RASSEGNA STAMPA

Transcript

RASSEGNA STAMPA
Centro di Documentazione Missionaria
“Francesco Saverio”
RASSEGNA
STAMPA
Novembre 2014
c/o Missionari Saveriani
via don Milani 2
20033 Desio (MI)
Rassegna stampa - Novembre 2014
tel. 0362/625035
e-mail: [email protected]
internet: http://cdmdesio.it
pag. 1
Sommario
ARTICOLI ........................................................................................................................... 3
Rivista: Cem Mondialità – Novembre 2014 .....................................................................................3
1. Titolo: Quale relazione? ............................................................................................................................ 3
2. Titolo: La lavagna interattiva multimediale (LIM). Imparare facendo (learning by doing)...................... 3
3. Titolo: Ry Cooder. Abitare i confini tra i mondi sonori ............................................................................ 4
Rivista: Missione Oggi – Novembre 2014 .........................................................................................4
1. Titolo: Il Messico in balia di una violenza istituzionale. Intervista al vescovo di Saltillo Raúl Vera López
2. Titolo: I musulmani del Xinjang spina nel fianco della Cina .................................................................... 5
3. Titolo: Le sfide restano aperte ................................................................................................................... 5
4. Titolo: Caldei, Yazidi, Sciiti minoranze oppresse ..................................................................................... 6
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014 ...................................................................................................6
1. Titolo: Maseru cioè Pretoria ...................................................................................................................... 6
2. Titolo: Califfato da social network ............................................................................................................ 7
3. Titolo: Dakar capitale dell’altra Africa ..................................................................................................... 7
4. Titolo: Holot, il ghetto nero ....................................................................................................................... 8
5. Titolo: Sanità d’alto bordo......................................................................................................................... 8
6. Titolo: Verso nuove scelte pastorali .......................................................................................................... 9
DOSSIER / INSERTI ......................................................................................................... 10
Rivista: Cem Mondialità – Novembre 2014 ...................................................................................10
Titolo: O beata solitudo! La percezione della solitudine nel mondo post-moderno .................................... 10
Rivista: Missione Oggi – Novembre 2014 .......................................................................................11
Titolo: Le sfide di un’etica mondiale .......................................................................................................... 11
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014 .................................................................................................12
Titolo: Sovrani............................................................................................................................................. 12
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 2
4
ARTICOLI
Rivista: Cem Mondialità – Novembre 2014
1. Titolo: Quale relazione?
Tema: Disagio sociale
Autore: Marco Valli
Area geografica: Generale
pag.: 16
Sintesi: Perché le relazioni si stanno sfilacciando al punto di regredire al meccanismo animale di
pura reazione? Uno dei punti nodali è la mancanza di senso del limite, che è l'asse portante di ogni
vivere sociale. Viviamo un'epoca in cui i limiti dapprima si sono enormemente allargati, poi
gradatamente sono scomparsi o quasi, lasciandoci orfani di punti di riferimento. Ciò che era
“anormale” è diventato “normale”, finanche i ritmi esistenziali si sono snaturati ... è normale stare
svegli di notte, anzi la “vita” è prevalentemente notturna, salvo poi dormire in piedi il giorno
successivo a scuola o al lavoro (o a dover utilizzare sostanze per reggere il ritmo). In un mondo
capovolto è più importante il bere (alcool) che il mangiare (la gioia della mensa comune), l'amore è
“cosificato” e diviene solo sesso da consumare, l'amicizia non è magia di affinità elettive ma
sfruttamento reciproco ai più vari fini ... nulla ha più il suo significato iniziale. Nell'era di Facebook
la relazione umana (non virtuale) ha ancora un senso? Prendersi il tempo di conoscere qualcuno in
quella danza di avvicinamenti e allontanamenti che è la relazione, trovare quella giusta distanza che
ci permette di essere intimi senza invaderci a vicenda, è qualcosa di proponibile? In questi tempi di
relazioni malate e sofferenti, riproporre il senso del limite e la riscoperta della prossimità può essere
prezioso, perché i valori e le idee non hanno data di scadenza e l'uomo è sempre lo stesso (basta
leggere Omero, i tragici greci o Shakespeare) con le stesse gioie e gli stessi dolori ... è solamente
meno consapevole.
2. Titolo: La lavagna interattiva multimediale (LIM). Imparare facendo (learning by
doing)
Tema: Istruzione
Autore: Patrizia Canova
Area geografica: Europa / Italia
pag.: 39
Sintesi: La LIM (lavagna interattiva multimediale) è uno strumento che offre significative
possibilità di creare ambienti d'apprendimento in cui digitale e analogico, virtuale e reale,
convivono e, se ben mixati, generano processi formativi, basati sul cooperative learning. Per
un corretto uso della LIM è però necessario conoscere la tecnologia su cui si basa, utilizzare
adeguatamente gli strumenti software e realizzare semplici applicazioni. Per l'utilizzo della LIM in
ambito autoformativo per gli insegnanti, possono risultare interessanti alcuni siti web. Tra questi, il
corso di formazione online sulla LIM (www.orizzontescuola.it/lim), messo a disposizione
gratuitamente da Orizzonte Scuola per docenti di scuola primaria e secondaria di I e II grado. Anche
sul sito www.lavagna-interattiva.it sono disponibili una serie di utili video realizzati nel corso di
giornate di studio, approfondimento e confronto sull'uso della LIM nella didattica. Zanichelli
Editore, sul suo sito (http://online.scuola.zanichelli.t) ospita uno spazio ricco di idee per usare le
LIM in classe. All'interno, di tutto un po': dai video tutorial utili per conoscere le funzioni chiave
della LIM a news, consigli ed eserciziari già pronti da scaricare.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 3
Rivista: Cem Mondialità – Novembre 2014
3. Titolo: Ry Cooder. Abitare i confini tra i mondi sonori
Tema: Musica
Autore: Luciano Bosi
Area geografica: America settentrionale / Stati Uniti
pag.: 42 - 43
Sintesi: Ryland Cooder nasce a Santa Monica, California, il 15 marzo 1947. La sua precoce
passione per la musica lo porterà a suonare professionalmente già all'età d 17 anni. Chitarrista
sopraffino, si caratterizza nell'uso di accordature aperte e non conformate. La sua lunga e intensa
carriera lo ha visto collaborare con musicisti come Taj Mahal, Rolling Stones, Eric Clapton e tanti
altri. La sua vasta discografia, realizzata in oltre 40 anni di carriera, comprende diversi lavori
caratterizzati anche da forti contenuti sociali e politici. Chavez Ravine (2005) racconta
dell'omonimo quartiere chicano di Los Angeles, che negli anni '50 venne sfollato e raso al suolo
per edificare un nuovo stadio di baseball. Si tratta di uno splendido lavoro con sonorità che spaziano
nella musica americana di ogni dove, comprese ottime incursioni nel latinoamericano, rhythm
and blues, funk, rap e soprattutto nel tex mex (musica delle popolazioni di lingua spagnola del
Texas meridionale). Con My name is Buddy (2007) Ry ritorna a parlare di povertà, ingiustizia
sociale e lotte sindacali. Pull Up Some Dust and Sit Down (2011) affronta il tema della Nuova
Grande Depressione, e si scaglia con forza contro la corruzione politica, l'avidità dei banchieri e
della finanza, l'inutilità e la stupidità delle guerre e delle leggi anti-immigrazione. Molti suoi lavori
evocano ed interagiscono con sonorità hawaiane, irlandesi, amerindie, messicane. Fra i suoi dischi
più celebrati: Talking Timbuktu, un memorabile dialogo sonoro realizzato con il maliano Alì
Farka Tourè, patriarca del desert blues, e Buena Vista Social Club, che ha consentito a grandi
musicisti cubani come Compay Segundo e Ibrahim Ferrer di conquistare la scena internazionale a
dispetto dell'embargo americano. Ry Cooder dimostra di abitare e frequentare le musiche altre
senza essere invadente e rispettandone l'essenza e l'identità, con gusto e delicatezza.
Rivista: Missione Oggi – Novembre 2014
1. Titolo: Il Messico in balia di una violenza istituzionale. Intervista al vescovo di
Saltillo Raúl Vera López
Tema: Politica internazionale
Autore: Mauro Castagnaro (cur.)
Area geografica: America settentrionale / Messico
pag.: 7 - 10
Sintesi: Raúl Vera López, vescovo di Saltillo, diocesi nel nord del Messico, negli ultimi anni è stato
in prima fila nella difesa dei diritti umani, in particolare dei migranti, degli omosessuali, dei
minatori, delle donne abusate, attirando su di sé le critiche non solo delle autorità politiche del
Paese, ma anche dei settori più conservatori della Chiesa cattolica. Egli si batte invece perché i
vescovi assumano una posizione chiara e pubblica a fronte delle disuguaglianze sociali che
affliggono il Messico e delle cause che le producono. Dei suoi 113 milioni di abitanti, la metà vive
in condizioni di povertà e il 20% nella miseria, eppure la spesa sociale supera di poco il 7% del Pil;
la globalizzazione, infatti, ha visto prevalere la dimensione economica rispetto a quella politica e
sociale, per cui i temi della giustizia e dei diritti umani sono subordinati alle “logiche” neoliberiste
del mercato. In Messico i funzionari corrotti e le leggi stesse favoriscono i “potentati” economici,
mentre il 97% dei reati gravi resta impunito e i 7 milioni di giovani che né studiano né lavorano
vengono facilmente reclutati dalle mafie e dai narcotrafficanti.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 4
Rivista: Missione Oggi – Novembre 2014
2. Titolo: I musulmani del Xinjang spina nel fianco della Cina
Tema: Politica internazionale
Autore: Federico Tagliaferri
Area geografica: Asia / Cina
pag.: 14 - 16
Sintesi: La regione occidentale autonoma del Xinjang, la più vasta dell’intera Cina (a cui fu
incorporata nel 1884 come “Turkestan orientale”), è abitata da circa 10 milioni di persone, tra cui
predominano i musulmani ugiuri di etnia turca. Poiché questo territorio, ricco di materie prime e di
giacimenti petroliferi, riveste per la RPC una grande importanza strategica ed economica, il governo
di Pechino ha concesso agli ugiuri ampia libertà religiosa e li ha svincolati anche dalla norma di
procreare un unico figlio; da alcuni anni tuttavia ha incentivato l’immigrazione nel Xinjang
dell’etnia cinese Han, il che - unito al degrado ambientale provocato dallo sfruttamento
indiscriminato delle risorse - ha alimentato manifestazioni di protesta, scontri ed attentati in un
preoccupante crescendo di violenza. Pechino teme ora che gli ugiuri, più legati alla umma (la
comunità dei credenti musulmani) che non alla RPC, possano subire il contagio del radicalismo
religioso jihadista.
3. Titolo: Le sfide restano aperte
Tema: Chiesa
Autore: Franco Ferrari
Area geografica: Generale
pag.: 35 - 38
Sintesi: Avviatosi con straordinaria vitalità, nella sua Relazione finale il sinodo dei vescovi dedicato
a “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, svoltosi dal 5 al 19 ottobre,
ha in parte ridimensionato la ventata di cambiamento che pareva contrassegnarlo. Sul piano teorico,
onde evitare che i richiami alla misericordia cristiana fossero utilizzati per scardinare la dottrina, si
è ribadito che “misericordia non significa giustificazione del peccato, ma giustificazione del
peccatore, però nella misura in cui si converte e si propone di non peccare più”. Sul piano della
pratica pastorale il confronto tra i vescovi si è acuito soprattutto sulle unioni civili e le convivenze,
sull’accesso dei divorziati ai sacramenti, sull’accoglienza nella Chiesa degli omosessuali. Nelle
votazioni conclusive l’accesso ai sacramenti della penitenza e dell’eucarestia da parte dei divorziati
è stato respinto, è stata ribadita l’indissolubilità del matrimonio e affermata l’impossibilità di
accettare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Essendo mancate risposte innovative alle
sfide enunciate, ci si è chiesti se questo sinodo sia stato davvero utile. A riguardo Papa Francesco ha
esortato a “lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati”, privilegiando,
nel superamento di seppur comprensibili “impazienze”, la discussione e i processi, cioè “le azioni
che generano nuovi dinamismi”.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 5
Rivista: Missione Oggi – Novembre 2014
4. Titolo: Caldei, Yazidi, Sciiti minoranze oppresse
Tema: Minoranze
Autore: Giuseppe Morotti
Area geografica: Asia / Medio Oriente
pag.: 41 - 44
Sintesi: Iran e Iraq, dove il Vangelo fu portato dall’apostolo Tommaso a partire dalla metà del I sec.
d.C., sono terre di antica tradizione cristiana. Attualmente, però, i cristiani in Iran sono circa 20.000,
poche decine di migliaia in Siria, Libano e Turchia, 400.000 in Iraq. Con l’attacco dell’Isis la
situazione è diventata drammatica: sono 100.000, infatti, i cristiani in fuga dal nord dell’Iraq verso
le città curde davanti all’avanzata dello Stato islamista, e il rischio è quello di un genocidio.
L’occidente non può misconoscere le proprie responsabilità per aver perpetrato provocazioni e
ingiustizie in questi territori. Ora, però, la speranza può passare solo “dal basso”, dalle relazioni
quotidiane e dalla capacità delle persone di protestare contro ogni tipo di sopruso, a prescindere
dalla sua provenienza. Come scriveva il grande mistico musulmano Rumi, “le religioni sono come i
segmenti di una circonferenza: più si avvicinano al centro, cioè a Dio, più si avvicinano tra loro
fino ad unirsi”.
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014
1. Titolo: Maseru cioè Pretoria
Tema: Politica internazionale
Autore: Davide Maggiore
Area Geografica: Africa / Lesotho
pag.: 10 - 13
Sintesi: Tutto ciò che accade politicamente nel Lesotho viene controllato dal vicino Sudafrica. Così
è accaduto anche dopo il presunto colpo di stato che ha portato gruppi di militari ad ammutinarsi e a
occupare le sedi della televisione e della radio. Il premier Thabane, a capo di uno schieramento di
coalizione, molto composito, si era già rifugiato in Sudafrica, sostenendo di temere per la sua vita.
Thabane aveva mesi prima spinto il re a ratificare la decisione di chiudere il Parlamento dopo avere
espresso timori riguardo il comportamento dell’esercito e temendo la sfiducia nel suo governo. Il
periodo di incertezza è durato poco perché con la mediazione della Comunità di sviluppo
dell’Africa centrale e del Sudafrica, i capipartito rivali hanno firmato un accordo. La situazione
appare abbastanza tranquilla anche perché già prima del momento dell’accordo nel paese si
trovavano i militari degli stati vicini. Si andrà al voto. Il Lesotho per Pretoria significa molto;
innanzitutto acqua. In Sudafrica l’acqua manca, un po’ perché la crescita della popolazione è
aumentata a ritmo vertiginoso, un po’ perché le falde acquifere spesso sono inquinate. Nel contesto
attuale sembra che un grande ruolo l’abbia avuto il re del Lesotho, che sotto traccia ha fatto qualche
mossa. Poi anche la grande fiducia che la popolazione nutre verso i leader religiosi. In particolare
l’appello dei vescovi cattolici alla concordia ha unito tutti in una richiesta di pace.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 6
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014
2. Titolo: Califfato da social network
Tema: Terrorismo
Autore: Luciano Ardesi
Area Geografica: Africa / Generale
pag.: 14 - 16
Sintesi: Le notizie fanno temere un’espansione del califfato anche in Africa. L’Africa conosce da
tempo i metodi crudeli di tutti i gruppi fondamentalisti e il fondamentalismo islamico diventa
patrimonio di larghi strati della popolazione alle prese con la crisi economica. Dai tempi del
terrorismo in Algeria c’è stata la virata dei gruppi estremisti islamici; la lotta armata con metodi
terroristici in grado di amplificare l’impatto mediatico, di terrorizzare la popolazione. La
costituzione di uno stato islamico passa in secondo piano. Alcuni gruppi africani hanno già dato la
loro adesione al califfato ma in realtà mantengono una grande autonomia. Il califfato in Africa
sembra possibile solo laddove c’è il collasso degli eserciti nazionali. Anche in Nigeria appare
difficile il consolidamento del controllo del territorio dove vivono abitanti terrorizzati; le
popolazioni mal sopportano le restrizioni cui la loro vita è sottoposta. Il califfato per ora può far
leva in Somalia, e soprattutto in Libia dove gli interventi occidentali hanno prodotto un gran vuoto.
Anche nel caso di adepti europei del terrore è necessario un severo esame della politica nei
confronti dell’islam. Abbiamo incoraggiato l’oscurantismo, in grado di dare, almeno in apparenza,
una identità a tutti coloro che abbiamo espulso dalle nostre città. I mancati cittadini hanno deciso di
riprendere in mano la propria identità, a qualunque prezzo, perché non è stata data loro alcuna
alternativa.
3. Titolo: Dakar capitale dell’altra Africa
Tema: Sostenibilità
Autore: Luciana De Michele
Area Geografica: Africa / Generale
pag.: 20 - 23
Sintesi: In ottobre a Dakar si sono ritrovati uomini e donne della società civile africana per
scambiarsi conoscenze e esperienze sulle sfide che l’Africa deve affrontare. Si è parlato di sovranità
alimentare, della gestione dell’acqua, delle migrazioni e naturalmente del land-grabbing. C’è stata
la ricerca di una difesa comune contro quello che viene avvertito, in forme più raffinate, come un
nuovo imperialismo occidentale. Una enorme contraddizione scuote l’Africa; è un continente pieno
di giovani e ricco di risorse naturali, eppure è ancora un continente dove ci sono conflitti, epidemie,
povertà. Da parte dell’occidente si assiste al tentativo di assorbire sempre più il continente nella
mondializzazione capitalista per assicurare alle multinazionali le risorse africane. Il Social Forum
ha rinnovato il suo impegno per mettere a punto strategie che impediscano la ricolonizzazione del
continente. Anche gli accordi di partenariato tra Ue e Stati africani sono sbilanciati a favore dell’Ue
e in Africa sono molti ad opporsi a questi accordi. Poi c’è il problema dell’accaparramento della
terra, che ingloba implicitamente quello di tutte le altre risorse. Tutto si svolge con la complicità di
governi africani corrotti. Sono nate associazioni per combattere l’accaparramento, gruppi che fanno
pressione sui governi locali. Un altro tema è stato quello della libera circolazione all’interno degli
stati, problema ancora irrisolto anche se esiste già un accordo firmato molti anni fa e mai attuato.
Gli impegni, che i movimenti presenti al Forum si sono dati, sono numerosi; da sperare che si
traducano in azioni concrete.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 7
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014
4. Titolo: Holot, il ghetto nero
Tema: Diritti civili
Autore: AA.VV.
Area Geografica: Medio Oriente / Israele
pag.: 24 - 27
Sintesi: Israele nel tempo ha irrigidito le misure contro gli immigrati, soprattutto eritrei, che
arrivano dal deserto del Sinai, dopo che tutte le altre vie di fuga sono state loro precluse. E’ stata
emanata una legge che manda in carcere chiunque attraversi la frontiera tra l’Egitto e Israele in
cerca di salvezza. Un arresto che prevede un lungo periodo in carcere. Inoltre è stato aperto il centro
di detenzione di Holot, sempre vicino alla frontiera, un luogo da dove si esce solo con la
deportazione volontaria fuori dal territorio israeliano. Un ghetto vero e proprio dove chiunque non
sia riuscito a rinnovare in tempo il visto di soggiorno può essere mandato. Le organizzazioni che si
occupano dei rifugiati hanno fatto in modo che la Corte di giustizia riformasse la legge e la Corte
suprema ha ordinato allo stato di Israele di chiudere Holot. Il governo è però riuscito a instillare
nell’opinione pubblica una retorica razzista, per cui i rifugiati sono degli infiltrati venuti in Israele
per lavorare e rubare. All’inizio degli anni 2000 i rifugiati erano ben accetti perché facevano
riemergere i sentimenti di persecuzione e così gli etiopici ebrei si erano integrati velocemente. Poi
Israele aveva permesso ai richiedenti asilo di entrare nel paese ma senza concedere alcun diritto
civile. Ma i rifugiati sono diventati troppi e così i politici hanno incominciato ad usare la parola
infiltrato. Così si è creata una pericolosa mentalità razzista che associa gli eritrei, fuggiti da un
regime di terrore, ai terroristi palestinesi. L’unica strada, ipotizzano gli eritrei, è creare una
opposizione politica e tornare in Eritrea, quanto prima, per far crollare il regime.
5. Titolo: Sanità d’alto bordo
Tema: Sanità
Autore: Michele Agosti
Area Geografica: Africa / Generale
pag.: 28 - 31
Sintesi: L’Ifc, istituzione della Banca Mondiale, il cui compito è favorire il lavoro e gli investimenti
privati nei paesi emergenti, ha inaugurato un progetto ambizioso sulla salute, sull’intero territorio
africano. La Bm attraverso il suo braccio operativo quindi è intervenuta in tema sanitario e con la
partnership tra pubblico e privato ha permesso di raggiungere in tema di sanità ottimi risultati. Ma
secondo Oxfam International, più volte sono state disattese le finalità vantate dal programma della
Bm di migliorare le condizioni sanitarie in Africa. In realtà proseguirebbe a favorire le ambizioni
private degli operatori più potenti a danno dell’intero sistema sanitario dei paesi coinvolti. La
diffusione di un virus come l’Ebola non può essere considerata come lo sfortunato esito di un virus
fuori controllo, piuttosto come la correlazione con una organizzazione sanitaria africana molto
lacunosa. Secondo Oxfam il progetto della Bm non garantirà migliori risultati per la salute dei
poveri. I problemi riguardano la scarsa trasparenza degli investimenti e una scarsa imparzialità nella
valutazione dei partner. Mentre per Oxfam nel lungo periodo ci potrebbe essere un peggioramento
dei servizi complessivi, per l’Ifc il sostegno del privato è un fattore chiave per il completamento dei
servizi offerti dal sistema pubblico. Il programma dichiara esplicitamente che punta a una classe
media che possa pagarsi una assicurazione medica, concetto molto distante dalle logiche di chi vive
fuori delle grandi città. Da una parte quindi interventi sempre più altamente specializzati e dall’altra
un territorio che ha sulla coscienza migliaia di casi di mortalità infantile.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 8
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014
6. Titolo: Verso nuove scelte pastorali
Tema: Chiesa
Autore: Elio Boscaini
Area Geografica: Generale
pag.: 66 - 68
Sintesi: Il legame che papa Francesco stabilisce tra dottrina e misericordia si è manifestato con la
celebrazione di un sinodo straordinario sulla famiglia, compresa in maniera nuova, capace di essere
buona notizia per l’oggi. Il questionario lanciato per ascoltare anche la voce del popolo fedele sulla
questione ha avuto una ampia risposta, segno che il soggetto tocca profondamente il vissuto di tutti
noi. Francesco desidera che si riconsideri tutta la problematica familiare e la relativa pastorale; un
sinodo che non mette in discussione la dottrina della fede ma una riflessione che renda la Chiesa la
casa aperta del Padre, dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa. Lo spirito che ha animato
il dibattito è stato quello del rispetto per ogni posizione esposta con parresia. Dopo la pubblicazione
della relazione nei circoli c’è chi si è lamentato della pubblicazione del documento, definendola una
imprudenza. La relazione, un’ottima sintesi di quanto era emerso afferma che nel sinodo è risultata
chiara la necessità di scelte pastorali coraggiose. L’opposizione si è manifestata nei due passaggi
forti laddove si parla di omosessualità e dell’atteggiamento nei confronti dei divorziati risposati.
L’assemblea è parsa divisa e trovare un punto di condivisione non è stato facile. Ora c’è tempo un
anno. Bisognerà lavorare molto insieme perché papa Francesco ha messo la Chiesa intera in stato
sinodale, così da poter offrire agli uomini e alle donne che guardano ancora alla Chiesa come casa
comune, motivi reali di speranza.
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 9
DOSSIER / INSERTI
Rivista: Cem Mondialità – Novembre 2014
Titolo: O beata solitudo! La percezione della solitudine nel mondo post-moderno
Tema: Disagio sociale
Autori: autori vari
Area geografica: Generale
pag.: 17 - 32
Sintesi: La solitudine viene normalmente percepita come una situazione patologica o patogena che
apre le porte alla depressione e ad altre difficoltà esistenziali. La sola parola solitudine
generalmente inquieta, ma che cosa s'intende per solitudine? Una situazione di disagio dovuta alla
mancanza / difficoltà di relazione? Una dimensione intrinseca al nostro essere uomini? Uno spazio
in cui convivere con noi stessi? Parlando di patologia relazionale e d'incapacità empatiche, il
termine più idoneo sarebbe isolamento. La solitudine non è isolamento, può diventarlo, ma
essenzialmente è un'altra cosa, è una realtà esiziale del nostro essere. La nostra attuale società è
caratterizzata dall'isolamento, nonostante l'uso e l'abuso di mezzi di comunicazione ci illuda di
essere in continua relazione con gli altri e col mondo. Telefoni cellulari, tv, internet ci inducono a
credere in un ininterrotto scambio col mondo esterno, ma la realtà è che il mondo virtuale è tutt'altra
cosa: il risultato è una diffusa sensazione di isolamento, di difficoltà e di frustrazione. Le
generazioni più giovani, più esposte ai media digitali, mostrano sempre più segni di disagio
psicologico e di incapacità empatica verso il prossimo, sino a gesti eclatanti quali omicidi per futili
motivi o per divertimento. L'isolamento è una costante della vita che ci avvelena l'anima, ponendoci
in una situazione di minorità: ci sentiamo espulsi dal cerchio magico della relazione e negati nella
nostra soggettività. L'isolamento prolungato nel tempo diviene un modo di essere, una struttura
mentale e sociale, in cui si usa qualunque mezzo pur di non entrare in reale contatto con l'altro. C'è
una differenza fondamentale tra chi vive nell'isolamento e chi vive nella solitudine: il primo vive
nell'inquietudine, il secondo nella quiete. Rimanere “centrati” ed essere consapevoli delle tensioni
centrifughe sempre presenti in noi è il lavoro necessario da compiere. Dovremmo tutti non mancare
di porci alcune domande fondamentali: Che cosa voglio dalla vita? Quale lavoro è più idoneo per
me? Devo vivere celibe / nubile sposarmi? Devo avere figli oppure no? A tali domande tendiamo a
sottrarci o, peggio ancora, pretendiamo abbiano risposta da altri (famiglia, chiesa, amici). Ma non ci
sono risposte che vanno bene per tutti, la delega della propria vita ad altri è il più grande errore che
si possa commettere perché ognuno di noi è chiamato ad utilizzare il libero arbitrio senza cedere
alle tentazioni massificanti. E' difficile, perché la libertà è dura ed esigente, ma la cifra del solitario
si vede nella capacità di essere sempre se stesso. In solitudine possiamo prestare attenzione al nostro
sé, che non è una forma di egocentrismo, ma è prendersi cura della propria anima. La compassione
nasce in noi quando facciamo amicizia col nostro stesso dolore, con la mortalità che portiamo, che è
la dimensione essenziale del nostro essere. La rimozione del dolore e della morte che tanto
permeano la società moderna, è l'origine di molti meccanismo patologici che hanno a che fare con
nostra incapacità di elaborare il lutto della nostra stessa morte, o meglio delle nostre morti (la fine
della giovinezza, la fine di un amore, e così via).
• O beata solitudo!; Marco Valli, Osel Dorje; pag.: 17 - 22, 27 - 32
• Deka Logous (10 parole). Quale etica per l'umanità? Non avrai altro dio fuori di me; Antonella
Fucecchi, Antonio Nanni; pag.: 23 - 26
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 10
Rivista: Missione Oggi – Novembre 2014
Titolo: Le sfide di un’etica mondiale
Tema: Etica
Autore: AA.VV.
Area geografica: Generale
pag.: 17 - 32
Sintesi: Pochi anni dopo la caduta del muro di Berlino, nel settembre del 1993, i teologi Hans Kung
e Karl-Joseph Kuschel sottoposero al Parlamento delle religioni riunito a Chicago la cosiddetta
Dichiarazione per un’etica mondiale (Dem), in cui sottolineavano la funzione e la responsabilità
delle religioni nel costruire un’umanità più giusta, promuovendo la pace e il dialogo tra i popoli. Tre
ne erano parole chiave: economia, ecologia, politica. Ma in quale direzione stiamo procedendo
oggi? Il principio della “sostenibilità” ecologica sembra fallito e l’ambiente è minacciato dal
nucleare e dalle scorie radioattive. La politica e il diritto sono sottoposti a quello che Helmut
Schimidt ha definito “capitalismo predatorio” e agli interessi dell’alta finanza, che non hanno
riguardo per i deboli e per il bene comune. Sono stati dunque calpestati i principi fondamentali della
coscienza etica dell’umanità - reciprocità, onestà, sincerità-, che, tuttavia, proprio la crisi globale sta
rendendo quanto mai necessari ed urgenti. Nella loro essenza i principi di un’etica mondiale indicati
nella Dem si ritrovano infatti nelle esigenze espresse da filosofi, artisti, scienziati, che si appellano
ad un “nuovo pensiero”, ad un pensiero che rispetti la “organica diversità culturale”, promuova la
“empatia umana”, costruisca “ponti” e legami fra le diverse discipline.
•
•
•
•
•
•
Per un’etica mondiale, vent’anni di sfide, di Franco Valenti, pag.: 18
Etica e diritto al governo dell’economia, di Karl-Josef Kuschel, pag.: 19 - 22
L’ecologia minacciata dal nucleare, di Karl-Josef Kuschel, pag.: 23
Il doppio volto della politica e della Rete, di Karl-Josef Kuschel, pag.: 24 - 26
Abbiamo ancora bisogno delle religioni?, di Karl-Josef Kuschel, pag.: 27 - 28
Il progetto Weltethos guardando al futuro, di Karl-Josef Kuschel, pag.: 29 - 32
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 11
Rivista: Nigrizia – Novembre 2014
Titolo: Sovrani
Tema: Alimentazione
Autore: Bruna Sironi
Area Geografica: Africa / Generale
pag.: 41 - 64
Sintesi: Il traguardo per la sicurezza alimentare che la comunità internazionale si era data quindici
anni fa non sembra aver conseguito risultati accettabili anche se i dati diffusi dalla Fao parlano di
drastica riduzione del numero degli affamati. Nell’Africa subsahariana c’è stato invece un aumento
dei piccoli contadini che praticano prevalentemente un’agricoltura di sussistenza. La fame oggi non
è un problema di produzione ma di accesso al cibo. L’incremento della produzione è avvenuto a
scapito dell’ambiente e i cambiamenti climatici potrebbero compromettere la capacità produttiva
dei metodi agricoli intensivi. La paura di essere entrati in una nuova fase di scarsità ha generato un
aumento dei prezzi a livelli senza precedenti causando così l’aumento della povertà e della fame nei
paesi meno sviluppati. Il cambiamento climatico minaccia l’agricoltura e per questo motivo
l’aumento della produzione deve avvenire in modo sostenibile. E’ necessario passare a un modello
che possa ridurre la dipendenza dei piccoli agricoltori dall’attuale modello di sviluppo. Per far sì
che la produzione dei piccoli produttori abbia uno sbocco bisogna ricostruire le economie locali del
cibo, un passaggio imprescindibile per sistemi alimentari sostenibili. I sistemi alimentari locali
possono essere ricostruiti attraverso appropriati investimenti e sistemi di trasformazione e
distribuzione, permettendo ai piccoli produttori di organizzarsi in modo da creare economie di
scala. La risposta dell’economia internazionale sta andando nelle direzione opposta perché alla base
c’è una visione produttivistica attraverso la promozione di una agricoltura industriale che rischia di
acuire il problema anziché risolverlo.
•
•
•
•
•
•
•
L’agrobusiness? Un vicolo cieco; Bruna Sironi; pag.: 46 - 48
Ma chi se ne importa?; Matteo Zola; pag.: 49 - 51
Com’è verde la valle del Molo; Bruna Sironi; pag.: 52 - 56
L’agricoltura è donna; Bruna Sironi; pag.: 57
L’Agorà dei contadini; Giuseppe De Santis; pag.: 58 - 61
I popoli ci sono; Cristina Sossan; pag.: 62 - 63
Più che sicura sovrana; Cristina Sossan; pag.: 64
Rassegna stampa - Novembre 2014
pag. 12