DESIGN THROUGH VIDEO_7 ottobre

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DESIGN THROUGH VIDEO_7 ottobre
DESIGN THROUGH VIDEO
7 OTTOBRE 2016
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PANEL DISCUSSION #1 Design through Video. Tendenze, Creatività, Media
DESIGN THROUGH VIDEO
Undici relatori, molti esempi concreti e suggerimenti da mettere in pratica per utilizzare al
meglio il video nel variegato mondo del design. Durante il Milano Design Film Festival
un workshop per raccontare come il video sia oggi un linguaggio fondamentale
anche per la comunicazione d’impresa.
Partendo dalle tendenze e dagli scenari di mercato, citando i numeri del mercato
pubblicitario, passando alle soluzioni creative fino ad arrivare alla produzione, gli speaker
hanno portato preziose testimonianze del loro lavoro quotidiano per spiegare come, in un
mondo dove l’attenzione è sempre più labile e limitata nel tempo, il video può essere lo
strumento giusto per agganciare il pubblico e il web il canale ideale dove condividerlo.
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PANEL DISCUSSION #1 Design through Video. Tendenze, Creatività, Media
FRANCESCO MORACE
Dopo il saluto di Silvia Robertazzi e Antonella Dedini, fondatrici e curatrici di Milano
Design Film Festival, ha aperto i lavori il sociologo e saggista Francesco Morace,
presidente di Future Concept Lab. Partendo dal suo ultimo libro, ConsumAutori
Morace ha ricordato il passaggio cruciale dei nostri tempi: la trasformazione della
comunicazione in relazione.
Una relazione che deve
essere il più possibile
trasparente ed empatica,
perché appunto le nuove
generazioni di
consumatori non sono né
vogliono più essere
passive, ma vogliono
scegliere attivamente e
dialogare con le aziende.
Parafrasando un vecchio
slogan, Morace ha
ricordato: “Oggi l’anima è
la pubblicità del
commercio”.
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PANEL DISCUSSION #1 Design through Video. Tendenze, Creatività, Media
DAVIDE MONDO
Davide Mondo, AD di Mediamond è
passato agli scenari. «Siamo nell’era
digital screen, che ha portato con sé
uno scenario in tre dimensioni: quella
del consumo frammentato, dell’offerta
multipiattaforma e multi-publisher e di
un’adv caratterizzata da spot e
storytelling». E ha citato numeri in
continua crescita: da una a quattro ore
al giorno vengono ormai consumate su
schermi digitali.
Oggi gli italiani che vedono video online (su smartphone, tablet, laptop, pc) sono 23,5
milioni al mese, cioè l’83% dei navigatori e il 43% della popolazione italiana, con un
tempo medio per persona pari a 2 ore 15 minuti al mese.
Gli imperativi per un’azienda in uno scenario così ricco, ma in continuo movimento?
Autorevolezza e credibilità. Riprendendo l’apertura di Morace, Mondo ha ricordato come,
oggi, una comunicazione per essere efficace deve essere anche credibile; con un’anima,
appunto.
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PANEL DISCUSSION #1 Design through Video. Tendenze, Creatività, Media
FRANCESCA MOLTENI E MATTEO RAGNI
Via al settore centrale dell’incontro, dedicato alla creatività nei video, declinata in
molteplici forme. Francesca Molteni, regista e fondatrice di Muse Factory of Projects
e Matteo Ragni, designer e art director, sono entrati nel vivo raccontando l’uso del video
come comunicazione sensoriale ed empatica dei valori e delle persone che stanno dietro
alle aziende.
Una sfida non facile: far comprendere alle
aziende che per parlare di un prodotto,
oggi, non bisogna metterlo al centro, ma
raccontarlo in modo più laterale, evocativo,
che susciti empatia. Molteni e Ragni hanno
mostrato, come esempio di questo metodo
di lavoro, la creatività usata per raccontare
l’Invisibile.
Ma Molteni ha anche ricordato come il
settore video, oggi, manchi ancora di
autorialità e ha auspicato una maggiore
maturità espressiva e competenze
nell’utilizzo di generi e sottogeneri.
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JOSEPH ROBSON
Joseph Robson, direttore AVR London, agenzia londinese collettiva che riunisce artisti,
architetti e fotografi che si occupano di architectural illustration e visualization, ha
dapprima spiegato il metodo di lavoro che consente ad artisti e professionisti di lavorare
bene insieme (“la chiave – ricorda – “è la collaborazione, sempre”), poi ha offerto alcuni
esempi del loro lavoro, che sfrutta anche le tecnologie di realtà virtuale. Tre video
realizzati per importanti opere della scena londinese per mostrare come si crea uno
storytelling visivo affascinante, mixando arte, architettura e tecnologia.
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KEIICHI MAZUDA
Si prosegue con la realtà virtuale, anzi si va oltre con l’intervento di Keiichi Mazuda,
videomaker ma soprattutto studioso e ricercatore nei campi della Hyper reality e
Augmented Reality. Ci ha proiettato nel futuro, un futuro che inizia a diventare molto
presente, mostrando due brevi video e soprattutto l’ipnotico film Hyper-Reality, la sua
opera più recente (che, insieme alle altre, è visibile sul sito). “L'Augmented Reality è una
tecnologia centrata sull'uomo, è naturale e intuitiva. Oggi possiamo mettere le
informazioni ovunque; non abbiamo più bisogno di guardare uno schermo, di essere
seduti alla nostra scrivania o guardare il telefono. Questo significa che possiamo
finalmente liberarci dei nostri devices e tornare a guardare il mondo”, ha ricordato. E ha
lasciato la platea con un pensiero: cosa succederebbe se anche lo spazio stesso
diventasse un media?
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PANEL DISCUSSION #1 Design through Video. Tendenze, Creatività, Media
FORNASETTI
Tornati alla realtà, il workshop è proseguito con la bella testimonianza di un marchio
storico come Fornasetti. Giovanni Gennari, responsabile Marketing Communication e
Marco Cendron, Creative director dell’agenzia Pomo, insieme a Barnaba Fornasetti,
hanno raccontato la sfida affrontata con il nuovo sito aziendale. Non era semplice
perché si trattava di mettere in movimento sul web, di far diventare interattivo, un design
iconico come quello della maison. Ci sono riusciti con un movimento leggero e aereo,
che sembra far volare i volti e le immagini di Fornasetti, mantenendone però la forza
espressiva. In chiusura dell’intervento di Barnaba Fornasetti, che si è definito “molto
analogico, ma curioso di tutto ciò che è digitale” ha concluso dicendo a tutti di non
dimenticare mai la poesia, sia nella comunicazione che in tutto ciò che facciamo.
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DANIELA CATTANEO
Daniela Cattaneo, fondatrice di H Film e H Film+
si è posta come ideale snodo tra la creatività e la
produzione. Perché, ha spiegato, nel suo lavoro
con le aziende oltre all’apporto creativo c’è
anche un’importantissima attività di consulenza
che le aiuta a ringiovanire e cambiare la loro
comunicazione grazie ai video, indirizzandole su
cosa e come comunicare e sfatando falsi miti,
come il fatto che i video siano “troppo costosi” o
che anche debbano essere necessariamente
brevissimi. Ha ricordato inoltre come i festival,
compreso ovviamente il Milano Design Film
Festival che ospitava l’evento, siano diventati
dei “nuovi media” a tutti gli effetti, dei nuovi
canali distributivi dove i video più innovativi
vengono mostrati e diventano fonte di
ispirazione. Alcuni dei video che ha mostrato
come esempio si trovano qui.
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GUIDO BAGATTA
A chiudere, un brillante Guido Bagatta: “Entro all’ultimo, come quei giocatori di baseball
che si giocano tutto negli ultimi minuti”, ha esordito. Fondatore di Riptide, casa di
produzione video che è stata fra le prime in Italia a creare video sia editoriali che
commerciali pensati per la distribuzione sui social media, Bagatta ha condiviso due
suggerimenti preziosi. Il primo: fare i conti con un’attenzione sempre più labile e
incostante da parte di chi è sui social network (“in un secondo dobbiamo convincerli a
fermarsi, a guardare fino in fondo”) e poi quello di usare un linguaggio adatto ai nuovi
canali di distribuzione. “Utilizzare gli stessi video pensati per altri media sui social non
funziona. C’è un linguaggio corretto da conoscere e usare bene per ogni canale”.
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CONCLUSIONI
Molti interventi, tantissimi spunti di riflessione per il pubblico che ha ascoltato con
grande attenzione. E infine, un elenco di parole che ci hanno colpito
particolarmente tra le tante della giornata:
Relazione. ANIMA. Trasparenza. Autorevolezza.
Autorialità. Collaborazione. IPER-REALTÀ.
Poesia. Velocità. Linguaggio.
Barbara Sgarzi
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