direzione mobilita` - settore metropolitana e trasporto pubblico
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DIREZIONE MOBILITA' - SETTORE METROPOLITANA E TRASPORTO PUBBLICO SERVIZIO TRASPORTO DI SUPERFICIE IN SEDE PROPRIA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 2010-125.4.1-1 L'anno 2010 il giorno 11 del mese di agosto il sottoscritto Merello Mario in qualita' di dirigente di Servizio Trasporto Di Superficie In Sede Propria, ha adottato la Determinazione Dirigenziale di seguito riportata. OGGETTO APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI RELATIVI ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI ASCENSORE INCLINATO TRA VIA PINETTI E VIA FONTANAROSSA A GENOVA QUEZZI. Adottata il 11/08/2010 Esecutiva dal 19/08/2010 Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile DIREZIONE MOBILITA’ SETTORE METROPOLITANA E TRASPORTO PUBBLICO SERVIZIO TRASPORTO DI SUPERFICIE IN SEDE PROPRIA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 2010/125.4.1/1 OGGETTO: APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI RELATIVI ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI ASCENSORE INCLINATO TRA VIA PINETTI E VIA FONTANAROSSA A GENOVA QUEZZI. Premesso: - che la Regione Liguria ha ricompreso l’intervento in argomento tra quelli finanziabili mediante i fondi della Legge Regionale n. 10/97, sia contribuendone per intero ai costi sostenuti per la progettazione definitiva, con delibera di Giunta Regionale n. 1584 del 3/12/1999, per un importo di euro 126.531,94, sia contribuendo per il 60% del costo complessivo dell’intervento con delibera di Giunta Regionale n. 1810 del 23/12/2003, per un importo pari a Euro 1.384.276,00; - che il progetto è stato approvato per le finalità della Legge Regionale n. 10/97 con Determinazione Dirigenziale n. 2 del 16/3/2004; - che con deliberazione n. 1182 in data 2/12/2004 la Giunta Comunale ha approvato la costruzione dell’impianto in argomento, unitamente al quadro economico preliminare comportante in allora una spesa presunta complessiva pari ad euro 2.359.329,00, individuandone la copertura finanziaria come segue: − euro 1.384.276,00 – contributo Regione Liguria - L.R. n.10/97 (ACC 2004/1770); − euro 848.521,00 - prestito obbligazionario comunale (BOC); − euro 126.532,00 - fondi impegnati con DGC 1019/2000 (IMPE 2000/3609); che la stessa delibera di Giunta Comunale n. 1182/2004 individuava la Società A.M.T. quale affidataria delle prestazioni ingegneristiche; che a seguito della successiva scissione societaria di A.M.T. è stata costituita la Società AMI Azienda Mobilità e Infrastrutture, totalmente di proprietà del Comune alla quale con Determinazione Dirigenziale 2005/115.7/1 del 16/1/2006 sono state affidate la progettazione esecutiva, la Direzione Lavori ed il coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione; - che con deliberazione n. 38 in data 27/3/2007 il Consiglio Comunale ha espresso parere favorevole all’approvazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 59 della L.R. n. 36/97 e s.m. e i. dei contenuti del progetto definitivo relativo alla costruzione dell’impianto in argomento sulla base della progettazione sviluppata dalla Società AMI S.p.A. Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile Società affidataria della progettazione e ne ha dichiarato la pubblica utilità ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n. 327/01, come integrato dal D. Lgs. n. 302 del 27/12/2002; - che, rispetto al progetto definitivo approvato in Conferenza dei Servizi, si è resa necessaria una variante migliorativa alla fermata intermedia di via Portazza, consistente nell'arretramento e risagomatura del muro di sostegno compreso tra la "berlinese" a monte della fermata e via Portazza stessa, variante che permetterà di ampliare l'area di sosta e manovra riservata ai mezzi di servizio dell'ascensore, migliorandone inoltre l'impatto estetico; - che, in accordo con gli uffici comunali preposti, non essendo la zona interessata sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico, si è convenuto di non richiedere un nuovo titolo abilitativo, ma di approvare tale variante di carattere meramente esecutivo, con il presente provvedimento; - che la Società AMI S.p.A. ha sviluppato la progettazione pervenendo ad un quadro economico più aggiornato rispetto a quello preliminare approvato con la sopraccitata Delibera di Giunta Comunale n. 1182/2004, quantificato in euro 4.000.000,00; - che con deliberazione n. 99 in data 22/12/2008 il Consiglio Comunale ha approvato il Programma Triennale dei LL.PP. 2009/2011 nel quale si prevede l’esecuzione dei lavori in argomento a fronte di una spesa complessiva pari ad euro 4.000.000,00; - che tale Quadro Economico globale risulta quantificato dalla Società AMI S.p.A. a livello definitivo sulla base delle computazioni estimative sulla base di prezzi unitari aggiornati al 2007; - che la Società AMI S.p.A., posta in liquidazione nel 2008, ha proceduto nel corso nel 2009 ad una completa ed accurata rivisitazione ed aggiornamento della progettazione esecutiva in relazione ai seguenti punti: − adeguamento dei prezzi unitari per adozione del prezzario 2009 rispetto a quello del 2007 che ha comportato per alcune lavorazioni, quali le paratie di micropali, notevoli incrementi di costo; − aumento di quantità computate a seguito di una più accurata rielaborazione progettuale, in sede di redazione della sopraccitata variante migliorativa, riguardante le paratie tipo berlinese della fermata intermedia di via Portazza; − ripristino di muretti; − smaltimento acque reflue; − assistenza muraria; − modifica all’impianto di illuminazione pubblica; − mappe tattili; − cancelli di protezione; − allaccio all’impianto di irrigazione; − inserimento dei costi speciali della sicurezza; - che la rivisitazione progettuale ha riguardato anche una più accurata quantificazione delle somme a disposizione della stazione appaltante e non ricompresa nell’importo da porsi a base di appalto; - che tali attività ingegneristiche hanno richiesto un notevole sforzo progettuale e organizzativo della struttura tecnica della Società AMI, già in regime di liquidazione societaria, con un conseguente incremento delle iniziali voci di spesa già approvate Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile nella delibera di Giunta Comunale n. 1182/2004 e nella successiva Determinazione Dirigenziale 2005/115.7/1 sopra richiamata; - che tale costo suppletivo, rappresentato dalla Società AMI S.p.A. in € 30.725,00 + IVA e ritenuto congruo dallo Scrivente, viene inserito nel quadro economico riepilogativo che si approverà col seguente provvedimento; - che conseguentemente la Società AMI S.p.A. in Liquidazione ha integrato a più riprese la progettazione esecutiva pervenendo ad una prima consegna finale degli elaborati in data 7/4/2010 con nota prot. n. 0118 ed una successiva conclusiva in data 3/6/2010 con nota prot. n. 0186 (pervenuta in data 9/6/2010) per la parte contenente Quadro Economico finale, Schema finale di Contratto e Cantierizzazione; - che la documentazione progettuale elaborata da AMI S.p.A. è composta dai seguenti elaborati: DOCUMENTO NUMERO TITOLO GE01rev3 1 Relazione generale CSArev2 2 Capitolato speciale d'appalto GE10rev4 3 Relazione di cantierizzazione GE15rev3 4 Piano di sicurezza e di coordinamento GE17rev3 5 Piano di manutenzione dell'opera OPR1rev4 6 Relazione geotecnica e calcolo palificate SCR1rev3 7 Relazione di calcolo - strutture in cemento armato SCR2rev3 8 Relazione strutture metalliche stazione Fontanarossa SCR3rev2 9 Note integrative relative azioni sismiche VCR1rev2 10 Relazione di calcolo strutture metalliche via di corsa e scale di sicurezza IGErev0 11 Indagine geologica esecutiva D.M.11.03.88 par B IEITrev3 12 Relazione tecnica Impianto elettrico e impianto telecontrollo IArev2 13 Relazione caratteristiche tecniche dell'impianto ascensore CIGrev0 14 Conformità del progetto all'indagine geologica CSAMrev1 15 Conformità del progetto di smaltimento acque meteoriche EPrev3 16 Elenco prezzi unitari CMErev3 17 Computo metrico estimativo Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile QIMrev3 18 Quadro incidenza della manodopera QErev3 19 Quadro economico SCOrev1 20 Schema di contratto PMrev3 21 Piano dei monitoraggi GE09rev3 22 Cronoprogramma FOrev3 23 Fascicolo dell'opera APrev0 24 Analisi prezzi LLFrev0 25 Lista delle lavorazioni e delle forniture CABArev0 26 Conformità del progetto all'abbattimento barriere architettoniche TAVOLA 1P060rev2 GE06 1P061rev2 GE07 1P062rev3 GE11 1P063rev3 GE12 1P064rev2 GE20 1P065rev2 GE21 1P066rev5 GE22 1P067rev2 GE23 1P068rev2 GE24 1P069rev2 GE25 1P070rev2 OP01 1P071rev2 OP02 1P072rev2 OP03 1P073rev3 OP04 1P074rev2 OP05 1P075rev2 SA01 1P076rev2 SA02 NUMERO TITOLO 1 Planimetria rilievo stato attuale 2 Planimetria generale di progetto 3 Cantierizzazione - schema generale flussi di traffico e cantiere 4 Fasi di cantierizzazione 5 6 7 Planimetria e profilo generali da stazione Fontanarossa a picchetto 7 Planimetria e profilo generali da picchetto 7 a stazione Pinetti Schemi definizione ingombri degli impianti meccanici 8 Sistemazione del versante - planimetria 9 Sistemazione del versante dettagli recinzioni, muri di sostegno e scala di servizio 10 Individuazione sottoservizi interferenti 11 12 13 14 15 16 17 Opere provvisionali planimetria generale di tracciamento Stazione Pinetti opere provvisionali - prospetti berlinesi Fermata Portazza opere provvisionali - prospetti berlinesi Opere provvisionali dettagli tipici Opere provvisionali armatura placcaggi Stazione Pinetti opere in c.a. carpenteria - piante Stazione Pinetti opere in c.a. carpenteria - sezioni A-A, F-F, G-G, H-H, I-I, VISTA E Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile 1P077rev2 SA03 1P078rev2 SA08 1P079rev2 SB01 1P080rev2 SB02 1P081rev2 SB03 1P082rev2 SB04 1P082rev3 SB05 1P083rev2 SC01 1P084rev2 SC02 1P085rev2 SC03 1P086rev2 SC04 1P087rev2 SC05 1P088rev2 SC06 1P089rev2 SC10 1P090rev2 VC01 1P091rev2 VC02 1P092rev2 VC03 1P093rev2 VC04 1P094rev2 VC05 1P095rev2 VC07 1P096rev2 VC08 1P097rev2 VC10 1P098rev2 VC15 1P099Arev2 IM01A 1P099Brev2 IM01B 1P100rev4 AR01 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 Stazione Pinetti opere in c.a. carpenteria - sezioni B-B, C-C, D-D Stazione Pinetti opere in c.a. armature piante, sezioni e dettagli Fermata Portazza opere in c.a. carpenteria - piante e dettagli Fermata Portazza opere in c.a. carpenteria - prospetti, viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B, C-C, D-D, H-H, LL Fermata Portazza opere in c.a. armature - piante e sezioni Fermata Portazza opere in c.a. armature - viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B e dettagli Fermata Portazza - opere in c.a. carpenteria e armature - piante, sezioni e dettagli Stazione Fontanarossa opere in c.a. carpenteria - piante Stazione Fontanarossa opere in c.a. carpenteria - sezioni Stazione Fontanarossa - progetto strutturale armature - piante e dettagli Stazione Fontanarossa - progetto strutturale armature - sezioni e dettagli Stazione Fontanarossa - progetto strutturale armature - sezioni e dettagli Stazione Fontanarossa - strutture metalliche piante e sezioni Stazione Fontanarossa - strutture metalliche nodi tipici Via di corsa e scale di sicurezza planimetria e profilo generali Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 0 al filo 4 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 4 al filo 7 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 7 al filo 11 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 11 al filo 14 Via di corsa - dettagli tipici Via di corsa e scale di sicurezza. Stilate ed appoggi dal filo 8 al filo 14 Via di corsa e scale di sicurezza. Dettagli ringhiera Carpenteria e orditura plinti picchetti 2-3-4-5-6-7 41 Schema smaltimento acque meteoriche 42 Schema smaltimento acque meteoriche - dettagli 43 Sistemazioni marciapiedi e viabilità Via Pinetti e via Ginestrato Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile 1P101rev3 AR02 1P102rev4 AR03 1P103rev4 AR04 1P104rev4 AR05 1P105rev4 AR06 1P106rev4 AR07 1P107rev4 AR08 1P108rev4 AR09 1P109rev3 AR10 1P110rev4 AR11 1P111rev4 AR12 1P115rev1 AR13 1P119rev2 IE182 1P120rev3 IE183 1P121rev3 IE184 1P122rev3 IE185 1P123rev3 IE186 1P124rev3 IE187 1P125rev3 IE188 - 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 Stazione Pinetti - progetto architettonico piante Stazione Pinetti - progetto architettonico prospetti Stazione Pinetti - progetto architettonico sezione Fermata Portazza - progetto architettonico piante Fermata Portazza - progetto architettonico prospetti e sezioni Stazione Fontanarossa - progetto architettonico piante Stazione Fontanarossa - progetto architettonico prospetti Stazione Fontanarossa - progetto architettonico sezioni Stazione Fontanarossa - progetto architettonico murature Progetto architettonico - particolari costruttivi dettagli Progetto architettonico - particolari costruttivi abaco Stazione Fontanarossa - progetto architettonico locale sottostazione Impianto elettrico e impianto di telecontrollo e videosorveglianza - Quadri elettrici 57 Impianto elettrico - Planimetria cabina elettrica 58 Impianto elettrico - Planimetrie stazione superiore 59 Impianto elettrico - Planimetria fermata intermedia 60 Impianto elettrico - Planimetria stazione inferiore 61 Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa superiore 62 Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa inferiore che la spesa complessiva necessaria per la realizzazione dei lavori in argomento ammonta ad € 5.161.883,56 (IVA compresa) come risulta dal seguente Quadro Economico Riepilogativo: Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile Voce Descrizione Importo [€] % 158.365,69 110.000,00 283.754,59 86.224,23 872.960,25 419.140,74 159.213,34 439.237,73 799.760,25 320.000,00 252.633,87 11.744,69 3.913.035,57 4,05% 2,81% 7,25% 2,20% 22,31% 10,71% 4,07% 11,22% 20,44% 8,18% 6,46% 0,30% 100 % OPERE A BASE D’APPALTO LAVORI A01 A02 A03 A04 A05 A06 A07 A08 A09 A10 A11 A12 A Preparazione area, cantierizzazione e costi speciali sicurezza per opere provvisionali Monitoraggi Scavi, riporti, livellamenti e trasporti in discarica Demolizioni e smontaggi Pali e palificate Opere strutturali in calcestruzzo Carpenterie metalliche strutturali Carpenterie metalliche strutturali via di corsa Opere edili di completamento Impianto ascensore Impianti (elettrico, telecontrollo, videosorveglianza e idraulico) Opere a verde Totale Lavori ONERI SICUREZZA (già ricompresi in A) B01 B02 B Costi diretti sicurezza Costi speciali sicurezza Totale Oneri Sicurezza (non soggetti a ribasso) 90.192,13 61.024,84 151.216,97 LAVORI IN ECONOMIA C OBA Totale Lavori in Economia (non soggetti a ribasso) Totale Opere a Base di Appalto [A + C] 59.000,00 3.972.035,57 SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE D ESPROPRI E SERVITÙ, OCCUPAZIONI TEMPORANEE, INDENNIZZI, Totale Espropri e Servitù, Occupazioni Temporanee, Indennizzi, Accordi 110.000,00 e Cessioni Bonarie (IVA compresa) ALTRE SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE E01 E02 E03 E04 E05 E06 E07 E08 E09 E10 E11 E F01 F02 F03 Allacciamenti ai pubblici servizi Modifiche / interferenze ai pubblici servizi Imprevisti [2,3%∙OBA] Acquisizione galleria demaniale Stati testimoniali (perizia giurata) Bonifica ordigni bellici e ambientale (IVA compresa) Progettazione e direzione lavori Spese per pubblicità e ove previsto per opere d’arte Spese per analisi e collaudi Incentivo alla sicurezza ex D.G.R. n. 1558 del 20 dicembre 2001 Incentivi alla progettazione per i dipendenti pubblici ex D.lgs. 163/06 art. 92 Totale Altre Somme a Disposizione della Stazione Appaltante IMPOSTE IVA su lavori [10%∙OBA] IVA su imprevisti e prezzo chiuso [10%∙E03] IVA su altre spese [20%∙(E1+E2+E7+E8+E9+E10+(E5+E9 per parte soggetta a IVA))] 7.065,14 36.500,00 91.356,82 34.669,66 36.419,00 103.315,72 244.834,00 4.500,00 21.657,00 3.400,00 19.860,18 603.577,52 397.203,56 9.135,68 69.931,23 Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile F Totale Imposte SD Totale Somme a Disposizione della IMPORTO TOTALE PROGETTO [OBA + SD] Stazione Appaltante [D+E+F] 476.270,47 1.189.847,98 5.161.883,56 Considerato: - che quota parte dell’ammontare quantificato nel suddetto quadro economico, alle voci E07 ed E08, pari ad euro 150.932,24, quali spese tecniche relative alla progettazione definitiva e spese di pubblicità, risulta già impegnata e liquidata come segue: - - per euro 50.612,00 - mandato n. 7657/2004 a favore di A.M.T. S.p.A. (IMPE 2000/3609); per euro 2.675,28 - mandato n. 5598/2006 a favore di Publirama S.p.A. (IMPE 2004/4286); per euro 3.768,00 - mandato n. 5597/2006 a favore di Publirama S.p.A. (SIMP 2004/4286); per euro 51.870,00 - mandato n. 5913/2007 a favore di A.M.I. S.p.A. (SIMP 2004/4285/1); per euro 1.073,72 - mandato n. 10471/2010 a favore di Istituto Poligrafico dello Stato (SIMP 2004/4283); per euro 27.930,00 - mandato n. 2555/2010 a favore di A.M.I. S.p.A. (SIMP 2004/4285/1); per euro 830,84 – liquidazione n. 5184/2010 a favore di Istituto Poligrafico dello Stato (SIMP 2004/4283); per euro 12.172,40 - mandato n. 10853/2010 a favore di A.M.I. S.p.A. (SIMP 2000/3609/1); che con Determinazione Dirigenziale n. 2007/115.20.2/228 in data 9/8/2007 è stata acquisita dall’Agenzia del Demanio la Galleria, ex ricovero antiaereo, di via P. Pinetti, da utilizzare per la costruzione dell’impianto in argomento, a fronte di una spesa di importo pari ad euro 29.144,14 (IVA esente), prevista nel quadro economico di cui sopra alla voce E04, la cui copertura finanziaria è stata individuata nello stesso provvedimento nei fondi conservati a residui: − con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004: − per euro 12.723,77 (SIMP 2004/4287/4); − per euro 13.876,23 (SIMP 2004/4286/1); − con Determinazione Dirigenziale n. 2002/115.5/1457 in data 11/9/2002 al capitolo 70900 c.d.c. 326.8.01 “Gestione del patrimonio immobiliare – Acquisto beni immobili” del Bilancio 2002: − - per euro 2.544,14 (SIMP 2002/4045/1); che ai sensi della Legge 30/12/2004, n. 311, la spesa conseguente all’acquisto suddetto ha subito un adeguamento pari al 8% annuo, comportando un incremento della Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile somma da erogare all’Agenzia del Demanio pari ad euro 4.849,58 (IVA esente), anch’essa prevista nel quadro economico di cui sopra alla voce E04, la cui copertura finanziaria è stata individuata nei fondi conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004 (SIMP 2004/4286/1); - che nella fase di redazione della progettazione esecutiva si è evidenziata la necessità di eseguire la ricerca preventiva e l’eventuale bonifica di ordigni bellici delle aree interessate dall’intervento, talché in data 28/1/2010 è stato prodotto da A.M.I. S.p.A il progetto esecutivo appaltabile del servizio di “Bonifica bellica ed ambientale”, approvato con Determinazione Dirigenziale n. 2010/154.5.1/1 in data 29/1/2010 e comportante una spesa pari ad euro 115.891,68 (IVA compresa), prevista nel quadro economico di cui al presente provvedimento alle voci E05 (quota) ed E06, la cui copertura finanziaria è stata individuata nello stesso provvedimento nei fondi conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004: − per euro 97.891,67 (SIMP 2004/4283/1); − per euro 17.629,21 (SIMP 2004/4283/2); − per euro 370,80 (SIMP 2004/4283/3); - che con Determinazione Dirigenziale n. 2010/154.5.1/2 in data 26/2/2010 sono state affidate ad A.M.I. S.p.A. le prestazioni di “Direzione dell’esecuzione del contratto di bonifica bellica ed ambientale e di esecuzione degli stati testimoniali preliminari alla bonifica stessa”, finanziando la relativa spesa, pari ad euro 21.811,68, con i fondi conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004, e precisamente: − per euro 10.904,40 (SIMP 2004/4283/4), mediante riduzione del SIMP 2004/4283/2; − per euro 10.907,28 (SIMP 2004/4283/5); - che con Determinazione Dirigenziale n. 2010/154.5.1/3 in data 29/3/2010 il suddetto servizio è stato aggiudicato in via definitiva alla ditta Amenophis Costruzioni s.r.l. di Napoli, a seguito dell’espletamento di procedura aperta, per un importo contrattuale di euro 65.420,38, comprensivo di euro 16.202,97 per oneri di sicurezza più IVA al 20% pari ad euro 13.084,08, per un totale di euro 78.504,46; - che, detratte le somme sopra elencate, la quota residua dell’ammontare, quantificato nel suddetto quadro economico, per la quale è necessario individuare la copertura finanziaria, ammonta complessivamente ad euro 4.850.158,64 ed è reperibile limitatamente all’importo di euro 2.050.148,06, nei fondi conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004: − euro 1.783.070,38 - (IMPE 2004/4283); Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile − − − − − − - euro 59.157,00 - (SIMP 2004/4285/1); euro 25.826,91 – (IMPE 2004/4286); euro 88.676,23 – (SIMP 2004/4287/2); euro 3.600,00 – (SIMP 2004/4287/3); euro 26.070,00 – (IMPE 2004/4288); euro 63.747,54 già impegnati per spese tecniche come segue: euro 45.758,94 - (IMPE 2000/3609); euro 17.988,60 - (SIMP 2000/3609/1); che pertanto risulta necessario individuare la copertura finanziaria per l’ammontare residuo pari ad euro 2.800.010,58; Considerato inoltre: - che è nell’interesse della C. A. accertare prioritariamente la sussistenza di somme residue derivanti da impegni di spesa assunti nel corso degli anni precedenti, invece di ricorrere a nuovo indebitamento; - che, in particolare, è stata accertata la disponibilità per complessivi euro 2.800.010,58 individuati come segue: 1) per euro 516.776,88, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Deliberazione Giunta Comunale n. 2129 del 28/11/1996, con la quale venivano destinate al trasporto pubblico in Val Bisagno risorse finanziarie derivanti dall’offerta pubblica di vendita AMGA S.p.A.; 2) per euro 46.481,12, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Deliberazione Giunta Comunale n. 920 del 16/7/1999 di assegnazione all’AMT dell’incarico di predisporre la progettazione definitiva di un ascensore su piano inclinato sul percorso via D. Somma – Chiesa di S. Rocco nell’ambito del piano di accessibilità alla collina di S.Ilario; 3) per euro 22.716,30, tra le somme residue a suo tempo stanziate in quota lavori con Deliberazione Giunta Comunale n. 491 del 15/5/2003 di approvazione del progetto definitivo ed i lavori di completamento della sistemazione e della riqualificazione urbana di piazza Caricamento; 4) per euro 26.111,61, tra le somme residue a suo tempo stanziate in quota somme a disposizione per allacci, forniture, spese tecniche, imprevisti con Deliberazione Giunta Comunale n. 491 del 15/5/2003 di approvazione del progetto definitivo ed i lavori di completamento della sistemazione e della riqualificazione urbana di piazza Caricamento; 5) per euro 950.823,00, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Deliberazione Giunta Comunale n. 1186 del 20/11/2003 al fine di adempiere l’impegno assunto in sede di convenzione con AMT S.p.A. per la gestione unitaria del progetto comune di ampliamento della linea filoviaria S.Benigno - Piazza Montano, specificatamente nel finanziamento della quota di parte comunale del contributo regionale già a suo tempo deliberato con D.G.R. n. 60/1999; 6) per euro 691.570,52, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Determinazione Dirigenziale n. 2004/115.7.1/006 del 19/10/2004 di impegno della spesa relativa al prolungamento della linea filoviaria esistente – Lotto funzionale 1; 7) per euro 545.531,15, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Determinazione Dirigenziale n. 2004/115.7.1/007 del 23/12/2004 di impegno della spesa relativa al Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile prolungamento della linea filoviaria esistente – Lotto funzionale 2 Corvetto – Brignole Staglieno; - che i suddetti importi di cui ai punti da 1) a 7) rappresentano economie di spesa e possono pertanto essere destinate al finanziamento di quota parte della spesa di cui al quadro economico del presente provvedimento, di cui Euro 997.304,12, derivanti da finanziamenti BOC, saranno oggetto di devoluzione; - che, in particolare, la disponibilità degli importi di cui ai punti 3), 4), 5) e 6) sono accertabili dagli esiti dei Conti Finali dei lavori e delle forniture; - che, inoltre, la disponibilità degli importi di cui ai punti 1) e 2) e di una quota parte, pari ad euro 332.467,00, dell’importo di cui al punto 7), era già stata destinata alla realizzazione dell’ascensore di Quezzi in argomento nell’ambito della predisposizione della documentazione da allegarsi al P.T. LL.PP. 2009/2011, approvato con la sopra citata del. C.C. n. 99/2008; - che, per quanto attiene il sopra richiamato Lotto funzionale 1 del prolungamento della linea filoviaria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso il nullaosta al pagamento in data 23/2/2009, con note prot. n. 18054 R.U. e n. 18069 R.U., e conseguentemente ha erogato complessivamente l’importo di euro 5.952.474,03 quale contributo statale dell’ammontare di lavori e forniture relativi a tale intervento, a fronte di un fabbisogno effettivo pari ad euro 5.260.903,51, in quanto il Comune di Genova aveva già sostenuto con risorse proprie la spesa di euro 691.570,52, ammontare che rimane pertanto nella disponibilità del Comune e può essere utilizzato per il finanziamento di quota parte della spesa corrispondente all’ammontare di cui al punto 6); - che, analogamente per quanto attiene il sopra richiamato Lotto funzionale 2 del prolungamento della linea filoviaria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso il nulla-osta al pagamento in data 23/2/2009, con nota prot. n. 18061 R.U., e conseguentemente ha erogato l’importo di euro 2.970.408,00 quale contributo statale dell’ammontare relativo al 1° SAL relativo alla fornitura di n. 7 filoveicoli, nell’ambito di tale intervento, a fronte di un fabbisogno effettivo pari ad euro 2.422.101,92, in quanto il Comune di Genova aveva già sostenuto con risorse proprie la spesa di euro 548.306,08, ammontare che rimane pertanto nella disponibilità del Comune e può essere in parte utilizzato per il finanziamento di quota parte della spesa corrispondente all’ammontare di cui al punto 7); - che si ritiene pertanto possibile finanziare il quadro economico di spesa sopra esposto, per la quota parte di cui non risulta ancora individuata la copertura pari ad € 2.800.010,58 come segue: 1) per euro 516.776,88 - Deliberazione G.C. n. 2129/1996 (IMPE 1996/6651) – finanziamento Entrate Straordinarie; 2) per euro 46.481,12- Deliberazione G.C. n. 920/1999 (IMPE 2001/929) – finanziamento BOC; 3) per euro 48.827,91 - Deliberazione G.C. n. 491/2003 (SIMP 2002/5522/6 e SIMP 2002/5522/7) – finanziamento Entrate Straordinarie; Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile 4) per euro 950.823,00- Deliberazione G.C. n. 1186/2003 (IMPE 2003/4343) – finanziamento BOC; 5) per euro 691.570,52 - D.D. n. 2004/115.7.1/006 (IMPE 2004/4152) – finanziamento mutuo Cassa DD.PP. a carico Stato; 6) per euro 545.531,15 - D.D. n. 2004/115.7.1/007 (IMPE 2004/5659) – finanziamento mutuo Cassa DD.PP. a carico Stato; Ritenuto opportuno procedere alla devoluzione dell’importo complessivo di Euro 997.304,12 finanziato con le seguenti emissioni di Buoni Obbligazionari Comunali: Euro 46.481,12 – BOC 6/2001; Euro 950.823,00 – BOC 7/2003; Ritenuto inoltre: - di dare corso alla realizzazione dei lavori in argomento mediante contratto di appalto per la sola esecuzione ai sensi dell’art. 53, comma 2, punto a) del D.Lgs. 163/2006 e conseguentemente indire una procedura aperta, ai sensi dell’art. 55, comma 2, dello stesso D.Lgs., da esperire fra imprese ed associazioni temporanee di imprese, qualificate ai sensi del D.P.R. 25/1/2000, n. 34, con le modalità di cui all’art. 83, comma 1, del D.Lgs. di cui sopra mediante offerta economicamente più vantaggiosa, ponendo a base di gara, solo ai fini dell’aggiudicazione del contratto, l’importo di euro 3.913.035,57, comprensivo di euro 151.216,97 per oneri per la sicurezza oltre euro 59.000,00 per opere in economia, entrambi non soggetti a ribasso; - dare atto che le modalità di espletamento della gara, le modalità di esecuzione dei lavori, nonché tutte le condizioni contrattuali sono specificate nel Capitolato Speciale di Appalto, con relativi elaborati grafici, e nello schema di Contratto, allegati quali parti integranti e sostanziali del presente provvedimento; - ravvisare, per l’esecuzione dei lavori di cui trattasi ed in considerazione delle caratteristiche dei lavori in argomento i seguenti elementi obiettivi e pesi da utilizzarsi quale criterio per la valutazione delle offerte: a) prezzo punti 25 b) tempi di esecuzione punti 10 c) Offerta tecnica punti 65 come meglio descritto nella tabella “Criteri di valutazione dell’offerta”, dove si individuano nel dettaglio anche i sub elementi oggetto di valutazione per l’attribuzione dei relativi punteggi, tabella allegata quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; - demandare la valutazione della migliore offerta ad una Commissione giudicatrice che verrà nominata ai sensi dell’art. 84 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i.; Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile - individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa con il metodo aggregativo compensatore di cui all’allegato B del D.P.R. n° 554/99 e s.m.i., attraverso, per quanto riguarda gli elementi qualitativi, la media dei coefficienti variabili tra zero e uno, attribuiti discrezionalmente dai singoli commissari e per il Tempo di Esecuzione e il Prezzo con il metodo dell’interpolazione lineare tra il coefficiente pari a uno, attribuito ai valori degli elementi offerti più convenienti per la stazione appaltante, e coefficiente pari a zero, attribuito a quelli posti a base di gara; - calcolare la soglia di anomalia col metodo descritto dall’art. 86 comma 2, ed effettuare l’eventuale valutazione ai sensi degli artt. 87, 88 e 89 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. e, in quanto applicabile, dell’art. 89 comma 2 del D.P.R. 554/1999. Si applica l’art. 187 comma 3 lettera g); Visto il verbale di validazione del progetto esecutivo, ex art. 47 del D.P.R. n. 554/1999, sottoscritto in data 2 agosto 2010 dal Responsabile Unico del Procedimento ing. Mario Merello, dal progettista Ing. Fabrizio Mansueto in qualità di responsabile per le integrazioni delle varie parti specialistiche per conto di AMI S.p.A. e dal Liquidatore di AMI S.p.A. ing. Adriano Anselmi, verbale che si allega quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; Visto l’art. 11, comma 2 del D.Lgs. 163/2006; Visti gli artt. 107, 153 comma 5 e 192 del Decreto Legislativo 18/8/2000, n. 267; Visti gli artt. 58 e 61 dello Statuto del Comune di Genova; Visti gli artt. 4, 16 e 17 del Decreto Legislativo 30/3/2001, n. 165; DETERMINA 1) di approvare per i motivi di cui in premessa il progetto esecutivo appaltabile dei lavori per la realizzazione dell’impianto di ascensore inclinato tra via Pinetti e via Fontanarossa a Genova Quezzi conclusivamente trasmesso in data 9/6/2010 dalla Società A.M.I. S.p.A., di cui si allegano al presente provvedimento quali parti integranti e sostanziali l’elenco elaborati, il cronoprogramma e la lista delle forniture e lavorazioni; 2) di dare atto dell’ intervenuta validazione del progetto di cui trattasi ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 554/1999, come da verbale sottoscritto in data 2/8/2010 dal Responsabile Unico del Procedimento Ing. Mario Merello, dal progettista responsabile per l’integrazione delle varie parti specialistiche Ing. Fabrizio Mansueto per conto di AMI, e dal Liquidatore di AMI S.p.A. ing. Adriano Anselmi che si allega quale parte integrante e sostanziale al presente provvedimento, il progetto esecutivo che si approva col presente provvedimento comporta una spesa complessiva pari ad euro 5.161.883,56, come risulta dal quadro economico di spesa sotto esposto: Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile Voce Descrizione Importo [€] % 3.913.035,57 100 % OPERE A BASE D’APPALTO LAVORI A Totale Lavori ONERI SICUREZZA (già ricompresi in A) B Totale Oneri Sicurezza (non soggetti a ribasso) 151.216,97 LAVORI IN ECONOMIA C OBA Totale Lavori in Economia (non soggetti a ribasso) Totale Opere a Base di Appalto [A + C] 59.000,00 3.972.035,57 SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE D E E1 ESPROPRI E SERVITÙ, OCCUPAZIONI TEMPORANEE, Totale Espropri e Servitù, Occupazioni Temporanee, Indennizzi, Accordi e Cessioni Bonarie (IVA compresa) INDENNIZZI, 110.000,00 ALTRE SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE 583.717,34 Totale Altre Somme a Disposizione della Stazione Appaltante 19.860,18 Incentivo art. 92 D.Lgs. 163/2006 IMPOSTE 476.270,47 Totale Imposte 1.189.87,98 Totale Somme a Disposizione della Stazione Appaltante [D+E+F] F SD IMPORTO TOTALE PROGETTO [OBA + SD] 5.161.883,56 3) di indire, per le motivazioni esposte in premessa, gara a evidenza pubblica mediante procedura aperta, ai sensi dell’art. 55, comma 2, del D.Lgs. n. 163/2006, per l’affidamento dei lavori di cui al punto 1), secondo le modalità e condizioni indicate nel Capitolato Speciale di Appalto, con relativi elaborati grafici, e nello schema di Contratto, allegati al presente provvedimento quali parti integranti e sostanziali, che contestualmente si approvano; 4) di esperire la gara di cui al punto 3) fra imprese ed associazioni temporanee di imprese, qualificate ai sensi del D.P.R. 25/1/2000, n. 34, con le modalità di cui all’art. 83, comma 1, del D.Lgs. di cui sopra, mediante offerta economicamente più vantaggiosa, ponendo a base di gara, solo ai fini dell’aggiudicazione del contratto, l’importo di euro 3.913.035,57, comprensivo di euro 151.216,97 per oneri per la sicurezza oltre euro 59.000,00 per opere in economia, entrambi non soggetti a ribasso; 5) di individuare, in considerazione delle caratteristiche dell’oggetto del contratto, i seguenti elementi obiettivi e pesi che possono utilizzarsi quale criterio per la valutazione delle offerte: Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile a) prezzo punti 25 b) tempi di esecuzione punti 10 c) Offerta tecnica punti 65 come meglio descritto nella tabella “Criteri di valutazione dell’offerta”, dove si individuano nel dettaglio anche i sub elementi oggetto di valutazione per l’attribuzione dei relativi punteggi, tabella allegata quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 6) di demandare la valutazione della migliore offerta ad una Commissione giudicatrice che verrà nominata ai sensi dell’art. 84 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i.; 7) di individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa con il metodo aggregativo compensatore di cui all’allegato B del D.P.R. n° 554/99 e s.m.i., attraverso, per quanto riguarda gli elementi qualitativi, la media dei coefficienti variabili tra zero e uno, attribuiti discrezionalmente dai singoli commissari e per il Tempo di Esecuzione e il Prezzo con il metodo dell’interpolazione lineare tra il coefficiente pari a uno, attribuito ai valori degli elementi offerti più convenienti per la stazione appaltante, e coefficiente pari a zero, attribuito a quelli posti a base di gara; 8) di calcolare la soglia di anomalia col metodo descritto dall’art. 86 comma 2, ed effettuare l’eventuale valutazione ai sensi degli artt. 87, 88 e 89 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. e, in quanto applicabile, dell’art. 89 comma 2 del D.P.R. 554/1999. Si applica l’art. 187 comma 3 lettera g); 9) di far constare che quota parte dell’ammontare quantificato nel suddetto quadro economico, pari ad euro 150.932,24, conseguente alle spese tecniche relative alla progettazione definitiva ed alle spese di pubblicità, risulta già impegnata e liquidata come meglio riportato nelle premesse del presente provvedimento; 10) di far constare altresì che con precedenti provvedimenti, al fine sia di acquisire dall’Agenzia del Demanio la Galleria, ex ricovero antiaereo, di via P. Pinetti, da utilizzare per la costruzione dell’impianto in argomento, sia di eseguire la ricerca preventiva e l’eventuale bonifica da ordigni bellici delle aree interessate dall’intervento, si è proceduto a subimpegnare una quota parte, pari ad euro 160.792,68, della spesa complessiva riportata nel quadro economico di cui al punto 2), come meglio descritto nella parte descrittiva del presente provvedimento; 11) di approvare il Quadro Economico, di cui al punto 2, per complessivi euro 5.161.883,56 e far constare altresì che, detratte le somme elencate ai punti 9) e 10), la quota residua dell’ammontare, quantificato nel suddetto quadro economico, per la quale è necessario individuare la copertura finanziaria, ammonta complessivamente ad euro 4.850.158,64; 12) che il suddetto importo di euro 4.850.158,64 è finanziato: per euro 2.050.148,06 con i fondi conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” come specificato in premessa; Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile per euro 2.800.010,58 con i fondi conservati a residui, già individuati nelle premesse ai punti da 1) a 7), che rappresentano economie di spesa su impegni assunti negli anni precedenti, che possono essere destinati al finanziamento di quota parte della spesa di cui al presente provvedimento, di cui Euro 997.304,12 (derivanti da finanziamenti BOC), che si impegnano con il presente provvedimento al Capitolo 73165 - C.O. 60900.1.3 “Piano Urbano Mobilità e Trasporti – Interventi diversi” del bilancio 2010; 13) di mandare a prelevare la somma complessiva di Euro 4.850.158,64 come segue: Euro 4.369.239,13 – quota lavori (IVA compresa) così suddivisi: Euro 1.783.070,38 (SIMP. 2004.4283.8); Euro 516.776,88 (SIMP. 1996.6651.13); Euro 691.570,52 (SIMP. 2004.4152.1); Euro 426.998,35 (SIMP. 2004.5659.1); Euro 950.823,00 (IMPE 2010.3756) (finanziato con devoluzione BOC 7/2003); Euro 110.000,00 – quota espropri, servitù e cessioni bonarie (IVA compresa) (SIMP. 2004.5659.2); Euro 100.492,50 – quota imprevisti (IVA compresa) così suddivisi: Euro 8.532,80 (SIMP. 2004.5659.3); Euro 45.478,58 (SIMP. 2000.3609.2); Euro 46.481,12 (IMPE 2010.3757) (finanziato con devoluzione BOC 6/2001); Euro 19.860,18 – quota incentivo ex art. 92 D.Lgs. 163/2006 (SIMP. 2004.4286.2) Euro 250.566,83 – quota somme a disposizione così suddivise: Euro 18.268,96 (SIMP. 2000.3609.3), contabilizzando una riduzione di Euro 17.988,60 sul SIMP. 2000.3609.1; Euro 59.157,00 (SIMP. 2004.4285.2), contabilizzando una riduzione di pari importo del SIMP. 2004.4285.1; Euro 5.966,73 (SIMP. 2004.4286.3); Euro 92.276,23 (SIMP. 2004.4287.6), contabilizzando una riduzione di Euro 88.676,23 sul SIMP. 2004.4287.2 ed Euro 3.600,00 sul SIMP. 2004.4287.3; Euro 26.070,00 (SIMP. 2004.4288.1); Euro 48.827,91 (SIMP. 2002.5522.55) contabilizzando riduzioni complessivamente di pari importo sui SIMP. 2002.5522.6 e 7); Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile 14) di procedere alla devoluzione dell’importo complessivo di Euro 997.304,12 finanziato con le seguenti emissioni di Buoni Obbligazionari Comunali: Euro 46.481,12 – BOC 6/2001; Euro 950.823,00 – BOC 7/2003; 15) di accertare la somma di Euro 997.304,12 al Capitolo 83010 “Servizio Contabilità e Finanza – Buoni Obbligazionari Comunali - Devoluzione” del Bilancio 2010 come segue: Euro 950.823,00 – BOC 7/2003 (ACC.TO 2010.1135); Euro 46.481,12 – BOC 6/2001 (ACC.TO 2010.1136); 16) di finanziare la spesa complessiva di Euro 997.304,12 (IMPE 2010.3757 e IMPE 2010.3756) con le entrate accertate al precedente punto 15); 17) di dare mandato alla Direzione Contabilità e Finanza – Settore Contabilità Generale per gli adempimenti conseguenti alla devoluzione di cui sopra; 18) di dare atto che attualmente le aree oggetto dell’intervento non risultano disponibili nella loro totalità, non essendosi ancora perfezionate le procedure di esproprio, e che eventualmente, in relazione ai contenuti dell’art. 71, comma 1, del DPR n. 554/99, con successivo provvedimento dirigenziale potrà essere rilasciata apposita autorizzazione all’accesso ai fondi in tempi compatibili con le procedure di affidamento lavori; 19) di demandare a successivo provvedimento l'aggiudicazione della gara come sopra esperita; 20) di demandare al Settore Gare e Contratti per gli adempimenti di competenza connessi alla pubblicazione del bando di gara. Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile ALLEGATO ALLA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 2010-125.4.1-1 AD OGGETTO APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI RELATIVI ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI ASCENSORE INCLINATO TRA VIA PINETTI E VIA FONTANAROSSA A GENOVA QUEZZI. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 151 comma 4 del D.Lgs. 267/2000 si appone visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria, nei limiti di cui alla Circolare F.L. 25/97 del Ministero dell'Interno. Sottoscritto digitalmente dal Direttore Contabilità e Finanza [dott.ssa Magda Marchese] Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO “CAPPELLO” Art 0 - Premessa 1. Il presente capitolato speciale d’appalto stabilisce i contenuti principali dello stesso, ovvero l’oggetto, l’ammontare e le norme principali dell’appalto, la descrizione, la forma e le principali dimensioni delle opere. Per le parti specifiche, relative alle opere civili, all’impianto ascensore e all’impianto elettrico, telecontrollo e videosorveglianza, il presente documento rimanda ai relativi capitolati (parti 2, 3 e 4). Art 1 - Oggetto dell’appalto 1. L’appalto, a corpo, da aggiudicarsi mediante offerta economicamente più vantaggiosa, consiste nell’esecuzione di tutti i lavori e forniture necessari per la realizzazione di un ascensore inclinato a pendenza variabile per il trasporto pubblico con una stazione di partenza in via Pinetti, una di arrivo in via Fontanarossa (Quezzi alta) ed una fermata intermedia in via Portazza. 2. Sono compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per dare il lavoro completamente compiuto e secondo le condizioni stabilite dal presente capitolato speciale d’appalto, con le caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative previste dal progetto. Art 2 - Definizione economica dell’appalto 1. L'importo complessivo stimato dei lavori e delle forniture compresi nell'appalto ammonta a EURO 3.972.035,57 (Euro tremilioninovecentosettantaduemilatrentacinque/57) suddivise in lavorazioni omogenee di cui all’articolo 45, comma 6, del regolamento generale, come dal seguente prospetto: Lavori a corpo % A01 Preparazione area, cantierizzazione e costi Euro 158.365,69 4,05 speciali sicurezza per opere provvisionali A02 Monitoraggi Euro 110.000,00 2,81 A03 Scavi, riporti, livellamenti e trasporti in discarica Euro 283.754,79 7,25 A04 Demolizioni e smontaggi Euro 86.224,23 2,20 A05 Pali e palificate Euro 872.960,25 22,31 A06 Opere strutturali in calcestruzzo Euro 419.140,74 10,71 A07 Carpenterie metalliche strutturali Euro 159.213,34 4,07 A08 Carpenterie metalliche strutturali via di corsa Euro 439.237,73 11,22 A09 Opere edili di completamento Euro 799.760,25 20,44 A10 Impianto ascensore Euro 320.000,00 8,18 A11 Impianti (Elettrico, telecontrollo, Euro 252.633,87 6,46 videosorveglianza e idraulico) Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 1 di 20 A12 A B01 B02 B C01 C D E Opere a verde Totale lavori Oneri per sicurezza (non soggetti a ribasso) Costi diretti sicurezza (gia compresi in A) Costi speciali sicurezza per opere provvisionali (ponteggi e simili) (gia compresi in A01) Totale oneri per sicurezza Opere in economia (non soggette e ribasso) Opere in economia Totale opere in economia Importo a base di gara (A + C) Importo a base di gara soggetto a ribasso (A B) Euro Euro 11.744,69 3.913.035,57 Euro Euro 90.192,13 61.024,84 Euro 151.216,97 Euro Euro Euro Euro 59.000,00 59.000,00 3.972.035,57 3.761.818,60 0,30 100 2) Si precisa che gli oneri di cui al precedente punto B sono stati determinati ai sensi dell’art. 4, dell’allegato XV, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 ed ai sensi dell’art. 7, commi 2, 3 e 4, del D.P.R. 3 luglio 2003 n. 222 e sono già ricompresi nell’importo di cui al precedente punto A. Ai sensi della vigente normativa detti oneri non sono soggetti al ribasso offerto in sede di gara. 3. L’ammontare del punto B01 rappresenta la stima dei costi della sicurezza per apprestamenti ascritti alle cosiddette spese generali; l’ammontare del punto B02 rappresenta la stima, al netto delle percentuali di utili e spese generali, dei costi della sicurezza per apprestamenti, come ad esempio i ponteggi. Per quanto sopra, in sede di contabilizzazione, dallo stato di avanzamento lavori sarà detratta la percentuale di incidenza degli oneri di cui al precedente punto B, percentuale che sarà riconosciuta per intero; sulla differenza, e solo su questa, sarà applicato il ribasso offerto in sede di gara. 4. L’importo contrattuale, sarà determinato mediante offerta a prezzi unitari, desumibile dalla lista delle lavorazioni e forniture compilata ai sensi e per gli effetti dell’articolo 90 del regolamento generale. 5. Su detta lista il concorrente dovrà riportare nella quinta e sesta colonna i prezzi unitari offerti (nella quinta colonna in cifre e nella sesta colonna in lettere) per ogni lavorazione descritta nella seconda colonna, e nella settima colonna i prodotti dei quantitativi risultanti dalla quarta colonna per i prezzi indicati nella sesta colonna. 6. In calce alla lista dovrà essere indicato il prezzo offerto, rappresentato dalla somma dei prodotti di cui sopra, nonché, in cifre e in lettere, il conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo dell’appalto, al netto degli oneri per la sicurezza e delle opere in economia e quindi calcolato utilizzando la seguente formula: R = percentuale di ribasso P(g) = Importo a base di gara pari a (Punto E) P(o) = Prezzo offerto R = (P(g) - P(o)) / P(g) Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 2 di 20 7. L’aggiudicazione provvisoria dell’appalto farà riferimento al ribasso percentuale di cui sopra indicato dal concorrente in lettere. In caso di discordanza tra quanto indicato in cifre e quanto indicato in lettere prevale quest’ultima indicazione. 8. Prima della stipula del contratto si procederà ai sensi e per gli effetti del comma 7 dell’articolo 90 del regolamento generale (DPR 554/1999) alla verifica dei conteggi. Art 3 - Modalità di stipulazione del contratto e definizione tecnica dell’oggetto dell’appalto 1. Il contratto è stipulato interamente “a corpo” ai sensi dell’articolo 53, quarto comma, del D.Lgs. 163/2006. 2. L’opera oggetto dell’appalto consiste nella realizzazione di un ascensore inclinato per il trasporto pubblico di persone da Via Pinetti a Via Fontanarossa nel Comune di Genova, zona Quezzi. Il tracciato dell’impianto prevede un dislivello di 75,85 metri raggiunto attraverso un cambio di livelletta da 44.13° a 30.33°. E’ prevista la re alizzazione di due stazioni e di una fermata intermedia: la stazione di partenza inferiore è situata in prossimità dell’imbocco ovest della ex-galleria di rifugio antiaereo sita in via Pinetti tra i civici n°66 e 66B, mentre la stazione di arrivo superiore è prevista all’interno della rampa privata in prossimità del tornante di via Fontanarossa all’altezza del civico n°44. La fermat a intermedia sarà subito a monte dell’intersezione con Via Portazza. Nel dettaglio, il tracciato prevede il collegamento dei seguenti punti fissi: • Stazione di valle di via Pinetti Quota piano finito +59.30 m • Fermata intermedia di via Portazza Quota piano finito +75.50 m • Stazione di monte di via Fontanarossa Quota piano finito +135.15 m Il profilo altimetrico del versante lungo l’impianto unito all’esigenza di mantenere inalterato il tracciato stradale di Via Portazza e l’area di parcheggio attigua, hanno fatto sì che l’opera abbia una lunghezza lungo il filo superiore della via di corsa di circa 131 metri, dei quali i primi 27 m in galleria inclinata (1°tratto), i succ essivi 23 m in trincea (2° tratto) e i restanti 81 m fuori terra (3°tratto). L’ascensore è costitui to da una cabina unica che si muove lungo due travi parallele aventi funzione di via di corsa; le travi, collegate mediante opportune tralicciature, supportano con schema di mensola laterale le scale di servizio e poggiano, con luci variabili su stilate metalliche incernierate a terra. La cabina sarà basculante, per adattarsi al tracciato a pendenza variabile mantenendo il pavimento orizzontale. Tutto l’impianto sarà recintato mediante opportuni sistemi antintrusione atti ad evitare anche il contatto accidentale con le parti mobili dell’impianto. Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 3 di 20 Art 4 - Qualificazione 1. Ai fini della qualificazione dell’impresa, per l’esecuzione dei lavori di cui al presente capitolato, si specifica quanto segue: a) - Categoria prevalente : OG3 Euro 3.212.797,84 pari al 80,89% Ricavato mediante somma di A01, A02, A03, A04, A05, A06, A07, A09, A11, A12 e C come da prospetto di cui in art.2. b) Categoria diversa dalla prevalente relativa a strutture, impianti, opere speciali ed impianti di cui all’articolo 72 comma 4 del D.P.R. 554/1999, ognuna di importo superiore al 15% dell’importo complessivo dei lavori, eseguibili direttamente dal concorrente solo se in possesso delle relative, adeguate qualificazioni oppure per le quali è d’obbligo l’esecuzione in forma di A.T.I.: OS4 Euro 759.237,73 pari al 19,11% Ricavato mediante somma di A08 e A10 come da prospetto di cui in art.2. - Art 5 - Interpretazione del progetto 1. In caso di discordanza tra i vari elaborati di progetto vale la soluzione più aderente alle finalità per le quali il lavoro è stato progettato e comunque quella meglio rispondente ai criteri di ragionevolezza e di buona tecnica esecutiva. Art 6 - Documenti che fanno parte del contratto 1. Fanno parte integrante e sostanziale del contratto d’appalto, ancorché non materialmente allegati: a) il capitolato generale d’appalto approvato con decreto ministeriale 19 aprile 2000, n. 145; b) il presente capitolato speciale d’appalto; c) tutti gli elaborati progettuali sotto elencati: DOCUMENTO GE01rev3 CSArev2 GE10rev4 GE15rev3 GE17rev3 OPR1rev4 NUMERO 1 2 3 4 5 6 TITOLO Relazione generale Capitolato speciale d'appalto Relazione di cantierizzazione Piano di sicurezza e di coordinamento Piano di manutenzione dell'opera Relazione geotecnica e calcolo palificate Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 4 di 20 SCR1rev3 SCR2rev3 SCR3rev2 7 8 9 Relazione di calcolo - strutture in cemento armato Relazione strutture metalliche stazione Fontanarossa Note integrative relative azioni sismiche VCR1rev2 IGErev0 IEITrev3 IArev2 CIGrev0 CSAMrev1 EPrev3 QIMrev3 PMrev3 GE09rev3 FOrev3 10 11 12 13 14 15 16 18 21 22 23 Relazione di calcolo strutture metalliche via di corsa e scale di sicurezza Indagine geologica esecutiva D.M.11.03.88 par B Relazione tecnica Impianto elettrico e impianto telecontrollo Relazione caratteristiche tecniche dell'impianto ascensore Conformità del progetto all'indagine geologica Conformità del progetto di smaltimento acque meteoriche Elenco prezzi unitari Quadro incidenza della manodopera Piano dei monitoraggi Cronoprogramma Fascicolo dell'opera LLFrev0 25 Lista delle lavorazioni e delle forniture CABArev0 26 Conformità del progetto all’abbattimento barriere architettoniche TAVOLA 1P060rev2 GE06 1P061rev2 GE07 1P062rev3 GE11 1P063rev3 GE12 1P064rev2 GE20 1P065rev2 GE21 1P066rev5 GE22 1P067rev2 GE23 1P068rev2 GE24 1P069rev2 GE25 1P070rev2 OP01 1P071rev2 OP02 1P072rev2 OP03 1P073rev3 OP04 NUMERO TITOLO 1 Planimetria rilievo stato attuale 2 Planimetria generale di progetto 3 Cantierizzazione - schema generale flussi di traffico e cantiere 4 7 Fasi di cantierizzazione Planimetria e profilo generali da stazione Fontanarossa a picchetto 7 Planimetria e profilo generali da picchetto 7 a stazione Pinetti Schemi definizione ingombri degli impianti meccanici 8 Sistemazione del versante - planimetria 9 Sistemazione del versante dettagli recinzioni, muri di sostegno e scala di servizio 5 6 10 13 Individuazione sottoservizi interferenti Opere provvisionali planimetria generale di tracciamento Stazione Pinetti opere provvisionali - prospetti berlinesi Fermata Portazza opere provvisionali - prospetti berlinesi 14 Opere provvisionali dettagli tipici 11 12 Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 5 di 20 1P074rev2 OP05 1P075rev2 SA01 1P076rev2 SA02 1P077rev2 SA03 1P078rev2 SA08 1P079rev2 SB01 1P080rev2 SB02 1P081rev2 SB03 1P082rev2 SB04 1P082rev3 SB05 1P083rev2 SC01 1P084rev2 SC02 1P085rev2 SC03 1P086rev2 SC04 1P087rev2 SC05 1P088rev2 SC06 1P089rev2 SC10 1P090rev2 VC01 1P091rev2 VC02 1P092rev2 VC03 1P093rev2 VC04 1P094rev2 VC05 1P095rev2 VC07 1P096rev2 VC08 15 16 17 18 19 20 Opere provvisionali armatura placcaggi Stazione Pinetti opere in c.a. carpenteria - piante Stazione Pinetti opere in c.a. carpenteria - sezioni A-A, F-F, G-G, H-H, I-I, VISTA E Stazione Pinetti opere in c.a. carpenteria - sezioni B-B, C-C, D-D Stazione Pinetti opere in c.a. armature piante, sezioni e dettagli Fermata Portazza opere in c.a. carpenteria - piante e dettagli 32 Fermata Portazza opere in c.a. carpenteria - prospetti, viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B, C-C, D-D, H-H, L-L Fermata Portazza opere in c.a. armature - piante e sezioni Fermata Portazza opere in c.a. armature - viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B e dettagli Fermata Portazza - opere in c.a. carpenteria e armature - piante, sezioni e dettagli Stazione Fontanarossa opere in c.a. carpenteria - piante Stazione Fontanarossa opere in c.a. carpenteria - sezioni Stazione Fontanarossa - progetto strutturale armature - piante e dettagli Stazione Fontanarossa - progetto strutturale armature - sezioni e dettagli Stazione Fontanarossa - progetto strutturale armature - sezioni e dettagli Stazione Fontanarossa - strutture metalliche piante e sezioni Stazione Fontanarossa - strutture metalliche nodi tipici Via di corsa e scale di sicurezza planimetria e profilo generali 33 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 0 al filo 4 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 36 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 4 al filo 7 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 7 al filo 11 Via di corsa e scale di sicurezza planimetria, profilo e sezioni dal filo 11 al filo 14 37 Via di corsa - dettagli tipici 38 Via di corsa e scale di sicurezza. Stilate ed appoggi dal filo 8 al filo 14 34 35 Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 6 di 20 1P097rev2 VC10 1P098rev2 VC15 1P099Arev2 IM01A 1P099Brev2 IM01B 1P100rev4 AR01 1P101rev3 AR02 1P102rev4 AR03 1P103rev4 AR04 1P104rev4 AR05 1P105rev4 AR06 1P106rev4 AR07 1P107rev4 AR08 1P108rev4 AR09 40 Via di corsa e scale di sicurezza. Dettagli ringhiera Carpenteria e orditura plinti picchetti 2-3-4-5-6-7 41 Schema smaltimento acque meteoriche 42 Schema smaltimento acque meteoriche - dettagli Sistemazioni marciapiedi e viabilità Via Pinetti e via Ginestrato Stazione Pinetti - progetto architettonico piante Stazione Pinetti - progetto architettonico prospetti Stazione Pinetti - progetto architettonico sezione Fermata Portazza - progetto architettonico piante Fermata Portazza - progetto architettonico prospetti e sezioni Stazione Fontanarossa - progetto architettonico piante Stazione Fontanarossa - progetto architettonico prospetti Stazione Fontanarossa - progetto architettonico sezioni 39 43 44 45 46 47 48 49 50 51 1P109rev3 AR10 1P110rev4 AR11 1P111rev4 AR12 1P115rev1 AR13 1P119rev2 IE182 56 1P120rev3 IE183 57 1P121rev3 IE184 1P122rev3 IE185 1P123rev3 IE186 1P124rev3 IE187 1P125rev3 IE188 52 53 54 55 58 59 60 61 62 Stazione Fontanarossa - progetto architettonico murature Progetto architettonico - particolari costruttivi dettagli Progetto architettonico - particolari costruttivi abaco Stazione Fontanarossa - progetto architettonico locale sottostazione Impianto elettrico e impianto di telecontrollo e videosorveglianza - Quadri elettrici Impianto elettrico - Planimetria cabina elettrica Impianto elettrico - Planimetrie stazione superiore Impianto elettrico - Planimetria fermata intermedia Impianto elettrico - Planimetria stazione inferiore Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa superiore Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa inferiore Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 7 di 20 d) gli articoli, da 1 a 12 compreso, del “Capitolato di Sicurezza” del Comune di Genova, approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 877 del 4 giugno 1998. 2. Non fanno parte del contratto e sono estranei ai rapporti negoziali: - il computo metrico e il computo metrico estimativo; 3. I documenti di cui ai precedenti punti non si allegano avvalendosi del disposto di cui all’art. 99 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827. Art 7 - Disposizioni particolari riguardanti l’appalto 1. La partecipazione alla gara d’appalto equivale a dichiarazione di perfetta conoscenza e incondizionata accettazione della legge, dei regolamenti e di tutte le norme vigenti in materia di lavori pubblici, nonché alla completa accettazione di tutte le norme che regolano il presente appalto, e del progetto per quanto attiene alla sua perfetta esecuzione. 2. Esperita la gara, l’Amministrazione appaltante provvederà all’aggiudicazione dell’appalto e, previa sottoscrizione del verbale di cui all’articolo 71, comma 3, del regolamento generale, alla stipula del contratto. Art 8 - Documentazione propedeutica per la consegna dei lavori 1. L'Amministrazione potrà procedere,in caso di urgenza, alla consegna dei lavori sotto le riserve di legge di cui all'art. 337 della L. n. 2248/1865, restando così inteso che l'Appaltatore si obbliga ad accettare la consegna dei lavori anche nelle more della stipulazione del contratto; il direttore dei lavori indicherà espressamente sul verbale le lavorazioni da iniziare immediatamente. 2. All’atto della consegna dei lavori l’appaltatore dovrà aver già consegnato alla stazione appaltante la documentazione relativa ai piani di sicurezza previsti dall’articolo 131 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163. 3. L'appaltatore deve trasmettere alla Stazione appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia di inizio lavori effettuata agli enti previdenziali, assicurativi ed antinfortunistici, la Cassa Edile nonchè quant’altro richiesto dalla Direzione dei Lavori o dal Responsabile del Procedimento in ordine alla normativa vigente ed agli obblighi di cui al presente capitolato speciale; 4. Prima della consegna dei lavori, la Direzione Lavori trasmetterà all’appaltatore i documenti contabili affinché lo stesso provveda, a propria cura e spese, alla relativa bollatura presso gli uffici del registro ai sensi dell’art. 2215 del Codice Civile. Art 9 - Programma esecutivo dei lavori dell'appaltatore 1. Entro 15 giorni dalla data del verbale di consegna, e comunque prima dell'inizio dei lavori, l'appaltatore predispone e consegna alla direzione lavori un proprio programma esecutivo dei lavori, elaborato in relazione alle proprie tecnologie, alle proprie scelte imprenditoriali e alla propria organizzazione lavorativa. Tale programma, redatto secondo le indicazioni Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 8 di 20 della Direzione lavori, deve riportare per ogni lavorazione, le previsioni circa il periodo di esecuzione nonché l'ammontare presunto, parziale e progressivo, dell'avanzamento dei lavori alle date contrattualmente stabilite per la liquidazione dei certificati di pagamento. Il programma deve essere coerente con i tempi contrattuali di ultimazione e deve essere approvato dalla direzione lavori, mediante apposizione di un visto, entro cinque giorni dal ricevimento. Trascorso il predetto termine senza che la direzione lavori si sia pronunciata il programma esecutivo dei lavori si intende accettato, fatte salve palesi illogicità o indicazioni erronee incompatibili con il rispetto dei termini di ultimazione. 2. Il programma esecutivo dei lavori dell'appaltatore può essere modificato o integrato dalla Stazione appaltante, mediante ordine di servizio, ogni volta che sia necessario alla miglior esecuzione dei lavori e in particolare: A) per il coordinamento con le prestazioni o le forniture di imprese o altre ditte estranee al contratto; B) per l'intervento o il mancato intervento di società concessionarie di pubblici servizi le cui reti siano coinvolte in qualunque modo con l'andamento dei lavori, purché non imputabile ad inadempimenti o ritardi della Stazione committente; C) per l'intervento o il coordinamento con autorità, enti o altri soggetti diversi dalla Stazione appaltante, che abbiano giurisdizione, competenze o responsabilità di tutela sugli immobili, i siti e le aree comunque interessate dal cantiere; a tal fine non sono considerati soggetti diversi le società o aziende controllate o partecipate dalla Stazione appaltante o soggetti titolari di diritti reali sui beni in qualunque modo interessati dai lavori intendendosi, in questi casi, ricondotta la fattispecie alla responsabilità gestionale della Stazione appaltante; D) per la necessità o l'opportunità di eseguire prove sui campioni, prove di carico e di tenuta e funzionamento degli impianti, nonché collaudi parziali o specifici; E) qualora sia richiesto dal coordinatore per la sicurezza e la salute nel cantiere, in ottemperanza all'articolo 92 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81. In ogni caso il programma esecutivo dei lavori deve essere coerente con il piano di sicurezza e di coordinamento del cantiere, eventualmente integrato ed aggiornato. Qualora l’appaltatore non abbia ottemperato a quanto sopra entro dieci giorni dalla richiesta scritta della Direzione Lavori, sarà applicata la stessa penale giornaliera prevista dallo schema di contratto per il ritardo sull’ultimazione dei lavori. Art 10 - Valutazione dei lavori a corpo La valutazione dei lavori a corpo sarà effettuata, ai sensi del titolo XI del D.P.R. 554/1999, sulla base delle aliquote percentuali di cui all’articolo 45, comma 6, del suddetto D.P.R. riportate nel precedente art. 2 ed applicate all’importo contrattuale. Art 11 - Valutazione dei lavori in economia 1. Per i lavori in economia verranno applicati i costi della mano d'opera desunti, per gli operai edili, dalla tabella periodica pubblicata dall'Associazione dei Costruttori Edili della Provincia di Genova, per gli operai metalmeccanici, dalla tabella periodica dell'Associazione Industriali della Provincia di Genova, per gli operai florovivaisti, dal prezzario regionale edito dall'Unione Regionale delle Camere di Commercio della Liguria, vigenti al momento Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 9 di 20 dell'esecuzione dei lavori, aumentati del 15% per spese generali e di un ulteriore 10% per utili dell'impresa, per una percentuale complessiva del 26,50%. 2. Tali prezzi comprendono ogni spesa per fornire gli operai delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuali di cui all’art.18 comma 1 lett. d) del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, per il loro nolo e manutenzione, per l'assistenza e sorveglianza sul lavoro, per l'illuminazione del cantiere, per assicurazioni e contributi sociali ed assistenziali, per ferie ed assegni familiari e per ogni altro onere stabilito per legge a carico del datore di lavoro. 3. Gli eventuali materiali e/o mezzi impiegati, verranno pagati con i prezzi di cui al vigente Prezzario Regionale edito dall’Unione Regionale delle Camere di Commercio della Liguria al lordo del ribasso d’asta. 4. Dette prestazioni verranno inserite in contabilità nell'acconto immediatamente successivo la loro esecuzione e/o somministrazioni. Ai sensi dell’articolo 153 del regolamento generale i lavori in economia sono inseriti in contabilità al lordo del ribasso d’asta. Art 12 - Norme di sicurezza 1. I lavori appaltati devono svolgersi nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti in materia di prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro e in ogni caso in condizione di permanente sicurezza e igiene. 2. L'appaltatore è obbligato a fornire alla Stazione appaltante, entro 30 giorni dall'aggiudicazione, l'indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti e una dichiarazione in merito al rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali previsti dalle leggi e dai contratti in vigore. 3. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela di cui all'articolo 15 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, nonché le disposizioni dello stesso decreto applicabili alle lavorazioni previste nel cantiere. 4. L'Amministrazione appaltante fornirà, ai sensi dell'art. 90 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, il Piano di Sicurezza e di Coordinamento, e se necessario il Piano Generale di Sicurezza, nonché il fascicolo informativo. 5. È obbligo dell'impresa appaltatrice attenersi alle disposizioni del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 nonché a quelle impartite dal Coordinatore in materia di Sicurezza e di Salute durante la realizzazione dell'opera designato ai sensi del terzo comma dell'art. 90 del medesimo Decreto Legislativo; nel rispetto di tali norme i suddetti obblighi valgono anche per le eventuali imprese subappaltatrici. 6. In conformità al 5° comma dell'art. 100 D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, l'impresa appaltatrice può presentare, entro 30 giorni dall'aggiudicazione e comunque prima dell'inizio dei lavori, proposte di integrazione al Piano di Sicurezza e al Piano di Coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti. 7. Entro il medesimo termine di cui sopra, l'appaltatore deve redigere e consegnare alla Civica Amministrazione, ai sensi del citato articolo 131 del decreto legislativo 163/2006, il piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 10 di 20 responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori. Detto piano, complementare di dettaglio al piano di sicurezza di cui al primo comma del presente articolo, farà parte integrante del contratto di appalto. 8. Le imprese esecutrici, prima dell'inizio dei lavori ovvero in corso d'opera, possono presentare al coordinatore per l'esecuzione dei lavori di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, proposte di modificazioni o integrazioni al piano di sicurezza e di coordinamento. 9. Il direttore tecnico del cantiere (che dovrà risultare indicato anche sui cartelli di cantiere) è responsabile del rispetto dei piani da parte di tutte imprese impegnate nell'esecuzione dei lavori. 10.Le imprese esecutrici devono comunque, nell'esecuzione dei lavori di qualsiasi genere, adottare tutti gli accorgimenti più idonei per garantire la tutela della salute e la sicurezza operai, delle persone addette ai lavori e dei terzi, nonché evitare danni ai beni pubblici e privati, secondo quanto disposto dalla vigente normativa. 11.Resta inteso che ogni più ampia responsabilità ricadrà sull'appaltatore, il quale dovrà pertanto provvedere ai risarcimenti del caso, manlevando la Civica Amministrazione, nonché il personale preposto alla direzione e sorveglianza dei lavori, da ogni responsabilità. 12.È fatto obbligo all'impresa di lasciare il libero accesso al cantiere ed il passaggio nello stesso per l'attività di vigilanza ed il controllo dell'applicazione delle norme di legge e contrattuali sulla prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro ai componenti del comitato paritetico territoriale costituito a norma del contratto nazionale del lavoro e del contratto integrativo per la circoscrizione territoriale della Provincia di Genova. 13.È obbligo dell’impresa esecutrice presentare all’atto consegna formale dei lavori una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavori effettuate all’Inps, all’Inail e alla Cassa edile, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Art 13 - Subappalto 1. Tutte le lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano sono scorporabili o subappaltabili a scelta del concorrente, ferme restando le prescrizioni di seguito specificate: A) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori appartenenti alla categoria prevalente per una quota superiore al 30 per cento, in termini economici, dell’importo dei lavori della stessa categoria prevalente; B) fermo restando il divieto di cui alla seguente lettera C), i lavori delle categorie diverse da quella prevalente possono essere subappaltati o subaffidati in cottimo per la loro totalità, alle condizioni di cui al presente articolo; C) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori costituenti strutture, impianti e opere speciali, di cui all’articolo 72 del Regolamento Generale, qualora tali lavorazioni siano ciascuna superiore al 15% dell’importo totale dei lavori in appalto; D) i lavori appartenenti a categorie generali nonchè quelli indicati all’art. 72 del Regolamento Generale, nonchè quelli a qualificazione obbligatoria secondo l’allegato “A” del D.P.R. 34/2000, indicati nel bando di gara come parti di intervento da realizzare, qualora il concorrente non possegga i requisiti per la loro realizzazione, Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 11 di 20 possono essere assunti in associazione temporanea di imprese di tipo verticale o debbono essere subappaltati ad impresa qualificata; E) i lavori per la cui esecuzione è necessaria una specifica qualificazione a norma di legge, debbono essere obbligatoriamente subappaltati qualora l’appaltatore non abbia i requisiti per la loro esecuzione. 2. L’affidamento in subappalto o in cottimo è consentito, previa autorizzazione della Stazione appaltante, alle seguenti condizioni: A) che l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta i lavori o le parti di opere che intende subappaltare o concedere in cottimo; l’omissione delle indicazioni sta a significare che il ricorso al subappalto o al cottimo è vietato e non può essere autorizzato; B) che l’appaltatore provveda al deposito di copia autentica del contratto di subappalto presso la Stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di effettivo inizio dell’esecuzione delle relative lavorazioni subappaltate, unitamente alla dichiarazione circa la sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di collegamento, a norma dell’articolo 2359 del codice civile, con l’impresa alla quale è affidato il subappalto o il cottimo; in caso di associazione temporanea, società di imprese o consorzio, analoga dichiarazione deve essere effettuata da ciascuna delle imprese partecipanti all’associazione, società o consorzio. C) che l’appaltatore, unitamente al deposito del contratto di subappalto presso la Stazione appaltante, ai sensi della lettera b), trasmetta alla stessa Stazione appaltante la documentazione attestante che il subappaltatore è in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente per la partecipazione alle gare di lavori pubblici, in relazione alla categoria e all’importo dei lavori da realizzare in subappalto o in cottimo; D) che non sussista, nei confronti del subappaltatore, alcuno dei divieti previsti dall’articolo 10 della legge n. 575 del 1965, e successive modificazioni e integrazioni; a tale scopo, qualora l’importo del contratto di subappalto sia superiore a Euro 150.000, l’appaltatore deve produrre alla Stazione appaltante la documentazione necessaria agli adempimenti di cui alla vigente legislazione in materia di prevenzione dei fenomeni mafiosi e lotta alla delinquenza organizzata, relativamente alle imprese subappaltatrici e cottimiste, con le modalità di cui al D.P.R. n. 252 del 1998 ; resta fermo che, ai sensi dell’articolo 12, comma 4, dello stesso D.P.R. n. 252 del 1998, il subappalto è vietato, a prescindere dall’importo dei relativi lavori, qualora per l’impresa subappaltatrice sia accertata una delle situazioni indicate dall'articolo 10, comma 7, del citato D.P.R. n. 252 del 1998. 3. Il subappalto e l’affidamento in cottimo devono essere autorizzati preventivamente dalla Stazione appaltante in seguito a richiesta scritta dell'appaltatore; l’autorizzazione è rilasciata entro 30 giorni, ovvero 15 giorni per subappalti o cottimi di importo inferiore al 2% dell’importo dei lavori affidati o di importo inferiore a € 100.000,00 (euro centomila/00), dal ricevimento della richiesta; tale termine può essere prorogato una sola volta per non più di 30 giorni, ove ricorrano giustificati motivi; trascorso il medesimo termine, eventualmente prorogato, senza che la Stazione appaltante abbia provveduto, l'autorizzazione si intende concessa a tutti gli effetti qualora siano verificate tutte le condizioni di legge per l’affidamento del subappalto. 4. L’affidamento di lavori in subappalto o in cottimo comporta i seguenti obblighi: Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 12 di 20 A) l’appaltatore deve praticare, per i lavori e le opere affidate in subappalto, i prezzi risultanti dall’aggiudicazione ribassati in misura non superiore al 20 per cento; B) nei cartelli esposti all’esterno del cantiere devono essere indicati anche i nominativi di tutte le imprese subappaltatrici, completi dell’indicazione della categoria dei lavori subappaltati e dell’importo dei medesimi; C) le imprese subappaltatrici devono osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si svolgono i lavori e sono responsabili, in solido con l’appaltatore, dell’osservanza delle norme anzidette nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto; D) le imprese subappaltatrici, per tramite dell’appaltatore, devono trasmettere alla Stazione appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia agli enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi ed antinfortunistici; devono altresì trasmettere, a scadenza quadrimestrale, copia dei versamenti contributivi, previdenziali, assicurativi nonché di quelli dovuti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva. 5. Le presenti disposizioni si applicano anche alle associazioni temporanee di imprese e alle società anche consortili, quando le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire direttamente i lavori scorporabili. 6. Ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedano l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2% dell'importo dei lavori affidati o di importo superiore a € 100.000,00 (euro centomila/00) e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50% dell'importo del contratto di subappalto. 7. I lavori affidati in subappalto non possono essere oggetto di ulteriore subappalto pertanto il subappaltatore non può subappaltare a sua volta i lavori. Fanno eccezione al predetto divieto le fornitura con posa in opera di impianti e di strutture speciali individuate all’art. 141 del Regolamento Generale; in tali casi il fornitore o il subappaltatore, per la posa in opera o il montaggio, può avvalersi di imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno dei divieti di cui al comma 2, lettera d). È fatto obbligo all'appaltatore di comunicare alla Stazione appaltante, per tutti i sub-contratti, il nome del sub-contraente, l'importo del subcontratto, l'oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati. Art 14 - Responsabilità in materia di subappalto 1. L'appaltatore resta in ogni caso responsabile nei confronti della Stazione appaltante per l'esecuzione delle opere oggetto di subappalto, sollevando la Stazione appaltante medesima da ogni pretesa dei subappaltatori o da richieste di risarcimento danni avanzate da terzi in conseguenza all’esecuzione di lavori subappaltati. 2. Il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento, nonché il coordinatore per l’esecuzione in materia di sicurezza di cui all’articolo 92 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, provvedono a verificare, ognuno per la propria competenza, il rispetto di tutte le condizioni di ammissibilità e del subappalto. Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 13 di 20 3. Il subappalto non autorizzato comporta le sanzioni penali previste dal decreto-legge 29 aprile 1995, n. 139, convertito dalla legge 28 giugno 1995, n. 246 (ammenda fino a un terzo dell’importo dell’appalto, arresto da sei mesi ad un anno). Art 15 - Risoluzione del contratto - Esecuzione d'ufficio dei lavori 1. Nei casi di rescissione del contratto o di esecuzione di ufficio, la comunicazione della decisione assunta dalla Stazione appaltante è fatta all'appaltatore nella forma dell'ordine di servizio o della raccomandata con avviso di ricevimento, con la contestuale indicazione della data alla quale avrà luogo l'accertamento dello stato di consistenza dei lavori. 2. In relazione a quanto sopra, alla data comunicata dalla Stazione appaltante si fa luogo, in contraddittorio fra il direttore dei lavori e l'appaltatore o suo rappresentante ovvero, in mancanza di questi, alla presenza di due testimoni, alla redazione dello stato di consistenza dei lavori, all'inventario dei materiali, delle attrezzature e dei mezzi d’opera esistenti in cantiere, nonché, nel caso di esecuzione d’ufficio, all’accertamento di quali di tali materiali, attrezzature e mezzi d’opera debbano essere mantenuti a disposizione della Stazione appaltante per l’eventuale riutilizzo e alla determinazione del relativo costo. 3. Nei casi di rescissione del contratto e di esecuzione d'ufficio, come pure in caso di fallimento dell'appaltatore, i rapporti economici con questo o con il curatore sono definiti, con salvezza di ogni diritto e ulteriore azione della Stazione appaltante, nel seguente modo: A) ponendo a base d’asta del nuovo appalto l’importo lordo dei lavori di completamento da eseguire d’ufficio in danno, risultante dalla differenza tra l’ammontare complessivo lordo dei lavori posti a base d’asta nell’appalto originario, eventualmente incrementato per perizie in corso d’opera oggetto di regolare atto di sottomissione o comunque approvate o accettate dalle parti, e l’ammontare lordo dei lavori eseguiti dall’appaltatore inadempiente medesimo; B) ponendo a carico dell’appaltatore inadempiente: 1) l’eventuale maggiore costo derivante dalla differenza tra importo netto di aggiudicazione del nuovo appalto per il completamento dei lavori e l’importo netto degli stessi risultante dall’aggiudicazione effettuata in origine all’appaltatore inadempiente; 2) l’eventuale maggiore costo derivato dalla ripetizione della gara di appalto eventualmente andata deserta, necessariamente effettuata con importo a base d’asta opportunamente maggiorato; 3) l’eventuale maggiore onere per la Stazione appaltante per effetto della tardata ultimazione dei lavori, delle nuove spese di gara e di pubblicità, delle maggiori spese tecniche di direzione, assistenza, contabilità e collaudo dei lavori, dei maggiori interessi per il finanziamento dei lavori, di ogni eventuale maggiore e diverso danno documentato, conseguente alla mancata tempestiva utilizzazione delle opere alla data prevista dal contratto originario. Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 14 di 20 4. Il contratto è altresì risolto qualora, per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell’opera ovvero la sua utilizzazione, come definite dall’articolo 132 del Decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, si rendano necessari lavori suppletivi che eccedano il quinto dell’importo originario del contratto. In tal caso, proceduto all’accertamento dello stato di consistenza ai sensi del comma 5 del citato articolo 132 del D.lgs. 163/2006 , si procede alla liquidazione dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti, fino a quattro quinti dell’importo del contratto. Art 16 - Oneri e obblighi a carico dell’appaltatore 1. Per la partecipazione alla gara d'appalto di cui al presente Capitolato Speciale, non è riconosciuto alcun compenso, né rimborso spese. 2. L'Appaltatore dovrà provvedere a quanto segue, restando inteso che gli oneri conseguenti si intendono compensati e quindi ricompresi nel corrispettivo contrattuale, fatto salvo quanto già valutato in materia di sicurezza: - alla esecuzione di rilievi, indagini, saggi e quanto altro occorrente e propedeutico alla formulazione dell'offerta; - alla realizzazione del progetto esecutivo completo dell’impianto, redatto a totale cura e spese dell’Impresa, il quale dovrà essere consegnato all’esame del Committente entro 90 giorni dalla data del ricevimento dell’ordine e successivamente alla presentazione presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti (USTIF) per opportuna approvazione come da indicazione contenute in parte 3 del presente capitolato; - al taglio e smaltimento della vegetazione interferente con le opere da realizzare ed alla rimozione e smaltimento di qualsiasi manufatto (baracche, serre, etc.) interferenti con le opere da realizzare e la logistica di cantiere. Ogni rimozione e taglio dovrà essere concordato con la DL; - alla formazione del cantiere adeguatamente attrezzato, recintato ed illuminato in relazione alla natura dell'opera e in conformità alle vigenti disposizioni in materia; - a mantenere nel territorio comunale un adeguato magazzino, che potrà essere ubicato anche all’interno del cantiere, ed essere reperibile direttamente, ovvero a mezzo del Direttore Tecnico del cantiere, al fine di consentire la tempestiva predisposizione, d'intesa con la Direzione Lavori, degli eventuali provvedimenti che si rendessero necessari per cause di forza maggiore interessanti il cantiere in oggetto; - all’allestimento di un locale esistente, che sarà indicato dalla Direzione Lavori, ad uso ufficio di cantiere, dotato almeno delle seguenti attrezzature: - piano di lavoro 2.00 x 1.20 ml; - n° 4 sedie con schienali anatomici; Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 15 di 20 - riscaldamento e raffrescamento; - un armadio con chiusura; - un personal computer completo di licenze office ed AutoCAD; - una stampante A4 a colori; - telefono; - porta di accesso con chiusura. Tale locale e la relativa dotazione dovranno risultare a norma ai sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e sue successive modificazioni e integrazioni; - alla fornitura ed al collocamento, nella zona dei lavori in corso, di una tabella (cartello di cantiere) del tipo e delle dimensioni indicate dalla Direzione Lavori e comunque conforme a quanto prescritto dal Regolamento Edilizio Comunale; - ad ottenere la concessione dei permessi per occupazione temporanea di suolo pubblico, rottura suolo e per passi carrabili, concessioni e autorizzazioni che saranno rilasciate a titolo gratuito; - ad ottenere autorizzazione anche in deroga ai limiti massimi di esposizione al rumore di cui al DPCM del 1 marzo 1991 e successive modificazioni, nonché ogni altra autorizzazione o concessione necessaria per la realizzazione dell'opera ed a corrispondere le tasse ed i diritti relativi; - alla conservazione del traffico nelle zone interessate dai lavori secondo le disposizioni della D.L. e del Comando della Polizia Municipale; - alle opere provvisionali ordinate dalla Direzione Lavori per garantire la continuità dei pubblici servizi, inclusi quelli d'emergenza, e del transito dei veicoli e dei pedoni; - ai rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere, anche su motivata richiesta del Direttore dei Lavori o dal Responsabile del Procedimento o dall’organo di collaudo, dal giorno in cui comincia la consegna fino al compimento del collaudo provvisorio o all’emissione del certificato di regolare esecuzione, di tutte le utenze pubbliche e private in sottosuolo e/o soprassuolo interessanti le opere in oggetto, intendendosi a completo carico dell'Appaltatore medesimo gli eventuali spostamenti, ricollocazioni, opere provvisionali e/o definitive, comunque strutturate ed eseguite, necessari per l'eliminazione delle interferenze determinate dall'esecuzione dei lavori oggetto d'appalto, nonché ogni onere e danno dipendenti dalle utenze o a queste provocati; - alla segnalazione e delimitazione diurna e notturna dei lavori e degli ingombri sulle sedi stradali nel rispetto del Decreto Legislativo n° 285 del 30.04.1992 "Nuovo codice della Strada" e dal DPR. 16.12.1992 n° 495 " Regolamento per l'esecuzione del Nuovo Codice della Strada" e loro successive modificazioni ed integrazioni; - al risarcimento dei danni di ogni genere ai proprietari i cui immobili fossero in qualche modo danneggiati durante l'esecuzione dei lavori; l'Appaltatore è Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 16 di 20 responsabile della stabilità delle superfici degli scavi e delle strutture e fabbricati esistenti in prossimità degli stessi e dovrà di conseguenza operare e predisporre armature di sostegno e di contenimento in maniera e quantità tale da garantire la sicurezza delle opere; - curare che, per effetto delle opere di convogliamento e smaltimento delle acque, non derivino danni a terzi; in ogni caso egli è tenuto a sollevare la stazione appaltante da ogni spesa per compensi che dovessero essere pagati e liti che avessero ad insorgere. Dovrà altresì curare l'esaurimento delle acque superficiali, di infiltrazione o sorgive, per qualunque altezza di battente da esse raggiunta, concorrenti nel sedime di imposta delle opere di cui trattasi, nonché l'esecuzione di opere provvisionali per lo sfogo e la deviazione preventiva di esse dal sedime medesimo, dalle opere e dalle aree di cantiere; - alla conservazione e consegna all'Amministrazione appaltante degli oggetti di valore intrinseco, archeologico o storico che eventualmente si rinvenissero durante l'esecuzione dei lavori; - alla protezione del cantiere e dei ponteggi mediante idonei sistemi antintrusione; - alla protezione dei fabbricati circostanti da polveri, rumori e fumi mediante apposite barriere; - alla progettazione esecutiva e verifica dei plinti di fondazione dei pali illuminazione pubblica e segnaletica stradale; - all'esecuzione in cantiere e/o presso istituti incaricati, di tutti gli esperimenti, assaggi e controlli che verranno in ogni tempo ordinato dalla Direzione Lavori sulle opere, materiali impiegati o da impiegarsi nella costruzione, in correlazione a quanto prescritto circa l'accettazione dei materiali stessi, nonché sui campioni da prelevare in opera. Quanto sopra dovrà essere effettuato su incarico della Direzione Lavori a cura di un Laboratorio tecnologico di fiducia dell'Amministrazione. Dei campioni potrà essere ordinata la conservazione nell'Ufficio di direzione munendoli di sigilli a firma della Direzione Lavori e dell'Impresa nei modi più adatti a garantirne l'autenticità; il tutto secondo le norme vigenti; - alla fornitura di tutto il personale idoneo, nonché degli attrezzi e strumenti necessari per rilievi, tracciamenti e misurazioni relativi alle operazioni di consegna, verifica, contabilità e collaudo dei lavori; - alla fornitura delle negative e di due copie fotografiche, nel formato 13x18, di ciascuna di esse, delle opere in corso nei vari periodi dell'appalto, nonché delle opere ultimate nel numero che di volta in volta sarà indicato dalla Direzione Lavori; - alla pulizia giornaliera del cantiere anche ai fini antinfortunistici; Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 17 di 20 - alla presentazione di progetti di opere ed impianti nonché delle eventuali varianti che si rendessero necessarie, alla istruzione delle pratiche relative da presentare all'I.S.P.E.S.L., alla A.S.L. competente, al Comando Vigili del Fuoco, ed all'esecuzione di lavori di modifica e/o varianti richieste, sino al collaudo delle opere ed impianti con esito positivo; - al pagamento di compensi all'I.S.P.E.S.L., alla A.S.L. competente, al Comando Vigili del Fuoco, relativi a prestazioni per esame suppletivo di progetti o visite di collaudo ripetute, in esito a precedenti verifiche negative; - alla presentazione di progetti degli impianti, ai sensi della Legge n. 17/2007 e successivo regolamento di attuazione approvato con Decreto del ministero dello sviluppo economico del 22.01.2008 n. 37, sottoscritto da tecnico abilitato; - al rilascio di “dichiarazione di conformità” sottoscritte da soggetto abilitato (installatore), e, corredate dal rispettivo progetto sottoscritto da tecnico abilitato, per gli impianti tecnici oggetto di applicazione della legge n. 17/2007; - ad attestare, ad ultimazione di lavori, con apposita certificazione sottoscritta da tecnico abilitato, l'esecuzione degli impianti elettrici nel rispetto ed in conformità delle Leggi 1.3.68 n. 186 (norme C.E.I.), n. 17/2007 e Decreto del ministero dello sviluppo economico del 22.01.2008 n. 37; - a denunciare, ove previsto dal D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, l'impianto di terra, l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, di edifici e di grandi masse metalliche, al competente Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) provvedendo all'assistenza tecnica, ai collaudi relativi, fino all'ottenimento di tutte le certificazioni o verbali di cui l'opera necessiti; - al lavaggio accurato giornaliero delle aree pubbliche in qualsiasi modo lordate durante l'esecuzione dei lavori; - al mantenimento dell'accesso al cantiere, al libero passaggio nello stesso e nelle opere costruite od in costruzione per le persone addette a qualunque altra impresa alla quale siano stati affidati lavori non compresi nel presente appalto, nonché per le persone che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione appaltante; - ad assicurare, su richiesta della Direzione Lavori, l'uso parziale o totale, da parte delle imprese o persone di cui al precedente comma, dei ponti di servizio, impalcature, costruzioni provvisorie e degli apparecchi di sollevamento, per tutto il tempo occorrente all'esecuzione dei lavori che l'Amministrazione appaltante intenderà eseguire direttamente ovvero a mezzo di ditte, senza che l'appaltatore possa pretendere compenso alcuno. L'eventuale mano d’opera richiesta dalla Direzione Lavori, in aiuto alle imprese che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione, verrà contabilizzata in economia. L’Amministrazione Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 18 di 20 appaltante si riserva altresì di affidare a soggetti terzi la realizzazione, manutenzione e sfruttamento pubblicitario dei teli di copertura dei ponteggi; - al ricevimento in cantiere, scarico e trasporto nei luoghi di deposito, situati nell'interno del cantiere, od a piè d'opera, secondo le disposizioni della Direzione Lavori. L'eventuale mano d’opera richiesta dalla Direzione Lavori, in aiuto alle imprese che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione, verrà contabilizzata in economia; - alla buona conservazione ed alla perfetta custodia dei materiali, forniture ed opere escluse dal presente appalto, ma provviste od eseguite da altre ditte per conto dell'Amministrazione appaltante. I danni, che per cause dipendenti o per sua negligenza fossero apportati ai materiali forniti ed ai lavori compiuti da altre ditte, dovranno essere riparati a carico esclusivo dell'appaltatore; - all'uso anticipato delle opere su richiesta della Direzione Lavori, senza che l'appaltatore abbia per ciò diritto a speciali compensi. Esso potrà però richiedere che sia constatato lo stato delle opere stesse per essere garantito dagli eventuali danni che potessero derivargli; - alla redazione di elaborati grafici, sottoscritti da tecnici abilitati, illustranti lo stato finale dell'opera nelle sue componenti architettoniche, strutturali, ed impiantistiche (di detti elaborati saranno fornite tre copie cartacee, una copia riproducibile in poliestere ed una copia su supporto magnetico); - alla manutenzione e buona conservazione dei lavori eseguiti, con particolare riferimento degli impianti sino al collaudo; - ad adottare, a propria cura e spese, tutti gli accorgimenti e cautele atte a garantire la completa funzionalità e accessibilità al pubblico dell’edificio oggetto dell’intervento; - all’obbligo di redigere il Piano di Qualità di Costruzione e di Installazione, da sottoporre all’approvazione della Direzione dei Lavori, che prevede, pianifica e programma le condizioni, sequenze, modalità, strumentazioni, mezzi d’opera e fasi delle attività di controllo da svolgersi nella fase esecutiva come da art. 45 comma 4 DPR 554/1999; - all’obbligo di effettuare, ad opera conclusa, idonei monitoraggi acustici al fine di verificare la rispondenza dell’impianto alla “valutazione revisionale di impatto acustico” di cui all’allegato 1; - a ripristinare lo stato dei luoghi delle proprietà soggette all’occupazione temporanea per esigenze di cantiere. Il ripristino dovrà essere conforme agli stati testimoniali giurati redatti da tecnico abilitato nei mesi di marzo e aprile 2010; Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 19 di 20 - a tenere conto degli obblighi e oneri presenti nei capitolati tecnici delle opere civili, dell’impianto ascensore e dell’impianto elettrico, telecontrollo e videosorveglianza. Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO” Rev. n° 01 del 12/2009 Codice interno GULP: 2625 Pagina 20 di 20 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PROGETTO DI UN ASCENSORE INCLINATO PER IL TRASPORTO PUBBLICO DA VIA PINETTI A VIA FONTANAROSSA A CORPO Indice: Parte1: Capitolato Speciale d’Appalto “Cappello” Parte2: Capitolato Tecnico opere civili Parte3: Capitolato Tecnico impianto ascensore Parte4: Capitolato Tecnico impianto elettrico, telecontrollo e videosorveglianza Allegato1: Valutazione previsionale di impatto acustico PARTE PARTE1 1 CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO “CAPPELLO” PARTE PARTE2 2 CAPITOLATO TECNICO OPERE CIVILI PARTE PARTE3 3 CAPITOLATO TECNICO IMPIANTO ASCENSORE PARTE PARTE4 4 CAPITOLATO TECNICO IMPIANTO ELETTRICO, TELECONTROLLO E VIDEOSORVEGLIANZA ALLEGATO ALLEGATO1 1 VALUTAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO ACUSTICO INDICE PREMESSE 3 Art. 1 – Adeguamento normativo, Normativa “sismica” adottata, Accessibilità dei luoghi, precauzioni generali per l’esecuzione delle opere, della formulazione dell’offerta e delle modalità operative 3 CAPO I - Qualità dei materiali e dei componenti - Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro - Ordine a tenersi nell'andamento dei lavori 5 PARTE I - QUALITÀ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI Art. 2 - Materiali in genere Art. 3 - Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso Art. 4 - Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte Art. 5 - Elementi di laterizio e calcestruzzo Art. 6 – Materiali ferrosi e metalli vari Art. 7 - Prodotti di pietre naturali o ricostruite Art. 8 - Prodotti per pavimentazione Art. 9 - Prodotti per impermeabilizzazioni e per coperture piane Art. 11 - Prodotti di vetro (lastre, profilati ad U e vetri pressati) Art. 12 - Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili) Art. 13 - Infissi Art. 14 - Prodotti per rivestimenti interni ed esterni Art. 15 - Prodotti per isolamento termico Art. 16 - Prodotti per pareti esterne e partizioni interne Art. 17 - Prodotti per assorbimento acustico Art. 18 - Prodotti per isolamento acustico PARTE II - MODALITÀ DI ESECUZIONE A) Scavi, rilevati, fondazioni e demolizioni Art. 19 - Scavi in genere Art. 20 - Scavi di sbancamento Art. 21 - Scavi di fondazione od in trincea Art. 22 - Presenza di gas negli scavi Art. 23 - Rilevati e rinterri Art. 25 - Fondazioni continue Art. 26 - Fondazioni su pali Art. 27 - Paratie e diaframmi Art. 28 - Demolizioni e rimozioni B) Strutture di Murature, Calcestruzzo, Acciaio Art. 29 - Opere e strutture di muratura Art. 30 - Murature e riempimenti in pietrame a secco - Vespai Art. 31 - Opere e strutture di calcestruzzo Art. 32 - Strutture prefabbricate di calcestruzzo armato e precompresso Art. 33 - Solai Art. 34 - Strutture di acciaio C) Coperture, pareti, pavimenti e rivestimenti Art. 35 - Esecuzione coperture continue (piane) Art. 36 - Esecuzione coperture discontinue (a falda) Art. 37 - Opere di impermeabilizzazione Art. 38 - Sistemi per rivestimenti interni ed esterni Art. 39 - Opere di vetrazione e serramentistica Art. 40 - Esecuzione delle pareti esterne e partizioni interne Art. 41 - Esecuzione delle pavimentazioni D) Impiantistica Art. 42 - Componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua Art. 43 - Esecuzione dell'impianto di adduzione dell'acqua Art. 44 - Impianto di scarico acque usate Art. 45 - Impianto di scarico acque meteoriche 1 5 5 5 10 13 14 15 17 26 36 39 42 44 48 51 54 56 58 58 58 59 59 61 61 63 64 71 74 75 75 85 87 90 94 101 105 105 110 113 116 121 124 127 134 134 139 143 154 2 E) Lavorazioni particolari 156 Art. 46 – Fondazioni –Micropali - Tiranti 156 Art. 47 – Facciate continue vetrate 162 PARTE III –NORME PER LA VALUTAZIONE DEI LAVORI 169 Art. 48 - Valutazione dei manufatti e dei materiali a piè d’opera 169 Art. 49 - Norme per la misurazione e valutazione dei lavori 170 Art. 50 - Disposizioni generali relative ai prezzi dei lavori a misura e delle somministrazioni per opere in economia - Invariabilità dei prezzi 186 3 Capitolato Speciale d’ Appalto Lavori Edili Specifiche tecniche PREMESSE Art. 1 – Adeguamento normativo, Normativa “sismica” adottata, Accessibilità dei luoghi, precauzioni generali per l’esecuzione delle opere, della formulazione dell’offerta e delle modalità operative 1. Adeguamento normativo: 1.1 Le norme citate nel presente capitolato sostituite parzialmente o integralmente da norme più recenti, sono da intendersi variate con l’inserzione automatica di quelle sostitutive o integrative. 2. Normativa “sismica” adottata: 2.1. Su valutazione del Responsabile Unico del Procedimento: “Visti i contenuti della Circolare 05/08/2009 del Ministero delle Infrastrutture, nonché la successiva del 11/12/2009 dello stesso Ministero, in considerazione del fatto che il Progetto Definitivo risulta avviato in data antecedente al 30/06/2009 per quanto riguarda le implicazioni relative all’adozione delle Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC 08) di cui al DM 14/01/2008. Considerato inoltre che l’opera non riveste carattere di rilevanza strategica e/o sensibile ai sensi della D.G.R. 1384/2003 e del Decreto del Capo Dipartimento di Protezione Civile n° 3685 del 21/10/2003; valutata anche la nuova classificazione sismica del territorio della Regione Liguria di cui alla D.G.R. 1308 del 24/10/2008. Tenuto conto che il progetto definitivo risulta avviato anche antecedentemente al 14/09/2005 e quindi in vigenza della D.G.R. 530 del 16/05/2003 per gli aspetti legati alla classificazione sismica del territorio della Regione Liguria, si ritiene pertanto che sussistano le condizioni per l’applicazione della precedente normativa tecnica di cui al D.M. 16/01/1996, congiuntamente alla nota del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – I Sezione – n° 264 del 13/12/2005 , per quanto attiene agli aspetti connessi alla progettazione strutturale delle opere in oggetto”. 3. Accessibilità dei luoghi: 3.1. Per l’esecuzione delle opere, la logistica di cantiere e le interferenze con le attività presenti nelle aree adiacenti al cantiere, nonché al suo inserimento nel contesto cittadino, si rimanda alla relazione di 4 cantierizzazione, ribadendo che tutte le difficoltà del cantiere in essa richiamate devono essere tenute in considerazione dall’Impresa esecutrice dei lavori in appalto all’atto della formulazione dei singoli prezzi della propria offerta i quali debbono tenere conto di ciò. 4. Precauzioni generali per l’esecuzione delle opere, della formulazione dell’offerta e delle modalità operative: 4.1. In considerazione della vicinanza dei fabbricati, durante le fasi di scavo, di esecuzione delle paratie (berlinesi), delle intirantature, nonché di ogni altra operazione riguardante la modifica dei luoghi in generale, occorrerà adottare tutte le procedure e cautele al fine di evitare danni a persone o cose (mobili ed immobili). In particolare saranno predisposti appositi monitoraggi come indicato nell’apposito Piano dei monitoraggi facente parte integrante del progetto esecutivo. 4.2. Per quanto concerne l’esecuzione delle opere in appalto, l’Impresa dovrà verificare e cantierizzare le opere da realizzarsi secondo una accurata programmazione dei lavori proprio in considerazione della specificità del cantiere. 4.2.1. Per l’esecuzione delle carpenterie metalliche della via di corsa dell’ascensore è da considerare la necessità di movimentazione ed assemblaggio in parti di dimensioni idonee in funzione della particolare conformazione del cantiere e della sua accessibilità stradale. 4.2.2. Per la realizzazione delle berlinesi, dei muri e di tutte le altre opere riguardanti l’appalto, dovrà essere considerata la particolare natura del cantiere. 4.3. Formulazione dei prezzi di offerta: tenuto conto di tutte le difficoltà logistiche cui l’Impresa dovrà sottostare per l’esecuzione delle opere, sarà cura dell’Impresa considerare le suddette difficoltà per la corretta formulazione del prezzo in modo che nulla abbia poi a pretendere in più per l’esecuzione delle opere. 4.4. Trasporti e oneri di discarica: a causa della situazione anomala delle discariche, site nel Comune di Genova ed in quelli limitrofi, che non garantiscono la continuità del servizio di conferimento rifiuti, si è considerato di porre un limite massimo in termini di Km, distinto per ogni tipologia di rifiuto (come evidenziato nella Lista Lavorazioni e 5 Forniture), invece di individuare una discarica ben precisa che potrebbe non essere disponibile al momento necessario per il conferimento. Sarà cura dell'appaltatore tenere conto di ciò al momento della formulazione dell'offerta. CAPO I - Qualità dei materiali e dei componenti - Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro - Ordine a tenersi nell'andamento dei lavori PARTE I - QUALITÀ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI Art. 2 - Materiali in genere Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località che l'Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate. Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può risultare da un attestato di conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione. Art. 3 - Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso 1. L'acqua per l'impasto con leganti idraulici (UNI EN 1008) dovrà essere dolce, limpida, priva di sostanze organiche o grassi e priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose e non essere aggressiva per il conglomerato risultante. In caso di necessità, dovrà essere trattata per ottenere il grado di purezza richiesto per l’intervento da eseguire. In taluni casi dovrà essere, altresì, additivata per evitare l’instaurarsi di reazioni chimico – fisiche che potrebbero causare la produzione di sostanze pericolose (DM 9 gennaio 1996 – allegato I). 2. Le calci aeree devono rispondere ai requisiti di cui al R.D. n. 2231 del 16 novembre 1939, “Norme per l’accettazione delle calci” e ai requisiti di cui alla 6 norma UNI 459 (“Calci da costruzione”). 3. Le calci idrauliche, oltre che ai requisiti di accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939, n. 2231 e a quelli della norma UNI 459, devono rispondere alle prescrizioni contenute nella legge 26 maggio 1965, n. 595 “Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici” ed ai requisiti di accettazione contenuti nel DM 31 agosto 1972 “Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche” e s.m. ed i. Le calci idrauliche devono essere fornite o in sacchi sigillati o in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola, che non possono essere aperti senza lacerazione, o alla rinfusa. Per ciascuna delle tre alternative valgono le prescrizioni di cui all’art. 3 della legge n. 595/1965. 4. I cementi da impiegare in qualsiasi lavoro devono rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel DM 3.06.1968 (“Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi”) e successive modifiche e integrazioni (DM 20.11.1984 e DM 13.09.1993). Tutti i cementi devono essere, altresì, conformi al DM n. 314 emanato dal Ministero dell’industria in data 12 luglio 1999 (che ha sostituito il DM n. 126 del 9.03.1988 con l’allegato “Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi” dell’ICITE - CNR) ed in vigore dal 12 marzo 2000, che stabilisce le nuove regole per l’attestazione di conformità per i cementi immessi sul mercato nazionale e per i cementi destinati ad essere impiegati nelle opere in conglomerato normale, armato e precompresso. I requisiti da soddisfare devono essere quelli previsti dalla norma UNI EN 197-2001 “Cemento. Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni”. Gli agglomerati cementizi, oltre a soddisfare i requisiti di cui alla legge n. 595/1965, devono rispondere alle prescrizioni di cui al DM del 31.08.1972 “Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche” e s.m. ed i.. I cementi e gli agglomeranti cementizi devono essere forniti o in sacchi sigillati o in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola, che non possono essere aperti senza lacerazione, o alla rinfusa. Per ciascuna delle 7 tre alternative valgono le prescrizioni di cui all’art. 3 della legge n. 595/1965. I cementi e gli agglomerati cementizi devono essere in ogni caso conservati in magazzini coperti, ben ventilati e riparati dall'umidità e da altri agenti capaci di degradarli prima dell'impiego. 5. Le pozzolane devono essere ricavate da strati mondi da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o di parti inerti; qualunque sia la provenienza devono rispondere a tutti i requisiti prescritti dal RD 16 novembre 1939, n. 2230. 6. Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti, ben riparati dall'umidità e da agenti degradanti. L’uso del gesso dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Direzione lavori. Per l'accettazione valgono i criteri generali dell'art. 2 (Materiali in genere) e la norma UNI 5371 (“Pietra da gesso per la fabbricazione di leganti. Classificazione, prescrizioni e prove”). 7. I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle malte e dei conglomerati, secondo le particolari indicazioni che potranno essere imposte dalla direzione dei lavori o stabilite nell'elenco prezzi, dovranno corrispondere alle seguenti proporzioni. A) B) C) D) MALTA COMUNE Calce spenta in pasta Sabbia MALTA COMUNE PER INTONACO RUSTICO (RINZAFFO) Calce spenta in pasta Sabbia MALTA COMUNE PER INTONACO CIVILE (STABILITURA) Calce spenta in pasta Sabbia vagliata MALTA GROSSA DI POZZOLANA Calce spenta in pasta mc 0,25 ÷ 0,40 mc 0,85 ÷ 1,00 mc 0,20 ÷ 0,40 mc 0,90 ÷ 1,00 mc 0,35 ÷ 0,45 mc 0,80 mc 0,22 8 mc 1,10 E) Pozzolana grezza MALTA MEZZANA DI POZZOLANA mc 0,25 mc 1,10 F) Calce spenta in pasta Pozzolana vagliata MALTA FINA DI POZZOLANA mc 0,28 mc 1,05 G) Calce spenta in pasta Pozzolana vagliata MALTA IDRAULICA H) Calce idraulica Sabbia MALTA BASTARDA I) Malte di cui alle lettere A), E), G) Agglomerante cementizio a lenta presa MALTA CEMENTIZIA FORTE L) Cemento idraulico normale Sabbia MALTA CEMENTIZIA DEBOLE M) Agglomerante cementizio a lenta presa Sabbia MALTA CEMENTIZIA PER INTONACI N) Agglomerante cementizio a lenta presa Sabbia MALTA FINE PER INTONACI O) Malta di cui alle lettere C), F), G) vagliata allo staccio fino MALTA PER STUCCHI P) Q) Calce spenta in pasta Polvere di marmo CALCESTRUZZO IDRAULICO DI POZZOLANA Calce comune Pozzolana Pietrisco o ghiaia CALCESTRUZZO IN MALTA q 3,00 ÷ 5,00 mc 0,90 mc 1,00 q 1,50 q 3,00 ÷ 6,00 mc 1,00 q 2,50 ÷ 4,00 mc 1,00 q 6,00 mc 1,00 mc 0,45 mc 0,90 mc 0,15 mc 0,40 mc 0,80 9 IDRAULICA Calce idraulica q 1,50 ÷ 3,00 Sabbia mc 0,40 Pietrisco o ghiaia mc 0,80 CONGLOMERATO CEMENTIZIO R) PER MURI, FONDAZIONI, ECC. Cemento q 1,50 ÷ 2,50 Sabbia mc 0,40 Pietrisco o ghiaia mc 0,80 CONGLOMERATO CEMENTIZIO S) PER STRUTTURE SOTTILI Cemento q 3,00 ÷ 3,50 Sabbia mc 0,40 Pietrisco o ghiaia mc 0,80 Quando la direzione dei lavori ritenesse di variare tali proporzioni, l'appaltatore sarà obbligato ad uniformarsi alle prescrizioni della medesima, salvo la conseguenti variazioni di prezzo in base alle nuove proporzioni previste. I materiali, le malte ed i conglomerati, esclusi quelli forniti in sacchi di peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere misurati con apposite casse della capacità prescritta dalla direzione, che l'appaltatore sarà in obbligo di provvedere e mantenere a sue spese costantemente su tutti i piazzali ove verrà effettuata la manipolazione. La calce spenta in pasta non dovrà essere misurata in fette, come viene estratta con badile dal calcinaio, bensì dopo essere stata rimescolata e ricondotta ad una pasta omogenea consistente e bene unita. L'impasto dei materiali dovrà essere fatto a braccia d'uomo, sopra aree convenientemente pavimentate, oppure a mezzo di macchine impastatrici o mescolatrici. I materiali componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a secco, fino ad ottenere un miscuglio di tinta uniforme, il quale verrà poi asperso ripetutamente con la minore quantità d'acqua possibile, ma sufficiente, rimescolando continuamente. Nella composizione di calcestruzzi con malte di calce comune od idraulica, si formerà prima l'impasto della malta con le proporzioni prescritte, impiegando la minore quantità d'acqua possibile, poi si distribuirà la malta 10 sulla ghiaia o pietrisco e si mescolerà il tutto fino a che ogni elemento sia per risultare uniformemente distribuito nella massa ed avviluppato di malta per tutta la superficie. Per i conglomerati cementizi semplici od armati gli impasti dovranno essere eseguiti in conformità alle prescrizioni contenute nelle Norme tecniche di cui all'art. 21 della legge 5-11-1971, n. 1086. Gli impasti sia di malta che di conglomerato, dovranno essere preparati soltanto nella quantità necessaria per l'impiego immediato, cioè dovranno essere preparati volta per volta e per quanto possibile in vicinanza del lavoro. I residui d'impasto che non avessero per qualsiasi ragione, immediato impiego dovranno essere gettati a rifiuto, ad eccezione di quelli formati con calce comune, che potranno essere utilizzati però nella sola stessa giornata del loro confezionamento. Art. 4 - Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte 1. Gli aggregati per conglomerati cementizi (sabbie, ghiaie e pietrisco), naturali e di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di gesso, ecc., in proporzioni nocive all'indurimento del conglomerato o alla conservazione delle armature. Quando non espressamente stabilito, possono provenire da cava in acqua o da fiume a seconda della località dove si eseguono i lavori ed in rapporto alle preferenze di approvvigionamento. In ogni caso devono rispondere ai requisiti di cui sopra. 2. L’analisi granulometrica, atta a definire la pezzatura di sabbie, ghiaie e pietrischi deve essere eseguita utilizzando i crivelli ed i setacci indicati nelle norme UNI 2332-1 e UNI 2334. È quindi obbligo dell’appaltatore, per il controllo granulometrico, mettere a disposizione della direzione lavori detti crivelli. Il diametro massimo dei grani deve essere scelto in funzione della sezione minima del getto, della distanza minima tra i ferri d’armatura e dello spessore del copriferro. 3. Le sabbie, naturali o artificiali, da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi devono: 11 - essere ben assortite in grossezza; - essere costituite da grani resistenti, non provenienti da roccia decomposta o gessosa; - avere un contenuto di solfati e di cloruri molto basso (soprattutto per malte a base di cemento); - essere tali da non reagire chimicamente con la calce e con gli alcali del cemento, per evitare rigonfiamenti e quindi fessurazioni, macchie superficiali; - essere scricchiolanti alla mano; - non lasciare traccia di sporco; - essere lavate con acqua dolce anche più volte, se necessario, per eliminare materie nocive e sostanze eterogenee; - avere una perdita in peso non superiore al 2% se sottoposte alla prova di decantazione in acqua. L’appaltatore dovrà mettere a disposizione della direzione lavori i vagli di controllo (stacci) di cui alla citata norma UNI 2332 per il controllo granulometrico. In particolare: - la sabbia per murature in genere deve essere costituita da grani di dimensioni tali da passare attraverso lo staccio 2, UNI 2332-1; - la sabbia per intonaci, stuccature e murature a faccia vista deve essere costituita da grani passanti attraverso lo staccio 0,5, UNI 2332-1; - la sabbia per i conglomerati cementiti deve essere conforme ai quanto previsto nell’Allegato 1 del DM 3 giugno 1968 e dall’Allegato 1, punto 1.2, del DM 9 gennaio 1996 “Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche” (d’ora in poi DM 9.01.96). I grani devono avere uno spessore compreso tra 0,1 mm e 5,0 mm (UNI 2332) ed essere adeguati alla destinazione del getto ed alle condizioni di posa in opera. 4. La ghiaia da impiegare nelle malte e nei conglomerati cementizi deve essere: - costituita da elementi puliti di materiale calcareo o siliceo; 12 - ben assortita; - priva di parti friabili; - lavata con acqua dolce, se necessario per eliminare materie nocive. Il pietrisco, utilizzato in alternativa alla ghiaia, deve essere ottenuto dalla frantumazione di roccia compatta , durissima silicea o calcarea, ad alta resistenza meccanica. Le loro caratteristiche tecniche devono essere quelle stabilite dal DM 9.01.96, All. 1 punto 2. L’appaltatore dovrà mettere a disposizione della direzione lavori i vagli di controllo (stacci) di cui alla citata norma UNI 2334 per il controllo granulometrico. Le dimensioni dei granuli delle ghiaie e del pietrisco per conglomerati cementizi sono prescritte dalla direzione lavori in base alla destinazione d’uso e alle modalità di applicazione. In ogni caso le dimensioni massime devono essere commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto ed all’ingombro delle armature. Nel dettaglio gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere di dimensioni tali da: - passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 5 cm se utilizzati per lavori di fondazione/elevazione, muri di sostegno, rivestimenti di scarpata, ecc… - passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 4 cm se utilizzati per volti di getto; - passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 3 cm se utilizzati per cappe di volti, lavori in cemento armato, lavori a parete sottile. In ogni caso, salvo alcune eccezioni, gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere tali da non passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di cm. 1. 5. Sabbia, ghiaia e pietrisco sono in genere forniti allo stato sciolto e sono misurati o a metro cubo di materiale assestato sugli automezzi per forniture o a secchie, di capacità convenzionale pari ad 1/100 di mc., nel caso in cui 13 occorrono solo minimi quantitativi. 6. Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro, devono essere a grana compatta e monde da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, da screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze estranee; devono avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire una resistenza proporzionata alla entità della sollecitazione cui devono essere soggette, ed avere una efficace adesività alle malte. Sono escluse, salvo specifiche prescrizioni, le pietre gessose ed in generale tutte quelle che potrebbero subire alterazioni per l’azione degli agenti atmosferici o dell’acqua corrente. 7. Gli additivi per impasti cementizi devono essere conformi alla norma UNI 10765 – 1999 (Additivi per impasti cementizi – Additivi multifunzionali per calcestruzzo – Definizioni, requisiti e criteri di conformità). Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà far eseguire prove od accettare l'attestazione di conformità alle norme secondo i criteri di cui all'art. 2 del presente capitolato. Art. 5 - Elementi di laterizio e calcestruzzo Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio ed in calcestruzzo) possono essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale, calcestruzzo alleggerito. Se impiegati nella costruzione di murature portanti, devono rispondere alle prescrizioni contenute nel DMLLPP n. 103 del 20 novembre 1987, “Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento” (d’ora in poi DM n. 103/87). Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire utile riferimento, insieme a quelle delle norme UNI 8942 – 1986 “Prodotti di laterizio per murature”. Le eventuali prove su detti elementi saranno condotte seconde le prescrizioni di cui alla norma UNI 772 “Metodi di prova per elementi di muratura”. Gli elementi resistenti di laterizio e di calcestruzzo possono contenere forature rispondenti alle prescrizioni del succitato DM n. 103/87. 14 La resistenza meccanica degli elementi deve essere dimostrata attraverso certificazioni contenenti i risultati delle prove e condotte da laboratori ufficiali negli stabilimenti di produzione, con le modalità previste nel DM n. 103/87 di cui sopra. È in facoltà del Direttore dei Lavori richiedere un controllo di accettazione, avente lo scopo di accertare se gli elementi da mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore. Art. 6 – Materiali ferrosi e metalli vari I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie, soffiature, brecciature, paglie o da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili. Essi dovranno essere conformi a tutte le condizioni previste dal decreto ministeriale 29-2-1908, modificato dal D.P. 15-7-1925 e dalle vigenti norme UNI; dovranno, altresì, presentare, a seconda della loro qualità, i seguenti requisiti. 1. Profilati, barre e larghi piatti di uso generale Dovranno essere di prima qualità, privi di difetti, di screpolature, di bruciature e di altre soluzioni di continuità, perfettamente lavorabili a freddo e a caldo senza che ne derivino screpolature o alterazioni, dovranno, altresì, essere saldabili e non suscettibili di perdere la tempera. 2. Acciai per cemento armato normale e precompresso Gli acciai per cemento armato, sia in barre tonde lisce che ad aderenza migliorata che in reti elettrosaldate dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui al punto 2.2 ed agli allegati 4, 5 e 6 del decreto ministeriale 9-1-1996. Gli acciai per cemento armato precompresso, sia in fili che in trefoli o in trecce dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui al punto 2.2 ed all'allegato 3 del decreto ministeriale 9-1-1996. 3. Acciai per strutture metalliche Gli acciai per strutture metalliche, laminati a caldo, in profilati, barre, larghi piatti, lamiere e profilati così dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui al parte quarta del decreto ministeriale 9-1-1996. 15 4. Ghisa La ghisa dovrà essere di prima qualità e di seconda fusione, dolce, tenace, leggermente malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello; di frattura grigia finemente granosa e perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature, asperità ed altri difetti capaci di menomarne la resistenza. Dovrà essere, inoltre, perfettamente modellata. È assolutamente escluso l'impiego di ghisa fosforosa. 5. Metalli vari Il piombo, lo zinco, lo stagno, il rame, l'alluminio e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da impiegare nelle costruzioni devono essere conformi alle vigenti norme UNI, delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori cui sono destinati e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la forma o ne alteri la resistenza e la durata. È fatto divieto di impiegare acciai non qualificati all'origine. Art. 7 - Prodotti di pietre naturali o ricostruite 1. La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato, le denominazioni commerciali devono essere riferite a campioni, atlanti, ecc. Marmo (termine commerciale): roccia cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 3 a 4 (quali calcite, dolomite, serpentino). Nota: A questa categoria appartengono: – i marmi propriamente detti (calcari metamorfici ricristallizzati), i calcefiri ed i cipollini; – i calcari, le dolomie e le brecce calcaree lucidabili; – gli alabastri calcarei; – le serpentiniti; – oficalciti. Granito (termine commerciale): roccia fanero-cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 6 a 7 (quali quarzo, felspati, felspatoidi). 16 Nota: A questa categoria appartengono: – i graniti propriamente detti (rocce magmatiche intrusive acide fanerocristalline, costituite da quarzo, felspati sodico-potassici emiche); – altre rocce magmatiche intrusive (dioriti, granodioriti, sieniti, gabbri, ecc.); – le corrispettive rocce magmatiche effusive, a struttura porfirica; – alcune rocce metamorfiche di analoga composizione come gneiss e serizzi. Travertino: roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con caratteristica strutturale vacuolare, da decorazione e da costruzione; alcune varietà sono lucidabili. Pietra (termine commerciale): roccia da costruzione e/o da decorazione, di norma non lucidabile. Nota: A questa categoria appartengono rocce di composizione mineralogica svariatissima, non inseribili in alcuna classificazione. Esse sono riconducibili ad uno dei due gruppi seguenti: – rocce tenere e/o poco compatte; – rocce dure e/o compatte. Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti, arenarie a cemento calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche (peperini, tufi, ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a spacco naturale (quarziti, micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti, leucititi, ecc.). Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle norme, dimensioni, tecniche di lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale quanto riportato nella norma UNI 8458 (“Edilizia. Prodotti lapidei. Terminologia e classificazione”). 2. I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a) appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel progetto oppure avere origine dal bacino di estrazione o zona geografica richiesta nonché essere conformi ad eventuali campioni di riferimento ed essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducono la resistenza o la funzione; 17 b) avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o rispondere ai campioni di riferimento; avere le dimensioni nominali concordate e le relative tolleranze; c) delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori minimi e/o la dispersione percentuale): – massa volumica reale ed apparente; – coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale; – resistenza a compressione; – resistenza a flessione; – resistenza all'abrasione; d) per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale per murature, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni di progetto. I valori dichiarati saranno accettati dalla Direzione dei Lavori anche in base ai criteri generali di cui all'art. 2 del presente capitolato. Art. 8 - Prodotti per pavimentazione 1. Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell'intero sistema di pavimentazione. Detti prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei Lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. ○ I prodotti di legno per pavimentazione (tavolette, listoni, mosaico di lamelle, blocchetti, ecc…) devono essere della essenza legnosa adatta all'uso e prescritta nel progetto I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, umidità nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Nell'imballo un foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore e contenuto, l’essenza legnosa nonché le caratteristiche di cui sopra. 18 2. Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni devono essere del materiale indicato nel progetto. Le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cottoforte, gres, ecc.) devono essere associate a quelle della classificazione di cui alla norma UNI EN 87 (“Piastrelle di ceramica per rivestimento di pavimenti e pareti. Definizioni, classificazione, caratteristiche e contrassegno”), basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua. A seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di ceramica estruse o pressate di prima scelta devono rispondere ai seguenti requisiti: Assorbimento d'acqua, E in % Formatura Gruppo I E ≤ 3% Gruppo IIa Gruppo IIb 3% < E ≤ 6% 6% < E < 10% Gruppo III E > 10% Estruse (A) UNI EN 121 UNI EN 186 UNI EN 187 UNI EN 188 Pressate a UNI EN 176 UNI EN 177 UNI EN 178 UNI EN 159 I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno accettati in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, e, in mancanza, in base ad accordi tra Direzione dei Lavori e fornitore. Per i prodotti definiti «pianelle comuni di argilla», «pianelle pressate ed arrotate di argilla» e «mattonelle greificate» dal RD n. 2234 del 16 novembre 1939 devono, altresì, essere rispettate le seguenti prescrizioni: - resistenza all’urto 2 Nm (0,20 kg/m) minimo; - resistenza alla flessione 2,5 N/mm2 (25 kg/cm2) minimo; - coefficiente di usura al tribometro 15 mm massimo per 1 km di percorso. Per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le caratteristiche rilevanti da misurare ai fini di una qualificazione del materiale sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed estruse (vedi norma UNI EN 87), per cui: 19 – per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN vigente e già citata; – per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il parametro relativo all'assorbimento d'acqua, i valori di accettazione per le piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra produttore ed acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai produttori ed accettate dalla Direzione dei Lavori. I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa ed essere accompagnati da fogli informativi riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni predette. 3. I prodotti di gomma per pavimentazioni sotto forma di piastrelle e rotoli devono rispondere alle prescrizioni date dal progetto e in mancanza e/o a completamento ai seguenti requisiti: a) essere esenti da difetti visibili (bolle, graffi, macchie, aloni, ecc.) sulle superfici destinate a restare in vista; l’esame dell’aspetto deve avvenire secondo le prescrizioni di cui alla norma UNI 8272-1; b) avere costanza di colore tra i prodotti della stessa fornitura; in caso di contestazione deve risultare entro il contrasto dell'elemento n. 4 della scala dei grigi di cui alla UNI 8272-2; per piastrelle di forniture diverse ed in caso di contestazione vale il contrasto dell'elenco n. 3 della scala dei grigi; c) sulle dimensioni nominali ed ortogonalità dei bordi sono ammesse le seguenti tolleranze: - piastrelle: lunghezza e larghezza + 0,3%, spessore + 0,2 mm; - rotoli: lunghezza e larghezza + 0,3%, spessore + 0,2 mm; - piastrelle: scostamento dal lato teorico (in mm) non maggiore del prodotto tra dimensione del lato (in mm) e 0,0012; - rotoli: scostamento del lato teorico non maggiore di 1,5 mm; d) la durezza deve essere tra 75 e 85 punti di durezza Shore A; e) la stabilità dimensionale a caldo deve essere non maggiore dello 0,3% per piastrelle e dello 0,4% per i rotoli; 20 f) la resistenza all’abrasione deve essere non maggiore di 300 mm3; g) la classe di reazione al fuoco deve essere la prima secondo il DM del 26 giugno 1984, Allegato A3, punto 1; h) la resistenza alla bruciatura da sigaretta, intesa come alterazioni di colore prodotte dalla combustione, non deve originare contrasto di colore uguale o minore al n. 2 della scala dei grigi di cui alla UNI 8272-2. Non sono ammessi, altresì, affioramenti o rigonfiamenti; i) Il potere macchiante, inteso come cessione di sostanze che sporcano gli oggetti che vengono a contatto con il rivestimento, per i prodotti colorati non deve dare origine ad un contrasto di colore maggiore di quello dell'elemento N3 della scala dei grigi di cui alla UNI 8272-2. Per i prodotti neri il contrasto di colore non deve essere maggiore dell'elemento N2; j) i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio di accompagnamento indicherà oltre al nome del fornitore almeno le informazioni di cui ai commi da a) ad j). 4. I prodotti di vinile, omogenei e non, ed i tipi eventualmente caricati devono rispondere alle prescrizioni di cui alla norma UNI 5573 per le piastrelle di vinile. I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio di accompagnamento indicherà le caratteristiche di cui alle norme precitate. 5. I prodotti di resina (applicati fluidi od in pasta) per rivestimenti di pavimenti realizzati saranno del tipo realizzato: – mediante impregnazione semplice (I1); – a saturazione (I2); – mediante film con spessori fino a 200 mm (F1) o con spessore superiore (F2); – con prodotti fluidi cosiddetti auto - livellanti (A); 21 – con prodotti spatolati (S). Le caratteristiche segnate come significative nel prospetto seguente devono rispondere alle prescrizioni del progetto. I valori di accettazione sono quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore Lavori. I metodi di accettazione sono quelli contenuti nel comma 1 del presente articolo, facendo riferimento alla norma UNI 8298 (varie parti). Caratteristiche Grado di significatività rispetto ai vari tipi i1 i2 F1 F2 A S Colore – – + + + – Identificazione chimico - fisica + + + + + + Spessore – – + + + + Resistenza all'abrasione + + + + + + Resistenza al punzonamento dinamico (urto) – + + + + + Resistenza al punzonamento statico + + + + + + Comportamento all'acqua + + + + + + Resistenza alla pressione idrostatica inversa – + + + + + Reazione al fuoco + + + + + + Resistenza alla bruciatura della sigaretta – + + + + + Resistenza all'invecchiamento termico in aria – + + + + + Resistenza meccanica dei ripristini – – + + + + + significativa; – non significativa I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche e da agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche, le avvertenze per l'uso e per la sicurezza durante l'applicazione. 6. I prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni a seconda del tipo di prodotto devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o 22 a completamento alle prescrizioni di seguito riportate: ○ “mattonelle di cemento con o senza colorazione e superficie levigata” – “mattonelle di cemento con o senza colorazione con superficie striata o con impronta” – “marmette e mattonelle a mosaico di cemento e di detriti di pietra con superficie levigata” devono rispondere al RD 2234 del 16 novembre 1939 per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto, resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle prescrizioni del progetto. L'accettazione deve avvenire secondo il 1° comma del presente articolo avendo il RD sopracitato quale riferimento. ○ “masselli di calcestruzzo per pavimentazioni”: sono definiti e classificati in base alla loro forma, dimensioni, colore e resistenza caratteristica e devono rispondere oltre che alle prescrizioni del progetto a quanto prescritto dalla norma UNI 9065 del1991. I criteri di accettazione sono quelli riportati nel comma 1 del presente articolo. I prodotti saranno forniti su appositi pallet opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche principali nonché le istruzioni per movimentazione, sicurezza e posa. 7. I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni si intendono definiti come segue: – “elemento lapideo naturale”: elemento costituito integralmente da materiali lapideo (senza aggiunta di leganti); – “elemento lapideo ricostituito” (conglomerato): elemento costituito da frammenti lapidei naturali legati con cemento o con resine; – “elemento lapideo agglomerato ad alta concentrazione di agglomerati”: elemento in cui il volume massimo del legante è minore del 21%, nel caso di lapidei agglomerati con aggregati di dimensione massima fino a 8,0 mm, e minore del 16%, nel caso di lapidei agglomerati con aggregati di dimensione massima maggiore. In base alle caratteristiche geometriche i prodotti lapidei si distinguono in: – lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo 23 d'impiego, solitamente con una dimensione maggiore di 60 cm e spessore di regola non minore di 2 cm; – marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed indipendenti dal luogo di posa, solitamente con dimensioni minori di 60 cm e con spessore di regola minore di 2 cm; – marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo spessore entro le tolleranze dichiarate; – marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la lunghezza e/o larghezza entro le tolleranze dichiarate. Analogamente i lapidei agglomerati si distinguono in: – blocco: impasto in cui la conformazione è stata ridotta ad una forma geometrica parallelepipeda, destinata a successivo taglio e segagione in lastre e marmette; – lastra: elemento ricavato dal taglio o segagione di un blocco oppure impasto, la cui conformazione è stata ridotta ad una forma geometrica parallelepipeda, in cui una dimensione, lo spessore, è notevolmente minore delle altre due ed è delimitato da due facce principali nominalmente parallele; – marmetta: elemento ricavato dal taglio o segagione di un blocco, di una lastra oppure di un impasto, la cui conformazione è stata ridotta ad una forma geometrica parallelepipeda, con lunghezza e larghezza minori o uguali a 60 cm e spessori di regola inferiori a 3 cm; – marmetta agglomerata in due strati differenti: elemento ricavato da diversi impasti, formato da strati sovrapposti, compatibili e aderenti, di differente composizione; – pezzo lavorato: pezzo ricavato dal taglio e dalla finitura di una lastra, prodotto in qualsiasi spessore, purché minore di quello del blocco, non necessariamente con i lati paralleli l’uno all’altro. Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., valgono le disposizioni di cui alle norme UNI 9379 e UNI 10330 . I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto (dimensioni, tolleranze, aspetto, ecc.) ed a quanto prescritto nell'art. 8 del 24 presente capitolato relativo ai prodotti di pietre naturali o ricostruite. Le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre devono altresì rispondere al RD n. 2234 del 16 novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura al tribometro in millimetri. L’accettazione avverrà secondo il 1° comma del pres ente articolo. Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa. 8. Per prodotti tessili per pavimenti (moquette) si intendono tutti i rivestimenti nelle loro diverse soluzioni costruttive e cioè: – rivestimenti tessili a velluto (comprendenti velluto tagliato, velluto riccio, velluto unilivellato, velluto plurilivello, ecc.); – rivestimenti tessili piatti (tessuto, non-tessuto). In caso di dubbio e/o contestazione si farà riferimento alla classificazione e terminologia della norma UNI 8013-1. I prodotti in oggetto devono rispondere alle prescrizioni del progetto nonché, in mancanza e/o a completamento, a quanto prescritto dalla norma UNI 8014 relativamente ai seguenti punti: – massa areica totale e dello strato di utilizzazione (UNI 8014-2/3); – spessore totale e spessore della parte utile dello strato di utilizzazione (UNI 8014-5/6); – perdita di spessore dopo applicazione (per breve e lunga durata) di carico statico moderato (UNI 8014-7/8); – perdita di spessore dopo applicazione di carico dinamico (UNI 8014-9). In relazione poi all'ambiente di destinazione saranno richieste le seguenti caratteristiche di comportamento: – tendenza all'accumulo di cariche elettrostatiche generate dal calpestio (UNI 8014-12); – numero di fiocchetti per unità di lunghezza e per unità di area (UNI 801413); – forza di strappo dei fiocchetti (UNI 8014-14); 25 – resistenza allo sporcamento (UNI 8014-15); I criteri di accettazione sono quelli precisati nel presente articolo al comma 1; i valori saranno quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore dei Lavori. Le modalità di prova da seguire in caso di contestazione sono quelle indicate nella norma UNI 8014 (varie parti). I prodotti saranno forniti protetti da appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, da agenti atmosferici ed altri agenti degradanti nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo indicherà il nome del produttore, le caratteristiche elencate e le istruzioni per la posa. 9. Le mattonelle di asfalto devono: a) rispondere alle prescrizioni del RD 16 novembre 1939, n. 2234 per quanto riguarda le caratteristiche di: resistenza all'urto (4 Nm minimo), resistenza alla flessione ( 3 N/mm2 minimo) ed il coefficiente di usura al tribometro (15 mm massimo per 1 km di percorso); b) rispondere alle prescrizioni sui bitumi di cui alle seguente norme:UNI EN 58; UNI 4157, UNI 4163, UNI 4382. I prodotti saranno forniti su appositi pallets ed eventualmente protetti da azioni degradanti dovute ad agenti meccanici, chimici ed altri nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione in genere prima della posa. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra oltre alle istruzioni per la posa. 10. I prodotti di metallo per pavimentazioni dovranno rispondere alle prescrizioni date nella norma UNI 4630 – 1992 per le lamiere bugnate e nella norma UNI 3151 - 1982 per le lamiere stirate. Le lamiere saranno inoltre esenti da difetti visibili (quali scagliature, bave, crepe, crateri, ecc.) e da difetti di forma (svergolamento, ondulazione, ecc.) che ne pregiudichino l'impiego e/o la messa in opera e dovranno avere l'eventuale rivestimento superficiale prescritto nel progetto. 11. I conglomerati bituminosi per rispondere alle caratteristiche seguenti: pavimentazioni esterne dovranno 26 – contenuto di legante misurato secondo la norma UNI EN 12697-1; – granulometria misurata secondo la norma UNI EN 12697-2; – massa volumica massima misurata secondo la norma UNI EN 12697 - 5; – compattabilità misurata secondo la norma UNI EN 12697 – 10; Il campionamento è effettuato secondo le modalità prescritte dalla norma UNI EN 12697 – 27/28. Art. 9 - Prodotti per impermeabilizzazioni e per coperture piane 1. Per prodotti per impermeabilizzazioni e coperture piane si intendono quelli che si presentano sotto forma di: ○ membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli singoli o pluristrato; ○ prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a freddo od a caldo su eventuali armature (che restano inglobate nello strato finale) fino a formare in sito una membrana continua. Le membrane si designano descrittivamente in base: – al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume polimero elastomero, bitume polimero plastomero, etilene propilene diene, etilene vinil acetato, ecc.); – al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro velo, armatura poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura alluminio foglio sottile, ecc.); – al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da non asportare, polietilene film da non asportare, graniglie, ecc.); – al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere non tessuto, sughero, alluminio foglio sottile, ecc.). I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue: – mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico; – asfalti colati; – malte asfaltiche; – prodotti termoplastici; – soluzioni in solvente di bitume; 27 – emulsioni acquose di bitume; – prodotti a base di polimeri organici. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura, le modalità di posa sono trattate negli articoli relativi alla posa in opera. Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. 2. Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale1 che vanno a costituire (esempio strato di tenuta all'acqua, strato di tenuta all'aria, strato di schermo e/o barriera al vapore, strato di protezione degli strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle prescrizioni del progetto e, in mancanza od a loro completamento, alle prescrizioni di seguito dettagliate. a) Le membrane destinate a formare strati di schermo e/o barriera al vapore devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9380 per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); – i difetti, l’ortometria e la massa areica; – la resistenza a trazione; – la flessibilità a freddo; – il comportamento all'acqua; – la permeabilità al vapore d'acqua; – l’invecchiamento termico in acqua; – le giunzioni. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. Le membrane rispondenti alle varie prescrizioni della norma UNI 8629 in riferimento alle caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. b) Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di egualizzazione della pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei carichi, di regolarizzazione, di separazione e/o scorrimento o drenante 1 Gli strati funzionali si intendono definiti come riportato nella norma UNI 8178 28 devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9168 per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – comportamento all'acqua; – invecchiamento termico in acqua. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 per le caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. c) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'aria devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9168 per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – resistenza a trazione ed alla lacerazione; – comportamento all'acqua; – le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla permeabilità all'aria. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 per le caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. d) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'acqua devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – resistenza a trazione e alla lacerazione; – punzonamento statico e dinamico; – flessibilità a freddo; – stabilità dimensionale in seguito ad azione termica; – stabilità di forma a caldo; 29 – impermeabilità all'acqua e comportamento all'acqua; – permeabilità al vapore d'acqua; – resistenza all'azione perforante delle radici; – invecchiamento termico in aria ed acqua; – resistenza all'ozono (solo per polimeriche e plastomeriche); – resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche); – le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere impermeabilità all'aria. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. e) Le membrane destinate a formare strati di protezione devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – resistenza a trazione e alle lacerazioni; – punzonamento statico e dinamico; – flessibilità a freddo; – stabilità dimensionali a seguito di azione termica; – stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di PVC, EPDM, IIR); – comportamento all'acqua; – resistenza all'azione perforante delle radici; – invecchiamento termico in aria; – le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione; – l'autoprotezione minerale deve resistere all'azione di distacco. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. 3. Le membrane a base di elastomeri e di plastomeri, elencate nel seguente punto a), sono utilizzate per l’impermeabilizzazione nei casi di cui al punto b) e devono rispondere alle prescrizioni elencate al successivo punto c). Detti prodotti vengono considerati al momento della loro fornitura. Per le modalità di posa si rimanda gli articoli relativi alla posa in opera. 30 a) Tipi di membrane: – membrane in materiale elastomerico2 senza armatura; – membrane in materiale elastomerico dotate di armatura; – membrane in materiale plastomerico3 flessibile senza armatura; – membrane in materiale plastomerico flessibile dotate di armatura; – membrane in materiale plastomerico rigido (per esempio polietilene ad alta o bassa densità, reticolato o non, polipropilene); – membrane polimeriche a reticolazione posticipata (per esempio polietilene clorosolfanato) dotate di armatura; – membrane polimeriche accoppiate4; 2 Per materiale elastomerico si intende un materiale che sia fondamentalmente elastico anche a temperature superiori o inferiori a quelle di normale impiego e/o che abbia subito un processo di reticolazione (per esempio gomma vulcanizzata). 3 Per materiale plastomerico si intende un materiale che sia relativamente elastico solo entro un intervallo di temperatura corrispondente generalmente a quello di impiego ma che non abbia subito alcun processo di reticolazione (come per esempio cloruro di polivinile plastificato o altri materiali termoplastici flessibili o gomme non vulcanizzate). 4 Trattasi di membrane polimeriche accoppiate o incollate sulla faccia interna ad altri elementi aventi funzioni di protezione o altra funzione particolare, comunque non di tenuta. In questi casi, quando la parte accoppiata all'elemento polimerico impermeabilizzante ha importanza fondamentale per il comportamento in opera della membrana, le prove devono essere eseguite sulla membrana come fornita dal produttore 31 b) Classi di utilizzo5: Classe A - membrane adatte per condizioni eminentemente statiche del contenuto (per esempio, bacini, dighe, sbarramenti, ecc.) Classe B - membrane adatte per condizioni dinamiche del contenuto (per esempio, canali, acquedotti, ecc.) Classe C - membrane adatte per condizioni di sollecitazioni meccaniche particolarmente gravose, concentrate o no (per esempio, fondazioni, impalcati di ponti, gallerie, ecc. Classe D - membrane adatte anche in condizioni di intensa esposizione agli agenti atmosferici e/o alla luce Classe E - membrane adatte per impieghi in presenza di materiali inquinanti e/o aggressivi (per esempio, discariche, vasche di raccolta e/o decantazione, ecc.). Classe F - membrane adatte per il contatto con acqua potabile o sostanze di uso alimentare (per esempio, acquedotti, serbatoi, contenitori per alimenti, ecc.). c) Le membrane di cui al comma a) sono valide per gli impieghi di cui al comma b) purché rispettino le caratteristiche previste nelle varie parti della norma UNI 8898. 4. I prodotti forniti solitamente sotto forma di liquidi o paste e destinati principalmente a realizzare strati di tenuta all'acqua, ma anche altri strati funzionali della copertura piana - a secondo del materiale costituente devono rispondere alle prescrizioni di seguito dettagliate. I criteri di accettazione sono quelli indicati all’ultimo periodo del comma 1. ○ Bitumi da spalmatura per impermeabilizzazioni (in solvente e/o emulsione acquosa): devono rispondere ai limiti specificati, per i diversi tipi, alle prescrizioni della norma UNI 4157-1987. ○ Malte asfaltiche per impermeabilizzazione: devono rispondere alla 5 Nell'utilizzo delle membrane polimeriche per impermeabilizzazione, possono essere necessarie anche caratteristiche comuni a più classi. In questi casi devono essere presi in considerazione tutti quei fattori che nell'esperienza progettuale e/o applicativa risultano di importanza preminente o che per legge devono essere considerati tali 32 norma UNI 5660; ○ Asfalti colati per impermeabilizzazioni: devono rispondere alla norma UNI 5654. ○ Mastice di rocce asfaltiche per la preparazione di malte asfaltiche e degli asfalti colati: deve rispondere alla norma UNI 4377 ○ Mastice di asfalto sintetico per la preparazione delle malte asfaltiche e degli asfalti colati: deve rispondere alla norma UNI 4378 ○ Prodotti fluidi od in pasta a base di polimeri organici (bituminosi, epossidici, poliuretanici, epossi-poliuretanici, epossi-catrame, polimetencatrame, polimeri clorurati, acrilici, vinilici, polimeri isomerizzati): devono essere valutati in base alle caratteristiche di seguito dettagliate ed i valori devono soddisfare i limiti riportati. Quando non sono riportati limiti si intende che valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettati dalla direzione lavori. I criteri di accettazione sono quelli indicati all’ultimo periodo del comma 1 e, comunque, conformi alle norme UNI 9527 e UNI 9528. a) Caratteristiche di comportamento da verificare in sito o su campioni significativi di quanto realizzati in sito, conformemente alle norme UNI 9529, UNI 9530, UNI 9531, UNI 9532 e UNI 9533: – per i valori non prescritti si intendono validi quelli dichiarati dal fornitore ed accettati dalla direzione dei lavori. Art. 10 - Idropitture - pitture - vernici - smalti Le idropitture, le pitture, le vernici e gli smalti dovranno essere di recente produzione e dovranno essere approvvigionati in cantiere in recipienti sigillati con l'indicazione della ditta produttrice ed il tipo, la qualità, le modalità d'uso e di conservazione del prodotto e l'eventuale data di scadenza; i recipienti dovranno essere aperti al momento dell'impiego, alla presenza della direzione dei lavori ed i prodotti negli stessi contenuti non dovranno presentare fenomeni di sedimentazione o di addensamento, peli, gelatinizzazioni od altri degradi. Tutti i prodotti dovranno essere pronti all'uso salvo le diluizioni previste dalle 33 ditte produttrici nei rapporti dalle stesse indicate e dovranno conferire alle superfici l'aspetto previsto e mantenerlo nel tempo. Le idropitture, le pitture, le vernici e gli smalti dovranno essere conformi alle norme UNI ed UNICHIM vigenti e dovranno avere, a seconda del tipo, i seguenti requisiti. A) Olio di lino cotto L'olio di lino cotto sarà ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente limpido, di odore forte e amarissimo al gusto, scevro da adulterazioni con olio minerale, olio di pesce, ecc. Non dovrà lasciare alcun deposito, né essere rancido e, disteso sopra una lastra di vetro o di metallo, dovrà essiccare completamente nell'intervallo di ventiquattro ore. Avrà acidità nella misura del 7 per cento, impurità non superiore all'1 per cento, e alla temperatura di 15 °C presenterà una densità compresa tra 0,91 e 0,93. B) Acquaragia Dovrà essere limpida, incolore di odore sgradevole e volatissima. La sua densità a 15 °C sarà di 0,87. C) Biacca La biacca (carbonato basico di piombo) dovrà essere pura, senza miscela di sorta e priva di qualsiasi traccia di solfato di bario. D) Bianco di zinco Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima, bianca, costituita da ossido di zinco e non dovrà contenere più del 4 per cento di sali di piombo allo stato di solfato, né più dell'1 per cento di altre impurità; l'umidità non dovrà superare il 3 per cento. E) Minio di piombo Il minio di piombo dovrà presentarsi come polvere finissima impalpabile, pesante, insolubile in acqua ed in acido cloridrico diluito: dovrà avere colore rosso brillante o rosso arancione ed essere esente da qualsiasi colorazione artificiale; non dovrà essere sofisticato con solfato di bario, argilla, creta, gesso, colori a base di ossido di ferro, colori del catrame, ecc. F) Colori all'acqua, a colla o ad olio Le terre coloranti destinati alle tinte all'acqua, a colla o ad olio, saranno 34 finemente macinate e prive di sostanze eterogenee e dovranno venire perfettamente incorporate nell'acqua, nelle colle e negli oli, ma non per infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalità esistente. G) Vernici Le vernici dovranno essere perfettamente trasparenti e potranno essere composte da resine o gomme naturali di piante esotiche (flatting) o da resine sintetiche con assoluta esclusione di gomme prodotte dalla distillazione. Le vernici sintetiche dovranno avere ottima adesività, uniforme applicabilità, assenza di grumi, rapidità d'essicazione, resistenza all'abrasione ed alle macchie, inalterabilità all'acqua ed agli agenti atmosferici e dovranno essere rispondenti alle caratteristiche d'impiego e di qualità richieste. H) Encaustica Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza secondo le disposizioni della direzione dei lavori. La cera gialla dovrà risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustico adottato, o nell'acqua calda alla quale sarà aggiunto del sale di tartaro, o nell'essenza di trementina. I) Mastice Il mastice per la preparazione alle coloriture di opere in legno dovrà essere costituito da creta di Sciacca manipolata con olio di lino e da biacca. L) Pitture antiruggine ed anticorrosive Le pitture antiruggine ed anticorrosive dovranno essere rapportate al tipo di materiale da proteggere ed alle condizioni ambientali. L'antiruggine al cromato di zinco sarà preparata con il 46 ÷ 52 per cento di pigmento, il 22 ÷ 25 per cento di legante ed il 32 per cento max di solvente e mentre il pigmento dovrà essere composto del 50 per cento min. di cromato di zinco, il legante del 100 per cento di resina alchidica lungolio. L'antiruggine ad olio al minio di piombo sarà preparata con l'80 per cento min. di pigmento, il 13 per cento min. di legante ed il 5 per cento max di solvente e mentre il pigmento dovrà essere composto dal 60 per cento min. di minio al 32,5 per cento di piombo e da non oltre il 40 per cento di barite, silicati di mg, di Al, grafite ed amido di ferro, il legante del 100 per cento di 35 olio di lino cotto. L'antiruggine oleosintetica al minio di piombo sarà preparata con il 70 per cento min. di pigmento, il 15 per cento min. di legante ed il 15 per cento max di solvente e mentre il pigmento dovrà essere composto come quello dell'antiruggine ed olio al minio di piombo, il legante dal 100 per cento di resina alchidica lungolio modificata con oli e standoli, con un contenuto di olio min. del 70 per cento. M) Smalti Gli smalti potranno essere composti da resine naturali o sintetiche, pigmenti, cariche minerali ed ossidi vari e dovranno possedere alto potere coprente, facilità di applicazione, luminosità e resistenza agli urti. N) Pitture ad olio ed oleosintetiche Le pitture ad olio ed oleosintetiche potranno essere composte da oli, resine sintetiche, pigmenti e sostanze coloranti e dovranno possedere uno spiccato potere coprente e risultare resistenti all'azione degradante delle piogge acide e dei raggi ultravioletti. O) Idropitture Le idropitture sono caratterizzate dal fatto di avere l'acqua come elemento solvente e/o diluente. Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta per immersione. Vi si potrà aggiungere la quantità di nerofumo strettamente necessaria per evitare la tinta giallastra. La tempera sarà preparata con sospensioni acquose di pigmenti e leganti a base di colle naturali o sintetiche, dovrà avere buon potere coprente e sarà ritinteggiabile. La pittura cementizia sarà preparata con cemento bianco, pigmenti bianchi o coloranti in misura massima del 10 per cento ed eventuali additivi chimici in polvere in piccoli quantitativi secondo le indicazioni della ditta produttrice e dovrà essere ultimata entro 30 minuti dalla preparazione ed una volta indurita è espressamente fatto divieto di diluirla in acqua per una eventuale riutilizzazione. Le idropitture a base di resine sintetiche non dovranno mai essere applicate 36 su preesistenti strati di tinteggiatura, pittura o vernice non perfettamente aderenti al supporto. Gli intonaci su cui andranno applicate le idropitture dovranno essere preventivamente ed idoneamente preparati. L'applicazione della idropittura dovrà essere effettuata secondo le norme specifiche della ditta produttrice. Le idropitture dovranno risultare confezionate con resine sintetiche disperse in acqua, e con l'impiego di idonei pigmenti; resta escluso nel modo più assoluto l'impiego di caseina, calce, colle animali e simili. Le idropitture per interno dovranno presentare la seguente composizione: pigmento 40 ÷ 50 per cento : costituito da diossido di titanio in quantità non inferiore al 50 per cento del pigmento; veicolo 60 ÷ 50 per cento : costituito da resine sintetiche poliacetoviniliche omopolimere o copolimere disperse in acqua, con residuo secco non inferiore al 30 per cento del veicolo; spessore della pellicola per ogni mano: minimo 25 micron. L'applicazione delle mani successive non dovrà essere eseguita se non siano trascorse almeno 12 ore da quella precedente. Le idropitture per esterno contenenti quarzo dovranno presentare la seguente composizione: pigmento 58 ÷ 62 per cento: Di cui almeno il 30 per cento dovrà essere costituito da diossido di titanio rutilo ed il 45 min. - 55 max per cento da polvere di quarzo; veicolo 38 ÷ 42 per cento: costituito da dispersioni di resine acriliche o copolimeri acetoviniliche con residuo secco non inferiore al 35 per cento del veicolo; spessore della pellicola per ogni mano: minimo 35 micron. L'applicazione di ogni mano di idropittura non dovrà essere effettuata se non siano trascorse almeno 12 ore da quella precedente. Art. 11 - Prodotti di vetro (lastre, profilati ad U e vetri pressati) 1. Per prodotti di vetro s’intendono quelli ottenuti dalla trasformazione e 37 lavorazione del vetro. Detti prodotti - suddivisi in tre principali categorie, lastre piane, vetri pressati e prodotti di seconda lavorazione - vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura. La modalità di posa è trattata nell’art. 43 del presente capitolato relativo a vetrazioni e serramenti. Il Direttore dei Lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un'attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni indicate per le varie tipologie ai commi successivi. Per le definizioni rispetto ai metodi di fabbricazione, alle loro caratteristiche, alle seconde lavorazioni, nonché per le operazioni di finitura dei bordi si fa riferimento alle norme UNI vigenti, di seguito indicate per le varie tipologie. Le caratteristiche di detti prodotti dovranno anche essere riportate (stampate) su ogni singolo vetro (semplice o assemblato). 2. I vetri piani grezzi sono quelli colati e laminati grezzi ed anche cristalli grezzi traslucidi, incolori, cosiddetti bianchi, eventualmente armati. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN 572 – 1996 (“Vetro per edilizia”) che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti. 3. I vetri piani lucidi tirati sono quelli incolori ottenuti per tiratura meccanica della massa fusa, che presenta sulle due facce, naturalmente lucide, ondulazioni più o meno accentuate non avendo subito lavorazioni di superficie. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN 572 che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti. 4. I vetri piani trasparenti float sono quelli chiari o colorati ottenuti per colata mediante galleggiamento su un bagno di metallo fuso. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN 572-2 che considera anche la modalità di controllo da adottare in 38 caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti. 5. I vetri piani temprati sono quelli trattati termicamente o chimicamente in modo da indurre negli strati superficiali tensioni permanenti. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti. 6. I vetri piani uniti al perimetro (o vetrocamera) sono quelli costituiti da due lastre di vetro tra loro unite lungo il perimetro, solitamente con interposizione di un distanziatore, a mezzo di adesivi od altro in modo da formare una o più intercapedini contenenti aria o gas disidratati. Le loro dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 10593 che definisce anche i metodi di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti. 7. I vetri piani stratificati sono quelli formati da due o più lastre di vetro e uno o più strati interposti di materia plastica che incollano tra loro le lastre di vetro per l'intera superficie. Il loro spessore varia in base al numero ed allo spessore delle lastre costituenti. Essi si dividono in base alla loro resistenza, alle sollecitazioni meccaniche come segue: – stratificati antivandalismo; – stratificati anticrimine; – stratificati antiproiettile. Le dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti. 8. I vetri piani profilati ad U sono dei vetri greggi colati prodotti sotto forma di barre con sezione ad U, con la superficie liscia o lavorata, e traslucida alla visione. Possono essere del tipo ricotto (normale) o temprato armati o non armati. Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre 39 caratteristiche valgono le prescrizioni della norma UNI EN 1288-4, per la determinazione della resistenza a flessione, e quelle della norma UNI EN 572 che indica anche i metodi di controllo in caso di contestazione. 9. I vetri pressati per vetrocemento armato possono essere a forma cava od a forma di camera d'aria. Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le caratteristiche vale quanto indicato nella norma UNI 7440 che indica anche i metodi di controllo in caso di contestazione. 10. È un vetro su cui è stata posata una pellicola (couche) di uno specifico materiale (ossidi di metallo), che ne migliora notevolmente le prestazioni di isolamento termico, senza modificarne sostanzialmente le prestazioni di trasmissione della luce. I più comuni sono 4 mm 3/3 oppure 4/4.Possono risultare leggermente colorati per effetto del trattamento superficiale. Art. 12 - Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili) 1. I prodotti sigillanti, adesivi e geotessili, di seguito descritti, sono considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate. Per il campionamento dei prodotti ed i metodi di prova si fa riferimento ai metodi UNI esistenti. 2. Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire, in forma continua e durevole, i giunti tra elementi edilizi (in particolare nei serramenti, nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.) con funzione di tenuta all'aria, all'acqua, ecc… Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, i sigillanti devono rispondere alla classificazione ed ai requisiti di cui alla norma UNI ISO 11600 nonché alle seguenti caratteristiche: – compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati; – diagramma forza - deformazione (allungamento) compatibile con le deformazioni elastiche del supporto al quale sono destinati; – durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego intesa come decadimento delle caratteristiche meccaniche ed elastiche 40 tale da non pregiudicare la sua funzionalità; – durabilità alle azioni chimico - fisiche di agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde al progetto od alle norme UNI 9611, UNI EN ISO 9047, UNI EN ISO 10563, UNI EN ISO 10590, UNI EN ISO 10591, UNI EN ISO 11431, UNI EN ISO 11432, UNI EN 27389, UNI EN 27390, UNI EN 28339, UNI EN 28340, UNI EN 28394, UNI EN 29046, UNI EN 29048 e/o in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori. 3. Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un elemento ad uno attiguo, in forma permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla destinazione d'uso. Sono inclusi in detta categoria gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o per altri usi e per diversi supporti (murario, ferroso, legnoso, ecc.). Sono invece esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o componenti. Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, gli adesivi devono rispondere alle seguenti caratteristiche: – compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati; – durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego intesa come decadimento delle caratteristiche meccaniche tale da non pregiudicare la loro funzionalità; – durabilità alle azioni chimico - fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione; – caratteristiche meccaniche adeguate alle sollecitazioni previste durante l'uso. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde alle seguenti norme UNI: - UNI EN 1372, UNI EN 1373, UNI EN 1841, UNI EN 1902, UNI EN 1903, in caso di adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti; - UNI EN 1323, UNI EN 1324, UNI EN 1346, UNI EN 1347, UNI EN 1348, in 41 caso di adesivi per piastrelle:; - UNI EN 1799 in caso di adesivi per strutture di calcestruzzo. In alternativa e/o in aggiunta soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori. 4. Per geotessili si intendono i prodotti utilizzati per costituire strati filtranti, di separazione, contenimento, drenaggio in opere di terra (rilevati, scarpate, strade, giardini, ecc.) ed in coperture. Si distinguono in: – tessuti (UNI sperimentale 8986): stoffe realizzate intrecciando due serie di fili (realizzando ordito e trama); – non tessuti (UNI 8279): feltri costituiti da fibre o filamenti distribuiti in maniera casuale, legati tra loro con trattamento meccanico (agugliatura) oppure chimico (impregnazione) oppure termico (fusione). Si hanno non tessuti ottenuti da fiocco o da filamento continuo. (Sono esclusi dal presente articolo i prodotti usati per realizzare componenti più complessi). Quando non è specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche: – tolleranze sulla lunghezza e larghezza: ± 1%; – spessore: ± 3%; Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde alle norme UNI sopra indicate e/o è in possesso di attestato di conformità; in loro mancanza valgono i valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori. Dovrà inoltre essere sempre specificata la natura del polimero costituente (poliestere, polipropilene, poliammide, etc…). Per i non tessuti dovrà essere precisato: – se sono costituiti da filamento continuo o da fiocco; – se il trattamento legante è meccanico, chimico o termico; – il peso unitario. 42 Art. 13 - Infissi 1. Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di regolare il passaggio di persone, animali, oggetti e sostanze liquide o gassose nonché dell'energia tra spazi interni ed esterni dell'organismo edilizio o tra ambienti diversi dello spazio interno. Detta categoria comprende: elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con parti apribili). Gli stessi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in porte, finestre e schermi. Per la terminologia specifica dei singoli elementi e delle loro parti funzionali in caso di dubbio si fa riferimento alla norma UNI 8369. I prodotti di seguito indicati sono considerati al momento della loro fornitura e le loro modalità di posa sono sviluppate nell'art. 43 del presente capitolato relativo alle vetrazioni ed ai serramenti. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. 2. Le luci fisse devono essere realizzate nella forma, nelle dimensioni e con i materiali indicate nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) queste devono comunque, nel loro insieme (telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.), resistere alle sollecitazioni meccaniche dovute all'azione del vento od agli urti e garantire la tenuta all'aria, all'acqua e la resistenza al vento. Quanto richiesto dovrà garantire anche le prestazioni di isolamento termico e acustico, comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti vandalici, etc… Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo. Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione delle luci fisse mediante i criteri seguenti: - mediante il controllo dei materiali costituenti il telaio, il vetro, gli elementi di tenuta (guarnizioni, sigillanti) più eventuali accessori, e mediante il controllo delle caratteristiche costruttive e della lavorazione del prodotto nel suo insieme e/o dei suoi componenti (in particolare trattamenti protettivi di legno, rivestimenti dei metalli costituenti il telaio, l'esatta 43 esecuzione dei giunti, ecc…); - mediante l'accettazione di dichiarazioni di conformità della fornitura alle classi di prestazione quali tenuta all'acqua e all'aria, resistenza agli urti, ecc. (comma 3 del presente articolo, punto b); di tali prove potrà anche chiedere la ripetizione in caso di dubbio o contestazione. Le modalità di esecuzione delle prove saranno quelle definite nelle relative norme UNI per i serramenti (comma 3). 3. I serramenti interni ed esterni (finestre, porte finestre, e similari) devono essere realizzati seguendo le prescrizioni indicate nei disegni costruttivi o comunque nella parte grafica del progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate), questi devono comunque essere realizzati in modo tale da resistere, nel loro insieme, alle sollecitazioni meccaniche e degli agenti atmosferici e da contribuire, per la parte di loro spettanza, al mantenimento negli ambienti delle condizioni termiche, acustiche, luminose, di ventilazione, ecc.; le funzioni predette devono essere mantenute nel tempo. a. Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione dei serramenti mediante: - il controllo dei materiali che costituiscono l'anta ed il telaio ed i loro trattamenti preservanti ed i rivestimenti; - il controllo dei vetri, delle guarnizioni di tenuta e/o sigillanti, e degli accessori; - il controllo delle sue caratteristiche costruttive, in particolare dimensioni delle sezioni resistenti, conformazione dei giunti, delle connessioni realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) o per aderenza (colle, adesivi, ecc.) e comunque delle parti costruttive che direttamente influiscono sulla resistenza meccanica, tenuta all'acqua, all'aria, al vento, e sulle altre prestazioni richieste. b. Il Direttore dei lavori potrà, altresì, procedere all'accettazione della attestazione di conformità della fornitura alle prescrizioni indicate nel progetto per le varie caratteristiche od in mancanza a quelle di seguito riportate. Per le classi non specificate valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati dalla 44 direzione dei lavori. Per quanto non esplicitato in questo articolo vale quanto indicato nel successivo art. 57 4. Gli schermi (tapparelle, persiane, antoni) con funzione prevalentemente oscurante devono essere realizzati nella forma, nelle dimensioni e con il materiale indicati nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni o in caso di prescrizioni insufficienti, lo schermo deve comunque resistere, nel suo insieme, alle sollecitazioni meccaniche (vento, sbattimenti, ecc.) ed agli agenti atmosferici, mantenendo nel tempo il suo funzionamento. a. Il Direttore dei lavori dovrà procedere all'accettazione degli schermi mediante: – il controllo dei materiali che costituiscono lo schermo e dei loro rivestimenti; – il controllo dei materiali costituenti gli accessori e/o organi di manovra; – la verifica delle caratteristiche costruttive dello schermo, principalmente dimensioni delle sezioni resistenti, conformazioni delle connessioni realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) o per aderenza (colle, adesivi, ecc.) e comunque delle parti che direttamente influiscono sulla resistenza meccanica e durabilità agli agenti atmosferici. b. Il Direttore dei lavori potrà, altresì, procedere all'accettazione mediante attestazione di conformità della fornitura alle caratteristiche di resistenza meccanica, comportamento agli agenti atmosferici (corrosioni, cicli con lampade solari, camere climatiche, ecc.). L'attestazione dovrà essere comprovata da idonea certificazione e/o documentazione. Per quanto concerne requisiti e prove è comunque possibile fare riferimento alla norma UNI 8772. Art. 14 - Prodotti per rivestimenti interni ed esterni 1. Si definiscono prodotti per rivestimenti quelli utilizzati per realizzare i sistemi di rivestimento verticali (pareti - facciate) ed orizzontali (controsoffitti) dell'edificio. I prodotti si distinguono: ○ a seconda del loro stato fisico in: – rigidi (rivestimenti in pietra - ceramica - vetro - alluminio - gesso - 45 ecc.); – flessibili (carte da parati - tessuti da parati - ecc.); – fluidi o pastosi (intonaci - vernicianti - rivestimenti plastici - ecc.). ○ a seconda della loro collocazione: – per esterno; – per interno. ○ a seconda della loro collocazione nel sistema di rivestimento: – di fondo; – intermedi; – di finitura. Tutti i prodotti di cui ai commi successivi sono considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate. 2. Prodotti rigidi. a) Per le piastrelle di ceramica vale quanto prescritto dalla norma UNI EN ISO 10545 e quanto riportato nell'art. 9 “Prodotti per pavimentazione”, con riferimento solo alle prescrizioni valide per le piastrelle da parete. b) Per le lastre di pietra vale quanto riportato nel progetto circa le caratteristiche più significative e le lavorazioni da apportare. In mancanza o ad integrazione del progetto valgono i criteri di accettazione generali indicati nell'art. 8 del presente capitolato inerente i prodotti di pietra integrati dalle prescrizioni date nell'art. 9, sempre del presente capitolato relativo ai prodotti per pavimentazioni di pietra, in particolare per le tolleranze dimensionali e le modalità di imballaggio. Sono comunque da prevedere gli opportuni incavi, fori, ecc. per il fissaggio alla parete e gli eventuali trattamenti di protezione. c) Per gli elementi di metallo o materia plastica valgono le prescrizioni del progetto. Le loro prestazioni meccaniche (resistenza all'urto, abrasione, incisione), di reazione e resistenza al fuoco, di resistenza agli agenti chimici (detergenti, inquinanti aggressivi, ecc.) ed alle azioni termoigrometriche 46 saranno quelle prescritte nelle norme UNI già richiamate in relazione all'ambiente (interno/esterno) nel quale saranno collocati ed alla loro quota dal pavimento (o suolo), oppure in loro mancanza valgono quelle dichiarate dal fabbricante ed accettate dalla direzione dei lavori. Saranno inoltre predisposti per il fissaggio in opera con opportuni fori, incavi, ecc. Per gli elementi verniciati, smaltati, ecc. le caratteristiche di resistenza all'usura, ai viraggi di colore, ecc. saranno riferite ai materiali di rivestimento. La forma e costituzione dell'elemento saranno tali da ridurre al minimo fenomeni di vibrazione, produzione di rumore tenuto anche conto dei criteri di fissaggio. d) Per le lastre di cartongesso si rinvia all'art. 17 del presente capitolato “Prodotti per pareti esterne e partizioni interne”. e) Per le lastre di fibrocemento si rimanda alle prescrizioni date nell'art. 10 del presente capitolato “Prodotti per coperture discontinue”. f) Per le lastre di calcestruzzo valgono le prescrizioni generali date nell'art. 5 del presente capitolato su prodotti di calcestruzzo con in aggiunta le caratteristiche di resistenza agli agenti atmosferici (gelo/disgelo) ed agli elementi aggressivi trasportati dall'acqua piovana e dall'aria. Per gli elementi piccoli e medi fino a 1,2 m come dimensione massima si debbono realizzare opportuni punti di fissaggio ed aggancio. Per gli elementi grandi (pannelli prefabbricati) valgono per quanto applicabili e/o in via orientativa le prescrizioni dell'art. 35 del presente capitolato sulle strutture prefabbricate di calcestruzzo. 3. Prodotti flessibili a) Le carte da parati devono rispettare le tolleranze dimensionali dell'1,5% sulla larghezza e lunghezza; garantire resistenza meccanica ed alla lacerazione (anche nelle condizioni umide di applicazione); avere deformazioni dimensionali ad umido limitate; resistere alle variazioni di calore e quando richiesto avere resistenza ai lavaggi e reazione o resistenza al fuoco adeguate. Le confezioni devono riportare i segni di 47 riferimento per le sovrapposizioni, allineamenti (o sfalsatura) dei disegni, ecc.; inversione dei singoli teli, ecc. b) I tessili per pareti devono rispondere alle prescrizioni elencate nel comma a) con adeguato livello di resistenza e possedere le necessarie caratteristiche di elasticità, ecc. per la posa a tensione. Per entrambe le categorie (carta e tessili) la rispondenza alle norme UNI EN 233, 235 è considerata rispondenza alle prescrizioni del presente articolo. 4. Prodotti fluidi od in pasta a) Intonaci: gli intonaci sono rivestimenti realizzati con malta per intonaci costituita da un legante (calce – cemento - gesso) da un inerte (sabbia, polvere o granuli di marmo, ecc.) ed eventualmente da pigmenti o terre coloranti, additivi e rinforzanti. Gli intonaci devono possedere le caratteristiche indicate nel progetto e le caratteristiche seguenti: – capacità di riempimento delle cavità ed eguagliamento delle superfici; – reazione al fuoco e/o resistenza all'antincendio adeguata; – impermeabilità all'acqua e/o funzione di barriera all'acqua; – effetto estetico superficiale in relazione ai mezzi di posa usati; – adesione al supporto e caratteristiche meccaniche. Per i prodotti forniti premiscelati la rispondenza a norme UNI è sinonimo di conformità alle prescrizioni predette; per gli altri prodotti valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati dalla direzione dei lavori. b) Prodotti vernicianti: i prodotti vernicianti sono prodotti applicati allo stato fluido, costituiti da un legante (naturale o sintetico), da una carica e da un pigmento o terra colorante che, passando allo stato solido, formano una pellicola o uno strato non pellicolare sulla superficie. Si distinguono in: – tinte, se non formano pellicola e si depositano sulla superficie; – impregnanti, se non formano pellicola e penetrano nelle porosità del supporto; – pitture, se formano pellicola ed hanno un colore proprio; – vernici, se formano pellicola e non hanno un marcato colore proprio; – rivestimenti plastici, se formano pellicola di spessore elevato o molto elevato (da 1 a 5 mm circa), hanno colore proprio e disegno superficiale 48 più o meno accentuato. I prodotti vernicianti devono possedere valori adeguati delle seguenti caratteristiche in funzione delle prestazioni loro richieste: – dare colore in maniera stabile alla superficie trattata; – avere funzione impermeabilizzante; – essere traspiranti al vapore d'acqua; – impedire il passaggio dei raggi UV; – ridurre il passaggio della CO2; – avere adeguata reazione e/o resistenza al fuoco (quando richiesto); – avere funzione passivante del ferro (quando richiesto); – resistenza alle azioni chimiche degli agenti aggressivi (climatici, inquinanti); – resistere (quando richiesto) all'usura. I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto od in mancanza quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. I dati si intendono presentati secondo le norme UNI 8757 e UNI 8759 ed i metodi di prova sono quelli definiti nelle norme UNI. Art. 15 - Prodotti per isolamento termico 1. Si definiscono materiali isolanti termici quelli atti a diminuire, in forma sensibile, il flusso termico attraverso le superfici sulle quali sono applicati (vedi classificazione tabella 1). Per la realizzazione dell'isolamento termico si rinvia agli articoli relativi alle parti dell'edificio o impianti. Detti materiali sono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure chiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Nel caso di contestazione per le caratteristiche si intende che la procedura di prelievo dei campioni, delle prove e della valutazione dei risultati sia quella indicata nelle norme UNI EN 822, UNI EN 823, UNI EN 824, UNI EN 825 ed in loro mancanza quelli della letteratura tecnica (in primo luogo le norme internazionali ed estere). 2. I materiali isolanti sono così classificati: 49 2.1. materiali fabbricati in stabilimento (blocchi, pannelli, lastre, feltri ecc.): a) materiali cellulari – composizione chimica organica: plastici alveolari; – composizione chimica inorganica: vetro cellulare, calcestruzzo alveolare autoclavato; – composizione chimica mista: plastici cellulari con perle di vetro espanso. b) materiali fibrosi – composizione chimica organica: fibre di legno; – composizione chimica inorganica: fibre minerali. c) materiali compatti – composizione chimica organica: plastici compatti; – composizione chimica inorganica: calcestruzzo; – composizione chimica mista: agglomerati di legno. d) combinazione di materiali di diversa struttura – composizione chimica inorganica: composti «fibre minerali - perlite», amianto cemento, calcestruzzi leggeri; – composizione chimica mista: composti perlite – fibre di cellulosa, calcestruzzi di perle di polistirene. e) materiali multistrato6 – composizione chimica organica: plastici alveolari con parametri organici; – composizione chimica inorganica: argille espanse con parametri di calcestruzzo, lastre di gesso associate a strato di fibre minerali; – composizione chimica mista: plastici alveolari rivestiti di calcestruzzo. 2.2. Materiali iniettati, stampati o applicati in sito mediante spruzzatura: a) materiali cellulari applicati sotto forma di liquido o di pasta – composizione chimica organica: schiume poliuretaniche, schiume di urea formaldeide; – composizione chimica inorganica: calcestruzzo cellulare. b) materiali fibrosi applicati sotto forma di liquido o di pasta – composizione chimica inorganica: fibre minerali proiettate in opera. 6 I prodotti stratificati devono essere classificati nel gruppo 2.1/e. Tuttavia, se il contributo alle proprietà di isolamento termico apportato da un rivestimento è minimo e se il rivestimento stesso è necessario per la manipolazione del prodotto, questo è da classificare nei gruppi da 2.1/a a 2.1/d. 50 c) materiali pieni applicati sotto forma di liquido o di pasta – composizione chimica organica: plastici compatti; – composizione chimica inorganica: calcestruzzo; – composizione chimica mista: asfalto. d) combinazione di materiali di diversa struttura – composizione chimica inorganica: calcestruzzo di aggregati leggeri; – composizione chimica mista: calcestruzzo con inclusione di perle di polistirene espanso. e) materiali alla rinfusa – composizione chimica organica: perle di polistirene espanso; – composizione chimica inorganica: lana minerale in fiocchi, perlite; – composizione chimica mista: perlite bitumata. 3. Per tutti i materiali isolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche predeterminate, si devono dichiarare le seguenti caratteristiche fondamentali: a) dimensioni: lunghezza - larghezza (UNI 822), valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori; b) spessore (UNI 823): valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori; c) massa volumica apparente (UNI EN 1602): deve essere entro i limiti prescritti nelle norme UNI o negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori; d) resistenza termica specifica: deve essere entro i limiti previsti da documenti progettuali (calcolo in base alla legge 9 gennaio 1991 n. 10) ed espressi secondo i criteri indicati nella norma UNI 7357; e) saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto le 51 seguenti caratteristiche: – reazione o comportamento al fuoco; – limiti di emissione di sostanze nocive per la salute; – compatibilità chimico - fisica con altri materiali. 4. Per i materiali isolanti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le caratteristiche di cui sopra, riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera. Il Direttore dei lavori può, altresì, attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera ricorrendo, ove necessario, a carotaggi, sezionamenti, ecc… significativi dello strato eseguito. 5. Entrambe le categorie di materiali isolanti devono rispondere ad una o più delle caratteristiche di idoneità all'impiego in relazione alla loro destinazione d'uso: pareti, parete controterra, copertura a falda, copertura piana, controsoffittatura su porticati, pavimenti, ecc. Se non vengono prescritti valori per alcune caratteristiche si intende che la direzione dei lavori accetta quelli proposti dal fornitore; i metodi di controllo sono quelli definiti nelle norme UNI. Per le caratteristiche possedute intrinsecamente dal materiale non sono necessari controlli. Art. 16 - Prodotti per pareti esterne e partizioni interne 1. Si definiscono prodotti per pareti esterne e partizioni interne quelli utilizzati per realizzare i principali strati funzionali di queste parti di edificio. Per la realizzazione delle pareti esterne e delle partizioni interne si rinvia all'art. 44 del presente capitolato che tratta queste opere. Detti prodotti sono di seguito considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. In caso di contestazione, la procedura di prelievo dei campioni e le modalità di prova e valutazione dei risultati sono quelli indicati nelle norme UNI (pareti perimetrali: UNI 8369, UNI 7959, UNI 8979, UNI EN 12865 - partizioni interne: UNI 7960, UNI 8087, UNI 8438, UNI 10700, UNI 10820, UNI 11004) e, in mancanza di questi, quelli descritti nella 52 letteratura tecnica (primariamente norme internazionali). 2. I prodotti a base di laterizio, calcestruzzo e similari non aventi funzione strutturale (vedere art. 31 del presente capitolato sulle murature), ma unicamente di chiusura nelle pareti esterne e partizioni, devono rispondere alle prescrizioni del progetto e, a loro completamento, alle seguenti prescrizioni: a) gli elementi di laterizio (forati e non) prodotti mediante trafilatura o pressatura con materiale normale od alleggerito devono rispondere alla norma UNI 8942; b) gli elementi di calcestruzzo dovranno rispettare le stesse caratteristiche indicate nella norma UNI 8942 (ad esclusione delle caratteristiche di inclusione calcarea), i limiti di accettazione saranno quelli indicati nel progetto e, in loro mancanza, quelli dichiarati dal produttore ed approvati dalla direzione dei lavori; c) gli elementi di calcio silicato (UNI EN 771; UNI EN 772-9/10/18), pietra ricostruita e pietra naturale (UNI EN 771-6, UNI EN 772-4/13), saranno accettati in base alle loro: – caratteristiche dimensionali e relative tolleranze; – caratteristiche di forma e massa volumica (foratura, smussi, etc...); – caratteristiche meccaniche a compressione, taglio a flessione; – caratteristiche di comportamento all'acqua ed al gelo (imbibizione, assorbimento d'acqua, ecc.). I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto ed in loro mancanza saranno quelli dichiarati dal fornitore ed approvati dalla direzione dei lavori. 3. I prodotti ed i componenti per facciate continue dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto e, in loro mancanza, alle seguenti prescrizioni: – gli elementi dell'ossatura devono avere caratteristiche meccaniche coerenti con quelle del progetto in modo da poter trasmettere le sollecitazioni meccaniche (peso proprio delle facciate, vento, urti, ecc.) alla struttura portante e resistere alle corrosioni e alle azioni chimiche dell'ambiente esterno ed interno; 53 – gli elementi di tamponamento (vetri, pannelli, ecc.) devono: essere compatibili chimicamente e fisicamente con l'ossatura, resistere alle sollecitazioni meccaniche (urti, ecc.), resistere alle sollecitazioni termoigrometriche dell'ambiente esterno e a quelle chimiche degli agenti inquinanti; – le parti apribili ed i loro accessori devono rispondere alle prescrizioni sulle finestre o sulle porte; – i rivestimenti superficiali (trattamenti dei metalli, pitturazioni, fogli decorativi, ecc.) devono essere coerenti con le prescrizioni sopra indicate; – le soluzioni costruttive dei giunti devono completare ed integrare le prestazioni dei pannelli ed essere sigillate con prodotti adeguati. La rispondenza alle norme UNI (UNI EN 12152; UNI EN 12154; UNI EN 13051; UNI EN 13116; UNI EN 12179; UNI EN 949; etc…) per i vetri, i pannelli di legno, di metallo o di plastica, gli elementi metallici e i loro trattamenti superficiali e per gli altri componenti, viene considerato automaticamente soddisfacimento delle prescrizioni suddette. Nota: Completare, se necessario, l’elenco delle norme UNI con ulteriori norme UNI specifiche del caso in oggetto. 4. I prodotti ed i componenti per partizioni interne prefabbricate che vengono assemblate in opera (con piccoli lavori di adattamento o meno) devono rispondere alle prescrizioni del progetto e, in loro mancanza, alle prescrizioni relative alle norme UNI di cui al comma 1. 5. I prodotti a base di cartongesso devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed, in mancanza, alle prescrizioni seguenti: – spessore con tolleranze ± 0,5 mm; – lunghezza e larghezza con tolleranza ± 2 mm; – resistenza all'impronta, all’urto e alle sollecitazioni localizzate (punti di fissaggio); – a seconda della destinazione d'uso, basso assorbimento d'acqua e bassa permeabilità al vapore (prodotto abbinato a barriera al vapore); – resistenza all'incendio dichiarata; – isolamento acustico dichiarato. 54 I limiti di accettazione saranno quelli indicati nel progetto ed, in loro mancanza, quelli dichiarati dal produttore ed approvati dalla direzione dei lavori. Art. 17 - Prodotti per assorbimento acustico 1. Si definiscono materiali assorbenti acustici (o materiali fonoassorbenti) quelli atti a dissipare in forma sensibile l'energia sonora incidente sulla loro superficie e, di conseguenza, a ridurre l'energia sonora riflessa (UNI EN ISO 11654: “Acustica. Assorbitori acustici per l’edilizia. Valutazione dell’assorbimento acustico”) . Questa proprietà è valutata con il coefficiente di assorbimento acustico ( ), definito dall'espressione: α = Wa Wi dove: Wi è l'energia sonora incidente; Wa è l'energia sonora assorbita. 2. Sono da considerare assorbenti acustici tutti i materiali porosi a struttura fibrosa o alveolare aperta. A parità di struttura (fibrosa o alveolare) la proprietà fonoassorbente dipende dallo spessore. I materiali fonoassorbenti si classificano secondo lo schema di seguito riportato. a) Materiali fibrosi – Minerali (fibra di amianto, fibra di vetro, fibra di roccia); – Vegetali (fibra di legno o cellulosa, truciolari). b) Materiali cellulari ○ Minerali: – calcestruzzi leggeri (a base di pozzolane, perlite, vermiculite, argilla espansa); – laterizi alveolari; – prodotti a base di tufo. ○ Sintetici: – poliuretano a celle aperte (elastico - rigido); – polipropilene a celle aperte. 3. Per tutti i materiali fonoassorbenti forniti sotto forma di lastre, blocchi o 55 forme geometriche predeterminate, devono essere dichiarate le seguenti caratteristiche fondamentali: a) lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori; b) spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori; c) massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla Direzione Tecnica; d) coefficiente di assorbimento acustico, misurato in laboratorio secondo le modalità prescritte dalla norma UNI EN 20354, deve rispondere ai valori prescritti nel progetto od in assenza a quelli dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori. Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le seguenti caratteristiche: – resistività al flusso d'aria; – reazione e/o comportamento al fuoco; – limiti di emissione di sostanze nocive per la salute; – compatibilità chimico - fisica con altri materiali. I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la direzione dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure chiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni sopra riportate. In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica (primariamente norme internazionali od estere). 56 4. Per i materiali fonoassorbenti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le stesse caratteristiche riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera. La direzione dei lavori deve inoltre attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera, ricorrendo ove necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello strato eseguito. 5. Entrambe le categorie di materiali fonoassorbenti devono rispondere ad una o più delle caratteristiche di idoneità all'impiego, tra quelle della seguente tabella, in relazione alla loro destinazione d'uso (pareti, coperture, controsoffittature, pavimenti, ecc…). Se i valori non vengono prescritti valgono quelli proposti dal fornitore ed accettati dalla direzione dei lavori. In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime quelli descritti nella letteratura tecnica (primariamente norme internazionali od estere). Per le caratteristiche possedute intrinsecamente dal materiale non sono necessari controlli. Art. 18 - Prodotti per isolamento acustico 1. Si definiscono materiali isolanti acustici (o materiali fonoisolanti) quelli atti a diminuire in forma sensibile la trasmissione di energia sonora che li attraversa. Questa proprietà è valutata con il potere fonoisolante (R) definito dalla seguente formula: R = 10 log Wi Wt dove: Wi è l'energia sonora incidente; Wt è l'energia sonora trasmessa. Tutti i materiali comunemente impiegati nella realizzazione di divisori in edilizia possiedono proprietà fonoisolanti. Per i materiali omogenei questa proprietà dipende essenzialmente dalla loro massa areica; nel caso, invece, di sistemi edilizi compositi, formati cioè da strati di materiali diversi, il potere fonoisolante dipende, oltre che dalla loro massa areica, anche dal numero e 57 dalla qualità degli strati, dalle modalità di accoppiamento nonché dalla eventuale presenza di intercapedine d'aria. 2. Per tutti i materiali fonoisolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche predeterminate, devono essere dichiarate le seguenti caratteristiche fondamentali: – dimensioni: lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettata dalla direzione dei lavori; – spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori; – massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla Direzione Tecnica; – potere fonoisolante, misurato in laboratorio secondo le modalità prescritte dalla norma UNI EN ISO 140-3, deve rispondere ai valori prescritti nel progetto od in assenza a quelli dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori. Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le seguenti caratteristiche: – modulo di elasticità; – fattore di perdita; – reazione o comportamento al fuoco; – limiti di emissione di sostanze nocive per la salute; – compatibilità chimico - fisica con altri materiali. I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la direzione dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure chiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni sopra riportate. 58 In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica (primariamente norme internazionali od estere). 3. Per i materiali fonoisolanti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le stesse caratteristiche riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera. La direzione dei lavori deve inoltre attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera, ricorrendo ove necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello strato eseguito. 4. Entrambe le categorie di materiali fonoisolanti devono rispondere ad una o più delle caratteristiche di idoneità all'impiego, come indicato all’art. 18 comma 5, in relazione alla loro destinazione d'uso. PARTE II - MODALITÀ DI ESECUZIONE A) Scavi, rilevati, fondazioni e demolizioni Art. 19 - Scavi in genere Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro, a mano o con mezzi meccanici, dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e la relazione geologica e geotecnica di cui al DMLLPP dell’11 marzo 1988 (d’ora in poi DM LLPP 11.03.88), integrato dalle istruzioni applicative di cui alla CMLLPP n. 218/24/3 del 9 gennaio 1996, nonché secondo le particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dalla direzione dei lavori. Nell'esecuzione degli scavi in genere l'Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltreché totalmente responsabile di eventuali danni alle persone e alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate. L'Appaltatore dovrà, altresì, provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi. Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute 59 adatte (a giudizio insindacabile della direzione dei lavori), ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori della sede del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l'Appaltatore dovrà provvedere a rendere disponibili a sua cura e spese. Qualora le materie provenienti dagli scavi debbano essere successivamente utilizzate, esse dovranno essere depositate in una delle zone limitrofe poste a lato del cantiere ed identificate nella Planimetria di cantierizzazione previo assenso della direzione dei lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno. In ogni caso le materie depositate non dovranno essere di danno ai lavori, alle proprietà pubbliche o private ed al libero deflusso delle acque scorrenti alla superficie. La direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell'Appaltatore, le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni. Qualora i materiali siano ceduti all'Appaltatore, si applica il disposto del comma 3, dell'art. 36 del Cap. Gen. n. 145/00. Art. 20 - Scavi di sbancamento Per scavi di sbancamento o sterri andanti s'intendono quelli occorrenti per lo spianamento o sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le costruzioni, per tagli di terrapieni, per la formazione di cortili, giardini, scantinati, piani di appoggio per platee di fondazione, vespai, rampe incassate o trincee stradali, ecc., e in generale tutti quelli eseguiti a sezione aperta su vasta superficie ove sia possibile l’allontanamento delle materie di scavo evitandone il sollevamento, ma non escludendo l’impiego di rampe provvisorie, etc… Gli scavi di sbancamento si misureranno col metodo delle sezioni ragguagliate, tenendo conto del volume effettivo "in loco". Le misurazioni verranno effettuate in contraddittorio con l’appaltatore all’atto della consegna. Art. 21 - Scavi di fondazione od in trincea Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per dar luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente 60 detti. In ogni caso saranno considerati come scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, condutture, fossi e cunette. Nell'esecuzione di detti scavi per raggiungere il piano di posa della fondazione si deve tener conto di quanto specificato nel DMLLPP 11.03.88 al punto A.2, al punto D.2 ed alla sezione G. Il terreno di fondazione non deve subire rimaneggiamenti e deterioramenti prima della costruzione dell'opera. Eventuali acque ruscellanti o stagnanti devono essere allontanate dagli scavi. Il piano di posa degli elementi strutturali di fondazione deve essere regolarizzato e protetto con conglomerato magro o altro materiale idoneo. Nel caso che per eseguire gli scavi si renda necessario deprimere il livello della falda idrica si dovranno valutare i cedimenti del terreno circostante; ove questi non risultino compatibili con la stabilità e la funzionalità delle opere esistenti, si dovranno opportunamente modificare le modalità esecutive. Si dovrà, nel caso in esame, eseguire la verifica al sifonamento. Per scavi profondi, si dovrà eseguire la verifica di stabilità nei riguardi delle rotture del fondo. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione, dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla direzione dei lavori verrà ordinata all'atto della loro esecuzione. Le profondità, che si trovano indicate nei disegni, sono, infatti, di stima preliminare e l'Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa dare all’appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere. È vietato all’appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle murature prima che la direzione dei lavori abbia verificato ed accettato i piani delle fondazioni. I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra falde inclinate, dovranno, a richiesta della direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con 61 determinate contropendenze. Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che resta vuoto, dovrà essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell’appaltatore, con le stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo. Gli scavi per fondazione dovranno, quando occorra, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste armature, in modo da proteggere contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materia durante l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature. L'Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali egli deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla direzione dei lavori. Col procedere delle murature l'Appaltatore potrà recuperare i legnami costituenti le armature, sempreché non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà dell'Amministrazione; i legnami però, che a giudizio della direzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi. Art. 22 - Presenza di gas negli scavi Durante l’esecuzione degli scavi, ai sensi di quanto previsto dal DM LLPP 11.03.88, devono essere adottate misure idonee contro i pericoli derivanti dall’eventuale presenza di gas o vapori tossici. Art. 23 - Rilevati e rinterri Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le pareti degli scavi e le murature, o da addossare alle murature, e fino alle quote prescritte dalla direzione dei lavori, si impiegheranno in generale e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere 62 eseguiti per quel cantiere, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio della direzione dei lavori, per la formazione dei rilevati. Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si preleveranno le materie occorrenti ovunque l'Appaltatore crederà di sua convenienza, purché i materiali siano riconosciuti idonei dalla direzione dei lavori. Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l'impiego di quelle argillose e, in generale, di tutte quelle che con l'assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte. Sono da preferire le terre a grana media o grossa. Le terre a grana fine possono essere impiegate per opere di modesta importanza e quando non sia possibile reperire materiali migliori. Si possono adoperare anche materiali ottenuti dalla frantumazione di rocce. Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo contemporaneamente le materie bene sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in modo da caricare uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che potrebbero derivare da un carico male distribuito. Il coefficiente di sicurezza riferito alla stabilità del sistema manufatto - terreno di fondazione non deve risultare inferiore a 1,3. Le materie trasportate in rilevato o rinterro con vagoni, automezzi o carretti non potranno essere scaricate direttamente contro le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dell'opera per essere riprese poi al momento della formazione dei suddetti rinterri. Per tali movimenti di materie dovrà sempre provvedersi alla pilonatura delle materie stesse, da farsi secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla direzione dei Lavori. È vietato di addossare terrapieni a murature di fresca costruzione. Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata od imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo, 63 saranno a completo carico dell'Appaltatore. È obbligo dell'Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall'assestamento delle terre, affinché all'epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate. L'Appaltatore dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene allineati e profilati e compiendo a sue spese, durante l'esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l'espurgo dei fossi. La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà previamente scoticata, ove occorra, e se inclinata sarà tagliata a gradoni con leggera pendenza verso il monte. Art. 24 - Gestione terre e rocce da scavo Per la gestione delle terre e rocce da scavo esso dovrà avvenire come concordato con il Settore Urbanistica de Comune di Genova con la seguente modalità in base agli art. 185 e 186 del Dlgs. n. 152/2006 come modificato dalla Legge n. 2/2009, si prevede di gestire le terre e rocce da scavo, derivanti dall’esecuzione dello stesso, stimabili in complessivi 3110,77 mc in banco, come segue: - il quantitativo pari a 2834,57 mc verrà conferito a discarica quale rifiuto; - il quantitativo pari a 276,20 mc verrà riutilizzato in sito, al fine di reinterri in prossimità della stazione intermedia di via Portazza a tergo del muro di contenimento, per la piazzola di destra e per quella di sinistra ed in prossimità della stazione superiore di via Fontanarossa per il ripristino dei terrazzamenti sottostanti il volume della stazione stessa. Art. 25 - Fondazioni continue 1. Le fondazioni continue possono essere di tre tipologie: - fondazioni continue in pietrame o in calcestruzzo; - fondazioni a plinto; - fondazioni a platea. 64 2. Si ricorrerà a fondazioni continue in pietrame o in calcestruzzo nel caso in cui il terreno idoneo alla fondazione si trovi ad una profondità non superiore a 1,0 m. In tal caso si procede, in genere, ad una gettata di calcestruzzo di calce idraulica o di cemento, oppure con murature di pietrame e malta di calce idraulica o di cemento, oppure con muratura di pietrame e malta di calce idraulica. Le gettate di calcestruzzo, se a mano, devono essere eseguite stendendo lo smalto a strati orizzontali di spessore di circa 10 cm. Una volta effettuata detta operazione, gli strati devono essere sottoposti ad una pressione tale da far emergere in superficie il latte della calce o del cemento. È fondamentale che al termine di detti procedimenti, le particelle risultino tutte perfettamente assestate. Si procede in modo analogo anche nel caso di utilizzo di un’autobetoniera. 3. In caso di terreno poco resistente, per allargare la base d’appoggio, anziché approfondire lo scavo, lo si può allargare con una piastra su plinti isolati disposti in corrispondenza dei fulcri portanti. La superficie di ciascun plinto deve essere tale da corrispondere alla capacità di resistenza del terreno in relazione al carico gravante. 4. In caso di terreno poco resistente o di costruzioni antisismiche, per allargare la base d’appoggio, anziché approfondire lo scavo, lo si può allargare con una piastra anche continua. Detta piastra, indicata con il nome di platea, occupa generalmente tutta la superficie fabbricata e si comporta come una piastra in cemento armato nel senso che: - distribuisce il carico su una grande superficie di terreno in modo da gravitarlo unitariamente in misura limitata; - rende l’intera struttura solidale sia nelle pareti sia, nell’insieme, con il fondo. Art. 26 - Fondazioni su pali 1. Nel caso in cui il terreno risulti particolarmente tenero e/o comunque inadatto ad una fondazione di tipo superficiale (diretta) si ricorrerà a fondazioni su pali collegati con un’intelaiatura superiore a forma di piastra continua, che ha lo scopo di distribuire uniformemente il carico. 65 2. Le palificazioni sono costituite da elementi strutturali di fondazione - infissi o costruiti dalla superficie del terreno - in grado di trasmettere al sottosuolo le forze ed i carichi applicati dalle sovrastrutture, non solo attraverso tensioni normali sulla base, ma anche attraverso tensioni tangenziali sulla superficie laterale. Le palificazioni potranno essere composte da: – pali di legno infissi; – pali di calcestruzzo armato infissi; – pali trivellati di calcestruzzo armato costruiti in opera. 3. I pali infissi possono essere delle tipologie di seguito riportate. PALI DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO I pali prefabbricati saranno centrifugati a sezione cava. Il conglomerato cementizio impiegato dovrà avere una resistenza caratteristica a 28 giorni non inferiore a 40 N/mm2 e dovrà essere esente da porosità o altri difetti. Il cemento sarà pozzolanico, ferrico pozzolanico o d'altoforno e dovrà essere, in ogni caso, esente da porosità o altri difetti. La direzione dei lavori potrà anche ordinare rivestimenti protettivi. Il copriferro dovrà essere di almeno 3 cm. I pali dovranno essere muniti di robuste puntazze metalliche ancorate al conglomerato. L'infissione verrà fatta con i sistemi ed accorgimenti previsti per i pali di legno. I magli, se a caduta libera, dovranno essere di peso non inferiore a quello del palo da infiggere. Allo scopo di evitare la rottura delle teste dei pali durante l'infissione, saranno applicate sopra di esse protezioni di legname entro cerchiature di ferro. Lo spostamento planimetrico della posizione teorica dei pali non potrà superare 10 cm e l'inclinazione finale, rispetto all'asse teorico, non dovrà superare il 3%. Per valori degli spostamenti superiori a quelli indicati, la direzione dei lavori potrà richiedere che i pali siano rimossi e sostituiti. Per ogni palo dovranno venire rilevati e trascritti su apposito registro, i 66 seguenti elementi: – lunghezza; – diametro esterno alla punta ed alla testa; – diametro interno alla punta ed alla testa; – profondità raggiunta; – rifiuto; – tipo di battipalo; – peso del maglio; – altezza di caduta del maglio; – caratteristiche della cuffia; – peso della cuffia; – energia d'urto; – efficienza del battipalo. Occorrerà inoltre registrare il numero di colpi necessario all'affondamento del palo per ciascun tratto di 50 cm finché la resistenza alla penetrazione risulti minore di un colpo per ogni 1,5 ÷ 2 cm, o per ciascun tratto di 10 cm quando la resistenza alla penetrazione superi i valori sopracitati. Sul fusto del palo dovranno essere riportate delle tacche distanziate tra loro di un metro a partire dalla punta del palo onde poterne controllare la penetrazione progressiva. Qualora durante l'infissione si verificassero scheggiature, lesioni di qualsiasi genere oppure deviazioni dell'asse, che a giudizio della direzione dei lavori non fossero tollerabili, il palo dovrà essere rimosso e sostituito. 4. I pali costruiti in opera possono essere delle tipologie di seguito riportate. PALI BATTUTI FORMATI IN OPERA (TIPO SIMPLEX, FRANKI, ECC.). La preparazione dei fori destinati ad accogliere gli impasti deve essere effettuata senza alcuna asportazione di terreno mediante l'infissione di un tubo forma - di diametro corrispondente a quello del palo che vuole costituirsi - secondo le migliori norme tecniche d'uso della fattispecie, preventivamente approvata dalla direzione dei lavori. Per quanto concerne la tolleranza degli spostamenti rispetto alla posizione teorica dei pali e tutte le modalità di infissione del tubo - forma e relativi 67 rilevamenti - valgono le norme descritte precedentemente per i pali prefabbricati in calcestruzzo armato centrifugato. Ultimata l'infissione del tubo - forma si procederà anzitutto alla formazione del bulbo di base in conglomerato cementizio mediante energico costipamento dell'impasto e successivamente alla confezione del fusto, sempre con conglomerato cementizio energicamente costipato. Il costipamento del getto sarà effettuato con i procedimenti specifici per il tipo di palo adottato, procedimenti che, comunque, dovranno essere preventivamente concordati con la direzione dei lavori. Il conglomerato cementizio impiegato sarà del tipo prescritto negli elaborati progettuali e dovrà risultare esente da porosità od altri difetti. Il cemento sarà pozzolanico o d'altoforno. L'introduzione del conglomerato nel tubo - forma dovrà avvenire in modo tale da ottenere un getto omogeneo e compatto, senza discontinuità o segregazione; l'estrazione del tubo - forma, dovrà essere effettuata gradualmente, seguendo man mano la immissione ed il costipamento del conglomerato cementizio ed adottando comunque tutti gli accorgimenti necessari per evitare che si creino distacchi, discontinuità od inclusioni di materiali estranei del corpo del palo. Durante il getto dovrà essere tassativamente evitata l'introduzione di acqua all'interno del tubo, e si farà attenzione che il conglomerato cementizio non venga trascinato durante l'estrazione del tubo - forma; si avrà cura in particolare che l'estremità inferiore di detto tubo rimanga sempre almeno 100 cm sotto il livello raggiunto dal conglomerato. Dovranno essere adottati inoltre tutti gli accorgimenti atti ad evitare la separazione dei componenti del conglomerato cementizio ed il suo dilavamento da falde freatiche, correnti subacquee, ecc. Quest'ultimo risultato potrà essere ottenuto mediante arricchimento della dose di cemento, oppure con l'adozione di particolari additivi o con altri accorgimenti da definire di volta in volta con la direzione dei lavori. Su richiesta della direzione lavori i pali potranno essere armati per l’intera lunghezza, o parte di essa, mediante un’apposita ingabbiatura metallica che 68 dovrà essere collocata nel tubo forma prima del getto di calcestruzzo. In tal caso, i sistemi di getto e di costipamento dovranno essere, in ogni caso, tali da non danneggiare l'armatura né alterarne la posizione rispetto ai disegni di progetto. Le gabbie d'armatura dovranno essere verificate, prima della posa in opera, dalla direzione dei lavori. Il copriferro sarà di almeno 5 cm. La profondità massima raggiunta da ogni palo sarà verificata prima del getto dalla direzione dei lavori e riportata su apposito registro giornaliero. La direzione dei lavori effettuerà, inoltre, gli opportuni riscontri sul volume del conglomerato cementizio impiegato, che dovrà sempre risultare superiore al volume calcolato sul diametro esterno del tubo – forma usato per l'esecuzione del palo. PALI TRIVELLATI IN CEMENTO ARMATO Lo scavo per la costruzione dei pali trivellati verrà eseguito asportando il terreno corrispondente al volume del fusto del palo. Il sostegno delle pareti dello scavo, in dipendenza della natura del terreno e delle altre condizioni cui l'esecuzione dei pali può essere soggetta, sarà assicurato in uno dei seguenti modi: a) mediante infissione di rivestimento tubolare provvisorio in acciaio; b) con l'ausilio di fanghi bentonitici in quiete nel cavo od in circolazione tra il cavo ed una apparecchiatura di separazione dei detriti. Per i pali trivellati su terreno sommerso d'acqua si farà ricorso, per l'attraversamento del battente d'acqua, all'impiego di un rivestimento tubolare di acciaio opportunamente infisso nel terreno di imposta, avente le necessarie caratteristiche meccaniche per resistere agli sforzi ed alle sollecitazioni indotte durante l'infissione anche con uso di vibratori; esso sarà di lunghezza tale da sporgere dal pelo d'acqua in modo da evitare invasamenti e consentire sia l'esecuzione degli scavi che la confezione del palo. Tale rivestimento tubolare costituirà cassero a perdere per la parte del palo interessata dal battente d'acqua. L'infissione del tubo - forma dovrà, in ogni caso, precedere lo scavo. Nel caso in cui non si impieghi il tubo di rivestimento il diametro nominale del 69 palo sarà pari al diametro dell'utensile di perforazione. Qualora si impieghi fango di perforazione per il sostegno delle pareti del foro, si procederà con le modalità stabilite per i diaframmi in calcestruzzo armato di cui al precedente articolo del presente capitolato. Raggiunta la quota fissata per la base del palo, il fondo dovrà essere accuratamente sgombrato dai detriti di perforazione, melma, materiale sciolto smosso dagli utensili di perforazione, ecc. L'esecuzione del getto del conglomerato cementizio sarà effettuata con impiego del tubo di convogliamento, munito di imbuto di caricamento. Il cemento sarà del tipo pozzolanico o d'altoforno. In nessun caso sarà consentito di porre in opera il conglomerato cementizio precipitandolo nel cavo direttamente dalla bocca del foro. L'Appaltatore dovrà predisporre impianti ed attrezzature per la confezione, il trasporto e la posa in opera del conglomerato cementizio di potenzialità tale da consentire il completamento delle operazioni di getto di ogni palo, qualunque ne sia il diametro e la lunghezza senza interruzioni. Nel caso di impiego del tubo di rivestimento provvisorio, l'estrazione dello stesso dovrà essere eseguita gradualmente adottando tutti gli accorgimenti necessari per evitare che si creino distacchi, discontinuità od inclusioni di materiali estranei al corpo del palo. Le armature metalliche dovranno essere assemblate fuori opera e calate nel foro prima dell'inizio del getto del conglomerato cementizio; nel caso in cui il palo sia armato per tutta la lunghezza, esse dovranno essere mantenute in posto nel foro, sospendendole dall'alto e non appoggiandole sul fondo. Le armature dovranno essere provviste di opportuni dispositivi distanziatori e centratori atti a garantire una adeguata copertura di conglomerato cementizio sui ferri che sarà di 5 cm. I sistemi di getto dovranno essere in ogni caso tali da non danneggiare l'armatura né alterarne la posizione, rispetto ai disegni di progetto. A giudizio della direzione dei lavori, i pali che ad un controllo, anche con trivellazione in asse, risultassero comunque difettosi, dovranno essere rifatti. PALI TRIVELLATI DI PICCOLO DIAMETRO DI MALTA CEMENTIZIA 70 INIETTATA ED ARMATA METALLICA La perforazione, con asportazione del terreno, verrà eseguita con il sistema più adatto alle condizioni che di volta in volta si incontrano e che abbia avuto la preventiva approvazione da parte della direzione dei lavori. Lo spostamento planimetrico della posizione teorica dei pali non dovrà superare 5 cm e l'inclinazione, rispetto all'asse teorico, non dovrà superare il 3%. Per valori di scostamento superiori ai suddetti, la direzione dei lavori deciderà se scartare i pali che dovranno eventualmente essere rimossi e sostituiti. Qualora si impieghi fango di perforazione per il sostegno delle pareti del foro, si procederà con le modalità stabilite per i diaframmi di calcestruzzo armato di cui al precedente articolo del presente capitolato. PALI JET GROUTING I pali tipo jet grouting, o colonne consolidate di terreno, saranno ottenuti mediante perforazione senza asportazione di materiale e successiva iniezione ad elevata pressione di miscele consolidanti di caratteristiche rispondenti ai requisiti di progetto ed approvata dalla direzione dei lavori. Alla stessa direzione dei lavori dovrà essere sottoposto, per l'approvazione l'intero procedimento costruttivo con particolare riguardo ai parametri da utilizzare per la realizzazione delle colonne, e cioè la densità e la pressione della miscela cementizia, la rotazione ed il tempo di risalita della batteria di aste, ed alle modalità di controllo dei parametri stessi. 5. I pali saranno sottoposti a prove di carico statico od a prove di ribattitura in relazione alle condizioni ed alle caratteristiche del suolo e secondo la normativa stabilita dal DM LLPP 11.03.88. Le prove per la determinazione del carico limite del palo singolo devono essere spinte fino a valori del carico assiale tali da portare a rottura il complesso palo - terreno o comunque tali da essere adeguatamente superiori al massimo carico di esercizio e comunque tali da consentire di ricavare significativi diagrammi dei cedimenti della testa del palo in funzione dei carichi e dei tempi. Le prove di carico dei pali di diametro inferiore a 80 cm devono essere spinte ad almeno 1,5 volte il previsto carico assiale massimo di esercizio. Il numero e l'ubicazione dei pali 71 da sottoporre alla prova di carico devono essere stabiliti in base all'importanza dell'opera ed al grado di omogeneità del sottosuolo. Per opere di notevole importanza tale numero deve essere pari ad almeno l'1,0% del numero totale dei pali, con un minimo di due. 6. Oltre alle prove di resistenza dei calcestruzzi e sugli acciai impiegati previsti dalle vigenti norme, la direzione dei lavori potrà richiedere prove secondo il metodo dell'eco o carotaggi sonici in modo da individuare gli eventuali difetti e controllare la continuità. Art. 27 - Paratie e diaframmi 1. La paratia od il diaframma costituiscono una struttura di fondazione infissa o costruita in opera a partire dalla superficie del terreno con lo scopo di realizzare tenuta all'acqua ed anche a sostegno di scavi. Le paratie ed i diaframmi potranno essere: – del tipo a palancole metalliche infisse; – del tipo a palancole prefabbricate con calcestruzzo armato centrifugato infisse; – del tipo a pali in calcestruzzo armato di grosso diametro accostati; – a diaframma gettato in opera di calcestruzzo armato. 2. Le palancole infisse possono essere delle tipologie di seguito riportate. PARATIE A PALANCOLE METALLICHE INFISSE Le palancole metalliche, di sezione varia, devono rispondere ai seguenti requisiti fondamentali: adeguata resistenza agli sforzi di flessione, facilità di infissione, impermeabilità delle giunzioni, facilità di estrazione e reimpiego (ove previsto), elevata protezione contro le corrosioni. L'infissione delle palancole sarà effettuata con i sistemi normalmente in uso. Il maglio dovrà essere di peso complessivo non minore del peso delle palancole comprensivo della relativa cuffia. Durante l'infissione dovranno essere adottate speciali cautele affinché gli incastri liberi non si deformino e rimangano puliti da materiali così da garantire la guida alla successiva palancola. A tale scopo occorrerà riempire, prima dell'infissione, gli incastri di grasso. 72 Durante l'infissione si dovrà procedere in modo che le palancole rimangono perfettamente verticali non essendo ammesse deviazioni, disallineamenti o fuoriuscita dalle guide. Per ottenere un più facile affondamento, specialmente in terreni ghiaiosi e sabbiosi, l'infissione, oltre che con la battitura potrà essere realizzata con il sussidio dell'acqua in pressione fatta arrivare, mediante un tubo metallico, sotto la punta della palancola. Se durante l'infissione si verificassero fuoriuscite dalle guide, disallineamenti o deviazioni che a giudizio della direzione dei lavori non fossero tollerabili, la palancola dovrà essere rimossa e reinfissa o sostituita, se danneggiata. PARATIA A PALANCOLE PREFABBRICATE IN CALCESTRUZZO ARMATO CENTRIFUGATO Le palancole prefabbricate saranno centrifugate a sezione cava. Il conglomerato cementizio impiegato dovrà avere una resistenza caratteristica a 28 giorni non inferiore a 40 N/mm2 e dovrà essere esente da porosità od altri difetti. Il cemento sarà ferrico pozzolanico, pozzolanico o d'altoforno. Potrà essere richiesto, per infissione con battitura in terreni tenaci, l'inserimento nel getto di puntazza metallica. L'operazione d'infissione sarà regolata da prescrizioni analoghe a quelle stabilite per i pali in calcestruzzo armato centrifugato di cui al successivo articolo del presente capitolato. Nel caso specifico, particolare cura dovrà essere posta nell'esecuzione dei giunti, da sigillare con getto di malta cementizia. 3. Le paratie costruite in opera possono essere delle tipologie di seguito riportate. PARATIE A PALI IN CALCESTRUZZO ARMATO DI GROSSO DIAMETRO ACCOSTATI Dette paratie saranno di norma realizzate mediante pali di calcestruzzo armato eseguiti in opera accostati fra loro e collegati in sommità da un cordolo di calcestruzzo armato. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione dei pali, si rinvia a quanto fissato nel relativo art. 27 del presente capitolato. 73 Nel caso specifico particolare cura dovrà essere posta nell'accostamento dei pali fra loro e nel mantenere la verticalità dei pali stessi. DIAFRAMMI IN CALCESTRUZZO ARMATO In linea generale i diaframmi saranno costruiti eseguendo lo scavo del terreno a qualsiasi profondità con benna od altro sistema idoneo a dare tratti di scavo (conci) di lunghezza singola di norma non inferiore a 2,50 m. Lo scavo verrà eseguito con l'ausilio di fango bentonitico per evacuare i detriti, e per il sostegno provvisorio delle pareti. I fanghi di bentonite da impiegare nello scavo dovranno essere costituiti di una miscela di bentonite attivata, di ottima qualità, ed acqua, di norma nella proporzione di 8÷16 kg di bentonite asciutta per 100 l d'acqua, salvo la facoltà della direzione dei lavori di ordinare una diversa dosatura. Il contenuto in sabbia finissima dovrà essere inferiore al 3% in massa della bentonite asciutta. Eseguito lo scavo e posta in opera l'armatura metallica interessante il concio, opportunamente sostenuta e mantenuta in posizione durante il getto, sarà effettuato il getto del conglomerato cementizio con l'ausilio di opportuna prolunga o tubo di getto, la cui estremità inferiore sarà tenuta almeno due metri al di sotto del livello del fango, al fine di provocare il rifluimento in superficie dei fanghi bentonitici e di eseguire senza soluzioni di continuità il getto stesso. Il getto dovrà essere portato fino ad una quota superiore di circa 50 cm a quella di progetto. I getti dei calcestruzzi saranno eseguiti solo dopo il controllo della profondità di scavo raggiunta e la verifica della armatura da parte della direzione dei lavori. Nella ripresa dei getti, da concio a concio, si adotteranno tutti gli accorgimenti necessari al fine di evitare distacchi, discontinuità e differenze nei singoli conci. L'allineamento planimetrico della benna di scavo del diaframma sarà ottenuto di norma con la formazione di guide o corree in calcestruzzo anche 74 debolmente armato. 4. Oltre alle prove di resistenza sui calcestruzzi e sugli acciai impiegati previsti dalle vigenti norme, la direzione dei lavori potrà richiedere prove di assorbimento per singoli pannelli, nonché eventuali carotaggi per la verifica della buona esecuzione dei diaframmi stessi. Art. 28 - Demolizioni e rimozioni Prima dell’inizio dei lavori di demolizione è obbligatorio procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e stabilità delle strutture da demolire. In funzione del risultato dell’indagine si procederà poi all’esecuzione delle opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare crolli improvvisi durante la demolizione. Le demolizioni di murature, calcestruzzi, etc…, sia parziali che complete, devono essere eseguite con cautela dall’alto verso il basso e con le necessarie precauzioni, in modo tale da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro, non danneggiare le residue murature ed evitare incomodi o disturbo. È assolutamente vietato gettare dall'alto materiali in genere, che invece devono essere trasportati o guidati in basso tramite opportuni canali il cui estremo inferiore non deve risultare a distanza superiore ai 2 m dal piano raccolta. È assolutamente vietato sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali di risulta dovranno essere opportunamente bagnati. Durante le demolizioni e le rimozioni l'Appaltatore dovrà provvedere alle puntellature eventualmente necessarie per sostenere le parti che devono permanere e dovrà procedere in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i quali devono potersi ancora impiegare nei limiti concordati con la direzione dei lavori, sotto pena di rivalsa di danni a favore della stazione appaltante. Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori, devono essere opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati dalla Direzione stessa, usando 75 cautele per non danneggiarli, sia nella pulizia sia nel trasporto sia nell’assestamento, e per evitarne la dispersione. Detti materiali restano tutti di proprietà della stazione appaltante, la quale potrà ordinare all'Appaltatore di impiegarli in tutto od in parte nei lavori appaltati, ai sensi dell'art. 36 del vigente Cap. Gen. n. 145/00, con i prezzi indicati nell'elenco del presente capitolato. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono essere sempre trasportati dall'Appaltatore fuori del cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, le parti indebitamente demolite saranno ricostruite e rimesse in ripristino a cura e spese dell'Appaltatore, senza alcun compenso,. B) Strutture di Murature, Calcestruzzo, Acciaio Art. 29 - Opere e strutture di muratura 1. Malte per murature Tutte le diverse tipologie di malte possono essere utilizzate per murature. Nel dettaglio: - le malte aeree, ottenute da gesso o calci aeree (calce viva in zolle o idrata) più sabbia e acqua; - le malte idrauliche, ottenute da calci eminentemente idrauliche o agglomerati cementizi più sabbia ed acqua oppure da calce aerea più pozzolana ed acqua; - le malte idrauliche plastiche, ottenute da calci eminentemente idrauliche ed agglomerati cementizi plastici più sabbia ed acqua; - le malte cementizie, ottenute da cementi più sabbia ed acqua; - le malte bastarde, ottenute da due o più leganti più sabbia ed acqua; - le malte additivate, ottenute dalle precedenti malte più un additivo. L'acqua e la sabbia per la preparazione degli impasti devono possedere i 76 requisiti e le caratteristiche tecniche di cui agli articoli 3 e 4. La dosatura dei componenti dovrà avvenire mediante apposite casse di dosaggio, evitando metodi approssimativi quali il cosiddetto “a numero di palate”. I quantitativi dei materiali da impiegare per la composizione delle malte per muratura, secondo le particolari indicazioni che potranno essere imposte dalla direzione lavori o stabilite nell’elenco prezzi, dovranno rispondere alle prescrizioni di seguito riportate. Malta magra per murature: ○ con calce aerea spenta in pasta: - calce aerea spenta in pasta: 0,32 mc. (∼ 410 kg); - sabbia 0,96 mc.; ○ con calce idraulica in polvere: - calce idraulica in polvere 324 kg.; - sabbia 1,08 mc.; ○ con cemento di tipo 325: - cemento tipo 364 kg.; - sabbia 1,04 mc.; Malta grassa per murature: ○ con calce aerea spenta in pasta: - calce aerea spenta in pasta 0,36 mc. (∼ 470 kg); - sabbia 0,90 mc.; ○ calce idraulica in polvere - calce idraulica in polvere 412 kg; - sabbia 1,03 mc.; ○ con cemento tipo 325 - cemento tipo 400 kg; - sabbia 1,00 mc. L'impiego di malte premiscelate e premiscelate pronte è consentito, purché ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del fornitore attestante 77 il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi. Ove il tipo di malta non rientri tra quelli sopra elencati, il fornitore dovrà certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta stessa. Le modalità per la determinazione della resistenza a flessione e a compressione delle malte sono stabilite dalla norma UNI EN 1015-11 “Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione della resistenza a flessione e a compressione della malta indurita”. Per altre caratteristiche quali contenuto d’aria, resistenza alla penetrazione e tempi di inizio e fine presa si farà riferimento alle norme UNI 7121 “Malta normale. Determinazione del contenuto d’aria” ed UNI 7927 “Malta. Determinazione della resistenza alla penetrazione e dei tempi di inizio e fine presa”. Malte di proporzioni diverse nella composizione, rispetto a quelle sopra indicate, confezionate anche con additivi e preventivamente sperimentate, possono essere ritenute equivalenti a quelle sopra indicate qualora la loro resistenza media a compressione risulti non inferiore ai valori di cui al DM n. 103/87. 2. Murature in genere: criteri generali per l’esecuzione Nelle costruzioni delle murature in genere verrà curata la perfetta esecuzione degli spigoli, delle volte, piattabande, archi e verranno lasciati tutti i necessari incavi, sfondi, canne e fori per: – ricevere le chiavi e i capichiave delle volte, gli ancoraggi delle catene e delle travi a doppio T; le testate delle travi (di legno, di ferro); le pietre da taglio e quanto altro non venga messo in opera durante la formazione delle murature; – il passaggio delle canalizzazioni verticali (tubi pluviali, dell'acqua potabile, canne di stufe e camini, scarico acqua usata, immondizie, ecc.); – per il passaggio delle condutture elettriche, di telefoni e di illuminazione; – le imposte delle volte e degli archi; – gli zoccoli, dispositivi di arresto di porte e finestre, zanche, soglie, ferriate, ringhiere, davanzali, ecc… Quanto detto, in modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare le murature già eseguite. 78 La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto collegamento sia con le murature esistenti sia fra le varie parti di esse. I mattoni, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione per immersione prolungata in appositi bagnarole e mai per aspersione. Essi dovranno mettersi in opera con i giunti alternati ed in corsi ben regolari e normali alla superficie esterna; saranno posati sopra un abbondante strato di malta e premuti sopra di esso in modo che la malta rifluisca intorno e riempia tutte le commessure. La larghezza dei giunti non dovrà essere maggiore di 8 né minore di 5 mm. I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore presa all'intonaco od alla stuccatura col ferro. Le malte da impiegarsi per l'esecuzione delle murature dovranno essere passate al setaccio per evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato. Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e dovranno essere opportunamente collegate con la parte interna. Se la muratura dovesse eseguirsi con paramento a vista (cortina) si dovrà avere cura di scegliere per le facce esterne i mattoni di migliore cottura, meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli con perfetta regolarità e ricorrenza nelle commessure orizzontali, alternando con precisione i giunti verticali. In questo genere di paramento i giunti non dovranno avere larghezza maggiore di 5 mm e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno essere profilati con malta idraulica o di cemento, diligentemente compressa e lisciata con apposito ferro, senza sbavatura. Le sordine, gli archi, le piattabande e le volte dovranno essere costruite in modo che i mattoni siano sempre disposti in direzione normale alla curva dell'intradosso e la larghezza dei giunti non dovrà mai eccedere i 5 mm all'intradosso e 10 mm all'estradosso. All'innesto con muri da costruirsi in tempo successivo dovranno essere lasciate opportune ammorsature in relazione al materiale impiegato. I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono 79 essere sospesi nei periodi di gelo, durante i quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al disotto di zero gradi centigradi. Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in muratura ordinaria possono essere eseguite nelle ore meno fredde del giorno, purché al distacco del lavoro vengano adottati opportuni provvedimenti per difendere le murature dal gelo notturno. Le facce delle murature in malta dovranno essere mantenute bagnate almeno per giorni 15 dalla loro ultimazione od anche più se sarà richiesto dalla direzione dei Lavori. Le canne, le gole da camino e simili, saranno intonacate a grana fina; quelle di discesa delle immondezze saranno intonacate a cemento liscio. Si potrà ordinare che tutte le canne, le gole, ecc., nello spessore dei muri siano lasciate aperte sopra una faccia, temporaneamente, anche per tutta la loro altezza; in questi casi, il tramezzo di chiusura si eseguirà posteriormente. Le impostature per le volte, gli archi, ecc. devono essere lasciate nelle murature sia con gli addentellati d'uso, sia col costruire l'origine delle volte e degli archi a sbalzo mediante le debite sagome, secondo quanto verrà prescritto. La direzione dei lavori stessa potrà ordinare che sulle aperture di vani di porte e finestre siano collocati degli architravi (cemento armato, acciaio) delle dimensioni che saranno fissate in relazione alla luce dei vani, allo spessore del muro e al sovraccarico. Nel punto di passaggio fra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra sarà eseguito un opportuno strato (impermeabile, drenante, ecc.) che impedisca la risalita per capillarità. 3. Murature portanti a) Tipologie e caratteristiche tecniche Per le murature portanti si dovrà fare riferimento alle «Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura» contenute nel DM n. 103/87 e relativa circolare di istruzione del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei LLPP, n. 30787 ed alle «Norme tecniche per la costruzione in zone sismiche» contenute nel DM LLPP 16 gennaio 1996 80 (d’ora in poi DM 16.01.96). In particolare vanno tenute presenti le seguenti prescrizioni. Muratura costituita da elementi resistenti artificiali. Detta muratura è costituita da elementi che non solo devono fornire garanzie di solidità statico – strutturale, ma, se richiesto, anche ottime qualità dal punto di vista dell’isolamento termico, dell’inerzia termica, della traspirabilità, dell’isolamento acustico, della resistenza al fuoco. Tali elementi, in genere di forma parallelepipeda, sono legati tra loro mediante malta e posti in opera in strati regolari di spessore costante. Gli elementi resistenti possono essere di: – laterizio normale; – laterizio alleggerito in pasta; – calcestruzzo normale; – calcestruzzo alleggerito. Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di fori in direzione normale al piano di posa (elementi a foratura verticale) oppure in direzione parallela (elementi a foratura orizzontale). Muratura costituita da elementi resistenti naturali. Detta muratura è costituita da elementi di pietra legati tra di loro tramite malta. Le pietre, da ricavarsi in genere dall’abbattimento di rocce, devono: essere non friabili o sfaldabili e resistenti al gelo, nel caso di murature esposte direttamente agli agenti atmosferici. Non devono, altresì, contenere in misura sensibile sostanze solubili o residui organici. Le pietre devono presentarsi monde di cappellaccio e di parti alterate o facilmente rimovibili; devono possedere sufficiente resistenza, sia allo stato asciutto che bagnato, e buona adesività alle malte. In particolare gli elementi devono possedere i requisiti minimi di resistenza determinabili secondo le modalità descritte nell'allegato 1 del citato DM n. 103/87. L'impiego di elementi provenienti da murature esistenti è subordinato al 81 soddisfacimento dei requisiti sopra elencati ed al ripristino della freschezza delle superfici a mezzo di pulitura e lavaggio delle superfici stesse. Le murature formate da elementi resistenti naturali si distinguono nei seguenti tipi: ○ muratura di pietra non squadrata composta con pietrame di cava grossolanamente lavorato, posto in opera in strati pressoché regolari; ○ muratura listata: costituita come la muratura in pietra non squadrata, ma intercalata da fasce di conglomerato semplice o armato oppure da ricorsi orizzontali costituiti da almeno due filari in laterizio pieno, posti ad interasse non superiore a 1,6 m ed estesi a tutta la lunghezza ed a tutto lo spessore del muro; ○ muratura di pietra squadrata: composta con pietre di geometria pressoché parallelepipeda poste in opera in strati regolari. b) Particolari costruttivi L'edificio a uno o più piani in muratura portante deve essere concepito come una struttura tridimensionale costituita da singoli sistemi resistenti collegati tra di loro e con le fondazioni e disposti in modo da resistere alle azioni verticali ed orizzontali. Dovranno, pertanto, essere rispettate le prescrizioni di seguito riportate. ○ Collegamenti I sistemi di elementi piani sopraddetti devono essere opportunamente collegati tra loro. A tal fine tutti i muri saranno collegati: - al livello dei solai mediante cordoli ed opportuni incatenamenti; - tra di loro, mediante ammorsamenti lungo le intersezioni verticali. Nella direzione di tessitura dei solai la funzione di collegamento potrà essere espletata dai solai stessi purché adeguatamente ancorati alla muratura. Il collegamento tra la fondazione e la struttura in elevazione sarà di norma realizzato mediante cordolo di calcestruzzo armato disposto alla base di tutte le murature verticali resistenti, di spessore pari a quello della muratura di fondazione e di altezza non inferiore alla metà di detto spessore. ○ Cordoli 82 In corrispondenza dei solai di piano e di copertura i cordoli saranno realizzati prevalentemente in cemento armato ed avranno una larghezza pari ad almeno 2/3 della muratura sottostante, e comunque non inferiore a 12 cm, ed una altezza almeno pari a quella del solaio, e comunque non inferiore alla metà dello spessore del muro. Per i primi tre orizzontamenti, a partire dall'alto, l'armatura minima dei cordoli dovrà essere almeno pari a 6 cm2 e dovrà avere un diametro non inferiore a 12 mm. Detta armatura sarà poi aumentata di 2 cm2 a piano per ogni piano sottostante gli ultimi tre. La stessa armatura dovrà essere prevista nel cordolo di base interposto tra la fondazione e la struttura in elevazione. In ogni caso, le predette armature non dovranno risultare inferiori allo 0,6% dell'area del cordolo. Le staffe devono essere costituite da tondi di diametro non inferiore a 6 mm poste a distanza non superiore a 30 cm. Per edifici con più di 6 piani, entro e fuori terra, l'armatura dei cordoli sarà costituita da tondi con diametro non inferiore a 14 mm e staffe con diametro non inferiore a 8 mm. Negli incroci a L le barre dovranno ancorarsi nel cordolo ortogonale per almeno 40 diametri; lo squadro delle barre dovrà sempre abbracciare l'intero spessore del cordolo. ○ Incatenamenti orizzontali interni Gli incatenamenti orizzontali interni, aventi lo scopo di collegare i muri paralleli della scatola muraria ai livelli dei solai, devono essere realizzati per mezzo di armature metalliche. Tali incatenamenti dovranno avere le estremità efficacemente ancorate ai cordoli. Nella direzione di tessitura del solaio possono essere omessi gli incatenamenti se il collegamento è assicurato dal solaio stesso. In direzione ortogonale al senso di tessitura del solaio gli incatenamenti orizzontali saranno obbligatori per solai con luce superiore ai 4,5 m e saranno costituiti da armature con una sezione totale pari a 4 cm2 per ogni campo di solaio. 83 ○ Spessori minimi dei muri Lo spessore dei muri non potrà essere inferiore ai seguenti valori: - muratura in elementi resistenti artificiali pieni 12 cm; - muratura in elementi resistenti artificiali semipieni - muratura in elementi resistenti artificiali forati 20 cm; 25 cm; - muratura di pietra squadrata 24 cm; - muratura listata 40 cm; - muratura di pietra non squadrata 50 cm. 4. Paramenti per le murature di pietrame Per le facce a vista delle murature di pietrame, secondo gli ordini della direzione dei lavori, potrà essere prescritta l'esecuzione delle seguenti speciali lavorazioni: a) con pietra rasa e teste scoperte (ad opera incerta); b) a mosaico grezzo; c) con pietra squadrata a corsi pressoché regolari; d) con pietra squadrata a corsi regolari. a) Nel paramento con «pietra rasa e teste scoperte» (ad opera incerta) il pietrame dovrà essere scelto diligentemente fra il migliore e la sua faccia vista dovrà essere ridotta col martello a superficie approssimativamente piana; le pareti esterne dei muri dovranno risultare bene allineate e non presentare rientranze o sporgenze maggiori di 25 mm. b) Nel paramento a «mosaico grezzo» la faccia vista dei singoli pezzi dovrà essere ridotta col martello e la grossa punta a superficie perfettamente piana ed a figura poligonale, ed i singoli pezzi dovranno combaciare fra loro regolarmente, restando vietato l'uso delle scaglie. In tutto il resto si seguiranno le norme indicate per il paramento a pietra rasa. c) Nel paramento a «corsi pressoché regolari» il pietrame dovrà essere ridotto a conci piani e squadrati, sia col martello che con la grossa punta, con le facce di posa parallele fra loro e quelle di combaciamento normali a quelle 84 di posa. I conci saranno posti in opera a corsi orizzontali di altezza che può variare da corso a corso, e potrà non essere costante per l'intero filare. Nelle superfici esterne dei muri saranno tollerate rientranze o sporgenze non maggiori di 15 mm. d) Nel paramento a «corsi regolari» i conci dovranno essere perfettamente piani e squadrati, con la faccia vista rettangolare e lavorati a grana ordinaria. Dovranno, altresì, avere la stessa altezza per tutta la lunghezza del medesimo corso e, qualora i vari corsi non avessero eguale altezza, quest’ultima dovrà essere disposta in ordine decrescente dai corsi inferiori ai corsi superiori, con differenza, però, fra due corsi successivi non maggiore di 5 cm. La direzione dei lavori potrà anche prescrivere l'altezza dei singoli corsi, ed ove nella stessa superficie di paramento venissero impiegati conci di pietra da taglio, per rivestimento di alcune parti, i filari di paramento a corsi regolari dovranno essere in perfetta corrispondenza con quelli della pietra da taglio. Tanto nel paramento a corsi pressoché regolari, quanto in quello a corsi regolari, non sarà tollerato l'impiego di scaglie nella faccia esterna; il combaciamento dei corsi dovrà avvenire per almeno un terzo della loro rientranza nelle facce di posa, e non potrà essere mai minore di 10 cm nei giunti verticali. La rientranza dei singoli pezzi non sarà mai minore della loro altezza, né inferiore a 25 cm; l'altezza minima dei corsi non dovrà essere mai minore di 20 cm. In entrambi i paramenti a corsi, lo sfalsamento di due giunti verticali consecutivi non dovrà essere minore di 10 cm e le commessure avranno larghezza non maggiore di 1 cm. Per tutti i tipi di paramento le pietre dovranno mettersi in opera alternativamente di punta in modo da assicurare il collegamento col nucleo interno della muratura. Per le murature con malta, quando questa avrà fatto convenientemente presa, le commessure delle facce di paramento dovranno essere accuratamente stuccate. 85 In quanto alle commessure, saranno mantenuti i limiti di larghezza fissati negli articoli precedenti secondo le diverse categorie di muratura. Per le volte in pietrame si impiegheranno pietre di forma, per quanto possibile, regolari, aventi i letti di posa o naturalmente piani o resi grossolanamente tali con la mazza o col martello. In tutte le specie di paramenti la stuccatura dovrà essere fatta raschiando preventivamente le commessure fino a conveniente profondità per purgarle dalla malta, dalla polvere, e da qualunque altra materia estranea, lavandole con acqua abbondante e riempiendo quindi le commessure stesse con nuova malta della qualità prescritta, curando che questa penetri bene dentro, comprimendola e lisciandola con apposito ferro, in modo che il contorno dei conci sui fronti del paramento, a lavoro finito, si disegni nettamente e senza sbavature. Art. 30 - Murature e riempimenti in pietrame a secco - Vespai È possibile distinguere: a) Murature in pietrame a secco Dovranno essere eseguite con pietre lavorate in modo da avere forma il più possibile regolare, restando assolutamente escluse quelle di forma rotonda, le pietre saranno collocate in opera in modo che si colleghino perfettamente fra loro, scegliendo per i paramenti quelle di maggiori dimensioni, non inferiori a 20 cm di lato, e le più adatte per il miglior combaciamento, onde supplire così colla accuratezza della costruzione alla mancanza di malta. Si eviterà sempre la ricorrenza delle commessure verticali. Nell'interno della muratura si farà uso delle scaglie soltanto per appianare i corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra. La muratura in pietrame a secco per muri di sostegno in controriva o comunque isolati sarà sempre coronata da uno strato di muratura in malta di altezza non minore di 30 cm; a richiesta della direzione dei lavori vi si dovranno eseguire anche regolari fori di drenaggio, regolarmente disposti, anche su più ordini, per lo scolo delle acque. b) Riempimenti in pietrame a secco (per drenaggi, fognature, banchettoni 86 di consolidamento e simili) Dovranno essere formati con pietrame da collocarsi in opera a mano su terreno ben costipato, al fine di evitare cedimenti per effetto dei carichi superiori. Per drenaggi o fognature si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari e possibilmente a forma di lastroni quelle da impiegare nella copertura dei sottostanti pozzetti o cunicoli; oppure infine negli strati inferiori il pietrame di maggiore dimensione, impiegando nell'ultimo strato superiore pietrame minuto, ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti di penetrare e scendere otturando così gli interstizi tra le pietre. Sull'ultimo strato di pietrisco si dovranno pigiare convenientemente le terre, con le quali dovrà completarsi il riempimento dei cavi aperti per la costruzione di fognature e drenaggi. c) Vespai e intercapedini Nei locali in genere i cui pavimenti verrebbero a trovarsi in contatto con il terreno naturale potranno essere ordinati vespai in pietrame, intercapedini in laterizio o di materiale plastico. In ogni caso il terreno di sostegno di tali opere dovrà essere debitamente spianato, bagnato e ben battuto per evitare qualsiasi cedimento. Per i vespai in pietrame si dovrà formare anzitutto in ciascun ambiente una rete di cunicoli di ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse massimo di 1,50 m; questi dovranno correre anche lungo tutte le pareti ed essere comunicanti tra loro. Detti canali dovranno avere sezione non minore di 15 cm x 20 cm di altezza ed un sufficiente sbocco all'aperto, in modo da assicurare il ricambio dell'aria. Ricoperti tali canali con adatto pietrame di forma pianeggiante, si completerà il sottofondo riempiendo le zone rimaste fra cunicolo e cunicolo con pietrame in grossi scheggioni disposti coll'asse maggiore verticale ed in contrasto fra loro, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e spargendo infine uno strato di ghiaietto di conveniente grossezza sino al piano prescritto. Le intercapedini, a sostituzione di vespai, potranno essere costituite da un piano di tavelloni murati in malta idraulica fina e poggianti su muretti in 87 pietrame o mattoni, ovvero da voltine di mattoni, ecc. Art. 31 - Opere e strutture di calcestruzzo 1. Impasti di conglomerato cementizio Gli impasti di conglomerato cementizio dovranno essere eseguiti in conformità con quanto previsto nell'allegato 1 del DM 9.01.96. La distribuzione granulometrica degli inerti, il tipo di cemento e la consistenza dell'impasto, devono essere adeguati alla particolare destinazione del getto ed al procedimento di posa in opera del conglomerato. Il quantitativo d'acqua deve essere il minimo necessario a consentire una buona lavorabilità del conglomerato tenendo conto anche dell'acqua contenuta negli inerti. Partendo dagli elementi già fissati il rapporto acqua - cemento, e quindi il dosaggio del cemento, dovrà essere scelto in relazione alla resistenza richiesta per il conglomerato. L'impiego degli additivi dovrà essere subordinato all'accertamento dell'assenza di ogni pericolo di aggressività. L'impasto deve essere effettuato con mezzi idonei ed il dosaggio dei componenti eseguito con modalità atte a garantire la costanza del proporzionamento previsto in sede di progetto. 2. Controlli sul conglomerato cementizio I controlli sul conglomerato saranno eseguiti secondo le prescrizioni di cui all'allegato 2 del DM 9.01.96 ed avranno lo scopo di accertare che il conglomerato abbia una resistenza caratteristica a compressione non inferiore a quella richiesta dal progetto. Il controllo di qualità del conglomerato si articola nelle seguenti fasi: studio preliminare di qualificazione, controllo di accettazione, prove complementari (rispettivamente paragrafi 4, 5 e 6 dell'allegato 2 del DM 9.01.96). I prelievi dei campioni necessari per i controlli delle fasi suddette avverranno al momento della posa in opera dei casseri, secondo le modalità previste nel paragrafo 3 del succitato Allegato 2. 3. Norme di esecuzione per il cemento armato normale 88 Durante l'esecuzione di opere in cemento armato normale, l'appaltatore deve attenersi alle prescrizioni contenute nella legge n. 1086/71 nonché alle norme tecniche del DM 9.01.96, di seguito dettagliate. a) Gli impasti devono essere preparati e trasportati in modo da escludere pericoli di segregazione dei componenti o di prematuro inizio della presa al momento del getto. Il getto deve essere convenientemente compattato e la relativa superficie deve essere mantenuta umida per almeno tre giorni. Non si deve mettere in opera il conglomerato a temperature minori di 0 °C , salvo il ricorso ad opportune cautele. b) Le giunzioni delle barre in zona tesa, quando non evitabili, devono essere realizzate possibilmente nelle regioni di minor sollecitazione, in ogni caso devono essere opportunamente sfalsate. Le giunzioni di cui sopra possono effettuarsi mediante: – saldature eseguite in conformità delle norme in vigore sulle saldature; – manicotto filettato; – sovrapposizione calcolata in modo da assicurare l'ancoraggio di ciascuna barra. In ogni caso la lunghezza di sovrapposizione in retto deve essere non minore di 20 volte il diametro e la prosecuzione di ciascuna barra deve essere deviata verso la zona compromessa. La distanza mutua (interferro) nella sovrapposizione non deve superare 6 volte il diametro. c) Le barre piegate devono presentare, nelle piegature, un raccordo circolare di raggio non minore di 6 volte il diametro. Gli ancoraggi devono rispondere a quanto prescritto al punto 5.3.3 del DM 9.01.96. Per barre di acciaio incrudito a freddo le piegature non possono essere effettuate a caldo. d) La superficie dell'armatura resistente deve distare dalle facce esterne del conglomerato di almeno 0,8 cm nel caso di solette, setti e pareti, e di almeno 2 cm nel caso di travi e pilastri. Tali misure devono essere aumentate, e al massimo rispettivamente portate a 2 cm per le solette ed a 4 cm per le travi ed i pilastri, in presenza di salsedine marina ed altri 89 agenti aggressivi. Copriferri maggiori richiedono opportuni provvedimenti intesi ad evitare il distacco (per esempio reti). Le superfici delle barre devono essere mutuamente distanziate in ogni direzione di almeno una volta il diametro delle barre medesime e, in ogni caso, non meno di 2 cm. Si potrà derogare a quanto sopra raggruppando le barre a coppie ed aumentando la mutua distanza minima tra le coppie ad almeno 4 cm. Per le barre di sezione non circolare si deve considerare il diametro del cerchio circoscritto. e) Il disarmo deve avvenire per gradi ed in modo da evitare azioni dinamiche. Esso non deve inoltre avvenire prima che la resistenza del conglomerato abbia raggiunto il valore necessario in relazione all'impiego della struttura all'atto del disarmo, tenendo anche conto delle altre esigenze progettuali e costruttive; la decisione è lasciata al giudizio del Direttore dei lavori. 4. Norme di esecuzione per il cemento armato precompresso Nell'esecuzione delle opere di cemento armato precompresso l'appaltatore dovrà attenersi alle prescrizioni contenute nelle attuali norme tecniche del DM 9.01.96, di seguito dettagliate. a) Il getto deve essere costipato per mezzo di vibratori ad ago od a lamina, ovvero con vibratori esterni, facendo particolare attenzione a non deteriorare le guaine dei cavi; b) Le superfici esterne dei cavi post - tesi devono distare dalla superficie del conglomerato non meno di 25 mm nei casi normali, e non meno di 35 mm in caso di strutture site all'esterno o in ambiente aggressivo. Il ricoprimento delle armature pre-tese non deve essere inferiore a 15 mm o al diametro massimo dell'inerte impiegato, e non meno di 25 mm in caso di strutture site all'esterno o in ambiente aggressivo. c) Dietro gli apparecchi di ancoraggio deve disporsi un’armatura tridirezionale atta ad assorbire, con largo margine, gli sforzi di trazione e di taglio derivanti dalla diffusione delle forze concentrate, ivi comprese le eventuali reazioni vincolari. d) Nel corso dell'operazione di posa si deve evitare, con particolare cura, di 90 danneggiare l'acciaio con intagli, pieghe, etc… e) Si deve altresì prendere ogni precauzione per evitare che i fili subiscano danni di corrosione sia nei depositi di approvvigionamento sia in opera, fino alla ultimazione della struttura. All'atto della messa in tiro si debbono misurare contemporaneamente lo sforzo applicato e l'allungamento conseguito; i due dati debbono essere confrontati tenendo presente la forma del diagramma sforzi allungamenti a scopo di controllo delle perdite per attrito. Per le operazioni di tiro, ci si atterrà a quanto previsto al punto 6.2.4.1 del DM 9.01.96. L'esecuzione delle guaine, le caratteristiche della malta, le modalità delle iniezioni devono egualmente rispettare le suddette norme. 5. Responsabilità per le opere in calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso Nell'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso l'appaltatore deve attenersi strettamente a tutte le disposizioni contenute nella legge n. 1086/71 e nelle relative norme tecniche vigenti nonché nelle successive modifiche ed integrazioni. Per le costruzioni ricadenti in zone dichiarate sismiche si dovrà fare riferimento alla normativa vigente ed in particolare alle specifiche indicate nella “Nota esplicativa Dip. Protezione Civile Uff. SSN” del 4.07.2003 facente riferimento all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20.03.2003 (G.U. 8.05.2003). L'esame e verifica da parte della direzione dei lavori dei progetti delle varie strutture in cemento armato non esonera in alcun modo l'appaltatore e il progettista delle strutture dalle responsabilità loro derivanti per legge e per le precise pattuizioni del contratto. Art. 32 - Strutture prefabbricate di calcestruzzo armato e precompresso 1. Con struttura prefabbricata si intende una struttura realizzata mediante l'associazione e/o il completamento in opera, di più elementi costruiti in stabilimento o a piè d'opera. La progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni prefabbricate sono disciplinate dalle disposizioni contenute nel 91 Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 3 dicembre 1987, “Norme tecniche per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture prefabbricate” (d’ora in poi DM 3.12.87) e nella circolare 16 marzo 1989 n. 31104, “Istruzioni in merito alle norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate” nonché da ogni altra disposizione in materia. Gli elementi prefabbricati utilizzati e montati dall'impresa costruttrice dovranno essere “manufatti prodotti in serie”, ossia manufatti il cui impiego, singolo o insieme ad altri componenti, è ripetitivo. Sono previste per detti manufatti due categorie di produzione a “serie controllata” ed a “serie dichiarata” (vedi comma 6 del presente articolo). 2. Posa in opera Durante la fase di posa e regolazione degli elementi prefabbricati si devono adottare gli accorgimenti necessari per ridurre le sollecitazioni di natura dinamica conseguenti al movimento degli elementi ed evitare forti concentrazioni di sforzo. I dispositivi di regolazione devono consentire il rispetto delle tolleranze previste nel progetto, tenendo conto sia di quelle di produzione degli elementi prefabbricati, sia di quelle di esecuzione dell'unione. Gli eventuali dispositivi di vincolo impiegati durante la posa, se lasciati definitivamente in sito, non devono alterare il corretto funzionamento dell'unione realizzata e comunque generare concentrazioni di sforzo. 3. Unioni e giunti Per «unioni» si intendono collegamenti tra parti strutturali atti alla trasmissione di sollecitazioni. Per «giunti» si intendono spazi tra parti strutturali atti a consentire spostamenti mutui senza trasmissione di sollecitazioni. I materiali impiegati con funzione strutturale nelle unioni devono avere, di regola, una durabilità, resistenza al fuoco e protezione, almeno pari a quella degli elementi da collegare. Ove queste condizioni non fossero rispettate i limiti dell'intera struttura vanno definiti con riguardo all'elemento significativo più debole. I giunti aventi superfici affacciate, devono garantire un adeguato distanziamento delle superfici medesime per consentire i movimenti 92 prevedibili. Il Direttore dei lavori dovrà verificare che eventuali opere di finitura non pregiudichino il libero funzionamento del giunto. 4. Appoggi Gli appoggi devono essere tali da soddisfare le condizioni di resistenza dell'elemento appoggiato, dell'eventuale apparecchio di appoggio e del sostegno, tenendo conto delle variazioni termiche, della deformabilità delle strutture e dei fenomeni lenti. Per elementi di solaio o simili deve essere garantita una profondità dell'appoggio, a posa avvenuta, non inferiore a 3 cm, se è prevista in opera la formazione della continuità dell'unione, e non inferiore a 5 cm, se definitivo. Per appoggi discontinui (nervature, denti) i valori precedenti vanno raddoppiati. Per le travi, la profondità minima dell'appoggio definitivo deve essere non inferiore a (8 + l/300) cm, essendo «l» la luce netta della trave in centimetri. In zona sismica non sono consentiti appoggi nei quali la trasmissione di forze orizzontali sia affidata al solo attrito. Appoggi di questo tipo sono consentiti ove non venga messa in conto la capacità di trasmettere azioni orizzontali; l'appoggio deve consentire spostamenti relativi secondo quanto previsto dalle norme sismiche. 5. Montaggio Nel rispetto delle vigenti norme antinfortunistiche i mezzi di sollevamento dovranno essere proporzionati per la massima prestazione prevista nel programma di montaggio. Nella fase di messa in opera dell'elemento prefabbricato fino al contatto con gli appoggi, i mezzi devono avere velocità di posa commisurata con le caratteristiche del piano di appoggio e con quella dell'elemento stesso. La velocità di discesa deve essere tale da poter considerare non influenti le forze dinamiche di urto. Gli elementi vanno posizionati dove e come indicato in progetto. In presenza di getti integrativi eseguiti in opera, che concorrono alla stabilità della struttura anche nelle fasi intermedie, il programma di montaggio sarà 93 condizionato dai tempi di maturazione richiesti per questi, secondo le prescrizioni di progetto. L'elemento può essere svincolato dall'apparecchiatura di posa solo dopo che è stata assicurata la sua stabilità. L'elemento deve essere stabile di fronte all'azione del: – peso proprio; – vento; – azioni di successive operazioni di montaggio; – azioni orizzontali convenzionali. L'attrezzatura impiegata per garantire la stabilità nella fase transitoria che precede il definitivo completamento dell'opera deve essere munita di apparecchiature, ove necessarie, per consentire, in condizioni di sicurezza, le operazioni di registrazione dell'elemento (piccoli spostamenti delle tre coordinate, piccole rotazioni, ecc.) e, dopo il fissaggio definitivo degli elementi, le operazioni di recupero dell'attrezzatura stessa, senza provocare danni agli elementi stessi. Deve essere previsto nel progetto un ordine di montaggio tale da evitare che si determinino strutture temporaneamente labili o instabili nel loro insieme. La corrispondenza dei manufatti al progetto sotto tutti gli aspetti rilevabili al montaggio (forme, dimensioni e relative tolleranze) sarà verificata dalla direzione dei lavori, che escluderà l'impiego di manufatti non rispondenti. 6. Accettazione Tutte le forniture di componenti strutturali prodotti in serie controllata possono essere accettate senza ulteriori controlli dei materiali, né prove di carico dei componenti isolati, se accompagnati da un certificato di origine firmato dal produttore e dal tecnico responsabile della produzione e attestante che gli elementi sono stati prodotti in serie controllata e recante in allegato copia del relativo estratto del registro di produzione e degli estremi dei certificati di verifica preventiva del laboratorio ufficiale. Per i componenti strutturali prodotti in serie dichiarata si deve verificare che esista una dichiarazione di conformità alle norme di cui al comma 1 rilasciata dal produttore. 94 Art. 33 - Solai 1. Le coperture degli ambienti e dei vani e le suddivisioni orizzontali tra gli stessi dovranno essere tali da sopportare, a seconda della destinazione prevista per i relativi locali, i carichi comprensivi degli effetti dinamici ordinari, previsti nel DM 16 gennaio 1996: “Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi”. L'Appaltatore dovrà provvedere ad assicurare solidamente alla faccia inferiore di tutti i solai ganci di ferro appendilumi del numero, forma e posizione che, a sua richiesta, saranno precisati dalla direzione dei lavori. 2. Le coperture degli ambienti e dei vani e le partizioni orizzontali potranno essere eseguite secondo le tipologie di seguito elencate. SOLAI SU TRAVI E TRAVETTI DI LEGNO Le travi principali di legno devono avere le dimensioni e le distanze indicate in relazione alla luce ed al sovraccarico. I travetti (secondari) devono essere collocati ad una distanza, fra asse e asse, pari alla lunghezza delle tavelle che devono essere collocate sugli stessi e sull'estradosso delle tavelle deve essere disteso uno strato di calcestruzzo magro di calce idraulica formato con ghiaietto fino o altro materiale inerte. SOLAI SU TRAVI DI FERRO A DOPPIO T (PUTRELLE) CON VOLTINE DI MATTONI (PIENI O FORATI) O CON ELEMENTI LATERIZI INTERPOSTI Questi solai sono composti da travi, copriferri, voltine di mattoni (pieni o forati) o tavelloni o volterrane e, infine, dal riempimento. Le travi devono avere le dimensioni previste nel progetto e devono essere collocate alla distanza prescritta; in ogni caso la loro distanza non deve superare 1 m. Prima del loro collocamento in opera devono essere protette con trattamento antincorrosivo e forate per l'applicazione delle chiavi, dei tiranti e dei tondini di armatura delle piattabande. Le chiavi saranno applicate agli estremi delle travi alternativamente (e cioè uno con le chiavi e il successivo senza), e i tiranti trasversali, per le travi lunghe più di 5 m, saranno applicati a distanza non maggiore di 2,50 m. Le voltine di mattoni pieni o forati saranno eseguite ad una testa in malta 95 comune od in foglio con malta di cemento a rapida presa, con una freccia variabile fra cinque e dieci centimetri. Quando la freccia è superiore ai 5 cm dovranno intercalarsi fra i mattoni delle voltine grappe di ferro per meglio assicurare l'aderenza della malta di riempimento dell'intradosso. I tavelloni e le volterrane saranno appoggiati alle travi con l'interposizione di copriferri. Le voltine di mattoni, le volterrane ed i tavelloni, saranno poi ricoperti sino all'altezza dell'ala superiore della trave e dell'estradosso delle voltine e volterrane, se più alto, con scoria leggera di fornace o pietra pomice o altri inerti leggeri impastati con malta magra fino ad intasamento completo. Quando la faccia inferiore dei tavelloni o volterrane debba essere intonacata sarà opportuno applicarvi preventivamente uno strato di malta cementizia ad evitare eventuali distacchi dell'intonaco stesso. SOLAI DI CEMENTO ARMATO O MISTI Detta categoria comprende i solai, sia eseguiti in opera che derivanti dall’associazione di elementi prefabbricati, realizzati esclusivamente in calcestruzzo armato o calcestruzzo armato precompresso o misti in calcestruzzo armato precompresso e blocchi in laterizio od in altri materiali. Per detti solai valgono le prescrizioni già date per le opere in calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso e, in particolare, valgono le prescrizioni contenute nel DM 9.01.96. I solai di calcestruzzo armato o misti sono così classificati: a) solai con getto pieno di calcestruzzo armato o di calcestruzzo armato precompresso; b) solai misti di calcestruzzo armato, calcestruzzo armato precompresso e blocchi interposti di alleggerimento collaboranti e non, di laterizio od altro materiale; c) solai realizzati dall'associazione di elementi di calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso prefabbricati con unioni e/o getti di completamento. Per i solai del tipo a) valgono integralmente le prescrizioni del precedente 96 articolo 32. I solai del tipo b) e c) sono soggetti anche alle norme complementari riportate nei successivi punti. SOLAI MISTI DI CALCESTRUZZO ARMATO E CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO E BLOCCHI FORATI DI LATERIZIO I solai misti di cemento armato normale e precompresso e blocchi forati di laterizio si distinguono nelle seguenti categorie: 1. solai con blocchi aventi funzione principale di alleggerimento; 2. solai con blocchi aventi funzione statica in collaborazione con il conglomerato. I blocchi di cui al secondo punto devono essere conformati in modo che nel solaio in opera sia assicurata con continuità la trasmissione degli sforzi dall'uno all'altro elemento. Nel caso si richieda al laterizio il concorso alla resistenza agli sforzi tangenziali, si devono usare elementi monoblocco disposti in modo che nelle file adiacenti, comprendenti una nervatura di conglomerato, i giunti risultino sfalsati tra loro. In ogni caso, ove sia prevista una soletta di conglomerato staticamente integrativa di altra di laterizio, quest'ultima deve avere forma e finitura tali da assicurare la solidarietà ai fini della trasmissione degli sforzi tangenziali. Per entrambe le categorie il profilo dei blocchi delimitante la nervatura di conglomerato da gettarsi in opera non deve presentare risvolti che ostacolino il deflusso di calcestruzzo e restringano la sezione delle nervature stesse. La larghezza minima delle nervature di calcestruzzo per solai con nervature gettate o completate in opera non deve essere minore di 1/8 dell'interasse e comunque non inferiore a 8 cm. Nel caso di produzione di serie in stabilimento di pannelli di solaio completi il limite minimo predetto potrà scendere a 5 cm. L'interasse delle nervature non deve in ogni caso essere maggiore di 15 volte lo spessore medio della soletta, il blocco interposto deve avere dimensione massima inferiore a 52 cm. Caratteristiche dei blocchi 97 1. Spessore delle pareti e dei setti dei blocchi Lo spessore delle pareti orizzontali compresse non deve essere minore di 8 mm, quello delle pareti perimetrali non minore di 8 mm, quello dei setti non minore di 7 mm. Tutte le intersezioni dovranno essere raccordate con raggio di curvatura, al netto delle tolleranze, maggiori di 3 mm. Si devono adottare forme semplici, caratterizzate da setti rettilinei ed allineati, particolarmente in direzione orizzontale, con setti con rapporto spessore/lunghezza il più possibile uniforme. Il rapporto fra l'area complessiva dei fori e l'area lorda delimitata dal perimetro della sezione del blocco non deve risultare superiore a 0,6 ÷ 0,625 h, ove h è l'altezza del blocco in metri. 2. Caratteristiche fisico - meccaniche. La resistenza caratteristica a compressione, riferita alla sezione netta delle pareti e delle costolature deve risultare non minore di: – 30 N/mm2 nella direzione dei fori; – 15 N/mm2 nella direzione trasversale ai fori; per i blocchi di cui alla categoria 2, e di: – 15 N/mm2 nella direzione dei fori; – 5 N/mm2 nella direzione trasversale ai fori; per i blocchi di cui alla categoria1. La resistenza caratteristica a trazione per flessione dovrà essere non minore di: – 10 N/mm2 per i blocchi di tipo 2, e di: – 7 N/mm2 per i blocchi di tipo1. Speciale cura deve essere rivolta al controllo dell'integrità dei blocchi con particolare riferimento alla eventuale presenza di fessurazioni. 3. Spessore minimo dei solai. Lo spessore dei solai a portanza unidirezionale che non siano di semplice copertura non deve essere minore di 1/25 della luce di calcolo ed in nessun caso minore di 12 cm. Per i solai costituiti da travetti precompressi e blocchi interposti il predetto 98 limite può scendere ad 1/30. Le deformazioni devono risultare compatibili con le condizioni di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso collegati. 4. Spessore minimo della soletta. Nei solai del tipo 1 lo spessore minimo del calcestruzzo della soletta di conglomerato non deve essere minore di 4 cm. Nei solai del tipo 2, può essere omessa la soletta di calcestruzzo e la zona rinforzata di laterizio, per altro sempre rasata con calcestruzzo, può essere considerata collaborante e deve soddisfare i seguenti requisiti: – possedere spessore non minore di 1/5 dell'altezza, per solai con altezza fino a 25 cm, non minore di 5 cm per solai con altezza maggiore; – avere area effettiva dei setti e delle pareti, misurata in qualunque sezione normale alla direzione dello sforzo di compressione, non minore del 50% della superficie lorda. 5. Protezione delle armature. Nei solai, la cui armatura è collocata entro scanalature, qualunque superficie metallica deve risultare contornata in ogni direzione da uno spessore minimo di 5 mm di malta cementizia. Per armatura collocata entro nervatura, le dimensioni di questa devono essere tali da consentire il rispetto dei seguenti limiti: – distanza netta tra armatura e blocco 8 mm; – distanza netta tra armatura ed armatura 10 mm. Per quanto attiene la distribuzione delle armature: trasversali, longitudinali, per taglio, si fa riferimento alle citate Norme contenute nel DM 9.01.96. In fase di esecuzione prima di procedere ai getti i laterizi devono essere convenientemente bagnati. Gli elementi con rilevanti difetti di origine o danneggiati durante la movimentazione dovranno essere eliminati. 6. Conglomerati per i getti in opera. Si dovrà studiare la composizione del getto in modo da evitare rischi di segregazione o la formazione di nidi di ghiaia e per ridurre l'entità delle deformazioni differite. Il diametro massimo degli inerti impiegati non dovrà 99 superare 1/5 dello spessore minimo delle nervature né la distanza netta minima tra le armature. Il getto deve essere costipato in modo da garantire l'avvolgimento delle armature e l'aderenza sia con i blocchi sia con eventuali altri elementi prefabbricati. SOLAI PREFABBRICATI Tutti gli elementi prefabbricati di calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso destinati alla formazione di solai privi di armatura resistente al taglio o con spessori, anche locali, inferiori ai 4 cm, devono essere prodotti in serie controllata. Tale prescrizione è obbligatoria anche per tutti gli elementi realizzati con calcestruzzo di inerte leggero o calcestruzzo speciale. Per gli orizzontamenti in zona sismica, gli elementi prefabbricati devono avere almeno un vincolo che sia in grado di trasmettere le forze orizzontali a prescindere dalle resistenze di attrito. Non sono comunque ammessi vincoli a comportamento fragile. Quando si assuma l'ipotesi di comportamento a diaframma dell'intero orizzontamento, gli elementi dovranno essere adeguatamente collegati tra di loro e con le travi o i cordoli di testata laterali. SOLAI MISTI DI CALCESTRUZZO ARMATO E CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO E BLOCCHI DIVERSI DAL LATERIZIO 1. Classificazioni. I blocchi con funzione principale di alleggerimento, possono essere realizzati anche con materiali diversi dal laterizio (calcestruzzo leggero di argilla espansa, calcestruzzo normale sagomato, materie plastiche, elementi organici mineralizzati, ecc.). Il materiale dei blocchi deve essere stabile dimensionalmente. Ai fini statici si distinguono due categorie di blocchi per solai: a. blocchi collaboranti; b. blocchi non collaboranti. a. Blocchi collaboranti Devono avere modulo elastico superiore a 8 kN/mm2 ed inferiore a 25 kN/mm2. 100 Devono essere totalmente compatibili con il conglomerato con cui collaborano sulla base di dati e caratteristiche dichiarate dal produttore e verificate dalla direzione dei Lavori. Devono soddisfare a tutte le caratteristiche fissate per i blocchi di laterizio della categoria b.1.b). b. Blocchi non collaboranti. Devono avere modulo elastico inferiore ad 8 kN/mm2 e svolgere funzioni di solo alleggerimento. Solai con blocchi non collaboranti richiedono necessariamente una soletta di ripartizione, dello spessore minimo di 4 cm, armata opportunamente e dimensionata per la flessione trasversale. Il profilo e le dimensioni dei blocchi devono essere tali da soddisfare le prescrizioni dimensionali imposte per i blocchi di laterizio non collaboranti. 2. Spessori minimi Per tutti i solai, così come per i componenti collaboranti, lo spessore delle singole parti di calcestruzzo contenenti armature di acciaio non potrà essere minore di 4 cm. SOLAI REALIZZATI CALCESTRUZZO CON L'ASSOCIAZIONE ARMATO E DI ELEMENTI CALCESTRUZZO DI ARMATO PRECOMPRESSO PREFABBRICATI Oltre le prescrizioni indicate nei punti precedenti, in quanto applicabili, sono da tenere presenti le seguenti prescrizioni. 1. L'altezza minima non può essere minore di 8 cm. Nel caso di solaio vincolato in semplice appoggio monodirezionale, il rapporto tra luce di calcolo del solaio e spessore del solaio stesso non deve essere superiore a 25. Per solai costituiti da pannelli piani, pieni od alleggeriti, prefabbricati precompressi (tipo c), senza soletta integrativa, in deroga alla precedente limitazione, il rapporto sopraindicato può essere portato a 35. Per i solai continui, in relazione al grado di incastro o di continuità realizzato agli estremi, tali rapporti possono essere incrementati fino ad un massimo del 20%. È ammessa deroga alle prescrizioni di cui sopra qualora i calcoli condotti 101 con riferimento al reale comportamento della struttura (messa in conto dei comportamenti non lineari, fessurazione, affidabili modelli di previsione viscosa, ecc.) anche eventualmente integrati da idonee sperimentazioni su prototipi, non superino i limiti indicati nel DM 9.01.96. Le deformazioni devono risultare in ogni caso compatibili con le condizioni di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso collegati. 2. Solai alveolari. Per i solai alveolari, per elementi privi di armatura passiva d'appoggio, il getto integrativo deve estendersi all'interno degli alveoli interessati dall'armatura aggiuntiva per un tratto almeno pari alla lunghezza di trasferimento della precompressione. 3. Solai con getto di completamento. La soletta gettata in opera deve avere uno spessore non inferiore a 4 cm ed essere dotata di una armatura di ripartizione a maglia incrociata. Art. 34 - Strutture di acciaio 1. Generalità Le strutture di acciaio dovranno essere progettate e costruite tenendo conto di quanto disposto dalla legge n. 1086/71, dalla legge n. 64/74, dal DM 9.01.96 nonché dalle seguenti norme: UNI ENV 1992-1-1, 1992-1-3, 1992-14, 1992-1-5 e 1992-1-6 (Eurocodice 2); UNI ENV 1993-1-1 (Eurocodice 3); UNI ENV 1994-1-1; ed UNI ENV 1090. Tutte le strutture metalliche dovranno essere protette mediante zincatura a caldo. L'Impresa è tenuta a presentare in tempo utile, prima dell'approvvigionamento dei materiali, all'esame ed all'approvazione della direzione dei lavori: a) gli elaborati progettuali esecutivi di cantiere, comprensivi dei disegni esecutivi di officina, sui quali dovranno essere riportate anche le distinte da cui risultino: numero, qualità, dimensioni, grado di finitura e peso teorico di ciascun elemento costituente la struttura, nonché la qualità degli acciai da impiegare; b) tutte le indicazioni necessarie alla corretta impostazione delle strutture 102 metalliche sulle opere di fondazione. I suddetti elaborati dovranno essere redatti a cura e spese dell'Appaltatore. 2. Collaudo tecnologico dei materiali Ogni volta che i materiali destinati alla costruzione di strutture di acciaio pervengono dagli stabilimenti per la successiva lavorazione, l'Impresa darà comunicazione alla direzione dei lavori specificando, per ciascuna colata, la distinta dei pezzi ed il relativo peso, la destinazione costruttiva e la documentazione di accompagnamento della ferriera costituita da: – attestato di controllo; – dichiarazione che il prodotto è «qualificato» secondo le norme vigenti. La direzione dei lavori si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto qualificato da sottoporre a prova presso laboratori di sua scelta ogni volta che lo ritenga opportuno, per verificarne la rispondenza alle norme di accettazione ed ai requisiti di progetto. Per i prodotti non qualificati la direzione dei lavori deve effettuare presso laboratori ufficiali tutte le prove meccaniche e chimiche in numero atto a fornire idonea conoscenza delle proprietà di ogni lotto di fornitura. Tutti gli oneri relativi alle prove sono a carico dell'Impresa. Le prove e le modalità di esecuzione sono quelle prescritte dal DM 9.01.96 e dalle norme vigenti a seconda del tipo di metallo in esame. 3. Controlli durante la lavorazione L'Impresa dovrà essere in grado di individuare e documentare in ogni momento la provenienza dei materiali impiegati nelle lavorazioni e di risalire ai corrispondenti certificati di qualificazione, dei quali dovrà esibire la copia a richiesta della direzione dei lavori. Alla direzione dei lavori è riservata comunque la facoltà di eseguire in ogni momento della lavorazione tutti i controlli che riterrà opportuni per accertare che i materiali impiegati siano quelli certificati, che le strutture siano conformi ai disegni di progetto e che le stesse siano eseguite a perfetta regola d'arte. Ogni volta che le strutture metalliche lavorate si rendono pronte per il collaudo l'Impresa informerà la direzione dei lavori, la quale darà risposta entro 8 giorni fissando la data del collaudo in contraddittorio, oppure 103 autorizzando la spedizione delle strutture stesse in cantiere. 4. Montaggio Il montaggio in opera di tutte le strutture costituenti ciascun manufatto sarà effettuato in conformità a quanto, a tale riguardo, è previsto nella relazione di calcolo e secondo un piano di montaggio che dovrà essere redatto a cura dell’Impresa e presentato alla Direzione Lavori prima dell’inizio dei montaggi. Nel caso in cui il piano non soddisfi i requisiti previsti nel progetto l’Impresa dovrà provvedere alla revisione secondo le indicazioni che fornirà la Direzione Lavori e, per quanto di competenza, il Responsabile della sicurezza. Durante il carico, il trasporto, lo scarico, il deposito ed il montaggio, si dovrà porre la massima cura per evitare che le strutture vengano deformate o sovrasollecitate. Le parti a contatto con funi, catene od altri organi di sollevamento dovranno essere opportunamente protette. Il montaggio sarà eseguito in modo che la struttura raggiunga la configurazione geometrica di progetto, nel rispetto dello stato di sollecitazione previsto nel progetto medesimo. In particolare, per le strutture a travata, si dovrà controllare che la controfreccia ed il posizionamento sugli apparecchi di appoggio siano conformi alle indicazioni di progetto, rispettando le tolleranze previste. La stabilità delle strutture dovrà essere assicurata durante tutte le fasi costruttive e la rimozione dei collegamenti provvisori e di altri dispositivi ausiliari dovrà essere fatta solo quando essi risulteranno staticamente superflui. Nei collegamenti con bulloni si dovrà procedere alla alesatura di quei fori che non risultino centrati e nei quali i bulloni previsti in progetto non entrino liberamente. Se il diametro del foro alesato risulta superiore al diametro sopracitato, si dovrà procedere alla sostituzione del bullone con uno di diametro superiore. È ammesso il serraggio dei bulloni con chiave pneumatica purché questo venga controllato con chiave dinamometrica, la cui taratura dovrà risultare da certificato rilasciato da laboratorio ufficiale in data non anteriore ad un mese. 104 Per le unioni con bulloni, l'impresa effettuerà, alla presenza della direzione dei lavori, un controllo di serraggio su un numero adeguato di bulloni. L'assemblaggio ed il montaggio in opera delle strutture dovrà essere effettuato senza che venga interrotto il traffico di cantiere sulla eventuale sottostante sede stradale salvo brevi interruzioni durante le operazioni di sollevamento, da concordare con la direzione dei lavori. Le saldature in opera dovranno essere eseguite nel rispetto delle prescrizioni tecniche presenti nelle norme vigenti e predisponendo strutture provvisorie di copertura che garantiscano un congruo livello di pulizia e protezione dagli agenti atmosferici dell’ambiente. Le saldature delle ali superiori della via di corsa dovranno essere opportunamente molate al fine di evitare discontinuità di livello tra i profili collegati tali da provocare perdite di aderenza o salti di quota alla cabina dell’ascensore. A tal scopo si raccomanda di realizzare i giunti in modo obliquo rispetto all’asse di percorrenza della cabina e di prevedere opportuni premontaggi per garantire la congruità geometrica dei lembi da saldare. Nella progettazione e nell'impiego delle attrezzature di montaggio, l'Impresa è tenuta a rispettare le norme, le prescrizioni ed i vincoli che eventualmente venissero imposti da Enti, Uffici e persone responsabili riguardo alla zona interessata, ed in particolare: – per l'ingombro degli alvei dei corsi d'acqua; – per le sagome da lasciare libere nei sovrappassi o sottopassi di strade, autostrade, ferrovie, tranvie, ecc.; – per le interferenze con servizi di soprassuolo e di sottosuolo. 5. Prove di carico e collaudo statico Prima di sottoporre le strutture di acciaio alle prove di carico, dopo la loro ultimazione in opera e di regola, prima che siano applicate le ultime mani di vernice verrà eseguita da parte della direzione dei lavori, quando prevista, un'accurata visita preliminare di tutte le membrature per constatare che le strutture siano state eseguite in conformità ai relativi disegni di progetto, alle buone regole d'arte ed a tutte le prescrizioni di contratto. Ove nulla osti, si procederà quindi alle prove di carico ed al collaudo statico 105 delle strutture; operazioni che verranno condotte, a cura e spese dell'Impresa, secondo le prescrizioni contenute nei Decreti Ministeriali, emanati in applicazione della legge n. 1086/71. C) Coperture, pareti, pavimenti e rivestimenti Art. 35 - Esecuzione coperture continue (piane) 1. Si intendono per coperture continue quelle in cui la tenuta all'acqua è assicurata indipendentemente dalla pendenza della superficie di copertura. L’affidabilità di una copertura dipende da quella dei singoli strati o elementi; fondamentale importanza riveste la realizzazione dell’elemento di tenuta, disciplinata dalla norma UNI 9307-1 (“Coperture continue. Istruzioni per la progettazione. Elemento di tenuta”). Le coperture continue sono convenzionalmente suddivise nelle seguenti categorie: – copertura senza elemento termoisolante con strato di ventilazione oppure senza; – copertura con elemento termoisolante, con strato di ventilazione oppure senza. 2. Quando non altrimenti specificato negli altri documenti progettuali (o quando questi non risultano sufficientemente dettagliati) si intende che ciascuna delle categorie sopra citate sarà composta dagli strati funzionali7 di seguito indicati (definite secondo UNI 8178 “Edilizia. Coperture. Analisi degli elementi e strati funzionali”): a) copertura non termoisolata e non ventilata: - lo strato di pendenza con funzione di portare la pendenza della copertura al valore richiesto; - l'elemento di tenuta all'acqua con funzione di realizzare la prefissata impermeabilità all'acqua meteorica e di resistere alle sollecitazioni dovute all'ambiente esterno; - lo strato di protezione con funzione di limitare le alterazioni dovute ad azioni meccaniche, fisiche, chimiche e/o con funzione decorativa. 7 Nelle soluzioni costruttive uno strato può assolvere ad una o più funzioni 106 b) copertura ventilata ma non termoisolata: - l'elemento portante; - lo strato di ventilazione con funzione di contribuire al controllo del comportamento igrotermico delle coperture attraverso ricambi d'aria naturali o forzati; - strato di pendenza (se necessario); - elemento di tenuta all'acqua; - strato di protezione. c) copertura termoisolata non ventilata: - l'elemento portante; - strato di pendenza; - strato di schermo o barriera al vapore con funzione di impedire (schermo), o di ridurre (barriera) il passaggio del vapore d'acqua e per controllare il fenomeno della condensa; - elemento di tenuta all'acqua; - elemento termoisolante con funzione di portare al valore richiesto la resistenza termica globale della copertura; - strato filtrante; - strato di protezione. d) copertura termoisolata e ventilata: - l'elemento portante con funzioni strutturali; - l'elemento termoisolante; - lo strato di irrigidimento o supporto con funzione di permettere allo strato sottostante di sopportare i carichi previsti; - lo strato di ventilazione; - l'elemento di tenuta all'acqua; - lo strato filtrante con funzione di trattenere il materiale trasportato dalle acque meteoriche; - lo strato di protezione. La presenza di altri strati funzionali (complementari) eventualmente necessari perché dovuti alla soluzione costruttiva scelta, dovrà essere coerente con le indicazioni della UNI 8178 sia per quanto riguarda i materiali 107 utilizzati sia per quanto riguarda la collocazione rispetto agli altri strati nel sistema di copertura. 3. Per la realizzazione degli strati si utilizzeranno i materiali indicati nel progetto. Ove questi ultimi non risultino specificati in dettaglio nel progetto o, eventualmente, a suo complemento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a) per l'elemento portante, a seconda della tecnologia costruttiva adottata, si farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente capitolato sui calcestruzzi, le strutture metalliche, le strutture miste acciaio calcestruzzo, le strutture o i prodotti di legno, etc… b) per l'elemento termoisolante si farà riferimento all'art. 16 del presente capitolato sui materiali per isolamento termico e, inoltre, si avrà cura che nella posa in opera siano: realizzate correttamente le giunzioni, curati i punti particolari, assicurati adeguati punti di fissaggio e/o garantita una mobilità termoigrometrica rispetto allo strato contiguo. c) per lo strato di irrigidimento (o supporto), a seconda della soluzione costruttiva impiegata e del materiale, si verificherà la sua capacità di ripartire i carichi, la sua resistenza alle sollecitazioni meccaniche che deve trasmettere e la durabilità nel tempo. d) lo strato di ventilazione sarà costituito da una intercapedine d'aria avente aperture di collegamento con l'ambiente esterno, munite di griglie, aeratori, etc..., capaci di garantire adeguato ricambio di aria, ma limitare il passaggio di piccoli animali e/o grossi insetti. e) Lo strato di tenuta all'acqua sarà realizzato a seconda della soluzione costruttiva prescelta con membrane in fogli o prodotti fluidi da stendere in sito fino a realizzare uno strato continuo. Le caratteristiche delle membrane sono quelle indicate all'art. 11 del presente capitolato sui prodotti per coperture piane. In fase di posa si dovrà curare: la corretta realizzazione dei giunti utilizzando eventualmente i materiali ausiliari (adesivi, ecc.), le modalità di realizzazione previste dal progetto e/o consigliate dal produttore nella sua documentazione tecnica ivi incluse le prescrizioni sulle condizioni ambientali (umidità, temperature, ecc.) e di sicurezza. Attenzione particolare sarà data all'esecuzione dei bordi, punti 108 particolari, risvolti, ecc. ove possono verificarsi infiltrazioni sotto lo strato. Le caratteristiche dei prodotti fluidi e/o in pasta sono quelle indicate nell'art. 11 del presente capitolato sui prodotti per coperture piane. In fase di posa si dovrà porre cura nel seguire le indicazioni del progetto e/o del fabbricante allo scopo di ottenere strati uniformi e dello spessore previsto che garantiscano continuità anche nei punti particolari quali risvolti, asperità, elementi verticali (camini, aeratori, ecc.). Sarà curato inoltre che le condizioni ambientali (temperatura, umidità, ecc.) od altre situazioni (presenza di polvere, tempi di maturazione, ecc.) siano rispettate per favorire una esatta rispondenza del risultato finale alle ipotesi di progetto. f) Lo strato filtrante, quando previsto, sarà realizzato a seconda della soluzione costruttiva prescelta con fogli di non-tessuto sintetico od altro prodotto adatto accettato dalla direzione dei lavori. Sarà curata la sua corretta collocazione nel sistema di copertura e la sua congruenza rispetto all'ipotesi di funzionamento con particolare attenzione rispetto a possibili punti difficili. g) Lo strato di protezione, sarà realizzato secondo la soluzione costruttiva indicata dal progetto. I materiali (verniciature, granigliature, lamine, ghiaietto, ecc.) risponderanno alle prescrizioni previste nell'articolo loro applicabile. Nel caso di protezione costituita da pavimentazione quest'ultima sarà eseguita secondo le indicazioni del progetto e/o secondo le prescrizioni previste per le pavimentazioni curando che non si formino incompatibilità meccaniche, chimiche, ecc. tra la copertura e la pavimentazione sovrastante. h) Lo strato di pendenza è solitamente integrato in altri strati, pertanto per i relativi materiali si rinvia allo strato funzionale che lo ingloba. Per quanto riguarda la realizzazione si curerà che il piano (od i piani) inclinato che lo concretizza abbia corretto orientamento verso eventuali punti di confluenza e che nel piano non si formino avvallamenti più o meno estesi che ostacolino il deflusso dell'acqua. Si cureranno inoltre le zone raccordate all'incontro con camini, aeratori, ecc. 109 i) Lo strato di barriera o schermo al vapore sarà realizzato con membrane di adeguate caratteristiche (vedere art. 11 del presente capitolato). Nella fase di posa sarà curata la continuità dello strato fino alle zone di sfogo (bordi, aeratori, ecc.), inoltre saranno seguiti gli accorgimenti già descritti per lo strato di tenuta all'acqua. Per gli altri strati complementari riportati nella norma UNI 8178 si dovranno adottare soluzioni costruttive che impieghino uno dei materiali ammessi dalla norma stessa. Il materiale prescelto dovrà rispondere alle prescrizioni previste nell'articolo di questo capitolato ad esso applicabile. Per la realizzazione in opera si seguiranno le indicazioni del progetto e/o le indicazioni fornite dal produttore, ed accettate dalla direzione dei lavori, ivi comprese quelle relative alle condizioni ambientali e/o le precauzioni da seguire nelle fasi di cantiere. 4. Per la realizzazione delle coperture piane Il Direttore dei lavori opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi e alle procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato considerato. In particolare verificherà: - il collegamento tra gli strati; - la realizzazione dei giunti/sovrapposizioni (per gli strati realizzati con pannelli, fogli ed in genere con prodotti preformati); - l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari; b) ove sono richieste lavorazioni in sito verificherà con semplici metodi da cantiere: - le resistenze meccaniche (portate, pulsonamenti, resistenze a flessione); - le adesioni o connessioni fra strati (o quando richiesta l'esistenza di completa separazione); - la tenuta all'acqua, all'umidità ecc. c) a conclusione dell'opera eseguirà prove di funzionamento, anche solo 110 localizzate, formando battenti di acqua, condizioni di carico, di punzonamento, ecc. che siano significativi delle ipotesi previste dal progetto a dalla realtà. Avrà cura inoltre di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi più significativi unitamente alla descrizione e/o alle schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione. Art. 36 - Esecuzione coperture discontinue (a falda) 1. Per coperture discontinue (a falda) s’intendono quelle in cui l'elemento di tenuta all'acqua assicura la sua funzione solo per valori della pendenza maggiori di un minimo, che dipende prevalentemente dal materiale e dalla conformazione dei prodotti. L’affidabilità di una copertura dipende da quella dei singoli strati o elementi; fondamentale importanza riveste la realizzazione dell’elemento di tenuta, disciplinata dalla norma UNI 9308-1 (“Coperture discontinue. Istruzioni per la progettazione. Elemento di tenuta”). Le coperture discontinue si intendono convenzionalmente suddivise nelle seguenti categorie: – coperture senza elemento termoisolante, con strato di ventilazione oppure senza; – coperture con elemento termoisolante, con strato di ventilazione oppure senza. 2. Salvo il caso in cui non sia diversamente previsto negli altri documenti progettuali (o nel caso in cui questi non siano sufficientemente dettagliati), ciascuna delle categorie sopracitate sarà composta dagli strati funzionali8 di seguito indicati (definiti secondo la norma UNI 8178): a) copertura non termoisolata e non ventilata: - elemento portante con funzione di sopportare i carichi permanenti ed i sovraccarichi della copertura; - strato di pendenza con funzione di portare la pendenza al valore richiesto (questa funzione è sempre integrata in altri strati); - elemento di supporto con funzione di sostenere gli strati ad esso 111 appoggiati (e di trasmettere la forza all'elemento portante); - elemento di tenuta con funzione di conferire alle coperture una prefissata impermeabilità all'acqua meteorica e di resistere alle azioni meccaniche fisiche e chimiche indotte dall'ambiente esterno e dall'uso. b) copertura non termoisolata e ventilata: - strato di ventilazione con funzione di contribuire al controllo delle caratteristiche igrotermiche attraverso ricambi d'aria naturali o forzati; - strato di pendenza (sempre integrato); - elemento portante; - l'elemento di supporto; - l'elemento di tenuta. c) copertura termoisolata e non ventilata: - elemento termoisolante con funzione di portare al valore richiesto la resistenza termica globale della copertura; - strato di pendenza (sempre integrato); - elemento portante; - strato di schermo al vapore o barriera al vapore con funzione di impedire (schermo) o di ridurre (barriera) il passaggio del vapore d'acqua e per controllare il fenomeno della condensa; - elemento di supporto; - elemento di tenuta. d) copertura termoisolata e ventilata: - l'elemento termoisolante; - lo strato di ventilazione; - lo strato di pendenza (sempre integrato); - l'elemento portante; - l'elemento di supporto; - l'elemento di tenuta. La presenza di altri strati funzionali (complementari) eventualmente necessari perché dovuti alla soluzione costruttiva scelta dovrà essere coerente con le indicazioni della UNI 8178 sia per quanto riguarda i materiali 8 Nelle soluzioni costruttive uno strato può assolvere ad una o più funzioni. 112 utilizzati sia per quanto riguarda la collocazione nel sistema di copertura. 3. Per la realizzazione degli strati si utilizzeranno i materiali indicati nel progetto. Ove questi ultimi non risultino specificati in dettaglio nel progetto o, eventualmente, a suo complemento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a) per l'elemento portante vale quanto riportato all’art. 39 comma 3.; b) per l'elemento termoisolante vale quanto indicato all’art. 39 comma 3; c) per l'elemento di supporto a seconda della tecnologia costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente capitolato su prodotti di legno, malte di cemento, profilati metallici, getti di calcestruzzo, elementi preformati di base di materie plastiche. Si verificherà durante l'esecuzione la sua rispondenza alle prescrizioni del progetto, l'adeguatezza nel trasmettere i carichi all'elemento portante e nel sostenere lo strato sovrastante; d) l'elemento di tenuta all'acqua sarà realizzato con i prodotti previsti dal progetto e che rispettino anche le prescrizioni previste nell'art. 10 del presente capitolato sui prodotti per coperture discontinue; in fase di posa si dovrà curare la corretta realizzazione dei giunti e/o le sovrapposizioni, utilizzando gli accessori (ganci, viti, ecc.) e le modalità esecutive previste dal progetto e/o consigliate dal produttore nella sua documentazione tecnica, ed accettate dalla direzione dei lavori, ivi incluse le prescrizioni sulle condizioni ambientali (umidità, temperatura, ecc.) e di sicurezza; attenzione particolare sarà data alla realizzazione di bordi, punti particolari e comunque ove è previsto l'uso di pezzi speciali ed il coordinamento con opere di completamento e finitura (scossaline, gronde, colmi, camini, ecc.); e) per lo strato di ventilazione vale quanto riportato all’art. 39 comma 3. Nel caso di coperture con tegole posate su elemento di supporto discontinuo, inoltre, la ventilazione può essere costituita dalla somma delle microventilazioni sottotegola; f) lo strato di schermo al vapore o barriera al vapore sarà realizzato come indicato in all’art. 39 comma 3 lettera i). Per gli altri strati complementari il materiale prescelto dovrà rispondere alle 113 prescrizioni previste nell'articolo di questo capitolato ad esso applicabile. Per la realizzazione in opera si seguiranno le indicazioni del progetto e/o le indicazioni fornite dal produttore, ed accettate dalla direzione dei lavori, ivi comprese quelle relative alle condizioni ambientali e/o precauzioni da seguire nelle fasi di cantiere. 4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione delle coperture discontinue (a falda) opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi e alle procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato considerato. In particolare verificherà: - i collegamenti tra gli strati; - la realizzazione dei giunti e/o delle sovrapposizioni dei singoli prodotti costituenti uno strato; - l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari ove sono richieste lavorazioni in sito; - per quanto applicabili verificherà con semplici metodi da cantiere le resistenze meccaniche (portate, punzonamenti, resistenza a flessione, ecc.), la impermeabilità dello strato di tenuta all'acqua, la continuità (o discontinuità) degli strati, ecc. b) a conclusione dell'opera eseguirà prove (anche solo localizzate) per verificare la tenuta all'acqua, condizioni di carico (frecce), resistenza ad azioni localizzate e quanto altro può essere verificato direttamente in sito a fronte delle ipotesi di progetto. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi unitamente alla descrizione e/o alle schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione. Art. 37 - Opere di impermeabilizzazione 1. Per opere di impermeabilizzazione si intendono quelle che servono a 114 limitare (o ridurre entro valori prefissati) il passaggio di acqua (sotto forma liquida o gassosa) attraverso una parte dell'edificio (pareti, fondazioni, pavimenti controterra etc...) o comunque lo scambio igrometrico tra ambienti. Esse si dividono in: – impermeabilizzazioni costituite da strati continui (o discontinui) di prodotti; – impermeabilizzazioni realizzate mediante la formazione di intercapedini ventilate. 2. Le impermeabilizzazioni, si intendono suddivise nelle seguenti categorie: a) impermeabilizzazioni di coperture continue o discontinue; b) impermeabilizzazioni di pavimentazioni; c) impermeabilizzazioni di opere interrate; d) impermeabilizzazioni di elementi verticali (non risalita d'acqua). 3. Per la realizzazione delle diverse categorie si utilizzeranno i materiali e le modalità indicate negli altri documenti progettuali, ove non siano specificate in dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti: - per le impermeabilizzazioni di coperture, vedere articoli 39 e 40. - per le impermeabilizzazioni di pavimentazioni, vedere art. 45. - per la impermeabilizzazione di opere interrate valgono le prescrizioni seguenti: a) per le soluzioni che adottino membrane in foglio o rotolo si sceglieranno i prodotti che per resistenza meccanica a trazione, agli urti ed alla lacerazione meglio si prestano a sopportare l'azione del materiale di reinterro (che comunque dovrà essere ricollocato con le dovute cautele) le resistenze predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ridurre entro limiti accettabili, le azioni di insetti, muffe, radici e sostanze chimiche presenti del terreno. Inoltre durante la realizzazione si curerà che risvolti, punti di passaggio di tubazioni, etc... siano accuratamente eseguiti onde evitare sollecitazioni localizzate o provocare distacchi e punti di infiltrazione. b) per le soluzioni che adottano prodotti rigidi in lastre, fogli sagomati e 115 similari (con la formazione di interspazi per la circolazione di aria) si opererà come indicato nella precedente lettera a) circa la resistenza meccanica. Per le soluzioni ai bordi e nei punti di attraversamento di tubi, ecc. si eseguirà con cura la soluzione adottata in modo da non costituire punti di infiltrazione e di debole resistenza meccanica. c) per le soluzioni che adottano intercapedini di aria si curerà la realizzazione della parete più esterna (a contatto con il terreno) in modo da avere continuità ed adeguata resistenza meccanica. Al fondo dell'intercapedine si formeranno opportuni drenaggi dell'acqua che limitino il fenomeno di risalita capillare nella parete protetta. d) per le soluzioni che adottano prodotti applicati fluidi od in pasta si sceglieranno quelli che possiedano caratteristiche di impermeabilità ed anche di resistenza meccanica (urti, abrasioni, lacerazioni). Le resistenze predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ottenere valori accettabili di resistenza ad agenti biologici quali radici, insetti, muffe, ecc. nonché di resistenza alle possibili sostanze chimiche presenti nel terreno. Durante l'esecuzione si curerà la corretta esecuzione di risvolti e dei bordi, nonché dei punti particolari quali passaggi di tubazioni, etc..., in modo da evitare possibili zone di infiltrazione e/o distacco. La preparazione del fondo, l'eventuale preparazione del prodotto (miscelazioni, ecc.) le modalità di applicazione ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura ed umidità) e quelle di sicurezza saranno quelle indicate dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori. e) per le impermeabilizzazioni di elementi verticali (con risalita d'acqua) si eseguiranno strati impermeabili (o drenanti) che impediscano o riducano al minimo il passaggio di acqua per capillarità, ecc. Gli strati si eseguiranno con fogli, prodotti spalmati, malte speciali, ecc. curandone la continuità e la collocazione corretta nell'elemento. L'utilizzo di estrattori di umidità per murature, malte speciali ed altri prodotti similari, sarà ammesso solo con prodotti di provata efficacia ed osservando scrupolosamente le indicazioni del progetto e del produttore per la loro realizzazione. 116 4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione delle opere di impermeabilizzazione opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi e alle procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre almeno per gli strati più significativi verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato considerato. In particolare verificherà: - i collegamenti tra gli strati; - la realizzazione di giunti/ sovrapposizioni dei singoli prodotti costituenti uno strato; - l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari ove sono richieste lavorazioni in sito. Per quanto applicabili verificherà con semplici metodi da cantiere: - le resistenze meccaniche (punzonamenti, resistenza a flessione, etc...); - la impermeabilità dello strato di tenuta all'acqua; - le continuità (o discontinuità) degli strati, etc… b) a conclusione dell'opera eseguirà prove (anche solo localizzate) per verificare le resistenze ad azioni meccaniche localizzate, la interconnessione e la compatibilità con altre parti dell'edificio e con eventuali opere di completamento. Avrà inoltre cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi unitamente alle schede tecniche di prodotti ed eventuali prescrizioni per la manutenzione. Art. 38 - Sistemi per rivestimenti interni ed esterni 1. Si definisce sistema di rivestimento il complesso di strati di prodotti della stessa natura o di natura diversa, omogenei o disomogenei, che realizzano la finitura dell'edificio. I sistemi di rivestimento si distinguono, a seconda della loro funzioni in: – rivestimenti per esterno e per interno; – rivestimenti protettivi in ambienti con specifica aggressività; – rivestimenti protettivi di materiali lapidei, legno, ferro, metalli non ferrosi, 117 ecc. 2. Sistemi realizzati con prodotti rigidi Devono essere realizzati secondo le prescrizioni del progetto e, a completamento del progetto, con le indicazioni seguenti: a) per le piastrelle di ceramica (o lastre di pietra, etc… con dimensioni e pesi similari) si procederà alla posa su letto di malta svolgente funzioni di strato di collegamento e di compensazione e curando la sufficiente continuità dello strato stesso, lo spessore, le condizioni ambientali di posa (temperatura ed umidità) e di maturazione. Si valuterà inoltre la composizione della malta onde evitare successivi fenomeni di incompatibilità chimica o termica con il rivestimento e/o con il supporto. Durante la posa del rivestimento si curerà l'esecuzione dei giunti, il loro allineamento, la planarità della superficie risultante ed il rispetto di eventuali motivi ornamentali. In alternativa alla posa con letto di malta si procederà all'esecuzione di uno strato ripartitore avente adeguate caratteristiche di resistenza meccanica, planarità, ecc. in modo da applicare successivamente uno strato di collegamento (od ancoraggio) costituito da adesivi aventi adeguate compatibilità chimica e termica con lo strato ripartitore e con il rivestimento. Durante la posa si procederà come sopra descritto. b) Per le lastre di pietra, calcestruzzo, fibrocemento e prodotti similari si procederà alla posa mediante fissaggi meccanici (elementi ad espansione, elementi a fissaggio chimico, ganci, zanche e similari) a loro volta ancorati direttamente nella parte muraria e/o su tralicci o similari. In ogni caso i sistemi di fissaggio devono garantire una adeguata resistenza meccanica per sopportare il peso proprio e del rivestimento, resistere alle corrosioni, permettere piccole regolazioni dei singoli pezzi durante il fissaggio ed il loro movimento in opera dovuto a variazioni termiche. Il sistema nel suo insieme deve avere comportamento termico accettabile, nonché evitare di essere sorgente di rumore inaccettabile dovuto al vento, pioggia, ecc. ed assolvere le altre funzioni loro affidate quali tenuta all'acqua ecc. Durante la posa del rivestimento si cureranno gli effetti 118 estetici previsti, l'allineamento o comunque corretta esecuzione di giunti (sovrapposizioni, ecc.), la corretta forma della superficie risultante, ecc. c) Per le lastre, i pannelli, etc…, a base di metallo o materia plastica si procederà analogamente a quanto descritto alla precedente lettera b) per le lastre. Si curerà in base alle funzioni attribuite dal progetto al rivestimento, l'esecuzione dei fissaggi la collocazione rispetto agli strati sottostanti onde evitare incompatibilità termiche, chimiche od elettriche. Saranno considerate le possibili vibrazioni o rumore indotte da vento, pioggia, ecc. Verranno inoltre verificati i motivi estetici, l'esecuzione dei giunti, la loro eventuale sigillatura, ecc. 3. Sistemi realizzati con prodotti flessibili Devono essere realizzati secondo le prescrizioni date nel progetto con prodotti costituiti da carte da parati (a base di carta, tessili, fogli di materie plastiche o loro abbinamenti) aventi le caratteristiche riportate nell'art. 15, comma 3 del presente capitolato e a completamento del progetto devono rispondere alle indicazioni seguenti. A seconda del supporto (intonaco, legno, ecc.), si procederà alla sua pulizia ed asportazione dei materiali esistenti nonché al riempimento di fessure, piccoli fori, alla spianatura di piccole asperità, ecc. avendo cura di eliminare, al termine, la polvere ed i piccoli frammenti che possono successivamente collocarsi tra il foglio ed il supporto durante la posa. Si stenderà uno strato di fondo (fissativo) solitamente costituito dallo stesso adesivo che si userà per l'incollaggio (ma molto più diluito con acqua) in modo da rendere uniformemente assorbente il supporto stesso e da chiudere i pori più grandi. Nel caso di supporti molto irregolari e nella posa di rivestimenti particolarmente sottili e lisci (esempio tessili) si provvederà ad applicare uno strato intermedio di carta fodera o prodotto similare allo scopo di ottenere la levigatezza e continuità volute. Si applica infine il telo di finitura curando il suo taglio preliminare in lunghezza e curando la concordanza dei disegni, la necessità di posare i teli con andamento alternato etc… 119 Durante l'applicazione si curerà la realizzazione dei giunti, la quantità di collante applicato, l'esecuzione dei punti particolari quali angoli, bordi di porte, finestre, ecc., facendo le opportune riprese in modo da garantire la continuità dei disegni e comunque la scarsa percepibilità dei giunti. 4. Sistemi realizzati con prodotti fluidi Devono essere realizzati secondo le prescrizioni date nel progetto (con prodotti costituiti da pitture, vernici impregnanti, etc.) aventi le caratteristiche riportate nell'articolo loro applicabile ed a completamento del progetto devono rispondere alle indicazioni seguenti: a) su pietre naturali ed artificiali impregnazione della superficie con siliconi o oli fluorurati, non pellicolanti, resistenti agli UV, al dilavamento, agli agenti corrosivi presenti nell'atmosfera; b) su intonaci esterni: - tinteggiatura della superficie con tinte alla calce, o ai silicati inorganici; - pitturazione della superficie con pitture organiche; c) su intonaci interni: - tinteggiatura della superficie con tinte alla calce, o ai silicati inorganici; - pitturazione della superficie con pitture organiche o ai silicati organici; - rivestimento della superficie con materiale plastico a spessore; - tinteggiatura della superficie con tinte a tempera; d) su prodotti di legno e di acciaio. I sistemi si intendono realizzati secondo le prescrizioni del progetto ed in loro mancanza (od a loro integrazione) si intendono realizzati secondo le indicazioni date dal produttore ed accettate dalla direzione dei lavori; le informazioni saranno fornite secondo le norme UNI 8758 (“Edilizia. Sistemi di verniciatura, pitturazione, tinteggiatura, impregnazione superficiale e misti. Criteri per l' informazione tecnica”) o UNI 8760 (“Edilizia. Sistemi di rivestimento plastico ad applicazione continua (RPAC). Criteri per l' informazione tecnica”) e riguarderanno: - criteri e materiali di preparazione del supporto; - criteri e materiali per realizzare l'eventuale strato di fondo ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura, umidità) del momento della 120 realizzazione e del periodo di maturazione e le condizioni per la successiva operazione; - criteri e materiali per realizzare l'eventuale strato intermedio ivi comprese le condizioni citate all'alinea precedente per la realizzazione e maturazione; - criteri e materiali per lo strato di finiture ivi comprese le condizioni citate al secondo alinea. Durante l'esecuzione, per tutti i tipi predetti, si curerà per ogni operazione la completa esecuzione degli strati, la realizzazione dei punti particolari, le condizioni ambientali (temperatura, umidità) e la corretta condizione dello strato precedente (essiccazione, maturazione, assenza di bolle, ecc.), nonché le prescrizioni relative alle norme di igiene e sicurezza. 5. Il Direttore dei lavori per la realizzazione del sistema di rivestimento opererà come di seguito: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre almeno per gli strati più significativi verificherà che il risultato delle operazioni predette sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione che è attribuita all'elemento o strato realizzato. In particolare verificherà: - per i rivestimenti rigidi le modalità di fissaggio, la corretta esecuzione dei giunti e quanto riportato nel punto loro dedicato, eseguendo verifiche intermedie di resistenza meccanica, etc...; - per i rivestimenti con prodotti flessibili (fogli) la corretta esecuzione delle operazioni descritte nel relativo punto; - per i rivestimenti fluidi od in pasta il rispetto delle prescrizioni di progetto o concordate come detto nel punto a) verificando la loro completezza, ecc. specialmente delle parti difficilmente controllabili al termine dei lavori. b) a conclusione dei lavori eseguirà prove (anche solo localizzate) e con facili mezzi da cantiere creando sollecitazioni compatibili con quelle previste dal progetto o comunque simulanti le sollecitazioni dovute all'ambiente, agli utenti futuri, ecc. Per i rivestimenti rigidi verificherà in particolare il fissaggio e 121 l'aspetto delle superfici risultanti; per i rivestimenti in fogli, l'effetto finale e l'adesione al supporto; per quelli fluidi la completezza, l'assenza di difetti locali, l'aderenza al supporto. Art. 39 - Opere di vetrazione e serramentistica 1. Per opere di vetrazione si intendono quelle che comportano la collocazione in opera di lastre di vetro (o prodotti similari sempre comunque in funzione di schermo) sia in luci fisse sia in ante fisse o mobili di finestre, portefinestre o porte. Per opere di serramentistica si intendono quelle relative alla collocazione di serramenti (infissi) nei vani aperti delle parti murarie destinate a riceverli. 2. La realizzazione delle opere di vetrazione deve avvenire con i materiali e le modalità previsti dal progetto; ove quest’ultimo non sia sufficientemente dettagliato valgono le prescrizioni seguenti: a) le lastre di vetro in relazione al loro comportamento meccanico devono essere scelte tenendo conto delle loro dimensioni, delle sollecitazioni previste dovute a carico vento e neve, delle sollecitazioni dovute ad eventuali sbattimenti e delle deformazioni prevedibili del serramento. Devono inoltre essere considerate per la loro scelta le esigenze di isolamento termico, acustico, di trasmissione luminosa, di trasparenza o traslucidità, di sicurezza sia ai fini antinfortunistici che di resistenza alle effrazioni, atti vandalici, ecc. Per la valutazione della adeguatezza delle lastre alle prescrizioni predette, in mancanza di prescrizioni nel progetto si intendono adottati i criteri stabiliti nelle norme UNI per l'isolamento termico ed acustico, la sicurezza, ecc. (UNI 7143, UNI 7144, UNI 7170 e UNI 7697 del 2002). Gli smussi ai bordi e negli angoli devono prevenire possibili scagliature. b) I materiali di tenuta, se non precisati nel progetto, si intendono scelti in relazione alla conformazione e dimensioni delle scanalature (o battente aperto con ferma vetro) per quanto riguarda lo spessore e dimensioni in genere, capacità di adattarsi alle deformazioni elastiche dei telai fissi ed ante apribili; resistenza alle sollecitazioni dovute ai cicli termoigrometrici 122 tenuto conto delle condizioni microlocali che si creano all'esterno rispetto all'interno, ecc. e tenuto conto del numero, posizione e caratteristiche dei tasselli di appoggio, periferici e spaziatori. Nel caso di lastre posate senza serramento gli elementi di fissaggio (squadrette, tiranti, ecc.) devono avere adeguata resistenza meccanica, essere preferibilmente di metallo non ferroso o comunque protetto dalla corrosione. Tra gli elementi di fissaggio e la lastra deve essere interposto materiale elastico e durabile alle azioni climatiche. c) La posa in opera deve avvenire previa eliminazione di depositi e materiali dannosi dalle lastre, serramenti, ecc. e collocando i tasselli di appoggio in modo da far trasmettere correttamente il peso della lastra al serramento; i tasselli di fissaggio servono a mantenere la lastra nella posizione prefissata. Le lastre che possono essere urtate devono essere rese visibili con opportuni segnali (motivi ornamentali, maniglie, ecc.). La sigillatura dei giunti tra lastra e serramento deve essere continua in modo da eliminare ponti termici ed acustici. Per i sigillanti e gli adesivi si devono rispettare le prescrizioni previste dal fabbricante per la preparazione, le condizioni ambientali di posa e di manutenzione. Comunque la sigillatura deve essere conforme a quella richiesta dal progetto od effettuata sui prodotti utilizzati per qualificare il serramento nel suo insieme. L'esecuzione effettuata secondo la norma UNI 6534 (“Vetrazioni in opere edilizie. Progettazione. Materiali e posa in opera”) potrà essere considerata conforme alla richiesta del presente capitolato nei limiti di validità della norma stessa. 3. La realizzazione della posa dei serramenti deve essere effettuata come indicato nel progetto e, qualora non precisato, secondo le prescrizioni seguenti: a) le finestre collocate su propri controtelai e fissate con i mezzi previsti dal progetto e comunque in modo da evitare sollecitazioni localizzate. b) il giunto tra controtelaio e telaio fisso se non progettato in dettaglio onde mantenere le prestazioni richieste al serramento dovrà essere eseguito 123 con le seguenti attenzioni: – assicurare tenuta all'aria ed isolamento acustico; – gli interspazi devono essere sigillati con materiale comprimibile e che resti elastico nel tempo, se ciò non fosse sufficiente (giunti larghi più di 8 mm) si sigillerà anche con apposito sigillante capace di mantenere l'elasticità nel tempo e di aderire al materiale dei serramenti; – il fissaggio deve resistere alle sollecitazioni che il serramento trasmette sotto l'azione del vento od i carichi dovuti all'utenza (comprese le false manovre). c) la posa con contatto diretto tra serramento e parte muraria deve avvenire: – assicurando il fissaggio con l'ausilio di elementi meccanici (zanche, tasselli ad espansione, ecc.); – sigillando il perimetro esterno con malta previa eventuale interposizione di elementi separatori quali non tessuti, fogli, ecc.; – curando l'immediata pulizia delle parti che possono essere danneggiate (macchiate, corrose, ecc.) dal contatto con la malta. d) Le porte devono essere posate in opera analogamente a quanto indicato per le finestre; inoltre si dovranno curare le altezze di posa rispetto al livello del pavimento finito. Per le porte con alte prestazioni meccaniche (antieffrazione) acustiche, termiche o di comportamento al fuoco, si rispetteranno inoltre le istruzioni per la posa date dal fabbricante ed accettate dalla direzione dei lavori. 4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelli prescritti. In particolare verificherà la realizzazione delle sigillature tra lastre di vetro e telai e tra i telai fissi ed i controtelai; la esecuzione dei fissaggi per le lastre non intelaiate; il rispetto delle prescrizioni di progetto, del capitolato e del produttore per i serramenti con altre prestazioni. b) a conclusione dei lavori eseguirà verifiche visive della corretta messa in opera e della completezza dei giunti, sigillature, ecc. Eseguirà controlli 124 orientativi circa la forza di apertura e chiusura dei serramenti (stimandole con la forza corporea necessaria) l'assenza di punti di attrito non previsti, e prove orientative di tenuta all'acqua, con spruzzatori a pioggia, ed all'aria, con l'uso di fumogeni, etc... Nelle grandi opere i controlli predetti potranno avere carattere casuale e statistico. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi più significativi unitamente alla descrizione e/o schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione. Art. 40 - Esecuzione delle pareti esterne e partizioni interne 1. Per parete esterna si intende il sistema edilizio avente la funzione di separare e conformare gli spazi interni al sistema rispetto all'esterno; per partizione interna si intende un sistema edilizio avente funzione di dividere e conformare gli spazi interni del sistema edilizio. Nella esecuzione delle pareti esterne si terrà conto della loro tipologia (trasparente, portante, portata, monolitica, ad intercapedine, termoisolata, ventilata) e della loro collocazione (a cortina, a semicortina od inserita). Nella esecuzione delle partizioni interne si terrà conto della loro classificazione in partizione semplice (solitamente realizzata con piccoli elementi e leganti umidi) o partizione prefabbricata (solitamente realizzata con montaggio in sito di elementi predisposti per essere assemblati a secco). 2. Quando non diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non sono sufficientemente dettagliati) ciascuna delle categorie di parete sopra citata si intende composta da più strati funzionali (costruttivamente uno strato può assolvere a più funzioni), che devono essere realizzati come segue: a) le pareti a cortina (facciate continue) saranno realizzate utilizzando i materiali e prodotti rispondenti al presente capitolato (vetro, isolanti, sigillanti, pannelli, finestre, elementi portanti, ecc.). Le parti metalliche si intendono lavorate in modo da non subire microfessure o comunque 125 danneggiamenti ed, a seconda del metallo, opportunamente protette dalla corrosione. Durante il montaggio si curerà la corretta esecuzione dell'elemento di supporto ed il suo ancoraggio alla struttura dell'edificio eseguendo (per parti) verifiche della corretta esecuzione delle giunzioni (bullonature, saldature, etc...) e del rispetto delle tolleranze di montaggio e dei giochi. Si effettueranno prove di carico (anche per parti) prima di procedere al successivo montaggio degli altri elementi. La posa dei pannelli di tamponamento, dei telai, dei serramenti, etc..., sarà effettuata rispettando le tolleranze di posizione, utilizzando i sistemi di fissaggio previsti. I giunti saranno eseguiti secondo il progetto e comunque posando correttamente le guarnizioni ed i sigillanti in modo da garantire le prestazioni di tenuta all'acqua, all'aria, isolamento termico, acustico, ecc. tenendo conto dei movimenti localizzati della facciata e dei suoi elementi dovuti a variazioni termiche, pressione del vento, etc… La posa di scossaline coprigiunti, ecc. avverrà in modo da favorire la protezione e la durabilità dei materiali protetti ed in modo che le stesse non siano danneggiate dai movimenti delle facciate. Il montaggio dei vetri e dei serramenti avverrà secondo le indicazioni date nell'art. 43 del presente capitolato a loro dedicato. b) le pareti esterne o partizioni interne realizzate a base di elementi di laterizio, calcestruzzo, calcio silicato, pietra naturale o ricostruita e prodotti similari saranno realizzate con le modalità descritte nell'art. 31 del presente capitolato relativo alle opere di muratura, tenendo conto delle modalità di esecuzione particolari (giunti, sovrapposizioni, ecc.) richieste quando la muratura ha compiti di isolamento termico, acustico, resistenza al fuoco, ecc. Per gli altri strati presenti morfologicamente e con precise funzioni di isolamento termico, acustico, barriera al vapore, ecc. si rinvia alle prescrizioni date nell'art. 39 del presente capitolato relativo alle coperture piane. Per gli intonaci ed i rivestimenti in genere si rinvia all'art. 15 del presente capitolato sull'esecuzione di queste opere. Comunque in relazione alle 126 funzioni attribuite alle pareti ed al livello di prestazione richiesto si curerà la realizzazione dei giunti, la connessione tra gli strati e le compatibilità meccaniche e chimiche. Nel corso dell'esecuzione si curerà la completa esecuzione dell'opera con attenzione alle interferenze con altri elementi (impianti), all'esecuzione dei vani di porte e finestre, alla realizzazione delle camere d'aria o di strati interni curando che non subiscano schiacciamenti, discontinuità, ecc. non coerenti con la funzione dello strato. c) le partizioni interne costituite da elementi predisposti per essere assemblati in sito (con o senza piccole opere di adeguamento nelle zone di connessione con le altre pareti o con il soffitto) devono essere realizzate con prodotti rispondenti alle prescrizioni date nell'art. 17 del presente capitolato relativo ai prodotti per pareti esterne e partizioni interne. Nell'esecuzione si seguiranno le modalità previste dal produttore (ivi incluso l'utilizzo di appositi attrezzi) ed approvate dalla direzione dei lavori. Si curerà la corretta predisposizione degli elementi che svolgono anche funzione di supporto in modo da rispettare le dimensioni, tolleranze ed i giochi previsti o comunque necessari ai fini del successivo assemblaggio degli altri elementi. Si curerà che gli elementi di collegamento e di fissaggio vengano posizionati ed installati in modo da garantire l'adeguata trasmissione delle sollecitazioni meccaniche. Il posizionamento di pannelli, vetri, elementi di completamento, ecc. sarà realizzato con l'interposizione di guarnizioni, distanziatori, etc... che garantiscano il raggiungimento dei livelli di prestazione previsti ed essere completate con sigillature, etc... Il sistema di giunzione nel suo insieme deve completare il comportamento della parete e deve essere eseguito secondo gli schemi di montaggio previsti; analogamente si devono eseguire secondo gli schemi previsti e con accuratezza le connessioni con le pareti murarie, con i soffitti, etc… 3. Il Direttore dei lavori per la realizzazione opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelli prescritti. In particolare verificherà la realizzazione 127 delle sigillature tra lastre di vetro e telai e tra i telai fissi ed i controtelai; la esecuzione dei fissaggi per le lastre non intelaiate; il rispetto delle prescrizioni di progetto, del capitolato e del produttore per i serramenti con altre prestazioni. b) a conclusione dei lavori eseguirà verifiche visive della corretta messa in opera e della completezza dei giunti, sigillature, allineamenti, etc… Eseguirà controlli orientativi circa la forza di apertura e chiusura dei serramenti (stimandole con la forza corporea necessaria) l'assenza di punti di attrito non previsti, e prove orientative di tenuta all'acqua, con spruzzatori a pioggia, ed all'aria, con l'uso di fumogeni, etc... Nelle grandi opere i controlli predetti potranno avere carattere casuale e statistico. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi più significativi unitamente alla descrizione e/o schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione. Art. 41 - Esecuzione delle pavimentazioni 1. Si intende per pavimentazione un sistema edilizio avente quale scopo quello di consentire o migliorare il transito e la resistenza alle sollecitazioni in determinate condizioni di uso. Esse si intendono convenzionalmente suddivise nelle seguenti categorie: – pavimentazioni su strato portante; – pavimentazioni su terreno (se la funzione di strato portante del sistema di pavimentazione è svolta del terreno). 2. Quando non è diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non sono sufficientemente dettagliati) si intende che ciascuna delle categorie sopra citate sarà composta dai seguenti strati funzionali9: a) Pavimentazione su strato portante: - lo strato portante, con la funzione di resistenza alle sollecitazioni meccaniche dovute ai carichi permanenti o di esercizio; 9 Costruttivamente uno strato può assolvere una o più funzioni. 128 - lo strato di scorrimento, con la funzione di compensare e rendere compatibili gli eventuali scorrimenti differenziali tra strati contigui; - lo strato ripartitore, con funzione di trasmettere allo strato portante le sollecitazioni meccaniche impresse dai carichi esterni qualora gli strati costituenti la pavimentazione abbiano comportamenti meccanici sensibilmente differenziati; - lo strato di collegamento, con funzione di ancorare il rivestimento allo strato ripartitore (o portante); - lo strato di rivestimento con compiti estetici e di resistenza alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc.). A seconda delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni previste i seguenti strati possono diventare fondamentali: - strato di impermeabilizzante con funzione di dare alla pavimentazione una prefissata impermeabilità ai liquidi ed ai vapori; - strato di isolamento termico con funzione di portare la pavimentazione ad un prefissato isolamento termico; - strato di isolamento acustico con la funzione di portare la pavimentazione ad un prefissato isolamento acustico; - strato di compensazione con funzione di compensare quote, pendenze, errori di planarità ed eventualmente di incorporare impianti (questo strato frequentemente ha anche funzione di strato di collegamento). b) Pavimentazione su terreno: - il terreno (suolo) con funzione di resistere alle sollecitazioni meccaniche trasmesse dalla pavimentazione; - strato impermeabilizzante (o drenante); - lo strato ripartitore; - strati di compensazione e/o pendenza; - il rivestimento. A seconda delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni previste possono essere previsti altri strati complementari. 3. Per la pavimentazione su strato portante sarà effettuata la realizzazione degli strati utilizzando i materiali indicati nel progetto, ove non sia specificato 129 in dettaglio nel progetto od a suo complemento si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a) Per lo strato portante, a seconda della soluzione costruttiva adottata, si farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente capitolato su strutture di calcestruzzo, strutture metalliche, strutture miste acciaio e calcestruzzo, strutture di legno, etc… b) Per lo strato di scorrimento a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali la sabbia, membrane a base sintetica o bituminosa, fogli di carta o cartone, geotessili o pannelli di fibre, di vetro o roccia. Durante la realizzazione si curerà la continuità dello strato, la corretta sovrapposizione, o realizzazione dei giunti e l'esecuzione dei bordi, risvolti, ecc. c) Per lo strato ripartitore a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali calcestruzzi armati o non, malte cementizie, lastre prefabbricate di calcestruzzo armato o non, lastre o pannelli a base di legno. Durante la realizzazione si curerà oltre alla corretta esecuzione dello strato in quanto a continuità e spessore, la realizzazione di giunti e bordi e dei punti di interferenza con elementi verticali o con passaggi di elementi impiantistici in modo da evitare azioni meccaniche localizzate od incompatibilità chimico fisiche. Sarà infine curato che la superficie finale abbia caratteristiche di planarità, rugosità, ecc. adeguate per lo strato successivo. d) Per lo strato di collegamento a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali malte, adesivi organici e/o con base cementizia e nei casi particolari alle prescrizioni del produttore per elementi di fissaggio, meccanici od altro tipo. Durante la realizzazione si curerà la uniforme e corretta distribuzione del prodotto con riferimento agli spessori e/o quantità consigliate dal produttore in modo da evitare eccesso da rifiuto od insufficienza che può provocare scarsa resistenza od adesione. Si verificherà inoltre che la posa avvenga con gli strumenti e nelle condizioni ambientali (temperatura, umidità) e preparazione dei supporti suggeriti dal produttore. 130 e) Per lo strato di rivestimento a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date nell'art. 9 del presente capitolato sui prodotti per pavimentazioni. Durante la fase di posa si curerà la corretta esecuzione degli eventuali motivi ornamentali, la posa degli elementi di completamento e/o accessori, la corretta esecuzione dei giunti, delle zone di interferenza (bordi, elementi verticali, ecc.) nonché le caratteristiche di planarità o comunque delle conformazioni superficiali rispetto alle prescrizioni di progetto, nonché le condizioni ambientali di posa ed i tempi di maturazione. f) Per lo strato di impermeabilizzazione a seconda che abbia funzione di tenuta all'acqua, barriera o schermo al vapore valgono le indicazioni fornite per questi strati all'art. 11 del presente capitolato sulle coperture continue . g) Per lo strato di isolamento termico valgono le indicazioni fornite per questo strato all'art. 11 del presente capitolato sulle coperture piane. h) Per lo strato di isolamento acustico a seconda della soluzione costruttiva adottatasi farà riferimento per i prodotti alle prescrizioni già date nell'art. 19 del presente capitolato. Durante la fase di posa in opera si curerà il rispetto delle indicazioni progettuali e comunque la continuità dello strato con la corretta realizzazione dei giunti/sovrapposizioni, la realizzazione accurata dei risvolti ai bordi e nei punti di interferenza con elementi verticali (nel caso di pavimento cosiddetto galleggiante i risvolti dovranno contenere tutti gli strati sovrastanti). Sarà verificato nei casi dell'utilizzo di supporti di gomma, sughero, ecc. il corretto posizionamento di questi elementi ed i problemi di compatibilità meccanica, chimica, ecc., con lo strato sottostante e sovrastante. i) Per lo strato di compensazione delle quote valgono le prescrizioni date per lo strato di collegamento (per gli strati sottili) e/o per lo strato ripartitore (per gli spessori maggiori a 20 mm). 4. Per le pavimentazioni su terreno la realizzazione degli strati sarà effettuata utilizzando i materiali indicati nel progetto, ove la stessa non sia specificata in dettaglio nel progetto o a suo complemento si rispetteranno le prescrizioni seguenti: 131 a) Per lo strato costituito dal terreno si provvederà alle operazioni di asportazione dei vegetali e dello strato contenente le loro radici o comunque ricco di sostanze organiche. Sulla base delle sue caratteristiche di portanza, limite liquido, plasticità, massa volumica, etc... si procederà alle operazioni di costipamento con opportuni mezzi meccanici, alla formazione di eventuale correzione e/o sostituzione (trattamento) dello strato superiore per conferirgli adeguate caratteristiche meccaniche, di comportamento all'acqua, etc… In caso di dubbio o contestazioni si farà riferimento alla norma UNI 8381 e/o alle norme CNR sulle costruzioni stradali. b) Per lo strato impermeabilizzante o drenante si farà riferimento alle prescrizioni, già fornite per i materiali quali sabbia, ghiaia, pietrisco, etc…, indicate nella norma UNI 8381 per le massicciate (o alle norme CNR sulle costruzioni stradali) ed alle norme UNI e/o CNR per i tessuti non-tessuti (geotessili). Per l'esecuzione dello strato si adotteranno opportuni dosaggi granulometrici di sabbia, ghiaia e pietrisco in modo da conferire allo strato resistenza meccanica, resistenza al gelo, limite di plasticità adeguati. Per gli strati realizzati con geotessili si curerà la continuità dello strato, la sua consistenza e la corretta esecuzione dei bordi e dei punti di incontro con opere di raccolta delle acque, strutture verticali, etc… In caso di dubbio o contestazione si farà riferimento alla UNI 8381 e/o alle norme CNR sulle costruzioni stradali10. c) Per lo strato ripartitore dei carichi si farà riferimento alle prescrizioni contenute sia per i materiali sia per la loro realizzazione con misti cementati, solette di calcestruzzo, conglomerati bituminosi alle prescrizioni della UNI 8381 e/o alle norme CNR sulle costruzioni stradali. In generale si curerà la corretta esecuzione degli spessori, la continuità degli strati, la realizzazione dei giunti dei bordi e dei punti particolari. d) Per lo strato di compensazione e/o pendenza valgono le indicazioni fornite per lo strato ripartitore; è ammesso che lo stesso sia eseguito anche successivamente allo strato ripartitore, purché sia utilizzato materiale identico 10 Questo strato assolve quasi sempre anche funzione di strato di separazione e/o scorrimento. 132 o comunque compatibile e siano evitati fenomeni di incompatibilità fisica o chimica o, comunque, scarsa aderenza dovuta ai tempi di presa, maturazione e/o alle condizioni climatiche al momento dell'esecuzione. e) Per lo strato di rivestimento valgono le indicazioni fornite nell'art. 9 del presente capitolato sui prodotti per pavimentazione (conglomerati bituminosi, massetti calcestruzzo, pietre, etc...). Durante l'esecuzione si cureranno, a seconda della soluzione costruttiva prescritta dal progetto, le indicazioni fornite dal progetto stesso e, in particolare, la continuità e la regolarità dello strato (planarità, deformazioni locali, pendenze, ecc.), l'esecuzione dei bordi e dei punti particolari. Si curerà inoltre l'impiego di criteri e macchine secondo le istruzioni del produttore del materiale ed il rispetto delle condizioni climatiche e di sicurezza e dei tempi di presa e maturazione. 5. Il Direttore dei lavori per la realizzazione delle coperture piane opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato realizzato. In particolare verificherà: - il collegamento tra gli strati; - la realizzazione dei giunti/sovrapposizioni per gli strati realizzati con pannelli, fogli ed in genere con prodotti preformati; - l’esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari. Ove sono richieste lavorazioni in sito verificherà con semplici metodi da cantiere: - resistenze meccaniche (portate, punzonamenti, resistenze a flessione); - adesioni fra strati (o quando richiesto l'esistenza di completa separazione); - tenute all'acqua, all'umidità, etc… b) A conclusione dell'opera eseguirà prove di funzionamento (anche solo localizzate) formando battenti di acqua, condizioni di carico, di punzonamento, etc… che siano significativi delle ipotesi previste dal progetto 133 o dalla realtà. Avrà cura poi di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi unitamente alla descrizione e/o alle schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione. 6. Le pavimentazioni architettoniche saranno eseguite mediante l’impiego di un calcestruzzo durabile, ghiaia a vista, gettato in opera, di spessore minimo di 8 cm. Previa realizzazione di un sottofondo in calcestruzzo o di un terreno perfettamente stabilizzato e, comunque, opportunamente calcolato in funzione della destinazione finale dell’opera (da computarsi a parte) e successivo posizionamento dei giunti di dilatazione e/o di eventuali inserti costituenti il motivo architettonico secondo le prescrizioni della D.L., trattamento protettivo di cordoli, zoccolature e ogni altro elemento architettonico che potrebbe sporcarsi durante il getto della pavimentazione, da realizzarsi mediante l’applicazione con pennellessa di uno specifico prodotto, tipo Pieri® VBA Protector (Levocell) o prodotti similari. Successivo confezionamento del calcestruzzo corticale progettato con caratteristiche di mix-design, natura e colorazione degli aggregati che dovranno essere accettati dalla D.L. previa realizzazione di campionature, con l’aggiunta di un premiscelato multifunzionale in polvere, tipo Pieri® Chromofi bre 1B neutro (Levocell) o prodotti similari, appositamente studiato per la realizzazione di pavimentazioni a ghiaia a vista. Il dosaggio del premiscelato in polvere, contenuto in confezione “fas-pak” completamente idrosolubile, dovrà essere pari a 25 kg/m3. L’aggiunta di tale premiscelato nel calcestruzzo deve determinare: - un aumento della resistenza ai cicli di gelo/disgelo, all’abrasione, alla fessurazione e agli urti, con conseguente eliminazione della rete elettrosaldata se non calcolata; - riduzione delle efflorescenze. L’additivo multifunzionale deve essere mescolato al calcestruzzo di consistenza S2 in autobetoniera, fino al raggiungimento di una corretta omogeneità dell’impasto (minimo 7-8 minuti alla velocità massima). Successiva posa in opera, che avverrà nei campi precedentemente predisposti. Dopo la stesura, staggiatura ed eventuale lisciatura a mano 134 dell’impasto, evitando ogni tipo di vibrazione o sollecitazione che potrebbe indurre l’affondamento degli aggregati, applicazione a spruzzo con adeguata pompa a bassa pressione di uno strato uniforme di liquido disattivante di superficie, tipo Pieri® VBA Bio/VBA 2002 (Levocell) o prodotti similari, in ragione di 1 litro ogni 3 m2. Il prodotto, oltre ad agire da protettivo antievaporante, rallenta la presa superficiale della pavimentazione e, pertanto, deve essere applicato prima dell’inizio della stessa, immediatamente dopo le operazioni di getto e staggiatura. Lavaggio della superficie con abbondante acqua fredda a pressione, per portare a vista gli aggregati, da eseguirsi dopo circa 24 ore e, comunque, in funzione delle condizioni di umidità, temperatura, quantità e classe di cemento impiegato. A totale maturazione del calcestruzzo della pavimentazione ghiaia a vista, e ad insindacabile giudizio della D.L., trattamento della superficie con idonei prodotti idro e oleorepellenti, tipo Pieri® Protec (Levocell) o prodotti similari, da computarsi a parte. La D.L. potrà richiedere, a sua discrezione, prove sulla pavimentazione e controllare qualità e dosaggio dei costituenti. Potrà inoltre acquisire dalla Società Fornitrice del prodotto sia la certificazione di qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2000, sia la dichiarazione di conformità relativa alla partita di materiale consegnato; il tutto affinché l’opera finita sia realizzata a perfetta regola d’arte. D) Impiantistica Art. 42 - Componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua 1. In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990 (d’ora in poi legge n. 46/90) gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica: le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica. 2. Apparecchi sanitari Gli apparecchi sanitari in generale, indipendentemente dalla loro forma e dal materiale costituente, devono soddisfare i seguenti requisiti: – robustezza meccanica; – durabilità meccanica; 135 – assenza di difetti visibili ed estetici; – resistenza all'abrasione; – pulibilità di tutte le parti che possono venire a contatto con l'acqua sporca; – resistenza alla corrosione (per quelli con supporto metallico); – funzionalità idraulica. a) Per gli apparecchi di ceramica la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si intende comprovata se essi rispondono alle seguenti norme: UNI EN 997 per i vasi con sifone integrato, UNI 4543/1 (1986) per gli orinatoi, UNI 8951/1 per i lavabi, UNI 8950/1 per bidè. Per gli altri apparecchi deve essere comprovata la rispondenza alla norma UNI 4543/1 relativa al materiale ceramico ed alle caratteristiche funzionali di cui al comma 2. b) Per gli apparecchi a base di materie plastiche la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si ritiene comprovata se essi rispondono alle seguenti norme UNI EN 263 (2003) per le lastre acriliche colate per vasche da bagno e piatti doccia, norme UNI EN sulle dimensioni di raccordo dei diversi apparecchi sanitari ed alle seguenti norme specifiche: UNI 8194 per lavabi di resina metacrilica; UNI 8196 per vasi di resina metacrilica; UNI EN 198 (1989) per vasche di resina metacrilica; UNI 8192 per i piatti doccia di resina metacrilica; UNI 8195 per bidè di resina metacrilica. 3. Rubinetti sanitari I rubinetti sanitari considerati nel presente punto sono quelli appartenenti alle seguenti categorie: – rubinetti singoli, cioè con una sola condotta di alimentazione; – gruppo miscelatore, avente due condotte di alimentazione e comandi separati per regolare e miscelare la portata d'acqua. I gruppi miscelatori possono avere diverse soluzioni costruttive riconducibili nei seguenti casi: comandi distanziati e gemellati, corpo apparente o nascosto (sotto il piano o nella parete), predisposizione per posa su piano orizzontale o verticale; – miscelatore meccanico, elemento unico che sviluppa le stesse funzioni del gruppo miscelatore mescolando prima i due flussi e regolando dopo la 136 portata della bocca di erogazione; le due regolazioni sono effettuate di volta in volta, per ottenere la temperatura d'acqua voluta. I miscelatori meccanici possono avere diverse soluzioni costruttive riconducibili ai seguenti casi: monocomando o bicomando, corpo apparente o nascosto (sotto il piano o nella parete), predisposizione per posa su piano orizzontale o verticale; – miscelatori termostatici, elemento funzionante come il miscelatore meccanico, ma che varia automaticamente la portata di due flussi a temperature diverse per erogare e mantenere l'acqua alla temperatura prescelta. I rubinetti sanitari di cui sopra indipendentemente dal tipo e dalla soluzione costruttiva devono rispondere alle seguenti caratteristiche: – inalterabilità dei materiali costituenti e non cessione di sostanze all'acqua; – tenuta all'acqua alle pressioni di esercizio; – conformazione della bocca di erogazione in modo da erogare acqua con filetto a getto regolare e comunque senza spruzzi che vadano all'esterno dell'apparecchio sul quale devono essere montati; – proporzionalità fra apertura e portata erogata; – minima perdita di carico alla massima erogazione; – silenziosità ed assenza di vibrazione in tutte le condizioni di funzionamento; – facile smontabilità e sostituzione di pezzi possibilmente con attrezzi elementari; – continuità nella variazione di temperatura tra posizione di freddo e quella di caldo e viceversa (per i rubinetti miscelatori). La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per i rubinetti singoli e gruppi miscelatori quando essi rispondono alla norma UNI EN 200 e ne viene comprovata la rispondenza con certificati di prova e/o con apposizione del marchio UNI. Per gli altri rubinetti si applica la UNI EN 200 per quanto possibile o si fa riferimento ad altre norme tecniche (principalmente di enti normatori esteri). I rubinetti devono essere forniti protetti da imballaggi adeguati in grado di 137 proteggerli da urti, graffi, ecc. nelle fasi di trasporto e movimentazione in cantiere. Il foglio informativo che accompagna il prodotto deve dichiarare le caratteristiche dello stesso e le altre informazioni utili per la posa, manutenzione, ecc. 4. Scarichi di apparecchi sanitari e sifoni (manuali, automatici) Gli elementi costituenti gli scarichi applicati agli apparecchi sanitari si intendono denominati e classificati come riportato nelle norme UNI sull'argomento. Indipendentemente dal materiale e dalla forma essi devono possedere caratteristiche di inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione del calore, realizzare la tenuta tra otturatore e piletta e possedere una regolabilità per il ripristino della tenuta stessa (per scarichi a comando meccanico). La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta quando essi rispondono alle norme UNI EN 274 e UNI EN 329; la rispondenza è comprovata da una attestazione di conformità. 5. Tubi di raccordo rigidi e flessibili (per il collegamento tra i tubi di adduzione e la rubinetteria sanitaria) Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva essi devono rispondere alle caratteristiche seguenti: – inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione del calore; – non cessione di sostanze all'acqua potabile; – indeformabilità alle sollecitazioni meccaniche provenienti dall'interno e/o dall'esterno; – superficie interna esente da scabrosità che favoriscano depositi; – pressione di prova uguale a quella di rubinetti collegati. La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta se i tubi rispondono alla norma UNI 9035 e la rispondenza è comprovata da una dichiarazione di conformità. 6. Rubinetti a passo rapido, flussometri (per orinatoi, vasi e vuotatoi) Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva devono rispondere alle caratteristiche seguenti: – erogazione di acqua con portata, energia e quantità necessaria per 138 assicurare la pulizia; – dispositivi di regolazione della portata e della quantità di acqua erogata; – costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a monte per effetto di rigurgito; – contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento. La rispondenza alle caratteristiche predette deve essere comprovata dalla dichiarazione di conformità. 7. Cassette per l'acqua (per vasi, orinatoi e vuotatoi) Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva devono rispondere alle caratteristiche seguenti: – troppopieno di sezione tale da impedire, in ogni circostanza, la fuoriuscita di acqua dalla cassetta; – rubinetto a galleggiante che regola l'afflusso dell'acqua, realizzato in modo che, dopo l'azione di pulizia, l'acqua fluisca ancora nell'apparecchio sino a ripristinare nel sifone del vaso il battente d'acqua che realizza la tenuta ai gas; – costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a monte per effetto di rigurgito; – contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento. La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per le cassette dei vasi quando, in abbinamento con il vaso, soddisfano le prove di pulizia/evacuazione previste dalla norma UNI 8949. 8. Tubazioni e raccordi Le tubazioni utilizzate per realizzare gli impianti di adduzione dell'acqua devono rispondere alle prescrizioni seguenti: a) I tubi di acciaio devono rispondere alle norme UNI EN 10224, UNI EN 10312 (per tubazioni di acciaio inossidabile) e UNI 8863. Nei tubi metallici di acciaio le filettature per giunti a vite devono essere del tipo normalizzato con filetto conico; le filettature cilindriche non sono ammesse quando si deve garantire la tenuta. I tubi di acciaio zincato di diametro minore di mezzo pollice sono ammessi solo per il collegamento di un solo apparecchio. 139 b) I tubi di rame devono rispondere alla norma UNI EN 1057 (1997); il minimo diametro esterno ammissibile è 10 mm. c) I tubi di PVC e polietilene ad alta densità (PEad) devono rispondere rispettivamente alle norme UNI EN 1452 e UNI 10910; entrambi devono essere del tipo PN 10. d) I tubi di piombo sono vietati nelle distribuzioni di acqua. 9. Valvolame, valvole di non ritorno, pompe a) Le valvole a saracinesca flangiate per condotte d'acqua devono essere conformi alla norma UNI 7125. Le valvole di sicurezza in genere devono rispondere alla norma UNI 9335. La rispondenza alle norme predette deve essere comprovata da dichiarazione di conformità completata con dichiarazioni di rispondenza alle caratteristiche specifiche previste dal progetto. b) Le pompe devono rispondere alle prescrizioni previste dal progetto e rispondere (a seconda dei tipi) alle norme UNI EN ISO 9908 e UNI EN 25199. 10. Apparecchi per produzione acqua calda Gli scaldacqua funzionanti a gas rientrano nelle prescrizioni della legge n. 1083/971. Gli scaldacqua elettrici, in ottemperanza della legge 1° marzo 1968 n. 186, devono essere costruiti a regola d'arte; sono considerati tali se rispondenti alle norme CEI. La rispondenza alle norme predette deve essere comprovata da dichiarazione di conformità (e/o dalla presenza di marchi UNI e/o IMQ). 11. Accumuli dell'acqua e sistemi di elevazione della pressione d'acqua Per gli accumuli valgono le indicazioni riportate nell'articolo sugli impianti. Per gli apparecchi di sopraelevazione della pressione vale quanto indicato nella norma UNI 9182 punto 8.4. Art. 43 - Esecuzione dell'impianto di adduzione dell'acqua 1. In conformità alla legge n. 46/90 gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica: le norme UNI sono considerate di buona tecnica. 140 2. Per impianto di adduzione dell'acqua si intende l'insieme di apparecchiature, condotte, apparecchi erogatori che trasferiscono l'acqua potabile (o quando consentito non potabile) da una fonte (acquedotto pubblico, pozzo o altro) agli apparecchi erogatori. Gli impianti, quando non diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non sono sufficientemente dettagliati), si intendono suddivisi come segue: a) impianti di adduzione dell'acqua potabile. b) impianti di adduzione dell'acqua non potabile. Le modalità per erogare l'acqua potabile e non potabile sono quelle stabilite dalle competenti autorità, alle quali compete il controllo sulla qualità dell'acqua. Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue: a) fonti di alimentazione. b) reti di distribuzione acqua fredda. c) sistemi di preparazione e distribuzione dell'acqua calda. 3. Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzano i materiali indicati nei documenti progettuali. Qualora questi non siano specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni di seguito riportate e quelle già fornite per i componenti, nonché quanto previsto dalla norma UNI 9182, nel dettaglio: a) Le fonti di alimentazione dell'acqua potabile saranno costituite da: 1) acquedotti pubblici gestiti o controllati dalla pubblica autorità; oppure 2) sistema di captazione (pozzi, ecc.) fornenti acqua riconosciuta potabile dalla competente autorità; oppure 3) altre fonti quali grandi accumuli, stazioni di potabilizzazione. Gli accumuli devono essere preventivamente autorizzati dall'autorità competente e comunque possedere le seguenti caratteristiche11: – essere a tenuta in modo da impedire inquinamenti dall'esterno; – essere costituiti con materiali non inquinanti, non tossici e che mantengano le loro caratteristiche nel tempo; 11 I grandi accumuli sono soggetti alle pubbliche autorità e solitamente dotati di sistema automatico di potabilizzazione. 141 – avere le prese d'aria ed il troppopieno protetti con dispositivi filtranti conformi alle prescrizioni delle autorità competenti; – essere dotati di dispositivo che assicuri il ricambio totale dell'acqua contenuta ogni due giorni per serbatoi con capacità fino a 30 m3 ed un ricambio di non meno di 15 m3 giornalieri per serbatoi con capacità maggiore; – essere sottoposti a disinfezione prima della messa in esercizio (e periodicamente puliti e disinfettati). b) Le reti di distribuzione dell'acqua devono rispondere alle seguenti caratteristiche: – le colonne montanti devono possedere alla base un organo di intercettazione (valvola, ecc.), con organo di taratura della pressione e rubinetto di scarico (con diametro minimo 1/2 pollice); le stesse colonne alla sommità devono possedere un ammortizzatore di colpo d'ariete. Nelle reti di piccola estensione le prescrizioni predette si applicano con gli opportuni adattamenti; – le tubazioni devono essere posate a una distanza dalle pareti sufficiente a permettere lo smontaggio e la corretta esecuzione dei rivestimenti protettivi e/o isolanti. La conformazione deve permettere il completo svuotamento e l'eliminazione dell'aria. Quando sono incluse reti di circolazione dell'acqua calda per uso sanitario, queste devono essere dotate di compensatori di dilatazione e di punti di fissaggio in modo tale da far mantenere la conformazione voluta; – la collocazione dei tubi dell'acqua non deve avvenire all'interno di cabine elettriche, al di sopra di quadri apparecchiature elettriche o, in genere, di materiali che possono divenire pericolosi se bagnati dall'acqua, all'interno di immondezzai e di locali dove sono presenti sostanze inquinanti. Inoltre i tubi dell'acqua fredda devono correre in posizione sottostante i tubi dell'acqua calda. La posa entro parti murarie è da evitare. Quando ciò non è possibile i tubi devono essere rivestiti con materiale isolante e comprimibile, dello spessore minimo di 1 cm; – la posa interrata dei tubi deve essere effettuata a distanza di almeno un 142 metro (misurato tra le superfici esterne) dalle tubazioni di scarico. La generatrice inferiore deve essere sempre al di sopra del punto più alto dei tubi di scarico. I tubi metallici devono essere protetti dall'azione corrosiva del terreno con adeguati rivestimenti (o guaine) e contro il pericolo di venire percorsi da correnti vaganti; – nell'attraversamento di strutture verticali ed orizzontali i tubi devono scorrere all'interno di controtubi di acciaio, plastica, etc…, preventivamente installati, aventi diametro capace di contenere anche l'eventuale rivestimento isolante. Il controtubo deve resistere ad eventuali azioni aggressive, l'interspazio restante tra tubo e controtubo deve essere riempito con materiale incombustibile per tutta la lunghezza. In generale si devono prevedere adeguati supporti sia per le tubazioni sia per gli apparecchi quali valvole, etc., ed inoltre, in funzione dell'estensione ed andamento delle tubazioni, compensatori di dilatazione termica; – le coibentazioni devono essere previste sia per i fenomeni di condensa delle parti non in vista dei tubi di acqua fredda, sia per i tubi dell'acqua calda per uso sanitario. Quando necessario deve essere considerata la protezione dai fenomeni di gelo. c) nella realizzazione dell'impianto si cureranno, inoltre, le distanze minime nella posa degli apparecchi sanitari (vedere la norma UNI 9182 appendice V e W) e le disposizioni particolari per locali destinati a disabili (legge n. 62 del 27 febbraio 1989 e D. M. n. 236 del 14 giugno 1989). Nei locali da bagno sono da considerare le prescrizioni relative alla sicurezza (distanze degli apparecchi sanitari da parti dell'impianto elettrico) così come indicato nella norma CEI 64-8/4. Ai fini della limitazione della trasmissione del rumore e delle vibrazioni, oltre a scegliere componenti con bassi livelli di rumorosità (e scelte progettuali adeguate), si avrà cura in fase di esecuzione di adottare corrette sezioni interne delle tubazioni in modo da: non superare le velocità di scorrimento dell'acqua previste, limitare le pressioni dei fluidi soprattutto per quanto riguarda gli organi di intercettazione e controllo, ridurre la velocità di rotazione dei motori di pompe, etc… (in linea di principio non maggiori di 143 1.500 giri/minuto). In fase di posa si curerà l'esecuzione dei dispositivi di dilatazione, si inseriranno supporti antivibranti ed ammortizzatori per evitare la propagazione di vibrazioni, si useranno isolanti acustici in corrispondenza delle parti da murare. 4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di adduzione dell'acqua opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, per le parti destinate a non restare in vista o che possono influire negativamente sul funzionamento finale, verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e statistica nel caso di grandi opere). In particolare verificherà le giunzioni con gli apparecchi, il numero e la dislocazione dei supporti, degli elementi di dilatazione, degli elementi antivibranti, etc… b) al termine dell'installazione verificherà che siano eseguite dall'installatore e sottoscritte in una dichiarazione di conformità le operazioni di prelavaggio, di lavaggio prolungato, di disinfezione e di risciacquo finale con acqua potabile. Detta dichiarazione riporterà inoltre i risultati del collaudo (prove idrauliche, di erogazione, livello di rumore). Tutte le operazioni predette saranno condotte secondo la norma UNI 9182 punti 25 e 27. c) terminate dette operazioni il Direttore dei lavori raccoglierà in un fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede di componenti con dati di targa, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione rilasciate dai produttori dei singoli componenti e dell'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni). Art. 44 - Impianto di scarico acque usate 1. In conformità alla legge n. 46/90 gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono 144 considerate norme di buona tecnica. L’impianto di scarico delle acque usate deve, altresì,l essere conforme alle prescrizioni di cui al Dlgs. 152 dell’11 maggio 1999 “Disciplina sulla tutela delle acque dall’inquinamento” (d’ora in poi Dlgs. 152/99). 2. Per impianto di scarico delle acque usate si intende l'insieme di condotte, apparecchi, etc… che trasferiscono l'acqua dal punto di utilizzo alla fogna pubblica. Il sistema di scarico deve essere indipendente dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche almeno fino al punto di immissione nella fogna pubblica. Il sistema di scarico può essere suddiviso in casi di necessità in più impianti convoglianti separatamente acque fecali, acque saponose, acque grasse. La modalità di recapito delle acque usate sarà comunque conforme alle prescrizioni delle competenti autorità. 3. L'impianto di cui sopra si intende funzionalmente suddiviso come segue: – parte destinata al convogliamento delle acque (raccordi, diramazioni, colonne, collettori); – parte destinata alla ventilazione primaria; – parte destinata alla ventilazione secondaria; – raccolta e sollevamento sotto quota; – trattamento delle acque; Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali ed a loro completamento si rispetteranno le prescrizioni di seguito riportate, nonché quanto previsto dalla norma UNI 9183; nel dettaglio: a) i tubi utilizzabili devono rispondere alle seguenti norme: ○ tubi di acciaio zincato UNI 8863 (il loro uso deve essere limitato alle acque di scarico con poche sostanze in sospensione e non saponose). Per la zincatura si fa riferimento alle norme sui trattamenti galvanici. Per i tubi di acciaio rivestiti, il rivestimento deve rispondere alle prescrizioni delle norme UNI ISO 5256, UNI 9099, UNI 10416 esistenti (polietilene, bitume, ecc.) e comunque non deve essere danneggiato o staccato; in tal caso deve essere eliminato il tubo; 145 ○ tubi di ghisa: devono rispondere alle UNI EN 545 (2003), essere del tipo centrifugato e ricotto, possedere rivestimento interno di catrame, resina epossidica ed essere esternamente catramati o verniciati con vernice antiruggine; ○ tubi di piombo: devono rispondere alla UNI 7527/1. Devono essere lavorati in modo da ottenere sezione e spessore costanti in ogni punto del percorso. Devono essere protetti con catrame e verniciati con vernici bituminose per proteggerli dall'azione aggressiva del cemento; ○ tubi di gres: devono rispondere alla UNI EN 295-2 (2003); ○ tubi di fibrocemento: devono rispondere alla UNI EN 588-1 (1997); ○ tubi di calcestruzzo non armato: devono rispondere alla UNI sperimentale 9534, i tubi armati devono rispondere alle prescrizioni di buona tecnica (fino alla disponibilità di norma UNI); ○ tubi di materiale plastico: devono rispondere alle seguenti norme: - tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI EN 1329-1; - tubi di PVC per condotte interrate: UNI EN 1401-1 (1998); - tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI 7613; - tubi di polipropilene (PP): UNI EN 1451-1; - tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte all'interno dei fabbricati: UNI EN 1519. b) per gli altri componenti vale quanto segue: ○ per gli scarichi ed i sifoni di apparecchi sanitari vedere art. 46 del presente capitolato sui componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua; ○ in generale, i materiali costituenti i componenti del sistema di scarico devono rispondere alle seguenti caratteristiche: - minima scabrezza, al fine di opporre la minima resistenza al movimento dell'acqua; - impermeabilità all'acqua ed ai gas per impedire i fenomeni di trasudamento e di fuoriuscita odori; - resistenza all'azione aggressiva esercitata dalle sostanze contenute nelle acque discarico, con particolare riferimento a quelle dei detersivi 146 e delle altre sostanze chimiche usate per lavaggi; - resistenza all'azione termica delle acque aventi temperature sino a 90 °C circa; - opacità alla luce per evitare i fenomeni chimici e batteriologici favoriti dalle radiazioni luminose; - resistenza alle radiazioni UV, per i componenti esposti alla luce solare; - resistenza agli urti accidentali; ○ in generale i prodotti ed i componenti devono inoltre rispondere alle seguenti caratteristiche: - conformazione senza sporgenze all'interno per evitare il deposito di sostanze contenute o trasportate dalle acque; - stabilità di forma in senso sia longitudinale sia trasversale; - sezioni di accoppiamento con facce trasversali perpendicolari all'asse longitudinale; - minima emissione di rumore nelle condizioni di uso; - durabilità compatibile con quella dell'edificio nel quale sono montati; ○ gli accumuli e sollevamenti devono essere a tenuta di aria per impedire la diffusione di odori all'esterno, ma devono avere un collegamento con l'esterno a mezzo di un tubo di ventilazione di sezione non inferiore a metà del tubo o della somma delle sezioni dei tubi che convogliano le acque nell'accumulo; ○ le pompe di sollevamento devono essere di costituzione tale da non intasarsi in presenza di corpi solidi in sospensione la cui dimensione massima ammissibile è determinata dalla misura delle maglie di una griglia di protezione da installare a monte delle pompe. 4. Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicati nei documenti progettuali e, qualora questi non siano specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a) l'impianto deve essere installato nel suo insieme in modo da consentire la facile e rapida manutenzione e pulizia; deve permettere la sostituzione, anche a distanza di tempo, di ogni sua parte senza gravosi o 147 non previsti interventi distruttivi di altri elementi della costruzione; deve permettere l'estensione del sistema, quando previsto, ed il suo facile collegamento ad altri sistemi analoghi. b) Le tubazioni orizzontali e verticali devono essere installate in allineamento secondo il proprio asse, parallele alle pareti e con la pendenza di progetto. Esse non devono passare sopra apparecchi elettrici o similari o dove le eventuali fuoruscite possono provocare inquinamenti. Quando ciò è inevitabile, devono essere previste adeguate protezioni che convogliano i liquidi in un punto di raccolta. Quando applicabile vale il DM 12 dicembre 1985 per le tubazioni interrate e la relativa CMLLPP 16 marzo 1989, n. 31104. c) i raccordi con curve e pezzi speciali devono rispettare le indicazioni predette per gli allineamenti, le discontinuità, le pendenze, etc... Le curve ad angolo retto non devono essere usate nelle connessioni orizzontali (sono ammesse tra tubi verticali ed orizzontali), sono da evitare le connessioni doppie e tra loro frontali ed i raccordi a T. I collegamenti devono avvenire con opportuna inclinazione rispetto all'asse della tubazione ricevente ed in modo da mantenere allineate le generatrici superiori dei tubi. d) i cambiamenti di direzione devono essere fatti con raccordi che non producono apprezzabili variazioni di velocità od altri effetti di rallentamento. Le connessioni in corrispondenza di spostamento dell'asse delle colonne della verticale devono avvenire ad opportuna distanza dallo spostamento e comunque a non meno di 10 volte il diametro del tubo ed al di fuori del tratto di possibile formazione delle schiume. Le colonne di ventilazione secondaria, quando non hanno una fuoriuscita diretta all'esterno, possono: – essere raccordate alle colonne di scarico ad una quota di almeno 15 cm più elevata dal bordo superiore del troppopieno dell'apparecchio collocato alla quota più alta nell'edificio; – essere raccordate al di sotto del più basso raccordo di scarico; – devono essere previste connessioni intermedie tra colonna di scarico e ventilazione almeno ogni 10 connessioni nella colonna di scarico. e) I terminali delle colonne fuoriuscenti verticalmente dalle coperture 148 devono essere a non meno di 0,15 m dall'estradosso per coperture non praticabili ed a non meno di 2 m per coperture praticabili. Questi terminali devono distare almeno 3 m da ogni finestra oppure essere ad almeno 0,60 m dal bordo più alto della finestra. f) I punti di ispezione devono essere previsti con diametro uguale a quello del tubo fino a 100 mm, e con diametro minimo di 100 mm negli altri casi. Devono essere posizionati: – al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e ad una derivazione; – ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°; – ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 100 mm ed ogni 30 m per tubi con diametro maggiore; – ad ogni confluenza di due o più provenienze; – alla base di ogni colonna. Le ispezioni devono essere accessibili ed avere spazi sufficienti per operare con gli utensili di pulizia. Apparecchi facilmente rimovibili possono fungere da ispezioni. Nel caso di tubi interrati con diametro uguale o superiore a 300 mm bisogna prevedere pozzetti di ispezione ad ogni cambio di direzione e comunque ogni 40/50 m. g) I supporti di tubi ed apparecchi devono essere staticamente affidabili, durabili nel tempo e tali da non trasmettere rumori e vibrazioni. Le tubazioni vanno supportate ad ogni giunzione e, in particolare, quelle verticali almeno ogni 2,5 m e quelle orizzontali ogni 0,5 m per diametri fino a 50 mm, ogni 0,8 m per diametri fino a 100 mm, ogni 1,00 m per diametri oltre 100 mm. Il materiale dei supporti deve essere compatibile chimicamente ed in quanto a durezza con il materiale costituente il tubo. h) Si devono prevedere giunti di dilatazione, per i tratti lunghi di tubazioni, in relazione al materiale costituente ed alla presenza di punti fissi quali parti murate o vincolate rigidamente. Gli attraversamenti delle pareti a seconda della loro collocazione possono essere per incasso diretto, con utilizzazione di manicotti di passaggio (controtubi) opportunamente riempiti tra tubo e 149 manicotto, con foro predisposto per il passaggio in modo da evitare punti di vincolo. i) Gli scarichi a pavimento all'interno degli ambienti devono sempre essere sifonati con possibilità di un secondo attacco. 5. Gli impianti di trattamento delle acque devono essere progettati, installati e collaudati in modo che le acque da essi effluenti prima di essere consegnate al recapito finale rispondano alle caratteristiche indicate nelle seguenti leggi e disposizioni: – legge 10 maggio 1976 n. 319 - Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento. – Disposizioni del Ministero dei LLPP 4 febbraio 1977 (Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento) - Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b) d), e), della legge 10 maggio 1976 n. 319. – DLgs 11 maggio 1999 n. 152 - Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. 5.1 Tipologie di scarico La definizione delle caratteristiche delle acque da consegnare al recapito finale sono in relazione alle dimensioni dell'insediamento dal quale provengono ed alla natura del corpo ricettore. Per quanto riguarda le dimensioni dell'insediamento le categorie sono due: – insediamenti con consistenza inferiore a 50 vani o a 5.000 m3; – insediamenti con consistenza superiore a 50 vani o a 5.000 m3. Per quanto riguarda il recapito si distinguono tre casi: – recapito in pubbliche fognature; – recapito in corsi di acqua superficiali; – recapito sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo. 5.2 Caratteristiche ammissibili per le acque di scarico Le caratteristiche ammissibili per le acque di scarico variano in funzione delle 150 dimensioni dell'insediamento ed del tipo di recapito. In caso di recapito in pubbliche fognature, per qualsiasi dimensione di insediamento, le acque di scarico devono soddisfare i limiti fissati dai regolamenti emanati dalle Autorità locali che gestiscono le fognature; In caso di zone non servite da pubbliche fognature: a) per insediamenti di consistenza inferiore a 50 vani od a 5.000 m3, l'unico recapito ammissibile è sul suolo o negli strati superficiali del suolo; i limiti sono fissati dalle Disposizioni del Ministero dei LLPP del 4 febbraio 1977 e del Decreto 11 maggio 1999. In ogni caso i livelli di trattamento che consentono di raggiungere i suddetti limiti non possono essere inferiori a quelli conseguibili attraverso trattamenti di separazione meccanica dei solidi sospesi e di digestione anaerobica dei fanghi; b) per insediamenti di consistenza superiore a 50 vani od a 5.000 m3, sono ammissibili i recapiti sia sul suolo o negli strati superficiali del suolo sia in corsi d'acqua superficiali. Nella prima eventualità valgono i limiti descritti nel precedente punto per gli insediamenti di minori dimensioni. Nella seconda eventualità valgono i valori riportati nella tabella C della legge 10 maggio 1976 n. 319 modificati dalla legge 24 dicembre 1979 n. 650. 5.3 Requisiti degli impianti di trattamento Gli impianti di trattamento, quali che siano le caratteristiche degli effluenti da produrre, devono rispondere a questi requisiti: – essere in grado di fornire le prestazioni richieste dalle leggi che devono essere rispettate; – evitare qualsiasi tipo di nocività per la salute dell'uomo con particolare riferimento alla propagazione di microrganismi patogeni; – non contaminare i sistemi di acqua potabile ed anche eventuali vasche di accumulo acqua a qualunque uso esse siano destinate; – non essere accessibili ad insetti, roditori o ad altri animali che possano venire in contatto con i cibi o con acqua potabile; – non essere accessibili alle persone non addette alla gestione ed in particolare ai bambini; – non diventare maleodoranti e di sgradevole aspetto. 151 5.4 Tipologie di impianto Premesso che le acque da trattare sono quelle provenienti dagli usi domestici con la massima possibile prevalenza dei prodotti del metabolismo umano e che è tassativamente da evitare la mescolanza con le acque meteoriche o di altra origine, le tipologie usabili sono sostanzialmente tre: a) accumulo e fermentazione in pozzi neri con estrazione periodica del materiale seguita da smaltimento per interramento o immissione in concimaia od altro; b) chiarificazione in vasca settica tipo Imhoff attraverso separazione meccanica dei solidi sospesi e digestione anaerobica dei fanghi, seguita dal processo di ossidazione da svolgersi per: - dispersione nel terreno mediante sub-irrigazione; - dispersione nel terreno mediante pozzi assorbenti; - percolazione nel terreno mediante sub-irrigazione con drenaggio; c) ossidazione totale a fanghi attivi in sistemi generalmente prefabbricati nei quali all'aerazione per lo sviluppo delle colonie di microrganismi che creano i fanghi attivi fa seguito la sedimentazione con il convogliamento allo scarico dell'acqua depurata e con il parziale dei fanghi attivi, mentre i fanghi di supero vengono periodicamente rimossi. 5.5 Caratteristiche dei componenti I componenti di tutti gli impianti di trattamento devono essere tali da rispondere ai requisiti ai quali gli impianti devono uniformarsi. Le caratteristiche essenziali sono: - la resistenza meccanica; - la resistenza alla corrosione; - la perfetta tenuta all'acqua nelle parti che vengono a contatto con il terreno; - la facile pulibilità; - l'agevole sostituibilità; - una ragionevole durabilità. 5.6 Collocazione degli impianti Gli impianti devono essere collocati in posizione tale da consentire la facile 152 gestione sia per i controlli periodici da eseguire sia per l'accessibilità dei mezzi di trasporto che devono provvedere ai periodici spurghi. Al tempo stesso la collocazione deve consentire di rispondere ai requisiti elencati al punto 3 del comma 5 del presente articolo. 5.7 Controlli durante l'esecuzione È compito della direzione dei lavori effettuare in corso d'opera e ad impianto ultimato i controlli tesi a verificare: – la rispondenza quantitativa e qualitativa alle prescrizioni e descrizioni di capitolato; – la corretta collocazione dell'impianto nei confronti delle strutture civili e delle altre installazioni; – le caratteristiche costruttive e funzionali delle parti non più ispezionabili ad impianto ultimato; – l'osservanza di tutte le norme di sicurezza. 5.8 Collaudi Ad impianto ultimato dovrà essere eseguito il collaudo provvisorio per la verifica funzionale dei trattamenti da svolgere. A collaudo provvisorio favorevolmente eseguito, l'impianto potrà essere messo in funzione ed esercito sotto il controllo della ditta fornitrice per un periodo non inferiore a 90 giorni in condizioni di carico normale. Periodi più lunghi potranno essere fissati se le condizioni di carico saranno parziali. Dopo tale periodo sarà svolto il collaudo definitivo per l'accertamento, nelle condizioni di regolare funzionamento come portata e tipologia di liquame immesso, delle caratteristiche degli effluenti e della loro rispondenza ai limiti fissati in contratto. Le prove di collaudo dovranno essere ripetute per tre volte in giorni diversi della settimana. A collaudo favorevolmente eseguito e convalidato da regolare certificato, l'impianto sarà preso in consegna dal Committente che provvederà alla gestione direttamente o affidandola a terzi. Per la durata di un anno a partire dalla data del collaudo favorevole, permane 153 la garanzia della ditta fornitrice che è tenuta a provvedere a propria cura e spese a rimuovere con la massima tempestività ogni difetto non dovuto ad errore di conduzione o manutenzione. 6. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di scarico delle acqua usate opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre (per le parti destinate a non restare in vista o che possono influire in modo irreversibile sul funzionamento finale) verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e statistica nel caso di grandi opere). In particolare verificherà le giunzioni con gli apparecchi, il numero e la dislocazione dei supporti, degli elementi di dilatazione e degli elementi antivibranti. Effettuerà o farà effettuare e sottoscrivere in una dichiarazione i risultati delle prove di tenuta all'acqua eseguendole su un tronco per volta (si riempie d'acqua e lo si sottopone alla pressione di 20 kPa per 1 ora; al termine non si devono avere perdite o trasudamenti). b) al termine dei lavori verificherà che siano eseguite dall'installatore e sottoscritte in una dichiarazione di conformità le prove seguenti: – evacuazione realizzata facendo scaricare nello stesso tempo, colonna per colonna, gli apparecchi previsti dal calcolo della portata massima contemporanea. Questa prova può essere collegata a quella della erogazione di acqua fredda, e serve ad accertare che l'acqua venga evacuata con regolarità, senza rigurgiti, ribollimenti e variazioni di regime. In particolare si deve constatare che dai vasi possono essere rimossi oggetti quali carta leggera appallottolata e mozziconi di sigaretta; – tenuta agli odori, da effettuare dopo il montaggio degli apparecchi sanitari, dopo aver riempito tutti i sifoni (si esegue utilizzando candelotti fumogeni e mantenendo una pressione di 250 Pa nel tratto in prova. Nessun odore di fumo deve entrare nell'interno degli ambienti in cui sono montati gli apparecchi). 154 Terminate tali operazioni il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede dei componenti, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione rilasciata dai produttori dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni). Art. 45 - Impianto di scarico acque meteoriche 1. In conformità alla legge n. 46/90 gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica. 2. Per impianto di scarico acque meteoriche si intende l'insieme degli elementi di raccolta, convogliamento, eventuale stoccaggio e sollevamento e recapito (a collettori fognari, corsi d'acqua, sistemi di dispersione nel terreno); detto impianto. L'acqua può essere raccolta da coperture o pavimentazioni all'aperto. Il sistema di scarico delle acque meteoriche deve essere indipendente da quello che raccoglie e smaltisce le acque usate ed industriali. Esso deve essere previsto in tutti gli edifici ad esclusione di quelli storico - artistici. Il sistema di recapito deve essere conforme alle prescrizioni della pubblica autorità in particolare per quanto attiene la possibilità di inquinamento. Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue: – converse di convogliamento e canali di gronda; – punti di raccolta per lo scarico (bocchettoni, pozzetti, caditoie, etc...); – tubazioni di convogliamento tra i punti di raccolta ed i punti di smaltimento (verticali = pluviali; orizzontali = collettori); – punti di smaltimento nei corpi ricettori (fognature, bacini, corsi d'acqua, etc…). 3. Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali. Qualora questi ultimi non siano specificati in dettaglio nel progetto o, a suo completamento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti: 155 a) in generale tutti i materiali ed i componenti devono resistere all'aggressione chimica degli inquinanti atmosferici, all'azione della grandine, ai cicli termici di temperatura (compreso gelo/disgelo) combinate con le azioni dei raggi IR, UV, etc…; b) gli elementi di convogliamento ed i canali di gronda oltre a quanto detto in a) se di metallo devono resistere alla corrosione, se di altro materiale devono rispondere alle prescrizioni per i prodotti per le coperture, se verniciate dovranno essere realizzate con prodotti per esterno rispondenti al comma a); la rispondenza delle gronde di plastica alla norma UNI EN 607 soddisfa quanto detto sopra; c) i tubi di convogliamento dei pluviali e dei collettori devono rispondere, a seconda del materiale, a quanto indicato nell'art. 48 del presente capitolato relativo allo scarico delle acque usate; inoltre i tubi di acciaio inossidabile devono rispondere alle norme UNI 6904 e UNI EN 10088-2; d) per i punti di smaltimento valgono, per quanto applicabili, le prescrizioni sulle fognature date dalle pubbliche autorità. Per i chiusini e le griglie di piazzali vale la norma UNI EN 124. 4. Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicate nei documenti progettuali. Qualora questi ultimi non siano specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a) per l'esecuzione delle tubazioni vale quanto riportato nell'art. 48 del presente capitolato relativo agli impianti di scarico acque usate. I pluviali montati all'esterno devono essere installati in modo da lasciare libero uno spazio tra parete e tubo di 5 cm; i fissaggi devono essere almeno uno in prossimità di ogni giunto e di materiale compatibile con quello del tubo. b) i bocchettoni ed i sifoni devono essere sempre del diametro delle tubazioni che immediatamente li seguono. Quando l'impianto acque meteoriche è collegato all'impianto di scarico acque usate deve essere interposto un sifone. Tutte le caditoie a pavimento devono essere sifonate. Ogni inserimento su un collettore orizzontale deve avvenire ad almeno 1,5 m dal punto di innesto di un pluviale; 156 c) per i pluviali ed i collettori installati in parti interne all'edificio (intercapedini di pareti, ecc.) devono essere prese tutte le precauzioni di installazione (fissaggi elastici, materiali coibenti acusticamente, etc…) per limitare entro valori ammissibili i rumori trasmessi. 5. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di adduzione dell'acqua opererà come segue: a) nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, per le parti destinate a non restare in vista o che possono influire irreversibilmente sul funzionamento finale, verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e statistica nel caso di grandi opere). b) effettuerà o farà effettuare e sottoscrivere in una dichiarazione di conformità le prove di tenuta all'acqua come riportato nell'art. 48 del presente capitolato sull'impianto di scarico acque usate. c) al termine dei lavori eseguirà una verifica finale dell'opera e si farà rilasciare dall'esecutore una dichiarazione di conformità dell'opera alle prescrizioni del progetto, del presente capitolato e di altre eventuali prescrizioni concordate. Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi, la dichiarazione di conformità predetta (ed eventuali schede di prodotti) nonché le istruzioni per la manutenzione con modalità e frequenza delle operazioni. E) Lavorazioni particolari Art. 46 – Fondazioni –Micropali - Tiranti a) Fondazioni: Tutte le opere di fondazione, sottofondazione, e presidio scavi dovranno essere realizzate conformemente ai disegni di progetto e la preparazione, la posa in opera, i getti di conglomerato, le armature, ecc. saranno eseguiti nella completa osservanza della normativa vigente e delle eventuali 157 prescrizioni integrative del Direttore dei Lavori. In particolare, in caso di probabile interazione fra le opere da eseguire ed i manufatti esistenti posti in adiacenza ad esse, dovranno essere predisposti adeguati sistemi di monitoraggio e controllo al fine di evidenziare tempestivamente eventuali lesioni, danneggiamenti e cedimenti strutturali indotti in queste ultime. b) Micropali: Sono considerati micropali i pali di fondazione trivellati con un diametro non superiore a 25 cm realizzati con un’armatura in acciaio e malta di cemento gettata in opera. Nel caso di micropali eseguiti in roccia o terreni molto compatti deve essere utilizzato il getto o riempimento a gravità mentre per i micropali eseguiti su terreni di varia natura devono essere utilizzati getti e riempimenti a bassa pressione o iniezioni ad alta pressione. Le tolleranze dimensionali sono del 2% max per la deviazione dell’asse del micropalo rispetto a quello di progetto, max 5 cm di variazione sul posizionamento del micropalo rispetto a quello previsto. Tutti i lavori di perforazione sono compresi nell’onere di esecuzione del micropalo e dovranno essere eseguiti con le attrezzature idonee preventivamente concordate con il direttore dei lavori. In rapporto alla consistenza del terreno, le opere di perforazione dovranno essere eseguite con rivestimento provvisorio di protezione o con utilizzo di fanghi di cemento e bentonite confezionati con i seguenti rapporti in peso: – bentonite/acqua 0,05 - 0,08 – cemento/acqua 0,18 - 0,23. Le armature dovranno essere realizzate con barre ad aderenza migliorata, spirali di tondino e legature con filo di ferro e dovranno avere un copriferro minimo di 1,5 cm Nel caso di armature tubolari le giunzioni saranno realizzate con manicotti filettati o saldati. Quando i tubi di armatura sono dotati di valvole per l’iniezione si dovrà provvedere all’esecuzione e pulizia dei fori di uscita della malta; tali valvole saranno costituite da manicotti di gomma con spessore minimo di 3,5 mm fissati con anelli in fili di acciaio saldati al tubo in corrispondenza del manicotto. 158 L’esecuzione del fusto del micropalo dovrà essere eseguita nel più breve tempo possibile e quindi tutte le operazioni di perforazione, pulizia, posizionamento delle armature, distanziatori dovranno permettere di eseguire il getto della malta di cemento al massimo entro un’ora dal momento della perforazione; per i micropali realizzati in roccia che non abbiano infiltrazioni o cedimenti sono consentiti intervalli di tempo anche maggiori. Il riempimento a gravità sarà realizzato mediante un tubo di alimentazione posto a 10 -15 cm dal fondo che convoglierà la malta di cemento e verrà estratto quando il foro sarà completamente riempito con sola malta priva di tracce degli eventuali fluidi di perforazione. Il riempimento a bassa pressione sarà realizzato, dopo aver rivestito il foro, con la posa della malta in un rivestimento provvisorio come per il riempimento a gravità; in seguito verrà applicata al rivestimento una testa a pressione dalla quale sarà introdotta aria in pressione sollevando gradualmente il rivestimento fino alla sua prima giunzione. A questo punto dovrà essere smontata la sezione superiore applicando la testa a pressione a quella rimasta nel terreno e, dopo il necessario rabbocco, si procederà nello stesso modo per le sezioni successive fino alla completa estrazione del rivestimento. L’iniezione ripetuta ad alta pressione viene realizzata con le seguenti fasi: a) riempimento della cavità compresa tra il tubo e le pareti del foro con iniezione dalla valvola più bassa; b) lavaggio con acqua dell’interno del tubo; c) successive iniezioni, dopo la presa della malta, fino a sei volte il volume del foro da effettuarsi entro i valori di pressione corrispondenti alla fratturazione idraulica; d) nuovo lavaggio con acqua all’interno del tubo; e) nuove iniezioni, dopo la presa della malta delle prime, solo dalle valvole che non hanno raggiunto i valori indicati al punto c) oppure dalle valvole che riportino valori di pressione inferiori a quelli previsti. Le malte cementizie dovranno avere un rapporto acqua/cemento minore di 159 0,5 ed una resistenza di 29 N/mmq (300 Kg./cmq); gli inerti saranno costituiti da sabbia fine lavata per i micropali riempiti a gravità oppure da ceneri volanti o polvere di calcare passati al vaglio da 0,075 per i micropali riempiti con iniezioni a pressione. Il dosaggio minimo dovrà essere di Kg. 600 di cemento per mc. di impasto. c) Tiranti d’ancoraggio: I tiranti di ancoraggio devono rispondere alle nonne prescritte dal D.M. 11.03.88 (S.O. alla G.U. n°127 del 01.06.88); sono costituiti da elementi orizzontali o suborizzontali di collegamento fra strutture di calcestruzzo semplice ed armato, (verticali o variamente inclinate: muri di contenimento, di controripa, diaframmi, pareti perimetrali di fondazione) ed il terreno retrostante. Hanno lo scopo di assorbire le spinte da monte, per consolidamento di opere preesistenti, oppure in opere da costruire, là dove le conseguenti sollecitazioni non possono essere trasmesse alla base del muro. I tiranti sono costituiti da nuclei di acciaio armonico ad elevato limite elastico formati con fili, trecce, trefoli, barre-alloggiati in appositi fori, dove sono avvolti da malta cementizia ed ancorati saldamente al terreno mediante la parte terminale (bulbo); sono sottoposti ad adeguata tensione preventiva attraverso l'apposita testa di ancoraggio. I fori, del diametro di 140-200 mm. e di lunghezza fino a m.25, saranno eseguiti con sonde a rotazione o a roto-percussione, con rivestimento se necessario, e con eventuale impiego di fanghi bentonitici; le iniezioni di malta cementizia, dovranno assicurare dapprima la formazione del bulbo terminale e quindi il rivestimento della parte libera sino alla testata. La composizione della malta sarà soggetta ad approvazione preliminare da parte della D.L. e sarà stabilita e controllata secondo i criteri indicati dall'AICAP (1993). I tiranti saranno muniti di tampone che consenta l'iniezione ad alta pressione del bulbo di ancoraggio e di canne a manchettes che rendano possibile l'iniezione ripetuta e selettiva. La tensione da applicare ai tiranti sarà effettuata solo dopo sufficiente maturazione del bulbo di ancoraggio (28 giorni dall'ultima iniezione, o meno, 160 secondo il tipo di miscela) e dovrà raggiungere il valore finale previsto a progetto. Verrà effettuata almeno una prova preliminare di sfilamento su un tirante. II tirante sarà preparato esattamente come quelli che verranno successivamente messi in opera a meno di quanto specificato nella "Relazione Geotecnica". La prova verrà condotta fino allo sfilamento oppure al raggiungimento, nei trefoli, di un carico pari a 0,9 volte la forza al limite caratteristico convenzionale elastico o di snervamento dell'armatura cimentata. Quest'ultimo valore non dovrà essere mai superato. Per quanto non direttamente specificato si farà riferimento alle raccomandazioni AICAP (1993). Nel corso della prova di sfilamento saranno monitorati sia gli incrementi di carico (con precisione non inferiore al 2% del carico ultimo per cui è dimensionata la fondazione) che gli incrementi di allungamento (con precisione non inferiore a 0,1 mm). Prima di iniziare la tesatura di ogni tirante, saranno tirati singolarmente e con forza opportuna gli elementi componenti, per eliminare le eventuali differenze di lunghezza nella parte libera; la tensione finale al valore di carico verrà raggiunta per successivi incrementi in conformità a quanto indicato nelle raccomandazioni AICAP (1993). Per alcuni tiranti (uno ogni 10 o frazione) scelti dalla Direzione Lavori, si dovranno lasciare accessibili le teste di ancoraggio, per eventuali controlli o ritarature. In caso di cedimenti all'atto del tiro, saranno sospese le operazioni per riprendere le iniezioni del bulbo di ancoraggio. Le altre norme da applicare per il controllo degli acciai, per l'esecuzione delle iniezioni e della tesatura, ecc. sono le stesse del D.M. 9 gennaio 1996 emanate in applicazione dell'art.21 della legge 5 novembre 1971, n°1086, de l D.M. 11 marzo 1988 e delle raccomandazioni AICAP (1993). Le opere murarie interessate dai descritti tiranti di ancoraggio saranno costruite in precedenza; o potranno venire eseguite mano a mano che i tiranti si realizzano. 161 La messa in opera dei tiranti comprende ogni onere relativo all'esecuzione dei tiranti, previsti a progetto, mediante perforazione a rotazione o rotopercussione attraverso murature e terreni di qualsiasi natura e consistenza e secondo qualsiasi inclinazione su indicazione della D.L. anche in presenza di acqua, compreso: – la riperforazione del foro in caso di franamenti o la fornitura e la posa in opera della camicia metallica; – l'impiego eventuale di scalpello per qualunque tempo di lavorazione e, ove occorra, la posa in opera di idonea controcamicia in lamierino per il contenimento del getto della parte in acqua, nonché l'eventuale perdita della stessa; – l'asportazione e l'allontanamento dei fanghi di rifiuto; – la fornitura e la posa in opera di tiranti del tipo definitivo a doppia protezione, amati con trefoli d'acciaio armonico diam. 0,6" inguainati singolarmente ed ingrassati. Le operazioni di installazione dei tiranti saranno condotte con cura affinché non risultino danneggiate le guaine di protezione. Le testate dei tiranti saranno protette da un rivestimento munito di giunto impermeabile e riempito di materiale anticorrosivo; – l'iniezione eseguita a pressione con malta antiritiro, iniettata a mezzo di gruppo miscelatore a pressione regolabile secondo le necessità di impiego fino ad un massimo di due volte il volume teorico risultante dalla perforazione, compresa la fornitura di tubi, valvole e di quant'altro occorra; – fornitura e .posa in opera. delle testate di ancoraggio dei tiranti comprese eventuali fasi di pretensionamento; – la formazione dei piani di lavoro, di ponteggi atti a sopportare l'ingombro delle macchine; – - il trasporto andata e ritorno dei materiali necessari, il carico e scarico, montaggio e smontaggio, posizionamenti e spostamenti per tutta durata dei lavori ed ogni altro onere; – le prove di carico. – monitoraggio in corso d'opera. 162 Art. 47 – Facciate continue vetrate La facciata dovrà essere realizzata con profilati estrusi nel rispetto delle tolleranze previste dalla norma UNI EN 12020, in lega primaria d’alluminio 6060 secondo le norme UNI EN 573 ed allo stato fisico T5 secondo la normativa UNI EN 515. Il sistema richiesto dovrà essere isolato termicamente mediante l'interposizione di un listello a bassa conducibilità termica fra la parte interna portante ed il profilo esterno di fissaggio, nel rispetto delle disposizioni previste dalla norma UNI 10680. Il sistema prevederà l’utilizzo di un reticolo strutturale composto di montanti e traversi, con sezione architettonica di 50 mm. le cui parti tubolari avranno una profondità variabile in conformità alle esigenze statiche. Il sistema dovrà essere idoneo per la realizzazione di facciate continue verticali, facciate inclinate verso l’interno e l’esterno, coperture inclinate, tunnel, costruzioni poligonali, bow window, piramidi e verande. Lo spessore medio dei profilati dovrà essere conforme alla normativa UNI EN 755. I vari componenti dovranno rispondere ai requisiti dalla normativa UNI 3952. ACCESSORI Il collegamento dei traversi ai montanti sarà realizzato, secondo il peso delle lastre, mediante viti d’acciaio inox e cavallotti in alluminio da dimensionare in funzione del peso dei tamponamenti e delle necessità statiche. Sull’estremità dei traversi saranno poste, per chiusura, delle mascherine di contorno in nylon e/o dutral. I profilati fermavetro esterni (pressori) delle pannellature, saranno fissati con viti d’acciaio inox supportate da rondelle di plastica antifrizione, posizionate ogni 300 mm. Le staffe d’ancoraggio della facciata alla struttura dell’edificio dovranno avere le regolabili nelle tre direzioni ortogonali, ed essere realizzate in alluminio estruso. Tutte le viti ed i bulloni di collegamento e di fissaggio delle parti in alluminio 163 saranno in acciaio inox. Gli accessori saranno eseguiti in rispetto alla seguente norma: UNI EN 1706 Gli accessori dovranno essere originali, studiati e prodotti per il sistema. DRENAGGI E VENTILAZIONE Nei montanti verticali saranno previsti dei canali paralleli, non comunicanti tra loro, per raccogliere e convogliare verso l’esterno le eventuali infiltrazioni d’acqua e/o condensa. Nei profilati esterni copertina e pressore saranno eseguite le lavorazioni, atte a garantire il drenaggio dell’acqua e l’aerazione delle camere interne dei profilati, dei vetri e dei tamponamenti. Nel caso di giunti di dilatazione, saranno previsti nei montanti appositi accessori che garantiranno continuità ai canali di raccolta acqua. Ove necessario le traverse potranno essere dotate di canale raccogli condensa. GUARNIZIONI E SIGILLANTI Tutte le guarnizioni dovranno essere in elastomero (EPDM) e compenseranno le eventuali differenze di spessore, inevitabili nelle lastre di vetrocamera e/o stratificate, garantendo, contemporaneamente, una corretta pressione di lavoro perimetrale mentre le giunzioni degli angoli dovranno garantire l'assoluta continuità perimetrale grazie all’utilizzo d’angoli vulcanizzati. Le caratteristiche della guarnizione dovranno corrispondere alla norma UNI 9122. Per pareti inclinate e coperture, a maggiore garanzia di tenuta fra i vetri ed il pressore esterno, dovrà essere applicato un nastro butilico autoadesivo protetto da film in alluminio. DISPOSITIVI DI APERTURA I sistemi di movimentazione e chiusure “originali del Sistema”, dovranno essere idonei a sopportare il peso delle parti apribili e a garantire il corretto funzionamento secondo la normativa UNI 7525 (Peso del vetro, spinta del vento, manovra d’utenza). Gli accessori di chiusura saranno montati a contrasto per consentire rapidamente un’eventuale regolazione o sostituzione anche da personale 164 non specializzato. Nel caso di finestre apribili ad anta o anta-ribalta dovrà essere applicato un limitatore d’apertura a 90°. TIPOLOGIE DI APERTURA Le parti apribili dovranno essere eseguite con idonei profili telaio da inserire all’interno dei moduli nelle seguenti tipologie: a) Anta a sporgere semistrutturale Apribili con telaio anta visibile dall’esterno, rispetto alle specchiature fisse. La chiusura dell’anta dovrà avvenire mediante maniglia centrale con meccanismo a più punti di bloccaggio. Inoltre si dovranno prevedere, per questo tipo d’apertura, bracci d’acciaio inox frizionati del tipo autobilanciante con portata di kg. 120. I bracci di manovra dell'anta saranno provvisti di sistema micrometrico di regolazione per consentire la perfetta registrazione a cantiere ultimato. b) Anta a sporgere strutturale Apribili con telaio anta non visibile dall’esterno, rispetto alle specchiature fisse. La chiusura dell’anta dovrà avvenire mediante maniglia centrale con meccanismo a più punti di bloccaggio. Inoltre si dovranno prevedere, per questo tipo d’apertura, bracci d’acciaio inox frizionati del tipo autobilanciante con portata di kg. 120. I bracci di manovra dell'anta saranno provvisti di sistema micrometrico di regolazione per consentire la perfetta registrazione a cantiere ultimato. c) Anta singola La chiusura dell’anta sarà effettuata mediante maniglia a Cremonese a più punti di chiusura, tramite un’asta con terminali a forcella tali da consentire, anche in posizione di chiusura, un ricambio d’aria. d) Anta ribalta La chiusura dell’anta sarà effettuata mediante maniglia a Cremonese a più punti di chiusura. Il meccanismo sarà dotato di dispositivo di sicurezza contro l’errata manovra posta al centro della maniglia; allo scopo di evitare lo scardinamento dell’anta dovrà avere i compassi in acciai inox, rigidamente 165 fissati alla tubolarità nel profilo e frizionati per evitare le chiusure accidentali. Il meccanismo dovrà consentire e garantire la manovra di ante da 90 o 130 kg. e) Wasistas L’inserimento di parti apribili può essere eseguito con profili della serie tipo METRA NC o simile approvato dalla D.L.(da scegliere tra NC45STH, NC50STH, NC68STH, NC65STH, NC72STH, NC72STH.1). f) Le finestre potranno, in funzione delle dimensioni, dei carichi, e del tipo di comando, essere realizzate con: A) Cricchetti posti sul traverso superiore e due bracci d’arresto (sganciabili per la pulizia). B) Dispositivo di chiusura con comando a distanza in funzione alle dimensioni ed ai carichi. g) Anta ad abbaino (per strutture inclinate o coperture) La chiusura dell’anta sarà effettuata mediante maniglia a Cremonese oppure con dispositivo di chiusura con comando a distanza elettrico opportunamente dimensionato in funzione alle dimensioni e ai carichi. h) Porte Le aperture delle porte dovranno essere garantite da cerniere fissate ai profilati mediante dadi e contropiastre in alluminio e dovranno essere scelte in base al peso della porta e agli sforzi dell’utenza. Inoltre le cerniere saranno dotate di un dispositivo eccentrico per la regolazione dell’anta anche a montaggio già effettuato. Altri accessori, quali maniglie speciali, maniglioni antipanico, serratura di sicurezza, chiudiporta aerei o a pavimento o eventuali altri dispositivi saranno indicati nelle voci specifiche. DILATAZIONI Per consentire il movimento dei vari elementi, che anche, in presenza di sbalzi termici si dilatano, saranno previsti specifici profilati, accessori e guarnizioni che dovranno essere utilizzati in modo corretto rispettando le indicazioni delle tolleranze di taglio e di montaggio riportate sulla documentazione tecnica di lavorazione e di posa del sistema. 166 In modo particolare occorrerà eseguire dei giunti di dilatazione previsti sui montanti utilizzando a tal fine gli appositi innesti compresi negli accessori. VETRI E TAMPONAMENTI Il sistema di facciata dovrà consentire l’inserimento di vetri e/o pannelli con spessore da un minimo di 6 mm ad un massimo di 32 mm. I vetri dovranno avere spessore adeguato alle dimensioni ed all'uso delle facciate su cui saranno montati. Gli spessori dei vetri dovranno essere calcolati secondo le norme UNI 7143, salvo se non siano espressamente indicati negli elaborati facenti parte della richiesta. I vetri dovranno essere posti in opera nel rispetto della norma UNI 6534 con l'impiego di tasselli aventi adeguata durezza secondo la funzione (portante o distanziale). I tasselli dovranno garantire l'appoggio delle lastre del vetrocamera e dovranno avere una lunghezza idonea al peso da sopportare. La tenuta attorno alle lastre di vetro dovrà essere eseguita con idonee guarnizioni preformate in elastomero etilene-propilene (EPDM) opportunamente giuntate agli angoli. Il produttore della vetrata isolante dovrà garantire la corrispondenza delle vetrate a quanto indicato nella norma UNI 10593. Gli elementi di vetrocamera dovranno essere forniti d’idoneo certificato di garanzia decennale contro la presenza d’umidità condensata all'interno delle lastre. I vetri ed i cristalli dovranno essere di prima qualità, perfettamente incolori e trasparenti, con superfici complanari piane. Dovranno inoltre corrispondere alle norme UNI. L’utilizzo d’opportune guarnizioni, permetteranno di far esercitare al vento una pressione costante su tutto il perimetro delle lastre onde evitare punti d’infiltrazione. A tale scopo la guarnizione esterna sarà più elastica di quella interna in modo da deformarsi prima nel caso di movimenti anomali. Per la zona parapetto dovranno essere possibili varie soluzioni, mantenendo uniforme l'aspetto esterno. Criteri di sicurezza: Nella scelta dei vetri sarà necessario attenersi a quanto previsto alla norma UNI 7697. 167 PRESTAZIONI Le prestazioni minime richieste per i manufatti finiti dovranno corrispondere alle classi previste dalla normativa e non dovranno essere inferiori ai seguenti valori: A) Elemento di facciata con apribile a. Classificazione secondo le norme: UNI EN 12207, UNI EN 12208, UNI EN 12210 - Permeabilità all’aria: classe 4 ... UNI EN 1026 (metodo di prova) - Tenuta all’acqua: classe 9A .................................. UNI EN 1027 - Resistenza al carico del vento: classe C5 ........... UNI EN 12211 - freccia inferiore a 1/200 L e non superiore a 15 mm B) Elemento di facciata fissa b. Classificazione secondo le norme: UNI EN 12152, UNI EN 12154, UNI EN 13116 - Permeabilità all’aria: classe A3 - Tenuta all’acqua: classe R7 - Resistenza al carico del vento: freccia inferiore a 1/200 L e non superiore a 15 mm ISOLAMENTO TERMICO L'interruzione del ponte termico fra la parte strutturale interna e le copertine esterne, sarà realizzata mediante l'interposizione di un listello estruso di materiale sintetico termicamente isolante. Il materiale del listello usato come distanziale permetterà il fissaggio meccanico dei pressori mediante viti auto filettanti senza bisogno di preforatura. I listelli distanziali, di diverse dimensioni, potranno essere combinati (anche per accoppiamento degli stessi) secondo lo spessore del tamponamento richiesto. ATTACCHI ALLA MURATURA Gli attacchi alla struttura dovranno essere realizzati mediante staffe d'ancoraggio in lega d'alluminio 6060 T 5 o comunque in materiali compatibili con l’alluminio in rispetto alla norma UNI 3952, e dovranno essere regolabili nelle tre direzioni ortogonali, per permettere un facile e corretto 168 posizionamento dei profili, ed in grado di resistere a tutte le sollecitazioni trasmesse dalla facciata e/o copertura (peso proprio, pressione e depressione del vento, carichi accidentali), inoltre dovranno resistere alla corrosione in modo tale da garantire nel tempo tutte le prestazioni sopra elencate: il loro fissaggio alla struttura edilizia sarà eseguito con l’ausilio di ferri d’ancoraggio opportunamente annegati nel getto in C.A... Dopo la registrazione dovrà essere previsto un sistema di bloccaggio dell'attacco per non far lavorare ad attrito il collegamento. Tra le parti in movimento (a causa di dilatazioni per effetto termico) dovrà essere interposto uno strato di materiale antifrizione (teflon, nylon, ecc.) per evitare l'insorgere di fastidiosi rumori e scricchiolii. MESSA A TERRA Tutti i montanti dovranno essere predisposti di una vite per il collegamento (questo escluso) agli anelli di terra ai piani. CRITERI DI CALCOLO STATICO I calcoli dovranno essere eseguiti applicando i pesi degli elementi di tamponamento indicati dai fabbricanti, i carichi e i sovraccarichi in conformità alla normativa tecnica vigente, i calcoli statici degli elementi strutturali dovranno essere eseguiti desumendo la pressione del vento dal DM 16 Gennaio 1996 aggiornato dalla Circolare Ministeriale del 4 luglio 1996 n° 156 AA.GG/STC. La tensione massima ammissibile per gli elementi strutturali in alluminio sarà di 850 Kg/cm2. I montanti e i traversi dovranno essere dimensionati in modo da non subire deformazioni in campo elastico superiori a 1/200 della distanza fra due successivi punti di vincolo alla struttura dell’edificio e comunque non superare il limite di 15 mm. In tutti i casi dove saranno previsti vetrocamera, la freccia massima non dovrà superare il limite massimo di 1/300 della dimensione della lastra e dovrà essere comunque inferiore a 8 mm. Le lastre di vetro dovranno essere dimensionate secondo la normativa UNI 7143. 169 LIMITI D’IMPIEGO Il progettista o il serramentista, nel determinare le dimensioni massime dei serramenti, dovrà considerare e valutare, oltre le dimensioni ed il momento d'inerzia dei profilati, anche i dati tecnici degli accessori e le caratteristiche applicative e meteorologiche quali l’altezza dal suolo, l’esposizione alla pioggia e la velocità dei venti nella zona. Per le caratteristiche applicative, consigliamo di consultare e seguire le “Raccomandazioni UNCSAAL” elaborate sulla base delle normative UNI, UNI-EN e UNI-CNR esistenti in merito. CONTROLLI Relativamente alla qualità dei materiali forniti, alla protezione superficiale ed alle prestazioni, la D.D.LL (il committente) si riserva la facoltà di controllo e di collaudo secondo le modalità ed i criteri previsti dalla UNI 3952 alla voce collaudo mediante campionamento. Le caratteristiche di tenuta e di resistenza all’aria, all’acqua ed al carico del vento, ottenibili dal “sistema”, dovranno essere dimostrabili con riproduzione in fotocopia dei risultati del collaudo effettuato dal costruttore dei serramenti o, in mancanza, dal produttore del sistema. Prova di permeabilità all’aria Prova di tenuta all’acqua Prova di resistenza al vento Le prove dovranno essere eseguite secondo le normative: UNI EN 12153, UNI EN 1026, UNI EN 12155, UNI ENV 13051, UNI EN 12159 ed ENV 13050. I controlli delle finiture superficiali potranno essere eseguiti in conformità a quanto previsto dalle direttive di marchio QUALICOAT e QUALANOD PARTE III –NORME PER LA VALUTAZIONE DEI LAVORI Art. 48 - Valutazione dei manufatti e dei materiali a piè d’opera 1. In sede di contabilizzazione delle rate di acconto di cui all’apposito articolo del Capitolato Speciale d’Appalto – Parte amministrativa, all'importo dei lavori eseguiti è aggiunta la metà di quello dei materiali provvisti a piè 170 d'opera, destinati ad essere impiegati in opere definitive facenti parte dell'appalto ed accettati dal direttore dei lavori, da valutarsi a prezzo di contratto o, in difetto, ai prezzi di stima. 2. I materiali e i manufatti portati in contabilità rimangono a rischio e pericolo dell'appaltatore, e possono sempre essere rifiutati dal direttore dei lavori ai sensi dell'art. 18, comma 1 del Cap. Gen. n. 145/00. Art. 49 - Norme per la misurazione e valutazione dei lavori Le norme di misurazione per la contabilizzazione saranno le seguenti. 1. SCAVI IN GENERE Oltre che per gli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi d'elenco per gli scavi in genere l'Appaltatore devesi ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare: – per taglio di piante, estirpazione di ceppaie, radici, ecc.; – per il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte che bagnate, di qualsiasi consistenza ed anche in presenza d'acqua; – per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rinterro od a rifiuto entro i limiti previsti in elenco prezzi, sistemazione delle materie di rifiuto, deposito provvisorio e successiva ripresa; – per la regolazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la formazione di gradoni, attorno e sopra le condotte di acqua od altre condotte in genere, e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome definitive di progetto; – per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere secondo tutte le prescrizioni contenute nel presente capitolato, compresi le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname o dei ferri; – per impalcature, ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per il trasporto delle materie di scavo sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.; 171 – per ogni altra spesa necessaria per l'esecuzione completa degli scavi. La misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi: – il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato col metodo delle sezioni ragguagliate, in base ai rilevamenti eseguiti in contraddittorio con l'Appaltatore, prima e dopo i relativi lavori; – gli scavi di fondazione saranno computati per un valore uguale a quello risultante dal prodotto della base di fondazione per la sua profondità sotto il piano degli scavi di sbancamento, ovvero del terreno naturale, quando detto scavo di sbancamento non viene effettuato. Al volume così calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nell'elenco per tali scavi; vale a dire che essi saranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali, ritenendosi già compreso e compensato col prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo. Tuttavia per gli scavi di fondazione da eseguire con impiego di casseri, paratie o simili strutture, sarà incluso nel volume di scavo per fondazione anche lo spazio occupato dalle strutture stesse. I prezzi di elenco, relativi agli scavi di fondazione, sono applicabili unicamente e rispettivamente ai volumi di scavo compresi fra piani orizzontali consecutivi, stabiliti per diverse profondità, nello stesso elenco dei prezzi. Pertanto la valutazione dello scavo risulterà definita, per ciascuna zona, dal volume ricadente nella zona stessa e dall'applicazione ad esso del relativo prezzo di elenco, salvo eventuali sezioni tipo predefinite da norme di capitolato e da particolari costruttivi. 2. RILEVATI E RINTERRI Il volume dei rilevati sarà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate, in base a rilevamenti eseguiti come per gli scavi di sbancamento. I rinterri di cavi a sezione ristretta saranno valutati a metro cubo per il loro volume effettivo misurato in opera. Nei prezzi di elenco sono previsti tutti gli oneri per il trasporto dei terreni da qualsiasi distanza e per gli eventuali indennizzi a cave di prestito. 3. RIEMPIMENTO CON MISTO GRANULARE Il riempimento con misto granulare a ridosso delle murature per drenaggi, 172 vespai, ecc., sarà valutato a metro cubo per il suo volume effettivo misurato in opera. 4. PALIFICAZIONI ED INTIRANTATURE La lunghezza la lunghezza di pali e intirantature sarà determinata dalla differenza di quota compresa tra il piano di inizio della perforazione (quota di imposta come da elaborati grafici progettuali) e il fondo della stessa (come da elaborati grafici progettuali); Il diametro e/o la sezione del palo, sarà determinato dal diametro nominale della testa tagliante. La malta cementizia eccedente il volume teorico del palo maggiorato del 15%, sarà compensata a parte, con relativo prezzo di elenco nel quale è compresa l'iniezione. Le armature metalliche saranno valutate a peso. Nei prezzi unitari sono compresi tutti gli oneri per la trivellazione, la fornitura ed il getto del calcestruzzo, la formazione e successiva demolizione delle corree di guida nonché la scapitozzatura, l'impiego di fanghi bentonitici, l'allontanamento dal cantiere di tutti i materiali di risulta e gli spostamenti delle attrezzature. 5. MURATURE IN GENERE Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni di seguito specificate, saranno misurate geometricamente, a volume o a superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul vivo dei muri, esclusi cioè gli intonaci. Sarà fatta deduzione di tutti i vuoti di luce superiore a 1,00 m2 e dei vuoti di canne fumarie, canalizzazioni, ecc., che abbiano sezione superiore a 0,25 m2, rimanendo per questi ultimi, all'Appaltatore, l'onere della loro eventuale chiusura con materiale in cotto. Così pure sarà sempre fatta deduzione del volume corrispondente alla parte incastrata di pilastri, piattabande, ecc., di strutture diverse, nonché di pietre naturali od artificiali, da pagarsi con altri prezzi di tariffa. Nei prezzi unitari delle murature di qualsiasi genere, qualora non debbano essere eseguite con paramento di faccia vista, si intende compreso il rinzaffo delle facce visibili dei muri. Tale rinzaffo sarà sempre eseguito, ed è compreso nel prezzo unitario, anche a tergo dei muri che 173 debbono essere poi caricati a terrapieni. Per questi ultimi muri è pure sempre compresa la eventuale formazione di feritoie regolari e regolarmente disposte per lo scolo delle acque ed in generale quella delle immorsature e la costruzione di tutti gli incastri per la posa in opera della pietra da taglio od artificiale. Nei prezzi della muratura di qualsiasi specie si intende compreso ogni onere per formazione di spalle, sguinci, canne, spigoli, strombature, incassature per imposte di archi, volte e piattabande. Qualunque sia la curvatura data alla pianta ed alle sezioni dei muri, anche se si debbano costruire sotto raggio, le relative murature non potranno essere comprese nella categoria delle volte e saranno valutate con i prezzi delle murature rotte senza alcun compenso in più. Le ossature di cornici, cornicioni, lesene, pilastri ecc., di aggetto superiore a 5 cm sul filo esterno del muro, saranno valutate per il loro volume effettivo in aggetto con l'applicazione dei prezzi di tariffa stabiliti per le murature. Per le ossature di aggetto inferiore a 5 cm non verrà applicato alcun sovrapprezzo. Quando la muratura in aggetto è diversa da quella del muro sul quale insiste, la parte incastrata sarà considerata come della stessa specie del muro stesso. Le murature di mattoni ad una testa od in foglio si misureranno a vuoto per pieno, al rustico, deducendo soltanto le aperture di superficie uguale o superiore a 1 mq., intendendo nel prezzo compensata la formazione di sordini, spalle, piattabande, ecc., nonché eventuali intelaiature in legno che la direzione dei lavori ritenesse opportuno di ordinare allo scopo di fissare i serramenti al telaio, anziché alla parete. 6. MURATURE IN PIETRA DA TAGLIO La pietra da taglio da pagarsi a volume sarà sempre valutata a metro cubo in base al volume del primo parallelepipedo retto rettangolare, circoscrivibile a ciascun pezzo. Le lastre, i lastroni e gli altri pezzi da pagarsi a superficie, saranno valutati in base al minimo rettangolo circoscrivibile. Per le pietre di cui una parte viene lasciata grezza, si comprenderà anche questa nella misurazione, non tenendo però alcun conto delle eventuali 174 maggiori sporgenze della parte non lavorata in confronto delle dimensioni assegnate dai tipi prescritti. Nei prezzi relativi di elenco si intenderanno sempre compresi tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. 7. CALCESTRUZZI I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc. e le strutture costituite da getto in opera, saranno in genere pagati a metro cubo e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eccedenza, ancorché inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo di esecuzione dei lavori. Nei relativi prezzi oltre agli oneri delle murature in genere, s'intendono compensati tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. 8. CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore sarà valutato per il suo volume effettivo, senza detrazione del volume del ferro che verrà pagato a parte. Quando trattasi di elementi a carattere ornamentale gettati fuori opera (pietra artificiale), la misurazione verrà effettuata in ragione del minimo parallelepipedo retto a base rettangolare circoscrivibile a ciascun pezzo, e nel relativo prezzo si deve intendere compreso, oltre che il costo dell'armatura metallica, tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione, nonché la posa in opera, sempreché non sia pagata a parte. I casseri, le casseforme e le relative armature di sostegno, se non comprese nei prezzi di elenco del conglomerato cementizio, saranno computati separatamente con i relativi prezzi di elenco. Pertanto, per il compenso di tali opere, bisognerà attenersi a quanto previsto nell’Elenco dei Prezzi Unitari. Nei prezzi del conglomerato sono inoltre compresi tutti gli oneri derivanti dalla formazione di palchi provvisori di servizio, dall'innalzamento dei materiali, qualunque sia l'altezza alla quale l'opera di cemento armato dovrà essere eseguita, nonché per il getto e la vibratura. 175 Il ferro tondo per armature di opere di cemento armato di qualsiasi tipo nonché la rete elettrosaldata sarà valutato secondo il peso effettivo; nel prezzo oltre alla lavorazione e lo sfrido è compreso l'onere della legatura dei singoli elementi e la posa in opera dell'armatura stessa. 9. SOLAI I solai interamente di cemento armato (senza laterizi) saranno valutati al metro cubo come ogni altra opera di cemento armato. Ogni altro tipo di solaio, qualunque sia la forma, sarà invece pagato al metro quadrato di superficie netta misurato all'interno dei cordoli e delle travi di calcestruzzo, esclusi, quindi, la presa e l'appoggio su cordoli perimetrali o travi di calcestruzzo o su eventuali murature portanti. Nei prezzi dei solai in genere è compreso l'onere per lo spianamento superiore della caldana, nonché ogni opera e materiale occorrente per dare il solaio completamente finito, come prescritto nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. Nel prezzo dei solai, di tipo prefabbricato, misti di cemento armato, anche predalles o di cemento armato precompresso e laterizi sono escluse la fornitura, lavorazione e posa in opera del ferro occorrente, è invece compreso il noleggio delle casseforme e delle impalcature di sostegno di qualsiasi entità, con tutti gli oneri specificati per le casseforme dei cementi armati. Il prezzo a metro quadrato dei solai suddetti si applicherà senza alcuna maggiorazione anche a quelle porzioni in cui, per resistere a momenti negativi, il laterizio sia sostituito da calcestruzzo; saranno però pagati a parte tutti i cordoli perimetrali relativi ai solai stessi. 10. CONTROSOFFITTI I controsoffitti piani saranno pagati in base alla superficie della loro proiezione orizzontale. È compreso e compensato nel prezzo anche il raccordo con eventuali muri perimetrali curvi, tutte le forniture, magisteri e mezzi d'opera per dare controsoffitti finiti in opera come prescritto nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione, è esclusa e compensata a parte l'orditura portante principale. 176 11. VESPAI Nei prezzi dei vespai è compreso ogni onere per la fornitura di materiali e posa in opera come prescritto nelle norme sui modi di esecuzione. La valutazione sarà effettuata al metro cubo di materiali in opera. 12. PAVIMENTI I pavimenti, di qualunque genere, saranno valutati per la superficie vista tra le pareti intonacate dell'ambiente. Nella misura non sarà perciò compresa l'incassatura dei pavimenti nell'intonaco. I prezzi di elenco per ciascun genere di pavimento comprendono l'onere per la fornitura dei materiali e per ogni lavorazione intesa a dare i pavimenti stessi completi e rifiniti come prescritto nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione, compreso il sottofondo. In ciascuno dei prezzi concernenti i pavimenti, anche nel caso di sola posa in opera, si intendono compresi gli oneri, le opere di ripristino e di raccordo con gli intonaci, qualunque possa essere l'entità delle opere stesse. 13. RIVESTIMENTI DI PARETI I rivestimenti di piastrelle o di mosaico verranno misurati per la superficie effettiva qualunque sia la sagoma e la posizione delle pareti da rivestire. Nel prezzo al metro quadrato sono comprese la fornitura e la posa in opera di tutti i pezzi speciali di raccordo, angoli, ecc., che saranno computati nella misurazione, nonché l'onere per la preventiva preparazione con malta delle pareti da rivestire, la stuccatura finale dei giunti e la fornitura di collante per rivestimenti. 14. FORNITURA IN OPERA DEI MARMI, PIETRE NATURALI ED ARTIFICIALI I prezzi della fornitura in opera dei marmi e delle pietre naturali od artificiali, previsti in elenco, saranno applicati alle superfici effettive dei materiali in opera. Ogni onere derivante dall'osservanza delle norme, prescritte nel presente capitolato, si intende compreso nei prezzi. Specificatamente detti prezzi comprendono gli oneri per la fornitura, lo scarico in cantiere, il deposito e la provvisoria protezione in deposito, la 177 ripresa, il successivo trasporto ed il sollevamento dei materiali a qualunque altezza, con eventuale protezione, copertura o fasciatura; per ogni successivo sollevamento e per ogni ripresa con boiacca di cemento od altro materiale, per la fornitura di lastre di piombo, di grappe, staffe, regolini, chiavette, perni occorrenti per il fissaggio; per ogni occorrente scalpellamento delle strutture murarie e per la successiva chiusura e ripresa delle stesse, per la stuccatura dei giunti, per la pulizia accurata e completa, per la protezione a mezzo di opportune opere provvisorie delle pietre già collocate in opera, e per tutti i lavori che risultassero necessari per il perfetto rifinimento dopo la posa in opera. I prezzi di elenco sono pure comprensivi dell'onere dell'imbottitura dei vani dietro i pezzi, fra i pezzi stessi o comunque tra i pezzi e le opere murarie da rivestire, in modo da ottenere un buon collegamento, e, dove richiesto, un incastro perfetto. 15. INTONACI I prezzi degli intonaci saranno applicati alla superficie intonacata senza tener conto delle superfici laterali di risalti, lesene e simili. Tuttavia saranno valutate anche tali superfici laterali quando la loro larghezza superi 5 cm. Varranno sia per superfici piane, che curve. L'esecuzione di gusci di raccordo, se richiesti negli angoli fra pareti e soffitto e fra pareti e pareti, con raggio non superiore a 15 cm, è pure compresa nel prezzo, avuto riguardo che gli intonaci verranno misurati anche in questo caso come se esistessero gli spigoli vivi. Nel prezzo degli intonaci è compreso l'onere della ripresa, dopo la chiusura, di tracce di qualunque genere, della muratura di eventuali ganci al soffitto e delle riprese contropavimenti, zoccolature e serramenti. I prezzi dell'elenco valgono anche per intonaci su murature di mattoni forati dello spessore di una testa, essendo essi comprensivi dell'onere dell'intasamento dei fori dei laterizi. Gli intonaci interni sui muri di spessore maggiore di 15 cm saranno computati a vuoto per pieno, a compenso dell'intonaco nelle riquadrature dei vani, che non saranno perciò sviluppate. 178 Tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore di 4 m2, valutando a parte la riquadratura di detti vani. Gli intonaci interni su tramezzi in foglio o ad una testa saranno computati per la loro superficie effettiva; dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di qualunque dimensione essi siano, ed aggiunte le loro riquadrature. Nessuno speciale compenso sarà dovuto per gli intonaci eseguiti a piccoli tratti anche in corrispondenza di spalle e mazzette di vani di porte e finestre. 16. TINTEGGIATURE, COLORITURE E VERNICIATURE Nei prezzi delle tinteggiature, coloriture e verniciature in genere sono compresi tutti gli oneri prescritti nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione del presente capitolato oltre a quelli per mezzi d'opera, trasporto, sfilatura e rinfilatura d'infissi, ecc. Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale misurate con le stesse norme sancite per gli intonaci. Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili si osserveranno le norme seguenti: – per le porte, bussole e simili, si computerà due volte la luce netta dell'infisso, oltre alla mostra o allo sguincio, se ci sono, non detraendo la eventuale superficie del vetro. È compresa con ciò anche la verniciatura del telaio per muri grossi o del cassettoncino tipo romano per tramezzi e dell'imbotto tipo lombardo, pure per tramezzi. La misurazione della mostra e dello sguincio sarà eseguita in proiezione su piano verticale parallelo a quello medio della bussola (chiusa) senza tener conto di sagome, risalti o risvolti; – per le opere in ferro semplici e senza ornati, quali finestre grandi a vetrate e lucernari, serrande avvolgibili a maglia, saranno computati i tre quarti della loro superficie complessiva, misurata sempre in proiezione, ritenendo così compensata la coloritura dei sostegni, grappe e simili accessori, dei quali non si terrà conto alcuno nella misurazione; – per le opere in ferro di tipo normale a disegno, quali ringhiere, cancelli anche riducibili, inferriate e simili, sarà computata due volte l'intera loro superficie, misurata con le norme e con le conclusioni di cui al punto 179 precedente; – per le serrande in lamiera ondulata o ad elementi di lamiera, sarà computata due volte e mezza la luce netta del vano, in altezza, tra la soglia e la battitura della serranda, intendendo con ciò compensato anche la coloritura della superficie non in vista. Tutte le coloriture o verniciature s'intendono eseguite su ambo le facce e con i rispettivi prezzi di elenco si intende altresì compensata la coloritura, o verniciatura di nottole, braccioletti e simili accessori. 17. INFISSI DI LEGNO Gli infissi, come porte, finestre, vetrate, coprirulli e simili, si misureranno da una sola faccia sul perimetro esterno dei telai, siano essi semplici o a cassettoni, senza tener conto degli zampini da incassare nei pavimenti o soglie. Le parti centinate saranno valutate secondo la superficie del minimo rettangolo circoscritto, ad infisso chiuso, compreso come sopra il telaio maestro, se esistente. Nel prezzo degli infissi sono comprese mostre e contromostre. Gli spessori indicati nelle varie voci della tariffa sono quelli che debbono risultare a lavoro compiuto. Tutti gli infissi dovranno essere sempre provvisti delle ferramenta di sostegno e di chiusura, delle codette a muro, maniglie e di ogni altro accessorio occorrente per il loro buon funzionamento. Essi dovranno inoltre corrispondere in ogni particolare ai campioni approvati dalla direzione dei lavori. I prezzi elencati comprendono la fornitura a piè d'opera dell'infisso e dei relativi accessori di cui sopra, l'onere dello scarico e del trasporto sino ai singoli vani di destinazione e la posa in opera. 18. INFISSI DI ALLUMINIO Gli infissi di alluminio, come finestre, vetrate di ingresso, porte, pareti a facciate continue, saranno valutati od a cadauno elemento od al metro quadrato di superficie misurata all'esterno delle mostre e coprifili e compensati con le rispettive voci d'elenco. Nei prezzi sono compresi i controtelai da murare tutte le ferramenta e le eventuali pompe a pavimento 180 per la chiusura automatica delle vetrate, nonché tutti gli oneri derivanti dall'osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. 19. LAVORI IN METALLO Tutti i lavori in metallo saranno in generale valutati a peso e i relativi prezzi verranno applicati al peso effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima della loro posa in opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell'Appaltatore, escluse bene inteso dal peso le verniciature e coloriture. Nei prezzi dei lavori in metallo è compreso ogni e qualunque compenso per forniture accessorie, per lavorazioni, montatura e posizione in opera. 20. TUBI PLUVIALI I tubi pluviali potranno essere di plastica, metallo, ecc. I tubi pluviali di plastica saranno misurati al metro lineare in opera, senza cioè tener conto delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi di elenco la fornitura a posa in opera di staffe e cravatte di ferro. I tubi pluviali di rame o lamiera zincata, ecc. saranno valutati a peso, determinato con le stesse modalità di cui al comma 19 e con tutti gli oneri di cui sopra. 21. IMPIANTI, IDRICO - SANITARIO, INNAFFIAMENTO a) Tubazioni e canalizzazioni Le tubazioni di ferro e di acciaio saranno valutate a peso, la quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, al quale verrà applicato il peso unitario del tubo accertato attraverso la pesatura di campioni effettuata in cantiere in contraddittorio. Nella misurazione a chilogrammi di tubo sono compresi: i materiali di consumo e tenuta, la verniciatura con una mano di antiruggine per le tubazioni di ferro nero, la fornitura delle staffe di sostegno ed il relativo fissaggio con tasselli di espansione. – Le tubazioni di ferro nero o zincato con rivestimento esterno bituminoso saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà valutata 181 misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendente linearmente anche i pezzi speciali. Nelle misurazioni sono comprese le incidenze dei pezzi speciali, gli sfridi, i materiali di consumo e di tenuta e l'esecuzione del rivestimento in corrispondenza delle giunzioni e dei pezzi speciali. – Le tubazioni di rame nude o rivestite di pvc saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, i materiali di consumo e di tenuta, l'esecuzione del rivestimento in corrispondenza delle giunzioni e dei pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno ed il relativo fissaggio con tasselli ad espansione. – Le tubazioni in pressione di polietilene poste in vista o interrate saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo linearmente anche i vari pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con tasselli ad espansione. – Le tubazioni di plastica, le condutture di esalazione, ventilazione e scarico saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera (senza tener conto delle parti sovrapposte) comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, gli sfridi, i materiali di tenuta, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con tasselli ad espansione. – I canali, i pezzi speciali e gli elementi di giunzione, eseguiti in lamiera zincata (mandata e ripresa dell'aria) o in lamiera di ferro nera (condotto dei fumi) saranno valutati a peso sulla base di pesature convenzionali. La quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, misurato in mezzeria del canale, comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, giunzioni, flange, risvolti della lamiera, staffe di sostegno e fissaggi, al quale verrà applicato il peso unitario della lamiera secondo lo spessore e moltiplicando per i metri quadrati della lamiera, ricavati questi dallo sviluppo perimetrale delle sezioni di progetto moltiplicate per le varie lunghezze parziali. 182 Il peso della lamiera verrà stabilito sulla base di listini ufficiali senza tener conto delle variazioni percentuali del peso. È compresa la verniciatura con una mano di antiruggine per gli elementi in lamiera nera. b) Apparecchiature. – Gli organi di intercettazione, misura e sicurezza, saranno valutati a numero nei rispettivi diametri e dimensioni. Sono comprese le incidenze per i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta. Nei prezzi sono compresi i materiali di tenuta. – Le elettropompe saranno valutate a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive e di funzionamento ed in relazione alla portata e prevalenza. Sono compresi i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta. – I serbatoi di accumulo saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive ed in relazione alla capacità. Sono compresi gli accessori d'uso, i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta. – I serbatoi autoclave saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive ed in relazione alla capacità. Sono compresi gli accessori d'uso, i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta. – I gruppi completi autoclave monoblocco saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive, in relazione alla portata e prevalenza delle elettropompe ed alla capacità del serbatoio. Sono compresi gli accessori d'uso, tutte le apparecchiature di funzionamento, i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta. – Gli apparecchi per il trattamento dell'acqua saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive e di funzionamento ed in relazione alla portata. Sono comprese le apparecchiature elettriche relative ed i pezzi speciali di collegamento. – I gruppi completi antincendio UNI 9487 DN 45 e 70, per attacco 183 motopompa e gli estintori portatili, saranno valutati a numero secondo i rispettivi componenti ed in relazione alla capacità. – I rivestimenti termoisolanti saranno valutati al metro quadrato di sviluppo effettivo misurando la superficie esterna dello strato coibente. Le valvole, le saracinesche saranno valutate con uno sviluppo convenzionale di 2 m2 cadauna. – Le rubinetterie per gli apparecchi sanitari saranno valutate a numero per gruppi completi secondo le rispettive caratteristiche, tipologie e dimensioni. Sono compresi i materiali di tenuta. – Le valvole, le saracinesche e le rubinetterie varie saranno valutate a numero secondo le rispettive caratteristiche e dimensioni. Sono compresi i materiali di tenuta. 22. OPERE DI ASSISTENZA AGLI IMPIANTI Le opere e gli oneri di assistenza di tutti gli impianti compensano e comprendono le seguenti prestazioni: – scarico dagli automezzi, collocazione in loco compreso il tiro in alto ai vari piani e sistemazione in magazzino di tutti i materiali pertinenti agli impianti; – apertura e chiusura di tracce, predisposizione e formazione di fori ed asole su murature e strutture di calcestruzzo armato; – muratura di scatole, cassette, sportelli, controtelai di bocchette, serrande e griglie, guide e porte ascensori; – fissaggio di apparecchiature in genere ai relativi basamenti e supporti; – formazione di basamenti di calcestruzzo o muratura e, ove richiesto, la interposizione di strato isolante, baggioli, ancoraggi di fondazione e nicchie; – manovalanza e mezzi d'opera in aiuto ai montatori per la movimentazione inerente alla posa in opera di quei materiali che per il loro peso e/o volume esigono tali prestazioni; – i materiali di consumo ed i mezzi d'opera occorrenti per le prestazioni di cui sopra; – il trasporto alla discarica dei materiali di risulta delle lavorazioni; 184 – scavi e rinterri relativi a tubazioni od apparecchiature poste interrate; – ponteggi di servizio interni ed esterni; – le opere e gli oneri di assistenza agli impianti dovranno essere calcolati in ore lavoro sulla base della categoria della manodopera impiegata e della quantità di materiali necessari e riferiti a ciascun gruppo di lavoro. 23. MANODOPERA Gli operai per i lavori in economia dovranno essere idonei al lavoro per il quale sono richiesti e dovranno essere provvisti dei necessari attrezzi. L'Appaltatore è obbligato, senza compenso alcuno, a sostituire tutti quegli operai che non riescano di gradimento alla direzione dei lavori. Circa le prestazioni di manodopera saranno osservate le disposizioni e convenzioni stabilite dalle Leggi e dai contratti collettivi di lavoro, stipulati e convalidati a norma delle leggi sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi. Nell'esecuzione dei lavori che formano oggetto del presente appalto, l'impresa si obbliga ad applicare integralmente tutte le norme contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai dipendenti dalle aziende industriali edili ed affini e negli accordi locali integrativi dello stesso, in vigore per il tempo e nella località in cui si svolgono i lavori anzidetti. L'impresa si obbliga altresì ad applicare il contratto e gli accordi medesimi anche dopo la scadenza e fino alla sostituzione e, se cooperative, anche nei rapporti con i soci. I suddetti obblighi vincolano l'impresa anche se non sia aderente alle associazioni stipulanti o receda da esse e indipendentemente dalla natura industriale della stessa e da ogni altra sua qualificazione giuridica, economica o sindacale. L'impresa è responsabile in rapporto alla stazione appaltante dell'osservanza delle norme anzidette da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei rispettivi loro dipendenti, anche nei casi in cui il contratto collettivo non disciplini l'ipotesi del subappalto. Il fatto che il subappalto sia o non sia stato autorizzato, non esime l'impresa dalla responsabilità di cui al comma precedente e ciò senza pregiudizio degli altri diritti della stazione appaltante. 185 Non sono, in ogni caso, considerati subappalti le commesse date dall'impresa ad altre imprese: a) per la fornitura di materiali; b) per la fornitura anche in opera di manufatti ed impianti speciali che si eseguono a mezzo di ditte specializzate. In caso di inottemperanza agli obblighi precisati nel presente articolo, accertata dalla stazione appaltante o ad essa segnalata dall'Ispettorato del Lavoro, la stazione appaltante medesima comunicherà all'Impresa e, se del caso, anche all'Ispettorato suddetto, l'inadempienza accertata e procederà ad una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori sono in corso di esecuzione, ovvero alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori sono stati ultimati, destinando le somme così accantonate a garanzia dell'adempimento degli obblighi di cui sopra. Il pagamento all'impresa delle somme accantonate non sarà effettuato sino a quando dall'Ispettorato del Lavoro non sia stato accertato che gli obblighi predetti sono stati integralmente adempiuti. Per le detrazioni e sospensione dei pagamenti di cui sopra, l'impresa non può opporre eccezioni alla stazione appaltante, né ha titolo al risarcimento di danni. 24. NOLEGGI Le macchine e gli attrezzi dati a noleggio debbono essere in perfetto stato di servibilità e provvisti di tutti gli accessori necessari per il loro regolare funzionamento. Sono a carico esclusivo dell'Appaltatore la manutenzione degli attrezzi e delle macchine. Il prezzo comprende gli oneri relativi alla mano d'opera, al combustibile, ai lubrificanti, ai materiali di consumo, all'energia elettrica e a tutto quanto occorre per il funzionamento delle macchine. Con i prezzi di noleggio delle motopompe, oltre la pompa sono compensati il motore, o la motrice, il gassogeno e la caldaia, la linea per il trasporto dell'energia elettrica ed, ove occorra, anche il trasformatore. I prezzi di noleggio di meccanismi in genere, si intendono corrisposti per tutto 186 il tempo durante il quale i meccanismi rimangono a piè d'opera a disposizione dell'Amministrazione, e cioè anche per le ore in cui i meccanismi stessi non funzionano, applicandosi il prezzo stabilito per meccanismi in funzione soltanto alle ore in cui essi sono in attività di lavoro; quello relativo a meccanismi in riposo in ogni altra condizione di cose, anche per tutto il tempo impiegato per riscaldare la caldaia e per portare a regime i meccanismi. Nel prezzo del noleggio sono compresi e compensati gli oneri e tutte le spese per il trasporto a piè d'opera, montaggio, smontaggio ed allontanamento dei detti meccanismi. Per il noleggio dei carri e degli autocarri il prezzo verrà corrisposto soltanto per le ore di effettivo lavoro, rimanendo escluso ogni compenso per qualsiasi altra causa o perditempo. 25. TRASPORTI Con i prezzi dei trasporti s'intende compensata anche la spesa per i materiali di consumo, la mano d'opera del conducente, e ogni altra spesa occorrente. I mezzi di trasporto per i lavori in economia debbono essere forniti in pieno stato di efficienza e corrispondere alle prescritte caratteristiche. La valutazione delle materie da trasportare è fatta, a seconda dei casi, a volume o a peso, con riferimento alla distanza. Art. 50 - Disposizioni generali relative ai prezzi dei lavori a misura e delle somministrazioni per opere in economia - Invariabilità dei prezzi I prezzi unitari in base ai quali, dopo deduzione del pattuito ribasso d'asta, saranno pagati i lavori appaltati a misura e le somministrazioni, compensano anche: a) circa i materiali, ogni spesa (per fornitura, trasporto, dazi, cali, perdite, sprechi, ecc.), nessuna eccettuata, che venga sostenuta per darli pronti all'impiego, a piede di qualunque opera; b) circa gli operai e mezzi d'opera, ogni spesa per fornire i medesimi di attrezzi e utensili del mestiere, nonché per premi di assicurazioni sociali, per illuminazione dei cantieri in caso di lavoro notturno; 187 c) circa i noli, ogni spesa per dare a piè d'opera i macchinari e mezzi pronti al loro uso; d) circa i lavori a misura ed a corpo, tutte le spese per forniture, lavorazioni, mezzi d'opera, assicurazioni d'ogni specie, indennità di cave, di passaggi o di deposito, di cantiere, di occupazione temporanea e d'altra specie, mezzi d'opera provvisionali, carichi, trasporti e scarichi in ascesa o discesa, ecc., e per quanto occorre per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d'arte, intendendosi nei prezzi stessi compreso ogni compenso per gli oneri tutti che l'Appaltatore dovrà sostenere a tale scopo, anche se non esplicitamente detti o richiamati nei vari articoli e nell'elenco dei prezzi del presente capitolato. I prezzi medesimi, per lavori a misura ed a corpo, nonché il compenso a corpo, diminuiti del ribasso offerto, si intendono accettati dall'Appaltatore in base a calcoli di sua convenienza, a tutto suo rischio. Essi sono fissi ed invariabili. ASCENSORE INCLINATO DI QUEZZI VIA PINETTI - VIA FONTANAROSSA CAPITOLATO TECNICO ASCENSORE INCLINATO DI QUEZZI VIA PINETTI - VIA FONTANAROSSA CAPITOLATO TECNICO ___________________________________________________________________ indice pag. 1 - PREMESSA.............................................................................................................2 2 - OGGETTO ...............................................................................................................2 3 – RIFERIMENTI NORMATIVI ..........................................................................3 4 – PRESENTAZIONE OFFERTA .........................................................................5 5 – PROGETTO ESECUTIVO .................................................................................5 6 – PRATICA APPROVATIVA...............................................................................7 7 - DESCRIZIONE TECNICA .................................................................................8 8 – PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL’ IMPIANTO.........................9 9 - FUNI DI TRAZIONE ........................................................................................10 10 - TIRANTI PER ATTACCHI FUNI...............................................................11 11 - GUIDE DELLA CABINA E DEL CONTRAPPESO ................................11 12 – AMMORTIZZATORI E FOSSA..................................................................12 13 - ARGANO DI SOLLEVAMENTO .................................................................12 14 – CABINA E CARRELLO .................................................................................15 15 - PORTA DELLA CABINA...............................................................................18 16 - PORTE DI PIANO ..........................................................................................19 17 - CONTRAPPESO...............................................................................................19 18 - LIMITATORE DI VELOCITA’.....................................................................20 19 - PARACADUTE DI CABINA.........................................................................20 20 – FRENATURA PER ECCESSO DI VELOCITA’ IN SALITA ..............21 21 - IMPIANTO ELETTRICO...............................................................................21 22 - QUADRO DI MANOVRA ..............................................................................22 23 - IMPIANTO DI TELEDIAGNOSI ...............................................................24 24 - IMPIANTO DI RILEVAZIONE INCENDIO ..........................................25 25 – SISTEMA DI RECUPERO DI EMERGENZA.........................................26 26 – SISTEMA DI TELESORVEGLIANZA ......................................................26 27 – PRESTAZIONI................................................................................................26 28 – REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO ......................................................27 29 – VERIFICHE E COLLAUDI...........................................................................27 30 – GARANZIA ED ASSISTENZA ...................................................................28 1 - PREMESSA Nel seguito verranno utilizzate le seguenti definizioni: - Committente: l’Amministrazione del Comune di Genova. - Impresa: l’Impresa aggiudicataria dell’appalto per la realizzazione delle opere edili ed impiantistiche dell’ascensore inclinato Via Pinetti – Via Fontanarossa. 2 - OGGETTO Oggetto della presente parte di capitolato tecnico sono la progettazione esecutiva e la fornitura in opera di un ascensore inclinato elettrico con trazione a funi destinato al servizio di trasporto pubblico di persone nella città di Genova, incluse le opere accessorie descritte nel presente capitolato, e quelle comunque necessarie a fornire l’impianto completo e funzionante, compresa l’approvazione da parte degli Enti competenti per l’esercizio in servizio pubblico. Il progetto esecutivo dell’opera civile e quello degli impianti elettrici e di telecontrollo , che costituiscono la base di riferimento per la fornitura, ed ai quale si rimanda per tutte le informazioni che siano necessarie, prevede l’installazione di un ascensore inclinato, con via di corsa ad andamento planimetrico rettilineo ed a pendenza variabile. Obiettivi prioritari nella realizzazione dell’impianto sono : - robustezza ed affidabilità dell’impianto e dei suoi singoli componenti; - facilità e sicurezza delle operazioni di soccorso ai passeggeri; - facilità ed economicità di manutenzione, reperibilità dei componenti sul mercato; CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 2 - massima integrazione con le strutture architettoniche delle opere civili delle stazioni e della via di corsa e con l’ambiente circostante. Gli impianti di trasporto a fune in servizio pubblico sono sottoposti a verifiche quotidiane da parte degli addetti all’esercizio, alle verifiche periodiche delle funi, a verifiche periodiche semestrali a cura del Responsabile dell’esercizio con la partecipazione dell’Ente di controllo competente in materia di sicurezza (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). Inoltre (vedi DM 2.01.1985 n°23) ogni 5 anni devono essere sottoposti ad una Revisione speciale ed ogni 10 anni ad una Revisione generale, che comportano sostituzioni di componenti, smontaggi, verifiche con metodi non distruttivi e prove funzionali; il Costruttore quindi deve fornire tutti gli elementi necessari in merito (elenco delle parti soggette a scadenza temporale, piano dei controlli non distruttivi, manuali di manutenzione). 3 – RIFERIMENTI NORMATIVI Trattandosi di un impianto in servizio pubblico, si fa riferimento in particolare al progetto di norma europea prEN 81.22, tenendo altresì presente la bozza di norma “Regole di sicurezza per la costruzione e l’installazione degli ascensori inclinati”, redatta dal Ministero dei Trasporti, ed i criteri e le indicazioni della più recente normativa UNI-EN 81.1 (edizione 2005) per gli ascensori, in quanto applicabili. Si richiamano di seguito alcuni riferimenti alla legislazione vigente, ed a norme tecniche specifiche. L’elenco non è esaustivo; è fatto comunque obbligo al Fornitore di attenersi alle disposizioni di legge ed alle norme di buona tecnica in vigore al momento della consegna dell’impianto al Committente. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 3 D.M. 9-12-1987 n. 587 Attuazione delle direttive n. 84/529/CEE e n. 86/312/CEE relative agli ascensori elettrici. D.P.R. 11-7-1980 n. 753 Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto. D.P.R. 30-4-1999 n. 162 Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio. D.M. 5-3-1931 Norme per l'impianto e l'esercizio, in servizio pubblico, degli ascensori destinati al trasporto di persone. D.P.R. 24-7-1996 n. 503 Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. D.M. 14-6-1989 n. 236 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche. D.Lgs. 12-6-2003 n. 210 Attuazione della direttiva 2000/9/CE in materia di impianti a fune adibiti al trasporto di persone e relativo sistema sanzionatorio. UNI-EN 81/1 Regole di sicurezza per la costruzione e l’installazione degli ascensori e dei montacarichi – Ascensori elettrici. UNI-EN 12385/5 Funi di acciaio – Sicurezza – Parte 5: Funi a trefoli per ascensori CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 4 4 – PRESENTAZIONE OFFERTA In sede di presentazione all’offerta le imprese concorrenti alla gara dovranno rilasciare apposita dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante, di aver preso conoscenza dei progetti esecutivi civile ed elettrico, e di riconoscerne la validità, la compatibilità e la congruenza alla finalità della realizzazione dell’ascensore in servizio di trasporto pubblico. Nella documentazione tecnica da presentare a corredo dell’offerta, elaborata e sottoscritta dall’Impresa, deve essere compreso un programma specifico: • dei lavori, in cui siano dettagliate le fasi di progettazione, fornitura , montaggio e collaudo dell’impianto ascensore oggetto della presente specifica tecnica • della compatibilizzazione di tali interventi con il programma lavori generale. Qualora, in sede di offerta, le soluzioni tecniche proposte dall’Impresa si discostino dal progetto definitivo approvato in sede di Conferenza dei Servizi, l’Impresa dovrà darne adeguata giustificazione sui piani tecnico ed economico, senza variazioni dei limiti di spesa previsti. 5 – PROGETTO ESECUTIVO Il progetto esecutivo dell’ascensore , basato sulla relazione tecnica impiantistica allegata al presente capitolato e sul progetto esecutivo delle opere civili ed impiantistiche, dovrà essere redatto in conformità a quanto stabilito dal Ministero Infrastrutture e Trasporti - USTIF (parere 00672 del 11 marzo 2005 espresso in sede di Conferenza dei Servizi) in base alle norme vigenti all’atto della presentazione del progetto esecutivo e che sono contenute nella bozza di “Regole di sicurezza per CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 5 la costruzione ed installazione degli ascensori inclinati (progetto norma prEN81/22)” e, per quanto applicabili, nella norma EN 81-1 e dal Comune di Genova con propri provvedimenti. Il progetto esecutivo dell’ascensore in particolare, dovrà essere corredato di tutta la documentazione tecnica di cui all’Appendice C di detta norma, ed inoltre di quanto prescritto dal DM 2/01/1985 n°23, e di quanto eventualmente richiesto dagli Enti competenti a concedere il nullaosta e l’approvazione. Nella documentazione tecnica da presentare a corredo del progetto esecutivo dell’ascensore l’Impresa aggiudicataria dovrà predisporre una relazione tecnico descrittiva completa degli approfondimenti richiesti nel citato parere USTIF relativi a: - illuminazione permanente via di corsa; - protezioni via di corsa; - modalità di sorveglianza a distanza dell’impianto; - procedura di soccorso; - verifiche di stabilità che tengano conto della spinta del vento - contrappeso munito di paracadute o installazione di sistemi equivalenti - sistemi adottati per controllo orizzontalità della cabina - marchiatura dei componenti certificati CE. In base al DPR 554/99, dovrà essere presentato un documento specifico per il “Piano di Manutenzione dell’impianto”; peraltro la presentazione del manuale di manutenzione è anche già prescritta dal DM 2/01/1985 n.23 sopra citato. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 6 Gli schemi elettrici dovranno essere completi e particolareggiati, e contenere le istruzioni per le prove periodiche di isolamento, con l’elencazione delle sconnessioni da operare e dei morsetti su cui effettuare le prove con l’indicazione dei circuiti cui si riferiscono. 6 – PRATICA APPROVATIVA Il progetto esecutivo completo dell’impianto, redatto a tolale cura e spese dell’Impresa, dovrà essere consegnato all’esame del Committente entro 90 giorni dalla data del ricevimento dell’ordine. La verifica da parte del Committente riguarda gli aspetti formali e di rispondenza ai requisiti funzionali e qualitativi richiesti; il Committente non assume responsabilità relativamente agli elaborati tecnici del progetto. Il Committente ha la facoltà, qualora ne ravvisasse la necessità, di richiedere integrazioni o varianti alla documentazione consegnata; queste dovranno essere consegnate dall’Impresa nel termine massimo di giorni 15 consecutivi dalla data della richiesta stessa. Il Committente previa verifica, trasmetterà il Progetto con richiesta di approvazione al Comune di Genova e, per la concessione del relativo nullaosta ai fini della sicurezza, al Ministero dei Trasporti. Le richieste di integrazioni e varianti al progetto formulate dagli Enti preposti all’approvazione dovranno essere soddisfatte dall’Impresa entro 15 giorni solari consecutivi dalla richiesta stessa. La costruzione dell’impianto di ascensore potrà essere iniziata solamente in seguito all’approvazione del progetto esecutivo da parte degli Enti preposti. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 7 Qualora l’Impresa non rispetti la tempistica specificata della presentazione del progetto esecutivo o delle variazioni e/o integrazioni richieste dalla Committente o dagli Enti preposti, ad insindacabile giudizio del Responsabile di Procedimento, sentito il parere della Direzione Lavori, potrà essere comminata una penale, così come meglio definita nel Capitolato d’Oneri, in base alla gravità del ritardo o dell’inottemperanza a quanto richiesto. 7 - DESCRIZIONE TECNICA Il presente Capitolato tecnico fa puntuale riferimento al fascicolo “Relazione tecnica documentazione del impianto progetto di trasporto”, complessivo facente dell’opera parte della “Ascensore inclinato Pinetti-Fontanarossa”. L’ascensore è di tipo con motore elettrico e trazione a funi; il gruppo di trazione è disposto entro la stazione superiore, sotto il livello del piano di sbarco, in apposito locale, adeguatamente aerato, a cui si accede per mezzo di una comoda scala; le funi sono deviate alla via di corsa tramite pulegge, e poi fissate alla cabina ed al contrappeso tramite attacchi autoserranti certificati del tipo usato per gli ascensori, con cuneo e morsetti. La trazione avviene per mezzo di un classico argano per ascensore, azionato da un motore asincrono a velocità variabile tramite un riduttore ad assi ortogonali con vite senza fine e ruota elicoidale; sull’albero lento è calettata la puleggia di frizione, con fascia di aderenza in ghisa. Sono installate 7 funi di trazione del diametro di 13 mm, con tiro diretto su cabina e contrappeso; è installata anche una fune di compensazione, collegata sempre con tiranti del tipo sopra descritto alle parti inferiori di cabina e contrappeso, e rinviata a valle da una CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 8 puleggia portata da un apposito carrello scorrevole zavorrato da un contrappeso. 8 – PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL’ IMPIANTO - Capienza della cabina: 22 passeggeri, equivalente a 1650 kg. - Velocità di esercizio a regime: 2 m/s. - Corsa totale: 130,53 m. - Fermate n°3 (+ predisposizione per una ulteriore fermata intermedia). - Macchina di sollevamento posta a monte, sotto il piano di sbarco, costituita da un riduttore con vite senza fine in acciaio e corona elicoidale in bronzo, con motore elettrico asincrono trifase a velocità variabile, alimentato da convertitore statico (a frequenza e tensione variabili). - Configurazione con tiro diretto su cabina e contrappeso. - Alimentazione principale trifase 380 V 50Hz derivata dalla cabina di distribuzione dell’impianto, situata in prossimità del locale macchina. L’Impresa deve fornire ed installare nel locale macchina della stazione superiore un quadro contenente gli apparecchi di sezionamento e protezione dell’apparato motore e di tutti i servizi concernenti l’impianto di trasporto. - Carrello della cabina costituito da intelaiatura in profilati e lamiere di acciaio, uniti per mezzo di saldature e bullonature; il mobile cabina è montato su un supporto oscillante rispetto al carrello, in modo da poter essere orientato, a seconda della pendenza della linea, per mantenere CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 9 orizzontale l’assetto del pavimento; pavimento e soffitto sono in acciaio e le pareti sono in acciaio e cristallo di sicurezza. - Porte di piano: n°3 alle stazioni superiore (Via Fontanarossa), intermedia (Via Portazza) ed inferiore (Via Pinetti), ciascuna con due ante ad apertura automatica centrale; luce libera di almeno 900 mm in larghezza e di 2000 mm in altezza. - Manovra automatica, con pulsanti di prenotazione ai piani ed in cabina e comando manuale per la manovra di manutenzione dal posto di manutenzione sulla cabina. - Collegamento con posto di sorveglianza remoto con funzioni di collegamento video e audio e ricezione dei segnali di allarme e diagnosi guasti. 9 - FUNI DI TRAZIONE Le funi di trazione adottate sono 7, di formazione tipo Seale con anima in filato sintetico; 8 trefoli ad avvolgimento crociato con fili in acciaio zincato a doppia classe di resistenza, conformi a quanto previsto dalla normativa UNI-EN 12385-5/2004. La formazione ad 8 trefoli è particolarmente flessibile ed ottimizzata per ottenere lunga durata con una limitata usura delle pulegge in ghisa. Hanno le seguenti caratteristiche: * diametro nominale 13 mm * formazione 8 (9 + 9 + 1) + anima in fibra di polipropilene * n° totale dei fili: 152 CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 10 * carico di rottura unitario fili esterni : 1370 N/mm2 * carico di rottura unitario fili interni : 1770 N/mm2 Le funi devono essere corredate del certificato del Costruttore, attestante la corrispondenza alla norma citata. 10 - TIRANTI PER ATTACCHI FUNI Alla cabina ed al contrappeso sono fissati dei tiranti, di caratteristiche adatte alle funi impiegate, con filettatura per la regolazione della tensione, collegati alle funi mediante attacchi ad attrito, con cuneo di serraggio e morsetti di sicurezza. La resistenza dei tiranti è pari ad almeno l’80% del carico di rottura delle funi. I tiranti devono essere corredati della copia del certificato CE della relativa prova di tipo, rilasciato in data non anteriore a 3 anni rispetto alla fornitura. 11 - GUIDE DELLA CABINA E DEL CONTRAPPESO La via di corsa è costituita da due travi in acciaio tipo HEB450; la sua fornitura, lo sviluppo dei disegni costruttivi, il montaggio e posa in opera sono già comprese nell’ambito delle opere di carpenteria a carico dell’Impresa. Sopra le travi scorrono le ruote gommate del carrellocabina, mentre il contrappeso si muove all’interno della via di corsa con moto contrario a quello della cabina ed al di sotto di essa; anch’esso è dotato di ruote gommate, che appoggiano sulle ali interne delle travi ad H, ed usa come guide, in senso trasversale, l’anima delle travi ad H, mediante altre ruote gommate. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 11 Nella parte inferiore del tracciato (parzialmente in galleria) le travi sono fissate, tramite l’interposizione di appoggi elastici, sulla struttura di fondo in cemento armato; nella parte superiore invece si sviluppa in viadotto, con una struttura in travi di acciaio, collegate da traverse e controventi pure in acciaio, che formano così una struttura rigida a sezione chiusa. Le travi ad H sono unite tra loro, secondo le scelte costruttive decise dall’Impresa, in modo da formare, una volta montate, una via di scorrimento il più possibile liscia e priva di discontinuità. 12 – AMMORTIZZATORI E FOSSA Nella fossa inferiore dovranno essere installati gli ammortizzatori idraulici a dissipazione di energia, in corrispondenza della cabina ed in corrispondenza del contrappeso. Essi devono avere caratteristiche tali da soddisfare ai reqisiti fissati dalla normativa, in relazione ai carichi ed alle velocità di progetto. La costruzione e messa in opera di strutture di sostegno per gli ammortizzatori fa parte della fornitura in opera dell’ascensore, e sono quindi a cura e carico dell’Impresa. La fornitura e l’installazione della scala per l’accesso e degli eventuali dispositivi di protezione per gli operatori in fossa (griglie metalliche di difesa od altro) sono a cura e carico dell’Impresa, così come la finitura civile del vano fossa, che non è stato possibile definire nel progetto civile, in quanto suscettibile di modifiche in base alle differenti soluzioni progettuali possibili per l’impianto. 13 - ARGANO DI SOLLEVAMENTO CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 12 L’argano per la movimentazione dell’impianto è posto in un locale ricavato sotto la stazione superiore, allineato con la via di corsa dell’ascensore. Il basamento dell’argano è stato progettato in base ai carichi previsti, ed è fissato solidamente alla struttura sottostante. Le opere murarie e di carpenteria necessarie al montaggio dell’argano e delle pulegge sono a cura e carico dell’Impresa. L’argano si compone di: UN RIDUTTORE a vite e corona elicoidale. Esso è costituito da una robusta carcassa in ghisa, nella quale alloggia, in bagno d’olio, la coppia cinematica formata dalla corona elicoidale, in bronzo, e dalla vite senza fine, in acciaio speciale bonificato ad alta resistenza e con superficie rettificata, ricavata da un pezzo pieno. L’albero lento è portato da cuscinetti a rotolamento, collocati sui due lati nella carcassa della macchina; la vite senza fine è sostenuta da bronzine, mentre lo sforzo assiale è sostenuto da un cuscinetto a sfere del tipo reggispinta a doppio effetto. UN MOTORE DI SOLLEVAMENTO asincrono trifase alimentato da un convertitore statico, con regolazione in frequenza-tensione (VVVF). Il motore è di tipo adatto per l’alimentazione a frequenza variabile. La regolazione automatica del motore, controllata in retroazione in base al segnale di un trasduttore tachimetrico, provvede a mantenere costante la velocità durante la marcia della cabina ed a attuare le rampe di accelerazione e decelerazione durante le fasi di avviamento e di frenatura. Il motore è dotato di sonda termica interna, che segnala al quadro di manovra il raggiungimento della temperatura limite; di conseguenza la logica di manovra, al termine della corsa (al primo arresto programmato) e dopo l’apertura della porta, non consente un nuovo avviamento dell’impianto e lo pone automaticamente fuori servizio per un tempo prefissato. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 13 UNA PULEGGIA DI TRAZIONE costituita da una fascia in ghisa, avente diametro nominale Ø = 700 mm, calettata sull’albero lento del riduttore con l’interposizione di un mozzo con flangia bullonata, per una agevole sostituzione. Sull’esterno della fascia in ghisa sono ricavate le gole a profilo semicircolare con intaglio, dove alloggiano le funi di trazione. La fascia di aderenza è trattata con un processo atto a diminuirne l’usura. GRUPPO PULEGGE DI DEVIAZIONE pure in ghisa, del diametro nominale di 650 mm, con relativi supporti dotati di cuscinetti a rotolamento adeguatamente dimensionati. UN DISPOSITIVO DI FRENATURA costituito da due ganasce indipendenti con guarnizioni in materiale d’attrito che si serrano su di un tamburo freno; il tamburo è solidale alla vite senza fine del riduttore, ed integrato con un giunto a pioli e tasselli elastici tra vite e motore. Le ganasce sono fulcrate su perni, a loro volta sostenuti da un apposito supporto. La forza di serraggio del freno è regolabile, e viene prodotta da molle elicoidali in acciaio lavoranti in compressione. Durante la marcia normale dell’impianto il freno viene tenuto aperto da un elettromagnete; nel caso che fosse necessario effettuare manovre manuali di emergenza, il freno può essere agevolmente aperto a mano mediante un’apposita leva. Poiché il motore di sollevamento provvede anche alla frenatura elettrica dell’impianto, con arrivo al piano a velocità prossima a zero, il freno meccanico serve, in condizioni normali, al solo stazionamento la manovra dell’impianto già fermo. UN DISPOSITIVO DI EMERGENZA per a mano, utilizzando il quale è possibile spostare la cabina lungo il vano, dopo aver aperto il freno. Esso è munito di un volantino cieco di adeguato diametro; l’innesto del volantino provoca la disalimentazione del circuito di manovra. Lo sforzo massimo richiesto all’operatore per CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 14 spostare la cabina con il carico nominale in salita non deve superare i 400 N. 14 – CABINA E CARRELLO Il veicolo, previsto esclusivamente per il trasporto di passeggeri, è costituito da un carrello e da una cabina, fissata sopra ad esso con l’interposizione di appoggi antivibranti; la cabina ha una capienza di 22 passeggeri (di cui 3 seduti), per una portata complessiva di 1650 kg; la massa della cabina a carico massimo non deve essere superiore a 4650 kg. Pavimento e soffitto sono in acciaio e le pareti in acciaio inox e cristallo laminato di sicurezza antisfondamento. Il layout estetico della cabina, caratterizzato da ampie vetrature, dovrà essere proposto dall’Impresa, ed essere di gradimento della Committente, e potrà essere sottoposto alla valutazione degli Enti competenti in tema di estetica urbana. La cabina è articolata sul carrello in modo da poter compensare la pendenza della linea, mantenendo così sempre orizzontale il pavimento della cabina. L’inclinazione della cabina rispetto al carrello è determinata da una serie di ruote gommate montate su di un supporto, che scorrono lungo una guida disposta lateralmente e fissata alla struttura della via di corsa, ad un’altezza variabile in relazione all’angolo di inclinazione della linea. L’accesso alla cabina avviene attraverso una porta a scorrimento ad azionamento automatico, del tipo usato sugli ascensori; ad ogni stazione essa si apre e chiude in sincronia con la porta della stazione. Sempre dalla stessa porta può avvenire l’uscita di emergenza, che permette l’evacuazione dei passeggeri dalla cabina (con l’intervento di personale tecnico dall’esterno) nel caso di prolungato fermo in linea per guasto, attraverso l’apposita scalinata fiancheggiante la via di corsa. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 15 A questo scopo deve essere installato un dispositivo atto a facilitare lo sbarco dei passeggeri sul camminamento di servizio in condizioni di sicurezza, fisso od asportabile; qualore esso sia asportabile, deve essere facilmente collocabile in posizione d’uso e non avere peso superiore a 15 daN. Sopra le porte di piano devono essere installati gocciolatoi idonei ad evitare che l’acqua piovana si riversi sui passeggeri. L’interno della cabina deve essere dotato di impianto di climatizzazione, regolabile solo dal personale di servizio, e deve comunque essere sufficientemente ventilato, sia naturalmente, mediante abbondanti prese e sfoghi d’aria, sia mediante idonei ventilatori elettrici. Il sistema di illuminazione è realizzato con lampade fluorescenti, di tipo particolarmente robusto per resistere al vandalismo. Nella cabina è installato, oltre ai pulsanti per la manovra ed al pulsante che attiva il segnale di allarme, anche un impianto telefonico a viva voce, che permette la comunicazione bidirezionale tra passeggeri e posto di controllo remoto. Tutti i pulsanti, di tipo resistente al vandalismo, sono identificabili al tatto (con simboli tattili e scritte in Braille), e posti ad altezza raggiungibile anche da disabili in sedia a ruote. La pulsantiera della cabina è composta da una piastra in acciaio inox sulla quale sono allineati: - i pulsanti dei piani di destinazione, numerati 0, 1, 2, con segnalazione luminosa dell’avvenuta attivazione; deve essere predisposto anche un vano per il pulsante dell’eventuale quarta fermata intermedia. - il pulsante per la riapertura della porta; - il terminale dell’impianto di comunicazione fonica (microfono, altoparlante); CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 16 - ad almeno 200 mm di distanza dai pulsanti dei piani, il pulsante di allarme/chiamata telefonica; - il segnalatore luminoso di sovraccarico, integrato da suoneria a ronzatore intermittente, ovvero da un messaggio vocale automatico. Un segnale acustico, udibile sia nella cabina sia al piano, avvisa i passeggeri dell’arrivo della cabina al piano. La cabina dovrà essere dotata di una una telecamera a colori con obiettivo grandangolare in grado di visualizzare l’intera cabina; il segnale sarà portato nel locale macchina tramite un idoneo sistema di trasmissione; dovrà essere prevista la possibilità di registrazione video, le cui caratteristiche dovranno essere concordate con la Committente. Sulla cabina deve essere disponibile un’alimentazione a 24 Vcc con potenza di 300 W, per l’alimentazione delle apparecchiature di telesorveglianza. All’interno della cabina deve essere installato un estintore antincendio di caratteristiche adeguate, montato su supporto e vincolato con un sigillo a piombo per evitarne l’asportazione. Il carrello è munito di ruote gommate che scorrono sulla faccia superiore delle travi metalliche costituenti la via di corsa, e di ruote di guida orizzontali, pure gomate, che rotolano lungo una apposita rotaia a T rovesciata, posta in prossimità dell’asse della linea, a fianco dei rulli guidafune; su di essa fanno presa anche la ganasce del freno paracadute. Sono presenti anche delle staffe di sicurezza con rulli, che, trovandosi esternamente al di sotto dell’ala superiore delle travi, non permettono al carrello di sollevarsi rispetto alla via di corsa. Tutti i materiali utilizzati dovranno garantire un’adeguato abbattimento del rumore di scorrimento, un’alta resistenza all’usura ed una agevole manutenzione. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 17 Il carrello ha un telaio rigido, cui sono fissati gli assi dei quattro bilanceri (che portano a loro volta le otto ruote gommate), gli attacchi delle funi, il freno di emergenza (“paracadute”), il dispositivo di azionamento del freno per eccesso di velocità (“limitatore di velocità”). Sul carrello sono disposte anche le apparecchiature elettriche di comunicazione, servizio e sicurezza. Sul carrello è installato un dispositivo che rileva l’eventuale allentamento di una fune, aprendo un contatto elettrico che arresta la marcia. I cavi degli impianti elettrici sono del tipo non propagante la fiamma, ed a minima emisssione di fumi nocivi (afumex), in conformità alle norme CEI 20-22 III e CEI 20-38. 15 - PORTA DELLA CABINA È del tipo ad antine scorrevoli in cristallo di sicurezza antisfondamento, inserite in telai di acciaio inox, con movimento motorizzato; il relativo gruppo operatore (motore, sistema di trascinamento, carrelli di sospensione, leveraggi e sistemi di blocco) è montato sulla cabina, al di sopra della porta stessa, o comunque in posizione protetta dalle intemperie e dall’accumulo di sporcizia. Un sistema di sicurezza a cellule fotoelettriche provoca la riapertura della porta nel caso che durante la chiusura vi si frapponga un ostacolo; la porta comunque esercita in chiusura una forza massima di 150 N. Ha una luce netta di apertura di almeno 900 mm in larghezza e di almeno 2000 mm in altezza. La porta di cabina risulta bloccata meccanicamente allorchè la cabina si trova al di fuori delle zone dei piani. L’avvenuta chiusura della porta e CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 18 l’intervento del blocco meccanico sono controllati da contatti elettrici di sicurezza, conformi alla normativa. E’ facilmente sbloccabile dall’esterno per favorire le eventuali operazioni di soccorso. 16 - PORTE DI PIANO Le porte dei piani di imbarco hanno una propria motorizzazione, asservita al consenso della presenza della cabina al relativo piano. Sono in numero di tre; hanno caratteristiche similari a quelle della porta di cabina, da cui dipendono nel movimento di apertura e chiusura, tramite un sistema di sblocco meccanico ed elettrico. Le antine sono in cristallo di sicurezza antisfondamento inserito in telai di acciaio inox. Un apposito aggancio blocca, in posizione di chiusura, le antine della porta e dà il consenso elettrico alla manovra dell’impianto. Qualora, per qualsiasi motivo, la porta si trovasse aperta in assenza della cabina, un contrappeso ne deve provocare la richiusura automatica e l’aggancio. La porta è sbloccabile dall’esterno con la chiave triangolare unificata, prescritta dalla norma EN81/1. Il telaio e le parti di contorno e finitura della porta devono inserirsi ed essere solidamente fissati nei varchi di m 1,16 x 2,10 appositamente previsti nella costruzione civile. 17 - CONTRAPPESO Il contrappeso ha una massa totale non superiore a 3825 kg; esso è formato da un carrello della lunghezza massima di 3,30 metri, nel cui telaio sono contenuti dei pesi in materiale ferroso; esso è munito di ruote gommate che rotolano sulle piste formate dalle ali inferiori interne delle travi di corsa ad H. La guida in senso trasversale è CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 19 assicurata da due coppie di ruote gommate orizzontali, che rotolano lungo l’anima delle travi ad H. Anche per le ruote del contrappeso valgono le prescrizioni dell’art. 15. 18 - LIMITATORE DI VELOCITA’ Il limitatore centrifugo di velocità è installato a bordo del carrello; è costituito da un supporto che incorpora il dispositivo di bloccaggio e da una puleggia che porta i corpi centrifughi con le relative molle di contrasto. Deve essere certificato secondo la norma UNI EN81 ed utilizzato entro i limiti previsti. Una funicella, fissata all’estremità a monte della linea e mantenuta in tensione nel fondo fossa a valle da un contrappeso, si avvolge sulla puleggia del dispositivo centrifugo, mettendola in rotazione durante la marcia; quando la velocità supera quella massima di esercizio di un valore prefissato, i corpi centrifughi si allontanano radialmente ed uno di essi opera sui contatti elettrici (per entrambi i sensi di marcia), togliendo l’alimentazione al circuito di manovra, e di conseguenza al motore di trazione ed al freno di servizio dell’argano. Per un ulteriore aumento della velocità l’espansione dei corpi centrifughi aziona un sistema ad arpionismo che provoca l’intervento del paracadute della cabina. La fune del limitatore di velocità ha le caratteristiche richieste dalla norma. 19 - PARACADUTE DI CABINA CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 20 Il dispositivo paracadute è del tipo unidirezionale ad azione ammortizzata; esso ha il compito di fermare la cabina nella direzione della discesa esercitando la sua azione frenante sulla guida centrale. Il paracadute è azionato dal limitatore di velocità; il suo intervento provoca l’interruzione dell’alimentazione al motore di sollevamento e quindi l’intervento del freno di servizio. Esso è certificato secondo norma UNI EN81 per velocità e carico pari a quelli di progetto. 20 – FRENATURA PER ECCESSO DI VELOCITA’ IN SALITA Sull’albero lento dell’argano deve essere installato un dispositivo di frenatura ad azionamento negativo (azionato a molle in compressione ed aperto elettricamente) atto ad evitare l’eccesso di velocità della cabina in salita; tale dispositivo può eventualmente essere sostituito da un freno con ganasce agenti direttamente sulle funi. 21 - IMPIANTO ELETTRICO L’Impresa dovrà fornire ed installare tutti gli impianti elettrici e gli apparecchi di protezione riguardanti gli ascensori, compresi gli interruttori generali nel locale macchine relativi alle linee di forza motrice, illuminazione (limitatamente all’illuminazione di servizio e di emergenza della cabina) ed evetuali altri servizi dedicati all’impianto di trasporto. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 21 L’impianto elettrico dell’ascensore deve essere conforme alla normativa vigente, ed essere basato su tecniche e componenti ampiamente sperimentati. * Le pulsantiere dei piani, con piastra di base in acciaio inox satinato, sono di tipo adatto all’impiego all’aperto, con grado di protezione IP55 e resistenti al vandalismo. Esse devono contenere: - i pulsanti di prenotazione della direzione di marcia, con indicazione luminosa di registrazione chiamata; - un indicatore luminoso di senso di marcia della cabina, e luminoso ed acustico di cabina in arrivo; - la spia luminosa di impianto “fuori servizio”; - il terminale dell’impianto di comunicazione fonica. * Il motore elettrico viene alimentato in corrente alternata trifase da un convertitore statico a semiconduttori, che, a partire dalla tensione della rete pubblica a 380 V trifase, fornisce in uscita una tensione trifase a frequenza e tensione variabili. * Il quadro di manovra con sistema elettronico programmabile a microprocessori. * Il circuito delle sicurezze è formato da diverse catene di contatti disposti in serie, ed ha il compito di consentire che la marcia dell’impianto possa avvenire solamente quando tutte le condizioni di sicurezza sono verificate. 22 - QUADRO DI MANOVRA CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 22 E’ collocato nel locale del macchinario, in posizione di facile e comodo accesso per la manutenzione ed il controllo. Le funzioni del quadro di manovra sono essenzialmente le seguenti: 1) riceve le richieste ed i comandi dalle pulsantiere dei piani e della cabina 2) comanda l’avviamento e l’arresto del motore 3) controlla la velocità ed attua le fasi di accelerazione e di rallentamento in modo da rendere il sistema indipendente dalle variazioni di carico in cabina 4) comanda gli spostamenti dell’ascensore ed il movimento delle porte 5) protegge il macchinario da ogni possibile sovraccarico o anormale funzionamento 6) controlla i comandi della pulsantiera di manutenzione della cabina 7) comanda l’immediata riapertura delle porte di piano e cabina qualora nella fase di chiusura vi si frapponga un ostacolo 8) controlla tutti i contatti di sicurezza distribuiti lungo il vano, sulla cabina, sul carrello e sulle porte di piano e di cabina. 9) attua i comandi e le segnalazioni e la diagnostica degli stati e dei guasti Le morsettiere di collegamento dei cavi nel quadro di manovra e sulla cabina sono di tipo componibile modulare fissato su barra metallica standard, con serraggio a viti; tutti i morsetti ed i singoli cavi devono essere numerati, con codifica corrispondente allo schema elettrico fornito a corredo, allo scopo di facilitare le operazioni di manutenzione e ricerca dei guasti; tutti i conduttori di messa a terra dei diversi circuiti devono far capo ad un’unica barra isolata, dalla quale CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 23 parte un unico conduttore di terra generale, facilmente scollegabile per l’effettuazione periodica delle prove di isolamento. Il quadro deve essere predisposto per la futura attivazione di una ulteriore fermata intermedia. I relativi cablaggi devono essere posati, e le relative terminazioni attestate in un cassetto stagno in corrispondenza della zona di sbarco prevista, in modo che per attivare la fermata si debbano installare solo la porta esterna e gli eventuali apparecchi di controllo per rallentamento ed arresto. Nel quadro di manovra è contenuta una morsettiera di interfaccia con il sistema di sorveglianza remoto; oltre che servire l’interconnessione con il sistema telefonico, i morsetti fanno capo ad altrettanti contatti puliti che permettono di trasferire al posto di sorveglianza i principali stati ed allarmi dell’impianto. 23 - IMPIANTO DI TELEDIAGNOSI Allo scopo di garantire la regolarità e sicurezza dell’esercizio e facilitare il tempestivo intervento di soccorso ai passeggeri, sarà installato un sistema di trasmissione tra locale macchina e posto di sorveglianza remoto, da installarsi presso il Centro di sorveglianza, la cui ubicazione (in Genova) sarà comunicata dal Committente; sulla console dell’operatore devono comparire almeno i seguenti allarmi e segnali: - pulsante di allarme passeggeri (segnalazione ottica e acustica) - cabina ferma al piano e numero del piano (1,2 o3) - cabina in moto in salita/discesa - porta aperta - arresto della cabina al di fuori dei piani - cabina sovraccarica CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 24 - mancanza di alimentazione elettrica dalla rete - intervento rivelatori di fumo - impianto fermo per fuori servizio o intervento logica antincendio - intervento del sistema di recupero di emergenza - manovra di manutenzione - ritorno al funzionamento normale Gli allarmi e segnali devono pervenire al posto remoto entro un tempo massimo di 90 secondi; essi devono essere registrati in un supporto di memoria con durata di ameno sette giorni, con l’indicazione del momento di invio (giorno, ora, minuto); i dati devono poter facilmente essere inseriti in un database standard per la successiva elaborazione. 24 - IMPIANTO DI RILEVAZIONE INCENDIO Nella cabina, nei locali chiusi delle stazioni, nella parte chiusa del vano di corsa e nel locale macchine sono installati sensori di fumo (di tipo non contenente materiali radioattivi), che fanno capo ad una centralina di allarme, collocata nel locale macchine. La centralina invia il segnale di allarme al posto di sorveglianza; il ripristino dell’allarme deve avvenire localmente sulla centralina. L’intervento di uno qualsiasi dei rilevatori deve produrre, oltre al predetto segnale di allarme, il seguente comportamento nella manovra dell’ascensore (“logica antincendio”): - se l’impianto è fermo con la cabina ad un piano: chiude la porta e non accetta chiamate, ed illumina il segnale “fuori servizio”; - se l’impianto è in movimento: termina la corsa, apre la porta, poi, dopo un tempo prefissato, chiude la porta e non accetta chiamate, ed illumina il segnale “fuori servizio”. CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 25 Il pulsante di riapertura porta all’interno della cabina deve sempre rimanere attivo. 25 – SISTEMA DI RECUPERO DI EMERGENZA E’ installato un sistema di recupero automatico della cabina nel caso di mancanza dell’alimentazione principale; esso, qualora la cabina sia bloccata lungo il vano di corsa, attesi alcuni secondi dalla rilevazione della mancata alimentazione per evitare falsi segnali, interviene automaticamente con una propria batteria di accumulatori e provvede ad alimentare il motore a bassa velocità fino al raggiungimento di un piano, a mantenere accesa una lampada di emergenza nella cabina e ad aprire la porta all’arrivo; il successivo avviamento dell’impianto è subordinato al ritorno dell’alimentazione principale. 26 – SISTEMA DI TELESORVEGLIANZA Poichè l’ascensore è destinato all’impiego in servizio pubblico, il suo controllo viene effettuato da un posto di sorveglianza remoto attraverso un sistema di televisione a circuito chiuso, con telecamere di ripresa alle stazioni e nella cabina, ed un impianto fonico bidirezionale a viva voce (citofono), anch’esso comunicante con il posto di sorveglianza, con terminali periferici nella cabina e nelle stazioni. Il sistema di trasmissione da utilizzare per la comunicazione audio ed i segnali diagnostici deve essere concordato con il Committente. 27 – PRESTAZIONI Le prestazioni attese sono: CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 26 • tempo di viaggio netto (senza fermata intermedia in via Portazza): 78 secondi • tempo di ciclo: 200 secondi • portata teorica: 396 passeggeri/ora per ogni senso di marcia 28 – REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO L’impresa aggiudicataria, sotto la sua piena ed esclusivca responsabilità operativa, organizzerà le varie fasi di attività di progettazione, fornitura, montaggio della via di corsa e dell’ascensore, messa in esercizio, completamento delle finiture e degli impianti vari, compatibilizzando in modo autonomo le varie fasi di esecuzione delle opere civili ed impiantistiche; essa resta l’unica responsabile della programmazione e quindi degli eventuali ritardi, maggiori spese ed ogni qualsiasi altro onere che potrebbe verificarsi a tale proposito. 29 – VERIFICHE E COLLAUDI L’Impresa si obbliga ad effettuare un periodo minimo di 10 giornate effettive di preesercizio dell’impianto, con l’effettuazione contemporanea di un corso di istruzione del personale tecnico di AMT spa (indicativamente 7-8 persone), riguardante la gestione e manutenzione dell’impianto. Il preesercizio dovrà essere svolto per quanto possibile in giornate consecutive, con il carico nominale in cabina, e con l’effettuazione di almeno 1000 corse. Ad installazione ultimata ed impianto completamente funzionante, l’Impresa ne darà comunicazione al Committente, che procederà entro 10 giorni ad una visita tecnica preliminare in contraddittorio con l’Impresa; nel caso che in seguito a tale visita il Committente ritenga che l’impianto soddisfaccia ai requisiti richiesti, procederà a richiedere CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 27 la visita di collaudo agli Enti competenti (Ministero Infrastrutture e Trasporti, Comune di Genova). A tale visita l’Impresa dovrà partecipare con propri Tecnici, fornendo tutta l’assistenza ed i mezzi d’opera (compresa la zavorra per le prove a carico) necessari all’effettuazione delle prove e misurazioni che gli Enti vorranno effettuare. Eventuali prescrizioni da eseguirsi prima dell’entrata in servizio impartite in tale visita dovranno essere soddisfatte dall’Impresa entro un termine massimo di 15 giorni solari. L’impianto si intenderà consegnato al Committente solo in seguito all’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio da parte degli Enti competenti. 30 – GARANZIA ED ASSISTENZA Successivamente alla consegna dell’impianto di ascensore l’Impresa è obbligata a fornire garanzia gratuita specifica sulle opere impiantistiche consegnate per un periodo di 24 mesi. Tale garanzia gratuita si intende comprensiva delle parti di ricambio, esclusi i materiali di normale usura, e della manodopera. La garanzia deve comprendere l’indicazione di un tempo massimo, in termini di ore, in cui l’Impresa costruttrice è obbligata ad assicurare l’esecuzione dell’intervento. Qualora l’Impresa costruttice non ottemperi agli obblighi di cui sopra sarà facoltà della Commitente rivalersi sulla fideiussione rilasciata. CAPIT TECN.doc / REV4 - gen 10 CAPIT TECN rev4 – gen 10 pag 28 INDICE GENERALE PARTE I - GENERALITA’ ............................................................................................................................ 4 1. OGGETTO E OBIETTIVO DELL'INTERVENTO ..................................................................................... 4 1.1. Oggetto ......................................................................................................................................... 4 1.2. Obiettivo ........................................................................................................................................ 4 1.3. Note................................................................................................................................................. 4 PARTE II – NORMATIVA DI RIFERIMENTO ............................................................................................. 5 2. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO .................................................................................................... 5 2.1. Leggi e circolari............................................................................................................................ 5 2.2. Norme tecniche - Comitato Elettrotecnico Italiano C.E.I. ............................................... 6 2.3. Norme UNI. .................................................................................................................................... 8 2.4. Normativa specifica ................................................................................................................... 8 PARTE III – PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO .................................................... 9 3. PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO ................................................................... 9 3.1. Criteri di valutazione della fornitura ....................................................................................... 9 3.2. Leggi, norme e regolamenti..................................................................................................... 9 3.3. Disegni di cantiere e di montaggio ..................................................................................... 10 3.4. Buone regole dell'arte.............................................................................................................. 13 3.5. Campioni ..................................................................................................................................... 13 3.6. Tarature, prove e collaudi....................................................................................................... 14 3.7. Verifiche e prove da prevedere ........................................................................................... 15 3.7.1. Prove in loco degli impianti elettrici e speciali........................................................... 15 1. Note generali...................................................................................................................... 15 2. Verifica quantitativa e qualitativa ............................................................................... 15 3. Prove e verifiche sugli impianti ...................................................................................... 16 4. Note conclusive ................................................................................................................. 16 3.8. Consistenza delle verifiche e prove definitive................................................................... 17 3.8.1. Note generali....................................................................................................................... 17 3.8.2. Esami a vista ........................................................................................................................ 18 3.8.3. Prove e misure ..................................................................................................................... 18 3.8.4. Documentazione da allegare ........................................................................................ 19 3.8.5. Note conclusive .................................................................................................................. 20 PARTE IV – CRITERI GENERALI .............................................................................................................. 21 4. QUADRI ELETTRICI .............................................................................................................................. 21 4.1. Generalità.................................................................................................................................... 21 4.2. Prescrizioni tecniche generali ................................................................................................ 22 4.3. Quadri AS ..................................................................................................................................... 24 4.4. Quadri ANS .................................................................................................................................. 25 4.5. Quadri ASD .................................................................................................................................. 26 4.6. Quadri ASC.................................................................................................................................. 27 4.7. Prescrizioni comuni .................................................................................................................... 27 4.8. Accessori ...................................................................................................................................... 30 4.9. APPARECCHIATURE E CABLAGGI NEI QUADRI .................................................................. 31 4.9.1. Generalità ............................................................................................................................ 31 4.9.2. Interruttori automatici modulari ..................................................................................... 31 4.9.3. Interruttori magnetotermici: ............................................................................................ 31 4.9.4. Interruttori magnetotermici differenziali:...................................................................... 32 4.9.5. Apparecchiature modulari diverse ............................................................................... 33 4.9.6. Interruttori modulari con fusibili....................................................................................... 34 4.9.7. Cablaggi delle apparecchiature modulari................................................................ 34 ____________________________________________________________________________ Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 4.10. Interruttori automatici magnetotermici scatolati ........................................................... 35 4.11. Contattori, teleruttori e salvamotori ................................................................................... 36 5. CONDUTTORI DELLE LINEE DI ENERGIA. ....................................................................................... 37 5.1. Generalità.................................................................................................................................... 37 5.2. Caratteristiche dei conduttori. .............................................................................................. 37 5.2.1. Conduttori isolati. ............................................................................................................... 37 5.2.2. Condotti elettrificati........................................................................................................... 39 5.2.3. Cadute di tensione ............................................................................................................ 39 5.2.4. Densità max. di corrente. ................................................................................................. 39 5.2.5. Sezioni minime negli impianti utilizzatori. ...................................................................... 40 5.2.6. Cavi interrati ........................................................................................................................ 40 5.2.7. Cavi in cunicolo .................................................................................................................. 40 5.2.8. Cavi sospesi alle murature ............................................................................................... 41 5.2.9. Cavi su passerelle portacavi orizzontali, verticali od inclinate .............................. 41 5.2.10. Cavi entro tubazioni o cavidotti .................................................................................. 41 6. POSA DEI CAVI ................................................................................................................................... 42 6.1. Posa dei cavi di energia.......................................................................................................... 42 6.1.1. A parete................................................................................................................................ 42 6.1.2. Su passerelle portacavi. ................................................................................................... 43 6.1.3. In cunicolo............................................................................................................................ 43 6.1.4. Su sostegni metallici........................................................................................................... 43 6.1.5. Infilati in tubi o condotti in vista, incassati, interrati. .................................................. 43 6.1.6. Direttamente interrati. ....................................................................................................... 44 6.1.7. Raggi di curvatura dei cavi di energia. ....................................................................... 45 6.2. Esecuzione dei collegamenti degli impianti ausiliari e speciali .................................... 45 6.2.1. Interconnessioni .................................................................................................................. 45 6.2.2. Alimentazione in corrente alternata dalla rete di distribuzione ............................ 46 6.2.3. Sistemi di alimentazione ................................................................................................... 47 7. POSA DI TUBAZIONI - PASSERELLE- CANALI................................................................................. 48 7.1. Generalità.................................................................................................................................... 48 7.2. Tubazioni incassate a parete o a pavimento. .................................................................. 50 7.3. Tubazioni in vista in PVC. ......................................................................................................... 51 7.4. Cavidotti interrati. ...................................................................................................................... 52 7.5. Passerelle e canalizzazioni portacavi. ................................................................................. 53 8. SCATOLE E CASSETTE DI DERIVAZIONE......................................................................................... 56 8.1. Generalità.................................................................................................................................... 56 8.2. Morsetti e giunzioni.................................................................................................................... 57 9. APPARECCHI DI COMANDO – PROTEZIONE – SEGNALAZIONE - PRESE .............................. 58 9.1. Apparecchi serie civile componibile da incasso ............................................................. 58 9.1.1. Impianto prese negli ambienti civili e nei locali di uso comune ........................... 59 9.2. Prese CEE 17 ................................................................................................................................ 61 9.2.1. Prese CEE 17......................................................................................................................... 61 9.3. Prese CEE 17 interbloccate con dispositivo di protezione ............................................. 61 9.4. Prese CEE 17 per tensioni < 50 V ............................................................................................ 62 10. IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE NORMALE...................................................................................... 62 10.1. Generalità ................................................................................................................................. 62 10.2. Apparecchi di illuminazione ................................................................................................ 63 10.2.1. Plafoniere per lampade fluorescenti.......................................................................... 63 10.3. Lampade ed apparecchiature di funzionamento........................................................ 64 10.4. Temperatura di colore ed indice di resa cromatica delle lampade ....................... 66 10.5. Criteri di installazione .............................................................................................................. 67 11. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA ............................................................................. 67 11.1. GENERALITA’ ............................................................................................................................. 67 11.2. SOCCORRITORI ........................................................................................................................ 68 11.3. DISPOSITIVI DI CONTROLLO CIRCUITI DI EMERGENZA .................................................... 70 12. IMPIANTO DI MESSA A TERRA ED EQUIPOTENZIALE ................................................................ 70 12.1. Generalità ................................................................................................................................. 70 Pag. 2 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 12.2. Caratteristiche costruttive..................................................................................................... 71 12.3. Conduttori di protezione ....................................................................................................... 72 Conduttori equipotenziali ............................................................................................................... 73 12.4. Coordinamento tra impianto di messa a terra ed interruttori differenziali ............. 73 13. IMPIANTI TELEFONICI ....................................................................................................................... 74 13.1. Generalità ................................................................................................................................. 74 14. IMPIANTO DI TELECONTROLLO E VIDEOSORVEGLIANZA ...................................................... 76 14.1. Generalità ................................................................................................................................. 76 14.2. Componenti sottosistema monitoraggiovideo............................................................... 77 14.2.1. Telecamere........................................................................................................................ 77 14.2.2. Videoregistratori digitali ................................................................................................. 77 14.2.3. Piattaforma di gestione ed archiviazione ................................................................. 79 14.3. Componenti sottosistema comunicazione audio ......................................................... 79 14.4. Componenti sottosistema telerilevamento dati ............................................................. 80 Pag. 3 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. PARTE I - GENERALITA’ 1. OGGETTO E OBIETTIVO DELL'INTERVENTO 1.1. Oggetto L’attività in esame è costituita dall’impianto di risalita in fase di progettazione che consentirà il collegamento mediante un ascensore su piano inclinato tra via Pinetti e via Fontanarossa nel quartiere di GenovaQuezzi. 1.2. Obiettivo Questa fase prevede la progettazione degli impianti elettrici e speciali asserventi l’impianto di risalita di cui sopra. La documentazione in oggetto è da intendersi come linee guida per la realizzazione dell’opera impiantistica. Questa documentazione è parte integrante delle altre documentazioni specifiche come l’impiantistica meccanica e la parte strutturale. 1.3. Note La specifica tecnica è parte integrante dell’intera documentazione di progetto (esecutivo), che sarà completa di tutti i seguenti documenti: planimetrie dei locali adibiti a locali tecnici o stazioni di fermata ascensore (scala 1:100, scala 1:50) schemi funzionali (impianti elettrici, impianti speciali) schemi quadri elettrici di dettaglio relazione tecnica (descrittiva dei lavori) computo metrico Pag. 4 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. PARTE II – NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO Le principali disposizioni di legge e normative che interessano la classificazione in oggetto sono: 2.1. Leggi e circolari - D.P.R. n° 547 del 24/04/1955 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” - Legge n° 186 del 01/03/1968 "Disposizioni concernenti la produzione di materiali, macchinari, apparecchiature e impianti elettrici ed elettronici" - DM n. 37 del 22/01/2008 “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecis, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici” - D.Lgs. N° 81 del 09/04/2008 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” - D.P.R. 22.10.2001 n. 462 “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi”. - D.Lgs. 12.06.2003 n. 233 “Attuazione della direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive”. - D.P.R 23 marzo 1998, n. 126 “Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 94/9/CE in materia di apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva Pag. 5 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 2.2. Norme tecniche - Comitato Elettrotecnico Italiano C.E.I. − Norme C.E.I. 64-8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente continua e a 1500 V in corrente alternata" sesta edizione (7 fascicoli); − Norma CEI-EN 62305-1 prima edizione fascicolo n° 8226 “Protezione contro i fulmini- Parte 1: principi generali“; − Norma CEI-EN 62305-2 prima edizione fascicolo n° 8227 “Protezione contro i fulmini- Parte 2: valutazione del rischio“; − Norma CEI-EN 62305-3 prima edizione fascicolo n° 8228 “Protezione contro i fulmini- Parte 3: Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone“; − Norma CEI-EN 62305-4 prima edizione fascicolo n° 8229 “Protezione contro i fulmini- Parte 4: impianti elettrici ed elettronici nelle strutture“; − Norma CEI 11-37 - Fascicolo 6957: Guida per l’esecuzione degli impianti di terra di impianti utilizzatori in cui siano presenti sistemi con tensione maggiore di 1 kV; − Norma IEC 364-5-523: “Wiring system. Current-carring capacities.”; − Norma CEI UNEL 35023 1970: “Cavi per energia isolati con gomma o con materiale termoplastico avente grado di isolamento non superiore a 4- Cadute di tensione.”; − Norma CEI UNEL 35024/1 1997: “Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Portate di corrente in regime permanente per posa in aria.”; − Norma CEI UNEL 35024/2 1997: “Cavi elettrici ad isolamento minerale per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Portate di corrente in regime permanente per posa in aria.”; − Norma CEI UNEL 35026 2000: “Cavi elettrici con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali di 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua. Portate di corrente in regime permanente per posa interrata.”; − Norme C.E.I. 64-50 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione Pag. 6 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri generali” sesta edizione, fascicolo n. 8842.; − Norme C.E.I. 64-51 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per centri commerciali” terza edizione, fascicolo n. 8443; − Norme C.E.I. 64-53 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per edifici ad uso prevalentemente residenziale” seconda edizione, fascicolo n. 8445; − Norme C.E.I. 64-54 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per i locali di pubblico spettacolo” seconda edizione, fascicolo n. 8446; − Norme C.E.I. 64-55 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per le strutture alberghiere” seconda edizione, fascicolo n. 8447; − Norme C.E.I. 64-56 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per i locali ad suo medico” prima edizione, fascicolo n. 6824; − Norme C.E.I. 64-57 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Impianti di piccola produzione distribuita” seconda edizione, fascicolo n. 8448; − Norme C.E.I. 64-7 - “Impianti elettrici di illuminazione pubblica” terza edizione, fascicolo n. 4618; − Norme C.E.I. 64-12 “Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario“ prima edizione, fascicolo n. 3666; Pag. 7 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. − Norme C.E.I. 64-12 V1 “Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario“ fascicolo n. 6950; − Norma CEI 0-14 Guida all'applicazione del DPR 462/01 relativo alla semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi, prima edizione; − Norme C.E.I. 0-15 “Manutenzione delle cabine elettriche MT/BT dei clienti/utenti finali “ fascicolo n. 8231; − Norme C.E.I. 0-2 “Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici“ seconda edizione, fascicolo n. 6578. 2.3. Norme UNI. − UNI 10380 Illuminazione di interni con luce artificiale − UNI 10439 Requisiti illuminotecnici delle strade con traffico motorizzato 2.4. Normativa specifica − A.S.L. Norme applicabili. − I.S.P.E.S.L. Norme applicabili. − VV.FF. Norme applicabili. − TELECOM Norme applicabili. Pag. 8 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. PARTE III – PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO 3. PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO 3.1. Criteri di valutazione della fornitura Sono comprese le opere e spese previste ed impreviste necessarie per la fornitura, installazione e messa in opera degli Impianti elettrici, che devono essere consegnati completi di ogni loro parte secondo le specifiche della D.L. e le migliori regole d'arte. Gli impianti alla consegna devono essere in condizioni di perfetto funzionamento e collaudabili, e ciò nonostante qualsiasi deficienza di previsione ed ancorché i relativi progetti fossero stati approvati dalla D.L.. Si ricorda espressamente che l'Appaltatore deve obbligatoriamente e senza alcun aumento di prezzo apportate tutte quelle modifiche, integrazioni anche di materiali che dovessero emergere per necessità durante il corso dei lavori e che siano indispensabili al raggiungimento dello scopo prefisso. 3.2. Leggi, norme e regolamenti Gli impianti devono essere realizzati in ogni loro parte e nel loro insieme in conformità alle leggi, norme, prescrizioni, regolamentazioni e raccomandazioni emanate dagli enti, agenti in campo nazionale e locale, preposti dalla legge al controllo ed alla sorveglianza della regolarità della loro esecuzione: - Normative CEI; - Leggi e decreti; - Disposizioni dei vigili del fuoco di qualsiasi tipo; - Norme UNI; - DM n. 37 del 22/01/2008 (Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecis, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici) - l regolamento e le prescrizioni Comunali relative alla zona di realizzazione dell'opera. Pag. 9 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. L'Appaltatore deve consegnare alla D.L. tutta la documentazione relativa (certificati, libretti, ecc.). Tutti i componenti elettrici devono essere, ove possibile, provvisti del marchio di qualità (IMQ). Si precisa che l'Appaltatore deve assumere in loco, sotto la sua completa ed esclusiva responsabilità, le necessarie informazioni presso le sedi locali ed i competenti uffici dei vari Enti e di prendere con essi ogni necessario accordo inerente la realizzazione ed il collaudo degli impianti. Tutte le spese inerenti la messa a norma degli impianti, comprese quelle maggiori opere non espressamente indicate nel progetto ma richieste dagli Enti di cui sopra, e le spese per l'ottenimento dei vari permessi (relazioni, disegni, ecc.) sono a completo carico dell'Appaltatore che, al riguardo non può avanzare alcuna pretesa di indennizzo o di maggior compenso, ma anzi deve provvedere ad eseguirle con la massima sollecitudine, anche se nel frattempo fosse già stato emesso il certificato di ultimazione dei lavori. In caso di emissione di nuove normative l'Appaltatore è tenuto a darne immediata comunicazione alla D.L. e deve adeguarvisi; il costo supplementare verrà riconosciuto se la data di emissione della Norma risulterà posteriore alla data dell'appalto. Tutte le documentazioni di cui sopra devono essere riunite in una raccolta, suddivisa per tipi di apparecchiature e componenti, e consegnata alla D.L.. 3.3. Disegni di cantiere e di montaggio La documentazione tecnica del progetto esecutivo illustra le caratteristiche dell'opera, le modalità esecutive e i dati dimensionali dei vari componenti. L'Appaltatore deve redigere, prima della realizzazione dei lavori, i disegni costruttivi di cantiere e di montaggio e sottoporli alla D.L. per approvazione (cantierizzazione del progetto). L'Appaltatore è perfettamente in grado di elaborare i disegni costruttivi di cantiere, in tutte le sue parti, senza ulteriori indicazioni ed in conformità con quanto previsto nel progetto. Dimensioni, ubicazioni e quote nei disegni costruttivi di cantiere devono essere verificati sul posto dall'Appaltatore. I disegni costruttivi di cantiere devono essere conformi ai disegni e specifiche di progetto, nonché a tutta la documentazione contrattuale ed alle indicazioni della D.L.. I disegni Pag. 10 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. costruttivi di cantiere devono rispettare fedelmente quanto si va a realizzare ed essere accompagnati da dettagli tecnici, da tabelle, da cataloghi tecnici e da ogni altro genere di documentazione utile per dare alla D.L. gli elementi per l'approvazione; essi devono tenere conto di tutti i dati acquisiti in cantiere. L'approvazione da parte della D.L. di tali disegni, schemi e dettagli non esonera l'Appaltatore dalla sua responsabilità per qualsiasi errore dei propri elaborati e per deviazioni dalle Norme vigenti e/o dalla D.A., a meno che l'Appaltatore abbia informato per iscritto la D.L. di tali deviazioni e ne abbia ricevuto per iscritto la necessaria approvazione. L'Appaltatore deve ripresentare i disegni a cui siano state apportate correzioni, senza per questo acquisire alcun diritto a compensi supplementari, sino al conseguimento dell'approvazione definitiva; questa in ogni caso non solleva l'Appaltatore dalla responsabilità per la perfetta esecuzione delle opere, essendo tale approvazione data sostanzialmente alla loro impostazione concettuale ma non al dimensionamento delle apparecchiature ed a tutti i dettagli costruttivi. Oltre ai normali disegni costruttivi di cantiere e di montaggio l'Appaltatore deve fornire i disegni quotati per la realizzazione di opere murarie necessarie quali ad esempio basamenti, cunicoli, ecc.; inoltre deve dare l’indicazione sui disegni dei carichi statici e dinamici delle macchine, le potenze e le caratteristiche dei vari motori e/o macchine, le modalità di montaggio e di ancoraggio alle strutture. Il progetto costruttivo di cantiere consiste quindi nei disegni di dettaglio e di montaggio di tutte le opere appaltate (piante e sezioni generiche in scala 1:50; piante e sezioni centrali tecnologiche in scala 1:20; particolari di montaggio singole apparecchiature in scale 1:10 o 1:20; particolari di realizzazione opere di carpenteria come staffe, basamenti metallici, ecc. in scala 1:5 o 1:10; opere murarie come cunicoli, basamenti, ecc. in scala 1:20). Su tutti i disegni devono essere indicati i riferimenti a piante e sezioni. Le soluzioni con cui sono state risolte interferenze fra i vari impianti devono essere esplicate con sezioni e particolari. L’elaborazione dei disegni di cantiere va inoltre completata con: Pag. 11 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. - la verifica degli ingombri degli altri impianti presenti negli stessi cavedi, piani o centrali, per controllarne le interferenze e per individuare percorsi ottimali per ciascuna rete. Devono pertanto essere confrontati i disegni dell’impiantista elettrico con quelli dell’impiantista termofluidico per definire le zone interessate da ciascuna rete, i relativi spazi accessori e di montaggio, le interferenze. Tale verifica deve portare alla elaborazione di ulteriori disegni di dettaglio con riportati sia gli impianti previsti sia quelli oggetto dell'appalto; Tutti i disegni di dettaglio e di montaggio, una volta approvati dalla D.L., fanno parte del progetto di cantierizzazione. Per una completa verifica di quantità e tipologia di materiali ed apparecchiature installate (sia l’appalto di tipo a forfait, o a misura, o altro), tutte le piante, schemi ed eventuali sezioni interessate devono contenere tabelle con l’indicazione per ogni apparecchiatura e materiale di: - simbolo e/o sigla del componente; - quantità degli elementi contenuti nel disegno; - codice di identificazione del prezzo unitario di riferimento o eventuale precisazione di nuovo prezzo; - marca; - modello. Modifiche e lavori non previsti possono succedersi varie volte nel caso dei lavori e l'Appaltatore deve procedere ai successivi aggiornamenti del progetto senza pretendere alcun indennizzo aggiuntivo. L'Appaltatore può redigere il proprio progetto in fasi successive e concordate con la D.L.. Tali fasi devono risultare in seguito all'esame del Programma Lavori dettagliato sottoposto dall'Appaltatore ed accettato dalla D.L.. Gli elaborati per l'approvazione vanno consegnati alla D.L. in triplice copia; una viene restituita firmata ed approvata, oppure approvata con riserva oppure respinta. In quest'ultimo caso l'Appaltatore non può procedere con i relativi lavori, ma deve sottoporre nuovi elaborati ed è responsabile per i ritardi che ci potranno essere rispetto al Programma Lavori concordato. Nel caso dell'approvazione con riserva deve apportare le modifiche richieste e Pag. 12 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. quindi procedere nel lavoro. E' comunque stabilito che l'Appaltatore non può procedere ad alcun lavoro se non è in possesso dei relativi disegni di progetto e di cantiere approvati e firmati dalla D.L.. Si precisa che tutte le approvazioni non corresponsabilizzano minimamente la D.L. sul buon funzionamento degli impianti e sulla rispondenza degli stessi in termini di collaudo in corso d'opera e finale, la cui responsabilità resta completamente a carico dell'Appaltatore. 3.4. Buone regole dell'arte Gli impianti devono essere realizzati, oltre che secondo le prescrizioni della D.A., anche secondo le buone regole dell'arte, intendendosi con tale denominazione tutte le norme più o meno codificate di corretta esecuzione dei lavori. Tutte le cassette elettriche di derivazione devono avere i lati verticali a piombo, essere allineate (alla stessa distanza da soffitto o pavimento) ed essere installate in posizioni facilmente accessibili. All’interno delle cassette e alle estremità deve essere lasciata una certa “ricchezza” dei cavi in modo da consentire la variazione dei collegamenti; e così via. Tutto quanto sopra è ovviamente compreso nel prezzo di appalto dei lavori. 3.5. Campioni La D.L. può richiedere campionatura di tutti i materiali previsti nell'esecuzione delle opere. In particolare l'Appaltatore deve richiedere l'approvazione di (elenco avente carattere esemplificativo e non esaustivo): - Quadri elettrici (modello e caratteristiche); - Dispositivi di protezione (modelli e caratteristiche); - Serie civile (modelli e caratteristiche) - Componenti impianti speciali (modelli e caratteristiche) Quanto richiesto deve essere etichettato con le seguenti indicazioni: tipo ed altri mezzi di identificazione, nome e località del cantiere, numero d'ordine e/o richiesta di offerta, data ed altre indicazioni utili. Dopo l'approvazione da parte della D.L. tali campioni servono quale base di Pag. 13 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. riferimento per materiali e/o manufatti da fornire. Relativamente ai materiali ed alle apparecchiature per i quali non è possibile una campionatura e per quelli di cui non è richiesta la campionatura, devono comunque essere forniti nome, marca di fabbrica, tipo e tutte le altre informazioni utili. I materiali devono essere forniti da fabbricanti aventi: - riconosciuta reputazione per prodotti di qualità superiore, di facile messa in opera, durevoli e che richiedano minima manutenzione; - ampie possibilità di produzione e spedizione per rispettare i programmi di realizzazione stabiliti. Le consegne devono essere effettuate: - in imballaggi o recipienti originali, sigillati con indicazioni di nomi, marca di fabbrica, tipo, qualità, classe e altre notizie utili; - nelle quantità, intervalli e scadenze concordate per evitare qualsiasi ritardo nell'avanzamento dei lavori in cantiere. 3.6. Tarature, prove e collaudi Devono essere effettuate le operazioni di taratura, regolazione e messa a punto di ogni parte dell'impianto. E' compito dell'Appaltatore: - eseguire i collaudi ordinati dalla D.L.; - eseguire tutte le prove e collaudi previsti nel presente Capitolato. L'Appaltatore deve informare per iscritto la D.L., con almeno una settimana di anticipo, quando l'impianto è predisposto per le prove in corso d'opera e per le prove di funzionamento; - sostenere le spese per i collaudi provvisori e definitivi, restando escluso solo l'onorario per il Collaudatore ufficiale; - sostenere le spese per il Collaudatore qualora i collaudi si dovessero ripetere per esito negativo; - mettere a disposizione della D.L. gli apparecchi e gli strumenti di misura e controllo e la necessaria mano d'opera per le misure e le verifiche in corso d'opera ed in fase di collaudo dei lavori eseguiti. Pag. 14 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. L'esito favorevole di prove e verifiche non esonera l'Appaltatore da ogni responsabilità nel caso che, nonostante i risultati ottenuti, non si raggiungano i prescritti requisiti nelle opere finite. 3.7. Verifiche e prove da prevedere L'esecuzione dei lavori richiede una consegna provvisoria e una consegna definitiva degli impianti. Per la consegna provvisoria, da farsi appena ultimati i lavori, sono previste: - verifiche in officina; - prove in fabbrica; - verifiche e prove in corso d'opera; - messa a punto e taratura; - verifiche e prove preliminari. Per la consegna definitiva, da farsi dopo la consegna provvisoria, sono previste: - verifiche e prove definitive. Tutte le verifiche e prove devono essere fatte a cura dell'Appaltatore in contraddittorio con la D.L., alla eventuale presenza della Commissione di Collaudo in corso d'opera. Gli oneri per tali verifiche e prove sono inclusi nei prezzi unitari delle singole apparecchiature. 3.7.1. Prove in loco degli impianti elettrici e speciali 1. Note generali Vengono effettuate alla presenza della D.L. sugli impianti completi o parte di essi. Si intendono tutte quelle operazioni atte a rendere gli impianti perfettamente funzionanti. Le verifiche e le prove preliminari di cui in appresso si devono in ogni caso effettuare durante l'esecuzione delle opere ed in modo che esse risultino completate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori. 2. Verifica quantitativa e qualitativa È la verifica preliminare intesa ad accertare che la fornitura del materiale costituente gli impianti quantitativamente e qualitativamente corrisponda alle prescrizioni contrattuali e che la posa in opera ed il montaggio di Pag. 15 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. apparecchiature, materiali ed ogni altro componente dell'impianto sia corretto. Per gli impianti che corrono in cavedi chiusi od in tracce le prove devono essere eseguite prima della chiusura. 3. Prove e verifiche sugli impianti Sono prove e verifiche che devono accertare la rispondenza degli impianti alle disposizioni di legge, alle Norme CEI e a tutto quanto richiesto negli elaborati di appalto, tenuto conto di eventuali modifiche concordate in corso d’opera, sia per quanto riguarda l’efficienza delle singole parti che della loro installazione. Le prove e verifiche da eseguire sono (elenco esemplificativo e non esaustivo): − protezioni: verifica della loro adeguatezza e del loro coordinamento; misura delle impedenze dell'anello di guasto − sicurezza: verifica di tutto l'impianto di terra; misura della resistenza dell'impianto di dispersione verifica della inaccessibilità di parti sotto tensione salvo l'impiego di utensili verifica dell'efficienza delle prese di terra degli utilizzatori verifica dei collegamenti equipotenziali − conduttori: verifica dei percorsi, della sfilabilità e del coefficiente di riempimento, delle portate e delle cadute di tensione, prova di isolamento dei cavi fra fase e fase e tra fase e terra in cantiere verifica delle sezioni dei conduttori in funzione dei livelli di corto circuito − quadri: prova di isolamento prima della messa in servizio − impianti di terra verifica dell'efficienza dell'impianto misura della resistenza verso terra dell'impianto 4. Note conclusive Le verifiche e prove preliminari vengono effettuate con personale e mezzi messi a disposizione dall'Appaltatore. Gli oneri per queste operazioni sono inclusi nei singoli prezzi unitari di appalto. Pag. 16 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Le verifiche possono comprendere oltre le parti in vista, anche quelle sepolte e nascoste ed è dunque obbligo dell'Appaltatore scoprire quelle parti di lavoro che fossero indicate, senza diritto ad alcun compenso per i lavori di scoprimento e di conseguente ripristino. La presa in consegna provvisoria costituisce soltanto la prova del generico funzionamento e non quella del raggiungimento delle garanzie prescritte in capitolato, né del regolare ed ineccepibile funzionamento. All’atto della consegna provvisoria devono essere consegnati ai responsabili dell’esercizio tutti gli attrezzi ed utensili, nonché tutte le dotazioni di rispetto per i macchinari previsti. Il Direttore dei Lavori, qualora riscontri dalle prove preliminari imperfezioni di qualsiasi genere relative ai materiali impiegati od all'esecuzione, deve prescrivere con appositi ordini di servizio i lavori che l'Appaltatore deve eseguire per mettere gli impianti nelle condizioni contrattuali e il tempo concesso per la loro attuazione; soltanto dopo aver accertato con successive verifiche prove che gli impianti corrispondono in ogni loro parte a tali condizioni, redige il verbale delle prove facendo esplicita dichiarazione che da parte dell'Appaltatore sono state eseguite tutte le modifiche richieste a seguito delle prove preliminari. 3.8. Consistenza delle verifiche e prove definitive 3.8.1. Note generali Il Collaudatore (o il Direttore dei Lavori), a opere completamente ultimate e funzionanti e dopo che siano state eseguite positivamente le prove e verifiche preliminari di cui al precedente articolo, procede in contraddittorio con l’Appaltatore alle "verifiche e prove finali" e di funzionamento, intese ad accertare la corrispondenza delle opere eseguite a tutte le condizioni contrattuali. Se i risultati sono positivi, viene rilasciato Certificato di Collaudo (o il Certificato di Buona Esecuzione dei Lavori). Le prove si suddividono in due parti: - esami a vista che, avvalendosi della documentazione "as built", accertino che i componenti dei vari impianti siano Pag. 17 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. conformi alle richieste di contratto, alle prescrizioni di sicurezza, siano stati scelti correttamente ed installati secondo normativa, siano integri in modo da non compromettere la sicurezza; - prove e misure per accertare la rispondenza delle parti di impianto ai dati progettuali ed alla normativa in vigore. Tali verifiche e prove vengono effettuate con personale e mezzi messi a disposizione dell’Appaltatore. Gli oneri per queste prove sono inclusi nei singoli prezzi unitari. 3.8.2. Esami a vista Sono da eseguirsi i seguenti esami (elenco avente carattere esemplificativo e non esaustivo): − verifica corretta installazione macchine ed apparecchiature; − metodi di protezione contro i contatti diretti ed indiretti compresa la misura delle distanze (barriere, involucri, ecc.) − presenza di barriere tagliafuoco o altro per impedire la propagazione del fuoco o altri effetti termici − scelta dei conduttori per la portata e la caduta di tensione − scelta e taratura dei dispositivi di protezione e di segnalazione − presenza e corretta messa in opera dei dispositivi di sezionamento o di comando − scelta dei componenti elettrici e delle misure di protezione idonei con riferimento alle influenze esterne − identificazione dei conduttori di neutro e di protezione − presenza di schemi, cartelli monitori e di informazioni analoghe − identificazione dei circuiti, dei fusibili, dei morsetti, degli interruttori, ecc. − idoneità connessioni dei conduttori − agevole accessibilità dell'impianto per interventi operativi e di manutenzione − corretta installazione degli elementi in campo (sonde, rivelatori, ecc.). 3.8.3. Prove e misure Sono le seguenti (elenco avente carattere esemplificativo e non esaustivo): Pag. 18 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. − verifica continuità dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali principali e supplementari − misura resistenza di isolamento dell'impianto elettrico − verifica protezione per separazione dei circuiti nel caso di sistemi SELV e PELV e nel caso di separazione elettrica − verifica protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione − prove di polarità − prova di tensione applicata − prove di funzionamento − verifica protezione contro gli effetti termici − prove caduta di tensione − prove funzionali dei sistemi speciali − misura assorbimento di corrente. 3.8.4. Documentazione da allegare L’Appaltatore prima delle verifiche e prove ufficiali con la D.L. deve eseguire quelle proprie per verificare la perfetta rispondenza degli impianti ai dati progettuali. L'Appaltatore deve pertanto predisporre tutta la documentazione relativa a tarature, prove e verifiche, con i risultati ottenuti nelle varie fasi, corredata anche da apposite schede (da definire con la D.L.), diagrammi, calcoli, curve di intervento e di tutto quanto può servire al controllo dei risultati ottenuti. Tale documentazione deve precisare, tra l'altro, valori di illuminamento, continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziale, valori di caduta di tensione, valori di resistenza di isolamento e quanto altro necessario ai controlli in esame. A supporto della documentazione sopraddetta deve essere consegnata una apposita serie di piante e schemi as-built (eventualmente anche in formato ridotto), con precisato sul cartiglio che tali disegni sono stati usati per le tarature e devono contenere tutte le informazioni richieste, comprese le indicazioni dei punti di misura. Si procede inoltre ad un esame generale e dettagliato delle opere realizzate e ad una verifica della loro conformità ai disegni di progetto e Pag. 19 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. schemi di principio imposti e alle norme e regolamenti in vigore. 3.8.5. Note conclusive Le verifiche e prove definitive vengono effettuate con personale e mezzi messi a disposizione dall'Appaltatore. Gli oneri per queste prove sono inclusi nei singoli prezzi unitari di appalto. Le verifiche possono comprendere oltre le parti in vista, anche quelle sepolte e nascoste ed è dunque obbligo dell'Appaltatore scoprire quelle parti di lavoro che fossero indicate, senza diritto ad alcun compenso per i lavori di scoprimento e di conseguente ripristino. Il Collaudatore, qualora riscontri dalle prove definitive imperfezioni di qualsiasi genere relative ai materiali impiegati ed all'esecuzione, deve prescrivere con appositi ordini di servizio i lavori che l'Appaltatore deve eseguire per mettere gli impianti nelle condizioni contrattuali e il tempo concesso per la loro attuazione; soltanto dopo aver accertato con successive verifiche e prove che gli impianti corrispondono in ogni loro parte a tali condizioni, redige il verbale delle prove (facendo esplicita dichiarazione che da parte dell'Appaltatore sono state eseguite tutte le modifiche richieste a seguito delle prove definitive) e quindi emette il Certificato di Collaudo. Resta inteso che nonostante l'esito favorevole di esse l'Appaltatore rimane responsabile delle deficienze di qualunque natura e origine, che abbiano a riscontrarsi fino alla scadenza dei termini di garanzia. Pag. 20 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. PARTE IV – CRITERI GENERALI 4. QUADRI ELETTRICI 4.1. Generalità In generale tutti i quadri saranno realizzati in conformità alle norme CEI 1713/1, alle norme CEI 64-8, e dimensionati in conformità alle norme predette, nonché alle norme CEI 17-43 e 17-52 rispettivamente per quanto riguarda la verifica della sovratemperatura interna e della tenuta al cortocircuito. Tutte le opere di carpenteria (cabine e quadri elettrici) dovranno essere di tipo, dimensione, caratteristiche meccaniche e finitura in accordo a quanto specificato negli elaborati grafici e nella descrizione delle opere del presente Capitolato. In generale l'ingombro interno netto di ciascun armadio deve essere atto a contenere tutte le apparecchiature specificate, rendendo inoltre agevole e sicuro l'accesso a tutte le apparecchiature in esso contenute e tutte le operazioni di normale manutenzione. La Ditta Appaltatrice, prima dell'inizio della costruzione dei quadri, dovrà far pervenire alla Direzione dei Lavori i disegni esecutivi meccanici, mostranti il sistema di costruzione adottato ed i particolari più rilevanti, quali: sistema di fissaggio degli interruttori e delle altre apparecchiature; sistema di barratura; sistema di cernieratura; fissaggio delle morsettiere e delle canalette P.V.C. di cablaggio. Potranno altresì essere presi accordi con la Direzione dei Lavori al fine di visionare presso l'officina o presso altri impianti già installati, quadri di analogo tipo e caratteristiche meccaniche. La Direzione dei Lavori si riserva il diritto di indicare prescrizioni o modifiche tecniche da apportare nella costruzione delle carpenterie, al fine di migliorare la qualità o per adattarle alle specifiche esigenze dell'impianto. L'approntamento di tutte le carpenterie potrà iniziare soltanto dopo che la Pag. 21 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Direzione dei Lavori avrà approvato la soluzione da adottare. 4.2. Prescrizioni tecniche generali Le apparecchiature elettriche dovranno essere inserite in armadi realizzati in lamiera di acciaio di spessore 15/10, verniciati a fuoco con resine epossidiche previo procedimento di fosfatizzazione, in un colore a scelta della Direzione dei Lavori. Gli armadi dovranno essere chiusi da portelle anteriori incernierate, apribili con serrature a chiave triangolare e da eventuali portelle laterali, in modo tale da consentire facilità di accesso per manutenzione. Tali portelle dovranno consentire la normale circolazione dell'aria, mediante finestrature adeguate, eventualmente complete di grigliature. Dovranno anche essere forniti i supporti necessari per il montaggio ed il fissaggio di tutte le apparecchiature elettriche completi di bulloneria ed accessori metallici trattati galvanicamente. L'esecuzione dovrà essere tale da assicurare le protezioni contro contatti con oggetti metallici e piccoli oggetti estranei (gradi di protezione almeno IP 30 secondo le norme IEC). L'Appaltatore dovrà provvedere alla fornitura dei seguenti componenti il quadro: Terminali dei cavi in ingresso ed uscita corredati di capicorda preisolati o rivestiti di isolante autorestringente, ammarraggi, bulloneria zincocadmiata e quanto altro necessario; Sistema di distribuzione in barre di rame di adeguata sezione rivestite con materiale isolante stagnate nei punti di collegamento e corredate di ammarraggio e protezioni isolanti in plexiglass sulle pareti in tensione; Le barrature generali dovranno essere realizzate con rame elettrolitico isolato in aria o con conduttori isolati aventi sezione utile ed ancoraggio largamente cautelativo in funzione delle correnti Pag. 22 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. nominali e di guasto verificabili; Cavi di sezione adeguata per lo stesso tipo di collegamento di cui al precedente punto, isolati in Eprotenax; Barra di terra in rame di adeguata sezione, completa di sezionatori e di bulloni di collegamento con l'anello generale di terra, opportunamente contraddistinta da verniciatura gialla; Cavi di sezione adeguata per cablaggio interno del quadro, isolati in Eprotenax; Morsettiera in materiale plastico termoindurente ad alta rigidità dielettrica e resistenza meccanica; Capicorda preisolati; Cartellini segnafili numerati; Targhette pantografate per l'indicazione delle singole sezioni e dei vari circuiti in partenza; Cartelli monitori da applicare sulle portelle laterali del quadro; Schema elettrico di potenza e funzionale aggiornato con le eventuali varianti concordate in corso d'opera. I quadri, in tutte le esecuzioni, dovranno avere le seguenti caratteristiche: La protezione di qualsiasi utenza dovrà essere sempre eseguita con: interruttori automatici magnetotermici, interruttori automatici differenziali fusibili e relè termici; L'impiego di protezioni esclusivamente magnetiche dovrà essere previsto solo sui circuiti di sicurezza; Gli interruttori automatici dovranno essere di tipo a scatto rapido, simultaneo su tutti i poli con manovra indipendente dalla posizione della leva di comando e dovranno sezionare tutti i conduttori attivi compreso il neutro (escluso il caso di potenza non superiore a 1 kW); Pag. 23 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Ogni protezione dovrà essere adeguata ad interrompere la corrente di corto circuito in tempo breve ed in modo selettivo; I poli degli interruttori (escluso il caso di montaggio a retroquadro) dovranno essere provvisti di coprimorsetti; in caso di installazione di fusibili e relè termici o fusibili e interruttori automatici dovrà essere realizzato il coordinamento delle protezioni secondo quanto previsto dalle Norme CEI 64-8; I fusibili dovranno essere del tipo con fusione in camera chiusa; è consentito l'impiego di fusibili "a tappo" con portacartucce avvitato per correnti di corto non superiore a 10 kA e portate non superiori a 50 A; per livelli di guasto e portate di entità superiore dovranno essere impiegati fusibili ad alta capacità di rottura; La sezione minima dei conduttori di connessione interna dovrà essere non inferiore a 2,5 mm², isolamento 4 kV per i circuiti di potenza, ed 1,5 mm² per i circuiti ausiliari; L'entrata cavi dovrà essere completa di piastre da forare, in gomma o simile e di supporti per ammarro cavi; da realizzare con piastre metalliche attrezzabili con pressacavi, per i quadri con grado di protezione meccanica idonea al luogo di installazione. 4.3. Quadri AS Sono quadri di tipo AS i quadri conformi ad un tipo o a un sistema costruttivo prestabilito o comunque senza scostamenti tali da modificarne in modo determinante le prestazioni rispetto all’apparecchiatura tipo sottoposta a prova. I quadri di tipo AS sono tutti quelli che soddisfano almeno una delle tre seguenti condizioni: il quadro è costruito in un unico esemplare e sottoposto a tutte le prove di tipo richieste dalla norma CEI 17-13; il quadro è simile ad un altro quadro sottoposto a tutte le prove di tipo, ovvero differisce da quello provato per particolari ritenuti ininfluenti sull’esito delle prove stesse e quindi sulle sue prestazioni, Pag. 24 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. cioè sulle sue caratteristiche nominali; l’esemplare fa parte di un sistema costruttivo prestabilito, sottoposto alle prove di tipo in alcune delle molteplici configurazioni, scelte fra le più significative, che si possono ottenere combinando gli elementi del sistema. I quadri AS dovranno risultare assiemati e cablati direttamente in fabbrica dal costruttore. Nel caso di suddivisioni dei quadri o del quadro in più unità distinte (es. per il trasporto) le stesse dovranno essere preferibilmente montate sul luogo d'installazione dal costruttore e comunque secondo le istruzioni dello stesso. In questo caso la ditta installatrice dovrà comunque individuata come il " costruttore " del quadro così come definito dalle norme CEI 17-13/1. I quadri AS dovranno essere muniti di apposita certificazione rilasciata da idoneo laboratorio indipendente, attestante le loro caratteristiche ed i risultati conseguite nelle prove tipo. La Ditta installatrice dovrà in ogni caso effettuare le prove individuali previste dalle norme, una volta avvenuta l'installazione. 4.4. Quadri ANS Sono quadri ANS (Apparecchiature Non di Serie parzialmente soggette a prove di tipo) quelli contenenti sia sistemazioni verificate con prove di tipo, sia sistemazioni non verificate con prove di tipo, purchè queste ultime siano derivate (anche attraverso il calcolo) da sistemazioni già verificate che abbiano superato le prove di tipo. I quadri ANS potranno risultare assiemati e cablati direttamente da quadristi esterni o dalla ditta installatrice. Essi dovranno essere in ogni caso realizzati con componenti prefabbricati ed apparecchiature prodotti in ampia serie da un unico costruttore. Nel caso in cui, eccezionalmente, il costruttore dei componenti dell'involucro sarà diverso dal costruttore delle apparecchiature, dovrà risultare da un'apposita documentazione (dichiarazione del costruttore dei componenti, dati di catalogo, ecc.) l'idoneità dei componenti utilizzati Pag. 25 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. rispetto alle apparecchiature impiegate. Il montaggio dei componenti e delle apparecchiature dovrà essere realizzato in conformità alle istruzioni del costruttore.. I quadri ANS dovranno essere corredati almeno dalla seguente documentazione: certificati del costruttore riferiti ai singoli componenti costruiti in fabbrica quali ad es.: carpenteria metallica e involucri ( riguardanti ad es. la dissipazione del calore, la tenuta al corto circuito, la resistenza alla ruggine, il grado IP di protezione, ecc.); sistemi prefabbricati di sbarre (riguardanti la tenuta al corto circuito ed all'energia specifica dissipata, ecc.) apparecchi affiancabili su supporti prefabbricati (riguardanti la dissipazione del calore, gli eventuali declassamenti richiesti, il sistema di collegamento in entrata e uscita, ecc.) eventualmente tratta anche dai cataloghi e dalla documentazione tecnica ufficiale del costruttore; il calcolo sostitutivo della prova dei limiti di sovratemperatura, seguendo le istruzioni della norma CEI 17-43, o servendosi di apposita documentazione tecnica o programmi di calcolo ufficialmente forniti dal costruttore dei componenti, dai quali risulti evidente che il prototipo da cui il quadro è derivato è conforme alle norme ed ha superato le prove di tipo ( compresa, quindi, quello di cortocircuito). La Ditta installatrice sarà comunque individuata come il costruttore del quadro, come definito dalle norme CEI 17-13/1. 4.5. Quadri ASD Si definiscono ASD (quadri di distribuzione) i quadri di tipo AS con le caratteristiche sotto definite ed installati in luoghi ove personale non addestrato ha accesso al loro uso. I piccoli quadri di distribuzione per interno in esecuzione fissa fino a 250A di Pag. 26 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. corrente in ingresso e 125 A per ogni uscita, con tensione verso terra non superiore a 300V, con corrente di corto circuito fino a 10kA, destinati ad essere manovrati anche da persone non addestrate, dovranno essere conformi congiuntamente alla norma CEI 17-13/1 e CEI 17-13/3. Ciò dovrà risultare da idonee documentazioni simili a quanto indicato al punti precedente "Quadri ANS". 4.6. Quadri ASC Sono ASC i quadri di distribuzione di cantiere, che dovranno essere conformi congiuntamente alle norme CEI 17-13/1 e CEI 17-13/4, risultando ciò da idonea documentazione. 4.7. Prescrizioni comuni Ogni quadro di cui ai precedenti punti dovrà essere corredato da una documentazione riportante i seguenti dati: a. Nome del costruttore o marchio di fabbrica, intendendosi per costruttore la ditta o l'impresa che cura il montaggio finale, se trattesi di quadro da completarsi; b. Tipo o numero di identificazione, o altro mezzo che consenta di ottenere dal costruttore tutte le informazioni complementari necessarie; c. Norma di riferimento (CEI 17-13/1 oppure 17-13/3); d. Natura della corrente e frequenza; e. Tensioni nominali di funzionamento; f. Tensioni nominali di isolamento; g. Tensioni nominali dei circuiti ausiliari (eventuali); h. Limiti di funzionamento (valori ammissibili della corrente di picco, di breve durata, di cortocircuito, ecc., secondo i casi); i. Corrente nominale di ciascun circuito; j. Corrente nominale di cortocircuito simmetrico e di picco; k. Grado di protezione; Pag. 27 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. l. Misure per la protezione delle persone; m. Condizioni di servizio; n. Sistema di messa a terra; o. Dimensioni (altezza, larghezza, profondità); p. Massa (peso); q. Corrente nominale del quadro (circuito di ingresso). La corrente nominale del quadro è la corrente nominale del circuito di ingresso valutata come sommatoria delle correnti nominali dei circuiti di uscita applicando i fattori di contemporaneità convenzionali. La corrente nominale del quadro va indicato solo per tipi ASD rispondenti alla norma CEI 17-13/3; i /dati dimensionali (voci p e q) possono essere omessi per quadri tipo ANS. I dati di cui ai punti: a - b - c - e - k - l - p - q - r dovranno essere riportati nella targhetta di ogni quadro. In generale tutti i quadri dovranno avere almeno le seguenti principali caratteristiche: componenti costruttivi in lamiera d'acciaio verniciato 20/10, con parete esterna liscia; struttura interna realizzata con montanti in acciaio atti ad assicurare una elevata resistenza meccanica; suddivisioni in moduli di altezza 200 mm o multipli, in lamiera spessore minimo 15/10, del tipo a cerniera e serratura, cieche o predisposte per apparecchi modulari su guida Din, per apparecchiature scatolate e non modulari, per pulsanterie diam. 22,5 mm, o con alettature di ventilazione G.d.P. IP30; in alternativa suddivisioni in moduli dim. 375x250mm o multipli secondo DIN 43870 e coperture in poliuretano espanso con chiusura a 90°, adatte a due profondità; porte in lamiera con angolo di apertura a 180° e cerniera interna; chiusura di sicurezza a cilindro; Pag. 28 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. possibilità di ingresso cavi dall'alto e dal basso mediante apposite flange e bocchettoni atti a mantenere il G.d.P. richiesto; classe di isolamento 1, se non diversamente specificato; colore: RAL 7035; tenuta alle correnti di cortocircuito dell'insieme involucro - sistema sbarre: secondo i colori di progetto. Dovranno essere inoltre essere completi di: sistemi di sbarre in Cu di alimentazione, omnibus e derivate, del tipo complanare e/o a gradino, installate in posizione orizzontale o verticale, posteriore o laterale secondo esigenze, con le portate minime indicate negli elaborati di progetto, montati su supporti e dotati di morsetti di alimentazione e derivazione; accessori di installazione ed elementi di cablaggio delle apparecchiature, comprendenti ripartitori e morsettiere multiple, in modo che, in generale, ad ogni terminale di ciascun apparecchio sia collegato un solo conduttore; telai ed elementi di supporto interni per il montaggio delle apparecchiature modulari, non modulari e scatolate; accessori per l'identificazione delle apparecchiature anche dopo la rimozione delle coperture e delle estremità dei conduttori, in conformità agli schemi elettrici; morsettiere componibili per l'attestazione delle linee esterne, complete di schermi, siglature, ecc.; zoccolo altezza minima 100 mm; griglie per la ventilazione naturale o anche eventuali dispositivi di ventilazione forzata qualora necessari in relazione alla sovratemperatura prevista all'interno del quadro, dotati di filtri ed accessori per conservare il grado di protezione richiesto e per garantire la pulizia dell'aria introdotta, oltre ad evitare l'ingresso di sporcizia ed insetti; targhette ammonitrici esterne secondo esigenze; targhette indicatrici pantografate esterne per l'individuazione della funzione svolta dalle varie apparecchiature, in conformità alle indicazioni degli schemi elettrici; golfari di sollevamento; tasca portaschemi. Tutti i quadri e le apparecchiature in essi contenuti una volta rimosse le protezioni, dovranno garantire il grado di protezione IP2X minimo verso tutte le parti eventualmente in tensione. Pag. 29 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Tutti i quadri dovranno essere forniti dai relativi schemi di potenza e funzionali secondo quanto effettivamente realizzato, predisposti dal costruttore del quadro sulla scorta di quelli del progetto esecutivo; dovranno inoltre essere muniti di tutte le certificazioni e documentazioni attestanti la conformità alle norme CEI 17-13/1 e necessarie per le dichiarazioni ai sensi della D.M. 37/08, e di ogni altro accessorio ed onere per dare il tutto finito a regola d'arte in conformità alle norme succitate, secondo il Progetto e/o le indicazioni della D.LL. Tutti i quadri dovranno essere dimensionati con una riserva di spazio utile per nuove apparecchiature pari al 25%. 4.8. Accessori I quadri sopra descritti dovranno essere completi dei seguenti accessori: Indicazione meccanica di posizione degli interruttori; Morsettiere per l'allacciamento dei cavi di potenza eventualmente raggruppate in proprio settore; Morsettiere di tipo componibile antiallentanti per l'allacciamento dei cavi di comando e di segnalazione, eventualmente raggruppate in proprio settore; Apparecchi di sezionamento e fusibili di protezione per i circuiti ausiliari, commutatori, manipolatori, ecc.; Numerazione dei conduttori, dei morsetti e siglature degli apparecchi internamente al quadro; Targhe pantografate esterne per l'identificazione dei pannelli e dei servizi; Calotte isolanti per i morsetti ed i punti di connessione agli apparecchi che risultassero in tensione a pannelli di chiusura settore asportati; Supporti di base per il montaggio a pavimento o supporto per l'ancoraggio a parete e relativi accessori di fissaggio; Golfari di sollevamento (se necessario); Pag. 30 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Chiavi di blocco di ogni tipo, leve ed utensili per la manovra e la manutenzione; Continuità elettrica degli elementi di carpenteria metallica e delle basi metalliche dei componenti principali realizzate mediante viti zincopassivate a caldo; collegamento delle portelle metalliche alla struttura mediante treccia di rame avente sezione minima di 16 mm²; Sbarretta collettrice in rame, completa di viti e rondelle, di attacco per il collegamento con la rete di terra generale e per le derivazioni dei conduttori di protezione dei cavi delle partenze. 4.9. APPARECCHIATURE E CABLAGGI NEI QUADRI 4.9.1. Generalità Preferibilmente, in tutti i casi in cui ciò è consentito in relazione alle correnti di cortocircuito presunte ed alle correnti nominali dei circuiti derivati, le apparecchiature installate nei quadri dovranno essere del tipo modulare e componibili (modulo DIN 17,5mm), con fissaggio a scatto normalizzato EN 50022. Tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale l'impianto (ad es. trasformatori, suonerie, lampade di segnalazione, interruttori programmatori, prese di corrente CEE, limitatori di sovratensione, filtri antidisturbo, strumenti di misura, contatori, relè passo-passo, ecc.) dovranno essere modulari e accoppiabili nello stesso quadro con gli interruttori automatici. 4.9.2. Interruttori automatici modulari Gli interruttori automatici modulari dovranno essere impiegati generalmente fino alla corrente nominale di 63A, e dovranno avere le seguenti principali caratteristiche: 4.9.3. Interruttori magnetotermici: riferimento: norme CEI 23-3, EN60898; approvazioni. IMQ o VDE o altro marchio di ente riconosciuto; tensione nominale: 400V c.a. esecuzioni 1-3-4 poli; 230V c.a. Pag. 31 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. esecuzioni 1+N poli; potere di interruzione nominale Icn: minimo 6kA alla tensione nominale e comunque secondo indicazioni di progetto; potere di interruzione di servizio Ics: pari al valore di Icn (rapporto K = 1) corrente nominale: fino a 63A; caratteristica B-C-D secondo esigenze di progetto; temperatura di riferimento per la taratura dello sganciatore termico: 30° C temperatura ambiente ammessa: da -25 a + 45°C (con opportuno declassamento) posizione di funzionamento: qualsiasi tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016 collegamento alla rete di alimentazione: dall'alto o dal basso indifferentemente custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta per il fissaggio su guida DIN50022 morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione fino a 25mm² (minimo) possibilità di equipaggiamento con elementi ausiliari. 4.9.4. Interruttori magnetotermici differenziali: riferimento: norme CEI 23-18/EN61009-1 e 23-3/EN60898; approvazione: IMQ o VDE o altro marchio di ente riconosciuto tensione nominale: 230V c.a. esecuzioni 1P+N e 2P; 400V c.a. esecuzione 3P+N; frequenza nominale: 50Hz potere di interruzione nominale Icn: minimo 6kA alla tensione nominale e comunque secondo indicazioni di progetto Pag. 32 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. potere di interruzione di servizio Ics: Ics = Icn per Icn 6 kA; Ics = 0,75 Icu per 6 kA < Icu <= 10 kA; Ics = 0,5 Icu per Icn > 10 kA potere di interruzione differenziale nominale: conforme alle norme CEI 23-18/EN61009 corrente nominale: fino a 63A caratteristica d'intervento: C tipo: A per correnti pulsanti e continue tenuta alle sovratensioni: 250A di picco, forma d'onda 8/20; temperatura di riferimento per la taratura dello sganciatore termico: 30° C tempera ambiente ammessa: da - 25 a + 45° C (con opportuno declassamento) posizione di funzionamento: qualsiasi tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016 collegamento alla rete di alimentazione: dall'alto o dal basso indifferentemente custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta per il fissaggio su guida DIN 50022 morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione fino a 25 mm (minimo) possibilità di equipaggiamento con elementi ausiliari. 4.9.5. Apparecchiature modulari diverse Le apparecchiature modulari per diverse funzioni impiantistiche quali ad es.: scaricatori, lampade spia, relè passo-passo, contatori, orologi, strumenti di misura, suonerie, ecc. dovranno avere le seguenti principali caratteristiche comuni: riferimento: norme CEI di prodotto e corrispondenti EN approvazioni. IMQ o VDE o altro marchio di Ente riconosciuto; Pag. 33 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. tensione nominale: 230/400 Vca; temperatura ambiente ammessa: da -25 a + 45°C posizione di funzionamento: qualsiasi tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016 custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta per il fissaggio su guida DIN50022 morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione minima 2x2,5mm². 4.9.6. Interruttori modulari con fusibili Gli interruttori modulari con fusibili dovranno avere le seguenti principali caratteristiche: riferimento: norme CEI 17-11/CEI 32-1/CEI 32-5 e corrispondenti EN approvazioni. IMQ o VDE o altro marchio di ente riconosciuto; tensione nominale: 230/400 V c.a.; corrente nominale: fino a 63A; categoria di impiego: AC22 A secondo norme CEI 17-11; completi di fusibili a norme CEI 32, p.i. 50kA-380V; temperatura ambiente ammessa: da -25 a + 45°C posizione di funzionamento: qualsiasi tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016 collegamento alla rete di alimentazione: dall'alto o dal basso indifferentemente custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta per il fissaggio su guida DIN50022 morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione fino a 25 mm² (minimo) 4.9.7. Cablaggi delle apparecchiature modulari L'alimentazione delle apparecchiature modulari all'interno dei relativi quadri Pag. 34 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. dovranno essere eseguiti preferibilmente a mezzo sistemi di sbarre collettrici a pettine in rame, isolate per la tensione di 400Vca, bipolari, tripolari, quadripolari, conformi alle norme DIN 57606 e DIN 57659. In alternativa dovranno essere impiegati conduttori flessibili con tensione nominale 450/750 minimo, a norme CEI 20-20, con idonei capicorda isolati, derivati da apposite morsettiere multiple o ripartitori, in modo che ad ogni terminale di ciascun apparecchio sia collegato un solo conduttore. In uscita le singole apparecchiature dovranno essere cablate a mezzo conduttori c.s.d. facenti capo ad apposite morsettiere realizzate con morsetti montati su guida DIN EN 50022, appositamente contrassegnate con i riferimenti degli schemi elettrici. Ogni apparecchiatura installata nei quadri dovrà essere appositamente contrassegnata con i riferimenti degli schemi elettrici in modo da risultare identificabili anche nel caso di rimozione delle protezioni del quadro. Tutti i circuiti i uscita e le apparecchiature ad essi preposti dovranno essere indicati sul quadro a mezzo di targhette indicatrici con testo esteso della loro destinazione. I cavi delle linee in uscita dovranno essere identificati con apposite targhette indelebili, con su riportate le sigle dei circuiti indicate negli schemi elettrici. 4.10. Interruttori automatici magnetotermici scatolati Gli interruttori automatici in scatola isolante dovranno essere impiegati generalmente dalla corrente nominale di 100A, in relazione alle correnti di cortocircuito presunta ed alle correnti nominali dei circuiti derivati, e dovranno avere le seguenti principali caratteristiche: riferimento: norme CEI 17-5; tensione nominale: 660V - 50Hz; relè termomagnetici regolabili da 10 a 1600A; relè elettronici regolabili da 2000 a 3200A; potere di interruzione Icu: minimo 15kA a 380 - 415V e comunque Pag. 35 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. secondo il progetto esecutivo; potere di interruzione Ics: >= 50% Icu; esecuzione fissa, asportabile, sezionabile secondo indicazioni di progetto; attacchi anteriori o posteriori secondo esigenze; calotte di protezione dei morsetti in tensione; grado di protezione: IP20; meccanismo di comando a sgancio libero. Dovranno essere corredati di tutti gli accessori ed ausiliari per renderli idonei alla realizzazione delle funzioni descritte dal progetto esecutivo. 4.11. Contattori, teleruttori e salvamotori Componenti trattati per installazione in ambiente marino: parti isolanti realizzate con materiali o trattamenti antimuffa nei quali è aumentata la tenuta alle scariche superficiali, cassette metalliche trattate con vernice gliceroftalica con caratteristiche antimuffa colore grigio chiaro, essiccata al forno ed applicata su fondo trattato con zincatura metallica. Categoria di impiego AC-2 per motori ad anelli, AC-3 per motori a gabbia. Tensioni di impiego: 400V, 500V. Omologazione RINA. Taglie utilizzate: Corrente termica massima A 16 63 400 Tensione di utilizzo V Potenza massima a t=40°C kW 400 500 400 10 45 258 Massima sezione dei cavi mm2 2,5 16 Barretta 100 x 5 con 2 Pag. 36 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 630 500 368 1600 500 1650 fori Barretta 100 x 5 con 2 fori Barretta 100 x 5 con 2 fori Durata: 5 milioni di manovre. Elettromagnete alimentabile indifferentemente c.a. o c.c. Range di temperatura di funzionamento –50÷70 °C. 5. CONDUTTORI DELLE LINEE DI ENERGIA. 5.1. Generalità I cavi e i conduttori utilizzati per gli impianti saranno di primarie Ditte costruttrici, conformi alle corrispondenti tabelle UNEL e dotati di Marchio Italiano di Qualità. Oltre a quanto sopra specificato saranno osservate tutte le raccomandazioni per l'uso dei cavi per energia con tensione nominale inferiore a 1 kV contenute nelle norme CEI 20-40. 5.2. Caratteristiche dei conduttori. 5.2.1. Conduttori isolati. I conduttori isolati delle linee elettriche alimentate dalla rete a bassa tensione, saranno scelti in funzione delle modalità di impiego previste dalle relative norme CEI/UNEL applicabili in vigore e dalle effettive condizioni ambientali e di posa. Tutte le condutture dovranno essere protette dalle sovracorrenti conformemente al capitolo VI delle norme 64-8 (fascicolo 668). Dovranno anche essere considerate ed applicate tutte le normative inerenti i componenti ed i materiali utilizzati nonché le regolamentazioni e le normative previste dalla Legislazione Italiana per la prevenzione degli infortuni. Tutti i cavi dovranno essere dotati di Marchio Italiano di Qualità o di contrassegno equivalente. Pag. 37 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. In generale avranno le seguenti caratteristiche: conduttori unipolari e cavi multipolari in PVC: tensione nominale 300/500 a norme CEI 20-20; conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in PVC: tensione nominale 450/750V, a Norme CEI 20-20; conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in Resina di qualità R2: tensione nominale 0,6/1kV, a Norme CEI 20-14; conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in gomma butilica: tensione nominale 0,6/1kV, a Norme CEI 20-13. conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in gomma G10: tensione nominale 0,6/1 kV, a norme CEI 20- 38. conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in gomma etilenpropilenica reticolata: tensione nominale 450/750 V a norme CEI 20-36. I cavi utilizzati nei sistemi di I° categoria dovranno essere adatti alla tensione nominale (V0/V) non inferiore 450/750. Quelli utilizzati nei circuiti di segnalazione e comando devono essere adatti a tensioni nominali non inferiori a 300/500V. Questi ultimi se posati nello stesso tubo, condotto o canale con cavi previsti con tensioni nominali superiori, devono essere adatti alla tensione nominale maggiore. I cavi e i conduttori posati in ambienti chiusi saranno del tipo " non propagante l'incendio " a norme CEI 20-22 ed a " bassa emissione di gas corrosivi " a norme CEI 20-37 con contenuto di acido cloridrico <= 10%. I cavi e i conduttori posati in ambienti frequentati dal pubblico o comunque con elevata presenza di persone, saranno del tipo " non propagante l'incendio " e a " bassissima emissione di gas opachi, tossici e corrosivi " a norme CEI 20-38. I cavi e i conduttori che dovranno consentire il funzionamento in presenza di un incendio, saranno del tipo " resistente al fuoco " per il tempo Pag. 38 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. specificato, a norme CEI 20-36. Le sezioni minime impiegate saranno le seguenti: impianti luce alimentati dalla rete b.t. 1.5 mm² impianti f.m. alimentati dalla rete b.t. 2.5 mm² impianti alimentati a tensione ridotta 1 mm² I conduttori avranno le seguenti colorazioni: giallo/verde per i conduttori di terra; blu chiaro per i conduttori di neutro; grigio per i conduttori di fase dei punti luce; marrone e nero per i conduttori di fase delle prese e degli utilizzatori f.m. Per i circuiti a tensione ridotta e complementari saranno impiegati vari colori con l'esclusione di quelli sopra citati. 5.2.2. Condotti elettrificati Per la realizzazione dei circuiti di distribuzione a servizio dell’illuminazione e della distribuzione della forza motrice saranno utilizzati dei condotti sbarre di tipo multipolare, ovvero con la possibilità di realizzare diversi circuiti utilizzando delle prese a spina del tipo a selezione di fase. I condotti sbarre avranno diversi valori di portata da 16 A a 63 A almeno e saranno tutti sospesi a parete e/o soffitto attraverso apposite staffe o pendini. Gli elementi saranno di tipo rettilineo con passi di derivazione adeguati. 5.2.3. Cadute di tensione La differenza fra la tensione a vuoto e la tensione a carico in qualsiasi punto degli impianti quando saranno inseriti gli utilizzatori ammessi a funzionare contemporaneamente, non sarà superiore al 4% della tensione a vuoto per i circuiti luce e f.m. 5.2.4. Densità max. di corrente. Indipendentemente dalle sezioni conseguenti alle anzidette massime c.d.t., la massima densità di corrente prevista per i conduttori sarà determinata in conformità alle norme CEI 20-21 e tabelle UNEL in vigore, tenendo conto Pag. 39 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. della temperatura ambiente effettiva, delle condizioni di posa, del mutuo riscaldamento tra i circuiti raggruppati, mediante opportuni coefficienti di conversione. 5.2.5. Sezioni minime negli impianti utilizzatori. La sezione dei conduttori sarà determinata tenendo conto anche della potenza, del numero, della dislocazione degli utilizzatori da alimentare. La potenza convenzionale degli utilizzatori stessi sarà valutata mediante opportuni coefficienti di contemporaneità e di utilizzazione. Negli impianti utilizzatori, in mancanza di specifiche indicazioni, saranno impiegate le seguenti sezioni minime: 1,5 mm² per circuiti terminali di illuminazione, prese a spina o apparecchi utilizzatori con potenza nominale non superiore 2,2 kVA; 2,5 mm² per circuiti dorsali di illuminazione, circuiti terminali di prese a spina o apparecchi utilizzatori con potenza nominale non superiore 3,6 kVA; 4 mm² per circuiti dorsali di prese a spina o apparecchi utilizzatori con potenza nominale non superiore 3,6 kVA o per utilizzatori singoli con potenza nominale maggiore di 3,6 kVA; 6 mm² per linee di alimentazione di quadri secondari o di zona. 5.2.6. Cavi interrati La posa dovrà essere prevista su un letto di sabbia in trincea scavata nel terreno, con l'apposizione di una fila di mattoni di protezione sopra il cavo con interposta sabbia; il tutto ricoperto con la stessa terra della trincea. Per questo tipo di posa i cavi dovranno essere provvisti di armatura. In alternativa, posa entro un manufatto aperto da chiudere con un coperchio dopo la posa dei cavi. 5.2.7. Cavi in cunicolo In relazione alle dimensioni del cunicolo i cavi potranno essere posati direttamente sul fondo, aggraffati a parete o posati su passerelle predisposte. Pag. 40 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. In ogni caso la posa dovrà essere ordinata e consentire il reperimento dei cavi e la loro agevole stesura e rimozione. 5.2.8. Cavi sospesi alle murature I cavi dovranno essere sostenuti da appositi sostegni in materiale plastico. I sostegni dovranno essere applicati alle murature od alle strutture mediante l'infissione di chiodi a sparo o tasselli ad espansione a corpo completamente metallico. I sostegni dovranno essere sistemati a distanza dipendente dalle dimensioni e dalla flessibilità dei cavi impiegati e tali da evitare la formazione di anse. 5.2.9. Cavi su passerelle portacavi orizzontali, verticali od inclinate I cavi posati sulle passerelle dovranno essere fissati a queste mediante legature che mantengano fissi i cavi nella loro posizione; in particolare, sui tratti verticali ed inclinati delle passerelle le legature dovranno essere più numerose ed adatte a sostenere il peso dei cavi stessi. I cavi dovranno essere disposti il più possibile rettilinei e sufficientemente spaziati fra loro in modo che ne sia assicurata in ogni caso una ventilazione adeguata. I cavi unipolari facenti parte della stessa linea trifase dovranno essere posati ravvicinati in modo da ridurre la reattanza. I cavi di B.T. e cavi di M.T. dovranno essere sistemati su passerelle separate; di norma le passerelle contenenti cavi di M.T. dovranno essere provviste di coperchio sull'intero percorso. 5.2.10. Cavi entro tubazioni o cavidotti I cavi dovranno essere infilati in modo da non danneggiare l'isolamento. Un filo pilota dovrà essere infilato entro ogni tubazione vuota o nella quale si prevede l'infilaggio futuro di altri cavi. Non è ammessa la posa di conduttori senza guaina protettiva entro tubazioni in acciaio zincato (UNI 3824 o UNI 4149). Pag. 41 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 6. POSA DEI CAVI 6.1. Posa dei cavi di energia. La posa dei cavi sarà eseguita, in generale con le modalità specificate dalle norme CEI 17-17, 64-8, 20-40 e dalle norme costruttive specifiche previste per ogni tipo di cavo. In particolare saranno attuati opportuni provvedimenti atti a limitare i danni da incendio dei cavi, scelti tra quelli specificati dalle norme CEI 11-17 art. 3.7.03 / 3.7.04 / 3.7.05. In tutti i punti di passaggio dei cavi, canalette o tubazioni in corrispondenza di muri o setti tagliafuoco dei compartimenti antincendio, tanto verticali che orizzontali, dovranno essere realizzate delle barriere con resistenza REI 120 o superiore secondo le modalità indicate nel progetto esecutivo, impiegando anche appositi accessori e mastici atti a sigillare completamente tutti gli interstizi in corrispondenza dei cavi, delle tubazioni e delle passerelle. Le barriere tagliafuoco dovranno essere realizzate con elastomero monocomponente resistente al fuoco, ricoperto su un lato da un foglio di alluminio, appositamente sagomato in modo da essere applicato su sezioni rettangolari e/o circolari quali: canaline, tubazioni e cavi, completo di sigillante e/o stucco di copertura. L'espansione del prodotto sotto l'azione del calore dovrà essere variabile da 5 ad 11 volte il volume iniziale. In ogni caso dovrà essere garantita la possibilità di transito per i cavi posati in epoca successiva, senza la demolizione di quanto già realizzato, infilando ad esempio sacchetti amovibili. Tutti i cavi dovranno essere opportunamente contrassegnati. Di seguito vengono richiamate alcune prescrizioni aggiuntive ed integrative di quanto evidenziato dalle norme sopraspecificate. 6.1.1. A parete. I cavi saranno fissati a parete senza ulteriore protezione meccanica solo ad una altezza superiore a 2,5 m dal suolo e nel caso in cui possa essere Pag. 42 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. esclusa l'eventualità di danneggiamenti meccanici, con appositi supporti a distanze non superiori ad 1m e comunque tali da evitare deformazioni nella tesata; i supporti saranno posti con un passo tale da garantire un fissaggio durevole nel tempo e tale da soddisfare l'estetica dell'installazione. 6.1.2. Su passerelle portacavi. I cavi saranno posati con ordine e fissati con qualche legatura, sia con disposizione sia orizzontale che verticale o inclinata, in modo da risultare perfettamente diritti e soddisfare le esigenze funzionali ed estetiche dell'installazione. La sezione utile delle passerelle e canalizzazioni dovrà essere il 50% di quella geometrica, in conformità alle norme CEI 23-31. 6.1.3. In cunicolo. I cavi saranno posati con ordine su traversine, poggiati sul fondo e perfettamente raggruppati in modo da assicurare le esigenze funzionali ed estetiche dell'installazione. 6.1.4. Su sostegni metallici. I cavi verranno fissati con appositi fermacavi, in modo particolare nei montanti di alimentazione. I cavi montanti si presenteranno perfettamente diritti e fissati con una frequenza non superiore ad 1 m in modo da impedire la formazione di anse ed avvallamenti. 6.1.5. Infilati in tubi o condotti in vista, incassati, interrati. Il numero, la posizione e la forma delle curve dei tubi o condotti saranno tali da consentire l'agevole infilaggio e sfilaggio dei cavi. Il diametro interno dei tubi o condotti sarà maggiore di 1,4 volte il diametro del cavo o del fascio di cavi in essi contenuti. Sui tratti rettilinei delle tubazioni ad incasso o a parete saranno installate cassette rompitratta o raccordi di infilaggio di adeguate dimensioni ad ogni 10 m di lunghezza, mentre non sarà ammesso realizzare più curve consecutive per oltre 180 gradi. Cavi appartenenti a sistemi in c.a. installati entro tubi metallici saranno raggruppati in modo che i conduttori di tutte le fasi ed il neutro eventuale Pag. 43 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. dello stesso circuito, siano infilati nel medesimo tubo. Tubi e condotti interrati avranno percorsi tra loro paralleli. In ogni caso i tubi risulteranno opportunamente distanziati in modo da consentire l'installazione e l'accessibilità degli accessori, nonché limitare gli effetti del mutuo riscaldamento tra i cavi. A questo scopo, la distanza minima fra gli assi longitudinali di due tubazioni affiancate non sarà mai inferiore a 1/4 + 1 diametro della tubazione di maggiori dimensioni. I tubi protettivi saranno inoltre disposti in modo da non risultare soggetti ad influenze dannose in relazione a sovrariscaldamenti, sgocciolamenti, formazione di condensa, ecc. Di norma, negli impianti di tipo industriale, ciascuna tubazione sarà destinata alla posa di un solo cavo tripolare, o di una sola terna a trifoglio di cavi unipolari. 6.1.6. Direttamente interrati. I cavi per la posa direttamente interrata saranno esclusivamente del tipo con armatura metallica avente spessore minimo 0,8 mm. I cavi non muniti di armatura metallica saranno posati con una protezione meccanica supplementare, atta a sopportare le prevedibili sollecitazioni meccaniche esterne; tale protezione sarà preferibilmente costituita da getto in calcestruzzo cementizio, avente spessore di almeno 100 mm. e larghezza pari a quella dello scavo. In alternativa saranno utilizzate lastre piane o tegoli con adeguata resistenza meccanica. I cavi saranno posti entro scavo, su letto di sabbia di almeno 5 cm, e ricoperti con uno strato di sabbia di almeno 10 cm. dalla loro generatrice superiore. Superiormente, a non meno di 20 cm dalla generatrice superiore del cavo o dei cavi e per tutta la lunghezza, saranno posti uno o più nastri monitori, con la scritta: "cavi elettrici". La minima profondità di posa per cavi appartenenti a sistemi di categoria O Pag. 44 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. - I° - II° sarà di 0,8 m. In ogni caso per attraversamento di terreni rocciosi, oppure di sedi stradali, ferroviarie, ecc. sarà prevista una protezione aggiuntiva costituita da tubi o condotti metallici aventi la necessaria resistenza meccanica. I cavi avranno percorsi tra loro paralleli. In ogni caso risulteranno opportunamente distanziati in modo da limitare gli effetti del mutuo riscaldamento. A questo scopo la distanza minima fra due cavi tripolari, o due terne a trifoglio di cavi unipolari, o due terne di gruppi di fase in piano, sarà di almeno 7-8 cm. per tutta la lunghezza. 6.1.7. Raggi di curvatura dei cavi di energia. Indipendentemente dalle condizioni di posa, i raggi di curvatura dei cavi saranno inferiori a quelli minimi prescritti dal costruttore e/o indicati dalle norme CEI 11-17 art. 2.3.03. 6.2. Esecuzione dei collegamenti degli impianti ausiliari e speciali 6.2.1. Interconnessioni Gli impianti ausiliari e speciali dovranno essere realizzati secondo le norme CEI 64-8 e103-1 salvo quanto nel seguito precisato. La schermatura dei cavi è sempre richiesta per i cavi utilizzati per segnali in bassa frequenza e in tutti gli altri casi nei quali può essere favorevolmente impiegata. Le caratteristiche della schermatura dovranno soddisfare la norma CEI 46-5. Per quanto riguarda la posa dei cavi, si potranno avere i seguenti tipi di posa: a. cavi in vista o in canaletta. I cavi dovranno avere una guaina esterna di protezione; la posa dovrà garantire i cavi contro danneggiamenti accidentali; le giunzioni e le derivazioni dovranno essere eseguite in apposite scatole b. cavo in tubo (di PVC o altro materiale) in vista. Per quanto riguarda il tracciato di posa dei tubi, la sfilabilità dei cavi, l'esecuzione di giunzioni e derivazioni in apposite scatole, valgono le Pag. 45 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. prescrizioni della Norma CEI 64-9 c. cavi in condotto sotto intonaco o interrati. Valgono le stesse prescrizioni del caso precedente. Il percorso di posa dei cavi dovrà svilupparsi preferibilmente per intero all'interno della proprietà e prevalentemente (se possibile) in zona protetta. Comunque, è ammesso anche un percorso di posa in parte o per intero all'esterno della proprietà. I cavi in tubo non dovranno essere posati nello stesso tubo assieme ad altri conduttori estranei all'impianto. Così pure le scatole di giunzione e di derivazione non dovranno essere comuni con altri impianti e dovranno essere dotate di protezione contro l'apertura. E' ammesso soltanto l'eventuale uso di pozzetti interrati in comuni con scavi di altri impianti. In tal caso, i cavi dell'impianto antipericolo dovranno essere facilmente riconoscibili. Per quanto riguarda l'esecuzione di giunzioni e derivazioni, le relative scatole dovranno avere dimensioni adeguate al fine di consentire un'agevole manutenzione, la loro ubicazione dovrà essere ad un'altezza dal pavimento, misurata al bordo inferiore, non superiore a 3.5 m e non inferiore a 20cm. Le scatole dovranno essere realizzate con materiali non ossidabili e dovranno essere, se richiesto dalle condizioni ambientali, di tipo stagno. L'isolamento per i componenti interni dovrà essere realizzato in porcellana, materiale stampato o materiale simile. 6.2.2. Alimentazione in corrente alternata dalla rete di distribuzione L'alimentazione in corrente alternata delle apparecchiature di impianti ausiliari e speciali dovrà essere effettuata tramite un conduttura esclusivamente riservata a tale scopo, che dovrà contenere anche il conduttore di protezione. Pag. 46 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Tale alimentazione dovrà essere preferenziale, cioè collegata preferibilmente ad un gruppo di emergenza e/o di continuità. Se tale derivazione richiede necessariamente una protezione e/o un dispositivo di sezionamento, questo dovrà possedere gli stessi requisiti di inaccessibilità delle apparecchiature alimentate. L'impianto dovrà essere efficacemente protetto contro le sovratensioni transitorie, provenienti dalla rete elettrica di alimentazione o da altre derivazioni, che possono provocare danno alle apparecchiature e/o essere pericolose per gli operatori. Allo scopo, dovranno essere previsti dispositivi di protezione, eventualmente esterni alle apparecchiature, in grado di limitare l'effetto di tali sovratensioni. In particolare, ogni interconnessione in cavo senza schermo metallico collegato a terra, dovrà essere dotata di protezione e dovrà poter sopportare le sovratensioni transitorie provocate da fulmini o da perturbazioni provenienti dalla rete elettrica. I dispositivi di protezione dovranno avere i seguenti requisiti; tensione d'intervento compresa nel campo 470-500V per onda di tipo trasversale, e nel campo 500-600V per onda di tipo longitudinale; tempo d'intervento <= 100ms; tensione in uscita, con carico inserito, <=400 Veff. 6.2.3. Sistemi di alimentazione Gli impianti ausiliari e speciali comprenderanno in generale: sistemi di categoria 0 (zero). a tensione nominale minore o uguale a 50V a corrente alternata, o da oltre 120V continua (non ondulata): sistemi di I categoria, a tensione nominale da oltre 50 a 1000V compreso a corrente alternata, o da oltre 120 a 1500V compreso a corrente continua. La parte di impianto alimentata direttamente dalla rete elettrica costituisce un sistema di I categoria, la parte di impianto alimentata in corrente continua costituisce generalmente un sistema di categoria 0. Pag. 47 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Si prescrive come obbligatoria per i sistemi a bassissima tensione di sicurezza la protezione dai contatti diretti, come specificato in 5.2.02 della norma CEI 64-8 anche per tensioni inferiori a 25V in corrente alternata e 60V in corrente continua non ondulata. Per la protezione contro i contatti diretti nei sistemi di I categoria dovrà essere assicurata sempre la protezione totale (5.3.04 e 5.3.05 della Norma CEI 64-8). In particolare, per l'apertura di involucri o la rimozione di batterie dovranno essere seguite le disposizioni che prevedono l'uso di una chiave o di un attrezzo, l'apertura con interblocco, o l'interposizione di una batteria intermedia; non è ammessa la protezione parziale. 7. POSA DI TUBAZIONI - PASSERELLE- CANALI 7.1. Generalità La posa delle tubazioni, passerelle e canali sarà eseguita, in generale, con le modalità specificate dalle norme CEI 11-17, e dalle norme costruttive specifiche dei singoli componenti. Dovranno essere forniti inoltre cataloghi, dati tecnici, dati dimensionali ed eventuale certificazione di prove particolari. In particolare sui cavi sarà evitata ogni giunzione; essi quindi saranno tagliati nella lunghezza adatta a ciascun circuito. Saranno ammesse giunzioni solo nei casi in cui la lunghezza della linea venga a superare le pezzature allestibili dalle case costruttrici. Tali giunzioni saranno comunque realizzate mediante apposite muffole o, quando consentito in base alle condizioni di posa, tramite cassette di giunzione con morsetti abbondantemente dimensionati. In prossimità di ogni ingresso di cavo in una cassetta o all'interno della stessa, dovranno essere apposti anelli d'identificazione del cavo, coincidenti con le indicazioni dei documenti di progetto per l'identificazione del circuito e del servizio al quale il cavo appartiene. Particolari raccomandazioni di posa dettate dal costruttore dovranno Pag. 48 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. essere rispettate (ad es.: temperature di posa, raggi di curvatura, tiri di infilaggio, ecc.). Le linee principali e dorsali saranno siglate e contraddistinte con i riferimenti degli schemi elettrici sia in partenza dai quadri che nelle scatole di derivazione ed in corrispondenza degli utilizzatori, nonché ogni 30m lungo il percorso a mezzo di targhette indelebili. I cavi appartenenti a circuiti con tensioni nominali diverse dovranno essere tenuti fisicamente separati lungo tutto il loro percorso. Qualora ciò non fosse materialmente possibile, tutti i cavi in contatto fra loro dovranno avere il grado di isolamento di quello fra essi a tensione più elevata. In particolare si richiama la necessità di attuare opportuni provvedimenti atti a limitare i danni da incendio dei cavi, scelti tra quelli specificati dalle norme CEI 11-17 art. 3.7.03 / 3.7.04 / 3.7.05. In tutti i punti di passaggio dei cavi, canalette o tubazioni in corrispondenza di muri o setti tagliafuoco dei compartimenti antincendio, tanto verticali che orizzontali, dovranno essere realizzate delle barriere con resistenza REI 180 o superiore secondo le modalità indicate nel progetto esecutivo, impiegando anche appositi accessori e mastici atti a sigillare completamente tutti gli interstizi in corrispondenza dei cavi, delle tubazioni e delle passerelle. In ogni caso dovrà essere garantita la possibilità di transito per i cavi posati in epoca successiva, senza la demolizione di quanto già realizzato, infilando ad esempio sacchetti amovibili. Le dimensioni delle tubazioni e delle canaline dovranno essere calcolate in relazione al numero ed alla sezione dei conduttori infilati in esse. Il diametro interno delle tubazioni non dovrà mai essere inferiore a 1,4 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di conduttori contenuti in esse. L'area della sezione delle canaline non dovrà mai essere inferiore a 2 volte l'area occupata dai conduttori contenuti in essa. Un filo pilota dovrà essere infilato in ogni tubazione o canalina nella quale si Pag. 49 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. preveda un futuro infilaggio di conduttori. Lungo i tratti incassati e/o a vista nelle pareti non sono ammessi accavallamenti e percorsi obliqui. Le tubazioni dei tratti a vista ed in controsoffitto dovranno essere fissate con appositi sostegni di materiale plastico e/o metallico, disposti a distanza dipendente dalle dimensioni dei tubi, tali da evitare in ogni caso la formazione di anse e applicati alle strutture a mezzo di chiodi a sparo o tasselli ad espansione completamente metallici. L'ingresso nelle cassette di derivazione dovrà essere eseguito mediante appositi raccordi ed adattatori, realizzando il rispetto del grado di protezione meccanica previsto nel progetto. Le curve dovranno essere realizzate mediante apposite macchine piegatubi. Le derivazioni a T e a gomito non sono ammesse. Di seguito vengono richiamate alcune prescrizioni aggiuntive ed integrative di quanto evidenziato dalle norme sopraspecificate. 7.2. Tubazioni incassate a parete o a pavimento. Le tubazioni saranno tali da assicurare un facile infilaggio e sfilaggio dei conduttori; a questo scopo il rapporto minimo fra il diametro interno delle stesse e diametro circoscritto al fascio dei cavi in esse contenuti sarà 1,4; saranno previsti raggi di curvatura non inferiori a 6 volte il diametro esterno dei tubi stessi, in modo da evitare attriti pericolosi per i cavi o conduttori durante le operazioni di sfilaggio ed infilaggio. Il tracciato delle tubazioni sarà tale da evitare percorsi obliqui, mantenendo il più possibile un andamento orizzontale e verticale. Le derivazioni saranno eseguite solo con l'impiego di adatte scatole o cassette di derivazione e mediante adeguati ed appropriati morsetti; generalmente dovrà essere prevista una cassette di derivazione ogni 10 m di lunghezza delle tubazioni rettilinee e dopo due curve con angolo inferiore a 180° complessivamente. Pag. 50 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Le tubazioni flessibili a pavimento saranno della serie pesante a norme CEI 23-14 e tabelle UNEL 37121-70, provviste del marchio IMQ, con diametro interno minimo 13 mm. Le tubazioni incassate sotto intonaco nelle pareti saranno anch'esse del tipo flessibile serie pesante c.s.d.; solo per le tubazioni a soffitto, saranno ammesse tubazioni della serie leggera, a norme CEI 23-14 e tabelle UNEL 37122-70, provviste del marchio IMQ, con diametro interno minimo 13 mm. 7.3. Tubazioni in vista in PVC. Esse saranno di tipo rigido, della serie pesante a norme CEI 23-8 e tabelle UNEL 37118-72, provviste del Marchio Italiano di Qualità, con diametro interno minimo 13.0 mm e grado di protezione IP4X minimo, comunque conforme alle esigenze del progetto esecutivo. Le tubazioni in PVC di tipo rigido impiegate negli "ambienti a maggior rischio in caso di incendio" (v. Norme CEI 64-8/Cap. XI/Sez. 8) e nei "luoghi con pericolo di esplosione e incendio" (v. Norme CEI 64-2 e Appendici) in cui sono ammesse, saranno della serie pesante filettabile a norme CEI 23-26, provviste del marchio italiano di qualità, con diametro interno minimo 10.8 mm e grado di protezione IP44 o superiore. Tutte le tubazioni saranno poste in opera parallelamente e vicino alle strutture, ai solai, alle pareti ecc. seguendo percorsi rigorosamente verticali od orizzontali, con curve a 45° o 90° aventi adeguato raggio di curvatura in corrispondenza di ogni cambio di direzione, realizzate mediante piegatura a freddo o con elementi prestampati. Nei tratti montanti saranno fissate a traverse in profilato metallico zincato secondo le norme CEI 76 per mezzo di fermacavi. Le eventuali giunzioni saranno eseguite a perfetta regola d'arte. Le tubazioni saranno fissate in modo sicuro e con punti di passo tali da garantire indeformabilità e rigidità, a mezzo di appositi collari in nylon. Le tubazioni rigide potranno essere integrate in alcuni casi con tratti di elementi flessibili di raccordo. Le derivazioni saranno eseguite solo con l'impiego di adatte scatole o Pag. 51 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. cassette di derivazione e mediante adeguati ed appropriati morsetti; generalmente dovrà essere prevista una cassette di derivazione ogni 10m di lunghezza delle tubazioni rettilinee e dopo due curve con angolo inferiore a 180°. 7.4. Cavidotti interrati. I cavidotti interrati, salvo ove diversamente specificato, saranno in PVC di tipo pesante (P), a norme CEI 23-28.; resistenza allo schiacciamento a secco ed a umido pari o superiore a 200 kg/dm² La generatrice superiore del tubo si troverà a non meno di 80 cm sotto la pavimentazione, con un a pendenza pari al 2 per mille a partire dai fabbricati verso i pozzetti di ispezione, correndo in linea retta. Un pozzetto rompitratta sarà previsto laddove si renderà necessario un cambio di direzione della tubazione, e, nei tratti rettilinei della stessa, ad ogni 25 m circa di lunghezza. Generalmente il pozzetto dovrà essere senza fondo e appoggiato in una superficie drenante appositamente predisposta per evitare il ristagno di acqua. Le generatrici inferiori dei tubi dovranno essere in ogni caso a non meno di 10cm dal fondo del pozzetto. Per tratti di limitata lunghezza, ad es. per il raccordo tra pozzetti esterni e l'interno di un fabbricato, saranno ammesse tubazioni di tipo flessibile ad elevata resistenza meccanica e chimica, doppia parete con superficie esterna corrugata e interna liscia, a norme UTE NF C68-171 e generalmente esse dovranno essere protette nel tratto interrato con uno strato di c.l.s. di almeno 10cm. di spessore e rinforzati sul loro intorno sempre con calcestruzzo. Appena completata la posa in opera, ogni tubazione sarà opportunamente ripulita da particelle di terra, sabbia o altro facendo scorrere al suo interno un mandrino di prova con diametro di 6 mm inferiore a quello del tubo e successivamente, mediante una spazzola a setole dure. Qualora la tubazione non fosse immediatamente utilizzata saranno previsti Pag. 52 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. opportuni tappi di chiusura. Lo scavo sarà eseguito a mano o con idonee attrezzature e si prevederà uno spazio di almeno 8 cm fra il tubo e ciascuna parete della trincea. Sul fondo della trincea sarà realizzato un letto di sabbia alto almeno 5 cm. La tubazione sarà ricoperta con uno strato di sabbia di almeno 10 cm dalla sua generatrice superiore, ponendo superiormente un nastro continuo in plastica con la scritta "cavi elettrici". Le giunzioni dovranno essere sigillate con apposito collante onde garantire la ermeticità della tenuta seguendo rigorosamente le prescrizioni indicate dalle Case Costruttrici. 7.5. Passerelle e canalizzazioni portacavi. Le passerelle e le canalizzazioni portacavi saranno del tipo prefabbricato, costituite da due fiancate in lamiera di acciaio zincata a fuoco spessore 15/10 e altezza minima 75 mm rispondenti alle norme CEI 23-31., e saranno dotate di coperchi in lamiera zincata a fuoco in luoghi esposti alla caduta di materiali e nei tratti verticali fino ad una altezza di 2,50 m dal piano di calpestio, o dovunque indicato sulle tavole di progetto. Le passerelle e le canalizzazioni portacavi destinate a contenere conduttori facenti parte di servizi diversi (forza motrice, telefono, impianti speciali) dovranno essere provviste di setti di separazione continui in lamiera zincata a fuoco anche in corrispondenza di cambiamenti di direzione dell'imbocco delle cassette di derivazione e delle scatole portafrutti. (Larghezza standard: 100-200-300-400-500 mm) (Lunghezza standard: 2.000-3.000 mm) Tutti i pezzi speciali (curve, incroci, derivazioni, riduzioni, setti separatori ecc.) saranno del tipo prefabbricato con le stesse caratteristiche delle passerelle o canalizzazioni. E' da prevedere l'utilizzo di accessori normalizzati per: Derivazione a T; Pag. 53 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Derivazione a croce; Curve; Riduzioni; Staffe di giunzioni; Tiges di sospensione; Mensole. La giunzione tra i vari elementi sarà eseguita per mezzo di piastre adatte a mantenere la continuità metallica con resistenza elettrica non superiore a quella di un contatto in Cu dalla sezione di 25mm². Le mensole di fissaggio e sostegno saranno anche esse di tipo prefabbricato costituite da profilato in lamiera zincata spessore minimo 20/10. L'interdistanza delle mensole stesse sarà sempre non superiore a metri 2 ed in ogni caso tale da assicurare, con il carico previsto, una freccia elastica massima in mezzeria pari al 3% della luce. In fase transitoria, durante il montaggio, sarà possibile applicare un carico concentrato di 80 Kg. (peso uomo) operando una contemporanea diminuzione della portata pari a complessivi 160 Kg distribuiti qualunque sia la luce fra gli appoggi. Le passerelle, le canalizzazioni, gli staffaggi di tipo leggero o pesante, ecc. la cui posa sarà effettuata all'interno degli edifici, potranno essere ottenute da lamiera zincata con trattamento Sendzimir secondo le norme UNI vigenti. Per la posa all'esterno dovranno sempre essere impiegati elementi ed accessori del tipo zincato a caldo per immersione a norme CEI 7-6, in zinco elettrolitico poro al 99,99%, previo trattamenti di sgrassaggio, decapaggio in acido cloridrico, lavaggio, flussaggio, essicazione alla temperatura di 120°C, immersione in vasca di zinco liquido fino alla temperatura di 480°C. A puro titolo indicativo si riportano le interdistanze dei sostegni per sistemi di passerelle caricato con cavi al 75% della volume, sarà onere Pag. 54 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. dell’Appaltatore verificare le interdistanze caso per caso. Larghezza [mm] 75 100 150 200 300 400 500 100 200 300 400 500 600 Altezza Fattore Peso stimato [mm] di per ogni m di carico passerella [kg] 75 75% 38 75 75% 50 75 75% 75 75 75% 100 75 75% 151 75 75% 201 75 75% 251 100 75% 67 100 75% 134 100 75% 201 100 75% 268 100 75% 335 100 75% 402 Interdistanza sostegni [m] 2.50 2.00 2.00 1.75 1.75 1.50 1.50 2.25 1.75 1.50 1.25 1.00 1.00 Le passerelle e le canalizzazioni saranno fissate alle mensole per mezzo di elementi di fissaggio prefabbricati adatti allo scopo e, tali da evitare possibili danneggiamenti ed abrasioni dei cavi durante le operazioni di posa. Il coperchio della passerella dovrà sempre essere montato nei tratti in discesa e per i tratti orizzontali installati ad altezza non supeirore di m 2.5 che dovranno garantire un grado di protezione almeno IP20; per i tratti orizzontali installati ad altezza superiore il coperchio sarà installato solo nel caso di canalizzazioni chiuse o ambienti particolarmente polverosi o aggressivi. L'installazione del coperchio dovrà avvenire con modalità tali da garantire la continuità metallica. Per la divisione dei servizi elettrici, sarà ammesso l'impiego di setti divisori longitudinali fissati con viteria zincata e passivata. La distanza libera tra due passerelle o canalizzazioni sovrapposte sarà di almeno 20 cm. La larghezza dei banchi di passerelle o canalizzazioni accessibili su un solo lato non dovrà mai essere maggiore di 100cm; quella Pag. 55 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. dei banchi accessibili su entrambi i lati (passaggio uomo di almeno 60cm), non dovrà mai essere superiore a 150cm. La posa deve essere effettuata a vista su pareti, a plafone ed in controsoffitti, ed i percorsi dovranno essere, ove possibile, paralleli alle pareti ed alle solette. E' ammesso il taglio a misura degli elementi rettilinei con ripristino della zincatura a freddo sulle superfici del taglio, per le passerelle in lamiera. Gli eventuali spigoli vivi delle passerelle dovranno essere smussati o protetti in modo da evitare il danneggiamento delle guaine dei cavi, in particolare durante la posa. Dovrà essere realizzato il collegamento alla rete di terra della passerella metallica, con verifica della continuità elettrica tra un collegamento ed il successivo. È prevista l’installazione dei seguenti sistemi di passerelle: Distribuzione elettrica principale (da quadro generale BT a quadri divisionali di distribuzione e utenze principali). Distribuzione elettrica secondaria (da quadri divisionali a utenze terminali). Telefonia e Trasmissione Dati. Sistemi di sicurezza (rilevazione fumo, antintrusione, TVcc per controllo). Impianti speciali (controllo edificio, diffusione sonora). Le passerelle che ospitano più sistemi saranno dotate di setti separatori per posare i cavi dei diversi sistemi in modo individuabile e separando gli uni dagli altri. 8. SCATOLE E CASSETTE DI DERIVAZIONE 8.1. Generalità Ogni qualvolta si renda necessaria una derivazione od uno smistamento di conduttori, o che le dimensioni o la lunghezza di un tratto di tubazione Pag. 56 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. (massimo 15 m) lo richiedano, dovrà essere prevista una cassetta di derivazione. Per tutti gli impianti incassati, compresi quelli a tensione ridotta, saranno utilizzate scatole o cassette abbondantemente dimensionate. Le cassette ad incasso avranno coperchi adatti a coprire abbondantemente il giunto cassetta muratura. Le cassette o scatole in vista saranno metalliche di fusione oppure in materiali termoplastici antiurto. Tutte le cassette garantiranno la non propagazione della fiamma nelle condizioni di installazione. Inoltre impediranno l'introduzione di corpi estranei e dovranno avere il coperchio fissato stabilmente a mezzo viti imperdibili. Le condizioni di installazione, anche mediante l'impiego di adatti accessori (raccordi filettati, pressacavi ecc.) garantiranno il grado di protezione richiesto dall'ambiente. Le cassette comuni destinate al transito e/o alla derivazione di impianti a tensione diversa ( sia di energia che ausiliari che speciali ) saranno munite di separatori. Ogni qual volta le dimensioni degli impianti lo richiederanno ed in ogni caso negli impianti dell’industria e del terziario di notevole estensione e complessità, tutte le cassette saranno munite sui coperchi di targhette indicanti le sigle dei circuiti in esse transitanti e/o derivati. Tutte le cassette dovranno essere contrassegnate sul coperchio con apposita sigla per individuare il servizio di appartenenza; non è ammesso far transitare dalla stessa cassetta conduttori appartenente ad impianti o servizi diversi. 8.2. Morsetti e giunzioni. I conduttori all'interno delle cassette dovranno essere legati e disposti in modo ordinato e se interrotti, essi dovranno essere collegati alle morsettiere. Per tutti i conduttori aventi sezione nominale superiore a 16 mm² le Pag. 57 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. derivazioni saranno effettuate su apposite morsettiere componibili o monoblocco fissate al fondo delle cassette. Per i conduttori unipolari di sezione inferiore saranno utilizzate apposite morsettiere unipolari a più vie ( tipo Cembre Z 6-5/ Z6-3 o similari), volanti o eventualmente fissate su guida DIN EN 50022. Le derivazioni e le giunzioni saranno realizzate in modo da: consentire la facile inserzione nei loro alloggiamenti delle estremità dei conduttori da connettere; permettere la giunzione senza determinare riduzioni della sezione dei conduttori; mantenere in permanenza la pressione di contatto: non alterarsi a causa dell'umidità; non provocare riscaldamenti delle estremità dei conduttori ed evitare l'aumento della resistenza elettrica della connessione nel tempo. 9. APPARECCHI DI COMANDO – PROTEZIONE – SEGNALAZIONE - PRESE 9.1. Apparecchi serie civile componibile da incasso Gli apparecchi della serie civile componibile da incasso dovranno essere opportunamente distribuite nei locali secondo le indicazioni della Guida CEI 64-50 ed essere in possesso delle seguenti caratteristiche: riferimenti normativi: CEI 23-5; CEI 23-9; CEI 23-16; tensione nominale: 250 V; corrente nominale degli apparecchi di comando: 10A, 16A; apparecchi modulari a compatibilità multipla; comando: interruttori, deviatori, invertitori, pulsanti; derivazione: prese a spina 10 e 16A con alveoli schermati, protezione contro i contatti diretti, grado 2.1; prese a spina 10/16 UNEL (47158-64), protezione contro i contatti Pag. 58 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. diretti, grado 2.1.; protezione: interruttori automatici fino a 16A (riferimento Norme CEI 23-3) o portafusibili; segnalazione: ottiche-acustiche; possibilità di scelta di apparecchi complementari quali: comando: anche deviato da più punti (relè), derivazione: prese a spina fino a 16A irreversibili, protezione contro i contatti diretti grado 2.2 almeno; protezione: interruttori automatici differenziali fino a Id 10mA; segnalazione: relè segnapasso; ricezione: prese radio, telefoni ecc.; controllo: temporizzatori, programmatori, controllo di livello per liquidi, regolatori di luminosità; sicurezza: piccolo gruppo autonomo luce di sicurezza, rivelatori di presenza gas, fumo, ecc.; flessibilità: possibilità di inserire i frutti di un'ampia gamma di contenitori differenziali per capienza e grado di protezione; fissaggio rapido sui telai e rimozione a mezzo attrezzo; fissaggio del telaio sulle scatole a mezzo viti o graffette; fissaggio delle placche (in resina o in metallo) a pressione con viti; possibilità di disporre di elementi segnaletici. 9.1.1. Impianto prese negli ambienti civili e nei locali di uso comune L'impianto sarà costituito da prese a spina con caratteristiche descritte nel paragrafo precedente. In generale si prevede la realizzazione di: a. derivazioni terminali destinate ad utenze con potenza nominale inferiore a 2.2 kVA, realizzate con conduttori di sezione 1.5 mm² facenti capo a punti presa 2x10A+T; Pag. 59 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. b. derivazioni terminali destinate ad utenze con potenza nominale compresa fra 2.2 kVA e 3.6 kVA, realizzate con conduttori di sezione 2.5 mm², facenti capo a punti presa 2x10/16A+T; c. circuiti dorsali realizzati con conduttori di sezione 2.5 mm², destinati ai punti presa di cui al punto a), protetti da interruttori magnetotermici In 10A; d. circuiti dorsali realizzati con conduttori di sezione 4 mm², destinati ai punti presa di cui al punto b), protetti da interruttori magnetotermici In 16A; Tutte le derivazioni terminali delle prese faranno capo direttamente alla cassetta dorsale corrispondente, essendo vietato il collegamento passante tra presa e presa. Quest ultimo sarà ammesso solo tra due prese alloggiate nella medesima cassetta portafrutto quando gli apparecchi saranno dotati di morsetti doppi adatti allo scopo. All'interno delle cassette portafrutto utilizzate per i punti presa saranno vietati il transito e le connessioni di circuiti con diversa destinazione (luce ed ausiliari). Negli ambienti accessibili al pubblico tutte le prese saranno singolarmente protette e comandabili localmente: pertanto nello stesso cassetto per tre frutti si utilizzerà una delle seguenti configurazioni di installazione: interruttore automatico MT (1 polo protetto) e la presa (UNEL o lineare bipasso); interruttore (con funzioni di sezionamento), fusibile e presa lineare bipasso. Di norma le prese civili saranno installate ad una quota di circa 30 cm dal pavimento finito, salvo i casi previsti dalla legge 9 gennaio 1989 n° 13; in ogni caso valgono come riferimento le quote previste dalle Norme CEI 64-9 art. 3.1.07. e dalla Guida CEI 64-50 all'art. 3.1.1.7. Pag. 60 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 9.2. Prese CEE 17 Nei locali non ad uso civile od ove sia richiesto un'impianto elettrico in esecuzione AD-FT, si dovranno installare prese di sicurezza con caratteristiche costruttive e funzionali di seguito specificate. 9.2.1. Prese CEE 17 riferimenti normativi: CEI 17; CEI 23-12; CEI 70-1; corrente nominale: 16 - 125 A; numero poli: 2 - 3 - 4 - 5; involucro in materiale isolante resistente al calore anomalo ed al fuoco secondo Norme CEI 23-12; grado di protezione minimo IP44, garantito sia a spina inserita che disinserita; possibilità di installazione delle prese nelle versioni: incasso o sporgenti a cassetta, morsetti con sfilabili. 9.3. Prese CEE 17 interbloccate con dispositivo di protezione riferimenti normativi: CEE17; CEI 23-12; CEI 70-1; corrente nominale: da 16 a 63 A; numero di poli: 2 - 3 - 4 - 5; involucro in materiale isolante resistente al calore anomalo ed al fuoco secondo Norme CEI 23-12; grado di protezione minimo IP44, garantito sia a spina inserita che a spina disinserita; possibilità di installare le prese direttamente a parete oppure su apposite basi modulari componibili isolate; interruttore di manovra con interblocco atto a rendere impossibile l'inserzione e l'estrazione della spina sotto tensione e l'accesso alle parti in tensione a circuito chiuso; dispositivo di protezione contro le sovracorrenti nelle diverse soluzioni: Pag. 61 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. con interruttori automatici, con fusibili o con interruttori differenziali, 9.4. Prese CEE 17 per tensioni < 50 V rispondenza normativa: CEE 17; CEE 23-12; CEE 70-1; corrente nominale: 16 - 32 A; numero poli: 2 ; involucro in materiale isolante resistente al calore anomalo ed al fuoco, secondo Norme CEI 23-12; grado di protezione minimo IP 44, garantito sia a spina inserita che disinserita; possibilità di installazione delle prese nella versioni: incasso o sporgenti, morsetti con viti non sfilabili. 10. IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE NORMALE 10.1. Generalità Nelle zone di sbarco ascensore è richiesta la realizzazione di un impianto di illuminazione fisso con lampade a fluorescenza . Prima dell'installazione degli apparecchi illuminanti, si dovrà ottenere la preventiva approvazione scritta del Committente, tramite la Direzione Lavori, fornendo opportuna documentazione tecnica e, ove richiesto, campionatura dell’apparecchiatura in oggetto. In ogni caso, i circuiti relativi a ogni accensione o gruppo di accensioni simultanee non dovranno avere un fattore di potenza a regime inferiore a 0,9 ottenibile mediante rifasamento locale dei corpi illuminanti. Devono essere presi opportuni provvedimenti per evitare effetti stroboscopici. Di seguito vengono riportate le specifiche relative alle principali tipologie di apparecchi impiegati. Pag. 62 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 10.2. Apparecchi di illuminazione In generale tutti gli apparecchi di illuminazione impiegati dovranno essere conformi alle norme CEI 34-21: "Apparecchi di illuminazione, Parte 1°: Prescrizioni generali e prove", nonché alle specifiche norme CEI di prodotto ad essi applicabili (es. "Apparecchi per uso generale" [34-23]; "Apparecchi di illuminazione mobile di uso generale" [34-25]; "Proiettori per illuminazione" [34-30]; ecc.). Inoltre dovranno essere conformi alle specifiche norme CEI di prodotto tutti i componenti utilizzati per la loro costruzione ed il loro funzionamento (es. portalampade, condensatori, reattori, starter, lampade, cavetteria, ecc.). In generale tutti gli apparecchi illuminanti dovranno essere omologati e muniti della marcatura IMQ. Dovranno avere caratteristiche adatte all'ambiente di installazione ed alle modalità di impiego (es. grado di protezione, classe di isolamento, ecc.). In ogni caso il grado di protezione minimo non potrà risultare inferiore a IP20. Tutti gli apparecchi dovranno essere adatti all'installazione "su superfici normalmente infiammabili" (simbolo F). In generale dovranno essere adatti per costruzione, o con idonei accessori, a resistere agli urti ed alle sollecitazioni meccaniche normalmente prevedibili nell'ambiente di installazione. Quando ciò non fosse possibile per specifiche esigenze di natura estetica e/o artistica, dovranno essere adottate idonee misure preventive in sede di installazione. 10.2.1. Plafoniere per lampade fluorescenti esecuzione: per interno e/o per esterno riferimento: norme CEI 34-21 e 34-23 approvazioni: corpo: in IMQ o VDE o altro marchio riconosciuto resina poliestere policarbonato rinforzata infrangibile, con fibre stampato di ad vetro o in iniezione, autoestinguenza in classe V2 o superiore; ganci di chiusura Pag. 63 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. imperdibili in acciaio inox per apertura a sospensione dello schermo a cerniera, con possibilità di fissaggio antivandalico; guarnizione antinvecchiamento in poliuretano espanso; pressacavo PG 13.5 per cavo da 12 a 14 mm gruppo ottico: coppa in policarbonato infrangibile trasparente, stabilizzato ai raggi UV, autoestinguente classe V2, con prismatura interna riflettente e ad alto portaccessori rendimento luminoso; elettrici acciaio in piastra zincato, preverniciato bianco con polveri poliestere stabilizzata ai raggi UV, ancorata al corpo dell'apparecchio con dispositivo anticaduta; grado di protezione: >= IP65 isolamento: >= classe 1 cablaggio di alimentazione: tensione 220V- 50 Hz, con condensatore di rifasamento a cosfi 0.9, morsettiera in policarbonato 2 poli più terra con serrafilo 2.5mm² e portafusibile sezionabile (fusibile 5x20-2A), cavetto rigido termoresistente HT105 sezione >=0.75mm², portalampada G13 in policarbonato, starter e reattore di tipo elettromeccanico a basse perdite (i casi in cui il progetto definitivo non preveda l'impiego di reattori elettronici) versione AD-FT: max temperatura di funzionamento normale: 90 °C, max temperatura superficiale in caso di guasto: 120 °C 10.3. Lampade ed apparecchiature di funzionamento Tutte le lampade e le relative apparecchiature di funzionamento impiegate, dovranno essere conformi alle corrispondenti norme CEI. Si citano in particolare le seguenti: Norma CEI 34-3: "Lampade fluorescenti tubolari per illuminazione generale". Norma CEI 34-4: "Alimentatori per lampade fluorescenti. Prescrizioni generali, di sicurezza e di prestazione". Pag. 64 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Norma CEI 34-5: "Starter per lampade fluorescenti". Norma CEI 34-6: "Lampade a vapori di mercurio ad alta pressione". Norma CEI 34-7: "Alimentatori per lampade a scarica (esclusi gli alimentatori per lampade fluorescenti". Norma CEI 34-11: "Portalampade a vite Edison". Norma CEI 34-12: "Lampade a filamento di tungsteno per uso domestico e per illuminazione generale similare. Prescrizioni di prestazione". Norma CEI 34-14: "Portalampade per lampade fluorescenti e portastarter". Norma CEI 34-15: "Lampade a vapori di sodio a bassa pressione". Norma CEI 34-16: "Lampade a filamento di tungsteno per uso domestico e per illuminazione generale similare. Prescrizioni di sicurezza". Norma CEI 34-18: "Alimentatori transistorizzati per lampade a fluorescenza". Norma CEI 34-24: "Lampade a vapori di sodio ad alta pressione". Norma CEI 34-25: "Portalampade per lampade ad incandescenza ad alogeni". Norma CEI 34-26: Condensatori per lampade fluorescenti ed altre lampade a scarica". Norma CEI 34-40: "Lampade ad alogeni (veicoli esclusi)". Norma CEI 34-46: "Dispositivi ad innesco (esclusi gli starter a bagliore). Prescrizioni generali e di sicurezza". Norma CEI 34-47: "Dispositivi di innesco (esclusi gli starter a bagliore). Prescrizioni di prestazione". Norma CEI 34-47: "Alimentatori per lampade a scarica (escluse le lampade fluorescenti tubolari). Prescrizioni generali e di sicurezza". Pag. 65 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Norma CEI 34-49: "Alimentatori per lampade a scarica (escluse le lampade fluorescenti tubolari). Prescrizioni di prestazione". Norma CEI 34-50: "Alimentatori elettronici in corrente continua per lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni generali di sicurezza". Norma CEI 34-51: "Alimentatori elettronici in corrente continua per lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni di prestazione". Norma CEI 34-52: "Lampade con alimentatore incorporato per illuminazione generale. Prescrizioni di sicurezza". Norma CEI 34-53: "Lampade con alimentatore incorporato per illuminazione generale. Prescrizioni di prestazione". Norma CEI 34-54: "Alimentatori elettronici alimentati in corrente alternata per lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni generali e di sicurezza". Norma CEI 34-55: "Apparecchiature per lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni di prestazione". In ogni caso i condensatori impiegati per gli apparecchi illuminanti dovranno avere la resistenza di scarica incorporata ed essere del tipo "antiscoppio". Tutte le apparecchiature di funzionamento dovranno avere omologazione IMQ, VDE o altro marchio riconosciuto. 10.4. Temperatura di colore ed indice di resa cromatica delle lampade La temperatura di colore delle lampade fluorescenti o a scarica dovrà essere scelta in funzione della destinazione d'uso degli ambienti in cui saranno installati i sistemi di illuminazione artificiale. A tale proposito si dovrà fare riferimento ai valori indicati dalla norma UNI 10380 "Illuminazione di interni con luce artificiale". Di norma per valori di illuminamento fino a 300 lux saranno preferite temperature di colore fino a 3300 - 3500 K (W); per illuminamenti da 300 fino a 600 lux temperature di colore comprese fra 3500 e 4500 K (I); per illuminamenti superiori a 600 lux temperature di colore comprese fra 4500 e Pag. 66 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 6000 K (I - C). Il grado e l'indice di resa dei colori dovrà essere, in generale, conforme a quanto prescritto dalla norma succitata; negli ambienti residenziali, commerciali e terziari l'indice di resa cromatica non dovrà mai essere inferiore a 1B (80 <= Ra <= 90). In ogni caso per la scelta della temperatura di colore e dell'indice di resa cromatica delle lampade, quando questi dati non sono chiaramente specificati negli elaborati del progetto definitivo, dovrà essere richiesta la preventiva autorizzazione scritta del Committente, tramite la Direzione Lavori. 10.5. Criteri di installazione Le derivazioni ai singoli apparecchi illuminanti dovranno fare capo ad una apposita cassetta di derivazione completa di morsettiera, evitando nel modo più assoluto le connessioni all'interno dei corpi illuminanti e delle cassette per i frutti di comando. Sugli apparecchi stagni l'entrata del cavo dovrà avvenire tramite pressacavo o con flessibile munito di raccordo. La connessione a ciascun apparecchio illuminante, sia diretta che con interposta presa e spina, dovrà essere eseguita con breve tratto di cavetto flessibile 2x1,5 mm² +T. Per gli apparecchi da esterno la connessione dovrà transitare normalmente nell'elemento tubolare di supporto. Tutte le derivazioni terminali dei punti luce e dei punti di accensione faranno capo al circuito dorsale corrispondente. All'interno delle cassette portafrutto utilizzate per i punti di accensione saranno vietati il transito e le connessioni di circuiti con diversa destinazione (prese ed ausiliari). 11. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA 11.1. GENERALITA’ Nella parte di sbarco ascensore è necessario prevedere l’installazione di Pag. 67 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. corpi per l’illuminazione di emergenza di tipo autonomo sempre accesi (SA) o solo emergenza (SE). Tutti gli apparecchi per l'illuminazione di sicurezza, dovranno essere conformi alle norme CEI 34-21 e 34-22 ad omologate IMQ, VDE o con altro marchio riconosciuto. Gli apparecchi dovranno riportare chiaramente la tensione nominale di funzionamento ed il tipo di illuminazione (permanente o non permanente). Gli apparecchi dovranno riportare chiaramente indicati i dati delle lampade e, dove necessario, della batteria da sostituire. Le informazioni relative alla corretta sostituzione delle lampade dovranno comprendere il tipo, la tensione nominale e la potenza nominale. Gli apparecchi di sicurezza combinati dovranno riportare i dati relativi alla corretta sostituzione di tutte le lampade. Le lampade utilizzate nel circuito di sicurezza e di alimentazione ordinaria dovranno avere le stesse caratteristiche. Il sistema deve assicurare, in condizioni di emergenza, una riserva di energia per l’alimentazione dell’illuminazione di sicurezza; il livello di tensione dovrà essere 230 V 50 Hz in modo da poter garantire l’impiego dei corpi illuminanti destinati ai circuiti ordinari. L’autonomia del sistema non dovrà essere inferiore ad un’ora ed è accettato un tempo di intervento non superiore a 0,5 s. I soccorritori progettati per l’illuminazione di sicurezza sono i componenti che soddisfano i requisiti di cui sopra. 11.2. SOCCORRITORI Il soccorritore dovrà possedere linee di alimentazione separate per carichi permanenti (SA) o non permanenti (SE). La tecnologia costruttiva dovrà essere del tipo “power sharing”, ovvero il soccorritore sarà costituito da moduli di potenza autonomi, dotati di logica di controllo a microprocessore, per cui è garantito il funzionamento di emergenza a potenza ridotta, anche Pag. 68 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. in caso di guasto di uno o più moduli. Di fatto, il modulo guasto si autoesclude ed il carico è ripartito tra i rimanenti moduli funzionanti. Il soccorritore dovrà essere dotato di un sistema di autodiagnosi in grado di eseguire un controllo automatico delle anomalie di funzionamento dell’elettronica di potenza e dell’autonomia delle batterie. La completa diagnosi del gruppo consiste in: Controllo continuativo dello stato di funzionamento dei singoli moduli di potenza; Controllo continuativo dello stato di funzionamento e di carica delle batterie; Test periodici automatici per la verifica dello stato di funzionamento di tutto il gruppo in caso di emergenza; Sinottico a led per la verifica dello stato di funzionamento del gruppo. Dovrà essere assicurata un’efficace gestione della batteria di accumulatori tesa ad aumentarne la vita. Gli accumulatori sono costantemente tenuti sottocontrollo dall’unità centrale che gestisce il carica batterie durante la carica forte, durante la carica di mantenimento e durante la fase di scarica. In particolare al raggiungimento della soglia di fine scarica l’unità centrale spegne gli inverter che disalimentano i carichi per preservare la batteria da una scarica profonda; se la tensione di rete non ritorna, l’unità centrale spegne per evitare la massima scarica che potrebbe ridurre drasticamente la vita residua delle batterie. Al rientro della rete la macchina si riaccende automaticamente. Il soccorritore dovrà essere del tipo ad intervento breve ovvero la commutazione da rete ad emergenza avviene in un tempo di circa 0,1 sec in quanto il carico di tipo permanente non è alimentato costantemente da inverter. Infatti il soccorritore dovrà avere due uscite: una di tipo permanente P (SA) e una di tipo non permanente NP (SE). Il carico di tipo permanente è costantemente alimentato da rete tramite un commutatore automatico (by-pass) di tipo elettromeccanico e interno alla Pag. 69 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. macchina. Fino a quando l’alimentazione di rete è presente e nei giusti valori, il sistema provvede ad alimentare il carico P, mentre l’uscita NP non è alimentata dall’inverter; nel contempo il carica batterie mantiene le batterie al massimo livello di carica. Al mancare della tensione di ingresso entrambe le linee (P+NP) sono alimentate dal gruppo batterie/inverter. 11.3. DISPOSITIVI DI CONTROLLO CIRCUITI DI EMERGENZA Il sistema di controllo dei circuiti di emergenza è costituito da un quadro contenente i dispositivi atti al controllo e alla protezione delle linee di emergenza. Tali dispositivi, denominati ACL “Apparato di Controllo Linea” e MCL “Modulo Controllo Linea”, vengono collegati in parallelo alla singola uscita permanente del soccorritore e ne permettono l’espandibilità su più linee (due per ogni ACL) nonché la protezione selettiva da cortocircuiti e sovraccarichi. In uscita dal quadro si avranno cosi n. 6 linee permanenti e n. 2 linee non permanenti. Il funzionamento dell’ ACL prevede di: protezione selettiva per ogni linea; espandibilità della linea permanente del soccorritore; Il funzionamento dell’ MCL prevede di: funzionamento selezionabile come SA o SE; rilevamento presenza di rete per il funzionamento SA o SE della linea. Al sistema di controllo circuiti di emergenza dovranno essere collegati n. 2 soccorritori (Soccorritore 1: linee da 1-4, Soccorritore 2 linee da 5-8), la potenza massima prelevata da ciascuna linea dovrà essere 1000 VA. 12. IMPIANTO DI MESSA A TERRA ED EQUIPOTENZIALE 12.1. Generalità La rete generale di terra ed i conduttori di protezione dovranno essere progettati ed eseguiti in conformità con le norme e leggi applicabili in Pag. 70 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. vigore ed in particolare le seguenti: D.P.R. 27.04.1955 n. 547: art. 271 e 272 collegamenti elettrici a terra, art. 324 e 325 sezione, connessione e protezione dei conduttori di terra, art. 326 dispersore per la presa di terra, art. 328 verifiche periodiche; Norma CEI-11.8 Norma CEI-64.8 Dovranno anche essere considerate ed applicate tutte le normative inerenti i componenti ed i materiali utilizzati nonché le regolamentazioni e le normative previste dalla Legislazione Italiana per la prevenzione degli infortuni. 12.2. Caratteristiche costruttive La rete di messa a terra dovrà essere unica per tutto il complesso edilizio in conformità alle norme CEI 64-8 Cap. 54 - art. 541.1;. Il dispersore sarà realizzato utilizzando i ferri di armatura del cemento armato dei plinti di fondazione e dei dispersori intenzionali da posare negli scavi per le canalizzazioni. La continuità metallica degli stessi sarà realizzata durante la fase di casseratura, adottando legature a regola d'arte edile e/o saldando i ferri ad intervalli opportuni. Al dispersore così realizzato verrà collegato il collettore generale posto nel quadro elettrico. I morsetti, capicorda, bulloni utilizzati saranno di materiale adatto ad evitare fenomeni di corrosione negli eventuali collegamenti fra materiali diversi. Al collettore o ai collettori principali di terra dovranno far capo i seguenti conduttori: conduttori di terra Pag. 71 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. conduttori di protezione conduttori equipotenziali principali conduttori di terra funzionali, se necessario sui collettori sarà presente un dispositivo di sezionamento, manovrabile con attrezzo, per agevolare le misure di terra; Il conduttore di terra, per il collegamento del collettore o dei collettori al dispersore, avente le dimensioni minime conformi alle norme CEI 64-8 art. 542.3; in ogni caso la sezione del conduttore di terra deve essere dimensionata in analogia ai conduttori di protezione, secondo quanto specificato dalle norme predette all'art. 543 e seguenti ed alle tabelle 54 da B ad F; I capicorda e gli accessori di fissaggio e connessione utilizzati per la realizzazione dell'impianto di terra e del dispersore garantiranno una adeguata superficie di contatto, in ogni caso mai inferiore a 200 mm². 12.3. Conduttori di protezione Verranno realizzati con conduttori isolati, con guaina di colore giallo/verde, e posati lungo gli stessi percorsi dei conduttori di energia, dovranno collegare tutte le masse dell'impianto elettrico. I conduttori di protezione dovranno essere sempre distinti da quelli di neutro. A titolo esemplificativo il conduttore di protezione dovrà essere collegato ai seguenti componenti: barre di terra dei quadri elettrici; polo di terra delle prese; apparecchi illuminanti in classe 1; cassette di derivazione; carpenterie contenenti apparecchi elettrici; motori elettrici; ed ogni altro contenitore di apparati elettrici o relative strutture metalliche di supporto. Pag. 72 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Le sezioni minime dei cavi da impiegare dovranno essere conformi alle norme CEI 64-8 art. 543 e seguenti ed alle tabelle 54 da B ad F Conduttori equipotenziali La rete dei conduttori equipotenziali principali e secondari, dimensionati in conformità alle norme CEI 64- 8 all'art. 547 e seguenti, verrà realizzata con conduttori isolati, con guaina di colore giallo/verde. Essi dovranno collegare all'impianto di terra tutte le masse estranee, cioè le parti conduttrici non facenti parte dell'impianto elettrico ma suscettibili di introdurre il potenziale di terra e in particolare (la sezione minima del conduttore da prevedere): passerella portacavi della distribuzione principale (minimo 25 mm²); passerella portacavi della distribuzione secondaria (minimo 16 mm²); tubazioni dei fluidi, canalizzazioni per mandata e ripresa aria, serbatoi metallici nelle centrali tecniche (16 mm²); infissi ed altre parti metalliche dei locali elettrici (16 mm²); Un collegamento equipotenziale supplementare da 6 mm² dovrà essere previsto in ogni locale da bagno o per doccia per collegare fra loro e all'impianto di terra tutte le masse estranee ivi presenti. I collegamenti equipotenziali saranno eseguiti anche ai fini della protezione dai fulmini, in conformità al D.P.R. 547 ed alle norme CEI 81-1, mediante conduttori in rame isolati sezione non inferiore a 35 mm², adeguatamente protetti da eventuali sollecitazioni meccaniche. 12.4. Coordinamento tra impianto di messa a terra ed interruttori differenziali In ogni punto della rete di distribuzione dell'energia elettrica, dovrà sussistere la condizione che ogni guasto franco a terra dovrà essere ricondotto ad un corto circuito fra fase e terra. La sovracorrente deve determinare l'intervento delle protezioni a massima corrente (interruttori o fusibili), eliminando il permanere di situazioni pericolose. Occorre naturalmente che l'intervento delle protezioni avvenga entro un Pag. 73 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. tempo sufficientemente breve. Per questo si richiede che sia soddisfatta in ogni punto del circuito, la condizione: I ≤ Uo/Zg. Dove I è la corrente di intervento in 5 secondi del dispositivo di protezione (nel caso di interruttori differenziali è la corrente di intervento differenziale del dispositivo IΔn); Uo è la tensione nominale verso terra dell'impianto pari a 50 V (25V nel caso di ambiente particolari); Zg è l'impedenza totale del circuito guasto. Per una maggiore sicurezza, la protezione contro i contatti indiretti dovrà essere effettuata dai quadri secondari, anche con interruttori differenziali. Gli interruttori differenziali dovranno essere installati a protezione di circuiti luce e prese o di circuiti di singoli utilizzatori particolari come risulta dai disegni di progetto. Tutti gli interruttori differenziali di terra dovranno essere del tipo antimpulso ed antiperturbazione. Il valore della resistenza dell'impianto di terra dovrà comunque essere tale da risultare coordinato con i dispositivi di interruzione automatica dei circuiti per la protezione dai contatti indiretti. 13. IMPIANTI TELEFONICI 13.1. Generalità Gli impianti telefonici dovranno essere realizzati in conformità alle norme CEI del Comitato CT 103. Si citano in particolare le seguenti: Norma CEI 103-1: "Impianti telefonici interni"; Norma CEI 103-1/1: "Impianti telefonici interni. Parte 1: Generalità"; Pag. 74 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. Norma CEI 103-1/2: "Impianti telefonici interni. Parte 2: Dimensionamento degli impianti telefonici interni"; Norma CEI 103-1/4: "Impianti telefonici interni. Parte 4: Procedure per i servizi di tipo telefonico"; Norma CEI 103-1/7: "Impianti telefonici interni. Parte 7: Segnalazioni"; Norma CEI 103-1/8: "Impianti telefonici interni. Parte 8: Terminazioni"; Norma CEI 103-1/9: "Impianti telefonici interni. Parte 9: Qualità di trasmissione"; Norma CEI 103-1/10: "Impianti telefonici interni. Parte 10: "Impianti telefonici interni. Parte 11: Caratteristiche strutturali"; Norma CEI 103-1/11: Alimentazione"; Norma CEI 103-1/12: "Impianti telefonici interni. Parte 12: Protezione degli impianti telefonici interni"; Norma CEI 103-1/13: "Impianti telefonici interni. Parte 13: Criteri d'installazione e reti"; Norma CEI 103-1/14: "Impianti telefonici interni. Parte 14: Collegamento alla rete in servizio pubblico"; Norma CEI 103-5: "Apparecchi telefonici"; Norma CEI 103-6: "Protezione delle linee di telecomunicazione dagli effetti dell'induzione elettromagnetica provocata dalle linee elettriche vicine in caso di guasto"; Norma CEI 103-7: "Apparecchi telefonici di tipo speciale e dispositivi ausiliari dell'utente"; Norma CEI 103-8: "Apparato guida per sale di teleconferenza"; Norma CEI 103-9: "Specifica per la realizzazione di sale di videoconferenza". Pag. 75 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. 14. IMPIANTO DI TELECONTROLLO E VIDEOSORVEGLIANZA 14.1. Generalità L’ impianto di telecontrollo e videosorveglianza dovrà essere realizzato mantenendo la compatibilità con l’analogo sistema già realizzato sull’impianto di Castelletto Levante, in quanto dovrà essere gestito con la tecnologia già installata al Centro di Telecontrollo sito nel complesso Direzionale AMT/AMI. Il Sistema dal punto di vista logico funzionale sarà suddiviso in tre sottosistemi: • rilevamento dati; • monitoraggio audio; • monitoraggio video. I sottosistemi audio e video fanno capo al sottosistema networking implementato da una rete dati con un’estensione di tipo wireless per il collegamento alla rete dei terminali installati all’interno della cabina ascensore. l’impianto sarà realizzato seguendo le specifiche sotto: Telerilevamento Dati: • rilevazione dati di tipo binario “ON/OFF” in numero di 40 (quaranta) • pilotaggio di apertura/chiusura di tipo binario “ON/OFF” in numero di 4 (quattro) • gestione centraline di comando per sistemi antincendio • gestione sensori di rilevamento presenza (volumetrici/infrarossi) • gestione sensori di rilevamento apertura porta (contatti magnetici) Comunicazione audio: • pilotaggio di 7 altoparlanti attivabili in maniera selettiva • pilotaggio di 7 microfoni con possibilità di apertura da remoto • un terminale a parete per le comunicazioni tra locale macchine e Telecontrollo Monitoraggio video: • Capacità di gestire 4 telecamere Pag. 76 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. • capacità di trasmettere simultaneamente 25 fps formato 4CIF per ciascuna telecamera con compressione a 1 Mbps • visualizzazione contemporanea di più immagini da telecamere diverse • memorizzazione centralizzata e locale su Hard Disk con archivio di 72 ore; • possibilità di attivare algoritmi di “motion detection” Altre specifiche: • i sottosistemi dati, audio e video dovranno integrarsi con la Piattaforma di Gestione ed Archiviazione esistente, • realizzazione di un collegamento in wireless LAN tra terminali di ascensore (telecamera e sistema di comunicazione audio di emergenza) e resto dell’impianto. • continuità: l’hardware installato dovrà essere alimentato a tampone attraverso gruppi di continuità dedicati (UPS); gli UPS dovranno essere monitorabili via SNMP; dovrà essere garantito il funzionamento per un tempo di down non inferiore a 1 ora, • aderenza del sistema di memorizzazione delle immagini alla normativa sulla privacy 14.2. Componenti sottosistema monitoraggiovideo 14.2.1. Telecamere Saranno installate telecamere a colori di tipo “night and day” che possono essere di tipo fisso o “dome” cioè dotate di brandeggio veloce e zoom. L’obiettivo di ciascuna telecamera sarà di tipo standard o grandangolare (quindi comunque compreso tra 2,8 e 12 mm) e sarà definito in funzione dell’area da sorvegliare. Il fissaggio delle telecamere al punto di ancoraggio avverrà mediante l’utilizzo di una staffa che consentirà di posizionare la telecamera e di indirizzarne il punto di visibilità in modo coerente, garantendo, mediante morsettatura specifica, una salda tenuta della inquadratura voluta. 14.2.2. Videoregistratori digitali Le caratteristiche tecniche principali del VCR dovranno essere le seguenti: gli apparati devono essere realizzati su architettura tipo PC con processore Intel e bus PCI, il che garantisce un’alta affidabilità e consente una facile manutenibilità; Pag. 77 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. gli apparati devono essere dotati di applicativo di codifica software e consentono successivi upgrade dell’applicativo di codifica; l’applicativo dovrà esser basato su sistema operativo Linux embedded che garantisce una maggiore fault tolerance dei sistemi; sistema operativo ed applicativo dovranno essere residenti su flash disk e quindi non saranno danneggiati da improvvisi cali di tensione; l’applicativo software di codifica video dovranno essere conformi allo standard ITU-T H.263, il che consente di contenere la capacità totale richiesta per l’archiviazione digitale delle immagini e di ottimizzare l’occupazione di banda richiesta per la trasmissione dei flussi video; i parametri di funzionamento di ciascuno dei VCR periferici saranno completamente configurabili dal Centro di Controllo; in particolare sarà possibile la configurazione dinamica del frame rate (numero di immagini al secondo) per ciascuna telecamera in un range da 1 a 25 immagini al secondo e della banda passante (throughput del flusso video digitale risultante) per ciascun flusso video in un range compreso tra 9 Kbit/sec e 1 Mbit/sec.; per ciascuno degli ingressi video del Coder periferico sarà possibile la generazione di almeno 2 flussi video con parametri di configurazione differenti (ad esempio un flusso a “banda larga” con parametri 25 immagini/sec. e banda 1 Mbit/sec per la visualizzazione sulla Postazione Operatore del Centro di Controllo ed un flusso a “banda ridotta” con parametri 10 immagini/sec. e banda 100 Kbit/sec per la videoregistrazione digitale). per motivi di sicurezza e preservazione della privacy ciascun flusso video digitale in uscita dai Coder periferici dovrà essere criptato; il numero di ingressi video standard PAL è 4 (quattro) oppure 1 (uno) a seconda che si tratti dell’apparato di cabina ascensore o meno ; il sistema è in grado di digitalizzare in formato 4CIF (352x288 pixel), comprimere e trasmettere simultaneamente quattro ingressi video a full frame rate ovvero acquisisce 25 immagini/sec. da quattro ingressi contemporaneamente (per Pag. 78 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. un totale di 100 immagini sec); il VCR supporta una connessione basata sul protocollo TCP/IP per la trasmissione dei flussi video digitalizzati verso il Centro di Controllo. 14.2.3. Piattaforma di gestione ed archiviazione La Piattaforma di Gestione ed Archiviazione, installata presso il Centro di Controllo, è essenzialmente dedicato alla configurazione ed amministrazione del sistema e delle connessioni remote. Le principali funzionalità svolte sono: la gestione delle connessioni con i VCR remoti la gestione dei parametri di funzionamento per la memorizzazione delle sequenze, la consultazione delle sequenze archiviate e per le connessioni in tempo reale gestione delle segnalazioni provenienti dai vari VCR remoti e generazione delle pagine dinamiche per la gestione della diagnostica relativa ai siti allarmati. gestione della memorizzazione dei flussi video in ingresso gestione della diagnostica dei VCR remoti interfaccia “web-based” utilizzabile tramite browser standard (Netscape Communicator, Internet Explorer) La soluzione proposta è in grado di supportare connessioni con 40 (quaranta) telecamere. La scalabilità verso l’alto è garantita dall’aggiunta di server dedicati alla gestione delle connessioni, ciascuno dei quali è in grado di gestire fino a 40 telecamere. 14.3. Componenti sottosistema comunicazione audio Per garantire le caratteristiche di flessibilità di gestione si dovrà scegliere un sistema interfonico digitale con architettura del tipo matrice + terminali audio. La matrice (o centralino) dovrà operare come un vero e proprio server interfonico, gestendo interfacce diverse. La costruzione sarà di tipo Pag. 79 di 80 Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a. modulare e consiste in un armadietto base più uno supplementare di espansione per una configurazione fino a 32 utenti. Il sistema di comunicazione di cabina sarà collegato al resto dell’impianto tramite wireless LAN. Ogni terminale potrà essere abilitato alla conversazione tramite la stazione interfonica da tavolo installata in postazione al Telecontrollo. 14.4. Componenti sottosistema telerilevamento dati Il sistema di Telerilevamento Dati è essenzialmente composto dai dispositivi di campo PLC e si dovranno interfacciare direttamente sulla rete dati con protocollo TCP/IP. Il sistema di controllo dovrà essere realizzato in maniera flessibile ed aperta, dando la possibilità di massima espansione futura ed interfacciabilità con una qualunque categoria di bus di campo tra quelle maggiormente diffuse in commercio. Questo darà la possibilità di integrare qualunque altro dispositivo aggiuntivo. Il supporto hardware sarà corredato di schede d’interfaccia con il campo per l’acquisizione dei segnali esistenti. Essendo il sistema a PLC di tipo modulare, sarà possibile espanderlo (se necessario in futuro) nel più semplice dei modi, integrando all’hardware esistente, moduli per l’acquisizione di nuovi segnali, moduli con funzioni speciali (es.: conteggio veloce, coprocessore matematico, ecc.) e/o moduli d’interfacciamento ai più svariati protocolli di comunicazione (CCM, SNP, SNPX, RTU, Profibus, Genius bus, DeviceNet, ControlNet, ecc.). Loano, 22 gennaio 2010 Il tecnico Pag. 80 di 80 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° 1 → 2 3 → 4 5 ARTICOLO Codice 02.03.020 04.01.020 04.01.020.020 04.01.030 04.01.050 04.01.050.020 04.01.060 → 10.03.005 → 10.03.005.010 6 10.03.005.010.005 → 11.02.010 7 11.02.010.090 → 11.02.025 8 11.02.025.005 9 11.02.025.030 → 11.02.040 → 11.02.040.020 10 11.02.040.020.040 → 11.02.040.050 11 11.02.040.050.040 → 11.02.040.060 12 11.02.040.060.040 DESCRIZIONE Zincatura a caldo Sabbia: di frantoio o risetta Ghiaietto e pietrischetto Tout-venant: di cava Pietrame di cava Grigliato di acciaio zincato a caldo realizzato con profilati pressati ed elettroforgiati o saldati collegati con piatti o quadri ritorti o tondi con maglia da: 15 x 76 mm realizzati con profilati della sezione di: 25 x 2 mm Tubi in PVC rigido, serie edilizia, UNI EN1329, per scarichi di acqua calda, in barre da 3 m, del diametro di: 200 mm, spessore 3,9 mm Tubi di PVC SN8 in barre da 5,0 o 6,0 m, completi di bicchiere e anello di tenuta UNI EN 1401 per scarichi interrati civili e industriali del diametro di: 110 mm, spessore 3,2 mm 315 mm, spessore 9,2 mm Pezzi speciali per tubi di PVC SN 8-4-2 completi di bicchiere di innesto e anello di tenuta (UNI EN 1401 e UNI 10972 serie SN 4-2-1) Curve a 67 e 87 gradi, del diametro di: 200 mm Ispezioni lineari complete di tappo, del diametro di: 200 mm Sifoni tipo Firenze con tappo del diametro di: 200 mm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. kg mc mc mc mc Quantità totale 107.494,22 26,61 24,15 26,32 161,78 - - - - mq m m m cad cad cad PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 112,20 18,00 49,00 24,00 2,00 2,00 2,00 1/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 12.02.070 → 13 → 14 12.02.070.020 12.02.070.020.020 13.07.010 13.07.010.020 → 13.10.010 15 13.10.010.050 → 13.15.020 16 13.15.020.030 → 14.01.310 17 14.01.310.030 → 15.30.010 18 15.30.010.010 → 15.30.050 DESCRIZIONE U.M. Lastre piane, in pietra levigate e lucidate sul piano in vista, lati rettificati per piane, guide, copertine, alzate, zoccoli battiscopa, pedate, stipiti e architravi, escluso gocciolatoio, battente riportato, incastro ed altre lavorazioni speciali, della larghezza da 13 cm a 40 cm e della lunghezza fino a 1,80 m al metro quadrato. Arenaria: spessore 3 cm Piastrelle da rivestimento in maiolica smaltata: bianco o colori correnti chiari: 20x20 cm Piastrelle in monocottura a 1200 gradi, smaltate, da pavimento, spessore 9-11 mm: con supporto rosso 15x20 o 20x20 cm Gomma impronta bolli colore nero: peso circa 5,5 kg/mq; spessore 5 mm circa Pannelli di vetro cellulare delle dimensioni di 45 x 60 cm, classe 0, conducibilita' termica 0,04 W/mk, impermeabile all'acqua e al vapore, della densita' di 120 Kg/mc, per posa su superfici piane con bitume a caldo, pannelli dello spessore di: 6,00 cm Controsoffitto in lastra di gesso protetto dello spessore di 13 mm, compresa la struttura metallica di sospensione in lamiera zincata da 8/10: senza materassino isolante Pannelli di alluminio preverniciato colore bianco da 60x60 cm e dello spessore di 6/10 per controsoffitti, completi di accessori di fissaggio e appendigli in filo di ferro zincato, esclusi profili perimetrali di imposta: Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq mq mq mq - mq mq - PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 27,45 19,23 3,49 70,49 - 65,60 85,23 - 2/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE tipo forato con forature standard, completo di pannello fonoassorbente di lana di vetro Membrane a base di bitume polimero plastomero → 17.07.045 armate con tessuto non tessuto da filo continuo di poliestere: flessibilita' a freddo pari a - 5 gradi, dello → 17.07.045.010 spessore di: 20 17.07.045.010.010 4 mm 19 15.30.050.020 → 17.07.060 U.M. mq rame dello spessore di 0,08 mm Controtelai in tubolare della sezione di 40-50x20 → 20.01.010 mm, spessore 15-20/10 per infissi franco produttore: 22 20.01.010.030 in ferro zincato Chiusini di ghisa a grafite lamellare perlitica → 21.08.020 (norme UNI EN 124 e 1561). → 21.08.020.010 Classe D 400, carico di rottura 40 t: telaio quadro lato 700 mm, diametro passo 23 21.08.020.010.040 d'uomo 600 mm circa, chiusura ermetica Geocomposito drenante costituito da due geotessili di tessuto non tessuto da filo continuo di polipropilene con interposta una struttura → 22.01.030 drenante costituita da una massa di filamenti di polipropilene termosaldati tra loro nei punti di contatto dello spessore di: 24 22.01.030.020 12 mm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale - - - mq mq m 670,08 80,20 5,70 - - - - cad - mq Importo (quantità x prezzo) 24,18 - Membrana a base di bitume polimero plastomero armata con velovetro dello spessore totale di 3,0 mm, ricoperta da lamina di: 21 17.07.060.005 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 9,00 - 12,34 3/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. → 22.03.030 Geotessile realizzato mediante tessitura a trama e ordito con filamenti a nastro di polipropilene, protetti dai raggi UV, per la separazione, il rinforzo dei terreni alla base di fondazioni stradali avente allungamento uguale o maggiore del 18% e resistenza a trazione in entrambe le direzioni, conforme EN ISO 10319, pari a: 25 → 26 → 27 → 28 → 29 → → 30 40 kN/m - 210 g/mq circa Ficus carica in zolla (Fico): circonferenza 6-8 cm Olea europaea in contenitore (Ulivo): circonferenza 10-12 cm Rosmarinus officinalis, in contenitore da: lt. 2, diam. 15 cm Salvia officinalis, in contenitore da: lt. 3, diam.18 cm Prunus glandulosa, P. spinosa e P. triloba P. in zolla, altezza: 80-100 cm 22.03.030.030 23.12.026 23.12.026.005 23.13.024 23.13.024.005 23.16.216 23.16.216.005 23.16.225 23.16.225.005 23.17.150 23.17.150.005 23.17.150.005.003 → 23.18.009 31 → 32 → 33 23.18.009.015 24.12.010 24.12.010.010 25.05.010 25.05.010.010 → 25.08.010 34 25.08.010.015 mq cad cad cad cad cad Ampelopsis - Parthenocissus Tricuspidata Veitchii Robusta, in contenitore del diametro di: 22 cm; altezza 125-175 cm cad Tubi pluviali: di rame 8/10, tipo graffato m Noleggio di gru fissa: da 1500 kg compreso operatore h Noleggio di autogru per un minimo di 8 ore compreso allestimento e trasferimento andata e ritorno, della portata di: da 31 a 50 t h Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 46,52 3,00 1,00 13,00 7,00 9,00 6,00 15,10 1.408,00 80,00 4/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 26.01.030 35 26.01.030.010 36 26.01.030.020 DESCRIZIONE Trasporto alla pubblica discarica di materiali di risulta da scavi e/o demolizioni, eseguito con autocarro e misurato a volume effettivo di scavo o demolizione. Carico eseguito con mezzi meccanici. Escluso oneri di discarica: scavi in terra fino alla distanza di 1 km per ogni km. o frazione in piu' oltre il primo, fino a 5,00 Km 37 26.01.030.021 per ogni km o frazione in piu' da 5,01 a 10 km 38 26.01.030.022 per ogni km o frazione in piu' da 10,01 a 20 km 39 26.01.030.023 per ogni km o frazione in piu' da 20,01 a 30 km 40 26.01.030.024 per ogni km o frazione in piu' da 30,01 a 40 km 41 26.01.030.025 per ogni km o frazione in piu' da 40,01 a 50 km 42 26.01.030.030 scavi in roccia e/o strutture demolite fino alla distanza di 1 Km 43 26.01.030.040 per ogni km. o frazione in piu' oltre il primo 44 26.01.030.050 per ogni Km o frazione in piu' da 5,01 a 10 km 45 26.01.030.060 per ogni km o frazione in piu' da 10,01 a 20 km 46 26.01.030.070 per ogni km o frazione in piu' da 20,01 a 30 km 47 26.01.030.080 per ogni km o frazione in piu' da 30,01 a 40 km 48 26.01.030.090 per ogni km o frazione in piu' da 40,01 a 50 km Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. - mc mc/k m mc/k m mc/k m mc/k m mc/k m mc/k m mc mc/k m mc/k m mc/k m mc/k m mc/k m mc/k m PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 1.457,99 5.831,96 7.289,95 14.579,90 14.579,90 14.579,90 14.579,90 2.669,51 10.678,04 13.347,55 22.671,35 18.647,60 18.647,60 18.647,60 5/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE Conglomerato cementizio a prestazione garantita per impieghi strutturali, misurato in opera → 27.02.010 compattato e rifinito per lavori di nuova costruzione o ristrutturazione totale, consistenza S4. Classe di esposizione X C2 (bagnato raramente → 27.02.010.015 asciutto), classe di resistenza: 49 27.02.010.015.005 Rck 30 N/mmq Classe di esposizione X C3 (umidità moderata), → 27.02.010.020 classe di resistenza: 50 27.02.010.020.005 Rck 35 N/mmq Conglomerato cementizio composto da 0,500 mc di sabbia di fiume a 0,9 mc di pietrisco del → 27.02.020 diametro massimo di 30 mm, confezionato in cantiere con betoniera da 0,250 mc → 27.02.020.005 Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali: 51 27.02.020.005.015 dosato a 300 kg cemento 32.5 Demolizioni di strutture di cemento armato, pilastri, travi, setti di spessore non superiore a → 28.01.020 30 cm, compresi eventuali puntellamenti e ponteggi. 52 28.01.020.005 per ristrutturazioni e/o manutenzioni Demolizione di fabbricati con strutture di cemento armato o murature portanti e orizzontamenti in c.a., compreso l'eventuale 53 28.01.040 puntellamento, la cernita e l'accatastamento dei materiali riutilizzabili, valutato a metro cubo vuoto per pieno. Taglio a forza per la formazione di finestre, porte, varchi, ecc, con utilizzo di martello → 28.01.120 demolitore fino a 10 kg, compreso gli eventuali ponteggi provvisori di servizio, su murature di spessore superiore ai 20 cm. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale - - - - mc mc 802,44 254,85 - - - - mc - -4,29 - mc 27,39 mc 306,00 - Importo (quantità x prezzo) - 6/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) ARTICOLO DESCRIZIONE U.M. N° Codice → 28.01.120.005 Per ristrutturazioni totali: 54 28.01.120.005.015 muri in calcestruzzo armato mc Scavo di fondazione a sezione obbligata, in terreno di qualsiasi natura e consistenza, asciutto o bagnato, esclusa la roccia dura da martellone e da mina, compreso gli eventuali → 30.02.010 trovanti di volume non superiore a 0,200 mc ognuno, comprese le puntellature e le sbadacchiature occorrenti nonche' il sollevamento ai bordi dello scavo dei materiali di risulta: Per nuove costruzioni e/o manutenzioni e → 30.02.010.010 restauro: eseguito a macchina e a mano sino ad una 55 30.02.010.010.015 mc profondita' di 4 m del piano di sbancamento → 30.02.020 56 30.02.020.005 57 30.02.020.010 → 30.02.030 Scavo di fondazione a sezione obbligata eseguito a macchina e a mano fino alla profondita' di 4 m dal piano di sbancamento, in roccia dura, senza l'impiego di mine, compreso il sollevamento ai bordi dello scavo dei materiali di risulta e il carico su qualsiasi mezzo di trasporto, escluso l'eventuale scarriolamento eseguito con: escavatore munito di martellone mc mini escavatore munito di martellone mc Scavo di fondazione a sezione ristretta o a pozzo anche per condotte in genere in terreno di qualsiasi natura e consistenza, asciutto o bagnato, esclusa la roccia dura da martellone e da mina compreso gli eventuali trovanti di volume non superiore a 0,200 mc ognuno, comprese le puntellature occorrenti nonche' il sollevamento ai bordi dello scavo dei materiali di risulta. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 32,88 - 1.441,17 - 1.511,57 271,52 - 7/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. → 30.02.030.010 Per nuove costruzioni e/o manutenzioni e/o restauro - 58 30.02.030.010.020 eseguito con microescavatore equipaggiato con motore da 9-10 Cv fino alla profondita' di 2 m mc → 30.02.034 59 30.02.034.020 → 30.02.036 60 30.02.036.010 Scavo a sezione obbligata a pozzo della sezione in pianta fino a 0,90x0,90 m, per profondita' fino a 2,00 m, in terreno di qualsiasi natura e consistenza, asciutto o bagnato esclusa la roccia da martellone e/o da mina, compresi gli eventuali trovanti di volume non superiore a 0,200 mc ognuno, le puntellature occorrenti, il sollevamento ai bordi dello scavo e il carico su qualsiasi mezzo di trasporto dei materiali di risulta, eseguiti isolatamente per pozzetti o posa di pali: eseguito con mezzo meccanico Scavo in trincea a sezione obbligata per profondita' fino a 2,00 m, eseguito in centri urbani in terreno di qualsiasi natura e consistenza, asciutto o bagnato, esclusi eventuali residui murari o cementizi di volume superiore a 0,2 mc, compresi i necessari puntellamenti, la ricerca di eventuali utenze, il sollevamento ai bordi dello scavo e il carico su qualsiasi mezzo di trasporto dei materiali di risulta, compresa inoltre la rimozione delle eventuali pavimentazioni in genere, il taglio della asfaltatura, escluso il riempimento dello scavo e il rifacimento della pavimentazione a lastre e masselli: eseguito interamente a mano. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi - cad - mc PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 66,79 - 9,82 - 10,00 8/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 61 30.03.010 62 30.03.020 → 30.03.030 63 30.03.030.020 → 30.03.040 64 30.03.040.010 DESCRIZIONE U.M. Formazione di rilevato o riempimento su terreno gia' predisposto e drenato, eseguito con materiale idoneo ed accettato dalla D.L. per opere stradali o aree carrabili, steso a strati dello spessore medio di 30 cm, convenientemente mc inaffiato e rullato con 80 passate con rullo statico da 14-16 t od equivalente per ogni strato, compreso l'onere della profilatura delle scarpate e dei bordi, esclusa la fornitura del materiale Esecuzione di rilevato, a strati non inferiori a 70 cm cad, con terra proveniente da scavi eseguiti con mezzi meccanici nell'ambito del cantiere, esclusa rullatura ed inaffiamento. Riempimento di scavi eseguiti per canalizzazioni in genere, eseguito con materiali provenienti dallo scavo stesso, convenientemente compattato, misurato sull'effettivo riempimento da eseguire: eseguito con mezzo meccanico . Riempimento di scavi per canalizzazioni in genere, eseguito con l'ausilio di mezzo meccanico compreso il necessario compattamento e la fornitura del materiale di riempimento, misurato sul volume effettivo di riempimento da eseguire: con ghiaia o pietrisco Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mc - mc - mc PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 64,01 251,23 - 170,76 - 24,15 9/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 65 31.02.005 DESCRIZIONE U.M. Formazione di impianto di cantiere, relativo smontaggio a lavori ultimati per esecuzione di micropali costituito da: approntamento attrezzatura in officina; carico trasporto e scarico in cantiere e successivo sgombero; disposizione mezzi e attrezzature nell'ambito del cantiere; montaggio baracche di servizio, allestimento cad impianto di iniezione e produzione aria compressa; delimitazione cantiere; impianto idrico, impianto elettrico e messa a terra, il tutto a norma di legge. Escluso l'eventuale formazione di piste di accesso. Per cantieri nell'ambito cittadino o fino alla distanza di 50 Km dallo stesso. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 10/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. → 31.02.010 Formazione di micropalo di fondazione verticale o con inclinazione massima sino a 20° rispetto alla verticale, eseguito a mezzo di trivellazione incluso l'attraversamento di roccia e trovanti rocciosi, compreso il getto eseguito a pressione, con impasto di malta cementizia dosata a 600 Kg di cemento R 425 per metro cubo di sabbia di fiume vagliata e perfettamente priva di impurita' e con l'aggiunta di correttivo antiritiro nella misura del 15% del peso del cemento, escluso la malta eccedente il 15% del volume teorico del palo determinato dal diametro della testa dell'attrezzo tagliante, esclusa la fornitura, lavorazione e collocazione in opera dell'armatura metallica; incluso l'allontanamento dei materiali di risulta dalle zone di trivellazione, depositati nell'ambito del cantiere, escluso il carico e il trasporto a discarica e degli eventuali oneri di discarica stessa. Misurazione dal piano di inizio della trivellazione, esclusi oneri di allestimento impianto di cantiere: 66 31.02.010.070 67 31.02.010.080 diametro 160 mm eseguito a rotopercussione diametro 160 mm eseguito a rotazione Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi m m PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 2.415,25 785,70 11/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 68 31.04.020 → 31.05.005 69 31.05.005.050 70 31.05.010 DESCRIZIONE Provvista e posa in opera di orditura metallica per micropali portanti, costituita da tubi in acciaio Fe510 di prima scelta certificata, compreso l'onere delle saldature di testa, di eventuali elementi di rinforzo, manicotti e filettatura, puntazze, distanziatori, feritoie per la fuoriuscita della malta o per l'aggancio, il tutto secondo le indicazioni della direzione lavori, compresi gli oneri del taglio e dello sfrido di lavorazione e di giunzione. Trivellazione per tiranti d'ancoraggio di qualsiasi tipo, eseguita con qualsiasi inclinazione, in terreno di qualsiasi natura e consistenza, compreso il getto eseguito ad aria compressa di impasto di boiacca cementizia con l'aggiunta di correttivo antiritiro nella misura del 15% del peso del cemento, esclusa la boiacca cementizia eccedente il 15% del volume teorico del tirante determinato dal diametro della testa dell'attrezzo tagliante; esclusa la fornitura, lavorazione, collocazione in opera e messa in tensione dell'armatura metallica, nonche' l'onere del posizionamento del macchinario e l'onere dell'allontamento dei materiali di risulta della zona di trivellazione. Misurato dal piano di inizio della trivellazione: diametro 140 mm eseguito a rotopercussione Fornitura ed iniezione di boiacca convenientemente additivata per tiranti eventualmente eccedente il 15% del volume teorico del tirante, determinato dal diametro della testa dell'attrezzo tagliante per la lunghezza del tirante stesso. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. kg - m mc PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 101.131,52 - 747,00 0,57 12/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE Provvista e posa in opera di orditura metallica tesa per tiranti di ancoraggio costituita da trefoli di acciaio armonico da 0,6, completa di bulbo rivestita con guaine fortemente corrugate (tirante definitivo, un distanziatore a metro dei trefoli, parte libera con guaina liscia di 71 31.05.025 polietilene, tubi di polietilene del diametro di 20 mm per iniezione primaria e secondaria, spurgo del turbo da 16 mm, puntali in acciaio, piastra di ancoraggio, manicotti e apparecchiature di bloccaggio, misurato sull'effettiva lunghezza del tirante. Casseforme metalliche, costituite da pannelli modulari di varia dimensione, in ferro, con → 32.01.010 costole di nervatura e accessori di montaggio e d'uso per armatura di murature in elevazione, compreso il disarmo e pulizia: per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali per → 32.01.010.005 cantieri accessibili con motrice 72 32.01.010.005.020 per armature di setti vuoto per pieno Casseforme di legname o pannelli, compresi gli oneri di esecuzione a campioni e/o di ripresa in → 32.01.020 armatura in funzione delle fasi di getto, compreso disarmo e pulizia del legname: per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali per → 32.01.020.005 cantieri accessibili con motrice 73 32.01.020.005.020 per strutture di fondazione → 32.01.030 U.M. kg Quantità totale - - - mq 2.653,40 - - - - mq Importo (quantità x prezzo) 1.825,46 - Armature provvisorie di legname o pannelli, rette o curve, per solai a nervature parallele in calcestruzzo e laterizio e/o solette piene, gettati in opera per altezze fino a 4,00 m dal piano di posa dei puntelli, compreso il disarmo e la pulizia del legname, per cantieri accessibili con motrice. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 269,56 - 13/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) ARTICOLO DESCRIZIONE N° Codice → 32.01.030.005 per nuove costruzioni: 74 32.01.030.005.020 per solette piene Casseforme di legname o pannelli per strutture armate in elevazione, travi e pilastri, a → 32.01.040 qualunque piano, per altezze sino a 4 m dal piano di posa dei puntelli, compreso disarmo e pulizia del legname: per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali in 75 32.01.040.010 cantieri accessibili con motrice → 32.01.060 U.M. mq - mq Casseforme di legname o pannelli per strutture sottili, inferiori a 12 cm, rampe di scale, poggioli, cornici, gronde, cornicioni e strutture simili, compreso disarmo e pulizia del legname: per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrici Fornitura, lavorazione e posa in opera di acciaio → 32.02.010 per cemento armato, inclusi gli sfridi di lavorazione. per strutture di nuova costruzione in cantieri → 32.02.010.010 accessibili con motrice: acciaio ad aderenza migliorata, controllato in 77 32.02.010.010.010 stabilimento, acciaio FE B 38 e 44 K Provvista e posa in opera di rete elettrosaldata → 32.02.020 orizzontalmente o verticalmente per strutture in cemento armato: per nuove costruzioni in cantieri accessibili con 78 32.02.020.010 motrice Provvista e posa in opera di conglomerato cementizio per opere di sottofondazione e → 32.03.010 riempimento, impastato con betoniera da 250 litri, escluse eventuali casseforme. Per ristrutturazioni totali in cantieri accessibili → 32.03.010.010 con motrici: 76 32.01.060.010 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale 255,26 - 186,24 - 113,54 - - - - kg kg Importo (quantità x prezzo) 69.318,36 1.766,93 - - - - 14/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 79 32.03.010.010.015 → 32.03.020 80 32.03.020.010 → 32.03.050 81 32.03.050.010 82 32.03.050.020 → 32.03.070 83 32.03.070.010 DESCRIZIONE senza ausilio di mezzi meccanici, dosato a 300 kg di cemento tipo 32.5 Provvista e posa in opera di conglomerato cementizio dosato a 150 kg di cemento 32.5, per getti di riempimento, sottofondazione (magrone), massetti di spessore superiore a 8 cm, ecc., comprese le eventuali casseforme, e l'ausilio di mezzi meccanici di sollevamento: per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrici Solo posa in opera di conglomerato cementizio, per opere di fondazione, compresa vibratura, con l'ausilio di mezzi meccanici, esclusa l'eventuale casseratura.PREZZI IN FORNITURA v. cap. 27 Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrice Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrice Solo posa in opera di conglomerato cementizio, per muri in elevazione dello spessore medio tra 0,19 e 0,40 m, con o senza orditura metallica (muri, pareti, setti, ecc.) compresa la vibratura, con l'ausilio di idonei mezzi di sollevamento, escluso casseforme ed acciaio:PREZZI INFORNITURA v. cap. 27 Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrice Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. mc - mc - PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale 2,82 - 99,52 - mc 746,44 mc -4,29 - mc Importo (quantità x prezzo) - 179,51 15/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 32.03.080 84 32.03.080.010 → 32.03.090 DESCRIZIONE Solo posa in opera di conglomerato cementizio, per strutture armate in elevazione quali travi, pilastri, solette piene, compresi eventuali oneri per accelerazione di maturazione, compresa la vibratura, con l'ausilio di mezzi meccanici di sollevamento, escluso casseforme ed acciaio :PREZZI IN FORNITURA v. cap .27 Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrice U.M. - mc Solo posa in opera di conglomerato cementizio, per strutture armate in elevazione di sezione ridotta e di particolare complessita' quali: cornici, capriate, falde inclinate, pareti di spessore fino a 0,19 m, scale, ecc.,compresa la vibratura, con l'ausilio di idonei mezzi, escluso casseforme ed acciaio.PREZZI IN FORNITURA v. cap. 27 Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrice Provvista e posa in opera di conglomerato cementizio classe di consistenza S4 per strutture armate in elevazione di sezione ridotta e di → 32.03.095 particolare complessita' quali cornici, capriate, falde inclinate, pareti di spessore fino a 19 cm, scale, ecc. compresa la vibratura, escluse casseforme di acciaio Per manutenzioni e/o restauro posto in opera → 32.03.095.005 esclusivamente a mano dosato a 300 Kg/mc di cemento tipo 42.5 86 32.03.095.005.005 confezionato con betoniera da 250 l 85 32.03.090.010 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mc PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale - 68,33 - 7,02 - - - - mc Importo (quantità x prezzo) 3,70 16/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale → 32.04.070 Provvista e posa in opera di solaio formato da pannelli prefabbricati in calcestruzzo vibrato dello spessore di circa 4 cm (predalle), con armatura incorporata e tralicci di irrigidimento pure incorporati; blocchi di alleggerimento in polistirolo tra i tralicci, getto di completamento e soprastante soletta da 4 cm di calcestruzzo, classe di esposizione XC1, classe di consistenza S4, classe di resistenza Rck 30 N/mmq, compresi banchinaggi rompitratta, escluse le orditure metalliche ausiliarie, nonche' le eventuali opere accessorie per le sedi di appoggio, per nuove costruzioni in cantieri accessibili con motrice: 87 32.04.070.010 sovraccarico utile 200 Kg/mq, per luci fino a 4 m mq 45,88 88 32.04.070.075 sovraccarico utile 500 Kg/mq, per luci da. 4,01 a mq 5m 79,37 → 32.04.080 Sovrapprezzo per ogni centimetro in piu' oltre i 4 cm di soletta sovrastante di conglomerato cementizio, per cantieri accessibili con motrice: 89 32.04.080.010 per nuove costruzioni → 32.05.020 Sola posa in opera di solaio areato costituito da elementi modulari di materiale plastico riciclato, autoportanti (questi esclusi), successiva gettata di calcestruzzo dosato a 300 Kg di cemento tipo 32,5, con spessore all'estradosso del cassero di 4,0 cm, con finitura staggiata, esclusa la rete elettrosaldata incorporata nella cappa di cls, eventuali casseri e preparazione del piano di posa dell'altezza di: Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq Importo (quantità x prezzo) - 88,78 - 17/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali PREZZI IN FORNITURA v. cap.7 90 32.05.020.005.015 43 cm circa → 32.05.020.005 → 33.01.018 mq mc Provvista e posa in opera di blocchi di argilla espansa, tipo normale, posti in opera con malta dosata a 300 Kg di cemento tipo 32.5, compresa la formazione di architravi sopra le aperture di porte e finestre e la posa dei falsi telai, questi esclusi, compresi gli eventuali ponteggi provvisori di servizio, dello spessore di: → 33.01.040.005 Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali 92 33.01.040.005.005 8 cm 93 33.01.040.005.020 20 cm → 33.01.050 - Muratura in elevazione retta o curva eseguita con malta di cemento tipo 32.5 dosata a 300 Kg per metro cubo di sabbia di fiume, compreso l'onere per la formazione di archi di scarico, piattabande, spalline, squarci per finestre: → 33.01.018.005 Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali 91 33.01.018.005.005 in pietrame di cava → 33.01.040 U.M. mq mq Muratura di blocchi di calcestruzzo eseguita con malta cementizia dosata con 300 kg di cemento tipo 32.5, compresa la formazione di architrave con idonei pezzi speciali, lo scarico, il sollevamento e la distribuzione dei materiali ai piani di posa, compresi gli eventuali ponteggi provvisori di servizio, dello spessore di: → 33.01.050.005 Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni 94 33.01.050.005.005 8 cm 95 33.01.050.005.025 25 cm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 95,24 - 168,18 - 52,11 13,49 - 7,80 81,43 18/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 33.01.060 DESCRIZIONE U.M. Muratura di blocchi di calcestruzzo vibrocompresso, tipo faccia vista, eseguiti con malta cementizia dosata con 300 Kg di cemento tipo 32.5 per mc di sabbia di fiume, compresa la formazione di architravi o piattabande, lo scarico, il sollevamento e la distribuzione dei materiali ai piani di posa,compresi gli eventuali ponteggi provvisori di servizio, dello spessore di: PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale - → 33.01.060.005 Per nuove costruzioni e/o restauri totali 96 33.01.060.005.020 20 cm Tramezzo di mattoni posti in opera con malta cementizia dosata a 300 Kg di cemento tipo 32.5 per metro cubo di sabbia di fiume, compreso la → 33.02.010 formazione di archi e piattabande (anche in cemento armato), la posa in opera di falsi telai, questi esclusi: → 33.02.010.005 Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali posti in opera a coltello, con mattoni forati 97 33.02.010.005.030 spessore 8 cm Intonaco interno, finito con arenino, eseguito con malta bastarda, formata da 100 Kg di → 34.01.050 cemento 32.5, 300 Kg di calce bianca, 1 mc di sabbia di fiume, compresa la formazione di spigoli sporgenti e rientranti: → 34.01.050.005 per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali mq 98 34.01.050.005.010 su muratura di mattoni, spessore medio 1,5 cm mq 183,71 mq 489,82 99 34.01.050.005.015 su pareti di calcestruzzo compreso idoneo additivo Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi 93,65 - - - - mq Importo (quantità x prezzo) 89,96 - - - - 19/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE Intonaco di facciata eseguito con malta mista o bastarda dosata a 100 Kg di cemento 32.5, 350 Kg di calce idrata e 1 mc sabbia di fiume, previa → 34.01.065 formazione dei necessari punti e fasce di lista, compresa la formazione di spigoli sia sporgenti sia rientranti: → 34.01.065.005 per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali su muratura di mattoni di calcestruzzo o 100 34.01.065.005.010 preesistente rinzaffo o camicia di cemento,dello spessore di 1.5-2 cm Intonaco a tenuta d'acqua per condotti, pozzetti, intercapedini, cisterne, ecc., eseguito con malta → 34.01.085 cementizia dosata a 500 Kg di cemento 32.5, lisciato a cazzuola, dello spessore non inferiore a 2 cm 101 34.01.085.005 per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali → 34.07.005 U.M. per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali lastre di gesso protetto o fibrogesso dello 102 34.07.005.005.005 spessore fino a 13 mm, senza materassino isolante Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale - - - - mq - mq Solo posa in opera di controsoffitti, compresa la struttura metalllica di sospensione in lamiera zincata da 8/10, fissati con viti autoforanti fosfatate o zincate opportunamente stuccate, compresa la sigillatura dei giunti con garza e successiva rasatura, per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice:(FORNITURA MATERIALI v. cap. 15) → 34.07.005.005 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) mq Importo (quantità x prezzo) 455,82 - 19,50 - 19,63 20/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 34.07.020 103 34.07.020.005 → 36.01.030 104 36.01.030.005 105 36.01.030.006 → 36.03.010 DESCRIZIONE U.M. Solo posa in opera di controsoffitti di pannelli di acciaio o alluminio stampato e verniciato da 60x60 cm o 20x125 cm, tipo forato o non forato, con o senza materassino fonoassorbente, per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice:(FORNITURA MATERIALI v. cap. 15) per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali mq Formazione di sottofondo di malta cementizia dosata a 300 Kg di cemento 32.5, per mc di sabbia di fiume dello spessore di 5 cm, livellato e finemente frattazzato per posa di pavimenti incollati in moquette, resilienti o gomma per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali mq sovrapprezzo al sottofondo per pavimenti per mq ogni cm in piu' oltre i primi cinque cm Formazione di pavimento in battuto di cemento formato da massetto in conglomerato cementizio dosato a 300 Kg di cemento 32.5, dello spessore di 6 cm e da uno strato sovrastante di malta cementizia, dello spessore di 2 cm, dosata a 500 Kg di cemento 32.5 per metro cubo di sabbia del Piemonte, steso a fresco sul sottostante sottofondo, compresa la formazione di eventuali giunti, lisciato e bocciardato con apposito rullo, previa spolveratura con cemento per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice → 36.03.010.005 per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali spessore complessivo 8 cm senza rete 106 36.03.010.005.005 elettrosaldata Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 24,18 - 44,85 224,25 - 44,66 21/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE spessore complessivo 8 cm con rete 107 36.03.010.005.010 elettrosaldata a maglia 10x10 diametro mm.4 incorporata nel getto → 36.05.050 Solo posa in opera di pavimento di piastrelle smaltate, compresa la formazione di sottofondo eseguito con malta cementizia dosata a 300 Kg di cemento pozzolanico, dello spessore di 5 cm, la spolveratura e la sigillatura dei giunti con cemento liquido (boiacca), pulizia finale con segatura e acqua, per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice: → 36.05.050.005 per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali piastrelle da 20x20, 25x25, 20x30 cm, unicolori o 108 36.05.050.005.005 a semplici decori Solo posa in opera di pavimento di piastrelle di gomma, impronta a bolli, delle dimensioni di → 36.18.010 50x50 cm, eseguita con colla epossidica a due componenti, su sottofondo preesistente, questo escluso: → 36.18.010.005 per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali 109 36.18.010.005.005 spessore cm da 3 a 6 → 36.28.010 U.M. mq per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali esecuzione con adesivo a base cementizia su 110 36.28.010.005.010 intonaco finemente fratazzato, questo escluso, compreso il collante Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale - - - mq - mq mq Importo (quantità x prezzo) 142,99 - Sola posa in opera di rivestimento di piastrelle da 15x15- 20x20 cm, unicolori o semplice decoro,sigillatura dei giunti con cemento bianco: → 36.28.010.005 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 3,17 - 64,31 17,48 22/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 37.01.040 111 37.01.040.005 112 37.01.065 → 40.02.010 DESCRIZIONE U.M. Solo posa in opera di controparete costituita da pannello di gesso protetto dello spessore di 10 mm accoppiato con pannelli isolanti eseguito mediante l'uso di malta adesiva applicata a punto o a cordolo, compresa la sigillatura dei giunti per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali mq Solo posa in opera di strato isolante termico, costituito da pannelli di vetro cellulare delle dimensioni di 40x65 cm e dello spessore di 4-5-6cm, posti in opera all'inglese, ovvero annegati nel bitume ossidato a caldo, in ragione di circa 3,00 Kg/mq per incollaggio al sottofondo e mq copertura finale con bitume ossidato in ragione di 3,00 Kg/mq circa compreso scarico, sollevamento e distribuzione ai piani, per lavorazioni in cantieri accessibili con motrice o motocarro Provvista e posa in opera di massetto per formazione di pendenze su tetti piani, dello spessore medio di 5 cm, compresa la formazione dei punti di lista ed il sollevamento ai piani di posa. Impasto composto da 200 kg di cemento 325, 1 l di fluidificante e 1 mc di materiale isolante, compresa la formazione di soprastante cappa con malta bastarda finemente frattazzata: → 40.02.010.005 per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali 113 40.02.010.005.005 argilla espansa 114 40.02.010.005.010 sovrapprezzo per ogni cm in piu' oltre i 5 cm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 65,60 65,60 - 127,04 660,49 23/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 40.02.020 → 40.02.020.005 115 40.02.020.005.005 116 40.02.020.005.010 → 40.02.030 117 40.02.030.005 → 40.02.050 → 40.02.050.005 118 40.02.050.005.005 119 40.02.050.005.015 → 40.02.065 → 40.02.065.005 DESCRIZIONE Provvista e posa in opera di sottofondo su superfici orizzontali per impermeabilizzazioni in genere, costituito da malta bastarda dosata a 200 kg di cemento 325 e 100 kg di calce adesiva stesa in un unico strato compresa la relativa finitura a fratazzo: per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali dello spessore fino ad un massimo di 3 cm sovrapprezzo per ogni cm in piu' oltre i 3 cm Provvista e posa in opera di una ripresa di ancoraggio costituita da una spalmatura di soluzione bituminosa in solvente a rapida essiccazione stesa a rullo o a pennello in ragione di 300 g circa per metro quadrato, atta a costituire una pellicola bituminosa saldamente ancorata al piano di posa. per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali Solo posa in opera di una membrana a base di bitume polimero, mediante rinvenimento "a fiamma", con giunti sormontati di 7 - 10 cm debitamente stuccati a caldo per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali su superfici pianeggianti dello spessore fino a 4 mm e del peso fino a 4,3 Kg/mq per canali di gronda,converse, risvolti verticali, pareti e superfici in forte pendenza: spessore della membrana fino a 4 mm e del peso fino a 4,3 Kg/mq Solo posa in opera di una membrana bitume polimero, autoprotetta con lamina metallica, posata mediante rinvenimento a fiamma con giunti sormontati di 7 - 10 cm debitamente stuccati a caldo: per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. - mq mq - mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 59,45 59,45 - 502,69 - - - - mq 647,83 mq 22,40 - - - 24/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE per superfici piane senza la formazione di costolature. Provvista e posa in opera di scossaline, converse → 40.04.010 lineari e cappellotti per muretti e cordoli, ecc. opportunamente fissati e sigillati: di lastra di rame dello spessore di 0,8 mm, 121 40.04.010.020 comprese le necessarie saldature Sola posa in opera di piane a parapetto e soglie di porte a poggiolo, di ardesia, marmo o granito → 41.01.060 con malta cementizia, per cantieri accessibili con motrice. → 41.01.060.005 per nuove costruzioni: 122 41.01.060.005.010 spessore fino a 3 cm Ringhiera di ferro del tipo a semplice disegno, senza curve, con lavorazione saldata, senza → 43.01.030 ripresa di antiruggine, per altezza massima di 100 cm oltre l'opera muraria, resa franco officina del peso di: 123 43.01.030.020 12-15 kg/mq in monta per scale Solo posa in opera di strutture metalliche quali ringhiere, cancellate, telai, ecc. in piano o in monta, compreso il trasporto da officina a → 43.02.010 cantiere, lo scarico, il sollevamento ai piani di posa e tutte le prestazioni di carattere murario occorrenti nonche' l'assistenza del fabbro per la sistemazione della struttura del peso di: fino a 20 kg/mq posti in opera per rampe di 124 43.02.010.015 scale 120 40.02.065.005.005 → 43.05.005 U.M. mq mq mq - kg - kg Solo posa in opera di grigliati metallici montati in orizzontale su idonee strutture queste escluse, ubicati a pianoterra compresi i necessari fissaggi → 43.05.005.010 della maglia 15x76 per piatti di: 125 43.05.005.010.005 fino a 30x2 mm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 72,91 16,72 27,45 - 1.066,02 - 1.066,02 112,20 25/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 126 43.06.010 → 44.01.040 127 44.01.040.010 → 44.01.080 128 44.01.080.010 → 44.03.020 129 44.03.020.070 → 44.06.010 130 44.06.010.020 → 44.07.010 131 44.07.010.070 DESCRIZIONE U.M. Provvista e posa in opera di colonne e travature semplici di acciaio per strutture portanti di edifici e/o parti di edifici civili, con giunzioni saldate o bullonate conforme le vigenti norme di legge kg compreso il sollevamento con qualsiasi mezzo della struttura, escluso il ciclo di protezione superficiale Rasatura totale di superfici interne con idrostucco e successiva carteggiatura, valutata limitatamente su ciascuna superficie complanare interessata dall'intervento, misurata vuoto per pieno, dedotti i vuoti superiori o uguali a 4,00 m: per una ripresa Applicazione di una ripresa di imprimitura di fondo e/o isolante: acrilico idrosolubile trasparente Coloritura di superfici interne (pareti, soffitti e volte) gia' stuccate ed isolate, con colore unico chiaro, in due riprese applicate a pennello o rullo: con pittura lavabile a base di resine acriliche Pitturazioni a finire su cemento armato in genere, a due riprese, con: pittura acrilica a solvente pigmentata Applicazione di rivestimenti per esterno, su superfici gia' preparate con: una ripresa a base di calce, applicato ad effetto marmorino, dello spessore di 1,5 mm circa Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq mq mq mq mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 130.312,99 - 514,15 514,15 514,15 408,16 60,23 26/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 46.01.030 132 46.01.030.010 → 46.01.040 133 46.01.040.010 → 46.02.010 134 46.02.010.005 DESCRIZIONE Asportazione di massicciata stradale con o senza pavimentazione soprastante, eseguita con mezzi meccanici fino alla profondita' media di 30 cm, incluso il carico su qualsiasi mezzo di trasporto dei materiali di risulta: per lavori eseguiti in centri urbani. Asportazione parziale di pavimentazione stradale in conglomerato bituminoso, eseguito con apposita macchina fresatrice a freddo, compreso il carico su qualsiasi mezzo di trasporto del materiale di risulta, la pulizia della sede stradale e quanto altro occorra per dare il lavoro finito e l'onere per la presenza di chiusini, tombini e simili per profondita' di scarificazione fino a 3 cm: per lavori eseguiti nei centri urbani Provvista e posa in opera di misto granulometrico prebitumato, confezionato con bitume al 4,5% del peso dell'inerte eseguito con materiali rispondenti alle norme C.N.R. e secondo le dosature prescritte dal capitolato speciale d'appalto delle Opere Pubbliche, steso con mezzo meccanico per strati di spessore fino a 20 cm cilindrato e rullato fino al completo assestamento e sagomato secondo le prescritte pendenze, misurato su autocarro in arrivo, eseguito: eseguito nei centri urbani Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. - mq - mq - mc PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 2.672,50 - 100,00 - 10,13 27/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 46.02.025 DESCRIZIONE Provvista e posa in opera di conglomerato bituminoso confezionato con bitume modificato e inerti di prima categoria rispondenti alle norme C.N.R. secondo dosature del capitolo speciale di appalto delle opere pubbliche, compresa la pulizia del piano di posa mediante accurata scopatura e soffiatura a pressione, la fornitura e spruzzatura di 0,600 Kg per mq di emulsione bituminosa al 55% per l'ancoraggio, la stesa con idonee macchine finitrici e la cilindratura con rullo da 6-8 t nonche' ogni altro onere per dare lavoro finito a opera d'arte: → 46.02.025.010 per lavori eseguiti fuori dai centri urbani tipo soft, misurato in opera per strati di 135 46.02.025.010.005 collegamento (binder) dello spessore medio, finito e compresso, di 4 cm → 46.02.030 U.M. mq Provvista e posa in opera di tappeto in conglomerato bituminoso chiuso, eseguito con materiali rispondenti alle norme C.N.R. e secondo le dosature prescritte dal capitolato speciale delle opere pubbliche, compreso la pulizia a fondo del piano di posa mediante accurata scopatura e soffiatura a pressione, la fornitura, la spruzzatura preliminare di 0,600 kg di emulsione bituminosa per metro quadrato, la stesa in opera con idonee macchine finitrici, la cilindratura a fondo con rullo da 6-8 tonnellate, ed ogni altro onere per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d'arte: → 46.02.030.005 per lavori eseguiti fuori dei centri urbani misurato in opera per strato di usura dello 136 46.02.030.005.005 spessore minimo,finito e compresso, di 3 cm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 2.382,00 - 2.382,00 28/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE misurato su autocarro in arrivo per risagomature o riprese per lavori eseguiti nei centri urbani, frazionati 138 46.02.030.010 per interventi da 0 a 5 mq cadauno Provvista e posa in opera di bordi nuovi di calcestruzzo vibrocompresso, retti o curvi, per marciapiedi, compresa la malta di cemento per il → 46.02.095 fissaggio alla sottostante fondazione e la stuccatura dei giunti, delle dimensioni di: 139 46.02.095.010 12x15x25 cm Provvista e posa in opera di bordini in arenaria della sezione di 8 - 10x20 - 25 cm per 140 46.02.105 contenimento e profilatura di acciottolati o per formazione di gradino Solo posa in opera di tubazioni di pvc per fognature stradali, posto in opera su massetto di calcestruzzo, questo escluso, compresa la sigillatura dei giunti con apposito sigillante, → 46.04.060 escluso scavo, rinfianco e reinterro. Gli eventuali pezzi speciali saranno valutati pari a 1,00 m di tubo di pari diametro: → 46.04.060.005 per lavori di nuova costruzione del diametro di: 141 46.04.060.005.005 fino a 250 mm 142 46.04.060.005.010 da 315 a 400 mm 137 46.02.030.005.010 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale mc 34,62 mq 89,00 - - m 227,61 m 69,00 - m m Importo (quantità x prezzo) - 69,00 24,00 29/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 46.04.065 DESCRIZIONE U.M. Formazione di pozzetti per caditoia e/o d'ispezione con sifone diametro 125 in PVC serie pesante, eseguito in conglomerato cementizio dosato a 2 q di cemento tipo 32.5 per metro cubo di inerte, con le pareti dello spessore massimo di 25 cm, con intonaco interno a tenuta d'acqua in cemento lisciato, compresa la formazione degli innesti per i tubi fognari ed ogni altro onere, escluso il solo scavo, il chiusino o la bocca di chiavica in ghisa. Volume misurato v.p.p. sul perimetro esterno della muratura: → 46.04.065.005 per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali 143 46.04.065.005.005 fino a 0,90 mc. Formazione di pozzetti per fognature in muratura di mattoni pieni e malta cementizia, → 46.04.070 dello spessore di 12 cm. Volume misurato v.p.p. sul perimetro esterno delle murature, escluso scavo, chiusino o bocca di chiavica: per lavori di nuove costruzioni e/o → 46.04.070.005 risttrutturazioni totali 144 46.04.070.005.005 fino a 0,60 mc Provvista e posa in opera di fusioni di ghisa (tipo Genova) per chiusini, bocche di chiavica, → 46.04.085 caditoie, incluso ogni onere per dare l'opera finita e funzionante. 145 46.04.085.005 per nuovi impianti Solo posa in opera di chiusini e caditoie in fusione di ghisa a grafite lamellare o sferoidale, → 46.04.090 compreso telaio convenientemente fissato alla muratura del pozzetto con malta cementizia additivata del peso di: per lavori di ristrutturazione e nuova costruzione → 46.04.090.005 in cantieri attrezzati Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mc PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale - 8,40 - - - - mc kg Importo (quantità x prezzo) 3,58 280,00 - - - - 30/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) ARTICOLO DESCRIZIONE N° Codice 146 46.04.090.005.015 oltre 50 fino a 75 Kg → 46.09.020 U.M. cad Solo posa in opera di geocomposito drenante verticale, per trincee e fossi lungo strade, costituito da lastra termoformata di polietilene alta densita' avente spessore non inferiore a 6 mm, avvolta da filtro geotessile di polipropilene, escluso lo scavo e il riempimento, la provvista del geocomposito e del tubo drenante. 147 46.09.020.010 per interventi fino a 999 mq Solo posa in opera di geotessili realizzati mediante tessitura a trama e ordito con filamenti a nastro di polipropilene, protetti dai raggi → 46.11.030 ultravioletti, per rinforzo di sottofondi carrabili per interventi su superfici: 148 46.11.030.010 fino a 500 mq → 46.15.005 Segnaletica orizzontale Esecuzione di strisce continue e/o discontinue colore bianco o giallo compreso ogni onere per dare il lavoro finito a regola d'arte sia per lavori → 46.15.005.005 di nuovo impianto che di ripasso, esclusa la formazione di cantiere, per strisce della larghezza di cm 12 e/o 15 eseguite con: 149 46.15.005.005.010 vernice rifrangente Esecuzione di zebrature, frecce di direzione, scritte, ecc. di colore bianco o giallo compreso ogni onere per dare il lavoro finito ad opera → 46.15.005.010 d'arte sia per lavori di nuovo impianto che di ripasso esclusa la formazione di cantiere eseguite con: 150 46.15.005.010.010 vernice rifrangente Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq - mq - - m - mq Quantità totale 9,00 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) - 12,34 - 44,85 - - 738,00 - 80,00 31/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 47.02.030 DESCRIZIONE U.M. Provvista e posa in opera di tubi drenanti di PE corrugato e flessibile, rivestiti con filtro geotessile di tessuto non tessuto del peso di 150 g/mq, compresa la formazione del relativo scavo eseguito a mano o a macchina, la formazione del letto di posa con sabbia di frantoio, il rinfianco e la coperatura con pietrisco o altro materiale drenante ed il successivo reinterro esclusa la sola fornitura dei pezzi speciali, con tubo del diametro interno di: 151 47.02.030.050 107 mm. Provvista e posa in opera di tubi di polietilene nero, posti in opera in appositi scavi, compresa → 47.03.010 la fornitura e posa di pezzi speciali, lo scavo ed il successivo reinterro, per tubi a: → 47.03.010.010 Alta densità PN 16 152 47.03.010.010.005 32 mm. Messa dimora di cespugli e arbusti in genere esclusa la fornitura, compresa l'apertura a mano di una buca delle dimensioni di 50x50x50, la fornitura in opera di terriccio concimato in ragione di 0,013 mc, di letame maturo in ragione → 47.04.025 di 8 Kg a pianta o di altro concime idoneo nonché l'innaffio della stessa con almeno 10 l di acqua, compreso trasporto, il reinterro e la sistemazione in loco della terra eccedente ed ogni altro onere occorrente: 153 47.04.025.010 in terreno vegetale non lavorato. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi m m - cad PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 8,00 156,00 - 55,00 32/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 47.04.030 154 47.04.030.005 155 47.05.015 → 47.06.020 156 47.06.020.010 → 72.07.040 DESCRIZIONE U.M. Messa a dimora di piante di medio fusto della altezza di 250-400 cm, compresa l'apertura di una buca da 75x75x75 cm, la fornitura in opera del terriccio concimato in ragione di 0,03 mc a pianta di letame maturo di almeno 6 mesi in ragione di 20 Kg a pianta, il palo di castagno della lunghezza di 300 cm. con funzioni di tutore della pianta, e legato alla stessa con idonea legatura nonche' l'innaffio della pianta con almeno 30 l di acqua, il suo trasporto e ogni altro onere occorrente, esclusa la sola pianta: con scavo eseguito interamente a mano. Demolizione di muratura a secco dello spessore medio di 50 cm compresa cernita del pietrame, l'accatastamento nell'ambito del cantiere e l'eventuale puntellamento valutato a mq di superficie verticale in vista esclusa la movimentazione del terreno di risulta Quantità totale 25,00 mq 249,54 per altezze fino a 2,00 m fuori terra del diametro mq di 48 mm. Tubi pluviali di lastra di rame - Importo (quantità x prezzo) - cad Provvista e posa in opera di rete metallica tessuta a semplice torsione, a maglia quadrata da 40x40-60x60 mm. costruita con filo in acciaio zincato e rivestimento con pellicola di cloruro di polivinile diametro 3,4 mm, vivagni o capicorda marginali diametro 4 mm. completa di fili tenditori, legatura con fili come sopra diametro 2 mm in opera compresa la struttura portante formata da pali plastificati ed ogni altro onere escluso lo scavo ed il massetto di fondazione: Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) - 492,00 - 33/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE Tipo elettrosaldato, spessore lastra 6/10, del diametro di: 157 72.07.040.020.015 120 mm → 74.01.010 Estintori portatili antincendio omologati: a polvere secca per fuochi di classe A B C 158 74.01.010.010 capacita' estinguente 55A - 233 BC Kg 6 a polvere secca per fuochi di classe A B C 159 74.01.010.020 capacita' estinguente 55A-233B-C Kg 9 Cassetta portaestintore per esterno con portello di ispezione corredato di vetro frangibile, delle 160 74.02.010 dimensioni idonee per il contenimento degli estintori portatili. Apparecchi igienico- sanitari di vetrochina colore → 75.01.020 bianco, serie economica: lavabo rettangolare con spigoli arrotondati, delle 161 75.01.020.030 dimensioni di 555x455x190 mm circa. Apparecchi igienico- sanitari di vetrochina colore → 75.07.010 bianco, uso disabili o ospedaliero: vaso wc con scarico a pavimento delle 162 75.07.010.010 dimensioni di 37x60 cm. circa, altezza non inferiore a 45 cm. → 72.07.040.020 163 75.07.010.060 U.M. m - PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale 60,00 - cad 4,00 cad 1,00 cad 3,00 cad - 2,00 - cad 1,00 cassetta di cacciata da incasso di PVC, completa cad di comando pneumatico a pulsante remoto 1,00 Sedili ergonomici con apertura anteriore e coperchio: 164 75.07.020.010 di legno rivestito di PVC per vasi wc Tubo flessibile per attacchi di apparecchi sanitari → 75.08.010 tipo: flessibile di gomma rinforzato con retina di → 75.08.010.010 acciaio inox del diametro di 1/2", della lunghezza di: 165 75.08.010.010.005 25 cm 166 75.08.020 Viti ad espansione per sostegno lavabo → 75.07.020 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi cad 1,00 - - - - cad cad Importo (quantità x prezzo) 2,00 4,00 34/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 75.11.010 167 75.11.010.020 168 75.12.050 → 76.18.020 169 76.18.020.020 → 77.01.025 170 171 172 173 174 77.01.025.010 77.01.025.020 77.01.025.030 77.01.025.040 77.01.025.050 → 77.01.034 → 175 176 177 178 179 → 77.01.034.005 77.01.034.005.010 77.01.034.005.020 77.01.034.005.030 77.01.034.005.040 77.01.034.005.050 77.01.034.010 DESCRIZIONE U.M. Miscelatori monocomando di ottone cromato, serie economica: gruppo per lavabo completo di piletta da 32 mm cad e saltarello Sifone a S in ottone cromato, da 25 mm, corredato di canotto e rosone a muro senza cad piletta Valvole a sfera a passaggio totale, per acqua, asta non estraibile, corpo, asta e sfera in ottone OT 58, organi di tenuta in PTFE, PN 16, temperatura massima di esercizio fino a 95 gradi C, omologate, per tubi del diametro nominale di: filettate, da 25 mm Tubi in PVC autoestinguenti, rigidi, pieghevoli a freddo, serie pesante, resistenza allo schiacciamento 750 newton, codice marchiatura 325, DATEM 747, del diametro di: 16 mm 20 mm 25 mm 32 mm 40 mm cad m m m m m Raccordi, di PVC autobloccanti ad innesto rapido senza filettatura, impiegabili per tutti i tipi di tubo di PVC rigido con grado di protezione IP65. Manicotti del diametro di: 16 mm 20 mm 25 mm 32 mm 40 mm Raccordi tubo scatola del diametro di: Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi cad cad cad cad cad - PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 2,00 2,00 - 1,00 170,00 550,00 250,00 20,00 20,00 42,50 137,50 62,50 5,00 5,00 35/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° 180 181 182 183 184 → 185 186 187 188 189 ARTICOLO Codice 77.01.034.010.010 77.01.034.010.020 77.01.034.010.030 77.01.034.010.040 77.01.034.010.050 77.01.034.020 77.01.034.020.010 77.01.034.020.020 77.01.034.020.030 77.01.034.020.040 77.01.034.020.050 → 77.01.042 190 191 192 193 77.01.042.020 77.01.042.025 77.01.042.035 77.01.042.055 → 77.01.046 → 77.01.046.010 194 195 196 197 77.01.046.010.015 77.01.046.010.020 77.01.046.010.030 77.01.046.010.050 → 77.01.050 198 77.01.050.020 DESCRIZIONE U.M. 16 mm 20 mm 25 mm 32 mm 40 mm Curve a 90 gradi con bicchiere del diametro di: 16 mm 20 mm 25 mm 32 mm 40 mm cad cad cad cad cad cad cad cad cad cad Guaine di PVC spiralate, plastificate autoestinguenti, resistenza allo schiacciamento superiore a 320 newton, campo di temperatura da +5 a + 60 gradi, del diametro interno di: - 16 mm 20 mm 25 mm 40 mm Raccordi di PVC per guaine spiralate, autoestinguenti, complete di dado di fissaggio, passo gas: Raccordo guaina-scatola o cassetto IP64, del diametro interno di: 16 mm 20 mm 25 mm 40 mm Tubo di acciaio zincato filettabile, serie leggera, per impianti elettrici della lunghezza di 4,00 m e del diametro interno di: 20 mm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi m m m m Quantità totale 42,50 137,50 62,50 5,00 5,00 85,00 275,00 120,00 10,00 10,00 19,00 19,00 64,00 15,00 - - - m Importo (quantità x prezzo) - - cad cad cad cad PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 19,00 19,00 64,00 15,00 100,00 36/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 77.01.055 → 77.01.055.010 199 77.01.055.010.010 → 77.01.055.070 200 77.01.055.070.010 → 77.01.055.080 201 77.01.055.080.010 → 77.02.010 202 77.02.010.030 203 77.02.010.060 → 77.10.010 204 77.10.010.015 205 77.10.010.025 → 77.10.030 → 77.10.030.010 206 77.10.030.010.015 207 77.10.030.010.025 → 77.11.010 208 77.11.010.015 209 77.11.010.025 → 77.11.030 210 77.11.030.015 211 77.11.030.025 DESCRIZIONE Raccordi zincati e filettati, profilo ISO per tubi di acciaio zincato, per impianti elettrici. Curve del diametro interno di: 20 mm Raccordo rapido tubo - tubo del diametro interno di: 20 mm Raccordo rapido tubo filetto maschio del diametro interno di: 20 mm Cavidotti flessibili di PE alta densitÓ autoestinguente, a doppia parete in rotoli, resistenti allo schiacciamento 450 Newton, diametro esterno di: 63 mm 110 mm Canalette portacavi di acciaio zincato, sendzimir, piene o asolate della sezione di: 100x75x0,8 mm 200x75x0,9 mm Coperchi per canalette di acciaio Coperchi zincati sendzimir per canalette della larghezza di: 100 mm 200 mm Curve piane a 90 gradi di acciaio zincato sendzimir per canalette portacavi della sezione di: 100x75 mm 200x75 mm Coperchio per curve piane a 90 gradi di acciaio zincato sendzimir della larghezza di: 100 mm 200 mm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. cad cad cad m m m m m m cad cad cad cad PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 50,00 25,00 50,00 45,00 120,00 20,00 280,00 20,00 280,00 25,00 44,00 25,00 44,00 37/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 77.11.050 212 77.11.050.015 213 77.11.050.025 → 77.11.070 214 215 → 216 77.11.070.015 77.11.070.025 77.11.090 77.11.090.005 → 77.11.100 217 218 → 219 77.11.100.005 77.11.100.015 77.12.030 77.12.030.020 → 77.14.010 → 220 221 222 223 → 224 77.14.010.030 77.14.010.030.005 77.14.010.030.010 77.14.010.030.015 77.14.010.030.025 77.14.010.040 77.14.010.040.050 → 77.14.010.050 225 77.14.010.050.015 DESCRIZIONE Raccordi piani a T di acciaio zincato sendzimir per canalette portacavi della sezione di: 100x75 mm 200x75 mm Coperchi per raccordi a T di acciaio zincato sendzimir per canalette portacavi della larghezza di: 100 mm 200 mm Separatori interni per canalette portacavi: di acciaio zincato sendzimir Staffe di sostegno preassemblate di acciaio zincato sendzimir, dello spessore minimo di 2,00 mm, composte da due elementi a squadra imbullonati tra loro, con piano di appoggio della lunghezza di: 105 mm 205 mm Giunzioni con viti incorporate dell'altezza di: 63 mm Cavi flessibile, isolati con gomma sottoguaina di PVC, non propagante l'incendio e a ridotta emissione di gas corrosivi, conformi alla norma CEI, tipo FG7(O)R - 0,6/1 Kv. A tre conduttori: da 3 x 1,5 mmq da 3 x 2,5 mmq da 3 x 4,00 mmq da 3 x 10,00 mmq A quattro conduttori: da 4 x 70,00 mmq A cinque conduttori, conduttore giallo verde incorporato: da 5 x 4,00 mmq Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. cad cad cad cad cad - cad cad cad m m m m m m PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 6,00 10,00 6,00 10,00 300,00 - 24,00 156,00 235,00 190,00 920,00 1.230,00 20,00 20,00 290,00 38/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° 226 227 → 228 → 229 230 231 → 232 → ARTICOLO Codice 77.14.010.050.025 77.14.010.050.030 77.14.010.060 77.14.010.060.005 DESCRIZIONE da 5 x 10,00 mmq da 5 x 16,00 mmq Multipolari: da 7 x 1,5 mmq Cavetti unipolari flessibili isolati con PVC non 77.14.020 propagante l'incendio conforme alle norme CEI, tipo N 07V-K, colori standard: 77.14.020.020 da 1,50 mmq. 77.14.020.030 da 2,50 mmq. Morsetto di ottone bifilare a pettine della sezione 77.20.060 da 16 a 28 mmq. 77.23.020 Apparecchi di comando componibili: 77.23.020.010 pulsante luminoso da 10 A e 250 V Quadri o centralini modulari di resina per 77.62.005 contenimento apparecchiature di comando completi di serratura di sicurezza, tipo: 77.62.005.010 da parete IP 65 da: 77.62.005.010.010 12 moduli U.M. m m m m m Quantità totale 170,00 160,00 300,00 330,00 330,00 6,00 cad 3,00 - cad 3,00 234 80.01.010 Solo posa in opera di estintori portatili compresa cad la fornitura delle mensole di sostegno. 2,00 235 80.01.020 Solo posa in opera di cassette porta estintori, compresa la fornitura delle necessarie mensole di sostegno. cad 3,00 236 81.01.050 Solo posa in opera di lavabo, relativa rubinetteria, piletta e sifone di scarico, rubinetti sottolavabo, comprese le viti di fissaggio, escluso cad la fornitura del lavabo, delle rubinetterie, delle apparecchiature di scarico, le opere murarie, l'impianto di scarico e adduzione. 2,00 → 233 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Importo (quantità x prezzo) - cad - PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 39/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 237 81.01.065 238 81.01.070 239 81.01.075 → 82.01.015 240 241 242 243 244 82.01.015.005 82.01.015.010 82.01.015.015 82.01.015.020 82.01.015.025 → 82.01.020 245 82.01.020.010 → 82.01.025 246 82.01.025.020 → 82.01.035 247 82.01.035.010 248 82.01.035.030 DESCRIZIONE U.M. Posa in opera di vaso WC con cassetta di cacciata da incasso completa di ogni accessorio, cad esclusa la fornitura della cassetta, del vaso, le opere murarie, l'impianto di scarico e adduzione Opere murarie e assistenza alla posa in opera di lavabo, bidet, compresa la quota parte di crene e loro chiusura, per ciascun apparecchio. Opere murarie e assistenza alla posa in opera di vaso wc e cassetta di cacciata tipo alto o da incasso. Solo posa in opera di tubo di PVC rigido posto in opera a vista, fissato con supporti e tasselli a espansione ad interasse di 40 cm circa, questi compresi, del diametro interno di: 16 mm 20 mm 25 mm 32 mm 40 mm Solo posa in opera di raccordi per tubi di PVC rigidi per impianti IP 40: curve e manicotti. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale 2,00 cad 1,00 m m m m m cad cad - Importo (quantità x prezzo) 1,00 cad Solo posa in opera di raccordi autobloccanti senza filettatura impiegabili su tutti i tubi in PVC, compresa la lavorazione della testa del tubo: raccordo tubo scatola e tubo guaina. Solo posa in opera di raccordi di acciaio zincato filettati: curve e manicotti per diametri fino a 25 mm. raccordi in tre pezzi, ghiere per raccordo tubo scatola e raccordo maschio con flessibile per diametri fino a 25 mm. PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 170,00 550,00 250,00 20,00 20,00 757,50 252,50 - cad 75,00 cad 50,00 40/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 82.01.038 249 82.01.038.005 → 82.01.040 250 82.01.040.010 251 82.01.040.020 → 82.01.045 252 82.01.045.010 253 82.01.045.020 → 82.01.050 DESCRIZIONE U.M. Solo posa in opera di tubi di acciaio zincato filettabile, serie pesante, compreso lo sfrido ed i necessari raccordi, posti in opera a vista su parete o strutture in genere, compresa la posa di supporti di fissaggio, esclusi gli eventuali ponteggi di servizio del diametro interno di: fino a 20 mm m Solo posa in opera di guaine spiralate autoestinguenti, resistenza allo schiacciamento 350 newton, esclusa la posa dei raccordi e di eventuali sospensioni, compresi i fissaggi sulle stesse sospensioni delle dimensioni di: da 10 a 32 mm da 35 a 50 mm Solo posa in opera di raccordi per guaine spiralate, del diametro di: da 10 a 32 mm da 35 a 50 mm - m m cad cad Solo posa in opera di cavidotti flessibili di PVC a doppia parete autoestinguente, codice di marchiatura 325, resistenza allo schiacciamento 750 newton. Posti in opera interrati, compresi i necessari fissaggi provvisori, escluso lo scavo, massetto di posa, rinfianchi di CLS, il reinterro e la fornitura dei raccordi. Per lunghezze inferiori a 50 m di tubazioni, poste nello stesso scavo anche se di diverso diametro, → 82.01.050.010 misurate per l'effettiva lunghezza delle tubazioni poste in opera: 254 82.01.050.010.005 del diametro esterno da 40 a 75 mm m 255 82.01.050.010.010 del diametro esterno di 90 e 110 mm m Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 100,00 - 102,00 15,00 102,00 15,00 - 45,00 10,00 41/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 82.01.050.020 256 82.01.050.020.010 → 82.03.030 → 257 258 259 82.03.030.010 82.03.030.010.005 82.03.030.010.015 82.03.030.010.020 → 82.03.080 260 82.03.080.040 → 82.06.010 261 82.06.010.005 DESCRIZIONE Per lunghezze superiori a 50 m di tubazioni, poste nello stesso scavo anche se di diverso diametro, misurate per l'effettiva lungheza delle tubazioni poste in opera: del diametro esterno di 90 e 110 mm Provvista e posa in opera, a vista, di cassette di PVC autoestinguente, resistenza a piu' 75 gradi, per contenimento apparecchiature, grado di protezione IP 56, a doppio isolamento, complete di coperchio a vite, compresi i necessari tasselli di fissaggio. Tipo con coperchio basso delle dimensioni di: 100 x 100 x 50 mm 150 x 110 x 70 mm. 190 x 140 x 70 mm. U.M. m - cad cad cad Provvista e posa in opera, a vista, di porta apparecchi di alluminio pressofuso, con grado di protezione IP 44, compresi i tasselli di fissaggio: per tre posti, profondita' 76 mm, con portello. Solo posa in opera di staffe di sostegno per canaline metalliche per altezze fino a 6,00 m, sistemate ad interasse come previsto dal fornitore delle stesse, fissate su strutture murarie mediante tasselli di acciaio o punti di muratura ove necessario, compreso tracciamento e livellamento, per mensole della larghezza del piano di appoggio di: fino a 205 mm Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi cad - cad PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 110,00 - 20,00 40,00 70,00 4,00 - 180,00 42/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 82.06.020 262 82.06.020.005 263 82.06.020.010 → 82.06.030 264 82.06.030.010 → 82.07.10A 265 82.07.10A.020 → 82.09.020 266 267 268 269 270 271 272 82.09.020.005 82.09.020.010 82.09.020.015 82.09.020.020 82.09.020.025 82.09.020.030 82.09.020.040 DESCRIZIONE Solo posa in opera di canaline metalliche portacavi, su apposite mensole, comprese le lavorazioni, i tagli, la posa di pezzi speciali e le necessarie giunzioni, la fornitura e posa degli eventuali collegamenti equipotenziali, misurati sullo sviluppo effettivo della canalina e dei pezzi speciali della sezione di: fino a 100x75 mm da 150x75 a 300x75 mm Solo posa in opera di coperchi per canaline metalliche portacavi, compresi lavorazione, tagli e pezzi speciali, la fornitura e posa degli eventuali collegamenti equipotenziali, misurati sullo sviluppo effettivo di coperchi e dei pezzi speciali, della larghezza di: da 101 a 300 mm Provvista e posa in opera di morsetto unipolare a capellotto, di ottone cadmiato rivestito in policarbonato, autoestinguente a una vite: da 6 mmq U.M. - m m - m cad Solo posa in opera di conduttori posti entro tubazioni interrate o increnate o fissate a parete compreso l'utilizzo di scale o ponteggi di servizio provvisori per uno o piu' cavi anche multipolare posti contemporaneamente entro la stessa canalizzazione, della sezione totale di rame di: fino fino fino fino fino fino fino a a a a a a a 5 mmq 10 mmq 16 mmq 30 mmq 70 mmq 140 mmq 420 mmq Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi m m m m m m m PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale Importo (quantità x prezzo) - 20,00 280,00 - 300,00 780,00 - 850,00 920,00 1.530,00 310,00 170,00 160,00 20,00 43/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE sovrapprezzo ai prezzi di cui agli articoli precedenti per posa in canala o passerella Provvista e posa in opera di corda di rame nuda 82.11.010 esclusi i terminali, le opere di scavo e muratura, della sezione di: 82.11.010.030 95 mmq. Provvista e posa in opera di dispersori di terra, 82.11.020 escluso l'eventuale scavo e le opere murarie. Profilati a croce di acciaio zincato della sezione di 82.11.020.010 50x50x5 mm, della lunghezza di: 82.11.020.010.005 1,5 m. U.M. PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale → 82.09.020.045 - - → - - 273 → → 274 → 82.11.075 m - - - Solo posa in opera di morsetti e capicorda a vite o a compressione per conduttori della sezione di: 12,00 - 275 82.11.075.020 cad 6,00 276 cad 4,00 → → 277 fino a 120 mmq Solo posa in opera di pulsanti in genere, interruttori unipolari, compresa posa di supporto 82.13.010 e placca in apposito cassetto, questo escluso, esclusa inoltre la fornitura di interruttori, supporti e placca Solo posa in opera di quadro elettrico per utenze condominiali e/o residenziali, composto da centralino di resina a giorno o da incasso, 82.14.020 completo di portello di chiusura, esclusa la formazione della sede per il quadro da incasso, la fornitura del quadro e il relativo cablaggio. 82.14.020.010 Tipo a giorno: 82.14.020.010.005 fino a 24 moduli 280,00 - cad Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi - cad Importo (quantità x prezzo) - 3,00 44/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice → 82.14.030 278 82.14.030.005 → 82.15.020 279 82.15.020.020 280 82.16.010 281 82.16.030 282 AP.001 DESCRIZIONE Cablaggio di quadro elettrico per utenze condominiali e/o residenziali comprendenti apparecchiature aventi correnti nominali ammissibili non superiori a 10 KA, compresa la posa in opera di tutte le apparecchiature e la numerazione dei conduttori, gli sfridi ecc., esclusa la sola fornitura delle apparecchiature: fino a 12 moduli Provvista e posa in opera di interruttori sezionatori bipolari compreso il fissaggio ed i necessari collegamenti elettrici, in apposito contenitore questo escluso: da 16 A-250V con lampada spia da 250V Provvista e posa in opera di punto luce interrotto compreso interruttore,cassetti, cavi e canalizzazione in PVC flessibile, escluso la dorsale. Provvista e posa in opera di punto luce invertito compresi invertitori, deviatori, cassetti, cavi e canalizzazioni in PVC flessibile, comandato da tre punti, esclusa la dorsale. Fornitura e posa di ringhiera di ferro del tipo a semlice disegno costituita da profilati in ferro tondo, piatto, quadro od angolare con eventuali intelaiature fisse o mobili con spartiti geometrici semplici, cardini, paletti, serrature, compassi, guide ed ogni altra ferramenta di fissaggio, apertura e chiusura, con fori, piastre, bulloni,elettrodi,ecc. dati in opera bullonati o saldati, comprese opere murarie Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. - cad - PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Quantità totale - 3,00 - cad 18,00 cad 5,00 cad 4,00 kg Importo (quantità x prezzo) 3.085,50 45/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 283 AP.002 284 AP.003 285 AP.004 DESCRIZIONE U.M. Pannelli precompressi alveolari prefabbricati per solai, autoportanti, di larghezza pari a 120 cm, realizzati con calcestruzzo di classe = 55 N/mmq, armatura in trecce e/o trefoli di acciaio armonico con classe di resistenza a rottura fptk = 180 kg/mmq, completi di asolatura all'estradosso per l'alloggiamento delle armature metalliche necessarie, forniti e montati in opera, con adeguate attrezzature di movimentazione, mq compreso sigillatura dei pannelli, getto di completamento e soletta, h = 5 cm, in calcestruzzo Rck 30 N/mmq ed ogni altro onere e magistero per realizzare l'opera con l'esclusione delle eventuali armature aggiuntive e di riparazione: pannelli di spessore 40 cm: con momenti massimi di esercizio pari a circa 25.900 kgm. Sovrapprezzo per verniciatura a forno (di qualsiasi colore) con polveri epossidiche del solo kg telo interno ed esterno. Gradino in grigliato elettroforgiato in acciaio S235JR (Fe360B) zincato a caldo secondo norma UNI-EN-ISO-1461 forniti e posati in opera completi di angolare rompivisuale antisdrucciolo e piastre laterali forate per fissaggio ai cosciali della scala, questi esclusi, compresi gli elementi cad di supporto anch'essi zincati a caldo, quali guide, zanche, bullonerie e simili, ed ogni altro onere e magistero atto a dare l'opera realizzata a regola d'arte: gradino per scale di sicurezza, 280 x 800 mm, peso kg/cad 7,90 kg circa, con maglia 33 x 11 mm antitacco e piatto portante 25 x 2 mm. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 100,61 4.151,52 341,00 46/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 286 AP.005 Fornitura e posa in opera di giunto idroespansivo di dimensione 20x25 mm., composto da 75% di bentonite di sodio naturale e 25% di legante organico, in grado di espandersi non meno 400% a contatto con l'acqua e non essere dilavabile;così come il giunto AK25 della GAIA o prodotto di pari o superiori caratteristiche.Il giunto dovrà avere un rigonfiamento con m espansione impedita di almeno 750 Kpa dopo 5 gg, una massa volumetrica di 1,5 g/cm3. Il giunto dovrà essere fissato con chiodi in acciaio ogni 30 cm e non necessitare di ulteriori sistemi di fissaggio. Il giunto dovrà essere corredato da certificazione che attesti le caratteristiche sopra indicate. 4,00 287 AP.006 Grigliato elettroforgiato realizzato in acciaio S235JR (Fe360B) zincato a caldo secondo norma UNI-EN-ISO-1461 con collegamento in tondo liscio e/o quadro ritorto, dimensione standard di 1000 X 992 mm, in opera compresi gli elementi mq di suppurto anche essi zincati a caldo, quali telai, guide, zanche, bullonerie e simili: grigliato antitacco: peso 29 kg/mq, con maglia 33 x 11 mm, e piatto portante 30 x 2 mm, collegamento in tondo liscio. 70,77 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 47/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 288 AP.007 DESCRIZIONE U.M. Recinzione costituita da pannello grigliato elettroforgiato in acciaio S255 JR secondo UNI EN 10025/95, collegamenti in tondo liscio diametro 5 mm, bordi orizzontali elettroforgiati in ferro bugnato 25 x 4 mm e piantane in profilato piatto 60 x 8 mm (UNI 5681), zincato a caldo secondo norma UNI-EN-1461/99, poste ad interasse di 2 m, con collegamenti effettuati tramite bulloni in acciaio inox zincati del tipo mq antisvitamento, compreso ogni onere e magistero per dare l'opera realizzata a regola d'arte con l'esclusione delle eventuali opere murarie necessarie, della relativa esecuzione dei fori di alloggiamento delle piantane e di ogni tipo di opera provvisionale: pannello di altezza 1980 mm con piantana di altezza 2400 mm: maglia 62 x 132 mm, piatto portante 30 x 4 mm e peso complessivo di 21,5 kg/mq. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 177,56 48/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 289 AP.008 Recinzione costituita da pannello grigliato elettroforgiato in acciaio S255 JR secondo UNI EN 10025/95, collegamenti in tondo liscio diametro 5 mm, bordi orizzontali elettroforgiati in ferro bugnato 25 x 4 mm e piantane in profilato piatto 60 x 8 mm (UNI 5681), zincato a caldo secondo norma UNI-EN-1461/99, poste ad interasse di 1.00 m, con collegamenti effettuati tramite bulloni in acciaio inox zincati del tipo mq antisvitamento, compreso ogni onere e magistero per dare l'opera realizzata a regola d'arte con l'esclusione delle eventuali opere murarie necessarie, della relativa esecuzione dei fori di alloggiamento delle piantane e di ogni tipo di opera provvisionale: pannello di altezza 4300 mm con piantana di altezza 4300 mm: maglia 62 x 132 mm, piatto portante 30 x 4 mm e peso complessivo di 21,5 kg/mq. 40,06 290 AP.009 Assistenza edile per il montaggio delle recinzioni in pannelli elettroforgiati, consistente nella esecuzione delle opere murarie necessarie, della relativa esecuzione dei fori di alloggiamento delle piantane o della tassellatura con ancoraggi mq chimici come indicato negli elaborati progettuali ed in capitolato, nonchè di ogni tipo di opera provvisionale, per la corretta installazione a regola d'arte della recinzione. 177,57 291 AP.010 Elementi per solaio areato (casseri a perdere) modulari di materiale plastico riciclato, autoportanti, opportunamnete sagomati al fine di creare appoggi angolari costituendo una aereazione bidirezionale della altezza totale di cm 40. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi mq PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 95,24 49/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 292 AP.011 DESCRIZIONE U.M. Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) Fornitura e posa in opera tubazioni in PVC per fognature, staffatura metallica e sigillatura dei giunti incluse e compensate nel prezzo. Elementi PVC serie SN8 in pezzi da 1 m, completi di bicchiere e anello di tenuta UNI EN 1401 di diam. mm 110 spessore 3,2. Staffatura metallica appoggiata alla soletta di fondo o ancorata a muro. Ancoraggi realizzati nei punti di cambiamento di direzione. Ancoraggio alla soletta di fondo realizzato con collare di diam. mm 8 in acciaio con terminali filettati compresi m 30,00 bulloni in acciaio inossidabile, collegato ad elemento di supporto realizzato con profilati UNP 100 disposti a T saldati a basetta in PL10 ancorata con tassellatura con 4 viti M12. Ancoraggio alla muratura realizzato con collare di diam. mm 8 con terminali filettati compresi bulloni in acciaio inossidabile, collegato ad elemento di supporto realizzato con profilati UNP 100 disposti in orizzontale saldati a basetta in PL10 rinforzata con fazzoletto in PL10, ancorata con tassellatura con 4 viti M16. Tutti gli elementi metallici sono tipo zincato a caldo, salvo diversa indicazione. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi 50/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 293 AP.012 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera tubazioni in PVC per fognature, staffatura metallica e sigillatura dei giunti incluse e compensate nel prezzo. Elementi PVC serie SN8 in pezzi da 3 m, completi di bicchiere e anello di tenuta UNI EN 1401 di diam. mm 250 spessore 7,3. Staffatura metallica appoggiata alla soletta di fondo o ancorata a muro. Ancoraggi realizzati ogni 3 m e nei punti di cambiamento di direzione. Ancoraggio alla soletta di fondo realizzato con collare di diam. mm 8 in acciaio con terminali filettati compresi bulloni in acciaio, collegato ad elemento di m supporto realizzato con profilati UNP 100 disposti a T saldati a basetta in PL10 ancorata con tassellatura con 4 viti M12. Ancoraggio alla muratura realizzato con collare di diam. mm 8 con terminali filettati compresi bulloni in acciaio, collegato ad elemento di supporto realizzato con profilati UNP 100 disposti in orizzontale saldati a basetta in PL10 rinforzata con fazzoletto in PL10, ancorata con tassellatura con 4 viti M16. Tutti gli elementi metallici sono tipo zincato a caldo, salvo diversa indicazione. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 63,56 51/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 294 AP.013 295 AP.014 DESCRIZIONE U.M. Pavimento in cls architettonico tipo levocell sp. 8 cm. E' compresa la realizzazione dello strato di sottofondo in cls alleggerito sp. medio 4 cm inclusi formazione dei punti di lista e sollevamento ai piani di posa. L'impasto è composto da 200 kg di cemento 32.5, 1 litro di fluidificante e 1 mc di materiale isolante (argilla espansa). Compreso getto di malta bastarda finemente fratazzata. La pavimentazione mq architettonica è costituita da cromofibra VBA neutro (incidenza 25 kg/mc), disattivante VBA (incidenza 3 l/mq), protector VBA (incidenza 1 l / 18 mq), cls dosato a 200 kg di cemento tipo 32,5 (incidenza 0,08 mc). Compresi oneri per fornitura e posa in opera in cantiere, movimentazione, assistenza edile, giunti di dilatazione (maglie 4x4 min. ed in corrispondenza delle pareti verticali) e lavaggio finale per ottenere effetto cls lavato. Sovrapprezzo all'esecuzione del pavimento in battuto di cemento di cui all'art. mq 36.03.010.005.05 per ogni cm in più oltre gli 8 cm.da prezzario regionale Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 4,45 89,32 52/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 296 AP.015 DESCRIZIONE U.M. Provvista e posa in opera di pavimentazione in lastre di pietra arenaria coste rifilate delle dimensioni standard di cm 20 o cm 30 lunghezza variabile tra cm 30 e cm 50, spessore cm 3, con finitura sabbiata antiscivolo, possata a fuga chiusa con malta di cemento dosata a 300 kg di mq cemento 32.5 per mc di sabbia del Piemonte, escluso il sottofondo, compresa la sigillatura dei giunti con cemento liquido (boiacca), la pulizia finale con segatura e tutte le assistenze occorrenti, per le lavorazioni in cantieri accessibili con motrice. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 147,93 53/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 297 AP.016 298 AP.017 DESCRIZIONE U.M. Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) Pavimento in cls architettonico tipo levocell sp. 8cm, costituito da cromofibra VBA neutro (incid. 25kg/mc), disattivante VBA (incid. 3l/mq), protector VBA (incid. 1l/18mq), cls dosato 200kg di cemento 32.5 (incid. 0,08mc), compresi oneri per fornitura e posa in opera in cantiere, movimentazione, assistenza edile, giunti di dilatazione (maglie 4x4 min. ed in corrispondenza delle pareti verticali) e lavaggio finale per ottenere effetto cls lavato. È compresa la realizzazione dello strato di sottofondo in cls alleggerito sp. medio 17cm, inclusi formazione mq 202,77 dei punti di lista e sollevamento ai piani di posa; l'impasto è composto da 200kg di cemento 32.5, 1l di fluidificante e 1mc di materiale isolante (argilla espansa); compreso getto di malta bastarda finemente frattazzata. Il sottofondo è posato su geotessile (fornitura e posa comprese) realizzato con tessitura a trama e ordito con filamenti a nastro di polipropilene, protetti dai raggi UV, per separazione/rinforzo dei terreni alla base di fondazioni stradali avente allungamento ≥ 18% e resistenza a trazione in ambo le direzioni, conforme ENISO 10319, pari a 40kN/m-210g/mq circa. Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un battente in acciaio a doppia parete, senza battuta inferiore, completa di serratura tipo DOM a codice AMT IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio cad 1,00 (fornitura) delle dimensioni di cm 80 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di fucile solo parte esterna. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani, (tipo P1). Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi 54/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 299 AP.018 300 AP.019 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di porta esterna in alluminio verniciato, profilo maggiorato, alettata a doppio battente con centinatura superiore ad arco, completa di serratura tipo Dom a codice AMT-IMS, maniglia esterna e maniglione antipanico interno, rete antinsetto, cerniere e cad relativi coprigiunti, telaio e coprifili, delle dimensioni di cm 170 x 210 (luce netta di passaggio), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di fucile. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P2). Fornitura e posa in opera di porta esterna alettata ad un battente in alluminio verniciato, profilo maggiorato completa di serratura tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio cad (fornitura) delle dimensioni di cm 90 x 210 (luce netta di passaggio), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di fucile. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P3.1). Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 1,00 55/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 301 AP.020 302 AP.021 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di cancello in acciaio S255 JR secondo UNI 100025/95, altezza 2.000 mm,costituito da colonne in scatolato con specchiature in pannelli grigliati elettroforgiati maglia 62 x 132 mm piatto portante 25 x 3 mm zincati a caldo secondo norma UNI EN ISO 1461/99 ad un battente, completa di serratura cad tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio (fornitura) delle dimensioni di cm 70x210 o 80x210 (luce netta di passaggio). Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P3.2 e P3.3). Fornitura e posa in opera di porta esterna alettata ad un battente in alluminio verniciato, profilo maggiorato completa di serratura tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno, rete antitopo a maglia fitta, cerniere e relativi cad coprigiunti, telaio e controtelaio (fornitura solo se necessaria), delle dimensioni di cm 60 x 210 (luce netta di passaggio), verniciatuta con pittura epossidica colore grigio standard. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P3.4). Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 2,00 1,00 56/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 303 AP.022 Fornitura e posa in opera di porta esterna alettata ad un battente in alluminio verniciato, profilo maggiorato completa di serratura tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia metallica interna ed esterna, cerniere e relativi coprigiunti, rete cad antinsetto, telaio e controtelaio (fornitura solo se necessaria), delle dimensioni di cm 60 x 175 (luce netta di passaggio) colore grigio standard. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P3.5). 1,00 304 AP.023 Fornitura e posa in opera di porta tagliafuoco cieca REI 60 a due battenti in acciaio a doppia parete, senza battuta inferiore, colore standard avorio chiaro, completa di serratura tipo DOM a codice AMT IMS, maniglia esterna ed interna, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili, cad controtelaio (fornitura) delle dimensioni di cm 180 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di fucile solo parte esterna. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P4). 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 57/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 305 AP.024 Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un battente in acciaio a doppia parete, senza battuta inferiore, colore avorio chiaro, completa di serratura tipo DOM a codice AMT IMS, maniglia metallica esterna ed interna, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio cad (fornitura solo se necessaria) delle dimensioni di cm 80 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di fucile solo parte esterna. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P5.1). 1,00 306 AP.025 Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un battente in acciaio a doppia parete, colore avorio chiaro, senza battuta inferiore, completa di serratura tipo DOM a codice AMT IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili, cad controtelaio (fornitura solo se necessaria) delle dimensioni di cm 80 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di fucile solo perte esterna. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P5.2). 2,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 58/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 307 AP.026 Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un battente in acciaio a doppia parete, senza battuta inferiore, completa di serratura tipo DOM a codice AMT IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e relativi cad coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio (fornitura) delle dimensioni di cm 80 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata di colore avorio chiaro. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P6.1). 1,00 308 AP.027 Fornitura e posa in opera di porta interna per servizi igienici in alluminio verniciato colore bianco RAL 9010 ad un battente, completa di serratura, maniglia metallica esterna ed interna, pannelli di tamponamento in polistirolo protetto ambo i lati con fogio di faesite da 3 mm e cad completamento con alluminio verniciato stessa tinta, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e controtelaio, controtelaio (fornitura) delle dimensioni di cm 60 x 210 (luce netta di passaggio). Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P6.2). 3,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 59/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 309 AP.028 310 AP.029 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di porta scorrevole automatizzata a 2 ante (accesso alle stazioni di fermata) con sistema a sfondamento antipanico opposto al lato del cassonetto. La fornitura comprende le ante scorrevoli con struttura verniciata RAL 7016 e tamponamento in vetro come da facciata circostante (luce netta di passaggio max 120x226), il pannello multifunzionale di gestione, sistema di apertura di emergenza in mancanza di energia elettrica, radar di comando bidirezionale interno ed esterno, fotocellule all'infrarosso per la cad protezione del passaggio, struttura di supporto automatismo verniciata RAL 7016 progettato e realizzato congiuntamente alle facciate continue (AP.41) di cui sono parte integrante. La posa comprende messa in opera serramenti, meccanica automatismo, assistenza posa, collegamenti elettrici, messa in funzione linea alimentazione fino all'automatismo; completa di tutti gli accessori e meccanismi per dare l'opera finita a regola d'arte, perfettamente funzionante e conforme a norme vigenti. Compreso scarico, sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P7.1 e P7.2). Maggiorazione per fornitura ed installazione di maniglione antipanico e serratura tipo DOM a codice AMT IMS, sui serramenti in alluminio cad (porte per uscite di sicurezza) previsti nella voce AP.41. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 3,00 2,00 60/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 311 AP.030 Fornitura e posa in opera di serramenti per finestra in alluminio in profilato di lega leggera a taglio termico, dello spessore di 1,8-2 mm con controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm) da premurare; verniciati con pittura epossidica, colorie RAL9010, spessore del profilato 45 mm, compreso vetrocamera 4-20-4 con pellicola a cad basso emissivo, ad un battente, apertura ad anta-ribalta, maniglia sul lato interno, cerniere e relativi coprigiunti, guarnizioni, telaio e coprifili, delle dimensioni di cm 50 x 130 (luce netta di passaggio). Compreso scarico, sollevamento e distribuzione ai piani (tipo F1). 1,00 312 AP.031 Fornitura e posa in opera di serramenti per finestra in alluminio in profilato di lega leggera a taglio termico, dello spessore di 1,8-2 mm con controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm) da premurare; verniciati con pittura epossidica, colorie RAL9010, spessore del profilato 45 mm, cad compreso vetrocamera 4-20-4 con pellicola a basso emissivo, ad un battente, maniglia sul lato interno, catenelle di fissaggio cerniere e relativi coprigiunti, guarnizioni, telaio e coprifili, delle dimensioni di cm 80 x 80 (luce netta di passaggio). Compreso scarico, sollevamento e distribuzione ai piani (tipo F2). 2,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 61/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 313 AP.032 Fornitura e posa in opera di serramenti per finestra in alluminio in profilato di lega leggera a taglio termico, dello spessore di 1,8-2 mm con controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm) da premurare; verniciati con pittura epossidica, colorie RAL7016, spessore del profilato 45 mm, compreso vetrocamera 4-20-3+3 con pellicola a cad basso emissivo, specchiatura fissa con bastetti fermavetro esterni (via Portazza), guarnizioni, telaio e coprifili, delle dimensioni di cm 60 x 290 (misurata da spallina a spallina e da piana a mezzanino). Compreso scarico, sollevamento e distribuzione ai piani (tipo F3). 1,00 314 AP.033 Fornitura e posa in opera di serramenti per finestra in alluminio in profilato di lega leggera a taglio termico, dello spessoredi 1,8-2 mm con controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm) da premurare; verniciati con pittura epossidica, colorie RAL7016, spessore del profilato 45 mm, compreso vetrocamera 4-20-3+3 con pellicola a cad basso emissivo con serigrafato logo, specchiatura fissa con bastetti fermavetro esterni (via Portazza), guarnizioni, telaio e coprifili, delle dimensioni di cm 60 x 60 (misurata da spallina a spallina e da piana a mezzanino). Compreso scarico, sollevamento e distribuzione ai piani (tipo F4). 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 62/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 315 AP.034 316 AP.035 317 AP.036 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di serramento esterno alettato fisso in alluminio verniciato, profilo maggiorato, completo di rete antinsetto in acciaio inox dalle dimensioni di cm 90 x 513 (misurata da spallina a spallina e da piana a cad mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G1). Fornitura e posa in opera di serramento esterno alettato fisso in alluminio verniciato, profilo maggiorato, completo di rete antinsetto in acciaio inox dalle dimensioni di cm 50 x 554 (misurata da spallina a spallina e da piana a cad mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G2). Fornitura e posa in opera di serramento esterno alettato fisso in alluminio verniciato, profilo maggiorato, completo di rete antinsetto in acciaio inox dalle dimensioni di cm 100 x 50 (misurata da spallina a spallina e da piana a cad mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G3). Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 1,00 1,00 63/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 318 AP.037 319 AP.038 320 AP.039 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di serramento esterno alettato fisso in alluminio verniciato, profilo maggiorato, completo di rete antinsetto in acciaio inox dalle dimensioni di cm 100 x 150 (misurata da spallina a spallina e da piana a cad mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G4). Fornitura e posa in opera di serramento esterno alettato fisso in alluminio verniciato, profilo maggiorato, completo di rete antinsetto in acciaio inox dalle dimensioni di cm 120 x 130 (misurata da spallina a spallina e da piana a cad mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno. Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G5). Fornitura e posa in opera di solaio collaborante, in lamiera di acciaio zincata e grecata con bordi ad incastro, fornito e posto in opera su predisposta armatura portante in ferro da valutarsi a parte, compresi agganci saldature, tagli a misura, sfridi, rete elettrosaldata, spezzoni di armatura in acciaio a cavallo delle mq testate, conglomerato cementizio per riempimento e sovrastante soletta di 4 cm, pianata con malta cementizia di spessore pari a 1 cm, con lamiera dello spessore di 10/10 compreso quant'altro necessario per dare l'opera finita a regola d'arte e conforme alla normativa vigente. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 1,00 65,04 64/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 321 AP.040 Fornitura e posa in opera di facciata continua in profilati a taglio termico di alluminio RAL 7016 canna di fucile completa di vetrature trasparenti o satinate come da indicazioni contenute nei disegni n° AR03 - AR04 - AR05 - AR06 - AR07 AR08 - AR09. Completa in ogni sua parte mq (struttura portante, elementi di tamponamento, elementi apribili con relativi sistemi di chiusura, accessori di fissaggio e di sigillatura, raccordi, coprifili, mostrine, lamierini, isolanti, ecc. nessuno escluso) per dare l'opera finita a regola d'arte e conforme alla normativa vigente. 287,57 322 AP.041 Fornitura e posa in opera di copertura continua in profilati a taglio termico di alluminio RAL 7016 canna di fucile, completa di vetrocamere di sicurezza trasparenti o satinate a basso emissivo; vedi disegni n° AR05 - AR06 - AR07. Completa in ogni sua parte (struttura portante, mq elementi di tamponamento, accessori di fissaggio e di sigillatura, raccordi, coprifili, mostrine, lamierini, isolanti, ecc. nessuno escluso) per dare l'opera finita a regola d'arte e conforme alla normativa vigente. 25,70 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 65/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 323 AP.042 Fornitura e posa di percorso tattile per non vedenti della larghezza di m 0,60 completo di ogni accessorio per dare l'opera compiuta a regola d'arte perfettamente posata senza giunti e complanare alle pavimentazioni adiecenti. Esecuzione con elementi tattili per non vedenti m (tipo LOGES) impressi su piastrelle in gres fino porcellanato antiscivolo, di colore da concordare con la Direzione Lavori, dello spessore di cm 1 circa, postate con adeguato adesivo per esterni, su massetto di sottofondo in cls appositamente predisposto (escluso dal prezzo). 99,23 324 AP.043 Fornitura e posa in opera di canalizzazione in elementi tipo Aco Drain Multiline V100 Drainlock (EN 1433) in calcestruzzo di polistere con telaio integrato in ghisa dello spessore di mm 5 a protezione del bordo,comprensivo di griglia di copertura in griglia sferoidale in classe di carico D400 opportunamente fissata con sistema ad incastro Drainlock, posate in opera su massette cementizio dello spessore di m 0,10 rinfiancate lateralmente con conglomerato cementizio dello m spesore di m 0,10. In fase di getto del cls si provvederà anche a fornire e porre in opera un foglio di rete elettrosaldata diam. 5 mm maglia 10 x 10 (tale lavorazione è inclusa nel presente prezzo). Il canale sarà completato da un pozzetto di ispezione da m 0,50 di lunghezza con griglia superiore in ghisa sferoidale in classe di carico D400 come il canale. Completa in ogni sua parte per darla in opera finita a regola d'arte. 19,15 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 66/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 325 AP.044 326 AP.045 DESCRIZIONE U.M. Fornitura a piè d'opera di lavanda spica in vaso cad diam 18 altezza pianta 80-100 cm. Fornitura e posa in opera di grigliato per alberi in fusione di ghisa a forma rotonda a un elemento compreso telaio del diametro esterno di 1414 mm e foro interno del diametro di 60 cm. Tipo cad Monet della ditta Pont - a - Mousson. Completo in ogni sua parte per darla in opera finita a regola d'arte. Quantità totale Importo (quantità x prezzo) 30,00 4,00 327 AP.046 Rimozione meccanica di segnaletica orizzontale mediante attrezzatura abrasiva su qualsiasi tipo di pavimentazione compiuta a regola d'arte, senza lasciare residui permanenti, per strisce longitudinali rette e curve da 12 cm. mq 80,00 328 AP.047 Rimozione meccanica di segnaletica orizzontale mediante attrezzatura abrasiva su qualsiasi tipo di pavimentazione compiuta a regola d'arte, senza lasciare residui permanenti. Per segnali, scritte, frecce e simboli, di qualsiasi forma, superficie ed entità, al metroquadrato della superficie verniciata misurata vuoto per pieno. mq 40,00 329 AP.048 Fornitura e posa in opera di palo zincato con sistema antirotazione per sostegno segnaletica verticale diametro 48 mm altezza 3,50 e dato in opera mediante effettuazione di scavo 40 x 40 x cad h60 e realizzazione di plinto in calcestruzzo confezionato con dosaggio di 300 kg/mc di cemento R 32.5, compreso e compensato scavo e carico e trasporto dei materiali di risulta alla P.D. 12,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) 67/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 330 AP.049 331 AP.050 332 AP.051 333 AP.052 DESCRIZIONE Fornitura e posa in opera di cartello stradale di divieto, obbligo, prescrizione o avvertimento conformi al Regolamento di attuazione del Codice della Strada in lamiera di acciaio spessore 10/10 con pellicola adesiva rifrangente classe 2 delle dimensioni standard 600 mmm compreso di attacchi antirotazione da posizionarsi su supporto verticale od altro tipo di staffatura alla quota stabilita dalla D.L. Fornitura a piè d'opera di Thymus officinalis in vaso, pianta da 12 cm. Fornitura a piè d'opera di Prunus Armeniaca (albicocco) in contenitore, altezza all'imposta m 1,80-2,00. Fornitura e posa in opera di dissuasore in acciaio inox AISI 304 dell'altezza di m 1,00 e del diametro di m 0,10 tipo Phad della ditta Modo; inghisati mediante malta tipo Emaco al sottofondo, incluso l'onere dell'esecuzione del foro, l'inghisaggio con Emaco e quant'altro occorrente per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d'arte. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. Quantità totale cad 12,00 cad 6,00 cad 2,00 cad 1,00 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 68/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 334 AP.053 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di serranda avvolgibile in elementi microforatidi acciaio zincato a profilo piano o nervato a W, spessore 10/10, altezza 120 mm complete rullo di avvolgimento in tubo di acciaio con pulegge porta molle e predisposizione al motoriduttore, supporti laterali, di guide a U in acciaio zincato con supporti e corredate da guarizioni antirumore, corredata di tutti i necessari accessori inclusa la serratura centrale tipo DOM a codice AMT IMS, delle dimensioni di m 2,8 x 3 (luce cad architettonica), in opera compresa la saldatura delle guide su angolari o tubolari ancorati a mezzo stop già predisposti, cassonetto coprirullo di lamiera zincata, il tutto dato in opera completo in ogni sua parte compreso motorizzazione, selettore a chiave a parete tipo esterno, quadro elettrico predisposto per automazione e relativi collegamenti elettrici, e tutti gli accessori per dare l'opera finita a regola d'arte e perfettamente funzionante. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 69/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 335 AP.054 Fornitura e posa in opera di serranda avvolgibile in elementi microforatidi acciaio zincato a profilo piano o nervato a W, spessore 10/10, altezza 120 mm complete rullo di avvolgimento in tubo di acciaio con pulegge porta molle e predisposizione al motoriduttore, supporti laterali, di guide a U in acciaio zincato con supporti e corredate da guarizioni antirumore, corredata di tutti i necessari accessori inclusa la serratura centrale tipo DOM a codice AMT IMS, delle dimensioni di m 5,3 x 4 (luce cad architettonica), in opera compresa la saldatura delle guide su angolari o tubolari ancorati a mezzo stop già predisposti, cassonetto coprirullo di lamiera zincata, il tutto dato in opera completo in ogni sua parte compreso motorizzazione, selettore a chiave a parete tipo esterno, quadro elettrico predisposto per automazione e relativi collegamenti elettrici, e tutti gli accessori per dare l'opera finita a regola d'arte e perfettamente funzionante. 1,00 336 AP.055 Fornitura e posa in opera di cancello metallico in acciaio verniciato a caldo con polveri epossidiche, colore RAL 7016, corredato dei necessari accessori inclusa la serratura di sicurezza tipo DOM codice AMT IMS, contropiastra elettrica, maniglie in metallo con cad protezione di quella interna, delle dimensioni di m 0,80 x 2,12 (luce architettonica), come da abaco serramenti (tipo G6). Completo di montanti tubolari e di ogni sua altra parte per dare in opera finito a regola d'arte compreso la posa e le eventuali opere murarie. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 70/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 337 AP.056 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di cancello metallico in acciaio verniciato con smalto ferromicaceo colore canna di fucile, corredato dei necessari accessori inclusa la serratura di sicurezza tipo DOM codice AMT IMS, maniglie in metallo con protezione di quella interna, delle dimensioni di m 0,80 x 2,10 cad (luce architettonica), come da abaco serramenti (tipo G6). Completo di montanti tubolari e di ogni sua altra parte per dare in opera finito a regola d'arte. Compreso la posa, il trasporto, il sollevamento ai piani di posa e le opere murarie di fissaggio del telaio. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 11,00 71/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 338 AP.057 DESCRIZIONE U.M. Esecuzione di sistema protezione muri contro terra a funzione drenante eseguito a doppio strato con materiale tipo Delta-NP Drain sull’impermeabilizzazione della costruzione (membrane plastomeriche a base bituminosa armate con tessuto non tessuto da filo continuo di poliestere di sp. 3mm, armatura da ~170g/mq, applicata previa stesa di idoneo primer mediante rinvenimento “a fiamma”, con giunti sormontati di 7-10cm stuccati a caldo, tutto incluso). Il materiale plastico sarà posato con chiodi a testa piana o tasselli, mq termostabilizzato, resistente alla tensione secondo metodo SP0414, privo di materiale rigenerato, composto da tessuto non tessuto (stabile a compressione e filtraggio, realizzato in PP), con struttura bugnata doppia (h ~8mm) per creazione di strato drenante e camera ventilazione. Resistenza a compr. del pannello ~150kN/mq. Capacità drenante ~2,25l/sec/m. Rotoli m 1,5x12,5. È compresa fornitura e posa di tubo drenante tipo NW100 secondo DIN4095, riempimento con ghiaia tipo B32 come letto drenante e profilo tipo Delta-Profilo MS da Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 101,02 72/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 339 AP.058 340 AP.059 341 AP.060 DESCRIZIONE U.M. Calcestruzzo spruzzato in sotterraneo per rivestimento gallerie ed opere accessorie e complementari alle gallerie, regolarmente eseguito secondo le prescrizioni delle Norme Tecniche e del progetto, anche a strati successivi, formato con miscela di inerti di opportuna granulometria preventivamente approvata dalla D.L. con aggiunta di additivo e mc accellerante di presa fornito dall'impresa ed a norma delle Norme Tecniche del tipo accettato dalla D.L., dato in opera e perfetta regola d'arte in presenza di armature metalliche (da compensare a parte) con Rck>= 30 N/mmq. Completo in ogni sua partte per darl in opera finita a regola d'arte. Estirpazione delle piante con formazione manuale della zolla, sollevamento, rivestimento con idoneo telo o rete metallica in vaso di cad plastica, legatura della chioma, carico su automezzo, trasporto entro il cantiere con formazione di zolle da 70 a 90 cm di diametro. Estirpazione delle piante con formazione manuale della zolla, sollevamento, rivestimento con idoneo telo o rete metallica in vaso di cad plastica, legatura della chioma, carico su automezzo, trasporto entro il cantiere con formazione di zolle fino a 70 cm di diametro. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 7,00 10,00 30,00 73/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 342 AP.061 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di impianto elettronico a scarica capacitiva da installarsi sulla copertura anche vetrata della Stazione di via Fontanarossa: perimetro copertura e perimetro appendici laterali. L’impianto è composto da una centralina elettronica, che emette scariche elettriche a bassa tensione e da supporti in policarbonato che reggono una barra inox di 3 mm di diametro che se toccata, provoca un solletico alle zampe dei volatili, esercitando un’azione deterrente al loro ritorno. L’impianto può essere smontato e cad rimontato in caso di lavori alle superfici e, se necessario, anche successivamente ampliato. Sono inclusi i collegamenti elettrici al quadro di distribuzione della Stazione di via Fontanarossa l’impiego di manodopera specializzata ed ogni altro onere e magistero per dare l’opera compiuta a regola d’arte e a norma delle vigeni disposizioni legislative compreso e compensato l'utilizzo di autocarro con cestello elevatore per il montaggio. Completo in ogni sua parte per dare l'opera finita a regola d’arte. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 74/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 343 AP.062 344 AP.063 345 AP.064 346 AP.065 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di porte a 2 ante in SMC (vetroresina) tipo Conchiglia PV/226, grado di protezione IP33, porta incernierata completa di serratura tipo cremonese agibile con chiave di sicurezza a spillo a cifratura unica, maniglie a filo cad porta, prese d’aria inferiori e superiori con labirinto di protezione - dimensioni muratura 1197 x 2149 - superficie areazione 320 cmq circa. Incluso ogni onere e magistero per dare l’opera compiuta a regola d’arte. Fornitura e posa in opera di griglie in SMC (vetroresina) tipo Conchiglia GV/15/R, rettangolare, dimensioni finestra 1165 x 465 dimensioni griglia 1200 x 500 - superficie cad areazione 2240 cmq circa con rete antinsetto in acciaio inox. Incluso ogni onere e magistero per dare l’opera compiuta a regola d’arte. Fornitura e posa in opera dell'impianto idraulico in tubazioni in polibutilene 4137 sfilabile, per acqua calda e fredda (isolata a norma di legge) con raccordi dall'attacco di alimentazione cad esistente nel vano, adduzzione idrica e schermatura di scarico in polietilene pesante. Completo in ogni sua parte per darlo in opera finita a regola d’arte. Fornitura e posa in opera di ammortizzatore di colpi d'ariete da installare alle estremità dellle cad collonne di adduzione acqua calda e fredda. Completo in ogni sua parte per darlo in opera finito a regola d’arte. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 2,00 3,00 1,00 1,00 75/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 347 AP.066 348 AP.067 349 AP.068 DESCRIZIONE Fornitura e posa in opera di cassetta di protezione in plastica per valvole di intercettazione da installare nei servizi igienici. Completa in ogni sua parte per darla in opera finita a regola d’arte. Fornitura e posa in opera di rubinetto per esterno con attacco filettato 3/4, incluso derivazione dalla rete di distribuzione (diametro 32 mm) ed assistenza edile al montaggio. Completo in ogni sua parte per darlo in opera finito a regola d’arte. U.M. Quantità totale cad 1,00 cad 6,00 Costruzione di sistema di smaltimento acque reflue e/o di fognatura provenienti dal servizio igienico della Stazione superiore Fontanarossa e diretti alla rete nera comunale sovrastante (Via Fontanarossa) costituito da n. 6 pozzetti in calcestruzzo prefabbricato, n. 6 chiusini a tenuta cad stagna in ghisa sfeiroidale DN 400, n. 1 pompa di sollevamento e triturazione completa di tutti i collegamenti elettrici, tubi in PVC serie pesante. Completo di ogni altro onere accessorio per dare il lavoro finito a regola d'arte. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 76/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 350 AP.069 DESCRIZIONE U.M. Modifica all'impianto termico di distribuzione acqua di riscaldamento tra i condomini di via P. Pinetti civici 66A e 66B. L'intervento prevede la intercettazione delle tubazioni di alimentazione riscaldamento del Condominio 66B all'altezza del locale centrale termica situato nei fondi del civico 66A, la creazione di un nuovo tratto di impianto di distribuzione andata e ritorno in tubo nero di acciaio manesmann od altro materiale equivalente ritenuto idoneo da posare sottotraccia interrato in opere edili cad appositamente predisposte compreso tutti i pezzi speciali, la coibentazione, le valvole, gli sfiati, ed ogni quant'altro per ripristinare la funzionalità dell'impianto. Nell'intervento sono compresi e compensati anche tutti gli oneri relativi alla rimozione della parte di impianto in dismissione, lo smaltimento dei materiali provenienti dalla demolizione, la progettazione ed eventuale certificazione dell'impianto, l'assistenza alle opere, il collaudo ed ogni altro onere fino al ripristino funzionale dell'impianto. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 77/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 351 AP.070 Fornitura e posa in opera di rete in naylon polietilene antivolatili, senza nodo tipo "23-008" o similare di colore nero maglia 40 x 40 mm secondo le modalità indicate dalla norma EN 1260 carico massimo rottura del singolo fil, testato al dinamometro kg 30 peso al mq g 45 data in opera completa di cavi di acciaio cad diametro mm 5 debitamente fissati con idonee tassellature o agganci alla struttura edile della galleria artificiale, compreso tenditori metallici, ganci falsa maglia per il fissaggio della rete ai tiranti di ancoraggio ed ogni quant'altro necessario per dare l'opera finita a regola d'arte. 1,00 352 AP.071 Assistenza muraria alla modifica dell'impianto di illuminazione pubblica consistente nella rimozione n. 3 pali illuminazione e relativi tiranti, previa predisposizione di adeguata illuminazione provvisoria, con successiva reinstallazione di n. 4 nuovi pali. La lavorazione dovrà avvenire sotto la cad supervisione ed approvazione di Aster e consisterà nella realizzazione di 4 nuovi plinti, 4 pozzetti e 100 m di cavidotto. Il tutto per dare l'opera compiuta ed eseguita a regola d'arte completa di ogni onere aggiuntivo. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 78/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 353 AP.072 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di Mappe Tattili per ipovedenti da posizionarsi in luoghi indicati dalla committenza; la mappa deve riportare in rilievo la planimetria dell'ambiente all'ingresso del quale è posizionata e su di essa devono essere indicati i principali punti di riferimento utili all'utenza (stazioni, fermate, piani di evacuazione di emergenza, uscite di sicurezza) ed il percorso tattile modulare a pavimento; deve assicurare la massima facilità di lettura visiva mediante forte contrasto di colori ed un ottima percezione tattile data dal rilievo che mette in evidenza sia la cad planimetria che le descrizioni in carattere Braille e normale. Deve essere utilizzato il Braille a 6 punti con le quotature internazionalmente omologate, secondo le direttive emanate dalla Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana Ciechi; la mappa tattile dovrà essere realizzata con rilievi di diverso spessore e successivamente alla verniciatura con colori contrastanti. Dovrà ricevere un trattamento antigraffio ed antigraffiti che ne garantisca la perfetta inalterabilità nel Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 3,00 79/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 354 AP.073 Fornitura e posa di ringhiera (D6-A) in acciaio verniciato a spruzzo con polveri epossidiche colore RAL 7016 completa di tamponature tra i correnti orizzontali in vetro temperato e stratificato 5+5 fissati mediante opportuni ancoraggi in acciaio anch'essi verniciati che non cad prevedano la foratura dei vetri. Il fissaggio al cordolo di cls dovrà avvenire tramite l'utilizzo di piastre in acciaio verniciato come sopra saldate ai montanti con viti da cls o barre filettate ed ancorante chimico. Completo di ogni altro onere accessorio per dare il lavoro finito a regola d'arte. 1,00 355 AP.074 Cancelli in acciaio S255 JR secondo UNI EN 10025, altezza 2.000 mm, larghezza 900 mm, costituiti da colonne in tubolare con specchiature in pannelli grigliati elettroforgiati, zincati a caldo secondo norma UNI EN ISO 1461/99, compreso ogni onere e magistero per fornire l'opera finita cad e realizzata a regola d'arte. Anta unica, luce pari a 900 mm, colonne con profilo 100 x 100 x 3 mm, completo di serratura tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G7). 3,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 80/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 356 AP.075 Cancelli in acciaio S255 JR secondo UNI EN 10025, altezza 1500 mm, larghezza 1200 mm, costituiti da colonne in tubolare con specchiature in pannelli grigliati elettroforgiati, zincati a caldo secondo norma UNI EN ISO 1461/99, compreso ogni onere e magistero per fornire l'opera finita cad e realizzata a regola d'arte. Anta unica, luce pari a 1.200 mm, colonne con profilo 100 x 100 x 3 mm, completo di serratura tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G8). 3,00 357 AP.076 Cancelli in acciaio S255 JR secondo UNI EN 10025, altezza 2500 mm, larghezza 900 mm, costituiti da colonne in tubolare con specchiature in pannelli grigliati elettroforgiati, zincati a caldo secondo norma UNI EN ISO 1461/99, compreso ogni onere e magistero per fornire l'opera finita cad e realizzata a regola d'arte. Anta unica, luce pari a 900 mm, colonne con profilo 100 x 100 x 3 mm, completo di serratura tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione antipanico sul lato interno. Compreso scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G9). 3,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 81/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 358 AP.077 Misure e rilevamenti finalizzati a valutare, in tutte le fasi di lavoro, eventuali cedimenti della superficie topografica e dei manufatti presenti nell'area, comprensivi di monitoraggio vibrometrico edifici, monitoraggio rotazioni strutture, tiranti, galleria esistente, lesioni preesistenti. Sono compresi: Fornitura e p/o vibrometro completo di geofono triassiale microfono e software e mini data logger; Gestione rete vibrometrica tramite letture su mini datalogger; Fornitura e p/o sensori inclinometrici di superficie monoassiali cad servoaccelerometrici; Gestione rete inclinometrica tramite letture su unità remota; Fornitura e p/o N°8 celle di carico per monitoraggio tiranti; Gestione impianto celle di carico tramite letture su unità remota; Fornitura e p/o N°3 capisaldi per sezione di monitoraggio convergenza galleria; Gestione impianto misure convergenza tramite verifica di 1 sezione in situ; Fornitura e p/o fessurimetri meccanici; Gestione impianto di monitoraggio tramite letture in situ; Fornitura e p/o Remote Data Logger a 32 canali compreso cablaggio strumenti. 1,00 359 AP.078 Anelli di gomma di tenuta, del diametro di 200 mm (pezzi speciali per tubi di PVC SN 8-4-2 cad completi di bicchiere di innesto e anello di tenuta UNI EN 1401 e UNI 10972 serie SN 4-2-1). 12,00 360 AP.079 Preparazione terreno (livellamento) per risistemazione scala di servizio tra Via Portazza e cad luogo sicuro. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 82/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 361 AP.080 Opere di allaccio alla rete dell'acquedotto comunale di impianto di irrigazione per alberature e piante nelle aree prospicienti le stazioni. L'opera comprende tutte le tubazioni necessarie per arrivare nei locali delle relative cad stazioni, dal contatore già installato dal gestore comunale (come evidenziato negli elaborati grafici) ed una centralina programmabile. Il tutto per dare l'opera compiuta ed eseguita a regola d'arte completa di ogni onere aggiuntivo. 3,00 362 AP.081 Pavimento in battuto di cemento lisciato e bocciardato sp. 8 cm. E' compresa la realizzazione dello strato di sottofondo in cls alleggerito sp. medio 4 cm inclusi formazione dei punti di lista e sollevamento ai piani di posa. L'impasto del sottofondo è composto da 200 kg di cemento 32.5, 1 litro di fluidificante e 1 mc di materiale isolante (argilla espansa). Compreso getto di malta bastarda finemente fratazzata. La pavimentazione in battuto di cemento è costituita da un massetto di cls dosato a 300 kg mq di cemento 32,5, sp. 6 cm. e da uno strato sovrastante di malta cementizia, sp. 2 cm., dasata a 500 kg di cemento 32,5 per mc di sabbia del piemonte steso a fresco sul sottostante sottofondo compresi i giunti (maglie 4x4 min. ed in corrispondenza delle pareti verticali), lisciato e bocciardato con apposito rullo, previa spolveratura con cemento. Compresi oneri per fornitura e posa in opera in cantiere, movimentazione, assistenza edile. 30,23 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 83/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 363 AP.082 DESCRIZIONE U.M. Assistenza muraria allo spostamento reti Telecom consistente nella realizzazione di n. 2 pozzetti in cls prefabbricato 60x120 profondità 80 orientati lungo una direttrice parallela all'asse stradale e dotati di doppio chiusino carrabile, collegati da 50 m di cavidotto con doppio cad corrugato antischiacciamento diam. 125 opportunamente rinfiancato (l'esatta posizione dei pozzetti verrà indicata da Telecom). Completa di ogni altro onere accessorio per dare il lavoro finito a regola d'arte. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 84/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 364 AP.083 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di quadro generale, denominato QG, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 183 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria metallica dim. mm 1900x900x260p con porta trasparente e chiusura a chiave, canalina laterale risalita cavi L mm 300, sistema sbarre verticali 250A; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, ripartitori 4 poli, collettore di terra, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 2 int. magnetotermico scatolato con cad sganciatore elettronico, blocco diff. e bobina di sgancio, tipo NS250+TM+Vigi; n° 2 int. magnetot. 4x40A - curva C - tipo C60N; n° 2 int. magnetot. 4x32A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. 4x20A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. 4x16A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. 2x20A - curva C - tipo C60N; n° 2 int. magnetot. diff. 2x25A - curva C - 0,3A selettivo - tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 1 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 85/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 365 AP.084 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di quadro per stazione superiore, denominato Q1, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 184 con materiale Merlin Gerin o equivalente carpenteria in lamiera con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 515x650x140p mm - 4x24 moduli; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x32A - curva C - tipo C60N; cad n° 2 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,5A sel. - tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,3A tipo C60N+Vigi; n° 1 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 contattori 40A - tipo CT; int. orario programmabile - tipo IH int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 86/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 366 AP.085 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di quadro per stazione intermedia, denominato Q2, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 185 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in lamiera con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 515x650x140p mm - 4x24 moduli; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x32A - curva C - tipo C60N; cad n° 2 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,3A tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 contattori 40A - tipo CT; int. orario programmabile - tipo IH int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 87/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 367 AP.086 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di quadro per stazione inferiore, denominato Q3, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 185 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in lamiera con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 515x650x140p mm - 4x24 moduli; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x50A - curva C - tipo C60N; n° 2 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,5A cad sel - tipo C60N+Vigi; n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,3A tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 contattori 40A - tipo CT; int. orario programmabile - tipo IH int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 88/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 368 AP.087 Fornitura e posa in opera di centralino nel locale cabina elettrica, denominato QG.1, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 183 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 298x420x140p mm - 2x12 moduli; cad componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi. 1,00 369 AP.088 Fornitura e posa in opera di centralino nel locale a quota +135,15, denominato Q1.1, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 184 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 412x463x140p mm - 2x18 moduli; cad componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 89/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 370 AP.089 Fornitura e posa in opera di centralino nel locale a quota +129,26, denominato Q1.2, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 184 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 412x463x140p mm - 2x18 moduli; cad componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi. 1,00 371 AP.090 Fornitura e posa in opera di centralino nel locale tecnico della stazione inferiore, denominato Q3.1, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 186 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 412x463x140p mm - 2x18 moduli; cad componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 2 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 90/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 372 AP.091 Fornitura e posa in opera di centralino nel locale tecnico della stazione inferiore, denominato Q3.2, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 186 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. 412x463x140p mm - 2x18 moduli; cad componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N; n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi; n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi. 1,00 373 AP.092 Fornitura e posa in opera di quadro nel locale cabina elettrica, denominato Q1.EM, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 183 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. cad 500x650x140p mm - 4x24 moduli; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 5 int. magnetot. 2x10A - curva C - tipo C60N; n° 3 contattori 40A - tipo CT; int. orario programmabile - tipo IH; int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 91/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 374 AP.093 Fornitura e posa in opera di quadro nell'ingresso della stazione intermedia, denominato Q2.EM, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 185 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. cad 410x285x140p mm - 18 moduli; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 1 int. magnetot. 2x10A - curva C - tipo C60N; n° 1 contattori 40A - tipo CT; int. orario programmabile - tipo IH; int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000. 1,00 375 AP.094 Fornitura e posa in opera di quadro nel locale tecnico della stazione inferiore, denominato Q3.EM, da realizzare come da tavola di progetto IE 182 e posizionato come da tavola di progetto IE 186 con materiale Merlin Gerin o equivalente; carpenteria in poliestere con portella trasparente e serratura, doppio isolamento, IP65, dim. cad 410x285x140p mm - 18 moduli; componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere, segnafili Grafoplast, minuteria; n° 3 int. magnetot. 2x10A - curva C - tipo C60N; n° 1 contattori 40A - tipo CT; int. orario programmabile - tipo IH; int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 92/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 376 AP.095 377 AP.096 378 AP.097 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di un sistema di illuminazione di sicurezza, come descritto in Specifica Tecnica, comprendente le cad apparecchiature specifiche per l'intervento in caso di black-out e le linee dedicate per la distribuzione ai corpi illuminanti. Fornitura e posa in opera di corpo illuminante 2 x 36 W IP65. Apparecchi dotati di lampade T8, dotati di recuperatori di flusso e schermo in policarbonato con distribuzione ampia. Corpo in acciaio inox stampato in un unico pezzo. Recuperatore di flusso in alluminio a specchio con trattamento superficiale al titanio e cad magnesio. Schermo in policarbonato autoestinguente V2, stabilizzato agli UV, guarnizione di tenuta, apertura a cerniera tramite scrocchi in acciao inox. Cablaggio a starter a bassissime perite 230 V 50 Hz, con fusibile, rifasata. Riferimento 3F FILIPPI BETA. A3F 922x36 (cod. 5484) o equivalente. Fornitura e posa in opera di corpo illuminante 1 X 18 W IP65. Apparecchi dotati di lampade T8, dotati di recuperatori di flusso e schermo in policarbonato con distribuzione ampia. Corpo in acciaio inox stampato in un unico pezzo. Recuperatore di flusso in alluminio a specchio con trattamento superficiale al titanio e cad magnesio. Schermo in policarbonato autoestinguente V2, stabilizzato agli UV, guarnizione di tenuta, apertura a cerniera tramite scrocchi in acciao inox. Cablaggio a starter a bassissime perite 230 V 50 Hz, con fusibile, rifasata. Riferimento 3F FILIPPI BETA. A3F 921x18 (cod. 5480) o equivalente. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 29,00 2,00 93/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 379 AP.098 380 AP.099 381 AP.100 DESCRIZIONE Fornitura e posa in opera di corpo illuminante per esterno, montaggio a parete a emissione di luce contrapposta diretta e indiretta. Caratteristiche: robusta costruzione in alluminio pressofuso, resistente alla corrosione, vetri di sicurezza temperati, viteria inox 18/8 AISI304, guarnizioni in gomma ai siliconi, riflettori in allumino purissimo, protezione IP65, versione lampada sodio alta pressione 70 W Riferimento ING. CASTALDI ILLUMINAZIONE duplo/MH o equivalente Fornitura e posa in opera di corpo illuminante IP65, corpo in nylon stabilizzato ai raggi UV, riflettore in acciaio bianco, diffusore in policarbonato satinato internamente antiabbagliamento infrangibile ed autoestinguente. Riferimento marca DISANO mod. Vega FLC 2x18W o equivalente Fornitura e posa in opera di corpo illuminante IP65, corpo in nylon stabilizzato ai raggi UV, riflettore in acciaio bianco, diffusore in policarbonato satinato internamente antiabbagliamento infrangibile ed autoestinguente, con pittogramma autoadesivo per indicazione percorso d'esodo. Riferimento marca DISANO mod. Vega FLC 2x18W o equivalente Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. Quantità totale cad 13,00 cad 5,00 cad 11,00 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 94/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 382 AP.101 383 AP.102 384 AP.103 385 AP.104 DESCRIZIONE Fornitura e posa in opera di corpo illuminante a faretto con ottica in alluminio anodizzato, fissabile e alimentabile con canale elettrificato di cui al successivo punto. Lampade FLC 20 W verniciatura a polvere con vernice epossidica in poliestere argento metalizzato. Riferimento FOSNOVA mod. Cast "A+E" FLC 20W o equivalente. Fornitura e posa in opera di canale elettrificato 3 accensioni IP40, colore alluminio oss. naturale, completo di alimentatore, giunto lineare, testata di chiusura. Riferimento FOSNOVA mod. omnitrack o equivalente Fornitura e posa in opera di corpo illuminante IP67, faretto da incasso a filo terreno con basse temperature, corpo in alluminio pressofuso con cornice in alluminio; riflettore in alluminio, diffusore in vetro temperato trasparente, resistente agli shock termici, agli urti ed al carico max 2000 kg. Verniciatura a polvere epossopoliestere colore grigio grafite resistente alla corrosione e alle nebbie saline. Lampada FLC26T. Temperatura massima su vetro 40 °C, tipo Disano mod. 1621 Floor FLC 1x26T o equivalente. Fornitura e posa in opera di proiettore IP65 con lampada 150 W SAP, tipo Disano 1584 Agadir o equivalente. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. Quantità totale cad 24,00 cad 21,00 cad 15,00 cad 3,00 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 95/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 386 AP.105 Fornitura e posa in opera di pannelli costituiti da corpo illuminante da parete, con luce bidirezionale e lampada FLC 26 W, spia al neon e pulsante per l'accensione della via di corsa, cad corpo illuminante tipo Ing. Castaldi Illuminazione tipo eco/FL26W elettronica colore nero o equivalente. 19,00 387 AP.106 Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese monofase denominato "TIPO 1" composto da materiali come indicati o materiali equivalenti: n1 interruttore modulare magnetotermico 2x16 A - curva C completo di modulo differenziale associato sensibilità 30 mA tipo Merlin Gerin C60N + VIGI C60; n 1 presa CEE 16 A F+N+T cad Tipo Gewiss IEC 309; n 1 Schuko/bipasso F+N+T 10/16 A Tipo Gewiss Pr. civili System; n 2 Bipasso 10/16A F+N+T Tipo Gewiss Pr. civili System; carpenteria in quadretto da parete IP55 Tipo Gewiss Carp. Q - DIN 18 completo di cablaggio ed installazione, fissaggi, minuteria 6,00 388 AP.107 Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese trifase denominato "TIPO 2" composto da materiali come indicati o materiali equivalenti: n1 interruttore modulare magnetotermico 4x16 A - curva C completo di modulo differenziale associato sensibilità 30 mA Merlin Gerin C60N + VIGI C60; n 1 CEE 16 A 3F+N+T; n 1 presa CEE cad 16 A F+N+T Tipo Gewiss IEC 309; n 1 presa con trasformatore di sicurezza 220/24V 160VA Tipo Gewiss P.Trafo GW 66259; carpenteria in quadretto da parete IP55 Tipo Gewiss Carp. Q DIN 18, completo di cablaggio ed installazione, fissaggi, minuteria 3,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 96/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 389 AP.108 390 AP.109 DESCRIZIONE U.M. Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese trifase denominato TIPO 3 composto da materiali come indicati o materiali equivalenti: n1 interruttore modulare magnetotermico 4x16 A - curva C completo di modulo differenziale associato sensibilità 30 mA Merlin Gerin C60N + VIGI C60; n 1 presa CEE 16 A 3F+N+T - n 1 CEE cad 16 A F+N+T Tipo Gewiss IEC 309 - n 1 Schuko/bipasso F+N+T 10/16 A Tipo Gewiss Pr. civili System - n 2 Bipasso 10/16A F+N+T Tipo Gewiss Pr. civili System; carpenteria in quadretto da parete IP55 GEWISS Carp. Q - DIN 18 completo di cablaggio ed installazione, fissaggi, minuteria Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese per Trasformatore di isolamento denominato "TIPO 4" composto da materiali come indicati o materiali equivalenti: n1 interruttore modulare magnetotermico 2x16 A - curva C completo di modulo differenziale associato sensibilità 30 mA Merlin Gerin C60N + VIGI C60 cad n 1 Trasformatore di isolamento 220/220V 400VA in cassetta metallica aereata con supporti a parete n 1 CEE 16 A F+N+T Tipo Gewiss IEC 309 n 1 coppia fusibili per secondario Carpenteria in quadretto da parete IP55 Gewiss Carp. Q - DIN 18, completo di cablaggio ed installazione, fissaggi, minuteria Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 9,00 1,00 97/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 391 AP.110 Fornitura e posa in opera di cassetto di derivazione in alluminio pressofuso protezione IP 67, Tipo Legrand - RTA modello CT o cad equivalente dimensioni mm 129x104x65p inclusi fissaggi, raccordi minuteria 56,00 392 AP.111 Fornitura e posa in opera di sistema di rilevamento dati per l'impianto di telecontrollo e videosorveglianza, realizzato con PLC modulare con schede di ingresso e uscita digitali, su interfaccia Ethernet, per l'acquisizione dei segnali dall'impianto ascensore, dai dispositivi in campo, cad per l'elaborazione degli stessi e il trasferimento via Ethernet al sistema centralizzato di Telecontrollo, il tutto completo e funzionante come indicato nella specifica tecnica e nella relazione. 1,00 393 AP.112 Fornitura e posa in opera di sistema di videoripresa e registrazione per l'impianto di telecontrollo e videosorveglianza, realizzato con telecamere fisse e brandeggiabili, apparati VCR cad per l'acquisizione delle immagini, l'elaborazione e la trasmissione delle stesse, il tutto completo e funzionante come indicato nella specifica tecnica e nella relazione. 1,00 394 AP.113 Fornitura e posa in opera di sistema di interfonico digitale audio per il sistema di telecontrollo e videosorveglianza, realizzato con centralino telefonico con funzione di server cad interfonico, completo di terminali di ascolto e chiamata a pulsantiera e microfoni e postazioni operatore, il tutto completo e funzionante come indicato nella specifica tecnica e nella relazione. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 98/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice DESCRIZIONE U.M. Quantità totale 395 AP.114 Fornitura e posa in opera di sistema di trasmissione dati Wireless tra la cabina e le stazioni ed infrastruttura rete dati per l'interfacciamento alla rete esterna di cad comunicazione, per l'impianto di telecontrollo e videosorveglianza, il tutto completo e funzionante come indicato nella specifica tecnica e nella relazione. 1,00 396 AP.115 Fornitura e posa in opera di sistema rivelazione incendi costituito da apparecchiature a marchio Siemens con riferimenti di tipo e codici come sotto descritto, o materiale equivalente; centrale rivelazione incendi convenzionale a quattro linee collettive in gradi di collegare sino a 32 elementi per linea; indicatori di stato sul cad pannello frontale mediante led; mod. FC1004-A, completa di armadio per montaggio a parete; n° 2 rivelatori ottici di fumo, mod OP30C; n° 3 pulsanti di allarme manuale, mod MTE320C; n° 2 pannello di allarme, mod. S/AVD-FJ/A; n° 2 campana elettronica, mod. 4479-24. 1,00 397 AP.116 Sistemazioni d'area ottenute tramite la prestazione di 40 h di operaio IV livello, 40 h di operaio specializzato, 40 h di operaio qualificato, cad 40 h di operaio comune. La lavorazione si intende eseguita interamente a mano. 1,00 Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 99/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 398 AP.117 399 AP.118 400 AP.119 401 AP.120 402 AP.121 DESCRIZIONE U.M. Spostamento interferenze ottenuto tramite la prestazione di 80 h di operaio IV livello, 80 h di operaio specializzato, 80 h di operaio qualificato, cad 80 h di operaio comune. La lavorazione si intende eseguita interamente a mano. Sistemazione accessi e scale in pietra ottenuta tramite la prestazione di 40 h di operaio IV livello, 40 h di operaio specializzato, 40 h di operaio qualificato, 40 h di operaio comune. La lavorazione si intende eseguita interamente a mano. Sistemazioni zona marciapiede via Pinetti ottenute tramite la prestazione di 40 h di operaio IV livello, 40 h di operaio specializzato, 40 h di operaio qualificato, 40 h di operaio comune. La lavorazione si intende eseguita interamente a mano. Assistenze edili agli impianti ottenute tramite la prestazione di 120 h di operaio IV livello, 120 h di operaio specializzato, 120 h di operaio qualificato, 160 h di operaio comune. La lavorazione si intende eseguita interamente a mano. Profilatura scarpate SSE ENEL ottenuta tramite la prestazione di 8 h di operaio qualificato, 8 h di operaio comune. La lavorazione si intende eseguita interamente a mano. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 1,00 cad 1,00 cad 1,00 cad 1,00 cad 1,00 100/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 403 AP.122 404 AP.123 405 AP.124 406 AP.125 DESCRIZIONE Ascensore inclinato a pendenza variabile, formato da una cabina scorrevole su ruote gommate con relative dotazioni accessorie e dispositivi di frenatura di sicurezza, un contrappeso con ruote gommate, apparecchiatura motrice con argano a motore elettrico asincrono e azionamento a velocità variabile con relativi dispositivi di frenatura, rotaie di guida frenatura e di orientamento cabina, componenti meccanici ed elettrici di linea, porte automatiche ai tre piani per accesso alla cabina, apparecchiature ed impiantistica elettrica di manovra e sicurezza. Il tutto dovrà essere installato su via di corsa planimetricamente rettilinea e costituita da due profili in acciaio HEB450 disposti parallelamente a formare un percorso dello sviluppo di circa 140 metri in due livellette raccordate da un arco circolare. Oneri aggiuntivi di sicurezza come da computo allegato (vedasi elaborato GE15rev3 Piano di sicurezza e coordinamento, allegato al fascicolo della Progettazione Esecutiva) non soggetti a ribasso. Oneri di discarica per il conferimento in impianto entro i 50 Km dal cantiere misurato a mc effettivo di scavo misurato in banco per scavi in terra, comprensivo di ogni onere e tassa necessarie per lo smaltimento. Oneri di discarica per il conferimento in impianto entro i 50 Km dal cantiere misurato a mc effettivo di scavo misurato in banco per scavi in roccia, comprensivo di ogni onere e tassa necessarie per lo smaltimento. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi U.M. Quantità totale cad 1,00 cad 1,00 mc 1.458,00 mc 1.671,89 PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 101/103 LLFrev0.xls Lista Lavorazioni e Forniture PARTE PRIMA (RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE) N° ARTICOLO Codice 407 AP.126 408 AP.127 DESCRIZIONE U.M. Oneri di discarica per il conferimento in impianto entro i 50 Km dal cantiere misurato a mc effettivo di demolizione per demolizioni in mc genere, comprensivo di ogni onere e tassa necessarie per lo smaltimento. Oneri di discarica per il conferimento in impianto entro i 15 Km dal cantiere misurato a mc effettivo di demolizione misurato in banco o sul volume effettivo di demolizione per rifiuti speciali mc (in particolare materiali contenenti bitume), comprensivo di ogni onere e tassa necessarie per lo smaltimento. Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi Quantità totale PARTE SECONDA (RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE) Quantità confermata Prezzo unitario Prezzo unitario / modificata (in cifre) (in lettere) Importo (quantità x prezzo) 192,87 804,75 102/103 LLFrev0.xls Riepilogo Lista Lav e Forn VOCE IMPORTO (in lettere) DESCRIZIONE P(o) Prezzo offerto (vedi art. 2 comma 6 CSA) B Attuazione piano di sicurezza (non soggetto a ribasso) C Opere in economia P(g) Lavori a corpo (importo ribassabile) R Ribasso offerto = [P(g) - P(o)] / P(g) IMPORTO (in cifre) ……………………..………………………………………………/…. ……..…….,…. centocinquantunomiladuecentosedici/97 151.216,97 cinquantanovemila/00 59.000,00 tremilionisettecentosessantunomilaottocentodiciotto/60 3.761.818,60 in lettere …………….. e centesimi …….. per ogni cento in cifre ....…,….% Avvertenza importante: si ricorda che l'importo P(o) sopraindicato deriva dai singoli prezzi offerti in sede di gara e che tali prezzi, come indicato all'art. 2 comma 3 del Capitolato Speciale di Appalto, devono essere espressi dal concorrente al netto degli oneri per la sicurezza TIMBRO E FIRMA DEL CONCORRENTE 103/103 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA SCHEMA DI CONTRATTO D’APPALTO COMUNE DI GENOVA Appalto fra il Comune di Genova e l’Impresa per l’esecuzione dei lavori dell’ascensore inclinato per trasporto pubblico da via Pinetti a via Fontanarossa. REPUBBLICA ITALIANA L’anno , il giorno del mese di , in una delle sale del Palazzo Comunale, posto in Via Garibaldi al civico numero nove INNANZI A ME - sono comparsi PER UNA PARTE - il Comune di Genova, con sede in Genova, Via Garibaldi n.9, Codice Fiscale 00856930102, rappresentato dal Dottor nato a il domiciliato presso la sede del Comune, nella qualità di munale n. in esecuzione della deliberazione della Giunta Codel o determinazione dirigenziale della Direzione n. del MOD_02_01_00_19 (inserire provvedimento di aggiudicazione definitiva) Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 1 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA E PER L’ALTRA PARTE - l’Impresa di seguito per brevità denominata Impresa sede in , con , via C.A.P. codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di numero rappresentata dal Signor nato a il e domiciliato presso la sede dell’Impresa in qualità di ; Detti comparenti della cui identità personale io Segretario Generale sono certo, PREMETTONO CHE - con determinazione dirigenziale della Direzione n. in data , esecutiva ai sensi legge, è stato approvato il progetto esecutivo dei lavori di “Realizzazione di un ascensore inclinato per il trasporto pubblico in Genova che collega via P. Pinetti a via S. Fontanarossa”. - il giorno _____________ ha avuto luogo, presso questo Comune, la gara, mediante procedura aperta , in prima seduta per l’affidamento in appalto dei suddetti lavori, per un importo complessivo posto a base di gara di Euro 3.972.035,57 (………….) di cui Euro 151.216,97 (………….) per oneri per la sicurezza ed Euro 59.000,00 (…………..) per opere in economia, entrambi MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 2 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA già predeterminati e non soggetti a ribasso, il tutto oltre I.V.A., in cui si è conclusa la fase di ammissione dei concorrenti avendo tutte le Imprese partecipanti dimostrato - attraverso la presentazione delle relative attestazioni S.O.A. idonee per categoria e classifica - di possedere la necessaria qualificazione come da verbale in pari data; - il giorno _________________ ha avuto luogo, presso questo Comune, la seconda seduta della gara mediante procedura aperta per il conferimento in appalto dei suddetti lavori, come da verbale in pari data, conclusasi con l’aggiudicazione provvisoria a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata in quella proposta da ____________________ con il punteggio complessivo di …….. (……………….), per un prezzo offerto di euro ………. (……………) oltre Euro 151.216,97 per oneri per la sicurezza ed Euro 59.000,00 per opere in economia, corrispondente a un ribasso percentuale del ……………..% e per un tempo di esecuzione dei lavori offerto pari a …….. (………..) giorni, il tutto oltre I.V.A.; - con successiva determinazione dirigenziale della Direzione ………….. n. _____ in data ____________, esecutiva, il Comune ha aggiudicato definitivamente l’appalto di cui trattasi all’Impresa Quanto sopra premesso e confermato quale parte integrante del presente atto, le Parti, come sopra costituite, convengono e stipulano quanto segue. TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1. Oggetto del contratto 1. Il Comune di Genova affida in appalto all’Impresa , che, avendo sottoscritto il verbale di cui all’articolo 71 comma 3 del Regola- MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 3 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA mento Generale approvato con D.P.R. N. 554/1999, accetta senza riserva alcuna, l’esecuzione dei lavori “Realizzazione di un ascensore inclinato per il trasporto pubblico in Genova che collega via P. Pinetti a via S. Fontanarossa”. L’Impresa si impegna alla loro esecuzione alle condizioni di cui al presente contratto e agli atti a questo allegati o da questo richiamati. Articolo 2. Capitolato d’appalto. 1. L'appalto viene conferito e accettato sotto l'osservanza piena, assoluta, inderogabile e inscindibile, oltre che del presente contratto, delle norme, condizioni, patti, obblighi, oneri e modalità dedotti e risultanti dal Capitolato Generale approvato con D.M. LL.PP. 19.4.2000 n. 145, in quanto vigente e compatibile con le disposizioni di cui al D.Lgs.163/2006 , dalle previsioni delle tavole grafiche progettuali e dal capitolato speciale d'appalto unito alla determinazione dirigenziale della direzione “Nuove e Grandi Opere - Settore Infrastrutture di Trasporto Pubblico - Servizio Trasporto di Superficie in Sede Propria n. del , integrante il progetto, nonché alle condi- zioni di cui alla determinazione dirigenziale della direzione “Nuove e Grandi Opere - Settore Infrastrutture di Trasporto Pubblico - Servizio Trasporto di Superficie in Sede Propria n. del (inserire provvedi- mento di aggiudicazione definitiva) , che l'impresa dichiara di conoscere, avendone sottoscritto per accettazione copie conformi depositate agli atti del Settore Gare e Contratti, che qui si intendono integralmente riportate e trascritte con rinuncia a qualsiasi contraria eccezione. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 4 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 2. Sono estranei al contratto e non ne costituiscono in alcun modo riferimento negoziale il computo metrico e il computo metrico estimativo allegati al progetto. 3. Sono altresì estranei al contratto e non ne costituiscono in alcun modo riferimento negoziale le quantità delle singole lavorazioni indicate sugli atti progettuali, nonché i prezzi unitari delle stesse singole lavorazioni offerti dall’appaltatore in sede di gara, se non limitatamente a quanto previsto dall’articolo 4 del presente contratto. Articolo 3. Ammontare del contratto. 1. L’importo contrattuale, al netto dell’I.V.A. e fatta salva la liquidazione finale, ammonta a Euro ............................ (.................) comprensivo di Euro ........................ (...........................) per oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza. 2. Il contratto è stipulato interamente “a corpo” ai sensi dell’articolo 53, quarto comma, del D.Lgs. 163/2006, per cui l’importo contrattuale resta fisso e invariabile, senza che possa essere invocata da alcuna delle parti contraenti alcuna successiva verificazione sulla misura o sul valore attribuito alla quantità e alla qualità di detti lavori. Articolo 4. Variazioni al progetto e al corrispettivo. 1. Qualora il Comune di Genova, per il tramite della direzione dei lavori, richiedesse e ordinasse modifiche o varianti in corso d’opera, fermo restando il rispetto delle condizioni e della disciplina di cui all’articolo 132 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, le stesse verranno concordate e successivamente liquidate ai prezzi di contratto, ma se comportano categorie di lavorazioni non MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 5 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA previste o si debbono impiegare materiali per i quali non risulta fissato il prezzo contrattuale, si procederà alla formazione di nuovi prezzi a norma dell’articolo 136 del regolamento approvato con D.P.R. n. 554/1999. 2. In ogni caso trova applicazione, verificandosene le condizioni, la disciplina di cui agli articoli 45, comma 8, 134 e 135 del regolamento approvato con D.P.R. n. 554/1999 e agli articoli 10 e 11 del capitolato generale d'appalto approvato con D.M. n. 145/2000. 3. L’elenco dei prezzi unitari, ancorché costituito dai prezzi unitari offerti dall’appaltatore in sede di gara, è vincolante per la valutazione di eventuali varianti, addizioni o detrazioni in corso d’opera, qualora ammissibili ai sensi dell’articolo 132 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. TITOLO II - RAPPORTI TRA LE PARTI Articolo 5. Termini per l'inizio e l'ultimazione dei lavori. 1. I lavori devono essere consegnati con le modalità di cui all'articolo 129 del regolamento approvato con D.P.R. n. 554/1999 e iniziati entro 45 giorni dalla stipula del presente contratto. (ovvero, in alternativa, per i lavori urgenti da iniziare nelle more della stipulazione del contratto) 1. I lavori sono consegnati e iniziati prima della stipulazione del contratto, per i motivi descritti nel verbale di consegna che qui si intende integralmente riportato, ai sensi dell’articolo 338 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato “F”, dell’articolo 129, commi 1 e 4, del regolamento approvato con D.P.R. n. 554/1999. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 6 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA Il Comune ha affidato con Atto d’Impegno datato 12/12/2005 all’azienda AMI S.p.a. di Genova (Via L. Montaldo civ. 2), tra le altre, la prestazione ingegneristica di direzione lavori. Ami S.p.a ha quindi affidato tramite regolare gara a Sidercad S.p.a. di Genova (Via Bosco civ. 15) tale attività, individuando successivamente l’Ing. Andrea Poloni (Sidercad) come Direttore dei Lavori. Egli dovrà costituire, come da Atto d’Impegno, ai sensi dell’articolo 123 del D.P.R. 554/99 l’Ufficio di Direzione Lavori che sarà preposto alla direzione ed al controllo tecnico contabile ed amministrativo dei lavori secondo le norme del presente contratto e da esso richiamate. In particolare tale Ufficio dovrà garantire, attraverso specifiche figure professionali, un’adeguata presenza nell’ambito del cantiere al fine di verificare il rispetto delle norme di conduzione e gestione tecnica dell’appalto soprattutto con riferimento al rispetto delle disposizioni contenute nei piani di sicurezza e/o di quelle espressamente impartite dal Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. Inoltre il Direttore dei lavori potrà avvalersi discrezionalmente, per accertamenti, senza obbligo di preavviso nei confronti dell’appaltatore, di personale della Polizia Municipale, munito di titoli professionali adeguati, il quale opererà col supporto tecnico del Coordinatore della Sicurezza in fase operativa, ovvero del personale ispettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. In particolare, oltre agli accertamenti relativi alle condizioni di sicurezza del cantiere, il Direttore dei Lavori, anche attraverso il supporto del suddetto personale, verificherà l’impiego di personale autorizzato in cantiere il cui elenco dovrà essere comunicato dall’Impresa all’atto della consegna dei lavori e ogni qualvolta vi MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 7 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA siano delle modificazioni. In particolare l’elenco dovrà essere correlato dei rispettivi nulla osta o contratti di assunzione. A tal fine l’Impresa appaltatrice e le eventuali imprese subappaltatrici dovranno fornire ai lavoratori impiegati un cartellino di riconoscimento che dovrà essere sempre tenuto in posizione visibile da parte dei lavoratori operanti nel cantiere medesimo. Detto cartellino dovrà indicare le generalità del dipendente, nome, cognome, fotografia ed impresa di appartenenza e relativo contratto applicato. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel cantiere, i quali dovranno provvedere al riguardo per proprio conto. In caso di contemporanea presenza in cantiere di più datori di lavoro o lavoratori autonomi, di tale obbligo risponde in solido il Comune, nella persona del Direttore Lavori. I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere agli obblighi di cui sopra mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione Provinciale del Lavoro, da tenersi in cantiere, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori. In caso di presenza in cantiere di dipendenti non segnalati in precedenza al Direttore dei Lavori, lo stesso dovrà procedere immediatamente alla relativa segnalazione all’INPS, all’INAIL ed alla CASSA EDILE Genovese, al fine di verificare la regolarità in relazione al rispetto delle norme del contratto di lavoro. 2. Il tempo utile per ultimare tutti i lavori in appalto è fissato in giorni 572 (cinquecentosettantadue) naturali, successivi e continui decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 8 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA (Sostituire in fase di stesura con la seguente dicitura) 2.Il tempo utile per ultimare tutti i lavori in appalto così come proposto in sede di presentazione del progetto da parte del concorrente aggiudicatario è fissato in giorni …….. (…………..) naturali, successivi e continui decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori. Articolo 6. Penale per i ritardi. 1. Nel caso di mancato rispetto del termine indicato per l’esecuzione delle opere, per ogni giorno naturale consecutivo di ritardo nell’ultimazione dei lavori o per le scadenze fissate nel programma temporale dei lavori è applicata una penale pari all’uno per mille dell’importo contrattuale corrispondente a Euro …………….. 2. La penale, con l’applicazione delle stessa aliquota di cui al comma 1 e con le modalità previste dal capitolato speciale d'appalto, trova applicazione anche in caso di ritardo nell’inizio dei lavori, nella ripresa dei lavori seguente un verbale di sospensione e nel rispetto delle soglie temporali intermedie fissate nel cronoprogramma. La misura complessiva della penale non può superare il 10 %. In tal caso la Civica Amministrazione ha la facoltà di risolvere il contratto in danno dell’appaltatore. Articolo 7. Sospensioni o riprese dei lavori. 1. È ammessa la sospensione dei lavori su ordine del direttore dei lavori nei casi di avverse condizioni climatologiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola d’arte dei lavori stessi, compresa la necessità di procedere alla redazione di MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 9 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA una variante in corso d’opera nei casi previsti dall’articolo 132 comma 1, lettere a), b) e c), del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. 2. La sospensione dei lavori permane per il tempo necessario a far cessare le cause che ne hanno comportato la interruzione. 3. Qualora l’Impresa .................... ritenga siano cessate le cause della sospensione dei lavori, senza che il Comune di Genova ne abbia disposto la ripresa può diffidare per iscritto il responsabile del procedimento a dare le necessarie disposizioni al direttore dei lavori affinché provveda a quanto necessario alla ripresa degli stessi. La diffida è necessaria per poter iscrivere riserva all’atto della ripresa dei lavori qualora l’Impresa intenda far valere l’illegittima maggiore durata della sospensione. 4. Qualora i periodi di sospensione superino un quarto della durata complessiva prevista per l’esecuzione dei lavori ovvero i sei mesi complessivi, l’Impresa stessa può richiedere lo scioglimento del contratto senza indennità; se il Comune di Genova si oppone allo scioglimento, l’Impresa ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti. In ogni altro caso, per la sospensione dei lavori, qualunque ne sia la causa, non spetta all’appaltatore alcun compenso e indennizzo. 5. Alle sospensioni dei lavori previste dal capitolato speciale d’appalto come funzionali all’andamento dei lavori e integranti le modalità di esecuzione degli stessi si applicano le disposizioni procedurali di cui al presente articolo ad eccezione del comma 4. Articolo 8. Oneri a carico dell’appaltatore. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 10 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 1. Sono a carico dell’Impresa ......................... tutti gli oneri già previsti dal capitolato speciale d’appalto, quelli imposti per legge, per regolamento o in forza del capitolato generale. In particolare l’Impresa per tutta la durata dei lavori, anche attraverso un suo rappresentante, nominato ai sensi dell’articolo 4 del D.M. 145/2000, deve garantire la presenza sul luogo di esecuzione degli stessi. Detto rappresentante può coincidere con il Direttore di cantiere nominato ai sensi dell’articolo 6 del citato D.M. 145/2000, individuato ai sensi del successivo punto 3 del presente articolo. Egli dovrà essere espressamente delegato a rappresentare in loco l’appaltatore per tutti gli adempimenti, atti o fatti che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro. L’Amministrazione Comunale, con la massima tempestività e i mezzi più celeri, farà pervenire comunque le necessarie comunicazioni in merito anche nei confronti dell’Impresa presso la sua sede. 2. L’Impresa è responsabile della disciplina e del buon ordine del cantiere e ha obbligo di osservare e far osservare al proprio personale le norme di legge e di regolamento. 3. La direzione del cantiere ai sensi dell’articolo 6 decreto del Ministero dei LL.PP. 19.4.2000 n. 145 è assunta dal ............................... Nato a ...................il ......... in qualità di .............., abilitato secondo le previsioni del capitolato speciale in rapporto alle caratteristiche delle opere da eseguire. L’Impresa ......................... si impegna a comunicare tempestivamente al Comune eventuali modifiche del nominativo del soggetto incaricato. 4. L’Impresa, tramite il direttore di cantiere assicura l‘organizzazione, la gestione tecnica e la conduzione del cantiere da parte di tutte le Imprese im- MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 11 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA pegnate nell’esecuzione dei lavori. Il direttore dei lavori ha il diritto di esigere il cambiamento del direttore di cantiere e del personale dell’appaltatore per indisciplina, incapacità o grave negligenza. L’Impresa è in tutti i casi responsabile dei danni causati dall’imperizia o dalla negligenza di detti soggetti, nonché della malafede o della frode nella somministrazione o nell’impiego dei materiali. 5. L’Impresa ..................... deve osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, sicurezza, salute, assicurazione e assistenza dei lavoratori. 6. Sono altresì a carico dell’Impresa gli oneri di cui all’articolo 25 del presente contratto. Articolo 9. Contabilizzazione dei lavori. 1. La contabilizzazione dei lavori è effettuata in conformità alle disposizioni vigenti. 2. La contabilizzazione dei lavori a corpo è effettuata, per ogni categoria di lavorazione in cui il lavoro è stato suddiviso, secondo la quota percentuale eseguita rispetto all'aliquota relativa alla stessa categoria, rilevata dal capitolato speciale d'appalto. Le progressive quote percentuali delle varie categorie di lavorazioni che sono eseguite sono desunte da valutazioni autonome del direttore dei lavori che può controllare l'attendibilità attraverso un riscontro nel computo metrico; in ogni caso tale computo metrico non ha alcuna rilevanza contrattuale e i suoi dati non sono vincolanti. Il corrispettivo è determinato applicando la percentuale della quota eseguita all’aliquota contrat- MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 12 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA tuale della relativa lavorazione e rapportandone il risultato all’importo contrattuale netto del lavoro a corpo. 3. Le misurazioni e i rilevamenti sono fatti in contraddittorio tra le parti; tuttavia se l’appaltatore rifiuta di presenziare alle misure o di firmare i libretti delle misure o i brogliacci, il direttore dei lavori procede alle misure in presenza di due testimoni, i quali devono firmare i libretti o brogliacci suddetti. 4. Per i lavori da liquidare su fattura e per le prestazioni da contabilizzare in economia si procede secondo le relative speciali disposizioni. 5. Gli oneri per la sicurezza sono contabilizzati con gli stessi criteri stabiliti per i lavori, con la sola eccezione del prezzo che è quello contrattuale prestabilito dalla stazione appaltante e non soggetto al ribasso offerto in sede di gara. Articolo 10. Invariabilità del corrispettivo. 1. Non è prevista alcuna revisione dei prezzi e non trova applicazione l’articolo 1664, primo comma, del Codice Civile, salvo quanto disposto dall’art. 133, comma 4, del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. 2. Qualora, per cause non imputabili all’Impresa ..................., la durata dei lavori si protragga fino a superare i due anni dal loro inizio, al contratto si applica il criterio del prezzo chiuso di cui all'articolo 133, comma 3 , del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. Articolo 11. Pagamenti in acconto e pagamenti a saldo. 1. Non è dovuta alcuna anticipazione. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 13 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 2. All’Impresa .................. verranno corrisposti pagamenti in acconto in ragione dell’effettivo andamento dei lavori ogni 60 giorni qualunque ne sia il loro ammontare con le modalità di cui all’articolo 168 del D.P.R. 554/1999, al netto della ritenuta dello 0,50% di cui all’articolo 7 comma 2, del capitolato generale approvato con D.M. n. 145/2000. I pagamenti relativi dovranno essere effettuati dal Comune entro i termini di cui all’articolo 29 del D.M. 145/2000: - 45 giorni dalla maturazione dello stato di avanzamento per l’emissione del certificato di pagamento; - 30 giorni dall’emissione del certificato di pagamento per l’ordine di pagamento. Ai sensi dell’art. 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e s.m.i., nonché dell’art. 16-bis della Legge 28 gennaio 2009 n. 2, per ogni pagamento in acconto si procederà nei confronti dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, alla richiesta del documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.),relativo al cantiere interessato dai lavori; l’appaltatore dovrà produrre copia dei versamenti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva ove dovuti. La mancata presentazione come pure l’irregolarità del suddetto D.U.R.C. sono causa ostativa all’emissione del certificato di pagamento e comporta la sospensione dei termini per il pagamento degli acconti e del saldo di cui all’art. 29 del D.M. n.145/2000. In caso di mancato pagamento del subappaltatore, ossia in caso di mancata esibizione delle fatture quietanzate da parte dell’affidatario, la stazione appaltante sospende il successivo pagamento in favore dell’appaltatore medesimo. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 14 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA Qualora i lavori rimangano sospesi per un periodo superiore a 60 giorni, per cause non dipendenti dall’appaltatore e comunque non imputabili al medesimo, l’appaltatore può chiedere ed ottenere che si provveda alla redazione dello stato di avanzamento e all’emissione del certificato di pagamento, prescindendo da quanto stabilito al comma 2. Al termine dei lavori, sempre previo accertamento con le modalità di cui sopra della regolarità contributiva si darà luogo al pagamento dell’ultima rata di acconto. Qualsiasi altro credito eventualmente spettante all'impresa per l'esecuzione dei lavori è pagato, quale rata di saldo, entro 90 giorni dall'emissione del certificato di collaudo previa garanzia fidejussoria ex art. 141 comma 9 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 nonché art. 102 del D.P.R. n. 554/1999. Il pagamento della rata di saldo non costituisce presunzione di accettazione dell'opera, ai sensi dell'articolo 1666, secondo comma, del codice civile ed è corrisposto previo l’accertamento della regolarità contributiva effettuato con le modalità già citate. Nel caso in cui la Civica Amministrazione effettui pagamenti di importo superiore a diecimila Euro e qualora non lo accerti direttamente, l’impresa dovrà presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’assenza di qualsiasi inadempimento derivante dalla notifica di uno o più cartelle di pagamento per imposte e tasse ovvero lo stato e la misura delle somme eventualmente dovute, mentre nel caso di mancata presentazione della dichiarazione da parte del beneficiario, la Civica Amministrazione prima di effettuare il pagamento a favore del beneficiario, provvederà a effettuare MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 15 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA una specifica verifica ai sensi di quanto disposto dall’art. 4 del D.M.E. e F. n. 40 del 18 gennaio 2008, presso Equitalia S.p.A. . Tale operazione comporta la sospensione dei termini per il pagamento. L’eventuale presenza di debiti in misura pari almeno all’importo di diecimila Euro produrrà la sospensione del pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell’ammontare del debito rilevato nonché la segnalazione della circostanza all’agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte in ruolo ai sensi ed agli effetti dell’art. 3 del D.M.E. e F. n. 40 del 18 gennaio 2008. 3. I pagamenti saranno effettuati mediante l’emissione di bonifico bancario presso la banca ..................... Agenzia n. …… di …….(…) Codice IBAN: ……………………. La persona autorizzata dall’appaltatore, qualora non coincidesse con lo stesso, a sottoscrivere i documenti contabili è ............................................ L’impresa si impegna a comunicare tempestivamente al Comune eventuali modifiche dei nominativi dei soggetti incaricati. L’art. 117 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. regolamenta la cessione di crediti già maturati. In particolare la stessa dovrà essere notificata alla Civica Amministrazione e, in assenza di motivato rifiuto, diverrà opponibile a quest’ultima decorsi quarantacinque giorni. In ogni caso la Civica Amministrazione potrà opporre al cessionario tutte le eccezioni opponibili al cedente in base al presente contratto. Articolo 12. Ritardo nei pagamenti. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 16 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 1. In caso di ritardo nella emissione dei certificati di pagamento o dei titoli di spesa relativi agli acconti ed alla rata di saldo, rispetto ai termini previsti nel capitolato speciale d'appalto come richiamati nel presente contratto, spettano all'appaltatore gli interessi, legali ed eventualmente quelli moratori, nella misura e con le modalità ed i termini di cui all’articolo 30 del capitolato generale d'appalto approvato con D.M. n. 145/2000. 2. Trascorsi i termini di cui sopra o, nel caso in cui l'ammontare delle rate di acconto, per le quali non sia stato tempestivamente emesso il certificato o il titolo di spesa, raggiunga il quarto dell'importo netto contrattuale, l'appaltatore ha facoltà di agire ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, ovvero, previa costituzione in mora della stazione appaltante e trascorsi 60 giorni dalla medesima, di ricorrere al giudice ordinario per la risoluzione del contratto. Articolo 13. Regolare esecuzione e collaudo, gratuita manutenzione. 1. L'accertamento della regolare esecuzione dei lavori secondo le prescrizioni tecniche prestabilite e in conformità al presente contratto avviene con l’emissione del certificato di collaudo, che ha carattere provvisorio, entro sei mesi dall’ultimazione lavori. 2.Il predetto certificato assume carattere definitivo decorsi due anni dalla sua emissione e deve essere approvato dalla stazione appaltante; il silenzio di quest’ultima protrattosi per due mesi oltre predetto termine di due anni equivale ad approvazione. 3.Salvo quanto disposto dall'articolo 1669 del codice civile, l'appaltatore risponde per la difformità ed i vizi dell'opera, ancorché riconoscibili, purché MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 17 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA denunciati dalla stazione appaltante prima che il certificato di collaudo, trascorsi due anni dalla sua emissione, assuma carattere definitivo. 4.L'appaltatore deve provvedere alla custodia, alla buona conservazione e alla gratuita manutenzione di tutte le opere e impianti oggetto dell'appalto fino all'approvazione degli atti di collaudo da effettuarsi entro i termini di legge; resta nella facoltà della stazione appaltante richiedere la consegna anticipata di parte o di tutte le opere ultimate. Articolo 14. Risoluzione del contratto. 1. Il Comune di Genova ha facoltà di risolvere il contratto con le modalità e nei casi previsti dall’articolo 135 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. La risoluzione dovrà essere disposta comunque in caso di sentenza di condanna passata in giudicato per gravi violazioni degli obblighi attinenti la sicurezza sul lavoro. 2. Inoltre il Comune procederà alla risoluzione del contratto, ai sensi e con le modalità di cui all’articolo 136 del D.Lgs 163/2006 nei seguenti casi, tutti riconducibili a grave inadempimento, grave irregolarità o grave ritardo: a) grave negligenza e/o frode nell'esecuzione dei lavori; b) inadempimento alle disposizioni del direttore dei lavori, pregiudizievole, del rispetto dei termini di esecuzione di singole fasi delle lavorazioni; c) manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori; d) inadempienza, accertata dagli organi preposti, alle norme di legge e contrattuali sulla prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro nonché in materia di versamenti contributivi a favore degli Enti Previdenziali, Assicura- MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 18 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA tivi e Antinfortunistici, inclusa, ove necessaria, la CASSA EDILE GENOVESE; e) sospensione o rallentamento dei lavori, senza giustificato motivo, in misura tale da pregiudicare la realizzazione dei lavori stessi nei termini previsti dal contratto; f) subappalto non autorizzato, associazione in partecipazione, cessione anche parziale del contratto; g) non rispondenza dei beni forniti alle specifiche di contratto e allo scopo dell’opera, in misura tale da pregiudicare la funzionalità dell’opera; h) proposta motivata del coordinatore per la sicurezza nella fase esecutiva ai sensi dell’articolo 92, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81; i) perdita, da parte dell'appaltatore, dei requisiti per l'esecuzione dei lavori, quali il fallimento, l’irrogazione di misure sanzionatorie o cautelari che inibiscono la capacità di contrattare con la pubblica Amministrazione ; l) mancato invio delle fatture quietanzate dal subappaltatore giustificato dal mancato pagamento nei confronti dello stesso delle prestazioni derivanti dal contratto di subappalto; m) gravi e ripetute violazioni alle disposizioni contenute nei piani di sicurezza da parte dell’Impresa appaltatrice nonché delle eventuali imprese subappaltatrici, comprese quelle relative al comportamento omissivo degli stessi operai ed alla omessa segnalazione al riguardo da parte del direttore di cantiere al direttore dei lavori o al coordinatore della sicurezza in fase operativa; n) inadempienze agli obblighi contrattuali verso la società Assicuratrice derivanti dalle condizioni contenute nelle polizze contro i rischi da esecuzione MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 19 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA e/o dalla polizza decennale postuma, che abbiano causato l’inefficacia delle stesse verso l’assicurato e quindi impedito il risarcimento dei danni subiti dal Comune, diversamente coperti dalle suddette polizze; o) revoca dell`attestazione di qualificazione con provvedimento dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti pubblici, dovuta alla produzione di falsa documentazione o dichiarazioni mendaci. 3. L'appaltatore è sempre tenuto al risarcimento dei danni a lui imputabili. 4. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 134 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 il Comune ha il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto previo il pagamento dei lavori eseguiti, del valore dei materiali utili esistenti in cantiere nonché dell’indennizzo calcolato ai sensi del 2° comma del medesimo articolo. Articolo 15. Controversie. 1. Qualora siano iscritte riserve sui documenti contabili, il responsabile del procedimento acquisisce immediatamente la relazione riservata del direttore dei lavori e, ove costituito, del collaudatore e qualora le stesse siano di importo pari o superiore al 10% (diecipercento) di quello contrat- tuale ai sensi e agli effetti dell'art. 240 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., sentito l'appaltatore, formula alla stazione appaltante, entro 90 (novanta) giorni dalla apposizione dell'ultima delle riserve, proposta motivata di accordo bonario sulla quale la stazione appaltante delibera con provvedimento motivato entro sessanta giorni. 2. Con la sottoscrizione dell'accordo bonario da parte dell'appaltatore cessa la materia del contendere MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 20 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 3. Tutte le controversie derivanti dall'esecuzione del contratto, comprese quelle conseguenti al mancato raggiungimento dell'accordo bonario di cui al comma 1, saranno devolute all'Autorità Giudiziaria Competente - Foro esclusivo di Genova. TITOLO III - ADEMPIMENTI CONTRATTUALI SPECIALI Articolo 16. Adempimenti in materia di lavoro dipendente, previdenza e assistenza. 1. L'Impresa ............. è obbligata ad applicare integralmente tutte le norme contenute nel contratto nazionale di lavoro e negli accordi integrativi, territoriali ed aziendali, per il settore di attività e per la località dove sono eseguiti i lavori; essa è altresì responsabile in solido dell'osservanza delle norme anzidette da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell'ambito del subappalto. Essa si impegna a trasmettere al Comune, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia agli Enti Previdenziali, inclusa la CASSA EDILE GENOVESE, ove necessario, Assicurativi ed Antinfortunistici. 2. L'Impresa è altresì obbligata a rispettare tutte le norme in materia retributiva, contributiva, previdenziale, assistenziale, inclusa la Cassa Edile Genovese ove richiesta, assicurativa, sanitaria, di solidarietà paritetica, previste per i dipendenti dalla vigente normativa, con particolare riguardo a quanto previsto dall'articolo 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e dall'articolo 7 del capitolato generale d'appalto approvato con D.M. n. 145/2000. 3. L'impresa _________________ è altresì responsabile in solido con il subappaltatore in caso di mancata effettuazione e versamento delle ritenute MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 21 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA fiscali sui redditi di lavoro dipendente e mancato versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti, a cui e' tenuto il subappaltatore. L’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo al subappaltatore fino all’esibizione da parte di questi della predetta documentazione. Gli importi dovuti per la responsabilità solidale non possono eccedere complessivamente l'ammontare del corrispettivo dovuto dall'appaltatore al subappaltatore. 4. Per ogni inadempimento rispetto agli obblighi di cui al presente articolo, accertato dagli Enti Competenti che ne richiedano il pagamento, il Comune di Genova effettua trattenute su qualsiasi credito maturato a favore dell'appaltatore per l'esecuzione dei lavori e procede, in caso di crediti insufficienti allo scopo, all'escussione della garanzia fideiussoria. Articolo 17. Adempimenti in materia antimafia. Il Comune di Genova ha esperito gli adempimenti disposti dal D.Lgs. n. 490 in data 8 agosto 1994 e dal D.P.R. n. 252 in data 3 giugno 1998. Articolo 18. Sicurezza e salute dei lavoratori nel cantiere. 1. L'Impresa ......................, ha depositato presso la stazione appaltante: a) il documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 17 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81; b) un proprio piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relativa responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori, quale piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e di coordinamento di cui al successivo capoverso. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 22 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA La stazione appaltante ha messo a disposizione il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 predisposto dall’Ing./arch._______in data________, del quale l’Impresa, avendone sottoscritto per accettazione l’integrale contenuto, assume ogni onere e obbligo. Quest’ultima ha facoltà altresì di redigerne eventuali integrazioni ai sensi di legge e in ottemperanza all’art. 12 del Capitolato Speciale d’Appalto. 2. Il piano di sicurezza e di coordinamento di cui al precedente capoverso e il piano operativo di sicurezza di cui alla lettera b) depositati agli atti formano parte integrante e sostanziale del presente contratto d’appalto pur non essendo allo stesso allegati . 3. L'Impresa ................... deve fornire tempestivamente al Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione gli aggiornamenti alla documentazione di cui al comma 1, ogni volta che mutino le condizioni del cantiere ovvero i processi lavorativi utilizzati. 4. L’Ufficio di Direzione Lavori, anche per il tramite del Coordinatore della sicurezza in fase esecutiva, e l’Impresa, anche attraverso il proprio direttore di cantiere e/o il proprio rappresentante espressamente delegato, garantiscono la propria presenza sul luogo di esecuzione dei lavori al fine di controllare il rispetto di tutte le norme poste a tutela della sicurezza o di impartire le opportune disposizioni in caso di loro violazione. 5. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell'appaltatore, previa la sua formale costituzione in mora, costituiscono causa di risoluzione del contratto in suo danno, ai sensi dell’art. 136 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 23 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA Articolo 19. Subappalto. 1. Il contratto non può essere ceduto, a pena di nullità. (qualora l'aggiudicatario abbia indicato, in sede di offerta, i lavori da subappaltare) 2. Previa autorizzazione del Comune di Genova e nel rispetto dell'articolo 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, i lavori che l'Impresa ......................... ha indicato a tale scopo in sede di offerta possono essere subappaltati, nella misura, alle condizioni e con i limiti e le modalità previste dal capitolato speciale d'appalto. In particolare si dà atto che l’Impresa ha dichiarato di voler subappaltare le seguenti attività: ................................................. ............................................. Onde consentire una corretta e tempestiva esecuzione dei lavori possibilmente senza interruzioni o sospensione degli stessi, ai fini del rilascio dell’autorizzazione entro i termini previsti dall’articolo 118 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, l’Impresa si obbliga, all’atto della presentazione dell’istanza di subappalto, a presentare la seguente documentazione: a) copia del contratto di subappalto dal quale emerga, tra l’altro, che il prezzo praticato dall’Impresa esecutrice di tali lavori non superi il limite indicato dall’articolo 118 comma 4 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. A tal fine per ogni singola attività affidata in subappalto dovrà essere precisato il prezzo pattuito nel contratto d’appalto comprensivo del costo per gli oneri della sicurezza espressamente evidenziati, rispetto ai quali il subappaltatore non dovrà praticare alcun ribasso. b) Attestazione SOA riferita all’Impresa subappaltatrice, ovvero, per i lavori di importo inferiore a 150.000,00 euro, certificato di iscrizione alla CameMOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 24 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA ra di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura comprensivo del nulla osta antimafia. c) Dichiarazione sostitutiva resa dal rappresentante dell’Impresa subappaltatrice secondo l’apposito modulo predisposto dal Comune di Genova, ritirabile presso l’ufficio del Responsabile del Procedimento. Dalla data di presentazione dell’ istanza di autorizzazione al subappalto decorrono trenta giorni, oppure quindici, nel caso di subappalti di importo inferiore al 2% dell’importo del contratto d’appalto oppure inferiori a 100.000,00 Euro, perché la stazione appaltante autorizzi o meno il subappalto. Tale termine può essere prorogato una volta sola se ricorrono giustificati motivi; tra i giustificati motivi potrebbe essere compresa l’incompletezza della documentazione presentata a corredo della domanda di autorizzazione al subappalto. I lavori oggetto di subappalto non potranno avere inizio prima dell’autorizzazione da parte del Comune di Genova ovvero della scadenza del termine previsto al riguardo dall’articolo 118 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 senza che l’Amministrazione abbia chiesto integrazioni alla documentazione presentata o ne abbia contestato la regolarità. Qualora l’istanza di subappalto pervenga priva di tutta o di parte della documentazione richiesta, il Comune non procederà al rilascio dell’autorizzazione, provvederà a contestare la carenza documentale all’Impresa appaltatrice, convenendo altresì le parti, che in tale circostanza eventuali conseguenti sospensioni dei lavori saranno attribuite a negligenza dell’Impresa appaltatrice medesima e pertanto non potranno giustificare proroghe al termine finale di esecuzione dei lavori, giustificando invece l’applicazione, in tal caso, delle penali contrattuali. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 25 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 3. E’ fatto obbligo all’Impresa di trasmettere entro 20 giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato nei suoi confronti copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti dalla stessa corrisposti al subappaltatore o cottimista con l’indicazione delle ritenute di garanzia effettuate. In difetto la Civica Amministrazione procederà alla formale contestazione dell’addebito all’appaltatore, assegnandogli un termine di 15 giorni entro il quale dovrà trasmettere all’Ufficio del R.U.P. le fatture quietanzate dal subappaltatore. In caso di ulteriore inadempimento il Comune potrà procedere alla risoluzione del contratto per grave inadempimento ai sensi dell’articolo 136 del D.Lgs. 163/2006 e, conseguentemente, all’escussione della garanzia prestata dall’appaltatore ai sensi dell’articolo 113 comma 1 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. Il Comune non provvede al pagamento diretto dei subappaltatori e cottimisti. Articolo 20. Garanzia fideiussoria a titolo di cauzione definitiva. 1. A garanzia degli impegni assunti con il presente contratto o previsti negli atti da questo richiamati, l'Impresa ...................... ha prestato apposita garanzia fideiussoria (cauzione definitiva) mediante …………………. (i) nume- ro ………… in data …………………. rilasciata dalla società/dall'istituto ……………….……………….. agenzia/filiale di …….. …………(………) pari al …....……. (iii) (ii) per l'importo Euro per cento dell'importo del presente contratto avente validità fino al .............. ridotto nella misura del 50% ai sensi dell'art. 40, comma 7, del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 26 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA ( NB in caso di fidejussione bancaria inserire: autenticata nelle firme dal Notaio ..................... di .......................... in data ........................ con il numero ........................di Repertorio.) 2. La garanzia deve essere integrata ogni volta che la stazione appaltante abbia proceduto alla sua escussione, anche parziale, ai sensi del presente contratto. 3. Detta garanzia, previe eventuali e necessarie proroghe, resterà vincolata per tutta la durata dei lavori e fino alla data di emissione del certificato di collaudo salvo quanto previsto dall’art. 113 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. Articolo 21. Responsabilità verso terzi e assicurazione. 1. L’Impresa ..................... assume la responsabilità di danni a persone e cose, sia per quanto riguarda i dipendenti e i materiali di sua proprietà, sia quelli che essa dovesse arrecare a terzi in conseguenza dell'esecuzione dei lavori e delle attività connesse, sollevando Il Comune di Genova da ogni responsabilità al riguardo. 2. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 103 del Regolamento Generale l’Impresa si impegna a stipulare polizza assicurativa che tenga indenne il Comune dai rischi derivanti dall’esecuzione dei lavori a causa del danneggiamento o della distruzione totale o parziale di impianti ed opere, anche preesistenti, con una somma assicurata pari ad Euro 8.000.000 (…………….), che preveda una garanzia per responsabilità civile verso terzi per un massimale di Euro 4.000.000 ( quattromilioni/00 euro). MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 27 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA Detta polizza sarà emessa in applicazione dello schema tipo 2.3 di cui al D.M. 12 marzo 2004 n. 123. Qualora per il mancato rispetto anche di una sola delle condizioni di cui all’articolo 2 lettere c) ed e) ed articolo 10 lettere a) e c) del suddetto schema contrattuale la garanzia della polizza assicurativa per i danni da esecuzione non sia operante, l’appaltatore sarà direttamente responsabile nei confronti del Comune per i danni da questo subiti in dipendenza dell’esecuzione del contratto d’appalto. In caso di mancato risarcimento del danno subito dal Comune, a seguito di azioni od omissioni del contraente configuranti mancato rispetto dei sopra citati articoli del contratto di assicurazione, ciò sarà considerato come comportamento gravemente negligente dell’appaltatore ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 38 e 136 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. TITOLO IV - DISPOSIZIONI FINALI Articolo 22. Documenti che fanno parte del contratto. 1. Fanno parte del presente contratto e si intendono allegati allo stesso, ancorché non materialmente e fisicamente uniti al medesimo ma depositati agli atti del Comune di Genova, i seguenti documenti: - il capitolato generale d’appalto approvato con D.M. 19 aprile 2000, n. 145; - il capitolato speciale d’appalto; - gli elaborati grafici progettuali; - l'elenco dei prezzi unitari individuato ai sensi degli articoli 2, 3 e 4 del presente contratto; - i piani di sicurezza previsti dall’articolo 18 del presente contratto; MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 28 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA - il cronoprogramma. Articolo 23. Richiamo alle norme legislative e regolamentari. 1. Si intendono espressamente richiamate le norme legislative e le altre disposizioni vigenti in materia e in particolare il D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, e il regolamento approvato con D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e il D.M. 145/2000 per quanto ancora vigenti e in quanto compatibili con le disposizioni del D.Lgs. 163/2006. Articolo 24 Elezione del domicilio Ai sensi dell’articolo 2 comma 1 del D.M. 145/2000 l’Impresa ......................... elegge domicilio in Genova presso: - gli uffici comunali - altro Articolo 25. Spese di contratto, imposte, tasse e trattamento fiscale. 1. Tutte le spese alle quali darà luogo il presente atto, inerenti e conseguenti (imposte, tasse, diritti di segreteria ecc.) (pro-quota) comprese quelle occorse per la gara sono a carico dell’Impresa che, come sopra costituita, vi si obbliga. 2. Sono altresì a carico dell’appaltatore tutte le spese di bollo per gli atti occorrenti per la gestione del lavoro, dal giorno della consegna a quello della data di emissione del collaudo provvisorio. 3. Ai fini fiscali si dichiara che i lavori di cui al presente contratto sono soggetti all'imposta sul valore aggiunto, per cui si richiede la registrazione in misura fissa ai sensi dell'articolo 40 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 29 di 30 Codice interno GULP:2625 AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA 4. L'imposta sul valore aggiunto, alle aliquote di legge, è a carico della stazione appaltante. 5. Tutti gli allegati al presente atto sono da intendersi quale parte integrante e sostanziale di esso e le Parti, avendone presa visione, col mio consenso, mi dispensano di darne lettura. Richiesto io, Segretario Generale del Comune ho rice- vuto il presente atto, scritto a macchina mediante inchiostro nero indelebile, e in parte a mano da persona di mia fiducia, su fogli e parte del resi bollati, del quale è stata data lettura alle Parti contraenti che lo approvano e meco lo firmano a termini di legge. i Completare con le parole “polizza assicurativa” ovvero “fideiussione bancaria” a seconda del caso. ii Indicare la società o l'istituto, bancario o assicurativo, che rilascia la garanzia, con la sede. iii La garanzia deve essere conforme al D.Lgs. 163/2006 MOD_02_01_00_19 Schema di contratto d’appalto generico Rev. n° 05 del 09/2009 Pagina 30 di 30 Codice interno GULP:2625