direzione mobilita` - settore metropolitana e trasporto pubblico

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direzione mobilita` - settore metropolitana e trasporto pubblico
DIREZIONE MOBILITA' - SETTORE METROPOLITANA E TRASPORTO PUBBLICO SERVIZIO TRASPORTO DI SUPERFICIE IN SEDE PROPRIA
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 2010-125.4.1-1
L'anno 2010 il giorno 11 del mese di agosto il sottoscritto Merello Mario in qualita' di
dirigente di Servizio Trasporto Di Superficie In Sede Propria, ha adottato la
Determinazione Dirigenziale di seguito riportata.
OGGETTO APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLE MODALITA’ DI
AFFIDAMENTO DEI LAVORI RELATIVI ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI
ASCENSORE INCLINATO TRA VIA PINETTI E VIA FONTANAROSSA A GENOVA
QUEZZI.
Adottata il 11/08/2010
Esecutiva dal 19/08/2010
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
DIREZIONE MOBILITA’
SETTORE METROPOLITANA E TRASPORTO PUBBLICO
SERVIZIO TRASPORTO DI SUPERFICIE IN SEDE PROPRIA
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 2010/125.4.1/1
OGGETTO: APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLE MODALITA’
DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI RELATIVI ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO
DI ASCENSORE INCLINATO TRA VIA PINETTI E VIA FONTANAROSSA A GENOVA
QUEZZI.
Premesso:
-
che la Regione Liguria ha ricompreso l’intervento in argomento tra quelli finanziabili
mediante i fondi della Legge Regionale n. 10/97, sia contribuendone per intero ai
costi sostenuti per la progettazione definitiva, con delibera di Giunta Regionale n.
1584 del 3/12/1999, per un importo di euro 126.531,94, sia contribuendo per il 60%
del costo complessivo dell’intervento con delibera di Giunta Regionale n. 1810 del
23/12/2003, per un importo pari a Euro 1.384.276,00;
-
che il progetto è stato approvato per le finalità della Legge Regionale n. 10/97 con
Determinazione Dirigenziale n. 2 del 16/3/2004;
-
che con deliberazione n. 1182 in data 2/12/2004 la Giunta Comunale ha approvato la
costruzione dell’impianto in argomento, unitamente al quadro economico
preliminare comportante in allora una spesa presunta complessiva pari ad euro
2.359.329,00, individuandone la copertura finanziaria come segue:
− euro 1.384.276,00 – contributo Regione Liguria - L.R. n.10/97 (ACC 2004/1770);
− euro 848.521,00 - prestito obbligazionario comunale (BOC);
− euro 126.532,00 - fondi impegnati con DGC 1019/2000 (IMPE 2000/3609);
che la stessa delibera di Giunta Comunale n. 1182/2004 individuava la Società A.M.T.
quale affidataria delle prestazioni ingegneristiche;
che a seguito della successiva scissione societaria di A.M.T. è stata costituita la Società
AMI Azienda Mobilità e Infrastrutture, totalmente di proprietà del Comune alla quale con
Determinazione Dirigenziale 2005/115.7/1 del 16/1/2006 sono state affidate la progettazione
esecutiva, la Direzione Lavori ed il coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed
esecuzione;
-
che con deliberazione n. 38 in data 27/3/2007 il Consiglio Comunale ha espresso parere
favorevole all’approvazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 59 della L.R. n. 36/97 e
s.m. e i. dei contenuti del progetto definitivo relativo alla costruzione dell’impianto
in argomento sulla base della progettazione sviluppata dalla Società AMI S.p.A.
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
Società affidataria della progettazione e ne ha dichiarato la pubblica utilità ai sensi
dell’art. 12 del D.P.R. n. 327/01, come integrato dal D. Lgs. n. 302 del 27/12/2002;
-
che, rispetto al progetto definitivo approvato in Conferenza dei Servizi, si è resa
necessaria una variante migliorativa alla fermata intermedia di via Portazza,
consistente nell'arretramento e risagomatura del muro di sostegno compreso tra la
"berlinese" a monte della fermata e via Portazza stessa, variante che permetterà di
ampliare l'area di sosta e manovra riservata ai mezzi di servizio dell'ascensore,
migliorandone inoltre l'impatto estetico;
-
che, in accordo con gli uffici comunali preposti, non essendo la zona interessata
sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico, si è convenuto di non richiedere un
nuovo titolo abilitativo, ma di approvare tale variante di carattere meramente
esecutivo, con il presente provvedimento;
-
che la Società AMI S.p.A. ha sviluppato la progettazione pervenendo ad un quadro
economico più aggiornato rispetto a quello preliminare approvato con la sopraccitata
Delibera di Giunta Comunale n. 1182/2004, quantificato in euro 4.000.000,00;
-
che con deliberazione n. 99 in data 22/12/2008 il Consiglio Comunale ha approvato il
Programma Triennale dei LL.PP. 2009/2011 nel quale si prevede l’esecuzione dei
lavori in argomento a fronte di una spesa complessiva pari ad euro 4.000.000,00;
-
che tale Quadro Economico globale risulta quantificato dalla Società AMI S.p.A. a
livello definitivo sulla base delle computazioni estimative sulla base di prezzi unitari
aggiornati al 2007;
-
che la Società AMI S.p.A., posta in liquidazione nel 2008, ha proceduto nel corso nel
2009 ad una completa ed accurata rivisitazione ed aggiornamento della progettazione
esecutiva in relazione ai seguenti punti:
− adeguamento dei prezzi unitari per adozione del prezzario 2009 rispetto a quello del 2007 che
ha comportato per alcune lavorazioni, quali le paratie di micropali, notevoli incrementi di
costo;
− aumento di quantità computate a seguito di una più accurata rielaborazione progettuale, in
sede di redazione della sopraccitata variante migliorativa, riguardante le paratie tipo berlinese
della fermata intermedia di via Portazza;
− ripristino di muretti;
− smaltimento acque reflue;
− assistenza muraria;
− modifica all’impianto di illuminazione pubblica;
− mappe tattili;
− cancelli di protezione;
− allaccio all’impianto di irrigazione;
− inserimento dei costi speciali della sicurezza;
-
che la rivisitazione progettuale ha riguardato anche una più accurata quantificazione
delle somme a disposizione della stazione appaltante e non ricompresa nell’importo
da porsi a base di appalto;
-
che tali attività ingegneristiche hanno richiesto un notevole sforzo progettuale e
organizzativo della struttura tecnica della Società AMI, già in regime di liquidazione
societaria, con un conseguente incremento delle iniziali voci di spesa già approvate
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
nella delibera di Giunta Comunale n. 1182/2004 e nella successiva Determinazione
Dirigenziale 2005/115.7/1 sopra richiamata;
-
che tale costo suppletivo, rappresentato dalla Società AMI S.p.A. in € 30.725,00 + IVA
e ritenuto congruo dallo Scrivente, viene inserito nel quadro economico riepilogativo
che si approverà col seguente provvedimento;
-
che conseguentemente la Società AMI S.p.A. in Liquidazione ha integrato a più riprese
la progettazione esecutiva pervenendo ad una prima consegna finale degli elaborati
in data 7/4/2010 con nota prot. n. 0118 ed una successiva conclusiva in data
3/6/2010 con nota prot. n. 0186 (pervenuta in data 9/6/2010) per la parte contenente
Quadro Economico finale, Schema finale di Contratto e Cantierizzazione;
-
che la documentazione progettuale elaborata da AMI S.p.A. è composta dai seguenti
elaborati:
DOCUMENTO
NUMERO
TITOLO
GE01rev3
1
Relazione generale
CSArev2
2
Capitolato speciale d'appalto
GE10rev4
3
Relazione di cantierizzazione
GE15rev3
4
Piano di sicurezza e di coordinamento
GE17rev3
5
Piano di manutenzione dell'opera
OPR1rev4
6
Relazione geotecnica e calcolo palificate
SCR1rev3
7
Relazione di calcolo - strutture in cemento armato
SCR2rev3
8
Relazione strutture metalliche stazione Fontanarossa
SCR3rev2
9
Note integrative relative azioni sismiche
VCR1rev2
10
Relazione di calcolo strutture metalliche via di corsa
e scale di sicurezza
IGErev0
11
Indagine geologica esecutiva D.M.11.03.88 par B
IEITrev3
12
Relazione tecnica Impianto elettrico e impianto telecontrollo
IArev2
13
Relazione caratteristiche tecniche dell'impianto ascensore
CIGrev0
14
Conformità del progetto all'indagine geologica
CSAMrev1
15
Conformità del progetto di smaltimento acque meteoriche
EPrev3
16
Elenco prezzi unitari
CMErev3
17
Computo metrico estimativo
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
QIMrev3
18
Quadro incidenza della manodopera
QErev3
19
Quadro economico
SCOrev1
20
Schema di contratto
PMrev3
21
Piano dei monitoraggi
GE09rev3
22
Cronoprogramma
FOrev3
23
Fascicolo dell'opera
APrev0
24
Analisi prezzi
LLFrev0
25
Lista delle lavorazioni e delle forniture
CABArev0
26
Conformità del progetto all'abbattimento barriere architettoniche
TAVOLA
1P060rev2
GE06
1P061rev2
GE07
1P062rev3
GE11
1P063rev3
GE12
1P064rev2
GE20
1P065rev2
GE21
1P066rev5
GE22
1P067rev2
GE23
1P068rev2
GE24
1P069rev2
GE25
1P070rev2
OP01
1P071rev2
OP02
1P072rev2
OP03
1P073rev3
OP04
1P074rev2
OP05
1P075rev2
SA01
1P076rev2
SA02
NUMERO
TITOLO
1
Planimetria rilievo stato attuale
2
Planimetria generale di progetto
3
Cantierizzazione - schema generale
flussi di traffico e cantiere
4
Fasi di cantierizzazione
5
6
7
Planimetria e profilo generali
da stazione Fontanarossa a picchetto 7
Planimetria e profilo generali
da picchetto 7 a stazione Pinetti
Schemi definizione ingombri
degli impianti meccanici
8
Sistemazione del versante - planimetria
9
Sistemazione del versante
dettagli recinzioni, muri di sostegno e scala di servizio
10
Individuazione sottoservizi interferenti
11
12
13
14
15
16
17
Opere provvisionali
planimetria generale di tracciamento
Stazione Pinetti
opere provvisionali - prospetti berlinesi
Fermata Portazza
opere provvisionali - prospetti berlinesi
Opere provvisionali
dettagli tipici
Opere provvisionali
armatura placcaggi
Stazione Pinetti opere in c.a.
carpenteria - piante
Stazione Pinetti opere in c.a.
carpenteria - sezioni A-A, F-F, G-G, H-H, I-I, VISTA E
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
1P077rev2
SA03
1P078rev2
SA08
1P079rev2
SB01
1P080rev2
SB02
1P081rev2
SB03
1P082rev2
SB04
1P082rev3
SB05
1P083rev2
SC01
1P084rev2
SC02
1P085rev2
SC03
1P086rev2
SC04
1P087rev2
SC05
1P088rev2
SC06
1P089rev2
SC10
1P090rev2
VC01
1P091rev2
VC02
1P092rev2
VC03
1P093rev2
VC04
1P094rev2
VC05
1P095rev2
VC07
1P096rev2
VC08
1P097rev2
VC10
1P098rev2
VC15
1P099Arev2
IM01A
1P099Brev2
IM01B
1P100rev4
AR01
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
Stazione Pinetti opere in c.a.
carpenteria - sezioni B-B, C-C, D-D
Stazione Pinetti opere in c.a.
armature piante, sezioni e dettagli
Fermata Portazza opere in c.a.
carpenteria - piante e dettagli
Fermata Portazza opere in c.a.
carpenteria - prospetti, viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B, C-C, D-D, H-H, LL
Fermata Portazza opere in c.a.
armature - piante e sezioni
Fermata Portazza opere in c.a.
armature - viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B e dettagli
Fermata Portazza - opere in c.a.
carpenteria e armature - piante, sezioni e dettagli
Stazione Fontanarossa opere in c.a.
carpenteria - piante
Stazione Fontanarossa opere in c.a.
carpenteria - sezioni
Stazione Fontanarossa - progetto strutturale
armature - piante e dettagli
Stazione Fontanarossa - progetto strutturale
armature - sezioni e dettagli
Stazione Fontanarossa - progetto strutturale
armature - sezioni e dettagli
Stazione Fontanarossa - strutture metalliche
piante e sezioni
Stazione Fontanarossa - strutture metalliche
nodi tipici
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria e profilo generali
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 0 al filo 4
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 4 al filo 7
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 7 al filo 11
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 11 al filo 14
Via di corsa - dettagli tipici
Via di corsa e scale di sicurezza.
Stilate ed appoggi dal filo 8 al filo 14
Via di corsa e scale di sicurezza.
Dettagli ringhiera
Carpenteria e orditura plinti
picchetti 2-3-4-5-6-7
41
Schema smaltimento acque meteoriche
42
Schema smaltimento acque meteoriche - dettagli
43
Sistemazioni marciapiedi e viabilità
Via Pinetti e via Ginestrato
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
1P101rev3
AR02
1P102rev4
AR03
1P103rev4
AR04
1P104rev4
AR05
1P105rev4
AR06
1P106rev4
AR07
1P107rev4
AR08
1P108rev4
AR09
1P109rev3
AR10
1P110rev4
AR11
1P111rev4
AR12
1P115rev1
AR13
1P119rev2
IE182
1P120rev3
IE183
1P121rev3
IE184
1P122rev3
IE185
1P123rev3
IE186
1P124rev3
IE187
1P125rev3
IE188
-
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
Stazione Pinetti - progetto architettonico
piante
Stazione Pinetti - progetto architettonico
prospetti
Stazione Pinetti - progetto architettonico
sezione
Fermata Portazza - progetto architettonico
piante
Fermata Portazza - progetto architettonico
prospetti e sezioni
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
piante
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
prospetti
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
sezioni
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
murature
Progetto architettonico - particolari costruttivi
dettagli
Progetto architettonico - particolari costruttivi
abaco
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
locale sottostazione
Impianto elettrico e impianto di telecontrollo e videosorveglianza - Quadri
elettrici
57
Impianto elettrico - Planimetria cabina elettrica
58
Impianto elettrico - Planimetrie stazione superiore
59
Impianto elettrico - Planimetria fermata intermedia
60
Impianto elettrico - Planimetria stazione inferiore
61
Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa superiore
62
Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa inferiore
che la spesa complessiva necessaria per la realizzazione dei lavori in argomento
ammonta ad € 5.161.883,56 (IVA compresa) come risulta dal seguente Quadro
Economico Riepilogativo:
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
Voce
Descrizione
Importo [€]
%
158.365,69
110.000,00
283.754,59
86.224,23
872.960,25
419.140,74
159.213,34
439.237,73
799.760,25
320.000,00
252.633,87
11.744,69
3.913.035,57
4,05%
2,81%
7,25%
2,20%
22,31%
10,71%
4,07%
11,22%
20,44%
8,18%
6,46%
0,30%
100 %
OPERE A BASE D’APPALTO
LAVORI
A01
A02
A03
A04
A05
A06
A07
A08
A09
A10
A11
A12
A
Preparazione area, cantierizzazione e costi speciali sicurezza per opere provvisionali
Monitoraggi
Scavi, riporti, livellamenti e trasporti in discarica
Demolizioni e smontaggi
Pali e palificate
Opere strutturali in calcestruzzo
Carpenterie metalliche strutturali
Carpenterie metalliche strutturali via di corsa
Opere edili di completamento
Impianto ascensore
Impianti (elettrico, telecontrollo, videosorveglianza e idraulico)
Opere a verde
Totale Lavori
ONERI SICUREZZA (già ricompresi in A)
B01
B02
B
Costi diretti sicurezza
Costi speciali sicurezza
Totale Oneri Sicurezza (non soggetti a ribasso)
90.192,13
61.024,84
151.216,97
LAVORI IN ECONOMIA
C
OBA
Totale Lavori in Economia (non soggetti a ribasso)
Totale Opere a Base di Appalto [A + C]
59.000,00
3.972.035,57
SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE
D
ESPROPRI E SERVITÙ, OCCUPAZIONI TEMPORANEE, INDENNIZZI,
Totale Espropri e Servitù, Occupazioni Temporanee, Indennizzi, Accordi
110.000,00
e Cessioni Bonarie (IVA compresa)
ALTRE SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE
E01
E02
E03
E04
E05
E06
E07
E08
E09
E10
E11
E
F01
F02
F03
Allacciamenti ai pubblici servizi
Modifiche / interferenze ai pubblici servizi
Imprevisti [2,3%∙OBA]
Acquisizione galleria demaniale
Stati testimoniali (perizia giurata)
Bonifica ordigni bellici e ambientale (IVA compresa)
Progettazione e direzione lavori
Spese per pubblicità e ove previsto per opere d’arte
Spese per analisi e collaudi
Incentivo alla sicurezza ex D.G.R. n. 1558 del 20 dicembre 2001
Incentivi alla progettazione per i dipendenti pubblici ex D.lgs. 163/06 art. 92
Totale Altre Somme a Disposizione della Stazione Appaltante
IMPOSTE
IVA su lavori [10%∙OBA]
IVA su imprevisti e prezzo chiuso [10%∙E03]
IVA su altre spese [20%∙(E1+E2+E7+E8+E9+E10+(E5+E9 per parte soggetta a IVA))]
7.065,14
36.500,00
91.356,82
34.669,66
36.419,00
103.315,72
244.834,00
4.500,00
21.657,00
3.400,00
19.860,18
603.577,52
397.203,56
9.135,68
69.931,23
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
F
Totale Imposte
SD
Totale Somme a Disposizione della
IMPORTO TOTALE PROGETTO [OBA + SD]
Stazione Appaltante [D+E+F]
476.270,47
1.189.847,98
5.161.883,56
Considerato:
-
che quota parte dell’ammontare quantificato nel suddetto quadro economico, alle voci
E07 ed E08, pari ad euro 150.932,24, quali spese tecniche relative alla progettazione
definitiva e spese di pubblicità, risulta già impegnata e liquidata come segue:
-
-
per euro 50.612,00 - mandato n. 7657/2004 a favore di A.M.T. S.p.A. (IMPE
2000/3609);
per euro 2.675,28 - mandato n. 5598/2006 a favore di Publirama S.p.A. (IMPE
2004/4286);
per euro 3.768,00 - mandato n. 5597/2006 a favore di Publirama S.p.A. (SIMP
2004/4286);
per euro 51.870,00 - mandato n. 5913/2007 a favore di A.M.I. S.p.A. (SIMP
2004/4285/1);
per euro 1.073,72 - mandato n. 10471/2010 a favore di Istituto Poligrafico dello Stato
(SIMP 2004/4283);
per euro 27.930,00 - mandato n. 2555/2010 a favore di A.M.I. S.p.A. (SIMP
2004/4285/1);
per euro 830,84 – liquidazione n. 5184/2010 a favore di Istituto Poligrafico dello Stato
(SIMP 2004/4283);
per euro 12.172,40 - mandato n. 10853/2010 a favore di A.M.I. S.p.A. (SIMP
2000/3609/1);
che con Determinazione Dirigenziale n. 2007/115.20.2/228 in data 9/8/2007 è stata
acquisita dall’Agenzia del Demanio la Galleria, ex ricovero antiaereo, di via P.
Pinetti, da utilizzare per la costruzione dell’impianto in argomento, a fronte di una
spesa di importo pari ad euro 29.144,14 (IVA esente), prevista nel quadro economico
di cui sopra alla voce E04, la cui copertura finanziaria è stata individuata nello stesso
provvedimento nei fondi conservati a residui:
−
con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03
“Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004:
−
per euro 12.723,77 (SIMP 2004/4287/4);
−
per euro 13.876,23 (SIMP 2004/4286/1);
−
con Determinazione Dirigenziale n. 2002/115.5/1457 in data 11/9/2002 al capitolo
70900 c.d.c. 326.8.01 “Gestione del patrimonio immobiliare – Acquisto beni immobili” del
Bilancio 2002:
−
-
per euro 2.544,14 (SIMP 2002/4045/1);
che ai sensi della Legge 30/12/2004, n. 311, la spesa conseguente all’acquisto suddetto
ha subito un adeguamento pari al 8% annuo, comportando un incremento della
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
somma da erogare all’Agenzia del Demanio pari ad euro 4.849,58 (IVA esente),
anch’essa prevista nel quadro economico di cui sopra alla voce E04, la cui copertura
finanziaria è stata individuata nei fondi conservati a residui con la sopra richiamata
Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di
Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004 (SIMP 2004/4286/1);
-
che nella fase di redazione della progettazione esecutiva si è evidenziata la necessità di
eseguire la ricerca preventiva e l’eventuale bonifica di ordigni bellici delle aree
interessate dall’intervento, talché in data 28/1/2010 è stato prodotto da A.M.I. S.p.A
il progetto esecutivo appaltabile del servizio di “Bonifica bellica ed ambientale”,
approvato con Determinazione Dirigenziale n. 2010/154.5.1/1 in data 29/1/2010 e
comportante una spesa pari ad euro 115.891,68 (IVA compresa), prevista nel quadro
economico di cui al presente provvedimento alle voci E05 (quota) ed E06, la cui
copertura finanziaria è stata individuata nello stesso provvedimento nei fondi
conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400
c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004:
−
per euro 97.891,67 (SIMP 2004/4283/1);
−
per euro 17.629,21 (SIMP 2004/4283/2);
−
per euro 370,80 (SIMP 2004/4283/3);
-
che con Determinazione Dirigenziale n. 2010/154.5.1/2 in data 26/2/2010 sono state
affidate ad A.M.I. S.p.A. le prestazioni di “Direzione dell’esecuzione del contratto di
bonifica bellica ed ambientale e di esecuzione degli stati testimoniali preliminari alla
bonifica stessa”, finanziando la relativa spesa, pari ad euro 21.811,68, con i fondi
conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400
c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004, e
precisamente:
−
per euro 10.904,40 (SIMP 2004/4283/4), mediante riduzione del SIMP 2004/4283/2;
−
per euro 10.907,28 (SIMP 2004/4283/5);
-
che con Determinazione Dirigenziale n. 2010/154.5.1/3 in data 29/3/2010 il suddetto
servizio è stato aggiudicato in via definitiva alla ditta Amenophis Costruzioni s.r.l. di
Napoli, a seguito dell’espletamento di procedura aperta, per un importo contrattuale
di euro 65.420,38, comprensivo di euro 16.202,97 per oneri di sicurezza più IVA al
20% pari ad euro 13.084,08, per un totale di euro 78.504,46;
-
che, detratte le somme sopra elencate, la quota residua dell’ammontare, quantificato nel
suddetto quadro economico, per la quale è necessario individuare la copertura
finanziaria, ammonta complessivamente ad euro 4.850.158,64 ed è reperibile
limitatamente all’importo di euro 2.050.148,06, nei fondi conservati a residui con la
sopra richiamata Del. G.C. n. 1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03
“Infrastrutture di Trasporto – Costruzione” del Bilancio 2004:
−
euro 1.783.070,38 - (IMPE 2004/4283);
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
−
−
−
−
−
−
-
euro 59.157,00 - (SIMP 2004/4285/1);
euro 25.826,91 – (IMPE 2004/4286);
euro 88.676,23 – (SIMP 2004/4287/2);
euro 3.600,00 – (SIMP 2004/4287/3);
euro 26.070,00 – (IMPE 2004/4288);
euro 63.747,54 già impegnati per spese tecniche come segue:
 euro 45.758,94 - (IMPE 2000/3609);
 euro 17.988,60 - (SIMP 2000/3609/1);
che pertanto risulta necessario individuare la copertura finanziaria per l’ammontare
residuo pari ad euro 2.800.010,58;
Considerato inoltre:
-
che è nell’interesse della C. A. accertare prioritariamente la sussistenza di somme
residue derivanti da impegni di spesa assunti nel corso degli anni precedenti, invece
di ricorrere a nuovo indebitamento;
-
che, in particolare, è stata accertata la disponibilità per complessivi euro
2.800.010,58 individuati come segue:
1) per euro 516.776,88, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Deliberazione Giunta
Comunale n. 2129 del 28/11/1996, con la quale venivano destinate al trasporto pubblico in
Val Bisagno risorse finanziarie derivanti dall’offerta pubblica di vendita AMGA S.p.A.;
2) per euro 46.481,12, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Deliberazione Giunta
Comunale n. 920 del 16/7/1999 di assegnazione all’AMT dell’incarico di predisporre la
progettazione definitiva di un ascensore su piano inclinato sul percorso via D. Somma –
Chiesa di S. Rocco nell’ambito del piano di accessibilità alla collina di S.Ilario;
3) per euro 22.716,30, tra le somme residue a suo tempo stanziate in quota lavori con
Deliberazione Giunta Comunale n. 491 del 15/5/2003 di approvazione del progetto definitivo
ed i lavori di completamento della sistemazione e della riqualificazione urbana di piazza
Caricamento;
4) per euro 26.111,61, tra le somme residue a suo tempo stanziate in quota somme a disposizione
per allacci, forniture, spese tecniche, imprevisti con Deliberazione Giunta Comunale n. 491
del 15/5/2003 di approvazione del progetto definitivo ed i lavori di completamento della
sistemazione e della riqualificazione urbana di piazza Caricamento;
5) per euro 950.823,00, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Deliberazione Giunta
Comunale n. 1186 del 20/11/2003 al fine di adempiere l’impegno assunto in sede di
convenzione con AMT S.p.A. per la gestione unitaria del progetto comune di ampliamento
della linea filoviaria S.Benigno - Piazza Montano, specificatamente nel finanziamento della
quota di parte comunale del contributo regionale già a suo tempo deliberato con D.G.R. n.
60/1999;
6) per euro 691.570,52, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Determinazione
Dirigenziale n. 2004/115.7.1/006 del 19/10/2004 di impegno della spesa relativa al
prolungamento della linea filoviaria esistente – Lotto funzionale 1;
7) per euro 545.531,15, tra le somme residue a suo tempo stanziate con Determinazione
Dirigenziale n. 2004/115.7.1/007 del 23/12/2004 di impegno della spesa relativa al
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
prolungamento della linea filoviaria esistente – Lotto funzionale 2 Corvetto – Brignole Staglieno;
-
che i suddetti importi di cui ai punti da 1) a 7) rappresentano economie di spesa e
possono pertanto essere destinate al finanziamento di quota parte della spesa di cui al
quadro economico del presente provvedimento, di cui Euro 997.304,12, derivanti da
finanziamenti BOC, saranno oggetto di devoluzione;
-
che, in particolare, la disponibilità degli importi di cui ai punti 3), 4), 5) e 6) sono
accertabili dagli esiti dei Conti Finali dei lavori e delle forniture;
-
che, inoltre, la disponibilità degli importi di cui ai punti 1) e 2) e di una quota parte, pari
ad euro 332.467,00, dell’importo di cui al punto 7), era già stata destinata alla
realizzazione dell’ascensore di Quezzi in argomento nell’ambito della
predisposizione della documentazione da allegarsi al P.T. LL.PP. 2009/2011,
approvato con la sopra citata del. C.C. n. 99/2008;
-
che, per quanto attiene il sopra richiamato Lotto funzionale 1 del prolungamento della
linea filoviaria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso il nullaosta al pagamento in data 23/2/2009, con note prot. n. 18054 R.U. e n. 18069 R.U., e
conseguentemente ha erogato complessivamente l’importo di euro 5.952.474,03
quale contributo statale dell’ammontare di lavori e forniture relativi a tale intervento,
a fronte di un fabbisogno effettivo pari ad euro 5.260.903,51, in quanto il Comune di
Genova aveva già sostenuto con risorse proprie la spesa di euro 691.570,52,
ammontare che rimane pertanto nella disponibilità del Comune e può essere
utilizzato per il finanziamento di quota parte della spesa corrispondente
all’ammontare di cui al punto 6);
-
che, analogamente per quanto attiene il sopra richiamato Lotto funzionale 2 del
prolungamento della linea filoviaria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
ha espresso il nulla-osta al pagamento in data 23/2/2009, con nota prot. n. 18061
R.U., e conseguentemente ha erogato l’importo di euro 2.970.408,00 quale
contributo statale dell’ammontare relativo al 1° SAL relativo alla fornitura di n. 7
filoveicoli, nell’ambito di tale intervento, a fronte di un fabbisogno effettivo pari ad
euro 2.422.101,92, in quanto il Comune di Genova aveva già sostenuto con risorse
proprie la spesa di euro 548.306,08, ammontare che rimane pertanto nella
disponibilità del Comune e può essere in parte utilizzato per il finanziamento di
quota parte della spesa corrispondente all’ammontare di cui al punto 7);
-
che si ritiene pertanto possibile finanziare il quadro economico di spesa sopra esposto,
per la quota parte di cui non risulta ancora individuata la copertura pari ad €
2.800.010,58 come segue:
1) per euro 516.776,88 - Deliberazione G.C. n. 2129/1996 (IMPE 1996/6651) – finanziamento
Entrate Straordinarie;
2) per euro 46.481,12- Deliberazione G.C. n. 920/1999 (IMPE 2001/929) – finanziamento BOC;
3) per euro 48.827,91 - Deliberazione G.C. n. 491/2003 (SIMP 2002/5522/6 e SIMP
2002/5522/7) – finanziamento Entrate Straordinarie;
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
4) per euro 950.823,00- Deliberazione G.C. n. 1186/2003 (IMPE 2003/4343) – finanziamento
BOC;
5) per euro 691.570,52 - D.D. n. 2004/115.7.1/006 (IMPE 2004/4152) – finanziamento mutuo
Cassa DD.PP. a carico Stato;
6) per euro 545.531,15 - D.D. n. 2004/115.7.1/007 (IMPE 2004/5659) – finanziamento mutuo
Cassa DD.PP. a carico Stato;
Ritenuto opportuno procedere alla devoluzione dell’importo complessivo di Euro
997.304,12 finanziato con le seguenti emissioni di Buoni Obbligazionari Comunali:

Euro 46.481,12 – BOC 6/2001;

Euro 950.823,00 – BOC 7/2003;
Ritenuto inoltre:
-
di dare corso alla realizzazione dei lavori in argomento mediante contratto di appalto per
la sola esecuzione ai sensi dell’art. 53, comma 2, punto a) del D.Lgs. 163/2006 e
conseguentemente indire una procedura aperta, ai sensi dell’art. 55, comma 2, dello
stesso D.Lgs., da esperire fra imprese ed associazioni temporanee di imprese,
qualificate ai sensi del D.P.R. 25/1/2000, n. 34, con le modalità di cui all’art. 83,
comma 1, del D.Lgs. di cui sopra mediante offerta economicamente più vantaggiosa,
ponendo a base di gara, solo ai fini dell’aggiudicazione del contratto, l’importo di
euro 3.913.035,57, comprensivo di euro 151.216,97 per oneri per la sicurezza oltre
euro 59.000,00 per opere in economia, entrambi non soggetti a ribasso;
-
dare atto che le modalità di espletamento della gara, le modalità di esecuzione dei lavori,
nonché tutte le condizioni contrattuali sono specificate nel Capitolato Speciale di
Appalto, con relativi elaborati grafici, e nello schema di Contratto, allegati quali parti
integranti e sostanziali del presente provvedimento;
-
ravvisare, per l’esecuzione dei lavori di cui trattasi ed in considerazione delle
caratteristiche dei lavori in argomento i seguenti elementi obiettivi e pesi da
utilizzarsi quale criterio per la valutazione delle offerte:
a) prezzo
punti 25
b) tempi di esecuzione
punti 10
c) Offerta tecnica
punti 65
come meglio descritto nella tabella “Criteri di valutazione dell’offerta”, dove si individuano nel
dettaglio anche i sub elementi oggetto di valutazione per l’attribuzione dei relativi punteggi, tabella
allegata quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
-
demandare la valutazione della migliore offerta ad una Commissione giudicatrice che
verrà nominata ai sensi dell’art. 84 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i.;
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
-
individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa con il metodo aggregativo
compensatore di cui all’allegato B del D.P.R. n° 554/99 e s.m.i., attraverso, per
quanto riguarda gli elementi qualitativi, la media dei coefficienti variabili tra zero e
uno, attribuiti discrezionalmente dai singoli commissari e per il Tempo di
Esecuzione e il Prezzo con il metodo dell’interpolazione lineare tra il coefficiente
pari a uno, attribuito ai valori degli elementi offerti più convenienti per la stazione
appaltante, e coefficiente pari a zero, attribuito a quelli posti a base di gara;
-
calcolare la soglia di anomalia col metodo descritto dall’art. 86 comma 2, ed effettuare
l’eventuale valutazione ai sensi degli artt. 87, 88 e 89 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. e, in
quanto applicabile, dell’art. 89 comma 2 del D.P.R. 554/1999. Si applica l’art. 187
comma 3 lettera g);
Visto il verbale di validazione del progetto esecutivo, ex art. 47 del D.P.R. n. 554/1999, sottoscritto
in data 2 agosto 2010 dal Responsabile Unico del Procedimento ing. Mario Merello, dal progettista
Ing. Fabrizio Mansueto in qualità di responsabile per le integrazioni delle varie parti specialistiche
per conto di AMI S.p.A. e dal Liquidatore di AMI S.p.A. ing. Adriano Anselmi, verbale che si
allega quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
Visto l’art. 11, comma 2 del D.Lgs. 163/2006;
Visti gli artt. 107, 153 comma 5 e 192 del Decreto Legislativo 18/8/2000, n. 267;
Visti gli artt. 58 e 61 dello Statuto del Comune di Genova;
Visti gli artt. 4, 16 e 17 del Decreto Legislativo 30/3/2001, n. 165;
DETERMINA
1) di approvare per i motivi di cui in premessa il progetto esecutivo appaltabile dei lavori per la
realizzazione dell’impianto di ascensore inclinato tra via Pinetti e via Fontanarossa a
Genova Quezzi conclusivamente trasmesso in data 9/6/2010 dalla Società A.M.I. S.p.A., di
cui si allegano al presente provvedimento quali parti integranti e sostanziali l’elenco
elaborati, il cronoprogramma e la lista delle forniture e lavorazioni;
2) di dare atto dell’ intervenuta validazione del progetto di cui trattasi ai sensi dell’art. 47 del
D.P.R. n. 554/1999, come da verbale sottoscritto in data 2/8/2010 dal Responsabile Unico
del Procedimento Ing. Mario Merello, dal progettista responsabile per l’integrazione delle
varie parti specialistiche Ing. Fabrizio Mansueto per conto di AMI, e dal Liquidatore di
AMI S.p.A. ing. Adriano Anselmi che si allega quale parte integrante e sostanziale al
presente provvedimento, il progetto esecutivo che si approva col presente provvedimento
comporta una spesa complessiva pari ad euro 5.161.883,56, come risulta dal quadro
economico di spesa sotto esposto:
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
Voce
Descrizione
Importo [€]
%
3.913.035,57
100
%
OPERE A BASE D’APPALTO
LAVORI
A
Totale Lavori
ONERI SICUREZZA (già ricompresi in A)
B
Totale Oneri Sicurezza (non soggetti a ribasso)
151.216,97
LAVORI IN ECONOMIA
C
OBA
Totale Lavori in Economia (non soggetti a ribasso)
Totale Opere a Base di Appalto [A + C]
59.000,00
3.972.035,57
SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE
D
E
E1
ESPROPRI E SERVITÙ, OCCUPAZIONI TEMPORANEE,
Totale Espropri e Servitù, Occupazioni Temporanee, Indennizzi, Accordi e
Cessioni Bonarie (IVA compresa)
INDENNIZZI,
110.000,00
ALTRE SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE
583.717,34
Totale Altre Somme a Disposizione della Stazione Appaltante
19.860,18
Incentivo art. 92 D.Lgs. 163/2006
IMPOSTE
476.270,47
Totale Imposte
1.189.87,98
Totale Somme a Disposizione della Stazione Appaltante [D+E+F]
F
SD
IMPORTO TOTALE PROGETTO [OBA + SD]
5.161.883,56
3) di indire, per le motivazioni esposte in premessa, gara a evidenza pubblica mediante
procedura aperta, ai sensi dell’art. 55, comma 2, del D.Lgs. n. 163/2006, per l’affidamento
dei lavori di cui al punto 1), secondo le modalità e condizioni indicate nel Capitolato
Speciale di Appalto, con relativi elaborati grafici, e nello schema di Contratto, allegati al
presente provvedimento quali parti integranti e sostanziali, che contestualmente si
approvano;
4) di esperire la gara di cui al punto 3) fra imprese ed associazioni temporanee di imprese,
qualificate ai sensi del D.P.R. 25/1/2000, n. 34, con le modalità di cui all’art. 83, comma 1,
del D.Lgs. di cui sopra, mediante offerta economicamente più vantaggiosa, ponendo a base
di gara, solo ai fini dell’aggiudicazione del contratto, l’importo di euro 3.913.035,57,
comprensivo di euro 151.216,97 per oneri per la sicurezza oltre euro 59.000,00 per opere in
economia, entrambi non soggetti a ribasso;
5) di individuare, in considerazione delle caratteristiche dell’oggetto del contratto, i seguenti
elementi obiettivi e pesi che possono utilizzarsi quale criterio per la valutazione delle
offerte:
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
a) prezzo
punti 25
b) tempi di esecuzione
punti 10
c) Offerta tecnica
punti 65
come meglio descritto nella tabella “Criteri di valutazione dell’offerta”, dove si individuano
nel dettaglio anche i sub elementi oggetto di valutazione per l’attribuzione dei relativi
punteggi, tabella allegata quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
6) di demandare la valutazione della migliore offerta ad una Commissione giudicatrice che
verrà nominata ai sensi dell’art. 84 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i.;
7) di individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa con il metodo aggregativo
compensatore di cui all’allegato B del D.P.R. n° 554/99 e s.m.i., attraverso, per quanto
riguarda gli elementi qualitativi, la media dei coefficienti variabili tra zero e uno, attribuiti
discrezionalmente dai singoli commissari e per il Tempo di Esecuzione e il Prezzo con il
metodo dell’interpolazione lineare tra il coefficiente pari a uno, attribuito ai valori degli
elementi offerti più convenienti per la stazione appaltante, e coefficiente pari a zero,
attribuito a quelli posti a base di gara;
8) di calcolare la soglia di anomalia col metodo descritto dall’art. 86 comma 2, ed effettuare
l’eventuale valutazione ai sensi degli artt. 87, 88 e 89 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. e, in quanto
applicabile, dell’art. 89 comma 2 del D.P.R. 554/1999. Si applica l’art. 187 comma 3 lettera
g);
9) di far constare che quota parte dell’ammontare quantificato nel suddetto quadro economico,
pari ad euro 150.932,24, conseguente alle spese tecniche relative alla progettazione
definitiva ed alle spese di pubblicità, risulta già impegnata e liquidata come meglio riportato
nelle premesse del presente provvedimento;
10) di far constare altresì che con precedenti provvedimenti, al fine sia di acquisire dall’Agenzia
del Demanio la Galleria, ex ricovero antiaereo, di via P. Pinetti, da utilizzare per la
costruzione dell’impianto in argomento, sia di eseguire la ricerca preventiva e l’eventuale
bonifica da ordigni bellici delle aree interessate dall’intervento, si è proceduto a
subimpegnare una quota parte, pari ad euro 160.792,68, della spesa complessiva riportata
nel quadro economico di cui al punto 2), come meglio descritto nella parte descrittiva del
presente provvedimento;
11) di approvare il Quadro Economico, di cui al punto 2, per complessivi euro 5.161.883,56 e
far constare altresì che, detratte le somme elencate ai punti 9) e 10), la quota residua
dell’ammontare, quantificato nel suddetto quadro economico, per la quale è necessario
individuare la copertura finanziaria, ammonta complessivamente ad euro 4.850.158,64;
12) che il suddetto importo di euro 4.850.158,64 è finanziato:

per euro 2.050.148,06 con i fondi conservati a residui con la sopra richiamata Del. G.C. n.
1182/2004 al capitolo 77400 c.d.c. 3510.8.03 “Infrastrutture di Trasporto – Costruzione”
come specificato in premessa;
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile

per euro 2.800.010,58 con i fondi conservati a residui, già individuati nelle premesse ai
punti da 1) a 7), che rappresentano economie di spesa su impegni assunti negli anni
precedenti, che possono essere destinati al finanziamento di quota parte della spesa di cui al
presente provvedimento, di cui Euro 997.304,12 (derivanti da finanziamenti BOC), che si
impegnano con il presente provvedimento al Capitolo 73165 - C.O. 60900.1.3 “Piano
Urbano Mobilità e Trasporti – Interventi diversi” del bilancio 2010;
13) di mandare a prelevare la somma complessiva di Euro 4.850.158,64 come segue:

Euro 4.369.239,13 – quota lavori (IVA compresa) così suddivisi:

Euro 1.783.070,38 (SIMP. 2004.4283.8);

Euro 516.776,88 (SIMP. 1996.6651.13);

Euro 691.570,52 (SIMP. 2004.4152.1);

Euro 426.998,35 (SIMP. 2004.5659.1);

Euro 950.823,00 (IMPE 2010.3756) (finanziato con devoluzione BOC 7/2003);

Euro 110.000,00 – quota espropri, servitù e cessioni bonarie (IVA compresa)
(SIMP. 2004.5659.2);

Euro 100.492,50 – quota imprevisti (IVA compresa) così suddivisi:

Euro 8.532,80 (SIMP. 2004.5659.3);

Euro 45.478,58 (SIMP. 2000.3609.2);

Euro 46.481,12 (IMPE 2010.3757) (finanziato con devoluzione BOC 6/2001);

Euro 19.860,18 – quota incentivo ex art. 92 D.Lgs. 163/2006 (SIMP. 2004.4286.2)

Euro 250.566,83 – quota somme a disposizione così suddivise:

Euro 18.268,96 (SIMP. 2000.3609.3), contabilizzando una riduzione di Euro
17.988,60 sul SIMP. 2000.3609.1;

Euro 59.157,00 (SIMP. 2004.4285.2), contabilizzando una riduzione di pari
importo del SIMP. 2004.4285.1;

Euro 5.966,73 (SIMP. 2004.4286.3);

Euro 92.276,23 (SIMP. 2004.4287.6), contabilizzando una riduzione di Euro
88.676,23 sul SIMP. 2004.4287.2 ed Euro 3.600,00 sul SIMP. 2004.4287.3;

Euro 26.070,00 (SIMP. 2004.4288.1);

Euro 48.827,91 (SIMP. 2002.5522.55) contabilizzando riduzioni complessivamente
di pari importo sui SIMP. 2002.5522.6 e 7);
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
14) di procedere alla devoluzione dell’importo complessivo di Euro 997.304,12 finanziato con
le seguenti emissioni di Buoni Obbligazionari Comunali:

Euro 46.481,12 – BOC 6/2001;

Euro 950.823,00 – BOC 7/2003;
15) di accertare la somma di Euro 997.304,12 al Capitolo 83010 “Servizio Contabilità e Finanza
– Buoni Obbligazionari Comunali - Devoluzione” del Bilancio 2010 come segue:

Euro 950.823,00 – BOC 7/2003 (ACC.TO 2010.1135);

Euro 46.481,12 – BOC 6/2001 (ACC.TO 2010.1136);
16) di finanziare la spesa complessiva di Euro 997.304,12 (IMPE 2010.3757 e IMPE
2010.3756) con le entrate accertate al precedente punto 15);
17) di dare mandato alla Direzione Contabilità e Finanza – Settore Contabilità Generale per gli
adempimenti conseguenti alla devoluzione di cui sopra;
18) di dare atto che attualmente le aree oggetto dell’intervento non risultano disponibili nella
loro totalità, non essendosi ancora perfezionate le procedure di esproprio, e che
eventualmente, in relazione ai contenuti dell’art. 71, comma 1, del DPR n. 554/99, con
successivo provvedimento dirigenziale potrà essere rilasciata apposita autorizzazione
all’accesso ai fondi in tempi compatibili con le procedure di affidamento lavori;
19) di demandare a successivo provvedimento l'aggiudicazione della gara come sopra esperita;
20) di demandare al Settore Gare e Contratti per gli adempimenti di competenza connessi alla
pubblicazione del bando di gara.
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
ALLEGATO ALLA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 2010-125.4.1-1
AD OGGETTO
APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO
DEI LAVORI RELATIVI ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI ASCENSORE
INCLINATO TRA VIA PINETTI E VIA FONTANAROSSA A GENOVA QUEZZI.
Ai sensi e per gli effetti dell'art. 151 comma 4 del D.Lgs. 267/2000 si appone visto di regolarità
contabile attestante la copertura finanziaria, nei limiti di cui alla Circolare F.L. 25/97 del
Ministero dell'Interno.
Sottoscritto digitalmente dal Direttore Contabilità e Finanza
[dott.ssa Magda Marchese]
Sottoscritto digitalmente dal Dirigente Responsabile
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO “CAPPELLO”
Art 0 - Premessa
1. Il presente capitolato speciale d’appalto stabilisce i contenuti principali dello stesso, ovvero
l’oggetto, l’ammontare e le norme principali dell’appalto, la descrizione, la forma e le
principali dimensioni delle opere.
Per le parti specifiche, relative alle opere civili, all’impianto ascensore e all’impianto
elettrico, telecontrollo e videosorveglianza, il presente documento rimanda ai relativi
capitolati (parti 2, 3 e 4).
Art 1 -
Oggetto dell’appalto
1. L’appalto, a corpo, da aggiudicarsi mediante offerta economicamente più vantaggiosa,
consiste nell’esecuzione di tutti i lavori e forniture necessari per la realizzazione di un
ascensore inclinato a pendenza variabile per il trasporto pubblico con una stazione di
partenza in via Pinetti, una di arrivo in via Fontanarossa (Quezzi alta) ed una fermata
intermedia in via Portazza.
2. Sono compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie
per dare il lavoro completamente compiuto e secondo le condizioni stabilite dal presente
capitolato speciale d’appalto, con le caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative
previste dal progetto.
Art 2 -
Definizione economica dell’appalto
1. L'importo complessivo stimato dei lavori e delle forniture compresi nell'appalto ammonta a
EURO 3.972.035,57 (Euro tremilioninovecentosettantaduemilatrentacinque/57) suddivise
in lavorazioni omogenee di cui all’articolo 45, comma 6, del regolamento generale, come
dal seguente prospetto:
Lavori a corpo
%
A01 Preparazione area, cantierizzazione e costi
Euro 158.365,69
4,05
speciali sicurezza per opere provvisionali
A02 Monitoraggi
Euro 110.000,00
2,81
A03 Scavi, riporti, livellamenti e trasporti in discarica
Euro 283.754,79
7,25
A04 Demolizioni e smontaggi
Euro 86.224,23
2,20
A05 Pali e palificate
Euro 872.960,25
22,31
A06 Opere strutturali in calcestruzzo
Euro 419.140,74
10,71
A07 Carpenterie metalliche strutturali
Euro 159.213,34
4,07
A08 Carpenterie metalliche strutturali via di corsa
Euro 439.237,73
11,22
A09 Opere edili di completamento
Euro 799.760,25
20,44
A10 Impianto ascensore
Euro 320.000,00
8,18
A11 Impianti (Elettrico, telecontrollo,
Euro 252.633,87
6,46
videosorveglianza e idraulico)
Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO”
Rev. n° 01 del 12/2009
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A12
A
B01
B02
B
C01
C
D
E
Opere a verde
Totale lavori
Oneri per sicurezza (non soggetti a ribasso)
Costi diretti sicurezza (gia compresi in A)
Costi speciali sicurezza per opere provvisionali
(ponteggi e simili) (gia compresi in A01)
Totale oneri per sicurezza
Opere in economia (non soggette e ribasso)
Opere in economia
Totale opere in economia
Importo a base di gara (A + C)
Importo a base di gara soggetto a ribasso (A B)
Euro
Euro
11.744,69
3.913.035,57
Euro
Euro
90.192,13
61.024,84
Euro
151.216,97
Euro
Euro
Euro
Euro
59.000,00
59.000,00
3.972.035,57
3.761.818,60
0,30
100
2) Si precisa che gli oneri di cui al precedente punto B sono stati determinati ai sensi dell’art.
4, dell’allegato XV, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 ed ai sensi dell’art. 7, commi 2, 3 e 4, del
D.P.R. 3 luglio 2003 n. 222 e sono già ricompresi nell’importo di cui al precedente punto A.
Ai sensi della vigente normativa detti oneri non sono soggetti al ribasso offerto in sede di
gara.
3. L’ammontare del punto B01 rappresenta la stima dei costi della sicurezza per
apprestamenti ascritti alle cosiddette spese generali; l’ammontare del punto B02
rappresenta la stima, al netto delle percentuali di utili e spese generali, dei costi della
sicurezza per apprestamenti, come ad esempio i ponteggi. Per quanto sopra, in sede di
contabilizzazione, dallo stato di avanzamento lavori sarà detratta la percentuale di
incidenza degli oneri di cui al precedente punto B, percentuale che sarà riconosciuta per
intero; sulla differenza, e solo su questa, sarà applicato il ribasso offerto in sede di gara.
4. L’importo contrattuale, sarà determinato mediante offerta a prezzi unitari, desumibile dalla
lista delle lavorazioni e forniture compilata ai sensi e per gli effetti dell’articolo 90 del
regolamento generale.
5. Su detta lista il concorrente dovrà riportare nella quinta e sesta colonna i prezzi unitari
offerti (nella quinta colonna in cifre e nella sesta colonna in lettere) per ogni lavorazione
descritta nella seconda colonna, e nella settima colonna i prodotti dei quantitativi risultanti
dalla quarta colonna per i prezzi indicati nella sesta colonna.
6. In calce alla lista dovrà essere indicato il prezzo offerto, rappresentato dalla somma dei
prodotti di cui sopra, nonché, in cifre e in lettere, il conseguente ribasso percentuale
rispetto al prezzo complessivo dell’appalto, al netto degli oneri per la sicurezza e delle
opere in economia e quindi calcolato utilizzando la seguente formula:
R = percentuale di ribasso
P(g) = Importo a base di gara pari a (Punto E)
P(o) = Prezzo offerto
R = (P(g) - P(o)) / P(g)
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7. L’aggiudicazione provvisoria dell’appalto farà riferimento al ribasso percentuale di cui sopra
indicato dal concorrente in lettere. In caso di discordanza tra quanto indicato in cifre e
quanto indicato in lettere prevale quest’ultima indicazione.
8. Prima della stipula del contratto si procederà ai sensi e per gli effetti del comma 7
dell’articolo 90 del regolamento generale (DPR 554/1999) alla verifica dei conteggi.
Art 3 -
Modalità di stipulazione del contratto e definizione
tecnica dell’oggetto dell’appalto
1. Il contratto è stipulato interamente “a corpo” ai sensi dell’articolo 53, quarto comma, del
D.Lgs. 163/2006.
2. L’opera oggetto dell’appalto consiste nella realizzazione di un ascensore inclinato per il
trasporto pubblico di persone da Via Pinetti a Via Fontanarossa nel Comune di Genova,
zona Quezzi.
Il tracciato dell’impianto prevede un dislivello di 75,85 metri raggiunto attraverso un cambio
di livelletta da 44.13° a 30.33°. E’ prevista la re alizzazione di due stazioni e di una fermata
intermedia: la stazione di partenza inferiore è situata in prossimità dell’imbocco ovest della
ex-galleria di rifugio antiaereo sita in via Pinetti tra i civici n°66 e 66B, mentre la stazione di
arrivo superiore è prevista all’interno della rampa privata in prossimità del tornante di via
Fontanarossa all’altezza del civico n°44. La fermat a intermedia sarà subito a monte
dell’intersezione con Via Portazza.
Nel dettaglio, il tracciato prevede il collegamento dei seguenti punti fissi:
•
Stazione di valle di via Pinetti
Quota piano finito +59.30 m
•
Fermata intermedia di via Portazza
Quota piano finito +75.50 m
•
Stazione di monte di via Fontanarossa
Quota piano finito +135.15 m
Il profilo altimetrico del versante lungo l’impianto unito all’esigenza di mantenere inalterato
il tracciato stradale di Via Portazza e l’area di parcheggio attigua, hanno fatto sì che l’opera
abbia una lunghezza lungo il filo superiore della via di corsa di circa 131 metri, dei quali i
primi 27 m in galleria inclinata (1°tratto), i succ essivi 23 m in trincea (2° tratto) e i restanti
81 m fuori terra (3°tratto). L’ascensore è costitui to da una cabina unica che si muove lungo
due travi parallele aventi funzione di via di corsa; le travi, collegate mediante opportune
tralicciature, supportano con schema di mensola laterale le scale di servizio e poggiano,
con luci variabili su stilate metalliche incernierate a terra.
La cabina sarà basculante, per adattarsi al tracciato a pendenza variabile mantenendo il
pavimento orizzontale.
Tutto l’impianto sarà recintato mediante opportuni sistemi antintrusione atti ad evitare
anche il contatto accidentale con le parti mobili dell’impianto.
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Art 4 -
Qualificazione
1. Ai fini della qualificazione dell’impresa, per l’esecuzione dei lavori di cui al presente
capitolato, si specifica quanto segue:
a)
-
Categoria prevalente :
OG3
Euro 3.212.797,84 pari al 80,89%
Ricavato mediante somma di A01, A02, A03, A04, A05, A06, A07, A09, A11, A12 e C
come da prospetto di cui in art.2.
b)
Categoria diversa dalla prevalente relativa a strutture, impianti, opere speciali ed
impianti di cui all’articolo 72 comma 4 del D.P.R. 554/1999, ognuna di importo
superiore al 15% dell’importo complessivo dei lavori, eseguibili direttamente dal
concorrente solo se in possesso delle relative, adeguate qualificazioni oppure per le
quali è d’obbligo l’esecuzione in forma di A.T.I.:
OS4
Euro 759.237,73 pari al 19,11%
Ricavato mediante somma di A08 e A10 come da prospetto di cui in art.2.
-
Art 5 -
Interpretazione del progetto
1. In caso di discordanza tra i vari elaborati di progetto vale la soluzione più aderente alle
finalità per le quali il lavoro è stato progettato e comunque quella meglio rispondente ai
criteri di ragionevolezza e di buona tecnica esecutiva.
Art 6 -
Documenti che fanno parte del contratto
1. Fanno parte integrante e sostanziale del contratto d’appalto, ancorché non materialmente
allegati:
a) il capitolato generale d’appalto approvato con decreto ministeriale 19 aprile 2000, n.
145;
b) il presente capitolato speciale d’appalto;
c) tutti gli elaborati progettuali sotto elencati:
DOCUMENTO
GE01rev3
CSArev2
GE10rev4
GE15rev3
GE17rev3
OPR1rev4
NUMERO
1
2
3
4
5
6
TITOLO
Relazione generale
Capitolato speciale d'appalto
Relazione di cantierizzazione
Piano di sicurezza e di coordinamento
Piano di manutenzione dell'opera
Relazione geotecnica e calcolo palificate
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SCR1rev3
SCR2rev3
SCR3rev2
7
8
9
Relazione di calcolo - strutture in cemento armato
Relazione strutture metalliche stazione Fontanarossa
Note integrative relative azioni sismiche
VCR1rev2
IGErev0
IEITrev3
IArev2
CIGrev0
CSAMrev1
EPrev3
QIMrev3
PMrev3
GE09rev3
FOrev3
10
11
12
13
14
15
16
18
21
22
23
Relazione di calcolo strutture metalliche via di corsa
e scale di sicurezza
Indagine geologica esecutiva D.M.11.03.88 par B
Relazione tecnica Impianto elettrico e impianto telecontrollo
Relazione caratteristiche tecniche dell'impianto ascensore
Conformità del progetto all'indagine geologica
Conformità del progetto di smaltimento acque meteoriche
Elenco prezzi unitari
Quadro incidenza della manodopera
Piano dei monitoraggi
Cronoprogramma
Fascicolo dell'opera
LLFrev0
25
Lista delle lavorazioni e delle forniture
CABArev0
26
Conformità del progetto all’abbattimento barriere architettoniche
TAVOLA
1P060rev2
GE06
1P061rev2
GE07
1P062rev3
GE11
1P063rev3
GE12
1P064rev2
GE20
1P065rev2
GE21
1P066rev5
GE22
1P067rev2
GE23
1P068rev2
GE24
1P069rev2
GE25
1P070rev2
OP01
1P071rev2
OP02
1P072rev2
OP03
1P073rev3
OP04
NUMERO
TITOLO
1
Planimetria rilievo stato attuale
2
Planimetria generale di progetto
3
Cantierizzazione - schema generale
flussi di traffico e cantiere
4
7
Fasi di cantierizzazione
Planimetria e profilo generali
da stazione Fontanarossa a picchetto 7
Planimetria e profilo generali
da picchetto 7 a stazione Pinetti
Schemi definizione ingombri
degli impianti meccanici
8
Sistemazione del versante - planimetria
9
Sistemazione del versante
dettagli recinzioni, muri di sostegno e scala di servizio
5
6
10
13
Individuazione sottoservizi interferenti
Opere provvisionali
planimetria generale di tracciamento
Stazione Pinetti
opere provvisionali - prospetti berlinesi
Fermata Portazza
opere provvisionali - prospetti berlinesi
14
Opere provvisionali
dettagli tipici
11
12
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1P074rev2
OP05
1P075rev2
SA01
1P076rev2
SA02
1P077rev2
SA03
1P078rev2
SA08
1P079rev2
SB01
1P080rev2
SB02
1P081rev2
SB03
1P082rev2
SB04
1P082rev3
SB05
1P083rev2
SC01
1P084rev2
SC02
1P085rev2
SC03
1P086rev2
SC04
1P087rev2
SC05
1P088rev2
SC06
1P089rev2
SC10
1P090rev2
VC01
1P091rev2
VC02
1P092rev2
VC03
1P093rev2
VC04
1P094rev2
VC05
1P095rev2
VC07
1P096rev2
VC08
15
16
17
18
19
20
Opere provvisionali
armatura placcaggi
Stazione Pinetti opere in c.a.
carpenteria - piante
Stazione Pinetti opere in c.a.
carpenteria - sezioni A-A, F-F, G-G, H-H, I-I, VISTA E
Stazione Pinetti opere in c.a.
carpenteria - sezioni B-B, C-C, D-D
Stazione Pinetti opere in c.a.
armature piante, sezioni e dettagli
Fermata Portazza opere in c.a.
carpenteria - piante e dettagli
32
Fermata Portazza opere in c.a.
carpenteria - prospetti, viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B, C-C, D-D, H-H, L-L
Fermata Portazza opere in c.a.
armature - piante e sezioni
Fermata Portazza opere in c.a.
armature - viste X-X, Y-Y, sezioni A-A, B-B e dettagli
Fermata Portazza - opere in c.a.
carpenteria e armature - piante, sezioni e dettagli
Stazione Fontanarossa opere in c.a.
carpenteria - piante
Stazione Fontanarossa opere in c.a.
carpenteria - sezioni
Stazione Fontanarossa - progetto strutturale
armature - piante e dettagli
Stazione Fontanarossa - progetto strutturale
armature - sezioni e dettagli
Stazione Fontanarossa - progetto strutturale
armature - sezioni e dettagli
Stazione Fontanarossa - strutture metalliche
piante e sezioni
Stazione Fontanarossa - strutture metalliche
nodi tipici
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria e profilo generali
33
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 0 al filo 4
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
36
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 4 al filo 7
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 7 al filo 11
Via di corsa e scale di sicurezza
planimetria, profilo e sezioni dal filo 11 al filo 14
37
Via di corsa - dettagli tipici
38
Via di corsa e scale di sicurezza.
Stilate ed appoggi dal filo 8 al filo 14
34
35
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1P097rev2
VC10
1P098rev2
VC15
1P099Arev2
IM01A
1P099Brev2
IM01B
1P100rev4
AR01
1P101rev3
AR02
1P102rev4
AR03
1P103rev4
AR04
1P104rev4
AR05
1P105rev4
AR06
1P106rev4
AR07
1P107rev4
AR08
1P108rev4
AR09
40
Via di corsa e scale di sicurezza.
Dettagli ringhiera
Carpenteria e orditura plinti
picchetti 2-3-4-5-6-7
41
Schema smaltimento acque meteoriche
42
Schema smaltimento acque meteoriche - dettagli
Sistemazioni marciapiedi e viabilità
Via Pinetti e via Ginestrato
Stazione Pinetti - progetto architettonico
piante
Stazione Pinetti - progetto architettonico
prospetti
Stazione Pinetti - progetto architettonico
sezione
Fermata Portazza - progetto architettonico
piante
Fermata Portazza - progetto architettonico
prospetti e sezioni
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
piante
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
prospetti
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
sezioni
39
43
44
45
46
47
48
49
50
51
1P109rev3
AR10
1P110rev4
AR11
1P111rev4
AR12
1P115rev1
AR13
1P119rev2
IE182
56
1P120rev3
IE183
57
1P121rev3
IE184
1P122rev3
IE185
1P123rev3
IE186
1P124rev3
IE187
1P125rev3
IE188
52
53
54
55
58
59
60
61
62
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
murature
Progetto architettonico - particolari costruttivi
dettagli
Progetto architettonico - particolari costruttivi
abaco
Stazione Fontanarossa - progetto architettonico
locale sottostazione
Impianto elettrico e impianto di telecontrollo e videosorveglianza - Quadri
elettrici
Impianto elettrico - Planimetria cabina elettrica
Impianto elettrico - Planimetrie stazione superiore
Impianto elettrico - Planimetria fermata intermedia
Impianto elettrico - Planimetria stazione inferiore
Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa superiore
Esecuzione impianto elettrico - Profilo via di corsa inferiore
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d) gli articoli, da 1 a 12 compreso, del “Capitolato di Sicurezza” del Comune di Genova,
approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 877 del 4 giugno 1998.
2. Non fanno parte del contratto e sono estranei ai rapporti negoziali:
- il computo metrico e il computo metrico estimativo;
3. I documenti di cui ai precedenti punti non si allegano avvalendosi del disposto di cui all’art.
99 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827.
Art 7 -
Disposizioni particolari riguardanti l’appalto
1. La partecipazione alla gara d’appalto equivale a dichiarazione di perfetta conoscenza e
incondizionata accettazione della legge, dei regolamenti e di tutte le norme vigenti in
materia di lavori pubblici, nonché alla completa accettazione di tutte le norme che regolano
il presente appalto, e del progetto per quanto attiene alla sua perfetta esecuzione.
2. Esperita la gara, l’Amministrazione appaltante provvederà all’aggiudicazione dell’appalto e,
previa sottoscrizione del verbale di cui all’articolo 71, comma 3, del regolamento generale,
alla stipula del contratto.
Art 8 -
Documentazione propedeutica per la consegna dei lavori
1. L'Amministrazione potrà procedere,in caso di urgenza, alla consegna dei lavori sotto le
riserve di legge di cui all'art. 337 della L. n. 2248/1865, restando così inteso che
l'Appaltatore si obbliga ad accettare la consegna dei lavori anche nelle more della
stipulazione del contratto; il direttore dei lavori indicherà espressamente sul verbale le
lavorazioni da iniziare immediatamente.
2. All’atto della consegna dei lavori l’appaltatore dovrà aver già consegnato alla stazione
appaltante la documentazione relativa ai piani di sicurezza previsti dall’articolo 131 del
decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163.
3. L'appaltatore deve trasmettere alla Stazione appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la
documentazione di avvenuta denunzia di inizio lavori effettuata agli enti previdenziali,
assicurativi ed antinfortunistici, la Cassa Edile nonchè quant’altro richiesto dalla Direzione
dei Lavori o dal Responsabile del Procedimento in ordine alla normativa vigente ed agli
obblighi di cui al presente capitolato speciale;
4. Prima della consegna dei lavori, la Direzione Lavori trasmetterà all’appaltatore i documenti
contabili affinché lo stesso provveda, a propria cura e spese, alla relativa bollatura presso
gli uffici del registro ai sensi dell’art. 2215 del Codice Civile.
Art 9 -
Programma esecutivo dei lavori dell'appaltatore
1. Entro 15 giorni dalla data del verbale di consegna, e comunque prima dell'inizio dei lavori,
l'appaltatore predispone e consegna alla direzione lavori un proprio programma esecutivo
dei lavori, elaborato in relazione alle proprie tecnologie, alle proprie scelte imprenditoriali e
alla propria organizzazione lavorativa. Tale programma, redatto secondo le indicazioni
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della Direzione lavori, deve riportare per ogni lavorazione, le previsioni circa il periodo di
esecuzione nonché l'ammontare presunto, parziale e progressivo, dell'avanzamento dei
lavori alle date contrattualmente stabilite per la liquidazione dei certificati di pagamento. Il
programma deve essere coerente con i tempi contrattuali di ultimazione e deve essere
approvato dalla direzione lavori, mediante apposizione di un visto, entro cinque giorni dal
ricevimento. Trascorso il predetto termine senza che la direzione lavori si sia pronunciata il
programma esecutivo dei lavori si intende accettato, fatte salve palesi illogicità o
indicazioni erronee incompatibili con il rispetto dei termini di ultimazione.
2. Il programma esecutivo dei lavori dell'appaltatore può essere modificato o integrato dalla
Stazione appaltante, mediante ordine di servizio, ogni volta che sia necessario alla miglior
esecuzione dei lavori e in particolare:
A) per il coordinamento con le prestazioni o le forniture di imprese o altre ditte estranee al
contratto;
B) per l'intervento o il mancato intervento di società concessionarie di pubblici servizi le
cui reti siano coinvolte in qualunque modo con l'andamento dei lavori, purché non
imputabile ad inadempimenti o ritardi della Stazione committente;
C) per l'intervento o il coordinamento con autorità, enti o altri soggetti diversi dalla
Stazione appaltante, che abbiano giurisdizione, competenze o responsabilità di tutela
sugli immobili, i siti e le aree comunque interessate dal cantiere; a tal fine non sono
considerati soggetti diversi le società o aziende controllate o partecipate dalla Stazione
appaltante o soggetti titolari di diritti reali sui beni in qualunque modo interessati dai
lavori intendendosi, in questi casi, ricondotta la fattispecie alla responsabilità
gestionale della Stazione appaltante;
D) per la necessità o l'opportunità di eseguire prove sui campioni, prove di carico e di
tenuta e funzionamento degli impianti, nonché collaudi parziali o specifici;
E) qualora sia richiesto dal coordinatore per la sicurezza e la salute nel cantiere, in
ottemperanza all'articolo 92 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81. In ogni caso il programma
esecutivo dei lavori deve essere coerente con il piano di sicurezza e di coordinamento
del cantiere, eventualmente integrato ed aggiornato.
Qualora l’appaltatore non abbia ottemperato a quanto sopra entro dieci giorni dalla richiesta
scritta della Direzione Lavori, sarà applicata la stessa penale giornaliera prevista dallo
schema di contratto per il ritardo sull’ultimazione dei lavori.
Art 10 -
Valutazione dei lavori a corpo
La valutazione dei lavori a corpo sarà effettuata, ai sensi del titolo XI del D.P.R. 554/1999,
sulla base delle aliquote percentuali di cui all’articolo 45, comma 6, del suddetto D.P.R.
riportate nel precedente art. 2 ed applicate all’importo contrattuale.
Art 11 -
Valutazione dei lavori in economia
1. Per i lavori in economia verranno applicati i costi della mano d'opera desunti, per gli operai
edili, dalla tabella periodica pubblicata dall'Associazione dei Costruttori Edili della Provincia
di Genova, per gli operai metalmeccanici, dalla tabella periodica dell'Associazione
Industriali della Provincia di Genova, per gli operai florovivaisti, dal prezzario regionale
edito dall'Unione Regionale delle Camere di Commercio della Liguria, vigenti al momento
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dell'esecuzione dei lavori, aumentati del 15% per spese generali e di un ulteriore 10% per
utili dell'impresa, per una percentuale complessiva del 26,50%.
2. Tali prezzi comprendono ogni spesa per fornire gli operai delle attrezzature di lavoro e dei
dispositivi di protezione individuali di cui all’art.18 comma 1 lett. d) del D.Lgs. 9 aprile 2008
n. 81, per il loro nolo e manutenzione, per l'assistenza e sorveglianza sul lavoro, per
l'illuminazione del cantiere, per assicurazioni e contributi sociali ed assistenziali, per ferie
ed assegni familiari e per ogni altro onere stabilito per legge a carico del datore di lavoro.
3. Gli eventuali materiali e/o mezzi impiegati, verranno pagati con i prezzi di cui al vigente
Prezzario Regionale edito dall’Unione Regionale delle Camere di Commercio della Liguria
al lordo del ribasso d’asta.
4. Dette prestazioni verranno inserite in contabilità nell'acconto immediatamente successivo
la loro esecuzione e/o somministrazioni. Ai sensi dell’articolo 153 del regolamento generale
i lavori in economia sono inseriti in contabilità al lordo del ribasso d’asta.
Art 12 -
Norme di sicurezza
1. I lavori appaltati devono svolgersi nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti in materia di
prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro e in ogni caso in condizione di permanente
sicurezza e igiene.
2. L'appaltatore è obbligato a fornire alla Stazione appaltante, entro 30 giorni
dall'aggiudicazione, l'indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti e
una dichiarazione in merito al rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali previsti
dalle leggi e dai contratti in vigore.
3. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela di cui all'articolo 15 del
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, nonché le disposizioni dello stesso decreto applicabili alle
lavorazioni previste nel cantiere.
4. L'Amministrazione appaltante fornirà, ai sensi dell'art. 90 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, il
Piano di Sicurezza e di Coordinamento, e se necessario il Piano Generale di Sicurezza,
nonché il fascicolo informativo.
5. È obbligo dell'impresa appaltatrice attenersi alle disposizioni del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81
nonché a quelle impartite dal Coordinatore in materia di Sicurezza e di Salute durante la
realizzazione dell'opera designato ai sensi del terzo comma dell'art. 90 del medesimo
Decreto Legislativo; nel rispetto di tali norme i suddetti obblighi valgono anche per le
eventuali imprese subappaltatrici.
6. In conformità al 5° comma dell'art. 100 D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, l'impresa appaltatrice
può presentare, entro 30 giorni dall'aggiudicazione e comunque prima dell'inizio dei lavori,
proposte di integrazione al Piano di Sicurezza e al Piano di Coordinamento, ove ritenga di
poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In
nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei
prezzi pattuiti.
7. Entro il medesimo termine di cui sopra, l'appaltatore deve redigere e consegnare alla
Civica Amministrazione, ai sensi del citato articolo 131 del decreto legislativo 163/2006, il
piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative
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responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori. Detto piano,
complementare di dettaglio al piano di sicurezza di cui al primo comma del presente
articolo, farà parte integrante del contratto di appalto.
8. Le imprese esecutrici, prima dell'inizio dei lavori ovvero in corso d'opera, possono
presentare al coordinatore per l'esecuzione dei lavori di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81,
proposte di modificazioni o integrazioni al piano di sicurezza e di coordinamento.
9. Il direttore tecnico del cantiere (che dovrà risultare indicato anche sui cartelli di cantiere) è
responsabile del rispetto dei piani da parte di tutte imprese impegnate nell'esecuzione dei
lavori.
10.Le imprese esecutrici devono comunque, nell'esecuzione dei lavori di qualsiasi genere,
adottare tutti gli accorgimenti più idonei per garantire la tutela della salute e la sicurezza
operai, delle persone addette ai lavori e dei terzi, nonché evitare danni ai beni pubblici e
privati, secondo quanto disposto dalla vigente normativa.
11.Resta inteso che ogni più ampia responsabilità ricadrà sull'appaltatore, il quale dovrà
pertanto provvedere ai risarcimenti del caso, manlevando la Civica Amministrazione,
nonché il personale preposto alla direzione e sorveglianza dei lavori, da ogni
responsabilità.
12.È fatto obbligo all'impresa di lasciare il libero accesso al cantiere ed il passaggio nello
stesso per l'attività di vigilanza ed il controllo dell'applicazione delle norme di legge e
contrattuali sulla prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro ai componenti del comitato
paritetico territoriale costituito a norma del contratto nazionale del lavoro e del contratto
integrativo per la circoscrizione territoriale della Provincia di Genova.
13.È obbligo dell’impresa esecutrice presentare all’atto consegna formale dei lavori una
dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle
denunce dei lavori effettuate all’Inps, all’Inail e alla Cassa edile, nonché una dichiarazione
relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più
rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti.
Art 13 -
Subappalto
1. Tutte le lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano sono scorporabili o subappaltabili
a scelta del concorrente, ferme restando le prescrizioni di seguito specificate:
A) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori appartenenti alla
categoria prevalente per una quota superiore al 30 per cento, in termini economici,
dell’importo dei lavori della stessa categoria prevalente;
B) fermo restando il divieto di cui alla seguente lettera C), i lavori delle categorie diverse
da quella prevalente possono essere subappaltati o subaffidati in cottimo per la loro
totalità, alle condizioni di cui al presente articolo;
C) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori costituenti strutture,
impianti e opere speciali, di cui all’articolo 72 del Regolamento Generale, qualora tali
lavorazioni siano ciascuna superiore al 15% dell’importo totale dei lavori in appalto;
D) i lavori appartenenti a categorie generali nonchè quelli indicati all’art. 72 del
Regolamento Generale, nonchè quelli a qualificazione obbligatoria secondo l’allegato
“A” del D.P.R. 34/2000, indicati nel bando di gara come parti di intervento da
realizzare, qualora il concorrente non possegga i requisiti per la loro realizzazione,
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possono essere assunti in associazione temporanea di imprese di tipo verticale o
debbono essere subappaltati ad impresa qualificata;
E) i lavori per la cui esecuzione è necessaria una specifica qualificazione a norma di
legge, debbono essere obbligatoriamente subappaltati qualora l’appaltatore non abbia
i requisiti per la loro esecuzione.
2. L’affidamento in subappalto o in cottimo è consentito, previa autorizzazione della Stazione
appaltante, alle seguenti condizioni:
A) che l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta i lavori o le parti di opere che intende
subappaltare o concedere in cottimo; l’omissione delle indicazioni sta a significare che
il ricorso al subappalto o al cottimo è vietato e non può essere autorizzato;
B) che l’appaltatore provveda al deposito di copia autentica del contratto di subappalto
presso la Stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di effettivo inizio
dell’esecuzione delle relative lavorazioni subappaltate, unitamente alla dichiarazione
circa la sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di collegamento, a norma
dell’articolo 2359 del codice civile, con l’impresa alla quale è affidato il subappalto o il
cottimo; in caso di associazione temporanea, società di imprese o consorzio, analoga
dichiarazione deve essere effettuata da ciascuna delle imprese partecipanti
all’associazione, società o consorzio.
C) che l’appaltatore, unitamente al deposito del contratto di subappalto presso la Stazione
appaltante, ai sensi della lettera b), trasmetta alla stessa Stazione appaltante la
documentazione attestante che il subappaltatore è in possesso dei requisiti prescritti
dalla normativa vigente per la partecipazione alle gare di lavori pubblici, in relazione
alla categoria e all’importo dei lavori da realizzare in subappalto o in cottimo;
D) che non sussista, nei confronti del subappaltatore, alcuno dei divieti previsti
dall’articolo 10 della legge n. 575 del 1965, e successive modificazioni e integrazioni; a
tale scopo, qualora l’importo del contratto di subappalto sia superiore a Euro 150.000,
l’appaltatore deve produrre alla Stazione appaltante la documentazione necessaria agli
adempimenti di cui alla vigente legislazione in materia di prevenzione dei fenomeni
mafiosi e lotta alla delinquenza organizzata, relativamente alle imprese subappaltatrici
e cottimiste, con le modalità di cui al D.P.R. n. 252 del 1998 ; resta fermo che, ai sensi
dell’articolo 12, comma 4, dello stesso D.P.R. n. 252 del 1998, il subappalto è vietato,
a prescindere dall’importo dei relativi lavori, qualora per l’impresa subappaltatrice sia
accertata una delle situazioni indicate dall'articolo 10, comma 7, del citato D.P.R. n.
252 del 1998.
3. Il subappalto e l’affidamento in cottimo devono essere autorizzati preventivamente dalla
Stazione appaltante in seguito a richiesta scritta dell'appaltatore; l’autorizzazione è
rilasciata entro 30 giorni, ovvero 15 giorni per subappalti o cottimi di importo inferiore al 2%
dell’importo dei lavori affidati o di importo inferiore a € 100.000,00 (euro centomila/00), dal
ricevimento della richiesta; tale termine può essere prorogato una sola volta per non più di
30 giorni, ove ricorrano giustificati motivi; trascorso il medesimo termine, eventualmente
prorogato, senza che la Stazione appaltante abbia provveduto, l'autorizzazione si intende
concessa a tutti gli effetti qualora siano verificate tutte le condizioni di legge per
l’affidamento del subappalto.
4. L’affidamento di lavori in subappalto o in cottimo comporta i seguenti obblighi:
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A) l’appaltatore deve praticare, per i lavori e le opere affidate in subappalto, i prezzi
risultanti dall’aggiudicazione ribassati in misura non superiore al 20 per cento;
B) nei cartelli esposti all’esterno del cantiere devono essere indicati anche i nominativi di
tutte le imprese subappaltatrici, completi dell’indicazione della categoria dei lavori
subappaltati e dell’importo dei medesimi;
C) le imprese subappaltatrici devono osservare integralmente il trattamento economico e
normativo stabilito dai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e
per la zona nella quale si svolgono i lavori e sono responsabili, in solido con
l’appaltatore, dell’osservanza delle norme anzidette nei confronti dei loro dipendenti
per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto;
D) le imprese subappaltatrici, per tramite dell’appaltatore, devono trasmettere alla
Stazione appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta
denunzia agli enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi ed antinfortunistici;
devono altresì trasmettere, a scadenza quadrimestrale, copia dei versamenti
contributivi, previdenziali, assicurativi nonché di quelli dovuti agli organismi paritetici
previsti dalla contrattazione collettiva.
5. Le presenti disposizioni si applicano anche alle associazioni temporanee di imprese e alle
società anche consortili, quando le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire
direttamente i lavori scorporabili.
6. Ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto
attività ovunque espletate che richiedano l'impiego di manodopera, quali le forniture con
posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2% dell'importo dei
lavori affidati o di importo superiore a € 100.000,00 (euro centomila/00) e qualora
l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50% dell'importo
del contratto di subappalto.
7. I lavori affidati in subappalto non possono essere oggetto di ulteriore subappalto pertanto il
subappaltatore non può subappaltare a sua volta i lavori. Fanno eccezione al predetto
divieto le fornitura con posa in opera di impianti e di strutture speciali individuate all’art. 141
del Regolamento Generale; in tali casi il fornitore o il subappaltatore, per la posa in opera o
il montaggio, può avvalersi di imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno dei
divieti di cui al comma 2, lettera d). È fatto obbligo all'appaltatore di comunicare alla
Stazione appaltante, per tutti i sub-contratti, il nome del sub-contraente, l'importo del subcontratto, l'oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati.
Art 14 -
Responsabilità in materia di subappalto
1. L'appaltatore resta in ogni caso responsabile nei confronti della Stazione appaltante per
l'esecuzione delle opere oggetto di subappalto, sollevando la Stazione appaltante
medesima da ogni pretesa dei subappaltatori o da richieste di risarcimento danni avanzate
da terzi in conseguenza all’esecuzione di lavori subappaltati.
2. Il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento, nonché il coordinatore per
l’esecuzione in materia di sicurezza di cui all’articolo 92 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81,
provvedono a verificare, ognuno per la propria competenza, il rispetto di tutte le condizioni
di ammissibilità e del subappalto.
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3. Il subappalto non autorizzato comporta le sanzioni penali previste dal decreto-legge 29
aprile 1995, n. 139, convertito dalla legge 28 giugno 1995, n. 246 (ammenda fino a un
terzo dell’importo dell’appalto, arresto da sei mesi ad un anno).
Art 15 -
Risoluzione del contratto - Esecuzione d'ufficio dei lavori
1. Nei casi di rescissione del contratto o di esecuzione di ufficio, la comunicazione della
decisione assunta dalla Stazione appaltante è fatta all'appaltatore nella forma dell'ordine di
servizio o della raccomandata con avviso di ricevimento, con la contestuale indicazione
della data alla quale avrà luogo l'accertamento dello stato di consistenza dei lavori.
2. In relazione a quanto sopra, alla data comunicata dalla Stazione appaltante si fa luogo, in
contraddittorio fra il direttore dei lavori e l'appaltatore o suo rappresentante ovvero, in
mancanza di questi, alla presenza di due testimoni, alla redazione dello stato di
consistenza dei lavori, all'inventario dei materiali, delle attrezzature e dei mezzi d’opera
esistenti in cantiere, nonché, nel caso di esecuzione d’ufficio, all’accertamento di quali di
tali materiali, attrezzature e mezzi d’opera debbano essere mantenuti a disposizione della
Stazione appaltante per l’eventuale riutilizzo e alla determinazione del relativo costo.
3. Nei casi di rescissione del contratto e di esecuzione d'ufficio, come pure in caso di
fallimento dell'appaltatore, i rapporti economici con questo o con il curatore sono definiti,
con salvezza di ogni diritto e ulteriore azione della Stazione appaltante, nel seguente
modo:
A) ponendo a base d’asta del nuovo appalto l’importo lordo dei lavori di completamento
da eseguire d’ufficio in danno, risultante dalla differenza tra l’ammontare complessivo
lordo dei lavori posti a base d’asta nell’appalto originario, eventualmente incrementato
per perizie in corso d’opera oggetto di regolare atto di sottomissione o comunque
approvate o accettate dalle parti, e l’ammontare lordo dei lavori eseguiti
dall’appaltatore inadempiente medesimo;
B) ponendo a carico dell’appaltatore inadempiente:
1)
l’eventuale maggiore costo derivante dalla differenza tra importo netto di
aggiudicazione del nuovo appalto per il completamento dei lavori e l’importo
netto degli stessi risultante dall’aggiudicazione effettuata in origine
all’appaltatore inadempiente;
2)
l’eventuale maggiore costo derivato dalla ripetizione della gara di appalto
eventualmente andata deserta, necessariamente effettuata con importo a base
d’asta opportunamente maggiorato;
3)
l’eventuale maggiore onere per la Stazione appaltante per effetto della
tardata ultimazione dei lavori, delle nuove spese di gara e di pubblicità, delle
maggiori spese tecniche di direzione, assistenza, contabilità e collaudo dei
lavori, dei maggiori interessi per il finanziamento dei lavori, di ogni eventuale
maggiore e diverso danno documentato, conseguente alla mancata tempestiva
utilizzazione delle opere alla data prevista dal contratto originario.
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4. Il contratto è altresì risolto qualora, per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto
esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell’opera ovvero la sua
utilizzazione, come definite dall’articolo 132 del Decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, si
rendano necessari lavori suppletivi che eccedano il quinto dell’importo originario del
contratto. In tal caso, proceduto all’accertamento dello stato di consistenza ai sensi del
comma 5 del citato articolo 132 del D.lgs. 163/2006 , si procede alla liquidazione dei lavori
eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti, fino a quattro quinti
dell’importo del contratto.
Art 16 -
Oneri e obblighi a carico dell’appaltatore
1. Per la partecipazione alla gara d'appalto di cui al presente Capitolato Speciale, non è
riconosciuto alcun compenso, né rimborso spese.
2. L'Appaltatore dovrà provvedere a quanto segue, restando inteso che gli oneri conseguenti
si intendono compensati e quindi ricompresi nel corrispettivo contrattuale, fatto salvo
quanto già valutato in materia di sicurezza:
-
alla esecuzione di rilievi, indagini, saggi e quanto altro occorrente e propedeutico
alla formulazione dell'offerta;
-
alla realizzazione del progetto esecutivo completo dell’impianto, redatto a totale
cura e spese dell’Impresa, il quale dovrà essere consegnato all’esame del
Committente entro 90 giorni dalla data del ricevimento dell’ordine e
successivamente alla presentazione presso il ministero delle infrastrutture e dei
trasporti (USTIF) per opportuna approvazione come da indicazione contenute in
parte 3 del presente capitolato;
-
al taglio e smaltimento della vegetazione interferente con le opere da realizzare ed
alla rimozione e smaltimento di qualsiasi manufatto (baracche, serre, etc.)
interferenti con le opere da realizzare e la logistica di cantiere. Ogni rimozione e
taglio dovrà essere concordato con la DL;
-
alla formazione del cantiere adeguatamente attrezzato, recintato ed illuminato in
relazione alla natura dell'opera e in conformità alle vigenti disposizioni in materia;
-
a mantenere nel territorio comunale un adeguato magazzino, che potrà essere
ubicato anche all’interno del cantiere, ed essere reperibile direttamente, ovvero a
mezzo del Direttore Tecnico del cantiere, al fine di consentire la tempestiva
predisposizione, d'intesa con la Direzione Lavori, degli eventuali provvedimenti che
si rendessero necessari per cause di forza maggiore interessanti il cantiere in
oggetto;
-
all’allestimento di un locale esistente, che sarà indicato dalla Direzione Lavori, ad
uso ufficio di cantiere, dotato almeno delle seguenti attrezzature:
- piano di lavoro 2.00 x 1.20 ml;
- n° 4 sedie con schienali anatomici;
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- riscaldamento e raffrescamento;
- un armadio con chiusura;
- un personal computer completo di licenze office ed AutoCAD;
- una stampante A4 a colori;
- telefono;
- porta di accesso con chiusura.
Tale locale e la relativa dotazione dovranno risultare a norma ai sensi del D.Lgs. 9
aprile 2008 n. 81 e sue successive modificazioni e integrazioni;
-
alla fornitura ed al collocamento, nella zona dei lavori in corso, di una tabella
(cartello di cantiere) del tipo e delle dimensioni indicate dalla Direzione Lavori e
comunque conforme a quanto prescritto dal Regolamento Edilizio Comunale;
-
ad ottenere la concessione dei permessi per occupazione temporanea di suolo
pubblico, rottura suolo e per passi carrabili, concessioni e autorizzazioni che
saranno rilasciate a titolo gratuito;
-
ad ottenere autorizzazione anche in deroga ai limiti massimi di esposizione al
rumore di cui al DPCM del 1 marzo 1991 e successive modificazioni, nonché ogni
altra autorizzazione o concessione necessaria per la realizzazione dell'opera ed a
corrispondere le tasse ed i diritti relativi;
-
alla conservazione del traffico nelle zone interessate dai lavori secondo le
disposizioni della D.L. e del Comando della Polizia Municipale;
-
alle opere provvisionali ordinate dalla Direzione Lavori per garantire la continuità dei
pubblici servizi, inclusi quelli d'emergenza, e del transito dei veicoli e dei pedoni;
-
ai rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere,
anche su motivata richiesta del Direttore dei Lavori o dal Responsabile del
Procedimento o dall’organo di collaudo, dal giorno in cui comincia la consegna fino
al compimento del collaudo provvisorio o all’emissione del certificato di regolare
esecuzione, di tutte le utenze pubbliche e private in sottosuolo e/o soprassuolo
interessanti le opere in oggetto, intendendosi a completo carico dell'Appaltatore
medesimo gli eventuali spostamenti, ricollocazioni, opere provvisionali e/o definitive,
comunque strutturate ed eseguite, necessari per l'eliminazione delle interferenze
determinate dall'esecuzione dei lavori oggetto d'appalto, nonché ogni onere e danno
dipendenti dalle utenze o a queste provocati;
-
alla segnalazione e delimitazione diurna e notturna dei lavori e degli ingombri sulle
sedi stradali nel rispetto del Decreto Legislativo n° 285 del 30.04.1992 "Nuovo
codice della Strada" e dal DPR. 16.12.1992 n° 495 " Regolamento per l'esecuzione
del Nuovo Codice della Strada" e loro successive modificazioni ed integrazioni;
-
al risarcimento dei danni di ogni genere ai proprietari i cui immobili fossero in
qualche modo danneggiati durante l'esecuzione dei lavori; l'Appaltatore è
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responsabile della stabilità delle superfici degli scavi e delle strutture e fabbricati
esistenti in prossimità degli stessi e dovrà di conseguenza operare e predisporre
armature di sostegno e di contenimento in maniera e quantità tale da garantire la
sicurezza delle opere;
-
curare che, per effetto delle opere di convogliamento e smaltimento delle acque,
non derivino danni a terzi; in ogni caso egli è tenuto a sollevare la stazione
appaltante da ogni spesa per compensi che dovessero essere pagati e liti che
avessero ad insorgere. Dovrà altresì curare l'esaurimento delle acque superficiali, di
infiltrazione o sorgive, per qualunque altezza di battente da esse raggiunta,
concorrenti nel sedime di imposta delle opere di cui trattasi, nonché l'esecuzione di
opere provvisionali per lo sfogo e la deviazione preventiva di esse dal sedime
medesimo, dalle opere e dalle aree di cantiere;
-
alla conservazione e consegna all'Amministrazione appaltante degli oggetti di valore
intrinseco, archeologico o storico che eventualmente si rinvenissero durante
l'esecuzione dei lavori;
-
alla protezione del cantiere e dei ponteggi mediante idonei sistemi antintrusione;
-
alla protezione dei fabbricati circostanti da polveri, rumori e fumi mediante apposite
barriere;
-
alla progettazione esecutiva e verifica dei plinti di fondazione dei pali illuminazione
pubblica e segnaletica stradale;
-
all'esecuzione in cantiere e/o presso istituti incaricati, di tutti gli esperimenti, assaggi
e controlli che verranno in ogni tempo ordinato dalla Direzione Lavori sulle opere,
materiali impiegati o da impiegarsi nella costruzione, in correlazione a quanto
prescritto circa l'accettazione dei materiali stessi, nonché sui campioni da prelevare
in opera. Quanto sopra dovrà essere effettuato su incarico della Direzione Lavori a
cura di un Laboratorio tecnologico di fiducia dell'Amministrazione. Dei campioni
potrà essere ordinata la conservazione nell'Ufficio di direzione munendoli di sigilli a
firma della Direzione Lavori e dell'Impresa nei modi più adatti a garantirne
l'autenticità; il tutto secondo le norme vigenti;
-
alla fornitura di tutto il personale idoneo, nonché degli attrezzi e strumenti necessari
per rilievi, tracciamenti e misurazioni relativi alle operazioni di consegna, verifica,
contabilità e collaudo dei lavori;
-
alla fornitura delle negative e di due copie fotografiche, nel formato 13x18, di
ciascuna di esse, delle opere in corso nei vari periodi dell'appalto, nonché delle
opere ultimate nel numero che di volta in volta sarà indicato dalla Direzione Lavori;
-
alla pulizia giornaliera del cantiere anche ai fini antinfortunistici;
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-
alla presentazione di progetti di opere ed impianti nonché delle eventuali varianti
che si rendessero necessarie, alla istruzione delle pratiche relative da presentare
all'I.S.P.E.S.L., alla A.S.L. competente, al Comando Vigili del Fuoco, ed
all'esecuzione di lavori di modifica e/o varianti richieste, sino al collaudo delle opere
ed impianti con esito positivo;
-
al pagamento di compensi all'I.S.P.E.S.L., alla A.S.L. competente, al Comando Vigili
del Fuoco, relativi a prestazioni per esame suppletivo di progetti o visite di collaudo
ripetute, in esito a precedenti verifiche negative;
-
alla presentazione di progetti degli impianti, ai sensi della Legge n. 17/2007 e
successivo regolamento di attuazione approvato con Decreto del ministero dello
sviluppo economico del 22.01.2008 n. 37, sottoscritto da tecnico abilitato;
-
al rilascio di “dichiarazione di conformità” sottoscritte da soggetto abilitato
(installatore), e, corredate dal rispettivo progetto sottoscritto da tecnico abilitato, per
gli impianti tecnici oggetto di applicazione della legge n. 17/2007;
-
ad attestare, ad ultimazione di lavori, con apposita certificazione sottoscritta da
tecnico abilitato, l'esecuzione degli impianti elettrici nel rispetto ed in conformità
delle Leggi 1.3.68 n. 186 (norme C.E.I.), n. 17/2007 e Decreto del ministero dello
sviluppo economico del 22.01.2008 n. 37;
-
a denunciare, ove previsto dal D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, l'impianto di terra,
l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, di edifici e di grandi masse
metalliche, al competente Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del
Lavoro (ISPESL) provvedendo all'assistenza tecnica, ai collaudi relativi, fino
all'ottenimento di tutte le certificazioni o verbali di cui l'opera necessiti;
-
al lavaggio accurato giornaliero delle aree pubbliche in qualsiasi modo lordate
durante l'esecuzione dei lavori;
-
al mantenimento dell'accesso al cantiere, al libero passaggio nello stesso e nelle
opere costruite od in costruzione per le persone addette a qualunque altra impresa
alla quale siano stati affidati lavori non compresi nel presente appalto, nonché per le
persone che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione appaltante;
-
ad assicurare, su richiesta della Direzione Lavori, l'uso parziale o totale, da parte
delle imprese o persone di cui al precedente comma, dei ponti di servizio,
impalcature, costruzioni provvisorie e degli apparecchi di sollevamento, per tutto il
tempo occorrente all'esecuzione dei lavori che l'Amministrazione appaltante
intenderà eseguire direttamente ovvero a mezzo di ditte, senza che l'appaltatore
possa pretendere compenso alcuno. L'eventuale mano d’opera richiesta dalla
Direzione Lavori, in aiuto alle imprese che eseguono lavori per conto diretto
dell'Amministrazione, verrà contabilizzata in economia. L’Amministrazione
Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO”
Rev. n° 01 del 12/2009
Codice interno GULP: 2625
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appaltante si riserva altresì di affidare a soggetti terzi la realizzazione,
manutenzione e sfruttamento pubblicitario dei teli di copertura dei ponteggi;
-
al ricevimento in cantiere, scarico e trasporto nei luoghi di deposito, situati
nell'interno del cantiere, od a piè d'opera, secondo le disposizioni della Direzione
Lavori. L'eventuale mano d’opera richiesta dalla Direzione Lavori, in aiuto alle
imprese che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione, verrà
contabilizzata in economia;
-
alla buona conservazione ed alla perfetta custodia dei materiali, forniture ed opere
escluse dal presente appalto, ma provviste od eseguite da altre ditte per conto
dell'Amministrazione appaltante. I danni, che per cause dipendenti o per sua
negligenza fossero apportati ai materiali forniti ed ai lavori compiuti da altre ditte,
dovranno essere riparati a carico esclusivo dell'appaltatore;
-
all'uso anticipato delle opere su richiesta della Direzione Lavori, senza che
l'appaltatore abbia per ciò diritto a speciali compensi. Esso potrà però richiedere che
sia constatato lo stato delle opere stesse per essere garantito dagli eventuali danni
che potessero derivargli;
-
alla redazione di elaborati grafici, sottoscritti da tecnici abilitati, illustranti lo stato
finale dell'opera nelle sue componenti architettoniche, strutturali, ed impiantistiche
(di detti elaborati saranno fornite tre copie cartacee, una copia riproducibile in
poliestere ed una copia su supporto magnetico);
-
alla manutenzione e buona conservazione dei lavori eseguiti, con particolare
riferimento degli impianti sino al collaudo;
-
ad adottare, a propria cura e spese, tutti gli accorgimenti e cautele atte a garantire la
completa funzionalità e accessibilità al pubblico dell’edificio oggetto dell’intervento;
-
all’obbligo di redigere il Piano di Qualità di Costruzione e di Installazione, da
sottoporre all’approvazione della Direzione dei Lavori, che prevede, pianifica e
programma le condizioni, sequenze, modalità, strumentazioni, mezzi d’opera e fasi
delle attività di controllo da svolgersi nella fase esecutiva come da art. 45 comma 4
DPR 554/1999;
-
all’obbligo di effettuare, ad opera conclusa, idonei monitoraggi acustici al fine di
verificare la rispondenza dell’impianto alla “valutazione revisionale di impatto
acustico” di cui all’allegato 1;
-
a ripristinare lo stato dei luoghi delle proprietà soggette all’occupazione temporanea
per esigenze di cantiere. Il ripristino dovrà essere conforme agli stati testimoniali
giurati redatti da tecnico abilitato nei mesi di marzo e aprile 2010;
Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO”
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-
a tenere conto degli obblighi e oneri presenti nei capitolati tecnici delle opere civili,
dell’impianto ascensore e dell’impianto elettrico, telecontrollo e videosorveglianza.
Capitolato Speciale Appalto a corpo “CAPPELLO”
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AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
PROGETTO DI UN ASCENSORE INCLINATO PER IL TRASPORTO
PUBBLICO DA VIA PINETTI A VIA FONTANAROSSA
A CORPO
Indice:
Parte1: Capitolato Speciale d’Appalto “Cappello”
Parte2: Capitolato Tecnico opere civili
Parte3: Capitolato Tecnico impianto ascensore
Parte4: Capitolato Tecnico impianto elettrico, telecontrollo e
videosorveglianza
Allegato1: Valutazione previsionale di impatto acustico
PARTE
PARTE1
1
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO “CAPPELLO”
PARTE
PARTE2
2
CAPITOLATO TECNICO OPERE CIVILI
PARTE
PARTE3
3
CAPITOLATO TECNICO IMPIANTO ASCENSORE
PARTE
PARTE4
4
CAPITOLATO TECNICO IMPIANTO ELETTRICO, TELECONTROLLO E VIDEOSORVEGLIANZA
ALLEGATO
ALLEGATO1
1
VALUTAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO ACUSTICO
INDICE
PREMESSE
3
Art. 1 – Adeguamento normativo, Normativa “sismica” adottata, Accessibilità dei luoghi,
precauzioni generali per l’esecuzione delle opere, della formulazione dell’offerta e delle
modalità operative
3
CAPO I - Qualità dei materiali e dei componenti - Modo di esecuzione di ogni categoria
di lavoro - Ordine a tenersi nell'andamento dei lavori
5
PARTE I - QUALITÀ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
Art. 2 - Materiali in genere
Art. 3 - Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso
Art. 4 - Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte
Art. 5 - Elementi di laterizio e calcestruzzo
Art. 6 – Materiali ferrosi e metalli vari
Art. 7 - Prodotti di pietre naturali o ricostruite
Art. 8 - Prodotti per pavimentazione
Art. 9 - Prodotti per impermeabilizzazioni e per coperture piane
Art. 11 - Prodotti di vetro (lastre, profilati ad U e vetri pressati)
Art. 12 - Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili)
Art. 13 - Infissi
Art. 14 - Prodotti per rivestimenti interni ed esterni
Art. 15 - Prodotti per isolamento termico
Art. 16 - Prodotti per pareti esterne e partizioni interne
Art. 17 - Prodotti per assorbimento acustico
Art. 18 - Prodotti per isolamento acustico
PARTE II - MODALITÀ DI ESECUZIONE
A) Scavi, rilevati, fondazioni e demolizioni
Art. 19 - Scavi in genere
Art. 20 - Scavi di sbancamento
Art. 21 - Scavi di fondazione od in trincea
Art. 22 - Presenza di gas negli scavi
Art. 23 - Rilevati e rinterri
Art. 25 - Fondazioni continue
Art. 26 - Fondazioni su pali
Art. 27 - Paratie e diaframmi
Art. 28 - Demolizioni e rimozioni
B) Strutture di Murature, Calcestruzzo, Acciaio
Art. 29 - Opere e strutture di muratura
Art. 30 - Murature e riempimenti in pietrame a secco - Vespai
Art. 31 - Opere e strutture di calcestruzzo
Art. 32 - Strutture prefabbricate di calcestruzzo armato e precompresso
Art. 33 - Solai
Art. 34 - Strutture di acciaio
C) Coperture, pareti, pavimenti e rivestimenti
Art. 35 - Esecuzione coperture continue (piane)
Art. 36 - Esecuzione coperture discontinue (a falda)
Art. 37 - Opere di impermeabilizzazione
Art. 38 - Sistemi per rivestimenti interni ed esterni
Art. 39 - Opere di vetrazione e serramentistica
Art. 40 - Esecuzione delle pareti esterne e partizioni interne
Art. 41 - Esecuzione delle pavimentazioni
D) Impiantistica
Art. 42 - Componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua
Art. 43 - Esecuzione dell'impianto di adduzione dell'acqua
Art. 44 - Impianto di scarico acque usate
Art. 45 - Impianto di scarico acque meteoriche
1
5
5
5
10
13
14
15
17
26
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39
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58
58
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61
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75
75
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94
101
105
105
110
113
116
121
124
127
134
134
139
143
154
2
E) Lavorazioni particolari
156
Art. 46 – Fondazioni –Micropali - Tiranti
156
Art. 47 – Facciate continue vetrate
162
PARTE III –NORME PER LA VALUTAZIONE DEI LAVORI
169
Art. 48 - Valutazione dei manufatti e dei materiali a piè d’opera
169
Art. 49 - Norme per la misurazione e valutazione dei lavori
170
Art. 50 - Disposizioni generali relative ai prezzi dei lavori a misura e delle somministrazioni per
opere in economia - Invariabilità dei prezzi
186
3
Capitolato Speciale d’ Appalto Lavori Edili Specifiche tecniche
PREMESSE
Art. 1 – Adeguamento normativo, Normativa “sismica” adottata, Accessibilità
dei luoghi, precauzioni generali per l’esecuzione delle opere, della
formulazione dell’offerta e delle modalità operative
1. Adeguamento normativo:
1.1 Le norme citate nel presente capitolato sostituite parzialmente o
integralmente da norme più recenti, sono da intendersi variate con
l’inserzione automatica di quelle sostitutive o integrative.
2. Normativa “sismica” adottata:
2.1. Su valutazione del Responsabile Unico del Procedimento:
“Visti i contenuti della Circolare 05/08/2009 del Ministero delle
Infrastrutture, nonché la successiva del 11/12/2009 dello stesso
Ministero, in considerazione del fatto che il Progetto Definitivo risulta
avviato in data antecedente al 30/06/2009 per quanto riguarda le
implicazioni relative all’adozione delle Norme Tecniche sulle Costruzioni
(NTC 08) di cui al DM 14/01/2008.
Considerato inoltre che l’opera non riveste carattere di rilevanza
strategica e/o sensibile ai sensi della D.G.R. 1384/2003 e del Decreto
del Capo Dipartimento di Protezione Civile n° 3685 del 21/10/2003;
valutata anche la nuova classificazione sismica del territorio della
Regione Liguria di cui alla D.G.R. 1308 del 24/10/2008.
Tenuto conto che il progetto definitivo risulta avviato anche
antecedentemente al 14/09/2005 e quindi in vigenza della D.G.R. 530
del 16/05/2003 per gli aspetti legati alla classificazione sismica del
territorio della Regione Liguria, si ritiene pertanto che sussistano le
condizioni per l’applicazione della precedente normativa tecnica di cui al
D.M. 16/01/1996, congiuntamente alla nota del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici – I Sezione – n° 264 del 13/12/2005 , per quanto attiene
agli aspetti connessi alla progettazione strutturale delle opere in
oggetto”.
3. Accessibilità dei luoghi:
3.1. Per l’esecuzione delle opere, la logistica di cantiere e le interferenze con
le attività presenti nelle aree adiacenti al cantiere, nonché al suo
inserimento nel contesto cittadino, si rimanda alla relazione di
4
cantierizzazione, ribadendo che tutte le difficoltà del cantiere in essa
richiamate devono essere tenute in considerazione dall’Impresa
esecutrice dei lavori in appalto all’atto della formulazione dei singoli
prezzi della propria offerta i quali debbono tenere conto di ciò.
4. Precauzioni generali per l’esecuzione delle opere, della formulazione
dell’offerta e delle modalità operative:
4.1. In considerazione della vicinanza dei fabbricati, durante le fasi di scavo,
di esecuzione delle paratie (berlinesi), delle intirantature, nonché di ogni
altra operazione riguardante la modifica dei luoghi in generale, occorrerà
adottare tutte le procedure e cautele al fine di evitare danni a persone o
cose (mobili ed immobili). In particolare saranno predisposti appositi
monitoraggi come indicato nell’apposito Piano dei monitoraggi facente
parte integrante del progetto esecutivo.
4.2. Per quanto concerne l’esecuzione delle opere in appalto, l’Impresa
dovrà verificare e cantierizzare le opere da realizzarsi secondo una
accurata programmazione dei lavori proprio in considerazione della
specificità del cantiere.
4.2.1. Per l’esecuzione delle carpenterie metalliche della via di corsa
dell’ascensore è da considerare la necessità di movimentazione ed
assemblaggio in parti di dimensioni idonee in funzione della
particolare conformazione del cantiere e della sua accessibilità
stradale.
4.2.2. Per la realizzazione delle berlinesi, dei muri e di tutte le altre
opere riguardanti l’appalto, dovrà essere considerata la particolare
natura del cantiere.
4.3. Formulazione dei prezzi di offerta: tenuto conto di tutte le difficoltà
logistiche cui l’Impresa dovrà sottostare per l’esecuzione delle opere,
sarà cura dell’Impresa considerare le suddette difficoltà per la corretta
formulazione del prezzo in modo che nulla abbia poi a pretendere in
più per l’esecuzione delle opere.
4.4. Trasporti e oneri di discarica: a causa della situazione anomala delle
discariche, site nel Comune di Genova ed in quelli limitrofi, che non
garantiscono la continuità del servizio di conferimento rifiuti, si è
considerato di porre un limite massimo in termini di Km, distinto per
ogni tipologia di rifiuto (come evidenziato nella Lista Lavorazioni e
5
Forniture), invece di individuare una discarica ben precisa che
potrebbe non essere disponibile al momento necessario per il
conferimento. Sarà cura dell'appaltatore tenere conto di ciò al
momento della formulazione dell'offerta.
CAPO I - Qualità dei materiali e dei componenti - Modo di esecuzione di ogni
categoria di lavoro - Ordine a tenersi nell'andamento dei lavori
PARTE I - QUALITÀ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
Art. 2 - Materiali in genere
Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti
occorrenti, realizzati con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per
la costruzione delle opere, proverranno da quelle località che l'Appaltatore
riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione
dei Lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può
risultare da un attestato di conformità rilasciato dal produttore e comprovato
da idonea documentazione e/o certificazione.
Art. 3 - Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso
1. L'acqua per l'impasto con leganti idraulici (UNI EN 1008) dovrà essere
dolce, limpida, priva di sostanze organiche o grassi e priva di sali
(particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose e non essere
aggressiva per il conglomerato risultante. In caso di necessità, dovrà essere
trattata per ottenere il grado di purezza richiesto per l’intervento da eseguire.
In taluni casi dovrà essere, altresì, additivata per evitare l’instaurarsi di
reazioni chimico – fisiche che potrebbero causare la produzione di sostanze
pericolose (DM 9 gennaio 1996 – allegato I).
2. Le calci aeree devono rispondere ai requisiti di cui al R.D. n. 2231 del 16
novembre 1939, “Norme per l’accettazione delle calci” e ai requisiti di cui alla
6
norma UNI 459 (“Calci da costruzione”).
3. Le calci idrauliche, oltre che ai requisiti di accettazione di cui al R.D. 16
novembre 1939, n. 2231 e a quelli della norma UNI 459, devono rispondere
alle
prescrizioni
contenute
nella
legge
26
maggio
1965,
n.
595
“Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici” ed ai requisiti di
accettazione contenuti nel DM 31 agosto 1972 “Norme sui requisiti di
accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci
idrauliche” e s.m. ed i. Le calci idrauliche devono essere fornite o in sacchi
sigillati o in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola, che non
possono essere aperti senza lacerazione, o alla rinfusa. Per ciascuna delle
tre alternative valgono le prescrizioni di cui all’art. 3 della legge n. 595/1965.
4. I cementi da impiegare in qualsiasi lavoro devono rispondere ai limiti di
accettazione contenuti nella legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel DM
3.06.1968 (“Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei
cementi”) e successive modifiche e integrazioni (DM 20.11.1984 e DM
13.09.1993). Tutti i cementi devono essere, altresì, conformi al DM n. 314
emanato dal Ministero dell’industria in data 12 luglio 1999 (che ha sostituito il
DM n. 126 del 9.03.1988 con l’allegato “Regolamento del servizio di controllo
e certificazione di qualità dei cementi” dell’ICITE - CNR) ed in vigore dal 12
marzo 2000, che stabilisce le nuove regole per l’attestazione di conformità
per i cementi immessi sul mercato nazionale e per i cementi destinati ad
essere
impiegati
nelle
opere
in
conglomerato
normale,
armato
e
precompresso. I requisiti da soddisfare devono essere quelli previsti dalla
norma UNI EN 197-2001 “Cemento. Composizione, specificazioni e criteri di
conformità per cementi comuni”.
Gli agglomerati cementizi, oltre a soddisfare i requisiti di cui alla legge n.
595/1965, devono rispondere alle prescrizioni di cui al DM del 31.08.1972
“Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati
cementizi e delle calci idrauliche” e s.m. ed i..
I cementi e gli agglomeranti cementizi devono essere forniti o in sacchi
sigillati o in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola, che non
possono essere aperti senza lacerazione, o alla rinfusa. Per ciascuna delle
7
tre alternative valgono le prescrizioni di cui all’art. 3 della legge n. 595/1965.
I cementi e gli agglomerati cementizi devono essere in ogni caso conservati
in magazzini coperti, ben ventilati e riparati dall'umidità e da altri agenti
capaci di degradarli prima dell'impiego.
5. Le pozzolane devono essere ricavate da strati mondi da cappellaccio ed
esenti da sostanze eterogenee o di parti inerti; qualunque sia la provenienza
devono rispondere a tutti i requisiti prescritti dal RD 16 novembre 1939, n.
2230.
6. Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine
macinazione in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a
centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e senza parti alterate per
estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti, ben
riparati dall'umidità e da agenti degradanti.
L’uso del gesso dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Direzione
lavori. Per l'accettazione valgono i criteri generali dell'art. 2 (Materiali in
genere) e la norma UNI 5371 (“Pietra da gesso per la fabbricazione di
leganti. Classificazione, prescrizioni e prove”).
7. I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle
malte e dei conglomerati, secondo le particolari indicazioni che potranno
essere imposte dalla direzione dei lavori o stabilite nell'elenco prezzi,
dovranno corrispondere alle seguenti proporzioni.
A)
B)
C)
D)
MALTA COMUNE
Calce spenta in pasta
Sabbia
MALTA COMUNE PER INTONACO
RUSTICO (RINZAFFO)
Calce spenta in pasta
Sabbia
MALTA COMUNE PER INTONACO
CIVILE (STABILITURA)
Calce spenta in pasta
Sabbia vagliata
MALTA GROSSA DI POZZOLANA
Calce spenta in pasta
mc 0,25 ÷ 0,40
mc 0,85 ÷ 1,00
mc 0,20 ÷ 0,40
mc 0,90 ÷ 1,00
mc 0,35 ÷ 0,45
mc 0,80
mc 0,22
8
mc 1,10
E)
Pozzolana grezza
MALTA MEZZANA DI POZZOLANA
mc 0,25
mc 1,10
F)
Calce spenta in pasta
Pozzolana vagliata
MALTA FINA DI POZZOLANA
mc 0,28
mc 1,05
G)
Calce spenta in pasta
Pozzolana vagliata
MALTA IDRAULICA
H)
Calce idraulica
Sabbia
MALTA BASTARDA
I)
Malte di cui alle lettere A), E), G)
Agglomerante cementizio a lenta
presa
MALTA CEMENTIZIA FORTE
L)
Cemento idraulico normale
Sabbia
MALTA CEMENTIZIA DEBOLE
M)
Agglomerante cementizio a lenta
presa
Sabbia
MALTA
CEMENTIZIA
PER
INTONACI
N)
Agglomerante cementizio a lenta
presa
Sabbia
MALTA FINE PER INTONACI
O)
Malta di cui alle lettere C), F), G)
vagliata allo staccio fino
MALTA PER STUCCHI
P)
Q)
Calce spenta in pasta
Polvere di marmo
CALCESTRUZZO IDRAULICO DI
POZZOLANA
Calce comune
Pozzolana
Pietrisco o ghiaia
CALCESTRUZZO
IN
MALTA
q 3,00 ÷ 5,00
mc 0,90
mc 1,00
q 1,50
q 3,00 ÷ 6,00
mc 1,00
q 2,50 ÷ 4,00
mc 1,00
q 6,00
mc 1,00
mc 0,45
mc 0,90
mc 0,15
mc 0,40
mc 0,80
9
IDRAULICA
Calce idraulica
q 1,50 ÷ 3,00
Sabbia
mc 0,40
Pietrisco o ghiaia
mc 0,80
CONGLOMERATO CEMENTIZIO
R)
PER MURI, FONDAZIONI, ECC.
Cemento
q 1,50 ÷ 2,50
Sabbia
mc 0,40
Pietrisco o ghiaia
mc 0,80
CONGLOMERATO CEMENTIZIO
S)
PER STRUTTURE SOTTILI
Cemento
q 3,00 ÷ 3,50
Sabbia
mc 0,40
Pietrisco o ghiaia
mc 0,80
Quando la direzione dei lavori ritenesse di variare tali proporzioni,
l'appaltatore sarà obbligato ad uniformarsi alle prescrizioni della medesima,
salvo la conseguenti variazioni di prezzo in base alle nuove proporzioni
previste. I materiali, le malte ed i conglomerati, esclusi quelli forniti in sacchi
di peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere misurati con apposite
casse della capacità prescritta dalla direzione, che l'appaltatore sarà in
obbligo di provvedere e mantenere a sue spese costantemente su tutti i
piazzali ove verrà effettuata la manipolazione.
La calce spenta in pasta non dovrà essere misurata in fette, come
viene estratta con badile dal calcinaio, bensì dopo essere stata rimescolata e
ricondotta ad una pasta omogenea consistente e bene unita.
L'impasto dei materiali dovrà essere fatto a braccia d'uomo, sopra
aree convenientemente pavimentate, oppure a mezzo di macchine
impastatrici o mescolatrici.
I materiali componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a
secco, fino ad ottenere un miscuglio di tinta uniforme, il quale verrà poi
asperso ripetutamente con la minore quantità d'acqua possibile, ma
sufficiente, rimescolando continuamente.
Nella composizione di calcestruzzi con malte di calce comune od
idraulica, si formerà prima l'impasto della malta con le proporzioni prescritte,
impiegando la minore quantità d'acqua possibile, poi si distribuirà la malta
10
sulla ghiaia o pietrisco e si mescolerà il tutto fino a che ogni elemento sia per
risultare uniformemente distribuito nella massa ed avviluppato di malta per
tutta la superficie.
Per i conglomerati cementizi semplici od armati gli impasti dovranno
essere eseguiti in conformità alle prescrizioni contenute nelle Norme tecniche
di cui all'art. 21 della legge 5-11-1971, n. 1086.
Gli impasti sia di malta che di conglomerato, dovranno essere
preparati soltanto nella quantità necessaria per l'impiego immediato, cioè
dovranno essere preparati volta per volta e per quanto possibile in vicinanza
del lavoro. I residui d'impasto che non avessero per qualsiasi ragione,
immediato impiego dovranno essere gettati a rifiuto, ad eccezione di quelli
formati con calce comune, che potranno essere utilizzati però nella sola
stessa giornata del loro confezionamento.
Art. 4 - Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte
1. Gli aggregati per conglomerati cementizi (sabbie, ghiaie e pietrisco),
naturali e di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e
non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di gesso, ecc., in
proporzioni nocive all'indurimento del conglomerato o alla conservazione
delle armature. Quando non espressamente stabilito, possono provenire da
cava in acqua o da fiume a seconda della località dove si eseguono i lavori
ed in rapporto alle preferenze di approvvigionamento. In ogni caso devono
rispondere ai requisiti di cui sopra.
2. L’analisi granulometrica, atta a definire la pezzatura di sabbie, ghiaie e
pietrischi deve essere eseguita utilizzando i crivelli ed i setacci indicati nelle
norme UNI 2332-1 e UNI 2334. È quindi obbligo dell’appaltatore, per il
controllo granulometrico, mettere a disposizione della direzione lavori detti
crivelli. Il diametro massimo dei grani deve essere scelto in funzione della
sezione minima del getto, della distanza minima tra i ferri d’armatura e dello
spessore del copriferro.
3. Le sabbie, naturali o artificiali, da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi
devono:
11
-
essere ben assortite in grossezza;
-
essere costituite da grani resistenti, non provenienti da roccia
decomposta o gessosa;
-
avere un contenuto di solfati e di cloruri molto basso (soprattutto per
malte a base di cemento);
-
essere tali da non reagire chimicamente con la calce e con gli alcali del
cemento, per evitare rigonfiamenti e quindi fessurazioni, macchie
superficiali;
-
essere scricchiolanti alla mano;
-
non lasciare traccia di sporco;
-
essere lavate con acqua dolce anche più volte, se necessario, per
eliminare materie nocive e sostanze eterogenee;
-
avere una perdita in peso non superiore al 2% se sottoposte alla prova di
decantazione in acqua.
L’appaltatore dovrà mettere a disposizione della direzione lavori i vagli di
controllo (stacci) di cui alla citata norma UNI 2332 per il controllo
granulometrico.
In particolare:
- la sabbia per murature in genere deve essere costituita da grani di
dimensioni tali da passare attraverso lo staccio 2, UNI 2332-1;
- la sabbia per intonaci, stuccature e murature a faccia vista deve essere
costituita da grani passanti attraverso lo staccio 0,5, UNI 2332-1;
- la sabbia per i conglomerati cementiti deve essere conforme ai quanto
previsto nell’Allegato 1 del DM 3 giugno 1968 e dall’Allegato 1, punto 1.2,
del DM 9 gennaio 1996 “Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il
collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per
le strutture metalliche” (d’ora in poi DM 9.01.96). I grani devono avere uno
spessore compreso tra 0,1 mm e 5,0 mm (UNI 2332) ed essere adeguati
alla destinazione del getto ed alle condizioni di posa in opera.
4. La ghiaia da impiegare nelle malte e nei conglomerati cementizi deve
essere:
-
costituita da elementi puliti di materiale calcareo o siliceo;
12
-
ben assortita;
-
priva di parti friabili;
-
lavata con acqua dolce, se necessario per eliminare materie nocive.
Il pietrisco, utilizzato in alternativa alla ghiaia, deve essere ottenuto dalla
frantumazione di roccia compatta , durissima silicea o calcarea, ad alta
resistenza meccanica.
Le loro caratteristiche tecniche devono essere quelle stabilite dal DM
9.01.96, All. 1 punto 2.
L’appaltatore dovrà mettere a disposizione della direzione lavori i vagli di
controllo (stacci) di cui alla citata norma UNI 2334 per il controllo
granulometrico.
Le dimensioni dei granuli delle ghiaie e del pietrisco per conglomerati
cementizi sono prescritte dalla direzione lavori in base alla destinazione
d’uso e alle modalità di applicazione. In ogni caso le dimensioni massime
devono
essere
commisurate
alle
caratteristiche
geometriche
della
carpenteria del getto ed all’ingombro delle armature.
Nel dettaglio gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere di
dimensioni tali da:
-
passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 5 cm
se utilizzati per lavori di fondazione/elevazione, muri di sostegno,
rivestimenti di scarpata, ecc…
-
passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 4 cm
se utilizzati per volti di getto;
-
passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 3 cm
se utilizzati per cappe di volti, lavori in cemento armato, lavori a parete
sottile.
In ogni caso, salvo alcune eccezioni, gli elementi costituenti ghiaie e
pietrischi devono essere tali da non passare attraverso un setaccio con
maglie circolari del diametro di cm. 1.
5. Sabbia, ghiaia e pietrisco sono in genere forniti allo stato sciolto e sono
misurati o a metro cubo di materiale assestato sugli automezzi per forniture o
a secchie, di capacità convenzionale pari ad 1/100 di mc., nel caso in cui
13
occorrono solo minimi quantitativi.
6. Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro,
devono essere a grana compatta e monde da cappellaccio, esenti da piani di
sfaldamento, da screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze
estranee; devono avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire
una resistenza proporzionata alla entità della sollecitazione cui devono
essere soggette, ed avere una efficace adesività alle malte. Sono escluse,
salvo specifiche prescrizioni, le pietre gessose ed in generale tutte quelle che
potrebbero subire alterazioni per l’azione degli agenti atmosferici o dell’acqua
corrente.
7. Gli additivi per impasti cementizi devono essere conformi alla norma UNI
10765 – 1999 (Additivi per impasti cementizi – Additivi multifunzionali per
calcestruzzo – Definizioni, requisiti e criteri di conformità). Per le modalità di
controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà far eseguire prove od
accettare l'attestazione di conformità alle norme secondo i criteri di cui all'art.
2 del presente capitolato.
Art. 5 - Elementi di laterizio e calcestruzzo
Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in
laterizio ed in calcestruzzo) possono essere costituiti di laterizio normale,
laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale, calcestruzzo alleggerito.
Se impiegati nella costruzione di murature portanti, devono rispondere alle
prescrizioni contenute nel DMLLPP n. 103 del 20 novembre 1987, “Norme
tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura
e per il loro consolidamento” (d’ora in poi DM n. 103/87).
Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire
utile riferimento, insieme a quelle delle norme UNI 8942 – 1986 “Prodotti di
laterizio per murature”.
Le eventuali prove su detti elementi saranno condotte seconde le prescrizioni
di cui alla norma UNI 772 “Metodi di prova per elementi di muratura”.
Gli elementi resistenti di laterizio e di calcestruzzo possono contenere
forature rispondenti alle prescrizioni del succitato DM n. 103/87.
14
La resistenza meccanica degli elementi deve essere dimostrata attraverso
certificazioni contenenti i risultati delle prove e condotte da laboratori ufficiali
negli stabilimenti di produzione, con le modalità previste nel DM n. 103/87 di
cui sopra.
È in facoltà del Direttore dei Lavori richiedere un controllo di accettazione,
avente lo scopo di accertare se gli elementi da mettere in opera abbiano le
caratteristiche dichiarate dal produttore.
Art. 6 – Materiali ferrosi e metalli vari
I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie,
soffiature, brecciature, paglie o da qualsiasi altro difetto apparente o latente
di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili.
Essi dovranno essere conformi a tutte le condizioni previste dal decreto
ministeriale 29-2-1908, modificato dal D.P. 15-7-1925 e dalle vigenti norme
UNI; dovranno, altresì, presentare, a seconda della loro qualità, i seguenti
requisiti.
1. Profilati, barre e larghi piatti di uso generale
Dovranno essere di prima qualità, privi di difetti, di screpolature, di bruciature
e di altre soluzioni di continuità, perfettamente lavorabili a freddo e a caldo
senza che ne derivino screpolature o alterazioni, dovranno, altresì, essere
saldabili e non suscettibili di perdere la tempera.
2. Acciai per cemento armato normale e precompresso
Gli acciai per cemento armato, sia in barre tonde lisce che ad aderenza
migliorata che in reti elettrosaldate dovranno essere conformi alle prescrizioni
di cui al punto 2.2 ed agli allegati 4, 5 e 6 del decreto ministeriale 9-1-1996.
Gli acciai per cemento armato precompresso, sia in fili che in trefoli o in
trecce dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui al punto 2.2 ed
all'allegato 3 del decreto ministeriale 9-1-1996.
3. Acciai per strutture metalliche
Gli acciai per strutture metalliche, laminati a caldo, in profilati, barre, larghi
piatti, lamiere e profilati così dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui
al parte quarta del decreto ministeriale 9-1-1996.
15
4. Ghisa
La ghisa dovrà essere di prima qualità e di seconda fusione, dolce, tenace,
leggermente malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello;
di frattura grigia finemente granosa e perfettamente omogenea, esente da
screpolature, vene, bolle, sbavature, asperità ed altri difetti capaci di
menomarne la resistenza. Dovrà essere, inoltre, perfettamente modellata.
È assolutamente escluso l'impiego di ghisa fosforosa.
5. Metalli vari
Il piombo, lo zinco, lo stagno, il rame, l'alluminio e tutti gli altri metalli o leghe
metalliche da impiegare nelle costruzioni devono essere conformi alle vigenti
norme UNI, delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie
di lavori cui sono destinati e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la
forma o ne alteri la resistenza e la durata.
È fatto divieto di impiegare acciai non qualificati all'origine.
Art. 7 - Prodotti di pietre naturali o ricostruite
1. La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato, le
denominazioni commerciali devono essere riferite a campioni, atlanti, ecc.
Marmo (termine commerciale): roccia cristallina, compatta, lucidabile,
da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di
durezza Mohs da 3 a 4 (quali calcite, dolomite, serpentino).
Nota: A questa categoria appartengono:
– i marmi propriamente detti (calcari metamorfici ricristallizzati), i calcefiri ed i
cipollini;
– i calcari, le dolomie e le brecce calcaree lucidabili;
– gli alabastri calcarei;
– le serpentiniti;
– oficalciti.
Granito (termine commerciale): roccia fanero-cristallina, compatta,
lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da
minerali di durezza Mohs da 6 a 7 (quali quarzo, felspati, felspatoidi).
16
Nota: A questa categoria appartengono:
– i graniti propriamente detti (rocce magmatiche intrusive acide fanerocristalline, costituite da quarzo, felspati sodico-potassici emiche);
– altre rocce magmatiche intrusive (dioriti, granodioriti, sieniti, gabbri, ecc.);
– le corrispettive rocce magmatiche effusive, a struttura porfirica;
– alcune rocce metamorfiche di analoga composizione come gneiss e
serizzi.
Travertino: roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con
caratteristica strutturale vacuolare, da decorazione e da costruzione; alcune
varietà sono lucidabili.
Pietra
(termine
commerciale):
roccia
da
costruzione
e/o
da
decorazione, di norma non lucidabile.
Nota: A questa categoria appartengono rocce di composizione mineralogica
svariatissima, non inseribili in alcuna classificazione. Esse sono riconducibili
ad uno dei due gruppi seguenti:
– rocce tenere e/o poco compatte;
– rocce dure e/o compatte.
Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti,
arenarie a cemento calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche (peperini, tufi,
ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a spacco naturale (quarziti,
micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti,
leucititi, ecc.).
Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle norme,
dimensioni, tecniche di lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale
quanto riportato nella norma UNI 8458 (“Edilizia. Prodotti lapidei.
Terminologia e classificazione”).
2. I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue:
a) appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel
progetto oppure avere origine dal bacino di estrazione o zona geografica
richiesta nonché essere conformi ad eventuali campioni di riferimento ed
essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducono la resistenza o la
funzione;
17
b) avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o
rispondere ai campioni di riferimento; avere le dimensioni nominali
concordate e le relative tolleranze;
c) delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori
minimi e/o la dispersione percentuale):
–
massa volumica reale ed apparente;
–
coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale;
–
resistenza a compressione;
–
resistenza a flessione;
–
resistenza all'abrasione;
d) per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla
destinazione d'uso (strutturale per murature, pavimentazioni, coperture, ecc.)
si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni di
progetto.
I valori dichiarati saranno accettati dalla Direzione dei Lavori anche in base ai
criteri generali di cui all'art. 2 del presente capitolato.
Art. 8 - Prodotti per pavimentazione
1. Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo
strato di rivestimento dell'intero sistema di pavimentazione. Detti prodotti
vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei
Lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche
parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di
conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
○ I prodotti di legno per pavimentazione (tavolette, listoni, mosaico di
lamelle, blocchetti, ecc…) devono essere della essenza legnosa adatta
all'uso e prescritta nel progetto
I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da
azioni meccaniche, umidità nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione
prima della posa. Nell'imballo un foglio informativo indicherà, oltre al nome
del fornitore e contenuto, l’essenza legnosa nonché le caratteristiche di cui
sopra.
18
2. Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni devono essere del materiale
indicato nel progetto. Le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cottoforte,
gres, ecc.) devono essere associate a quelle della classificazione di cui alla
norma UNI EN 87 (“Piastrelle di ceramica per rivestimento di pavimenti e
pareti. Definizioni, classificazione, caratteristiche e contrassegno”), basata
sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua.
A seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di
ceramica estruse o pressate di prima scelta devono rispondere ai seguenti
requisiti:
Assorbimento d'acqua, E in %
Formatura
Gruppo I
E ≤ 3%
Gruppo IIa
Gruppo IIb
3% < E ≤ 6% 6% < E < 10%
Gruppo III
E > 10%
Estruse (A)
UNI EN 121
UNI EN 186
UNI EN 187
UNI EN 188
Pressate a
UNI EN 176
UNI EN 177
UNI EN 178
UNI EN 159
I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle
norme predette, saranno accettati in base alla rispondenza ai valori previsti
dal progetto, e, in mancanza, in base ad accordi tra Direzione dei Lavori e
fornitore.
Per i prodotti definiti «pianelle comuni di argilla», «pianelle pressate ed
arrotate di argilla» e «mattonelle greificate» dal RD n. 2234 del 16 novembre
1939 devono, altresì, essere rispettate le seguenti prescrizioni:
- resistenza all’urto 2 Nm (0,20 kg/m) minimo;
- resistenza alla flessione 2,5 N/mm2 (25 kg/cm2) minimo;
- coefficiente di usura al tribometro 15 mm massimo per 1 km di percorso.
Per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le
caratteristiche rilevanti da misurare ai fini di una qualificazione del materiale
sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed estruse (vedi
norma UNI EN 87), per cui:
19
– per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN
vigente e già citata;
– per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il
parametro relativo all'assorbimento d'acqua, i valori di accettazione per le
piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra produttore ed
acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai
produttori ed accettate dalla Direzione dei Lavori.
I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da
azioni meccaniche, sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e
manipolazione prima della posa ed essere accompagnati da fogli informativi
riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni predette.
3. I prodotti di gomma per pavimentazioni sotto forma di piastrelle e rotoli
devono rispondere alle prescrizioni date dal progetto e in mancanza e/o a
completamento ai seguenti requisiti:
a) essere esenti da difetti visibili (bolle, graffi, macchie, aloni, ecc.) sulle
superfici destinate a restare in vista; l’esame dell’aspetto deve avvenire
secondo le prescrizioni di cui alla norma UNI 8272-1;
b) avere costanza di colore tra i prodotti della stessa fornitura; in caso di
contestazione deve risultare entro il contrasto dell'elemento n. 4 della
scala dei grigi di cui alla UNI 8272-2; per piastrelle di forniture diverse ed
in caso di contestazione vale il contrasto dell'elenco n. 3 della scala dei
grigi;
c) sulle dimensioni nominali ed ortogonalità dei bordi sono ammesse le
seguenti tolleranze:
- piastrelle: lunghezza e larghezza + 0,3%, spessore + 0,2 mm;
- rotoli: lunghezza e larghezza + 0,3%, spessore + 0,2 mm;
- piastrelle: scostamento dal lato teorico (in mm) non maggiore del
prodotto tra dimensione del lato (in mm) e 0,0012;
- rotoli: scostamento del lato teorico non maggiore di 1,5 mm;
d) la durezza deve essere tra 75 e 85 punti di durezza Shore A;
e) la stabilità dimensionale a caldo deve essere non maggiore dello 0,3% per
piastrelle e dello 0,4% per i rotoli;
20
f) la resistenza all’abrasione deve essere non maggiore di 300 mm3;
g) la classe di reazione al fuoco deve essere la prima secondo il DM del 26
giugno 1984, Allegato A3, punto 1;
h) la resistenza alla bruciatura da sigaretta, intesa come alterazioni di colore
prodotte dalla combustione, non deve originare contrasto di colore uguale
o minore al n. 2 della scala dei grigi di cui alla UNI 8272-2. Non sono
ammessi, altresì, affioramenti o rigonfiamenti;
i) Il potere macchiante, inteso come cessione di sostanze che sporcano gli
oggetti che vengono a contatto con il rivestimento, per i prodotti colorati
non deve dare origine ad un contrasto di colore maggiore di quello
dell'elemento N3 della scala dei grigi di cui alla UNI 8272-2. Per i prodotti
neri il contrasto di colore non deve essere maggiore dell'elemento N2;
j) i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da
azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e
manipolazione prima della posa.
Il foglio di accompagnamento indicherà oltre al nome del fornitore almeno le
informazioni di cui ai commi da a) ad j).
4. I prodotti di vinile, omogenei e non, ed i tipi eventualmente caricati
devono rispondere alle prescrizioni di cui alla norma UNI 5573 per le
piastrelle di vinile.
I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da
azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e
manipolazione prima della posa.
Il foglio di accompagnamento indicherà le caratteristiche di cui alle norme
precitate.
5. I prodotti di resina (applicati fluidi od in pasta) per rivestimenti di pavimenti
realizzati saranno del tipo realizzato:
– mediante impregnazione semplice (I1);
– a saturazione (I2);
– mediante film con spessori fino a 200 mm (F1) o con spessore superiore
(F2);
– con prodotti fluidi cosiddetti auto - livellanti (A);
21
– con prodotti spatolati (S).
Le caratteristiche segnate come significative nel prospetto seguente devono
rispondere alle prescrizioni del progetto. I valori di accettazione sono quelli
dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore Lavori.
I metodi di accettazione sono quelli contenuti nel comma 1 del presente
articolo, facendo riferimento alla norma UNI 8298 (varie parti).
Caratteristiche
Grado di significatività rispetto ai vari tipi
i1
i2
F1
F2
A
S
Colore
–
–
+
+
+
–
Identificazione chimico - fisica
+
+
+
+
+
+
Spessore
–
–
+
+
+
+
Resistenza all'abrasione
+
+
+
+
+
+
Resistenza al punzonamento dinamico (urto)
–
+
+
+
+
+
Resistenza al punzonamento statico
+
+
+
+
+
+
Comportamento all'acqua
+
+
+
+
+
+
Resistenza alla pressione idrostatica inversa
–
+
+
+
+
+
Reazione al fuoco
+
+
+
+
+
+
Resistenza alla bruciatura della sigaretta
–
+
+
+
+
+
Resistenza all'invecchiamento termico in aria
–
+
+
+
+
+
Resistenza meccanica dei ripristini
–
–
+
+
+
+
+ significativa; – non significativa
I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da
azioni meccaniche e da agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e
manipolazione prima della posa.
Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche, le
avvertenze per l'uso e per la sicurezza durante l'applicazione.
6. I prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni a seconda del tipo di
prodotto devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o
22
a completamento alle prescrizioni di seguito riportate:
○ “mattonelle di cemento con o senza colorazione e superficie levigata” –
“mattonelle di cemento con o senza colorazione con superficie striata o
con impronta” – “marmette e mattonelle a mosaico di cemento e di detriti
di pietra con superficie levigata” devono rispondere al RD 2234 del 16
novembre 1939 per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto,
resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle
prescrizioni del progetto. L'accettazione deve avvenire secondo il 1°
comma del presente articolo avendo il RD sopracitato quale riferimento.
○ “masselli di calcestruzzo per pavimentazioni”: sono definiti e classificati in
base alla loro forma, dimensioni, colore e resistenza caratteristica e
devono rispondere oltre che alle prescrizioni del progetto a quanto
prescritto dalla norma UNI 9065 del1991.
I criteri di accettazione sono quelli riportati nel comma 1 del presente
articolo.
I prodotti saranno forniti su appositi pallet opportunamente legati ed
eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti.
Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche
principali nonché le istruzioni per movimentazione, sicurezza e posa.
7. I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni si intendono
definiti come segue:
– “elemento lapideo naturale”: elemento costituito integralmente da materiali
lapideo (senza aggiunta di leganti);
– “elemento lapideo ricostituito” (conglomerato): elemento costituito da
frammenti lapidei naturali legati con cemento o con resine;
– “elemento lapideo agglomerato ad alta concentrazione di agglomerati”:
elemento in cui il volume massimo del legante è minore del 21%, nel caso
di lapidei agglomerati con aggregati di dimensione massima fino a 8,0
mm, e minore del 16%, nel caso di lapidei agglomerati con aggregati di
dimensione massima maggiore.
In base alle caratteristiche geometriche i prodotti lapidei si distinguono in:
– lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo
23
d'impiego, solitamente con una dimensione maggiore di 60 cm e spessore
di regola non minore di 2 cm;
– marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed
indipendenti dal luogo di posa, solitamente con dimensioni minori di 60 cm
e con spessore di regola minore di 2 cm;
– marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo
spessore entro le tolleranze dichiarate;
– marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la
lunghezza e/o larghezza entro le tolleranze dichiarate.
Analogamente i lapidei agglomerati si distinguono in:
– blocco: impasto in cui la conformazione è stata ridotta ad una forma
geometrica parallelepipeda, destinata a successivo taglio e segagione in
lastre e marmette;
– lastra: elemento ricavato dal taglio o segagione di un blocco oppure
impasto, la cui conformazione è stata ridotta ad una forma geometrica
parallelepipeda, in cui una dimensione, lo spessore, è notevolmente
minore delle altre due ed è delimitato da due facce principali
nominalmente parallele;
– marmetta: elemento ricavato dal taglio o segagione di un blocco, di una
lastra oppure di un impasto, la cui conformazione è stata ridotta ad una
forma geometrica parallelepipeda, con lunghezza e larghezza minori o
uguali a 60 cm e spessori di regola inferiori a 3 cm;
– marmetta agglomerata in due strati differenti: elemento ricavato da diversi
impasti, formato da strati sovrapposti, compatibili e aderenti, di differente
composizione;
– pezzo lavorato: pezzo ricavato dal taglio e dalla finitura di una lastra,
prodotto in qualsiasi spessore, purché minore di quello del blocco, non
necessariamente con i lati paralleli l’uno all’altro.
Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., valgono le
disposizioni di cui alle norme UNI 9379 e UNI 10330 .
I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto
(dimensioni, tolleranze, aspetto, ecc.) ed a quanto prescritto nell'art. 8 del
24
presente capitolato relativo ai prodotti di pietre naturali o ricostruite.
Le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre devono altresì rispondere al
RD n. 2234 del 16 novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura
al tribometro in millimetri.
L’accettazione avverrà secondo il 1° comma del pres ente articolo.
Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno opportunamente
legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti.
Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le
istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa.
8. Per prodotti tessili per pavimenti (moquette) si intendono tutti i rivestimenti
nelle loro diverse soluzioni costruttive e cioè:
– rivestimenti tessili a velluto (comprendenti velluto tagliato, velluto riccio,
velluto unilivellato, velluto plurilivello, ecc.);
– rivestimenti tessili piatti (tessuto, non-tessuto).
In caso di dubbio e/o contestazione si farà riferimento alla classificazione e
terminologia della norma UNI 8013-1.
I prodotti in oggetto devono rispondere alle prescrizioni del progetto nonché,
in mancanza e/o a completamento, a quanto prescritto dalla norma UNI 8014
relativamente ai seguenti punti:
– massa areica totale e dello strato di utilizzazione (UNI 8014-2/3);
– spessore totale e spessore della parte utile dello strato di utilizzazione
(UNI 8014-5/6);
– perdita di spessore dopo applicazione (per breve e lunga durata) di carico
statico moderato (UNI 8014-7/8);
– perdita di spessore dopo applicazione di carico dinamico (UNI 8014-9).
In relazione poi all'ambiente di destinazione saranno richieste le seguenti
caratteristiche di comportamento:
– tendenza all'accumulo di cariche elettrostatiche generate dal calpestio
(UNI 8014-12);
– numero di fiocchetti per unità di lunghezza e per unità di area (UNI 801413);
– forza di strappo dei fiocchetti (UNI 8014-14);
25
– resistenza allo sporcamento (UNI 8014-15);
I criteri di accettazione sono quelli precisati nel presente articolo al comma 1;
i valori saranno quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore dei
Lavori.
Le modalità di prova da seguire in caso di contestazione sono quelle indicate
nella norma UNI 8014 (varie parti).
I prodotti saranno forniti protetti da appositi imballi che li proteggano da
azioni meccaniche, da agenti atmosferici ed altri agenti degradanti nelle fasi
di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo
indicherà il nome del produttore, le caratteristiche elencate e le istruzioni per
la posa.
9. Le mattonelle di asfalto devono:
a) rispondere alle prescrizioni del RD 16 novembre 1939, n. 2234 per quanto
riguarda le caratteristiche di: resistenza all'urto (4 Nm minimo), resistenza
alla flessione ( 3 N/mm2 minimo) ed il coefficiente di usura al tribometro
(15 mm massimo per 1 km di percorso);
b) rispondere alle prescrizioni sui bitumi di cui alle seguente norme:UNI EN
58; UNI 4157, UNI 4163, UNI 4382.
I prodotti saranno forniti su appositi pallets ed eventualmente protetti da
azioni degradanti dovute ad agenti meccanici, chimici ed altri nelle fasi di
trasporto, deposito e manipolazione in genere prima della posa. Il foglio
informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra oltre alle istruzioni
per la posa.
10. I prodotti di metallo per pavimentazioni dovranno rispondere alle
prescrizioni date nella norma UNI 4630 – 1992 per le lamiere bugnate e nella
norma UNI 3151 - 1982 per le lamiere stirate. Le lamiere saranno inoltre
esenti da difetti visibili (quali scagliature, bave, crepe, crateri, ecc.) e da difetti
di forma (svergolamento, ondulazione, ecc.) che ne pregiudichino l'impiego
e/o la messa in opera e dovranno avere l'eventuale rivestimento superficiale
prescritto nel progetto.
11. I
conglomerati
bituminosi
per
rispondere alle caratteristiche seguenti:
pavimentazioni
esterne
dovranno
26
– contenuto di legante misurato secondo la norma UNI EN 12697-1;
– granulometria misurata secondo la norma UNI EN 12697-2;
– massa volumica massima misurata secondo la norma UNI EN 12697 - 5;
– compattabilità misurata secondo la norma UNI EN 12697 – 10;
Il campionamento è effettuato secondo le modalità prescritte dalla norma UNI
EN 12697 – 27/28.
Art. 9 - Prodotti per impermeabilizzazioni e per coperture piane
1. Per prodotti per impermeabilizzazioni e coperture piane si intendono
quelli che si presentano sotto forma di:
○ membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli
singoli o pluristrato;
○ prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a
freddo od a caldo su eventuali armature (che restano inglobate nello strato
finale) fino a formare in sito una membrana continua.
Le membrane si designano descrittivamente in base:
– al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume
polimero elastomero, bitume polimero plastomero, etilene propilene diene,
etilene vinil acetato, ecc.);
– al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro
velo, armatura poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura
alluminio foglio sottile, ecc.);
– al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da
non asportare, polietilene film da non asportare, graniglie, ecc.);
– al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere non
tessuto, sughero, alluminio foglio sottile, ecc.).
I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue:
– mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico;
– asfalti colati;
– malte asfaltiche;
– prodotti termoplastici;
– soluzioni in solvente di bitume;
27
– emulsioni acquose di bitume;
– prodotti a base di polimeri organici.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura, le
modalità di posa sono trattate negli articoli relativi alla posa in opera.
Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli
(anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di
conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
2. Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale1
che vanno a costituire (esempio strato di tenuta all'acqua, strato di tenuta
all'aria, strato di schermo e/o barriera al vapore, strato di protezione degli
strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle prescrizioni del progetto e, in
mancanza od a loro completamento, alle prescrizioni di seguito dettagliate.
a)
Le membrane destinate a formare strati di schermo e/o barriera al
vapore devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9380 per quanto
concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
– i difetti, l’ortometria e la massa areica;
– la resistenza a trazione;
– la flessibilità a freddo;
– il comportamento all'acqua;
– la permeabilità al vapore d'acqua;
– l’invecchiamento termico in acqua;
– le giunzioni.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed
accettati dalla direzione dei lavori.
Le membrane rispondenti alle varie prescrizioni della norma UNI 8629 in
riferimento alle caratteristiche precitate sono valide anche per questo
impiego.
b)
Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di
egualizzazione della pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei
carichi, di regolarizzazione, di separazione e/o scorrimento o drenante
1
Gli strati funzionali si intendono definiti come riportato nella norma UNI 8178
28
devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9168 per quanto
concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore);
– difetti, ortometria e massa areica;
– comportamento all'acqua;
– invecchiamento termico in acqua.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed
accettati dalla direzione dei lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI
9380 e UNI 8629 per le caratteristiche precitate sono valide anche per
questo impiego.
c)
Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'aria devono
soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9168 per quanto concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore);
– difetti, ortometria e massa areica;
– resistenza a trazione ed alla lacerazione;
– comportamento all'acqua;
– le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla
permeabilità all'aria.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed
accettati dalla direzione dei lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI
9380 e UNI 8629 per le caratteristiche precitate sono valide anche per
questo impiego.
d)
Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'acqua devono
soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto
concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
– difetti, ortometria e massa areica;
– resistenza a trazione e alla lacerazione;
– punzonamento statico e dinamico;
– flessibilità a freddo;
– stabilità dimensionale in seguito ad azione termica;
– stabilità di forma a caldo;
29
– impermeabilità all'acqua e comportamento all'acqua;
– permeabilità al vapore d'acqua;
– resistenza all'azione perforante delle radici;
– invecchiamento termico in aria ed acqua;
– resistenza all'ozono (solo per polimeriche e plastomeriche);
– resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche);
– le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere
impermeabilità all'aria.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed
accettati dalla direzione dei lavori.
e)
Le membrane destinate a formare strati di protezione devono
soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto
concerne:
–
le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
–
difetti, ortometria e massa areica;
–
resistenza a trazione e alle lacerazioni;
–
punzonamento statico e dinamico;
–
flessibilità a freddo;
–
stabilità dimensionali a seguito di azione termica;
–
stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di PVC, EPDM, IIR);
–
comportamento all'acqua;
–
resistenza all'azione perforante delle radici;
–
invecchiamento termico in aria;
–
le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione;
–
l'autoprotezione minerale deve resistere all'azione di distacco.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed
accettati dalla direzione dei lavori.
3. Le membrane a base di elastomeri e di plastomeri, elencate nel seguente
punto a), sono utilizzate per l’impermeabilizzazione nei casi di cui al punto b)
e devono rispondere alle prescrizioni elencate al successivo punto c).
Detti prodotti vengono considerati al momento della loro fornitura. Per le
modalità di posa si rimanda gli articoli relativi alla posa in opera.
30
a) Tipi di membrane:
–
membrane in materiale elastomerico2 senza armatura;
–
membrane in materiale elastomerico dotate di armatura;
–
membrane in materiale plastomerico3 flessibile senza armatura;
–
membrane in materiale plastomerico flessibile dotate di armatura;
–
membrane in materiale plastomerico rigido (per esempio polietilene ad
alta o bassa densità, reticolato o non, polipropilene);
–
membrane
polimeriche
a
reticolazione
posticipata
(per
esempio
polietilene clorosolfanato) dotate di armatura;
–
membrane polimeriche accoppiate4;
2
Per materiale elastomerico si intende un materiale che sia fondamentalmente elastico anche a temperature
superiori o inferiori a quelle di normale impiego e/o che abbia subito un processo di reticolazione (per esempio
gomma vulcanizzata).
3
Per materiale plastomerico si intende un materiale che sia relativamente elastico solo entro un intervallo di
temperatura corrispondente generalmente a quello di impiego ma che non abbia subito alcun processo di
reticolazione (come per esempio cloruro di polivinile plastificato o altri materiali termoplastici flessibili o gomme
non vulcanizzate).
4
Trattasi di membrane polimeriche accoppiate o incollate sulla faccia interna ad altri elementi aventi funzioni di
protezione o altra funzione particolare, comunque non di tenuta. In questi casi, quando la parte accoppiata
all'elemento polimerico impermeabilizzante ha importanza fondamentale per il comportamento in opera della
membrana, le prove devono essere eseguite sulla membrana come fornita dal produttore
31
b) Classi di utilizzo5:
Classe A - membrane adatte per condizioni eminentemente statiche del
contenuto (per esempio, bacini, dighe, sbarramenti, ecc.)
Classe B - membrane adatte per condizioni dinamiche del contenuto (per
esempio, canali, acquedotti, ecc.)
Classe C - membrane adatte per condizioni di sollecitazioni meccaniche
particolarmente
gravose,
concentrate
o
no
(per
esempio,
fondazioni, impalcati di ponti, gallerie, ecc.
Classe D - membrane adatte anche in condizioni di intensa esposizione agli
agenti atmosferici e/o alla luce
Classe E - membrane adatte per impieghi in presenza di materiali inquinanti
e/o aggressivi (per esempio, discariche, vasche di raccolta e/o
decantazione, ecc.).
Classe F - membrane adatte per il contatto con acqua potabile o sostanze di
uso alimentare (per esempio, acquedotti, serbatoi, contenitori per
alimenti, ecc.).
c) Le membrane di cui al comma a) sono valide per gli impieghi di cui al
comma b) purché rispettino le caratteristiche previste nelle varie parti della
norma UNI 8898.
4. I prodotti forniti solitamente sotto forma di liquidi o paste e destinati
principalmente a realizzare strati di tenuta all'acqua, ma anche altri strati
funzionali della copertura piana - a secondo del materiale costituente devono rispondere alle prescrizioni di seguito dettagliate. I criteri di
accettazione sono quelli indicati all’ultimo periodo del comma 1.
○
Bitumi da spalmatura per impermeabilizzazioni (in solvente e/o
emulsione acquosa): devono rispondere ai limiti specificati, per i diversi tipi,
alle prescrizioni della norma UNI 4157-1987.
○
Malte asfaltiche per impermeabilizzazione: devono rispondere alla
5
Nell'utilizzo delle membrane polimeriche per impermeabilizzazione, possono essere necessarie anche
caratteristiche comuni a più classi. In questi casi devono essere presi in considerazione tutti quei fattori che
nell'esperienza progettuale e/o applicativa risultano di importanza preminente o che per legge devono essere
considerati tali
32
norma UNI 5660;
○
Asfalti colati per impermeabilizzazioni: devono rispondere alla norma
UNI 5654.
○
Mastice di rocce asfaltiche per la preparazione di malte asfaltiche e
degli asfalti colati: deve rispondere alla norma UNI 4377
○
Mastice di asfalto sintetico per la preparazione delle malte asfaltiche e
degli asfalti colati: deve rispondere alla norma UNI 4378
○
Prodotti fluidi od in pasta a base di polimeri organici (bituminosi,
epossidici,
poliuretanici,
epossi-poliuretanici,
epossi-catrame,
polimetencatrame, polimeri clorurati, acrilici, vinilici, polimeri isomerizzati):
devono essere valutati in base alle caratteristiche di seguito dettagliate ed i
valori devono soddisfare i limiti riportati. Quando non sono riportati limiti si
intende che valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione
tecnica ed accettati dalla direzione lavori. I criteri di accettazione sono quelli
indicati all’ultimo periodo del comma 1 e, comunque, conformi alle norme
UNI 9527 e UNI 9528.
a) Caratteristiche di comportamento da verificare in sito o su campioni
significativi di quanto realizzati in sito, conformemente alle norme UNI
9529, UNI 9530, UNI 9531, UNI 9532 e UNI 9533:
– per i valori non prescritti si intendono validi quelli dichiarati dal fornitore
ed accettati dalla direzione dei lavori.
Art. 10 - Idropitture - pitture - vernici - smalti
Le idropitture, le pitture, le vernici e gli smalti dovranno essere di recente
produzione e dovranno essere approvvigionati in cantiere in recipienti sigillati
con l'indicazione della ditta produttrice ed il tipo, la qualità, le modalità d'uso
e di conservazione del prodotto e l'eventuale data di scadenza; i recipienti
dovranno essere aperti al momento dell'impiego, alla presenza della
direzione dei lavori ed i prodotti negli stessi contenuti non dovranno
presentare
fenomeni
di
sedimentazione
o
di
addensamento,
peli,
gelatinizzazioni od altri degradi.
Tutti i prodotti dovranno essere pronti all'uso salvo le diluizioni previste dalle
33
ditte produttrici nei rapporti dalle stesse indicate e dovranno conferire alle
superfici l'aspetto previsto e mantenerlo nel tempo.
Le idropitture, le pitture, le vernici e gli smalti dovranno essere conformi alle
norme UNI ed UNICHIM vigenti e dovranno avere, a seconda del tipo, i
seguenti requisiti.
A) Olio di lino cotto
L'olio di lino cotto sarà ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente
limpido, di odore forte e amarissimo al gusto, scevro da adulterazioni con olio
minerale, olio di pesce, ecc. Non dovrà lasciare alcun deposito, né essere
rancido e, disteso sopra una lastra di vetro o di metallo, dovrà essiccare
completamente nell'intervallo di ventiquattro ore. Avrà acidità nella misura del
7 per cento, impurità non superiore all'1 per cento, e alla temperatura di 15
°C presenterà una densità compresa tra 0,91 e 0,93.
B) Acquaragia
Dovrà essere limpida, incolore di odore sgradevole e volatissima. La sua
densità a 15 °C sarà di 0,87.
C) Biacca
La biacca (carbonato basico di piombo) dovrà essere pura, senza miscela di
sorta e priva di qualsiasi traccia di solfato di bario.
D) Bianco di zinco
Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima, bianca, costituita da
ossido di zinco e non dovrà contenere più del 4 per cento di sali di piombo
allo stato di solfato, né più dell'1 per cento di altre impurità; l'umidità non
dovrà superare il 3 per cento.
E) Minio di piombo
Il minio di piombo dovrà presentarsi come polvere finissima impalpabile,
pesante, insolubile in acqua ed in acido cloridrico diluito: dovrà avere colore
rosso brillante o rosso arancione ed essere esente da qualsiasi colorazione
artificiale; non dovrà essere sofisticato con solfato di bario, argilla, creta,
gesso, colori a base di ossido di ferro, colori del catrame, ecc.
F) Colori all'acqua, a colla o ad olio
Le terre coloranti destinati alle tinte all'acqua, a colla o ad olio, saranno
34
finemente macinate e prive di sostanze eterogenee e dovranno venire
perfettamente incorporate nell'acqua, nelle colle e negli oli, ma non per
infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalità esistente.
G) Vernici
Le vernici dovranno essere perfettamente trasparenti e potranno essere
composte da resine o gomme naturali di piante esotiche (flatting) o da resine
sintetiche con assoluta esclusione di gomme prodotte dalla distillazione.
Le vernici sintetiche dovranno avere ottima adesività, uniforme applicabilità,
assenza di grumi, rapidità d'essicazione, resistenza all'abrasione ed alle
macchie, inalterabilità all'acqua ed agli agenti atmosferici e dovranno essere
rispondenti alle caratteristiche d'impiego e di qualità richieste.
H) Encaustica
Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza secondo le disposizioni
della direzione dei lavori.
La
cera
gialla
dovrà
risultare
perfettamente
disciolta,
a
seconda
dell'encaustico adottato, o nell'acqua calda alla quale sarà aggiunto del sale
di tartaro, o nell'essenza di trementina.
I) Mastice
Il mastice per la preparazione alle coloriture di opere in legno dovrà essere
costituito da creta di Sciacca manipolata con olio di lino e da biacca.
L) Pitture antiruggine ed anticorrosive
Le pitture antiruggine ed anticorrosive dovranno essere rapportate al tipo di
materiale da proteggere ed alle condizioni ambientali.
L'antiruggine al cromato di zinco sarà preparata con il 46 ÷ 52 per cento di
pigmento, il 22 ÷ 25 per cento di legante ed il 32 per cento max di solvente e
mentre il pigmento dovrà essere composto del 50 per cento min. di cromato
di zinco, il legante del 100 per cento di resina alchidica lungolio.
L'antiruggine ad olio al minio di piombo sarà preparata con l'80 per cento
min. di pigmento, il 13 per cento min. di legante ed il 5 per cento max di
solvente e mentre il pigmento dovrà essere composto dal 60 per cento min.
di minio al 32,5 per cento di piombo e da non oltre il 40 per cento di barite,
silicati di mg, di Al, grafite ed amido di ferro, il legante del 100 per cento di
35
olio di lino cotto.
L'antiruggine oleosintetica al minio di piombo sarà preparata con il 70 per
cento min. di pigmento, il 15 per cento min. di legante ed il 15 per cento max
di solvente e mentre il pigmento dovrà essere composto come quello
dell'antiruggine ed olio al minio di piombo, il legante dal 100 per cento di
resina alchidica lungolio modificata con oli e standoli, con un contenuto di
olio min. del 70 per cento.
M) Smalti
Gli smalti potranno essere composti da resine naturali o sintetiche, pigmenti,
cariche minerali ed ossidi vari e dovranno possedere alto potere coprente,
facilità di applicazione, luminosità e resistenza agli urti.
N) Pitture ad olio ed oleosintetiche
Le pitture ad olio ed oleosintetiche potranno essere composte da oli, resine
sintetiche, pigmenti e sostanze coloranti e dovranno possedere uno spiccato
potere coprente e risultare resistenti all'azione degradante delle piogge acide
e dei raggi ultravioletti.
O) Idropitture
Le idropitture sono caratterizzate dal fatto di avere l'acqua come elemento
solvente e/o diluente.
Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca,
spenta per immersione. Vi si potrà aggiungere la quantità di nerofumo
strettamente necessaria per evitare la tinta giallastra.
La tempera sarà preparata con sospensioni acquose di pigmenti e leganti a
base di colle naturali o sintetiche, dovrà avere buon potere coprente e sarà
ritinteggiabile.
La pittura cementizia sarà preparata con cemento bianco, pigmenti bianchi o
coloranti in misura massima del 10 per cento ed eventuali additivi chimici in
polvere in piccoli quantitativi secondo le indicazioni della ditta produttrice e
dovrà essere ultimata entro 30 minuti dalla preparazione ed una volta indurita
è espressamente fatto divieto di diluirla in acqua per una eventuale
riutilizzazione.
Le idropitture a base di resine sintetiche non dovranno mai essere applicate
36
su preesistenti strati di tinteggiatura, pittura o vernice non perfettamente
aderenti al supporto.
Gli intonaci su cui andranno applicate le idropitture dovranno essere
preventivamente ed idoneamente preparati.
L'applicazione della idropittura dovrà essere effettuata secondo le norme
specifiche della ditta produttrice.
Le idropitture dovranno risultare confezionate con resine sintetiche disperse
in acqua, e con l'impiego di idonei pigmenti; resta escluso nel modo più
assoluto l'impiego di caseina, calce, colle animali e simili.
Le idropitture per interno dovranno presentare la seguente composizione:
pigmento 40 ÷ 50 per cento : costituito da diossido di titanio in quantità
non inferiore al 50 per cento del pigmento;
veicolo 60 ÷ 50 per cento : costituito da resine sintetiche
poliacetoviniliche omopolimere o copolimere disperse in acqua, con
residuo secco non inferiore al 30 per cento del veicolo;
spessore della pellicola per ogni mano: minimo 25 micron.
L'applicazione delle mani successive non dovrà essere eseguita se non
siano trascorse almeno 12 ore da quella precedente.
Le idropitture per esterno contenenti quarzo dovranno presentare la
seguente composizione:
pigmento 58 ÷ 62 per cento: Di cui almeno il 30 per cento dovrà
essere costituito da diossido di titanio rutilo ed il 45 min. - 55 max per
cento da polvere di quarzo;
veicolo 38 ÷ 42 per cento: costituito da dispersioni di resine acriliche o
copolimeri acetoviniliche con residuo secco non inferiore al 35 per
cento del veicolo;
spessore della pellicola per ogni mano: minimo 35 micron.
L'applicazione di ogni mano di idropittura non dovrà essere effettuata se non
siano trascorse almeno 12 ore da quella precedente.
Art. 11 - Prodotti di vetro (lastre, profilati ad U e vetri pressati)
1. Per prodotti di vetro s’intendono quelli ottenuti dalla trasformazione e
37
lavorazione del vetro.
Detti prodotti - suddivisi in tre principali categorie, lastre piane, vetri pressati
e prodotti di seconda lavorazione - vengono di seguito considerati al
momento della loro fornitura. La modalità di posa è trattata nell’art. 43 del
presente capitolato relativo a vetrazioni e serramenti. Il Direttore dei Lavori,
ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un'attestato di conformità della
fornitura alle prescrizioni indicate per le varie tipologie ai commi successivi.
Per le definizioni rispetto ai metodi di fabbricazione, alle loro caratteristiche,
alle seconde lavorazioni, nonché per le operazioni di finitura dei bordi si fa
riferimento alle norme UNI vigenti, di seguito indicate per le varie tipologie.
Le caratteristiche di detti prodotti dovranno anche essere riportate (stampate)
su ogni singolo vetro (semplice o assemblato).
2.
I vetri piani grezzi sono quelli colati e laminati grezzi ed anche cristalli
grezzi traslucidi, incolori, cosiddetti bianchi, eventualmente armati. Le loro
dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche
vale la norma UNI EN 572 – 1996 (“Vetro per edilizia”) che considera anche
le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di
isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni
prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
3. I vetri piani lucidi tirati sono quelli incolori ottenuti per tiratura meccanica
della massa fusa, che presenta sulle due facce, naturalmente lucide,
ondulazioni più o meno accentuate non avendo subito lavorazioni di
superficie. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le
altre caratteristiche vale la norma UNI EN 572 che considera anche le
modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di
isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni
prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
4. I vetri piani trasparenti float sono quelli chiari o colorati ottenuti per colata
mediante galleggiamento su un bagno di metallo fuso. Le loro dimensioni
saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma
UNI EN 572-2 che considera anche la modalità di controllo da adottare in
38
caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno
quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se
richiesti.
5. I vetri piani temprati sono quelli trattati termicamente o chimicamente in
modo da indurre negli strati superficiali tensioni permanenti. Le loro
dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. I valori di isolamento
termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicherà i valori se richiesti.
6. I vetri piani uniti al perimetro (o vetrocamera) sono quelli costituiti da due
lastre di vetro tra loro unite lungo il perimetro, solitamente con interposizione
di un distanziatore, a mezzo di adesivi od altro in modo da formare una o più
intercapedini contenenti aria o gas disidratati. Le loro dimensioni, numero e
tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre
caratteristiche vale la norma UNI 10593 che definisce anche i metodi di
controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico,
acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore
comunicherà i valori se richiesti.
7. I vetri piani stratificati sono quelli formati da due o più lastre di vetro e uno
o più strati interposti di materia plastica che incollano tra loro le lastre di vetro
per l'intera superficie. Il loro spessore varia in base al numero ed allo
spessore delle lastre costituenti. Essi si dividono in base alla loro resistenza,
alle sollecitazioni meccaniche come segue:
–
stratificati antivandalismo;
–
stratificati anticrimine;
–
stratificati antiproiettile.
Le dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel
progetto. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti
dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
8. I vetri piani profilati ad U sono dei vetri greggi colati prodotti sotto forma di
barre con sezione ad U, con la superficie liscia o lavorata, e traslucida alla
visione. Possono essere del tipo ricotto (normale) o temprato armati o non
armati. Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre
39
caratteristiche valgono le prescrizioni della norma UNI EN 1288-4, per la
determinazione della resistenza a flessione, e quelle della norma UNI EN
572 che indica anche i metodi di controllo in caso di contestazione.
9. I vetri pressati per vetrocemento armato possono essere a forma cava od
a forma di camera d'aria. Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le caratteristiche vale quanto indicato nella norma UNI 7440 che indica
anche i metodi di controllo in caso di contestazione.
10. È un vetro su cui è stata posata una pellicola (couche) di uno specifico
materiale (ossidi di metallo), che ne migliora notevolmente le prestazioni di
isolamento termico, senza modificarne sostanzialmente le prestazioni di
trasmissione della luce. I più comuni sono 4 mm 3/3 oppure 4/4.Possono
risultare leggermente colorati per effetto del trattamento superficiale.
Art. 12 - Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili)
1. I prodotti sigillanti, adesivi e geotessili, di seguito descritti, sono
considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori ai fini della loro
accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della
fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle
prescrizioni di seguito indicate. Per il campionamento dei prodotti ed i metodi
di prova si fa riferimento ai metodi UNI esistenti.
2. Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire, in forma
continua e durevole, i giunti tra elementi edilizi (in particolare nei serramenti,
nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.) con funzione di tenuta
all'aria, all'acqua, ecc… Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli
articoli relativi alla destinazione d'uso, i sigillanti devono rispondere alla
classificazione ed ai requisiti di cui alla norma UNI ISO 11600 nonché alle
seguenti caratteristiche:
– compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati;
– diagramma forza - deformazione (allungamento) compatibile con le
deformazioni elastiche del supporto al quale sono destinati;
– durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego
intesa come decadimento delle caratteristiche meccaniche ed elastiche
40
tale da non pregiudicare la sua funzionalità;
– durabilità alle azioni chimico - fisiche di agenti aggressivi presenti
nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione.
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il
prodotto risponde al progetto od alle norme UNI 9611, UNI EN ISO 9047,
UNI EN ISO 10563, UNI EN ISO 10590, UNI EN ISO 10591, UNI EN ISO
11431, UNI EN ISO 11432, UNI EN 27389, UNI EN 27390, UNI EN 28339,
UNI EN 28340, UNI EN 28394, UNI EN 29046, UNI EN 29048 e/o in
possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori
dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori.
3. Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un elemento ad
uno attiguo, in forma permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche,
chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla destinazione d'uso. Sono inclusi in
detta categoria gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o
per altri usi e per diversi supporti (murario, ferroso, legnoso, ecc.). Sono
invece esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o
componenti. Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi
alla destinazione d'uso, gli adesivi devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
– compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati;
– durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego
intesa come decadimento delle caratteristiche meccaniche tale da non
pregiudicare la loro funzionalità;
– durabilità alle azioni chimico - fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti
nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione;
– caratteristiche meccaniche adeguate alle sollecitazioni previste durante
l'uso.
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il
prodotto risponde alle seguenti norme UNI:
- UNI EN 1372, UNI EN 1373, UNI EN 1841, UNI EN 1902, UNI EN 1903, in
caso di adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti;
- UNI EN 1323, UNI EN 1324, UNI EN 1346, UNI EN 1347, UNI EN 1348, in
41
caso di adesivi per piastrelle:;
- UNI EN 1799 in caso di adesivi per strutture di calcestruzzo.
In alternativa e/o in aggiunta soddisfacimento delle prescrizioni predette si
intende comprovato quando il prodotto è in possesso di attestati di
conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal
produttore ed accettati dalla direzione dei lavori.
4. Per geotessili si intendono i prodotti utilizzati per costituire strati filtranti, di
separazione, contenimento, drenaggio in opere di terra (rilevati, scarpate,
strade, giardini, ecc.) ed in coperture. Si distinguono in:
– tessuti (UNI sperimentale 8986): stoffe realizzate intrecciando due serie di
fili (realizzando ordito e trama);
– non tessuti (UNI 8279): feltri costituiti da fibre o filamenti distribuiti in
maniera casuale, legati tra loro con trattamento meccanico (agugliatura)
oppure chimico (impregnazione) oppure termico (fusione). Si hanno non
tessuti ottenuti da fiocco o da filamento continuo.
(Sono esclusi dal presente articolo i prodotti usati per realizzare componenti
più complessi).
Quando non è specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla
destinazione
d'uso,
si
intendono
forniti
rispondenti
alle
seguenti
caratteristiche:
– tolleranze sulla lunghezza e larghezza: ± 1%;
– spessore: ± 3%;
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il
prodotto risponde alle norme UNI sopra indicate e/o è in possesso di
attestato di conformità; in loro mancanza valgono i valori dichiarati dal
produttore ed accettati dalla direzione dei lavori.
Dovrà inoltre essere sempre specificata la natura del polimero costituente
(poliestere, polipropilene, poliammide, etc…).
Per i non tessuti dovrà essere precisato:
– se sono costituiti da filamento continuo o da fiocco;
– se il trattamento legante è meccanico, chimico o termico;
– il peso unitario.
42
Art. 13 - Infissi
1. Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di
regolare il passaggio di persone, animali, oggetti e sostanze liquide o
gassose nonché dell'energia tra spazi interni ed esterni dell'organismo
edilizio o tra ambienti diversi dello spazio interno. Detta categoria
comprende: elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con
parti apribili). Gli stessi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in
porte, finestre e schermi. Per la terminologia specifica dei singoli elementi e
delle loro parti funzionali in caso di dubbio si fa riferimento alla norma UNI
8369. I prodotti di seguito indicati sono considerati al momento della loro
fornitura e le loro modalità di posa sono sviluppate nell'art. 43 del presente
capitolato relativo alle vetrazioni ed ai serramenti. Il Direttore dei lavori, ai fini
della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della
fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
2. Le luci fisse devono essere realizzate nella forma, nelle dimensioni e con
i materiali indicate nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni (od in
presenza di prescrizioni limitate) queste devono comunque, nel loro insieme
(telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.), resistere alle sollecitazioni
meccaniche dovute all'azione del vento od agli urti e garantire la tenuta
all'aria, all'acqua e la resistenza al vento. Quanto richiesto dovrà garantire
anche le prestazioni di isolamento termico e acustico, comportamento al
fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti
vandalici, etc… Le prestazioni predette dovranno essere garantite con
limitato decadimento nel tempo. Il Direttore dei lavori potrà procedere
all'accettazione delle luci fisse mediante i criteri seguenti:
- mediante il controllo dei materiali costituenti il telaio, il vetro, gli elementi di
tenuta (guarnizioni, sigillanti) più eventuali accessori, e mediante il
controllo delle caratteristiche costruttive e della lavorazione del prodotto
nel suo insieme e/o dei suoi componenti (in particolare trattamenti
protettivi di legno, rivestimenti dei metalli costituenti il telaio, l'esatta
43
esecuzione dei giunti, ecc…);
- mediante l'accettazione di dichiarazioni di conformità della fornitura alle
classi di prestazione quali tenuta all'acqua e all'aria, resistenza agli urti,
ecc. (comma 3 del presente articolo, punto b); di tali prove potrà anche
chiedere la ripetizione in caso di dubbio o contestazione.
Le modalità di esecuzione delle prove saranno quelle definite nelle relative
norme UNI per i serramenti (comma 3).
3. I serramenti interni ed esterni (finestre, porte finestre, e similari) devono
essere realizzati seguendo le prescrizioni indicate nei disegni costruttivi o
comunque nella parte grafica del progetto. In mancanza di prescrizioni (od in
presenza di prescrizioni limitate), questi devono comunque essere realizzati
in modo tale da resistere, nel loro insieme, alle sollecitazioni meccaniche e
degli agenti atmosferici e da contribuire, per la parte di loro spettanza, al
mantenimento negli ambienti delle condizioni termiche, acustiche, luminose,
di ventilazione, ecc.; le funzioni predette devono essere mantenute nel
tempo.
a. Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione dei serramenti
mediante:
- il controllo dei materiali che costituiscono l'anta ed il telaio ed i loro
trattamenti preservanti ed i rivestimenti;
- il controllo dei vetri, delle guarnizioni di tenuta e/o sigillanti, e degli
accessori;
- il controllo delle sue caratteristiche costruttive, in particolare dimensioni
delle sezioni resistenti, conformazione dei giunti, delle connessioni
realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) o per aderenza (colle,
adesivi, ecc.) e comunque delle parti costruttive che direttamente
influiscono sulla resistenza meccanica, tenuta all'acqua, all'aria, al vento, e
sulle altre prestazioni richieste.
b.
Il Direttore dei lavori potrà, altresì, procedere all'accettazione della
attestazione di conformità della fornitura alle prescrizioni indicate nel progetto
per le varie caratteristiche od in mancanza a quelle di seguito riportate. Per le
classi non specificate valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati dalla
44
direzione dei lavori. Per quanto non esplicitato in questo articolo vale quanto
indicato nel successivo art. 57
4. Gli schermi (tapparelle, persiane, antoni) con funzione prevalentemente
oscurante devono essere realizzati nella forma, nelle dimensioni e con il
materiale indicati nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni o in
caso di prescrizioni insufficienti, lo schermo deve comunque resistere, nel
suo insieme, alle sollecitazioni meccaniche (vento, sbattimenti, ecc.) ed agli
agenti atmosferici, mantenendo nel tempo il suo funzionamento.
a. Il Direttore dei lavori dovrà procedere all'accettazione degli schermi
mediante:
– il controllo dei materiali che costituiscono lo schermo e dei loro
rivestimenti;
– il controllo dei materiali costituenti gli accessori e/o organi di manovra;
– la verifica delle caratteristiche costruttive dello schermo, principalmente
dimensioni delle sezioni resistenti, conformazioni delle connessioni
realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) o per aderenza (colle,
adesivi, ecc.) e comunque delle parti che direttamente influiscono sulla
resistenza meccanica e durabilità agli agenti atmosferici.
b.
Il Direttore dei lavori potrà, altresì, procedere all'accettazione mediante
attestazione di conformità della fornitura alle caratteristiche di resistenza
meccanica, comportamento agli agenti atmosferici (corrosioni, cicli con
lampade solari, camere climatiche, ecc.). L'attestazione dovrà essere
comprovata da idonea certificazione e/o documentazione. Per quanto
concerne requisiti e prove è comunque possibile fare riferimento alla norma
UNI 8772.
Art. 14 - Prodotti per rivestimenti interni ed esterni
1. Si definiscono prodotti per rivestimenti quelli utilizzati per realizzare i
sistemi di rivestimento verticali (pareti - facciate) ed orizzontali (controsoffitti)
dell'edificio. I prodotti si distinguono:
○
a seconda del loro stato fisico in:
–
rigidi (rivestimenti in pietra - ceramica - vetro - alluminio - gesso -
45
ecc.);
–
flessibili (carte da parati - tessuti da parati - ecc.);
–
fluidi o pastosi (intonaci - vernicianti - rivestimenti plastici - ecc.).
○
a seconda della loro collocazione:
– per esterno;
– per interno.
○
a seconda della loro collocazione nel sistema di rivestimento:
– di fondo;
– intermedi;
– di finitura.
Tutti i prodotti di cui ai commi successivi sono considerati al momento della
fornitura. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere
ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura, oppure richiedere un
attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate.
2. Prodotti rigidi.
a)
Per le piastrelle di ceramica vale quanto prescritto dalla norma UNI EN
ISO 10545 e quanto riportato nell'art. 9 “Prodotti per pavimentazione”, con
riferimento solo alle prescrizioni valide per le piastrelle da parete.
b)
Per le lastre di pietra vale quanto riportato nel progetto circa le
caratteristiche più significative e le lavorazioni da apportare. In mancanza
o ad integrazione del progetto valgono i criteri di accettazione generali
indicati nell'art. 8 del presente capitolato inerente i prodotti di pietra
integrati dalle prescrizioni date nell'art. 9, sempre del presente capitolato
relativo ai prodotti per pavimentazioni di pietra, in particolare per le
tolleranze dimensionali e le modalità di imballaggio. Sono comunque da
prevedere gli opportuni incavi, fori, ecc. per il fissaggio alla parete e gli
eventuali trattamenti di protezione.
c)
Per gli elementi di metallo o materia plastica valgono le prescrizioni del
progetto.
Le loro prestazioni meccaniche (resistenza all'urto, abrasione, incisione),
di reazione e resistenza al fuoco, di resistenza agli agenti chimici
(detergenti, inquinanti aggressivi, ecc.) ed alle azioni termoigrometriche
46
saranno quelle prescritte nelle norme UNI già richiamate in relazione
all'ambiente (interno/esterno) nel quale saranno collocati ed alla loro quota
dal pavimento (o suolo), oppure in loro mancanza valgono quelle
dichiarate dal fabbricante ed accettate dalla direzione dei lavori.
Saranno inoltre predisposti per il fissaggio in opera con opportuni fori,
incavi, ecc.
Per gli elementi verniciati, smaltati, ecc. le caratteristiche di resistenza
all'usura, ai viraggi di colore, ecc. saranno riferite ai materiali di
rivestimento.
La forma e costituzione dell'elemento saranno tali da ridurre al minimo
fenomeni di vibrazione, produzione di rumore tenuto anche conto dei
criteri di fissaggio.
d)
Per le lastre di cartongesso si rinvia all'art. 17 del presente capitolato
“Prodotti per pareti esterne e partizioni interne”.
e)
Per le lastre di fibrocemento si rimanda alle prescrizioni date nell'art. 10
del presente capitolato “Prodotti per coperture discontinue”.
f)
Per le lastre di calcestruzzo valgono le prescrizioni generali date nell'art.
5 del presente capitolato su prodotti di calcestruzzo con in aggiunta le
caratteristiche di resistenza agli agenti atmosferici (gelo/disgelo) ed agli
elementi aggressivi trasportati dall'acqua piovana e dall'aria.
Per gli elementi piccoli e medi fino a 1,2 m come dimensione massima si
debbono realizzare opportuni punti di fissaggio ed aggancio. Per gli elementi
grandi (pannelli prefabbricati) valgono per quanto applicabili e/o in via
orientativa le prescrizioni dell'art. 35 del presente capitolato sulle strutture
prefabbricate di calcestruzzo.
3. Prodotti flessibili
a) Le carte da parati devono rispettare le tolleranze dimensionali dell'1,5%
sulla larghezza e lunghezza; garantire resistenza meccanica ed alla
lacerazione (anche nelle condizioni umide di applicazione); avere
deformazioni dimensionali ad umido limitate; resistere alle variazioni di
calore e quando richiesto avere resistenza ai lavaggi e reazione o
resistenza al fuoco adeguate. Le confezioni devono riportare i segni di
47
riferimento per le sovrapposizioni, allineamenti (o sfalsatura) dei disegni,
ecc.; inversione dei singoli teli, ecc.
b) I tessili per pareti devono rispondere alle prescrizioni elencate nel comma
a) con adeguato livello di resistenza e possedere le necessarie
caratteristiche di elasticità, ecc. per la posa a tensione.
Per entrambe le categorie (carta e tessili) la rispondenza alle norme UNI EN
233, 235 è considerata rispondenza alle prescrizioni del presente articolo.
4. Prodotti fluidi od in pasta
a)
Intonaci: gli intonaci sono rivestimenti realizzati con malta per intonaci
costituita da un legante (calce – cemento - gesso) da un inerte (sabbia,
polvere o granuli di marmo, ecc.) ed eventualmente da pigmenti o terre
coloranti,
additivi
e
rinforzanti.
Gli
intonaci
devono
possedere
le
caratteristiche indicate nel progetto e le caratteristiche seguenti:
–
capacità di riempimento delle cavità ed eguagliamento delle superfici;
–
reazione al fuoco e/o resistenza all'antincendio adeguata;
–
impermeabilità all'acqua e/o funzione di barriera all'acqua;
–
effetto estetico superficiale in relazione ai mezzi di posa usati;
–
adesione al supporto e caratteristiche meccaniche.
Per i prodotti forniti premiscelati la rispondenza a norme UNI è sinonimo di
conformità alle prescrizioni predette; per gli altri prodotti valgono i valori
dichiarati dal fornitore ed accettati dalla direzione dei lavori.
b)
Prodotti vernicianti: i prodotti vernicianti sono prodotti applicati allo
stato fluido, costituiti da un legante (naturale o sintetico), da una carica e da
un pigmento o terra colorante che, passando allo stato solido, formano una
pellicola o uno strato non pellicolare sulla superficie. Si distinguono in:
–
tinte, se non formano pellicola e si depositano sulla superficie;
–
impregnanti, se non formano pellicola e penetrano nelle porosità del
supporto;
–
pitture, se formano pellicola ed hanno un colore proprio;
–
vernici, se formano pellicola e non hanno un marcato colore proprio;
–
rivestimenti plastici, se formano pellicola di spessore elevato o molto
elevato (da 1 a 5 mm circa), hanno colore proprio e disegno superficiale
48
più o meno accentuato.
I prodotti vernicianti devono possedere valori adeguati delle seguenti
caratteristiche in funzione delle prestazioni loro richieste:
– dare colore in maniera stabile alla superficie trattata;
– avere funzione impermeabilizzante;
– essere traspiranti al vapore d'acqua;
– impedire il passaggio dei raggi UV;
– ridurre il passaggio della CO2;
– avere adeguata reazione e/o resistenza al fuoco (quando richiesto);
– avere funzione passivante del ferro (quando richiesto);
– resistenza alle azioni chimiche degli agenti aggressivi (climatici,
inquinanti);
– resistere (quando richiesto) all'usura.
I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto od in mancanza
quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori.
I dati si intendono presentati secondo le norme UNI 8757 e UNI 8759 ed i
metodi di prova sono quelli definiti nelle norme UNI.
Art. 15 - Prodotti per isolamento termico
1. Si definiscono materiali isolanti termici quelli atti a diminuire, in forma
sensibile, il flusso termico attraverso le superfici sulle quali sono applicati
(vedi classificazione tabella 1). Per la realizzazione dell'isolamento termico si
rinvia agli articoli relativi alle parti dell'edificio o impianti. Detti materiali sono
di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini
della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure chiedere un attestato di conformità della
fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Nel caso di contestazione per le
caratteristiche si intende che la procedura di prelievo dei campioni, delle
prove e della valutazione dei risultati sia quella indicata nelle norme UNI EN
822, UNI EN 823, UNI EN 824, UNI EN 825 ed in loro mancanza quelli della
letteratura tecnica (in primo luogo le norme internazionali ed estere).
2. I materiali isolanti sono così classificati:
49
2.1. materiali fabbricati in stabilimento (blocchi, pannelli, lastre, feltri ecc.):
a)
materiali cellulari
– composizione chimica organica: plastici alveolari;
– composizione chimica inorganica: vetro cellulare, calcestruzzo alveolare
autoclavato;
– composizione chimica mista: plastici cellulari con perle di vetro espanso.
b)
materiali fibrosi
– composizione chimica organica: fibre di legno;
– composizione chimica inorganica: fibre minerali.
c)
materiali compatti
– composizione chimica organica: plastici compatti;
– composizione chimica inorganica: calcestruzzo;
– composizione chimica mista: agglomerati di legno.
d)
combinazione di materiali di diversa struttura
– composizione chimica inorganica: composti «fibre minerali - perlite»,
amianto cemento, calcestruzzi leggeri;
– composizione chimica mista: composti perlite – fibre di cellulosa,
calcestruzzi di perle di polistirene.
e)
materiali multistrato6
– composizione chimica organica: plastici alveolari con parametri organici;
– composizione chimica inorganica: argille espanse con parametri di
calcestruzzo, lastre di gesso associate a strato di fibre minerali;
– composizione chimica mista: plastici alveolari rivestiti di calcestruzzo.
2.2. Materiali iniettati, stampati o applicati in sito mediante spruzzatura:
a)
materiali cellulari applicati sotto forma di liquido o di pasta
– composizione chimica organica: schiume poliuretaniche, schiume di urea formaldeide;
– composizione chimica inorganica: calcestruzzo cellulare.
b)
materiali fibrosi applicati sotto forma di liquido o di pasta
– composizione chimica inorganica: fibre minerali proiettate in opera.
6
I prodotti stratificati devono essere classificati nel gruppo 2.1/e. Tuttavia, se il contributo alle proprietà di
isolamento termico apportato da un rivestimento è minimo e se il rivestimento stesso è necessario per la
manipolazione del prodotto, questo è da classificare nei gruppi da 2.1/a a 2.1/d.
50
c)
materiali pieni applicati sotto forma di liquido o di pasta
– composizione chimica organica: plastici compatti;
– composizione chimica inorganica: calcestruzzo;
– composizione chimica mista: asfalto.
d)
combinazione di materiali di diversa struttura
– composizione chimica inorganica: calcestruzzo di aggregati leggeri;
– composizione chimica mista: calcestruzzo con inclusione di perle di
polistirene espanso.
e)
materiali alla rinfusa
– composizione chimica organica: perle di polistirene espanso;
– composizione chimica inorganica: lana minerale in fiocchi, perlite;
– composizione chimica mista: perlite bitumata.
3. Per tutti i materiali isolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme
geometriche predeterminate, si devono dichiarare le seguenti caratteristiche
fondamentali:
a) dimensioni: lunghezza - larghezza (UNI 822), valgono le tolleranze
stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti
progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal
produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione
dei lavori;
b) spessore (UNI 823): valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI,
oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime
due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione
tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
c) massa volumica apparente (UNI EN 1602): deve essere entro i limiti
prescritti nelle norme UNI o negli altri documenti progettuali; in assenza
delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
d) resistenza termica specifica: deve essere entro i limiti previsti da
documenti progettuali (calcolo in base alla legge 9 gennaio 1991 n. 10) ed
espressi secondo i criteri indicati nella norma UNI 7357;
e) saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto le
51
seguenti caratteristiche:
–
reazione o comportamento al fuoco;
–
limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
–
compatibilità chimico - fisica con altri materiali.
4. Per i materiali isolanti che assumono la forma definitiva in opera devono
essere dichiarate le caratteristiche di cui sopra, riferite ad un campione
significativo di quanto realizzato in opera. Il Direttore dei lavori può, altresì,
attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera
ricorrendo, ove necessario, a carotaggi, sezionamenti, ecc… significativi
dello strato eseguito.
5. Entrambe le categorie di materiali isolanti devono rispondere ad una o più
delle caratteristiche di idoneità all'impiego in relazione alla loro destinazione
d'uso: pareti, parete controterra, copertura a falda, copertura piana,
controsoffittatura su porticati, pavimenti, ecc.
Se non vengono prescritti valori per alcune caratteristiche si intende che la
direzione dei lavori accetta quelli proposti dal fornitore; i metodi di controllo
sono quelli definiti nelle norme UNI. Per le caratteristiche possedute
intrinsecamente dal materiale non sono necessari controlli.
Art. 16 - Prodotti per pareti esterne e partizioni interne
1. Si definiscono prodotti per pareti esterne e partizioni interne quelli
utilizzati per realizzare i principali strati funzionali di queste parti di edificio.
Per la realizzazione delle pareti esterne e delle partizioni interne si rinvia
all'art. 44 del presente capitolato che tratta queste opere. Detti prodotti sono
di seguito considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori, ai fini
della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su campioni
della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle
prescrizioni di seguito indicate. In caso di contestazione, la procedura di
prelievo dei campioni e le modalità di prova e valutazione dei risultati sono
quelli indicati nelle norme UNI (pareti perimetrali: UNI 8369, UNI 7959, UNI
8979, UNI EN 12865 - partizioni interne: UNI 7960, UNI 8087, UNI 8438, UNI
10700, UNI 10820, UNI 11004) e, in mancanza di questi, quelli descritti nella
52
letteratura tecnica (primariamente norme internazionali).
2. I prodotti a base di laterizio, calcestruzzo e similari non aventi funzione
strutturale (vedere art. 31 del presente capitolato sulle murature), ma
unicamente di chiusura nelle pareti esterne e partizioni, devono rispondere
alle prescrizioni del progetto e, a loro completamento, alle seguenti
prescrizioni:
a) gli elementi di laterizio (forati e non) prodotti mediante trafilatura o
pressatura con materiale normale od alleggerito devono rispondere alla
norma UNI 8942;
b) gli elementi di calcestruzzo dovranno rispettare le stesse caratteristiche
indicate nella norma UNI 8942 (ad esclusione delle caratteristiche di
inclusione calcarea), i limiti di accettazione saranno quelli indicati nel
progetto e, in loro mancanza, quelli dichiarati dal produttore ed approvati
dalla direzione dei lavori;
c) gli elementi di calcio silicato (UNI EN 771; UNI EN 772-9/10/18), pietra
ricostruita e pietra naturale (UNI EN 771-6, UNI EN 772-4/13), saranno
accettati in base alle loro:
–
caratteristiche dimensionali e relative tolleranze;
–
caratteristiche di forma e massa volumica (foratura, smussi, etc...);
–
caratteristiche meccaniche a compressione, taglio a flessione;
–
caratteristiche di comportamento all'acqua ed al gelo (imbibizione,
assorbimento d'acqua, ecc.).
I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto ed in loro
mancanza saranno quelli dichiarati dal fornitore ed approvati dalla direzione
dei lavori.
3. I prodotti ed i componenti per facciate continue dovranno rispondere alle
prescrizioni del progetto e, in loro mancanza, alle seguenti prescrizioni:
– gli elementi dell'ossatura devono avere caratteristiche meccaniche
coerenti con quelle del progetto in modo da poter trasmettere le
sollecitazioni meccaniche (peso proprio delle facciate, vento, urti, ecc.)
alla struttura portante e resistere alle corrosioni e alle azioni chimiche
dell'ambiente esterno ed interno;
53
– gli elementi di tamponamento (vetri, pannelli, ecc.) devono: essere
compatibili chimicamente e fisicamente con l'ossatura, resistere alle
sollecitazioni
meccaniche
(urti,
ecc.),
resistere
alle
sollecitazioni
termoigrometriche dell'ambiente esterno e a quelle chimiche degli agenti
inquinanti;
– le parti apribili ed i loro accessori devono rispondere alle prescrizioni sulle
finestre o sulle porte;
– i rivestimenti superficiali (trattamenti dei metalli, pitturazioni, fogli
decorativi, ecc.) devono essere coerenti con le prescrizioni sopra indicate;
– le soluzioni costruttive dei giunti devono completare ed integrare le
prestazioni dei pannelli ed essere sigillate con prodotti adeguati.
La rispondenza alle norme UNI (UNI EN 12152; UNI EN 12154; UNI EN
13051; UNI EN 13116; UNI EN 12179; UNI EN 949; etc…) per i vetri, i
pannelli di legno, di metallo o di plastica, gli elementi metallici e i loro
trattamenti superficiali e per gli altri componenti, viene considerato
automaticamente soddisfacimento delle prescrizioni suddette.
Nota: Completare, se necessario, l’elenco delle norme UNI con ulteriori
norme UNI specifiche del caso in oggetto.
4. I prodotti ed i componenti per partizioni interne prefabbricate che vengono
assemblate in opera (con piccoli lavori di adattamento o meno) devono
rispondere alle prescrizioni del progetto e, in loro mancanza, alle prescrizioni
relative alle norme UNI di cui al comma 1.
5. I prodotti a base di cartongesso devono rispondere alle prescrizioni del
progetto ed, in mancanza, alle prescrizioni seguenti:
– spessore con tolleranze ± 0,5 mm;
– lunghezza e larghezza con tolleranza ± 2 mm;
– resistenza all'impronta, all’urto e alle sollecitazioni localizzate (punti di
fissaggio);
– a seconda della destinazione d'uso, basso assorbimento d'acqua e bassa
permeabilità al vapore (prodotto abbinato a barriera al vapore);
– resistenza all'incendio dichiarata;
– isolamento acustico dichiarato.
54
I limiti di accettazione saranno quelli indicati nel progetto ed, in loro
mancanza, quelli dichiarati dal produttore ed approvati dalla direzione dei
lavori.
Art. 17 - Prodotti per assorbimento acustico
1. Si definiscono materiali assorbenti acustici (o materiali fonoassorbenti)
quelli atti a dissipare in forma sensibile l'energia sonora incidente sulla loro
superficie e, di conseguenza, a ridurre l'energia sonora riflessa (UNI EN ISO
11654:
“Acustica.
Assorbitori
acustici
per
l’edilizia.
Valutazione
dell’assorbimento acustico”) .
Questa proprietà è valutata con il coefficiente di assorbimento acustico ( ),
definito dall'espressione:
α =
Wa
Wi
dove: Wi è l'energia sonora incidente;
Wa è l'energia sonora assorbita.
2. Sono da considerare assorbenti acustici tutti i materiali porosi a struttura
fibrosa o alveolare aperta. A parità di struttura (fibrosa o alveolare) la
proprietà fonoassorbente dipende dallo spessore. I materiali fonoassorbenti
si classificano secondo lo schema di seguito riportato.
a)
Materiali fibrosi
–
Minerali (fibra di amianto, fibra di vetro, fibra di roccia);
–
Vegetali (fibra di legno o cellulosa, truciolari).
b)
Materiali cellulari
○
Minerali:
–
calcestruzzi leggeri (a base di pozzolane, perlite, vermiculite, argilla
espansa);
–
laterizi alveolari;
–
prodotti a base di tufo.
○
Sintetici:
–
poliuretano a celle aperte (elastico - rigido);
–
polipropilene a celle aperte.
3. Per tutti i materiali fonoassorbenti forniti sotto forma di lastre, blocchi o
55
forme geometriche predeterminate, devono essere dichiarate le seguenti
caratteristiche fondamentali:
a) lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI,
oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime
due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione
tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
b) spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure
specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due
valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica
ed accettate dalla direzione dei lavori;
c) massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli
altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelli
dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate
dalla Direzione Tecnica;
d) coefficiente di assorbimento acustico, misurato in laboratorio secondo le
modalità prescritte dalla norma UNI EN 20354, deve rispondere ai valori
prescritti nel progetto od in assenza a quelli dichiarati dal produttore ed
accettati dalla direzione dei lavori.
Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le
seguenti caratteristiche:
– resistività al flusso d'aria;
– reazione e/o comportamento al fuoco;
– limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
– compatibilità chimico - fisica con altri materiali.
I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la direzione dei
lavori ai fini della loro accettazione può procedere ai controlli (anche parziali)
su campioni della fornitura oppure chiedere un attestato di conformità della
stessa alle prescrizioni sopra riportate.
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle
caratteristiche di cui sopra sono quelli stabiliti dalle norme UNI ed in
mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere).
56
4. Per i materiali fonoassorbenti che assumono la forma definitiva in opera
devono essere dichiarate le stesse caratteristiche riferite ad un campione
significativo di quanto realizzato in opera. La direzione dei lavori deve inoltre
attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera,
ricorrendo ove necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello
strato eseguito.
5. Entrambe le categorie di materiali fonoassorbenti devono rispondere ad
una o più delle caratteristiche di idoneità all'impiego, tra quelle della
seguente tabella, in relazione alla loro destinazione d'uso (pareti, coperture,
controsoffittature, pavimenti, ecc…).
Se i valori non vengono prescritti valgono quelli proposti dal fornitore ed
accettati dalla direzione dei lavori.
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle
caratteristiche di cui sopra sono quelli stabiliti dalle norme UNI ed in
mancanza di queste ultime quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere). Per le caratteristiche
possedute intrinsecamente dal materiale non sono necessari controlli.
Art. 18 - Prodotti per isolamento acustico
1.
Si definiscono materiali isolanti acustici (o materiali fonoisolanti) quelli
atti a diminuire in forma sensibile la trasmissione di energia sonora che li
attraversa. Questa proprietà è valutata con il potere fonoisolante (R) definito
dalla seguente formula:
R = 10 log
Wi
Wt
dove: Wi è l'energia sonora incidente;
Wt è l'energia sonora trasmessa.
Tutti i materiali comunemente impiegati nella realizzazione di divisori in
edilizia possiedono proprietà fonoisolanti. Per i materiali omogenei questa
proprietà dipende essenzialmente dalla loro massa areica; nel caso, invece,
di sistemi edilizi compositi, formati cioè da strati di materiali diversi, il potere
fonoisolante dipende, oltre che dalla loro massa areica, anche dal numero e
57
dalla qualità degli strati, dalle modalità di accoppiamento nonché dalla
eventuale presenza di intercapedine d'aria.
2. Per tutti i materiali fonoisolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme
geometriche
predeterminate,
devono
essere
dichiarate
le
seguenti
caratteristiche fondamentali:
– dimensioni: lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle
norme UNI, oppure specificate negli altri documenti progettuali; in assenza
delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettata dalla direzione dei lavori;
– spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure
specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due
valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua documentazione tecnica
ed accettate dalla direzione dei lavori;
– massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli
altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelli
dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate
dalla Direzione Tecnica;
– potere fonoisolante, misurato in laboratorio secondo le modalità prescritte
dalla norma UNI EN ISO 140-3, deve rispondere ai valori prescritti nel
progetto od in assenza a quelli dichiarati dal produttore ed accettati dalla
direzione dei lavori.
Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le
seguenti caratteristiche:
–
modulo di elasticità;
–
fattore di perdita;
–
reazione o comportamento al fuoco;
–
limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
–
compatibilità chimico - fisica con altri materiali.
I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la direzione dei
lavori ai fini della loro accettazione può procedere ai controlli (anche parziali)
su campioni della fornitura oppure chiedere un attestato di conformità della
stessa alle prescrizioni sopra riportate.
58
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle
caratteristiche di cui sopra sono quelli stabiliti dalle norme UNI ed in
mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere).
3. Per i materiali fonoisolanti che assumono la forma definitiva in opera
devono essere dichiarate le stesse caratteristiche riferite ad un campione
significativo di quanto realizzato in opera. La direzione dei lavori deve inoltre
attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera,
ricorrendo ove necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello
strato eseguito.
4. Entrambe le categorie di materiali fonoisolanti devono rispondere ad una
o più delle caratteristiche di idoneità all'impiego, come indicato all’art. 18
comma 5, in relazione alla loro destinazione d'uso.
PARTE II - MODALITÀ DI ESECUZIONE
A) Scavi, rilevati, fondazioni e demolizioni
Art. 19 - Scavi in genere
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro, a mano o con mezzi meccanici,
dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e la relazione
geologica e geotecnica di cui al DMLLPP dell’11 marzo 1988 (d’ora in poi DM
LLPP 11.03.88), integrato dalle istruzioni applicative di cui alla CMLLPP n.
218/24/3 del 9 gennaio 1996, nonché secondo le particolari prescrizioni che
saranno date all'atto esecutivo dalla direzione dei lavori.
Nell'esecuzione degli scavi in genere l'Appaltatore dovrà procedere in modo
da impedire scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltreché totalmente
responsabile di eventuali danni alle persone e alle opere, altresì obbligato a
provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate.
L'Appaltatore dovrà, altresì, provvedere a sue spese affinché le acque
scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a
riversarsi nei cavi.
Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute
59
adatte (a giudizio insindacabile della direzione dei lavori), ad altro impiego
nei lavori, dovranno essere portate fuori della sede del cantiere, alle
pubbliche discariche ovvero su aree che l'Appaltatore dovrà provvedere a
rendere disponibili a sua cura e spese.
Qualora le materie provenienti dagli scavi debbano essere successivamente
utilizzate, esse dovranno essere depositate in una delle zone limitrofe poste
a lato del cantiere ed identificate nella Planimetria di cantierizzazione previo
assenso della direzione dei lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno.
In ogni caso le materie depositate non dovranno essere di danno ai lavori,
alle proprietà pubbliche o private ed al libero deflusso delle acque scorrenti
alla superficie.
La direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell'Appaltatore, le
materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni.
Qualora i materiali siano ceduti all'Appaltatore, si applica il disposto del
comma 3, dell'art. 36 del Cap. Gen. n. 145/00.
Art. 20 - Scavi di sbancamento
Per scavi di sbancamento o sterri andanti s'intendono quelli occorrenti per lo
spianamento o sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le
costruzioni, per tagli di terrapieni, per la formazione di cortili, giardini,
scantinati, piani di appoggio per platee di fondazione, vespai, rampe
incassate o trincee stradali, ecc., e in generale tutti quelli eseguiti a sezione
aperta su vasta superficie ove sia possibile l’allontanamento delle materie di
scavo evitandone il sollevamento, ma non escludendo l’impiego di rampe
provvisorie, etc…
Gli scavi di sbancamento si misureranno col metodo delle sezioni
ragguagliate, tenendo conto del volume effettivo "in loco". Le misurazioni
verranno effettuate in contraddittorio con l’appaltatore all’atto della consegna.
Art. 21 - Scavi di fondazione od in trincea
Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione
ristretta necessari per dar luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente
60
detti.
In ogni caso saranno considerati come scavi di fondazione quelli per dar
luogo alle fogne, condutture, fossi e cunette.
Nell'esecuzione di detti scavi per raggiungere il piano di posa della
fondazione si deve tener conto di quanto specificato nel DMLLPP 11.03.88 al
punto A.2, al punto D.2 ed alla sezione G.
Il terreno di fondazione non deve subire rimaneggiamenti e deterioramenti
prima della costruzione dell'opera. Eventuali acque ruscellanti o stagnanti
devono essere allontanate dagli scavi. Il piano di posa degli elementi
strutturali di fondazione
deve
essere
regolarizzato
e
protetto
con
conglomerato magro o altro materiale idoneo.
Nel caso che per eseguire gli scavi si renda necessario deprimere il livello
della falda idrica si dovranno valutare i cedimenti del terreno circostante; ove
questi non risultino compatibili con la stabilità e la funzionalità delle opere
esistenti, si dovranno opportunamente modificare le modalità esecutive. Si
dovrà, nel caso in esame, eseguire la verifica al sifonamento. Per scavi
profondi, si dovrà eseguire la verifica di stabilità nei riguardi delle rotture del
fondo.
Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione,
dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla direzione dei lavori verrà
ordinata all'atto della loro esecuzione. Le profondità, che si trovano indicate
nei disegni, sono, infatti, di stima preliminare e l'Amministrazione appaltante
si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente,
senza che ciò possa dare all’appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o
domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del
lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da
raggiungere.
È vietato all’appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle
murature prima che la direzione dei lavori abbia verificato ed accettato i piani
delle fondazioni. I piani di fondazione dovranno essere generalmente
orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra falde inclinate, dovranno,
a richiesta della direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con
61
determinate contropendenze.
Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che resta vuoto, dovrà essere
diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell’appaltatore, con le
stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo.
Gli scavi per fondazione dovranno, quando occorra, essere solidamente
puntellati e sbadacchiati con robuste armature, in modo da proteggere contro
ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materia durante
l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature.
L'Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà
pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza o insufficienza
di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali egli deve provvedere di
propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute
necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle
prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla direzione dei lavori.
Col procedere delle murature l'Appaltatore potrà recuperare i legnami
costituenti le armature, sempreché non si tratti di armature formanti parte
integrante
dell'opera,
da
restare
quindi
in
posto
in
proprietà
dell'Amministrazione; i legnami però, che a giudizio della direzione dei lavori,
non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno
essere abbandonati negli scavi.
Art. 22 - Presenza di gas negli scavi
Durante l’esecuzione degli scavi, ai sensi di quanto previsto dal DM LLPP
11.03.88, devono essere adottate misure idonee contro i pericoli derivanti
dall’eventuale presenza di gas o vapori tossici.
Art. 23 - Rilevati e rinterri
Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per
riempire i vuoti tra le pareti degli scavi e le murature, o da addossare alle
murature, e fino alle quote prescritte dalla direzione dei lavori, si
impiegheranno in generale e, salvo quanto segue, fino al loro totale
esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere
62
eseguiti per quel cantiere, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio della
direzione dei lavori, per la formazione dei rilevati.
Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si
preleveranno le materie occorrenti ovunque l'Appaltatore crederà di sua
convenienza, purché i materiali siano riconosciuti idonei dalla direzione dei
lavori.
Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, si dovranno sempre
impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto
l'impiego di quelle argillose e, in generale, di tutte quelle che con
l'assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte.
Sono da preferire le terre a grana media o grossa. Le terre a grana fine
possono essere impiegate per opere di modesta importanza e quando non
sia possibile reperire materiali migliori. Si possono adoperare anche materiali
ottenuti dalla frantumazione di rocce.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere
usata ogni diligenza perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali
di eguale altezza, disponendo contemporaneamente le materie bene
sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in modo da caricare
uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che
potrebbero derivare da un carico male distribuito.
Il coefficiente di sicurezza riferito alla stabilità del sistema manufatto - terreno
di fondazione non deve risultare inferiore a 1,3.
Le materie trasportate in rilevato o rinterro con vagoni, automezzi o carretti
non potranno essere scaricate direttamente contro le murature, ma dovranno
depositarsi in vicinanza dell'opera per essere riprese poi al momento della
formazione dei suddetti rinterri.
Per tali movimenti di materie dovrà sempre provvedersi alla pilonatura delle
materie stesse, da farsi secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla
direzione dei Lavori.
È vietato di addossare terrapieni a murature di fresca costruzione.
Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la
mancata od imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo,
63
saranno a completo carico dell'Appaltatore.
È obbligo dell'Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati
durante
la
loro
costruzione,
quelle
maggiori
dimensioni
richieste
dall'assestamento delle terre, affinché all'epoca del collaudo i rilevati eseguiti
abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate.
L'Appaltatore dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate,
con i cigli bene allineati e profilati e compiendo a sue spese, durante
l'esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti ricarichi o tagli, la
ripresa e la sistemazione delle scarpate e l'espurgo dei fossi.
La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà
previamente scoticata, ove occorra, e se inclinata sarà tagliata a gradoni con
leggera pendenza verso il monte.
Art. 24 - Gestione terre e rocce da scavo
Per la gestione delle terre e rocce da scavo esso dovrà avvenire come
concordato con il Settore Urbanistica de Comune di Genova con la seguente
modalità in base agli art. 185 e 186 del Dlgs. n. 152/2006 come modificato
dalla Legge n. 2/2009, si prevede di gestire le terre e rocce da scavo,
derivanti dall’esecuzione dello stesso, stimabili in complessivi 3110,77 mc in
banco, come segue:
- il quantitativo pari a 2834,57 mc verrà conferito a discarica quale rifiuto;
- il quantitativo pari a 276,20 mc verrà riutilizzato in sito, al fine di reinterri in
prossimità della stazione intermedia di via Portazza a tergo del muro di
contenimento, per la piazzola di destra e per quella di sinistra ed in
prossimità della stazione superiore di via Fontanarossa per il ripristino dei
terrazzamenti sottostanti il volume della stazione stessa.
Art. 25 - Fondazioni continue
1. Le fondazioni continue possono essere di tre tipologie:
- fondazioni continue in pietrame o in calcestruzzo;
- fondazioni a plinto;
- fondazioni a platea.
64
2. Si ricorrerà a fondazioni continue in pietrame o in calcestruzzo nel caso in
cui il terreno idoneo alla fondazione si trovi ad una profondità non superiore a
1,0 m. In tal caso si procede, in genere, ad una gettata di calcestruzzo di
calce idraulica o di cemento, oppure con murature di pietrame e malta di
calce idraulica o di cemento, oppure con muratura di pietrame e malta di
calce idraulica. Le gettate di calcestruzzo, se a mano, devono essere
eseguite stendendo lo smalto a strati orizzontali di spessore di circa 10 cm.
Una volta effettuata detta operazione, gli strati devono essere sottoposti ad
una pressione tale da far emergere in superficie il latte della calce o del
cemento. È fondamentale che al termine di detti procedimenti, le particelle
risultino tutte perfettamente assestate. Si procede in modo analogo anche
nel caso di utilizzo di un’autobetoniera.
3. In caso di terreno poco resistente, per allargare la base d’appoggio,
anziché approfondire lo scavo, lo si può allargare con una piastra su plinti
isolati disposti in corrispondenza dei fulcri portanti. La superficie di ciascun
plinto deve essere tale da corrispondere alla capacità di resistenza del
terreno in relazione al carico gravante.
4. In caso di terreno poco resistente o di costruzioni antisismiche, per
allargare la base d’appoggio, anziché approfondire lo scavo, lo si può
allargare con una piastra anche continua. Detta piastra, indicata con il nome
di platea, occupa generalmente tutta la superficie fabbricata e si comporta
come una piastra in cemento armato nel senso che:
-
distribuisce il carico su una grande superficie di terreno in modo da
gravitarlo unitariamente in misura limitata;
-
rende l’intera struttura solidale sia nelle pareti sia, nell’insieme, con il
fondo.
Art. 26 - Fondazioni su pali
1. Nel caso in cui il terreno risulti particolarmente tenero e/o comunque
inadatto ad una fondazione di tipo superficiale (diretta) si ricorrerà a
fondazioni su pali collegati con un’intelaiatura superiore a forma di piastra
continua, che ha lo scopo di distribuire uniformemente il carico.
65
2. Le palificazioni sono costituite da elementi strutturali di fondazione - infissi
o costruiti dalla superficie del terreno - in grado di trasmettere al sottosuolo le
forze ed i carichi applicati dalle sovrastrutture, non solo attraverso tensioni
normali sulla base, ma anche attraverso tensioni tangenziali sulla superficie
laterale. Le palificazioni potranno essere composte da:
–
pali di legno infissi;
–
pali di calcestruzzo armato infissi;
–
pali trivellati di calcestruzzo armato costruiti in opera.
3. I pali infissi possono essere delle tipologie di seguito riportate.
PALI DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
I pali prefabbricati saranno centrifugati a sezione cava.
Il
conglomerato
cementizio
impiegato
dovrà
avere
una
resistenza
caratteristica a 28 giorni non inferiore a 40 N/mm2 e dovrà essere esente da
porosità o altri difetti.
Il cemento sarà pozzolanico, ferrico pozzolanico o d'altoforno e dovrà essere,
in ogni caso, esente da porosità o altri difetti.
La direzione dei lavori potrà anche ordinare rivestimenti protettivi.
Il copriferro dovrà essere di almeno 3 cm.
I pali dovranno essere muniti di robuste puntazze metalliche ancorate al
conglomerato.
L'infissione verrà fatta con i sistemi ed accorgimenti previsti per i pali di
legno.
I magli, se a caduta libera, dovranno essere di peso non inferiore a quello del
palo da infiggere.
Allo scopo di evitare la rottura delle teste dei pali durante l'infissione, saranno
applicate sopra di esse protezioni di legname entro cerchiature di ferro.
Lo spostamento planimetrico della posizione teorica dei pali non potrà
superare 10 cm e l'inclinazione finale, rispetto all'asse teorico, non dovrà
superare il 3%.
Per valori degli spostamenti superiori a quelli indicati, la direzione dei lavori
potrà richiedere che i pali siano rimossi e sostituiti.
Per ogni palo dovranno venire rilevati e trascritti su apposito registro, i
66
seguenti elementi:
–
lunghezza;
–
diametro esterno alla punta ed alla testa;
–
diametro interno alla punta ed alla testa;
–
profondità raggiunta;
–
rifiuto;
–
tipo di battipalo;
–
peso del maglio;
–
altezza di caduta del maglio;
–
caratteristiche della cuffia;
–
peso della cuffia;
–
energia d'urto;
–
efficienza del battipalo.
Occorrerà inoltre registrare il numero di colpi necessario all'affondamento del
palo per ciascun tratto di 50 cm finché la resistenza alla penetrazione risulti
minore di un colpo per ogni 1,5 ÷ 2 cm, o per ciascun tratto di 10 cm quando
la resistenza alla penetrazione superi i valori sopracitati.
Sul fusto del palo dovranno essere riportate delle tacche distanziate tra loro
di un metro a partire dalla punta del palo onde poterne controllare la
penetrazione progressiva.
Qualora durante l'infissione si verificassero scheggiature, lesioni di qualsiasi
genere oppure deviazioni dell'asse, che a giudizio della direzione dei lavori
non fossero tollerabili, il palo dovrà essere rimosso e sostituito.
4. I pali costruiti in opera possono essere delle tipologie di seguito riportate.
PALI BATTUTI FORMATI IN OPERA (TIPO SIMPLEX, FRANKI, ECC.).
La preparazione dei fori destinati ad accogliere gli impasti deve essere
effettuata senza alcuna asportazione di terreno mediante l'infissione di un
tubo forma - di diametro corrispondente a quello del palo che vuole costituirsi
- secondo le migliori norme tecniche d'uso della fattispecie, preventivamente
approvata dalla direzione dei lavori.
Per quanto concerne la tolleranza degli spostamenti rispetto alla posizione
teorica dei pali e tutte le modalità di infissione del tubo - forma e relativi
67
rilevamenti - valgono le norme descritte precedentemente per i pali
prefabbricati in calcestruzzo armato centrifugato.
Ultimata l'infissione del tubo - forma si procederà anzitutto alla formazione
del bulbo di base in conglomerato cementizio mediante energico
costipamento dell'impasto e successivamente alla confezione del fusto,
sempre
con
conglomerato
cementizio
energicamente
costipato.
Il
costipamento del getto sarà effettuato con i procedimenti specifici per il tipo
di
palo
adottato,
procedimenti
che,
comunque,
dovranno
essere
preventivamente concordati con la direzione dei lavori. Il conglomerato
cementizio impiegato sarà del tipo prescritto negli elaborati progettuali e
dovrà risultare esente da porosità od altri difetti. Il cemento sarà pozzolanico
o d'altoforno.
L'introduzione del conglomerato nel tubo - forma dovrà avvenire in modo tale
da ottenere un getto omogeneo e compatto, senza discontinuità o
segregazione; l'estrazione del tubo - forma, dovrà essere effettuata
gradualmente, seguendo man mano la immissione ed il costipamento del
conglomerato cementizio ed adottando comunque tutti gli accorgimenti
necessari per evitare che si creino distacchi, discontinuità od inclusioni di
materiali estranei del corpo del palo.
Durante il getto dovrà essere tassativamente evitata l'introduzione di acqua
all'interno del tubo, e si farà attenzione che il conglomerato cementizio non
venga trascinato durante l'estrazione del tubo - forma; si avrà cura in
particolare che l'estremità inferiore di detto tubo rimanga sempre almeno 100
cm sotto il livello raggiunto dal conglomerato.
Dovranno essere adottati inoltre tutti gli accorgimenti atti ad evitare la
separazione dei componenti del conglomerato cementizio ed il suo
dilavamento da falde freatiche, correnti subacquee, ecc. Quest'ultimo
risultato potrà essere ottenuto mediante arricchimento della dose di cemento,
oppure con l'adozione di particolari additivi o con altri accorgimenti da
definire di volta in volta con la direzione dei lavori.
Su richiesta della direzione lavori i pali potranno essere armati per l’intera
lunghezza, o parte di essa, mediante un’apposita ingabbiatura metallica che
68
dovrà essere collocata nel tubo forma prima del getto di calcestruzzo. In tal
caso, i sistemi di getto e di costipamento dovranno essere, in ogni caso, tali
da non danneggiare l'armatura né alterarne la posizione rispetto ai disegni di
progetto. Le gabbie d'armatura dovranno essere verificate, prima della posa
in opera, dalla direzione dei lavori.
Il copriferro sarà di almeno 5 cm.
La profondità massima raggiunta da ogni palo sarà verificata prima del getto
dalla direzione dei lavori e riportata su apposito registro giornaliero.
La direzione dei lavori effettuerà, inoltre, gli opportuni riscontri sul volume del
conglomerato cementizio impiegato, che dovrà sempre risultare superiore al
volume calcolato sul diametro esterno del tubo – forma usato per
l'esecuzione del palo.
PALI TRIVELLATI IN CEMENTO ARMATO
Lo scavo per la costruzione dei pali trivellati verrà eseguito asportando il
terreno corrispondente al volume del fusto del palo. Il sostegno delle pareti
dello scavo, in dipendenza della natura del terreno e delle altre condizioni cui
l'esecuzione dei pali può essere soggetta, sarà assicurato in uno dei
seguenti modi:
a)
mediante infissione di rivestimento tubolare provvisorio in acciaio;
b)
con l'ausilio di fanghi bentonitici in quiete nel cavo od in circolazione
tra il cavo ed una apparecchiatura di separazione dei detriti.
Per i pali trivellati su terreno sommerso d'acqua si farà ricorso, per
l'attraversamento del battente d'acqua, all'impiego di un rivestimento tubolare
di acciaio opportunamente infisso nel terreno di imposta, avente le
necessarie caratteristiche meccaniche per resistere agli sforzi ed alle
sollecitazioni indotte durante l'infissione anche con uso di vibratori; esso sarà
di lunghezza tale da sporgere dal pelo d'acqua in modo da evitare
invasamenti e consentire sia l'esecuzione degli scavi che la confezione del
palo. Tale rivestimento tubolare costituirà cassero a perdere per la parte del
palo interessata dal battente d'acqua.
L'infissione del tubo - forma dovrà, in ogni caso, precedere lo scavo.
Nel caso in cui non si impieghi il tubo di rivestimento il diametro nominale del
69
palo sarà pari al diametro dell'utensile di perforazione.
Qualora si impieghi fango di perforazione per il sostegno delle pareti del foro,
si procederà con le modalità stabilite per i diaframmi in calcestruzzo armato
di cui al precedente articolo del presente capitolato.
Raggiunta la quota fissata per la base del palo, il fondo dovrà essere
accuratamente sgombrato dai detriti di perforazione, melma, materiale sciolto
smosso dagli utensili di perforazione, ecc.
L'esecuzione del getto del conglomerato cementizio sarà effettuata con
impiego del tubo di convogliamento, munito di imbuto di caricamento.
Il cemento sarà del tipo pozzolanico o d'altoforno.
In nessun caso sarà consentito di porre in opera il conglomerato cementizio
precipitandolo nel cavo direttamente dalla bocca del foro.
L'Appaltatore dovrà predisporre impianti ed attrezzature per la confezione, il
trasporto e la posa in opera del conglomerato cementizio di potenzialità tale
da consentire il completamento delle operazioni di getto di ogni palo,
qualunque ne sia il diametro e la lunghezza senza interruzioni.
Nel caso di impiego del tubo di rivestimento provvisorio, l'estrazione dello
stesso dovrà essere eseguita gradualmente adottando tutti gli accorgimenti
necessari per evitare che si creino distacchi, discontinuità od inclusioni di
materiali estranei al corpo del palo.
Le armature metalliche dovranno essere assemblate fuori opera e calate nel
foro prima dell'inizio del getto del conglomerato cementizio; nel caso in cui il
palo sia armato per tutta la lunghezza, esse dovranno essere mantenute in
posto nel foro, sospendendole dall'alto e non appoggiandole sul fondo.
Le armature dovranno essere provviste di opportuni dispositivi distanziatori e
centratori atti a garantire una adeguata copertura di conglomerato cementizio
sui ferri che sarà di 5 cm.
I sistemi di getto dovranno essere in ogni caso tali da non danneggiare
l'armatura né alterarne la posizione, rispetto ai disegni di progetto.
A giudizio della direzione dei lavori, i pali che ad un controllo, anche con
trivellazione in asse, risultassero comunque difettosi, dovranno essere rifatti.
PALI TRIVELLATI DI PICCOLO DIAMETRO DI MALTA CEMENTIZIA
70
INIETTATA ED ARMATA METALLICA
La perforazione, con asportazione del terreno, verrà eseguita con il sistema
più adatto alle condizioni che di volta in volta si incontrano e che abbia avuto
la preventiva approvazione da parte della direzione dei lavori.
Lo spostamento planimetrico della posizione teorica dei pali non dovrà
superare 5 cm e l'inclinazione, rispetto all'asse teorico, non dovrà superare il
3%.
Per valori di scostamento superiori ai suddetti, la direzione dei lavori deciderà
se scartare i pali che dovranno eventualmente essere rimossi e sostituiti.
Qualora si impieghi fango di perforazione per il sostegno delle pareti del foro,
si procederà con le modalità stabilite per i diaframmi di calcestruzzo armato
di cui al precedente articolo del presente capitolato.
PALI JET GROUTING
I pali tipo jet grouting, o colonne consolidate di terreno, saranno ottenuti
mediante perforazione senza asportazione di materiale e successiva
iniezione ad elevata pressione di miscele consolidanti di caratteristiche
rispondenti ai requisiti di progetto ed approvata dalla direzione dei lavori.
Alla stessa direzione dei lavori dovrà essere sottoposto, per l'approvazione
l'intero procedimento costruttivo con particolare riguardo ai parametri da
utilizzare per la realizzazione delle colonne, e cioè la densità e la pressione
della miscela cementizia, la rotazione ed il tempo di risalita della batteria di
aste, ed alle modalità di controllo dei parametri stessi.
5. I pali saranno sottoposti a prove di carico statico od a prove di ribattitura
in relazione alle condizioni ed alle caratteristiche del suolo e secondo la
normativa stabilita dal DM LLPP 11.03.88. Le prove per la determinazione
del carico limite del palo singolo devono essere spinte fino a valori del carico
assiale tali da portare a rottura il complesso palo - terreno o comunque tali da
essere adeguatamente superiori al massimo carico di esercizio e comunque
tali da consentire di ricavare significativi diagrammi dei cedimenti della testa
del palo in funzione dei carichi e dei tempi. Le prove di carico dei pali di
diametro inferiore a 80 cm devono essere spinte ad almeno 1,5 volte il
previsto carico assiale massimo di esercizio. Il numero e l'ubicazione dei pali
71
da sottoporre alla prova di carico devono essere stabiliti in base
all'importanza dell'opera ed al grado di omogeneità del sottosuolo. Per opere
di notevole importanza tale numero deve essere pari ad almeno l'1,0% del
numero totale dei pali, con un minimo di due.
6. Oltre alle prove di resistenza dei calcestruzzi e sugli acciai impiegati
previsti dalle vigenti norme, la direzione dei lavori potrà richiedere prove
secondo il metodo dell'eco o carotaggi sonici in modo da individuare gli
eventuali difetti e controllare la continuità.
Art. 27 - Paratie e diaframmi
1. La paratia od il diaframma costituiscono una struttura di fondazione
infissa o costruita in opera a partire dalla superficie del terreno con lo scopo
di realizzare tenuta all'acqua ed anche a sostegno di scavi. Le paratie ed i
diaframmi potranno essere:
–
del tipo a palancole metalliche infisse;
–
del
tipo
a
palancole
prefabbricate
con
calcestruzzo
armato
centrifugato infisse;
–
del tipo a pali in calcestruzzo armato di grosso diametro accostati;
–
a diaframma gettato in opera di calcestruzzo armato.
2. Le palancole infisse possono essere delle tipologie di seguito riportate.
PARATIE A PALANCOLE METALLICHE INFISSE
Le palancole metalliche, di sezione varia, devono rispondere ai seguenti
requisiti fondamentali: adeguata resistenza agli sforzi di flessione, facilità di
infissione, impermeabilità delle giunzioni, facilità di estrazione e reimpiego
(ove previsto), elevata protezione contro le corrosioni. L'infissione delle
palancole sarà effettuata con i sistemi normalmente in uso.
Il maglio dovrà essere di peso complessivo non minore del peso delle
palancole comprensivo della relativa cuffia.
Durante l'infissione dovranno essere adottate speciali cautele affinché gli
incastri liberi non si deformino e rimangano puliti da materiali così da
garantire la guida alla successiva palancola. A tale scopo occorrerà riempire,
prima dell'infissione, gli incastri di grasso.
72
Durante l'infissione si dovrà procedere in modo che le palancole rimangono
perfettamente verticali non essendo ammesse deviazioni, disallineamenti o
fuoriuscita dalle guide.
Per ottenere un più facile affondamento, specialmente in terreni ghiaiosi e
sabbiosi, l'infissione, oltre che con la battitura potrà essere realizzata con il
sussidio dell'acqua in pressione fatta arrivare, mediante un tubo metallico,
sotto la punta della palancola.
Se durante l'infissione si verificassero fuoriuscite dalle guide, disallineamenti
o deviazioni che a giudizio della direzione dei lavori non fossero tollerabili, la
palancola dovrà essere rimossa e reinfissa o sostituita, se danneggiata.
PARATIA
A
PALANCOLE
PREFABBRICATE
IN
CALCESTRUZZO
ARMATO CENTRIFUGATO
Le palancole prefabbricate saranno centrifugate a sezione cava.
Il
conglomerato
cementizio
impiegato
dovrà
avere
una
resistenza
caratteristica a 28 giorni non inferiore a 40 N/mm2 e dovrà essere esente da
porosità od altri difetti. Il cemento sarà ferrico pozzolanico, pozzolanico o
d'altoforno.
Potrà essere richiesto, per infissione con battitura in terreni tenaci,
l'inserimento nel getto di puntazza metallica. L'operazione d'infissione sarà
regolata da prescrizioni analoghe a quelle stabilite per i pali in calcestruzzo
armato centrifugato di cui al successivo articolo del presente capitolato.
Nel caso specifico, particolare cura dovrà essere posta nell'esecuzione dei
giunti, da sigillare con getto di malta cementizia.
3. Le paratie costruite in opera possono essere delle tipologie di seguito
riportate.
PARATIE A PALI IN CALCESTRUZZO ARMATO DI GROSSO DIAMETRO
ACCOSTATI
Dette paratie saranno di norma realizzate mediante pali di calcestruzzo
armato eseguiti in opera accostati fra loro e collegati in sommità da un
cordolo di calcestruzzo armato.
Per quanto riguarda le modalità di esecuzione dei pali, si rinvia a quanto
fissato nel relativo art. 27 del presente capitolato.
73
Nel caso specifico particolare cura dovrà essere posta nell'accostamento dei
pali fra loro e nel mantenere la verticalità dei pali stessi.
DIAFRAMMI IN CALCESTRUZZO ARMATO
In linea generale i diaframmi saranno costruiti eseguendo lo scavo del
terreno a qualsiasi profondità con benna od altro sistema idoneo a dare tratti
di scavo (conci) di lunghezza singola di norma non inferiore a 2,50 m.
Lo scavo verrà eseguito con l'ausilio di fango bentonitico per evacuare i
detriti, e per il sostegno provvisorio delle pareti.
I fanghi di bentonite da impiegare nello scavo dovranno essere costituiti di
una miscela di bentonite attivata, di ottima qualità, ed acqua, di norma nella
proporzione di 8÷16 kg di bentonite asciutta per 100 l d'acqua, salvo la
facoltà della direzione dei lavori di ordinare una diversa dosatura.
Il contenuto in sabbia finissima dovrà essere inferiore al 3% in massa della
bentonite asciutta.
Eseguito lo scavo e posta in opera l'armatura metallica interessante il concio,
opportunamente sostenuta e mantenuta in posizione durante il getto, sarà
effettuato il getto del conglomerato cementizio con l'ausilio di opportuna
prolunga o tubo di getto, la cui estremità inferiore sarà tenuta almeno due
metri al di sotto del livello del fango, al fine di provocare il rifluimento in
superficie dei fanghi bentonitici e di eseguire senza soluzioni di continuità il
getto stesso.
Il getto dovrà essere portato fino ad una quota superiore di circa 50 cm a
quella di progetto.
I getti dei calcestruzzi saranno eseguiti solo dopo il controllo della profondità
di scavo raggiunta e la verifica della armatura da parte della direzione dei
lavori.
Nella ripresa dei getti, da concio a concio, si adotteranno tutti gli accorgimenti
necessari al fine di evitare distacchi, discontinuità e differenze nei singoli
conci.
L'allineamento planimetrico della benna di scavo del diaframma sarà ottenuto
di norma con la formazione di guide o corree in calcestruzzo anche
74
debolmente armato.
4. Oltre alle prove di resistenza sui calcestruzzi e sugli acciai impiegati
previsti dalle vigenti norme, la direzione dei lavori potrà richiedere prove di
assorbimento per singoli pannelli, nonché eventuali carotaggi per la verifica
della buona esecuzione dei diaframmi stessi.
Art. 28 - Demolizioni e rimozioni
Prima dell’inizio dei lavori di demolizione è obbligatorio procedere alla verifica
delle condizioni di conservazione e stabilità delle strutture da demolire. In
funzione del risultato dell’indagine si procederà poi all’esecuzione delle opere
di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare crolli improvvisi
durante la demolizione.
Le demolizioni di murature, calcestruzzi, etc…, sia parziali che complete,
devono essere eseguite con cautela dall’alto verso il basso e con le
necessarie precauzioni, in modo tale da prevenire qualsiasi infortunio agli
addetti al lavoro, non danneggiare le residue murature ed evitare incomodi o
disturbo.
È assolutamente vietato gettare dall'alto materiali in genere, che invece
devono essere trasportati o guidati in basso tramite opportuni canali il cui
estremo inferiore non deve risultare a distanza superiore ai 2 m dal piano
raccolta.
È assolutamente vietato sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i
materiali di risulta dovranno essere opportunamente bagnati.
Durante le demolizioni e le rimozioni l'Appaltatore dovrà provvedere alle
puntellature eventualmente necessarie per sostenere le parti che devono
permanere e dovrà procedere in modo da non deteriorare i materiali
risultanti, i quali devono potersi ancora impiegare nei limiti concordati con la
direzione dei lavori, sotto pena di rivalsa di danni a favore della stazione
appaltante.
Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori,
devono essere opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei
luoghi di deposito che verranno indicati dalla Direzione stessa, usando
75
cautele per non danneggiarli, sia nella pulizia sia nel trasporto sia
nell’assestamento, e per evitarne la dispersione.
Detti materiali restano tutti di proprietà della stazione appaltante, la quale
potrà ordinare all'Appaltatore di impiegarli in tutto od in parte nei lavori
appaltati, ai sensi dell'art. 36 del vigente Cap. Gen. n. 145/00, con i prezzi
indicati nell'elenco del presente capitolato.
I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono essere
sempre trasportati dall'Appaltatore fuori del cantiere nei punti indicati od alle
pubbliche discariche.
Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte.
Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni,
venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, le parti
indebitamente demolite saranno ricostruite e rimesse in ripristino a cura e
spese dell'Appaltatore, senza alcun compenso,.
B) Strutture di Murature, Calcestruzzo, Acciaio
Art. 29 - Opere e strutture di muratura
1. Malte per murature
Tutte le diverse tipologie di malte possono essere utilizzate per murature. Nel
dettaglio:
-
le malte aeree, ottenute da gesso o calci aeree (calce viva in zolle o
idrata) più sabbia e acqua;
-
le malte idrauliche, ottenute da calci eminentemente idrauliche o
agglomerati cementizi più sabbia ed acqua oppure da calce aerea più
pozzolana ed acqua;
-
le malte idrauliche plastiche, ottenute da calci eminentemente idrauliche
ed agglomerati cementizi plastici più sabbia ed acqua;
-
le malte cementizie, ottenute da cementi più sabbia ed acqua;
-
le malte bastarde, ottenute da due o più leganti più sabbia ed acqua;
-
le malte additivate, ottenute dalle precedenti malte più un additivo.
L'acqua e la sabbia per la preparazione degli impasti devono possedere i
76
requisiti e le caratteristiche tecniche di cui agli articoli 3 e 4.
La dosatura dei componenti dovrà avvenire mediante apposite casse di
dosaggio, evitando metodi approssimativi quali il cosiddetto “a numero di
palate”.
I quantitativi dei materiali da impiegare per la composizione delle malte per
muratura, secondo le particolari indicazioni che potranno essere imposte
dalla direzione lavori o stabilite nell’elenco prezzi, dovranno rispondere alle
prescrizioni di seguito riportate.
Malta magra per murature:
○ con calce aerea spenta in pasta:
-
calce aerea spenta in pasta:
0,32 mc. (∼ 410
kg);
-
sabbia
0,96 mc.;
○ con calce idraulica in polvere:
-
calce idraulica in polvere
324 kg.;
-
sabbia
1,08 mc.;
○ con cemento di tipo 325:
-
cemento tipo
364 kg.;
-
sabbia
1,04 mc.;
Malta grassa per murature:
○ con calce aerea spenta in pasta:
-
calce aerea spenta in pasta
0,36 mc. (∼ 470
kg);
-
sabbia
0,90 mc.;
○ calce idraulica in polvere
-
calce idraulica in polvere
412 kg;
-
sabbia
1,03 mc.;
○ con cemento tipo 325
-
cemento tipo
400 kg;
-
sabbia
1,00 mc.
L'impiego di malte premiscelate e premiscelate pronte è consentito, purché
ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del fornitore attestante
77
il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi.
Ove il tipo di malta non rientri tra quelli sopra elencati, il fornitore dovrà
certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta
stessa. Le modalità per la determinazione della resistenza a flessione e a
compressione delle malte sono stabilite dalla norma UNI EN 1015-11 “Metodi
di prova per malte per opere murarie. Determinazione della resistenza a
flessione e a compressione della malta indurita”. Per altre caratteristiche
quali contenuto d’aria, resistenza alla penetrazione e tempi di inizio e fine
presa
si
farà
riferimento
alle
norme
UNI
7121
“Malta
normale.
Determinazione del contenuto d’aria” ed UNI 7927 “Malta. Determinazione
della resistenza alla penetrazione e dei tempi di inizio e fine presa”.
Malte di proporzioni diverse nella composizione, rispetto a quelle sopra
indicate, confezionate anche con additivi e preventivamente sperimentate,
possono essere ritenute equivalenti a quelle sopra indicate qualora la loro
resistenza media a compressione risulti non inferiore ai valori di cui al DM n.
103/87.
2. Murature in genere: criteri generali per l’esecuzione
Nelle costruzioni delle murature in genere verrà curata la perfetta esecuzione
degli spigoli, delle volte, piattabande, archi e verranno lasciati tutti i necessari
incavi, sfondi, canne e fori per:
– ricevere le chiavi e i capichiave delle volte, gli ancoraggi delle catene e
delle travi a doppio T; le testate delle travi (di legno, di ferro); le pietre da
taglio e quanto altro non venga messo in opera durante la formazione
delle murature;
– il passaggio delle canalizzazioni verticali (tubi pluviali, dell'acqua potabile,
canne di stufe e camini, scarico acqua usata, immondizie, ecc.);
– per il passaggio delle condutture elettriche, di telefoni e di illuminazione;
– le imposte delle volte e degli archi;
– gli zoccoli, dispositivi di arresto di porte e finestre, zanche, soglie, ferriate,
ringhiere, davanzali, ecc…
Quanto detto, in modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare le murature
già eseguite.
78
La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente,
assicurando il perfetto collegamento sia con le murature esistenti sia fra le
varie parti di esse.
I mattoni, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione
per immersione prolungata in appositi bagnarole e mai per aspersione.
Essi dovranno mettersi in opera con i giunti alternati ed in corsi ben regolari e
normali alla superficie esterna; saranno posati sopra un abbondante strato di
malta e premuti sopra di esso in modo che la malta rifluisca intorno e riempia
tutte le commessure.
La larghezza dei giunti non dovrà essere maggiore di 8 né minore di 5 mm.
I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore
presa all'intonaco od alla stuccatura col ferro.
Le malte da impiegarsi per l'esecuzione delle murature dovranno essere
passate al setaccio per evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al
limite di tolleranza fissato.
Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e dovranno
essere opportunamente collegate con la parte interna.
Se la muratura dovesse eseguirsi con paramento a vista (cortina) si dovrà
avere cura di scegliere per le facce esterne i mattoni di migliore cottura,
meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli con perfetta regolarità e
ricorrenza nelle commessure orizzontali, alternando con precisione i giunti
verticali. In questo genere di paramento i giunti non dovranno avere
larghezza maggiore di 5 mm e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno
essere profilati con malta idraulica o di cemento, diligentemente compressa e
lisciata con apposito ferro, senza sbavatura.
Le sordine, gli archi, le piattabande e le volte dovranno essere costruite in
modo che i mattoni siano sempre disposti in direzione normale alla curva
dell'intradosso e la larghezza dei giunti non dovrà mai eccedere i 5 mm
all'intradosso e 10 mm all'estradosso.
All'innesto con muri da costruirsi in tempo successivo dovranno essere
lasciate opportune ammorsature in relazione al materiale impiegato.
I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono
79
essere sospesi nei periodi di gelo, durante i quali la temperatura si
mantenga, per molte ore, al disotto di zero gradi centigradi.
Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in
muratura ordinaria possono essere eseguite nelle ore meno fredde del
giorno,
purché
al
distacco
del
lavoro
vengano
adottati
opportuni
provvedimenti per difendere le murature dal gelo notturno.
Le facce delle murature in malta dovranno essere mantenute bagnate
almeno per giorni 15 dalla loro ultimazione od anche più se sarà richiesto
dalla direzione dei Lavori.
Le canne, le gole da camino e simili, saranno intonacate a grana fina; quelle
di discesa delle immondezze saranno intonacate a cemento liscio. Si potrà
ordinare che tutte le canne, le gole, ecc., nello spessore dei muri siano
lasciate aperte sopra una faccia, temporaneamente, anche per tutta la loro
altezza; in questi casi, il tramezzo di chiusura si eseguirà posteriormente.
Le impostature per le volte, gli archi, ecc. devono essere lasciate nelle
murature sia con gli addentellati d'uso, sia col costruire l'origine delle volte e
degli archi a sbalzo mediante le debite sagome, secondo quanto verrà
prescritto.
La direzione dei lavori stessa potrà ordinare che sulle aperture di vani di
porte e finestre siano collocati degli architravi (cemento armato, acciaio) delle
dimensioni che saranno fissate in relazione alla luce dei vani, allo spessore
del muro e al sovraccarico.
Nel punto di passaggio fra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra sarà
eseguito un opportuno strato (impermeabile, drenante, ecc.) che impedisca
la risalita per capillarità.
3. Murature portanti
a)
Tipologie e caratteristiche tecniche
Per le murature portanti si dovrà fare riferimento alle «Norme tecniche per la
progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura» contenute nel
DM n. 103/87 e relativa circolare di istruzione del Servizio Tecnico Centrale
del Consiglio Superiore dei LLPP, n. 30787 ed alle «Norme tecniche per la
costruzione in zone sismiche» contenute nel DM LLPP 16 gennaio 1996
80
(d’ora in poi DM 16.01.96). In particolare vanno tenute presenti le seguenti
prescrizioni.
Muratura costituita da elementi resistenti artificiali.
Detta muratura è costituita da elementi che non solo devono fornire garanzie
di solidità statico – strutturale, ma, se richiesto, anche ottime qualità dal
punto di vista dell’isolamento termico, dell’inerzia termica, della traspirabilità,
dell’isolamento acustico, della resistenza al fuoco. Tali elementi, in genere di
forma parallelepipeda, sono legati tra loro mediante malta e posti in opera in
strati regolari di spessore costante.
Gli elementi resistenti possono essere di:
– laterizio normale;
– laterizio alleggerito in pasta;
– calcestruzzo normale;
– calcestruzzo alleggerito.
Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di fori in direzione
normale al piano di posa (elementi a foratura verticale) oppure in direzione
parallela (elementi a foratura orizzontale).
Muratura costituita da elementi resistenti naturali.
Detta muratura è costituita da elementi di pietra legati tra di loro tramite
malta.
Le pietre, da ricavarsi in genere dall’abbattimento di rocce, devono: essere
non friabili o sfaldabili e resistenti al gelo, nel caso di murature esposte
direttamente agli agenti atmosferici.
Non devono, altresì, contenere in misura sensibile sostanze solubili o residui
organici.
Le pietre devono presentarsi monde di cappellaccio e di parti alterate o
facilmente rimovibili; devono possedere sufficiente resistenza, sia allo stato
asciutto che bagnato, e buona adesività alle malte.
In particolare gli elementi devono possedere i requisiti minimi di resistenza
determinabili secondo le modalità descritte nell'allegato 1 del citato DM n.
103/87.
L'impiego di elementi provenienti da murature esistenti è subordinato al
81
soddisfacimento dei requisiti sopra elencati ed al ripristino della freschezza
delle superfici a mezzo di pulitura e lavaggio delle superfici stesse.
Le murature formate da elementi resistenti naturali si distinguono nei
seguenti tipi:
○
muratura di pietra non squadrata composta con pietrame di cava
grossolanamente lavorato, posto in opera in strati pressoché regolari;
○
muratura listata: costituita come la muratura in pietra non squadrata, ma
intercalata da fasce di conglomerato semplice o armato oppure da ricorsi
orizzontali costituiti da almeno due filari in laterizio pieno, posti ad
interasse non superiore a 1,6 m ed estesi a tutta la lunghezza ed a tutto
lo spessore del muro;
○
muratura di pietra squadrata: composta con pietre di geometria
pressoché parallelepipeda poste in opera in strati regolari.
b)
Particolari costruttivi
L'edificio a uno o più piani in muratura portante deve essere concepito come
una struttura tridimensionale costituita da singoli sistemi resistenti collegati
tra di loro e con le fondazioni e disposti in modo da resistere alle azioni
verticali ed orizzontali.
Dovranno, pertanto, essere rispettate le prescrizioni di seguito riportate.
○ Collegamenti
I sistemi di elementi piani sopraddetti devono essere opportunamente
collegati tra loro.
A tal fine tutti i muri saranno collegati:
-
al livello dei solai mediante cordoli ed opportuni incatenamenti;
-
tra di loro, mediante ammorsamenti lungo le intersezioni verticali.
Nella direzione di tessitura dei solai la funzione di collegamento potrà essere
espletata dai solai stessi purché adeguatamente ancorati alla muratura.
Il collegamento tra la fondazione e la struttura in elevazione sarà di norma
realizzato mediante cordolo di calcestruzzo armato disposto alla base di tutte
le murature verticali resistenti, di spessore pari a quello della muratura di
fondazione e di altezza non inferiore alla metà di detto spessore.
○ Cordoli
82
In corrispondenza dei solai di piano e di copertura i cordoli saranno realizzati
prevalentemente in cemento armato ed avranno una larghezza pari ad
almeno 2/3 della muratura sottostante, e comunque non inferiore a 12 cm, ed
una altezza almeno pari a quella del solaio, e comunque non inferiore alla
metà dello spessore del muro.
Per i primi tre orizzontamenti, a partire dall'alto, l'armatura minima dei cordoli
dovrà essere almeno pari a 6 cm2 e dovrà avere un diametro non inferiore a
12 mm. Detta armatura sarà poi aumentata di 2 cm2 a piano per ogni piano
sottostante gli ultimi tre.
La stessa armatura dovrà essere prevista nel cordolo di base interposto tra la
fondazione e la struttura in elevazione.
In ogni caso, le predette armature non dovranno risultare inferiori allo 0,6%
dell'area del cordolo.
Le staffe devono essere costituite da tondi di diametro non inferiore a 6 mm
poste a distanza non superiore a 30 cm.
Per edifici con più di 6 piani, entro e fuori terra, l'armatura dei cordoli sarà
costituita da tondi con diametro non inferiore a 14 mm e staffe con diametro
non inferiore a 8 mm.
Negli incroci a L le barre dovranno ancorarsi nel cordolo ortogonale per
almeno 40 diametri; lo squadro delle barre dovrà sempre abbracciare l'intero
spessore del cordolo.
○ Incatenamenti orizzontali interni
Gli incatenamenti orizzontali interni, aventi lo scopo di collegare i muri
paralleli della scatola muraria ai livelli dei solai, devono essere realizzati per
mezzo di armature metalliche. Tali incatenamenti dovranno avere le
estremità efficacemente ancorate ai cordoli.
Nella direzione di tessitura del solaio possono essere omessi gli
incatenamenti se il collegamento è assicurato dal solaio stesso.
In direzione ortogonale al senso di tessitura del solaio gli incatenamenti
orizzontali saranno obbligatori per solai con luce superiore ai 4,5 m e
saranno costituiti da armature con una sezione totale pari a 4 cm2 per ogni
campo di solaio.
83
○ Spessori minimi dei muri
Lo spessore dei muri non potrà essere inferiore ai seguenti valori:
-
muratura in elementi resistenti artificiali pieni
12
cm;
-
muratura in elementi resistenti artificiali semipieni
-
muratura in elementi resistenti artificiali forati
20 cm;
25
cm;
-
muratura di pietra squadrata
24 cm;
-
muratura listata
40 cm;
-
muratura di pietra non squadrata
50
cm.
4. Paramenti per le murature di pietrame
Per le facce a vista delle murature di pietrame, secondo gli ordini della
direzione dei lavori, potrà essere prescritta l'esecuzione delle seguenti
speciali lavorazioni:
a) con pietra rasa e teste scoperte (ad opera incerta);
b) a mosaico grezzo;
c) con pietra squadrata a corsi pressoché regolari;
d) con pietra squadrata a corsi regolari.
a)
Nel paramento con «pietra rasa e teste scoperte» (ad opera incerta) il
pietrame dovrà essere scelto diligentemente fra il migliore e la sua faccia
vista dovrà essere ridotta col martello a superficie approssimativamente
piana; le pareti esterne dei muri dovranno risultare bene allineate e non
presentare rientranze o sporgenze maggiori di 25 mm.
b)
Nel paramento a «mosaico grezzo» la faccia vista dei singoli pezzi
dovrà essere ridotta col martello e la grossa punta a superficie perfettamente
piana ed a figura poligonale, ed i singoli pezzi dovranno combaciare fra loro
regolarmente, restando vietato l'uso delle scaglie. In tutto il resto si
seguiranno le norme indicate per il paramento a pietra rasa.
c)
Nel paramento a «corsi pressoché regolari» il pietrame dovrà essere
ridotto a conci piani e squadrati, sia col martello che con la grossa punta, con
le facce di posa parallele fra loro e quelle di combaciamento normali a quelle
84
di posa. I conci saranno posti in opera a corsi orizzontali di altezza che può
variare da corso a corso, e potrà non essere costante per l'intero filare. Nelle
superfici esterne dei muri saranno tollerate rientranze o sporgenze non
maggiori di 15 mm.
d)
Nel
paramento
a
«corsi
regolari»
i
conci
dovranno
essere
perfettamente piani e squadrati, con la faccia vista rettangolare e lavorati a
grana ordinaria. Dovranno, altresì, avere la stessa altezza per tutta la
lunghezza del medesimo corso e, qualora i vari corsi non avessero eguale
altezza, quest’ultima dovrà essere disposta in ordine decrescente dai corsi
inferiori ai corsi superiori, con differenza, però, fra due corsi successivi non
maggiore di 5 cm. La direzione dei lavori potrà anche prescrivere l'altezza dei
singoli corsi, ed ove nella stessa superficie di paramento venissero impiegati
conci di pietra da taglio, per rivestimento di alcune parti, i filari di paramento a
corsi regolari dovranno essere in perfetta corrispondenza con quelli della
pietra da taglio.
Tanto nel paramento a corsi pressoché regolari, quanto in quello a corsi
regolari, non sarà tollerato l'impiego di scaglie nella faccia esterna; il
combaciamento dei corsi dovrà avvenire per almeno un terzo della loro
rientranza nelle facce di posa, e non potrà essere mai minore di 10 cm nei
giunti verticali.
La rientranza dei singoli pezzi non sarà mai minore della loro altezza, né
inferiore a 25 cm; l'altezza minima dei corsi non dovrà essere mai minore di
20 cm.
In entrambi i paramenti a corsi, lo sfalsamento di due giunti verticali
consecutivi non dovrà essere minore di 10 cm e le commessure avranno
larghezza non maggiore di 1 cm.
Per tutti i tipi di paramento le pietre dovranno mettersi in opera
alternativamente di punta in modo da assicurare il collegamento col nucleo
interno della muratura.
Per le murature con malta, quando questa avrà fatto convenientemente
presa, le commessure delle facce di paramento dovranno essere
accuratamente stuccate.
85
In quanto alle commessure, saranno mantenuti i limiti di larghezza fissati
negli articoli precedenti secondo le diverse categorie di muratura.
Per le volte in pietrame si impiegheranno pietre di forma, per quanto
possibile, regolari, aventi i letti di posa o naturalmente piani o resi
grossolanamente tali con la mazza o col martello.
In tutte le specie di paramenti la stuccatura dovrà essere fatta raschiando
preventivamente le commessure fino a conveniente profondità per purgarle
dalla malta, dalla polvere, e da qualunque altra materia estranea, lavandole
con acqua abbondante e riempiendo quindi le commessure stesse con
nuova malta della qualità prescritta, curando che questa penetri bene dentro,
comprimendola e lisciandola con apposito ferro, in modo che il contorno dei
conci sui fronti del paramento, a lavoro finito, si disegni nettamente e senza
sbavature.
Art. 30 - Murature e riempimenti in pietrame a secco - Vespai
È possibile distinguere:
a) Murature in pietrame a secco
Dovranno essere eseguite con pietre lavorate in modo da avere forma il più
possibile regolare, restando assolutamente escluse quelle di forma rotonda,
le pietre saranno collocate in opera in modo che si colleghino perfettamente
fra loro, scegliendo per i paramenti quelle di maggiori dimensioni, non
inferiori a 20 cm di lato, e le più adatte per il miglior combaciamento, onde
supplire così colla accuratezza della costruzione alla mancanza di malta. Si
eviterà sempre la ricorrenza delle commessure verticali.
Nell'interno della muratura si farà uso delle scaglie soltanto per appianare i
corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra.
La muratura in pietrame a secco per muri di sostegno in controriva o
comunque isolati sarà sempre coronata da uno strato di muratura in malta di
altezza non minore di 30 cm; a richiesta della direzione dei lavori vi si
dovranno eseguire anche regolari fori di drenaggio, regolarmente disposti,
anche su più ordini, per lo scolo delle acque.
b)
Riempimenti in pietrame a secco (per drenaggi, fognature, banchettoni
86
di consolidamento e simili)
Dovranno essere formati con pietrame da collocarsi in opera a mano su
terreno ben costipato, al fine di evitare cedimenti per effetto dei carichi
superiori.
Per drenaggi o fognature si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari
e possibilmente a forma di lastroni quelle da impiegare nella copertura dei
sottostanti pozzetti o cunicoli; oppure infine negli strati inferiori il pietrame di
maggiore dimensione, impiegando nell'ultimo strato superiore pietrame
minuto, ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti di
penetrare e scendere otturando così gli interstizi tra le pietre. Sull'ultimo
strato di pietrisco si dovranno pigiare convenientemente le terre, con le quali
dovrà completarsi il riempimento dei cavi aperti per la costruzione di
fognature e drenaggi.
c) Vespai e intercapedini
Nei locali in genere i cui pavimenti verrebbero a trovarsi in contatto con il
terreno naturale potranno essere ordinati vespai in pietrame, intercapedini in
laterizio o di materiale plastico. In ogni caso il terreno di sostegno di tali
opere dovrà essere debitamente spianato, bagnato e ben battuto per evitare
qualsiasi cedimento.
Per i vespai in pietrame si dovrà formare anzitutto in ciascun ambiente una
rete di cunicoli di ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse
massimo di 1,50 m; questi dovranno correre anche lungo tutte le pareti ed
essere comunicanti tra loro. Detti canali dovranno avere sezione non minore
di 15 cm x 20 cm di altezza ed un sufficiente sbocco all'aperto, in modo da
assicurare il ricambio dell'aria.
Ricoperti tali canali con adatto pietrame di forma pianeggiante, si completerà
il sottofondo riempiendo le zone rimaste fra cunicolo e cunicolo con pietrame
in grossi scheggioni disposti coll'asse maggiore verticale ed in contrasto fra
loro, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e spargendo infine uno
strato di ghiaietto di conveniente grossezza sino al piano prescritto.
Le intercapedini, a sostituzione di vespai, potranno essere costituite da un
piano di tavelloni murati in malta idraulica fina e poggianti su muretti in
87
pietrame o mattoni, ovvero da voltine di mattoni, ecc.
Art. 31 - Opere e strutture di calcestruzzo
1. Impasti di conglomerato cementizio
Gli impasti di conglomerato cementizio dovranno essere eseguiti in
conformità con quanto previsto nell'allegato 1 del DM 9.01.96.
La distribuzione granulometrica degli inerti, il tipo di cemento e la consistenza
dell'impasto, devono essere adeguati alla particolare destinazione del getto
ed al procedimento di posa in opera del conglomerato.
Il quantitativo d'acqua deve essere il minimo necessario a consentire una
buona lavorabilità del conglomerato tenendo conto anche dell'acqua
contenuta negli inerti.
Partendo dagli elementi già fissati il rapporto acqua - cemento, e quindi il
dosaggio del cemento, dovrà essere scelto in relazione alla resistenza
richiesta per il conglomerato.
L'impiego
degli
additivi
dovrà
essere
subordinato
all'accertamento
dell'assenza di ogni pericolo di aggressività.
L'impasto deve essere effettuato con mezzi idonei ed il dosaggio dei
componenti eseguito con modalità atte a garantire la costanza del
proporzionamento previsto in sede di progetto.
2. Controlli sul conglomerato cementizio
I controlli sul conglomerato saranno eseguiti secondo le prescrizioni di cui
all'allegato 2 del DM 9.01.96 ed avranno lo scopo di accertare che il
conglomerato abbia una resistenza caratteristica a compressione non
inferiore a quella richiesta dal progetto.
Il controllo di qualità del conglomerato si articola nelle seguenti fasi: studio
preliminare di qualificazione, controllo di accettazione, prove complementari
(rispettivamente paragrafi 4, 5 e 6 dell'allegato 2 del DM 9.01.96). I prelievi
dei campioni necessari per i controlli delle fasi suddette avverranno al
momento della posa in opera dei casseri, secondo le modalità previste nel
paragrafo 3 del succitato Allegato 2.
3. Norme di esecuzione per il cemento armato normale
88
Durante l'esecuzione di opere in cemento armato normale, l'appaltatore deve
attenersi alle prescrizioni contenute nella legge n. 1086/71 nonché alle
norme tecniche del DM 9.01.96, di seguito dettagliate.
a) Gli impasti devono essere preparati e trasportati in modo da escludere
pericoli di segregazione dei componenti o di prematuro inizio della presa
al momento del getto. Il getto deve essere convenientemente compattato
e la relativa superficie deve essere mantenuta umida per almeno tre
giorni.
Non si deve mettere in opera il conglomerato a temperature minori di 0 °C ,
salvo il ricorso ad opportune cautele.
b) Le giunzioni delle barre in zona tesa, quando non evitabili, devono essere
realizzate possibilmente nelle regioni di minor sollecitazione, in ogni caso
devono essere opportunamente sfalsate. Le giunzioni di cui sopra
possono effettuarsi mediante:
– saldature eseguite in conformità delle norme in vigore sulle saldature;
– manicotto filettato;
– sovrapposizione calcolata in modo da assicurare l'ancoraggio di
ciascuna barra. In ogni caso la lunghezza di sovrapposizione in retto
deve essere non minore di 20 volte il diametro e la prosecuzione di
ciascuna barra deve essere deviata verso la zona compromessa. La
distanza mutua (interferro) nella sovrapposizione non deve superare 6
volte il diametro.
c) Le barre piegate devono presentare, nelle piegature, un raccordo circolare
di raggio non minore di 6 volte il diametro. Gli ancoraggi devono
rispondere a quanto prescritto al punto 5.3.3 del DM 9.01.96. Per barre di
acciaio incrudito a freddo le piegature non possono essere effettuate a
caldo.
d) La superficie dell'armatura resistente deve distare dalle facce esterne del
conglomerato di almeno 0,8 cm nel caso di solette, setti e pareti, e di
almeno 2 cm nel caso di travi e pilastri. Tali misure devono essere
aumentate, e al massimo rispettivamente portate a 2 cm per le solette ed
a 4 cm per le travi ed i pilastri, in presenza di salsedine marina ed altri
89
agenti aggressivi. Copriferri maggiori richiedono opportuni provvedimenti
intesi ad evitare il distacco (per esempio reti).
Le superfici delle barre devono essere mutuamente distanziate in ogni
direzione di almeno una volta il diametro delle barre medesime e, in ogni
caso, non meno di 2 cm.
Si potrà derogare a quanto sopra raggruppando le barre a coppie ed
aumentando la mutua distanza minima tra le coppie ad almeno 4 cm.
Per le barre di sezione non circolare si deve considerare il diametro del
cerchio circoscritto.
e) Il disarmo deve avvenire per gradi ed in modo da evitare azioni dinamiche.
Esso non deve inoltre avvenire prima che la resistenza del conglomerato
abbia raggiunto il valore necessario in relazione all'impiego della struttura
all'atto del disarmo, tenendo anche conto delle altre esigenze progettuali e
costruttive; la decisione è lasciata al giudizio del Direttore dei lavori.
4. Norme di esecuzione per il cemento armato precompresso
Nell'esecuzione delle opere di cemento armato precompresso l'appaltatore
dovrà attenersi alle prescrizioni contenute nelle attuali norme tecniche del
DM 9.01.96, di seguito dettagliate.
a) Il getto deve essere costipato per mezzo di vibratori ad ago od a lamina,
ovvero con vibratori esterni, facendo particolare attenzione a non
deteriorare le guaine dei cavi;
b) Le superfici esterne dei cavi post - tesi devono distare dalla superficie del
conglomerato non meno di 25 mm nei casi normali, e non meno di 35 mm
in caso di strutture site all'esterno o in ambiente aggressivo. Il ricoprimento
delle armature pre-tese non deve essere inferiore a 15 mm o al diametro
massimo dell'inerte impiegato, e non meno di 25 mm in caso di strutture
site all'esterno o in ambiente aggressivo.
c) Dietro
gli
apparecchi
di
ancoraggio
deve
disporsi
un’armatura
tridirezionale atta ad assorbire, con largo margine, gli sforzi di trazione e di
taglio derivanti dalla diffusione delle forze concentrate, ivi comprese le
eventuali reazioni vincolari.
d) Nel corso dell'operazione di posa si deve evitare, con particolare cura, di
90
danneggiare l'acciaio con intagli, pieghe, etc…
e) Si deve altresì prendere ogni precauzione per evitare che i fili subiscano
danni di corrosione sia nei depositi di approvvigionamento sia in opera,
fino alla ultimazione della struttura. All'atto della messa in tiro si debbono
misurare contemporaneamente lo sforzo applicato e l'allungamento
conseguito; i due dati debbono essere confrontati tenendo presente la
forma del diagramma sforzi allungamenti a scopo di controllo delle perdite
per attrito. Per le operazioni di tiro, ci si atterrà a quanto previsto al punto
6.2.4.1 del DM 9.01.96.
L'esecuzione delle guaine, le caratteristiche della malta, le modalità delle
iniezioni devono egualmente rispettare le suddette norme.
5. Responsabilità per le opere in calcestruzzo armato e calcestruzzo armato
precompresso
Nell'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso
l'appaltatore deve attenersi strettamente a tutte le disposizioni contenute
nella legge n. 1086/71 e nelle relative norme tecniche vigenti nonché nelle
successive modifiche ed integrazioni.
Per le costruzioni ricadenti in zone dichiarate sismiche si dovrà fare
riferimento alla normativa vigente ed in particolare alle specifiche indicate
nella “Nota esplicativa Dip. Protezione Civile Uff. SSN” del 4.07.2003 facente
riferimento all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del
20.03.2003 (G.U. 8.05.2003).
L'esame e verifica da parte della direzione dei lavori dei progetti delle varie
strutture in cemento armato non esonera in alcun modo l'appaltatore e il
progettista delle strutture dalle responsabilità loro derivanti per legge e per le
precise pattuizioni del contratto.
Art. 32 - Strutture prefabbricate di calcestruzzo armato e precompresso
1. Con struttura prefabbricata si intende una struttura realizzata mediante
l'associazione e/o il completamento in opera, di più elementi costruiti in
stabilimento o a piè d'opera. La progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle
costruzioni prefabbricate sono disciplinate dalle disposizioni contenute nel
91
Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 3 dicembre 1987, “Norme
tecniche per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture
prefabbricate” (d’ora in poi DM 3.12.87) e nella circolare 16 marzo 1989 n.
31104, “Istruzioni in merito alle norme tecniche per la progettazione,
esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate” nonché da ogni altra
disposizione in materia. Gli elementi prefabbricati utilizzati e montati
dall'impresa costruttrice dovranno essere “manufatti prodotti in serie”, ossia
manufatti il cui impiego, singolo o insieme ad altri componenti, è ripetitivo.
Sono previste per detti manufatti due categorie di produzione a “serie
controllata” ed a “serie dichiarata” (vedi comma 6 del presente articolo).
2. Posa in opera
Durante la fase di posa e regolazione degli elementi prefabbricati si devono
adottare gli accorgimenti necessari per ridurre le sollecitazioni di natura
dinamica conseguenti al movimento degli elementi ed evitare forti
concentrazioni di sforzo. I dispositivi di regolazione devono consentire il
rispetto delle tolleranze previste nel progetto, tenendo conto sia di quelle di
produzione degli elementi prefabbricati, sia di quelle di esecuzione
dell'unione. Gli eventuali dispositivi di vincolo impiegati durante la posa, se
lasciati definitivamente in sito, non devono alterare il corretto funzionamento
dell'unione realizzata e comunque generare concentrazioni di sforzo.
3. Unioni e giunti
Per «unioni» si intendono collegamenti tra parti strutturali atti alla
trasmissione di sollecitazioni. Per «giunti» si intendono spazi tra parti
strutturali atti a consentire spostamenti mutui senza trasmissione di
sollecitazioni.
I materiali impiegati con funzione strutturale nelle unioni devono avere, di
regola, una durabilità, resistenza al fuoco e protezione, almeno pari a quella
degli elementi da collegare. Ove queste condizioni non fossero rispettate i
limiti dell'intera struttura vanno definiti con riguardo all'elemento significativo
più debole.
I
giunti
aventi
superfici
affacciate,
devono
garantire
un
adeguato
distanziamento delle superfici medesime per consentire i movimenti
92
prevedibili.
Il Direttore dei lavori dovrà verificare che eventuali opere di finitura non
pregiudichino il libero funzionamento del giunto.
4. Appoggi
Gli appoggi devono essere tali da soddisfare le condizioni di resistenza
dell'elemento appoggiato, dell'eventuale apparecchio di appoggio e del
sostegno, tenendo conto delle variazioni termiche, della deformabilità delle
strutture e dei fenomeni lenti.
Per elementi di solaio o simili deve essere garantita una profondità
dell'appoggio, a posa avvenuta, non inferiore a 3 cm, se è prevista in opera
la formazione della continuità dell'unione, e non inferiore a 5 cm, se
definitivo.
Per appoggi discontinui (nervature, denti) i valori precedenti vanno
raddoppiati.
Per le travi, la profondità minima dell'appoggio definitivo deve essere non
inferiore a (8 + l/300) cm, essendo «l» la luce netta della trave in centimetri.
In zona sismica non sono consentiti appoggi nei quali la trasmissione di forze
orizzontali sia affidata al solo attrito. Appoggi di questo tipo sono consentiti
ove non venga messa in conto la capacità di trasmettere azioni orizzontali;
l'appoggio deve consentire spostamenti relativi secondo quanto previsto
dalle norme sismiche.
5. Montaggio
Nel rispetto delle vigenti norme antinfortunistiche i mezzi di sollevamento
dovranno essere proporzionati per la massima prestazione prevista nel
programma di montaggio. Nella fase di messa in opera dell'elemento
prefabbricato fino al contatto con gli appoggi, i mezzi devono avere velocità
di posa commisurata con le caratteristiche del piano di appoggio e con quella
dell'elemento stesso. La velocità di discesa deve essere tale da poter
considerare non influenti le forze dinamiche di urto.
Gli elementi vanno posizionati dove e come indicato in progetto.
In presenza di getti integrativi eseguiti in opera, che concorrono alla stabilità
della struttura anche nelle fasi intermedie, il programma di montaggio sarà
93
condizionato dai tempi di maturazione richiesti per questi, secondo le
prescrizioni di progetto.
L'elemento può essere svincolato dall'apparecchiatura di posa solo dopo che
è stata assicurata la sua stabilità.
L'elemento deve essere stabile di fronte all'azione del:
– peso proprio;
– vento;
– azioni di successive operazioni di montaggio;
– azioni orizzontali convenzionali.
L'attrezzatura impiegata per garantire la stabilità nella fase transitoria che
precede il definitivo completamento dell'opera deve essere munita di
apparecchiature, ove necessarie, per consentire, in condizioni di sicurezza,
le operazioni di registrazione dell'elemento (piccoli spostamenti delle tre
coordinate, piccole rotazioni, ecc.) e, dopo il fissaggio definitivo degli
elementi, le operazioni di recupero dell'attrezzatura stessa, senza provocare
danni agli elementi stessi.
Deve essere previsto nel progetto un ordine di montaggio tale da evitare che
si determinino strutture temporaneamente labili o instabili nel loro insieme.
La corrispondenza dei manufatti al progetto sotto tutti gli aspetti rilevabili al
montaggio (forme, dimensioni e relative tolleranze) sarà verificata dalla
direzione dei lavori, che escluderà l'impiego di manufatti non rispondenti.
6. Accettazione
Tutte le forniture di componenti strutturali prodotti in serie controllata possono
essere accettate senza ulteriori controlli dei materiali, né prove di carico dei
componenti isolati, se accompagnati da un certificato di origine firmato dal
produttore e dal tecnico responsabile della produzione e attestante che gli
elementi sono stati prodotti in serie controllata e recante in allegato copia del
relativo estratto del registro di produzione e degli estremi dei certificati di
verifica preventiva del laboratorio ufficiale. Per i componenti strutturali
prodotti in serie dichiarata si deve verificare che esista una dichiarazione di
conformità alle norme di cui al comma 1 rilasciata dal produttore.
94
Art. 33 - Solai
1. Le coperture degli ambienti e dei vani e le suddivisioni orizzontali tra gli
stessi dovranno essere tali da sopportare, a seconda della destinazione
prevista per i relativi locali, i carichi comprensivi degli effetti dinamici ordinari,
previsti nel DM 16 gennaio 1996: “Norme tecniche relative ai criteri generali
per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi”.
L'Appaltatore dovrà provvedere ad assicurare solidamente alla faccia
inferiore di tutti i solai ganci di ferro appendilumi del numero, forma e
posizione che, a sua richiesta, saranno precisati dalla direzione dei lavori.
2. Le coperture degli ambienti e dei vani e le partizioni orizzontali potranno
essere eseguite secondo le tipologie di seguito elencate.
SOLAI SU TRAVI E TRAVETTI DI LEGNO
Le travi principali di legno devono avere le dimensioni e le distanze indicate
in relazione alla luce ed al sovraccarico.
I travetti (secondari) devono essere collocati ad una distanza, fra asse e
asse, pari alla lunghezza delle tavelle che devono essere collocate sugli
stessi e sull'estradosso delle tavelle deve essere disteso uno strato di
calcestruzzo magro di calce idraulica formato con ghiaietto fino o altro
materiale inerte.
SOLAI SU TRAVI DI FERRO A DOPPIO T (PUTRELLE) CON VOLTINE DI
MATTONI (PIENI O FORATI) O CON ELEMENTI LATERIZI INTERPOSTI
Questi solai sono composti da travi, copriferri, voltine di mattoni (pieni o
forati) o tavelloni o volterrane e, infine, dal riempimento.
Le travi devono avere le dimensioni previste nel progetto e devono essere
collocate alla distanza prescritta; in ogni caso la loro distanza non deve
superare 1 m. Prima del loro collocamento in opera devono essere protette
con trattamento antincorrosivo e forate per l'applicazione delle chiavi, dei
tiranti e dei tondini di armatura delle piattabande.
Le chiavi saranno applicate agli estremi delle travi alternativamente (e cioè
uno con le chiavi e il successivo senza), e i tiranti trasversali, per le travi
lunghe più di 5 m, saranno applicati a distanza non maggiore di 2,50 m.
Le voltine di mattoni pieni o forati saranno eseguite ad una testa in malta
95
comune od in foglio con malta di cemento a rapida presa, con una freccia
variabile fra cinque e dieci centimetri.
Quando la freccia è superiore ai 5 cm dovranno intercalarsi fra i mattoni delle
voltine grappe di ferro per meglio assicurare l'aderenza della malta di
riempimento dell'intradosso.
I tavelloni e le volterrane saranno appoggiati alle travi con l'interposizione di
copriferri.
Le voltine di mattoni, le volterrane ed i tavelloni, saranno poi ricoperti sino
all'altezza dell'ala superiore della trave e dell'estradosso delle voltine e
volterrane, se più alto, con scoria leggera di fornace o pietra pomice o altri
inerti leggeri impastati con malta magra fino ad intasamento completo.
Quando la faccia inferiore dei tavelloni o volterrane debba essere intonacata
sarà opportuno applicarvi preventivamente uno strato di malta cementizia ad
evitare eventuali distacchi dell'intonaco stesso.
SOLAI DI CEMENTO ARMATO O MISTI
Detta categoria comprende i solai, sia eseguiti in opera che derivanti
dall’associazione di elementi prefabbricati, realizzati esclusivamente in
calcestruzzo armato o calcestruzzo armato precompresso o misti in
calcestruzzo armato precompresso e blocchi in laterizio od in altri materiali.
Per detti solai valgono le prescrizioni già date per le opere in calcestruzzo
armato e calcestruzzo armato precompresso e, in particolare, valgono le
prescrizioni contenute nel DM 9.01.96.
I solai di calcestruzzo armato o misti sono così classificati:
a) solai con getto pieno di calcestruzzo armato o di calcestruzzo armato
precompresso;
b) solai misti di calcestruzzo armato, calcestruzzo armato precompresso e
blocchi interposti di alleggerimento collaboranti e non, di laterizio od altro
materiale;
c) solai realizzati dall'associazione di elementi di calcestruzzo armato e
calcestruzzo armato precompresso prefabbricati con unioni e/o getti di
completamento.
Per i solai del tipo a) valgono integralmente le prescrizioni del precedente
96
articolo 32.
I solai del tipo b) e c) sono soggetti anche alle norme complementari riportate
nei successivi punti.
SOLAI MISTI DI CALCESTRUZZO ARMATO E CALCESTRUZZO ARMATO
PRECOMPRESSO E BLOCCHI FORATI DI LATERIZIO
I solai misti di cemento armato normale e precompresso e blocchi forati di
laterizio si distinguono nelle seguenti categorie:
1. solai con blocchi aventi funzione principale di alleggerimento;
2. solai con blocchi aventi funzione statica in collaborazione con il
conglomerato.
I blocchi di cui al secondo punto devono essere conformati in modo che nel
solaio in opera sia assicurata con continuità la trasmissione degli sforzi
dall'uno all'altro elemento.
Nel caso si richieda al laterizio il concorso alla resistenza agli sforzi
tangenziali, si devono usare elementi monoblocco disposti in modo che nelle
file adiacenti, comprendenti una nervatura di conglomerato, i giunti risultino
sfalsati tra loro. In ogni caso, ove sia prevista una soletta di conglomerato
staticamente integrativa di altra di laterizio, quest'ultima deve avere forma e
finitura tali da assicurare la solidarietà ai fini della trasmissione degli sforzi
tangenziali.
Per entrambe le categorie il profilo dei blocchi delimitante la nervatura di
conglomerato da gettarsi in opera non deve presentare risvolti che ostacolino
il deflusso di calcestruzzo e restringano la sezione delle nervature stesse.
La larghezza minima delle nervature di calcestruzzo per solai con nervature
gettate o completate in opera non deve essere minore di 1/8 dell'interasse e
comunque non inferiore a 8 cm.
Nel caso di produzione di serie in stabilimento di pannelli di solaio completi il
limite minimo predetto potrà scendere a 5 cm.
L'interasse delle nervature non deve in ogni caso essere maggiore di 15
volte lo spessore medio della soletta, il blocco interposto deve avere
dimensione massima inferiore a 52 cm.
Caratteristiche dei blocchi
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1. Spessore delle pareti e dei setti dei blocchi
Lo spessore delle pareti orizzontali compresse non deve essere minore di 8
mm, quello delle pareti perimetrali non minore di 8 mm, quello dei setti non
minore di 7 mm.
Tutte le intersezioni dovranno essere raccordate con raggio di curvatura, al
netto delle tolleranze, maggiori di 3 mm.
Si devono adottare forme semplici, caratterizzate da setti rettilinei ed allineati,
particolarmente
in
direzione
orizzontale,
con
setti
con
rapporto
spessore/lunghezza il più possibile uniforme.
Il rapporto fra l'area complessiva dei fori e l'area lorda delimitata dal
perimetro della sezione del blocco non deve risultare superiore a 0,6 ÷ 0,625
h, ove h è l'altezza del blocco in metri.
2. Caratteristiche fisico - meccaniche.
La resistenza caratteristica a compressione, riferita alla sezione netta delle
pareti e delle costolature deve risultare non minore di:
– 30 N/mm2 nella direzione dei fori;
– 15 N/mm2 nella direzione trasversale ai fori;
per i blocchi di cui alla categoria 2, e di:
– 15 N/mm2 nella direzione dei fori;
– 5 N/mm2 nella direzione trasversale ai fori;
per i blocchi di cui alla categoria1.
La resistenza caratteristica a trazione per flessione dovrà essere non minore
di:
– 10 N/mm2 per i blocchi di tipo 2, e di:
– 7 N/mm2 per i blocchi di tipo1.
Speciale cura deve essere rivolta al controllo dell'integrità dei blocchi con
particolare riferimento alla eventuale presenza di fessurazioni.
3. Spessore minimo dei solai.
Lo spessore dei solai a portanza unidirezionale che non siano di semplice
copertura non deve essere minore di 1/25 della luce di calcolo ed in nessun
caso minore di 12 cm.
Per i solai costituiti da travetti precompressi e blocchi interposti il predetto
98
limite può scendere ad 1/30.
Le deformazioni devono risultare compatibili con le condizioni di esercizio del
solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso collegati.
4. Spessore minimo della soletta.
Nei solai del tipo 1 lo spessore minimo del calcestruzzo della soletta di
conglomerato non deve essere minore di 4 cm.
Nei solai del tipo 2, può essere omessa la soletta di calcestruzzo e la zona
rinforzata di laterizio, per altro sempre rasata con calcestruzzo, può essere
considerata collaborante e deve soddisfare i seguenti requisiti:
– possedere spessore non minore di 1/5 dell'altezza, per solai con altezza
fino a 25 cm, non minore di 5 cm per solai con altezza maggiore;
– avere area effettiva dei setti e delle pareti, misurata in qualunque sezione
normale alla direzione dello sforzo di compressione, non minore del 50%
della superficie lorda.
5. Protezione delle armature.
Nei solai, la cui armatura è collocata entro scanalature, qualunque superficie
metallica deve risultare contornata in ogni direzione da uno spessore minimo
di 5 mm di malta cementizia.
Per armatura collocata entro nervatura, le dimensioni di questa devono
essere tali da consentire il rispetto dei seguenti limiti:
– distanza netta tra armatura e blocco 8 mm;
– distanza netta tra armatura ed armatura 10 mm.
Per quanto attiene la distribuzione delle armature: trasversali, longitudinali,
per taglio, si fa riferimento alle citate Norme contenute nel DM 9.01.96.
In fase di esecuzione prima di procedere ai getti i laterizi devono essere
convenientemente bagnati.
Gli elementi con rilevanti difetti di origine o danneggiati durante la
movimentazione dovranno essere eliminati.
6. Conglomerati per i getti in opera.
Si dovrà studiare la composizione del getto in modo da evitare rischi di
segregazione o la formazione di nidi di ghiaia e per ridurre l'entità delle
deformazioni differite. Il diametro massimo degli inerti impiegati non dovrà
99
superare 1/5 dello spessore minimo delle nervature né la distanza netta
minima tra le armature.
Il getto deve essere costipato in modo da garantire l'avvolgimento delle
armature e l'aderenza sia con i blocchi sia con eventuali altri elementi
prefabbricati.
SOLAI PREFABBRICATI
Tutti gli elementi prefabbricati di calcestruzzo armato e calcestruzzo armato
precompresso destinati alla formazione di solai privi di armatura resistente al
taglio o con spessori, anche locali, inferiori ai 4 cm, devono essere prodotti in
serie controllata. Tale prescrizione è obbligatoria anche per tutti gli elementi
realizzati con calcestruzzo di inerte leggero o calcestruzzo speciale.
Per gli orizzontamenti in zona sismica, gli elementi prefabbricati devono
avere almeno un vincolo che sia in grado di trasmettere le forze orizzontali a
prescindere dalle resistenze di attrito. Non sono comunque ammessi vincoli a
comportamento fragile.
Quando si assuma l'ipotesi di comportamento a diaframma dell'intero
orizzontamento, gli elementi dovranno essere adeguatamente collegati tra di
loro e con le travi o i cordoli di testata laterali.
SOLAI MISTI DI CALCESTRUZZO ARMATO E CALCESTRUZZO ARMATO
PRECOMPRESSO E BLOCCHI DIVERSI DAL LATERIZIO
1. Classificazioni.
I blocchi con funzione principale di alleggerimento, possono essere realizzati
anche con materiali diversi dal laterizio (calcestruzzo leggero di argilla
espansa, calcestruzzo normale sagomato, materie plastiche, elementi
organici mineralizzati, ecc.).
Il materiale dei blocchi deve essere stabile dimensionalmente.
Ai fini statici si distinguono due categorie di blocchi per solai:
a. blocchi collaboranti;
b. blocchi non collaboranti.
a. Blocchi collaboranti
Devono avere modulo elastico superiore a 8 kN/mm2 ed inferiore a 25
kN/mm2.
100
Devono essere totalmente compatibili con il conglomerato con cui
collaborano sulla base di dati e caratteristiche dichiarate dal produttore e
verificate dalla direzione dei Lavori. Devono soddisfare a tutte le
caratteristiche fissate per i blocchi di laterizio della categoria b.1.b).
b. Blocchi non collaboranti.
Devono avere modulo elastico inferiore ad 8 kN/mm2 e svolgere funzioni di
solo alleggerimento.
Solai con blocchi non collaboranti richiedono necessariamente una soletta di
ripartizione, dello spessore minimo di 4 cm, armata opportunamente e
dimensionata per la flessione trasversale. Il profilo e le dimensioni dei blocchi
devono essere tali da soddisfare le prescrizioni dimensionali imposte per i
blocchi di laterizio non collaboranti.
2. Spessori minimi
Per tutti i solai, così come per i componenti collaboranti, lo spessore delle
singole parti di calcestruzzo contenenti armature di acciaio non potrà essere
minore di 4 cm.
SOLAI
REALIZZATI
CALCESTRUZZO
CON
L'ASSOCIAZIONE
ARMATO
E
DI
ELEMENTI
CALCESTRUZZO
DI
ARMATO
PRECOMPRESSO PREFABBRICATI
Oltre le prescrizioni indicate nei punti precedenti, in quanto applicabili, sono
da tenere presenti le seguenti prescrizioni.
1. L'altezza minima non può essere minore di 8 cm. Nel caso di solaio
vincolato in semplice appoggio monodirezionale, il rapporto tra luce di
calcolo del solaio e spessore del solaio stesso non deve essere superiore
a 25.
Per solai costituiti da pannelli piani, pieni od alleggeriti, prefabbricati
precompressi (tipo c), senza soletta integrativa, in deroga alla precedente
limitazione, il rapporto sopraindicato può essere portato a 35.
Per i solai continui, in relazione al grado di incastro o di continuità
realizzato agli estremi, tali rapporti possono essere incrementati fino ad un
massimo del 20%.
È ammessa deroga alle prescrizioni di cui sopra qualora i calcoli condotti
101
con riferimento al reale comportamento della struttura (messa in conto dei
comportamenti non lineari, fessurazione, affidabili modelli di previsione
viscosa, ecc.) anche eventualmente integrati da idonee sperimentazioni su
prototipi, non superino i limiti indicati nel DM 9.01.96.
Le deformazioni devono risultare in ogni caso compatibili con le condizioni
di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso
collegati.
2. Solai alveolari. Per i solai alveolari, per elementi privi di armatura passiva
d'appoggio, il getto integrativo deve estendersi all'interno degli alveoli
interessati dall'armatura aggiuntiva per un tratto almeno pari alla
lunghezza di trasferimento della precompressione.
3. Solai con getto di completamento. La soletta gettata in opera deve avere
uno spessore non inferiore a 4 cm ed essere dotata di una armatura di
ripartizione a maglia incrociata.
Art. 34 - Strutture di acciaio
1. Generalità
Le strutture di acciaio dovranno essere progettate e costruite tenendo conto
di quanto disposto dalla legge n. 1086/71, dalla legge n. 64/74, dal DM
9.01.96 nonché dalle seguenti norme: UNI ENV 1992-1-1, 1992-1-3, 1992-14, 1992-1-5 e 1992-1-6 (Eurocodice 2); UNI ENV 1993-1-1 (Eurocodice 3);
UNI ENV 1994-1-1; ed UNI ENV 1090.
Tutte le strutture metalliche dovranno essere protette mediante zincatura a
caldo.
L'Impresa
è
tenuta
a
presentare
in
tempo
utile,
prima
dell'approvvigionamento dei materiali, all'esame ed all'approvazione della
direzione dei lavori:
a) gli elaborati progettuali esecutivi di cantiere, comprensivi dei disegni
esecutivi di officina, sui quali dovranno essere riportate anche le distinte
da cui risultino: numero, qualità, dimensioni, grado di finitura e peso
teorico di ciascun elemento costituente la struttura, nonché la qualità degli
acciai da impiegare;
b) tutte le indicazioni necessarie alla corretta impostazione delle strutture
102
metalliche sulle opere di fondazione.
I suddetti elaborati dovranno essere redatti a cura e spese dell'Appaltatore.
2. Collaudo tecnologico dei materiali
Ogni volta che i materiali destinati alla costruzione di strutture di acciaio
pervengono dagli stabilimenti per la successiva lavorazione, l'Impresa darà
comunicazione alla direzione dei lavori specificando, per ciascuna colata, la
distinta dei pezzi ed il relativo peso, la destinazione costruttiva e la
documentazione di accompagnamento della ferriera costituita da:
– attestato di controllo;
– dichiarazione che il prodotto è «qualificato» secondo le norme vigenti.
La direzione dei lavori si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto
qualificato da sottoporre a prova presso laboratori di sua scelta ogni volta
che lo ritenga opportuno, per verificarne la rispondenza alle norme di
accettazione ed ai requisiti di progetto. Per i prodotti non qualificati la
direzione dei lavori deve effettuare presso laboratori ufficiali tutte le prove
meccaniche e chimiche in numero atto a fornire idonea conoscenza delle
proprietà di ogni lotto di fornitura. Tutti gli oneri relativi alle prove sono a
carico dell'Impresa.
Le prove e le modalità di esecuzione sono quelle prescritte dal DM 9.01.96 e
dalle norme vigenti a seconda del tipo di metallo in esame.
3. Controlli durante la lavorazione
L'Impresa dovrà essere in grado di individuare e documentare in ogni
momento la provenienza dei materiali impiegati nelle lavorazioni e di risalire
ai corrispondenti certificati di qualificazione, dei quali dovrà esibire la copia a
richiesta della direzione dei lavori.
Alla direzione dei lavori è riservata comunque la facoltà di eseguire in ogni
momento della lavorazione tutti i controlli che riterrà opportuni per accertare
che i materiali impiegati siano quelli certificati, che le strutture siano conformi
ai disegni di progetto e che le stesse siano eseguite a perfetta regola d'arte.
Ogni volta che le strutture metalliche lavorate si rendono pronte per il
collaudo l'Impresa informerà la direzione dei lavori, la quale darà risposta
entro 8 giorni fissando la data del collaudo in contraddittorio, oppure
103
autorizzando la spedizione delle strutture stesse in cantiere.
4. Montaggio
Il montaggio in opera di tutte le strutture costituenti ciascun manufatto sarà
effettuato in conformità a quanto, a tale riguardo, è previsto nella relazione di
calcolo e secondo un piano di montaggio che dovrà essere redatto a cura
dell’Impresa e presentato alla Direzione Lavori prima dell’inizio dei montaggi.
Nel caso in cui il piano non soddisfi i requisiti previsti nel progetto l’Impresa
dovrà provvedere alla revisione secondo le indicazioni che fornirà la
Direzione Lavori e, per quanto di competenza, il Responsabile della
sicurezza.
Durante il carico, il trasporto, lo scarico, il deposito ed il montaggio, si dovrà
porre la massima cura per evitare che le strutture vengano deformate o
sovrasollecitate. Le parti a contatto con funi, catene od altri organi di
sollevamento dovranno essere opportunamente protette.
Il montaggio sarà eseguito in modo che la struttura raggiunga la
configurazione
geometrica
di
progetto,
nel
rispetto
dello
stato
di
sollecitazione previsto nel progetto medesimo. In particolare, per le strutture
a travata, si dovrà controllare che la controfreccia ed il posizionamento sugli
apparecchi di appoggio siano conformi alle indicazioni di progetto,
rispettando le tolleranze previste.
La stabilità delle strutture dovrà essere assicurata durante tutte le fasi
costruttive e la rimozione dei collegamenti provvisori e di altri dispositivi
ausiliari dovrà essere fatta solo quando essi risulteranno staticamente
superflui.
Nei collegamenti con bulloni si dovrà procedere alla alesatura di quei fori che
non risultino centrati e nei quali i bulloni previsti in progetto non entrino
liberamente. Se il diametro del foro alesato risulta superiore al diametro
sopracitato, si dovrà procedere alla sostituzione del bullone con uno di
diametro superiore.
È ammesso il serraggio dei bulloni con chiave pneumatica purché questo
venga controllato con chiave dinamometrica, la cui taratura dovrà risultare da
certificato rilasciato da laboratorio ufficiale in data non anteriore ad un mese.
104
Per le unioni con bulloni, l'impresa effettuerà, alla presenza della direzione
dei lavori, un controllo di serraggio su un numero adeguato di bulloni.
L'assemblaggio ed il montaggio in opera delle strutture dovrà essere
effettuato senza che venga interrotto il traffico di cantiere sulla eventuale
sottostante sede stradale salvo brevi interruzioni durante le operazioni di
sollevamento, da concordare con la direzione dei lavori.
Le saldature in opera dovranno essere eseguite nel rispetto delle prescrizioni
tecniche presenti nelle norme vigenti e predisponendo strutture provvisorie di
copertura che garantiscano un congruo livello di pulizia e protezione dagli
agenti atmosferici dell’ambiente. Le saldature delle ali superiori della via di
corsa dovranno essere opportunamente molate al fine di evitare discontinuità
di livello tra i profili collegati tali da provocare perdite di aderenza o salti di
quota alla cabina dell’ascensore. A tal scopo si raccomanda di realizzare i
giunti in modo obliquo rispetto all’asse di percorrenza della cabina e di
prevedere opportuni premontaggi per garantire la congruità geometrica dei
lembi da saldare.
Nella progettazione e nell'impiego delle attrezzature di montaggio, l'Impresa
è tenuta a rispettare le norme, le prescrizioni ed i vincoli che eventualmente
venissero imposti da Enti, Uffici e persone responsabili riguardo alla zona
interessata, ed in particolare:
– per l'ingombro degli alvei dei corsi d'acqua;
– per le sagome da lasciare libere nei sovrappassi o sottopassi di strade,
autostrade, ferrovie, tranvie, ecc.;
– per le interferenze con servizi di soprassuolo e di sottosuolo.
5. Prove di carico e collaudo statico
Prima di sottoporre le strutture di acciaio alle prove di carico, dopo la loro
ultimazione in opera e di regola, prima che siano applicate le ultime mani di
vernice verrà eseguita da parte della direzione dei lavori, quando prevista,
un'accurata visita preliminare di tutte le membrature per constatare che le
strutture siano state eseguite in conformità ai relativi disegni di progetto, alle
buone regole d'arte ed a tutte le prescrizioni di contratto.
Ove nulla osti, si procederà quindi alle prove di carico ed al collaudo statico
105
delle strutture; operazioni che verranno condotte, a cura e spese
dell'Impresa, secondo le prescrizioni contenute nei Decreti Ministeriali,
emanati in applicazione della legge n. 1086/71.
C) Coperture, pareti, pavimenti e rivestimenti
Art. 35 - Esecuzione coperture continue (piane)
1.
Si intendono per coperture continue quelle in cui la tenuta all'acqua è
assicurata indipendentemente dalla pendenza della superficie di copertura.
L’affidabilità di una copertura dipende da quella dei singoli strati o elementi;
fondamentale importanza riveste la realizzazione dell’elemento di tenuta,
disciplinata dalla norma UNI 9307-1 (“Coperture continue. Istruzioni per la
progettazione. Elemento di tenuta”).
Le coperture continue sono convenzionalmente suddivise nelle seguenti
categorie:
– copertura senza elemento termoisolante con strato di ventilazione oppure
senza;
– copertura con elemento termoisolante, con strato di ventilazione oppure
senza.
2. Quando non altrimenti specificato negli altri documenti progettuali (o
quando questi non risultano sufficientemente dettagliati) si intende che
ciascuna delle categorie sopra citate sarà composta dagli strati funzionali7 di
seguito indicati (definite secondo UNI 8178 “Edilizia. Coperture. Analisi degli
elementi e strati funzionali”):
a) copertura non termoisolata e non ventilata:
-
lo strato di pendenza con funzione di portare la pendenza della copertura
al valore richiesto;
-
l'elemento di tenuta all'acqua con funzione di realizzare la prefissata
impermeabilità all'acqua meteorica e di resistere alle sollecitazioni dovute
all'ambiente esterno;
-
lo strato di protezione con funzione di limitare le alterazioni dovute ad
azioni meccaniche, fisiche, chimiche e/o con funzione decorativa.
7
Nelle soluzioni costruttive uno strato può assolvere ad una o più funzioni
106
b) copertura ventilata ma non termoisolata:
-
l'elemento portante;
-
lo strato di ventilazione con funzione di contribuire al controllo del
comportamento igrotermico delle coperture attraverso ricambi d'aria
naturali o forzati;
-
strato di pendenza (se necessario);
-
elemento di tenuta all'acqua;
-
strato di protezione.
c) copertura termoisolata non ventilata:
-
l'elemento portante;
-
strato di pendenza;
-
strato di schermo o barriera al vapore con funzione di impedire
(schermo), o di ridurre (barriera) il passaggio del vapore d'acqua e per
controllare il fenomeno della condensa;
-
elemento di tenuta all'acqua;
-
elemento termoisolante con funzione di portare al valore richiesto la
resistenza termica globale della copertura;
-
strato filtrante;
-
strato di protezione.
d) copertura termoisolata e ventilata:
-
l'elemento portante con funzioni strutturali;
-
l'elemento termoisolante;
-
lo strato di irrigidimento o supporto con funzione di permettere allo strato
sottostante di sopportare i carichi previsti;
-
lo strato di ventilazione;
-
l'elemento di tenuta all'acqua;
-
lo strato filtrante con funzione di trattenere il materiale trasportato dalle
acque meteoriche;
-
lo strato di protezione.
La presenza di altri strati funzionali (complementari) eventualmente
necessari perché dovuti alla soluzione costruttiva scelta, dovrà essere
coerente con le indicazioni della UNI 8178 sia per quanto riguarda i materiali
107
utilizzati sia per quanto riguarda la collocazione rispetto agli altri strati nel
sistema di copertura.
3. Per la realizzazione degli strati si utilizzeranno i materiali indicati nel
progetto. Ove questi ultimi non risultino specificati in dettaglio nel progetto o,
eventualmente, a suo complemento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti:
a) per l'elemento portante, a seconda della tecnologia costruttiva adottata, si
farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente capitolato sui
calcestruzzi, le strutture metalliche, le strutture miste acciaio calcestruzzo,
le strutture o i prodotti di legno, etc…
b) per l'elemento termoisolante si farà riferimento all'art. 16 del presente
capitolato sui materiali per isolamento termico e, inoltre, si avrà cura che
nella posa in opera siano: realizzate correttamente le giunzioni, curati i
punti particolari, assicurati adeguati punti di fissaggio e/o garantita una
mobilità termoigrometrica rispetto allo strato contiguo.
c) per lo strato di irrigidimento (o supporto), a seconda della soluzione
costruttiva impiegata e del materiale, si verificherà la sua capacità di
ripartire i carichi, la sua resistenza alle sollecitazioni meccaniche che deve
trasmettere e la durabilità nel tempo.
d) lo strato di ventilazione sarà costituito da una intercapedine d'aria avente
aperture di collegamento con l'ambiente esterno, munite di griglie,
aeratori, etc..., capaci di garantire adeguato ricambio di aria, ma limitare il
passaggio di piccoli animali e/o grossi insetti.
e) Lo strato di tenuta all'acqua sarà realizzato a seconda della soluzione
costruttiva prescelta con membrane in fogli o prodotti fluidi da stendere in
sito fino a realizzare uno strato continuo. Le caratteristiche delle
membrane sono quelle indicate all'art. 11 del presente capitolato sui
prodotti per coperture piane. In fase di posa si dovrà curare: la corretta
realizzazione dei giunti utilizzando eventualmente i materiali ausiliari
(adesivi, ecc.), le modalità di realizzazione previste dal progetto e/o
consigliate dal produttore nella sua documentazione tecnica ivi incluse le
prescrizioni sulle condizioni ambientali (umidità, temperature, ecc.) e di
sicurezza. Attenzione particolare sarà data all'esecuzione dei bordi, punti
108
particolari, risvolti, ecc. ove possono verificarsi infiltrazioni sotto lo strato.
Le caratteristiche dei prodotti fluidi e/o in pasta sono quelle indicate
nell'art. 11 del presente capitolato sui prodotti per coperture piane. In fase
di posa si dovrà porre cura nel seguire le indicazioni del progetto e/o del
fabbricante allo scopo di ottenere strati uniformi e dello spessore previsto
che garantiscano continuità anche nei punti particolari quali risvolti,
asperità, elementi verticali (camini, aeratori, ecc.).
Sarà curato inoltre che le condizioni ambientali (temperatura, umidità,
ecc.) od altre situazioni (presenza di polvere, tempi di maturazione, ecc.)
siano rispettate per favorire una esatta rispondenza del risultato finale alle
ipotesi di progetto.
f) Lo strato filtrante, quando previsto, sarà realizzato a seconda della
soluzione costruttiva prescelta con fogli di non-tessuto sintetico od altro
prodotto adatto accettato dalla direzione dei lavori. Sarà curata la sua
corretta collocazione nel sistema di copertura e la sua congruenza rispetto
all'ipotesi di funzionamento con particolare attenzione rispetto a possibili
punti difficili.
g) Lo strato di protezione, sarà realizzato secondo la soluzione costruttiva
indicata dal progetto.
I
materiali
(verniciature,
granigliature,
lamine,
ghiaietto,
ecc.)
risponderanno alle prescrizioni previste nell'articolo loro applicabile. Nel
caso di protezione costituita da pavimentazione quest'ultima sarà eseguita
secondo le indicazioni del progetto e/o secondo le prescrizioni previste per
le pavimentazioni curando che non si formino incompatibilità meccaniche,
chimiche, ecc. tra la copertura e la pavimentazione sovrastante.
h) Lo strato di pendenza è solitamente integrato in altri strati, pertanto per i
relativi materiali si rinvia allo strato funzionale che lo ingloba. Per quanto
riguarda la realizzazione si curerà che il piano (od i piani) inclinato che lo
concretizza abbia corretto orientamento verso eventuali punti di
confluenza e che nel piano non si formino avvallamenti più o meno estesi
che ostacolino il deflusso dell'acqua. Si cureranno inoltre le zone
raccordate all'incontro con camini, aeratori, ecc.
109
i) Lo strato di barriera o schermo al vapore sarà realizzato con membrane di
adeguate caratteristiche (vedere art. 11 del presente capitolato). Nella
fase di posa sarà curata la continuità dello strato fino alle zone di sfogo
(bordi, aeratori, ecc.), inoltre saranno seguiti gli accorgimenti già descritti
per lo strato di tenuta all'acqua.
Per gli altri strati complementari riportati nella norma UNI 8178 si dovranno
adottare soluzioni costruttive che impieghino uno dei materiali ammessi dalla
norma stessa. Il materiale prescelto dovrà rispondere alle prescrizioni
previste nell'articolo di questo capitolato ad esso applicabile.
Per la realizzazione in opera si seguiranno le indicazioni del progetto e/o le
indicazioni fornite dal produttore, ed accettate dalla direzione dei lavori, ivi
comprese quelle relative alle condizioni ambientali e/o le precauzioni da
seguire nelle fasi di cantiere.
4. Per la realizzazione delle coperture piane Il Direttore dei lavori opererà
come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi e alle
procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più
significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di
progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato
considerato. In particolare verificherà:
-
il collegamento tra gli strati;
- la realizzazione dei giunti/sovrapposizioni (per gli strati realizzati con
pannelli, fogli ed in genere con prodotti preformati);
- l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari;
b)
ove sono richieste lavorazioni in sito verificherà con semplici metodi
da cantiere:
- le resistenze meccaniche (portate, pulsonamenti, resistenze a flessione);
- le adesioni o connessioni fra strati (o quando richiesta l'esistenza di
completa separazione);
- la tenuta all'acqua, all'umidità ecc.
c)
a conclusione dell'opera eseguirà prove di funzionamento, anche solo
110
localizzate,
formando
battenti
di
acqua,
condizioni
di
carico,
di
punzonamento, ecc. che siano significativi delle ipotesi previste dal progetto
a dalla realtà. Avrà cura inoltre di far aggiornare e raccogliere i disegni
costruttivi più significativi unitamente alla descrizione e/o alle schede
tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera
ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione.
Art. 36 - Esecuzione coperture discontinue (a falda)
1. Per coperture discontinue (a falda) s’intendono quelle in cui l'elemento di
tenuta all'acqua assicura la sua funzione solo per valori della pendenza
maggiori di un minimo, che dipende prevalentemente dal materiale e dalla
conformazione dei prodotti. L’affidabilità di una copertura dipende da quella
dei singoli strati o elementi; fondamentale importanza riveste la realizzazione
dell’elemento di tenuta, disciplinata dalla norma UNI 9308-1 (“Coperture
discontinue. Istruzioni per la progettazione. Elemento di tenuta”).
Le coperture discontinue si intendono convenzionalmente suddivise nelle
seguenti categorie:
– coperture senza elemento termoisolante, con strato di ventilazione
oppure senza;
– coperture con elemento termoisolante, con strato di ventilazione oppure
senza.
2. Salvo il caso in cui non sia diversamente previsto negli altri documenti
progettuali (o nel caso in cui questi non siano sufficientemente dettagliati),
ciascuna delle categorie sopracitate sarà composta dagli strati funzionali8 di
seguito indicati (definiti secondo la norma UNI 8178):
a) copertura non termoisolata e non ventilata:
-
elemento portante con funzione di sopportare i carichi permanenti ed i
sovraccarichi della copertura;
-
strato di pendenza con funzione di portare la pendenza al valore richiesto
(questa funzione è sempre integrata in altri strati);
-
elemento di supporto con funzione di sostenere gli strati ad esso
111
appoggiati (e di trasmettere la forza all'elemento portante);
-
elemento di tenuta con funzione di conferire alle coperture una prefissata
impermeabilità all'acqua meteorica e di resistere alle azioni meccaniche
fisiche e chimiche indotte dall'ambiente esterno e dall'uso.
b) copertura non termoisolata e ventilata:
-
strato di ventilazione con funzione di contribuire al controllo delle
caratteristiche igrotermiche attraverso ricambi d'aria naturali o forzati;
-
strato di pendenza (sempre integrato);
-
elemento portante;
-
l'elemento di supporto;
-
l'elemento di tenuta.
c) copertura termoisolata e non ventilata:
-
elemento termoisolante con funzione di portare al valore richiesto la
resistenza termica globale della copertura;
-
strato di pendenza (sempre integrato);
-
elemento portante;
-
strato di schermo al vapore o barriera al vapore con funzione di impedire
(schermo) o di ridurre (barriera) il passaggio del vapore d'acqua e per
controllare il fenomeno della condensa;
-
elemento di supporto;
-
elemento di tenuta.
d) copertura termoisolata e ventilata:
-
l'elemento termoisolante;
-
lo strato di ventilazione;
-
lo strato di pendenza (sempre integrato);
-
l'elemento portante;
-
l'elemento di supporto;
-
l'elemento di tenuta.
La presenza di altri strati funzionali (complementari) eventualmente
necessari perché dovuti alla soluzione costruttiva scelta dovrà essere
coerente con le indicazioni della UNI 8178 sia per quanto riguarda i materiali
8
Nelle soluzioni costruttive uno strato può assolvere ad una o più funzioni.
112
utilizzati sia per quanto riguarda la collocazione nel sistema di copertura.
3. Per la realizzazione degli strati si utilizzeranno i materiali indicati nel
progetto. Ove questi ultimi non risultino specificati in dettaglio nel progetto o,
eventualmente, a suo complemento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti:
a) per l'elemento portante vale quanto riportato all’art. 39 comma 3.;
b) per l'elemento termoisolante vale quanto indicato all’art. 39 comma 3;
c)
per l'elemento di supporto a seconda della tecnologia costruttiva
adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente
capitolato su prodotti di legno, malte di cemento, profilati metallici, getti di
calcestruzzo, elementi preformati di base di materie plastiche. Si
verificherà durante l'esecuzione la sua rispondenza alle prescrizioni del
progetto, l'adeguatezza nel trasmettere i carichi all'elemento portante e
nel sostenere lo strato sovrastante;
d) l'elemento di tenuta all'acqua sarà realizzato con i prodotti previsti dal
progetto e che rispettino anche le prescrizioni previste nell'art. 10 del
presente capitolato sui prodotti per coperture discontinue; in fase di posa
si dovrà curare la corretta realizzazione dei giunti e/o le sovrapposizioni,
utilizzando gli accessori (ganci, viti, ecc.) e le modalità esecutive previste
dal progetto e/o consigliate dal produttore nella sua documentazione
tecnica, ed accettate dalla direzione dei lavori, ivi incluse le prescrizioni
sulle condizioni ambientali (umidità, temperatura, ecc.) e di sicurezza;
attenzione particolare sarà data alla realizzazione di bordi, punti
particolari e comunque ove è previsto l'uso di pezzi speciali ed il
coordinamento con opere di completamento e finitura (scossaline,
gronde, colmi, camini, ecc.);
e) per lo strato di ventilazione vale quanto riportato all’art. 39 comma 3. Nel
caso di coperture con tegole posate su elemento di supporto discontinuo,
inoltre, la ventilazione può essere costituita dalla somma delle
microventilazioni sottotegola;
f)
lo strato di schermo al vapore o barriera al vapore sarà realizzato come
indicato in all’art. 39 comma 3 lettera i).
Per gli altri strati complementari il materiale prescelto dovrà rispondere alle
113
prescrizioni previste nell'articolo di questo capitolato ad esso applicabile. Per
la realizzazione in opera si seguiranno le indicazioni del progetto e/o le
indicazioni fornite dal produttore, ed accettate dalla direzione dei lavori, ivi
comprese quelle relative alle condizioni ambientali e/o precauzioni da seguire
nelle fasi di cantiere.
4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione delle coperture discontinue (a
falda) opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi e alle
procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più
significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di
progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato
considerato. In particolare verificherà:
- i collegamenti tra gli strati;
- la realizzazione dei giunti e/o delle sovrapposizioni dei singoli prodotti
costituenti uno strato;
- l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari ove sono richieste
lavorazioni in sito;
- per quanto applicabili verificherà con semplici metodi da cantiere le
resistenze meccaniche (portate, punzonamenti, resistenza a flessione,
ecc.), la impermeabilità dello strato di tenuta all'acqua, la continuità (o
discontinuità) degli strati, ecc.
b)
a conclusione dell'opera eseguirà prove (anche solo localizzate) per
verificare la tenuta all'acqua, condizioni di carico (frecce), resistenza ad
azioni localizzate e quanto altro può essere verificato direttamente in sito a
fronte delle ipotesi di progetto. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i
disegni costruttivi unitamente alla descrizione e/o alle schede tecniche dei
prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le
prescrizioni attinenti la successiva manutenzione.
Art. 37 - Opere di impermeabilizzazione
1. Per opere di impermeabilizzazione si intendono quelle che servono a
114
limitare (o ridurre entro valori prefissati) il passaggio di acqua (sotto forma
liquida o gassosa) attraverso una parte dell'edificio (pareti, fondazioni,
pavimenti controterra etc...) o comunque lo scambio igrometrico tra ambienti.
Esse si dividono in:
– impermeabilizzazioni costituite da strati continui (o discontinui) di prodotti;
– impermeabilizzazioni realizzate mediante la formazione di intercapedini
ventilate.
2. Le impermeabilizzazioni, si intendono suddivise nelle seguenti categorie:
a) impermeabilizzazioni di coperture continue o discontinue;
b) impermeabilizzazioni di pavimentazioni;
c) impermeabilizzazioni di opere interrate;
d) impermeabilizzazioni di elementi verticali (non risalita d'acqua).
3. Per la realizzazione delle diverse categorie si utilizzeranno i materiali e le
modalità indicate negli altri documenti progettuali, ove non siano specificate
in dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le
prescrizioni seguenti:
-
per le impermeabilizzazioni di coperture, vedere articoli 39 e 40.
-
per le impermeabilizzazioni di pavimentazioni, vedere art. 45.
-
per la impermeabilizzazione di opere interrate valgono le prescrizioni
seguenti:
a)
per le soluzioni che adottino membrane in foglio o rotolo si
sceglieranno i prodotti che per resistenza meccanica a trazione, agli urti ed
alla lacerazione meglio si prestano a sopportare l'azione del materiale di
reinterro (che comunque dovrà essere ricollocato con le dovute cautele) le
resistenze predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari
e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ridurre
entro limiti accettabili, le azioni di insetti, muffe, radici e sostanze chimiche
presenti del terreno.
Inoltre durante la realizzazione si curerà che risvolti, punti di passaggio di
tubazioni, etc... siano accuratamente eseguiti onde evitare sollecitazioni
localizzate o provocare distacchi e punti di infiltrazione.
b)
per le soluzioni che adottano prodotti rigidi in lastre, fogli sagomati e
115
similari (con la formazione di interspazi per la circolazione di aria) si opererà
come indicato nella precedente lettera a) circa la resistenza meccanica. Per
le soluzioni ai bordi e nei punti di attraversamento di tubi, ecc. si eseguirà
con cura la soluzione adottata in modo da non costituire punti di infiltrazione
e di debole resistenza meccanica.
c)
per le soluzioni che adottano intercapedini di aria si curerà la
realizzazione della parete più esterna (a contatto con il terreno) in modo da
avere
continuità
ed
adeguata
resistenza
meccanica.
Al
fondo
dell'intercapedine si formeranno opportuni drenaggi dell'acqua che limitino il
fenomeno di risalita capillare nella parete protetta.
d)
per le soluzioni che adottano prodotti applicati fluidi od in pasta si
sceglieranno quelli che possiedano caratteristiche di impermeabilità ed
anche di resistenza meccanica (urti, abrasioni, lacerazioni). Le resistenze
predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari e/o di
protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ottenere valori
accettabili di resistenza ad agenti biologici quali radici, insetti, muffe, ecc.
nonché di resistenza alle possibili sostanze chimiche presenti nel terreno.
Durante l'esecuzione si curerà la corretta esecuzione di risvolti e dei bordi,
nonché dei punti particolari quali passaggi di tubazioni, etc..., in modo da
evitare possibili zone di infiltrazione e/o distacco. La preparazione del fondo,
l'eventuale preparazione del prodotto (miscelazioni, ecc.) le modalità di
applicazione ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura ed umidità) e
quelle di sicurezza saranno quelle indicate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori.
e)
per le impermeabilizzazioni di elementi verticali (con risalita d'acqua)
si eseguiranno strati impermeabili (o drenanti) che impediscano o riducano al
minimo il passaggio di acqua per capillarità, ecc. Gli strati si eseguiranno con
fogli, prodotti spalmati, malte speciali, ecc. curandone la continuità e la
collocazione corretta nell'elemento. L'utilizzo di estrattori di umidità per
murature, malte speciali ed altri prodotti similari, sarà ammesso solo con
prodotti di provata efficacia ed osservando scrupolosamente le indicazioni
del progetto e del produttore per la loro realizzazione.
116
4. Il
Direttore
dei
lavori
per
la
realizzazione
delle
opere
di
impermeabilizzazione opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi e alle
procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre almeno per gli strati più
significativi verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di
progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato
considerato. In particolare verificherà:
- i collegamenti tra gli strati;
- la realizzazione di giunti/ sovrapposizioni dei singoli prodotti costituenti
uno strato;
- l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari ove sono richieste
lavorazioni in sito.
Per quanto applicabili verificherà con semplici metodi da cantiere:
- le resistenze meccaniche (punzonamenti, resistenza a flessione, etc...);
- la impermeabilità dello strato di tenuta all'acqua;
- le continuità (o discontinuità) degli strati, etc…
b)
a conclusione dell'opera eseguirà prove (anche solo localizzate) per
verificare le resistenze ad azioni meccaniche localizzate, la interconnessione
e la compatibilità con altre parti dell'edificio e con eventuali opere di
completamento. Avrà inoltre cura di far aggiornare e raccogliere i disegni
costruttivi unitamente alle schede tecniche di prodotti ed eventuali
prescrizioni per la manutenzione.
Art. 38 - Sistemi per rivestimenti interni ed esterni
1. Si definisce sistema di rivestimento il complesso di strati di prodotti della
stessa natura o di natura diversa, omogenei o disomogenei, che realizzano
la finitura dell'edificio. I sistemi di rivestimento si distinguono, a seconda della
loro funzioni in:
– rivestimenti per esterno e per interno;
– rivestimenti protettivi in ambienti con specifica aggressività;
– rivestimenti protettivi di materiali lapidei, legno, ferro, metalli non ferrosi,
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ecc.
2. Sistemi realizzati con prodotti rigidi
Devono essere realizzati secondo le prescrizioni del progetto e, a
completamento del progetto, con le indicazioni seguenti:
a) per le piastrelle di ceramica (o lastre di pietra, etc… con dimensioni e pesi
similari) si procederà alla posa su letto di malta svolgente funzioni di strato
di collegamento e di compensazione e curando la sufficiente continuità
dello strato stesso, lo spessore, le condizioni ambientali di posa
(temperatura ed umidità) e di maturazione. Si valuterà inoltre la
composizione
della
malta
onde
evitare
successivi
fenomeni
di
incompatibilità chimica o termica con il rivestimento e/o con il supporto.
Durante la posa del rivestimento si curerà l'esecuzione dei giunti, il loro
allineamento, la planarità della superficie risultante ed il rispetto di
eventuali motivi ornamentali.
In alternativa alla posa con letto di malta si procederà all'esecuzione di
uno strato ripartitore avente adeguate caratteristiche di resistenza
meccanica, planarità, ecc. in modo da applicare successivamente uno
strato di collegamento (od ancoraggio) costituito da adesivi aventi
adeguate compatibilità chimica e termica con lo strato ripartitore e con il
rivestimento. Durante la posa si procederà come sopra descritto.
b) Per le lastre di pietra, calcestruzzo, fibrocemento e prodotti similari si
procederà alla posa mediante fissaggi meccanici (elementi ad espansione,
elementi a fissaggio chimico, ganci, zanche e similari) a loro volta ancorati
direttamente nella parte muraria e/o su tralicci o similari. In ogni caso i
sistemi di fissaggio devono garantire una adeguata resistenza meccanica
per sopportare il peso proprio e del rivestimento, resistere alle corrosioni,
permettere piccole regolazioni dei singoli pezzi durante il fissaggio ed il
loro movimento in opera dovuto a variazioni termiche.
Il sistema nel suo insieme deve avere comportamento termico accettabile,
nonché evitare di essere sorgente di rumore inaccettabile dovuto al vento,
pioggia, ecc. ed assolvere le altre funzioni loro affidate quali tenuta
all'acqua ecc. Durante la posa del rivestimento si cureranno gli effetti
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estetici previsti, l'allineamento o comunque corretta esecuzione di giunti
(sovrapposizioni, ecc.), la corretta forma della superficie risultante, ecc.
c) Per le lastre, i pannelli, etc…, a base di metallo o materia plastica si
procederà analogamente a quanto descritto alla precedente lettera b) per
le lastre.
Si curerà in base alle funzioni attribuite dal progetto al rivestimento,
l'esecuzione dei fissaggi la collocazione rispetto agli strati sottostanti onde
evitare
incompatibilità
termiche,
chimiche
od
elettriche.
Saranno
considerate le possibili vibrazioni o rumore indotte da vento, pioggia, ecc.
Verranno inoltre verificati i motivi estetici, l'esecuzione dei giunti, la loro
eventuale sigillatura, ecc.
3. Sistemi realizzati con prodotti flessibili
Devono essere realizzati secondo le prescrizioni date nel progetto con
prodotti costituiti da carte da parati (a base di carta, tessili, fogli di materie
plastiche o loro abbinamenti) aventi le caratteristiche riportate nell'art. 15,
comma 3 del presente capitolato e a completamento del progetto devono
rispondere alle indicazioni seguenti.
A seconda del supporto (intonaco, legno, ecc.), si procederà alla sua pulizia
ed asportazione dei materiali esistenti nonché al riempimento di fessure,
piccoli fori, alla spianatura di piccole asperità, ecc. avendo cura di eliminare,
al termine, la polvere ed i piccoli frammenti che possono successivamente
collocarsi tra il foglio ed il supporto durante la posa.
Si stenderà uno strato di fondo (fissativo) solitamente costituito dallo stesso
adesivo che si userà per l'incollaggio (ma molto più diluito con acqua) in
modo da rendere uniformemente assorbente il supporto stesso e da chiudere
i pori più grandi. Nel caso di supporti molto irregolari e nella posa di
rivestimenti particolarmente sottili e lisci (esempio tessili) si provvederà ad
applicare uno strato intermedio di carta fodera o prodotto similare allo scopo
di ottenere la levigatezza e continuità volute.
Si applica infine il telo di finitura curando il suo taglio preliminare in lunghezza
e curando la concordanza dei disegni, la necessità di posare i teli con
andamento alternato etc…
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Durante l'applicazione si curerà la realizzazione dei giunti, la quantità di
collante applicato, l'esecuzione dei punti particolari quali angoli, bordi di
porte, finestre, ecc., facendo le opportune riprese in modo da garantire la
continuità dei disegni e comunque la scarsa percepibilità dei giunti.
4. Sistemi realizzati con prodotti fluidi
Devono essere realizzati secondo le prescrizioni date nel progetto (con
prodotti costituiti da pitture, vernici impregnanti, etc.) aventi le caratteristiche
riportate nell'articolo loro applicabile ed a completamento del progetto
devono rispondere alle indicazioni seguenti:
a) su pietre naturali ed artificiali impregnazione della superficie con siliconi o
oli fluorurati, non pellicolanti, resistenti agli UV, al dilavamento, agli agenti
corrosivi presenti nell'atmosfera;
b) su intonaci esterni:
-
tinteggiatura della superficie con tinte alla calce, o ai silicati inorganici;
-
pitturazione della superficie con pitture organiche;
c) su intonaci interni:
-
tinteggiatura della superficie con tinte alla calce, o ai silicati inorganici;
-
pitturazione della superficie con pitture organiche o ai silicati organici;
-
rivestimento della superficie con materiale plastico a spessore;
-
tinteggiatura della superficie con tinte a tempera;
d) su prodotti di legno e di acciaio.
I sistemi si intendono realizzati secondo le prescrizioni del progetto ed in loro
mancanza (od a loro integrazione) si intendono realizzati secondo le
indicazioni date dal produttore ed accettate dalla direzione dei lavori; le
informazioni saranno fornite secondo le norme UNI 8758 (“Edilizia. Sistemi di
verniciatura, pitturazione, tinteggiatura, impregnazione superficiale e misti.
Criteri per l' informazione tecnica”) o UNI 8760 (“Edilizia. Sistemi di
rivestimento plastico ad applicazione continua (RPAC). Criteri per l'
informazione tecnica”) e riguarderanno:
- criteri e materiali di preparazione del supporto;
- criteri e materiali per realizzare l'eventuale strato di fondo ivi comprese le
condizioni
ambientali
(temperatura,
umidità)
del
momento
della
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realizzazione e del periodo di maturazione e le condizioni per la
successiva operazione;
- criteri e materiali per realizzare l'eventuale strato intermedio ivi comprese
le
condizioni citate all'alinea precedente
per la
realizzazione e
maturazione;
- criteri e materiali per lo strato di finiture ivi comprese le condizioni citate al
secondo alinea.
Durante l'esecuzione, per tutti i tipi predetti, si curerà per ogni operazione la
completa esecuzione degli strati, la realizzazione dei punti particolari, le
condizioni ambientali (temperatura, umidità) e la corretta condizione dello
strato precedente (essiccazione, maturazione, assenza di bolle, ecc.),
nonché le prescrizioni relative alle norme di igiene e sicurezza.
5. Il Direttore dei lavori per la realizzazione del sistema di rivestimento
opererà come di seguito:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle
procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre almeno per gli strati più
significativi verificherà che il risultato delle operazioni predette sia coerente
con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione che è attribuita
all'elemento o strato realizzato. In particolare verificherà:
- per i rivestimenti rigidi le modalità di fissaggio, la corretta esecuzione dei
giunti e quanto riportato nel punto loro dedicato, eseguendo verifiche
intermedie di resistenza meccanica, etc...;
- per i rivestimenti con prodotti flessibili (fogli) la corretta esecuzione delle
operazioni descritte nel relativo punto;
- per i rivestimenti fluidi od in pasta il rispetto delle prescrizioni di progetto o
concordate come detto nel punto a) verificando la loro completezza, ecc.
specialmente delle parti difficilmente controllabili al termine dei lavori.
b)
a conclusione dei lavori eseguirà prove (anche solo localizzate) e con
facili mezzi da cantiere creando sollecitazioni compatibili con quelle previste
dal progetto o comunque simulanti le sollecitazioni dovute all'ambiente, agli
utenti futuri, ecc. Per i rivestimenti rigidi verificherà in particolare il fissaggio e
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l'aspetto delle superfici risultanti; per i rivestimenti in fogli, l'effetto finale e
l'adesione al supporto; per quelli fluidi la completezza, l'assenza di difetti
locali, l'aderenza al supporto.
Art. 39 - Opere di vetrazione e serramentistica
1. Per opere di vetrazione si intendono quelle che comportano la
collocazione in opera di lastre di vetro (o prodotti similari sempre comunque
in funzione di schermo) sia in luci fisse sia in ante fisse o mobili di finestre,
portefinestre o porte.
Per opere di serramentistica si intendono quelle relative alla collocazione di
serramenti (infissi) nei vani aperti delle parti murarie destinate a riceverli.
2. La realizzazione delle opere di vetrazione deve avvenire con i materiali e
le modalità previsti dal progetto; ove quest’ultimo non sia sufficientemente
dettagliato valgono le prescrizioni seguenti:
a) le lastre di vetro in relazione al loro comportamento meccanico devono
essere scelte tenendo conto delle loro dimensioni, delle sollecitazioni
previste dovute a carico vento e neve, delle sollecitazioni dovute ad
eventuali sbattimenti e delle deformazioni prevedibili del serramento.
Devono inoltre essere considerate per la loro scelta le esigenze di
isolamento termico, acustico, di trasmissione luminosa, di trasparenza o
traslucidità, di sicurezza sia ai fini antinfortunistici che di resistenza alle
effrazioni, atti vandalici, ecc.
Per la valutazione della adeguatezza delle lastre alle prescrizioni predette,
in mancanza di prescrizioni nel progetto si intendono adottati i criteri
stabiliti nelle norme UNI per l'isolamento termico ed acustico, la sicurezza,
ecc. (UNI 7143, UNI 7144, UNI 7170 e UNI 7697 del 2002). Gli smussi ai
bordi e negli angoli devono prevenire possibili scagliature.
b) I materiali di tenuta, se non precisati nel progetto, si intendono scelti in
relazione alla conformazione e dimensioni delle scanalature (o battente
aperto con ferma vetro) per quanto riguarda lo spessore e dimensioni in
genere, capacità di adattarsi alle deformazioni elastiche dei telai fissi ed
ante apribili; resistenza alle sollecitazioni dovute ai cicli termoigrometrici
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tenuto conto delle condizioni microlocali che si creano all'esterno rispetto
all'interno, ecc. e tenuto conto del numero, posizione e caratteristiche dei
tasselli di appoggio, periferici e spaziatori.
Nel caso di lastre posate senza serramento gli elementi di fissaggio
(squadrette, tiranti, ecc.) devono avere adeguata resistenza meccanica,
essere preferibilmente di metallo non ferroso o comunque protetto dalla
corrosione. Tra gli elementi di fissaggio e la lastra deve essere interposto
materiale elastico e durabile alle azioni climatiche.
c) La posa in opera deve avvenire previa eliminazione di depositi e materiali
dannosi dalle lastre, serramenti, ecc. e collocando i tasselli di appoggio in
modo da far trasmettere correttamente il peso della lastra al serramento; i
tasselli di fissaggio servono a mantenere la lastra nella posizione
prefissata. Le lastre che possono essere urtate devono essere rese visibili
con opportuni segnali (motivi ornamentali, maniglie, ecc.).
La sigillatura dei giunti tra lastra e serramento deve essere continua in
modo da eliminare ponti termici ed acustici. Per i sigillanti e gli adesivi si
devono rispettare le prescrizioni previste dal fabbricante per la
preparazione, le condizioni ambientali di posa e di manutenzione.
Comunque la sigillatura deve essere conforme a quella richiesta dal
progetto od effettuata sui prodotti utilizzati per qualificare il serramento nel
suo insieme.
L'esecuzione effettuata secondo la norma UNI 6534 (“Vetrazioni in opere
edilizie. Progettazione. Materiali e posa in opera”) potrà essere
considerata conforme alla richiesta del presente capitolato nei limiti di
validità della norma stessa.
3. La realizzazione della posa dei serramenti deve essere effettuata come
indicato nel progetto e, qualora non precisato, secondo le prescrizioni
seguenti:
a)
le finestre collocate su propri controtelai e fissate con i mezzi previsti
dal progetto e comunque in modo da evitare sollecitazioni localizzate.
b)
il giunto tra controtelaio e telaio fisso se non progettato in dettaglio
onde mantenere le prestazioni richieste al serramento dovrà essere eseguito
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con le seguenti attenzioni:
– assicurare tenuta all'aria ed isolamento acustico;
– gli interspazi devono essere sigillati con materiale comprimibile e che resti
elastico nel tempo, se ciò non fosse sufficiente (giunti larghi più di 8 mm)
si sigillerà anche con apposito sigillante capace di mantenere l'elasticità
nel tempo e di aderire al materiale dei serramenti;
– il fissaggio deve resistere alle sollecitazioni che il serramento trasmette
sotto l'azione del vento od i carichi dovuti all'utenza (comprese le false
manovre).
c) la posa con contatto diretto tra serramento e parte muraria deve avvenire:
– assicurando il fissaggio con l'ausilio di elementi meccanici (zanche, tasselli
ad espansione, ecc.);
– sigillando il perimetro esterno con malta previa eventuale interposizione di
elementi separatori quali non tessuti, fogli, ecc.;
– curando l'immediata pulizia delle parti che possono essere danneggiate
(macchiate, corrose, ecc.) dal contatto con la malta.
d)
Le porte devono essere posate in opera analogamente a quanto
indicato per le finestre; inoltre si dovranno curare le altezze di posa rispetto al
livello del pavimento finito. Per le porte con alte prestazioni meccaniche
(antieffrazione) acustiche, termiche o di comportamento al fuoco, si
rispetteranno inoltre le istruzioni per la posa date dal fabbricante ed accettate
dalla direzione dei lavori.
4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle
procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelli prescritti. In particolare verificherà la realizzazione
delle sigillature tra lastre di vetro e telai e tra i telai fissi ed i controtelai; la
esecuzione dei fissaggi per le lastre non intelaiate; il rispetto delle
prescrizioni di progetto, del capitolato e del produttore per i serramenti con
altre prestazioni.
b)
a conclusione dei lavori eseguirà verifiche visive della corretta messa
in opera e della completezza dei giunti, sigillature, ecc. Eseguirà controlli
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orientativi circa la forza di apertura e chiusura dei serramenti (stimandole con
la forza corporea necessaria) l'assenza di punti di attrito non previsti, e prove
orientative di tenuta all'acqua, con spruzzatori a pioggia, ed all'aria, con l'uso
di fumogeni, etc...
Nelle grandi opere i controlli predetti potranno avere carattere casuale e
statistico.
Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi più significativi
unitamente alla descrizione e/o schede tecniche dei prodotti impiegati
(specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la
successiva manutenzione.
Art. 40 - Esecuzione delle pareti esterne e partizioni interne
1. Per parete esterna si intende il sistema edilizio avente la funzione di
separare e conformare gli spazi interni al sistema rispetto all'esterno; per
partizione interna si intende un sistema edilizio avente funzione di dividere e
conformare gli spazi interni del sistema edilizio.
Nella esecuzione delle pareti esterne si terrà conto della loro tipologia
(trasparente, portante, portata, monolitica, ad intercapedine, termoisolata,
ventilata) e della loro collocazione (a cortina, a semicortina od inserita).
Nella esecuzione delle partizioni interne si terrà conto della loro
classificazione in partizione semplice (solitamente realizzata con piccoli
elementi e leganti umidi) o partizione prefabbricata (solitamente realizzata
con montaggio in sito di elementi predisposti per essere assemblati a secco).
2. Quando non diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o
quando questi non sono sufficientemente dettagliati) ciascuna delle categorie
di parete sopra citata si intende composta da più strati funzionali
(costruttivamente uno strato può assolvere a più funzioni), che devono
essere realizzati come segue:
a) le pareti a cortina (facciate continue) saranno realizzate utilizzando i
materiali e prodotti rispondenti al presente capitolato (vetro, isolanti,
sigillanti, pannelli, finestre, elementi portanti, ecc.). Le parti metalliche si
intendono lavorate in modo da non subire microfessure o comunque
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danneggiamenti ed, a seconda del metallo, opportunamente protette dalla
corrosione.
Durante il montaggio si curerà la corretta esecuzione dell'elemento di
supporto ed il suo ancoraggio alla struttura dell'edificio eseguendo (per
parti) verifiche della corretta esecuzione delle giunzioni (bullonature,
saldature, etc...) e del rispetto delle tolleranze di montaggio e dei giochi. Si
effettueranno prove di carico (anche per parti) prima di procedere al
successivo montaggio degli altri elementi.
La posa dei pannelli di tamponamento, dei telai, dei serramenti, etc..., sarà
effettuata rispettando le tolleranze di posizione, utilizzando i sistemi di
fissaggio previsti. I giunti saranno eseguiti secondo il progetto e comunque
posando correttamente le guarnizioni ed i sigillanti in modo da garantire le
prestazioni di tenuta all'acqua, all'aria, isolamento termico, acustico, ecc.
tenendo conto dei movimenti localizzati della facciata e dei suoi elementi
dovuti a variazioni termiche, pressione del vento, etc… La posa di
scossaline coprigiunti, ecc. avverrà in modo da favorire la protezione e la
durabilità dei materiali protetti ed in modo che le stesse non siano
danneggiate dai movimenti delle facciate.
Il montaggio dei vetri e dei serramenti avverrà secondo le indicazioni date
nell'art. 43 del presente capitolato a loro dedicato.
b) le pareti esterne o partizioni interne realizzate a base di elementi di
laterizio, calcestruzzo, calcio silicato, pietra naturale o ricostruita e prodotti
similari saranno realizzate con le modalità descritte nell'art. 31 del
presente capitolato relativo alle opere di muratura, tenendo conto delle
modalità di esecuzione particolari (giunti, sovrapposizioni, ecc.) richieste
quando la muratura ha compiti di isolamento termico, acustico, resistenza
al fuoco, ecc. Per gli altri strati presenti morfologicamente e con precise
funzioni di isolamento termico, acustico, barriera al vapore, ecc. si rinvia
alle prescrizioni date nell'art. 39 del presente capitolato relativo alle
coperture piane.
Per gli intonaci ed i rivestimenti in genere si rinvia all'art. 15 del presente
capitolato sull'esecuzione di queste opere. Comunque in relazione alle
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funzioni attribuite alle pareti ed al livello di prestazione richiesto si curerà
la realizzazione dei giunti, la connessione tra gli strati e le compatibilità
meccaniche e chimiche.
Nel corso dell'esecuzione si curerà la completa esecuzione dell'opera con
attenzione alle interferenze con altri elementi (impianti), all'esecuzione dei
vani di porte e finestre, alla realizzazione delle camere d'aria o di strati
interni curando che non subiscano schiacciamenti, discontinuità, ecc. non
coerenti con la funzione dello strato.
c) le partizioni interne costituite da elementi predisposti per essere
assemblati in sito (con o senza piccole opere di adeguamento nelle zone
di connessione con le altre pareti o con il soffitto) devono essere realizzate
con prodotti rispondenti alle prescrizioni date nell'art. 17 del presente
capitolato relativo ai prodotti per pareti esterne e partizioni interne.
Nell'esecuzione si seguiranno le modalità previste dal produttore (ivi
incluso l'utilizzo di appositi attrezzi) ed approvate dalla direzione dei lavori.
Si curerà la corretta predisposizione degli elementi che svolgono anche
funzione di supporto in modo da rispettare le dimensioni, tolleranze ed i
giochi previsti o comunque necessari ai fini del successivo assemblaggio
degli altri elementi. Si curerà che gli elementi di collegamento e di
fissaggio vengano posizionati ed installati in modo da garantire l'adeguata
trasmissione delle sollecitazioni meccaniche. Il posizionamento di pannelli,
vetri, elementi di completamento, ecc. sarà realizzato con l'interposizione
di guarnizioni, distanziatori, etc... che garantiscano il raggiungimento dei
livelli di prestazione previsti ed essere completate con sigillature, etc...
Il sistema di giunzione nel suo insieme deve completare il comportamento
della parete e deve essere eseguito secondo gli schemi di montaggio
previsti; analogamente si devono eseguire secondo gli schemi previsti e
con accuratezza le connessioni con le pareti murarie, con i soffitti, etc…
3. Il Direttore dei lavori per la realizzazione opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle
procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelli prescritti. In particolare verificherà la realizzazione
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delle sigillature tra lastre di vetro e telai e tra i telai fissi ed i controtelai; la
esecuzione dei fissaggi per le lastre non intelaiate; il rispetto delle
prescrizioni di progetto, del capitolato e del produttore per i serramenti con
altre prestazioni.
b)
a conclusione dei lavori eseguirà verifiche visive della corretta messa
in opera e della completezza dei giunti, sigillature, allineamenti, etc…
Eseguirà controlli orientativi circa la forza di apertura e chiusura dei
serramenti (stimandole con la forza corporea necessaria) l'assenza di punti
di attrito non previsti, e prove orientative di tenuta all'acqua, con spruzzatori a
pioggia, ed all'aria, con l'uso di fumogeni, etc...
Nelle grandi opere i controlli predetti potranno avere carattere casuale e
statistico.
Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi più significativi
unitamente alla descrizione e/o schede tecniche dei prodotti impiegati
(specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la
successiva manutenzione.
Art. 41 - Esecuzione delle pavimentazioni
1. Si intende per pavimentazione un sistema edilizio avente quale scopo
quello di consentire o migliorare il transito e la resistenza alle sollecitazioni in
determinate condizioni di uso. Esse si intendono convenzionalmente
suddivise nelle seguenti categorie:
– pavimentazioni su strato portante;
– pavimentazioni su terreno (se la funzione di strato portante del sistema di
pavimentazione è svolta del terreno).
2. Quando non è diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o
quando questi non sono sufficientemente dettagliati) si intende che ciascuna
delle categorie sopra citate sarà composta dai seguenti strati funzionali9:
a) Pavimentazione su strato portante:
- lo strato portante, con la funzione di resistenza alle sollecitazioni
meccaniche dovute ai carichi permanenti o di esercizio;
9
Costruttivamente uno strato può assolvere una o più funzioni.
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- lo strato di scorrimento, con la funzione di compensare e rendere
compatibili gli eventuali scorrimenti differenziali tra strati contigui;
- lo strato ripartitore, con funzione di trasmettere allo strato portante le
sollecitazioni meccaniche impresse dai carichi esterni qualora gli strati
costituenti
la
pavimentazione
abbiano
comportamenti
meccanici
sensibilmente differenziati;
- lo strato di collegamento, con funzione di ancorare il rivestimento allo
strato ripartitore (o portante);
- lo strato di rivestimento con compiti estetici e di resistenza alle
sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc.).
A seconda delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni previste i seguenti
strati possono diventare fondamentali:
- strato di impermeabilizzante con funzione di dare alla pavimentazione una
prefissata impermeabilità ai liquidi ed ai vapori;
- strato di isolamento termico con funzione di portare la pavimentazione ad
un prefissato isolamento termico;
- strato di isolamento acustico con la funzione di portare la pavimentazione
ad un prefissato isolamento acustico;
- strato di compensazione con funzione di compensare quote, pendenze,
errori di planarità ed eventualmente di incorporare impianti (questo strato
frequentemente ha anche funzione di strato di collegamento).
b) Pavimentazione su terreno:
- il terreno (suolo) con funzione di resistere alle sollecitazioni meccaniche
trasmesse dalla pavimentazione;
- strato impermeabilizzante (o drenante);
- lo strato ripartitore;
- strati di compensazione e/o pendenza;
- il rivestimento.
A seconda delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni previste possono
essere previsti altri strati complementari.
3. Per la pavimentazione su strato portante sarà effettuata la realizzazione
degli strati utilizzando i materiali indicati nel progetto, ove non sia specificato
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in dettaglio nel progetto od a suo complemento si rispetteranno le
prescrizioni seguenti:
a)
Per lo strato portante, a seconda della soluzione costruttiva adottata,
si farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente capitolato su
strutture di calcestruzzo, strutture metalliche, strutture miste acciaio e
calcestruzzo, strutture di legno, etc…
b)
Per lo strato di scorrimento a seconda della soluzione costruttiva
adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali la
sabbia, membrane a base sintetica o bituminosa, fogli di carta o cartone,
geotessili o pannelli di fibre, di vetro o roccia. Durante la realizzazione si
curerà la continuità dello strato, la corretta sovrapposizione, o realizzazione
dei giunti e l'esecuzione dei bordi, risvolti, ecc.
c)
Per lo strato ripartitore a seconda della soluzione costruttiva adottata
si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali calcestruzzi
armati o non, malte cementizie, lastre prefabbricate di calcestruzzo armato o
non, lastre o pannelli a base di legno. Durante la realizzazione si curerà oltre
alla corretta esecuzione dello strato in quanto a continuità e spessore, la
realizzazione di giunti e bordi e dei punti di interferenza con elementi verticali
o con passaggi di elementi impiantistici in modo da evitare azioni
meccaniche localizzate od incompatibilità chimico fisiche. Sarà infine curato
che la superficie finale abbia caratteristiche di planarità, rugosità, ecc.
adeguate per lo strato successivo.
d)
Per lo strato di collegamento a seconda della soluzione costruttiva
adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali malte,
adesivi organici e/o con base cementizia e nei casi particolari alle prescrizioni
del produttore per elementi di fissaggio, meccanici od altro tipo. Durante la
realizzazione si curerà la uniforme e corretta distribuzione del prodotto con
riferimento agli spessori e/o quantità consigliate dal produttore in modo da
evitare eccesso da rifiuto od insufficienza che può provocare scarsa
resistenza od adesione. Si verificherà inoltre che la posa avvenga con gli
strumenti e nelle condizioni ambientali (temperatura, umidità) e preparazione
dei supporti suggeriti dal produttore.
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e)
Per lo strato di rivestimento a seconda della soluzione costruttiva
adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date nell'art. 9 del presente
capitolato sui prodotti per pavimentazioni. Durante la fase di posa si curerà la
corretta esecuzione degli eventuali motivi ornamentali, la posa degli elementi
di completamento e/o accessori, la corretta esecuzione dei giunti, delle zone
di interferenza (bordi, elementi verticali, ecc.) nonché le caratteristiche di
planarità o comunque delle conformazioni superficiali rispetto alle prescrizioni
di progetto, nonché le condizioni ambientali di posa ed i tempi di
maturazione.
f)
Per lo strato di impermeabilizzazione a seconda che abbia funzione di
tenuta all'acqua, barriera o schermo al vapore valgono le indicazioni fornite
per questi strati all'art. 11 del presente capitolato sulle coperture continue .
g)
Per lo strato di isolamento termico valgono le indicazioni fornite per
questo strato all'art. 11 del presente capitolato sulle coperture piane.
h)
Per lo strato di isolamento acustico a seconda della soluzione
costruttiva adottatasi farà riferimento per i prodotti alle prescrizioni già date
nell'art. 19 del presente capitolato. Durante la fase di posa in opera si curerà
il rispetto delle indicazioni progettuali e comunque la continuità dello strato
con la corretta realizzazione dei giunti/sovrapposizioni, la realizzazione
accurata dei risvolti ai bordi e nei punti di interferenza con elementi verticali
(nel caso di pavimento cosiddetto galleggiante i risvolti dovranno contenere
tutti gli strati sovrastanti). Sarà verificato nei casi dell'utilizzo di supporti di
gomma, sughero, ecc. il corretto posizionamento di questi elementi ed i
problemi di compatibilità meccanica, chimica, ecc., con lo strato sottostante e
sovrastante.
i)
Per lo strato di compensazione delle quote valgono le prescrizioni date
per lo strato di collegamento (per gli strati sottili) e/o per lo strato ripartitore
(per gli spessori maggiori a 20 mm).
4. Per le pavimentazioni su terreno la realizzazione degli strati sarà
effettuata utilizzando i materiali indicati nel progetto, ove la stessa non sia
specificata in dettaglio nel progetto o a suo complemento si rispetteranno le
prescrizioni seguenti:
131
a)
Per lo strato costituito dal terreno si provvederà alle operazioni di
asportazione dei vegetali e dello strato contenente le loro radici o comunque
ricco di sostanze organiche. Sulla base delle sue caratteristiche di portanza,
limite liquido, plasticità, massa volumica, etc... si procederà alle operazioni di
costipamento con opportuni mezzi meccanici, alla formazione di eventuale
correzione e/o sostituzione (trattamento) dello strato superiore per conferirgli
adeguate caratteristiche meccaniche, di comportamento all'acqua, etc… In
caso di dubbio o contestazioni si farà riferimento alla norma UNI 8381 e/o
alle norme CNR sulle costruzioni stradali.
b)
Per lo strato impermeabilizzante o drenante si farà riferimento alle
prescrizioni, già fornite per i materiali quali sabbia, ghiaia, pietrisco, etc…,
indicate nella norma UNI 8381 per le massicciate (o alle norme CNR sulle
costruzioni stradali) ed alle norme UNI e/o CNR per i tessuti non-tessuti
(geotessili). Per l'esecuzione dello strato si adotteranno opportuni dosaggi
granulometrici di sabbia, ghiaia e pietrisco in modo da conferire allo strato
resistenza meccanica, resistenza al gelo, limite di plasticità adeguati. Per gli
strati realizzati con geotessili si curerà la continuità dello strato, la sua
consistenza e la corretta esecuzione dei bordi e dei punti di incontro con
opere di raccolta delle acque, strutture verticali, etc… In caso di dubbio o
contestazione si farà riferimento alla UNI 8381 e/o alle norme CNR sulle
costruzioni stradali10.
c)
Per lo strato ripartitore dei carichi si farà riferimento alle prescrizioni
contenute sia per i materiali sia per la loro realizzazione con misti cementati,
solette di calcestruzzo, conglomerati bituminosi alle prescrizioni della UNI
8381 e/o alle norme CNR sulle costruzioni stradali. In generale si curerà la
corretta esecuzione degli spessori, la continuità degli strati, la realizzazione
dei giunti dei bordi e dei punti particolari.
d)
Per lo strato di compensazione e/o pendenza valgono le indicazioni
fornite per lo strato ripartitore; è ammesso che lo stesso sia eseguito anche
successivamente allo strato ripartitore, purché sia utilizzato materiale identico
10
Questo strato assolve quasi sempre anche funzione di strato di separazione e/o scorrimento.
132
o comunque compatibile e siano evitati fenomeni di incompatibilità fisica o
chimica o, comunque, scarsa aderenza dovuta ai tempi di presa,
maturazione e/o alle condizioni climatiche al momento dell'esecuzione.
e)
Per lo strato di rivestimento valgono le indicazioni fornite nell'art. 9 del
presente capitolato sui prodotti per pavimentazione (conglomerati bituminosi,
massetti calcestruzzo, pietre, etc...). Durante l'esecuzione si cureranno, a
seconda della soluzione costruttiva prescritta dal progetto, le indicazioni
fornite dal progetto stesso e, in particolare, la continuità e la regolarità dello
strato (planarità, deformazioni locali, pendenze, ecc.), l'esecuzione dei bordi
e dei punti particolari. Si curerà inoltre l'impiego di criteri e macchine secondo
le istruzioni del produttore del materiale ed il rispetto delle condizioni
climatiche e di sicurezza e dei tempi di presa e maturazione.
5. Il Direttore dei lavori per la realizzazione delle coperture piane opererà
come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle
procedure) verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di posa
siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più
significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di
progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato
realizzato. In particolare verificherà:
- il collegamento tra gli strati;
- la realizzazione dei giunti/sovrapposizioni per gli strati realizzati con
pannelli, fogli ed in genere con prodotti preformati;
- l’esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari.
Ove sono richieste lavorazioni in sito verificherà con semplici metodi da
cantiere:
- resistenze meccaniche (portate, punzonamenti, resistenze a flessione);
- adesioni fra strati (o quando richiesto l'esistenza di completa separazione);
- tenute all'acqua, all'umidità, etc…
b)
A conclusione dell'opera eseguirà prove di funzionamento (anche solo
localizzate)
formando
battenti
di
acqua,
condizioni
di
carico,
di
punzonamento, etc… che siano significativi delle ipotesi previste dal progetto
133
o dalla realtà. Avrà cura poi di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi
unitamente alla descrizione e/o alle schede tecniche dei prodotti impiegati
(specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la
successiva manutenzione.
6. Le pavimentazioni architettoniche saranno eseguite mediante l’impiego di
un calcestruzzo durabile, ghiaia a vista, gettato in opera, di spessore minimo
di 8 cm. Previa realizzazione di un sottofondo in calcestruzzo o di un terreno
perfettamente stabilizzato e, comunque, opportunamente calcolato in
funzione della destinazione finale dell’opera (da computarsi a parte) e
successivo posizionamento dei giunti di dilatazione e/o di eventuali inserti
costituenti il motivo architettonico secondo le prescrizioni della D.L.,
trattamento protettivo di cordoli, zoccolature e ogni altro elemento
architettonico che potrebbe sporcarsi durante il getto della pavimentazione,
da realizzarsi mediante l’applicazione con pennellessa di uno specifico
prodotto, tipo Pieri® VBA Protector (Levocell) o prodotti similari. Successivo
confezionamento del calcestruzzo corticale progettato con caratteristiche di
mix-design, natura e colorazione degli aggregati che dovranno essere
accettati dalla D.L. previa realizzazione di campionature, con l’aggiunta di un
premiscelato multifunzionale in polvere, tipo Pieri® Chromofi bre 1B neutro
(Levocell) o prodotti similari, appositamente studiato per la realizzazione di
pavimentazioni a ghiaia a vista. Il dosaggio del premiscelato in polvere,
contenuto in confezione “fas-pak” completamente idrosolubile, dovrà essere
pari a 25 kg/m3. L’aggiunta di tale premiscelato nel calcestruzzo deve
determinare: - un aumento della resistenza ai cicli di gelo/disgelo,
all’abrasione, alla fessurazione e agli urti, con conseguente eliminazione
della rete elettrosaldata se non calcolata; - riduzione delle efflorescenze.
L’additivo multifunzionale deve essere mescolato al calcestruzzo di
consistenza S2 in autobetoniera, fino al raggiungimento di una corretta
omogeneità dell’impasto (minimo 7-8 minuti alla velocità massima).
Successiva posa in opera, che avverrà nei campi precedentemente
predisposti. Dopo la stesura, staggiatura ed eventuale lisciatura a mano
134
dell’impasto, evitando ogni tipo di vibrazione o sollecitazione che potrebbe
indurre l’affondamento degli aggregati, applicazione a spruzzo con adeguata
pompa a bassa pressione di uno strato uniforme di liquido disattivante di
superficie, tipo Pieri® VBA Bio/VBA 2002 (Levocell) o prodotti similari, in
ragione di 1 litro ogni 3 m2. Il prodotto, oltre ad agire da protettivo antievaporante, rallenta la presa superficiale della pavimentazione e, pertanto,
deve essere applicato prima dell’inizio della stessa, immediatamente dopo le
operazioni di getto e staggiatura. Lavaggio della superficie con abbondante
acqua fredda a pressione, per portare a vista gli aggregati, da eseguirsi dopo
circa 24 ore e, comunque, in funzione delle condizioni di umidità,
temperatura, quantità e classe di cemento impiegato. A totale maturazione
del calcestruzzo della pavimentazione ghiaia a vista, e ad insindacabile
giudizio della D.L., trattamento della superficie con idonei prodotti idro e
oleorepellenti, tipo Pieri® Protec (Levocell) o prodotti similari, da computarsi
a parte.
La D.L. potrà richiedere, a sua discrezione, prove sulla pavimentazione e
controllare qualità e dosaggio dei costituenti. Potrà inoltre acquisire dalla
Società Fornitrice del prodotto sia la certificazione di qualità ai sensi della
norma UNI EN ISO 9001:2000, sia la dichiarazione di conformità relativa alla
partita di materiale consegnato; il tutto affinché l’opera finita sia realizzata a
perfetta regola d’arte.
D) Impiantistica
Art. 42 - Componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua
1. In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990 (d’ora in poi legge n.
46/90) gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di
buona tecnica: le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica.
2. Apparecchi sanitari
Gli apparecchi sanitari in generale, indipendentemente dalla loro forma e dal
materiale costituente, devono soddisfare i seguenti requisiti:
– robustezza meccanica;
– durabilità meccanica;
135
– assenza di difetti visibili ed estetici;
– resistenza all'abrasione;
– pulibilità di tutte le parti che possono venire a contatto con l'acqua sporca;
– resistenza alla corrosione (per quelli con supporto metallico);
– funzionalità idraulica.
a) Per gli apparecchi di ceramica la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra
si intende comprovata se essi rispondono alle seguenti norme: UNI EN
997 per i vasi con sifone integrato, UNI 4543/1 (1986) per gli orinatoi, UNI
8951/1 per i lavabi, UNI 8950/1 per bidè. Per gli altri apparecchi deve
essere comprovata la rispondenza alla norma UNI 4543/1 relativa al
materiale ceramico ed alle caratteristiche funzionali di cui al comma 2.
b) Per gli apparecchi a base di materie plastiche la rispondenza alle
prescrizioni di cui sopra si ritiene comprovata se essi rispondono alle
seguenti norme UNI EN 263 (2003) per le lastre acriliche colate per
vasche da bagno e piatti doccia, norme UNI EN sulle dimensioni di
raccordo dei diversi apparecchi sanitari ed alle seguenti norme specifiche:
UNI 8194 per lavabi di resina metacrilica; UNI 8196 per vasi di resina
metacrilica; UNI EN 198 (1989) per vasche di resina metacrilica; UNI
8192 per i piatti doccia di resina metacrilica; UNI 8195 per bidè di resina
metacrilica.
3. Rubinetti sanitari
I rubinetti sanitari considerati nel presente punto sono quelli appartenenti alle
seguenti categorie:
– rubinetti singoli, cioè con una sola condotta di alimentazione;
– gruppo miscelatore, avente due condotte di alimentazione e comandi
separati per regolare e miscelare la portata d'acqua. I gruppi miscelatori
possono avere diverse soluzioni costruttive riconducibili nei seguenti casi:
comandi distanziati e gemellati, corpo apparente o nascosto (sotto il
piano o nella parete), predisposizione per posa su piano orizzontale o
verticale;
– miscelatore meccanico, elemento unico che sviluppa le stesse funzioni
del gruppo miscelatore mescolando prima i due flussi e regolando dopo la
136
portata della bocca di erogazione; le due regolazioni sono effettuate di
volta in volta, per ottenere la temperatura d'acqua voluta. I miscelatori
meccanici possono avere diverse soluzioni costruttive riconducibili ai
seguenti casi: monocomando o bicomando, corpo apparente o nascosto
(sotto il piano o nella parete), predisposizione per posa su piano
orizzontale o verticale;
– miscelatori termostatici, elemento funzionante come il miscelatore
meccanico, ma che varia automaticamente la portata di due flussi a
temperature diverse per erogare e mantenere l'acqua alla temperatura
prescelta.
I rubinetti sanitari di cui sopra indipendentemente dal tipo e dalla soluzione
costruttiva devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
– inalterabilità dei materiali costituenti e non cessione di sostanze all'acqua;
– tenuta all'acqua alle pressioni di esercizio;
– conformazione della bocca di erogazione in modo da erogare acqua con
filetto a getto regolare e comunque senza spruzzi che vadano all'esterno
dell'apparecchio sul quale devono essere montati;
– proporzionalità fra apertura e portata erogata;
– minima perdita di carico alla massima erogazione;
– silenziosità
ed assenza
di vibrazione
in
tutte le
condizioni di
funzionamento;
– facile smontabilità e sostituzione di pezzi possibilmente con attrezzi
elementari;
– continuità nella variazione di temperatura tra posizione di freddo e quella
di caldo e viceversa (per i rubinetti miscelatori).
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per i
rubinetti singoli e gruppi miscelatori quando essi rispondono alla norma UNI
EN 200 e ne viene comprovata la rispondenza con certificati di prova e/o con
apposizione del marchio UNI.
Per gli altri rubinetti si applica la UNI EN 200 per quanto possibile o si fa
riferimento ad altre norme tecniche (principalmente di enti normatori esteri).
I rubinetti devono essere forniti protetti da imballaggi adeguati in grado di
137
proteggerli da urti, graffi, ecc. nelle fasi di trasporto e movimentazione in
cantiere. Il foglio informativo che accompagna il prodotto deve dichiarare le
caratteristiche dello stesso e le altre informazioni utili per la posa,
manutenzione, ecc.
4. Scarichi di apparecchi sanitari e sifoni (manuali, automatici)
Gli elementi costituenti gli scarichi applicati agli apparecchi sanitari si
intendono denominati e classificati come riportato nelle norme UNI
sull'argomento.
Indipendentemente dal materiale e dalla forma essi devono possedere
caratteristiche di inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione del calore,
realizzare la tenuta tra otturatore e piletta e possedere una regolabilità per il
ripristino della tenuta stessa (per scarichi a comando meccanico). La
rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta quando
essi rispondono alle norme UNI EN 274 e UNI EN 329; la rispondenza è
comprovata da una attestazione di conformità.
5. Tubi di raccordo rigidi e flessibili (per il collegamento tra i tubi di
adduzione e la rubinetteria sanitaria)
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva
essi devono rispondere alle caratteristiche seguenti:
– inalterabilità alle azioni chimiche ed all'azione del calore;
– non cessione di sostanze all'acqua potabile;
– indeformabilità alle sollecitazioni meccaniche provenienti dall'interno e/o
dall'esterno;
– superficie interna esente da scabrosità che favoriscano depositi;
– pressione di prova uguale a quella di rubinetti collegati.
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta se i
tubi rispondono alla norma UNI 9035 e la rispondenza è comprovata da una
dichiarazione di conformità.
6. Rubinetti a passo rapido, flussometri (per orinatoi, vasi e vuotatoi)
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva
devono rispondere alle caratteristiche seguenti:
– erogazione di acqua con portata, energia e quantità necessaria per
138
assicurare la pulizia;
– dispositivi di regolazione della portata e della quantità di acqua erogata;
– costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di
distribuzione dell'acqua a monte per effetto di rigurgito;
– contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento.
La rispondenza alle caratteristiche predette deve essere comprovata dalla
dichiarazione di conformità.
7. Cassette per l'acqua (per vasi, orinatoi e vuotatoi)
Indipendentemente dal materiale costituente e dalla soluzione costruttiva
devono rispondere alle caratteristiche seguenti:
– troppopieno di sezione tale da impedire, in ogni circostanza, la fuoriuscita
di acqua dalla cassetta;
– rubinetto a galleggiante che regola l'afflusso dell'acqua, realizzato in modo
che, dopo l'azione di pulizia, l'acqua fluisca ancora nell'apparecchio sino a
ripristinare nel sifone del vaso il battente d'acqua che realizza la tenuta ai
gas;
– costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di
distribuzione dell'acqua a monte per effetto di rigurgito;
– contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento.
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per
le cassette dei vasi quando, in abbinamento con il vaso, soddisfano le prove
di pulizia/evacuazione previste dalla norma UNI 8949.
8. Tubazioni e raccordi
Le tubazioni utilizzate per realizzare gli impianti di adduzione dell'acqua
devono rispondere alle prescrizioni seguenti:
a)
I tubi di acciaio devono rispondere alle norme UNI EN 10224, UNI EN
10312 (per tubazioni di acciaio inossidabile) e UNI 8863. Nei tubi metallici di
acciaio le filettature per giunti a vite devono essere del tipo normalizzato con
filetto conico; le filettature cilindriche non sono ammesse quando si deve
garantire la tenuta.
I tubi di acciaio zincato di diametro minore di mezzo pollice sono ammessi
solo per il collegamento di un solo apparecchio.
139
b)
I tubi di rame devono rispondere alla norma UNI EN 1057 (1997); il
minimo diametro esterno ammissibile è 10 mm.
c)
I tubi di PVC e polietilene ad alta densità (PEad) devono rispondere
rispettivamente alle norme UNI EN 1452 e UNI 10910; entrambi devono
essere del tipo PN 10.
d) I tubi di piombo sono vietati nelle distribuzioni di acqua.
9. Valvolame, valvole di non ritorno, pompe
a)
Le valvole a saracinesca flangiate per condotte d'acqua devono
essere conformi alla norma UNI 7125.
Le valvole di sicurezza in genere devono rispondere alla norma UNI 9335.
La
rispondenza
alle
norme
predette
deve
essere
comprovata
da
dichiarazione di conformità completata con dichiarazioni di rispondenza alle
caratteristiche specifiche previste dal progetto.
b)
Le pompe devono rispondere alle prescrizioni previste dal progetto e
rispondere (a seconda dei tipi) alle norme UNI EN ISO 9908 e UNI EN
25199.
10. Apparecchi per produzione acqua calda
Gli scaldacqua funzionanti a gas rientrano nelle prescrizioni della legge n.
1083/971.
Gli scaldacqua elettrici, in ottemperanza della legge 1° marzo 1968 n. 186,
devono essere costruiti a regola d'arte; sono considerati tali se rispondenti
alle norme CEI. La rispondenza alle norme predette deve essere comprovata
da dichiarazione di conformità (e/o dalla presenza di marchi UNI e/o IMQ).
11. Accumuli dell'acqua e sistemi di elevazione della pressione d'acqua
Per gli accumuli valgono le indicazioni riportate nell'articolo sugli impianti. Per
gli apparecchi di sopraelevazione della pressione vale quanto indicato nella
norma UNI 9182 punto 8.4.
Art. 43 - Esecuzione dell'impianto di adduzione dell'acqua
1. In conformità alla legge n. 46/90 gli impianti idrici ed i loro componenti
devono rispondere alle regole di buona tecnica: le norme UNI sono
considerate di buona tecnica.
140
2. Per
impianto
di
adduzione
dell'acqua
si
intende
l'insieme
di
apparecchiature, condotte, apparecchi erogatori che trasferiscono l'acqua
potabile (o quando consentito non potabile) da una fonte (acquedotto
pubblico, pozzo o altro) agli apparecchi erogatori. Gli impianti, quando non
diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non
sono sufficientemente dettagliati), si intendono suddivisi come segue:
a) impianti di adduzione dell'acqua potabile.
b) impianti di adduzione dell'acqua non potabile.
Le modalità per erogare l'acqua potabile e non potabile sono quelle stabilite
dalle competenti autorità, alle quali compete il controllo sulla qualità
dell'acqua.
Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue:
a) fonti di alimentazione.
b) reti di distribuzione acqua fredda.
c) sistemi di preparazione e distribuzione dell'acqua calda.
3. Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzano i materiali
indicati nei documenti progettuali. Qualora questi non siano specificati in
dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni
di seguito riportate e quelle già fornite per i componenti, nonché quanto
previsto dalla norma UNI 9182, nel dettaglio:
a)
Le fonti di alimentazione dell'acqua potabile saranno costituite da: 1)
acquedotti pubblici gestiti o controllati dalla pubblica autorità; oppure 2)
sistema di captazione (pozzi, ecc.) fornenti acqua riconosciuta potabile dalla
competente autorità; oppure 3) altre fonti quali grandi accumuli, stazioni di
potabilizzazione.
Gli accumuli devono essere preventivamente autorizzati dall'autorità
competente e comunque possedere le seguenti caratteristiche11:
– essere a tenuta in modo da impedire inquinamenti dall'esterno;
– essere costituiti con materiali non inquinanti, non tossici e che
mantengano le loro caratteristiche nel tempo;
11
I grandi accumuli sono soggetti alle pubbliche autorità e solitamente dotati di sistema automatico di
potabilizzazione.
141
– avere le prese d'aria ed il troppopieno protetti con dispositivi filtranti
conformi alle prescrizioni delle autorità competenti;
– essere dotati di dispositivo che assicuri il ricambio totale dell'acqua
contenuta ogni due giorni per serbatoi con capacità fino a 30 m3 ed un
ricambio di non meno di 15 m3 giornalieri per serbatoi con capacità
maggiore;
– essere sottoposti a disinfezione prima della messa in esercizio (e
periodicamente puliti e disinfettati).
b)
Le reti di distribuzione dell'acqua devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
– le colonne montanti devono possedere alla base un organo di
intercettazione (valvola, ecc.), con organo di taratura della pressione e
rubinetto di scarico (con diametro minimo 1/2 pollice); le stesse colonne
alla sommità devono possedere un ammortizzatore di colpo d'ariete. Nelle
reti di piccola estensione le prescrizioni predette si applicano con gli
opportuni adattamenti;
– le tubazioni devono essere posate a una distanza dalle pareti sufficiente a
permettere lo smontaggio e la corretta esecuzione dei rivestimenti
protettivi e/o isolanti. La conformazione deve permettere il completo
svuotamento e l'eliminazione dell'aria. Quando sono incluse reti di
circolazione dell'acqua calda per uso sanitario, queste devono essere
dotate di compensatori di dilatazione e di punti di fissaggio in modo tale da
far mantenere la conformazione voluta;
– la collocazione dei tubi dell'acqua non deve avvenire all'interno di cabine
elettriche, al di sopra di quadri apparecchiature elettriche o, in genere, di
materiali che possono divenire pericolosi se bagnati dall'acqua, all'interno
di immondezzai e di locali dove sono presenti sostanze inquinanti. Inoltre i
tubi dell'acqua fredda devono correre in posizione sottostante i tubi
dell'acqua calda. La posa entro parti murarie è da evitare. Quando ciò non
è possibile i tubi devono essere rivestiti con materiale isolante e
comprimibile, dello spessore minimo di 1 cm;
– la posa interrata dei tubi deve essere effettuata a distanza di almeno un
142
metro (misurato tra le superfici esterne) dalle tubazioni di scarico. La
generatrice inferiore deve essere sempre al di sopra del punto più alto dei
tubi di scarico. I tubi metallici devono essere protetti dall'azione corrosiva
del terreno con adeguati rivestimenti (o guaine) e contro il pericolo di
venire percorsi da correnti vaganti;
– nell'attraversamento di strutture verticali ed orizzontali i tubi devono
scorrere
all'interno
di
controtubi
di
acciaio,
plastica,
etc…,
preventivamente installati, aventi diametro capace di contenere anche
l'eventuale rivestimento isolante. Il controtubo deve resistere ad eventuali
azioni aggressive, l'interspazio restante tra tubo e controtubo deve essere
riempito con materiale incombustibile per tutta la lunghezza. In generale si
devono prevedere adeguati supporti sia per le tubazioni sia per gli
apparecchi quali valvole, etc., ed inoltre, in funzione dell'estensione ed
andamento delle tubazioni, compensatori di dilatazione termica;
– le coibentazioni devono essere previste sia per i fenomeni di condensa
delle parti non in vista dei tubi di acqua fredda, sia per i tubi dell'acqua
calda per uso sanitario. Quando necessario deve essere considerata la
protezione dai fenomeni di gelo.
c)
nella realizzazione dell'impianto si cureranno, inoltre, le distanze
minime nella posa degli apparecchi sanitari (vedere la norma UNI 9182
appendice V e W) e le disposizioni particolari per locali destinati a disabili
(legge n. 62 del 27 febbraio 1989 e D. M. n. 236 del 14 giugno 1989).
Nei locali da bagno sono da considerare le prescrizioni relative alla sicurezza
(distanze degli apparecchi sanitari da parti dell'impianto elettrico) così come
indicato nella norma CEI 64-8/4.
Ai fini della limitazione della trasmissione del rumore e delle vibrazioni, oltre a
scegliere componenti con bassi livelli di rumorosità (e scelte progettuali
adeguate), si avrà cura in fase di esecuzione di adottare corrette sezioni
interne delle tubazioni in modo da: non superare le velocità di scorrimento
dell'acqua previste, limitare le pressioni dei fluidi soprattutto per quanto
riguarda gli organi di intercettazione e controllo, ridurre la velocità di
rotazione dei motori di pompe, etc… (in linea di principio non maggiori di
143
1.500 giri/minuto).
In fase di posa si curerà l'esecuzione dei dispositivi di dilatazione, si
inseriranno
supporti
antivibranti
ed
ammortizzatori
per
evitare
la
propagazione di vibrazioni, si useranno isolanti acustici in corrispondenza
delle parti da murare.
4. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di adduzione
dell'acqua opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle
procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di
esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, per le parti
destinate a non restare in vista o che possono influire negativamente sul
funzionamento finale, verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella
concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e
statistica nel caso di grandi opere). In particolare verificherà le giunzioni con
gli apparecchi, il numero e la dislocazione dei supporti, degli elementi di
dilatazione, degli elementi antivibranti, etc…
b)
al
termine
dell'installazione
verificherà
che
siano
eseguite
dall'installatore e sottoscritte in una dichiarazione di conformità le operazioni
di prelavaggio, di lavaggio prolungato, di disinfezione e di risciacquo finale
con acqua potabile. Detta dichiarazione riporterà inoltre i risultati del collaudo
(prove idrauliche, di erogazione, livello di rumore). Tutte le operazioni
predette saranno condotte secondo la norma UNI 9182 punti 25 e 27.
c)
terminate dette operazioni il Direttore dei lavori raccoglierà in un
fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva
gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede di
componenti con dati di targa, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione
rilasciate dai produttori dei singoli componenti e dell'installatore (modalità
operative e frequenza delle operazioni).
Art. 44 - Impianto di scarico acque usate
1. In conformità alla legge n. 46/90 gli impianti idrici ed i loro componenti
devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono
144
considerate norme di buona tecnica.
L’impianto di scarico delle acque usate deve, altresì,l essere conforme alle
prescrizioni di cui al Dlgs. 152 dell’11 maggio 1999 “Disciplina sulla tutela
delle acque dall’inquinamento” (d’ora in poi Dlgs. 152/99).
2. Per impianto di scarico delle acque usate si intende l'insieme di condotte,
apparecchi, etc… che trasferiscono l'acqua dal punto di utilizzo alla fogna
pubblica. Il sistema di scarico deve essere indipendente dal sistema di
smaltimento delle acque meteoriche almeno fino al punto di immissione nella
fogna pubblica.
Il sistema di scarico può essere suddiviso in casi di necessità in più impianti
convoglianti separatamente acque fecali, acque saponose, acque grasse. La
modalità di recapito delle acque usate sarà comunque conforme alle
prescrizioni delle competenti autorità.
3. L'impianto di cui sopra si intende funzionalmente suddiviso come segue:
– parte destinata al convogliamento delle acque (raccordi, diramazioni,
colonne, collettori);
– parte destinata alla ventilazione primaria;
– parte destinata alla ventilazione secondaria;
– raccolta e sollevamento sotto quota;
– trattamento delle acque;
Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed
i componenti indicati nei documenti progettuali ed a loro completamento si
rispetteranno le prescrizioni di seguito riportate, nonché quanto previsto dalla
norma UNI 9183; nel dettaglio:
a) i tubi utilizzabili devono rispondere alle seguenti norme:
○ tubi di acciaio zincato UNI 8863 (il loro uso deve essere limitato alle acque
di scarico con poche sostanze in sospensione e non saponose). Per la
zincatura si fa riferimento alle norme sui trattamenti galvanici. Per i tubi di
acciaio rivestiti, il rivestimento deve rispondere alle prescrizioni delle
norme UNI ISO 5256, UNI 9099, UNI 10416 esistenti (polietilene, bitume,
ecc.) e comunque non deve essere danneggiato o staccato; in tal caso
deve essere eliminato il tubo;
145
○ tubi di ghisa: devono rispondere alle UNI EN 545 (2003), essere del tipo
centrifugato e ricotto, possedere rivestimento interno di catrame, resina
epossidica ed essere esternamente catramati o verniciati con vernice
antiruggine;
○ tubi di piombo: devono rispondere alla UNI 7527/1. Devono essere lavorati
in modo da ottenere sezione e spessore costanti in ogni punto del
percorso. Devono essere protetti con catrame e verniciati con vernici
bituminose per proteggerli dall'azione aggressiva del cemento;
○ tubi di gres: devono rispondere alla UNI EN 295-2 (2003);
○ tubi di fibrocemento: devono rispondere alla UNI EN 588-1 (1997);
○ tubi di calcestruzzo non armato: devono rispondere alla UNI sperimentale
9534, i tubi armati devono rispondere alle prescrizioni di buona tecnica
(fino alla disponibilità di norma UNI);
○ tubi di materiale plastico: devono rispondere alle seguenti norme:
- tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI EN 1329-1;
- tubi di PVC per condotte interrate: UNI EN 1401-1 (1998);
- tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI
7613;
- tubi di polipropilene (PP): UNI EN 1451-1;
- tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte all'interno dei
fabbricati: UNI EN 1519.
b) per gli altri componenti vale quanto segue:
○ per gli scarichi ed i sifoni di apparecchi sanitari vedere art. 46 del presente
capitolato sui componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua;
○ in generale, i materiali costituenti i componenti del sistema di scarico
devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- minima scabrezza, al fine di opporre la minima resistenza al
movimento dell'acqua;
- impermeabilità all'acqua ed ai gas per impedire i fenomeni di
trasudamento e di fuoriuscita odori;
- resistenza all'azione aggressiva esercitata dalle sostanze contenute
nelle acque discarico, con particolare riferimento a quelle dei detersivi
146
e delle altre sostanze chimiche usate per lavaggi;
- resistenza all'azione termica delle acque aventi temperature sino a 90
°C circa;
- opacità alla luce per evitare i fenomeni chimici e batteriologici favoriti
dalle radiazioni luminose;
- resistenza alle radiazioni UV, per i componenti esposti alla luce solare;
- resistenza agli urti accidentali;
○ in generale i prodotti ed i componenti devono inoltre rispondere alle
seguenti caratteristiche:
- conformazione senza sporgenze all'interno per evitare il deposito di
sostanze contenute o trasportate dalle acque;
- stabilità di forma in senso sia longitudinale sia trasversale;
- sezioni di accoppiamento con facce trasversali perpendicolari all'asse
longitudinale;
- minima emissione di rumore nelle condizioni di uso;
- durabilità compatibile con quella dell'edificio nel quale sono montati;
○ gli accumuli e sollevamenti devono essere a tenuta di aria per impedire la
diffusione di odori all'esterno, ma devono avere un collegamento con
l'esterno a mezzo di un tubo di ventilazione di sezione non inferiore a metà
del tubo o della somma delle sezioni dei tubi che convogliano le acque
nell'accumulo;
○ le pompe di sollevamento devono essere di costituzione tale da non
intasarsi in presenza di corpi solidi in sospensione la cui dimensione
massima ammissibile è determinata dalla misura delle maglie di una
griglia di protezione da installare a monte delle pompe.
4. Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti
e le modalità indicati nei documenti progettuali e, qualora questi non siano
specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento, si rispetteranno
le prescrizioni seguenti:
a)
l'impianto deve essere installato nel suo insieme in modo da
consentire la facile e rapida manutenzione e pulizia; deve permettere la
sostituzione, anche a distanza di tempo, di ogni sua parte senza gravosi o
147
non previsti interventi distruttivi di altri elementi della costruzione; deve
permettere l'estensione del sistema, quando previsto, ed il suo facile
collegamento ad altri sistemi analoghi.
b)
Le tubazioni orizzontali e verticali devono essere installate in
allineamento secondo il proprio asse, parallele alle pareti e con la pendenza
di progetto. Esse non devono passare sopra apparecchi elettrici o similari o
dove le eventuali fuoruscite possono provocare inquinamenti. Quando ciò è
inevitabile, devono essere previste adeguate protezioni che convogliano i
liquidi in un punto di raccolta. Quando applicabile vale il DM 12 dicembre
1985 per le tubazioni interrate e la relativa CMLLPP 16 marzo 1989, n.
31104.
c)
i raccordi con curve e pezzi speciali devono rispettare le indicazioni
predette per gli allineamenti, le discontinuità, le pendenze, etc... Le curve ad
angolo retto non devono essere usate nelle connessioni orizzontali (sono
ammesse tra tubi verticali ed orizzontali), sono da evitare le connessioni
doppie e tra loro frontali ed i raccordi a T. I collegamenti devono avvenire con
opportuna inclinazione rispetto all'asse della tubazione ricevente ed in modo
da mantenere allineate le generatrici superiori dei tubi.
d)
i cambiamenti di direzione devono essere fatti con raccordi che non
producono apprezzabili variazioni di velocità od altri effetti di rallentamento.
Le connessioni in corrispondenza di spostamento dell'asse delle colonne
della verticale devono avvenire ad opportuna distanza dallo spostamento e
comunque a non meno di 10 volte il diametro del tubo ed al di fuori del tratto
di possibile formazione delle schiume. Le colonne di ventilazione secondaria,
quando non hanno una fuoriuscita diretta all'esterno, possono:
– essere raccordate alle colonne di scarico ad una quota di almeno 15 cm
più elevata dal bordo superiore del troppopieno dell'apparecchio collocato
alla quota più alta nell'edificio;
– essere raccordate al di sotto del più basso raccordo di scarico;
– devono essere previste connessioni intermedie tra colonna di scarico e
ventilazione almeno ogni 10 connessioni nella colonna di scarico.
e)
I terminali delle colonne fuoriuscenti verticalmente dalle coperture
148
devono essere a non meno di 0,15 m dall'estradosso per coperture non
praticabili ed a non meno di 2 m per coperture praticabili. Questi terminali
devono distare almeno 3 m da ogni finestra oppure essere ad almeno 0,60 m
dal bordo più alto della finestra.
f)
I punti di ispezione devono essere previsti con diametro uguale a
quello del tubo fino a 100 mm, e con diametro minimo di 100 mm negli altri
casi. Devono essere posizionati:
– al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e ad una
derivazione;
–
ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°;
– ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 100 mm ed
ogni 30 m per tubi con diametro maggiore;
– ad ogni confluenza di due o più provenienze;
– alla base di ogni colonna.
Le ispezioni devono essere accessibili ed avere spazi sufficienti per operare
con gli utensili di pulizia. Apparecchi facilmente rimovibili possono fungere da
ispezioni.
Nel caso di tubi interrati con diametro uguale o superiore a 300 mm bisogna
prevedere pozzetti di ispezione ad ogni cambio di direzione e comunque ogni
40/50 m.
g)
I supporti di tubi ed apparecchi devono essere staticamente affidabili,
durabili nel tempo e tali da non trasmettere rumori e vibrazioni. Le tubazioni
vanno supportate ad ogni giunzione e, in particolare, quelle verticali almeno
ogni 2,5 m e quelle orizzontali ogni 0,5 m per diametri fino a 50 mm, ogni 0,8
m per diametri fino a 100 mm, ogni 1,00 m per diametri oltre 100 mm. Il
materiale dei supporti deve essere compatibile chimicamente ed in quanto a
durezza con il materiale costituente il tubo.
h)
Si devono prevedere giunti di dilatazione, per i tratti lunghi di tubazioni,
in relazione al materiale costituente ed alla presenza di punti fissi quali parti
murate o vincolate rigidamente. Gli attraversamenti delle pareti a seconda
della loro collocazione possono essere per incasso diretto, con utilizzazione
di manicotti di passaggio (controtubi) opportunamente riempiti tra tubo e
149
manicotto, con foro predisposto per il passaggio in modo da evitare punti di
vincolo.
i)
Gli scarichi a pavimento all'interno degli ambienti devono sempre
essere sifonati con possibilità di un secondo attacco.
5. Gli impianti di trattamento delle acque devono essere progettati, installati
e collaudati in modo che le acque da essi effluenti prima di essere
consegnate al recapito finale rispondano alle caratteristiche indicate nelle
seguenti leggi e disposizioni:
– legge 10 maggio 1976 n. 319 - Norme per la tutela delle acque
dall'inquinamento.
– Disposizioni del Ministero dei LLPP 4 febbraio 1977 (Comitato dei Ministri
per la tutela delle acque dall'inquinamento) - Criteri, metodologie e norme
tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b) d), e), della legge 10 maggio
1976 n. 319.
– DLgs 11 maggio 1999 n. 152 - Disposizioni sulla tutela delle acque
dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il
trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE
relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati
provenienti da fonti agricole.
5.1 Tipologie di scarico
La definizione delle caratteristiche delle acque da consegnare al recapito
finale sono in relazione alle dimensioni dell'insediamento dal quale
provengono ed alla natura del corpo ricettore.
Per quanto riguarda le dimensioni dell'insediamento le categorie sono due:
– insediamenti con consistenza inferiore a 50 vani o a 5.000 m3;
– insediamenti con consistenza superiore a 50 vani o a 5.000 m3.
Per quanto riguarda il recapito si distinguono tre casi:
– recapito in pubbliche fognature;
– recapito in corsi di acqua superficiali;
– recapito sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo.
5.2 Caratteristiche ammissibili per le acque di scarico
Le caratteristiche ammissibili per le acque di scarico variano in funzione delle
150
dimensioni dell'insediamento ed del tipo di recapito.
In caso di recapito in pubbliche fognature, per qualsiasi dimensione di
insediamento, le acque di scarico devono soddisfare i limiti fissati dai
regolamenti emanati dalle Autorità locali che gestiscono le fognature;
In caso di zone non servite da pubbliche fognature:
a)
per insediamenti di consistenza inferiore a 50 vani od a 5.000 m3,
l'unico recapito ammissibile è sul suolo o negli strati superficiali del suolo; i
limiti sono fissati dalle Disposizioni del Ministero dei LLPP del 4 febbraio
1977 e del Decreto 11 maggio 1999. In ogni caso i livelli di trattamento che
consentono di raggiungere i suddetti limiti non possono essere inferiori a
quelli conseguibili attraverso trattamenti di separazione meccanica dei solidi
sospesi e di digestione anaerobica dei fanghi;
b)
per insediamenti di consistenza superiore a 50 vani od a 5.000 m3,
sono ammissibili i recapiti sia sul suolo o negli strati superficiali del suolo sia
in corsi d'acqua superficiali. Nella prima eventualità valgono i limiti descritti
nel precedente punto per gli insediamenti di minori dimensioni. Nella
seconda eventualità valgono i valori riportati nella tabella C della legge 10
maggio 1976 n. 319 modificati dalla legge 24 dicembre 1979 n. 650.
5.3 Requisiti degli impianti di trattamento
Gli impianti di trattamento, quali che siano le caratteristiche degli effluenti da
produrre, devono rispondere a questi requisiti:
– essere in grado di fornire le prestazioni richieste dalle leggi che devono
essere rispettate;
– evitare qualsiasi tipo di nocività per la salute dell'uomo con particolare
riferimento alla propagazione di microrganismi patogeni;
– non contaminare i sistemi di acqua potabile ed anche eventuali vasche di
accumulo acqua a qualunque uso esse siano destinate;
– non essere accessibili ad insetti, roditori o ad altri animali che possano
venire in contatto con i cibi o con acqua potabile;
– non essere accessibili alle persone non addette alla gestione ed in
particolare ai bambini;
– non diventare maleodoranti e di sgradevole aspetto.
151
5.4 Tipologie di impianto
Premesso che le acque da trattare sono quelle provenienti dagli usi
domestici con la massima possibile prevalenza dei prodotti del metabolismo
umano e che è tassativamente da evitare la mescolanza con le acque
meteoriche o di altra origine, le tipologie usabili sono sostanzialmente tre:
a)
accumulo e fermentazione in pozzi neri con estrazione periodica del
materiale seguita da smaltimento per interramento o immissione in concimaia
od altro;
b)
chiarificazione in vasca settica tipo Imhoff attraverso separazione
meccanica dei solidi sospesi e digestione anaerobica dei fanghi, seguita dal
processo di ossidazione da svolgersi per:
-
dispersione nel terreno mediante sub-irrigazione;
-
dispersione nel terreno mediante pozzi assorbenti;
-
percolazione nel terreno mediante sub-irrigazione con drenaggio;
c)
ossidazione totale a fanghi attivi in sistemi generalmente prefabbricati
nei quali all'aerazione per lo sviluppo delle colonie di microrganismi che
creano i fanghi attivi fa seguito la sedimentazione con il convogliamento allo
scarico dell'acqua depurata e con il parziale dei fanghi attivi, mentre i fanghi
di supero vengono periodicamente rimossi.
5.5 Caratteristiche dei componenti
I componenti di tutti gli impianti di trattamento devono essere tali da
rispondere ai requisiti ai quali gli impianti devono uniformarsi. Le
caratteristiche essenziali sono:
- la resistenza meccanica;
- la resistenza alla corrosione;
- la perfetta tenuta all'acqua nelle parti che vengono a contatto con il
terreno;
- la facile pulibilità;
- l'agevole sostituibilità;
- una ragionevole durabilità.
5.6 Collocazione degli impianti
Gli impianti devono essere collocati in posizione tale da consentire la facile
152
gestione sia per i controlli periodici da eseguire sia per l'accessibilità dei
mezzi di trasporto che devono provvedere ai periodici spurghi.
Al tempo stesso la collocazione deve consentire di rispondere ai requisiti
elencati al punto 3 del comma 5 del presente articolo.
5.7 Controlli durante l'esecuzione
È compito della direzione dei lavori effettuare in corso d'opera e ad impianto
ultimato i controlli tesi a verificare:
– la rispondenza quantitativa e qualitativa alle prescrizioni e descrizioni di
capitolato;
– la corretta collocazione dell'impianto nei confronti delle strutture civili e
delle altre installazioni;
– le caratteristiche costruttive e funzionali delle parti non più ispezionabili ad
impianto ultimato;
– l'osservanza di tutte le norme di sicurezza.
5.8 Collaudi
Ad impianto ultimato dovrà essere eseguito il collaudo provvisorio per la
verifica funzionale dei trattamenti da svolgere.
A collaudo provvisorio favorevolmente eseguito, l'impianto potrà essere
messo in funzione ed esercito sotto il controllo della ditta fornitrice per un
periodo non inferiore a 90 giorni in condizioni di carico normale.
Periodi più lunghi potranno essere fissati se le condizioni di carico saranno
parziali.
Dopo tale periodo sarà svolto il collaudo definitivo per l'accertamento, nelle
condizioni di regolare funzionamento come portata e tipologia di liquame
immesso, delle caratteristiche degli effluenti e della loro rispondenza ai limiti
fissati in contratto.
Le prove di collaudo dovranno essere ripetute per tre volte in giorni diversi
della settimana.
A collaudo favorevolmente eseguito e convalidato da regolare certificato,
l'impianto sarà preso in consegna dal Committente che provvederà alla
gestione direttamente o affidandola a terzi.
Per la durata di un anno a partire dalla data del collaudo favorevole, permane
153
la garanzia della ditta fornitrice che è tenuta a provvedere a propria cura e
spese a rimuovere con la massima tempestività ogni difetto non dovuto ad
errore di conduzione o manutenzione.
6. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di scarico delle
acqua usate opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle
procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di
esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre (per le parti
destinate a non restare in vista o che possono influire in modo irreversibile
sul funzionamento finale) verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella
concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e
statistica nel caso di grandi opere). In particolare verificherà le giunzioni con
gli apparecchi, il numero e la dislocazione dei supporti, degli elementi di
dilatazione e degli elementi antivibranti. Effettuerà o farà effettuare e
sottoscrivere in una dichiarazione i risultati delle prove di tenuta all'acqua
eseguendole su un tronco per volta (si riempie d'acqua e lo si sottopone alla
pressione di 20 kPa per 1 ora; al termine non si devono avere perdite o
trasudamenti).
b)
al termine dei lavori verificherà che siano eseguite dall'installatore e
sottoscritte in una dichiarazione di conformità le prove seguenti:
– evacuazione realizzata facendo scaricare nello stesso tempo, colonna per
colonna, gli apparecchi previsti dal calcolo della portata massima
contemporanea. Questa prova può essere collegata a quella della
erogazione di acqua fredda, e serve ad accertare che l'acqua venga
evacuata con regolarità, senza rigurgiti, ribollimenti e variazioni di regime.
In particolare si deve constatare che dai vasi possono essere rimossi
oggetti quali carta leggera appallottolata e mozziconi di sigaretta;
– tenuta agli odori, da effettuare dopo il montaggio degli apparecchi
sanitari, dopo aver riempito tutti i sifoni (si esegue utilizzando candelotti
fumogeni e mantenendo una pressione di 250 Pa nel tratto in prova.
Nessun odore di fumo deve entrare nell'interno degli ambienti in cui sono
montati gli apparecchi).
154
Terminate tali operazioni il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un
fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva
gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede
dei componenti, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione rilasciata dai
produttori dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e
frequenza delle operazioni).
Art. 45 - Impianto di scarico acque meteoriche
1. In conformità alla legge n. 46/90 gli impianti idrici ed i loro componenti
devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono
considerate norme di buona tecnica.
2. Per impianto di scarico acque meteoriche si intende l'insieme degli
elementi di raccolta, convogliamento, eventuale stoccaggio e sollevamento e
recapito (a collettori fognari, corsi d'acqua, sistemi di dispersione nel
terreno); detto impianto. L'acqua può essere raccolta da coperture o
pavimentazioni all'aperto.
Il sistema di scarico delle acque meteoriche deve essere indipendente da
quello che raccoglie e smaltisce le acque usate ed industriali. Esso deve
essere previsto in tutti gli edifici ad esclusione di quelli storico - artistici.
Il sistema di recapito deve essere conforme alle prescrizioni della pubblica
autorità in particolare per quanto attiene la possibilità di inquinamento.
Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue:
– converse di convogliamento e canali di gronda;
– punti di raccolta per lo scarico (bocchettoni, pozzetti, caditoie, etc...);
– tubazioni di convogliamento tra i punti di raccolta ed i punti di smaltimento
(verticali = pluviali; orizzontali = collettori);
– punti di smaltimento nei corpi ricettori (fognature, bacini, corsi d'acqua,
etc…).
3. Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i
materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali. Qualora questi
ultimi non siano specificati in dettaglio nel progetto o, a suo completamento,
si rispetteranno le prescrizioni seguenti:
155
a) in
generale
tutti
i
materiali
ed
i
componenti
devono
resistere
all'aggressione chimica degli inquinanti atmosferici, all'azione della
grandine, ai cicli termici di temperatura (compreso gelo/disgelo) combinate
con le azioni dei raggi IR, UV, etc…;
b) gli elementi di convogliamento ed i canali di gronda oltre a quanto detto in
a) se di metallo devono resistere alla corrosione, se di altro materiale
devono rispondere alle prescrizioni per i prodotti per le coperture, se
verniciate dovranno essere realizzate con prodotti per esterno rispondenti
al comma a); la rispondenza delle gronde di plastica alla norma UNI EN
607 soddisfa quanto detto sopra;
c) i tubi di convogliamento dei pluviali e dei collettori devono rispondere, a
seconda del materiale, a quanto indicato nell'art. 48 del presente
capitolato relativo allo scarico delle acque usate; inoltre i tubi di acciaio
inossidabile devono rispondere alle norme UNI 6904 e UNI EN 10088-2;
d) per i punti di smaltimento valgono, per quanto applicabili, le prescrizioni
sulle fognature date dalle pubbliche autorità. Per i chiusini e le griglie di
piazzali vale la norma UNI EN 124.
4. Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti
e le modalità indicate nei documenti progettuali. Qualora questi ultimi non
siano specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento si
rispetteranno le prescrizioni seguenti:
a) per l'esecuzione delle tubazioni vale quanto riportato nell'art. 48 del
presente capitolato relativo agli impianti di scarico acque usate. I pluviali
montati all'esterno devono essere installati in modo da lasciare libero uno
spazio tra parete e tubo di 5 cm; i fissaggi devono essere almeno uno in
prossimità di ogni giunto e di materiale compatibile con quello del tubo.
b) i bocchettoni ed i sifoni devono essere sempre del diametro delle
tubazioni che immediatamente li seguono. Quando l'impianto acque
meteoriche è collegato all'impianto di scarico acque usate deve essere
interposto un sifone. Tutte le caditoie a pavimento devono essere
sifonate. Ogni inserimento su un collettore orizzontale deve avvenire ad
almeno 1,5 m dal punto di innesto di un pluviale;
156
c) per i pluviali ed i collettori installati in parti interne all'edificio (intercapedini
di pareti, ecc.) devono essere prese tutte le precauzioni di installazione
(fissaggi elastici, materiali coibenti acusticamente, etc…) per limitare
entro valori ammissibili i rumori trasmessi.
5. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di adduzione
dell'acqua opererà come segue:
a)
nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle
procedure, verificherà via via che i materiali impiegati e le tecniche di
esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, per le parti
destinate a non restare in vista o che possono influire irreversibilmente sul
funzionamento finale, verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella
concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e
statistica nel caso di grandi opere).
b)
effettuerà o farà effettuare e sottoscrivere in una dichiarazione di
conformità le prove di tenuta all'acqua come riportato nell'art. 48 del presente
capitolato sull'impianto di scarico acque usate.
c)
al termine dei lavori eseguirà una verifica finale dell'opera e si farà
rilasciare dall'esecutore una dichiarazione di conformità dell'opera alle
prescrizioni del progetto, del presente capitolato e di altre eventuali
prescrizioni concordate.
Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali
più significativi, la dichiarazione di conformità predetta (ed eventuali schede
di prodotti) nonché le istruzioni per la manutenzione con modalità e
frequenza delle operazioni.
E) Lavorazioni particolari
Art. 46 – Fondazioni –Micropali - Tiranti
a) Fondazioni:
Tutte le opere di fondazione, sottofondazione, e presidio scavi dovranno
essere realizzate conformemente ai disegni di progetto e la preparazione, la
posa in opera, i getti di conglomerato, le armature, ecc. saranno eseguiti
nella completa osservanza della normativa vigente e delle eventuali
157
prescrizioni integrative del Direttore dei Lavori.
In particolare, in caso di probabile interazione fra le opere da eseguire ed i
manufatti esistenti posti in adiacenza ad esse, dovranno essere predisposti
adeguati sistemi di monitoraggio e controllo al fine di evidenziare
tempestivamente eventuali lesioni, danneggiamenti e cedimenti strutturali
indotti in queste ultime.
b) Micropali:
Sono considerati micropali i pali di fondazione trivellati con un diametro non
superiore a 25 cm realizzati con un’armatura in acciaio e malta di cemento
gettata in opera. Nel caso di micropali eseguiti in roccia o terreni molto
compatti deve essere utilizzato il getto o riempimento a gravità mentre per i
micropali eseguiti su terreni di varia natura devono essere utilizzati getti e
riempimenti a bassa pressione o iniezioni ad alta pressione.
Le tolleranze dimensionali sono del 2% max per la deviazione dell’asse del
micropalo rispetto a quello di progetto, max 5 cm di variazione sul
posizionamento del micropalo rispetto a quello previsto.
Tutti i lavori di perforazione sono compresi nell’onere di esecuzione del
micropalo
e
dovranno
essere
eseguiti
con
le
attrezzature
idonee
preventivamente concordate con il direttore dei lavori.
In rapporto alla consistenza del terreno, le opere di perforazione dovranno
essere eseguite con rivestimento provvisorio di protezione o con utilizzo di
fanghi di cemento e bentonite confezionati con i seguenti rapporti in peso:
– bentonite/acqua 0,05 - 0,08
– cemento/acqua 0,18 - 0,23.
Le armature dovranno essere realizzate con barre ad aderenza migliorata,
spirali di tondino e legature con filo di ferro e dovranno avere un copriferro
minimo di 1,5 cm Nel caso di armature tubolari le giunzioni saranno
realizzate con manicotti filettati o saldati. Quando i tubi di armatura sono
dotati di valvole per l’iniezione si dovrà provvedere all’esecuzione e pulizia
dei fori di uscita della malta; tali valvole saranno costituite da manicotti di
gomma con spessore minimo di 3,5 mm fissati con anelli in fili di acciaio
saldati al tubo in corrispondenza del manicotto.
158
L’esecuzione del fusto del micropalo dovrà essere eseguita nel più breve
tempo possibile e quindi tutte le operazioni di perforazione, pulizia,
posizionamento delle armature, distanziatori dovranno permettere di
eseguire il getto della malta di cemento al massimo entro un’ora dal
momento della perforazione; per i micropali realizzati in roccia che non
abbiano infiltrazioni o cedimenti sono consentiti intervalli di tempo anche
maggiori.
Il riempimento a gravità sarà realizzato mediante un tubo di alimentazione
posto a 10 -15 cm dal fondo che convoglierà la malta di cemento e verrà
estratto quando il foro sarà completamente riempito con sola malta priva di
tracce degli eventuali fluidi di perforazione.
Il riempimento a bassa pressione sarà realizzato, dopo aver rivestito il foro,
con la posa della malta in un rivestimento provvisorio come per il
riempimento a gravità; in seguito verrà applicata al rivestimento una testa a
pressione dalla quale sarà introdotta aria in pressione sollevando
gradualmente il rivestimento fino alla sua prima giunzione. A questo punto
dovrà essere smontata la sezione superiore applicando la testa a pressione
a quella rimasta nel terreno e, dopo il necessario rabbocco, si procederà
nello stesso modo per le sezioni successive fino alla completa estrazione del
rivestimento.
L’iniezione ripetuta ad alta pressione viene realizzata con le seguenti fasi:
a) riempimento della cavità compresa tra il tubo e le pareti del foro con
iniezione dalla valvola più bassa;
b) lavaggio con acqua dell’interno del tubo;
c) successive iniezioni, dopo la presa della malta, fino a sei volte il volume
del foro da effettuarsi entro i valori di pressione corrispondenti alla
fratturazione idraulica;
d) nuovo lavaggio con acqua all’interno del tubo;
e) nuove iniezioni, dopo la presa della malta delle prime, solo dalle valvole
che non hanno raggiunto i valori indicati al punto c) oppure dalle valvole
che riportino valori di pressione inferiori a quelli previsti.
Le malte cementizie dovranno avere un rapporto acqua/cemento minore di
159
0,5 ed una resistenza di 29 N/mmq (300 Kg./cmq); gli inerti saranno costituiti
da sabbia fine lavata per i micropali riempiti a gravità oppure da ceneri volanti
o polvere di calcare passati al vaglio da 0,075 per i micropali riempiti con
iniezioni a pressione. Il dosaggio minimo dovrà essere di Kg. 600 di cemento
per mc. di impasto.
c) Tiranti d’ancoraggio:
I tiranti di ancoraggio devono rispondere alle nonne prescritte dal D.M.
11.03.88 (S.O. alla G.U. n°127 del 01.06.88); sono costituiti da elementi
orizzontali o suborizzontali di collegamento fra strutture di calcestruzzo
semplice ed armato, (verticali o variamente inclinate: muri di contenimento, di
controripa, diaframmi, pareti perimetrali di fondazione) ed il terreno
retrostante. Hanno lo scopo di assorbire le spinte da monte, per
consolidamento di opere preesistenti, oppure in opere da costruire, là dove le
conseguenti sollecitazioni non possono essere trasmesse alla base del muro.
I tiranti sono costituiti da nuclei di acciaio armonico ad elevato limite elastico formati con fili, trecce, trefoli, barre-alloggiati in appositi fori, dove sono
avvolti da malta cementizia ed ancorati saldamente al terreno mediante la
parte terminale (bulbo); sono sottoposti ad adeguata tensione preventiva
attraverso l'apposita testa di ancoraggio.
I fori, del diametro di 140-200 mm. e di lunghezza fino a m.25, saranno
eseguiti con sonde a rotazione o a roto-percussione, con rivestimento se
necessario, e con eventuale impiego di fanghi bentonitici; le iniezioni di malta
cementizia, dovranno assicurare dapprima la formazione del bulbo terminale
e quindi il rivestimento della parte libera sino alla testata.
La composizione della malta sarà soggetta ad approvazione preliminare da
parte della D.L. e sarà stabilita e controllata secondo i criteri indicati
dall'AICAP (1993).
I tiranti saranno muniti di tampone che consenta l'iniezione ad alta pressione
del bulbo di ancoraggio e di canne a manchettes che rendano possibile
l'iniezione ripetuta e selettiva.
La tensione da applicare ai tiranti sarà effettuata solo dopo sufficiente
maturazione del bulbo di ancoraggio (28 giorni dall'ultima iniezione, o meno,
160
secondo il tipo di miscela) e dovrà raggiungere il valore finale previsto a
progetto.
Verrà effettuata almeno una prova preliminare di sfilamento su un tirante. II
tirante
sarà
preparato
esattamente
come
quelli
che
verranno
successivamente messi in opera a meno di quanto specificato nella
"Relazione Geotecnica". La prova verrà condotta fino allo sfilamento oppure
al raggiungimento, nei trefoli, di un carico pari a 0,9 volte la forza al limite
caratteristico convenzionale elastico o di snervamento dell'armatura
cimentata. Quest'ultimo valore non dovrà essere mai superato.
Per
quanto
non
direttamente
specificato
si
farà
riferimento
alle
raccomandazioni AICAP (1993).
Nel corso della prova di sfilamento saranno monitorati sia gli incrementi di
carico (con precisione non inferiore al 2% del carico ultimo per cui è
dimensionata la fondazione) che gli incrementi di allungamento (con
precisione non inferiore a 0,1 mm).
Prima di iniziare la tesatura di ogni tirante, saranno tirati singolarmente e con
forza opportuna gli elementi componenti, per eliminare le eventuali differenze
di lunghezza nella parte libera; la tensione finale al valore di carico verrà
raggiunta per successivi incrementi in conformità a quanto indicato nelle
raccomandazioni AICAP (1993).
Per alcuni tiranti (uno ogni 10 o frazione) scelti dalla Direzione Lavori, si
dovranno lasciare accessibili le teste di ancoraggio, per eventuali controlli o
ritarature.
In caso di cedimenti all'atto del tiro, saranno sospese le operazioni per
riprendere le iniezioni del bulbo di ancoraggio. Le altre norme da applicare
per il controllo degli acciai, per l'esecuzione delle iniezioni e della tesatura,
ecc. sono le stesse del D.M. 9 gennaio 1996 emanate in applicazione
dell'art.21 della legge 5 novembre 1971, n°1086, de l D.M. 11 marzo 1988 e
delle raccomandazioni AICAP (1993).
Le opere murarie interessate dai descritti tiranti di ancoraggio saranno
costruite in precedenza; o potranno venire eseguite mano a mano che i tiranti
si realizzano.
161
La messa in opera dei tiranti comprende ogni onere relativo all'esecuzione
dei tiranti, previsti a progetto, mediante perforazione a rotazione o
rotopercussione attraverso murature e terreni di qualsiasi natura e
consistenza e secondo qualsiasi inclinazione su indicazione della D.L. anche
in presenza di acqua, compreso:
– la riperforazione del foro in caso di franamenti o la fornitura e la posa in
opera della camicia metallica;
– l'impiego eventuale di scalpello per qualunque tempo di lavorazione e,
ove occorra, la posa in opera di idonea controcamicia in lamierino per il
contenimento del getto della parte in acqua, nonché l'eventuale perdita
della stessa;
– l'asportazione e l'allontanamento dei fanghi di rifiuto;
– la fornitura e la posa in opera di tiranti del tipo definitivo a doppia
protezione, amati con trefoli d'acciaio armonico diam. 0,6" inguainati
singolarmente ed ingrassati. Le operazioni di installazione dei tiranti
saranno condotte con cura affinché non risultino danneggiate le guaine di
protezione. Le testate dei tiranti saranno protette da un rivestimento
munito di giunto impermeabile e riempito di materiale anticorrosivo;
– l'iniezione eseguita a pressione con malta antiritiro, iniettata a mezzo di
gruppo miscelatore a pressione regolabile secondo le necessità di
impiego fino ad un massimo di due volte il volume teorico risultante dalla
perforazione, compresa la fornitura di tubi, valvole e di quant'altro
occorra;
– fornitura e .posa in opera. delle testate di ancoraggio dei tiranti comprese
eventuali fasi di pretensionamento;
– la formazione dei piani di lavoro, di ponteggi atti a sopportare l'ingombro
delle macchine;
– - il trasporto andata e ritorno dei materiali necessari, il carico e scarico,
montaggio e smontaggio, posizionamenti e spostamenti per tutta durata
dei lavori ed ogni altro onere;
– le prove di carico.
– monitoraggio in corso d'opera.
162
Art. 47 – Facciate continue vetrate
La facciata dovrà essere realizzata con profilati estrusi nel rispetto delle
tolleranze previste dalla norma UNI EN 12020, in lega primaria d’alluminio
6060 secondo le norme UNI EN 573 ed allo stato fisico T5 secondo la
normativa UNI EN 515.
Il
sistema
richiesto
dovrà
essere
isolato
termicamente
mediante
l'interposizione di un listello a bassa conducibilità termica fra la parte interna
portante ed il profilo esterno di fissaggio, nel rispetto delle disposizioni
previste dalla norma UNI 10680.
Il sistema prevederà l’utilizzo di un reticolo strutturale composto di montanti e
traversi, con sezione architettonica di 50 mm. le cui parti tubolari avranno
una profondità variabile in conformità alle esigenze statiche. Il sistema dovrà
essere idoneo per la realizzazione di facciate continue verticali, facciate
inclinate verso l’interno e l’esterno, coperture inclinate, tunnel, costruzioni
poligonali, bow window, piramidi e verande.
Lo spessore medio dei profilati dovrà essere conforme alla normativa UNI EN
755.
I vari componenti dovranno rispondere ai requisiti dalla normativa UNI 3952.
ACCESSORI
Il collegamento dei traversi ai montanti sarà realizzato, secondo il peso delle
lastre, mediante viti d’acciaio inox e cavallotti in alluminio da dimensionare in
funzione del peso dei tamponamenti e delle necessità statiche. Sull’estremità
dei traversi saranno poste, per chiusura, delle mascherine di contorno in
nylon e/o dutral.
I profilati fermavetro esterni (pressori) delle pannellature, saranno fissati con
viti d’acciaio inox supportate da rondelle di plastica antifrizione, posizionate
ogni 300 mm.
Le staffe d’ancoraggio della facciata alla struttura dell’edificio dovranno avere
le regolabili nelle tre direzioni ortogonali, ed essere realizzate in alluminio
estruso.
Tutte le viti ed i bulloni di collegamento e di fissaggio delle parti in alluminio
163
saranno in acciaio inox.
Gli accessori saranno eseguiti in rispetto alla seguente norma:
UNI EN 1706
Gli accessori dovranno essere originali, studiati e prodotti per il sistema.
DRENAGGI E VENTILAZIONE
Nei montanti verticali saranno previsti dei canali paralleli, non comunicanti tra
loro, per raccogliere e convogliare verso l’esterno le eventuali infiltrazioni
d’acqua e/o condensa. Nei profilati esterni copertina e pressore saranno
eseguite le lavorazioni, atte a garantire il drenaggio dell’acqua e l’aerazione
delle camere interne dei profilati, dei vetri e dei tamponamenti.
Nel caso di giunti di dilatazione, saranno previsti nei montanti appositi
accessori che garantiranno continuità ai canali di raccolta acqua. Ove
necessario le traverse potranno essere dotate di canale raccogli condensa.
GUARNIZIONI E SIGILLANTI
Tutte
le
guarnizioni
dovranno
essere
in
elastomero
(EPDM)
e
compenseranno le eventuali differenze di spessore, inevitabili nelle lastre di
vetrocamera e/o stratificate, garantendo, contemporaneamente, una corretta
pressione di lavoro perimetrale mentre le giunzioni degli angoli dovranno
garantire
l'assoluta
continuità
perimetrale
grazie
all’utilizzo
d’angoli
vulcanizzati.
Le caratteristiche della guarnizione dovranno corrispondere alla norma UNI
9122.
Per pareti inclinate e coperture, a maggiore garanzia di tenuta fra i vetri ed il
pressore esterno, dovrà essere applicato un nastro butilico autoadesivo
protetto da film in alluminio.
DISPOSITIVI DI APERTURA
I sistemi di movimentazione e chiusure “originali del Sistema”, dovranno
essere idonei a sopportare il peso delle parti apribili e a garantire il corretto
funzionamento secondo la normativa UNI 7525 (Peso del vetro, spinta del
vento, manovra d’utenza).
Gli accessori di chiusura saranno montati a contrasto per consentire
rapidamente un’eventuale regolazione o sostituzione anche da personale
164
non specializzato.
Nel caso di finestre apribili ad anta o anta-ribalta dovrà essere applicato un
limitatore d’apertura a 90°.
TIPOLOGIE DI APERTURA
Le parti apribili dovranno essere eseguite con idonei profili telaio da inserire
all’interno dei moduli nelle seguenti tipologie:
a) Anta a sporgere semistrutturale
Apribili con telaio anta visibile dall’esterno, rispetto alle specchiature fisse.
La chiusura dell’anta dovrà avvenire mediante maniglia centrale con
meccanismo a più punti di bloccaggio. Inoltre si dovranno prevedere, per
questo tipo d’apertura, bracci d’acciaio inox frizionati del tipo autobilanciante
con portata di kg. 120.
I bracci di manovra dell'anta saranno provvisti di sistema micrometrico di
regolazione per consentire la perfetta registrazione a cantiere ultimato.
b) Anta a sporgere strutturale
Apribili con telaio anta non visibile dall’esterno, rispetto alle specchiature
fisse.
La chiusura dell’anta dovrà avvenire mediante maniglia centrale con
meccanismo a più punti di bloccaggio. Inoltre si dovranno prevedere, per
questo tipo d’apertura, bracci d’acciaio inox frizionati del tipo autobilanciante
con portata di kg. 120.
I bracci di manovra dell'anta saranno provvisti di sistema micrometrico di
regolazione per consentire la perfetta registrazione a cantiere ultimato.
c) Anta singola
La chiusura dell’anta sarà effettuata mediante maniglia a Cremonese a più
punti di chiusura, tramite un’asta con terminali a forcella tali da consentire,
anche in posizione di chiusura, un ricambio d’aria.
d) Anta ribalta
La chiusura dell’anta sarà effettuata mediante maniglia a Cremonese a più
punti di chiusura. Il meccanismo sarà dotato di dispositivo di sicurezza contro
l’errata manovra posta al centro della maniglia; allo scopo di evitare lo
scardinamento dell’anta dovrà avere i compassi in acciai inox, rigidamente
165
fissati alla tubolarità nel profilo e frizionati per evitare le chiusure accidentali.
Il meccanismo dovrà consentire e garantire la manovra di ante da 90 o 130
kg.
e) Wasistas
L’inserimento di parti apribili può essere eseguito con profili della serie tipo
METRA NC o simile approvato dalla D.L.(da scegliere tra NC45STH,
NC50STH, NC68STH, NC65STH, NC72STH, NC72STH.1).
f) Le finestre potranno, in funzione delle dimensioni, dei carichi, e del tipo di
comando, essere realizzate con:
A) Cricchetti posti sul traverso superiore e due bracci d’arresto
(sganciabili per la pulizia).
B) Dispositivo di chiusura con comando a distanza in funzione alle dimensioni
ed ai carichi.
g) Anta ad abbaino (per strutture inclinate o coperture)
La chiusura dell’anta sarà effettuata mediante maniglia a Cremonese oppure
con dispositivo di chiusura con comando a distanza elettrico opportunamente
dimensionato in funzione alle dimensioni e ai carichi.
h) Porte
Le aperture delle porte dovranno essere garantite da cerniere fissate ai
profilati mediante dadi e contropiastre in alluminio e dovranno essere scelte
in base al peso della porta e agli sforzi dell’utenza. Inoltre le cerniere saranno
dotate di un dispositivo eccentrico per la regolazione dell’anta anche a
montaggio già effettuato.
Altri accessori, quali maniglie speciali, maniglioni antipanico, serratura di
sicurezza, chiudiporta aerei o a pavimento o eventuali altri dispositivi saranno
indicati nelle voci specifiche.
DILATAZIONI
Per consentire il movimento dei vari elementi, che anche, in presenza di
sbalzi termici si dilatano, saranno previsti specifici profilati, accessori e
guarnizioni che dovranno essere utilizzati in modo corretto rispettando le
indicazioni delle tolleranze di taglio e di montaggio riportate sulla
documentazione tecnica di lavorazione e di posa del sistema.
166
In modo particolare occorrerà eseguire dei giunti di dilatazione previsti sui
montanti utilizzando a tal fine gli appositi innesti compresi negli accessori.
VETRI E TAMPONAMENTI
Il sistema di facciata dovrà consentire l’inserimento di vetri e/o pannelli con
spessore da un minimo di 6 mm ad un massimo di 32 mm.
I vetri dovranno avere spessore adeguato alle dimensioni ed all'uso delle
facciate su cui saranno montati. Gli spessori dei vetri dovranno essere
calcolati secondo le norme UNI 7143, salvo se non siano espressamente
indicati negli elaborati facenti parte della richiesta.
I vetri dovranno essere posti in opera nel rispetto della norma UNI 6534 con
l'impiego di tasselli aventi adeguata durezza secondo la funzione (portante o
distanziale). I tasselli dovranno garantire l'appoggio delle lastre del
vetrocamera e dovranno avere una lunghezza idonea al peso da sopportare.
La tenuta attorno alle lastre di vetro dovrà essere eseguita con idonee
guarnizioni
preformate
in
elastomero
etilene-propilene
(EPDM)
opportunamente giuntate agli angoli.
Il produttore della vetrata isolante dovrà garantire la corrispondenza delle
vetrate a quanto indicato nella norma UNI 10593.
Gli elementi di vetrocamera dovranno essere forniti d’idoneo certificato di
garanzia decennale contro la presenza d’umidità condensata all'interno delle
lastre.
I vetri ed i cristalli dovranno essere di prima qualità, perfettamente incolori e
trasparenti, con superfici complanari piane. Dovranno inoltre corrispondere
alle norme UNI.
L’utilizzo d’opportune guarnizioni, permetteranno di far esercitare al vento
una pressione costante su tutto il perimetro delle lastre onde evitare punti
d’infiltrazione. A tale scopo la guarnizione esterna sarà più elastica di quella
interna in modo da deformarsi prima nel caso di movimenti anomali. Per la
zona parapetto dovranno essere possibili varie soluzioni, mantenendo
uniforme l'aspetto esterno.
Criteri di sicurezza: Nella scelta dei vetri sarà necessario attenersi a quanto
previsto alla norma UNI 7697.
167
PRESTAZIONI
Le prestazioni minime richieste per i manufatti finiti dovranno corrispondere
alle classi previste dalla normativa e non dovranno essere inferiori ai
seguenti valori:
A) Elemento di facciata con apribile
a. Classificazione secondo le norme: UNI EN 12207, UNI EN
12208, UNI EN 12210
-
Permeabilità all’aria: classe 4 ... UNI EN 1026 (metodo di prova)
-
Tenuta all’acqua: classe 9A .................................. UNI EN 1027
-
Resistenza al carico del vento: classe C5 ........... UNI EN 12211
-
freccia inferiore a 1/200 L e non superiore a 15 mm
B) Elemento di facciata fissa
b. Classificazione secondo le norme: UNI EN 12152, UNI EN
12154, UNI EN 13116
-
Permeabilità all’aria: classe A3
-
Tenuta all’acqua: classe R7
-
Resistenza al carico del vento: freccia inferiore a 1/200 L e non
superiore a 15 mm
ISOLAMENTO TERMICO
L'interruzione del ponte termico fra la parte strutturale interna e le copertine
esterne, sarà realizzata mediante l'interposizione di un listello estruso di
materiale sintetico termicamente isolante. Il materiale del listello usato come
distanziale permetterà il fissaggio meccanico dei pressori mediante viti auto
filettanti senza bisogno di preforatura.
I listelli distanziali, di diverse dimensioni, potranno essere combinati (anche
per accoppiamento degli stessi) secondo lo spessore del tamponamento
richiesto.
ATTACCHI ALLA MURATURA
Gli attacchi alla struttura dovranno essere realizzati mediante staffe
d'ancoraggio in lega d'alluminio 6060 T 5 o comunque in materiali compatibili
con l’alluminio in rispetto alla norma UNI 3952, e dovranno essere regolabili
nelle tre direzioni ortogonali, per permettere un facile e corretto
168
posizionamento dei profili, ed in grado di resistere a tutte le sollecitazioni
trasmesse dalla facciata e/o copertura (peso proprio, pressione e
depressione del vento, carichi accidentali), inoltre dovranno resistere alla
corrosione in modo tale da garantire nel tempo tutte le prestazioni sopra
elencate: il loro fissaggio alla struttura edilizia sarà eseguito con l’ausilio di
ferri d’ancoraggio opportunamente annegati nel getto in C.A...
Dopo la registrazione dovrà essere previsto un sistema di bloccaggio
dell'attacco per non far lavorare ad attrito il collegamento.
Tra le parti in movimento (a causa di dilatazioni per effetto termico) dovrà
essere interposto uno strato di materiale antifrizione (teflon, nylon, ecc.) per
evitare l'insorgere di fastidiosi rumori e scricchiolii.
MESSA A TERRA
Tutti i montanti dovranno essere predisposti di una vite per il collegamento
(questo escluso) agli anelli di terra ai piani.
CRITERI DI CALCOLO STATICO
I calcoli dovranno essere eseguiti applicando i pesi degli elementi di
tamponamento indicati dai fabbricanti, i carichi e i sovraccarichi in conformità
alla normativa tecnica vigente, i calcoli statici degli elementi strutturali
dovranno essere eseguiti desumendo la pressione del vento dal DM 16
Gennaio 1996 aggiornato dalla Circolare Ministeriale del 4 luglio 1996 n° 156
AA.GG/STC.
La tensione massima ammissibile per gli elementi strutturali in alluminio sarà
di 850 Kg/cm2.
I montanti e i traversi dovranno essere dimensionati in modo da non subire
deformazioni in campo elastico superiori a 1/200 della distanza fra due
successivi punti di vincolo alla struttura dell’edificio e comunque non
superare il limite di 15 mm.
In tutti i casi dove saranno previsti vetrocamera, la freccia massima non
dovrà superare il limite massimo di 1/300 della dimensione della lastra e
dovrà essere comunque inferiore a 8 mm.
Le lastre di vetro dovranno essere dimensionate secondo la normativa UNI
7143.
169
LIMITI D’IMPIEGO
Il progettista o il serramentista, nel determinare le dimensioni massime dei
serramenti, dovrà considerare e valutare, oltre le dimensioni ed il momento
d'inerzia dei profilati, anche i dati tecnici degli accessori e le caratteristiche
applicative e meteorologiche quali l’altezza dal suolo, l’esposizione alla
pioggia e la velocità dei venti nella zona.
Per le caratteristiche applicative, consigliamo di consultare e seguire le
“Raccomandazioni UNCSAAL” elaborate sulla base delle normative UNI,
UNI-EN e UNI-CNR esistenti in merito.
CONTROLLI
Relativamente alla qualità dei materiali forniti, alla protezione superficiale ed
alle prestazioni, la D.D.LL (il committente) si riserva la facoltà di controllo e di
collaudo secondo le modalità ed i criteri previsti dalla UNI 3952 alla voce
collaudo mediante campionamento. Le caratteristiche di tenuta e di
resistenza all’aria, all’acqua ed al carico del vento, ottenibili dal “sistema”,
dovranno essere dimostrabili con riproduzione in fotocopia dei risultati del
collaudo effettuato dal costruttore dei serramenti o, in mancanza, dal
produttore del sistema.
Prova di permeabilità all’aria
Prova di tenuta all’acqua
Prova di resistenza al vento
Le prove dovranno essere eseguite secondo le normative: UNI EN 12153,
UNI EN 1026, UNI EN 12155, UNI ENV 13051, UNI EN 12159 ed ENV
13050.
I controlli delle finiture superficiali potranno essere eseguiti in conformità a
quanto previsto dalle direttive di marchio QUALICOAT e QUALANOD
PARTE III –NORME PER LA VALUTAZIONE DEI LAVORI
Art. 48 - Valutazione dei manufatti e dei materiali a piè d’opera
1. In sede di contabilizzazione delle rate di acconto di cui all’apposito
articolo del Capitolato Speciale d’Appalto – Parte amministrativa, all'importo
dei lavori eseguiti è aggiunta la metà di quello dei materiali provvisti a piè
170
d'opera, destinati ad essere impiegati in opere definitive facenti parte
dell'appalto ed accettati dal direttore dei lavori, da valutarsi a prezzo di
contratto o, in difetto, ai prezzi di stima.
2. I materiali e i manufatti portati in contabilità rimangono a rischio e pericolo
dell'appaltatore, e possono sempre essere rifiutati dal direttore dei lavori ai
sensi dell'art. 18, comma 1 del Cap. Gen. n. 145/00.
Art. 49 - Norme per la misurazione e valutazione dei lavori
Le norme di misurazione per la contabilizzazione saranno le seguenti.
1. SCAVI IN GENERE
Oltre che per gli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i
prezzi d'elenco per gli scavi in genere l'Appaltatore devesi ritenere
compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare:
– per taglio di piante, estirpazione di ceppaie, radici, ecc.;
– per il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte che
bagnate, di qualsiasi consistenza ed anche in presenza d'acqua;
– per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rinterro od a rifiuto
entro i limiti previsti in elenco prezzi, sistemazione delle materie di rifiuto,
deposito provvisorio e successiva ripresa;
– per la regolazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo,
per la formazione di gradoni, attorno e sopra le condotte di acqua od altre
condotte in genere, e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome
definitive di progetto;
– per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e
genere secondo tutte le prescrizioni contenute nel presente capitolato,
compresi le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento,
nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname o dei
ferri;
– per impalcature, ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per il
trasporto delle materie di scavo sia per la formazione di rilevati, per
passaggi, attraversamenti, ecc.;
171
– per ogni altra spesa necessaria per l'esecuzione completa degli scavi.
La misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi:
– il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato col metodo delle
sezioni ragguagliate, in base ai rilevamenti eseguiti in contraddittorio con
l'Appaltatore, prima e dopo i relativi lavori;
– gli scavi di fondazione saranno computati per un valore uguale a quello
risultante dal prodotto della base di fondazione per la sua profondità sotto
il piano degli scavi di sbancamento, ovvero del terreno naturale, quando
detto scavo di sbancamento non viene effettuato.
Al volume così calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nell'elenco per
tali scavi; vale a dire che essi saranno valutati sempre come eseguiti a pareti
verticali, ritenendosi già compreso e compensato col prezzo unitario di
elenco ogni maggiore scavo.
Tuttavia per gli scavi di fondazione da eseguire con impiego di casseri,
paratie o simili strutture, sarà incluso nel volume di scavo per fondazione
anche lo spazio occupato dalle strutture stesse.
I prezzi di elenco, relativi agli scavi di fondazione, sono applicabili
unicamente e rispettivamente ai volumi di scavo compresi fra piani orizzontali
consecutivi, stabiliti per diverse profondità, nello stesso elenco dei prezzi.
Pertanto la valutazione dello scavo risulterà definita, per ciascuna zona, dal
volume ricadente nella zona stessa e dall'applicazione ad esso del relativo
prezzo di elenco, salvo eventuali sezioni tipo predefinite da norme di
capitolato e da particolari costruttivi.
2. RILEVATI E RINTERRI
Il volume dei rilevati sarà determinato con il metodo delle sezioni
ragguagliate, in base a rilevamenti eseguiti come per gli scavi di
sbancamento. I rinterri di cavi a sezione ristretta saranno valutati a metro
cubo per il loro volume effettivo misurato in opera. Nei prezzi di elenco sono
previsti tutti gli oneri per il trasporto dei terreni da qualsiasi distanza e per gli
eventuali indennizzi a cave di prestito.
3. RIEMPIMENTO CON MISTO GRANULARE
Il riempimento con misto granulare a ridosso delle murature per drenaggi,
172
vespai, ecc., sarà valutato a metro cubo per il suo volume effettivo misurato
in opera.
4. PALIFICAZIONI ED INTIRANTATURE
La lunghezza la lunghezza di pali e intirantature sarà determinata dalla
differenza di quota compresa tra il piano di inizio della perforazione (quota di
imposta come da elaborati grafici progettuali) e il fondo della stessa (come
da elaborati grafici progettuali);
Il diametro e/o la sezione del palo, sarà determinato dal diametro nominale
della testa tagliante.
La malta cementizia eccedente il volume teorico del palo maggiorato del
15%, sarà compensata a parte, con relativo prezzo di elenco nel quale è
compresa l'iniezione.
Le armature metalliche saranno valutate a peso.
Nei prezzi unitari sono compresi tutti gli oneri per la trivellazione, la fornitura
ed il getto del calcestruzzo, la formazione e successiva demolizione delle
corree di guida nonché la scapitozzatura, l'impiego di fanghi bentonitici,
l'allontanamento dal cantiere di tutti i materiali di risulta e gli spostamenti
delle attrezzature.
5. MURATURE IN GENERE
Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni di seguito specificate, saranno
misurate geometricamente, a volume o a superficie, secondo la categoria, in
base a misure prese sul vivo dei muri, esclusi cioè gli intonaci. Sarà fatta
deduzione di tutti i vuoti di luce superiore a 1,00 m2 e dei vuoti di canne
fumarie, canalizzazioni, ecc., che abbiano sezione superiore a 0,25 m2,
rimanendo per questi ultimi, all'Appaltatore, l'onere della loro eventuale
chiusura con materiale in cotto. Così pure sarà sempre fatta deduzione del
volume corrispondente alla parte incastrata di pilastri, piattabande, ecc., di
strutture diverse, nonché di pietre naturali od artificiali, da pagarsi con altri
prezzi di tariffa. Nei prezzi unitari delle murature di qualsiasi genere, qualora
non debbano essere eseguite con paramento di faccia vista, si intende
compreso il rinzaffo delle facce visibili dei muri. Tale rinzaffo sarà sempre
eseguito, ed è compreso nel prezzo unitario, anche a tergo dei muri che
173
debbono essere poi caricati a terrapieni. Per questi ultimi muri è pure sempre
compresa la eventuale formazione di feritoie regolari e regolarmente disposte
per lo scolo delle acque ed in generale quella delle immorsature e la
costruzione di tutti gli incastri per la posa in opera della pietra da taglio od
artificiale.
Nei prezzi della muratura di qualsiasi specie si intende compreso ogni onere
per formazione di spalle, sguinci, canne, spigoli, strombature, incassature per
imposte di archi, volte e piattabande.
Qualunque sia la curvatura data alla pianta ed alle sezioni dei muri, anche se
si debbano costruire sotto raggio, le relative murature non potranno essere
comprese nella categoria delle volte e saranno valutate con i prezzi delle
murature rotte senza alcun compenso in più. Le ossature di cornici,
cornicioni, lesene, pilastri ecc., di aggetto superiore a 5 cm sul filo esterno
del muro, saranno valutate per il loro volume effettivo in aggetto con
l'applicazione dei prezzi di tariffa stabiliti per le murature.
Per le ossature di aggetto inferiore a 5 cm non verrà applicato alcun
sovrapprezzo.
Quando la muratura in aggetto è diversa da quella del muro sul quale insiste,
la parte incastrata sarà considerata come della stessa specie del muro
stesso. Le murature di mattoni ad una testa od in foglio si misureranno a
vuoto per pieno, al rustico, deducendo soltanto le aperture di superficie
uguale o superiore a 1 mq., intendendo nel prezzo compensata la
formazione di sordini, spalle, piattabande, ecc., nonché eventuali intelaiature
in legno che la direzione dei lavori ritenesse opportuno di ordinare allo scopo
di fissare i serramenti al telaio, anziché alla parete.
6. MURATURE IN PIETRA DA TAGLIO
La pietra da taglio da pagarsi a volume sarà sempre valutata a metro cubo in
base al volume del primo parallelepipedo retto rettangolare, circoscrivibile a
ciascun pezzo. Le lastre, i lastroni e gli altri pezzi da pagarsi a superficie,
saranno valutati in base al minimo rettangolo circoscrivibile.
Per le pietre di cui una parte viene lasciata grezza, si comprenderà anche
questa nella misurazione, non tenendo però alcun conto delle eventuali
174
maggiori sporgenze della parte non lavorata in confronto delle dimensioni
assegnate dai tipi prescritti.
Nei prezzi relativi di elenco si intenderanno sempre compresi tutti gli oneri
specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione.
7. CALCESTRUZZI
I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc. e le strutture costituite da
getto in opera, saranno in genere pagati a metro cubo e misurati in opera in
base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eccedenza, ancorché
inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo di
esecuzione dei lavori.
Nei relativi prezzi oltre agli oneri delle murature in genere, s'intendono
compensati tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di
esecuzione.
8. CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore
sarà valutato per il suo volume effettivo, senza detrazione del volume del
ferro che verrà pagato a parte.
Quando trattasi di elementi a carattere ornamentale gettati fuori opera (pietra
artificiale),
la
misurazione
verrà
effettuata
in
ragione
del
minimo
parallelepipedo retto a base rettangolare circoscrivibile a ciascun pezzo, e
nel relativo prezzo si deve intendere compreso, oltre che il costo
dell'armatura metallica, tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui
modi di esecuzione, nonché la posa in opera, sempreché non sia pagata a
parte.
I casseri, le casseforme e le relative armature di sostegno, se non comprese
nei prezzi di elenco del conglomerato cementizio, saranno computati
separatamente con i relativi prezzi di elenco. Pertanto, per il compenso di tali
opere, bisognerà attenersi a quanto previsto nell’Elenco dei Prezzi Unitari.
Nei prezzi del conglomerato sono inoltre compresi tutti gli oneri derivanti
dalla formazione di palchi provvisori di servizio, dall'innalzamento dei
materiali, qualunque sia l'altezza alla quale l'opera di cemento armato dovrà
essere eseguita, nonché per il getto e la vibratura.
175
Il ferro tondo per armature di opere di cemento armato di qualsiasi tipo
nonché la rete elettrosaldata sarà valutato secondo il peso effettivo; nel
prezzo oltre alla lavorazione e lo sfrido è compreso l'onere della legatura dei
singoli elementi e la posa in opera dell'armatura stessa.
9. SOLAI
I solai interamente di cemento armato (senza laterizi) saranno valutati al
metro cubo come ogni altra opera di cemento armato.
Ogni altro tipo di solaio, qualunque sia la forma, sarà invece pagato al metro
quadrato di superficie netta misurato all'interno dei cordoli e delle travi di
calcestruzzo, esclusi, quindi, la presa e l'appoggio su cordoli perimetrali o
travi di calcestruzzo o su eventuali murature portanti.
Nei prezzi dei solai in genere è compreso l'onere per lo spianamento
superiore della caldana, nonché ogni opera e materiale occorrente per dare il
solaio completamente finito, come prescritto nelle norme sui materiali e sui
modi di esecuzione. Nel prezzo dei solai, di tipo prefabbricato, misti di
cemento armato, anche predalles o di cemento armato precompresso e
laterizi sono escluse la fornitura, lavorazione e posa in opera del ferro
occorrente, è invece compreso il noleggio delle casseforme e delle
impalcature di sostegno di qualsiasi entità, con tutti gli oneri specificati per le
casseforme dei cementi armati.
Il prezzo a metro quadrato dei solai suddetti si applicherà senza alcuna
maggiorazione anche a quelle porzioni in cui, per resistere a momenti
negativi, il laterizio sia sostituito da calcestruzzo; saranno però pagati a parte
tutti i cordoli perimetrali relativi ai solai stessi.
10. CONTROSOFFITTI
I controsoffitti piani saranno pagati in base alla superficie della loro
proiezione orizzontale. È compreso e compensato nel prezzo anche il
raccordo con eventuali muri perimetrali curvi, tutte le forniture, magisteri e
mezzi d'opera per dare controsoffitti finiti in opera come prescritto nelle
norme sui materiali e sui modi di esecuzione, è esclusa e compensata a
parte l'orditura portante principale.
176
11. VESPAI
Nei prezzi dei vespai è compreso ogni onere per la fornitura di materiali e
posa in opera come prescritto nelle norme sui modi di esecuzione. La
valutazione sarà effettuata al metro cubo di materiali in opera.
12. PAVIMENTI
I pavimenti, di qualunque genere, saranno valutati per la superficie vista tra
le pareti intonacate dell'ambiente. Nella misura non sarà perciò compresa
l'incassatura dei pavimenti nell'intonaco.
I prezzi di elenco per ciascun genere di pavimento comprendono l'onere per
la fornitura dei materiali e per ogni lavorazione intesa a dare i pavimenti
stessi completi e rifiniti come prescritto nelle norme sui materiali e sui modi di
esecuzione, compreso il sottofondo.
In ciascuno dei prezzi concernenti i pavimenti, anche nel caso di sola posa in
opera, si intendono compresi gli oneri, le opere di ripristino e di raccordo con
gli intonaci, qualunque possa essere l'entità delle opere stesse.
13. RIVESTIMENTI DI PARETI
I rivestimenti di piastrelle o di mosaico verranno misurati per la superficie
effettiva qualunque sia la sagoma e la posizione delle pareti da rivestire. Nel
prezzo al metro quadrato sono comprese la fornitura e la posa in opera di
tutti i pezzi speciali di raccordo, angoli, ecc., che saranno computati nella
misurazione, nonché l'onere per la preventiva preparazione con malta delle
pareti da rivestire, la stuccatura finale dei giunti e la fornitura di collante per
rivestimenti.
14. FORNITURA
IN
OPERA
DEI
MARMI,
PIETRE
NATURALI
ED
ARTIFICIALI
I prezzi della fornitura in opera dei marmi e delle pietre naturali od artificiali,
previsti in elenco, saranno applicati alle superfici effettive dei materiali in
opera.
Ogni onere derivante dall'osservanza delle norme, prescritte nel presente
capitolato, si intende compreso nei prezzi.
Specificatamente detti prezzi comprendono gli oneri per la fornitura, lo
scarico in cantiere, il deposito e la provvisoria protezione in deposito, la
177
ripresa, il successivo trasporto ed il sollevamento dei materiali a qualunque
altezza, con eventuale protezione, copertura o fasciatura; per ogni
successivo sollevamento e per ogni ripresa con boiacca di cemento od altro
materiale, per la fornitura di lastre di piombo, di grappe, staffe, regolini,
chiavette, perni occorrenti per il fissaggio; per ogni occorrente scalpellamento
delle strutture murarie e per la successiva chiusura e ripresa delle stesse,
per la stuccatura dei giunti, per la pulizia accurata e completa, per la
protezione a mezzo di opportune opere provvisorie delle pietre già collocate
in opera, e per tutti i lavori che risultassero necessari per il perfetto
rifinimento dopo la posa in opera.
I prezzi di elenco sono pure comprensivi dell'onere dell'imbottitura dei vani
dietro i pezzi, fra i pezzi stessi o comunque tra i pezzi e le opere murarie da
rivestire, in modo da ottenere un buon collegamento, e, dove richiesto, un
incastro perfetto.
15. INTONACI
I prezzi degli intonaci saranno applicati alla superficie intonacata senza tener
conto delle superfici laterali di risalti, lesene e simili. Tuttavia saranno
valutate anche tali superfici laterali quando la loro larghezza superi 5 cm.
Varranno sia per superfici piane, che curve. L'esecuzione di gusci di
raccordo, se richiesti negli angoli fra pareti e soffitto e fra pareti e pareti, con
raggio non superiore a 15 cm, è pure compresa nel prezzo, avuto riguardo
che gli intonaci verranno misurati anche in questo caso come se esistessero
gli spigoli vivi.
Nel prezzo degli intonaci è compreso l'onere della ripresa, dopo la chiusura,
di tracce di qualunque genere, della muratura di eventuali ganci al soffitto e
delle riprese contropavimenti, zoccolature e serramenti.
I prezzi dell'elenco valgono anche per intonaci su murature di mattoni forati
dello
spessore
di una
testa,
essendo essi comprensivi dell'onere
dell'intasamento dei fori dei laterizi.
Gli intonaci interni sui muri di spessore maggiore di 15 cm saranno computati
a vuoto per pieno, a compenso dell'intonaco nelle riquadrature dei vani, che
non saranno perciò sviluppate.
178
Tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore di 4 m2, valutando a
parte la riquadratura di detti vani.
Gli intonaci interni su tramezzi in foglio o ad una testa saranno computati per
la loro superficie effettiva; dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di
qualunque dimensione essi siano, ed aggiunte le loro riquadrature.
Nessuno speciale compenso sarà dovuto per gli intonaci eseguiti a piccoli
tratti anche in corrispondenza di spalle e mazzette di vani di porte e finestre.
16. TINTEGGIATURE, COLORITURE E VERNICIATURE
Nei prezzi delle tinteggiature, coloriture e verniciature in genere sono
compresi tutti gli oneri prescritti nelle norme sui materiali e sui modi di
esecuzione del presente capitolato oltre a quelli per mezzi d'opera, trasporto,
sfilatura e rinfilatura d'infissi, ecc.
Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale
misurate con le stesse norme sancite per gli intonaci.
Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili si osserveranno le norme
seguenti:
– per le porte, bussole e simili, si computerà due volte la luce netta
dell'infisso, oltre alla mostra o allo sguincio, se ci sono, non detraendo la
eventuale superficie del vetro.
È compresa con ciò anche la verniciatura del telaio per muri grossi o del
cassettoncino tipo romano per tramezzi e dell'imbotto tipo lombardo, pure per
tramezzi. La misurazione della mostra e dello sguincio sarà eseguita in
proiezione su piano verticale parallelo a quello medio della bussola (chiusa)
senza tener conto di sagome, risalti o risvolti;
– per le opere in ferro semplici e senza ornati, quali finestre grandi a vetrate
e lucernari, serrande avvolgibili a maglia, saranno computati i tre quarti
della loro superficie complessiva, misurata sempre in proiezione,
ritenendo così compensata la coloritura dei sostegni, grappe e simili
accessori, dei quali non si terrà conto alcuno nella misurazione;
– per le opere in ferro di tipo normale a disegno, quali ringhiere, cancelli
anche riducibili, inferriate e simili, sarà computata due volte l'intera loro
superficie, misurata con le norme e con le conclusioni di cui al punto
179
precedente;
– per le serrande in lamiera ondulata o ad elementi di lamiera, sarà
computata due volte e mezza la luce netta del vano, in altezza, tra la
soglia e la battitura della serranda, intendendo con ciò compensato anche
la coloritura della superficie non in vista.
Tutte le coloriture o verniciature s'intendono eseguite su ambo le facce e con
i rispettivi prezzi di elenco si intende altresì compensata la coloritura, o
verniciatura di nottole, braccioletti e simili accessori.
17. INFISSI DI LEGNO
Gli infissi, come porte, finestre, vetrate, coprirulli e simili, si misureranno da
una sola faccia sul perimetro esterno dei telai, siano essi semplici o a
cassettoni, senza tener conto degli zampini da incassare nei pavimenti o
soglie. Le parti centinate saranno valutate secondo la superficie del minimo
rettangolo circoscritto, ad infisso chiuso, compreso come sopra il telaio
maestro, se esistente. Nel prezzo degli infissi sono comprese mostre e
contromostre.
Gli spessori indicati nelle varie voci della tariffa sono quelli che debbono
risultare a lavoro compiuto.
Tutti gli infissi dovranno essere sempre provvisti delle ferramenta di sostegno
e di chiusura, delle codette a muro, maniglie e di ogni altro accessorio
occorrente
per
il
loro
buon
funzionamento.
Essi
dovranno
inoltre
corrispondere in ogni particolare ai campioni approvati dalla direzione dei
lavori.
I prezzi elencati comprendono la fornitura a piè d'opera dell'infisso e dei
relativi accessori di cui sopra, l'onere dello scarico e del trasporto sino ai
singoli vani di destinazione e la posa in opera.
18. INFISSI DI ALLUMINIO
Gli infissi di alluminio, come finestre, vetrate di ingresso, porte, pareti a
facciate continue, saranno valutati od a cadauno elemento od al metro
quadrato di superficie misurata all'esterno delle mostre e coprifili e
compensati con le rispettive voci d'elenco. Nei prezzi sono compresi i
controtelai da murare tutte le ferramenta e le eventuali pompe a pavimento
180
per la chiusura automatica delle vetrate, nonché tutti gli oneri derivanti
dall'osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui
materiali e sui modi di esecuzione.
19. LAVORI IN METALLO
Tutti i lavori in metallo saranno in generale valutati a peso e i relativi prezzi
verranno applicati al peso effettivo dei metalli stessi a lavorazione
completamente ultimata e determinato prima della loro posa in opera, con
pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell'Appaltatore, escluse
bene inteso dal peso le verniciature e coloriture.
Nei prezzi dei lavori in metallo è compreso ogni e qualunque compenso per
forniture accessorie, per lavorazioni, montatura e posizione in opera.
20. TUBI PLUVIALI
I tubi pluviali potranno essere di plastica, metallo, ecc. I tubi pluviali di
plastica saranno misurati al metro lineare in opera, senza cioè tener conto
delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi di elenco
la fornitura a posa in opera di staffe e cravatte di ferro.
I tubi pluviali di rame o lamiera zincata, ecc. saranno valutati a peso,
determinato con le stesse modalità di cui al comma 19 e con tutti gli oneri di
cui sopra.
21. IMPIANTI, IDRICO - SANITARIO, INNAFFIAMENTO
a) Tubazioni e canalizzazioni
Le tubazioni di ferro e di acciaio saranno valutate a peso, la quantificazione
verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo
linearmente anche i pezzi speciali, al quale verrà applicato il peso unitario del
tubo accertato attraverso la pesatura di campioni effettuata in cantiere in
contraddittorio.
Nella misurazione a chilogrammi di tubo sono compresi: i materiali di
consumo e tenuta, la verniciatura con una mano di antiruggine per le
tubazioni di ferro nero, la fornitura delle staffe di sostegno ed il relativo
fissaggio con tasselli di espansione.
– Le tubazioni di ferro nero o zincato con rivestimento esterno bituminoso
saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà valutata
181
misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendente linearmente
anche i pezzi speciali.
Nelle misurazioni sono comprese le incidenze dei pezzi speciali, gli sfridi, i
materiali di consumo e di tenuta e l'esecuzione del rivestimento in
corrispondenza delle giunzioni e dei pezzi speciali.
– Le tubazioni di rame nude o rivestite di pvc saranno valutate al metro
lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo
lineare in opera, comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, i
materiali di consumo e di tenuta, l'esecuzione del rivestimento in
corrispondenza delle giunzioni e dei pezzi speciali, la fornitura delle staffe
di sostegno ed il relativo fissaggio con tasselli ad espansione.
– Le tubazioni in pressione di polietilene poste in vista o interrate saranno
valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando
l'effettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo linearmente anche i
vari pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio
con tasselli ad espansione.
– Le tubazioni di plastica, le condutture di esalazione, ventilazione e scarico
saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata
misurando l'effettivo sviluppo lineare in opera (senza tener conto delle
parti sovrapposte) comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, gli
sfridi, i materiali di tenuta, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo
fissaggio con tasselli ad espansione.
– I canali, i pezzi speciali e gli elementi di giunzione, eseguiti in lamiera
zincata (mandata e ripresa dell'aria) o in lamiera di ferro nera (condotto dei
fumi) saranno valutati a peso sulla base di pesature convenzionali. La
quantificazione verrà effettuata misurando l'effettivo sviluppo lineare in
opera, misurato in mezzeria del canale, comprendendo linearmente anche
i pezzi speciali, giunzioni, flange, risvolti della lamiera, staffe di sostegno e
fissaggi, al quale verrà applicato il peso unitario della lamiera secondo lo
spessore e moltiplicando per i metri quadrati della lamiera, ricavati questi
dallo sviluppo perimetrale delle sezioni di progetto moltiplicate per le varie
lunghezze parziali.
182
Il peso della lamiera verrà stabilito sulla base di listini ufficiali senza tener
conto delle variazioni percentuali del peso.
È compresa la verniciatura con una mano di antiruggine per gli elementi in
lamiera nera.
b) Apparecchiature.
– Gli organi di intercettazione, misura e sicurezza, saranno valutati a
numero nei rispettivi diametri e dimensioni. Sono comprese le incidenze
per i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta.
Nei prezzi sono compresi i materiali di tenuta.
– Le elettropompe saranno valutate a numero secondo le rispettive
caratteristiche costruttive e di funzionamento ed in relazione alla portata e
prevalenza.
Sono compresi i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta.
– I serbatoi di accumulo saranno valutati a numero secondo le rispettive
caratteristiche costruttive ed in relazione alla capacità.
Sono compresi gli accessori d'uso, i pezzi speciali di collegamento ed i
materiali di tenuta.
– I serbatoi autoclave saranno valutati a numero secondo le rispettive
caratteristiche costruttive ed in relazione alla capacità.
Sono compresi gli accessori d'uso, i pezzi speciali di collegamento ed i
materiali di tenuta.
– I gruppi completi autoclave monoblocco saranno valutati a numero
secondo le rispettive caratteristiche costruttive, in relazione alla portata e
prevalenza delle elettropompe ed alla capacità del serbatoio. Sono
compresi gli accessori d'uso, tutte le apparecchiature di funzionamento, i
pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta.
– Gli apparecchi per il trattamento dell'acqua saranno valutati a numero
secondo le rispettive caratteristiche costruttive e di funzionamento ed in
relazione alla portata.
Sono comprese le apparecchiature elettriche relative ed i pezzi speciali di
collegamento.
– I gruppi completi antincendio UNI 9487 DN 45 e 70, per attacco
183
motopompa e gli estintori portatili, saranno valutati a numero secondo i
rispettivi componenti ed in relazione alla capacità.
– I rivestimenti termoisolanti saranno valutati al metro quadrato di sviluppo
effettivo misurando la superficie esterna dello strato coibente.
Le valvole, le saracinesche saranno valutate con uno sviluppo convenzionale
di 2 m2 cadauna.
– Le rubinetterie per gli apparecchi sanitari saranno valutate a numero per
gruppi
completi
secondo
le
rispettive
caratteristiche,
tipologie
e
dimensioni.
Sono compresi i materiali di tenuta.
– Le valvole, le saracinesche e le rubinetterie varie saranno valutate a
numero secondo le rispettive caratteristiche e dimensioni.
Sono compresi i materiali di tenuta.
22. OPERE DI ASSISTENZA AGLI IMPIANTI
Le opere e gli oneri di assistenza di tutti gli impianti compensano e
comprendono le seguenti prestazioni:
– scarico dagli automezzi, collocazione in loco compreso il tiro in alto ai vari
piani e sistemazione in magazzino di tutti i materiali pertinenti agli impianti;
– apertura e chiusura di tracce, predisposizione e formazione di fori ed asole
su murature e strutture di calcestruzzo armato;
– muratura di scatole, cassette, sportelli, controtelai di bocchette, serrande e
griglie, guide e porte ascensori;
– fissaggio di apparecchiature in genere ai relativi basamenti e supporti;
– formazione di basamenti di calcestruzzo o muratura e, ove richiesto, la
interposizione di strato isolante, baggioli, ancoraggi di fondazione e
nicchie;
– manovalanza e mezzi d'opera in aiuto ai montatori per la movimentazione
inerente alla posa in opera di quei materiali che per il loro peso e/o volume
esigono tali prestazioni;
– i materiali di consumo ed i mezzi d'opera occorrenti per le prestazioni di
cui sopra;
– il trasporto alla discarica dei materiali di risulta delle lavorazioni;
184
– scavi e rinterri relativi a tubazioni od apparecchiature poste interrate;
– ponteggi di servizio interni ed esterni;
– le opere e gli oneri di assistenza agli impianti dovranno essere calcolati in
ore lavoro sulla base della categoria della manodopera impiegata e della
quantità di materiali necessari e riferiti a ciascun gruppo di lavoro.
23. MANODOPERA
Gli operai per i lavori in economia dovranno essere idonei al lavoro per il
quale sono richiesti e dovranno essere provvisti dei necessari attrezzi.
L'Appaltatore è obbligato, senza compenso alcuno, a sostituire tutti quegli
operai che non riescano di gradimento alla direzione dei lavori.
Circa le prestazioni di manodopera saranno osservate le disposizioni e
convenzioni stabilite dalle Leggi e dai contratti collettivi di lavoro, stipulati e
convalidati a norma delle leggi sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi.
Nell'esecuzione dei lavori che formano oggetto del presente appalto,
l'impresa si obbliga ad applicare integralmente tutte le norme contenute nel
contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai dipendenti dalle aziende
industriali edili ed affini e negli accordi locali integrativi dello stesso, in vigore
per il tempo e nella località in cui si svolgono i lavori anzidetti.
L'impresa si obbliga altresì ad applicare il contratto e gli accordi medesimi
anche dopo la scadenza e fino alla sostituzione e, se cooperative, anche nei
rapporti con i soci.
I suddetti obblighi vincolano l'impresa anche se non sia aderente alle
associazioni stipulanti o receda da esse e indipendentemente dalla natura
industriale della stessa e da ogni altra sua qualificazione giuridica,
economica o sindacale.
L'impresa è responsabile in rapporto alla stazione appaltante dell'osservanza
delle norme anzidette da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei
rispettivi loro dipendenti, anche nei casi in cui il contratto collettivo non
disciplini l'ipotesi del subappalto.
Il fatto che il subappalto sia o non sia stato autorizzato, non esime l'impresa
dalla responsabilità di cui al comma precedente e ciò senza pregiudizio degli
altri diritti della stazione appaltante.
185
Non sono, in ogni caso, considerati subappalti le commesse date
dall'impresa ad altre imprese:
a) per la fornitura di materiali;
b) per la fornitura anche in opera di manufatti ed impianti speciali che si
eseguono a mezzo di ditte specializzate.
In caso di inottemperanza agli obblighi precisati nel presente articolo,
accertata dalla stazione appaltante o ad essa segnalata dall'Ispettorato del
Lavoro, la stazione appaltante medesima comunicherà all'Impresa e, se del
caso, anche all'Ispettorato suddetto, l'inadempienza accertata e procederà
ad una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori sono in corso
di esecuzione, ovvero alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori
sono stati ultimati, destinando le somme così accantonate a garanzia
dell'adempimento degli obblighi di cui sopra.
Il pagamento all'impresa delle somme accantonate non sarà effettuato sino a
quando dall'Ispettorato del Lavoro non sia stato accertato che gli obblighi
predetti sono stati integralmente adempiuti.
Per le detrazioni e sospensione dei pagamenti di cui sopra, l'impresa non
può opporre eccezioni alla stazione appaltante, né ha titolo al risarcimento di
danni.
24. NOLEGGI
Le macchine e gli attrezzi dati a noleggio debbono essere in perfetto stato di
servibilità e provvisti di tutti gli accessori necessari per il loro regolare
funzionamento.
Sono a carico esclusivo dell'Appaltatore la manutenzione degli attrezzi e
delle macchine.
Il prezzo comprende gli oneri relativi alla mano d'opera, al combustibile, ai
lubrificanti, ai materiali di consumo, all'energia elettrica e a tutto quanto
occorre per il funzionamento delle macchine.
Con i prezzi di noleggio delle motopompe, oltre la pompa sono compensati il
motore, o la motrice, il gassogeno e la caldaia, la linea per il trasporto
dell'energia elettrica ed, ove occorra, anche il trasformatore.
I prezzi di noleggio di meccanismi in genere, si intendono corrisposti per tutto
186
il tempo durante il quale i meccanismi rimangono a piè d'opera a
disposizione dell'Amministrazione, e cioè anche per le ore in cui i
meccanismi stessi non funzionano, applicandosi il prezzo stabilito per
meccanismi in funzione soltanto alle ore in cui essi sono in attività di lavoro;
quello relativo a meccanismi in riposo in ogni altra condizione di cose, anche
per tutto il tempo impiegato per riscaldare la caldaia e per portare a regime i
meccanismi.
Nel prezzo del noleggio sono compresi e compensati gli oneri e tutte le
spese
per il
trasporto
a
piè
d'opera,
montaggio,
smontaggio
ed
allontanamento dei detti meccanismi.
Per il noleggio dei carri e degli autocarri il prezzo verrà corrisposto soltanto
per le ore di effettivo lavoro, rimanendo escluso ogni compenso per qualsiasi
altra causa o perditempo.
25. TRASPORTI
Con i prezzi dei trasporti s'intende compensata anche la spesa per i materiali
di consumo, la mano d'opera del conducente, e ogni altra spesa occorrente.
I mezzi di trasporto per i lavori in economia debbono essere forniti in pieno
stato di efficienza e corrispondere alle prescritte caratteristiche.
La valutazione delle materie da trasportare è fatta, a seconda dei casi, a
volume o a peso, con riferimento alla distanza.
Art. 50 - Disposizioni generali relative ai prezzi dei lavori a misura e delle
somministrazioni per opere in economia - Invariabilità dei prezzi
I prezzi unitari in base ai quali, dopo deduzione del pattuito ribasso d'asta,
saranno pagati i lavori appaltati a misura e le somministrazioni, compensano
anche:
a) circa i materiali, ogni spesa (per fornitura, trasporto, dazi, cali, perdite,
sprechi, ecc.), nessuna eccettuata, che venga sostenuta per darli pronti
all'impiego, a piede di qualunque opera;
b) circa gli operai e mezzi d'opera, ogni spesa per fornire i medesimi di
attrezzi e utensili del mestiere, nonché per premi di assicurazioni sociali,
per illuminazione dei cantieri in caso di lavoro notturno;
187
c) circa i noli, ogni spesa per dare a piè d'opera i macchinari e mezzi pronti al
loro uso;
d) circa i lavori a misura ed a corpo, tutte le spese per forniture, lavorazioni,
mezzi d'opera, assicurazioni d'ogni specie, indennità di cave, di passaggi
o di deposito, di cantiere, di occupazione temporanea e d'altra specie,
mezzi d'opera provvisionali, carichi, trasporti e scarichi in ascesa o
discesa, ecc., e per quanto occorre per dare il lavoro compiuto a perfetta
regola d'arte, intendendosi nei prezzi stessi compreso ogni compenso per
gli oneri tutti che l'Appaltatore dovrà sostenere a tale scopo, anche se non
esplicitamente detti o richiamati nei vari articoli e nell'elenco dei prezzi del
presente capitolato.
I prezzi medesimi, per lavori a misura ed a corpo, nonché il compenso a
corpo, diminuiti del ribasso offerto, si intendono accettati dall'Appaltatore in
base a calcoli di sua convenienza, a tutto suo rischio. Essi sono fissi ed
invariabili.
ASCENSORE INCLINATO DI QUEZZI
VIA PINETTI - VIA FONTANAROSSA
CAPITOLATO TECNICO
ASCENSORE INCLINATO DI QUEZZI
VIA PINETTI - VIA FONTANAROSSA
CAPITOLATO TECNICO
___________________________________________________________________
indice
pag.
1 - PREMESSA.............................................................................................................2
2 - OGGETTO ...............................................................................................................2
3 – RIFERIMENTI NORMATIVI ..........................................................................3
4 – PRESENTAZIONE OFFERTA .........................................................................5
5 – PROGETTO ESECUTIVO .................................................................................5
6 – PRATICA APPROVATIVA...............................................................................7
7 - DESCRIZIONE TECNICA .................................................................................8
8 – PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL’ IMPIANTO.........................9
9 - FUNI DI TRAZIONE ........................................................................................10
10 - TIRANTI PER ATTACCHI FUNI...............................................................11
11 - GUIDE DELLA CABINA E DEL CONTRAPPESO ................................11
12 – AMMORTIZZATORI E FOSSA..................................................................12
13 - ARGANO DI SOLLEVAMENTO .................................................................12
14 – CABINA E CARRELLO .................................................................................15
15 - PORTA DELLA CABINA...............................................................................18
16 - PORTE DI PIANO ..........................................................................................19
17 - CONTRAPPESO...............................................................................................19
18 - LIMITATORE DI VELOCITA’.....................................................................20
19 - PARACADUTE DI CABINA.........................................................................20
20 – FRENATURA PER ECCESSO DI VELOCITA’ IN SALITA ..............21
21 - IMPIANTO ELETTRICO...............................................................................21
22 - QUADRO DI MANOVRA ..............................................................................22
23 - IMPIANTO DI TELEDIAGNOSI ...............................................................24
24 - IMPIANTO DI RILEVAZIONE INCENDIO ..........................................25
25 – SISTEMA DI RECUPERO DI EMERGENZA.........................................26
26 – SISTEMA DI TELESORVEGLIANZA ......................................................26
27 – PRESTAZIONI................................................................................................26
28 – REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO ......................................................27
29 – VERIFICHE E COLLAUDI...........................................................................27
30 – GARANZIA ED ASSISTENZA ...................................................................28
1 - PREMESSA
Nel seguito verranno utilizzate le seguenti definizioni:
-
Committente: l’Amministrazione del Comune di Genova.
-
Impresa: l’Impresa aggiudicataria dell’appalto per la realizzazione
delle opere edili ed impiantistiche dell’ascensore inclinato Via Pinetti
– Via Fontanarossa.
2 - OGGETTO
Oggetto della presente parte di capitolato tecnico sono la progettazione
esecutiva e la fornitura in opera di un ascensore inclinato elettrico con
trazione a funi destinato al servizio di trasporto pubblico di persone
nella città di Genova, incluse le opere accessorie descritte nel presente
capitolato, e quelle comunque necessarie a fornire l’impianto completo
e funzionante, compresa l’approvazione da parte degli Enti competenti
per l’esercizio in servizio pubblico.
Il progetto esecutivo dell’opera civile e quello degli impianti elettrici e
di telecontrollo , che costituiscono la base di riferimento per la
fornitura, ed ai quale si rimanda per tutte le informazioni che siano
necessarie, prevede l’installazione di un ascensore inclinato, con via di
corsa ad andamento planimetrico rettilineo ed a pendenza variabile.
Obiettivi prioritari nella realizzazione dell’impianto sono :
-
robustezza
ed
affidabilità
dell’impianto
e
dei
suoi
singoli
componenti;
-
facilità e sicurezza delle operazioni di soccorso ai passeggeri;
-
facilità ed economicità di manutenzione, reperibilità dei componenti
sul mercato;
CAPIT TECN rev4 – gen 10
pag
2
-
massima integrazione con le strutture architettoniche delle opere
civili delle stazioni e della via di corsa e con l’ambiente circostante.
Gli impianti di trasporto a fune in servizio pubblico sono sottoposti a
verifiche quotidiane da parte degli addetti all’esercizio, alle verifiche
periodiche delle funi, a verifiche periodiche semestrali a cura del
Responsabile dell’esercizio con la partecipazione dell’Ente di controllo
competente in materia di sicurezza (Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti). Inoltre (vedi DM 2.01.1985 n°23) ogni 5 anni devono essere
sottoposti ad una Revisione speciale ed ogni 10 anni ad una Revisione
generale, che comportano sostituzioni di componenti, smontaggi,
verifiche con metodi non distruttivi e prove funzionali; il Costruttore
quindi deve fornire tutti gli elementi necessari in merito (elenco delle
parti soggette a scadenza temporale, piano dei controlli non distruttivi,
manuali di manutenzione).
3 – RIFERIMENTI NORMATIVI
Trattandosi di un impianto in servizio pubblico, si fa riferimento in
particolare al progetto di norma europea prEN 81.22, tenendo altresì
presente la bozza di norma “Regole di sicurezza per la costruzione e
l’installazione degli ascensori inclinati”, redatta dal Ministero dei
Trasporti, ed i criteri e le indicazioni della più recente normativa UNI-EN
81.1 (edizione 2005) per gli ascensori, in quanto applicabili.
Si richiamano di seguito alcuni riferimenti alla legislazione vigente, ed
a norme tecniche specifiche. L’elenco non è esaustivo; è fatto
comunque obbligo al Fornitore di attenersi alle disposizioni di legge ed
alle norme di buona tecnica in vigore al momento della consegna
dell’impianto al Committente.
CAPIT TECN rev4 – gen 10
pag
3
D.M. 9-12-1987 n. 587
Attuazione delle direttive n. 84/529/CEE e n. 86/312/CEE relative agli ascensori
elettrici.
D.P.R. 11-7-1980 n. 753
Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e
di altri servizi di trasporto.
D.P.R. 30-4-1999 n. 162
Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori
e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e
montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio.
D.M. 5-3-1931
Norme per l'impianto e l'esercizio, in servizio pubblico, degli ascensori destinati al
trasporto di persone.
D.P.R. 24-7-1996 n. 503
Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli
edifici, spazi e servizi pubblici.
D.M. 14-6-1989 n. 236
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità e la visitabilità degli edifici
privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del
superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche.
D.Lgs. 12-6-2003 n. 210
Attuazione della direttiva 2000/9/CE in materia di impianti a fune adibiti al trasporto
di persone e relativo sistema sanzionatorio.
UNI-EN 81/1
Regole di sicurezza per la costruzione e l’installazione degli ascensori e dei
montacarichi – Ascensori elettrici.
UNI-EN 12385/5
Funi di acciaio – Sicurezza – Parte 5: Funi a trefoli per ascensori
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4
4 – PRESENTAZIONE OFFERTA
In sede di presentazione all’offerta le imprese concorrenti alla gara
dovranno rilasciare apposita dichiarazione, sottoscritta dal legale
rappresentante, di aver preso conoscenza dei progetti esecutivi civile
ed elettrico, e di riconoscerne la validità, la compatibilità e la
congruenza alla finalità della realizzazione dell’ascensore in servizio di
trasporto pubblico.
Nella documentazione tecnica da presentare a corredo dell’offerta,
elaborata
e
sottoscritta
dall’Impresa,
deve
essere
compreso
un
programma specifico:
• dei lavori, in cui siano dettagliate le fasi di progettazione, fornitura ,
montaggio e collaudo dell’impianto ascensore oggetto della presente
specifica tecnica
• della compatibilizzazione di tali interventi con il programma lavori
generale.
Qualora, in sede di offerta, le soluzioni tecniche proposte dall’Impresa
si discostino dal progetto definitivo approvato in sede di Conferenza dei
Servizi, l’Impresa dovrà darne adeguata giustificazione sui piani tecnico
ed economico, senza variazioni dei limiti di spesa previsti.
5 – PROGETTO ESECUTIVO
Il progetto esecutivo dell’ascensore , basato sulla relazione tecnica
impiantistica allegata al presente capitolato e sul progetto esecutivo
delle opere civili ed impiantistiche, dovrà essere redatto in conformità a
quanto stabilito dal Ministero Infrastrutture e Trasporti - USTIF (parere
00672 del 11 marzo 2005 espresso in sede di Conferenza dei Servizi) in
base alle norme vigenti all’atto della presentazione del progetto
esecutivo e che sono contenute nella bozza di “Regole di sicurezza per
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5
la costruzione ed installazione degli ascensori inclinati (progetto norma
prEN81/22)” e, per quanto applicabili, nella norma EN 81-1 e dal
Comune di Genova con propri provvedimenti.
Il
progetto esecutivo dell’ascensore
in
particolare, dovrà essere
corredato di tutta la documentazione tecnica di cui all’Appendice C di
detta norma, ed inoltre di quanto prescritto dal DM 2/01/1985 n°23, e
di quanto eventualmente richiesto dagli Enti competenti a concedere il
nullaosta e l’approvazione.
Nella documentazione tecnica da presentare a corredo del progetto
esecutivo dell’ascensore l’Impresa aggiudicataria dovrà predisporre una
relazione tecnico descrittiva completa degli approfondimenti richiesti
nel citato parere USTIF relativi a:
- illuminazione permanente via di corsa;
- protezioni via di corsa;
- modalità di sorveglianza a distanza dell’impianto;
- procedura di soccorso;
- verifiche di stabilità che tengano conto della spinta del vento
-
contrappeso
munito
di
paracadute
o
installazione
di
sistemi
equivalenti
- sistemi adottati per controllo orizzontalità della cabina
- marchiatura dei componenti certificati CE.
In base al DPR 554/99, dovrà essere presentato un documento
specifico per il “Piano di Manutenzione dell’impianto”; peraltro la
presentazione del manuale di manutenzione è anche già prescritta dal
DM 2/01/1985 n.23 sopra citato.
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6
Gli schemi elettrici dovranno essere completi e particolareggiati, e
contenere le istruzioni per le prove periodiche di isolamento, con
l’elencazione delle sconnessioni da operare e dei morsetti su cui
effettuare le prove con l’indicazione dei circuiti cui si riferiscono.
6 – PRATICA APPROVATIVA
Il progetto esecutivo completo dell’impianto, redatto a tolale cura e
spese
dell’Impresa,
dovrà
essere
consegnato
all’esame
del
Committente entro 90 giorni dalla data del ricevimento dell’ordine.
La verifica da parte del Committente riguarda gli aspetti formali e di
rispondenza ai requisiti funzionali e qualitativi richiesti; il Committente
non assume responsabilità relativamente agli elaborati tecnici del
progetto.
Il Committente ha la facoltà, qualora ne ravvisasse la necessità, di
richiedere integrazioni o varianti alla documentazione consegnata;
queste dovranno essere consegnate dall’Impresa nel termine massimo
di giorni 15 consecutivi dalla data della richiesta stessa.
Il Committente previa verifica, trasmetterà il Progetto con richiesta di
approvazione al Comune di Genova e, per la concessione del relativo
nullaosta ai fini della sicurezza, al Ministero dei Trasporti.
Le richieste di integrazioni e varianti al progetto formulate dagli Enti
preposti all’approvazione dovranno essere soddisfatte dall’Impresa
entro 15 giorni solari consecutivi dalla richiesta stessa.
La
costruzione
dell’impianto
di
ascensore
potrà
essere
iniziata
solamente in seguito all’approvazione del progetto esecutivo da parte
degli Enti preposti.
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7
Qualora
l’Impresa
non
rispetti
la
tempistica
specificata
della
presentazione del progetto esecutivo o delle variazioni e/o integrazioni
richieste dalla Committente o dagli Enti preposti, ad insindacabile
giudizio del Responsabile di Procedimento, sentito il parere della
Direzione Lavori, potrà essere comminata una penale, così come meglio
definita nel Capitolato d’Oneri, in base alla gravità del ritardo o
dell’inottemperanza a quanto richiesto.
7 - DESCRIZIONE TECNICA
Il presente Capitolato tecnico fa puntuale riferimento al fascicolo
“Relazione
tecnica
documentazione
del
impianto
progetto
di
trasporto”,
complessivo
facente
dell’opera
parte
della
“Ascensore
inclinato Pinetti-Fontanarossa”.
L’ascensore è di tipo con motore elettrico e trazione a funi; il gruppo di
trazione è disposto entro la stazione superiore, sotto il livello del piano
di sbarco, in apposito locale, adeguatamente aerato, a cui si accede per
mezzo di una comoda scala; le funi sono deviate alla via di corsa
tramite pulegge, e poi fissate alla cabina ed al contrappeso tramite
attacchi autoserranti certificati del tipo usato per gli ascensori, con
cuneo e morsetti.
La trazione avviene per mezzo di un classico argano per ascensore,
azionato da un motore asincrono a velocità variabile tramite un
riduttore ad assi ortogonali con vite senza fine e ruota elicoidale;
sull’albero lento è calettata la puleggia di frizione, con fascia di
aderenza in ghisa.
Sono installate 7 funi di trazione del diametro di 13 mm, con tiro
diretto su cabina e contrappeso; è installata anche una fune di
compensazione, collegata sempre con tiranti del tipo sopra descritto
alle parti inferiori di cabina e contrappeso, e rinviata a valle da una
CAPIT TECN rev4 – gen 10
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8
puleggia portata da un apposito carrello scorrevole zavorrato da un
contrappeso.
8 – PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL’ IMPIANTO
- Capienza della cabina: 22 passeggeri, equivalente a 1650 kg.
- Velocità di esercizio a regime: 2 m/s.
- Corsa totale: 130,53 m.
-
Fermate
n°3
(+
predisposizione
per
una
ulteriore
fermata
intermedia).
- Macchina di sollevamento posta a monte, sotto il piano di sbarco,
costituita da un riduttore con vite senza fine in acciaio e corona
elicoidale in bronzo, con motore elettrico asincrono trifase a velocità
variabile, alimentato da convertitore statico (a frequenza e tensione
variabili).
- Configurazione con tiro diretto su cabina e contrappeso.
- Alimentazione principale trifase 380 V 50Hz derivata dalla cabina di
distribuzione dell’impianto, situata in prossimità del locale macchina.
L’Impresa deve fornire ed installare nel locale macchina della stazione
superiore un quadro contenente gli apparecchi di sezionamento e
protezione
dell’apparato
motore
e
di
tutti
i
servizi
concernenti
l’impianto di trasporto.
- Carrello della cabina costituito da intelaiatura in profilati e lamiere di
acciaio, uniti per mezzo di saldature e bullonature; il mobile cabina è
montato su un supporto oscillante rispetto al carrello, in modo da poter
essere orientato, a seconda della pendenza della linea, per mantenere
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orizzontale l’assetto del pavimento; pavimento e soffitto sono in acciaio
e le pareti sono in acciaio e cristallo di sicurezza.
- Porte di piano: n°3 alle stazioni superiore (Via Fontanarossa),
intermedia (Via Portazza) ed inferiore (Via Pinetti), ciascuna con due
ante ad apertura automatica centrale; luce libera di almeno 900 mm in
larghezza e di 2000 mm in altezza.
- Manovra automatica, con pulsanti di prenotazione ai piani ed in
cabina e comando manuale per la manovra di manutenzione dal posto
di manutenzione sulla cabina.
- Collegamento con posto di sorveglianza remoto con funzioni di
collegamento video e audio e ricezione dei segnali di allarme e diagnosi
guasti.
9 - FUNI DI TRAZIONE
Le funi di trazione adottate sono 7, di formazione tipo Seale con anima
in filato sintetico; 8 trefoli ad avvolgimento crociato con fili in acciaio
zincato a doppia classe di resistenza, conformi a quanto previsto dalla
normativa UNI-EN 12385-5/2004.
La formazione ad 8 trefoli è particolarmente flessibile ed ottimizzata
per ottenere lunga durata con una limitata usura delle pulegge in
ghisa.
Hanno le seguenti caratteristiche:
* diametro nominale 13 mm
* formazione 8 (9 + 9 + 1) + anima in fibra di polipropilene
* n° totale dei fili: 152
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* carico di rottura unitario fili esterni : 1370 N/mm2
* carico di rottura unitario fili interni : 1770 N/mm2
Le funi devono essere corredate del certificato del Costruttore,
attestante la corrispondenza alla norma citata.
10 - TIRANTI PER ATTACCHI FUNI
Alla cabina ed al contrappeso sono fissati dei tiranti, di caratteristiche
adatte alle funi impiegate, con filettatura per la regolazione della
tensione, collegati alle funi mediante attacchi ad attrito, con cuneo di
serraggio e morsetti di sicurezza. La resistenza dei tiranti è pari ad
almeno l’80% del carico di rottura delle funi. I tiranti devono essere
corredati della copia del certificato CE della relativa prova di tipo,
rilasciato in data non anteriore a 3 anni rispetto alla fornitura.
11 - GUIDE DELLA CABINA E DEL CONTRAPPESO
La via di corsa è costituita da due travi in acciaio tipo HEB450; la sua
fornitura, lo sviluppo dei disegni costruttivi, il montaggio e posa in
opera sono già comprese nell’ambito delle opere di carpenteria a carico
dell’Impresa. Sopra le travi scorrono le ruote gommate del carrellocabina, mentre il contrappeso si muove all’interno della via di corsa con
moto contrario a quello della cabina ed al di sotto di essa; anch’esso è
dotato di ruote gommate, che appoggiano sulle ali interne delle travi ad
H, ed usa come guide, in senso trasversale, l’anima delle travi ad H,
mediante altre ruote gommate.
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Nella parte inferiore del tracciato (parzialmente in galleria) le travi sono
fissate, tramite l’interposizione di appoggi elastici, sulla struttura di
fondo in cemento armato; nella parte superiore invece si sviluppa in
viadotto, con una struttura in travi di acciaio, collegate da traverse e
controventi pure in acciaio, che formano così una struttura rigida a
sezione chiusa.
Le travi ad H sono unite tra loro, secondo le scelte costruttive decise
dall’Impresa, in modo da formare, una volta montate, una via di
scorrimento il più possibile liscia e priva di discontinuità.
12 – AMMORTIZZATORI E FOSSA
Nella fossa inferiore dovranno essere installati gli ammortizzatori
idraulici a dissipazione di energia, in corrispondenza della cabina ed in
corrispondenza del contrappeso.
Essi devono avere caratteristiche tali da soddisfare ai reqisiti fissati
dalla normativa, in relazione ai carichi ed alle velocità di progetto.
La costruzione e messa in opera di strutture di sostegno per gli
ammortizzatori fa parte della fornitura in opera dell’ascensore, e sono
quindi a cura e carico dell’Impresa.
La fornitura e l’installazione della scala per l’accesso e degli eventuali
dispositivi di protezione per gli operatori in fossa (griglie metalliche di
difesa od altro) sono a cura e carico dell’Impresa, così come la finitura
civile del vano fossa, che non è stato possibile definire nel progetto
civile, in quanto suscettibile di modifiche in base alle differenti
soluzioni progettuali possibili per l’impianto.
13 - ARGANO DI SOLLEVAMENTO
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L’argano per la movimentazione dell’impianto è posto in un locale
ricavato sotto la stazione superiore, allineato con la via di corsa
dell’ascensore. Il basamento dell’argano è stato progettato in base ai
carichi previsti, ed è fissato solidamente alla struttura sottostante. Le
opere murarie e di carpenteria necessarie al montaggio dell’argano e
delle pulegge sono a cura e carico dell’Impresa.
L’argano si compone di:
UN RIDUTTORE a vite e corona elicoidale.
Esso è costituito da una robusta carcassa in ghisa, nella quale alloggia,
in bagno d’olio, la coppia cinematica formata dalla corona elicoidale, in
bronzo, e dalla vite senza fine, in acciaio speciale bonificato ad alta
resistenza e con superficie rettificata, ricavata da un pezzo pieno.
L’albero lento è portato da cuscinetti a rotolamento, collocati sui due
lati nella carcassa della macchina; la vite senza fine è sostenuta da
bronzine, mentre lo sforzo assiale è sostenuto da un cuscinetto a sfere
del tipo reggispinta a doppio effetto.
UN MOTORE DI SOLLEVAMENTO asincrono trifase alimentato da un
convertitore statico, con regolazione in frequenza-tensione (VVVF). Il
motore è di tipo adatto per l’alimentazione a frequenza variabile.
La regolazione automatica del motore, controllata in retroazione in base
al segnale di un trasduttore tachimetrico, provvede a mantenere
costante la velocità durante la marcia della cabina ed a attuare le
rampe di accelerazione e decelerazione durante le fasi di avviamento e
di frenatura. Il motore è dotato di sonda termica interna, che segnala al
quadro di manovra il raggiungimento della temperatura limite; di
conseguenza la logica di manovra, al termine della corsa (al primo
arresto programmato) e dopo l’apertura della porta, non consente un
nuovo avviamento dell’impianto e lo pone automaticamente fuori
servizio per un tempo prefissato.
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UNA PULEGGIA DI TRAZIONE costituita da una fascia in ghisa,
avente diametro nominale Ø = 700 mm, calettata sull’albero lento del
riduttore con l’interposizione di un mozzo con flangia bullonata, per una
agevole sostituzione. Sull’esterno della fascia in ghisa sono ricavate le
gole a profilo semicircolare con intaglio, dove alloggiano le funi di
trazione. La fascia di aderenza è trattata con un processo atto a
diminuirne l’usura.
GRUPPO PULEGGE DI DEVIAZIONE pure in ghisa, del diametro
nominale di 650 mm, con relativi supporti dotati di cuscinetti a
rotolamento adeguatamente dimensionati.
UN
DISPOSITIVO
DI
FRENATURA
costituito
da
due
ganasce
indipendenti con guarnizioni in materiale d’attrito che si serrano su di
un tamburo freno; il tamburo è solidale alla vite senza fine del
riduttore, ed integrato con un giunto a pioli e tasselli elastici tra vite e
motore. Le ganasce sono fulcrate su perni, a loro volta sostenuti da un
apposito supporto. La forza di serraggio del freno è regolabile, e viene
prodotta da molle elicoidali in acciaio lavoranti in compressione.
Durante la marcia normale dell’impianto il freno viene tenuto aperto da
un elettromagnete; nel caso che fosse necessario effettuare manovre
manuali di emergenza, il freno può essere agevolmente aperto a mano
mediante un’apposita leva.
Poiché il motore di sollevamento provvede anche alla frenatura elettrica
dell’impianto, con arrivo al piano a velocità prossima a zero, il freno
meccanico
serve,
in
condizioni
normali,
al
solo
stazionamento
la
manovra
dell’impianto già fermo.
UN
DISPOSITIVO
DI
EMERGENZA
per
a
mano,
utilizzando il quale è possibile spostare la cabina lungo il vano, dopo
aver aperto il freno. Esso è munito di un volantino cieco di adeguato
diametro; l’innesto del volantino provoca la disalimentazione del
circuito di manovra. Lo sforzo massimo richiesto all’operatore per
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spostare la cabina con il carico nominale in salita non deve superare i
400 N.
14 – CABINA E CARRELLO
Il veicolo, previsto esclusivamente per il trasporto di passeggeri, è
costituito da un carrello e da una cabina, fissata sopra ad esso con
l’interposizione di appoggi antivibranti; la cabina ha una capienza di 22
passeggeri (di cui 3 seduti), per una portata complessiva di 1650 kg;
la massa della cabina a carico massimo non deve essere superiore a
4650 kg. Pavimento e soffitto sono in acciaio e le pareti in acciaio inox
e cristallo laminato di sicurezza antisfondamento. Il layout estetico
della cabina, caratterizzato da ampie vetrature, dovrà essere proposto
dall’Impresa, ed essere di gradimento della Committente, e potrà
essere sottoposto alla valutazione degli Enti competenti in tema di
estetica urbana.
La cabina è articolata sul carrello in modo da poter compensare la
pendenza della linea, mantenendo così sempre orizzontale il pavimento
della
cabina.
L’inclinazione
della
cabina
rispetto
al
carrello
è
determinata da una serie di ruote gommate montate su di un supporto,
che scorrono lungo una guida disposta lateralmente e fissata alla
struttura della via di corsa, ad un’altezza variabile in relazione
all’angolo di inclinazione della linea.
L’accesso alla cabina avviene attraverso una porta a scorrimento ad
azionamento automatico, del tipo usato sugli ascensori; ad ogni
stazione essa si apre e chiude in sincronia con la porta della stazione.
Sempre dalla stessa porta può avvenire l’uscita di emergenza, che
permette l’evacuazione dei passeggeri dalla cabina (con l’intervento di
personale tecnico dall’esterno) nel caso di prolungato fermo in linea per
guasto, attraverso l’apposita scalinata fiancheggiante la via di corsa.
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A questo scopo deve essere installato un dispositivo atto a facilitare lo
sbarco dei passeggeri sul camminamento di servizio in condizioni di
sicurezza, fisso od asportabile; qualore esso sia asportabile, deve
essere facilmente collocabile in posizione d’uso e non avere peso
superiore a 15 daN.
Sopra le porte di piano devono essere installati gocciolatoi idonei ad
evitare che l’acqua piovana si riversi sui passeggeri.
L’interno della cabina deve essere dotato di impianto di climatizzazione,
regolabile solo dal personale di servizio, e deve comunque essere
sufficientemente ventilato, sia naturalmente, mediante abbondanti
prese e sfoghi d’aria, sia mediante idonei ventilatori elettrici.
Il sistema di illuminazione è realizzato con lampade fluorescenti, di tipo
particolarmente robusto per resistere al vandalismo.
Nella cabina è installato, oltre ai pulsanti per la manovra ed al pulsante
che attiva il segnale di allarme, anche un impianto telefonico a viva
voce, che permette la comunicazione bidirezionale tra passeggeri e
posto di controllo remoto. Tutti i pulsanti, di tipo resistente al
vandalismo, sono identificabili al tatto (con simboli tattili e scritte in
Braille), e posti ad altezza raggiungibile anche da disabili in sedia a
ruote.
La pulsantiera della cabina è composta da una piastra in acciaio inox
sulla quale sono allineati:
-
i pulsanti dei piani di destinazione, numerati 0, 1, 2, con
segnalazione
luminosa
dell’avvenuta
attivazione;
deve
essere
predisposto anche un vano per il pulsante dell’eventuale quarta fermata
intermedia.
-
il pulsante per la riapertura della porta;
-
il terminale dell’impianto di comunicazione fonica (microfono,
altoparlante);
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-
ad almeno 200 mm di distanza dai pulsanti dei piani, il pulsante di
allarme/chiamata telefonica;
-
il segnalatore luminoso di sovraccarico, integrato da suoneria a
ronzatore intermittente, ovvero da un messaggio vocale automatico.
Un segnale acustico, udibile sia nella cabina sia al piano, avvisa i
passeggeri dell’arrivo della cabina al piano.
La cabina dovrà essere dotata di una una telecamera a colori con
obiettivo grandangolare in grado di visualizzare l’intera cabina; il
segnale sarà portato nel locale macchina tramite un idoneo sistema di
trasmissione; dovrà essere prevista la possibilità di registrazione video,
le cui caratteristiche dovranno essere concordate con la Committente.
Sulla cabina deve essere disponibile un’alimentazione a 24 Vcc con
potenza
di
300 W, per l’alimentazione delle apparecchiature di
telesorveglianza.
All’interno della cabina deve essere installato un estintore antincendio
di caratteristiche adeguate, montato su supporto e vincolato con un
sigillo a piombo per evitarne l’asportazione.
Il carrello è munito di ruote gommate che scorrono sulla faccia
superiore delle travi metalliche costituenti la via di corsa, e di ruote di
guida orizzontali, pure gomate, che rotolano lungo una apposita rotaia
a T rovesciata, posta in prossimità dell’asse della linea, a fianco dei
rulli guidafune; su di essa fanno presa anche la ganasce del freno
paracadute.
Sono presenti anche delle staffe di sicurezza con rulli, che, trovandosi
esternamente al di sotto dell’ala superiore delle travi, non permettono
al carrello di sollevarsi rispetto alla via di corsa.
Tutti i materiali utilizzati dovranno garantire un’adeguato abbattimento
del rumore di scorrimento, un’alta resistenza all’usura ed una agevole
manutenzione.
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Il carrello ha un telaio rigido, cui sono fissati gli assi dei quattro
bilanceri (che portano a loro volta le otto ruote gommate), gli attacchi
delle funi, il freno di emergenza (“paracadute”), il dispositivo di
azionamento del freno per eccesso di velocità (“limitatore di velocità”).
Sul carrello sono disposte anche le apparecchiature elettriche di
comunicazione, servizio e sicurezza.
Sul
carrello
è
installato
un
dispositivo
che
rileva
l’eventuale
allentamento di una fune, aprendo un contatto elettrico che arresta la
marcia.
I cavi degli impianti elettrici sono del tipo non propagante la fiamma,
ed a minima emisssione di fumi nocivi (afumex), in conformità alle
norme CEI 20-22 III e CEI 20-38.
15 - PORTA DELLA CABINA
È del tipo ad antine scorrevoli in cristallo di sicurezza antisfondamento,
inserite in telai di acciaio inox, con movimento motorizzato; il relativo
gruppo
operatore
(motore,
sistema
di
trascinamento, carrelli
di
sospensione, leveraggi e sistemi di blocco) è montato sulla cabina, al di
sopra della porta stessa, o comunque in posizione protetta dalle
intemperie e dall’accumulo di sporcizia.
Un sistema di sicurezza a cellule fotoelettriche provoca la riapertura
della porta nel caso che durante la chiusura vi si frapponga un
ostacolo; la porta comunque esercita in chiusura una forza massima di
150 N.
Ha una luce netta di apertura di almeno 900 mm in larghezza e di
almeno 2000 mm in altezza.
La porta di cabina risulta bloccata meccanicamente allorchè la cabina si
trova al di fuori delle zone dei piani. L’avvenuta chiusura della porta e
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l’intervento del blocco meccanico sono controllati da contatti elettrici di
sicurezza,
conformi
alla
normativa.
E’
facilmente
sbloccabile
dall’esterno per favorire le eventuali operazioni di soccorso.
16 - PORTE DI PIANO
Le porte dei piani di imbarco hanno una propria motorizzazione,
asservita al consenso della presenza della cabina al relativo piano.
Sono in numero di tre; hanno caratteristiche similari a quelle della
porta di cabina, da cui dipendono nel movimento di apertura e
chiusura, tramite un sistema di sblocco meccanico ed elettrico. Le
antine sono in cristallo di sicurezza antisfondamento inserito in telai di
acciaio inox.
Un apposito aggancio blocca, in posizione di chiusura, le antine della
porta e dà il consenso elettrico alla manovra dell’impianto.
Qualora, per qualsiasi motivo, la porta si trovasse aperta in assenza
della
cabina,
un
contrappeso
ne
deve
provocare
la
richiusura
automatica e l’aggancio. La porta è sbloccabile dall’esterno con la
chiave triangolare unificata, prescritta dalla norma EN81/1.
Il telaio e le parti di contorno e finitura della porta devono inserirsi ed
essere solidamente fissati nei varchi di m 1,16 x 2,10 appositamente
previsti nella costruzione civile.
17 - CONTRAPPESO
Il contrappeso ha una massa totale non superiore a 3825 kg; esso è
formato da un carrello della lunghezza massima di 3,30 metri, nel cui
telaio sono contenuti dei pesi in materiale ferroso; esso è munito di
ruote gommate che rotolano sulle piste formate dalle ali inferiori
interne delle travi di corsa ad H. La guida in senso trasversale è
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assicurata da due coppie di ruote gommate orizzontali, che rotolano
lungo l’anima delle travi ad H.
Anche per le ruote del contrappeso valgono le prescrizioni dell’art. 15.
18 - LIMITATORE DI VELOCITA’
Il limitatore centrifugo di velocità è installato a bordo del carrello; è
costituito da un supporto che incorpora il dispositivo di bloccaggio e da
una puleggia che porta i corpi centrifughi con le relative molle di
contrasto. Deve essere certificato secondo la norma UNI EN81 ed
utilizzato entro i limiti previsti.
Una funicella, fissata all’estremità a monte della linea e mantenuta in
tensione nel fondo fossa a valle da un contrappeso, si avvolge sulla
puleggia del dispositivo centrifugo, mettendola in rotazione durante la
marcia; quando la velocità supera quella massima di esercizio di un
valore prefissato, i corpi centrifughi si allontanano radialmente ed uno
di essi opera sui contatti elettrici (per entrambi i sensi di marcia),
togliendo l’alimentazione al circuito di manovra, e di conseguenza al
motore di trazione ed al freno di servizio dell’argano. Per un ulteriore
aumento della velocità l’espansione dei corpi centrifughi aziona un
sistema ad arpionismo che provoca l’intervento del paracadute della
cabina.
La fune del limitatore di velocità ha le caratteristiche richieste dalla
norma.
19 - PARACADUTE DI CABINA
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Il
dispositivo
paracadute
è
del
tipo
unidirezionale
ad
azione
ammortizzata; esso ha il compito di fermare la cabina nella direzione
della discesa esercitando la sua azione frenante sulla guida centrale.
Il paracadute è azionato dal limitatore di velocità; il suo intervento
provoca l’interruzione dell’alimentazione al motore di sollevamento e
quindi l’intervento del freno di servizio.
Esso è certificato secondo norma UNI EN81 per velocità e carico pari a
quelli di progetto.
20 – FRENATURA PER ECCESSO DI VELOCITA’ IN SALITA
Sull’albero lento dell’argano deve essere installato un dispositivo di
frenatura ad azionamento negativo (azionato a molle in compressione
ed aperto elettricamente) atto ad evitare l’eccesso di velocità della
cabina in salita; tale dispositivo può eventualmente essere sostituito da
un freno con ganasce agenti direttamente sulle funi.
21 - IMPIANTO ELETTRICO
L’Impresa dovrà fornire ed installare tutti gli impianti elettrici e gli
apparecchi di protezione riguardanti gli ascensori, compresi gli
interruttori generali nel locale macchine relativi alle linee di forza
motrice, illuminazione (limitatamente all’illuminazione di servizio e
di
emergenza
della
cabina)
ed
evetuali
altri
servizi
dedicati
all’impianto di trasporto.
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21
L’impianto
elettrico
dell’ascensore
deve
essere
conforme
alla
normativa vigente, ed essere basato su tecniche e componenti
ampiamente sperimentati.
* Le pulsantiere dei piani, con piastra di base in acciaio inox
satinato, sono di tipo adatto all’impiego all’aperto, con grado di
protezione IP55 e resistenti al vandalismo. Esse devono contenere:
- i pulsanti di prenotazione della direzione di marcia, con indicazione
luminosa di registrazione chiamata;
- un indicatore luminoso di senso di marcia della cabina, e luminoso
ed acustico di cabina in arrivo;
- la spia luminosa di impianto “fuori servizio”;
- il terminale dell’impianto di comunicazione fonica.
* Il motore elettrico viene alimentato in corrente alternata trifase
da un convertitore statico a semiconduttori, che, a partire dalla
tensione della rete pubblica a 380 V trifase, fornisce in uscita una
tensione trifase a frequenza e tensione variabili.
* Il quadro di manovra con sistema elettronico programmabile a
microprocessori.
* Il circuito delle sicurezze è formato da diverse catene di contatti
disposti in serie, ed ha il compito di consentire che la marcia
dell’impianto possa avvenire solamente quando tutte le condizioni di
sicurezza sono verificate.
22 - QUADRO DI MANOVRA
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22
E’ collocato nel locale del macchinario, in posizione di facile e comodo
accesso per la manutenzione ed il controllo. Le funzioni del quadro di
manovra sono essenzialmente le seguenti:
1) riceve le richieste ed i comandi dalle pulsantiere dei piani e della
cabina
2) comanda l’avviamento e l’arresto del motore
3) controlla la velocità ed attua le fasi di accelerazione e di
rallentamento in modo da rendere il sistema indipendente dalle
variazioni di carico in cabina
4) comanda gli spostamenti dell’ascensore ed il movimento delle
porte
5) protegge il macchinario da ogni possibile sovraccarico o anormale
funzionamento
6) controlla i comandi della pulsantiera di manutenzione della
cabina
7) comanda l’immediata riapertura delle porte di piano e cabina
qualora nella fase di chiusura vi si frapponga un ostacolo
8) controlla tutti i contatti di sicurezza distribuiti lungo il vano, sulla
cabina, sul carrello e sulle porte di piano e di cabina.
9) attua i comandi e le segnalazioni e la diagnostica degli stati e dei
guasti
Le morsettiere di collegamento dei cavi nel quadro di manovra e
sulla cabina sono di tipo componibile modulare fissato su barra
metallica standard, con serraggio a viti; tutti i morsetti ed i singoli cavi
devono essere numerati, con codifica corrispondente allo schema
elettrico fornito a corredo, allo scopo di facilitare le operazioni di
manutenzione e ricerca dei guasti; tutti i conduttori di messa a terra
dei diversi circuiti devono far capo ad un’unica barra isolata, dalla quale
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23
parte un unico conduttore di terra generale, facilmente scollegabile per
l’effettuazione periodica delle prove di isolamento.
Il quadro deve essere predisposto per la futura attivazione di una
ulteriore fermata intermedia. I relativi cablaggi devono essere posati, e
le
relative
terminazioni
attestate
in
un
cassetto
stagno
in
corrispondenza della zona di sbarco prevista, in modo che per attivare
la fermata si debbano installare solo la porta esterna e gli eventuali
apparecchi di controllo per rallentamento ed arresto.
Nel quadro di manovra è contenuta una morsettiera di interfaccia
con
il
sistema
di
sorveglianza
remoto;
oltre
che
servire
l’interconnessione con il sistema telefonico, i morsetti fanno capo ad
altrettanti contatti puliti che permettono di trasferire al posto di
sorveglianza i principali stati ed allarmi dell’impianto.
23 - IMPIANTO DI TELEDIAGNOSI
Allo scopo di garantire la regolarità e sicurezza dell’esercizio e facilitare
il tempestivo intervento di soccorso ai passeggeri, sarà installato un
sistema di trasmissione tra locale macchina e posto di sorveglianza
remoto, da installarsi presso il Centro di sorveglianza, la cui ubicazione
(in
Genova)
sarà
comunicata
dal
Committente;
sulla
console
dell’operatore devono comparire almeno i seguenti allarmi e segnali:
-
pulsante di allarme passeggeri (segnalazione ottica e acustica)
-
cabina ferma al piano e numero del piano (1,2 o3)
-
cabina in moto in salita/discesa
-
porta aperta
-
arresto della cabina al di fuori dei piani
-
cabina sovraccarica
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-
mancanza di alimentazione elettrica dalla rete
-
intervento rivelatori di fumo
-
impianto fermo per fuori servizio o intervento logica antincendio
-
intervento del sistema di recupero di emergenza
-
manovra di manutenzione
-
ritorno al funzionamento normale
Gli allarmi e segnali devono pervenire al posto remoto entro un tempo
massimo di 90 secondi; essi devono essere registrati in un supporto di
memoria con durata di ameno sette giorni, con l’indicazione del
momento di invio (giorno, ora, minuto); i dati devono poter facilmente
essere inseriti in un database standard per la successiva elaborazione.
24 - IMPIANTO DI RILEVAZIONE INCENDIO
Nella cabina, nei locali chiusi delle stazioni, nella parte chiusa del vano
di corsa e nel locale macchine sono installati sensori di fumo (di tipo
non contenente materiali radioattivi), che fanno capo ad una centralina
di allarme, collocata nel locale macchine. La centralina invia il segnale
di allarme al posto di sorveglianza; il ripristino dell’allarme deve
avvenire localmente sulla centralina.
L’intervento di uno qualsiasi dei rilevatori deve produrre, oltre al
predetto segnale di allarme, il seguente comportamento nella manovra
dell’ascensore (“logica antincendio”):
-
se l’impianto è fermo con la cabina ad un piano: chiude la porta e
non accetta chiamate, ed illumina il segnale “fuori servizio”;
-
se l’impianto è in movimento: termina la corsa, apre la porta, poi,
dopo un tempo prefissato, chiude la porta e non accetta chiamate,
ed illumina il segnale “fuori servizio”.
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25
Il pulsante di riapertura porta all’interno della cabina deve sempre
rimanere attivo.
25 – SISTEMA DI RECUPERO DI EMERGENZA
E’ installato un sistema di recupero automatico della cabina nel caso di
mancanza dell’alimentazione principale; esso, qualora la cabina sia
bloccata lungo il vano di corsa, attesi alcuni secondi dalla rilevazione
della mancata alimentazione per evitare falsi segnali, interviene
automaticamente con una propria batteria di accumulatori e provvede
ad alimentare il motore a bassa velocità fino al raggiungimento di un
piano, a mantenere accesa una lampada di emergenza nella cabina e
ad aprire la porta all’arrivo; il successivo avviamento dell’impianto è
subordinato al ritorno dell’alimentazione principale.
26 – SISTEMA DI TELESORVEGLIANZA
Poichè l’ascensore è destinato all’impiego in servizio pubblico, il suo
controllo viene effettuato da un posto di sorveglianza remoto attraverso
un sistema di televisione a circuito chiuso, con telecamere di ripresa
alle stazioni e nella cabina, ed un impianto fonico bidirezionale a viva
voce (citofono), anch’esso comunicante con il posto di sorveglianza,
con terminali periferici nella cabina e nelle stazioni.
Il sistema di trasmissione da utilizzare per la comunicazione audio ed i
segnali diagnostici deve essere concordato con il Committente.
27 – PRESTAZIONI
Le prestazioni attese sono:
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26
• tempo di viaggio netto (senza fermata intermedia in via Portazza): 78 secondi
• tempo di ciclo: 200 secondi
• portata teorica: 396 passeggeri/ora per ogni senso di marcia
28 – REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO
L’impresa aggiudicataria, sotto la sua piena ed esclusivca responsabilità
operativa, organizzerà le varie fasi
di
attività di progettazione,
fornitura, montaggio della via di corsa e dell’ascensore, messa in
esercizio,
completamento
delle
finiture
e
degli
impianti
vari,
compatibilizzando in modo autonomo le varie fasi di esecuzione delle
opere civili ed impiantistiche; essa resta l’unica responsabile della
programmazione e quindi degli eventuali ritardi, maggiori spese ed
ogni qualsiasi altro onere che potrebbe verificarsi a tale proposito.
29 – VERIFICHE E COLLAUDI
L’Impresa si obbliga ad effettuare un periodo minimo di 10 giornate
effettive
di
preesercizio
dell’impianto,
con
l’effettuazione
contemporanea di un corso di istruzione del personale tecnico di AMT
spa
(indicativamente
7-8
persone),
riguardante
la
gestione
e
manutenzione dell’impianto.
Il preesercizio dovrà essere svolto per quanto possibile in giornate
consecutive, con il carico nominale in cabina, e con l’effettuazione di
almeno 1000 corse.
Ad installazione ultimata ed impianto completamente funzionante,
l’Impresa ne darà comunicazione al Committente, che procederà entro
10 giorni ad una visita tecnica preliminare in contraddittorio con
l’Impresa; nel caso che in seguito a tale visita il Committente ritenga
che l’impianto soddisfaccia ai requisiti richiesti, procederà a richiedere
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27
la visita di collaudo agli Enti competenti (Ministero Infrastrutture e
Trasporti, Comune di Genova).
A tale visita l’Impresa dovrà partecipare con propri Tecnici, fornendo
tutta l’assistenza ed i mezzi d’opera (compresa la zavorra per le prove a
carico) necessari all’effettuazione delle prove e misurazioni che gli Enti
vorranno effettuare.
Eventuali
prescrizioni
da eseguirsi
prima dell’entrata in servizio
impartite in tale visita dovranno essere soddisfatte dall’Impresa entro
un termine massimo di 15 giorni solari.
L’impianto si intenderà consegnato al Committente solo in seguito
all’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio da parte degli Enti
competenti.
30 – GARANZIA ED ASSISTENZA
Successivamente alla consegna dell’impianto di ascensore l’Impresa è
obbligata a fornire garanzia gratuita specifica sulle opere impiantistiche
consegnate per un periodo di 24 mesi.
Tale garanzia gratuita si intende comprensiva delle parti di ricambio,
esclusi i materiali di normale usura, e della manodopera.
La garanzia deve comprendere l’indicazione di un tempo massimo, in
termini di ore, in cui l’Impresa costruttrice è obbligata ad assicurare
l’esecuzione dell’intervento.
Qualora l’Impresa costruttice non ottemperi agli obblighi di cui sopra
sarà facoltà della Commitente rivalersi sulla fideiussione rilasciata.
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28
INDICE GENERALE
PARTE I - GENERALITA’ ............................................................................................................................ 4
1. OGGETTO E OBIETTIVO DELL'INTERVENTO ..................................................................................... 4
1.1. Oggetto ......................................................................................................................................... 4
1.2. Obiettivo ........................................................................................................................................ 4
1.3. Note................................................................................................................................................. 4
PARTE II – NORMATIVA DI RIFERIMENTO ............................................................................................. 5
2. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO .................................................................................................... 5
2.1. Leggi e circolari............................................................................................................................ 5
2.2. Norme tecniche - Comitato Elettrotecnico Italiano C.E.I. ............................................... 6
2.3. Norme UNI. .................................................................................................................................... 8
2.4. Normativa specifica ................................................................................................................... 8
PARTE III – PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO .................................................... 9
3. PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO ................................................................... 9
3.1. Criteri di valutazione della fornitura ....................................................................................... 9
3.2. Leggi, norme e regolamenti..................................................................................................... 9
3.3. Disegni di cantiere e di montaggio ..................................................................................... 10
3.4. Buone regole dell'arte.............................................................................................................. 13
3.5. Campioni ..................................................................................................................................... 13
3.6. Tarature, prove e collaudi....................................................................................................... 14
3.7. Verifiche e prove da prevedere ........................................................................................... 15
3.7.1. Prove in loco degli impianti elettrici e speciali........................................................... 15
1.
Note generali...................................................................................................................... 15
2.
Verifica quantitativa e qualitativa ............................................................................... 15
3.
Prove e verifiche sugli impianti ...................................................................................... 16
4.
Note conclusive ................................................................................................................. 16
3.8. Consistenza delle verifiche e prove definitive................................................................... 17
3.8.1. Note generali....................................................................................................................... 17
3.8.2. Esami a vista ........................................................................................................................ 18
3.8.3. Prove e misure ..................................................................................................................... 18
3.8.4. Documentazione da allegare ........................................................................................ 19
3.8.5. Note conclusive .................................................................................................................. 20
PARTE IV – CRITERI GENERALI .............................................................................................................. 21
4. QUADRI ELETTRICI .............................................................................................................................. 21
4.1. Generalità.................................................................................................................................... 21
4.2. Prescrizioni tecniche generali ................................................................................................ 22
4.3. Quadri AS ..................................................................................................................................... 24
4.4. Quadri ANS .................................................................................................................................. 25
4.5. Quadri ASD .................................................................................................................................. 26
4.6. Quadri ASC.................................................................................................................................. 27
4.7. Prescrizioni comuni .................................................................................................................... 27
4.8. Accessori ...................................................................................................................................... 30
4.9. APPARECCHIATURE E CABLAGGI NEI QUADRI .................................................................. 31
4.9.1. Generalità ............................................................................................................................ 31
4.9.2. Interruttori automatici modulari ..................................................................................... 31
4.9.3. Interruttori magnetotermici: ............................................................................................ 31
4.9.4. Interruttori magnetotermici differenziali:...................................................................... 32
4.9.5. Apparecchiature modulari diverse ............................................................................... 33
4.9.6. Interruttori modulari con fusibili....................................................................................... 34
4.9.7. Cablaggi delle apparecchiature modulari................................................................ 34
____________________________________________________________________________
Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
4.10. Interruttori automatici magnetotermici scatolati ........................................................... 35
4.11. Contattori, teleruttori e salvamotori ................................................................................... 36
5. CONDUTTORI DELLE LINEE DI ENERGIA. ....................................................................................... 37
5.1. Generalità.................................................................................................................................... 37
5.2. Caratteristiche dei conduttori. .............................................................................................. 37
5.2.1. Conduttori isolati. ............................................................................................................... 37
5.2.2. Condotti elettrificati........................................................................................................... 39
5.2.3. Cadute di tensione ............................................................................................................ 39
5.2.4. Densità max. di corrente. ................................................................................................. 39
5.2.5. Sezioni minime negli impianti utilizzatori. ...................................................................... 40
5.2.6. Cavi interrati ........................................................................................................................ 40
5.2.7. Cavi in cunicolo .................................................................................................................. 40
5.2.8. Cavi sospesi alle murature ............................................................................................... 41
5.2.9. Cavi su passerelle portacavi orizzontali, verticali od inclinate .............................. 41
5.2.10. Cavi entro tubazioni o cavidotti .................................................................................. 41
6. POSA DEI CAVI ................................................................................................................................... 42
6.1. Posa dei cavi di energia.......................................................................................................... 42
6.1.1. A parete................................................................................................................................ 42
6.1.2. Su passerelle portacavi. ................................................................................................... 43
6.1.3. In cunicolo............................................................................................................................ 43
6.1.4. Su sostegni metallici........................................................................................................... 43
6.1.5. Infilati in tubi o condotti in vista, incassati, interrati. .................................................. 43
6.1.6. Direttamente interrati. ....................................................................................................... 44
6.1.7. Raggi di curvatura dei cavi di energia. ....................................................................... 45
6.2. Esecuzione dei collegamenti degli impianti ausiliari e speciali .................................... 45
6.2.1. Interconnessioni .................................................................................................................. 45
6.2.2. Alimentazione in corrente alternata dalla rete di distribuzione ............................ 46
6.2.3. Sistemi di alimentazione ................................................................................................... 47
7. POSA DI TUBAZIONI - PASSERELLE- CANALI................................................................................. 48
7.1. Generalità.................................................................................................................................... 48
7.2. Tubazioni incassate a parete o a pavimento. .................................................................. 50
7.3. Tubazioni in vista in PVC. ......................................................................................................... 51
7.4. Cavidotti interrati. ...................................................................................................................... 52
7.5. Passerelle e canalizzazioni portacavi. ................................................................................. 53
8. SCATOLE E CASSETTE DI DERIVAZIONE......................................................................................... 56
8.1. Generalità.................................................................................................................................... 56
8.2. Morsetti e giunzioni.................................................................................................................... 57
9. APPARECCHI DI COMANDO – PROTEZIONE – SEGNALAZIONE - PRESE .............................. 58
9.1. Apparecchi serie civile componibile da incasso ............................................................. 58
9.1.1. Impianto prese negli ambienti civili e nei locali di uso comune ........................... 59
9.2. Prese CEE 17 ................................................................................................................................ 61
9.2.1. Prese CEE 17......................................................................................................................... 61
9.3. Prese CEE 17 interbloccate con dispositivo di protezione ............................................. 61
9.4. Prese CEE 17 per tensioni < 50 V ............................................................................................ 62
10. IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE NORMALE...................................................................................... 62
10.1. Generalità ................................................................................................................................. 62
10.2. Apparecchi di illuminazione ................................................................................................ 63
10.2.1. Plafoniere per lampade fluorescenti.......................................................................... 63
10.3. Lampade ed apparecchiature di funzionamento........................................................ 64
10.4. Temperatura di colore ed indice di resa cromatica delle lampade ....................... 66
10.5. Criteri di installazione .............................................................................................................. 67
11. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA ............................................................................. 67
11.1. GENERALITA’ ............................................................................................................................. 67
11.2. SOCCORRITORI ........................................................................................................................ 68
11.3. DISPOSITIVI DI CONTROLLO CIRCUITI DI EMERGENZA .................................................... 70
12. IMPIANTO DI MESSA A TERRA ED EQUIPOTENZIALE ................................................................ 70
12.1. Generalità ................................................................................................................................. 70
Pag. 2 di 80
Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
12.2. Caratteristiche costruttive..................................................................................................... 71
12.3. Conduttori di protezione ....................................................................................................... 72
Conduttori equipotenziali ............................................................................................................... 73
12.4. Coordinamento tra impianto di messa a terra ed interruttori differenziali ............. 73
13. IMPIANTI TELEFONICI ....................................................................................................................... 74
13.1. Generalità ................................................................................................................................. 74
14. IMPIANTO DI TELECONTROLLO E VIDEOSORVEGLIANZA ...................................................... 76
14.1. Generalità ................................................................................................................................. 76
14.2. Componenti sottosistema monitoraggiovideo............................................................... 77
14.2.1. Telecamere........................................................................................................................ 77
14.2.2. Videoregistratori digitali ................................................................................................. 77
14.2.3. Piattaforma di gestione ed archiviazione ................................................................. 79
14.3. Componenti sottosistema comunicazione audio ......................................................... 79
14.4. Componenti sottosistema telerilevamento dati ............................................................. 80
Pag. 3 di 80
Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
PARTE I - GENERALITA’
1. OGGETTO E OBIETTIVO DELL'INTERVENTO
1.1. Oggetto
L’attività in esame è costituita dall’impianto di risalita in fase di
progettazione che consentirà il collegamento mediante un ascensore su
piano inclinato tra via Pinetti e via Fontanarossa nel quartiere di GenovaQuezzi.
1.2. Obiettivo
Questa fase prevede la progettazione degli impianti elettrici e
speciali asserventi l’impianto di risalita di cui sopra.
La documentazione in oggetto è da intendersi come linee guida
per la realizzazione dell’opera impiantistica. Questa documentazione è
parte
integrante
delle
altre
documentazioni
specifiche
come
l’impiantistica meccanica e la parte strutturale.
1.3. Note
La
specifica
tecnica
è
parte
integrante
dell’intera
documentazione di progetto (esecutivo), che sarà completa di tutti i
seguenti documenti:
ƒ
planimetrie dei locali adibiti a locali tecnici o stazioni di
fermata ascensore (scala 1:100, scala 1:50)
ƒ
schemi funzionali (impianti elettrici, impianti speciali)
ƒ
schemi quadri elettrici di dettaglio
ƒ
relazione tecnica (descrittiva dei lavori)
ƒ
computo metrico
Pag. 4 di 80
Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
PARTE II – NORMATIVA DI RIFERIMENTO
2. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO
Le principali disposizioni di legge e normative che interessano la
classificazione in oggetto sono:
2.1. Leggi e circolari
- D.P.R. n° 547 del 24/04/1955 “Norme per la prevenzione degli infortuni
sul lavoro”
-
Legge n° 186 del 01/03/1968 "Disposizioni concernenti la produzione
di materiali, macchinari, apparecchiature e impianti elettrici ed
elettronici"
-
DM n. 37 del 22/01/2008 “Regolamento concernente l’attuazione
dell’articolo 11-quaterdecis, comma 13, lettera a) della legge n. 248
del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di
installazione degli impianti all’interno degli edifici”
-
D.Lgs. N° 81 del 09/04/2008 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3
agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza
nei luoghi di lavoro”
-
D.P.R. 22.10.2001 n. 462 “Regolamento di semplificazione del
procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di
protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a
terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi”.
-
D.Lgs. 12.06.2003 n. 233 “Attuazione della direttiva 1999/92/CE relativa
alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della
sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere
esplosive”.
-
D.P.R 23 marzo 1998, n. 126 “Regolamento recante norme per
l'attuazione della direttiva 94/9/CE in materia di apparecchi e sistemi
di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente
esplosiva
Pag. 5 di 80
Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
2.2. Norme tecniche - Comitato Elettrotecnico Italiano C.E.I.
− Norme C.E.I. 64-8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non
superiore a 1000 V in corrente continua e a 1500 V in corrente
alternata" sesta edizione (7 fascicoli);
−
Norma CEI-EN 62305-1 prima edizione fascicolo n° 8226 “Protezione
contro i fulmini- Parte 1: principi generali“;
−
Norma CEI-EN 62305-2 prima edizione fascicolo n° 8227 “Protezione
contro i fulmini- Parte 2: valutazione del rischio“;
−
Norma CEI-EN 62305-3 prima edizione fascicolo n° 8228 “Protezione
contro i fulmini- Parte 3: Danno materiale alle strutture e pericolo per
le persone“;
−
Norma CEI-EN 62305-4 prima edizione fascicolo n° 8229 “Protezione
contro i fulmini- Parte 4: impianti elettrici ed elettronici nelle strutture“;
−
Norma CEI 11-37 - Fascicolo 6957: Guida per l’esecuzione degli
impianti di terra di impianti utilizzatori in cui siano presenti sistemi con
tensione maggiore di 1 kV;
−
Norma IEC 364-5-523: “Wiring system. Current-carring capacities.”;
−
Norma CEI UNEL 35023 1970: “Cavi per energia isolati con gomma o
con materiale termoplastico avente grado di isolamento non
superiore a 4- Cadute di tensione.”;
−
Norma CEI UNEL 35024/1 1997: “Cavi elettrici isolati con materiale
elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a
1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Portate
di corrente in regime permanente per posa in aria.”;
−
Norma CEI UNEL 35024/2 1997: “Cavi elettrici ad isolamento minerale
per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e a
1500 V in corrente continua. Portate di corrente in regime
permanente per posa in aria.”;
−
Norma
CEI
UNEL
35026
2000:
“Cavi
elettrici
con
materiale
elastomerico o termoplastico per tensioni nominali di 1000 V in
corrente alternata e 1500 V in corrente continua. Portate di corrente
in regime permanente per posa interrata.”;
−
Norme C.E.I. 64-50 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
Pag. 6 di 80
Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri generali” sesta
edizione, fascicolo n. 8842.;
−
Norme C.E.I. 64-51 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per
centri commerciali” terza edizione, fascicolo n. 8443;
−
Norme C.E.I. 64-53 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per
edifici ad uso prevalentemente residenziale” seconda edizione,
fascicolo n. 8445;
−
Norme C.E.I. 64-54 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per i
locali di pubblico spettacolo” seconda edizione, fascicolo n. 8446;
−
Norme C.E.I. 64-55 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per
le strutture alberghiere” seconda edizione, fascicolo n. 8447;
−
Norme C.E.I. 64-56 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Criteri particolari per i
locali ad suo medico” prima edizione, fascicolo n. 6824;
−
Norme C.E.I. 64-57 - “Edilizia residenziale Guida per l’integrazione
nell’edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione
di impianti ausiliari, telefonici e trasmissione dati: Impianti di piccola
produzione distribuita” seconda edizione, fascicolo n. 8448;
−
Norme C.E.I. 64-7 - “Impianti elettrici di illuminazione pubblica” terza
edizione, fascicolo n. 4618;
−
Norme C.E.I. 64-12 “Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra negli
edifici per uso residenziale e terziario“ prima edizione, fascicolo n.
3666;
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−
Norme C.E.I. 64-12 V1 “Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra
negli edifici per uso residenziale e terziario“ fascicolo n. 6950;
−
Norma CEI 0-14 Guida all'applicazione del DPR 462/01 relativo alla
semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e
dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi
di messa a terra degli impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi,
prima edizione;
−
Norme C.E.I. 0-15 “Manutenzione delle cabine elettriche MT/BT dei
clienti/utenti finali “ fascicolo n. 8231;
−
Norme C.E.I. 0-2 “Guida per la definizione della documentazione di
progetto degli impianti elettrici“ seconda edizione, fascicolo n. 6578.
2.3. Norme UNI.
− UNI 10380 Illuminazione di interni con luce artificiale
−
UNI 10439 Requisiti illuminotecnici delle strade con traffico motorizzato
2.4. Normativa specifica
−
A.S.L. Norme applicabili.
−
I.S.P.E.S.L. Norme applicabili.
−
VV.FF. Norme applicabili.
−
TELECOM Norme applicabili.
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PARTE III – PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO
3. PRESCRIZIONI INTEGRATIVE GENERALI DI APPALTO
3.1. Criteri di valutazione della fornitura
Sono comprese le opere e spese previste ed impreviste necessarie per la
fornitura, installazione e messa in opera degli Impianti elettrici, che devono
essere consegnati completi di ogni loro parte secondo le specifiche della
D.L. e le migliori regole d'arte.
Gli impianti alla consegna devono essere in condizioni di perfetto
funzionamento e collaudabili, e ciò nonostante qualsiasi deficienza di
previsione ed ancorché i relativi progetti fossero stati approvati dalla D.L.. Si
ricorda espressamente che l'Appaltatore deve obbligatoriamente e senza
alcun aumento di prezzo apportate tutte quelle modifiche, integrazioni
anche di materiali che dovessero emergere per necessità durante il corso
dei lavori e che siano indispensabili al raggiungimento dello scopo prefisso.
3.2. Leggi, norme e regolamenti
Gli impianti devono essere realizzati in ogni loro parte e nel loro insieme in
conformità
alle
leggi,
norme,
prescrizioni,
regolamentazioni
e
raccomandazioni emanate dagli enti, agenti in campo nazionale e locale,
preposti dalla legge al controllo ed alla sorveglianza della regolarità della
loro esecuzione:
-
Normative CEI;
-
Leggi e decreti;
-
Disposizioni dei vigili del fuoco di qualsiasi tipo;
-
Norme UNI;
-
DM
n.
37
del
22/01/2008
(Regolamento
concernente
l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecis, comma 13, lettera a)
della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in
materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli
edifici)
-
l regolamento e le prescrizioni Comunali relative alla zona di
realizzazione dell'opera.
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L'Appaltatore deve consegnare alla D.L. tutta la documentazione relativa
(certificati, libretti, ecc.). Tutti i componenti elettrici devono essere, ove
possibile, provvisti del marchio di qualità (IMQ).
Si precisa che l'Appaltatore deve assumere in loco, sotto la sua completa
ed esclusiva responsabilità, le necessarie informazioni presso le sedi locali ed
i competenti uffici dei vari Enti e di prendere con essi ogni necessario
accordo inerente la realizzazione ed il collaudo degli impianti. Tutte le spese
inerenti la messa a norma degli impianti, comprese quelle maggiori opere
non espressamente indicate nel progetto ma richieste dagli Enti di cui
sopra, e le spese per l'ottenimento dei vari permessi (relazioni, disegni, ecc.)
sono a completo carico dell'Appaltatore che, al riguardo non può
avanzare alcuna pretesa di indennizzo o di maggior compenso, ma anzi
deve provvedere ad eseguirle con la massima sollecitudine, anche se nel
frattempo fosse già stato emesso il certificato di ultimazione dei lavori.
In caso di emissione di nuove normative l'Appaltatore è tenuto a darne
immediata
comunicazione
alla
D.L.
e
deve
adeguarvisi;
il
costo
supplementare verrà riconosciuto se la data di emissione della Norma
risulterà posteriore alla data dell'appalto.
Tutte le documentazioni di cui sopra devono essere riunite in una raccolta,
suddivisa per tipi di apparecchiature e componenti, e consegnata alla D.L..
3.3. Disegni di cantiere e di montaggio
La documentazione tecnica del progetto esecutivo illustra le caratteristiche
dell'opera, le modalità esecutive e i dati dimensionali dei vari componenti.
L'Appaltatore deve redigere, prima della realizzazione dei lavori, i disegni
costruttivi di cantiere e di montaggio e sottoporli alla D.L. per approvazione
(cantierizzazione del progetto). L'Appaltatore è perfettamente in grado di
elaborare i disegni costruttivi di cantiere, in tutte le sue parti, senza ulteriori
indicazioni ed in conformità con quanto previsto nel progetto. Dimensioni,
ubicazioni e quote nei disegni costruttivi di cantiere devono essere verificati
sul posto dall'Appaltatore. I disegni costruttivi di cantiere devono essere
conformi ai disegni e specifiche di progetto, nonché a tutta la
documentazione contrattuale ed alle indicazioni della D.L.. I disegni
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costruttivi di cantiere devono rispettare fedelmente quanto si va a realizzare
ed essere accompagnati da dettagli tecnici, da tabelle, da cataloghi
tecnici e da ogni altro genere di documentazione utile per dare alla D.L. gli
elementi per l'approvazione; essi devono tenere conto di tutti i dati acquisiti
in cantiere. L'approvazione da parte della D.L. di tali disegni, schemi e
dettagli non esonera l'Appaltatore dalla sua responsabilità per qualsiasi
errore dei propri elaborati e per deviazioni dalle Norme vigenti e/o dalla
D.A., a meno che l'Appaltatore abbia informato per iscritto la D.L. di tali
deviazioni e ne abbia ricevuto per iscritto la necessaria approvazione.
L'Appaltatore deve ripresentare i disegni a cui siano state apportate
correzioni,
senza
per
questo
acquisire
alcun
diritto
a
compensi
supplementari, sino al conseguimento dell'approvazione definitiva; questa
in ogni caso non solleva l'Appaltatore dalla responsabilità per la perfetta
esecuzione delle opere, essendo tale approvazione data sostanzialmente
alla loro impostazione concettuale ma non al dimensionamento delle
apparecchiature ed a tutti i dettagli costruttivi. Oltre ai normali disegni
costruttivi di cantiere e di montaggio l'Appaltatore deve fornire i disegni
quotati per la realizzazione di opere murarie necessarie quali ad esempio
basamenti, cunicoli, ecc.; inoltre deve dare l’indicazione sui disegni dei
carichi statici e dinamici delle macchine, le potenze e le caratteristiche dei
vari motori e/o macchine, le modalità di montaggio e di ancoraggio alle
strutture. Il progetto costruttivo di cantiere consiste quindi nei disegni di
dettaglio e di montaggio di tutte le opere appaltate (piante e sezioni
generiche in scala 1:50; piante e sezioni centrali tecnologiche in scala 1:20;
particolari di montaggio singole apparecchiature in scale 1:10 o 1:20;
particolari di realizzazione opere di carpenteria come staffe, basamenti
metallici, ecc. in scala 1:5 o 1:10; opere murarie come cunicoli, basamenti,
ecc. in scala 1:20).
Su tutti i disegni devono essere indicati i riferimenti a piante e sezioni. Le
soluzioni con cui sono state risolte interferenze fra i vari impianti devono
essere esplicate con sezioni e particolari. L’elaborazione dei disegni di
cantiere va inoltre completata con:
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-
la verifica degli ingombri degli altri impianti presenti negli stessi
cavedi, piani o centrali, per controllarne le interferenze e per
individuare percorsi ottimali per ciascuna rete. Devono
pertanto essere confrontati i disegni dell’impiantista elettrico
con quelli dell’impiantista termofluidico per definire le zone
interessate da ciascuna rete, i relativi spazi accessori e di
montaggio, le interferenze. Tale verifica deve portare alla
elaborazione di ulteriori disegni di dettaglio con riportati sia gli
impianti previsti sia quelli oggetto dell'appalto;
Tutti i disegni di dettaglio e di montaggio, una volta approvati dalla D.L.,
fanno parte del progetto di cantierizzazione. Per una completa verifica di
quantità e tipologia di materiali ed apparecchiature installate (sia l’appalto
di tipo a forfait, o a misura, o altro), tutte le piante, schemi ed eventuali
sezioni interessate devono contenere tabelle con l’indicazione per ogni
apparecchiatura e materiale di:
-
simbolo e/o sigla del componente;
-
quantità degli elementi contenuti nel disegno;
-
codice di identificazione del prezzo unitario di riferimento o
eventuale precisazione di nuovo prezzo;
-
marca;
-
modello.
Modifiche e lavori non previsti possono succedersi varie volte nel caso dei
lavori e l'Appaltatore deve procedere ai successivi aggiornamenti del
progetto senza pretendere alcun indennizzo aggiuntivo. L'Appaltatore può
redigere il proprio progetto in fasi successive e concordate con la D.L.. Tali
fasi devono risultare in seguito all'esame del Programma Lavori dettagliato
sottoposto dall'Appaltatore ed accettato dalla D.L.. Gli elaborati per
l'approvazione vanno consegnati alla D.L. in triplice copia; una viene
restituita firmata ed approvata, oppure approvata con riserva oppure
respinta. In quest'ultimo caso l'Appaltatore non può procedere con i relativi
lavori, ma deve sottoporre nuovi elaborati ed è responsabile per i ritardi che
ci potranno essere rispetto al Programma Lavori concordato. Nel caso
dell'approvazione con riserva deve apportare le modifiche richieste e
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quindi procedere nel lavoro.
E' comunque stabilito che l'Appaltatore non può procedere ad alcun
lavoro se non è in possesso dei relativi disegni di progetto e di cantiere
approvati e firmati dalla D.L.. Si precisa che tutte le approvazioni non
corresponsabilizzano minimamente la D.L. sul buon funzionamento degli
impianti e sulla rispondenza degli stessi in termini di collaudo in corso
d'opera e finale, la cui responsabilità resta completamente a carico
dell'Appaltatore.
3.4. Buone regole dell'arte
Gli impianti devono essere realizzati, oltre che secondo le prescrizioni della
D.A., anche secondo le buone regole dell'arte, intendendosi con tale
denominazione tutte le norme più o meno codificate di corretta esecuzione
dei lavori.
Tutte le cassette elettriche di derivazione devono avere i lati verticali a
piombo, essere allineate (alla stessa distanza da soffitto o pavimento) ed
essere installate in posizioni facilmente accessibili. All’interno delle cassette
e alle estremità deve essere lasciata una certa “ricchezza” dei cavi in
modo da consentire la variazione dei collegamenti; e così via. Tutto quanto
sopra è ovviamente compreso nel prezzo di appalto dei lavori.
3.5. Campioni
La D.L. può
richiedere
campionatura
di
tutti
i
materiali
previsti
nell'esecuzione delle opere. In particolare l'Appaltatore deve richiedere
l'approvazione
di
(elenco
avente
carattere
esemplificativo
e
non
esaustivo):
-
Quadri elettrici (modello e caratteristiche);
-
Dispositivi di protezione (modelli e caratteristiche);
-
Serie civile (modelli e caratteristiche)
-
Componenti impianti speciali (modelli e caratteristiche)
Quanto richiesto deve essere etichettato con le seguenti indicazioni: tipo
ed altri mezzi di identificazione, nome e località del cantiere, numero
d'ordine e/o richiesta di offerta, data ed altre indicazioni utili. Dopo
l'approvazione da parte della D.L. tali campioni servono quale base di
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riferimento per materiali e/o manufatti da fornire. Relativamente ai materiali
ed alle apparecchiature per i quali non è possibile una campionatura e per
quelli di cui non è richiesta la campionatura, devono comunque essere
forniti nome, marca di fabbrica, tipo e tutte le altre informazioni utili.
I materiali devono essere forniti da fabbricanti aventi:
-
riconosciuta reputazione per prodotti di qualità superiore, di
facile messa in opera, durevoli e che richiedano minima
manutenzione;
-
ampie possibilità di produzione e spedizione per rispettare i
programmi di realizzazione stabiliti.
Le consegne devono essere effettuate:
-
in imballaggi o recipienti originali, sigillati con indicazioni di
nomi, marca di fabbrica, tipo, qualità, classe e altre notizie utili;
-
nelle quantità, intervalli e scadenze concordate per evitare
qualsiasi ritardo nell'avanzamento dei lavori in cantiere.
3.6. Tarature, prove e collaudi
Devono essere effettuate le operazioni di taratura, regolazione e messa a
punto di ogni parte dell'impianto.
E' compito dell'Appaltatore:
-
eseguire i collaudi ordinati dalla D.L.;
-
eseguire tutte le prove e collaudi previsti nel presente
Capitolato. L'Appaltatore deve informare per iscritto la D.L.,
con almeno una settimana di anticipo, quando l'impianto è
predisposto per le prove in corso d'opera e per le prove di
funzionamento;
-
sostenere le spese per i collaudi provvisori e definitivi, restando
escluso solo l'onorario per il Collaudatore ufficiale;
-
sostenere le spese per il Collaudatore qualora i collaudi si
dovessero ripetere per esito negativo;
-
mettere a disposizione della D.L. gli apparecchi e gli strumenti
di misura e controllo e la necessaria mano d'opera per le
misure e le verifiche in corso d'opera ed in fase di collaudo dei
lavori eseguiti.
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
L'esito favorevole di prove e verifiche non esonera l'Appaltatore da ogni
responsabilità nel caso che, nonostante i risultati ottenuti, non si
raggiungano i prescritti requisiti nelle opere finite.
3.7. Verifiche e prove da prevedere
L'esecuzione dei lavori richiede una consegna provvisoria e una consegna
definitiva degli impianti. Per la consegna provvisoria, da farsi appena
ultimati i lavori, sono previste:
-
verifiche in officina;
-
prove in fabbrica;
-
verifiche e prove in corso d'opera;
-
messa a punto e taratura;
-
verifiche e prove preliminari.
Per la consegna definitiva, da farsi dopo la consegna provvisoria, sono
previste:
-
verifiche e prove definitive.
Tutte le verifiche e prove devono essere fatte a cura dell'Appaltatore in
contraddittorio con la D.L., alla eventuale presenza della Commissione di
Collaudo in corso d'opera. Gli oneri per tali verifiche e prove sono inclusi nei
prezzi unitari delle singole apparecchiature.
3.7.1. Prove in loco degli impianti elettrici e speciali
1.
Note generali
Vengono effettuate alla presenza della D.L. sugli impianti completi o parte
di essi.
Si
intendono
tutte
quelle
operazioni
atte
a
rendere
gli
impianti
perfettamente funzionanti.
Le verifiche e le prove preliminari di cui in appresso si devono in ogni caso
effettuare durante l'esecuzione delle opere ed in modo che esse risultino
completate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.
2.
Verifica quantitativa e qualitativa
È la verifica preliminare intesa ad accertare che la fornitura del materiale
costituente gli impianti quantitativamente e qualitativamente corrisponda
alle prescrizioni contrattuali e che la posa in opera ed il montaggio di
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apparecchiature, materiali ed ogni altro componente dell'impianto sia
corretto.
Per gli impianti che corrono in cavedi chiusi od in tracce le prove devono
essere eseguite prima della chiusura.
3.
Prove e verifiche sugli impianti
Sono prove e verifiche che devono accertare la rispondenza degli impianti
alle disposizioni di legge, alle Norme CEI e a tutto quanto richiesto negli
elaborati di appalto, tenuto conto di eventuali modifiche concordate in
corso d’opera, sia per quanto riguarda l’efficienza delle singole parti che
della loro installazione.
Le prove e verifiche da eseguire sono (elenco esemplificativo e non
esaustivo):
− protezioni:
verifica della loro adeguatezza e del loro coordinamento;
misura delle impedenze dell'anello di guasto
− sicurezza:
verifica di tutto l'impianto di terra; misura della resistenza
dell'impianto di dispersione
verifica della inaccessibilità di parti sotto tensione salvo
l'impiego di utensili
verifica dell'efficienza delle prese di terra degli utilizzatori
verifica dei collegamenti equipotenziali
−
conduttori: verifica dei percorsi, della sfilabilità e del coefficiente di
riempimento, delle portate e delle cadute di tensione, prova
di isolamento dei cavi fra fase e fase e tra fase e terra in
cantiere verifica delle sezioni dei conduttori in funzione dei
livelli di corto circuito
− quadri:
prova di isolamento prima della messa in servizio
− impianti di terra
verifica dell'efficienza dell'impianto
misura della resistenza verso terra dell'impianto
4.
Note conclusive
Le verifiche e prove preliminari vengono effettuate con personale e mezzi
messi a disposizione dall'Appaltatore. Gli oneri per queste operazioni sono
inclusi nei singoli prezzi unitari di appalto.
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
Le verifiche possono comprendere oltre le parti in vista, anche quelle
sepolte e nascoste ed è dunque obbligo dell'Appaltatore scoprire quelle
parti di lavoro che fossero indicate, senza diritto ad alcun compenso per i
lavori di scoprimento e di conseguente ripristino.
La presa in consegna provvisoria costituisce soltanto la prova del generico
funzionamento e non quella del raggiungimento delle garanzie prescritte in
capitolato, né del regolare ed ineccepibile funzionamento.
All’atto
della
consegna
provvisoria
devono
essere
consegnati
ai
responsabili dell’esercizio tutti gli attrezzi ed utensili, nonché tutte le
dotazioni di rispetto per i macchinari previsti.
Il Direttore dei Lavori, qualora riscontri dalle prove preliminari imperfezioni di
qualsiasi genere
relative ai materiali impiegati od all'esecuzione, deve prescrivere con
appositi ordini di servizio i lavori che l'Appaltatore deve eseguire per
mettere gli impianti nelle condizioni contrattuali e il tempo concesso per la
loro attuazione; soltanto dopo aver accertato con successive verifiche
prove che gli impianti corrispondono in ogni loro parte a tali condizioni,
redige il verbale delle prove facendo esplicita dichiarazione che da parte
dell'Appaltatore sono state eseguite tutte le modifiche richieste a seguito
delle prove preliminari.
3.8. Consistenza delle verifiche e prove definitive
3.8.1. Note generali
Il Collaudatore (o il Direttore dei Lavori), a opere completamente ultimate e
funzionanti e dopo che siano state eseguite positivamente le prove e
verifiche
preliminari
di
cui
al
precedente
articolo,
procede
in
contraddittorio con l’Appaltatore alle "verifiche e prove finali" e di
funzionamento, intese ad accertare la corrispondenza delle opere eseguite
a tutte le condizioni contrattuali. Se i risultati sono positivi, viene rilasciato
Certificato di Collaudo (o il Certificato di Buona Esecuzione dei Lavori). Le
prove si suddividono in due parti:
-
esami a vista che, avvalendosi della documentazione "as
built", accertino che i componenti dei vari impianti siano
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
conformi alle richieste di contratto, alle prescrizioni di sicurezza,
siano stati scelti correttamente ed installati secondo normativa,
siano integri in modo da non compromettere la sicurezza;
-
prove e misure per accertare la rispondenza delle parti di
impianto ai dati progettuali ed alla normativa in vigore.
Tali verifiche e prove vengono effettuate con personale e mezzi messi a
disposizione dell’Appaltatore. Gli oneri per queste prove sono inclusi nei
singoli prezzi unitari.
3.8.2. Esami a vista
Sono da eseguirsi i seguenti esami (elenco avente carattere esemplificativo
e non esaustivo):
− verifica corretta installazione macchine ed apparecchiature;
− metodi di protezione contro i contatti diretti ed indiretti compresa la
misura delle distanze (barriere, involucri, ecc.)
− presenza di barriere tagliafuoco o altro per impedire la propagazione del
fuoco o altri effetti termici
− scelta dei conduttori per la portata e la caduta di tensione
− scelta e taratura dei dispositivi di protezione e di segnalazione
− presenza e corretta messa in opera dei dispositivi di sezionamento o di
comando
− scelta dei componenti elettrici e delle misure di protezione idonei con
riferimento alle influenze esterne
− identificazione dei conduttori di neutro e di protezione
− presenza di schemi, cartelli monitori e di informazioni analoghe
− identificazione dei circuiti, dei fusibili, dei morsetti, degli interruttori, ecc.
− idoneità connessioni dei conduttori
− agevole
accessibilità
dell'impianto
per
interventi
operativi
e
di
manutenzione
− corretta installazione degli elementi in campo (sonde, rivelatori, ecc.).
3.8.3. Prove e misure
Sono le seguenti (elenco avente carattere esemplificativo e non esaustivo):
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
− verifica continuità dei conduttori di protezione e dei conduttori
equipotenziali principali e supplementari
− misura resistenza di isolamento dell'impianto elettrico
− verifica protezione per separazione dei circuiti nel caso di sistemi SELV e
PELV e nel caso di separazione elettrica
− verifica protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
− prove di polarità
− prova di tensione applicata
− prove di funzionamento
− verifica protezione contro gli effetti termici
− prove caduta di tensione
− prove funzionali dei sistemi speciali
− misura assorbimento di corrente.
3.8.4. Documentazione da allegare
L’Appaltatore prima delle verifiche e prove ufficiali con la D.L. deve
eseguire quelle proprie per verificare la perfetta rispondenza degli impianti
ai dati progettuali.
L'Appaltatore deve pertanto predisporre tutta la documentazione relativa a
tarature, prove e verifiche, con i risultati ottenuti nelle varie fasi, corredata
anche da apposite schede (da definire con la D.L.), diagrammi, calcoli,
curve di intervento e di tutto quanto può servire al controllo dei risultati
ottenuti.
Tale documentazione deve precisare, tra l'altro, valori di illuminamento,
continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziale, valori di caduta
di tensione, valori di resistenza di isolamento e quanto altro necessario ai
controlli in esame.
A supporto della documentazione sopraddetta deve essere consegnata
una apposita serie di piante e schemi as-built (eventualmente anche in
formato ridotto), con precisato sul cartiglio che tali disegni sono stati usati
per le tarature e devono contenere tutte le informazioni richieste, comprese
le indicazioni dei punti di misura.
Si procede inoltre ad un esame generale e dettagliato delle opere
realizzate e ad una verifica della loro conformità ai disegni di progetto e
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
schemi di principio imposti e alle norme e regolamenti in vigore.
3.8.5. Note conclusive
Le verifiche e prove definitive vengono effettuate con personale e mezzi
messi a disposizione dall'Appaltatore. Gli oneri per queste prove sono inclusi
nei singoli prezzi unitari di appalto. Le verifiche possono comprendere oltre
le parti in vista, anche quelle sepolte e nascoste ed è dunque obbligo
dell'Appaltatore scoprire quelle parti di lavoro che fossero indicate, senza
diritto ad alcun compenso per i lavori di scoprimento e di conseguente
ripristino. Il Collaudatore, qualora riscontri dalle prove definitive imperfezioni
di qualsiasi genere relative ai materiali impiegati ed all'esecuzione, deve
prescrivere con appositi ordini di servizio i lavori che l'Appaltatore deve
eseguire per mettere gli impianti nelle condizioni contrattuali e il tempo
concesso per la loro attuazione; soltanto dopo aver accertato con
successive verifiche e prove che gli impianti corrispondono in ogni loro
parte a tali condizioni, redige il verbale delle prove (facendo esplicita
dichiarazione che da parte dell'Appaltatore sono state eseguite tutte le
modifiche richieste a seguito delle prove definitive) e quindi emette il
Certificato di Collaudo. Resta inteso che nonostante l'esito favorevole di
esse l'Appaltatore rimane responsabile delle deficienze di qualunque natura
e origine, che abbiano a riscontrarsi fino alla scadenza dei termini di
garanzia.
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PARTE IV – CRITERI GENERALI
4. QUADRI ELETTRICI
4.1. Generalità
In generale tutti i quadri saranno realizzati in conformità alle norme CEI 1713/1, alle norme CEI 64-8, e dimensionati in conformità alle norme predette,
nonché alle norme CEI 17-43 e 17-52 rispettivamente per quanto riguarda la
verifica della sovratemperatura interna e della tenuta al cortocircuito.
Tutte le opere di carpenteria (cabine e quadri elettrici) dovranno essere di
tipo, dimensione, caratteristiche meccaniche e finitura in accordo a
quanto specificato negli elaborati grafici e nella descrizione delle opere del
presente Capitolato.
In generale l'ingombro interno netto di ciascun armadio deve essere atto a
contenere tutte le apparecchiature specificate, rendendo inoltre agevole
e sicuro l'accesso a tutte le apparecchiature in esso contenute e tutte le
operazioni di normale manutenzione.
La Ditta Appaltatrice, prima dell'inizio della costruzione dei quadri, dovrà far
pervenire alla Direzione dei Lavori i disegni esecutivi meccanici, mostranti il
sistema di costruzione adottato ed i particolari più rilevanti, quali:
ƒ
sistema di fissaggio degli interruttori e delle altre apparecchiature;
ƒ
sistema di barratura;
ƒ
sistema di cernieratura;
ƒ
fissaggio delle morsettiere e delle canalette P.V.C. di cablaggio.
Potranno altresì essere presi accordi con la Direzione dei Lavori al fine di
visionare presso l'officina o presso altri impianti già installati, quadri di
analogo tipo e caratteristiche meccaniche.
La Direzione dei Lavori si riserva il diritto di indicare prescrizioni o modifiche
tecniche da apportare nella costruzione delle carpenterie, al fine di
migliorare la qualità o per adattarle alle specifiche esigenze dell'impianto.
L'approntamento di tutte le carpenterie potrà iniziare soltanto dopo che la
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Direzione dei Lavori avrà approvato la soluzione da adottare.
4.2. Prescrizioni tecniche generali
Le apparecchiature elettriche dovranno essere inserite in armadi realizzati in
lamiera di acciaio di spessore 15/10, verniciati a fuoco con resine
epossidiche previo procedimento di fosfatizzazione, in un colore a scelta
della Direzione dei Lavori.
Gli armadi dovranno essere chiusi da portelle anteriori incernierate, apribili
con serrature a chiave triangolare e da eventuali portelle laterali, in modo
tale da consentire facilità di accesso per manutenzione.
Tali portelle dovranno consentire la normale circolazione dell'aria, mediante
finestrature adeguate, eventualmente complete di grigliature.
Dovranno anche essere forniti i supporti necessari per il montaggio ed il
fissaggio di tutte le apparecchiature elettriche completi di bulloneria ed
accessori metallici trattati galvanicamente.
L'esecuzione dovrà essere tale da assicurare le protezioni contro contatti
con oggetti metallici e piccoli oggetti estranei (gradi di protezione almeno
IP 30 secondo le norme IEC).
L'Appaltatore dovrà provvedere alla fornitura dei seguenti componenti il
quadro:
ƒ
Terminali dei cavi in ingresso ed uscita corredati di capicorda
preisolati
o
rivestiti
di
isolante
autorestringente,
ammarraggi,
bulloneria zincocadmiata e quanto altro necessario;
ƒ
Sistema di distribuzione in barre di rame di adeguata sezione rivestite
con materiale isolante stagnate nei punti di collegamento e
corredate di ammarraggio e protezioni isolanti in plexiglass sulle
pareti in tensione;
ƒ
Le
barrature
generali
dovranno
essere
realizzate
con
rame
elettrolitico isolato in aria o con conduttori isolati aventi sezione utile
ed ancoraggio largamente cautelativo in funzione delle correnti
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nominali e di guasto verificabili;
ƒ
Cavi di sezione adeguata per lo stesso tipo di collegamento di cui al
precedente punto, isolati in Eprotenax;
ƒ
Barra di terra in rame di adeguata sezione, completa di sezionatori e
di
bulloni
di
collegamento
con
l'anello
generale
di
terra,
opportunamente contraddistinta da verniciatura gialla;
ƒ
Cavi di sezione adeguata per cablaggio interno del quadro, isolati in
Eprotenax;
ƒ
Morsettiera in materiale plastico termoindurente ad alta rigidità
dielettrica e resistenza meccanica;
ƒ
Capicorda preisolati;
ƒ
Cartellini segnafili numerati;
ƒ
Targhette pantografate per l'indicazione delle singole sezioni e dei
vari circuiti in partenza;
ƒ
Cartelli monitori da applicare sulle portelle laterali del quadro;
ƒ
Schema elettrico di potenza e funzionale aggiornato con le eventuali
varianti concordate in corso d'opera.
I quadri, in tutte le esecuzioni, dovranno avere le seguenti caratteristiche:
La protezione di qualsiasi utenza dovrà essere sempre eseguita con:
ƒ
interruttori automatici magnetotermici,
ƒ
interruttori automatici differenziali
ƒ
fusibili e relè termici;
L'impiego di protezioni esclusivamente magnetiche dovrà essere previsto
solo sui circuiti di sicurezza;
Gli interruttori automatici dovranno essere di tipo a scatto rapido,
simultaneo su tutti i poli con manovra indipendente dalla posizione della
leva di comando e dovranno sezionare tutti i conduttori attivi compreso il
neutro (escluso il caso di potenza non superiore a 1 kW);
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Ogni protezione dovrà essere adeguata ad interrompere la corrente di
corto circuito in tempo breve ed in modo selettivo;
I poli degli interruttori (escluso il caso di montaggio a retroquadro) dovranno
essere provvisti di coprimorsetti; in caso di installazione di fusibili e relè
termici o fusibili e interruttori automatici dovrà essere realizzato il
coordinamento delle protezioni secondo quanto previsto dalle Norme CEI
64-8;
I fusibili dovranno essere del tipo con fusione in camera chiusa; è consentito
l'impiego di fusibili "a tappo" con portacartucce avvitato per correnti di
corto non superiore a 10 kA e portate non superiori a 50 A; per livelli di
guasto e portate di entità superiore dovranno essere impiegati fusibili ad
alta capacità di rottura;
La sezione minima dei conduttori di connessione interna dovrà essere non
inferiore a 2,5 mm², isolamento 4 kV per i circuiti di potenza, ed 1,5 mm² per i
circuiti ausiliari;
L'entrata cavi dovrà essere completa di piastre da forare, in gomma o simile
e di supporti per ammarro cavi; da realizzare con piastre metalliche
attrezzabili con pressacavi, per i quadri con grado di protezione meccanica
idonea al luogo di installazione.
4.3. Quadri AS
Sono quadri di tipo AS i quadri conformi ad un tipo o a un sistema
costruttivo prestabilito o comunque senza scostamenti tali da modificarne in
modo
determinante
le
prestazioni
rispetto
all’apparecchiatura
tipo
sottoposta a prova.
ƒ
I quadri di tipo AS sono tutti quelli che soddisfano almeno una delle
tre seguenti condizioni:
ƒ
il quadro è costruito in un unico esemplare e sottoposto a tutte le
prove di tipo richieste dalla norma CEI 17-13;
ƒ
il quadro è simile ad un altro quadro sottoposto a tutte le prove di
tipo, ovvero differisce da quello provato per particolari ritenuti
ininfluenti sull’esito delle prove stesse e quindi sulle sue prestazioni,
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cioè sulle sue caratteristiche nominali;
l’esemplare fa parte di un sistema costruttivo prestabilito, sottoposto alle
prove di tipo in alcune delle molteplici configurazioni, scelte fra le più
significative, che si possono ottenere combinando gli elementi del sistema.
I quadri AS dovranno risultare assiemati e cablati direttamente in fabbrica
dal costruttore.
Nel caso di suddivisioni dei quadri o del quadro in più unità distinte (es. per il
trasporto) le stesse dovranno essere preferibilmente montate sul luogo
d'installazione dal costruttore e comunque secondo le istruzioni dello stesso.
In questo caso la ditta installatrice dovrà comunque individuata come il "
costruttore " del quadro così come definito dalle norme CEI 17-13/1.
I quadri AS dovranno essere muniti di apposita certificazione rilasciata da
idoneo laboratorio indipendente, attestante le loro caratteristiche ed i
risultati conseguite nelle prove tipo.
La Ditta installatrice dovrà in ogni caso effettuare le prove individuali
previste dalle norme, una volta avvenuta l'installazione.
4.4. Quadri ANS
Sono quadri ANS (Apparecchiature Non di Serie parzialmente soggette a
prove di tipo) quelli contenenti sia sistemazioni verificate con prove di tipo,
sia sistemazioni non verificate con prove di tipo, purchè queste ultime siano
derivate (anche attraverso il calcolo) da sistemazioni già verificate che
abbiano superato le prove di tipo.
I quadri ANS potranno risultare assiemati e cablati direttamente da quadristi
esterni o dalla ditta installatrice.
Essi dovranno essere in ogni caso realizzati con componenti prefabbricati
ed apparecchiature prodotti in ampia serie da un unico costruttore.
Nel
caso
in
cui,
eccezionalmente,
il
costruttore
dei
componenti
dell'involucro sarà diverso dal costruttore delle apparecchiature, dovrà
risultare da un'apposita documentazione (dichiarazione del costruttore dei
componenti, dati di catalogo, ecc.) l'idoneità dei componenti utilizzati
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rispetto alle apparecchiature impiegate.
Il montaggio dei componenti e delle apparecchiature dovrà essere
realizzato in conformità alle istruzioni del costruttore..
I
quadri
ANS
dovranno
essere
corredati
almeno
dalla
seguente
documentazione:
ƒ
certificati del costruttore riferiti ai singoli componenti costruiti in
fabbrica quali ad es.:
ƒ
carpenteria
metallica
e
involucri
(
riguardanti
ad
es.
la
dissipazione del calore, la tenuta al corto circuito, la resistenza alla
ruggine, il grado IP di protezione, ecc.);
ƒ
sistemi prefabbricati di sbarre (riguardanti la tenuta al corto
circuito ed all'energia specifica dissipata, ecc.)
ƒ
apparecchi affiancabili su supporti prefabbricati (riguardanti la
dissipazione del calore, gli eventuali declassamenti richiesti, il
sistema di collegamento in entrata e uscita, ecc.)
ƒ
eventualmente tratta anche dai cataloghi e dalla documentazione
tecnica ufficiale del costruttore;
il calcolo sostitutivo della prova dei limiti di sovratemperatura, seguendo le
istruzioni della norma CEI 17-43, o servendosi di apposita documentazione
tecnica o programmi di calcolo ufficialmente forniti dal costruttore dei
componenti, dai quali risulti evidente che il prototipo da cui il quadro è
derivato è conforme alle norme ed ha superato le prove di tipo ( compresa,
quindi, quello di cortocircuito).
La Ditta installatrice sarà comunque individuata come il costruttore del
quadro, come definito dalle norme CEI 17-13/1.
4.5. Quadri ASD
Si definiscono ASD (quadri di distribuzione) i quadri di tipo AS con le
caratteristiche sotto definite ed installati in luoghi ove personale non
addestrato ha accesso al loro uso.
I piccoli quadri di distribuzione per interno in esecuzione fissa fino a 250A di
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corrente in ingresso e 125 A per ogni uscita, con tensione verso terra non
superiore a 300V, con corrente di corto circuito fino a 10kA, destinati ad
essere manovrati anche da persone non addestrate, dovranno essere
conformi congiuntamente alla norma CEI 17-13/1 e CEI 17-13/3.
Ciò dovrà risultare da idonee documentazioni simili a quanto indicato al
punti precedente "Quadri ANS".
4.6. Quadri ASC
Sono ASC i quadri di distribuzione di cantiere, che dovranno essere conformi
congiuntamente alle norme CEI 17-13/1 e CEI 17-13/4, risultando ciò da
idonea documentazione.
4.7. Prescrizioni comuni
Ogni quadro di cui ai precedenti punti dovrà essere corredato da una
documentazione riportante i seguenti dati:
a. Nome del costruttore o marchio di fabbrica, intendendosi per
costruttore la ditta o l'impresa che cura il montaggio finale, se trattesi
di quadro da completarsi;
b. Tipo o numero di identificazione, o altro mezzo che consenta di
ottenere
dal
costruttore
tutte
le
informazioni
complementari
necessarie;
c. Norma di riferimento (CEI 17-13/1 oppure 17-13/3);
d. Natura della corrente e frequenza;
e. Tensioni nominali di funzionamento;
f. Tensioni nominali di isolamento;
g. Tensioni nominali dei circuiti ausiliari (eventuali);
h. Limiti di funzionamento (valori ammissibili della corrente di picco, di
breve durata, di cortocircuito, ecc., secondo i casi);
i.
Corrente nominale di ciascun circuito;
j.
Corrente nominale di cortocircuito simmetrico e di picco;
k. Grado di protezione;
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l.
Misure per la protezione delle persone;
m. Condizioni di servizio;
n. Sistema di messa a terra;
o. Dimensioni (altezza, larghezza, profondità);
p. Massa (peso);
q. Corrente nominale del quadro (circuito di ingresso).
La corrente nominale del quadro è la corrente nominale del circuito di
ingresso valutata come sommatoria delle correnti nominali dei circuiti di
uscita applicando i fattori di contemporaneità convenzionali.
La corrente nominale del quadro va indicato solo per tipi ASD rispondenti
alla norma CEI 17-13/3; i /dati dimensionali (voci p e q) possono essere
omessi per quadri tipo ANS.
I dati di cui ai punti: a - b - c - e - k - l - p - q - r dovranno essere riportati nella
targhetta di ogni quadro.
In generale tutti i quadri dovranno avere almeno le seguenti principali
caratteristiche:
ƒ
componenti costruttivi in lamiera d'acciaio verniciato 20/10, con
parete esterna liscia; struttura interna realizzata con montanti in
acciaio atti ad assicurare una elevata resistenza meccanica;
ƒ
suddivisioni in moduli di altezza 200 mm o multipli, in lamiera spessore
minimo 15/10, del tipo a cerniera e serratura, cieche o predisposte
per apparecchi modulari su guida Din, per apparecchiature
scatolate e non modulari, per pulsanterie diam. 22,5 mm, o con
alettature di ventilazione G.d.P. IP30;
ƒ
in alternativa suddivisioni in moduli dim. 375x250mm o multipli
secondo DIN 43870 e coperture in poliuretano espanso con chiusura
a 90°, adatte a due profondità;
ƒ
porte in lamiera con angolo di apertura a 180° e cerniera interna;
ƒ
chiusura di sicurezza a cilindro;
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ƒ
possibilità di ingresso cavi dall'alto e dal basso mediante apposite
flange e bocchettoni atti a mantenere il G.d.P. richiesto;
ƒ
classe di isolamento 1, se non diversamente specificato;
ƒ
colore: RAL 7035;
ƒ
tenuta alle correnti di cortocircuito dell'insieme involucro - sistema
sbarre: secondo i colori di progetto.
Dovranno essere inoltre essere completi di: sistemi di sbarre in Cu di
alimentazione, omnibus e derivate, del tipo complanare e/o a gradino,
installate in posizione orizzontale o verticale, posteriore o laterale secondo
esigenze, con le portate minime indicate negli elaborati di progetto,
montati su supporti e dotati di morsetti di alimentazione e derivazione;
accessori di installazione ed elementi di cablaggio delle apparecchiature,
comprendenti ripartitori e morsettiere multiple, in modo che, in generale, ad
ogni terminale di ciascun apparecchio sia collegato un solo conduttore;
telai ed elementi di supporto interni per il montaggio delle apparecchiature
modulari, non modulari e scatolate; accessori per l'identificazione delle
apparecchiature anche dopo la rimozione delle coperture e delle
estremità dei conduttori, in conformità agli schemi elettrici; morsettiere
componibili per l'attestazione delle linee esterne, complete di schermi,
siglature, ecc.; zoccolo altezza minima 100 mm; griglie per la ventilazione
naturale o anche eventuali dispositivi di ventilazione forzata qualora
necessari in relazione alla sovratemperatura prevista all'interno del quadro,
dotati di filtri ed accessori per conservare il grado di protezione richiesto e
per garantire la pulizia dell'aria introdotta, oltre ad evitare l'ingresso di
sporcizia ed insetti; targhette ammonitrici esterne secondo esigenze;
targhette indicatrici pantografate esterne per l'individuazione della funzione
svolta dalle varie apparecchiature, in conformità alle indicazioni degli
schemi elettrici; golfari di sollevamento; tasca portaschemi.
Tutti i quadri e le apparecchiature in essi contenuti una volta rimosse le
protezioni, dovranno garantire il grado di protezione IP2X minimo verso tutte
le parti eventualmente in tensione.
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Tutti i quadri dovranno essere forniti dai relativi schemi di potenza e
funzionali secondo quanto effettivamente realizzato, predisposti dal
costruttore del quadro sulla scorta di quelli del progetto esecutivo;
dovranno inoltre essere muniti di tutte le certificazioni e documentazioni
attestanti la conformità alle norme CEI 17-13/1 e necessarie per le
dichiarazioni ai sensi della D.M. 37/08, e di ogni altro accessorio ed onere
per dare il tutto finito a regola d'arte in conformità alle norme succitate,
secondo il Progetto e/o le indicazioni della D.LL.
Tutti i quadri dovranno essere dimensionati con una riserva di spazio utile per
nuove apparecchiature pari al 25%.
4.8. Accessori
I quadri sopra descritti dovranno essere completi dei seguenti accessori:
ƒ
Indicazione meccanica di posizione degli interruttori;
ƒ
Morsettiere per l'allacciamento dei cavi di potenza eventualmente
raggruppate in proprio settore;
ƒ
Morsettiere di tipo componibile antiallentanti per l'allacciamento dei
cavi di comando e di segnalazione, eventualmente raggruppate in
proprio settore;
ƒ
Apparecchi di sezionamento e fusibili di protezione per i circuiti
ausiliari, commutatori, manipolatori, ecc.;
ƒ
Numerazione dei conduttori, dei morsetti e siglature degli apparecchi
internamente al quadro;
ƒ
Targhe pantografate esterne per l'identificazione dei pannelli e dei
servizi;
ƒ
Calotte isolanti per i morsetti ed i punti di connessione agli
apparecchi che risultassero in tensione a pannelli di chiusura settore
asportati;
ƒ
Supporti di base per il montaggio a pavimento o supporto per
l'ancoraggio a parete e relativi accessori di fissaggio;
ƒ
Golfari di sollevamento (se necessario);
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ƒ
Chiavi di blocco di ogni tipo, leve ed utensili per la manovra e la
manutenzione;
ƒ
Continuità elettrica degli elementi di carpenteria metallica e delle
basi metalliche dei componenti principali realizzate mediante viti
zincopassivate a caldo; collegamento delle portelle metalliche alla
struttura mediante treccia di rame avente sezione minima di 16 mm²;
ƒ
Sbarretta collettrice in rame, completa di viti e rondelle, di attacco
per il collegamento con la rete di terra generale e per le derivazioni
dei conduttori di protezione dei cavi delle partenze.
4.9. APPARECCHIATURE E CABLAGGI NEI QUADRI
4.9.1. Generalità
Preferibilmente, in tutti i casi in cui ciò è consentito in relazione alle correnti
di cortocircuito presunte ed alle correnti nominali dei circuiti derivati, le
apparecchiature installate nei quadri dovranno essere del tipo modulare e
componibili (modulo DIN 17,5mm), con fissaggio a scatto normalizzato EN
50022.
Tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale
l'impianto (ad es. trasformatori, suonerie, lampade di segnalazione,
interruttori programmatori, prese di corrente CEE, limitatori di sovratensione,
filtri antidisturbo, strumenti di misura, contatori, relè passo-passo, ecc.)
dovranno essere modulari e accoppiabili nello stesso quadro con gli
interruttori automatici.
4.9.2. Interruttori automatici modulari
Gli interruttori automatici modulari dovranno essere impiegati generalmente
fino alla corrente nominale di 63A, e dovranno avere le seguenti principali
caratteristiche:
4.9.3. Interruttori magnetotermici:
ƒ riferimento: norme CEI 23-3, EN60898;
ƒ
approvazioni. IMQ o VDE o altro marchio di ente riconosciuto;
ƒ
tensione nominale: 400V c.a. esecuzioni 1-3-4 poli; 230V c.a.
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esecuzioni 1+N poli;
ƒ
potere di interruzione nominale Icn: minimo 6kA alla tensione
nominale e comunque secondo indicazioni di progetto;
ƒ
potere di interruzione di servizio Ics: pari al valore di Icn (rapporto K =
1)
ƒ
corrente nominale: fino a 63A;
ƒ
caratteristica B-C-D secondo esigenze di progetto;
ƒ
temperatura di riferimento per la taratura dello sganciatore termico:
30° C
ƒ
temperatura ambiente ammessa: da -25 a + 45°C (con opportuno
declassamento)
ƒ
posizione di funzionamento: qualsiasi
ƒ
tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016
ƒ
collegamento alla rete di alimentazione: dall'alto o dal basso
indifferentemente
ƒ
custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta
per il fissaggio su guida DIN50022
ƒ
morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione fino
a 25mm² (minimo)
ƒ
possibilità di equipaggiamento con elementi ausiliari.
4.9.4. Interruttori magnetotermici differenziali:
ƒ riferimento: norme CEI 23-18/EN61009-1 e 23-3/EN60898;
ƒ
approvazione: IMQ o VDE o altro marchio di ente riconosciuto
ƒ
tensione nominale: 230V c.a. esecuzioni 1P+N e 2P; 400V c.a.
esecuzione 3P+N;
ƒ
frequenza nominale: 50Hz
ƒ
potere di interruzione nominale Icn: minimo 6kA alla tensione
nominale e comunque secondo indicazioni di progetto
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ƒ
potere di interruzione di servizio Ics: Ics = Icn per Icn 6 kA; Ics = 0,75 Icu
per 6 kA < Icu <= 10 kA; Ics = 0,5 Icu per Icn > 10 kA
ƒ
potere di interruzione differenziale nominale: conforme alle norme
CEI 23-18/EN61009
ƒ
corrente nominale: fino a 63A
ƒ
caratteristica d'intervento: C
ƒ
tipo: A per correnti pulsanti e continue
ƒ
tenuta alle sovratensioni: 250A di picco, forma d'onda 8/20;
ƒ
temperatura di riferimento per la taratura dello sganciatore termico:
30° C
ƒ
tempera ambiente ammessa: da - 25 a + 45° C (con opportuno
declassamento)
ƒ
posizione di funzionamento: qualsiasi
ƒ
tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016
ƒ
collegamento alla rete di alimentazione: dall'alto o dal basso
indifferentemente
ƒ
custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta
per il fissaggio su guida DIN 50022
ƒ
morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione fino
a 25 mm (minimo)
ƒ
possibilità di equipaggiamento con elementi ausiliari.
4.9.5. Apparecchiature modulari diverse
Le apparecchiature modulari per diverse funzioni impiantistiche quali ad es.:
scaricatori, lampade spia, relè passo-passo, contatori, orologi, strumenti di
misura, suonerie, ecc. dovranno avere le seguenti principali caratteristiche
comuni:
ƒ
riferimento: norme CEI di prodotto e corrispondenti EN
ƒ
approvazioni. IMQ o VDE o altro marchio di Ente riconosciuto;
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ƒ
tensione nominale: 230/400 Vca;
ƒ
temperatura ambiente ammessa: da -25 a + 45°C
ƒ
posizione di funzionamento: qualsiasi
ƒ
tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016
ƒ
custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta
per il fissaggio su guida DIN50022
ƒ
morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione
minima 2x2,5mm².
4.9.6. Interruttori modulari con fusibili
Gli interruttori modulari con fusibili dovranno avere le seguenti principali
caratteristiche:
ƒ
riferimento: norme CEI 17-11/CEI 32-1/CEI 32-5 e corrispondenti EN
ƒ
approvazioni. IMQ o VDE o altro marchio di ente riconosciuto;
ƒ
tensione nominale: 230/400 V c.a.;
ƒ
corrente nominale: fino a 63A;
ƒ
categoria di impiego: AC22 A secondo norme CEI 17-11;
ƒ
completi di fusibili a norme CEI 32, p.i. 50kA-380V;
ƒ
temperatura ambiente ammessa: da -25 a + 45°C
ƒ
posizione di funzionamento: qualsiasi
ƒ
tropicalizzazione: secondo norme DIN 50015 e 50016
ƒ
collegamento alla rete di alimentazione: dall'alto o dal basso
indifferentemente
ƒ
custodia: in materiale termoplastico secondo DIN 7708, predisposta
per il fissaggio su guida DIN50022
ƒ
morsetti: grado di protezione IP20, per conduttori flessibili sezione fino
a 25 mm² (minimo)
4.9.7. Cablaggi delle apparecchiature modulari
L'alimentazione delle apparecchiature modulari all'interno dei relativi quadri
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dovranno essere eseguiti preferibilmente a mezzo sistemi di sbarre collettrici
a pettine in rame, isolate per la tensione di 400Vca, bipolari, tripolari,
quadripolari, conformi alle norme DIN 57606 e DIN 57659.
In alternativa dovranno essere impiegati conduttori flessibili con tensione
nominale 450/750 minimo, a norme CEI 20-20, con idonei capicorda isolati,
derivati da apposite morsettiere multiple o ripartitori, in modo che ad ogni
terminale di ciascun apparecchio sia collegato un solo conduttore.
In uscita le singole apparecchiature dovranno essere cablate a mezzo
conduttori c.s.d. facenti capo ad apposite morsettiere realizzate con
morsetti montati su guida DIN EN 50022, appositamente contrassegnate con
i riferimenti degli schemi elettrici.
Ogni apparecchiatura installata nei quadri dovrà essere appositamente
contrassegnata con i riferimenti degli schemi elettrici in modo da risultare
identificabili anche nel caso di rimozione delle protezioni del quadro.
Tutti i circuiti i uscita e le apparecchiature ad essi preposti dovranno essere
indicati sul quadro a mezzo di targhette indicatrici con testo esteso della
loro destinazione.
I cavi delle linee in uscita dovranno essere identificati con apposite
targhette indelebili, con su riportate le sigle dei circuiti indicate negli schemi
elettrici.
4.10. Interruttori automatici magnetotermici scatolati
Gli interruttori automatici in scatola isolante dovranno essere impiegati
generalmente dalla corrente nominale di 100A, in relazione alle correnti di
cortocircuito presunta ed alle correnti nominali dei circuiti derivati, e
dovranno avere le seguenti principali caratteristiche:
ƒ
riferimento: norme CEI 17-5;
ƒ
tensione nominale: 660V - 50Hz;
ƒ
relè termomagnetici regolabili da 10 a 1600A;
ƒ
relè elettronici regolabili da 2000 a 3200A;
ƒ
potere di interruzione Icu: minimo 15kA a 380 - 415V e comunque
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secondo il progetto esecutivo;
ƒ
potere di interruzione Ics: >= 50% Icu;
ƒ
esecuzione fissa, asportabile, sezionabile secondo indicazioni di
progetto;
ƒ
attacchi anteriori o posteriori secondo esigenze;
ƒ
calotte di protezione dei morsetti in tensione;
ƒ
grado di protezione: IP20;
ƒ
meccanismo di comando a sgancio libero.
Dovranno essere corredati di tutti gli accessori ed ausiliari per renderli idonei
alla realizzazione delle funzioni descritte dal progetto esecutivo.
4.11. Contattori, teleruttori e salvamotori
Componenti trattati per installazione in ambiente marino:
ƒ
parti isolanti realizzate con materiali o trattamenti antimuffa nei quali
è aumentata la tenuta alle scariche superficiali,
ƒ
cassette
metalliche
trattate
con
vernice
gliceroftalica
con
caratteristiche antimuffa colore grigio chiaro, essiccata al forno ed
applicata su fondo trattato con zincatura metallica.
Categoria di impiego AC-2 per motori ad anelli, AC-3 per motori a gabbia.
Tensioni di impiego: 400V, 500V.
Omologazione RINA.
Taglie utilizzate:
Corrente
termica
massima
A
16
63
400
Tensione di
utilizzo
V
Potenza massima
a t=40°C
kW
400
500
400
10
45
258
Massima sezione dei
cavi
mm2
2,5
16
Barretta 100 x 5 con 2
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630
500
368
1600
500
1650
fori
Barretta 100 x 5 con 2
fori
Barretta 100 x 5 con 2
fori
Durata: 5 milioni di manovre.
Elettromagnete alimentabile indifferentemente c.a. o c.c.
Range di temperatura di funzionamento –50÷70 °C.
5. CONDUTTORI DELLE LINEE DI ENERGIA.
5.1. Generalità
I cavi e i conduttori utilizzati per gli impianti saranno di primarie Ditte
costruttrici, conformi alle corrispondenti tabelle UNEL e dotati di Marchio
Italiano di Qualità.
Oltre
a
quanto
sopra
specificato
saranno
osservate
tutte
le
raccomandazioni per l'uso dei cavi per energia con tensione nominale
inferiore a 1 kV contenute nelle norme CEI 20-40.
5.2. Caratteristiche dei conduttori.
5.2.1. Conduttori isolati.
I conduttori isolati delle linee elettriche alimentate dalla rete a bassa
tensione, saranno scelti in funzione delle modalità di impiego previste dalle
relative norme CEI/UNEL applicabili in vigore e dalle effettive condizioni
ambientali e di posa.
Tutte le condutture dovranno
essere protette dalle sovracorrenti
conformemente al capitolo VI delle norme 64-8 (fascicolo 668).
Dovranno anche essere considerate ed applicate tutte le normative
inerenti i componenti ed i materiali utilizzati nonché le regolamentazioni e le
normative previste dalla Legislazione Italiana per la prevenzione degli
infortuni.
Tutti i cavi dovranno essere dotati di Marchio Italiano di Qualità o di
contrassegno equivalente.
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In generale avranno le seguenti caratteristiche:
ƒ
conduttori unipolari e cavi multipolari in PVC: tensione nominale
300/500 a norme CEI 20-20;
ƒ
conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in PVC: tensione
nominale 450/750V, a Norme CEI 20-20;
ƒ
conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in Resina di qualità R2:
tensione nominale 0,6/1kV, a Norme CEI 20-14;
ƒ
conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in gomma butilica:
tensione nominale 0,6/1kV, a Norme CEI 20-13.
ƒ
conduttori unipolari e cavi multipolari isolati in gomma G10: tensione
nominale 0,6/1 kV, a norme CEI 20- 38.
ƒ
conduttori
unipolari
e
cavi
multipolari
isolati
in
gomma
etilenpropilenica reticolata: tensione nominale 450/750 V a norme
CEI 20-36.
I cavi utilizzati nei sistemi di I° categoria dovranno essere adatti alla tensione
nominale (V0/V) non inferiore 450/750.
Quelli utilizzati nei circuiti di segnalazione e comando devono essere adatti
a tensioni nominali non inferiori a 300/500V.
Questi ultimi se posati nello stesso tubo, condotto o canale con cavi previsti
con tensioni nominali superiori, devono essere adatti alla tensione nominale
maggiore.
I cavi e i conduttori posati in ambienti chiusi saranno del tipo " non
propagante l'incendio " a norme CEI 20-22 ed a " bassa emissione di gas
corrosivi " a norme CEI 20-37 con contenuto di acido cloridrico <= 10%.
I cavi e i conduttori posati in ambienti frequentati dal pubblico o comunque
con elevata presenza di persone, saranno del tipo " non propagante
l'incendio " e a " bassissima emissione di gas opachi, tossici e corrosivi " a
norme CEI 20-38.
I cavi e i conduttori che dovranno consentire il funzionamento in presenza
di un incendio, saranno del tipo " resistente al fuoco " per il tempo
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specificato, a norme CEI 20-36.
Le sezioni minime impiegate saranno le seguenti:
ƒ
impianti luce alimentati dalla rete b.t. 1.5 mm²
ƒ
impianti f.m. alimentati dalla rete b.t. 2.5 mm²
ƒ
impianti alimentati a tensione ridotta 1 mm²
I conduttori avranno le seguenti colorazioni:
ƒ
giallo/verde per i conduttori di terra;
ƒ
blu chiaro per i conduttori di neutro;
ƒ
grigio per i conduttori di fase dei punti luce;
ƒ
marrone e nero per i conduttori di fase delle prese e degli utilizzatori
f.m.
Per i circuiti a tensione ridotta e complementari saranno impiegati vari colori
con l'esclusione di quelli sopra citati.
5.2.2. Condotti elettrificati
Per la realizzazione dei circuiti di distribuzione a servizio dell’illuminazione e
della distribuzione della forza motrice saranno utilizzati dei condotti sbarre di
tipo multipolare, ovvero con la possibilità di realizzare diversi circuiti
utilizzando delle prese a spina del tipo a selezione di fase. I condotti sbarre
avranno diversi valori di portata da 16 A a 63 A almeno e saranno tutti
sospesi a parete e/o soffitto attraverso apposite staffe o pendini. Gli
elementi saranno di tipo rettilineo con passi di derivazione adeguati.
5.2.3. Cadute di tensione
La differenza fra la tensione a vuoto e la tensione a carico in qualsiasi punto
degli impianti quando saranno inseriti gli utilizzatori ammessi a funzionare
contemporaneamente, non sarà superiore al 4% della tensione a vuoto per
i circuiti luce e f.m.
5.2.4. Densità max. di corrente.
Indipendentemente dalle sezioni conseguenti alle anzidette massime c.d.t.,
la massima densità di corrente prevista per i conduttori sarà determinata in
conformità alle norme CEI 20-21 e tabelle UNEL in vigore, tenendo conto
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della temperatura ambiente effettiva, delle condizioni di posa, del mutuo
riscaldamento tra i circuiti raggruppati, mediante opportuni coefficienti di
conversione.
5.2.5. Sezioni minime negli impianti utilizzatori.
La sezione dei conduttori sarà determinata tenendo conto anche della
potenza, del numero, della dislocazione degli utilizzatori da alimentare.
La potenza convenzionale degli utilizzatori stessi sarà valutata mediante
opportuni coefficienti di contemporaneità e di utilizzazione.
Negli impianti utilizzatori, in mancanza di specifiche indicazioni, saranno
impiegate le seguenti sezioni minime:
ƒ
1,5 mm² per circuiti terminali di illuminazione, prese a spina o
apparecchi utilizzatori con potenza nominale non superiore 2,2 kVA;
ƒ
2,5 mm² per circuiti dorsali di illuminazione, circuiti terminali di prese a
spina o apparecchi utilizzatori con potenza nominale non superiore
3,6 kVA;
ƒ
4 mm² per circuiti dorsali di prese a spina o apparecchi utilizzatori con
potenza nominale non superiore 3,6 kVA o per utilizzatori singoli con
potenza nominale maggiore di 3,6 kVA;
ƒ
6 mm² per linee di alimentazione di quadri secondari o di zona.
5.2.6. Cavi interrati
La posa dovrà essere prevista su un letto di sabbia in trincea scavata nel
terreno, con l'apposizione di una fila di mattoni di protezione sopra il cavo
con interposta sabbia; il tutto ricoperto con la stessa terra della trincea.
Per questo tipo di posa i cavi dovranno essere provvisti di armatura.
In alternativa, posa entro un manufatto aperto da chiudere con un
coperchio dopo la posa dei cavi.
5.2.7. Cavi in cunicolo
In relazione alle dimensioni del cunicolo i cavi potranno essere posati
direttamente sul fondo, aggraffati a parete o posati su passerelle
predisposte.
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In ogni caso la posa dovrà essere ordinata e consentire il reperimento dei
cavi e la loro agevole stesura e rimozione.
5.2.8. Cavi sospesi alle murature
I cavi dovranno essere sostenuti da appositi sostegni in materiale plastico.
I sostegni dovranno essere applicati alle murature od alle strutture mediante
l'infissione
di
chiodi
a
sparo
o
tasselli
ad
espansione
a
corpo
completamente metallico.
I sostegni dovranno essere sistemati a distanza dipendente dalle dimensioni
e dalla flessibilità dei cavi impiegati e tali da evitare la formazione di anse.
5.2.9. Cavi su passerelle portacavi orizzontali, verticali od inclinate
I cavi posati sulle passerelle dovranno essere fissati a queste mediante
legature che mantengano fissi i cavi nella loro posizione; in particolare, sui
tratti verticali ed inclinati delle passerelle le legature dovranno essere più
numerose ed adatte a sostenere il peso dei cavi stessi.
I cavi dovranno essere disposti il più possibile rettilinei e sufficientemente
spaziati fra loro in modo che ne sia assicurata in ogni caso una ventilazione
adeguata.
I cavi unipolari facenti parte della stessa linea trifase dovranno essere posati
ravvicinati in modo da ridurre la reattanza.
I cavi di B.T. e cavi di M.T. dovranno essere sistemati su passerelle separate;
di norma le passerelle contenenti cavi di M.T. dovranno essere provviste di
coperchio sull'intero percorso.
5.2.10. Cavi entro tubazioni o cavidotti
I cavi dovranno essere infilati in modo da non danneggiare l'isolamento.
Un filo pilota dovrà essere infilato entro ogni tubazione vuota o nella quale si
prevede l'infilaggio futuro di altri cavi.
Non è ammessa la posa di conduttori senza guaina protettiva entro
tubazioni in acciaio zincato (UNI 3824 o UNI 4149).
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6. POSA DEI CAVI
6.1. Posa dei cavi di energia.
La posa dei cavi sarà eseguita, in generale con le modalità specificate
dalle norme CEI 17-17, 64-8, 20-40 e dalle norme costruttive specifiche
previste per ogni tipo di cavo.
In particolare saranno attuati opportuni provvedimenti atti a limitare i danni
da incendio dei cavi, scelti tra quelli specificati dalle norme CEI 11-17 art.
3.7.03 / 3.7.04 / 3.7.05.
In tutti i punti di passaggio dei cavi, canalette o tubazioni in corrispondenza
di muri o setti tagliafuoco dei compartimenti antincendio, tanto verticali
che orizzontali, dovranno essere realizzate delle barriere con resistenza REI
120 o superiore secondo le modalità indicate nel progetto esecutivo,
impiegando
anche
appositi
accessori
e
mastici
atti
a
sigillare
completamente tutti gli interstizi in corrispondenza dei cavi, delle tubazioni e
delle passerelle.
Le barriere tagliafuoco dovranno essere realizzate con elastomero
monocomponente resistente al fuoco, ricoperto su un lato da un foglio di
alluminio, appositamente sagomato in modo da essere applicato su sezioni
rettangolari e/o circolari quali: canaline, tubazioni e cavi, completo di
sigillante e/o stucco di copertura.
L'espansione del prodotto sotto l'azione del calore dovrà essere variabile da
5 ad 11 volte il volume iniziale.
In ogni caso dovrà essere garantita la possibilità di transito per i cavi posati
in epoca successiva, senza la demolizione di quanto già realizzato, infilando
ad esempio sacchetti amovibili.
Tutti i cavi dovranno essere opportunamente contrassegnati.
Di seguito vengono richiamate alcune prescrizioni aggiuntive ed integrative
di quanto evidenziato dalle norme sopraspecificate.
6.1.1. A parete.
I cavi saranno fissati a parete senza ulteriore protezione meccanica solo ad
una altezza superiore a 2,5 m dal suolo e nel caso in cui possa essere
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esclusa l'eventualità di danneggiamenti meccanici, con appositi supporti a
distanze non superiori ad 1m e comunque tali da evitare deformazioni nella
tesata; i supporti saranno posti con un passo tale da garantire un fissaggio
durevole nel tempo e tale da soddisfare l'estetica dell'installazione.
6.1.2. Su passerelle portacavi.
I cavi saranno posati con ordine e fissati con qualche legatura, sia con
disposizione sia orizzontale che verticale o inclinata, in modo da risultare
perfettamente diritti e soddisfare le esigenze funzionali ed estetiche
dell'installazione. La sezione utile delle passerelle e canalizzazioni dovrà
essere il 50% di quella geometrica, in conformità alle norme CEI 23-31.
6.1.3. In cunicolo.
I cavi saranno posati con ordine su traversine, poggiati sul fondo e
perfettamente raggruppati in modo da assicurare le esigenze funzionali ed
estetiche dell'installazione.
6.1.4. Su sostegni metallici.
I cavi verranno fissati con appositi fermacavi, in modo particolare nei
montanti di alimentazione.
I cavi montanti si presenteranno perfettamente diritti e fissati con una
frequenza non superiore ad 1 m in modo da impedire la formazione di anse
ed avvallamenti.
6.1.5. Infilati in tubi o condotti in vista, incassati, interrati.
Il numero, la posizione e la forma delle curve dei tubi o condotti saranno tali
da consentire l'agevole infilaggio e sfilaggio dei cavi.
Il diametro interno dei tubi o condotti sarà maggiore di 1,4 volte il diametro
del cavo o del fascio di cavi in essi contenuti.
Sui tratti rettilinei delle tubazioni ad incasso o a parete saranno installate
cassette rompitratta o raccordi di infilaggio di adeguate dimensioni ad ogni
10 m di lunghezza, mentre non sarà ammesso realizzare più curve
consecutive per oltre 180 gradi.
Cavi appartenenti a sistemi in c.a. installati entro tubi metallici saranno
raggruppati in modo che i conduttori di tutte le fasi ed il neutro eventuale
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dello stesso circuito, siano infilati nel medesimo tubo.
Tubi e condotti interrati avranno percorsi tra loro paralleli.
In ogni caso i tubi risulteranno opportunamente distanziati in modo da
consentire l'installazione e l'accessibilità degli accessori, nonché limitare gli
effetti del mutuo riscaldamento tra i cavi.
A questo scopo, la distanza minima fra gli assi longitudinali di due tubazioni
affiancate non sarà mai inferiore a 1/4 + 1 diametro della tubazione di
maggiori dimensioni.
I tubi protettivi saranno inoltre disposti in modo da non risultare soggetti ad
influenze dannose in relazione a sovrariscaldamenti, sgocciolamenti,
formazione di condensa, ecc.
Di norma, negli impianti di tipo industriale, ciascuna tubazione sarà
destinata alla posa di un solo cavo tripolare, o di una sola terna a trifoglio
di cavi unipolari.
6.1.6. Direttamente interrati.
I cavi per la posa direttamente interrata saranno esclusivamente del tipo
con armatura metallica avente spessore minimo 0,8 mm.
I cavi non muniti di armatura metallica saranno posati con una protezione
meccanica supplementare, atta a sopportare le prevedibili sollecitazioni
meccaniche esterne; tale protezione sarà preferibilmente costituita da
getto in calcestruzzo cementizio, avente spessore di almeno 100 mm. e
larghezza pari a quella dello scavo. In alternativa saranno utilizzate lastre
piane o tegoli con adeguata resistenza meccanica.
I cavi saranno posti entro scavo, su letto di sabbia di almeno 5 cm, e
ricoperti con uno strato di sabbia di almeno 10 cm. dalla loro generatrice
superiore.
Superiormente, a non meno di 20 cm dalla generatrice superiore del cavo
o dei cavi e per tutta la lunghezza, saranno posti uno o più nastri monitori,
con la scritta: "cavi elettrici".
La minima profondità di posa per cavi appartenenti a sistemi di categoria O
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- I° - II° sarà di 0,8 m.
In ogni caso per attraversamento di terreni rocciosi, oppure di sedi stradali,
ferroviarie, ecc. sarà prevista una protezione aggiuntiva costituita da tubi o
condotti metallici aventi la necessaria resistenza meccanica.
I cavi avranno percorsi tra loro paralleli. In ogni caso risulteranno
opportunamente distanziati in modo da limitare gli effetti del mutuo
riscaldamento. A questo scopo la distanza minima fra due cavi tripolari, o
due terne a trifoglio di cavi unipolari, o due terne di gruppi di fase in piano,
sarà di almeno 7-8 cm. per tutta la lunghezza.
6.1.7. Raggi di curvatura dei cavi di energia.
Indipendentemente dalle condizioni di posa, i raggi di curvatura dei cavi
saranno inferiori a quelli minimi prescritti dal costruttore e/o indicati dalle
norme CEI 11-17 art. 2.3.03.
6.2. Esecuzione dei collegamenti degli impianti ausiliari e speciali
6.2.1. Interconnessioni
Gli impianti ausiliari e speciali dovranno essere realizzati secondo le norme
CEI 64-8 e103-1 salvo quanto nel seguito precisato.
La schermatura dei cavi è sempre richiesta per i cavi utilizzati per segnali in
bassa frequenza e in tutti gli altri casi nei quali può essere favorevolmente
impiegata.
Le caratteristiche della schermatura dovranno soddisfare la norma CEI 46-5.
Per quanto riguarda la posa dei cavi, si potranno avere i seguenti tipi di
posa:
a. cavi in vista o in canaletta.
I cavi dovranno avere una guaina esterna di protezione; la posa
dovrà garantire i cavi contro danneggiamenti accidentali; le
giunzioni e le derivazioni dovranno essere eseguite in apposite
scatole
b. cavo in tubo (di PVC o altro materiale) in vista.
Per quanto riguarda il tracciato di posa dei tubi, la sfilabilità dei cavi,
l'esecuzione di giunzioni e derivazioni in apposite scatole, valgono le
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prescrizioni della Norma CEI 64-9
c. cavi in condotto sotto intonaco o interrati.
Valgono le stesse prescrizioni del caso precedente.
Il percorso di posa dei cavi dovrà svilupparsi preferibilmente per intero
all'interno della proprietà e prevalentemente (se possibile) in zona protetta.
Comunque, è ammesso anche un percorso di posa in parte o per intero
all'esterno della proprietà.
I cavi in tubo non dovranno essere posati nello stesso tubo assieme ad altri
conduttori estranei all'impianto.
Così pure le scatole di giunzione e di derivazione non dovranno essere
comuni con altri impianti e dovranno essere dotate di protezione contro
l'apertura.
E' ammesso soltanto l'eventuale uso di pozzetti interrati in comuni con scavi
di altri impianti.
In tal caso, i cavi dell'impianto antipericolo dovranno essere facilmente
riconoscibili.
Per quanto riguarda l'esecuzione di giunzioni e derivazioni, le relative
scatole dovranno avere dimensioni adeguate al fine di consentire
un'agevole manutenzione, la loro ubicazione dovrà essere ad un'altezza dal
pavimento, misurata al bordo inferiore, non superiore a 3.5 m e non inferiore
a 20cm.
Le scatole dovranno essere realizzate con materiali non ossidabili e
dovranno essere, se richiesto dalle condizioni ambientali, di tipo stagno.
L'isolamento per i componenti interni dovrà essere realizzato in porcellana,
materiale stampato o materiale simile.
6.2.2. Alimentazione in corrente alternata dalla rete di distribuzione
L'alimentazione in corrente alternata delle apparecchiature di impianti
ausiliari
e
speciali
dovrà
essere
effettuata
tramite
un
conduttura
esclusivamente riservata a tale scopo, che dovrà contenere anche il
conduttore di protezione.
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Tale
alimentazione
dovrà
essere
preferenziale,
cioè
collegata
preferibilmente ad un gruppo di emergenza e/o di continuità.
Se tale derivazione richiede necessariamente una protezione e/o un
dispositivo di sezionamento, questo dovrà possedere gli stessi requisiti di
inaccessibilità delle apparecchiature alimentate.
L'impianto dovrà essere efficacemente protetto contro le sovratensioni
transitorie, provenienti dalla rete elettrica di alimentazione o da altre
derivazioni, che possono provocare danno alle apparecchiature e/o essere
pericolose per gli operatori.
Allo scopo, dovranno essere previsti dispositivi di protezione, eventualmente
esterni alle apparecchiature, in grado di limitare l'effetto di tali sovratensioni.
In particolare, ogni interconnessione in cavo senza schermo metallico
collegato a terra, dovrà essere dotata di protezione e dovrà poter
sopportare
le
sovratensioni
transitorie
provocate
da
fulmini
o
da
perturbazioni provenienti dalla rete elettrica.
I dispositivi di protezione dovranno avere i seguenti requisiti;
ƒ
tensione d'intervento compresa nel campo 470-500V per onda di tipo
trasversale, e nel campo 500-600V per onda di tipo longitudinale;
ƒ
tempo d'intervento <= 100ms;
ƒ
tensione in uscita, con carico inserito, <=400 Veff.
6.2.3. Sistemi di alimentazione
Gli impianti ausiliari e speciali comprenderanno in generale:
ƒ
sistemi di categoria 0 (zero). a tensione nominale minore o uguale a
50V a corrente alternata, o da oltre 120V continua (non ondulata):
ƒ
sistemi di I categoria, a tensione nominale da oltre 50 a 1000V
compreso a corrente alternata, o da oltre 120 a 1500V compreso a
corrente continua.
La parte di impianto alimentata direttamente dalla rete elettrica costituisce
un sistema di I categoria, la parte di impianto alimentata in corrente
continua costituisce generalmente un sistema di categoria 0.
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Si prescrive come obbligatoria per i sistemi a bassissima tensione di sicurezza
la protezione dai contatti diretti, come specificato in 5.2.02 della norma CEI
64-8 anche per tensioni inferiori a 25V in corrente alternata e 60V in corrente
continua non ondulata.
Per la protezione contro i contatti diretti nei sistemi di I categoria dovrà
essere assicurata sempre la protezione totale (5.3.04 e 5.3.05 della Norma
CEI 64-8).
In particolare, per l'apertura di involucri o la rimozione di batterie dovranno
essere seguite le disposizioni che prevedono l'uso di una chiave o di un
attrezzo, l'apertura con interblocco, o l'interposizione di una batteria
intermedia; non è ammessa la protezione parziale.
7. POSA DI TUBAZIONI - PASSERELLE- CANALI
7.1. Generalità
La posa delle tubazioni, passerelle e canali sarà eseguita, in generale, con
le modalità specificate dalle norme CEI 11-17, e dalle norme costruttive
specifiche dei singoli componenti.
Dovranno essere forniti inoltre cataloghi, dati tecnici, dati dimensionali ed
eventuale certificazione di prove particolari.
In particolare sui cavi sarà evitata ogni giunzione; essi quindi saranno tagliati
nella lunghezza adatta a ciascun circuito. Saranno ammesse giunzioni solo
nei casi in cui la lunghezza della linea venga a superare le pezzature
allestibili dalle case costruttrici.
Tali giunzioni saranno comunque realizzate mediante apposite muffole o,
quando consentito in base alle condizioni di posa, tramite cassette di
giunzione con morsetti abbondantemente dimensionati.
In prossimità di ogni ingresso di cavo in una cassetta o all'interno della
stessa,
dovranno
essere
apposti
anelli
d'identificazione
del
cavo,
coincidenti con le indicazioni dei documenti di progetto per l'identificazione
del circuito e del servizio al quale il cavo appartiene.
Particolari raccomandazioni di posa dettate dal costruttore dovranno
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essere rispettate (ad es.: temperature di posa, raggi di curvatura, tiri di
infilaggio, ecc.).
Le linee principali e dorsali saranno siglate e contraddistinte con i riferimenti
degli schemi elettrici sia in partenza dai quadri che nelle scatole di
derivazione ed in corrispondenza degli utilizzatori, nonché ogni 30m lungo il
percorso a mezzo di targhette indelebili.
I cavi appartenenti a circuiti con tensioni nominali diverse dovranno essere
tenuti fisicamente separati lungo tutto il loro percorso. Qualora ciò non fosse
materialmente possibile, tutti i cavi in contatto fra loro dovranno avere il
grado di isolamento di quello fra essi a tensione più elevata.
In particolare si richiama la necessità di attuare opportuni provvedimenti
atti a limitare i danni da incendio dei cavi, scelti tra quelli specificati dalle
norme CEI 11-17 art. 3.7.03 / 3.7.04 / 3.7.05.
In tutti i punti di passaggio dei cavi, canalette o tubazioni in corrispondenza
di muri o setti tagliafuoco dei compartimenti antincendio, tanto verticali
che orizzontali, dovranno essere realizzate delle barriere con resistenza REI
180 o superiore secondo le modalità indicate nel progetto esecutivo,
impiegando
anche
appositi
accessori
e
mastici
atti
a
sigillare
completamente tutti gli interstizi in corrispondenza dei cavi, delle tubazioni e
delle passerelle.
In ogni caso dovrà essere garantita la possibilità di transito per i cavi posati
in epoca successiva, senza la demolizione di quanto già realizzato, infilando
ad esempio sacchetti amovibili.
Le dimensioni delle tubazioni e delle canaline dovranno essere calcolate in
relazione al numero ed alla sezione dei conduttori infilati in esse.
Il diametro interno delle tubazioni non dovrà mai essere inferiore a 1,4 volte il
diametro del cerchio circoscritto al fascio di conduttori contenuti in esse.
L'area della sezione delle canaline non dovrà mai essere inferiore a 2 volte
l'area occupata dai conduttori contenuti in essa.
Un filo pilota dovrà essere infilato in ogni tubazione o canalina nella quale si
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preveda un futuro infilaggio di conduttori.
Lungo i tratti incassati e/o a vista nelle pareti non sono ammessi
accavallamenti e percorsi obliqui.
Le tubazioni dei tratti a vista ed in controsoffitto dovranno essere fissate con
appositi sostegni di materiale plastico e/o metallico, disposti a distanza
dipendente dalle dimensioni dei tubi, tali da evitare in ogni caso la
formazione di anse e applicati alle strutture a mezzo di chiodi a sparo o
tasselli ad espansione completamente metallici.
L'ingresso nelle cassette di derivazione dovrà essere eseguito mediante
appositi raccordi ed adattatori, realizzando il rispetto del grado di
protezione meccanica previsto nel progetto.
Le curve dovranno essere realizzate mediante apposite macchine
piegatubi.
Le derivazioni a T e a gomito non sono ammesse.
Di seguito vengono richiamate alcune prescrizioni aggiuntive ed integrative
di quanto evidenziato dalle norme sopraspecificate.
7.2. Tubazioni incassate a parete o a pavimento.
Le tubazioni saranno tali da assicurare un facile infilaggio e sfilaggio dei
conduttori; a questo scopo il rapporto minimo fra il diametro interno delle
stesse e diametro circoscritto al fascio dei cavi in esse contenuti sarà 1,4;
saranno previsti raggi di curvatura non inferiori a 6 volte il diametro esterno
dei tubi stessi, in modo da evitare attriti pericolosi per i cavi o conduttori
durante le operazioni di sfilaggio ed infilaggio.
Il tracciato delle tubazioni sarà tale da evitare percorsi obliqui, mantenendo
il più possibile un andamento orizzontale e verticale.
Le derivazioni saranno eseguite solo con l'impiego di adatte scatole o
cassette di derivazione e mediante adeguati ed appropriati morsetti;
generalmente dovrà essere prevista una cassette di derivazione ogni 10 m
di lunghezza delle tubazioni rettilinee e dopo due curve con angolo
inferiore a 180° complessivamente.
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Le tubazioni flessibili a pavimento saranno della serie pesante a norme CEI
23-14 e tabelle UNEL 37121-70, provviste del marchio IMQ, con diametro
interno minimo 13 mm.
Le tubazioni incassate sotto intonaco nelle pareti saranno anch'esse del tipo
flessibile serie pesante c.s.d.; solo per le tubazioni a soffitto, saranno
ammesse tubazioni della serie leggera, a norme CEI 23-14 e tabelle UNEL
37122-70, provviste del marchio IMQ, con diametro interno minimo 13 mm.
7.3. Tubazioni in vista in PVC.
Esse saranno di tipo rigido, della serie pesante a norme CEI 23-8 e tabelle
UNEL 37118-72, provviste del Marchio Italiano di Qualità, con diametro
interno minimo 13.0 mm e grado di protezione IP4X minimo, comunque
conforme alle esigenze del progetto esecutivo.
Le tubazioni in PVC di tipo rigido impiegate negli "ambienti a maggior
rischio in caso di incendio" (v. Norme CEI 64-8/Cap. XI/Sez. 8) e nei "luoghi
con pericolo di esplosione e incendio" (v. Norme CEI 64-2 e Appendici) in
cui sono ammesse, saranno della serie pesante filettabile a norme CEI 23-26,
provviste del marchio italiano di qualità, con diametro interno minimo 10.8
mm e grado di protezione IP44 o superiore.
Tutte le tubazioni saranno poste in opera parallelamente e vicino alle
strutture, ai solai, alle pareti ecc. seguendo percorsi rigorosamente verticali
od orizzontali, con curve a 45° o 90° aventi adeguato raggio di curvatura in
corrispondenza di ogni cambio di direzione, realizzate mediante piegatura
a freddo o con elementi prestampati.
Nei tratti montanti saranno fissate a traverse in profilato metallico zincato
secondo le norme CEI 76 per mezzo di fermacavi. Le eventuali giunzioni
saranno eseguite a perfetta regola d'arte.
Le tubazioni saranno fissate in modo sicuro e con punti di passo tali da
garantire indeformabilità e rigidità, a mezzo di appositi collari in nylon. Le
tubazioni rigide potranno essere integrate in alcuni casi con tratti di
elementi flessibili di raccordo.
Le derivazioni saranno eseguite solo con l'impiego di adatte scatole o
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cassette di derivazione e mediante adeguati ed appropriati morsetti;
generalmente dovrà essere prevista una cassette di derivazione ogni 10m di
lunghezza delle tubazioni rettilinee e dopo due curve con angolo inferiore a
180°.
7.4. Cavidotti interrati.
I cavidotti interrati, salvo ove diversamente specificato, saranno in PVC di
tipo pesante (P), a norme CEI 23-28.; resistenza allo schiacciamento a
secco ed a umido pari o superiore a 200 kg/dm²
La generatrice superiore del tubo si troverà a non meno di 80 cm sotto la
pavimentazione, con un a pendenza pari al 2 per mille a partire dai
fabbricati verso i pozzetti di ispezione, correndo in linea retta.
Un pozzetto rompitratta sarà previsto laddove si renderà necessario un
cambio di direzione della tubazione, e, nei tratti rettilinei della stessa, ad
ogni 25 m circa di lunghezza.
Generalmente il pozzetto dovrà essere senza fondo e appoggiato in una
superficie drenante appositamente predisposta per evitare il ristagno di
acqua.
Le generatrici inferiori dei tubi dovranno essere in ogni caso a non meno di
10cm dal fondo del pozzetto.
Per tratti di limitata lunghezza, ad es. per il raccordo tra pozzetti esterni e
l'interno di un fabbricato, saranno ammesse tubazioni di tipo flessibile ad
elevata resistenza meccanica e chimica, doppia parete con superficie
esterna corrugata e interna liscia, a norme UTE NF C68-171 e generalmente
esse dovranno essere protette nel tratto interrato con uno strato di c.l.s. di
almeno 10cm. di spessore e rinforzati sul loro intorno sempre con
calcestruzzo.
Appena
completata
la
posa
in
opera,
ogni
tubazione
sarà
opportunamente ripulita da particelle di terra, sabbia o altro facendo
scorrere al suo interno un mandrino di prova con diametro di 6 mm inferiore
a quello del tubo e successivamente, mediante una spazzola a setole dure.
Qualora la tubazione non fosse immediatamente utilizzata saranno previsti
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opportuni tappi di chiusura.
Lo scavo sarà eseguito a mano o con idonee attrezzature e si prevederà
uno spazio di almeno 8 cm fra il tubo e ciascuna parete della trincea.
Sul fondo della trincea sarà realizzato un letto di sabbia alto almeno 5 cm.
La tubazione sarà ricoperta con uno strato di sabbia di almeno 10 cm dalla
sua generatrice superiore, ponendo superiormente un nastro continuo in
plastica con la scritta "cavi elettrici".
Le giunzioni dovranno essere sigillate con apposito collante onde garantire
la ermeticità della tenuta seguendo rigorosamente le prescrizioni indicate
dalle Case Costruttrici.
7.5. Passerelle e canalizzazioni portacavi.
Le passerelle e le canalizzazioni portacavi saranno del tipo prefabbricato,
costituite da due fiancate in lamiera di acciaio zincata a fuoco spessore
15/10 e altezza minima 75 mm rispondenti alle norme CEI 23-31., e saranno
dotate di coperchi in lamiera zincata a fuoco in luoghi esposti alla caduta
di materiali e nei tratti verticali fino ad una altezza di 2,50 m dal piano di
calpestio, o dovunque indicato sulle tavole di progetto.
Le passerelle e le canalizzazioni portacavi destinate a contenere conduttori
facenti parte di servizi diversi (forza motrice, telefono, impianti speciali)
dovranno essere provviste di setti di separazione continui in lamiera zincata
a fuoco anche in corrispondenza di cambiamenti di direzione dell'imbocco
delle cassette di derivazione e delle scatole portafrutti.
(Larghezza standard: 100-200-300-400-500 mm)
(Lunghezza standard: 2.000-3.000 mm)
Tutti i pezzi speciali (curve, incroci, derivazioni, riduzioni, setti separatori ecc.)
saranno del tipo prefabbricato con le stesse caratteristiche delle passerelle
o canalizzazioni.
E' da prevedere l'utilizzo di accessori normalizzati per:
ƒ
Derivazione a T;
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ƒ
Derivazione a croce;
ƒ
Curve;
ƒ
Riduzioni;
ƒ
Staffe di giunzioni;
ƒ
Tiges di sospensione;
ƒ
Mensole.
La giunzione tra i vari elementi sarà eseguita per mezzo di piastre adatte a
mantenere la continuità metallica con resistenza elettrica non superiore a
quella di un contatto in Cu dalla sezione di 25mm².
Le mensole di fissaggio e sostegno
saranno anche esse di tipo
prefabbricato costituite da profilato in lamiera zincata spessore minimo
20/10.
L'interdistanza delle mensole stesse sarà sempre non superiore a metri 2 ed
in ogni caso tale da assicurare, con il carico previsto, una freccia elastica
massima in mezzeria pari al 3% della luce.
In fase transitoria, durante il montaggio, sarà possibile applicare un carico
concentrato di 80 Kg. (peso uomo) operando una contemporanea
diminuzione della portata pari a complessivi 160 Kg distribuiti qualunque sia
la luce fra gli appoggi.
Le passerelle, le canalizzazioni, gli staffaggi di tipo leggero o pesante, ecc.
la cui posa sarà effettuata all'interno degli edifici, potranno essere ottenute
da lamiera zincata con trattamento Sendzimir secondo le norme UNI
vigenti.
Per la posa all'esterno dovranno sempre essere impiegati elementi ed
accessori del tipo zincato a caldo per immersione a norme CEI 7-6, in zinco
elettrolitico poro al 99,99%, previo trattamenti di sgrassaggio, decapaggio in
acido cloridrico, lavaggio, flussaggio, essicazione alla temperatura di
120°C, immersione in vasca di zinco liquido fino alla temperatura di 480°C.
A puro titolo indicativo si riportano le interdistanze dei sostegni per sistemi di
passerelle
caricato
con
cavi
al
75%
della
volume,
sarà
onere
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dell’Appaltatore verificare le interdistanze caso per caso.
Larghezza
[mm]
75
100
150
200
300
400
500
100
200
300
400
500
600
Altezza Fattore Peso stimato
[mm]
di
per ogni m di
carico
passerella
[kg]
75
75%
38
75
75%
50
75
75%
75
75
75%
100
75
75%
151
75
75%
201
75
75%
251
100
75%
67
100
75%
134
100
75%
201
100
75%
268
100
75%
335
100
75%
402
Interdistanza
sostegni
[m]
2.50
2.00
2.00
1.75
1.75
1.50
1.50
2.25
1.75
1.50
1.25
1.00
1.00
Le passerelle e le canalizzazioni saranno fissate alle mensole per mezzo di
elementi di fissaggio prefabbricati adatti allo scopo e, tali da evitare
possibili danneggiamenti ed abrasioni dei cavi durante le operazioni di
posa.
Il coperchio della passerella dovrà sempre essere montato nei tratti in
discesa e per i tratti orizzontali installati ad altezza non supeirore di m 2.5 che
dovranno garantire un grado di protezione almeno IP20; per i tratti
orizzontali installati ad altezza superiore il coperchio sarà installato solo nel
caso di canalizzazioni chiuse o ambienti particolarmente polverosi o
aggressivi.
L'installazione del coperchio dovrà avvenire con modalità tali da garantire
la continuità metallica.
Per la divisione dei servizi elettrici, sarà ammesso l'impiego di setti divisori
longitudinali fissati con viteria zincata e passivata.
La distanza libera tra due passerelle o canalizzazioni sovrapposte sarà di
almeno 20 cm. La larghezza dei banchi di passerelle o canalizzazioni
accessibili su un solo lato non dovrà mai essere maggiore di 100cm; quella
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dei banchi accessibili su entrambi i lati (passaggio uomo di almeno 60cm),
non dovrà mai essere superiore a 150cm.
La posa deve essere effettuata a vista su pareti, a plafone ed in
controsoffitti, ed i percorsi dovranno essere, ove possibile, paralleli alle
pareti ed alle solette.
E' ammesso il taglio a misura degli elementi rettilinei con ripristino della
zincatura a freddo sulle superfici del taglio, per le passerelle in lamiera.
Gli eventuali spigoli vivi delle passerelle dovranno essere smussati o protetti
in modo da evitare il danneggiamento delle guaine dei cavi, in particolare
durante la posa.
Dovrà essere realizzato il collegamento alla rete di terra della passerella
metallica, con verifica della continuità elettrica tra un collegamento ed il
successivo.
È prevista l’installazione dei seguenti sistemi di passerelle:
ƒ
Distribuzione elettrica principale (da quadro generale BT a quadri
divisionali di distribuzione e utenze principali).
ƒ
Distribuzione elettrica secondaria (da quadri divisionali a utenze
terminali).
ƒ
Telefonia e Trasmissione Dati.
ƒ
Sistemi di sicurezza (rilevazione fumo, antintrusione, TVcc per
controllo).
ƒ
Impianti speciali (controllo edificio, diffusione sonora).
Le passerelle che ospitano più sistemi saranno dotate di setti separatori per
posare i cavi dei diversi sistemi in modo individuabile e separando gli uni
dagli altri.
8. SCATOLE E CASSETTE DI DERIVAZIONE
8.1. Generalità
Ogni qualvolta si renda necessaria una derivazione od uno smistamento di
conduttori, o che le dimensioni o la lunghezza di un tratto di tubazione
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(massimo 15 m) lo richiedano, dovrà essere prevista una cassetta di
derivazione.
Per tutti gli impianti incassati, compresi quelli a tensione ridotta, saranno
utilizzate scatole o cassette abbondantemente dimensionate.
Le
cassette
ad
incasso
avranno
coperchi
adatti
a
coprire
abbondantemente il giunto cassetta muratura.
Le cassette o scatole in vista saranno metalliche di fusione oppure in
materiali termoplastici antiurto.
Tutte le cassette garantiranno la non propagazione della fiamma nelle
condizioni di installazione.
Inoltre impediranno l'introduzione di corpi estranei e dovranno avere il
coperchio fissato stabilmente a mezzo viti imperdibili.
Le condizioni di installazione, anche mediante l'impiego di adatti accessori
(raccordi filettati, pressacavi ecc.) garantiranno il grado di protezione
richiesto dall'ambiente.
Le cassette comuni destinate al transito e/o alla derivazione di impianti a
tensione diversa ( sia di energia che ausiliari che speciali ) saranno munite di
separatori.
Ogni qual volta le dimensioni degli impianti lo richiederanno ed in ogni caso
negli impianti dell’industria e del terziario di notevole estensione e
complessità, tutte le cassette saranno munite sui coperchi di targhette
indicanti le sigle dei circuiti in esse transitanti e/o derivati.
Tutte le cassette dovranno essere contrassegnate sul coperchio con
apposita sigla per individuare il servizio di appartenenza; non è ammesso far
transitare dalla stessa cassetta conduttori appartenente ad impianti o servizi
diversi.
8.2. Morsetti e giunzioni.
I conduttori all'interno delle cassette dovranno essere legati e disposti in
modo ordinato e se interrotti, essi dovranno essere collegati alle morsettiere.
Per tutti i conduttori aventi sezione nominale superiore a 16 mm² le
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derivazioni saranno effettuate su apposite morsettiere componibili o
monoblocco fissate al fondo delle cassette.
Per i conduttori unipolari di sezione inferiore saranno utilizzate apposite
morsettiere unipolari a più vie ( tipo Cembre Z 6-5/ Z6-3 o similari), volanti o
eventualmente fissate su guida DIN EN 50022.
Le derivazioni e le giunzioni saranno realizzate in modo da:
ƒ
consentire la facile inserzione nei loro alloggiamenti delle estremità
dei conduttori da connettere;
ƒ
permettere la giunzione senza determinare riduzioni della sezione dei
conduttori;
ƒ
mantenere in permanenza la pressione di contatto:
ƒ
non alterarsi a causa dell'umidità;
ƒ
non provocare riscaldamenti delle estremità dei conduttori ed
evitare l'aumento della resistenza elettrica della connessione nel
tempo.
9. APPARECCHI DI COMANDO – PROTEZIONE – SEGNALAZIONE - PRESE
9.1. Apparecchi serie civile componibile da incasso
Gli apparecchi della serie civile componibile da incasso dovranno essere
opportunamente distribuite nei locali secondo le indicazioni della Guida CEI
64-50 ed essere in possesso delle seguenti caratteristiche:
ƒ
riferimenti normativi: CEI 23-5;
CEI 23-9;
CEI 23-16;
ƒ
tensione nominale: 250 V;
ƒ
corrente nominale degli apparecchi di comando: 10A, 16A;
ƒ
apparecchi modulari a compatibilità multipla;
ƒ
comando: interruttori, deviatori, invertitori, pulsanti;
ƒ
derivazione: prese a spina 10 e 16A con alveoli schermati, protezione
contro i contatti diretti, grado 2.1;
ƒ
prese a spina 10/16 UNEL (47158-64), protezione contro i contatti
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diretti, grado 2.1.;
ƒ
protezione: interruttori automatici fino a 16A (riferimento Norme CEI
23-3) o portafusibili;
ƒ
segnalazione: ottiche-acustiche;
ƒ
possibilità di scelta di apparecchi complementari quali:
ƒ
comando: anche deviato da più punti (relè),
ƒ
derivazione: prese a spina fino a 16A irreversibili, protezione contro i
contatti diretti grado 2.2 almeno;
ƒ
protezione: interruttori automatici differenziali fino a Id 10mA;
ƒ
segnalazione: relè segnapasso;
ƒ
ricezione: prese radio, telefoni ecc.;
ƒ
controllo: temporizzatori, programmatori, controllo di livello per liquidi,
regolatori di luminosità;
ƒ
sicurezza: piccolo gruppo autonomo luce di sicurezza, rivelatori di
presenza gas, fumo, ecc.;
ƒ
flessibilità: possibilità di inserire i frutti di un'ampia gamma di
contenitori differenziali per capienza e grado di protezione;
ƒ
fissaggio rapido sui telai e rimozione a mezzo attrezzo;
ƒ
fissaggio del telaio sulle scatole a mezzo viti o graffette;
ƒ
fissaggio delle placche (in resina o in metallo) a pressione con viti;
ƒ
possibilità di disporre di elementi segnaletici.
9.1.1. Impianto prese negli ambienti civili e nei locali di uso comune
L'impianto sarà costituito da prese a spina con caratteristiche descritte nel
paragrafo precedente.
In generale si prevede la realizzazione di:
a. derivazioni terminali destinate ad utenze con potenza nominale
inferiore a 2.2 kVA, realizzate con conduttori di sezione 1.5 mm²
facenti capo a punti presa 2x10A+T;
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b. derivazioni terminali destinate ad utenze con potenza nominale
compresa fra 2.2 kVA e 3.6 kVA, realizzate con conduttori di sezione
2.5 mm², facenti capo a punti presa 2x10/16A+T;
c. circuiti dorsali realizzati con conduttori di sezione 2.5 mm², destinati ai
punti presa di cui al punto a), protetti da interruttori magnetotermici
In 10A;
d. circuiti dorsali realizzati con conduttori di sezione 4 mm², destinati ai
punti presa di cui al punto b), protetti da interruttori magnetotermici
In 16A;
Tutte le derivazioni terminali delle prese faranno capo direttamente alla
cassetta dorsale corrispondente, essendo vietato il collegamento passante
tra presa e presa.
Quest ultimo sarà ammesso solo tra due prese alloggiate nella medesima
cassetta portafrutto quando gli apparecchi saranno dotati di morsetti
doppi adatti allo scopo.
All'interno delle cassette portafrutto utilizzate per i punti presa saranno
vietati il transito e le connessioni di circuiti con diversa destinazione (luce ed
ausiliari).
Negli ambienti accessibili al pubblico tutte le prese saranno singolarmente
protette e comandabili localmente: pertanto nello stesso cassetto per tre
frutti si utilizzerà una delle seguenti configurazioni di installazione:
ƒ
interruttore automatico MT (1 polo protetto) e la presa (UNEL o lineare
bipasso);
ƒ
interruttore (con funzioni di sezionamento), fusibile e presa lineare
bipasso.
Di norma le prese civili saranno installate ad una quota di circa 30 cm dal
pavimento finito, salvo i casi previsti dalla legge 9 gennaio 1989 n° 13; in
ogni caso valgono come riferimento le quote previste dalle Norme CEI 64-9
art. 3.1.07. e dalla Guida CEI 64-50 all'art. 3.1.1.7.
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9.2. Prese CEE 17
Nei locali non ad uso civile od ove sia richiesto un'impianto elettrico in
esecuzione
AD-FT,
si
dovranno
installare
prese
di
sicurezza
con
caratteristiche costruttive e funzionali di seguito specificate.
9.2.1. Prese CEE 17
ƒ riferimenti normativi: CEI 17;
CEI 23-12;
CEI 70-1;
ƒ
corrente nominale: 16 - 125 A;
ƒ
numero poli: 2 - 3 - 4 - 5;
ƒ
involucro in materiale isolante resistente al calore anomalo ed al
fuoco secondo Norme CEI 23-12;
ƒ
grado di protezione minimo IP44, garantito sia a spina inserita che
disinserita;
ƒ
possibilità di installazione delle prese nelle versioni:
ƒ
incasso o sporgenti a cassetta,
ƒ
morsetti con sfilabili.
9.3. Prese CEE 17 interbloccate con dispositivo di protezione
ƒ riferimenti normativi: CEE17;
CEI 23-12; CEI 70-1;
ƒ
corrente nominale: da 16 a 63 A;
ƒ
numero di poli: 2 - 3 - 4 - 5;
ƒ
involucro in materiale isolante resistente al calore anomalo ed al
fuoco secondo Norme CEI 23-12;
ƒ
grado di protezione minimo IP44, garantito sia a spina inserita che a
spina disinserita;
ƒ
possibilità di installare le prese direttamente a parete oppure su
apposite basi modulari componibili isolate;
ƒ
interruttore di manovra con interblocco atto a rendere impossibile
l'inserzione e l'estrazione della spina sotto tensione e l'accesso alle
parti in tensione a circuito chiuso;
ƒ
dispositivo di protezione contro le sovracorrenti nelle diverse soluzioni:
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ƒ
con interruttori automatici,
ƒ
con fusibili o con interruttori differenziali,
9.4. Prese CEE 17 per tensioni < 50 V
ƒ rispondenza normativa: CEE 17; CEE 23-12;
CEE 70-1;
ƒ
corrente nominale: 16 - 32 A;
ƒ
numero poli: 2 ;
ƒ
involucro in materiale isolante resistente al calore anomalo ed al
fuoco, secondo Norme CEI 23-12;
ƒ
grado di protezione minimo IP 44, garantito sia a spina inserita che
disinserita;
ƒ
possibilità di installazione delle prese nella versioni:
ƒ
incasso o sporgenti,
ƒ
morsetti con viti non sfilabili.
10. IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE NORMALE
10.1. Generalità
Nelle zone di sbarco ascensore è richiesta la realizzazione di un impianto di
illuminazione fisso con lampade a fluorescenza .
Prima dell'installazione degli apparecchi illuminanti, si dovrà ottenere la
preventiva approvazione scritta del Committente, tramite la Direzione
Lavori, fornendo opportuna documentazione tecnica e, ove richiesto,
campionatura dell’apparecchiatura in oggetto.
In ogni caso, i circuiti relativi a ogni accensione o gruppo di accensioni
simultanee non dovranno avere un fattore di potenza a regime inferiore a
0,9 ottenibile mediante rifasamento locale dei corpi illuminanti.
Devono
essere
presi
opportuni
provvedimenti
per
evitare
effetti
stroboscopici.
Di seguito vengono riportate le specifiche relative alle principali tipologie di
apparecchi impiegati.
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10.2. Apparecchi di illuminazione
In generale tutti gli apparecchi di illuminazione impiegati dovranno essere
conformi alle norme CEI 34-21: "Apparecchi di illuminazione, Parte 1°:
Prescrizioni generali e prove", nonché alle specifiche norme CEI di prodotto
ad essi applicabili (es. "Apparecchi per uso generale" [34-23]; "Apparecchi
di illuminazione mobile di uso generale" [34-25]; "Proiettori per illuminazione"
[34-30]; ecc.).
Inoltre dovranno essere conformi alle specifiche norme CEI di prodotto tutti i
componenti utilizzati per la loro costruzione ed il loro funzionamento (es.
portalampade, condensatori, reattori, starter, lampade, cavetteria, ecc.).
In generale tutti gli apparecchi illuminanti dovranno essere omologati e
muniti della marcatura IMQ.
Dovranno avere caratteristiche adatte all'ambiente di installazione ed alle
modalità di impiego (es. grado di protezione, classe di isolamento, ecc.).
In ogni caso il grado di protezione minimo non potrà risultare inferiore a IP20.
Tutti gli apparecchi dovranno essere adatti all'installazione "su superfici
normalmente infiammabili" (simbolo F).
In generale dovranno essere adatti per costruzione, o con idonei accessori,
a resistere agli urti ed alle sollecitazioni meccaniche normalmente
prevedibili nell'ambiente di installazione.
Quando ciò non fosse possibile per specifiche esigenze di natura estetica
e/o artistica, dovranno essere adottate idonee misure preventive in sede di
installazione.
10.2.1. Plafoniere per lampade fluorescenti
esecuzione: per interno e/o per esterno
riferimento: norme CEI 34-21 e 34-23
approvazioni:
corpo:
in
IMQ o VDE o altro marchio riconosciuto
resina
poliestere
policarbonato
rinforzata
infrangibile,
con
fibre
stampato
di
ad
vetro
o
in
iniezione,
autoestinguenza in classe V2 o superiore; ganci di chiusura
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imperdibili in acciaio inox per apertura a sospensione dello
schermo a cerniera, con possibilità di fissaggio antivandalico;
guarnizione
antinvecchiamento
in
poliuretano
espanso;
pressacavo PG 13.5 per cavo da 12 a 14 mm
gruppo ottico:
coppa
in
policarbonato
infrangibile
trasparente,
stabilizzato ai raggi UV, autoestinguente classe V2, con
prismatura
interna
riflettente
e
ad
alto
portaccessori
rendimento
luminoso;
elettrici
acciaio
in
piastra
zincato,
preverniciato bianco con polveri poliestere stabilizzata ai raggi
UV,
ancorata
al
corpo
dell'apparecchio
con
dispositivo
anticaduta;
grado di protezione:
>= IP65
isolamento: >= classe 1
cablaggio di alimentazione:
tensione 220V- 50 Hz, con condensatore di
rifasamento a cosfi 0.9, morsettiera in policarbonato 2 poli più
terra con serrafilo 2.5mm² e portafusibile sezionabile (fusibile
5x20-2A),
cavetto
rigido
termoresistente
HT105
sezione
>=0.75mm², portalampada G13 in policarbonato, starter e
reattore di tipo elettromeccanico a basse perdite (i casi in cui il
progetto definitivo non preveda l'impiego di reattori elettronici)
versione AD-FT:
max temperatura di funzionamento normale: 90 °C, max
temperatura superficiale in caso di guasto: 120 °C
10.3. Lampade ed apparecchiature di funzionamento
Tutte le lampade e le relative apparecchiature di funzionamento
impiegate, dovranno essere conformi alle corrispondenti norme CEI. Si
citano in particolare le seguenti:
ƒ
Norma CEI 34-3: "Lampade fluorescenti tubolari per illuminazione
generale".
ƒ
Norma CEI 34-4: "Alimentatori per lampade fluorescenti. Prescrizioni
generali, di sicurezza e di prestazione".
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ƒ
Norma CEI 34-5: "Starter per lampade fluorescenti".
ƒ
Norma CEI 34-6: "Lampade a vapori di mercurio ad alta pressione".
ƒ
Norma CEI 34-7: "Alimentatori per lampade a scarica (esclusi gli
alimentatori per lampade fluorescenti".
ƒ
Norma CEI 34-11: "Portalampade a vite Edison".
ƒ
Norma CEI 34-12: "Lampade a filamento di tungsteno per uso
domestico e per illuminazione generale similare. Prescrizioni di
prestazione".
ƒ
Norma CEI 34-14: "Portalampade per lampade fluorescenti e
portastarter".
ƒ
Norma CEI 34-15: "Lampade a vapori di sodio a bassa pressione".
ƒ
Norma CEI 34-16: "Lampade a filamento di tungsteno per uso
domestico e per illuminazione generale similare. Prescrizioni di
sicurezza".
ƒ
Norma CEI 34-18: "Alimentatori transistorizzati per lampade a
fluorescenza".
ƒ
Norma CEI 34-24: "Lampade a vapori di sodio ad alta pressione".
ƒ
Norma CEI 34-25: "Portalampade per lampade ad incandescenza ad
alogeni".
ƒ
Norma CEI 34-26: Condensatori per lampade fluorescenti ed altre
lampade a scarica".
ƒ
Norma CEI 34-40: "Lampade ad alogeni (veicoli esclusi)".
ƒ
Norma CEI 34-46: "Dispositivi ad innesco (esclusi gli starter a bagliore).
Prescrizioni generali e di sicurezza".
ƒ
Norma CEI 34-47: "Dispositivi di innesco (esclusi gli starter a bagliore).
Prescrizioni di prestazione".
ƒ
Norma CEI 34-47: "Alimentatori per lampade a scarica (escluse le
lampade fluorescenti tubolari). Prescrizioni generali e di sicurezza".
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ƒ
Norma CEI 34-49: "Alimentatori per lampade a scarica (escluse le
lampade fluorescenti tubolari). Prescrizioni di prestazione".
ƒ
Norma CEI 34-50: "Alimentatori elettronici in corrente continua per
lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni generali di sicurezza".
ƒ
Norma CEI 34-51: "Alimentatori elettronici in corrente continua per
lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni di prestazione".
ƒ
Norma CEI 34-52: "Lampade con alimentatore incorporato per
illuminazione generale. Prescrizioni di sicurezza".
ƒ
Norma CEI 34-53: "Lampade con alimentatore incorporato per
illuminazione generale. Prescrizioni di prestazione".
ƒ
Norma CEI 34-54: "Alimentatori elettronici alimentati in corrente
alternata per lampade fluorescenti tubolari. Prescrizioni generali e di
sicurezza".
ƒ
Norma CEI 34-55: "Apparecchiature per lampade fluorescenti
tubolari. Prescrizioni di prestazione".
In ogni caso i condensatori impiegati per gli apparecchi illuminanti
dovranno avere la resistenza di scarica incorporata ed essere del tipo
"antiscoppio".
Tutte le apparecchiature di funzionamento dovranno avere omologazione
IMQ, VDE o altro marchio riconosciuto.
10.4. Temperatura di colore ed indice di resa cromatica delle lampade
La temperatura di colore delle lampade fluorescenti o a scarica dovrà
essere scelta in funzione della destinazione d'uso degli ambienti in cui
saranno installati i sistemi di illuminazione artificiale. A tale proposito si dovrà
fare riferimento ai valori indicati dalla norma UNI 10380 "Illuminazione di
interni con luce artificiale".
Di norma per valori di illuminamento fino a 300 lux saranno preferite
temperature di colore fino a 3300 - 3500 K (W); per illuminamenti da 300 fino
a 600 lux temperature di colore comprese fra 3500 e 4500 K (I); per
illuminamenti superiori a 600 lux temperature di colore comprese fra 4500 e
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6000 K (I - C).
Il grado e l'indice di resa dei colori dovrà essere, in generale, conforme a
quanto prescritto dalla norma succitata; negli ambienti residenziali,
commerciali e terziari l'indice di resa cromatica non dovrà mai essere
inferiore a 1B (80 <= Ra <= 90).
In ogni caso per la scelta della temperatura di colore e dell'indice di resa
cromatica delle lampade, quando questi dati non sono chiaramente
specificati negli elaborati del progetto definitivo, dovrà essere richiesta la
preventiva autorizzazione scritta del Committente, tramite la Direzione
Lavori.
10.5. Criteri di installazione
Le derivazioni ai singoli apparecchi illuminanti dovranno fare capo ad una
apposita cassetta di derivazione completa di morsettiera, evitando nel
modo più assoluto le connessioni all'interno dei corpi illuminanti e delle
cassette per i frutti di comando.
Sugli apparecchi stagni l'entrata del cavo dovrà avvenire tramite
pressacavo o con flessibile munito di raccordo.
La connessione a ciascun apparecchio illuminante, sia diretta che con
interposta presa e spina, dovrà essere eseguita con breve tratto di cavetto
flessibile 2x1,5 mm² +T.
Per gli apparecchi da esterno la connessione dovrà transitare normalmente
nell'elemento tubolare di supporto.
Tutte le derivazioni terminali dei punti luce e dei punti di accensione
faranno capo al circuito dorsale corrispondente.
All'interno delle cassette portafrutto utilizzate per i punti di accensione
saranno vietati il transito e le connessioni di circuiti con diversa destinazione
(prese ed ausiliari).
11. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA
11.1. GENERALITA’
Nella parte di sbarco ascensore è necessario prevedere l’installazione di
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corpi per l’illuminazione di emergenza di tipo autonomo sempre accesi (SA)
o solo emergenza (SE).
Tutti gli apparecchi per l'illuminazione di sicurezza, dovranno essere
conformi alle norme CEI 34-21 e 34-22 ad omologate IMQ, VDE o con altro
marchio riconosciuto.
Gli apparecchi dovranno riportare chiaramente la tensione nominale di
funzionamento ed il tipo di illuminazione (permanente o non permanente).
Gli apparecchi dovranno riportare chiaramente indicati i dati delle
lampade e, dove necessario, della batteria da sostituire.
Le informazioni relative alla corretta sostituzione delle lampade dovranno
comprendere il tipo, la tensione nominale e la potenza nominale.
Gli apparecchi di sicurezza combinati dovranno riportare i dati relativi alla
corretta sostituzione di tutte le lampade.
Le lampade utilizzate nel circuito di sicurezza e di alimentazione ordinaria
dovranno avere le stesse caratteristiche.
Il sistema deve assicurare, in condizioni di emergenza, una riserva di energia
per l’alimentazione dell’illuminazione di sicurezza; il livello di tensione dovrà
essere 230 V 50 Hz in modo da poter garantire l’impiego dei corpi illuminanti
destinati ai circuiti ordinari. L’autonomia del sistema non dovrà essere
inferiore ad un’ora ed è accettato un tempo di intervento non superiore a
0,5 s.
I soccorritori progettati per l’illuminazione di sicurezza sono i componenti
che soddisfano i requisiti di cui sopra.
11.2. SOCCORRITORI
Il soccorritore dovrà possedere linee di alimentazione separate per carichi
permanenti (SA) o non permanenti (SE). La tecnologia costruttiva dovrà
essere del tipo “power sharing”, ovvero il soccorritore sarà costituito da
moduli di potenza autonomi, dotati di logica di controllo a microprocessore,
per cui è garantito il funzionamento di emergenza a potenza ridotta, anche
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in caso di guasto di uno o più moduli. Di fatto, il modulo guasto si
autoesclude ed il carico è ripartito tra i rimanenti moduli funzionanti.
Il soccorritore dovrà essere dotato di un sistema di autodiagnosi in grado di
eseguire un controllo automatico delle anomalie di funzionamento
dell’elettronica di potenza e dell’autonomia delle batterie.
La completa diagnosi del gruppo consiste in:
Controllo continuativo dello stato di funzionamento dei singoli moduli di
potenza;
Controllo continuativo dello stato di funzionamento e di carica delle
batterie;
Test periodici automatici per la verifica dello stato di funzionamento di tutto
il gruppo in caso di emergenza;
Sinottico a led per la verifica dello stato di funzionamento del gruppo.
Dovrà essere assicurata un’efficace gestione della batteria di accumulatori
tesa ad aumentarne la vita. Gli accumulatori sono costantemente tenuti
sottocontrollo dall’unità centrale che gestisce il carica batterie durante la
carica forte, durante la carica di mantenimento e durante la fase di
scarica. In particolare al raggiungimento della soglia di fine scarica l’unità
centrale spegne gli inverter che disalimentano i carichi per preservare la
batteria da una scarica profonda; se la tensione di rete non ritorna, l’unità
centrale spegne per evitare la massima scarica che potrebbe ridurre
drasticamente la vita residua delle batterie. Al rientro della rete la
macchina si riaccende automaticamente.
Il soccorritore dovrà essere del tipo ad intervento breve ovvero la
commutazione da rete ad emergenza avviene in un tempo di circa 0,1 sec
in quanto il carico di tipo permanente non è alimentato costantemente da
inverter. Infatti il soccorritore dovrà avere due uscite: una di tipo
permanente P (SA) e una di tipo non permanente NP (SE).
Il carico di tipo permanente è costantemente alimentato da rete tramite un
commutatore automatico (by-pass) di tipo elettromeccanico e interno alla
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macchina. Fino a quando l’alimentazione di rete è presente e nei giusti
valori, il sistema provvede ad alimentare il carico P, mentre l’uscita NP non è
alimentata dall’inverter; nel contempo il carica batterie mantiene le
batterie al massimo livello di carica. Al mancare della tensione di ingresso
entrambe le linee (P+NP) sono alimentate dal gruppo batterie/inverter.
11.3. DISPOSITIVI DI CONTROLLO CIRCUITI DI EMERGENZA
Il sistema di controllo dei circuiti di emergenza è costituito da un quadro
contenente i dispositivi atti al controllo e alla protezione delle linee di
emergenza. Tali dispositivi, denominati ACL “Apparato di Controllo Linea” e
MCL “Modulo Controllo Linea”, vengono collegati in parallelo alla singola
uscita permanente del soccorritore e ne permettono l’espandibilità su più
linee (due per ogni ACL) nonché la protezione selettiva da cortocircuiti e
sovraccarichi.
In uscita dal quadro si avranno cosi n. 6 linee permanenti e n. 2 linee non
permanenti.
Il funzionamento dell’ ACL prevede di:
protezione selettiva per ogni linea;
espandibilità della linea permanente del soccorritore;
Il funzionamento dell’ MCL prevede di:
funzionamento selezionabile come SA o SE;
rilevamento presenza di rete per il funzionamento SA o SE della linea.
Al sistema di controllo circuiti di emergenza dovranno essere collegati n. 2
soccorritori (Soccorritore 1: linee da 1-4, Soccorritore 2 linee da 5-8), la
potenza massima prelevata da ciascuna linea dovrà essere 1000 VA.
12. IMPIANTO DI MESSA A TERRA ED EQUIPOTENZIALE
12.1. Generalità
La rete generale di terra ed i conduttori di protezione dovranno essere
progettati ed eseguiti in conformità con le norme e leggi applicabili in
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vigore ed in particolare le seguenti:
ƒ
D.P.R. 27.04.1955 n. 547:
ƒ
art. 271 e 272 collegamenti elettrici a terra,
ƒ
art. 324 e 325 sezione, connessione e protezione dei conduttori di
terra,
ƒ
art. 326 dispersore per la presa di terra,
ƒ
art. 328 verifiche periodiche;
ƒ
Norma CEI-11.8
ƒ
Norma CEI-64.8
Dovranno anche essere considerate ed applicate tutte le normative
inerenti i componenti ed i materiali utilizzati nonché le regolamentazioni e le
normative previste dalla Legislazione Italiana per la prevenzione degli
infortuni.
12.2. Caratteristiche costruttive
La rete di messa a terra dovrà essere unica per tutto il complesso edilizio in
conformità alle norme CEI 64-8 Cap. 54 - art. 541.1;.
Il dispersore sarà realizzato utilizzando i ferri di armatura del cemento
armato dei plinti di fondazione e dei dispersori intenzionali da posare negli
scavi per le canalizzazioni.
La continuità metallica degli stessi sarà realizzata durante la fase di
casseratura, adottando legature a regola d'arte edile e/o saldando i ferri
ad intervalli opportuni.
Al dispersore così realizzato verrà collegato il collettore generale posto nel
quadro elettrico.
I morsetti, capicorda, bulloni utilizzati saranno di materiale adatto ad evitare
fenomeni di corrosione negli eventuali collegamenti fra materiali diversi.
Al collettore o ai collettori principali di terra dovranno far capo i seguenti
conduttori:
ƒ
conduttori di terra
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ƒ
conduttori di protezione
ƒ
conduttori equipotenziali principali
ƒ
conduttori di terra funzionali, se necessario sui collettori sarà presente
un dispositivo di sezionamento, manovrabile con attrezzo, per
agevolare le misure di terra;
Il conduttore di terra, per il collegamento del collettore o dei collettori al
dispersore, avente le dimensioni minime conformi alle norme CEI 64-8 art.
542.3; in ogni caso la sezione del conduttore di terra deve essere
dimensionata in analogia ai conduttori di protezione, secondo quanto
specificato dalle norme predette all'art. 543 e seguenti ed alle tabelle 54 da
B ad F;
I capicorda e gli accessori di fissaggio e connessione utilizzati per la
realizzazione dell'impianto di terra e del dispersore garantiranno una
adeguata superficie di contatto, in ogni caso mai inferiore a 200 mm².
12.3. Conduttori di protezione
Verranno realizzati con conduttori isolati, con guaina di colore giallo/verde,
e posati lungo gli stessi percorsi dei conduttori di energia, dovranno
collegare tutte le masse dell'impianto elettrico. I conduttori di protezione
dovranno essere sempre distinti da quelli di neutro.
A titolo esemplificativo il conduttore di protezione dovrà essere collegato ai
seguenti componenti:
ƒ
barre di terra dei quadri elettrici;
ƒ
polo di terra delle prese;
ƒ
apparecchi illuminanti in classe 1;
ƒ
cassette di derivazione;
ƒ
carpenterie contenenti apparecchi elettrici;
ƒ
motori elettrici;
ed ogni altro contenitore di apparati elettrici o relative strutture metalliche
di supporto.
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Le sezioni minime dei cavi da impiegare dovranno essere conformi alle
norme CEI 64-8 art. 543 e seguenti ed alle tabelle 54 da B ad F
Conduttori equipotenziali
La rete dei conduttori equipotenziali principali e secondari, dimensionati in
conformità alle norme CEI 64- 8 all'art. 547 e seguenti, verrà realizzata con
conduttori isolati, con guaina di colore giallo/verde.
Essi dovranno collegare all'impianto di terra tutte le masse estranee, cioè le
parti conduttrici non facenti parte dell'impianto elettrico ma suscettibili di
introdurre il potenziale di terra e in particolare (la sezione minima del
conduttore da prevedere):
ƒ
passerella portacavi della distribuzione principale (minimo 25 mm²);
ƒ
passerella portacavi della distribuzione secondaria (minimo 16 mm²);
ƒ
tubazioni dei fluidi, canalizzazioni per mandata e ripresa aria, serbatoi
metallici nelle centrali tecniche (16 mm²);
ƒ
infissi ed altre parti metalliche dei locali elettrici (16 mm²);
Un collegamento equipotenziale supplementare da 6 mm² dovrà essere
previsto in ogni locale da bagno o per doccia per collegare fra loro e
all'impianto di terra tutte le masse estranee ivi presenti.
I collegamenti equipotenziali saranno eseguiti anche ai fini della protezione
dai fulmini, in conformità al D.P.R. 547 ed alle norme CEI 81-1, mediante
conduttori in rame isolati sezione non inferiore a 35 mm², adeguatamente
protetti da eventuali sollecitazioni meccaniche.
12.4. Coordinamento tra impianto di messa a terra ed interruttori differenziali
In ogni punto della rete di distribuzione dell'energia elettrica, dovrà
sussistere la condizione che ogni guasto franco a terra dovrà essere
ricondotto ad un corto circuito fra fase e terra.
La sovracorrente deve determinare l'intervento delle protezioni a massima
corrente (interruttori o fusibili), eliminando il permanere di situazioni
pericolose.
Occorre naturalmente che l'intervento delle protezioni avvenga entro un
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tempo sufficientemente breve.
Per questo si richiede che sia soddisfatta in ogni punto del circuito, la
condizione:
I ≤ Uo/Zg.
Dove
I è la corrente di intervento in 5 secondi del dispositivo di protezione (nel
caso di interruttori differenziali è la corrente di intervento differenziale del
dispositivo IΔn);
Uo è la tensione nominale verso terra dell'impianto pari a 50 V (25V nel caso
di ambiente particolari);
Zg è l'impedenza totale del circuito guasto.
Per una maggiore sicurezza, la protezione contro i contatti indiretti dovrà
essere effettuata dai quadri secondari, anche con interruttori differenziali.
Gli interruttori differenziali dovranno essere installati a protezione di circuiti
luce e prese o di circuiti di singoli utilizzatori particolari come risulta dai
disegni di progetto.
Tutti gli interruttori differenziali di terra dovranno essere del tipo antimpulso
ed antiperturbazione.
Il valore della resistenza dell'impianto di terra dovrà comunque essere tale
da risultare coordinato con i dispositivi di interruzione automatica dei circuiti
per la protezione dai contatti indiretti.
13. IMPIANTI TELEFONICI
13.1. Generalità
Gli impianti telefonici dovranno essere realizzati in conformità alle norme CEI
del Comitato CT 103.
Si citano in particolare le seguenti:
ƒ
Norma CEI 103-1: "Impianti telefonici interni";
ƒ
Norma CEI 103-1/1: "Impianti telefonici interni. Parte 1: Generalità";
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ƒ
Norma
CEI
103-1/2:
"Impianti
telefonici
interni.
Parte
2:
Dimensionamento degli impianti telefonici interni";
ƒ
Norma CEI 103-1/4: "Impianti telefonici interni. Parte 4: Procedure per i
servizi di tipo telefonico";
ƒ
Norma CEI 103-1/7: "Impianti telefonici interni. Parte 7: Segnalazioni";
ƒ
Norma CEI 103-1/8: "Impianti telefonici interni. Parte 8: Terminazioni";
ƒ
Norma CEI 103-1/9: "Impianti telefonici interni. Parte 9: Qualità di
trasmissione";
ƒ
Norma
CEI
103-1/10:
"Impianti
telefonici
interni.
Parte
10:
"Impianti
telefonici
interni.
Parte
11:
Caratteristiche strutturali";
ƒ
Norma
CEI
103-1/11:
Alimentazione";
ƒ
Norma CEI 103-1/12: "Impianti telefonici interni. Parte 12: Protezione
degli impianti telefonici interni";
ƒ
Norma CEI 103-1/13: "Impianti telefonici interni. Parte 13: Criteri
d'installazione e reti";
ƒ
Norma
CEI
103-1/14:
"Impianti
telefonici
interni.
Parte
14:
Collegamento alla rete in servizio pubblico";
ƒ
Norma CEI 103-5: "Apparecchi telefonici";
ƒ
Norma CEI 103-6: "Protezione delle linee di telecomunicazione dagli
effetti
dell'induzione
elettromagnetica
provocata
dalle
linee
elettriche vicine in caso di guasto";
ƒ
Norma CEI 103-7: "Apparecchi telefonici di tipo speciale e dispositivi
ausiliari dell'utente";
ƒ
Norma CEI 103-8: "Apparato guida per sale di teleconferenza";
ƒ
Norma CEI 103-9: "Specifica per la realizzazione di sale di
videoconferenza".
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14. IMPIANTO DI TELECONTROLLO E VIDEOSORVEGLIANZA
14.1. Generalità
L’ impianto di telecontrollo e videosorveglianza dovrà essere realizzato
mantenendo la compatibilità con l’analogo sistema già realizzato
sull’impianto di Castelletto Levante, in quanto dovrà essere gestito con la
tecnologia già installata al Centro di Telecontrollo sito nel complesso
Direzionale AMT/AMI.
Il Sistema dal punto di vista logico funzionale sarà suddiviso in tre
sottosistemi:
•
rilevamento dati;
•
monitoraggio audio;
•
monitoraggio video.
I sottosistemi audio e video fanno capo al sottosistema networking
implementato da una rete dati con un’estensione di tipo wireless per il
collegamento alla rete dei terminali installati all’interno della cabina
ascensore.
l’impianto sarà realizzato seguendo le specifiche sotto:
Telerilevamento Dati:
•
rilevazione dati di tipo binario “ON/OFF” in numero di 40 (quaranta)
•
pilotaggio di apertura/chiusura di tipo binario “ON/OFF” in numero di
4 (quattro)
•
gestione centraline di comando per sistemi antincendio
•
gestione sensori di rilevamento presenza (volumetrici/infrarossi)
•
gestione sensori di rilevamento apertura porta (contatti magnetici)
Comunicazione audio:
•
pilotaggio di 7 altoparlanti attivabili in maniera selettiva
•
pilotaggio di 7 microfoni con possibilità di apertura da remoto
•
un terminale a parete per le comunicazioni tra locale macchine e
Telecontrollo
Monitoraggio video:
•
Capacità di gestire 4 telecamere
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•
capacità di trasmettere simultaneamente 25 fps formato 4CIF per
ciascuna telecamera con compressione a 1 Mbps
•
visualizzazione contemporanea di più immagini da telecamere
diverse
•
memorizzazione centralizzata e locale su Hard Disk con archivio di 72
ore;
•
possibilità di attivare algoritmi di “motion detection”
Altre specifiche:
•
i sottosistemi dati, audio e video dovranno integrarsi con la
Piattaforma di Gestione ed Archiviazione esistente,
•
realizzazione di un collegamento in wireless LAN tra terminali di
ascensore (telecamera e sistema di comunicazione audio di
emergenza) e resto dell’impianto.
•
continuità: l’hardware installato dovrà essere alimentato a tampone
attraverso gruppi di continuità dedicati (UPS); gli UPS dovranno essere
monitorabili via SNMP; dovrà essere garantito il funzionamento per un
tempo di down non inferiore a 1 ora,
•
aderenza del sistema di memorizzazione delle immagini alla
normativa sulla privacy
14.2. Componenti sottosistema monitoraggiovideo
14.2.1. Telecamere
Saranno installate telecamere a colori di tipo “night and day” che possono
essere di tipo fisso o “dome” cioè dotate di brandeggio veloce e zoom.
L’obiettivo di ciascuna telecamera sarà di tipo standard o grandangolare
(quindi comunque compreso tra 2,8 e 12 mm) e sarà definito in funzione
dell’area da sorvegliare. Il fissaggio delle telecamere al punto di
ancoraggio avverrà mediante l’utilizzo di una staffa che consentirà di
posizionare la telecamera e di indirizzarne il punto di visibilità in modo
coerente, garantendo, mediante morsettatura specifica, una salda tenuta
della inquadratura voluta.
14.2.2. Videoregistratori digitali
Le caratteristiche tecniche principali del VCR dovranno essere le seguenti:
gli apparati devono essere realizzati su architettura tipo PC con processore
Intel e bus PCI, il che garantisce un’alta affidabilità e consente una facile
manutenibilità;
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gli apparati devono essere dotati di applicativo di codifica software e
consentono successivi upgrade dell’applicativo di codifica;
l’applicativo dovrà esser basato su sistema operativo Linux embedded che
garantisce una maggiore fault tolerance dei sistemi;
sistema operativo ed applicativo dovranno essere residenti su flash disk e
quindi non saranno danneggiati da improvvisi cali di tensione;
l’applicativo software di codifica video dovranno essere conformi allo
standard ITU-T H.263, il che consente di contenere la capacità totale
richiesta per l’archiviazione digitale delle immagini e di ottimizzare
l’occupazione di banda richiesta per la trasmissione dei flussi video;
i parametri di funzionamento di ciascuno dei VCR
periferici saranno
completamente configurabili dal Centro di Controllo; in particolare sarà
possibile la configurazione dinamica del frame rate (numero di immagini al
secondo) per ciascuna telecamera in un range da 1 a 25 immagini al
secondo e della banda passante (throughput del flusso video digitale
risultante) per ciascun flusso video in un range compreso tra 9 Kbit/sec e 1
Mbit/sec.;
per ciascuno degli ingressi video del Coder periferico sarà possibile la
generazione di almeno 2 flussi video con parametri di configurazione
differenti (ad esempio un flusso a “banda larga” con parametri 25
immagini/sec. e banda 1 Mbit/sec per la visualizzazione sulla Postazione
Operatore del Centro di Controllo ed un flusso a “banda ridotta” con
parametri 10 immagini/sec. e banda 100 Kbit/sec per la videoregistrazione
digitale).
per motivi di sicurezza e preservazione della privacy ciascun flusso video
digitale in uscita dai Coder periferici dovrà essere criptato;
il numero di ingressi video standard PAL è 4 (quattro) oppure 1 (uno) a
seconda che si tratti dell’apparato di cabina ascensore o meno ; il sistema
è in grado di digitalizzare in formato 4CIF (352x288 pixel), comprimere e
trasmettere simultaneamente quattro ingressi video a full frame rate ovvero
acquisisce 25 immagini/sec. da quattro ingressi contemporaneamente (per
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
un totale di 100 immagini sec);
il VCR supporta una connessione basata sul protocollo TCP/IP per la
trasmissione dei flussi video digitalizzati verso il Centro di Controllo.
14.2.3. Piattaforma di gestione ed archiviazione
La Piattaforma di Gestione ed Archiviazione, installata presso il Centro di
Controllo,
è
essenzialmente
dedicato
alla
configurazione
ed
amministrazione del sistema e delle connessioni remote. Le principali
funzionalità svolte sono:
la gestione delle connessioni con i VCR remoti
la gestione dei parametri di funzionamento per la memorizzazione delle
sequenze, la consultazione delle sequenze archiviate e per le connessioni in
tempo reale
gestione delle segnalazioni provenienti dai vari VCR remoti e generazione
delle pagine dinamiche per la gestione della diagnostica relativa ai siti
allarmati.
gestione della memorizzazione dei flussi video in ingresso
gestione della diagnostica dei VCR remoti
interfaccia “web-based” utilizzabile tramite browser standard (Netscape
Communicator, Internet Explorer)
La soluzione proposta è in grado di supportare connessioni con 40
(quaranta) telecamere. La scalabilità verso l’alto è garantita dall’aggiunta
di server dedicati alla gestione delle connessioni, ciascuno dei quali è in
grado di gestire fino a 40 telecamere.
14.3. Componenti sottosistema comunicazione audio
Per garantire le caratteristiche di flessibilità di gestione si dovrà scegliere un
sistema interfonico digitale con architettura del tipo matrice + terminali
audio.
La matrice (o centralino) dovrà operare come un vero e proprio server
interfonico, gestendo interfacce diverse. La costruzione sarà di tipo
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Dott. Ing. Carlo RICHERO – AMT Genova – Azienda Mobilità e Trasporti di Genova S.p.a.
modulare e consiste in un armadietto base più uno supplementare di
espansione per una configurazione fino a 32 utenti.
Il sistema di comunicazione di cabina sarà collegato al resto dell’impianto
tramite wireless LAN.
Ogni terminale potrà essere abilitato alla conversazione tramite la stazione
interfonica da tavolo installata in postazione al Telecontrollo.
14.4. Componenti sottosistema telerilevamento dati
Il sistema di Telerilevamento Dati è essenzialmente composto dai dispositivi
di campo PLC e si dovranno interfacciare direttamente sulla rete dati con
protocollo TCP/IP.
Il sistema di controllo dovrà essere realizzato in maniera flessibile ed aperta,
dando la possibilità di massima espansione futura ed interfacciabilità con
una qualunque categoria di bus di campo tra quelle maggiormente diffuse
in commercio. Questo darà la possibilità di integrare qualunque altro
dispositivo aggiuntivo.
Il supporto hardware sarà corredato di schede d’interfaccia con il campo
per l’acquisizione dei segnali esistenti. Essendo il sistema a PLC di tipo
modulare, sarà possibile espanderlo (se necessario in futuro) nel più
semplice
dei
modi,
integrando
all’hardware
esistente,
moduli
per
l’acquisizione di nuovi segnali, moduli con funzioni speciali (es.: conteggio
veloce, coprocessore matematico, ecc.) e/o moduli d’interfacciamento ai
più svariati protocolli di comunicazione (CCM, SNP, SNPX, RTU, Profibus,
Genius bus, DeviceNet, ControlNet, ecc.).
Loano, 22 gennaio 2010
Il tecnico
Pag. 80 di 80
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
1
→
2
3
→
4
5
ARTICOLO
Codice
02.03.020
04.01.020
04.01.020.020
04.01.030
04.01.050
04.01.050.020
04.01.060
→ 10.03.005
→ 10.03.005.010
6 10.03.005.010.005
→ 11.02.010
7 11.02.010.090
→ 11.02.025
8 11.02.025.005
9 11.02.025.030
→ 11.02.040
→ 11.02.040.020
10 11.02.040.020.040
→ 11.02.040.050
11 11.02.040.050.040
→ 11.02.040.060
12 11.02.040.060.040
DESCRIZIONE
Zincatura a caldo
Sabbia:
di frantoio o risetta
Ghiaietto e pietrischetto
Tout-venant:
di cava
Pietrame di cava
Grigliato di acciaio zincato a caldo realizzato con
profilati pressati ed elettroforgiati o saldati
collegati con piatti o quadri ritorti o tondi con
maglia da:
15 x 76 mm realizzati con profilati della sezione
di:
25 x 2 mm
Tubi in PVC rigido, serie edilizia, UNI EN1329,
per scarichi di acqua calda, in barre da 3 m, del
diametro di:
200 mm, spessore 3,9 mm
Tubi di PVC SN8 in barre da 5,0 o 6,0 m,
completi di bicchiere e anello di tenuta UNI EN
1401 per scarichi interrati civili e industriali del
diametro di:
110 mm, spessore 3,2 mm
315 mm, spessore 9,2 mm
Pezzi speciali per tubi di PVC SN 8-4-2 completi
di bicchiere di innesto e anello di tenuta (UNI EN
1401 e UNI 10972 serie SN 4-2-1)
Curve a 67 e 87 gradi, del diametro di:
200 mm
Ispezioni lineari complete di tappo, del diametro
di:
200 mm
Sifoni tipo Firenze con tappo del diametro di:
200 mm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
kg
mc
mc
mc
mc
Quantità
totale
107.494,22
26,61
24,15
26,32
161,78
-
-
-
-
mq
m
m
m
cad
cad
cad
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
112,20
18,00
49,00
24,00
2,00
2,00
2,00
1/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 12.02.070
→
13
→
14
12.02.070.020
12.02.070.020.020
13.07.010
13.07.010.020
→ 13.10.010
15 13.10.010.050
→ 13.15.020
16 13.15.020.030
→ 14.01.310
17 14.01.310.030
→ 15.30.010
18 15.30.010.010
→ 15.30.050
DESCRIZIONE
U.M.
Lastre piane, in pietra levigate e lucidate sul
piano in vista, lati rettificati per piane, guide,
copertine, alzate, zoccoli battiscopa, pedate,
stipiti e architravi, escluso gocciolatoio, battente riportato, incastro ed altre lavorazioni speciali,
della larghezza da 13 cm a 40 cm e della
lunghezza fino a 1,80 m al metro quadrato.
Arenaria:
spessore 3 cm
Piastrelle da rivestimento in maiolica smaltata:
bianco o colori correnti chiari: 20x20 cm
Piastrelle in monocottura a 1200 gradi, smaltate,
da pavimento, spessore 9-11 mm:
con supporto rosso 15x20 o 20x20 cm
Gomma impronta bolli colore nero:
peso circa 5,5 kg/mq; spessore 5 mm circa
Pannelli di vetro cellulare delle dimensioni di 45
x 60 cm, classe 0, conducibilita' termica 0,04
W/mk, impermeabile all'acqua e al vapore, della
densita' di 120 Kg/mc, per posa su superfici
piane con bitume a caldo, pannelli dello spessore
di:
6,00 cm
Controsoffitto in lastra di gesso protetto dello
spessore di 13 mm, compresa la struttura
metallica di sospensione in lamiera zincata da
8/10:
senza materassino isolante
Pannelli di alluminio preverniciato colore bianco
da 60x60 cm e dello spessore di 6/10 per
controsoffitti, completi di accessori di fissaggio e
appendigli in filo di ferro zincato, esclusi profili
perimetrali di imposta:
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
mq
mq
mq
-
mq
mq
-
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
27,45
19,23
3,49
70,49
-
65,60
85,23
-
2/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
tipo forato con forature standard, completo di
pannello fonoassorbente di lana di vetro
Membrane a base di bitume polimero plastomero
→ 17.07.045
armate con tessuto non tessuto da filo continuo
di poliestere:
flessibilita' a freddo pari a - 5 gradi, dello
→ 17.07.045.010
spessore di:
20 17.07.045.010.010 4 mm
19 15.30.050.020
→ 17.07.060
U.M.
mq
rame dello spessore di 0,08 mm
Controtelai in tubolare della sezione di 40-50x20
→ 20.01.010
mm, spessore 15-20/10 per infissi franco
produttore:
22 20.01.010.030
in ferro zincato
Chiusini di ghisa a grafite lamellare perlitica
→ 21.08.020
(norme UNI EN 124 e 1561).
→ 21.08.020.010
Classe D 400, carico di rottura 40 t:
telaio quadro lato 700 mm, diametro passo
23 21.08.020.010.040
d'uomo 600 mm circa, chiusura ermetica
Geocomposito drenante costituito da due
geotessili di tessuto non tessuto da filo continuo
di polipropilene con interposta una struttura
→ 22.01.030
drenante costituita da una massa di filamenti di
polipropilene termosaldati tra loro nei punti di
contatto dello spessore di:
24 22.01.030.020
12 mm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
-
-
-
mq
mq
m
670,08
80,20
5,70
-
-
-
-
cad
-
mq
Importo
(quantità x prezzo)
24,18
-
Membrana a base di bitume polimero plastomero
armata con velovetro dello spessore totale di 3,0 mm, ricoperta da lamina di:
21 17.07.060.005
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
9,00
-
12,34
3/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
→ 22.03.030
Geotessile realizzato mediante tessitura a trama
e ordito con filamenti a nastro di polipropilene,
protetti dai raggi UV, per la separazione, il
rinforzo dei terreni alla base di fondazioni
stradali avente allungamento uguale o maggiore
del 18% e resistenza a trazione in entrambe le
direzioni, conforme EN ISO 10319, pari a:
25
→
26
→
27
→
28
→
29
→
→
30
40 kN/m - 210 g/mq circa
Ficus carica in zolla (Fico):
circonferenza 6-8 cm
Olea europaea in contenitore (Ulivo):
circonferenza 10-12 cm
Rosmarinus officinalis, in contenitore da:
lt. 2, diam. 15 cm
Salvia officinalis, in contenitore da:
lt. 3, diam.18 cm
Prunus glandulosa, P. spinosa e P. triloba
P. in zolla, altezza:
80-100 cm
22.03.030.030
23.12.026
23.12.026.005
23.13.024
23.13.024.005
23.16.216
23.16.216.005
23.16.225
23.16.225.005
23.17.150
23.17.150.005
23.17.150.005.003
→ 23.18.009
31
→
32
→
33
23.18.009.015
24.12.010
24.12.010.010
25.05.010
25.05.010.010
→ 25.08.010
34 25.08.010.015
mq
cad
cad
cad
cad
cad
Ampelopsis - Parthenocissus Tricuspidata Veitchii
Robusta, in contenitore del diametro di:
22 cm; altezza 125-175 cm
cad
Tubi pluviali:
di rame 8/10, tipo graffato
m
Noleggio di gru fissa:
da 1500 kg compreso operatore
h
Noleggio di autogru per un minimo di 8 ore
compreso allestimento e trasferimento andata e ritorno, della portata di:
da 31 a 50 t
h
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
46,52
3,00
1,00
13,00
7,00
9,00
6,00
15,10
1.408,00
80,00
4/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 26.01.030
35 26.01.030.010
36 26.01.030.020
DESCRIZIONE
Trasporto alla pubblica discarica di materiali di
risulta da scavi e/o demolizioni, eseguito con
autocarro e misurato a volume effettivo di scavo
o demolizione. Carico eseguito con mezzi
meccanici. Escluso oneri di discarica:
scavi in terra fino alla distanza di 1 km
per ogni km. o frazione in piu' oltre il primo, fino
a 5,00 Km
37 26.01.030.021
per ogni km o frazione in piu' da 5,01 a 10 km
38 26.01.030.022
per ogni km o frazione in piu' da 10,01 a 20 km
39 26.01.030.023
per ogni km o frazione in piu' da 20,01 a 30 km
40 26.01.030.024
per ogni km o frazione in piu' da 30,01 a 40 km
41 26.01.030.025
per ogni km o frazione in piu' da 40,01 a 50 km
42 26.01.030.030
scavi in roccia e/o strutture demolite fino alla
distanza di 1 Km
43 26.01.030.040
per ogni km. o frazione in piu' oltre il primo
44 26.01.030.050
per ogni Km o frazione in piu' da 5,01 a 10 km
45 26.01.030.060
per ogni km o frazione in piu' da 10,01 a 20 km
46 26.01.030.070
per ogni km o frazione in piu' da 20,01 a 30 km
47 26.01.030.080
per ogni km o frazione in piu' da 30,01 a 40 km
48 26.01.030.090
per ogni km o frazione in piu' da 40,01 a 50 km
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
-
mc
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
mc/k
m
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
1.457,99
5.831,96
7.289,95
14.579,90
14.579,90
14.579,90
14.579,90
2.669,51
10.678,04
13.347,55
22.671,35
18.647,60
18.647,60
18.647,60
5/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
Conglomerato cementizio a prestazione garantita
per impieghi strutturali, misurato in opera
→ 27.02.010
compattato e rifinito per lavori di nuova
costruzione o ristrutturazione totale, consistenza
S4.
Classe di esposizione X C2 (bagnato raramente
→ 27.02.010.015
asciutto), classe di resistenza:
49 27.02.010.015.005 Rck 30 N/mmq
Classe di esposizione X C3 (umidità moderata),
→ 27.02.010.020
classe di resistenza:
50 27.02.010.020.005 Rck 35 N/mmq
Conglomerato cementizio composto da 0,500 mc
di sabbia di fiume a 0,9 mc di pietrisco del
→ 27.02.020
diametro massimo di 30 mm, confezionato in
cantiere con betoniera da 0,250 mc
→ 27.02.020.005
Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali:
51 27.02.020.005.015 dosato a 300 kg cemento 32.5
Demolizioni di strutture di cemento armato,
pilastri, travi, setti di spessore non superiore a
→ 28.01.020
30 cm, compresi eventuali puntellamenti e
ponteggi.
52 28.01.020.005
per ristrutturazioni e/o manutenzioni
Demolizione di fabbricati con strutture di
cemento armato o murature portanti e
orizzontamenti in c.a., compreso l'eventuale
53 28.01.040
puntellamento, la cernita e l'accatastamento dei
materiali riutilizzabili, valutato a metro cubo
vuoto per pieno.
Taglio a forza per la formazione di finestre,
porte, varchi, ecc, con utilizzo di martello
→ 28.01.120
demolitore fino a 10 kg, compreso gli eventuali
ponteggi provvisori di servizio, su murature di
spessore superiore ai 20 cm.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
-
-
-
-
mc
mc
802,44
254,85
-
-
-
-
mc
-
-4,29
-
mc
27,39
mc
306,00
-
Importo
(quantità x prezzo)
-
6/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
ARTICOLO
DESCRIZIONE
U.M.
N°
Codice
→ 28.01.120.005
Per ristrutturazioni totali:
54 28.01.120.005.015 muri in calcestruzzo armato
mc
Scavo di fondazione a sezione obbligata, in
terreno di qualsiasi natura e consistenza,
asciutto o bagnato, esclusa la roccia dura da
martellone e da mina, compreso gli eventuali
→ 30.02.010
trovanti di volume non superiore a 0,200 mc
ognuno, comprese le puntellature e le
sbadacchiature occorrenti nonche' il
sollevamento ai bordi dello scavo dei materiali di
risulta:
Per nuove costruzioni e/o manutenzioni e
→ 30.02.010.010
restauro:
eseguito a macchina e a mano sino ad una
55 30.02.010.010.015
mc
profondita' di 4 m del piano di sbancamento
→ 30.02.020
56 30.02.020.005
57 30.02.020.010
→ 30.02.030
Scavo di fondazione a sezione obbligata eseguito
a macchina e a mano fino alla profondita' di 4 m
dal piano di sbancamento, in roccia dura, senza
l'impiego di mine, compreso il sollevamento ai
bordi dello scavo dei materiali di risulta e il
carico su qualsiasi mezzo di trasporto, escluso
l'eventuale scarriolamento eseguito con:
escavatore munito di martellone
mc
mini escavatore munito di martellone
mc
Scavo di fondazione a sezione ristretta o a pozzo
anche per condotte in genere in terreno di
qualsiasi natura e consistenza, asciutto o
bagnato, esclusa la roccia dura da martellone e
da mina compreso gli eventuali trovanti di
volume non superiore a 0,200 mc ognuno,
comprese le puntellature occorrenti nonche' il
sollevamento ai bordi dello scavo dei materiali di
risulta.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
32,88
-
1.441,17
-
1.511,57
271,52
-
7/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
→ 30.02.030.010
Per nuove costruzioni e/o manutenzioni e/o
restauro
-
58 30.02.030.010.020
eseguito con microescavatore equipaggiato con
motore da 9-10 Cv fino alla profondita' di 2 m
mc
→ 30.02.034
59 30.02.034.020
→ 30.02.036
60 30.02.036.010
Scavo a sezione obbligata a pozzo della sezione
in pianta fino a 0,90x0,90 m, per profondita' fino
a 2,00 m, in terreno di qualsiasi natura e
consistenza, asciutto o bagnato esclusa la roccia
da martellone e/o da mina, compresi gli
eventuali trovanti di volume non superiore a
0,200 mc ognuno, le puntellature occorrenti, il
sollevamento ai bordi dello scavo e il carico su
qualsiasi mezzo di trasporto dei materiali di
risulta, eseguiti isolatamente per pozzetti o posa
di pali:
eseguito con mezzo meccanico
Scavo in trincea a sezione obbligata per
profondita' fino a 2,00 m, eseguito in centri
urbani in terreno di qualsiasi natura e
consistenza, asciutto o bagnato, esclusi eventuali
residui murari o cementizi di volume superiore a
0,2 mc, compresi i necessari puntellamenti, la
ricerca di eventuali utenze, il sollevamento ai
bordi dello scavo e il carico su qualsiasi mezzo di
trasporto dei materiali di risulta, compresa
inoltre la rimozione delle eventuali
pavimentazioni in genere, il taglio della
asfaltatura, escluso il riempimento dello scavo e
il rifacimento della pavimentazione a lastre e
masselli:
eseguito interamente a mano.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
-
cad
-
mc
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
66,79
-
9,82
-
10,00
8/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
61 30.03.010
62 30.03.020
→ 30.03.030
63 30.03.030.020
→ 30.03.040
64 30.03.040.010
DESCRIZIONE
U.M.
Formazione di rilevato o riempimento su terreno
gia' predisposto e drenato, eseguito con
materiale idoneo ed accettato dalla D.L. per
opere stradali o aree carrabili, steso a strati dello
spessore medio di 30 cm, convenientemente
mc
inaffiato e rullato con 80 passate con rullo
statico da 14-16 t od equivalente per ogni strato,
compreso l'onere della profilatura delle scarpate
e dei bordi, esclusa la fornitura del materiale
Esecuzione di rilevato, a strati non inferiori a 70
cm cad, con terra proveniente da scavi eseguiti
con mezzi meccanici nell'ambito del cantiere,
esclusa rullatura ed inaffiamento.
Riempimento di scavi eseguiti per canalizzazioni
in genere, eseguito con materiali provenienti
dallo scavo stesso, convenientemente
compattato, misurato sull'effettivo riempimento
da eseguire:
eseguito con mezzo meccanico .
Riempimento di scavi per canalizzazioni in
genere, eseguito con l'ausilio di mezzo
meccanico compreso il necessario
compattamento e la fornitura del materiale di
riempimento, misurato sul volume effettivo di
riempimento da eseguire:
con ghiaia o pietrisco
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mc
-
mc
-
mc
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
64,01
251,23
-
170,76
-
24,15
9/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
65 31.02.005
DESCRIZIONE
U.M.
Formazione di impianto di cantiere, relativo
smontaggio a lavori ultimati per esecuzione di
micropali costituito da: approntamento
attrezzatura in officina; carico trasporto e scarico
in cantiere e successivo sgombero; disposizione
mezzi e attrezzature nell'ambito del cantiere;
montaggio baracche di servizio, allestimento
cad
impianto di iniezione e produzione aria
compressa; delimitazione cantiere; impianto
idrico, impianto elettrico e messa a terra, il tutto
a norma di legge. Escluso l'eventuale formazione
di piste di accesso. Per cantieri nell'ambito
cittadino o fino alla distanza di 50 Km dallo
stesso.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
10/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
→ 31.02.010
Formazione di micropalo di fondazione verticale
o con inclinazione massima sino a 20° rispetto
alla verticale, eseguito a mezzo di trivellazione
incluso l'attraversamento di roccia e trovanti
rocciosi, compreso il getto eseguito a pressione,
con impasto di malta cementizia dosata a 600 Kg
di cemento R 425 per metro cubo di sabbia di
fiume vagliata e perfettamente priva di impurita'
e con l'aggiunta di correttivo antiritiro nella
misura del 15% del peso del cemento, escluso la
malta eccedente il 15% del volume teorico del
palo determinato dal diametro della testa
dell'attrezzo tagliante, esclusa la fornitura,
lavorazione e collocazione in opera dell'armatura
metallica; incluso l'allontanamento dei materiali
di risulta dalle zone di trivellazione, depositati
nell'ambito del cantiere, escluso il carico e il
trasporto a discarica e degli eventuali oneri di
discarica stessa. Misurazione dal piano di inizio
della trivellazione, esclusi oneri di allestimento
impianto di cantiere:
66 31.02.010.070
67 31.02.010.080
diametro 160 mm eseguito a rotopercussione
diametro 160 mm eseguito a rotazione
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
m
m
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
2.415,25
785,70
11/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
68 31.04.020
→ 31.05.005
69 31.05.005.050
70 31.05.010
DESCRIZIONE
Provvista e posa in opera di orditura metallica
per micropali portanti, costituita da tubi in
acciaio Fe510 di prima scelta certificata,
compreso l'onere delle saldature di testa, di
eventuali elementi di rinforzo, manicotti e
filettatura, puntazze, distanziatori, feritoie per la
fuoriuscita della malta o per l'aggancio, il tutto
secondo le indicazioni della direzione lavori,
compresi gli oneri del taglio e dello sfrido di
lavorazione e di giunzione.
Trivellazione per tiranti d'ancoraggio di qualsiasi
tipo, eseguita con qualsiasi inclinazione, in
terreno di qualsiasi natura e consistenza,
compreso il getto eseguito ad aria compressa di
impasto di boiacca cementizia con l'aggiunta di
correttivo antiritiro nella misura del 15% del
peso del cemento, esclusa la boiacca cementizia
eccedente il 15% del volume teorico del tirante
determinato dal diametro della testa dell'attrezzo
tagliante; esclusa la fornitura, lavorazione,
collocazione in opera e messa in tensione
dell'armatura metallica, nonche' l'onere del
posizionamento del macchinario e l'onere
dell'allontamento dei materiali di risulta della
zona di trivellazione. Misurato dal piano di inizio
della trivellazione:
diametro 140 mm eseguito a rotopercussione
Fornitura ed iniezione di boiacca
convenientemente additivata per tiranti
eventualmente eccedente il 15% del volume
teorico del tirante, determinato dal diametro
della testa dell'attrezzo tagliante per la
lunghezza del tirante stesso.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
kg
-
m
mc
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
101.131,52
-
747,00
0,57
12/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
Provvista e posa in opera di orditura metallica
tesa per tiranti di ancoraggio costituita da trefoli
di acciaio armonico da 0,6, completa di bulbo
rivestita con guaine fortemente corrugate
(tirante definitivo, un distanziatore a metro dei
trefoli, parte libera con guaina liscia di
71 31.05.025
polietilene, tubi di polietilene del diametro di 20
mm per iniezione primaria e secondaria, spurgo
del turbo da 16 mm, puntali in acciaio, piastra di
ancoraggio, manicotti e apparecchiature di
bloccaggio, misurato sull'effettiva lunghezza del
tirante.
Casseforme metalliche, costituite da pannelli
modulari di varia dimensione, in ferro, con
→ 32.01.010
costole di nervatura e accessori di montaggio e
d'uso per armatura di murature in elevazione,
compreso il disarmo e pulizia:
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali per
→ 32.01.010.005
cantieri accessibili con motrice
72 32.01.010.005.020 per armature di setti vuoto per pieno
Casseforme di legname o pannelli, compresi gli
oneri di esecuzione a campioni e/o di ripresa in
→ 32.01.020
armatura in funzione delle fasi di getto,
compreso disarmo e pulizia del legname:
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali per
→ 32.01.020.005
cantieri accessibili con motrice
73 32.01.020.005.020 per strutture di fondazione
→ 32.01.030
U.M.
kg
Quantità
totale
-
-
-
mq
2.653,40
-
-
-
-
mq
Importo
(quantità x prezzo)
1.825,46
-
Armature provvisorie di legname o pannelli, rette
o curve, per solai a nervature parallele in
calcestruzzo e laterizio e/o solette piene, gettati
in opera per altezze fino a 4,00 m dal piano di
posa dei puntelli, compreso il disarmo e la pulizia
del legname, per cantieri accessibili con motrice.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
269,56
-
13/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
ARTICOLO
DESCRIZIONE
N°
Codice
→ 32.01.030.005
per nuove costruzioni:
74 32.01.030.005.020 per solette piene
Casseforme di legname o pannelli per strutture
armate in elevazione, travi e pilastri, a
→ 32.01.040
qualunque piano, per altezze sino a 4 m dal
piano di posa dei puntelli, compreso disarmo e
pulizia del legname:
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali in
75 32.01.040.010
cantieri accessibili con motrice
→ 32.01.060
U.M.
mq
-
mq
Casseforme di legname o pannelli per strutture
sottili, inferiori a 12 cm, rampe di scale, poggioli,
cornici, gronde, cornicioni e strutture simili,
compreso disarmo e pulizia del legname:
per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrici
Fornitura, lavorazione e posa in opera di acciaio
→ 32.02.010
per cemento armato, inclusi gli sfridi di
lavorazione.
per strutture di nuova costruzione in cantieri
→ 32.02.010.010
accessibili con motrice:
acciaio ad aderenza migliorata, controllato in
77 32.02.010.010.010
stabilimento, acciaio FE B 38 e 44 K
Provvista e posa in opera di rete elettrosaldata
→ 32.02.020
orizzontalmente o verticalmente per strutture in
cemento armato:
per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
78 32.02.020.010
motrice
Provvista e posa in opera di conglomerato
cementizio per opere di sottofondazione e
→ 32.03.010
riempimento, impastato con betoniera da 250
litri, escluse eventuali casseforme.
Per ristrutturazioni totali in cantieri accessibili
→ 32.03.010.010
con motrici:
76 32.01.060.010
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
255,26
-
186,24
-
113,54
-
-
-
-
kg
kg
Importo
(quantità x prezzo)
69.318,36
1.766,93
-
-
-
-
14/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
79 32.03.010.010.015
→ 32.03.020
80 32.03.020.010
→ 32.03.050
81 32.03.050.010
82 32.03.050.020
→ 32.03.070
83 32.03.070.010
DESCRIZIONE
senza ausilio di mezzi meccanici, dosato a 300
kg di cemento tipo 32.5
Provvista e posa in opera di conglomerato
cementizio dosato a 150 kg di cemento 32.5, per
getti di riempimento, sottofondazione
(magrone), massetti di spessore superiore a 8
cm, ecc., comprese le eventuali casseforme, e
l'ausilio di mezzi meccanici di sollevamento:
per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrici
Solo posa in opera di conglomerato cementizio,
per opere di fondazione, compresa vibratura,
con l'ausilio di mezzi meccanici, esclusa
l'eventuale casseratura.PREZZI IN FORNITURA
v. cap. 27
Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrice
Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrice
Solo posa in opera di conglomerato cementizio,
per muri in elevazione dello spessore medio tra
0,19 e 0,40 m, con o senza orditura metallica
(muri, pareti, setti, ecc.) compresa la vibratura,
con l'ausilio di idonei mezzi di sollevamento,
escluso casseforme ed acciaio:PREZZI
INFORNITURA v. cap. 27
Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrice
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
mc
-
mc
-
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
2,82
-
99,52
-
mc
746,44
mc
-4,29
-
mc
Importo
(quantità x prezzo)
-
179,51
15/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 32.03.080
84 32.03.080.010
→ 32.03.090
DESCRIZIONE
Solo posa in opera di conglomerato cementizio,
per strutture armate in elevazione quali travi,
pilastri, solette piene, compresi eventuali oneri
per accelerazione di maturazione, compresa la
vibratura, con l'ausilio di mezzi meccanici di
sollevamento, escluso casseforme ed acciaio
:PREZZI IN FORNITURA v. cap .27
Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrice
U.M.
-
mc
Solo posa in opera di conglomerato cementizio,
per strutture armate in elevazione di sezione
ridotta e di particolare complessita' quali: cornici,
capriate, falde inclinate, pareti di spessore fino a 0,19 m, scale, ecc.,compresa la vibratura, con
l'ausilio di idonei mezzi, escluso casseforme ed
acciaio.PREZZI IN FORNITURA v. cap. 27
Per nuove costruzioni in cantieri accessibili con
motrice
Provvista e posa in opera di conglomerato
cementizio classe di consistenza S4 per strutture
armate in elevazione di sezione ridotta e di
→ 32.03.095
particolare complessita' quali cornici, capriate,
falde inclinate, pareti di spessore fino a 19 cm,
scale, ecc. compresa la vibratura, escluse
casseforme di acciaio
Per manutenzioni e/o restauro posto in opera
→ 32.03.095.005
esclusivamente a mano
dosato a 300 Kg/mc di cemento tipo 42.5
86 32.03.095.005.005
confezionato con betoniera da 250 l
85 32.03.090.010
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mc
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
-
68,33
-
7,02
-
-
-
-
mc
Importo
(quantità x prezzo)
3,70
16/103
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Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
→ 32.04.070
Provvista e posa in opera di solaio formato da
pannelli prefabbricati in calcestruzzo vibrato
dello spessore di circa 4 cm (predalle), con
armatura incorporata e tralicci di irrigidimento
pure incorporati; blocchi di alleggerimento in
polistirolo tra i tralicci, getto di completamento e
soprastante soletta da 4 cm di calcestruzzo,
classe di esposizione XC1, classe di consistenza
S4, classe di resistenza Rck 30 N/mmq, compresi
banchinaggi rompitratta, escluse le orditure
metalliche ausiliarie, nonche' le eventuali opere
accessorie per le sedi di appoggio, per nuove
costruzioni in cantieri accessibili con motrice:
87 32.04.070.010
sovraccarico utile 200 Kg/mq, per luci fino a 4 m mq
45,88
88 32.04.070.075
sovraccarico utile 500 Kg/mq, per luci da. 4,01 a
mq
5m
79,37
→ 32.04.080
Sovrapprezzo per ogni centimetro in piu' oltre i 4
cm di soletta sovrastante di conglomerato
cementizio, per cantieri accessibili con motrice:
89 32.04.080.010
per nuove costruzioni
→ 32.05.020
Sola posa in opera di solaio areato costituito da
elementi modulari di materiale plastico riciclato,
autoportanti (questi esclusi), successiva gettata
di calcestruzzo dosato a 300 Kg di cemento tipo
32,5, con spessore all'estradosso del cassero di 4,0 cm, con finitura staggiata, esclusa la rete
elettrosaldata incorporata nella cappa di cls,
eventuali casseri e preparazione del piano di
posa dell'altezza di:
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
Importo
(quantità x prezzo)
-
88,78
-
17/103
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Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali
PREZZI IN FORNITURA v. cap.7
90 32.05.020.005.015 43 cm circa
→ 32.05.020.005
→ 33.01.018
mq
mc
Provvista e posa in opera di blocchi di argilla
espansa, tipo normale, posti in opera con malta
dosata a 300 Kg di cemento tipo 32.5, compresa
la formazione di architravi sopra le aperture di
porte e finestre e la posa dei falsi telai, questi
esclusi, compresi gli eventuali ponteggi
provvisori di servizio, dello spessore di:
→ 33.01.040.005
Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
92 33.01.040.005.005 8 cm
93 33.01.040.005.020 20 cm
→ 33.01.050
-
Muratura in elevazione retta o curva eseguita
con malta di cemento tipo 32.5 dosata a 300 Kg
per metro cubo di sabbia di fiume, compreso
l'onere per la formazione di archi di scarico,
piattabande, spalline, squarci per finestre:
→ 33.01.018.005
Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
91 33.01.018.005.005 in pietrame di cava
→ 33.01.040
U.M.
mq
mq
Muratura di blocchi di calcestruzzo eseguita con
malta cementizia dosata con 300 kg di cemento
tipo 32.5, compresa la formazione di architrave
con idonei pezzi speciali, lo scarico, il
sollevamento e la distribuzione dei materiali ai
piani di posa, compresi gli eventuali ponteggi
provvisori di servizio, dello spessore di:
→ 33.01.050.005
Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni
94 33.01.050.005.005 8 cm
95 33.01.050.005.025 25 cm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
95,24
-
168,18
-
52,11
13,49
-
7,80
81,43
18/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 33.01.060
DESCRIZIONE
U.M.
Muratura di blocchi di calcestruzzo
vibrocompresso, tipo faccia vista, eseguiti con
malta cementizia dosata con 300 Kg di cemento
tipo 32.5 per mc di sabbia di fiume, compresa la
formazione di architravi o piattabande, lo
scarico, il sollevamento e la distribuzione dei
materiali ai piani di posa,compresi gli eventuali
ponteggi provvisori di servizio, dello spessore di:
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
-
→ 33.01.060.005
Per nuove costruzioni e/o restauri totali
96 33.01.060.005.020 20 cm
Tramezzo di mattoni posti in opera con malta
cementizia dosata a 300 Kg di cemento tipo 32.5
per metro cubo di sabbia di fiume, compreso la
→ 33.02.010
formazione di archi e piattabande (anche in
cemento armato), la posa in opera di falsi telai,
questi esclusi:
→ 33.02.010.005
Per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
posti in opera a coltello, con mattoni forati
97 33.02.010.005.030
spessore 8 cm
Intonaco interno, finito con arenino, eseguito
con malta bastarda, formata da 100 Kg di
→ 34.01.050
cemento 32.5, 300 Kg di calce bianca, 1 mc di
sabbia di fiume, compresa la formazione di
spigoli sporgenti e rientranti:
→ 34.01.050.005
per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
mq
98 34.01.050.005.010 su muratura di mattoni, spessore medio 1,5 cm
mq
183,71
mq
489,82
99 34.01.050.005.015
su pareti di calcestruzzo compreso idoneo
additivo
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
93,65
-
-
-
-
mq
Importo
(quantità x prezzo)
89,96
-
-
-
-
19/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
Intonaco di facciata eseguito con malta mista o
bastarda dosata a 100 Kg di cemento 32.5, 350
Kg di calce idrata e 1 mc sabbia di fiume, previa
→ 34.01.065
formazione dei necessari punti e fasce di lista,
compresa la formazione di spigoli sia sporgenti
sia rientranti:
→ 34.01.065.005
per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
su muratura di mattoni di calcestruzzo o
100 34.01.065.005.010 preesistente rinzaffo o camicia di cemento,dello
spessore di 1.5-2 cm
Intonaco a tenuta d'acqua per condotti, pozzetti,
intercapedini, cisterne, ecc., eseguito con malta
→ 34.01.085
cementizia dosata a 500 Kg di cemento 32.5,
lisciato a cazzuola, dello spessore non inferiore a
2 cm
101 34.01.085.005
per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
→ 34.07.005
U.M.
per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali
lastre di gesso protetto o fibrogesso dello
102 34.07.005.005.005 spessore fino a 13 mm, senza materassino
isolante
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
-
-
-
-
mq
-
mq
Solo posa in opera di controsoffitti, compresa la
struttura metalllica di sospensione in lamiera
zincata da 8/10, fissati con viti autoforanti
fosfatate o zincate opportunamente stuccate,
compresa la sigillatura dei giunti con garza e
successiva rasatura, per lavorazioni in cantieri
accessibili con motrice:(FORNITURA MATERIALI
v. cap. 15)
→ 34.07.005.005
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
mq
Importo
(quantità x prezzo)
455,82
-
19,50
-
19,63
20/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 34.07.020
103 34.07.020.005
→ 36.01.030
104 36.01.030.005
105 36.01.030.006
→ 36.03.010
DESCRIZIONE
U.M.
Solo posa in opera di controsoffitti di pannelli di
acciaio o alluminio stampato e verniciato da
60x60 cm o 20x125 cm, tipo forato o non forato,
con o senza materassino fonoassorbente, per
lavorazioni in cantieri accessibili con
motrice:(FORNITURA MATERIALI v. cap. 15)
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali
mq
Formazione di sottofondo di malta cementizia
dosata a 300 Kg di cemento 32.5, per mc di
sabbia di fiume dello spessore di 5 cm, livellato e
finemente frattazzato per posa di pavimenti
incollati in moquette, resilienti o gomma per
lavorazioni in cantieri accessibili con motrice
per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
mq
sovrapprezzo al sottofondo per pavimenti per
mq
ogni cm in piu' oltre i primi cinque cm
Formazione di pavimento in battuto di cemento
formato da massetto in conglomerato cementizio
dosato a 300 Kg di cemento 32.5, dello spessore
di 6 cm e da uno strato sovrastante di malta
cementizia, dello spessore di 2 cm, dosata a 500
Kg di cemento 32.5 per metro cubo di sabbia del Piemonte, steso a fresco sul sottostante
sottofondo, compresa la formazione di eventuali
giunti, lisciato e bocciardato con apposito rullo,
previa spolveratura con cemento per lavorazioni
in cantieri accessibili con motrice
→ 36.03.010.005
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali
spessore complessivo 8 cm senza rete
106 36.03.010.005.005
elettrosaldata
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
24,18
-
44,85
224,25
-
44,66
21/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
spessore complessivo 8 cm con rete
107 36.03.010.005.010 elettrosaldata a maglia 10x10 diametro mm.4
incorporata nel getto
→ 36.05.050
Solo posa in opera di pavimento di piastrelle
smaltate, compresa la formazione di sottofondo
eseguito con malta cementizia dosata a 300 Kg
di cemento pozzolanico, dello spessore di 5 cm,
la spolveratura e la sigillatura dei giunti con
cemento liquido (boiacca), pulizia finale con
segatura e acqua, per lavorazioni in cantieri
accessibili con motrice:
→ 36.05.050.005
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali
piastrelle da 20x20, 25x25, 20x30 cm, unicolori o
108 36.05.050.005.005
a semplici decori
Solo posa in opera di pavimento di piastrelle di
gomma, impronta a bolli, delle dimensioni di
→ 36.18.010
50x50 cm, eseguita con colla epossidica a due
componenti, su sottofondo preesistente, questo
escluso:
→ 36.18.010.005
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali
109 36.18.010.005.005 spessore cm da 3 a 6
→ 36.28.010
U.M.
mq
per nuove costruzioni e ristrutturazioni totali
esecuzione con adesivo a base cementizia su
110 36.28.010.005.010 intonaco finemente fratazzato, questo escluso,
compreso il collante
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
-
-
-
mq
-
mq
mq
Importo
(quantità x prezzo)
142,99
-
Sola posa in opera di rivestimento di piastrelle
da 15x15- 20x20 cm, unicolori o semplice
decoro,sigillatura dei giunti con cemento bianco:
→ 36.28.010.005
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
3,17
-
64,31
17,48
22/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 37.01.040
111 37.01.040.005
112 37.01.065
→ 40.02.010
DESCRIZIONE
U.M.
Solo posa in opera di controparete costituita da
pannello di gesso protetto dello spessore di 10
mm accoppiato con pannelli isolanti eseguito
mediante l'uso di malta adesiva applicata a
punto o a cordolo, compresa la sigillatura dei
giunti per lavorazioni in cantieri accessibili con
motrice
per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali
mq
Solo posa in opera di strato isolante termico,
costituito da pannelli di vetro cellulare delle
dimensioni di 40x65 cm e dello spessore di 4-5-6cm, posti in opera all'inglese, ovvero annegati
nel bitume ossidato a caldo, in ragione di circa
3,00 Kg/mq per incollaggio al sottofondo e
mq
copertura finale con bitume ossidato in ragione
di 3,00 Kg/mq circa compreso scarico,
sollevamento e distribuzione ai piani, per
lavorazioni in cantieri accessibili con motrice o
motocarro
Provvista e posa in opera di massetto per
formazione di pendenze su tetti piani, dello
spessore medio di 5 cm, compresa la formazione
dei punti di lista ed il sollevamento ai piani di
posa. Impasto composto da 200 kg di cemento
325, 1 l di fluidificante e 1 mc di materiale
isolante, compresa la formazione di soprastante
cappa con malta bastarda finemente frattazzata:
→ 40.02.010.005
per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali
113 40.02.010.005.005 argilla espansa
114 40.02.010.005.010 sovrapprezzo per ogni cm in piu' oltre i 5 cm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
65,60
65,60
-
127,04
660,49
23/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 40.02.020
→ 40.02.020.005
115 40.02.020.005.005
116 40.02.020.005.010
→ 40.02.030
117 40.02.030.005
→ 40.02.050
→ 40.02.050.005
118 40.02.050.005.005
119 40.02.050.005.015
→ 40.02.065
→ 40.02.065.005
DESCRIZIONE
Provvista e posa in opera di sottofondo su
superfici orizzontali per impermeabilizzazioni in
genere, costituito da malta bastarda dosata a
200 kg di cemento 325 e 100 kg di calce adesiva
stesa in un unico strato compresa la relativa
finitura a fratazzo:
per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali
dello spessore fino ad un massimo di 3 cm
sovrapprezzo per ogni cm in piu' oltre i 3 cm
Provvista e posa in opera di una ripresa di
ancoraggio costituita da una spalmatura di
soluzione bituminosa in solvente a rapida
essiccazione stesa a rullo o a pennello in ragione
di 300 g circa per metro quadrato, atta a
costituire una pellicola bituminosa saldamente
ancorata al piano di posa.
per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
Solo posa in opera di una membrana a base di
bitume polimero, mediante rinvenimento "a
fiamma", con giunti sormontati di 7 - 10 cm
debitamente stuccati a caldo
per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali
su superfici pianeggianti dello spessore fino a 4
mm e del peso fino a 4,3 Kg/mq
per canali di gronda,converse, risvolti verticali,
pareti e superfici in forte pendenza: spessore
della membrana fino a 4 mm e del peso fino a
4,3 Kg/mq
Solo posa in opera di una membrana bitume
polimero, autoprotetta con lamina metallica,
posata mediante rinvenimento a fiamma con
giunti sormontati di 7 - 10 cm debitamente
stuccati a caldo:
per nuove costruzioni o ristrutturazioni totali
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
-
mq
mq
-
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
59,45
59,45
-
502,69
-
-
-
-
mq
647,83
mq
22,40
-
-
-
24/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
per superfici piane senza la formazione di
costolature.
Provvista e posa in opera di scossaline, converse
→ 40.04.010
lineari e cappellotti per muretti e cordoli, ecc.
opportunamente fissati e sigillati:
di lastra di rame dello spessore di 0,8 mm,
121 40.04.010.020
comprese le necessarie saldature
Sola posa in opera di piane a parapetto e soglie
di porte a poggiolo, di ardesia, marmo o granito
→ 41.01.060
con malta cementizia, per cantieri accessibili con
motrice.
→ 41.01.060.005
per nuove costruzioni:
122 41.01.060.005.010 spessore fino a 3 cm
Ringhiera di ferro del tipo a semplice disegno,
senza curve, con lavorazione saldata, senza
→ 43.01.030
ripresa di antiruggine, per altezza massima di
100 cm oltre l'opera muraria, resa franco officina
del peso di:
123 43.01.030.020
12-15 kg/mq in monta per scale
Solo posa in opera di strutture metalliche quali
ringhiere, cancellate, telai, ecc. in piano o in
monta, compreso il trasporto da officina a
→ 43.02.010
cantiere, lo scarico, il sollevamento ai piani di
posa e tutte le prestazioni di carattere murario
occorrenti nonche' l'assistenza del fabbro per la
sistemazione della struttura del peso di:
fino a 20 kg/mq posti in opera per rampe di
124 43.02.010.015
scale
120 40.02.065.005.005
→ 43.05.005
U.M.
mq
mq
mq
-
kg
-
kg
Solo posa in opera di grigliati metallici montati in
orizzontale su idonee strutture queste escluse,
ubicati a pianoterra compresi i necessari fissaggi
→ 43.05.005.010
della maglia 15x76 per piatti di:
125 43.05.005.010.005 fino a 30x2 mm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
72,91
16,72
27,45
-
1.066,02
-
1.066,02
112,20
25/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
126 43.06.010
→ 44.01.040
127 44.01.040.010
→ 44.01.080
128 44.01.080.010
→ 44.03.020
129 44.03.020.070
→ 44.06.010
130 44.06.010.020
→ 44.07.010
131 44.07.010.070
DESCRIZIONE
U.M.
Provvista e posa in opera di colonne e travature
semplici di acciaio per strutture portanti di edifici
e/o parti di edifici civili, con giunzioni saldate o
bullonate conforme le vigenti norme di legge
kg
compreso il sollevamento con qualsiasi mezzo
della struttura, escluso il ciclo di protezione
superficiale
Rasatura totale di superfici interne con
idrostucco e successiva carteggiatura, valutata
limitatamente su ciascuna superficie complanare interessata dall'intervento, misurata vuoto per
pieno, dedotti i vuoti superiori o uguali a 4,00 m:
per una ripresa
Applicazione di una ripresa di imprimitura di
fondo e/o isolante:
acrilico idrosolubile trasparente
Coloritura di superfici interne (pareti, soffitti e
volte) gia' stuccate ed isolate, con colore unico
chiaro, in due riprese applicate a pennello o
rullo:
con pittura lavabile a base di resine acriliche
Pitturazioni a finire su cemento armato in
genere, a due riprese, con:
pittura acrilica a solvente pigmentata
Applicazione di rivestimenti per esterno, su
superfici gia' preparate con:
una ripresa a base di calce, applicato ad effetto
marmorino, dello spessore di 1,5 mm circa
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
mq
mq
mq
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
130.312,99
-
514,15
514,15
514,15
408,16
60,23
26/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 46.01.030
132 46.01.030.010
→ 46.01.040
133 46.01.040.010
→ 46.02.010
134 46.02.010.005
DESCRIZIONE
Asportazione di massicciata stradale con o senza
pavimentazione soprastante, eseguita con mezzi
meccanici fino alla profondita' media di 30 cm,
incluso il carico su qualsiasi mezzo di trasporto
dei materiali di risulta:
per lavori eseguiti in centri urbani.
Asportazione parziale di pavimentazione stradale
in conglomerato bituminoso, eseguito con
apposita macchina fresatrice a freddo, compreso
il carico su qualsiasi mezzo di trasporto del
materiale di risulta, la pulizia della sede stradale
e quanto altro occorra per dare il lavoro finito e
l'onere per la presenza di chiusini, tombini e
simili per profondita' di scarificazione fino a 3
cm:
per lavori eseguiti nei centri urbani
Provvista e posa in opera di misto
granulometrico prebitumato, confezionato con
bitume al 4,5% del peso dell'inerte eseguito con
materiali rispondenti alle norme C.N.R. e
secondo le dosature prescritte dal capitolato
speciale d'appalto delle Opere Pubbliche, steso
con mezzo meccanico per strati di spessore fino
a 20 cm cilindrato e rullato fino al completo
assestamento e sagomato secondo le prescritte
pendenze, misurato su autocarro in arrivo,
eseguito:
eseguito nei centri urbani
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
-
mq
-
mq
-
mc
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
2.672,50
-
100,00
-
10,13
27/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 46.02.025
DESCRIZIONE
Provvista e posa in opera di conglomerato
bituminoso confezionato con bitume modificato e
inerti di prima categoria rispondenti alle norme
C.N.R. secondo dosature del capitolo speciale di
appalto delle opere pubbliche, compresa la
pulizia del piano di posa mediante accurata
scopatura e soffiatura a pressione, la fornitura e
spruzzatura di 0,600 Kg per mq di emulsione
bituminosa al 55% per l'ancoraggio, la stesa con
idonee macchine finitrici e la cilindratura con
rullo da 6-8 t nonche' ogni altro onere per dare
lavoro finito a opera d'arte:
→ 46.02.025.010
per lavori eseguiti fuori dai centri urbani
tipo soft, misurato in opera per strati di
135 46.02.025.010.005 collegamento (binder) dello spessore medio,
finito e compresso, di 4 cm
→ 46.02.030
U.M.
mq
Provvista e posa in opera di tappeto in
conglomerato bituminoso chiuso, eseguito con
materiali rispondenti alle norme C.N.R. e
secondo le dosature prescritte dal capitolato
speciale delle opere pubbliche, compreso la
pulizia a fondo del piano di posa mediante
accurata scopatura e soffiatura a pressione, la
fornitura, la spruzzatura preliminare di 0,600 kg
di emulsione bituminosa per metro quadrato, la
stesa in opera con idonee macchine finitrici, la
cilindratura a fondo con rullo da 6-8 tonnellate,
ed ogni altro onere per dare il lavoro compiuto a
perfetta regola d'arte:
→ 46.02.030.005
per lavori eseguiti fuori dei centri urbani
misurato in opera per strato di usura dello
136 46.02.030.005.005
spessore minimo,finito e compresso, di 3 cm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
2.382,00
-
2.382,00
28/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
misurato su autocarro in arrivo per risagomature
o riprese
per lavori eseguiti nei centri urbani, frazionati
138 46.02.030.010
per interventi da 0 a 5 mq cadauno
Provvista e posa in opera di bordi nuovi di
calcestruzzo vibrocompresso, retti o curvi, per
marciapiedi, compresa la malta di cemento per il
→ 46.02.095
fissaggio alla sottostante fondazione e la
stuccatura dei giunti, delle dimensioni di:
139 46.02.095.010
12x15x25 cm
Provvista e posa in opera di bordini in arenaria
della sezione di 8 - 10x20 - 25 cm per
140 46.02.105
contenimento e profilatura di acciottolati o per
formazione di gradino
Solo posa in opera di tubazioni di pvc per
fognature stradali, posto in opera su massetto di
calcestruzzo, questo escluso, compresa la
sigillatura dei giunti con apposito sigillante,
→ 46.04.060
escluso scavo, rinfianco e reinterro. Gli eventuali
pezzi speciali saranno valutati pari a 1,00 m di
tubo di pari diametro:
→ 46.04.060.005
per lavori di nuova costruzione del diametro di:
141 46.04.060.005.005 fino a 250 mm
142 46.04.060.005.010 da 315 a 400 mm
137 46.02.030.005.010
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
mc
34,62
mq
89,00
-
-
m
227,61
m
69,00
-
m
m
Importo
(quantità x prezzo)
-
69,00
24,00
29/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 46.04.065
DESCRIZIONE
U.M.
Formazione di pozzetti per caditoia e/o
d'ispezione con sifone diametro 125 in PVC serie
pesante, eseguito in conglomerato cementizio
dosato a 2 q di cemento tipo 32.5 per metro
cubo di inerte, con le pareti dello spessore
massimo di 25 cm, con intonaco interno a tenuta d'acqua in cemento lisciato, compresa la
formazione degli innesti per i tubi fognari ed
ogni altro onere, escluso il solo scavo, il chiusino
o la bocca di chiavica in ghisa. Volume misurato
v.p.p. sul perimetro esterno della muratura:
→ 46.04.065.005
per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni totali
143 46.04.065.005.005 fino a 0,90 mc.
Formazione di pozzetti per fognature in
muratura di mattoni pieni e malta cementizia,
→ 46.04.070
dello spessore di 12 cm. Volume misurato v.p.p.
sul perimetro esterno delle murature, escluso
scavo, chiusino o bocca di chiavica:
per lavori di nuove costruzioni e/o
→ 46.04.070.005
risttrutturazioni totali
144 46.04.070.005.005 fino a 0,60 mc
Provvista e posa in opera di fusioni di ghisa (tipo
Genova) per chiusini, bocche di chiavica,
→ 46.04.085
caditoie, incluso ogni onere per dare l'opera
finita e funzionante.
145 46.04.085.005
per nuovi impianti
Solo posa in opera di chiusini e caditoie in
fusione di ghisa a grafite lamellare o sferoidale,
→ 46.04.090
compreso telaio convenientemente fissato alla
muratura del pozzetto con malta cementizia
additivata del peso di:
per lavori di ristrutturazione e nuova costruzione
→ 46.04.090.005
in cantieri attrezzati
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mc
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
-
8,40
-
-
-
-
mc
kg
Importo
(quantità x prezzo)
3,58
280,00
-
-
-
-
30/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
ARTICOLO
DESCRIZIONE
N°
Codice
146 46.04.090.005.015 oltre 50 fino a 75 Kg
→ 46.09.020
U.M.
cad
Solo posa in opera di geocomposito drenante
verticale, per trincee e fossi lungo strade,
costituito da lastra termoformata di polietilene
alta densita' avente spessore non inferiore a 6
mm, avvolta da filtro geotessile di polipropilene,
escluso lo scavo e il riempimento, la provvista
del geocomposito e del tubo drenante.
147 46.09.020.010
per interventi fino a 999 mq
Solo posa in opera di geotessili realizzati
mediante tessitura a trama e ordito con filamenti
a nastro di polipropilene, protetti dai raggi
→ 46.11.030
ultravioletti, per rinforzo di sottofondi carrabili
per interventi su superfici:
148 46.11.030.010
fino a 500 mq
→ 46.15.005
Segnaletica orizzontale
Esecuzione di strisce continue e/o discontinue
colore bianco o giallo compreso ogni onere per
dare il lavoro finito a regola d'arte sia per lavori
→ 46.15.005.005
di nuovo impianto che di ripasso, esclusa la
formazione di cantiere, per strisce della
larghezza di cm 12 e/o 15 eseguite con:
149 46.15.005.005.010 vernice rifrangente
Esecuzione di zebrature, frecce di direzione,
scritte, ecc. di colore bianco o giallo compreso
ogni onere per dare il lavoro finito ad opera
→ 46.15.005.010
d'arte sia per lavori di nuovo impianto che di
ripasso esclusa la formazione di cantiere
eseguite con:
150 46.15.005.010.010 vernice rifrangente
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
-
mq
-
-
m
-
mq
Quantità
totale
9,00
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
-
12,34
-
44,85
-
-
738,00
-
80,00
31/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 47.02.030
DESCRIZIONE
U.M.
Provvista e posa in opera di tubi drenanti di PE
corrugato e flessibile, rivestiti con filtro
geotessile di tessuto non tessuto del peso di 150
g/mq, compresa la formazione del relativo scavo
eseguito a mano o a macchina, la formazione del
letto di posa con sabbia di frantoio, il rinfianco e
la coperatura con pietrisco o altro materiale
drenante ed il successivo reinterro esclusa la
sola fornitura dei pezzi speciali, con tubo del
diametro interno di:
151 47.02.030.050
107 mm.
Provvista e posa in opera di tubi di polietilene
nero, posti in opera in appositi scavi, compresa
→ 47.03.010
la fornitura e posa di pezzi speciali, lo scavo ed il
successivo reinterro, per tubi a:
→ 47.03.010.010
Alta densità PN 16
152 47.03.010.010.005 32 mm.
Messa dimora di cespugli e arbusti in genere
esclusa la fornitura, compresa l'apertura a mano
di una buca delle dimensioni di 50x50x50, la
fornitura in opera di terriccio concimato in
ragione di 0,013 mc, di letame maturo in ragione
→ 47.04.025
di 8 Kg a pianta o di altro concime idoneo
nonché l'innaffio della stessa con almeno 10 l di
acqua, compreso trasporto, il reinterro e la
sistemazione in loco della terra eccedente ed
ogni altro onere occorrente:
153 47.04.025.010
in terreno vegetale non lavorato.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
m
m
-
cad
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
8,00
156,00
-
55,00
32/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 47.04.030
154 47.04.030.005
155 47.05.015
→ 47.06.020
156 47.06.020.010
→ 72.07.040
DESCRIZIONE
U.M.
Messa a dimora di piante di medio fusto della
altezza di 250-400 cm, compresa l'apertura di
una buca da 75x75x75 cm, la fornitura in opera
del terriccio concimato in ragione di 0,03 mc a
pianta di letame maturo di almeno 6 mesi in
ragione di 20 Kg a pianta, il palo di castagno
della lunghezza di 300 cm. con funzioni di tutore
della pianta, e legato alla stessa con idonea
legatura nonche' l'innaffio della pianta con
almeno 30 l di acqua, il suo trasporto e ogni
altro onere occorrente, esclusa la sola pianta:
con scavo eseguito interamente a mano.
Demolizione di muratura a secco dello spessore
medio di 50 cm compresa cernita del pietrame,
l'accatastamento nell'ambito del cantiere e
l'eventuale puntellamento valutato a mq di
superficie verticale in vista esclusa la
movimentazione del terreno di risulta
Quantità
totale
25,00
mq
249,54
per altezze fino a 2,00 m fuori terra del diametro
mq
di 48 mm.
Tubi pluviali di lastra di rame
-
Importo
(quantità x prezzo)
-
cad
Provvista e posa in opera di rete metallica
tessuta a semplice torsione, a maglia quadrata
da 40x40-60x60 mm. costruita con filo in acciaio
zincato e rivestimento con pellicola di cloruro di
polivinile diametro 3,4 mm, vivagni o capicorda
marginali diametro 4 mm. completa di fili
tenditori, legatura con fili come sopra diametro 2
mm in opera compresa la struttura portante
formata da pali plastificati ed ogni altro onere
escluso lo scavo ed il massetto di fondazione:
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
-
492,00
-
33/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
Tipo elettrosaldato, spessore lastra 6/10, del
diametro di:
157 72.07.040.020.015 120 mm
→ 74.01.010
Estintori portatili antincendio omologati:
a polvere secca per fuochi di classe A B C
158 74.01.010.010
capacita' estinguente 55A - 233 BC Kg 6
a polvere secca per fuochi di classe A B C
159 74.01.010.020
capacita' estinguente 55A-233B-C Kg 9
Cassetta portaestintore per esterno con portello
di ispezione corredato di vetro frangibile, delle
160 74.02.010
dimensioni idonee per il contenimento degli
estintori portatili.
Apparecchi igienico- sanitari di vetrochina colore
→ 75.01.020
bianco, serie economica:
lavabo rettangolare con spigoli arrotondati, delle
161 75.01.020.030
dimensioni di 555x455x190 mm circa.
Apparecchi igienico- sanitari di vetrochina colore
→ 75.07.010
bianco, uso disabili o ospedaliero:
vaso wc con scarico a pavimento delle
162 75.07.010.010
dimensioni di 37x60 cm. circa, altezza non
inferiore a 45 cm.
→ 72.07.040.020
163 75.07.010.060
U.M.
m
-
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
60,00
-
cad
4,00
cad
1,00
cad
3,00
cad
-
2,00
-
cad
1,00
cassetta di cacciata da incasso di PVC, completa
cad
di comando pneumatico a pulsante remoto
1,00
Sedili ergonomici con apertura anteriore e
coperchio:
164 75.07.020.010
di legno rivestito di PVC per vasi wc
Tubo flessibile per attacchi di apparecchi sanitari
→ 75.08.010
tipo:
flessibile di gomma rinforzato con retina di
→ 75.08.010.010
acciaio inox del diametro di 1/2", della lunghezza
di:
165 75.08.010.010.005 25 cm
166 75.08.020
Viti ad espansione per sostegno lavabo
→ 75.07.020
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
cad
1,00
-
-
-
-
cad
cad
Importo
(quantità x prezzo)
2,00
4,00
34/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 75.11.010
167 75.11.010.020
168 75.12.050
→ 76.18.020
169 76.18.020.020
→ 77.01.025
170
171
172
173
174
77.01.025.010
77.01.025.020
77.01.025.030
77.01.025.040
77.01.025.050
→ 77.01.034
→
175
176
177
178
179
→
77.01.034.005
77.01.034.005.010
77.01.034.005.020
77.01.034.005.030
77.01.034.005.040
77.01.034.005.050
77.01.034.010
DESCRIZIONE
U.M.
Miscelatori monocomando di ottone cromato,
serie economica:
gruppo per lavabo completo di piletta da 32 mm
cad
e saltarello
Sifone a S in ottone cromato, da 25 mm,
corredato di canotto e rosone a muro senza
cad
piletta
Valvole a sfera a passaggio totale, per acqua,
asta non estraibile, corpo, asta e sfera in ottone
OT 58, organi di tenuta in PTFE, PN 16,
temperatura massima di esercizio fino a 95 gradi
C, omologate, per tubi del diametro nominale di:
filettate, da 25 mm
Tubi in PVC autoestinguenti, rigidi, pieghevoli a
freddo, serie pesante, resistenza allo
schiacciamento 750 newton, codice marchiatura
325, DATEM 747, del diametro di:
16 mm
20 mm
25 mm
32 mm
40 mm
cad
m
m
m
m
m
Raccordi, di PVC autobloccanti ad innesto rapido
senza filettatura, impiegabili per tutti i tipi di
tubo di PVC rigido con grado di protezione IP65.
Manicotti del diametro di:
16 mm
20 mm
25 mm
32 mm
40 mm
Raccordi tubo scatola del diametro di:
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
cad
cad
cad
cad
cad
-
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
2,00
2,00
-
1,00
170,00
550,00
250,00
20,00
20,00
42,50
137,50
62,50
5,00
5,00
35/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
180
181
182
183
184
→
185
186
187
188
189
ARTICOLO
Codice
77.01.034.010.010
77.01.034.010.020
77.01.034.010.030
77.01.034.010.040
77.01.034.010.050
77.01.034.020
77.01.034.020.010
77.01.034.020.020
77.01.034.020.030
77.01.034.020.040
77.01.034.020.050
→ 77.01.042
190
191
192
193
77.01.042.020
77.01.042.025
77.01.042.035
77.01.042.055
→ 77.01.046
→ 77.01.046.010
194
195
196
197
77.01.046.010.015
77.01.046.010.020
77.01.046.010.030
77.01.046.010.050
→ 77.01.050
198 77.01.050.020
DESCRIZIONE
U.M.
16 mm
20 mm
25 mm
32 mm
40 mm
Curve a 90 gradi con bicchiere del diametro di:
16 mm
20 mm
25 mm
32 mm
40 mm
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
Guaine di PVC spiralate, plastificate
autoestinguenti, resistenza allo schiacciamento
superiore a 320 newton, campo di temperatura
da +5 a + 60 gradi, del diametro interno di:
-
16 mm
20 mm
25 mm
40 mm
Raccordi di PVC per guaine spiralate,
autoestinguenti, complete di dado di fissaggio,
passo gas:
Raccordo guaina-scatola o cassetto IP64, del
diametro interno di:
16 mm
20 mm
25 mm
40 mm
Tubo di acciaio zincato filettabile, serie leggera,
per impianti elettrici della lunghezza di 4,00 m e
del diametro interno di:
20 mm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
m
m
m
m
Quantità
totale
42,50
137,50
62,50
5,00
5,00
85,00
275,00
120,00
10,00
10,00
19,00
19,00
64,00
15,00
-
-
-
m
Importo
(quantità x prezzo)
-
-
cad
cad
cad
cad
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
19,00
19,00
64,00
15,00
100,00
36/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 77.01.055
→ 77.01.055.010
199 77.01.055.010.010
→ 77.01.055.070
200 77.01.055.070.010
→ 77.01.055.080
201 77.01.055.080.010
→ 77.02.010
202 77.02.010.030
203 77.02.010.060
→ 77.10.010
204 77.10.010.015
205 77.10.010.025
→ 77.10.030
→ 77.10.030.010
206 77.10.030.010.015
207 77.10.030.010.025
→ 77.11.010
208 77.11.010.015
209 77.11.010.025
→ 77.11.030
210 77.11.030.015
211 77.11.030.025
DESCRIZIONE
Raccordi zincati e filettati, profilo ISO per tubi di
acciaio zincato, per impianti elettrici.
Curve del diametro interno di:
20 mm
Raccordo rapido tubo - tubo del diametro interno
di:
20 mm
Raccordo rapido tubo filetto maschio del
diametro interno di:
20 mm
Cavidotti flessibili di PE alta densitÓ
autoestinguente, a doppia parete in rotoli,
resistenti allo schiacciamento 450 Newton,
diametro esterno di:
63 mm
110 mm
Canalette portacavi di acciaio zincato, sendzimir,
piene o asolate della sezione di:
100x75x0,8 mm
200x75x0,9 mm
Coperchi per canalette di acciaio
Coperchi zincati sendzimir per canalette della
larghezza di:
100 mm
200 mm
Curve piane a 90 gradi di acciaio zincato
sendzimir per canalette portacavi della sezione
di:
100x75 mm
200x75 mm
Coperchio per curve piane a 90 gradi di acciaio
zincato sendzimir della larghezza di:
100 mm
200 mm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
cad
cad
cad
m
m
m
m
m
m
cad
cad
cad
cad
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
50,00
25,00
50,00
45,00
120,00
20,00
280,00
20,00
280,00
25,00
44,00
25,00
44,00
37/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 77.11.050
212 77.11.050.015
213 77.11.050.025
→ 77.11.070
214
215
→
216
77.11.070.015
77.11.070.025
77.11.090
77.11.090.005
→ 77.11.100
217
218
→
219
77.11.100.005
77.11.100.015
77.12.030
77.12.030.020
→ 77.14.010
→
220
221
222
223
→
224
77.14.010.030
77.14.010.030.005
77.14.010.030.010
77.14.010.030.015
77.14.010.030.025
77.14.010.040
77.14.010.040.050
→ 77.14.010.050
225 77.14.010.050.015
DESCRIZIONE
Raccordi piani a T di acciaio zincato sendzimir
per canalette portacavi della sezione di:
100x75 mm
200x75 mm
Coperchi per raccordi a T di acciaio zincato
sendzimir per canalette portacavi della larghezza
di:
100 mm
200 mm
Separatori interni per canalette portacavi:
di acciaio zincato sendzimir
Staffe di sostegno preassemblate di acciaio
zincato sendzimir, dello spessore minimo di 2,00
mm, composte da due elementi a squadra
imbullonati tra loro, con piano di appoggio della
lunghezza di:
105 mm
205 mm
Giunzioni con viti incorporate dell'altezza di:
63 mm
Cavi flessibile, isolati con gomma sottoguaina di
PVC, non propagante l'incendio e a ridotta
emissione di gas corrosivi, conformi alla norma
CEI, tipo FG7(O)R - 0,6/1 Kv.
A tre conduttori:
da 3 x 1,5 mmq
da 3 x 2,5 mmq
da 3 x 4,00 mmq
da 3 x 10,00 mmq
A quattro conduttori:
da 4 x 70,00 mmq
A cinque conduttori, conduttore giallo verde
incorporato:
da 5 x 4,00 mmq
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
cad
cad
cad
cad
cad
-
cad
cad
cad
m
m
m
m
m
m
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
6,00
10,00
6,00
10,00
300,00
-
24,00
156,00
235,00
190,00
920,00
1.230,00
20,00
20,00
290,00
38/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
226
227
→
228
→
229
230
231
→
232
→
ARTICOLO
Codice
77.14.010.050.025
77.14.010.050.030
77.14.010.060
77.14.010.060.005
DESCRIZIONE
da 5 x 10,00 mmq
da 5 x 16,00 mmq
Multipolari:
da 7 x 1,5 mmq
Cavetti unipolari flessibili isolati con PVC non
77.14.020
propagante l'incendio conforme alle norme CEI,
tipo N 07V-K, colori standard:
77.14.020.020
da 1,50 mmq.
77.14.020.030
da 2,50 mmq.
Morsetto di ottone bifilare a pettine della sezione
77.20.060
da 16 a 28 mmq.
77.23.020
Apparecchi di comando componibili:
77.23.020.010
pulsante luminoso da 10 A e 250 V
Quadri o centralini modulari di resina per
77.62.005
contenimento apparecchiature di comando
completi di serratura di sicurezza, tipo:
77.62.005.010
da parete IP 65 da:
77.62.005.010.010 12 moduli
U.M.
m
m
m
m
m
Quantità
totale
170,00
160,00
300,00
330,00
330,00
6,00
cad
3,00
-
cad
3,00
234 80.01.010
Solo posa in opera di estintori portatili compresa
cad
la fornitura delle mensole di sostegno.
2,00
235 80.01.020
Solo posa in opera di cassette porta estintori,
compresa la fornitura delle necessarie mensole
di sostegno.
cad
3,00
236 81.01.050
Solo posa in opera di lavabo, relativa
rubinetteria, piletta e sifone di scarico, rubinetti
sottolavabo, comprese le viti di fissaggio, escluso
cad
la fornitura del lavabo, delle rubinetterie, delle
apparecchiature di scarico, le opere murarie,
l'impianto di scarico e adduzione.
2,00
→
233
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Importo
(quantità x prezzo)
-
cad
-
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
39/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
237 81.01.065
238 81.01.070
239 81.01.075
→ 82.01.015
240
241
242
243
244
82.01.015.005
82.01.015.010
82.01.015.015
82.01.015.020
82.01.015.025
→ 82.01.020
245 82.01.020.010
→ 82.01.025
246 82.01.025.020
→ 82.01.035
247 82.01.035.010
248 82.01.035.030
DESCRIZIONE
U.M.
Posa in opera di vaso WC con cassetta di
cacciata da incasso completa di ogni accessorio,
cad
esclusa la fornitura della cassetta, del vaso, le
opere murarie, l'impianto di scarico e adduzione
Opere murarie e assistenza alla posa in opera di
lavabo, bidet, compresa la quota parte di crene
e loro chiusura, per ciascun apparecchio.
Opere murarie e assistenza alla posa in opera di
vaso wc e cassetta di cacciata tipo alto o da
incasso.
Solo posa in opera di tubo di PVC rigido posto in
opera a vista, fissato con supporti e tasselli a
espansione ad interasse di 40 cm circa, questi
compresi, del diametro interno di:
16 mm
20 mm
25 mm
32 mm
40 mm
Solo posa in opera di raccordi per tubi di PVC
rigidi per impianti IP 40:
curve e manicotti.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
2,00
cad
1,00
m
m
m
m
m
cad
cad
-
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
cad
Solo posa in opera di raccordi autobloccanti
senza filettatura impiegabili su tutti i tubi in PVC, compresa la lavorazione della testa del tubo:
raccordo tubo scatola e tubo guaina.
Solo posa in opera di raccordi di acciaio zincato
filettati:
curve e manicotti per diametri fino a 25 mm.
raccordi in tre pezzi, ghiere per raccordo tubo
scatola e raccordo maschio con flessibile per
diametri fino a 25 mm.
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
170,00
550,00
250,00
20,00
20,00
757,50
252,50
-
cad
75,00
cad
50,00
40/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 82.01.038
249 82.01.038.005
→ 82.01.040
250 82.01.040.010
251 82.01.040.020
→ 82.01.045
252 82.01.045.010
253 82.01.045.020
→ 82.01.050
DESCRIZIONE
U.M.
Solo posa in opera di tubi di acciaio zincato
filettabile, serie pesante, compreso lo sfrido ed i
necessari raccordi, posti in opera a vista su
parete o strutture in genere, compresa la posa di
supporti di fissaggio, esclusi gli eventuali
ponteggi di servizio del diametro interno di:
fino a 20 mm
m
Solo posa in opera di guaine spiralate
autoestinguenti, resistenza allo schiacciamento
350 newton, esclusa la posa dei raccordi e di
eventuali sospensioni, compresi i fissaggi sulle
stesse sospensioni delle dimensioni di:
da 10 a 32 mm
da 35 a 50 mm
Solo posa in opera di raccordi per guaine
spiralate, del diametro di:
da 10 a 32 mm
da 35 a 50 mm
-
m
m
cad
cad
Solo posa in opera di cavidotti flessibili di PVC a
doppia parete autoestinguente, codice di
marchiatura 325, resistenza allo schiacciamento
750 newton. Posti in opera interrati, compresi i necessari fissaggi provvisori, escluso lo scavo,
massetto di posa, rinfianchi di CLS, il reinterro e
la fornitura dei raccordi.
Per lunghezze inferiori a 50 m di tubazioni, poste
nello stesso scavo anche se di diverso diametro,
→ 82.01.050.010
misurate per l'effettiva lunghezza delle tubazioni
poste in opera:
254 82.01.050.010.005 del diametro esterno da 40 a 75 mm
m
255 82.01.050.010.010 del diametro esterno di 90 e 110 mm
m
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
100,00
-
102,00
15,00
102,00
15,00
-
45,00
10,00
41/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 82.01.050.020
256 82.01.050.020.010
→ 82.03.030
→
257
258
259
82.03.030.010
82.03.030.010.005
82.03.030.010.015
82.03.030.010.020
→ 82.03.080
260 82.03.080.040
→ 82.06.010
261 82.06.010.005
DESCRIZIONE
Per lunghezze superiori a 50 m di tubazioni,
poste nello stesso scavo anche se di diverso
diametro, misurate per l'effettiva lungheza delle
tubazioni poste in opera:
del diametro esterno di 90 e 110 mm
Provvista e posa in opera, a vista, di cassette di
PVC autoestinguente, resistenza a piu' 75 gradi,
per contenimento apparecchiature, grado di
protezione IP 56, a doppio isolamento, complete
di coperchio a vite, compresi i necessari tasselli
di fissaggio.
Tipo con coperchio basso delle dimensioni di:
100 x 100 x 50 mm
150 x 110 x 70 mm.
190 x 140 x 70 mm.
U.M.
m
-
cad
cad
cad
Provvista e posa in opera, a vista, di porta
apparecchi di alluminio pressofuso, con grado di protezione IP 44, compresi i tasselli di fissaggio:
per tre posti, profondita' 76 mm, con portello.
Solo posa in opera di staffe di sostegno per
canaline metalliche per altezze fino a 6,00 m,
sistemate ad interasse come previsto dal
fornitore delle stesse, fissate su strutture
murarie mediante tasselli di acciaio o punti di
muratura ove necessario, compreso
tracciamento e livellamento, per mensole della
larghezza del piano di appoggio di:
fino a 205 mm
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
cad
-
cad
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
110,00
-
20,00
40,00
70,00
4,00
-
180,00
42/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 82.06.020
262 82.06.020.005
263 82.06.020.010
→ 82.06.030
264 82.06.030.010
→ 82.07.10A
265 82.07.10A.020
→ 82.09.020
266
267
268
269
270
271
272
82.09.020.005
82.09.020.010
82.09.020.015
82.09.020.020
82.09.020.025
82.09.020.030
82.09.020.040
DESCRIZIONE
Solo posa in opera di canaline metalliche
portacavi, su apposite mensole, comprese le
lavorazioni, i tagli, la posa di pezzi speciali e le
necessarie giunzioni, la fornitura e posa degli
eventuali collegamenti equipotenziali, misurati
sullo sviluppo effettivo della canalina e dei pezzi
speciali della sezione di:
fino a 100x75 mm
da 150x75 a 300x75 mm
Solo posa in opera di coperchi per canaline
metalliche portacavi, compresi lavorazione, tagli
e pezzi speciali, la fornitura e posa degli
eventuali collegamenti equipotenziali, misurati
sullo sviluppo effettivo di coperchi e dei pezzi
speciali, della larghezza di:
da 101 a 300 mm
Provvista e posa in opera di morsetto unipolare a
capellotto, di ottone cadmiato rivestito in
policarbonato, autoestinguente a una vite:
da 6 mmq
U.M.
-
m
m
-
m
cad
Solo posa in opera di conduttori posti entro
tubazioni interrate o increnate o fissate a parete
compreso l'utilizzo di scale o ponteggi di servizio
provvisori per uno o piu' cavi anche multipolare
posti contemporaneamente entro la stessa
canalizzazione, della sezione totale di rame di:
fino
fino
fino
fino
fino
fino
fino
a
a
a
a
a
a
a
5 mmq
10 mmq
16 mmq
30 mmq
70 mmq
140 mmq
420 mmq
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
m
m
m
m
m
m
m
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
-
20,00
280,00
-
300,00
780,00
-
850,00
920,00
1.530,00
310,00
170,00
160,00
20,00
43/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
sovrapprezzo ai prezzi di cui agli articoli
precedenti per posa in canala o passerella
Provvista e posa in opera di corda di rame nuda
82.11.010
esclusi i terminali, le opere di scavo e muratura,
della sezione di:
82.11.010.030
95 mmq.
Provvista e posa in opera di dispersori di terra,
82.11.020
escluso l'eventuale scavo e le opere murarie.
Profilati a croce di acciaio zincato della sezione di
82.11.020.010
50x50x5 mm, della lunghezza di:
82.11.020.010.005 1,5 m.
U.M.
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
→ 82.09.020.045
-
-
→
-
-
273
→
→
274
→ 82.11.075
m
-
-
-
Solo posa in opera di morsetti e capicorda a vite
o a compressione per conduttori della sezione di:
12,00
-
275 82.11.075.020
cad
6,00
276
cad
4,00
→
→
277
fino a 120 mmq
Solo posa in opera di pulsanti in genere,
interruttori unipolari, compresa posa di supporto
82.13.010
e placca in apposito cassetto, questo escluso,
esclusa inoltre la fornitura di interruttori,
supporti e placca
Solo posa in opera di quadro elettrico per utenze
condominiali e/o residenziali, composto da
centralino di resina a giorno o da incasso,
82.14.020
completo di portello di chiusura, esclusa la
formazione della sede per il quadro da incasso,
la fornitura del quadro e il relativo cablaggio.
82.14.020.010
Tipo a giorno:
82.14.020.010.005 fino a 24 moduli
280,00
-
cad
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
-
cad
Importo
(quantità x prezzo)
-
3,00
44/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
→ 82.14.030
278 82.14.030.005
→ 82.15.020
279 82.15.020.020
280 82.16.010
281 82.16.030
282 AP.001
DESCRIZIONE
Cablaggio di quadro elettrico per utenze
condominiali e/o residenziali comprendenti
apparecchiature aventi correnti nominali
ammissibili non superiori a 10 KA, compresa la
posa in opera di tutte le apparecchiature e la
numerazione dei conduttori, gli sfridi ecc.,
esclusa la sola fornitura delle apparecchiature:
fino a 12 moduli
Provvista e posa in opera di interruttori
sezionatori bipolari compreso il fissaggio ed i
necessari collegamenti elettrici, in apposito
contenitore questo escluso:
da 16 A-250V con lampada spia da 250V
Provvista e posa in opera di punto luce interrotto
compreso interruttore,cassetti, cavi e
canalizzazione in PVC flessibile, escluso la
dorsale.
Provvista e posa in opera di punto luce invertito
compresi invertitori, deviatori, cassetti, cavi e
canalizzazioni in PVC flessibile, comandato da tre
punti, esclusa la dorsale.
Fornitura e posa di ringhiera di ferro del tipo a
semlice disegno costituita da profilati in ferro
tondo, piatto, quadro od angolare con eventuali
intelaiature fisse o mobili con spartiti geometrici
semplici, cardini, paletti, serrature, compassi,
guide ed ogni altra ferramenta di fissaggio,
apertura e chiusura, con fori, piastre,
bulloni,elettrodi,ecc. dati in opera bullonati o
saldati, comprese opere murarie
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
-
cad
-
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Quantità
totale
-
3,00
-
cad
18,00
cad
5,00
cad
4,00
kg
Importo
(quantità x prezzo)
3.085,50
45/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
283 AP.002
284 AP.003
285 AP.004
DESCRIZIONE
U.M.
Pannelli precompressi alveolari prefabbricati per
solai, autoportanti, di larghezza pari a 120 cm,
realizzati con calcestruzzo di classe = 55
N/mmq, armatura in trecce e/o trefoli di acciaio
armonico con classe di resistenza a rottura fptk
= 180 kg/mmq, completi di asolatura
all'estradosso per l'alloggiamento delle armature
metalliche necessarie, forniti e montati in opera,
con adeguate attrezzature di movimentazione,
mq
compreso sigillatura dei pannelli, getto di
completamento e soletta, h = 5 cm, in
calcestruzzo Rck 30 N/mmq ed ogni altro onere
e magistero per realizzare l'opera con
l'esclusione delle eventuali armature aggiuntive e
di riparazione: pannelli di spessore 40 cm: con
momenti massimi di esercizio pari a circa 25.900
kgm.
Sovrapprezzo per verniciatura a forno (di
qualsiasi colore) con polveri epossidiche del solo kg
telo interno ed esterno.
Gradino in grigliato elettroforgiato in acciaio
S235JR (Fe360B) zincato a caldo secondo norma
UNI-EN-ISO-1461 forniti e posati in opera
completi di angolare rompivisuale antisdrucciolo
e piastre laterali forate per fissaggio ai cosciali
della scala, questi esclusi, compresi gli elementi
cad
di supporto anch'essi zincati a caldo, quali guide,
zanche, bullonerie e simili, ed ogni altro onere e
magistero atto a dare l'opera realizzata a regola
d'arte: gradino per scale di sicurezza, 280 x 800
mm, peso kg/cad 7,90 kg circa, con maglia 33 x
11 mm antitacco e piatto portante 25 x 2 mm.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
100,61
4.151,52
341,00
46/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
286 AP.005
Fornitura e posa in opera di giunto idroespansivo
di dimensione 20x25 mm., composto da 75% di
bentonite di sodio naturale e 25% di legante
organico, in grado di espandersi non meno
400% a contatto con l'acqua e non essere
dilavabile;così come il giunto AK25 della GAIA o
prodotto di pari o superiori caratteristiche.Il
giunto dovrà avere un rigonfiamento con
m
espansione impedita di almeno 750 Kpa dopo 5
gg, una massa volumetrica di 1,5 g/cm3. Il
giunto dovrà essere fissato con chiodi in acciaio
ogni 30 cm e non necessitare di ulteriori sistemi
di fissaggio. Il giunto dovrà essere corredato da
certificazione che attesti le caratteristiche sopra
indicate.
4,00
287 AP.006
Grigliato elettroforgiato realizzato in acciaio
S235JR (Fe360B) zincato a caldo secondo norma
UNI-EN-ISO-1461 con collegamento in tondo
liscio e/o quadro ritorto, dimensione standard di
1000 X 992 mm, in opera compresi gli elementi
mq
di suppurto anche essi zincati a caldo, quali telai,
guide, zanche, bullonerie e simili: grigliato
antitacco: peso 29 kg/mq, con maglia 33 x 11
mm, e piatto portante 30 x 2 mm, collegamento
in tondo liscio.
70,77
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
47/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
288 AP.007
DESCRIZIONE
U.M.
Recinzione costituita da pannello grigliato
elettroforgiato in acciaio S255 JR secondo UNI
EN 10025/95, collegamenti in tondo liscio
diametro 5 mm, bordi orizzontali elettroforgiati
in ferro bugnato 25 x 4 mm e piantane in
profilato piatto 60 x 8 mm (UNI 5681), zincato a
caldo secondo norma UNI-EN-1461/99, poste ad
interasse di 2 m, con collegamenti effettuati
tramite bulloni in acciaio inox zincati del tipo
mq
antisvitamento, compreso ogni onere e
magistero per dare l'opera realizzata a regola
d'arte con l'esclusione delle eventuali opere
murarie necessarie, della relativa esecuzione dei
fori di alloggiamento delle piantane e di ogni tipo
di opera provvisionale: pannello di altezza 1980
mm con piantana di altezza 2400 mm: maglia 62
x 132 mm, piatto portante 30 x 4 mm e peso
complessivo di 21,5 kg/mq.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
177,56
48/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
289 AP.008
Recinzione costituita da pannello grigliato
elettroforgiato in acciaio S255 JR secondo UNI
EN 10025/95, collegamenti in tondo liscio
diametro 5 mm, bordi orizzontali elettroforgiati
in ferro bugnato 25 x 4 mm e piantane in
profilato piatto 60 x 8 mm (UNI 5681), zincato a
caldo secondo norma UNI-EN-1461/99, poste ad
interasse di 1.00 m, con collegamenti effettuati
tramite bulloni in acciaio inox zincati del tipo
mq
antisvitamento, compreso ogni onere e
magistero per dare l'opera realizzata a regola
d'arte con l'esclusione delle eventuali opere
murarie necessarie, della relativa esecuzione dei
fori di alloggiamento delle piantane e di ogni tipo
di opera provvisionale: pannello di altezza 4300
mm con piantana di altezza 4300 mm: maglia 62
x 132 mm, piatto portante 30 x 4 mm e peso
complessivo di 21,5 kg/mq.
40,06
290 AP.009
Assistenza edile per il montaggio delle recinzioni
in pannelli elettroforgiati, consistente nella
esecuzione delle opere murarie necessarie, della
relativa esecuzione dei fori di alloggiamento
delle piantane o della tassellatura con ancoraggi mq
chimici come indicato negli elaborati progettuali
ed in capitolato, nonchè di ogni tipo di opera
provvisionale, per la corretta installazione a
regola d'arte della recinzione.
177,57
291 AP.010
Elementi per solaio areato (casseri a perdere)
modulari di materiale plastico riciclato,
autoportanti, opportunamnete sagomati al fine
di creare appoggi angolari costituendo una
aereazione bidirezionale della altezza totale di
cm 40.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
mq
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
95,24
49/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
292 AP.011
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
Fornitura e posa in opera tubazioni in PVC per
fognature, staffatura metallica e sigillatura dei
giunti incluse e compensate nel prezzo. Elementi
PVC serie SN8 in pezzi da 1 m, completi di
bicchiere e anello di tenuta UNI EN 1401 di
diam. mm 110 spessore 3,2. Staffatura metallica
appoggiata alla soletta di fondo o ancorata a
muro. Ancoraggi realizzati nei punti di
cambiamento di direzione. Ancoraggio alla
soletta di fondo realizzato con collare di diam.
mm 8 in acciaio con terminali filettati compresi
m
30,00
bulloni in acciaio inossidabile, collegato ad
elemento di supporto realizzato con profilati UNP
100 disposti a T saldati a basetta in PL10
ancorata con tassellatura con 4 viti M12.
Ancoraggio alla muratura realizzato con collare
di diam. mm 8 con terminali filettati compresi
bulloni in acciaio inossidabile, collegato ad
elemento di supporto realizzato con profilati UNP
100 disposti in orizzontale saldati a basetta in
PL10 rinforzata con fazzoletto in PL10, ancorata
con tassellatura con 4 viti M16. Tutti gli elementi
metallici sono tipo zincato a caldo, salvo diversa indicazione.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
50/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
293 AP.012
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera tubazioni in PVC per
fognature, staffatura metallica e sigillatura dei
giunti incluse e compensate nel prezzo. Elementi
PVC serie SN8 in pezzi da 3 m, completi di
bicchiere e anello di tenuta UNI EN 1401 di
diam. mm 250 spessore 7,3. Staffatura metallica
appoggiata alla soletta di fondo o ancorata a
muro. Ancoraggi realizzati ogni 3 m e nei punti
di cambiamento di direzione. Ancoraggio alla
soletta di fondo realizzato con collare di diam.
mm 8 in acciaio con terminali filettati compresi
bulloni in acciaio, collegato ad elemento di
m
supporto realizzato con profilati UNP 100 disposti
a T saldati a basetta in PL10 ancorata con
tassellatura con 4 viti M12. Ancoraggio alla
muratura realizzato con collare di diam. mm 8
con terminali filettati compresi bulloni in acciaio,
collegato ad elemento di supporto realizzato con
profilati UNP 100 disposti in orizzontale saldati a
basetta in PL10 rinforzata con fazzoletto in PL10,
ancorata con tassellatura con 4 viti M16. Tutti gli
elementi metallici sono tipo zincato a caldo,
salvo diversa indicazione.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
63,56
51/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
294 AP.013
295 AP.014
DESCRIZIONE
U.M.
Pavimento in cls architettonico tipo levocell sp. 8
cm. E' compresa la realizzazione dello strato di
sottofondo in cls alleggerito sp. medio 4 cm
inclusi formazione dei punti di lista e
sollevamento ai piani di posa. L'impasto è
composto da 200 kg di cemento 32.5, 1 litro di
fluidificante e 1 mc di materiale isolante (argilla
espansa). Compreso getto di malta bastarda
finemente fratazzata. La pavimentazione
mq
architettonica è costituita da cromofibra VBA
neutro (incidenza 25 kg/mc), disattivante VBA
(incidenza 3 l/mq), protector VBA (incidenza 1 l /
18 mq), cls dosato a 200 kg di cemento tipo
32,5 (incidenza 0,08 mc). Compresi oneri per
fornitura e posa in opera in cantiere,
movimentazione, assistenza edile, giunti di
dilatazione (maglie 4x4 min. ed in
corrispondenza delle pareti verticali) e lavaggio
finale per ottenere effetto cls lavato.
Sovrapprezzo all'esecuzione del pavimento in
battuto di cemento di cui all'art.
mq
36.03.010.005.05 per ogni cm in più oltre gli 8
cm.da prezzario regionale
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
4,45
89,32
52/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
296 AP.015
DESCRIZIONE
U.M.
Provvista e posa in opera di pavimentazione in
lastre di pietra arenaria coste rifilate delle
dimensioni standard di cm 20 o cm 30 lunghezza
variabile tra cm 30 e cm 50, spessore cm 3, con
finitura sabbiata antiscivolo, possata a fuga
chiusa con malta di cemento dosata a 300 kg di
mq
cemento 32.5 per mc di sabbia del Piemonte,
escluso il sottofondo, compresa la sigillatura dei
giunti con cemento liquido (boiacca), la pulizia
finale con segatura e tutte le assistenze
occorrenti, per le lavorazioni in cantieri
accessibili con motrice.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
147,93
53/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
297 AP.016
298 AP.017
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
Pavimento in cls architettonico tipo levocell sp.
8cm, costituito da cromofibra VBA neutro (incid.
25kg/mc), disattivante VBA (incid. 3l/mq),
protector VBA (incid. 1l/18mq), cls dosato 200kg
di cemento 32.5 (incid. 0,08mc), compresi oneri
per fornitura e posa in opera in cantiere,
movimentazione, assistenza edile, giunti di
dilatazione (maglie 4x4 min. ed in
corrispondenza delle pareti verticali) e lavaggio
finale per ottenere effetto cls lavato. È compresa
la realizzazione dello strato di sottofondo in cls
alleggerito sp. medio 17cm, inclusi formazione
mq
202,77
dei punti di lista e sollevamento ai piani di posa;
l'impasto è composto da 200kg di cemento 32.5,
1l di fluidificante e 1mc di materiale isolante
(argilla espansa); compreso getto di malta
bastarda finemente frattazzata. Il sottofondo è
posato su geotessile (fornitura e posa comprese)
realizzato con tessitura a trama e ordito con
filamenti a nastro di polipropilene, protetti dai
raggi UV, per separazione/rinforzo dei terreni
alla base di fondazioni stradali avente
allungamento ≥ 18% e resistenza a trazione in ambo le direzioni, conforme ENISO 10319, pari a 40kN/m-210g/mq circa.
Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un
battente in acciaio a doppia parete, senza
battuta inferiore, completa di serratura tipo DOM
a codice AMT IMS, maniglia esterna, maniglione
antipanico sul lato interno, cerniere e relativi
coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio
cad
1,00
(fornitura) delle dimensioni di cm 80 x 210 (luce
netta di passaggio), verniciata con pittura
epossidica colore RAL 7016 canna di fucile solo
parte esterna. Compreso scarico sollevamento e
distribuzione ai piani, (tipo P1).
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
54/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
299 AP.018
300 AP.019
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di porta esterna in
alluminio verniciato, profilo maggiorato, alettata
a doppio battente con centinatura superiore ad
arco, completa di serratura tipo Dom a codice
AMT-IMS, maniglia esterna e maniglione
antipanico interno, rete antinsetto, cerniere e
cad
relativi coprigiunti, telaio e coprifili, delle
dimensioni di cm 170 x 210 (luce netta di
passaggio), verniciatuta con pittura epossidica
colore RAL 7016 canna di fucile. Compreso lo
scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo
P2).
Fornitura e posa in opera di porta esterna
alettata ad un battente in alluminio verniciato,
profilo maggiorato completa di serratura tipo a
codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna,
maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e
relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio cad
(fornitura) delle dimensioni di cm 90 x 210 (luce
netta di passaggio), verniciatuta con pittura
epossidica colore RAL 7016 canna di fucile.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo P3.1).
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
1,00
55/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
301 AP.020
302 AP.021
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di cancello in acciaio
S255 JR secondo UNI 100025/95, altezza 2.000
mm,costituito da colonne in scatolato con
specchiature in pannelli grigliati elettroforgiati
maglia 62 x 132 mm piatto portante 25 x 3 mm
zincati a caldo secondo norma UNI EN ISO
1461/99 ad un battente, completa di serratura
cad
tipo a codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna,
maniglione antipanico sul lato interno, cerniere e
relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio
(fornitura) delle dimensioni di cm 70x210 o
80x210 (luce netta di passaggio). Compreso
scarico sollevamento e distribuzione ai piani (tipo
P3.2 e P3.3).
Fornitura e posa in opera di porta esterna
alettata ad un battente in alluminio verniciato,
profilo maggiorato completa di serratura tipo a
codice DOM AMT-IMS, maniglia esterna,
maniglione antipanico sul lato interno, rete
antitopo a maglia fitta, cerniere e relativi
cad
coprigiunti, telaio e controtelaio (fornitura solo
se necessaria), delle dimensioni di cm 60 x 210
(luce netta di passaggio), verniciatuta con
pittura epossidica colore grigio standard.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo P3.4).
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
2,00
1,00
56/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
303 AP.022
Fornitura e posa in opera di porta esterna
alettata ad un battente in alluminio verniciato,
profilo maggiorato completa di serratura tipo a
codice DOM AMT-IMS, maniglia metallica interna
ed esterna, cerniere e relativi coprigiunti, rete
cad
antinsetto, telaio e controtelaio (fornitura solo se
necessaria), delle dimensioni di cm 60 x 175
(luce netta di passaggio) colore grigio standard.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo P3.5).
1,00
304 AP.023
Fornitura e posa in opera di porta tagliafuoco
cieca REI 60 a due battenti in acciaio a doppia
parete, senza battuta inferiore, colore standard
avorio chiaro, completa di serratura tipo DOM a
codice AMT IMS, maniglia esterna ed interna,
cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili,
cad
controtelaio (fornitura) delle dimensioni di cm
180 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata
con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di
fucile solo parte esterna. Compreso scarico
sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P4).
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
57/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
305 AP.024
Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un
battente in acciaio a doppia parete, senza
battuta inferiore, colore avorio chiaro, completa
di serratura tipo DOM a codice AMT IMS,
maniglia metallica esterna ed interna, cerniere e
relativi coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio cad
(fornitura solo se necessaria) delle dimensioni di
cm 80 x 210 (luce netta di passaggio), verniciata
con pittura epossidica colore RAL 7016 canna di
fucile solo parte esterna. Compreso scarico
sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P5.1).
1,00
306 AP.025
Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un
battente in acciaio a doppia parete, colore avorio
chiaro, senza battuta inferiore, completa di
serratura tipo DOM a codice AMT IMS, maniglia
esterna, maniglione antipanico sul lato interno,
cerniere e relativi coprigiunti, telaio e coprifili,
cad
controtelaio (fornitura solo se necessaria) delle
dimensioni di cm 80 x 210 (luce netta di
passaggio), verniciata con pittura epossidica
colore RAL 7016 canna di fucile solo perte
esterna. Compreso scarico sollevamento e
distribuzione ai piani (tipo P5.2).
2,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
58/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
307 AP.026
Fornitura e posa in opera di porta REI 60 ad un
battente in acciaio a doppia parete, senza
battuta inferiore, completa di serratura tipo DOM
a codice AMT IMS, maniglia esterna, maniglione
antipanico sul lato interno, cerniere e relativi
cad
coprigiunti, telaio e coprifili, controtelaio
(fornitura) delle dimensioni di cm 80 x 210 (luce
netta di passaggio), verniciata di colore avorio
chiaro. Compreso scarico sollevamento e
distribuzione ai piani (tipo P6.1).
1,00
308 AP.027
Fornitura e posa in opera di porta interna per
servizi igienici in alluminio verniciato colore
bianco RAL 9010 ad un battente, completa di
serratura, maniglia metallica esterna ed interna,
pannelli di tamponamento in polistirolo protetto
ambo i lati con fogio di faesite da 3 mm e
cad
completamento con alluminio verniciato stessa
tinta, cerniere e relativi coprigiunti, telaio e
controtelaio, controtelaio (fornitura) delle
dimensioni di cm 60 x 210 (luce netta di
passaggio). Compreso lo scarico sollevamento e
distribuzione ai piani (tipo P6.2).
3,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
59/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
309 AP.028
310 AP.029
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di porta scorrevole
automatizzata a 2 ante (accesso alle stazioni di
fermata) con sistema a sfondamento antipanico
opposto al lato del cassonetto. La fornitura
comprende le ante scorrevoli con struttura
verniciata RAL 7016 e tamponamento in vetro
come da facciata circostante (luce netta di
passaggio max 120x226), il pannello
multifunzionale di gestione, sistema di apertura
di emergenza in mancanza di energia elettrica,
radar di comando bidirezionale interno ed
esterno, fotocellule all'infrarosso per la
cad
protezione del passaggio, struttura di supporto
automatismo verniciata RAL 7016 progettato e
realizzato congiuntamente alle facciate continue
(AP.41) di cui sono parte integrante. La posa
comprende messa in opera serramenti,
meccanica automatismo, assistenza posa,
collegamenti elettrici, messa in funzione linea
alimentazione fino all'automatismo; completa di
tutti gli accessori e meccanismi per dare l'opera
finita a regola d'arte, perfettamente funzionante
e conforme a norme vigenti. Compreso scarico,
sollevamento e distribuzione ai piani (tipo P7.1 e P7.2).
Maggiorazione per fornitura ed installazione di
maniglione antipanico e serratura tipo DOM a
codice AMT IMS, sui serramenti in alluminio
cad
(porte per uscite di sicurezza) previsti nella voce
AP.41.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
3,00
2,00
60/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
311 AP.030
Fornitura e posa in opera di serramenti per
finestra in alluminio in profilato di lega leggera a
taglio termico, dello spessore di 1,8-2 mm con
controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm)
da premurare; verniciati con pittura epossidica,
colorie RAL9010, spessore del profilato 45 mm,
compreso vetrocamera 4-20-4 con pellicola a
cad
basso emissivo, ad un battente, apertura ad
anta-ribalta, maniglia sul lato interno, cerniere e
relativi coprigiunti, guarnizioni, telaio e coprifili,
delle dimensioni di cm 50 x 130 (luce netta di
passaggio). Compreso scarico, sollevamento e
distribuzione ai piani (tipo F1).
1,00
312 AP.031
Fornitura e posa in opera di serramenti per
finestra in alluminio in profilato di lega leggera a
taglio termico, dello spessore di 1,8-2 mm con
controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm)
da premurare; verniciati con pittura epossidica,
colorie RAL9010, spessore del profilato 45 mm,
cad
compreso vetrocamera 4-20-4 con pellicola a
basso emissivo, ad un battente, maniglia sul lato
interno, catenelle di fissaggio cerniere e relativi
coprigiunti, guarnizioni, telaio e coprifili, delle
dimensioni di cm 80 x 80 (luce netta di
passaggio). Compreso scarico, sollevamento e
distribuzione ai piani (tipo F2).
2,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
61/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
313 AP.032
Fornitura e posa in opera di serramenti per
finestra in alluminio in profilato di lega leggera a
taglio termico, dello spessore di 1,8-2 mm con
controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm)
da premurare; verniciati con pittura epossidica,
colorie RAL7016, spessore del profilato 45 mm,
compreso vetrocamera 4-20-3+3 con pellicola a cad
basso emissivo, specchiatura fissa con bastetti
fermavetro esterni (via Portazza), guarnizioni,
telaio e coprifili, delle dimensioni di cm 60 x 290
(misurata da spallina a spallina e da piana a
mezzanino). Compreso scarico, sollevamento e
distribuzione ai piani (tipo F3).
1,00
314 AP.033
Fornitura e posa in opera di serramenti per
finestra in alluminio in profilato di lega leggera a
taglio termico, dello spessoredi 1,8-2 mm con
controtelaio in tubolare d'alluminio (45 x 20 mm)
da premurare; verniciati con pittura epossidica,
colorie RAL7016, spessore del profilato 45 mm,
compreso vetrocamera 4-20-3+3 con pellicola a
cad
basso emissivo con serigrafato logo,
specchiatura fissa con bastetti fermavetro
esterni (via Portazza), guarnizioni, telaio e
coprifili, delle dimensioni di cm 60 x 60 (misurata
da spallina a spallina e da piana a mezzanino).
Compreso scarico, sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo F4).
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
62/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
315 AP.034
316 AP.035
317 AP.036
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di serramento esterno
alettato fisso in alluminio verniciato, profilo
maggiorato, completo di rete antinsetto in
acciaio inox dalle dimensioni di cm 90 x 513
(misurata da spallina a spallina e da piana a
cad
mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica
colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo G1).
Fornitura e posa in opera di serramento esterno
alettato fisso in alluminio verniciato, profilo
maggiorato, completo di rete antinsetto in
acciaio inox dalle dimensioni di cm 50 x 554
(misurata da spallina a spallina e da piana a
cad
mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica
colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo G2).
Fornitura e posa in opera di serramento esterno
alettato fisso in alluminio verniciato, profilo
maggiorato, completo di rete antinsetto in
acciaio inox dalle dimensioni di cm 100 x 50
(misurata da spallina a spallina e da piana a
cad
mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica
colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo G3).
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
1,00
1,00
63/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
318 AP.037
319 AP.038
320 AP.039
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di serramento esterno
alettato fisso in alluminio verniciato, profilo
maggiorato, completo di rete antinsetto in
acciaio inox dalle dimensioni di cm 100 x 150
(misurata da spallina a spallina e da piana a
cad
mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica
colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo G4).
Fornitura e posa in opera di serramento esterno
alettato fisso in alluminio verniciato, profilo
maggiorato, completo di rete antinsetto in
acciaio inox dalle dimensioni di cm 120 x 130
(misurata da spallina a spallina e da piana a
cad
mezzanino), verniciatuta con pittura epossidica
colore RAL 7016. Montaggio dall'esterno.
Compreso lo scarico sollevamento e distribuzione
ai piani (tipo G5).
Fornitura e posa in opera di solaio collaborante,
in lamiera di acciaio zincata e grecata con bordi
ad incastro, fornito e posto in opera su
predisposta armatura portante in ferro da
valutarsi a parte, compresi agganci saldature,
tagli a misura, sfridi, rete elettrosaldata,
spezzoni di armatura in acciaio a cavallo delle
mq
testate, conglomerato cementizio per
riempimento e sovrastante soletta di 4 cm,
pianata con malta cementizia di spessore pari a
1 cm, con lamiera dello spessore di 10/10
compreso quant'altro necessario per dare l'opera
finita a regola d'arte e conforme alla normativa
vigente.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
1,00
65,04
64/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
321 AP.040
Fornitura e posa in opera di facciata continua in
profilati a taglio termico di alluminio RAL 7016
canna di fucile completa di vetrature trasparenti
o satinate come da indicazioni contenute nei
disegni n° AR03 - AR04 - AR05 - AR06 - AR07 AR08 - AR09. Completa in ogni sua parte
mq
(struttura portante, elementi di tamponamento,
elementi apribili con relativi sistemi di chiusura,
accessori di fissaggio e di sigillatura, raccordi,
coprifili, mostrine, lamierini, isolanti, ecc.
nessuno escluso) per dare l'opera finita a regola
d'arte e conforme alla normativa vigente.
287,57
322 AP.041
Fornitura e posa in opera di copertura continua
in profilati a taglio termico di alluminio RAL 7016
canna di fucile, completa di vetrocamere di
sicurezza trasparenti o satinate a basso
emissivo; vedi disegni n° AR05 - AR06 - AR07.
Completa in ogni sua parte (struttura portante, mq
elementi di tamponamento, accessori di
fissaggio e di sigillatura, raccordi, coprifili,
mostrine, lamierini, isolanti, ecc. nessuno
escluso) per dare l'opera finita a regola d'arte e
conforme alla normativa vigente.
25,70
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
65/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
323 AP.042
Fornitura e posa di percorso tattile per non
vedenti della larghezza di m 0,60 completo di
ogni accessorio per dare l'opera compiuta a
regola d'arte perfettamente posata senza giunti
e complanare alle pavimentazioni adiecenti.
Esecuzione con elementi tattili per non vedenti
m
(tipo LOGES) impressi su piastrelle in gres fino
porcellanato antiscivolo, di colore da concordare
con la Direzione Lavori, dello spessore di cm 1
circa, postate con adeguato adesivo per esterni,
su massetto di sottofondo in cls appositamente
predisposto (escluso dal prezzo).
99,23
324 AP.043
Fornitura e posa in opera di canalizzazione in
elementi tipo Aco Drain Multiline V100 Drainlock
(EN 1433) in calcestruzzo di polistere con telaio
integrato in ghisa dello spessore di mm 5 a
protezione del bordo,comprensivo di griglia di
copertura in griglia sferoidale in classe di carico
D400 opportunamente fissata con sistema ad
incastro Drainlock, posate in opera su massette
cementizio dello spessore di m 0,10 rinfiancate
lateralmente con conglomerato cementizio dello m
spesore di m 0,10. In fase di getto del cls si
provvederà anche a fornire e porre in opera un
foglio di rete elettrosaldata diam. 5 mm maglia
10 x 10 (tale lavorazione è inclusa nel presente
prezzo). Il canale sarà completato da un
pozzetto di ispezione da m 0,50 di lunghezza con
griglia superiore in ghisa sferoidale in classe di
carico D400 come il canale. Completa in ogni sua
parte per darla in opera finita a regola d'arte.
19,15
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
66/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
325 AP.044
326 AP.045
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura a piè d'opera di lavanda spica in vaso
cad
diam 18 altezza pianta 80-100 cm.
Fornitura e posa in opera di grigliato per alberi in
fusione di ghisa a forma rotonda a un elemento
compreso telaio del diametro esterno di 1414
mm e foro interno del diametro di 60 cm. Tipo
cad
Monet della ditta Pont - a - Mousson. Completo
in ogni sua parte per darla in opera finita a
regola d'arte.
Quantità
totale
Importo
(quantità x prezzo)
30,00
4,00
327 AP.046
Rimozione meccanica di segnaletica orizzontale
mediante attrezzatura abrasiva su qualsiasi tipo
di pavimentazione compiuta a regola d'arte,
senza lasciare residui permanenti, per strisce
longitudinali rette e curve da 12 cm.
mq
80,00
328 AP.047
Rimozione meccanica di segnaletica orizzontale
mediante attrezzatura abrasiva su qualsiasi tipo
di pavimentazione compiuta a regola d'arte,
senza lasciare residui permanenti. Per segnali,
scritte, frecce e simboli, di qualsiasi forma,
superficie ed entità, al metroquadrato della
superficie verniciata misurata vuoto per pieno.
mq
40,00
329 AP.048
Fornitura e posa in opera di palo zincato con
sistema antirotazione per sostegno segnaletica
verticale diametro 48 mm altezza 3,50 e dato in
opera mediante effettuazione di scavo 40 x 40 x
cad
h60 e realizzazione di plinto in calcestruzzo
confezionato con dosaggio di 300 kg/mc di
cemento R 32.5, compreso e compensato scavo
e carico e trasporto dei materiali di risulta alla
P.D.
12,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
67/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
330 AP.049
331 AP.050
332 AP.051
333 AP.052
DESCRIZIONE
Fornitura e posa in opera di cartello stradale di
divieto, obbligo, prescrizione o avvertimento
conformi al Regolamento di attuazione del
Codice della Strada in lamiera di acciaio spessore
10/10 con pellicola adesiva rifrangente classe 2
delle dimensioni standard 600 mmm compreso di
attacchi antirotazione da posizionarsi su
supporto verticale od altro tipo di staffatura alla
quota stabilita dalla D.L.
Fornitura a piè d'opera di Thymus officinalis in
vaso, pianta da 12 cm.
Fornitura a piè d'opera di Prunus Armeniaca
(albicocco) in contenitore, altezza all'imposta m
1,80-2,00.
Fornitura e posa in opera di dissuasore in acciaio
inox AISI 304 dell'altezza di m 1,00 e del
diametro di m 0,10 tipo Phad della ditta Modo;
inghisati mediante malta tipo Emaco al
sottofondo, incluso l'onere dell'esecuzione del
foro, l'inghisaggio con Emaco e quant'altro
occorrente per dare il lavoro compiuto a perfetta
regola d'arte.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
Quantità
totale
cad
12,00
cad
6,00
cad
2,00
cad
1,00
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
68/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
334 AP.053
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di serranda avvolgibile
in elementi microforatidi acciaio zincato a profilo
piano o nervato a W, spessore 10/10, altezza
120 mm complete rullo di avvolgimento in tubo
di acciaio con pulegge porta molle e
predisposizione al motoriduttore, supporti
laterali, di guide a U in acciaio zincato con
supporti e corredate da guarizioni antirumore,
corredata di tutti i necessari accessori inclusa la
serratura centrale tipo DOM a codice AMT IMS,
delle dimensioni di m 2,8 x 3 (luce
cad
architettonica), in opera compresa la saldatura
delle guide su angolari o tubolari ancorati a
mezzo stop già predisposti, cassonetto coprirullo
di lamiera zincata, il tutto dato in opera
completo in ogni sua parte compreso
motorizzazione, selettore a chiave a parete tipo
esterno, quadro elettrico predisposto per
automazione e relativi collegamenti elettrici, e
tutti gli accessori per dare l'opera finita a regola
d'arte e perfettamente funzionante.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
69/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
335 AP.054
Fornitura e posa in opera di serranda avvolgibile
in elementi microforatidi acciaio zincato a profilo
piano o nervato a W, spessore 10/10, altezza
120 mm complete rullo di avvolgimento in tubo
di acciaio con pulegge porta molle e
predisposizione al motoriduttore, supporti
laterali, di guide a U in acciaio zincato con
supporti e corredate da guarizioni antirumore,
corredata di tutti i necessari accessori inclusa la
serratura centrale tipo DOM a codice AMT IMS,
delle dimensioni di m 5,3 x 4 (luce
cad
architettonica), in opera compresa la saldatura
delle guide su angolari o tubolari ancorati a
mezzo stop già predisposti, cassonetto coprirullo
di lamiera zincata, il tutto dato in opera
completo in ogni sua parte compreso
motorizzazione, selettore a chiave a parete tipo
esterno, quadro elettrico predisposto per
automazione e relativi collegamenti elettrici, e
tutti gli accessori per dare l'opera finita a regola
d'arte e perfettamente funzionante.
1,00
336 AP.055
Fornitura e posa in opera di cancello metallico in
acciaio verniciato a caldo con polveri
epossidiche, colore RAL 7016, corredato dei
necessari accessori inclusa la serratura di
sicurezza tipo DOM codice AMT IMS,
contropiastra elettrica, maniglie in metallo con
cad
protezione di quella interna, delle dimensioni di
m 0,80 x 2,12 (luce architettonica), come da
abaco serramenti (tipo G6). Completo di
montanti tubolari e di ogni sua altra parte per
dare in opera finito a regola d'arte compreso la
posa e le eventuali opere murarie.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
70/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
337 AP.056
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di cancello metallico in
acciaio verniciato con smalto ferromicaceo colore
canna di fucile, corredato dei necessari accessori
inclusa la serratura di sicurezza tipo DOM codice
AMT IMS, maniglie in metallo con protezione di
quella interna, delle dimensioni di m 0,80 x 2,10
cad
(luce architettonica), come da abaco serramenti
(tipo G6). Completo di montanti tubolari e di
ogni sua altra parte per dare in opera finito a
regola d'arte. Compreso la posa, il trasporto, il
sollevamento ai piani di posa e le opere murarie
di fissaggio del telaio.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
11,00
71/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
338 AP.057
DESCRIZIONE
U.M.
Esecuzione di sistema protezione muri contro
terra a funzione drenante eseguito a doppio
strato con materiale tipo Delta-NP Drain
sull’impermeabilizzazione della costruzione
(membrane plastomeriche a base bituminosa
armate con tessuto non tessuto da filo continuo
di poliestere di sp. 3mm, armatura da
~170g/mq, applicata previa stesa di idoneo
primer mediante rinvenimento “a fiamma”, con
giunti sormontati di 7-10cm stuccati a caldo,
tutto incluso). Il materiale plastico sarà posato
con chiodi a testa piana o tasselli,
mq
termostabilizzato, resistente alla tensione
secondo metodo SP0414, privo di materiale
rigenerato, composto da tessuto non tessuto
(stabile a compressione e filtraggio, realizzato in
PP), con struttura bugnata doppia (h ~8mm) per
creazione di strato drenante e camera
ventilazione. Resistenza a compr. del pannello
~150kN/mq. Capacità drenante ~2,25l/sec/m.
Rotoli m 1,5x12,5. È compresa fornitura e posa
di tubo drenante tipo NW100 secondo DIN4095,
riempimento con ghiaia tipo B32 come letto
drenante e profilo tipo Delta-Profilo MS da
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
101,02
72/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
339 AP.058
340 AP.059
341 AP.060
DESCRIZIONE
U.M.
Calcestruzzo spruzzato in sotterraneo per
rivestimento gallerie ed opere accessorie e
complementari alle gallerie, regolarmente
eseguito secondo le prescrizioni delle Norme
Tecniche e del progetto, anche a strati
successivi, formato con miscela di inerti di
opportuna granulometria preventivamente
approvata dalla D.L. con aggiunta di additivo e mc
accellerante di presa fornito dall'impresa ed a
norma delle Norme Tecniche del tipo accettato
dalla D.L., dato in opera e perfetta regola d'arte
in presenza di armature metalliche (da
compensare a parte) con Rck>= 30 N/mmq.
Completo in ogni sua partte per darl in opera
finita a regola d'arte.
Estirpazione delle piante con formazione
manuale della zolla, sollevamento, rivestimento
con idoneo telo o rete metallica in vaso di
cad
plastica, legatura della chioma, carico su
automezzo, trasporto entro il cantiere con
formazione di zolle da 70 a 90 cm di diametro.
Estirpazione delle piante con formazione
manuale della zolla, sollevamento, rivestimento
con idoneo telo o rete metallica in vaso di
cad
plastica, legatura della chioma, carico su
automezzo, trasporto entro il cantiere con
formazione di zolle fino a 70 cm di diametro.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
7,00
10,00
30,00
73/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
342 AP.061
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di impianto elettronico
a scarica capacitiva da installarsi sulla copertura
anche vetrata della Stazione di via Fontanarossa:
perimetro copertura e perimetro appendici
laterali. L’impianto è composto da una centralina
elettronica, che emette scariche elettriche a
bassa tensione e da supporti in policarbonato
che reggono una barra inox di 3 mm di diametro
che se toccata, provoca un solletico alle zampe
dei volatili, esercitando un’azione deterrente al
loro ritorno. L’impianto può essere smontato e
cad
rimontato in caso di lavori alle superfici e, se
necessario, anche successivamente ampliato.
Sono inclusi i collegamenti elettrici al quadro di
distribuzione della Stazione di via Fontanarossa
l’impiego di manodopera specializzata ed ogni
altro onere e magistero per dare l’opera
compiuta a regola d’arte e a norma delle vigeni
disposizioni legislative compreso e compensato
l'utilizzo di autocarro con cestello elevatore per il
montaggio. Completo in ogni sua parte per dare
l'opera finita a regola d’arte.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
74/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
343 AP.062
344 AP.063
345 AP.064
346 AP.065
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di porte a 2 ante in
SMC (vetroresina) tipo Conchiglia PV/226, grado
di protezione IP33, porta incernierata completa
di serratura tipo cremonese agibile con chiave di
sicurezza a spillo a cifratura unica, maniglie a filo
cad
porta, prese d’aria inferiori e superiori con
labirinto di protezione - dimensioni muratura
1197 x 2149 - superficie areazione 320 cmq
circa. Incluso ogni onere e magistero per dare
l’opera compiuta a regola d’arte.
Fornitura e posa in opera di griglie in SMC
(vetroresina) tipo Conchiglia GV/15/R,
rettangolare, dimensioni finestra 1165 x 465
dimensioni griglia 1200 x 500 - superficie
cad
areazione 2240 cmq circa con rete antinsetto in
acciaio inox. Incluso ogni onere e magistero per
dare l’opera compiuta a regola d’arte.
Fornitura e posa in opera dell'impianto idraulico
in tubazioni in polibutilene 4137 sfilabile, per
acqua calda e fredda (isolata a norma di legge)
con raccordi dall'attacco di alimentazione
cad
esistente nel vano, adduzzione idrica e
schermatura di scarico in polietilene pesante.
Completo in ogni sua parte per darlo in opera
finita a regola d’arte.
Fornitura e posa in opera di ammortizzatore di
colpi d'ariete da installare alle estremità dellle
cad
collonne di adduzione acqua calda e fredda.
Completo in ogni sua parte per darlo in opera
finito a regola d’arte.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
2,00
3,00
1,00
1,00
75/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
347 AP.066
348 AP.067
349 AP.068
DESCRIZIONE
Fornitura e posa in opera di cassetta di
protezione in plastica per valvole di
intercettazione da installare nei servizi igienici.
Completa in ogni sua parte per darla in opera
finita a regola d’arte.
Fornitura e posa in opera di rubinetto per
esterno con attacco filettato 3/4, incluso
derivazione dalla rete di distribuzione (diametro
32 mm) ed assistenza edile al montaggio.
Completo in ogni sua parte per darlo in opera
finito a regola d’arte.
U.M.
Quantità
totale
cad
1,00
cad
6,00
Costruzione di sistema di smaltimento acque
reflue e/o di fognatura provenienti dal servizio
igienico della Stazione superiore Fontanarossa e
diretti alla rete nera comunale sovrastante (Via
Fontanarossa) costituito da n. 6 pozzetti in
calcestruzzo prefabbricato, n. 6 chiusini a tenuta cad
stagna in ghisa sfeiroidale DN 400, n. 1 pompa
di sollevamento e triturazione completa di tutti i
collegamenti elettrici, tubi in PVC serie pesante.
Completo di ogni altro onere accessorio per dare
il lavoro finito a regola d'arte.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
76/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
350 AP.069
DESCRIZIONE
U.M.
Modifica all'impianto termico di distribuzione
acqua di riscaldamento tra i condomini di via P.
Pinetti civici 66A e 66B. L'intervento prevede la
intercettazione delle tubazioni di alimentazione
riscaldamento del Condominio 66B all'altezza del
locale centrale termica situato nei fondi del civico
66A, la creazione di un nuovo tratto di impianto
di distribuzione andata e ritorno in tubo nero di
acciaio manesmann od altro materiale
equivalente ritenuto idoneo da posare
sottotraccia interrato in opere edili
cad
appositamente predisposte compreso tutti i pezzi
speciali, la coibentazione, le valvole, gli sfiati, ed
ogni quant'altro per ripristinare la funzionalità
dell'impianto. Nell'intervento sono compresi e
compensati anche tutti gli oneri relativi alla
rimozione della parte di impianto in dismissione,
lo smaltimento dei materiali provenienti dalla
demolizione, la progettazione ed eventuale
certificazione dell'impianto, l'assistenza alle
opere, il collaudo ed ogni altro onere fino al
ripristino funzionale dell'impianto.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
77/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
351 AP.070
Fornitura e posa in opera di rete in naylon
polietilene antivolatili, senza nodo tipo "23-008"
o similare di colore nero maglia 40 x 40 mm
secondo le modalità indicate dalla norma EN
1260 carico massimo rottura del singolo fil,
testato al dinamometro kg 30 peso al mq g 45
data in opera completa di cavi di acciaio
cad
diametro mm 5 debitamente fissati con idonee
tassellature o agganci alla struttura edile della
galleria artificiale, compreso tenditori metallici,
ganci falsa maglia per il fissaggio della rete ai
tiranti di ancoraggio ed ogni quant'altro
necessario per dare l'opera finita a regola d'arte.
1,00
352 AP.071
Assistenza muraria alla modifica dell'impianto di
illuminazione pubblica consistente nella
rimozione n. 3 pali illuminazione e relativi tiranti,
previa predisposizione di adeguata illuminazione
provvisoria, con successiva reinstallazione di n. 4
nuovi pali. La lavorazione dovrà avvenire sotto la cad
supervisione ed approvazione di Aster e
consisterà nella realizzazione di 4 nuovi plinti, 4
pozzetti e 100 m di cavidotto. Il tutto per dare
l'opera compiuta ed eseguita a regola d'arte
completa di ogni onere aggiuntivo.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
78/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
353 AP.072
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di Mappe Tattili per
ipovedenti da posizionarsi in luoghi indicati dalla
committenza; la mappa deve riportare in rilievo
la planimetria dell'ambiente all'ingresso del quale
è posizionata e su di essa devono essere indicati
i principali punti di riferimento utili all'utenza
(stazioni, fermate, piani di evacuazione di
emergenza, uscite di sicurezza) ed il percorso
tattile modulare a pavimento; deve assicurare la
massima facilità di lettura visiva mediante forte
contrasto di colori ed un ottima percezione tattile
data dal rilievo che mette in evidenza sia la
cad
planimetria che le descrizioni in carattere Braille
e normale.
Deve essere utilizzato il Braille a 6 punti con le
quotature internazionalmente omologate,
secondo le direttive emanate dalla Presidenza
Nazionale dell'Unione Italiana Ciechi; la mappa
tattile dovrà essere realizzata con rilievi di
diverso spessore e successivamente alla
verniciatura con colori contrastanti. Dovrà
ricevere un trattamento antigraffio ed antigraffiti
che ne garantisca la perfetta inalterabilità nel
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
3,00
79/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
354 AP.073
Fornitura e posa di ringhiera (D6-A) in acciaio
verniciato a spruzzo con polveri epossidiche
colore RAL 7016 completa di tamponature tra i
correnti orizzontali in vetro temperato e
stratificato 5+5 fissati mediante opportuni
ancoraggi in acciaio anch'essi verniciati che non
cad
prevedano la foratura dei vetri. Il fissaggio al
cordolo di cls dovrà avvenire tramite l'utilizzo di
piastre in acciaio verniciato come sopra saldate
ai montanti con viti da cls o barre filettate ed
ancorante chimico. Completo di ogni altro onere
accessorio per dare il lavoro finito a regola
d'arte.
1,00
355 AP.074
Cancelli in acciaio S255 JR secondo UNI EN
10025, altezza 2.000 mm, larghezza 900 mm,
costituiti da colonne in tubolare con specchiature
in pannelli grigliati elettroforgiati, zincati a caldo
secondo norma UNI EN ISO 1461/99, compreso
ogni onere e magistero per fornire l'opera finita
cad
e realizzata a regola d'arte. Anta unica, luce pari
a 900 mm, colonne con profilo 100 x 100 x 3
mm, completo di serratura tipo a codice DOM
AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione
antipanico sul lato interno. Compreso scarico
sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G7).
3,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
80/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
356 AP.075
Cancelli in acciaio S255 JR secondo UNI EN
10025, altezza 1500 mm, larghezza 1200 mm,
costituiti da colonne in tubolare con specchiature
in pannelli grigliati elettroforgiati, zincati a caldo
secondo norma UNI EN ISO 1461/99, compreso
ogni onere e magistero per fornire l'opera finita
cad
e realizzata a regola d'arte. Anta unica, luce pari
a 1.200 mm, colonne con profilo 100 x 100 x 3
mm, completo di serratura tipo a codice DOM
AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione
antipanico sul lato interno. Compreso scarico
sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G8).
3,00
357 AP.076
Cancelli in acciaio S255 JR secondo UNI EN
10025, altezza 2500 mm, larghezza 900 mm,
costituiti da colonne in tubolare con specchiature
in pannelli grigliati elettroforgiati, zincati a caldo
secondo norma UNI EN ISO 1461/99, compreso
ogni onere e magistero per fornire l'opera finita
cad
e realizzata a regola d'arte. Anta unica, luce pari
a 900 mm, colonne con profilo 100 x 100 x 3
mm, completo di serratura tipo a codice DOM
AMT-IMS, maniglia esterna, maniglione
antipanico sul lato interno. Compreso scarico
sollevamento e distribuzione ai piani (tipo G9).
3,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
81/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
358 AP.077
Misure e rilevamenti finalizzati a valutare, in
tutte le fasi di lavoro, eventuali cedimenti della
superficie topografica e dei manufatti presenti
nell'area, comprensivi di monitoraggio
vibrometrico edifici, monitoraggio rotazioni
strutture, tiranti, galleria esistente, lesioni
preesistenti. Sono compresi: Fornitura e p/o
vibrometro completo di geofono triassiale
microfono e software e mini data logger;
Gestione rete vibrometrica tramite letture su
mini datalogger; Fornitura e p/o sensori
inclinometrici di superficie monoassiali
cad
servoaccelerometrici; Gestione rete
inclinometrica tramite letture su unità remota;
Fornitura e p/o N°8 celle di carico per
monitoraggio tiranti; Gestione impianto celle di
carico tramite letture su unità remota; Fornitura
e p/o N°3 capisaldi per sezione di monitoraggio
convergenza galleria; Gestione impianto misure
convergenza tramite verifica di 1 sezione in situ;
Fornitura e p/o fessurimetri meccanici; Gestione
impianto di monitoraggio tramite letture in situ;
Fornitura e p/o Remote Data Logger a 32 canali
compreso cablaggio strumenti.
1,00
359 AP.078
Anelli di gomma di tenuta, del diametro di 200
mm (pezzi speciali per tubi di PVC SN 8-4-2
cad
completi di bicchiere di innesto e anello di tenuta
UNI EN 1401 e UNI 10972 serie SN 4-2-1).
12,00
360 AP.079
Preparazione terreno (livellamento) per
risistemazione scala di servizio tra Via Portazza e cad
luogo sicuro.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
82/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
361 AP.080
Opere di allaccio alla rete dell'acquedotto
comunale di impianto di irrigazione per
alberature e piante nelle aree prospicienti le
stazioni. L'opera comprende tutte le tubazioni
necessarie per arrivare nei locali delle relative
cad
stazioni, dal contatore già installato dal gestore
comunale (come evidenziato negli elaborati
grafici) ed una centralina programmabile. Il tutto
per dare l'opera compiuta ed eseguita a regola
d'arte completa di ogni onere aggiuntivo.
3,00
362 AP.081
Pavimento in battuto di cemento lisciato e
bocciardato sp. 8 cm. E' compresa la
realizzazione dello strato di sottofondo in cls
alleggerito sp. medio 4 cm inclusi formazione dei
punti di lista e sollevamento ai piani di posa.
L'impasto del sottofondo è composto da 200 kg
di cemento 32.5, 1 litro di fluidificante e 1 mc di
materiale isolante (argilla espansa). Compreso
getto di malta bastarda finemente fratazzata.
La pavimentazione in battuto di cemento è
costituita da un massetto di cls dosato a 300 kg mq
di cemento 32,5, sp. 6 cm. e da uno strato
sovrastante di malta cementizia, sp. 2 cm.,
dasata a 500 kg di cemento 32,5 per mc di
sabbia del piemonte steso a fresco sul
sottostante sottofondo compresi i giunti (maglie
4x4 min. ed in corrispondenza delle pareti
verticali), lisciato e bocciardato con apposito
rullo, previa spolveratura con cemento. Compresi
oneri per fornitura e posa in opera in cantiere,
movimentazione, assistenza edile.
30,23
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
83/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
363 AP.082
DESCRIZIONE
U.M.
Assistenza muraria allo spostamento reti
Telecom consistente nella realizzazione di n. 2
pozzetti in cls prefabbricato 60x120 profondità
80 orientati lungo una direttrice parallela all'asse
stradale e dotati di doppio chiusino carrabile,
collegati da 50 m di cavidotto con doppio
cad
corrugato antischiacciamento diam. 125
opportunamente rinfiancato (l'esatta posizione
dei pozzetti verrà indicata da Telecom).
Completa di ogni altro onere accessorio per dare
il lavoro finito a regola d'arte.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
84/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
364 AP.083
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di quadro generale,
denominato QG, da realizzare come da tavola di
progetto IE 182 e posizionato come da tavola di
progetto IE 183 con materiale Merlin Gerin o
equivalente;
carpenteria metallica dim. mm 1900x900x260p
con porta trasparente e chiusura a chiave,
canalina laterale risalita cavi L mm 300, sistema
sbarre verticali 250A;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
ripartitori 4 poli, collettore di terra, segnafili
Grafoplast, minuteria;
n° 2 int. magnetotermico scatolato con
cad
sganciatore elettronico, blocco diff. e bobina di
sgancio, tipo NS250+TM+Vigi;
n° 2 int. magnetot. 4x40A - curva C - tipo C60N;
n° 2 int. magnetot. 4x32A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. 4x20A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. 4x16A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. 2x20A - curva C - tipo C60N;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x25A - curva C - 0,3A
selettivo - tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 1 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
85/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
365 AP.084
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di quadro per stazione
superiore, denominato Q1, da realizzare come
da tavola di progetto IE 182 e posizionato come
da tavola di progetto IE 184 con materiale Merlin
Gerin o equivalente
carpenteria in lamiera con portella trasparente e
serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
515x650x140p mm - 4x24 moduli;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x32A - curva C - tipo C60N;
cad
n° 2 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,5A
sel. - tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,3A tipo C60N+Vigi;
n° 1 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 contattori 40A - tipo CT;
int. orario programmabile - tipo IH
int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
86/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
366 AP.085
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di quadro per stazione
intermedia, denominato Q2, da realizzare come
da tavola di progetto IE 182 e posizionato come
da tavola di progetto IE 185 con materiale Merlin
Gerin o equivalente;
carpenteria in lamiera con portella trasparente e
serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
515x650x140p mm - 4x24 moduli;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x32A - curva C - tipo C60N;
cad
n° 2 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,3A tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 contattori 40A - tipo CT;
int. orario programmabile - tipo IH
int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
87/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
367 AP.086
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di quadro per stazione
inferiore, denominato Q3, da realizzare come da
tavola di progetto IE 182 e posizionato come da
tavola di progetto IE 185 con materiale Merlin
Gerin o equivalente;
carpenteria in lamiera con portella trasparente e
serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
515x650x140p mm - 4x24 moduli;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x50A - curva C - tipo C60N;
n° 2 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,5A
cad
sel - tipo C60N+Vigi;
n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,3A tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 contattori 40A - tipo CT;
int. orario programmabile - tipo IH
int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
88/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
368 AP.087
Fornitura e posa in opera di centralino nel locale
cabina elettrica, denominato QG.1, da realizzare
come da tavola di progetto IE 182 e posizionato
come da tavola di progetto IE 183 con materiale
Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
298x420x140p mm - 2x12 moduli;
cad
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi.
1,00
369 AP.088
Fornitura e posa in opera di centralino nel locale
a quota +135,15, denominato Q1.1, da
realizzare come da tavola di progetto IE 182 e
posizionato come da tavola di progetto IE 184
con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
412x463x140p mm - 2x18 moduli;
cad
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
89/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
370 AP.089
Fornitura e posa in opera di centralino nel locale
a quota +129,26, denominato Q1.2, da
realizzare come da tavola di progetto IE 182 e
posizionato come da tavola di progetto IE 184
con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
412x463x140p mm - 2x18 moduli;
cad
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi.
1,00
371 AP.090
Fornitura e posa in opera di centralino nel locale
tecnico della stazione inferiore, denominato
Q3.1, da realizzare come da tavola di progetto
IE 182 e posizionato come da tavola di progetto
IE 186 con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
412x463x140p mm - 2x18 moduli;
cad
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 2 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
90/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
372 AP.091
Fornitura e posa in opera di centralino nel locale
tecnico della stazione inferiore, denominato
Q3.2, da realizzare come da tavola di progetto
IE 182 e posizionato come da tavola di progetto
IE 186 con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
412x463x140p mm - 2x18 moduli;
cad
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 4x25A - curva C - tipo C60N;
n° 1 int. magnetot. diff. 4x16A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi;
n° 3 int. magnetot. diff. 2x10A - curva C - 0,03A tipo C60N+Vigi.
1,00
373 AP.092
Fornitura e posa in opera di quadro nel locale
cabina elettrica, denominato Q1.EM, da
realizzare come da tavola di progetto IE 182 e
posizionato come da tavola di progetto IE 183
con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
cad
500x650x140p mm - 4x24 moduli;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 5 int. magnetot. 2x10A - curva C - tipo C60N;
n° 3 contattori 40A - tipo CT;
int. orario programmabile - tipo IH;
int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
91/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
374 AP.093
Fornitura e posa in opera di quadro nell'ingresso
della stazione intermedia, denominato Q2.EM, da
realizzare come da tavola di progetto IE 182 e
posizionato come da tavola di progetto IE 185
con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
cad
410x285x140p mm - 18 moduli;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 1 int. magnetot. 2x10A - curva C - tipo C60N;
n° 1 contattori 40A - tipo CT;
int. orario programmabile - tipo IH;
int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000.
1,00
375 AP.094
Fornitura e posa in opera di quadro nel locale
tecnico della stazione inferiore, denominato
Q3.EM, da realizzare come da tavola di progetto
IE 182 e posizionato come da tavola di progetto
IE 186 con materiale Merlin Gerin o equivalente;
carpenteria in poliestere con portella trasparente
e serratura, doppio isolamento, IP65, dim.
cad
410x285x140p mm - 18 moduli;
componenti ausiliari, cablaggi, morsettiere,
segnafili Grafoplast, minuteria;
n° 3 int. magnetot. 2x10A - curva C - tipo C60N;
n° 1 contattori 40A - tipo CT;
int. orario programmabile - tipo IH;
int. crepuscolare programmabile - tipo IC2000.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
92/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
376 AP.095
377 AP.096
378 AP.097
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di un sistema di
illuminazione di sicurezza, come descritto in
Specifica Tecnica, comprendente le
cad
apparecchiature specifiche per l'intervento in
caso di black-out e le linee dedicate per la
distribuzione ai corpi illuminanti.
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante 2
x 36 W IP65. Apparecchi dotati di lampade T8,
dotati di recuperatori di flusso e schermo in
policarbonato con distribuzione ampia. Corpo in
acciaio inox stampato in un unico pezzo.
Recuperatore di flusso in alluminio a specchio
con trattamento superficiale al titanio e
cad
magnesio. Schermo in policarbonato
autoestinguente V2, stabilizzato agli UV,
guarnizione di tenuta, apertura a cerniera
tramite scrocchi in acciao inox. Cablaggio a
starter a bassissime perite 230 V 50 Hz, con
fusibile, rifasata. Riferimento 3F FILIPPI BETA.
A3F 922x36 (cod. 5484) o equivalente.
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante 1
X 18 W IP65. Apparecchi dotati di lampade T8,
dotati di recuperatori di flusso e schermo in
policarbonato con distribuzione ampia. Corpo in
acciaio inox stampato in un unico pezzo.
Recuperatore di flusso in alluminio a specchio
con trattamento superficiale al titanio e
cad
magnesio. Schermo in policarbonato
autoestinguente V2, stabilizzato agli UV,
guarnizione di tenuta, apertura a cerniera
tramite scrocchi in acciao inox. Cablaggio a
starter a bassissime perite 230 V 50 Hz, con
fusibile, rifasata. Riferimento 3F FILIPPI BETA.
A3F 921x18 (cod. 5480) o equivalente.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
29,00
2,00
93/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
379 AP.098
380 AP.099
381 AP.100
DESCRIZIONE
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante
per esterno, montaggio a parete a emissione di
luce contrapposta diretta e indiretta.
Caratteristiche: robusta costruzione in alluminio
pressofuso, resistente alla corrosione, vetri di
sicurezza temperati, viteria inox 18/8 AISI304,
guarnizioni in gomma ai siliconi, riflettori in
allumino purissimo, protezione IP65, versione
lampada sodio alta pressione 70 W Riferimento
ING. CASTALDI ILLUMINAZIONE duplo/MH o
equivalente
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante
IP65, corpo in nylon stabilizzato ai raggi UV,
riflettore in acciaio bianco, diffusore in
policarbonato satinato internamente
antiabbagliamento infrangibile ed
autoestinguente. Riferimento marca DISANO
mod. Vega FLC 2x18W o equivalente
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante
IP65, corpo in nylon stabilizzato ai raggi UV,
riflettore in acciaio bianco, diffusore in
policarbonato satinato internamente
antiabbagliamento infrangibile ed
autoestinguente, con pittogramma autoadesivo
per indicazione percorso d'esodo. Riferimento
marca DISANO mod. Vega FLC 2x18W o
equivalente
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
Quantità
totale
cad
13,00
cad
5,00
cad
11,00
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
94/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
382 AP.101
383 AP.102
384 AP.103
385 AP.104
DESCRIZIONE
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante a
faretto con ottica in alluminio anodizzato,
fissabile e alimentabile con canale elettrificato di
cui al successivo punto. Lampade FLC 20 W
verniciatura a polvere con vernice epossidica in
poliestere argento metalizzato. Riferimento
FOSNOVA mod. Cast "A+E" FLC 20W o
equivalente.
Fornitura e posa in opera di canale elettrificato 3
accensioni IP40, colore alluminio oss. naturale,
completo di alimentatore, giunto lineare, testata
di chiusura. Riferimento FOSNOVA mod.
omnitrack o equivalente
Fornitura e posa in opera di corpo illuminante
IP67, faretto da incasso a filo terreno con basse
temperature, corpo in alluminio pressofuso con
cornice in alluminio; riflettore in alluminio,
diffusore in vetro temperato trasparente,
resistente agli shock termici, agli urti ed al carico
max 2000 kg. Verniciatura a polvere
epossopoliestere colore grigio grafite resistente
alla corrosione e alle nebbie saline. Lampada
FLC26T. Temperatura massima su vetro 40 °C,
tipo Disano mod. 1621 Floor FLC 1x26T o
equivalente.
Fornitura e posa in opera di proiettore IP65 con
lampada 150 W SAP, tipo Disano 1584 Agadir o
equivalente.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
Quantità
totale
cad
24,00
cad
21,00
cad
15,00
cad
3,00
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
95/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
386 AP.105
Fornitura e posa in opera di pannelli costituiti da
corpo illuminante da parete, con luce
bidirezionale e lampada FLC 26 W, spia al neon
e pulsante per l'accensione della via di corsa,
cad
corpo illuminante tipo Ing. Castaldi
Illuminazione tipo eco/FL26W elettronica colore
nero o equivalente.
19,00
387 AP.106
Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese
monofase denominato "TIPO 1" composto da
materiali come indicati o materiali equivalenti:
n1 interruttore modulare magnetotermico 2x16
A - curva C completo di modulo differenziale
associato sensibilità 30 mA tipo Merlin Gerin
C60N + VIGI C60; n 1 presa CEE 16 A F+N+T
cad
Tipo Gewiss IEC 309; n 1 Schuko/bipasso
F+N+T 10/16 A Tipo Gewiss Pr. civili System; n
2 Bipasso 10/16A F+N+T Tipo Gewiss Pr. civili
System; carpenteria in quadretto da parete IP55
Tipo Gewiss Carp. Q - DIN 18 completo di
cablaggio ed installazione, fissaggi, minuteria
6,00
388 AP.107
Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese
trifase denominato "TIPO 2" composto da
materiali come indicati o materiali equivalenti:
n1 interruttore modulare magnetotermico 4x16
A - curva C completo di modulo differenziale
associato sensibilità 30 mA Merlin Gerin C60N +
VIGI C60; n 1 CEE 16 A 3F+N+T; n 1 presa CEE cad
16 A F+N+T Tipo Gewiss IEC 309; n 1 presa
con trasformatore di sicurezza 220/24V 160VA
Tipo Gewiss P.Trafo GW 66259; carpenteria in
quadretto da parete IP55 Tipo Gewiss Carp. Q DIN 18, completo di cablaggio ed installazione,
fissaggi, minuteria
3,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
96/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
389 AP.108
390 AP.109
DESCRIZIONE
U.M.
Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese
trifase denominato TIPO 3 composto da
materiali come indicati o materiali equivalenti:
n1 interruttore modulare magnetotermico 4x16
A - curva C completo di modulo differenziale
associato sensibilità 30 mA Merlin Gerin C60N +
VIGI C60; n 1 presa CEE 16 A 3F+N+T - n 1 CEE
cad
16 A F+N+T Tipo Gewiss IEC 309 - n 1
Schuko/bipasso F+N+T 10/16 A Tipo Gewiss Pr.
civili System - n 2 Bipasso 10/16A F+N+T Tipo
Gewiss Pr. civili System; carpenteria in quadretto
da parete IP55 GEWISS Carp. Q - DIN 18
completo di cablaggio ed installazione, fissaggi,
minuteria
Fornitura e posa in opera di Quadretto Prese per
Trasformatore di isolamento denominato "TIPO
4" composto da materiali come indicati o
materiali equivalenti:
n1 interruttore modulare magnetotermico 2x16
A - curva C completo di modulo differenziale
associato sensibilità 30 mA Merlin Gerin C60N +
VIGI C60
cad
n 1 Trasformatore di isolamento 220/220V
400VA in cassetta metallica aereata con supporti
a parete
n 1 CEE 16 A F+N+T Tipo Gewiss IEC 309
n 1 coppia fusibili per secondario
Carpenteria in quadretto da parete IP55 Gewiss
Carp. Q - DIN 18, completo di cablaggio ed
installazione, fissaggi, minuteria
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
9,00
1,00
97/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
391 AP.110
Fornitura e posa in opera di cassetto di
derivazione in alluminio pressofuso protezione IP
67, Tipo Legrand - RTA modello CT o
cad
equivalente dimensioni mm 129x104x65p inclusi
fissaggi, raccordi minuteria
56,00
392 AP.111
Fornitura e posa in opera di sistema di
rilevamento dati per l'impianto di telecontrollo e
videosorveglianza, realizzato con PLC modulare
con schede di ingresso e uscita digitali, su
interfaccia Ethernet, per l'acquisizione dei segnali
dall'impianto ascensore, dai dispositivi in campo, cad
per l'elaborazione degli stessi e il trasferimento
via Ethernet al sistema centralizzato di
Telecontrollo, il tutto completo e funzionante
come indicato nella specifica tecnica e nella
relazione.
1,00
393 AP.112
Fornitura e posa in opera di sistema di
videoripresa e registrazione per l'impianto di
telecontrollo e videosorveglianza, realizzato con
telecamere fisse e brandeggiabili, apparati VCR
cad
per l'acquisizione delle immagini, l'elaborazione e
la trasmissione delle stesse, il tutto completo e
funzionante come indicato nella specifica tecnica
e nella relazione.
1,00
394 AP.113
Fornitura e posa in opera di sistema di
interfonico digitale audio per il sistema di
telecontrollo e videosorveglianza, realizzato con
centralino telefonico con funzione di server
cad
interfonico, completo di terminali di ascolto e
chiamata a pulsantiera e microfoni e postazioni
operatore, il tutto completo e funzionante come
indicato nella specifica tecnica e nella relazione.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
98/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
DESCRIZIONE
U.M.
Quantità
totale
395 AP.114
Fornitura e posa in opera di sistema di
trasmissione dati Wireless tra la cabina e le
stazioni ed infrastruttura rete dati per
l'interfacciamento alla rete esterna di
cad
comunicazione, per l'impianto di telecontrollo e
videosorveglianza, il tutto completo e
funzionante come indicato nella specifica tecnica
e nella relazione.
1,00
396 AP.115
Fornitura e posa in opera di sistema rivelazione
incendi costituito da apparecchiature a marchio
Siemens con riferimenti di tipo e codici come
sotto descritto, o materiale equivalente;
centrale rivelazione incendi convenzionale a
quattro linee collettive in gradi di collegare sino
a 32 elementi per linea; indicatori di stato sul
cad
pannello frontale mediante led; mod. FC1004-A,
completa di armadio per montaggio a parete;
n° 2 rivelatori ottici di fumo, mod OP30C;
n° 3 pulsanti di allarme manuale, mod MTE320C;
n° 2 pannello di allarme, mod. S/AVD-FJ/A;
n° 2 campana elettronica, mod. 4479-24.
1,00
397 AP.116
Sistemazioni d'area ottenute tramite la
prestazione di 40 h di operaio IV livello, 40 h di
operaio specializzato, 40 h di operaio qualificato, cad
40 h di operaio comune. La lavorazione si
intende eseguita interamente a mano.
1,00
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
99/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
398 AP.117
399 AP.118
400 AP.119
401 AP.120
402 AP.121
DESCRIZIONE
U.M.
Spostamento interferenze ottenuto tramite la
prestazione di 80 h di operaio IV livello, 80 h di
operaio specializzato, 80 h di operaio qualificato, cad
80 h di operaio comune. La lavorazione si
intende eseguita interamente a mano.
Sistemazione accessi e scale in pietra ottenuta
tramite la prestazione di 40 h di operaio IV
livello, 40 h di operaio specializzato, 40 h di
operaio qualificato, 40 h di operaio comune. La
lavorazione si intende eseguita interamente a
mano.
Sistemazioni zona marciapiede via Pinetti
ottenute tramite la prestazione di 40 h di operaio
IV livello, 40 h di operaio specializzato, 40 h di
operaio qualificato, 40 h di operaio comune. La
lavorazione si intende eseguita interamente a
mano.
Assistenze edili agli impianti ottenute tramite la
prestazione di 120 h di operaio IV livello, 120 h
di operaio specializzato, 120 h di operaio
qualificato, 160 h di operaio comune. La
lavorazione si intende eseguita interamente a
mano.
Profilatura scarpate SSE ENEL ottenuta tramite
la prestazione di 8 h di operaio qualificato, 8 h di
operaio comune. La lavorazione si intende
eseguita interamente a mano.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
1,00
cad
1,00
cad
1,00
cad
1,00
cad
1,00
100/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
403 AP.122
404 AP.123
405 AP.124
406 AP.125
DESCRIZIONE
Ascensore inclinato a pendenza variabile,
formato da una cabina scorrevole su ruote
gommate con relative dotazioni accessorie e
dispositivi di frenatura di sicurezza, un
contrappeso con ruote gommate,
apparecchiatura motrice con argano a motore
elettrico asincrono e azionamento a velocità
variabile con relativi dispositivi di frenatura,
rotaie di guida frenatura e di orientamento
cabina, componenti meccanici ed elettrici di
linea, porte automatiche ai tre piani per accesso
alla cabina, apparecchiature ed impiantistica
elettrica di manovra e sicurezza.
Il tutto dovrà essere installato su via di corsa
planimetricamente rettilinea e costituita da due
profili in acciaio HEB450 disposti parallelamente
a formare un percorso dello sviluppo di circa 140
metri in due livellette raccordate da un arco
circolare.
Oneri aggiuntivi di sicurezza come da computo
allegato (vedasi elaborato GE15rev3 Piano di
sicurezza e coordinamento, allegato al fascicolo
della Progettazione Esecutiva) non soggetti a
ribasso.
Oneri di discarica per il conferimento in impianto
entro i 50 Km dal cantiere misurato a mc
effettivo di scavo misurato in banco per scavi in
terra, comprensivo di ogni onere e tassa
necessarie per lo smaltimento.
Oneri di discarica per il conferimento in impianto
entro i 50 Km dal cantiere misurato a mc
effettivo di scavo misurato in banco per scavi in
roccia, comprensivo di ogni onere e tassa
necessarie per lo smaltimento.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
U.M.
Quantità
totale
cad
1,00
cad
1,00
mc
1.458,00
mc
1.671,89
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
101/103
LLFrev0.xls
Lista Lavorazioni e Forniture
PARTE PRIMA
(RISERVATA ALLA STAZIONE APPALTANTE)
N°
ARTICOLO
Codice
407 AP.126
408 AP.127
DESCRIZIONE
U.M.
Oneri di discarica per il conferimento in impianto
entro i 50 Km dal cantiere misurato a mc
effettivo di demolizione per demolizioni in
mc
genere, comprensivo di ogni onere e tassa
necessarie per lo smaltimento.
Oneri di discarica per il conferimento in impianto
entro i 15 Km dal cantiere misurato a mc
effettivo di demolizione misurato in banco o sul
volume effettivo di demolizione per rifiuti speciali mc
(in particolare materiali contenenti bitume),
comprensivo di ogni onere e tassa necessarie
per lo smaltimento.
Nota: il N° articolo corrisponde a quello dell'Elenco Prezzi
Quantità
totale
PARTE SECONDA
(RISERVATA ALLA DITTA CONCORRENTE)
Quantità confermata Prezzo unitario
Prezzo unitario
/ modificata
(in cifre)
(in lettere)
Importo
(quantità x prezzo)
192,87
804,75
102/103
LLFrev0.xls
Riepilogo Lista Lav e Forn
VOCE
IMPORTO
(in lettere)
DESCRIZIONE
P(o)
Prezzo offerto (vedi art. 2 comma 6 CSA)
B
Attuazione piano di sicurezza (non soggetto a ribasso)
C
Opere in economia
P(g)
Lavori a corpo (importo ribassabile)
R
Ribasso offerto = [P(g) - P(o)] / P(g)
IMPORTO
(in cifre)
……………………..………………………………………………/….
……..…….,….
centocinquantunomiladuecentosedici/97
151.216,97
cinquantanovemila/00
59.000,00
tremilionisettecentosessantunomilaottocentodiciotto/60
3.761.818,60
in lettere …………….. e centesimi …….. per ogni cento in cifre ....…,….%
Avvertenza importante: si ricorda che l'importo P(o) sopraindicato deriva dai singoli prezzi offerti in sede di gara e che tali prezzi, come
indicato all'art. 2 comma 3 del Capitolato Speciale di Appalto, devono essere espressi dal concorrente al netto degli oneri per la sicurezza
TIMBRO E FIRMA DEL CONCORRENTE
103/103
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
SCHEMA DI CONTRATTO D’APPALTO
COMUNE DI GENOVA
Appalto fra il Comune di Genova e l’Impresa
per l’esecuzione dei lavori dell’ascensore inclinato per trasporto pubblico da
via Pinetti a via Fontanarossa.
REPUBBLICA ITALIANA
L’anno
, il giorno
del mese di
, in una delle sale del Palazzo Comunale, posto in Via Garibaldi al civico
numero nove
INNANZI A ME -
sono comparsi
PER UNA PARTE - il Comune di Genova, con sede in Genova, Via Garibaldi
n.9,
Codice
Fiscale
00856930102,
rappresentato
dal
Dottor
nato a
il
domiciliato presso la sede del Comune, nella
qualità di
munale n.
in esecuzione della deliberazione della Giunta Codel
o determinazione dirigenziale della
Direzione
n.
del
MOD_02_01_00_19
(inserire provvedimento di aggiudicazione definitiva)
Schema di contratto d’appalto generico
Rev. n° 05 del 09/2009
Pagina 1 di 30
Codice interno GULP:2625
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
E PER L’ALTRA PARTE - l’Impresa
di seguito per brevità denominata Impresa
sede in
, con
, via
C.A.P.
codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle
Imprese presso la Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di
numero
rappresentata dal Signor
nato a
il
e domiciliato presso la sede
dell’Impresa in qualità di
;
Detti comparenti della cui identità personale io
Segretario Generale
sono certo,
PREMETTONO CHE
- con determinazione dirigenziale della Direzione
n.
in data
,
esecutiva ai sensi legge, è stato approvato il progetto esecutivo dei lavori di
“Realizzazione di un ascensore inclinato per il trasporto pubblico in Genova
che collega via P. Pinetti a via S. Fontanarossa”.
- il giorno _____________ ha avuto luogo, presso questo Comune, la gara,
mediante procedura aperta , in prima seduta per l’affidamento in appalto dei
suddetti lavori, per un importo complessivo posto a base di gara di Euro
3.972.035,57 (………….) di cui Euro 151.216,97 (………….) per oneri per la
sicurezza ed Euro 59.000,00 (…………..) per opere in economia, entrambi
MOD_02_01_00_19
Schema di contratto d’appalto generico
Rev. n° 05 del 09/2009
Pagina 2 di 30
Codice interno GULP:2625
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
già predeterminati e non soggetti a ribasso, il tutto oltre I.V.A., in cui si è
conclusa la fase di ammissione dei concorrenti avendo tutte le Imprese partecipanti dimostrato - attraverso la presentazione delle relative attestazioni
S.O.A. idonee per categoria e classifica - di possedere la necessaria qualificazione come da verbale in pari data;
- il giorno _________________ ha avuto luogo, presso questo Comune, la
seconda seduta della gara mediante procedura aperta per il conferimento in
appalto dei suddetti lavori, come da verbale in pari data, conclusasi con
l’aggiudicazione provvisoria a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata in quella proposta da ____________________ con il
punteggio complessivo di …….. (……………….), per un prezzo offerto di
euro ………. (……………) oltre Euro 151.216,97 per oneri per la sicurezza
ed Euro 59.000,00 per opere in economia, corrispondente a un ribasso percentuale del ……………..% e per un tempo di esecuzione dei lavori offerto
pari a …….. (………..) giorni, il tutto oltre I.V.A.;
- con successiva determinazione dirigenziale della Direzione ………….. n.
_____ in data ____________, esecutiva, il Comune ha aggiudicato definitivamente l’appalto di cui trattasi all’Impresa
Quanto sopra premesso e confermato quale parte integrante del presente
atto, le Parti, come sopra costituite, convengono e stipulano quanto segue.
TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1. Oggetto del contratto
1. Il Comune di Genova affida in appalto all’Impresa
,
che, avendo sottoscritto il verbale di cui all’articolo 71 comma 3 del Regola-
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Schema di contratto d’appalto generico
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Codice interno GULP:2625
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
mento Generale approvato con D.P.R. N. 554/1999, accetta senza riserva
alcuna, l’esecuzione dei lavori “Realizzazione di un ascensore inclinato per il
trasporto pubblico in Genova che collega via P. Pinetti a via S. Fontanarossa”.
L’Impresa
si impegna alla loro esecuzione alle condizioni di
cui al presente contratto e agli atti a questo allegati o da questo richiamati.
Articolo 2. Capitolato d’appalto.
1. L'appalto viene conferito e accettato sotto l'osservanza piena, assoluta,
inderogabile e inscindibile, oltre che del presente contratto, delle norme,
condizioni, patti, obblighi, oneri e modalità dedotti e risultanti dal Capitolato
Generale approvato con D.M. LL.PP. 19.4.2000 n. 145, in quanto vigente e
compatibile con le disposizioni di cui al D.Lgs.163/2006 , dalle previsioni delle tavole grafiche progettuali e dal capitolato speciale d'appalto unito alla determinazione dirigenziale della direzione “Nuove e Grandi Opere - Settore Infrastrutture di Trasporto Pubblico - Servizio Trasporto di Superficie in Sede
Propria n.
del
, integrante il progetto, nonché alle condi-
zioni di cui alla determinazione dirigenziale della direzione “Nuove e Grandi
Opere - Settore Infrastrutture di Trasporto Pubblico - Servizio Trasporto di
Superficie in Sede Propria n.
del
(inserire provvedi-
mento di aggiudicazione definitiva) , che l'impresa dichiara di conoscere,
avendone sottoscritto per accettazione copie conformi depositate agli atti del
Settore Gare e Contratti, che qui si intendono integralmente riportate e trascritte con rinuncia a qualsiasi contraria eccezione.
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Schema di contratto d’appalto generico
Rev. n° 05 del 09/2009
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Codice interno GULP:2625
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
2. Sono estranei al contratto e non ne costituiscono in alcun modo riferimento negoziale il computo metrico e il computo metrico estimativo allegati al
progetto.
3. Sono altresì estranei al contratto e non ne costituiscono in alcun modo riferimento negoziale le quantità delle singole lavorazioni indicate sugli atti
progettuali, nonché i prezzi unitari delle stesse singole lavorazioni offerti
dall’appaltatore in sede di gara, se non limitatamente a quanto previsto
dall’articolo 4 del presente contratto.
Articolo 3. Ammontare del contratto.
1. L’importo contrattuale, al netto dell’I.V.A. e fatta salva la liquidazione finale, ammonta a Euro ............................ (.................) comprensivo di Euro
........................ (...........................) per oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza.
2. Il contratto è stipulato interamente “a corpo” ai sensi dell’articolo 53,
quarto comma, del D.Lgs. 163/2006, per cui l’importo contrattuale resta fisso
e invariabile, senza che possa essere invocata da alcuna delle parti contraenti alcuna successiva verificazione sulla misura o sul valore attribuito alla
quantità e alla qualità di detti lavori.
Articolo 4. Variazioni al progetto e al corrispettivo.
1. Qualora il Comune di Genova, per il tramite della direzione dei lavori, richiedesse e ordinasse modifiche o varianti in corso d’opera, fermo restando
il rispetto delle condizioni e della disciplina di cui all’articolo 132 del D.Lgs.
12 aprile 2006 n. 163, le stesse verranno concordate e successivamente liquidate ai prezzi di contratto, ma se comportano categorie di lavorazioni non
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Schema di contratto d’appalto generico
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Codice interno GULP:2625
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
previste o si debbono impiegare materiali per i quali non risulta fissato il
prezzo contrattuale, si procederà alla formazione di nuovi prezzi a norma
dell’articolo 136 del regolamento approvato con D.P.R. n. 554/1999.
2. In ogni caso trova applicazione, verificandosene le condizioni, la disciplina
di cui agli articoli 45, comma 8, 134 e 135 del regolamento approvato con
D.P.R. n. 554/1999 e agli articoli 10 e 11 del capitolato generale d'appalto
approvato con D.M. n. 145/2000.
3. L’elenco dei prezzi unitari, ancorché costituito dai prezzi unitari offerti
dall’appaltatore in sede di gara, è vincolante per la valutazione di eventuali
varianti, addizioni o detrazioni in corso d’opera, qualora ammissibili ai sensi
dell’articolo 132 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
TITOLO II - RAPPORTI TRA LE PARTI
Articolo 5. Termini per l'inizio e l'ultimazione dei lavori.
1. I lavori devono essere consegnati con le modalità di cui all'articolo 129 del
regolamento approvato con D.P.R. n. 554/1999 e iniziati entro 45 giorni dalla
stipula del presente contratto.
(ovvero, in alternativa, per i lavori urgenti da iniziare nelle more della
stipulazione del contratto)
1. I lavori sono consegnati e iniziati prima della stipulazione del contratto,
per i motivi descritti nel verbale di consegna che qui si intende integralmente
riportato, ai sensi dell’articolo 338 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato “F”, dell’articolo 129, commi 1 e 4, del regolamento approvato con
D.P.R. n. 554/1999.
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Schema di contratto d’appalto generico
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Codice interno GULP:2625
AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
Il Comune ha affidato con Atto d’Impegno datato 12/12/2005 all’azienda AMI
S.p.a. di Genova (Via L. Montaldo civ. 2), tra le altre, la prestazione ingegneristica di direzione lavori.
Ami S.p.a ha quindi affidato tramite regolare gara a Sidercad S.p.a. di Genova (Via Bosco civ. 15) tale attività, individuando successivamente l’Ing. Andrea Poloni (Sidercad) come Direttore dei Lavori. Egli dovrà costituire, come
da Atto d’Impegno, ai sensi dell’articolo 123 del D.P.R. 554/99 l’Ufficio di Direzione Lavori che sarà preposto alla direzione ed al controllo tecnico contabile ed amministrativo dei lavori secondo le norme del presente contratto e
da esso richiamate. In particolare tale Ufficio dovrà garantire, attraverso
specifiche figure professionali, un’adeguata presenza nell’ambito del cantiere al fine di verificare il rispetto delle norme di conduzione e gestione tecnica
dell’appalto soprattutto con riferimento al rispetto delle disposizioni contenute nei piani di sicurezza e/o di quelle espressamente impartite dal Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. Inoltre il Direttore dei lavori potrà
avvalersi discrezionalmente, per accertamenti, senza obbligo di preavviso
nei confronti dell’appaltatore, di personale della Polizia Municipale, munito di
titoli professionali adeguati, il quale opererà col supporto tecnico del Coordinatore della Sicurezza in fase operativa, ovvero del personale ispettivo del
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. In particolare, oltre agli accertamenti relativi alle condizioni di sicurezza del cantiere, il Direttore dei Lavori, anche attraverso il supporto del suddetto personale, verificherà
l’impiego di personale autorizzato in cantiere il cui elenco dovrà essere comunicato dall’Impresa all’atto della consegna dei lavori e ogni qualvolta vi
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Schema di contratto d’appalto generico
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AREA LAVORI PUBBLICI E POLITICHE DELLA CASA
siano delle modificazioni. In particolare l’elenco dovrà essere correlato dei rispettivi nulla osta o contratti di assunzione. A tal fine l’Impresa appaltatrice e
le eventuali imprese subappaltatrici dovranno fornire ai lavoratori impiegati
un cartellino di riconoscimento che dovrà essere sempre tenuto in posizione
visibile da parte dei lavoratori operanti nel cantiere medesimo. Detto cartellino dovrà indicare le generalità del dipendente, nome, cognome, fotografia
ed impresa di appartenenza e relativo contratto applicato.
Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel cantiere, i quali dovranno provvedere al riguardo per proprio conto. In caso di contemporanea presenza in cantiere di
più datori di lavoro o lavoratori autonomi, di tale obbligo risponde in solido il
Comune, nella persona del Direttore Lavori.
I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere agli obblighi di cui sopra mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione Provinciale del Lavoro, da tenersi in cantiere, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori.
In caso di presenza in cantiere di dipendenti non segnalati in precedenza al
Direttore dei Lavori, lo stesso dovrà procedere immediatamente alla relativa
segnalazione all’INPS, all’INAIL ed alla CASSA EDILE Genovese, al fine di
verificare la regolarità in relazione al rispetto delle norme del contratto di lavoro.
2. Il tempo utile per ultimare tutti i lavori in appalto è fissato in giorni 572
(cinquecentosettantadue) naturali, successivi e continui decorrenti dalla
data del verbale di consegna dei lavori.
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(Sostituire in fase di stesura con la seguente dicitura)
2.Il tempo utile per ultimare tutti i lavori in appalto così come proposto in
sede di presentazione del progetto da parte del concorrente aggiudicatario è fissato in giorni …….. (…………..) naturali, successivi e continui decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori.
Articolo 6. Penale per i ritardi.
1. Nel caso di mancato rispetto del termine indicato per l’esecuzione delle
opere, per ogni giorno naturale consecutivo di ritardo nell’ultimazione dei lavori o per le scadenze fissate nel programma temporale dei lavori è applicata una penale pari all’uno per mille dell’importo contrattuale corrispondente a
Euro ……………..
2. La penale, con l’applicazione delle stessa aliquota di cui al comma 1 e
con le modalità previste dal capitolato speciale d'appalto, trova applicazione
anche in caso di ritardo nell’inizio dei lavori, nella ripresa dei lavori seguente
un verbale di sospensione e nel rispetto delle soglie temporali intermedie
fissate nel cronoprogramma. La misura complessiva della penale non può
superare il 10 %. In tal caso la Civica Amministrazione ha la facoltà di risolvere il contratto in danno dell’appaltatore.
Articolo 7. Sospensioni o riprese dei lavori.
1. È ammessa la sospensione dei lavori su ordine del direttore dei lavori nei
casi di avverse condizioni climatologiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola
d’arte dei lavori stessi, compresa la necessità di procedere alla redazione di
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una variante in corso d’opera nei casi previsti dall’articolo 132 comma 1, lettere a), b) e c), del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
2. La sospensione dei lavori permane per il tempo necessario a far cessare
le cause che ne hanno comportato la interruzione.
3. Qualora l’Impresa .................... ritenga siano cessate le cause della sospensione dei lavori, senza che il Comune di Genova ne abbia disposto la
ripresa può diffidare per iscritto il responsabile del procedimento a dare le
necessarie disposizioni al direttore dei lavori affinché provveda a quanto necessario alla ripresa degli stessi. La diffida è necessaria per poter iscrivere
riserva all’atto della ripresa dei lavori qualora l’Impresa intenda far valere
l’illegittima maggiore durata della sospensione.
4. Qualora i periodi di sospensione superino un quarto della durata complessiva prevista per l’esecuzione dei lavori ovvero i sei mesi complessivi,
l’Impresa stessa può richiedere lo scioglimento del contratto senza indennità; se il Comune di Genova si oppone allo scioglimento, l’Impresa ha diritto
alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti. In ogni altro caso, per la sospensione dei lavori,
qualunque ne sia la causa, non spetta all’appaltatore alcun compenso e indennizzo.
5. Alle sospensioni dei lavori previste dal capitolato speciale d’appalto come
funzionali all’andamento dei lavori e integranti le modalità di esecuzione degli stessi si applicano le disposizioni procedurali di cui al presente articolo ad
eccezione del comma 4.
Articolo 8. Oneri a carico dell’appaltatore.
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1. Sono a carico dell’Impresa ......................... tutti gli oneri già previsti dal
capitolato speciale d’appalto, quelli imposti per legge, per regolamento o in
forza del capitolato generale. In particolare l’Impresa per tutta la durata dei
lavori, anche attraverso un suo rappresentante, nominato ai sensi
dell’articolo 4 del D.M. 145/2000, deve garantire la presenza sul luogo di esecuzione degli stessi. Detto rappresentante può coincidere con il Direttore
di cantiere nominato ai sensi dell’articolo 6 del citato D.M. 145/2000, individuato ai sensi del successivo punto 3 del presente articolo. Egli dovrà essere espressamente delegato a rappresentare in loco l’appaltatore per tutti gli
adempimenti, atti o fatti che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro.
L’Amministrazione Comunale, con la massima tempestività e i mezzi più celeri, farà pervenire comunque le necessarie comunicazioni in merito anche
nei confronti dell’Impresa presso la sua sede.
2. L’Impresa è responsabile della disciplina e del buon ordine del cantiere e
ha obbligo di osservare e far osservare al proprio personale le norme di legge e di regolamento.
3. La direzione del cantiere ai sensi dell’articolo 6 decreto del Ministero dei
LL.PP. 19.4.2000 n. 145 è assunta dal
............................... Nato a
...................il ......... in qualità di .............., abilitato secondo le previsioni del
capitolato speciale in rapporto alle caratteristiche delle opere da eseguire.
L’Impresa ......................... si impegna a comunicare tempestivamente al
Comune eventuali modifiche del nominativo del soggetto incaricato.
4. L’Impresa, tramite il direttore di cantiere assicura l‘organizzazione, la gestione tecnica e la conduzione del cantiere da parte di tutte le Imprese im-
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pegnate nell’esecuzione dei lavori. Il direttore dei lavori ha il diritto di esigere
il cambiamento del direttore di cantiere e del personale dell’appaltatore per
indisciplina, incapacità o grave negligenza. L’Impresa è in tutti i casi responsabile dei danni causati dall’imperizia o dalla negligenza di detti soggetti,
nonché della malafede o della frode nella somministrazione o nell’impiego
dei materiali.
5. L’Impresa ..................... deve osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, sicurezza, salute, assicurazione e assistenza dei lavoratori.
6. Sono altresì a carico dell’Impresa gli oneri di cui all’articolo 25 del presente contratto.
Articolo 9. Contabilizzazione dei lavori.
1. La contabilizzazione dei lavori è effettuata in conformità alle disposizioni
vigenti.
2. La contabilizzazione dei lavori a corpo è effettuata, per ogni categoria di
lavorazione in cui il lavoro è stato suddiviso, secondo la quota percentuale
eseguita rispetto all'aliquota relativa alla stessa categoria, rilevata dal capitolato speciale d'appalto. Le progressive quote percentuali delle varie categorie di lavorazioni che sono eseguite sono desunte da valutazioni autonome
del direttore dei lavori che può controllare l'attendibilità attraverso un riscontro nel computo metrico; in ogni caso tale computo metrico non ha alcuna rilevanza contrattuale e i suoi dati non sono vincolanti. Il corrispettivo è determinato applicando la percentuale della quota eseguita all’aliquota contrat-
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tuale della relativa lavorazione e rapportandone il risultato all’importo contrattuale netto del lavoro a corpo.
3. Le misurazioni e i rilevamenti sono fatti in contraddittorio tra le parti; tuttavia se l’appaltatore rifiuta di presenziare alle misure o di firmare i libretti delle
misure o i brogliacci, il direttore dei lavori procede alle misure in presenza di
due testimoni, i quali devono firmare i libretti o brogliacci suddetti.
4. Per i lavori da liquidare su fattura e per le prestazioni da contabilizzare in
economia si procede secondo le relative speciali disposizioni.
5. Gli oneri per la sicurezza sono contabilizzati con gli stessi criteri stabiliti
per i lavori, con la sola eccezione del prezzo che è quello contrattuale prestabilito dalla stazione appaltante e non soggetto al ribasso offerto in sede di
gara.
Articolo 10. Invariabilità del corrispettivo.
1. Non è prevista alcuna revisione dei prezzi e non trova applicazione
l’articolo 1664, primo comma, del Codice Civile, salvo quanto disposto
dall’art. 133, comma 4, del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
2. Qualora, per cause non imputabili all’Impresa ..................., la durata dei
lavori si protragga fino a superare i due anni dal loro inizio, al contratto si
applica il criterio del prezzo chiuso di cui all'articolo 133, comma 3 , del
D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
Articolo 11. Pagamenti in acconto e pagamenti a saldo.
1. Non è dovuta alcuna anticipazione.
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2. All’Impresa .................. verranno corrisposti pagamenti in acconto in ragione dell’effettivo andamento dei lavori ogni 60 giorni qualunque ne sia il
loro ammontare con le modalità di cui all’articolo 168 del D.P.R. 554/1999, al
netto della ritenuta dello 0,50% di cui all’articolo 7 comma 2, del capitolato
generale approvato con D.M. n. 145/2000. I pagamenti relativi dovranno essere effettuati dal Comune entro i termini di cui all’articolo 29 del D.M.
145/2000:
- 45 giorni dalla maturazione dello stato di avanzamento per l’emissione del
certificato di pagamento;
- 30 giorni dall’emissione del certificato di pagamento per l’ordine di pagamento.
Ai sensi dell’art. 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e s.m.i., nonché
dell’art. 16-bis della Legge 28 gennaio 2009 n. 2, per ogni pagamento in acconto si procederà nei confronti dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, alla richiesta del documento unico di regolarità contributiva
(D.U.R.C.),relativo al cantiere interessato dai lavori; l’appaltatore dovrà produrre copia dei versamenti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva ove dovuti. La mancata presentazione come pure
l’irregolarità del suddetto D.U.R.C. sono causa ostativa all’emissione del certificato di pagamento e comporta la sospensione dei termini per il pagamento degli acconti e del saldo di cui all’art. 29 del D.M. n.145/2000. In caso di
mancato pagamento del subappaltatore, ossia in caso di mancata esibizione
delle fatture quietanzate da parte dell’affidatario, la stazione appaltante sospende il successivo pagamento in favore dell’appaltatore medesimo.
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Qualora i lavori rimangano sospesi per un periodo superiore a 60 giorni,
per cause non dipendenti dall’appaltatore e comunque non imputabili al medesimo, l’appaltatore può chiedere ed ottenere che si provveda alla redazione dello stato di avanzamento e all’emissione del certificato di pagamento, prescindendo da quanto stabilito al comma 2.
Al termine dei lavori, sempre previo accertamento con le modalità di cui sopra della regolarità contributiva si darà luogo al pagamento dell’ultima rata di
acconto.
Qualsiasi altro credito eventualmente spettante all'impresa per l'esecuzione
dei lavori è pagato, quale rata di saldo, entro 90 giorni dall'emissione del certificato di collaudo previa garanzia fidejussoria ex art. 141 comma 9 del
D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 nonché art. 102 del D.P.R. n. 554/1999.
Il pagamento della rata di saldo non costituisce presunzione di accettazione
dell'opera, ai sensi dell'articolo 1666, secondo comma, del codice civile ed è
corrisposto previo l’accertamento della regolarità contributiva effettuato con
le modalità già citate.
Nel caso in cui la Civica Amministrazione effettui pagamenti di importo superiore a diecimila Euro e qualora non lo accerti direttamente, l’impresa dovrà
presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante
l’assenza di qualsiasi inadempimento derivante dalla notifica di uno o più
cartelle di pagamento per imposte e tasse ovvero lo stato e la misura delle
somme eventualmente dovute, mentre nel caso di mancata presentazione
della dichiarazione da parte del beneficiario, la Civica Amministrazione prima
di effettuare il pagamento a favore del beneficiario, provvederà a effettuare
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una specifica verifica ai sensi di quanto disposto dall’art. 4 del D.M.E. e F. n.
40 del 18 gennaio 2008, presso Equitalia S.p.A. . Tale operazione comporta
la sospensione dei termini per il pagamento.
L’eventuale presenza di debiti in misura pari almeno all’importo di diecimila
Euro produrrà la sospensione del pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell’ammontare del debito rilevato nonché la segnalazione della circostanza all’agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte in
ruolo ai sensi ed agli effetti dell’art. 3 del D.M.E. e F. n. 40 del 18 gennaio
2008.
3. I pagamenti saranno effettuati mediante l’emissione di bonifico bancario
presso la banca ..................... Agenzia n. …… di …….(…) Codice IBAN:
…………………….
La persona autorizzata dall’appaltatore, qualora non coincidesse con lo
stesso, a sottoscrivere i documenti contabili è ............................................
L’impresa si impegna a comunicare tempestivamente al Comune eventuali
modifiche dei nominativi dei soggetti incaricati.
L’art. 117 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. regolamenta la cessione di crediti già
maturati. In particolare la stessa dovrà essere notificata alla Civica Amministrazione e, in assenza di motivato rifiuto, diverrà opponibile a quest’ultima
decorsi quarantacinque giorni. In ogni caso la Civica Amministrazione potrà
opporre al cessionario tutte le eccezioni opponibili al cedente in base al presente contratto.
Articolo 12. Ritardo nei pagamenti.
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1. In caso di ritardo nella emissione dei certificati di pagamento o dei titoli di
spesa relativi agli acconti ed alla rata di saldo, rispetto ai termini previsti nel
capitolato speciale d'appalto come richiamati nel presente contratto, spettano all'appaltatore gli interessi, legali ed eventualmente quelli moratori, nella
misura e con le modalità ed i termini di cui all’articolo 30 del capitolato generale d'appalto approvato con D.M. n. 145/2000.
2. Trascorsi i termini di cui sopra o, nel caso in cui l'ammontare delle rate di
acconto, per le quali non sia stato tempestivamente emesso il certificato o il
titolo di spesa, raggiunga il quarto dell'importo netto contrattuale, l'appaltatore ha facoltà di agire ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, ovvero,
previa costituzione in mora della stazione appaltante e trascorsi 60 giorni
dalla medesima, di ricorrere al giudice ordinario per la risoluzione del contratto.
Articolo 13. Regolare esecuzione e collaudo, gratuita manutenzione.
1. L'accertamento della regolare esecuzione dei lavori secondo le prescrizioni tecniche prestabilite e in conformità al presente contratto avviene con
l’emissione del certificato di collaudo, che ha carattere provvisorio, entro sei
mesi dall’ultimazione lavori.
2.Il predetto certificato assume carattere definitivo decorsi due anni dalla
sua emissione e deve essere approvato dalla stazione appaltante; il silenzio
di quest’ultima protrattosi per due mesi oltre predetto termine di due anni
equivale ad approvazione.
3.Salvo quanto disposto dall'articolo 1669 del codice civile, l'appaltatore risponde per la difformità ed i vizi dell'opera, ancorché riconoscibili, purché
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denunciati dalla stazione appaltante prima che il certificato di collaudo, trascorsi due anni dalla sua emissione, assuma carattere definitivo.
4.L'appaltatore deve provvedere alla custodia, alla buona conservazione e
alla gratuita manutenzione di tutte le opere e impianti oggetto dell'appalto fino all'approvazione degli atti di collaudo da effettuarsi entro i termini di legge; resta nella facoltà della stazione appaltante richiedere la consegna anticipata di parte o di tutte le opere ultimate.
Articolo 14. Risoluzione del contratto.
1. Il Comune di Genova ha facoltà di risolvere il contratto con le modalità e
nei casi previsti dall’articolo 135 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
La risoluzione dovrà essere disposta comunque in caso di sentenza di condanna passata in giudicato per gravi violazioni degli obblighi attinenti la sicurezza sul lavoro.
2. Inoltre il Comune procederà alla risoluzione del contratto, ai sensi e con le
modalità di cui all’articolo 136 del D.Lgs 163/2006 nei seguenti casi, tutti riconducibili a grave inadempimento, grave irregolarità o grave ritardo:
a) grave negligenza e/o frode nell'esecuzione dei lavori;
b) inadempimento alle disposizioni del direttore dei lavori, pregiudizievole,
del rispetto dei termini di esecuzione di singole fasi delle lavorazioni;
c) manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei
lavori;
d) inadempienza, accertata dagli organi preposti, alle norme di legge e contrattuali sulla prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro nonché in
materia di versamenti contributivi a favore degli Enti Previdenziali, Assicura-
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tivi e Antinfortunistici, inclusa,
ove necessaria,
la CASSA EDILE
GENOVESE;
e) sospensione o rallentamento dei lavori, senza giustificato motivo, in misura tale da pregiudicare la realizzazione dei lavori stessi nei termini previsti
dal contratto;
f) subappalto non autorizzato, associazione in partecipazione, cessione anche parziale del contratto;
g) non rispondenza dei beni forniti alle specifiche di contratto e allo scopo
dell’opera, in misura tale da pregiudicare la funzionalità dell’opera;
h) proposta motivata del coordinatore per la sicurezza nella fase esecutiva ai
sensi dell’articolo 92, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81;
i) perdita, da parte dell'appaltatore, dei requisiti per l'esecuzione dei lavori,
quali il fallimento, l’irrogazione di misure sanzionatorie o cautelari che inibiscono la capacità di contrattare con la pubblica Amministrazione ;
l) mancato invio delle fatture quietanzate dal subappaltatore giustificato dal
mancato pagamento nei confronti dello stesso delle prestazioni derivanti dal
contratto di subappalto;
m) gravi e ripetute violazioni alle disposizioni contenute nei piani di sicurezza
da parte dell’Impresa appaltatrice nonché delle eventuali imprese subappaltatrici, comprese quelle relative al comportamento omissivo degli stessi operai ed alla omessa segnalazione al riguardo da parte del direttore di cantiere
al direttore dei lavori o al coordinatore della sicurezza in fase operativa;
n) inadempienze agli obblighi contrattuali verso la società Assicuratrice derivanti dalle condizioni contenute nelle polizze contro i rischi da esecuzione
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e/o dalla polizza decennale postuma, che abbiano causato l’inefficacia delle
stesse verso l’assicurato e quindi impedito il risarcimento dei danni subiti dal
Comune, diversamente coperti dalle suddette polizze;
o) revoca dell`attestazione di qualificazione con provvedimento dell’Autorità
di Vigilanza sui Contratti pubblici, dovuta alla produzione di falsa documentazione o dichiarazioni mendaci.
3. L'appaltatore è sempre tenuto al risarcimento dei danni a lui imputabili.
4. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 134 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 il
Comune ha il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto previo il
pagamento dei lavori eseguiti, del valore dei materiali utili esistenti in cantiere nonché dell’indennizzo calcolato ai sensi del 2° comma del medesimo articolo.
Articolo 15. Controversie.
1. Qualora siano iscritte riserve sui documenti contabili, il responsabile del
procedimento acquisisce immediatamente la relazione riservata del direttore dei lavori e, ove costituito, del collaudatore e qualora le stesse siano di importo
pari o superiore al 10% (diecipercento) di quello contrat-
tuale ai sensi e agli effetti dell'art. 240 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., sentito l'appaltatore, formula alla stazione appaltante, entro 90 (novanta) giorni
dalla apposizione dell'ultima delle riserve, proposta motivata di accordo
bonario sulla quale la stazione appaltante delibera con provvedimento motivato entro sessanta giorni.
2. Con la sottoscrizione dell'accordo bonario da parte dell'appaltatore cessa la materia del contendere
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3. Tutte le controversie derivanti dall'esecuzione del contratto, comprese
quelle conseguenti al mancato raggiungimento dell'accordo bonario di cui al
comma 1, saranno devolute all'Autorità Giudiziaria Competente - Foro
esclusivo di Genova.
TITOLO III - ADEMPIMENTI CONTRATTUALI SPECIALI
Articolo 16. Adempimenti in materia di lavoro dipendente, previdenza e assistenza.
1. L'Impresa ............. è obbligata ad applicare integralmente tutte le norme
contenute nel contratto nazionale di lavoro e negli accordi integrativi, territoriali ed aziendali, per il settore di attività e per la località dove sono eseguiti i
lavori; essa è altresì responsabile in solido dell'osservanza delle norme anzidette da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell'ambito del subappalto. Essa si impegna a
trasmettere al Comune, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia agli Enti Previdenziali, inclusa la CASSA EDILE
GENOVESE, ove necessario, Assicurativi ed Antinfortunistici.
2. L'Impresa è altresì obbligata a rispettare tutte le norme in materia retributiva, contributiva, previdenziale, assistenziale, inclusa la Cassa Edile Genovese ove richiesta, assicurativa, sanitaria, di solidarietà paritetica, previste
per i dipendenti dalla vigente normativa, con particolare riguardo a quanto
previsto dall'articolo 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e dall'articolo 7 del
capitolato generale d'appalto approvato con D.M. n. 145/2000.
3. L'impresa _________________ è altresì responsabile in solido con il subappaltatore in caso di mancata effettuazione e versamento delle ritenute
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fiscali sui redditi di lavoro dipendente e mancato versamento dei contributi
previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro
e le malattie professionali dei dipendenti, a cui e' tenuto il subappaltatore.
L’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo al subappaltatore fino all’esibizione da parte di questi della predetta documentazione.
Gli importi dovuti per la responsabilità solidale non possono eccedere complessivamente l'ammontare del corrispettivo dovuto dall'appaltatore al subappaltatore.
4. Per ogni inadempimento rispetto agli obblighi di cui al presente articolo,
accertato dagli Enti Competenti che ne richiedano il pagamento, il Comune
di Genova effettua trattenute su qualsiasi credito maturato a favore dell'appaltatore per l'esecuzione dei lavori e procede, in caso di crediti insufficienti
allo scopo, all'escussione della garanzia fideiussoria.
Articolo 17. Adempimenti in materia antimafia.
Il Comune di Genova ha esperito gli adempimenti disposti dal D.Lgs. n. 490
in data 8 agosto 1994 e dal D.P.R. n. 252 in data 3 giugno 1998.
Articolo 18. Sicurezza e salute dei lavoratori nel cantiere.
1. L'Impresa ......................, ha depositato presso la stazione appaltante:
a) il documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 17 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81;
b) un proprio piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie
scelte autonome e relativa responsabilità nell’organizzazione del cantiere e
nell’esecuzione dei lavori, quale piano complementare di dettaglio del piano
di sicurezza e di coordinamento di cui al successivo capoverso.
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La stazione appaltante ha messo a disposizione il piano di sicurezza e di
coordinamento di cui all’art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 predisposto
dall’Ing./arch._______in data________, del quale l’Impresa, avendone sottoscritto per accettazione l’integrale contenuto, assume ogni onere e obbligo.
Quest’ultima ha facoltà altresì di redigerne eventuali integrazioni ai sensi di
legge e in ottemperanza all’art. 12 del Capitolato Speciale d’Appalto.
2. Il piano di sicurezza e di coordinamento di cui al precedente capoverso e
il piano operativo di sicurezza di cui alla lettera b) depositati agli atti formano
parte integrante e sostanziale del presente contratto d’appalto pur non essendo allo stesso allegati .
3. L'Impresa ................... deve fornire tempestivamente al Coordinatore per
la Sicurezza in fase di esecuzione gli aggiornamenti alla documentazione di
cui al comma 1, ogni volta che mutino le condizioni del cantiere ovvero i processi lavorativi utilizzati.
4. L’Ufficio di Direzione Lavori, anche per il tramite del Coordinatore della sicurezza in fase esecutiva, e l’Impresa, anche attraverso il proprio direttore di
cantiere e/o il proprio rappresentante espressamente delegato, garantiscono
la propria presenza sul luogo di esecuzione dei lavori al fine di controllare il
rispetto di tutte le norme poste a tutela della sicurezza o di impartire le opportune disposizioni in caso di loro violazione.
5. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell'appaltatore, previa la sua formale costituzione in mora, costituiscono causa di risoluzione del
contratto in suo danno, ai sensi dell’art. 136 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163
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Articolo 19. Subappalto.
1. Il contratto non può essere ceduto, a pena di nullità.
(qualora l'aggiudicatario abbia indicato, in sede di offerta, i lavori da
subappaltare)
2. Previa autorizzazione del Comune di Genova e nel rispetto dell'articolo
118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, i lavori che l'Impresa .........................
ha indicato a tale scopo in sede di offerta possono essere subappaltati, nella
misura, alle condizioni e con i limiti e le modalità previste dal capitolato speciale d'appalto. In particolare si dà atto che l’Impresa ha dichiarato di voler
subappaltare
le
seguenti
attività:
.................................................
............................................. Onde consentire una corretta e tempestiva esecuzione dei lavori possibilmente senza interruzioni o sospensione degli
stessi, ai fini del rilascio dell’autorizzazione entro i termini previsti dall’articolo
118 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, l’Impresa si obbliga, all’atto
della presentazione dell’istanza di subappalto, a presentare la seguente documentazione:
a) copia del contratto di subappalto dal quale emerga, tra l’altro, che il
prezzo praticato dall’Impresa esecutrice di tali lavori non superi il limite
indicato dall’articolo 118 comma 4 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163. A tal
fine per ogni singola attività affidata in subappalto dovrà essere precisato
il prezzo pattuito nel contratto d’appalto comprensivo del costo per gli
oneri della sicurezza espressamente evidenziati, rispetto ai quali il subappaltatore non dovrà praticare alcun ribasso.
b) Attestazione SOA riferita all’Impresa subappaltatrice, ovvero, per i lavori
di importo inferiore a 150.000,00 euro, certificato di iscrizione alla CameMOD_02_01_00_19
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ra di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura comprensivo del
nulla osta antimafia.
c) Dichiarazione
sostitutiva
resa
dal
rappresentante
dell’Impresa
subappaltatrice secondo l’apposito modulo predisposto dal Comune di
Genova, ritirabile presso l’ufficio del Responsabile del Procedimento.
Dalla data di presentazione dell’ istanza di autorizzazione al subappalto decorrono trenta giorni, oppure quindici, nel caso di subappalti di importo inferiore al 2% dell’importo del contratto d’appalto oppure inferiori a 100.000,00
Euro, perché la stazione appaltante autorizzi o meno il subappalto. Tale termine può essere prorogato una volta sola se ricorrono giustificati motivi; tra i
giustificati motivi potrebbe essere compresa l’incompletezza della documentazione presentata a corredo della domanda di autorizzazione al subappalto.
I
lavori
oggetto
di
subappalto
non
potranno
avere
inizio
prima
dell’autorizzazione da parte del Comune di Genova ovvero della scadenza
del termine previsto al riguardo dall’articolo 118 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 senza che l’Amministrazione abbia chiesto integrazioni alla
documentazione presentata o ne abbia contestato la regolarità. Qualora
l’istanza di subappalto pervenga priva di tutta o di parte della documentazione richiesta, il Comune non procederà al rilascio dell’autorizzazione, provvederà a contestare la carenza documentale all’Impresa appaltatrice, convenendo altresì le parti, che in tale circostanza eventuali conseguenti sospensioni dei lavori saranno attribuite a negligenza dell’Impresa appaltatrice medesima e pertanto non potranno giustificare proroghe al termine finale di esecuzione dei lavori, giustificando invece l’applicazione, in tal caso, delle
penali contrattuali.
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3. E’ fatto obbligo all’Impresa di trasmettere entro 20 giorni dalla data di
ciascun pagamento effettuato nei suoi confronti copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti dalla stessa corrisposti al subappaltatore o cottimista con l’indicazione delle ritenute di garanzia effettuate. In difetto la Civica Amministrazione procederà alla formale contestazione dell’addebito
all’appaltatore, assegnandogli un termine di 15 giorni entro il quale dovrà trasmettere all’Ufficio del R.U.P. le fatture quietanzate dal subappaltatore. In
caso di ulteriore inadempimento il Comune potrà procedere alla risoluzione
del contratto per grave inadempimento ai sensi dell’articolo 136 del D.Lgs.
163/2006 e, conseguentemente, all’escussione della garanzia prestata
dall’appaltatore ai sensi dell’articolo 113 comma 1 del D.Lgs. 12 aprile 2006
n. 163.
Il Comune non provvede al pagamento diretto dei subappaltatori e cottimisti.
Articolo 20. Garanzia fideiussoria a titolo di cauzione definitiva.
1. A garanzia degli impegni assunti con il presente contratto o previsti negli
atti da questo richiamati, l'Impresa ...................... ha prestato apposita garanzia fideiussoria (cauzione definitiva) mediante ………………….
(i)
nume-
ro ………… in data …………………. rilasciata dalla società/dall'istituto
……………….……………….. agenzia/filiale di ……..
…………(………) pari al …....…….
(iii)
(ii)
per l'importo Euro
per cento dell'importo del presente
contratto avente validità fino al ..............
ridotto nella misura del 50% ai sensi dell'art. 40, comma 7, del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163
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( NB in caso di fidejussione bancaria inserire: autenticata nelle firme dal
Notaio ..................... di .......................... in data ........................ con il numero ........................di Repertorio.)
2. La garanzia deve essere integrata ogni volta che la stazione appaltante
abbia proceduto alla sua escussione, anche parziale, ai sensi del presente
contratto.
3. Detta garanzia, previe eventuali e necessarie proroghe, resterà vincolata
per tutta la durata dei lavori e fino alla data di emissione del certificato di collaudo salvo quanto previsto dall’art. 113 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
Articolo 21. Responsabilità verso terzi e assicurazione.
1. L’Impresa ..................... assume la responsabilità di danni a persone e
cose, sia per quanto riguarda i dipendenti e i materiali di sua proprietà, sia
quelli che essa dovesse arrecare a terzi in conseguenza dell'esecuzione dei
lavori e delle attività connesse, sollevando Il Comune di Genova da ogni responsabilità al riguardo.
2. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 103 del Regolamento Generale
l’Impresa si impegna a stipulare polizza assicurativa che tenga indenne il
Comune dai rischi derivanti dall’esecuzione dei lavori a causa del danneggiamento o della distruzione totale o parziale di impianti ed opere, anche
preesistenti,
con una somma assicurata pari ad Euro 8.000.000
(…………….), che preveda una garanzia per responsabilità civile verso terzi
per un massimale di Euro 4.000.000 ( quattromilioni/00 euro).
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Detta polizza sarà emessa in applicazione dello schema tipo 2.3 di cui al
D.M. 12 marzo 2004 n. 123. Qualora per il mancato rispetto anche di una
sola delle condizioni di cui all’articolo 2 lettere c) ed e) ed articolo 10 lettere
a) e c) del suddetto schema contrattuale la garanzia della polizza assicurativa per i danni da esecuzione non sia operante, l’appaltatore sarà direttamente responsabile nei confronti del Comune per i danni da questo subiti in
dipendenza dell’esecuzione del contratto d’appalto.
In caso di mancato risarcimento del danno subito dal Comune, a seguito di
azioni od omissioni del contraente configuranti mancato rispetto dei sopra citati articoli del contratto di assicurazione, ciò sarà considerato come comportamento gravemente negligente dell’appaltatore ai sensi e per gli effetti di cui
agli articoli 38 e 136 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
TITOLO IV - DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 22. Documenti che fanno parte del contratto.
1. Fanno parte del presente contratto e si intendono allegati allo stesso, ancorché non materialmente e fisicamente uniti al medesimo ma depositati agli
atti del Comune di Genova, i seguenti documenti:
- il capitolato generale d’appalto approvato con D.M. 19 aprile 2000, n. 145;
- il capitolato speciale d’appalto;
- gli elaborati grafici progettuali;
- l'elenco dei prezzi unitari individuato ai sensi degli articoli 2, 3 e 4 del presente contratto;
- i piani di sicurezza previsti dall’articolo 18 del presente contratto;
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- il cronoprogramma.
Articolo 23. Richiamo alle norme legislative e regolamentari.
1. Si intendono espressamente richiamate le norme legislative e le altre disposizioni vigenti in materia e in particolare il D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, e
il regolamento approvato con D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e il D.M.
145/2000 per quanto ancora vigenti e in quanto compatibili con le disposizioni del D.Lgs. 163/2006.
Articolo 24 Elezione del domicilio
Ai sensi dell’articolo 2 comma 1 del D.M. 145/2000 l’Impresa .........................
elegge domicilio in Genova presso:
- gli uffici comunali
- altro
Articolo 25. Spese di contratto, imposte, tasse e trattamento fiscale.
1. Tutte le spese alle quali darà luogo il presente atto, inerenti e
conseguenti (imposte, tasse, diritti di segreteria ecc.) (pro-quota) comprese
quelle occorse per la gara sono a carico dell’Impresa che, come sopra costituita, vi si obbliga.
2. Sono altresì a carico dell’appaltatore tutte le spese di bollo per gli atti occorrenti per la gestione del lavoro, dal giorno della consegna a quello della
data di emissione del collaudo provvisorio.
3. Ai fini fiscali si dichiara che i lavori di cui al presente contratto sono soggetti all'imposta sul valore aggiunto, per cui si richiede la registrazione in misura fissa ai sensi dell'articolo 40 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
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4. L'imposta sul valore aggiunto, alle aliquote di legge, è a carico della stazione appaltante.
5. Tutti gli allegati al presente atto sono da intendersi quale parte integrante
e sostanziale di esso e le Parti, avendone presa visione, col mio consenso,
mi dispensano di darne lettura.
Richiesto io,
Segretario Generale
del Comune ho rice-
vuto il presente atto, scritto a macchina mediante inchiostro nero indelebile,
e in parte a mano da persona di mia fiducia, su
fogli e parte del
resi bollati, del quale è stata data lettura alle Parti contraenti che lo approvano e meco lo firmano a termini di legge.
i
Completare con le parole “polizza assicurativa” ovvero “fideiussione bancaria” a seconda
del caso.
ii
Indicare la società o l'istituto, bancario o assicurativo, che rilascia la garanzia, con la sede.
iii
La garanzia deve essere conforme al D.Lgs. 163/2006
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