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in questo numero
RomaLive Pubblicazione mensile
ANNO 3 n°3
marzo 2007
registrazione tribunale di Roma
110/2005 del 24/03/2005
Editore:
Sergio Di Mambro
Direttore Responsabile:
Sergio Di Mambro
Consulenti di redazione:
Domenico Dell’Omo
Redazione:
Viale degli Eroi di Rodi n.214
Tel. 06/5083731
Grafica:
Fabiana Falconi
Stampa:
Ripoli snc
editoriale - di Sergio Di Mambro
4
Cancro, radionica e OGM
cultura e politica
5
La strada del vino della Teverina
6
Lamborghini Versace
22
Dossier:
Municipi Roma XV e XVIII
29
Roberto Rossellini
30
La Regione informa
attualità
16
OGM: Davide contro Golia
18
Cancro: che fare?
cinema e musica
www.romalive.org
www.romalive.tv
www.romalive.fm
Hanno collaborato:
Francesca Colaiocco, Valeria De
Rentiis, Stefano Ursi, Fabrizio
Piciarelli, Rossana Bartolozzi.
Per la pubblicità su
“RomaLive” ed i suoi
supplementi, telefonare al
numero: 380/3965716 oppure
al numero 06/5083731
La direzione si riserva di valutare i
testi pervenuti. Il materiale non
verrà restituito.
10
Hugh Grant si veste da Pop Star
26
Saturno Contro
28
Carta bianca per Uri Caine
6
10
12
cucina
12
Acqua , Farina e….Pizza!
14
Il Galateo a tavola
30
Libreria Giornali e riviste Ramozzi Clara Via Bravetta, 250
Edicola Giornali di Catenacci Marco Via Silvestri alt.336
Edicola Bartolucci Adriana Via Casetta Mattei, 219
Alva di Casucci G. P.zza R. Pilo
Farmacia Benassai Viale dei Quattro Venti 73C
distribuzione
Finito di stampare nel mese di
marzo 2007
Edicola Quotidiani e riviste Alviti Armando V.le dei Quattro Venti
Edicola Migliaccio Laura Via Donna Olimpia, 218
Edicola Quattro Venti di Tortorici Giulia & C. sas Via dei
Quattro Venti, 115
Edicola Pierantoni Paolo Via Portuense, 792
Edicola Grilli Maurizio P.Donna Olimpia
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editoriale
[ a cura di • Sergio Di Mambro ]
Questo mese proseguono le inchieste che stiamo portando avanti ormai da molto tempo, con
vecchie strade di ricerca che si intrecciano a nuovi scorci di indagine e conoscenza.
Senza entrare nel dettaglio delle tematiche trattate, OGM, Cancro, Radionica e cura alternativa
della sofferenza umana, occorre solo dire che
l’impegno da sempre profuso continua e con
ancor più rinnovata forza d’impegno; questo
numero dell’Eur Torrino News ne è solo una cartacea testimonianza.
La ricerca sugli Ogm, infatti, si arricchisce di nuovi e interessanti capitoli, mentre il viaggio nella
dimensione delle cure del cancro seguita senza
soluzione di continuità a perlustrare in lungo e
in largo la realtà.
In queste pagine si parla anche di attività istituzionali che, a ben vedere, riguardano tutti i
cittadini; il riferimento è alle notizie che riguardano l’attività della Regione Lazio ed in particolare
dell’Assessorato alle PMI e di quello all’Agricoltura.
Per quanto riguarda l’On. Francesco De Angelis,
su sua iniziativa nasce il distretto della Nautica
e Big Blu è l’evento che corona un’attività intensa e di alto livello, in quanto derivante da
politiche di sviluppo e crescita che l’Assessore
ha più volte messo in campo concretamente.
Pensiamo al distretto cartario o allo “sbarco”
della moda del Lazio nel Dubai.
Parlando dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura
dell’On. Daniela Valentini non si può non fare
lo stesso discorso: la Strada del Vino della Teverina
e con essa tutte le altre Strade sono sinonimo
4:romalive
di un impegno nel fare sistema, al fine di radicare qualità e produttività in zone che al loro
interno hanno tesori inestimabili finora poco
valorizzati.
Un cenno particolare alla radionica come cura alternativa al cancro. I pazienti curati con
tale terapia parlano e dicono cose importanti. Lo spirito che anima questa rivista e me
stesso è quello di apportare un contributo affinché il genere umano possa vivere meglio.
Le malattie vanno eliminate, le guerre annullate, la ricerca scientifica deve avvicinare l’uomo
al mistero e non costruire un potere sull’uomo fino ad annichilirlo. Ma la ricerca da chi è
gestita? Qual è l’obiettivo della ricerca? Esistono
frontiere inesplorate dove fa capolino la speranza e anche la fisica quantistica sembra
confermarlo. Ma, ripeto, chi gestisce la ricerca e per quali fini? Spesso mi viene in mente
Heisemberg ; “perché l’ente e non il niente?
Si scopre che grandi scienziati italiani come
Severi e Pannaria per il semplice fatto che anticipavano i tempi sono stati accantonati dal
blasonato mondo dei baroni. Ma di Severi e
Pannaria e del “Principio di Scambio” ne parleremo dettagliatamente nel prossimo
numero.Un’ultima annotazione : una classe
politica che viene ricattata da foto,filmati e
presa dai soliti giochi di potere riesce anche a
pensare alla sofferenza umana e ai mille volti
che tale sofferenza assume? Io credo di no,
ma la speranza che un mondo migliore può e
deve esserci non ci abbandona.
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La Strada del Vino della Teverina
L'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio e Arsial ancora una
volta insieme per la promozione del territorio
Quando si pensa ad una strada, si ha in mente un
concetto evidentemente urbanistico, che prevede
vie e viuzze, marciapiedi e arredo urbano. In questo caso si può parlare di strade ma con un senso
nettamente diverso; infatti all'EEnoteca Regionale
Palatium, l'Assessore Regionale all'Agricoltura On.
Daniela Valentini, il Commissario Straordinario
dell'Arsial Fabio Massimo Pallottini e il Presidente
della Strada della Teverina Giorgio Mottura, illustrano "La settimana del vino della Strada della
Teverina", un'iniziativa che tende alla valorizzazione di una zona specifica del territorio laziale e
delle sue peculiarità. Perchè una strada?
L'Assessore Valentini ha sempre teso a sottolineare la valenza della creazione di percorsi programmatici seri e completi che potessero dare evidenza
a zone e prodotti tipici che
nel tempo avevano perso la
loro visibilità. E qui l'obiettivo è raggiunto, la creazione di un'attività di promozione della Valle Teverina,
che porta le sue leve fino
all'Umbria e racchiude in sè
importanti centri di interesse storico e artistico, come
ad esempio Civita di
Bagnoregio. Proprio nella
relazione fra prodotti tipici,
arte, cultura e tradizione sta
l'intelligenza della realizzazione di un progetto simile.
Infatti la sinergia che si
crea fra la mente e il corpo
è vincente e permette di
gustare i prodotti mentre si
ammira la bellezza di un
palazzo o di una chiesa
medievale. Allora si spiega
il concetto di strada come
itinerario culturale ed enogastronomico da seguire
nella sua totalità, al fine di
apprezzare l'alto valore e le
immense prospettive di sviluppo del territorio laziale.
Ma andiamo a sentire le
parole
dell'Assessore
Valentini al riguardo:
"Evidentemente le strade
del vino hanno un valore
strategico enorme e la loro
valorizzazione è all'ordine
del giorno; credo che con questa iniziativa, che è
solo un passo d'avvio, siamo partiti bene e il metodo è quello giusto. Io non mi stancherò mai di
ripetere che il fare sistema è una necessità per l'agricoltura ma soprattutto per l'economia di questa
Regione e con queste iniziative si possono aiutare
i due macrosettori a crescere. Noi chiaramente sappiamo che l'Europa corre e l'Italia ancora sta prendendo il passo, ma quando il terno passerà noi
vogliamo esserci, perchè perderlo ora sarebbe un
peccato gravissimo, date le immense risorse e possibilità che la nostra regione racchiude in sè.
Inoltre vorrei mettere in evidenza la creazione di
una struttura, il Centro Servizi per il Turismo
Enograstronomico a cura della Borsa Merci di
Roma, che sarà una vetrina nella quale potranno
“
Quando il terno
passerà noi
vogliamo esserci,
perchè perderlo ora
sarebbe un peccato
gravissimo, date
le immense risorse
e possibilità che la
nostra Regione
racchiude in sè
“
] a cura di Fabrizio Piciarelli [
On. Daniela Valentini.
avere la propria visibilità 500 prodotti tipici che
sarà la piazza d'incontro fra domanda e offerta
agroalimentare. Per questo, chiaramente, voglio
ringraziare il Presidente della Borsa Merci di Roma
Toni de Amicis, che ha profuso assieme a tutta la
squadra un impegno notevole. Da qui si parte, le
altre Strade sono molte, lo sapete già, ma tutto si
fa per aiutare la crescita dell'economia di questa
regione". Ora il Commissario Pallottini: "L'Arsial si
è impegnata molto per la realizzazione di un progetto che rappresenta un'esigenza assai sentita su
molti fronti; certo è che l'impegno, oltre alla valorizzazione del territorio consisterà nella costante
attività di monitoraggio dei prezzi dei prodotti. La
competitività è un valore importante e si cerca
sempre di rendere più accessibili i generi che
andiamo a trattare, anche se, a volte, l’altissima
qualità e genuinità possono portare ad un leggerissimo innalzamento del prezzo; anche questa è
una sfida culturale da vincere se vogliamo davvero
mettere in vetrina i prodotti e renderli visibili e
fruibili da tutti".
In foto:
L’Assessore Daniela Valentini
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LAMBORGHINI
per la Elton John AIDS Foundation
VERSACE
] a cura di Eleonora Lilli [
L
amborghini ha scelto Sharon Stone come
madrina dell'asta benefica che ha avuto
come protagonista la speciale ed esclusiva
versione personalizzata della Murciélago
LP640 Roadster, la Murciélago LP640 Roadster
Versace. Quella di cui stiamo parlando è un'auto realizzata appositamente per quest'asta, svoltasi al Beverly Hills Rodeo Walk of Style, dove la
Lamborghini firmata Verace è stata venduta per
più di mezzo milione di dollari, ricavato interamente devoluto alla Elton John AIDS
Foundation. Questa Speciale Edizione numerata, creata dagli specialisti Lamborghini in collaborazione con i designer della Maison Versace,
monta un potente propulsore da 6,5 litri a 12
cilindri dalle prestazioni ineguagliabili. Già il suo
nome, LP-640, racconta molto di lei.
Innanzitutto LP è la sigla che indica il propulsore
Longitudinale Posteriore, lo stesso motore che fa
balzare l'auto da 0 a 100 orari in appena 3,5
secondi e che la fa giungere alla massima velocità, 350 orari, con estrema facilità. Mente 640
sono i cavalli nascosti nel suo cofano bianco. La
Versace infatti si contraddistingue per il colore
bianco latte della carrozzeria e per la speciale
tinta, bianco-nera, utilizzata negli interni.
A vedere da vicino la nuova LP-640 non si notano troppe differenze con la precedente versione,
eppure i cambiamenti ci sono stati. Oltre alla disposizione innovativa del motore, la nuova LP640 possiede 60 cavalli di potenza supplementari rispetto alla precedente versione ed ha
anche nuovi freni carboceramici e nuovi cerchi in
lega. Da notare anche le nuove sospensioni a 4
ruote indipendenti a doppi bracci e la barra antirollio, che inchiodano letteralmente la
Murcielago all'asfalto, insieme al nuovo cambio
manuale a 6 marce o in alternativa l'e-gear
robotizzato. Per quanto concerne il design sono
stati apportati piccoli ritocchi, ma che hanno
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finito per lasciare il segno, a cominciare dai
nuovi paraurti che ospitano adesso, centralmente, l'alloggiamento per lo scarico cromato.
Anche i gruppi ottici posteriori hanno subito un
rimodellamento, come gli specchietti retrovisori
esterni neri. Riguardo alla Versace, questa edizione limitata e numerata presenta alcune modifiche agli interni rispetto al modello Murciélago
LP-640 Roadster di serie. La parte bassa del cruscotto, la console centrale ed i sedili sono infatti
ricoperti con nappa "Pieno Fiore" lavorata con il
motivo "a greca" tipico della casa di moda italiana. Mentre, dall'esterno, questa special edition è riconoscibile per i cerchi bruniti
"Hermera" e per le finiture in carbonio. All'asta
di beneficenza, oltra alla Stone, hanno partecipato anche altri volti noti, come Prince, Jennifer
Lopez, Naomi Campbell, Demi Moore, Ashton
Kutcher, Cindy Crawford, Drew Barrymore,
Brooke Shields e Christina Ricci. La serata ha
inoltre previsto una cena di gala, una cerimonia
di premiazione ed una speciale performance
musicale di Elton John e Guns 'N' Roses.
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Hugh
Grant
si veste da
!
r
a
t
s
pop
] a cura di Luciana Morelli [
Puntuale come un orologio svizzero, sorriso sofisticato ed impeccabile accento oxfordiano, Hugh
Grant ha incontrato i numerosi giornalisti (molte
più donne che uomini, come era prevedibile), in
occasione dell'uscita del nuovo film che lo vede
protagonista nei panni di una vecchia gloria della
musica pop anni '80. Si intitola "SScrivimi una
canzone" (in originale "M
Music and Lyrics") ed è
la nuova commedia scritta e diretta da Marc
Lawrence, lo stesso regista che qualche tempo fa
aveva esordito con "Two weeks notice - Due settimane per innamorarsi", di cui era protagonista
proprio Hugh Grant. Tutto il contrario di come l'attore quarantaseienne appare nel film nei panni di
Alex Fletcher, una meteora dalla vocetta orecchiabile, capelli cotonati modello Simon Le Bon degli
anni d'oro e movimenti di bacino stile George
Michael. L'ex-cantante dei Pop vive di rendita da
quel dì, ha alle spalle vent'anni di oblio, un disco
orribile da solista e comparsate da revival, ma
tenta di tornare in testa a tutte le classifiche
duettando con la popstar del momento, un
inquietante clone orgasmico di Britney Spears.
Alex però ha solo pochi giorni per scrivere musica
e testi della nuova canzone da proporre al giudizio della grande Cora Corman e la cosa non sarà
facile visto che le parole non sono mai state il suo
forte e che non scrive musica da oltre quindici
anni. L'unica speranza di Alex è che Sophie Fisher
(interpretata da Drew Barrymore), la ragazza che
da qualche giorno cura le piante di casa sua e che
sembra cavarsela piuttosto bene con le rime. Tra i
due nasce subito l'alchimia giusta che spianerà ad
entrambi la strada del successo e dell'amore…
In occasione della promozione italiana di questa
nuova brillante commedia musicale distribuita da
Warner Bros. (nelle sale dal 23 febbraio), abbiamo incontrato l'affascinante divo londinese nella
splendida cornice di Trinità dei Monti, proprio a
pochi giorni dalla rottura urlata ai quattro venti
del suo fidanzamento (che durava da ben tre anni)
con Jemima Khan. Abituato ormai da anni alle
prime pagine delle riviste scandalistiche, Hugh
Grant si è dimostrato disponibile al punto giusto
a rispondere a tutte le domande dei giornalisti,
tranne ovviamente quelle sulla sua burrascosa vita
privata, limitandosi a rispondere: "Tutto quello
che avete letto a questo proposito sui giornali o
sul web è solo immondizia. E pure inventata". Per
il resto Mr. Grant ha scherzato con i giornalisti,
con molta autoironia e con il suo spiccato senseof-humor, prendendosi in giro e rivelando non
solo di essere stonato e negato per la danza, ma
anche di avere un pessimo ricordo dei 'suoi'
(molto poco) mitici anni '80.
Nei panni del suo personaggio ci ha ricordato
molto le band anni '80 che hanno fatto impazzire il mondo, gli Wham! di George Michael, i
Duran Duran, e poi quel video...
"Prima che ci facciano causa, voglio chiarire subito che non ci siamo basati su nessun cantante o
gruppo realmente esistente. Certo non posso
negare che gli Wham! ci abbiano ispirato per quel
che riguarda la musica. Per il ballo però siamo più
vicini ai Duran Duran".
Come ricorda i 'suoi' anni '80?
Come un periodo pessimo (ride...). Ricordo due
cose in particolare: il modo di portare i capelli e
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l'abbigliamento. Avevo sempre la chioma appiccicaticcia e imbevuta di succo di limone, illudendomi che la cosa servisse a schiarirla. E poi indossavo una specie di tuta mimetica che mi aveva regalato la mia fidanzata dell'epoca e che, ristretta per
colpa di un lavaggio sbagliato, era diventata una
tortura. Pensate che era diventata così corta che
ero costretto a camminare piegato in avanti..."
La sua voce sembra molto migliorata rispetto
alle sue precedenti performance canore, su
tutte quella di 'About a Boy'. Ci sarà voluto
molto lavoro...
"Ho fatto una serie di esperimenti. Prima - come
facevano molti cantanti anni '80 - ho tentato di
imitare le grandi star del rock come Mick Jagger.
Il risultato è stato disastroso, ci voleva qualcosa
di più naturale. Le prime prove sono state pessime, sembrava che cantassi l'operetta o l'inno
nazionale. Ero tremendo..."
E com'è andata con il pianoforte e il ballo?
"Per assurdo vi devo confessare che non sono per
niente appassionato di musica. Ne ascolto pochissima. Come potrete immaginare per me è stato un
vero incubo dover imparare a suonare, cantare e
soprattutto ballare. Ho avuto degli ottimi insegnanti che mi hanno addestrato come si fa con le
foche prima di un'esibizione, ed ora sono in cima
alle classifiche. Meglio di Justin Timberlake!"
Ed i suoi gusti musicali nella vita reale?
"Vi assicuro che sono orribili, preferisco tenerli
per me. Non ho un buon feeling con la musica, la
uso solo durante le feste noiose, come ancora di
salvezza. E poi sentiste quanto sono stonato, io e
mio fratello siamo le pecore nere della famiglia".
E le sue commedie preferite?
"Adoro tutto il Cinema di Woody Allen, e sono un
grande fan di Peter Sellers, adoro tutto quello che
ha fatto. Ho qualche lacuna invece per quel che
riguarda le vecchie commedie in bianco e nero,
ma nel tempo libero sto cercando di colmarle".
I suoi personaggi hanno fatto innamorare
milioni di donne, e sono stati quasi sempre
positivi tranne in "Bridget Jones" e "American
Dreamz". Quale dei due 'volti' preferisce?
"Quello di American Dreamz è stato un ruolo che
ho amato molto, tirare fuori il lato peggiore di me
stesso esorcizza le mie paure. Non credo che mi
stancherò mai delle commedie e non è affatto
vero che sono più facili da interpretare dei film
drammatici. La dura verità è che presto sarò troppo vecchio per i film romantici…"
Come sceglie le commedie romantiche?
"Ricevo e leggo tantissime sceneggiature ma raramente trovo qualcosa di divertente e che provenga realmente dal cuore dello scrittore. 'Scrivimi
una canzone' l'ho trovata da subito stranamente
molto romantica per essere una commedia newyorkese. Si sente che viene dal cuore di una persona che ama profondamente la musica come Marc
(il regista ndr.").
Si identifica molto nei suoi personaggi?
"A volte si. E' stato difficile scrollarmi di dosso il
personaggio di Daniel del 'Diario di Bridget Jones',
forse perché avevo tanto successo con le donne,
chissà! Ma quella fase è passata (ride…").
La spaventa il fatto di diventare una meteora
del cinema? Ha mai pensato al fatto che
potrebbe capitarLe quel che capita al suo personaggio?
"Non c'è nulla da temere, quando sei sul viale del
tramonto ti buttano nei reality-shows, ti spediscono nella giungla o a pattinare sul ghiaccio...
Francamente non vedo l'ora!"
Come si è trovato a lavorare per la prima volta
con Drew Barrymore ?
"E' straordinaria, è spiritosa, affascinante, interessante e le sue movenze fanciullesche sono rassicuranti. Ha i tempi giusti per la commedia e la
grande dote di far sembrare bravissimo anche il
partner con cui recita. Il che non guasta mai…"
E' venuto spesso a Roma per presentare i suoi
film e in vacanza. Cosa le è piaciuto di più?
"E' una favola, Roma ha una luce particolare, si
mangia benissimo, l'atmosfera è magica. Senza
dubbio la vista che si può godere dalla mia camera è qualcosa che lascia senza fiato, e che non ho
mai trovato da nessun'altra parte".
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Acqua, farina e...
Pizza!
] a cura di Valeria De Rentiis [
Q
uesto mese vogliamo parlare dell'alimento forse più consumato in Italia
dagli italiani e all'estero, dove è certamente il più apprezzato. Vi siete mai
chiesti perché alcune pizze sono più buone di
altre? Esiste davvero il "segreto" che conosco-
lo zucchero. Impastate con le mani in modo da
ottenere un composto che non attacca sulla
spianatoia e sulle mani. Lavorate ancora l'impasto con energia stendendola e raccogliendolo più volte. Formate una palla, ponetela in una
ciotola infarinata, incidetela a croce e lasciatela
no solo a Napoli? Vogliamo sfatare il mito della
pizza buona solo sotto il Vesuvio dandovi qualche semplice consiglio. Intanto iniziamo subito
parlando dell'impasto, che è fondamentale per
la riuscita della vostra pizza, qualsiasi sia il condimento che vogliate utilizzare.
ingredienti:
• 400g di farina (100 g per il tavolo)
• 20g di lievito di birra
• 4 cucchiai di latte
• 1 cucchiaio raso di sale fino
• 4 cucchiai di olio d'oliva
• 250g di acqua tiepida
• Un pizzico di zucchero
Preparazione:
Setacciate la farina. In una ciotola stemperate il
lievito con poca acqua tiepida. Unite un cucchiaio di farina ed impastate fino ad ottenere
un composto liscio ed omogeneo che lascerete frammentare, coperto da un panno, in una
terrina leggermente infarinata, per mezz'ora.
Disponete ora a fontana sulla spianatoia il resto
della farina. Mettete nel centro il panetto lievitato, la rimanente acqua, il latte, l'olio, il sale e
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lievitare, coperta da un panno di lana, per circa
due ore. Ponete quindi nuovamente la pasta
sulla spianatoia e lavoratela con le mani sbattendola più volte per qualche minuto per farla
diminuire di volume. Stendetela ora in una
teglia unta d'olio. Condite a piacere e ponete
la pizza sulla piastra intermedia del forno in
modo che venga investita omogeneamente dal
calore in tutte le sue parti. Fate cuocere in
forno preriscaldato a 250-280° per 25 minuti
circa. Importante: aggiungete un pizzico di
zucchero all'impasto:servirà a velocizzare la lievitazione. E se volete l'impasto croccante utilizzate acqua gassata. A questo punto potete
sbizzarrirvi nel condire la pizza, aggiungendo
gli ingredienti che più vi piacciono poco prima
di infornarla.
Qualche suggerimento?
• Marinara (pomodoro, aglio, origano, olio)
• Margherita (pomodoro, mozzarella, basilico)
• Romana (pomodoro, mozzarella, acciughe,
origano, olio)
• Diavola (pomodoro, mozzarella, salame piccante, origano, olio)
• Siciliana (pomodoro, mozzarella, basilico,
melanzane, olio)
• Prosciutto e funghi (pomodoro, mozzarella, prosciutto, funghi)
• Capricciosa (pomodoro,mozzarella, funghi,
carciofini, prosciutto cotto, olive, olio)
• Quattro stagioni (normalmente gli stessi
ingredienti della capricciosa ma con una disposizione diversa, in cui ogni ingrediente assume
il significato di una stagione; ad es. la mozzarella indica l'inverno, i funghi l'autunno...)
• Quattro formaggi (mozzarella, altri formaggi a scelta)
• Bianca (mozzarella)
• Pugliese (pomodoro e cipolla)
• Calzone (ripieno di mozzarella, prosciutto,
funghi e/o altri ingredienti con aggiunta di
pomodoro versato sopra dopo la cottura). Il
calzone non è un'autentica pizza, anche se è
preparato in quasi tutte le pizzerie utilizzando
la medesima pasta. A Napoli è detto semplicemente "ripieno" e contiene sempre, oltre agli
ingredienti tradizionali, della ricotta.
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Il Galateo a tavola
] a cura di Valeria De Rentiis [
Questo mese vogliamo darvi alcuni suggerimenti
su come ricevere i vostri ospiti, non solo con ottime portate ma anche e soprattutto con una presentazione di tutto rispetto. Si sa che anche l'occhio vuole la sua parte!
Innanzitutto partiamo dalla tavola:
Per un pranzo di gala è bene usare tovaglie bianche e ricamate con piatti e bicchieri intonati; mentre per un pranzo tra amici la tovaglia potrà essere anche di tela colorata e i piatti anch'essi colorati purché intonati con la tovaglia. Attenzione
però ai piatti che non devono essere mai sbecchettati. Disporre ogni posata intorno al piatto
nell'ordine di utilizzo dall'esterno all'interno. Alla
sinistra del piatto sistemate le forchette, sopra al
tovagliolo (si possono sistemare anche 2 forchette, una per portata); alla destra va messo il coltello, con la lama rivolta verso l'interno e più esternamente il cucchiaio. La forchettina da dolce verrà
sistemata tra il piatto e il bicchiere orizzontalmente con i "denti" rivolti verso destra e il coltello da frutta con la lama dalla parte opposta.
Per quanto riguarda i bicchieri, prima di essere
messi in tavola dovranno essere perfettamente
puliti; se non li usate da tempo e sono rimasti a
lungo chiusi nella credenza basta passarli con un
panno pulito. Ogni commensale dovrà avere almeno 2 bicchieri: 1 per l'acqua (grande) e 1 per il
vino (piccolo) che dovrà essere sistemato più vicino al piatto. Ma se nel menù si prevedono 2 vini
(1 bianco e 1 rosso), serviranno 2 bicchieri per il
vino dove quello per il rosso sarà più grande.
Inoltre se con il dessert è previsto lo spumante,
sarà presente sulla tavola anche il flute. Il vino
dovrà essere sistemato sulla tavola, se gustato a
temperatura ambiente, altrimenti tenetelo in frigo
fino al momento di servire.
Ora che la tavola è pronta ecco alcune regole che
vi serviranno anche quando sarete voi ospiti:
• Sedersi sempre diritti sulla sedia senza mai accavallare le gambe;
• Il tovagliolo va tenuto sulle ginocchia e mai
legato al collo;
• I gomiti non vanno mai appoggiati sul tavolo e
le braccia devono stare accostate per non disturbare i vicini;
• Il cibo va portato alla bocca, non si deve mai
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andare incontro alla posata;
• La minestra va mangiata da un lato del cucchiaio
e non deve essere risucchiata;
• Evitate di fare rumori masticando;
• Evitate di alzare il mignolo quando si tiene qualcosa in mano e di asciugarsi gli angoli della bocca
delicatamente, anche se la bocca deve essere sempre pulita prima di bere;
• Non bere tutto d'un fiato;
• Non si deve mai dividere in due bocconi il cibo
preso con la forchetta o fare due sorsi della stessa
cucchiaiata;
• Non iniziare a mangiare appena serviti, ma
aspettare che la padrona abbia finito di servire
tutti e anche se stessa;
• Non parlate mangiando e masticate a bocca
chiusa;
• Non bere con il cibo in bocca;
• Non si rifiuta il cibo servito, magari si assaggia solo e lo si lascia li, mentre si può rifiutare
il vino con un semplice cenno della mano;
• Finito di mangiare, il coltello e la forchetta devono essere messi sul piatto perpendicolari a voi;
• Non lasciate grossi avanzi nel piatto e non fate
la scarpetta;
• Non prendete la stessa vivanda per due volte;
Non resta che darvi qualche suggerimento su
come andrebbero mangiati alcuni a l i m e n t i:
• Aperitivo: si invitano gli ospiti circa un'ora
prima del pranzo. Su un tavolo
sistemate aperitivi
alcolici e analcolici, piattini con stuzzichini (olive,
tartine, patatine, salatini) e una vaschetta con
ghiaccio;
• Spaghetti: non devono essere mai tagliati,
vanno avvolti attorno alla forchetta e mangiati
subito. Non aiutarsi col cucchiaio per raccoglierli;
• Asparagi: con le apposite pinze o in mancanza
di queste con due dita;
• Lumache: con la pinza nella mano sinistra si
tengono le lumache e con la destra si estraggono
aiutandosi con l'apposita forchettina;
• Ostriche: si mangiano con l'apposito coltellino
che serve a staccarle dal guscio;
• Uova: si mangiano con la forchetta e non si
devono assolutamente tagliare con il coltello,
nemmeno quando sono sode;
• Formaggio: si usa il coltello che serve a farne dei
piccoli pezzi da adagiare su pezzi di pane;
• Pesce: si mangia togliendo per primo la testa e
la coda, si toglie poi il primo filetto, e si mangia.
Con la forchetta si solleva la lisca e si appoggia su
un lato del piatto aiutandosi con il coltello;
• Pane: si spezza con le mani e i pezzi staccati
vanno mangiati subito e in un solo boccone.
Evitate di far cadere briciole nel piatto;
• Insalata: si mangia solo con la forchetta. Se
dovete spezzare le foglie troppo grandi aiutatevi
con il pane ma evitate il coltello;
• Pollo: Non si mangia con le mani. Le ossa si portano alla bocca solo nell'intimità e con una mano;
• Pizza: Si mangia usando le mani;
• Olive: si prendono con due dita e si mangiano
tutti intorno finché non rimane l'osso;
• Carciof i: se sono interi vengono sfogliati con le
dita, arrivati al cuore, usare forchetta e coltello;
• Miele: immergere il cucchiaino nel miele e farlo
roteare per non far cadere le gocce. Va disposto
poi sul piatto e da qui preso con un coltellino e
spalmato su del pane;
• Ciliege: Vanno mangiate intere e il nocciolo va
messo sul piatto con la mano destra;
• Mele e pere: per prima cosa si dividono in 4 e
poi ogni quarto viene infilzato con la forchetta e
sbucciato con il coltello;
• Banane: si sbucciano con le mani ma si mangiano con la forchetta;
• Pompelmi: si servono divisi a metà in coppe e
si mangiano con il cucchiaino;
• Uva: mangiare un chicco alla volta, appoggiate i
semi nella mano destra e sistemateli sul piatto;
• Arancia: togliere la parte superiore e inferiore,
incidere la buccia a spicchi verticali e staccarla
dalla polpa. Separate poi gli spicchi e mangiateli
uno alla volta;
• Caffè: si serve stendendo su un vassoio una
tovaglietta e disponendo le tazzine con i cucchiaini sopra dei tovaglioli, mettete anche la zuccheriera con il rispettivo cucchiaino e la caffettiera. Il
caffè viene servito direttamente nella tazzina in
mano all'ospite. Si beve portando la tazza alla
bocca con la mano destra, mentre con la sinistra si
regge il piattino. Il cucchiaino dopo averlo usato,
non riutilizzatelo per prendere altro zucchero.
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OGM:
DAVIDE CONTRO GOLIA
seconda parte
• OGM e salute:
Intervista al prof. Gianni Tamino
] a cura di Luciana Buono e Fabrizio Piciarelli [
Prof. Gianni Tamino
Proseguono gli incontri con gli esperti del settore. In questo numero abbiamo intervistato il Prof.
Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova
Professore, cosa pensa degli ogm ?
Va chiarito cosa sono gli Ogm: rientrano nelle
biotecnologie , le quali spessissimo sono utili.
Qualunque tecnologia utilizzi organismi viventi è
una biotecnologia, come ad esempio il pane, lo
yogurt o il vino. Ogm è un termine ambiguo,
geneticamente modificato perchè vengono inseriti organismi estranei. La logica che ha portato gli
Ogm è sbagliata. Va chiarito che si tratta di organismi nei quali artificialmente vengono inseriti
dei geni estranei
Lei è favorevole o contrario agli Ogm e al loro
utilizzo ?
16:romalive
Non si tratta di essere favorevoli o contrari ideologicamente : il problema è che la logica che ha
portato gli ogm è sbagliata perchè si pensava che
ci fosse una struttura ben delimitata rigida che
inserita determinava un particolare effetto ;
modificava gli organismi. In realtà la cosa è
molto più complessa: l’abbiamo visto grazie ai
genomi, ci sono molte più proteine nell’uomo ,
25.0000 geni e più di 100.000 proteine, quindi il
gene stesso non è rigido ma si moltiplica. Tutta
l’informazione genetica è limitata e siamo oggettivamene ignoranti . Prendere un organismo e
impiantarlo in un altro è da incoscienti. I geni
oggi agiscono a rete, con molti altri e con l’ambiente circostante. Un premio Nobel come Renato
Dulbecco ci dice che rischiamo di modificare e
alterare geni compiendo azioni non studiate.
Diventa impossibile prevedere gli effetti di queste
azioni e in base al principio di precauzione non
possiamo permetterci di compiere rischi.
Gli OGM possono avere degli effetti rischiosi
per la salute dell’uomo e per la natura ?
Alcuni rischi sono ipotizzabili e alcuni si sono
anche verificati, ad esempio negli animali abbiamo la modificazione strutturale delle cellule ;
le piante sono di 2 tipi, in genere della stessa
marca del diserbante che produce l’Ogm oppure
piante modificate che sono ottenute grazie ad un
gene che serve come segnale di marcatura e questo determina una diffusione della impossibilità
di utilizzare gli antibiotici. Molte salmonelle stanno diventando inattaccabili dagli antibiotici.
In Inghilterra sono stati fatti degli studi su piante Ogm che hanno un impatto sull’ambiente agricolo e circostante più di quanto non lo siano le
altre piante. Poi attraverso le sementi vengono
diffuse sulle altre coltivazioni : pensiamo al caso
del riso. Questo è un rischio che non possiamo
permetterci di compiere.
La Comunità Europea non obbliga gli operatori, i produttori ad indicare la quantità minima
nei mangimi degli animali, quindi potrebbe
esserci l’utilizzo di Ogm senza che i consumatori ne siano a conoscenza. E’ vero ?
Questo è il problema più grosso perchè mentre per
il prodotto alimentare e vegetale c’è l’obbligo dell’etichettarura , anche se con un limite allo
0,9%, se considerato accidentale potrebbe capitare che vengano acquistati prodotti che contengono mais o soia con componenti Ogm. Mentre
non c’è obbligo di dichiarare cosa mangiano gli
animali. Siccome abbiamo visto che degli animali possono subire delle variazioni non siamo in
grado di dire se è innocuo o se fa male. Anche qui
il principio di precauzione ci dice che sarebbe
meglio non utilizzare, o quanto meno permettere
al cittadino di essere informato su com’ è stato
alimentato l’animale.
Dalle cose che Lei ha affermato sembra di capire che l’utilizzo degli Ogm non porti vantaggi.
Lei appartiene al mondo della ricerca : perchè
secondo Lei altri ricercatori non si schierano o
comunque cercano di mantenere una linea
neutrale su quest’argomento?
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Che non portino vantaggi ci sono molti dati degli
economisti che lo dimostrano. Addirittura penso ai
lavori di Benbrook negli Usa che documenta come
ci sia un calo di produttività del tempo.Questo è
il motivo per cui gli Ogm non si sono ancora diffusi nel mondo : perchè non sono convenienti .Il
motivo per cui si continua a ricercare in questa
direzione è che le multinazionali hanno un potere economico ma anche politico in certi casi, per
cui le ricerche sono condizionate. Anche settori
che fanno riferimento a queste multinazionali,
hanno facile accesso ai finanziamenti se sono
compiacenti. I più accesi sostenitori abbiamo
visto in Italia come ad esempio della Monsanto
sono poi gli stessi che pubblicizzano questi prodotti. Invece chi ritiene che bisogna studiare
meglio gli Ogm non riceve finanziamenti. Oggi ci
sono pochissimi lavori che hanno affrontato i
rischi nell’utilizzo degli ogm. Questo rende più difficile fare una seria valutazione sugli impatti.
Cosa si sente di dire ai consumatori che si trovano ad acquistare prodotti nei supermercati?
Direi di cercare di evitare prodotti esotici , di
documentarsi e cercare prodotti legati al territorio e alla stagione. Un prodotto esotico ogni
tanto fa anche bene ma se cerchiamo uva , fragole fuori stagione sicuramente avranno fatto un
viaggio lunghissimo, saranno stati usati pesticidi
e probabilmente saranno stati utilizzati anche
Ogm. Consiglio quindi di leggere sempre l’etichetta e di documentarsi su quello che si mangia.
• OGM e Greenpeace:
Intervista a Federica Ferrario
] a cura di Stefano Ursi e Luciana Buono [
Q u a l è l a p o s i z i o n e d i G re e n p e a c e s u g l i O g m ?
E’ abbastanza chiara: Greenpeace ha una posizione chiara e netta per l’utilizzo, per il rilascio
in ambiente di tutti questi organismi geneticamente modificati specialmente nel settore
agroalimentare. Per il semplice fatto che non
sono organismi voluti, necessari e sicuri, non
siamo in grado di controllarli e non siamo in
grado di prevedere gli effetti
U n a n o t i z i a d i p o c o t e m p o fa è c h e è s t a t a
s c o p e r t a l a p ro d u z i o n e d i r i s o g e n e t i c a m e n t e
m o d i f i c a t o , i n d i s t r i bu z i o n e i n d i ve rs i p a e s i
e u ro p e i , c h e m e t t e re bb e a re p e n t a g l i o l a
salute di molti consumatori poiché è install a t o u n g e n e c h e p r ovo c h e r e b b e a l l e r g i e n e l l’uomo. E’ cosi?
Si, purtroppo le contaminazioni in corso sono
due: oltre al riso di provenienza cinese che
abbiamo di recente denunciato e abbiamo trovato in Francia, in Inghilterra e in Germania, è
notizia di quest’anno che, di proveneienza dagli
Stati Uniti è entrato a far parte della catena alimentare. E’ stato trovato anche in Italia, attraverso le analisi del Ministero della Salute e rispedite al mittente. Questo ci fa capire che anche le
industrie del biotech non sono in grado di gestire e di controllare questi prodotti creati in laboratorio. In questo caso stiamo parlando di un
prodotto che era stato solo testato nei campi
sperimentali e la cui sperimentazione doveva
essere terminata già dal 2001 , non ha ottenuto
l’autorizzazione per la coltivazione e per il commercio, ma l’azienda non aveva nemmeno chiesto l’autorizzazione .
E s i s t o n o d u e fa z i o n i d i r i c e rc a t o r i : u n a c h e s i
d i c e a f av o r e d e g l i O g m , l ‘ a l t r a c o n t r o , v i s t o
c h e c o m u n q u e n o n c i s o n o l e fo n d a m e n t a p e r
q u e s t o t i p o d i c o l t u r e. G r e e n p e a c e d a q u a l e
p a r t e s i s c h i e ra ?
Per quanto riguarda la biotecnologia diciamo che
è un campo enorme: non riguarda solo gli Ogm
in campo agroalimentare, per il quale il nostro
–NO- è fermo e irremovibile . Un discorso è parlare di ricerca in un ambiente chiuso, un laboratorio in cui non ci possono essere perdite di questo Dna , un conto è parlare di campi sperimentali all’aperto in cui ci può essere una contaminazione, com’ è accaduto ad esempio con il riso.
Questo ci dimostra che ci sono rischi e mette in
pericolo la nostra salute ma anche degli animali
di cui ci nutriamo,. Una seria riflessione va fatta.
L’ i n t e resse ci sembra si focalizzi soprattutto
sulle multinazionali e su quello che decidono
poi per l’umanità intera…
Gli Ogm sono un’occasione e una scusa perfetta di poche multinazionali per controllare i
rubinetti dell’alimentazione mondiale. Stiamo
dando ad una manciata di azienda private, che
come lavoro fanno quello di macinare profitti
privati, in gestione le basi di quella che è l’alimentazione di miliardi di persone composta da
mais , soia e riso. E’ una maniera di controllare
la filiera alimentare, dal seme fino al prodotto
finale.
Q u a l c o s a c h e d ov re bb e i n re a l t à e s s e re d i t u t t i
Cosa consiglia ai consumatori?
Di controllare le etichette perché in Europa dal
2004 abbiamo una norma che obbliga le ditte
alimentari a specificare se un organismo e un
ingrediente transgenico è presente in misura
superiore allo 0,9% .E soprattutto farsi sentire.
Continuare a ribadire ai negozi, ai supermercati
dove andiamo a fare solitamente la spesa, di
ribadire la volontà di non utilizzare gli ogm per
i prodotti che vengono acquistati. Questo mantiene il mercato libero
E G re e n p e a c e c o s a s t a fa c e n d o ?
Continua ad informare, sia per quanto riguarda le
ricerche sia per quanto riguarda le informazioni,
li dove vengano nascoste e in più siamo col fiato
sul collo delle aziende che non si comportano
correttamente
C o m ’ è s t a t o s c o p e r t o i l r i s o t ra n s g e n i c o ?
La contaminazione del riso cinese è stata scoperta già nel 2005 da Greenpeace e già allora
abbiamo iniziato a denunciare la contaminazione
del riso prodotto in una regione della Cina, l’abbiamo seguita e abbiamo trovato prodotti nei
supermercati già contaminati; in particolare in 3
paesi, Francia, Germania e Gran Bretagna.
Questo è un prodotto sfuggito ai controlli. Tutti
i passaggi sono sfuggiti. La contaminazione con
il riso della Bayer nell’agosto 2006 ha visto invece l’azienda e il Dipartimento dell’Agricoltura
americano che hanno informato la Comunità
Europea di questa contaminazione anche se
dalle informazioni che abbiamo raccolto per la
strada pare che già si sapesse cosa fosse accaduto
Federica Ferrario, Responsabile campagna OGM
Greenpeace
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CANCRO: che fare?
continua il viaggio nel mondo della radionica
• Cosa dicono i pazienti: le loro testimonianze
(2° parte)
] a cura di Sergio Di Mambro e Luciana Buono [
Il Prof. Edoardo Neri
Incontriamo una delle persone che ha conosciuto il dott. Di Pascale, ovvero il prof. Edoardo Neri,
pediatra per oltre 40 anni e uomo di grande esperienza medica.
Prof. Neri, come ha conosciuto il dott. Di Pascale?
"In maniera del tutto casuale. Ero magro come un
osso e avevo dei dolori gastrici continui; un collega radiologo mi disse che avevo una lesione
ulcerosa. In quel momento una persona amica mi
parlò di Di Pascale. Questa persona, tra l'altro,
aveva avuto dei miglioramenti notevoli delle sue
prestazioni sportive, infatti è stato campione di
spada negli anni '70 - '80. Mi ricordo distintamente
che allora bevevo litri di latte come cura e stavo
sempre peggio, dell'helicobapter neanche si conosceva l'esistenza e il problema restava. Dopo
avermi toccato e guardato, Di Pascale mi disse
che avrei dovuto smettere totalmente di bere latte e iniziare a mangiare carne e altri alimenti:
sorprendentemente guarii del tutto. La cosa mi
meravigliò molto in quanto allora la medicina ufficiale riteneva, erroneamente, che la cura per i
problemi gastrici fosse il bere moltissimo latte.
Come San Tommaso tendo a basarmi su una medicina dell'evidenza, e quindi, rimasi straordinariamente
colpito dal fatto che, seppure con moltissimi anni di esperienza, io non sarei riuscito a fare delle
diagnosi come le sue. Moltissime sue idee erano
preveggenti: infatti si è capito che il latte era dannoso per l'ulcera gastrica solo dieci anni dopo.
Mandai diverse persone da lui e tutti ebbero dei
risultati brillantissimi; le terapie erano a base di
erbe. Non posso dire di più".
Ci può dire di più degli studi del dott. Di Pascale
e della base scientifica che c'è dietro la sua medicina?
"Perbacco, si tratta di un medico con ottima esperienza clinica; era stato anni e anni in una clinica
romana a Montemario. Vedeva pazienti di ogni tipo e la sua esperienza era basata sulla quotidianità.
Il suo approccio era pragmatico e io non ho mai
avuto occasione di prenderlo in fallo su qualcosa di medico. Una precisazione è che lui considerava
il fegato come la madre di tutte le ghiandole e
che pertanto doveva aversi un’armonia per espellere tutte le porcherie che un individuo acquisisce
durante la sua vita in città. La sua intenzione era
quella di rendere l'organismo in grado di superare tutte le difficoltà che l'ambiente gli pone davanti.
Ricordo che una volta fece un esempio: nel cancro le linee cellulari che si alterano sono come le
brigate rosse che si rivolgono contro i loro fratelli a tradimento. Bastava solo riequilibrare le
cellule e lui ci riusciva con le sue erbe disintossicanti".
Lei ha parlato di diete, erbe e disintossicazio-
18:romalive
ne. Non è un po' poco?
"Diciamo che si trattava di miscele di erbe fatte
da lui, ma solo dopo la diagnosi fatta con le sue
mani e il suo cervello. Voglio far notare poi che
le miscele erano ad personam, a seconda quindi
delle esigenze delle patologie riscontrate".
Ci sono dei testi di riferimento scritti da Di Pascale?
"C'è qualcosa e si tratta di dispense.
Perché ha accettato di parlare ?
"Per un motivo affettivo, gli devo molto soprattutto perché non sono mai stato operato.
Alla fine diventammo amici e il fluido empatico non si è mai interrotto.
Il dott. Di Pascale, secondo lei, ha creato un
nuovo approccio per la cura delle persone?
"Certo ci ha provato e questo è già molto, sotto tanti punti di vista".
Il Professor Edoardo Neri
Ancora con il Prof. Giuseppe Genovesi
Lei ha conosciuto il dott. Di Pascale?
"No, Sono entrato in contatto con persone che lo
avevano conosciuto.
I n s i n c e r i t à l e d e bb o d i re c h e l a s e n s a z i o n e
che ho avuto è quella di una persona che, dop o a ve r v i s i t a t o c o n l e m a n i p a z i e n t i , e m e t t e
u n a s e n t e n z a e c o n l e e r b e l a c u ra . L o c h i e d o
p e r c h i l e g g e : c o s a c ' e n t ra q u e s t o c o n l a ra dionica?
"Innanzitutto conosceva benissimo la radionica. Poi il fatto che avesse questa facoltà è sintomo
di una interiorizzazione degli aspetti diagnostici. Ciò non vuol dire che si limitasse solo a
questo. Allora la macchina di Callegari era il solo mezzo con cui fare le diagnosi. Le fitoterapie
che assegnava erano in grado di amplificare la
sensibilità tessutale e cellulare alla terapia radionica".
Quando ci siamo incontrati si parlò di meccanica quantistica e di radionica. Se lei dovesse
raccordare una sintesi di tutto quello che è stato detto, come farebb e ?
"La radionica è il frutto di una conoscenza superiore alla quale è stata data una spiegazione
scientifica, che risale ad Einstein e alla meccanica quantistica. Il presupposto scientifico ha
fatto si che ci fossero delle basi solide; il fatto
che esse non siano conosciute è dato dalla enorme vastità della materia. Di qui l'uso degli strumenti,
che fossero le mani o attualmente la macchina
di Callegari, il dato è che le diagnosi sono precise e accurate. L'applicazione rispetto alla
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fitoterapia di Di Pascale è semplice: il soggetto
che riceve la terapia radionica deve essere il più
integro possibile. La fitoterapia aiuta il corpo a
ricevere meglio la radionica e la dieta alimentare.È solo una capacità di mettere in campo dei
processi che nel nostro fisico avvengono normalmente".
Il discorso diventa sempre più complesso. Ma
una cosa appare certa: la medicina da questo
punto di vista non appartiene più solo ai me dici, ma si proietta in un connubio fra medici,
ingegneri e fisici?
"Assolutamente si, del resto la medicina è un patrimonio dell'umanità. Il medico non è solo chi
prenda la laurea, deve avere anche lo spirito per
gettarsi verso la verità, che rende liberi tutti gli
individui. Io collaboro soprattutto con ingegneri
e fisici e da loro ho ricevuto la conoscenza della
radionica".
Il Professor Giuseppe Genovesi
Ascoltiamo ora una paziente, la sig.ra Manuela Borrello
Signora Borrello, ci racconta la sua esperienza
e a chi è collegata.
"Dunque, venti anni fa io avevo tre piccoli nei
e un giorno mi sono accorta che si erano uniti,
diventando un grosso neo molto brutto. Sono
andata di corsa dal dermatologo e il responso
era un melanoma. L'intervento era molto com-
plesso con lo spettro, tra l'altro, della chemioterapia.
Io mi sono rivolta al dott. Di Pascale, che già
conoscevo perché aveva curato mio cognato, sia
con le mani che guardandomi l'iride. Con la sua
cura, mi disse, sarei guarita; ho iniziato a prendere le erbe, a mangiare otto etti di carne rossa
al giorno, frutta, verdura, minestrone, miele e
uova. Col tempo il melanoma è caduto, letteralmente, un pezzo per volta e ora sono sana e
sto bene.
Devo confessare che seguo la dieta anche oggi
perché sono convinta che faccia bene e se oggi sono qui lo devo proprio a questo".
Ascoltiamo ora il prof. Giuseppe di Giacomo, cardiologo. Con lui
ripercorriamo la storia della sig. ra Borrello.
Il Professor Giuseppe di Giacomo
Prof. Di Giacomo, parliamo del suo scetticismo.
"Io seguivo la sig. ra Borrello dal punto di vista cardiologico. Quando mi fece presente che la cura del
dott. Di Pascale era andata a buon fine, io ero mol-
to scettico perché non
avevo mai sentito che
un melanoma potesse
essere curato da un
trattamento del genere. Pensai ad una
diagnosi sbagliata ovvero ad una dermopatia
diversa dal melanoma.
Ma quando vidi l'esame istologico del San
Gallicano che parlava proprio di melanoma, la mia
idea cambiò, anche se pensavo comunque che ci volessero delle verifiche e dei dati statistici di conforto".
Lei ha conosciuto il dott. Di Pa s c a l e ?
"Si. Era una persona molto preparata e degna di
grande ammirazione".
L e i è u n c a rd i o l o g o e o p e ra n e l l a m e d i c i n a u f f i c i a l e. Ci crede ciecamente?
"Direi di si, ci lavoro da 40 anni".
N e l s u o l a vo ro e i n q u e l l o d e g l i a l t r i h a m a i
p e n s a t o , g u a rd a n d o s i i n d i e t ro, che ci fo s s e
q u a l c o s ' a l t ro d a fa re ?
"Si, delle perplessità ci sono su alcune situazioni e magari si potrebbe agire diversamente, ma
tutto deve essere provato e sperimentato".
C o s a p e n s a d e i p ro t o c o l l i , s p e c i a l m e n t e n e l
c a s o d e l c a n c ro ?
"Che sono di un'efficacia fondamentale e validissimi. Tutti i pazienti che sono portatori di
patologie di quel tipo devono attenersi ai protocolli, in quanto possono salvare delle vite".
La sig.ra Manuela Borrello
romalive
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Continuano le testimoninaze di pazienti guariti grazie alla radionica
e alle cure del Prof. Genovesi.
Ascoltiamo la storia della madre della signora Paola Mancini
S i g n o ra Mancini: ci
racconta la sua sto ria?
Mia madre all'inizio del
2005 ha avuto dei problemi che non riuscivamo
a capire. Hanno fatto
una tac alla testa e abbiamo scoperto che
aveva un grande edema al cervello. Dopo
10 giorni è stata operata e il tumore è stato completamente asportato visto che era circoscritto al
lobo sinistro del cervello. Ci è stato detto però
che il tumore era maligno . Abbiamo iniziato le
cure tradizionali, ovvero la chemioterapia e la radioterapia. Non ci hanno dato speranze con
un'aspettativa di vita di circa un anno. Mia madre è stata operata, ha fatto dei cicli di chemio e
radioterapia.
Come siete arrivati alla radionica?
Abbiamo sentito parlare di questa terapia per conoscenza e mi sono mossa. Ho conosciuto il Prof.
Genovesi e abbiamo iniziato questo tipo di terapia
alternativa, assolutamente non invasiva ripetto a
quello che stava facendo mia madre. Ha dato dei ri-
sultati buonissimi e anche i medici si domandano
come può essere che mia madre sia ancora in vita
Che tipo di cura ha fatto sua madre ?
Semplicemente una cura che riguardava tisane ed
erbe insieme ad una dieta specifica, molta carne
rossa, pesce, eliminando formaggi , latte e oggi
seguita da tutta la famiglia e poi apporto di uova in base a necessità e a come si sente la persona
Oggi come sta sua madre ?
Oggi le analisi sono buone, il tumore non è progredito
La sig.ra Paolo Mancini
A questo punto ascoltiamo anche il parere del Prof. Genovesi su questo
ennesimo caso di guarigione grazie alla radionica
P r of e s s o r e , L e i h a a p e r t o u n a s t r a d a , d o ve
c'è speranza e dove le persone, guardando le
trasmissioni sono intere s s a t e. Ma parlando a
t a n t a g e n t e s i p re s u p p o n e c h e c i s i a n o d e i
p re s u p p o s t i s c i e n t i f i c i
Sono perfettamente d'accordo e anche nelle volte scorse abbiamo avuto la premura di puntualizzare
gli aspetti scientifici. Questo caso è molto significativo perchè è il caso di una signora poco
più che settantenne a cui è stato diagnosticato un dioblastoma di quarto grado; è un tumore
particolarmente aggressivo perchè ha una capacità di replicazione notevole. Percui è un
tumore che ha un esito infausto a breve scadenza. la signora era stata trattata chirurgicamente
, poi con la chemio e radio terapia le era stata
data una prognosi ottimisticamente ad un an-
no. La signora oggi gode di ottima salute e gli
esiti di risonanza magnetica mostrano un'assenza di ricrescita. Il dioblastoma è un tumore
aggressivo eppure non ha ripreso la proliferazione. nonostante fosse previsto da protocollo
che il tumore si rifacesse sentire e portasse alla morte del paziente dopo pochi mesi addirittura
dopo un anno. Purtroppo dopo gli interventi la
signora ha problemi dovuti al fatto che le è stata asportata una massa di 6 cm di diametro che
mette la paziente in una condizione non ottimale
Pe rchè la signora si è operata?Non era possib i l e ev i t a re l ' i n t e r ve n t o ?
Assolutamente si ma come abbiamo tentato di
spiegare in precedenza è molto importante l'atteggiamento mentale del paziente. Devono essere
sereni nei confronti di una terapia che è particolarmente alternativa e subisce delle notevoli
interferenze di successo ove ci siano degli atteggiamenti di rifiuto.
A bb i a m o r i c ev u t o d i ve rs e m a i l : u n a d i q u e s t e c i c h i e d e va d i p o r L e u n a d o m a n d a : s e L e i
av e s s e u n t u m o r e q u a l e c u r a u t i l i z z e r e b b e ?
l a t ra d i z i o n a l e o l ' a l t e r n a t i va ?
Mi rendo conto della provocazione ma è naturale che quando ci si interfaccia con una terapia
sconosciuta, non potrebbe essere altrimenti. E'
molto difficile per chi ascolta rapportarsi con
qualcosa che non si conosce.
L e i u t i l i z z e re bb e l a ra d i o n i c a ?
Chiaramente si.Che poi possa servirmi di ulteriori modalità a seconda di quello che la radionica
stessa mi potrebbe suggerire è possibile.
Incontro con l’Ingegner Luciano Buono
L’Ing Luciano Buono
Il Prof Neri ci ha parlato del Dott. Di Pascale. Il
dottor Genovesi ci ha parlato della sua collaborazione con ingegneri e con fisici. Noi abbiamo
voluto incontrare un ingegnere, una persona che
avesse alcune cognizioni ma che nel suo stesso
viaggio avesse incontrato il dottor Di Pascale,
l'Ing. Luciano Buono
Ing. Buono, Lei lo ha incontra t o , p e r q u a l e
m o t i vo ?
Intorno agli anni '80 non sono stato bene, e mi
20:romalive
sono rivolto alla classe medica. Ho passato un
brutto periodo. Dopo un anno di cure stavo malissimo; fra i medici che mi hanno curato c'era
un cardiologo molto conosciuto. La diagnosi era
che le mie coronarie erano malate; prendevo pasticche e non riuscivo ad alzarmi dal letto . Per
fortuna ho incontrato il Dottor Di Pascale.
Mi disse che la struttura era sana e che i medici mi stavano ammazzando con le loro cure. Mi
tolse subito tutte le medicine e mi disse che
avrei dovuto disintossicarmi. Iniziai semplicemente una dieta e mangiando gli alimenti che
mi aveva dato insieme alla terapia funzionavano . Per 3 mesi ogni settimana andai da lui per
capire come era possibile che semplicemente
mangiando stavo meglio. Iniziai a studiare i suoi
libri e capii che le sue cure erano rivolte alla
persona e non alla malattia, prese dal mondo
vegetale con un 'impostazione completamente
diversa dalla medicina uffiale. Tutte le sue cure
transitavano per il mondo vegetale perchè diceva che i prodotti di sintesi non potevano avere
nulla a che fare con il mondo animale. Fulvio è
morto ventanni dopo ed io ho sentito il bisogno di continuare la sua battaglia che ha salvato
la vita a tanti amici.
Nella scorsa intervista con il prof. Neri e con
l a s i g n o ra B o r re l l o è e m e rs o c h e i l D o t t . D i
Pascale aveva fatto diagnosi con le mani. E'
avve n u t o c o s i a n c h e c o n L e i ?
Certo. Lui faceva tutto con le mani. Essendo medico sentiva attraverso le mani il male del
paziente
Il Dott. Di Pascale è venuto a mancare. Il Prof.
Genovesi, che io ho conosciuto non pratica questo tipo di tecnica, non utilizza le mani. Ci ha
d e t t o c h e c o l l a b o ra c o n i n g e g n e r i . A q u e s t o
punto cosa state facendo?
Noi abbiamo costituito un' associazione che si
chiama " Fulvio Di Pascale " .Per quanto mi riguarda la ricerca prettamente fisica , chimica,
biologica ossia senza pazienti l'ho potuta portare all'Università di Trieste con successo. Dovevamo
trovare un medico che applicasse questa medicina. Abbiamo incontrato il Prof. Genovesi che
ha compreso perfettamente la medicina del Dott.
Di Pascale.
Il professore visita i pazienti, successivamente
tramite una foto, un capello il paziente viene testato con la macchina di Callegari. A questo punto
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può essere attivata la diagnosi, e la terapia.
Quando è stata istituita l 'associazione la cosa
più importante era riportare la ricerca sulla strada maestra nel rispetto dei tre regni: animale,
minerale e vegetale perchè la ricerca , oggi molto avanzata, non rispetta l’ equilibrio che c'è
in natura facendo cose terribili.
A bb i a m o p a r l a t o d e l l a m a c c h i n a d i C a l l e g a r i
e i l d i s c o rs o s i fa c o m p l e s s o . L a m a c c h i n a d i
C a l l e g a r i q u a l e b ra n c a d e l l a f i s i c a u t i l i z z a , l a
meccanica quantistica?
Dovremo fare riferimento alla fisica di Severi
e Pannaria depositata all'Accademia dei Lincei.
Tale fisica ha come punto di riferimento “l’equazione di scambio” cercata anche da
Heisenberg per spiegare il “principio di indeterminazione della materia”.
Tutto ciò di cui abbiamo parlato, la cura dell e p e r s o n e, t a l e s c i e n z a p u ò i n f l u e n z a r e
p o s i t i va m e n t e a n c h e l a s o c i e t à ?
Assolutamente si.
L e i s a c h e i l P r of G e n o ve s i e l ' a s s o c i a z i o n e
che avete cre a t o h a n n o u n c o m p i t o i m p o r tante.
S e t u t t o c i ò c h e è s t a t o d e t t o è ve ro, tanta
g e n t e s of f re e m u o re e n o n s a c h e c i s i p u ò
c u ra re con poco.
Il compito importante è della sanità. L'Università
di Trieste ha dovuto certificare risultati molto
importanti da noi ottenuti.
L a r i c e rc a è s t a t a fa t t a s u c a v i e a n i m a l i o s u
p e rs o n e ?
Ovviamente su cavie animali.
C o s a a ve t e fa t t o n e l l o s p e c i f i c o ?
Abbiamo iniettato il TLX5 linfoma, una leucenmia fulminante. Nel mondo, dopo che viene
iniettato questo virus, muoiono tutti i topi dopo 9, 6 giorni. Io li ho curato tutti con una cura
fitoterapica e radionica alimentare e sono guariti.
Tutto questo è uscito su giornali scientifici?
Questa cura costa al massimo 50 euro. E' improponibile proporla alle case farmaceutiche
perchè subirebbero un danno macroscopico.
Bisognerebbe ristudiare la fisica la chimica e la
biologia.
A l l o ra vo g l i a m o r i s t u d i a r l e i n s i e m e q u e s t e
materie per i lettori?
Sicuramente si.
Ascoltiamo la storia della signora Annamaria
Sig. ra Annamaria, ci parla dell'esperienza che
ha vissuto?
"Mio marito è stato operato per un tumore al fegato il 27 luglio del 2006; al momento dell'intervento
il tumore si è aperto e le scorie sono andate in
circolo per tutto il corpo. Uscito dall'ospedale il
17 agosto, non si sentiva bene. Come conseguenza
di questa situazione il 21 settembre ha avuto una
paralisi dell'occhio destro, dovuta a non si sa bene cosa: una volta ricoverato di nuovo, dopo il
terzo giorno mi hanno detto che dati i problemi
collaterali di mio marito, non era più possibile fare nè chemioterapia nè radioterapia. Per di più si
era cominciata a formare dell'acqua nei polmoni
e nel basso ventre. L'ho dovuto portare a casa e
la cosa che mi venne detta fu di avere a disposizione dell'ossigeno, in quanto avrebbe avuto delle
crisi respiratorie e in termine di un mese se ne sarebbe andato. Una situazione disastrosamente
drammatica".
Cosa ha fatto a quel punto?
"Allora venni indirizzata verso il prof. Genovesi e
mio marito ha iniziato la cura il 27 ottobre; dopo
pochi giorni l'occhio si era già riaperto, mentre
all'ospedale mi avevano detto, con una brutalità
assoluta, che mio marito sarebbe morto con un
occhio chiuso. Ora sta bene e le analisi sono ottime".
Ci può dire come è stato curato suo marito?
"Con erbe e alimentazione a base di uova, carne rossa, pesce, frutta e verdura di stagione.
Tutto qui. Prima non stava in piedi e si addormentava non appena dal letto lo portavo, per
non farlo deprimere, sul divano. Ora è tutta
un'altra situazione. Aveva inoltre dei problemi
di tremolio alle mani e ad una gamba: ora non
ci sono più e non prende neanche più le medicine che gli erano state prescritte per quel
problema".
Andiamo ora ad ascoltare il Prof. Giuseppe Genovesi, il quale entra più nello
specifico non solo di questa situazione ma anche di altri aspetti.
Prof. Genovesi, esaminiamo questo altro caso.
"Si tratta di un caso complesso e di alta gravità. Ci sono una sindrome metabolica, con problemi
coagulatori e di pressione arteriosa, che ha interessato anche la sfera coronarica; ma la cosa
più grave è la presenza di un epatocarcinoma,
una neoplasia particolarmente aggressiva. generalmente gli esiti, al di là dell'intervento
chirurgico e della terapia chemioterapica, sono
infausti. Infatti dopo l'intervento chirurgico esitano ancora dei parametri biologico molto
aggressivi".
Cosa'altro c'è in questo viaggio intrapreso con
lei e con i pazienti? Devo chiederglielo perchè
sento che qualcosa mi sfugge.
"Direi che c'è molto altro e riguarda l'individuo
nella sua totalità e nel suo contesto psico - neuro - endocrino - immunologico. Chiaramente con
questo termine intendo anche la sua sfera spirituale".
Professore, in questa medicina c'è l'interazione con la meccanica quantistica?
"Assolutamente si. Essa è la base attraverso la
quale si deve passare per comprendere questa tecnica scientifica ".
Lei ha parlato dell'uovo e della cellula dell'uovo: ci può spiegare meglio?
"La cellula è composta dal citoplasma e dal nucleo; nel nucleo c'è il DNA e ad esso si potrebbe
paragonare il rosso dell'uovo. Mangiando il rosso dell'uovo e quindi il DNA, il soggetto reagisce
meglio alla terapia. Ê di una semplicità disarmante".
A l l a f i n e d i q u e s t o p e rcors o q u i n d i , n o i p o tremmo capire dentro che succede?
"Attraverso lo stato di coscienza e le acquisizio-
ni si trova certamente una delle porte d'accesso
al sistema individuo. Vede, la gioia di trovarsi guariti apre un nuovo modo di porsi verso di sè e verso
gli altri, verso la vita".
Pensa che potremo approfondire ancor di più
questo discors o ?
"Si, soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento dell'attenzione dei medici, che sono distanti
per mancanza di coscienza della materia".
In conclusione, ci sono dei testi di riferimento sui quali documentars i ?
"Ci sono due ordini di testi. Alcuni che introducono alla meccanica quantistica e ai concetti della
biofisica e della medicina quantica. Ci sono poi
dei testi più specialistici sulla radionica e mi riferisco a quelli del Prof. Di Pascale, che è riuscito
a gestire concretamente l'approccio terapeutico
con questa modalità".
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DOSSIER Municipio Roma XVIII
[ di • Stefano Ursi e Fabrizio Piciarelli ]
DOSSIER XVIII: Focus informazione
La redazione di Romalive incontra l’On. Stefano de Lillo, Consigliere Regionale
di Forza Italia e Alessandro Vannini Capogruppo di Forza Italia al Municipio XVIII
On. De Lillo, partiamo dalla decisione del
Tar del Lazio di sospendere il decreto
Turco sulla cannabis; qual è il suo parere
in merito?
“Credo che si tratti di una sentenza importante, un freno alla decisione nefasta di
aumentare la quantità minima per uso personale; il rischio che ciò potesse tramutarsi in un
ponte più sicuro per l’approdo a droghe più
pesanti era concreto. Era un segnale di debolezza ma con questa decisione si può tornare
a parlare di prevenzione e di combattere la
droga fra i giovani ”.
Parliamo di nomadi; praticamente tutti i
municipi di Roma sono toccati da questo
fenomeno. Che politiche si possono
attuare per abbassare il livello di questa
emergenza?
“Il problema nomadi e più in generale quello
dell’integrazione sono difficili e non si possono risolvere con la demagogia; queste comunità all’interno delle nostre città esistono e
questo è un dato di fatto, come la loro fattiva dimensione di sedentarietà, al contrario di
quella che dovrebbe essere la loro natura di
eterni viaggiatori. Occorre, a mio parere, una
seria politica di censimento e di programmazione, infatti sono ormai dopo tanti anni convinto che spostare le comunità porta solo il
disagio da un’altra parte. Qui non vorrei toccare la tematica dell’accattonaggio dei bambini per strada, ma è un problema grave sul
quale occorre iniziare a fare qualcosa. Il
Sindaco e la sua Giunta si preoccupano della
cultura e delle domeniche ecologiche ma mai
dei problemi reali e concreti”.
Consigliere Vannini, partiamo da qui per
parlare con lei di sicurezza; da voi nel
XVIII come si vive?
“L’argomento sicurezza è molto sentito perché tocca la vivibilità dei quartieri e delle
22:romalive
strutture tutte. Il livello è molto peggiorato,
anche nel Municipio XVIII; abbiamo realizzato
una manifestazione con raccolta di firme per
Villa Carpegna, che è l’unico parco dove le
mamme, i bambini e gli anziani vanno per
stare un po’ in tranquillità. Ebbene, in quella
che dovrebbe essere un’oasi per tutti, dove la
tranquillità dovrebbe regnare, non più di un
mese e mezzo fa un senzatetto è stato ucciso
a bastonate e addirittura bruciato all’interno
della Villa. Questo sistema di sicurezza è
carente e la maggioranza sembra non vedere
quanto la macchia si stia allargando. Noi
abbiamo condannato le scritte contro Raciti e
protestato contro la riduzione del 5% nella
Finanziaria per le Forze dell’Ordine, ma le
cose evidentemente non cambiano. Su questo è stato presentato un ordine del giorno in
Consiglio Municipale: per ragioni inspiegabili
la maggioranza ha voluto bloccare la mozione ed è stato, alla luce dei fatti accaduti, un
fatto molto grave”.
Voi consiglieri municipali siete la prima
interfaccia per i cittadini. Con voi sfogano il
proprio malcontento; com’è la situazione?
“C’è un vero e proprio clima di sfiducia, le
persone stanno ulteriormente soffrendo i problemi sanitari del territorio. I tagli e gli abbassamenti di spesa non possono pregiudicare la
salute dei cittadini, perché al di là dei punti
fermi oltre i quali non intendiamo andare la
tematica sanitaria è da trattare tecnicamente
e non con colpi così pesanti. Occorre tagliare
gli sprechi veri e non dove se ne vede solo la
possibilità. Vede, nel nostro territorio c’è un
esempio eclatante, ovvero la costruzione del
nuovo Municipio, che è un edificio di cui è
entrato in possesso il Comune di Roma; sono
stati già spesi 10 milioni di euro per una struttura che solo per metà ospiterà la sede del
Municipio: con una cifra del genere si potevano attivare altri meccanismi, anche nel settore sanitario. Ci sono molte feste e molte
manifestazioni, che io considero importanti,
ma devono essere fatte delle scelte. Noi
poniamo delle necessità importanti all’ordine
del giorno”.
On. De Lillo, vorrei introdurre una tematica scottante e difficile da trattare in
questo Paese: i DICO e le coppie di fatto.
Lei ha recentemente dichiarato che la
manifestazione di Piazza Farnese e la
vicenda Anno Zero, trasmissione di
Michele Santoro dalla quale il Ministro
Mastella si è congedato prima del tempo,
hanno dato uno spettacolo offensivo nei
confronti dei cattolici e non solo.
Entriamo nel dettaglio.
“Bene, le problematiche in relazione alle coppie di fatto in Italia sono molte. La proposta
sui DICO ne ha create, evidentemente, delle
altre e ancor più spinose. Riguardo le manifestazioni di piazza o televisive, mi viene da
pensare basandomi sull’evidenza dei fatti che
tutto ciò non si risolve mai al di fuori di un
duro quanto inutile attacco alla Chiesa
Cattolica e ai suoi esponenti. Al di là del fatto
che non si può e non si deve offendere il Papa
o membri della Cei, sarebbe il caso di iniziare
ad interiorizzare l’assunto per il quale non si
può ostacolare il pensiero altrui nella sua
esplicazione. È un principio di convivenza
basilare nella società. È la tolleranza”.
Concludiamo, dato che siamo in tema di
diritti, con la somministrazione gratuita
del vaccino contro il Papillloma Virus.
Secondo lei dovrebbe essere allargata a
tutte le fasce?
“Nel risponderle parto da un dato che mi sembra eclatante nella sua unicità: le uniche due
nazioni che non distribuiscono gratuitamente
il vaccino sono Italia e Spagna. La battaglia di
civiltà vera è quella per la quale un prodotto
che evita nella totalità dei casi il contagio e lo
svilupparsi della malattia viene finalmente distribuito a tutti, senza distinzioni. La proposta
di Forza Italia naturalmente va in quella direzione e noi stiamo facendo di tutto per portarla avanti. La provocazione che lancio è di
regalare, l’anno prossimo insieme alle mimose
per la festa della donna, anche una fiala del
vaccino”.
In foto: on. Stefano de Lillo, Alessandro Vannini
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21-03-2007
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DOSSIER XVIII: I COMITATI DI QUARTIERE
[ di • Stefano Ursi ]
Comitato di quartiere Mazzalupo
Intervista al sig. Persia
Sig. Persia, quali sono i problemi che
riscontrate nella zona in cui operate?
“Innanzitutto manca un punto di aggregazione comune per tutti e la mobilità pubblica non è adeguata alla reale distribuzione
della popolazione; noi qui abbiamo una viabilità molto frazionata che non rende possibile coprire tutte le zone. Ma, sicuramente, il
problema più grave e che saltata agli occhi di
tutti è la viabilità; lo svincolo di Casal del
Marmo non è stato seguito da un ridisegno
adeguato anche delle zone circostanti, che
sono rimaste agli anni ’60. Le opere accessorie che necessitavano non sono state realiz-
zate e come è chiaro a tutti, la zona ne risente: se le strade sono strette è palese che l’autobus non ci passa. Insomma, il tutto va a
concludersi nel grande intasamento di Via di
Boccea, che rimane, a tutt’oggi, l’unica
direttrice che permette ai cittadini di raggiungere la propria abitazione. I problemi
sono molti e questi sono solo i più macroscopici”.
I vostri rapporti con il Municipio?
“Si è formato il comitato di quartiere con
l’onere di farsi carico di dare visibilità a
tutte queste problematiche e siamo stati
anche ricevuti come delegazione ma finché
il bilancio del Municipio sarà derivato da
quello del Comune di Roma, i fondi non
potranno essere sbloccati e le parole rimarranno tali”.
Chiudiamo con un cenno sul nuovo Prg.
“Chiaramente, come ho detto, le problematiche sono molte e con un po’ più d’attenzione si potrebbero trovare delle soluzioni adeguate. Certo è che alcune delle previsioni del
Prg andrebbero riviste meglio, in quanto a
prima vista non sembrano in grado di risolvere integralmente i problemi. Occorre analizzarlo nel dettaglio e capire dove si può andare a migliorare”.
Comitato di quartiere Valle Aurelia
Intervista al sig. Cerrutti
Sig. Cerutti, ci può parlare di come si vive
nel suo territorio?
“I problemi sono molti, a partire dalla mancanza delle forze dell’ordine e mi riferisco in
particolare ai vigili urbani. I fatti incresciosi si
sono verificati e ripetuti più volte e la Polizia
non è sempre presente. Parlare del traffico e
dell’intasamento è diventato ormai un mero
esercizio di stile, ma sull’Olimpica la situazione è drammatica: davanti al bar Il
Pappagallo all’intersezione con via Savorelli
la terza fila impera e crea fila fino addirittura a Piazzale degli Eroi. È evidente che se il
traffico fosse più fluido non ci sarebbe bisogno, per alcuni automobilisti, di percorrere
contromano dei tratti di strada. Più volte ciò
è stato fatto presente, ma le risposte vaghe
da parte degli interessati sono ormai all’ordine del giorno. Un’ultima cosa che mi
preme sottolineare è il parcheggio selvaggio
che si crea nei pressi del cavalcavia
dell’Aurelia allo svincolo con la laterale via
Innocenzo XIII: i due sensi sono intasati e si
è verificato anche un incidente con auto
della Polizia. Non voglio dilungarmi, ma
debbo farlo, sullo stato delle strade, che
sono ridotte ad avere marciapiedi di 35 anni
fa, e sulla mancata potatura dei platani: non
si impressioni se le dico che ciò non avviene
dal 1990. Credo di aver detto quasi tutto,
anche se le questioni all’ordine del giorno
sono ancora molte”.
Avete rapporti con il Municipio? Siete
ascoltati, ricevuti o avete comunque un
filo diretto di comunicazione?
“Devo dire che con la nuova amministrazione
non c’è stato ancora alcun approccio, ma
spero che al più presto vi siano dei contatti,
perché i problemi che affliggono la zona
vanno presi in considerazione al più presto.
Ci vuole impegno e collaborazione altrimenti
le difficoltà rimangono e si cristallizzano nel
tempo. Con la Giunta Fratta c’erano ottimi
rapporti e ci si parlava spesso. Coltivo ancora
la speranza che anche con questa giunta si
possa interloquire con costrutto”.
E il nuovo Prg?
“Le cito, a proposito di questo, solo una questione; al tempo del Sindaco Rutelli, si dava
come imminente la soluzione di Monte
Ciocci, che sarebbe dovuta diventare una collina di valore e prestigio. Ebbene, tutto è
rimasto come allora. Ma allora come si può
parlare di Piano Regolatore se non si risolvono prima le questioni dei territori. Lei ha mai
visto che cosa sorge a lato di via Anastasio II?
Sono le “ville di latta” e sono in espansione.
I rapporti con la Pubblica Amministrazione
sono complessi e lunghi e con le parole certo
non si va avanti”.
Attualità Municipio XV
Intervista alla consigliera di Forza Italia Rossella Paniconi
Dai nomadi alla tematica sicurezza, fino ad
arrivare allo Sportello del Cittadino, passando
per le richieste dei cittadini, Rossella Paniconi
spazia in lungo e in largo fra i problemi del territorio ed in particolare della zona Marconi.
Consigliera Paniconi, lei ci ha parlato di
un’emergenza pressante nel territorio: i
nomadi. Ci può spiegare bene gli aspetti
più preoccupanti della questione?
“Molto semplice; volevano spostare i nomadi
nei dintorni di Roma, ma non è stato possibile, ora non sembrano prospettarsi all’orizzonte
nuove soluzioni e il clima drammatico resta.
Chi viene qui non può non rendersi conto che
esiste una vera e propria emergenza sociale e
di sicurezza; i cittadini sono preoccupati a
ragione, visto quello che accade tutti i giorni.
Voglio solo descriverle un episodio che si ripete ormai da tempo: in alcune zone ci sono
delle centraline Telecom aperte, con la copertura quasi divelta che sono divenute cabina
telefonica privilegiata e gratuita. Il fenomeno è
stato puntualmente documentato e segnalato
alle forze dell’ordine ma nulla è successo.
Credo che occorra investire nella sicurezza
anziché nelle feste e nei concerti, che sono si
importanti, ma debbono necessariamente
lasciare il passo ad azioni concrete e utili alla
salvaguardia dei cittadini”.
Cosa resta ai cittadini?
“Io mi sono munita di uno spray irritante,
consentito dalla legge naturalmente, per
allontanare i malintenzionati. Cosa che peraltro è già avvenuta. Ma, secondo lei, occorre
arrivare a questo per difendersi? Non sarebbe
il caso di approntare misure efficaci contro la
violenza?”
Lei però non ci ha abituato, nella sua azione civile e politica alla rassegnazione.
Sono convinto che ci sia qualcosa che lei e
altri avete fatto per aiutare i cittadini. Non
è così?
“Naturalmente se il Municipio e il Comune
non si muovono, questo non vuol dire che si
debba necessariamente stare con le mani in
mano. Noi abbiamo messo su uno Sportello
del Cittadino che con le sue consulenze legali,
mediche, in fatto di animali e di tematiche
sociali tutte gratuite, aiuta le persone ad orientarsi e ad agire per il meglio anche quando
non ci sono risorse familiari così congrue da
permettere spese altissime”.
In conclusione, cosa chiedete al Municipio?
“Più attenzione ai problemi dei cittadini, della
gente comune che anima il tessuto di questo
territorio e lo fa andare avanti grazie al suo
lavoro e ai suoi piccoli e grandi sacrifici. Ad
esempio ci vorrebbe e lo abbiamo chiesto più
volte, maggiore quantità di poliziotti di quartiere, ma ci è stato risposto che non ce n’era
bisogno.
Vuole parlare della pulizia del quartiere?
Non credo sia il caso, dato che l’AMA passa
spesso ma le strade sono sempre sporche.
Davanti a questo cosa rispondere? Ci attrezziamo, ma se, come credo, la situazione andrà
sempre deteriorando, allora da soli non ce la
potremo più fare. È meglio agire prima che
trovarsi in difficoltà ancor più gravi dopo”.
romalive
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21-03-2007
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DOSSIER XVIII: I COMITATI DI QUARTIERE
[ di • Fabrizio Piciarelli ]
Il Comitato di quartiere Porta cavalleggeri
Intervista alla sig.ra Del Pinto
Sig. ra del Pinto, di quali problematiche
soffre la vostra zona?
“Noi abbiamo fatto una battaglia per evitare
la costruzione dell’albergo a San Pietro: il traffico già pesantissimo non ha certo bisogno di
un ecomostro del genere, aggiunto al fatto
che gli alberghi in zona sono già molti. Si tratta, insomma, di un’opera speculativa e niente
altro. C’è poi il problema della sicurezza di
Villa Carpegna, luogo che ha visto anche la
morte di una persona non molto tempo fa; lì
occorre intervenire con tempestività perché,
oltretutto, si tratta di un patrimonio di tutti.
Riguardo la sicurezza c’è da mettere in evidenza anche la situazione del quadrante
Madonna del Riposo – Monti della Creta: i
negozi sono presi di mira e la serenità di tutta
la zona ne risente. Il territorio è evidentemente troppo vasto. Infine, l’annosa quaestio del
Piano Parcheggi; noi siamo proprio a ridosso
della zona con le strisce blu e i cittadini parcheggiano qui per poi fare un pezzo a piedi
fino al luogo che debbono raggiungere.
Legittimo, ovviamente, ma altrettanto danno-
so per noi residenti che troviamo sempre posti occupati. Vorrei chiudere con
una curiosità che per certi versi inquieta anche un po’: nella parte finale di
Via Gregorio VII si verifica un fenomeno molto strano, ovvero gli antifurti
delle auto parcheggiate in un determinato tratto non si aprono più, mentre ad alcuni metri di distanza ciò non
avviene. Forse la presenza di un ripetitore telefonico alle spalle della zona
potrebbe essere la causa, ma per ora
la cosa resta misteriosa”.
Quali i rapporti con il Municipio?
“C’è stato un incontro lunedì 12
marzo; sono contenta per la disponibilità e gentilezza mostrate dalla presidente Filardi nell’occasione per l’averci ricevuto, ma non si è addivenuti ad una vera conclusione. Con
Cittadinanza Attiva, altra realtà assieme alla quale portiamo avanti la questione, abbiamo progettato di rivederci e
valutare altre proposte. Comunque devo dire
che già il fatto di essere stati ricevuti ci lascia
un certo spazio di manovra e concertazione“.
Un giudizio sul nuovo Prg.?
“Restano le solite perplessità, i soliti dubbi. Il
tutto va analizzato attentamente, anche se
devo dire con relativa serenità che il nostro è
uno dei territori meno toccati dalle nuove
regolamentazioni urbanistiche, ma non per
questo si può abbassare la guardia”.
L’Associazione Cittadinanza Attiva Aurelia
Intervista al sig. Dosio
Sig. Dosio, ci parli delle problematiche
che affliggono il vostro territorio.
“Sono molteplici e vanno dalla sicurezza,
alla pulizia delle strade fino alla viabilità.
Prima di affrontare in dettaglio questi argomenti, vorrei fare un cenno alla costruzione
dell’albergo nella zona della stazione
S.Pietro. Su questo noi crediamo che si tratti di una mera speculazione edilizia bella e
buona, dato che non si vede l’utilità di una
realizzazione del genere; ora sembra che si
sia riusciti ad ottenere una riduzione delle
cubature, ma non c’è la volontà politica da
parte del Municipio e del Comune di fermare questi lavori. Vorrei poi parlare della
costruzione di un Centro Sportivo a
Valcannuta in un’area destinata a parco
pubblico e ci tengo a precisare che si tratta
di un problema, questo, che investe tutta la
città. Per quanto riguarda la viabilità abbiamo molte strade senza marciapiedi e piene
24:romalive
di buche, cosa che causa e ha causato già
molti incidenti: la situazione è, da questo
punto di vista, molto grave. Andiamo alla
pulizia delle strade; abbiamo avuto degli
incontri con rappresentati zonali dell’AMA e
alcune situazioni si sono risolte. Trascorso un
mese si sono ripresentate. La conclusione
non può che essere nella direzione di una
carenza organizzativa dell’Azienda, che non
riesce a creare una sinergia con le zone per
rendere la pulizia sistematica e agevole.
Questi sono i problemi macroscopici che
attanagliano il territorio. Voglio segnalare
una casa: la presenza di molte auto abbandonate e alcune di esse alimentate a GPL,
cosa che fa intuire il pericolo di esplosioni”.
Per quanto riguarda i rapporti con il
Municipio?
“Noi siamo un’associazione trasversale e non
facciamo politica attiva, ma operiamo solo sul
piano civico e ci rapportiamo con tutti, ci
vuole impegno e non colore politico per fare
il bene dei cittadini. Devo dire che comunque
siamo sempre critici verso l’istituzione amministrativa in genere, qualunque sia il suo colore e tendiamo a selezionare gli esponenti di
maggioranza e opposizione che siano maggiormente collaborativi e con loro cerchiamo
di lavorare”.
Una battuta sul nuovo Prg.
“A dire il vero non abbiamo fatto ancora
un’analisi dettagliata e nel particolare del
Piano, e quindi, non posso darle, neanche a
livello ufficioso, un parere su questioni specifiche. Le posso esprimere un parere sul
processo di urbanizzazione che la città ha
visto negli ultimi trent’anni, che è stato selvaggio e incongruente, soffocandola e
creando un diffuso scontento fra i cittadini
verso le istituzioni, per la continua nascita di
problemi derivanti dalla suddetta incongruenza”.
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Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan O
Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ozpetek Ferzan Ozpetek
Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpe
Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpe
Emozioni
e lacrime.
Di gruppo
Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek
Ozpetek
Ferzan Ozpetek
Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek
Ferzan
Ozpetek
Ferzan
Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpetek Ferzan Ozpet
] a cura
di Valeria De
Rentiis Ozpetek
[
Saturno Contro
asciate a casa le convinzioni e i saldi principi prima d'andare a vedere l'ennesima
creatura di Ferzan Ozpetek, regista turco
che ha portato nel cinema italiano la propria
eccentricità e allo stesso tempo solidità. "SSaturno
Contro", ha un cast che ricorda molto il precedente successo "Le Fate Ignoranti": Margherita Buy,
S t e fano Accors i e l'attrice connazionale di
Ozpetek, Serra Yilmaz. Al gruppo si aggiungono
A m b ra, sorpresa e rivelazione del film,
Pierfrancesco Favino, già conosciuto al pubblico
per la bravura, Isabella Ferrari, Luca Argentero,
E n n i o Fa n t a s t i c h i n i, M i l e n a Vu kotic, L u i g i
Diberti, Lunetta Savino, Michelangelo Tommaso
e Filippo Timi. E proprio la politica del gruppo
rende questo film corale. Come un vestito che
viene cucito addosso, Ozpetek ha plasmato questo
film a sua immagine, a partire dall'ambientazione:
casa sua! Anche in "Saturno Contro" siamo a
Roma, quartiere Ostiense, dove il regista vive da
quando si è trasferito in Italia. E il film parte proprio dall'immagine della cucina di uno dei protagonisti, Davide (Favino), alle prese con i fornelli
con il fidanzato Lorenzo (Argentero). Dalla cena
capiamo subito che a loro si unisce una piccola
L
grande famiglia, composta da personaggi diversi e
distanti tra di loro, ma con la solidarietà e l'affetto tipici dei legami di sangue. Ci sono Antonio
(Accorsi) e Angelica (Buy), coppia in crisi latente,
Roberta (Angiolini) trentenne smaliziata con qualche "vizietto" di troppo, Neval (Yilmaz) interprete
stravagante dalla lingua tagliente. Intorno a loro
ruota un mondo, apparentemente normale o per lo
meno con le mancanze tipiche di ogni società borghese che da un momento all'altro crolla per un
tragico evento. Distribuito con oltre 430 copie nei
cinema italiani, il film uscito il 23 febbraio mette
insieme amicizia, amore, separazione, disperazione
che coinvolgono lo spettatore nelle quasi due ore
di durata. Ozpetek tocca problematiche sociali di
grande attualità, a partire dalla convivenza della
coppia omosessuale e dal loro legame molto forte
fino al marito quarantenne, con una buona posizione economica che tradisce la moglie e soffre di
mille insicurezze.
O z p e t e k , q u a l i s o n o l e d i f f e re n z e c o n i l s u o
f i l m " L e Fate Ignora n t i " ?
"Il periodo delle "Fate" ero più giovane, avevo
48 anni ed erano successe cose diverse. Questa
è la storia di un gruppo di persone che hanno
creato una famiglia e crearsi amicizie e famiglie
intorno ti protegge dal mondo esterno".
Q u a n t o a ve t e l a vo ra t o t u t t i i n s i e m e ?
"In questo film abbiamo fatto delle letture a
casa mettendo insieme battute e scene, ognuno
con il proprio background "
Cosa pensa del dibattito politico attuale sulla
famiglia?
"Inizio a credere agli oroscopi perché alcuni
amici mi chiedono se sia io che abbia scatenato
questo dibattito!Ma non posso pensare che quello che faccio vedere crei un dibattito politico. I
DICO (Diritti e Doveri dei Conviventi) mi sembrano una cosa molto buona, ottima direi.
Dobbiamo ringraziare i ministri Pollastrini e
Bindi, due donne. I miei pensieri sono diversi su
alcune cose perché credo che non conti la sessualità degli individui ma i loro diritti. Io sono
contro l'aborto ma credo che sia giusto che esista
una legge in proposito".
Parlando di sentimenti dice: "Nella vita trascino
sempre i miei rapporti. Credo di crescere sempre
più avendo i miei amici vicino a me, ho una
famiglia forte. In questo film ho parlato di sen-
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timenti ma solo toccando il sociale e c'è una
grande bontà al suo interno.
Tutto si è velocizzato, tutto è cambiato da quando ci sono internet e i telefoni cellulari. Questo
andare di corsa ci ha fatto capire che la vita ha
perso molto. Non conta solo la legge ma il buon
senso delle persone".
Questo spiega la chiave del film, la scena in cui
il gruppo deve visitare all'obitorio l'amico defunto e alla domanda dell'infermiere: "Siete i parenti"? Tutti rispondono con un deciso: -SiAnche gli attori parlano della propria esperienza
sul set:
P i e r f rancesco Favino interpreta con grande
maestria Davide, scrittore omosessuale di successo che convive con Lorenzo (Argentero). Ha
tutto: amore, successo e amici. "La difficoltà
d'interpretare Davide è stata proprio quella di
dare al personaggio la drammaticità anche se è
una persona che apparentemente ha tutto.
All'improvviso perde il legame più importante
della sua vita e pensa d'uccidersi". Luca
Argentero, che in molti ricorderanno nell'esperienza del Grande Fratello e della fiction
"Carabinieri", parla del suo personaggio:
"Lorenzo è una persona innamorata indipendentemente dalle sue scelte. La mia interpretazione
è dovuta alla forza d'affidarmi a Ferzan. Mi ha
dato indicazioni che mi hanno permesso d'innamorarmi di Davide".
A m b ra Angiolini è Roberta: "Il progetto mi spaventava, io vengo dalla televisione. Tutto quello
che ci è stato detto per il film ci dava la marcia
in più e io, che avevo partorito da poco ero più
predisposta. Nella mia vita mi sono fidata di due
uomini: Francesco , a cui ho dato due figli e
Ferzan. Tutto quello che dovevo fare era semplicemente interpretare il vissuto".
E S t e fano Accors i, che nel film è un marito e
padre insicuro e assente: "E' stata un'esperienza
coinvolgente, l'ho trovata molto bella. Quando si
fa un film con un regista ci deve essere un rapporto forte, un legame. Lo sviluppo di questa
storia credo sia positivo: i momenti di crisi esistono per preservare il rapporto e non crescere
nell'ipocrisia. Il film va a favore della famiglia".
Il parterre di partecipazioni è ancora lungo ma
tutti hanno la stessa idea su questo film: "per
riflettere e per uscire dagli schemi".
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"Carta bianca" per Uri Caine
Terza edizione della rassegna all'Auditorium Parco della Musica
] a cura di Francesca Colaiocco [
distinguersi per le particolari interpretazioni
delle opere classiche, in particolare quelle di
Bach, Mahler, Mozart e Wagner. La sua formazione nel mondo del jazz e gli studi di musicologia lo hanno dotato di una grande personalità artistica, tale da oltrepassare e contaminare generi musicali differenti. Nel 1992
incide il suo primo disco, "Sphere Music",
insieme al clarinettista Don Byron: un album
che rispecchia pienamente le sue influenze
artistiche, dal jazz alla musica classica passando per il klezmer (letteralmente "strumento del canto"), genere di tradizione ebraica.
Nel 2003 è direttore della Biennale di Venezia,
e in quell'occasione presenta al grande pubblico "The Othello Syndrome". Musicista solista o in trio insieme a Drew Gress e Ben
Perowsky, ha recentemente collaborato con la
Cleveland Orchestra (interpretando le
"Variazioni di Diabelli") e con la Basel
Chamber Orchestra ("Variazioni di Brahms su
un tema di Haendel"). Al Ravenna Festival
della scorsa estate ha eseguito un'opera dedicata alla memoria di Luciano Berio, compositore ligure scomparso nel 2003, mentre in
occasione del 250esimo anniversario della
nascita di Mozart (nel 2006) ha presentato a
Roma il nuovo progetto per ensemble "Round
about Mozart".
Durante le serate all'Auditorium, l'artista
Au d i t o r i u m Pa rco
Fino al 21 giugno 2007, l'A
d e l l a M u s i c a di Roma propone la terza edizione della rassegna "CCarta bianca". Per quest'anno, il programma prevede la partecipazione di
due artisti di grande prestigio: U r i C a i n e e
As c a n i o C e l e s t i n i. Un progetto inedito, nel
quale ogni personaggio sarà completamente
libero di scegliere cosa presentare al pubblico
durante le serate a disposizione, ed eventualmente avvalersi di una collaborazione artistica.
La rassegna permetterà, quindi, di conoscere in
maniera approfondita e sotto molteplici aspetti
i protagonisti in scena.
Uri Caine è uno dei maggiori rappresentanti
del panorama musicale contemporaneo.
Pianista e compositore americano, è riuscito a
americano sarà accompagnato da Ascanio
Celestini, attore e autore teatrale nonché rappresentante della seconda generazione del
cosiddetto
"teatro
di
narrazione".
Caratteristiche dei suoi spettacoli, le storie
raccontate, il lungo e approfondito lavoro di
ricerca del materiale e l'economia di mezzi
attoriali e scenografici.
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Roberto Rossellini
Arte e scienza dell'Umanesimo
] a cura di Francesca Colaiocco [
n viaggio "ideale" per ripercorrere l'opera di
Rossellini e dei grandi umanisti suoi maestri e ispiratori: la rassegna proposta dal
Museo di Roma in Trastevere, in programma fino
al 1° aprile 2007, è una raccolta di fotografie,
manoscritti, filmati e sceneggiature che hanno
come obiettivo la scoperta degli aspetti meno
conosciuti del lavoro del regista.
Primo e principale esponente del cinema neorealista italiano, Roberto Rossellini è stato sempre
conosciuto e ricordato per la realizzazione della
famosa "trilogia della guerra", composta da
"Roma città aperta", "Paisà" e "Germania anno
zero". Al contrario, è rimasto nell'ombra il suo
impegno umanistico nel rappresentare attraverso
il racconto audiovisivo e multimediale le interrelazioni tra passato e presente, promovendo il dialogo tra ricerca scientifica, artistica e tecnologica.
La mostra è articolata in diverse sezioni. Tra queste, ricordiamo gli scatti del fotografo Gianni
U
Foto grande:
Roberto Rossellini e Ingrid Bergman
Assenza che ha seguito Rossellini per buona parte
del suo percorso di studio e ricerca, una retrospettiva tematica dedicata alle storie leggendarie
dei protagonisti della tradizione umanistica, un
ciclo di seminari sulla storia dell'Umanesimo e un
ambiente interdisciplinare che integra gli studi di
umanisti del presente e del passato con le pre-
sentazioni letterarie e audiovisive del regista.
Un'esposizione per conoscere il pensiero che
Rossellini ha espresso nelle forme comunicative
più varie, il punto di vista degli umanisti classici
che lo hanno ispirato e la prospettiva dei personaggi creati dal regista quale sintesi della sua
opera di enciclopedista.
L'accostamento tra documenti di differente provenienza e tipologia rende l'idea di un insieme di
progetti sviluppati contemporaneamente all'interno di una stessa opera: un collage di lettere,
appunti, bozzetti, locandine, copioni e filmati che
testimoniano una grande vicinanza di pensiero tra
il regista neorealista e i grandi insegnamenti del
passato.
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La Regione informa
[ di•Marta Cecchini ]
La BCE ritocca il tasso di sconto, ma nel Lazio crescono durata e importo dei mutui
Salgono i tassi, ma il mattone continua a tirare
Emergenza sfratti: nella Capitale sono aumentati del 5 per cento in un anno
Nonostante la crescita dei tassi di interesse, in aumento da oltre un anno per effetto delle decisioni
della Banca Centrale Europea, gli italiani continuano a comprare casa, reputando la spesa sul
mattone l'investimento più redditizio. Piuttosto
che andare in affitto, le famiglie preferiscono accendere mutui anche a lunghissima scadenza, e le
banche stanno sempre più promuovendo strumenti finanziari in grado di finanziare anche fino al
100% del costo dell'immobile e delle spese accessorie per l'acquisto della casa.
Lo rileva una indagine condotta dalla Banca d'Italia,
da cui tra l'altro emerge che il Lazio è, tra le regioni più importanti del Paese, quella in cui
maggiormente è cresciuto il credito ipotecario destinato alle famiglie per l'acquisto di abitazioni.
Secondo le indicazioni della Banca d'Italia, relati-
ve al terzo trimestre 2006, la crescita media in
Italia è stata del 16,31% rispetto al corrispondente trimestre 2005. Il valore dei flussi erogati ha
raggiunto la cifra di 45,2 miliardi di euro. A guidare la graduatoria regionale è la Basilicata, che
ha registrato la percentuale di crescita maggiore
(+35,4%) rispetto allo stesso terzo trimestre 2005,
seguono la Calabria +29%, la Liguria +27,5% e
l'Emilia +23%. Il Lazio, come dicevamo, è cresciuto di più tra le grandi regioni +14,9%, seguito da
Campania + 8,9%, Lombardia +5,9% e Piemonte
+3,73%. Valori negativi sono stati registrati in
Molise -3,8% e nel Veneto -0,3%.
Ma torniamo ai mutui. I ritocchi all'insù adottati
dalla Banca Centrale Europea sul tasso di sconto
hanno determinato un rialzo del costo delle rate,
cresciuto in un anno di quasi l'1%. Le previsioni
degli analisti lasciano intendere che ci saranno nuovi aumenti, in quanto la Banca Centrale Europea
sta cercando di contenere il livello del tasso di inflazione. È una prospettiva che, sempre secondo le
previsioni, non pregiudicherà la crescita dei flussi
delle erogazioni nel nostro Paese per l'anno 2007.
Anzi, proprio perché il costo del denaro è aumentato nel breve periodo, le famiglie si stanno orientando
su una durata più lunga del mutuo: oltre il 49% dei
finanziamenti hanno durate superiori ai 21 anni,
di cui il 25% di essi superiore ai 26 anni. Una tendenza agevolata anche dall'offerta da parte di banche
e intermediari finanziari, che hanno proposto linee di prodotti con durate fino a 40 anni a costi
più competitivi rispetto al passato. Il mercato del
credito alle famiglie crescerà anche nel 2007, dunque, e proprio per effetto della domanda di immobili,
che continua ad essere considerato per gli italiani
un mercato 'sicuro' dove investire i propri risparmi. Purtroppo, però, sono in crescita anche gli
sfratti eseguiti, che solo a Roma, nel 2005, hanno
registrato un incremento del 5,4%, passando dai
2724 del 2004 a 2872, e facendo guadagnare alla Capitale il secondo posto nel Paese dopo Milano.
Dai dati, resi noti dall'Unione Inquilini, emerge che
nel 2005 sono stati emessi ogni giorno 25 nuovi
provvedimenti di sfratto, 10 per finita locazione e
15 per morosità, e sono stati effettuati con l'estromissione dell'inquilino oltre 12 sfratti.
Anche il Lazio segue l'andamento di Roma, segnando
nel 2005 un aumento rispetto al 2004 del 5,59 degli sfratti eseguiti con forza pubblica (da 3237 del
2004 a 3418). Nello stesso periodo sono calati invece gli sfratti emessi: a Roma del 4,92% (da 6214
a 5908), nel Lazio del 5,52% (da 6935 a 6552).
Diminuiscono anche le richieste di esecuzione sia
a Roma (da 10.868 a 10.225) che nel Lazio (da
12.339 a 11.653). Unico dato discordante tra la
capitale e Regione riguarda gli sfratti per morosità: aumentano a Roma (da 3.279 a 3345), calano
nel Lazio (da 4283 a 3994).
De Angelis: PMI protagoniste sui mercati grazie a progetti consortili
Made in Lazio: la Giunta Marrazzo approva la legge sull'export
E l'Istat conferma: le imprese del Lazio esportano di più
La Giunta regionale del Lazio, su proposta dell'Assessore
alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis, ha approvato la proposta
di legge: "Disciplina degli interventi regionali a sostegno dell'internazionalizzazione delle piccole e
medie imprese del Lazio", che prevede un deciso
sostegno alla valorizzazione e promozione del made in Lazio.
"E' un passaggio obbligato - ha spiegato soddisfatto lo stesso presidente della Giunta, Piero
Marrazzo - per arrivare ad un compiuto sviluppo
delle nostre piccole e medie imprese. Una legge
che consentirà agli imprenditori della nostra regione di poter emergere con le proprie produzioni
e irrompere sui mercati internazionali come vero e
proprio sistema-impresa "targato" Lazio. Fondamentale,
per la legge, il contributo di Sviluppo Lazio che
supporterà le nostre aziende nell'instaurare rela-
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zioni stabili e durature sui mercati esteri".
Grande soddisfazione è stata espressa anche
dall'Assessore De Angelis: "finalmente le imprese
del Lazio possono contare su un quadro normativo
certo, che agevola e supporta l'attività delle PMI
all'estero, tutelando e sostenendo il made in Lazio
nel mondo. La legge - aggiunge l'Assessore - stimola l'aggregazione tra le imprese per creare veri
e propri "network" imprenditoriali votati alla cooperazione internazionale. Le PMI, da sole, hanno
difficoltà a competere sui mercati. Attraverso l'aggregazione, anche temporanea, possono invece
migliorare la proiezione internazionale. I progetti
sperimentati dalla Regione in questi mesi all'estero lo confermano, così come i dati sulla crescita
dell'export regionale, che intendiamo consolidare
e rafforzare".
La legge prevede due forme di intervento: una in-
diretta, volta alla promozione all'estero del "sistema Lazio" attraverso la predisposizione di un
programma di interventi; l'altra, diretta, con contributi alle imprese in forma aggregata, alle associazioni
e ai consorzi.
E intanto crescono le esportazioni del Lazio: nei
primi nove mesi del 2006, secondo l'Istat, sono aumentate su base annua dell'8.2 per cento. Evidente
il cambio di passo rispetto al 2005, anno in cui
l'export aveva perso 2,7 punti percentuali. La forte crescita delle esportazioni regionali, secondo
Federlazio, ha generato anche un aumento della
quota di export del Lazio rispetto al totale nazionale, quota che passa dal 3,6 al 3,7%.
"Nel corso del 2006 abbiamo tagliato i costi e ottimizzato gli strumenti per l'internazionalizzazione
delle imprese: tramite il Docup ed appositi progetti di cooperazione d'intesa con il Ministero e
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l'ICE, abbiamo realizzato complessivamente 25 iniziative, coinvolgendo nei progetti 1380 imprenditori
laziali e 487 imprese straniere. Per il 2007, insieme a Sviluppo Lazio, abbiamo già messo a punto
il programma delle attività, che stabilisce quali
settori produttivi internazionalizzare ed i Paesi
obiettivo con cui operare. Nei prossimi giorni sarà on-line su internet un portale che metterà a
disposizione delle PMI laziali tutte le informazioni per internazionalizzarsi a 360 gradi. La legge
approvata oggi dalla Giunta, ha concluso De Angelis,
si colloca dunque all'interno di un piano strategico mirato a gruppi di imprese, per rafforzare
l'aggregazione e la competitività del tessuto produttivo laziale".
Alla Fiera di Roma il Salone internazionale della Nautica e della Subacquea
“E il mare arrivò nella Capitale…”
Nel Lazio nasce il distretto della nautica: aiuterà lo sviluppo delle PMI
"Il mare arriva a Roma". Con questo slogan, accompagnato da una accattivante immagine del
Colosseo in riva al mare, è celebrato il Salone della nautica e della subacquea, in programma alla
nuova Fiera di Roma dal 9 al 12 marzo, con una
pre-apertura straordinaria nel pomeriggio dell'8
marzo.
Si tratta di una delle più importanti manifestazioni internazionali in programma nella nostra regione,
che per la prima volta pone la Capitale ed il Lazio
al centro dell'attenzione di aziende, enti pubblici,
investitori ed appassionati di nautica.
Nautica che, nel Lazio, si accinge a prendere il largo. La Regione ha infatti approvato il riconoscimento
del sistema produttivo locale della nautica. Si tratta di una sorta di distretto industriale che va ad
identificare un territorio di assoluta eccellenza nel
settore. Un traguardo importante per il Lazio, conseguito grazie alle sinergie tra la Regione Lazio e i
rappresentanti degli imprenditori del settore nautico. Un obiettivo fortemente voluto in particolare
dall'Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis, che in
pochi mesi, grazie al supporto tecnico di Sviluppo
Lazio, è riuscito a portare a compimento il progetto, in concertazione con associazioni di categoria,
enti, parti sociali, consorzi e imprese. Il sistema produttivo della nautica interessa complessivamente
ventuno comuni del Lazio: sei in provincia di Roma
(Anzio, Civitavecchia, Fiumicino, Ladispoli, Nettuno
e Santa Marinella), tredici in provincia di Latina
(Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Pontinia, Ponza,
Sabaudia, San Felice Circeo, SS Cosma e Damiano,
Sperlonga, Spigno Saturnia, Terracina), due in provincia di Viterbo (Montalto di Castro e Tarquinia).
A questi si aggiunge il Tredicesimo Municipio di Roma
(Ostia). Nell'insieme questo territorio esprime 480
imprese e oltre duemila addetti. I settori interessati dal distretto sono l'industria cantieristica (costruzioni
navali e riparazioni di navi e imbarcazioni), la carpenteria navale, la fabbricazione di macchine e
apparecchi meccanici, vele per imbarcazioni, modelli in legno, eliche, pale e ancore, strumenti per
la navigazione, e mobili per natanti.
"Il nostro obiettivo - ha spiegato De Angelis - è
creare nel Lazio un vero e proprio polo del lusso.
Il settore nautico, comprende infatti imprese di
eccellenza forti sui mercati, innovative, altamente
tecnologiche, che offrono un importante contributo sotto il profilo dell'occupazione. Ma è
altrettanto importante il ruolo svolto dalle decine di imprese artigianali che realizzano gli accessori,
gli interni, le finiture personalizzate di altissimo
pregio, tali da rendere unica ognuna delle imbarcazioni realizzate nei nostri cantieri. Il comparto,
che presenta ampi margini di crescita anche in
virtù della crescente domanda, è stato inserito
dalla Giunta Marrazzo in una strategia di promozione a livello di filiera, il cui primo anello è
costituito proprio dal riconoscimento del sistema produttivo della nautica, che consentirà alle
imprese del settore di accedere, già da quest'anno, alle risorse di sviluppo previste dalla Legge
Regionale sui distretti industriali".
Non nasconde la sua soddisfazione anche il Governatore
Piero Marrazzo. "l'industria della nautica, ha detto, dispone di grandi potenzialità in una regione
che vanta centinaia di chilometri di coste. Adesso
potrà finalmente disporre di uno strumento fondamentale per ottimizzare i processi produttivi,
sviluppare la rete dell'indotto e accelerare la crescita di un comparto industriale strategico".
Soddisfatti anche le imprese, che vedono coronato un sogno: Confindustria Lazio, CNA e Consorzio
Roma-Latina, infatti, avevano presentato tre diversi progetti di identificazione del distretto nautico,
tre progetti che sono stati sintetizzati dalla Regione
in un unico sistema produttivo.
In foto: on. Francesco de Angelis, Prof. Giancarlo E.
Valori
Abuso di alcool, disco rosso per i giovani
Nel Lazio il 60% dei giovani tra 14 e 19 anni assume regolarmente bevande alcoliche e ben il
65% di essi ha dichiarato di averne abusato almeno una volta.
Il quadro che emerge da una ricerca del centro
alcologico del Policlinico Umberto I è definito
''grave'' dal professore Mauro Ceccanti, responsabile del centro di riferimento alcologico della
Regione Lazio (Crarl) che parla di "un problema
troppo spesso sottovalutato da politici e istituzioni. Si tratta - ha aggiunto - di percentuali
molto alte, soprattutto se lette parallelamente a
quelle relative alla percezione del rischio derivante dall'abuso di alcol.
Il quadro che ne viene fuori è quello, poco rassicurante, di una generazione fortemente esposta
ad un rischio del quale nutre una bassissima consapevolezza". Secondo Ceccanti non bisogna
dimenticare, infatti, che quasi un terzo della popolazione generale ha un rapporto scorretto con
il consumo di alcolici, con elevati costi sociali e
un grave impatto sulla vita familiare, lavorativa
e sociale.
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