Diapositiva 1

Transcript

Diapositiva 1
NETECH SOLUTIONS ACADEMY
SICUREZZA INFORMATICA
NELLA PICCOLA E MEDIA
IMPRESA
Tutto quello che non bisogna sottovalutare, pensando che
capiti solo agli altri: il Cybercrime colpisce anche noi,
prepariamoci
INDICE
Benvenuto …………………………………………………………………… 3
Non se, ma quando ……………………………………………………… 4
Alcuni dati sul Cybercrime …………………………………………… 8
Principali Minacce ………………………………………………………. 12
Prevenire è meglio che curare ……………………………………. 23
Conclusioni ………………………………………………………………… 33
Bibliografia ………………..………………………………………………. 36
Coupon per l’acquisto di un Firewall .…………………………. 37
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
2
BENVENUTO
Un caloroso benvenuto!
Ti ringraziamo per l’interesse che hai dimostrato scaricando
questo e-book.
Nelle pagine che stai per leggere, troverai alcuni spunti
significativi e suggerimenti utili da mettere subito in pratica.
Potrai da un lato farti un’idea di massima sulla sicurezza
informatica, e dall’altro sapere come affrontare il tema
all’interno della tua azienda.
Siamo convinti che i libri siano come amici fidati: da loro
possiamo imparare modi per mettere a frutto il nostro
talento e la nostra intelligenza.
Informarsi è un atto di grande rispetto verso noi stessi e chi
ci circonda.
Buona lettura!
Il team di NETECH
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
3
1
NON SE, MA QUANDO
I tempi del “chi vuoi che sia interessato ad attaccare uno
come me o come la mia azienda” sono finiti, da parecchi
anni. Oggi la sicurezza informatica è un problema che tocca
tutte le aziende, dai piccoli professionisti alle grandi
imprese, indipendentemente dalle dimensioni. Anzi, in Italia
il numero di piccole e medie imprese sotto attacco sta
crescendo. Secondo il rapporto CLUSIT 2015, gli attacchi
compiuti dal “Cybercrime” (crimine informatico) nel periodo
2011-2014 sono aumentati di oltre il 208%.
Il numero e la gravità degli attacchi continuano ad
aumentare in un contesto nel quale si stima che 2/3 degli
incidenti non vengano nemmeno rilevati dalle vittime. Nel
report CLUSIT 2014 sono state monitorate su scala globale
1.600 aziende appartenenti a 20 diversi settori merceologici,
osservando che nel periodo considerato, in media, la
percentuale di organizzazioni compromesse è stata
superiore al 90%, con alcuni particolari settori che hanno
avuto un tasso di compromissione del 100% (Legale,
Sanitario, Farmaceutico, Distribuzione).
Nel 2015 dunque la vera questione per i difensori (di dati,
d’infrastrutture informatiche e di tutti quei servizi critici,
realizzati tramite l’ICT) non è più “se”, ma “quando” si
subirà un attacco informatico (dalle conseguenze più o
meno dannose), e quali saranno gli impatti conseguenti.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
4
NON SE, MA QUANDO
Gli attacchi informatici non sono
automaticamente
sinonimo
di
spionaggio industriale. Riguardano
tutti, anche il cittadino comune. Gli
attacchi considerati gravi nella
maggior parte dei casi non mirano a
un utente specifico, ma a rubare più
informazioni possibile, perché il
Cybercrime non è altro che il vecchio
crimine con armi nuove: l’obiettivo è
il denaro, indipendentemente da
chi bisogna colpire per ottenerlo.
I livelli allarmanti di vulnerabilità
informatica sono già oggi diventati
una minaccia esistenziale per ogni
tipo
di
impresa:
per
il
professionista che vede tutti i suoi
dati criptati da un Ransomware
(programma maligno con richiesta
di un riscatto); per la PMI che
scopre, magari con mesi o anni
di ritardo, di essere stata
derubata
della
propria
competenza; per la PA che si
ritrova nell’impossibilità di
offrire servizi essenziali ai
cittadini; per la grande impresa
che subisce un danno economico importante a seguito di un
attacco DDoS (che sovraccarica un sistema per bloccarlo) o
al furto di milioni di dati personali dei propri clienti.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
5
NON SE, MA QUANDO
I malintenzionati (indipendentemente dalla loro natura e dai
loro scopi), attirati da sostanziosi guadagni (non solo
economici) sono aumentati di numero, si sono organizzati,
ed hanno a disposizione strumenti sempre più sofisticati,
che possono adattare e sostituire al bisogno con
stupefacente rapidità, acquistandoli a costi irrisori in un
immenso mercato “nero” high-tech di prim’ordine, con
l’aggravante di non essere soggetta ad alcun tipo di
limitazione (salvo il contrasto delle Forze dell’Ordine), in
grado di colpire milioni di sistemi in poche ore cambiando
tattiche e strategie in tempo reale e senza interruzione, da
qualsiasi punto del pianeta.
Purtroppo non tutte le aziende hanno interesse a
denunciare gli attacchi subiti e andare a fondo per capire chi
è stato e quale prezzo. Molte preferiscono risolvere il
problema e voltare pagina, senza indagare sulle
responsabilità, trascurando che il costo dovuto al danno
subito è notevolmente superiore all’investimento che
comunque hanno poi dovuto affrontare per proteggersi da
attacchi futuri.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
6
NON SE, MA QUANDO
E’ recente la notizia degli attacchi Ransomware avvenuti in
Italia lo scorso luglio 2015 verso piccole e medie imprese,
attraverso email con bollette per il pagamento di energia
elettrica o di fatture dei fornitori che infettavano i sistemi
Windows, criptando i dati dell’impresa e richiedendo un
pagamento per la decifratura, in genere superiori ai 300
euro, da pagare in "Bitcoin", una moneta virtuale che non
viene controllata da alcuna autorità centrale, ma viene
gestita autonomamente attraverso i siti di cambio (oggi un
Btc vale circa 250 euro). Riscatto che poi raddoppia e lievita
col tempo se si tarda a pagare.
Bitcoin Exchange
Oltre al costo dell’eventuale riscatto, che comunque non
garantisce il recupero dei dati, quanto costa al
professionista o alla piccola e media impresa perdere dati
aziendali necessari a condurre l’attività?
Beh, sicuramente costa meno dotarsi di sistemi di
protezione, prima di essere attaccati! Ma anche se
l’affermazione è ovvia, spesso gli imprenditori preferiscono
ignorarla.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
7
2
ALCUNI DATI SUL CYBERCRIME
Ma di che cosa dobbiamo effettivamente avere paura noi
professionisti e imprenditori comuni? In realtà di molti
nemici, i più temibili dei quali, a livello quantitativo almeno,
sono i malware, che hanno avuto un incremento di oltre il
273% negli ultimi 4 anni.
Un malware è un software creato appositamente per
causare danni a un computer, per avere accesso ai dati degli
utenti presenti nel sistema informatico su cui viene eseguito.
L‘istituto AV-TEST, ad esempio, registra oltre 390.000 nuovi
programmi maligni al giorno.
Secondo ESG Malware Tracker di Sigma Software in Italia ci
sono circa 600.000 computer al mese infettati da malware.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
8
ALCUNI DATI SUL CYBERCRIME
Fonte: ESG MalwareTracker di Sigma Software 2015
Da quanto rilevato da Business Week / Symantec, l’Italia è al
7° posto nel mondo per gli attacchi Cybercrime e il 41%
delle aziende italiane intervistate nel 2015 dal Ponemon
Institute ha dichiarato di aver subito almeno un attacco
informatico criminale andato a buon fine nei 12 mesi
precedenti subendo un costo medio pro capite per la
violazione dei dati di €125.
Fonte: Sigma Software 2015
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
9
ALCUNI DATI SUL CYBERCRIME
Inoltre, il Microsoft Security Intelligence Report nel 2014
riporta per l’Italia un tasso medio di esposizione a malware
del 22%, contro una media mondiale del 19% (ed una
percentuale addirittura doppia di infezioni da Password
Stealers - furto di password - e Monitoring Tools - Strumenti
di monitoraggio nascosto - rispetto ai principali Paesi),
mentre negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Germania questo
valore è compreso tra il 13% e il 15%.
In un campione dominato dalla presenza di attaccanti di tipo
criminale, prevalgono gli incidenti causati da tecniche
sconosciute (che passano al 40% dal 14% del 2013), SQLi (in
crescita al 20% dal 11% del 2013) e DDoS (in calo, essendo
lo strumento più usato dagli Hacktivist), seguiti da quelli
basati sul furto di account (in crescita dal 3% del 2013) e
dalle APT (come Cryptolocker), che passano dal 3% al 10%.
In particolare quest’ultimo dato, unito alla prevalenza di
vulnerabilità “Sconosciuta”, dà una misura dell’incremento
dei livelli di rischio avvenuto nell’ultimo anno.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
10
ALCUNI DATI SUL CYBERCRIME
Infine, dall’analisi FASTWEB emerge chiaramente quale sia la
situazione reale sul campo. La bassa percentuale di attacchi
gravi di dominio pubblico contro bersagli italiani conferma la
cronica mancanza di informazioni che affligge il nostro Paese
su questo tema, il che rappresenta un ulteriore vantaggio
per criminali e malintenzionati.
La sensibilità su questi argomenti nasce più dalle
informazioni apprese attraverso i mass media, che tramite i
canali specializzati (riviste scientifiche, corsi, congressi, ecc).
Occorre inoltre prendere atto che la maggior parte delle
aziende italiane non ha una persona dedicata ad occuparsi
dei rischi informatici. Solitamente nelle piccole e medie
aziende questa responsabilità ricade sul responsabile dei
sistemi informativi, che a volte ricopre prevalentemente altri
ruoli, o sull’imprenditore, che spesso si accorge del
problema solo dopo aver subito un attacco informatico.
Dalla mancanza di una figura, come l’IT Security Manager,
in grado di far dialogare in maniera proficua il business con i
problemi tecnici ed i rischi ad essi connessi, ne consegue
una ridotta capacità nel pianificare un’adeguata strategia
mirata ad affrontare il problema.
Ne scaturisce un’idea vaga di come e dove investire il budget
dedicato ad affrontare questi problemi così che spesso si
rischia di essere guidati più dalle sensazioni che dal livello
effettivo di rischio.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
11
3
PRINCIPALI MINACCE
Le principali minacce secondo CLUSIT sono:
-
40% Sconosciute (in crescita)
20% SQLi (in diminuzione)
20% DDoS (stabili)
10% Account Cracking (in crescita)
10% Multiple Threads/APT
(in forte crescita)
Per la maggior parte si tratta appunto di Cybercrime, cioè di
azioni rivolte a una massa indistinta di persone,
professionisti e aziende con lo scopo di rubare i loro dati e
usarli per fare soldi.
Le minacce più pericolose per i Liberi Professionisti e le PMI
sono quelle attuate con tecniche sconosciute e Multiple
Threads/APT (es. Cryptolocker) che oltre ad essere in forte
crescita, insieme costituiscono il 50% degli attacchi gravi alle
attività d’impresa. Ed è soprattutto su questi attacchi che
bisogna attuare una strategia di prevenzione e difesa.
Fonte: CLUSIT 2015
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
12
PRINCIPALI MINACCE
In analogia con quanto riportato nel rapporto CLUSIT,
secondo Fastweb la motivazione principale per cui vengono
perpetrati attacchi informatici rimane quella criminale. In
particolare il 93% degli attacchi è legato al Cybercrime,
mentre il 7% ha come obiettivo il furto di dati, come
credenziali di accesso o altre informazioni sensibili.
Purtroppo non esiste una legge in Italia che obbliga a
denunciare un attacco informatico, per cui l’elenco di quelli
raccolti nei report non può considerarsi effettivamente
completo.
Vediamo ora le minacce più importanti per la vulnerabilità
dei liberi professionisti e delle PMI.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
13
PRINCIPALI MINACCE
SQLi
Gli attacchi SQL Injection sfruttano le vulnerabilità dello
Structured Query Language (SQL) comunemente utilizzato
nei modelli relazionali per disabilitare o penetrare nei
database. Stanno diventando un mezzo sempre più diffuso
di sabotaggio e infiltrazione dei siti web, rivolto a diversi tipi
di funzioni all'interno di un sito.
Gli attacchi SQL Injection aggrediscono direttamente
l'applicazione, oppure la logica di trasferimento dei dati a un
database, dove possono compromettere attivamente i dati
archiviati all'interno. Attualmente costituiscono il secondo
tipo di minaccia più diffuso, che attacca i siti web
immettendo dei codici in un modulo web per impossessarsi
del database associato al sito.
In media, un'applicazione web bersaglio può subire 71
attacchi all'ora. In alcuni casi, sono stati registrati fino a
1.300 tentativi di attacchi SQL all'ora a specifici
siti/applicazioni. Questi assalti hanno un impatto che va dal
rallentamento delle performance del sito al completo blocco
del Servizio, oltre al potenziale furto di dati e alla
compromissione delle informazioni personali (Account
Cracking).
Ad esempio il furto di informazioni personali attuato con
questa minaccia, nel giugno 2012 è costato a LinkedIn 1
milione di dollari per risarcimenti immediati, oltre ad altri 2
milioni di dollari per gli aggiornamenti necessari a prevenire
attacchi futuri dopo che erano state rubate più di 6,5 milioni
di password (Fonte: zdnet.com).
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
14
PRINCIPALI MINACCE
DDoS
I Distributed Denial of Service (DDoS) sono attacchi volti a
rendere inaccessibili alcuni tipi di servizi. Questo genere di
attacchi possono essere divisi in due tipologie differenti:
volumetrici ed applicativi.
Gli attacchi di tipo volumetrico mirano a generare un
volume di traffico maggiore o uguale alla banda disponibile,
in modo da saturarne le risorse.
Gli attacchi di tipo applicativo mirano a generare un numero
di richieste maggiore o uguale al numero di richieste
massimo a cui un server può rispondere (es. numero di
richieste web HTTP/HTTPS concorrenti). Dal momento che
un attacco DDoS ha bisogno di un grande sincronismo, è
probabile che sia portato avanti da un numero ristretto
di hacker che controllino una o più reti di bot (botnet).
La rilevazione effettuata dal rapporto CLUSIT indica che i tre
principali obiettivi degli attacchi DDoS sono le istituzioni
governative (Ministeri, Pubbliche Amministrazioni locali e
centrali, ecc), le banche ed il settore industriale.
Un DDoS non mira a rubare o cancellare informazioni, ma a
ricattare, chiedendo in molti casi del denaro per far
funzionare di nuovo il servizio.
Se un sito di e-Commerce viene preso di mira, subisce un
danno per mancata vendita.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
15
PRINCIPALI MINACCE
Defacement
Un altro diffuso scopo degli attacchi sono i defacement
(dall’Inglese deturpazione), cioè la variazione di una pagina
web (tipicamente la home page) a scopi dimostrativi.
La maggior parte dei siti web che hanno subito un
defacement appartengono al settore privato, ed in
particolare siti web di piccole e medie imprese, seguiti dalla
categoria dei siti E-Commerce, la cui percentuale è salita
rispetto all’anno passato dell’11%, cosi come le categorie di
siti Governativi e quelli legati all’ambiente Assicurativo.
Questo non vuol dire necessariamente che le piccole e
medie imprese siano prese di mira più facilmente, ma
potrebbe voler dire che i siti di questo genere di imprese
sono mediamente più vulnerabili.
Vulnerabilità delle piccole aziende
Vulnerabilità che spesso è dovuta anche ai dispositivi
embedded (modem via cavo, router ADSL) che hanno un
elemento in comune: appaiono trasparenti all’utente finale
o necessitano di competenze al di sopra della media per
accedervi e gestirli. Di conseguenza, spesso non vengono
gestiti e monitorati per lunghi periodi di tempo. Questa
mancanza di attenzione determina in genere un accesso
aperto con credenziali predefinite o credenziali esposte a
Internet.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
16
PRINCIPALI MINACCE
Gli stessi problemi possono sorgere con dispositivi aziendali
come router commerciali e dispositivi per videoconferenza
che devono essere protetti, aggiornati o monitorati, poiché
si trovano in case e piccoli uffici dove è poco probabile che ci
sia personale dotato delle conoscenze e delle competenze
nel campo della sicurezza IT necessarie per gestirli.
Secondo il rapporto CLUSIT nel 2013, in tutto il mondo erano
presenti 161 milioni di punti di accesso wireless. I principali
fornitori di questo tipo di dispositivi sono TP-Link con una
quota di mercato del 39% e D-Link e Netgear, ciascuno con
l’11%. Poiché questi dispositivi costituiscono i gateway per
l’accesso a Internet di uffici domestici e piccole aziende,
quando vengono scoperte vulnerabilità al loro interno, le
implicazioni sono considerevoli. I malintenzionati possono
attaccare questi gateway e utilizzarli ad esempio come
zombie in una botnet DDoS.
Simili tecniche di attacco e vulnerabilità possono essere
applicate anche ad altri dispositivi con funzionalità Internet,
come telecamere, media center, dispositivi di storage,
sistemi di allarme, controller di dispositivi, stazioni wireless a
banda larga e così via.
I malintenzionati non devono più attaccare i computer
collegati a questi dispositivi, i quali hanno una maggiore
probabilità di essere protetti da software antivirus e firewall.
La maggior parte degli attacchi malware diretti a questi tipi
di dispositivi ai fini dell’utilizzo in una botnet DDoS passerà
inosservata, dato che gli utenti non dispongono di
meccanismi di protezione.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
17
PRINCIPALI MINACCE
APT (ADVANCED PERSISTENT THREAT)
APT significa Advanced Persistent Threat (minaccia
persistente avanzata), una tipologia di attacchi mirati e
persistenti diventati particolarmente famosi in seguito
alla campagna malware che ha colpito il New York Times.
Gli attacchi APT non funzionano come gli attacchi normali.
Quando si pensa ai cyber criminali o agli hacker che
diffondono malware, si pensa in genere che il loro obiettivo
sia infettare il maggior numero di computer possibile (per il
furto di credenziali, la costruzione di botnet o altri tipi di
software dannosi). Quanto più ampia è la rete, maggiore
sarà l’opportunità di rubare soldi, risorse informatiche e
qualsiasi altro dato prezioso. A un hacker APT, invece,
interessa principalmente infettare un computer di una
persona specifica.
L’obiettivo finale di un attacco APT è compromettere un
computer che contiene specifici dati di valore.
L’ideale per loro sarebbe piazzare un keylogger (registratore
di password) o un backdoor (porta d’accesso) nel computer
del capo esecutivo o del dirigente di una importante
azienda. Ma è difficile attaccare con esito positivo i dirigenti
perché hanno a loro disposizione team specializzati in
sicurezza IT e strumenti di ultima generazione che
proteggono i loro sistemi.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
18
PRINCIPALI MINACCE
Ecco perché, al posto di puntare ad alti livelli aziendali, gli
hacker APT preferiscono colpire un impiegato che si trovi un
po’ più in basso nella scala gerarchica oppure un libero
professionista o anche i dipendenti di piccole e medie
imprese. Il computer di questo impiegato non avrà dati di
particolare valore, ma trovandosi all’interno della rete in cui
si trovano i computer con più valore, verrà usato per
raggiungere e infettare quest’ultimi.
Chiunque, con una connessione a Internet, può essere un
bersaglio potenziale.
Le Advanced Persistent Threat o APT rappresentano una
delle linee di frontiera negli attacchi informatici, che si trova
sempre più al centro dell’attenzione per due primati
"negativi".
Il primo è l'elevato danno che sono in grado di arrecare,
ulteriormente aggravato dall’alto livello di efficacia che
solitamente riescono a conseguire.
Il secondo è la difficoltà incontrata dalle soluzioni di
protezione di tipo più tradizionale nel contrastarle
efficacemente.
Questo perché le APT rappresentano una minaccia che non
si limita a una semplice intrusione rivolta a inserire un
malware ma che punta, invece, a predisporre un attacco
continuativo nel tempo che prosegue fino a quando
l’attaccante non è riuscito nel suo intento di penetrare
all’interno della rete del suo target.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
19
PRINCIPALI MINACCE
L’APT è un processo di attacco che segue regole precise e
determinate e che è stato studiato e definito tanto da poter
essere ricondotto a cinque fasi specifiche.
La predisposizione di una protezione efficace dovrà quindi
confrontarsi con le vulnerabilità associate a ognuna di
queste fasi, predisponendo contromisure in grado di operare
non solo in modo efficace ma anche sinergico tra loro.
Ultima, e tremendamente efficace, ad aggiungersi nella
categoria delle minacce APT è quella che prende il nome di
Ransomware.
Come la maggior parte del malware, anche il Ransomware
può provenire dall’apertura di un allegato malevolo in
un’email, da un clic su un pop-up ingannevole o
semplicemente dalla visita di un sito web compromesso.
Mette a rischio le aziende in una delle seguenti modalità:
bloccando lo schermo di un utente rendendo il computer
inutilizzabile fino a quando il malware viene rimosso, oppure
crittografando i file di tutti i dischi in rete.
Quest’ultima modalità sta rapidamente emergendo come
una vera minaccia per le aziende, a causa della sua capacità
di bloccare permanentemente gli utenti dai propri file e dati,
non solo sui singoli PC ma sull’intera rete aziendale.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
20
PRINCIPALI MINACCE
Il Ransomware è un attacco che utilizza sempre di più la
crittografia per rendere inutilizzabili tutti i dati fino al
pagamento di un riscatto. Inoltre, gli attacchi si sono
concentrati su aziende di piccole e medie dimensioni,
utilizzando CryptoLocker, uno dei ceppi di Ransomware più
distruttivi e dannosi mai visto.
Da quando è stato individuato a fine estate del 2013,
CryptoLocker ha preso di mira oltre un milione di computer.
Una volta attivato sul PC di un utente, CryptoLocker avvia
una ricerca su tutte le cartelle e drive a cui è possibile
accedere dal computer infetto, compresi dischi di back-up in
rete sui server aziendali. Successivamente inizia a
scombinare i file utilizzando una crittografia di tipo militare
virtualmente impossibile da decriptare.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
21
PRINCIPALI MINACCE
I file rimarranno crittografati a meno che l'azienda non paghi
online un riscatto a una organizzazione criminale in cambio
della chiave di decriptazione che permetterà di rendere i file
nuovamente leggibili. Ma senza garanzia, dati gli
interlocutori, che una volta effettuato il pagamento i file
criptati torneranno ad essere leggibili.
Senza esagerare, questa perdita di proprietà intellettuale e
dei dati confidenziali può avere implicazioni gravi, addirittura
fino all’impossibilità di continuare l’attività aziendale o
professionale.
Purtroppo i casi in Italia sono molti e in aumento.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
22
4
PREVENIRE
E’ MEGLIO CHE CURARE
Secondo PWC nel 2014 ci sono stati 81 Cyber attacchi al
minuto, e quelli più pericolosi e dannosi, oltre che in forte
crescita, sono i Ransomware (Cryptolocker, Cryptowall,
ecc.). Non importa quale sia il business di una PMI, ogni
azienda è appetibile per un cyber criminale. Qualsiasi
informazione di tipo commerciale, dati personali, indirizzi email, know-how ecc. è vendibile al mercato nero per
commettere frodi, per diffondere malware e per mettere in
atto altri crimini.
Nonostante questi dati, la maggior parte dei liberi
professionisti e delle PMI non hanno difese adeguate e
rischiano quotidianamente di perdere tutti i dati critici per il
funzionamento della loro attività.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
23
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Troppo spesso si sente parlare di imprenditori che sono corsi
ai ripari solo dopo avere subito un simile attacco, spendendo
diverse migliaia di Euro per recuperare in parte i dati persi.
Per non parlare di quei casi in cui la perdita definitiva dei
dati aziendali ha messo a rischio il futuro stesso
dell’impresa.
E’ di estrema importanza non sottovalutare il crescente
fenomeno ed affidarsi quindi ad esperti in grado di mettere
in reale sicurezza l’azienda, con opportune configurazioni e
servizi di protezione. Non è sufficiente dotarsi di un antivirus
o di un firewall, soprattutto se gratuito, perché bisogna
sapere come configurarli correttamente e utilizzarli
congiuntamente con servizi cloud per la sicurezza,
fondamentali per la prevenzione di attacchi sconosciuti o di
Ransomware. Come detto in precedenza queste due
tipologie di minacce costituiscono il 50% degli attacchi gravi.
Vediamo i metodi per prevenire gli attacchi SQLi, DDoS e
soprattutto Ransomware.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
24
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Proteggersi dagli attacchi SQLi
La protezione principale è il controllo da parte del
programma che gestisce i dati in ingresso, tenendo conto di
tutte le possibili combinazioni di caratteri speciali e di
operatori, e bloccandoli.
Per i programmi già in uso è opportuno verificare che questi
controlli ci siano, ed in caso contrario modificare
opportunamente il programma.
Per la verifica di vulnerabilità al SQL injection sono
disponibili sul mercato dei software di verifica (scanning), sia
proprietari che open source. È poi opportuno che i messaggi
con i codici di errore non forniscano, seppur
involontariamente, informazioni preziose per un attaccante
che ci sta provando.
È opportuno configurare il sistema in modo che fornisca
messaggi d’errore abbastanza generici e senza informazioni
di dettaglio. Inoltre è necessario verificare che i privilegi
usati dagli utenti sul database SQL non siano quelli superiori
da amministratore: in caso contrario occorre ridurli.
Infine, come per tutto il software, è indispensabile
aggiornare tempestivamente il database server e gli
interpreti degli script, soprattutto per eliminare eventuali
vulnerabilità.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
25
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Proteggersi dagli attacchi DDoS
Nel caso in cui un sito web di nostro interesse sia oggetto di
un attacco DDoS si hanno ben poche possibilità di
intervenire, da utenti, in qualche maniera. Solo gli
amministratori di sistema, infatti, saranno in grado di
mitigare gli effetti del tentativo di rendere instabile
l’ambiente informatico sotto il loro controllo. Varie le
contromisure, più o meno efficaci, che possono essere
messe in atto.
Sinkholing (inghiottitoio). In caso di attacco, questa tecnica
prevede di deviare tutto il traffico verso un vicolo cieco, in
modo da preservare la stabilità e la piena funzionalità delle
risorse informatiche. Ha il punto debole di rendere
inaccessibile la risorsa, deviando sia il traffico lecito sia il
traffico illecito, ma quanto meno salva l'infrastruttura
informatica – sia a livello hardware sia a livello software – da
danni irreparabili.
Router e firewall. Prima che un attacco colpisca l'obiettivo,
però, è possibile arginare il traffico in arrivo da protocolli
non essenziali e da indirizzi IP non validi applicando dei filtri
a livello di router e firewall. In caso di attacchi più sofisticati
(attacchi che utilizzano diversi livelli di protocollo di
comunicazione e numerose direttrici di attacco
contemporaneamente) però, questa tecnica risulta essere
poco efficace se non del tutto inutile.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
26
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Sistemi di rilevazione delle intrusioni. Alcuni software
installati su server e sistemi di controllo dei data center sono
in grado di individuare quando dei protocolli “legittimi” ed
essenziali per il funzionamento del servizio sono utilizzati
per portare un attacco. Se integrati con un firewall sono in
grado di bloccare il traffico relativo al protocollo malevolo
individuato e sventare l'attacco o quanto meno
minimizzarne gli effetti
Server. L'adeguata configurazione del server e dei servizi
che ospita è uno dei migliori antidoti per mitigare gli effetti
di un attacco DDoS. Un amministratore di sistema, ad
esempio, può indicare quali e quante risorse può utilizzare
un servizio e come questo può rispondere alle richieste che
arrivano dall'esterno: in questo modo, in caso di un attacco
applicativo, gli effetti non si ripercuoteranno sull'intero
sistema informatico ma si limiteranno a mettere fuori uso il
solo software oggetto dell’attacco.
Sovrastimare le necessità. Si tratta, probabilmente, della
tecnica difensiva che ha la maggior efficacia nel difendersi da
un attacco DDoS, ma che è alla portata per lo più delle
aziende internazionali. Effettuando una stima in eccesso
delle risorse che saranno necessarie a un determinato
sistema informatico, si sarà in grado di fronteggiare, senza
grossi problemi, attacchi che puntano a saturare la banda o
la capacità di calcolo di un server o di un centro dati.
Facendo ricorso a una ampia rete di distribuzione che si
estende in diversi Stati, ad esempio, si sarà in grado di
fronteggiare un attacco diretto verso uno dei server o una
sezione della rete, semplicemente deviando il traffico in
eccesso verso altri server “gemelli” posti anche a grande
distanza e non sottoposti all’attacco.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
27
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Proteggersi dagli attacchi Ransomware
Cosa possono fare le aziende per proteggersi da questi nuovi
e pericolosissimi tipi di attacchi particolarmente aggressivi?
Innanzitutto, è fondamentale che le aziende implementino
le stesse best-practice di sicurezza di base consigliate per
proteggere i computer da qualsiasi altro tipo di malware:
 Assicurarsi che il software anti-virus sia aggiornato con
le più recenti firme;
 Verificare che il sistema operativo e le versioni del
software applicativo siano aggiornati;
 Installare un firewall sia in entrata che in uscita sul PC di
ogni utente;
 Educare gli utenti sulle tecniche di “social engineering”,
specialmente quando si trovano di fronte ad allegati
sconosciuti che arrivano nella posta indesiderata;
Tuttavia, si tratta di misure
che non offrono una
protezione
totale
dagli
attacchi. È troppo facile per
un
dipendente
cliccare
inavvertitamente
su
un
allegato di posta elettronica,
provocando un'infezione.
È anche relativamente facile per i criminali che stanno dietro
una truffa Ransomware fare piccoli aggiustamenti al codice
malware, permettendogli di bypassare l’antivirus dal
rilevamento basato su firme, rendendo in questo modo le
aziende vulnerabili.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
28
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Una protezione migliore grazie alle sandbox
Per difendersi contro i nuovi Ransomware che non possono
essere rilevati dalle soluzioni antivirus convenzionali, una
nuova tecnica di sicurezza permette di isolare i file dannosi
prima che entrino nella rete in modo che l'infezione
accidentale non si verifichi.
Senza incidere sul flusso aziendale, questa tecnologia apre i
file sospetti che arrivano via email e controlla il loro
contenuto in un ambiente virtualizzato e protetto noto
come “sandbox” (la gran parte delle abitazioni statunitensi
ne ha uno nel giardino di casa: un piccolo rettangolo di
sabbia - immerso nel verde del prato tagliato all'inglese dove i bambini possono giocare in piena sicurezza e
tranquillità. – in ambito informatico ambiente protetto di
test).
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
29
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Il sandboxing permette di isolare programmi e applicazioni
(o parte di essi) e testarli in un “ambiente operativo reale”
senza però correre il rischio che possano arrecare danni al
sistema informatico. Ideale, quindi, per testare gli effetti di
un programma in via di sviluppo o di un virus di cui si sa
ancora poco.
Nonostante possa apparire come una funzione futuristica o
riservata a una “élite” di programmatori esperti, è vero
l'esatto contrario: pur non accorgendocene, abbiamo a che
fare con sandbox tutti i giorni, nell'utilizzo quotidiano del PC:
Google Chrome e Internet Explorer, ad esempio, sono dotati
di “recinti di sabbia” nei quali far girare le pagine web che si
visitano per evitare che queste possano provocare danni
all'intero computer.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
30
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Nella sandbox, il file viene monitorato in tempo reale per
registrare qualsiasi comportamento insolito, come ad
esempio tentativi di apportare modifiche di registro, azioni o
connessioni di rete anomale. Se il comportamento del file
risulta essere sospetto o potenzialmente dannoso, questo
viene bloccato e messo in quarantena, per prevenire ogni
possibile infezione prima che raggiunga la rete - o le caselle
di posta degli utenti – azzerando così il rischio che possa
causare danni.
I dispositivi firewall di ultima generazione, disponibili per
ogni dimensione d’azienda e di budget: ufficio casalingo,
libero professionista, PMI e grande impresa; si appoggiano
ad una serie di servizi cloud per creare un ambiente di
prova protetto ed esterno alla rete aziendale per l’analisi dei
Ransomware e delle minacce sconosciute.
Una di queste è la soluzione WatchGuard APT Blocker che
oltre all’analisi comportamentale per determinare se un file
è maligno, identifica e inoltra i file sospetti a un sandbox di
nuova generazione su cloud, un ambiente virtuale in cui il
codice viene analizzato, emulato e infine eseguito per
determinarne il potenziale di minaccia.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
31
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Minacce avanzate, tra cui quelle persistenti APT (Advanced
Persistent Threats) sono progettate per riconoscere i metodi
di rilevamento e rimanere nascoste.
L’emulazione dell’intero sistema di APT Blocker – che simula
l’hardware fisico, incluse CPU e memoria – fornisce il
massimo livello di visibilità nel comportamento dei malware,
ed è inoltre estremamente difficile da rilevare per i malware
avanzati. APT Blocker estende la protezione dall’universo del
malware noto fino a quello ancora sconosciuto, fornendo
all’azienda la sicurezza necessaria contro le minacce odierne
in continua evoluzione.
Il massimo livello di protezione poi lo si ottiene aggiungendo
all’installazione di un APT Blocker anche il backup in cloud
dei propri file (quantomeno quelli che si ritengono di vitale
importanza), che crea una copia in una ubicazione
superprotetta (e comunque offline dalla rete aziendale)
tutte le volte che tali file vengono modificati.
Le aziende dovrebbero prendere in considerazione queste
ulteriori precauzioni per assicurarsi di non cader vittime di
criminali informatici che necessitano solamente di una
minuscola falla di sicurezza per entrare nella rete e prendere
in ostaggio gli asset dell’azienda. Il ransomware rappresenta
una grave minaccia potendo potenzialmente catturare tutti i
file e i dati di una società in un istante.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
32
5
CONCLUSIONI
Come riportato dal documento UNICRI sulla Linee guida per
la Sicurezza Informatica nelle PMI, quest’ultime sono un
bersaglio molto attraente per i cyber criminali, perché
sfortunatamente sottovalutano ancora troppo questa
minaccia.
Non importa quale sia il business di una PMI, ogni azienda
è appetibile per un cyber criminale perché qualsiasi
informazione di tipo commerciale, dati personali, indirizzi email, proprietà intellettuali, ecc. è vendibile al mercato nero
per commettere frodi, per propagare malware e per mettere
in atto altri crimini.
I pericoli in ambito aziendale sono costituiti non solo dai
danni prodotti dall’attacco in sé, ma soprattutto dalle
conseguenze che questi attacchi causano nel lungo periodo.
Assistiamo infatti sempre più ad attacchi mirati come
l’appropriazione dei dati sensibili, la cancellazione dei dati
stessi o il furto di materiale coperto da diritti sulla proprietà
intellettuale.
Il Cybercrime è più forte e diffuso di quanto si possa
immaginare, dato che la maggior parte degli attacchi non
viene ancora rilevata e denunciata. Le perdite dovute al
crimine informatico possono anche arrivare a diversi
milioni di euro per le singole aziende.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
33
CONCLUSIONI
Il fenomeno del Ransomware è in forte aumento, arrivato
globalmente a 8,8 milioni di attacchi nel 2014. E’ un tipo di
attacco molto redditizio perché, nel caso che non siano stati
effettuati regolari backup, su dispositivi offline o in cloud,
l’utente pur di recuperare i propri dati è disposto a pagare il
riscatto, anche senza garanzie.
I fattori che i criminali informatici considerano sono due:
la presenza di soldi/dati da rubare e la facilità di violare un
obiettivo. Le PMI purtroppo soddisfano entrambi questi
requisiti.
Non sempre però le aziende si accorgono di essere state
violate e spesso non sanno come proteggersi, credendo
erroneamente che le azioni da mettere in atto siano solo di
tipo tecnico e che siano economicamente impegnative.
Quello che manca alle PMI è principalmente un quadro di
assistenza all’implementazione della loro sicurezza
informatica che comprenda non solo aspetti tecnici, ma
soprattutto uno schema di policy da implementare negli
anni in base all’evolversi del Cybercrime.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
34
CONCLUSIONI
Ecco perché le PMI dovrebbero rivolgersi ad esperti come
Netech Srl, in grado di valutare tutti gli aspetti (tecnici,
tecnologici, organizzativi, processuali, evolutivi e di policy)
legati alla propria sicurezza ed essere indirizzati ad
investimenti sostenibili, ma soprattutto idonei.
La vera frontiera che ogni imprenditore deve abbattere è
quella culturale, infatti molte azioni difensive contro il
Cybercrime possono essere messe in atto anche a costi
limitati.
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
35
BIBLIOGRAFIA
I contenuti di questo e-Book sono una raccolta opportunamente selezionata ed organizzata
di informazioni tratte da diverse fonti autorevoli disponibili pubblicamente in internet, che
nel loro insieme costituiscono una parte importante della letteratura sul tema della
sicurezza informatica.
Tutti gli argomenti a cui si fa riferimento nel presente e-Book sono accessibili qui:
 http://www.wired.it/attualita/tech/2015/06/09/attacchi-informatici-in-crescita/
 https://clusit.it/rapportoclusit/
 http://it.ibtimes.com/cyber-space/cybercrime-notevole-crescita-degli-attacchi-livello-globale1408013
 https://www.av-test.org/en/statistics/malware/
 http://www-03.ibm.com/security/data-breach/
 http://www.microsoft.com/security/sir/default.aspx
 http://www.enigmasoftware.com/top-20-countries-the-most-cybercrime/
 https://blog.kaspersky.it/che-cose-una-apt/1070/
 http://www.tomshw.it/articoli/le-5-fasi-di-un-attacco-apt-46697
 http://www.digital4.biz/trade/nuove-frontiere-di-attacco-ecco-cos-e-e-come-funziona-unransomware_43672152425.htm
 http://www.malaboadvisoring.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=103
 http://www.pwc.com.cy/en/press-releases/2014/cybersecurity-incidents-2014.html
 http://www.itgovernance.co.uk/blog/why-smes-are-an-attractive-target-for-cyber-criminals-andwhat-they-can-do-about-it/
 http://www.unicri.it/in_focus/files/La_Criminalita_Informatica_e_i_Rischi_per_l_Economia_e_le
_Imprese_FZ_DEFINITIVO_2015_06_11.pdf
 http://www.enigmasoftware.com/malware-research/malwaretracker/
 http://www.fastweb.it/internet/sandbox-cosa-sono-come-funzionano-e-come-crearne-uno/
 http://www.watchguard.com/it/
Tutti i Copyright ed i Marchi sono di proprietà dei rispettivi Titolari
Realizzato da Actrae di Re Fulvio
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
36
NETECH SOLUTIONS ACADEMY
SICUREZZA INFORMATICA
NELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA
Netech aiuta le PMI ad essere più sicure ed
impenetrabili, bloccando il 99,99% di email
spam, eliminando il costo annuale di oltre 125€
per dipendente, dovuto alle interruzioni
dell’attività di business, per gli attacchi malware
mirati alla compromissione dei dati aziendali.
Netech aiuta ad inibire la perdita accidentale di
dati, e ad evitare la fuoriuscita incontrollata delle
informazioni aziendali, con un risparmio di 150€
per GB.
Lo ha fatto anche per Yamaha Motor Italia.
Ottobre 2015
Copyright 2015 Netech Srl - www.netech-solution.it
37