Rassegna Stampa Gennaio 2012

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Rassegna Stampa Gennaio 2012
RASSEGNA ANICA CITAZIONI
Articoli dal 30/12/2011 al 31/01/2012
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INDICE
31/01/2012
31/01/2012 Il Messaggero - Nazionale
I doppiatori fanno la voce grossa contro lavoro nero ed evasione
12
30/01/2012
30/01/2012 La Repubblica - Affari Finanza
Megaupload, è battaglia voci di un ritorno in rete ma il fondatore smentisce
15
30/01/2012 Corriere.it
Acta, l'Ue aderisce al trattato anti-pirateria
16
29/01/2012
29/01/2012 Prima Comunicazione
2011 TV E RADIO/PARTE 2
18
29/01/2012 Prima Comunicazione
2011 TV E RADIO/PARTE 1
31
29/01/2012 Prima Comunicazione
2011 tv e radio
40
28/01/2012
28/01/2012 Corriere della Sera - ROMA
Il futuro nella formula del Kino
42
27/01/2012
27/01/2012 DailyMedia
1. Il commento di Riccardo Tozzi, Presidente ANICA*: il cinema italiano componente
dinamica del mercato
44
27/01/2012 DailyMedia
I commenti di Riccardo Tozzi (ANICA) e Lionello Cerri(ANEC)
45
27/01/2012 Il Nuovo di Parma
Nuove uscite tutte al mercoledì
46
26/01/2012
26/01/2012 Corriere.it 06:45
Acta, l'Ue aderisce al trattato anti-pirateria
48
26/01/2012 Corriere.it
Acta, l'Ue aderisce al trattato anti-pirateria Anonymous blocca il sito
dell'Europarlamento
49
26/01/2012 Panorama.it
Tesi a confronto sulla pirateria digitale - Nicotra vs Tozzi
50
26/01/2012 Corriere Adriatico - MACERATA
Fabrizio Failla in corsa al David
51
23/01/2012
23/01/2012 Dagospia
PIANGE IL BOTTEGHINO - TRA IL 20 E IL 27 DI OGNI MESE CALANO LE PRESENZE
NELLE SALE? E AURELIO DE LAURENTIIS RINVIA L'USCITA DEL NUOVO VERDONE
"POSTI IN PIEDI IN PARADISO", PREVISTA DA MESI PER IL 24 FEBBRAIO AL 2
MARZO - NON È SOLO LA CARENZA DI IDEE NUO
53
23/01/2012 Dagospia
PIANGE IL BOTTEGHINO - TRA IL 20 E IL 27 DI OGNI MESE CALANO LE PRESENZE
NELLE SALE? E AURELIO DE LAURENTIIS RINVIA L'USCITA DEL NUOVO VERDONE
"POSTI IN PIEDI IN PARADISO", PREVISTA DA MESI PER IL 24 FEBBRAIO AL 2
MARZO - NON È SOLO LA CARENZA DI IDEE NUO
55
22/01/2012
22/01/2012 Il Gazzettino - NAZIONALE
Caso Mediaset Ghedini: l'accusa non conosce il mercato tv
58
22/01/2012 Gazzetta del Sud
Ghedini: la Procura non conosce il mercato dei diritti tv
59
22/01/2012 La Provincia di Cremona
Processo Mediaset Un esperto della difesa «Accuse inconsistenti»
60
22/01/2012 Il Roma
Mediaset, esperti in aula
61
21/01/2012
21/01/2012 La Stampa - NAZIONALE
Nanni Moretti guida la giuria di Cannes
63
21/01/2012 Il Messaggero - METROPOLITANA
Cannes, Moretti guiderà la giuria «Onore ma anche responsabilità»
64
21/01/2012 Il Messaggero - Nazionale
Cannes, Moretti guiderà la giuria «Onore ma anche responsabilità»
65
21/01/2012 Il Secolo XIX
IL CINEMA SALTA LA FINE DEL MESE
66
21/01/2012 La Sicilia - Nazionale
Moretti presidente a Cannes
68
21/01/2012 Il Riformista - Nazionale
È Internet che affossa il cinema?
69
21/01/2012 Il Giornale - Nazionale
E Moretti a Cannes farà anche il presidente
70
21/01/2012 Libero - Nazionale
In manette l'uomo che ci fa scaricare i film
71
21/01/2012 L Unita - Nazionale
NANNI MORETTI MONSIEUR LE PRÉSIDENT
73
20/01/2012
20/01/2012 Key4Biz 07:30
ANICA: Riccardo Tozzi, 'Felice per nomina di Nanni Moretti a presidente di Giuria a
Cannes'
76
19/01/2012
19/01/2012 Key4Biz 07:30
Cinema, Richard Borg (Anica): 'Unificare giornata del biglietto a prezzo ridotto e
partire con campagna nazionale'
78
19/01/2012 Primaonline.it 03:07
CINEMA: BORG "CAMPAGNA PROMOZIONALE E UNIFICARE GIORNO BIGLIETTO
RIDOTTO"
79
19/01/2012 Il Secolo XIX
ITALIA, ADDIO OSCAR
80
19/01/2012 Il Giornale - Nazionale
«Terraferma» di Crialese buttato fuori dagli Oscar
81
18/01/2012
18/01/2012 Il Giornale di Vicenza
Quei gioielli "star" del cinema
83
17/01/2012
17/01/2012 ADN Kronos 10:11
Cinema: a Roma al via iscrizioni corso su distribuzione prodotto
85
17/01/2012 WallStreetItalia 10:10
Cinema: a Roma al via iscrizioni corso su distribuzione prodotto
86
17/01/2012 Key4Biz 02:00
Cinema, Lionello Cerri (Anec): 'Necessaria una migliore educazione all'immagine,
attraverso progetti adeguati'
87
17/01/2012 La Repubblica - Roma
Reja, tra il mercato e il big match "Ora con l'Inter senza paura"
89
17/01/2012 Il Messaggero - Nazionale
Festival di Roma nuovo ruolo per Müller
90
17/01/2012 Il Tempo - Roma
Trentacinque anni senza «Cecco»
91
17/01/2012 Dagospia
"OPERAZIONE MÜLLER": È FATTA! - ALE-DANNO E POLVERINI SI SONO
INVENTATI UN RUOLO A SORPRESA PER MARCO MULLER IN MODO DI FARLO
LAVORARE SUBITO PER IL FESTIVAL: DIVENTA "COORDINATORE", PRIMA CHE
DIRETTORE, PER MANDARLO IN GIRO TRANQUILLAMENTE A SPESE DEL FE
92
17/01/2012 Dagospia
MILANO APRE IN RIALZO. SPRINT DI UNICREDIT. SPREAD SOTTO 480 - BCE:
NUOVO RECORD PER DEPOSITI OVERNIGHT - AUTO EUROPA: -5,8%
IMMATRICOLAZIONI DICEMBRE, -15,6% GRUPPO FIAT - I DECLASSAMENTI DI
STANDARD & POOR'S
94
17/01/2012 Giornale di Brescia
Liberalizzazioni, Monti inflessibile: in settimana il decreto
98
17/01/2012 Eco di Bergamo
Liberalizzazioni, benzinai pronti a sette giorni di stop
99
17/01/2012 Unione Sarda
Benzinai, serrata di sette giorni
100
17/01/2012 La Sicilia - Nazionale
Okay alle liberalizzazioni: sette giorni di serrata dei benzinai
101
17/01/2012 L' Adige
Liberalizzazioni, è scontro
102
17/01/2012 Il Fatto Quotidiano - Nazionale
LIBERARIZZAZIONI Taxi e benzinai in rivolta
103
17/01/2012 Giornale dell'Umbria
Liberalizzazioni, il decreto entro venerdì
104
17/01/2012 Il Quotidiano di Calabria - Catanzaro
Arriva il dl, monta la protesta
105
17/01/2012 Il Quotidiano della Basilicata
Arriva il dl, monta la protesta
106
16/01/2012
16/01/2012 Key4Biz 07:30
Cinema, Carlo Bernaschi (ANEM): 'Mai come oggi l'industria unita per vincere la
sfida della modernizzazione'
108
16/01/2012 Key4Biz 04:00
Distribuzione del Prodotto Cinematografico, un Corso di Formazione a Roma
109
16/01/2012 ADN Kronos 00:43
Cinema: Roma, al via iscrizioni corso su distribuzione
110
16/01/2012 Pubblicita Italia
Se la tv salva il cinema...
111
16/01/2012 Bancaforte
Un investimento da Oscar
113
14/01/2012
14/01/2012 Il Nuovo Corriere Aretino
Il 2011 è l'anno dell'Italia al cinema
116
14/01/2012 Il Nuovo Corriere Viterbese
"Il 2011 è l'anno dell'Italia al cinema
117
13/01/2012
13/01/2012 ADN Kronos 12:26
''2011 è l'anno del cinema italiano''. Ma gli incassi vanno giù: -10%
119
13/01/2012 Key4Biz 07:30
ANICA: Riccardo Tozzi, 'Sulle nomine al Festival di Roma rispetto delle regole, delle
forme, e delle persone coinvolte'
120
13/01/2012 Pubblicitaitalia.it 05:30
Cinema, incassi in calo nel 2011. Ma crescono i film italiani
121
13/01/2012 Key4Biz 04:00
Richard Borg
122
13/01/2012 Key4Biz 04:00
Cinema: nel 2011 sono stati staccati 38 milioni di biglietti per film italiani. Per
Riccardo Tozzi (ANICA), 'Risultato straordinario'
123
13/01/2012 Corriere della Sera - NAZIONALE
Cinema, incassi giù del 10% ma si salva la commedia
124
13/01/2012 La Stampa - NAZIONALE
Festival di Roma Tozzi: «Rispettate regole e persone»
126
13/01/2012 Il Messaggero - Nazionale
Festival di Roma Müller più vicino
127
13/01/2012 Il Mattino - nazionale
Cinema, giù gli incassi magli italiani resistono
128
13/01/2012 Il Manifesto - Nazionale
La crisi arriva nelle sale: - 10% gli incassi. Tiene il cinema italiano
129
13/01/2012 Il Gazzettino - BELLUNO
"Vacanze di Natale a Cortina", il cinepanettone non ingrana
130
13/01/2012 Il Tempo - Nazionale
Calo incassi ma il cinema italiano tiene
131
13/01/2012 La Gazzetta Del Mezzogiorno - Nazionale
Il made in Italy non perde
132
13/01/2012 ItaliaOggi
Cinema, incassi giù del 10%
133
13/01/2012 La Sicilia - Nazionale
Cinema, calati incassi e presenze aumentati i film italiani ed europei
134
13/01/2012 Gazzetta del Sud
Incassi a meno 10% ma il cinema italiano si difende bene
135
13/01/2012 Il Cittadino di Lodi
Cinema, in calo gli incassi Ma decolla quello italiano
136
13/01/2012 Cronaca Qui Milano
Cinema, calano gli incassi Ma regge quello italiano
137
13/01/2012 Pubblicita Today
Cinema, incassi in calo nel 2011. Ma crescono i film italiani
138
13/01/2012 Il Fatto Quotidiano - Nazionale
BOTTEGHINO amaro: -10% di incassi al cinema P
139
13/01/2012 Brand News Today
Nelle sale incassi a -10%, ma i film italiani vanno bene
140
12/01/2012
12/01/2012 AGI 18:31
Titolo dell'articolo
142
12/01/2012 ANSA 17:36
Cinema: incassi 2011 calano del 10% ma l'Italia va
143
12/01/2012 AGI 13:34
CINEMA: BOTTEGHINO 2011, 5 ITALIANI NEI PRIMI 11; VINCE COMMEDIA
144
12/01/2012 ADN Kronos 07:34
Cinema: Cinetel, calano incassi ma regge quello italiano
145
12/01/2012 Key4Biz 07:30
2011: il cinema perde, ma in Italia no. Riccardo Tozzi (Anica): 'Aumentare l'offerta e
la qualità dei nostri film'
146
12/01/2012 Primaonline.it 01:25
CINEMA: TOZZI (ANICA), AUMENTARE OFFERTA CINEMA ITALIANO
147
12/01/2012 Affari Italiani 00:58
Cinema, italiani in testa Ma la crisi persiste
148
12/01/2012 ADN Kronos 00:51
Cinema: Richard Borg nuovo Presidente dei distributori italiani
149
12/01/2012 Primaonline.it 00:48
CINEMA: BOTTEGHINO 2011, 5 ITALIANI NEI PRIMI 11; VINCE COMMEDIA
150
12/01/2012 Il Tempo - Roma
L'Istituto Luce è salvo Patto con il Ministero
151
12/01/2012 Dagospia
1- LA PRESA DEL POTERE DEL NUOVO CINE-CESARE PARTIRÀ DA UNA MOSSA
CHE FARÀ RIZZARE I PELI DELLA SCHIENA DI VELTRONI E BETTINI: L'USCITA DEL
FESTIVAL DALLE SALE DELL'AUDITORIUM DI RENZO PIANO PER LIBERARSI
DELL'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA 2- SI PARLA DI MUL
152
12/01/2012 Dagospia
1- LA PRESA DEL POTERE DEL NUOVO CINE-CESARE PARTIRÀ DA UNA MOSSA
CHE FARÀ RIZZARE I PELI DELLA SCHIENA DI VELTRONI E BETTINI: L'USCITA DEL
FESTIVAL DALLE SALE DELL'AUDITORIUM DI RENZO PIANO PER LIBERARSI
DELL'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA 2- SI PARLA DI MUL
153
12/01/2012 Leggo
Re Cecconi, il film mai visto sulla tragedia
154
12/01/2012 DailyMedia
OGGI
155
11/01/2012
11/01/2012 Primaonline.it 05:58
CINECITTA': 54 DIPENDENTI AL MIBAC, ACCORDO CON SINDACATI
157
11/01/2012 MF - Fashion
GLI EVENTI DI VICENZAORO WINTER 2012
158
11/01/2012 DailyMedia
Gli appuntamenti della settimana
159
11/01/2012 Il Fatto Quotidiano - Nazionale
RAI TAGLIA E SCUCI
160
06/01/2012
06/01/2012 La Repubblica - Roma
I Cento autori "Sulle nomine del Festival troppa politica"
163
04/01/2012
04/01/2012 Il Messaggero - ROMA
Festival, ancora scontro su Müller la parola passa ai soci fondatori
165
04/01/2012 Dagospia
1- FESTIVAL DI ROMA: PROVE TECNICHE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL
CAMPIDOGLIO 2- IL PD DI BETTINI-ZINGARETTI VEDE SFUGGIRE LA PREDA (IL
FESTIVAL È UNA CUCCAGNA PER RACCATTARE CONSENSO, A PARTIRE DALLE
ASSUNZIONI DI AMICI E PARENTI: VERO BETTINI?) E SI
167
03/01/2012
03/01/2012 La Stampa - NAZIONALE
Processo al cinepanettone
170
03/01/2012 Il Messaggero - Nazionale
Contro la crisi sale e film innovativi
173
03/01/2012 Dagospia
CINEPANETTONE AVARIATO - FINE DI UN'EPOCA O FLESSIONE FISIOLOGICA?
NERI PARENTI NON MOLLA: "PRESTO PER FARGLI IL FUNERALE, MA DOBBIAMO
INTERCETTARE IL SESTO POTERE. I RAGAZZINI DAI 12 AI 17 ANNI, QUELLI CHE
TWITTANO, CHE POSTANO SU FB. IL SUCCESSO DEI SOL
174
30/12/2011
30/12/2011 La Repubblica - Nazionale
Festival di Roma, ora nel mirino la poltrona del presidente Rondi
178
30/12/2011 Dagospia
CINE-PESTIVAL - OGGI IL GRANDE VECCHIO RONDI CEDE SU MULLER AL POSTO
DI PIERA DETASSIS COME COMANDA IL DUPLEX ALE-DANNO-POLVERINI O SI
DIMETTE PER FAR POSTO A UN NUOVO PRESIDENTE (IN POLE PAOLO FERRARI
DELLA WARNER)? - ASPESI SI SCHIERA PRO-DETASSIS: "E S
179
30/12/2011 Dagospia
CINE-PESTIVAL - OGGI IL GRANDE VECCHIO RONDI CEDE SU MULLER AL POSTO
DI PIERA DETASSIS COME COMANDA IL DUPLEX ALE-DANNO-POLVERINI O SI
DIMETTE PER FAR POSTO A UN NUOVO PRESIDENTE (IN POLE PAOLO FERRARI
DELLA WARNER)? - ASPESI SI SCHIERA PRO-DETASSIS: "E S
181
31/01/2012
1 articolo
31/01/2012
Il Messaggero - Ed. Nazionale
Pag. 28
(diffusione:210842, tiratura:295190)
I doppiatori fanno la voce grossa contro lavoro nero ed evasione
«Mercato ormai selvaggio, servono regole e controlli» Prezzi stracciati grazie alla deregulation Le aziende:
concorrenza sleale
GLORIA SATTA
ROMA - Il doppiaggio fa la voce grossa. Mettiamo ordine in un settore dominato da irregolarità,
approssimazione, evasione: è l'imperativo che guida il rinnovo del contratto collettivo degli attori italiani
impegnati a dare la parola ai colleghi stranieri di cinema e tv. Sono un migliaio di professionisti, concentrati
soprattutto a Roma, e stamattina si riuniranno al Teatro Arcobaleno per discutere sul futuro di una categoria
che muove un business stimato tra i 60 e gli 80 milioni di euro all'anno. Nel doppiaggio, l'Italia è sempre stata
all'avanguardia. Il grande cinema americano di James Stewart, Errol Flynn, Rita Hayworth, Greta Garbo
venne introdotto da noi negli anni Trenta dalla virile voce di Gualtiero De Angelis e dal sublime birignao di
Tina Lattanzi. Nei Sessanta-Settanta il pubblico ha imparato ad amare De Niro e Stallone grazie al talento di
Ferruccio Amendola e si è invaghito di Woody Allen-Oreste Lionello. Oggi la gente conosce i doppiatori
superstar come Roberto Chevalier che dà la voce a Tom Cruise, Francesco Pannofino che parla per
Clooney, Luca Ward (Russel Crowe), Emanuela Rossi alter ego italiana di Nicole Kidman, Maria Pia Di Meo
in tandem con Meryl Streep. Per non parlare di Giancarlo Giannini, da sempre voce italiana di Al Pacino.
L'industria del doppiaggio, che sopravvive malgrado la crisi, tuttavia è tenuta in piedi da centinaia di attori
meno conosciuti che rendono commerciabili film, fiction, soap, cartoon. E tra le rivendicazioni della categoria
c'è l'adeguamento economico all'attuale costo della vita. «Ma l'aumento della paga non è la nostra battaglia
principale, anche se rappresentiamo manodopera altamente specializzata che ottiene ricavi minimi rispetto
agli utili che produce», afferma Danilo De Girolamo, leader dell'Anad, l'associazione in cui si riconoscono 300
doppiatori. «Noi pretendiamo innanzitutto trasparenza e controlli in un settore che lascia troppo spazio al
lavoro nero, all'evasione contributiva e fiscale». Per una ventina di imprese stimate che pagano la previdenza
e le tasse (solo alcuni tra i nomi più noti: Pumais, Cdc Sefit Group, Cast, Videosound, Technicolor Sound,
Juppiter, Logos, Merak Film, Studio PV...), ne esistono più del doppio che, scavalcando le regole, possono
permettersi di offrire prezzi stracciati. Doppiare un film medio costa trentamila euro? Chi lavora in nero ed
evade i contributi può fornire il prodotto a dieci-dodici. «Si tratta di concorrenza sleale in un mercato che è
diventato selvaggio», insorge Dario Viganò, presidente delle industrie tecniche dell'Anica e titolare dello
Studio PV. «Noi imprenditori siamo al fianco dei doppiatori nel chiedere il rispetto delle regole. E prezzi fissati
per smascherare il mondo sommerso che prospera grazie alla scorrettezza di certe imprese e alla
connivenza di lavoratori poco onesti. Quanto all'aumento delle tariffe, chiediamo di considerare questo
momento difficile in cui tutti dobbiamo fare sacrifici. Pretese esagerate porterebbero molte società a
chiudere». Che vadano esercitati controlli ferrei è d'accordo anche Maurizio Ancidoni, ad di Cdc Sefit Group
con studi in via Margutta. «Bisogna assolutamente mettere ordine in un settore in cui la deregulation regna
sovrana», afferma. Mentre molte aziende denunciano un nuovo pericolo: la diffusione dei broker che
s'inseriscono tra società di doppiaggio e committenti (grandi distribuzioni, reti tv) garantendo il prodotto finito,
con conseguente contrazione dei prezzi. Ma quanto guadagna un doppiatore? Difficile fare i calcoli: alla paga
base di 95 euro lordi per un turno di tre ore va sommato il numero di righe da recitare che varia da film a film,
da fiction a fiction. Un professionista collaudato arriva a 300 euro lordi per tre ore, mentre i big possono
aggiudicarsi, grazie ai contratti ad personam, dieci-quindicimila euro a film (una settimana o poco più di
lavoro). In discussione in questi giorni c'è anche la possibilità che i doppiatori si accordino direttamente con i
distributori cinematografici e con le tv. «E' un'ipotesi giuridicamente impraticabile», osserva Ancidoni, «senza
pensare che i nostri committenti non hanno nessuna voglia di occuparsi di doppiaggio. Il lavoro lo vogliono
chiavi in mano, ed eseguito a regola d'arte». Roberto Chevalier Francesco Pannofino Maria Pia Di Meo Luca
31/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
12
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
IL CASO Verso il rinnovo del contratto della categoria impegnata in cinema e tv
31/01/2012
Il Messaggero - Ed. Nazionale
Pag. 28
(diffusione:210842, tiratura:295190)
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Ward
Foto: Tom Cruise nel film Mission impossible 4 da poco doppiato
31/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
13
30/01/2012
2 articoli
30/01/2012
La Repubblica - Affari Finanza - N.3 - 30 Gennaio 2012
Pag. 28
(diffusione:581000)
SCHMITZ, L'EROE DEGLI INTERNAUTI ARRESTATO IN NUOVA ZELANDA, DAL CARCERE FA SAPERE
DI NON VOLER CEDERE ALLE PRESSIONI DEI 'PASDARAN' DELLA LIBERTÀ SUL WEB: IL MONDO
DEL FILE SHARING ATTENDE NUOVE NORME NEGLI USA E IN EUROPA
Vanessa Quinto
Respinge tutte le accuse Kim Schmitz: sia quelle di aver messo in piedi un impero illegale su Internet sia
quelle di contorno che parlano di auto sportive e di donne facili. Schmitz, fondatore e proprietario di
Megaupload, uno dei più grandi network di file sharing , chiuso dall'Fbi due settimane fa, è uno dei sette
indiziati dal Dipartimento di Giustizia con l'accusa di essere «responsabili di un'imponente organizzazione di
pirateria internazionale, relativa a diversi generi di copyright». Le cose per lui si mettono male: giovedì
scorso, il tribunale di Auckland in Nuova Zelanda, dove è stato arrestato, gli ha rifiutato la libertà su cauzione:
secondo l'accusa rischia 50 anni di carcere. La corte neozelandese si è riservata la richiesta di estradizione
negli Usa. Con la pirateria informatica lui e sette "complici" avrebbero generato oltre 175 milioni di dollari di
proventi illeciti e causato danni per oltre 500 milioni di dollari ai detentori dei diritti di autore. Il fondatore di
Megaupload ha in ogni caso fatto sapere, attraverso i suoi avvocati, di non voler riavviare in nessun caso
l'attività. Ha fondato il maggior servizio mondiale di streaming e file sharing sul web, creando tra l'altro
Megavideo, il tredicesimo sito più popolare del pianeta. Il funzionamento dei siti di file sharing è noto: ci si
collega alla pagina del servizio, si carica un file e si riceve un indirizzo dal quale altri utenti possono
scaricarlo. I motivi del successo sono chiari: con un clic si possono avere file di qualunque tipo, da quelli
legalmente autorizzati ai film in anteprima nelle sale. La replica del mondo del web, alla chiusura di
Megaupload, non si è fatta attendere: Anonymous, la comunità hacker più famosa al mondo, ha risposto
all'azione del governo attaccando in modo coordinato diversi siti con la tecnica del DDos Attack e
annunciando su Twitter il ritorno di Megaupload sotto un nuovo indirizzo. Tra i siti interessati dalla
rappresaglia, quelli della Warner Bros, dello stesso Fbi, altri siti del governo e di etichette discografiche.
L'azione di Anonymous si è inserita nel movimento, già in atto sul web proprio negli stessi giorni, contro le
proposte di legge Stop Online Piracy Act (Sopa) e Protect Ip Act (Pipa), che sono state prudentemente
accantonate dal Congresso. Ma la battaglia ormai è globale, anche perché proprio negli stessi giorni è partita
l'iniziativa antipirateria dell'Europa. La commissaria europea per le tecnologie, Neelie Kroes, ha peraltro
richiamato l'attenzione sul fatto che «l'azione delle autorità Usa impatta sugli utenti europei, anche quelli che
avevano usato legalmente Megaupload». Insomma, tutti contro tutti: per trovare un attimo di pausa fra le
polemiche, in questi giorni tutti i servizi di streaming e file sharing , non offrono un motore di ricerca per
cercare direttamente i file e, per questo motivo, attorno a questi servizi sono fioriti siti di supporto che offrono i
link dei contenuti più richiesti. I cyberlocker si autocensurano, temendo un effetto a catena dopo la chiusura di
Megaupload. In Italia cresce l'attenzione sul tema: «Siamo favorevoli alla chiusura di quei siti che sono
iniziative di business illegale», dice Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica. Ci si domanda come ci si debba
regolare in termini di globalizzazione, visto, ad esempio, che le regole Siae non sono rispettate in America. Il
paradosso di Internet: una piattaforma globale, accessibile a tutti, dove le informazioni e i server sono
soggetti alle azioni giudiziarie di singoli Paesi.
Foto: Il Ceo di Megaupload, Kim Schmitz: ha rassicurato le autorità Usa che non riaprirà il sito
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Megaupload, è battaglia voci di un ritorno in rete ma il fondatore
smentisce
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LA PROTESTA - Per Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, si tratta di un provvedimento «liberticida»,
che potrebbe avere «un impatto negativo sulla libertà di espressione, l'accesso alle medicine ma anche alla
cultura e alla conoscenza». I blog di settore ribollono, temendo la stretta sul copyright già annunciata dalle
proposte di legge americane Sopa e Pipa, e in Italia dall'emendamento Fava. Tom's hardware parla di
«guerra termonucleare alla pirateria». Fulvio Sarzana, sul suo blog sottolinea le ripercussioni negative che
un'applicazione estensiva delle nuove norme avrà sui soggetti più deboli, citando un caso estremo: «Acta
consentirà ad esempio di ottenere da un'Università Africana che studia un vaccino contro l'Aids il nominativo
dei ricercatori che lavorano alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a
procedimento per violazione di brevetto». Un altro avvocato specializzato in tematiche digitali, Marco
Scialdone, la pensa allo stesso modo: «I provider possono fornire dati solo ad autorità giudiziaria. La
tendenza è invece una sorta di privatizzazione della giustizia. E questo non è ammissibile».LA POSIZIONE
DEI PRODUTTORI - «Queste polemiche sono eccessive - argomento Enzo Mazza, presidente della
Federazione industria musicale italiana -. L'accordo con modifica nessuna norma comunitaria o italiana ma
armonizza solo le procedure per rendere più efficace la lotta alla pirateria e alla contraffazione posta in
essere da organizzazioni criminali come Megaupload o dalla camorra». Parere condiviso da Riccardo Tozzi,
presidente dell'Anica: «La legge deve assolutamente proteggere la libertà d'espressione in rete - premette il
leader dei produttori cinematografici in un comunicato diffuso sul sito dell'associazione - allo stesso tempo,
però, servono regole per garantirci tutela da chi usa a scopi commerciali opere intere».Antonio Castaldo
Twitter @gorazio26 gennaio 2012 (modifica il 27 gennaio 2012)© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Acta, l'Ue aderisce al trattato anti-pirateria
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3 articoli
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2011 TV E RADIO/PARTE 2
L'Agcom sanziona anche 'Tg4' e Sky - Una sanzione da lOOmila euro al Tg4 e una dello stesso importo a
Sky, per "inadeguata osservanza degli ordini impartiti" martedì scorso in materia di par condicio: sono le
decisioni adottate daU'Agcom dopo aver esaminato i dati del monitoraggio delle giornate di mercoledì 11 e
giovedì 12 maggio e gli esposti pervenuti (13 maggio). Accordo Santoro-Rai Michele Santoro abbandona il
suo ruolo di dipendente della Rai e si prepara a un futuro di collaboratore esterno con un accordo milionario
(si parla di una buona uscita di 10 milioni). Il Cda (7 voti a favore e 2 astenuti) ha approvato un accordo
quadro per la "risoluzione consensuale" del rapporto di lavoro di Santoro. L'intesa prevede la realizzazione di
nuovi progetti editoriali che "verranno realizzati da Santoro nei prossimi due anni". "Prendo atto con
soddisfazione delle decisioni che mi riguardano, proposte dal direttore generale e assunte di fatto
all'unanimità dal Cda della Rai, che mi potranno consentire di sperimentare nuovi formati televisivi", ha
commentato Santoro, "convinto come sono di aver agito ancora una volta nell'interesse del pubblico". La
notizia dell'addio spiazza colleghi, fan e la redazione di 'Annozero' (18 maggio). Sgarbi debutta ed è subito
flop - Risultati catastrofici per la prima puntata di 'Ci tocca anche Vittorio Sgarbi', in prima serata su Raiuno.
Circa due milioni di telespettatori: la metà di quello che la rete realizza abitualmente in quella fascia oraria. E
Viale Mazzini decide lo stop immediato (18 maasio). Polemiche sull'uscita di Santoro - Attaccchi dei politici
sull'uscita di Santoro e sulla buonuscita milionaria: Roberto Rao (Udc) parla di violazione "del portafoglio dei
contribuenti" che "dal giorno alla notte si vedono privati di una trasmissione di grande successo". Massimo
Donadi (Idv) considera immorale che "i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo di stare
tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali telefonate di Berlusconi per fermare 'Annozero'". Per
Raffaele Bonanni l'incentivazione milionaria "è un'ingiustizia e una contraddizione in una stagione di rigore"
(19 maggio). Current Tv: 'Sky ci cancella' - "Dagli Stati Uniti hanno ordinato a Sky di cancellare il nostro
canale perché abbiamo appena scritturato un giornalista indipendente molto critico nei confronti di Murdoch":
lo denuncia Al Gore, fondatore sei anni fa con Joel Hyatt di Current Tv. Da parte sua, Sky ribatte che la
decisione non è politica ed è dovuta semplicemente a un contratto scaduto, sul cui rinnovo non è stato
trovato un accordo (19 maggio). Sitcom ricapitalizza II 28 giugno l'assemblea dei soci della media company
guidata da Valter La Tona metterà all'ordine del giorno una ricapitalizzazione da un milione di euro.
L'operazione serve a ripianare i buchi lasciati da alcune sfortunate iniziative, tra cui Nuvolari Magazine e il
canale digitale My Tv, entrambi chiusi (20 maggio). Addio a Morrione Avrebbe compiuto 70 anni tra pochi
giorni il giornalista Roberto Morrione, una carriera tutta alla Rai dove iniziò a lavorare nel 1962 a fianco di
Enzo Biagi. Nel 1999 aveva fondato, insieme a Michele Mezza, Rainews, che ha diretto per oltre sette anni
fino alla pensione (20 maggio). Premier a reti unificate, l'Agcom multa i tg - L'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni ha deliberato, a maggioranza, di sanzionare Tgl e Tg4 con la multa massima prevista dalla
legge, 258.230 euro, in quanto recidivi, e di sanzionare con lOOmila euro ciascuno Tg2, Tg5 e Studio Aperto.
Motivo: "La situazione determinatasi nella serata di venerdì 20 maggio, nella quale si è avuta la trasmissione,
in prime time, da parte dei notiziari Tgl, Tgl, Tg5, Tg4 e Studio Aperto, di interviste al presidente del
Consiglio". A una settimana dal ballottaggio per le amministrative, Berlusconi era stato interpellato in qualità
di leader del Pdl sulle elezioni ed era apparso seduto alla scrivania e con il logo del partito in bella evidenza
(24 maggio). Addio a Biagio Agnes - L'ex direttore generale della Rai muore a 82 anni. Attualmente era
direttore della Scuola di giornalismo dell'università di Salerno. Entrato in Rai nel 1958, inventore del tg delle
13,30 con i giornalisti in video; ideatore della terza rete Rai, e anche di programmi di grande successo come
'Checkup', è stato direttore generale della Rai dal 1982 al 1990 per poi presiedere la Stet e Telemontecarlo
(29 maggio). Premier a reti unificate, indagati Berlusconi e direttori - La Procura di Roma ha iscritto nel
registro degli indagati il presidente del Consi| glio, Silvio Berlusconi, i direttori del Tgl, Augusto Minzolini, e
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quello ad interim del Tgl, Mario De Scalzi, per abuso di ufficio. I fatti si riferiscono al video delle interviste al
premier trasmesse il 20 maggio scorso (30 maggio). Uno Zaino per Radio 19 - Da fine maggio Roberto Zaino
assume l'incarico di station manager di Radio 19 e Radio 19 ! Sound, emittenti liguri che fanno capo al
Gruppo Editoriale Perrone. Manager radiofonico di esperienza, Zaino in precedenza ha ricoperto incarichi di
vertice in Rtl 102.5 e Class Editori (30 maggio). Nuovo assetto organizzativo per Mediaset Per ottimizzare
risorse e competenze Mediaset ha varato un nuovo assetto organizzativo. Federico Di Chio, veterano del
gruppo, lascia il ruolo di vice direttore Business Pay (cioè Mediaset Premium) per diventare vice direttore
generale Contenuti di Rti, con delega al Coordinamento dei palinsesti a fianco di Ales! sandro Salem. Di
Chio, che lascia il testimone a Marco Leonardi, direttore Contenuti e marketing Premium, dovrà occuparsi
della valorizzazione dei nuovi canali tematici in chiaro, sempre più importanti per coprire tutti i segmenti e le
nicchie di pubblico, tentando di non cannibalizzare i canali generalisti. Giovanni Modina, già vice direttore
generale Contenuti di Rti, assume il ruolo di vice direttore generale Gestione diritti, alle dirette dipendenze
dell'amministratore delegato, Marco Giordani (1° giugno). ; Fassino sceglie Braccialarghe - Piero Fassino,
neo sindaco di Tori- ; no, ha scelto Maurizio Braccialarghe, direttore del Centro di produzione Rai nel
capoluogo piemontese (che mantiene l'incarico), come assessore alla Cultura della sua giunta (2 giugno). :
Santoro lascia la Rai Lo annuncia una nota di Viale Mazzini in cui si ; precisa che le parti "han- ; no
convenuto di risolvere I il rapporto di lavoro, ri- ; servandosi di valutare in ; futuro altre e diverse forme di
collaborazione". L'accordo consensuale prevede una buonuscita (7 giugno). Santoro, bilancio su 'Annozero' Nel corso di un'intervista a Raitre Michele Santoro ha sostenuto che "per 15 volte quest'anno 'Annozero' è i
stato il programma più visto. Ha il 21% di share su una rete che fa il 9% ! di media. La pubblicità è ; in
crescita del 20% con la ! Rai che invece perde il 20% di pubblicità. I dati sono tutti positivi". Sulla buonuscita
da 2,3 milioni di euro ha replicato: "Vado via con quello che qualunque altro dipendente può ottenere per
disposizione del Cda, cioè 30 mensilità" (8 giugno). Corrado Guzzanti ritorna in tivù grazie a Sky - A nove
anni dal suo ultimo show su Raitre 'Fascisti su Marte' il ritorno in grande stile di Corrado Guzzanti con
'Aniene' su Sky Uno è premiato da un ascolto record per la pay tv: 868mila spettatori incluso l'ascolto differito
(9 giugno). La Nazionale resta in Rai - II presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il presidente della Figc,
Giancarlo Abete, rinnovano l'accordo per il quadriennio 201 1-14 per la trasmissione in esclusiva sulla
televisione pubblica s delle partite della Nazionale italiana di calcio (10 | giugno). ! Uci Italia cresce - La
società di cui è ammini• stratore delegato Andrea Stratta acquisisce sette multiplex di Giometti Cinema
assicurandosi i 51 schermi nel Centro Italia. Il circuito cinematografico italiano di Odeon & Uci Cinemas sale
così a 39 multiplex e 420 schermi (13 giui gno). Raitre, approvati palinsesti e programmi Dopo la lettera di
Fabio Fazio a Repubblica, in cui il conduttore di 'Che tempo che fa' lamentava i ritardi della Rai nella
conferma della sua trasmissione nella prossima stagione, il Cda ha approvato i palinsesti autunnali che
vedono la presenza dei programmi di punta di Raitre, tra cui 'Che tempo che fa', 'Ballarò', 'Parla con me' e
'Report' (13 giugno). Sentenza a favore di Mediaset nella causa contro Italia On Line II Tribunale di Milano ha
accolto le tesi di Mediaset nella causa contro Italia On Line, la società a cui faceva capo il portale Libero.it,
ora Libero srl. Il Tribunale ha vietato l'ulteriore diffusione dei video di Mediaset sul sito Video.libero.it,
condannando Italia On Line a rimuovere dal portale i video e fissando una penale di 250 euro per ogni video
e per ogni giorno di illecita diffusione (15 giugno). Mediaset prima tivù italiana - Nel 2010 Mediaset torna il
primo operatore televisivo per ricavi con il 30,9% del totale grazie a una crescita dell'8,1% rispetto al 2009. Si
colloca davanti a Sky che risulta seconda con il 29,3% dei ricavi, in crescita dell'I,8%. È quanto emerge dalla
Relazione 2011 dell'Agcom al Parlamento. L'anno precedente Sky era risultato il primo operatore con ricavi
per 2.583 milioni di euro contro i 2.562 milioni di Mediaset. Nel 2010 Mediaset ha raggiunto i 2.770 milioni di
ricavi contro i 2.630 di Sky. La Rai è al terzo posto con il 28,5% dei ricavi, pari a 2.553 milioni, con una
crescita del 2,5% (16 giugno). Nomine Rai, nuova fumata nera - II direttore generale Lorenza Lei ha
rimandato un corposo pacchetto di nomine che comprendeva anche la proposta della direzione del Tal a
Susanna Petruni. Una decisione che ha raccolto consensi da più parti (16 giugno). Audiradio a rischio li- '
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quidazione - Questa j l'ipotesi più praticabile se i soci non dovessero ! approvare il bilancio ! 2010 della
società pre- j sieduta da Vincenzo Vitelli entro martedì 21 j giugno, ultima data fissata per trovare un accordo.
Rtl 102.5, Rds e Fi- i nelco sono tra gli editori ; privati che ancora non hanno approvato il bilancio in segno di
protesta j verso una società che da oltre un anno e mezzo ' non è in grado di fornire dati di audience naziona> li (16 giugno). ' La P4 e la Rai - I rapporti di Luigi Bisignani : ! con i mass media "costituiscono uno dei punti
di : rilievo che caratterizzano ; l'attività del sodalizio Papa-Bisignani". Lo scrivo- j no i pm Henry John |
Woodcock e Francesco ; Curcio in un paragrafo ! della richiesta di misura j cautelare nell'ambito dell'inchiesta
sulla P4. ; "Se per le notizie scanda- ! listiche viene utilizzato j Dagospia dal gruppo Papa-Bisignani, i rapporti
con la Rai costituiscono j un momento rilevante nella strategia mediatica del gruppo". Nella richie- , sta i pm
riportano il verbale delle dichiarazioni rese dall'ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, definendole
"sintomatiche del potere di in- j cidenza e condiziona- j mento esercitato da Bisi- i gnani sull'azienda che
gèstisce il servizio pubblico di informazione radiotelevisiva" (18 giugno). Bisignani e la Rai Fiorenza Sarzanini
sul Corsera scrive di intercettazioni e interrogatori che confermano come Bisignani fosse diventato una sorta
di direttore generale 'ombra' della Rai. È lui stesso ad ammettere in un interrogatorio: "Mi interessavo delle
vicende televisive perché sono sempre stato convinto che Masi non fosse la persona giusta per quel ruolo".
Tra le contestazioni a Bisignani c'è tra l'altro quella di aver rivelato a Masi notizie sull'inchiesta avviata a Trani
sulle pressioni del presidente Silvio Berlusconi sui componenti dell'Agcom per ottenere la chiusura di
'Annozero'. Un altro referente di Bisignani sulle vicende Rai è l'avvocato Salvatore Lo Giudice, direttore Affari
legali a Viale Mazzini (19 giugno). Babel Tv e i nuovi italiani - Babel da novembre 2010 trasmette sul canale
141 della piattaforma satellitare di Sky ed è l'unica tivù che si rivolge alla comunità degli immigrati in Italia. E
lo fa con i linguaggi dell'intrattenimento. "Gli stranieri regolari sono cinque milioni, rappresentano il 10% della
popolazione attiva con tassi di occupazione più elevati della media italiana, producono il 12% del Pii e
pagano 7 miliardi di contributi Inps", sottolinea l'editore Bruno Pellegrini (20 giugno). Radio Italia punta sul
digitale - Attorno a Radioltalia.it l'editore Mario Valenti ha messo in piedi una piattaforma web e mobile che
sfrutta l'enorme database di contenuti foto, audio e video di concerti e backstage, raccolto in ! trent'anni di
attività, attraverso cui si racconta passato e presente della musica italiana. Inoltre, in palinsesto viene
introdotta la doppia conduzione (20 giugno). Sky, Scrosati riorganizza la squadra - Cambiamenti nell'area
Programming & Promotions guidata da Andrea Scrosati dove arriva Fabrizio Salini come nuovo direttore
Entertainmenl & Cinema, mentre Nils Hartmann assume la direzione Originai productions. Sotto la
responsabilità di Scrosati passa anche Cielo, il canale digitale terrestre diretto da Susan Wakefield.
Completano il team Francesca Folda, responsabile di Sky.it, e Carlo Rossanigo, da cui dipendono le
Relazioni esterne. Con il passaggio a Sky di Salini, ex vice president Entertainment di Fox Channels, la guida
dei canali Fox, Fox Life e Fox Crime viene assunta ad interim dall'amministratore delegato di Fox Channels
Italy Diego Londono (20 giugno). Varetto direttore di 'Sky Tg24' - Sarah Varetto è il nuovo direttore di Sky
Tg24. Firmerà il telegiornale a partire dal 4 luglio. Emilio Carelli, che ha fondato Sky Tg24 nel 2003 e lo ha
guidato in questi otto anni, torna in video alla conduzione di un talk show quotidiano, serale, di
approfondimento politico. Trentanove anni, sposata con il giornalista Salvo Sottile, madre di due figli, Varetto
ha lavorato alla Rai, prima a 'Italia-Maastricht' su Raitre, e in seguito a 'I nostri soldi' (Raidue) con Alan
Friedman (21 giugno). Masi, Bisignani e 'Vieni via con me' - Tra le intercettazioni telefoniche dell'inchiesta su
Luigi Bisignani, pubblicate dall'Espresso, c'è anche una telefonata a Mauro Masi all'indomani della prima
puntata di 'Vieni via con me' (2010) in cui il direttore generale della Rai prevede compiaciuto il 10% di share i
per la trasmissione di Fazio e Saviano, che invece arriva al 25% con punte del 32%, risultato mai raggiunto
prima su Raitre. Masi: "Eh, questi fanno il 10%, perché veramente non si può guardare". Bisignani:
"Noiosissimo. Lui (Saviano) | poi televisivamente è zero, eh..." (24 giugno). 'Tg2', Marceììo Masi direttore ad
interini i Marcello Masi è il nuovo direttore ad interim del Tg2, come ha deciso all'unanimità il Cda Rai
accogliendo la proposta formulata dal direttore generale Lorenza Lei. Marcello Masi prende il posto di Mario
De Scalzi (25 giugno). Bassetti e Spee al vertice di Endemol - Ynon Kreiz si dimette da chairman e ceo di
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Endemol. La direzione delle attività passa ad interim a Marco Bassetti, che da presidente non executive
diventa presidente executive, e al chief executive officer Just Spee (25 giugno). Simona Ventura a Sky - La
conduttrice di 'Quelli che il calcio' e dell'Isola dei famosi' lascia Raidue ; e approda a Sky con un accordo in
esclusiva per due anni. Il primo impegno di Simona Ventura sarà 'X Factor', format già utilizzato dalla Rai e
che ora sarà uno dei programmi di punta del LUGLIO prossimo autunno sulla pay tv (29 giugno). SantoroLa7, interrotte le trattative - Dopo il rincorrersi d'indiscrezioni sull'arrivo di Michele Santoro a La7, arriva
l'annuncio in una nota dell'emittente televisiva: gli incontri si sono interrotti "a causa di inconciliabili posizioni
riguardo alla gestione operativa dei rapporti tra autore ed editore" (30 giugno). Annunziata minaccia di
lasciare la Rai - Lucia Annunziata, conduttrice di 'In 1/2 h' su Raitre, ha deciso di dimettersi dopo le polemiche
con il direttore della rete, Paolo Ruffini (1° luglio). Fine trasmissioni per Fx e Nat Geo Music - II 1° luglio su
Sky cessano le trasmissioni dei canali Fox Fx, dedicato a un target maschile, nato nel 2006, e Nat Geo
Music, specializzato in documentari musicali e culturali (1° luglio). Canciani dirige la sede Rai della Liguria
Renzo Canciani arriva alla guida della sede Rai della Liguria al posto di Victor Balestreri, che aveva lasciato
nell'ottobre 2010. In Rai dal 1987, Canciani è stato anche responsabile della direzione Comunicazione,
relazioni esterne e ufficio stampa della sede di Milano (2 luglio). Sky cancella Mediaset Plus - Sky Italia
interrompe la trasmissione del canale che ripropone il meglio dei programmi Mediaset per "gravi
inadempimenti contrattuali di Rti" (2 luglio). Debutta Italia 2 Sul digitale terrestre partono Je trasmissioni di
Italia 2, canale tematico free di Mediaset dedicato a un pubblico maschile tra i 15 e i 34 anni. Il canale,
concorrente di Rai 4, è diretto dal direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi (4 luglio). È morto Enrico Manca - L'ex
presidente della Rai aveva 79 anni. Esponente del Partito socialista italiano, fu deputato dal 1972 al 1994 e
ministro del Commercio con l'estero. Alla presidenza della Rai era rimasto dal 1986 al 1992, fino al crollo del
Psi (5 luglio). Annunziata rimane in Rai - Dopo giorni di tensioni, accuse e l'annuncio delle dimissioni da parte
di Lucia Annunziata, c'è stato l'incontro pacificatore tra la giornalista e il direttore di Raitre, Paolo Ruffini (5
luglio). Switchover Media vince tra i kids - Al suo secondo anno di attività la società televisiva fondata nel
2009 da Francesco Nespega, Giorgio Rossi, Giuliano Tranquilli e Annalisa Muratori si conferma leader del
mercato kids con i canali K2 e Frisbee (5 luglio). A Leone l'intrattenimento Rai - Giancarlo Leone è nominato
alla direzione Intrattenimento Rai. L'operazione fa parte della riorganizzazione del direttore generale Lorenza
Lei alla quale va l'interim della vice direzione generale Digitale terrestre e Strategie multipiattaforma che
faceva capo a Leone. Al nuovo direttore Intrattenimento I sono affidati i compiti di i realizzazione e di
produzione, nonché la cura dei rapporti con produttori esterni, altri interlocutori del mercato e strutture di
produzione. Leone è in i Rai dal 1983 (7 luglio). Sì del Cda Rai al conI tratto con deroga di Fazio - Con il voto
contrario I di Giovanna Bianchi Clerici e l'astensione di Antonio Verro, il Cda di Viale Mazzini rinnova per tre
anni il il contratto di Fabio Fazio. Ma, in deroga all'esclusiva con la Rai, Fazio potrà realizzare su La7 a mag:
gio, al termine della messa in onda di 'Che tempo che fa', quattro puntate di un programma simile a 'Vieni |
via con me' in coppia con Roberto Saviano (7 lui glio). Parte il beauty conte; st - II ministero dello Sviluppo
economico guidato da Paolo Romani pubblica il bando di gara e il disciplinare per la gara di assegnazione dei
sei multiplex che permetterà a nuovi soggetti di trasmettere sul digitale terrestre (8 luglio). Verso l'accordo sui
diritti del calcio - La Lega di Serie A presieduta da Maurizio Beretta approva le linee guida per la vendita dei
diritti nel triennio 2012-2015. Approvata la ripartizione in base al peso dell'Auditel di 197 milioni di euro (8
luglio). Audiradio si scioglie J L'assemblea straordina! ria di Audiradio ha av| viato il procedimento di messa in
liquidazione ufficiale della società, con la nomina di un collegio di tre liquidatori che va a sostituire il Cda. Il
mercato pubblicitario resterà quindi ancora sen> za un sistema di rilevazione dei dati, con il ri1 schio che il
mezzo radio sia penalizzato negli in| vestimenti (11 luglio). ! Rai, scontro Garim- , berti-Minzolini - II Cda ,
della Rai ha messo all'ordine del giorno una riflessione complessiva dopo il calo di audience del Tgl. Per il
presidente Paolo ; Garimberti "non è più so- I lo questione di pluralismo". Risposta del direttore del tg
Minzolini: j "Fossi in lui mi preoccuperei di Raiuno". La controreplica: "Pensi a fare bene il suo lavoro" (12 lu- ,
glio). Class insiste sulla pay radio - Dopo averci prò- ! vaio alleandosi con il ; gruppo americano Worldspace,
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successivamente fallito, Class Edi! tori firma un accordo , con Solaris Mobile (joint venture Ses Astra e
Eutelsat) per lo sviluppo di : servizi radiofonici digitali. Il vice presidente di Class Editori, Luca Panerai,
annuncia per ottobre j a Milano una fase di test per le trasmissioni di pay : radio (12 luglio). Murdoch ritira
l'offerta per BSkyB - Dopo gli arresti e le polemiche < seguite alla scoperta delle intercettazioni illegali 1 del
tabloid inglese News of thè World del gruppo Murdoch, la News Corp ha deciso di ritirare l'offerta di acquisto
della maggioranza della pay tv i BSkyB. Il primo ministro Cameron ha detto che i "questa società non deve
pensare alle acquisizioni, ma a rimettere ordine al suo interno" (13 luglio). . Addio a Leo Kirch - II tycoon
tedesco è scom- | parso a 84 anni. Da tempo soffriva di diabete. Per molto tempo alleato di Berlusconi, Kirch
ha costruito il suo impero mediatico (tivù, secondo azionista del gruppo Springer) iniziando con i guadagni
derivati dai diritti cinematografici della , 'Strada' di Fellini (15 luglio). Mockridge lascia Sky Italia - Tom
Mockridge lascia Skv Italia, che ha gestito dalla sua fondazione, per passare al capezzale di News
International, in coma per lo scandalo delle intercettazioni. La responsabilità della società di News Corp
passa ad interini a Laura Cioli, chief operating officer di Sky Italia dal settembre 2008, e a Domenico
Labianca, chief finance officer (15 luglio). Nasce il Discovery Adsales Team - Giuliano Cipriani è nominato
direttore generale pubblicità di Discovery Adsales Team, nuova struttura commerciale guidata da Andrea
Castellari, vice president distribution and advertising e presidente di pubblicità di Discovery Italia. La raccolta
dei canali italiani del gruppo Discovery passerà da Pk alla nuova concessionaria interna dal 2012 (19 luglio).
Berlusconi indagato per le pressioni contro Santoro - L'ipotesi di reato è abuso d'ufficio per aver fatto
pressioni per la chiusura di 'Annozero'. Iscritti nel registro degli indagati anche l'ex commissario Agcom
Giancarlo Innocenzi e l'ex direttore generale della Rai Mauro Masi (20 luglio). La Polverini non molla la fiction
- Dopo molte esitazioni la presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha deciso di finanziare l'edizione
2011 di RomaFictionFest che cambia location (Auditorium Parco della Musica) e data, non più a luglio come
di consueto, ma dal 25 al 30 settembre (22 luglio). Raidue, D'Alessandro nuovo direttore - Massimo Liofredi
va a Rai Ragazzi (Rai YoYo e Rai Gulp) e la sua poltrona di direttore di Raidue passa a Pasquale
D'Alessandro. Hanno votato a favore del cambio Paolo Garimberti, Guglielmo Rositani, Giovanna Bianchi
Clerici, Alessio Gorla e Giorgio Van Straten, consigliere in quota Pd il cui voto è stato determinante. Non
hanno invece preso parte alla votazione i consiglieri Nino Rizzo Nervo (Pd), Rodolfo De Laurentiis (Udc) e
Antonio Verro (Pdl), mentre risultava assente il consigliere Angelo Maria Petroni, rappresentante
dell'azionista di riferimento Rai (26 luglio). Nella stessa seduta il Cda ha confermato Carlo Freccerò alla
direzione di Rai 4 e nominato Massimo Ferrano alla direzione di Rai 5, Silvia Calandrelli a Rai Educational e
Alessandro Zucca al Coordinamento delle sedi regionali (26 luglio). De Scalzi vice al 'Tg5' - Da oggi Mario De
Scalzi, 58 anni, già vice direttore del Tg2, è il nuovo vice direttore del Tg5. Andrà a rafforzare la prima linea
del telegiornale della rete ammiraglia Mediaset, insieme ad Andrea Pucci, Enrico RonAGOSTO doni, Andrea
Pamparana, Toni Capitozzo e Cesara Buonamici (26 luglio). Mediaset deve rimborsare gli aiuti per i decoder
- La Corte europea conferma che Mediaset dovrà restituire i soldi allo Stato. Nel secondo e ultimo grado di
giudizio è stato respinto il ricorso presentato dopo la sentenza dell'anno scorso (28 luglio). Sì alla tutela
legale, 'Report' si farà - Dopo settimane di incertezza, il Cda della Rai ha dato il via libera alla tutela legale per
'Report' di Milena Gabanelli, che quindi tornerà in onda su Raitre in autunno (28 luglio). Zappia al vertice di
Sky Italia - È Andrea Zappia il nuovo amministratore delegato di Sky Italia. Sostituisce Tom Mockridge,
chiamato da Murdoch al posto di Rebekah Brooks alla guida di News International, la filiale britannica di
News Corp coinvolta nello scandalo delle intercettazioni. Attualmente managing director e customer group di
BSkyB, Zappia, nato a Tripoli nel 1963 ma cresciuto a Bologna, laureato in economia e commercio, è entrato
nel gruppo britannico nel febbraio 2010. Dal 2003 al 2007 è stato vice president, marketing, promotion e
business development di Sky (2 agosto). Digitale terrestre, nuovo colpo di scena II Consiglio di Stato
sospende d'urgenza la decisione che annullava la delibera dell'Agcom sull'ordinamento dei canali tivù.
Accolto il ricorso di Authority e ministero dello Sviluppo economico. Fermata la rivoluzione sui telecomtmdi (3
agosto). Paolo Ruffini lascia Raitre per La7 - Paolo Ruffini formalizza le sue dimissioni dalla Rai e accetta la
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proposta dell'ad di TI Media Giovanni Stella di assumere la direzione di La7. In base agli accordi resterà in
carica a Raitre fino al 10 ottobre quando si insedierà a La7 (6 agosto). 'TgCom24' debutta il 28 novembre Lunedì 28 novembre 2011 sarà il primo giorno di TgCom24 sul digitale terrestre. Il logo del nuovo canale ali
news di Mediaset sarà lo stesso di quello del sito d'informazione www.tgcom.mediaset.it e avrà anche gli
stessi colori (10 agosto). Frequenze tivù, niente asta - A differenza di quanto avvenuto per la telefonia mobile
(l'asta delle frequenze 4G ha superato i 3 miliardi di euro), quelle televisive continueranno a essere
assegnate attraverso il beauty contest, cioè in base a una serie di requisiti tecnici e commerciali che vanno
dal numero dei dipendenti al possesso di impianti per la trasmissione in chiaro, che di fatto favoriscono i
maggiori broadcaster. La disposizione è contenuta nella manovra economica di aggiustamento dei conti
pubblici (20 agosto). Porro sull"Onda' di La7 - Nicola Porro, vice direttore del Giornale, farà parte come
collaboratore della nuova squadra di La7 a partire dalla stagione autunnale. Il giornalista dal 17 settembre
condurrà 'In onda' insieme a Luca Telese, in prima serata il sabato e la domenica, giorni di pausa di 'Otto e
mezzo'. Porro sostituisce Luisella Costamagna, a cui sarebbe stata offerta un'altra collocazione (22 agosto).
Real Time gira la boa dell'1% di share - Dopo aver toccato a giugno e luglio l'l% di share media, risultato
importantissimo sul fronte commerciale, il canale italiano di Discovery Networks Europe (gruppo guidato da
Marinella Soldi) il 31 agosto registra il suo record di ascolti pari all'I,61% (31 agosto). TI Media e Sky ricorrono
al Tar per gara assegnazione multiplex Sulla gara avviata dal ministero per lo Sviluppo economico relativa
all'assegnazione di cinque multiplex per la televisione digitale terrestre incombe l'incognita del Tar. La
protesta di TI Media è legala anche alla delibera Agcom che ha collocato la società tra i partecipanti
all'assegnazione delle frequenze del blocco B con Mediaset e Rai: tre competitor per due soli multiplex.
Anche Sky Italia, inserita con gli operatori locali nel blocco A (tre multiplex), ha impugnato la delibera
dell'Autorità per le tic e relativa proprio alla gara (1° settembre). Nuove nomine a Fox II gruppo avvia una
importante riorganizzazione approvando una serie di nomine e costituendo nuovi dipartimenti. Alessandro
Tucci viene nominato generai manager di Fox International Channels Africa con sede a Johannesburg.
Varato anche il nuovo dipartimento Channels services con a capo il senior vice president Sherin Salvetti.
Riorganizzate e accorpate in un unico dipartimento le aree marketing, ad sales e research sotto la guida di
Alessandro Militi, che diventa responsabile anche dell'area factory, la business unit dedicata al branded
entertainment. Per quanto riguarda l'area digitai Francesco Barbarani diventa head of .Fox Networks &
digitai. Infine, Mauro Panella diventa head of broadcast operations, it e facilities, Donatella Colantoni prende
la responsabilità delle risorse umane (8 settembre). LatteMiele si allarga in Emilia Romagna Dal 9 settembre
il circuito radiofonico che fa capo a Franco Mignani allarga la copertura del suo segnale alle province di
Modena e di Reggio Emilia (9 settembre). Radio Italia si rinnova - Con il palinsesto autunnale l'editore Mario
Volanti introduce alcune importanti novità in Radio Italia. Tra queste, l'arrivo dei conduttori Paoletta e Patrick
e soprattutto il cambio di collocazione oraria, dopo 28 anni, della storica 'Classifica italiana', punto di
riferimento per milioni di ascoltatori (12 settembre). I 'Comizi d'amore' di Santoro - Michele Santoro promette
di rivoluzionare il mercato televisivo italiano con il nuovo programma 'Comizi d'amore'. Venticinque puntate in
onda da fine ottobre su un network di tivù locali su digitale e sulla piattaforma Sky, ma anche sul web, sul
modello di 'Raiperunanotte' e 'Tuttiinpiedi'. Alla base del progetto un'associazione non profit, che si chiamerà
'Servizio pubblico' di cui possono far parte i cittadini dando un contributo di 10 euro. A finanziare il progetto, il
presidente di Mediapason, Sandro Parenzo, Etabeta, // Fatto Quotidiano. Tivù come Antenna 3, Videolina,
Telefriuli, Telecapri, Antenna Sicilia, PrimoCanale e tante altre hanno affidato la raccolta alla concessionaria
Publishare. "Metteremo anche soldi nostri e poi ci sarà la pubblicità. Abbiamo bisogno di 250mila euro a
puntata", ha spiegato San toro (13 settembre). La Uè porta il copyright musicale da 50 a 70 anni - La
Federazione degli editori musicali (Confindustria) plaude alla nuova direttiva del Consiglio Uè sui termini di
protezione del copyright. La direttiva estende il termine dei diritti nella Uè dei produttori fonografici e degli
esecutori, portando la protezione da 50 a 70 anni, e armonizza a livello europeo il metodo di calcolo che
determina il periodo di protezione del diritto d'autore (13 settembre). Esuberi al Gruppo Profit - "No a 35
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licenziamenti nel settore informazione e produzione nelle emittenti televisive Telereporter, Odeon e
Telecampione che fanno capo al Gruppo Profit": è la posizione dei lavoratori dopo un'assemblea in cui è stato
deciso 10 sciopero di 8 ore di oggi. Il contratto applicato nelle tivù è quello Frt, siglato con Cgil, Cisl e Uil (15
settembre). Rai, salta la Dandini 11 Cda della Rai ha respinto, a maggioranza, il contratto con la Fandango
per il ritorno di 'Parla con me', programma condotto da Serena Dandini, su Raitre. In consiglio, il dg Lorenza
Lei aveva portato la proposta di contratto 'scontata' che prevedeva un taglio dei costi di circa il 5%, pari o
superiore al risparmio che sarebbe derivato da una produzione interna alla Rai. A favore i tre consiglieri
d'opposizione ! e il presidente, Paolo Gai rimberti (15 settembre). Il Cdr risfiducia Minzolini per gli ascolti sotto
il 20% - All'indomani del tonfo del Tgl delle 20 il Cdr parla "di emergenza aziendale" e chiede un incontro urì
gente col direttore generale e il presidente per capire "quali misure l'azienda intenda adottare per il rilancio
della nostra testata" (19 settembre). Europa 7 chiede i danni - L'editore Francesco Di Stefano ricorre alla
Corte di Strasburgo per ottenere dallo Stato italiano un risarcimento di 2 miliardi di euro per non essere
andato in onda a causa della mancata assegnazione delle frequenze cui aveva diritto (20 settembre). Sitcom
porta Arturo sul digitale terrestre - A poco meno di un anno dal lancio, Arturo (canale 138 dì Sky) sbarca
anche sul digitale terrestre free sul tasto 221 del telecomando all'interno del mux 2 Rai. Edito da Sitcom
Televisioni del Gruppo Sitcom di Valter La Tona, Arturo è una rete a target femminile e con posizionamento
minigej neralista (20 settembre). i Marcello Masi direttore del 'Tg2' - Romano, 52 anni, laureato in scienze
politiche, MarcelIo Masi è il nuovo direttore del Tg2 dopo sei mesi di direzione ad interini seguiti alle
dimissioni di Mario De Scalzi. Masi è in Rai dal 1989 (20 settembre). Sky e Mediaset si aggiudicano diritti
della Serie A 2012-2015 L'assemblea dei presidenti della Lega Calcio di Serie A ha accettato le offerte
presentate da Sky Italia e Rti Reti televisive italiane (gruppo Mediaset) sui diritti tivù. A Sky Italia viene
assegnato per le stagioni sportive il Pacchetto 1 che riguarda i diritti audiovisivi da esercitarsi in forma
esclusiva sulla piattaforma televisiva satellite a pagamento in ambito nazionale. A Rti Reti televisive italiane
viene assegnato il Pacchetto 3, che contiene i diritti audiovisivi da esercitarsi in forma esclusiva sulla
piattaforma televisiva (22 settembre). Radio24 vince il Prix Italia - La 63esima edizione di uno dei più
importanti premi radiotelevisivi, organizzato dalla Rai, a cui quest'anno hanno partecipato 83 emittenti da tutto
il mondo, premia tra gli altri Radio 24 nella categoria 'Drama originale' (23 settembre). Polemiche all'apertura
del Roma Fiction Fest - Prima dell'inizio della conferenza stampa del Roma Fiction Fest in programma dal 25
al 30 settembre aH'Auditorium Parco della Musica una rappresentanza dei lavoratori e dei fornitori della
precedente edizione accompagnati dalle telecamere di 'Striscia' protestano con la presidente della Regione
Lazio Renata Polverini per il mancato pagamento delle prestazioni svolte (23 settembre). Novità per Kiss Kiss
II 26 settembre parte la nuova stagione di Radio Kiss Kiss. Tra le novità il restyling del logo dal sapore un po'
retro e l'arrivo tra i conduttori di Francesco Facchinetti (26 settembre). Il giudice lo blocca ma 'Baila!' va in
onda A poche ore dalla messa in onda su Canale 5 il Tribunale civile di Roma ferma 'Baila!" contro cui Milly
Cariucci e gli autori di 'Ballando con le stelle' hanno intentato una causa per plagio. Secondo il giudice i due
show, 'Baila!' e 'Ballando', sono "l'uno riproducente l'altro", quindi 'Baila!' è una contraffazione del talent
concorrente. Soddisfatta la Cariucci: "Una decisione storica che mette ordine nel mondo della televisione".
Mediaset, però, non fa retromarcia e annuncia che trasmetterà lo stesso 'Baila!' secondo la programmazione
prevista pur rispettando scrupolosamente tutte le inibizioni elencate nell'ordinanza (26 settembre). Di Bella
torna a Raitre - II Cda della Rai ha nominato Antonio Di Bella direttore di Raitre e Roberto Nepote direttore di
Rai Gold. Nel pacchetto approvato, previste anche le direzioni di Giovanni Miele al Gr Parlamento e Gianni
Scipione Rossi a Rai Parlamento (28 settembre). Rai, indagato Minzolini - In relazione al 'caso Ferrarlo',
Augusto Minzolini risulta indagato dalla Procura di Roma 1 per abuso d'ufficio e per mancato adempimento di
un'ordinanza del giudice del lavoro. Minzolini è anche indagato dalla Procura di Roma per peculato in
relazione alla vicenda delle spese da lui effettuate con la carta di credito affidatagli dalla Rai. Gli accertamenti
in questo caso sono finiti e per il giornalista si profila ora una richiesta di rinvio a giudizio (29 settembre). TI
Media molla sui contenuti ma non sui soldi - II Cda di Telecom Italia Media, presieduto da Severino
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Salvemini, ha deciso di procedere alla risoluzione anticipata del contratto di Competence Center con Telecom
Italia su richiesta della stessa capogruppo, ottenendo un indennizzo di 20,5 milioni di euro. Stipulato nel 2007
e rinnovato nel 2010, il contratto riguardava la fornitura di attività editoriali per le diverse piattaforme televisive
di Telecom Italia (Iptv e Cubovision), che la capogruppo ha deciso di riunificare al proprio interno affidandole
alla business unit Vas, Value added service (29 settembre). Garimberti preoccupato per i flop di Raiuno "Ancora ieri Raiuno ha fatto un ascolto che non è da Raiuno" commenta riferendosi ai magri ascolti dello
show 'Me lo dicono tutti'. Il presidente della Rai chiede al direttore generale e al direttore di rete Mauro Mazza
proposte per risollevare l'ammiraglia che nel primo mese della garanzia autunnale perde in prima serata un
milione di spettatori per le numerose défaillance della fiction e dell'intrattenimento (29 settembre). Nasce
Videolina Sport - Prodotto dall'omonima emittente del gruppo L'Unione Editoriale, e realizzato in
collaborazione con il Coni e le federazioni sportive, debutta un canale tivù interamente dedicato allo { sport
regionale, agonistico e amatoriale. Videolij na Sport verrà distribuito sul digitale terrestre e su | Internet con
l'attivazione di un sito dove sarà posI sibile inserire on demand ! i contenuti televisivi (1° j ottobre). Il debito di
Endemol e I i dubbi di Mediaset - È alla stretta finale la partita per la ristrutturazione j ; del debito di 2,7
miliardi I che grava sulla casa del Grande Fratello. Una soluzione ipotizzata potrebbe essere la riconversione
del debito in azioni da parte degli edge fund e delle banche creditrici che in tal modo prenderebbero il
controllo della società. Di conseguenza Mediaset, azionista al 33% di Endemol con Goldman Sachs e Cyrte
Investiments, deve decidere se ricapitalizzare la sua partecipazione cercandosi alleati che riacquistino il
debito o uscire da Endemol (3 ottobre). Su Sky debutta il canale Doctor's Life - Un canale interamente
dedicato ai medici e alla medicina trasmesso sulla piattaforma Sky (alla posizione 440). L'iniziativa è di
Adnkronos Salute. Responsabile del canale in onda dal 1 3 ottobre è ' Francesco Maria Avitto, { direttore di
Adnkronos Salute (4 ottobre). Pay tv senza barriere Sentenza rivoluzionaria della Corte di giustizia
dell'Unione europea che ha accolto il ricorso di Karen Murphy, proprietària di un pub di Portsmouth,
condannata a una multa di 8mila sterline per aver trasmesso partite della Premier League utilizzando scheda
e decoder della piattaforma tivù greca Nova, detentrice dei diritti della Serie A britannica in Grecia. La Corte
ha stabilito che qualsiasi divieto d'importazione, vendita o utilizzo di smart card straniere è contrario alla libera
prestazione dei servizi e non può essere giustificato in nome dei diritti di proprietà intellettuale. Di
conseguenza, ogni contenuto potrebbe circolare (soprattutto su Internet) senza limiti territoriali (4 ottobre).
Novellone a Sky - Nicola Novellone è il nuovo brand communication & innovation director di Sky Italia, a
diretto riporto di Nicola Brandolese, vice president sales & marketing. Novellone coordinerà le attività di
quattro team: advertising, brand, media e production, web marketing & sales. Prima di approi dare a Sky
Italia, Novel| Ione ricopriva dal 2009 la carica di presidente e ceo di Leo Burnett Cee (4 otI tobre). ' La radio
del papa ha 80 anni - Presentati all'università Lumsa i due volumi su Radio Vaticana, 'Ottant'anni della |
Radio del papa', il primo curato da Fernando Bea, il secondo da Alessandro De Carolis. Il direttore della sala
stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sottolinea l'importanza che ha per la Chiesa questo strumento di
comunicazione che oggi parla in 40 lingue e che, con le sue interconnessioni con il web, punta | ora ad
allargare il suo raggio di penetrazione (5 ottobre). I have a stream, la re- I te delle web radio - Nasce il
network delle radio comunitarie e di quartiere on line. Tra gli obiettivi di I have a stream (ihaveastream.tk),
fornire assistenbza e know how a chi vuole avviare una ' web radio nel proprio quartiere o nella propria città
(6 ottobre). Festa a Sky - Per il raggiungimento dei 5 j milioni di abbonati so- \ no arrivati a Milano James
Murdoch, presidente di Sky Italia, e l'ex ad | Tom Mockridge per festeggiare con tutti i di- i pendenti della pay
tv l'importante traguardo (7 ottobre). Bbc taglia 2mila dipendenti - La politica di riduzione dei costi della Bbc,
la televisione di Stato inglese, si abbatte : sui dipendenti. Sono oltre 2mila quelli interessati dai provvedimenti
dell'azienda, che ha deciso di dare avvio a una serie di esuberi che coinvolgono tutte le divisioni della Bbc (8
ottobre). Diritti tivù, Mediaset vince causa contro Yahoo! - II portale è stato condannato per aver postato video
della tivù del Biscione. Secondo i giudici di Milano è stato "violato il diritto d'autore" (14 ottobre). In 10 al
'beauty contest' - Chiuso il bando, le aziende che sono state ammesse dal ministero dello Sviluppo
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economico guidato da Paolo Romani alla gara per l'assegnazione di sei frequenze del digitale terrestre sono
Rai, Mediaset, La7, Sky, Canale Italia, Prima Tv, Europa Way, 3 Italia, Tivullalia e Dbox (14 ottobre). Fusione
Ei Towers in Dmt - II 14 ottobre Ei Towers (Mediaset) si è fusa in Dmt di Alessandro Falciai. Con l'operazione
Mediaset controlla buona parte del parco antenne del Paese (15 ottobre). New entry autunnali per R101 - La
radio del gruppo Mondadori guidata dallo station manager Guido Monti, arricchisce il palinsesto con l'arrivo ai
microfoni di personaggi come Gene Gnocchi, Ugo Conti e Luxuria (17 ottobre). A Radio Radicale tre milioni Con la Legge di stabilità (ddl n. 2968) è arrivata una ciambella di salvataggio per Radio Radicale: tre milioni
per trasmettere i lavori parlamentari nel 2012. Meno, però, di quanto i Radicali chiedevano (20 ottobre).
'Servizio pubblico' in esclusiva radiofonica su Radio Capital - La nuova trasmissione di Michele Santoro
'Servizio pubblico' (dopo aver cambiato nome da 'Comizi d'amore') debutterà il 3 novembre e sarà trasmessa
in diretta su una rete di televisioni locali, su Sky e in streaming, oltre che su Serviziopubblico.it, su alcuni siti e
in esclusiva radiofonica su Radio Capital. Intanto anche Sandro Ruotolo, il cui contratto con la Rai scade il 31
ottobre, ha annunciato che farà parte della squadra (27 ottobre). Mediaset: parte l'ali news, chiudono tre
redazioni - Mediasel chiude le redazioni del Tg5 a Milano e del Tg4 e Studio Aperto a Roma. Quaranta
giornalisti saranno trasferiti a News Mediaset che dal 28 novembre realizzerà il canale ali news TgCom24. I
giornalisti hanno proclamato lo stato di agitazione e minacciano scioperi (28 ottobre). 'Annozero', chiesta
archiviazione per Berlusconi, Masi, Innocenzi - La Procura di Roma ha chiesto al gip di archiviare l'inchiesta
che vedeva indagati per abuso d'ufficio Silvio Berlusconi, l'ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, e l'ex
commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, per le pressioni esercitate dal premier nel 2009 affinchè
venisse sospesa la trasmissione 'Annozero' di Michele Santoro (29 ottobre). La Rai di domani - II dg Lorenza
Lei sta studiando il ridisegno dell'azienda: attività, assetti industriali e risorse. L'obiettivo è un
riposizionamento strategico del servizio pubblico riducendo le attività a quelle considerate essenziali per il
futuro (30 ottobre). Gori lascia l'intrattenimento - II 2 novembre Giorgio Gori ha lasciato le cariche operative in
Zodiak Media Group (ceo di Zodiak South Europe & America Latina e presidente di Magnolia). Gori, che resta
nel board del gruppo De Agostini, intraprenderà "nuove sfide in ambiti diversi dai media" (3 novembre).
Santoro record - La prima puntata di 'Servizio pubblico', giovedì 3 novembre alle 21, condotto da Michele
Santoro ha avuto ascolti record con il 12% di share. Il programma va in onda su un network di emittenti areali,
un canale di Sky, alcuni siti web e Radio Capital (4 novembre). Discovery lancia Dmax - Il 10 novembre
Discovery Networks ha lanciato il maschile Dmax. Visibile su Sky (140) e digitale terrestre (52), Dmax è il
primo canale gratuito nazionale di factual entertainment dedicato a un pubblico di uomini, e in particolare di
over 30 (5 novembre). Liguori direttore editoriale new media di Mediaset - Paolo Liguori, direttore del TgCom,
sta per essere nominato direttore editoriale new media di Mediaset per occuparsi sia dello sviluppo
dell'informazione sulle varie piattaforme digitali sia della formazione dei giornalisti sui nuovi media (11
novembre). L'Espresso lancia Radio Capital Tv - E partito ufficialmente l'I LI 1.2011 alle ore 11,11 Radio
Capital Tv, il nuovo canale musicale del | Gruppo Editoriale L'Espresso, in onda sul digitale terrestre free.
Emanazione del network radiofonico, con cui condivide la direzione artistica di Danny Stucchi, il canale è
dedicato ai grandi successi del passato puntando sulla qualità del suono dei vecchi videoclip (11 novembre).
'La crisi. In 1/2 h' debutta alle 20 su Raitre Per forzare le titubanze della direzione generale ha messo sul
piatto le sue dimissioni ma alla fine il direttore di Raitre Antonio Di Bella ha avuto il via libera alla nuova
striscia informativa quotidiana dalle 20 alle 20,20 con Lucia Annunziata alla conduzione che rivaleggerà col
telegiornale di Mentana. Di Bella ha anche ottenuto che da gennaio 'Che tempo che fa' si allunghi alla prima
serata del lunedì mentre ha ingaggiato la transfuga di La7 Luisella Costamagna per un nuovo programma di
seconda serata a partire da febbraio (14 novembre). A Rossini l'entertainment di Fox Italia - II 14 novembre
Fox International Channels ha annunciato la nomina di Alberto Rossini a vice president, head of
entertainment di Fox Channels Italy. Rossini lascia la direzione tivù di Digicast della Rcs (15 novembre).
Radio Popolare lancia class action contro Berlusconi - Radio Popolare e la rivista Valori, aiutati da
Federconsumatori, lanciano una class action contro l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per
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presentargli il conto "di quanto è costato all'Italia l'assenza di politica economica, la mancanza di credibilità
internazionale di fronte all'Europa e ai mercati, l'anteporre gli interessi personali a quelli del Paese, l'aumento
dello spread tra Bund e Btp, dovuto alla decisione del premier di ritardare la propria uscita di scena: sono tutti
elementi che hanno prodotto rilevanti costi aggiuntivi per la comunità" (18 novembre). Cambio in Magnolia
Uscito Gori, l'ad di Magnolia, Ilaria Dallatana diventa ceo di Zodiak Media Group Southern Europe (controlla
Magnolia Italia e Spagna e Magnolia Fiction). Il ceo di Zmg, David Frank, è presidente di Magnolia e ceo di
Zmg Latin America (20 novembre). Nasce Radio Firenze - Nel capoluogo toscano sui 95,4 in modulazione di
frequenza partono le trasmissioni di informazione di Radio Firenze che punta su una forte interazione con il
web (Radiofirenze.it, Facebook.com/radiofirenze, e Twitter) (20 novembre). Dandini a La7 - Da gennaio 2012
Serena Dandini condurrà un programma di prime lime su La 7, il sabato, dalle 21,30 alle 24, e due brevi
appuntamenti, dalle 19,30 circa, che anticiperanno l'edizione serale dei Tg La7 di sabato e i domenica.
Insieme a SeI rena Dandini, si 'trasfe| riranno' dalla Rai i suoi ! collaboratori storici: Dario Vergassola, Elio e le
storie tese, Max Paiella, Paola Minaccioni e Federica Cifola, Diego Bianchi (Zoro), Ascanio Celestini, Andrea
Rivera, Lillo e Gree (22 novembre). La battaglia di Media' set sul copyright - Gina Nieri, consigliere d'am|
ministrazione di Mediaset e direttore della divij sione Affari istituzionali, legali e analisi strategiche del gruppo,
presenta | a Bruxelles la ricerca 'Italy: a media creative nation', realizzata da Isicult, per sensibilizzare il
Parlamento europeo sul tema della legalità dei contenuti, che ovunque veicolati devono rispettare il copyright
(23 novembre). Confalonieri e Giordano al Quirinale presentano 'TgCom24' - II presidente di Mediaset Fedele
Confalonieri e Mario Giordano, direttore di TgCom24, presentano al presidente della Repubblica Giorgio
Napoli, tano il nuovo sistema di informazione ali news che prende ufficialmente il via alle 20,30 con una
edizione del telegiornale condotta da Annalisa Spiezie (28 novembre). Il 'Tg5' stacca il 'Tgl' di cinque punti Distacco mai così alto tra Tg5 (21% di share) e Tgl (16%), nell'edizione serale di domenica 27 novembre. Il
direttore Minzolini accusa chi lo critica di strumentalizzazioni: "Non mi dimetto, l'inutile Formula 1 di fine ,
stagione non ha fatto da traino" (28 novembre). Rai, manovra bis da 85 milioni - Dopo la manovra di riduzione
dei costi per 70 milioni varata prima dell'estate se ne aggiunge un'altra di 85 milioni necessaria a chiude' re in
pareggio il bilancio 2011 e avviare la correzione dei conti del 2012. j Fusione tra Rainews e TeI levideo, via
sette uffici di corrispondenza esteri, chiusura di Rai Corpora1 tion, rimpicciolimento di Rai International, taglio
ai diritti sportivi, razionalizzazione dei modelli produttivi e delle riprese esterne, cessione di cespiti immobiliari
non operativi. Via parecchie auto blu, riduzione di costi, chiusura di alcune sedi di corrispondenza estere (30
novembre). Sky lascia il Beauty Contest - La pay tv guidata da Andrea Zappia ha ritirato la partecipazione alla
gara per l'assegnazione delle frequenze sul digitale terrestre: tempi lunghi e regole che favoriscono gli
operatori già attivi sul mercato, secondo Sky (30 novembre). GfK Eurisko si candida per il post-Audiradio - La
società GfK Eurisko lancia RadioMonitor, ricerca sull'ascolto della radio in Italia a cui aderiscono gran parte
delle emittenti private nazionali e centinaia di locali. La nuova indagine si basa su un'indagine telefonica
(Cati) e, per la prima volta in Italia, anche su una rilevazione quantitativa automatica realizzata attraverso un
meter. RadioMonitor inizia le rilevazioni a metà di gennaio 2012 (30 novembre). 1 Fiorello record - La quarta
e ultima puntata dello show 'ilpiùgrandespettacolodopoilweekend', condotto da Fiorello e trasmesso su
Raiuno ha registrato un'audience da primato con oltre 13 milioni di spettatori e una share del 50,23% (6
dicembre). Minzolini rinviato a giudizio: 'Vogliono farmi saltare' - Augusto Minzolini è stato rinviato a giudizio
per le spese con la carta di credito aziendale. Il direttore del Tgl , in 14 mesi, è andato oltre il budget a sua
disposizione per circa 65mila euro. Tale somma è stata restituita all'azienda. Prima udienza l'8 ; marzo (6
dicembre). i Sky contro l'Auditel II sistema di rilevazione ! Auditel è "ormai inadej guato rispetto alle reali I
esigenze del mercato". È ! l'accusa di Sky, dopo il l nuovo ritardo nella diffusione degli ascolti di og; gi. La
società auspica un confronto tra gli operato'' ri su come adeguare il sii stema con "trasparenza, j efficienza e
non discriminazione" (9 dicembre). : Prs lancia la concessionaria Best Radio - II gruppo Prs di Alfredo !
Bernardini de Pace an: nuncia la nascita di Best Radio srl, concessionaria ; di pubblicità radiofonica operativa
con il nuovo anno. Raccoglie per le emittenti Radio Italia Anni 60, Radio Zeta, Radio Number One, Radio Kiss
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Kiss Italia e Radio Lattemiele. Amministratore delegato di Best Radio è Federico Silvestri, che mantiene gli
altri incarichi direttivi in Prs; la di1 rezione commerciale è affidata a Sergio Campanini che lascia Radio e Reti
dove ricopriva lo stesso ruolo (12 dicembre). Minzolini rimosso, ari riva Maccari - II Cda Rai ha votato a
maggioranza il trasferimento a nuovo , incarico del direttore del Tgl, Augusto Minzolini, da poco rinviato a
giudizio per peculato. Al suo posto arriva il direttore della TgR, Alberto Maccari, in carica ad interim fino al 31
gennaio (13 dicembre). : Minzolini ricorre al giudice - "Considero la mia rimozione un atto | frettoloso, carente
nei presupposti e sostanzial| mente immotivato. Credo ' non sia casuale che l'esito della votazione finita in
perfetta parità abbia prodotto il risultato che mi riservo di contestare". Lo ha detto Augusto Minzolini dopo che
il Cda lo ha rimosso con una votazione finita 4 a 4 e in cui è contato il 'doppio voto' del presidente Garimberti
(14 dicembre). Endemol colleziona rinvii - Per la casa tv olandese schiacciata da un debito di 2,8 miliardi di
euro, ieri doveva essere il D-Day: scadeva la moratoria concessa dai creditori (una serie di hedge fund e
fondi specializzati in aziende sotto stress che hanno rastrellato debito nei mesi scorsi). Senza un accordo sul
salvataggio, i cre! ditori avrebbero avviato la conversione del debito, diventando così gli ! azionisti di
maggioranza al posto di Mediaset, Goldman Sachs e Cyrte. Ma non è successo nulla: la proroga è stata
estesa ! ancora fino a metà febbraio. La partita si è ingarbugliata quando, allo scadere, il gigante mondiale
dell'intrattenimento, Time Warner, si è ripresentato con un'offerta da un miliardo di euro cash. In Endemol,
però, sono rimasti freddi (14 dicembre). È on line Wazzap.tv, il telecomando del web - L'ha lanciato una start I
up italiana, Wazzap, fondata e guidata da Luca Gioni e sostenuta dall'ini cubatore Digital Magics in
partnership con Kataweb e la divisione digitale del Gruppo L'Espresso. Collegandosi al sito wazzap.tv, si
possono trovare tutti i programmi, i telefilm e le serie televisive disponibili sul web, che si possono condividere
con gli amici e commentare insieme a loro mentre si guardano (14 dicembre). 'Tg La7': Mentana si dimette - II
direttore del j telegiornale è accusato di comportamento antisindacale dal Cdr della testata e
dall'Associazione stampa romana - tra le cause il rifiuto di leggere in diretta il comunicato della Fnsi che
solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici contro la manovra del governo Monti. Mentana da le dimissioni
con una dichiarazione all'Ansa: "Impensabile continuare a lavorare an: che solo un giorno in I queste
condizioni". La Borsa reagisce negativamente e il titolo di Telecom Italia Media cede il 4,57%, mentre i vertici
della controllata di Telecom Italia dicono di non avere avuto nessuna comunicazione dal direttore (14
dicembre). Mentana: 'Avanti senza più ombre' - 11 direttore del 7g La7 annuncia in un post sulla sua pagina
Facebook che resterà al suo posto: "Mi sembra doveroso ritirare le dimissioni", scrive dopo che l'assemblea
dei giornalisti del tg sosteneva di essere 'categoricamente contraria' alla denuncia nei confronti del direttore
annunciata dall'Associazione stampa romana. La polemica ripresa da tutti i media giova agli ascolti del Tg Lai
che recupera dopo il calo degli ultimi giorni e tocca una share dell'I 1,45% (15 dicembre). Dividendo digitale,
Passera: 'Alle tivù locali 174 milioni di euro' - Le tivù locali che hanno liberato frequenze per l'asta 4G
riceveranno come compensazione 174 milioni di euro. È quanto affermato dal ministro dello Sviluppo
economico, Corrado Passera, rispondendo al question time a un'interrogazione dell'Idv sulle iniziative per
destinare una quota pari al 10% degli introiti derivanti dall'asta a favore dell'emittenza locale e per la piena
attuazione della legge n. 422 del 1993 in materia di pluralismo dell'informazione e sviluppo delle piccole e
medie aziende (14 dicembre). Corrado Passera sul 'beauty contest': 'La cessione gratuita di un bene pubblico
non è tollerabile' - Intervistato da Fabio Fazio a 'Che tempo che fa' il ministro dello Sviluppo economico tocca,
tra le varie questioni, quella del 'beauty contest' per l'assegnazione delle frequenze tivù. "Di fronte ai forti
sacrifici chiesti agli italiani, pensare che un bene raro, prezioso e pubblico possa esser dato gratuitamente
non è tollerabile e, verosimilmente, non lo tollereremo". E continua: "Dovremmo trovare il modo giusto per
utilizzare queste frequenze" (18 dicembre). Garimberti al vertice di Euronews - Paolo Garimberti, presidente
della Rai, è stato nominato anche presidente del supervisory board di Euronews, il network televisivo
d'informazione europeo. Nata nel gennaio del 1993, Euronews è stata la prima tivù paneuropea
d'informazione multilingue (20 dicembre). Rai, sciopero contro il piano di risparmi Confermato per domani lo
sciopero dell'intero gruppo Rai, indetto dai sindacati di categoria Sic Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl
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Telecomunicazioni, Snater e LibersindConFsal. In un comunicato le sigle sindacali parlano di "svariati motivi"
all'origine dello sciopero, tra cui la situazione di Rai Way, dell'area Riprese Esterne, Rai International, Rai
Corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza (21 dicembre). Radio Radicale premiata dal 'Milleproroghe'
- La bozza del decreto 'Milleproroghe' conferma la convenzione con lo Stato e uno stanziamento di circa sette
milioni di euro per Radio Radicale. L'operazione del Ministero dello Sviluppo economico scatena polemiche
perché le risorse destinate all'emittente sono attinte dal bistrattato : Fondo per l'editoria (24 i dicembre). J
Aumenta il canone ! Rai - Dopo il passaggio, i nel 2011, da 109 a 112,5 euro, il canone di abbonamento al
servizio pubblico della Rai per il 2012 I aumenta di 1,5 euro, a quota 112 (27 dicembre). Minzolini, reintegro
urgente alla direzione : del 'Tgl' - I legali di Augusto Minzolini agiranno "in via d'urgenza" in sede giudiziaria
per ottenere subito, come primo obiettivo, il reintegro alla direzione del Tgl , "senza contare ogni altra azione
attivabile nelle sedi competenti e ferme restando le garanzie tutte fissate dall'art. 3 della legge n. 97/2001". Lo
annunciano gli stessi legali del direttore, gli avvocati Nicola Petracca e Federico Tedeschini, sottolineando
che la legge 97/2001 su cui l'azienda di viale Mazzini ha fatto perno per adottare - con voto a strettissima
maggioranza del Cda - il provvedimento nei confronti di Minzolini non è applicabile al rapporto di lavoro dei
dipendenti Rai (27 dicembre). Milleproroghe, i 7 milioni che imbarazzano Radio Radicale - Per la prima volta il
governo ha stanziato i soldi per la copertura dei lavori parlamentari prendendoli dal Fondo per l'editoria.
Protestano L'Unità e // Manifesto. I giornalisti dell'emittente di Pannelia non ci stanno: "Non è colpa nostra"
(28 dicembre). Mediaset: via a fusione Ei Towers-Dmt - La fusione avrà efficacia dalla data dell'ultima delle
iscrizioni presso il Registro delle imprese di Monza e Brianza, che si prevede verrà effettuata entro il 5
gennaio 2012. Con effetto dalla data di efficacia della fusione, Dmt (Digital Multimedia Technologies)
modificherà la propria denominazione in Ei Towers. Il Cda di Dmt ha preso atto delle dimissioni, con effetto
immediato, del presidente e ad, Alessandro Falciai. Il Cda ha inoltre nominato Alberto Giussani presidente e
nominato amministratori delegati Guido Barbieri e Valter Gottardi (30 dicembre).
Foto: Corrado Calabrò, presidente di Agcom.
Foto: Michele Santoro, giornalista conduttore di 'Annozero'.
Foto: Pier Silvio Berlusconi, vice presidente esecutivo Mediaset. Federico Di Chio, vice direttore generale
contenuti di Rti. Fabio Fazio, autore e conduttore di 'Che tempo che fa'.
Foto: Sarah Varetto, direttore di Sky Tg24. Andrea Scrosati, vice president programming and promotions Sky
Italia.
Foto: Giancarlo Leone, direttore Intrattenimento della Rai. Marco Bassetti, presidente executive di Endemol
Italia. Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico.
Foto: Paolo Ruffini, direttore dimissionario di Raitre. Tom Mockridge, chief executive officer di News
International.
Foto: Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia. Marinella Soldi, direttore generale di Discovery
Networks Sud Europa. Alessandro Militi, executive director advertising sales & brand entertainment di Fox
Channels Italy.
Foto: Marcello Masi, direttore del Tg2. Milly Cariucci, conduttrice di 'Ballando con le stelle'.
Foto: Antonio Di Bella, direttore di Raitre Severino Salvemini, presidente di Telecom Italia Media. Padre
Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede.
Foto: James Murdoch, presidente di Sky Italia. Paolo Liguori, direttore editoriale new media di Mediaset.
Foto: II presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme a Mario Giordano, direttore di TgCom 24,
Mauro Crippa, direttore Informazione di Mediaset, e il presidente del gruppo, Fedele Confalonieri. Serena
Dandini, conduttrice televisiva. Gina Nieri, direttore divisione Affari istituzionali, legali e analisi strategiche di
Mediaset.
Foto: Fiorello, conduttore televisivo. Enrico Mentana, direttore del Tg La7.
Foto: Corrado Passera, ministro delio Sviluppo economico, delle infrastnitture e dei trasporti. Paolo
Garimberti, presidente Rai e presidente del supervisory board di Euronews. Marco Pannelia, presidente del
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Senato del Partito radicale nonviolento.
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2011 TV E RADIO/PARTE 1
GENNAIO Publitalia si prende le tematiche - II 2011 segna il ritorno sotto la gestione diretta della
concessionaria guidata da Giuliano Adreani di alcuni dei canali tematici digitali free: Mediaset Plus, La5 e Iris.
Restano invece alla controllata Digitalia '08 il calcio e gli altri canali di Mediaset Premium (4 gennaio). Romani
torna sul divieto d'incroci stampativù - Confermando che il decreto Milleproroghe contiene l'estensione al 31
marzo del divieto d'incroci tra stampa e tivù (che la legge Gasparri fissava al 31 dicembre 2010), il ministro
dello Sviluppo economico, Paolo Romani, precisa che il decreto "prevede che il presidente del Consiglio, di
concerto con il ministro dell'Economia, possa prolungarlo". Romani si è detto favorevole a una proroga fino
alla fine dell'anno (4 gennaio). Romaniello al vertice di 'Cnr Media' - Vito Romaniello ha preso la direzione di
Cnr Media, testata di Prs MediaGroup a cui fanno capo l'agenzia Agr, Cnr Radio Fm, Cnr Tv News e
Cnnnedia.com. La nomina di Romaniello, che prende il posto di William Beccaro alla guida di una trentina di
giornalisti, arriva quasi contestualmente all'uscita di Bruno Sofia sostituito da Federico Silvestri come
amministratore delegato del gruppo di Alfredo Bernardini de Pace (4 gennaio). Chiude Jimmy - Era il canale
140 di Sky, uno dei più conosciuti visto che faceva parte già nel 1997 del bouquet di Telepiù e ha lanciato
serie di successo come 'Nip/Tuck' e 'Californication'. Jimmy era di proprietà del gruppo Rcs, che ne ha deciso
la chiusura (5 gennaio). Minzolini vuole fare le pulci ai giornalisti - "A 'Minzoparade' (la rubrica del Fatto
Quotidiano sul direttore del Tgl: ndr) e I ad altri attacchi vari rij sponderemo con 'Media', I una rubrica di un
minuto che da metà gennaio, all'interno del tg, monito; rerà cantonate e faziosità I dei colleghi". Lo ha detto il
direttore del Tgl, Augusto Minzolini, in un'intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola (7 gennaio).
Dahlia, nominato il liquidatore - Dahlia Tv sarà messa in liquidazione. Lo hanno deciso gli azionisti riuniti in
assemblea. Socio di maggioranza con l'83% è AirPlus Tv, il gruppo svedese che non ha voluto procedere j
alla ricapitalizzazione e abbandona il mercato italiano; poi, tra gli altri, TI Media (con il 10%) e la FilmMaster
Television di Vittorio Chiusano (10 gennaio). ; Rai Corporation, Mas! presidente - Nuovi vertici per Rai
Corporation. Il Cda di Viale Mazzini ha nominato presidente il direttore generale Mauro Masi e consiglieri i
vice direttori generali Gianfranco Comanducci e Antonio Marano. L'internalizzazione di Rai Corporation era
prevista nel piano industriale insieme a quelle di Rai Trade e RaiNet, già approvate dal Cda (12 gennaio).
Giordana direttore di Ecoradio - Emanuele Giordana, uno dei conduttori storici di Radio 3 Mondo, si è
insediato alla direzione di Ecoradio, emittente ambientalista italiana. Giornalista di politica estera e scrittore,
Giordana è stato presentato oggi ai giornalisti della redazione centrale di Roma dall'editore Marco Laconica
(20 gennaio). Cdr 'Tgl' bacchetta Minzolini - II Cdr del Tgl prende le distanze dalla linea adottata dal direttore
Augusto Minzolini sul Rubygate e chiede che una vicenda istituzionale così delicata sia trattata in maniera
completa, a garanzia di tutti i telespettatori (20 gennaio). Cdr Mediaset: 'Sul caso Ruby informazione sia
equilibrata' Un'informazione che, "dai telegiornali ai programmi di approfondimento giornalistico", nel
raccontare gli sviluppi dell'inchiesta sullo scandalo Ruby "sia sempre i equilibrata e completa". È quanto
chiedono i giornalisti Mediaset, "preoccupati dalle rivelazioni ! pubblicate sul cosiddetto scandalo Ruby nel
quale, i fra gli altri, risulta indagato anche il direttore del Tg4 Emilio Fede". E a proposito di Emilio Fede, i
giornalisti Mediaset "ritengono necessario che lo stesso direttore possa al più presto chiarire la , sua
situazione, come già ! auspicato peraltro dal: l'Ordine dei giornalisti" (20 gennaio). Mediaset, nuovi canali su
Premium - Media! set Premium allarga l'offerta della pay tv al mondo dei documentari e del factual
entertainment. Il gruppo di Cologno Monzese ha siglato due accordi con Bbc Worldwide e Discovery
Communications Europe, i maggiori produttori mondiali di documentari, per inserire dal 1° marzo i due nuovi
canali Bbc Knowledge e Discovery Channel (26 ; gennaio). | 'Annozero', scontro Masi-Santoro - Scontro in
diretta su Raidue tra Michele Santoro, conduttore di 'Annozero', che è tornato sul caso Ruby, e | il direttore
generale Mauro Masi, che ha telefonato in diretta per dissociarsi dall'impostazione della puntata. Per qualche
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minuto la trasmissione si trasforma in un duro botta e risposta: "Lei", dice il conduttore, "ci sta dicendo di non
fare la trasmissione?". "Io non interrompo la trasmissione", ribatte Masi. "Allora ritira quello che ha detto, che
violiamo le regole?". "Ho sempre garantito che lei andasse in onda". "Noi stiamo violando regole? Risponda",
insiste Santoro. "Non sono io che lo debbo dire", frena Masi. In conclusione Masi avverte: "Dissocio me
stesso e l'azienda da un tipo di trasmissione che potrebbe violare il codice di autoregolamentazione". "Ah
potrebbe, anche lei potrebbe...", lo ferma Santoro. "Abbiamo capito com'è lei come direttore generale,
buonanotte" (27 gennaio). Radio Formigoni diventa Radio Tempi - Da fine febbraio la web radio del
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si trasformerà in Radio Tempi, emittente del
settimanale d'ispirazione ciellina diretto da Luigi Amicone che sta rinnovando completamente il sito Internet.
Con l'acquisizione di Radio Formigoni (ornila utenti giorno dichiarati), Tempi vuole rafforzare la sua presenza
sull'informazione quotidiana on line (28 gennaio). RaiNet assorbita Con sette voti a favore, uno contrario e un
astenuto, il Cda della Rai ha deciso l'assorbimento di RaiNet nella capogruppo Rai. Il voto contrario è quello
del consigliere Rodolfo De Laurentiis (Udc), mentre ad astenersi è stato Alessio Gorla, della maggioranza di
centrodestra (28 gennaio). Berlusconi contro Lerner - Dalla scorsa estate è il terzo Berlusconi show in tivù: il
presidente del Consiglio ha chiamato in diretta l'Infedele' di Gad Lerner, attaccando la conduzione
"spregevole, turpe e ripugnante" e definendo il programma "postribolo : televisivo". Dura la replica di Lerner,
che lo ha invitato a moderare i toni e a presentarsi ai giudici. Tra gli invitati c'era Iva Zanicchi, eurodeputata \
del Pdl, che non ha accolto l'invito di Berlusconi a lasciare la trasmissione (29 gennaio). Alleanza SkyFastweb - Siglato un accordo strategico tra Sky Italia e Fastweb destinato a realizzare una forte integrazione
tra televisione e Internet. L'accordo commerciale ha l'obiettivo di combinare l'offerta televisiva via satellite di
Sky con i servizi Internet a banda larga e telefonia fissa di Fastweb, in modo che entrambi gli operatori
possano offrire servizi di alto livello a un prezzo accessibile e in prospettiva sviluppare nuovi servizi che
combinino due infrastnitture tecnologicamente all'avanguardia (31 gennaio). Record a gennaio per Fox Italy I canali italiani di Fox, trasmessi su Sky, aprono l'anno con ottimi risultati di audience: 186mila spettatori in
media nel 'total day', pari a un +6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel prime time gli spettatori
sono stati 404mila con una crescita dell'I 1%. E ancora, nel periodo luglio 2010-gennaio 2011 la share on tv è
stata dell'1,9%. FoxCrime rimane il canale più seguito sulla piattaforma Sky (31 gennaio). Napolitano: 'Nei
telegiornali troppa nera e giudiziaria' - "Ormai c'è uno spazio abnorme, nei telegiornali e nei notiziari, dedicato
alla cronaca nera e giudiziaria. Queste notizie hanno preso il posto di notizie essenziali come, ad esempio, le
informazioni internazionali, spesso sottaciute". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
visitando il quotidiano L'Eco di Bergamo (2 febbraio). Giallo palinsesti a Viale Mazzini - Spariscono tre delle
quattro copie dei nuovi palinsesti da portare all'approvazione del Cda, conservati negli uffici chiusi a chiave di
Angelo Teodoli, il direttore dei Palinsesti della Rai. "Sono dati sensibili per l'azienda e per il mercato. È un
fatto senza precedenti e soprattutto inspiegabile", denuncia Teodoli che ha sporto denuncia alla polizia (2
febbraio). Benefit compensativo per Minzolini - Si è conclusa l'indagine interna di Viale Mazzini sulle super
spese di oltre 86mila euro fatte dal direttore del Tgl Augusto Minzolini con la carta di credito aziendale.
Minzolini è autorizzato all'uso della carta di credito per una copertura mensile di 5.200 euro, come 'benefit'
compensativo per la sua esclusiva Rai, un privilegio di cui non godono né il direttore del Tg2 Mario Orfeo né il
direttore del Tg3 Bianca Berlinguer. Scettico sull'esito dell'indagine il segretario dell'Usigrai, Carlo Verna, che
chiede venga "fatta chiarezza da chi è terzo e indipendente. Crediamo che la magistratura possa procedere
d'ufficio per dire a noi e a tutti i cittadini se siano stati commessi dei reati" (2 febbraio). Rai, Sgarbi e Vespa in
prima serata - Via libera dal Cda della Rai ai palinsesti primaverili. Tra le novità, l'informazione anche nel
prime time di Raiuno con uno spazio affidato a Bruno Vespa dopo le puntate sui 150 anni dell'Unità d'Italia
condotte con Pippo Baudo. In arrivo anche Vittorio Sgarbi con cinque prime serate il venerdì. In seconda
serata previsto un programma per Lucia Annunziala su Raitre. Tagliata una serata su cinque, il venerdì, di
'Parla con me', il programma di Serena Dandini (2 febbraio). No ai compensi nei titoli di coda - II Cda della
Rai ha approvato il Contratto di servizio per il triennio 2010-2012 concertato col ministero dello Sviluppo
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economico, ma ha respinto l'emendamento della commissione di Vigilanza che impegnava la Rai a "rendere
pubblici nei titoli di coda dei programmi televisivi i compensi dei conduttori, degli ospiti, degli opinionisti,
nonché i costi di produzione di format definiti di servizio pubblico" (3 febbraio). Viacom investe in Rainbow - II
gruppo americano Viacom, a cui fa capo il 49% di Mtv Italia, acquisisce il 30% di Rainbow, la società italiana
che produce fumetti e cartoon per bambini, tra cui le celebri Winx, fondata e diretta da Iginio Straffi (4
febbraio). Minzolini vs Berlinguer - Dopo il coro di sfottò raccolti dall'intervista di Michele Renzulli a Silvio
Berlusconi, andata in onda in apertura del Tgl delle 20 del 2 febbraio, Minzolini si difende mandando in onda
la clip di un'intervista rilasciata al Tg3 dall'allora premier Romano Prodi. La cosa non piace al presidente della
Rai Paolo Garimberti che critica l'inopportuno 'fuoco amico'. Su tutte le furie il direttore del Tg3, Bianca
Berlinguer, che parla di un "grave atto di falsificazione" e pubblica sul sito del Tg3 il testo integrale
dell'intervista dove si toccavano nodi scottanti della fase politica di Prodi (4 febbraio). Cdr Mediaset: chiarire
la posizione di Fede - "Sia chiarita al più presto la vicenda giudiziaria del direttore Emilio Fede, evitando di
usare il Tg4 come strumento di difesa personale e garantendo la credibilità e la completezza
dell'informazione sulla stessa inchiesta". Lo ha chiesto il Cdr di Mediaset in un incontro con i vertici aziendali
(7 febbraio). 'Sky Tg24', un'edizione da Milano - Dal 14 febbraio l'edizione delle 21 di Sky Tg24 sarà
confezionata dalla redazione milanese. Grande attenzione alle notizie finanziarie ed economiche, due
collegamenti con la Borsa di New York, analisi e commenti di esperti, giornalisti, studiosi dalla piazza
milanese arricchiranno il telegiornale di Sky diretto da Emilio Carelli (8 febbraio). Ventura: 'Non ho scelto
arcorine' - In vista dell'imminente ritorno dell'Isola dei famosi' su Raidue, la conduttrice Simona Ventura
sfodera gli artigli per difendere il 'suo' reality entrato nelle polemiche perché vi hanno preso parte giovani
donne che frequentano le feste della villa del presidente del Consiglio. "Non sono io che convoco le ragazze
che sono state ad Arcore. È Arcore che chiama quelle che sono venute all'Isola", replica la Ventura in
un'intervista al Corriere della Sera (10 febbraio). Vita (Pd), incrocio stampa-tivù nel Milleproroghe difficile da
in| terpretare - Un emenda| mento del Milleproroghe, del senatore Pdl Esposito, cambia le norme per gli
incroci tra stampa e televisione, introducendo due diverse soglie che saranno valide fino al 31 dicembre
2012: il sistema integrato delle comunicazioni non potrà superare l'8%, mentre il sistema delle comunicazioni
elettroniche non potrà andaI re oltre il 40%. In precedenza il provvedimento prevedeva una proroga della
impossibilità, per chi ha più di una rete te- j levisiva, di possedere j giornali, con la scadenza spostata al 31
marzo. "Il limite del 40% per le comunicazioni elettroniche", dice Vincenzo Vita (Pd), "è molto alto, anche se
la Rai è al 32%, Mediaset al 30% e Sky al 31%. Più difficile da interpretare, e probabilmente impossibile da
applicare l'altra soglia" (1 1 febbraio). Berlusconi contro le donne scese in piazza "Una mobilitazione di parte,
faziosa, contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualsiasi mezzo per abbattermi". Il premier
interviene al telefono a 'Mattino Cinque' nello spazio curato da Maurizio Belpietro per commentare la
manifestazione del giorno prima convocata dal movimento Se non ora quando, che ha portato in piazza un
milione di donne in tutta Italia (14 febbraio). Giù le mani dalla Rai - Il Comitato per la libertà, il diritto
all'informazione, alla cultura e allo spettacolo ha manifestato davanti a Palazzo San Macuto contro la bozza
di atto di indirizzo presentata dal Pdl in commissione di Vigilanza Rai. Fulvio Fammoni della Cgil, a nome di
tutto il Comitato, ha annunciato la presentazione di un esposto all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
"perché non può esistere una differenza così palese tra emittenti pubbliche e private". "Non è più accettabile
imporre simili regole all'informazione", aggiunge il segretario dell'Usigrai, Carlo Verna (15 febbraio). No alla
norma 'salva consiglieri' - La consigliera leghista Giovanna Bianchi Clerici e Angelo Maria Petroni, il
consigliere di riferimento del Tesoro, minacciano di boicottare i lavori del Cda in forte dissenso col governo
per lo stralcio dal decreto Milleproroghe dell'emendamento che doveva sancire la natura privatistica della Rai,
estromettendo la Corte dei conti da una tutelarità diretta su Viale Mazzini. La norma avrebbe salvato i due
consiglieri dal rischio di dover rispondere in proprio alla richiesta danni della Corte dei conti per la nomina alla
direzione generale di Alfredo Meocci, reputata incompatibile dall'Agcom (15 febbraio). Approvato il piano della
fiction - II Cda della Rai ha approvato a maggioranza il piano delle fiction che saranno messe in produzione
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durante l'anno per un investimento complessivo di 197 milioni (inclusi i cartoni animati) che conferma il taglio
di 15 milioni sul budget dell'anno scorso (16 febbraio). Nuovo contratto per le radiotivù private Dopo sette
mesi di trattative la Federazione radio televisioni, Radio nazionali associate, Anica e sindacati di categoria
hanno rinnovato il contratto nazionale di lavoro delle radiotelevisioni private che interessa più di 20mila
addetti. Decisi lievi incrementi retributivi e rivista in alcuni punti la parte normativa (17 febbraio). Benigni a
Sanremo sbanca l'Auditel - Ascolti record al Festival di Sanremo durante la performance di Roberto Benigni,
invitato alla serata sui 150 anni dell'Unità d'Italia. Nella prima parte gli spettatori sono stati 15 milioni 398mila
con una share del 50,23%; la seconda parte è stata seguita da 7 milioni 529mila persone con una share del
53,21%. E si devono sempre a Benigni i due picchi massimi: quello d'ascolto, alle 22,42 (19 milioni 737mila
spettatori), mentre l'attore parlava di Garibaldi, e quello di share, alle 23,17 (66%), alla fine della sua
interpretazione dell'inno di Mameli (18 febbraio). Fininvest a gonfie vele - II bilancio annuale delle sette
holding a capo di Fininvest registra utili per 203 milioni di euro. Risultati che consegnano a Silvio Berlusconi
una cedola da 127,5 milioni. I figli Pier Silvio, Marina, Barbara, Eleonora e Luigi si dividono 47 milioni di euro
(20 febbraio). Presta abbandona Sanremo - In un'intervista a Repubblica il potente agente della tivù, artefice
del trionfo sanremese insieme al direttore artistico Gianmarco Mazzi, annuncia che non lavorerà più per il
Festival. Colpa del direttore generale Masi che "ha remato contro, però è venuto a prendersi gli applausi".
Lucio Presta se la prende pure con il consigliere Antonio Verro: "Prima la querelle sul compenso della Clerici,
poi le dichiarazioni su Paola Perego, quindi le critiche sulla scelta di Belén e di Luca e Paolo, ritenuti
'dozzinali nella loro comicità'. Con un Festival che supera il 50% di share, ancora criticano Benigni? Basta.
Lascio Sanremo fino a quando Masi e Verro saranno in carica" (22 febbraio). Mediaset lancia Premium Net
Tv - II nuovo servizio offre, anche in hd, cinema, serie, cartoni, documentari, calcio ed è visibile da domani su
televisioni e computer con una connessione Adsl. Si tratta di una "novità assoluta perché offre più di mille
diversi contenuti, oltre ai programmi delle reti Mediaset degli ultimi sette giorni", precisa Mediaset in una nota
(22 febbraio). Usigrai e le spese Minzolini - "Vogliamo una chiarezza fatta da chi è terzo e indipendente.
Crediamo che la magistratura possa procedere d'ufficio per dire a noi e a tutti i cittadini se siano stati
commessi reati", dice il segretario dell'Usigrai Carlo Verna a proposito delle spese fatte con carta di credito
aziendale (86mila 680mila euro) dal direttore del TgJ Augusto Minzolini, emerse a metà dicembre da
un'indagine aziendale (22 febbraio). Debutta Rai World Sono stati presentati oggi il nuovo logo e la nuova
denominazione societaria di Rai World, la società della Rai che in base al piano industriale recentemente
approvato dovrà sviluppare una nuova e più articolata presenza del servizio pubblico radiotelevisivo nel
contesto internazionale. Attualmente Rai World, di cui è amministratore delegato Claudio Cappon, già
direttore generale della Rai, distribuisce nel mondo i canali Rai per l'estero attraverso sistemi di trasmissione
satellitari, cavo e web (23 febbraio). Migliorano i conti di TI Media - TI Media, la controllata di Telecom guidata
da Giovanni Stella, ha chiuso il bilancio 2010 in netto miglioramento sull'esercizio precedente con ricavi saliti
a 258,5 milioni ( + 31,2 milioni), l'Ebitda tornato positivo per 13,2 milioni (nel 2009 era negativo per 7,3
milioni), le perdite nette scese a 54 milioni da 72,5, l'indebitamento finanziario netto più che dimezzato da
345,1 a 115 milioni. Sull'andamento ha inciso la performance dell'operatore di rete Timb che ha registrato una
crescita dei ricavi a 76 milioni (+26,4) ed Ebit ed Ebitda positivi per 34,7 e 10,2 milioni. La7, invece, pur
avendo incrementato la raccolta pubblicitaria del 3,2%, a 95,2 milioni, continua a perdere ben 35,6 milioni.
Positivo, al contrario, il risultato di Mtv Group che ha raccolto 67,1 milioni di pubblicità (+10% sul 2009) e
registra un utile netto di 5 milioni (23 febbraio). R101 provoca Audiradio - II network radiofonico di Mondadori
ha annunciato, in occasione della presentazione del nuovo palinsesto, di avere tre milioni di ascoltatori al
giorno, dato registrato da Eurisko che supera di quasi mezzo milione quello di Audiradio, fermo da un anno e
mezzo. "Abbiamo lanciato una provocazione per dare una scossa all'inaccettabile situazione di paralisi in cui
è finita Audiradio", spiega Angelo Sajeva, amministratore delegato di Mondadori Pubblicità. "Il mercato esige
dati treschi e noi abbiamo deciso di darglieli" (23 febbraio). Fondi neri Mediaset, condannato Berruti - II
deputato del Pdl Massimo Maria Berruti è stato condannato a due anni e dieci mesi di reclusione per
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riciclaggio nel pro( cesso milanese d'appello sui presunti fondi neri Mediaset. Non è stata comminata
all'imputato l'interdizione dai pubblici uffici. Inoltre la pena di due anni e dieci mesi è indultata, ossia
interamente condonata. In ogni caso il reato di riciclaggio cadrà in prescrizione il 27 febbraio, visto che è
impossibile ottenere entro quel giorno un eventuale giudizio definitivo da parte della Cassazione (24
febbraio). Lega, i media a Renzo Bossi - "II capo ha voluto riprendere la situazione in mano e mettere ordine
nel partito". È questo il commento che gira tra i deputati della Lega Nord a Montecitorio sulla decisione di
Umberto Bossi di mettere il figlio Renzo alla guida dei media della Lega Nord. Secondo i parlamentari leghisti,
il Senatur ha voluto "mettere fine a una faida interna" al Carroccio. La decisione è arrivata dopo che Radio
Padania aveva deciso di ospitare nella propria sede la trasmissione 'In 1/2 h' di Lucia Annunziata, dedicata al
montante malcontento del popolo leghista, impegno annullato all'ultimo momento dai vertici del partito (24
febbraio). Rai, Valzania vice direttore radiofonia - II Cda della Rai ha nominato, su proposta del direttore
generale Mauro Masi, Sergio Valzania alla vice direzione della radiofonia del servizio pubblico, settore
guidato da Bruno Socillo. Nel recente passato di Valzania, la direzione di Radio 2 e Radio 3 (25 febbraio).
L'Elefantino torna in televisione - Giuliano Ferrara curerà un programma quotidiano dopo il Tal delle 20. "Ho
avuto l'offerta di rifare la mia vecchia rubrica 'Radio Londra' e l'ho accettata", spiega il direttore del Foglio. La
trasmissione partirà a marzo e durerà cinque minuti tra il tg e 'Affari tuoi', nello spazio che Enzo Biagi
occupava con 'II fatto'. Generoso il contratto firmato con la ! Rai: 15mila euro a settimana per due anni con
un'opzione per il terzo anno (25 febbraio). < Urbani lascia la presi! denza di Rai World I Giuliano Urbani,
insodi disfatto del ruolo e ! dell'emolumento di i 45mila euro, ha lasciato la presidenza di Rai World, la società
da cui dipendono le attività internazionali della Rai. Le funzioni di presidente sono state assunte per il
momento dal consigliere anziano Antonio Bettanini, consigliere per la comunicazione del ministro degli Esteri,
Franco Frattini (25 febbraio). Fine delle trasmissioni per Dahlia - Non si è trovato un acquirente per il
salvataggio della società soffocata dai debiti, ; così la pay tv spegne oggi tutti i canali. La Lega Calcio ha già
rimesso in vendita il pacchetto di diritti detenuti da Dahlia ed è assai probabile che li acquisterà Mediaset,
ormai unico operatore pay del digitale terrestre, per completare la sua offerta del campionato (26 febbraio).
Okay ai contributi per radio e tivù locali - II Senato ha approvato la conversione in legge del testo definitivo
che assegna a radio e tivù locali un fondo di sostegno di quasi 117 milioni di eui ro: l'85% alla tivù, il resto ,
alla radio (26 febbraio). Romiti: "No a Mediaset nella carta stampa5 ta" - Se Mediaset si inteI ressasse alla
carta stampata sulla scorta della norma sugli incroci tra tivù e stampa contenuta nel decreto Milleproroghe
"sarebbe un ulteriore gravissimo passo della nostra economia e del nostro sistema di vita". Lo ha detto
Cesare Romiti sottolineando che peggiorerebbe il "sistema di libertà" garantito dai giornali italiani. Romiti ha
affermato di non credere alle affermazioni del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, che ha definito
"stupidaggini" le ipotesi di un ingresso dell'azienda nella proprietà di quotidiani come il Corriere della Sera (28
febbraio). Mediaset raddoppia 10 shopping - Sul digitale terrestre debutta Me, i canale dedicato alle ven, dite
a distanza attivo 24 ore su 24. Al nuovo canale di e-commerce, che si aggiunge a Mediashopping, è legato il
sito Byj me.com. Il responsabile è j Giovanni Molteni (1° marzo). Anche Sky corre per 11 digitale terrestre - II
Consiglio di Stato respinge l'eccezione avanzata dal ministero dello Sviluppo e ammette la pay tv guidata
dall'ad Tom Mockridge alla partecipazione alla gara (beauty contest) per l'assegnazione delle frei quenze del
digitale terrej stre (1° marzo). 1 Carlo Bixio stroncato da un malore improvviso - Lascia un grande vuoto e
un'azienda florida e strutturata alla moglie Gabriella e ai due figli Verdiana e Cesare, Carlo Bixio, il produttore
della Publispei che ha firmato i grandi successi di fiction degli ultimi anni. Fra i tanti titoli, le superserie 'Un
medico in famiglia', 'I Cesaroni', 'Tutti pazzi per amore' e la coproduzione 'Sissi' (1° marzo). Incroci stampativù, Antitrust e Agcom: 'Prorogare divieto' - In una segnalazione, inviata ieri al presidente del Consiglio e ai
presidenti di Camera e Senato, l'Antitrust definisce "inopportuno" affidare al presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, il potere di proroga del divieto di incroci proprietari tra giornali e tivù successivamente al 31 marzo
2011, come prevede il decreto Milleproroghe. Questa posizione è considerata ineccepibile anche
daU'Agcom, il cui Consiglio ha deciso all'unanimità di rinnovare la segnalazione fatta a governo e Parlamento
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in materia nel novembre 2010. L'Agcom chiede una proroga congrua del divieto, e richiama l'attenzione "sul
vuoto normativo che si verrebbe a determinare ove entro il corrente mese di marzo - con una norma di legge
o avente forza di legge - il divieto di incrocio tra stampa e tivù non venisse congruamente prorogato" (2
marzo). Dallatana al vertice di Magnolia - Ilaria Dallatana è il nuovo amministratore delegato di Magnolia al
posto di Giorgio Gori, che assume la presidenza della società di produzione televisiva controllata dal 2007 da
Zodiak Media Group. Francesca Canetta è confermata nel ruolo di chief i content officer e responsabile delle
produzioni (2 marzo). Mtv+ diventa Mtv Mu' sic - Mtv cambia il nome del suo canale dedicato ! alla
programmazione i musicale, passando da un generico Mtv+ a un più centrato Mtv Music (canale 67 del
digitale ] terrestre e 708 di Sky). La decisione dell'amministratore delegato di Mtv Italia, Gian Paolo i
Tagliavia, risponde i all'esigenza di chiarire l'identità del canale lanciato la scorsa primavej ra, attraverso
un'operal zione di rebranding che riportasse la musica al centro del mondo di Mtv (2 marzo). Rai, talk show
politici: Butti propone 'a targhe alterne' - L'alternanza di settimana in settimana tra conduttori di talk show, con
diversa formazione culturale, che vanno in onda nelle ! fasce migliori del palinsesto: la prevede il nuovo [
testo di indirizzo sul plu1 ralismo presentato dal Pdl in commissione di ' Vigilanza sulla Rai. Il re' latore di
maggioranza Alessio Butti, nell'illustrare alla commissione la bozza rielaborata, ha spiegato che l'occupare |
sempre le serate di martedì e giovedì "è diventata una rendita a vantaggio di alcuni conduttori" (2 marzo). Sky
battezza Comedy e Passion - Sulla piattaforma della pay tv Sky debuttano due nuovi ca' nali, proposti anche
in | alta definizione: Sky CiI nema Comedy e Sky Ci• nema Passion (2 marzo). Caso Ferrario, respin\ to il
ricorso Rai - Tiziana Ferrario deve tornare a condurre il Tgl. Il tribunale di Roma ha infatti rigettato il reclamo
della Rai contro l'ordinanza che disponeva il reintegro della giornalista nelle mansioni di conduttrice del Tgl e
di inviata per i grandi eventi (7 marzo). ] Caso Meocci, consi! glieri Rai condannati Per la nomina nel luglio j
2005 di Alfredo Meocci a direttore generale della Rai, la Corte dei conti ha condannato i cinque consiglieri di
centrodestra che votarono a favore (Giovanna Bianchi Clerici, Gennaro Malgeri, Angelo Maria Petroni,
Giuliano Urbani, Marco Staderini) e l'allora ministro del Tesoro, Domenico Siniscalco, che propose la nomina,
a un risarcimento di 11 milioni di euro da dividere tra loro in parti uguali (1 milione 800mila a testa). È quanto
si legge nella > sentenza emessa il 23 febbraio e pubblicata ogi gi sul sito della Corte dei | Conti, sezione
Lazio (7 i marzo). 'TgCom' compie dieci anni - Per festeggiare il decennale il sito news di Mediaset rinnova la
sua veste grafica, incrementa le news dell'ultimissima ora, debutta con le news regionali e una nuova area
dossier dedicata a fatti di cronaca oltre a blog tematici, grazie alla collaborazione con Panorama e la Epson
Meteo e alle sempre più strette sinergie con la testata News di Mediaset. Nato l'8 marzo del 2001, il TgCom
ha fatto un bel pezzo di strada: è il terzo sito informativo più frequentato dopo Repubblica.it e Corriere.it con
13 milioni di utenti registrati a febbraio 2011 (8 marzo). Benedetto XVI risponde in tivù - Per la prima volta
nella storia del papato e della televisione, un pontefice risponderà alle domande dei fedeli in un programma
televisivo. Succederà il 22 aprile, Venerdì Santo. L'appuntamento è alle 14,10 su Raiuno (la stessa ora della
morte di Cristo sulla Croce) durante la trasmissione d'informazione religiosa 'A sua immagine-Domande su
Gesù' (8 marzo). Mediaset, via libera per le ali news - 1 vertici di Mediaset hanno deciso: tra ottobre e
novembre prenderà il via il nuovo sistema multipiattaforma ali news che fornirà informazione 24 ore su 24
attraverso un canale televisivo, il web, i tablet e gli smartphone. Direttore sarà Mario Giordano che manterrà
anche la responsabilità dell'agenzia News Mediaset, struttura centrale per la fornitura di servizi informativi per
il nuovo sistema e per le altre testate del gruppo (15 marzo). Vendola: 'Porta a porta ignobile' - "I talk show li
vedo quando vi partecipo, ma non 'Porta a porta' che è una trasmissione ignobile che uccide il confronto e
quindi non ci vado". Lo ha detto Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, intervenendo a un incontro
su giovani e politica all'università Bocconi di Milano. Replica Bruno Vespa, che di 'Porta a Porta' è il
conduttore: "Vendola ha due facce ed è un pavido. Incontrandomi in un ristorante di Venezia durante l'ultimo
Festival del cinema mi è venuto incontro cordialmente e si è detto disponibile a essere ospite di 'Porta a
Porta', rispondendo sempre poi peraltro negativamente ai nostri inviti. È facile oggi replicare che di ignobile
c'è soltanto la sua dichiarazione" (17 marzo). 'Tg Norba 24' arriva al Nord - "Tg Norba 24 è un progetto che
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vuole contribuire a un confronto costruttivo tra Nord e Sud in un momento delicato per il nostro Paese,
impegnato nello storico passaggio al federalismo". Lo ha detto l'editore Luca Montrone a Milano nel corso
della presentazione del suo canale visibile ora anche sul digitale terrestre free in Lombardia, Piemonte,
Veneto, Friuli, Trentino, oltre che in Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Sicilia (21 marzo).
Mediapason si allarga con Torinow - Dopo Milanow, partito lo scorso autunno, Mediapason lancia Torinow sul
canale 199 del digitale terrestre. La nuova rete ali news racconta quello che succede nel capoluogo
piemontese e nel suo hinterland con il supporto redazionale di Videogruppo, storica emittente regionale
all'interno del network di tivù areali di Sandro Parenzo che comprende Antenna 3, Telelombardia e i nuovi
canali digitali Top Calcio 24 e Milanow (21 marzo). Orfeo lascia il 'Tg2' Mario Orfeo ha formalizzato le sue
dimissioni dalla Rai per andare a dirigere // Messaggero. Nominato nel luglio 2009 con il voto unanime del
Cda, lascia un telegiornale che ha guadagnato audience e credibilità crescenti seguendo la regola di non
omettere le notizie e facendo un'informazione non faziosa e senza scandalismi (21 marzo). Mediaset e
Publitalia, 2010 in crescita - La raccolta pubblicitaria di Publitalia sulle tre reti generaliste Mediaset ha
raggiunto nel 2010 i 2.760,8 milioni, con un incremento di 127 milioni al 2009. I ricavi netti consolidati di
Mediaset ammontano a 4.292,5 milioni, in aumento del 10,5% rispetto ai 3.882,9 del 2009. I ricavi di
Mediaset Premium sono cresciuti del 24,9% a 700,4 milioni. L'utile netto di competenza di Mediaset è pari a
352,2 milioni contro i 272,4 del 2009 (22 marzo). Reintegrato il Fus - II sottosegretario Gianni ì Letta ha
spiegato oggi in una conferenza stampa che per il Fondo unico per lo spettacolo vengono stanziati 140
milioni di euro che consentono di riportare la dotazione a 407 milioni. A questi vanno aggiunti ulteriori 26
milioni già nelle disponibilità del ministero per i Beni culturali. Il Fus torna così alla cifra complessiva di 428
milioni. Letta ha poi sottolineato che, con i meccanismi approvati, "è stata data stabilità al Fus e anche il tax
credit diventa stabile e permanente" (23 marzo). Prorogato il divieto di incrocio stampa-tivù - II Consiglio dei
ministri ha prorogato al 31 dicembre 2012 il divieto di possedere contemporaneamente giornali e televisioni.
La norma è contenuta in un decreto con alcuni correttivi al Milleproroghe, che fissava questo divieto al 3 1
marzo di quest'anno, e accoglie le recenti richieste e osservazioni dell'Agcom e dell'Antitrust in favore di una
proroga (23 marzo). Grandi manovre sul contratto di Fazio - È al fischio d'inizio la delicata partita del rinnovo
dei contratti di Fabio Fazio, Milena Gabanelli e Giovanni Floris, le star di Raitre che portano grandi ascolti ma
sono nel mirino del centrodestra. Masi ha preso direttamente in mano la trattativa con Fazio e con il suo
agente Beppe Caschetto puntando a ridimensionare il cachet del conduttore (2 milioni l'anno), mentre si
vocifera di una trattativa parallela di Caschetto con Giovanni Stella, l'ad di TI Media, per un possibile approdo
di Fazio a La7 (24 marzo). Fox Italia introduce il 'brand licensing' sui canali - Fox Channels Italy, gruppo tivù
proprietario di dodici brand in Italia su Sky, allarga la sua attività commerciale e di marketing. Oltre a progetti
di comunicazione che interessano le serie più famose, vengono coinvolti da accordi di lii cenza i marchi
televisivi ! come FoxLife, FoxCrime, i BabyTv e FoxRetro. Que| st'ultimo, ad esempio, con Universal Music ha
prodotto un ed compilation con le sigle tivù di maggior successo (28 marzo). Restyling per La7 - In
coincidenza con il suo decimo compleanno, l'emittente di Telecom Italia Media inaugura oggi un nuovo logo e
una nuova veste grafica, dalla tivù al sito web (29 marzo). No alla norma 'blocca-talk' - La commissione di
Vigilanza sulla Rai, presieduta da Sergio Zavoli, giudica inammissibili gli emendamenti di Pdl e Lega al
regolamento sulla par condicio per le amministrative di maggio che equiparano talk show e tribune politiche.
Viene ribadita inoltre la necessità del rispetto dei criteri d'imparzialità, pluralismo e completezza
dell'informazione, esentando i talk show dall'obbligo di parità di presenza delle diverse forze politiche come
nel 2010. Lo stop avrebbe determinato la sospensione dei programmi d'informazione politica durante la
campagna elettorale (30 marzo). Accordo per i giornalisti di Sky - È stata siglata l'intesa tra i sindacati di
categoria e i comitati di redazione di Sky Tg24, Sky Sport 24, Sport Time e Sky.it per l'occupazione e i
contratti di lavoro a tempo determinato dei giornalisti (30 marzo). A Mediaset la Serie B di Dahlia - Attraverso
Rti, Mediaset si aggiudica i diritti per il digitale terrestre del calcio di Serie B, messi all'asta dopo il fallimento
di Dahlia Tv. Le partite tornano visibili su Mediaset Premium dopo sei giornate di blackout (31 marzo). 'Tg
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
La7' dei record Tra il 27 marzo e il 2 aprile il telegiornale delle 20 di La7, diretto da fine luglio 2010 da Enrico
Mentana, registra gli ascolti settimanali più alti della sua storia con una share media del 9,48%, quasi 2,3
milioni di spettatori nel singolo minuto e circa 3,6 milioni di contatti a sera (2 aprile). 'Tg2', direttore ad interini
- Scontro nel Cda della Rai sulla nomina di Susanna Petruni, candidata del Pdl, a direttore del Tg2. Si decide
di prendere tempo affidando la responsabilità del telegiornale ad interim al vice direttore Mario De Scalzi (4
aprile). Rai, firmato il contratto di servizio - È stato firmato ieri il contratto di servizio Rai 2010-2012. Lo hanno
sottoscritto il presidente della Rai Paolo Garimberti e il dirigente generale per i servizi di comunicazione
elettronica del ministero dello Sviluppo economico, Francesco Saverio Leone (6 aprile). Santoro batte ancora
la Rai: 'Ricorso illegittimo' - La Corte d'appello di Roma ha respinto come "inammissibile" il ricorso presentato
dalla direzione generale Rai per chiedere la sospensione della sentenza che riammetteva Michele Santoro a
Viale Mazzini. "'Annozero' va avanti, almeno fino al prossimo ostacolo", ha commentato Santoro (7 aprile).
L'Agcom interviene sui videomessaggi - Gli operatori dell'informazione radiotelevisiva possono diffondere nei
tg e nei programmi di approfondimento videomessaggi di soggetti politici e istituzionali "solo in casi
eccezionali di rilevante interesse pubblico e nel rispetto di modalità tali da non incidere sul pluralismo
dell'informazione". Lo ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presieduta da Corrado
Calabrò, affidando il chiarimento a una nota pubblicata sul suo sito (12 aprile). Cisl lancia Labor Tv Parte il 1 °
maggio Labor Tv, il canale televisivo della Cisl visibile sul sito www.cisl.it, sul satellite (canale 924) e sul
digitale terrestre nel Centro Italia. Il palinsesto prevede rassegne stampa, commenti ai fatti del giorno, dibattiti
e approfondimenti anche di servizio, collegamenti con le fabbriche, notiziari dalle regioni e dalle categorie, un
tg pomeridiano, film, documentari. Direttore politico sarà Raffaele Bonanni, segretario Cisl; direttore editoriale
Fausto De Simone; responsabile giornalistico - la redazione ha come nucleo centrale i redattori del quotidiano
Conquiste del Lavoro - Salvo Guglielmino, responsabile stampa della confederazione sindacale ( 13 aprile).
Calendarizzato l'ultimo turno degli switchoff - Liguria, Toscana, Umbria, provincia di Viterbo, Marche e
Abruzzo e Molise spegneranno l'analogico tra ottobre e dicembre del 2011; le rimanenti regioni, Puglia,
Basilicata, Calabria e Sicilia, passeranno al digitale nel primo semestre del 2012. La pianificazione è stata
decisa dal Cnid malgrado il dissenso dell'emittenza locale pronta a un ricorso al Tar (14 aprile). Crolla il
canone Rai? Sì, no, forse - Secondo i dati diffusi dal ministero dell'Economia nel primo bimestre dell'anno le
entrate del canone Rai sono state di 938 milioni di euro, 562 in meno rispetto allo stesso periodo del 2010. Al
contrario la Rai comunica che "i dati del ministero dell'Economia sono errati. La raccolta del canone nel
gennaiofebbraio 2011 ha avuto un incremento di oltre 1 5 milioni sullo stesso periodo dello scorso anno" (15
aprile). Pubblicità tivù, scontro Confalonieri-De Benedetti - II presidente di Mediaset e quello del Gruppo
Editoriale L'Espresso si sono punzecchiati sulla raccolta pubblicitaria. Confalonieri, all'assemblea dei soci
Mediaset, ha risposto ad alcune dichiarazioni dei giorni scorsi di De Benedetti. "Oltre ai profeti, smentiti, di
sventura, ci tocca anche sentire le obsolete prediche antitelevi: sive, soprattutto anti Me: diaset, degli editori
di i carta stampata, Gruppo ; L'Espresso-La Repubblica : in testa", ha detto, sostenendo che non esiste più
un duopolio Rai-Mediaset grazie allo sviluppo del digitale, alla presenza di Sky Italia e alla crescita di La7 (21
aprile). L'Agcom rimprovera i tg: 'Premier troppo pre| sente' - È questa la conclusione alla quale è arrivata
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dopo aver monitorato tg e programmi televisivi. Nel tempo di
notizia c'è, scrive l'Agcom, "un'obiettiva sovraesposizione del presidente del Consiglio, il quale, oltretutto, è
direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano". Perciò l'Autorità ha ribadito a
tutti i tg "di attenersi con particolare rigore ai principi di completezza, correttezza, obiettività, equità,
imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste e i soggetti concorrenti, fino alla fine della campagna
elettorale" (28 aprile). Masi lascia la Rai per la Consap - L'assemblea della Consap ha nominato
amministratore delegato Mauro Masi, che lascia così l'incarico di direttore generale della Rai ricoperto dal 2
aprile 2009, quando subentrò a Claudio Cappon (28 aprile). Non passa la norma salva Cda Rai - Non è
passata la norma salva manager inserita nella legge Comunitaria (ddl n. 4059) su proposta del leghista
Gianluca Pini. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha reputato inammissibile l'articolo che aboliva le
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sanzioni per danno erariale a consiglieri di amministrazione di società partecipate dallo Stato in misura
superiore al 50% (29 aprile). Sky in sciopero - "Lo sciopero è ormai necessario a causa delle decisioni
dell'azienda in tema di politiche retributive, outsourcing, delocalizzazioni e sedi: Sky ha confermato la volontà
di ampliare la quota di lavoro dato in esterno, minando considerevolmente l'attuale assetto societario e
produttivo, non dando certezza alcuna circa il mantenimento delle attuali sedi e relative posizioni di lavoro e
alimentando il dumping tra lavoratori". Così i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso 12 ore di
sciopero a Sky, con modalità ancora da definire (3 maggio). Rai, Lorenza Lei nuovo dg - La Rai nomina il
primo direttore generale donna: Lorenza Lei, 50 anni, bolognese, un figlio. Attuale vice direttore generale per
l'Area produttiva e gestionale, ha iniziato a lavorare in Rai nel dicembre '95 come consulente di Rai In:
ternational. Passaggi importanti di Lorenza Lei a , Viale Mazzini sono stati i | due anni passati come dirigente
nella struttura di Rai Giubileo, la nomina a responsabile programmazione mezzi di produzione di Raiuno, la
direzione dello staff del direttore generale (con Sacca, Cattaneo e Meocci) e poi dal 2006 la responsabilità j
della direzione Risorse i televisive, fino alla nomina alla vice direzione gè- | nerale nel 2009 (3 mag- j
Riccardo Tozzi presi- i dente di Anica - L'Associazione delle industrie cinematografiche audiovisive
multimediali ha nominato il fondatore e presidente di Cattleya, Riccardo Tozzi, presidente per il prossimo
triennio. Prende il posto di Paolo Ferrari (5 maggio). L'Agcom multa il 'Tgl' - L'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni ha sanzionato con lOOmila euro il Tgl "per l'inadeguata osservanza dell'ordine e dei richiami
rivoltigli in precedenza" in materia di par condicio. L'Autorità riconferma l'ordine recentemente impartito ai tg
di "immediato riequilibrio" tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione, con l'impegno a dedicare agli
esponenti del governo un tempo "riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente
indispensabile per assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione", in particolare "per il
presidente del Consiglio", che è anche capolista alle elezioni amministrative di Milano (10 maggio). 'X Factor'
finisce nelle maglie di Sky - Cancellato dai palinsesti di Raidue, 'X Factor' si potrà vedere su Sky, che ha
acquisito per due anni i diritti del formai dalla società titolare FremantleMedia di cui è ad Lorenzo Mieli. La
nuova edizione del talent andrà in onda in autunno su Sky Uno e sarà prodotta da FremantleMedia Italia. Il
mercato italiano è il primo al mondo in cui 'X Factor' viene trasmesso su una rete a pagamento (10 maggio).
Riorganizzazione in Rai - II Cda presieduto da Paolo Garimberti approva la riorganizzazione, voluta da
Lorenza Lei, articolata in canali e generi che separa le attività editoriali e di palinsesto dalla produzione.
Varata anche la nuova direzione Intrattenimento (12 maggio).
Foto: Mauro Masi, direttore generale Rai. Gad Lerner, conduttore dell'Infedele'.
Foto: Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Simona Ventura, conduttrice televisiva. Fulvio Fammoni, segretario
confederale Cgil.
Foto: Roberto Benigni, attore e comico. Lucio Presta, agente televisivo.
Foto: Giovanni Stella, amministratore delegato Telecom Italia Media. Renzo Bossi, responsabile media della
Lega Nord. Giuliano Ferrara, direttore del Foglio.
Foto: Ilaria Dallatana, amministratore delegato Magnolia. Alessio Butti, capogruppo Pdl in commissione di
Vigilanza Rai.
Foto: Giuliano Adreani. ad e presidente di Publitalia e ad di Mediaset. Sandro Parenzo, presidente di
Mediapason. Luca Montrone, editore e presidente di Telenorba.
Foto: Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl. Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza
Rai.
Foto: Lorenza Lei, direttore generale Rai. Lorenzo Mieli, ad FremantleMedia Italia. Riccardo Tozzi, presidente
Anica.
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Anno a dir poco vivace per il mondo della televisione italiana alla faccia di tutti quei soloni che un giorno sì e
l'altro pure continuano a dirci che il piccolo schermo è morto, che non attrae più nessuno, che gli italiani
passano il tempo a smanettare su Internet. Gli italiani che vanno su Internet sono una quota in crescita (27
milioni) ma ancora insufficiente, tanto che i grandi gruppi delle tic sono disperati per dover mantenere una
rete costosa che non rende come dovrebbe. Per non parlare delle cronache marziane che hanno visto al
centro i vertici di Viale Mazzini; le liti in diretta tra il direttore generale Mauro Masi e Michele Santoro che
hanno fatto schizzare in alto gli ascolti; gli sforzi degli scherani di Berlusconi che hanno tentato in ogni modo
di far fuori conduttori, manager e comici invisi al capo; la proposta del senatore pidiellino Butti di inserire nei
titoli di coda dei programmi Rai i compensi degli autori e delle star; il Tg1 pateticamente di parte con un
direttore pop che si sporca le dita con una questione umiliante di note spese. Mediaset giganteggia per la
raccolta pubblicitaria, anche se il 2011 è stato un anno difficile per tutti, e continua a investire nei canali sul
digitale terrestre pay e free, ma l'azienda pare un po' appannata sui canali generalisti dove sente, come la
Rai, il morso dell'onda crescente della concorrenza dei sempre più numerosi canali verticali sul dtt. La
televisione infatti non è più solo Rai e Mediaset. L'arrivo di Mentana a La7 ha fatto saltare vecchi e consolidati
equilibri registrando ascolti da record, mentre la Cairo Pubblicità ha saputo cogliere il valore commerciale
della partita. Anche Sky - che ha raggiunto l'agognato traguardo dei 5 milioni di abbonati ha reso più vivace la
propria offerta e ha fatto la parte del leone accaparrandosi tutti i grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Londra,
Mondiali e Champion's League). pier silvio berlusconi e claudio bisio mediaset, ENRICO MENTANA TGLA7,
PAOLO GARIMBERTI E LORENZA LEI RAI ANDREA ZAPPIA E HAMES MURDOCH SKY MICHELE
SANTORO SERVIZIO PUBBLICO SERENA DANDINI E PAOLO RUFFINI LA7 YVES CONFALONIERI
PAOLO LIGUORI E MARIO GIORDANO TGCOM AUGUSTO MINZOLINI
29/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
40
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2011 tv e radio
28/01/2012
1 articolo
28/01/2012
Corriere della Sera - Roma
Pag. 15
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Il futuro nella formula del Kino
C. De L.
«Noi siamo una cosa diversa». Cristiano Gerbino sottolinea subito l'originalità del Kino, il «mini-miniplex» del
Pigneto che di finanziamenti pubblici non ha bisogno. «La nostra formula è il futuro del cinema - dice - Qui da
noi si vedono film indipendenti e fuori da ogni circuito e poi si beve e si mangia qualcosa chiacchierando con
registi e scrittori. C'è un confronto passionale di idee: il cinema, insomma, per noi non è solo un pop corn e
coca cola». Onestamente, Gerbino riconosce che «la sala ha 35 posti e senza il bar non potremo sostenerci.
Dal 10 febbraio, infatti, apriremo anche il bistrot». Ma la scommessa del mini-miniplex è vincente e
replicabile: «A poco più di un anno dall'apertura, il nostro progetto nato in appena 100 metri quadrati ha fatto
scalpore e molti proseliti. In questi mesi, altre città si sono dimostrate interessate ad aprire altri piccoli "kini".
Milano e Bologna sono pronte a partire». E la formula potrebbe anche funzionare su scala più ampia, per
qualsiasi sala tradizionale. «Ce lo ha detto anche l'Anica: il kino è il modello più avanzato di cinema che c'è in
Italia. Se i film commerciali sono supportati dai multiplex, l'idea dei miniplex che offrono anche discussioni,
concerti ed eventi può sostenere le pellicole indipendenti perché intercetta i bisogni di un pubblico ampio che
vuole vivere il cinema anche fuori dallo schermo».
RIPRODUZIONE RISERVATA
28/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
42
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Al Pigneto
27/01/2012
3 articoli
27/01/2012
DailyMedia
Pag. 29
(diffusione:15000, tiratura:15000)
Non c'è dubbio che il 2011 si debba considerare l'anno del cinema italiano. 38 dei poco più di cento milioni di
biglietti venduti secondo i dati Cinetel sono stati staccati per film italiani, per una quota del 37,5%. Un risultato
straordinario, impensabile fino a qualche anno fa, per le produzioni italiane: nel resto d'Europa, la quota di
mercato nazionale di film spagnoli, tedeschi e inglesi, si attesta intorno al 10 per cento Ma questo risultato
non deve comunque nascondere le ombre del mercato. Un mercato in contrazione, a nostro avviso, per gli
squilibri del circuito, per una oggettiva essione del cinema americano, per il dilagare della pirateria. Anche per
quel che riguarda il cinema italiano ci sono fattori molto problematici: se è vero, infatti, che il pubblico si è
riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film
d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia insomma di confinare il
cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. Un altro elemento che salta
agli occhi con evidenza dai dati è la troppa concentrazione delle uscite di film italiani nei mesi che vanno da
ottobre a marzo. Il fatto che da aprile a settembre la quota nazionale si abbatta vertiginosamente è un
elemento che va corretto, anche perché le pellicole nazionali si cannibalizzano l'un l'altra, con uscite troppo
ravvicinate. Dobbiamo trovare (anche qui tutti insieme) forme intelligenti per incentivare uscite più diuse
nell'arco dell'anno e dobbiamo farlo in fretta. Il cinema italiano, quindi, è una componente dinamica del
mercato: se c'è un'oerta forte di cinema italiano, cresce il volume di incassi. Poi, se l'oerta sparisce, come
accade nel lungo periodo estivo che da noi va da aprile ad ottobre, allora gli incassi scendono visibilmente.
Foto: * Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali
27/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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1. Il commento di Riccardo Tozzi, Presidente ANICA*: il cinema italiano
componente dinamica del mercato
27/01/2012
DailyMedia
Pag. 4
(diffusione:15000, tiratura:15000)
Un rapporto ppuuOOmmmmyy nnuullllaa Senza trascurare le difficoltà del mercato e la necessità di lavorare
su alcuni punti di criticità, i due presidenti si dicono orgogliosi per il risultato straordinario ottenuto dalle
produzioni italiane e ottimisti per il 2012 Dall'alto, Riccardo Tozzi e Lionello Cerri
27/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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I commenti di Riccardo Tozzi (ANICA) e Lionello Cerri(ANEC)
27/01/2012
Il Nuovo di Parma
Pag. 20
La proposta del nuovo presidente dei distributori Anica Richard Borg sarebbe una valida soluzione per
allargare il mercato cinematografico italiano. Facendo del mercoledì il giorno unico per i nuovi film (e non più
sparsi per la settimana per seguire le uscite internazionali) avremmo la prima visione in coincidenza con la
riduzione e, di conseguenza, un nuovo appuntamento molto forte da sommare ai tradizionali venerdì e
sabato. Ci sarebbe anche più spazio per il passaparola positivo.
27/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Nuove uscite tutte al mercoledì
26/01/2012
4 articoli
26/01/2012
06:45
Corriere.it
Sito Web
Home
LA PROTESTA - Per Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, si tratta di un provvedimento «liberticida»,
che potrebbe avere «un impatto negativo sulla libertà di espressione, l'accesso alle medicine ma anche alla
cultura e alla conoscenza». I blog di settore ribollono, temendo la stretta sul copyright già annunciata dalle
proposte di legge americane Sopa e Pipa, e in Italia dall'emendamento Fava. Tom's hardware parla di
«guerra termonucleare alla pirateria». Fulvio Sarzana, sul suo blog sottolinea le ripercussioni negative che
un'applicazione estensiva delle nuove norme avrà sui soggetti più deboli, citando un caso estremo: «Acta
consentirà ad esempio di ottenere da un'Università Africana che studia un vaccino contro l'Aids il nominativo
dei ricercatori che lavorano alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a
procedimento per violazione di brevetto». Un altro avvocato specializzato in tematiche digitali, Marco
Scialdone, la pensa allo stesso modo: «I provider possono fornire dati solo ad autorità giudiziaria. La
tendenza è invece una sorta di privatizzazione della giustizia. E questo non è ammissibile».LA POSIZIONE
DEI PRODUTTORI - «Queste polemiche sono eccessive - argomento Enzo Mazza, presidente della
Federazione industria musicale italiana -. L'accordo con modifica nessuna norma comunitaria o italiana ma
armonizza solo le procedure per rendere più efficace la lotta alla pirateria e alla contraffazione posta in
essere da organizzazioni criminali come Megaupload o dalla camorra». Parere condiviso da Riccardo Tozzi,
presidente dell'Anica: «La legge deve assolutamente proteggere la libertà d'espressione in rete - premette il
leader dei produttori cinematografici in un comunicato diffuso sul sito dell'associazione - allo stesso tempo,
però, servono regole per garantirci tutela da chi usa a scopi commerciali opere intere».Antonio Castaldo
Twitter @gorazio26 gennaio 2012 | 18:45© RIPRODUZIONE RISERVATA
26/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Acta, l'Ue aderisce al trattato anti-pirateria
26/01/2012
Corriere.it
Sito Web
Acta, l'Ue aderisce al trattato anti-pirateria Anonymous blocca il sito
dell'Europarlamento
Economia
L'ATTACCO DEGLI HACKER - Immediata la ritorsione di un gruppo di hacker che ha reso per alcune ore
inaccessibile il sito del Parlamento europeo. Secondo i tecnici dell'istituzione europea l'azione è stata
condotta da 'Anonymous', il collettivo di hackers che si batte per la libertà della Rete. «Il sito - ha precisato il
portavoce dell'Europarlamento - è stato attaccato con una domanda massiccia di richieste. Gli hacker non
sono entrati nella rete interna, che ha continuato a funzionare normalmente» Sulla sua pagina Facebook,
Anonymous aveva lanciato un appello «ad azioni mirate contro la Commissione europea ed il Consiglio
europeo» per aver firmato oggi a Tokyo l'accordo mondiale anti-contraffazione e anti-pirateria Acta. Il
Parlamento europeo deve ancora esprimersi sulla opportunità dell'adesione della Ue all'Acta. E già il relatore
della norma, l'eurodeputato socialista francese Kader Arif, si è dissociato, annunciando le sue dimissioni
dall'incarico. Secondo Arif «l'accordo pone problemi per l'impatto sulle libertà civili, per le responsabilità che si
fanno gravare sui provider, per le conseguenze che avrà sulla fabbricazione di medicinali generici».LA
PROTESTA - Per Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, si tratta di un provvedimento «liberticida», che
potrebbe avere «un impatto negativo sulla libertà di espressione, l'accesso alle medicine ma anche alla
cultura e alla conoscenza». I blog di settore ribollono, temendo la stretta sul copyright già annunciata dalle
proposte di legge americane Sopa e Pipa, e in Italia dall'emendamento Fava. Tom's hardware parla di
«guerra termonucleare alla pirateria». Fulvio Sarzana, sul suo blog sottolinea le ripercussioni negative che
un'applicazione estensiva delle nuove norme avrà sui soggetti più deboli, citando un caso estremo: «Acta
consentirà ad esempio di ottenere da un'Università Africana che studia un vaccino contro l'Aids il nominativo
dei ricercatori che lavorano alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a
procedimento per violazione di brevetto». Un altro avvocato specializzato in tematiche digitali, Marco
Scialdone, la pensa allo stesso modo: «I provider possono fornire dati solo ad autorità giudiziaria. La
tendenza è invece una sorta di privatizzazione della giustizia. E questo non è ammissibile».LA POSIZIONE
DEI PRODUTTORI - «Queste polemiche sono eccessive - argomento Enzo Mazza, presidente della
Federazione industria musicale italiana -. L'accordo con modifica nessuna norma comunitaria o italiana ma
armonizza solo le procedure per rendere più efficace la lotta alla pirateria e alla contraffazione posta in
essere da organizzazioni criminali come Megaupload o dalla camorra». Parere condiviso da Riccardo Tozzi,
presidente dell'Anica: «La legge deve assolutamente proteggere la libertà d'espressione in rete - premette il
leader dei produttori cinematografici in un comunicato diffuso sul sito dell'associazione - allo stesso tempo,
però, servono regole per garantirci tutela da chi usa a scopi commerciali opere intere».Antonio Castaldo
Twitter @gorazio26 gennaio 2012 | 19:21© RIPRODUZIONE RISERVATA
26/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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LE NORME DOVRANNO ESSERE RATIFICATE DALL'EUROPARLAMENTO
26/01/2012
Panorama.it
Sito Web
marco.morello
Due modi diversi di concepire il diritto d'autore a confronto: da un lato il punto di vista di Riccardo Tozzi,
presidente dell'Anica, l'Associazione nazionale delle industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali;
dall'altro quello di Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, associazione di area radicale che si batte per le
libertà digitali. A entrambi Panorama.it ha posto le stesse domande, in un'intervista doppia che affronta i
principali temi del dibattito.
26/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Tesi a confronto sulla pirateria digitale - Nicotra vs Tozzi
26/01/2012
Corriere Adriatico - Macerata
Pag. 2
(diffusione:18490, tiratura:24149)
Macerata Il regista maceratese Maurizio Failla è in corsa per il David di Donatello con il cortometraggio Tape
- Boy, video realizzato in bianco e nero Hd nel 2011, interpretato da amici, e realizzato a Civitanova. L'opera
è la triste storia di un ragazzo che nasce con la testa a musicasetta e vede il tempo che passa sulla riva del
mare. E' un cortometraggio surreale ispirato ai lavori di Gondry, Kitano e Lynch e vuole esserne un omaggio.
Failla ha partecipato già altre volte ai David come regista di cortometraggi, questa è la sua quinta
partecipazione. Nelle precedenti ha ricevuto una menzione ed è entrato nel catalogo Anica delle 50
produzioni migliori italiane per ben tre anni. montaggio e post-produzione sono a cura dello stesso regista. Gli
attori sono Paolo Rinaldi e Riccardo Nebbia.
26/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Fabrizio Failla in corsa al David
23/01/2012
2 articoli
23/01/2012
Dagospia
Sito Web
Michele Anselmi per " il Secolo XIX "CARLO VERDONE
Il cinema ai tempi della crisi. Mica quello d'autore, che già va male di suo, anche quando è bello o bellissimo,
causa rarefazione delle sale nei centri storici e pubblico agé ormai impigrito, restio a uscire di casa la sera.
Pure il cinema di commedia, o più genericamente comico, non se la passa più tanto bene.
La situazione è sotto osservazione. Produttori, registi, attori, distributori ed esercenti si chiedono cosa stia
succedendo, compulsando dati poco incoraggianti: se da un lato i film italiani da ridere si salvano al
botteghino mantenendo una quota di mercato del 37 per cento, dall'altro gli incassi totali in un anno sono
scesi del 10 per cento, addirittura del 14 nel periodo natalizio dal 16 dicembre al 6 gennaio.AURELIO DE
LAURENTIIS
Nemmeno Hollywood tira più come prima. A quando un altro "Avatar"? E intanto tra il 20 e il 27 di ogni mese
calano, considerevolmente, le presenze nelle sale.
Anche per questo un laconico comunicato stampa della Filmauro, la società di Aurelio De Laurentiis,
informava pochi giorni fa che l'uscita di "Posti in piedi in Paradiso", prevista da mesi per il 24 febbraio, dopo il
festival di Sanremo e in modo da non sovrapporsi ad altre commedie italiche di richiamo, sarà posticipata al 2
marzo. Perché?
Uno pensa alle partite di calcio, ormai l'incubo di chi fa il cinema popolare, e certo in quei giorni ce ne sono di
importanti. Ma lo spostamento deciso da De Laurentiis, uno che studia i grafici e le tabelle, si porta dietro la
constatazione che girano sempre meno soldi, specie dopo l'ennesima stangata in arrivo già a fine gennaio,
con le nuove addizionali regionali Irpef maggiorate dal cosiddetto decreto "salva Italia".I BROS CARLO E
ENRICO VANZINA
Soprattutto a fine mese - i dati parlano chiaro - la gente va meno al cinema. I discografici già se n'erano
accorti, da tempo i cd vendono poco in quei giorni, tutti giù a "scaricare"; ora, salvo eccezioni che confermano
la regola, tocca all'industria cinematografica misurarsi con la pessima congiuntura.
Del resto, "Posti in piedi in Paradiso" si intona al momento. Chi l'ha visto assicura che è molto spassoso,
nonostante il tema preso dalla dura realtà sociale, e bisogna riconoscere che Verdone non si tira indietro di
fronte alle sfide impegnative: due anni fa il suo "Io, loro e Lara" uscì ai primi di gennaio, dieci giorni prima di
"Avatar", e andò lo stesso bene. Se lì l'attore-regista incarnava un missionario in crisi alle prese con una
famiglia incasinata, qui è un ex discografico di successo, tal Ulisse Diamanti, che vive nel retro del suo
negozio di vinili vintage arrotondando le scarse entrate vendendo "memorabilia" su e-Bay.
pieraccioni_felicita
Non stanno meglio gli altri due protagonisti: un ex critico cinematografico ridottosi a occuparsi di gossip
(Piefrancesco Favino) e un ex imprenditore con doppia famiglia finito a fare l'agente immobiliare (Marco
Giallini). Tutti e tre padri separati costretti a versare quasi tutto ciò che guadagnano in alimenti e spese di
mantenimento per mogli e figli. Mettendo 250 euro a testa, andranno a vivere insieme, quasi fossero studenti
universitari ventenni, affittando l'appartamento meno costoso e più rumoroso di Roma. E il peggio deve
ancora venire.VERDONE POSTI IN PIEDI IN PARADISO
Appunto: il cinema ai tempi della crisi. La situazione da settimane è sotto osservazione. Del crollo dei cinepanettoni di De Sica e Pieraccioni sapete tutto, ma incuriosisce che nemmeno "Immaturi - Il viaggio" bisserà
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
PIANGE IL BOTTEGHINO - TRA IL 20 E IL 27 DI OGNI MESE CALANO LE
PRESENZE NELLE SALE? E AURELIO DE LAURENTIIS RINVIA L'USCITA
DEL NUOVO VERDONE "POSTI IN PIEDI IN PARADISO", PREVISTA DA
MESI PER IL 24 FEBBRAIO AL 2 MARZO - NON È SOLO LA CARENZA DI
IDEE NUO
23/01/2012
Dagospia
Sito Web
23/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
gli oltre 15 milioni del primo capitolo, fermandosi attorno agli 11, quasi un terzo di meno. Vedremo con
"Benvenuti al Nord", altro seguito molto atteso appena uscito: a occhio non arriverà ai 30 milioni dell'altro.
Poi, d'accordo, il cinema continua ad essere la forma più popolare e a buon mercato di svago, un
intrattenimento per famiglie, grazie alla sostanziale tenuta del biglietto di ingresso: 8.5 euro per i film normali,
11 per quelli in 3D, con sconti sostanziosi al mercoledì.
Tuttavia si odono sinistri scricchiolii, nessuno è più sicuro di nulla, anche i film un tempo ritenuti sicuri al boxoffice devono fare i conti con l'impoverimento italiano, la disoccupazione giovanile al 27.5 per cento, la
recessione che durerà almeno due anni, le ansie della quarta settimana, l'attesa spasmodica del 27, che per
molti arriva dieci-quindici giorni dopo.VERDONE COL PRIMO CIAK DI POSTI IN PIEDI IN PARADISO
Manco a farlo apposta, proprio mercoledì scorso il neo-presidente dei distributori Anica, Richard Borg, s'è
interrogato sul tema, formulando alcune proposte. Una recita: «Vogliamo fare in modo che in Italia il giorno
del biglietto a prezzo ridotto sia lo stesso ovunque? Se così fosse, si potrebbe imbastire una grande
campagna nazionale per convincere il pubblico».
E aggiunge: «Bisogna convincere gli spettatori che il cinema è un bene che va utilizzato di più, per divertirsi,
imparare, ampliare la propria cultura. Oggi in Italia si va a vedere un film, non si va al cinema». Con tutto il
rispetto per Borg, la differenza, considerando l'aria di micragna che si respira da noi, non sta proprio in piedi.
TAG: Aurelio De Laurentiis , Michele Anselmi , Marco Giallini , Ulisse Diamanti , Carlo Verdone , Richard
Borg
23/01/2012
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Michele Anselmi per " il Secolo XIX "CARLO VERDONE
Il cinema ai tempi della crisi. Mica quello d'autore, che già va male di suo, anche quando è bello o bellissimo,
causa rarefazione delle sale nei centri storici e pubblico agé ormai impigrito, restio a uscire di casa la sera.
Pure il cinema di commedia, o più genericamente comico, non se la passa più tanto bene.
La situazione è sotto osservazione. Produttori, registi, attori, distributori ed esercenti si chiedono cosa stia
succedendo, compulsando dati poco incoraggianti: se da un lato i film italiani da ridere si salvano al
botteghino mantenendo una quota di mercato del 37 per cento, dall'altro gli incassi totali in un anno sono
scesi del 10 per cento, addirittura del 14 nel periodo natalizio dal 16 dicembre al 6 gennaio.AURELIO DE
LAURENTIIS
Nemmeno Hollywood tira più come prima. A quando un altro "Avatar"? E intanto tra il 20 e il 27 di ogni mese
calano, considerevolmente, le presenze nelle sale.
Anche per questo un laconico comunicato stampa della Filmauro, la società di Aurelio De Laurentiis,
informava pochi giorni fa che l'uscita di "Posti in piedi in Paradiso", prevista da mesi per il 24 febbraio, dopo il
festival di Sanremo e in modo da non sovrapporsi ad altre commedie italiche di richiamo, sarà posticipata al 2
marzo. Perché?
Uno pensa alle partite di calcio, ormai l'incubo di chi fa il cinema popolare, e certo in quei giorni ce ne sono di
importanti. Ma lo spostamento deciso da De Laurentiis, uno che studia i grafici e le tabelle, si porta dietro la
constatazione che girano sempre meno soldi, specie dopo l'ennesima stangata in arrivo già a fine gennaio,
con le nuove addizionali regionali Irpef maggiorate dal cosiddetto decreto "salva Italia".I BROS CARLO E
ENRICO VANZINA
Soprattutto a fine mese - i dati parlano chiaro - la gente va meno al cinema. I discografici già se n'erano
accorti, da tempo i cd vendono poco in quei giorni, tutti giù a "scaricare"; ora, salvo eccezioni che confermano
la regola, tocca all'industria cinematografica misurarsi con la pessima congiuntura.
Del resto, "Posti in piedi in Paradiso" si intona al momento. Chi l'ha visto assicura che è molto spassoso,
nonostante il tema preso dalla dura realtà sociale, e bisogna riconoscere che Verdone non si tira indietro di
fronte alle sfide impegnative: due anni fa il suo "Io, loro e Lara" uscì ai primi di gennaio, dieci giorni prima di
"Avatar", e andò lo stesso bene. Se lì l'attore-regista incarnava un missionario in crisi alle prese con una
famiglia incasinata, qui è un ex discografico di successo, tal Ulisse Diamanti, che vive nel retro del suo
negozio di vinili vintage arrotondando le scarse entrate vendendo "memorabilia" su e-Bay.
pieraccioni_felicita
Non stanno meglio gli altri due protagonisti: un ex critico cinematografico ridottosi a occuparsi di gossip
(Piefrancesco Favino) e un ex imprenditore con doppia famiglia finito a fare l'agente immobiliare (Marco
Giallini). Tutti e tre padri separati costretti a versare quasi tutto ciò che guadagnano in alimenti e spese di
mantenimento per mogli e figli. Mettendo 250 euro a testa, andranno a vivere insieme, quasi fossero studenti
universitari ventenni, affittando l'appartamento meno costoso e più rumoroso di Roma. E il peggio deve
ancora venire.VERDONE POSTI IN PIEDI IN PARADISO
Appunto: il cinema ai tempi della crisi. La situazione da settimane è sotto osservazione. Del crollo dei cinepanettoni di De Sica e Pieraccioni sapete tutto, ma incuriosisce che nemmeno "Immaturi - Il viaggio" bisserà
gli oltre 15 milioni del primo capitolo, fermandosi attorno agli 11, quasi un terzo di meno. Vedremo con
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PIANGE IL BOTTEGHINO - TRA IL 20 E IL 27 DI OGNI MESE CALANO LE
PRESENZE NELLE SALE? E AURELIO DE LAURENTIIS RINVIA L'USCITA
DEL NUOVO VERDONE "POSTI IN PIEDI IN PARADISO", PREVISTA DA
MESI PER IL 24 FEBBRAIO AL 2 MARZO - NON È SOLO LA CARENZA DI
IDEE NUO
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
"Benvenuti al Nord", altro seguito molto atteso appena uscito: a occhio non arriverà ai 30 milioni dell'altro.
Poi, d'accordo, il cinema continua ad essere la forma più popolare e a buon mercato di svago, un
intrattenimento per famiglie, grazie alla sostanziale tenuta del biglietto di ingresso: 8.5 euro per i film normali,
11 per quelli in 3D, con sconti sostanziosi al mercoledì.
Tuttavia si odono sinistri scricchiolii, nessuno è più sicuro di nulla, anche i film un tempo ritenuti sicuri al boxoffice devono fare i conti con l'impoverimento italiano, la disoccupazione giovanile al 27.5 per cento, la
recessione che durerà almeno due anni, le ansie della quarta settimana, l'attesa spasmodica del 27, che per
molti arriva dieci-quindici giorni dopo.VERDONE COL PRIMO CIAK DI POSTI IN PIEDI IN PARADISO
Manco a farlo apposta, proprio mercoledì scorso il neo-presidente dei distributori Anica, Richard Borg, s'è
interrogato sul tema, formulando alcune proposte. Una recita: «Vogliamo fare in modo che in Italia il giorno
del biglietto a prezzo ridotto sia lo stesso ovunque? Se così fosse, si potrebbe imbastire una grande
campagna nazionale per convincere il pubblico».
E aggiunge: «Bisogna convincere gli spettatori che il cinema è un bene che va utilizzato di più, per divertirsi,
imparare, ampliare la propria cultura. Oggi in Italia si va a vedere un film, non si va al cinema». Con tutto il
rispetto per Borg, la differenza, considerando l'aria di micragna che si respira da noi, non sta proprio in piedi.
22/01/2012
4 articoli
22/01/2012
Il Gazzettino - Ed. Nazionale
Pag. 10
(diffusione:86966, tiratura:114104)
Caso Mediaset Ghedini: l'accusa non conosce il mercato tv
MILANO - «La Procura di Milano ha dimostrato di non conoscere il mercato dei diritti tv». Lo ha spiegato
l'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, tra gli imputati del processo Mediaset in
corso a Milano. Ieri in aula è stato sentito il consulente tecnico chiamato dalla difesa dell'ex premier. Si tratta
di Andrea Marcotulli, ex direttore generale dell'Anica e esperto di diritti tv. Secondo Ghedini l'esperto ha
dimostrato la legittimità del pieno utilizzo degli intermediari nel mercato internazionale dei diritti, nel quale
lavoravano «in modo legittimo» con loro imprese anche Frank Agrama e Alfredo Cuomo, altri due imputati.
Per Ghedini, il loro consulente avrebbe anche dimostrato che Berlusconi non era socio occulto, come invece
ritengono gli inquirenti, di Agrama. «L'ipotesi accusatoria - ha affermato - non ha consistenza e la Procura ha
dimostrato di non conoscere il mercato dei diritti tv». Marcotulli, in aula, nella sua deposizione, ha evidenziato
una serie di carenze contenute nella relazione di Kpmg, la società che ha fornito la consulenza ai pm Fabio
De Pasquale e Sergio Spadaro e sulla quale si fonda la loro ricostruzione. Marcotulli sarà ancora in aula
domani.
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Domenica 22 Gennaio 2012,
22/01/2012
Gazzetta del Sud
Pag. 06
(diffusione:49872, tiratura:67738)
Francesca Brunati MILANO «È stato dimostrato che la Procura non conosce il mercato dei diritti televisivi e
che Berlusconi non è mai stato il socio occulto di Frank Agrama». Non hanno «consistenza» per Niccolò
Ghedini, uno dei difensori dell'ex premier, le accuse contestate agli imputati del processo Mediaset che si sta
celebrando a Milano. Ghedini è intervenuto ieri dopo qualche schermaglia tra difesa e giudici e dopo la
deposizione di Andrea Marcotulli, ex direttore generale dell'Anica, convocato in aula come consulente tecnico
per conto del leader del Pdl. Esperto del settore, Marcotulli, in aula, ha parlato in generale delle
caratteristiche e del funzionamanto del mercato dei diritti televisivi in tutto il mondo, delle modalità di
compravendita e dell'attività dei mediatori. Davanti al collegio presieduto da Edoardo D'Avossa, ha
evidenziato una serie di carenze contenute nella relazione di Kpmg, la società di consulenza dei pm Fabio De
Pasquale e Sergio Spadaro e sulla quale si fonda la loro ricostruzione, per poi passare a descrivere la
situazione negli Stati Uniti e in Italia a partire dalla fine degli anni '70 e inizi anni '80 fino al periodo più
recente. Con le sette Major che sono il «nucleo più importante della produzione audiovisiva» Usa, di cui
totalizzano i 3/4 dell'investimento mondiale e almeno i 2/3 dei titoli commerciali. Con i produttori
«indipendenti» che producono soprattutto fiction tv. E poi le loro politiche di vendita nei confronti dei mercati
esteri e in particolare quello italiano, con Mediaset e Rai. Tra le altre cose, Marcotulli ha descritto il ruolo degli
intermediari - tra i quali anche Frank Agrama e Alfredo Cuomo (due degli imputati) - che a differenza di quel
che ha sostenuto Kpmg, non sono «figure che svolgono una semplice attività esecutiva» ma veri e propri
imprenditori, fondamentali per il mercato, dotati di strutture «organizzate» e impegnate nell'acquisto e nella
vendita in ambito internazionale. In più Marcotulli ha illustrato come il prezzo di un film, per i pm «gonfiato» da
un'intermediazione fittizia per creare i fondi neri, sarebbe stato in realtà determinato da una libera
contrattazione fondata sul principio della domanda e dell'offerta ed influenzato da vari fattori, tra cui
l'audience e il conseguente impatto pubblicitario. Il consulente proseguirà con il controesame domani.
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Ghedini: la Procura non conosce il mercato dei diritti tv
22/01/2012
La Provincia di Cremona
Pag. 6
(diffusione:22748, tiratura:28110)
MILANO - «È stato dimostrato che la procura non conosce il mercato dei diritti televisivi e che Silvio
Berlusconi non è mai stato il 'socio occulto' di Frank Agrama ». Non hanno «consistenza» per Niccolò
Ghedini , uno dei difensori dell'ex premier, le accuse contestate agli imputati del processo Mediaset in corso a
Milano. Ghedini è intervenuto ieri dopo qualche schermaglia tra difesa e giudici e dopo la deposizione di
Andrea Marcotulli , ex manager di Anica, convocato in aula come consulente tecnico per conto del leader del
Pdl. Esperto del settore, Marcotulli ha parlato delle caratteristiche e del funzionamanto del mercato dei diritti
tv nel mondo, delle modalità di compravendita e dell'attività dei mediatori. Davanti al collegio giudicante, ha
evidenziato una serie di carenze contenute nella relazione di Kpmg, la società di consulenza dei pm Fabio De
Pasquale e Sergio Spadaro e sulla quale si fonda la loro ricostruzione, per poi passare a descrivere la
situazione negli Usa e in Italia a partire dalla fine degli anni '70 e inizi anni '80 fino al periodo più recente.
Marcotulli ha infine concluso spiegando, in sostanza, che i costi sostenuti da Mediaset nell'acquisto di film e
fiction non sarebbero stati aumentati in modo artificioso.
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Processo Mediaset Un esperto della difesa «Accuse inconsistenti»
22/01/2012
Il Roma
Pag. 8
(diffusione:27500, tiratura:125000)
Mediaset, esperti in aula
MILANO. «È stato dimostrato che la Procura non conosce il mercato dei diritti televisivi e che Berlusconi non
è mai stato il socio occulto di Frank Agrama». Non hanno «consistenza» per Niccolò Ghedini, uno dei
difensori dell'ex presidente del Consiglio, le accuse contestate agli imputati del processo Mediaset che si sta
celebrando a Milano. Ghedini è intervenuto ieri dopo qualche schermaglia tra difesa e giudici e dopo la
deposizione di Andrea Marcotulli, ex direttore generale dell'Anica, convocato in aula come consulente tecnico
per conto del leader del Pdl. Esperto del settore, Marcotulli, in aula, ha parlato in generale delle
caratteristiche e del funzionamento del mercato dei diritti televisivi in tutto il mondo, delle modalità di
compravendita e dell'attività dei mediatori. Davanti al collegio presieduto da Edoardo D'Avossa, ha
evidenziato una serie di carenze contenute nella relazione di Kpmg, la società di consulenza dei pm Fabio De
Pasquale e Sergio Spadaro e sulla quale si fonda la loro ricostruzione, per poi passare a descrivere la
situazione negli Stati Uniti e in Italia a partire dalla fine degli anni '70 e inizi anni '80 fino al periodo più
recente. Con le sette Major che sono il «nucleo più importante della produzione audiovisiva» Usa, di cui
totalizzano i 3/4 dell'investimento mondiale e almeno i 2/3 dei titoli commerciali. Con i produttori
«indipendenti» che producono soprattutto fiction tv. E poi le loro politiche di vendita nei confronti dei mercati
esteri e in particolare quello italiano, con Mediaset e Rai.
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IL DIBATTIMENTO DIFESA BERLUSCONI
21/01/2012
9 articoli
21/01/2012
La Stampa - Ed. Nazionale
Pag. 53
(diffusione:309253, tiratura:418328)
Nanni Moretti guida la giuria di Cannes
L'autore già ospite sei volte della rassegna "Che onore, il mio faro sarà la curiosità" TOZZI, PRESIDENTE
ANICA «Spero sia di buon auspicio per una presenza positiva del nostro cinema al festival» BARBERA,
DIRETTORE AL LIDO «Il clima gli sarà favorevole perché Nanni è molto amato, è una persona integerrima»
FULVIA CAPRARA ROMA
La giuria del prossimo Festival di Cannes, in programma dal 16 al 27 maggio, sarà presieduta da Nanni
Moretti, l'autore italiano più amato di Francia, ospite per sei volte della rassegna, già membro della squadra
incaricata di assegnare i premi nel 1997, Palma d'oro nel 2011 con La stanza del figlio . Praticamente un
habitué. Se non c'è una sua pellicola pronta, la Croisette trova sempre il modo di accoglierlo, anche in veste
di professore di cinema, come avvenne nel 2002, con una lezione dove il regista presentò, tra l'altro, un
filmato, divertentissimo, sulla sua esperienza di giurato. Stavolta il ruolo è cruciale: «È una gioia, un onore e
una grande responsabilità presiedere la giuria del festival cinematografico più prestigioso del mondo, che si
svolge in un Paese che ha sempre avuto nei confronti del cinema attenzione e rispetto». Come regista,
aggiunge l'autore, «ho sempre vissuto con emozione la partecipazione dei miei film al Festival di Cannes.
Ricordo con gioia anche la mia esperienza come membro della giuria durante l'edizione del cinquantenario».
Essere giurato al Festival significa essere pronti a una vera e propria indigestione di cinema: «Come
spettatore conservo, fortunatamente, la stessa curiosità di quando ero ragazzo, e quindi è per me un grande
privilegio intraprendere questo viaggio nel cinema mondiale contemporaneo». È quasi certo che Moretti si
troverà a dover giudicare la nuova opera di Matteo Garrone Big house e il ritorno alla regia di Bernardo
Bertolucci con Io e te . Il direttore del Festival Thierry Fremaux spiega i criteri che hanno guidato la decisione,
da quelli più privati («Moretti è molto in alto nel mio personale Pantheon») a quelli riguardanti gli equilibri
internazionali della rassegna: «Negli ultimi 4 anni, Cannes ha avuto 3 presidenti di giuria americani, e quindi
era cosa giusta tornare all'Europa». Moretti succede a Robert De Niro che, l'anno scorso, ha premiato il
maestro Usa Terrence Malick, a Tim Burton, a Isabelle Huppert, e a Sean Penn: «Un'esperienza fantastica commenta il neo-direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera, giurato sulla Croisette due edizioni fa -,
Moretti è un autore amatissimo in Francia, il clima sarà per lui favorevole». C'è già chi si interroga sui criteri
che il regista adotterà nel valutare le opere italiane: «Nelle giurie - osserva Barbera - c'è in genere la ricerca
dell'obiettività, si difendono i film per il loro valore, per la loro bellezza, e non in base a criteri nazionalistici.
Moretti è persona integerrima, tutti sanno che non si fa condizionare da niente e da nessuno». Il presidente
Tim Burton, ricorda Barbera, fu «democraticissimo, ma so che in alcuni casi c'è stato qualcuno che ha preso il
ruolo troppo sul serio, difendendo la sua causa con prepotenza, cose del genere dipendono più dal carattere
che da altro». Il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi si rallegra, augurandosi che l'investitura morettiana «sia
di buon auspicio per una presenza qualitativamente e quantitativamente positiva del nostro cinema a
Cannes», il deputato Pdl Francesco Giro, ex-sottosegretario ai Beni culturali, dice che Moretti presidente di
giuria a Cannes è «un prestigioso riconoscimento non solo per se stesso, ma per il cinema italiano». Difficile
che stavolta, visto il ruolo estremamente delicato e considerate le consegne del silenzio, prima e dopo il
verdetto, Moretti decida di filmare l'avventura. Se lo facesse, ne siamo certi, il Festival guadagnerebbe
un'altra, imperdibile testimonianza. Caro diario Premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1994, è
composto da tre episodi in cui Moretti interpreta se stesso in una sorta di diario aperto La stanza del figlio
Palma d'oro a Cannes nel 2001, il film racconta il dolore di una coppia (Moretti e la Morante) alla morte del
figlio adolescente Habemus Papam Michel Piccoli, acclamato a Cannes 2011, nei panni di un Papa restio ad
accettare il difficile compito: in soccorso interviene l'analista Moretti
21/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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il caso
21/01/2012
Il Messaggero - metropolitana
Pag. 1
(diffusione:210842, tiratura:295190)
di GLORIA SATTA SIAMO fuori dall'Oscar, ma ci rifaremo sulla Croisette. Nanni Moretti è stato chiamato a
presiedere la giuria del 65º Festival di Cannes, in programma dal 16 al 27 maggio. Consacrazione per il
regista italiano, che succede a maestri del calibro di Polanski, Cronenberg, Coppola, Tarantino, Visconti,
Lang tanto per citarne alcuni che nel passato hanno ricoperto lo stesso incarico. E onore al cinema italiano
dopo lo schiaffo dell'Academy che ha escluso «Terraferma» dalla corsa alla statuetta. L'anno scorso il
cinquattottenne Moretti era in competizione con Habemus Papam, ora torna a Cannes sullo scranno più
prestigioso. «E' una gioia, un onore e una grande responsabilità», commenta il regista che i francesi hanno
già ribattezzato Signor Président. «Sono felice di presiedere la giuria del Festival più importante del mondo in
un Paese che ha sempre considerato il cinema con attenzione e con rispetto». E' una lunga storia quella che
lega Nanni a Cannes e comincia grazie all'intuizione dell'attuale presidente del Festival, il grande Gilles
Jacob. «Appena sbarcato sulla Croisette, nel 1978», racconta, «misi in concorso Ecce Bombo, un film in
super8, perché prevedevo che Nanni Moretti sarebbe diventato quello che è oggi. Da allora in poi, tra noi c'è
stata una lunga e affettuosa collaborazione che continua a riempirmi di gioia». Moretti torna a Cannes in
concorso nel '94, con «Caro Diario», premio per la regia. Nel '97 è membro della giuria guidata da Isabelle
Adjani. Nel '98 concorre con «Aprile» ma è nel 2001 che vince, con «La stanza del figlio», la Palma d'oro. Sei
anni fa porta sulla Croisette l'umorismo corrosivo del «Caimano» e nel 2007, per il sessantennale, realizza un
cortometraggio nel'opera collettiva «A chacun son cinéma». Nel 2011 tocca a «Habemus Papam». «Nanni è
un autore importante, molto in alto nel mio Pantheon personale», dice Thierry Frémaux, delegato generale
del Festival. «Cannes ha avuto tre presidenti americani in quattro anni (l'ultimo è stato de Niro, n.d.r) quindi
ben venga il ritorno di un europeo». Il nostro regista è l'ottavo italiano alla testa della giuria dopo Bertolucci
(1990, vince «Cuore selvaggio»), Scola, Rossellini che nel 1977 dà la Palma d'oro a «Padre padrone» dei
Taviani, primo film coprodotto dalla tv. Andando indietro troviamo Visconti, Blasetti, Strehler, Sofia Loren.
Oggi, anche dall'Italia, la designazione di Moretti viene considerata «di buon auspicio per il cinema italiano»,
dice il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi. Che tipo di presidente dobbiamo aspettarci? «Come regista, ho
vissuto con emozione la partecipazione dei miei film a Cannes», risponde Nanni. E mi ricordo con gioia
l'esperienza di giurato. Come spettatore, mantengo la stessa curiosità della giovinezza». Intanto «Habemus
Papam» viene proiettato in Iran. Diviso il pubblico: profondo, coraggioso, difficile da capire, divertente sono i
giudizi ricorrenti. Moretti ha comunque rotto il ghiaccio in un Paese dove da un anno non sbarcavano film
stranieri. RIPRODUZIONE RISERVATA
21/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cannes, Moretti guiderà la giuria «Onore ma anche responsabilità»
21/01/2012
Il Messaggero - Ed. Nazionale
Pag. 1
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Cannes, Moretti guiderà la giuria «Onore ma anche responsabilità»
GLORIA SATTA
SIAMO fuori dall'Oscar, ma ci rifaremo sulla Croisette. Nanni Moretti è stato chiamato a presiedere la giuria
del 65º Festival di Cannes, in programma dal 16 al 27 maggio. Consacrazione per il regista italiano, che
succede a maestri del calibro di Polanski, Cronenberg, Coppola, Tarantino, Visconti, Lang tanto per citarne
alcuni che nel passato hanno ricoperto lo stesso incarico. E onore al cinema italiano dopo lo schiaffo
dell'Academy che ha escluso «Terraferma» dalla corsa alla statuetta. L'anno scorso il cinquattottenne Moretti
era in competizione con Habemus Papam, ora torna a Cannes sullo scranno più prestigioso. L'anno scorso il
cinquattottenne Moretti era in competizione con Habemus Papam, ora torna a Cannes sullo scranno più
prestigioso. «E' una gioia, un onore e una grande responsabilità», commenta il regista che i francesi hanno
già ribattezzato Signor Président. «Sono felice di presiedere la giuria del Festival più importante del mondo in
un Paese che ha sempre considerato il cinema con attenzione e con rispetto». E' una lunga storia quella che
lega Nanni a Cannes e comincia grazie all'intuizione dell'attuale presidente del Festival, il grande Gilles
Jacob. «Appena sbarcato sulla Croisette, nel 1978», racconta, «misi in concorso Ecce Bombo, un film in
super8, perché prevedevo che Nanni Moretti sarebbe diventato quello che è oggi. Da allora in poi, tra noi c'è
stata una lunga e affettuosa collaborazione che continua a riempirmi di gioia». Moretti torna a Cannes in
concorso nel '94, con «Caro Diario», premio per la regia. Nel '97 è membro della giuria guidata da Isabelle
Adjani. Nel '98 concorre con «Aprile» ma è nel 2001 che vince, con «La stanza del figlio», la Palma d'oro. Sei
anni fa porta sulla Croisette l'umorismo corrosivo del «Caimano» e nel 2007, per il sessantennale, realizza un
cortometraggio nel'opera collettiva «A chacun son cinéma». Nel 2011 tocca a «Habemus Papam». «Nanni è
un autore importante, molto in alto nel mio Pantheon personale», dice Thierry Frémaux, delegato generale
del Festival. «Cannes ha avuto tre presidenti americani in quattro anni (l'ultimo è stato de Niro, n.d.r) quindi
ben venga il ritorno di un europeo». Il nostro regista è l'ottavo italiano alla testa della giuria dopo Bertolucci
(1990, vince «Cuore selvaggio»), Scola, Rossellini che nel 1977 dà la Palma d'oro a «Padre padrone» dei
Taviani, primo film coprodotto dalla tv. Andando indietro troviamo Visconti, Blasetti, Strehler, Sofia Loren.
Oggi, anche dall'Italia, la designazione di Moretti viene considerata «di buon auspicio per il cinema italiano»,
dice il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi. Che tipo di presidente dobbiamo aspettarci? «Come regista, ho
vissuto con emozione la partecipazione dei miei film a Cannes», risponde Nanni. E mi ricordo con gioia
l'esperienza di giurato. Come spettatore, mantengo la stessa curiosità della giovinezza». Intanto «Habemus
Papam» viene proiettato in Iran. Diviso il pubblico: profondo, coraggioso, difficile da capire, divertente sono i
giudizi ricorrenti. Moretti ha comunque rotto il ghiaccio in un Paese dove da un anno non sbarcavano film
stranieri.
Foto: Nanni Moretti a Cannes, dov'è stato invitato per la prima volta nel 1978
21/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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IL FESTIVAL
21/01/2012
Il Secolo XIX
Pag. 1
(diffusione:103223, tiratura:127026)
IL CINEMA SALTA LA FINE DEL MESE
MICHELE ANSELMI
Il cinema ai tempi della crisi. Mica quello d'autore, che già va male di suo, anche quando è bello, causa
rarefazione delle sale nei centri storici e pubblico agé ormai impigrito, restio a uscire di casa la sera. Pure il
cinema di commedia, o più genericamente comico, non se la passa più tanto bene. La situazione è sotto
osservazione. Produttori, registi, attori, distributori ed esercenti si chiedono cosa stia succedendo,
compulsando dati poco incoraggianti: se da un lato i film italiani da ridere si salvano al botteghino
mantenendo una quota di mercato del 37 per cento, dall'altro gli incassi totali in un anno sono scesi del 10
per cento, addirittura del 14 nel periodo natalizio dal 16 dicembre al 6 gennaio. Nemmeno Hollywood tira più.
E intanto tra il 20 e il 27 di ogni mese calano, considerevolmente, le presenze nelle sale. Anche per questo
un laconico comunicato stampa della Filmauro, la società di Aurelio De Laurentiis, informava pochi giorni fa
che l'uscita di "Posti in piedi in Paradiso" di Carlo Verdone, prevista per il 24 febbraio, dopo il festival di
Sanremo e in modo da non sovrapporsi ad altre commedie italiche di richiamo, sarà posticipata al 2 marzo.
Perché? Uno pensa alle partite di calcio, ormai l'incubo di chi fa il cinema popolare, e certo in quei giorni ce
ne sono di importanti. Ma lo spostamento deciso da De Laurentiis, uno che studia i grafici e le tabelle, si porta
dietro la constatazione che girano sempre meno soldi, specie dopo l'ennesima stangata in arrivo già a fine
gennaio, con le nuove addizionali regionali Irpef maggiorate dal cosiddetto decreto "salva Italia". Soprattutto a
fine mese - i dati parlano chiaro - la gente va meno al cinema. I discografici già se n'erano accorti, da tempo i
cd vendono poco in quei giorni, tutti giù a "scaricare"; ora, salvo eccezioni che confermano la regola, tocca
all'industria cinematografica misurarsi con la pessima congiuntura. Del resto, "Posti in piedi in Paradiso" si
intona al momento. Chi l'ha visto assicura che è molto spassoso, nonostante il tema preso dalla dura realtà
sociale, e bisogna riconoscere che Verdone non si tira indietro di fronte alle sfide impegnative: due anni fa il
suo "Io, loro e Lara" uscì ai primi di gennaio, dieci giorni prima di "Avatar", e andò lo stesso bene. Se lì
l'attore-regista incarnava un missionario in crisi alle prese con una famiglia incasinata, qui è un ex
discografico di successo, tal Ulisse Diamanti, che vive nel retro del suo negozio di vinili vintage arrotondando
le scarse entrate vendendo "memorabilia" su e-Bay. Non stanno meglio gli altri due protagonisti: un ex critico
cinematografico ridottosi a occuparsi di gossip (Piefrancesco Favino) e un ex imprenditore con doppia
famiglia finito a fare l'agente immobiliare (Marco Giallini). Tutti e tre padri separati costretti a versare quasi
tutto ciò che guadagnano in alimenti e spese di mantenimento per mogli e figli. Mettendo 250 euro a testa,
andranno a vivere insieme, quasi fossero studenti universitari ventenni, affittando l'appartamento meno
costoso e più rumoroso di Roma. E il peggio deve ancora venire. Appunto: il cinema ai tempi della crisi. La
situazione da settimane è sotto osservazione. Del crollo dei cine-panettoni di De Sica e Pieraccioni sapete
tutto, ma incuriosisce che nemmeno "Immaturi - Il viaggio" bisserà gli oltre 15 milioni del primo capitolo,
fermandosi attorno agli 11, quasi un terzo di meno. Vedremo con "Benvenuti al Nord", altro seguito molto
atteso appena uscito: a occhio non arriverà ai 30 milioni dell'altro. Poi, d'accordo, il cinema continua ad
essere la forma più popolare e a buon mercato di svago, un intrattenimento per famiglie, grazie alla
sostanziale tenuta del biglietto di ingresso: 8.5 euro per i film normali, 11 per quelli in 3D, con sconti
sostanziosi al mercoledì. Tuttavia si odono sinistri scricchiolii, nessuno è più sicuro di nulla, anche i film un
tempo ritenuti sicuri al box-office devono fare i conti con l'impoverimento italiano, la disoccupazione giovanile
al 27.5 per cento, la recessione che durerà almeno due anni, le ansie della quarta settimana, l'attesa
spasmodica del 27, che per molti arriva dieci-quindici giorni dopo. Manco a farlo apposta, proprio mercoledì
scorso il neo-presidente dei distributori Anica, Richard Borg, s'è interrogato sul tema, formulando alcune
proposte. Una recita: «Vogliamo fare in modo che in Italia il giorno del biglietto a prezzo ridotto sia lo stesso
ovunque? Se così fosse, si potrebbe imbastire una grande campagna nazionale per convincere il pubblico».
E aggiunge: «Bisogna convincere gli spettatori che il cinema è un bene che va utilizzato di più, per divertirsi,
21/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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INCASSI IN CALO, LA CRISI FA SPOSTARE L'USCITA DEL FILM DI VERDONE
21/01/2012
Il Secolo XIX
Pag. 1
(diffusione:103223, tiratura:127026)
21/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
imparare, ampliare la propria cultura. Oggi in Italia si va a vedere un film, non si va al cinema». Con tutto il
rispetto per Borg, la differenza, considerando l'aria di micragna che si respira da noi, non sta proprio in piedi.
Foto: La locandina del film
21/01/2012
La Sicilia - Ed. Nazionale
Pag. 29
(diffusione:64550, tiratura:80914)
Scelto per la giuria della 65ª edizione. «Incarna il miglior cinema degli ultimi 30 anni»
Roma. «Il Festival voleva celebrare la sessantacinquesima edizione con un presidente della giuria europeo»
ha detto il delegato generale Thierry Frémaux . E il primo cui hanno pensato è stato lui, il nostro Nanni
Moretti. Perché «sono vivaci, moderni e intelligenti, i suoi film e sono l'incarnazione di tutto il migliore cinema
degli ultimi trent'anni. Perché la sua opera è in costante evoluzione e continua a portare avanti la promessa di
film in grado di parlare del mondo e dei nostri tempi». E così Moretti sia. Sarà il prossimo presidente del
Festival di Cannes e il presidente del Festival, Gilles Jacob, commenta più che soddisfatto: «Quando
abbiamo deciso di selezionare in competizione Ecce Bombo - un film in super 8 - la prima volta che arrivai a
Cannes nel 1978, fu perché avevo il presentimento che Nanni Moretti sarebbe presto diventato NANNI
MORETTI. Questo è successo, e sono gratificato da questa lunga e affettuosa collaborazione». E, allora, che
cosa ha da dire il prossimo venturo presidente della giuria del 65° Festival di Cannes, che si svolgerà dal 16
al 27 maggio 2012 e che a Cannes ha presentato ben sei film, a partire da Ecce Bombo nel 1978 fino ad
arrivare ad Habemus Papam l'anno passato e che a Cannes ha vinto il premio per la migliore regia nel 1994
con Caro Diario e la Palma d'Oro nel 2001 con La stanza del figlio? «E' una gioia, un onore e una grande
responsabilità presiedere la giuria del festival di cinema più prestigioso al mondo. Un festival che si svolge in
un Paese che ha sempre considerato il cinema con grande interesse e rispetto. Da regista, sono sempre
stato emozionato quando i miei film venivano selezionati al Festival di Cannes. Ho anche bei ricordi della mia
esperienza da giurato durante l'edizione del cinquantesimo anniversario, e dell'attenzione e passione con cui
la giuria vide e discusse i film. Da spettatore, per fortuna ho la stessa curiosità che avevo da giovane, e
quindi è un grande privilegio per me intraprendere questo viaggio nel mondo del cinema internazionale
contemporaneo». E il commento italico arriva a palla: «Nanni Moretti presidente della giuria del Festival di
Cannes è un prestigioso riconoscimento al regista, molto amato in Francia, e al cinema italiano. Ho sempre
considerato Moretti uno dei migliori registi italiani, capace come pochi di raccontare delle storie,
semplicemente». Parola di Francesco Giro, deputato Pdl ed ex sottosegretario ai Beni Culturali che aggiunge:
«A chi, fra i miei amici colleghi, mi tira le orecchie ricordandomi l'ostilità di Moretti per il mio presidente
Berlusconi, io rispondo di guardare anche Palombella Rossa, per me il suo vero capolavoro, la critica alla
sinistra era premonitrice e ruvidissima». «Mi rallegro per la nomina di Moretti a Presidente della Giuria», è
quanto ha dichiarato il Presidente dell'Anica, Riccardo Tozzi nell'apprendere la notizia. «Mi auguro che sia di
buon auspicio per una presenza positiva del nostro cinema a Cannes» ha concluso Tozzi. «Un'esperienza
fantastica, gratificante e poi Nanni è un autore amatissimo in Francia»: Così Alberto Barbera, neo-direttore
artistico del Festival di Venezia e giurato a Cannes due anni fa. «Il clima sarà per lui favorevole perché Nanni
è molto amato». Nessuna preoccupazione che la presidenza italiana possa svantaggiare o avvantaggiare
eventuali film italiani in corsa. «Nelle giurie c'è, in genere, la ricerca dell'obiettività. E poi Moretti è una
persona integerrima». SILVIA DI PAOLA 21/01/2012
21/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Moretti presidente a Cannes
21/01/2012
Il Riformista - Ed. Nazionale
Pag. 7
(tiratura:40000)
È Internet che affossa il cinema?
RAFFELE M. MAIORANO
Generazioni solitarie. La chiusura da parte del governo americano dei siti di streaming Megaupload e
Megavideo ha sollevato, oltre alle questioni relative alla domanda e all'offerta cinematografica, anche dubbi di
natura antropologica. L'Fbi ha infatti chiuso le porte al tredicesimo sito più visitato al mondo in cui era
possibile scaricare o vedere in streaming serie tv, film, cartoni animati e video privati. «Il danno causato da
Internet (e dal download selvaggio) è enorme», dice Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica, Associazione
nazionale delle industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali, «secondo le ricerche divulgate
dall'Ipsos lo scorso anno, infatti si registra una perdita di 400 milioni di euro nell'home video e 300 milioni per
le sale cinematografiche, senza contare il numero di posti di lavoro in meno». Ma considerando che il cinema
italiano non è affatto in crisi, anzi, da solo copre il 38% della quota di mercato mondiale, Internet è percepito
soprattutto come nemico della cultura poiché intrappola un'intera generazione - quella di età compresa tra i
14 e i 25 anni - a casa. Perché è scientificamente certo e «gli esercenti delle multisale in lo confermano»,
assicura Tozzi, «che i ragazzi non vanno più al cinema». Si tratta di quella generazione cresciuta con Internet
che non ha avuto modo di assaporare il piacere di andare al cinema, ma scarica tutto, senza pietà e criterio.
D'altronde è provato, «la percezione frammentaria e individuale produce un'umanità di grado inferiore»,
spiega il presidente dell'Anica, «noi non siamo contrari all'utilizzo di Internet, ma purché rimanga uno
strumento di comunicazione e di mercato in cui sia riconosciuto il giusto prezzo e valore alle opere
intellettuali». Partendo dalla possibilità di scaricare o vedere i film in streaming, si arriva facilmente alla critica
verso i social network, ritenuti responsabili delle nuove incertezze adolescenziali o del download della
musica, il cui principale effetto è stato quello di far scomparire le piccole etichette indipendenti, accrescendo
però l'offerta di concerti e spettacoli dal vivo, strumento ritenuto ancora solido per fare cassa. E se nemmeno
l'aumento del prezzo del biglietto cinematografico, che ha toccato i 7,5-8 euro è ritenuto colpevole perché «la
domanda è anelastica rispetto all'aumento, anzi» allora contro chi puntare il dito per salvare la libertà di
Internet? Forse al digitale terrestre a Mediaset Premium o Sky che danno la possibilità di vedere un film
poche settimane dopo l'uscita in sala. Neanche, perché i fruitori di questi mezzi salottieri sono gli stessi
35/40enni che comunque al cinema ci vanno. Le nuove generazioni vanno verso una "solitudine globale": gli
addetti ai lavori del mondo del sapere, del cinema, della musica dovranno adeguarsi all'evoluzione?
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ANTI-STREAMING
21/01/2012
Il Giornale - Ed. Nazionale
Pag. 31
(diffusione:192677, tiratura:292798)
E Moretti a Cannes farà anche il presidente
L'attore esulta: «È una gioia». E i nostri registi iniziano a sperare
Pedro Armocida
Roma «Meno male che Nanni c'è», ha titolato ieri scherzosamente il quotidiano on line Cinecittà News dopo
l'annuncio della chiamata di Moretti a presiedere la giuria del prossimo festival di Cannes. Un ruolo più che
prestigioso. Per dire, prima di lui, c'è stato un trittico di presidenti stellari come Sean Penn, Tim Burton e
Robert De Niro. E ora «il festival ci teneva a celebrare la 65a edizione con un presidente europeo», ha detto
Thierry Frémaux, delegato generale della kermesse che si svolgerà dal 16 al 27 maggio. Un amore, quello tra
Moretti e Cannes, ampiamente ricambiato. È qui che il nostro regista ha portato in concorso, nella scorsa
edizione, Habemus Papam ed è sempre qui che nel 2001 il cineasta 58enne ha vinto la Palma d'oro con La
stanza del figlio . Ma Moretti ormai a Cannes è di casa, sia per averci presentato ben sei film sia per essere
stato giurato in occasione della 50a edizione, quando presidente era Isabelle Adjani e la Palma d'oro è
andata, ex aequo, a L'anguilla di Shohei Imamura e Il gusto della ciliegia di Abbas Kiarostami. Più in generale
è la Francia tutta a tributare sempre una grande accoglienza ai suoi lavori. Habemus Papam ha incassato
quasi tre milioni di Euro e la leggendaria rivista Cahiers du Cinéma l'ha inserito al primo posto delle migliori
opere cinematografiche del 2011. Cosa che Moretti ha giustamente ricordato nelle sue prime dichiarazioni
non appena si è diffusa la notizia dell'invito: «È una gioia, un onore e una grande responsabilità presiedere la
giuria del festival cinematografico più prestigioso del mondo che si svolge in un paese che ha sempre avuto
nei confronti del cinema attenzione e rispetto». E del suo in particolare. Naturalmente molti auspicano che
Moretti abbia un occhio di riguardo per il cinema italiano. Ammesso però che ci siano nostri film in concorso
proprio come spera Roberto Tozzi, presidente dell' Anica, la «Confindustria» del cinema: «Mi rallegro per la
nomina e mi auguro che sia di buon auspicio per una presenza qualitativamente e quantitativamente positiva
del nostro cinema a Cannes».
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La nomina Dopo sette partecipazioni
21/01/2012
Libero - Ed. Nazionale
Pag. 19
(diffusione:125215, tiratura:224026)
In manette l'uomo che ci fa scaricare i film
L'Fbi chiude Megaupload e ne arresta il capo, il milionario Kim Dotcom. Ma internet si mobilita per lui
FRANCESCO SPECCHIA
Impressiona vedere più cos'è, rispetto a quel che ha fatto. L'uomo che, dopo essere stato arrestato ieri a
Auckland - il più pericoloso cyberpirata della storia - ha scatenato l'inferno su Internet, è una mente raffinata
dalla morale terrificante rinchiusa in un trullo da ristrutturare. Si chiama Kim Schmitz - alias Kim Dotcom alias
Kimble - è un'enorma massa di carne tedesca con patrimonio di 175 milioni di dollari (guadagnati
illegalmente). Ed è, soprattutto, il vertice della piramide di Megaupload e di Megavideo ovvero dei
supermercati del download illegale e planetario spenti ieri dall'Fbi che, tra l'altro, proprio su quelle piattaforme
s'era visto diffondere dati sensibili. Con l'ufficialità di "sito di condivisione" e le stimmate del Robin Hood della
Rete l'attività di Schmitz si sviluppava in un business immenso. Oltre al materiale piratato, sui megaserver
passava di tutto. Poi c'era il business che vi ruotava intorno: sul web c'era chi vendeva Codici Premium
illegali e su iPhone c'erano App promettenti la visione di film su Megavideo. Cioè il sito di inediti e no
consultato - lo confessiamo - da qualsiasi cinefilo nel mondo civilizzato almeno una volta nella vita (compreso
chi scrive). C'è da dire che dall'immagine romantica dell'hacker, del profeta della democrazia diretta, o anche
del truffatore gentile alla Frank Abagnale del film Prova a prendermi Schmitz si discosta parecchio. Mai stato
simpatico, il ciccione. BRUTTA IMMAGINE Il suo profilo Facebook abbondava di foto su isole caraibiche
addobbate da gnocche in bikini; d'immagini su jet privati; di auto di lusso (una ventina comprese Rolls-Royce
Phantom, Maserati GranCabrio, Lamborghini, Cadillac d'epoca e ben 16 Mercedes coi nomi ineffabili di
"Mafia" e "Dio"); di fucili a pompa che rivelano un'inconsueta passione per le armi. Una personcina, insomma.
Che, grazie ai siti Megaworld, si vantava di un giro d'affari miliardari: «un'organizzazione criminale
responsabile di un'enor me rete di pirateria informatica mondiale» che secondo l'Fbi ha causato oltre 500
milioni di dollari in danni ai diritti di autore. Che, tra l'altro coinvolge 1,5 milioni d'italiani. Dice Enzo Mazza,
presidente della Fimi: «Con la chiusura da parte dell'Fbi si segna un importante risultato nei confronti della
lotta alla pirateria». Gli fa eco Riccardo Tozzi, Presidente dell'ANICA: «La chiusura di due siti che praticavano
un'attività commerciale utilizzando sistematicamente film "piratati" è segnale confortante». Tozzi, sottolinea,
poi, un particolare importante: «Inquieta invece la complicità implicita o esplicita che questi pirati sembrano
riscuotere. Si mette in atto una frode, raccogliendo contatti attraverso l'uso di opere dell'ingegno sottratte al
diritto dei loro autori ed editori, e vendendo quei contatti alla pubblicità e la si fa passare come libertà
d'espres sione ». E, qui, in effetti, sta il punto: la libertà d'espressione. Dove finisce l'afflato di democrazia e
inizia l'illegalità? Come distinguere gli hacker-giustizieri dagli squali? VALE LA PENA? Infatti,
contemporaneamente alla chiusura dei suddetti siti da parte dell'Fbi, è partito, con tutta l'ingenuità dei bimbi e
dei sognatori, l'attacco degli hacker autentici. Si sono scatenati nel maggior arrembaggio mai condotto in
Rete, a cui hanno partecipato almeno 5.653 persone». Una vera ondata di rappresaglia, convocata dal
gruppo Anonymous nella notte tramite Twitter. Un delirio. Con la tecnica del denial of service i pirati con la
maschera del Guy Fawkes hanno reso inaccessibili le pagine web del Dipartimento della Giustizia
statunitense, della discografica Universal, della Mpaa (la Motion Picture Association of America), della Riaa
(Recording Industry Association of America). L'elenco delle vittime è noioso, ma spietato. Il fatto che siano
andati in tilt anche il web della Warner Music, dell'Fbi e l'ufficio del copyright statunitense inquieta e affascina
al tempo stesso. Gli Anonymous hanno così attizzato la loro coscienza collettiva ispirata ad alti ideali:
«Cittadini degli Stati Uniti d'America, siamo Anonymous. Questo è un urgente richiamo d'allerta per tutte le
persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno
censurando Internet». Così hanno lasciato scritto dopo il blitz. «La nostra evidente risposta è che non
rimarremo seduti. Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire! Noi siamo
Anonymous. Noi siamo una legione». In linea di principio v'è del giusto in questo. Resta da capire se valga la
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Il re della pirateria sul web
21/01/2012
Libero - Ed. Nazionale
Pag. 19
(diffusione:125215, tiratura:224026)
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pena morire per un grassone che s'è arricchito sugli ideali degli altri...
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21/01/2012
L Unita - Ed. Nazionale
Pag. 36
(diffusione:54625, tiratura:359000)
Sarà lui a capo della giuria del prossimo festival di Cannes. Era dal 1990 con Bernardo Bertolucci che non
toccava ad un italiano. La prima è stata Sophia Loren nel '66, poi Blasetti, Visconti, Rossellini, Strehler e
Scola...
GABRIELLA GALLOZZI [email protected]
Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Nanni Moretti sarà il presidente di giuria del prossimo festival
di Cannes (dal 16 al 27 maggio), trasformato così in super eroe del cinema italiano. «È una gioia, un onore e
una grande responsabilità» dice lui consapevole del ruolo. Ricordando che si tratta «del festival
cinematografico più prestigioso del mondo e che si svolge in un paese che ha sempre avuto nei confronti del
cinema attenzione e rispetto». Non come da noi, insomma, dove al grido di «la cultura non si mangia»
abbiamo toccato il fondo, sopraffatti da tagli e politiche scellerate. Per l'Italia devastata del post-Berlusconi
che tenta di ricostruirsi un'immagine anche all'estero, la notizia quindi arriva caricata magari anche troppo - di
significati simbolici. Per gli organizzatori della kermesse - Thierry Fremaux, delegato generale del festival «Nanni Moretti è un autore importante, molto in alto nel mio pantheon personale». E risponde pure al
desiderio di far tornare un nome «europeo», dopo tre presidenti americani (Robert De Niro, Tim Burton e
Sean Penn). RAPPORTO DI FAMIGLIA Nanni del resto, ha con la Croisette un rapporto ormai di famiglia. È
dal '78, l'anno di Ecce Bombo , che l'autarchico Moretti - oggi 58ettenne - frequenta il festival: nel '94 con
Caro diario ha ottenuto il premio della sceneggiatura. Nel '97 è stato membro della giuria. Nel 2001 ha vinto
la Palma d'oro con La stanza del figlio . Ed è tornato in concorso nel 2006 con Il caimano e lo scorso anno
con Habemus papam . L'italia, invece, è assente dal «prestigioso incarico» da 22 anni, pensate un po'.
L'ultimo presidente di giuria a Cannes è stato Bernardo Bertolucci nel '90. Una lunga assenza, insomma, che
la dice lunga sul prestigio e la visibilità internazionale del nostro cinema. Naufragati, appunto, nell'ultimo
ventennio. Basta consultare l'archivio del festival fino alla prima edizione del 1946 per constatare come i
presidenti italiani a Cannes riflettano più o meno gli alti e bassi del nostro cinema. O comunque l'impatto
culturale delle nostre arti nel panorama d'oltralpe. Nell'88 è Ettore Scola a sedere sulla poltrona di presidente.
Sei anni prima, nell'82 è Giorgio Strehler. Nel '77 è Roberto Rossellini. Sei anni prima, nel '69, Luchino
Visconti. Appena due anni, prima nel '67 è Alessandro Blasetti e l'anno precedente, il 66, è Sophia Loren, la
prima italiana della storia del festival a sedere su quella poltrona. Considerando i nomi e gli intervalli
temporali l'elenco è molto eloquente. Certo i cugini d'oltralpe non sono mai stati molto attenti alle «cose»
italiane. A parte Nanni Moretti - ormai conosciuto e amato anche da un pubblico vasto - sono in molti i
francesi rimasti fermi al neorealismo. Giusto la doppietta vittoriosa di Garrone e Sorrentino a Cannes 2008 ha
rinfrescato un po' le conoscenze dello spettatore francese rispetto al nostro cinema. Eppure la mancanza di
internazionalità dei nostri film è uno dei temi, se non il tema cruciale della nostra cinematografia. Se ne parla
e riparla a fasi alterne. All'indomani di ogni festival dove l'Italia resta a bocca asciutta. O all'indomani delle
nomination all'Oscar, come è accaduto pochi giorni fa, quando il candidato nazionale - stavolta Terraferma di
Emanuele Crialese - non arriva ad entrare nella cinquina. È diventato quasi un tormentone, insomma. Ma non
per questo un argomento che non abbia il suo peso reale. Del resto è una spia anche questa di un cinema, il
nostro, che si è ormai appiattito su uno standard «mediano» buono per rispondere alle esigenze del mercato
che non c'è. E che è gestito unicamente da Rai e Medusa. Con buona pace per gli indipendenti, quelli veri e
autarchici, che non riescono neanche ad arrivare nelle sale. Mentre c'è poi chi canta vittoria per i successi al
box office dell'ennesima commedia. Ma adesso con Nanni Moretti al festival è il momento degli auguri e
dell'ottimismo di tutti: «Mi auguro che sia di buon auspicio - dice Riccardo Tozzi presidente dell'Anica - per
una presenza qualitativamente e quantitativamente positiva del nostro cinema a Cannes». Le riflessioni più
serie magari a festival concluso.
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NANNI MORETTI MONSIEUR LE PRÉSIDENT
21/01/2012
L Unita - Ed. Nazionale
Pag. 36
(diffusione:54625, tiratura:359000)
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Foto: Nanni Moretti a Cannes Nel maggio dell'anno scorso era al festival con «Habemus Papam»
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20/01/2012
1 articolo
20/01/2012
07:30
Key4Biz
Sito Web
"Mi rallegro per la nomina di Nanni Moretti a Presidente della Giuria del prossimo Festival di Cannes", ha
dichiarato oggi il Presidente dell'ANICA, Riccardo Tozzi nell'apprendere la notizia. "Mi auguro che sia di buon
auspicio per una presenza qualitativamente e quantitativamente positiva del nostro cinema a Cannes."
20/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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ANICA: Riccardo Tozzi, 'Felice per nomina di Nanni Moretti a presidente di
Giuria a Cannes'
19/01/2012
4 articoli
19/01/2012
07:30
Key4Biz
Sito Web
Secondo il neo presidente dei distributori per ampliare il mercato servono più schermi, più uscite estive, più
film.
Media - "Vogliamo fare in modo che in Italia il giorno del biglietto a prezzo ridotto al cinema sia lo stesso
ovunque? Se ci fosse una giornata unica in tutta Italia, si potrebbe imbastire una grande campagna nazionale
per convincere il pubblico". E' l'idea di Richard Borg, neo presidente dei distributori Anica. "Uno dei principali
obiettivi che abbiamo tutti, distributori, produttori ed esercenti - spiega Borg - è capire come allargare il nostro
mercato. Bisogna convincere il pubblico che il cinema è un bene che va utilizzato di più, per divertirsi, per
imparare, per ampliare la propria cultura. Oggi in Italia si va a vedere un film, non si va al cinema". Un'altra
proposta del presidente dei distributori è che i film escano tutti lo stesso giorno. "Oggi - spiega - si disorienta il
pubblico uscendo chi di mercoledì, chi di giovedì, chi di venerdì". Per Borg il giorno più logico sarebbe il
giovedì, ma "se invece vogliamo imitare i francesi, usciamo il mercoledì, unificando la giornata a prezzo
ridotto e quindi con una esplosione di incassi". Sempre con l'obiettivo di ampliare il mercato, per Borg
servono più schermi. "Quelli attuali - dice - sono insufficienti e anche distribuiti male, con concentrazioni e
vuoti. Ciò non aiuta certo a portare più gente al cinema". Importante è anche puntare di più sulle uscite
estive. "E' vero che a luglio e agosto gli incassi diminuiscono - afferma - ma bisogna tenere conto che in quei
mesi escono tre o quattro film, e gli incassi si concentrano su quei pochissimi titoli". Le uscite vanno dunque
spalmate su dodici mesi. "E' però importante - dice Borg - che ne prendano atto i produttori e i distributori
italiani: una grande commedia italiana può benissimo uscire in estate". Per attirare il pubblico potenziale,
secondo il presidente dei distributori, i film che ci sono non bastano. "Prendiamo i film italiani di grande
qualità, che una volta venivano trasmessi sul piccolo schermo, e che ormai da tempo sono spariti. Bene,
questi film esistono ancora, penso agli archivi del Luce. Cosa aspettano a digitalizzarli e a farli uscire in sala?
Tra l'altro, la digitalizzazione aiuterebbe soprattutto l'esercizio minore ad avere una grande flessibilità,
consentendo programmazioni multiple nel corso della stessa giornata". Sul piano associativo "uno dei miei
obiettivi come presidente dei distributori - conclude Borg - è di normalizzare i rapporti tra esercizio e
distribuzione, rendendoli più proficui".
19/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, Richard Borg (Anica): 'Unificare giornata del biglietto a prezzo
ridotto e partire con campagna nazionale'
19/01/2012
03:07
Primaonline.it
Sito Web
CINEMA: BORG "CAMPAGNA PROMOZIONALE E UNIFICARE GIORNO
BIGLIETTO RIDOTTO"
ROMA (ITALPRESS) - "Vogliamo fare in modo che in Italia il giorno del biglietto a prezzo ridotto al cinema sia
lo stesso ovunque? Se ci fosse una giornata unica in tutta Italia, si potrebbe imbastire una grande campagna
nazionale per convincere il pubblico". E' l'idea di Richard Borg, neo presidente dei distributori Anica,
intervistato dal [...]
ROMA (ITALPRESS) - "Vogliamo fare in modo che in Italia il giorno del biglietto a prezzo ridotto al cinema sia
lo stesso ovunque? Se ci fosse una giornata unica in tutta Italia, si potrebbe imbastire una grande campagna
nazionale per convincere il pubblico". E' l'idea di Richard Borg, neo presidente dei distributori Anica,
intervistato dal Giornale dello Spettacolo. "Uno dei principali obiettivi che abbiamo tutti, distributori, produttori
ed esercenti - spiega Borg - e' capire come allargare il nostro mercato. Bisogna convincere il pubblico che il
cinema e' un bene che va utilizzato di piu', per divertirsi, per imparare, per ampliare la propria cultura. Oggi in
Italia si va a vedere un film, non si va al cinema". Un'altra proposta del presidente dei distributori e' che i film
escano tutti lo stesso giorno. "Oggi - spiega - si disorienta il pubblico uscendo chi di mercoledi', chi di giovedi',
chi di venerdi'". Per Borg il giorno piu' logico sarebbe il giovedi', ma "se invece vogliamo imitare i francesi,
usciamo il mercoledi', unificando la giornata a prezzo ridotto e quindi con una esplosione di incassi". Sempre
con l'obiettivo di ampliare il mercato, per Borg servono piu' schermi. "Quelli attuali - dice - sono insufficienti e
anche distribuiti male, con concentrazioni e vuoti. Cio' non aiuta certo a portare piu' gente al cinema".
Importante e' anche puntare di piu' sulle uscite estive. "E' vero che a luglio e agosto gli incassi diminuiscono afferma - ma bisogna tenere conto che in quei mesi escono tre o quattro film, e gli incassi si concentrano su
quei pochissimi titoli". Le uscite vanno dunque spalmate su dodici mesi. "E' pero' importante - dice Borg - che
ne prendano atto i produttori e i distributori italiani: una grande commedia italiana puo' benissimo uscire in
estate".Per attirare il pubblico potenziale, secondo il presidente dei distributori, i film che ci sono non bastano.
"Prendiamo i film italiani di grande qualita', che una volta venivano trasmessi sul piccolo schermo, e che
ormai da tempo sono spariti. Bene, questi film esistono ancora, penso agli archivi del Luce. Cosa aspettano a
digitalizzarli e a farli uscire in sala? Tra l'altro, la digitalizzazione aiuterebbe soprattutto l'esercizio minore ad
avere una grande flessibilita', consentendo programmazioni multiple nel corso della stessa giornata". Sul
piano associativo "uno dei miei obiettivi come presidente dei distributori - conclude Borg - e' di normalizzare i
rapporti tra esercizio e distribuzione, rendendoli piu' proficui". (ITALPRESS).
19/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Notizie di agenzia
19/01/2012
Il Secolo XIX
Pag. 50
(diffusione:103223, tiratura:127026)
ITALIA, ADDIO OSCAR
Il film di Crialese non entra nella lista dei nove. Ma non è una sorpresa L'iraniano ha ottime chance di vincere
la statuetta
MI. AN.
NON PROPRIO una sorpresa. Ma dispiace comunque. "Terraferma" di Emanuele Crialese è fuori dalla corsa
all'Oscar, non comparendo neanche nella lista allargata a 9 titoli, categoria "miglior film straniero", resa nota
ieri, a pochi giorni dalle cinquine ufficiali previste per martedì. Sembra una maledizione, e magari qualcuno
dirà che all'Academy Awards ce l'hanno con noi. Ma se fosse, invece, che non azzecchiamo i film da
mandare all'Oscar? Con l'eccezione di "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini, in cinquina nel 2006, è dai
tempi di "La vita è bella" di Roberto Benigni che l'Italia non si affaccia organicamente alla festa planetaria del
cinema. La statuetta per il miglior film non girato in inglese sarà pure una portata minore nel gran banchetto
degli Oscar, tuttavia brucia la ripetuta esclusione. Nel 2010 "La prima cosa bella" di Paolo Virzì, nel 2009
"Baarìa" di Giuseppe Tornatore, nel 2008 "Gomorra" di Matteo Garrone, per dirne alcuni. Laconico il
commento di Crialese, già in passato bocciato per "Nuovomondo": «Penso al futuro. Sono in Brasile.
Congratulazioni a tutti quelli che ce l'hanno fatta!». Vai a sapere se avrebbero avuto maggiori chance di
riuscita "Habemus Papam" di Nanni Moretti, "Noi credevamo" di Mario Martone o l'outsider "Corpo celeste" di
Alice Rohrwacher. Di sicuro l'anno scorso si sbagliò a non designare "Io sono l'amore" di Luca Guadagnino,
uscito negli States con notevole successo, oltre 5 milioni di dollari, per essere italiano. "Terraferma" è parso
ai commissari Anica il film giusto, senza esserlo. Ci si era illusi che il generoso Premio speciale della giuria
beccato in extremis a Venezia avrebbe lavorato per il meglio. E fresco è il ricordo della motivazione scolpita
dal Sindacato giornalisti cinematografici nell'attribuire il Premio Francesco Pasinetti: «Tra cronaca autentica e
racconto epico, tra realismo e poesia, "Terraferma" mette a fuoco, con splendide immagini e un cast
eterogeneo di particolare forza espressiva, un capitolo di quotidianità che è già Storia dei nostri tempi,
andando oltre la terra degli sbarchi, con un messaggio universale di solidarietà». Troppa grazia per un film
squilibrato e irrisolto, dai tratti ingenui: molti sorrisero di quel giovane pescatore che ignora il significato della
parola topless stando in un'isola siciliana popolata di turiste. Infatti all'Academy Awards non hanno
convenuto. Del resto basterebbe la presenza, tra i nove titoli pre-selezionati, dell'iraniano "Una separazione"
di Asghar Farhadi per cogliere la differenza di stile, ispirazione, forza espressiva, capacità di raccontare un
mondo. Gli altri otto? Il belga "Bullhead" di Michaël R. Roskam, il canadese "Monsieur Lazhar" di Philippe
Falardeau, il danese "SuperClásico" di Ole Christian Madsen, il tedesco "Pina" di Wim Wenders, l'israeliano
"Footnote" di Joseph Cedar, il marocchino "Omar Killed Me" di Roschdy Zem, il polacco "In Darkness" di
Agnieszka Holland, il taiwanese "Warriors of the Rainbow: Seediq Bale" di Wei Te-Sheng. A occhio vincerà
l'iraniano.
Foto: Filippo Pucillo in una scena di "Terraferma"
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"TERRAFERMA" È FUORI
19/01/2012
Il Giornale - Ed. Nazionale
Pag. 30
(diffusione:192677, tiratura:292798)
«Terraferma» di Crialese buttato fuori dagli Oscar
Schiaffo al film italiano sponsorizzato dalla sinistra. Ma il regista la prende bene: «Ora penso al futuro»
Pedro Armocida
«Il pubblico americano è entusiasta di Terraferma . È un buon segno. Per ora mi sento in un limbo, in attesa
di conoscere la shortlist , ma non sono ansioso». Parole del regista Emanuele Crialese, pronunciate in una
location perfetta e, in teoria, di buon auspicio, il festival campano «Capri, Hollywood». Era Capodanno. Sono
trascorsi una manciata di giorni e ieri sera, alla notizia che il suo film - candidato italiano agli Oscar nella
categoria miglior film straniero - non era tra i nove che l'Academy ha scelto per la corsa verso l'ambita
statuetta (proprio come gli era già successo nel 2006 con Nuovomondo ), ha laconicamente commentato:
«Penso al futuro! Sono in Brasile! Congratulazioni a tutti quelli che ce l'hanno fatta». Certo, ora qualcuno dirà
che forse sarebbe stato meglio che la commissione dell'Anica a fine settembre avesse puntato sull'escluso
eccellente, Habemus Papam di Nanni Moretti. Il risultato sarebbe stato diverso? In effetti Terraferma agli
occhi dei membri della commissione sembrava perfetto per arrivare almeno nelle cinquine che verranno
annunciate il 24 gennaio. Perché, come ha scritto più volte il Giornale , la rappresentazione dei migranti
nordafricani che sbarcano in un'isola siciliana con la Guardia di Finanza cattiva dell'era berlusconiana che li
vuole respingere e i pescatori buoni che continuano a ripetere che «ci hanno insegnato a salvare la gente e
ora ci dicono di cambiare rotta» (piccolo particolare: la legge italiana questo non lo dice), con il suo forzato
manicheismo, il suo impianto a tesi e un folclorismo da esportazione, poteva far breccia in un'America che
sembra vederci ancora attraverso la lente del passato, come se fossimo fermi agli anni '50. Ma se l'Italia è
fuori dagli Oscar (non lo vince dal '98 con La vita è bella di Benigni, ultima nomination nel 2005 con La bestia
nel cuore di Cristina Comencini), nove sono ancora le opere in lizza per il miglior film straniero: l'iraniano e
superfavorito Una separazione di Asghar Farhadi, già vincitore del Golden Globe; il belga Bullhead di Michael
R. Roskam; il canadese Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau; il danese Superclásico di Ole Christian
Madsen; il tedesco Pina di Wim Wenders; l'israeliano Footnote di Joseph Cedar; il marocchino Omar Killed
Me di Roschdy Zem; il polacco In Darkness di Agnieszka Holland; il taiwanese Warriors of the Rainbow:
Seediq Bale di Wei Te-sheng. Per tutti, appuntamento al 26 febbraio.
Foto: NAUFRAGIO Un fotogramma di «Terraferma» di Crialese
19/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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STRONCATA LA PELLICOLA DELLA DISCORDIA
18/01/2012
1 articolo
18/01/2012
Il Giornale di Vicenza
Pag. 15
(diffusione:41821, tiratura:51628)
Quei gioielli "star" del cinema
Paola Cortellesi in una scena dal film "Nessuno mi può giudicare"| La Ragonese in "Viola di mare" Portare i
gioielli al cinema è possibile, anche se si è una piccola azienda. E soprattutto fa vendere. È questo il
messaggio lanciato ieri mattina a VicenzaOro Winter, durante il convegno "Un gioiello di film", durante il quale
Massimo Marnetto, del ministero dello Sviluppo economico, Licia Mattioli, presidente di Federorafi, Lamberto
Mancini, segretario generale di Anica e direttore di Cinecittà, ed Elisa Coltri, di Cattleya, moderati da
Francesca Medolago Albani di Anica, hanno illustrato alle imprese come promuovere il loro marchio sul
grande schermo. L´incontro, introdotto dal direttore della Fiera Corrado Facco, è partito mostrando come i
marchi possano avere visibilità in una pellicola o addirittura diventarne parte essenziale. «Finora però sottolinea Marnetto - i gioielli sono entrati nei film in modo spontaneo, noi vorremmo creare occasioni
strutturate e periodiche per estendere a tutti gli operatori interessati la possibilità di incontrare i produttori».
Iniziativa apprezzata sia da Facco che da Mattioli. «Quale film è stato più efficace di "Colazione da Tiffany"
per veicolare un marchio? - chiede la presidente -. O chi non ricorda la Vespa di "Vacanze Romane" che
spopolò in Usa? Vogliamo allargare tutto questo al mondo orafo». E il cinema italiano, soprattutto entro i
confini nazionali, ha dimostrato grande appeal, se come spiega Mancini, «in Italia 4 biglietti su 10 sono per
film italiani, mentre in Germania o Regno Unito è 1 su 10. Per fare film, poi, ci sono formule che permettono
di fare soldi e se un´azienda investe 1 milione di euro lo Stato ne restituisce il 40 per cento». Coltri ha quindi
illustrato i criteri di scelta e le opportunità, le tipologie di utilizzo e di comunicazione di un prodotto,
dall´abbinamento al personaggio al fatto di calare l´oggetto nel mondo reale, al nominare il prodotto
all´interno della scena, fino alla possibilità di abbinare all´uscita un concorso. Il budget? «Il minimo sono
15mila euro, ma se si tratta solo di far vedere il gioiello indossato e nominare l´azienda in un contesto
coerente con la sceneggiatura può essere anche più competitivo. Anche le piccole aziende possono
permetterselo, e soprattutto nel campo del gioiello non è difficile. Un marchio meno conosciuto, poi, non
rischia di avere il boomerang, se nominato, di infastidire il cliente». Chi del mondo del cinema ha una
notevole esperienza è Giuseppina Fermi, della Glamroom. Le sue creazioni sono state, tra le altre, indossate
da Paola Cortellesi nel recente film "Nessuno mi può giudicare", Stefania Sandrelli in "Saturno contro" di
Ferzan Ozpetec o Piera Degli Esposti. "Per entrare nel mondo del cinema - spiega - il segreto è un ufficio
stampa con molti contatti. Per riuscirci, però, bisogna avere molti pezzi di grande varietà, perché una
produzione può tenersi 50 gioielli per mesi. Abbiamo realizzato anche gioielli su misura per il film. Dopo che
la Cortellesi ha indossato le nostre collane, le clienti che ci avevano chiesto di farle leggere, ci hanno
domandato di arricchirle».
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LA NOVITÀ. Un convegno originale tra esperti di film, pubblicità e aziende su come far conoscere i marchi
sullo schermo
17/01/2012
17 articoli
17/01/2012
10:11
ADN Kronos
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Cinema: a Roma al via iscrizioni corso su distribuzione prodotto
Roma, 17 gen. (Labitalia) - Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del corso di formazione in
distribuzione del prodotto cinematografico, organizzato a Roma da 'A.S. For Cinema', associazione per lo
sviluppo e la formazione delle professioni cinematografiche. Al termine del corso, che mira alla formazione di
una figura professionale specializzata nella distribuzione del prodotto cinematografico in Italia e all'estero,
grazie anche alle conoscenze specifiche acquisite nelle aree giuridiche, economiche e istituzionali, i
partecipanti avranno gli strumenti per definire e sviluppare una strategia imprenditoriale e manageriale legata
alla commercializzazione e promozione del prodotto cinematografico. Il corso, della durata di 120 ore, sarà
realizzato in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, in particolare con la sezione di 'The Business
Street - Mercato Internazionale del Film di Roma', nonchè con il patrocinio dell'Anica e il contributo del Mibac
- Direzione Generale per il Cinema. La scadenza per partecipare alle selezioni è lunedì 23 gennaio. Per
consultare il programma ed effettuare la domanda di ammissione on-line, si può consultare il sito
www.asforcinema.it.
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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lavoro
17/01/2012
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WallStreetItalia
Sito Web
Roma, 17 gen. (Labitalia) - Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del corso di formazione in
distribuzione del prodotto cinematografico, organizzato a Roma da 'A.S. For Cinema', associazione per lo
sviluppo e la formazione delle professioni cinematografiche. Al termine del corso, che mira alla formazione di
una figura professionale specializzata nella distribuzione del prodotto cinematografico in Italia e all'estero,
grazie anche alle conoscenze specifiche acquisite nelle aree giuridiche, economiche e istituzionali, i
partecipanti avranno gli strumenti per definire e sviluppare una strategia imprenditoriale e manageriale legata
alla commercializzazione e promozione del prodotto cinematografico. Il corso, della durata di 120 ore, sarà
realizzato in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, in particolare con la sezione di 'The Business
Street - Mercato Internazionale del Film di Roma', nonchè con il patrocinio dell'Anica e il contributo del Mibac
- Direzione Generale per il Cinema. La scadenza per partecipare alle selezioni è lunedì 23 gennaio. Per
consultare il programma ed effettuare la domanda di ammissione on-line, si può consultare il sito
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Cinema: a Roma al via iscrizioni corso su distribuzione prodotto
17/01/2012
02:00
Key4Biz
Sito Web
In particolare con le scuole medie superiori e inferiori, che vedano la collaborazione anche e soprattutto delle
istituzioni a ciò preposte.
Media - Riportiamo di seguito l'intervento di Lionello Cerri, presidente Anec, alla conferenza stampa sui dati
del cinema in sala per l'anno 2011, che s'è tenuta a Roma il 12 gennaio 2012. Per il 2012 sono ottimista
perché i listini delle case di distribuzione fanno prevedere che ci sarà un buon prodotto, sia italiano, sia
straniero. Per quanto riguarda i risultati del 2011, c'è stata una diminuzione dell'8% delle presenze e del 10%
degli incassi, ma, prima di tutto, si tratta di una contrazione evidentemente e decisamente inferiore a quelle
registrate da molti altri segmenti imprenditoriali a causa della crisi economica e finanziaria incombente; inoltre
sono mancati alcuni blockbuster che nel 2010 hanno avuto risultati eclatanti, come 'Avatar'. Va inoltre
sottolineato che il 2011 ha visto la produzione nazionale, insieme alle coproduzioni, raggiungere quasi il 40%
del mercato. Considerando inoltre anche i risultati dei film europei in Italia si supera la quota del 50%: il
nostro è l'unico Paese ad avere un cinema europeo, compreso il nazionale, così forte. A registrare un calo è
stato invece il cinema americano che è passato da una quota del 57% al 47%: la perdita di spettatori nel
2011 è quindi da ascriversi alle inferiori performance dei film statunitensi. E' giusto quindi inorgoglirsi per i
risultati dei nostri film, ma allo stesso tempo non può non destare forte preoccupazione la difficoltà del cinema
Usa perché solo dall'incremento di entrambi può crescere il mercato nel suo insieme. Sui risultati delle
festività, il calo è stato superiore rispetto alla media dell'anno, ma il calendario non ha aiutato perché i giorni
festivi sono coincisi con i fine settimana, sottraendo così giorni importanti agli incassi. Se però si considera il
mese di dicembre si nota che il calo delle presenze è stato del 7%, quindi inferiore rispetto alla media
dell'anno. Va inoltre detto che il gusto del pubblico sta cambiando e ci sono certi filoni di film, sia italiani, sia
esteri, che hanno maggiori problemi a confrontarsi con gli spettatori di oggi, utilizzando più o meno sempre la
stessa formula. Ma su questo punto saranno ovviamente i produttori a fare delle valutazioni. Per tornare ad
avere i 120 milioni staccati nel 2010 e puntare a crescere negli anni successivi, fondamentale è combattere
sia la stagionalità, uscendo con buoni film per 11 mesi l'anno, sia il sovraffollamento di titoli che si verifica in
determinati periodi. In tale prospettiva, a un mercato maturo serve anche un intervento sulle sale,
valorizzando innanzitutto l'esistente, per il quale vanno trovate nuove risorse, considerato il progressivo
prosciugamento di quelle statali, da destinare ad un ammodernamento tecnologico, per il rafforzamento
dell'offerta laddove già esiste. In tal senso, tra gli strumenti utili potrebbe essere introdotta una Lotteria del
Cinema che possa avvalersi dello star system e dei collaudati meccanismi promozionali di questa industria.
La salvaguardia e lo sviluppo delle sale tradizionali è fondamentale per contribuire in particolare alla crescita
di un cinema di qualità, nazionale ed europeo che proprio in queste strutture trova la sua collocazione più
efficace. Va inoltre incoraggiata l'espansione della rete cinema, esistente partendo dal presupposto che la
sala è elemento fondamentale dello sviluppo economico, culturale e sociale di ogni comunità e del paese
intero. Dunque, essenziale in questo campo è l'intervento degli enti territoriali che sono chiamati ad adeguati
interventi sia finanziari sia normativi. Fondamentale è inoltre puntare sulla fidelizzazione del pubblico giovane
e sul recupero di quello meno giovane, e più a rischio di allontanamento dal cinema in sala. A ciò potrebbe
contribuire la creazione di una grande iniziativa promozionale di tutta l'industria cinematografica, da tenersi
magari in primavera, che preveda forti agevolazioni per gli spettatori e che sia supportata da una importante
campagna pubblicitaria. Ma per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, tra i quali non può essere
dimenticata la lotta alla pirateria, serve una forte e trasparente collaborazione con le istituzioni nazionali e
territoriali e con tutti i settori dell'industria cinematografica. In particolare con questi ultimi, gli incontri 'di filiera'
già avviati sono un passo iniziale importante. Dobbiamo continuare su questa strada, affrontando nel loro
insieme i problemi in sospeso con l'obiettivo comune di tonificare il mercato. In prospettiva resta l'esigenza
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Cinema, Lionello Cerri (Anec): 'Necessaria una migliore educazione
all'immagine, attraverso progetti adeguati'
17/01/2012
02:00
Key4Biz
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17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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insopprimibile di una migliore educazione all'immagine, oggi deterioratasi a causa soprattutto di una
programmazione televisiva in molti casi degradata. Bisogna dunque realizzare un nuovo approccio
all'immagine, attraverso progetti adeguati, in particolare con le scuole medie superiori e inferiori, che vedano
la collaborazione anche e soprattutto delle istituzioni a ciò preposte. Per maggiori approfondimenti: Cinema,
Carlo Bernaschi (ANEM): 'Mai come oggi l'industria unita per vincere la sfida della modernizzazione' 2011: il
cinema perde, ma in Italia no. Riccardo Tozzi (Anica): 'Aumentare l'offerta e la qualità dei nostri film' Cinema:
nel 2011 sono stati staccati 38 milioni di biglietti per film italiani. Per Riccardo Tozzi (ANICA), 'Risultato
straordinario'
17/01/2012
La Repubblica - Roma
Pag. 19
(diffusione:556325, tiratura:710716)
Reja, tra il mercato e il big match "Ora con l'Inter senza paura"
Caccia al mister x: in lizza Honda e Arshavin Hernanes: "A San Siro per fermare i nerazzurri". Oggi esami su
Dias Ripresa a Formello
GIULIO CARDONE ALBERTO ABBATE
L'INTER è tornata, ma Reja ha ritrovato la sua Lazio e non ha paura: «A San Siro servirà un'impresa.
Troveremo una squadra rigenerata dal punto di vista fisicoe mentale, ma noi dovremo dare il 100% e andare
a fare risultato». Hernanes lo segue: «I polpacci sono indolenziti - svela a Sky - ma per domenica sarò
pronto. Vogliamo fermare la marcia nerazzurra. L'Inter è una grande squadra, ma noi andremo lì per
vincere». Konko è in dubbio, dita incrociate per Dias: oggi gli esami, il brasiliano rischia 3 settimane di stop. E
Reja trema, non solo per domenica: «Ora affronteremo un ciclo tosto, una sfida ogni tre giorni. Forse
incontreremo 2 volte il Milan (una in Coppa Italia, ndr) e, se non recupererò gli infortunati, sarà difficile avere
un rendimento ottimale». Scacciati, al momento, i cattivi presagi del gennaio nero del mister: «Con l'Atalanta
ho visto ottimi segnali, merito anche del sostegno dei tifosi. Speriamo che il calo dell'ultimo periodo sia alle
spalle, ma dovremo maturare ancora». Servono acquisti per il salto di qualità: «Stiamo monitorando una
decina di giocatori a livello internazionale», assicura Reja.
Domenica Lotito non parlava d'altro: «Un centrocampista da 14 milioni, extracomunitario.
Martedì appuntamento decisivo». E alcune suggestioni trovano conferme. Il 25enne giapponese Honda è un
obiettivo già dall'estate: era stato proposto al Cska - che non vuole privarsi di Dzagoev - lo scambio con
Zarate. Piace il 30enne russo Arshavin dell'Arsenal, accostato allo Zenit e in scadenza a giugno. C'è pure
Elias, 26enne brasiliano dello Sporting Lisbona. Stranieri tesserabili solo con la cessione all'estero di uno fra
Carrizo e Makinwa - Lotito rifiuta la rescissione con buonuscita - o con l'escamotage: l'aiuto dell'amico
Preziosi (il Genoa ha la casella libera), che lo girerebbe alla Lazio.
Lotito ha sondato il terreno per il redivivo Jankovic, ma in Italia Reja sogna sempre Paroloo Palombo. E da
Cesena spunta l'idea Candreva: il presidente Campedelli insiste per Kozak.
Proseguono i contatti con l'Atalanta per il prestito di Stendardo.
Oggi incontro col Pescara - in seconda fila il Verona - per Ceccarelli: si tratta sul prestito con diritto di riscatto
della metà. Al suo posto, potrebbe arrivare M'Baye Niang, punta franco-senegalese classe '94 del Caen.
Domani alle 10.30, alla sala Cinema dell'Anica, si ricorderà il 35esimo anniversario della morte di Re Cecconi.
Costretto allo stop Dias, foto in alto, il brasiliano della Lazio rischia tre settimane di stop a causa
dell'infortunio.
Il tecnico biancoceleste chiede a suoi giocatori l'impresa contro i nerazzurri: "dovremo dare il 100% e per
fare risultato contro questa Inter"
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La Lazio
17/01/2012
Il Messaggero - Ed. Nazionale
Pag. 23
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Festival di Roma nuovo ruolo per Müller
Coordinatore da subito, poi direttore Direzione generale e mercato in lizza Mancini Parodi, Sovena
GLORIA SATTA
ROMA - Gianluigi Rondi per ora non si è dimesso. Ma Marco Müller sarebbe in arrivo al Festival di Roma.
Magari non subito come direttore artistico, visto che il presidente vorrebbe rinnovare il mandato a Piera
Detassis e continua a rifiutare l'ex timoniere di Venezia. Così, nel tentativo di sbrogliare il pasticcio che si è
creato, è stato individuato un escamotage che consentirebbe all'asse Polverini-Alemanno di paracadutare
subito Müller al Festival: offrirgli il ruolo (inedito) di coordinatore. E con l'eventuale voto favorevole del cda,
arriverebbero anche le dimissioni di Rondi. E' l'ultimo scenario possibile della telenovela che, dalla vigilia di
Natale, tiene con il fiato sospeso l'intero mondo del cinema. Protagonista il Festival di Roma che il braccio di
ferro tra politici rischia di congelare fino a giugno. Dopodomani è in programma la riunione dei soci fondatori
per ragionare sul presente, sul futuro e soprattutto sul bilancio, gravato dal milione e 350mila euro di deficit.
Intanto ieri mattina c'è stato il vertice tra Rondi, Alemanno e Polverini alla presenza di Gianni Letta. E' stato
un incontro segretissimo, che gli interessati definiscono «privato» e per questo non si è tenuto né in
Campidoglio né alla Regione ma in un locale del centro storico. Sindaco e governatore hanno sondato le
intenzioni del presidente del Festival e si sono aggiornati alla riunione di giovedì. Dal cinema arriva
l'ennesimo appello a fare presto: «Ci auguriamo che l'eventuale carica di coordinatore non impedisca a Müller
di mettersi a lavorare al più presto», a m m o n i s c e Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica, «non c'è un
minuto da perdere». Il Pd, che non era stato invitato all'incontro, non attenua la polemica. «Questa destra sa
solo epurare e lottizzare», tuona il consigliere comunale Paolo Masini. «Se Müller ha un minimo di dignità»,
rincara Enzo Foschi (Regione), «dovrebbe ritirarsi dal mercato delle vacche». Ma dallo stesso fronte, fuori dal
coro è la voce di Matteo Orfini, che afferma: «Non può essere la politica a decidere cosa si fa e cosa non si
fa, a cominciare dalle nomine. Se si fosse lanciato un bando su base curriculare per la ricerca del direttore
del Festival di Roma, Müller l'avrebbe vinto». In attesa di ulteriori sviluppi, galoppa il toto-nomine per altre due
poltrone del Festival: direttore generale e capo del mercato. I nomi in ballo per il posto di Francesca Via e per
quello di Roberto Cicutto sono per ora tre: il direttore di Cinecittà Studios Lamberto Mancini, Diamara Parodi
che ha già lavorato nel mercato e Luciano Sovena, ex ad di Cinecittà. Per varare queste nomine il cammino
sarà decisamente più semplice.
Foto: Il presidente del Festival Gian Luigi Rondi
Foto: Marco Müller
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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IL CASO Decisivo l'incontro dei fondatori giovedì
17/01/2012
Il Tempo - Roma
(diffusione:50651, tiratura:76264)
Trentacinque anni senza «Cecco»
Un documentario e la presentazione di un libro inedito per non dimenticarlo
@BORDERO:#CESCRI-SPOR@%@Cristiano Cesarini
Il 18 gennaio 1977 moriva Luciano Re Cecconi, mezz'ala della Lazio campione d'Italia del 1974 e della
Nazionale che disputò sempre in quell'anno i Mondiali. Cecco è nei cuori di tutti i laziali, da sempre: si spense
a soli 29 anni, nel pieno della sua carriera, in un modo surreale. Fu ucciso a Roma da un colpo di pistola
esploso in una gioielleria del Fleming. Si disse a causa di uno scherzo.
La morte di Re Cecconi si inserisce nel contesto di una serie di lutti che colpirono quella storica squadra, che
perse in precedenza, a dicembre del 1976, il mitico allenatore Tommaso Maestrelli, e successivamente,
sempre prematuramente Mario Frustalupi nel 1990, il regista. Nel giorno del 35° anniversario della
scomparsa di Re Cecconi Lazio Family, col patrocinio di Roma Capitale e della Provincia di Roma, ha
organizzato un evento per ricordarlo, presso la Sala Cinema dell'Anica in Viale Regina Margherita 286, a
partire dalle 10.30 di domani. Si inizia con la visione in prima assoluta del film censurato dal titolo «L'Appello il caso Re Lecconi», prodotto negli anni '80 dalla Rai. Nel 1983 i coniugi Tabocchini (Bruno Tabocchini sparò
a Re Lecconi) denunciarono la Rai e gli sceneggiatori per ottenere la distruzione, e la censura del film. Si
tratta di uno sceneggiato di 60 minuti, che ripercorre la vita di Re Cecconi, nel corso del quale il Sostituto
Procuratore Franco Marrone (pm nel processo) è impegnato a fornire elementi probatori contro l'assoluzione
di Tabocchini. Il regista, scrittore e giornalista Alberto Bevilacqua tracciò una lettura introspettiva della
vicenda.
Dopo il film verrà presentato il libro di Maurizio Martucci «Non scherzo, Re Cecconi 1977, la verità
calpestata», che cerca di fare luce sui fatti di quella giornata, a fronte della rilettura degli atti del processo e di
nuove testimonianze. Viene ricostruito il giorno della morte del giocatore, che la sera del 18 gennaio 1977
dopo aver sbrigato varie commissioni entra nella profumeria di Giorgio Fraticcioli, che deve consegnare due
flaconi di deodorante a un gioielliere, Bruno Tabocchini. Re Cecconi, il suo compagno di squadra Ghedin e
Fraticcioli si recano nella gioielleria, e dopo pochi secondi dal loro ingresso la tragedia. Il profumiere dirà: «Ho
sentito come un "Fermi tutti"», mentre il gioielliere racconterà alla stampa: «Ho sparato a questo che poteva
sparare a me...». Tabocchini fu assolto dal reato contestato per legittima difesa putativa. «Quella Lazio lì era
una squadra scomoda - ha dichiarato Stefano, il figlio di Luciano - politicamente scorretta e capace di togliere
lo scettro da regina alle potenti di sempre. (...) Se la verità fosse un'altra?». Domani presso la sala dell'Anica
interverranno Stefano Re Cecconi (figlio), Luciano Re Cecconi (nipote), Luigi Martini, Mauro Mazza e Guido
Paglia (Rai), il giornalista Roberto Renga e l'avvocato Pasquale Trane, oltre ai vecchi compagni del «Cecco»
Pulici, Wilson, Oddi e D'Amico.
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AmarcordIl 18 gennaio 1977 fu ucciso Re Cecconi, mezz'ala della Lazio più amata di sempre
17/01/2012
Dagospia
Sito Web
MULLER
1- LETTERA DI MICHELE ANSELMI
Caro Dago,
sbeffeggiato da tutti, una ventina di giorni fa, quando dicevo e scrivevo sul "Riformista" che Ale-danno e
Sderenata Polverini, come li chiami tu, si sarebbero inventati un ruolo a sorpresa per Marco Muller in modo di
farlo lavorare subito per il Festival. Non è possibile, dicevano tutti, è contro le regole, si muoverà solo quando
sarà nominato ufficialmente dal Cda. Sciocchezze. Adesso diventa "coordinatore", prima che direttore, per
mandarlo in giro tranquillamente a spese del Festival. Come volevasi dimostrare.
Michele Anselmi
2- "OPERAZIONE MÜLLER": È FATTA! - ALE-DANNO E POLVERINI SI SONO INVENTATI UN RUOLO A
SORPRESA PER MARCO MULLER
Gloria Satta per Il Messaggero ROBERTO CALDEROLI RENATA POLVERINI UMBERTO POSSI E
GIANNI ALEMANNO
Gianluigi Rondi per ora non si è dimesso. Ma Marco Müller sarebbe in arrivo al Festival di Roma. Magari non
subito come direttore artistico, visto che il presidente vorrebbe rinnovare il mandato a Piera Detassis e
continua a rifiutare l'ex timoniere di Venezia. Così, nel tentativo di sbrogliare il pasticcio che si è creato, è
stato individuato un escamotage che consentirebbe all'asse Polverini-Alemanno di paracadutare subito Müller
al Festival: offrirgli il ruolo (inedito) di coordinatore. E con l'eventuale voto favorevole del cda, arriverebbero
anche le dimissioni di Rondi.
E' l'ultimo scenario possibile della telenovela che, dalla vigilia di Natale, tiene con il fiato sospeso l'intero
mondo del cinema. Protagonista il Festival di Roma che il braccio di ferro tra politici rischia di congelare fino a
giugno. Dopodomani è in programma la riunione dei soci fondatori per ragionare sul presente, sul futuro e
soprattutto sul bilancio, gravato dal milione e 350mila euro di deficit.rondi detassis
Intanto ieri mattina c'è stato il vertice tra Rondi, Alemanno e Polverini alla presenza di Gianni Letta. E' stato
un incontro segretissimo, che gli interessati definiscono «privato» e per questo non si è tenuto né in
Campidoglio né alla Regione ma in un locale del centro storico. Sindaco e governatore hanno sondato le
intenzioni del presidente del Festival e si sono aggiornati alla riunione di giovedì.ALEXEY MESHKOV
MARCO MULLER
Dal cinema arriva l'ennesimo appello a fare presto: «Ci auguriamo che l'eventuale carica di coordinatore non
impedisca a Müller di mettersi a lavorare al più presto», ammonisce Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica,
«non c'è un minuto da perdere».Fabia Bettini, Stefano Dominella, Goffredo Bettini, Francesca Via
Il Pd, che non era stato invitato all'incontro, non attenua la polemica. «Questa destra sa solo epurare e
lottizzare», tuona il consigliere comunale Paolo Masini. «Se Müller ha un minimo di dignità», rincara Enzo
Foschi (Regione), «dovrebbe ritirarsi dal mercato delle vacche».
Ma dallo stesso fronte, fuori dal coro è la voce di Matteo Orfini, che afferma: «Non può essere la politica a
decidere cosa si fa e cosa non si fa, a cominciare dalle nomine. Se si fosse lanciato un bando su base
curriculare per la ricerca del direttore del Festival di Roma, Müller l'avrebbe vinto».
In attesa di ulteriori sviluppi, galoppa il toto-nomine per altre due poltrone del Festival: direttore generale e
capo del mercato. I nomi in ballo per il posto di Francesca Via e per quello di Roberto Cicutto sono per ora
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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"OPERAZIONE MÜLLER": È FATTA! - ALE-DANNO E POLVERINI SI SONO
INVENTATI UN RUOLO A SORPRESA PER MARCO MULLER IN MODO DI
FARLO LAVORARE SUBITO PER IL FESTIVAL: DIVENTA
"COORDINATORE", PRIMA CHE DIRETTORE, PER MANDARLO IN GIRO
TRANQUILLAMENTE A SPESE DEL FE
17/01/2012
Dagospia
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tre: il direttore di Cinecittà Studios Lamberto Mancini, Diamara Parodi che ha già lavorato nel mercato e
Luciano Sovena, ex ad di Cinecittà. Per varare queste nomine il cammino sarà decisamente più semplice.
GIANNNI DI GIOVANNI ELISA GRECO ANDREA VIANELLO FRANCESCA CHAOUQUI
2- ULTIMATUM A RONDI: ORA NOMINI MÜLLER - PRESSING DI ALEMANNO, POLVERINI E LETTA.
DECISIVO IL VOTO DI FUORTES - CAMBIERÀ ANCHE IL DIRETTORE OPERATIVO AL POSTO DI VIA
IN ARRIVO PARODI O MANCINI
Francesca Giuliani per "La Repubblica Roma"
Non si ferma il pressing politico in vista del rinnovo dei vertici del Festival del Film di Roma. Come
annunciato, si è svolto ieri un incontro fra il sindaco Alemanno, la presidente della Regione, Polverini e Gianni
Letta, che si sono incontrati in Campidoglio con il presidente del Festival, Gian Luigi Rondi.SINDACO
SALUTA RONDI
La riunione - riservatissima, a porte chiuse - sembrerebbe aver dato i primi risultati, benché informali: il
decano dei critici cinematografici italiani è stato invitato a presentare al consiglio di amministrazione del
Festival la candidatura di Marco Müller in uscita dal Festival di Venezia e più che caldeggiato dalla Destra
romana.
D´altra parte, in queste ultime settimane Rondi stesso si è dichiarato contrario a questo nome, preferendo nel
caso una riconferma dei vertici scaduti e in particolare della direttrice artistica, Piera Detassis. Ora però, a
completamento dell´"operazione Müller" con nomine che modificherebbero nettamente stile, modi e contenuti
del Festival, Alemanno-Polverini pensano anche a sostituire il direttore operativo, Francesca Via che ricopre
un incarico non in scadenza, a tempo indeterminato, per rimpiazzarla con nomine di ispirazione tecnicopolitica.GOFFREDO BETTINI
Pronti i nomi, spesi a chiare lettere nel corso della riunione di ieri. Si tratta di Lamberto Mancini, attualmente a
Cinecittà, sostenuto da Luigi Abete (presidente di Bnl che è anche main sponsor del Festival) e di Diamara
Parodi: la signora Leone (consorte di Giancarlo, alla guida di RaiFiction) sarebbe appoggiata dall´Udc di
Francesco Carducci.
Una volta definito il quadro degli intenti, e persino la squadra da cambiare, al tandem Alemanno-Polverini
(che hanno lasciato fuori della porta la Provincia, ad evidenziare il metodo tutto "politico" dell´accordo) non
resterà che convocare il consiglio di amministrazione, sede nella quale si giocherà la partita finale passando
però per l´assemblea dei soci, dopodomani.PIETRO VALSECCHI GIANLUIGI RONDI
È prevedibile che Rondi sottoponga al voto il nome di Müller che se dovesse passare, porterebbe alle
dimissioni del presidente stesso. Nel cda siedono i rappresentanti di Comune, Provincia, Camera di
Commercio, Musica per Roma nonché quello della Regione che però la Polverini da mesi non nomina,
peraltro a fronte di un mancato sostegno economico al festival nelle ultime edizioni arrivato a un "buco" di 2
milioni 800 mila euro. Decisivo risulterà in cda il voto di Carlo Fuortes (Musica per Roma), di nomina
veltroniana riconfermato però da Alemanno.GIANCARLO LEONE DIAMARA PARODI
Intanto i tempi stringono: se da un lato può non esserci un´urgenza tecnica, a premere sono le necessità di
lavorazione di una manifestazione che si fonda su contatti internazionali e su una campagna acquisti che va
giocata rapidamente per arrivare al traguardo dell´autunno con un "prodotto" che tenga il confronto con gli
altri festival.
17/01/2012
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1 - MILANO APRE IN RIALZO. SPRINT DI UNICREDIT. SPREAD SOTTO 480...
Da " il Sole 24 Ore.com " - Le Borse europee aprono in netto rialzo. I dati macro migliori del previsto dalla
Cina (che pure evidenziano un rallentamento del Pil ai minimi da due anni) hanno spinto al rialzo i listini
asiatici creando un clima positivo anche sui listini del Vecchio Continente. Che, al momento, snobbano il
taglio al rating del Fondo salva Stati (annunciato ieri da S&Poor's), peraltro atteso dopo la bocciatura di
venerdì su Francia e Austria (tra i principali contributori del fondo). piazza affari
Proprio oggi l'attenzione degli operatori dovrebbe andare sull'aste in programma a Madrid e dello stesso
Fondo salva Stati. Mentre desta preoccupazione lo stallo nelle trattative con i privati sulla ristrutturazione del
debito greco. Intanto l'euro torna oltre quota 1,27 sul dollaro e lo spread BTp-Bund viaggia sotto i 480.
Focus Piazza Affari
Sul listino milanese il FTSE MIB (segui l'andamento nel box) sale dell'1,1%. Bene i bancari, compresa
Unicredit, a tre giorni dal termine dell'aumento di capitale. Le azioni "ex diritto" salgono del 2% (vicine a quota
3 euro), i diritti per aderire all'operazione salgono del 5% oltre 1,8 euro. Ancora in rialzo Fiat, promossa ieri da
Goldman Sachs. In netto rialzo anche Eni, in scia alle voci su un'accelerazione dell'ipotesi di una separazione
con Snam Rete Gas, che potrebbe essere uno dei punti del prossimo decreto sulle liberalizzazioni, che il
governo dovrebbe varare venerdì.
Bce: nuovo record per depositi overnight
Intanto si segnala un nuovo record per i depositi overnight presso la Banca centrale europea, che per la
prima volta hanno superato la soglia dei 500 miliardi di euro. Segnale di scarsa fiducia nel mercato
interbancario: gli istituti di credito, infatti, preferiscono depositare liquidità presso la Bce allo 0,25%, piuttosto
che prestarsi soldi a tassi più alti.
Sprint per le Borse asiatiche: vola Shanghai
l Pil cinese cresce dell'8,9% nell' ultimo trimestre 2011 (contro attese pari a +8,6%) e sostiene gli scambi sui
listini asiatici: la Borsa di Tokyo, infatti, termina la seduta in rialzo dell'1,05%. L'indice Nikkei guadagna 88,04
punti, a quota 8.466,40 (non lontano dai massimi intraday), con la sorpresa cinese che ha rinfocolato
l'ottimismo sugli scenari economici globali. Anche lo yen si è indebolito contro il dollaro (salito a 76,70) ed
euro (97,68).standard & poor's
Pur avendo battuto le previsioni, la crescita del quarto trimestre della Cina resta la più bassa degli ultimi due
anni e mezzo e lascia ipotizzare interventi espansivi di politica monetaria da parte delle autorità cinesi.
Shanghai ha chiuso con un balzo del 4,18%. In rialzo anche la Borsa di Mumbai che ha portato a +8% la
performance da inizio 2012, spinta dal dato sull'inflazione, scivolata ai minimi degli ultimi due anni.
2 - BORSA TOKYO: NIKKEI CHIUDE A +1% SPINTO DA NUOVE STIME ECONOMIA CINA...
Radiocor - Chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo sostenuta dalla vivacita' dei mercati asiatici e anche dalla
stima di una crescita cinese oltr e le attese nel IV trimestre 2011 (+8,9% per l'ufficio nazionale di statistica
contro previsioni di +8,6%). Il Nikkei ha concluso le contrattazioni con un rialzo dell'1,05% a 8.466,40 punti.
3 - AUTO EUROPA: -5,8% IMMATRICOLAZIONI DICEMBRE, -15,6% GRUPPO FIAT...
Radiocor - In Europa (Ue27+Efta) nel mese di dicembre le immatricolazioni di auto nuove sono scese del
5,8% annuo a 995.404 unita'. Lo rende noto l'Acea, precisando che nell'intero 2011 il calo e' stato dell'1,4%
sul 2010 con 13.573.550 veicoli immatricolati. Nella sola Ue, le vendite hanno registrato -6,4% a dicembre e 1,7% sull'intero anno. A dicembre il gruppo Fiat ha venduto 61.399 vetture, il 15,6% in meno rispetto a un
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MILANO APRE IN RIALZO. SPRINT DI UNICREDIT. SPREAD SOTTO 480 BCE: NUOVO RECORD PER DEPOSITI OVERNIGHT - AUTO EUROPA: 5,8% IMMATRICOLAZIONI DICEMBRE, -15,6% GRUPPO FIAT - I
DECLASSAMENTI DI STANDARD & POOR'S
17/01/2012
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anno prima.
La quota di mercato del Lingotto e' del 6,2%, in calo dal 6,3% di novembre e dal 6,9% di un anno fa. Nel 2011
il gruppo torinese ha riportato una flessione del 12% in Europa e la sua quota e' passata dal 7,8% al 7%. Tra i
costruttori il primato resta del gruppo Volkswagen (+9% dicembre e quota salita al 23,3%), seguita da Psa
Peugeot Citroen (-18,5% e quota in flessione all'11,3%), Renault (-14,3% e quota al 9,4%), Gm (-15% e
quota all'8,9%) e Ford (+3,4% e 7,5%).
4 - CINA: PIL CRESCE NEL IV TRIMESTRE OLTRE LE ATTESE, LA STIMA E' DI +8,9%...
Radiocor - Crescita cinese oltre le attese nel IV trimestre 2011. L'ufficio nazionale di statistica ha stimato per
l'ultimo quarto dell'anno un incremento del Pil nell'ordine dell'8,9% in rallentamento rispetto al +9,1% del
trimestre precedente ma oltre le previsioni degli economisti che indicavano un +8,6% per il periodo ottobredicembre. Nell'intero 2011 l'espansione dell'economia cinese e' stimata al 9,2% rispetto al +10,4% dell'anno
precedente.
5 - MORNING NOTE...
Radiocor - Milano: 'The Year Ahead 2012. La prospettiva degli investimenti per l'anno 2012' di Merrill Lynch
Wealth Management Emea.BORSA SHANGHAI
Milano: incontro organizzato da Intesa Sanpaolo in occasione della presentazione del volume 'Museo
Diocesano', catalogo sistematico collana Musei e Gallerie di Milano, Electa. Partecipano, tra gli altri, Giovanni
Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo; il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di
Milano.
Vicenza: nell'ambito di Vicenza Oro Winter 2012, su iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico in
collaborazione di fiera di Vicenza, Federorafi e Anica, presentazione di 'Un gioiello di film'.
Ue: Acea presenta i dati relativi al mese di dicembre 2011 sulle immatricolazioni di autovetture in Europa.
Roma: la Banca d'Italia diffonde il Bollettino economico trimestrale
Roma: si riuniscono le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil per mettere a punto una piattaforma comune in
vista del confronto con il Governo
Roma: in Parlamento previste tra le altre le audizioni di Fitch Ratings, del presidente dell'Antitrust, Giovanni
Pitruzzella e del ministro dello Sviluppo e Infrastrutture, Corrado Passera Rco
CRISI: i declassamenti di Standard & Poor's (ieri e' stato abbassato anche il rating del fondo salva-Stati Efsf)
non spaventa le Borse. Spread in lieve c alo. Per il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, la
crisi 'e' peggiorata ulteriormente'. Il premier Mario Monti: la Germania faccia di piu' per i Paesi con un debito
elevato. Il presidente francese Nicholas Sarkozy fa rinviare a febbraio il vertice a tre con Germania e Italia
previsto venerdi' a Roma (dai giornali). La Grecia a un passo dal default (La Stampa, pag. 30). 'Il Governo
non tratta e non c'e' crescita'. Intervista al leader Cgil, Susanna Camusso (Il Messaggero, pag. 12)
RATING: 'nessun vincolo tra regole Ue e agenzie. La Ue cancelli le regole sul rating'. Intervista al presidente
Consob, Giuseppe Vegas (Il Sole 24 Ore, pag. 5 - Il Messaggero, pag. 10)
FISCO: redditi degli autonomi, notai e farmacisti in testa. Tassisti, orafi e baristi quasi poveri (dai giornali)
FONSAI: apre a Unipol. Al via la due diligence (dai giornali). Salvataggio di Ligresti e banche scaricato sui
piccoli azionisti (La Repubblica, pag. 26). Laura De Cicco, consorte dell'ex ministro Ignazio La Russa, investe
con Filippo Milone, sottosegretario alla Difesa, in Quintogest, societa' satellite dei Ligresti (Il Corriere della
Sera, pag. 33). Paletti Fonsai alla due diligence di Unipol (Il Messaggero, pag. 19). Ecco tutti gli scogli della
grande Unipol (Il Giornale, pag. 26). Una settimana per chiudere la trattativa. Il caso (Il Secolo XIX pag. 13)
fiat
UNICREDIT: diritti ancora a sconto (Il Sole 24 Ore, pag. 42). Piu' americani nel capitale della banca (Il
Corriere della Sera, pag. 33). Rilancia le reti di imprese (Libero pag.21). Lex del 'Financial Times' (pag.14)
MEDIOBANCA: accordo con i re Mida d'Inghilterra (Il Corriere della Sera, pag. 37)
COMPAGNIA DI SANPAOLO: l'ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, si candida a guidare l'ente torinese
(La Stampa, pag. 32). Parte la corsa di Chiamparino (Il Secolo XIX pag.13)
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BANCHE: stamani confronto in Via Nazionale fra il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e i
rappresentanti dei primi 5 istituti, piu' Mediobanca e Giuseppe Mussari per l'Abi (Il Messaggero, pag. 20)
RCS: sulla Spagna nodo impairment. In sospeso la vendita Flammarion (Il Sole 24 Ore, pag. 42). Azionisti
divisi su cessioni o aumento (La Stampa, pag. 31)
ENI: torna ipotesi separazione da Snam Rete Gas (Il Sole 24 Ore, pag. 1-17)
ENEL: con le nuove tariffe, piu' ricavi (dai giornali)
EDIPOWER: Cdp in campo per Edipower (Il Sole 24 Ore, pag. 43). Riassetto verso la volata finale, cda
Edison e assemblea Delmi (Il Messaggero, pag. 19)Sergio Chiamparino
SNAM: alleanza con belga Fluxys. 'Saremo punto di riferimento per le infrastrutture del gas'. Intervista all'a.d.
Carlo Malacarne (Il Sole 24 Ore, pag. 43)
FIAT: 'il movimentismo di Marchionne', di Giuseppe Berta (Il Sole 24 Ore, pag. 24). Con Chrysler integrazione
al 50% entro il 2012. Dopo quasi un mese riapre Mirafiori (dai giornali). 'Marchionne riapra la fabbrica alla
Fiom'. Appello-intervista al segretario generale Fiom, Maurizio Landini (La Repubblica, pag. 24)
VOLKSWAGEN: cerca partner in Italia. Nei prossimi giorni incontrera' 30 aziende della componentistica in
Piemonte (Il Sole 24 Ore, pag. 27) CARNIVAL: affonda alla Borsa di Londra a seguito del naufragio della
Costa Concordia davanti all'Isola del Giglio (dai giornali)
SIAE: verso il risanamento. Conti in equilibrio nel 2012 (Il Sole 24 Ore, pag. 29)SERGIO MARCHIONNE
CON LA BARBA
INDESIT: lancera' i piccoli elettrodomestici. Colloquio con l'a.d. Marco Milani (La Repubblica, pag. 27)
TRASPORTI: arriva la nuova Authority che inglobera' l'Agenzia per le Infrastrutture (La Repubblica, pag. 17)
6 - SINGAPORE AIRLINES SORVOLA SU MALPENSA...
Ma.Mo. per il " il Sole 24 Ore.com " - In Italia siamo ancora fermi allo scontro tra deputati della Lega e il
governo per concedere i diritti di quinta libertà alla Singapore Airlines per volare da Singapore a Milano
Malpensa e proseguire per New York. In Germania invece dove il collegamento è già attivo da anni, il vettore
del piccolo Stato asiatico vola quotidianamente da Singapore a Francoforte e da qui a New York.
In attesa che anche l'Italia decida, la compagnia ha potenziato la capacità sull'aeroporto tedesco sostituendo
il Boeing 747 con l'Airbus A380: il colosso dei cieli con i suoi 450 passeggeri consentirà di aumentare del
25% la capacità trasportata. È la prima volta che il super jumbo viene impiegato su questo collegamento
giornaliero. Francoforte invece è la quarta città in Europa ad aggiungersi alla lista della Singapore Airlines ,
dopo Londra, Parigi e Zurigo, mentre New York è la seconda destinazione in Nord America, dopo Los
Angeles. Malpensa e con essa i passeggeri italiani, invece, dovranno attendere.SINGAPORE
7 - SEAT RESTA IN BILICO: ACCORDO O MARZANO...
Mo.D. per il " il Sole 24 Ore.com " - Accordo o Marzano. La vicenda Seat Pagine Gialle arriva al rush finale.
Il cda di oggi farà il punto sulle adesioni dei senior lender alla ristrutturazione del debito da 2,7 miliardi. Ma
soprattutto prenderà in considerazione il coinvolgemento degli obbligazionisti dell'Ssb nell'intesa, che già
vedeva coinvolte le banche creditrici e i bondholder Lighthouse. La società ha tempo fino al 31 gennaio, data
di scadenza dell'impegno dei creditori a non far scattare il default, tecnicamente già avvenuto.
Ma l'operazione resta molto complessa e potrebbe avereun rischio fiscale per la soceità di 100 milioni,
secondo quanto scrive Radiocor. Tra le ipotesi che si stanno vagliando c'è anche quella di abbassare il
quorum dei senior lender per l'intesa al 75% dal 100%. Non solo. Visto che l'accordo dovrà essere rivisto per
includere la parte riconosciuta agli Ssb, potrebbe essere l'occasione per un aggiornamento del piano
industriale in base alle nuove previsioni di Pil italiano. A seguire, la proposta finale passerà al vaglio di tutti gli
stakeholder. Con l'obiettivo che sia davvero quella finale.
8 - QUEI RIALZI DEL TITOLO DMAIL...
R. Fi. per il " Sole 24 Ore " - Piccole capitalizzazioni corrono. Pure troppo. Un esempio? Arriva da Dmail,
società attiva nelle vendite al dettaglio sia tramite negozi sia via internet. Ebbene, il titolo del gruppo (con una
market cap, secondo Bloomberg, di solo 16,1 milioni) nelle ultime sedute ha messo a segno rialzi
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impressionanti. Ieri, per esempio, ha chiuso in crescita del 17,54 per cento. E non basta. Solo nella settimana
scorsa, Dmail è passata dal prezzo di 1,4 a quello di 1,79 euro (+27,8 %). L'azienda, secondo quanto
riportato da Radiocor, ha detto che non vi sono novità societarie né altri elementi di cui il gruppo sia a
conoscenza tali da giustificare i rialzi. Anzi. Proprio Dmail ha comunicato che la controllata Buy On Web, in
liquidazione, ha ricevuto due avvisi di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate per complessivi
11.541.852, relativi agli esercizi fiscali 2006 e 2007. In conseguenza di ciò la società ha dato mandato ai
propri consulenti di effettuare per verificarne le eventuali conseguenze. Una situazione che, insomma, non
dovrebbe spingere il titolo.Seat Pagine Gialle
9 - LA MALAYSIA PRIVATIZZA ANCHE LA LOTUS...
S. Car. per il " Sole 24 Ore " - Un governo privatizza gran parte dell'industria automobilistica nazionale al
fine dichiarato di rivitalizzare l'economia. Accade in Malaysia, dove il piano di privatizzazione viene accelerato
con l'annuncio che la holding pubblica Khazanah cederà la sua quota del 42,7% nella casa automobilistica
Proton, nata negli anni 80 per poi acquisire celebrità internazionale oltre un decennio dopo con l'acquisto
della britannica Lotus.
L'ex simbolo dell'industrializzazione malese non finisce all'estero: a comprarla sarà il conglomerato DrbHicom che fa capo al ben introdotto tycoon Syed Mokhtar Al-Bukhary, che rileverà la quota per l'equivalente
di 411,9 milioni di dollari e lancerà un'Opa. La Drb-Hicon assembla già auto per primari costruttori globali.
Così molti analisti si attendono che, quando tra un paio d'anni non ci saranno più vincoli, arriveranno altre
novità e accordi. E magari la cessione della Lotus in rosso, di cui si parlava da tempo.
17/01/2012
Giornale di Brescia
Pag. 5
(diffusione:48023, tiratura:59782)
I taxisti ieri in assemblea al Circo Massimo ROMALiberalizzazioni avanti tutta. È la promessa ribadita ieri a
Van Rompuy, dal premier Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto probabilmente venerdì,
anche perché il pre-Cipe, inizialmente previsto per oggi, sarebbe posticipato a mercoledì.
Monta intanto la protesta dei «liberalizzandi»anche se alcune categorie attendono di incontrare il governo.
Non i benzinai però che hanno già proclamato 7 giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla
Confesercenti. Decisione che però non viene apprezzata dai colleghi di Fegica e Anica che definiscono lo
sciopero «intempestivo». E sciopereranno anche i ferrovieri dell'Orsa che si fermeranno il 27 gennaio.
Il premier tira dritto e spiega: «Ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando
nella condotta dell'economia italiana sia con il dl di dicembre sia con le misure di maggiore concorrenza che
ci accingiamo a prendere questa settimana».
Gli fa eco lo stesso Van Rompuy: «Il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto di misure,
iniziando con una liberalizzazione dell'economia» che è «cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati».
Poi l'argomento liberalizzazioni è probabilmente il piatto forte dell'incontro tra Monti e i leader dei partiti. E
infatti al termine dell'incontro il leader del Terzo Polo Casini spiega: «Monti andrà avanti come previsto». E il
segretario del Pdl, Alfano, aggiunge: «Per noi ok, basta che non siano uno slogan». Interviene anche
Schifani, che si schiera contro le «rendite di posizione» ma avverte anche il Governo: «Guai a dare la
sensazione ad alcune categorie di essere penalizzate». Il tutto mentre il ministro Passera, prosegue il
confronto: ieri ha visto il presidente dell'Anci, Delrio, il presidente di Unioncamere, Dardanello e il collega alla
Funzione Pubblica Patroni Griffi. Faccia a faccia anche con l'ad Enel Conti mentre i benzinai sono già stati
incontrati dal sottosegretario De Vincenti.
Insomma una doccia fredda per tutte le categorie che speravano in un rinvio per dare più tempo alle diverse
trattative avviate. E le proteste continuano: i taxi si riuniscono a Roma in un presidio e molte sono le proteste
in tutta Italia. E mentre Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a
Confcommercio, proclamano una maxi-serrata di 7 giorni (ancora non nota la data) i colleghi di Faib e Fegica,
bocciano come «intempestiva» l'ipotesi dello sciopero. Caldo il fronte delle farmacie: Federfarma si dice
pronta al confronto. Le parafarmacie vanno all'attacco: le farmacie non fanno gli sconti previsti. Tra i (pochi)
soddisfatti si esprime Federdistribuzione, cioè la grande distribuzione: il governo sta andando nella giusta
direzione.
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Liberalizzazioni, Monti inflessibile: in settimana il decreto
17/01/2012
Eco di Bergamo
Pag. 8
(diffusione:54521, tiratura:63295)
Liberalizzazioni avanti tutta. È la promessa ribadita ieri al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy,
dal presidente del consiglio Mario Monti, che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto probabilmente
venerdì, anche perché il pre-Cipe, inizialmente previsto per oggi, sarebbe posticipato a domani. Monta intanto
la protesta dei «liberalizzandi» anche se alcune categorie per arrivare a una decisione definitiva sul da farsi
attendono di incontrare il governo. Non i benzinai, però, che hanno già proclamato sette giorni di serrata. Ma
non tutti, solo quelli aderenti alla Confesercenti. Decisione che però non viene apprezzata dai colleghi di
Fegica e Anica, che definiscono lo sciopero «intempestivo». Sciopereranno anche i ferrovieri dell'Orsa, che si
fermeranno il 27 gennaio. E parte anche il presidio dei tassisti al Circo Massimo a Roma. Il premier tira dritto
e spiega: «Ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta
dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure di maggiore concorrenza che ci
accingiamo a prendere questa settimana». Insomma, ieri una doccia fredda per tutte le categorie che
speravano in un rinvio per dare più tempo alle diverse trattative avviate. E le proteste continuano: i taxi si
riuniscono a Roma in un presidio e molte sono le agitazioni in tutta Italia. L'unica liberalizzazione di cui
vogliono sentire parlare i conducenti delle auto bianche - oggi a Palazzo Chigi - è quella degli orari. E
chiedono che si applichi la regola «una licenza, un'auto, un turno». Oppure i taxi collettivi. E mentre Figisc e
Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, proclamano una
maxi-serrata di sette giorni (ancora non nota la data) i colleghi di Faib e Fegica, bocciano come
«intempestiva» l'ipotesi dello sciopero. Caldo il fronte delle farmacie, ma Federfarma si dice pronta al
confronto. Niente misure drastiche in vista per gli Ordini professionali, i cui rappresentanti hanno incontrato
ieri il ministro della Giustizia Paola Severino. «Non è all'esame alcun provvedimento di abolizione degli
Ordini, né degli esami di Stato», ha detto il Guardasigilli, sottolineando che l'obiettivo della riforma è «una
migliore qualificazione dei professionisti».
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Liberalizzazioni, benzinai pronti a sette giorni di stop
17/01/2012
Unione Sarda
Pag. 7
(diffusione:68332, tiratura:81580)
Vedi la foto ROMA Liberalizzazioni avanti tutta. È la promessa ribadita ieri al presidente del Consiglio Ue,
Herman Van Rompuy, dal presidente del consiglio Mario Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto,
molto probabilmente venerdì. FIBRILLAZIONE Monta intanto la protesta dei "liberalizzandi" anche se alcune
categorie per arrivare ad una decisione definitiva sul da farsi attendono di incontrare il governo. Non i
benzinai però che hanno già proclamato 7 giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla
Confesercenti. Decisione che non viene apprezzata dai colleghi di Fegica e Anica che definiscono lo sciopero
«intempestivo». E sciopereranno anche i ferrovieri dell'Orsa che si fermeranno il 27 gennaio. Il premier tira
dritto e spiega: «ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta
dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure di maggiore concorrenza che ci
accingiamo a prendere questa settimana». L'argomento liberalizzazioni è stato anche il piatto forte
dell'incontro tra Monti e i leader dei partiti. E infatti al termine dell'incontro il leader del Terzo Polo Pier
Ferdinando Casini spiega: «Monti andrà avanti come previsto». E il segretario del Pdl, Angelino Alfano,
aggiunge: «per noi ok, basta che non siano uno slogan». Interviene anche il presidente del Senato Renato
Schifani, che si schiera contro le «rendite di posizione» ma avverte anche il Governo: «guai a dare la
sensazione ad alcune categorie di essere penalizzate». TAXI SARDI A proposito di categorie, quella dei
tassisti è fra le più arrabbiate. A Roma parte oggi il presidio al Circo Massimo. Intanto in Sardegna prendono
posizione il governatore Cappellacci e l'assessore La Spisa: «Faremo presente al premier Monti gli effetti
negativi che si avrebbero in Sardegna se non venisse rivisto l'attuale decreto sulla liberalizzazione delle
licenze dei taxi e chiederemo una contestualizzazione territoriale. Auspichiamo che vengano analizzate le
specificità della nostra isola in considerazione del fatto che il settore risente di una stretta stagionalità».
Cappellacci e La Spisa hanno incontrato ieri una delegazione di tassisti che hanno espresso tutta la loro
preoccupazione per il decreto. Tre le problematiche principali emerse: l'abolizione della territorialità,
l'istituzione dell'agenzia per i trasporti e la cumulabilità delle licenze.
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Benzinai, serrata di sette giorni
17/01/2012
La Sicilia - Ed. Nazionale
Pag. 8
(diffusione:64550, tiratura:80914)
l´incontro di monti (a destra) e van rompuy Roma. Dopo tre ore a palazzo Chigi, Alfano, Bersani e Casini si
trovano d'accordo sulla stesura di una mozione comune sulla politica europea, ma non sulla «natura» della
maggioranza che sostiene il governo. Se il capo del Terzo polo dice che «questa è una maggioranza
politica», i segretari di Pdl e Pd lo contraddicono: non esiste. Confuta Alfano: «Quando si entra nel merito dei
provvedimenti, tra me e Bersani vengono fuori le differenze. Questa non è una maggioranza politica perché
nelle democrazie occidentali la maggioranza politica viene fuori dal consenso elettorale». Anche Bersani non
annette alla circostanza troppo rilievo. Ve bene stendere un'agenda per le riforme, ma «nulla di più». Eppure
Casini, oltre a individuare volontà convergenti sulle riforme («presto ci vedremo per parlare di legge
elettorale»), Europa, rating, liberalizzazioni, fornisce un aiuto al Pd, timoroso di essere scavalcato a sinistra.
«Auspico che la mozione europea scritta dai partiti con Moavero abbia i voti aggiuntivi di forze che non
sostengono Monti», è l'assist del capo terzopolista. Ma Di Pietro si sfila: «Prendiamo atto, per bocca di uno
dei protagonisti dell'incontro, che è nata una maggioranza politica checché ne dica il finto ingenuo Bersani.
Non non facciamo, né vogliamo, farne parte». La verità è che - di là dell'apprezzamento di Monti per «il clima
collaborativo» - Pdl e Pd stanno ancora bene attenti a non lasciare troppe impronte sul nuovo governo. Il
partito di Berlusconi invita Monti a «non fare trucchi sulle liberalizzazioni» e guarda con sospetto alla
decisione di sospendere le ostilità sull'art.18 - aiutando così il Pd di Bersani - mentre affonda sulla
deregulation per tassisti, farmacisti, avvocati: tradizionale bacino di voti per il centrodestra. Così, persino sulla
mozione Ue Alfano frena: «Se ci sarà mozione unitaria lo vedremo, per ora il Pdl dà a Frattini l'incarico di
stendere per noi il documento». Ben diversa l'enfasi posta da Casini sulla «mozione di unità nazionale per
dare forza a Monti» e sull'impegno non solo del Terzo polo, ma anche di Pdl e Pd a sostegno del governo:
«Dopo anni di demonizzazione bipolare dell'avversario, il fatto che siamo in questa situazione è segno che
sia il Pdl sia il Pd hanno la consapevolezza che il Paese è in una fase di emergenza. Oggi siamo in questa
fase, magari poi si tornerà a una dialettica tradizionale». Perciò, «il vertice è la normalità piena. Una
maggioranza non può che essere politica. E questa lo è». In settimana, probabilmente venerdì, arriverà il
decreto liberalizzazioni. E monta la protesta, anche se alcune categorie per arrivare a decidere sul da farsi
attendono d'incontrare il governo. Non i benzinai (quelli aderenti alla Confesercenti) che hanno già
proclamato sette giorni di serrata (non ancora nota la data). Decisione non apprezzata dai colleghi di Fegica
e Anica che definiscono lo sciopero «intempestivo». Sciopero anche per i ferrovieri dell'Orsa che si
fermeranno il 27 prossimo, mentre parte il presidio dei tassisti al Circo Massimo. Il premier tira dritto e
assicura al commissario Ue, van Rompuy, «misure di maggiore concorrenza». Gli fa eco lo stesso van
Rompuy: «La liberalizzazione dell'economia è cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati».
Sull'argomento, piatto forte dell'incontro tra Monti e i capipartito, Casini spiega che «Monti andrà avanti come
previsto». E Alfano dà l'okay, «basta che non siano uno slogan». Insomma, una doccia fredda per le
categorie che speravano in un rinvio. E le proteste continuano: quella dei tassisti, in primo luogo. L'unica
liberalizzazione di cui vogliono sentir parlare è quella degli orari applicando la regola «una licenza, un'auto,
un turno». Caldo anche il fronte delle farmacie: Federfarma si dice pronta al confronto. Le para-farmacie
vanno all'attacco: le farmacie non fanno gli sconti previsti sui farmaci di fascia C. milena di mauro 17/01/2012
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Okay alle liberalizzazioni: sette giorni di serrata dei benzinai
17/01/2012
L' Adige
Pag. 4
(diffusione:26515, tiratura:32211)
Liberalizzazioni, è scontro
ROMA - Liberalizzazioni avanti tutta. È la promessa ribadita ieri al presidente del Consiglio Ue, Herman Van
Rompuy, dal presidente del consiglio Mario Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto
probabilmente venerdì, anche perchè il pre-Cipe, inizialmente previsto per domani, sarebbe posticipato a
mercoledì.. Monta intanto la protesta dei «liberalizzandi» anche se alcune categorie per arrivare ad una
decisione definitiva sul da farsi attendono di incontrare il governo. Non i benzinai però che hanno già
proclamato 7 giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla Confesercenti. Decisione che però non
viene apprezzata dai colleghi di Fegica e Anica che definiscono lo sciopero «intempestivo». Sciopereranno
anche i ferrovieri dell'Orsa che si fermeranno il 27 gennaio, e parte anche il presidio dei tassisti al Circo
Massimo a Roma. Il premier tira dritto e spiega: «ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che
stiamo realizzando nella condotta dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure
di maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana». Gli fa eco lo stesso Van Rompuy:
«il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto di misure, iniziando con una liberalizzazione
dell'economia» che è «cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati». Poi l'argomento liberalizzazioni è
probabilmente il piatto forte dell'incontro tra Monti e i leader dei partiti. E infatti al termine dell'incontro il leader
del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini spiega: «Monti andrà avanti come previsto». E il segretario del Pdl,
Angelino Alfano, aggiunge: «per noi ok, basta che non siano uno slogan». Interviene anche il presidente del
Senato Renato Schifani, che si schiera contro le «rendite di posizione» ma avverte anche il Governo: «guai a
dare la sensazione ad alcune categorie di essere penalizzate».
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Monti annuncia: il testo sarà legge venerdì DECRETO
17/01/2012
Il Fatto Quotidiano - Ed. Nazionale
Pag. 7
(tiratura:100000)
Dovrebbe arrivare in settimana, probabilmente venerdì, il decreto liberalizzazioni. E intanto, avanza la
protesta: è la promessa ribadita oggi al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, dal presidente del
Consiglio Mario Monti che annuncia: i benzinai hanno già proclamato 7 giorni di serrata. Ma non tutti, solo
quelli aderenti alla Confesercenti. Decisione che però non viene apprezzata dai colleghi di Fegica e Anica
che definiscono lo sciopero "i n t e m p e s t i vo ". E sciopereranno anche i ferrovieri dell'Orsa che si
fermeranno il 27 gennaio. Partito ieri anche il presidio dei tassisti al Circo Massimo a Roma. E molte sono le
proteste in tutta Italia. L'unica liberalizzazione di cui comunque vogliono sentire parlare i conducenti delle
auto bianche - oggi a Palazzo Chigi - è quella degli orari. E chiedono che si applichi la regola "una licenza,
un'auto, un turno". Oppure i taxi collettivi. Caldo il fronte delle farmacie: Federfarma si dice pronta al
confronto. Le parafarmacie vanno all'attacco: le farmacie non fanno gli sconti previsti sui farmaci di fascia C.
E il Codacons annuncia: stiamo organizzando un ricorso collettivo al Tar e alla Corte Costituzionale di tutte le
Parafarmacie ed i farmacisti non titolari di farmacia. Tra i (pochi) soddisfatti si esprime Federdistribuzione,
cioè la grande distribuzione: il governo sta andando nella giusta direzione.
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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LIBERARIZZAZIONI Taxi e benzinai in rivolta
17/01/2012
Giornale dell'Umbria
Pag. 32
Monta la protesta: i benzinai annunciano lo sciopero
ROMA - Liberalizzazioni avanti tutta. E' la promessa ribadita ieri al presidente del Consiglio Ue, Herman Van
Rompuy, dal presidente del Consiglio Mario Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto
probabilmente venerdì, anche perchè il pre-Cipe, inizialmente previsto per oggi, sarebbe posticipato a
mercoledì. Monta intanto la protesta dei "liberalizzandi" anche se alcune categorie per arrivare ad una
decisione definitiva sul da farsi attendono di incontrare il Governo. Non i benzinai però che hanno già
proclamato 7 giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla Confesercenti. Decisione che però non
viene apprezzata dai colleghi di Fegica e Anica che definiscono lo sciopero "intempestivo". E sciopereranno
anche i ferrovieri dell'Orsa che si fermeranno il 27 gennaio. E parte anche il presidio dei tassisti al Circo
Massimo a Roma. Il premier tira dritto e spiega: «ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che
stiamo realizzando nella condotta dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure
di maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana». Gli fa eco lo stesso Van Rompuy:
«Il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto di misure, iniziando con una liberalizzazione
dell'economia" che è "cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati". Poi l'argomento liberalizzazioni è
probabilmente il piatto forte dell'incontro tra Monti e i leader dei partiti. E infatti al termine dell'incontro il leader
del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini spiega: «Monti andrà avanti come previsto». E il segretario del Pdl,
Alfano, aggiunge: «per noi ok, basta che non siano uno slogan».
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Liberalizzazioni, il decreto entro venerdì
17/01/2012
Il Quotidiano di Calabria - Catanzaro
Pag. 6
ROMA - Liberalizzazioni avanti tut- ta. È la promessa ribadita ieri al pre- sidente del Consiglio Ue, Herman
Van Rompuy, dal presidente del con- siglio Mario Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto
probabilmente venerdì, anche per- chè il pre-Cipe, inizialmente previsto per oggi, sarebbe posticipato a domani. Monta intanto la protesta dei "liberalizzandi" anche se alcune ca- tegorie per arrivare ad una decisione
definitiva sul da farsi attendono di incontrare il governo. Non i benzinai però che hanno già proclamato 7
giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla Confesercenti. Decisione che però non viene apprezzata dai colleghi di Fegica e Anica che definiscono lo sciopero «intempestivo». E sciopereranno anche i
ferrovieri dell'Orsa che si fermeranno il 27 gennaio. E parte anche il presidio dei tassisti al Circo Massimo a
Roma. Il premiertira dritto espiega: «ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo
realizzando nella condotta dell'economia italianasia condecretolegge didicembre sia con le misure di
maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana». Gli fa ecolostesso
VanRompuy:«Ilpresidente Montimi hadescritto unnuovo pacchetto di misure, iniziando con una
liberalizzazione dell'econo mia» che è «cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati». Poi l'argo mento
liberalizzazioni è probabilmente il piatto forte dell'incontro tra Monti e i leader dei partiti. E infatti al termine
dell'incontro il leader del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini spiega: «Monti andrà avanti come previsto». E il
segretario del Pdl, Angelino Alfano, aggiunge: «per noi ok, basta che non siano uno slogan». Interviene
anche il presidente del Senato Renato Schifani, che si schiera controle "rendite di posizione" ma avverte
anche il Governo:«guai a dare la sensazione ad alcune categorie di essere penalizzate». Il tutto mentre il
ministro alloSviluppo, Corrado Passera, prosegue il confronto: ieri ha visto il presidente dell'Anci, Graziano
Delrio, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello eil collegaalla FunzionePubblica Filippo Patroni
Griffi. Faccia a faccia anche concon l'adEnel FulvioConti mentre i benzinai sono già stati incontratidal
sottosegretarioClaudio De Vincenti. Insomma ieri una doccia fredda per tutte le categorie che speravano in
un rinvio per dare più tempo alle diverse trattativeavviate. Ele proteste continuano:i taxi siriuniscono a Roma
in un presidio e molte sono le protesteintuttaItalia. Ec'è chi li difende: Paolo Ferrero segretario di
Rifondazione spiega: «la scelta del governo di liberalizzare i taxi è sbagliata e per questo appoggiamo la lotta
deitaxisti». L'unica liberalizzazione di cuicomunque vogliono sentire parlare i conducenti delle auto bianche oggi a Palazzo Chigi - è quella degli orari. E chiedono che si applichi la regola «una licenza, un'auto, un
turno». Oppure i taxi collettivi. E mentreFigisc e Anisa, ledue associazionidei gestorideidistributori di benzina
aderenti a Confcommercio, proclamano una maxi-serrata di 7 giorni (ancora non nota la data) icolleghi diFaib
eFegica, bocciano come «intempestiva» l'ipotesi dello sciopero. Il Codacons annuncia denunce sia alla
Procura della Repubblica che alla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero. Caldo
il fronte delle farmacie: Federfarma si dice pronta al confronto. Le parafarmacie vanno all'attacco: le
farmacienon fannogli scontiprevisti sui farmaci di fascia C. E il Codacons annuncia: stiamo organizzando un
ricorso collettivo al Tar e alla CorteCostituzionale ditutte leParafarmacie e i farmacisti non titolari di farmacia.
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Arriva il dl, monta la protesta
17/01/2012
Il Quotidiano della Basilicata
Pag. 7
ROMA -Liberalizzazioni avanti tutta. Èla promessa ribadita ierial presidente del Consiglio Ue, Herman Van
Rompuy, dal presidente del consiglio Mario Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto
probabilmente venerdì, anche perchè il pre-Cipe, inizialmente previsto per oggi, sarebbe posticipato a
domani. Monta intanto la protesta dei "liberalizzandi" anche se alcune categorie per arrivare ad una decisione
definitiva sul da farsi attendono di incontrare il governo. Non i benzinai però che hanno già proclamato 7
giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla Confesercenti. Decisione che però non viene
apprezzata dai colleghidi Fegica e Anica che definiscono lo sciopero «intempestivo». E sciopereranno anche
i ferrovieri dell'Orsa che si fermeranno il 27 gennaio. E parte anche il presidio dei tassisti al Circo Massimo a
Roma. Il premiertira dritto espiega: «ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo
realizzando nella condotta dell'economia italianasia condecretolegge didicembre sia con le misure di
maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana». Gli fa ecolostesso
VanRompuy:«Ilpresidente Montimi hadescritto unnuovo pacchetto di misure, iniziando con una
liberalizzazione dell'econo mia» che è «cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati». Poi l'argo mento
liberalizzazioni è probabilmente il piatto forte dell'incontro tra Monti e i leader dei partiti. E infatti al termine
dell'incontro il leader del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini spiega: «Monti andrà avanti come previsto». E il
segretario del Pdl, Angelino Alfano, aggiunge: «per noi ok, basta che non siano uno slogan». Interviene
anche il presidente del Senato Renato Schifani, che si schiera controle "rendite di posizione" ma avverte
anche il Governo:«guai a dare la sensazione ad alcune categorie di essere penalizzate». Il tutto mentre il
ministro alloSviluppo, Corrado Passera, prosegue il confronto: ieri ha visto il presidente dell'Anci, Graziano
Delrio, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello eil collegaalla FunzionePubblica Filippo Patroni
Griffi. Faccia a faccia anche concon l'adEnel FulvioConti mentre i benzinai sono già stati incontratidal
sottosegretarioClaudio De Vincenti. Insomma ieri una doccia fredda per tutte le categorie che speravano in
un rinvio per dare più tempo alle diverse trattativeavviate. Ele proteste continuano:i taxi siriuniscono a Roma
in un presidio e molte sono le protesteintuttaItalia. Ec'è chi li difende: Paolo Ferrero segretario di
Rifondazione spiega: «la scelta del governo di liberalizzare i taxi è sbagliata e per questo appoggiamo la lotta
deitaxisti». L'unica liberalizzazione di cuicomunque vogliono sentire parlare i conducenti delle auto bianche oggi a Palazzo Chigi - è quella degli orari. E chiedono che si applichi la regola «una licenza, un'auto, un
turno». Oppure i taxi collettivi. E mentreFigisc e Anisa, ledue associazionidei gestorideidistributori di benzina
aderenti a Confcommercio, proclamano una maxi-serrata di 7 giorni (ancora non nota la data) icolleghi diFaib
eFegica, bocciano come «intempestiva» l'ipotesi dello sciopero. Il Codacons annuncia denunce sia alla
Procura della Repubblica che alla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero. Caldo
il fronte delle farmacie: Federfarma si dice pronta al confronto. Le parafarmacie vanno all'attacco: le
farmacienon fannogli scontiprevisti sui farmaci di fascia C. E il Codacons annuncia: stiamo organizzando un
ricorso collettivo al Tar e alla CorteCostituzionale ditutte leParafarmacie e i farmacisti non titolari di farmacia.
17/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Arriva il dl, monta la protesta
16/01/2012
5 articoli
16/01/2012
07:30
Key4Biz
Sito Web
Comparto multiplex soddisfatto nonostante il costo raggiunto dai carburanti non abbia agevolato le sale
ubicate spesso fuori città, e quindi prevalentemente raggiungibili in auto, e l'aumento dei costi di
manutenzione degli impianti digitali.
Media - Riportiamo di seguito l'intervento di Carlo Bernaschi, Presidente ANEM (Associazione nazionale
esercenti multiplex), alla conferenza stampa sui dati del cinema in sala per l'anno 2011, che s'è tenuta a
Roma il 12 gennaio 2012. Il 2011 è stato per tutti un anno molto difficile; lo sapevamo, eravamo preparati a
questo. Anche per questo l'Industria Cinematografica: produzione, distribuzione ed esercizio si è impegnata a
fondo e con serietà nel cercare di affrontare i problemi con uno spirito di rinnovata fiducia e consapevolezza.
Settori dell'intrattenimento e del tempo libero a noi contigui hanno mostrato nel 2011 performance ben più
negative del nostro -10% degli incassi. Anche per questo, e in previsione dei venti negativi della crisi
economica i cinema hanno operato riduzioni di prezzo, politiche promozionali e di fidelizzazione dei
consumatori. Anche per questo abbiamo contenuto gli aumenti dei prezzi e chiudiamo l'anno con una
diminuzione del prezzo medio che passa dai 6,68 euro del 2010 ai 6,53 euro del 2011. Soprattutto nel
comparto multiplex (strutture dove le dimensioni e gli spazi rendono molto onerosa la climatizzazione) si sono
sentiti gli aumenti del costo energetico. Il costo raggiunto dai carburanti, inoltre, non ha agevolato le strutture
dell'esercizio cinematografico (ubicate spesso fuori città e quindi prevalentemente raggiungibili in auto) e i
costi di manutenzione degli impianti digitali hanno mostrato la loro importanza. E infine, come osservato dai
mie colleghi, il prodotto blockbuster americano non ha avuto performance simili agli ultimi anni. Ma
nonostante tutto il settore dei multiplex è soddisfatto. Il 54% dei biglietti nel 2011 è stato staccato nei
multiplex mentre quasi il 56% del fatturato del settore è avvenuto nelle strutture multiplex. E' un record che
abbiamo costruito negli anni; un risultato basato innanzitutto sugli investimenti fatti e nella fiducia che
abbiamo saputo conquistare negli spettatori. Abbiamo avanti a noi un anno che si preannuncia molto difficile
per gli italiani; un periodo di sacrifici e di serietà. Siamo quindi consapevoli della necessità di mantenere i
nostri spettatori, i nostri clienti, sempre più soddisfatti del servizio offerto, sempre più fidelizzati, sempre più
interessati al cinema. Quest'anno abbiamo intenzione di aumentare e consolidare le operazioni promozionali
e le politiche di fidelizzazione e, insieme ai colleghi dell'ANEC e dei distributori, dobbiamo costruire una
grande, importante, direi storica operazione di sostegno al cinema. Una FESTA che riporti nelle sale non solo
gli spettatori quanto, piuttosto, i tanti divenuti NON spettatori. Infine, permettetemi una breve annotazione
sugli incassi del periodo natalizio e festivo. I dati raccolti dal Cinetel e dai nostri associati ci dicono che tra gli
effetti della destagionalizzazione del prodotto americano ci sia stata una migliore distribuzione dei titoli
durante tutto l'anno. Questo vuol anche dire che non ci sono più quei picchi di incassi solo in determinati
periodi dell'anno. E' quindi necessaria una attenta analisi delle uscite cinematografiche ed un miglior
palinsesto dei film italiani. Si dovranno evitare periodi di sovraffollamento e periodi di assoluta siccità. Si
dovrà lavorare insieme. Su quest'ultimo aspetto ho una enorme fiducia; sono il decano dei presidenti di
associazioni cinematografiche e devo sinceramente dirvi che, in quasi 50 anni di vita associativa, non ho mai
visto un momento come l'attuale, dove tutte le componenti del sistema dell'industria cinematografica siano
cosi unite, professionalmente preparate e tutte insieme motivate per un unico obiettivo: vincere la sfida della
modernizzazione, superare i conflitti, navigare verso grandi traguardi di spettatori e di grande cinema. Per
maggiori approfondimenti: 2011: il cinema perde, ma in Italia no. Riccardo Tozzi (Anica): 'Aumentare l'offerta
e la qualità dei nostri film' Cinema: nel 2011 sono stati staccati 38 milioni di biglietti per film italiani. Per
Riccardo Tozzi (ANICA), 'Risultato straordinario'
16/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, Carlo Bernaschi (ANEM): 'Mai come oggi l'industria unita per
vincere la sfida della modernizzazione'
16/01/2012
04:00
Key4Biz
Sito Web
Abbiamo il piacere di informarvi che sono aperte le iscrizioni alla II edizione del CORSO DI FORMAZIONE IN
DISTRIBUZIONE DEL Prodotto Cinematografico organizzato da A.S.ForCINEMA A.S.ForCINEMA,
Associazione per lo Sviluppo e la Formazione delle Professioni Cinematografiche, è costituta da ANICA e
dalle Organizzazioni Sindacali SLC-CGIL, UILCOM-UIL e FISTeL-CISL e si occupa del coordinamento e
dello sviluppo delle iniziative dirette alla formazione professionale dei lavoratori dell'industria cinematografica.
Il COrso IN DISTRIBUZIONE DEL Prodotto Cinematografico mira alla formazione di una figura professionale
specializzata nella distribuzione del prodotto cinematografico in Italia e all'estero. Al termine del corso, grazie
alle conoscenze specifiche acquisite nelle aree giuridiche, economiche e istituzionali, i partecipanti avranno
gli strumenti per definire e sviluppare una propria strategia imprenditoriale e manageriale legata alla
commercializzazione e promozione del prodotto cinematografico. Il Corso, della durata di 120 ore, si svolgerà
a Roma e sarà realizzato in collaborazione con Fondazione Cinema Per Roma in particolare con la sezione di
The Business Street - Mercato Internazionale del Film di Roma, nonché con il Patrocinio dell'ANICA e il
contributo del MIBAC - Direzione Generale per il Cinema. La scadenza per la partecipazione alle selezioni è il
23 gennaio 2012 Info: [email protected] oppure telefonando allo 06/4425961. Per consultare il
programma del corso ed effettuare la domanda di ammissione on line consultare il sito www.asforcinema.it
16/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Distribuzione del Prodotto Cinematografico, un Corso di Formazione a
Roma
16/01/2012
00:43
ADN Kronos
Sito Web
Cinema: Roma, al via iscrizioni corso su distribuzione La scadenza per partecipare alle selezioni e' il 23
gennaio (16/01/2012 - 12:17:43)
Roma, 16 gen. (Adnkronos) - Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del Corso di Formazione in
Distribuzione del Prodotto Cinematografico, organizzato a Roma da A.S. For Cinema, Associazione per lo
Sviluppo e la Formazione delle Professioni Cinematografiche. Al termine del corso, che mira alla formazione
di una figura professionale specializzata nella distribuzione del prodotto cinematografico in Italia e all'estero,
grazie anche alle conoscenze specifiche acquisite nelle aree giuridiche, economiche e istituzionali, i
partecipanti avranno gli strumenti per definire e sviluppare una strategia imprenditoriale e manageriale legata
alla commercializzazione e promozione del prodotto cinematografico. Il corso, della durata di 120 ore, sara'
realizzato in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, in particolare con la sezione di 'The Business
Street - Mercato Internazionale del Film di Roma', nonche' con il Patrocinio dell'Anica e il contributo del Mibac
- Direzione Generale per il Cinema. La scadenza per partecipare alle selezioni e' lunedi' 23 gennaio. Per
consultare il programma ed effettuare la domanda di ammissione on-line, si puo' consultare il sito
www.asforcinema.it.
16/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
110
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Cinema: Roma, al via iscrizioni corso su distribuzione
16/01/2012
Pubblicita Italia - N.1 - Gennaio 2012
Pag. 104
(diffusione:2773, tiratura:3038)
Se la tv salva il cinema...
Nel 2010 i film di matrice 'televisiva' hanno raggiunto posizioni altissime ai vertici delle classifiche
cinematografiche: un dato positivo per gli incassi in crescita delle sale, ma anche un elemento su cui
riflettere, in quanto segno di un cambiamento del pubblico
Francesca DA ngelo
Egiunse il giorno in cui la Settima Arte abbandonò il suo atteggiamento di spocchiosa superiorità nei confronti
della 'sorella minore' televisione. Quel giorno, più precisamente, è stato il 23 novembre 2011, data di
presentazione dell'annuale bilancio di mercato redatto dall'Associazione Nazionale Industria Cinematografica
Audiovisiva e Multimediale (Anica). Un'indagine dal responso inequivocabile: stando ai dati Cinetel {periodo di
riferimento: 1/01/2011 - 20/11/2011) sono le pellicole di marcata matrice televisiva ad aver trainato il mercato
tricolore permettendogli addirittura di fare un balzo in avanti, a dispetto dell'imperante crisi economica. Basti
pensare che là dove, l'anno scorso, svettava Avatar, ora campeggia Che bella giornata: il secondo film del
comico Checco Zalone, lanciato da Zelig su Canale 5, troneggia nella Top 20 dei migliori film 2011, grazie a
6,8 milioni di presenze e un incasso di 43,4 milioni di euro. Zalone, peraltro, si ritrova in buona compagnia.
Nella Top 20 dell'Anica, primeggiano infatti anche I soliti idioti, trasposizione su grande schermo della celebre
serie di Mtv, e Qualunquemente: un titolo che, pur essendo interpretato da un attore di calibro
cinematografico come Antonio Albanese, vive del traino riscosso dalle gag di Cetto all'interno del programma
di Rai Tre Che tempo che fa. Ebbene, Qualunquemente risulta quarto per presenze e incassi (2,4 milioni;
15,8 milioni di euro), I soliti idioti decimo per biglietti staccati e ottavo per incassi (1,5 milioni; 11,3 milioni di
euro). Se poi si considera solo la Top5 delle migliori pellicole di produzione nazionale, il verdetto è ancora più
netto: al primo posto troneggia Che bella giornata, per presenze e incassi. Qualunquemente arriva terzo per
presenze, dietro a Immaturi (2,6 milioni; 15,1 milioni di euro), ma secondo per incassi. Dulcis in fundo I soliti
idioti, quinto dietro a Femmine contro maschi (1,9 milioni; 11,6 milioni di euro). Insomma, una vera e propria
contaminazione televisiva che peraltro giova al segmento: quest'anno sono stati ben 5 milioni gli spettatori in
più rispetto al 2010, per un totale di 33 milioni di biglietti staccati per i soli titoli nostrani (coproduzioni
comprese). Lievitata anche la quota di mercato nazionale che è passata, in termini di presenze, dallo scorso
29,6% all'attuale 38,08% mentre, sotto il profilo degli incassi, dal 26,8% del 2010 a 36% del 2011. E il
computo presentato dell'Anica non comprendeva ancora i risultati del mese, cinematograficamente caldo, di
dicembre... Tutti contenti' Non proprio 1 Inevitabile, però, il disorientamento dei player che, dopo anni di
snobismo, si ritrovano a dover corteggiare (pena il collasso del sistema) proprio quella platea che reputavano
di serie B. "In sala è arrivato un pubblico nuovo, che conosciamo poco e su cui non ci orientiamo ancora
molto bene - conferma il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi -. Quel che è certo è che il cinema sta facendo
sua quella funzione di riconoscimento e di identificazione che prima era propria solo della fiction". Il che
inquieta alquanto gli animi dei player. La preoccupazione generale è che, galvanizzati dai numeri ottenuti, 1
produttori si possano orientare in massa verso il genere filotelevisivo, trasformando un filone nascente in
prassi industriale: "Se ciò accadesse, sarebbe corretto parlare di sottodimensionamento del cinema",
prosegue Tozzi. Ancora più netto il commento di Paolo Protti, presidente dell'Associazione Generale Italiana
dello Spettacolo (Agis): "II mercato non è fatto solo di Top 5 e Top 20 ma da tanti altri film che contribuiscono
al totale incassi. Vanno bene i blockbuster come Che bella giornata, ma per fortuna sono ben altri i film che
fanno il nostro cinema".Tuttavia il pericolo di un'offerta troppo televisivamente ammiccante sembra reale, non
fosse altro per il fatto che l'offerta squisitamente cinematografica versa in cattive acque. E il riferimento non è
solo alle pellicole d'autore, "tendenzialmente commedie i cui risultati sono stati sotto le aspettative" come
spiega il presidente dei produttori Anica Angelo Barbagallo, quanto agli stessi blockbuster americani. Rispetto
al 2011, infatti, l'offerta Usa ha accusato una battuta d'arresto nelle sale italiane, passando da 57 milioni di
biglietti staccati agli attuali 41 milioni. La quota di mercato è così crollata al 48,3% in termine di presenze
16/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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CINEMA ANALISI E RICERCHE
16/01/2012
Pubblicita Italia - N.1 - Gennaio 2012
Pag. 104
(diffusione:2773, tiratura:3038)
16/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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(contro il 60,6% nel 2010) e al 50,2% per incassi (63,7% nel 2010). "La situazione solleva un problema di
prodotto ma anche di sistema", avvisa Tozzi. E paradossalmente, nel mirino dell'Anica finisce proprio la tv: tra
le (numerose) cause della crisi del box office, ci sarebbero le pay tv, ree di pagare a basso prezzo le prime e i
passaggi dei film, e i reality show, propugnatori di una deteriore educazione all'immagine. Da rivedere anche
il sistema delle finestre e i rapporti con l'online, anche se l'Anica avrebbe in cantiere un portale per il cinema
italiano. Insomma, nonostante i risultati, il rapporto tra cinema e tv resta all'insegna dell'odio e dell'amore.
Almeno in Italia.
16/01/2012
Bancaforte - N.6 - Nov/Dic 2011
Pag. 56
(tiratura:39000)
Un investimento da Oscar
Tax credit e tax shelter, gli strumenti che hanno permesso alle banche di finanziare il settore cinematografico
Chiara Padua
Via Veneto, Fellini, l'Oscar a 8 V2, il neorealismo, Sophia Loren e Roberto Benigni: il cinema italiano è questo
e molto di più. È un comparto strategico della nostra economia, che contribuisce a far crescere il benessere
del Paese: conta 6 miliardi di euro circa di fatturato complessivo annuo; dal 2001 al 2010 ha attratto
investimenti pubblici e privati per oltre 2,8 miliardi di euro; procura lavoro a circa 200mila persone e a più di
seimila imprese, soprattutto piccole e medie, ed è uno strumento di successo per l'internazionalizzazione.
Proprio per questa ragione, il Paese ha iniziato a dialogare da anni con il comparto cinematografico: • le
università hanno istituito corsi di laurea ad hoc per creare figure professionali capaci di gestire il cinema dal
punto di vista economico; • le imprese, soprattutto quelle che producono beni di consumo, stanno utilizzando
sempre più spesso il meccanismo del Product Placement, attraverso il quale si pianifica e colloca un marchio
o prodotto all'interno delle scene di un film (ma anche di una fiction o programma tv); • la PA ha accolto,
sempre più volentieri, le troupe nei propri territori, poiché un film è uno spot perfetto per l'incremento del
cosiddetto "cineturismo"; • il Parlamento ha varato diverse modifiche legislative, tra le quali la Legge
Finanziaria per il 2008 che ha reso operativo nel 2010 il tax credit, un sistema di agevolazioni fiscali sotto
forma di credito d'imposta che rimarrà in vigore sino alla fine del 2013; • e, non da ultimo, le banche hanno
iniziato a finanziare importanti produzioni in maniera più strutturata. A fronte di queste importanti evoluzioni
che possono anche definirsi "sociali", nell'ultimo decennio il finanziamento diretto alle opere filmiche da parte
dello Stato si è fortemente ridotto. Compensano, almeno in parte, altri fondi provenienti dalle regioni, dalla tv
pubblica e dalla Uè, mentre la Commissione europea ha istituito un meccanismo di supporto finanziario, il
Media Product Guarantee Fund. che fornisce agli investitori banche comprese - una garanzia sulle somme
investite nei prodotti cinematografici delle Pmi. L'industria bancaria per il cinema In questa situazione, i
capitali privati assumono un'importanza cruciale per la copertura dei costi delle produzioni cinematografiche e
aprono le porte a un set d'investimenti tutto nuovo, soprattutto per il sistema bancario. Le banche possono
assicurare un futuro industriale competitivo al settore cinematografico, anche grazie all'entrata in vigore della
legge che ha istituito il tax credit e il tax shelter e permesso alle banche di vedere il finanziamento in opere
filmiche come un vero e proprio investimento. Nel settore cinematografico, poi, le banche possono intervenire
offrendo sia strumenti di debito sia la gestione dell'equity, che in questo caso si configura come investimenti
in compartecipazione. 1 vari contratti in uso nel mondo cinematografico (es. contratti di coproduzione,
partecipazione agli utili da parte di investitori esterni) possono essere anticipati dalla banca, che recupera le
somme erogate con i successivi incassi riferiti ai contratti stessi. Esistono, poi, prodotti finanziari specifici
messi a disposizione dalle banche in convenzione con entità regionali, solitamente assegnati sulla base della
localizzazione delle spese sul territorio. L'insieme dei benefici collegati al credito d'imposta non può che
rendere attrattivo l'impiego di risorse in produzioni cinematografiche per tutto il settore bancario. Così com'è
utile far buio in sala per concentrarsi sulla storia raccontata sullo schermo, allo stesso modo è utile far luce
sui meccanismi - non sempre semplici e immediati - che rendono possibile l'investimento. I 2 convegni ABI
Proprio per far conoscere le opportunità di business che provengono dalla settima arte, TABI, in
collaborazione con Anica, ha creato un nuovo evento che ha vissuto due momenti: il primo durante la Mostra
Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e il secondo durante il Festival Internazionale del Film di
Roma, dove si è avuto anche il coinvolgimento di Unindustria. Entrambi gli appuntamenti di Venezia e di
Roma hanno avuto grande successo e, oltre alla presenza di Anica e ABI, hanno richiamato al tavolo dei
lavori i vertici dei Ministeri dello Sviluppo economico e per i beni e le attività culturali, delle maggiori banche
italiane, delle società di produzione e delle aziende investitrici. In queste sedi, i relatori hanno approfondito
alcuni dei temi fondamentali per lo sviluppo del credito al cinema, tra cui gli incentivi statali, il tax credit, il
16/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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BANCA
16/01/2012
Bancaforte - N.6 - Nov/Dic 2011
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(tiratura:39000)
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ruolo degli investitori esterni e le diverse forme di garanzia. In particolare, nell'appuntamento di Roma, grazie
a Gian Marco Committeri, consulente fiscale di Anica, la platea ha potuto conoscere, per la prima volta nel
dettaglio e nella totalità, i meccanismi del tax credit. Secondo l'ultima rilevazione, risalente ad aprile del 2011,
i film per i quali sono state richieste le varie forme di credito d'imposta sono 330 per un totale di oltre 123
milioni di euro, otto dei quali provengono da investitori esterni (categoria che comprende anche le banche).
Tutto lascia presagire che la quota dì investimenti esterni crescerà rapidamente nel futuro prossimo,
soprattutto per quanto riguarda le banche, che si stanno dimostrando sempre più decisive per un settore nel
quale gli investimenti non rendono solo in termini monetari, ma anche d'immagine e di lascito culturale per il
Paese.
L'evento tra gli eventi L'evento "Banche e Cinema", promosso dall'ABI in partnership con Anica, si è svolto
in due appuntamenti: il primo, il 9 settembre, all'interno della Mostra internazionale d'arte cinematografica di
Venezia ha contato 202 iscritti; il secondo, il 27 ottobre, nel giorno inaugurale del Festival Internazionale del
Film di Roma ha raccolto 569 iscrizioni. L'appuntamento di Venezia, realizzato con la partnership della
Biennale di Venezia, ha avuto come partner istituzionali la Regione Veneto, il Mibac e il Mise. La tappa di
Roma, denominata "Banche, Imprese e Cinema", ha visto, invece, il coinvolgimento di Unindustria come
partner e ha avuto come partner istituzionali: Fondazione Cinema per Roma, The Business Street, Mibac,
Mise e Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Arte e Sport. Entrambi gli eventi hanno goduto della
collaborazione con Media Desk Italia, B
14/01/2012
2 articoli
14/01/2012
Il Nuovo Corriere Aretino
Pag. 19
Il 2011 è l'anno dell'Italia al cinema
Vero orgoglio "Si tratta di un risultato impensabile fino a qualche anno fa"
Non c'è dubbio che il 2on si debba considerare l'an-no del cinema italiano''. H presi-dente dell'Anica
(Associazione nazionale dell'industria cinema-tografica) Riccardo Tozzi com-menta così i dati sul mercato
cinematografico del 2on, e delle festività natalizie appena trascor-se, presentati questa mattina a Roma.
''Cinque film italiani nei primi n, nove nei primi 20,14 nei primi 30 - evidenzia Tozzi - Tren-totto dei poco più di
cento milioni di biglietti venduti secondo i dati Cinetel sono stati staccati per film italiani, per una quota del
37,5%. Un risultato straordinario, impen-sabile fino a qualche anno fa, quando ci si avvicinava a quote intorno
al 10%''. H presidente del-l'Anica però non nasconde ''le ombre'': quelle generali di un ''mercato in
contrazione, a nostro avviso, per gli squilibri del circui-to, per una oggettiva flessione del cinema americano,
per il dilagare della pirateria''. E quelle del cine-ma italiano perché ''se è vero, infatti, che il pubblico si è
riavvici-nato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film
d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono com-medie''. ''Orgoglioso'' per i risultati dei nostri
film e ''ottimista'' per il 2012 (''i listini delle distribuzioni fanno prevedere che ci sarà un buon prodotto, sia
italiano sia straniero''), il presidente Anec (associazione nazionale eser-centi cinema), Lionello Cerri che
spiega così la diminuzione del 7,92% di presenze e 10,03% di incassi ( e -14,23% di presenze e -14,69% di
incassi nel periodo natalizio dal 16 dicembre al 6 gennaio) registrata nel 2011. ''Si tratta di una contrazione
eviden- temente e decisamente inferiore a quelle registrate da molti altri segmenti imprenditoriali a cau-sa
della crisi economica e finan-ziaria incombente - afferma Il presidente dell'Anec - inoltre sono mancati alcuni
blockbuster che nel 2010 hanno avuto risulta-ti eclatanti, come Avatar'''. Il calo più importante, infatti, si
registra nel cinema americano che passa da una quota del 57% al 47%. ''La perdita di spettatori nel 2011 è
quindi da ascriversi alle inferiori performance dei film statuni-tensi - dice Cerri - E' giusto quindi inorgoglirsi
per i risultati dei nostri film, ma allo stesso tempo non può non destare for-te preoccupazione la difficoltà del
cinema Usa perché solo dal-l'incremento di entrambi può crescere il mercato nel suo insie-me''. La classifica
dei film è gui-data da ''Che bella giornata'' di Checco Zalone (Medusa) con oltre 43 milioni di incasso (il 6,5%
sul totale), che batte perfi-no le magie di ''Harry Potter e i doni della morte parte 2'' (War-ner Bros). Nella top
ten ci sono altri tre titoli italiani: medaglia di bronzo per ''Immaturi'' (Medu-sa), seguito a ruota da ''Qualunquemente'' (01 distribution) e all'ottavo posto ''Femmine con-tro maschi'' (Medusa).
14/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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BOX OFFICE Negli ultimi dodici mesi la classifica ha visto in vetta tante produzioni nostrane, anche se gli
incassi scendono
14/01/2012
Il Nuovo Corriere Viterbese
Pag. 37
Non c'è dubbio che il 2on si debba considerare l'anno del cinema italiano''. H presidente dell'Anica
(Associazione nazionale dell'industria cinematografica) Riccardo Tozzi commenta così i dati sul mercato
cinematografico del 2on, e delle festività natalizie appena trascorse, presentati questa mattina a Roma.
''Cinque film italiani nei primi n, nove nei primi 20,14 nei primi 30 - evidenzia Tozzi - Trentotto dei poco più di
cento milioni di biglietti venduti secondo i dati Cinetel sono stati staccati per film italiani, per una quota del
37,5%. Un risultato straordinario, impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si avvicinava a quote intorno
al 10%''. H presidente dell'Anica però non nasconde ''le ombre'': quelle generali di un ''mercato in contrazione,
a nostro avviso, per gli squilibri del circuito, per una oggettiva flessione del cinema americano, per il dilagare
della pirateria''. E quelle del cinema italiano perché ''se è vero, infatti, che il pubblico si è riavvicinato alle
opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di
Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie''. ''Orgoglioso'' per i risultati dei nostri film e ''ottimista'' per
il 2012 (''i listini delle distribuzioni fanno prevedere che ci sarà un buon prodotto, sia italiano sia straniero''), il
presidente Anec (associazione nazionale esercenti cinema), Lionello Cerri che spiega così la diminuzione del
7,92% di presenze e 10,03% di incassi ( e -14,23% di presenze e 14,69% di incassi nel periodo natalizio dal
16 dicembre al 6 gennaio) registrata nel 2011. ''Si tratta di una contrazione evidentemente e decisamente
inferiore a quelle registrate da molti altri segmenti imprenditoriali a cau-sa della crisi economica e finan-ziaria
incombente - afferma Il presidente dell'Anec - inoltre sono mancati alcuni blockbuster che nel 2010 hanno
avuto risulta-ti eclatanti, come Avatar'''. Il calo più importante, infatti, si registra nel cinema americano che
passa da una quota del 57% al 47%. ''La perdita di spettatori nel 2011 è quindi da ascriversi alle inferiori
performance dei film statuni-tensi - dice Cerri - E' giusto quindi inorgoglirsi per i risultati dei nostri film, ma allo
stesso tempo non può non destare for-te preoccupazione la difficoltà del cinema Usa perché solo dall'incremento di entrambi può crescere il mercato nel suo insie-me''. La classifica dei film è gui-data da ''Che
bella giornata'' di Checco Zalone (Medusa) con oltre 43 milioni di incasso (il 6,5% sul totale), che batte perfino le magie di ''Harry Potter e i doni della morte parte 2'' (War-ner Bros). Nella top ten ci sono altri tre titoli
italiani: medaglia di bronzo per ''Immaturi'' (Medu-sa), seguito a ruota da ''Qualun-quemente'' (01 distribution)
e all'ottavo posto ''Femmine con-tro maschi'' (Medusa).
14/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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"Il 2011 è l'anno dell'Italia al cinema
13/01/2012
21 articoli
13/01/2012
12:26
ADN Kronos
Sito Web
''2011 è l'anno del cinema italiano''. Ma gli incassi vanno giù: -10%
Roma, 12 gen (Adnkronos/Ign) - ''Non c'è dubbio che il 2011 si debba considerare l'anno del cinema italiano''.
Il presidente dell'Anica (Associazione nazionale dell'industria cinematografica) Riccardo Tozzi commenta così
i dati sul mercato cinematografico del 2011, e delle festività natalizie appena trascorse, presentati questa
mattina a Roma. ''Cinque film italiani nei primi 11, nove nei primi 20, 14 nei primi 30 - evidenzia Tozzi Trentotto dei poco più di cento milioni di biglietti venduti secondo i dati Cinetel sono stati staccati per film
italiani, per una quota del 37,5%. Un risultato straordinario, impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si
avvicinava a quote intorno al 10%''. Il presidente dell'Anica però non nasconde ''le ombre'': quelle generali di
un ''mercato in contrazione, a nostro avviso, per gli squilibri del circuito, per una oggettiva flessione del
cinema americano, per il dilagare della pirateria''. E quelle del cinema italiano perché ''se è vero, infatti, che il
pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due
sono film d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie''. ''Orgoglioso'' per i risultati dei
nostri film e ''ottimista'' per il 2012 (''i listini delle distribuzioni fanno prevedere che ci sarà un buon prodotto,
sia italiano sia straniero''), il presidente Anec (associazione nazionale esercenti cinema), Lionello Cerri che
spiega così la diminuzione del 7,92% di presenze e 10,03% di incassi ( e -14,23% di presenze e -14,69% di
incassi nel periodo natalizio dal 16 dicembre al 6 gennaio) registrata nel 2011. ''Si tratta di una contrazione
evidentemente e decisamente inferiore a quelle registrate da molti altri segmenti imprenditoriali a causa della
crisi economica e finanziaria incombente - afferma Il presidente dell'Anec - inoltre sono mancati alcuni
blockbuster che nel 2010 hanno avuto risultati eclatanti, come 'Avatar'''. Il calo più importante, infatti, si
registra nel cinema americano che passa da una quota del 57% al 47%. ''La perdita di spettatori nel 2011 è
quindi da ascriversi alle inferiori performance dei film statunitensi - dice Cerri - E' giusto quindi inorgoglirsi per
i risultati dei nostri film, ma allo stesso tempo non può non destare forte preoccupazione la difficoltà del
cinema Usa perché solo dall'incremento di entrambi può crescere il mercato nel suo insieme''. La classifica
dei film è guidata da ''Che bella giornata'' di Checco Zalone (Medusa) con oltre 43 milioni di incasso (il 6,5%
sul totale), che batte perfino le magie di ''Harry Potter e i doni della morte parte 2'' (Warner Bros). Nella top
ten ci sono altri tre titoli italiani: medaglia di bronzo per ''Immaturi'' (Medusa), seguito a ruota da
''Qualunquemente'' (01 distribution) e all'ottavo posto ''Femmine contro maschi'' (Medusa).
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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news
13/01/2012
07:30
Key4Biz
Sito Web
Mappamondo - A una settimana dall'Assemblea dei soci della Fondazione "Cinema per Roma", che deciderà
le sorti delle prossime edizioni del Festival Internazionale del Film di Roma, il Presidente dell'ANICA,
Riccardo Tozzi, ha fatto una dichiarazione: "La vicenda delle nomine al Festival di Roma ha preso una piega
spiacevole e preoccupante. Sono in discussione nomi di professionisti al di sopra di ogni polemica. Piera
Datassis ha operato bene dall'inizio e GianLuigi Rondi ha prestato la sua autorevolezza con generosità.
Marco Mueller è un'eccellenza internazionale. Paolo Ferrari è un protagonista della nostra industria
cinematografica. E' insopportabile che questi nomi, tutti di indipendenti, vengano etichettati politicamente e
strattonati mediaticamente. Sappiamo che, dalla creazione del Festival, le nomine spettano alla politica locale
e regionale. Ma chiediamo che questo ruolo sia svolto nel rispetto delle regole, delle forme, e delle persone
coinvolte. E chiediamo che la soluzione sia trovata presto, per mettere il Festival in condizione di operare
prima che sia troppo tardi per la prossima edizione."
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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ANICA: Riccardo Tozzi, 'Sulle nomine al Festival di Roma rispetto delle
regole, delle forme, e delle persone coinvolte'
13/01/2012
05:30
Pubblicitaitalia.it
Sito Web
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Sono stati presentati ieri, presso la Casa del Cinema di Roma, i dati del mercato cinematografico relativi
all'anno 2011 e alle festività 2011/2012. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti i presidenti
di Anec, Lionello Cerri, di Anica, Riccardo Tozzi, di Anem, Carlo Bernaschi, e di Cinetel, Richard Borg. I dati
Cinetel hanno registrato nelle sale italiane 101 milioni di presenze nel 2011, con una flessione del 7,92%
rispetto alle presenze del 2010 che avevano raggiunto quota 110 milioni. Conseguente performance negativa
per gli incassi: -10% nel 2011 rispetto all'anno precedente. In calo anche i dati relativi al periodo natalizio (dal
16 dicembre al 6 gennaio): - 14,23% di presenze e -14,69% di incassi, sempre nel confronto dei due anni.
Analizzando il mercato, gli Stati Uniti si confermano sul podio con il 48% degli incassi (con 47% di presenze),
seguiti dall'Italia che raggiunge il 35,5% degli incassi (con il 37,5% di presenze), mentre le produzioni
europee si assestano a quota 13% a livello di incassi e di presenze. Il dominio americano registra però una
flessione rispetto al 2010, che aveva registrato una quota di mercato pari al 60% in incassi e una percentuale
di presenze intorno al 57%. Andamento positivo, invece, per il comparto italiano, con percentuali in crescita
nel 2011 rispetto all'anno precedente (nel 2010 incassi pari al 29%, presenze pari al 32%). Secondo i dati
Cinetel, infatti, 38 dei poco più di cento milioni di biglietti venduti sono stati staccati proprio per film italiani. Un
risultato positivo, soprattutto se confrontato agli anni passati quando la quota delle pellicole italiane si
avvicinava solo al 10%, ma che non deve nascondere le ombre di un mercato, quello cinematografico, in
contrazione per gli squilibri del circuito, per una oggettiva flessione del cinema americano e per il dilagare
della pirateria.
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, incassi in calo nel 2011. Ma crescono i film italiani
13/01/2012
04:00
Key4Biz
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United International Pictures
Direttore Generale e Amministratore Delegato United International Pictures È nato a Roma il 4 luglio 1954,
nel 1991 viene assunto dalla United International Pictures in qualità di Direttore Commerciale. Nel 1993 viene
nominato Vice Direttore Generale e successivamente, nel 1994, Direttore Generale e Amministratore
Delegato. Nella sua carriera ha distribuito circa 300 film. Da gennaio 2012 è il nuovo presidente dei
distributori cinematografici dell'ANICA. La sua attività professionale inizia nel 1976, anno in cui viene assunto
da Goffredo Lombardo nell'ufficio di produzione della Titanus Film. Alla fine del 1978 viene assunto dalla
Gaumont Italia ed entra a far parte della società Opera Film, in qualità di ispettore di produzione. Nel 1983,
diventato direttore di produzione, segue il film "Sogni d'oro" di Nanni Moretti, prodotto da Renzo Rossellini.
Alla fine del 1983 viene trasferito alla Gaumont Francia, Direzione Generale di Parigi, per uno stage di
specializzazione in distribuzione cinematografica e gestione delle sale cinematografiche. Per 9 mesi visita le
più importanti strutture multisala esistenti in Francia e approfondisce il settore dell'analisi economica e
costruzione delle multisale cinematografiche. Viene in seguito richiamato in Italia ad affiancare il Direttore
delle Programmazioni del circuito Gaumont Italia. Nel 1985, a seguito dell'acquisizione del circuito da parte
della Cannon Cinema Italia, viene nominato assistente al Direttore Generale e si trasferisce a Milano, dove
segue e porta a termine la costruzione della multisala Odeon. Nel 1986, per conto della Cannon Cinema
Italia, partecipa allo sviluppo e trasformazione di un circuito multisala in Olanda. Nel 1987 è assunto da Rete
Italia ed è nominato Responsabile della programmazione della nuova società Cinema 5.
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Richard Borg
13/01/2012
04:00
Key4Biz
Sito Web
Ma questo risultato non deve comunque nascondere le ombre del mercato. Un mercato in contrazione, a
nostro avviso, per gli squilibri del circuito, per una oggettiva flessione del cinema americano, per il dilagare
della pirateria.
Media - Riportiamo di seguito l'intervento di Riccardo Tozzi, Presidente ANICA, alla conferenza stampa sui
dati del cinema in sala per l'anno 2011, che s'è tenuta a Roma il 12 gennaio 2012. Non c'è dubbio che il 2011
si debba considerare l'anno del cinema italiano: 38 dei poco più di cento milioni di biglietti venduti secondo i
dati Cinetel sono stati staccati per film italiani, per una quota del 37,5%. Un risultato straordinario,
impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si avvicinava a quote intorno al 10% (Leggi Articolo Key4biz).
Ma questo risultato non deve comunque nascondere le ombre del mercato. Un mercato in contrazione, a
nostro avviso, per gli squilibri del circuito, per una oggettiva flessione del cinema americano, per il dilagare
della pirateria. Anche per quel che riguarda il cinema italiano ci sono fattori molto problematici: se è vero,
infatti, che il pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in
classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia
insomma di confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. E'
chiaro che tale tendenza è dovuta al fatto che il mercato delle sale si è fortemente spostato verso i complessi
multischermo, che attirano un pubblico più sensibile ai blockbuster che al cinema di qualità e al cinema
italiano non commedia. I dati che oggi presentiamo lo dimostrano con evidenza: se si vuole che il cinema
italiano cresca nella sua varietà e differenziazione di proposta, che non è mancata nel 2011, si deve
fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani. E' un'azione, questa, che deve vedere unite tutte le realtà
in campo: produttori, distributori, esercenti, ma anche le istituzioni, soprattutto quelle locali: le sale
cinematografiche sono un bene prezioso per la comunità e per il tessuto urbano e vanno rinnovate, per
renderle funzionali alle esigenze attuali. Un altro elemento che salta agli occhi con evidenza dai dati è la
troppa concentrazione delle uscite di film italiani nei mesi che vanno da ottobre a marzo. Il fatto che da aprile
a settembre la quota nazionale si abbatta vertiginosamente è un elemento che va corretto, anche perché le
pellicole nazionali si cannibalizzano l'un l'altra, con uscite troppo ravvicinate. Dobbiamo trovare (anche qui
tutti insieme) forme intelligenti per incentivare uscite più diffuse nell'arco dell'anno e dobbiamo farlo in fretta.
Per maggiori approfondimenti: 2011: il cinema perde, ma in Italia no. Riccardo Tozzi (Anica): 'Aumentare
l'offerta e la qualità dei nostri film'
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Cinema: nel 2011 sono stati staccati 38 milioni di biglietti per film italiani.
Per Riccardo Tozzi (ANICA), 'Risultato straordinario'
13/01/2012
Corriere della Sera - Ed. Nazionale
Pag. 43
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Cinema, incassi giù del 10% ma si salva la commedia
I produttori: abbassiamo i costi, troppe star con cachet alti
Valerio Cappelli
ROMA - Il cinema al tempo dello spread. Poche luci e molte ombre nel raffronto 2011-2010. «Lo sapevamo,
eravamo preparati», dicono gli esercenti, l'istituto Cinetel che monitora il mercato e i produttori. C'è la crisi e
anche gli attori si devono dare una «calmierata», fanno capire alla fine della radiografia di ieri alla Casa del
Cinema.
Le presenze calano del 7.92 per cento (da 110 a 101 milioni spettatori), gli incassi del 10.03 per cento (da
735 a 661 milioni di euro). Va però considerato che il prezzo medio del biglietto è sceso da 6.68 a 6.53 euro.
Metà della popolazione italiana non va mai al cinema. Ma la quota di mercato per i film italiani continua a
crescere: le presenze passano dal 29.54 al 35.44 per cento.
Stiamo bene rispetto a Spagna, Germania e Gran Bretagna (fermi al 10 per cento), ma tutti i numeri sono
sfavorevoli nel confronto con i «cugini» francesi, dove i film «locali» sfiorano il 40 per cento del totale, dove gli
schermi sono 5.000 (noi ne abbiamo 3.800), dove hanno 100 milioni di spettatori in più e realizzano il doppio
dei film (in Italia, comprese le coproduzioni, siamo a 133). E dove l'intervento dello Stato è dieci volte
superiore nei fondi pubblici. Per non parlare della lotta alla pirateria, che lì è seria, considerata fondamentale
per la salvezza del settore.
Fino al 2000 il cinema italiano era semplicemente rifiutato dagli spettatori, attestato al 12 per cento,
«tecnicamente morto» dice il presidente dell'Anica, il produttore Riccardo Tozzi. Che aggiunge: «E adesso,
cosa mai avvenuta, 23 titoli italiani hanno incassato sopra i 3 milioni».
Cinque dei primi undici incassi vengono da film italiani: Che bella giornata di Checco Zalone, (primo in
assoluto con 43 milioni), poi Immaturi,Qualunquemente, Femmine contro maschi e I solitiidioti. Gli Usa
scendono dal 56.89 al 46.70 di presenze (ma l'anno scorso c'era la corazzata Avatar). Quanto al dato
natalizio, -14.69 per cento, 11 milioni di spettatori, quasi due milioni in meno del 2010. Crolla il cinepanettone:
Vacanze di Natale a Cortina è a 11 milioni 47 mila euro contro i 17 milioni 945 mila di Natale in Sudafrica.
Libero mercato, certo. Ma anche gli attori devono fare i conti con la realtà e abbassare le pretese. «Dalla crisi
si esce tagliando i costi», dice Giampaolo Letta di Medusa, leader nel cinema avendo un quarto del totale
degli spettatori, «tutti si devono rendere conto che è un momento delicato, anche gli attori. Il rischio è che per
poche centinaia di migliaia di euro non si faccia un film. Noi applichiamo contratti con delle variabili: partiamo
da una base bassa che aumenta secondo l'incasso».
Un nome riconoscibile prende circa 100 mila euro a film. Tutti preferiscono fare cinema, ma per il portafogli la
fiction è molto avanti. «Un attore importante - dice Tozzi - ha un cachet che oscilla fra i 300 e i 600 mila euro.
Il tetto è di 1 milione e mezzo. Le star delle fiction guadagnano molto di più, tutti gli altri però fanno la fame e
non è una bella cosa, il sistema non è sano». Per una fiction seriale di dieci mesi si passa dai 3 milioni e
mezzo del protagonista ai 30 mila dei «peones». Le star sono Bova, Ferilli, Banfi, Zingaretti. Altro discorso nel
cinema riguarda i coproduttori di se stessi, Benigni, Pieraccioni, Virzì: guadagni alti ma con i propri soldi.
Tozzi dice che «si dovrebbe prendere esempio da Isabelle Huppert, in Bella Addormentata di Marco
Bellocchio, per amore del film, si è accontentata di una cifra ragionevole. Se vogliamo continuare a fare buoni
film, tutti, dai registi agli sceneggiatori che non possono più scrivere scene con serie possibilità di essere
tagliate, devono ottimizzare i tempi e contribuire a abbassare i costi senza perdere in qualità. Riduzioni
tollerabili vanno fatte. Lavorare al meglio ma all'osso».
Tozzi (che è anche uno dei triumviri della Cattleya, cinema d'autore + Moccia) dice che i critici hanno le loro
responsabilità: «Dopo il 2000 il cinema d'autore che raccoglie il pubblico, mi riferisco a Muccino, Soldini,
Ozpetek, Virzì, Salvatores, è stato il primo motore della rinascita. Oggi i critici hanno deciso di bombardarci: si
divertono se facciamo film fregnacciari o astrusi. Se sono di qualità e vanno incontro al grande pubblico, ti
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Il caso Nel 2011 spettatori in calo rispetto al 2010. Cresce però la quota delle produzioni italiane
13/01/2012
Corriere della Sera - Ed. Nazionale
Pag. 43
(diffusione:619980, tiratura:779916)
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becchi una mazzolata che te la ricordi. Un atteggiamento ottuso e classista che ha contribuito a mettere in
crisi il cinema, spingendo gli autori a scendere di livello o a chiudersi».
Lo Stato è debitore alle imprese del cinema per 70 milioni, il doppio della cifra che dà il Fus al settore:
«Potrebbero pagarci in Buoni del Tesoro».
Intanto, come muovere il mercato? C'è chi propone di attirare al cinema risorse pubbliche attraverso le
Lotterie, come avviene in Gran Bretagna; chi vuole aumentare le sale nei centri urbani; chi si rivolgerà alle
scuole con una «educazione all'immagine». Prossima puntata dal fortino dell'establishment di CineItalia non
più diviso da rancori & livori: una riunione per una grande campagna promozionale, visto che l'ultima risale al
1998.
RIPRODUZIONE RISERVATA
I divi italiani
Foto: Christian De Sica, 61 anni
Foto: Sabrina Ferilli, 47 anni
Foto: Raoul Bova, 40 anni
Foto: Diego Abatantuono, 56 anni
Foto: Claudio Bisio, 54 anni
Foto: I più pagati a Hollywood
Foto: I dati Forbes del 2011
1. Leonardo DiCaprio (foto) 77 milioni di dollari 2. Johnny Depp 50 milioni 3. Adam Sandler 40 milioni 4. Will
Smith 36 milioni 5. Tom Hanks 35 milioni 6. Ben Stiller 34 milioni 7. Robert Downey Jr 31 milioni 8. Angelina
Jolie, Sarah Jessica Parker 30 milioni
661
Foto: I milioni di euro incassati dal cinema nel 2011. L'anno precedente erano stati 735. Il calo è pari al 10,03
per cento
101
Foto: I milioni di spettatori che hanno affollato le sale cinematografiche nel 2001. L'anno precedente erano
stati 110 milioni, il 7,92% in più
Foto: Successo Una scena di «Immaturi», di Paolo Genovese. Nel 2011 è stato secondo per incassi solo al
film di Zalone
13/01/2012
La Stampa - Ed. Nazionale
Pag. 42
(diffusione:309253, tiratura:418328)
«La vicenda delle nomine al Festival di Roma ha preso una piega spiacevole e preoccupante. Sono in
discussione nomi di professionisti al di sopra di ogni polemica. Rispettateli». Così il presidente dell'Anica
Riccardo Tozzi, a una settimana dall'Assemblea che deciderà le sorti del Festival del Film di Roma. «È
insopportabile che tali nomi vengano etichettati politicamente e strattonati mediaticamente».
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Festival di Roma Tozzi: «Rispettate regole e persone»
13/01/2012
Il Messaggero - Ed. Nazionale
Pag. 27
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Festival di Roma Müller più vicino
Spunta l'ipotesi Circo Massimo per l'estate
GLORIA SATTA
ROMA - Festival di Roma, l'incontro tra i soci fondatori è rimandato alla prossima settimana, probabilmente il
19. All'ordine del giorno il bilancio della cinerassegna, con relativo buco di un milione e 350mila euro, e
l'impasse creato dal braccio di ferro tra politici. Polverini-Alemanno da una parte, Pd e opposizioni dall'altra.
In gioco, la nomina del nuovo direttore artistico al posto di Piera Detassis scaduta a dicembre. Come uscirne?
Per qualcuno la strada è una sola e passa dalle dimissioni di Gian Luigi Rondi. E c'è chi giura che il
presidente, messo di fronte alla cruda realtà dei numeri, potrebbe lasciare a breve. Con un nuovo presidente
(Paolo Ferrari è sempre in pole position) Marco Müller, sostenuto da Alemanno e Polverini, avrebbe dunque il
cammino spianato e comincerebbe a lavorare per la settima edizione della rassegna. Dove il Pd non lo vuole
assolutamente ma l'Auditorium lo aspetta a braccia aperte. «Se arriverà Müller porterà valore aggiunto», ha
dichiarato il presidente di Musica per Roma, Aurelio Regina. «Ha una grandissima professionalità e
competenza a livello internazionale...fatta salva la libera scelta dei fondatori, se avverrà questa nomina sarà
di grande spessore». Ma se Rondi non si dimette e resta in carica fino alla scadenza di giugno, la faccenda
non si sblocca e già comincia a circolare un'ipotesi: spostare le date del Festival, magari a gennaio 2013.
Nemmeno Superman, tanto per rimanere in tema, potrebbe mettersi a lavorare a luglio per un Festival che
debutta tre mesi dopo. Lo slittamento di date sarebbe gradito, tanto per cominciare, allo stesso Müller che a
Polverini e Alemanno ha già illustrato il suo piano di coinvolgere l'intera città per tutto l'anno, cominciando da
una grande cineammucchiata estiva al Circo Massimo (ipotesi rilanciata da Dagospia) sulla scia delle
rassegne di Massenzio inventate nel secolo scorso da Nicolini. Nel programma del direttore in pectore
l'Auditorium, dove Veltroni nel 2006 fondò la Festa del Cinema e dove a dettare il ritmo è il calendario dei
concerti, lascerebbe dunque il posto ad altre sale (multiplex, per esempio). Un'ipotesi dirompente,
quest'ultima, tutta da confrontare con le parti in causa e destinata a scatenare nuove polemiche. Lo
spostamento a gennaio piacerebbe però anche all'industria del cinema, che fino ad oggi ha mal sopportato la
contiguità con Venezia. E sogna, con il nuovo calendario, di non raccogliere più gli «avanzi» del Lido ma di
rompere le uova nel paniere al Festival di Berlino che si tiene a febbraio. Anche in virtù del mercato, destinato
a venire potenziato, e dei supercontatti di Müller che avrebbe già in tasca il nuovo film di Tarantino,
«Django». Su un fatto però sono tutti d'accordo: bisogna fare presto, in gioco è la sopravvivenza della
manifestazione. «Il Festival di Roma ha un cda ammirevole, nel pieno delle sue funzioni e un presidente
autorevolissimo come Rondi», dice il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. «Saranno il cda e il
presidente a procedere come meglio credono, in piena autonomia. Hanno la mia totale fiducia». Per
Riccardo Tozzi, alla guida dell'Anica, «la faccenda ha preso una piega spiacevole e preoccupante. E'
inaccettabile che nomi come Rondi, Detassis, Müller, Ferrari, tutti indipendenti e di enorme spessore
professionale, vengano etichettati politicamente e strattonati dai media. Sulle nomine, chiediamo il rispetto
delle regole, delle forme e delle persone coinvolte». Fate presto, ribadiscono i 100 autori. «E' impensabile
che decisioni tanto importanti non siano state ancora prese», osserva Andrea Purgatori, il portavoce
dell'associazione. «Bisogna sbrigarsi prima che il festival sia compromesso. E fare nomine adeguate alla
città, Roma merita il meglio».
Foto: Marco Müller, candidato alla direzione del Festival del cinema di Roma
Foto: Aurelio Regina, presidente di Musica per Roma
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IL CASO Oltre alla nomina, in ballo nuove sedi e nuove date
13/01/2012
Il Mattino - Ed. Nazionale
Pag. 29
(diffusione:79573, tiratura:108314)
La crisi, si sa, non risparmia nessuno. E anche il cinema mostra le sue crepe. È stato un anno problematico il
2011, con un dieci per cento in meno di incassi complessivi. Lo annunciano i dati Cinetel, resi noti ieri che
però sono confortanti per quanto riguarda la cinematografia di casa: 35.44 per cento contro 29.54 le presenze
rispetto al 2010, mentre la quota sugli incassi vola al 33.71 per cento contro il 27.16. Va ancora peggio il
periodo delle feste (-14.69) in cui i cinepanettoni mostrano il fianco. Le presenze al cinema sono nel 2011 7.92 per cento rispetto al 2010 (ed esattamente 101.323.854 contro 110.043.562), mentre gli incassi si sono
attestati a 661.548.829 contro i 735.283.842. Il dato nazionale comunque resta confortante. Ad esempio il
cinema italiano insieme alle coproduzioni è al 37.51 di presenze e al 35,53 di incassi. Se si aggiunge a
questo dato poi il cinema europeo si arriva al 51,28 di presenze e al 49,37 di incassi contro il 42,14 e il 38.91
del 2010. A perdere i colpi questa volta sembra sia stato proprio il tanto temuto cinema Usa. Un calo davvero
impressionante con presenze al 46.70 per cento (contro 56.89 del 2010) e incassi al 48.46 contro un 60,15
precendente. In compenso ben sei titoli nostrani sono nei primi 15 migliori incassi e ben 22 titoli hanno
superato la cifra di 3 milioni di euro. All'incontro pubblico per la lettura dei dati, presenti Riccardo Tozzi
(presidente Anica), Lionello Cerri, (Anec, Associazione esercenti cinema), Carlo Bernaschi (Presidente
Anem) e Richard Borg (neopresidente coordinatore dei distributori cinematografici) si è parlato ovviamente
oltre che di dati dello stato del cinema italiano. E, sul calo nelle festività natalizie rispetto alla media anno,
spiega Cerri che «il calendario non ha aiutato perché i giorni festivi sono coincisi con i fine settimana,
sottraendo così giorni importanti agli incassi». Mentre per Bernaschi «è un calo anche dipeso dal fatto che la
distribuzione è migliorata durante tutto l'anno e dunque non ci sono più i picchi di Natale». ©
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Cinema, giù gli incassi magli italiani resistono
13/01/2012
Il Manifesto - Ed. Nazionale
Pag. 13
(diffusione:24728, tiratura:83923)
Vacanze di Natale generalmente a casa. E poco al cinema, anche per la coincidenza di festività e fine
settimana. Ma anche il resto del 2011 è andato maluccio per il grande schermo, multiplex o sala di città che
sia. Secondo i dati Cinetel presentati ieri a Roma le presenze al cinema dell'anno scorso sono state
101.323.854 contro 110.043.562 ( -7,92% rispetto al 2010) ed anche gli incassi si sono attestati a
661.548.829 (-10%). Ancora peggio il periodo natalizio, dal 16 dicembre al 6 gennaio, con 11.068.753 biglietti
staccati (-14%), dove il più visto è stato Sherlock Holmes 2, davanti a «Il gatto con gli stivali» e «Vacanze a
Cortina». Il dato del prodotto nazionale resta confortante.
Ad esempio il cinema italiano insieme alle coproduzioni è al 37,51% di presenze e ben al 35,53% di incassi,
con 5 film tra i primi 12 incassi (da «Che bella giornata» a «I soliti idioti»). Se si aggiunge a questo dato poi il
cinema europeo si arriva al 51,28% di presenze e al 49,37% di incassi, quello che ha sofferto molto è il
cinema americano, forse anche per la mancanza di un kolossal come «Avatar».
Secondo Lionello Cerri, presidente Anec,:«bisogna tener conto della crisi economica che attanaglia il paese.
Per tornare ad avere i 120 milioni di biglietti del 2010, si deve combattere la stagionalità, uscendo con buoni
film per 11 mesi l'anno, e rafforzare l'offerta, ad esempio puntando su una Lotteria del Cinema, per reperire
fondi da destinare alle opere prime e seconde». Per Tozzi, presidente Anica:«se è vero che il pubblico si è
riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film
d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie.
Si rischia insomma di confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere
assolutamente esclusivo. E se si vuole che il cinema italiano cresca realmente in varietà si deve fortemente
rinnovare il parco sale dei centri urbani».
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La crisi arriva nelle sale: - 10% gli incassi. Tiene il cinema italiano
13/01/2012
Il Gazzettino - Belluno
Pag. 22
(diffusione:86966, tiratura:114104)
"Vacanze di Natale a Cortina", il cinepanettone non ingrana
L'andamento nelle sale del film "Vacanze di Natale a Cortina" ha contribuito non poco al crack registrato dai
cinema italiani nel corso del 2011, soprattutto nella parte finale, interpretato da tutti come prima diretta
conseguenza della crisi economica in atto. Il cinepanettone ampezzano, infatti, ha incassato 11 milioni,
piazzandosi terzo, mentre l'anno scorso "Natale in Sudafrica" aveva raccolto circa 18 milioni ed era arrivato al
secondo posto del box office. I dati sulla flessione sono stati forniti ieri da Cinetel nel corso di una conferenza
stampa a Roma. Complessivamente il 2011, rispetto al 2010, ha visto le presenze nelle sale calare del 7,92%
a 110 milioni di spettatori e con gli incassi ridursi del 10% a 735 milioni. Questo - come ha ricordato il
presidente Richard Borg - secondo le misurazioni Cinetel che coprono il 95% delle sale italiane. Sul risultato
ha pesato la cattiva performance del cinema americano, che ha visto ridursi presenze e incassi di oltre 10
punti percentuali rispetto al 2010. Molto bene invece - ha sottolineato il presidente di Anica, Riccardo Tozzi - i
film italiani: la quota di mercato in termini di presenze è salita dal 29,5% al 35,4%, mentre sugli incassi è
cresciuta dal 27,1% al 33,7%. Ma negativo è stato, come si è detto, il tradizionalmente ricco periodo natalizio
(dal 16 dicembre al giorno dell'Epifania) che ha visto le presenze ridursi del 14,2% e gli incassi del 14,7%. In
questo caso però a deludere sono stati i prodotti nazionali, cinepanettone in testa. © riproduzione riservata
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BILANCIO NELLE SALE
13/01/2012
Il Tempo - Ed. Nazionale
(diffusione:50651, tiratura:76264)
Calo incassi ma il cinema italiano tiene
Anno problematico per il mercato cinema il 2011 (-10% gli incassi), ma in compenso il cinema italiano va:
35,44% contro 29,54% le presenze rispetto al 2010, mentre la quota sugli incassi vola al 33,71% contro il
27,16%. Va ancora peggio il periodo delle feste (-14,69%) in cui i cine-panettoni mostrano il fianco. Secondo i
dati Cinetel presentati ieri a Roma le presenze al cinema sono nel 2011 -7,92% rispetto al 2010. Il dato
nazionale comunque resta confortante. Il cinema italiano insieme alle coproduzioni è al 37,51% di presenze e
ben al 35,53% di incassi. Se si aggiunge poi il cinema europeo si arriva al 51,28% di presenze e al 49,37% di
incassi contro il 42,14% e il 38,91% del 2010. A perdere i colpi sembra sia stato proprio il cinema Usa: un
calo con presenze al 46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi al 48,46% contro un ricco 60,15%. E ancora
sulla forza del cinema italiano, che ha quasi raggiunto in quota percentuale la Francia in cui il cinema
nazionale è al primo posto: ben sei titoli nostrani sono nei primi 15 migliori incassi e ben 22 titoli che hanno
superato la cifra di 3mln di Euro. All'incontro stampa per la presentazione dei dati, presenti Riccardo Tozzi
(presidente Anica), Lionello Cerri, (Anec, Associazione esercenti cinema), Carlo Bernaschi (Presidente
ANEM) e Richard Borg (presidente coordinatore dei distributori cinematografici italiani). Tozzi ha tra l'altro
commentatlo «la vicenda delle nomine al Festival di Roma che ha preso una piega spiacevole e
preoccupante. Sono in discussione nomi di professionisti al di sopra di ogni polemica, come Piera Detassis e
Gian Luigi Rondi, Marco Müller, Paolo Ferrari. È insopportabile che alcuni di questi nomi vengano etichettati
politicamente e strattonati mediaticamente».
Din. Dis.
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Dati Cinetel
13/01/2012
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Ed. Nazionale
Pag. 29
(diffusione:48275, tiratura:63756)
Il made in Italy non perde
Un anno problematico per il mercato cinema il 2011 (-10% gli incassi), ma in compenso il cinema italiano va:
35,44% contro 29,54% le presenze rispetto al 2010, mentre la quota sugli incassi vola al 33,71% contro il
27,16%. Va ancora peggio il periodo delle feste (-14,69%) in cui i cine-panettoni mostrano il fianco. Secondo i
dati Cinetel presentati ieri a Roma le presenze al cinema sono nel 2011 -7,92% rispetto al 2010 (ed
esattamente 101.323.854 contro 110.043.562) mentre gli incassi si sono attestati a 661.548.829 contro i
735.283.842. Il dato nazionale comunque resta confortante. Ad esempio il cinema italiano insieme alle
coproduzioni è al 37,51% di presenze e ben al 35,53% di incassi. Se si aggiunge a questo dato poi il cinema
europeo si arriva al 51,28% di presenze e al 49,37% di incassi contro il 42,14% e il 38,91% del 2010. A
perdere i colpi questa volta sembra sia stato proprio il tanto temuto, almeno una volta, cinema Usa. Un calo
davvero impressionante con presenze al 46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi al 48,46% contro un
ricco 60,15%. E ancora sulla forza del cinema italiano, che ha quasi raggiunto in quota percentuale la Francia
in cui il cinema nazionale è al primo posto: ben sei titoli nostrani sono nei primi 15 migliori incassi e ben 22
titoli che hanno superato la cifra di 3mln di Euro. All'in contro stampa per la presentazione dei dati, presenti
Riccardo Tozzi (presi dente Anica), Lionello Cerri , (Anec, Associazione esercenti cinema), C a rl o Ber
naschi (Presidente ANEM) e Ri chard Borg (neo Presidente Coordinatore dei distributori cinematografici
italiani) si è parlato ovviamente oltre che di dati dello stato del cinema ital i a n o. Per Tozzi, «se è vero che
pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due
sono film d'a u t o re, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia insomma di
confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. E se si vuole che
il cinema italiano cresca in varietà si deve fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani». Sul calo nelle
festività natalizie rispetto alla media anno, spiega invece Cerri: «il calendario non ha aiutato perchè i giorni
festivi sono coincisi con i fine settimana, sottraendo così giorni importanti agli incassi». [Francesco Gallo]
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LE CIFRE DELLA CRISI UN ANNO PROBLEMATICO, MA TRA I NUMERI COL SEGNO MENO, IL
NOSTRO CINEMA RESISTE DI PIÙ. PURE RISPETTO AGLI USA
13/01/2012
ItaliaOggi
Pag. 21
(diffusione:88538, tiratura:156000)
Cinema, incassi giù del 10%
Il cinema in Italia archivia una stagione 2011 negativa, ma non perde l'ottimismo: le presenze sono diminuite
del 7,92% (101.323.854 contro 110.043.562) e gli incassi del 10,03% (661.548.829 euro contro i precedenti
735.283.842 euro). Per il presidente Anec Lionello Cerri, l'idea per riuscire a recuperare fondi potrebbe
essere una «lotteria del cinema, sul modello inglese, che possa avvalersi dello star system e dei collaudati
meccanismi promozionali di questa industria». A registrare un calo è stato soprattutto il cinema americano,
evidenziando che «la perdita di spettatori nel 2011 è da ascriversi alle inferiori performance dei film Usa»,
secondo Cerri. «Un calo davvero impressionante con presenze al 46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi
al 48,46% contro il 60,15%. E invece il cinema italiano ha sei titoli nei primi 15 migliori incassi e 22 titoli che
hanno superato la cifra di 3 mln di euro». Fondamentale per gli addetti ai lavori, poi, combattere la
stagionalità italiana per tornare ad avere i 120 milioni staccati nel 2010 e puntare a crescere negli anni
successivi, uscendo con buoni film per 11 mesi l'anno. In tale prospettiva, si rende necessario, a giudizio di
Cerri, «anche un intervento nelle sale, valorizzando l'esistente con nuove risorse, considerato il
prosciugamento di quelle statali», da destinare ad un ammodernamento tecnologico per il rafforzamento
dell'offerta.All'incontro stampa per la presentazione dei dati, oltre a Cerri, erano presenti il numero uno di
Anica Riccardo Tozzi, il presidente Anem Carlo Bernaschi e il neo presidente coordinatore dei distributori
cinematografici italiani Richard Borg. Per Tozzi, in particolare, «se è vero che il pubblico si è riavvicinato alle
opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di
Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia insomma di confinare il cinema italiano in un
genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. E se si vuole che il cinema italiano cresca in
varietà si deve fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani».
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Nel 2011
13/01/2012
La Sicilia - Ed. Nazionale
Pag. 22
(diffusione:64550, tiratura:80914)
Presentati i dati del 2011
Roma. Tutti i dolori del 2011. Al cinema. Diminuzione dell'8% delle presenze e del 10% degli incassi ma con
una premessa non solo in grigio. La fa Lionello Cerri, presidente dell'Anec, che riunisce gli esercenti: «E' vero
c'è una contrazione ma si tratta di una contrazione evidentemente e decisamente inferiore a quelle registrate
da molti altri segmenti imprenditoriali a causa della crisi economica e finanziaria incombente e bisogna anche
tener conto che sono mancati alcuni blockbuster che nel 2010 hanno avuto risultati eclatanti, come «Avatar».
Va inoltre sottolineato che il 2011 ha visto la produzione nazionale, insieme alle coproduzioni, raggiungere
quasi il 40% del mercato. Considerando inoltre anche i risultati dei film europei in Italia si supera la quota del
50%: il nostro è l'unico Paese ad avere un cinema europeo, compreso il nazionale, così forte». Con sintesi di
Riccardo Tozzi, presidente Anica:«Cinque film italiani nei primi 11, nove nei primi 20, 14 nei primi 30". Però
attenzione, sottolinea Tozzi, "si rischia di confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che
non può essere esclusivo. E' chiaro che tale tendenza è dovuta al fatto che il mercato delle sale si è
fortemente spostato verso i complessi multischermo, che attirano un pubblico più sensibile ai blockbuster che
al cinema di qualità e al cinema italiano non commedia. I dati che oggi presentiamo lo dimostrano con
evidenza: se si vuole che il cinema italiano cresca nella sua varietà e differenziazione di proposta, che non è
mancata nel 2011, si deve fortemente rinnovare il parco sale negli contesti urbani». Dove stanno, allora, le
lacrime? Nel calo del cinema americano che è passato da una quota del 57% al 47%: la perdita di spettatori
nel 2011 andrebbe imputata alle inferiori performance dei film statunitensi. Per questo Cerri ne fa un punto
d'orgoglio per il nostro cinema ma a patto «di non perdere di vista la forte preoccupazione che deve stimolare
questa difficoltà del cinema Usa perché solo dall'incremento di entrambi può crescere il mercato nel suo
insieme». I dati parlano chiaro, insomma, ma bisogna saperli leggere. Partendo dal fatto che il -10% gli
incassi va messo accanto al 35,44% di presenze di film italiani contro il 29,54% del 2010, mentre la quota
sugli incassi vola al 33,71% contro il 27,16%. Peggio nel periodo delle feste (-14,69%) con i cinepanettoni in
caduta libera. Il calo, cioè, è stato superiore rispetto alla media dell'anno, ma il calendario non ha aiutato
perché i giorni festivi sono coincisi con i fine settimana, sottraendo così giorni importanti agli incassi. Se però
si considera il mese di dicembre si nota che il calo delle presenze è stato del 7%, quindi inferiore rispetto alla
media dell'anno. Ma va anche sottolineato che «il gusto del pubblico sta cambiando e ci sono certi filoni di
film, sia italiani, sia esteri, che hanno maggiori problemi a confrontarsi con gli spettatori di oggi, utilizzando più
o meno sempre la stessa formula. E questo è un punto che ai produttori tocca affrontare». E le soluzioni
devono trovarsi. Cioè, se si vuole almeno tornare ai 120 milioni di biglietti staccati nel 2010 e qualcosa in più,
bisogna prima di ogni altra cosa combattere sia la stagionalità, uscendo con buoni film per 11 mesi l'anno, sia
il sovraffollamento di titoli che si verifica in determinati periodi, sempre gli stessi, dell'anno. Qualche idea? «A
un mercato maturo serve anche un intervento sulle sale, valorizzando innanzitutto l'esistente, per il quale
vanno trovate nuove risorse, considerato il progressivo prosciugamento di quelle statali, da destinare ad un
ammodernamento tecnologici, del tutto necessari. Fondamentale è inoltre puntare sulla fidelizzazione del
pubblico giovane e sul recupero di quello meno giovane, e più a rischio di allontanamento dal cinema in sala
e perciò devono attivarsi iniziative promozionali. Serve , poi, una forte e trasparente collaborazione con le
istituzioni nazionali e territoriali e con tutti i settori dell'industria cinematografica». Chi vuol prendere nota,
prenda nota! SILVIA DI PAOLA 13/01/2012
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, calati incassi e presenze aumentati i film italiani ed europei
13/01/2012
Gazzetta del Sud
Pag. 13
(diffusione:49872, tiratura:67738)
Francesco Gallo ROMA Un anno problematico per il mercato cinematografico il 2011 (-10% gli incassi), ma in
compenso il cinema italiano va: 35,44% contro 29,54% le presenze rispetto al 2010, mentre la quota sugli
incassi vola al 33,71% contro il 27,16%. Va ancora peggio il periodo delle feste (-14,69%) in cui i cinepanettoni mostrano il fianco. Secondo i dati Cinetel presentati a Roma le presenze al cinema sono nel 2011 7,92% rispetto al 2010 (ed esattamente 101.323.854 contro 110.043.562) mentre gli incassi si sono attestati
a 661.548.829 contro i 735.283.842. Il dato nazionale comunque resta confortante. Ad esempio il cinema
italiano insieme alle coproduzioni è al 37,51% di presenze e ben al 35,53% di incassi. Se si aggiunge a
questo dato poi il cinema europeo si arriva al 51,28% di presenze e al 49,37% di incassi contro il 42,14% e il
38,91% del 2010. A perdere i colpi questa volta sembra sia stato proprio il tanto temuto, almeno una volta,
cinema Usa. Un calo davvero impressionante con presenze al 46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi al
48,46% contro un ricco 60,15%. E ancora sulla forza del cinema italiano, che ha quasi raggiunto in quota
percentuale la Francia in cui il cinema nazionale è al primo posto: ben sei titoli nostrani sono nei primi 15
migliori incassi e ben 22 titoli che hanno superato la cifra di 3mln di Euro. All'incontro stampa per la
presentazione dei dati, presenti tra gli altri Riccardo Tozzi (presidente Anica) e Lionello Cerri, (Associazione
esercenti cinema) si è parlato ovviamente oltre che di dati dello stato del cinema italiano. Per Tozzi: «se è
vero che pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica,
solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia insomma di
confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. E se si vuole che
il cinema italiano cresca in varietà si deve fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani».
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Incassi a meno 10% ma il cinema italiano si difende bene
13/01/2012
Il Cittadino di Lodi
Pag. 35
(diffusione:16000, tiratura:96000)
ROMA Un anno problematico per il mercato cinema il 2011 (-10% gli incassi), ma in compenso il cinema
italiano va: 35,44% contro 29,54% le presenze rispetto al 2010, mentre la quota sugli incassi vola al 33,71%
contro il 27,16%. Va ancora peggio il periodo delle feste (-14,69%) in cui i cine-panettoni mostrano il fianco.
Secondo i dati Cinetel le presenze al cinema sono nel 2011 -7,92% rispetto al 2010 (ed esattamente
101.323.854 contro 110.043.562) mentre gli incassi si sono attestati a 661.548.829 contro i 735.283.842. Il
dato nazionale comunque resta confortante. Ad esempio il cinema italiano insieme alle coproduzioni è al
37,51% di presenze e ben al 35,53% di incassi. Se si aggiunge a questo dato poi il cinema europeo si arriva
al 51,28% di presenze e al 49,37% di incassi contro il 42,14% e il 38,91% del 2010. A perdere i colpi questa
volta sembra sia stato proprio il tanto temuto cinema Usa. Un calo davvero impressionante con presenze al
46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi al 48,46% contro un ricco 60,15%. E ancora sulla forza del
cinema italiano, che ha quasi raggiunto in quota percentuale la Francia in cui il cinema nazionale è al primo
posto: ben sei titoli nostrani sono nei primi 15 migliori incassi e ben 22 titoli che hanno superato la cifra di 3
milioni di euro. Per Tozzi (presidente Anica): «Se è vero che pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è
anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e
Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia insomma di confinare il cinema italiano in un genere che gli è
proprio, ma che non può essere esclusivo. E se si vuole che il cinema italiano cresca in varietà si deve
fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani». Sul calo nelle festività natalizie spiega invece Lionello
Cerri, (Anec): «Il calendario non ha aiutato perché i giorni festivi sono coincisi con i fine settimana, sottraendo
così giorni importanti agli incassi».
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, in calo gli incassi Ma decolla quello italiano
13/01/2012
Cronaca Qui Milano
Pag. 21
I risultati del botteghino del 2011 segnano due tendenze: da un lato il calo degli incassi (-10% rispetto
all'anno prima) e delle presenze in sala (-7,92%); dall'altro l'aumento per il cinema italiano (il 37,51% delle
presenze e il 35,53% di incassi). Li ha resi noti Cinetel, società di rilevamento degli incassi del cinema,
durante la conferenza stampa con Anica, Anem e Anec che tira le somme di un'annata su grande schermo
stilando una lista dei 300 titoli più visti negli ultimi dodici mesi, per un totale di 101 milioni di biglietti venduti. Il
box office natalizio, capitanato da "Sherlock Holmes: gioco di ombre" (Warner Bros) ha totalizzato -14,23% di
presenze rispetto alle vacanze 2010, quando a dominare la quota di mercato era invece l'Italia con il 58,99%
di presenze a fronte di quello attuale di 33,90%, con "La banda dei Babbi Natale" (Medusa) al top, seguita da
"Natale in Sudafrica" (Filmauro). Nel 2011 "Vacanze di Natale a Cortina" (Filmauro) ha dovuto cedere il passo
a "Il Gatto con gli stivali" (Universal), che ha incassato quasi tre milioni di euro in più rispetto al cinepanettone
con Christian De Sica. La classifica è guidata da "Che bella giornata" di Checco Zalone (Medusa) con oltre
43 milioni di incasso (il 6,5% sul totale), che batte perfino le magie di "Harry Potter e i doni della morte parte
2" (Warner Bros). Nella top ten ci sono altri tre titoli italiani: medaglia di bronzo per "Imma turi" (Medusa),
seguito a ruota da "Qualunquemente" (01 distribution) e all'otta vo posto "Femmine contro maschi". La
distribuzione Medusa ha totalizzato un quarto delle presenze al cinema del 2011 confermando il trend
positivo dei titoli made in Italy. "I soliti idioti" (Medusa) ha superato "I Puffi" (Warner Bros.) e "La peggior
settimana della mia vita" ( Warner Bros.) ha avuto la meglio su "Cars 2" (Walt Disney).
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, calano gli incassi Ma regge quello italiano
13/01/2012
Pubblicita Today
Pag. 17
Cinema, incassi in calo nel 2011. Ma crescono i film italiani
Sono stati presentati ieri, presso la Casa del Cinema di Roma, i dati del mercato cinematografico relativi
all'anno 2011 e alle festività 2011/2012. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti i presidenti
di Anec , Lionello Cerri , di Anica , Riccardo Tozzi , di Anem , Carlo Bernaschi , e di Cinetel , Richard Borg . I
dati Cinetel hanno registrato nelle sale italiane 101 milioni di presenze nel 2011, con una essione del 7,92%
rispetto alle presenze del 2010 che avevano raggiunto quota 110 milioni. Conseguente performance negativa
per gli incassi: -10% nel 2011 rispetto all'anno precedente. In calo anche i dati relativi al periodo natalizio (dal
16 dicembre al 6 gennaio): - 14,23% di presenze e -14,69% di incassi, sempre nel confronto dei due anni.
Analizzando il mercato, gli Stati Uniti si confermano sul podio con il 48% degli incassi (con 47% di presenze),
seguiti dall'Italia che raggiunge il 35,5% degli incassi (con il 37,5% di presenze), mentre le produzioni
europee si assestano a quota 13% a livello di incassi e di presenze. Il dominio americano registra però una
essione rispetto al 2010, che aveva registrato una quota di mercato pari al 60% in incassi e una percentuale
di presenze intorno al 57%. Andamento positivo, invece, per il comparto italiano, con percentuali in crescita
nel 2011 rispetto all'anno precedente (nel 2010 incassi pari al 29%, presenze pari al 32%). Secondo i dati
Cinetel, infatti, 38 dei poco più di cento milioni di biglietti venduti sono stati staccati proprio per film italiani. Un
risultato positivo, soprattutto se confrontato agli anni passati quando la quota delle pellicole italiane si
avvicinava solo al 10%, ma che non deve nascondere le ombre di un mercato, quello cinematografico, in
contrazione per gli squilibri del circuito, per una oggettiva essione del cinema americano e per il dilagare della
pirateria.
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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PRESENTATI A ROMA I DATI DEL MERCATO CINEMATOGRAFICO 2011
13/01/2012
Il Fatto Quotidiano - Ed. Nazionale
Pag. 15
(tiratura:100000)
Profondo rosso per il 2011 del cinema in Italia: 7,92% in meno di presenze, 10% in meno di incassi, 110
milioni di spettatori contro i 120 del 2010. A rilevarlo le associazioni del settore Anica, Anec, Anem e Cinetel,
che con il produttore Lionello Cerri rintuzzano la debac le : "Sono dati di sistema, collegati all'attuale crisi: è
una situazione comune in giro per il mondo, a esclusione di Francia e Inghilterra". Ma il cinema, bene rifugio
del tempo libero, è tradizionalmente anticiclico: come la mettiamo? Ovviamente, guardando al bicchiere
tricolore mezzo pieno: il cinema italiano va con il 35,44% di presenze contro il 29,54% del 2010, mentre la
quota sugli incassi vola al 33,71% contro il 27,16%, a scapito di una produzione Usa in calo, complice la
mancanza di blockbuster come Av a t a r . Eppure, a ben vedere, nemmeno ci si può compiacere troppo della
rimonta nostrana: se 6 titoli nazionali figurano nei primi 15 migliori incassi (22 quelli che hanno superato i 3
milioni di euro), tra i primi 15 film italiani in classifica, solo Habemus Papam di Moretti e This Must Be the
Place di Sorrentino sono film d'autore. E il resto? Commedie e ancora commedie, e non è una buona notizia:
"Si rischia di confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere e s cl u s i vo
", lamenta il produttore Riccardo Tozzi, che pure con Cattleya ha dato una mano alla supremazia di frizzi e
lazzi. Ma grazie a cinepanettoni (le Va c a n ze di Neri Parenti e la Fe l i c i t à di Pieraccioni) più o meno
scaduti, ci siamo trovati conciati per le Feste, con un -14,69% di incassi sotto l'albero. Eppure, non si può
parlare di disaffezione natalizia, se i canali tematici hanno fatto boom di telespettatori e Midnight in Paris di
Allen ha sfondato quota 8 milioni: viceversa, c'è qualcosa di stantio nell'of ferta, e basterà Checco Zalone per
restituire il Buon Natale e i buoni incassi nel 2012? Per ora, chi ride davvero è Medusa, leader 2010 con il
25% di presenze e il 23% di incassi.
13/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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BOTTEGHINO amaro: -10% di incassi al cinema P
13/01/2012
Brand News Today
Pag. 13
Saldo negativo per il cinema a causa anche di un Natale penalizzato dalle festività del calendario
Un anno problematico per il mercato cinema il 2011 (-10% gli incassi), ma in compenso il cinema italiano va:
35,44% contro 29,54% le presenze rispetto al 2010, mentre la quota sugli incassi vola al 33,71% contro il
27,16%. Va ancora peggio il periodo delle feste (14,69%) in cui i cine-panettoni mostrano il fianco. Secondo i
dati Cinetel presentati ieri a Roma le presenze al cinema sono nel 2011 -7,92% rispetto al 2010 (ed
esattamente 101.323.854 contro 110.043.562) mentre gli incassi si sono attestati a 661.548.829 contro i
735.283.842. Il dato nazionale comunque resta confortante. Ad esempio il cinema italiano insieme alle
coproduzioni è al 37,51% di presenze e ben al 35,53% di incassi. Se si aggiunge a questo dato poi il cinema
europeo si arriva al 51,28% di presenze e al 49,37% di incassi contro il 42,14% e il 38,91% del 2010. A
perdere i colpi questa volta sembra sia stato proprio il tanto temuto, almeno una volta, cinema Usa. Un calo
davvero impressionante con presenze al 46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi al 48,46% contro un
ricco 60,15%. E ancora sulla forza del cinema italiano, che ha quasi raggiunto in quota percentuale la Francia
in cui il cinema nazionale è al primo posto: ben sei titoli nostrani sono nei primi 15 migliori incassi e ben 22
titoli che hanno superato la cifra di 3mln di Euro. All'incontro stampa per la presentazione dei dati, presenti
Riccardo Tozzi (presidente Anica), Lionello Cerri, (Anec, Associazione esercenti cinema), Carlo Bernaschi
(Presidente ANEM) e Richard Borg (neo Presidente Coordinatore dei distributori cinematografici italiani) si è
parlato ovviamente oltre che di dati dello stato del cinema italiano. Per Tozzi: «se è vero che pubblico si è
riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film
d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia insomma di confinare il
cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. E se si vuole che il cinema
italiano cresca in varietà si deve fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani». Sul calo nelle festività
natalizie rispetto alla media anno, spiega invece Cerri: "il calendario non ha aiutato perché i giorni festivi sono
coincisi con i fine settimana, sottraendo così giorni importanti agli incassi". Mentre per Bernaschi:"é un calo
anche dipeso dal fatto che la distribuzione è migliorata durante tutto l'anno e dunque non ci sono più i picchi
di Natale". La Francia è stato il paese più citato stamani per la sua quota mercato, ormai di poco superiore
all'Italia, e per il sostegno statale che si può valutare dieci volte superiore all'omologo italiano.
Foto: Riccardo Tozzi
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Nelle sale incassi a -10%, ma i film italiani vanno bene
12/01/2012
14 articoli
12/01/2012
18:31
AGI
Sito Web
Cinenews
18:45 12 GEN 2012 (12 gennaio) - Il 2011 celebra il cinema italiano. Nel nostro paese 38 milioni dei poco piu'
di 100 milioni di biglietti venduti, secondo i dati Cinetel, sono stati staccati per film italiani, per una quota del
37,5 per cento. Un risultato straordinario, commentano gli addetti ai lavori del comparto cinema,alla
conferenza stampa promossa da Anec, Anem, Cinetel e Anica alla Casina del Cinema di Roma per elargire i
dati del cinema in sala anno 2011. Un risultato straordinario impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si
avvicinava a quote intorno al 10 per cento. Se e' vero che il pubblico si e' riavvicinato alle opere italiane, e'
anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e
Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Sul podio, vincitore assoluto, con gran distacco dal secondo, 'Che
bella giornata' (Medusa) con Checco Zalone, seguito da 'Harry Potter' (Warner Bros), 'Immaturi' (Medusa),
'Qualunquemente' della O1 Distribution. Ed ancora, al quinto posto della top 300 targata 2011, 'Breaking
dawn' (Eagle picture), i 'Pirati dei Caraibi' (Walt Disney), 'Sherlock Holmes' (Warner Bros), 'Femmine contro
maschi' di Medusa, 'Kung Fu Panda 2' (Universal). Chiudono le prime 11 posizioni, 'Fast and Furious 5'
(Universal) e 'I soliti idioti', Medusa.
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Titolo dell'articolo
12/01/2012
17:36
ANSA
Sito Web
Cinema: incassi 2011 calano del 10% ma l'Italia va
di Francesco Gallo ROMA - Un anno problematico per il mercato cinema il 2011 (-10% gli incassi), ma in
compenso il cinema italiano va: 35,44% contro 29,54% le presenze rispetto al 2010, mentre la quota sugli
incassi vola al 33,71% contro il 27,16%. Va ancora peggio il periodo delle feste (-14,69%) in cui i cinepanettoni mostrano il fianco. Secondo i dati Cinetel presentati oggi a Roma le presenze al cinema sono nel
2011 -7,92% rispetto al 2010 (ed esattamente 101.323.854 contro 110.043.562) mentre gli incassi si sono
attestati a 661.548.829 contro i 735.283.842. Il dato nazionale comunque resta confortante. Ad esempio il
cinema italiano insieme alle coproduzioni è al 37,51% di presenze e ben al 35,53% di incassi. Se si aggiunge
a questo dato poi il cinema europeo si arriva al 51,28% di presenze e al 49,37% di incassi contro il 42,14% e
il 38,91% del 2010. A perdere i colpi questa volta sembra sia stato proprio il tanto temuto, almeno una volta,
cinema Usa. Un calo davvero impressionante con presenze al 46,70% (contro 56,89% del 2010) e incassi al
48,46% contro un ricco 60,15%. E ancora sulla forza del cinema italiano, che ha quasi raggiunto in quota
percentuale la Francia in cui il cinema nazionale è al primo posto: ben sei titoli nostrani sono nei primi 15
migliori incassi e ben 22 titoli che hanno superato la cifra di 3mln di Euro. All'incontro stampa per la
presentazione dei dati, presenti Riccardo Tozzi (presidente Anica), Lionello Cerri, (Anec, Associazione
esercenti cinema), Carlo Bernaschi (Presidente ANEM) e Richard Borg (neo Presidente Coordinatore dei
distributori cinematografici italiani) si è parlato ovviamente oltre che di dati dello stato del cinema italiano. Per
Tozzi:"se è vero che pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in
classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie. Si rischia
insomma di confinare il cinema italiano in un genere che gli è proprio, ma che non può essere esclusivo. E se
si vuole che il cinema italiano cresca in varietà si deve fortemente rinnovare il parco sale dei centri urbani".
Sul calo nelle festività natalizie rispetto alla media anno, spiega invece Cerri: "il calendario non ha aiutato
perché i giorni festivi sono coincisi con i fine settimana, sottraendo così giorni importanti agli incassi". Mentre
per Bernaschi:"é un calo anche dipeso dal fatto che la distribuzione è migliorata durante tutto l'anno e dunque
non ci sono più i picchi di Natale". La Francia è stato il paese più citato stamani per la sua quota mercato,
ormai di poco superiore all'Italia, e per il sostegno statale che si può valutare dieci volte superiore all'omologo
italiano.
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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12/01/2012
13:34
AGI
Sito Web
Spettacolo
13:13 12 GEN 2012 (AGI) - Roma, 12 gen. - Il 2011 celebra il cinema italiano. Nel nostro paese 38 milioni dei
poco piu' di 100 milioni di biglietti venduti, secondo i dati Cinetel, sono stati staccati per film italiani, per una
quota del 37,5 per cento. Un risultato straordinario, commentano gli addetti ai lavori del comparto cinema,alla
conferenza stampa promossa da Anec, Anem, Cinetel e Anica alla Casina del Cinema di Roma per elargire i
dati del cinema in sala anno 2011. Un risultato straordinario impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si
avvicinava a quote intorno al 10 per cento. Se e' vero che il pubblico si e' riavvicinato alle opere italiane, e'
anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e
Moretti,e tutti gli altri sono commedie. Sul podio, vincitore assoluto, con gran distacco dal secondo, "Che bella
giornata" (Medusa) con Checco Zalone, seguito da "Harry Potter" (Warner Bros), "Immaturi" (Medusa),
"Qualunquemente" della O1 Distribution. Ed ancora, al quinto posto della top 300 targata 2011, "Breaking
dawn" (Eagle picture), i "Pirati dei Caraibi" (Walt Disney), "Sherlock Holmes" (Warner Bros), "Femmine contro
maschi" di Medusa, "Kung Fu Panda2" (Universal). Chiudono le prime 11 posizioni, "Fast and Furious 5"
(Universal) e "I soliti idioti", Medusa. .
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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CINEMA: BOTTEGHINO 2011, 5 ITALIANI NEI PRIMI 11; VINCE COMMEDIA
12/01/2012
07:34
ADN Kronos
Sito Web
Cinema: Cinetel, calano incassi ma regge quello italiano Zalone meglio di Harry Potter (12/01/2012 19:11:35)
Roma, 12 gen. (Adnkronos/Cinematografo.it) - I risultati del botteghino del 2011 segnano due tendenze: da
un lato il calo degli incassi (-10% rispetto all'anno prima) e delle presenze in sala (-7,92%); dall'altro
l'aumento per il cinema italiano (il 37,51% delle presenze e il 35,53% di incassi). Li ha resi noti Cinetel,
societa' di rilevamento degli incassi del cinema, durante la conferenza stampa con Anica, Anem e Anec che
tira le somme di un'annata su grande schermo stilando una lista dei 300 titoli piu' visti negli ultimi dodici mesi,
per un totale di 101 milioni di biglietti venduti. Il box office natalizio, capitanato da ''Sherlock Holmes: gioco di
ombre'' (Warner Bros) ha totalizzato -14,23% di presenze rispetto alle vacanze 2010, quando a dominare la
quota di mercato era invece l'Italia con il 58,99% di presenze a fronte di quello attuale di 33,90%, con ''La
banda dei Babbi Natale'' (Medusa) al top, seguita da ''Natale in Sudafrica'' (Filmauro). Nel 2011 ''Vacanze di
Natale a Cortina'' (Filmauro) ha dovuto cedere il passo a ''Il Gatto con gli stivali'' (Universal), che ha incassato
quasi tre milioni di euro in piu' rispetto al cinepanettone con Christian De Sica. La classifica e' guidata da
''Che bella giornata'' di Checco Zalone (Medusa) con oltre 43 milioni di incasso (il 6,5% sul totale), che batte
perfino le magie di ''Harry Potter e i doni della morte parte 2'' (Warner Bros). Nella top ten ci sono altri tre titoli
italiani: medaglia di bronzo per ''Immaturi'' (Medusa), seguito a ruota da ''Qualunquemente'' (01 distribution) e
all'ottavo posto ''Femmine contro maschi'' (Medusa).
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema: Cinetel, calano incassi ma regge quello italiano
12/01/2012
07:30
Key4Biz
Sito Web
Anec, Anem, Cinetel e Anica presentano i dati su incassi e presenze: le produzioni nazionali raggiungono la
quota soddisfacente del 37,5%.
Media - Più film prodotti, ma meno incassi e meno presenze. Sono questi i dati che emergono mettendo in
relazione l'anno 2011 con quello precedente. In compenso, tuttavia, il cinema italiano non si piazza male.
Anzi. Ma andiamo con ordine. Oggi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a Roma, sono stati presentati i
dati Cinetel, alla conferenza stampa promossa da Anec, Anem, Cinetel e Anica. A illustrarli nel dettaglio il
presidente di Cinetel Richard Borg. Per il mercato, il 2011 è stato un anno problematico: -10% gli incassi
(661.548.824 contro i 735.283.842 del 2010) e -7,92% delle presenze (esattamente 101.323.854 contro
110.043.562). Va ancora peggio il periodo delle feste (-14,69%) in cui i cinepanettoni mostrano il fianco
(Leggi Articolo Key4biz). In compenso il cinema italiano è dinamico e, secondo Riccardo Tozzi, presidente di
Anica, associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisivi e multimediali, registra un dato
"stellare": nel nostro paese 38 milioni dei poco più di 100 milioni di biglietti venduti, sono stati staccati per film
italiani, per una quota del 37,5 per cento. Un risultato straordinario, commentano gli addetti ai lavori del
comparto cinema. Un risultato impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si avvicinava a quote intorno al
10 per cento. Se è vero che il pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film
italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti,e tutti gli altri sono commedie. Il
rischio, se non si diversifica, ha commentato Tozzi, è quello della commedia come monoprodotto, per quanto
essa sia apprezzata anche all'estero. Secondo Tozzi, il cinema italiano, quindi, "è una componente dinamica
del mercato: se c'è un'offerta forte di cinema italiano, cresce il volume di incassi. Poi, se l'offerta sparisce ,
come accade nel lungo periodo estivo che da noi va da aprile ad ottobre, allora gli incassi scendono
visibilmente". Tutto ciò, ha continuato Tozzi, "mi fa pensare che esista una forte domanda di cinema nel
nostro Paese ma andrebbe offerto più cinema italiano, più costantemente e in tutte le sale dei centri urbani".
Si tratta di un bel risultato, basta fare un raffronto con le produzioni nazionali nel resto d'Europa, dove la
quota di mercato nazionale di film spagnoli, tedeschi e inglesi, si attesta intorno al 10 per cento. Ma occorre
fare molto di più. Per Lionello Cerri, presidente di Anec, vanno valorizzate maggiormente le sale, come centri
di aggregazione sociale, e vanno studiate formule alternative di finanziamento, con l'abbinamento a una
lotteria nazionale, per esempio. Le risorse devono venire dai privati e dal pubblico, e per pubblico non si deve
intendere solo lo Stato. Concorda anche Carlo Bernaschi, presidente di Anem, secondo il quale va sfruttato il
momento di entusiasmo e di unità che si respira tra le varie associazioni cinematografiche. "Le ultime
campagne nazionali - ha inoltre ricordato - come quella del mercoledì al cinema o dei pomeriggi al cinema,
risalgono ormai al 1998". Infine, guardiamo ai titoli che hanno riscosso i maggiori incassi nelle sale italiane nel
corso del 2011. Sul podio, vincitore assoluto, con gran distacco dal secondo, "Che bella giornata" (Medusa)
con Checco Zalone, seguito da "Harry Potter" (Warner Bros), "Immaturi" (Medusa), "Qualunquemente" della
O1 Distribution. Ed ancora, al quinto posto della top 300 targata 2011, "Breaking dawn" (Eagle picture), i
"Pirati dei Caraibi" (Walt Disney), "Sherlock Holmes" (Warner Bros), "Femmine contro maschi" di Medusa,
"Kung Fu Panda2" (Universal). Chiudono le prime 11 posizioni, "Fast and Furious 5" (Universal) e "I soliti
idioti", Medusa. Tra le produzioni italiane del 2011, ben 6 titoli nei primi 15 con più incassi, e ben 22 titoli
sopra i 3 milioni.
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2011: il cinema perde, ma in Italia no. Riccardo Tozzi (Anica): 'Aumentare
l'offerta e la qualità dei nostri film'
12/01/2012
01:25
Primaonline.it
Sito Web
CINEMA: TOZZI (ANICA), AUMENTARE OFFERTA CINEMA ITALIANO
(AGI) - Roma, 12 gen. - Il primo dato evidente e positivo, "quello che registriamo ogni anno, e' la dinamica del
cinema italiano che raggiunge una quota di mercato stellare del 37 per cento. Il cinema italiano, quindi, e' una
componente dinamica del mercato:se c'e' un'offerta forte di cinema italiano,cresce il volume di incassi. Poi,
[...]
(AGI) - Roma, 12 gen. - Il primo dato evidente e positivo, "quello che registriamo ogni anno, e' la dinamica del
cinema italiano che raggiunge una quota di mercato stellare del 37 per cento. Il cinema italiano, quindi, e' una
componente dinamica del mercato:se c'e' un'offerta forte di cinema italiano,cresce il volume di incassi. Poi, se
l'offerta sparisce , come accade nel lungo periodo estivo che da noi va da aprile ad ottobre, allora gli incassi
scendono visibilmente". Riccardo Tozzi, presidente Anica-associazione nazionale industrie cinematografiche
audiovisivi e multimediali, commenta cosi' i dati Cinetel 2011, elargiti questa mattina nel tradizionale incontro
di inizio anno, alla Casa del Cinema di Roma. "Questo -riprende Tozzi- mi fa pensare che esista una
domanda forte di cinema,nel nostro Paese ma andrebbe offerto piu' cinema italiano, piu' costantemente e in
tutte le sale dei centri urbani". Davvero un gran risultato per le produzioni italiane: nel resto d'Europa, ricorda
Tozzi, "la quota di mercato nazionale di film spagnoli, tedeschi e inglesi, si attesta intorno al 10 per cento"
(contro quasi un 40 per cento del mercato registrato nel 2011 dalla produzione nazionale. (AGI)
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Notizie di agenzia
12/01/2012
00:58
Affari Italiani
Sito Web
Il 2011 celebra il cinema italiano. Nel nostro paese 38 milioni dei poco piu' di 100 milioni di biglietti venduti,
secondo i dati Cinetel, sono stati staccati per film italiani, per una quota del 37,5 per cento. Un risultato
straordinario, commentano gli addetti ai lavori del comparto cinema,alla conferenza stampa promossa da
Anec, Anem, Cinetel e Anica alla Casina del Cinema di Roma per elargire i dati del cinema in sala anno
2011. Un risultato straordinario impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si avvicinava a quote intorno al
10 per cento. Se e' vero che il pubblico si e' riavvicinato alle opere italiane, e' anche vero che, tra i primi 15
film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e Moretti,e tutti gli altri sono
commedie. Sul podio, vincitore assoluto, con gran distacco dal secondo, "Che bella giornata" (Medusa) con
Checco Zalone, seguito da "Harry Potter" (Warner Bros), "Immaturi" (Medusa), "Qualunquemente" della O1
Distribution. Ed ancora, al quinto posto della top 300 targata 2011, "Breaking dawn" (Eagle picture), i "Pirati
dei Caraibi" (Walt Disney), "Sherlock Holmes" (Warner Bros), "Femmine contro maschi" di Medusa, "Kung Fu
Panda2" (Universal). Chiudono le prime 11 posizioni, "Fast and Furious 5" (Universal) e "I soliti idioti",
Medusa. MA LA CRISI PERSISTE/ Uniti possiamo uscire dalla crisi, ma i costi del cinema vanno tagliati. È
pressochè unanime il punto di vista dei produttori sull'andamento del settore che domani sarà 'fotografato' dai
dati ufficiali relativi all'anno 2011. Il calo rispetto al 2010 c'è stato. Questo è un fatto. Non tutti, però, sono
preoccupati e non solo a fronte dei risultati del decennio scorso, ma anche della quota di mercato conquistata
dal cinema italiano. Desiderosi di un cambiamento, invece, i registi a cui il successo del genere 'commedià va
decisamente stretto.Ma le sfumature non mancano sulle ricette utili per traghettare il cinema italiano verso
altri lidi. «Considerando il periodo che va dal 18 dicembre al 9 gennaio - osserva l'amministratore delegato di
Medusa, Giampaolo Letta - il calo è stato di circa il 22% che è più o meno in linea con il calo generale dei
consumi, di cui ha risentito anche il cinema pur essendo una forma di intrattenimento a buon mercato». Si
tratta di «un dato da tenere comunque in considerazione anche perchè sulla carta il Natale 2011-2012 aveva
tanti film importanti con incassi potenziali piuttosto alti». Più in generale, illustra Letta, «il 2011 ha segnato
una contrazione intorno al 13-14% sull'anno. Percentuale su cui hanno inciso soprattutto gli ultimi quattro
mesi, da settembre a dicembre. Mesi nei quali evidente è stata la mancanza di titoli molto forti rispetto allo
stesso periodo del 2010. Uno su tutti 'Benvenuti al Sud' che, uscito nelle sale ad ottobre 2010, ha realizzato
30 milioni di euro».
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema, italiani in testa Ma la crisi persiste
12/01/2012
00:51
ADN Kronos
Sito Web
Cinema: Richard Borg nuovo Presidente dei distributori italiani (12/01/2012 - 11:51:05)
Roma, 12 gen. (Adnkronos) - Richard Borg e' il nuovo Presidente Coordinatore dei distributori cinematografici
italiani. Lo ha eletto oggi all'unanimita' l'Assemblea della Sezione Distributori dell'ANICA. Borg succede a
Filippo Roviglioni, che ha rivestito la stessa carica nei due anni precedenti. ''Ringrazio l'Assemblea per la
fiducia accordatami all'unanimita' - ha commentato a caldo il neo Presidente - e mi rendo disponibile per
affrontare, insieme a tutti gli associati, le problematiche di un mercato in grande sofferenza. Ringrazio inoltre
Filippo Roviglioni -ha concluso Borg- per l'eccellente lavoro svolto nei suoi due anni di presidenza.''
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema: Richard Borg nuovo Presidente dei distributori italiani
12/01/2012
00:48
Primaonline.it
Sito Web
CINEMA: BOTTEGHINO 2011, 5 ITALIANI NEI PRIMI 11; VINCE COMMEDIA
C(AGI) - Roma, 12 gen. - Il 2011 celebra il cinema italiano. Nel nostro paese 38 milioni dei poco piu' di 100
milioni di biglietti venduti, secondo i dati Cinetel, sono stati staccati per film italiani, per una quota del 37,5 per
cento. Un risultato straordinario, commentano gli addetti ai lavori del comparto cinema,alla conferenza [...]
C(AGI) - Roma, 12 gen. - Il 2011 celebra il cinema italiano. Nel nostro paese 38 milioni dei poco piu' di 100
milioni di biglietti venduti, secondo i dati Cinetel, sono stati staccati per film italiani, per una quota del 37,5 per
cento. Un risultato straordinario, commentano gli addetti ai lavori del comparto cinema,alla conferenza
stampa promossa da Anec, Anem, Cinetel e Anica alla Casina del Cinema di Roma per elargire i dati del
cinema in sala anno 2011. Un risultato straordinario impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si
avvicinava a quote intorno al 10 per cento. Se e' vero che il pubblico si e' riavvicinato alle opere italiane, e'
anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d'autore, quelli di Sorrentino e
Moretti,e tutti gli altri sono commedie. Sul podio, vincitore assoluto, con gran distacco dal secondo, "Che bella
giornata" (Medusa) con Checco Zalone, seguito da "Harry Potter" (Warner Bros), "Immaturi" (Medusa),
"Qualunquemente" della O1 Distribution. Ed ancora, al quinto posto della top 300 targata 2011, "Breaking
dawn" (Eagle picture), i "Pirati dei Caraibi" (Walt Disney), "Sherlock Holmes" (Warner Bros), "Femmine contro
maschi" di Medusa, "Kung Fu Panda2" (Universal). Chiudono le prime 11 posizioni, "Fast and Furious 5"
(Universal) e "I soliti idioti", Medusa. (AGI)
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Notizie di agenzia
12/01/2012
Il Tempo - Roma
(diffusione:50651, tiratura:76264)
L'Istituto Luce è salvo Patto con il Ministero
Il futuro dell'istituto destinato alla diffusione cinematografica è salvo. È stato siglato il 28 dicembre, ma reso
noto ufficialmente solo ieri, l'accordo per il trasferimento di 54 dipendenti al ministero per i Beni Culturali
(poco meno della metà) e per l'organigramma della nuova società Istituto Luce Cinecittà srl con Roberto
Cicutto amministratore delegato e Rodrigo Cipriani presidente e Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica, come
consigliere d'amministrazione.
L'accordo è stato firmato da Cinecittà Luce s.p.a, Istituto Luce - Cinecittà S.r.L., dai segretari nazionali di Slc
Cgil-Fistel Cisl e Uilcom Uil, dal consigliere delegato dell'Associazione Stampa Romana, dalla Rsu aziendale
e dal direttore generale per il Cinema del ministero dei Beni culturali. «È un passo importante della riforma
che è stato conseguito grazie al senso di responsabilità dei lavoratori, delle loro rappresentanze sindacali e
degli sforzi fatti dall'azienda per mantenere il livello di occupazione necessario allo svolgimento delle attività
della nuova società», è scritto nella nota ufficiale della nuova società costituita l'11 novembre 2011, in
ottemperanza del decreto legge 6 luglio n.98, convertito in legge il 15 luglio dell'anno scorso. «In attesa del
nuovo atto di indirizzo da parte del ministro Lorenzo Ornaghi, l'impegno di tutti - si sottolinea - non è solo
rivolto al mantenimento delle attività principali svolte dalla Cinecittà Luce spa (conservazione e diffusione
dell'Archivio Storico, Promozione del cinema italiano classico e contemporaneo, Distribuzione sul territorio
nazionale di opere prime e seconde, Supporto alle attività della DG Cinema anche mediante propri organi di
informazione), ma soprattutto allo sviluppo di tutte quelle opportunità che in accordo con gli imprenditori e gli
autori cinematografici sono essenziali per la crescita della nostra industria cinematografica».
«Il trasferimento del patrimonio di Cinecittà Luce alla nuova società (terreni, beni materiali e immateriali
compresa la library, etc) è «il punto di partenza per consolidare la nostra azione - viene scritto nella note - e
per dare attuazione al piano di sviluppo cui l'azienda si è impegnata verso i lavoratori e le loro organizzazioni
sindacali, ma ancor più verso il mondo della cultura e dell'imprenditoria perchè Istituto Luce Cinecittà srl
sviluppi sempre più efficacemente la sua attività di valorizzazione del patrimonio e di supporto alla crescita
culturale e industriale del nostro cinema».
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinematografia
12/01/2012
Dagospia
Sito Web
DAGOREPORT
Mentre si affilano le armi per il grande scontro alla Fondazione Cinema per Roma, che dovrà decidere il
futuro capataz del Festival di Roma, con la sde-Renata Polverini che sta per annunciare il nome del
consigliere della sua Regione Lazio, siamo pronti per rivelare il piano di Marco Muller. MULLER
La presa del potere del nuovo Cesare partirà intanto da una mossa che farà molto discutere: l'uscita del
Festival dalle sale dell'Auditorium di Renzo Piano. Un "tradimento" che farà rizzare i peli della schiena di
Bettini e Veltroni ma che permetterà a Muller di spadroneggiare col calendario.
Infatti, un grosso handicap nella stesura delle date del Festival si chiama Accademia di Santa Cecilia che
occupa le sale con un calendario rigidissimo perché, come è noto, nel mondo della musica colta i concerti e
gli eventi si organizzano anni prima. Quindi, Muller si getta con i suoi film nel cuore della città.GIANNI
ALEMANNO E RENATA POLVERINI
Si parla del multiplex della Warner, The Space-Moderno, a piazza Esedra e del vicino cinema Barberini, etc.
Di sicuro, sulla spinta dell'era epica dell'Estate Romana di Renato Nicolini, Muller ha in mente un grandissimo
cine-evento al Circo Massino - un sito enorme rispetto ai ruderi di Massenzio.
Altra cartuccia in canna: allontanarsi dalla Mostra del Cinema di Venezia. Non ha senso un festival che è
preceduto di appena un mese da un'altra grande mostra. Quindi, per Muller, che sogna di anticipare il Lido,
ma finisce poi pewr scontrarsi con Cannes, è un bel rompicapo. Anche perché l'ex maoista nel cuore di Aledanno e Polverini ha in tasca il film più atteso del 2012: il remake di "Djiango" by Quentin Tarantino.GIAN
LUIGI RONDI
2- COMUNICATO STAMPA
Tozzi, Presidente ANICA: "Sulle nomine al Festival di Roma rispetto delle regole, delle forme, e delle persone
coinvolte."
A una settimana dall'Assemblea dei soci della Fondazione "Cinema per Roma", che deciderà le sorti delle
prossime edizioni del Festival Internazionale del Film di Roma, il Presidente dell'ANICA, Riccardo Tozzi, ha
fatto una dichiarazione:
"La vicenda delle nomine al Festival di Roma ha preso una piega spiacevole e preoccupante.
Sono in discussione nomi di professionisti al di sopra di ogni polemica. Piera Datassis ha operato bene
dall'inizio e GianLuigi Rondi ha prestato la sua autorevolezza con generosità. Marco Mueller è un'eccellenza
internazionale. Paolo Ferrari è un protagonista della nostra industria cinematografica.PIERA DETASSIS
E' insopportabile che questi nomi, tutti di indipendenti, vengano etichettati politicamente e strattonati
mediaticamente.
Sappiamo che, dalla creazione del Festival, le nomine spettano alla politica locale e regionale. Ma chiediamo
che questo ruolo sia svolto nel rispetto delle regole, delle forme, e delle persone coinvolte. E chiediamo che
la soluzione sia trovata presto, per mettere il Festival in condizione di operare prima che sia troppo tardi per
la prossima edizione."riccardo tozzi
TAG: Renata Polverini , Marco Muller , Renzo Piano , Gianni Alemanno , GianLuigi Rondi , Riccardo Tozzi ,
Quentin Tarantino , Renato Nicolini
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1- LA PRESA DEL POTERE DEL NUOVO CINE-CESARE PARTIRÀ DA UNA
MOSSA CHE FARÀ RIZZARE I PELI DELLA SCHIENA DI VELTRONI E
BETTINI: L'USCITA DEL FESTIVAL DALLE SALE DELL'AUDITORIUM DI
RENZO PIANO PER LIBERARSI DELL'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA 2SI PARLA DI MUL
12/01/2012
Dagospia
Sito Web
DAGOREPORT
Mentre si affilano le armi per il grande scontro alla Fondazione Cinema per Roma, che dovrà decidere il
futuro capataz del Festival di Roma, con la sde-Renata Polverini che sta per annunciare il nome del
consigliere della sua Regione Lazio, siamo pronti per rivelare il piano di Marco Muller. MULLER
La presa del potere del nuovo Cesare partirà intanto da una mossa che farà molto discutere: l'uscita del
Festival dalle sale dell'Auditorium di Renzo Piano. Un "tradimento" che farà rizzare i peli della schiena di
Bettini e Veltroni ma che permetterà a Muller di spadroneggiare col calendario.
Infatti, un grosso handicap nella stesura delle date del Festival si chiama Accademia di Santa Cecilia che
occupa le sale con un calendario rigidissimo perché, come è noto, nel mondo della musica colta i concerti e
gli eventi si organizzano anni prima. Quindi, Muller si getta con i suoi film nel cuore della città.GIANNI
ALEMANNO E RENATA POLVERINI
Si parla del multiplex della Warner, The Space-Moderno, a piazza Esedra e del vicino cinema Barberini, etc.
Di sicuro, sulla spinta dell'era epica dell'Estate Romana di Renato Nicolini, Muller ha in mente un grandissimo
cine-evento al Circo Massino - un sito enorme rispetto ai ruderi di Massenzio.
Altra cartuccia in canna: allontanarsi dalla Mostra del Cinema di Venezia. Non ha senso un festival che è
preceduto di appena un mese da un'altra grande mostra. Quindi, per Muller, che sogna di anticipare il Lido,
ma finisce poi pewr scontrarsi con Cannes, è un bel rompicapo. Anche perché l'ex maoista nel cuore di Aledanno e Polverini ha in tasca il film più atteso del 2012: il remake di "Djiango" by Quentin Tarantino.GIAN
LUIGI RONDI
2- COMUNICATO STAMPA
Tozzi, Presidente ANICA: "Sulle nomine al Festival di Roma rispetto delle regole, delle forme, e delle persone
coinvolte."
A una settimana dall'Assemblea dei soci della Fondazione "Cinema per Roma", che deciderà le sorti delle
prossime edizioni del Festival Internazionale del Film di Roma, il Presidente dell'ANICA, Riccardo Tozzi, ha
fatto una dichiarazione:
"La vicenda delle nomine al Festival di Roma ha preso una piega spiacevole e preoccupante.
Sono in discussione nomi di professionisti al di sopra di ogni polemica. Piera Datassis ha operato bene
dall'inizio e GianLuigi Rondi ha prestato la sua autorevolezza con generosità. Marco Mueller è un'eccellenza
internazionale. Paolo Ferrari è un protagonista della nostra industria cinematografica.PIERA DETASSIS
E' insopportabile che questi nomi, tutti di indipendenti, vengano etichettati politicamente e strattonati
mediaticamente.
Sappiamo che, dalla creazione del Festival, le nomine spettano alla politica locale e regionale. Ma chiediamo
che questo ruolo sia svolto nel rispetto delle regole, delle forme, e delle persone coinvolte. E chiediamo che
la soluzione sia trovata presto, per mettere il Festival in condizione di operare prima che sia troppo tardi per
la prossima edizione."riccardo tozzi
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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1- LA PRESA DEL POTERE DEL NUOVO CINE-CESARE PARTIRÀ DA UNA
MOSSA CHE FARÀ RIZZARE I PELI DELLA SCHIENA DI VELTRONI E
BETTINI: L'USCITA DEL FESTIVAL DALLE SALE DELL'AUDITORIUM DI
RENZO PIANO PER LIBERARSI DELL'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA 2SI PARLA DI MUL
12/01/2012
Leggo
Pag. 16
Re Cecconi, il film mai visto sulla tragedia
ROMA - In campo i biondi non passano inosservati. Anche nella Lazio che saliva la grande scala del calcio
vincendo addirittura uno scudetto, il primo della sua storia, potevi confondere tutti, ma non lui, Luciano Re
Cecconi. Trentacinque anni fa, sicuro d'essere biondo, riconosciuto da tutti, Cecco si giocò la vita. Uno
scherzo finito male, si disse. Entrato nella gioielleria di Bruno Tabocchini con un amico e Ghedin, un
compagno di squadra, finse di essere un rapinatore: Tabocchini aveva una pistola, sparò. Era il 18 gennaio
1977. Roma era violenta, terrorismo e banditi si davano il cambio nelle pagine di cronaca e Cecco fu vittima
di questo terrore che serpeggiava. Il gioielliere fu assolto per legittima difesa putativa. Nel 1983 la Rai
produsse un film sulla vicenda che non è mai andato in onda per l'opposizione del gioielliere. Ma la causa è
proseguita e i giudizi di Appello e Cassazione hanno sbloccato la pellicola. Così mercoledì 18 gennaio, alle
10,30, questo documento sarà proiettato nella sala dell'Anica (via Regina Margherita 286). Subito dopo sarà
presentato un libro inchiesta di Maurizio Martucci, «Non scherzo», che mette in dubbio la ricostruzione dei
fatti che abbiamo avuto 35 anni fa. Secondo l'autore, Re Cecconi non fece nulla per provocare la reazione di
Tabocchini. Si riapre dunque una pagina scura d'una Roma incupita dagli anni di piombo. Possibile che il
vero scherzo fu la ricostruzione fatta dalla polizia? (F.Mac.)
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Mercoledì prossimo saranno trascorsi 35 anni dalla morte del centrocampista della Lazio, ucciso per una finta
rapina
12/01/2012
DailyMedia
Pag. 20
(diffusione:15000, tiratura:15000)
4 SABATO 14 GENNAIO < 4 MARTEDI' 17 GENNAIO < Gli appuntamenti della settimana Anica, Anem e
Cinetel presentano i dati del mercato cinematografico 2011 e del periodo festività 2011/2012. Alle 12 alla
Casa del Cinema in largo Marcello Mastroianni 1 a ROMA. Per informazioni, 0688473384. <Alla vigilia del
Milano Thunder - Mumbai Fighters (World Series of Boxing), La Gazzetta dello Sport organizza la cerimonia
del peso. Alle 15 alla Sala Montanelli, in via Solferino 26/A a MILANO. Per informazioni, 3477238354.
Ballantyne presenta la collezione a/i 2012. Dalle 10 alle 18 in corso Italia 49 a MILANO. Per informazioni,
025849821. <Care Label e Style Magazine presentano il progetto "Denim (PR)objects". Alle 12:45 in via
Tortona 27 a MILANO. Laboratoires SVR Italia incontra la stampa. Dalle 9:30 alle 13:30 alla Farmacia San
Babila in via della Spiga 2 a MILANO. Per informazioni, 059271247. <Alcatel One Touch presenta i nuovi
prodotti e la strategia di comunicazione. Dalle 19 alle 23 al Mondadori Multicenter in piazza Duomo a
MILANO. Per informazioni, 028310511.
12/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
155
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
OGGI
11/01/2012
4 articoli
11/01/2012
05:58
Primaonline.it
Sito Web
CINECITTA': 54 DIPENDENTI AL MIBAC, ACCORDO CON SINDACATI
E SU ORGANIGRAMMA NUOVA SOCIETA' ISTITUTO LUCE CINECITTA' (ANSA) - ROMA, 11 GEN - E'
siglato 28 dicembre, ma reso noto ufficialmente solo oggi, l'accordo per il trasferimento di 54 dipendenti al
Ministero per i Beni Culturali (poco meno della metà) e per l'organigramma della nuova società Istituto Luce
Cinecittà srl con Roberto Cicutto amministratore delegato [...]
E SU ORGANIGRAMMA NUOVA SOCIETA' ISTITUTO LUCE CINECITTA'(ANSA) - ROMA, 11 GEN - E'
siglato 28 dicembre, ma reso noto ufficialmente solo oggi, l'accordo per il trasferimento di 54 dipendenti al
Ministero per i Beni Culturali (poco meno della metà) e per l'organigramma della nuova società Istituto Luce
Cinecittà srl con Roberto Cicutto amministratore delegato e Rodrigo Cipriani presidente e Riccardo Tozzi,
presidente dell'Anica, come consigliere d'amministrazione. L'accordo è stato firmato da Cinecittà Luce s.p.a,
Istituto Luce - Cinecittà S.r.L., dai segretari nazionali di SLC CGIL - FISTEL CISL e UILCOM UIL , dal
consigliere delegato dell'Associazione Stampa Romana, dalla RSU aziendale e dal Direttore Generale per il
Cinema del M.I.B.A.C. "E' un passo importante della riforma che è stato conseguito grazie al senso di
responsabilità dei lavoratori, delle loro rappresentanze sindacali e degli sforzi fatti dall'azienda per mantenere
il livello di occupazione necessario allo svolgimento delle attività della nuova società", è scritto nella nota
ufficiale della nuova società costituita in data 11 novembre 2011, in ottemperanza del Decreto Legge 6 luglio
n. 98, convertito in Legge 15 luglio 2011, n. 111. In attesa del nuovo atto di indirizzo da parte del Ministro
Professor Lorenzo Ornaghi, l'impegno di tutti - si sottolinea - non è solo rivolto al mantenimento delle attività
principali svolte dalla Cinecittà Luce spa (conservazione e diffusione dell'Archivio Storico, Promozione del
cinema italiano classico e contemporaneo, Distribuzione sul territorio nazionale di opere prime e seconde,
Supporto alle attività della DG Cinema anche mediante propri organi di informazione), ma soprattutto allo
sviluppo di tutte quelle opportunità che in accordo con gli imprenditori e gli autori cinematografici sono
essenziali per la crescita della nostra industria cinematografica. "Il trasferimento del patrimonio di Cinecittà
Luce alla nuova società (terreni, beni materiali e immateriali compresa la library, etc) è - conclude la nota - il
punto di partenza per consolidare la nostra azione e dare attuazione al piano di sviluppo cui l'azienda si è
impegnata verso i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali, ma ancor più verso il mondo della cultura e
dell'imprenditoria perché Istituto Luce Cinecittà srl sviluppi sempre più efficacemente la sua attività di
valorizzazione del patrimonio e di supporto alla crescita culturale e industriale del nostro cinema".
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Notizie di agenzia
11/01/2012
MF - Fashion
Pag. 18
(diffusione:104189, tiratura:173386)
Vernice Mostra i Gioielli degli Scarpa - h. 19.00, Palazzo Bonin Longare, Vicenza a cura di Fiera di Vicenza,
in collaborazione con Alba Cappellieri Ordinary Is Over, Ordinary Is Back: Opening Inaugurale - h. 12.00,
Sala Palladio; a cura di Fiera di Vicenza Trend Vision Jewellery & Forecasting Seminar for Buyers, Product
Directions and Updates Spring-Summer 2012, International Scenarios, Atmospheres, Silhouettes, Best
Sellers: Seminario - h. 15.00 Sala Trissino; a cura di Fiera di Vicenza in collaborazione con Paola De Luca
Ordinary is Over - Ordinary is Back: The Party - h. 21.00, Via Della Scienza,16 presso Hox Italia. Invitati gli
espositori presenti in fiera. Jewelery Technology Forum. 8° Seminario Tecnico. «Il mondo Orafo tra
Tecnologia e Innovazione» - h. 10.00 Sala Trissino, a cura Fiera di Vicenza e Leg.Or Group Materiale
Gemmologicoe Mercato: «Quali Prospettive per il Settore. Riflessioni a Analisi sul Disegno di Legge
Approvato dalla Camera dei Deputati»: Tavola rotonda - h. 15.30, Sala Congressi, Pad. Internazionale, Primo
Piano; a cura di Istituto Gemmologico Italiano in collaborazione con Collegio Italiano Gemmologi,
Confindustria Federorafi e Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi; Trend Vision Jewellery & Forecasting:
Lancio del Progetto - h. 17.30, Padiglione F - Trend Vision Gallery; a cura Fiera di Vicenza About J 012:
Presentazione Progetto - h. 9.00, presso VIP Restaurant: a cura di Fiera di Vicenza Il Futuro dell'Industria
Orafa: Responsabilità Sociale e la Certificazione Rjc: Conferenza Stampa - h. 11.00, Sala Trissino; a cura di
Responsible Jewellery Council La Vetrina: Tecnica e Comunicazione, Convegno - h. 11.00, Sala Congressi,
Pad. Internazionale, Primo Piano; a cura de L'Orafo Italiano Certificazione sulla Catena di Custodia nella
Filiera Diamanti, Oreficeria e Platinoidi - h. 12.00 - Sala Trissino, a cura di Responsible Jewellery Council con
Fiera di Vicenza e Confindustria Federorafi Trattamenti nei Corindoni. Quadro Complessivo e Implicazioni
Riguardo la Nuova Legge sui Materiali Gemmologici: Convegno - h. 15.00, Sala Trissino; a cura Assogemme,
in collaborazione con Fiera di Vicenza Un Gioiello di Film, Tutto Quello Che Avreste Voluto Sapere
Per...Portare i Vostri Gioielli al Cinema: Presentazione Progetto - h. 11.30, Sala Trissino; a cura del ministero
dello Sviluppo Economico, in collaborazione con l'Anica e Fiera di Vicenza The China Market, New
Relationship. L'introduzione di un Nuovo Canale Ufficiale per le Imprese Che intendono Accedere al Mercato
Cinese: Seminario - h. 15.00, Sala Trissino; a cura World Gold Council Far East e Fiera di Vicenza
VICENZAORO Italian Club & JCK Las Vegas: Presentazione Progetto - h. 11.00, Sala Trissino; a cura Fiera
di Vicenza Trend Vision Jewellery & Forecasting Seminar for Designer Forecast Seasons 2013+
Sociocultural Phenomena, Market and Product Directions: Seminario - h. 15.00, Sala Trissino: a cura di Fiera
di Vicenza in collaborazione con Paola De Luca Trend Vision Jewellery & Forecasting Pedana - Padiglione F
-Trend Vision Gallery UNOAERRE Mostra Storica- Galleria G-C Dal 14 gennaio al 14 febbraioI Gioielli degli
Scarpa: Mostra 10.00 - 13.00 /16.00 - 19.00 a cura di Fiera di Vicenza in collaborazione con Alba Cappellieri
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GLI EVENTI DI VICENZAORO WINTER 2012
11/01/2012
DailyMedia
Pag. 19
(diffusione:15000, tiratura:15000)
4 OGGI RaiUno presenta "Attenti a quei due - La sfida". Alle 12 al Centro di Produzione Tv Rai in via Marconi
9 a NAPOLI. 4 GIOVEDI' 12 GENNAIO La7 presenta il programma "The show must go o". Alle 12 presso
Studios, ex De Paolis, in via Tiburtina 521 a ROMA. Per informazioni, 02202334. Anec, Anica, Anem e
Cinetel presentano i dati del mercato cinematografico 2011 e del periodo festività 2011/2012. Alle 12 alla
Casa del Cinema in largo Marcello Mastroianni 1 a ROMA. Per informazioni, 0688473384. Nikon presenta la
nuova D4. Alle 17 al Noy in via Soresina 4 a MILANO. Per informazioni, 011540724. 4 SABATO 14
GENNAIO Care Label e Style Magazine presentano il progetto "Denim (PR)objects". Alle 12:45 in via Tortona
27 a MILANO. Ballantyne presenta la collezione a/i 2012. Dalle 10 alle 18 in corso Italia 49 a MILANO. Per
informazioni, 025849821.
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Gli appuntamenti della settimana
11/01/2012
Il Fatto Quotidiano - Ed. Nazionale
Pag. 19
(tiratura:100000)
RAI TAGLIA E SCUCI
Lorenza Lei con una lettera chiede di sospendere ogni impegno a produrre film L'Anica vigila, Del Brocco di
Rai Cinema si dice tranquillo e la direttora non si scompone: "Emergenza superata"
Malcom Pagani
La lettera, durissima, è di novembre. Porta la firma del direttore generale di Viale Mazzini Lorenza Lei, è
indirizzata all'ad della controllata, Paolo Del Brocco e commissaria la sua creatura Rai Cinema (ottimi risultati
gestionali nel 2011) bloccando concretamente l'industr ia che non sempre con levità le balla intorno. " (..) In
relazione alla imprescindibile necessità di assumere iniziative di carattere straordinario per ripristinare un
sostenibile equilibrio economico finanziario si invita codesta società a sospendere, con effetto immediato e
fino a contraria disposizione, gli impegni nella produzione, nel finanziamento e nel preacquisto (...)". Una
missiva irrituale, inaudita, molto secca pur nelle pieghe del burocratese capace di mettere in allarme
maestranze e produttori fino al punto di spingere la più importante associazione di categoria, l'Anica, a
chiedere al dg della Rai un incontro immediato. Dietro alle trenta righe della Lei, secondo i dietrologi, si
muoverebbe una partita di giro preoccupata di ricollocare Fabrizio Del Noce attualmente alla fiction sulla
poltrona di Del Brocco (alcuni insinuano con la regia di Mauro Leone) eliminando contestualmente alla radice
il Cda di Rai Cinema, considerato costo inutile e gravoso per una struttura che in tempi di crisi si
pretenderebbe snella. QUANDO ASCOLTI i protagonisti della storia, senti soffiare il vento della
minimizzazione. Ma nessuno, pur sollecitato, spiega quale sia l'utilità di inviare una lettera vagamente
minacciosa, definita "momentanea", per poi considerarla "i nu t i l e " a soli 40 giorni di distanza. Paolo Del
Brocco, ad esempio. Pronto a evadere da una riunione per rispondere apparentemente senza emozioni alle
domande: "Questione superata dai fatti. La lettera era stata mandata dal Direttore generale in un momento di
giusta attenzione ai conti volta a raggiungere il pareggio di bilancio. Di questa preoccupazione, per quanto
riguarda Rai Cinema, non sembra esserci traccia nel piano industriale e quindi, siamo tranquilli e onoreremo
tutti gli impegni assunti nel 2012". Se vai in profondità, Del Brocco ammette che non c'è certezza sul budget
previsto per gli anni a venire (2013, 2014) "Ma allo stato non c'è per nessuno, sia chiaro" ed esclude che
siano in atto manovre destabilizzanti: "Mi pare fantasioso ipotizzare qualsiasi mossa ai danni di Rai Cinema e
non credo che nessuno aspiri alla mia poltrona o peggio trami per subentrare al mio posto. La saluto, buon
lavoro ". Se cambi sponda e interpelli direttamente Lorenza Lei, la risposta telegrafica, pur non spiegandone
genesi e ragioni, collima con quella di Del Brocco: " Lettera superata". Scambio di amorosi sensi, panni da
lavare in famiglia e breve salto dialettico per planare sulle opinioni della professoressa Angiola Tatarella,
vedova di Pinuccio, membro del Cda di Rai Cinema dal 2010. Pur nell'attenzione spasmodico alle parole:
"Non vorrei agguati, sarei costretta a reagire duramente" la Tatarella parla e si rilassa: "Quan do ho visto la
lettera ho fatto un salto sulla sedia. Sarebbe spaventoso depauperare di professionalità un ambito Rai che
funziona benissimo, ma voglio fidarmi delle rassicurazioni ricevute. Non credo siano in atto normalizzazioni
né ridimensionamenti di un settore che produce utili e cultura, ma come in ogni circostanza, pur fidandomi,
aspetto conferme. La minaccia che ho avvertito, comunque, mi pare tramontata". Riccardo Tozzi, patron di
Cattleya, presidente dell'Anica è meno diplomatico: "Se fossero stati confermati i propositi della lettera ci
saremmo visti costretti a protestare con forza e a mangiare pezzo a pezzo il cavallo della Rai". Breve pausa,
sorriso, nuovo inizio: "Ho motivo di ritenere però che da parte della Lei, come ci ha detto di persona, si
trattasse di un avvertimento momentaneo e forse, di una forma di pressione". Tozzi non si incarica di definire
l'oggetto della pressione ma produce da anni e sa che il tavolo, anche in presenza delle più ampie
rassicurazioni verbali, regge solo sui dati di fatto. Quindi attende: "Ci auguriamo che dalla prossima settimana
l'attività economica riprenda regolarmente. E lo vedremo subito, fin da quando i produttori si recheranno a
osservare il rispetto degli impegni. Sarà la controprova sulla quale valutare la solidità delle parole
pronunciate. In un anno come questo, venato da grandi difficoltà anche in ambito bancario, l'attività di Rai
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NUOVO CINEMA COMMISSARIATO
11/01/2012
Il Fatto Quotidiano - Ed. Nazionale
Pag. 19
(tiratura:100000)
11/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Cinema calante anche di una solo euro provocherebbe guasti irrever sibili". Basta attendere anche se di
paradisiaco, all'or izzonte, non sembrano brillare stelle.
06/01/2012
1 articolo
06/01/2012
La Repubblica - Roma
Pag. 1
(diffusione:556325, tiratura:710716)
I Cento autori "Sulle nomine del Festival troppa politica"
FRANCO MONTINI
ANCHE Il mondo del cinema prende posizione sulle polemiche relative alle nomine del Festival del Film di
Roma. È di ieri un documento dell'associazione dei 100 Autori che si è espressa contro «l'atteggiamento
invasivo e arrogante della politica nei confronti del cinema». Il presidente dei produttori Anica, Angelo
Barbagallo si chiede perché chi ha lavorato efficacemente debba essere sostituito mentre il sindacato Critici
cinematografici definisce il risultato ottenuto dal duo Alemanno/Polverini «insieme penosoe comico perché,
dopo la giusta opposizione di Gian Luigi Rondi al tentativo di scavalcarlo, c'è ora il rischio che la nomina del
nuovo direttore slitti finoa giugno, riducendo i tempi organizzativi della manifestazione, lasciando in lista di
attesai due attuali candidati direttori. Così quando arriverà la nomina quello finalmente designato sarà
costretto a lavorare in condizioni svantaggiate».
Sulla vicenda torna a parlare anche Piera Detassis, attuale direttrice del Festival romano che sottolinea la
«necessità di un ritorno alle regole, il richiamo a una riflessione sul metodo trasparente che deve
necessariamente guidare le nomine e - come hanno ricordato molti autorevoli esponenti della politica e della
cultura - il rispetto delle prerogative e dell'autonomia di chi ha il potere di proporle, in questo caso il
presidente Rondi».
06/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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La polemica
04/01/2012
2 articoli
04/01/2012
Il Messaggero - Roma
Pag. 37
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Festival, ancora scontro su Müller la parola passa ai soci fondatori
Il centrosinistra contro Polverini: «Ricatta la rassegna cinematografica» Il 13 gennaio atteso il confronto per
trovare una soluzione Detassis, direttore uscente: «Ormai siamo in campagna elettorale»
GLORIA SATTA
Festival di Roma sempre più nella bufera. Dopo le dichiarazioni di Renata Polverini al Messaggero («o Müller
direttore artistico o la Regione lascia la rassegna») i toni dello scontro rimangono alti. E non si prospetta
facile il lavoro dei soci fondatori (Comune, Regione, Provincia, Musica per Roma, Camera di Commercio) che
venerdi 13, data fatidica, si riuniranno per venire a capo della pasticciatissima situazione. Il braccio di ferro tra
l'asse Polverini-Alemanno e le opposizioni sulla nomina dell'ex timoniere di Venezia rischia di radicalizzarsi
ulteriormente. La previsione generale è che l'atteso confronto tra le parti finirà per ratificare lo status quo:
Gian Luigi Rondi presidente fino a giugno con funzioni di direttore artistico ad interim. Bene fa a evitare
commenti Paolo Ferrari, nuovo presidente in pectore, «congelato» dallo scontro politico. «Prima di tutto conta
il Festival», si limita a dire con signorilità l'ex presidente dell'Anica e di Warner Bros, «e sono certo che gli
organismi competenti troveranno una soluzione proprio nell'interesse della rassegna». Già, gli organismi
competenti. Cioè i soci fondatori e il cda della Fondazione Cinema per Roma ai quali, a dispetto dei politici in
guerra, spetta l'ultima parola. Il sindaco invoca un «confronto sereno» e si augura che ognuno «prenda una
posizione chiara così come ha fatto la presidente della Regione». Ma puntualizza: «Non sono accettabili veti
sulle persone, l'isterismo della sinistra contro Müller non è comprensibile». Da parte delle opposizioni, le
reazioni all'uscita del governatore del Lazio fioccano. «Le idee di Polverini sono da Minculpop», dice Giulia
Rodano dell'Idv. «Ma Roma ha ancora un sindaco?», si domanda il consigliere comunale Paolo Masini (Pd).
«Con i diktat della presidente della Regione non si va molto lontano», afferma Michele Meta. Nella stessa
direzione si esprimono anche Marta Leonori, Esterino Montino, il vicepresidente del gruppo Pd al Senato
Luigi Zanda («Quando intervengono padroni alla Polverini la cultura muore), mentre Vincenzo Vita propone il
«ritorno alle regole» e Gianluca Peciola di Sinistra Ecologia e Libertà parla di «ricatto inaccettabile». Ma
davvero Müller, l'uomo dei trionfi al Lido, sarebbe incompatibile con il Festival di Roma? Il consigliere
provinciale Pd Pino Battaglia, rivangando gli antichi attacchi dell'ex direttore della Mostra di Venezia contro la
rassegna concorrente, fa una battuta: «Nominarlo sarebbe come mettere Dracula a capo dell'Avis». Riflette il
deputato Pd Enrico Gasbarra: «Alemanno e Polverini si sono mossi come elefanti in una cristalleria. Siamo
passati dall'affermazione che con la cultura non si mangia, cara al governo Berlusconi, alla destra romana
che vorrebbe mangiare la cultura. Prima di indicare dei nomi, come se fossimo al mercato dei direttori, ci
facciano capire qual è il loro progetto, poi si apra il confronto. La destra fermi questo braccio di ferro». E da
destra, insorge Francesco Giro: «Giù le mani da Polverini. Basta con quest'accanimento contro di lei». Si
schierano con il governatore Veronica Cappellaro e Angelo Mele, mentre il coordinatore romano del Pdl
Gianni Sammarco definisce Müller «un valore aggiunto per la rassegna». «E' giusto puntare su di lui», rincara
il vicepresidente della regione Luciano Ciocchetti (Udc). E Polverini: «C'è stata una risposta con toni
assolutamente oltre le righe, soprattutto da parte del partito democratico e di chi considerava la festa del
Cinema di Roma come qualcosa di personale o familiare». Michele Lo Foco, consigliere della Fondazione
Cinema per Roma in rappresentanza del Comune, non ha mai nascosto di essere contrario a Müller perché
«troppo raffinato e cinefilo». Oggi dice: «I soci ricordino che la sede appropriata delle nomine è il cda. Le
indicazioni dall'alto rappresentano una prevaricazione della regolarità giuridica». Piera Detassis, direttore
scaduto il 31 dicembre scorso, commenta: «Il problema val al di là della scelta della guida artistica. Stiamo
vivendo una campagna elettorale». E il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi conclude: «Quando sento nomi
come Ferrari e Müller, penso che il Festival può dimostrare una grande forza professionale e soprattutto
l'indipendenza dalla politica».
04/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Il presidente della Regione aveva difeso la scelta di nominare l'ex curatore di Venezia IL CASO
04/01/2012
Il Messaggero - Roma
Pag. 37
(diffusione:210842, tiratura:295190)
04/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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LE POSIZIONI FRANCESCO GIRO LUCIANO CIOCCHETTI ENRICO GASBARRA Francesco Giro,
deputato Pdl ed ex sottosegretario ai Beni Culturali: «Giù le mani da Polverini. Basta con quest'accanimento
contro di lei» Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione (Udc) «E' giusto puntare su Müller per la sua
grande esperienza nel cinema e non solo» Il deputato Pd Enrico Gasbarra «Alemanno e Polverini si sono
mossi come elefanti in una cristalleria ora arrestino il braccio di ferro»
Foto: Il red carpet dell'Auditorium durante il Festival del Cinema di Roma A ottobre prossimo è in programma
la settima edizione
04/01/2012
Dagospia
Sito Web
1- "NO AI DIKTAT DELLA POLVERINI" - È SCONTRO SUL FESTIVAL DI ROMA
Mauro Favale per Repubblica-RomaMULLER
Un litigio costante, una polemica continua tra chi vuole cambiare a tutti i costi e chi, su questi cambiamenti,
vorrebbe avere voce in capitolo. Tanto che, attorno al Festival del film di Roma, sembra si stia giocando «una
campagna elettorale, una vicenda politica». È questa l´opinione di Piera Detassis, attuale direttore artistico
del Festival, al posto della quale Polverini e Alemanno vedrebbero bene Marco Müller, per sette anni alla
guida della Mostra di Venezia.
Anzi, per la governatrice «o arriva Müller o lasciamo il Festival». Un aut aut che la Polverini è costretta a
rettificare: «Noi abbiamo il dovere di partecipare a un evento nel quale la Regione investe risorse, quindi
abbiamo lavorato per portare a Roma, a nostro avviso, la professionalità più importante». Toni più soft per
riparare a una dichiarazione che aveva scatenato una bufera.
Per il senatore del Pd Luigi Zanda, la governatrice ha «un´idea padronale» del Festival: «Così la cultura
muore». Il capogruppo alla Pisana, Esterino Montino invita la Polverini a evitare «le solite piazzate». E da Sel,
Gianluca Peciola parla di «inaccettabile ricatto». Il sindaco, fianco a fianco con la governatrice nella scelta di
Müller, giudica quello della sinistra «un isterismo incomprensibile e pretestuoso».
Rimanda alla prossima assemblea dei soci per un confronto «sereno sulle prospettive del Festival ma non
sono accettabili veti sulle persone». E per la prima volta nella querelle interviene Piera Detassis: «Penso che
il cinema e le istituzioni si debbano interrogare sul metodo, su quali siano le relazioni che devono intercorrere
tra politica e cultura quando si tratta di scegliere un direttore o un altro. In questo senso mi apre che la
vicenda ponga un problema più vasto di Detassis o Müller».PAOLO BARATTA MARCO MULLER
2- ALE-DANNO: "NON SONO ACCETTABILI VETI SULLE PERSONE, L'ISTERISMO DELLA SINISTRA
CONTRO MÜLLER NON È COMPRENSIBILE"
Gloria Satta per Il Messaggero
Festival di Roma sempre più nella bufera. Dopo le dichiarazioni di Renata Polverini al Messaggero («o Müller
direttore artistico o la Regione lascia la rassegna») i toni dello scontro rimangono alti. E non si prospetta
facile il lavoro dei soci fondatori (Comune, Regione, Provincia, Musica per Roma, Camera di Commercio) che
venerdi 13, data fatidica, si riuniranno per venire a capo della pasticciatissima situazione.
Il braccio di ferro tra l'asse Polverini-Alemanno e le opposizioni sulla nomina dell'ex timoniere di Venezia
rischia di radicalizzarsi ulteriormente. La previsione generale è che l'atteso confronto tra le parti finirà per
ratificare lo status quo: Gian Luigi Rondi presidente fino a giugno con funzioni di direttore artistico ad interim.
rondi detassis
Bene fa a evitare commenti Paolo Ferrari, nuovo presidente in pectore, «congelato» dallo scontro politico.
«Prima di tutto conta il Festival», si limita a dire con signorilità l'ex presidente dell'Anica e di Warner Bros, «e
sono certo che gli organismi competenti troveranno una soluzione proprio nell'interesse della rassegna».
Già, gli organismi competenti. Cioè i soci fondatori e il cda della Fondazione Cinema per Roma ai quali, a
dispetto dei politici in guerra, spetta l'ultima parola. Il sindaco invoca un «confronto sereno» e si augura che
ognuno «prenda una posizione chiara così come ha fatto la presidente della Regione». Ma puntualizza: «Non
sono accettabili veti sulle persone, l'isterismo della sinistra contro Müller non è comprensibile».RENATA
POLVERINI
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1- FESTIVAL DI ROMA: PROVE TECNICHE DELLA CAMPAGNA
ELETTORALE PER IL CAMPIDOGLIO 2- IL PD DI BETTINI-ZINGARETTI
VEDE SFUGGIRE LA PREDA (IL FESTIVAL È UNA CUCCAGNA PER
RACCATTARE CONSENSO, A PARTIRE DALLE ASSUNZIONI DI AMICI E
PARENTI: VERO BETTINI?) E SI
04/01/2012
Dagospia
Sito Web
04/01/2012 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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Da parte delle opposizioni, le reazioni all'uscita del governatore del Lazio fioccano. «Le idee di Polverini sono
da Minculpop», dice Giulia Rodano dell'Idv. «Ma Roma ha ancora un sindaco?», si domanda il consigliere
comunale Paolo Masini (Pd). «Con i diktat della presidente della Regione non si va molto lontano», afferma
Michele Meta.
Nella stessa direzione si esprimono anche Marta Leonori, Esterino Montino, il vicepresidente del gruppo Pd al
Senato Luigi Zanda («Quando intervengono padroni alla Polverini la cultura muore), mentre Vincenzo Vita
propone il «ritorno alle regole» e Gianluca Peciola di Sinistra Ecologia e Libertà parla di «ricatto
inaccettabile».
Ma davvero Müller, l'uomo dei trionfi al Lido, sarebbe incompatibile con il Festival di Roma? Il consigliere
provinciale Pd Pino Battaglia, rivangando gli antichi attacchi dell'ex direttore della Mostra di Venezia contro la
rassegna concorrente, fa una battuta: «Nominarlo sarebbe come mettere Dracula a capo dell'Avis».
Riflette il deputato Pd Enrico Gasbarra: «Alemanno e Polverini si sono mossi come elefanti in una cristalleria.
Siamo passati dall'affermazione che con la cultura non si mangia, cara al governo Berlusconi, alla destra
romana che vorrebbe mangiare la cultura. Prima di indicare dei nomi, come se fossimo al mercato dei
direttori, ci facciano capire qual è il loro progetto, poi si apra il confronto. La destra fermi questo braccio di
ferro».Il sindaco Alemanno
E da destra, insorge Francesco Giro: «Giù le mani da Polverini. Basta con quest'accanimento contro di lei».
Si schierano con il governatore Veronica Cappellaro e Angelo Mele, mentre il coordinatore romano del Pdl
Gianni Sammarco definisce Müller «un valore aggiunto per la rassegna». «E' giusto puntare su di lui», rincara
il vicepresidente della regione Luciano Ciocchetti (Udc).
E Polverini: «C'è stata una risposta con toni assolutamente oltre le righe, soprattutto da parte del partito
democratico e di chi considerava la festa del Cinema di Roma come qualcosa di personale o familiare».
ZANDA LUIGI
Michele Lo Foco, consigliere della Fondazione Cinema per Roma in rappresentanza del Comune, non ha mai
nascosto di essere contrario a Müller perché «troppo raffinato e cinefilo». Oggi dice: «I soci ricordino che la
sede appropriata delle nomine è il cda. Le indicazioni dall'alto rappresentano una prevaricazione della
regolarità giuridica».
Piera Detassis, direttore scaduto il 31 dicembre scorso, commenta: «Il problema val al di là della scelta della
guida artistica. Stiamo vivendo una campagna elettorale». E il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi conclude:
«Quando sento nomi come Ferrari e Müller, penso che il Festival può dimostrare una grande forza
professionale e soprattutto l'indipendenza dalla politica».
RIASSUNTO DELLE PUNATTE PRECEDENTI
L'incontro. Alla vigilia di Natale s'incontrano Polverini, Alemanno e Müller. E' la presidente della Regione che
presenta l'ex direttore della Mostra di Venezia al sindaco con l'idea di affidargli la direzione artistica del
Festival al posto di Piera Detassis, in scadenza. L'incontro doveva rimanere segreto ma trapela. E scoppia la
polemica.RICCARDO TOZZI joy17 goffredo bettini nicola zingaretti
Le proteste del Pd. Insorge il Pd, accusando Alemanno e Polverini di «inciuciare» alle spalle della Provincia.
«Müller non può venire a Roma, è nemico del Festival», dice Zingaretti, ricordando gli attacchi dell'ex
timoniere di Venezia contro la rassegna.
Il duello. In gioco sono Detassis, sostenuta dalla sinistra e dal presidente Rondi, e Müller candidato del
centrodestra. Qualcuno spera che Rondi, l'unico titolato a nominare il direttore, si dimetta prima della
scadenza, prevista a giugno.
Interim. Ma Rondi non lascia e nello stesso tempo si rifiuta di nominare Müller. Non nominerà nemmeno
Detassis, assumendo la direzione artistica ad interim.PAOLO FERRARI E SIGNORA
La resa dei conti. Mentre lo scontro politico infuria, i soci fondatori si danno apopuntamento al 13 gennaio. Il
sindaco, che conferma la fiducia a Rondi, ha invece promesso di «azzerare» altre cariche del Festival.
03/01/2012
3 articoli
03/01/2012
La Stampa - Ed. Nazionale
Pag. 35
(diffusione:309253, tiratura:418328)
Processo al cinepanettone
Il regista Neri Parenti inventò la formula: "È un po' presto per fargli il funerale, il difficile è intercettare le nuove
platee" CAMBIO DI GENERAZIONE «Non c'è dentro troppa tv Ora decide il "sesto potere" ragazzini dai 12 ai
17 anni»
EGLE SANTOLINI MILANO
Guardi che è un po' presto per celebrare il nostro funerale». Neri Parenti, il cuoco che con i Vanzina inventò
la ricetta del cinepanettone, ammette la sconfitta ma contiene le perdite, perché mai mal comune fu così
mezzo gaudio: « Sherlock Holmes , eh? Ma qualcuno lo vuol dire che la seconda puntata sta incassando
molto meno della prima? E che Il gatto con gli stivali va peggio dello Shrek dell'anno scorso? La gente
contiene i consumi, non è che ce l'abbia solo con noi». Eppure il tema è indigesto come il ricordo del
cotechino il due gennaio: Vacanze di Natale a Cortina è al vertice del box office e arriverà pure, dopo
l'Epifania, alla boa di sicurezza dei dieci milioni di euro; ma visto che l'anno scorso Natale in Sudafrica ne
fece 18 e mezzo e sembrò già una mezza sconfitta, tanto che i Vanzina sceneggiatori decisero di tornare in
campo «per parlare più di realtà», siamo autorizzati ad analizzare, se non la fine, almeno la senescenza di un
genere. Sta di fatto che gli italiani non hanno smesso di ridere in assoluto: hanno smesso di ridere in quel
modo lì. Sono passati due mesi scarsi, ed eravamo già in guerra con lo spread, dal boom dei Soliti idioti , 14
stupefacenti milioni d'incasso. Senza contare i trionfi, l'anno scorso, di Benvenuti al Sud e del secondo film di
Checco Zalone, Che bella giornata : roba che, comunque, fa trovare agli spettatori la voglia di uscir di casa e
scucire sette euro e 50. Non è, caro Parenti, che ci si è veramente rotti di quelle facce, di quelle pellicce, di
quelle grolle, di quei veglioni? E pure di certe figurine del presepio: vabbè Simona Ventura, che frattanto
sdottoreggia a X-Factor con buon rientro d'immagine. Ma Signorini, e pure Emanuele Filiberto. «Usati, nel
film, in modo dissacrante: mica mi vorrà dire che ne escono bene. Vede, il punto è un altro. Decide il sesto
potere. I ragazzini dai 12 ai 17 anni, quelli che twittano, che postano su fb i consigli sui film. Il successo dei
Soliti idioti , creature di Mtv, arriva da lì». Si dice anche dalla cameretta del figlio adolescente di Pietro
Valsecchi, il produttore di Zalone e degli Idioti . «Fosse così semplice trovare la formula. In quarant'anni sa
quanti ne ho visti di zaloni? E Pozzetto, e Abatantuono, e Pieraccioni. Ma il risultato non è garantito per
nessuno: proprio Zalone doveva fare un botto con il suo show in tivù e si è fermato a un terzo degli ascolti di
Fiorello». Quel pubblico con i brufoli e i pollici attaccati al melafonino i cinepasticceri di Aurelio De Laurentiis
in realtà hanno anche provato a blandirlo: «Io non so se Christian De Sica abbia stufato, ma certo nel film
abbiamo messo un sacco di facce nuove: Dario Bandiera, Giacobazzi, Katia e Valeria. Gente che arriva
soprattutto da Zelig ». Appunto, non è che vi siete troppo confusi con la televisione? Ricky Memphis compare
a Cortina e, insieme, come pediatra in Tutti pazzi per amore . «Quello di Memphis è un caso particolare, visto
che a giorni salterà fuori anche in Immaturi-Il viaggio . Un infortunio di programmazione, l'uscita del film di
Paolo Genovese era prevista più tardi. Ma non credo che ci si sia troppo televisizzati, il difficile è intercettare il
nuovo pubblico». Pare fra l'altro che sia il pacchetto regalo a non andare più, il trailer con le battutone grevi
(criticato da De Sica per la confezione e da Bandiera perché dà poco spazio alle new entries), il cartellone
fatto così, la colonna sonora fatta colà: quest'anno Bob Sinclar con un titolo autocensurato ma che è tutto un
programma, F... With You . Parenti si smarca: «Il trailer non lo dirigo io, ma certo difendo il prodotto in toto.
Rischiamo di farci mettere in croce dagli incassi proprio quando i critici ci hanno trattato meglio per il tono più
leggero e per l'assenza di volgarità. Ma che nessun iettatore s'illuda, eccome se torniamo l'anno prossimo».
Basta che non sia un Natale con i Maya . milioni 9,7 l'incasso per «Vacanze di Natale a Cortina», quasi la
metà di quanto incassò l'anno scorso «Natale in Sudafrica» nello stesso periodo Riccardo Tozzi, da
produttore Cattleya e da presidente dell'Anica, come vede la situazione dei Cinepanettoni?
RICCARDO TOZZI «Allargherei il discorso al cinema italiano che attraversa una fase dinamica in crescita
esponenziale. In un decennio siamo passati da 10 a 40 milioni di biglietti, una quota di mercato più alta di
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il caso
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(diffusione:309253, tiratura:418328)
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quella francese. Questo caso quantitativo straordinario ha portato un evidente cambiamento di pubblico e in
tempi rapidissimi. E il cinema si è adeguato, si sono affacciate nuove commedie popolari, larghe, semplici, (e
non penso solo a Benvenuti al Sud ) che parlano del paese facendo risultare invecchiati
"Il pubblico c'è ma ha cambiato gusto" i cinepanettoni e i film d'autore». Perché accomuna questi due
generi tanto distanti? «Sono gli estremi ad essere più in difficoltà, a risentire delle novità, ad aver perso il
contatto con l'evoluzione del pubblico. In più il cinema d'autore soffre di un problema strutturale legato alla
carenza di multisale urbane. I gusti sono mutati e i film di Natale hanno bisogno di innovazione, la formula è
usurata anche se Vacanze di Natale a Cortina è migliore rispetto a quelli del passato. Immagino nel futuro un
cinepanettone completamente diverso». Gli incassi del cinema italiano calano a favore dei film americani?
«No, cala l'incasso totale ma non a beneficio del cinema americano che resta stazionario anche se un po' in
fase decrescente. Siamo in un momento particolare ma è una fase di crescita nell'evoluzione. Lo dico anche
a me che faccio tanto cinema d'autore; bisogna stare con gli occhi aperti, sempre attenti, come se si trattasse
ogni volta del primo film».
Foto: Produttore e presidente dell'Anica Alberto Barbera, fresco di nomina alla direzione della Mostra del
Cinema di Venezia, come interpreta la débâcle dei cinepanettoni?
ALBERTO BARBERA «Innanzitutto non parlerei di débâcle, casomai di flessione che andrebbe valutata in
tempi più lunghi. Quello che però mi lascia perplesso e anche insospettito, è questo improvviso accanimento.
Improvviso ed eccessivo».
"Troppo facile farne un capro espiatorio" In che senso accanimento? «Negli anni scorsi sembrava fossero
intoccabili con i loro incassi alle stelle, oggi, appena si scorge un minimo calo sono tutti pronti a condannarli.
Il problema vero è che non si possono accusare i cinepanettoni di tutti i problemi del cinema italiano. Sono
come i dolci della tradizione, a volte vengono un po' a noia ma non è possibile farne a meno». C'è una ricetta
per farli tornare appetitosi? «Rispettarne la natura e non rinunciarci ma rinnovare, trovare nuove formule e
non chiedere a quel cinema quello che non ha mai preteso di dare. Da oltre venticinque anni sono un
prodotto natalizio che la gente ha gradito. Ora meno ma il momento è complesso, di crisi per tutti, la gente è
meno attirata dal cinema, ci sono state risposte inaspettate anche per quanto riguarda annunciati trionfi.
Penso a Sherlock Holmes che pur vincendo gli incassi di questo periodo ha guadagnato meno rispetto al
precedente». Cambiamenti epocali che chiedono più risposte da dare a un pubblico cinematografico che
deve essere attirato in modo diverso? «Dico solo che della crisi hanno risentito tutti e che fare dei
cinepanettoni un capro espiatorio è sbagliato e strabico».
Foto: Neo direttore della Mostra di Venezia Christian De Sica, il suo cinepanettone è grave oppure ha solo
avuto un po' d'influenza?
CHRISTIAN DE SICA «Ma non scherziamo. Un momento di stanca è fisiologico, sacrosanto. Da qui alla
morte ce ne corre. Probabilmente alla fine delle feste ci attesteremo sui 12 milioni e mezzo di spettatori, ora
siamo quasi a dieci milioni. Valli a fare questi numeri e, soprattutto valli a confrontare con quelli degli altri.
Oltretutto Vacanze di Natale a Cortina è stato accolto con critiche positive giudicato il migliore della serie.
Non avremo fatto il botto ma non posso proprio lamentarmi».
"Diamo lavoro all'Italia e ci trattano con astio" Però un po' le dispiacerà di tanto accanimento. «Dico che è
un film di Natale e che quelli che ne parlano con tanto schifo farebbero bene a ignorarci, invece no, sembra
una mania. Nessuno però dice niente di Sherlock Holmes che non ha dato gli incassi del passato. Tutto è in
crisi, tutto è dimezzato, non solo noi. Oltretutto mi sembra sciocco continuare a parlare male dei nostri
prodotti. Il cinema americano non ci porta niente mentre noi diamo lavoro a tanta gente qui in Italia e se non
sostenuti, almeno non andremmo così attaccati». Le sembrano attacchi strumentali? «Lo sono. I giornali
parlano addirittura della fine di un genere, di un modello berlusconiano di cinema oramai tramontato.
Figuriamoci, i cinepanettoni non sono questo. Io ci leggo dell'astio». «Tv sorrisi e canzoni» anticipa che lei e
Massimo Boldi potreste tornare a fare coppia. Colpa della crisi? «È una sciocchezza. Come se due calciatori
di due squadre diverse giocassero insieme. Abbiamo contratti con produzioni diverse. Impossibile tornare
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insieme».
Foto: Attore e regista Pietro Valsecchi, produttore di Taodue, grandi successi di commedia alle spalle, il
cinepanettone è alle corde?
PIETRO VALSECCHI «Il calo di pubblico ha investito molti, non solo i cinepanettoni. Detto questo però
bisogna ripensare il modo di proporre quel tipo di cinema».
"È tempo di nuove storie e di costi più contenuti" Cambiare, in che modo? «Investire in nuove storie, in
nuovi autori, in nuovi sceneggiatori, scovare i talenti nascosti e contenere i costi. Andiamo incontro a un anno
difficile, è assurdo che per un film si spendano dieci milioni di euro; oltre i cinque di costi complessivi non si
dovrebbe mai andare». Un problema di costi e di contenuti? «Al cinema i cinquantenni vanno meno, ora sono
i ragazzini lo zoccolo duro, che hanno un loro linguaggio e che non si riconoscono nelle dinamiche dei
cinepanettoni. Arriva il momento in cui il pubblico vuole altro. Io comunque li leggo sempre come segnali
positivi, uno sprone per cambiare il passo, il dubbio che ti attiva. Il ricambio preme, bisogna domandarsi come
fare per non tornare mai indietro e fare il meglio capendo la realtà». Non è facile interpretare i gusti di
generazioni magari lontane. «Però bisogna farlo. Attenzione che se non si portano novità poi si arriva a un
punto di non ritorno». Cambiamenti dal sicuro risultato? «Nessuno ha la medicina e nessuno è malato. Io non
sono un santone e neppure un profeta. Sono solo un lavoratore che vorrebbe vedere il cinema andare bene
per tutti. Mi guardo intorno e vedo che sono crollate le certezze dei cinepanettoni. Azzeriamo tutto con il
coraggio di rischiare. Sta a noi non uccidere il cinema».
Foto: Produttore di film e fiction
Foto: Una scena di Vacanze di Natale a Cortina ; a destra Pieraccioni in Finalmente la felicità e un'immagine
di Capodanno a New York
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Contro la crisi sale e film innovativi
RICCARDO TOZZI*
MI spiace che qualche mia dichiarazione sugli incassi natalizi, finita nel polverone delle polemiche, sia parsa
aggressiva ad alcuni amici e colleghi. Non era mia intenzione; ma me ne scuso lo stesso: è un momento
difficile e la solidarietà fra tutti coloro che fanno cinema è fondamentale. E' importante però capire quello che
sta succedendo, e farlo senza falsi pudori. E trarre le conseguenze sul lavoro da svolgere. Credo che ci siano
dei punti fermi da cui possiamo partire. La sostanziale stagnazione degli incassi totali in Italia dipende dalla
mancanza di moderne multisale urbane. C'è un grande pubblico potenziale che non ha più un modo
adeguato (o non ne ha affatto) di andare al cinema. L'oscillazione degli incassi dipende invece dall'offerta di
cinema italiano, che ne è la componente dinamica, cresciuta negli anni fino a rappresentare oggi quasi il 40
per cento del mercato. Nei momenti in cui l'offerta di cinema italiano non è adeguata, gli incassi totali calano.
E' successo all'inizio della stagione, in una fase in cui sono stati proposti soprattutto film d'autore: che
soffrono della mancanza di sale, ma forse anche di insufficiente innovazione. Sta succedendo in queste
festività, in cui la formula tradizionale dell'offerta natalizia italiana conferma una minore capacità di attrazione
(sarebbe sbalorditivo il contrario: è la stessa da quasi trent'anni). Le conclusioni sono: bisogna avviare subito
la creazione di circuiti di multisale urbane. Bisogna produrre più film italiani e farli uscire durante tutto l'anno.
Bisogna che tutti noi cineasti italiani manteniamo alta l'attenzione a innovare, evitando di affidarci a modelli
consolidati o di un solo tipo. Sono cose importanti e difficili, per cui combattere insieme: contro gli ostacoli
burocratici territoriali alla costruzione delle sale; contro la crisi delle televisioni e i conseguenti tagli degli
investimenti; contro i riflessi della crisi finanziaria che impediscono il pagamento dei contributi statali arretrati;
e contro le nostre stesse inadeguatezze. Sono cose davvero importanti, da perseguire senza perdersi in
polemiche inutili, parlandoci con rispetto, ma anche con franchezza. *Presidente Anica
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L'INTERVENTO
03/01/2012
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Sito Web
1 - PROCESSO AL CINEPANETTONE
Egle Santolini per " La Stampa "vacanze-di-natale-a-cortina-cinepanettone-de-sica
«Guardi che è un po' presto per celebrare il nostro funerale». Neri Parenti, il cuoco che con i Vanzina inventò
la ricetta del cinepanettone, ammette la sconfitta ma contiene le perdite, perché mai mal comune fu così
mezzo gaudio: «Sherlock Holmes, eh? Ma qualcuno lo vuol dire che la seconda puntata sta incassando molto
meno della prima? E che Il gatto con gli stivali va peggio dello Shrek dell'anno scorso? La gente contiene i
consumi, non è che ce l'abbia solo con noi».
Eppure il tema è indigesto come il ricordo del cotechino il due gennaio: Vacanze di Natale a Cortina è al
vertice del box office e arriverà pure, dopo l'Epifania, alla boa di sicurezza dei dieci milioni di euro; ma visto
che l'anno scorso Natale in Sudafrica ne fece 18 e mezzo e sembrò già una mezza sconfitta, tanto che i
Vanzina sceneggiatori decisero di tornare in campo «per parlare più di realtà», siamo autorizzati ad
analizzare, se non la fine, almeno la senescenza di un genere.
Sta di fatto che gli italiani non hanno smesso di ridere in assoluto: hanno smesso di ridere in quel modo lì.
Sono passati due mesi scarsi, ed eravamo già in guerra con lo spread, dal boom dei Soliti idioti, 14
stupefacenti milioni d'incasso. Senza contare i trionfi, l'anno scorso, di Benvenuti al Sud e del secondo film di
Checco Zalone, Che bella giornata: roba che, comunque, fa trovare agli spettatori la voglia di uscir di casa e
scucire sette euro e 50.Valeria Graci e Ricky Memphis in Vacanze di Natale a Cortina
Non è, caro Parenti, che ci si è veramente rotti di quelle facce, di quelle pellicce, di quelle grolle, di quei
veglioni? E pure di certe figurine del presepio: vabbè Simona Ventura, che frattanto sdottoreggia a X-Factor
con buon rientro d'immagine. Ma Signorini, e pure Emanuele Filiberto.
«Usati, nel film, in modo dissacrante: mica mi vorrà dire che ne escono bene. Vede, il punto è un altro.
Decide il sesto potere. I ragazzini dai 12 ai 17 anni, quelli che twittano, che postano su fb i consigli sui film. Il
successo dei Soliti idioti, creature di Mtv, arriva da lì».
Si dice anche dalla cameretta del figlio adolescente di Pietro Valsecchi, il produttore di Zalone e degli Idioti .
«Fosse così semplice trovare la formula. In quarant'anni sa quanti ne ho visti di zaloni? E Pozzetto, e
Abatantuono, e Pieraccioni. Ma il risultato non è garantito per nessuno: proprio Zalone doveva fare un botto
con il suo show in tivù e si è fermato a un terzo degli ascolti di Fiorello».I SOLITI IDIOTI
Quel pubblico con i brufoli e i pollici attaccati al melafonino i cinepasticceri di Aurelio De Laurentiis in realtà
hanno anche provato a blandirlo: «Io non so se Christian De Sica abbia stufato, ma certo nel film abbiamo
messo un sacco di facce nuove: Dario Bandiera, Giacobazzi, Katia e Valeria. Gente che arriva soprattutto da
Zelig ».
Appunto, non è che vi siete troppo confusi con la televisione? Ricky Memphis compare a Cortina e, insieme,
come pediatra in Tutti pazzi per amore . «Quello di Memphis è un caso particolare, visto che a giorni salterà
fuori anche in Immaturi-Il viaggio . Un infortunio di programmazione, l'uscita del film di Paolo Genovese era
prevista più tardi. Ma non credo che ci si sia troppo televisizzati, il difficile è intercettare il nuovo pubblico».
Pare fra l'altro che sia il pacchetto regalo a non andare più, il trailer con le battutone grevi (criticato da De
Sica per la confezione e da Bandiera perché dà poco spazio alle new entries), il cartellone fatto così, la
colonna sonora fatta colà: quest'anno Bob Sinclar con un titolo autocensurato ma che è tutto un programma,
F... With You . Parenti si smarca: «Il trailer non lo dirigo io, ma certo difendo il prodotto in toto. Rischiamo di
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CINEPANETTONE AVARIATO - FINE DI UN'EPOCA O FLESSIONE
FISIOLOGICA? NERI PARENTI NON MOLLA: "PRESTO PER FARGLI IL
FUNERALE, MA DOBBIAMO INTERCETTARE IL SESTO POTERE. I
RAGAZZINI DAI 12 AI 17 ANNI, QUELLI CHE TWITTANO, CHE POSTANO
SU FB. IL SUCCESSO DEI SOL
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Sito Web
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farci mettere in croce dagli incassi proprio quando i critici ci hanno trattato meglio per il tono più leggero e per
l'assenza di volgarità. Ma che nessun iettatore s'illuda, eccome se torniamo l'anno prossimo».
Basta che non sia un Natale con i Maya .
2 - CHRISTIAN DE SICA: "DIAMO LAVORO ALL'ITALIA E CI TRATTANO CON ASTIO"
Christian De Sica, il suo cinepanettone è grave oppure ha solo avuto un po' d'influenza?
«Ma non scherziamo. Un momento di stanca è fisiologico, sacrosanto. Da qui alla morte ce ne corre.
Probabilmente alla fine delle feste ci attesteremo sui 12 milioni e mezzo di spettatori, ora siamo quasi a dieci
milioni. Valli a fare questi numeri e, soprattutto valli a confrontare con quelli degli altri. Oltretutto Vacanze di
Natale a Cortina è stato accolto con critiche positive giudicato il migliore della serie. Non avremo fatto il botto
ma non posso proprio lamentarmi».immaturi
Però un po' le dispiacerà di tanto accanimento.
«Dico che è un film di Natale e che quelli che ne parlano con tanto schifo farebbero bene a ignorarci, invece
no, sembra una mania. Nessuno però dice niente di Sherlock Holmes che non ha dato gli incassi del passato.
Tutto è in crisi, tutto è dimezzato, non solo noi. Oltretutto mi sembra sciocco continuare a parlare male dei
nostri prodotti. Il cinema americano non ci porta niente mentre noi diamo lavoro a tanta gente qui in Italia e se
non sostenuti, almeno non andremmo così attaccati».
Le sembrano attacchi strumentali?
«Lo sono. I giornali parlano addirittura della fine di un genere, di un modello berlusconiano di cinema oramai
tramontato. Figuriamoci, i cinepanettoni non sono questo. Io ci leggo dell'astio».
«Tv sorrisi e canzoni» anticipa che lei e Massimo Boldi potreste tornare a fare coppia. Colpa della
crisi?
«È una sciocchezza. Come se due calciatori di due squadre diverse giocassero insieme. Abbiamo contratti
con produzioni diverse. Impossibile tornare insieme».NERI PARENTI
3 - VALSECCHI: È TEMPO DI NUOVE STORIE E DI COSTI PIÙ CONTENUTI"
Pietro Valsecchi, produttore di Taodue, grandi successi di commedia alle spalle, il cinepanettone è
alle corde?
«Il calo di pubblico ha investito molti, non solo i cinepanettoni. Detto questo però bisogna ripensare il modo di
proporre quel tipo di cinema».
Cambiare, in che modo?
«Investire in nuove storie, in nuovi autori, in nuovi sceneggiatori, scovare i talenti nascosti e contenere i costi.
Andiamo incontro a un anno difficile, è assurdo che per un film si spendano dieci milioni di euro; oltre i cinque
di costi complessivi non si dovrebbe mai andare».
Un problema di costi e di contenuti?
«Al cinema i cinquantenni vanno meno, ora sono i ragazzini lo zoccolo duro, che hanno un loro linguaggio e
che non si riconoscono nelle dinamiche dei cinepanettoni. Arriva il momento in cui il pubblico vuole altro. Io
comunque li leggo sempre come segnali positivi, uno sprone per cambiare il passo, il dubbio che ti attiva. Il
ricambio preme, bisogna domandarsi come fare per non tornare mai indietro e fare il meglio capendo la
realtà».DE SICA
Non è facile interpretare i gusti di generazioni magari lontane.
«Però bisogna farlo. Attenzione che se non si portano novità poi si arriva a un punto di non ritorno».
Cambiamenti dal sicuro risultato?
«Nessuno ha la medicina e nessuno è malato. Io non sono un santone e neppure un profeta. Sono solo un
lavoratore che vorrebbe vedere il cinema andare bene per tutti. Mi guardo intorno e vedo che sono crollate le
certezze dei cinepanettoni. Azzeriamo tutto con il coraggio di rischiare. Sta a noi non uccidere il cinema».
4 - BARBERA: "TROPPO FACILE FARNE UN CAPRO ESPIATORIO"
Alberto Barbera, fresco di nomina alla direzione della Mostra del Cinema di Venezia, come interpreta
la débâcle dei cinepanettoni?
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
«Innanzitutto non parlerei di débâcle, casomai di flessione che andrebbe valutata in tempi più lunghi. Quello
che però mi lascia perplesso e anche insospettito, è questo improvviso accanimento. Improvviso ed
eccessivo».
In che senso accanimento?
«Negli anni scorsi sembrava fossero intoccabili con i loro incassi alle stelle, oggi, appena si scorge un minimo
calo sono tutti pronti a condannarli. Il problema vero è che non si possono accusare i cinepanettoni di tutti i
problemi del cinema italiano. Sono come i dolci della tradizione, a volte vengono un po' a noia ma non è
possibile farne a meno».PIETRO VALSECCHI
C'è una ricetta per farli tornare appetitosi?
«Rispettarne la natura e non rinunciarci ma rinnovare, trovare nuove formule e non chiedere a quel cinema
quello che non ha mai preteso di dare. Da oltre venticinque anni sono un prodotto natalizio che la gente ha
gradito. Ora meno ma il momento è complesso, di crisi per tutti, la gente è meno attirata dal cinema, ci sono
state risposte inaspettate anche per quanto riguarda annunciati trionfi. Penso a Sherlock Holmes che pur
vincendo gli incassi di questo periodo ha guadagnato meno rispetto al precedente».
Cambiamenti epocali che chiedono più risposte da dare a un pubblico cinematografico che deve
essere attirato in modo diverso?
«Dico solo che della crisi hanno risentito tutti e che fare dei cinepanettoni un capro espiatorio è sbagliato e
strabico».RICCARDO TOZZI
5 - TOZZI: "IL PUBBLICO C'È MA HA CAMBIATO GUSTO"
Riccardo Tozzi, da produttore Cattleya e da presidente dell'Anica, come vede la situazione dei
Cinepanettoni?
«Allargherei il discorso al cinema italiano che attraversa una fase dinamica in crescita esponenziale. In un
decennio siamo passati da 10 a 40 milioni di biglietti, una quota di mercato più alta di quella francese. Questo
caso quantitativo straordinario ha portato un evidente cambiamento di pubblico e in tempi rapidissimi. E il
cinema si è adeguato, si sono affacciate nuove commedie popolari, larghe, semplici, (e non penso solo a
Benvenuti al Sud) che parlano del paese facendo risultare invecchiati i cinepanettoni e i film d'autore».
Perché accomuna questi due generi tanto distanti?
«Sono gli estremi ad essere più in difficoltà, a risentire delle novità, ad aver perso il contatto con l'evoluzione
del pubblico. In più il cinema d'autore soffre di un problema strutturale legato alla carenza di multisale urbane.
I gusti sono mutati e i film di Natale hanno bisogno di innovazione, la formula è usurata anche se Vacanze di
Natale a Cortina è migliore rispetto a quelli del passato. Immagino nel futuro un cinepanettone
completamente diverso».alberto barbera article
Gli incassi del cinema italiano calano a favore dei film americani?
«No, cala l'incasso totale ma non a beneficio del cinema americano che resta stazionario anche se un po' in
fase decrescente. Siamo in un momento particolare ma è una fase di crescita nell'evoluzione. Lo dico anche
a me che faccio tanto cinema d'autore; bisogna stare con gli occhi aperti, sempre attenti, come se si trattasse
ogni volta del primo film».
30/12/2011
3 articoli
30/12/2011
La Repubblica - Ed. Nazionale
Pag. 49
(diffusione:556325, tiratura:710716)
Festival di Roma, ora nel mirino la poltrona del presidente Rondi
Oggi incontro del presidente con il sindaco Alemanno Potrebbe essere decisivo
ARIANNA FINOS
Aballare il valzer delle poltrone, al Festival di Roma, non sono solo i direttori. Oltre allo scontro mediatico tra
l'uscente Piera Detassis (il mandato scade il 31 dicembre) e il candidato Marco Muller, sostenuto dal duo
Polverini-Alemanno, si consuma in queste ore anche un gioco di candidature (e autocandidature) per la
poltrona da presidente della Fondazione Cinema per Roma.
E oggi potrebbe essere un giorno decisivo. Il posto di presidente è attualmente occupato da Gian Luigi
Rondi, 90 anni lo scorso dicembre, un pezzo di storia istituzionale del cinema italiano, in scadenza a giugno
2012. Ma il prossimo 13 gennaio ci sarà la riunione del Consiglio di amministrazione del Festival, nella quale
il presidente potrebbe nominare il nuovo direttore. E Rondi ha già fatto sapere pubblicamente che intende
confermare Piera Detassis, con la quale ha lavorato in grande armonia in questi anni.
Poiché sarebbe scorretto scegliere il direttore all'insaputa del presidente, il sindaco Alemanno oggi incontrerà
Rondi (e poi tutti i soci fondatori) per, ha annunciato, «parlare benissimo dei progetti di Muller per la città».
Significa che a Rondi verrà chiesto di nominare Muller o invece, dimettersi per lasciare il posto a un nuovo
presidente. Da parte sua Rondi dice di «aspettare sereno lo svolgimento dell'iter istituzionale e di essere
pronto ad ascoltare quel che Alemanno avrà da dire».
E a dispetto di una convivenza considerata incompatibile, Muller dichiara di avere «stima enorme per il
presidente e di essere onorato dall'idea di lavorare con lui per svecchiare la manifestazione cinematografica».
Intanto però, un mese fa, il Comune ha offerto la presidenza a Pupi Avati: «Pur lusingato - rivela il regista - ho
preferito rinunciare, si tratta di una attività incompatibile con il mio lavoro». Circolano poi i nomi di Gianni
Letta e Paolo Mieli, che avrebbe offerto al Comune la propria disponibilità. Molto forte l'ipotesi Paolo Ferrari: il
presidente uscente di Warner Italia e ex presidente Anica, sarebbe «onorato e felice di un incarico così
prestigioso».
Forte di buoni rapporti sia con Muller («fu lui a riportare le major americane al Lido») che con la Detassis
(«ha fatto un grande lavoro in questi anni»), Ferrari sottolinea la necessità di puntare sul mercato e cercare
date meno penalizzanti per un Festival che, rispetto a tutti gli altri «offre in più la bellezza di Roma».
I candidati PAOLO MIELI Il direttore di Rcs-Libri ha dato la sua disponibilità al Comune di Roma per la
presidenza del Festival PAOLO FERRARI Il presidente uscente della Warner dice che sarebbe felice e
onorato di accettare la carica di presidente
Foto: TAPPETO ROSSO Carlo Verdone sul red carpet dell'ultima edizione del festival
30/12/2011 - Rassegna Stampa 30/12/2011 - 31/01/2012
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R2 SPETTACOLI & TELEVISIONE
30/12/2011
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1- FESTIVAL DI ROMA, ORA NEL MIRINO LA POLTRONA DEL PRESIDENTE RONDI
Arianna Finos per RepubblicaPIERA DETASSIS
A ballare il valzer delle poltrone, al Festival di Roma, non sono solo i direttori. Oltre allo scontro mediatico tra
l´uscente Piera Detassis (il mandato scade il 31 dicembre) e il candidato Marco Muller, sostenuto dal duo
Polverini-Alemanno, si consuma in queste ore anche un gioco di candidature (e autocandidature) per la
poltrona da presidente della Fondazione Cinema per Roma.PIERA DETASSIS
E oggi potrebbe essere un giorno decisivo. Il posto di presidente è attualmente occupato da Gian Luigi Rondi,
90 anni lo scorso dicembre, un pezzo di storia istituzionale del cinema italiano, in scadenza a giugno 2012.
Ma il prossimo 13 gennaio ci sarà la riunione del Consiglio di amministrazione del Festival, nella quale il
presidente potrebbe nominare il nuovo direttore. E Rondi ha già fatto sapere pubblicamente che intende
confermare Piera Detassis, con la quale ha lavorato in grande armonia in questi anni.PIERA DETASSIS
Poiché sarebbe scorretto scegliere il direttore all´insaputa del presidente, il sindaco Alemanno oggi incontrerà
Rondi (e poi tutti i soci fondatori) per, ha annunciato, «parlare benissimo dei progetti di Muller per la città».
Significa che a Rondi verrà chiesto di nominare Muller o invece, dimettersi per lasciare il posto a un nuovo
presidente. Da parte sua Rondi dice di «aspettare sereno lo svolgimento dell´iter istituzionale e di essere
pronto ad ascoltare quel che Alemanno avrà da dire».MULLER
E a dispetto di una convivenza considerata incompatibile, Muller dichiara di avere «stima enorme per il
presidente e di essere onorato dall´idea di lavorare con lui per svecchiare la manifestazione
cinematografica». Intanto però, un mese fa, il Comune ha offerto la presidenza a Pupi Avati: «Pur lusingato rivela il regista - ho preferito rinunciare, si tratta di una attività incompatibile con il mio lavoro».
Circolano poi i nomi di Gianni Letta e Paolo Mieli, che avrebbe offerto al Comune la propria disponibilità.
Molto forte l´ipotesi Paolo Ferrari: il presidente uscente di Warner Italia e ex presidente Anica, sarebbe
«onorato e felice di un incarico così prestigioso».
Forte di buoni rapporti sia con Muller («fu lui a riportare le major americane al Lido») che con la Detassis («ha
fatto un grande lavoro in questi anni»), Ferrari sottolinea la necessità di puntare sul mercato e cercare date
meno penalizzanti per un Festival che, rispetto a tutti gli altri «offre in più la bellezza di Roma».MARCO
MULLER
2- TROPPO POCA LA CONSIDERAZIONE NELLA CAPITALE PER IL DIRETTORE USCENTE PIERA
DETASSIS
Natalia Aspesi per La RepubblicaGIAN LUIGI RONDI
Le Idi di marzo, bel film di Clooney, scena madre: il diabolico Giamatti rifiuta di assumere il geniale Gosling
appena licenziato dal rivale, perché "adesso sembrerei uno che raccoglie gli scarti". Americanate, per carità,
perché da noi le mosse sono diverse, rozzamente soffocate dalla politica. Allontanato dalla direzione della
Mostra di Venezia, dove del resto ha regnato negli ultimi 8 anni, a Marco Muller, tra i più geniali e abili del
ramo, dal Festival di Roma avrebbero potuto rispondergli, no grazie, dovevi pensarci prima, quando invece
sghignazzavi contro di noi.
Qua si è spicci: si obbliga il presidente della manifestazione romana, il signorile Gian Luigi Rondi, a dire sì o
ad andarsene, e le decisioni le prendono una serie di politici che nulla sanno di cinema ma molto di potere
(signora presidente della regione, signor sindaco della città, più produttori e distributori locali, interessati a
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CINE-PESTIVAL - OGGI IL GRANDE VECCHIO RONDI CEDE SU MULLER
AL POSTO DI PIERA DETASSIS COME COMANDA IL DUPLEX ALEDANNO-POLVERINI O SI DIMETTE PER FAR POSTO A UN NUOVO
PRESIDENTE (IN POLE PAOLO FERRARI DELLA WARNER)? - ASPESI SI
SCHIERA PRO-DETASSIS: "E S
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trovare spazio anche per i più inutili dei loro prodotti).GIAN LUIGI RONDI NATALIA ASPESI
E l´attuale direttore dell´evento, Piera Detassis? Chi se ne frega! E´ stata brava, ha scelto film memorabili
(certi scartati, vera gaffe, da Venezia, come L´uomo che verrà di Diritti, Giorni e nuvole di Soldini), e poi regie
di Sean Penn, di Reitman, dei fratelli Coen, di tanti altri, ha scovato rarità incantevoli come il belga Kill me
please, richiamato le scolaresche, invitato a parlare grandi talenti del cinema, formato giurie appassionate (in
quella presieduta da Castellitto c´ero anch´io, e se ne dissero di ogni colore).
Nel casino in corso, con Muller che senza neanche farle un salutino già espone i suoi soliti programmi
grandiosi e inutili, la signora Detassis tace, con quella eleganza fuori moda che la relega nell´angolo buio
riservato a chi alla fine non riesce a contare, cioè quasi sempre le donne. In tutto questa pochade all´italiana
non si capisce il comportamento di Muller: che essendo uno dei grandi direttori di Festival, anziché aspirare a
una manifestazione degna di lui (Toronto, Londra, Mosca, Dubai, Cannes no perché lì hanno la cattiva
abitudine di tenere per decenni un direttore sino all´età della pensione, qualsiasi colore abbia il governo,
ritenendo sufficiente la bravura e gli ottimi risultati), si declasserebbe accettando la direzione di un festival da
lui stesso giudicato risibile.ASPESI
Oltretutto si sa come vanno le cose italiane. Si è appena visto proprio alla Mostra di Venezia: governo
Berlusconi, ministro dei beni culturali Galan, pur di far contento Muller che vuole primeggiare, si propose di
sostituire il bravo presidente della Biennale Baratta con un innocuo pubblicitario. Via Berlusconi, su Monti, via
Galan su Ornaghi, resta Baratta e va via Muller. E se alle prossime elezioni (dio non voglia!) Polverini ed
Alemanno tornano a casa? Dove andrà Muller?
3- IL FESTIVAL DEL CINEMA E LE COLPE DELLA POLVERINI
Renato Nicolini per Repubblica-Roma
Caro direttore, mi colpisce questo fuoco di sbarramento preventivo, aperto da Enzo Foschi con parole più in
stile Alemanno che Veltroni (il «trombato» Muller... «chieda prima scusa a Roma»), e purtroppo ripreso anche
da una persona che stimo come Nicola Zingaretti, contro Marco Muller, che non mi pare abbia demeritato
come Direttore di Venezia.RENATO NICOLINI
Al di là delle questioni di forma mi pare debba valere la sostanza. Piera Detassis ha operato al meglio del suo
standard, ma è sempre la direttrice di «Ciak!», la rivista più importante del cinema italiano, ma del cinema
commerciale. Gianluigi Rondi è il decano della critica italiana, ma ha iniziato la sua carriera di critico ai tempi
in cui Giulio Andreotti era sottosegretario allo spettacolo.FRANCESCOSICILIANO E RENATO NICOLINI
Siamo sicuri che non si possa fare meglio? E soprattutto, siamo sicuri che la formula della Festa del Cinema
di Roma, che almeno a me pare un po´ asserragliato dentro l´Auditorium di Renzo Piano, sia la migliore
possibile? In altre parole, trovo strano che ci si fermi alle procedure e non ci si scontri, con meno anatemi e
più argomenti, sulle proposte programmatiche. Anche per sconfiggere politicamente questa brutta destra
capitolina, non capisco il senso di fare di Detassis e Rondi una bandiera. Se si deve fare polemica, si faccia
in modo chiaro e diretto contro chi deve essere diretta, la presidente della Regione Renata Polverini.
polverini alemanno
La Polverini non cerca di unire le forze nell´interesse della Festa e di Roma, ma ha inaugurato un singolare
modo di fare pressione sulle istituzioni culturali. Azzerando i capitoli del bilancio regionale loro destinati, e
dichiarando contemporaneamente che si tratta di previsioni modificabili ed aperte, per obbligarle tutte, dal
Teatro di Roma a Santa Cecilia, alla trattativa diretta, cioè alla questua.
Chi fa questo dimostra di essere capace di tutto, di intendere il potere come un´arma. Ma si polemizzi con i
nemici dell´autonomia di chi lavora nel cinema, nel teatro, nell´immaginario. Non contro un bravo direttore di
Festival, la cui prima qualità deve essere di pensare in modo non conformista.
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1- FESTIVAL DI ROMA, ORA NEL MIRINO LA POLTRONA DEL PRESIDENTE RONDI
Arianna Finos per RepubblicaPIERA DETASSIS
A ballare il valzer delle poltrone, al Festival di Roma, non sono solo i direttori. Oltre allo scontro mediatico tra
l´uscente Piera Detassis (il mandato scade il 31 dicembre) e il candidato Marco Muller, sostenuto dal duo
Polverini-Alemanno, si consuma in queste ore anche un gioco di candidature (e autocandidature) per la
poltrona da presidente della Fondazione Cinema per Roma.PIERA DETASSIS
E oggi potrebbe essere un giorno decisivo. Il posto di presidente è attualmente occupato da Gian Luigi Rondi,
90 anni lo scorso dicembre, un pezzo di storia istituzionale del cinema italiano, in scadenza a giugno 2012.
Ma il prossimo 13 gennaio ci sarà la riunione del Consiglio di amministrazione del Festival, nella quale il
presidente potrebbe nominare il nuovo direttore. E Rondi ha già fatto sapere pubblicamente che intende
confermare Piera Detassis, con la quale ha lavorato in grande armonia in questi anni.PIERA DETASSIS
Poiché sarebbe scorretto scegliere il direttore all´insaputa del presidente, il sindaco Alemanno oggi incontrerà
Rondi (e poi tutti i soci fondatori) per, ha annunciato, «parlare benissimo dei progetti di Muller per la città».
Significa che a Rondi verrà chiesto di nominare Muller o invece, dimettersi per lasciare il posto a un nuovo
presidente. Da parte sua Rondi dice di «aspettare sereno lo svolgimento dell´iter istituzionale e di essere
pronto ad ascoltare quel che Alemanno avrà da dire».MULLER
E a dispetto di una convivenza considerata incompatibile, Muller dichiara di avere «stima enorme per il
presidente e di essere onorato dall´idea di lavorare con lui per svecchiare la manifestazione
cinematografica». Intanto però, un mese fa, il Comune ha offerto la presidenza a Pupi Avati: «Pur lusingato rivela il regista - ho preferito rinunciare, si tratta di una attività incompatibile con il mio lavoro».
Circolano poi i nomi di Gianni Letta e Paolo Mieli, che avrebbe offerto al Comune la propria disponibilità.
Molto forte l´ipotesi Paolo Ferrari: il presidente uscente di Warner Italia e ex presidente Anica, sarebbe
«onorato e felice di un incarico così prestigioso».
Forte di buoni rapporti sia con Muller («fu lui a riportare le major americane al Lido») che con la Detassis («ha
fatto un grande lavoro in questi anni»), Ferrari sottolinea la necessità di puntare sul mercato e cercare date
meno penalizzanti per un Festival che, rispetto a tutti gli altri «offre in più la bellezza di Roma».MARCO
MULLER
2- TROPPO POCA LA CONSIDERAZIONE NELLA CAPITALE PER IL DIRETTORE USCENTE PIERA
DETASSIS
Natalia Aspesi per La RepubblicaGIAN LUIGI RONDI
Le Idi di marzo, bel film di Clooney, scena madre: il diabolico Giamatti rifiuta di assumere il geniale Gosling
appena licenziato dal rivale, perché "adesso sembrerei uno che raccoglie gli scarti". Americanate, per carità,
perché da noi le mosse sono diverse, rozzamente soffocate dalla politica. Allontanato dalla direzione della
Mostra di Venezia, dove del resto ha regnato negli ultimi 8 anni, a Marco Muller, tra i più geniali e abili del
ramo, dal Festival di Roma avrebbero potuto rispondergli, no grazie, dovevi pensarci prima, quando invece
sghignazzavi contro di noi.
Qua si è spicci: si obbliga il presidente della manifestazione romana, il signorile Gian Luigi Rondi, a dire sì o
ad andarsene, e le decisioni le prendono una serie di politici che nulla sanno di cinema ma molto di potere
(signora presidente della regione, signor sindaco della città, più produttori e distributori locali, interessati a
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
CINE-PESTIVAL - OGGI IL GRANDE VECCHIO RONDI CEDE SU MULLER
AL POSTO DI PIERA DETASSIS COME COMANDA IL DUPLEX ALEDANNO-POLVERINI O SI DIMETTE PER FAR POSTO A UN NUOVO
PRESIDENTE (IN POLE PAOLO FERRARI DELLA WARNER)? - ASPESI SI
SCHIERA PRO-DETASSIS: "E S
30/12/2011
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trovare spazio anche per i più inutili dei loro prodotti).GIAN LUIGI RONDI NATALIA ASPESI
E l´attuale direttore dell´evento, Piera Detassis? Chi se ne frega! E´ stata brava, ha scelto film memorabili
(certi scartati, vera gaffe, da Venezia, come L´uomo che verrà di Diritti, Giorni e nuvole di Soldini), e poi regie
di Sean Penn, di Reitman, dei fratelli Coen, di tanti altri, ha scovato rarità incantevoli come il belga Kill me
please, richiamato le scolaresche, invitato a parlare grandi talenti del cinema, formato giurie appassionate (in
quella presieduta da Castellitto c´ero anch´io, e se ne dissero di ogni colore).
Nel casino in corso, con Muller che senza neanche farle un salutino già espone i suoi soliti programmi
grandiosi e inutili, la signora Detassis tace, con quella eleganza fuori moda che la relega nell´angolo buio
riservato a chi alla fine non riesce a contare, cioè quasi sempre le donne. In tutto questa pochade all´italiana
non si capisce il comportamento di Muller: che essendo uno dei grandi direttori di Festival, anziché aspirare a
una manifestazione degna di lui (Toronto, Londra, Mosca, Dubai, Cannes no perché lì hanno la cattiva
abitudine di tenere per decenni un direttore sino all´età della pensione, qualsiasi colore abbia il governo,
ritenendo sufficiente la bravura e gli ottimi risultati), si declasserebbe accettando la direzione di un festival da
lui stesso giudicato risibile.ASPESI
Oltretutto si sa come vanno le cose italiane. Si è appena visto proprio alla Mostra di Venezia: governo
Berlusconi, ministro dei beni culturali Galan, pur di far contento Muller che vuole primeggiare, si propose di
sostituire il bravo presidente della Biennale Baratta con un innocuo pubblicitario. Via Berlusconi, su Monti, via
Galan su Ornaghi, resta Baratta e va via Muller. E se alle prossime elezioni (dio non voglia!) Polverini ed
Alemanno tornano a casa? Dove andrà Muller?
3- IL FESTIVAL DEL CINEMA E LE COLPE DELLA POLVERINI
Renato Nicolini per Repubblica-Roma
Caro direttore, mi colpisce questo fuoco di sbarramento preventivo, aperto da Enzo Foschi con parole più in
stile Alemanno che Veltroni (il «trombato» Muller... «chieda prima scusa a Roma»), e purtroppo ripreso anche
da una persona che stimo come Nicola Zingaretti, contro Marco Muller, che non mi pare abbia demeritato
come Direttore di Venezia.RENATO NICOLINI
Al di là delle questioni di forma mi pare debba valere la sostanza. Piera Detassis ha operato al meglio del suo
standard, ma è sempre la direttrice di «Ciak!», la rivista più importante del cinema italiano, ma del cinema
commerciale. Gianluigi Rondi è il decano della critica italiana, ma ha iniziato la sua carriera di critico ai tempi
in cui Giulio Andreotti era sottosegretario allo spettacolo.FRANCESCOSICILIANO E RENATO NICOLINI
Siamo sicuri che non si possa fare meglio? E soprattutto, siamo sicuri che la formula della Festa del Cinema
di Roma, che almeno a me pare un po´ asserragliato dentro l´Auditorium di Renzo Piano, sia la migliore
possibile? In altre parole, trovo strano che ci si fermi alle procedure e non ci si scontri, con meno anatemi e
più argomenti, sulle proposte programmatiche. Anche per sconfiggere politicamente questa brutta destra
capitolina, non capisco il senso di fare di Detassis e Rondi una bandiera. Se si deve fare polemica, si faccia
in modo chiaro e diretto contro chi deve essere diretta, la presidente della Regione Renata Polverini.
polverini alemanno
La Polverini non cerca di unire le forze nell´interesse della Festa e di Roma, ma ha inaugurato un singolare
modo di fare pressione sulle istituzioni culturali. Azzerando i capitoli del bilancio regionale loro destinati, e
dichiarando contemporaneamente che si tratta di previsioni modificabili ed aperte, per obbligarle tutte, dal
Teatro di Roma a Santa Cecilia, alla trattativa diretta, cioè alla questua.
Chi fa questo dimostra di essere capace di tutto, di intendere il potere come un´arma. Ma si polemizzi con i
nemici dell´autonomia di chi lavora nel cinema, nel teatro, nell´immaginario. Non contro un bravo direttore di
Festival, la cui prima qualità deve essere di pensare in modo non conformista.