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Università degli Studi di Palermo Scienze della Formazione Facoltà di Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche Prof. Ivan Guastella Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Università degli Studi di Palermo [email protected] L’energia Anno Accademico 2010 - 2011 Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 2 / 27 La fisica nascosta nel concetto di energia • Ci sono molti fenomeni e situazioni della vita quotidiana in cui è importante imparare a riconoscere le caratteristiche dell’energia e a riflettere sul suo ruolo per comprenderne a fondo la fisica nascosta. • Il concetto di energia si presta moltissimo ad attività di tipo esplorativo, proprio perché permea tutta la nostra vita. Ad esempio, moltissimi giocattoli basano il loro principio di funzionamento sul trasferimento, sulla trasformazione e sull’immagazzinamento dell’energia. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 3 / 27 Il concetto di energia • L’energia è una grandezza molto importante nella vita di tutti i giorni, di cui il bambino ha una esperienza, per così dire, corporea, associata alle forze muscolari e al “fare forza per” ottenere un qualche “risultato utile”. • Alcune proprietà caratteristiche dell’energia, sulle quali è possibile far riflettere i bambini sono, ad esempio, le seguenti: – – – – – – – – è qualche cosa che “sta dentro” un corpo e perciò lo caratterizza; può assumere forme diverse; si può trasformare da una forma all’altra; può essere trasferita da un oggetto ad un altro; può essere immagazzinata; passando e trasformandosi fa cose utili; trasferendosi o trasformandosi si conserva (non si crea né si distrugge); trasferendosi o trasformandosi talvolta si degrada passando da forme più utili a forme meno utili. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 4 / 27 Ostacoli epistemologici inerenti al concetto di energia • Una delle principali difficoltà che i bambini possono incontrare riguarda la separazione fra i concetti di forza e di energia. • Spesso, infatti, questi due concetti vengono, in modo del tutto naturale, associati nella mente del bambino, perché entrambi passano attraverso l’uso che il bambino fa della sua forza muscolare per ottenere un “risultato utile”. • Al contrario della forza l’energia è un concetto astratto: non vediamo l’energia, ma gli effetti che essa produce. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 5 / 27 Ostacoli epistemologici inerenti al concetto di energia • Anche per i bambini è abbastanza evidente che il danno prodotto da un oggetto che cade è maggiore se l’altezza di caduta è maggiore (si pensi ad un sasso che cade su un piede). • Tuttavia questa osservazione viene spesso interpretata nel senso che nella caduta il peso del corpo aumenta. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 6 / 27 Come introdurre il concetto di energia • • • Conviene introdurre il concetto di energia a partire da attività che puntino ad attirare l’attenzione dei bambini sul fatto che per ottenere un “buon risultato” non è importante solo l’intensità della forza applicata ma occorre qualche cosa di più. Se ad esempio il buon risultato che si vuole ottenere nel lancio della pallina con una fionda è una grande gittata, non basta applicare una forza molto intensa ma occorre anche un buon allungamento dell’elastico. prima dopo F Tratto lungo cui agisce la forza Attraverso l’esplorazione sarà facile per i bambini scoprire che il risultato non dipende separatamente dalle due grandezze ma da entrambe. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 7 / 27 Il concetto di lavoro • Una forza intensa ottenuta con un piccolo allungamento dell’elastico è poco efficace così come lo è una forza debole ottenuta con un grande allungamento dell’elastico. • L’ideale è averli entrambi, cioè avere una forza intensa che ha la possibilità di agire per un lungo tratto. • Anche lo sforzo, che il bambino fa per tirare l’elastico, non dipende solo da quanto intensa è la forza che deve applicare, ma anche da quanto è lungo il tratto per cui deve applicarla. • La grandezza fisica che dipende sia dalla forza che dallo spostamento, cioè dal tratto per cui la forza è applicata, è chiamata lavoro. • Attenzione: il lavoro non è “una forma di energia”, ma un processo con cui l’energia viene trasferita da un corpo all’altro mediante una forza; se non c'è uno “spostamento” non c'è lavoro e non si trasferisce energia. Il lavoro è la grandezza fisica associata al trasferimento di energia Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 8 / 27 Il lavoro … un concetto per adulti • Con bambini non è ovviamente opportuno introdurre la relazione quantitativa che connette il lavoro a forza e spostamento, anzi è meglio non introdurre neppure il termine “lavoro”, dato che, nel linguaggio quotidiano, la parola ha altri significati e sarebbe artificioso forzarne l’uso. L = F& ⋅ s • Ciò che può risultare più accessibile ai bambini, rispetto al concetto di lavoro, è il concetto che, per trasferire energia da un oggetto all’altro, occorre applicare una forza per un certo tratto. Il concetto di lavoro in termini di relazione quantitativa tra forza e spostamento è troppo astratto per essere introdotto a livello di scuola primaria Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 9 / 27 Unità di misura dell’energia • Proprio perché il lavoro è la grandezza fisica associata all trasferimento di energia esso fornisce anche il modo operativo di definirne l’unità di misura. • Nel SI l’unità di misura dell’energia è il N·m (newton per metro) cui si dà il nome di joule (J). • Da un punto di vista operativo 1 joule corrisponde all’energia trasformata o trasferita quando una forza di 1 newton sposta il suo punto di applicazione per un tratto lungo 1 metro. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 10 / 27 Misura della variazione di energia • Diversamente da quanto avviene per la forza, per cui attraverso un dinamometro si può procedere ad una misura diretta, per la misura dell’energia è necessario ricorrere a misure indirette. • In particolare si ricorre a trasferimenti e trasformazioni nei quali, tuttavia, si possono solo misurare le variazioni di energia. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 11 / 27 Trasferimento trasformazione e immagazzinamento di energia • Nel caso della fionda, ad esempio, l’energia passa dal bambino (energia muscolare) all’elastico (energia elastica) per tutto il tratto in cui il bambino applica la forza all’elastico. • È proprio il fatto che il bambino trasferisce energia all’elastico della fionda che gli dà il senso dello “sforzo” compiuto. • Fino a quando l’elastico resta teso l’energia resta immagazzinata e disponibile per essere utilizzata. • Quando poi il bambino lascia l’elastico, entra in azione la forza elastica che l’elastico applica alla pallina. Anche questa forza compie un lavoro trasferendo energia dall’elastico (energia elastica) alla pallina (energia di moto o cinetica), che parte con una certa velocità. Una volta teso l’elastico c’è ancora una forza applicata ma cessa il trasferimento di energia Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 12 / 27 Trasferimento trasformazione e immagazzinamento di energia • Uno dei modi di individuare l’energia è quello di cercare degli esempi in cui l’energia viene trasferita da una persona o da un oggetto ad un'altra persona o oggetto attraverso una forza che agisce per un certo tratto. • Ad esempio, per sollevare un vaso e metterlo sul tavolo, occorre applicare una forza uguale e contraria alla forza peso del vaso, per tutto il tratto dal pavimento al tavolo. In questo caso l'energia muscolare si trasforma in energia di posizione, tipica degli oggetti che stanno in una posizione elevata. • Se il vaso cadesse si avrebbe una trasformazione da energia di posizione in energia cinetica. Fmo spostamento Fom La forza si manifesta quando c’è l’interazione mentre l’energia è qualcosa che c’era già prima dell’interazione , perché “stava” nella mano, e si è trasferita all’oggetto mediante l’interazione e lo spostamento Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 13 / 27 Ma è corretto parlare di trasformazioni di energia? • In realtà, più che delle trasformazioni di energia, dovremmo parlare delle trasformazioni dei sistemi, spiegate per mezzo del parametro energia. • Dovremmo fare il possibile affinché il concetto di energia sia visto come unitario e non come tanti sottoelementi che si trasformano l’uno nell’altro: energia chimica, termica, meccanica, nucleare e poi cinetica, potenziale, elastica … • Questa proliferazione di energie, sarebbe assolutamente da evitare perché sposta l’attenzione dei bambini verso la memorizzazione dei vari tipi di energia piuttosto che verso la spiegazione dei fenomeni. Non trasformazioni di energia ma trasformazioni di sistemi Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 14 / 27 La catapulta • L’energia si trasferisce dalla mano che comprime la molla alla molla. • L’energia muscolare si trasforma in energia elastica della molla. • Se la molla carica viene, in qualche modo, bloccata l’energia elastica resta immagazzinata nella molla fino a quando non si deciderà di usarla. • Se si elimina il blocco l’energia immagazzinata viene resa disponibile nella forma di energia cinetica del moto della pallina. Trasferire Trasformare Immagazzinare Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 15 / 27 La conservazione dell’energia • Altra caratteristica importante dell’energia è la conservazione, l’energia cioè non si crea né si distrugge. • Questo è sostanzialmente un “atto di fede”, basato sul fatto che la conservazione dell’energia è stata verificata in innumerevoli esperimenti, alcuni molto accurati e sofisticati. • Ad esempio, in una palla da tennis che rimbalza, l’energia si trasforma da energia di posizione a energia cinetica (durante la caduta), da energia cinetica a energia elastica (quando tocca terra), per tornare a energia cinetica (quando la palla rimbalza) e infine a energia di posizione (durante l’ascesa). Alla fine di tutte queste trasformazioni l’energia di posizione è molto simile a quella iniziale, dato che la palla ritorna circa alla stessa altezza. • In effetti, essa non ritorna mai esattamente alla stessa posizione; infatti, dopo un certo numero di rimbalzi si vede chiaramente che la palla perde energia, perché i suoi rimbalzi la portano sempre meno in alto. Dove finisce l’energia apparentemente “persa”? Finisce, come vedremo, in un’altra forma di energia, meno utile di quelle viste in precedenza, chiamata energia termica, perché si manifesta con un aumento di temperatura. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 16 / 27 La didattica • Gli aspetti didattici riguardano principalmente i seguenti punti: – Il contesto – Gli obiettivi – Le modalità di conduzione – I materiali – Il quaderno di laboratorio – La valutazione • I punti sopra elencati vengono di seguito esplorati in modo dettagliato. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 17 / 27 Il contesto • Per quanto riguarda il contesto occorre tener presente che: – le attività devono essere ben inserite nelle altre attività della classe; – per l’introduzione o attacco è bene essere pronti a sfruttare eventi casuali, giochi, aspetti connessi alla vita quotidiana. Si può anche suscitare il problema ma sempre legandolo ad aspetti che siano familiari ai bambini; – Il livello scolare: • alcune attività molto semplici sull’energia sono adatte anche a bimbi di scuola dell’infanzia o del monoennio/primo biennio ciclo, perché la percezione del “far forza per” è molto precoce, essendo associata a quella del “far forza su”, di cui abbiamo discusso a proposito di forze; • per gli aspetti più avanzati, quali la separazione del concetto di forza da quello di energia è bene aspettare un secondo biennio. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 18 / 27 Gli obiettivi • Per quanto riguarda gli obiettivi occorre tener presente che essi: – dipendono dal contesto (ad esempio, dal livello scolare); – devono essere specifici dell’attività svolta che è bene che miri solo a pochi aspetti per poterli svolgere con una certa incisività. Ad esempio: • si può scegliere solo l’aspetto “trasformazione” dell’energia, con l’obiettivo principale di individuare diverse forme dell’energia, badando a capire su quale base esse sono state riconosciute (ad esempio perché si è riconosciuta l’azione di una forza nota, quale la forza elastica o la forza peso); • con i più grandi, si può andare oltre e mirare a identificare specifiche grandezze fisiche, ad esempio, la forza o la lunghezza o l’altezza, eventualmente misurandole, in modo che un’attività sull’energia abbia anche come obiettivo un rafforzamento della procedura di riconoscimento e di misura di grandezze già note. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 19 / 27 Obiettivi riferiti allo sviluppo dell’intelligenza • Gli obiettivi devono essere riferiti al quadro generale di sviluppo dell’intelligenza. In particolare si può: – nella fase della conoscenza e memoria: • fare emergere ciò che i bambini già sanno, per esperienza di vita quotidiana, sull’energia, sul come la si percepisce e confronta; – nella fase del pensiero divergente: • stimolare la scoperta dell’energia nelle sue diverse forme, l’esplorazione dei trasferimenti e delle trasformazioni di energia nei giochi, giocattoli e cose della vita quotidiana; Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche L'energia 20 / 27 Obiettivi riferiti allo sviluppo dell’intelligenza – nella fase del pensiero convergente: • stimolare le attività di analisi delle grandezze fisiche importanti (forza e spostamento) che intervengono nel giocattolo o nel fenomeno di cui si sta studiando l’aspetto “energia”; – nella fase del pensiero critico: • sviluppare la capacità di riflettere sugli aspetti cruciali, ad esempio capire se il giocattolo funziona sul principio del passaggio o della trasformazione o dell’immagazzinamento di energia, oppure esaminare come il giocattolo potrebbe essere migliorato per funzionare meglio. Molto utili sono anche i giocattoli che non funzionano poiché possono stimolare a capire perché non funzionano o come fare a ripararli. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 21 / 27 Obiettivi generali • Gli obiettivi generali vanno calati sui vari livelli: – a livello cognitivo: • individuare la grandezza energia in base a trasformazioni o passaggi; • capire che passaggi e trasformazioni di energia permettono di ottenere dei “risultati utili”; • capire che forza ed energia sono grandezze fisiche diverse; – a livello operativo: • far funzionare e possibilmente costruire giocattoli istruttivi sotto l’aspetto “energia”; • essere capaci di misurare grandezze fisiche, quali forze e spostamenti, legate all’energia; Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 22 / 27 Obiettivi generali – a livello logico: • individuare le diverse forme, i passaggi e le trasformazioni di energia; • separare i concetti di energia e di forza; • correlare l’energia con altre grandezze; – a livello espressivo/grafico: • descrivere le caratteristiche dell’energia presenti nel giocattolo studiato o nell’attività svolta, usando termini appropriati; • registrare eventuali misure di grandezze fatte nell’attività, esprimendo ciascuna mediante il numero e la corretta unità di misura. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 23 / 27 Le modalità di conduzione • Per quanto riguarda le modalità di conduzione occorre tenere presente che: – in una prima fase l’attività va lasciata condurre quanto più è possibile ai bambini, e l’insegnante si limiterà a svolgere un semplice ruolo di moderatore, raccogliendo e organizzando proposte e suggerimenti provenienti dai bambini. Solo in un secondo momento l’insegnante potrà provvedere a una eventuale formalizzazione dei saperi emersi; – ci deve sempre essere un ampio coinvolgimento degli allievi ed è fondamentale che tutti partecipino attivamente svolgendo ciascuno il proprio ruolo; – può essere altamente istruttivo e formativo programmare attività in cui viene richiesto ai bambini di costruire un certo tipo di giocattolo utile per iniziare un discorso sull'energia (ad esempio, la catapulta); Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 24 / 27 Le modalità di conduzione – per quanto riguarda il linguaggio, nel caso dell’energia, bisogna badare a non forzare l’uso della parola “energia” fin dall'inizio, ma lasciare che il bambino descriva con parole proprie ciò che osserva effettivamente. Non è importante che il bambino sappia ripetere, più o meno mnemonicamente, che “dell’energia è passata e si è trasformata”, ma è più importante che il bambino sappia descrivere ciò che ha osservato in termini di grandezze fisiche. Ad esempio: • che per allungare l’elastico della fionda si deve “tirare”, cioè applicare una forza; • che l’elastico teso riesce a lanciare la pallina, acquisendo una “capacità” che prima non possedeva; Solo quando questa fase è assodata, si può passare a usare sinteticamente la parola “energia” per indicare rapidamente questa “capacità” che si è trasferita dal braccio del bambino all’elastico; – l’obiettivo è di arrivare a capire che c'è “qualche cosa di più” della sola forza, perché è anche importante il tratto per cui la forza è applicata, e che le due grandezze insieme (forza e spostamento) sono quelle che determinano la capacità di ottenere il “risultato utile” che si desidera. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 25 / 27 I materiali • Per quanto riguarda i materiali da adoperare nel corso dell’attività occorre tenere presente che: – la scelta va fatta con una certa cura, tenendo conto delle condizioni di sicurezza; – essi vanno, preferibilmente, cercati fra gli oggetti familiari a bambini che devono essere sempre incoraggiati a partecipare attivamente alla realizzazione dell’attività, ricordando che l’appropriazione è parte fondamentale del processo di apprendimento. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 26 / 27 Il quaderno di laboratorio • Per quanto riguarda Il quaderno di laboratorio occorre tenere presente che: – sul fronte allievo: • vanno annotati aspetti salienti, ipotesi, congetture, procedure, disegni, grafici, misure, … (ad esempio, quali grandezze fisiche ha individuato, quali “capacità di fare” ha identificato in una certa situazione o in un certo giocattolo); – sul fronte docente: • il “diario di bordo” deve riportare la progettazione (scelta dei materiali (rigidità degli elastici o delle molle), misure eseguite, …); • le modalità di conduzione con il relativo razionale delle scelte operate (gioco, simulazione, esperimento, domande aperte, …); • le modalità di valutazione. Ivan Guastella - Università di Palermo Dipartimento di Fisica e Tecnologie Relative L'energia Laboratorio di Preparazione di Esperienze Didattiche 27 / 27 La valutazione • Per quanto riguarda la valutazione occorre tenere presente che: – deve riguardare solo pochi aspetti specifici relativi al concetto di energia; – sul fronte allievo: • verificare se il bambino identifica correttamente le grandezze che intervengono, come forze e spostamenti, dando alle forze il nome corretto; • verificare se i bambini hanno acquisito la prassi di esprimere correttamente le misure fatte specificando, oltre al numero, l’unità di misura usata; • verificare se separano correttamente i concetti di forza e di energia esprimendo ciascuna grandezza con le relative unità di misura; – sul fronte docente: • va valutata l‘offerta didattica, ovvero, la scelta, la preparazione, l’attacco, il linguaggio, la conduzione dell’attività, l’adeguatezza dei materiali usati, la riuscita generale. 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