DI PIÙ E MEGLIO UNO STRUMENTO PER VENDERE
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DI PIÙ E MEGLIO UNO STRUMENTO PER VENDERE
rag. Giancarlo Crippa IL MUTUO UNO STRUMENTO PER VENDERE DI PIÙ E MEGLIO N el corso del 2006, in virtù del decreto Bersani e delle varie manovre finanziarie del governo attuale, qualcuno si è trovato in difficoltà con le vendite, soprattutto laddove il cliente tipo è colui che richiede un mutuo di importo superiore al prezzo di vendita. A mio avviso una linea guida sul comportamento da tenere può essere la seguente: fare in modo che l’importo del finanziamento non sia superiore alle spese documentate, ossia: costo dell’immobile e tutti gli oneri accessori quali le imposte, le spese del notaio, le spese di agenzia, le spese per gli allacciamenti, ecc., escludendo ovviamente i costi per l’arredo. Pertanto sull’acquisto di un immobile il cui costo è di euro 100.000, l’importo massimo finanziabile dovrebbe essere dato da: 32 studio casa prezzo immobile 100.000 iva 4.000 allacciamenti(inclusa iva) 3.000 notaio 5.000 agenzia immobiliare 3.600 intermediario finanziario (broker) 3.600 spese banca ed assicurazione 2.500 totale 121.700 È ovvio che queste spese devono essere documentate e citate anche nell’atto di mutuo, onde evitare di incappare nelle ire dell’agenzia delle entrate. Fatta questa premessa, voglio portare l’argomento mutui su un piano prettamente commerciale, far si che il mutuo diventi uno strumento per poter vendere e soprattutto vendere meglio, di metterci nella condizione di apparire agli occhi del nostro potenziale cliente dei veri professionisti e consulenti immobiliari. 20 x 6,65 = 83.000 30 x 5 = 110.000 40 x 4 = 137.000 Molti di voi si staranno chiedendo che significato hanno le operazioni sopra riportate, o forse che non so fare le moltiplicazioni: in realtà sono tre semplici coefficienti da ricordarci ogni volta che siamo ad un appuntamento vendita. Perché? Perché possiamo convertire in mutuo la rata d’affitto che attualmente paga il nostro cliente, ovvero perché partendo dall’importo mensile che il nostro cliente è disposto a pagare, possiamo determinare quanto mutuo può ottenere. Se il nostro cliente oggi paga un affitto di 550 euro al mese, questi 550 corrispondono alla rata di un mutuo di 83.000 euro per 20 anni, di 110.000 per 30 anni o di 137.000 per 40 anni. È chiaro a questo punto che le prime domande che vado a porre al mio cliente sono: quanto paga d’affitto? Quanto sono le sue entrate mensili? Quanto è disposto a pagare al mese per avere una casa sua? Quanto capitale ha a disposizione per l’acquisto? Vediamo cosa può risponderci il cliente: pago 600 euro d’affitto, lavoriamo Il medesimo concetto vale per chi acquista per investimento. E qui riprendo un concetto da me esposto un anno fa. Chi investe ha sicuramente una aspettativa di reddito sul proprio capitale almeno superiore a quella di una rendita finanziaria. Caro cliente, perché non moltiplichi per due o per tre il tuo investimento? Come? Semplice con il mutuo, che andrai a pagare con la rendita derivante dagli affitti. Ricordatevi che il cliente che ha 100.000 euro da investire per un immobile, sicuramente ne ha ancora altri 50.000, ed allora perché non aiutarlo negli investimenti attraverso il mutuo? sia io che mia moglie e guadagniamo 2.200 euro al mese, siamo disposti a pagare fino a 700 euro al mese ed abbiamo a disposizione 30.000 euro. Quanto può spendere il nostro cliente? 700 / 5 x 1000 = 140.000 + 30.000 = 170.000 euro. Ora ho ben chiaro che tipo di immobile posso proporre al mio cliente, di conseguenza posso servirlo meglio. Non voglio andare oltre a quanto sopra altrimenti anziché di mutuo, dovremmo parlare di tecniche di comunicazione e di vendita, però sono sicuro che questo sarà fortemente utile per voi affinché possiate migliorare il vostro modo di relazionarvi con i clienti. dobbiamo imparare a conoscerlo bene e farlo diventare la base delle nostre trattative. È inutile sottolineare che, oltre al mutuo, dobbiamo creare nella nostra mente lo schema delle domande da porre al cliente per conoscere le sue esigenze; inoltre dobbiamo invogliare il cliente a fare domande, perché più il cliente fa domande e più significa che abbiamo catturato la sua attenzione ed il suo interesse: il cliente chiede e fa domande quando è veramente interessato e soprattutto se gli diamo una sensazione di professionalità, perché se non è interessato ci lascia finire di parlare e poi ci dice semplicemente “grazie , le Anche nella pubblicità che si fa per la vendita, possiamo impostarla con l’abbinamento del mutuo in questo modo: bilocale con box anticipo 20.000 euro e rate da 490 euro al mese, oppure zero anticipo e rate da 570 al mese, cioè andiamo a pubblicizzare la rata mensile calcolata sul costo complessivo dell’immobile (l’esempio è riferito ad un costo di 125.000 più spese accessorie per un mutuo di 40 anni). Insomma come potete vedere il mutuo è un nostro grande alleato, ma farò sapere!” (se ci pensate bene è il medesimo comportamento che abbiamo noi quando vogliamo acquistare qualcosa). Voglio riportarvi come esempio una vendita da me fatta qualche mese fa. La mia segretaria mi fissa un appuntamento per la richiesta di un bilocale. All’appuntamento mi trovo una giovane coppia con 2 bambini. La prima domanda che gli ho posto è stata “perché un bilocale?”. I due giovani mi dicono che gli è stato approvato un finanziamento tramite un broker di 120.000 euro e non possono spendere più di 90.000 oltre a spese ed oneri accessori. Se io avessi chiuso l’operazione mostrandogli il bilocale, avrei fatto loro un danno perché avrebbero avuto seri problemi con la domanda di residenza. Invece ho colto la palla al balzo dicendogli che al loro mutuo ci pensavo io, e quindi si cominciava l’operazione risparmiando circa 4.000 euro di costo del broker per pagare la casa. Fatte le domande di rito (stipendio netto mensile, quanto erano disposti a pagare di rata al mese, ecc.) gli ho venduto un trilocale al prezzo di euro 143.000. Ma non solo, quando poi si sono trasferiti nella nuova casa, sono arrivati i genitori del ragazzo, ai quali ho affittato un bilocale per sei mesi con già sottoscritta la proposta di acquisto del bilocale e di un box. Per far questo ho rinunciato a far pagare la provvigione sull’acquisto ai due ragazzi, ma ne sono stato ampiamente compensato da una vendita più importante. Risultato? Potevo vendere per 90.000 euro, ed invece ho venduto per 265.000 euro. Potevo guadagnare come agenzia 5.400 euro ed invece ne ho guadagnati 4.290 (provvigione sul trilocale) + 7.320 (provvigione sul bilocale più il box) grazie al mutuo ed alla mia professionalità, e grazie a questo è contento il cliente perché ha una casa più consona alle sue esigenze, è contenta la società costruttrice perché ha venduto di più, e sono contento io perché ho guadagnato di più. Augurandomi che quanto ho scritto oggi possa esservi di supporto al lavoro, vi auguro a tutti un anno proficuo e pieno di soddisfazioni, ricordandovi ancora: 20 x 6,65 = 83.000 - 30 x 5 = 110.000 - 40 x 4 = 137.000 1° trimestre 2007 33