turistico-ambientale di Beaulard.
L’impianto di salto fu pensato in modo coerente con la conformazione
territoriale locale, con un limitatissimo movimento di terra e ricorrendo a
tecniche di ingegneria naturalistica.
Le dimensioni del Villaggio Olimpico, dei Villaggi Media I e II e del Palasport
hockey 1 si pensarono il più adeguate possibile alle esigenze post-Olimpiche
della città. Il Villaggio Olimpico e i due Villaggi Media furono previsti in aree
industriali dismesse, in profonda trasformazione, secondo le indicazioni
espresse dal Piano Regolatore Generale del Comune di Torino. Nonché,
i piani furono realizzati sulla base di criteri costruttivi all’insegna della
ecosostenibilità, pensando anche alla loro funzione di ampia riqualificazione
urbana e ambientale.
Si decise di non incidere ulteriormente sul piano d’espansione stradale
ordinaria e gia pianificata delle amministrazioni.
Si previde un’accurata selezione dei fornitori in funzione delle caratteristiche
di ecocompatibilità dei prodotti offerti e dell’adozione di impianti e tecnologie
all’avanguardia ambientale.
In stretta collaborazione con le Autorità pubbliche e il sistema regionale di aree
protette, si previdero interventi infrastrutturali volti a favorire la promozione
dei parchi e la protezione dei biotopi.
In collaborazione con la SITAF (società di gestione dell’autostrada TorinoBardonecchia), si pianificò un’estensione del programma di biomonitoraggio
preventivo della qualità dell’aria, in rapporto ai flussi veicolari di traffico lungo
il tratto autostradale già in atto.
La Provincia di Torino si impegnò ad attuare un programma di individuazione
di emergenze ambientali e paesaggistiche e di valorizzazione del paesaggio
delle località situate sulle strade della Val Pellice, Val Chisone e Val di Susa,
che sarebbero rimaste valide anche qualora la Candidatura di Torino non fosse
stata scelta.
> Indice <
5) Aspetti Economici
In linea con la lunga tradizione sportiva Italiana e in armonia con la volontà
espressa dalla popolazione del Paese, il Governo italiano, nel 1998, si è impegnato
a sostenere l’organizzazione dei Giochi con contributo finanziario di 616 milioni
di dollari destinato alla costruzione o alla ristrutturazione degli impianti sportivi,
alla costruzione del Villaggio Olimpico e ad altri interventi che avrebbero permesso
di accogliere atleti e pubblico nel migliore dei modi.
A tal fine, fu costituita un’apposita Commissione, formata da rappresentanti della
Presidenza del Consiglio, degli Enti Locali, del Ministero del Tesoro, del CONI e del
Comitato per la Candidatura, che valutò e stabilì l’ammontare del finanziamento
per la predisposizione delle infrastrutture e dei servizi necessari allo svolgimento
dei Giochi.
5.2) Il Controllo dei prezzi sugli impianti e le infrastrutture Olimpiche
In Italia i prezzi dei beni di consumo e dei servizi non sono, di regola, soggetti a
controllo pubblico. Tuttavia, nel 1998, gran parte dei servizi che si decise sarebbero
stati utilizzati durante i Giochi (ferrovie, autostrade, trasporti urbani, elettricità,
servizi sanitari, telecomunicazioni, sicurezza, servizi postali, gas, acqua ecc.) erano
forniti da società a prevalente capitale pubblico tenute, per legge, a contenere la
crescita dei prezzi nei limiti del tasso di inflazione programmato ogni anno dal
Governo Italiano, coerentemente agli impegni presi con gli accordi di Maastricht
e con il Patto di Stabilità.
Per quanto concerne gli impianti e le infrastrutture che sarebbero stati utilizzati
per lo svolgimento dei Giochi, questi, essendo in gran parte proprietà degli enti
pubblici locali, sarebbero stati messi a disposizione del COGO gratuitamente per
tutta la durata dei Giochi.
Al termine dell’evento Olimpico, la gestione e la manutenzione degli impianti di
nuova realizzazione sarebbe stata a carico degli enti proprietari, che ne avrebbe
programmato l’uso successivo in relazione ai fabbisogni di attrezzature sportive
della popolazione residente.
Per quanto riguarda gli allestimenti temporanei il COGO avrebbe dovuto
noleggiare o acquistare e rivendere successivamente, scegliendo caso per caso
l’opzione più conveniente sia sotto il profilo economico che sociale. Le procedure
di acquisto e rivendita da parte del COGO avrebbero dovuto garantire la massima
trasparenza ed efficienza economica.
Si previde inoltre di completare l’alienazione di tutte le attrezzature entro l’anno 2008.
Per quanto riguarda le tariffe alberghiere, venne stipulato un accordo con
l’Associazione Albergatori della Provincia di Torino al fine di garantire, a coloro
che avrebbero partecipato ai Giochi Olimpici e agli spettatori, le condizioni
economiche previste nel Contratto della Città Ospitante.
5.3) Budget
Il budget è stato definito il 30 giugno 1998 sulla base di un tasso di cambio di
1,770 lire per 1 dollaro USA e presentava un’eccedenza di capitale di 35 milioni di
USD che, nel rispetto dei termini dell’Accordo con la Città Ospite, sarebbero stati
così ripartiti:
• 20% al Comitato Olimpico Nazionale Italiano - CONI
• 60% a beneficio dello Sport italiano
• 20% al Comitato Internazionale Olimpico - CIO
Il budget e il prospetto del flusso di cassa furono preparati sulla base delle
condizioni economiche riscontrate al momento della stesura. Pertanto le
previsioni non tenevano conto dei possibili effetti dell’inflazione e delle variazioni
del rapporto di cambio US$/Lit.
Il Comitato Organizzatore si sarebbe avvalso dell’assistenza di primarie Istituzioni
finanziarie per predisporre l’attivazione di una serie di interventi di copertura sui
mercati dei cambi, al fine di fronteggiare eventuali mutamenti dello scenario
macroeconomico che avrebbero potuto determinare un’alterazione del risultato
economico previsto.
14
Rapporto di Candidatura
5.1) Garanzie finanziarie dello Stato Italiano
> Indice <
6) Marketing
Per la redazione del Dossier di Candidatura, nel 1998 si dovettero gettare le basi
anche di un piano di marketing, formulato in accordo con il CONI, che mirava a
definire le azioni volte a massimizzare le entrate e assicurare ai Giochi la massima
qualità, conformemente ai principi del Movimento Olimpico e alle indicazioni del
Marketing CIO.
Con questa finalità, il Comitato Promotore di Torino 2006 e il CONI istituirono
un Gruppo di lavoro che doveva predisporre il Dossier e valutare, impostare e
pianificare i programmi per gli anni seguenti.
Gli accordi tra Comitato Promotore e CONI prevedevano che, dai fondi reperiti
in base ai programmi internazionali e nazionali, venisse assegnato al CONI un
importo adeguato a sostenere i costi della partecipazione ai Giochi (importo
valutato sulla base di quanto sarebbe stato assegnato al CONI se non fosse stato
host dei Giochi). Tutti i restanti fondi, invece, sarebbero stati allocati al COGO per
l’organizzazione dei Giochi.
Il piano prevedeva anche il supporto di tre categorie di partners locali:
• Sponsor: che a fronte dell’acquisizione dei diritti avrebbero erogato al COGO
somme in denaro e prestazioni.
• Fornitori Ufficiali: che avrebbero erogato al COGO somme in denaro o servizi,
a fronte di diritti eventualmente più limitati. All’interno di questa categoria
sarebbero stati individuati partner organizzativi, aziende o istituzioni che,
secondo precisi accordi con il COGO, avrebbero dovuto predisporre programmi
accessori (nell’area della cultura, dell’entertainment e del turismo) per ospiti
e visitatori e che, a fronte dei vantaggi conseguiti da questo inserimento,
avrebbero dovuto assicurare delle prestazioni di servizi per il COGO.
• Licenziatari: cui verrà concesso l’uso dei simboli Olimpici dietro pagamento
dei diritti con il compito di verificare preventivamente le utilizzazioni e
promuovere la definizione di una gamma di prodotti ufficiali di qualità.
Il piano partiva dalla convinzione che le più importanti industrie italiane avrebbero
fortemente aspirato a diventare partner di Torino 2006. Era opinione comune,
inoltre, che la lista di local Sponsor si sarebbe designata all’interno delle categorie
di prodotti seguenti: telecomunicazioni, compagnie aeree, automobili, banche,
assicurazioni, energia, abbigliamento, prodotti alimentari, trasporti e logistica,
turismo e piacere.
Va infine ricordato che, ieri come oggi, non esistevano categorie di prodotti che
potessero essere soggette a limitazioni di natura politica o regolamentare per il
programma internazionale di marketing del Comitato Olimpico.
6.2) I veicoli promozionali del piano di marketing: biglietti, lotterie, monete
commemorative e Sponsor Village
Si definì che il piano di marketing del Comitato Organizzatore si sarebbe avvalso
di importanti veicoli promozionali, tra i quali:
• Biglietti: Si prevedeva che sarebbero stati venduti oltre 1.200.000 biglietti.
Il costo medio di un biglietto sarebbe stato di 30 dollari, in un range che
andava dai 20 ai 150 dollari (a seconda dell’evento e del posto), ad esclusione
dei biglietti delle Cerimonie il cui prezzo massimo fu stimato intorno ai 250
dollari. Un certo numero di biglietti sarebbe inoltre stato disponibile a prezzo
ridotto per le Associazioni sportive invernali e gli atleti della Regione.
• Lotteria Olimpica: si pensò di organizzare una lotteria “istantanea” chiamata
Torino 2006 a partire dal 2004. Per caratterizzare l’iniziativa si pianificò di
utilizzare l’immagine dei Giochi Olimpici Invernali (anche passati), in accordo
con il CIO e il Museo Olimpico.
• Monete e medaglie commemorative: conseguentemente alla recente
costituzione della Banca Centrale Europea, la legislazione italiana che
governava la produzione di monete al tempo del Dossier di Candidatura non
sarebbe più stata in vigore dopo il 2002. Il Ministero del Tesoro aveva pertanto
indicato che i nuovi regolamenti europei concernenti questa materia sarebbero
stati emessi a partire da questa data. In assenza di linee guida concrete, si
pianificò comunque la produzione di medaglie e monete commemorative ma
il Comitato Promotore decise di limitare la stima degli introiti derivanti dalla
vendita di queste, perché non certi.
• Advertising: Si definì che le Autorità locali e provinciali avrebbero cooperato
con il COGO per garantirgli il diritto di prelazione su differenti tipologie di spazi
pubblicitari. Il Comitato Organizzatore sarebbe stato, in questo modo, in una
posizione di controllo (durante la sua “crescita” e per tutta la durata dei Giochi)
15
Rapporto di Candidatura
6.1) Il piano di marketing
> Indice <
16
Rapporto di Candidatura
•
in termini di pubblicità, nelle seguenti aree: aeroporto e area circostante; rotta
dall’aeroporto alle Venue Olimpiche e strada d’accesso alla superstrada; area
circostante alle attrezzature Olimpiche, ai veicoli di trasporto pubblico e agli
aeromobili.
Sponsor Village: Partendo dalla chiara coscienza dell’importanza dei TOP
partners per la riuscita dei Giochi e lo sviluppo del Movimento Olimpico,
il Comitato Promotore di Torino 2006 pianificò di allestire due villaggi di
accoglienza a Torino (uno all’interno del Palazzo del lavoro, nelle immediate
vicinanze degli impianti che avrebbero ospitato le gare di pattinaggio e
curling, e uno nella cascina Continassa, vicino allo Stadio Olimpico dove
si sarebbero svolte la maggior parte delle prove sportive e le Cerimonie di
inaugurazione e di chiusura dei Giochi) e altri quattro nei più importanti Siti
di Gara extraurbani. Per i villaggi di Torino, i servizi disponibili, sviluppati su
una superficie di 5-6.000 m2, sarebbero stati quegli indicati dal Marketing
CIO. Il modulo previsto, salvo indicazioni contrarie, sarebbe stato quello di uno
spazio per ospitare 150 persone sedute a tavola. I quattro satelliti di ospitalità
in prossimità delle località delle gare alpine, invece, sarebbero stati costituiti
da uno spazio comune in cui sarebbe stato messo a disposizione degli ospiti
un servizio di ristoro. Infine, nel centro della città, vicino alle zone culturali e
di shopping, si previde un “common space” in un palazzo gentilizio del 1700.
Il COGO, infine, avrebbe predisposto in anticipo, sia a Torino sia nella Regione,
una lista di Siti accreditati e a prezzi controllati, che sarebbero potuti essere
utilizzati dagli Sponsor per incontri e riunioni.
> Indice <
7) Programma dei Giochi
7.2) Calendario delle gare
Nel 1998, il Comitato Promotore Torino 2006 si è impegnato a organizzare i XX
Giochi Olimpici nel 2006, nel momento in cui questi fossero stati assegnati e
secondo il programma che sarebbe stato approvato dal CIO entro la fine del 2000.
Contestualmente, il Comitato pianificò che i XX Giochi Olimpici Invernali si
sarebbero tenuti dal 4 al 19 febbraio 2006, mentre i Giochi Paralimpici avrebbero
avuto luogo dal 9 al 18 marzo 2006.
Come previsto, per i Giochi Olimpici si sarebbe trattato di 16 giorni esatti,
compresa la Cerimonia di Apertura, che si sarebbe tenuta il primo giorno di gare,
e la Cerimonia di Chiusura, che si sarebbe tenuta l’ultimo giorno di gare con
l’assegnazione delle ultime medaglie.
La scelta delle date fu determinata dallo studio di diversi fattori:
• Per le favorevoli condizioni meteorologiche e d’innevamento: nei tre anni
precedenti la redazione del Dossier di Candidatura, dai rilievi della Regione
Piemonte, l’innevamento non era mai sceso sotto la misura di 1 metro nel
mese di febbraio;
• Perché il mese di febbraio era lo stesso mese prescelto per i Giochi Olimpici di
Nagano 1998 e Salt Lake City 2002;
• Per le ideali possibilità logistiche e le condizioni ambientali della Città di Torino
e delle altre località interessate ai Giochi.
• Per le condizioni degli atleti: infatti, il periodo, coincideva in genere con il
momento di migliore forma fisica della stagione agonistica dei partecipanti
alle gare Olimpiche.
La tabella che segue fornisce le date della Cerimonia di Apertura e della Cerimonia
di Chiusura, il calendario delle gare e delle finali per ogni disciplina Olimpica
invernale e il numero complessivo di medaglie d’oro che si prevedeva di attribuire
ogni giorno.
17
Rapporto di Candidatura
7.1) Scelte e motivazioni
Dichiarazioni delle più importanti autorità nazionali e locali avevano inoltre
confermato che nessun altro evento nazionale o internazionale, o altra
manifestazione, si sarebbe tenuta a Torino e nelle località che avrebbero
ospitato le gare, nel periodo dello svolgimento dei Giochi Olimpici e nel periodo
immediatamente precedente e successivo ad essi.
Tutte le Federazioni Internazionali degli sport interessati ai XX Giochi Olimpici
Invernali avevano, inoltre, espresso il loro assenso provvisorio al periodo scelto
per lo svolgimento dei Giochi.
> Indice <
Calendario delle gare
Sab 4
Cerimonie
Torino
Apertura
Biathlon
San Sicario
Bob
Beaulard
Curling
Torino
Hockey
Ghiaccio M
Torino
Partite
Hockey
Ghiaccio F
Pinerolo
Partite
Slittino
Dom 5
Lun 6
Mar 7
Mer 8
Gio 9
Ven 10
Sab 11
Dom 12
Lun 13
Mar 14
15 km
Ind. M
20 km
Ind. M
7,5 km
Sprint F
10 km
Ins. F
A due M
A due M
10 km
Sprint M
12,5 km
Ins. F
Partite M/F
Partite M/F
Partite M/F
Partite M/F
Partite M/F
Tie
Breaks
Semifinale
M/F
Finale
M/F
Partite
Partite
Partite
Partite
Partite
Partite
Partite
Partite
Play-off
Play-off
Partite
Partite
Partite
Partite
Partite
Play-off
Play-off
Finale
Finale
Beaulard
Sing. M
Sing. M
Sing. F
Sing. F
Pattinaggio di
Velocità
Torino
5,000 m
M
500 m
M
1,500 m
M
500 m
F
10,000 m
F
1,500 m
F
Short Track
Torino
Pattinaggio di
Figura
Torino
Tecnico
Coppie
Libero
Coppie
Super G
M
3,000 m
F
Tecnico M
Slalom
F
1,000 m
M
Obbligatorio
Combinata
M
Combinata
nordica
Pragelato
Freestyle
Sauze d’Oulx
Snowboard
Bardonecchia
Medaglie
d’Oro
70
A quattro
M
A quattro
M
Play-off
Finale
Finale
1,000 m
F
5,000 m
F
Dom 19
Libero
M
Originale
Discesa
libera M
Slalom
gigante F
Tecnico
F
Libero
15 km F
30 km M
5 km F
10 km M
10 km
15 km
M
K 90 m
Ind.
Libero
F
Slalom
gigante M
18
Esibizione
Slalom M
Combinata
F
Discesa
libera F
Slalom
combinata
F
inseguimento
inseguimento
500 m M
1.000 m F
5.000 m
Staff. M
500 m
F
Slalom
combinata
M
F
Pragelato
4x7,5
Staff. M
Super G
F
Bardonecchia
Salto
Sab 18
Doppio M
San Sicario
Pragelato
Ven 17
4x7,5 km
Staff. F
1.000 m M
3.000 m
Staff. F
Sestriere
Sci di fondo
Gio 16
Chiusura
Partite M/F
Sci alpino
Mer 15
Rapporto di Candidatura
Luogo
4x5 km
staffetta F
K 120 m
squadre
4x10 km
staffetta M
30 km
F
50 km
M
K 120 M
Ind.
K 90 m
4x5 km
squadre
K 90 m
15 km Ind.
Gobbe
Finale M/F
Half pipe F
/
5
4
Slalom
gigante F
Half-Pipe M
5
6
2
5
Slalom
gigante M
5
7
3
8
4
2
5
8
1
> Indice <
8) Sport e Siti di gara
L’esperienza dell’Italia e del Piemonte nell’organizzazione sportiva era ampiamente
confermata, già al tempo della redazione del Dossier di Candidatura, dai molti
eventi di rilievo nazionale ed internazionale ospitati. Torino e le sue montagne,
in particolare, avevano una lunga tradizione in materia, come testimoniano ad
esempio i Campionati del Mondo di Sci di Sestriere del 1997.
Nel 1998 il Comitato Promotore pianificò che le gare dei XX Giochi Olimpici
Invernali si sarebbero tenute nelle seguenti 8 Venue : San Sicario, Beaulard, Torino,
Pinerolo, Sestriere, Bardonecchia, Pragelato, Sauze d’Oulx.
Tutti i Siti di Gara extraurbani, non distavano più di cinquanta minuti da Torino.
tabella riassuntiva Venue /Sport/disciplina-evento
Sito di gara
Sport
Disciplina/Evento
M: 20 km Individuale - 10 km Sprint - 12,5 km
Inseguimento - Staffetta 4x7,5 km
San Sicario
Biathlon
Beaulard
Bob
Bob a due - Bob a quattro
Torino-Palasport
Curling
Curling
Torneo Maschile e Femminile
Torino-Palasport
Hockey 1
Hockey su ghiaccio
Torneo Maschile e Femminile
Torino-Palasport
Hockey 2
Hockey su ghiaccio
Torneo Maschile e Femminile
Pinerolo-Palasport
Hockey 3
Hockey su ghiaccio
Torneo Maschile e Femminile
Beaulard
Slittino
Torino-Palasport
Velocità
Pattinaggio di velocità
Torino-Palavela
Short-Track
Torino-Palavela
Pattinaggio di figura
F: 15 km Individuale - 7,5 km Sprint - 10 km Inseguimento
- Staffetta 4x7,5 km
M: Singolo e Doppio
F: Singolo
M: 5,000 m - 500 m - 1,500 m - 1,000 m - 10,000 m
F: 3,000 m - 500 m - 1,500 m - 1,000 m - 5,000 m
M: 1000 m, 500 m, Staffetta 5000 m
F: Staffetta 3000 m, 1000 m, 500 m
Pattinaggio individuale Maschile e Femminile Pattinaggio a coppie - Danza su ghiaccio
M: Super G - Discesa libera combinata - Combinata
- Slalom gigante - Slalom
Sestriere
Sci alpino
F: Slalom - Slalom gigante
San Sicario
F: Super G - Discesa libera combinata - Combinata
Bardonecchia
Slalom combinato Maschile e Femminile
Pragelato
Sci di fondo
Pragelato
Salto con gli sci
19
Rapporto di Candidatura
8.1) I Siti di gara
M: 30 km - 10 km - Inseguimento 15 km
- Staffetta 4x10 km - 50 km
F: 15 km - 5 km - Inseguimento 10 km
- Staffetta 4x5 km - 30 km
Salto individuale LH
Gara a squadre LH
Salto individuale NH
M: Combinata individuale - Salto NH + 15 km
Pragelato
Combinata nordica
Sauze d’Oulx
Freestyle
M/F: Gobbe e Salti
Bardonecchia
Snowboard
M/F: Half-pipe e Slalom gigante
M: Combinata a Squadre - Salto NH + staffetta 4 x 5 km
> Indice <
Sistema Olimpico
FREJUS
FRANCIA
BRIANÇON
FRANCIA
GRAN SAN BERNARDO
SVIZZERA
BARDONECCHIA
MONTE BIANCO
FRANCIA
CLAVIÈRE
BEAULARD
SESTRIÈRE
A5 AOSTA
SAN SICARIO
OULX
A32
VALSUSA
AEROPORTO INTERNAZIONALE
DI CASELLE
SUSA
SAUZE D’OULX
20
A4 MILANO
>
PRAGELATO
PINEROLO
TORINO
AEROPORTO INTERCONTINENTALE
DI MALPENSA
>
AEROPORTO INTERNAZIONALE >
DI LINATE
A21
PIACENZA/BRESCIA
>
A6
SAVONA
TORRE PELLICE
GENOVA
>
Rapporto di Candidatura
CESANA
LEVALDIGI
Biathlon
Pattinaggio di velocità
Salto
Villaggio olimpico
Bob
Short track
Combinata nordica
International Broadcasting Centre
Curling
Pattinaggio di figura
Freestyle
Centro Stampa Principale
Hockey
su ghiaccio
Sci alpino
Snowboard
Villaggio Media
Slittino
Sci di fondo
Stadio delle Alpi/Cerimonie
Alloggi degli atleti
Autostrada
Porto
Strada statale
Aeroporto
Ferrovia
Tunnel
Navetta
SAVONA
> Indice <
65
63
57
54
68
71
54
63
30
8
25
5
28
25
2
69
20
10
24
20
7
25
31.5
-
25
33
25
31
Beaulard
7.1
MPC- IPC
102
Palasport Curling
90.4 83.3
Palasport Hockey 1
87.3 80.2 15.5 12.3
Palasport Hockey 2
106
98.9
92
84.9 44.4 32.9 47.2 47.9
Palasport Hockey 3
95.4
3.5
3.5
5.5
12
Sauze d’Oulx
15
7.9
104
90.9 89.1
33.2 26.1
Stadio delle Alpi
86.3 79.2 13.3 11.3
Villaggio Media 1
102
Villaggio Media 2
90.3 83.2
Villaggio Media 3
Villaggio Olimpico
-
107
70.4 89.1
61
15
8
58
8
5
15
72
15
Pattinaggio di Figura
Short Track
30
28
34
76
34
Palasport Hockey 1
1
25
8
58
8
Hockey
79
25
2
19
67
19
Palasport Velocità
29
9
71
69
75
35
75
Pattinaggio di velocità
13
10
62
72
66
19
66
Palasport Hockey 2
20
54
64
58
10
58
Hockey
69
79
73
26
73
Palasport Hockey 3
23
7
57
7
Hockey
18
67
18
Pragelato
61
-
63
23
-
65
65
58
73
19
72
63
55
70
1
4
74
77
69
84
23
29
41
60
70
50
25
72
63
55
70
70
72
64
19
103
22.2
95.7 82.3 80.5 99.2 83.9 80.5 94.4 35.7 14.2
Sestriere
95.4
44.4 15.5
15
57
79
23.6 16.5
3.5
8
25
21
64
San Sicario
15.5
18
6
72
43.8 36.7 90.4 78.9 93.2 93.9 48.2 93.2 50.4
4.5
57
67
14
Pragelato
1
4
18
67
102
95.4
57
61
Palavela
47.2
61
26
87.3 80.2 15.5 12.3
12
-
10
Palasport Velocità
-
61
19
113
100
98.7
117
58.8 98.7
112
-
11
46.2
14.5 92.2 86.8 78.2 96.4
-
-
3.5
15.5
3.5
44.4 15.4
12
10
5
6.5
50.2
5
106
92
87.3
6.5
50.2
5
7.1
102
90.3 83.2
12
90.4 87.3
10
5
1
10.6 11.6 23.8
90.4
104
95.7
113
13.3
12.5 96.2 90.8 82.2
100
4
102
33.2 83.6
102
90.3
100
12
-
43.8 23.6
15
12.5 96.2 90.8 82.2
4
12
61
90.3
Minuti
Esistente
con
Modifiche
Costo in
US $
Finanziato
da
OCOG
Finanziato
da altri
Concordato firmato
con altri
X
6
0
Interamente
X
X
43
0
Interamente
X
X
9
0
Interamente
X
X
28
0
Interamente
X
X
59
0
Interamente
X
X
79
0
Interamente
X
X
8
0
Interamente
X
X
6
0
Interamente
X
X
17
0
Interamente
X
X
14
0
Interamente
X
X
29
0
Interamente
X
X
21
0
Interamente
X
X
8
0
Interamente
X
X
6
0
Interamente
X
31
0
Interamente
X
San Sicario
Biathlon
Beulard
Bob, Slittino
Palasport Curling
Curling
Palavela
21
Sci di fondo
Sestriere
Sci alpino
San Sicario
Km
Non
ancora
Costruito
Esistente
Sci alpino
Bardonecchia
Sci alpino
Sauze d’Oulx
Freestyle
Bardonecchia
Snowboard
Rapporto di Candidatura
67
Villaggio Olimpico
Pragelato
58
Villaggio Media 3
Palavela
76
Venue s
Villaggio Media 2
Palasport Velocità
72
Villaggio Media 1
Palasport Hockey 3
58
Stadio delle Alpi
Palasport Hockey 2
61
Sestriere
Palasport Hockey 1
67
Sauze d’Oulx
Palasport Curling
4
San Sicario
MPC- IPC
Bardonecchia
Stato delle Venue/Costi/Garanzia d’uso
Beaulard
Bardonecchia
Distanze tra le Venue
Pragelato
Salto
X
> Indice <
8.3) Le risorse umane
Il Comitato Promotore di Torino 2006 era consapevole delle grandi responsabilità
connesse all’organizzazione dei Giochi Olimpici e, a testimonianza di questo,
assicurò che, nel momento in cui i Giochi fossero stati assegnati, il COGO avrebbe
organizzato degli “Sport Event” in tutte le discipline del programma dei Giochi
Olimpici.
Le prove si sarebbero svolte nell’inverno 2004/2005, nel corso del medesimo
periodo nel quale si sarebbero tenuti i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 (ossia
dal 4 al 19 febbraio), sotto la supervisione tecnica delle Federazioni Internazionali
e avrebbero consentito di sperimentare gli impianti e le installazioni tecniche,
nonché di ultimare la preparazione necessaria all’organizzazione.
Nel 1998 si definì che il COGO, dalla sua costituzione, avrebbe selezionato
personale specializzato, secondo differenti livelli di competenza, prevalentemente
tra le organizzazioni sportive locali e nazionali.
Il movimento sportivo italiano poteva inoltre contare su circa 700.000 volontari,
di cui 210.000 giudici, arbitri e tecnici. Anche le Forze Armate, come era sempre
accaduto nel passato, avrebbero collaborato all’organizzazione.
Oltre ai professionisti e agli specialisti, si pianificò l’avvio di un piano per
raggiungere l’obiettivo di selezionare 8000 volontari (gran parte dei quali aveva
già dato la propria adesione).
Il Comitato Promotore Torino 2006, dal canto suo, si avvalse del lavoro di 150
persone nella fase di promozione della Candidatura: specialisti con esperienza
nel mondo accademico e della cultura, delle Istituzioni pubbliche, del lavoro, della
tecnologia e delle telecomunicazioni.
Il CONI e le FSN (Federazioni Sportive Nazionali), già totalmente impegnati nella
Candidatura di Torino 2006, avrebbero fatto parte del COGO.
22
Rapporto di Candidatura
8.2) Gli Sport Event
> Indice <
9) Discipline Sportive
9.1) Biathlon
9.2) Bob
Venue di gara
Teatro di tutte le competizioni di biathlon e degli allenamenti sarebbe stato San
Sicario, paese dell’Alta Val di Susa con un caratteristico “borgo vecchio” e con una
parte alta, modernissima e tecnologica, dotata dei migliori servizi per lo sport.
Il luogo scelto per costruire lo stadio del biathlon sarebbe stato ideale per assistere
alle competizioni e avrebbe potuto ospitare circa 10.000 spettatori; inoltre, il
plateau dove si sarebbero svolte le gare (situato tra San Sicario e la Borgata Pariol)
presentava un’ubicazione ottimale che garantiva un buon innevamento delle
piste e una buona esposizione, oltre che essere facilmente raggiungibile sia da
Cesana, sia dal colle del Sestriere.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute tra il 5 e il 18 febbraio:
Venue di gara
Tutte le gare di bob si sarebbero tenute a Beaulard (Oulx) nella parte nord della
Clotesse Grand Hoche. Le piste di Beaulard sarebbero state utilizzate anche per
gli allenamenti.
La Venue sarebbe dovuta essere completamente costruita all’interno di questo
storico paese a 50 minuti di treno dalla Città di Torino. Il progetto includeva
anche la costruzione di un’arena circolare per gli spettatori e una pista che,
successivamente ai Giochi, sarebbe rimasta patrimonio del paese per gare di bob,
slittino e altre attività sportive.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute tra l’11 e il 18 febbraio:
Maschile
Femminile
A due maschile
20 Km Ind.
15 Km Ind.
A quattro maschile
10 Km Sprint
7.5 Km Sprint
A quattro maschile
12.5 Km Inseguimento
10 Km Inseguimento
4x7.5 Km Staffetta
4x7.5 Km Staffetta
Utilizzo post-Olimpico
Dopo le Olimpiadi, gli impianti di biathlon sarebbero stati messi a disposizione
della FISI e dell’IBU per competizioni di rilievo nazionale e internazionale, nonché
per possibilità di allenamento.
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per il biathlon era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli nello
stadio che di quelli lungo i percorsi. I posti a sedere sarebbero dovuti ammontare,
complessivamente, a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico pagante.
Si prevedeva di vendere 8.400 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di
67.200 biglietti disponibili per le 8 gare.
Utilizzo post-Olimpico
Dopo i Giochi, si prevedeva che gli impianti sarebbero stati messi a disposizione
della FISI e FIBT per competizioni di rilievo nazionale e internazionale, nonché per
allenamenti.
Rapporto di Candidatura
23
A due maschile
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per il bob era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli nelle
zone d’arrivo che di quelli lungo il percorso. I posti a sedere sarebbero dovuti
essere 3.000, di cui 2.800 riservati al pubblico pagante.
Si prevedeva si vendere 9.050 biglietti
> Indice <
9.4) Hockey su ghiaccio
Venue di gara
Tutte le competizioni di curling e gli allenamenti si sarebbero tenuti a Torino, dove
il Comitato Promotore aveva pianificato di costruire un impianto nell’area della
pista scoperta di corso Tazzoli, nel cuore della Torino automobilistica. La pista era
stata, tra l’altro, luogo d’allenamento della squadra di short track che vinse l’oro
a Lillehammer.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute tra il 6 e il 14 febbraio:
Venue di gara
Tutte le gare di hockey si sarebbero disputate al Palasport hockey 1 di TorinoContinassa, al Palasport hockey 2, all’interno di Torino Esposizioni, e al Palasport
hockey 3 di Pinerolo. Immaginando una linea che colleghi questi impianti, l’hockey
Olimpico avrebbe tracciato una sorta di “anello di ghiaccio” attorno alla città della
Mole. Gli allenamenti, invece, si sarebbero svolti nel Palasport hockey 2 (Torino
Esposizioni), al Palastampa e nel Palazzo del Ghiaccio di Torre Pellice.
All’interno di queste Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute tra il 4 e il 18 febbraio:
Torneo maschile e femminile
Partite
Torneo maschile e femminile
Tie bracks
Partite
Semi-Final
Play-off
Finale
Finale
Utilizzo post-Olimpico
Dopo i Giochi, era previsto che la struttura sarebbe stata riutilizzata come stadio
per la pratica degli sport del ghiaccio e messa a disposizione della città.
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per il curling era di 3.500 posti a sedere all’interno del Palasport.
Si prevedeva di vendere 2.700 biglietti per gara, per un totale complessivo di
37.800 biglietti disponibili, per le 14 gare.
Le garanzie pertinenti sono state presentate al CIO e sono allegate al capitolo 18
Utilizzo post-Olimpico
L’impianto del Palasport hockey 1 (Continassa) sarebbe divenuto un centro
sportivo polifunzionale a servizio della città.
Il Palasport hockey 3 (Pinerolo) sarebbe invece ritornato al suo abituale uso, così
come il Palasport hockey 2 (Torino Esposizioni).
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per le 24 gare di hockey maschile nel Palasport hockey 1 in
zona Continassa era di 12.000 posti. Si prevedeva di vendere 10.500 biglietti per
ogni gara, per un totale complessivo di 252.000 biglietti disponibili.
La capacità prevista per le 22 gare di hockey maschile nel Palasport hockey 2
(Torino Esposizioni) era di 6.000 posti. Si prevedeva di vendere 5.000 biglietti per
ogni gara, per un totale complessivo di 110.000 biglietti disponibili.
La capacità prevista per le 18 gare di hockey femminile nel Palasport hockey 3
(Pinerolo) era di 5.000 posti. Si prevedeva di vendere 3.550 biglietti per ogni gara,
per un totale complessivo di 63.900 biglietti disponibili.
24
Rapporto di Candidatura
9.3) Curling
> Indice <
9.5) Slittino
9.6) Pattinaggio di velocità, Pattinaggio di figura e Short Track
Venue di gara
La pista prevista per questa disciplina era a Beaulard (Comune di Oulx), nella
parte nord della Clotesse Grand Hoche, località che si trova a 50 minuti di treno
da Torino.
Questa struttura sarebbe stata utilizzata anche per il bob e avrebbe permesso
agli atleti italiani - e a tutti gli appassionati di questo sport - di allenarsi “in casa”,
senza doversi più spostare nelle strutture estere. Le piste di Beaulard sarebbero
state utilizzate anche per gli allenamenti.
All’interno della Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute tra
il 5 e il 10 febbraio:
Venue di gara
Le competizioni di pattinaggio velocità si sarebbero tenute presso il Palasport
Velocità (Continassa): un edificio in cui, dopo lo smantellamento di parte delle
tribune, si sarebbero potute svolgere anche gare di atletica leggera indoor, fiere,
spettacoli e mostre.
Teatro delle gare di short track e pattinaggio artistico, invece, sarebbe stato il
Palavela. L’edificio sarebbe stato ristrutturato per offrire agli atleti, al personale e
al pubblico ogni tipo di comfort.
Gli allenamenti di pattinaggio di figura e di short track si sarebbero svolti sulle piste
(sia quella interna che quella esterna) del Palavela, mentre quelli di pattinaggio di
velocità al Palasport Velocità, in zona Continassa.
All’interno del Palasport Velocità erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
dovute tenere tra il 5 e il 17 febbraio:
Singolo maschile
Singolo femminile
Doppio maschile
Utilizzo post-Olimpico
L’impianto, a Giochi conclusi, sarebbe stato messo a disposizione della FIL e della
FISI per competizioni di rilievo internazionale.
Capacità dell’impianto
La capacità dell’impianto prevista per le 5 gare di slittino era di 10.000 posti. I
posti a sedere sarebbero stati complessivamente 3.000, di cui 2.800 riservati al
pubblico pagante.
Si era previsto si vendere 9.050 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo
di 45.250 biglietti disponibili.
500 m M-F
1.000 m M-F
1.500 m M-F
5.000 m M-F
3.000 m M-F
10.000 m M-F
5.000 m M-F
25
Rapporto di Candidatura
Palasport Velocità
All’interno del Palavela, invece, erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
dovute tenere tra il 5 e il 18 febbraio (per il pattinaggio di figura) e tra il 14 e il 18
febbraio (per lo short track):
Palavela
Programma tecnico a coppie
Programma libero a coppie
Programma corto M-F
Programma libero M-F
Danza sul ghiaccio -Obbligatorio
Danza sul ghiaccio - Originale
> Indice <
Galà d’esibizione
1.000 m M-F
500 m M-F
5.000 m staffetta M
3.000 m staffetta F
Utilizzo post-Olimpico
Nel periodo post-Olimpico, il Palavela, a seguito dei lavori e delle migliorie previste,
sarebbe stato utilizzato come centro polifunzionale a disposizione della città per
eventi sportivi e fiere campionarie.
Il Palasport Continassa, invece, avrebbe continuato ad essere utilizzato per gare di
atletica indoor ed esibizioni
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per il pattinaggio, artistico e di velocità su percorso breve, le
cui gare si sarebbero dovute tenere nel Palavela, era di 10.000 posti.
Si prevedeva si vendere 8.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di
119.000 biglietti disponibili per le 14 competizioni.
La capacità prevista per il pattinaggio di velocità, le cui gare si sarebbero dovute
tenere nel nuovo Palasport Velocità, era di 10.000 posti.
Si prevedeva di vendere 8.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di
102.000 biglietti disponibili per 12 gare.
9.7) Sci alpino
Venue di gara
Le gare di sci alpino si sarebbero dovute tenere a Bardonecchia, San Sicario
e Sestriere: località rinomate in tutto il mondo (già teatro di importanti
manifestazioni internazionali), capaci di offrire piste e impianti di prim’ordine,
servizi e comodità per tutti i gusti oltre che piacevoli occasioni di incontri mondani.
Gli allenamenti di slalom maschile e femminile, gigante maschile e femminile,
combinata alpina (slalom) maschile e femminile, si sarebbero tenuti a Sauze
d’Oulx, Sestriere, Claviere e Bardonecchia.
Invece, gli allenamenti di combinata alpina (discesa) maschile e femminile,
discesa maschile e femminile, super G maschile e femminile, si sarebbero tenuti
a Bardonecchia, San Sicario e Sestriere.
All’interno delle Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero dovute tenere
tra il 6 e il 18 febbraio a Sestriere (sulle piste Banchetta Nasi, Sises e Kandahar), tra il
14 e il 18 febbraio a San Sicario e tra il 9 e il 16 febbraio a Bardonecchia:
Sestriere
Banchetta Nasi
Sestriere
Sises
Sestriere
Kandahar
San Sicario
Fraiteve
Bardonecchia
N°1 Colomion
Super G - M
Slalom
gigante M-F
Slalom M-F
Super G - F
Slalom
combinata M-F
Discesa libera
combinata M
Discesa libera
combinata F
Discesa libera M
Discesa
libera W
Utilizzo post-Olimpico
Tutte le piste utilizzate per i Giochi Olimpici sarebbero ritornate al loro abituale uso.
26
Rapporto di Candidatura
Danza sul ghiaccio – Libero
Capacità dell’impianto
Per ogni gara di Sestriere era prevista una capacità di 15.000 posti. Questo numero
comprendeva sia i posti disponibili nelle zone d’arrivo, sia quelli lungo i tracciati di
gara. I biglietti che si sarebbero potuti vendere, esclusi quindi tutti gli accreditati,
erano pari a 13.300 (circa), per un totale di 93.100 biglietti vendibili. I posti a
sedere ammontavano a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico.
Anche a San Sicario erano previsti 15.000 posti, di cui 13.300 circa sarebbero stati
vendibili, per un totale di 39.900. I posti a sedere ammontavano a 5.000, di cui
4.800 riservati al pubblico.
> Indice <
9.8) Sci di fondo
9.9) Salto
Venue di gara
Pragelato, in Val Chisone, sarebbe stato il sito delle competizioni di sci nordico. In
particolare, tutte le gare si sarebbero tenute in località Pattemouche, sulla pista
Alta Val Chisone costituita da tre anelli all’interno dei quali si sarebbero sviluppati
i percorsi delle diverse competizioni.
Pragelato è situato all’ingresso del parco naturale di Val Troncea, nella piana dove
due fiumi (Chisone e Chisonetto) s’incontrano. Due alte vette dominano la valle
assicurando un adeguato quantitativo di neve sulle piste. Per questa sua collocazione
geografica, tra l’altro, i paesi che circondano la pianura avrebbero potuto ammirare
lo stadio e i tracciati del fondo come dalle gradinate di un’antica arena.
Gli allenamenti dello sci di fondo si sarebbero tenuti a Pragelato, a Claviere e
sull’altura di Sestriere.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute tra il 5 e il 19 febbraio:
Venue di gara
Tutte le gare di salto e gli allenamenti si sarebbero tenuti a Souchères Hautes,
frazione del Comune di Pragelato. Lo stadio sarebbe stato localizzato nella zona
immediatamente adiacente alla partenza della seggiovia Clot della Soma. Il
trampolino necessario alle competizioni sarebbe stato adagiato lungo il profilo
della montagna, in modo da non alterare il paesaggio e l’ambiente naturale di
Pragelato. La quota di partenza del trampolino del salto sarebbe stata di 1.345 m,
mentre quella d’arrivo di 1.170 m.
L’impianto avrebbe contribuito a migliorare l’offerta turistica del paese, distante
poco più di un’ora da Torino e costituito da numerose e caratteristiche borgate.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute tra il 7 e il 12 febbraio:
K 90 m Individuale
Maschile
Femminile
30 Km
15 Km
10 Km
5 Km
15 Km Inseguimento
10 Km Inseguimento
4x10 Km staffetta
4x5 Km staffetta
50 Km
30 Km
Utilizzo post-Olimpico
Le piste, al termine dei Giochi, sarebbero ritornate al loro abituale uso e messe a
disposizione della FISI e della FIS per ospitare competizioni di rilievo nazionale ed
internazionale, nonché per gli allenamenti.
K 120 m Individuale
Utilizzo post-Olimpico
Gli impianti, al termine dei Giochi, sarebbero stati messi a disposizione della FIS e
della FISI per ospitare competizioni di rilievo internazionale e nazionale.
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per le 3 gare di salto era di 10.000 posti. I posti a sedere
sarebbero stati 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico. Si prevedeva di vendere
8.700 per ogni gara, per un totale complessivo di 26.100 biglietti.
27
Rapporto di Candidatura
K 120 m Squadre
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per lo sci di fondo era di 20.000 posti, comprensivi sia di
quelli nelle zone d’arrivo che di quelli lungo i percorsi. I posti a sedere erano
complessivamente 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico pagante. Si era previsto
si vendere 18.300 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 183.000
biglietti disponibili per 10 gare.
> Indice <
9.10) Combinata nordica
9.11) Freestyle
Venue di gara
Le gare di combinata nordica e i relativi allenamenti si sarebbero svolti a Pragelato,
utilizzando gli impianti del fondo, per le gare di cross-country, e il trampolino
(in località Souchères Hautes) per le gare del salto. Anche per gli allenamenti
sarebbero stati utilizzati i medesimi impianti.
Pragelato, tipico paese di montagna dell’Alta Val Chisone dalle antiche tradizioni
occitane (quali balli, feste e costumi folkloristici, tutelati anche dal Museo e dalla
fondazione Guiot-Bourg) si configurava, già nel 1998, come un’accogliente località
turistica.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute nelle giornate dell’11 e il 15 febbraio:
Venue di gara
Lo scenario di tutte le competizioni di freestyle sarebbe stato la pista Clotès di
Sauze d’Oulx: stazione sciistica di fama internazionale collegata a San Sicario, a
Sestriere, a Cesana e a Claviere Monginevro tramite impianti di risalita.
Sauze d’Oulx (anche detta il “balcone delle Alpi”), inserita nel comprensorio della
Via Lattea, garantiva l’accesso a circa 400 chilometri di piste ed era raggiungibile
da Torino in meno di un’ora di autostrada.
Anche gli allenamenti si sarebbero tenuti nella stessa località.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero
tenute nelle giornate del 5 e 17 febbraio:
Gobbe
Salti
Salto
Sci di fondo
Qualificazioni M-F
Qualificazioni M-F
K 90 m Individuale
15 Km Individuale
Finali M-F
Finali M-F
K 90 Squadre
4 x 5 Km Squadre
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per le 4 gare di combinata nordica era di 10.000 posti. I posti
a sedere sarebbero stati 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico. Si era previsto di
vendere 8.700 per ogni gara, per un totale complessivo di 34.800 biglietti.
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per il freestyle era di 10.000 posti, comprensivi sia di quelli
nelle zone d’arrivo che di quelli sparsi per i percorsi. I posti a sedere sarebbero stati
complessivamente 3.000, di cui 2.850 riservati al pubblico pagante. Si prevedeva di
vendere 8.500 biglietti per ogni gara, per un totale complessivo di 68.000 biglietti
disponibili per le 8 gare.
Rapporto di Candidatura
Utilizzo post-Olimpico
Le piste di fondo sarebbero ritornate al loro abituale uso e messe a disposizione
della FIS e della FISI per ospitare competizioni e allenamenti di rilievo internazionale
e nazionale.
28
Utilizzo post-Olimpico
Le piste sarebbero ritornate, a Giochi conclusi, al loro abituale uso, e sarebbero
state messe a disposizione della FIS e della FISI per ospitare allenamenti e
competizioni di rilievo internazionale e nazionale.
> Indice <
9.12) Snowboard
Venue di gara
Tutte le gare e gli allenamenti di snowboard si sarebbero tenuti a Bardonecchia,
cittadina di confine con la Francia e importante centro turistico dell’Alta Val di Susa.
In particolare, le competizioni di half pipe si sarebbero svolte sulla pista 24 del
Melezet, mentre quelle di slalom lungo la pista 23 del Melezet.
Dotata di ampie e rinomate piste da sci, tracciate in prevalenza nel bosco e quindi
molto suggestive, Bardonecchia dista, sia in treno che in autostrada, circa 50
minuti da Torino.
All’interno di questa Venue erano previste le seguenti gare, che si sarebbero tenute
nelle giornate del 6 e dell’8febbraio (half-pipe) e del 10 e 12 febbraio (slalom).
Maschile
Femminile
Half-pipe
Half-pipe
Slalom gigante
Slalom gigante
Capacità dell’impianto
La capacità prevista per le 4 gare di snowboard era di 10.000 posti, comprensivi sia di
quelli nelle zone d’arrivo che di quelli lungo i percorsi. I posti a sedere ammontavano
complessivamente a 5.000, di cui 4.800 riservati al pubblico pagante.
Si era previsto di vendere 8.500 per ogni gara, per un totale complessivo di 34.000
biglietti disponibili.
Rapporto di Candidatura
29
Utilizzo post-Olimpico
Le piste, al termine dei Giochi, sarebbero ritornate al loro abituale uso e messe a
disposizione della FIS e della FISI per ospitare allenamenti e competizioni di rilievo
nazionale e internazionale.
> Indice <
10) Villaggi Olimpici
CASELLE
10.1) Le strutture ricettive per gli atleti
Al fine di accogliere gli atleti che avrebbero preso parte alle competizioni
Olimpiche, il Comitato Promotore di Torino 2006 pianificò la costruzione di un
Villaggio Olimpico nella zona est di Torino (all’interno dell’Environment Park,
in una parte della città attigua a un grande polmone verde, destinata ad area
residenziale dalle autorità cittadine) e, contestualmente, previde una seconda
sistemazione a Sestriere (si trattava di una struttura già utilizzata dagli atleti
durante i Campionati Mondiali di sci alpino 1997)
Villaggio Olimpico
STADIO
DELLE ALPI
PALASPORT
HOCKEY 1
Sestriere
DORA
Km
Minuti
Km
Minuti
Bardonecchia
90.3
61
33.2
26
Beaulard
83.2
57
26.1
21
Palasport Curling
10
15
100
73
Palasport Hockey 1
5
8
98.7
70
Palasport Hockey 2
6.5
15
117
84
Palasport Hockey 3
50.2
34
58.8
50
Palasport Velocità
5
8
98.7
70
Palavela
12.5
19
112
80
Pragelato
96.2
75
10.6
9
San Sicario
90.8
66
11.6
10
Sauze d’Oulx
82.2
58
26.8
20
Sestriere
100
73
PORTA SUSA
30
PORTA NUOVA
PALASPORT
HOCKEY 2
PALASPORT
CURLING
LINGOTTO
PALAVELA
Ferrovia
Rapporto di Candidatura
Impianto
STURA
PALASPORT
VELOCITÀ
Stazione ferroviaria
Snodo ferroviario
Campo giovani
Villaggio Olimpico
Curling
Cerimonie
Hockey su ghiaccio
Centro stampa principale
Pattinaggio di velocità
International
Broadcasting Centre
Villaggio Media 1
Pattinaggio di figura
Short track
Villaggio Media 2
> Indice <
Il Villaggio Olimpico sarebbe stato costruito su di un’area occupata da un vecchio
stabilimento siderurgico, di proprietà della Ingest S.p.a. Apportando poche
modifiche, la zona sarebbe potuta essere utilizzata per ospitare gli atleti dei XX
Giochi Olimpici Invernali.
La proposta di riqualificazione urbanistica previde che abitazioni e servizi
venissero costruiti in prossimità dell’area verde, all’interno della quale stava
sorgendo l’Environment Park, primo parco scientifico-tecnologico della città. Sul
terreno si trovavano alcune grandi arcate di acciaio, che sostenevano la copertura
dei capannoni. Si scelse di non demolire queste strutture - per mantenere un
segno di continuità con l’identità industriale della città (così come la ciminiera in
mattoni) - e costruire sotto le arcate, che sarebbero servite ancora come copertura
di spazi pubblici a 25 m d’altezza.
Gli edifici sarebbero stati immersi nel verde, con una disposizione, sul terreno,
leggermente in pendenza verso sud e distanziati di circa 30 m gli uni dagli
altri. La rete viaria in superficie sarebbe stata solo pedonale o percorribile da
autoveicoli elettrici.
I servizi sarebbero stati localizzati nella zona centrale del Villaggio e si sarebbero
sviluppati attorno a una piazza con accesso diretto al viale che — come prevedeva
il Piano Regolatore — sarebbe sorto al di sopra della strada interrata.
Tutte le costruzioni sarebbero state concepite per funzionare con un basso
consumo energetico e con il minimo impatto ambientale. Gli edifici sarebbero stati
allacciati all’impianto di teleriscaldamento già esistente in zona. L’illuminazione
esterna e parte dei servizi comuni sarebbero stati alimentati da una rete di energia
fotovoltaica, che, una volta terminata, sarebbe stata la più estesa d’Italia.
Sotto ogni abitazione sarebbero stati costruiti due piani interrati, utilizzati per
servizi comuni.
Tutti gli edifici sarebbero stati cablati e dotati delle più sofisticate e moderne
infrastrutture telematiche.
Al termine dei Giochi Olimpici, il Villaggio sarebbe tornato ad essere un’area
residenziale a disposizione della città che avrebbe ospitato abitazioni private e
residenze universitarie.
10.2.1) Progetto del Villaggio Olimpico:
Le unità destinate ai NOC (Comitati Olimpici Nazionali) erano previste al piano
terra di ogni edificio. Ogni Comitato avrebbe disposto di una unità di 145 m
composta da: un locale riservato al responsabile della delegazione (di 20 m2), un
ufficio (di 13 m2), una sala riunioni (di 36 m2), una sala medica (di 13 m2), una sala
per i massaggi (di 21 m2), una sala d’attesa e dai servizi igenici.
Le unità sarebbero state assegnate a ciascun NOC sulla base delle direttive del
CIO in merito ai Villaggi Olimpici.
Gli appartamenti (in grado di ospitare un totale di 3.000 persone) furono progettati
con camere doppie o singole e si stimò che avrebbero coperto una superficie di 65.958
m2. In media, ogni persona avrebbe avuto a disposizione un’area di 20,25 m2.
Si previdero un totale di 2.250 appartamenti di cui 1500 con camere singole e
750 con camere doppie. La superficie netta di ogni appartamento sarebbe stata
di 12,15 m2 per le camere singole (ad esclusione dei 4,30 m2 del bagno) e di 13,00
m2 per le camere doppie (ad esclusione dei 3,85 m2 del bagno).
Il numero complessivo di letti sarebbe stato pari a 3000 (1500 nelle camere
singole e altrettanti nella camere doppie)
10.2.2) Trasporti all’interno del Villaggio Olimpico
Collegamenti nel Villaggio Olimpico
Il Villaggio Olimpico fu pensato come un’oasi verde, in cui un anello di viali pedonali
avrebbe permesso, agli atleti, di spostarsi a piedi e di praticare allenamenti
outdoor in pieno contatto con la natura. I percorsi, come tutto il complesso del
Villaggio Olimpico, sarebbero stati privi di barriere architettoniche e, quindi,
completamente accessibili ai portatori di handicap.
L’anello di viali sarebbe stato dotato di una pista ciclabile e gli atleti avrebbero
avuto in dotazione biciclette, con relativo servizio di assistenza.
All’interno del Villaggio sarebbero stati ammessi esclusivamente veicoli ad
impatto ambientale nullo o minimo, anche per le funzioni di servizio (come ad
esempio per la rimozione dei rifiuti). Utilizzando minibus-navetta da 25 posti,
sarebbe stato possibile raggiungere tutte le zone del Villaggio in pochi minuti,
mentre gli spostamenti di merci e di attrezzature, sarebbero avvenuti nel
sottosuolo, sfruttando la rete di gallerie veicolari già esistenti nel 1998, in modo
da annullare le fonti di inquinamento acustico.
31
Rapporto di Candidatura
10.2) Il Villaggio Olimpico di Torino
> Indice <
Collegamenti con il centro della città
Per permettere agli atleti e ai funzionari di ciascun NOC di raggiungere il centro
della città si previde un servizio di navette.
Inoltre dal Villaggio, ottimamente servito dai mezzi di trasporto pubblici, sarebbe
stato possibile raggiungere il centro storico in meno di dieci minuti utilizzando le
linee di metropolitana leggera.
10.2.3) Misure di sicurezza previste
Il Comitato Promotore di Torino 2006 garantì che tutti gli atleti sarebbero stati
protetti dal giorno del loro arrivo al giorno della loro partenza, sia all’interno
del Villaggio che sui Siti di Gara e allenamento, oltre che nel tragitto da e per le
Venue Olimpiche
Le misure di sicurezza all’interno del Villaggio Olimpico sarebbero state regolate
da un piano volto a garantire l’integrità fisica degli atleti, nel pieno rispetto dei
loro bisogni e della loro libertà di movimento.
L’intera area del Villaggio Olimpico sarebbe stata, ad esempio, circondata da una
doppia recinzione e la sorveglianza sarebbe stata garantita attraverso il supporto
delle più moderne e sofisticate tecnologie esistenti. Il Villaggio, inoltre, sarebbe
stato costantemente sorvegliato da personale specializzato che avrebbe garantito
una guardia 24 ore su 24, attraverso il supporto di un circuito di videocamere
nelle aree di accesso e attraverso l’uso di sofisticati sistemi d’interfaccia con la
Prefettura di Torino e il Ministero degli Affari Interni.
10.2.4) Servizi
Catering
Il progetto del Villaggio Olimpico prevedeva un ristorante principale situato
all’interno della superficie coperta e due ristoranti più piccoli nella zona
residenziale, al piano terra dell’edificio.
Il ristorante principale avrebbe coperto una superficie complessiva di 1.800 m2,
strutturata in modo tale da permettere, qualora ce ne fosse stata la necessità,
la suddivisione in aree separate più piccole. La sala principale avrebbe potuto
accogliere 800 persone, garantendo, quindi, un servizio a tutti gli ospiti del
Villaggio su di un massimo di 3 turni.
Gli altri due ristoranti avrebbero invece coperto una superficie di 200 m2 ciascuno,
garantendo, in questo modo, un servizio di ristorazione ad 80 persone.
Il servizio complessivo di ristorazione avrebbe garantito un’offerta differenziata
sulla base delle richieste e necessità (derivanti dalla disciplina praticata, dai
costumi e dalle tradizioni etniche e religiose) degli atleti. Inoltre, sarebbero state
garantite tutte le condizioni igieniche indispensabili per la qualità del servizio,
grazie a severi controlli in linea con gli standard europei.
Area di allenamento
All’interno del Villaggio Olimpico, tra gli alberi del parco, avrebbe trovato
collocazione un complesso di supporto agli impianti di allenamento delle singole
discipline sportive.
Il complesso sarebbe stato raccolto in un edificio, all’interno del quale sarebbero
stati predisposti una serie di servizi e strutture, tra i quali: una piscina da 50 m
e con 9 corsie, dotata dei necessari vani accessori (spogliatoi, sale massaggi,
presidio medico), una palestra attrezzata per il body building, un centro fitness, 2
palestre minori e sauna, per un totale di 3.600 m2.
32
Rapporto di Candidatura
Collegamenti tra il Villaggio Olimpico e i Siti di Gara e di allenamento
Nell’area del Villaggio Olimpico, il Comitato Promotore previde ampi parcheggi
di interscambio tra i minibus-navetta e gli autobus (shuttle system), dotati di
elevato comfort, che avrebbero garantito i collegamenti tra il Villaggio Olimpico e
le sedi di gara e allenamento, secondo i tempi stabiliti dal programma.
Ogni NOC avrebbe inoltre disposto di un numero di veicoli proporzionato al
proprio numero di atleti e funzionari accreditati.
Per raggiungere i Siti dove si sarebbero svolte le Cerimonie di Apertura e di
Chiusura, il Comitato Promotore pianificò uno specifico sistema di trasporto con
autobus granturismo.
Sale riunioni e relax, luoghi di culto, centri commerciali
Il Villaggio Olimpico avrebbe garantito il benessere degli atleti e la loro serenità
grazie a un’eccellente organizzazione interna e a un’attenzione puntuale delle
necessità di ogni NOC.
Un ricco programma culturale e una serie di sale e zone relax avrebbero concorso
a intrattenere e riempire il tempo libero degli atleti.
Gli ospiti del Villaggio avrebbero anche potuto contare su di una serie di centri
> Indice <
10.2.5) Garanzie
L’area sulla quale sarebbe sorto il Villaggio Olimpico era di proprietà della Ingest
S.p.A. La società, nel 1998, garantì che, in caso di assegnazione dei Giochi a
Torino, l’area sarebbe stata messa a disposizione per la realizzazione del Villaggio
Olimpico, in conformità con le linee guida del CIO.
10.3) Il Villaggio Olimpico di Sestriere
Per ospitare gli atleti impegnati nelle discipline alpine, Il Comitato Promotore
di Torino 2006 aveva predisposto di attrezzare un’apposita struttura ricettiva a
Sestriere per 1.000 posti letto, che avrebbe avuto tutte le caratteristiche indicate
nelle Linee guida del CIO per il Villaggio Olimpico.
Si individuò, a tal fine, una struttura già esistente che, in parte, aveva ospitato gli
atleti che avevano partecipato ai Campionati del Mondo di sci alpino del 1997.
10.4) Direttive del CIO
A nome del COGO, il Comitato Promotore confermò che sarebbero state rispettate
tutte le direttive contenute nel Manuale-guida per il Villaggio Olimpico e nel
Contratto della Città ospite.
33
Rapporto di Candidatura
commerciali (con negozi e boutiques) e servizi di traduzione e assistenza di vario
genere. Era previsto anche un centro logistico che avrebbe fornito il servizio di
gestione degli accrediti e avrebbe ospitato gli uffici dei servizi ai NOC, la centrale
dei servizi di sicurezza e trasporto, l’ufficio stampa e l’ufficio del Museo Olimpico,
l’ufficio del cerimoniale, gli appartamenti per lo staff di servizio, il centro broadcaster
e la sala stampa. Tutto ciò sarebbe stato ubicato nell’area internazionale.
All’interno del Villaggio Olimpico, invece, gli atleti avrebbero potuto contare su
di un variegato insieme di servizi aggiuntivi, tra i quali: un servizio di tintoria,
un magazzino d’articoli sportivi con centro d’assistenza per la riparazione
degli equipaggiamenti, un parrucchiere, un salone di bellezza, un laboratorio
fotografico, una banca con distributore automatico 24 ore su 24, etc.
La zona residenziale, oltre ad ospitare le abitazioni degli atleti e i servizi riservati
a ciascuna delegazione, avrebbe compreso un’area riservata ai servizi generali,
ubicati in prevalenza in una vasta piazza coperta, ricavata sotto le strutture
metalliche delle vecchie industrie. Qui sarebbe sorta anche la Piazza Olimpica,
dove sarebbero state celebrate le Cerimonie di accoglienza nel Villaggio.
Il Comitato Promotore, infine, previde uno spazio consacrato al culto della propria
religione e alla meditazione, oltre che un Policlinico e un Centro di Medicina
Sportiva che avrebbero rafforzato i servizi medici previsti per ogni NOC.
> Indice <
11) Servizi Medici e Sanitari
L’Italia, da sempre, dispone di strutture sanitarie di punta in grado di fornire
tutte le prestazioni che possono essere richieste dalla popolazione, ai più
elevati livelli qualitativi.
Dai dati e dagli studi sulle condizioni sanitarie e sulla diffusione di malattie
infettive (riferiti al periodo tra il 1988 e il 1996), condotti nel Paese e in tutta
la Regione Piemonte, emergeva che l’Italia era esente da problemi di natura
epidemiologica. Il rischio di epidemie, comunque, veniva costantemente tenuto
sotto controllo dagli Enti Pubblici: Ministero della Salute, Istituto Superiore di
Sanità (ISS) e i vari Enti Regionali deputati.
I Servizi Sanitari di Torino e della Provincia, nel 1998, erano garantiti da 10 Aziende
Sanitarie Locali (A.S.L), 4 Aziende Sanitarie Ospedaliere (A.S.O.) e oltre 20 strutture
private accreditate, che fornivano tutti i servizi richiesti. La Regione Piemonte
finanziava queste strutture attraverso i fondi dello Stato.
Il servizio di emergenza sanitario era raggiungibile, come oggi, telefonando al 118:
centro di raccolta delle segnalazioni, connesso a tutti i centri operativi nella Regione.
In Italia, i fondi necessari per la gestione del Servizio Sanitario Nazionale sono
forniti in parte dallo Stato e in parte dai cittadini che versano un contributo
speciale e un “ticket”. Il deficit eventuale è a carico della Regione.
L’assistenza sanitaria sul territorio è garantita dal medico di base e dai medici
specialisti, oltre che dai servizi d’igiene mentale, di igiene pubblica e di
medicina del lavoro.
Gli ospedali regionali (ospedali pubblici, presidi sanitari e centri di riabilitazione) e
le cliniche accreditate nel 1998 erano 108, per un totale di 23.276 posti letto negli
ospedali pubblici (di cui 21.715 ordinari e 1.561 “day hospital”) e 4.320 nelle case
di cura private accreditate.
Gli ospedali pubblici di Torino, al momento della presentazione della Candidatura,
erano 16, tutti dotati delle tecnologie e del personale specializzato necessario per le
diverse specialità. Complessivamente, queste strutture sanitarie garantivano 6.913
posti letto, di cui 6.256 posti letto ordinari e 657 posti letto day hospital. I reparti di
terapia intensiva e rianimazione, invece, erano presenti in 15 strutture ospedaliere
di Torino e Provincia e disponevano complessivamente di 160 posti letto.
Già nel 1998, tra l’altro, in Italia esisteva la Federazione di Medicina dello
Sport, riconosciuta e finanziata dal CONI, che poteva contare su 5 mila medici,
raggruppati in Associazioni medico-sportive provinciali.
A Torino e Provincia, l’associazione medico-sportiva era formata da 136 medici
specialisti, che svolgevano regolarmente attività a favore delle Federazioni
Sportive Nazionali e Regionali. Sempre a Torino, tra l’altro, è presente l’Istituto
di Medicina dello Sport CONI-FMSI che all’epoca ospitava servizi e laboratori nei
quali erano impegnati circa 60 medici specializzati.
I cittadini stranieri dei Paesi dell’Unione Europea e dei Paesi con i quali l’Italia ha
stipulato convenzioni bilaterali, avrebbero potuto godere degli stessi trattamenti
previsti per i cittadini italiani per quanto concerne i servizi sanitari. In base alla
legge, tutti gli stranieri di passaggio in Italia avevano diritto, gratuitamente (fatta
eccezione di una piccola partecipazione alle spese), a tutte le prestazioni del
Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) per quanto concerneva la prevenzione delle
malattie infettive e la protezione della gravidanza e della maternità.
11.1.1) La legislazione italiana sulla pratica medica
La legislazione italiana prevede un servizio medico pubblico gratuito, un sistema
di ospedali privati convenzionati e le cliniche private.
Il sistema pubblico comprende le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere,
i policlinici universitari, gli istituti di ricerca e i presidi sanitari.
La medicina di base e tutti i servizi territoriali sono organizzati con personale
sanitario pubblico e/o convenzionato, così come il personale sanitario, tecnico ed
amministrativo, che viene assunto attraverso concorso pubblico.
Le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere sono affidate a Direttori
Generali, all’epoca, con contratto quinquennale.
34
Rapporto di Candidatura
11.1) Il contesto sanitario nazionale e locale
11.1.2) La legislazione italiana sul doping
Nel 1998 era vigente in Italia la legge 1099 del 1971, ovvero una legislazione sul
doping che fissava i principi fondamentali della lotta contro tale pratica illegale.
Con il decreto 522 del 1995, l’Italia ratificò la convenzione di Strasburgo del 1989.
In quanto organismo responsabile dell’organizzazione e del funzionamento
dell’attività sportiva in Italia, nonché organo delegato ai controlli anti-doping, il
Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), tramite il suo Consiglio Nazionale,
> Indice <
11.2) Qualità dell’acqua potabile e dell’aria
Per quanto concerne la qualità dell’acqua potabile e dell’aria, l’Italia rispettava le
direttive dell’Unione Europea in materia.
In particolare, per il controllo della qualità dell’aria l’Italia ha adottato (sulla base delle
direttive vigenti dell’UE) disposizioni per la protezione della salute e dell’ambiente,
che riguardano: i criteri per limitare l’inquinamento atmosferico; le metodiche
di campionamento, d’analisi e di valutazione delle sostanze inquinanti e dei
combustibili; i criteri per l’utilizzazione delle tecnologie più appropriate per limitare e
ridurre a livelli accettabili le emissioni inquinanti; i criteri per la revisione progressiva
delle installazioni che possono essere fonte di inquinamento atmosferico.
Nel 1996, inoltre, è stata costituita, in Piemonte, l’Agenzia Regionale per la
Protezione Ambientale (ARPA) con compiti di monitoraggio e controllo della
qualità dell’ambiente. La rete di monitoraggio ambientale dell’area urbana era
anche supportata da una serie di stazioni di misura meteo-chimica.
Tra l’altro, al tempo della redazione del Dossier di Candidatura, un’attenta valutazione
degli interventi effettuati nei decenni passati per abbattere la concentrazione
degli agenti inquinanti nell’aria, in relazione agli effetti ottenuti, permetteva di
prevedere che sarebbero stati rispettati i nuovi limiti che la Commissione Ambiente
dell’Unione Europea avrebbe introdotto negli anni a venire.
La Città di Torino era rifornita di acqua destinata al consumo umano dall’Azienda
Acque Metropolitane S.p.A. L’acqua erogata era campionata bisettimanalmente
dal Servizio di Igiene Alimenti del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda
Sanitaria Locale 1 di Torino che aveva competenza su tutto il territorio comunale.
Ogni anno, circa 1.150 campioni di acqua vengono sottoposti ad analisi chimica
e batteriologica dall’ARPA.
11.3)Disposizioni previste per i Giochi
11.3.1) Piani d’investimento
La legge Finanziaria 67/1988 aveva messo a disposizione della Regione Piemonte
616 miliardi di lire per costruire un nuovo Ospedale (Asti) e completare altri
presidi ospedalieri, per costruire Residenze Sanitarie Assistenziali, creare alcuni
poliambulatori e risolvere i problemi della sicurezza nelle strutture ospedaliere.
Per l’area di Torino e Provincia si previde: il completamento e la costruzione di aree
destinate a reparti ordinari e di emergenza; la ristrutturazione di alcune strutture
ospedaliere (Presidi Ospedalieri di Chieri e di Moncalieri); il completamento e
riordino del Presidio Sanitario “Vittorio Valletta” di Torino; interventi strutturali e
acquisizione di tecnologie sanitarie per l’Ospedale delle Malattie Infettive “Amedeo
di Savoia” di Torino; interventi specifici nell’ambito del settore materno-infantile
riguardanti l’Azienda Ospedaliera “O.I.R.M.- S. Anna” di Torino; interventi strutturali
per l’Azienda Ospedaliera “San Giovanni Battista” di Torino, sede anche delle Cliniche
Universitarie; interventi strutturali per l’Ospedale “Giovanni Bosco”.
Per i Giochi Olimpici, inoltre, si previde la costruzione di una struttura sanitaria
all’interno del Villaggio Olimpico, da realizzarsi secondo le direttive del CIO.
11.3.2) Interventi d’urgenza
Le strutture sanitarie della città e i servizi previsti per i Giochi Olimpici sarebbero
stati collegati via radiotelefono con il Policlinico del Villaggio e con i punti di primo
soccorso nei Siti di allenamento e di gara. All’interno di questi, avrebbero anche
stazionato autoambulanze ed elicotteri equipaggiati del materiale necessario per
gli interventi di urgenza.
Gli interventi sarebbero stati assicurati da personale e mezzi forniti dal Ministero
della Difesa, dal Sistema di Emergenza “118” della Regione Piemonte e dalla Croce
Rossa Italiana.
35
Rapporto di Candidatura
aveva standardizzato una lista delle sostanze illegali, dei controlli e delle sanzioni
previste in materia di doping, in osservanza alle disposizioni del CIO.
Le Federazioni Sportive Nazionali erano, inoltre, obbligate ad effettuare dei
controlli anti-doping attraverso le Federazioni Medico-Sportive Italiane (FMSI),
effettuando controlli a sorpresa sugli atleti delle differenti federazioni.
11.3.3) Piani di evacuazione
Torino e il Piemonte, pur non avendo mai conosciuto un forte rischio di catastrofi
idro-geologiche, hanno sempre assicurato un controllo costante della situazione.
In caso di catastrofe naturale, la gestione dei piani d’evacuazione della popolazione
e il primo soccorso sarebbero stati responsabilità della Protezione Civile e del
Ministero degli Interni.
Oltre agli enti nazionali, a livello locale, era deputata all’intervento una squadra
> Indice <
diretta dal Prefetto e una dal Sindaco.
Per i grandi eventi la legge prevedeva che un’unica autorità si prendesse in carico
l’intera responsabilità operativa degli interventi.
11.3.4) Laboratori anti doping
Il Servizio Sanitario Italiano, nel 1998, poteva contare su di un laboratorio antidoping del CONI, accreditato dal CIO nel 1982 e sorto a Roma nel 1962. Il Laboratorio,
situato in un luogo protetto e recintato all’interno del complesso sportivo dell’Acqua
Acetosa, veniva testato e riaccreditato ogni anno dalla Commissione Anti-doping
del CIO e, dal 1995, era stato dotato di apparecchiature ad alta risoluzione per la
ricerca di sostanze dopanti. Per i Giochi Olimpici di Torino, il Comitato Promotore
pianificò che i controlli anti-doping venissero effettuati da questo laboratorio e che
il personale sanitario addetto ai controlli sarebbe stato scelto tra il personale della
FMSI (con esperienza, in queste mansioni, derivante dalle gare internazionali e dei
Campionati del Mondo di sci alpino di Sestriere, nel 1997)
36
Rapporto di Candidatura
11.3.5) Ospedali per la Famiglia Olimpica
Il Comitato Promotore di Torino 2006, in fase di stesura del Dossier di Candidatura,
individuò le strutture sanitarie deputate ad accogliere, in caso di necessità e a
seconda della patologia, i membri della Famiglia Olimpica (CTO, S. Giovanni
Battista, Sant’Anna, S. Luigi Gonzaga, Maria Vittoria, Ospedale Oftalmico). Gli
ospedali pianificati, distavano tra i 3 e i 10 minuti dal Villaggio Olimpico, mentre i
tempi di trasporto dai Siti Olimpici, che sarebbero stati effettuati in elicottero o in
ambulanza, variavano dai 10 ai 20 minuti.
In occasione dei Giochi Olimpici, il Comitato Organizzatore si impegnò a coprire
tutte le spese sanitarie della Famiglia Olimpica.
11.3.6) Reclutamento, selezione e formazione del personale sanitario
Per quanto concerne il personale medico e paramedico necessario, non sarebbe stata
effettuata nessuna selezione, in quanto, tutto lo staff medico operativo durante i
Giochi sarebbe stato fornito dalla Federazione Medico Sportiva Italiana del CONI.
> Indice <
12) Sicurezza
Nei 10 anni precedenti alla stesura del Dossier di Candidatura, l’Italia aveva
ospitato eventi sportivi e politici di grande prestigio internazionale, senza che si
fossero verificati incidenti di alcun tipo. Il merito di questo andava riconosciuto
alle forze nazionali di Pubblica Sicurezza, il cui intervento e collaborazione aveva
permesso che tutto si svolgesse in modo pacifico.
Il Comitato Promotore assicurò che, qualora la XX edizione dei Giochi Olimpici
Invernali si fosse svolta a Torino, l’evento avrebbe ricevuto il grado di sicurezza
necessario per garantire un sereno svolgimento di tutte le manifestazioni e
sarebbero state messe in atto tutte le misure di prevenzione necessarie a garantire
l’incolumità di partecipanti e spettatori
Il Ministro dell’Interno, quale Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, assicurò
che non vi era alcun rischio di azioni terroristiche che potessero minacciare lo
svolgimento dei Giochi.
La Garanzia del Ministero degli Interni è stata sottoposta al CIO ed è allegata al cap 18
Nel 1998, a Torino e in Piemonte il tasso di criminalità era allineato a quello di
altre aree metropoli europee, ed era riconducibile a manifestazioni di delinquenza
occasionale. L’attività di prevenzione e di contrasto della criminalità era oggetto di
costante attenzione da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza e aveva conseguito,
negli ultimi anni, importanti risultati nella lotta al crimine organizzato.
Il razionale impiego delle Forze dell’Ordine e la pianificazione di ogni aspetto
logistico e operativo consentiva il regolare svolgimento dei numerosi eventi,
sportivi e non, anche di livello internazionale. Specifici servizi di vigilanza, svolti
nell’arco delle 24 ore, garantivano la sicurezza delle persone e dei beni.
Come al giorno d’oggi, veniva ordinariamente assicurata la protezione delle sedi
consolari, delle arterie stradali e ferroviarie, degli aeroporti, dello spazio aereo
e delle frontiere.
I servizi preventivi e quelli repressivi comprendono l’attività informativa ed
investigativa e il controllo del territorio, facendo uso di Centrali Operative dotate
di moderni mezzi di telecomunicazione. Inoltre, i sistemi di vigilanza e di allarme
a distanza, d’intervento rapido e di soccorso, sono integrati con le altre strutture
di sicurezza (Vigili del Fuoco, Emergenza Sanitaria, ecc.).
Anche i rischi naturali, tipici degli ambienti alpini, erano piuttosto remoti. Le reti
di monitoraggio e l’organizzazione dei servizi di protezione civile e di soccorso,
avrebbero comunque permesso di affrontare efficacemente ogni situazione di
pericolo, anche mediante l’evacuazione rapida dei territori a rischio.
12.2) Il piano generale di sicurezza e l’impegno per Giochi
Il Comitato promotore definì tre obiettivi principali per la sicurezza:
• Garantire il più alto livello di sicurezza per tutti gli atleti, la Famiglia Olimpica,
gli operatori dell’informazione, gli spettatori e i cittadini, tramite l’uso di
metodi professionali e discreti;
• Prevenire e contrastare qualsiasi attività criminale suscettibile di interferire
con il sereno e regolare svolgimento dei Giochi Olimpici;
• Prevedere un piano operativo, ben organizzato, per qualsiasi emergenza.
Il personale del Ministero dell’Interno avrebbe assicurato la protezione dei
partecipanti, della Famiglia Olimpica, degli spettatori e di tutte le altre persone
coinvolte nell’evento, coordinando i piani e le attività dei vari organismi che, per i
Giochi, si sarebbero occupati della sicurezza: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia
di Finanza, Esercito, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale.
Il concetto di sicurezza proposto, avrebbe conciliato le esigenze della protezione
con l’esercizio delle libertà individuali.
Il piano derivante fu il risultato dell’analisi delle misure di sicurezza adottate in
occasione di precedenti Giochi Olimpici e non solo. Si previde, infatti, un sistema
centralizzato e unificato già sperimentato anche in occasione dei Campionati del
Mondo di sci alpino di Sestriere nel 1997.
A fronte di questo, tutti i luoghi Olimpici e quelli esposti a rischio, sarebbero stati
sottoposti a sorveglianza costante; il complesso delle misure di prevenzione generali
e di controllo del territorio, sarebbe stato adeguatamente rinforzato; sarebbero stati
rispettati i requiSiti del CIO in merito alla sicurezza, in particolare quelli riguardanti:
i pass, le infrastrutture dei Giochi, i centri per la comunicazione, la sicurezza di
Famiglia Olimpica, di capi di stato e delegazioni, l’accesso alle strutture Olimpiche
e la sicurezza delle infrastrutture pubbliche, la sicurezza di tutti gli eventi, compresi
Viaggio della Fiamma, Cerimonie, congressi ed eventi culturali.
Più in generale, le principali attività si sarebbero dovute basare sulle seguenti
misure: prevenzione e deterrenza, informazione e comunicazione.
37
Rapporto di Candidatura
12.1) La Sicurezza Pubblica in Italia
> Indice <
12.2.1) La funzione Sicurezza interna al COGO
La funzione Sicurezza interna al Comitato Organizzatore avrebbe avuto i seguenti
compiti principali: raccogliere le informazioni sulle precedenti esperienze e il
consiglio degli esperti; contribuire allo sviluppo delle linee guida del piano di
sicurezza dei Giochi fungendo anche da collegamento tra Comitato, Ministero
dell’Interno e CIO; rappresentare il Comitato Organizzatore in tutti i vertici sulla
sicurezza; definire le strutture necessarie in base alle esigenze; selezionare,
educare e gestire il proprio personale e garantire lo sviluppo progressivo del piano
di sicurezza; fornire il numero di volontari richiesti; assicurare gli accrediti per
operatori e giornalisti; controllare gli ingressi; sviluppare i sistemi tecnologici
e di comunicazione necessari; garantire la sicurezza di atleti, Villaggi Olimpici,
Venue Competitive e Siti Olimpici in generale, elaborare il piano di sicurezza per
la Famiglia Olimpica.
Il Piano Generale di Sicurezza sarebbe stato elaborato subito dopo l’eventuale
designazione ufficiale, e verificato, per un primo bilancio, con una comparazione
con l’esperienza dei precedenti Giochi Olimpici Invernali.
12.3) Le Garanzie
Il Ministro dell’Interno, l’Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, e il Sindaco di
Torino garantirono che sarebbero state prese tutte le misure proposte e tutte
quelle che avrebbero potuto rendersi necessarie per assicurare un ordinato e
pacifico svolgimento dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006.
La documentazione originale contenente tali garanzie fu trasmessa al CIO ed è
annessa al Capitolo 18.
Rapporto di Candidatura
38
12.2.2) Le relazioni tra il COGO e le Autorità di Pubblica Sicurezza
Le interazioni tra il Comitato Organizzatore e l’Autorità per la Pubblica Sicurezza
sarebbero state garantite da un Comitato di Coordinamento per la Pubblica
Sicurezza.
La gestione dei diversi piani sarebbe inoltre stata compito di un quartier generale
composto dai rappresentanti di tutti gli organi coinvolti.
Sarebbe stato il Governo Italiano a farsi carico di tutte le spese legate ai servizi
di sicurezza.
> Indice <
13) Accoglienza
Il Comitato Promotore di Torino 2006, anche a fronte della vocazione
internazionale di Torino e di una lunga tradizione di ospitalità di tutto il territorio,
stimò che sarebbe stato possibile offrire alla Famiglia Olimpica, agli accreditati,
all’organizzazione e agli spettatori, 200.000 posti letto.
Questa cifra comprendeva, oltre alla capacità delle strutture di ricettività già
esistenti nel 1998, un Villaggio Olimpico di nuova costruzione per 3.000 atleti,
due Villaggi Media da realizzare a Torino e in grado di ospitare 5.000 persone, la
costruzione di nuovi alberghi e alloggiamenti alternativi.
13.1.1) Le nuove strutture d’accoglienza a Torino e nel Piemonte
Torino ha una vocazione particolare per il turismo d’affari che ha portato alla
costruzione di strutture alberghiere a quattro stelle di alto livello qualitativo.
In ragione di una crescente attenzione turistica nei confronti della città, nel 1998 le
Amministrazioni Locali avevano pianificato la realizzazione di nuovi alberghi, a 4 e 5
stelle (per complessive 1183 camere), in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza,
accessibilità, organizzazione interna e comfort. Queste nuove strutture sarebbero
state costruite in aree o palazzi in via di trasformazione, nel rispetto delle intenzioni
dei proprietari e delle destinazioni previste dal Piano Regolatore della Città.
Venne pianificata la costruzione e utilizzo di:
• Hotel a 5 stelle con 395 camere (di cui 30 suite), da realizzare in uno stabile esistente
di oltre 35.000 m2 (descrizione al punto 13.1.2 – L’Hotel ufficiale del CIO)
• Hotel a 4-5 stelle con 210 camere di cui 10 suite, con sale riunioni, ristorante,
sale fitness, parcheggi interrati. Il palazzo sarebbe stato costituito da due ale,
una di 20 e l’altra di 6 piani.
• Hotel a 4-5 stelle con 152 camere di cui 20 suite, sull’area Spina 2, vicino al
Politecnico e al Villaggio della Gioventù (13.700 m2)
• Hotel a 4-5 stelle di 67 camere, sull’area Spina 3, vicino al Villaggio Olimpico e
al Villaggio Media 2 (6058 m2)
• Due alberghi a 4-5 stelle di 112 camere ciascuno, di cui 20 suite, sull’area
Spina 3, nelle immediate vicinanze del Villaggio Media 2 (20.000 m2).
• Hotel a 4-5 stelle di 77 camere, sull’area Meisino di proprietà del Comune di
Torino (7.000 m2)
•
•
•
•
•
Hotel a 4-5 stelle con 58 camere, sull’area Venchi Unica di proprietà del
Comune di Torino (5.300 m2)
Oltre a questi nuovi alberghi, sempre a Torino, si previde la costruzione di altre
importanti strutture (nel pieno rispetto delle indicazioni del CIO in materia):
il Villaggio Olimpico: che avrebbe ospitato gli atleti ufficiali ed extra-ufficiali
nell’area detta Spina 3, con una capienza di 3.000 posti;
Due Villaggi Media: uno dei quali sulla Spina 3, per 2.000 posti, e uno nei
pressi del Lingotto (nell’area degli ex mercati generali), da 3.000 posti e a pochi
minuti dal Centro Stampa Principale (Main Press Centre). I giornalisti ospitati
avrebbero potuto disporre 24 ore su 24 di una serie di servizi per il lavoro e
il tempo libero (sub-centro stampa, ristorante, caffetteria, sale conferenze,
agenzia bancaria, ufficio postale) e le stanze sarebbero state provviste, se
richiesto, di fax e computer con connessione a Internet.
Il Campo Giovani: sarebbe stato allestito a Torino, in un palazzo dell’Ottocento
che entro il 2004 si prevedeva sarebbe stato ristrutturato e adibito a campus
universitario.
Per quanto riguarda la Regione, le nuove costruzioni e le ristrutturazioni di quelle
esistenti, in valle avrebbero dovuto riguardare:
• alloggiamenti per 1000 atleti a Sestriere;
• la ristrutturazione del Forte di Fenestrelle, con circa 300 camere. La struttura
sarebbe stata rivolta a un target di volontari, giovani e spettatori;
• un albergo 2-3 stelle, di 70 camere, a Pra Catinat;
• un albergo di 2-3 stelle, da 70 posti letto, in Certosa di Avigliana.
39
Rapporto di Candidatura
13.1) Le strutture ricettive
> Indice <
Atleti e
Funzionari
Tipo
Stanze
Ubicazione
Categoria
Villaggio Olimpico
3,000
posti letto
Torino, Spina 3
***
(da costruire per diventare
area residenziale)
Sistemazione area
montuosa
1,000
posti letto
Sestriere
***
(50% già esistente)
IOC,NOCS, IFS
Hotel (da costruire)
1,000
Torino
****/ ****
IFS
Hotel (da costruire)
180
Torino
****
Giudici di gara,
arbitri
Hotel (già esistente)
240
Vicino ai Siti di Gara
***
Villaggio Media I
3,000
posti letto
Torino, area Lingotto
***
2,000
posti letto
Torino, Spina 3
***
500
posti letto
Bardonecchia
***
(existing)
4,100
posti letto
Torino
Bardonecchia
Claviere
Sauze d’Oulx
Torre Pellice
Avigliana
Pra Catinat
*** / ****
Hotel (già esistente)
3,000
Piedmon near lakes
Torino
Asti
**** / ****
3,000
Torino
Bardonecchia
Cesana
Fenestrelle
Sestriere
Sauze d’Oulx
**
(da costruire)
Villaggio Media II
(da costruire)
Villaggio Media III
Media
(area montuosa, già esistente)
Hotel
Sponsors
Volontari
Alloggi comunali
(già esistenti)
Giudici e arbitri sarebbero stati alloggiati in alberghi vicini (distanti 4 Km/5 min)
ai rispettivi impianti di gara.
Gli atleti avrebbero trovato ospitalità nel Villaggio Olimpico di Torino e nella
struttura di Sestriere, che sarebbe stata ristrutturata secondo le indicazioni del
CIO contenute nelle “Linee Guida per il Villaggio Olimpico”.
Gli Sponsor avrebbero avuto a disposizione hotel di grande qualità in alcune delle
località più suggestive della regione: la zona dei laghi, a poco più di 100 km da
Torino e collegata alla città da un’autostrada, era un’area di grande attrazione
turistica dove si trovavano strutture alberghiere di lusso (4 e 5 stelle), collocate in
un contesto ambientale che garantiva tranquillità e sicurezza. Sarebbero stati loro
disponibili anche i migliori hotel di Torino e della zona circostante, fatta eccezione
per quegli riservati espressamente alle delegazioni del CIO, alle Federazioni
Internazionali e ai Comitati Olimpici Nazionali.
Il pubblico avrebbe potuto disporre delle rimanenti strutture alberghiere della
Regione e di altre possibilità di alloggiamento (elencate al punto 13.1.3) situate
a una distanza non superiore ai 130 chilometri da Torino, per un totale di oltre
120.000 posti letto.
Le Autorità e le imprese responsabili delle nuove costruzioni fornirono tutte le
garanzie relative alla realizzazione delle opere.
E’ opportuno ricordare, inoltre, che il programma di accommodation di Torino 2006
fu concepito tenendo anche presente il piano di Trasporti. Gli hotel riservati alla
Famiglia Olimpica e i Villaggi Media sarebbero stati localizzati in aree dalle quali
fosse possibile raggiungere agevolmente, e in condizioni di sicurezza, i principali
Siti Olimpici e l’aeroporto di Torino. Tutti gli hotel avrebbero avuto un ampio
parcheggio sotterraneo riservato alle vetture e alle navette delle delegazioni e dei
membri CIO. Nelle immediate vicinanze sarebbe stata anche attrezzata un’area
per la sosta delle navette e garantito il controllo del traffico privato nelle vie
circostanti, per rendere più sicura e tranquilla la zona. Anche nei pressi dei Villaggi
Media (raggiungibili comodamente con i mezzi pubblici — treno e autobus — e
dotati di grandi parcheggi sotterranei) sarebbero state allestite aree per la sosta
delle navette che avrebbero portato i giornalisti direttamente ai Siti di Gara.
13.1.2) L’Hotel ufficiale del CIO
L’Hotel del CIO sarebbe stato costruito a Torino, in un palazzo di proprietà di
una azienda privata che aveva garantito la cessione dell’edificio ad una catena
alberghiera che, a sua volta, lo avrebbe trasformato in albergo entro il 2004.
Il palazzo, costituito da 8 piani fuori terra e da tre interrati, parte dei quali già adibiti
ad autorimessa, aveva una superficie complessiva di 35.540 m2. La sua struttura
originaria si prestava facilmente alla conversione in un albergo di categoria 5 stelle,
composto da 395 camere, con sale riunioni, ristorante, sale fitness, negozi interni,
parcheggi interrati, e una piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri.
Questa soluzione avrebbe garantito al CIO il massimo livello di sicurezza e
un’ottima accessibilità alle principali Venue Olimpiche.
40
Rapporto di Candidatura
Tipologia
> Indice <
13.2) Accordi con le associazioni degli albergatori
Il Comitato Promotore sottoscrisse un impegno con le competenti associazioni
degli albergatori per garantire - nel periodo di svolgimento dei Giochi Olimpici - la
disponibilità delle camere alle condizioni economiche richieste dal Contratto con
la Città Ospite.
La documentazione originale, inviata al CIO, è annessa al Cap. 18
41
Rapporto di Candidatura
13.1.3) Strutture d’accoglienza alternative
Altre possibilità di alloggio disponibili, a Torino o in Piemonte, sarebbero state
rappresentate da:
• campeggi e villaggi turistici;
• case per ferie;
• ostelli della gioventù;
• rifugi alpini;
• rifugi escursionistici;
• bivacchi fissi;
• agriturismi;
• affitta camere.
L’ammontare derivante di posti letto sarebbe stato pari a circa 120.000.
> Indice <
14) Trasporti
La Città di Torino, già nel 1998, era dotata di un moderno ed efficiente sistema
di accesso aereo, stradale e ferroviario, e si presentava come una delle metropoli
italiane con il sistema di trasporti di superficie più razionale, grazie anche ad una
rete stradale a maglia ortogonale risalente all’epoca romana.
Il sistema aeroportuale previsto per le Olimpiadi si basava essenzialmente
sull’aeroporto di Caselle (continentale) e su quello di Malpensa 2000
(intercontinentale) situato in Lombardia al confine con il Piemonte. In caso di
assegnazione effettiva dei Giochi a Torino, si sarebbe potuto inoltre contare sugli
aeroporti internazionali di Genova (Liguria), Levaldigi (Piemonte) e Milano-Linate
(Lombardia). Caselle era inoltre ben collegato con l’aeroporto di Roma Fiumicino,
a sua volta allacciato a 172 aeroporti distribuiti nei 5 continenti.
Il sistema autostradale e stradale di riferimento della città, invece, era costituito
da 5 autostrade che collegano Torino con la Francia, la Svizzera, il centro Europa
e l’Europa dell’Est, l’Italia centrale e la Liguria. Questo sistema, integrato da una
fitta rete di strade statali e provinciali, avrebbe messo a disposizione dell’evento
un’estesa rete di collegamenti in occasione dei Giochi.
Il sistema ferroviario assicura una capillare rete di collegamenti con ogni parte
d’Europa (linee in direzione est: Milano-Venezia-Trieste; linee in direzione ovest:
Modane-Lione-Parigi; linee in direzione sud: Genova-Ventimiglia-Francia-centro
Italia; linee in direzione nord: Novara-Sempione-Basilea). Verso Milano, Roma,
Lione e Parigi, la linea ferroviaria è ad alta velocità.
I collegamenti navali vengono effettuati tramite la regione Liguria, in particolare,
grazie al porto di Genova, a 170 chilometri sud-est da Torino. Va ricordato, poi, il
porto di Savona, a 140 chilometri sud da Torino.
Prima dei Giochi Olimpici, e indipendentemente dal loro svolgimento, vennero
pianificati una serie di miglioramenti delle reti di trasporto, tra i quali: collegamento
ferroviario degli aeroporti di Torino-Caselle e di Malpensa 2000 con il centro di
CASELLE
A5
SUSA
A4
BARDONECCHIA
A 32
Autostrada e superstrada
Strada statale
BEAULARD
TORINO
SAUZE D’OULX
OULX
PRAGELATO
42
Rapporto di Candidatura
14.1) La rete di trasporti esistente e i relativi sviluppi
Strada provinciale
CESANA
CLAVIÈRE
SESTRIÈRE
SAN SICARIO
A 21
PINEROLO
A6
Motorways and clearways
Autoroutes et routes-express
Main roads
Routes nationales
Provincial road
Routes provinciales
TORRE PELLICE
TORRE PELLICE
> Indice <
14.1.1) Il sistema dei trasporti pubblici
I trasporti pubblici nella città e nell’area metropolitana di Torino sono gestiti
dalla società A.T.M. (Azienda Torinese Mobilità), che nel 1998 contava su una rete
di 12 linee tranviarie e 80 linee di pullman e con un parco mezzi composto da
800 autobus e 250 tram. In quest’ambito si previdero prolungamenti delle linee
tranviarie verso i parcheggi di interscambio situati alla periferia della città e, in
caso di assegnazione dei Giochi alla Città di Torino, si pianificò il potenziamento
delle linee che avrebbero servito le sedi di gara.
Ai componenti della Famiglia Olimpica sarebbe stato rilasciato un biglietto di
libera circolazione, mentre, per gli spettatori, il possesso dei biglietti per assistere
alle gare avrebbe consentito una riduzione del biglietto dei mezzi pubblici (urbani
e extraurbani).
Tale configurazione del sistema di trasporto permetteva di presupporre che, in
caso di assegnazione dei Giochi alla città, il pubblico sarebbe stato in grado di
raggiungere i Siti di Gara esclusivamente con i mezzi pubblici.
43
14.1.2) La linea ferroviaria
Per quanto concerne la linea ferroviaria, già nel 1998 era in corso il
quadruplicamento dei binari di collegamento nord-sud. L’opera prevedeva: di
coprire completamente la linea ferroviaria, realizzando in superficie un asse di
attraversamento stradale (la Spina centrale) che sarebbe stato collegato con la
superstrada per l’aeroporto di Caselle, con il sistema tangenziale e con i grandi
assi viari interni alla città; di realizzare la costruzione di 6 stazioni di ferrovia
metropolitana con frequenza di 6 minuti; di collegare direttamente con il centro
di Torino la stazione ferroviaria dell’aeroporto di Caselle (in costruzione). Entro
il 2005, inoltre, si prevedeva la costruzione di una nuova linea ferroviaria ad alta
velocità che avrebbe permesso di raggiungere Milano in 1 ora. A sud, la linea per
Genova sarebbe stata dotata di un nuovo valico sotto i monti Appennini.
Da Torino, infine, si sarebbero diramati collegamenti ferroviari locali molto
importanti per i Giochi Olimpici: la Torino-Ceres, ferrovia a doppio binario
elettrificata con stazioni presso lo Stadio delle Alpi, il Villaggio Olimpico e
l’aeroporto di Caselle; la linea Pinerolo-Torre Pellice, con fermate alla stazione
Lingotto, nella zona di Vinovo (parcheggio di interscambio), a Pinerolo.
Rapporto di Candidatura
Torino; completamento dell’autostrada Torino-Pinerolo e realizzazione della
chiusura dell’anello stradale ad est della città in collegamento con la tangenziale;
si pianificarono inoltre numerose varianti e miglioramenti delle intersezioni
della rete stradale esistente e del quadruplicamento della linea ferroviaria che
attraversava da nord a sud la Città di Torino (un ampliamento, questo, che avrebbe
permesso la realizzazione di un sistema di metropolitana ferroviaria capace di
smistare, all’interno della città, 14.000 persone all’ora, per ogni senso di marcia)
Inoltre, per gli anni a venire, si prevedeva il completamento degli assi stradali
di grande scorrimento nord-sud ed est-ovest; in questo modo sarebbe stato
possibile attraversare la Città di Torino longitudinalmente e trasversalmente in
pochi minuti. Sulla linea ferroviaria interrata, si pianificò di realizzare un asse di
scorrimento veloce a sei corsie, che avrebbe permesso di attraversare la città in
senso nord-sud in pochi minuti. Nella zona ovest, invece, si decise di realizzare un
collegamento nord-sud per alleggerire il traffico sulla tangenziale. Sarebbe stato
inoltre completato l’anello tangenziale con un tratto di strada a due corsie.
In Val Chisone si previde: il completamento dell’autostrada Torino-Pinerolo; la
costruzione delle varianti lungo la Strada Statale 23 dell’abitato di Porte e di Villar
Perosa e Perosa Argentina; la sistemazione e il potenziamento della SS. 23 nel
tratto da Perosa Argentina a Sestriere; la costruzione, in corrispondenza del Colle
del Sestriere, di una galleria per sottopassare l’abitato e renderlo pedonale.
In Val di Susa si pianificarono: miglioramenti strutturali dei viadotti nel tratto
Oulx-Bardonecchia dell’autostrada A32 (Torino-Frejus) e la costruzione dello
svincolo in entrata da Bardonecchia; miglioramenti della rete stradale tra Oulx
e Cesana della strada statale 24 del Monginevro (con il completamento della
variante a monte dell’abitato di Cesana e il miglioramento del collegamento con
la Francia attraverso il passo del Monginevro) e tra Cesana e Sestriere.
> Indice <
CASELLE
SUSA
CASELLE
STURA
BARDONECCHIA
BEAULARD
OULX
CESANA
CLAVIÈRE
SAUZE D’OULX
TORINO
PRAGELATO
STURA
DORA
PORTA SUSA
AVIGLIANA
PORTA NUOVA
DORA
LINGOTTO
MONCALIERI
PORTA SUSA
SESTRIÈRE
TORINO
CHIERI
PORTA NUOVA
SAN SICARIO
LINGOTTO
Railway lines
Lignes de chemin de fer
Stazione ferroviaria
Railway stations
Gares de chemin de fer
Bus per tratte extra-urbane
Out-of-town bus routes
Lignes de cars extra-urbaines
CHIERI
44
TORRE PELLICE
Urban bus routes
14.2) La gestione globale dei trasporti durante i Giochi
Il Piano Strategico dei Trasporti, elaborato in previsione dell’assegnazione dei XX
Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, prevedeva di assicurare alla Famiglia
Olimpica e agli spettatori un trasporto rapido e sicuro, senza appesantire o
rallentare il normale traffico, urbano ed extraurbano.
Il trasporto della Famiglia Olimpica sarebbe stato gestito dal Comitato
Organizzatore, mentre gli spostamenti del pubblico, prevalentemente a mezzo
ferroviario, sarebbero stati organizzati dalle Autorità locali.
Per raggiungere i Siti di Gara, la Famiglia Olimpica avrebbe avuto a disposizione
vetture con autista, minibus e autobus, che avrebbero potuto percorrere percorsi
riservati o corsie protette, sempre all’interno della rete stradale esistente.
Per quanto riguarda la Città di Torino, sarebbe stato attivato il Sistema S.I.S.”
(Sistema Informativo del Servizio), collegato al sistema di monitoraggio del traffico
5T, che avrebbe consentito di controllare, in tempo reale, i flussi di traffico nei
punti critici attraverso rilevamenti sotterranei e riprese video, nonché attraverso
la segnalazione su pannelli indicatori dei percorsi più rapidi.
Si previdero anche parcheggi di interscambio dove sarebbe stato possibile lasciare
l’automobile e accedere ai mezzi pubblici: due parcheggi si sarebbero dovuti
trovare a Torino (Lingotto e Stazione Dora) e due in Provincia, in direzione di alcuni
dei maggiori Siti di Gara (Vinovo Ippodromo e Avigliana Stazione). Vicino ai Siti di
Gara, invece, sarebbero stati messi a disposizione i seguenti posti auto: Torino,
12.200; Pinerolo, 600; Pragelato, 500; Beaulard-Bardonecchia, 800; Sauze d’Oulx,
500; San Sicario-Sestriere, 1.800.
I parcheggi degli autobus e delle navette per gli spettatori sarebbero stati realizzati
a Oulx, nelle vicinanze della stazione ferroviaria.
Rapporto di Candidatura
linea ferroviaria
PINEROLO
> Indice <
CASELLE
SUSA
BARDONECCHIA
TORINO
SAUZE D’OULX
BEAULARD
AVIGLIANA
OULX
PRAGELATO
SESTRIÈRE
VINOVO
SAN SICARIO
PINEROLO
P UBBLICO
TORRE PELLICE
Ferrovia
Autobus
FAMIGLIA OLIMPICA
Strada statale
Autostrada e superstrada
Siti olimpici
Parcheggi scambiatori
Strada statale
Stazione ferroviaria
Rapporto di Candidatura
45
> Indice <
15) Tecnologie
L’Italia dispone di tecnologie e servizi di telecomunicazione e informatica tra i più
avanzati nel mondo.
Torino, in particolare, vanta una lunga tradizione in questo settore per la
presenza di alcuni dei principali centri di ricerca nazionali e di infrastrutture di
rete che avrebbero consentito, senza problemi, di rispondere a ogni tipologia di
bisogni del Movimento Olimpico. Il Comitato Promotore assicurò che, in caso di
assegnazione dei Giochi, Torino 2006 avrebbe potuto offrire soluzioni innovative
e servizi all’avanguardia per consentire al pubblico di seguire l’evento in modo
personalizzato e interattivo.
La rete telefonica italiana, con oltre 25 milioni di linee telefoniche nel 1998 e
collegamenti in teleselezione con 231 paesi al mondo, è ai primi posti al mondo
in termini di dimensioni. Sul territorio sono disponibili ed in continua evoluzione
tutti i servizi di telefonia offerti dalla più moderna tecnologia. L’Italia, e Torino in
particolare - che da sempre si presenta come una “città-pilota” per ogni tipo di
innovazione in fatto di telecomunicazioni - nel 1998 disponeva di reti capillari
per la trasmissione dati e l’integrazione dei servizi, tra cui: ISDN, per collegamenti
integrati di voce, dati e videotelefonia; Rete Flessibile, per collegamenti dedicati
numerici fino a 2 Mbit/s; Reti per Trasmissione Dati a Pacchetto, a standard X.25;
Reti per connessioni IP (Internet Protocol) e Frame Relay fino a 2 Mbit/s; una rete
dedicata per Videoconferenza a 2 Mbit/s a standard H.320; una rete a Larga Banda
in tecnica ATM (Asyncronous Transfer Mode) in corso di progressivo sviluppo, che
consentiva di realizzare collegamenti fino a 34 Mbit/s. Nel 1998, era inoltre in
corso di realizzazione una rete a Larga Banda per servizi di TV Interattiva; tale
rete sarebbe stata integrata mediante la tecnologia ADSL al fine di migliorarne
ulteriormente la capillarità.
In Italia erano presenti, e in rapidissima crescita, un gran numero di nodi per
l’accesso alla rete Internet attraverso Providers nazionali ed esteri. Il servizio ISDN
(per la trasmissione dati, fax gruppo 4 e videocomunicazione) aveva copertura
nazionale e consentiva il collegamento con tutti i paesi esteri dotati di rete ISDN
(circa 25 nazioni). Era anche disponibile un servizio di Videoconferenza ad alta
qualità (2 Mbit/s) in sale attrezzate a disposizione del pubblico. La Rete Intelligente
nazionale e internazionale consentiva servizi avanzati, tra cui quelli di Rete Privata
Virtuale e Numero Verde (la cui versione internazionale consente collegamenti con
oltre 40 paesi). Inoltre, erano presenti le funzionalità Numero Unico e Addebito
Ripartito. In particolare, i principali servizi mobili disponibili erano: Rete Privata
Virtuale, Trasmissione Dati, Short Messages, Carta Telefonica Prepagata.
Nell’ambito della telefonia mobile l’Italia è tra i principali paesi al mondo per
numero di clienti (oltre 10 milioni, all’epoca della stesura del Dossier di Candidatura)
e per trend di crescita. Nel 1998, il 98% della popolazione era raggiunto da questo
servizio, fornito da 2 operatori, mentre un terzo operatore era già stato scelto
e sarebbe stato attivo entro la fine dello stesso anno. La tecnologia metteva a
disposizione sia il servizio analogico TACS che il digitale a standard internazionale
GSM. Con quest’ultimo, era possibile effettuare il roaming internazionale con
tutta Europa e molti paesi dell’Asia, dell’Africa, con l’Australia e la Nuova Zelanda.
Nell’area di Torino la copertura per il servizio mobile era già pari al 100%, sia
per TACS che GSM, ed entrambe le reti erano costantemente potenziate per
mantenere la capacità trasmissiva al passo con la crescita del numero di clienti.
A Torino, la rete (continuamente ampliata per consentire l’aumento del traffico)
era basata su 54 centrali interamente numeriche e le comunicazioni, tra di
esse, garantivano il massimo livello di affidabilità anche in condizioni di carico
eccezionale o di interruzione del link (in parte grazie alla possibilità di avere fino
a 3 vie alternative di instradamento). Ulteriore flessibilità e sicurezza di esercizio
sarebbe stata raggiunta al completamento della rete SDH (Synchronous Digital
Hierarchy), la cui realizzazione era pianificata entro il 2000.
La Val di Susa era collegata in rete per mezzo di 34 centrali, anch’esse interamente
numeriche. Tutti i collegamenti tra le centrali dell’area di Torino erano realizzati in
fibra ottica (oltre 53.000 chilometri), mentre la Val di Susa era stata interamente
cablata per mezzo di circa 2.800 chilometri di fibra ottica.
Per la zona di Sestriere, in occasione dei Campionati Mondiali di Sci del 1997, era
stata rivista ed ampliata ulteriormente l’infrastruttura di rete, costituita da 2
centrali interamente numeriche connesse con la rete restante in via diversificata,
per mezzo sia di portanti in fibra ottica che con ponte radio. Inoltre, le zone degli
arrivi di Sestriere (gara di slalom speciale e gigante) e di Borgata (gara di SuperG e
di Discesa Libera) erano cablate con portanti in fibra ottica utilizzati nei Mondiali
di Sci del 1997.
46
Rapporto di Candidatura
15.1) I sistemi di telecomunicazione: la situazione nel 1998
> Indice <
15.2) Iniziative e soluzioni previste per i Giochi
In occasione dei Giochi Olimpici del 2006, sarebbe stato assicurato l’utilizzo di tutte
le tecnologie e competenze di cui l’Italia disponeva e delle ulteriori realizzazioni
previste nei piani di sviluppo (diffusione SDH, sviluppo B-ISDN in tecnica ATM,
realizzazione Rete Video Interattiva, ADSL, sviluppo reti mobili in tecnologia DCS
1800). Inoltre, sarebbero state sfruttate le esperienze maturate in occasione dei
Campionati del Mondo di SCI Sestriere ‘97 (evento che richiese la disponibilità di
servizi di telecomunicazione di massimo livello).
Il Comitato Promotore di Torino 2006, nel 1998, assicurò che i sistemi di
telecomunicazioni sarebbero stati testati prima dell’Evento Olimpico e che ogni
progetto di personalizzazione sarebbe stato realizzato almeno un anno e mezzo
prima della data di inizio dei Giochi Olimpici.
Durante i Giochi, tutti i partecipanti e i visitatori (compresi i membri della Famiglia
Olimpica) avrebbero avuto a disposizione i più avanzati servizi di telecomunicazione.
In particolare, nel caso della Famiglia Olimpica, delle emittenti televisive e tutti i
media in generale, sarebbero state rispettate le condizioni dettate dal Contratto
con la Città Ospite e integrate con tutte le soluzioni tecnologiche già sviluppate
per le precedenti edizioni delle Olimpiadi.
I locali che, in caso di assegnazione dei Giochi a Torino, avrebbero dovuto ospitare
l’International Broadcasting Centre (IBC), già nel 1998 avevano a disposizione:
• circuiti in fibra ottica o in cavo coassiale, che avrebbero collegato l’IBC con le
principali sedi di gara previste;
• circuiti di commento audio ad alta qualità realizzati tramite la Rete Pubblica
di TLC;
• circa 200 ponti radio trasportabili, utilizzabili per i contributi video;
•
20 stazioni satellite trasportabili, utilizzabili per collegamenti video via
satellite per uso domestico.
Nel Progetto Generale delle Telecomunicazioni, elaborato in fase di stesura del
Dossier di Candidatura, si pianificò che tutti i collegamenti tra IBC, MPC, Villaggio
Olimpico e gli altri Siti Olimpici sarebbero stati in fibra ottica; inoltre, tutti i Siti
Olimpici sarebbero stati connessi via radio tra di loro.
Le connessioni ISDN (2 canali a 64 KB/sec e 1 a 16 KB/sec) sarebbero state utilizzate
per accedere ai servizi di trasmissione di suoni e dati: in particolare, il Villaggio
Olimpico avrebbe potuto sfruttare circa 5.000 accessi ISDN, mentre altri 5.000
sarebbero stati disponibili per TV, IBC, MPC, SPC, Media Village. Ogni accesso ISDN
avrebbe fornito un servizio integrato in termini di trasmissione di dati e suoni
(64 KB/sec), video-comunicazioni (128 KB/sec), accesso ai dati del sistema Games
Global Information, e-mail e accesso Internet (64 KB/sec).
Tutti i membri del CIO, i Comitati Olimpici Nazionali (NOC) e le Federazioni
Internazionali avrebbero avuto diritto alla connessione telefonica gratuita tra tutti
i Siti Olimpici, da e per i Villaggi, e per le chiamate locali. Un servizio IVPN (servizi
vocali internazionali di rete virtuale) avrebbe inoltre fornito la connessione con le
sedi estere del CIO e i NOC in maniera semplice ed economica.
Sarebbero stati disponibili circa 500 Chioschi Interattivi, collegati al Sistema
Informativo dei Giochi e alla Rete Video Interattiva, di cui 200 presso gli hotel e i
luoghi pubblici frequentati dalla Famiglia Olimpica e 300 presso i Siti Olimpici.
Il Villaggio Olimpico, i Villaggi Media, i Centri Stampa e l’IBC sarebbero stati
collegati alla Rete Video Interattiva, che avrebbe consentito la diffusione video di
oltre 60 canali prodotti dall’IBC (programmi delle 22 sedi di gara, i multilaterali e
delle principali news internazionali) e l’accesso al servizio di Video On Demand
(comprendente anche le registrazioni dei principali eventi Olimpici del giorno e di
quelli precedenti). Ogni team avrebbe avuto a disposizione un numero adeguato
di pagers e/o radiotelefoni (approssimativamente un totale di circa 3.000 pagers
e 4.000 radiotelefoni), per consentire il contatto nelle sedi di gara. Negli Uffici
Postali del Villaggio Olimpico, dell’IBC e dell’MPC, sarebbe stato reso disponibile
il servizio telex.
Presso gli Uffici di Telecomunicazione sarebbe stato possibile usufruire della
gamma completa dei servizi telefonici, dati, fax e videocomunicazione. Tutte
le aree interessate dalla presenza di membri della Famiglia Olimpica sarebbero
state dotate della possibilità di utilizzare servizi di Cordless Mobility in modo
integrato con i servizi su rete fissa e mobili (GSM o DCS 1800). Le aree interessate
47
Rapporto di Candidatura
I collegamenti con la rete nazionale erano tutti a doppia via diversificata, mentre
quelli verso i corrispondenti esteri erano realizzati da due o più vie, in funzione
dei valori di traffico. La rete dei collegamenti internazionali era costituita da una
rete in cavo ottico, sia terrestre che sottomarino, e da collegamenti satellitari.
La capacità utilizzata, inferiore a quella tecnicamente disponibile, nel marzo del
1996 era di oltre 47.000 circuiti. I paesi collegati direttamente ammontavano a
148, mentre erano 231 quelli raggiungibili in teleselezione (IDD). Centododici
paesi esteri erano anche connessi tramite collegamenti satellitari attraverso 3
centri spaziali: Fucino (centro Italia), la più grande d’Europa, Lario (nord Italia) e
Scanzano (sud Italia).
> Indice <
15.3) La gestione dei sistemi informativi in Piemonte
Il Comitato Organizzatore di Torino 2006, una volta costituito, avrebbe avuto cura
di stabilire contatti e acquisire tutte le esperienze nella realizzazione di Sistemi di
Informazione dalle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici.
Per la gestione di sistemi informativi, la Città di Torino e gli Enti pubblici
piemontesi in generale disponevano, nel 1998, di una infrastruttura basata su
due elementi fondamentali: un ente gestore, il CSI-Piemonte (Consorzio per il
Sistema Informativo piemontese), e la rete di trasporto PiemonteinRete (PiR).
Il CSI-Piemonte era un consorzio pubblico di enti locali piemontesi, creato da
Comune di Torino, Regione Piemonte, Università di Torino e Politecnico di Torino
che, con un organico di circa 700 dipendenti, operava nel settore dell’informatica
per la progettazione, lo sviluppo ed esercizio di sistemi ed applicazioni
informatiche e telematiche. In particolare, il Consorzio aveva in gestione
tutte le attività relative al sistema informativo della Città di Torino. Attraverso
tecnologie informatiche basate su soluzioni di rete e di “cooperative processing”,
il CSI-Piemonte supportava la condivisione di dati e risorse tra gli enti consorziati
sull’intero territorio regionale e verso la Pubblica Amministrazione centrale.
Per le connessioni locali, CSI-Piemonte si avvaleva dell’alta tecnologia offerta da
una rete Intranet chiamata PiemonteinRete, che era stata creata ad uso esclusivo
delle Istituzioni piemontesi, delle Autorità pubbliche e delle Organizzazioni
private (in pratica, una rete privata dell’Ente Regione). La rete, che aveva oltre 400
punti di connessione attivi con una velocità che andava da 19.2 KB/sec a 4 MB/
sec, si collegava ad Internet tramite connessioni riservate.
Inoltre, a Torino, nel 1998 era in corso di realizzazione un importante progetto
approvato e in parte finanziato dall’UE, denominato “Distinct Project”
(Deployment and Integration of Smartcard Technology and Information Network
for Cross Sector Telematics), volto a testare, sul territorio urbano, l’introduzione
di una carta telematica che avrebbe permesso ai cittadini di accedere ai servizi
comunali, bancari, commerciali, sanitari ed scolastici. “Torino 2000”, infine, era
un progetto in corso d’opera sull’area metropolitana della città con l’obiettivo
di sviluppare servizi multimediali e applicazioni su banda larga; la rete, messa a
disposizione da Telecom Italia, avrebbe fornito accessi ATM a 34 Mbit/sec e accessi
ADSL di prima e seconda generazione (fino a 8 Mbit/sec).
15.4) Le soluzioni previste per i Giochi
Il Comitato Promotore di Torino 2006 aveva tracciato le linee guida di una serie di
servizi per la gestione dei Giochi Olimpici. Questi, si sarebbero articolati lungo le
seguenti aree d’intervento: servizi a supporto del Comitato Organizzatore, servizi
a supporto del pubblico e dei sistemi di accoglienza, servizi per la sicurezza.
• Servizi per il Comitato Organizzatore
Il Comitato Organizzatore sarebbe stato gestito come una vera impresa e avrebbe
avuto a disposizione strumenti informatici per il controllo dei profitti e delle perdite
dei Giochi. Tale sistema avrebbe reso possibile il controllo delle entrate e delle uscite,
prima, durante e dopo l’Evento Olimpico. In questo modo, sarebbe stato possibile
pianificare le necessità e i costi di materiali e risorse umane necessarie, nonché
monitorare l’andamento e l’uso delle risorse stanziate per ogni attività.
Un altro fattore fondamentale sarebbe stato il sostegno logistico alla pianificazione
e alla gestione dei Giochi. Il Comitato si sarebbe dotato di strumenti adatti a
gestire e pianificare tutto ciò che sarebbe stato necessario per l’accoglienza della
Famiglia Olimpica e l’organizzazione delle competizioni sportive.
In particolare, sarebbero stati realizzati i seguenti servizi di accoglienza per la
Famiglia Olimpica: gestione dell’arrivo, dell’alloggiamento e della partenza;
gestione dei trasporti e dei servizi di ristorazione; controllo di accesso alle strutture
e agli impianti.
Tutti questi servizi sarebbero stati disponibili usando una carta elettronica che
avrebbe consentito di riconoscere, in modo sicuro, il beneficiario dei servizi
distribuiti su tutto il territorio coinvolto dai Giochi.
Un’altra importante componente del sistema di gestione sarebbe stata
l’acquisizione e distribuzione, in tempo reale, di dati e informazioni sulle gare,
sugli atleti e sui risultati delle competizioni.
Sarebbe stato garantito, inoltre, un servizio centralizzato di hosting dei sistemi hardware
48
Rapporto di Candidatura
dall’affluenza degli spettatori sarebbero state equipaggiate con impianti
portatili per servizi mobili, in grado di fronteggiare la prevista forte esigenza di
comunicazioni mobili contemporanee e di garantire il servizio per gli apparecchi
con standard diverso da quelli adottati in Italia. Inoltre, nelle sedi di gara
sarebbe stata potenziata adeguatamente la disponibilità di telefoni pubblici
fissi, utilizzabili per mezzo di carte di credito. Si prevedeva, infine, che le tariffe
italiane, costantemente aggiornate per essere competitive con i migliori standard
internazionali, sarebbero state ridotte in funzione delle fasce orarie e dei volumi
di traffico effettuati.
> Indice <
• Servizi a supporto del pubblico e dei sistemi d’accoglienza
In caso di assegnazione dei Giochi, sarebbe stato istituito un sistema di
comunicazione che avrebbe consentito di offrire informazioni turistiche ai
visitatori e alla Famiglia Olimpica sui seguenti temi: trasporti; prenotazioni
alberghiere; prenotazioni di visite e/o pacchetti turistici; eventi significativi che
si sarebbero svolti in Piemonte durante il periodo Olimpico. Il pubblico avrebbe
avuto a disposizione un servizio di prenotazione per le manifestazioni sportive
che avrebbe affiancato i sistemi di comunicazione per la diffusione dei risultati.
• Servizi per la gestione della sicurezza
Sarebbero stati condotti studi appoSiti per valutare la dimensione
dell’infrastruttura tecnologica necessaria per supportare i Giochi. In base ai
risultati delle analisi condotte, tutti i sistemi sarebbero stati sovradimensionati
così da poter sopportare anche i picchi di richiesta.
Una struttura di controllo manageriale, inoltre, sarebbe stata costituita per
un costante monitoraggio del sistema (al fine di prevenire ogni forma di
deterioramento delle performance).
15.5) Le procedure organizzative
Il Comitato Promotore era consapevole del fatto che i Giochi Olimpici non
sarebbero stati solo un evento di estrema importanza ma, anche, un evento
estremamente complesso in termini di organizzazione che avrebbe richiesto, di
conseguenza, una pianificazione attenta ad ogni livello di attività. Ciò comportava
che tutti gli eventi e le procedure fossero sviluppati, implementati e controllati
con una maniacale attenzione al dettaglio.
Il Comitato Organizzatore, a sua volta, una volta costituito avrebbe avuto il compito
di individuare apposite procedure volte ad assicurare la migliore metodologia per
ogni livello del progetto, ad esempio:
• procedure di Project Management sarebbero state utilizzate per la
pianificazione, per il controllo dei costi e per la valutazione dei lavori in corso;
• procedure “CASE” sarebbero state utilizzate per l’analisi ad ogni livello del
progetto
• infrastrutture di sviluppo e database adatti a supportare le diverse applicazioni
sarebbero stati individuati e utilizzati;
• l’affinamento e il controllo degli strumenti sarebbe stato riprodotto “in
laboratorio” per valutare il carico di lavoro in condizioni di pieno regime;
• sistemi di monitoraggio sarebbero stati implementati per il rilevamento e la
valutazione di tutti i servizi e delle attività coinvolte nel progetto.
La prima fase del progetto si sarebbe concentrata sull’attenta analisi della
documentazione relativa alle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici, al fine di
fare un inventario di tutti gli elementi poSitivi di cui tener conto e, di contro, di
prender nota di tutti gli elementi negativi da evitare.
La lettera di garanzia con la quale Torino garantì il rispetto dei termini del Contratto
della Città Ospitante fu spedita al CIO ed è annessa al Cap 18.
49
Rapporto di Candidatura
(server web, posta, proxy, etc.) che avrebbe permesso una visibilità 24 ore su 24, con
monitoraggio dei sistemi e gestione della sicurezza. L’acquisizione e trasmissione
dei dati si sarebbe basata sulla tecnologia Intranet e avrebbe avuto una modalità di
accesso alle informazioni con un’interfaccia di tipo web. Sarebbe stato garantito un
servizio di help desk basato su tecnologia call center in grado di dare informazioni
guidate da menù predefiniti, oltre che assistenza a livello di operatore. Sarebbe stato
possibile attivare su tale tecnologia anche un servizio di fax on demand.
> Indice <
16) Media
Nel 1998 il Comitato Promotore definì che, in caso di assegnazione dei Giochi a
Torino, l’International Broadcasting Centre (IBC) e il Main Press Centre (MPC)
avrebbero occupato i cinque padiglioni della struttura fieristica Expo 2000,
situati nella parte terminale del Lingotto in prossimità del Centro Conferenze. La
società proprietaria degli immobili del Lingotto aveva dato formale assenso alla
realizzazione dei due Centri
Il Lingotto, adiacente all’area dove sarebbe dovuto sorgere il Media Village, aveva
già ospitato eventi con una grande partecipazione di giornalisti e operatori radioTV, tra i quali: l’assemblea delle delegazioni Parlamentari dei Paesi Membri della
Nato nel 1995 e la Conferenza Intergovernativa dell’Unione Europea nel 1996.
L’accesso al Media Centre sarebbe stato aperto sia alle persone a piedi che ai
veicoli. Il parcheggio della struttura, già esistente in fase di redazione del Dossier
di Candidatura, contava 1.000 posti auto.
IBC e MPC si sarebbero affacciati sullo stesso cortile, da cui si sarebbe potuto
accedere a entrambi gli edifici. Il MPC avrebbe avuto due aree principali, una per
i media e una per i servizi generali. La superficie totale del Media Centre sarebbe
stata di circa 64.000 m2, sviluppati su un unico livello, così come indicato nella
Media Guide del CIO. I Servizi Generali, invece, si sarebbero articolati su tre livelli
(in una posizione centrale rispetto alle attività del Centro), collegati fra loro da
ascensori e scale, sia mobili che fisse.
Secondo le previsioni del Comitato Promotore, l’area dei Servizi Generali avrebbe
occupato circa 11.300 m2, comprendenti le attività principali di sostegno al
funzionamento del Centro. In una prima area, al piano terreno, sarebbero stati
collocati: una banca, un’agenzia di viaggi, un ufficio postale, un servizio di interpreti,
il centro medico, i servizi di accoglienza, il servizio informazioni e il servizio
accrediti giornalieri. Al primo livello, si sarebbero trovati uffici e locali riservati
all’organizzazione e gestione del Centro e sale per riunioni minori. Al secondo livello,
A5
A4
A5
BARDONECCHIA
A 32
TORINO
BARDONECCHIA
BEAULARD
A4
SAUZE D’OULX
A 32
PRAGELATO
TORINO
SAUZE D’OULX
50
Rapporto di Candidatura
16.1) L’International Broadcasting Centre (IBC) e il Main Press Centre (MPC)
BEAULARD
PRAGELATO
SESTRIÈRE
SAN SICARIO
A 21
SESTRIÈRE
PINEROLO
SAN SICARIO
A6
A 21
PINEROLO
Cerimonie
Villaggio Olimpico
Centro stampa principale
Cerimonie
Centro stampa secondario
Centro stampa principale
International Broadcasting Centre
Villaggio Olimpico
Villaggi Media
International Broadcasting Centre
Centro stampa secondario
Villaggi Media
A6
> Indice <
16.2) I servizi tecnici
Nel 1998 il Comitato Promotore definì anche che, durante i Giochi Olimpici del
2006, le riprese televisive sarebbero state eseguite nel nuovo formato 16:9 al
fine di consentire una elevata qualità delle immagini. In ogni caso, per tutelare i
telespettatori (molti dei quali sarebbero stati ancora in possesso di apparecchi PAL,
NTSC, e SECAM) le riprese avrebbero comunque assicurato una visione attraverso
convertitori in tutti gli standard richiesti (ETV, PAL, etc.). In particolare, in modo da
garantire una buona compatibilità con il vecchio formato 4:3, alcuni sport sarebbero
stati coperti con un tipo di riprese particolari (protected shooting), mentre altri
avrebbero adottato la “letter box presentation”. In determinati casi sarebbero state
utilizzate cineprese specifiche, compatibili con vari standard di produzione.
L’audio TV internazionale sarebbe stato in stereofonia, mentre quello radio
sarebbe stato completamente indipendente.
Per la produzione, il controllo, la distribuzione e il broadcasting dei programmi
multilaterali, sarebbero stati forniti tutti i sistemi e le apparecchiature necessarie. La
novità più interessante avrebbe riguardato il sistema per la registrazione continua,
che avrebbe aiutato le singole emittenti nella produzione dei loro programmi. Il
sistema di registrazione all’IBC, specifico per la produzione, sarebbe stato basato su
DMS, Digital Mass-storage System, in combinazione con uno o più video server, così da
poter permettere a ciascuna emittente di avere accesso immediato alle informazioni
del giorno, comprese quelle dei giorni precedenti. Le emittenti con produzione propria
dei programmi unilaterali avrebbero potuto accedere a programmi “clean feed”, così
da poter usare il pacchetto grafico nella loro lingua. A questo proposito, sarebbero
state posizionate stazioni grafiche che avrebbero ricevuto gli aggiornamenti dal Data
Base Generale e che sarebbero state dotate di software personalizzati nella camera di
produzione di ogni trasmissione unilaterale.
Le postazioni radio e TV sarebbero state equipaggiate in modo tale da essere utilizzate
da due reporter alla volta e sarebbero state dotate di due terminali connessi con il
Data Base Generale e con il video server locale. Attenzione particolare sarebbe stata
dedicata alla scelta delle aree destinate alle trasmissioni unilaterali.
Il Media Centre sarebbe inoltre stato collegato con il Centro Ricerche RAI (Radio
Televisione Italiana) e con il Centro di Produzione radio e TV, con i quali sarebbero
state possibili interessanti sinergie concernenti applicazioni multimediali
avanzate (Centro Ricerche) e riguardanti le attrezzature (Centro di Produzione
radio e TV). Entrambi i Centri, nel 1998, erano connessi con la rete terrestre
nazionale, attraverso Lario e Fucino con il resto del mondo, e attraverso Francia,
51
Rapporto di Candidatura
invece, sarebbero state ospitate le principali attività di ristorazione.
L’International Broadcast Centre avrebbe avuto una superficie complessiva di circa
32.600 m2, composta da aree tecniche e locali riservati alla attività di produzione
radiotelevisiva. Le aree dei Broadcasters sarebbero state contenute all’interno di
due padiglioni e avrebbero occupato una superficie di 25.000 m2. All’interno si
sarebbero trovati studi, salette di montaggio, cabine radio e uffici ad uso esclusivo
dei broadcasters e dei rappresentanti delle unioni dei broadcasters. Un’ulteriore
area di circa 7.800 m2, all’interno del padiglione, sarebbe stata riservata alle attività
di produzione dell’Host Broadcaster e ai locali tecnici, utilizzabili su prenotazione.
Qui si sarebbero trovati anche gli uffici e i banconi del Booking Office, uffici e
locali riservati al CIO, al COGO e ad aziende fornitrici di servizi come, ad esempio,
Telecom ed ENEL. Un’ampia area di fronte al padiglione dei broadcasters sarebbe
stata utilizzata per ospitare stazioni mobili per la trasmissione via satellite.
Il Main Press Centre si sarebbe sviluppato su di una superficie complessiva di circa
20.000 m2, ubicata all’interno dei due padiglioni. Come nell’ IBC, il Centro sarebbe
stato suddiviso in due aree principali: le aree di lavoro dei giornalisti e i servizi. Le
aree di lavoro, a loro volta, sarebbero state divise in tre parti: l’area comune di lavoro,
l’area dei fotografi, l’area delle agenzie. In dettaglio, nelle prima parte del MPC
sarebbero stati ospitati il Centro Telecomunicazioni, il Centro per la Distribuzione
Multimediale di risultati e informazioni generali connesse alle gare, la Sala per le
Conferenze Stampa (attrezzata per 700 posti a sedere e dotata di grande schermo
per proiezioni e servizio interpreti). Qui, sarebbero state attrezzate anche sale da
200 e 300 posti e alcune sale riunioni minori, da 30 e 50 posti, dedicate a sessioni
specializzate. Le rimanenti aree di questo padiglione sarebbero state riservate
alle agenzie di stampa, che avrebbero potuto ottenere gli spazi in funzione delle
necessità individuali, facendone richiesta. Nell’altro padiglione dedicato al MPC,
inoltre, un’area di circa 2500 m2 avrebbe ospitato i servizi per i fotografi (i laboratori
principali, i servizi d’assistenza tecnica, gli uffici delle agenzie fotografiche e le
camere oscure), ad uso esclusivo o su prenotazione.
> Indice <
Austria e l’ex-Yugoslavia con la rete terrestre internazionale europea.
Il Comitato Promotore, insieme con il dipartimento tecnico della RAI, in fase di
stesura del Dossier di Candidatura aveva studiato attentamente i servizi radiotelevisivi che si sarebbero potuti offrire durante i Giochi Olimpici del 2006,
valutando che si sarebbero potute applicare le migliori tecniche funzionali
e qualitative, a tariffe estremamente ragionevoli in relazione a quelle delle
precedenti Olimpiadi.
Rapporto di Candidatura
52
> Indice <
17) Olimpismo e Cultura
17.3) Il programma culturale
La vocazione all’incontro, nel segno della solidarietà e del rispetto delle identità,
fa parte, da sempre, sia della storia dei Giochi Olimpici che della Città di Torino.
Tale vocazione si ritrova nelle vicende della città: in quelle politiche (da qui è
partito il processo di unificazione del Paese) come in quelle culturali (il Museo
Egizio, secondo al mondo per importanza, e il Codice dei Disegni di Leonardo,
raccontano dell’ampiezza dei suoi interessi e dei suoi scambi); nelle vicende
religiose (la vita dei grandi santi, come San Giovanni Bosco, che ha attraversato i
continenti con un grande disegno di carità e promozione umana) come in quelle
industriali (la tecnologia, l’organizzazione del lavoro, il design torinese sono oggi
patrimonio mondiale).
La stessa forma della Città di Torino, capolavoro dell’urbanistica barocca (con
i percorsi porticati e le piazze ampie e regolari), predispone con eleganza al
movimento e all’incontro delle persone.
Da sempre, muoversi a Torino, riconoscere il suo passato e scoprirne il presente, si
configura come un viaggio tra i valori stessi di integrazione e di scambio promossi
dai Giochi Olimpici.
Le Alpi, da sempre parte del patrimonio culturale di Torino e del Piemonte, hanno
esercitato su tutto il territorio una funzione di cerniera, favorendo il passaggio e il
contatto tra i popoli nel tempo. Il fascino della montagna ha contribuito ad alimentare
l’immaginario collettivo di tutta la civiltà occidentale, dando origine a pratiche
sociali oggi diffuse come l’alpinismo e lo sci, e, al contempo, sviluppando una nuova
sensibilità nei confronti di questo patrimonio naturale, prezioso e delicato.
Inoltre, la presenza sul territorio del Museo Nazionale della Montagna (che
documenta la civilizzazione alpina e le origini degli sport invernali) e del Festival
Internazionale di Cinema Sportivo (nato nel 1935 con lo scopo di promuovere la
diffusione e la promozione dello sport attraverso il cinema), avvalora ulteriormente
la vocazione sportiva e al tempo stesso culturale di Torino.
La Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo (rassegna
internazionale itinerante la cui ottava edizione si è tenuta a Torino nel 1997)
aveva poi contribuito a sancire la peculiarità della città e della regione anche nel
campo della creatività contemporanea.
In occasione dei Giochi, al Comitato Promotore sarebbe spettato il compito di
stimolare e coinvolgere le più prestigiose istituzioni culturali, al fine di proporre un
programma di manifestazioni di alto livello, prima e durante l’evento Olimpico.
Alcuni appuntamenti tradizionali per il pubblico, torinese e italiano, come il Salone
del Libro e della Musica, il Torino Film Festival o Settembre Musica, avrebbero
proposto temi ispirati ai Giochi e allo Spirito Olimpico, fornendo così un’occasione
di approfondimento dei più diversi aspetti della cultura sportiva.
Gli spazi della Biennale Internazionale Giovani sarebbero stati scelti includendo
anche i luoghi di incontro dei Giochi Olimpici, come il Villaggio Olimpico e il
Campo Giovani; così come i cantieri delle opere volte ad ospitare le gare sarebbero
diventati teatro di eventi artistici e spettacolari.
I principi dell’Olimpismo, sarebbero stati diffusi anche attraverso progetti culturali
che avrebbero trovato posto negli scenari d’arte della città e della regione (i
castelli, le abbazie, i forti, le Residenze Sabaude, riconosciute patrimonio mondiale
dall’UNESCO).
Sarebbe stato favorito l’inserimento delle comunità e dei gruppi nazionali
nell’elaborazione dei programmi e nella partecipazione alle manifestazioni. Infatti,
17.2) Il programma di educazione e promozione della cultura sportiva
Torino è sempre stata una delle città italiane con il più alto sviluppo della pratica
sportiva, dove lo sport (inteso soprattutto come strumento di crescita della
persona e di socializzazione) e la promozione delle attività sportive venivano
considerate alla stregua di un servizio sociale.
A riprova della convinzione che lo sport favorisce l’integrazione sociale e combatte
ogni forma di esclusione, già prima del 1998 la città aveva sviluppato specifiche
attività rivolte agli anziani, ai portatori di handicap, ai nomadi e ai cittadini
extracomunitari, mentre il programma “Sportinsieme” garantiva, da anni, la
possibilità di praticare molteplici discipline sportive a fasce di cittadini molto
diversificate.
L’esistenza di questa rete diffusa e articolata di attività e di tutta una serie di
avvenimenti sportivi costituiva un tessuto prezioso che avrebbe assicurato
un’attenzione partecipe e consapevole ai valori dei Giochi Olimpici da parte dei
cittadini e avrebbe tracciato un sentiero verso Torino 2006.
53
Rapporto di Candidatura
17.1) La vocazione Olimpica della Città di Torino
> Indice <
17.4) Budget
L’ammontare della spesa prevista per le attività relative al programma culturale
e per il complesso di iniziative volte a promuovere l’educazione sportiva sul
territorio (organizzate in caso di assegnazione dei XX Giochi Olimpici a Torino)
sarebbe dovuta ammontare a 15 miliardi di lire Italiane.
Per gli altri eventi, che avrebbero rappresentato punti consolidati del
calendario Olimpico, il costo sarebbe rientrato nel budget dei rispettivi Comitati
Organizzatori.
17.5) Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi
In fase di stesura del Dossier di Candidatura si definì che la sede delle Cerimonie
di Apertura e Chiusura dei Giochi sarebbe stata lo Stadio delle Alpi. Questa
grande struttura, realizzata in occasione dei Mondiali di Calcio del 1990 e che
abitualmente ospita le partite delle due squadre di calcio della città, avrebbe
messo a disposizione 70.000 posti a sedere al coperto.
Lo Stadio, ubicato nell’area della Continassa, sarebbe stato vicino alle sedi di gara
di altre importanti competizioni previste dal programma dei Giochi, quali le gare
di hockey maschile e di pattinaggio velocità. La struttura, inoltre, situata a pochi
minuti dall’Aeroporto Internazionale di Torino Caselle (collegato dall’autostrada
e dalla ferrovia), sarebbe stata comodamente raggiungibile dal centro città e dal
Villaggio Olimpico sia con i mezzi pubblici che con le automobili, che avrebbero
tra l’altro avuto a disposizione un parcheggio da 5.000 posti.
Lo Stadio delle Alpi presentava tutte le caratteristiche necessarie per ospitare
le Cerimonie Olimpiche: gli atleti, gli accompagnatori e i volontari impegnati
nelle coreografie, avrebbero trovato tutti gli spazi necessari a custodire il
materiale richiesto dall’occasione. La struttura architettonica avrebbe garantito
un’acustica eccellente in tutte le aree dell’impianto. I posti riservati alle radio
e alle televisioni sarebbero stati adeguati alle esigenze delle tecnologie più
sofisticate di ripresa e trasmissione.
54
Rapporto di Candidatura
nel 1998 si pianificò che, nei tre anni precedenti l’appuntamento Olimpico, la città
e tutto il territorio coinvolto dall’evento, avrebbero ospitato convegni, rassegne di
spettacolo, concerti, film e mostre, volti a illustrare aspetti degli sport invernali
abbinati alle attività economiche e culturali della tradizione locale.
I valori morali del confronto sportivo e della sfida Olimpica sarebbero stati anche
ripresi da una mostra sui grandi campioni, interpreti non solo di gesti sportivi
ma anche umani sia nel momento della vittoria che della sconfitta. Sarebbero
stati inoltre proposti momenti di formazione e conoscenza sull’ambiente alpino
interessato dai Giochi e sulle sue trasformazioni
Architettura, natura, vita locale ed economia sarebbero stati indagati ed osservati
attraverso stage specifici, nel corso della preparazione ai Giochi.
Durante l’evento Olimpico sarebbe stata allestita in piazza Castello, nel cuore
della città, una “Piazza Olimpica” per i cittadini e gli ospiti che, nel corso della
giornata, avrebbe visto collegamenti con i campi di gara e sarebbe stata sede
delle premiazioni e di spettacoli organizzati; tutto con lo scopo di alimentare tra
la gente lo spirito della grande festa sportiva.
Una particolare attenzione sarebbe stata rivolta al mondo giovanile. Già nel 1998,
infatti, grazie all’iniziativa “Pass 15” tutti i torinesi che compivano il quindicesimo
anno d’età avevano la possibilità di usufruire gratuitamente, per un anno, delle
offerte culturali e sportive della città. Simili iniziative sarebbero state replicate
e potenziate. Un apposito investimento sarebbe stato dedicato al progetto di
preparazione di giovani volontari, che, grazie a uno specifico corso di formazione,
sarebbero stati preparati a svolgere un qualificato servizio di accoglienza.
Il “Campo Internazionale della Gioventù”, inoltre, sarebbe stato organizzato
a Torino, in un grande palazzo dell’Ottocento (che si prevedeva diventasse un
campus per gli studenti del Politecnico entro il 2004). I 500 ospiti previsti avrebbero
alloggiato in stanze singole e doppie e avrebbero avuto a disposizione biblioteche,
sale studio, palestre e aree per il tempo libero. La scelta dei partecipanti sarebbe
stata effettuata dai Comitati Olimpici Nazionali, ognuno dei quali avrebbe potuto
inviare cinque persone. Nel caso in cui non si fosse arrivati a cinque partecipanti,
sarebbe stato adottato un criterio di selezione in accordo con l’ACNO.
> Indice <
Campo giovani
17.8) Il percorso della Fiamma Olimpica
CASELLE
Villaggio olimpico
Cerimonie
STURA
STADIO
DELLE ALPI
Centro stampa principale
International Broadcasting Centre
Villaggio Media I
Villaggio Media II
Ferrovia
DORA
PORTA SUSA
PORTA NUOVA
LINGOTTO
Stazione ferroviaria
Una volta in Italia, la Fiamma avrebbe attraversato il Paese da Sud a Nord, percorrendo
un itinerario che avrebbe coinvolto tutte le Regioni. Sarebbero state toccate le
principali città italiane, ma anche paesi e villaggi che ospitavano i tesori d’arte meno
conosciuti sarebbero stati riscoperti da questo grande evento itinerante.
Prima di raggiungere Torino — dove la Fiamma avrebbe dovuto transitare nel
Villaggio Olimpico prima di fare il suo ingresso nello Stadio delle Alpi per la
Cerimonia Inaugurale — il fuoco sacro di Olimpia avrebbe visitato Cortina (sede
delle Olimpiadi Invernali del 1956) e tutte le località alpine sede di gara.
Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Torino 2006, in fase di stesura del Dossier di
Candidatura, si pianificò che sarebbe stato organizzato con la collaborazione delle
sedi provinciali del CONI, delle principali associazioni sportive locali, di gruppi di
volontari e della Federazione Italiana di Sport Disabile.
Snodo ferroviario
Le due Cerimonie, tra loro molto diverse, avrebbero rappresentato lo spirito
Olimpico attraverso la “messa in scena” della tradizione sportiva e culturale del
Piemonte e dell’Italia.
17.6) Cerimonia di Apertura della Sessione CIO
La Cerimonia di Apertura della sessione CIO si sarebbe dovuta tenere al Teatro
Regio (1.600 posti a sedere).
Il Teatro Regio è il teatro dell’Opera di Torino. Venne inaugurato nel 1740 e, a seguito
di un incendio che lo distrusse nel febbraio del 1936, fu ricostruito interamente su
disegno dell’architetto Mollino, mantenendo però la sua antica facciata.
Arturo Toscanini ne fu direttore stabile e artistico.
Rapporto di Candidatura
55
17.7) La Cerimonia di Benvenuto
La Cerimonia di Benvenuto nel Villaggio Olimpico si sarebbe dovuta tenere
all’interno della piazza centrale della struttura, che avrebbe diviso la zona
internazionale dalla zona riservata agli atleti.
> Indice <
18) Garanzie
Oggetto garanzie
Oggetto garanzie
Fornite da
Ottenute
Supporto
Presidente della Repubblica, Governo
Si
Supporto
Autorità comunali, provinciali e regionali
Si
Supporto
Autorità di altri comuni interessati dai Giochi
Olimpici: Sestriere, Bardonecchia, Sauze
d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo,
Torre Pellice, Claviere
Si
Accordo di adempimento degli obblighi;
rispetto della Carta Olimpica, tra cui il libero
accesso al paese ospite e la libera circolazione
delle persone accreditate
Governo
Si
Accordo di adempimento degli obblighi;
rispetto della Carta Olimpica, tra cui il libero
accesso al paese ospite e la libera circolazione
delle persone accreditate
Autorità Comunali, Provinciali e Regionali
Si
Accordo di adempimento degli obblighi;
rispetto della Carta Olimpica, tra cui il libero
accesso al paese ospite e la libera circolazione
delle persone accreditate
Autorità di altri comuni interessati dai Giochi
Olimpici: Sestriere, Bardonecchia, Sauze
d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo,
Torre Pellice, Claviere
Si
Rappresentazione della città candidata da
parte del comitato di candidatura e della
delegazione delle autorità per la firma di
contratti e impegni
Autorità Comunali, CONI
Si
Libertà di esercitare le funzioni Olimpiche
Governo
Si
Governo
Si
Autorità Comunali, Provinciali e Regionali
Si
Garanzie finanziarie
Governo
Si
Controllo dei prezzi
Autorità competenti e AIAT
Si
Fornite da
Ottenute
Governo e autorità comunali
Si
Utilizzo di Siti
Autorità comunali
Si
Utilizzo di Siti
Autorità di altri comuni interessati dai Giochi
Olimpici: Sestrières Spa, Colomion Spa, Sauze d’Oulx,
Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo
Si
FIBT, FIL, FIS, IBU, IIHF, ISU, WCF
Si
Governo, autorità comunali e proprietari interessati:
Ingest Spa e Sestriere Spa
Si
Realizzazione dei necessari investimenti
medici
Governo e Autorità Regionali
Si
Finanziamento servizi di sicurezza e altri
servizi dell’autorità pubblica
Autorità nazionali
Si
Importazione, utilizzo e esportazione di merci
Autorità Comunali, Provinciali, Regionali e Prefettura
Si
Conformità dei lavori al piano urbanistico e
alla legislazione di tutela ambientale
Autorità regionali e proprietari interessati
Si
Albergatori: AIAT
Si
Organizzazione dei Giochi in conformità con il
Programma Olimpico
Comitato promotore Torino 2006
Si
Modifiche necessarie relative ai trasporti
Autorità competenti
Si
Governo, Autorità Comunali, Provinciali e
Regionali
Si
Autorizzazione all’utilizzo di strumenti di
telecomunicazione
Impegno a non svolgere altri incontri o eventi
durante i Giochi Olimpici, una settimana
prima o una settimana dopo i Giochi
Autorità nazionali
Si
Impegno a non svolgere altri incontri o eventi
durante i Giochi Olimpici, una settimana
prima o una settimana dopo i Giochi
Autorità di altri comuni interessati dai Giochi
Olimpici: Sestriere, Bardonecchia, Sauze
d’Oulx, Oulx, Pragelato, Cesana, Pinerolo,
Torre Pellice, Claviere
Si
FIBT, FIL, FIS, IBU, IIHF, ISU, WCF
Si
Finanziamento di lavori necessari
nei Siti di Gara
Siti di Gara
Costruzione e utilizzo dei Villaggi Olimpici
Partecipazione al piano di sicurezza per i
Giochi
Realizzazione di infrastrutture di alloggio da
costruire
Disponibilità di posti letto necessari
conformemente alle condizioni finanziarie
stabilite dal Contratto della città ospite
Disponibilità delle attrezzature e dei servizi
tecnici
Autorità nazionali e Telecom Italia Spa
Si
Città Candidata
Si
Installazione di MPC e di IBC
Proprietari interessati: Ingest Spa
Si
Copertura dei Giochi Olimpici
Potenziale società di teletrasmissione: RAI
Si
Adempimento degli obblighi (di cui al
Contratto della città ospite)
Periodo scelto per i Giochi Olimpici
56
Rapporto di Candidatura
Questo capitolo, ultimo per collocazione e non certo per importanza, consta di un
lungo elenco delle garanzie richieste dal CIO che sono state in parte esplicitate
nelle pagine precedenti.
La garanzia è uno strumento attraverso cui si certificano le affermazioni più
importanti ed impegnative contenute nel Dossier di Candidatura.
Il tipo ed il numero delle lettere, così come il contenuto, è predeterminato.
Torino ottenne tutte le garanzie necessarie per potersi candidare a sede dei XX
Giochi Olimpici Invernali del 2006.
> Indice <
Una Candidatura innovativa, quella appena descritta, che offriva al mondo dello
sport una città e un territorio da scoprire, in grado di garantire al pubblico e agli
atleti un’ospitalità d’alto livello e impianti sportivi tecnicamente adeguati.
Al contempo, la Candidatura era una sfida che andava vinta; una scommessa del
territorio sul proprio futuro e una rappresentazione della voglia di uscire dalla
gabbia della proverbiale sobrietà sabauda, diffondendo la propria torinesità
fatta di gente operosa e seria, di una città civile e un po’ nordica dal carattere
mediterraneo, multietnico e internazionale.
Possono essere così sintetizzati gli obiettivi e le finalità che hanno dettato il
Dossier raccontato nelle pagine di questo Rapporto.
A questo punto è però importante segnalare come, rispetto ai progetti originari
della Candidatura, più di qualche elemento organizzativo e progettuale è cambiato
nella realizzazione effettiva dei Giochi, pur rimanendo inalterato il desiderio di
offrire il miglior evento possibile a tutti gli interlocutori Olimpici.
Tali cambiamenti potranno essere approfonditi da un confronto tra quanto riportato
nelle pagine di questo documento e quanto descritto nella nostra Relazione Finale.
In questa fase, invece, ci proponiamo di porre l’accento sulle macro-aree d’intervento
e trasformazione poste in essere tra la stesura del Dossier di Candidatura e il Gamestime, per tirare le fila di un progetto complesso come quello Olimpico.
Dopo la presentazione del Dossier e più approfondite analisi con i soggetti
istituzionali, il Comitato Organizzatore individuò soluzioni e configurazioni
migliori e meglio integrate nel sistema. In altri casi, invece, problemi concreti
emersi in corso d’opera, resero necessario ricorrere a scelte e risposte alternative.
Le modifiche più rilevanti riguardarono, senza alcun dubbio, la distribuzione degli
impianti sul territorio.
Tali interventi furono operati in più fasi. Un primo stadio và individuato tra la
presentazione della Candidatura e l’ottobre del 2000, periodo in cui due separati
gruppi di lavoro guidarono un’analisi approfondita del Sistema Olimpico al fine
di ridisegnare la localizzazione delle Venue di città e di montagna. Gli obiettivi
erano quelli di conseguire una maggiore efficienza in termini di servizi forniti
durante i Giochi (ad esempio, concentrando i Siti in città si poteva ottenere una
riduzione dei tempi e dei costi di trasporto); di tenere in debita considerazione la
destinazione post-Olimpica delle infrastrutture scelte per ospitare le competizioni
Olimpiche; di superare ogni possibile impedimento legato a fattori amministrativi
e ambientali (ad esempio, la ricollocazione dell’impianto di bob, originariamente
locato su di un’area soggetta a frane).
Nell’ottobre del 2000, il Tavolo Amministrativo di TOROC approvò le proposte
formulate dai due gruppi di lavoro.
Ciò nonostante, tra questa data e l’agosto del 2002 furono predisposti nuovi
cambiamenti al fine di ottimizzare ulteriormente la configurazione del Sistema
Olimpico.
Più in dettaglio, a Torino, lo Stadio Olimpico, le strutture per gli sport del ghiaccio
e il Villaggio Olimpico, inizialmente previste nell’area nord della città – nei pressi
dello Stadio delle Alpi – sono state ricollocate nell’area Sud. Su indicazione del
Consiglio Comunale, sulla base di valutazioni strategiche inerenti l’ottimizzazione
della gestione degli spazi comunali e l’impiego post-olimpico delle infrastrutture,
è stato identificato un “Distretto Olimpico” che ha avuto come centro il Lingotto.
L’ex complesso industriale, già da tempo trasformato in un grande centro congressi
e in area commerciale, ha ospitato il centro stampa e il centro radiotelevisivo, oltre
all’Hotel della Famiglia Olimpica presso l’albergo Meridien Lingotto (originariamente
era previsto di ospitare la Famiglia Olimpica presso l’ex sede FIAT di Corso Marconi
riconvertita in hotel di lusso). A breve distanza dal Lingotto sono stati, invece,
collocati il Villaggio Olimpico, un Villaggio Media, gli impianti per il pattinaggio di
velocità, il pattinaggio artistico, lo short track e l’hockey. In seguito allo spostamento
dell’”asse” degli impianti dalla Continassa al Lingotto, si decise quindi l’utilizzo dello
Stadio Comunale di Torino, debitamente ristrutturato, in quanto Stadio Olimpico
per le Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi, al posto dello Stadio delle Alpi.
Tale decisione fu anche dettata dalla volontà di rimettere in uso un’importante
struttura cittadina ormai da tempo abbandonata.
57
Rapporto di Candidatura
Conclusioni
La mappa Olimpica di Torino è quindi cambiata radicalmente rispetto alla
Candidatura, assumendo una forma più compatta e funzionale, apprezzata dal
CIO e dalle Federazioni Sportive Internazionali.
Anche fuori città si sono registrati importanti mutamenti: a Pinerolo si è disputato
solo il torneo di curling mentre in Candidatura era previsto che si svolgesse una
parte del torneo di hockey. Il cambiamento principale ha però riguardato bob,
> Indice <
Data di decisione
Location
Originaria
Location
Definitiva
Villaggio Olimpico
Torino
G-5,5
Torino Nord
Lingotto-Mercati
Generali
Oval Lingotto
G-5,5
Torino Nord
Lingotto
Stadio Olimpico
G-3,5
Torino Nord
Vecchio Stadio
Comunale
Palasport - Torino
G-3,5
Torino Nord
Vicino allo Stadio
Olimpico
Villaggio Olimpico
Area Montana
G-5,5
-
Sestriere
Bardonecchia
Bob
G-4
Oulx
Cesana
Sci Alpino
G-4
Bardonecchia
Sestriere
CC Paralimpico e
Biathlon
G-3
Cesana
Pragelato
Venue
Le scelte strategiche in merito alla riconfigurazione del Sistema Olimpico furono
influenzate da una serie di valutazioni chiave che possono essere così riassunte:
• l’importanza di puntare alla rivalutazione e riciclo delle strutture esistenti o
delle aree in disuso, invece di costruirne delle nuove.
• L’attenzione all’uso post–Olimpico, concetto guida nella fase di pianificazione
del Sistema Olimpico. La capacità delle strutture Olimpiche (competitive e
non), infatti, non dovrebbe essere designata sulla base del numero potenziale
di spettatori durante i Giochi ma sulle esigenze permanenti post-Olimpiche
della città.
• L’esigenza di compattare il Sistema per contenere i costi e la complessità
dei servizi di trasporto e consegna. Questo assunto deve però convivere con
il fatto che, quanto più ampia è l’area coinvolta dai Giochi, tante più zone
possono beneficiare delle relative attività d’investimento e promozione e,
conseguentemente, in queste zone diviene più facile che si sviluppi consenso
presso le popolazioni locali.
• La necessità di una forte ed effettiva valutazione ex-ante della strategia
ambientale (costruita e portata avanti mediante un dialogo costante con le
principali organizzazioni ambientali e con le comunità locali), cruciale al fine
di minimizzare l’impatto delle strutture da costruirsi sul territorio.
Il ricollocamento di alcuni impianti e, in alcuni casi, il loro ridimensionamento
(generato anche da considerazioni legate alla capacità dei trasposti pubblici
sul territorio), ha sortito notevoli effetti sul numero di spettatori che le singole
Venue potevano ospitare e, di conseguenza, ha ridotto il numero di biglietti per le
competizioni Olimpiche disponibili sul mercato.
58
Rapporto di Candidatura
slittino e skeleton: per ragioni di stabilità geologica, la pista originaria - prevista
a Beaulard in fase di Candidatura - è stata inizialmente ricollocata a Oulx. Poi, la
scoperta di tracce di asbesto naturale nel terreno ha imposto di trovare un’ulteriore
soluzione alternativa: il 25 marzo 2002 il Consiglio di Amministrazione del TOROC
ha approvato la nuova localizzazione, a Cesana, in località Pariol-Grenier.
Anche la pista di freestyle, a Sauze d’Oulx, che originariamente era stata prevista
più in alto, a Clotesse, per ragioni ambientali e di complessità delle opere è stata
riposizionata e spostata ad un’altitudine inferiore.
Le altre discipline alpine, invece, non hanno subito variazioni: sci alpino tra
Sestriere, Bardonecchia e Cesana San Sicario; snowboard a Bardonecchia; sci di
fondo, salto e combinata nordica a Pragelato.
Per quanto riguarda i Villaggi Olimpici, inoltre, inizialmente era prevista la
realizzazione di un unico grande Villaggio per gli atleti a Torino, lo Spina 3, che
doveva ospitare anche i protagonisti delle discipline della neve. In realtà, poi, sono
stati predisposti tre Villaggi Olimpici - uno in città a Torino e due in montagna, a
Sestriere e a Bardonecchia – al fine di facilitare agli atleti il raggiungimento dei
Siti di gara nell’area montana.
Una minore disponibilità di biglietti ha generato, di conseguenza, una revisione
dei prezzi di vendita dei tagliandi, portando il range dai 20 € (per le partite di
hockey femminile, freestyle o sci di fondo) sino agli 850 € per i posti più esclusivi
della Cerimonia di Apertura. TOROC, comunque, garantì, all’interno di questa
ampia gamma, più categorie di prezzo tra le quali gli acquirenti e appassionati di
sport potessero scegliere e assicurarsi un posto per assistere alle competizioni.
E’ evidente, anche, il cambiamento delle date di svolgimento dei XX Giochi
Olimpici di Torino 2006. Se, infatti, durante la redazione del Dossier di Candidatura
si pianificò che le competizioni si sarebbero tenute dal 4 al 19 febbraio 2006,
> Indice <
Un altro cambiamento rilevante ha riguardato i controlli anti-doping: se, nel
1998, si pianificò che le analisi per la ricerca di sostanze dopanti dovessero
essere effettuate nel laboratorio del CONI dell’Acqua Acetosa, accreditato dal CIO
nel 1982 e sorto a Roma nel 1962, nel Games-time, invece, si potè contare su
di un Centro Regionale Antidoping, l’“Alessandro Bertinaria”, situato nel parco
dell’Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassano. La nuova struttura rispondeva a
una precisa indicazione del CIO secondo cui il Centro Antidoping doveva trovarsi
nella stessa città dei Giochi.
Per soddisfare questa necessità, l’Università degli Studi di Torino, la Regione
Piemonte, l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino e l’Azienda Ospedaliera San
Luigi di Orbassano, diedero vita a un consorzio che portò a compimento i lavori
in poco più di un anno di tempo. La struttura, costata circa 13 milioni di €, ha
permesso a TOROC e WADA - l’Agenzia Mondiale Antidoping – di gestire al meglio
le attività di controllo degli atleti Olimpici (e Paralimpici).
Un altro elemento di novità rispetto al Dossier di Candidatura, è stata anche
l’introduzione in Italia della nuova legge sul doping, ovvero la “Legge 14 dicembre
2000, n. 376” sulla “Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della
lotta contro il doping”.
Al fine di fornire una panoramica sulle principali variazioni intercorse tra la
pianificazione del Comitato Promotore e l’esecuzione del Comitato Organizzatore,
non si può prescindere dal ricordare che, in fase di Candidatura, venne ipotizzato
che sarebbe stata la RAI (Radio Televisione Italiana - Società concessionaria del
servizio pubblico radiotelevisivo), a fornire il broadcast originario dell’evento e i
servizi radio televisivi al Comitato Organizzatore. La soluzione che venne invece
adottata fu l’impegno operativo diretto del TOBO (Torino Olympic Broadcasting
Organisation) - che divenne, quindi, la divisione interna di TOROC incaricata di
produrre e distribuire il segnale per la completa copertura radiotelevisiva dei
Giochi Olimpici.
umane (dipendenti e volontari) necessarie per gestire l’organizzazione e il corretto
svolgimento dei Giochi Olimpici di Torino 2006. In modo analogo, furono riviste,
al rialzo, anche le proiezioni sul numero di mezzi necessari per garantire un
soddisfacente servizio di trasporti all’interno del Sistema Olimpico.
59
Rapporto di Candidatura
TOROC decise di posticiparle nel periodo dal 10 al 26 febbraio per evitare una
sovrapposizione con la data del Superbowl in USA (5 febbraio 2006), annunciata
dopo la presentazione del Dossier.
Infine, nell’identificazione delle macro-aree di cambiamenti intercorsi è
opportuno ricordare la revisione della stima - in positivo - sul numero di risorse
> Indice <
Credit
Direttore Immagine ed Eventi
Andrea Varnier
Responsabile Servizi Editoriali
Moira Martin
Coordinamento editoriale ed editing
Cohn & Wolfe, Milano
Erica Petrazzini
Progetto grafico editoriale
Casati Graphic Studio, Novara
Testi
60
Rapporto di Candidatura
Cohn & Wolfe, Milano
> Indice <