Dicembre - associazione vecchia alassio
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Dicembre - associazione vecchia alassio
ANNO XLVIII - N. 12 Martedì 16 Dicembre 2008 € 2,00 Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf) Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S. Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Effettivo € 22,00 - Socio Aderente € 19,00 - Socio Aderente estero € 24,00 ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 E-mail: [email protected] - Sito internet: www.vecchiaalassio.it L’Associazione Vecchia Alassio augura alla cittadinanza e ai graditi ospiti un buon Natale e un felice 2009 TRENTACINQUE ANNI DI CONSULTA LIGURE Compleanno importante quello della Consulta Ligure il cui atto costitutivo risale al 24 novembre 1973. Trentacinque anni in cui il sodalizio regionale, riconosciuto dalla Regione e dalle Province, ha svolto i suoi compiti con risultati eccellenti nel campo del dialetto, della difesa dell’ambiente, dei rapporti con le varie Istituzioni, per non parlare delle diverse pubblicazioni di cui l’ultima in ordine di tempo è il Dizionario Biografico dei Liguri Illustri. Un excursus su questo importante iter è stato svolto dal prof. Franco Gallea che ha letteralmente ipnotizzato il pubblico presente con una rievocazione che è partita dalle sette Associazioni fondatrici per poi analizzare questi trentacinque anni. Fra le tante curiosità accennate, quella riguardante il numero dei soci nelle Associazioni: dai 1644 nel 1973 si è passati a 21.800 oggi. Un lunghissimo e scrosciante applauso ha salutato la fine della relazione seguita con particolare interesse. Tutto questo ed altro si è svolto domenica 23 novembre u.s. in occasione della riunione, l’ultima di quest’anno, avvenucontinua a pag. 2 U NOSCIU LÜNORIU (Il nostro calendario) Come consuetudine dall’ormai lontano 1997, anche per l'anno 2009, in appendice al numero natalizio de “L’ALASSINO” offriamo ai nostri lettori il tradizionale “LUNORIU” avvalendoci ancora una volta dei versi dei nostri poeti in sintonia con foto tratte dal ricco archivio fotografico A.V.A. e corredato, come sempre, da popolari proverbi relativi ai singoli mesi nonché a notizie di carattere generale. Il tema, per l’anno 2009 è “Nel cielo… sul mare”. Certi del benevolo accoglimento della presente edizione a tutti i nostri lettori auguriamo un SERENO 2009. Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vecchia Alassio invita tutti i Soci, le loro famiglie, tutti i lettori e i loro amici alla tradizionale serata “RITRUVAMMUSE INSEMME” che si terrà nel Palalassio “Ravizza” (g.c.) Venerdì 19 dicembre 2008 alle ore 20,45 “7 incontri… salutari” Mercoledì 26 novembre una affollata platea ha preso parte al secondo incontro in programma per la III edizione “7 incontri salutari” rivolta alla terza età, organizzati dalla GESCO SPA per conto dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Alassio. I primi due incontri, che si sono svolti presso il Bar Balzola e il Bar Giacomel, hanno visto la partecipazione del Dott. Traverso, psicologo, che ha affrontato i problemi legati a sonno, e la dott.sa Patrizia Bettinelli, esperta nutrizionista, che ha illustrato con efficacia e competenza una strategia adeguata per mangiare in modo corretto, con piacere e senza ingrassare. Dopo questi due incontri legati ai comportamenti e agli stili di vita, a gennaio 2009 inizierà il secondo ciclo che prevederà tre incontri con medici che affronteranno i problemi legati alla salute dell’anziano. continua a pag. 2 ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO Il giorno 17 dicembre 2008 presso la Sede Sociale di Via XX Settembre 7, Alassio è convocata L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI EFFETTIVI alle ore 20.30 in prima convocazione e alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente ORDINE DEL GIORNO 1) Relazione del presidente; 2) Relazione finanziaria; 3) Varie ed eventuali. Confidando nella Sua partecipazione, porgo i migliori saluti. Il Presidente A.V.A. Carlo Cavedini MOSTRE A.V.A. alla Sala Carletti Dal 16 dicembre al 15 Gennaio 2009 esporrà LOREDANA BOCCARDO La genialità degli artisti merita una visita! SANTA BARBARA 2008 La mattinata di giovedì 4 dicembre, festa di S. Barbara, patrona della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco, è stata piacevolissima e ricca di inziative. Grazie all’impegno, improntato all’originalità e alla didattica, del Comandante della Capitaneria del Porto di Alassio, t.v. Luca Sammuri, con la collaborazione del Capo Reparto del Distaccamento dei Vigili del Fuoco, sig. Guglielmo Grasso, la cittadinanza alassina ha avuto l’opportunità di assistere ad alcuni momenti di intensa emozione. Nella piazza S. Francesco rappresentanti delle scuole cittadine, elementari e medie, hanno visto salire verso l’alto, nei pressi di un palazzo, gli esperti vigili del fuoco per un’azione dimostrativa di salvataggio; nello stesso tempo un elicottero della Guardia Costiera volteggiava in mare, sempre di fronte agli sguardi curiosi dei ragazzi e dei presenti, nel tentativo simulato di una salvataggio tra le onde ancora burrascose. Le autorità civili e militari di Alassio e delle città del circondario, insieme a numerosi fedeli, si sono strette, quindi, attorno a Sua Eccellenza il vescovo, mons. Mario Oliveri, per la solenne celebrazione eucaristica nella chiesa della SS. Immacolata dei frati cappuccini. Le parole del presule hanno messo in evidenza il collegamento della vita e del martirio di S. Barbara con l’esperienza, molto spesso esposta a gravi rischi, dei marinai e dei vigili del fuoco. Il rinfresco conclusivo presso l’hotel Savoia, con lo scambio di saluti in serena conversazione, di fronte al mare e alla vista dei due promontori della baia, ha coronato una festa che sta assumendo, grazie alle idee dei comandanti, un nuovo volto, più vicino alla cultura e al mondo di conoscenze dei cittadini. A.V.A. Confraternita Santa Caterina di Alessandria V.M. Parrocchia Di sant’Ambrogio di Alassio Foto di gruppo dei Confratelli. In data 21 Novembre 2008 si è riunita la Confraternita per l’annuale assemblea al fine di verificare l’attività svolta e fare il punto socio-economico dell’Associazione dell’anno trascorso alla guida del nuovo priore Martino Domenico e del nuovo governo. Ciò premesso, con volontà e entusiasmo, pur non mancando le difficoltà e qualche “mugu- (FOTO ALDO) gno”, il nuovo governo è riuscito a svolgere quelle attività benefiche e prefissate utili alla crescita nello spirito già riconosciute e apprezzate della Confraternita nei corso degli anni, ma anche nel perseguire e rinnovare la fedeltà e l’impegno di testimonianza cristiana. continua a pag. 2 L’Associazione Vecchia Laigueglia in collaborazione con la Confraternita S. M. Madalena e il Comune di Laigueglia organizza una RAPPRESENTAZIONE DI PRESEPI in collaborazione con i cittadini, nella sanità marittima di Piazza Cavour con INAUGURAZIONE IL 24 SERA dopo la messa di mezzanotte, e durerà fino al 6 gennaio 2009. In concomitanza, l’associazione con il parroco inaugurano un’esposizione di parati sacri che saranno esposti nella chiesa di San Matteo fino al 28 dicembre 2008 Angolo di Daniele La Corte Bilancio in burqua AAA... successore di Melgrati cercasi. Annuncio scontato, ma neppure troppo visto che il primo cittadino in carica, più di una volta, ha manifestato l'intenzione di dimettersi per poter così tornare in gioco. La cosa non dispiacerebbe, sembra, all’onorevole Claudio Scajola, padre e padrone del Pdl ligure. Il ministro, infatti, non avrebbe fatto salti di gioia di fronte ai tanti nomi snocciolati da maggiorenti del centrodestra alassino per far fronte alla prossima tornata elettorale. Nessun nome fino ad ora avrebbe ottenuto, stando alle indiscrezioni, grandi consensi. L’incarico di sindaco spetterebbe, si dice, nella logica delle spartizioni di alleanza, a un rappresentante di Forza Italia. Nella città di Adelasia, però, dopo la sortita di Melgrati sui tanti divieti, compreso quello di indossare il burqua, è giunta lode dal “Carroccio” con tanto di «...è in linea con il pensiero leghista...», frase che fa intravvedere un' evidente voglia di fare accordi diversi senza escludere un ritorno sul “trono” chi nei divieti aveva messo tanto impegno. Cosa già viste, spettacoli in replica nella novella Bagdad invasa da donne velate e da tanti potenziali esponenti di Al Queda pronti al sabotaggio di strade, acquedotti e, dicono gli “007” dell’Intelligence nostrano, bilanci comunali. Ma le strade sembrano più disastrate, in maniera irreversibile, dai tanti camion fuori misura che indisturbati proseguono nell’opera distruttiva di asfalto, muri e condotte idriche. Da poco sono stati tagliati alberi pericolanti, presto chiuderanno le strade perché troppo a rischio. Bisogna solo aspettare, e siamo all'assurdo, che “ci scappi il morto” o che accada come con l'Aurelia, a Santa Croce, qualche anno fa. Nel buco in bilancio creato forse dalle donne in burqua che da sempre mettono in pericolo gli equilibri alassini, potrebbe finirci tutto. Ma, senza battere ciglio, dal Palazzo assicurano che presto si venderà villa Fernanda e che tutto andrà a posto. Allora i soliti “007” assicurano che sarebbe meglio vederci chiaro anche perché unico acquirente allorizzonte è la “Marina di Alassio”. La cosa appare un po' strana. Nessuno vuole un immobile, un ex albergo, che potrebbe, con facilità, essere trasformato in condominio? Strano, molto strano per noi sospettosi. Difficile pensare che nessuno voglia più fare business in una città turistica dove le agenzie immobiliari superano gli hotel. Così, bella la pensata, se la “Marina di Alassio”, società comunale, acquista villa Fernanda, il buco in bilancio sparirà. Un bel “giro” che, vista la situazione, dovrebbe “far nascondere” chi ha avuto la pensata. Gli consigliamo di occultarsi sotto un azzurro burqua, colore alla moda per le strade di Bagdad, ma anche nel Bel Paese, Alassio compresa. Ma i divieti, nella “città del Muretto”, piacciono. Prima i leghisti contro i bikini, oggi i forzisti contro i fantasmi velati. Uniche a resistere sono le brasiliane, intendiamo le ballerine, che ad ogni festa, viva la beneficenza, sono pronte a mostrarsi come “mamma le ha fatte”, senza veli, rigorosamente a ritmo di samba. 2 «L’ALASSINO» Martedì 16 Dicembre 2008 TRENTACINQUE ANNI DI CONSULTA LIGURE Alberghiero di Alassio e Nordiconad lanciano la sfida al caro prezzi: un pasto completo a meno di 5 euro (segue dalla prima pagina) ta a Genova presso il Teatro della Gioventù nella Sala Barabino in via Macaggi. Moltissime le Associazioni presenti delle 55 che formano la Consulta. È stata notata con simpatia la presenza dell’Associazione “A Maina” di Carloforte sull’isola di San Pietro in Sardegna, rappresentata dal presidente Luigi Pellerano, da Rosa Cambiaggio e da Gianni Repetto. Pellerano ha parlato di fratellanza ed amicizia ed ha espresso il desiderio di accogliere la Consulta in Sardegna. Interessantissimo l’intervento della Cambiasso sulla nascita di Carloforte, con riferimenti ai Tabarkin (gente di origine ligure) che parlano il dialetto genovese. Anche Repetto, figura simpatica e cordiale, ha parlato a braccio ed ha saputo carpire all’assessore regionale Fabio Morchio una quasi promessa di sponsorizzazione per una eventuale trasferta della Consulta a Carloforte. Presente anche l’assessore Franco Lirosi, in rappresentanza del Comune di Savona, che “non fa promesse se non è sicuro di poterle mantenere”. Segno di correttezza e serietà (doti che quasi sempre mancano a chi amministra la cosa pubblica). Si è parlato del secondo Progetto Scuole, ricordando che il 10 ottobre u.s. si è conclusa, proprio presso il Teatro della Gioventù, la prima edizione con la premiazione di una scuola di Triora. La seconda edizione riguarderà il tema “I mestieri scomparsi” e si concluderà il 31 marzo 2009. Per quanto concerne il Dizionario Biografico dei Liguri, è uscito il 7° volume e a gennaio prossimo verranno definite le linee per l’8° volume (lettera E). Anche l’assessore Morchio ha dato il suo valido contributo con un intervento nel quale ha messo in evidenza l’importanza di questa Consulta Ligure e la fattiva collaborazione con la Regione Liguria. Quanto sopra ed altro ha formato l’ordine del giorno di questa riunione che è coincisa con il trentacinquennale di questo organismo ligure. Dopo il pranzo, i partecipanti hanno assistito ad uno spettacolo teatrale offerto dalla Direzione del Teatro. È stata l’occasione per la rivisitazione di una delle commedie di Gilberto Govi: “Barba e cavelli”, presentata dalla Compagnia “Genova Spettacoli”. Una performance veramente simpatica, bravi gli attori e tantissimi gli applausi a scena aperta. La prossima riunione potrebbe aver luogo ad Ovada alla fine di marzo. Un cordiale saluto ed un affettuoso augurio per un Natale sereno, e in perfetta salute. Beppe Rizzo (per l’AVA) “7 INCONTRI… SALUTARI” (segue dalla prima pagina) Inoltre quest’anno la rassegna prevede un incontro in Biblioteca con il Dott. Cimolato del 118 che illustrerà la preziosa utilità dei servizi collegati a questo numero. Allegri, vitali, in buona salute, sono gli anziani che continuano a fare attività motoria, andare in piscina, fare gite, andare al Centro ricreativo: a loro sono dedicati questi incontri che hanno come obiettivo quello di offrire delle informazioni su alcune tematiche legate a questo periodo della vita. Questi incontri inoltre vengono proposti presso i bar della Città, così da creare un clima molto amichevole e colloquiale. Dopo la pausa natalizia, l’incontro è previsto giovedì 15 gennaio 2009 presso il Bar Caffè Riviera dove interverrà il Dott. Carbone oculista che parlerà dei vari problemi legati agli occhi. È molto positivo il riscontro di partecipazione nelle prime due conferenze, probabilmente il format scelto soddisfa pienamente gli anziani perché in questi incontri tematici essi possono chiedere consigli, soddisfare le loro aspettative e soprattutto trascorrere un pomeriggio in cui si sentono finalmente protagonisti. L’assessorato alle Politiche sociali nella figura dell’Assessore Dott. Loretta Zavaroni ha creduto in questo progetto perché queste conferenze, oltre ad essere altamente ricche di informazioni utili da parte dei medici che intervengono, sono occasione per stare insieme, confrontarsi con altri e instaurare relazioni efficaci e durature. Vi aspettiamo a gennaio per il prossimo incontro. GESCOSPA CONFRATERNITA SANTA CATERINA Radici e rami uniti per una vera nascita e-mail: [email protected] Questa volta sarò breve. Non perché non ci sia niente da dire; piuttosto perché non ci sono parole adeguate. Siamo quasi a Natale, e l’avvento è l’attesa della nascita, di una nuova vita. La nascita è solo un brevissimo momento dell’esistenza di “un qualcosa”, ci sono prima tutti i preparativi per creare le condizioni ideali per un inizio, e poi tutti i controlli, gli aiuti, le attenzioni, la presenza e l’amore per farlo crescere e maturare. Non parlo solo di persone o esseri viventi (tutti!), ma anche di idee, progetti. Sopravvivere non è esistere, ed esistere non è vivere. Perché qualcosa possa vivere ha bisogno di “radici” e di “rami”. Se tagliamo le radici, come facciamo a stupirci se un albero, se non cade, almeno tentenna? Se amputiamo i rami, perché ci stupiamo se quella pianta non dà segni di gioia? Non succede forse la stessa cosa per le persone? Perché però nei confronti di alcuni, come piante, animali, bambini, persone più deboli, ci permettiamo di decidere malamente della loro esistenza, solo perché non possono esprimersi (o non glielo lasciamo fare)? Su un pero non crescono le mele. Vogliamo le mele? Dobbiamo seminare e coltivare mele. Se non ci piace quello che c’è, probabilmente abbiamo prestato troppa poca attenzione nel momento di semina e coltivazione. Negli Stati Uniti ha vinto “Yes we can”. Loro ci hanno creduto e hanno coltivato la loro idea fino a farla fiorire e sbocciare; noi non siamo stati in grado neanche di sognare l’idea. Ma il miracolo è che il mondo va avanti, non tanto grazie a noi, ma soprattutto nonostante noi. A Natale tutti ci fermiamo a pensare alla nostra vita, a quello che è stato l’anno che sta per concludersi , al nostro futuro, a quello che vorremmo. Per questo Natale auguro ad ognuno di voi di sognare un’idea a favore della vita, e che, grazie a voi, questo sogno possa diventare la nostra realtà. Provocatoriamente Anonima Libri fatti ad arte Cosa c’è di meglio di un buon libro… di una bella storia che ci fa viaggiare con la fantasia e che rimane nella memoria del cuore come il tesoro più segreto e imperdibile… se poi la nostra storia è accompagnata da immagini suggestive, allora la magia è completa… E questa piccola grande magia si è compiuta per tutti i bambini delle scuole dell’Infanzia e delle classi Primarie statali di Alassio che hanno visitato, accompagnati dalle loro insegnanti, la Mostra Libri fatti ad arte, allestita presso la Direzione Didattica in via Neghelli. La magia della parola e dell’immagine si è rivelata nello sguardo dei piccoli e dei meno piccoli durante l’ascolto della lettura animata e della presentazione di alcuni testi fatta dalla maestra biblioteca, nome con il quale un bimbo di prima ha chiamato la maestra Loredana che si occupa proprio della Biblioteca della Scuola. L’orso polare e il drago Gaspare il terribile, Milla Maghilla e Anna e il pettirosso hanno preso vita per i bambini che li hanno, poi, anche disegnati e raccontati insieme alle emozioni più sincere suscitate in loro da questa esperienza. E se qualcuno vuole condividerle almeno un pochino può andare a visitare la nostra vetrina nel Sottopassaggio Charlie Chaplin e vedere un pezzetto della Mostra che abbiamo voluto offrire a tutti, alassini e non. La maestra biblioteca La “strenna” A.V.A. (segue dalla prima pagina) La Confraternita rattristata dedica innanzi tutto il suo pensiero e la sua gratitudine ricordando i Confratelli che in quest’ultimo anno ci hanno lasciato: Airaldi Emanuele “Nuccio”; Quartara Natalino; Moirano Tullio. Le amatissime Caterina Vaccarezza “Rina” moglie del Confratello Antonio Carossino; Elda Ciccioni moglie del Confratello Angelo Lavagna. La partecipazione della Confraternita ha continuato ad essere attiva nelle varie manifestazioni religiose quali le partecipazioni alle processioni con il Crocifisso, nelle parrocchie e chiese del Vicariato e della Diocesi, nonché a Lourdes in occasione del cammino di pellegrinaggio internazionale delle Confraternite nel 150° anniversario dell’apparizione della Madonna. L’attività sociale e del volontariato è stata non di meno profi- www.italiasuperpartes.wordpress.com cua. Tra queste la collaborazione con la protezione civile in un simulato terremoto, in via Torino per il mercatino del volontariato, nelle scuole elementari per far conoscere l’associazione e i suoi fini, le tombolate per turisti e residenti; l’adesione di reperibilità rivolto dall’Assessorato alle Politiche Sociali riguardante l’aiuto a persone bisognose e altre lodevoli iniziative. Un ringraziamento al parroco Mons. Angelo De Canis per l’indispensabile sostegno spirituale e non solo e un elogio alle signore e mogli che hanno aiutato la Confraternita nel corso dell’anno durante le varie manifestazioni. Voglia Santa Caterina, nostra Patrona, accrescere in tutti noi la fede in Cristo, la devozione alla Madonna, la serenità per tutti. Il Governo Per un sempre gradito ma spesso indeciso dono natalizio, l’A.V.A. propone ai suoi lettori la seguente gamma di sue pubblicazioni disponibili in sede: - IMPRESE D’ALASSIO - Città sacra alla Gran Madre di Dio di F. Maria Giancardi (anno 1653) - Riedizione Maggio 1978 a cura di Antonio Carossino e Francesco Gallea (testi numerati) - ANTOLOGIA ALASSINA (poeti, letterati, pittori di Alassio) anche in edizione speciale numerata, contenente un esemplare dell’acquaforte del celebre pittore Carlo Cattaneo. - ALASSIO IN VETRINA Nuovo Album fotografico e storico a cura di Tommaso Schivo. - ALASSIO... ALASSIO... 44° PARALLELO La storia, l’arte, gli itinerari e la flora di questa meravigliosa città. - NUOVO DIZIONARIO ALASSINO - In due parti: 1° ITALIANO-ALASSINO: Voci della lingua scritta e parlata Nomi propri di persona 2° ALASSINO-ITALIANO: Vocaboli dialettali- Specie ittiche del nostro mare - Uccelli e funghi individuabili sulle nostre colline. La numerazione alassina - I sogni e il gioco del lotto - Soprannomi antichi. - ALASSIO SBIRCIATA “DUE” Otto disegni acquarellati di Gianni Giardini Riproduzione artistica numerata e firmata a mano dall’autore sulla cartella. Se a un amico tu vuoi fare la tua “strenna” di Natale prendi al volo l’occasione… è una buona soluzione!!! GIOVEDÌ 04 DICEMBRE 2008 – ORE 12,00 I giornalisti liguri, in gara tra loro, nelle cene della solidarietà, con i piatti poveri della tradizione. Il nostro Istituto è impegnato da sempre nella riscoperta delle ricette della tradizione e da un decennio; in collaborazione con il Comune di Alassio e il Banco della Solidarietà, svolge una serie di iniziative sociali come, ad esempio, cene di beneficenza e il pranzo degli auguri di Natale per gli ospiti della casa di riposo della nostra città. Tra queste, il pandolce della solidarietà che viene venduto per realizzare iniziative a favore delle emergenze umanitarie e sociali. Nel 45° anniversario della fondazione della nostra Scuola, in collaborazione con Nordiconad, da sempre impegnata a creare un solido rapporto con la comunità e il territorio in cui opera, Enti ed Associazioni, siamo intenzionati a promuovere una serie di pranzi finalizzati ad un duplice obiettivo: la solidarietà e la riscoperta dei piatti poveri della tradizione ligure. In questa “mission” saremo affiancati dai nonni e dalle nonne dei nostri alunni e inviteremo a gareggiare tra i fornelli dell’alberghiero, in una sorta di sfida all’ultimo euro di risparmio, i giornalisti delle redazioni liguri di quotidiani ed emittenti televisive. La sfida è quella di servire un pasto completo a meno di 5 €: ciò consentirà a tanti, che hanno smesso da tempo di frequentare un ristorante, di essere testimoni di questa gara tra consumatore ed euro. Monica Barbera Roberto Basso, il preside prof. Renzo Rossi e Andrea Ponzati. Le “sfide al caro euro” che si è svolta presso la Scuola Alberghiera Giancardi Galilei Aicardi di Alassio, giovedì 4 Dicembre u. sc., in collaborazione con Nordiconad, Comune di Alassio, C.I.R., Banco della Solidarietà e Cooperativa Quadrifoglio, ha visto vincitore il giornalista Roberto Basso, che ha superato nel giudizio degli invitati il collega Andrea Ponzati con questo menu: pennette alla “Roberto”, lonze di maiale al forno e friscioi dolci come dessert. Il tutto accompagnato da un ottimo vino, non doveva superare un costo di cinque euro. Molto applauditi gli allievi del primo anno della scuola, sia il servizio in sala che in cucina, che hanno collaborato alla “singolar tenzone” unitamente al Preside Prof. Renzo Rossi. A.V.A. LA CULTURA A TAVOLA Laigueglia 2008 Giovedì 4 dicembre 2008 si è svolto il secondo appuntamento del Circolo di Studi slow Caffè con “la Cultura a Tavola”. Dopo il tutto esaurito del primo appuntamento, dedicato all’arte lenta del pensare, che ha visto mattatore della serata il prof. Gian Maria Zavattaro preside del Liceo Bruno di Albenga, è toccato ad Andrea Gallea bissare il successo degli incontri conviviali a tema. L’IRONIA il tema scelto dai relatori, prof. Andrea Gallea e Anna Marino Celant, per intrattenere, i commensali del ristorante L’ARCHÉ di Laigueglia, via Dante 204. Il circolo di studi slow Caffè si è affidato, per la seconda serata, a Gallea già docente di italiano e latino del Liceo “Bruno” di Albenga, giornalista e brillante animatore della cultura alassina, che per l’occasione ha ritrovato come commensali tanti dei suoi ex alunni e tanti degli attuali frequentatori delle sue affollate lezioni di letteratura italiana all’UNITRE di Alassio. Come di consuetudine, subito dopo l’aperitivo, la storica e cittadina onoraria Anna Marino Celant, ha proposto, testimonianze ed aneddoti tratti dall’archivio storico comunale e il professor Gallea ha chiuso la cena con l’ironia nella poesia romanesca. Gallea ha deliziato i commensali con l’ironia della poesia di Trilussa mentre la maestra Marino ha introdotto alla cena con “allusioni ironiche nelle liti laiguegliesi del Seicento”. Gli appuntamenti letterari rappresentano una straordinaria opportunità per il borgo marinaro, e grazie alla “Cultura a tavola” e alle “pillole” di Anna Marino Celant i commensali che si avvicinano per la prima volta alla nostra cittadina possono apprezzarne appieno la storia, le tradizioni e le bellezze architettoniche. IL progetto, svolto in collaborazione con l’Università delle Tre Età di Laigueglia sezione di Alassio, il Ristorante L’ARCHÉ di Laigueglia ristorante (via Dante n° 204 tel. 0182 690025 – 348 5654561) si propone di offrire nuove opportunità di formazione, aggregazione e socializzazione. Il circolo di studio è un nuovo strumento per fare autoformazione, con il pieno coinvolgimento di tutti i partecipanti. L’auspicio dei soci promotori è di raccogliere, attorno al circolo, persone provenienti da diverse esperienze. Il circolo di studio è un’esperienza innovativa di educazione permanente; i cittadini di ogni età, singolarmente o in gruppo, hanno la possibilità di proporre tematiche da approfondire per coltivare interessi, rispondere a curiosità, ampliare e sviluppare competenze, mettere in gioco capacità, sviluppare attività manuali, progettando e realizzando insieme ad altri momenti di formazione. Il prossimo appuntamento sarà giovedì 15 gennaio 2009, sempre presso il ristorante L’ARCHÉ di Laigueglia, via Dante 204. Il tema proposto sarà la storia e la relatrice la dottoressa Josepha Costa Restagno dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri Il costo della cena è di 13 euro ed è aperta a tutti. Prenotazioni ristorante L’Arché 0182 690025 Martedì 16 Dicembre 2008 U recantu di nosci diti (a cura di G.C. e G.G.) CRONACA DI ANDATE MESE DI DICEMBRE 2008 Cantò e purtò a cruxe… u nu se pò Lungo un viale ingiallito dal tempo Questo “detto” apparentemente riferito ai “Portatori di Cristi”, usanza molto in voga nelle nostre processioni religiose nelle quali “Cristi” di notevoli dimensioni e peso vengono portati con evidente sforzo e fatica, tali da impedire al “portatore”, qualora anche lo volesse, la possibilità di partecipare al “canto” comune, ha due ben precisi e diversi significati: il primo “che non si possono fare due cose assieme, specie se contrarie” e il secondo che, “il cantare” cioè “gioire” – “essere felici”, non è possibile, “portando la croce” ossia in momenti di sofferenza e di dolore. In arte “Gibba” Quando si parla di cartoni animati, ovvero di “cartoons”, l’immaginario collettivo pensa subito a un genere di cinema dedicato ai bambini. La mente va subito alle animazioni viste tanti anni fa, come ad esempio Topolino, Biancaneve, Cenerentola, Bambi, e così via. Era quella un’animazione cosiddetta “artigianale” (anche se la Disney produceva con grandi mezzi e bravissimi disegnatori) in contrapposizione a quella di oggi in cui l’uso del computer ha di gran lunga facilitato il compito degli animatori. Ma fu proprio sessant’anni fa che un cartonista si ribellò alle “mielate situazioni dei cerbiatti in cerca della mamma”. Il ragionamento che egli fece fu il seguente: “Perché produrre cartoni animati soltanto per un pubblico giovanissimo? Affrontando temi meno frivoli, anche gli adulti potrebbero godere di quest’arte”. Era quello il periodo del neorealismo, in cui grandi film scrivevano la storia del cinema italiano: “I bambini ci guardano”, “Roma città aperta”, “Sciuscià” (a proposito di quest’ultimo, il titolo deriva da un’espressione americana: shoe-shine – lustrascarpe), tanto per citarne alcuni. E quel cartonista pensò proprio a Sciuscià. Egli imbastì una storia, quella di un bambino solo che ha come compagno un cane. Vende sigarette agli angoli delle strade, è perseguitato dai poliziotti di quartiere, soffre la fame. Un giorno il bambino si ammala, il freddo lo uccide. Era nato, così, “L’ultimo Sciuscià”. Pare che una copia sia depositata al MOMA di New York. Questo cartonista si chiama Francesco Maurizio Guido, in arte Gibba. È alassino puro sangue. Forse i giovani non lo conoscono poiché egli visse a Roma per un periodo di circa cinquant’anni. Adesso, ma già da una decina d’anni, vive ad Alassio e continua a creare personaggi, dipinge, disegna, scrive romanzi, storielle, articoli. Insomma, l’artista rimane sempre Artista. Ultimamente il Comune di Alassio gli ha pubblicato un libro: “Un uomo di grande insuccesso”, si, proprio così, “insuc- 3 «L'ALASSINO» cesso”, poiché Gibba, malgrado abbia avuto una brillantissima carriera, abbia lavorato con Fellini e Zavattini, abbia incontrato tutto il mondo del cinema italiano, è pienamente convinto che la dea del successo non lo abbia baciato. Infatti, a proposito de “L’ultimo Sciuscià” egli scrive: “Se “L’Ultimo Sciuscià” fosse stato a suo tempo distribuito correttamente, avrei potuto dare un’altra piega alla mia attività cartonistica, conducendola su più alti e ben più prestigiosi sentieri!”. Questo libro, che porta sul frontespizio in caratteri cubitali le parole GIBBA e DIARIO, è stato presentato il 22 novembre u.s. presso la Biblioteca Civica di Alassio. Francesco Guido è stato sottoposto ad una miriade di domande da parte del prof. Franco Gallea. Innumerevoli gli aneddoti raccontati dal Nostro, che con la sua simpatica verve ha saputo intrattenere il folto pubblico che poi il Comune ha voluto omaggiare con il libro “di grande insuccesso”. Credo che da quel giorno Gibba soffra di dolori lancinanti alla mano destra, causati dal fatto che, una volta entrati in possesso del libro, tutti, dico tutti, hanno “preteso” la dedica. Povero Gibba, essere Artista ha anche i suoi lati negativi. È stato anche proiettato un video: “Gibba nella Cinecittà di cartone”, prodotto da Beppe Rizzo. Il filmato ripercorre la vita di Francesco Guido, dal momento in cui egli raschia l’emulsione ad uno spezzone di pellicola 35 millimetri per disegnarci sopra la lotta tra un aeroplano ed un condor, fino ai nostri giorni. Nel mezzo la sua immensa produzione, le soddisfazioni, i successi, i sacrifici, le delusioni. La città di Alassio è orgogliosa di avere un personaggio che ha saputo dare, e continua a dare, gioia agli occhi di chi osserva i suoi disegni, di chi rivede i suoi lavori di animazione. La città di Alassio, che gli ha tributato l’Alassino d’Oro, può ben dire: “Grazie Gibba per essere nato in questa città, perché Tu sei ‘Un Alassino di Grande Successo’”. Beppe Rizzo Una precisazione Gent. Redazione de L’Alassino, Mi permetto di intervenire in relazione ad un articolo apparso a pag. 11 sul numero precedente del Vostro mensile, solo per precisare una cosa. In primo luogo intendo ringraziarVi per i complimenti rivolti a coloro che hanno consentito di sventare una rapina a mano armata verificatasi presso una banca centrale di Alassio, arrestando i responsabili e recuperando il bottino, senza porre in alcun pericolo la sicurezza delle persone all’interno dell’istituto. Complimenti che sento particolarmente riferiti a due appartenenti al mio Comando, il Sovr. Capo Roberto Gallizia e l’Ag. Paolo Cacciamani, perché in effetti, da soli, hanno iniziato e portato a termine l’operazione che ha condotto all’arresto dei due malfattori ed al recupero della refurtiva. Sono peraltro grato ai Carabinieri per la collaborazione prestata, conducendo gli arrestati (già ammanettati e resi inoffensivi) con l’autovettura di servizio presso il loro Comando ove sono stati formalizzati gli atti e concluse le procedure di rito. Precisazione che ritengo doverosa nei confronti dei miei uomini, avendo letto su alcuni organi di stampa una ricostruzione dei fatti quanto meno “fantasiosa”, del tipo che la Polizia Municipale, accortasi della rapina in corso, avrebbe avvisato i Carabinieri “... che in pochi minuti arrestavano i rapinatori e recuperavano la refurtiva” («Secolo XIX» del 7/11/2008). Resto comunque a disposizione di chiunque ritenga che gli avvenimenti si siano svolti diversamente da quanto sopra riportato. Vi sarei grato se troverete spazio per la pubblicazione di questa mia, assumendomi ovviamente ogni responsabilità in ordine al suo contenuto. Un cordiale saluto. Alassio 25/11/2008. Com.te Polizia Municipale di Alassio I° Commissario Fabrizio Pampararo E così anche il solitario, riservato, deserto mese di Novembre è scivolato sulla pelle dei pochi Andatini rimasti a fare la guardia al loro paesello, mentre la maggior parte dei loro concittadini, alla faccia della recessione, erano, ritualmente, nei Caraibi, o nelle Maldive, o, Dio non voglia nell’ex pacifista e fascinosa India. È questo un mese in parte magico, in parte strano per Andate (e Piero Chiara che conosceva bene un altro lago, quello Maggiore, ci ha lasciato sull’argomento pagine memorabili). Magico per chi ama le strade vuote, le spiagge deserte, i negozi chiusi – alcuni magari non solo per ferie, speriamo di no –, strano perché è proprio in questa circostanza, terminata la stagione estiva, che esplodono, o meglio implodono tradizionalmente ad Andate gli scoop pruriginosi, i pettegolezzi vacui, le stranezze appunto. Ma visto che quest’anno non succedeva proprio niente, ci ha pensato generosamente il nostro primo cittadino a movimentare l’atmosfera con qualche trovata degna di risonanza. La più interessante è stata quando Egli ha dichiarato pubblicamente che le costruende case popolari collinari saranno riservate ai “nati ad Andate”! Attenzione, neanche ai “residenti dalla nascita”, proprio ai “nati”. E non ha cambiato parere di un millimetro neppure quando gli è stato fatto gentilmente notare che con la trasformazione dell’Ospedale locale, da oltre 35 anni ad Andate non nasce più nessuno, essendo stato trasferito il Reparto Maternità prima a Tramontenga, poi in alternativa a Iniziale o a Sasso Lombardo, o perfino a Chinottopoli. Molti hanno criticato o anche preso in giro il Sindaco per questa sua “battuta”. Invece io che lo capisco, come l’ho sempre capito non superficialmente, lo ringrazio dal profondo del cuore. Si, perché Lui, così facendo ha dimostrato di non voler dare una casa a questi giovani scapestrati di oggi, anche quando decidono di mettere la testa a posto e di farsi una famiglia, ma ha pensato a noi pensionati a cui nessuno da tempo pensa più, salvo prometterci, il 29 novembre, una carta ricaricabile per Natale, che, se seguiamo tutta la trafila burocratica per averla, giungerà solo a fine gennaio – va beh, proprio in tempo per gli ultimi saldi! Bravo Sindaco! Invece tu ci dai la casa! Ma c’è un disguido: Noi, ancorché anziani, siamo tanti: per esempio, per considerare solo le famose leve dell’incremento demografico mussoliniano e cioè dal 1935 al 1939, tanto per dare un’idea, mentre ora da genitori di Andate nascono 30 bambini all’anno, allora eravamo duecento! E, pur acciaccati, siamo ancora quasi tutti lì – si sa, abbiamo superato il periodo di guerra senza omogeneizzati, a castagne e patate e… calci nel lato B da parte di molti nostri maestri unici – per cui sarà difficile sistemarci tutti. Ma c’è anche un disguido, anzi un pericolo più grosso: e cioè che qualche futura madre andatina in dolce attesa, per dare al proprio figlio nascituro la possibilità di avere una casa, decida di partorirlo a domicilio con tutte le conseguenze negative che potrebbero verificarsi. Pertanto è urgente che il nostro amato Mega corregga la dichiarazione così: Ai residenti dalla nascita, ovunque la Buona o mala Sanità – speriamo Buona – li abbia fatti nascere". Si ricordi il nostro amato che altri amministratori hanno avuto idee grandiose per i futuri cittadini. Leggo proprio su un quotidiano odierno che la segreteria provinciale di un partito un po’ a destra, ha deliberato di assegnare in un Comune del Mezzogiorno un bonus di millecinquecento euro ai genitori che metteranno ai loro figli il nome di Benito, se maschi, o di Rachele se femmine. Non è una battuta o un’invenzione, è proprio un segnale della meravigliosa inventiva e fantasia degli italiani. Poi se le cose cambieranno ancora, non fa niente: quanti sono quelli delle nostre leve citate, che dopo la guerra hanno visto il loro nome “scivolare” da Benito a Benedetto, o perfino a Bettino? E siamo sempre tutti a galla. Ed è questo l’augurio natalizio che voglio fare a tutti i miei lettori indistintamente! Inquinamento elettromagnetico Successo alassino nel Concorso nazionale pizzaioli Caro Alassino, con questa lettera vorremmo portare a conoscenza dei lettori del Vostro giornale una problematica forse sconosciuta ai più in quanto riguarda circostanze “si trovano al di sopra del nostro naso” e purtroppo noi alassini, se il naso non lo sbattiamo… spesso non ci accorgiamo di nulla. Mi riferisco al problema dell’inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne per la ricezione dei telefoni cellulari che, ahimè, sono state piazzate in gran numero nel centro di Alassio. Mi risulta che le antenne nel centro della nostra cittadina siano tre (una al Borgo Coscia e due in zona via Marconi – Piazza Partigiani) ma non mi risulta che nessun, ed in particolare mi riferisco all’Amministrazione Comunale che ne aveva tutti i poteri, abbia opposto alcun veto, o comunque, si sia minimamente occupato di verificare se le predette abbiano un qualche effetto negativo (oltre a quello dell’impatto ambientale ovviamente indiscutibile) sugli abitanti della zona. Eppure sono numerosi gli studi, consultabili da chiunque navigando in rete, che suscitano allarmi e timori sugli effetti dello smog elettromagnetico!!! Mi riferisco in particolare agli studi effettuati dall’Australian Health Research Istitute che hanno portato a concludere che, a causa delle sempre più intense radiazioni elettro- magnetiche prodotte da antenne e cellulari, nei prossimi anni si assisterà ad un aumento sensibile di patologie quali il cancro all’orecchio, agli occhi e al cervello oltre ad altri importanti disturbi come problemi al cuore, impotenza, emicrania e epilessia. In moltissimi comuni i Comitati e le Amministrazioni si sono attivate affinchè si emani una disciplina che disponga nuovi limiti alla proliferazione delle antenne, specie nelle zone più popolose dei centri abitati e nelle vicinanze delle scuole, mi chiedo come mai nessuno di Alassio abbia mai sollevato il problema, anche perché gli unici che traggono profitto dall’installazione di quei tralicci sono i proprietari dei palazzi che si intascano 50.000,00 euro all’anno, per antenna non certo le amministrazioni e men che mai i semplici cittadini. Invitiamo pertanto l’Amministrazione comunale tramite l’Arpal e verificare se le antenne che si innalzano prepotenti sui più alti palazzi del Borgo Passo e del Borgo Coscia siano soltanto orrende oppure siano propagatrici di onde elettromagnetiche pericolose – specie nei picchi di traffico- per quegli ignari sventurati che si trovano nelle immediate vicinanze delle stesse, magari senza neppure saperlo. Cordialità vivissime. Seguono numerose firme Luca Caravella L’alassino Tiziano Mollica, titolare, con il fratello e il padre del notissimo Bar Pizzeria Grande Place di Piazza Partigiani ad Alassio, dopo essersi classificato egregiamente negli scorsi anni in altri concorsi nazionali e internazionali riservati ai migliori piazzaioli, ha partecipato quest’anno, con onore, al Torneo Internazionale di Montecarlo, organizzato dall’Associazione Pizzatime, che riunisce i maggiori rappresentanti del settore: Dopo aver superato la qualificazione svoltasi a Mila- no, alle quali hanno partecipato oltre mille pizzaioli, è stato selezionato nei trentacinque finalisti invitati al Torneo Internazionale di Montecarlo, dove si è piazzato brillantemente nei primi posti, presentando ad una giuria di cuochi ed intenditori esperti sia una pizza tipo classico sia due sue creazioni personali, molto apprezzate. Al concittadino Mollica le congratulazioni ed il ringraziamento per aver fatto, ancora una volta onore al nome di Alassio. 4 «L’ALASSINO» Lettere del pubblico riceviamo e pubblichiamo (le lettere anonime non vengono pubblicate) Un meraviglioso patrimonio culturale del X secolo Nel luglio scorso ho accompagnato alcuni docenti della Facoltà di storia di un Ateneo londinese nella visita all’antica litoranea Julia Augusta che collega, com’è noto, il capo Santa Croce con Albenga. Non nascondo di aver provato vergogna, malcelato imbarazzo e sorpresa di fronte agli ospiti stranieri, per lo stato di trascuratezza della millenaria chiesa di Sant’Anna ai Monti. Tra i resti di pochi cipressi, pini ed eucalipti forse risparmiati da un recente incendio, il mentovato luogo sacro ci è apparso in completo ed indecoroso abbandono poiché le sterpaglie, le immondizie nonché una vicina discarica di materiale edile ne facevano biasimevole corona. I due precari cartelli annuncianti – ironicamente – il patrimonio culturale del secolo X ci hanno diretto verso un mestissimo e sofferto rudere nel cui porticato un interessante affresco risultava deturpato da incivili sgorbiature. Anche l’interno dell’edificio, per quanto ci è stato possibile intravedere attraverso dissestati serramenti, rivelava negligente manutenzione. Pure l’antica strada romana ci è parsa, in più parti, carente di adeguata conservazione. In una zona panoramica, dirimpettaia della mirifica isola Gallinara, è disordinatamente sorta un’inestetica baraccopoli (denominata pomposamente “villaggio turistico” o altro) ricordan- te piuttosto una favela brasiliana o un centro d’accoglienza improvvisato. Io ed i Britannici ci siamo chiesti come il Comune di Alassio possa aver rilasciato concessioni di obbrobri edilizi o per lo meno non abbia provveduto ad esigere dai gestori del camping un maggior rispetto per il territorio ed uno sviluppo abitativo più armonioso. Anche la cittadina alassina ci è parsa peraltro più trascurata. A parte alcuni spazi verdi pubblici, decisamente ben curati, balza agli occhi un diffuso proliferare di odiosi graffiti. Non ne sono esenti lo stesso palazzo municipale (facciata sull’Aurelia) il monumento ai marinai, varie colonnine del pontile Bestoso etc. etc. I graffiti, se non vengono cancellati in tempo dai muri, invogliano ed incoraggiano gli sconsiderati deturpatori (spesso vacanzieri estivi provenienti da fuori) a produrre ed emulare “tali opere” a macchia d’olio e dovunque. In proposito, esistono in commercio ecologici e convenienti sistemi di rimozione che un volonteroso addetto comunale potrebbe facilmente utilizzare; ne gioverebbe l’aspetto della cittadina mentre la riconoscenza di molti suoi abitanti sarebbe sicura. E per finire, l’Aurelia tra Albenga ed Alassio è sovente priva di adeguato mantenimento. Soltanto il vento impetuoso è capace di scopare cartacce e rifiuti vari che si accumulano ai bordi di detta carreggiata. Davvero un peccato poiché 40 - 80 Desidero esprimere un grazie di cuore ai miei cari alunni del ’68 che hanno voluto festeggiare il quarantesimo compleanno con la sottoscritta, loro maestra delle elementari. Onorata, felice e com- con voi una tappa importante della mia vita e la torta di CACCIAMANI ha immortalato i due numeri, combinazione vincente dal momento che, per gli appassionati del gioco del lotto, sono stati la stessa è un sicuro biglietto da visita per il turismo, in considerazione dell’elevata panoramicità. C’è da supporre che la arcidiscussa ANAS sia forse la principale responsabile di tale noncuranza. Non sarebbe forse opportuno un accordo tra i due comuni limitrofi per attivare – almeno settimanalmente – un servizio di una provvidenziale macchina spazzatrice? Distinti saluti. Alberto Negro Un concerto di solidarietà per l’anno nuovo Domenica 4 gennaio p.v. alle ore 21,00 si terrà presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli un concerto di musica classica a favore del progetto “Una Vita un Dono”, ossia la casa di accoglienza per neonati abbandonati liguri dell’Associazione “L’Abbraccio di Don Orione” di Genova Quezzi. Protagonisti della serata saranno tre giovani musicisti: Mattia Desana, laureato con il massimo dei voti e lode al conservatorio di Genova, e le alassine Marzia Carbone, studentessa di clarinetto presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Pavia e Lavinia Carbone anch'ella laureata col massimo dei voti e lode in chitarra presso il conservatorio di Genova. Il programma eseguito comprenderà musiche di Mozart, Bizet, Ibert e molti altri ancora. L’ingresso è libero. L’organizzazione è a cura dell'Unione Exallieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice che ancora una volta è vicino ai minori e promuove iniziative a difesa dei loro diritti. Vi invitiamo calorosamente a partecipare a questa serata per cominciare insieme l’anno nuovo in solidarietà. Il Consiglio Exallieve/i delle FMA di Alassio I sogni son desideri mossa mi sono ritrovata attorno ad un tavolo nell’accogliente pizzeria di Bastia: “A CA’ DU GHILLA” circondata dai miei “bambini”, ora cresciuti, ma pur sempre allegri, affettuosi e rispettosi, a scambiarci ricordi, confidenze, realizzazioni e progetti. Alcuni hanno voluto portare i figli e mariti per far conoscere la loro maestra ed è stata proprio una bella idea perché mi sono sentita, a distanza di anni, circondata da altri bambini che hanno rallegrato la tavolata. Mi sono più volte chiesta, durante la serata ed ancor oggi, il perché di questo ritrovarci dopo tanti anni e, per di più, per festeggiare il quarantesimo compleanno e, con soddisfazione, ho capito che certi valori non si sono perduti nonostante la deleteria cronaca dei giorni nostri. La famiglie sane e la scuola che, oltre a favorire il sapere educa, esistono ancora e sono promotori dei principi morali che tengono in piedi il buon vivere. 40 e 80: anch’io ho festeggiato estratti sulla ruota di Cagliari, proprio la sera del 15 novembre mentre festeggiavamo. Grazie ancora ed auguri di ogni bene per voi, per le vostre famiglie, per il vostro lavoro e che la vita vi sorrida sempre e possa ricambiare la gioia che mi avete regalato e di cui farò tesoro. Possa questo prossimo S. Natale offrirvi la serenità ed il bene che meritate. La vostra maestra “UNICA” che vi ricorda con affetto, simpatia e che vi vuole tanto bene. Bianca Benvenuto Luzzo Martedì 16 Dicembre 2008 Ero andata a letto con una montagna di problemi in testa. Alla mattina, un risveglio sereno; avevo sognato mia madre. Ero stata con lei nella mulattiera che parta a Solva. Sogno che durante gli anni di guerra era una realtà di ogni settimana. Si andava a Solva a trovare parenti ed amici per tornare a casa con un broccolo e qualche uovo fresco. A metà strada davanti ad un pilone dove appariva una Madonna sbiadita dal sole mia madre mi faceva ripetere “mirala ch’ella ai devoti suoi grazia non nega”. Eravamo in guerra e cercavamo tutti un po’ di serenità perché eravamo ancora tutti convinti che la vita fosse un dono. Quella guerra è finita, ma per conquistare in fretta ricchezza, fama e piacere, stiamo andando verso sabbie mobili dove potremmo inghiottire solo fango. Sta arrivando Natale e potremmo provare a sognare. Mettiamo al bando le guerre, le violenze e le perversioni morali prima di trovarci nel tragico destino di Gomorra. Fernanda In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome (leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione. Asilo nido “Piccolo Principe”: per molti… ma non per tutti i comuni mortali! LETTERA APERTA Spett.le Sindaco Arch. Marco Melgrati, Spett.le Assessore alle politiche sociali Dott.ssa Loretta Zavaroni, Siamo un gruppo di genitori “alassini” che vogliono portare i lettori a conoscenza di una sgradevole situazione che si è creata in merito alle iscrizioni all’asilo nido comunale “Piccolo Principe”. Dopo aver sottoscritto la domanda ci siamo visti recapitare una lettera nella quale ci viene spiegato che il bambino non è stato accettato, ma è in lista di attesa….! Attesa di che cosa? I posti disponibili sono un numero irrisorio rispetto alle domande presentate. Soprattutto ci chiediamo con quale criterio vengano isti- tuite le graduatorie dei bambini ammessi all’asilo e dei bambini “esclusi”. Essendo un asilo comunale si dovrebbe dare la precedenza ai figli dei residenti e domiciliati ad Alassio, che lavorano e che hanno bisogno di un aiuto per continuare a lavorare. Inoltre non riusciamo a capire come, in base al regolamento del nido, siano entrati la maggioranza di bambini dei figli di impiegati comunali o comunque figli di persone che hanno redditi superiori ai nostri e che si possono permettere tranquillamente una baby-sitter. Ci sembra davvero vergognoso che nel 2008 ci si debba sentir dire (da persone del settore) che per far entrare i nostri figli al nido o sei un “pezzo da novanta” o lavori all’interno della struttura comunale o addirittura devi essere raccomandato da alcuni dottori, altrimenti non hai nessuna possibilità di entrare. Forse noi genitori e comuni mortali siamo diversi da altri? Forse i nostri figli hanno meno diritto di entrare al nido perché non siamo “conosciuti”? Sappiamo che tutta Italia va avanti a “raccomandazioni” a “ci metto una buona parola io”, ma speravamo che in una bella e onesta cittadina come Alassio queste cose non si verificassero. Inutile ricordare che alle ultime elezioni comunali uno dei punti della propaganda elettorale dell’attuale amministrazione comunale era proprio l’ampliamento dell’asilo nido…. Siamo delusi, indignati e molto arrabbiati: sino ad ora non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti, ma solo ammiccamenti e qualche vaga considerazione in merito a questo problema. Un gruppo di genitori “alassini” Un libro “prezioso” di F. Scarpati È uscito alle stampe un prezioso ed elegante volume scientifico (Centro Studi di Geologia marina), non in vendita, del prof. Franco Scarpati che, ancora una volta, ha dato il suo valido e curato contributo agli studi ed alla conoscenza scientifica e geologica del nostro “paese”. L’opera è suddivisa in vari capitoli o sezioni (“Alassio geolitologica, geomorfologica, idrogeologica, geologico-tecnica e marina, climatologica”), cui l’autore ha voluto aggiungere, come egli stesso afferma, qualche “ricordo” romantico-sentimentale del nostro paese, avvalendosi di alcune illustrazioni e pubblicazioni locali di Alassini ben conosciuti, come P. Lietti, A. Beniscelli, C. Costa, R. Avogadro, R. Socco e T. Schivo, le quali alla ricchezza degli elementi A PROPOSITO DI TRASPARENZA Nel mese di agosto ultimo scorso l’ALASSINO pubblicò un mio scritto riguardante la bolletta dell’acquedotto e fognatura. Chiedevo alle autorità chiarimenti su una voce di spesa che appare su detta bolletta per un servizio inesistente e cioè la depurazione fognaria. Come tutti sappiamo tale voce è abbinata a quella del consumo dell’acqua. Secondo il comune buon senso, l’importo che paghiamo da anni, dovrebbe essere accantonato in una banca e destinato a finanziare la realizzazione del futuro depuratore. Chiedevo inoltre quanti soldi sono stati raccolti ma non ho ottenuto risposta alcuna. Accade ora che il 6 novembre scorso, sul giornale «Il secolo XIX», è apparso un articolo di Luca Rebagliati con l’annuncio di una sentenza della suprema corte costituzionale che non ritiene più valido questo pagamento anticipato imposto dai Comuni privi di depuratore fognario. Il fatto non mi è chiaro e domando: Quanti soldi sono stati incassati complessivamente in questi anni? Sono ancora depositati? Oppure sono stati “stornati” per altri lavori più urgenti? È inutile affermare che anche i Comuni del comprensorio che hanno aderito al depuratore ingauno sono nella stessa nostra condizione; è come dire “mal comune mezzo gaudio”. L’anno 2008 è ormai agli sgoccioli, speriamo che il nuovo anno ci illumini e risolva nel migliore dei modi questo spinoso problema. Francesco Trazzi e degli studi scientifici di indubbio spessore aggiungono, soprattutto fotograficamente, qualcosa di più civettuolo e commovente, che farà piacere a quanti amano e apprezzano il nostro paese nella sua sostanza o natura e nella sua formalità o apparenza. Non è facile parlare dei grandi meriti del prof. Scarpati e della costante e profonda attenzione dimostrati da anni di appassionato lavoro ai problemi geologici della nostra terra, come qui, dai litotipi del nostro territorio all’orografia ed ai movimenti franosi, ai bacini imbriferi, ai 279 pozzi acquiferi accertati lungo la fascia litoranea, alle possibili e future ricerche idriche, per giungere a trattare (e sempre con competenza ed amore) dell’acqua marina della nostra baia e della sua salinità, della va- riazione di temperatura e del moto ondoso, delle correnti e del litorale, dei numerosi stabilimenti balneari estivi (circa 70), del prezioso manto sabbioso e della particolare ed inimitabile granulometria del nostro arenile, sino alle variazioni della linea di riva, del clima, dei venti, della temperatura mensile e delle precipitazioni. Il libro, come già abbiamo accennato, si chiude con oltre venti pagine in cui l’autore, con acume e genialità, mostra fotograficamente “Alassio vista dall’alto com’era e com’è”, un’opera veramente encomiabile e di grande spessore, da tenere in debita considerazione (da chi ha avuto la fortuna di riceverne una copia) nella biblioteca di casa e della famiglia. T. Schivo per A.V.A. Pietas (devozione filiale) Mi rivedo bambino quando facevo i dispetti e sento ancora il grido di mia madre che invocava papà: Michele, chiama questo piccolo! Mio padre che era in cucina a preparare il pranzo mi chiamava: “Dispettoso vieni qui, lascia stare tua madre che è stanca; vieni ad aiutarmi a fare le tagliatelle non preoccuparti, tu sei il mio birillo” e sogno contento quei momenti di divertimento anche se mi impiastricciavo di farina… Questo ricordo l’ho scritto in versi liguri e piemontesi perché i miei erano piemontesi e tra loro parlavano quel dialetto. - Michel, ciàma stu cit- o u ’sentu ancù in te l’ureggia quellu crìu da mare quando matéttu, a ga-a faxevu girò U l’era ’n sbràgiu, fòscia cìn d’amù versu quellu sant’ommu de me pare ch’u traffegova inturnu au furegò, tra paélle, pignatte e pignattin. -Disbéla-me ciamova-ven cun mi, tua mare,ch’a l’è stracca lassla sté; ven a agiutéme, fuma i taiarin-. ...e mi vegnivu o Pa’, ché insemme a Ti u m’agustova stoghe, e u to mesté pe mi u l’era in gran divertimentu, anche se m’enciastrovu de farina. Ti me dixevi- At sés el me bucìn, sagrinte nèn!- e ancôi ogni mumèntu che ho passàu cun Ti in-t-a cuxina e me l’assognu ancù: e sun cntentu. Stringo il cuscino nel sonno sentendomi abbracciato ai miei e prego Iddio che mi conservi questo sentimento, che nel ricordo mi dà gioia e conforto. Oggi nel ristorante in cucina c’è mio figlio ed ha ormai anche lui i capelli grigi... Ogni tanto lo abbraccio e lo bacio in fronte rinnovando quel gesto di amore filiale che ho sempre compiuto con mio padre, cercando di rivivere le stesse emozioni. Mio figlio mi guarda sorridendo e mi dice che sono patetico; ma io mi béo egualmente fondendomi in lui con un abbraccio, perché in lui e con lui abbraccio mio figlio e mio padre ad un tempo... e in quell’istante siamo “Uno”. Silvio Viglietti Martedì 16 Dicembre 2008 5 «L'ALASSINO» S.C. CHIRURGIA GENERALE ONCOLOGICA EPATOBILIOPANCREATICA Rubrichetta mensile - Un ricordo per... DIPARTIMENTO CHIRURGIA Prof. Riccardo PELLICCI Una splendida giornata ha fatto da cornice al sesto incontro internazionale di chirurgia oncologica, tenutosi ad Alassio l’8 novembre 2008 nell’accogliente Grand Hotel Diana. Questo appuntamento annuale è diventato un punto di riferimento scientifico per gli esperti della materia, ma, nello stesso tempo, rappresenta ormai, grazie anche alla collaborazione dell’assessore Monica Zioni uno degli aspetti dell’attività culturale della città. Il Prof. Riccardo Pellicci,organizzatore del congresso e Direttore della Divisione di Chirurgia Generale Oncologica dell’Ospedale Santa Corona,ha portato a confronto specialisti italiani e europei e canadesi sul tema dei tumori del fegato, del pancreas e dello stomaco, patologie per il cui trattamento il suo reparto è un punto di riferimento. Iniziato con una lettura magistrale del Prof. Rivoire di Lione sull’organizzazione multidisciplinare di un centro di chirurgia oncologica, la seduta è stata arricchita dal contributo dell’Assessore alla Sanità Claudio Montaldo che ne ha sottolineato l’importanza e promesso l’impegno per un ulteriore sviluppo. L’approccio multidisciplinare del paziente oncologico è stato il punto intorno al quale si sono sviluppate tutte le tavole rotonde. La chirurgia infatti, dice il Prof. Pellicci grazie allo sviluppo della tecnologia riesce a intervenire in situazioni prima considerate impossibili. L’oncologia, grazie ai nuovi farmaci, segue nuovi protocolli, con la speranza di ottenere risposte sempre più a lungo termine. La radiologia interventistica, affinando capacità diagnostica e terapeutica, ottiene palliazioni convincenti. Il progresso coinvolge ogni disciplina, dando a tutti la percezione di essere utili e fondamentali nel trattamento delle diverse patologie. Tutto questo è sicuramente positivo, ma può generare un grave errore: la presunzione di essere singolarmente la chiave della risoluzione del caso, mentre solo la collaborazione consente di raggiungere i migliori risultati. Il successo del congresso è stato sottolineato dai numerosi partecipanti per la qualità delle relazioni e dalla vivacità della discussione, confermando così l’interesse per l’appuntamento. P.R.A. Scuola 2a elementare - Villa Bice - Anno scolastico 1956-57 - Maestra: Virginia Da Fieno. Chi si riconosce? Gli ARES segnalano RASSEGNA TEATRALE ALASSINA 2008-2009 Il contenitore per medicinali scaduti situato in via Dante nei pressi di via Torino è privo dell’apposito e necessario coperchio!! Come si fede dalla foto… l’apertura del contenitore è posizionata a circa ad 1 m da terra, ed i pericolosissimi medicinali, sono purtroppo a portata di mano… di tutti!! anche dei bimbi!! Segnaliamo e preghiamo a chi di competenza, di intervenire prontamente!! Grazie. Per il gruppo A.R.E.S. “Attila” NOTIZIARIO NATURA by A.R.E.S. Soft Air Club/Volontari Boschivi Alassio Cari Alassini, Innanzitutto… AUGURI a tutti di buon Natale e buone Feste!!!… ed in particolare ai membri dell’A.V.A., in primis a tutti coloro che si occupano de “L’Alassino” iniziando a chi si prodiga costantemente per la stesura del beneamato giornale. AUGURI a tutte le Associazioni di Volontariato Alassine, e a tutte le persone, grandi e piccini, che aderiscono alla nostra iniziativa della raccolta tappi. tato con estrema gioia!! La quale va allargata ad ognuno/a di voi che ha contribuito!! Quindi... quanto prima verranno consegnate le stampelle dal fornitore alla C.R.I. (come già detto: “sperando servano a meno persone possibili... ma si sa... la vita è fatta anche di convalescenze con stampelle...) Vi ricordo che la raccolta continua… e da adesso si fa sul serio, ora che in molti avete aderito, sperando sarete sempre di più... dopo il “ro- Riprende anche quest’anno la rassegna teatrale alassina, nella consapevolezza che “Il teatro rappresenta una delle forme più vivaci di espressione e comunicazione”. Nel nostro tempo difficile e frammentato il teatro di qualità può e deve tornare ad essere luogo di incontro pubblico, punto di riferimento capace di aderire alla realtà culturale e sociale del territorio di appartenenza. Alassio, che condivide con il teatro la sua identità di palcoscenico sul mare offrendo mille opportunità, si qualifica grazie alla sua capacità di aggregare attraverso l’ospitalità e la produzione di grandi eventi. La scelta del cartellone nasce pertanto dalla volontà di proporre spettacoli diversificati, di alto livello qualitativo, che offrano un teatro aperto a diversi linguaggi scenici e destinato ad un pubblico curioso, attento, disposto ad emozionarsi ma anche a riflettere. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, che troveranno occasioni e proposte di grande interesse volte a potenziare il loro percorso formativo, per loro è prevista un’agevolazione sul costo del biglietto, ma soprattutto il riconoscimento del credito formativo. Si punta così anche ad una crescita del pubblico giovanile, favorendone la partecipazione attraverso la promozione e la diffusione di una consapevole e consolidata cultura teatrale. Sono sei gli spettacoli annunciati da Alassio: tre commedie brillanti, un thriller a lieto fine e uno spettacolo di danza classica a cui si aggiunge, fuori abbonamento, uno spettacolo di danza contemporanea. Ad aprire la stagione è stata Adorabili amici (9 dicembre) di Carole Greep, con Ettore Bassi e Laura Lattuada, una commedia esilarante che mescola ritmo e ironia, per un divertimento tragicomico a denti stretti. La stagione proseguirà, nuovamente, con una commedia, Fiore di Cactus (20 gennaio) di Pierre Barillet & Jean-Pierre Gredy. Divertente, senza scadere nel ridicolo, lo spettacolo – tutto un gioco degli equivoci che si incastrano alla perfezione – vede quali impeccabili alfieri Eleonora Giorgi e Remo Girone. Franco Oppini, Nini Salerno, Barbara Terrinoni saranno gli interpreti di un famoso thriller di John Buchan, alla base di un ancor più fa- Natale di ricordi Nella foto: il carico di tappi sul mezzo messo a disposizione dalla C.R.I. A tal proposito… Vi comunichiamo che: il 1 Dicembre scorso, il sottoscritto e il grande Sandro Tornatore della C.R.I. sono andati a portare una furgonata di tappi raccolti (anche da voi!!) alla ditta del riciclaggio; il carico non era enorme... ma ci ha consentito di avere l’importo sufficiente per le stampelle (come da progetto...). Durante la ricorrente festa del Volontariato svoltasi in via Torino, abbiamo comunicato ufficialmente la notizia ai dirigenti della C.R.I. presenti, e festeggiato insieme il risul- daggio” (per le stampelle), inizia la raccolta per il progetto della carrozzella (di cui ho già parlato). Dai... confido in voi... vedrete che insieme ce la faremo!! e più saremo e prima raggiungeremo l'obiettivo!! che vi ricordo... è: portare a fare delle passeggiate... i ragazzi disabili sui sentieri… o in spiaggia... insomma, su percorsi a loro normalmente preclusi. Ancora AUGURI… A.R.E.S. Soft Air Club/ Volontari Boschivi Alassio Il Presidente M. “Attila” P. Pive e cornamuse diffondono nell’aria i lamentosi toni delle loro note, annunciano l’arrivo della festa cristiana. Il suono si fa spazio tra il nevischio cullato dal vento. Sovrasta ogni via l’arcata di luci in una allegoria di forme e colori Ogni borgo, diffonde il festoso suonar di campane; creano l’atmosfera del Natale voci amiche, care al mio cuore. Il loro richiamo invita all’amore Dal nido di memorie si riaffacciano sogni perduti di un tempo. Rivedo la mia finestra con gli arabeschi di ghiaccio sui vetri, fantastici fiori di giardini incantati. Ammiravo i candidi fiocchi scendere silenziosi dal cielo. Nella mente rivivo quel tempo per un attimo breve, quando bambino giocavo, facendo pupazzi di neve Le guance e le mani arrossate dalla fredda polvere bianca col sorriso di bimbo innocente che raschiava dal muretto e nella siepe il muschio verde per fare il presepe. Giancarlo Belloni moso film di Alfred Hitchcock del 1935: I 39 scalini. In scena il 4 febbraio, lo spettacolo possiede tutte le tematiche del thriller di Hitchcock: lo spionaggio, l'innocente accusato di un delitto che non ha commesso, la fuga, ed il protagonista che viene completamente scagionato alla fine. Raffaele Paganini, salirà sul palco della stagione teatrale di Alassio, il 26 febbraio, per presentare Omaggio a Bejart, tributo – ad un anno dalla scomparsa – all’uomo che si può considerare un pioniere nel mondo della danza intesa come momento di spettacolo. Il 19 marzo in scena ci saranno Vincenzo Salemme con la commedia in due atti, Bello di papà! Insieme a Salemme, autore e regista dello spettacolo, ci saranno Yuliya Mayarchuk, Giovanni Ribò, Massimiliano Gallo, Domenica Aria, Rosa Miranda, Antonio Guerriero, Adele Pandolci. Fuori abbonamento, Nudo con un coltello (20 marzo) chiuderà la stagione teatrale alassina. Protagonista dello spettacolo di danza contemporanea sarà Carlo Ponta, accompagnato dalla Compagnia Progetto Danza Alassio. Sei appuntamenti che danno ampio spazio ad un programma ricco e nutrito, con la presenza di grandi protagonisti, che evidenzia il ruolo del teatro come catalizzatore di momenti culturali. È con piacere quindi che Vi invito a partecipare alla rassegna teatrale 2008/2009, con l’auspicio che le scelte operate possano essere ampiamente condivise. L’Assessore alla Cultura e Turismo Dott.ssa Monica Zioni Fiocco Azzurro Sofia Sibello, unitamente alla mamma Steffy ed al papà Pietro, annuncia con gioia la nascita, (il 20 novembre u.sc.) del fratellino FRANCESCO. Grande felicità per i nonni Marion e Uli Holland, Dagi e Francesco Sibello. L’Associazione Vecchia Alassio si augura che il piccolo Francesco abbia una lunga vita serena e segua la strada dell’alassino papà grande campione olimpionico di vela. e Rosa Grande festa da “Esterina”; a Pietra Ligure il 2 dicembre u.sc. è nata REBECCA BIGNAMI. Lo annunciano con gioia la mamma Azzurra e il papà Antonello, i nonni Claudia e Filippo, Lella e Giancarlo. L’A.V.A. augura alla piccola Rebecca tutto il bene possibile. ••• Il giorno 23 novembre u.sc. è nata una nuova alassina TEA SCHIVO. Lo annunciano felici la mamma Viviana e il papà Giorgio unitamente ai nonni Marisa e Giovanni Cardi , Katia e Dante. A tutti i famigliari, ed in particolare all’amico Gino, giungano le nostre più sentite felicitazioni. Alla piccola Tea auguriamo tanta serenità. LIBRI-RIVISTE-VHS-CD Gettarli dispiace, però il posto che occupano serve. Che fare? Lasciali sui tavoli posti nella “Galleria C. Chaplin”. Chi li prenderà lascerà un’offerta a favore A.I.R.C. dell’ Recuperi spazio, procuri piacere ad altri e aiuti la ricerca sul cancro. Associazione Volontari Baia del Sole 6 «L'ALASSINO» Frammenti di storia nostrana - PARTE II (a cura di Tommaso Schivo) Martedì 16 Dicembre 2008 NOZZE D’ORO CAP. 15° - LA CHITARRA DI NANIA E L’ARMONICA DI TOMSCHI Silvio Chiapusso, giunta a lui chissà da dove e come, trovò in un angolo del suo magazzino una vecchia chitarra, ridotta ormai quasi ad una carcassa. Stava per gettarla, quando in una targa interna lesse che era stata costruita da un noto liutaio alassino, Giovanni Battista Gaibisso, detto U Nanìa, che si era fatto onore ricevendo la Medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Torino nel lontano 1911. Ne parlò con l’amico Maestro Dino Ferrari e questi, ben riconoscendo l’artista e lo strumento, fu lieto di rimettere in ordine, con certosina pazienza, quel ricordo storico diventato un prezioso cimelio della nostra gente e della nostra maestria. Così, una volta richiamato in vita, fu donato alla benemerita Associazione Vecchia Alassio che, giustamente, è diventata ormai il Museo storico della nostra città, perché la custodisse e la conservasse. E fin qui nulla di eccezionale. Una sera, durante una riunione sociale, il Presidente e i Consiglieri decisero di ridare, almeno per una sera, voce e vita a quel prezioso strumento e chiesero al Maestro che l’aveva restaurata e riattata di suonarla durante l’annuale serata di maggio di “Alassio fra Musica e Poesia”. Sulle prime Dino oppose una certa resistenza, poi accettò, ma con una richiesta precisa... che si chiamasse il sottoscritto a suonare con lui (con i suoi 85 anni già... suonati…) in un duetto “fuori programma” “chitarraarmonica a bocca”. Insistette… insistetti anch’io per evitare una... “brutta figura”, insistettero tutti e si finì per... combinare lo strano “spettacolo”. na di minuti... nel silenzio degli ascoltatori e con le note di “Paloma” e del “Violino tzigano”... fino a quando (con un te o per una sera tutte le poesie e le opere e i libri e le pagine che il vecchio professore aveva scritto in settant’anni di attività... Una chitarra storica e la storia di una vecchia armonica richiamata in vita per una sera... e non parliamo degli apprezzamenti e delle acclamazioni che seguirono nei giorni successivi! Eh, sì... la Musica (anche se strimpellata a casaccio) è pur sempre la regina delle arti... Ora la storica chitarra è tornata inerte a mostrarsi dalla parete dell’Associazione e la vecchia armonica, rinata per un solo attimo, è tornata a dormire (e, forse, per sempre) nel “sarcofago” del suo silenzioso cassetto. Ma per qualche minuto l’antichità e l’attualità, la storia e la quotidianità, il passato lontano e il presente si sono ritrovati e uniti per un ricordo, per un “revival!, per una rinascita di commozione e di gioia. Sabato 15 novembre u.sc. Filippo e Tina Pomella hanno festeggiato i loro 50 anni di matrimonio. Dopo la Messa celebrata dal nostro parroco Don Angelo (sebbene ancora convalescente) la festa è proseguita all’Hotel dei Fiori. Auguri e felicitazioni anche dall’A.V.A. DISEGNO DI GIBBA La vecchia chitarra fu staccata dal muro della sede sociale e la vecchia armonica degli ultimi anni trenta o dei primi anni quaranta del secolo scorso, lasciò il suo “sarcofago” e il cassetto della libreria e tornò, a dispetto del lungo tempo passato, a far sentire la sua voce dinanzi ad un pubblico stupito, allibito e incredulo. L’intera operazione durò una deci- bel po’ di vergogna e di... paura da parte mia) l’intero teatro scoppiò in un lungo applauso pieno di stupore e di ammirazione... Una serata di gloria e di celebrità. E a buon mercato. Quelle quattro note del vecchio Tomschi, accompagnate e seguite dal tocco superbo delle corde della storica chitarra, avevano eclissato per un istan- La squadra “Aquilotti” che partecipa al campionato provinciale: Umberto G.- Davide T.- Davide R.- William B.- Carlo Alberto S- Mattia P.- Marcello C. -Alessio T. -Lorenzo C. -Nicolas B- Giovanni R- Lorenzo B.- assenti Cristian B – Edoardo B. – Allenatrici – Elena P. Elisabetta T. Martedì 16 Dicembre 2008 7 «L'ALASSINO» LA BIBBIA IN DIALETTO ALASSINO di Gianni Croce Da u libbru de Giuditta Da u libbru de Giuditta Da u libbru de Giuditta Giditta Bèn trentaquattru giurni de turmèntu, i han messu a cadé i çittadìn. In tutti u s’era fau l’intendimèntu d’arrèndise all’induman mattìn sperandu de sciurtine a sarvamèntu. Ma u prève u-i prega d’aspentò ün stissìn: “Pe çinque giurni... Se pregammu ancù ’na vota in ciù u n’agiütterà u Segnù”. A-a resa a l’è cuntroria eiscì Giditta, ’na vidura, bella, ricca e pia che au so Diu a dedicova a vitta anche se curteggiò e riveria. Fidandu in tu Segnù, lei sitta sitta . in te’n so pianu a s’era intestardia che, presentau au cappu da çitai a l’è invitò all’assiùn, a dòse ai mai. Ancù penitènte, de lüttu vestia l’ancèlla a ciamma pe fòse gittò. Lavò, prufümò, de ori abellia. in sci-a seirona a l’è prunta d’andò, ma tantu fascinusa a l’è apparia, ch’à incanta tütti st’andula a mirò. U tempu pe ün’urtima urassiùn e a va següra versu a so misciùn. Invece d’assautoli e d’attaccò stüdiammu de surgenti a distrussiùn… Lavò, prufümò, de ori abellia in sci-a seirona a l’è prunta d’andò… TERRE D’AUTORE IN CITTADELLA Il giorno 6 dicembre u.sc. è stata inaugurata, a Prarolo (VC), la Mostra “Terre d’autore in Cittadella”. L’evento presenta il Progetto FLICAM – FuLe International Ceramic Art Museum a Fuping. È un progetto internazionale di interscambio culturale artistico con la Cina dedicato alla ceramica contemporanea in cui UN GRANDE SUCCESSO… Culturale Paraxo con la Direzione Artistica dell’Artista ligure Renza Sciutto. “Terre d’Autore in Cittadella” nasce grazie alla collaborazione tra il Centro Culturale Paraxo e la Rivista D’A Magazine, con l’intento di promuovere il progetto a livello nazionale. L’evento prevede l’esposizione delle opere degli Artisti del La mostra dei presepi, opera del nostro concittadino Paolo Zampiga, che si è tenuta in queste settimane alla Sala Carletti dell’A.V.A… Con un grande afflusso di visitatori e di estimatori… E Paolo lo meritava, perché è un “artista” che non ha eguali. Bravissimo! POETI… IN ERBA Lavinia e Marzia Carbone prima del concerto al Museum of Fine Arts di Houston. Il mare che mi avvolge Renza Sciutto. sono rappresentate le aree tipiche di produzione ceramica del mondo. Il 17 maggio scorso è stato inaugurato il Museo Italiano, realizzato con le opere prodotte, dal Gruppo Selezionato, direttamente nel workshop e nelle fabbriche ceramiche di Mr. ZU a Fuping. Ente organizzatore del progetto per l’Italia è stato il Centro Gruppo Italia e la proiezione del video documentativo della permanenza in Cina. L’apertura al pubblico è programmata fino all’11 gennaio secondo gli orari della Cittadella. Per informazioni www.ficam.com www.renzasciutto.it www.lacittadelladelmastroarti giano.com. C’è qualcosa che mi avvolge e non mi lascia andare: è la purezza del mare che con le sue fresche onde m'invita a camminare lungo le sue sponde. È blu come il cielo, è bianco come un velo… Uno spettacolo fantastico un vicino amico da ricordare tutta la vita. Davide Gamba 10 anni - Alassio SV ERRATA… CORRIGE Mario Berrino chiede di precisare che a raccogliere i “Fondi” per i letti del San Martino di Genova contribuirono non solo gli Albergatori della zona di Alassio (come si è letto nell’articolo dell’Alassino di Novembre) ma tutti quelli della zona da Finale ad Imperia. 8 «L'ALASSINO» EX CHIESA ANGLICANA – PRESENTAZIONE LIBRO Alessandro Bartoli: “Le colonie britanniche in Riviera tra Ottocento e Novecento” Ed. Fondazione “A. De Mari” Savona Un libro che riguarda tutta la Liguria, ma dove Alassio ha un ruolo determinante, come sede di una delle più numerose colonie inglesi a cavallo fra i due secoli scorsi. Il 15 novembre 2008, nell'ex Chiesa anglicana, edificio quanto mai pertinente, è stato presentato nell'ambito di una “tavola rotonda” alla quale hanno partecipato qualificati esperti dell'argomento. Ha iniziato Luciano Pasquale, Presidente della Fondazione “A. De Mari” (Cassa di Risparmio di Savona), che ha spiegato come la pubblicazione del libro è stata resa possibile dalla Fondazione: «Un atto di riconoscenza per coloro che nell''800 amarono questa terra, che vi risiedettero e le dedicarono attenzioni di alto valore». È seguito il saluto dell’Assessore al Turismo e Cultura del Comune di Alassio Monica Zioni: «L’ex Chiesa anglicana è un monumento storico, luogo ideale per questo incontro, dovuto a Daniel Hanbury, come gli altri edifici pubblici costruiti al servizio della Colonia inglese, ma anche a disposizione degli Alassini». Pasquale prosegue dicendo che l'autore Alessandro Bartoli ha fatto un buon lavoro, Elio Ferraris ne è l'editore. Le Fondazioni hanno il compito di promuovere l’economia e le attività sociali. Gli Inglesi hanno lasciato una traccia: il libro invita alla riflessione. Annuncia poi la presenza di Maria Teresa Verda Scajola e l'assenza per motivi di salute dello scrittore Nico Orengo. E cede la parola al coordinatore Paul Blanchard, autore di “Blue Guide”, che definisce il libro straordinario come contenuto e come stile: «Vengo adesso dalla California, regione simile a questa, con molte somiglianze e anche molte differenze: cerchiamo di far apprezzare tutte le ricchezze di questo territorio». A questo punto iniziano gli interventi. Vanessa Hall-Smith, Direttrice del “British Institute” di Firenze: «Sono a Firenze da cinque anni, venire qui è stata una scoperta, sono originaria di Brighton, spiaggia inglese, mi sembra di essere a casa. Leggendo la storia di queste persone che soggiornarono qui, mi sento orgogliosa. L’Istituto britannico di Firenze è stato fondato nel 1919, la biblioteca conta 500.000 volumi, mi ha fatto piacere trovarne una anche qui, auspico una collaborazione. Gli Inglesi hanno cominciato con il Grand Tour per osservare le opere d’arte, a volte il viaggio durava anche un anno, poi molto meno. Le donne lo intraprendevano con lo stesso spirito di avventura degli uomini. Dopo un periodo di stasi ora c'è un movimento di turisti inglesi d’età matura, che desidera apprendere la vostra cultura». È seguito Giovanni Assereto, Ordinario di Storia Moderna all’Università di Genova: «Questo libro l’ho seguito nella sua realizzazione, Mi interessa la bibliografia, molto ampia che fa riferimento soprattutto a testi inglesi. L’autore è riuscito a curare un’opera di grande concretezza, il turismo è ancora abbastanza da studiare. Oltre alla vita quotidiana spiega le abitudini finanziarie, culinarie, culturali. Sorprende quanto in Riviera è cambiato: i prezzi dei terreni, degli alberghi, l'entroterra... Spero che il ritorno di un gusto architettonico e urbanistico si concreti per il meglio». Domenico Astengo, Storico del turismo, collaboratore del Comune di Alassio per eventi e pubblicazioni: «Sono quattro gli scopi del libro: 1) il Grand Tour; 2) il viaggio del turista indipendente favorito dall'arrivo del treno, non solo per la persona ma per tutto ciò che gli occorre, compresi i giornali; 3) la polemica anti inglese, subito sopita dopo la guerra; 4) un opuscolo del ’45 che dava il benvenuto ai figli d'Albione. C’è stata una sia pur breve riscoperta di Alassio, auspico l'istituzione di un museo del Turismo». Antonio Ricci, Autore televisivo e proprietario di ville inglesi: «L’autore è stato il primo a scrivere un articolo su Villa Pergola. L’abbiamo acquistata per restaurarla, soprattutto il giardino e i muri a secco. Stiamo raccogliendo testimonianze di Alassini e manifesti di film girati qui, libri e periodici che parlano del territorio e di letteratura alassina. Sono residente, vivo a Milano ma sempre con le valigie a portata di mano. Penso ci sia la possibilità di costruire con giudizio». Carlo Scrivano, Assessore Turismo e Cultura della Provincia di Savona: «Ho iniziato il mio assessorato ad Alassio e ad Alassio lo sto finendo. I turisti inglesi stanno tornando, ma è un turismo di nicchia: Alassio è la prima città, seguita da Finale e da Castelvecchio di Rocca Barbena, paese a loro molto caro. Sono turisti adulti di reddito medio-alto, il 60% cerca la località su Internet. È una strada lunga ma secondo me è tracciata». Infine l’autore, Alessandro Bartoli: «Questo libro può essere una sorta di guida, suscettibile di ampliamento. Affronta il tema del Grand Tour perché all'inizio, a parte Genova, non ha riguardato la Liguria, ma poi si è incentrato sul turismo di soggiorno che durava vari mesi, a volte un anno. Alassio a quei tempi aveva 4.000 residenti e una Colonia inglese di circa 2.000 persone». È seguito un concerto del Duo Chitarristico “9cento” (Mariangela Pastanella e Dario Caruso), che ha eseguito brani di musiche inglesi, anche di Edgar Elgar (trascritti), molto apprezzato dai presenti. Il pomeriggio si è concluso con il “Tea-party” allestito dall'Istituto Alberghiero di Alassio. Martedì 16 Dicembre 2008 Non muoio neanche se mi ammazzano Cento anni fa nasceva Giovannino (era proprio questo il suo nome anagrafico) Guareschi, uno dei più grandi narratori del ’900, a tutt’oggi lo scrittore italiano più tradotto nel mondo. Alassio non poteva restare insensibile a questo avvenimento, anche in forza del legame che lo ha unito alla nostra città. Ne sono la prova la piastrella commemorativa presente sul muretto ed un fatto curioso raccontato a chi scrive dai figli Alberto e Carlotta: il loro padre, che volentieri veniva ad Alassio, aveva grafia e dell’opera di Guareschi, non solo per ricordarne la figura, ma soprattutto per far conoscere l’attualità e la profondità della sua opera letteraria. Come titolo per l’incontro svoltosi il 7 novembre u.s., presso la biblioteca civica, è stato scelto: “Non muoio neanche se mi ammazzano”: una frase che a molti può suonare come una battuta ma che non lo fu per Giovannino che la pronunciò al suo ingresso in lager nel 1943. Proprio di lì che il relatore è partito, raccontando cioè la prigionia in un campo di I conferenzieri. anche deciso di acquistarvi una casa, (più precisamente a Moglio), poi a causa delle sue precarie condizioni di salute soprassedette. Per tutti questi motivi, il centro culturale l’umana avventura, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune, ha invitato il Dott. Alessandro Gnocchi, giornalista e scrittore, massimo conoscitore della bio- concentramento tedesco, quasi voluta, pur di non tradire i suoi ideali di patria e libertà. Egli infatti in forza della sua già grande fama come giornalista e scrittore avrebbe potuto rientrare in Italia anche senza firmare alcuna dichiarazione a favore della Germania. È stato, poi, fortemente sottolineato il valore positivo della prigionia per la vita e per l’opera di Guareschi, che vi en- Carlo Bertolino Enrico Lupi: “Extravergine: realtà di un territorio” Conferenza-dibattito coordinata da Daniele La Corte perficie coltivata a olivo della Regione». Quindi l’oratore dott. Enrico Lupi: «Sono imperiese ma conosco bene Alassio. La “Città dell’olio” è nata nel ’94: allora non si parlava di produzione legata al territorio. L’Associazione è costituita da Enti pubblici: 350 soci in tutta Italia, organizza manifestazioni promozionali. Il Ponente Ligure è leader nella produzione, dal 1910 ha conquistato il mondo: abbiamo avuto la capacità di produrre olio d’oliva a livello industriale, poi diminuita per la concorrenza della Spagna, ma possiamo reggere sulla qualità». L’oratore prosegue evidenziando l’importanza degli assaggiatori e la peculiarità del territorio. «Siamo stati i primi a conquistare il mercato tedesco, grazie al turismo degli anni ’60, ora anche i ristoranti si sono adeguati e servono l’olio in bottiglia con etichetta: anche la cucina “cattura” i turisti». Si augura che vengano coinvolti altri prodotti tipici, che vengano aperti i frantoi alle visite dei turisti... «Si dovrebbero coinvolgere le istituzioni per avere un sostanziale appoggio alla promozione anche presso i Paesi emergenti. Auspico che anche Alassio diventi “Città dell’olio”». È poi intervenuto il Direttore dell’“Associazione Nazionale Assaggiatori d’Olio” dott. Vignolini: «Sono stato in vari Paesi dove non c’è produzione che desideravano conoscere le peculiarità dell’olio italiano, che ne detiene ben 400 varietà. La nostra monocultura “Taggiasca” (Imperia e Ponente savonese) è una delle migliori. La Costa Azzurra sta incrementando la produzione, dobbiamo contrapporre la nostra tradizione più antica e difenderla. La denominazione D.o.p. è stata una conquista, ma occorre promuovere il “gusto” che non dipende dalla raccolta e dalla frangitura». Ca. Bl. Centro culturale l’umana avventura AU TEMPU DI MEI NONNI CONFERENZE ALLA S.O.M.S. DI ALASSIO Un argomento attuale e interessante per coloro (e sono molti) che si dedicano alla maggiore risorsa agricola del nostro territorio, è stato affrontato il 14 novembre scorso nella sede della Società Operaia di mutuo Soccorso di Alassio. Il benvenuto è stato porto dal suo Presidente sig. Claudio Gavaldo, che ha ringraziato i presenti, in particolare il Sindaco arch. Marco Melgrati, le Società consorelle di Moglio e Solva e la “Vecchia Alassio”. La parola passa al Sindaco che evidenzia l'importanza dell'argomento per il nostro territorio e per tutta la Regione, soprattutto ora che c’è un risveglio nella battitura delle olive, fatto di cultura e anche di turismo. Segue il giornalista Daniele La Corte: «Quest’anno l’olio assume una grande importanza per la buona annata e per la riapertura del Frantoio di Solva. Le province di Imperia e Savona rappresentano la più estesa su- trò come brillante umorista e ne uscì avendo riscoperto le sue profonde radici cristiane che diedero forma e spessore a tutta la sua produzione successiva. È proprio dalla nuova presa di coscienza del suo essere cattolico che nascono i racconti di Mondo Piccolo, il mondo “più che vero, verosimile” di don Camillo e Peppone, ed è sempre qui che si fonda il suo profondissimo senso della famiglia che darà origine a tutti i semplicissimi e proprio e per questo splendidi racconti di vita familiare. Durante la serata che ha ripercorso anche le vicissitudini personali e politiche di Guareschi (tra cui la complessa vicenda De Gasperi del1954), sono stati letti alcuni brani della sua vasta, ma per noi che lo amiamo, troppo esigua, produzione; tra questi vogliamo ricordare la conclusione del racconto “Nel paese del Melodramma”: Il giovanotto notò qualcosa nella forcella anteriore della moto. E si chinò. “Non ho fatto a tempo a riverniciarla” spiegò Peppone “Era incrinata da tutt’e due le parti e l’ho saldata. Se aveste fatto ancora 500 metri vi sareste accoppato. Vi è mancata la benzina al momento giusto”. Il giovanotto impallidì e incominciarono a tremargli le mani: “È impossibile!” esclamò. “Sì, ma oggi è destino che succedano solo cose impossibili” replicò Peppone. Poi tacque un istante e concluse: “Giovanotto, dicano quel che vogliono, ma, politica a parte, il Padreterno è sempre il Padreterno”. Quando ero ragazzo trascorrevo molto tempo in casa dei nonni. Abitavamo al secondo piano delle case popolari proprio di fronte al civico ospedale. Il nonno aveva comprato quell’appartamento con i risparmi di una vita passata sui barchi nei mari di mezzo mondo. Dalla finestra della sala da pranzo verso Laigueglia, per capirsi, lo sguardo spaziava su decine di floridi orti e qualche rara casupola di contadini, arrivando sino all’albergo “Mediterranée” unica costruzione di un certo spessore in quella regione chiamata “le Serre”. Dalla finestra della cucina invece potevo vedere gli ospiti dell’ospizio comunale annesso all’ospedale, che prendevano il sole in un grande giardino pieno di limoni e aranci. Una decina di vecchietti assistiti amorevolmente da suore che si muovevano veloci e leggere anche se infilate in certi “roboni”color blu scuro, larghi e sgraziati. Non si vedeva il mare, c’era so- lo il “carrugiu” a dividerci dalla spiaggia, ma si percepiva di continuo il suo intenso respiro. Arrivavano di continuo i rumori del vicino Borgo Barusso con le barche dei suoi pescatori tirate in secca sulla spiaggia e le lunghe reti da pesca stese al sole ad asciugare. All’inizio del lungo “carrugio” di Barusso c’era la chiesetta di Sant’Anna, che pareva la perla di un’ostrica strappata dal suo guscio dalla tempesta e gettata li dalla risacca. In fondo al corridoio d’entrata, c’era una cristalliera con i vetri colorati e piena di tarli. In essa un mucchio di cianfrusaglie: un uovo di struzzo, un servizio da the cinese in porcellana, un tre alberi in bottiglia, due cani di porcellana bianca con i fregi in oro. In camera da letto, poste su un grosso comò due campane di vetro con fiori finti e vecchi santini ingialliti, nell’altra camera una pelle di leopardo rozzamente conciata. Ogni mese il nonno invitava a cena qualcuno che aveva navigato con lui. Era una sorta di rimpatriata con grosse pacche sulle spalle ed una sequela di …te lo ricordi?...l’hai più visto?... seguite da energiche libagioni presso “l’osteria da Gaiora”, poco lontano. Bevute che, a dire il vero, facevano un po’ arrabbiare la nonna. Le calde sere d’estate poi si assisteva al trionfo delle “bassebassette”. A mille le lucciole trasformavano la pianura degli orti in un grosso albero di natale. Uno spettacolo da rimanere a bocca aperta… ragazzi… irripetibile. E tutto ciò in Alassio “ai tempi di mei nonni” non tanto tempo fa!... Moirano ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI Si informa che il prezioso volume “La Cattedrale di Albenga”, recensito sul numero di marzo 2008 de “L’Alassino”, per le prossime festività natalizie, sarà eccezionalmente posto in vendita anziché al prezzo normale di euro 100 a quello promozionale di euro 60. Istituto Internazionali di Studi Liguri, Sezione Ingauna Palazzo Peloso Cepolla – Piazza San Michele, 12 17031 Albenga – Tel: 0182 51215 – Fax: 0182 50434 Martedì 16 Dicembre 2008 LA CHIESA ANGLICANA DI ALASSIO COMPIE OTTANT’ANNI Al termine della Prima Guerra Mondiale la colonia britannica, che dal 1875 si era stabilita ad Alassio, non soltanto fece ritorno, ma negli anni successivi divenne sempre più numerosa. La vecchia chiesa di St.John the Evangelist, edificata presso la ferrovia nel 1881 era ormai insufficiente. Neppure l’ampliamento realizzato una decina di anni più tardi consentiva di ospitare tutti i fedeli, tanto che negli Anni Venti il Mattutino domenicale veniva cantanto sia alle 9.45 che alle 10.45, e la chiesa era comunque troppo affollata. Senza contare che il passaggio dei convogli arrecava un certo fastidio. Iniziò così a farsi strada l’idea di costruirne una nuova, di maggiore capienza, tanto più che le ferrovie avevano fatto sapere di essere interessate all’area su cui sorgeva la vecchia chiesa, avendo necessità di avere nuovi spazi anche in previsione dell’elettrificazione della linea. Così, nonostante le resistenze di qualcuno, nel 1922 l’Archdeacon Sissons e il General Meeting, tenutosi presso l’English Club di Alassio, decisero la costruzione di una nuova chiesa non appena i fondi lo permettessero. Il primo problema era individuare un sito idoneo e diverse furono le ipotesi prese in considerazione, ma tutti gli appezzamenti di terreno che sarebbero stati adatti avevano prezzi troppo alti. Fu con grande sollievo di tutti che venne accolta l’offerta di Miss Lamport, che dal 1887 dirigeva la English Library, di un terreno situato dietro la biblioteca stessa, dove in un primo tempo avrebbe voluto costruirsi un’abitazione. Il luogo era ameno e tranquillo e il prezzo ammontava a circa 2500 sterline. Un’ offerta così interessante e animata da grande senso civico non poteva essere rifutata. Questo fatto incoraggiò anche le donazioni per il nuovo edificio che a fine stagione ammontarono a 1200 sterline. Stagione dopo stagione il fondo crebbe: tra le tante iniziative, un “Bazaar and Fête” con intrattenimento, musica, giochi, dolci e immancabile “afternoon tea”, tenutosi al British Club il 17 marzo 1926, permise di raccogliere quasi 400 sterline in un solo pomeriggio. Così in quello stesso anno si ritenne che fosse giunto il momenti di procedere alla scelta di un architetto. Tra i possibili candidati, sia inglesi che italiani, il cappellano Rev. Linzee Giles, optò per William Newton, dello studio Newton & Sons di Londra. Nell’inverno successivo, dopo qualche discussione e modifica, il progetto era pronto e approvato e fu posto in visione presso la English Library. Si poteva quindi passare alla fase esecutiva: la nuova chiesa poteva essere pronta in meno di un anno. L’ing. Comm. Conte Vegerio fu nominato direttore dei lavori, che vennero affidati all’impresa di Emanuele Porretti di Finale. Il costo di questi ultimi era però assai elevato, circa 7000 sterline, e nonostante i fondi già raccolti negli anni precedenti, non poche furono le difficoltà incontrate dalla comunità per reperire la somma necessaria. Non passò molto tempo dall’apertura del cantiere che si era già accumulato un debito di oltre 800 lire. In quel diffficile frangente l’improvvisa malattia del cappellano Giles, grande animatore dell’impresa, cadde come un fulmine a ciel sereno. La comunità e il Church Council si trovarono di fronte ad una scelta difficile. Alcuni sostenevano che i lavori dovessero essere interrotti fino a che l’intera somma necessaria non fosse stata raccolta. Altri facevano invece notare che il blocco dei lavori, con gran parte dei materiali necessari già ordinati, avrebbe soltanto fatto lievitare ulteriormente i costi e inoltre, fermando il cantiere, numerosi operai sarebbero rimasti senza lavoro proprio all’inizio della stagione invernale. Quasi tutti convennero che il completamento della nuova chiesa era come un debito d’onore da saldare. Rimaneva quindi una sola cosa da fare: trovare il denaro necessario. Per tutta la stagione invernale la raccolta di fondi proseguì indefessamente: a fine stagione, anche con il contributo di cittadini di Alassio, si arrivò ad un totale di 1378 sterline, cui se ne aggiunsero 2000 di prestiti contratti con le banche a tassi del 6%, 5%, 4% (che verranno poi completa- mente restituiti grazie alla vendita alle ferrovie dell’edificio della vecchia chiesa nel 1932). A questo punto ne mancavano ancora 600/700 per concludere i lavori e dotare la chiesa del mobilio necessario. Presso Miss Arnold a Villa Fresia esisteva una vera e propria “lista” di regali che in occasione del Natale potevano essere fatti alla chiesa: la sedia del cappellano (35 lire), gli inginocchiatoi (16 lire), e poi zerbini, portaombrelli e quant’altro. Alla fine anche il bellissimo ambone di legno intagliato, realizzato dalla bottega artigiana di Biagio Stalla, trovò il suo posto nella navata centrale. L’Executive Building Committee, di cui facevano parte la stessa Miss Arnold, il Gen. Sir Henry Wilson, Miss Lamport, il dottor Boon e il Rev. Sharp che svolgeva le funzioni di cappellano in luogo di Mr. Giles, aveva lavorato con grande abnegazione per risolvere tutti quei problemi, grandi o piccoli, che quasi quotidianamente si erano presentati. L’intera comunità fu sempre loro grata per il grande impegno profuso, grazie al quale nell’autunno del 1928 la chiesa era ormai pronta: oltre 400 persone, alla presenza anche delle autorità cittadine, vi si riunirono per celebrare l’Armistice Day, l’11 novembre. Domenica 23 dicembre per l’ultima volta le funzioni vennero celebrate nella vecchia chiesa. Anche il nuovo edificio fu intitolato a S.Giovanni Evangelista, il cui simbolo, un’aquila, che regge un libro aperto con l’inizio del suo Vangelo, “EN ARXH LOGOS (“In principio era il verbo”), è collocato sopra il portale principale, sulla facciata rivolta verso la mulattiera. La costruzione, ad una grande navata con due navatelle laterali, presenta anche un portale laterale sul fianco destro, preceduto da portico che costituisce il punto d’arrivo del lungo viale pergolato che si diparte dall’ingresso sulla carrozzabile per Moglio. L’interno, sobrio e funzionale, è caratterizzato dalla massiccia presenza del legno, dal parquet a spina di pesce alle capriate del soffitto, alla lunga balconata a guisa di matroneo che si allarga sulla controfacciata per ospitare il coro e l’organo, di fabbricazione svizzera, trasportato dalla vecchia chiesa. Non mancava il fonte battesimale, oggi visibile, insieme a molte delle sedie, al santuario della Madonna della Guardia. L’edificio era dotato di un sistema di riscaldamento per l’epoca d’avanguardia e persino di auricolari per le persone deboli d’udito (purtroppo perduti durante i recenti lavori di restauro). La costruzione della nuova chiesa nel 1928 rappresenta probabilmente l’apogeo della comunità britannica di Alassio, che proprio in quegli anni raggiungeva il massimo numero di presenze. Di lì a poco, con il progressivo deteriorarsi delle relazioni tra Italia e Gran Bretagna, la colonia comincerà a ridursi fino a sparire del tutto alla vigilia dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Bruno Schivo Jacqueline Poole Rosadoni GRAZIE SIGNORA BINNY… …con al sua semplicità è riuscita a catturare l’attenzione e ad affascinare i bambini della Scuola Primaria Statale di Alassio. A sorpresa è arrivata, accogliendo con grande gentilezza l’invito che Le ha rivolto la maestra Luisella, in uno squarcio di sole del primo pomeriggio di questo fine novembre. Ci viene incontro; nelle mani tiene un rotolo di carta bianca abbracciata da un nastro di raso rosso e l’inconfondibile valigetta del pittore. Gli alunni della classe VB esultano e subito le si fanno intorno tempestandola di domande. Noi insegnanti osserviamo ed ascoltiamo con interesse le sue parole ed il suo modo spontaneo e naturale di rivolgersi ai bambini. Poi comincia a dipingere…. e l’emozione è al culmine! Come per magia sul foglio candido prendono forma e vita steli, petali, foglie e coloratissime piume in volo… Ci racconta dei suoi inizi e del grande segreto della pittura che 9 «L'ALASSINO» unisce la capacità dello sguardo che osserva alla sapienza della mano che guida il pennello. Ci invita anche a provare e a non scoraggiarci ma a insistere con pazienza e tenacia. Quando ci saluta chiamandoci i suoi nuovi amici siamo veramente contenti e orgogliosi insieme. Grazie ancora, Signora Binny, per questo pomeriggio insieme, per noi un bellissimo regalo di Natale! I bambini e gli insegnanti della classe VB Scuola Primaria Statale di Alassio Un grande libro che farà storia PARROCCHIA COLLEGIATA DI S. AMBROGIO In occasione del Cinquecentenario della Parrocchia di Sant’Ambrogio di Alassio è uscito alle stampe (Fed. Motta Edit. in Milano) un lussuoso e ricco volume. “La collegiata di Sant’Ambrogio in Alassio Cinque secoli di storia e arte” a cura di Massimo Bartoletti e Franco Boggero e con commento fotografico di Daria Vinco. Si tratta di un lungo lavoro di “équipe”, encomiabile sotto ogni rispetto, coordinato dal Parroco Mons. Angelo De Canis, al quale hanno dato mano con zelo e con grande cura, ciascuno secondo le sue particolari competenze, moltissimi collaboratori e non pochi parrocchiani alassini. Dopo le premesse logiche della Soprintendente ai Beni storici ed artistici, dott. Sandrina Bandera, di S.E. il Vescovo, Mario Oliveri, di Mons. A. De Canis, del Sindaco M. Melgrati, della dott. M. Zioni di M. Bartoletti e F. Boggero, il libro si snoda, con grande dignità e ricchezza di particolari e con dovizia di splendide e preziose documentazioni fotografiche, attraverso numerosi “capitoli” o argomenti, tutti da godere ed ammirare. Dalle origini al Cinquecento (G. Puerari), Vicende edilizie della Chiesa (C. Fusconi), Sant’Ambrogio tardo-medievale e sculture della facciata (F. Cervini), Le iscrizioni (B. Schivo), Tra Gotico e Rinascimento (M. Villani), Il sagrato a “rissôi” (D. Gandolfi), Dalla Parrocchia alla Collegiata (L.L. Calzamiglia), L’attività di De Ferrari per F.M. Giancardi (A. Acordon), La famiglia Carlone e Alassio (M. Bartoletti), Arredi e marmi del 6 e 700 CF. Franchini Guelfi), La scultura lignea (S. Repetto), Il corredo tessile (M. Cataldi Gallo), Gli argenti (F. Boggero), Pittura ad Alassio fra XVII e XVIII sec. (A. Giacobbe), Pittori portorini ad Alassio fra XVII e XVIII sec. (A. Sista), Musica sacra (G. Mela), I recenti restauri (E. Formento). Il prezioso volume, prima della ricca bibliografia finale, si chiude con una appendice del prof. Tommaso Schivo sulla Letteratura religiosa alassina nei diversi secoli della nostra storia. Per concludere, si tratta di un ricchissimo libro (purtroppo in questa prima edizione 2008 fuori commercio) che ogni famiglia vorrebbe avere e che ripercorre, con dovizia di particolari interessanti e con una oculata ed entusiasmante serie di fotografie, la storia della nostra Chiesa parrocchiale e le vicende storiche, religiose e culturali che hanno attraversato questi cinque secoli di vita e di fede. A.V.A. LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI COMPIE 60 ANNI L’anniversario dei diritti umani: una sfida per tutti Il 10 dicembre 1948 la comunità internazionale adottava a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento che rappresenta ancora oggi il quadro di riferimento più importante per la tutela dei diritti umani a livello internazionale. Purtroppo, le violazioni sono all’ordine del giorno e numerosi diritti vengono ignorati e calpestati, non soltanto da regimi autoritari o da dittature, ma anche nella democratica Europa. Gli stati approfittano del fatto che è molto difficile poter esercitare un effica- «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» è il primo principio inserito dalla comunità internazionale nella Dichiarazione. Un principio etico fondamentale, che da allora viene riconosciuto dal diritto internazionale. In 30 articoli, la Dichiarazione sancisce in modo irrevocabile che tutti gli esseri umani – indipendentemente dal colore della pelle, dal paese di provenienza, dalla loro religione o cultura – hanno dei diritti di cui non possono essere privati. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali e hanno il diritto di vivere in sicurezza e rispettati nella loro dignità. In tempo di pace come in tempo di guerra. Alcuni Stati, come la Francia e gli Stati Uniti, già in precedenza avevano incluso alcuni diritti umani nella loro legislazione, l’Italia lo fece in quello stesso 1948, con l’adozione della nuova Costituzione. Ma con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani questi diritti diventarono davvero universali e tutelati a livello internazionale. Gli orrori della seconda guerra mondiale erano ancora vivi nella memoria collettiva e i leader mondiali si resero conto che il rispetto dei diritti umani non poteva essere lasciato all’arbitrio dei singoli stati. Oggigiorno, quasi tutti gli Stati hanno integrato almeno una parte di questi diritti fondamentali nella loro Costituzione. E così facendo s’impegnano a farli rispettare concretamente. La Dichiarazione determina una serie di categorie di diritti fondamentali. Per esempio, i diritti associati alla protezione della persona: il diritto alla vita, l’interdizione della schiavitù e del ricorso alla tortura; altri diritti riguardano la libertà: libertà di religione, d’espressione e di associazione; altri ancora mettono in rilievo i diritti economici, sociali e culturali, come il diritto all’educazione, all’alimentazione e alla salute. ce controllo in varie parti del mondo oppure giustificano la sospensione di certi diritti con l’esigenza di tutelare la “sicurezza nazionale”, come stanno facendo gli Stati Uniti nell’ambito della “guerra al terrorismo”. L’ultimo Rapporto Annuale di Amnesty International, che contiene capitoli su 150 paesi, denuncia che a 60 anni dall'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani la tortura è ancora presente in almeno 61 paesi, processi iniqui si celebrano in almeno 54 paesi mentre in 77 paesi non è consentita la libera espressione delle proprie idee. Ma la Dichiarazione Universale e i numerosi trattati internazionali sono comunque uno strumento utilissimo, perché permettono alla comunità internazionale o anche a singoli individui di esercitare pressioni sulle autorità politiche e ricordare loro la responsabilità di tutelare i diritti e le libertà di ogni essere umano. Fin dal momento della sua nascita, nel 1961, Amnesty International ha combattuto per proteggere i principi sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in ogni parte del mondo, richiamando i governi alle loro responsabilità. Alcuni progressi sono stati compiuti, ma molto rimane da fare. Le crisi dei diritti umani in Darfur, Zimbabwe, Gaza, Iraq e Myanmar richiedono un'azione immediata. Anche in Italia, il crescente clima di intolleranza, alimentato da dichiarazioni discriminatorie e attacchi xenofobi, nonchè da proposte di legge contrarie agli standard internazionali sui diritti umani, stanno minando seriamente i diritti fondamentali delle minoranze presenti nel nostro paese, in una preoccupante linea di continuità nel passaggio da un governo al successivo. Abbassare la soglia dei diritti per specifici gruppi di popolazione, oltre a essere di per sé inaccettabile, comporta una generale erosione dei diritti individuali di ogni persona. Al contrario, il Parlamento non riesce a varare una legge che riconosca il reato di tortura o che consenta di fermare le esportazioni di armi verso paesi in cui vi sono bambini soldato. L'ingiustizia, la disuguaglianza e l'impunità sono i tratti significativi del mondo di oggi. I governi devono agire subito, per colmare il divario crescente tra ciò in cui s'impegnano e quello che fanno. La Cina, ad esempio, dovrà rispettare gli impegni assunti in occasione dell'assegnazione delle Olimpiadi, consentendo piena libertà d'espressione e di stampa e ponendo fine alla rieducazione attraverso il lavoro. E proprio quest’anno, per la prima volta un’ambasciata cinese ha accettato di incontrare una delegazione di Amnesty (ed è avvenuto proprio in Italia). Anche l’elezione del nuovo Presidente USA rappresenta una sfida importante per i Diritti Umani: a Barack Obama e alla sua futura amministrazione Amnesty chiede di chiudere Guantanamo e gli altri centri di detenzione segreta e di riconoscere l’importanza del sistema internazionale di protezione dei diritti umani che negli ultimi anni gli Stati Uniti e, sulla loro scia, molti altri paesi del mondo hanno seriamente minato, con il pretesto della “guerra al terrore”. Perciò la ricorrenza del 60° della Dichiarazione offre un’opportunità senza precedenti, per intraprendere una nuova direzione e rigettare le politiche miopi che negli ultimi anni hanno reso il nostro pianeta un luogo sempre più pericoloso e diviso. Il rispetto dei diritti umani deve prevalere sugli interessi politici ed economici di parte. Per avere successo, però, abbiamo bisogno anche del vostro contributo. Un mondo più giusto è possibile, costruiamolo insieme! Amnesty International Gruppo Italia 173 “Le baie del sole” Il Gruppo Italia 173 di Amnesty International, presente da oltre 25 anni nel nostro territorio, ricerca nuovi attivisti per partecipare con maggior efficacia alle prossime campagne per la difesa dei Diritti Umani in ogni parte del mondo. Chi fosse interessato può trovarci il 14 dicembre al “Mercatino del volontariato” oppure contattarci inviando un e_mail all’indirizzo [email protected] o telefonando ai numeri: 328/3066168 – 328/1020302. 10 «L'ALASSINO» CICLISMO BASKET Festeggiate 217 vittorie al pranzo sociale di fine stagione dell’Unione Ciclistica Alassio Festa del minibasket ad Albenga La stagione 2008 termina nel migliore dei modi per l’U.C. Alassio, festeggiando i propri ragazzi nella 37° festa Sociale di fine anno, tenutasi all’Hotel Dei Fiori, alla presenza di tante autorità civili e sportive e di tanti amici e simpatizzanti. Nella sala, in rappresentanza delle autorità Comu- Inoltre a livello societario: Campioni Regionali a squadre, per il quarto anno consecutivo Società 13° classificata al Campionato Italiano di Predazzo su 230 società partecipanti. Società 17° classificata nella classifica generale della prestigiosa “Coppetta d’Oro” svoltasi a Domenica scorsa ad Albenga, in una cornice partecipata e allegra, si è svolta una grande festa del minibasket, organizzata dal Centro Minibasket Le Torri, che ha raccolto moltissime ca sportiva che vuole sottolineare la gioia di divertirsi e di stare insieme. Ecco il responso del campo: 1° PGS ALASSIO, 2° VADO LIGURE CALLANDRONE, 3° BASKET Martedì 16 Dicembre 2008 NUOVA SEDE AVIS Sabato 8 novembre u.s. è stata inaugurata la nuova sede AVIS ad Alassio in via Paganini, 16: sul sito www.avisalassio le foto dell’evento. I nuovi locali sono stati acquistati con il contributo dell’Associazione Centro Trasfusionale Città di Alassio, quindi ristrutturati ed arredati con il sostegno della Fon- Il taglio del nastro. Alcuni gruppi di atleti. Il tavolo delle Autorità al pranzo sociale. nali, l’Ass.re allo Sport Fabrizio Calò e l’Ass.re alla Viabilità Piero Rocca, il Comandante dei Vigili Sig. Fabrizio Pampararo, in rappresentanza del Comitato Re-gionale F.C.I. il Presidente Sandro Tuvo ed il Consigliere Lorenzo Dogliotti oltre al Presidente Provinciale Piero Zangani e in rappresentanza dell’A.V.A. il Presidente Carlo Cavedini, amico-simpatizzante sempre presente. Quasi in duecento per rendere gli onori ai tesserati Giovanissimi e Agonisti, che quest’anno, più che mai, hanno dato dimostrazione delle loro capacità sia in ambito regionale che nazionale. Gli eccezionali risultati ottenuti sono il frutto di un costante e im- Borgovalsugana (TN). Società vincitrice di 27 trofei per classifiche generali a punti su 32 partecipazioni. Nella squadra Giovanissimi da citare il plurivittorioso Filippo Bertone con 31 vittorie, seguito da Gloria Scarsi con 30, Camilla Pesenti con 22, Samuele Manfredi con 20, Alice Pesenti con 18, Marco Tomatis con 16, Alessandro Volpe con 13, Andrea Carossino con 7, Alessio Cauteruccio, Luca Passarotto e Gabriele D’Alleva con 6, Noah Balduzzi, Elena Ghirardelli e Federico Fallico con 5, Camilla Facelli con 2 e Andrea Spataro con 1. Ottimi piazzamenti da podio anche per Nicolò Monterosso, Marta Passarotto, Jaco- l Giovanissimi conquistano a Bordighera, per il quarto anno consecutivo, il Titolo Regionale a squadre. pegnativo lavoro di gruppo, supportato anche dai tanti sponsor amici e dall’importante contributo del Comune di Alassio. In risalto l’annata conclusa dai Giovanissimi, bambini e bambine dai 7 ai 12 anni, allenati da Angela Gaibisso, che hanno raccolto i successi più importanti: 193 vittorie individuali due medaglie d’oro assolute e una d’argento, specialità Gimkana, al Campionato Italiano di Società che si è svolto a Predazzo con Gloria Scarsi, Samuele Manfredi e Camilla Facelli, nella categoria G2 una medaglia d’oro e una d’argento, specialità batterie strada, con Filippo Bertone (G5) e Samuele Manfredi (G2) sempre al Campionato Italiano di Predazzo. 22 titoli regionali suddivisi nelle quattro specialità, strada, gimkana, sprint e assoluto; praticamente quasi la metà dei 48 titoli a disposizione. 14 titoli di campioni provinciali tra strada e MTB 12 titoli di campioni del Giro della Provincia di Savona specialità strada e MTB n. 7 titoli di campioni del Giro della Provincia di Imperia po Pattino, Lorenzo Orlando, Matteo Marchiori, Gabriele Patrone, Daniele Raimondo e Giacomo Gattuso. Buona anche l’annata degli agonisti, rappresentati da Esordienti, Esordienti Donne e Donne Allieve, allenati da Gianni Gaibisso. 24 successi a livello individuale, tre Campionati Regionali e due Titoli provinciali, oltre ad un titolo di Campione del Giro della Provincia di Savona. Fa la voce grossa Barbara Barberi (Donna Allieva) che ottiene 22 vittorie e si laurea Campionessa Regionale in Strada e in Pista, vince il Campionato Provinciale e anche il Giro della Provincia di Savona; Sara Rinaldi (Esordiente Donna) si laurea Campionessa Regionale nella Velocità Pista e Gloria Romano (Donna Allieva) vince la gara di Bricherasio. Buono e lodevole il comportamento degli altri componenti Fulvia Mourikis, Giorgia Bertone, Ilaria Volpe, Daniele Vinai, Rubens Calzia (campione Provinciale strada), Mattia Pellegrini, Tommaso Gattuso e Andrea Barbero. L’U.C. Alassio realtà del ponente ligure. I bambini (di 8 e 9 anni) si sono affrontati in una serie di sfide, iniziate al mattino e conclusesi con le finali del tardo pomeriggio, utili solo per stilare una classifi- CLUB LOANO, 4° A.S. BASKET ALBENGA, 5° BASKET CLUB CERIALE, 6° BASKET CLUB IMPERIA, 7° PALLACANESTRO DIANO MARINA, 8° VADO LIGURE ASTENGO. MOUNTAIN-BIKE Piccoli campioni crescono… bene! Giancarlo Gasperini, classe 2002... che farà da grande?... chissà... per adesso oltre ad andare bene a scuola, va... molto... nelle gare a cui partecipa si piazza sempre nei primissimi, quando addirittura non vince!! Dai... piccolo “grande” Giancarlo! sappiamo che nel 2009 potrai tesserarti e “correre ufficialmente per il club” V.C. Pacan Bagutti, dove i talent-scout (maestri di mtb) Alessandro Saccu e Marcello Frisone faranno realizzare il tuo sogno di “correre” in G1, e così farai sognare anche tutti noi “addetti ai lavori”... appassionati di sentieri e di mtb! Mi viene da pensare che i “nostri” sentieri siano proficui per gli allenamenti... in quanto “duri” ed impegnativi per la morfologia del territorio, ma ora che (molti) sono ben puliti e piaceNella foto: Giancarlo Gasperini di soli 6 anvoli da percorrere ... creani già “promessa” della MTB, della “Baia no, pardon... ottimizzano i del Sole”. potenziali campioni come i piccoli “grandi” Gianbene in bici, sulla sua MTB, (la carlo e il suo inseparabile amisua grande passione) con la chetto Stefano (N.d.r. n° prec. quale si allena (N.d.r. art. su n° Alassino). prec. de “L’Alassino”) e garegDai! Piccoli biker!!!... gia,... e... nonostante sia così pic- FO..Ò..ORZA… GIANCARLO! cino da non essere ancora tesserato in una società sportiva, M. “Attila” P. Estetica discutibile Tutto concorre per mantenere e per fare sempre più bella Alassio. La passeggiata a mare piena di manufatti che ingombrano, almeno in inverno, non si potrebbe avere un po’ di ordine? dazione del Ponente Savonese e della Fondazione De Mari oltre al prezioso appoggio di Comune e numerosi sostenitori. Già dal giorno successivo la sede era operativa come punto di prelievo e sede associativa dei soci di Alassio e Laigueglia, e sarà anche a disposizione per le attività di ADMO, AIDO, AIRC. Questo rappresenta un momento molto importante per la storia dell’Associazione che dal giorno della fondazione, 55 anni fa, ha costantemente e laboriosamente operato sul territorio, senza una propria sede fissa, ma arrangiandosi e spostandosi più volte, dai locali di via Diaz a via Bogliolo, poi presso i locali del Servizio Sanitario Comunale, quindi sotto la stazione ferroviaria e per ultimo in via L. Da Vinci. Ora finalmente in via Paganini, 16 abbiamo trovato la nostra sede definitiva. Ad essere soddisfatti del risultato ottenuto grazie ad un buon lavoro di squadra non devono solo essere il direttivo ed i soci, ma tutti gli Alassini perché l’immobile è e resterà sempre e comunque un bene di Alassio e degli Alassini, inalienabile e da utilizzare in attività di volontariato in ambito sociale e sanitario. Consideriamo la messa in opera della nuova sede un grande traguardo, ma anche un punto di partenza per portare avanti nuove attività associative. Sabato 20 alle ore 21 al Palalassio il concerto Natale AVIS con la preziosa collaborazione di Massimo Schiavon e ospite Edoardo De Angelis. Il ricavato sarà interamente utilizzato per progetti di formazione, promozione ed integrazione sul territorio. Le donazioni del mese di dicembre, rigorosamente nella nuova sede, saranno nei giorni venerdì 12 e domenica 21. AVIS Alassio ringrazia ancora una volta tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. Tel. / Fax: 0182 645481 E-mail: [email protected] Via N. Paganini, 16 17021 ALASSIO www.avisalassio.it Complimenti per i segnali che si coprono l’un l’altro. TERMINI DI CONFRONTO di Dante Schivo Intervista a Paolo De Feo: Alassino dal 1936 Un ricordo di Alassio da non perdere. Vorrei rivedere i pescatori che tirano la rete dalla spiaggia (niege d’antan) Un cambiamento della Nostra Città che mal si adatta alla sua anima di Borgo ligure votato al turismo? Vivere in un “Borgo Ligure” (di mare) ci ha permesso di modificare senza traumi la nostra economia di votarci al Turismo con profitto. Non credo però, si possa ancora affermare che viviamo in un “Borgo Ligure”. In male e in “brutto” qualcosa che ha devastato una immagine di Alassio che tu hai tanto amato? L’incontrollato sviluppo edilizio (che perdura) ci ha privato delle caratteristiche peculiari del “Borgo”. La Comunità Alassina è diventata “diversa” dai tempi dei tuoi anni verdi. Pensi che questo cambiamento sia in sintonia con l’evolu- zione della “Società” in campo Nazionale? Che la Comunità sia diventata diversa è innegabile; tutto è dipeso dallo sviluppo edilizio citato. Se ciò si è verificato anche in campo nazionale ritengo non possa considerasi una “evoluzione”. L’Alassinità è ancora presente e rappresentata? L’Alassinità (che il Sindaco Grollero a suo tempo voleva risvegliare) è tuttora assopita; l’augurio è che sia semplicemente “in sonno”, come si suol dire. Arrigo Fugassa, “Grande” Alassino, scrisse che l’anima di Alassio non è nella sua storia, ma è da ricercare nella distesa acquorea del suo golfo, tra Capo Mele e Capo S. Croce. Pensi che esista qualche nuovo aspetto della nostra realtà che meglio ci possa dare il senso della nostra “Identità”, la consapevolezza di quanto di più auten(continua a pagina 11) Martedì 16 Dicembre 2008 TERMINI DI CONFRONTO (segue da pagina 10) tico e specifico c’è nella nostra cultura, nei gusti, negli interessi, nelle aspirazioni di ognuno di noi “alassini”? Il pensiero del Fugassa si adatta a tutti i tempi della Storia di Alassio; nel bene e nel male, il mare da Capo Mele a S. Croce è stato ed è tuttora la nostra vita. Se Fugassa vivesse oggi, certamente, alla “distesa acquorea” aggiungerebbe la “spiaggia”. Pensi che ci sia qualche “simbolo” nostrano (scordato o in disuso) da tramandare? Pensi che ci sia tra i “Personaggi” del nostro “Passato” o che esista qualche fatto di “storia nostrana”, o qualche particolare aspetto della “nostra cultura” che stanno per cadere nell’oblio (o che mai sono stati conosciuti nel giusto valore) a cui gli Alassini dovrebbero dedicare un Monumento? Alassio ha avuto la fortuna di avere nel passato (remoto però 14001500 e gran parte del 1600) dovizia di “grandi” personaggi e per onorarli ci vorrebbe un “monumento” collettivo. Ma sarebbe opportuno, a mio avviso, che nelle Scuole Primarie e Secondarie si dedicasse allo studio della Storia di Alassio qualche ora di lezione. Non mancano, a questo proposito, le testimonianze storiche. Seguendo la tua “Ideazione” logica di un’Alassio del domani, quale potrebbe essere la giusta strate- 11 «L'ALASSINO» gia che gli Amministratori della Cosa Pubblica dovrebbero seguire (o perseguire) per difendere quel che resta di quel “paesaggio vivente” scolpito nei secoli dalla natura e dal lavoro del Popolo Ligure? Credo che se andiamo avanti di questo passo del “paesaggio vivente” non resteranno tracce; nei secoli a venire ci ricorderanno per le innumerevoli “catacombe” per automobili (automobili che, probabilmente, si troveranno solo in qualche museo). Catacombe per altro, che se ben costruite, potrebbero servire da “rifugio” in caso di guerra atomica. Ti sei mai sentito, girando per Alassio, improvvisamente, come in un luogo sconosciuto? A parte il Centro Storico non è poi cosi difficile avere la sensazione di trovarsi in un luogo sconosciuto. Non sapere di sé vuol dire vivere; saperne poco vuol dire pensare. Ma sapere di sé all’improvviso, vuol dire avere la nozione della parola magica dell’anima. Per quanto in alto possiamo salire e per quanto in basso possiamo scendere mai usciamo dalle nostre sensazioni. I veri “paesaggi” sono quelli che noi stessi creiamo ma forse perché siamo noi i loro ispiratori, mai li vediamo come realmente sono. Al lume di questa breve riflessione, guardando oggi la tua Città, guardando la tua Alassio, quali sono le tue sensazioni? Se penso sono vivo; esisto (cogito ergo sum), posso adeguarmi o non adeguarmi alla realtà che mi circonda; ma sono vivo. Se guardo Alassio da vicino e non rinuncio ai ricordi, allora non mi piace. Si è sviluppata troppo e troppo male; se la guardo dall’alto o soprattutto da lontano, dal mare, il paesaggio cambia, la prospettiva è diversa : è come guardare con un binocolo al rovescio, ridurre mi riporta al passato e la sensazione è che mi piaccia ancora; che ancora valga la pena di viverci. Ti piacerebbe capire tutto per la prima volta, non in modo apocalittico ma direttamente come una fioritura della realtà? Ti piacerebbe vedere il Nostro Paese (Alassio) come una persona che fosse capace di vedere, come se con esso non ci fosse altro rapporto se non vederlo come un viaggiatore adulto arrivato oggi, per la prima volta alla Stazione ferroviaria? Capire e capire tutto una prima volta a mio giudizio è impresa ardua per l’uomo, che generalmente “crede” di capire. Se qualcosa avessimo capito non saremmo al punto in cui siamo. Trovo perciò che qualche dubbio è sempre bene averlo. S. Agostino dice: “Tutto ciò che sappiamo lo crediamo anche; mentre non sappiamo tutto ciò che crediamo”. Non tutti possono restare “folgorati sulla via di Damasco”! In realtà, per come è in oggi ubicata la Stazione ferroviaria (ma fino a quando?) un viaggiatore adulto, che arriva per la prima volta, non può non avere un gradevole impatto con il nostro Paese. Chi odia il proprio ambiente non è una persona che per esso si rallegra o soffre. Siamo anche se non vogliamo, schiavi del mondo, dei suoi colori e delle sue forme politico-sociali, religiose. Come ti trovi nell’attuale contesto storico alassino? Seconde te Alassio cambierà ancora o continuerà su questa falsariga avendo ormai raggiunto il suo più alto sviluppo? Alassio continuerà ad essere “ligure” continuando ad essere sempre più eterogenea, multi etnica e globale? Deve cercare di continuare ad esserlo? Vivendo ad Alassio mi risulterebbe difficile odiare quello che è e rimane il mio ambiente (e penso sia cosi per tutti quelli che ci vivono); anche qualora Alassio diventasse ancora più eterogenea, multi-etnica e globale, il Turismo del resto ci ha resi cosmopoliti, abbiamo visto quasi tutto, inoltre già tutto è cambiato e cambierà ancora; come ho già detto però mi basta modificare la prospettiva. Geograficamente, Alassio, resterà Liguria. Quello che ci circonda diventa parte di noi stessi e si infiltra in noi nella sensazione della vita e ci unisce a ciò che è “Prossimo”. Alassio, secondo la tua opinione è ancora una città vivibile? Nonostante i grandi danni (fisici) che abbiamo provocato al “Borgo”, Alassio è tuttora una CITTÀ VIVIBILE. LUTTI CITTADINI, NECROLOGI, ANNIVERSARI MATILDE DORIA Dopo una lunga vita, trascorsa negli ultimi decenni ad Alassio, è mancata, il 13 Novembre u.sc. MATILDE DORIA di anni 85, una figura piena di dolcezza e ricca di doti che ha lasciato in molti un ricordo indelebile. Lo annunciano, con grande dolore, le figlie Silvia, Alessandra, Susanna, generi e nipoti e parenti, oltre numerosi amici e conoscenti. Anche l’A.V.A. partecipa al cordoglio. MERIS GRAVAGNO DANIELA BELARDINELLI Il giorno 24 Ottobre u.sc., un tragico destino ha rubato all’affetto dei suoi cari una giovane mamma. DANIELA BELARDINELLI ha lasciato un vuoto immenso nel cuore dei suoi due figli Enrico e Alberta, nella mamma Renata Cusmai e parenti tutti che la ricordano con immenso amore. Tutti gli amici di Alassio sono stretti intorno alla famiglia e partecipano al loro immenso dolore. Gli amici di Alassio, Genova, Torino, Roma e Milano, si uniscono nel ricordo di Daniela con una donazione alla Croce Rossa di Alassio per contribuire all’acquisto di una nuova ambulanza. L’A.V.A. si unisce al dolore dei famigliari. Anniversari UGO LANFREDI 2007 - 2008 possa ricevere il nostro messaggio e che anche a te sia di conforto il pensiero che nei nostri cuori ci sei e ci sarai per sempre. I tuoi cari Nel primo anniversario della sua scomparsa, i nipoti lo ricordano con immutato affetto. ALADINO RAITA (DINO) LORENZO GUERRA Il 19 dicembre 2008 ricorre il triste quinto anniversario della morte di ALADINO RAITA, un alassino ben noto ed apprezzato per le sue doti e la sua simpatia. Lo ricordano a quanti la amarono i famigliari. A 11 anni dalla sua morte (avvenuta nel dicembre del 1997) lo ricordano con immutato affetto e riconoscenza a quanti lo conobbero e lo apprezzarono la moglie Anna e i figli con la loro famiglia. FELICE TORASSA Solo ora siamo in grado di comunicare che in data 24 Marzo 2008, per un grave incidente è mancata in Genova la Signora MERIS GRAVAGNO di anni 52. La ricordano a parenti ed amici il marito Pietro Cavassa e l’adorato figlio. L’A.V.A si unisce al dolore dei famigliari e porge sentite condoglianze. 14/12/2007 - 14/12/2008 Caro Felice, è già trascorso un anno. Il 14 Dicembre 2007 ci hai lasciasti per sempre. Abbiamo imparato a trarre conforto dal ricordo ed a superare i momenti difficili pensando a cosa ci avresti detto. Indirizziamo idealmente a te questa lettera sperando che tu MESE DI NOVEMBRE 2008 BARBERO Graziella DORIA Matilde FIA Ilario GANDOLFO Giuseppina GANGI Grazia anni anni anni anni anni 73 85 88 74 59 GRAZIANI Pierina MORBIOLO Dino PESCE Luisa TERRANA Assunta VALDORA Maria Rosa anni anni anni anni anni 92 75 82 87 73 L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite condoglianze ai loro famigliari. 12 «L'ALASSINO» Martedì 16 Dicembre 2008 UN DOCUMENTO... ORIGINALE La Famiglia Riso ha donato gentilmente all’A.V.A. (per l'archivio e per il Museo alassino) un antico documento storico e insieme simpatico, tra il serio ed il faceto, direi persino saporito, anzi saporoso ed a me è toccata la ventura o la facoltà di tenerlo per qualche istante fra le mani per documentarlo e per farlo conoscere ai numerosi nostri lettori, che non disdegnano di incontrare di tanto in tanto nelle nostre pagine qualche “succosa” memoria, qualche curioso ricordo del nostro passato più o meno lontano. Forse è l'unico esemplare rimasto in vita dopo ben novantasette anni di silenzio e di riposo in un antico cassetto di casa. Si tratta, in sostanza, di un invito ufficiale (questo inviato all'Ill.mo Sign. O. Morteo da par- I Fiori di Bach a cura di Caterina Maggi Accame dry, Riviera rosso, Bracchetto secco, Accame 1906, Malvasia Accame e Moet Chandon Frapé. Nella pagina accanto si snoda in bella vista e con un’enfasi ammirevole, ma mai stucchevole, la “Distinta del Pranzo” (proprio con la P maiuscola... e la merita davvero...) Sentite... Ristretto d’acqua potabile di Alassio, Filetto di Sogliola alle sorgenti delle Allegrezze, Lombata di Vitello guarnita di primizie, Medaglioni di fegato grasso in bella vista, Anatrotti allo spiedo, Insalata di garzoli di lattuga. (E per chi non ricordasse di che cosa si trattava... sono solo la parte più interna e più tenera della lattuga, dal greco… kardìa, cioè cuore). E il dessert? Eccolo: Gelato alla Giuliana, Pasticcini e Confetti assortiti, Frutta, Caffè Moca e Liquori. Meteorologia Alassina a cura dell'Osservatorio Don Bosco NOVEMBRE 2008 Le otto finestrelle della Torretta, che consentono libera circolazione dell’aria a circa 35 metri di altezza, ci garantiscono la genuinità dei dati che vengono metodicamente raccolti, elaborati e comunicati. A quella altezza l’aria non subisce gli effetti del riverbero, da evaporazione o da pareti che possano ostacolarne il normale percorso e le sue particolarità meteorologiche. Le sintesi mensili presentate in questa rubrica vanno quindi accettate per quello che gli strumenti raccolgono dalla genuinità dell’atmosfera (sempre riferita a 35 metri di altezza) e non dalle emozioni personali o da strumenti posti in altre condizioni. Per farci un’idea sul mese in questioni (se bello, se brutto, se…) desidero presentare un quadro comparativo degli ultimi cinque anni: dal 2004 al 2008. Alcuni dati meteorologici di novembre al 2004 al 2008 Approfondiamo la conoscenza del ,sicuramente, più conosciuto ed usato tra i FIORI DI BACH: il famoso RESCUE REMEDY o FIVE FLOWERS REMEDY. È una miscela di cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of bethelhem) chiamata anche Rescue Remedy o Five Flowers Remedy. Bach mise a punto questa miscela per tutte quelle piccole o grandi situazioni di emergenza. In tutte quelle situazioni che richiedono un intervento immediato, dove non è possibile scegliere con calma il rimedio. Il Rescue Remedy può essere usato con un effetto calmante immediato in ogni situazione di stress, o quando si ha bisogno di aiuto se sopraffatti da una varietà di emozioni o di problemi comportamentali quali: • Cattive notizie • Paure • Esperienze particolarmente stressanti • Stati d’ansia improvvisi • Tensioni • Piccoli incidenti • Stress momentanei È molto utile, ad esempio, nei bambini, per le piccole paure improvvise, nei casi di incidenti, quando si ricevono cattive notizie, momenti di ansia improvvisi, paure, ecc. Si mettono 4 gocce di Rescue Remedy in un bicchiere d’acqua e lo si sorseggia; all’inizio a piccoli sorsi ravvicinati (anche ogni due o tre minuti), poi mano a mano che i sintomi si attenuano, si diminuiscono il numero delle assunzioni. Se non si ha disposizione o non si ha il tempo di prendere un bicchiere di acqua, si possono assumere 4 gocce del rimedio puro. Il Rescue è un rimedio di emergenza, e come tale va usato. Esso non può sostituire l’uso quotidiano dei Fiori di Bach. Per ottenere dei buoni risultati per essere in buona salute con la floriterapia, la cosa migliore, è di assumere i fiori più adatti a ciascuno, personalizzandoli sulla base della situazione del momento. La Rescue Cream È l’equivalente del rimedio di emergenza ma sottoforma di crema. Oltre ai cinque fiori che fanno parte del Rescue Remedy, è stato aggiunto Crab Apple, il fiore per la pulizia. La rescue Cream si utilizza per tutti quei problemi di pelle che richiedono un intervento immediato: punture di insetti, contusioni, piccole ferite, sbucciature, piccole scottature, cicatrici... Si applica un leggero strato di crema sulla parte interessata anche più volte al giorno secondo la necessità. continua PER GLI APPASSIONATI DEGLI SPORT INVERNALI La Polisportiva scolastica “OLLANDINI” di Alassio organizza una settimana bianca a Montecampione dal 15 al 20 febbraio Per programmi ed iscrizioni telefonare alla Segreteria della “OLLANDINI” 0182 47 20 38 entro il 22 dicembre p.v. Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori. La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce. Gli articoli e le lettere devono pervenire alla Redazione entro la fine di ogni mese per la pubblicazione ne «L’Alassino» del mese successivo. A.V.A. Temp. media mensile Temp. minima decade (1a - 2a - 3a decade) Temp. minima assoluta (giorno e ore) Precipitazioni totali (mm) Umidità media Giorni sereni Eliofania totale (ore) 2004 14,7° 12,6° (3a) 8,4° 30 ore 6 58,2 54% 17 150,6 2005 13,9° 9,0° (3a) 5,4° 26 ore 5 31,6 59% 15 160,6 2006 2007 16,2° 13,9° 15,2° 12,0° (3a) (2a) 12,0° 8,0° 3 ore 7 18 ore 7 37,0 28,8 66% 50% 15 17 156,8 153,7 2008 13,9° 10,1° (3a) 4,6° 28 ore 9 151,6 61% 10 121,0 I dati sono eloquenti; ognuno può liberamente guardare, valutare, giudicare, mugugnare ecc… Ecco però, a completamento delle informazioni mensili, gli altri dati. PRESSIONE MEDIA: 757,3 mmHg; minimo assoluto 739,0 mmHg alle ore 16,30 del giorno 30. TEMPERATURE MEDIE DECADALI: 15,9 °C nella prima decade; 15,6 °C nella seconda; 10,1 °C nella terza: Il giorno più freddo: 28novembre con media di 7,5 °C; più primaverile il giorno 16 con 18°C di media. PRECIPITAZIONI TOTALI: (vedi schema) nelle tre decadi: 65,8 mm. nella prima; 27,8 mm. nella seconda; 58,0 mm. nella terza, il giorno più piovoso il 29 novembre con 30,0 millimetri. ELIOFANIA TOTALE (vedi schema), medie mensili: 4,0 ore al giorno; medie decadali: 4,0 ore al giorno nella prima decade; 4,6 ore nella seconda; 3,5 ore nella terza: Giustamente saremmo tentati di emettere un giudizio assai critico se non negativo: l’inevitabile occhiata alle notizie dei telegiornali ci ha però permesso di sapere che, altrove, le cose sono andate assai diversamente. IL DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO Prof. Don Natale Tedoldi te dell’Amministrazione Comunale) per il “Banchetto offerto dal Municipio di Alassio per l’inaugurazione dell’Acquedotto” ed è datato 29 Giugno (proprio il giorno di San Pietro e Paolo) dell’anno 1912. Consta di un cartoncino color “noisette”, sobrio, ma nello stesso tempo elegante, nelle cui pagine interne, con grande spaziatura, si legge, a sinistra, l’elenco dei vini... un bell’assortimento davvero... Altro che acquedotto! Eccolo: «Questo periodico è aperto a tutti quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti è subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con le testate e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti». Insomma un complesso di portate da leccarsi letteralmente le dita e, purtroppo, oggi, anche la grande amarezza di non avere più (forse) la speranza e la possibilità di gustare ancora tutta questa grazia di Dio, ma, soprattutto, la benedetta acqua, l’acqua così pura e limpida che giungeva sulle nostre tavole dalle fresche sorgenti delle montagne cuneesi di Caprauna! Tommaso Schivo per A.V.A. DIREZIONE: Cons. Dirett. A.V.A. RESPONS.: Emanuele Aicardi EDITORE: A.V.A. TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla Viale Martiri della Libertà, 30-40 Tel. 0182 50.412/3 - Albenga Telefax 0182 50.412 REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen. di Savona n. 149 del 30-5-1962 ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975 (già R.N.S. n. 9806) LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11 Foto della testata: Archivio A.V.A. Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana