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LO SPORT Sport e società Nell’attuale società, lo sport occupa un posto di assoluto primo piano. L’attenzione dei MassMedia, soprattutto quelli televisivi, da un ampio risalto agli eventi sportivi di competizione. Le Olimpiadi e i campionati mondiali di calcio, ma anche altri sport, ad esempio: la Formula Uno, il Tour de France, il Giro d’Italia, i tornei di tennis e di Golf (le sensibilità tra l’Europa e gli altri Continenti sono diverse) danno indici di ascolto assolutamente impensabili per altri avvenimenti. Tuttavia, volendo entrare nel merito del fenomeno con delle riflessioni, è necessario specificare di quale forma di sport si vuol discutere. C’è lo sport individuale e lo sport di gruppo; lo sport come esercizio fisico e quello competitivo. La competizione può essere amatoriale o essere praticata professionalmente. di Luciano Alban, vice presidente ACLI-CH I fenomeni che si sviluppano con molti tipi di sport sono sempre gli stessi, creare emozioni: individuali o collettive. Cambia solo il contesto e lo scenario, ma l’effetto sulle masse è sempre uguale. Una volta c’erano le arene ed ora ci sono gli stadi. All’origine dello sport c’erano le divinità, ora ci sono gli idoli. Non credo sia per noi utile entrare nella problematica degli aspetti tecnici o nella scienza dello sport professionista. Come associazione può essere invece interessante discutere sugli aspetti sociali degli sport popolari e sull’esercizio fisico. Le sfide, siano esse individuali o di gruppo, portano sempre ad avere vincitori e vinti. È l’eterna competizione, che non presenta solo aspetti positivi, perché non sempre si rispettano le regole e la lealtà. La parte positiva è però importante, basta trovare lo spirito ideale per misurarsi, anche in rappresentanza di bandiere diverse, ma favorendo anche nuove dinamiche e opportunità d’incontro. Le ACLI e lo sport L’aver creato l’Unione Sportiva è stata, senza ombra di dubbio, una delle intuizioni più felici del Movimento. Organizzare e sostenere attività motorie non è solamente utile per aumentare la qualità della vita, ma è anche importante per il ruolo educativo e formativo che lo sport riesce a promuovere. Attualmente i numeri dell’ U.S. ACLI sono impressionanti: circa 350'000 iscritti in 4'000 società sportive, distribuite in 20 Sedi regio- nali e in 105 provinciali. U.S. ACLI è anche un serbatoio naturale di futuri dirigenti aclisti e di persone che operano nelle numerose attività di servizio promosse dal Movimento. Anche l’associazionismo in Svizzera, ACLI incluse, ha tratto dalle attività sportive un grande vantaggio. Le squadre di calcio e i gruppi Alban sciistici sono stati, e in parte lo sono ancora, Luciano vice presidente importanti forme di aggregazione sociale, prima ACLI Svizzera tappa di altre forme associative. ENARS e U.S. ACLI in Svizzera Non tutti lo sanno o se lo ricordano, negli anni 80 nasceva in Svizzera l’ENARS – Ente Nazionale Acli Ricreazione Sociale - e l’Unione Sportiva ACLI, con regolare tesseramento. In seguito, a causa della diminuzione delle squadre di calcio sostenute dai nostri Circoli, l’U.S. ACLI in Svizzera cessò la sua attività. Alcune altre forme artistiche-ricreative hanno invece continuato ad operare. Ci sono stati almeno due momenti importanti e significativi che è bello qui ricordare. Gli incontri di calcio con i gruppi sportivi ACLI della RAI di Firenze, e il torneo europeo di calcio a Autun, in Francia. Nel torneo europeo la Svizzera era rappresentata da una squadra delle (allora) ACLI di Berna. Il 9 giugno 1984, un gruppo di 80 persone acliste e due squadre di calcio: il Milan-Acli di Dietikon e una squadra di Wohlen hanno potuto giocare due partite nel campo della “Madonnina del Grappa” a Firenze con tanto di presenza della forza pubblica e successivo ricevimento nella sede RAI di Firenze. È stata un’esperienza indimenticabile. Viaggio in treno fino a Firenze, due pullman a disposizione per i spostamenti. Ricordo con piacere almeno tre personaggi presenti a quell’avventura: Silvestro Maffei, presidente della squadra di Dietikon; Pietro Vedovato, figura storica di Wohlen e Franco Narducci, allora conosciuto più che altro solo in Argovia. Nei programmi futuri dei nostri circoli è forse bene riconsiderare le attività sportive, anche per avvicinare maggiormente i giovani.3 il dialogo 4/12 7