Dicembre - associazione vecchia alassio

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Dicembre - associazione vecchia alassio
ANNO XLVIII - N. 12
Martedì 16 Dicembre 2008
€ 2,00
Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA
Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf)
Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S.
Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Effettivo € 22,00 - Socio Aderente € 19,00 - Socio Aderente estero € 24,00
ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37
E-mail: [email protected] - Sito internet: www.vecchiaalassio.it
L’Associazione Vecchia Alassio
augura alla cittadinanza e ai graditi ospiti
un buon Natale e un felice 2009
TRENTACINQUE ANNI
DI CONSULTA LIGURE
Compleanno importante
quello della Consulta Ligure il
cui atto costitutivo risale al 24
novembre 1973. Trentacinque
anni in cui il sodalizio regionale, riconosciuto dalla Regione e
dalle Province, ha svolto i suoi
compiti con risultati eccellenti
nel campo del dialetto, della difesa dell’ambiente, dei rapporti
con le varie Istituzioni, per non
parlare delle diverse pubblicazioni di cui l’ultima in ordine di
tempo è il Dizionario Biografico
dei Liguri Illustri. Un excursus
su questo importante iter è stato svolto dal prof. Franco Gallea che ha letteralmente ipnotizzato il pubblico presente
con una rievocazione che è partita dalle sette Associazioni
fondatrici per poi analizzare
questi trentacinque anni. Fra le
tante curiosità accennate,
quella riguardante il numero
dei soci nelle Associazioni: dai
1644 nel 1973 si è passati a
21.800 oggi. Un lunghissimo e
scrosciante applauso ha salutato la fine della relazione seguita con particolare interesse.
Tutto questo ed altro si è svolto domenica 23 novembre u.s.
in occasione della riunione,
l’ultima di quest’anno, avvenucontinua a pag. 2
U NOSCIU LÜNORIU
(Il nostro calendario)
Come consuetudine dall’ormai
lontano 1997, anche per l'anno
2009, in appendice al numero natalizio de “L’ALASSINO” offriamo
ai nostri lettori il tradizionale
“LUNORIU” avvalendoci ancora
una volta dei versi dei nostri poeti in sintonia con foto tratte dal
ricco archivio fotografico A.V.A.
e corredato, come sempre, da
popolari proverbi relativi ai singoli mesi nonché a notizie di carattere generale. Il tema, per l’anno 2009 è “Nel cielo… sul mare”.
Certi del benevolo accoglimento della presente edizione a
tutti i nostri lettori auguriamo un
SERENO 2009.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vecchia Alassio
invita tutti i Soci, le loro famiglie, tutti i lettori
e i loro amici alla tradizionale serata
“RITRUVAMMUSE INSEMME”
che si terrà nel Palalassio “Ravizza” (g.c.)
Venerdì 19 dicembre 2008 alle ore 20,45
“7 incontri… salutari”
Mercoledì 26 novembre una
affollata platea ha preso parte al
secondo incontro in programma per la III edizione “7 incontri
salutari” rivolta alla terza età,
organizzati dalla GESCO SPA
per conto dell’Assessorato alle
Politiche Sociali del Comune di
Alassio.
I primi due incontri, che si sono svolti presso il Bar Balzola e
il Bar Giacomel, hanno visto la
partecipazione del Dott. Traverso, psicologo, che ha affrontato
i problemi legati a sonno, e la
dott.sa Patrizia Bettinelli, esperta nutrizionista, che ha illustrato con efficacia e competenza
una strategia adeguata per mangiare in modo corretto, con piacere e senza ingrassare.
Dopo questi due incontri legati ai comportamenti e agli stili di vita, a gennaio 2009 inizierà
il secondo ciclo che prevederà
tre incontri con medici che affronteranno i problemi legati alla salute dell’anziano.
continua a pag. 2
ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO
Il giorno 17 dicembre 2008
presso la Sede Sociale di Via XX Settembre 7, Alassio
è convocata
L’ASSEMBLEA ORDINARIA
DEI SOCI EFFETTIVI
alle ore 20.30 in prima convocazione e
alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente
ORDINE DEL GIORNO
1) Relazione del presidente; 2) Relazione finanziaria;
3) Varie ed eventuali.
Confidando nella Sua partecipazione,
porgo i migliori saluti.
Il Presidente A.V.A.
Carlo Cavedini
MOSTRE
A.V.A. alla
Sala Carletti
Dal 16 dicembre
al 15 Gennaio 2009
esporrà
LOREDANA
BOCCARDO
La genialità degli artisti
merita una visita!
SANTA BARBARA 2008
La mattinata di giovedì 4 dicembre, festa di S. Barbara, patrona
della Marina Militare e dei Vigili del
Fuoco, è stata piacevolissima e ricca di inziative. Grazie all’impegno,
improntato all’originalità e alla didattica, del Comandante della
Capitaneria del Porto di Alassio,
t.v. Luca Sammuri, con la collaborazione del Capo Reparto del
Distaccamento dei Vigili del Fuoco,
sig. Guglielmo Grasso, la cittadinanza alassina ha avuto l’opportunità di assistere ad alcuni momenti
di intensa emozione. Nella piazza S.
Francesco rappresentanti delle
scuole cittadine, elementari e medie, hanno visto salire verso l’alto,
nei pressi di un palazzo, gli esperti
vigili del fuoco per un’azione dimostrativa di salvataggio; nello stesso
tempo un elicottero della Guardia
Costiera volteggiava in mare, sempre di fronte agli sguardi curiosi dei
ragazzi e dei presenti, nel tentativo
simulato di una salvataggio tra le
onde ancora burrascose.
Le autorità civili e militari di
Alassio e delle città del circondario, insieme a numerosi fedeli, si
sono strette, quindi, attorno a Sua
Eccellenza il vescovo, mons. Mario
Oliveri, per la solenne celebrazione eucaristica nella chiesa della SS.
Immacolata dei frati cappuccini.
Le parole del presule hanno messo
in evidenza il collegamento della
vita e del martirio di S. Barbara con
l’esperienza, molto spesso esposta a gravi rischi, dei marinai e dei
vigili del fuoco.
Il rinfresco conclusivo presso
l’hotel Savoia, con lo scambio di
saluti in serena conversazione, di
fronte al mare e alla vista dei due
promontori della baia, ha coronato una festa che sta assumendo,
grazie alle idee dei comandanti, un
nuovo volto, più vicino alla cultura
e al mondo di conoscenze dei cittadini.
A.V.A.
Confraternita Santa Caterina
di Alessandria V.M.
Parrocchia Di sant’Ambrogio di Alassio
Foto di gruppo dei Confratelli.
In data 21 Novembre 2008 si è
riunita la Confraternita per l’annuale assemblea al fine di verificare l’attività svolta e fare il punto socio-economico dell’Associazione dell’anno trascorso alla
guida del nuovo priore Martino
Domenico e del nuovo governo.
Ciò premesso, con volontà e
entusiasmo, pur non mancando
le difficoltà e qualche “mugu-
(FOTO ALDO)
gno”, il nuovo governo è riuscito
a svolgere quelle attività benefiche e prefissate utili alla crescita nello spirito già riconosciute
e apprezzate della Confraternita
nei corso degli anni, ma anche
nel perseguire e rinnovare la fedeltà e l’impegno di testimonianza cristiana.
continua a pag. 2
L’Associazione Vecchia Laigueglia
in collaborazione con la
Confraternita S. M. Madalena e il Comune di Laigueglia
organizza una
RAPPRESENTAZIONE DI PRESEPI
in collaborazione con i cittadini,
nella sanità marittima di Piazza Cavour
con INAUGURAZIONE IL 24 SERA
dopo la messa di mezzanotte,
e durerà fino al 6 gennaio 2009.
In concomitanza, l’associazione con il parroco inaugurano
un’esposizione di parati sacri che saranno esposti
nella chiesa di San Matteo fino al 28 dicembre 2008
Angolo
di
Daniele La Corte
Bilancio
in burqua
AAA... successore di Melgrati
cercasi. Annuncio scontato, ma
neppure troppo visto che il primo
cittadino in carica, più di una volta, ha manifestato l'intenzione di
dimettersi per poter così tornare
in gioco. La cosa non dispiacerebbe, sembra, all’onorevole Claudio
Scajola, padre e padrone del Pdl ligure. Il ministro, infatti, non
avrebbe fatto salti di gioia di fronte ai tanti nomi snocciolati da
maggiorenti del centrodestra
alassino per far fronte alla prossima tornata elettorale. Nessun nome fino ad ora avrebbe ottenuto,
stando alle indiscrezioni, grandi
consensi.
L’incarico di sindaco spetterebbe, si dice, nella logica delle
spartizioni di alleanza, a un rappresentante di Forza Italia. Nella
città di Adelasia, però, dopo la
sortita di Melgrati sui tanti divieti, compreso quello di indossare
il burqua, è giunta lode dal “Carroccio” con tanto di «...è in linea
con il pensiero leghista...», frase
che fa intravvedere un' evidente
voglia di fare accordi diversi senza escludere un ritorno sul “trono” chi nei divieti aveva messo
tanto impegno.
Cosa già viste, spettacoli in replica nella novella Bagdad invasa
da donne velate e da tanti potenziali esponenti di Al Queda pronti
al sabotaggio di strade, acquedotti e, dicono gli “007” dell’Intelligence nostrano, bilanci comunali.
Ma le strade sembrano più disastrate, in maniera irreversibile,
dai tanti camion fuori misura che
indisturbati proseguono nell’opera distruttiva di asfalto, muri e
condotte idriche.
Da poco sono stati tagliati alberi pericolanti, presto chiuderanno
le strade perché troppo a rischio.
Bisogna solo aspettare, e siamo all'assurdo, che “ci scappi il morto”
o che accada come con l'Aurelia, a
Santa Croce, qualche anno fa.
Nel buco in bilancio creato forse dalle donne in burqua che da
sempre mettono in pericolo gli
equilibri alassini, potrebbe finirci
tutto. Ma, senza battere ciglio, dal
Palazzo assicurano che presto si
venderà villa Fernanda e che tutto
andrà a posto. Allora i soliti “007”
assicurano che sarebbe meglio
vederci chiaro anche perché unico acquirente allorizzonte è la
“Marina di Alassio”. La cosa appare un po' strana. Nessuno vuole un
immobile, un ex albergo, che potrebbe, con facilità, essere trasformato in condominio? Strano,
molto strano per noi sospettosi.
Difficile pensare che nessuno voglia più fare business in una città
turistica dove le agenzie immobiliari superano gli hotel. Così, bella
la pensata, se la “Marina di
Alassio”, società comunale, acquista villa Fernanda, il buco in bilancio sparirà. Un bel “giro” che, vista la situazione, dovrebbe “far
nascondere” chi ha avuto la pensata. Gli consigliamo di occultarsi
sotto un azzurro burqua, colore
alla moda per le strade di Bagdad,
ma anche nel Bel Paese, Alassio
compresa. Ma i divieti, nella “città
del Muretto”, piacciono. Prima i
leghisti contro i bikini, oggi i forzisti contro i fantasmi velati. Uniche
a resistere sono le brasiliane, intendiamo le ballerine, che ad ogni
festa, viva la beneficenza, sono
pronte a mostrarsi come “mamma le ha fatte”, senza veli, rigorosamente a ritmo di samba.
2
«L’ALASSINO»
Martedì 16 Dicembre 2008
TRENTACINQUE ANNI DI CONSULTA LIGURE
Alberghiero di Alassio e Nordiconad
lanciano la sfida al caro prezzi:
un pasto completo a meno di 5 euro
(segue dalla prima pagina)
ta a Genova presso il Teatro della
Gioventù nella Sala Barabino in
via Macaggi. Moltissime le
Associazioni presenti delle 55 che
formano la Consulta. È stata notata con simpatia la presenza
dell’Associazione “A Maina” di
Carloforte sull’isola di San Pietro
in Sardegna, rappresentata dal
presidente Luigi Pellerano, da
Rosa Cambiaggio e da Gianni
Repetto. Pellerano ha parlato di
fratellanza ed amicizia ed ha
espresso il desiderio di accogliere la Consulta in Sardegna.
Interessantissimo l’intervento
della Cambiasso sulla nascita di
Carloforte, con riferimenti ai
Tabarkin (gente di origine ligure)
che parlano il dialetto genovese.
Anche Repetto, figura simpatica
e cordiale, ha parlato a braccio
ed ha saputo carpire all’assessore regionale Fabio Morchio una
quasi promessa di sponsorizzazione per una eventuale trasferta
della Consulta a Carloforte. Presente anche l’assessore Franco
Lirosi, in rappresentanza del
Comune di Savona, che “non fa
promesse se non è sicuro di poterle mantenere”. Segno di correttezza e serietà (doti che quasi
sempre mancano a chi amministra la cosa pubblica).
Si è parlato del secondo Progetto Scuole, ricordando che il 10
ottobre u.s. si è conclusa, proprio
presso il Teatro della Gioventù, la
prima edizione con la premiazione
di una scuola di Triora. La seconda
edizione riguarderà il tema “I mestieri scomparsi” e si concluderà il
31 marzo 2009.
Per quanto concerne il Dizionario Biografico dei Liguri, è uscito il
7° volume e a gennaio prossimo
verranno definite le linee per l’8°
volume (lettera E).
Anche l’assessore Morchio ha
dato il suo valido contributo con
un intervento nel quale ha messo
in evidenza l’importanza di questa Consulta Ligure e la fattiva collaborazione con la Regione
Liguria.
Quanto sopra ed altro ha formato l’ordine del giorno di questa
riunione che è coincisa con il trentacinquennale di questo organismo ligure.
Dopo il pranzo, i partecipanti
hanno assistito ad uno spettacolo
teatrale offerto dalla Direzione
del Teatro. È stata l’occasione per
la rivisitazione di una delle commedie di Gilberto Govi: “Barba e
cavelli”,
presentata
dalla
Compagnia “Genova Spettacoli”.
Una performance veramente simpatica, bravi gli attori e tantissimi
gli applausi a scena aperta.
La prossima riunione potrebbe
aver luogo ad Ovada alla fine di
marzo.
Un cordiale saluto ed un affettuoso augurio per un Natale sereno, e in perfetta salute.
Beppe Rizzo (per l’AVA)
“7 INCONTRI… SALUTARI”
(segue dalla prima pagina)
Inoltre quest’anno la rassegna
prevede un incontro in
Biblioteca con il Dott. Cimolato
del 118 che illustrerà la preziosa
utilità dei servizi collegati a questo numero.
Allegri, vitali, in buona salute,
sono gli anziani che continuano a
fare attività motoria, andare in
piscina, fare gite, andare al
Centro ricreativo: a loro sono dedicati questi incontri che hanno
come obiettivo quello di offrire
delle informazioni su alcune tematiche legate a questo periodo
della vita.
Questi incontri inoltre vengono proposti presso i bar della
Città, così da creare un clima
molto amichevole e colloquiale.
Dopo la pausa natalizia, l’incontro è previsto giovedì 15 gennaio 2009 presso il Bar Caffè
Riviera dove interverrà il Dott.
Carbone oculista che parlerà dei
vari problemi legati agli occhi.
È molto positivo il riscontro di
partecipazione nelle prime due
conferenze, probabilmente il format scelto soddisfa pienamente
gli anziani perché in questi incontri tematici essi possono
chiedere consigli, soddisfare le
loro aspettative e soprattutto trascorrere un pomeriggio in cui si
sentono finalmente protagonisti.
L’assessorato alle Politiche sociali nella figura dell’Assessore
Dott. Loretta Zavaroni ha creduto in questo progetto perché
queste conferenze, oltre ad essere altamente ricche di informazioni utili da parte dei medici che
intervengono, sono occasione
per stare insieme, confrontarsi
con altri e instaurare relazioni efficaci e durature.
Vi aspettiamo a gennaio per il
prossimo incontro.
GESCOSPA
CONFRATERNITA SANTA CATERINA
Radici e rami uniti
per una vera nascita
e-mail: [email protected]
Questa volta sarò breve.
Non perché non ci sia niente da
dire; piuttosto perché non ci sono parole adeguate.
Siamo quasi a Natale, e l’avvento è l’attesa della nascita, di una
nuova vita.
La nascita è solo un brevissimo
momento dell’esistenza di “un
qualcosa”, ci sono prima tutti i
preparativi per creare le condizioni ideali per un inizio, e poi
tutti i controlli, gli aiuti, le attenzioni, la presenza e l’amore per
farlo crescere e maturare.
Non parlo solo di persone o esseri viventi (tutti!), ma anche di
idee, progetti.
Sopravvivere non è esistere, ed
esistere non è vivere.
Perché qualcosa possa vivere
ha bisogno di “radici” e di “rami”.
Se tagliamo le radici, come facciamo a stupirci se un albero, se
non cade, almeno tentenna?
Se amputiamo i rami, perché ci
stupiamo se quella pianta non
dà segni di gioia?
Non succede forse la stessa cosa per le persone?
Perché però nei confronti di alcuni, come piante, animali,
bambini, persone più deboli, ci
permettiamo di decidere malamente della loro esistenza, solo
perché non possono esprimersi
(o non glielo lasciamo fare)?
Su un pero non crescono le mele. Vogliamo le mele? Dobbiamo
seminare e coltivare mele.
Se non ci piace quello che c’è,
probabilmente abbiamo prestato troppa poca attenzione nel
momento di semina e coltivazione.
Negli Stati Uniti ha vinto “Yes
we can”. Loro ci hanno creduto
e hanno coltivato la loro idea fino a farla fiorire e sbocciare; noi
non siamo stati in grado neanche di sognare l’idea.
Ma il miracolo è che il mondo va
avanti, non tanto grazie a noi,
ma soprattutto nonostante noi.
A Natale tutti ci fermiamo a pensare alla nostra vita, a quello
che è stato l’anno che sta per
concludersi , al nostro futuro, a
quello che vorremmo.
Per questo Natale auguro ad
ognuno di voi di sognare
un’idea a favore della vita, e
che, grazie a voi, questo sogno
possa diventare la nostra
realtà.
Provocatoriamente Anonima
Libri fatti ad arte
Cosa c’è di meglio di un buon libro… di una bella storia che ci fa
viaggiare con la fantasia e che rimane nella memoria del cuore come il
tesoro più segreto e imperdibile…
se poi la nostra storia è accompagnata da immagini suggestive, allora
la magia è completa…
E questa piccola grande magia si è
compiuta per tutti i bambini delle
scuole dell’Infanzia e delle classi
Primarie statali di Alassio che hanno
visitato, accompagnati dalle loro insegnanti, la Mostra Libri fatti ad arte,
allestita presso la Direzione Didattica in via Neghelli.
La magia della parola e dell’immagine si è rivelata nello sguardo dei
piccoli e dei meno piccoli durante
l’ascolto della lettura animata e della
presentazione di alcuni testi fatta dalla maestra biblioteca, nome con il
quale un bimbo di prima ha chiamato la maestra Loredana che si occupa
proprio della Biblioteca della Scuola.
L’orso polare e il drago Gaspare il
terribile, Milla Maghilla e Anna e il
pettirosso hanno preso vita per i
bambini che li hanno, poi, anche disegnati e raccontati insieme alle
emozioni più sincere suscitate in loro da questa esperienza.
E se qualcuno vuole condividerle
almeno un pochino può andare a visitare la nostra vetrina nel Sottopassaggio Charlie Chaplin e vedere un pezzetto della Mostra che abbiamo voluto offrire a tutti, alassini
e non.
La maestra biblioteca
La “strenna” A.V.A.
(segue dalla prima pagina)
La Confraternita rattristata dedica innanzi tutto il suo pensiero
e la sua gratitudine ricordando i
Confratelli che in quest’ultimo anno ci hanno lasciato: Airaldi Emanuele “Nuccio”; Quartara Natalino; Moirano Tullio. Le amatissime Caterina Vaccarezza “Rina”
moglie del Confratello Antonio
Carossino; Elda Ciccioni moglie
del Confratello Angelo Lavagna.
La partecipazione della Confraternita ha continuato ad essere
attiva nelle varie manifestazioni
religiose quali le partecipazioni
alle processioni con il Crocifisso,
nelle parrocchie e chiese del
Vicariato e della Diocesi, nonché
a Lourdes in occasione del cammino di pellegrinaggio internazionale delle Confraternite nel 150°
anniversario dell’apparizione della Madonna.
L’attività sociale e del volontariato è stata non di meno profi-
www.italiasuperpartes.wordpress.com
cua. Tra queste la collaborazione
con la protezione civile in un simulato terremoto, in via Torino
per il mercatino del volontariato,
nelle scuole elementari per far conoscere l’associazione e i suoi fini, le tombolate per turisti e residenti; l’adesione di reperibilità rivolto dall’Assessorato alle Politiche Sociali riguardante l’aiuto a
persone bisognose e altre lodevoli iniziative.
Un ringraziamento al parroco
Mons. Angelo De Canis per l’indispensabile sostegno spirituale e
non solo e un elogio alle signore e
mogli che hanno aiutato la Confraternita nel corso dell’anno durante le varie manifestazioni.
Voglia Santa Caterina, nostra
Patrona, accrescere in tutti noi la
fede in Cristo, la devozione alla
Madonna, la serenità per tutti.
Il Governo
Per un sempre gradito ma spesso indeciso dono natalizio, l’A.V.A. propone ai suoi lettori la seguente gamma di sue pubblicazioni disponibili
in sede:
- IMPRESE D’ALASSIO - Città sacra alla Gran Madre di Dio di F. Maria
Giancardi (anno 1653) - Riedizione Maggio 1978 a cura di Antonio
Carossino e Francesco Gallea (testi numerati)
- ANTOLOGIA ALASSINA (poeti, letterati, pittori di Alassio) anche in edizione speciale numerata, contenente un esemplare dell’acquaforte del
celebre pittore Carlo Cattaneo.
- ALASSIO IN VETRINA Nuovo Album fotografico e storico a cura di
Tommaso Schivo.
- ALASSIO... ALASSIO... 44° PARALLELO La storia, l’arte, gli itinerari e la
flora di questa meravigliosa città.
- NUOVO DIZIONARIO ALASSINO - In due parti:
1° ITALIANO-ALASSINO: Voci della lingua scritta e parlata Nomi propri
di persona
2° ALASSINO-ITALIANO: Vocaboli dialettali- Specie ittiche del nostro mare - Uccelli e funghi individuabili sulle nostre colline. La numerazione alassina - I sogni e il gioco del lotto - Soprannomi antichi.
- ALASSIO SBIRCIATA “DUE”
Otto disegni acquarellati di Gianni Giardini
Riproduzione artistica numerata e firmata a mano dall’autore sulla cartella.
Se a un amico tu vuoi fare la tua “strenna” di Natale
prendi al volo l’occasione… è una buona soluzione!!!
GIOVEDÌ 04 DICEMBRE 2008 –
ORE 12,00
I giornalisti liguri, in gara tra
loro, nelle cene della solidarietà, con i piatti poveri della tradizione.
Il nostro Istituto è impegnato da
sempre nella riscoperta delle ricette della tradizione e da un decennio; in collaborazione con il Comune di Alassio e il Banco della
Solidarietà, svolge una serie di iniziative sociali come, ad esempio,
cene di beneficenza e il pranzo degli auguri di Natale per gli ospiti della casa di riposo della nostra città.
Tra queste, il pandolce della solidarietà che viene venduto per
realizzare iniziative a favore delle
emergenze umanitarie e sociali.
Nel 45° anniversario della fondazione della nostra Scuola, in collaborazione con Nordiconad, da
sempre impegnata a creare un solido rapporto con la comunità e il
territorio in cui opera, Enti ed Associazioni, siamo intenzionati a
promuovere una serie di pranzi finalizzati ad un duplice obiettivo: la
solidarietà e la riscoperta dei piatti poveri della tradizione ligure. In
questa “mission” saremo affiancati dai nonni e dalle nonne dei nostri
alunni e inviteremo a gareggiare
tra i fornelli dell’alberghiero, in
una sorta di sfida all’ultimo euro di
risparmio, i giornalisti delle redazioni liguri di quotidiani ed emittenti televisive. La sfida è quella di
servire un pasto completo a meno
di 5 €: ciò consentirà a tanti, che
hanno smesso da tempo di frequentare un ristorante, di essere
testimoni di questa gara tra consumatore ed euro.
Monica Barbera
Roberto Basso, il preside prof. Renzo Rossi e Andrea Ponzati.
Le “sfide al caro euro” che si è
svolta presso la Scuola Alberghiera Giancardi Galilei Aicardi di
Alassio, giovedì 4 Dicembre u. sc.,
in collaborazione con Nordiconad, Comune di Alassio, C.I.R.,
Banco della Solidarietà e Cooperativa Quadrifoglio, ha visto vincitore il giornalista Roberto Basso,
che ha superato nel giudizio degli
invitati il collega Andrea Ponzati
con questo menu:
pennette alla “Roberto”, lonze
di maiale al forno e friscioi dolci
come dessert. Il tutto accompagnato da un ottimo vino, non doveva superare un costo di cinque
euro. Molto applauditi gli allievi
del primo anno della scuola, sia il
servizio in sala che in cucina, che
hanno collaborato alla “singolar
tenzone” unitamente al Preside
Prof. Renzo Rossi.
A.V.A.
LA CULTURA A TAVOLA
Laigueglia 2008
Giovedì 4 dicembre 2008 si è svolto il secondo appuntamento del
Circolo di Studi slow Caffè con “la
Cultura a Tavola”.
Dopo il tutto esaurito del primo
appuntamento, dedicato all’arte
lenta del pensare, che ha visto mattatore della serata il prof. Gian
Maria Zavattaro preside del Liceo
Bruno di Albenga, è toccato ad
Andrea Gallea bissare il successo
degli incontri conviviali a tema.
L’IRONIA il tema scelto dai relatori, prof. Andrea Gallea e Anna
Marino Celant, per intrattenere, i
commensali del ristorante L’ARCHÉ
di Laigueglia, via Dante 204.
Il circolo di studi slow Caffè si è affidato, per la seconda serata, a
Gallea già docente di italiano e latino del Liceo “Bruno” di Albenga,
giornalista e brillante animatore
della cultura alassina, che per l’occasione ha ritrovato come commensali tanti dei suoi ex alunni e
tanti degli attuali frequentatori delle sue affollate lezioni di letteratura
italiana all’UNITRE di Alassio.
Come di consuetudine, subito dopo l’aperitivo, la storica e cittadina
onoraria Anna Marino Celant, ha
proposto, testimonianze ed aneddoti tratti dall’archivio storico comunale e il professor Gallea ha chiuso la cena con l’ironia nella poesia
romanesca.
Gallea ha deliziato i commensali
con l’ironia della poesia di Trilussa
mentre la maestra Marino ha introdotto alla cena con “allusioni ironiche nelle liti laiguegliesi del Seicento”.
Gli appuntamenti letterari rappresentano una straordinaria opportunità per il borgo marinaro, e
grazie alla “Cultura a tavola” e alle
“pillole” di Anna Marino Celant i
commensali che si avvicinano per la
prima volta alla nostra cittadina
possono apprezzarne appieno la
storia, le tradizioni e le bellezze architettoniche.
IL progetto, svolto in collaborazione con l’Università delle Tre Età
di Laigueglia sezione di Alassio, il
Ristorante L’ARCHÉ di Laigueglia ristorante (via Dante n° 204 tel. 0182
690025 – 348 5654561) si propone di
offrire nuove opportunità di formazione, aggregazione e socializzazione. Il circolo di studio è un nuovo
strumento per fare autoformazione,
con il pieno coinvolgimento di tutti
i partecipanti. L’auspicio dei soci
promotori è di raccogliere, attorno
al circolo, persone provenienti da
diverse esperienze. Il circolo di studio è un’esperienza innovativa di
educazione permanente; i cittadini
di ogni età, singolarmente o in gruppo, hanno la possibilità di proporre
tematiche da approfondire per coltivare interessi, rispondere a curiosità, ampliare e sviluppare competenze, mettere in gioco capacità,
sviluppare attività manuali, progettando e realizzando insieme ad altri
momenti di formazione.
Il prossimo appuntamento sarà
giovedì 15 gennaio 2009, sempre
presso il ristorante L’ARCHÉ di
Laigueglia, via Dante 204. Il tema
proposto sarà la storia e la relatrice la dottoressa Josepha Costa
Restagno dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri
Il costo della cena è di 13 euro ed
è aperta a tutti.
Prenotazioni ristorante L’Arché
0182 690025
Martedì 16 Dicembre 2008
U recantu di nosci diti
(a cura di G.C. e G.G.)
CRONACA DI ANDATE
MESE DI DICEMBRE 2008
Cantò e purtò a cruxe…
u nu se pò
Lungo un viale ingiallito dal tempo
Questo “detto” apparentemente
riferito ai “Portatori di Cristi”,
usanza molto in voga
nelle nostre
processioni
religiose nelle
quali “Cristi”
di notevoli dimensioni
e peso vengono portati
con evidente sforzo
e fatica, tali da impedire
al “portatore”, qualora
anche lo volesse,
la possibilità di partecipare
al “canto” comune, ha due
ben precisi e diversi
significati: il primo
“che non si possono
fare due cose assieme,
specie se contrarie”
e il secondo che,
“il cantare” cioè “gioire”
– “essere felici”, non
è possibile, “portando
la croce” ossia in momenti
di sofferenza e di dolore.
In arte “Gibba”
Quando si parla di cartoni animati, ovvero di “cartoons”, l’immaginario collettivo pensa subito
a un genere di cinema dedicato ai
bambini. La mente va subito alle
animazioni viste tanti anni fa, come ad esempio Topolino, Biancaneve, Cenerentola, Bambi, e così via. Era quella un’animazione
cosiddetta “artigianale” (anche
se la Disney produceva con grandi mezzi e bravissimi disegnatori)
in contrapposizione a quella di
oggi in cui l’uso del computer ha
di gran lunga facilitato il compito
degli animatori. Ma fu proprio
sessant’anni fa che un cartonista
si ribellò alle “mielate situazioni
dei cerbiatti in cerca della mamma”. Il ragionamento che egli fece
fu il seguente: “Perché produrre
cartoni animati soltanto per un
pubblico giovanissimo? Affrontando temi meno frivoli, anche gli
adulti potrebbero godere di quest’arte”. Era quello il periodo del
neorealismo, in cui grandi film
scrivevano la storia del cinema
italiano: “I bambini ci guardano”,
“Roma città aperta”, “Sciuscià” (a
proposito di quest’ultimo, il titolo deriva da un’espressione americana: shoe-shine – lustrascarpe), tanto per citarne alcuni. E
quel cartonista pensò proprio a
Sciuscià. Egli imbastì una storia,
quella di un bambino solo che ha
come compagno un cane. Vende
sigarette agli angoli delle strade,
è perseguitato dai poliziotti di
quartiere, soffre la fame. Un giorno il bambino si ammala, il freddo
lo uccide.
Era nato, così, “L’ultimo Sciuscià”. Pare che una copia sia depositata al MOMA di New York.
Questo cartonista si chiama
Francesco Maurizio Guido, in arte Gibba.
È alassino puro sangue. Forse i
giovani non lo conoscono poiché
egli visse a Roma per un periodo
di circa cinquant’anni. Adesso,
ma già da una decina d’anni, vive
ad Alassio e continua a creare
personaggi, dipinge, disegna,
scrive romanzi, storielle, articoli.
Insomma, l’artista rimane sempre Artista.
Ultimamente il Comune di
Alassio gli ha pubblicato un libro: “Un uomo di grande insuccesso”, si, proprio così, “insuc-
3
«L'ALASSINO»
cesso”, poiché Gibba, malgrado
abbia avuto una brillantissima
carriera, abbia lavorato con
Fellini e Zavattini, abbia incontrato tutto il mondo del cinema
italiano, è pienamente convinto
che la dea del successo non lo
abbia baciato. Infatti, a proposito de “L’ultimo Sciuscià” egli
scrive: “Se “L’Ultimo Sciuscià”
fosse stato a suo tempo distribuito correttamente, avrei potuto dare un’altra piega alla mia attività cartonistica, conducendola su più alti e ben più prestigiosi sentieri!”. Questo libro, che
porta sul frontespizio in caratteri cubitali le parole GIBBA e DIARIO, è stato presentato il 22 novembre u.s. presso la Biblioteca
Civica di Alassio. Francesco
Guido è stato sottoposto ad una
miriade di domande da parte del
prof. Franco Gallea. Innumerevoli gli aneddoti raccontati dal
Nostro, che con la sua simpatica
verve ha saputo intrattenere il
folto pubblico che poi il Comune
ha voluto omaggiare con il libro
“di grande insuccesso”. Credo
che da quel giorno Gibba soffra
di dolori lancinanti alla mano destra, causati dal fatto che, una
volta entrati in possesso del libro, tutti, dico tutti, hanno “preteso” la dedica. Povero Gibba,
essere Artista ha anche i suoi lati negativi.
È stato anche proiettato un video: “Gibba nella Cinecittà di cartone”, prodotto da Beppe Rizzo. Il
filmato ripercorre la vita di
Francesco Guido, dal momento in
cui egli raschia l’emulsione ad
uno spezzone di pellicola 35 millimetri per disegnarci sopra la lotta tra un aeroplano ed un condor,
fino ai nostri giorni. Nel mezzo la
sua immensa produzione, le soddisfazioni, i successi, i sacrifici, le
delusioni. La città di Alassio è orgogliosa di avere un personaggio
che ha saputo dare, e continua a
dare, gioia agli occhi di chi osserva i suoi disegni, di chi rivede i
suoi lavori di animazione. La città
di Alassio, che gli ha tributato
l’Alassino d’Oro, può ben dire:
“Grazie Gibba per essere nato in
questa città, perché Tu sei ‘Un
Alassino di Grande Successo’”.
Beppe Rizzo
Una precisazione
Gent. Redazione de L’Alassino,
Mi permetto di intervenire in
relazione ad un articolo apparso
a pag. 11 sul numero precedente
del Vostro mensile, solo per precisare una cosa.
In primo luogo intendo ringraziarVi per i complimenti rivolti a
coloro che hanno consentito di
sventare una rapina a mano armata verificatasi presso una banca centrale di Alassio, arrestando i responsabili e recuperando
il bottino, senza porre in alcun
pericolo la sicurezza delle persone all’interno dell’istituto.
Complimenti che sento particolarmente riferiti a due appartenenti al mio Comando, il Sovr.
Capo Roberto Gallizia e l’Ag.
Paolo Cacciamani, perché in effetti, da soli, hanno iniziato e portato a termine l’operazione che
ha condotto all’arresto dei due
malfattori ed al recupero della refurtiva. Sono peraltro grato ai
Carabinieri per la collaborazione
prestata, conducendo gli arrestati (già ammanettati e resi inoffensivi) con l’autovettura di servizio
presso il loro Comando ove sono
stati formalizzati gli atti e concluse le procedure di rito.
Precisazione che ritengo doverosa nei confronti dei miei uomini, avendo letto su alcuni organi
di stampa una ricostruzione dei
fatti quanto meno “fantasiosa”,
del tipo che la Polizia Municipale,
accortasi della rapina in corso,
avrebbe avvisato i Carabinieri “...
che in pochi minuti arrestavano i
rapinatori e recuperavano la refurtiva” («Secolo XIX» del
7/11/2008).
Resto comunque a disposizione di chiunque ritenga che gli avvenimenti si siano svolti diversamente da quanto sopra riportato.
Vi sarei grato se troverete spazio per la pubblicazione di questa mia, assumendomi ovviamente ogni responsabilità in ordine al suo contenuto.
Un cordiale saluto.
Alassio 25/11/2008.
Com.te Polizia Municipale
di Alassio
I° Commissario Fabrizio
Pampararo
E così anche il solitario, riservato, deserto mese di Novembre
è scivolato sulla pelle dei pochi
Andatini rimasti a fare la guardia al loro paesello, mentre la
maggior parte dei loro concittadini, alla faccia della recessione,
erano, ritualmente, nei Caraibi,
o nelle Maldive, o, Dio non voglia
nell’ex pacifista e fascinosa
India. È questo un mese in parte
magico, in parte strano per
Andate (e Piero Chiara che conosceva bene un altro lago,
quello Maggiore, ci ha lasciato
sull’argomento pagine memorabili). Magico per chi ama le strade vuote, le spiagge deserte, i negozi chiusi – alcuni magari non
solo per ferie, speriamo di no –,
strano perché è proprio in questa circostanza, terminata la stagione estiva, che esplodono, o
meglio implodono tradizionalmente ad Andate gli scoop pruriginosi, i pettegolezzi vacui, le
stranezze appunto. Ma visto che
quest’anno non succedeva proprio niente, ci ha pensato generosamente il nostro primo cittadino a movimentare l’atmosfera
con qualche trovata degna di risonanza. La più interessante è
stata quando Egli ha dichiarato
pubblicamente che le costruende case popolari collinari saranno riservate ai “nati ad Andate”!
Attenzione, neanche ai “residenti dalla nascita”, proprio ai “nati”. E non ha cambiato parere di
un millimetro neppure quando
gli è stato fatto gentilmente notare che con la trasformazione
dell’Ospedale locale, da oltre 35
anni ad Andate non nasce più
nessuno, essendo stato trasferito il Reparto Maternità prima a
Tramontenga, poi in alternativa
a Iniziale o a Sasso Lombardo, o
perfino a Chinottopoli.
Molti hanno criticato o anche
preso in giro il Sindaco per questa sua “battuta”. Invece io che
lo capisco, come l’ho sempre capito non superficialmente, lo
ringrazio dal profondo del cuore. Si, perché Lui, così facendo
ha dimostrato di non voler dare
una casa a questi giovani scapestrati di oggi, anche quando decidono di mettere la testa a posto e di farsi una famiglia, ma ha
pensato a noi pensionati a cui
nessuno da tempo pensa più,
salvo prometterci, il 29 novembre, una carta ricaricabile per
Natale, che, se seguiamo tutta la
trafila burocratica per averla,
giungerà solo a fine gennaio – va
beh, proprio in tempo per gli ultimi saldi! Bravo Sindaco! Invece
tu ci dai la casa! Ma c’è un disguido: Noi, ancorché anziani,
siamo tanti: per esempio, per
considerare solo le famose leve
dell’incremento demografico
mussoliniano e cioè dal 1935 al
1939, tanto per dare un’idea,
mentre ora da genitori di Andate
nascono 30 bambini all’anno, allora eravamo duecento! E, pur
acciaccati, siamo ancora quasi
tutti lì – si sa, abbiamo superato
il periodo di guerra senza omogeneizzati, a castagne e patate
e… calci nel lato B da parte di
molti nostri maestri unici – per
cui sarà difficile sistemarci tutti.
Ma c’è anche un disguido, anzi
un pericolo più grosso: e cioè
che qualche futura madre andatina in dolce attesa, per dare al
proprio figlio nascituro la possibilità di avere una casa, decida
di partorirlo a domicilio con tutte le conseguenze negative che
potrebbero verificarsi. Pertanto
è urgente che il nostro amato
Mega corregga la dichiarazione
così: Ai residenti dalla nascita,
ovunque la Buona o mala Sanità
– speriamo Buona – li abbia fatti
nascere". Si ricordi il nostro
amato che altri amministratori
hanno avuto idee grandiose per
i futuri cittadini. Leggo proprio
su un quotidiano odierno che la
segreteria provinciale di un partito un po’ a destra, ha deliberato di assegnare in un Comune
del Mezzogiorno un bonus di
millecinquecento euro ai genitori che metteranno ai loro figli il
nome di Benito, se maschi, o di
Rachele se femmine. Non è una
battuta o un’invenzione, è proprio un segnale della meravigliosa inventiva e fantasia degli italiani. Poi se le cose cambieranno
ancora, non fa niente: quanti sono quelli delle nostre leve citate,
che dopo la guerra hanno visto il
loro nome “scivolare” da Benito
a Benedetto, o perfino a Bettino?
E siamo sempre tutti a galla. Ed
è questo l’augurio natalizio che
voglio fare a tutti i miei lettori indistintamente!
Inquinamento elettromagnetico
Successo alassino
nel Concorso nazionale
pizzaioli
Caro Alassino,
con questa lettera vorremmo portare a conoscenza dei
lettori del Vostro giornale una
problematica forse sconosciuta ai più in quanto riguarda circostanze “si trovano al di sopra del nostro naso” e purtroppo noi alassini, se il naso
non lo sbattiamo… spesso non
ci accorgiamo di nulla.
Mi riferisco al problema
dell’inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne per la ricezione dei telefoni
cellulari che, ahimè, sono state
piazzate in gran numero nel
centro di Alassio.
Mi risulta che le antenne nel
centro della nostra cittadina
siano tre (una al Borgo Coscia
e due in zona via Marconi –
Piazza Partigiani) ma non mi
risulta che nessun, ed in particolare mi riferisco all’Amministrazione Comunale che ne
aveva tutti i poteri, abbia opposto alcun veto, o comunque, si sia minimamente occupato di verificare se le predette abbiano un qualche effetto
negativo (oltre a quello
dell’impatto ambientale ovviamente indiscutibile) sugli abitanti della zona.
Eppure sono numerosi gli
studi, consultabili da chiunque
navigando in rete, che suscitano allarmi e timori sugli effetti
dello smog elettromagnetico!!!
Mi riferisco in particolare
agli studi effettuati dall’Australian Health Research Istitute
che hanno portato a concludere che, a causa delle sempre
più intense radiazioni elettro-
magnetiche prodotte da antenne e cellulari, nei prossimi anni
si assisterà ad un aumento sensibile di patologie quali il cancro all’orecchio, agli occhi e al
cervello oltre ad altri importanti disturbi come problemi al
cuore, impotenza, emicrania e
epilessia.
In moltissimi comuni i Comitati e le Amministrazioni si
sono attivate affinchè si emani
una disciplina che disponga
nuovi limiti alla proliferazione
delle antenne, specie nelle zone più popolose dei centri abitati e nelle vicinanze delle
scuole, mi chiedo come mai
nessuno di Alassio abbia mai
sollevato il problema, anche
perché gli unici che traggono
profitto dall’installazione di
quei tralicci sono i proprietari
dei palazzi che si intascano
50.000,00 euro all’anno, per antenna non certo le amministrazioni e men che mai i semplici
cittadini.
Invitiamo pertanto l’Amministrazione comunale tramite
l’Arpal e verificare se le antenne che si innalzano prepotenti
sui più alti palazzi del Borgo
Passo e del Borgo Coscia siano
soltanto orrende oppure siano
propagatrici di onde elettromagnetiche pericolose – specie nei picchi di traffico- per
quegli ignari sventurati che si
trovano nelle immediate vicinanze delle stesse, magari senza neppure saperlo.
Cordialità vivissime.
Seguono numerose firme
Luca Caravella
L’alassino Tiziano Mollica, titolare, con il fratello e il padre del
notissimo Bar Pizzeria Grande
Place di Piazza Partigiani ad
Alassio, dopo essersi classificato
egregiamente negli scorsi anni in
altri concorsi nazionali e internazionali riservati ai migliori piazzaioli, ha partecipato quest’anno,
con onore, al Torneo Internazionale di Montecarlo, organizzato
dall’Associazione Pizzatime, che
riunisce i maggiori rappresentanti del settore: Dopo aver superato
la qualificazione svoltasi a Mila-
no, alle quali hanno partecipato
oltre mille pizzaioli, è stato selezionato nei trentacinque finalisti
invitati al Torneo Internazionale
di Montecarlo, dove si è piazzato
brillantemente nei primi posti,
presentando ad una giuria di cuochi ed intenditori esperti sia una
pizza tipo classico sia due sue
creazioni personali, molto apprezzate. Al concittadino Mollica
le congratulazioni ed il ringraziamento per aver fatto, ancora una
volta onore al nome di Alassio.
4
«L’ALASSINO»
Lettere del pubblico
riceviamo e pubblichiamo
(le lettere anonime non vengono pubblicate)
Un meraviglioso patrimonio culturale del X secolo
Nel luglio scorso ho accompagnato alcuni docenti della Facoltà
di storia di un Ateneo londinese
nella visita all’antica litoranea
Julia Augusta che collega, com’è
noto, il capo Santa Croce con
Albenga.
Non nascondo di aver provato
vergogna, malcelato imbarazzo e
sorpresa di fronte agli ospiti stranieri, per lo stato di trascuratezza
della millenaria chiesa di
Sant’Anna ai Monti.
Tra i resti di pochi cipressi, pini
ed eucalipti forse risparmiati da
un recente incendio, il mentovato
luogo sacro ci è apparso in completo ed indecoroso abbandono
poiché le sterpaglie, le immondizie nonché una vicina discarica di
materiale edile ne facevano biasimevole corona. I due precari cartelli annuncianti – ironicamente –
il patrimonio culturale del secolo
X ci hanno diretto verso un mestissimo e sofferto rudere nel cui
porticato un interessante affresco
risultava deturpato da incivili
sgorbiature. Anche l’interno
dell’edificio, per quanto ci è stato
possibile intravedere attraverso
dissestati serramenti, rivelava negligente manutenzione. Pure l’antica strada romana ci è parsa, in
più parti, carente di adeguata conservazione. In una zona panoramica, dirimpettaia della mirifica isola Gallinara, è disordinatamente
sorta un’inestetica baraccopoli
(denominata pomposamente “villaggio turistico” o altro) ricordan-
te piuttosto una favela brasiliana
o un centro d’accoglienza improvvisato. Io ed i Britannici ci siamo
chiesti come il Comune di Alassio
possa aver rilasciato concessioni
di obbrobri edilizi o per lo meno
non abbia provveduto ad esigere
dai gestori del camping un maggior rispetto per il territorio ed
uno sviluppo abitativo più armonioso. Anche la cittadina alassina
ci è parsa peraltro più trascurata.
A parte alcuni spazi verdi pubblici, decisamente ben curati, balza
agli occhi un diffuso proliferare di
odiosi graffiti. Non ne sono esenti
lo stesso palazzo municipale (facciata sull’Aurelia) il monumento ai
marinai, varie colonnine del pontile Bestoso etc. etc. I graffiti, se non
vengono cancellati in tempo dai
muri, invogliano ed incoraggiano
gli sconsiderati deturpatori (spesso vacanzieri estivi provenienti da
fuori) a produrre ed emulare “tali
opere” a macchia d’olio e dovunque. In proposito, esistono in
commercio ecologici e convenienti sistemi di rimozione che un volonteroso addetto comunale potrebbe facilmente utilizzare; ne
gioverebbe l’aspetto della cittadina mentre la riconoscenza di molti suoi abitanti sarebbe sicura. E
per finire, l’Aurelia tra Albenga ed
Alassio è sovente priva di adeguato mantenimento. Soltanto il vento impetuoso è capace di scopare
cartacce e rifiuti vari che si accumulano ai bordi di detta carreggiata. Davvero un peccato poiché
40 - 80
Desidero esprimere un grazie
di cuore ai miei cari alunni del ’68
che hanno voluto festeggiare il
quarantesimo compleanno con la
sottoscritta, loro maestra delle
elementari. Onorata, felice e com-
con voi una tappa importante della mia vita e la torta di CACCIAMANI ha immortalato i due numeri, combinazione vincente dal momento che, per gli appassionati
del gioco del lotto, sono stati
la stessa è un sicuro biglietto da
visita per il turismo, in considerazione dell’elevata panoramicità.
C’è da supporre che la arcidiscussa ANAS sia forse la principale responsabile di tale noncuranza. Non sarebbe forse opportuno
un accordo tra i due comuni limitrofi per attivare – almeno settimanalmente – un servizio di una
provvidenziale macchina spazzatrice? Distinti saluti.
Alberto Negro
Un concerto
di solidarietà per
l’anno nuovo
Domenica 4 gennaio p.v. alle
ore 21,00 si terrà presso la
Chiesa di Santa Maria degli
Angeli un concerto di musica
classica a favore del progetto
“Una Vita un Dono”, ossia la casa di accoglienza per neonati
abbandonati liguri dell’Associazione “L’Abbraccio di Don
Orione” di Genova Quezzi.
Protagonisti della serata saranno tre giovani musicisti:
Mattia Desana, laureato con il
massimo dei voti e lode al conservatorio di Genova, e le alassine Marzia Carbone, studentessa di clarinetto presso
l’Istituto Superiore di Studi
Musicali di Pavia e Lavinia
Carbone anch'ella laureata col
massimo dei voti e lode in chitarra presso il conservatorio di
Genova. Il programma eseguito
comprenderà musiche di
Mozart, Bizet, Ibert e molti altri
ancora. L’ingresso è libero.
L’organizzazione è a cura
dell'Unione Exallieve delle
Figlie di Maria Ausiliatrice che
ancora una volta è vicino ai minori e promuove iniziative a difesa dei loro diritti.
Vi invitiamo calorosamente
a partecipare a questa serata
per cominciare insieme l’anno
nuovo in solidarietà.
Il Consiglio Exallieve/i
delle FMA di Alassio
I sogni son desideri
mossa mi sono ritrovata attorno
ad un tavolo nell’accogliente pizzeria di Bastia: “A CA’ DU GHILLA” circondata dai miei “bambini”, ora cresciuti, ma pur sempre
allegri, affettuosi e rispettosi, a
scambiarci ricordi, confidenze,
realizzazioni e progetti. Alcuni
hanno voluto portare i figli e mariti per far conoscere la loro maestra ed è stata proprio una bella
idea perché mi sono sentita, a distanza di anni, circondata da altri
bambini che hanno rallegrato la
tavolata. Mi sono più volte chiesta, durante la serata ed ancor oggi, il perché di questo ritrovarci
dopo tanti anni e, per di più, per
festeggiare il quarantesimo compleanno e, con soddisfazione, ho
capito che certi valori non si sono
perduti nonostante la deleteria
cronaca dei giorni nostri. La famiglie sane e la scuola che, oltre a favorire il sapere educa, esistono
ancora e sono promotori dei principi morali che tengono in piedi il
buon vivere.
40 e 80: anch’io ho festeggiato
estratti sulla ruota di Cagliari, proprio la sera del 15 novembre mentre festeggiavamo. Grazie ancora
ed auguri di ogni bene per voi, per
le vostre famiglie, per il vostro lavoro e che la vita vi sorrida sempre e possa ricambiare la gioia
che mi avete regalato e di cui farò
tesoro. Possa questo prossimo S.
Natale offrirvi la serenità ed il bene che meritate.
La vostra maestra “UNICA” che
vi ricorda con affetto, simpatia e
che vi vuole tanto bene.
Bianca Benvenuto Luzzo
Martedì 16 Dicembre 2008
Ero andata a letto con una montagna di problemi in testa. Alla
mattina, un risveglio sereno; avevo sognato mia madre. Ero stata
con lei nella mulattiera che parta
a Solva. Sogno che durante gli anni di guerra era una realtà di ogni
settimana. Si andava a Solva a trovare parenti ed amici per tornare
a casa con un broccolo e qualche
uovo fresco.
A metà strada davanti ad un pilone dove appariva una Madonna
sbiadita dal sole mia madre mi faceva ripetere “mirala ch’ella ai devoti suoi grazia non nega”.
Eravamo in guerra e cercavamo
tutti un po’ di serenità perché eravamo ancora tutti convinti che la
vita fosse un dono. Quella guerra
è finita, ma per conquistare in fretta ricchezza, fama e piacere, stiamo andando verso sabbie mobili
dove potremmo inghiottire solo
fango. Sta arrivando Natale e potremmo provare a sognare.
Mettiamo al bando le guerre, le
violenze e le perversioni morali
prima di trovarci nel tragico destino di Gomorra.
Fernanda
In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome
(leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione.
Asilo nido “Piccolo Principe”: per molti…
ma non per tutti i comuni mortali!
LETTERA APERTA
Spett.le Sindaco Arch. Marco
Melgrati,
Spett.le Assessore alle politiche
sociali Dott.ssa Loretta Zavaroni,
Siamo un gruppo di genitori
“alassini” che vogliono portare i
lettori a conoscenza di una sgradevole situazione che si è creata in
merito alle iscrizioni all’asilo nido
comunale “Piccolo Principe”.
Dopo aver sottoscritto la domanda ci siamo visti recapitare
una lettera nella quale ci viene
spiegato che il bambino non è stato accettato, ma è in lista di attesa….! Attesa di che cosa?
I posti disponibili sono un numero irrisorio rispetto alle domande
presentate. Soprattutto ci chiediamo con quale criterio vengano isti-
tuite le graduatorie dei bambini ammessi all’asilo e dei bambini “esclusi”. Essendo un asilo comunale si
dovrebbe dare la precedenza ai figli
dei residenti e domiciliati ad Alassio, che lavorano e che hanno bisogno di un aiuto per continuare a lavorare. Inoltre non riusciamo a capire come, in base al regolamento
del nido, siano entrati la maggioranza di bambini dei figli di impiegati
comunali o comunque figli di persone che hanno redditi superiori ai nostri e che si possono permettere
tranquillamente una baby-sitter.
Ci sembra davvero vergognoso
che nel 2008 ci si debba sentir dire
(da persone del settore) che per far
entrare i nostri figli al nido o sei un
“pezzo da novanta” o lavori all’interno della struttura comunale o addirittura devi essere raccomandato
da alcuni dottori, altrimenti non hai
nessuna possibilità di entrare.
Forse noi genitori e comuni mortali siamo diversi da altri? Forse i nostri figli hanno meno diritto di entrare al nido perché non siamo “conosciuti”? Sappiamo che tutta Italia
va avanti a “raccomandazioni” a “ci
metto una buona parola io”, ma speravamo che in una bella e onesta cittadina come Alassio queste cose
non si verificassero.
Inutile ricordare che alle ultime
elezioni comunali uno dei punti
della propaganda elettorale
dell’attuale amministrazione comunale era proprio l’ampliamento
dell’asilo nido….
Siamo delusi, indignati e molto
arrabbiati: sino ad ora non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti, ma solo ammiccamenti e qualche vaga considerazione in merito
a questo problema.
Un gruppo di genitori “alassini”
Un libro “prezioso” di F. Scarpati
È uscito alle stampe un prezioso ed elegante volume scientifico
(Centro Studi di Geologia marina), non in vendita, del prof.
Franco Scarpati che, ancora una
volta, ha dato il suo valido e curato contributo agli studi ed alla conoscenza scientifica e geologica
del nostro “paese”.
L’opera è suddivisa in vari capitoli o sezioni (“Alassio geolitologica, geomorfologica, idrogeologica, geologico-tecnica e marina,
climatologica”), cui l’autore ha
voluto aggiungere, come egli stesso afferma, qualche “ricordo” romantico-sentimentale del nostro
paese, avvalendosi di alcune illustrazioni e pubblicazioni locali di
Alassini ben conosciuti, come P.
Lietti, A. Beniscelli, C. Costa, R.
Avogadro, R. Socco e T. Schivo, le
quali alla ricchezza degli elementi
A PROPOSITO DI
TRASPARENZA
Nel mese di agosto ultimo scorso
l’ALASSINO pubblicò un mio scritto
riguardante la bolletta dell’acquedotto e fognatura. Chiedevo alle autorità chiarimenti su una voce di spesa che appare su detta bolletta per
un servizio inesistente e cioè la depurazione fognaria. Come tutti sappiamo tale voce è abbinata a quella
del consumo dell’acqua. Secondo il
comune buon senso, l’importo che
paghiamo da anni, dovrebbe essere
accantonato in una banca e destinato a finanziare la realizzazione del futuro depuratore. Chiedevo inoltre
quanti soldi sono stati raccolti ma
non ho ottenuto risposta alcuna.
Accade ora che il 6 novembre scorso,
sul giornale «Il secolo XIX», è apparso
un articolo di Luca Rebagliati con
l’annuncio di una sentenza della suprema corte costituzionale che non
ritiene più valido questo pagamento
anticipato imposto dai Comuni privi
di depuratore fognario. Il fatto non
mi è chiaro e domando:
Quanti soldi sono stati incassati
complessivamente in questi anni?
Sono ancora depositati? Oppure sono stati “stornati” per altri lavori più
urgenti? È inutile affermare che anche i Comuni del comprensorio che
hanno aderito al depuratore ingauno sono nella stessa nostra condizione; è come dire “mal comune
mezzo gaudio”.
L’anno 2008 è ormai agli sgoccioli,
speriamo che il nuovo anno ci illumini e risolva nel migliore dei modi questo spinoso problema.
Francesco Trazzi
e degli studi scientifici di indubbio spessore aggiungono, soprattutto fotograficamente, qualcosa
di più civettuolo e commovente,
che farà piacere a quanti amano e
apprezzano il nostro paese nella
sua sostanza o natura e nella sua
formalità o apparenza.
Non è facile parlare dei grandi
meriti del prof. Scarpati e della costante e profonda attenzione dimostrati da anni di appassionato
lavoro ai problemi geologici della
nostra terra, come qui, dai litotipi
del nostro territorio all’orografia
ed ai movimenti franosi, ai bacini
imbriferi, ai 279 pozzi acquiferi accertati lungo la fascia litoranea, alle possibili e future ricerche idriche, per giungere a trattare (e
sempre con competenza ed amore) dell’acqua marina della nostra
baia e della sua salinità, della va-
riazione di temperatura e del moto ondoso, delle correnti e del litorale, dei numerosi stabilimenti
balneari estivi (circa 70), del prezioso manto sabbioso e della particolare ed inimitabile granulometria del nostro arenile, sino alle variazioni della linea di riva, del clima, dei venti, della temperatura
mensile e delle precipitazioni.
Il libro, come già abbiamo accennato, si chiude con oltre venti
pagine in cui l’autore, con acume
e genialità, mostra fotograficamente “Alassio vista dall’alto
com’era e com’è”, un’opera veramente encomiabile e di grande
spessore, da tenere in debita considerazione (da chi ha avuto la
fortuna di riceverne una copia)
nella biblioteca di casa e della famiglia.
T. Schivo per A.V.A.
Pietas (devozione filiale)
Mi rivedo bambino quando facevo i dispetti e sento ancora il grido di
mia madre che invocava papà: Michele, chiama questo piccolo! Mio padre che era in cucina a preparare il pranzo mi chiamava: “Dispettoso
vieni qui, lascia stare tua madre che è stanca; vieni ad aiutarmi a fare le
tagliatelle non preoccuparti, tu sei il mio birillo” e sogno contento quei
momenti di divertimento anche se mi impiastricciavo di farina…
Questo ricordo l’ho scritto in versi liguri e piemontesi perché i miei erano piemontesi e tra loro parlavano quel dialetto.
- Michel, ciàma stu cit- o u ’sentu ancù
in te l’ureggia quellu crìu da mare
quando matéttu, a ga-a faxevu girò
U l’era ’n sbràgiu, fòscia cìn d’amù
versu quellu sant’ommu de me pare
ch’u traffegova inturnu au furegò,
tra paélle, pignatte e pignattin.
-Disbéla-me ciamova-ven cun mi,
tua mare,ch’a l’è stracca lassla sté;
ven a agiutéme, fuma i taiarin-.
...e mi vegnivu o Pa’, ché insemme a Ti
u m’agustova stoghe, e u to mesté
pe mi u l’era in gran divertimentu,
anche se m’enciastrovu de farina.
Ti me dixevi- At sés el me bucìn,
sagrinte nèn!- e ancôi ogni mumèntu
che ho passàu cun Ti in-t-a cuxina
e me l’assognu ancù: e sun cntentu.
Stringo il cuscino nel sonno sentendomi abbracciato ai miei e prego
Iddio che mi conservi questo sentimento, che nel ricordo mi dà gioia e
conforto. Oggi nel ristorante in cucina c’è mio figlio ed ha ormai anche
lui i capelli grigi... Ogni tanto lo abbraccio e lo bacio in fronte rinnovando quel gesto di amore filiale che ho sempre compiuto con mio padre,
cercando di rivivere le stesse emozioni. Mio figlio mi guarda sorridendo e mi dice che sono patetico; ma io mi béo egualmente fondendomi in
lui con un abbraccio, perché in lui e con lui abbraccio mio figlio e mio
padre ad un tempo...
e in quell’istante siamo “Uno”.
Silvio Viglietti
Martedì 16 Dicembre 2008
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«L'ALASSINO»
S.C. CHIRURGIA GENERALE
ONCOLOGICA
EPATOBILIOPANCREATICA
Rubrichetta mensile - Un ricordo per...
DIPARTIMENTO CHIRURGIA
Prof. Riccardo PELLICCI
Una splendida giornata ha fatto
da cornice al sesto incontro internazionale di chirurgia oncologica,
tenutosi ad Alassio l’8 novembre
2008 nell’accogliente Grand Hotel
Diana.
Questo appuntamento annuale
è diventato un punto di riferimento scientifico per gli esperti della
materia, ma, nello stesso tempo,
rappresenta ormai, grazie anche
alla collaborazione dell’assessore
Monica Zioni uno degli aspetti
dell’attività culturale della città.
Il Prof. Riccardo Pellicci,organizzatore del congresso e Direttore della Divisione di Chirurgia
Generale Oncologica dell’Ospedale Santa Corona,ha portato a confronto specialisti italiani e europei
e canadesi sul tema dei tumori del
fegato, del pancreas e dello stomaco, patologie per il cui trattamento il suo reparto è un punto di
riferimento.
Iniziato con una lettura magistrale del Prof. Rivoire di Lione
sull’organizzazione multidisciplinare di un centro di chirurgia oncologica, la seduta è stata arricchita dal contributo dell’Assessore alla Sanità Claudio Montaldo
che ne ha sottolineato l’importanza e promesso l’impegno per un
ulteriore sviluppo.
L’approccio multidisciplinare
del paziente oncologico è stato il
punto intorno al quale si sono sviluppate tutte le tavole rotonde.
La chirurgia infatti, dice il Prof.
Pellicci grazie allo sviluppo della
tecnologia riesce a intervenire in
situazioni prima considerate impossibili. L’oncologia, grazie ai
nuovi farmaci, segue nuovi protocolli, con la speranza di ottenere risposte sempre più a lungo termine.
La radiologia interventistica, affinando capacità diagnostica e terapeutica, ottiene palliazioni convincenti. Il progresso coinvolge ogni
disciplina, dando a tutti la percezione di essere utili e fondamentali
nel trattamento delle diverse patologie. Tutto questo è sicuramente
positivo, ma può generare un grave
errore: la presunzione di essere
singolarmente la chiave della risoluzione del caso, mentre solo la collaborazione consente di raggiungere i migliori risultati.
Il successo del congresso è stato sottolineato dai numerosi partecipanti per la qualità delle relazioni e dalla vivacità della discussione, confermando così l’interesse per l’appuntamento.
P.R.A.
Scuola 2a elementare - Villa Bice - Anno scolastico 1956-57 - Maestra: Virginia Da Fieno.
Chi si riconosce?
Gli ARES segnalano
RASSEGNA TEATRALE ALASSINA 2008-2009
Il contenitore per medicinali
scaduti situato in via Dante nei
pressi di via Torino è privo
dell’apposito e necessario coperchio!!
Come si fede dalla foto…
l’apertura del contenitore è posizionata a circa ad 1 m da terra,
ed i pericolosissimi medicinali,
sono purtroppo a portata di mano… di tutti!! anche dei bimbi!!
Segnaliamo e preghiamo a chi
di competenza, di intervenire
prontamente!! Grazie.
Per il gruppo A.R.E.S.
“Attila”
NOTIZIARIO NATURA
by A.R.E.S. Soft Air Club/Volontari Boschivi Alassio
Cari Alassini, Innanzitutto… AUGURI a tutti di buon Natale e buone
Feste!!!… ed in particolare ai membri dell’A.V.A., in primis a tutti coloro che si occupano de “L’Alassino”
iniziando a chi si prodiga costantemente per la stesura del beneamato
giornale.
AUGURI a tutte le Associazioni di
Volontariato Alassine, e a tutte le
persone, grandi e piccini, che aderiscono alla nostra iniziativa della
raccolta tappi.
tato con estrema gioia!! La quale va
allargata ad ognuno/a di voi che ha
contribuito!! Quindi... quanto prima
verranno consegnate le stampelle
dal fornitore alla C.R.I. (come già
detto: “sperando servano a meno
persone possibili... ma si sa... la vita
è fatta anche di convalescenze con
stampelle...)
Vi ricordo che la raccolta continua… e da adesso si fa sul serio, ora
che in molti avete aderito, sperando
sarete sempre di più... dopo il “ro-
Riprende anche quest’anno la rassegna teatrale alassina, nella consapevolezza che “Il teatro rappresenta
una delle forme più vivaci di espressione e comunicazione”.
Nel nostro tempo difficile e frammentato il teatro di qualità può e deve tornare ad essere luogo di incontro pubblico, punto di riferimento
capace di aderire alla realtà culturale e sociale del territorio di appartenenza.
Alassio, che condivide con il teatro la sua identità di palcoscenico
sul mare offrendo mille opportunità,
si qualifica grazie alla sua capacità di
aggregare attraverso l’ospitalità e la
produzione di grandi eventi.
La scelta del cartellone nasce pertanto dalla volontà di proporre spettacoli diversificati, di alto livello
qualitativo, che offrano un teatro
aperto a diversi linguaggi scenici e
destinato ad un pubblico curioso,
attento, disposto ad emozionarsi
ma anche a riflettere.
Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, che troveranno occasioni e proposte di grande interesse
volte a potenziare il loro percorso
formativo, per loro è prevista
un’agevolazione sul costo del biglietto, ma soprattutto il riconoscimento del credito formativo.
Si punta così anche ad una crescita del pubblico giovanile, favorendone la partecipazione attraverso la
promozione e la diffusione di una
consapevole e consolidata cultura
teatrale.
Sono sei gli spettacoli annunciati da Alassio: tre commedie brillanti, un thriller a lieto fine e uno
spettacolo di danza classica a cui
si aggiunge, fuori abbonamento,
uno spettacolo di danza contemporanea.
Ad aprire la stagione è stata
Adorabili amici (9 dicembre) di
Carole Greep, con Ettore Bassi e
Laura Lattuada, una commedia esilarante che mescola ritmo e ironia,
per un divertimento tragicomico a
denti stretti.
La stagione proseguirà, nuovamente, con una commedia, Fiore di
Cactus (20 gennaio) di Pierre
Barillet & Jean-Pierre Gredy. Divertente, senza scadere nel ridicolo,
lo spettacolo – tutto un gioco degli
equivoci che si incastrano alla perfezione – vede quali impeccabili alfieri Eleonora Giorgi e Remo
Girone.
Franco Oppini, Nini Salerno,
Barbara Terrinoni saranno gli interpreti di un famoso thriller di John
Buchan, alla base di un ancor più fa-
Natale di ricordi
Nella foto: il carico di tappi sul mezzo messo a disposizione dalla C.R.I.
A tal proposito…
Vi comunichiamo che: il 1
Dicembre scorso, il sottoscritto e il
grande Sandro Tornatore della
C.R.I. sono andati a portare una furgonata di tappi raccolti (anche da
voi!!) alla ditta del riciclaggio; il carico non era enorme... ma ci ha consentito di avere l’importo sufficiente per le stampelle (come da progetto...).
Durante la ricorrente festa del
Volontariato svoltasi in via Torino,
abbiamo comunicato ufficialmente
la notizia ai dirigenti della C.R.I. presenti, e festeggiato insieme il risul-
daggio” (per le stampelle), inizia la
raccolta per il progetto della carrozzella (di cui ho già parlato).
Dai... confido in voi... vedrete che
insieme ce la faremo!! e più saremo
e prima raggiungeremo l'obiettivo!!
che vi ricordo... è: portare a fare
delle passeggiate... i ragazzi disabili sui sentieri… o in spiaggia... insomma, su percorsi a loro normalmente preclusi.
Ancora AUGURI…
A.R.E.S. Soft Air Club/
Volontari Boschivi Alassio
Il Presidente M. “Attila” P.
Pive e cornamuse diffondono nell’aria
i lamentosi toni delle loro note,
annunciano l’arrivo
della festa cristiana.
Il suono si fa spazio
tra il nevischio cullato dal vento.
Sovrasta ogni via l’arcata di luci
in una allegoria di forme e colori
Ogni borgo,
diffonde il festoso suonar di campane;
creano l’atmosfera del Natale
voci amiche, care al mio cuore.
Il loro richiamo invita all’amore
Dal nido di memorie si riaffacciano
sogni perduti di un tempo.
Rivedo la mia finestra
con gli arabeschi di ghiaccio sui vetri,
fantastici fiori di giardini incantati.
Ammiravo i candidi fiocchi
scendere silenziosi dal cielo.
Nella mente rivivo quel tempo
per un attimo breve,
quando bambino giocavo,
facendo pupazzi di neve
Le guance e le mani arrossate
dalla fredda polvere bianca
col sorriso di bimbo innocente
che raschiava dal muretto e nella siepe
il muschio verde
per fare il presepe.
Giancarlo Belloni
moso film di Alfred Hitchcock del
1935: I 39 scalini. In scena il 4 febbraio, lo spettacolo possiede tutte
le tematiche del thriller di
Hitchcock: lo spionaggio, l'innocente accusato di un delitto che non ha
commesso, la fuga, ed il protagonista che viene completamente scagionato alla fine.
Raffaele Paganini, salirà sul palco
della stagione teatrale di Alassio, il
26 febbraio, per presentare Omaggio a Bejart, tributo – ad un anno dalla scomparsa – all’uomo che si può
considerare un pioniere nel mondo
della danza intesa come momento di
spettacolo.
Il 19 marzo in scena ci saranno
Vincenzo Salemme con la commedia in due atti, Bello di papà!
Insieme a Salemme, autore e regista
dello spettacolo, ci saranno Yuliya
Mayarchuk, Giovanni Ribò, Massimiliano Gallo, Domenica Aria, Rosa
Miranda, Antonio Guerriero, Adele
Pandolci.
Fuori abbonamento, Nudo con un
coltello (20 marzo) chiuderà la stagione teatrale alassina. Protagonista
dello spettacolo di danza contemporanea sarà Carlo Ponta, accompagnato dalla Compagnia Progetto
Danza Alassio.
Sei appuntamenti che danno ampio spazio ad un programma ricco e
nutrito, con la presenza di grandi
protagonisti, che evidenzia il ruolo
del teatro come catalizzatore di momenti culturali.
È con piacere quindi che Vi invito
a partecipare alla rassegna teatrale
2008/2009, con l’auspicio che le scelte operate possano essere ampiamente condivise.
L’Assessore alla Cultura
e Turismo
Dott.ssa Monica Zioni
Fiocco Azzurro
Sofia Sibello, unitamente alla mamma Steffy ed al papà Pietro, annuncia con gioia la nascita, (il 20 novembre u.sc.) del fratellino FRANCESCO.
Grande felicità per i nonni Marion e Uli Holland, Dagi e Francesco
Sibello. L’Associazione Vecchia Alassio si augura che il piccolo Francesco abbia una lunga vita serena e segua la strada dell’alassino papà
grande campione olimpionico di vela.
e Rosa
Grande festa da “Esterina”; a Pietra Ligure il 2 dicembre u.sc. è nata
REBECCA BIGNAMI. Lo annunciano con gioia la mamma Azzurra e il
papà Antonello, i nonni Claudia e Filippo, Lella e Giancarlo.
L’A.V.A. augura alla piccola Rebecca tutto il bene possibile.
•••
Il giorno 23 novembre u.sc. è nata una nuova alassina TEA SCHIVO.
Lo annunciano felici la mamma Viviana e il papà Giorgio unitamente
ai nonni Marisa e Giovanni Cardi , Katia e Dante.
A tutti i famigliari, ed in particolare all’amico Gino, giungano le nostre
più sentite felicitazioni. Alla piccola Tea auguriamo tanta serenità.
LIBRI-RIVISTE-VHS-CD
Gettarli dispiace, però il posto che occupano serve.
Che fare?
Lasciali sui tavoli posti nella “Galleria C. Chaplin”.
Chi li prenderà lascerà un’offerta a favore
A.I.R.C.
dell’
Recuperi spazio, procuri piacere ad altri
e aiuti la ricerca sul cancro.
Associazione Volontari Baia del Sole
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«L'ALASSINO»
Frammenti di storia nostrana - PARTE II
(a cura di Tommaso Schivo)
Martedì 16 Dicembre 2008
NOZZE D’ORO
CAP. 15° - LA CHITARRA DI NANIA E L’ARMONICA DI TOMSCHI
Silvio Chiapusso, giunta a lui
chissà da dove e come, trovò
in un angolo del suo magazzino una vecchia chitarra, ridotta ormai quasi ad
una carcassa. Stava per gettarla,
quando in una targa interna lesse
che era stata costruita da un noto
liutaio alassino,
Giovanni Battista
Gaibisso, detto U
Nanìa, che si era
fatto onore ricevendo la Medaglia
d’oro all’Esposizione internazionale di Torino nel
lontano 1911. Ne
parlò con l’amico
Maestro Dino Ferrari e questi, ben
riconoscendo l’artista e lo strumento, fu lieto di rimettere in ordine,
con certosina pazienza, quel ricordo storico diventato un prezioso
cimelio della nostra gente e della
nostra maestria.
Così, una volta richiamato in vita,
fu donato alla benemerita Associazione
Vecchia
Alassio che, giustamente, è diventata ormai il Museo storico della
nostra città, perché la custodisse e
la conservasse.
E fin qui nulla di
eccezionale.
Una sera, durante una riunione sociale, il Presidente
e i Consiglieri decisero di ridare, almeno per una sera, voce e vita a
quel prezioso strumento e chiesero
al Maestro che l’aveva restaurata e riattata di suonarla durante l’annuale serata di maggio di “Alassio fra Musica e
Poesia”.
Sulle prime Dino oppose una
certa resistenza, poi accettò,
ma con una richiesta precisa...
che si chiamasse il sottoscritto
a suonare con lui (con i suoi 85
anni già... suonati…) in un duetto “fuori programma” “chitarraarmonica a bocca”. Insistette…
insistetti anch’io per evitare
una... “brutta figura”, insistettero tutti e si finì per... combinare
lo strano “spettacolo”.
na di minuti... nel silenzio degli
ascoltatori e con le note di
“Paloma” e del “Violino tzigano”... fino a quando (con un
te o per una sera tutte le poesie
e le opere e i libri e le pagine
che il vecchio professore aveva scritto in settant’anni di attività... Una chitarra storica e
la storia di una vecchia armonica richiamata in vita per una
sera... e non parliamo degli apprezzamenti e delle acclamazioni che seguirono nei giorni
successivi! Eh, sì... la Musica
(anche se strimpellata a casaccio) è pur sempre la regina delle arti... Ora la storica chitarra
è tornata inerte a mostrarsi
dalla parete dell’Associazione
e la vecchia armonica, rinata
per un solo attimo, è tornata a
dormire (e, forse, per sempre)
nel “sarcofago” del suo silenzioso cassetto.
Ma per qualche minuto l’antichità e l’attualità, la storia e
la quotidianità, il passato lontano e il presente si sono ritrovati e uniti per un ricordo, per
un “revival!, per una rinascita
di commozione e di gioia.
Sabato 15 novembre u.sc. Filippo e Tina Pomella hanno festeggiato i loro 50
anni di matrimonio. Dopo la Messa celebrata dal nostro parroco Don Angelo
(sebbene ancora convalescente) la festa è proseguita all’Hotel dei Fiori.
Auguri e felicitazioni anche dall’A.V.A.
DISEGNO DI GIBBA
La vecchia chitarra fu staccata dal muro della sede sociale e la vecchia armonica degli
ultimi anni trenta o dei primi
anni quaranta del secolo scorso, lasciò il suo “sarcofago” e il
cassetto della libreria e tornò,
a dispetto del lungo tempo
passato, a far sentire la sua voce dinanzi ad un pubblico stupito, allibito e incredulo. L’intera operazione durò una deci-
bel po’ di vergogna e di... paura da parte mia) l’intero teatro
scoppiò in un lungo applauso
pieno di stupore e di ammirazione...
Una serata di gloria e di celebrità. E a buon mercato.
Quelle quattro note del vecchio Tomschi, accompagnate e
seguite dal tocco superbo delle corde della storica chitarra,
avevano eclissato per un istan-
La squadra “Aquilotti” che partecipa al campionato provinciale: Umberto G.- Davide T.- Davide R.- William B.- Carlo
Alberto S- Mattia P.- Marcello C. -Alessio T. -Lorenzo C. -Nicolas B- Giovanni R- Lorenzo B.- assenti Cristian B –
Edoardo B. – Allenatrici – Elena P. Elisabetta T.
Martedì 16 Dicembre 2008
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«L'ALASSINO»
LA BIBBIA IN DIALETTO ALASSINO di Gianni Croce
Da u libbru de Giuditta
Da u libbru de Giuditta
Da u libbru de Giuditta
Giditta
Bèn trentaquattru giurni de turmèntu,
i han messu a cadé i çittadìn.
In tutti u s’era fau l’intendimèntu
d’arrèndise all’induman mattìn
sperandu de sciurtine a sarvamèntu.
Ma u prève u-i prega d’aspentò ün stissìn:
“Pe çinque giurni... Se pregammu ancù
’na vota in ciù u n’agiütterà u Segnù”.
A-a resa a l’è cuntroria eiscì Giditta,
’na vidura, bella, ricca e pia
che au so Diu a dedicova a vitta
anche se curteggiò e riveria.
Fidandu in tu Segnù, lei sitta sitta .
in te’n so pianu a s’era intestardia
che, presentau au cappu da çitai
a l’è invitò all’assiùn, a dòse ai mai.
Ancù penitènte, de lüttu vestia
l’ancèlla a ciamma pe fòse gittò.
Lavò, prufümò, de ori abellia.
in sci-a seirona a l’è prunta d’andò,
ma tantu fascinusa a l’è apparia,
ch’à incanta tütti st’andula a mirò.
U tempu pe ün’urtima urassiùn
e a va següra versu a so misciùn.
Invece d’assautoli e d’attaccò
stüdiammu de surgenti a distrussiùn…
Lavò, prufümò, de ori abellia
in sci-a seirona a l’è prunta d’andò…
TERRE D’AUTORE IN CITTADELLA
Il giorno 6 dicembre u.sc. è
stata inaugurata, a Prarolo (VC),
la Mostra “Terre d’autore in
Cittadella”.
L’evento presenta il Progetto
FLICAM – FuLe International
Ceramic Art Museum a Fuping.
È un progetto internazionale
di interscambio culturale artistico con la Cina dedicato alla
ceramica contemporanea in cui
UN GRANDE
SUCCESSO…
Culturale Paraxo con la Direzione Artistica dell’Artista ligure
Renza Sciutto.
“Terre d’Autore in Cittadella”
nasce grazie alla collaborazione
tra il Centro Culturale Paraxo e
la Rivista D’A Magazine, con l’intento di promuovere il progetto
a livello nazionale.
L’evento prevede l’esposizione delle opere degli Artisti del
La mostra dei presepi, opera del nostro concittadino
Paolo Zampiga, che si è tenuta in queste settimane alla
Sala Carletti dell’A.V.A… Con
un grande afflusso di visitatori e di estimatori… E Paolo lo
meritava, perché è un “artista” che non ha eguali.
Bravissimo!
POETI… IN ERBA
Lavinia e Marzia Carbone prima del
concerto al Museum of Fine Arts di
Houston.
Il mare che mi avvolge
Renza Sciutto.
sono rappresentate le aree tipiche di produzione ceramica del
mondo.
Il 17 maggio scorso è stato
inaugurato il Museo Italiano,
realizzato con le opere prodotte, dal Gruppo Selezionato, direttamente nel workshop e nelle fabbriche ceramiche di Mr.
ZU a Fuping.
Ente organizzatore del progetto per l’Italia è stato il Centro
Gruppo Italia e la proiezione del
video documentativo della permanenza in Cina.
L’apertura al pubblico è programmata fino all’11 gennaio secondo gli orari della Cittadella.
Per informazioni
www.ficam.com
www.renzasciutto.it
www.lacittadelladelmastroarti
giano.com.
C’è qualcosa che mi avvolge
e non mi lascia andare:
è la purezza del mare
che con le sue fresche onde
m'invita a camminare
lungo le sue sponde.
È blu come il cielo,
è bianco come un velo…
Uno spettacolo fantastico
un vicino amico
da ricordare tutta la vita.
Davide Gamba
10 anni - Alassio SV
ERRATA… CORRIGE
Mario Berrino chiede di precisare che a raccogliere i “Fondi” per i letti del San Martino di Genova contribuirono non solo gli Albergatori della zona di Alassio (come si è letto nell’articolo dell’Alassino di
Novembre) ma tutti quelli della zona da Finale ad Imperia.
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«L'ALASSINO»
EX CHIESA ANGLICANA – PRESENTAZIONE LIBRO
Alessandro Bartoli: “Le colonie britanniche in Riviera
tra Ottocento e Novecento”
Ed. Fondazione “A. De Mari” Savona
Un libro che riguarda tutta la
Liguria, ma dove Alassio ha un
ruolo determinante, come sede
di una delle più numerose colonie inglesi a cavallo fra i due secoli scorsi. Il 15 novembre 2008,
nell'ex Chiesa anglicana, edificio
quanto mai pertinente, è stato
presentato nell'ambito di una “tavola rotonda” alla quale hanno
partecipato qualificati esperti
dell'argomento.
Ha iniziato Luciano Pasquale,
Presidente della Fondazione “A.
De Mari” (Cassa di Risparmio di
Savona), che ha spiegato come
la pubblicazione del libro è stata
resa possibile dalla Fondazione:
«Un atto di riconoscenza per coloro che nell''800 amarono questa terra, che vi risiedettero e le
dedicarono attenzioni di alto valore».
È seguito il saluto dell’Assessore al Turismo e Cultura del
Comune di Alassio Monica
Zioni: «L’ex Chiesa anglicana è
un monumento storico, luogo
ideale per questo incontro, dovuto a Daniel Hanbury, come gli
altri edifici pubblici costruiti al
servizio della Colonia inglese,
ma anche a disposizione degli
Alassini».
Pasquale prosegue dicendo
che l'autore Alessandro Bartoli
ha fatto un buon lavoro, Elio
Ferraris ne è l'editore. Le
Fondazioni hanno il compito di
promuovere l’economia e le attività sociali. Gli Inglesi hanno lasciato una traccia: il libro invita
alla riflessione. Annuncia poi la
presenza di Maria Teresa Verda
Scajola e l'assenza per motivi di
salute dello scrittore Nico
Orengo.
E cede la parola al coordinatore Paul Blanchard, autore di
“Blue Guide”, che definisce il libro straordinario come contenuto e come stile: «Vengo adesso
dalla California, regione simile a
questa, con molte somiglianze e
anche molte differenze: cerchiamo di far apprezzare tutte le ricchezze di questo territorio».
A questo punto iniziano gli interventi. Vanessa Hall-Smith,
Direttrice del “British Institute”
di Firenze: «Sono a Firenze da cinque anni, venire qui è stata una
scoperta, sono originaria di
Brighton, spiaggia inglese, mi
sembra di essere a casa.
Leggendo la storia di queste persone che soggiornarono qui, mi
sento orgogliosa. L’Istituto britannico di Firenze è stato fondato nel 1919, la biblioteca conta
500.000 volumi, mi ha fatto piacere trovarne una anche qui, auspico una collaborazione. Gli Inglesi
hanno cominciato con il Grand
Tour per osservare le opere d’arte, a volte il viaggio durava anche
un anno, poi molto meno. Le donne lo intraprendevano con lo
stesso spirito di avventura degli
uomini. Dopo un periodo di stasi
ora c'è un movimento di turisti
inglesi d’età matura, che desidera apprendere la vostra cultura».
È seguito Giovanni Assereto,
Ordinario di Storia Moderna
all’Università di Genova: «Questo libro l’ho seguito nella sua
realizzazione, Mi interessa la bibliografia, molto ampia che fa riferimento soprattutto a testi inglesi. L’autore è riuscito a curare un’opera di grande concretezza, il turismo è ancora abbastanza da studiare. Oltre alla vita quotidiana spiega le abitudini
finanziarie, culinarie, culturali.
Sorprende quanto in Riviera è
cambiato: i prezzi dei terreni,
degli alberghi, l'entroterra...
Spero che il ritorno di un gusto
architettonico e urbanistico si
concreti per il meglio».
Domenico Astengo, Storico
del turismo, collaboratore del
Comune di Alassio per eventi e
pubblicazioni: «Sono quattro gli
scopi del libro: 1) il Grand Tour;
2) il viaggio del turista indipendente favorito dall'arrivo del treno, non solo per la persona ma
per tutto ciò che gli occorre,
compresi i giornali; 3) la polemica anti inglese, subito sopita dopo la guerra; 4) un opuscolo del
’45 che dava il benvenuto ai figli
d'Albione. C’è stata una sia pur
breve riscoperta di Alassio, auspico l'istituzione di un museo
del Turismo».
Antonio Ricci, Autore televisivo e proprietario di ville inglesi:
«L’autore è stato il primo a scrivere un articolo su Villa Pergola.
L’abbiamo acquistata per restaurarla, soprattutto il giardino e i
muri a secco. Stiamo raccogliendo testimonianze di Alassini e
manifesti di film girati qui, libri e
periodici che parlano del territorio e di letteratura alassina. Sono
residente, vivo a Milano ma sempre con le valigie a portata di mano. Penso ci sia la possibilità di
costruire con giudizio».
Carlo Scrivano, Assessore
Turismo e Cultura della Provincia di Savona: «Ho iniziato il mio
assessorato ad Alassio e ad
Alassio lo sto finendo. I turisti inglesi stanno tornando, ma è un
turismo di nicchia: Alassio è la
prima città, seguita da Finale e da
Castelvecchio di Rocca Barbena,
paese a loro molto caro. Sono turisti adulti di reddito medio-alto,
il 60% cerca la località su
Internet. È una strada lunga ma
secondo me è tracciata».
Infine l’autore, Alessandro
Bartoli: «Questo libro può essere
una sorta di guida, suscettibile di
ampliamento. Affronta il tema
del Grand Tour perché all'inizio,
a parte Genova, non ha riguardato la Liguria, ma poi si è incentrato sul turismo di soggiorno che
durava vari mesi, a volte un anno.
Alassio a quei tempi aveva 4.000
residenti e una Colonia inglese di
circa 2.000 persone».
È seguito un concerto del Duo
Chitarristico “9cento” (Mariangela Pastanella e Dario Caruso),
che ha eseguito brani di musiche inglesi, anche di Edgar Elgar
(trascritti), molto apprezzato
dai presenti. Il pomeriggio si è
concluso con il “Tea-party” allestito dall'Istituto Alberghiero di
Alassio.
Martedì 16 Dicembre 2008
Non muoio neanche se mi ammazzano
Cento anni fa nasceva Giovannino (era proprio questo il suo
nome anagrafico) Guareschi,
uno dei più grandi narratori del
’900, a tutt’oggi lo scrittore italiano più tradotto nel mondo.
Alassio non poteva restare insensibile a questo avvenimento,
anche in forza del legame che lo
ha unito alla nostra città. Ne sono la prova la piastrella commemorativa presente sul muretto
ed un fatto curioso raccontato a
chi scrive dai figli Alberto e
Carlotta: il loro padre, che volentieri veniva ad Alassio, aveva
grafia e dell’opera di Guareschi,
non solo per ricordarne la figura,
ma soprattutto per far conoscere l’attualità e la profondità della
sua opera letteraria. Come titolo
per l’incontro svoltosi il 7 novembre u.s., presso la biblioteca
civica, è stato scelto: “Non
muoio neanche se mi ammazzano”: una frase che a molti può
suonare come una battuta ma
che non lo fu per Giovannino che
la pronunciò al suo ingresso in
lager nel 1943. Proprio di lì che il
relatore è partito, raccontando
cioè la prigionia in un campo di
I conferenzieri.
anche deciso di acquistarvi una
casa, (più precisamente a
Moglio), poi a causa delle sue
precarie condizioni di salute soprassedette.
Per tutti questi motivi, il centro culturale l’umana avventura,
in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune, ha
invitato il Dott. Alessandro
Gnocchi, giornalista e scrittore,
massimo conoscitore della bio-
concentramento tedesco, quasi
voluta, pur di non tradire i suoi
ideali di patria e libertà. Egli infatti in forza della sua già grande
fama come giornalista e scrittore
avrebbe potuto rientrare in Italia
anche senza firmare alcuna dichiarazione a favore della
Germania. È stato, poi, fortemente sottolineato il valore positivo
della prigionia per la vita e per
l’opera di Guareschi, che vi en-
Carlo Bertolino
Enrico Lupi: “Extravergine: realtà di un territorio”
Conferenza-dibattito coordinata da Daniele La Corte
perficie coltivata a olivo della
Regione».
Quindi l’oratore dott. Enrico
Lupi: «Sono imperiese ma conosco bene Alassio. La “Città
dell’olio” è nata nel ’94: allora
non si parlava di produzione legata al territorio. L’Associazione è costituita da Enti pubblici: 350 soci in tutta Italia, organizza manifestazioni promozionali. Il Ponente Ligure è leader nella produzione, dal 1910
ha conquistato il mondo: abbiamo avuto la capacità di produrre olio d’oliva a livello industriale, poi diminuita per la concorrenza della Spagna, ma possiamo reggere sulla qualità». L’oratore prosegue evidenziando
l’importanza degli assaggiatori
e la peculiarità del territorio.
«Siamo stati i primi a conquistare il mercato tedesco, grazie al
turismo degli anni ’60, ora anche i ristoranti si sono adeguati
e servono l’olio in bottiglia con
etichetta: anche la cucina “cattura” i turisti». Si augura che
vengano coinvolti altri prodotti
tipici, che vengano aperti i frantoi alle visite dei turisti... «Si dovrebbero coinvolgere le istituzioni per avere un sostanziale
appoggio alla promozione anche presso i Paesi emergenti.
Auspico che anche Alassio diventi “Città dell’olio”».
È poi intervenuto il Direttore
dell’“Associazione Nazionale
Assaggiatori d’Olio” dott. Vignolini: «Sono stato in vari Paesi dove non c’è produzione che desideravano conoscere le peculiarità dell’olio italiano, che ne detiene ben 400 varietà. La nostra
monocultura “Taggiasca” (Imperia e Ponente savonese) è una
delle migliori. La Costa Azzurra
sta incrementando la produzione, dobbiamo contrapporre la
nostra tradizione più antica e difenderla. La denominazione
D.o.p. è stata una conquista, ma
occorre promuovere il “gusto”
che non dipende dalla raccolta e
dalla frangitura».
Ca. Bl.
Centro culturale
l’umana avventura
AU TEMPU DI MEI NONNI
CONFERENZE ALLA S.O.M.S. DI ALASSIO
Un argomento attuale e interessante per coloro (e sono molti) che si dedicano alla maggiore
risorsa agricola del nostro territorio, è stato affrontato il 14 novembre scorso nella sede della
Società Operaia di mutuo
Soccorso di Alassio. Il benvenuto è stato porto dal suo Presidente sig. Claudio Gavaldo,
che ha ringraziato i presenti, in
particolare il Sindaco arch.
Marco Melgrati, le Società consorelle di Moglio e Solva e la
“Vecchia Alassio”.
La parola passa al Sindaco che
evidenzia l'importanza dell'argomento per il nostro territorio
e per tutta la Regione, soprattutto ora che c’è un risveglio nella
battitura delle olive, fatto di cultura e anche di turismo.
Segue il giornalista Daniele La
Corte: «Quest’anno l’olio assume una grande importanza per
la buona annata e per la riapertura del Frantoio di Solva. Le
province di Imperia e Savona
rappresentano la più estesa su-
trò come brillante umorista e ne
uscì avendo riscoperto le sue
profonde radici cristiane che
diedero forma e spessore a tutta
la sua produzione successiva. È
proprio dalla nuova presa di coscienza del suo essere cattolico
che nascono i racconti di Mondo
Piccolo, il mondo “più che vero,
verosimile” di don Camillo e
Peppone, ed è sempre qui che si
fonda il suo profondissimo senso della famiglia che darà origine
a tutti i semplicissimi e proprio e
per questo splendidi racconti di
vita familiare.
Durante la serata che ha ripercorso anche le vicissitudini personali e politiche di Guareschi
(tra cui la complessa vicenda De
Gasperi del1954), sono stati letti
alcuni brani della sua vasta, ma
per noi che lo amiamo, troppo
esigua, produzione; tra questi vogliamo ricordare la conclusione
del racconto “Nel paese del
Melodramma”:
Il giovanotto notò qualcosa nella forcella anteriore della moto. E
si chinò.
“Non ho fatto a tempo a riverniciarla” spiegò Peppone
“Era incrinata da tutt’e due le
parti e l’ho saldata. Se aveste fatto
ancora 500 metri vi sareste accoppato. Vi è mancata la benzina al
momento giusto”.
Il giovanotto impallidì e incominciarono a tremargli le mani: “È
impossibile!” esclamò.
“Sì, ma oggi è destino che succedano solo cose impossibili” replicò Peppone.
Poi tacque un istante e concluse: “Giovanotto, dicano quel che
vogliono, ma, politica a parte, il
Padreterno è sempre il Padreterno”.
Quando ero ragazzo trascorrevo molto tempo in casa dei nonni. Abitavamo al secondo piano
delle case popolari proprio di
fronte al civico ospedale. Il nonno aveva comprato quell’appartamento con i risparmi di una vita passata sui barchi nei mari di
mezzo mondo. Dalla finestra della sala da pranzo verso
Laigueglia, per capirsi, lo sguardo spaziava su decine di floridi
orti e qualche rara casupola di
contadini, arrivando sino all’albergo “Mediterranée” unica costruzione di un certo spessore in
quella regione chiamata “le
Serre”. Dalla finestra della cucina
invece potevo vedere gli ospiti
dell’ospizio comunale annesso
all’ospedale, che prendevano il
sole in un grande giardino pieno
di limoni e aranci.
Una decina di vecchietti assistiti amorevolmente da suore
che si muovevano veloci e leggere anche se infilate in certi “roboni”color blu scuro, larghi e
sgraziati.
Non si vedeva il mare, c’era so-
lo il “carrugiu” a dividerci dalla
spiaggia, ma si percepiva di continuo il suo intenso respiro.
Arrivavano di continuo i rumori del vicino Borgo Barusso con le
barche dei suoi pescatori tirate
in secca sulla spiaggia e le lunghe
reti da pesca stese al sole ad
asciugare. All’inizio del lungo
“carrugio” di Barusso c’era la
chiesetta di Sant’Anna, che pareva la perla di un’ostrica strappata dal suo guscio dalla tempesta
e gettata li dalla risacca.
In fondo al corridoio d’entrata,
c’era una cristalliera con i vetri
colorati e piena di tarli. In essa un
mucchio di cianfrusaglie: un uovo di struzzo, un servizio da the
cinese in porcellana, un tre alberi in bottiglia, due cani di porcellana bianca con i fregi in oro. In
camera da letto, poste su un
grosso comò due campane di vetro con fiori finti e vecchi santini
ingialliti, nell’altra camera una
pelle di leopardo rozzamente
conciata.
Ogni mese il nonno invitava a
cena qualcuno che aveva navigato
con lui. Era una sorta di rimpatriata con grosse pacche sulle spalle
ed una sequela di …te lo ricordi?...l’hai più visto?... seguite da
energiche libagioni presso “l’osteria da Gaiora”, poco lontano.
Bevute che, a dire il vero, facevano
un po’ arrabbiare la nonna.
Le calde sere d’estate poi si assisteva al trionfo delle “bassebassette”. A mille le lucciole trasformavano la pianura degli orti
in un grosso albero di natale. Uno
spettacolo da rimanere a bocca
aperta… ragazzi… irripetibile. E
tutto ciò in Alassio “ai tempi di
mei nonni” non tanto tempo fa!...
Moirano
ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI
Si informa che il prezioso volume “La Cattedrale di Albenga”,
recensito sul numero di marzo 2008 de “L’Alassino”, per le
prossime festività natalizie, sarà eccezionalmente posto in
vendita anziché al prezzo normale di euro 100 a quello promozionale di euro 60.
Istituto Internazionali di Studi Liguri, Sezione Ingauna
Palazzo Peloso Cepolla – Piazza San Michele, 12
17031 Albenga – Tel: 0182 51215 – Fax: 0182 50434
Martedì 16 Dicembre 2008
LA CHIESA ANGLICANA DI ALASSIO
COMPIE OTTANT’ANNI
Al termine della Prima Guerra
Mondiale la colonia britannica,
che dal 1875 si era stabilita ad
Alassio, non soltanto fece ritorno,
ma negli anni successivi divenne
sempre più numerosa. La vecchia
chiesa di St.John the Evangelist,
edificata presso la ferrovia nel
1881 era ormai insufficiente.
Neppure l’ampliamento realizzato
una decina di anni più tardi consentiva di ospitare tutti i fedeli,
tanto che negli Anni Venti il
Mattutino domenicale veniva cantanto sia alle 9.45 che alle 10.45, e
la chiesa era comunque troppo
affollata. Senza contare che il passaggio dei convogli arrecava un
certo fastidio. Iniziò così a farsi
strada l’idea di costruirne una
nuova, di maggiore capienza, tanto più che le ferrovie avevano fatto sapere di essere interessate
all’area su cui sorgeva la vecchia
chiesa, avendo necessità di avere
nuovi spazi anche in previsione
dell’elettrificazione della linea.
Così, nonostante le resistenze di
qualcuno, nel 1922 l’Archdeacon
Sissons e il General Meeting, tenutosi presso l’English Club di
Alassio, decisero la costruzione di
una nuova chiesa non appena i fondi lo permettessero.
Il primo problema era individuare un sito idoneo e diverse furono
le ipotesi prese in considerazione,
ma tutti gli appezzamenti di terreno che sarebbero stati adatti avevano prezzi troppo alti. Fu con
grande sollievo di tutti che venne
accolta l’offerta di Miss Lamport,
che dal 1887 dirigeva la English
Library, di un terreno situato dietro la biblioteca stessa, dove in un
primo tempo avrebbe voluto costruirsi un’abitazione. Il luogo era
ameno e tranquillo e il prezzo ammontava a circa 2500 sterline. Un’
offerta così interessante e animata
da grande senso civico non poteva
essere rifutata.
Questo fatto incoraggiò anche le
donazioni per il nuovo edificio che
a fine stagione ammontarono a
1200 sterline. Stagione dopo stagione il fondo crebbe: tra le tante
iniziative, un “Bazaar and Fête”
con intrattenimento, musica, giochi, dolci e immancabile “afternoon tea”, tenutosi al British Club
il 17 marzo 1926, permise di raccogliere quasi 400 sterline in un solo
pomeriggio. Così in quello stesso
anno si ritenne che fosse giunto il
momenti di procedere alla scelta
di un architetto. Tra i possibili candidati, sia inglesi che italiani, il
cappellano Rev. Linzee Giles, optò
per William Newton, dello studio
Newton & Sons di Londra. Nell’inverno successivo, dopo qualche
discussione e modifica, il progetto
era pronto e approvato e fu posto
in visione presso la English
Library. Si poteva quindi passare
alla fase esecutiva: la nuova chiesa
poteva essere pronta in meno di
un anno. L’ing. Comm. Conte
Vegerio fu nominato direttore dei
lavori, che vennero affidati all’impresa di Emanuele Porretti di
Finale.
Il costo di questi ultimi era però
assai elevato, circa 7000 sterline, e
nonostante i fondi già raccolti negli anni precedenti, non poche furono le difficoltà incontrate dalla
comunità per reperire la somma
necessaria. Non passò molto tempo dall’apertura del cantiere che si
era già accumulato un debito di oltre 800 lire. In quel diffficile frangente l’improvvisa malattia del
cappellano Giles, grande animatore dell’impresa, cadde come un fulmine a ciel sereno.
La comunità e il Church Council
si trovarono di fronte ad una scelta difficile. Alcuni sostenevano che
i lavori dovessero essere interrotti fino a che l’intera somma necessaria non fosse stata raccolta. Altri
facevano invece notare che il blocco dei lavori, con gran parte dei
materiali necessari già ordinati,
avrebbe soltanto fatto lievitare ulteriormente i costi e inoltre, fermando il cantiere, numerosi operai sarebbero rimasti senza lavoro
proprio all’inizio della stagione invernale.
Quasi tutti convennero che il
completamento della nuova chiesa era come un debito d’onore da
saldare. Rimaneva quindi una sola
cosa da fare: trovare il denaro necessario. Per tutta la stagione invernale la raccolta di fondi proseguì indefessamente: a fine stagione, anche con il contributo di cittadini di Alassio, si arrivò ad un totale di 1378 sterline, cui se ne aggiunsero 2000 di prestiti contratti
con le banche a tassi del 6%, 5%,
4% (che verranno poi completa-
mente restituiti grazie alla vendita
alle ferrovie dell’edificio della vecchia chiesa nel 1932). A questo
punto ne mancavano ancora
600/700 per concludere i lavori e
dotare la chiesa del mobilio necessario. Presso Miss Arnold a
Villa Fresia esisteva una vera e
propria “lista” di regali che in occasione del Natale potevano essere fatti alla chiesa: la sedia del cappellano (35 lire), gli inginocchiatoi
(16 lire), e poi zerbini, portaombrelli e quant’altro. Alla fine anche
il bellissimo ambone di legno intagliato, realizzato dalla bottega artigiana di Biagio Stalla, trovò il suo
posto nella navata centrale.
L’Executive Building Committee, di cui facevano parte la stessa
Miss Arnold, il Gen. Sir Henry
Wilson, Miss Lamport, il dottor
Boon e il Rev. Sharp che svolgeva
le funzioni di cappellano in luogo di
Mr. Giles, aveva lavorato con grande abnegazione per risolvere tutti
quei problemi, grandi o piccoli,
che quasi quotidianamente si erano presentati. L’intera comunità fu
sempre loro grata per il grande impegno profuso, grazie al quale
nell’autunno del 1928 la chiesa era
ormai pronta: oltre 400 persone, alla presenza anche delle autorità
cittadine, vi si riunirono per celebrare l’Armistice Day, l’11 novembre. Domenica 23 dicembre per
l’ultima volta le funzioni vennero
celebrate nella vecchia chiesa.
Anche il nuovo edificio fu intitolato a S.Giovanni Evangelista, il cui
simbolo, un’aquila, che regge un libro aperto con l’inizio del suo
Vangelo, “EN ARXH LOGOS (“In
principio era il verbo”), è collocato
sopra il portale principale, sulla
facciata rivolta verso la mulattiera.
La costruzione, ad una grande navata con due navatelle laterali, presenta anche un portale laterale sul
fianco destro, preceduto da portico che costituisce il punto d’arrivo
del lungo viale pergolato che si diparte dall’ingresso sulla carrozzabile per Moglio. L’interno, sobrio e
funzionale, è caratterizzato dalla
massiccia presenza del legno, dal
parquet a spina di pesce alle capriate del soffitto, alla lunga balconata a guisa di matroneo che si allarga sulla controfacciata per ospitare il coro e l’organo, di fabbricazione svizzera, trasportato dalla
vecchia chiesa. Non mancava il
fonte battesimale, oggi visibile, insieme a molte delle sedie, al santuario della Madonna della
Guardia. L’edificio era dotato di un
sistema di riscaldamento per
l’epoca d’avanguardia e persino di
auricolari per le persone deboli
d’udito (purtroppo perduti durante i recenti lavori di restauro).
La costruzione della nuova
chiesa nel 1928 rappresenta probabilmente l’apogeo della comunità britannica di Alassio, che proprio in quegli anni raggiungeva il
massimo numero di presenze. Di lì
a poco, con il progressivo deteriorarsi delle relazioni tra Italia e
Gran Bretagna, la colonia comincerà a ridursi fino a sparire del tutto alla vigilia dello scoppio del secondo conflitto mondiale.
Bruno Schivo
Jacqueline Poole Rosadoni
GRAZIE SIGNORA BINNY…
…con al sua semplicità è riuscita a catturare l’attenzione e ad affascinare i bambini della Scuola
Primaria Statale di Alassio.
A sorpresa è arrivata, accogliendo con grande gentilezza l’invito che Le ha rivolto la maestra
Luisella, in uno squarcio di sole
del primo pomeriggio di questo fine novembre.
Ci viene incontro; nelle mani
tiene un rotolo di carta bianca abbracciata da un nastro di raso rosso e l’inconfondibile valigetta del
pittore.
Gli alunni della classe VB esultano e subito le si fanno intorno
tempestandola di domande.
Noi insegnanti osserviamo ed
ascoltiamo con interesse le sue
parole ed il suo modo spontaneo
e naturale di rivolgersi ai bambini.
Poi comincia a dipingere…. e
l’emozione è al culmine!
Come per magia sul foglio candido prendono forma e vita steli,
petali, foglie e coloratissime piume in volo…
Ci racconta dei suoi inizi e del
grande segreto della pittura che
9
«L'ALASSINO»
unisce la capacità dello sguardo
che osserva alla sapienza della
mano che guida il pennello.
Ci invita anche a provare e a non
scoraggiarci ma a insistere con pazienza e tenacia.
Quando ci saluta chiamandoci i
suoi nuovi amici siamo veramente
contenti e orgogliosi insieme.
Grazie ancora, Signora Binny,
per questo pomeriggio insieme,
per noi un bellissimo regalo di
Natale!
I bambini e gli insegnanti
della classe VB
Scuola Primaria Statale
di Alassio
Un grande libro che farà storia
PARROCCHIA COLLEGIATA DI S. AMBROGIO
In occasione del Cinquecentenario della Parrocchia di Sant’Ambrogio di Alassio è uscito alle stampe (Fed. Motta Edit. in Milano) un
lussuoso e ricco volume. “La collegiata di Sant’Ambrogio in Alassio Cinque secoli di storia e arte” a cura
di Massimo Bartoletti e Franco
Boggero e con commento fotografico di Daria Vinco.
Si tratta di un lungo lavoro di
“équipe”, encomiabile sotto ogni rispetto, coordinato dal Parroco
Mons. Angelo De Canis, al quale hanno dato mano con zelo e con grande
cura, ciascuno secondo le sue particolari competenze, moltissimi collaboratori e non pochi parrocchiani
alassini.
Dopo le premesse logiche della
Soprintendente ai Beni storici ed artistici, dott. Sandrina Bandera, di
S.E. il Vescovo, Mario Oliveri, di
Mons. A. De Canis, del Sindaco M.
Melgrati, della dott. M. Zioni di M.
Bartoletti e F. Boggero, il libro si
snoda, con grande dignità e ricchezza di particolari e con dovizia
di splendide e preziose documentazioni fotografiche, attraverso numerosi “capitoli” o argomenti, tutti
da godere ed ammirare. Dalle origini al Cinquecento (G. Puerari),
Vicende edilizie della Chiesa (C.
Fusconi), Sant’Ambrogio tardo-medievale e sculture della facciata (F.
Cervini), Le iscrizioni (B. Schivo),
Tra Gotico e Rinascimento (M.
Villani), Il sagrato a “rissôi” (D.
Gandolfi), Dalla Parrocchia alla
Collegiata (L.L. Calzamiglia), L’attività di De Ferrari per F.M. Giancardi
(A. Acordon), La famiglia Carlone e
Alassio (M. Bartoletti), Arredi e
marmi del 6 e 700 CF. Franchini
Guelfi), La scultura lignea (S. Repetto), Il corredo tessile (M. Cataldi
Gallo), Gli argenti (F. Boggero),
Pittura ad Alassio fra XVII e XVIII
sec. (A. Giacobbe), Pittori portorini
ad Alassio fra XVII e XVIII sec. (A.
Sista), Musica sacra (G. Mela), I recenti restauri (E. Formento).
Il prezioso volume, prima della
ricca bibliografia finale, si chiude
con una appendice del prof. Tommaso Schivo sulla Letteratura religiosa
alassina nei diversi secoli della nostra storia.
Per concludere, si tratta di un ricchissimo libro (purtroppo in questa prima edizione 2008 fuori commercio) che ogni famiglia vorrebbe
avere e che ripercorre, con dovizia
di particolari interessanti e con una
oculata ed entusiasmante serie di
fotografie, la storia della nostra
Chiesa parrocchiale e le vicende
storiche, religiose e culturali che
hanno attraversato questi cinque
secoli di vita e di fede.
A.V.A.
LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
COMPIE 60 ANNI
L’anniversario dei diritti umani: una sfida per tutti
Il 10 dicembre 1948 la comunità
internazionale adottava a Parigi la
Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani, un documento che
rappresenta ancora oggi il quadro di riferimento più importante
per la tutela dei diritti umani a livello internazionale.
Purtroppo, le violazioni sono
all’ordine del giorno e numerosi
diritti vengono ignorati e calpestati, non soltanto da regimi autoritari o da dittature, ma anche nella democratica Europa. Gli stati
approfittano del fatto che è molto
difficile poter esercitare un effica-
«Tutti gli esseri umani nascono
liberi ed eguali in dignità e diritti» è il primo principio inserito
dalla comunità internazionale
nella Dichiarazione. Un principio
etico fondamentale, che da allora
viene riconosciuto dal diritto internazionale. In 30 articoli, la
Dichiarazione sancisce in modo
irrevocabile che tutti gli esseri
umani – indipendentemente dal
colore della pelle, dal paese di
provenienza, dalla loro religione
o cultura – hanno dei diritti di cui
non possono essere privati. Tutti
gli esseri umani nascono liberi ed
eguali e hanno il diritto di vivere
in sicurezza e rispettati nella loro
dignità. In tempo di pace come in
tempo di guerra.
Alcuni Stati, come la Francia e
gli Stati Uniti, già in precedenza
avevano incluso alcuni diritti
umani nella loro legislazione,
l’Italia lo fece in quello stesso
1948, con l’adozione della nuova
Costituzione. Ma con la Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani questi diritti diventarono
davvero universali e tutelati a livello internazionale. Gli orrori
della seconda guerra mondiale
erano ancora vivi nella memoria
collettiva e i leader mondiali si resero conto che il rispetto dei diritti umani non poteva essere lasciato all’arbitrio dei singoli stati.
Oggigiorno, quasi tutti gli Stati
hanno integrato almeno una parte di questi diritti fondamentali
nella loro Costituzione. E così facendo s’impegnano a farli rispettare concretamente.
La Dichiarazione determina
una serie di categorie di diritti
fondamentali. Per esempio, i diritti associati alla protezione della
persona: il diritto alla vita, l’interdizione della schiavitù e del ricorso alla tortura; altri diritti riguardano la libertà: libertà di religione, d’espressione e di associazione; altri ancora mettono in rilievo
i diritti economici, sociali e culturali, come il diritto all’educazione,
all’alimentazione e alla salute.
ce controllo in varie parti del
mondo oppure giustificano la sospensione di certi diritti con l’esigenza di tutelare la “sicurezza nazionale”, come stanno facendo gli
Stati Uniti nell’ambito della “guerra al terrorismo”. L’ultimo
Rapporto Annuale di Amnesty
International, che contiene capitoli su 150 paesi, denuncia che a
60 anni dall'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani la tortura è ancora presente in almeno 61 paesi, processi iniqui si celebrano in almeno 54 paesi mentre in 77 paesi non è consentita la libera espressione delle
proprie idee.
Ma la Dichiarazione Universale
e i numerosi trattati internazionali sono comunque uno strumento
utilissimo, perché permettono alla comunità internazionale o anche a singoli individui di esercitare pressioni sulle autorità politiche e ricordare loro la responsabilità di tutelare i diritti e le libertà
di ogni essere umano.
Fin dal momento della sua nascita, nel 1961, Amnesty International ha combattuto per proteggere i principi sanciti nella
Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani in ogni parte del
mondo, richiamando i governi alle loro responsabilità. Alcuni progressi sono stati compiuti, ma
molto rimane da fare. Le crisi dei
diritti umani in Darfur, Zimbabwe,
Gaza, Iraq e Myanmar richiedono
un'azione immediata. Anche in
Italia, il crescente clima di intolleranza, alimentato da dichiarazioni discriminatorie e attacchi xenofobi, nonchè da proposte di legge contrarie agli standard internazionali sui diritti umani, stanno
minando seriamente i diritti fondamentali delle minoranze presenti nel nostro paese, in una
preoccupante linea di continuità
nel passaggio da un governo al
successivo. Abbassare la soglia
dei diritti per specifici gruppi di
popolazione, oltre a essere di per
sé inaccettabile, comporta una
generale erosione dei diritti individuali di ogni persona. Al contrario, il Parlamento non riesce a
varare una legge che riconosca il
reato di tortura o che consenta di
fermare le esportazioni di armi
verso paesi in cui vi sono bambini soldato.
L'ingiustizia, la disuguaglianza
e l'impunità sono i tratti significativi del mondo di oggi. I governi
devono agire subito, per colmare
il divario crescente tra ciò in cui
s'impegnano e quello che fanno.
La Cina, ad esempio, dovrà rispettare gli impegni assunti in occasione dell'assegnazione delle
Olimpiadi, consentendo piena libertà d'espressione e di stampa e
ponendo fine alla rieducazione
attraverso il lavoro. E proprio
quest’anno, per la prima volta
un’ambasciata cinese ha accettato di incontrare una delegazione
di Amnesty (ed è avvenuto proprio in Italia). Anche l’elezione
del nuovo Presidente USA rappresenta una sfida importante
per i Diritti Umani: a Barack Obama e alla sua futura amministrazione Amnesty chiede di chiudere Guantanamo e gli altri centri di
detenzione segreta e di riconoscere l’importanza del sistema internazionale di protezione dei diritti umani che negli ultimi anni gli
Stati Uniti e, sulla loro scia, molti
altri paesi del mondo hanno seriamente minato, con il pretesto
della “guerra al terrore”.
Perciò la ricorrenza del 60° della Dichiarazione offre un’opportunità senza precedenti, per intraprendere una nuova direzione
e rigettare le politiche miopi che
negli ultimi anni hanno reso il nostro pianeta un luogo sempre più
pericoloso e diviso. Il rispetto dei
diritti umani deve prevalere sugli
interessi politici ed economici di
parte. Per avere successo, però,
abbiamo bisogno anche del vostro contributo.
Un mondo più giusto è possibile, costruiamolo insieme!
Amnesty International
Gruppo Italia 173
“Le baie del sole”
Il Gruppo Italia 173 di Amnesty International, presente da oltre 25 anni nel nostro territorio,
ricerca nuovi attivisti per partecipare con maggior efficacia alle
prossime campagne per la difesa
dei Diritti Umani in ogni parte
del mondo.
Chi fosse interessato può trovarci il 14 dicembre al “Mercatino del volontariato” oppure
contattarci inviando un e_mail
all’indirizzo [email protected] o
telefonando ai numeri:
328/3066168 – 328/1020302.
10
«L'ALASSINO»
CICLISMO
BASKET
Festeggiate 217 vittorie
al pranzo sociale di fine stagione
dell’Unione Ciclistica Alassio
Festa del minibasket ad Albenga
La stagione 2008 termina nel
migliore dei modi per l’U.C.
Alassio, festeggiando i propri ragazzi nella 37° festa Sociale di fine
anno, tenutasi all’Hotel Dei Fiori,
alla presenza di tante autorità civili e sportive e di tanti amici e
simpatizzanti. Nella sala, in rappresentanza delle autorità Comu-
Inoltre a livello societario:
Campioni Regionali a squadre,
per il quarto anno consecutivo
Società 13° classificata al Campionato Italiano di Predazzo su
230 società partecipanti.
Società 17° classificata nella
classifica generale della prestigiosa “Coppetta d’Oro” svoltasi a
Domenica scorsa ad Albenga,
in una cornice partecipata e allegra, si è svolta una grande festa del minibasket, organizzata
dal Centro Minibasket Le Torri,
che ha raccolto moltissime
ca sportiva che vuole sottolineare la gioia di divertirsi e di
stare insieme.
Ecco il responso del campo:
1° PGS ALASSIO, 2° VADO LIGURE CALLANDRONE, 3° BASKET
Martedì 16 Dicembre 2008
NUOVA SEDE AVIS
Sabato 8 novembre u.s. è stata inaugurata la nuova sede
AVIS ad Alassio in via Paganini,
16: sul sito www.avisalassio le
foto dell’evento. I nuovi locali
sono stati acquistati con il contributo dell’Associazione Centro Trasfusionale Città di Alassio, quindi ristrutturati ed arredati con il sostegno della Fon-
Il taglio del nastro.
Alcuni gruppi di atleti.
Il tavolo delle Autorità al pranzo sociale.
nali, l’Ass.re allo Sport Fabrizio
Calò e l’Ass.re alla Viabilità Piero
Rocca, il Comandante dei Vigili
Sig. Fabrizio Pampararo, in rappresentanza del Comitato Re-gionale F.C.I. il Presidente Sandro
Tuvo ed il Consigliere Lorenzo
Dogliotti oltre al Presidente
Provinciale Piero Zangani e in rappresentanza dell’A.V.A. il Presidente Carlo Cavedini, amico-simpatizzante sempre presente. Quasi in duecento per rendere gli onori ai tesserati Giovanissimi e
Agonisti, che quest’anno, più che
mai, hanno dato dimostrazione
delle loro capacità sia in ambito
regionale che nazionale.
Gli eccezionali risultati ottenuti
sono il frutto di un costante e im-
Borgovalsugana (TN).
Società vincitrice di 27 trofei
per classifiche generali a punti su
32 partecipazioni.
Nella squadra Giovanissimi da
citare il plurivittorioso Filippo
Bertone con 31 vittorie, seguito
da Gloria Scarsi con 30, Camilla
Pesenti con 22, Samuele Manfredi
con 20, Alice Pesenti con 18, Marco Tomatis con 16, Alessandro
Volpe con 13, Andrea Carossino
con 7, Alessio Cauteruccio, Luca
Passarotto e Gabriele D’Alleva
con 6, Noah Balduzzi, Elena
Ghirardelli e Federico Fallico con
5, Camilla Facelli con 2 e Andrea
Spataro con 1. Ottimi piazzamenti
da podio anche per Nicolò Monterosso, Marta Passarotto, Jaco-
l Giovanissimi conquistano a Bordighera, per il quarto anno consecutivo, il
Titolo Regionale a squadre.
pegnativo lavoro di gruppo, supportato anche dai tanti sponsor
amici e dall’importante contributo del Comune di Alassio.
In risalto l’annata conclusa dai
Giovanissimi, bambini e bambine
dai 7 ai 12 anni, allenati da Angela
Gaibisso, che hanno raccolto i
successi più importanti:
193 vittorie individuali
due medaglie d’oro assolute e
una d’argento, specialità Gimkana, al Campionato Italiano di
Società che si è svolto a Predazzo
con Gloria Scarsi, Samuele
Manfredi e Camilla Facelli, nella
categoria G2
una medaglia d’oro e una d’argento, specialità batterie strada,
con Filippo Bertone (G5) e
Samuele Manfredi (G2) sempre al
Campionato Italiano di Predazzo.
22 titoli regionali suddivisi nelle quattro specialità, strada,
gimkana, sprint e assoluto; praticamente quasi la metà dei 48 titoli a disposizione.
14 titoli di campioni provinciali
tra strada e MTB
12 titoli di campioni del Giro
della Provincia di Savona specialità strada e MTB
n. 7 titoli di campioni del Giro
della Provincia di Imperia
po Pattino, Lorenzo Orlando, Matteo Marchiori, Gabriele Patrone,
Daniele Raimondo e Giacomo
Gattuso.
Buona anche l’annata degli agonisti, rappresentati da Esordienti,
Esordienti Donne e Donne Allieve,
allenati da Gianni Gaibisso.
24 successi a livello individuale, tre Campionati Regionali e due
Titoli provinciali, oltre ad un titolo di Campione del Giro della
Provincia di Savona.
Fa la voce grossa Barbara
Barberi (Donna Allieva) che ottiene 22 vittorie e si laurea Campionessa Regionale in Strada e in
Pista, vince il Campionato Provinciale e anche il Giro della Provincia di Savona; Sara Rinaldi
(Esordiente Donna) si laurea
Campionessa Regionale nella
Velocità Pista e Gloria Romano
(Donna Allieva) vince la gara di
Bricherasio. Buono e lodevole il
comportamento degli altri componenti Fulvia Mourikis, Giorgia
Bertone, Ilaria Volpe, Daniele
Vinai, Rubens Calzia (campione
Provinciale strada), Mattia Pellegrini, Tommaso Gattuso e
Andrea Barbero.
L’U.C. Alassio
realtà del ponente ligure. I bambini (di 8 e 9 anni) si sono affrontati in una serie di sfide, iniziate al mattino e conclusesi con
le finali del tardo pomeriggio,
utili solo per stilare una classifi-
CLUB LOANO, 4° A.S. BASKET
ALBENGA, 5° BASKET CLUB CERIALE, 6° BASKET CLUB IMPERIA, 7° PALLACANESTRO DIANO MARINA, 8° VADO LIGURE
ASTENGO.
MOUNTAIN-BIKE
Piccoli campioni crescono… bene!
Giancarlo Gasperini, classe
2002... che farà da grande?...
chissà... per adesso oltre ad andare bene a scuola, va... molto...
nelle gare a cui partecipa si piazza sempre nei primissimi, quando addirittura non vince!!
Dai... piccolo “grande” Giancarlo! sappiamo che nel
2009 potrai tesserarti e
“correre ufficialmente per
il club” V.C. Pacan Bagutti,
dove i talent-scout (maestri di mtb) Alessandro
Saccu e Marcello Frisone
faranno realizzare il tuo sogno di “correre” in G1, e così farai sognare anche tutti
noi “addetti ai lavori”... appassionati di sentieri e di
mtb!
Mi viene da pensare che i
“nostri” sentieri siano proficui per gli allenamenti... in
quanto “duri” ed impegnativi per la morfologia del
territorio, ma ora che (molti) sono ben puliti e piaceNella foto: Giancarlo Gasperini di soli 6 anvoli da percorrere ... creani già “promessa” della MTB, della “Baia
no, pardon... ottimizzano i
del Sole”.
potenziali campioni come
i piccoli “grandi” Gianbene in bici, sulla sua MTB, (la carlo e il suo inseparabile amisua grande passione) con la chetto Stefano (N.d.r. n° prec.
quale si allena (N.d.r. art. su n° Alassino).
prec. de “L’Alassino”) e garegDai! Piccoli biker!!!...
gia,... e... nonostante sia così pic- FO..Ò..ORZA… GIANCARLO!
cino da non essere ancora tesserato in una società sportiva,
M. “Attila” P.
Estetica discutibile
Tutto concorre per mantenere e per fare sempre più bella Alassio. La passeggiata a mare piena di manufatti che ingombrano, almeno in inverno, non
si potrebbe avere un po’ di ordine?
dazione del Ponente Savonese e
della Fondazione De Mari oltre
al prezioso appoggio di Comune
e numerosi sostenitori.
Già dal giorno successivo la
sede era operativa come punto
di prelievo e sede associativa
dei soci di Alassio e Laigueglia, e
sarà anche a disposizione per le
attività di ADMO, AIDO, AIRC.
Questo rappresenta un momento molto importante per la
storia dell’Associazione che dal
giorno della fondazione, 55 anni
fa, ha costantemente e laboriosamente operato sul territorio,
senza una propria sede fissa,
ma arrangiandosi e spostandosi
più volte, dai locali di via Diaz a
via Bogliolo, poi presso i locali
del Servizio Sanitario Comunale, quindi sotto la stazione
ferroviaria e per ultimo in via L.
Da Vinci. Ora finalmente in via
Paganini, 16 abbiamo trovato la
nostra sede definitiva.
Ad essere soddisfatti del risultato ottenuto grazie ad un buon
lavoro di squadra non devono solo essere il direttivo ed i soci, ma
tutti gli Alassini perché
l’immobile è e resterà
sempre e comunque un
bene di Alassio e degli
Alassini, inalienabile e
da utilizzare in attività di
volontariato in ambito
sociale e sanitario.
Consideriamo la messa in opera della nuova
sede un grande traguardo, ma anche un punto
di partenza per portare
avanti nuove attività associative.
Sabato 20 alle ore 21
al Palalassio il concerto
Natale AVIS con la preziosa collaborazione di Massimo Schiavon e ospite Edoardo
De Angelis. Il ricavato sarà interamente utilizzato per progetti
di formazione, promozione ed
integrazione sul territorio.
Le donazioni del mese di dicembre, rigorosamente nella
nuova sede, saranno nei giorni
venerdì 12 e domenica 21.
AVIS Alassio ringrazia ancora
una volta tutti coloro che hanno
reso possibile la realizzazione
di questo progetto.
Tel. / Fax: 0182 645481
E-mail: [email protected]
Via N. Paganini, 16
17021 ALASSIO
www.avisalassio.it
Complimenti per i segnali che si coprono l’un l’altro.
TERMINI DI CONFRONTO
di Dante Schivo
Intervista a Paolo De Feo: Alassino dal 1936
Un ricordo di Alassio da non perdere.
Vorrei rivedere i pescatori che tirano la rete dalla spiaggia (niege
d’antan)
Un cambiamento della Nostra
Città che mal si adatta alla sua anima di Borgo ligure votato al turismo?
Vivere in un “Borgo Ligure” (di
mare) ci ha permesso di modificare
senza traumi la nostra economia di
votarci al Turismo con profitto. Non
credo però, si possa ancora affermare che viviamo in un “Borgo
Ligure”.
In male e in “brutto” qualcosa
che ha devastato una immagine di
Alassio che tu hai tanto amato?
L’incontrollato sviluppo edilizio
(che perdura) ci ha privato delle caratteristiche peculiari del “Borgo”.
La Comunità Alassina è diventata “diversa” dai tempi dei tuoi anni
verdi. Pensi che questo cambiamento sia in sintonia con l’evolu-
zione della “Società” in campo
Nazionale?
Che la Comunità sia diventata diversa è innegabile; tutto è dipeso
dallo sviluppo edilizio citato. Se ciò
si è verificato anche in campo nazionale ritengo non possa considerasi
una “evoluzione”. L’Alassinità è ancora presente e rappresentata?
L’Alassinità (che il Sindaco
Grollero a suo tempo voleva risvegliare) è tuttora assopita; l’augurio è
che sia semplicemente “in sonno”,
come si suol dire.
Arrigo Fugassa, “Grande” Alassino, scrisse che l’anima di Alassio
non è nella sua storia, ma è da ricercare nella distesa acquorea del
suo golfo, tra Capo Mele e Capo S.
Croce. Pensi che esista qualche
nuovo aspetto della nostra realtà
che meglio ci possa dare il senso
della nostra “Identità”, la consapevolezza di quanto di più auten(continua a pagina 11)
Martedì 16 Dicembre 2008
TERMINI DI CONFRONTO (segue da pagina 10)
tico e specifico c’è nella nostra
cultura, nei gusti, negli interessi,
nelle aspirazioni di ognuno di noi
“alassini”?
Il pensiero del Fugassa si adatta a
tutti i tempi della Storia di Alassio;
nel bene e nel male, il mare da Capo
Mele a S. Croce è stato ed è tuttora
la nostra vita. Se Fugassa vivesse oggi, certamente, alla “distesa acquorea” aggiungerebbe la “spiaggia”.
Pensi che ci sia qualche “simbolo” nostrano (scordato o in disuso)
da tramandare? Pensi che ci sia tra
i “Personaggi” del nostro “Passato” o che esista qualche fatto di
“storia nostrana”, o qualche particolare aspetto della “nostra cultura” che stanno per cadere nell’oblio (o che mai sono stati conosciuti nel giusto valore) a cui gli
Alassini dovrebbero dedicare un
Monumento?
Alassio ha avuto la fortuna di avere nel passato (remoto però 14001500 e gran parte del 1600) dovizia
di “grandi” personaggi e per onorarli ci vorrebbe un “monumento” collettivo. Ma sarebbe opportuno, a
mio avviso, che nelle Scuole
Primarie e Secondarie si dedicasse
allo studio della Storia di Alassio
qualche ora di lezione. Non mancano, a questo proposito, le testimonianze storiche.
Seguendo la tua “Ideazione” logica di un’Alassio del domani, quale potrebbe essere la giusta strate-
11
«L'ALASSINO»
gia che gli Amministratori della
Cosa Pubblica dovrebbero seguire
(o perseguire) per difendere quel
che resta di quel “paesaggio vivente” scolpito nei secoli dalla natura
e dal lavoro del Popolo Ligure?
Credo che se andiamo avanti di
questo passo del “paesaggio vivente” non resteranno tracce; nei secoli a venire ci ricorderanno per le innumerevoli “catacombe” per automobili (automobili che, probabilmente, si troveranno solo in qualche museo). Catacombe per altro,
che se ben costruite, potrebbero
servire da “rifugio” in caso di guerra
atomica.
Ti sei mai sentito, girando per
Alassio, improvvisamente, come in
un luogo sconosciuto?
A parte il Centro Storico non è poi
cosi difficile avere la sensazione di
trovarsi in un luogo sconosciuto.
Non sapere di sé vuol dire vivere; saperne poco vuol dire pensare.
Ma sapere di sé all’improvviso,
vuol dire avere la nozione della parola magica dell’anima. Per quanto
in alto possiamo salire e per quanto in basso possiamo scendere mai
usciamo dalle nostre sensazioni. I
veri “paesaggi” sono quelli che noi
stessi creiamo ma forse perché siamo noi i loro ispiratori, mai li vediamo come realmente sono. Al lume di questa breve riflessione,
guardando oggi la tua Città, guardando la tua Alassio, quali sono le
tue sensazioni?
Se penso sono vivo; esisto (cogito ergo sum), posso adeguarmi o
non adeguarmi alla realtà che mi
circonda; ma sono vivo. Se guardo
Alassio da vicino e non rinuncio ai
ricordi, allora non mi piace. Si è sviluppata troppo e troppo male; se la
guardo dall’alto o soprattutto da
lontano, dal mare, il paesaggio
cambia, la prospettiva è diversa : è
come guardare con un binocolo al
rovescio, ridurre mi riporta al passato e la sensazione è che mi piaccia ancora; che ancora valga la pena di viverci.
Ti piacerebbe capire tutto per la
prima volta, non in modo apocalittico ma direttamente come una fioritura della realtà? Ti piacerebbe
vedere il Nostro Paese (Alassio) come una persona che fosse capace
di vedere, come se con esso non ci
fosse altro rapporto se non vederlo
come un viaggiatore adulto arrivato oggi, per la prima volta alla
Stazione ferroviaria?
Capire e capire tutto una prima
volta a mio giudizio è impresa ardua
per l’uomo, che generalmente “crede” di capire.
Se qualcosa avessimo capito non
saremmo al punto in cui siamo.
Trovo perciò che qualche dubbio è
sempre bene averlo. S. Agostino dice: “Tutto ciò che sappiamo lo crediamo anche; mentre non sappiamo
tutto ciò che crediamo”. Non tutti
possono restare “folgorati sulla via
di Damasco”! In realtà, per come è in
oggi ubicata la Stazione ferroviaria
(ma fino a quando?) un viaggiatore
adulto, che arriva per la prima volta,
non può non avere un gradevole impatto con il nostro Paese.
Chi odia il proprio ambiente non
è una persona che per esso si rallegra o soffre. Siamo anche se non vogliamo, schiavi del mondo, dei suoi
colori e delle sue forme politico-sociali, religiose. Come ti trovi nell’attuale contesto storico alassino?
Seconde te Alassio cambierà ancora o continuerà su questa falsariga
avendo ormai raggiunto il suo più
alto sviluppo? Alassio continuerà
ad essere “ligure” continuando ad
essere sempre più eterogenea, multi etnica e globale? Deve cercare di
continuare ad esserlo?
Vivendo ad Alassio mi risulterebbe difficile odiare quello che è e rimane il mio ambiente (e penso sia
cosi per tutti quelli che ci vivono);
anche qualora Alassio diventasse
ancora più eterogenea, multi-etnica
e globale, il Turismo del resto ci ha
resi cosmopoliti, abbiamo visto
quasi tutto, inoltre già tutto è cambiato e cambierà ancora; come ho
già detto però mi basta modificare
la prospettiva. Geograficamente,
Alassio, resterà Liguria.
Quello che ci circonda diventa
parte di noi stessi e si infiltra in noi
nella sensazione della vita e ci unisce a ciò che è “Prossimo”. Alassio,
secondo la tua opinione è ancora
una città vivibile?
Nonostante i grandi danni (fisici)
che abbiamo provocato al “Borgo”,
Alassio è tuttora una CITTÀ VIVIBILE.
LUTTI CITTADINI, NECROLOGI, ANNIVERSARI
MATILDE DORIA
Dopo una lunga vita, trascorsa negli ultimi decenni ad
Alassio, è mancata, il 13 Novembre u.sc. MATILDE DORIA di anni 85, una figura piena di dolcezza e ricca di doti che ha lasciato
in molti un ricordo indelebile.
Lo annunciano, con grande dolore, le figlie Silvia, Alessandra,
Susanna, generi e nipoti e parenti, oltre numerosi amici e conoscenti.
Anche l’A.V.A. partecipa al
cordoglio.
MERIS GRAVAGNO
DANIELA
BELARDINELLI
Il giorno 24 Ottobre u.sc., un
tragico destino ha rubato all’affetto dei suoi cari una giovane
mamma. DANIELA BELARDINELLI ha lasciato un vuoto immenso nel cuore dei suoi due figli Enrico e Alberta, nella mamma Renata Cusmai e parenti
tutti che la ricordano con immenso amore. Tutti gli amici di
Alassio sono stretti intorno alla
famiglia e partecipano al loro
immenso dolore.
Gli amici di Alassio, Genova,
Torino, Roma e Milano, si uniscono nel ricordo di Daniela
con una donazione alla Croce
Rossa di Alassio per contribuire all’acquisto di una nuova
ambulanza.
L’A.V.A. si unisce al dolore
dei famigliari.
Anniversari
UGO LANFREDI
2007 - 2008
possa ricevere il nostro messaggio e che anche a te sia di
conforto il pensiero che nei nostri cuori ci sei e ci sarai per
sempre.
I tuoi cari
Nel primo anniversario della
sua scomparsa, i nipoti lo ricordano con immutato affetto.
ALADINO RAITA
(DINO)
LORENZO GUERRA
Il 19 dicembre 2008 ricorre il
triste quinto anniversario della
morte di ALADINO RAITA, un
alassino ben noto ed apprezzato
per le sue doti e la sua simpatia.
Lo ricordano a quanti la amarono i famigliari.
A 11 anni dalla sua morte (avvenuta nel dicembre del 1997)
lo ricordano con immutato affetto e riconoscenza a quanti lo
conobbero e lo apprezzarono la
moglie Anna e i figli con la loro
famiglia.
FELICE TORASSA
Solo ora siamo in grado di comunicare che in data 24 Marzo
2008, per un grave incidente è
mancata in Genova la Signora
MERIS GRAVAGNO di anni 52.
La ricordano a parenti ed amici il marito Pietro Cavassa e l’adorato figlio.
L’A.V.A si unisce al dolore dei
famigliari e porge sentite condoglianze.
14/12/2007 - 14/12/2008
Caro Felice, è già trascorso un
anno. Il 14 Dicembre 2007 ci hai
lasciasti per sempre.
Abbiamo imparato a trarre
conforto dal ricordo ed a superare i momenti difficili pensando a cosa ci avresti detto.
Indirizziamo idealmente a te
questa lettera sperando che tu
MESE DI NOVEMBRE 2008
BARBERO Graziella
DORIA Matilde
FIA Ilario
GANDOLFO Giuseppina
GANGI Grazia
anni
anni
anni
anni
anni
73
85
88
74
59
GRAZIANI Pierina
MORBIOLO Dino
PESCE Luisa
TERRANA Assunta
VALDORA Maria Rosa
anni
anni
anni
anni
anni
92
75
82
87
73
L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite
condoglianze ai loro famigliari.
12
«L'ALASSINO»
Martedì 16 Dicembre 2008
UN DOCUMENTO... ORIGINALE
La Famiglia Riso ha donato
gentilmente all’A.V.A. (per l'archivio e per il Museo alassino)
un antico documento storico e
insieme simpatico, tra il serio ed
il faceto, direi persino saporito,
anzi saporoso ed a me è toccata
la ventura o la facoltà di tenerlo
per qualche istante fra le mani
per documentarlo e per farlo conoscere ai numerosi nostri lettori, che non disdegnano di incontrare di tanto in tanto nelle
nostre pagine qualche “succosa” memoria, qualche curioso ricordo del nostro passato più o
meno lontano.
Forse è l'unico esemplare rimasto in vita dopo ben novantasette anni di silenzio e di riposo
in un antico cassetto di casa. Si
tratta, in sostanza, di un invito
ufficiale
(questo
inviato
all'Ill.mo Sign. O. Morteo da par-
I Fiori di Bach
a cura di Caterina Maggi
Accame dry, Riviera rosso,
Bracchetto secco, Accame 1906,
Malvasia Accame e Moet
Chandon Frapé. Nella pagina accanto si snoda in bella vista e
con un’enfasi ammirevole, ma
mai stucchevole, la “Distinta del
Pranzo” (proprio con la P maiuscola... e la merita davvero...)
Sentite... Ristretto d’acqua potabile di Alassio, Filetto di Sogliola
alle sorgenti delle Allegrezze,
Lombata di Vitello guarnita di
primizie, Medaglioni di fegato
grasso in bella vista, Anatrotti
allo spiedo, Insalata di garzoli di
lattuga. (E per chi non ricordasse di che cosa si trattava... sono
solo la parte più interna e più tenera della lattuga, dal greco…
kardìa, cioè cuore). E il dessert?
Eccolo: Gelato alla Giuliana,
Pasticcini e Confetti assortiti,
Frutta, Caffè Moca e Liquori.
Meteorologia
Alassina
a cura dell'Osservatorio Don Bosco
NOVEMBRE 2008
Le otto finestrelle della Torretta, che
consentono libera circolazione dell’aria a
circa 35 metri di altezza, ci garantiscono la
genuinità dei dati che vengono metodicamente raccolti, elaborati e comunicati. A quella altezza l’aria non subisce gli effetti del riverbero, da evaporazione o da pareti che possano
ostacolarne il normale percorso e le sue particolarità meteorologiche.
Le sintesi mensili presentate in questa rubrica vanno
quindi accettate per quello che gli strumenti raccolgono
dalla genuinità dell’atmosfera (sempre riferita a 35 metri di
altezza) e non dalle emozioni personali o da strumenti posti
in altre condizioni.
Per farci un’idea sul mese in questioni (se bello, se brutto,
se…) desidero presentare un quadro comparativo degli ultimi cinque anni: dal 2004 al 2008.
Alcuni dati meteorologici di novembre al 2004 al 2008
Approfondiamo la conoscenza del ,sicuramente, più conosciuto ed usato tra i FIORI DI BACH: il famoso RESCUE REMEDY o FIVE FLOWERS REMEDY.
È una miscela di cinque fiori
(Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of bethelhem)
chiamata anche Rescue Remedy o Five Flowers Remedy.
Bach mise a punto questa miscela per tutte quelle piccole o grandi situazioni di emergenza. In tutte quelle situazioni che richiedono un intervento immediato, dove non è possibile scegliere con calma il rimedio.
Il Rescue Remedy può essere usato con un effetto calmante immediato
in ogni situazione di stress, o quando si ha bisogno di aiuto se sopraffatti da una varietà di emozioni o di problemi comportamentali quali:
• Cattive notizie
• Paure
• Esperienze particolarmente stressanti
• Stati d’ansia improvvisi
• Tensioni
• Piccoli incidenti
• Stress momentanei
È molto utile, ad esempio, nei bambini, per le piccole paure improvvise,
nei casi di incidenti, quando si ricevono cattive notizie, momenti di ansia improvvisi, paure, ecc.
Si mettono 4 gocce di Rescue Remedy in un bicchiere d’acqua e lo si sorseggia; all’inizio a piccoli sorsi ravvicinati (anche ogni due o tre minuti), poi mano a mano che i sintomi si attenuano, si diminuiscono il numero delle assunzioni. Se non si ha disposizione o non si ha il tempo di
prendere un bicchiere di acqua, si possono assumere 4 gocce del rimedio puro.
Il Rescue è un rimedio di emergenza, e come tale va usato. Esso non può
sostituire l’uso quotidiano dei Fiori di Bach. Per ottenere dei buoni risultati per essere in buona salute con la floriterapia, la cosa migliore, è
di assumere i fiori più adatti a ciascuno, personalizzandoli sulla base
della situazione del momento.
La Rescue Cream
È l’equivalente del rimedio di emergenza ma sottoforma di crema. Oltre
ai cinque fiori che fanno parte del Rescue Remedy, è stato aggiunto Crab
Apple, il fiore per la pulizia.
La rescue Cream si utilizza per tutti quei problemi di pelle che richiedono un intervento immediato: punture di insetti, contusioni, piccole
ferite, sbucciature, piccole scottature, cicatrici...
Si applica un leggero strato di crema sulla parte interessata anche più
volte al giorno secondo la necessità.
continua
PER GLI APPASSIONATI DEGLI SPORT INVERNALI
La Polisportiva scolastica “OLLANDINI” di Alassio
organizza una settimana bianca
a Montecampione dal 15 al 20 febbraio
Per programmi ed iscrizioni telefonare
alla Segreteria della “OLLANDINI” 0182 47 20 38
entro il 22 dicembre p.v.
Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori.
La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno
gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e
tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce.
Gli articoli e le lettere devono pervenire alla Redazione
entro la fine di ogni mese per la pubblicazione ne
«L’Alassino» del mese successivo.
A.V.A.
Temp. media mensile
Temp. minima decade
(1a - 2a - 3a decade)
Temp. minima assoluta
(giorno e ore)
Precipitazioni totali (mm)
Umidità media
Giorni sereni
Eliofania totale (ore)
2004
14,7°
12,6°
(3a)
8,4°
30 ore 6
58,2
54%
17
150,6
2005
13,9°
9,0°
(3a)
5,4°
26 ore 5
31,6
59%
15
160,6
2006 2007
16,2° 13,9°
15,2° 12,0°
(3a)
(2a)
12,0° 8,0°
3 ore 7 18 ore 7
37,0
28,8
66%
50%
15
17
156,8 153,7
2008
13,9°
10,1°
(3a)
4,6°
28 ore 9
151,6
61%
10
121,0
I dati sono eloquenti; ognuno può liberamente guardare,
valutare, giudicare, mugugnare ecc…
Ecco però, a completamento delle informazioni mensili, gli
altri dati.
PRESSIONE MEDIA: 757,3 mmHg; minimo assoluto 739,0
mmHg alle ore 16,30 del giorno 30.
TEMPERATURE MEDIE DECADALI:
15,9 °C nella prima decade; 15,6 °C nella seconda; 10,1 °C
nella terza:
Il giorno più freddo: 28novembre con media di 7,5 °C; più
primaverile il giorno 16 con 18°C di media.
PRECIPITAZIONI TOTALI: (vedi schema) nelle tre decadi:
65,8 mm. nella prima; 27,8 mm. nella seconda; 58,0 mm. nella
terza, il giorno più piovoso il 29 novembre con 30,0 millimetri.
ELIOFANIA TOTALE (vedi schema), medie mensili: 4,0 ore
al giorno; medie decadali: 4,0 ore al giorno nella prima decade; 4,6 ore nella seconda; 3,5 ore nella terza:
Giustamente saremmo tentati di emettere un giudizio assai
critico se non negativo: l’inevitabile occhiata alle notizie dei
telegiornali ci ha però permesso di sapere che, altrove, le cose sono andate assai diversamente.
IL DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO
Prof. Don Natale Tedoldi
te dell’Amministrazione Comunale) per il “Banchetto offerto
dal Municipio di Alassio per
l’inaugurazione dell’Acquedotto” ed è datato 29 Giugno (proprio il giorno di San Pietro e
Paolo) dell’anno 1912. Consta di
un cartoncino color “noisette”,
sobrio, ma nello stesso tempo
elegante, nelle cui pagine interne, con grande spaziatura, si legge, a sinistra, l’elenco dei vini...
un bell’assortimento davvero...
Altro che acquedotto! Eccolo:
«Questo periodico è aperto a tutti quanti desiderino collaborarvi ai
sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno
diritto di manifestare il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e
ogni mezzo di diffusione”.
La pubblicazione degli scritti è
subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con le testate e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito.
Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche
se non pubblicati, non vengono
restituiti».
Insomma un complesso di
portate da leccarsi letteralmente le dita e, purtroppo, oggi, anche la grande amarezza di non
avere più (forse) la speranza e la
possibilità di gustare ancora tutta questa grazia di Dio, ma, soprattutto, la benedetta acqua,
l’acqua così pura e limpida che
giungeva sulle nostre tavole dalle fresche sorgenti delle montagne cuneesi di Caprauna!
Tommaso Schivo per A.V.A.
DIREZIONE: Cons. Dirett. A.V.A.
RESPONS.: Emanuele Aicardi
EDITORE: A.V.A.
TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla
Viale Martiri della Libertà, 30-40
Tel. 0182 50.412/3 - Albenga
Telefax 0182 50.412
REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen.
di Savona n. 149 del 30-5-1962
ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975
(già R.N.S. n. 9806)
LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11
Foto della testata: Archivio A.V.A.
Associato all’USPI
Unione Stampa
Periodica Italiana