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Siamo molto felici di presentare e ospitare all’Isola d’Elba “La giostra dei desideri”, la mostra dell’artista Angelo Palazzini ispirato dopo le sue visite nella nostra isola. Convinti più che mai dell’importanza della cultura e dell’arte, fenomeni vitali per il futuro di un grande paese come l’Italia, speriamo fiduciosi che i sogni e i colori di Angelo Palazzini portino una ventata di verità e di emozioni positive nelle vite di ognuno di noi. Chiara Murzi, Fabio Murzi e Marco Turoni ANGELO PALAZZINI LA GIOSTRA DEI DESIDERI ANGELO PALAZZINI LA GIOSTRA DEI DESIDERI 19 agosto 2012 | 2 settembre 2012 Sala Telemaco Signorini Calata Mazzini, 39 | Portoferraio | Isola d’Elba CATALOGO E MOSTRA A CURA DI Nuovospazio Artecontemporanea | Piacenza testo di Giovanni Serafini SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Loretta e Armando Tagliaferri ALLESTIMENTO Marcello e Laura Tagliaferri TRADUZIONI Claudia Nozza STAMPA Litoquick - Piacenza In collaborazione con © 2012 - Tutti i diritti riservati FOTOGRAFIE © 2012 - Paolo Bellardo Via Calzolai, 24 - Piacenza Cell. 347 4096538 [email protected] www.gallerianuovospazio.it LA GIOSTRA DEI DESIDERI viviamo tutti in un fosso, ma alcuni guardano le stelle Oscar Wilde Se fosse vero che “gli occhi vedono quello che la mente sa”, Angelo Palazzini dovrebbe saperne molto più di noi a giudicare dalle sue opere, estrose ed elaborate creazioni tratte da un personalissimo iperuranio e trasformate in incantesimi visivi, che suscitano enigmatico stupore e ingenua meraviglia, lasciandoci attoniti come bambini alla vista dello sfarzoso sfavillio di una giostra di città. Le iperboli, gli asservimenti impregnati di ideologia, gli stiracchiati paradossi del surrealismo storico alla Breton male si addicono a questa pittura visionaria, libera, immaginifica, tutt’altro che delirante e casuale, affine piuttosto alle brillanti provocazioni di Apollinaire e alle elettrizzanti osservazioni di Voltaire, ideatrice di piazze che volano, di vacche vezzose, di arditezze babeliche, di veicoli alieni, di falansteri bizzarri, di spropositate cassettiere - rigorosamente aperte, evocanti comparti cerebrali, giorni vissuti, depositi di ricordi - da cui si affacciano stranite comparse lillipuziane, stravaganti ridondanze e stereotipi di memorie caratterizzati da una vena sardonica, sottilmente irriverente (“Dama cerca cavaliere”, “Nuovo giovane santo cerca parrocchia anche per piccoli miracoli; massima serietà”, “Il latte dà forza”), allarmata talvolta da accenni di tragicomica sciagura (“Volo di un superstite”, “Dov’è finito il pianista?”). Le composizioni di Palazzini, eseguite con classica padronanza di pittura che conosce i pazienti segreti delle velature e raggiunge pregevoli effetti con le sue inedite patinature, sono così cariche di invenzioni da imporre una sfida alla fantasia di chi guarda, mettendo alla prova la capacità di riordino mentale e di introspezione dello spettatore che, combinando forme complesse di interazione nel cercare nessi tra l’intelligente significato sobillatore del titolo e la pindarica raffigurazione del soggetto, intuisce infine le ragioni del corale apprezzamento per una produzione a tutta prima arcana e così istintivamente accattivante per la sua impronta festosa e quasi innocente. A ben guardare, si tratta di un approccio solo apparentemente ludico da parte di un sereno osservatore degli sconcertanti comportamenti umani, che ha scelto di esprimersi con spirito bonariamente beffardo al solo fine di aiutarci a riflettere più pacatamente su noi stessi, suggerendoci l’evasione da una troppo greve DI CHE RAZZA SEI? - Olio su tela - cm. 90 x 90 5 realtà per scoprirne un’altra, più “umana”, cercando di contrapporre il sentimento al nostro contagioso cinismo. Palazzini, riuscendo per lunghi felici momenti a staccarsi dalla sconsiderata bolgia che ci circonda, cerca di coglierne l’essenza per renderla nella sua risibile, insensata, minuscola dimensione, con quel geniale candore alla Micromega che consente ad ogni eccentrico illuminato di proporre amabilmente considerazioni profonde con quella inascoltata lucidità comune soltanto ai folli e agli eletti. Angelo Palazzini, forte di molteplici esperienze, non è uomo da lasciarsi facilmente provocare. Non si fa trascinare ad azzardare opinioni su temi molto discussi e molto discutibili quali la religione, la pittura, il calcio, la politica: facili occasioni di focose quanto sterili discussioni. Preferisce rivelarsi più concretamente cuoco appassionato e competente quanto intransigente gourmet: “infliggerei pene corporali a chi pretendesse di mettere aglio nella carbonara!” minaccia convinto. Questo originale e appartato autore vive immerso nella verzura rigogliosa e profumata della campagna lombarda che irrompe dalle ampie vetrate della confortevole abitazione costruita su suo scrupoloso progetto - in cui si aggira premurosa e discreta la moglie Paola, lineamenti celestiali, sua prima affascinata ammiratrice - trincerato in una sorta di campestre fortezza che lo isola e lo ripara dal futile chiacchiericcio del mondo. Nell’insistenza del nostro indagare, “mi sento in un limbo” dichiara Angelo, luogo sereno e idealmente neutrale che, se non fosse stato di recente abolito dall’infallibilità di un pronunciamento papale, lo avrebbe almeno preservato dal rischio dell’inferno. Scopriamo un animo che si mostra equilibratamente appagato, che nutre riconoscenza – caso decisamente raro - verso chi lo ha incoraggiato e sostenuto nella sua affermazione artistica, dallo scultore Nino Maggio che gli offrì i primi consigli a Stefano Forni che intuì precocemente le sue doti, dalla moglie al figlio, fino ai più recenti Nino Sindoni, Loretta e Armando Tagliaferri, lietamente fiero di aver partecipato ad ottanta collettive e collezionato trenta mostre personali. All’impertinente domanda se egli si consideri un artista, risponde con prontezza di spirito: “a volte l’artista ritiene, per fede, di avere incontrato l’Arte come chi sostiene di avere visto la Madonna…”, certo consapevole di avere individuato un eccentrico, inconfondibile linguaggio pittorico, permeato di parodiante magia. “Il giudizio artistico è prima di tutto emotivo – soggiunge - e io cerco di entrare nel pensiero di chi guarda. Alla base di tutto vi è la chimica e una parte di inconscio di cui non conosciamo la fonte, che sfugge alle analisi. Perché una musica ci commuove nel profondo e un’altra ci lascia perfettamente indifferenti?” Nella quiete del suo studio, organizzato con funzionali cavalletti meccanici di sua invenzione e stipato di altre ingegnose diavolerie, da cui può osservare l’impietosa metamorfosi delle foglie nel rincorrersi delle stagioni, Palazzini trae ispirazione per raccontarci con il suo umore riflessivo e un po’ canzonatorio - come declama uno dei suoi titoli migliori - il grande spettacolo della vita, un’umanità osservata con un cannocchiale capovolto, rendendoci stralunate figurine inserite in sortilegi d’occasione, stravaganze di sogni ad occhi aperti, girandole di desideri irrealizzabili, voli di una fantasia che per vincere l’insensatezza dell’oggi si rituffa e si nutre del ricordo di un’infanzia limpida e probabilmente felice. “Avendo cominciato a capire – osserva Angelo – che quello che ci porta la contemporaneità con la moda del giorno non conta molto, si dimentica in fretta. Occorre attingere al pozzo inesauribile dell’infanzia, tornare all’innocenza – fuori da ogni retorica - ai sogni leggeri e ai giochi dei bambini, al calore dell’amicizia e degli affetti familiari, alle emozioni senza turbamenti e malizie, alle storie di paese, per dare valore e senso all’esistenza. Tutto cambia, ma la storia è la stessa, 6 tutto ciò che pensiamo è già stato, tutte le gioie e le disperazioni che incombono sull’umanità sono già avvenute.” “E i “Trecentosessantacinque” cassetti?” chiediamo. “Ciascuno dovrebbe avere la fortuna di poter riempire con qualcosa di positivo un cassetto al giorno – è la filosofica risposta di Angelo – e saremmo così padroni della nostra vita. In realtà sprechiamo i nostri giorni (che lo stesso Guareschi rimpiangeva, riconoscendo i radi giorni “vivi” e i troppi giorni “morti”) e solo tardi ci accorgiamo che la maggior parte di quei cassetti sono inutili, dimenticati, perché rimasti desolatamente vuoti.” La fonte dei sogni di Palazzini non si esaurisce in esortazioni alla saggezza con storie di amabile follia, compiacendosi anche di voluttuose stilizzazioni di archetipi amorosi in grado di dispensare qualche dolceamaro sorriso a cui ci avevano assuefatto Maccari e Longanesi, come con la pruriginosa atmosfera de “I padroni non sono in casa”, con l’incontenibile virago de “I promessi sposi”, con la gioiosa profferta di donnine de “La casa sul porto”, con la rilassata lascivia de “L’amante del cavaliere”, storie scollacciate rese amabili da quel taglio briosamente faceto con cui Angelo sa conquistare. Guillaume Apollinaire aveva usato forse per primo il termine sur-réalisme nella contrapposizione scenica tra il mondo reale e il “surreale”. Per i positivisti, che ammettevano invece la sola realtà della natura, l’ “altro” mondo non poteva essere nient’altro che illusione. Ma ci fu chi affermò, con ragioni che Angelo Palazzini bravamente rivendica e che noi assolutamente condividiamo, “Illusione forse, se lo dite voi, ma è là che vorremmo vivere”. Giovanni Serafini 7 THE MERRY-GO-ROUND OF WISHESI We are all in the gutter, but some of us Are looking at the stars Oscar Wilde If it were true that “eyes see what mind knows”, Angelo Palazzini should know much more than us, since his works of art are fanciful and complicated creations, that were born in a personal universe and have become visual spells. They cause mysterious and naïve astonishment and leave us amazed like children who look at the bright sparkling of a city merry-go-round.Hyperboles, servile ideology, banal paradoxes of Breton’s historical surrealism are not suitable to this free, visionary painting, that is not nearly accidental or foolish. On the contrary, it is similar to a witticism of Apollinaire or an exciting aphorism of Voltaire, because it creates imaginative subjects like flying squares, charming cows, alien vehicles, weird phalansteries. Lilliputian characters come out of huge chests, that are open and remind of cerebral hemispheres, past days, casket of memories. The sarcastic and disrespectful titles mock the verbose stereotypes of the tradition (Lady looking for a knight, New young saint looking for a parish even just for little miracles: reliability guarantee, Milk gives strength) and remind of tragicomic hardships (The flying survivor, Whatever happened to the pianist?). Palazzini has a very good mastery of the artistic techniques, it is clear that he knows well the secrets of the art of coating. The effect he reaches represents a challenge for the fancy of the observer, whose rational and introspective skills must face a complicated relation between the ironic, meaningful title and the poetic representation of the subjects. Nevertheless the observer finally catches the reasons to appreciate a work that is initially mysterious but, at the same time, appealing because of its merry and almost innocent stamp. On the surface this approach is playful, but it is the specific choice of an observer of human attitudes, who helps us to think about ourselves in a kind, ironic way. He suggests us to escape from our heavy reality, in order to find another one, more “human”, and he tries to set feeling beside our contagious cynicism. Palazzini abstracts himself from the madden crowd that surrounds us and he seems to catch the essence of this mess, that is represented in all its ridiculous, illogic dimension. He has that kind of naivety that characterizes all odd men speaking about serious arguments. They do it in a rational but IL CAVALIERE FERROVIERE - Olio su tela - cm. 60 x60 8 unheeded way, that belongs only to the fool and the elect. Angelo Palazzini has faced many experiences and he is not a man that can be provoked. He does not give his opinion about popular but objectionable arguments, such as religion, art, football, politics: they are just occasions to quarrel. He prefers to dedicate himself to his passion for cooking, threatening “I would torture anyone who put garlic in the carbonara”. This particular and quiet author lives in the Lombard country, in a comfortable house, that he has carefully designed, while the luxurious and fragrant nature around him enters through the wide windows. His wife, Paola, is attentive and discrete, has an heavenly aspect and is his first admirer. Their house is a country fortress which separates and protects him from the superficial chatting of the world. Angelo says “I feel in limbo”, a peaceful and ideally neutral place that could have saved him from hell, if only the Pope had not abolished it, with a definitive and infallible declaration. We discover that his soul is satisfied and full of gratitude – very rare thing – to the people who have supported him on the road of his artistic achievement, from the sculptor Nino Maggio, who gave him the first advice, to Stefano Forni who understood his talent very early, from his wife to his son, up to Nino Sindoni, Loretta and Armando Tagliaferri, in the latest years. He is very proud to have been involved in more than eighty collective exhibitions and almost thirty solo exhibitions. When he is asked if he considers himself an artist he promptly answers “sometimes the artists believes to have met Art, like somebody else claims to have met the Virgin Mary. He is surely aware that he has created an odd, unique painting language, full of ironic magic. He adds “the artistic taste is, first of all, an emotional thing, and I try to enter the mind of people who watch. The base of everything is the chemistry and a part of the unconscious, whose source is unknown, that cannot be analysed. Why does a kind of music touch us and does another one leave us cold?” While outside the merciless passing of seasons changes the leaves, the peace of his atelier, full of mechanical easels and other ingenious oddities, provides inspiration for Palazzini. He tells the big show of life – one of his best titles – in a thoughtful, ironic way and he shows us a humankind observed with an inverted telescope. So we have moody characters under an occasional spell, bizarre daydreams, carousels of unattainable wishes, a fancy that tries to win the current foolishness and feeds on the memories of a clear and happy childhood. Angelo says “I have understood that the contemporary vogues are useless and we easily forget them. We should draw from the endless well of our childhood, go back to innocence – and I don’t mouth rhetoric – to the dreams and the games of children, to the warmth of friendship, to the love of family, to the emotions without fear and malice, to the fairy tales, in order to give value and meaning to our life. Everything changes but the history is always the same, all that we think about has already happened, all the joys and the sorrows that humankind must live, have already been faced. I ask “and the Three Hundred Five drawers?” Angelo’s philosophical answer is “ anyone should be so lucky to put something good in a drawer every day, in this way we would have the power on our life. Actually we waste time (even Guareschi regretted it, because he recognized that the “living”days were too few compared to “dead” days) and we realize too late that most of these drawers are useless, lost and tragically empty. Palazzini’s source of dreams is not a merely invitation to wisdom made through lovely tales of fools. He also deals with stereotypes of love, that can cause a bitter-sweet smile, according to the style of Maccari and Longanesi. So we have the naughty atmosphere of “ Masters are not at Home”, the wild virago of “The Betrothed”, the merry filles de joie of “The Waterfront House”, the quiet lust of “The Knight’s Lover”. They are all coarse tales, but the irony and the enthusiasm 9 of Palazzini makes them lovely and win our admiration. Guillaume Apollinaire was maybe the first to use the word sur-réalisme, speakink about the opposition between the real world and the “surreal” one. According to the Positivism the only real world was nature and the other one was merely an illusion. But we share the opinion of Angelo Palazzini, that agrees with the man who said “Maybe an illusion, if you say, but it is there that we would live”. Giovanni Serafini 10 OPERE|WORKS UNA NOTTE... NELL’ACQUA DELL’ELBA Olio su tela cm 70 x 70 12 DI CHE RAZZA SEI? Olio su tela cm 90 x 90 14 CONDOMINIO SPERANZA Olio su tela cm 90 x 90 16 ANCHE GLI ANGELI HANNO LO SFRATTO Olio su tela cm 80 x 80 18 UN PELLEGRINO MOLTO CURIOSO Olio su tela cm 80 x 80 20 LA MOGLIE DEL SUB HA TROVATO UNA PINNA GIALLA NELL’ACQUARIO MA NON È DI SUO MARITO Olio su tela cm 80 x 80 22 TRAMONTO PER CASSETTI APERTI PER UN APPUNTAMENTO A DUE PASSI DALLA FERROVIA Olio su tela cm 80 x 80 24 LA DONATRICE DEL COLLEGIO PRENDE CONSIGLIO DAL PRIMO UCCELLO CHE ARRIVA Olio su tela cm 80 x 80 26 SCUOLA DI VOLO Olio su tela cm 70 x 70 28 CAVALIERE FERROVIERE Olio su tela cm 60 x 60 30 TI REGALO UN SANTONE PER NATALE Olio su tela cm 54 x 54 32 LA MADIA DI ARLECCHINO Olio su tela cm 50 x 50 34 LA CASA DI ARLECCHINO Olio su tela cm 50 x 50 36 IL COCCO DI MAMMA Olio su tela cm 38 x 38 38 IL GRANDE PREDICATORE È IN VIAGGIO CON L’ELEFANTE Olio su tela cm 115 x 115 40 39 CONSEGNAMANO A DOMICILIO VACANZE TUTTO COMPRESO Olio su tela cm 90 x 120 42 41 QUANDO UN CAVALLO NON TI BASTA PIÙ Olio su tela cm 110 x 90 44 43 UNA NAVE NEL CENTRO DI MILANO Olio su tela cm 110 x 110 46 ANATOMIA DI UN GIOCATTOLO DI PROVENIENZA SCONOSCIUTA Olio su tela cm 118 x 140 48 IL GIOVANE CAPOSTAZIONE Olio su tela cm 100 x 105 50 UN OMINO CURIOSO Olio su tela cm 160 x 105 52 MINISTERO DEGLI AFFARI PUBBLICI Olio su tela cm 80 x 70 54 BIOGRAFIA Nasce a Calsalpusterlengo nel 1953 da madre cremonese e padre lodigiano. Risiede a Terranova dei Passerini dove ha lo studio. Dal 1980 è pittore a tempo pieno. Da ricordare tra le sue esposizioni quelle dal 1994 al 1997 a Spoleto, nell'occasione del Festival dei Due Mondi; nel 1999 alla chiesa dell'Angelo a Lodi, vincolata al tema La buona indole: personaggi storici lodigiani promossa dalla Provincia di Lodi, e nel 2000 Frammenti giocosi dell'infanzia ritrovata al Vecchio Ospedale Soave a Codogno, entrambe a cura di Tino Gipponi. Inoltre, Personaggi dell'immaginario al Museo delle Mura di Sorgotaro e successivamente alla Galleria Forni di Bologna, con la quale Palazzini collabora per dieci anni; alla Albemarle Gallery di Londra, a Padova e a Lucca, alla Basilica di Pomposa, al Museo Civico di Chiusa, oltre alla partecipazione a Palazzo Gotico di Piacenza alla rassegna dedicata al Surrealismo padano, da de Chirico Foppiani, al Museo Revoltella di Trieste e a Palazzo Reale di Milano con Arte italiana dal 1968 al 2007- Da ultimo la recente presenza alla 54a edizione della Biennale di Venezia. Parallelamente all'attività pittorica, egli applica gli stessi concetti della tela a strutture metalliche: assemblaggi composti da molteplici pezzi dalle diverse origini atte a far rivivere una nuova entità e funzione pratica ed estetica come nel caso delle «hostess di rame». A oggi le sue opere sono presenti in numerose gallerie d'arte in località quali, tra le altre, Bologna, Piacenza, Torino, Padova, Avellino, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Beirut; nonché in collezioni private e pubbliche in Italia e all'estero. 56 ESPOSIZIONI 1976 Torre Pusteria, Casalpusterlengo (Lo) 1980 Centro culturale E. Vanoni, Lodi Galleria d'arte Pignolo, Bergamo 1989 Torre Pusteria, Casalpusterlengo (Lo) 1990 Circolo culturale di via Mandelli, Piacenza 1998 Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna 1999 La buona indole: personaaggi storici lodigiani - Chiesa dell'Angelo, Lodi 2000 Frammenti giocosi dell'infanzia, ritrovata - Vecchio Ospedale Soave, Codogno (Lo), a cura di Tito Gipponi Personaggi dell'immaginario - Museo delle Mura, Borgotaro (Pr) 2001 Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Galleria d'arte Eos, Lucca Galleria d'arte Sindoni, Asiago ( Vi) 2002 Albemarle Gallery, Londra Galleria d'arte Borromeo, Padova Galleria d'arte Eos, Lucca Galleria d'arte Sindoni, Asiago ( Vi) Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna 2004 Galleria d'arte Davico, Tonno Aida Cherfan Fine Art, Beirut 2005 Galleria d'arte Studio 33, Avellino Galleria Tonelli, Brescia Albemarle Gallery, Londra 2006 Kunsthandlung-Klose, Amburgo Traummaschinen - Museo Civico, Chiusa (Bz) M. Burger, Kunstall, Monaco di Baviera Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Macchine per la fabbricazione dei sogni - Abbazia di Pomposa, Codigoro (Fe) Palazzo delle Esposizioni, Castelgandolfo, Roma 2007 Galerie Nürnberger Rahmenkunst Haus der Germalde, Norimberga Le costruzioni di Palazzini: magia e delizia - Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza Galleria d'arte Nuovospazio, Portoferraio (LI) R.E. Welch Gallery, EI Paseo, California 2008 Galerie Z im Frank-Loebschen-Haus, Landau La magia del quotidiano - Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Galleria d'arte Sindoni, Asiago ( Vi) Galleria d'arte Stefano Forni. Bologna Incontri con l'arte: piccolo simposio sul Surrealismo e lo pittura di A. Palazzini nel contemporaneo a cura di Maurizio Stupiggia, Bologna Sannicolo-Zenz Galerie, Monaco di Baviera M.F.F. Galerie, Saint paul de Vence M.F.F. Galerie, Parigi Galleria d'arte Studio 33, Avellino 57 2009 Galleria Nuospazio Piacenza - Le stanze della curiosità - Palazzo del Podestà, Castell'Arquato (Pc) Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Galleria d'arte Sindoni, Asiago ( Vi) Sannicolo-Zenz Galerie, Monaco di Baviera 2010 Galleria d'arte Studio 33. Avellino 2012 Fantasie ludiche e spaesamenti a cura di Tino Gipponi, Bipielle Lodi Galleria Nuovospazio Piacenza, La giostra dei desideri, Sala Telemaco Signorini, Portoferraio (LI) COLLETTIVE 1976 1977 1978 1980 1992 1993 1994 1995 1996 1999 2000 2001 2003 2004 Artisti lombardi - Torre Pusteria, Casalpusterlengo (Lo) Galleria d'arte Pignolo. Bergamo Galleria d'arte Meridiana, Piacenza Centro culturale di via Strepponi, Lodi Galleria d'arte La Roggia, Treviso - Villa Manfrin, Treviso Centro culturale di via Strepponi, Lodi Galleria d'arte La Roggia, Treviso Villa Benzi-Zecchin, Caerano San Marco (Tv) Palazzo Reale, Crespano del Grappa (Tv) Galleria Duomo - Festival dei Due Mondi, Spoleto Galleria Duomo - Festival dei Due Mondi, Spoleto D'Ars Agency. Milano Per i primi 40 anni della TV - D'Ars Agency. Milano Galleria Duomo - Festival dei Due Mondi, Spoleto Arte Fiera Bologna, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Naturarte - Installazioni e mostre d'arte sul territorio, Lodi Arte Fiera Bologna, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Reggio Emilia, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Parma, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Bologna, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna 2002 Arte Fiera Bologna, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Surrealismo padano, da de Chirico a Foppiani - Palazzo Gotico, Piacenza, a cura di Vittorio Sgarbi Da de Chirico a Leonor Fini. Pittura fantastica in Italia - Museo Civico Revoltella, Trieste, a cura di Vittorio Sgarbi Galleria d'Arte Moderna, Piombino (Li) Arte Fiera Parma, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Reggio Emilia, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Summer 2003 - Albemarle Gallery, Londra Arte Fiera Lugano, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Le stanze dell'eros; - Galleria comunale di Arte Contemporanea, Piombino (Li) Vino pellite curas - Galleria comunale di Arte Contemporanea, Piombino (Li) Arte Fiera Parma, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Naturarte -installazioni mostre d'arte sul territorio, Lodi Arte Fiera Bologna, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna 58 2005 Arte Fiera Bologna, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Eclectic and counters - Albemarle Gallery, Londra L'arte e i motori - Sala d'Ercole, Palazzo d'Accursio, Bologna 2006 Arte Fiera Francoforte, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Strasburgo, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Verona, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna 2007 Arte italiana dal 1968 al 2007- Palazzo Reale, Milano; a cura di Vittorio Sgarbi Galleria d'arte Nuovospazio, Sala Telemaco Signorini, Portoferraio (LI) Arte Fiera Verona, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Reggio Emilia, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte Fiera Francoforte, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Arte è passione, da Funi a Capogrossi - Spazio Bipielle, Lodi, a cura a di Tino Gipponi Collettiva artisti europei per il decennale della Albemarle Gallery, Londra Biennale di Lodi· I edizione - Chiesa di San Cristoforo, Lodi 2008 Galleria d'arte Nuovospazio, Sala Telemaco Signorini, Portoferraio (LI) Arte Fiera Reggio Emilia, Galleria d'arte Stefano Forni, Bologna Contemplazioni - Castel Sismondo, Palazzo del Podestà, Rimini; a cura di Alberto Agazzani 2009 Arte Cremona, Galleria d'arte Nuovospazio. Piacenza Galleria delle Visioni, Lodi Biennale di Lodi· Il edizione - Chiesa di San Cristoforo, Lodi Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza 2010 Arte Cremona, Galleria d'arte Nuovospazio. Piacenza Arte Fiera Reggio Emilia Galleria delle Visioni, Lodi Galleria d'arte Previtali, Milano Galleria d'arte Davico. Torino L'arte fantastica tra Lodi e Piacenza - Vecchio Ospedale Soave, Codogno (Lo) Galleria d'arte Consadori, Milano Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza 2011 Arte Cremona, Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza Arte Fiera Arezzo L'arte del vero: situazioni - Palazzo Guidobono, Torlona (AI) Biennale di Venezia - 54° edizione - Padiglioni Regionali - Palazzo della Regione, Milano Sulle tracce della fantasia. L'Arte della Meraviglia - Centro culturale Le Muse, Andria (Bt) Biennale di Lodi· III edizione - Spazio Bipielle, Lodi Arte Piacenza, Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza Arte Fiera Bergamo, Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza 2012 Arte Cremona, Galleria d'arte Nuovospazio, Piacenza 59 Saputo della mostra all’Isola d’Elba subito il mio pensiero è andato alla luce e ai colori di questa terra circondata dal mare che affascina e incuriosisce i padani come me. Un tributo particolare all’esperienza dei miei galleristi Armando e Loretta che con professionalità e intuito hanno organizzato l’evento, mi hanno dato determinazione e tranquillità nell’esecuzione delle opere per questa importante occasione. Ringrazio Chiara Murzi, Fabio Murzi, Marco Turoni per l’opportunità di esporre negli spazi della Telemaco Signorini. Un pensiero a mio figlio Paolo a mia moglie Paola…così attenti così vicini. Angelo Palazzini Finito di stampare nel mese di luglio 2012 Litoquick - Piacenza