Digitazione a cura della cooperativa sociale “Il Tulipano” APPELLO

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Digitazione a cura della cooperativa sociale “Il Tulipano” APPELLO
APPELLO
PRESIDENTE: 14 presenti, la seduta è valida. Devo giustificare i consiglieri Malefora e Meloni,
che ci raggiungeranno un po' più tardi, nomino scrutatori i consiglieri Sforza, Castriconi e
Romagnoli. Non sono previste comunicazioni, punto numero 1 all'ordine del giorno, surroga del
consigliere comunale Marco Ottaviani per dimissioni volontarie, convalida del primo dei non eletti
nella lista Polo 3.0, Ottaviani sindaco, il consigliere che prende il posto del consigliere Ottaviani è
Peverini Demitri, metto in votazione l'atto di surroga, la votazione è aperta
PRESENTI
15
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
15
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 15 consiglieri; Voti validi 15; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 15;.
PRESIDENTE: Rendiamo l'atto immediatamente eseguibile, la votazione è aperta
PRESENTI
15
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
15
ESITO
ESEGUIBILE
Digitazione a cura della cooperativa sociale “Il Tulipano”
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 15 consiglieri; Voti validi 15; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 15;.
PRESIDENTE: Invito il consigliere Peverini Demitri ad accomodarsi, prego, se vuole, prego.
CONSIGLIERE PEVERINI: Premo semplicemente ringraziare Marco Ottaviani per l'opposizione
costruttiva che ha fatto nell'interesse della città, in questo momento mi preme anche sottolineare la
vicinanza ai disoccupati presenti, ai disoccupati che sono coinvolti nel caso Indesit, Tecnowind, e
tutte le altre realtà fabrianesi, per la congettura economica che stanno vivendo, sono vicino sia a
livello personale che al Polo 3.0, dovremmo essere tutti insieme perché in questo caso non è
coinvolti solo i dipendenti direttamente coinvolti, ma bensì tutte le persone che condividono questa
città, e l'interesse di questa città, null’altro, grazie presidente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Peverini.
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PRESIDENTE: Passiamo al punto numero 2, surroga del consigliere Renato Paoletti
dimissionario, convalida delle elezioni consigliere, del signor Sandro Romani, primo dei non eletti
della lista Paoletti, mettiamo in votazione l'atto di surroga, la votazione è aperta
PRESENTI
16
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
16
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 16 consiglieri; Voti validi 16; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 16;.
PRESIDENTE: Votiamo l’immediatamente eseguibilità dell’atto, la votazione è aperta
PRESENTI
16
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
16
ESITO
ESEGUIBILE
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 16 consiglieri; Voti validi 16; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 16; l’atto è immediatamente eseguibile.
PRESIDENTE: Quindi invito il consigliere Sandro Romani ad accomodarsi, prego, prego
consigliere Romani.
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CONSIGLIERE ROMANI: Che devo dire, dopo tantissimi anni ritorno a fare quello che forse ho
saputo far meglio, non lo so, l'opposizione come si dice, speriamo che sia, che ci sia la possibilità di
fare, di farla attiva e propositiva, almeno nei miei interessi, d'altra parte sono seduto su uno scranno
che per tantissimi anni ha ricoperto l’attuale vicesindaco che, va bene ma lui è molto più, molto più
ferrato di me, io sono stato una meteora, grazie presidente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Romani.
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PRESIDENTE: Passiamo al punto numero 3, surroga del consigliere comunale Francesco
Leporoni per dimissioni volontarie, convalida del primo dei non eletti Verdi per Fabriano, mettiamo
in votazione l'atto di surroga, la votazione è aperta
PRESENTI
18
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
18
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 18 consiglieri; Voti validi 18; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 18;.
PRESIDENTE: Votiamo l’immediatamente eseguibilità dell’atto, la votazione è aperta
PRESENTI
18
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
18
ESITO
ESEGUIBILE
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 18 consiglieri; Voti validi 18; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 18; l’atto è immediatamente eseguibile.
PRESIDENTE: Quindi invito il consigliere Claudio Tavolini ad accomodarsi, prego, prego
consigliere Tavolini.
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CONSIGLIERE TAVOLINI: Grazie presidente, vorrei ricordare a tutti che è la mia prima
esperienza in consiglio, quindi spero di dare il mio apporto, ma soprattutto di darlo alla città, perché
ne ha bisogno in questo momento, grazie a tutti e buon lavoro anche a voi
PRESIDENTE: Grazie consigliere Tavolini, prima di dare la parola al sindaco per un saluto due
comunicazioni, una per tutto il consiglio comunale, nella prossima seduta consiliare c'è da sostituire
nella commissione elettorale il consigliere Ottaviani, faceva parte della commissione quindi c'è da
sostituirlo, in più alle liste Polo 3.0, Ottaviani sindaco, Lista Paoletti e Verdi per Fabriano, ricordo
che mi devono comunicare il nuovo capogruppo, quindi ecco, entro cinque giorni di comunicare il
nuovo nominativo, prego sindaco.
SINDACO SAGRAMOLA: Intanto colgo l'occasione, credo di salutare a nome anche di tutto il
consiglio, i nuovi consiglieri che si insediano, alcuni con più esperienza, alcuni alla loro prima
esperienza, abbiamo cercato di fare un lavoro costruttivo in questo periodo, a volte, come è logico
nel rapporto maggioranza ed opposizione, quindi con tutto quello che ne consegue, spero però, io
sono stato sempre ottimista, credo che le cose l'abbiamo fatte comunque comportandoci, scusate ho
parlato troppo, in un rapporto positivo, comunque di rispetto sempre tra noi, questo che è quello che
un po' ci ha contraddistinto, anche nelle opinioni diverse che si sono manifestate in aula,
nell'interesse di questa città, che sta vivendo sicuramente uno dei momenti più difficili della sua
storia, credo che dobbiamo mettercela tutta per fare le cose per bene, l'impegno so, di quelli che
entrano oggi, è così, pieno, sarà pieno e costante, io vi auguro di fare un buon lavoro insieme a tutti
noi, come abbiamo fatto penso in questo periodo.
PRESIDENTE: Bene sindaco, andiamo avanti, punto numero 4 all'ordine del giorno, prego
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SINDACO SAGRAMOLA: dico subito, io vorrei chiedere cinque minuti di sospensione per
verificare un attimo una cosa con, me l'hanno chiesto in maggioranza, ma poi con i capigruppo
l'ultima, la mozione di ieri, quella che avevamo deciso in conferenza dei capigruppo, se ci date
cinque minuti come maggioranza poi facciamo la conferenza, un attimo un incontro con i
capigruppo, anche perché ci sono i nuovi, bisogna fare una mozione per fare un atto diverso
PRESIDENTE: Bene sindaco, mettiamo in votazione la richiesta di sospensione proposta dal
sindaco, la votazione è aperta
PRESENTI
19
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
19
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 19 consiglieri; Voti validi 19; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 19; viene accolta la richiesta di sospensione.
SOSPENSIONE
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APPELLO
PRESIDENTE: 21 presenti la seduta è valida, riprendiamo dopo la sospensione, punto numero 4
all'ordine del giorno, piano delle alienazioni e valorizzazioni dei beni immobili comunali anno
2013, illustra l'assessore Tini, prego, scusi, prego consigliere Romani.
CONSIGLIERE ROMANI: Grazie presidente, niente, io proponevo, vista la sostanza di questo
piano delle alienazioni presentato, visto anche che dobbiamo, penso, affrontare in maniera
abbastanza importante anche l'argomento della Indesit, visto che ci sono, penso, i tempi per poter
riproporre, magari anche nella prossima seduta, il piano delle alienazioni, in quanto non vedo al
momento, sono arrivato da poco, ma non vedo un bilancio di previsione alle porte, appunto viste
queste due o tre criticità, proponevo di, anche invertire, si, ma per me addirittura sospendere questo
punto, trattarlo in un'altra occasione, oppure anche invertire, si, se, la cosa più logica però, no
sospendere il punto e trattarlo anche nel prossimo consiglio comunale, ripeto perché, si, le pagine
sono cinque o sei, però sostanziose a mio vedere, penso che sia anche giusto sviscerare anche queste
particolarità, ci troviamo di fronte anche a novità abbastanza, secondo me importanti ritengo, quindi
metterlo, trattarlo adesso pensando a cosa dovremmo discutere dopo, mi da come l'impressione che
sia stato messo lì proprio per dire, scrivi, facciamo una cosa rapida, l’approviamo, perché tanto
dopo dobbiamo parlare di quello, ed invece sono due situazioni molto importanti per la città e
sarebbe bene sospendere
ASSESSORE TINI: io sono d'accordo, al limite, penso non so se, di farlo dopo l'ordine del giorno,
però che si faccia questa sera sicuro, se tu vuoi posticiparlo io non ho nessun problema, perché se
sta oggi all'ordine del giorno c'è un motivo, tu mi hai anticipato, non mi ha fatto neanche esporre le
motivazioni che ci hanno indotto a fare questa operazione, io per fare questa operazione mi sono
consultato con tutti i capogruppo, tu non eri consigliere, con te non ci ho parlato, questo è vero, però
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se tu mi dici l’Indesit è più importante di questo io, per carità di dio, vuoi fare prima di l’Indesit,
penso che sono anche d'accordo, però che questa sera di fare questo atto invece per me è
fondamentale, poi dopo dirò anche perché, e dirò anche perché ho disturbato tutti i capigruppo ed
ho avuto l’assenso per poterlo iscrivere questa sera all'ordine del giorno, però certo con te non ci
avevo parlato perché ancora non eri consigliere comunale, se tu mi dici del posticipo io non ho
nulla in contrario, se dici di rinviarlo non sono d'accordo, grazie.
PRESIDENTE: Bene assessore Tini, allora procediamo con ordine, consigliere Romani che
risponde all'assessore Tini.
CONSIGLIERE ROMANI: Posticipiamo.
PRESIDENTE: Posticipiamo però dobbiamo mettere in votazione, perché era iscritto all’ordine del
giorno, quindi mettiamo in votazione la richiesta del consigliere Romani, la votazione è aperta
PRESENTI
22
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
22
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 22 consiglieri; Voti validi 22; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 22; il consiglio approva.
PRESIDENTE: Quindi invertiamo l'ordine.
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PRESIDENTE: Passiamo al punto numero 5, ordine del giorno sulla crisi occupazionale Indesit,
illustra il sindaco, prego.
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: Scusi presidente nel frattempo possiamo avere una copia,
anche tutti i consiglieri comunali, degli ordini del giorno
SINDACO SAGRAMOLA: è stato inviato a tutti i, (voci), c'è l’hai nel fascicolo, c'è lo dovresti
avere, sono io che non ho portato il fascicolo, voi, non voglio, credo che tutto il consiglio sappia
quello che è successo in questi giorni, quindi non è che c'è da fare una cronistoria particolare,
purtroppo la situazione in questi giorni nella nostra città si è aggravata particolarmente, per alcune
vicende che riguardano aziende del territorio che occupano tantissime persone, non penso, in questo
caso noi trattiamo dell’Indesit, ma c'è Tecnowind, ci sono altre aziende, c'è stata Cotton Club,
abbiamo situazioni di difficoltà che sono veramente enormi, ma la situazione dell’Indesit è quella
che ci ha portato alla ribalta nazionale, perché una multinazionale come quella chiaramente ha
comportato un innalzamento della visibilità della nostra città e delle azioni che sono successe in
maniera eclatante, in questi giorni avete visto che il sindaco, ma anche alcuni consiglieri, assessori,
ci siamo prodigati per vedere di verificare com'era la situazione, incontrare i rappresentanti dei
lavoratori, i lavoratori stessi durante le loro manifestazioni in piazza, e la cosa ha assunto una
dimensione che mi aspettavo per certi versi, perché si tratta di una multinazionale, forse, anzi
l'unica multinazionale italiana nel settore degli elettrodomestici, è chiaro che quindi questa
vertenza, che riguarda la Indesit, sta acquisendo una dimensione di carattere nazionale, ed anche
una dimensione di vertenza pilota, perché se Indesit può fare delle cose in Italia, chi non è italiano
di sede, e chi ha solo più opifici si sente sicuramente legittimato a fare azioni anche più pesanti,
tanto che per esempio un altra concorrente di Indesit, Electrolux, ha rinviato la sua trattativa sugli
aggiornamenti a settembre per verificare credo anche, tenendo presente quello che succede della
vertenza Indesit, perché è chiaro che un settore che occupa 130.000 addetti in Italia, che è il
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secondo comparto produttivo del paese, e vede in Indesit un elemento di punta, sicuramente attende
con trepidazione, ma anche con diciamo così con una certa ansia la chiusura, o che questa vertenza
prenda un verso o un altro, ora avete visto che ho cercato come sindaco di portare la vertenza
Indesit in tutte le situazioni dove potevo arrivare, per far conoscere questa situazione, e dopo una
serie di incontri con varie istituzioni, è scaturita l'idea del percorso, di interessare tutto il territorio
del nostro comprensorio, in particolare delle Marche, a questa vicenda, anche con il sindaco di
Comunanza, perché a Comunanza c'è un altro polo produttivo, che non rischia nell'immediato, ma
sicuramente nel caso di delocalizzazione, o di spostamenti produttivi, anche il comparto delle
lavatrici Comunanza ad Ischia, poi c'è la chiusura di Teverola e Carinaro in Campania, ma noi ci
siamo, abbiamo cercato di sollecitare tutto il territorio qui intorno a noi, abbiamo cercato di
individuare tutti i sindaci che avevano dipendenti negli stabilimenti di Melano ed Albacina, e li
abbiamo invitati ad un incontro, in accordo con le organizzazioni sindacali e tutta la RSU, nella sala
dell'oratorio, ed abbiamo fatto una cosa diversa dalle altre volte, non erano i sindaci che parlavano,
ma sono stati i lavoratori stessi e i loro rappresentanti, che ci hanno illustrato la trattativa, quello che
stava avvenendo, lo stato dell'arte, e ci hanno chiesto di condividere le loro preoccupazioni e di
condividere il loro modo di vedere questa trattativa, quindi di revocare, di chiedere alla stessa
azienda la revoca del piano, il ritiro del piano, ed altre azioni conseguenti per riaprire una trattativa
che voi sapete giovedì quell'altro si è rotta, perché i sindacati si sono alzati ed hanno lasciato il
tavolo, ora ci sono incontri con il ministro Zanonato, con altri soggetti, però noi abbiamo cercato di
raccogliere in un ordine del giorno, dei 27 sindaci, 29 sindaci che si sono riuniti in quella sala,
abbiamo accolto la premessa delle organizzazioni sindacali, che voi trovate qui descritta, quindi la
storia di quello che è stato il piano Italia dal 2004 fino ad oggi, la sua modifica unilaterale, un piano
trattato con le organizzazioni sindacali e modificato unilateralmente con la proposta del 6 giugno,
che più che una proposta è sembrato un diktat, e che ha trovato il sindacato pienamente in
disaccordo con la proposta stessa, ed abbiamo raccolto questo percorso, ed abbiamo raccolto le loro
proposte, ed abbiamo chiesto di, ci hanno chiesto di fare tutti insieme un ordine del giorno, abbiamo
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trasformato quindi i contenuti della storia e le proposte in ordine del giorno, che viene votato in
questi giorni e sta avendo il consenso, è stato votato, anche ieri sera abbiamo avuto il comune di
Gualdo, l’ha votato anche il comune di Gualdo, ed abbiamo praticamente accolto le loro proposte e
raccolte in quest'ordine del giorno, che io vi vorrei, non so se siete d'accordo, io vorrei partire da, da
qui, a parte le premesse, lo leggerei così le lasciamo anche in memoria, rimarrà agli atti poi, però mi
piacerebbe leggerlo, ricordando la frase di Aristide Merloni, in ogni iniziativa industriale non c'è
valore del successo economico, se non c'è anche l'impegno del progresso sociale, un imprenditore,
che Enzo Biagi in occasione del centenario della sua nascita, paragonò ad Enzo Ferrari ed Enrico
Mattei, uomini che hanno avuto la forza di credere in quello che facevano rimanendo attaccati alla
loro terra, stigmatizza in maniera forte, sia nei metodi che nel merito del comportamento tenuto dai
vertici aziendali, che non hanno minimamente tenuto conto delle legittime aspettative di un tessuto
sociale sano e produttivo, quello stesso tessuto, che con impegno di tre generazioni di lavoratori
locali, ha consentito all'azienda di assumere le proporzioni della redditività attuale, divenendo una
delle multinazionali leader mondiali nel settore degli elettrodomestici, dichiara inaccettabile il piano
aziendale, oggetto dello scarno comunicato stampa del 4 giugno 2013, che sconfessa i valori
tramandati e lo storico stipite Aristide Merloni, esprime il più forte dissenso alla politica aziendale
della Indesit Company spa, la piena ed incondizionata solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie,
visti i principi inseriti nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e nella costituzione
italiana, dove viene dettata chiaramente una scala gerarchica dei valori, prima dei diritti
fondamentali ed inviolabili presenti negli articoli 2, 3 e 4, in cui si legge che è compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e
l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica economica e sociale del paese, ed
ancora che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, e promuove le condizioni
che rendono effettivo questo diritto, negli articoli 41 e 42, questi valori vengono rafforzati mettendo
dei limiti alla libertà delle iniziative economica privata, che non può svolgersi in contrasto con
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l'utilità sociale, o in modo da recar danno alla sicurezza, la libertà, alla dignità umana, infatti la
legge determina i programmi ed i controlli opportuni, perché l'attività economica pubblica e privata
possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali, ed alla proprietà privata, che deve avere una
funzione sociale, anche in Europa si è espressa attraverso il codice di condotta dell'impresa europea,
l'unione europea considera importante il ruolo che le imprese possono svolgere per lo sviluppo
economico globale, ma sottolinea che nessuna impresa dovrebbe fare profitti a vantaggi competitivi
che risultino per mancato rispetto dei diritti del lavoro e dei requisiti ambientali e sociali, ritiene
necessaria la realizzazione di un nuovo piano industriale della Indesit, in grado di garantire un
adeguato livello di investimenti, di nuovi prodotti, nei processi produttivi e nel mantenimento delle
produzioni e dei livelli occupazionali, che rappresentano oggi le priorità per le lavoratrici ed i
lavoratori, e per tutte le comunità locali rappresentate dai sindaci, anche per la salvaguardia del loro
tessuto economico e sociale; inoltre facendo proprie le istanze dei lavoratori e delle organizzazioni
sindacali impegna il sindaco e la giunta a sostenere ogni iniziativa di lotta, promossa dalle
organizzazioni sindacali e dalle RSU degli stabilimenti fabrianesi, ad adoperarsi per utilizzare tutti i
canali istituzionali politici per contrastare il piano con l’obiettivo di riportare il gruppo Indesit e la
famiglia Merloni a rivedere i propri progetti industriali, a ritrovare in se il loro essere una grande
azienda italiana che l'Italia deve le sue origini ed il suo successo, a modificare le proprie scelte
industriali continuando ad investire nel nostro territorio per il futuro dell'industria marchigiana, per
un lavoro stabile, qualificato e radicato nel territorio, questo atto non è un atto quindi solo del
consiglio comunale di Fabriano, è un atto dei comuni di Apiro, Arcevia, Camerino, Castelraimondo,
Cerreto D’Esi, Costacciaro, Cupramontana, Esanatoglia, Falconara, Fossato di Vico, Frontone,
Genga, Gualdo Tadino, Maiolati Spontini, Matelica, Mergo, Pergola, Rosora, San Severino,
Sassoferrato, Scheggia e Pascelupo, Serra De Conti, Serra San Quirico, Serra Sant'Abbondio e
Sigillo, è un atto che riguarda un territorio, un territorio grande ed ampio che ha due stabilimenti
produttivi qui a Fabriano, ma che comunque investe cittadini che vivono in tutti questi comuni, per i
quali i loro sindaci, le loro amministrazioni, si stanno impegnando per mantenere la tutela e la
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dignità del loro posto di lavoro, lo stesso documento è stato fatto per, in accordo con il sindaco di
Comunanza, abbiamo condiviso anche le azioni che sono state fatte, come veniva anche richiesto
con il sindaco di Carinaro, che è quello dove risiedono i due stabilimenti produttivi, mi ha
telefonato all'inizio della vertenza, abbiamo detto che avremmo camminato insieme, lungo un
percorso ci vede uniti tutti quanti per rifiutare questo piano, perché altrimenti come diceva qualcuno
o se si prende le cose un pezzo, un pezzo, poi si distrugge tutto, bisogna mantenersi uniti in un
paese che è in difficoltà, e non è solo Fabriano che è nella difficoltà, ma dobbiamo solidarizzare con
tutti coloro che in questo momento, e sono tutti 130.000 i lavoratori degli elettrodomestici, vivono
una situazione di difficoltà enorme, io credo che poi dovremo affiancare sempre più questa azione
con un tavolo quindi nazionale, perché se la vertenza Indesit ha questo valore di vertenza pilota, noi
dovremmo dargli un'azione forte, ed anche una richiesta forte da parte del governo, che trovi una
soluzione, un percorso, come è stato fatto per altre categorie di lavoratori in questo paese negli anni
precedenti per ricostruire, ricostruire un tessuto socioeconomico che trovi un percorso, uno sbocco
anche per gli anni a venire, perché con questi piani di contenimento e di riduzione del danno non
andiamo da nessuna parte, o si inverte una tendenza e c'è un cambiamento in questo paese, oppure
noi giochiamo solo di rimessa e non produrremo e non riusciremo a costruire un futuro per i figli,
non è qui in gioco solamente la chiusura di due stabilimenti, qui io credo che sia in gioco veramente
il futuro socio economico di questo paese e delle imprese che in questo paese vivono e lavorano.
PRESIDENTE: Bene sindaco, iscritti a parlare?, bene, non c’è nessuno iscritto a parlare,quindi lo
mettiamo subito in votazione, io ho chiesto iscritti a parlare? prego Urbani.
CONSIGLIERE URBANI: Presidente noi pensavamo che l'opposizione potesse dare la parola alla
maggioranza per esprimersi prima su quest'ordine del giorno e poi eventualmente l'opposizione
poteva condividere, discutere, fare proposte, se dalla maggioranza non c'è nessuno allora
eventualmente.
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PRESIDENTE: Bene allora, io riformulo la domanda, c'è qualcuno che si vuole iscrivere a
parlare?, prego sindaco.
SINDACO SAGRAMOLA: Io non so se posso parlare, perché di solito chiedo sempre di parlare
una volta sola, però ho illustrato l'argomento, io credo che se dobbiamo valutare questo consiglio
comunale oggi, in questo documento, non ha maggioranze, o minoranze, io credo, io credo, però
questa è la mia, il mio pensiero, quando ho costruito questo documento, come quelli che abbiamo
costruito in questi giorni con un duro, con un lungo lavoro fatto in conferenza dei capigruppo, sono
documenti unitari penso, spero che siano unitari, poi dopo si vedrà, chi interviene prima, chi
interviene dopo, non so se
PRESIDENTE: Bene, quindi consigliere Urbani lei si iscrive a parlare?, c’è D'Innocenzo, prego
consigliere D'Innocenzo.
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: Allora se dai banchi della maggioranza non prende la parola
nessuno iniziamo noi, sottolineando una cosa, che in ogni atto politico non ci dovrebbe essere
maggioranza e minoranza, perché prendiamo delle decisioni che sono rivolte all'interesse della città
e della comunità, però la vita politica è fatta anche di contrasti, per fortuna che è fatta di contrasti,
perché se tutti la pensassimo alla stessa maniera non ci sarebbe bisogno del confronto, non ci
sarebbe bisogno delle aule, dove dibattere pubblicamente le nostre posizioni, e quindi perderemo
poi il sale della politica e del confronto politico, ce ne sono e come di differenze politiche in questo
atto, perché vedete quest'ordine del giorno proposto dai sindaci del territorio è ben articolato, fatto
addirittura da delle dichiarazioni di Aristide Merloni, che fece queste dichiarazioni quando il mondo
era totalmente differente da quello che è oggi, ci sono delle verità sacrosante che debbono essere
tenute sempre a mente dagli imprenditori, però tutto sommato quest'atto finisce con la parte finale,
con l'impegno politico che si chiede a questo atto, nei quattro, nei due punti, il primo addirittura il
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sindaco e la giunta a sostenere un iniziativa di lotta promossa dalle organizzazioni sindacali e locali,
delle RSU, degli stabilimenti fabrianesi, diciamo che c'è una vicinanza scontata della politica ai
lavoratori che sono in questo momento in difficoltà, poi c'è un impegno rivolto, non so alla politica,
se non a livello di sensibilizzazione, quello che possa fare altrimenti, un impegno che è rivolto al
gruppo dirigente dell'Indesit, a rivedere i propri progetti industriali, a ritrovare in sé il loro essere
una grande azienda italiana, che all'Italia deve le sue origini e il suo successo, a modificare le
proprie scelte industriali, continuando ad investire nel nostro territorio per il futuro dell'industria
marchigiana e per un lavoro stabile, qualificato e radicato nel territorio, sono tutte parole che
veramente non hanno bisogno di discussione, e che veramente dovremmo prendere tutti a cuore e
cercare di portare avanti, ma allo stesso tempo dobbiamo riconoscere che sono anche parole un po'
vane, è evidente, certo dobbiamo chiedere come minimo questo, chiediamo all'azienda di rivedere il
proprio piano industriale, io qualche giorno fa ho parlato con i parlamentari eletti, che veramente mi
hanno chiamato loro, del mio partito, in merito a questa vicenda, ho chiesto loro di non cadere nella
trappola dell’andare a stigmatizzare le responsabilità, quello che è successo, come si sono
comportati gli imprenditori, quello ognuno di noi lo farà in cuor suo, e non penso che la politica
possa intervenire più di tanto nelle scelte imprenditoriali ripeto di una società per azioni, che
risponde ai propri soci e che risponde ad un mercato, teniamo sempre a mente questo, ed iniziamo
invece a vedere quello che avrebbe potuto fare la politica in tutto questo tempo, e che non ha fatto,
o che forse ha fatto al contrario, perché è qui la vera responsabilità del politico, oggi salire sul
tavolo degli accusatori è facile per tutti, non siete bravi, non siete bravi amministratori, non siete
bravi industriali, la critica, per me tanto oggigiorno è il mondo della contrapposizioni, tutti che si
sostituiscono agli altri, tutti che condannano gli altri, ma che nessuno che prende su di sé le proprie
responsabilità, che cosa abbiamo fatto noi come politica locale, come politica regionale, come
politica nazionale, per contrastare quello che sta succedendo oggi, e non vi parlo neanche di
alleanze politiche con noti esponenti familiari, perché non è mio stile entrare nel contrasto diretto
con le persone, ma che cosa ha fatto la politica locale in tutti questi anni, che cosa ha fatto anche la
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politica nazionale, mi sembra che questa sia un'amministrazione di sinistra, mi sembra che l'apertura
dei mercati nasca tutto da Marrakesch, quando Marrakesch in confronto furono presieduti da un
presidente della commissione europea che si chiamava Romano Prodi, che disse che dovevamo
aprire i confini, che il mondo ormai era aperto, era globalizzato, che dovevamo accettare le sfide del
futuro, bene, oggi secondo me dovremmo mantenere la stessa linea ed andare a vedere tutto ciò che
è stato fatto negli anni, io mi soffermerò solo su due punti, anzi su tre, il primo è quest'apertura dei
mercati, noi non possiamo renderci conto che il mondo è cambiato, e se il mondo cambia dobbiamo
cambiare anche noi, non possiamo voltarci dall'altra parte rispetto al cambiamento, dobbiamo
prendere il cambiamento per le corna e cercare di gestire queste situazioni molto delicate, io qui tra
le mie mani ho una delibera di giunta regionale del 16 settembre del 2003, con numero, ve lo dico
questo perché sul sito della regione non si trova più questa delibera, 1239, casualmente è sparita una
delibera del sito della regione Marche, se volete ne ha ho una copia sbiadita, perché è un fax che mi
è arrivato 10 anni fa, ma che ho tenuto sempre nel primo cassetto della mia scrivania, è una delibera
in cui la regione Marche, targata centro sinistra aveva, votò questa delibera che aveva quest'oggetto,
approvazione norme di attuazione relative al progetto Lipetsk, Russia, clonazione del modello
industriale marchigiano, cioè la nostra regione ha stanziato dei soldi per clonare il modello
marchigiano ed esportarlo a Lipetsk, che è la città dove l’Indesit ha costruito i propri insediamenti
industriali, ci siamo andati con i soldi della regione, ci siamo andati con i soldi della regione, mi sa,
mi sembra un po' difficile oggi provare a dire l'esatto contrario, ma nei fatti, nel 2003, nel 2003, la
regione chiese l'esatto contrario di quello che oggi noi stiamo chiedendo, e coerenza politica
vorrebbe che se si prende una posizione nel 2003, nel 2013 questa posizione venga mantenuta o
perlomeno venga rivista e dire possiamo tranquillamente dire, tutti i fautori di questa delibera, ci
siamo sbagliati, abbiamo preso un abbaglio, pensavamo di essere i più forti del mondo, pensavamo
di andare a mangiar i mercati emergenti, invece è successo l'esatto contrario, che i mercati
emergenti hanno mangiato noi, perché in quella situazione i nostri soggetti erano meno motivati dei
soggetti dei mercati emergenti, un ingegnere italiano alle 5:30 va a giocare a tennis e porta la
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moglie a spasso a fare compere, un ingegnere di quei paesi lavora fino alle 11:00 della sera, con una
determinazione che non è sicuramente pari alla nostra, e quindi ci siamo sbagliati, pensavamo che
l'apertura dei mercati ci avesse facilitato, ci avesse spianato la strada, ci avesse dato modo di
aumentare i nostri utili, invece è successo l'esatto contrario, ma leggo altri passaggi di questa
delibera, al di là del bilancio di previsione, che la regione Marche ha avanzato il ministero delle
attività produttive, quindi la richiesta che parte proprio dalla regione Marche, qui capisco anche
l'imbarazzo della regione Marche nel non discutere in un consiglio comunale, in un consiglio
regionale allargato, fatto insieme al consiglio comunale Fabriano, della problematica Indesit, perché
questa cosa sarebbe venuta fuori, e nei vari passaggi la regione Marche chiede che questo progetto,
scrivendo al ministero, è finalizzato a sostenere la creazione di un primo distretto industriale italo
russo nella regione di Lipetsk, e più in generale nella macro regione di Mosca, inteso come
opportunità di internalizzazione e crescita di competitività delle piccole e medie imprese
marchigiane verso un mercato di esportazione diventato oramai tradizionale, quindi sono i nostri
rappresentanti regionali che hanno scelto questa linea, ed hanno speso anche dei soldi regionali, dei
finanziamenti anche europei e nazionali, ma anche dei soldi regionali, per andare a clonare il nostro
modello fabrianese, poi nel proseguo della delibera, che se vuole presidente possiamo lasciare
anche agli atti, facendo le dovute fotocopie, perché l’originale lo tengo io, nelle varie iniziative,
perché al di là della somma che viene stanziata, vengono anche stanziati dei soldi per organizzare
degli incontri a Lipetsk, a Mosca, dove vengono stanziati 20.000,00 €, fra i costi di biglietti aerei,
perché si fa un gruppo di lavoro, che dopo vi dirò chi sono le persone che facevano parte di questo
gruppo di lavoro, e si organizzano degli incontri, al tempo non c'erano grandi differenziazioni, si
parlava molto a braccio, perché non avevamo capito bene la situazione, ed in questi incontri
venivano chiamati, pagati dalla regione Marche, ripeto tutto scritto nero su bianco, degli esperti nei
processi di delocalizzazione, no, delocalizzazione, dopo hanno tirato fuori il termine
internalizzazione, ma qui c'è scritto nero su bianco, e se volete tutti i consiglieri comunali ne lascio
una copia, dove nei primi incontri venivano chiamati degli esperti nei processi di delocalizzazione,
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oggi mi sembra dopo 10 anni veramente difficile che qualche forza politica rappresentata da
quell'amministrazione regionale venga a chiedere il contrasto delle delocalizzazioni, allora chi fa
parte di questo comitato, pagato dalla regione Marche, biglietti aerei, alberghi a Mosca, sapete tutti,
cene contro cene, pranzi, che vanno a clonare, ho compreso ma non posso riprenderti, il rettore
dell'università politecnica di Ancona, grande scienziato, presidente di Confindustria Marche, guarda
caso, e vicepresidente della regione, devo farvi nome e cognome del vicepresidente della regione
del tempo che faceva parte di questo comitato, ce lo immaginiamo tutti chi possa, guarda caso un
fabrianese, ecco dove sono le responsabilità, eccole dove sono le responsabilità, signori pagati dalle
tasche dei cittadini fabrianesi, che andavano a Mosca, che andavano a Lipetsk, per organizzare
questa clonazione del sistema marchigiano, e a quest'incontro si portavano degli esperti nei processi
di delocalizzazione, penso che questa delibera parli abbastanza chiaramente, penso che la presa di
posizione, anche il mio governo nella, lo dico tranquillamente, quando ci fu l'inaugurazione dello
stabilimento a Lipetsk, era presente il presidente del consiglio, che allora era l'onorevole
Berlusconi, e quindi era stato invitato personalmente, lui è andato a questa inaugurazione, ma
perché al tempo si pensava che questo fosse lo sviluppo futuro, noi pensavamo, con un eccessivo
orgoglio, che saremmo andati all'estero per conquistare i mercati, invece sono i mercati che ci
hanno mangiato a noi, per vari motivi che spiegheremo nelle sedi più opportune. Fabriano, città di
Fabriano, quante volte è stato discusso di questo piano di clonazione del sistema marchigiano, bene
ricordo che questo comune, degli esperti tecnici politici che è da qualche anno che seguono le
vicende di vicende politiche della città, lo possono ricordare, questo comune è gemellato con il
comune di Lipetsk,eravamo talmente sicuri di noi che siamo andati a fare un gemellaggio con il
comune che ci sta portando via, con il comune della Russia, con lo Stato che ci sta portando via
questa azienda, quindi c'è un accordo politico industriale su cui io è inutile che spreco altre parole,
perché era all'ordine del giorno, era chiaro ed evidente a tutti, c'è stato un accordo politico ed
industriale che ci ha ridotto in questa situazione, ed oggi caro sindaco come fai a venirci a dire che
non c'è differenziazione politica, quando noi chiedemmo con forza all'opposizione queste cose, ci
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veniva risposto il mondo viaggiava su questi binari, ci venivano date le pacche sulle spalle, perché
noi eravamo gli ingenui di campagna che protestavano contro queste cose, poi per finire, perché non
la voglio fare troppo lunga, mi metto anche nei panni degli imprenditori oggi, poi ritorno anche al
secondo ordine del giorno, forse faccio un intervento unico, perché tanto penso che i due ordini del
giorno siano abbastanza correlati, oggi noi chiediamo di contrastare, mi sembra nel secondo ordine
del giorno, i fenomeni delle delocalizzazioni, ma qualcuno di voi, sempre ritornando al discorso
delle responsabilità, perché non disconosco sicuramente le mie amicizie, anche se non sono
parallele politicamente, ma ogni tanto qualche imprenditore fabrianese, lo riascolto, e molti mi
dicono che al di là di problemi di tasse, contro tasse, e così dicendo, abbiamo anche dei problemi
logistici, che siamo una città un po' scollegata dal mondo, qualche anno fa si parlava del progetto
Quadrilatero, e voi vi ricordate quando un'amministrazione regionale fece un ricorso contro la
Quadrilatero per impatto ambientale, oggi noi non abbiamo la Quadrilatero, l'Umbria è molto più
avanti di noi, e se i nostri imprenditori fuggono queste responsabilità sono anche dovute a certe
scelte politiche, perché se noi fossimo rimasti nei tempi forse oggi avremo dei collegamenti con il
resto del mondo molto più veloci, e forse quella è la responsabilità più grande che la politica locale,
aver fatto un'opposizione sterile alla costruzione della Quadrilatero per basse motivazione, li
c’eravamo tutti, c'eravate tutti, (voci), io non parlo né di persone né di fatti singoli, (voci), lo so
Emanuele Rossi, c'era un certo Amagliani che guidava questa opposizione legale alla costruzione
della Quadrilatero, oggi vi dovete assumere la responsabilità, voi
PRESIDENTE: consigliere D'Innocenzo però teniamoci all’ordine del giorno, consigliere
D'Innocenzo
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: più di questo all’ordine del giorno
PRESIDENTE: no sta parlando di Quadrilatero
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CONSIGLIERE D'INNOCENZO: le nostre aziende stanno fuggendo dobbiamo assumerci
ognuno di noi le proprie responsabilità, lo so che fa male questo discorso, lo so, però bisogna che
qualcuno queste cose le dica, l’opposizione della Quadrilatero, fino a quando c’era un presidente
nominato dal centrodestra è stata fatta e con determinazione, come poi è stato nominato un altro
presidente della Quadrilatero addirittura è stato ritirato il ricorso, questa è la realtà dei fatti, questa è
la verità, quindi ci sono delle responsabilità politiche, allora invece di stracciarsi tanto le vesti ed
andare ad accusare gli altri, iniziamo a vedere quali sono le responsabilità politiche degli
amministratori regionali, iniziamo a vedere quali sono le nostre responsabilità, perché se pensiamo
di fare i furbetti qui rischiamo, è varie volte che lo dico, che usciamo da quest'aula e la gente fuori
ci inizia ad inveire contro prima con le parole, poi con qualche spinta, ma se continuiamo così
dobbiamo camminare per il corso di corsa, perché la situazione è veramente delicata, e tutti questi
interventi che ci sono stati in questi giorni, e ritorno anche alla politica nazionale, ho parlato con
l'onorevole Baldelli ed ho chiesto assolutamente di non fare speculazioni, e di mettere in campo
tutti quegli strumenti possibili che un governo nazionale può mettere a disposizione per una crisi
così, per un momento così delicato, quindi aspettiamo un qualcosa anche dal governo nazionale, ma
l'importante è non fare speculazione, e non far si anche di partecipare a quella cosa normalissima
che accade sempre, e che fino ad oggi ha fatto il servo, si svegli una mattina ed inizia ad inveire
contro il proprio padrone, questa è una cosa che non dobbiamo permettere che succeda, quindi
massima responsabilità, e sappiamo che tutto ciò che ha fatto oggi la politica, penso anche ad alcune
dichiarazioni fatte a livello nazionale su Fabriano, dalla presidente della camera, da alcuni
rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, e tutto, non hanno aiutato a vendere una lavatrice in
più, un frigorifero in più, perché il problema vero è quello, che abbiamo una crisi industriale
talmente forte che dobbiamo cercare tutti di chiacchierare un po' di meno, di assumersi le proprie
responsabilità, e cercare di fare il possibile per superare questo momento veramente delicato per la
nostra città, ringrazio per l'attenzione.
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PRESIDENTE: Bene consigliere D'Innocenzo, prego consigliere Solari.
CONSIGLIERE SOLARI: Grazie presidente, io seguirò la falsa riga del consigliere D'Innocenzo,
però non dirò due o tre, non prenderò due o tre esempi a caso, ma partirò fin dall'inizio, perché
secondo me è doveroso fare una cronistoria di tutto quello che è successo per poi fare il punto della
situazione, perché quello che non vorrei è che passasse l'idea che, il 4 giugno abbiamo aperto i
giornali, e ci siamo trovati questa situazione di improvviso, ma non è così, la situazione della
Indesit e dell'industrializzazione nel nostro territorio è un discorso che va avanti da tempo, ma,
questi sono i documenti del mio intervento e vi posso dire la data precisa quando è cominciato
questo discorso, il 19 marzo del 1999, presso lo Janus di Fabriano al convegno
l’internazionalizzazione del distretto industriale e del settore della meccanica nelle Marche, un
incontro che intende affrontare le principali problematiche che esistano in relazione alla definizione
delle strategie di internazionalizzazione, un convegno che fu aperto dall’allora assessore industria
artigianato della regione Marche Gian Mario Spacca, quindi il 19 marzo del ‘99, immediatamente
dopo questo convegno noi ragazzi dell’allora movimento giovanile di Alleanza Nazionale
portammo il neo deputato Gianni Alemanno a parlare dei rischi della delocalizzazione, ve lo dico
francamente eravamo 19 persone all'Oratori della Carità, 19, dal ‘99 si attiva la regione Marche, la
delibera con cui inizia tutta la trafila è quella delle, le ho mischiate tutte, nel febbraio del 2001,
quindi dal ‘99 passiamo al 2001, cosa dice questa delibera?, che il sistema economico marchigiano
ha bisogno, forse più di altri, di una politica pubblica di sostegno all'internazionalizzazione, che sia
quanto mai univoca e concreta, la proiezione estera delle nostre imprese è divenuta nel corso di
questi ultimi anni un'esigenza imprescindibile, non solo per il mantenimento degli attuali livelli
produttivi ed occupazionali, ma soprattutto per concretizzare un futuro di sviluppo e di
consolidamento, teniamocele a mente queste parole perché sono importanti, perché poi arrivano
delle
chicche
incredibili,
internazionalizzazione,
una
perché
di
poi
queste è
ruota
addirittura
tutto
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intorno
il
a
concetto
questa
terminologico
parolina
di
magica,
internazionalizzazione, secondo la regione Marche da un punto di vista terminologico vi è oggi
l'esigenza di meglio specificare il significato che si vuole attribuire ad alcune parole frequentemente
usate, quali internazionalizzazione, con tale termine vanno intese tutte le iniziative tese ad allacciare
qualsiasi tipo di rapporto con l'estero, che schematicamente possono essere così riassunte: iniziative
di promozione commerciale, iniziativa di ricerca di collaborazione commerciali, iniziative di ricerca
di possibilità di investimento sia in paesi esteri che nella regione, visite ed incontri tra operatori
economici, visite esplorative, attività di carattere istituzionalizzate e finalizzate e mirate,
ovviamente lo scopo a come cardini la cultura la tradizione e la qualità della vita, questi sono i
messaggi che dovremmo cercare di veicolare in ogni circostanza attraverso l'internazionalizzazione,
nella stessa delibera si legge che anche le azioni volte a far sì che l'imprenditoria marchigiana riesca
a trovare collaborazioni, sia produttive che commerciali con partner esteri, opportunità di
investimento all'estero, nella politica della regione debbono essere intese come azioni che rafforzino
la struttura economica regionale, e soprattutto non incidano negativamente sui livelli di occupazione
marchigiani, questa era l'intenzione del 2001, adesso ognuno di noi è in grado da solo di stabilire se
queste cose sono state rispettate. Altra delibera molto interessante è quella del 6 luglio 2002, in cui
si organizza una missione di operatori marchigiani nel settore della meccanica nella regione di
Lipetsk, nella federazione russa dal 21 al 23 luglio, perché la regione Marche va a Lipetsk, perché
nel 2000 la Indesit ha comprato la Stimal, che era la fabbrica che faceva frigoriferi, perché nel
2000, perché nel 2000 un operaio russo costava 250,00 € al mese, immediatamente dopo questa
delibera che succede?, che tra le azioni per fare questa politica di internazionalizzazione, il progetto
Lipetsk, riproduzione del modello marchigiano nel distretto industriale, tra le azioni c'è il
gemellaggio dei comuni di Lipetsk e di Fabriano, allora questo è un passaggio importante, perché
sono andato a riprendere la delibera del consiglio comunale in cui si decide di attuare questo
gemellaggio del 6 giugno 2003, allora le motivazioni del gemellaggio sono secondo me alquanto
risibili, ma dobbiamo essere molto attenti, perché poi è da qui che si è decisa tutta questa strategia,
ed è da questo atto che poi si è determinata questa situazione, le finalità del gemellaggio sono
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orientate soprattutto per l’allora amministrazione 2003, a favorire scambi nei vari settori, quali
economia, turismo, cultura e scuola, l'articolo 5 sostiene che le parti appoggiano le attività
congiunta reciprocamente vantaggiosa delle strutture municipali, la quale attività è indirizzata al
miglioramento del benessere dei cittadini di tutte e due le città, abbiamo fatto un gemellaggio con
Lipetsk perché i cittadini di Fabriano e della città sovietica dovevano essere, dovevano ricevere
benessere da questo tipo di azione, ovviamente voi mi direte se sicuramente se ne è parlato in
commissione prima di questa cosa, certo che se ne è parlato in commissione, il giorno prima, come
è solito purtroppo di abitudine di quest'assise, le commissioni vengono fatte il giorno prima del
consiglio, il verbale?, la commissione ha espresso parere favorevole al gemellaggio con Lipecz,
allora mi sono incuriosito, andiamo a vedere che discussione c'è stata in consiglio comunale di
Fabriano sul gemellaggio con Lipetsk perché qualcuno si sarà risposto, si sarà espresso in merito sul
gemellaggio, ecco la discussione del consiglio comunale di Fabriano, una pagina e mezza, allora di
solito i gemellaggi si fanno perché ci sono delle azioni ben specifiche da fare, io un gemellaggio, il
comune di Fabriano, la farei con una città russa, scusate con una città cinese, con una città coreana,
con una città spagnola, con città che lavorano la carta, che sono storiche per questo nostra
particolarità, cioè andare a fare un gemellaggio che poi abbiano un ritorno concreto, di motivarlo
questo gemellaggio, noi abbiamo fatto un gemellaggio con una città russa solo perché Merloni
aveva i capannone la, perché aveva la fabbrica la, noi abbiamo fatto un gemellaggio, unica città
penso d'Italia, che si è gemellato con un comune straniero perché gli imprenditori della nostra città
aveva la gli stabilimenti, Sorci che parla, Lipetsk è la regione in cui la regione Marche sta clonando
il distretto delle Marche, allora io quando c'è un assise comunale e si parla di un gemellaggio in cui
si dice che si vuole clonare il nostro distretto e nessuno dice niente io mi preoccupo, ma che atti
sono passati qui dentro prima, cioè come si fa quando uno approva una cosa del genere a non aprire
una discussione, a non dire qualcosa, clonavano il nostro distretto, nella città di Lipetsk, è sempre il
sindaco, l'ex sindaco Sorci che parla, sono presenti in senso di gemellaggio il politecnico delle
Marche, la società Meccano, per cui stanno clonando completamente il discreto della meccanica, ad
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onor del vero c'è un intervento che è quello dell’allora e tuttora consigliere Gino Sforza, il suo
intervento è, io più che altro un chiarimento perché da una parte si dice che non deriva nessun
impiego di spesa, poi da un'altra parte verranno fatte le sovvenzioni con appositi atti, Sorci che
risponde, la spiegazione è semplice nel senso che quando arriva il sindaco ed il governatore dalla
Russia li dobbiamo portare a pranzo, quindi non ci sono spese, ma quella che è la normale
rappresentanza, quindi i consiglieri comunali che saranno presenti nel ricevimento e tutto il resto
questo comporterà un minimo di spesa, ma questa è nella cosa normale, Fabriano si gemella con
un'altra città e la discussione di quest'assise, degli enti rappresentanti più vicino ai cittadini è questo,
quanto ci costa se viene giù il sindaco, erano presenti dell'attuale consiglio comunale: Balducci
ingegner Giovanni, Bonafoni che tanto ritorna quindi lo dico, Bonafoni Giancarlo, Crocetti
geometra Riccardo, Sforza geometra Gino, Meloni ingegner Leonardo, Tini Angelo e D'Innocenzo
Silvano, io quando ho visto una cosa del genere veramente ho detto non è possibile, perché poi non
ci dobbiamo lamentare di quello che succede, nel senso che quando si dimostra di essere a catena,
perché qui si dimostra di essere a catena, non ci si può lamentare se dai giornali veniamo a sapere
questa cosa, perché una volta che tu stai a capo chino, e per dovere lavorativo aziendale, non lo so,
se certo una cosa del genere il comune non lo discute minimamente, è normale che poi succedono
queste cose, io credo che tanti di voi neanche lo sapevano dell'esistenza di questo gemellaggio,,
anche perché poi tra l'altro come comune siamo gli unici che alle porte della città non hanno nessun
cartello e quant'altro, poi il gemellaggio è ventennale, è come facevo riferimento prima, c'era tutta
un idea di fare turismo, di portare le scuole, di avere scambi culturali, e ad onor del vero devo dire
che, a parte che avvenire si è interessata molto di questa cosa, c'è stato uno scambio culturale, è
stato molto interessante, perché nel 2007, dal 10 al 15 novembre del 2007, c’è stato il complesso
folcloristico Rossignasca di Lipetsk, che c'è venuta ad insegnare la balalaika, quindi noi abbiamo
portato su i nostri posti di lavoro e le nostre aziende, abbiamo ricevuto un corso di cinque giorni di
balalaika, questo è quello che avveniva qui dentro, con il consenso dell’assise comunale di allora,
poi oggi facciamo solidarietà ai lavoratori, oggi ci stracciamo le vesti, oggi facciamo i picchetti
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contro picchetti, manifestazioni, ci mettiamo la testa di tutto, ed io ci sto sono d'accordo, ma non
voglio che passi il concetto che è dal 4 giugno 2013 che è successa questa cosa, parte dal 16 marzo,
dal 19 marzo del ‘99, perché ho voluto, perché ho voluto far vedere la discussione del comune di
Fabriano riguardo al gemellaggio, perché la regione ne parla per 20 pagine, la regione Marche nel
2004 fa una discussione di 20 pagine su questa storia e noi una e mezza, con un verbale della
commissione che approva la cosa, allora c'è qualcosa che non torna, allora non possiamo fare tutti i
verginelli, mi dispiace che il sindaco sia sempre in giro quando si parla di queste cose, però, no sta
li, lo vedo, ed in queste 20 pagine di discussione della regione Marche si leggono cose interessanti,
perché anche qui l’allora consigliere Cecchini affermava che non ha apprezzato la scelta della
giunta regionale di sostenere la delocalizzazione all'estero nei distretti della Merloni
elettrodomestici, perché ritengo che non bisogna mai sostenere la delocalizzazione, che la crisi è
tale che bisogna sostenere le aziende, cosa sta facendo la regione? niente, sta dando 1.200.000.000
alla Merloni Elettrodomestici per andare a sostenere la clonazione del suo distretto industriale a
Lipetsk. Ci sono poi consiglieri regionali che hanno il coraggio di dire cose che qui purtroppo non
si, che qui purtroppo non si ha il coraggio di dire, poi la discussione riguardava anche l’Antonio
Merloni, e dice, è vero che l'altra grande azienda di quel distretto, Fabriano, ha proprio qualche
giorno fa ha reso noto un record nel 2003 per quanto riguarda gli utili del fatturato, era l Indesit,
tuttavia le situazioni dell'impresa gemellata dell'Antonio Merloni mette in crisi il sistema ch nel
distretto elettrodomestico di Fabriano si era costruito in questi anni, negli scorsi anni fu proprio
Merloni, non Antonio, ad indicare come modello di sviluppo e di industrializzazione quello di
esportare nei paesi dell'est, e di copiare il modello distretto dell’elettrodomestico di Fabriano,
perché è un distretto, quello di Fabriano è un distretto particolare, questo, questa è una cosa che qui
non si è mai detta, quello di Fabriano è un distretto particolare perché fortemente gerarchizzato,
intorno a poche grandi imprese, al cui interno la vasta rete di piccole e medie imprese fornitrici non
gode di nessuna autonomia, né commerciale, né produttiva, né tecnologica, un modello quello del
distretto di Fabriano che si è costruito attraverso l'assorbimento dell'intero tessuto produttivo e
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sociale, intorno alle poche grandi imprese capofila, questo è un discorso che è stato fatto nel 2004 in
regione, nel nostro comune non è stato fatto nulla di tutto ciò, nella risposta di Spacca si mena
sempre il cane per l'aia con questo discorso dell'internazionalizzazione che non è delocalizzazione,
nel 2007, poi, dopo quattro anni, è stato approvato il regolamento per la stipula del gemellaggio con
Lipetsk, quindi a dimostrazione che era una cosa fatta in tutta fretta per volere di, a cui il comune si
è piegato, come avevo detto in un precedente intervento, qui dentro vengono solo rettificate
decisioni prese altrove, sarebbe ora di cambiarlo questo andazzo, qui nella relazione invece del, no
questo, questo sì, in un articolo del 2002 i componenti cinesi per la Merloni, 8 ottobre 2002, si cita
che i fornitori venivano invitati proprio seguire quelli del distretto marchigiano e del casertano, i
fornitori venivano invitati a seguire i processi di internazionalizzazione del gruppo anche in paesi
come la Russia, quindi tutto rimane come era, ma poi nella delibera del 2005 che la giunta regionale
si supera, perché è eccezionale, tendenzialmente si dovrebbe mirare a mantenere in Italia la
produzione di alta qualità ad elevato valore aggiunto e spostare all'estero le produzioni intermedie
standard, dove è più forte l'incidenza del lavoro, l'attività delle pubbliche istituzioni deve essere
rivolta non a favorire la delocalizzazione di imprese ed occupazione, ma sostenere la loro
espansione internazionale, affinché grazie alle nuove opportunità di rafforzino e crescano anche
all'interno, per l'impresa il percorso di internazionalizzazione idealmente si snoda, in una prima fase
nella partecipazione a fiere nazionali, si passa poi in una seconda fase che consiste nel
consolidamento e sviluppo della propria quota di mercato, nello svolgimento di indagini in
profondità, e nella realizzazione di studi di fattibilità, che fisiologicamente sfociano in forme di
internazionalizzazione leggera, non so se esiste in economia un termine del genere, accordi, aperta
parentesi, accordi di distribuzione di licenza franchising, la terza fase si concretizza nell'apertura
all'estero di (incomprensibile) produttivi, chiedo una deroga presidente perché ho altre cose da dire,
quindi internazionalizzazione leggera, poi si dice che l'ultima fase è quella degli investimenti
produttivi, che succede?, nel 2005, nuovamente noi, allora esponenti Azione Giovani del
movimento giovanile di Alleanza Nazionale, portammo di nuovo Alemanno, però questa volta era
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ministro all'agricoltura, magari ci calcolano un po' di più, 18 marzo 2005 Made in Fabriano per
superare la crisi, la proposta fatta dal ministro della cultura Alemanno in un incontro organizzato da
Azione Giovani AN., il problema della delocalizzazione, perché non aumenta le vendite
dell'occupazione ma solamente i guadagni alle imprese, il Carlino riporta la stessa cosa, nel 2005 c'è
anche un'interrogazione per la cronaca del consigliere regionale Bucaro, riguardante il problema
delle delocalizzazione e dei licenziamenti a cui alla fine non si ritiene soddisfatto perché in pratica
non gli avevano risposto, poi incomincia un escursus storico, dei ritagli di articoli vecchi, che
veramente mi ha messo tristezza, perché stiamo rivivendo esattamente la stessa situazione, cioè
questi sono articoli del 2005, ci sono le stesse proposte, le stesse parole, gli stessi atti, le stesse
proteste di oggi, ciò sta a significare che non è cambiato assolutamente niente, la c'erano addirittura
l’allora segretario della Cgil Bellezza che dice: la delocalizzazione fa paura se non supportata da
strumenti e occasioni di investimenti per il mantenimento sul territorio di livello occupazionale,
quale Spacca, all'epoca c'erano le regionali, dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto
in termini di innovazione ed internazionalizzazione, presidente scusi, dicevo il presidente Spacca
nel 2005 affermava, dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto in termini di
innovazione ed internazionalizzazione, poi poche ore fa Spacca stesso ha detto: la Indesit ha
sbagliato perché ha internazionalizzato poco, prima la prendiamo come modello, la Indesit il
modello di internazionalizzazione delle Marche, poi dice abbiamo, la Indesit ha sbagliato perché ha
internazionalizzato poco, ora capisco che ci sia confusione, capisco che giustamente c'è qualcuno
che gli rimprovera il fatto che nessuno crede che lui non sapesse niente di questo fatto, hanno fatto
credere di tutto, ma adesso che Spacca le venga a sapere come noi dai giornali della situazione della
Indesit, francamente visibile. Stendo un velo pietoso su tutte le discussioni riguardo accendiamo
Fabriano, perché ragazzi c'è veramente da vergognarsi, c'è veramente da vergognarsi, c'è
un'intervista che è clamorosa, per onor di cronaca la passo perché altrimenti mi allungo, vado, nel
2007 vengono i lavoratori della Polonia qui a Fabriano, giustamente il sindaco Sorci li accoglie nel
migliore dei modi, li porta a cenare sotto il loggiato San Francesco, questi erano venuti dalla
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Polonia per guardare come si lavorava qui a Fabriano, perché poi sarebbero andati a lavorare sugli
stessi macchinari in Polonia, noi li riceviamo con il massimo degli onori, c’è stata un'interrogazione
dell'allora consigliere Mezzopera e Sorci risponde, io li non ero in veste di sindaco, il che spiega
tutto. 2007, articolo del Resto del Carlino del buon di Marco, eccolo qui presente, grande freddo nel
PD per i tagli della Indesit, 14 marzo 2009, si legge su tutta la linea imbarazzato e forse obbligato, il
PD fabrianese si tappa la bocca e ci dice di non entrare nel merito della polemica interna tra alcuni
parlamentari e Maria Paola Merloni, accusata di non essere intervenuta per bloccare la scelta di
Indesit, di chiudere lo stabilimento piemontese di None con oltre 600 dipendenti e trasferire la
produzione in Polonia, sono fuori in vacanza non so nulla parlatene con il responsabile politico, è il
primo garbato diniego ricevuto dal segretario cittadino Alianello, su questa vicenda preferisco non
intervenire, comunica il no comment, proprio il responsabile politico del PD locale Sandro
Giorgetti, resta il sindaco Sorci nella doppia veste di primo cittadino, griffato PD e dipendente
Indesit, ma anche lui, di norma sempre prodigo di parole, sceglie la linea del silenzio, mi adeguo da
quanto deciso dal partito, è l’ubbidisco di Sorci, nessuno dice ufficialmente ma sotto tracce degli
ambienti vicino al PD non possono fare a meno di notare come Maria Paola Merloni sia entrata in
solo due mesi nel consiglio di amministrazione dell'azienda, dopo prende i due estremi, intervista,
fanno domande a Giacomo Scortichini, l’allora segretario dei comunisti italiani che afferma, non
soffiamo sul fuoco perché in questo momento la città come Fabriano è il momento di, questo
momento è il momento di restare uniti e non divisi, intervista a me, che giustamente ero il segretario
di Alleanza Nazionale e dico che di certo non è una scelta coraggiosa quella di trasferire la
produzione a None, ma è caso che intervenga l’Unione Europea per riparametrare tra tutti i paesi
dell'unione i salari minimi dei lavoratori perché altrimenti c’è una guerra tra poveri internazionale.
Io poi feci un volantino che erano le tre scimmiette, non vedo non sento e non parlo, Alianello sono
in vacanza, Giorgetti no comment, sindaco Sorci mi adeguo, mentre nel centro sinistra regna
l'omertà, Alleanza Nazionale ed Azione giovani hanno semplicemente il coraggio di dire la
semplice verità, è una vergogna, questo nel 2007, io perché questi volantini presi anche la minaccia
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di denuncia della procura di Repubblica per diffamazione, ma evviva iddio era scritto tutto Di
Marco quindi andò liscia, perché, poi in politica comunque le denunce in queste cose fanno
curriculum, quindi magari facevano anche comodo, perché ho citato questa cosa del PD di None,
perché immediatamente dopo questo fatto, presidente, perché immediatamente dopo questo fatto
della chiusura della fabbrica di None la regione Piemonte attua una proposta di legge regionale dal
titolo, norme in materia di delocalizzazioni, incentiva le imprese e sviluppa l'auto imprenditorialità
collettiva, quindi il Piemonte, None, approva questa, immediatamente dopo la prende la regione
Marche, lo fa in meno articoli, e subito dopo il Veneto, perché anche in Veneto c'era lo stabilimento
della Indesit, a
Treviso, allora la regione Marche fa nel 2009 una legge per tutelarsi dalla
delocalizzazione, è evidente che dopo 9 anni, 10 anni, si sono resi conto che questa fantomatica
internazionalizzazione, internazionalizzazione non era, perché altrimenti non si prendono misure di
questo genere, misure che come ha detto il sindaco, in privato come abbiamo detto prima nella
conferenza dei capigruppo, legge regionale che prevede che ogni 31 marzo di ogni anno venga
presentata all'assemblea legislativa una relazione sullo stato attuale di questa legge, allora negli anni
passati di questa legge non si è trovata nessuna relazione, per quanto riguarda quella di quest'anno il
consigliere regionale Busilacchi, la doveva discutere martedì, due giorni fa, proposta, stato
d'attuazione della legge 15 del 2009 sulla delocalizzazione, nonostante il consigliere regionale
fossero presenti in aula è stata rinviata, quindi si presume che venga discussa martedì prossimo, poi
arriviamo dove io onestamente, mi scuso se mi dilungo ma credo che sia importante
(incomprensibile) di tutti, veramente non ce l'ho fatta più quando ho visto questo articolo a firma di
Sorci sono sbottato, perché da tutti gli anni cui noi dicevamo guardi la delocalizzazione, lui dava
sempre le sue solite lezioni, leggiamo resto del Carlino 6 giugno 2013, dal 2008 il fabrianese ha
patito un processo di delocalizzazione spinta, pur essendo il distretto industriale con il più alto
numero di addetti all'industria in Italia, allora Sorci è stato sindaco fino all'altro ieri, poi mi vieni a
dire che dal 2008 c'è stato un processo di delocalizzazione, forze politiche come la mia, ma non
solo, gliel'hanno ripetuto in 15 lingue, la risposta è stata sempre no voi non capite niente, non è
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delocalizzazione,
è
internazionalizzazione,
allora
andiamo,
allora
che
cosa
è
questa
delocalizzazione, internazionalizzazione, lo dico chiaramente, l'internazionalizzazione è una
strategia che ha l'obiettivo di rivolgersi al mercato estero e non solo a quello domestico, una
strategia prevede l'indirizzo di strumenti, utilizzo di strumenti, nel caso dell'internazionalizzazione,
l'esportazione affidata agli intermediari, intermediari esteri, l'apertura di uffici, show room, la
delocalizzazione della produzione, quindi ogni volta che ci viene detto internazionalizzazione ci
menano per l'aia, ci prendono per il naso, perché la delocalizzazione non è altro che uno strumento
insito nella internazionalizzazione, è come chiamare lo spazzino operatore ecologico, è la stessa
identica cosa, però si sono fatti belli, sono stati spesi i nostri soldi pubblici ed adesso ci ritroviamo,
ci ritroviamo in questa situazione. L'ultima chicca, sempre dell'amato ex sindaco, 15 giugno 2006,
questa è fantastica, perché questa è proprio lui, domanda dell'intervistatrice del Corriere Adriatico,
lei però ha vissuto da sindaco gli anni dell'internazionalizzazione di Indesit ed adesso è diventata
delocalizzazione, non ce n'era sentore prima?, è una domanda che qualunque cristiano risponde con
un sì e l'argomenta, un no e l'argomenta, preparatevi alla super-caz…. di Sorci, perché è
eccezionale, ho sempre parlato di questo distretto come un colosso dai piedi d'argilla, adesso
qualcuno della maggioranza, ha parlato mai Sorci del nostro territorio che era una grossa pietra
d'argilla, rispondetemi, però eccola, noi eravamo il distretto più internazionalizzato ed infatti siamo
quello che paga di più la crisi ora,
la domanda?, non ce n'era sentore prima
dell'internazionalizzazione, della delocalizzazione, la risposta, noi eravamo il distretto più
internazionalizzato infatti siamo quello che paga di più la crisi ora, allora io ho fatto tutto questo
escursus, ringrazio il presidente per la pazienza, però ci dobbiamo rendere conto tutti come è nata
questa vicenda, chi sono gli artefici, chi sono gli attori protagonisti ne chi subisce questa cosa,
perché poi siamo tutti insieme dalla parte di chi purtroppo questa cosa gli capita tra capo e collo,
però dobbiamo anche essere molto sinceri e chiari nel dire, se coloro che erano qui prima, coloro
che hanno avvallato queste cose, coloro che stanno attualmente in regione, A, sono degli inetti
perché non capiscono quello che votano, quello che gli sottopongono sotto gli occhi, e quindi, non
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lo so bisogna trovare una soluzione, oppure erano dei complici, perché la terza risposta non ce, qui
non vorrei aprire un fronte, perché la situazione è grave, però bisogna mettere i puntini sulle i,
perché altrimenti ci ritroveremo con il passare degli anni a fare sempre gli stessi discorsi e dire
sempre le stesse cose, io ci ho tenuto a portare tutti i documenti, come il collega D'Innocenzo se
volete fotocopiate e ve li guardate, e quant'altro, ne ho altrettanti a casa, ma mi sono sentito di fare
questo lungo intervento per quella generazione che mi ha portato tra questi bianchi, perché quando
noi ci occupavamo di delocalizzazione io avevo 19 anni e studiavo a Perugia, e tutti gli altri ragazzi
avevano 20 anni, e quando facevamo questi convegni eravamo in 19, perché tutti eravamo matti,
perché a Fabriano andava bene tutto, e quando si discuteva che lo stabilimento di None a Torino
chiudeva, lo sapete che cosa si diceva, stiamo zitti perché l'importante è che chiude la così da noi
non chiude, questo era il commento medio, se chiude a Torino allora significa che a noi ci lascia in
piedi, poi però c'è arrivato il conto nel 2013, come c'è arrivato il conto quando nel 2005
smantellavano gli operai stessi lo stabilimento di Melano, le linee le portavano in Polonia e c'erano
gli stessi operai che smontavano la linea, è come se ci levano le fondamenta da casa , però ci dicono
guarda per cinque anni vi regge, poi?; queste sono le cose su cui dobbiamo riflettere, questo è il
conto da portare a qualcuno, che poi l'ordine del giorno lo votiamo, siamo d'accordo, quello che
volete, però la cosa non ci è cascata dall'alto, vi ho riportato tutto, con nome e cognome dei
protagonisti negativi, ma quelli che ci prendevano in giro su questa storia, l'internazionalizzazione è
diversa dalla delocalizzazione, e tutti si nascondevano dietro questo paravento, la storia non è
questa, la storia quella che riporta i documenti, non che dice Solari, però spero, spero vivamente che
questo mio intervento abbia smosso alcuni della maggioranza ad intervenire perché altrimenti
rifacciamo il solito discorso, noi andiamo poi si va alla votazione, grazie presidente per la pazienza.
PRESIDENTE: Bene consigliere Solari, prego consigliere Urbani.
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CONSIGLIERE URBANI: Grazie presidente, quello che sto facendo non è un intervento, è solo
una comunicazione, l'intervento eventualmente lo farò dopo, per una notizia che credo, che non
stravolgere la vita, però credo che sia un po' importante oggi in questo contesto, mi è giunta
informazione che in commissione industria del Senato alle ore 15:00 è stato approvato un
emendamento al decreto legge quello sull'efficienza energetica, che estende la detrazione del 65%
dell’Irpef anche sull'acquisto di elettrodomestici, non solo sulla ristrutturazione della casa o dei
mobili, quindi credo che non risolverà il problema di cui stiamo parlando, però è un emendamento
credo molto importante che vale la pena conoscere in questo momento, dopo l'intervento
eventualmente lo farò dopo, grazie.
PRESIDENTE: Bene consigliere Urbani, prego consigliere Rossi.
CONSIGLIERE ROSSI: Grazie presidente, io innanzitutto voglio esprimere la mia solidarietà
personale agli operai dell’Indesit che stanno protestando per i loro posti di lavoro in questi giorni,
non è una solidarietà di natura esclusivamente formale, ma per come sono abituato io a vivere e
relazionarmi in queste situazioni, per me è una solidarietà attiva che impegna il mio corpo, il mio
spirito, le mie giornate e tutto quanto, e questo è il primo dato; in secondo luogo vorrei ringraziare
invece anche il consigliere Solari, perché ha fatto un excursus basandosi su dati, su articoli di
giornali, delibere di giunta regionale, molto, molto importante, che ci dà un quadro, ci da un chiaro
quadro di come si è comportata l'Indesit, e di quello che sta facendo già ora. La situazione nel
nostro territorio colleghi consiglieri è evidente a tutti, ce lo siamo detti tantissime volte, è una
situazione molto, molto grave, abbiamo cercato di intervenire dentro questa situazione come
consiglio comunale di Fabriano, io quando abbiamo fatto quel consiglio comunale aperto sulle
questioni del lavoro pensavo di farle in un altro modo, è stato deciso una strada, non si è presentato
nessuno, e questo caro sindaco tengo sempre a ricordarlo, perché quelle sedie vuote, quel non essere
nessuno presente, è segno chiaro di uno sgarbo istituzionale che l'imprenditoria di questo territorio
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ha fatto al consiglio comunale di Fabriano ed alla politica di Fabriano, questo è il primo dato che
noi dobbiamo andare a leggere, perché la domanda che noi ci dobbiamo porre è cosa può fare oggi
la politica, cosa può fare oggi il sindaco di Fabriano, il consiglio comunale di Fabriano, chiaramente
le risposte non è che siano tantissime, se poi nel momento in cui l’invitiamo, a questi imprenditori,
nemmeno si presentano, nella loro arroganza, è chiaro che risultano ancora minori, ma credo che
qualcosa possiamo fare, in un anno credo che è stato fatto poco, oggi nei confronti della situazione
dell’Indesit, nei confronti della crisi economica, credo che qualcosa possiamo fare, quell'ordine del
giorno dei 32 sindaci, io l'ho detto in tutti i modi, dentro la conferenza dei capigruppo, parlando con
gli altri consiglieri comunali e con il sindaco secondo me è totalmente insufficiente, noi lo voteremo
quell'ordine del giorno dei 32 sindaci, si voterà, perché è un atto dovuto, perché è un atto formale,
ed è un atto istituzionale, ma di contenuto e di sostanza c'è veramente, veramente molto poco,
dentro quell'ordine del giorno dei sindaci si parte con una premessa, che è un appello a nonno
Merloni, e l'appello a nonno Merloni è, vedi Aristide ci teneva a questo territorio, nipoti teneteci
anche voi, ecco un appello così, a mio avviso fondamentalmente non frega un cavolo a nessuno, ed
anche a me sinceramente dà un po' fastidio, io non mi sento aggrappato a quella tradizione, per me
quella tradizione è stata una tradizione che tendenzialmente ha bloccato, vincolato Fabriano, non
facendolo crescere, quindi non è che mi sento direttamente di quello spirito, condivido di
quell'ordine del giorno invece la questione del sottolineare il fatto che non debbano esserci
licenziamenti, condivido il fatto che l’Indesit debba riportare indietro il proprio piano industriale,
però colleghi consiglieri non è che se noi andiamo a scrivere all’Indesit, tuo nonno voleva stare nel
territorio, ritira il piano industriale, all'Indesit frega qualcosa, devi levare il piano industriale, non ci
andiamo a prendere in giro, quindi quell'ordine del giorno di per se stesso è un ordine del giorno
insufficiente, oggi a seguito di conferenza dei capigruppo, anche a seguito di pressioni che sono
state fatte, numerose dentro le conferenze dei capigruppo, siamo riusciti ad arrivare anche ad una
mozione ulteriore, proprie ed esclusivamente del consiglio comunale di Fabriano, che
successivamente andremo ad illustrare, una mozione che ritengo sia più qualificante di quell'ordine
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del giorno, perché?, perché si chiede un appello, innanzitutto si chiede un incontro ai parlamentari
del territorio, tra cui c'è la Maria Paola Merloni, ed a Gianmario Spacca, dove possiamo parlare di
tutte le cose che giustamente ha detto il consigliere Solari, perché poi dentro quella mozione si
chiede che l’Indesit restituisca al territorio i soldi che sono stati presi, pubblici, per delocalizzare,
ritengo che queste questioni siano qualificanti. Mi dispiace sentire a volte manifestare gli operai
facendo cori del tipo chi non salta un polacco è, noi ci siamo documentati, abbiamo anche contattato
dei sindacalisti che lavorano in Polonia, l’Indesit va a delocalizzare in zone a diritti zero, che
sembrano quasi dei campi di lavoro, e la situazione dove andranno quelle persone, dove lavoreranno
quelle persone, è una situazione gravissima, noi nell'Europa occidentale, la terra della libera dove in
Dio confidiamo ci troviamo dei campi di lavoro che sono dei veri e propri lagher, dove vengono
messe le sbarre alla finestra per non far suicidare le persone, e queste cose bisogna dirle, noi
organizzeremo a Fabriano a breve un incontro pubblico con, se verranno speriamo, questi
sindacalisti della Polonia, che ci racconteranno le condizioni degli operai lassù, quindi non c'è
differenza tra la condizione, tra la vita, un lavoro di un operaio qui, o la vita ed il lavoro di un
operaio lassù, perché se siamo internazionalisti veramente sono lo stesso livello e devono essere
considerate allo stesso livello, perché per noi i diritti sono qualcosa che vanno, che va oltre, c'è una
responsabilità, quando Cicerone fece il suo primo processo disse: per capire di chi è la
responsabilità di un atto chiediamoci cui buono, cioè a chi giova quello che succede, quello che
succede giova alla famiglia Merloni, all’Indesit, sicuramente si, perché loro hanno ad ampliare il
loro profitto, ha giovato per anni a Gianmario Spacca, presidente della regione Marco, sicuramente
si perché lì c'è andato a prendere i voti, perché è stato messo assessore prima all'attività produttive
poi presidente alla regione in maniera funzionale ad un discorso, grazie Sergio che c'e l’hai descritto
quale era la maniera funzionale del discorso all'interno. appunto del tuo intervento, e così è stato
modellato questo territorio, così è cresciuto questo territorio, ed allora quello che mi chiedo io, e
quello che mi aspetto io dal sindaco di Fabriano è che adesso si alzi il tiro, oggi siamo arrivati al
punto di caduta, dopo l’Indesit c'è rimasto più poco, qualcosa ancora c'è rimasto, ma vogliamo
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assistere all'oblio anche di quello in silenzio, no, questa volta non ce lo possiamo permettere, quindi
è giusto che venga anche, che si crei anche una legge, una iniziativa popolare secondo me in modo
migliore, a partire da Fabriano, che chiede al governo nazionale di legiferare contro le
delocalizzazione industriali, e dobbiamo essere pionieri in questo, dobbiamo scoprirle queste nuove
strade ed andare dritti verso questa nuova situazione, perché la situazione che attraversa il nostro
territorio oggi con le delocalizzazione industriali non è propria nostra esclusiva, non è esclusiva
nostra, è una situazione che sarà generalizzata in tutta Italia, quindi è una legislazione nazionale in
tal senso è necessaria, un sindaco che parte da un territorio violentato, stuprato, e che punta i piedi,
e che fa sentire la propria voce, è quello che noi necessitiamo, necessitiamo oggi in Italia di sindaci
coraggiosi e di territori in rivolta, non necessitiamo di nient'altro, ed allora ben venga quella
mozione che successivamente andrà allegata insieme a quell'ordine del giorno, che diciamo di per
se stesso serviva veramente poco. Un'altra cosa, noi oggi non dobbiamo parlare esclusivamente
dell’Indesit in quanto Indesit, dobbiamo anche parlare della famiglia Merloni, e questo dato storico
del nostro territorio finalmente lo dobbiamo sviscerare fino alla fine, tante volte io parlo
dell’Indesit, poi parlo della famiglia Merloni, mi si dice due cose differenti e tutto quanto, ma che
due cose differenti, come fanno ad essere due cose differenti, la famiglia Merloni con il suo privato
ha determinato il pubblico di questo territorio per almeno cinquant'anni, e l'attacco che voglio
portare io oggi non è esclusivamente alla dirigenza dell’Indesit, ma è dentro casa della famiglia
Merloni, è dentro il loro privato, perché il loro privato non è stato appannaggio loro esclusivo, il
loro privato è stato un macigno che è stato per cinquant'anni sulla nostra collettività, ed oggi dopo
aver fatto quello che volevano abbandonano anche questo territorio, noi l'anello dal naso non ce lo
dobbiamo avere, non ce lo possiamo permettere di avere, anche perché, e vado veramente
concludendo, nella fenomenologia dello spirito Eghel parla della dialettica servo padrone, che cosa
significa dialettica servo padrone, che c’è un servo e c'è un padrone, ma chi è più forte dei due, è
qui che ci dobbiamo rendere conto, che più dei due il più forte è servo, perché il padrone rimane
tale fino a quando il servo lo riconosce come tale, quindi la nostra prima liberazione oggi deve
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essere una liberazione culturale, che possa far ripartire questo territorio, ma lo faccia ripartire dai
fabrianesi, non aspettando più aiuti dall'alto o persone che decidono esclusivamente loro quello che
deve accadere, è tempo che ci rimbocchiamo le maniche e partiamo, e vogliamo un sindaco di lotta,
un sindaco di barricata.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Rossi, prego assessore Balducci.
ASSESSORE BALDUCCI: Diciamo, faccio un intervento con il cuore, nel senso che vorrei
staccarmi un attimo da quello che è il discorso politico, con cui in qualche maniera anche
giustamente, si è iniziato questo dibattito, faccio un discorso neanche l'assessore o da politico, chi fa
politica a livello locale, siamo sinceri noi non siamo politici, siamo persone che cerchiamo di
amministrare e mandare avanti con fatica, con sempre più fatica, una realtà nella quale viviamo e
della quale sentiamo i respiri, perché noi ci siamo in questa realtà, cosa che non sentono chi è
lontano da questa realtà e che purtroppo, io dico purtroppo, troppo spesso non sanno cogliere quelle
che sono i reali problemi dei territori, ho sentito gli interventi di Silvano e dell'amico Solari, non è
solo la regione Marche che ha corso dietro l'internazionalizzazione o alla globalizzazione, è stata
l'intera Italia, per motivi oggettivi, che ha corso dietro a questo fenomeno che doveva aprire i
mercati, e le industrie di un certo livello o correvano o perdevano quote di mercato, sotto questo
aspetto io devo essere sincero non riesco ad essere indignato con chi ha gestito questo processo, dal
punto di vista tecnico, chi ha gestito questo processo dal punto di vista tecnico seguiva un fine,
veniva pagato per quel fine, ed era il profitto, se tu, qui abbiamo degli industriali penso che
condividano, se tu volevi guadagnare dovevi fare questo, la strana cosa era che anche lo Stato, al
livello più alto di quello che era il nostro piccolo livello, di quello che era anche la regione, pensava
di entrare in questo vortice e governarlo in qualche maniera, io non lo so se sono stati lungimiranti,
non mi sembra, tutt'altro, come si può combattere un fenomeno se la produzione di un oggetto qua
mi costa 10 e la mi costa un centesimo, no 10, un centesimo, come si può combattere questo
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fenomeno se a me conviene produrre qua, produrre la e rivendere qua, qui secondo me è stato
l'errore, ma a livelli altri, prima che i nostri livelli, però purtroppo se certe aziende, di un certo
livello dovevano sopravvivere, conquistare quote di mercato, eccetera eccetera, questo dovevano
fare, apposto va bene dal punto di vista tecnico io lo capisco, a me quello che dispiace è quando
tante aziende, non solo locali, non solo regionali, ma nazionali, che oramai hanno fatto la storia
dell'azienda Italia, profittano, profittano di quella che è la risorsa pubblica per aumentare i propri
utili, poi sono buono anch'io alla fine dell'anno a presentare i bilanci in attivo, quando attivo cassa
integrazione a iosa, ti credo, ti credo, che faccio gli utili, il problema dove è, il problema è che in
questa fase di cambiamento, per chi era ancorato, attaccato ai territori, io faccio un discorso più
generale, sarebbe stato giusto reinvestire sui territori e dare a quei territori ciò che questi avevano
dato, è mancato questo, è mancato questo perché?, perché in queste aziende ormai globalizzate, non
c'era più lo spirito iniziale che era quello della testa locale, purtroppo, la testa locale pensava prima
al territorio e poi al resto, compenetrando tra loro il giusto, il giusto inseguire l'utile, ed il giusto
ridare a chi ti aveva permesso di arrivare a questi livelli, fino a quando c'è stata una testa locale e
questo è stato possibile, quando la testa non è stata più locale purtroppo è mancato questo pezzo,
qui forse c'era bisogno di alzare la voce, facile dirlo oggi, più difficile dirlo per tutti quando
avevamo la pancia piena in qualche maniera, la pancia piena ha portato ad addormentare le teste,
questa è la triste realtà attuale, ad oggi noi abbiamo, abbiamo una schiera di imprenditori capaci di
poter dire la propria qua, non tanto secondo me, abbiamo ancora persone capaci, ma abbiamo
difficoltà nell’andare a capire primo dove dare andare, secondo con chi andare, perché?, perché
perbacco noi siamo, ed in questo mi ritrovo nelle parole che ha detto Emanuele, quindi noi siamo
stati sempre un po' trattati come la bestia da soma, diciamocelo sinceramente, anche di un buon
livello. ma sempre bestie da soma siamo, voi ditemi se un fabrianese se negli ultimi vent'anni ha
fatto, cioè nel proprio, nel proprio ambito è riuscito a, adesso forse ho usato un termine un po’
troppo lungo, un po’ più breve, è riuscito ad eccellere, no, no, perché qui le intelligenze erano tutti
da fuori, alla faccia dell'intelligenza da fuori, fatemelo capire, ma questa intelligenza da fuori dove
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ci hanno portato, o non hanno capito o lo capivano troppo bene, lo capivano troppo bene a questo
punto, io, ho detto parlo di cuore, vado così a getto, pensavo di dire un'altra cosa, tutto quello che
noi facciamo adesso è condivisibile, a me sta bene tutto, a me quello che mi mette angoscia, quello
che mi fa stare male da fabrianese che ama la propria città, è che, che in qualche maniera è voluta
tornare qui a fare quel poco che sapeva fare, poi l’ha fatto bene o l’ha fatto male, io questo non lo
so, però io sono orgoglioso di essere qui, io quando pochi giorni fa ho visto la manifestazione con la
Camusso presente, qui mi è preso lo sconforto, indipendentemente dall’Indesit, io adesso ve lo dico,
indipendentemente dall'Indesit, quella manifestazione doveva far vedere quale era il disagio sentito
da un territorio, qui c'erano 300 persone, fabrianesi 50, poco meno, poco meno, ma qui ci dovevano
venire tutti quelli, io queste storie le ho già viste con la Ardo, l'abbiamo già viste con tutte queste
situazioni, due giorni ci agitiamo poi stiamo li ed aspettiamo tutti, tutti che aspettiamo, ragazzi qui
aspettiamo la fame, cioè qui non abbiamo capito, io vorrei che l'orgoglio dei fabrianesi che hanno
fatto grandi queste benedette aziende del territorio nostro, e non solo del territorio nostro, perché
qualcuno ha fatto grande anche altre aziende, magari si è formato qui poi andato fuori, io vorrei che
tirassero fuori gli attributi, che si facessero sentire, io sono rimasto spiazzato una settimana fa, non
vedevo nessuno, non vedevo nessuno, ma dove stanno tutti quelli che oggi vivono, sopravvivono
con la cassa integrazione che paga lo Stato, io voglio, io vorrei che tutte le grandi industrie che ora
vanno dietro la globalizzazione ridessero i soldi allo Stato che hanno preso, per poi cosa fare, per
lasciarci in un mare di guai, allora io rivoglio i soldi, se mi permettete, se io vi ho dato i soldi li
rivoglio, cioè ridatemi i soldi in maniera tale che io li rinvesto nei territori, e do un futuro alla gente
che a voglia di rimanere in questi territori, perché qui c'è gente che ha voglia di rimanere, se poi le
teste si sono addormentate, benissimo, facciamo in maniera tale che si risveglino, io non voglio i
soldi che mi vengono dati come fosse una, come fossero necessari per la sopravvivenza, io voglio i
soldi che vengono da nostro territorio per formare le persone ad imparare a camminare da soli, da
soli e da qui, io vorrei questo, vorrei la formazione di questa gente, 10 anni fa, qui probabilmente,
qui come in tante altre parti, è stato fatto quest'errore, io si so le grandi aziende percorreranno
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bisogno di prendere altri mercati, ma contestualmente forniamo qui delle nuove attività, delle nuove
teste, facciamo crescere le teste che ci sono, non facciamo elemosina, che poi finisce, e quando
finisce che facciamo?, noi siamo qui e dove ci ritroveremo queste persone, sotto il comune, non
esiste maggioranza o minoranza poi ragazzi, all'inizio eravamo partiti un po' male, giustamente
Giancarlo ha detto bene, cioè in questi temi, ma per me sempre non esiste maggioranza e
minoranza, perché? perché se c'è una buona proposta, ma chi se ne frega da dove viene è una buona
proposta, prendiamola per come è, per cui questo è stato quello che è mancato, ed è questo quello
che io voglio sui nostri territori oggi, vorrei dei fondi per far crescere un'economia alternativa,
ragazzi quello è un mondo morto oramai, ma non a Fabriano, non nella regione Marche,
nell'Europa, perché là c'è un altro, ci sono i carcerati come diceva prima Emanuele magari, ma la
non costa niente produrre, e se io faccio l’industriale di certo livello ma io me ne frego, tutto
sommato poco, se non seguo il cuore, io seguo il profitto, mi interessa un'altra cosa, che poi dopo la
faranno come noi, crescono, poi ci sarà un altro posto poco più lontano, la Cina che correva con un
Pil del 20% ora comincia ad andare all’8, e cominciamo con l'Africa, ci finiamo l'Africa,
ricominciamo dall'Italia, siamo vicini perché noi siamo diventati il quarto mondo al quel punto, se
nessuno si ingegna a tirare fuori gli attributi, ma questo deve essere il singolo soggetto, lo Stato in
questo deve aiutare, deve dare gli indirizzi, deve dare e soldi per la formazione, deve lasciare i soldi
sui territori per far nascere alternative, ed io dico, c'è Einstein che ha detto che la crisi è la cosa più
bella che ci sia, Einstein, perché?, perché tira fuori dall'uomo le capacità che in altre situazioni non
verrebbero mai fuori, vero o falso non lo so, io dico che è vero, perché si adesso non le tiriamo fuori
ce ne accorgiamo quello che accadrà, mi dispiace, mi dispiace vedere che i nostri cittadini, non lo so
se non si rendono conto, ma li vedo poco attivi, apatici su una situazione di questo genere, devono
farsi sentire, dobbiamo farci sentire, noi li ascoltiamo, non possiamo fare quello che puoi per la
posizione che occupi, ma è vero ci vuole la massa, in certe situazioni ci vuole la massa, non l'ho
vista questa massa, e questo mi preoccupa più di qualsiasi altra cosa, perché io sono convinto che
abbiamo le capacità, se sopportate in qualche maniera, di poterne uscire da soli da questa situazione,
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con fatica, perché l'altra cosa che è difficile ora e far rientrare nella testa della gente la parola fatica,
perché ci siamo abituati a star seduti, serve questo?, no bisogna rimboccarsi le maniche, e chi lo fa
ben venga, perché io non posso pensare, mi rifiuto di pensare che questa nostra realtà sia così poco
reattiva, non ci credo, non credo che questi concittadini vengano poi a chiedere, cosa vuoi chiedere
se ad oggi facciamo fatica a fare anche l’a b c dell'amministrazione, cioè è qua il problema, è qua,
tutto sommato, va bene dopo qui andremmo lontano, volevo rimanere nella, nel nostro piccolo
volevo rimanere, tutto sommato quello che dei nostri territori deve venire forte, è la richiesta di
fondi per riattivare cose alternative qui, tenuto conto che un processo di globalizzazione non è nato
qui, ma è nato in maniera molto più ampia, molto più estesa, e quello continuerà, non saremo noi a
fermarlo, noi dobbiamo solo ritirare fuori gli attributi, le migliore teste di questa zona, dal piccolo,
che siano uno, che siano due, che siano cinque persone, ma per riconvertire, ed in questo ci
dobbiamo farci sentire, riconvertire questa realtà, per il momento mi fermerei qua.
PRESIDENTE: Bene assessore Balducci, prego consigliere Crocetti.
CONSIGLIERE CROCETTI: Io vorrei fare, comincerei con una considerazione, sentiti gli
interventi, fatto, Solari, D'Innocenzo, Rossi, un po' mi tranquillizza perché secondo loro la crisi, il
momento che stiamo vivendo a Fabriano a dei responsabili, un nome ed un cognome, uno è Spacca,
l’altro è Sorci, la famiglia Merloni, eccetera, io a ridurre una discussione come questa in questa
maniera mi sembra una cosa veramente comica, magari perché non si è dimenticato che la nostra
società sta vivendo l'era della globalizzazione, dove le aziende, le multinazionali, devono muoversi
sui mercati mondiali per tenersi in piedi, abbiamo visto a Fabriano che chi non l'ha fatto è fallito di
fatto, e tutto questo ricade in un paese Italia, ricade in un paese come l'Italia dove c'è una
competitività che è fortemente otturata da una burocrazia assurda da terzo mondo, e da un costo del
lavoro che è più alto di tutti gli altri, per cui ridurre questa discussione a dire è colpa di noi
marchigiani mi sembra proprio, mi sembra proprio ridicolo, non per questo è inutile, non è che con
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questo voglio spendere una parola a favore della Indesit, tutt'altro, non è questo il punto, però onestà
intellettuale vuole che le considerazioni vengano fatte in un momento storico particolare, che è
caratterizzato da questi fenomeni che sono mondiali e non sono, e non sono assolutamente locali,
lavarsi la coscienza di dire è colpa di due singole persone, o di 10 singole persone, mi sembra
addirittura tutto riduttivo, è molto riduttivo, mi augurerei che fosse questa la verità perché se il
problema fosse 10 persone, sostituire 10 persone non è quello il coso, Solari sarebbe stato più
onesto se dicesse nella sua rassegna stampa avesse portato anche il suo ex presidente del consiglio,
che diceva nel 2008 stiamo uscendo dalla crisi, vediamo la luce, lasciamo la cosa, comunque
lasciamo perdere, comunque questa crisi che attanaglia il mondo ed in particolarmente l’Italia, che è
partita nel 2007, e che sta dando gli effetti più di devastanti in questo particolare momento, noi
parlare con le parole del giornale del 2000 e nel 2013 non è la stessa cosa, possiamo fare un
esempio, noi abbiamo un piano regolatore oggi ancora vigente, ideato nel 1980, approvato nel 1990,
dove nelle nostre frazioni sono dislocate le aree industriali, ed affianco alle aree industriali, le aree
residenziale, le aree verdi eccetera, perché vent'anni fa, vent'anni fa c'era l'idea di portare il lavoro là
dove c'era la gente, oggi questo piano regolatore è ancora vigente, voglio dire, quello era il
ragionamento di allora, che ha approvato tutta la città di Fabriano, oggi quell'idea, quella
concezione è completamente superata, e questo per farvi capire, cioè a prendere un ragionamento
del 2000 e portarlo al 2013 quello che può significare. Comunque tornando invece alla questione
che è all'ordine del giorno della crisi Indesit, allora io voglio dire molto chiaramente che questo
piano industriale non è condivisibile, non è assolutamente condivisibile, per quello che rappresenta
questa industria nella nostra storia, sia nel metodo che è stato fatto, io consigliere Rossi potrei fa
anche far finta di non vederlo, però i sorrisini quando parlo io, (voci), allora per cortesia io penso
che stiamo parlando di argomenti seri, tutto quanto, ci vuole rispetto delle persone, allora comunque
faccio finta di non vedervi non c'è problema, comunque questo piano industriale calato in questa
maniera sulla città, in un particolare momento, è da respingere totalmente, nel merito e nel metodo,
non ci sentiamo, ma soprattutto per rispetto di chi lo propone, per la sua storia, per quello che ha
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rappresentato queste industrie a livello locale e nazionale, e lo dice uno che all'interno di queste
aziende non ha preso mai nessun reddito, però io ho sempre fatto parte di una parte politica che,
lasciamo perdere andrei troppo indietro, dovrei dire le cose che sono fuori luogo, in questo, in
questa situazione comunque io devo ringraziare in particolar modo il sindaco del comune di
Fabriano, che ha affrontato la situazione con una determinazione e con la durezza necessaria e senza
dar sensazione di nessuno piccolo cedimento, e devo ringraziarlo anche nella veste di consigliere
comunale, questo consiglio comunale deve ringraziare, perché ha usato la massima trasparenza e
cosa, con condivisione, cioè tutto quello che ha fatto, ha cercato sempre di condividerlo e di
portarlo avanti unanimemente, perché il momento e le difficoltà del, le difficoltà del momento
bisogna richiedere assunzioni di responsabilità, assunzione di responsabilità da parte di tutti, e per
un’azione condivisa, cioè coloro i quali hanno risolto il problema, perché hanno trovato il colpevole
e non hanno capito niente, assolutamente non hanno capito niente.
PRESIDENTE: Bene consigliere Crocetti, consigliere D'Innocenzo diceva per fatto personale.
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: Io solo un piccolo fatto personale, perché o non mi spiego
quando parlo, o Crocetti non capisce, una cosa è certa, una cosa è certa, una cosa è certa che quando
parlo io
CONSIGLIERE CROCETTI: è che io non capisco, non riesco a capirti, il problema, è il secondo
caso
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: una cosa è certa che quando parli tu noi non capiamo, perché
inizi i periodi e non li finisci mai, quindi noi non abbiamo capito se sei a favore della
delocalizzazione?, quale è la tua posizione politica?, l'unica cosa che abbiamo capito è che,
ringrazio il sindaco per quello che ha fatto fino ad adesso sulla vicenda politica però hai fatto
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CONSIGLIERE CROCETTI:: però presidente il fatto personale è una cosa abbastanza precisa,
cioè queste ridicolaggine non devono essere consentite, il fatto personale è fatto personale, io non
ho offeso o trattato male a nessuno
PRESIDENTE: infatti mi
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: guardi che il fatto personale Crocetti è che quando un
consigliere
PRESIDENTE: consigliere Balducci per favore, lei però un attimo, adesso risolviamo, consigliere
D’Innocenzo mi dice dove è il fatto personale, infatti la domanda gliel’ho fatto, dove è il fatto
personale
CONSIGLIERE D'INNOCENZO: il fatto personale è
quando un consigliere comunale gli
vengono attribuite delle cose che non ha detto, perché non ha detto, o che perlomeno sono state
interpretate male, se lui pensa che io risolvo il caso dell’Indesit, perché lui ha fatto il nome mio,
parlando di D'Innocenzo, D'Innocenzo ha detto la responsabilità è di Spacca, di tizio, di caio, se voi
pensate che io, quindi questo è proprio fatto personale, mi dispiace per Crocetti perché avrebbe
preso una lezione politica che forse ti servirebbe per la prossima volta, se lui pensa che il mio
intervento è stato un attacco personale a Spacca, Sorci, ha sbagliato proprio tutto, non ha capito
niente, chiedo scusa io perché non mi sono spiegato, io ho parlato di responsabilità politiche, di una
coalizione politica, non ho parlato assolutamente di personaggi e di persone, io proprio, lungi, anzi
mi sembra di averlo sottolineato pure, cioè qui non dobbiamo fare una rincorsa alla ricercare del
colpevole, e non capisco quello che dice ad un certo punto, Crocetti ha detto che c'è stato un
presidente del consiglio di Solari, che nel 2008 ha detto si intravedeva la luce del tunnel, fuori del
tunnel, caro Crocetti quella dichiarazione è stata fatta l'anno scorso da Monti, che è vero che era il
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presidente del consiglio sostenuto da Solari, ma era anche il presidente del consiglio sostenuto dal
tuo partito, come non c'entra niente, come non c'entra niente, la luce del tunnel lo disse Monti, che
era sostenuto anche dal partito di Crocetti, quindi lui lancia delle accuse, inizia dei periodi, non li
finisci, non si capisce niente quando parla, e noi dobbiamo stare qui e stare a sentire le cose che
vengono riportate, che sembrano dette da noi, che in verità noi non abbiamo detto, perché non è
stato fatto nessun attacco personale, ne a Spacca, ne tanto meno a Sorci, è stato parlato di
responsabilità politica delle coalizioni delle amministrazioni comunali, delle amministrazioni
regionali, ed anche del governo nazionale tutto, quindi penso di essere stato più chiaro e di aver
chiarito la mia.
PRESIDENTE: Bene consigliere D'Innocenzo, andiamo avanti, prego consigliere Arcioni.
CONSIGLIERE ARCIONI Grazie presidente, io ho ascoltato con molto interesse gli interventi,
devo ringraziare sia Emanuele che Sergio, e soprattutto Sergio perché ha fatto, ha ripercorso
storicamente quello che è stata questa triste vicenda, però di questa ricostruzione manca un pezzo,
perché voglio ricordare a tutti che è passato un anno, oltre un anno da quando questa
amministrazione si è insediata ecco, quindi abbiamo questi fatti che riguardano diciamo l'episodio
Indesit, diciamo che in me suscitano strane sensazioni, sinceramente noi ripensiamo, e questa è la
parte che secondo me di tutto questo discorso manca, ai discorsi che abbiamo fatto tra di noi, alle
riunioni, ripercorriamo con la mente alcune tappe del nostro recente cammino, ed abbiamo diverse
sensazioni che si sovrappongono, è difficile un po’ sintetizzarle tutte, perché sono amarezza, rabbia,
rimpianti, nessuna di queste, un mix un po' di tutte, però vogliamo ripercorrere cosa è successo in
questo ultimo anno, voglio ricordare come Movimento Cinque Stelle il primo atto, proprio perché
l'informazioni che avevamo raccolto sul territorio davano già ampi segni della dipartita Indesit,
quindi il primo atto, la prima mozione, le numeriamo, ma mozione 01, era appunto la richiesta della
convocazione del tavolo pubblico dell'occupazione, questa mozione, voglio leggere brevemente
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quello che fra l'altro scrivevamo, stiamo parlando di un anno fa, dicevamo che in questo ultimo
periodo oltre alla grave situazione innescatasi per il mancato rinnovo della cassa integrazione per gli
operai della dell'ex Antonio Merloni, tanto è vero che come consiglio comunale abbiamo prodotto
anche un atto relativamente a questo rinnovo della cassa integrazione che in quel periodo non
veniva, non veniva esplicitato, e dicevamo che si sta aprendo una nuova area di forte
preoccupazione per la nostra comunità, relativamente alle politiche occupazionali che la primaria
azienda fabrianese Indesit Company sta mettendo in atto, complice una passata amministrazione
volutamente distratta ed una comunità lasciata fino all'ultimo disinformata, Imdesit Company
sembra che stia mettendo mano ad una ristrutturazione, che prevede chiusura e trasferimento di poli
produttivi, cassa integrazione e trasferimenti in altre città del personale di sede, generando
preoccupazione ed incertezza nei lavoratori coinvolti, sia operai che impiegati, è chiaro che
trattandosi della più importante azienda fabrianese, scrivevamo, se la notizia fosse confermata
avremo una nuova grave e crediamo definitiva ricaduta occupazionale e sociale sul nostro territorio,
già duramente colpito dalla crisi, ed ancora, scrivevamo, che a tutela dell'occupazione del nostro
territorio chiedevamo che si affidi alla regione Marche, come già, si diffidi la regione Marche, come
già è successo, a finanziare l'internazionalizzazione e delocalizzazione dell’azienda del nostro
territorio, istituendo a tutela della nostra comunità il concetto di danno alla comunità, penalizzando
tutte quelle aziende che intendono delocalizzare, trasferire le loro sedi, modalità e dettagli
dicevamo, e quantificazione del danno, saranno condivise all'interno della commissione lavori, se
istituita, La seconda mozione era la proposta dell'istituzione di una commissione speciale sul mondo
del lavoro e dell'occupazione, avevamo particolarmente a cuore questo tema, e ricordate quando in
una sospensiva, nella sala qui accanto, io ho battuto ripetutamente il pugno sul tavolo dicendo, ma
vi rendete conto che se ne stanno andando, e spingemmo subito per dare un segnale, non si avevano
sicuramente le soluzioni in tasca, ne bacchette magiche, ma l'esigenza di dare uno scossone era
molto forte, il 20 ottobre si tenne il consiglio comunale aperto, frutto delle nostre mozioni,
imprenditori disertano il consiglio in massa, potete rivedere sia il video che l'intervento che
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personalmente ho fatto, uscimmo da questo consiglio con una sola nota positiva, potevamo,
pensavamo infatti che ora si fosse più consapevoli del fatto che non avremmo più potuto riporre
speranze e certezze in qualsivoglia salvatore della città, pensavamo che come primo passo fosse
importante capire che non potevamo più fare affidamento su altri, che non noi stessi, presentammo
in quella seduta il nostro manifesto per una reinterpretazione dell'economia locale, la presentazione
alla commissione economia bene comune, ed in seguito pubblicammo anche un articolo sull'azione,
si intitolava, interrogarrono il morto, ma il morto non rispose, tutte le azioni richieste votate in
consiglio sono state disattese nel tempo dall'assessore Galli e dalla giunta, che si è limitata a non
gestire alcunché, dopo il consiglio comunale aperto, disertato dalle grandi aziende, si era deciso
insieme di continuare questa azione attraverso un rapporto con le piccole e medie imprese, con
l’istituto di credito, ma tutto è stato disatteso, nonostante il nostro impegno e le nostre proposte, ma
il tempo ultimamente passa inesorabile qui a Fabriano, più velocemente di quanto un fabrianese
mai si possa immaginare, basandosi sulla sua esperienza personale di tempo e situazioni mutabili, si
susseguivano tuttavia voci sempre più frequenti di situazioni difficili alla Indesit, e volevamo capire
come stava evolvendo la situazione, in aprile 2013, noi del Movimento Cinque Stelle, abbiamo
avuto un colloquio privato in Indesit con la senatrice Maria Paola Merloni, per chiedere lumi sulle
strategie occupazionali del gruppo, ha seguito di questo incontro, proprio perché le informazioni
che noi abbiamo trasferito sulla nostra interpellanza ci sono state così ufficialmente confermate,
abbiamo presentato un'interpellanza per rendere partecipe e protagonista il consiglio comunale di
questa situazione, era l'interpellanza 15, Indesit Company, anche questa registrata, in risposta in
quell'occasione abbiamo avuto il sindaco che era assente, e l'assessore Galli che ci ha risposto in
modo farneticante, l'epilogo che da lì a pochi giorni è salito alla ribalta delle cronache è noto a tutti,
ora dobbiamo chiederci tutti quanti, noi questa cosa l'abbiamo chiesta con forza, alcune soluzioni
che sono state completamente disattese, e ci chiediamo se possa essere ancora una volta il ricorso
alla cassa integrazione guadagni per limitare i danni, unica strategia che sembra anche da
riferimenti storici che abbiamo sul territorio possibile, oppure dobbiamo chiederci se un approccio
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diverso sia possibile, se possiamo influire sul corso degli eventi come comunità, questo modello di
sviluppo ha trascinato il mondo in una crisi di cui non si vede la fine, noi diciamo che è arrivato il
momento di fare da soli, di proporre una nuova strada, non c'è sicuramente, come dice anche
l'assessore Crocetti, una congiuntura che è solo internazionale, qui parliamo anche di scelte fatte
dalle aziende, voglio ricordare che qui vicino a me c'è l'amico Sergio che lavora per un'azienda
svizzera, e guarda caso viene ad investire in Italia, il problema è chiedersi, c'è un detto che si
utilizza in informatica, che si dice merdin merdaut, cioè quello che produci fondamentalmente di
poco sostanzioso è quello che poi ti esce, quindi c'è da fare una riflessione globale su che tipo di
industrializzazione, e su che tipo di processi produttivi, produttivi, produttivi, si però dopo Urbano
ti dice anche a livello di competitività sui mercati, e su quali cifre lui si deve battere, poi dopo
potremmo aprire una cosa più ampia, quindi diciamo che secondo noi è arrivato il momento di fare
da soli, di proporre una nuova strada, noi crediamo nella formazione di un economia pubblica, per
tutti e non per pochi, locale, sostenibile, che diventi così indipendente dai sussulti dell'economia
globale, che abbandoni il mito della crescita e riconverta a produzione e consumi, come fare, è una
domanda lecita, la pietra angolare di questa economia del paradiso è il lavoro di comunità, in cui
ciascuno lavori non solo per se ma per il benessere comune, ed abbia garantiti i servizi
dall'istruzione alla salute, per sostituire al denaro la questione sociale che voglio ricordare a tutti
non possiamo giocare di borsa, il lavoro è la risorsa più abbondante che abbiamo, la fonte originaria
di ogni ricchezza, non utilizzare il lavoro diretto dei cittadini è come morire di sete accanto ad un
pozzo, se tutti mettessero a disposizione la comunità anche solo poche ore a settimana potremmo
soddisfare qualsiasi bisogno sociale, produttivo o ambientale, senza dipendere dalla crescita
dell'economia generale, come singoli sicuramente non possiamo farcela, ma riscoprendoci comunità
forse un epilogo diverso può essere ancora possibile, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Arcioni, prego assessore Paglialunga.
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ASSESSORE PAGLIALUNGA: Grazie presidente, io ho ascoltato questa sera tutti gli interventi
anche con un grande interesse, come abbiamo fatto tutti credo, perché il momento è difficilissimo, e
li ho ascoltati sperando, non avendo io una soluzione da proporre, che qualcuno tirasse fuori
qualche idea sulla quale poter lavorare, ora l'ultimo intervento ci parla della decrescita felice, qui
apriremmo un discorso lungo sul quale, non è questo il momento di affrontare, potremmo discuterlo
e sicuramente è un discorso che andrebbe affrontato a livello nazionale ed europeo, e forse a livello
di tutto l'Occidente, io mi ero preso degli appunti li cambio, li butto via, perché appunto non sono
venuto a trovare niente che potesse dire a questo consiglio comunale, al di là di approvare l'ordine
del giorno dei sindaci, quindi dei territori, che secondo me andrebbe anche rafforzato, questo sì,
aveva ragione Rossi, che forse poteva spingersi un po' più, ma non mi sembra che ci sia niente, ora
si assiste all'impotenza delle istituzioni, soprattutto le istituzioni cittadine, io penso che questa è una
vertenza che va portato su un tavolo nazionale, che cosa possono fare le istituzioni cittadine, io
credo che innanzitutto quello che potevamo fare, il poco che è stato fatto, è stato fatto bene, perché
era quello dove potevamo arrivare, il sindaco ha tenuto, sta tenendo alta la tensione, oltre che
l'attenzione su questa vertenza, si è cercato di trovare una soluzione per un'azienda più piccola, ma
altrettanto importante, 350 persone, non è poco, soprattutto in questo momento, il nostro compito è
quello di rianimare una realtà che appare rassegnata e spaventata, io stasera per esempio, ma non
solo stasera, lo dico, cerchiamo di capirci perché mi avventuro in un discorso che potrebbe essere
un po' preso male, ma io per esempio questa sera vedere questa aula vuota di fronte a questi
discorsi, se mi consentite appunto dicevo mi avventuro in un discorso un po' più difficile, anche le
3, 4, 500 persone, non di più, che ci sono state quando c'è stata la Camusso, a me danno il segno di
una città profondamente rassegnata che quasi non vuole più lottare, allora il ruolo delle istituzioni,
delle istituzioni locali, io credo che sia quello di dare ancora più fiato, ancora più forza, dire che
questa regione tutto sommato, parlo di regione, perché è il minimo di cui possiamo pensare di
portare questa vertenza, ho detto prima nazionale, ma minimo regionale, è una regione che ancora
nei confronti degli imprenditori ispira fiducia, perché noi viviamo ancora dell'esperienza che le
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Marche nel dopoguerra hanno dimostrato di saper essere e saper passare da una situazione
meridionale ad una situazione di sviluppo, ora credo che questa sera metterci qui potrebbe essere
facile divertente, e siccome siamo in una sede politica, poi tolte quattro persone del pubblico che
sono più o meno tutta gente di un livello, come dire politicizzata abbastanza, potremmo fare questo,
ed è anche normale che in un consiglio comunale, dove siedono rappresentanti di forze politiche,
questo si faccia, ma sentire dire tutti quanti, a me è sembrato questo, ognuno di rivendicare ciò che
aveva fatto o dire io l'avevo detto, non so quanto serva, io per esempio qui ho un articolo che ho
ritrovato, che ho scritto nel 1997, dove parlo per esempio della pericolosità di tenere un'economia
fabrianese soltanto sul mono prodotto, chi è che non aver avvertito alcuni rischi, però siamo andati
avanti, così come fare un'analisi sui retaggi storici, D'Innocenzo, Solari, per carità noi possiamo dire
che le analisi a suo tempo forse erano sbagliate, però ci dimentichiamo di che velocità ha preso la
società tutta, e quindi l'economia, e come sono stati veloci i cambiamenti in questi anni che ci hanno
portato a rivedere, ogni giorno, ogni mese, forse le realtà di sviluppo, si cita il ‘90, signori quelle
cose che voi avete letto, io vorrei ricordarvi che quella che fu definita a suo tempo con orgoglio
marchigiano e nazionale, l'economia, il cespuglio, l'economia del piccolo è bello, vennero gli stessi
Stati Uniti a studiarla nelle nostre regioni, perché era un'economia che sembrava essere l'unica
capace in quel momento a rispondere alla crisi strutturale che venne dopo il ‘75 in poi, aziende
piccole che sapevano, poi è arrivata la globalizzazione, e le aziende piccole non sono state in grado
di arrivare velocemente, così come io credo che alcuni ritardi li abbiamo accumulati perché per
esempio le imprese manifatturiere avrebbero dovuto guidare la transizione dal tradizionale al
tecnologico, non l'hanno saputo fare, lo hanno fatto poco, la politica in questa ha fatto poco,
probabilmente anche questo, io però penso che per esempio Fabriano sia una speranza ce l’ha è
proprio perché si sta cercando, facendo il polo della domotica, di incominciare a capire i
cambiamenti, i cambiamenti che ci sono stati e che dovranno esserci, ora io facendo questo discorso
non voglio dire, e cerchiamo di capirci, non voglio difendere nessuno, perché per esempio caro
Solari, visto che tu mi stai indicando, scusa avevo capito male, altrimenti mi veniva, mi veniva
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facile dirti che io non sono stato alleato con Maria Paola Merloni alle ultime elezioni, però dicevo io
non sono qui a difendere nessuno, e cercando quelle soluzioni che ripeto ancora non mi sembra che
riusciamo a trovare, io per esempio prima sentivo l'assessore Balducci, l'assessore Balducci ha fatto
un discorso che praticamente parlava dell'etica, l'etica dell'imprenditore, per qualche, per parecchi
imprenditori, io qui per esempio, proprio perché non voglio difendere nessuno, potrei dire che
l'etica dell'imprenditore è stata quella di portare a Fabriano tanti stranieri, e Rossi li ha anche
disegnati nella maniera giusta, come dovrebbero essere interpretate queste cose, tutti questi stranieri
noi, vorrei ricordarvi che Fabriano è la città che ha la più alta percentuale di stranieri rispetto alla
propria popolazione di tutte le Marche, tutti questi stranieri sono stati portati alle aziende nel
momento in cui erano floride, e quindi producevano, li hanno portati qui, poi li hanno scaricati nel
momento che le produzioni si sono ridotte sulla politica, perché noi la mattina, alla porta del
comune, di questi stranieri a bussare ce ne sono tanti, quindi l'etica dell'imprenditore è sicuramente
un'etica che a me fa un po' discutere, così io penso per esempio che quando noi diciamo, e lo
abbiamo detto tutti, e credo che tutti siamo d'accordo su questo punto, nel chiedere con forza di
ritirare questo piano aziendale, ma io aggiungerei cari amici, ed anche qui do dei dati sui quali tutti
saremo d'accordo, che per esempio al 31 dicembre 2012 l’Indesit ha ottenuto 62,3 milioni di utile,
netto, con ricavi pari a 2.886.000,0 €, con una crescita del 2,1%, questo nel 2012, ora non può
un'azienda che tanto, io sono tra quelli che dice che non è vero, come qualcuno ho sentito dire
stasera, che l'azienda ha solo preso da noi, l'azienda ha anche dato, l'azienda ha anche dato, io credo
che il rapporto più o meno si pareggi tra ciò che ha dato e ciò che ha avuto, però in questo momento
cari signori non è accettabile che questa azienda che in questo momento a questi risultati, e non
parlo della borsa, perché come è stato annunciato, per esempio il piano di dismissione del nuovo
dirigente, è aumentato del cinque virgola qualcosa percento, mi sembra di aver letto, anche a livello
borsistico, ecco io non credo che un'azienda che fa utili di questo genere possa dimenticarsi
l'attaccamento che dovrebbe portare a questo territorio, che gli ha dato tanto, che gli ha dato operai
specializzati, che gli ha dato una mano d'opera di qualità, una manodopera qualificata, che è forse
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oggi ancora il nostro maggior tesoretto che andiamo e sul quale noi dobbiamo investire, ecco perché
mi trovo a dire che votare, come tutti avete detto per carità era scontato, l'ordine del giorno dei 30,
quanti non mi ricordo, sindaci, è sicuramente giusto, ma anche altrettanto giusto che il nostro, il
nostro comune si impegni per portare questa trattativa ad un livello più alto, perché soltanto con,
quello che prima Urbani ha annunciato, Urbani l'ha definita una piccola cosa, io onestamente non la
ritengo proprio piccola Urbani, quella che in commissione si è votato, in commissione Senato, mi
sembra che hai detto il Senato, ecco io credo che se noi riusciamo a far sì che teniamo alta la
tensione, teniamo alta l’attenzione, e per questo dicevo che qualcuno ha criticato il sindaco, invece
secondo me sta facendo quello che da lui ci possiamo aspettare, tenere alta questa cosa, soprattutto
cercare di portarla su un tavolo più alto, perché soltanto in quel modo, e lo abbiamo visto questa
sera, perché oltre a rivendicare, io l'avevo detto, io ho fatto, io l'avevo pronosticato, da qui non mi
sembra che siano venuti fuori idee migliori.
PRESIDENTE: Bene assessore Paglialunga, per fatto personale consigliere Solari prego.
CONSIGLIERE SOLARI: Grazie presidente, vedo che qui si comincia sempre a dire non siamo
minoranza ne maggioranza, ma tutti insieme dobbiamo risolvere problemi, poi arrivano queste
stoccate come l'ultima dell'assessore Paglialunga, io sono molto chiaro assessore Paglialunga ha
detto che il fatto della campagna elettorale per Monti, quindi per la senatrice Merloni, perché ha
accostato Futuro e Libertà al progetto di Scelta Civica, ma alla camera Futuro e Libertà andava da
sola, al Senato è confluita in Scelta Civica, sfido chiunque di voi a trovare una mia, un mio scritto,
un mio qualcosa in appoggio a questa scelta, ma io non devo assolutamente rinnegare qualsiasi
contatto, amicizia, discussione, con la senatrice Maria Paola Merloni, siete voi che avete pocciato
da quella detta fino ad oggi, siete voi i meschini che adesso ritirate indietro la mano
PRESIDENTE: consigliere Solari moderiamo i termini però
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CONSIGLIERE SOLARI: io invito veramente la senatrice Maria Paola Merloni pubblicamente a
tirare fuori tutto quello che ha, se è possibile, su di voi, per veramente mettervi con il sedere per
terra, perché queste sono, queste sono veramente uscite che determinano in maniera evidente quanto
voi non siate veramente nella sede opportuna per poter dire certe cose, io assolutamente non rinnego
niente, anzi, e faccio il signore, ma siete voi che da tanti anni bazzicate i palazzi del potere ad aver
avuto certi rapporti, il fatto che lo si rinfacci al novizio del consiglio comunale è tutto dire, io mi
auguro veramente, spero che ci ascolti, che qualcuno la riporti alla senatrice Merloni questa cosa,
che visto che stanno prendendo tutti le distanze, coloro che fino a ieri andavano a bussare alla sua
porta, di tirare fuori i nomi e cognomi di quello che hanno fatto coloro che sedevano in questi
scarni, grazie.
PRESIDENTE: Bene consigliere Solari, prego consigliere Urbani.
CONSIGLIERE URBANI: Grazie presidente, io non sarò, non la farò molto lunga, perché è stato
detto tanto, anche perché io qui sono un consigliere comunale, fuori da qui sapete tutti che faccio
anche, forse non mi riesce tanto bene, però faccio anche l'imprenditore che lavora qui a Fabriano, e
che di delocalizzazione sinceramente non se ne intende molto, perché non l'ha fatta mai, non so
nemmeno come funziona, però come ho detto ad un convegno un po' di giorni fa, dove si parlava
anche di etica, ultimamente mi comincia a venire sempre di più il dubbio se io che sono rimasto qui
sono un imprenditore etico o se sono un cretino, e vorrei spiegare quello che provo, perché Balducci
ha detto che lui parla con il cuore, ma non è solo lui che parla con il cuore, c'è anche chi agisce con
il cuore giorno per giorno, voglio partire però, perché la parola internazionalizzazione e
delocalizzazione, è stato Sergio Solari a tirare fuori questo argomento, perché veramente dietro a
questa parola a volte si è nascosta un po' di verità, allora io vorrei ricordare un convegno dell’allora
Cassa di Risparmio, in fase di acquisizione da parte di Veneto Banca, un convegno organizzato da
Veneto Banca a Portonovo, dove parlarono diversi politici, tra cui i saluti di Spacca, i saluti di
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Viventi, i vertici della Cassa di Risparmio, non fu fatto parlare né il sindaco di Fabriano Roberto
Sorci, né il sindaco di Cupramontana, perché la nostra Cassa di Risparmio è Fabriano e
Cupramontana, parlò qualche vertice della Cassa di Risparmio, se non ricordo male il presidente,
poi venne data la parola all'amministratore di Veneto Banca, il quale elogiando le buone intenzioni
di Veneto Banca si lasciò sfuggire però una frase, dicendo che Veneto Banca era una banca
veramente qualificata che aveva aiutato, me lo ricordo perfettamente, 1000, più di 1000, queste
testuali parole, più di 1000 aziende venete a delocalizzare in Romania, io vi giuro, potete chiedere a
Roberto Sorci, mi alzai e me ne andai, e mandai un messaggio a Sorci dicendo ma che cosa sta
dicendo, in un momento come questo che Fabriano già tre anni fa si avviava verso questa
situazione, sapere che la Cassa di Risparmio che, come ha detto Guido Papiri in un convegno, forse
in passato ha dato troppi soldi a pochi soggetti, sentir dire che adesso quell'istituto di credito veniva
acquisito da un istituto più grande che era specializzato nella delocalizzazione a me veramente ha
fatto venire i brividi, perché c'era già l'impriting, c'era già l'idea, l'idea che il territorio andava verso
forme di finanziamento che avessero favorito la delocalizzazione, allora la delocalizzazione
camuffata in questa parola internazionalizzazione, vogliamo dare un senso a queste due parole, che
cosa è l'internazionalizzazione, è che cos'è la delocalizzazione, allora io vi faccio un esempio di
quello che sto facendo io in questo momento, ma non perché voglio parlare dell'azienda mia, io in
Italia non vendo quindi, ma voglio dirvi, per farvi capire la differenza tra internazionalizzazione e
delocalizzazione, io sto aprendo una sede fissa a Dubai, ma non è che vado a fare la produzione a
Dubai, a Dubai ho preso il 38esimo piano di un palazzo, di un grattacielo, assieme ad altri del mio
settore, non le cappe, ma settori complementari, ed abbiamo realizzato ognuno la sua sala di
esposizione, ed abbiamo creato un polo di persone fisse a Dubai pagate da noialtri, senza
finanziamenti, perché vogliamo fare questo?, perché vogliamo creare una presenza in un posto che
possa favorire la commercializzazione dei nostri prodotti, ecco io questo intendo per
internazionalizzazione, ma tante altre volte questa parola è stata usata per camuffare fughe di
aziende, fughe di prodotti, poi come è stato dimostrato e detto qui dentro, se a volte questo è stato
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fatto con i soldi pubblici veramente questa è una cosa che fa male, fa male a quegli imprenditori che
piccoli come me resteranno sul territorio, ed oggi magari sento tante persone che mi fanno i
complimenti perché sono rimasto lì, ma guardate che il prossimo anno forse tocca anche a me,
perché da solo io non ce la faccio più, perché da solo inserito in un sistema come quello che viene
descritto in quest'ordine del giorno, che adesso leggo queste tre, quattro righe, che non rispecchia
assolutamente la realtà, ma non è perché ce lo abbiamo messo insieme al sindaco, perché sono
d'accordo di averlo scritto, ma c'è un passaggio dove si parla dell'Europa, che tutti quanti noi ci
dobbiamo domandare nel momento in cui votiamo quest'ordine del giorno, se veramente quello che
sta scritto in questa frase promossa dall'Europa è veramente reale, è veramente concreto, viene
veramente rispettato da tutti, e lo voglio leggere questo passaggio, anche l'Europa si è espressa
attraverso il codice di condotta delle imprese europee, l'unione europea considera importante il
ruolo che le imprese possono svolgere per lo sviluppo economico globale, ma sottolinea, ma,
attenzione questo passaggio importante, ma sottolinea che nessuna impresa dovrebbe fare profitti da
vantaggi competitivi che risultino dal mancato rispetto dei diritti del lavoro e dei requisiti
ambientali e sociali, ma di quale Europa parliamo?, questa è l'Europa secondo voi che i 28 Stati con
l'aggiunta della Croazia ultima, vengono applicati a tutti gli Stati, allora il primo che è fuggito ha
trascinato tutti gli altri, come il pifferaio magico, che ha incantato u sorcini e si sono buttati tutti
dentro al mare, perché il primo che esce da un sistema europeo vero, quello che rispetta i diritti,
quello che rispetta le regole, quello che produce, dopo vi do un dato scioccante, quello che produce
rispettando le leggi e le regole, se non segue quell'andamento è fregato, perché il mercato in questo
momento vuole questo, poi voglio dire una cosa a Mario Paglialunga, io ho stampato, sono andato
sul sito pubblico, perché l’Indesit è un’azienda quotata in borsa, mi sono stampato i dati, sono un
po' differenti da quelli che tu dici, ma questi dati sono noti dal 7 maggio, è già in questi dati c’è
scritto il piano di ristrutturazione, non facciamo finta che lo scopriamo oggi, io ho parlato con gli
operai lo sapevano tutti il piano di ristrutturazione che è in essere da parecchio tempo, e sappiamo
tutti quanti che è stato bloccato prima delle elezioni, non facciamo finta di non saperlo che lo
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scopriamo oggi, il piano è stato bloccato prima della campagna elettorale, per cui, ecco, su questa
Europa, è sulla nostra nazione che noi dobbiamo riflettere, vi do un dato, perché non lo voglio fare
tanto lunga, io, la mia azienda l'anno scorso ha pagato 2.925.000,00 € di stipendi lordi, il costo del
personale, e qui mi piacerebbe dire, fare una considerazione, io considero il personale unna risorsa,
ci sono i direttori del personale che sono i direttori delle risorse umane, il personale io, che forse
sono imprenditore coglione lo considero una risorsa, per altre aziende è diventato un costo, allora io
ho pagato 2.925.000,00 € di stipendi di costi lordo, i miei dipendenti hanno ricevuto 1.397.910,84
soldi netti in busta paga, 1.397.000 più 1.397.000 fa 2.700.000, ancora non siamo arrivati alla totale
cifra che abbiamo speso, che significa questo, significa che il nostro costo del lavoro ha raggiunto
dei livelli che poi se lo sommiamo alle tasse locali, alle tasse regionali, alle tasse nazionali, alle
tasse che si scaricano sulle famiglie, alla poca competitività che deriva dal costo dell’energia, dal
costo dei trasporti, dal costo del gas, la costo delle trasformazioni, arriviamo ad un sistema che o
viene, e qui uso una parola, par-condicion, tante volte si fanno le cagnare perché uno ha parlato 10
secondi di più o 10 secondi di meno, qui noi dobbiamo, i nostri parlamentari italiani ed europei
sedersi e capire che bisogna creare la par-condicion Europa, e l’Europa deve capire che non
possiamo soccombere di fronte agli stati, perché se io vado ad esportare in Cina a me mi ci mette il
dazio, capito?, se vado ad esportare in America mi ci mette il dazio, io ho rinunciato ad andare in
questi paesi perché non voglio essere succube di queste politiche, c’è un aspetto importante,
possiamo farcela, aldilà adesso del documento della Indesit che condivido e che sono solidale con
tutti i dipendenti, perché ci sono stato, poi il sindaco mi ha visto, ci sono stato tutta la mattinata a
parlare, perché sanno benissimo quello che faccio io e quello che fa la mia azienda, c’è un sistema
ragazzi, ed adesso lo sta scoprendo tutti gli stati d’Europa, il sistema è uno, il sistema è abbattere il
costo del lavoro, perché il nostro costo del lavoro, il costo dell’energia, il costo dei trasporti è
arrivato a livelli non più sostenibili, come si fa ad abbattere il costo del lavoro, ma avete visto
quello che ha detto Befera, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, deve riscuotere qualcosa come
540.000.000.000 di imposte non pagate, 540.000.000.000 di imposte non pagate, ma vi rendete
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conto, queste è quelle accertate e non pagate, più quelle che vengono evase, che ammontano a circa
120, 130, 140.000.000.000 annui, quante risorse possiamo liberare, quanto costo del lavoro
possiamo ridurre se potessimo tutti insieme, questo è l’appello che noi dobbiamo fare ai nostri
parlamentari regionali, ai nostri parlamentari della città, e non l’articoletto che ho letto oggi che
dopo vi leggo di un parlamentare della nostra città, che veramente fa sorridere, noi dobbiamo fare
in modo, perché io non credo, veramente lo dico con il cuore, io non credo che gli imprenditori oggi
si divertono a portare via le imprese, a chiudere le fabbriche, a mettere sul lastrico 200 o 300
dipendenti, non posso credere che lo fanno con il principio e con la volontà di farlo, per far del male
a quelle persone, allora noi dobbiamo essere capaci tutti insieme, i 36, 37, non mi ricordo Giancarlo
i sindaci che hanno sottoscritto questo documento, ha ragione Emanuele, dovreste essere porta voci
di una rivoluzione, perché il momento è maturo, il momento è quello che dobbiamo lavorare per
ridurre il costo del denaro, scusate il costo del lavoro, non parliamo del costo del denaro, mi è
scappata così, ma anche quello sarebbe una cosa da mettere sotto controllo. L’Indesit Mario io non
la giustifico, non entro nel merito dell’attività che fa l’Indesit, questo è l’intero consiglio comunale
che oggi votando il documento esprime un proprio parere che mi trova assolutamente favorevole,
però io ho stampato i dati del primo trimestre di quest’anno rispetto al primo trimestre dell’anno
scorso, sono dati comparativi perché questa è un’azienda quotata in borsa, è la data del 7 maggio,
allora le vendite sono scese nel primo trimestre del 4%, l’ebbida, che è ernit befour interes tax and
ammortamenti, sono le tasse che devi , ossia l’utile che hai fatto prima degli interessi, prima delle
tasse e prima degli ammortamenti, è sceso del 12,2%;l’ebbit, cioè l’utile prima degli interessi e
delle tasse nel primo trimestre è sceso del 33,2%,; il profitto prima delle tasse, da 19.000.000 è
sceso a 9, cioè meno 50,1%; l’utile netto del gruppo è sceso del 62,2%, questo è solo per la cronaca,
(voci), io guarda questo è sul sito dell’Indesit, non è neanche che me lo sono inventato, perché
guarda vai sul sito lo stampi, ti compare questo dato, io guarda non i metto e non ci tolgo però tra le
azioni chiavi del business, c’è scritto, va bene il mix in Russia, nuovi prodotti hotpoint, la fabbrica
in Polonia, poi sotto c’è scritto addiccional action tu adpat cost struttur tu de market pressur,
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significa azioni, tradotto letteralmente, dice, azioni adatte a contenere i costi della struttura per
affrontare il mercato, e le azioni dei costi della struttura sono 1.425 dipendenti, stava scritto già il 7
maggio, bastava un pochino interpretarlo, io voterò questo consiglio, questo ordine del giorno
perché è fondamentale per il nostro territorio in un momento come questo, e voglio invitare
veramente i vertici da imprenditore, invito i vertici della Indesit a riconsiderare i dipendenti non
come è diventato abituale oggi dire che il dipendente è un costo, ma a considerare il dipendente una
risorsa, perché è questo che dobbiamo creare, è questo che dobbiamo fare, poi lo Stato, la regione,
lo Stato, l'Europa, dobbiamo ergere una barriera forse che tuteli il nostro lavoro, dobbiamo essere
capaci di, voglio dire i parlamentari che vanno in Europa costa 25, 30, 35.000,00 € al mese, ma è
possibile che non sono capaci di proporre leggi europee, possibile che possa entrare, dopo questa
dichiarazione, possa entrare uno Stato come la Romania dove non c'è nessun diritto, non c'è nessuna
cosa che regola i diritti che qui sono stati scritti come un comandamento, ma non si accorge
nessuno, è chiaro che il primo che parte trascina tutti gli altri, perché nel mercato acquisisce una
competizione forte, aggiungo un’altra cosa, dopo leggo l'articoletto, aggiungo un’altra cosa, sta
diventando di moda i concordati, i concordati state attenti, e stiamo tutti quanti attenti, stanno
diventando forme di concorrenza sleale verso le aziende sane, perché è facile portare l'azienda in
deficit, accumulare i debiti e poi chiedere il concordato, i0o ho ricevuto una lettera, io
fortunatamente esporto il 100%, ma mi avevano chiesto una fornitura, qui un'azienda, e non mi
hanno pagato una parte, poi mi arrivata la lettera dell'avvocato, io vi la porterei a far leggere, dice,
perché dopo il concordato l'azienda si rigenera e sarà più forte di prima, e tutti i fornitori che invece
prendono il 10, il 15, o il 15% saranno forti come prima, o li ha indeboliti tutti, o li ha lastricati tutti
quanti, ho parlato con dei fornitori che aspettano dei pagamenti da un'impresa, mi ha detto devo
riscuotere 200.000,00 €, ma se me ne danno 60 mi accontento, cosa?, guardate che a volte chiude
un'azienda che non è sana i lavoratori trovano immediatamente occupazione nelle altre aziende sane
che si dividono il mercato, ma se le aziende il mercato lo roviniamo poi dopo non piangiamo,
perché dopo veramente per combatterlo bisogna andare in paesi dove il costo della manodopera è
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sottozero, concludo il mio intervento, non la faccia lunga, voglio leggere solo un articoletto che è
comparso oggi a fianco all'articolo di Gian Mario Spacca, dove dice, non solo strategie finanziarie,
dice, l'obiettivo è di abbassare l’Irap nel 2014, una zolletta di zucchero dentro un contenitore da 20
tonnellate, ma che mi fa a me l’Irap nel 2014, io vorrei che il governatore parlasse dell'economia
oggi, parlasse di azioni forti verso il governo centrale e verso l'Europa, visto che stava con una
delegazione a Bruxelles tra parentesi, devi parlare di queste cose, voglio fare una piccola nota
polemica si è vantato tanto delle 18 bandierine blu sull'Adriatico, ma non ha detto una parola del
18%, sempre il 18, non è l'amaro 18 isola bella, una delle bandierine tanto bello e tanto positiva, ma
se doveva anche dire che c'è il 18% dei disoccupati a Fabriano, nella sua città, nella sua terra.
Concludo questa cosa leggendo un articoletto che stava a pagina quattro del Corriere Adriatico, in
regione Scelta Civica rafforza la presenza, si rafforza la presenza di Scelta Civica nelle Marche, la
presenza di Sandro Donati con il neonato gruppo in consiglio comunale, sarà uno stimolo per
rafforzare il cammino dell'attuale maggioranza in questa seconda parte di mandato Spacca, secondo
la senatrice Maria Paola Merloni, virgolettato, è fondamentale essere bene rappresentati in realtà
quali il consiglio regionale, ossia la preoccupazione sua è quella di essere ben rappresentata nel
consiglio regionale, e non una parola su quello che sta succedendo qui alle nostre famiglie, alle
nostro territorio, ecco io l'ho voluto leggere perché non è che me lo invento, sta scritto qui, l’ho
riportato, perché mi sembrava una cosa non perfettamente consona con il momento e 'argomento
che stiamo vivendo, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Urbani, prego consigliere Mattioli.
CONSIGLIERE MATTIOLI: Grazie, io intendevo, con l'occasione voglio esprimere anch'io la
solidarietà verso i colleghi Indesit, cioè mi sento proprio vicino a loro, oltre alla solidarietà, perché
comunque questi primi momenti li rivivo con loro, c'è tanta indignazione, rabbia, sconforto, ed io
gli auguro comunque di essere sempre perseveranti in questa lotta, sono state dette anche delle cose
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contro i cassaintegrati, che adesso un attimino volevo riprecisare, allora innanzitutto la cassa
integrazione non è un'elemosina, la cassa integrazione viene praticamente pagata mensilmente dai
lavoratori, poi quella è una cassa che si utilizza poi nel momento in cui l'azienda va in cassa
integrazione, ma i lavoratori l'hanno pagata la cassa integrazione, lo ripeto ancora una volta, non
credo che faccia piacere comunque stare in questa situazione, anche se poi penso che aziende come
quella dell’Indesit, che escono da un paese, che vogliono uscire da un paese come il nostro per
andare altrove, solo per ottimizzare la loro economia, pur essendo in buona salute, credo che
dovrebbero loro stessi versare i soldi della cassa integrazione ai lavoratori, credo che sia proprio un
obbligo, poi per quanto riguarda tutto l’altro discorso della formazione, era contenta comunque di
appoggiare questa, tesi perché sono convinta che tutti i soldi che comunque potranno rientrare,
magari attraverso anche pressioni, debbano essere utilizzate per una formazione ma mirata, perché
di formazione ce ne stanno tantissime, adesso se ne sta facendo anche un uso, se vogliamo,
strumentale di questa formazione, quindi andrebbe mirata, bisogna che cominciamo a tirar fuori i
soldi per i talenti, per le persone che valgono, che sappiano promuovere veramente le idee nel
territorio, le sappiano valorizzare e le sappiano sostenere con un'operazione di tutoraggio, perché
questo viene un po’ a mancare nel nostro territorio, però nel nostro territorio non mi voglio fermare
solo a Fabriano, Fabriano Marche ed Italia nel toto diciamo, quindi penso che su questo vada molto,
ci si debba lavorare tantissimo, perché siamo veramente indietro. Poi un'altra cosa che volevo dire,
anche che comunque vanno verificati i posti di lavoro anche nelle situazioni in cui si trovano oggi,
perché comunque il mondo del lavoro adesso sta diventando una giungla, quindi sotto il profilo
etico, culturale e sociale credo che questo sia un cammino, penso che si possono fare anche con dei
soldi di imprenditore che se ne vogliono andare e che devono pagare un certo senso certe scotti,
perché comunque qua ha dato, ha dato molto, ma hanno dato molto anche i lavoratori, quindi a
questo punto credo che debbono finanziare, finanziare una crisi forse voluta, poi un'altra cosa che
volevo dire, è che anch'io ero in piazza quando c'è stata la Camusso, forse perché la vedo con occhi
diversi, forse perché vivo altri contesti, però io in quel momento comunque ho letto la speranza, la
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speranza, perché altrimenti anche se pochi non sarebbero stati li i lavoratori, quindi la speranza che
comunque al di là di tutto, qualcuno e loro stessi, possono fare veramente qualcosa, anche se, si è
vero siamo sempre pochi in queste manifestazioni, però come diceva anche il papa demerito, le
migliori creatività provengono dalla minoranza, quindi questo secondo me non ci deve mai
spaventare, quindi ecco un incoraggiamento a queste lotte, sicuramente voterò l'ordine del giorno
senza dubbio, però molto molto lavoro più che andare a ricercare il passato, perché capisco che va
fatta anche un'analisi storica, però più che ricercare il passato secondo me è indispensabile lavorare
insistere, scusate. Però stavo zitta quando parlavate voi, quindi insistere attraverso le istituzioni su
percorsi seri, perché poi al di là di tutto tutte queste parole io l'ho vissuta, la sto vivendo, è cosi,
stiamo purtroppo in una società anche un po' ipocrita, la comunicazione viene sempre a mancare, la
persona che parla dei propri problemi, di altri problemi viene ascoltata, ma fondamentalmente
dall'altra parte già si sa che dirà quelle parole, già si sa che non ci saranno soluzioni, invece questo
bisogna che lo cominciamo a cambiare quest'atteggiamento che entriamo nell'empatia, nei problemi
delle persone e ci prendiamo noi stessi le nostre responsabilità, perché nessuno vuole avere
elemosina, e tutti penso che abbiano la dignità da conservare e non da de localizzare, assolutamente,
grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Mattioli, prego consigliere Pellegrini.
CONSIGLIERE PELLEGRINI: Grazie presidente, purtroppo io non ho portato un discorso
scritto, perché in considerazione di un argomento, dai dopo bisogna fare il fatto personale
D'Innocenzo, fattela finita, allora considerando l'importanza dell'argomento, avendo discusso nella
commissione capigruppo per diverso tempo, ed avendo detto anche molte più cose di quelle che
sono state dette qui, che poi dopo qui magari sono state dette in maniera diversa, perché certamente
ognuno le dice come meglio sente, sono rimasto favorevolmente sorpreso dell'impegno che ha
messo Solari nel cercare tutti quegli articoli, nel documentare tutta quella roba, ed onestamente mi
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ha preso anche impreparato, perché tutte quelle cose magari io non le sapevo, quindi non sono
nemmeno in grado di verificarle, ma credo che siano sicuramente giuste, perché Solari la conosco
come persona corretta, quello che voglio dire è che io resto veramente frastornato, frastornato
perché da una parte, ha proposito quando c'era la Camusso io ero in sala operatoria, quindi non ho
potuto partecipare, ma con il cuore c’ero, sono molto frastornato perché mi pongo delle domande,
se tutte queste cose si sapevano da anni, anni e anni dove stava tutta questa gente che per anni, anni
e anni doveva andare a combattere e a darsi da fare a dire eccetera, se è vero che da una riunione di
Solari ci sono andate 19 persone, io penso che, tanto per fare dei riferimenti, una volta mi ha colpito
una persona che ha detto che l'uomo ha due capocce, una in alto ed un una in basso, a volte quella in
basso lo governa più di quella in alto, ma non bisogna ragionare con la capoccia che sta in basso,
sarebbe preferibile fermarsi al cuore, infatti noto con piacere che il Movimento Cinque Stelle ha una
bella maglia ed io idealmente nel cuore la indosso anche io, per carità, perché è lì che voglio
arrivare, io non ho mai visto in vita mia una persona che voleva acquistare un bene, una casa, un
terreno, qualsiasi cosa, al prezzo più vantaggioso possibile, andare da un'altra persona e dire guarda
quella roba lì mi sa che con poco me la porto a casa, non ne ho mai visto uno, perché ognuno pensa
inesorabilmente ai propri interessi, quindi riferendomi a quello che diceva Urbani, e mi trovo molto
d'accordo con lui quando parla di alzare il tiro, di portarlo veramente dove il tiro può dare risultati,
che è quello di riportare una certa equità, non solo nei lavoratori, ossia si nei lavoratori, ma
indirettamente favorendo anche a chi produce lavoro, perché questo Stato è specializzato nel
mettere le tasse, è specializzato nell’utilizzarle, è specializzato nel far sì che non vengano pagate, tra
poco metterà le tasse anche sulle scarpe, perché ci metterà la targa, perché calpestiamo il suolo
pubblico, è quello il discorso, ora noi come consiglio comunale, al di là di dirci, indignati,
infervorarti, sorpresi, amareggiati, tutto quello che volete, non abbiamo grosse potenzialità, poi
oggi, semmai potevamo averne tempo addietro, se c'eravamo accorti prima, o se qualcuno non
faceva finta di non accorgersi, io per carità, il mio lavoro è quello del medico, io ho delocalizzato
un figlio sta in America, quindi più di me, figurati un po'. Ora quello che voglio dire, io non credo
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che qui dentro ci sia una persona che sia in grado di alzarsi in piedi e dire, a me non me ne frega un
cacchio dei lavoratori dell'Indesit company e di quell'altri, a parte che ci sono molte altre aziende
che sono in crisi, non è solo l’Indesit, non ce n'è uno qua che non sia preoccupato, indignato e tutto
il resto, l'abbiamo dimostrato anche nella conferenza dei capigruppo, Rossi può testimoniare che io
mi sono alzato di mia volontà e ho detto certe cose, nel dire che bisogna che noi in qualche modo
facciamo qualcosa che abbia un senso, l'ho detto, come l'abbiamo detto un po’ tutti, perché di fronte
a questi argomenti non esiste il colore politico, non deve esistere, non deve esistere il passaggio da
dire io sono stato bravo, sono stato somaro, semmai siamo stati fessi tutti, da tempo, e mi riferisco a
Solari, perché anche io nella mia ignoranza posso essere stato un fesso, perché si è mi interessavo di
più, se conoscevo di più le cose può darsi pure che potevo dire qualcosa, anche se ho esperienza
politica da pochissimo tempo e non durerà tantissimo, perché alla fine dei cinque anni vi saluto
tutti, non era una minaccia è un augurio, certo per voi, quello che voglio dire adesso, ci siamo messi
seduti, abbiamo parlato un sacco di volte, abbiamo detto che l'ordine del giorno che è stato
presentato a nome di tutti i comuni, era magari tenero, così come era, però abbiamo anche
riconosciuto che magari dovendolo presentare insieme ad altri sindaci e tutto il resto, si faceva quel
tipo di documento, ma abbiamo elaborato anche una mozione insieme, condivisa, da proporre ,forse
manca anche qualcosa, forse sarà da perfezionare, io credo che vada abbastanza bene, ma il tiro è in
alto, il tiro è in alto, è inutile andare a guardare, ragazzi io ho sessant'anni, ragazzi mio padre faceva
il saldatore alla Fiorentini, tutti i giorni tornava a casa con la tuta che sapeva di saldatura, una volta
un professore ed un allievo sono venuti, noi avevamo un'osteria, quando mio padre ha visto il
professore si è andato a nascondere, perché si vergognava di quella tuta, sono andato su e l’ho
portato giù, gli ho detto tu vieni con me di fronte a loro, non vado avanti altrimenti mi commuovo
su questo argomento, quindi il mondo di quelli che portano la tuta blu eccetera l'ho vissuto, io
conosco il loro cuore, io so come funziona, però quel mondo lì ha bisogno di persone che diano il
lavoro, inutile a dire la formazione, si facciamola la formazione, ma deve essere indirizzata a
qualcosa, se io faccio la formazione di fare il cacio poi non ho le pecore, è inutile che faccio la
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formazione, se serve solo per buttar la quattro soldi, per accontentare Tizio e Caio, e parcheggiarlo,
come il figlio che si manda a studiare all'università perché intanto studia, dopo vediamo quello che
fa, allora va bene tutto, quello che non va bene secondo me è essere colpevolmente tutti noi, io per
primo, tutti, partiti in ritardo nell'opera di risvegliare una città che non ha capito che prima o poi si
andava verso una direzione, io non credo che ci sia una persona intelligente che non ammetta una
cosa, purtroppo quando ci sono i soldi di mezzo ed il guadagnano, si va dove il guadagna si può
produrre, perché un industriale fa l'industriale anche per guadagnare mica lo fa solamente per fare le
opere buone ed assumere la gente, ma se c'è uno stato che non permette a quell’industriale di
lavorare, quello va per cavoli sui, è inutile andarlo a cercare e a dirgli hai preso qui, hai preso la,
sopra, sotto, ti risponde come no, ho preso ma ho dato, pari e patta, ciao ciao, questo è il discorso
secondo me, poi ce n'è anche un altro discorso, è vero quello che ha detto Rossi Emanuele, è per
questo che io mi rifaccio al fatto che avendo sessant'anni ne ho viste tantissime, io ho visto anche
Peppino, Don Camillo e Peppone, e vedevo quando partivano andavano la tutti contenti, che qui il
paese del bengodi, oggi non è questo, è cambiato il mondo, oggi Rossi ci dice che la stanno a fare la
fame, che lavorano per quattro soldi, che significa?, che non c'è un bilanciamento delle condizioni
umane, dell'economia, del rispetto verso le persone, però noi che facciamo? In virtù del soldo
neanche ci guardiamo se quello lì crepa, se il cinese sta sopra a lavorare e quell’altro dorme sotto,
che ce frega, un carabiniere ha trovato un po' di cinesi solo perché era andato a comprare un carrello
di riso, figurati, li ha trovati tutti a lavorare di nascosto, certo dove va quello con tutto quel riso, ed
allora perché in questo paese non ci accorgiamo di quelli che rubano, di quelli che non pagano le
tasse, di quelli che hanno i possedimenti eccetera, di quelli che ti fanno qualcosa lì vicino senza il
permesso, perché ognuno di noi siamo stati educati in modo non corretto nell'utilizzare quello che è
una grossa parola che si chiama democrazia, perché ognuno di noi abbiamo assunto veramente la
sindrome del cinese, perché quando gli hanno messo la casacca grigia ai cinesi, dopo cinquant'anni
si sentivano eleganti, e lo stronzo eri tu che portavi il vestito con la cravatta, perché era bella quella
casacca, noi a forza di vivere in questa maniera ci siamo addormentati in questa città, quindi
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condivido votare il primo ordine del giorno, condivido votare l’emozioni in cui questa città si debba
risvegliare, non condivido a pieno quello che può essere un indirizzo verso persone, che si hanno
preso, ma hanno anche dato in questa città, semmai è dal mio punto di vista cercare in tutti i modi,
attraverso il consiglio comunale, attraverso il sindaco, attraverso chi vogliamo di vedere di poter
salvare il salvabile, facendo appello a quello che stava nella prima parte che si è fermato al cuore e
non alla capoccia sotto, grazie presidente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Pellegrini, prego consigliere Guidarelli.
CONSIGLIERE GUIDARELLI: Velocemente perché di cose ne sono state dette tante, sembra di
stare, belle e interessanti, diciamo alcune espresse bene, complimenti, però sostanzialmente cose
sapute, magari non nei dettagli come le ha espresso così bene Solari, ma insomma tutto questo non
è piovuto in un giorno di cielo sereno, chi più chi meno tutti lo sapevamo, chi più chi meno tutti lo
vivevamo, chi più chi meno tutti ne approfittavamo, oggi le cose sono cambiate, non voglio però,
mi è sembrato anche un po' di stare in un convegno medico dove si parla di patologia polmonare e
tutti dicono che il fumo fa male, va bene lo sappiamo, il fumo fa male, l'aria inquinata fa peggio, se
uno vuole fumare correre rischi, altrimenti smette, in tre riunione dei capigruppo abbiamo espresso
con molta serenità e tranquillità determinati concetti, che stasera però non è che siano poi venute un
po’ tanto fuori, Emanuele le ha abbastanza, anzi più o meno dettagliatamente enunciati, anche se
questi facevano parte di che cosa?, del documento che tutti abbiamo firmato, cioè noi abbiamo
parlato di due ore e mezzo per, in merito al primo documento all'ordine del giorno dei sindaci, che
avevamo deciso nella riunione dei capigruppo di votarlo in modo, si c'era qualcosina che non
andava ma siccome era, anche quello che ha detto Urbano giustissimo sull’Europa, ma era votato da
tutti i sindaci di tutti i comuni e noi, mi sembra che tutti siamo d'accordo, anche perché l’abbiamo
già abbondantemente detto, quello che conta di più, ed io avrei preferito discutere un po' di più su
questo nuovo ordine del giorno che il sindaco presenterà ritengo, perché tutti oltretutto l'abbiamo
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firmato, che è quello che non riguarda passato, il passato ognuno ci può avere la sua opinione, tutto
quel che volete, chi ha fatto bene, chi ha fatto male, ma ormai signori miei è passato, se mi arriva,
no bimbo, se mi arriva un tizio che ha fumato tantissimo, e che ha un tumore della laringe, io non
faccio un processo di due ore al fatto che lui ha tanto fumato e che gli ha fatto male, eccetera,
eccetera, io mi preoccupo di operarlo e di possibilmente salvarlo, ecco questo è il nostro compito
oggi, poi dopo tutte le valutazioni tutto quello, la colpa di quello, la colpa di quell'altro, ci siamo
sentiti abbondantemente nella commissione dei capigruppo, sapete qual è stata la mia proposta che
è molto più avanzata, anche di quello di tutto quello che è stato detto oggi, nei confronti, diciamo
chiaramente: 1, il passato è stato quello, 2, la situazione attuale quale è, è un disastro, è un disastro
per la Indesit, è un disastro per la Ardo, è un disastro per la J&P se le cose andranno avanti in un
certo modo, è un disastro per la Tecnowind, è un disastro per tutto l'indotto, per cui in questo
momento è solo ed esclusivamente un disastro, stiamo di fronte ad una situazione, ritorno alla
chirurgia, dove non hai un'arteria sola che butta, ma contemporaneamente te ne butta 10, devi
attapparle, la prima cosa da fare è attapparle, va bene, poi si riparte nel momento in cui l’hai
salvato, e si riparte come?, si riparte da zero, è la cosa migliore signori miei, scordiamoci la
famiglia x o y che riprenderà per mano questo territorio o lo porterà chissà dove, qui non verrà
nessuno, qui non verrà nessuno per tutta una serie infinita di motivi, logistica, situazione
amministrativa, tutto quello che vogliamo, allora o questa città riparte da sola con delle piccole
iniziative a tutti i livelli, anche collaborando, la dico grossa, anche collaborando con le attuali
aziende, se l'unica che va bene è l’Indesit, e non produrrà più i frigoriferi o le lavatrici qui perché
non gli conviene, per un vecchio motto contadino, motto, un detto, che se voglio l'amicizia si
mantiene, canestrello va e canestrello viene, niente vieta che ci si possa fare un minimo di accordo
per ulteriori partenze, utilizzando determinate strutture e determinate situazioni, andiamo avanti,
siamo d'accordissimo sul concetto dell'atteggiamento pionieristico nei confronti delle nuove leggi,
nei confronti di nuovi atteggiamenti, se c'è bisogna ci togliamo la cravatta, io me la metto sempre la
tuta da meccanico, non ho nessun tipo di problema, però è inutile che continuiamo a versare, a
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piangere sul latte versato. Il nuovo, quest'ordine del giorno, è questo fondamentale ragazzi, non
quello del comune, quella è la bandierina che sventola, e che più o meno lascia il tempo che trova,
anche quest'altro è una bandierina che sventola e che lascia il tempo che trova, sta a noi prendere i
contenuti di quello che stiamo dicendo, di quello che abbiamo votato, non votato, di quello che
abbiamo firmato e che poi voteremo, e portarli nella pratica, la formazione, si quello che vuoi, la
formazione va fatta, va fatta nei giovani, è lì che bisogna (incomprensibile), però ricordiamoci una
cosa fondamentale, quando l'assessore Balducci diceva la città si è addormentata, tante situazioni,
lui ha citato Cicerone Eghel, quell'altro Einstein, io ritorno al mondo contadino, è la necessità che
aguzza l'ingegno signori miei, è ora di tirarla fuori, poi concludo con il motto di sempre, che non mi
ricordo se l'ho già detto qui, ma comunque se l’ho detto lo ridico, perché la lepre corre più del
cane?, perché la lepre corre in proprio ed il cane conto terzi, bene cominciamo a fare i cani,
cominciamo a creare queste situazioni, la bellissima frase di Urbano quando ha detto un'azienda di
24.000 o 24.000 aziende da uno, forse fanno un prodotto molto più grosso e sicuramente meno
rischioso, se non se non altro non de localizza.
PRESIDENTE: Bene consigliere Guidarelli, prego assessore Galli.
ASSESSORE GALLI: Grazie presidente, io ho ascoltato tutti gli interventi e condivido diciamo
gran parte di quelli che sono stati i passaggi, voglio soltanto portare un contributo, in quanto
l'assessore alle politiche del lavoro non può mancare e non vuole mancare in questo passaggio
politico, rendere chiara se questo fosse necessaria, necessario, come intende questa fase, io dico che
in più passaggi avevo indicato il mio modo di ragionare, riparto un pochino, un po' da lontano,
riparto ad esempio sul consiglio comunale aperto, quello dell'ottobre del 2012, siamo nella
maggioranza, chiaramente ci sono degli equilibri, ma io non ero poi così d'accordo che le modalità
di quel consiglio fossero svolte in questo modo, chi era in commissione questo lo sa, questo perché
lo dico, non perché mi debba giustificare o debba come dire trovare un alibi a questa situazione
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estremamente difficile, perché era chiaro già in quel momento, ma lo era già anni prima, che questa
situazione fosse da affrontare con un piglio diverso, e io dissi che ritenevo, più che il consiglio
comunale aperto, dovevamo prendere un iniziativa ben più vasta di territorio ed in forma pubblica
ben più eclatante, assumendo provvedimenti che fossero più coraggiosi, e dunque questo è il primo
passaggio; un secondo passaggio riguarda alcuni interventi che ho fatto in consiglio comunale e che
riguardavano non il caso Indesit, ma la necessità di andare a lavorare sul tessuto esistente, sulle
piccole e medie imprese, le 24.000 una, 2, 3, 4 persone che hanno e continuano ad aver bisogno del
sostegno che rappresentano il tessuto economico e sociale, una parte di quel tessuto economico
sociale importante per il territorio, che sta soffrendo fortemente, io ricordo in un consiglio comunale
in cui discutemmo una mozione era quella del Movimento Cinque Stelle, che il mio intervento fu
dedicato prevalentemente a tutte quelle misure che si potevano promuovere, portare avanti, che
riguardavano praticamente aiuti nell'ambito delle piccole e medie imprese, elencai forse in forma
troppo tecnica e scarsamente politica, quelli che erano gli strumenti che esistevano a livello statale,
a livello regionale, a livello comunitario, ripeto in quell'occasione probabilmente non furono
recepiti questi input che riguardavano tutte queste misure, questo lavoro doveva proseguire in
commissione, commissione lavoro che il consiglio comunale praticamente decise di portare avanti,
non è un lavoro facile secondo me quella commissione dovrebbe essere a tutti gli effetti una
commissione permanente, dunque questi due passaggi, il primo che potevamo affrontare questo
problema già nei mesi precedenti, dunque da giugno in poi, in forma più strutturata ed organizzata,
forse perché pensiamo che questi problemi li debbano risolvere altre strutture, altri enti pubblici,
regione, Stato, che siano superiori, io credo che noi dobbiamo fare in modo diverso la nostra parte e
non solo da un punto di vista politico, approvando un ordine del giorno, ma anche da un punto di
vista tecnico amministrativo, perché poi sottostante, tutto questo si può concretizzare attraverso
degli atti, arrivo a dire sul passaggio del consigliere Guidarelli che se noi continuiamo a fare
l'analisi di quello che è stato, poi questo potrà interessare a qualcuno di più o di meno da un punto
di vista politico, spesso ho sentito dire facciamo l'analisi, l'osservatorio, stabiliamo quali sono
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progressivamente il numero dei disoccupati, dei cassaintegrati, io credo che i numeri sono chiari,
sono drammatici, la situazione è drammatica, noi non dobbiamo fare questa analisi, ovvero aver il
dato ma soprattutto ragionare su quale sono i nuovi settori, le nuove iniziative, le iniziative sulle
quali lavorare, ricordando però che la prima cosa fondamentale è stare vicino a quell’aziende che
non sono la Indesit, che dunque non sono società che hanno situazioni economiche, e sono
multinazionali, ma bensì tutte quelle società piccole, medie o piccole imprese, che di fronte a queste
situazioni sono in crisi, e che pertanto rischiano praticamente di chiudere, di fallire, con
conseguente ulteriore riduzione di occupazione, situazione tra l'altro nelle quali non ci sono
nemmeno le tutele che ci sono per le grandi industrie da un punto di vista degli ammortizzatori ad
altre situazioni, dunque situazioni gravi, come quella d'esempio che oltre Indesit, per fare un
esempio Tecnowind o altre numerose che ci sono, ed allora ecco dove Guidarelli fa riferimento,
abbiamo dedicato una buona parte del consiglio sostanzialmente sull'argomento dell'ordine del
giorno, condiviso con i 37 o 36 sindaci, le 5 province, ok credo che questo ci trovi tutti d'accordo,
ma noi dobbiamo in questo momento necessariamente avere, prendere veramente il toro per le
corna, ed essere decisi, ed io commissione, anzi in conferenza dei capigruppo nella quale ho
ritenuto opportuno la partecipazione, ho subito condiviso la sintesi dei punti che poi andranno a
formare il nostro contributo politico, ma incisivo, vogliamo perdere altro tempo, chiediamo che il
presidente del consiglio regionale, il presidente della giunta regionale, i parlamentari, vengano ad
un incontro pubblico e discutiamo in modo costruttivo, serio e deciso, e non più come si faceva in
precedenza, perché poi sembra che il problema lo debba risolvere qualcun altro,il problema lo
dobbiamo risolvere noi è competenza nostra, poi si qualcun altro si farà promotore insieme a noi
delle iniziative necessarie ben vengano, ma questa volta dobbiamo essere efficaci, sotto tutti i
profili, ci sono, la legge regionale prevede che ci sia un controllo sulla delocalizzazione, chi ha
ricevuto contributi e poi ha delocalizzato deve essere, devono essere revocati i contributi pubblici,
questo prevede la legge regionale, ed allora deve essere fatta un'azione efficace, dobbiamo alzare il
tono politico amministrativo e tecnico, e questo lo dobbiamo fare tutti insieme, ma con decisione,
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con decisione e senza sconti, perché quello che è veramente in crisi, sono in crisi i valori, sono in
crisi i valori, quelli che facevano di un imprenditore un imprenditore serio, qui sono in crisi i valori,
sono sopravvalutati, sono presi in considerazione il valori del profitto e viene dimenticato il valore
sociale e si lega al approfitto, questi sono gli elementi di cui noi ci dobbiamo rivendicare ripartendo
dal basso, per cui su questo, le iniziative sono quelle di conoscere quali sono stati contributi che
sono stati ottenuti, ma non da Indesit, da tutti i gruppi che sono stati sul territorio di Fabriano, e non
è tanto il discorso di dire c'è un pareggio, mi permetto di non essere d'accordo con l'assessore
Paglialunga, perché c'è un parcheggio tra quello che hanno avuto e quello che hanno dato,il
concetto non è questo, i valori non si pareggiano, i valori sono valori rimangono sempre quelli, non
è qui un discorso temporale, uno a uno, oggi magari siamo in una situazione diversa, i valori sono
valori e valori devono rimanere, questo è il vero elemento di questa crisi, la perdita dei valori,
dobbiamo avere anche coraggio a superare un modo di politica che è fatto di veti, contro veti, di
personalismi e quant'altro, perché qui non abbiamo la possibilità di fare questo tipo di politica,
dobbiamo ripartire tutti, in primis il sottoscritto insieme a voi, dal basso, ma senza sconti con
principi etici, morali, ed andando diretti, diretti, pertanto in questo caso, il caso Indesit, è uno
schiaffo, uno schiaffo alla città, uno schiaffo alla collettività non accettabile, perché qui il concetto è
quello dei valori, e dunque questo grande gruppo ha le condizioni per ragionare in termini diversi in
un territorio come il nostro, per le radici che lo legano al territorio, e dunque se il caso Indesit deve
essere il caso da cui iniziamo a scuoterci veramente per la prima volta, penso almeno il sottoscritto
dice questo, allora facciamolo in modo serio, fino ad arrivare ad un discorso che è più ampio di
nostro, i valori abbiamo detto, ma anche la difficoltà comunque, al di là dei valori, di essere
propositivi, perché qui siamo in un caos globale di norme, di situazione nazionale, europea, siamo
con costi del lavoro insopportabili, pressioni fiscale inaccettabile, con mancanza di una strategia
fiscale o di una strategia per incentivare nuove iniziative imprenditoriali, allora su questo
dovremmo ragionare insieme, perché non è facile farlo da soli, ragionare insieme su quello che può
essere uno dei punti di cui abbiamo discusso in conferenza dei capigruppo, che è quella di una
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proposta di legge, perché noi dobbiamo farci promotori di questa proposta di legge, o comunque di
indicare, perché credo ne abbiamo anche, perché no, le competenze, senza essere presuntuosi o
quantomeno la responsabilità, e quello non per essere presuntuosi, bensì per essere responsabili di
questo, in questi giorni vi dico senza vergognarmi ho l'amaro in bocca, perché stiamo seguendo casi
estremamente difficili, caso Indesit ma altri casi in cui si vive in mezzo a persone in difficoltà, che
stanno perdendo il posto di lavoro, che dunque non hanno retribuzione, o che hanno difficoltà reali,
e questo si percepisce, dunque io ritengo che questi due atti di oggi, il primo ordine del giorno ma
ancor più il secondo, con rispetto del primo, saranno fondamentali solo, solo se saranno
accompagnati da un'azione forte, io sono pronto a recepire qualunque critica mi arrivi da parte del
consiglio di maggioranza e di minoranza, perché il nostro ruolo, il mio in modo particolare è quello,
anzi chiedo, senza che di questo me ne faccia alcun problema, il sostegno da parte di tutti per
aiutarci a sostenere nel modo più efficace queste iniziative, per cui non è un atto di debolezza, è un
atto di responsabilità.
PRESIDENTE: Bene assessore Galli, prego consigliere Romagnoli.
CONSIGLIERE ROMAGNOLI: Grazie presidente, abbiamo ascoltato tantissime cose, e
ringrazio prevalentemente l'intervento di Sergio e di Emanuele, e di Joselito che è l'unico che ha
dato un po' un alternativa, io riguardo a queste cose qua penso che la politica possa fare molto,
possa fare molto, i politici possono fare molto, però c'è un problema di base, non si risolve mai un
problema con chi li ha creati, e prendo questo spunto proprio da Guidarelli, che ha fatto un esempio,
gli ho detto se mi arriva uno che ha fumato per vent'anni ed ha un tumore, non è che mi metto a
parlare dei vent'anni passati per risolvere il problema, giusto?, mi sembra, però non è che glielo curi
con il fumo, perché il fumo è quello che le ha causato il tumore, quindi la prima cosa che magari
dovrebbero fare i politici dovrebbero dimettersi, perché non sono e non saranno mai in grado di
risolvere questa situazione, quando Sergio ha fatto l'intervento ha detto dei nomi, ha fatto dei nomi
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specifici Sergio, e se io ero tra quei nomi mi sarei vergognato come un cane, mi sarei alzato e mi
sarei dimesso, immediatamente, il problema è che non è così, abbiamo assistito a quelle persone,
ok?, a quei nomi che hanno cercato di demolire e di dire ma non pensiamo al passato, cerchiamo di
pensare al futuro, ormai quelle sono cose trascorse, no non sono cose trascorse, perché quelle
persone sono ancora qua, sono ancora qua, il presidente Spacca è ancora presidente, nonostante è
colui che ha contribuito a questa situazione, alla delocalizzazione, firmando atti, poi non solo,
vogliamo entrare, non finiamo più, vogliamo entrare nella lunga storia dei soldi finanziati per il
piano energetico, guarda caso alla M3 che è di Merloni, e chi li ha finanziati, di chi è la legge 3 del
2012, di Spacca, perché non è sufficiente aver demolito una società, una città dei lavoratori,
demoliamo anche il territorio, non so se avete fatto mai un giro su Google Ert, se fate un giro su
Google Ert e guardate Fabriano è uno scandalo, si dovrebbero dimettere tutti quelli che hanno fatto i
piani regolatori, tutti i tecnici dovrebbero dimettersi, perché Fabriano è uno schifo, nel vero senso
della parola, ci sono capannoni ovunque, 7000, 12.000, 5000, 4000 metri, dentro la città, poi dopo
viene fuori che uno studio del Censis del ’99, aveva, scusate, costato 50 milioni di lire di allora,
sulle caratteristiche dello sviluppo fabrianese, modello di sviluppo alternativi, per far fronte ai nuovi
scenari mondiali, diceva questo, volevo riassumere in pochissime parole, lo studio dice che senza
innovazione il miglioramento tecnologico e la produzione del bianco a Fabriano non avrebbe mai
retto la concorrenza, ed il territorio doveva investire esclusivamente in cultura e turismo, lo studio
fu insabbiato da famiglia Merloni, le autorità, la presidenza Carifac di allora, da tutti, perché questo
era il nostro futuro, lo dicevano anche persone che avevano studiato il caso, e magari ci potevano
arrivare, quindi quando parliamo di, che non sapevamo le cose, che un fulmine a ciel sereno, Spacca
ha detto, si dovrebbe vergognare, si dovrebbe vergognare per quello che ha detto, certo si
dovrebbero tutti dimettere, perché è scandaloso, e qui non si parla del passato, non si parla del
passato, è ovvio che dobbiamo andare avanti e dare soluzioni diverse, idee diverse, giustissimo
l’intervento dell'assessore Galli, ma non possiamo farlo, prima vi dimettete, si dimettono, i
responsabili di questa situazione si devono dimettere, vergognarsi, magari chiedere anche scusa,
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perché è uno schifo quello che è successo, perché quello che ha detto Sergio è sacrosanto, c'è una
commissione incredibile di interessi, perché mi devono spiegare perché quale motivo si va a
costruire l’Asur in un centro abitato, da dove sono andati via perché era scomodo, questo dovrebbe
rispondere Tini, Ciccarelli, perché c'è conflitto di interessi, però il ruolo di Tini può rispondere a
questa domanda, viene costruito lì, chi è che costruisce lì, come mai viene tolto un territorio ad una
scuola, per fare una casa per anziani, quando abbiamo messo a posto, abbiamo speso soldi per
metterne a posto un'altra, e dobbiamo costruirla proprio su quel territorio li, questo dobbiamo dirci,
perché queste persone qua altrimenti, con queste persone qua non risolviamo niente, parliamo,
facciamo la domotica, la domotica volgiamo fare, ok, facciamo la domotica, innanzitutto vi avverto,
ve lo dico, la domotica non avrà sviluppo, è finita la storia che dal divano alzo le serrande, apro la
porte, regolo quello e regolo quell'altro, si va su altri, sono altri i livelli di investimenti che vengono
fatti, poi chi è che ha preso dei finanziamenti per la domotica a Fabriano, indovinate?, la Indesit, noi
puntiamo, questi politici ci dicono dobbiamo puntare sulla domotica, chi è che ha preso i
fidanzamenti per la domotica, la Indesit di nuovo, allora c'è qualcosa che non va, parlare del passato
non è parlare del passato, è parlare di oggi, perché i politici non sono passati sono ancora qua,
siedono ancora qui, la dimostrazione, la notizia che ci ha dato Urbani è scandalosa, quella dell'eco
bonus, siamo contenti perché viene pagato, ci danno 10.000,00 € che possiamo spendere in
elettrodomestici, pensate un po' voi, i lavoratori non hanno da mangiare per i figli, però possono
comprare la lavastoviglie, magari la comprano, comprano l'elettrodomestico di una certa marca
piuttosto che di un'altra, e guarda caso queste aziende, quell'elettrodomestico lo fanno in Turchia, in
Polonia, in Cina, o dove altro anno gli stabilimenti, e magari pagano anche le tasse all'estero, perché
le aziende non solo anno delocalizzato, le aziende delocalizzano con i nostri soldi, con i soldi dei
lavoratori, li mettono in cassa integrazione, li umiliano, poi dopo producono all'estero, ci rivendono
l'elettrodomestico allo stesso prezzo spesso volentieri, e pagano le tasse all'estero, ci sono 2, 3, 4,
danni uno dietro l'altro, e tutto questo lo fanno con i soldi che gli abbiamo dato noi, con il benestare
che gli abbiamo dato noi, la legge regionale che dice la revoca del finanziamento, e la numero non
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mi ricordo, non dice, non è retroattiva, e non parla di restituzione, in Calabria sono andati oltre ed
hanno fatto un articolo dove dice: in caso di delocalizzazione degli impianti produttivi, o di parte
della produzione, le somme erogate alle imprese presenti sul territorio regionale, quale sia la loro
provenienza, sono sotto forma di incentivo, finanziamento, aiuto, sostegno all'occupazione, o alla
produzione da parte della regione, devono essere restituite entro i successivi cinque anni dalle stesse
imprese con applicazione degli interessi legali, anche laddove la delocalizzazione avvenga tramite
cessione di rami d'azienda o di attività produttive, appalti a terzi, con riduzione del personale
dell'impresa, nel caso si verificano danni ambientali e conseguenti bonifiche, atte al risanamento
territoriale, gli importi da rimborsare alla regione saranno maggiorati delle somme necessarie per il
ripristino del territorio, è qui Paglialunga sa benissimo di cosa parlo, le imprese interessate da
procedure di recupero, di cui al comma 1, non possono beneficiari di altri contributi regionali allo
stesso titolo, è questo il problema, lo capite cosa abbiamo evidenziato, stiamo evidenziando che noi
abbiamo finanziato nel passato delle aziende che hanno delocalizzato, oggi le stiamo finanziando
per la domotica, queste aziende hanno inquinato, l’Antonio Merloni ha inquinato Fabriano, tutta
Santa Maria, nel momento in cui Paglialunga stava possibilmente, forse, non lo so, arrivando ad un
dunque, lo abbiamo messo da un’altra parte, gli abbiamo fatto fare altro, ma Fabriano rimane
inquinata, ed allora cosa diamo, diamo i soldi per mettere in sicurezza via Campo Sportivo, sono
soldi pubblici, o sbaglio Mario?, sono soldi pubblici che vengono utilizzati per mettere in sicurezza
un'area privata, cazzo questa è, scusate, questa è la politica che non va, questo bisogna cambiare,
questo può portare ad un cambiamento diverso, ad un qualcosa di migliore, altrimenti le idee,
dimentichiamoci del passato, ma che qui non ci dimentichiamo di niente, qui dobbiamo cominciare
a denunciare, a dimettersi, perché sono gravissime le cose che sono state fatte e che vengono ancora
fatte, finanziamenti dati ad aziende fallite che sono in concordato, che però vengono date , cedute
ad un'altra azienda, perché ha ceduto un ramo d'azienda, non è possibile fare questo perché
altrimenti non andiamo da nessuna parte, non ci sono spunti per, perché se viene dato, se non
cambiamo questa politica e queste persone non si dimettono continueranno a fare quello che hanno
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fatto, e Spacca, che è vergognosamente ancora al suo posto, invece di mettere 1.300.000.000 di €
per delle centrali a bio gas e biomassa che ci uccideranno oltretutto, sotto inchiesta 13 persone della
commissione regionale, è ancora lì, e non è che ha messo questi soldi per agevolare il turismo per
fare altro, noi spegniamo 21.000.000,00 di € non per Fabriano, per un polo scolastico, progettato
dalla provincia, che è tra un cimitero ed una centrale elettrica, è questo il problema, è questo quello
che hanno evidenziato loro, che se non cambiamo la politica a voglia, a voglia i lavoratori a
lamentarsi e a dare problemi, poi dopo vengono fuori che non si cambiano le persone, allora che
succede, succede che, questo viene dal comitato lavoratori della Merloni, in Umbria, la J&P
Industrie sta vendendo e smantellando interi reparti dello stampaggio plastica, stabilimento di
Nocera Umbra, per pagare gli stipendi dei propri dipendenti, testuali parole a risposta, testuali
parole della risposta che ci è stata data questa mattina dal tribunale di Ancona dalla Tini, il legale
della J&P, del signor Porcarelli, e scrivono, ora considerato che tutti coloro che sono stati riassunti
dalle J&P in cassa integrazione, quindi pagati dall’Inps, il signor Latini si informi prima di dire
stronzate, leggo testualmente, poi se i sindacati ed istituzioni riescono ancora ad abbindolare la
gente con queste favole, facciano pure, il problema è questo, che ci raccontano delle baggianate,
invece stanno svendendo portando fuori macchinari per i loro interessi, per rientrare, questo è il
problema, quindi quello che deve fare la politica, i politici, sono due cose fondamentalmente; 1,
proporre, per esempio potremmo proporre di aggiornare la legge regionale e dire no facciamola
simile a questa qua, facciamoci restituire i soldi da questa gente qui, cominciamo un attimo a
vedere, poi che fai, che succede, agevolazioni, tu hai preso dei soldi, hai delocalizzato, hai dato
molto, hai dato molto, si è vero, è vero hai dato molto, noi abbiamo fatto questa maglietta, questa
maglietta qua con le parole che ha detto prima il sindaco, questa qua la regaliamo al sindaco, questa
maglietta qua che abbiamo fatto, (incomprensibile), (voci), abbiamo fatto questa maglietta con le
parole che ha citato prima il sindaco di Aristide Merloni, perché noi crediamo fermamente che
Aristide Merloni avesse una visione diversa da quella che c'è oggi, dai Merloni di oggi, veramente
secondo noi teneva al territorio, il problema è che poi si è deviato un pochettino, il problema è che
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poi la Merloni ha plasmato il nostro territorio, quello che vi dicevo prima, i capannoni, la nostra
città, storica, bellissima, un territorio meraviglioso, è stata massacrata da un piano regolatore
spregiudicato, quindi oggi se ci sono inglesi, francesi, olandesi, che comprano casolari, così, non
vengono a Fabriano, rimangono a Moie, a Mergo, a Sassoferrato, questo è il problema grosso, i
politici che hanno cacciato questo sono qua, sono in regione, quindi sarebbe da proporre, da uscire,
noi dobbiamo chiedere, ovviamente firmeremo l'ordine del giorno, però voteremo, scusate, l'ordine
del giorno, però il problema quale è, è che dobbiamo fare altro, la politica deve fare altre, dobbiamo
fare una proposta, andiamo tutti quanti con un banchetto, tutti insieme a raccogliere le firme per fare
una proposta di legge popolare, regionale, dove gli diciamo ci metti negli articoli questa qua per la
revoca, questo politicamente dobbiamo fare se vogliamo cambiare le cose, perché altrimenti di
Indesit ne avremo un'infinità, è questo il problema, la seconda cosa che devono fare i politici è
dimettersi, punto, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Romagnoli, prego consigliere Romani, è l'ultimo intervento.
CONSIGLIERE ROMANI: Grazie presidente, quindi ho un compito importante, mi ero preparato
un po' di cose da dire ma molte, molte, molte di più di quelle che dovevo dire sono state come al
solito dette, però prendo spunto da il buon Guidarelli qui davanti a me, che forse, anzi per me ha
fatto la sintesi più giusta, poi dopo devo fare anche due o tre ringraziamenti, lo spunto nasce, ripeto
da una sintesi che io condivido, condivido anche se non è che il passato, come dice Romagnoli, si
può dimenticare, perché Solari ci ha fatto un'analisi precisa, chiara, dettagliata, sicuramente con
percorsi inequivocabili, ognuno di noi Romagnoli sapeva dove stava e dove è stato, e quello che ha
fatto, ma credo che se ognuno di noi, sono convinto, ha una coscienza sa bene come ha svolto il suo
compito, anche perché ripeto dietro quello che ha detto Sergio, e qui va il primo ringraziamento, lo
ringrazio perché credo che sia servito a tutti aver fatto, io in quei tempi che stavo lontano dalla
politica, però seguivo, certamente non avevo tutto questo percorso, quindi è stato importante che
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l'abbia fatto, perché ripeto noi dietro quello che ci ha letto lui stavamo ancora ad un fatto, che le
aziende privatizzavano i guadagni e pubblicizzavano le perdite, socializzavano le perdite, questa
crisi delle Indesit, anche a fronte di quello che tutti hanno detto, si sono divisi in quattro o cinque,
non lo sono e neanche vado a fare i conti, 62.000.000,00 di € pochi giorni fa, hanno detto: va bene
ci sono 1400 persone prendetevele pagategli la cassa integrazione, perché comunque noi portiamo
tutto in Polonia, portiamo tutto in Turchia, quindi non è che ce n'è uno di guadagno, pubblicizzare e
privatizzare, ce ne sono altri due sopra, un po' grosso modo quello che diceva prima Romagnoli, per
cui queste cose secondo me non devono passare e non possono passare in secondo piano, tanto è
che, qui ringrazio Emanuele Rossi, che dopo tanto tempo finalmente ho sentito con la veemenza di
sempre dire quello che ha sempre detto, e questo gli va riconosciuto, l'ha detto con la veemenza
giusta, con il piglio giusto, dicendo le cose come stanno, poi siamo entrati nel sistema dei
ringraziamenti che mi permette, questo è l'ultimo ringraziamento, mi permette poi di entrare in
quello che è il nocciolo del mio ragionamento che si conclude, si concluderà molto rapidamente,
ringrazio Giovanni che non lo trovo, comunque, perché, Balducci, che ha veramente centrato tutti,
leggo i reali problemi del territorio, che cosa aspettiamo la fame, c'è gente che ha voglia di
rimanere, rimbocchiamoci le maniche, bene, bene, dietro tutto questo credo che questo consiglio
comunale qualche cosa debba pur fare, anche perché non ci dimentichiamo che credo che a
dicembre ci troveremo di fronte a circa, poi qualcuno mi correggerà, 6000 persone che vanno a
spasso, perché ce le vorremmo mettere le 700 persone della J&P, io direi di sì, perché qui di
avvocati ce ne abbiamo tanti, sfido che un giudice non ascolti il CTU che ha nominato per una
perizia, ed io credo che alla fine della storia qualcuno che si è preso tutto dirà riprendetevi tutto,
questo è il mio pensiero, poi forse non sarà così, e gliene verrà dato atto, però secondo me
un'amministrazione, anche un consiglio comunale leggermente lungimirante dovrebbe pensare che
potrebbe andare a finire così, poi tanto i 6-700, questi qui, non ci saranno subito, ma entro il 2014
penso che una buona metà faranno parte purtroppo di quel circuito di cui ha parlato molto
chiaramente la Mattioli, a questi una risposta bisogna darla, perché caro Mario tu prima hai detto
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neanche con la, almeno qui le stesse persone che stavano con la Camusso, e siccome credono poco
anche alla Camusso, forse ci può sfiorare l'idea che a noi non ci crede per niente e
conseguentemente qui preferiscono non venire, anche per una questione di dignità, io credo che sia
così, e se è così è, e mi fermo qui nel fare questa analisi che è stata secondo me sviscerata anche
bene, io non vedo il problema di aver discusso, forse perché scusate non ho partecipato a tutti i
vostri incontri di capogruppo, vice-capogruppo, quindi mi sono trovato tre giorni fa questa roba in
mano, qualcosa dovevo pur fare, dire e pensare, quindi per me la discussione è stata anche, anche
soddisfacente, non è venuto fuori non tanto di più di quello che pensavo, secondo me maggioranza e
minoranza c’è stato sempre e continuerà a starci, lo era prima, continua ad esserlo adesso, lo stesso
modo di essere, e non è vero che siamo tutti insieme uniti, non è vero, non è mai accaduta e mai
accadrà, le differenze ci sono e ci saranno sempre, perché ripeto ognuno di noi in tutto questo
percorso sa ciò che ha fatto, sa dove è stato, sa con chi è stato, e con i propri compagni di viaggio.
quindi non ci dobbiamo nascondere niente di tutto quello che è il retaggio passato, la conclusione di
tutto questo mio discorso non è altro che, presidente sindaco, un ordine del giorno che io adesso
vado a leggere, che poi consegnerò agli atti, e che chiedo che venga discusso, se si vuol discutere,
votato sicuramente perché credo che sia attinente alla situazione. Oggetto: istituzione di una posta
di bilancio per far fronte alle esigenze delle famiglie delle piccole imprese in difficoltà e per quelle
di nuova istituzione, premesso che il territorio è fortemente interessato da una crisi occupazionale
che oramai è divenuta insopportabile, anche a seguito degli ultimi accadimenti, Indesit company e
di tutto l'indotto ad essa collegato, rilevato che molte famiglie non riescono più a soddisfare le
esigenze primarie dei propri componenti, che piccole e medie imprese non sono più in grado di
fronteggiare una crisi sempre più pressante, con conseguenti chiusure e ridimensionamenti che
vanno ad aumentare le persone bisognose di sostentamento, ritenuto che l'amministrazione
comunale non debba affrontare questa crisi, che sicuramente avrà rilevanti ripercussioni anche a
livello nazionale, solo con proclami, comunicati stampa, ordini del giorno e con la presenza delle
varie manifestazioni, ma debba invece in maniera tangibile far sentire la propria presenza anche
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attraverso l'istituzione di una posta nel bilancio di previsione 2013, pari ad almeno 1.000.000,00 di
€, lasciando facoltà a fondazioni, enti, privati, di poter intervenire al fine di aumentare l'iniziale
dotazione; impegna il sindaco e la giunta ad istituire apposita posta nel bilancio di previsione 2013,
dell'importo di 1.000.000, per far fronte alle necessità di famiglia e delle piccole e medie imprese in
difficoltà e per quelle di nuova costituzione; incarica il sindaco di farsi promotore presso i comuni
firmatari dell'ordine del giorno, individuato come proposta 130 del 19.6.2013, affinché gli stessi
avanzi analoga iniziativa, se ritenuta valida, nei confronti dei loro cittadini; incarica la commissione
competente di regolamentare l'erogazione di contributi, l'assessore al bilancio di relazionare
mensilmente al consiglio comunale sull'utilizzo di cui sopra, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Romani, allora questo è un ordine del giorno che si riferisce
alla proposta principale, quindi va votato prima dell'ordine del giorno dei sindaci, (voci), allora
intanto che arrivano le copie dell'ordine del giorno proposto dal consigliere Romani, ha chiesto, ha
chiesto la parola il sindaco, Mario, assessore Paglialunga, prego sindaco.
SINDACO SAGRAMOLA: Su alcune cose apprezzo la discussione ed anche i toni, però certo se
questa discussione vuole essere una requisitoria nei confronti dell'amministrazione, come ho sentito
in un paio di interventi, non intendo accettarla, perché non credo che sia corretto fare, a meno che
non si vogliano chiedere le dimissioni del sindaco, ed allora ci sta, è possibile, legittimo e
comprensibile, però io non posso accettare alcune dichiarazioni che vengono fatte e che sono non
condivisibili da parte mia, in particolare quando si dice, e sulla nomina degli assessori, o pensare
che uno possa mettere un assessore da una parte perché vuol salvaguardare un imprenditore che, o
un inquinatore, non lo accetto, non l'accetto e non accetto, proprio è lontano da me come modo di
comportamento, quindi io la maglietta, se uno mi consegna la maglietta e non si fida di me non me
la dovrebbe consegnare, se uno mette in dubbio la buona fede ed il comportamento di una persona
non dovrebbe consegnare una maglietta come questa al sindaco, in cui c'è una frase, io sento di
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portare anche la responsabilità dei sindaci che sono stati qui prima di me, l'ho detto, e quindi anche,
secondo me è stato anche un grande sindaco Aristide Merloni, a differenza mia che a volte mi sento
anche inadeguato, perché mica uno che non è un professionista, non sono imprenditore come
Urbani, non sono un bravo commerciale come Romagnoli, non sono un geometra bravo come
Crocetti o un avvocato bravo come Sandra Girolametti, sono un impiegato comunale che nel tempo
ha fatto percorso politico, che si è trovato a gestire alcune situazioni, ed ha fatto il percorso che i
cittadini gli hanno fatto fare con un voto democratico, penso di aver meritato la fiducia, io dormo la
notte sereno, quando ci riesco, a volte non dormo per le preoccupazioni, ma dormo sereno perché
ho la coscienza tranquilla, se qualcuno pensava di mettere in dubbio coscienza o quant'altro, non è
certo nemmeno, io sono stato e sono nello stesso partito con il presidente Spacca, sono stato in
partito in cui, nel partito in cui ha militato per un certo periodo la senatrice Maria Paola Merloni,
sono stato nel partito che sostiene l'attuale maggioranza della regione, ma se questa, se si vuole fare
un attacco alla regione, tutto ci sta, è comprensibile, però individuare ogni volta il male e la bua
sempre lì, io credo che non sia corretto, questo lo penso personalmente, quindi lo continuo a dire,
ma anche politicamente, perché altrimenti sarei da un altra parte, penso che uno cerca di fare le cose
per il bene comune, poi dopo ognuno lo fa al suo livello, certo uno con le capacità maggiori, un
altro con le capacità minori, ma questi sono i talenti che nostro signore ci ha dato, ognuno ce ne ha
di più, e c'è chi ce ne ha di meno, quindi io forse io ne ho pochi e cerco di mettere a frutto quei
pochi che ho, e non mi piace però sentire, nonostante che cerchiamo di dare il massimo in questa
operazione, di cercare di trovare soluzione a problemi complessi, ed oggi ho preso un altro schiaffo,
ma non qui, fuori da quest'aula, a Tecnowind, nonostante avessi portato a compimento tutto, sembra
che l'attuale consiglio di amministrazione, l'attuale proprietà non voglia andare avanti sulle linee
che avevano intrapreso, quindi ci troveremo in difficoltà estrema anche lì, poi ha ragione Urbani, il
concordato è una fregatura per tutti quelli che ci sta intorno, io questo è semplicissimo, è un
ammazzare tutto il territorio e ci danneggia tutti, quindi ho cercato in tutti i modi di evitare quella
situazione, perché credo che non sia giusto né corretto, né per i lavoratori che ne andranno a
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soffrire, né per il sistema delle imprese che c'è intorno e dei fornitori, che poi danneggia tutti anche
gli altri quelli che stanno intorno, tutto il circuito, io sono preoccupato di questa cosa, però vedete
io, se tutti hanno parlato con il cuore anch'io vi parlo con il cuore, perché uno mi deve spiegare che
cosa esce come proposta concreta, perché qui Solari ha fatto una storia, una sua lettura dei dati,
manca un pezzetto, io sono stato considerato un catto-comunista, un comunista di sagrestia, un
pesciolino rosso nell’acquasantiera, perché nel 1975 avevamo fatto un'iniziativa, un gruppo di
ragazzi sciamannati, che si chiamava, dell'Azione Cattolica, non mettiamo Fabriano nel frigo, 1975,
dici l'avevate vista lunga, eravate più intelligenti degli altri, no, però vedevamo una città chiusa, ci
sembrava da ragazzi, come tutti i ragazzi che potesse dovesse esplodere un altro modo, ed invece ci
sembrava che questo elettrodomestico, che però mi dava il pane, perché mio padre lavorava alla
Indesit come operaio, anzi quella volta lavorava all'Ariston, faceva le presse, 1500 pezzi al giorno,
sotto una pressa da 20 tonnellate, faceva i piani, che una volta erano quei fornelli, lavorava lì,
tornava a casa la sera, anche io non racconto cose, perché alle 10:00 della sera quando torna tuo
padre in un certo modo non è facile dopo 8 ore di lavoro alla pressa, però la questione non è questa,
certo che senza, guardate il censimento del 1901 di tutte le zone interne di questa regione, e
guardate il censimento del 1911, ed i censimenti successivi decennali, e quello dell'81, e vedete
quali sono le popolazioni che sono rimaste, le città che sono cresciute e quelle che sono morte, tutto
l'entroterra marchigiano, ad esclusione di Matelica, Fabriano e Sassoferrato, perde il 30% della
popolazione, a beneficio della costa, com'è che qui rimane la popolazione, qui, Matelica,
Sassoferrato un po' di meno, allora quindi hanno portato, certo grazie all'impegno e la dedizione dei
lavoratori, della gente di Fabriano, poi è cresciuta, si è evoluta, c'è stata questa epopea, è chiaro che
né abbiamo pagato però anche le conseguenze, perché i rapporti sono stati sempre quelli, l’abbiamo
sempre definiti, sempre conosciuti, adesso vedi io sono contento che Romagnoli è andato a parlare
con Maria Paola Merloni, che Joselito, io ad aprile non ci sono andato a parlare con Maria Paola
Merloni, però se sapevo, dopo quell'incontro delle sette sedie vuote, ma anche io ho cercato di
tessere relazioni che però a portato a conoscenza di tutti i capigruppo, delle commissioni, anche
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oggi ho seguito questo stile di portare a conoscenza tutti di tutto, perché più le due cose si rendono
trasparenti, più si cerca di farle sapere tutti e più risultati secondo me si possono socializzare, ed è lo
spirito con cui abbiamo fatto i capigruppo in questi giorni, per cui c'è la mozione che è integrativa
poi dell'ordine del giorno, che può essere anche, si considerato forse un po' leggero per alcuni
aspetti, ma era l'obiettivo del sindacato, ritirare quel piano perché altrimenti le persone, se non si
ritira quel piano c'è il rischio che 1425 persone nel giro di poco tempo se ne vanno a casa, sarà un
anno, sarà due, sarà tre, sarà quattro, ma comunque l'obiettivo è di mandarli a casa, e questo non è
accettabile, non è accettabile, e lo condivido con voi, da nessuno di noi qui dentro, ma da nessuno,
da nessuno, come si può spiegare questo fatto che io lo condivido questa costa, possibile che ci deve
essere sempre quel retaggio di considerare uno sporco e quell’altri puliti, una volta quando ero
ragazzo c’erano i film in bianco e nero con i cowboy e con gli indiani, pensavo che le giacche blu
era brave, perché c'era John Whain che faceva tutte quelle azioni, e che gli indiani era cattivi, poi
sono cresciuto ed ho capito che i cattivi era quell’altri, era proprio quelli che io pensavo che era
buoni, allora il mondo è complesso, le situazioni che ci trovavamo qui è di difficile soluzione,
perché io cerco di capire chi, è stato fatto questo ragionamento, ve lo ripeto, chi non ha
internazionalizzata è morto secco all’inizio della crisi, morto secco, adesso siamo oggettivi, a parte
Urbani che è esistente, ma un'azienda che faceva 800.000,00 di € di fatturato, morta, prima, appena
arriva la crisi zompa, quelli che hanno internazionalizzato, delocalizzando alcune produzioni,
perché lo sappiamo che dentro l'internazionalizzazione c'è l'occupazione di fette di mercato
all'estero, io non so se l'azienda di Romagnoli che è Svizzera i prodotti che utilizza o che vende li
produce tutti quanti in Svizzera, in Italia, o dove li produce, non lo so, può darsi che qualcosa lo
prende in Cina, può darsi che qualcosa, perché tutti oggi fanno questo tipo di sistema, io dico, non
conosco neanche quello che fa, perché prima ha citato che lavora in un azienda internazionale,
quelli che hanno internazionalizzato ci porta via la gente alla fine ci si succhia come una candela,
che tu accendi e si consuma piano, piano, allora qual è la soluzione, quale è la prospettiva, noi
ancora esportiamo da qui, dalle Marche mi sembra il 65% del prodotto meccano, di quello che
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facciamo, orientativamente, orientativamente, in generale, quale è la prospettiva, se la domotica è
finita, già prima di cominciare, quale è la prospettiva dell'innovazione tecnologica, mi è piaciuto
prima una riflessione, mi ricordo, perché mi segno le cose che dite, quelle che mi colpiscono, Mario
diceva, dice, ma se l'imprese che avrebbero dovuto trainare il tessuto tradizionale al tecnologico, ma
mi sono studiato prima di iniziare la campagna elettorale come si sono riconvertiti alcuni distretti
industriali in Italia, prima della crisi naturalmente, quando c'era ancora i soldi, se guardi quello delle
calzature nostro, quando gli ha abbassato l'Iva, gli ha fatto dell'operazioni, si sono, i calzaturieri si
sono riconvertiti, hanno fatto alcune operazioni di internazionalizzazione ed oggi reggono bene o
male, il mercato ancora lo reggono, adesso non lo so, può darsi che domani fallisce tutti, però
voglio dire, il distretto di Faenza della piastrella si è riconvertito tecnologicamente facendo
piastrelle tali che le hanno messe sugli shuttle, per quanto sono diventate, la ceramica è diventata un
prodotto talmente sofisticato e complicato, pieno di tecnologia, che gli ha permesso a molti di poter
resistere, poi c’è Modena nonaltola che si è riconvertito un altro modo, Prato che ha cambiato
completamente vocazione, noi non abbiamo nel tempo, ed io qui lo do a quello che io chiamo il
potere grigio, una parte di società fabrianese legata a tutto l'entourage della famiglia intesa Merloni,
che ha beneficiato delle prebende necessarie e che non ha ritenuto opportuno cambiare, che ha
lasciato la situazione così, ed oggi è difficile provare a fare quel cambiamento, perché non abbiamo
più le risorse, il comune non ha le risorse per fare innescare quel processo, e mi piace l'idea, perché
io la condivido molto, Joselito, quella della comunità, perché proponendo per la questione dei
voucher, per cominciare, perché con i voucher magari la gente comincia a sentire che con un
piccolo lavoretto da una mano, non perché si risolve il problema, siamo chiari, né con il turismo, né
con, così tanti posti come ce li abbiamo della meccanica non c'è nessun altro posto che ce la, perché
anche la cartiera che ha 600, e va bene, grazie a dio, 600, di indotto ha pochissimo, quindi
chiaramente genera poche, poca occupazione, quello che ci ha generato tanto occupazione è stata la
meccanica, neanche la meccanica pesante, perché la Lorev è andata a zampe per aria prima, la
Fiorentini che faceva la meccanica pesante lo stesso, è stata la meccanica leggera,
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dell'elettrodomestico, allora se ne possono fare di qualità, si può migliorare, possibile che non c'è un
incentivo, per questo che io dico che la vertenza è nazionale, perché secondo me se
nell’elettrodomestico in questo comparto non gli si dà un'iniezione da parte del governo nazionale a
questo costo del lavoro che è uno dei, non è solo quello, perché se fosse solo quello, dopo c’è il
sistema, il credito bancario, c'è tanta roba, però se intanto cominciassimo a dare qualche segnale, è
questa la vertenza che io mi piacerebbe portare a livello nazionale, domani c’è Squinzi giù in
Confindustria, non posso andare, ho detto agli operai andatici perché c'è Squinzi, li bisogna fare il
casino, li bisogna portare la protesta, perché lo devono sentire tutti gli industriali che questo è un
settore che ha bisogno di un segnale, se noi non la giochiamo così questa partita secondo me non
credo che ci riusciamo a portarla avanti, quindi io dico, ma la voglio chiudere qui, ma perché questa
cosa mi prende proprio, personalmente, e ne sento la responsabilità, e quindi faccio anche fatica ad
esprimere a volte qualche concerto un po' più elevato, anche se quello che mi piace, l'idea che non
voglio ragionare solo come fabrianese, voglio ragionare come un territorio, come le Marche, perché
non credo che noi usciamo più da soli, perché non abbiamo più la capacità imprenditoriale, non la
vedo, non la vedo questa capacità imprenditoriale di cambiare le cose, io non la percepisco,
perlomeno non sono capace, ed allora penso che se ce l’ha giochiamo in chiave regionale, se mia
figlia che adesso sta in un'altra città, domani dovesse andare a lavorare a Fano non mi preoccupo
alla fine, perché chi vive a Roma e deve lavorare a Nettuno fa un'ora di macchina lo fa, o prende il
treno, ci fosse un trasporto efficiente, un servizio pubblico efficace, ci potremmo giocare anche una
partita tra qui ed altri posti, vivo qui ma lavoro in un altro posto, ad un'ora, mezz'ora, 40 minuti di
macchina, tanta gente lo fa, non è detto che in quella stessa valle dove abbiamo avuto sempre tutte
le fabbriche, l'ospedale, la scuola, e c'è andata bene per trent'anni, possa rimanere così
indefinitivamente, ci sarà una prospettiva, ma vorrei provare a giocarmela in una dimensione un po'
più ampia, non vedo più la fine alle gallerie, non la vedo più, vedo un territorio più largo, vorrei
provare a vederlo, questa è la mia, forse una deformazione del fatto che ho fatto tutto quel tempo in
provincia, sbagliando, e qui vengo anche forse ad aver fatto degli errori come la costruzione del
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polo scolastico, è stato individuata dall'amministrazione comunale dell'area, ma forse abbiamo fatto
degli errori, ma lo vedremo quando sarà finito, può darsi eppure che nella vita, e nel caso se sarà mi
dimetterò se avremo fatto degli errori, prendo mi levo giacchetta e facciamo le elezioni, però prima
voglio vedere quali sono le realizzazioni, i risultati, poi scusa Sandro non posso accettare questa
proposta all'ordine del giorno così, scusa posso, mi fai adesso fare, scusa io ho rischiato in provincia
l'anticipo della cassa integrazione, 4 milioni e mezzo di euro di fondi che dovevano essere
depositati in banca, alla Banca d'Italia, l'abbiamo prelevati e ci abbiamo anticipato la cassa
integrazione, quindi io quando avevo la possibilità dei rischi me li sono presi, abbiamo messo, unica
la provincia che ha messo di più di tutte le marche, quasi 1.000.000,00 di €, nel fondi di contro
garanzia, quindi mi posso dire che alcune cose le ho fatte, scusa c'è stata tutta, la crisi non arrivata
solo oggi, io non ho visto nessun segnale in precedenza, oggi si chiede di mettere 1.000.000,00 di €
in una situazione, in una situazione come questa, forse si è arrivato oggi in consiglio, siedi oggi in
consiglio, ma stiamo a lambiccarci per chiudere un bilancio, di cui non sappiamo neanche oggi, ad
oggi, quante sono le possibili entrate, perché ci hanno cambiato le carte in tavola, il 4, il 5 del mese,
il 7 giugno, con un decreto che dice che non si sa più quanto è il fondo che doveva essere di
4.000.0000, non si sa più di quanto è, tu mi dici prendiamo 1.000.000,00 di € e facciamo una posta,
guarda non mi sento proprio, con tutta, di poter accettare una proposta di questo genere, lo dico con
il cuore, ma anche con la testa con di chi tutto il giorno sta cercando di far quadrare questi quattro
conti.
PRESIDENTE: Grazie sindaco, un attimo, allora io ho una comunicazione tecnica, ecco me lo
dicono adesso, fra due minuti si interrompe la diretta streaming, dobbiamo fermarci per due minuti
e poi riprendiamo, altrimenti perdiamo la diretta, (voci), andiamo avanti, bene allora andiamo con la
votazione, prego.
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CONSIGLIERE ROMAGNOLI: Ragazzi non è, dato che comunque il sindaco ha usato dei toni
insomma abbastanza, allora ti chiamo Giancarlo perché ci conosciamo da trent'anni, la maglietta è
un dono che facciamo al sindaco in quanto figura istituzionale, perché stiamo parlando di un
problema inerente alla Indesit, e dove noi abbiamo voluto dare un segnale in più per dire, ok
indossiamo una cosa che sentiamo profondamente, con una frase che condividiamo pienamente, di
una istituzione quale era Aristide Merloni, che sicuramente ha dato un impronta non indifferente,
sicuramente non immaginava allora questa, (incomprensibile), finanziamento delocalizzazione,
scusate ma c'è un sacco di concetti, quindi questo io, lo rinnoviamo; per quanto riguarda le idee e
tutto quanto, io immaginavo, come me molti altri, una Fabriano che puntava a che cosa?, non alla
produzione, cioè non possiamo competere con la produzione estera, l'abbiamo detto in 1000 modi,
allora invece di parlarci intorno, siccome l'argomento è molto ampio, bisognerebbe magari fare un
incontro apposito, però io immagino una Fabriano che si occupa di alto, altissimo di gamma, di
formazione, quindi il centro per la formazione andrebbe finanziario al centro per la formazione,
piuttosto che magari altre cose, un punto, un luogo dove le aziende estere vengono a fare
tecnologia, vengono a sviluppare, scusate è tanto fastidioso, dove le aziende vengono a fare, a
studiare, a sviluppare prodotti, a migliorare i loro prodotti di alta gamma, quindi la mia azienda
Svizzera è venuto in Italia, quindi ha delocalizzato in Italia, ha delocalizzato in Germania, in
Lituania, perché, senza licenziare nessuno, anzi stanno inserendo persone in Svizzera, perché in
Italia per esempio vogliono lo sviluppo e la progettazione di prodotti medio alti, quindi la cappa che
esce da noi costa dai 400 ai 600,00 € il minimo, fino ad arrivare a 10.000,00 €, escono da qua con
elettronica fatta a Fabriano, con lamiera fatta a Fabriano, con progetti fatti a Fabriano, e sono venuti
qua perché l'indotto, il famoso indotto che noi abbiamo sempre, quante volte l'abbiamo sentito,
l'indotto fabrianese delle aziende così, dove adesso ci troviamo in crisi, Urbano lo sa benissimo,
perché adesso ci troviamo in difficoltà perché una Tecnowind che fa il concordato mette in crisi
l'indotto ovviamente, e le aziende che forniscono anche me ed Urbano e che magari non riusciamo
ad alimentarli da soli, perché non riusciamo logicamente in due aziende ad alimentare l'indotto che
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lavorava per una Tecnowind, o per altre aziende, ovviamente ci troviamo in difficoltà noi, quindi le
scelte che vengono fatte, io le proposte, io parlando con i miei titolari per esempio ho chiesto degli
incontri con aziende estere per venire su Fabriano a produrre cose di un certo livello, non verranno
mai in Italia, l'Italia è finita, la produzione per come la conoscevamo, l’industria per come la
conoscevamo prima non c'è più, quindi senza il Censis lo diceva Giancarlo, nel ‘99, non so se prima
c’eri quando l’ho letto, però quei 50.000.000 che erano stati spesi, erano stati spesi evidentemente
molto bene, ed alla fine dicevano una cosa, dicevano guardate non investite sul bianco perché per
come è il futuro non andrà bene, con il territorio che avete investite su cultura e turismo, cacchio,
‘99, avevamo tutto il tempo per essere un'eccellenza, ed adesso le difficoltà che abbiamo sono tante,
ma quello che mi preoccupa di più è quella psicologica, quella, le difficoltà sociali delle persone che
sono rimaste senza lavoro, che non riescono a garantire una dignità alla propria famiglia, quella è
molto difficile farle riniziare, farle ripartire, quando io parlo con delle persone che, le vedo, cioè
magari hanno delle attitudini e delle capacità notevoli, ma hanno frenato, è questo il danno più
grosso, perché magari potremmo trovare delle aziende che cominciano, potremmo trovare gli
spunti, la Fabriano sotterranea piuttosto che altre cose che potrebbero essere la scintilla per, però
bisogna avere l'indirizzo, la cosa che non condividi con noi sai quale è?, è quella che ho detto alla
fine e che il rinnovo, (incomprensibile)
SINDACO SAGRAMOLA: agli agricoltori con 15.000 piante di ulivo, 2.000 piante di visciola,
1.500 piante di fichi, per dire, provate a riconvertirli e compagnia, ma tutta, alla fine del 2006,
prima del mandato del 2007 abbiamo fatto una verifica, avevamo fatto in tutta la provincia 84 posti
di lavoro in più, quindi anche il turismo, agricoltura, porteranno ma quanto?, non sarà sostitutivo,
sarà integrativo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il consigliere Peverini, prego consigliere.
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CONSIGLIERE PEVERINI: Grazie, sarò breve perché ci sono stati molti interventi, li ritengo
tutti pertinenti, mi limito semplicemente a fare solo una piccola analisi che, visto che al mio primo,
il primo intervento, il primo incontro in questa sala consiliare, io sono entrato in politica e politica
deriva dal greco come polis città, ed Aristotele diceva, la politica secondo la filosofia dovrebbe
amministrare la città, l’amministrazione della città, la città della provincia e della regione, si ritorna
in qualche modo, non è che voglio fare polemica, si ritorna su un concetto che ci sono delle
responsabilità, responsabilità, io non faccio richiami personali, come magari ha fatto Romagnoli,
come ha fatto Sergio, ma naturalmente il processo di delocalizzazione eventualmente doveva essere
gestito e seguito, in particolar modo mi sono segnato alcune frasi sulle quali se permettete, io ho
trent'anni, non mi sento di appartenere a questo concerto, a quest'espressione, questa espressione
che avete utilizzato voi, come dite, tipo Guidarelli, siamo stati, tutti ci siamo addormentati in questa
città, non è piovuto dal cielo, tutti ne abbiamo approfittato, Pellegrini ha detto siamo stato colpevoli
tutti, dovevamo svegliare la città, Balducci peccato che non ci sta a termine di questa discussione
sicuramente importante per la nostra realtà, non c'è maggiorana ne minoranza, questo anche il
sindaco l’ha detto, siamo d'accordo che è un mondo morto, il profitto deve andare fuori,
sinceramente da trentenne mi sento alquanto infastidito da queste espressioni, da questa analisi
politica, ritengo che ci sono, ci sono responsabilità ripeto in questa amministrazione,
nell'amministrazione precedente, nei modi e nelle scelte politiche, politiche, nella gestione di questi
processi, ricordo al sindaco per esperienza personale, l'azienda della mia ragazza, lavora nel campo
tessile, collabora con Cocinelli in Umbria, il quale fa solo prodotto italiano, made in italy soltanto,
made in Umbria, il papà della ragazza è l'unico che ha l'azienda non a Fabriano, ma in un paese qui
limitrofo, il quale ha l'opportunità di collaborare, perché da trent'anni ha questa attività, lavora con
Fendi, la quale produce tutto a Porto San Giorgio, nell'ambito calzaturiero, pertanto non ha sentito
questa forte necessità, questi gruppi multinazionali come può essere Fendi, ha delocalizzare ed
esportare in Polonia, o in Turchia, come sta richiedendo il caso Indesit, per profitti personali, perché
ritengo profitti personali, visto che l'azienda non ha problemi di utili e pertanto non ha problemi
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neanche in borsa, quindi se vogliamo parlare di profitto dobbiamo distinguerlo a livello economico
le varie espressioni. La prospettiva, naturalmente oramai quello che è fatto è fatto, ma compiacere
apprezzo l’analisi di Guidarelli, il quale denotava che il malato deve essere curato, ma la terapia non
la può proporre chi l’ha portato su quello stato, mi sembra abbastanza palese sinceramente, perché
chi si è trovato male con quel dottore non può poi farsi curare da chi l’ha portato a quella situazione,
(voci), per carità io mica mi rivolgo a lei ci mancherebbe, anche perché è uno stimato medico, ma
sicuramente se lei sbaglia non si rivolgono a lei a fargli la terapia, se permette, quindi, ma il caso
Indesit come potrebbe essere altri casi che sono presenti qui a Fabriano, che purtroppo l'Indesit è
l'ultimo di una crisi territoriale che è stata mal gestita, ripeto, la prospettiva naturalmente è un
sistema strutturatale, come ha ragione Crocetti, deriva da una politica nazionale che è stata
indifferente, come è stato affermato anche Urbani, le prospettive, una prospettiva sicuramente
interessante è quella avanzata da Romagnoli e che l'assessore Galli, visto che è l'assessore alle
attività produttive dovrebbe farsi portavoce, la possibilità di inserire la retroattività di chi ha
ricevuto incentivi a restituire quanto a preso se delocalizza, come sono previsti i bandi europei i
quali sono a favore dell'occupazione sulla regione, ma solo a favore dell'azienda che non
delocalizzano, mi dispiace parlare e sentire questa confusione, è una mancanza di rispetto, io vengo
da un modo nel quale ascolto tutti, sono stato sempre seduto, e mi farebbe piacere terminare, farò
velocemente, sarò, bene, sicuramente voterò l'ordine del giorno raccolto dall'incontro dei diversi
sindaci del territorio fabrianese e limitrofo e penso, posso anche concludere il mio intervento, grazie
presidente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Peverini, allora andiamo con ordine, andiamo subito alla
votazione dell'ordine del giorno proposto dal, (voci), allora consigliere Romagnoli, c'è il rischio che
ci sbagliamo altrimenti, andiamo con ordine, mettiamo in votazione l'ordine del giorno presentato
dal consigliere Romani, la votazione è aperta, (voci), nessuno, non mi avete chiesto la parola
nessuno, di solito tirate su la mano, intervento, intervento, (voci), al sindaco può rispondere
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comunque magari dopo, tanto, (voci), mi scusi, (voci), non vi ho visto, allora per le prossime volte
per favore gentilmente tirate su bene la mano, sinceramente non vi ho visto, c'è qualcuno, io non
voglio impedire, allora un attimo, Solari, allora io non voglio impedire a nessuno di parlare, l'errore
è stato il mio, c'è qualcuno che vuole parlare sull'ordine del giorno del consigliere Romani?,
benissimo, silenzio, me la prendo io la sua responsabilità, la responsabilità è mia, scusate ho
sbagliato, chi è iscritto a parlare, Silvi prego.
CONSIGLIERE GUIDARELLI: scusa ma stavamo discutendo un ordine del giorno come fai a
votarne un altro
PRESIDENTE: consigliere Guidarelli, consigliere Guidarelli scusi, mi do l’articolo
SINDACO SAGRAMOLA: scusate, scusate, si Piero scusa
PRESIDENTE: allora articolo 34 del regolamento del consiglio comunale, consigliere Guidarelli,
allora mi prendo io la responsabilità, ho sbagliato, scusi consigliere Romani, chi è iscritto a
parlare?, prego consigliere Urbani, parliamo sull'ordine del giorno presentato dal consigliere
Romani, prego.
CONSIGLIERE URBANI: Grazie presidente, io apprezzo quello, quest'ordine del giorno che ha
presentato Romani però ho dei dubbi, dei forti dubbi, perché se il sindaco e Tini ascoltano perché
qui tocca il bilancio, quest'ordine del giorno tocca il bilancio di previsione mi sembra, l'istituzione
di un fondo, (voci), io volevo esprimere prima della votazione un dubbio che ho su quest'ordine del
giorno perché noi un fondo di garanzia, non è vero che non abbiamo mai fatto niente, perché nel
2009 è stato istituito un fondo, si è stato detto qui dentro che non è stato fatto niente, capito?, allora
io voglio dire che quel, è stato istituito, il comune di Fabriano, un fondo di solidarietà a suo tempo
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per 375.000,00 €, ed il risultato è stato che i soldi ancora ci sono accantonati per 98.000,00 € da
qualche parte, quindi io vorrei avere la certezza, se votiamo una cosa così, ci sia la consapevolezza
e la certezza di come viene gestito questo eventuale fondo, perché com'è stato gestito quell'altra
volta precedente, fatto un bando, poi rifatto, poi sono avanzati i soldi, poi è stati dati al sociale,
quello dello sviluppo produttivo non si è utilizzati, è stati, alla fine ci siamo trovati l’anno scorso
che sono ritornati fuori questi 98 o 104.000,00 € dal, che non si sapeva da dove, se dovessimo fare
la fine come questa significa che togliamo delle risorse al bilancio per poi gestirle male, io voglio la
massima garanzia che questa cosa qui non ripetere l’esempio negativo che ancora ci portiamo dietro
a distanza di 6 anni, di 4 anni, 5, adesso, nel 2009 era, quindi, poi vorrei eventualmente capire come
questo fondo verrà finanziato se viene votato favorevolmente, perché se questo significa poi
aumentare le tasse, io magari una cifra minore, magari studiarlo a livello, durante la predisposizione
del bilancio, io vorrei essere, mi interessa molto che le famiglie abbiano, siano sostenute, perché
questo è innegabile, però vediamo come, come ci sono i presupposti per poterli sostenere al meglio,
io per carità, se poi l'amministrazione è capace durante la previsione del bilancio di racimolare
1.000.000,00 di € per questo, ben venga, io sarò felice, ma vorrei avere delle certezze, Sandro era il
vicesindaco quando abbiamo istituito il fondo di solidarietà, sa bene come è andato, sa bene come è
stato gestito, sa bene che fine ha fatto, e sa bene che quel fondo di solidarietà i soldi non erogati
sono stati dati poi al sociale, che l’ha ridati ad personam, 2, 3 volte a quelli che l'aveva già preso
una volta, due volte, tre volte, io ho tutti i nomi e cognomi scritti, con le cifre, quindi se vien fuori
un'altra cosa come quella io non è che sono tanto, tanto d'accordo, sono d'accordo ad aiutare le
famiglie, non voglio essere frainteso, ma voglio chiarezza su come verrà gestita questa cosa, se
eventualmente il consiglio lo vota favorevolmente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Urbani, consigliere Arcioni doveva parlare lei?, prego.
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CONSIGLIERE ARCIONI: Io credo che la richiesta di Romani, io avevo già votato, e dico
francamente mi sarei astenuto, ma semplicemente per un motivo, perché questo potrebbe essere il
primo atto eventualmente se i signori dell'Indesit non ritornano sui loro passi relativamente al
questo piano scellerato che vogliono fare, io questo fondo gli darei un nome, lo chiamerei fondo
Indesit, e questo fondo viene finanziato dai signori che se ne vogliono andare da Fabriano, questo
potrebbe essere un segnale, un fondo di solidarietà, dove come diceva giustamente Urbano, non
venga gestito con modalità, che Urbano ricordava, da questo punto di vista non sono d'accordo
come non sono d'accordo che deve essere ancora una volta la comunità a pagare per altri, quindi se
si trova una strada legata ad un impegno eventualmente dell'azienda a fare, e sarebbe secondo me
un gesto riconoscimento nei confronti della comunità rispetto al piano che hanno programmato ben
venga, con i soldi della comunità sinceramente io non sono assolutamente d'accordo.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Arcioni, prego consigliere Romani.
CONSIGLIERE ROMANI: Grazie presidente, due risposte, tre, doverose, una presidente gradirei,
siccome ha parlato a microfono spento, ad una richiesta specifica del consigliere Urbani, l'assessore
Tini ha dichiarato che cosa accadrebbe se si votasse questo ordine del giorno, gradirei che quello
che lui ha detto venga detto a microfono acceso, questa è la prima cosa; la seconda risposta ad
Urbano, Urbano io condivido le preoccupazioni relativamente a come furono gestite quelle
situazioni, se ricordi diventò tutto macchinoso perché era un percorso che non si voleva portare
avanti, quindi si creò una commissione ad hoc, ed io qui evito la commissione ad hoc, parlo della
commissione competente, solo ed esclusivamente la commissione competente istituzionale, che
quindi è responsabile in maniera molto forte di ciò che deciderà e cercherà di programmare, i
98.000,00 €, si a più riprese fu chiesto, ed è stato chiesti anche a questa amministrazione di
risolvere i 98.000,00 € ancora impiccati, non so se sono stati risolti, se è ancora stanno lì, o che fine
hanno fatto, bene potrebbero benissimo andare a finire qui dentro, già ne serve 900.000; rispondo a
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Joselito, io l'auspicio più grande quello che tu hai detto, magari, però mi viene anche da pensare una
cosa che se noi non facciamo prima un passo, ed io credo che l'amministrazione, qui rispondo anche
al sindaco, sia in grado di poter fare quello che è scritto qui, perché nel 2009 le situazioni erano
abbastanza vicino a quelle attuali, i 300.000,00 € in qualche maniera vennero fuori, quella volta
sembravano sufficienti, ognuno nel suo piccolo fece qualche piccola rinuncia, c'è un avanzo di
amministrazione, leggevo tempo fa sul giornale, forse un refuso che c'era quasi lo spazio per
abbassare le tasse, ecco secondo me gli spazi per ragionare possono esserci, però ritorno un attimo
al discorso di Arcioni e concludo, dico, un passo credo importante e fondamentale la città e
l'amministrazione deve farlo, poi certo sta a tutti, qui parliamo anche di enti, fondazioni, di privati,
quindi da cosa credo debba nascer cosa, però ripeto se noi non facciamo il primo passo mi dà
l'impressione che possa essere come, non so se era una barzelletta o un detto, quel cristiano che
chiedeva sempre al signore di farlo vincere al superenalotto, finché il Signore gli ha detto guarda io
ti faccio vincere pure ma almeno abbi il coraggio di giocarla la schedina.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Romani, prego assessore Tini.
ASSESSORE TINI: Siccome Romani voleva sapere cosa ho detto prima, ho detto che questo,
secondo me quest'ordine del giorno questa sera, se vogliamo essere corretti e non fare
strumentalizzazioni, è inappropriato, perché tu puoi fare tutti gli emendamenti del mondo, tutti gli
ordini del giorno del mondo, quando noi verremo qui con il bilancio, perché la regola, la regola
Romani, poi tu non sei uno che non ha fatto mai il consigliere comunale, ha fatto l'assessore ed il
vicesindaco perciò, è che bisogna reperire le risorse, perché come ha detto anche chi, un altro
intervento, non mi ricordo chi l’ha detto, Urbani o Joselito, io per esempio non sono d'accordo di
aumentare la tassazione su questo discorso, se allora tu in sede di bilancio di previsione, tu o chi per
te, quando si verrà nell’apposita commissione, oppure qui dentro, fate emendamenti, tu sai come
funziona perché non parlo con uno che non è esperto, tendente su questo tipo di discorso, ne
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parliamo ma questa sera secondo me stiamo soltanto qui facendoci un po', così, un po’ di discorsi
con poco senso, oggi parliamo di problemi seri, rapporti, (voci), tu devi sapere che ogni cosa si fa al
momento opportuno, giusto?, sai benissimo come è la situazione della finanza nazionale, regionale
e comunale, sai benissimo quale è il quadro normativo di riferimento, che stiamo in un stato
confusionale generale, io penso che un ordine del giorno di questo tipo, o un emendamento e
quant'altro, possa essere oggetto di discussione ed approfondimento in sede di bilancio, non questa
sera, parliamoci chiaro, io come faccio a prendere un impegno questa sera, l’ha detto prima il
sindaco, quando ancora non sappiamo con il decreto 35, convertito in legge l’8, il 7, l'8 di giugno, ci
hanno cambiato completamente i parametri del bilancio, perciò tutti i discorsi che abbiamo fatto
prima, le consultazioni, le commissioni e quant'altro, le categorie, i sindacati, saltano per aria,
perché ad oggi non abbiamo nessuna certezza sull'ammontare del fondo di solidarietà che ha
assorbito il famoso fondo sperimentale del riequilibrio, questo è un problema generale, nazionale,
allora qui la verità di fondo è che siamo in una confusione totale, iniziando dal governo nazionale
fino ad arrivare a noi, ossia è stato un piacere pensi per tutti noi, anche per i commissari, i
consiglieri di maggioranza e minoranza, tu non c'eri, che abbiamo fatto delle riunioni, abbiamo fatto
delle consultazioni, ora più o meno approfondite, c'eravamo presi anche degli impegni di ritornare,
sentite un po', avevamo anche costruito, avevamo quasi definito il tutto, noi quando eravamo pronti
per fare quasi tutto ci siamo trovati che ci hanno azzerato la situazione, e dobbiamo ripartire da
parte, e ti pare che stasera noi, o questo consiglio, possa dire un impegno, ossia, prenndiamo gli
impegni a modo antico, che si prendeva gli impegni e poi non si faceva niente, è un altro discorso,
prendersi un impegno di questo tipo questa sera secondo me non ha nessuna logica amministrativa,
fermo restando che noi siamo sensibili su questo tipo di discorso, le famiglie, i disoccupati, con i
voucher sta cercando di venire incontro, siamo d'accordo su questo, ma non posso io stasera,
quando ancora non ho un minimo di certezza sull'entrate del comune, poter prendermi un impegno
di questo tipo, perché se votassimo quest'ordine del giorno stasera significa che noi in sede di
bilancio, se non è un 1.000.000, 500, 700, dobbiamo metterlo, se per chiudere bisogna aumentare
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dopo del 10%, del 20% la tassazione, che facciamo?, no, io ti inviterei veramente, non soltanto,
neanche a votarlo, a ritirarlo e riproporlo in sede di bilancio, allora ha un senso, altrimenti qui
stiamo perdendo tempo cari amici, qui tra poco arriverà facciamo un altro capitolo di bilancio, ma
che c'entra il bilancio questa sera con, il problema esiste, fino ad oggi mi sembra che le famiglie,
per quello che è possibile, non sono state abbandonate a loro stesse, il comune comunque, o
direttamente o indirettamente, o con fondi propri o con fondi derivati, riesce comunque in qualche
modo a venire incontro alle esigenze più gravi, certo è cambiato l'andazzo che c'era prima, non si da
più tutto a tutti, su questo state tranquilli, l'andazzo che c'era prima noi non lo condividiamo come
scelta politica, caro Romani, su questo siamo distanti, perché dare tutto a tutti non si può, e
dobbiamo selezionare sempre di più, poi i prossimi anni saranno ancora peggio, perché con questa
crisi l'entrate del comune andranno a diminuire, non andranno sicuramente a crescere, un momento
diminuisce l’addizionale Irpef, diminuisce perché la gente non ha più i soldi per pagare quello che
deve pagare sui servizi, perciò come pensate di datare ancora la spesa, qui la spesa bisogna ridurla
non dilatarla, possibile, io su questo bisogna che noi facciamo un ragionamento serio tutti quanti,
perché altrimenti qui veramente non se ne esce fuori da questa vicenda, noi abbiamo già un sociale
gonfiato a Fabriano, siamo sopra del 20%, quando la media nazionale del 12, 13%, c'è stato un
servizio proprio poche sere fa in televisione, perciò stiamo attenti a fare queste affermazioni, perciò
io su questo ordine del giorno se non lo ritira sono per votare contro perché, ma non è che perché
voto contro perché, e non facciamo strumentalizzazioni politiche se siamo seri sulla povera gente,
perché non ha senso, non ha senso, non ha senso, (voci), ma quale morale, ma quale morale, non
accetto, non accetto.
PRESIDENTE: Allora consigliere Romani che risponde all'assessore Tini, ritira o no?
CONSIGLIERE ROMANI: No non ritiro assolutamente, l'assessore Tini rispondo che ancora una
volta ragioniamo con i numeri, stiamo al 20% invece che al 12 nazionale, qui abbiamo 6000
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persone che vanno a spasso, quindi se ognuno si prende la responsabilità politica di dire che le
situazioni così va bene perché dobbiamo far quadrare i conti, li facciamo quadrare a me non mi
interessa, io non ritiro niente, non c'è bisogno che l'assessore Tini mi dice i percorsi successivi,
perché imbecille ancora sono e sono in grado di sapere quello che nel caso dovrei fare dopo, se ci
sarò, dato che qui forse sposteremo anche il bilancio per far arrivare Bonafoni, ma questo è un altro
discorso, per cui io non lo ritiro, mi sento leggermente offeso da quello che l'assessore Tini,
assessore Tini, perché con Angelo il rapporto è totalmente diverso, non si ragiona da un punto di
vista solo esclusivamente di numeri, qui i problemi sono altri, sono diversi, questa amministrazione
decide che per il momento si può stare così tranquilli, voi ci state io no, io non lo ritiro e votiamo
pure.
PRESIDENTE: Prego consigliere Pellegrini.
CONSIGLIERE PELLEGRINI: Solamente per chiarezza, volevo sapere alcune cose prima di
votare una proposta del genere, per rendermi anche a quello che ha detto anche Urbano, mi
allontano, è chiaro che è bello, bello mi piace 1.000.000, 6.000 persone, 166,00 € a testa spalmate
nell'arco di un anno, mi sbaglio?, in un anno, aspetta non ho finito, quindi vorrei sapere quanto
realmente il comune può dedicare a questa fondo così com'è messo, ma soprattutto capire, per poter
votare, come mai 1.000.000 e non 5.000.000, oppure che ne so possiamo fare 600.000,00 €, 300, ma
come facciamo a sapere questo se non abbiamo la possibilità di poter onorare poi domani quello che
andiamo votare oggi, quindi non è tanto, se non c'è questa risposta, io dovrò votare necessariamente
in materia negativa, bocciandolo, perché non posso dire al cittadino si mi piaceva l'idea della
solidarietà, l’ho votato, adesso però le tasse vediamo un po' sono cavoli tuoi, è importante questo
non è che, mi sembra un modo di fare a braccio senza offesa per carità, non era, oltretutto sai che c'è
amicizia, ti ho tormentato, ti ho svegliato anche quindi, tra parentesi, comunque io vorrei sapere,
vorrei sapere, vorrei sapere perché non ricordo bene il regolamento per carità, però si può mettere in
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votazione una cosa di cui non c'è certezza, che poi il comune la possa onorare o no, chiedo?, chiedo
il parere del segretario.
PRESIDENTE: Allora il regolamento non cita se si può o non si può votare, è il buon senso ecco
che stabilisce, ecco
CONSIGLIERE PELLEGRINI: chiedo scusa, il parere contabile?, parere contabile
SEGRETARIO: in questo caso è un ordine del giorno, che come diceva presidente del consiglio
prima, si ricollega all'articolo 34 del regolamento del consiglio comunale, è un ordine del giorno
che quindi detta delle direttive alla giunta in attuazione di una delibera, quindi c’è una delibera
principale, ed un ordine del giorno che viene in qualche modo collegato a quella delibera principale
la delibera principale in questo caso è un ordine del giorno anche questo, un ordine del giorno
Indesit, questo il regolamenti è così, ecco, non è che fa questa distinzione, poi nel contenuto se
fosse un emendamento al bilancio è chiaro che in quel caso avrebbe bisogno di un parere anche dei
revisori, non solo del parere regolabile contabile, in questo caso è una direttiva che viene data in
collegamento di una proposta principale, questo è il senso.
CONSIGLIERE PELLEGRINI: Grazie.
PRESIDENTE: Allora abbiamo terminato con, prego.
CONSIGLIERE ROMAGNOLI: Grazie, volevo solamente fare una riflessione riguardo,
abbastanza curiosa, già il fatto di vederli nelle posizioni scambiate fa un certo senso, ma il bello è
l'accenno che è stato fatto al tesoretto è meraviglioso, perché, cioè prima abbiamo lo stesso filo
politico che governa la città, ma prima c'era Romani che era seduto la, tu eri seduto di qua, c'era il
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tesoretto ma adesso non c'è più, comunque c'è ma non si può spendere, ci sono altre cose e tutto il
resto, cioè va bene, solamente per dire che è abbastanza curioso, nel senso che è ovvio che tutti
quanti condividiamo la mozione presentata da Romani, è ovvio che visti tutti i discorsi fatti che
sappiamo insomma e tutto il resto sarà difficile votarla, noi siamo assolutamente d'accordo se, mi
riallaccino al discorso di Joselito, per esempio ci fosse la disponibilità da parte della Indesit a dire
facciamo questo piccolo cenno, logicamente parliamo dell'1% che ci potrebbero, questo qui è l’1%
che gli potremmo chiedere, quindi per il momento magari potrebbe essere interessante, quindi
magari sull'onda dell'idea data dal consigliere Romani io magari direi perché no, dire è venuta fuori
questa cosa in consiglio comunale, la situazione è questa, magari fare una sponsorizzazione, esatto
se la passa con poco, con 1.000.000, cioè gliene possiamo chiedere qualche centinaio invece gliene
chiediamo uno come sponsorizzazione temporanea perché la situazione è drammatica, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Romagnoli, allora abbiamo terminato con gli interventi,
mettiamo in votazione l'ordine del giorno presentato dal consigliere Romani, la votazione è aperta
PRESENTI
24
ASTENUTI
8
CONTRARI
15
FAVOREVOLI
1
ESITO
RESPINTO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 24 consiglieri; Voti validi 24; Astenuti 8: Silvi, Leli,
Urbani, Peverini, Solari, Rossi, Arcioni, e Romagnoli; Contrari 15: Sagramola, Pariano, Stroppa,
Balducci, Crocetti, Meloni, Pellegrini, Guidarelli, Mattioli, Tavolini, Malefora, Girolametti, Sforza,
Giordani e Castriconi; Favorevoli 1; il consiglio non approva.
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PRESIDENTE: Fatto questo andiamo all'ordine del giorno principale, c'è qualcuno che vuole,
vedo mani, no benissimo, quindi mettiamo in votazione, (voci), mettiamo in votazione l'ordine del
giorno quello dei sindaci, la votazione è aperta
PRESENTI
24
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
24
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 24 consiglieri; Voti validi 24; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 24; il consiglio approva.
PRESIDENTE: Adesso in deroga alle vigenti disposizioni del regolamento sul funzionamento del
consiglio comunale, è stato presentato un ordine del giorno da parte, discusso da tutti, una mozione,
una mozione redatta da tutti i capigruppo, il sindaco la deve illustrare oppure, un attimo ecco, prego,
(voci), prego sindaco, una lettura, così rimane agli atti, prego.
SINDACO SAGRAMOLA: Una mozione di indirizzo sulle azioni da intraprendere per contrastare
il piano industriale e riorganizzazione della Indesit company, conseguentemente all'approvazione
dell'ordine del giorno oggetto, crisi occupazionale Indesit, i sottoscritti capigruppo consiliari
propongono al consiglio comunale di impegnare il sindaco e la giunta a: uno, organizzare un
incontro con i parlamentari delle Marche, il presidente e la giunta regionale, il presidente ed il
consiglio regionale delle Marche, sulla vertenza Indesit, e le azioni da intraprendere; due, acquisire
dai soggetti interessati tutti i finanziamenti pubblici ricevuti da Indesit negli ultimi 15 anni; tre, nel
caso l'azienda Indesit non ritiene il piano, avviare le procedure per restituire i finanziamenti ricevuti
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al territorio; quattro, avviare una proposta di legge da proporre ai parlamentari, o da avviare come
legge ad iniziativa popolare, per contrastare le delocalizzazioni produttive, firmata da tutti i
capigruppo.
PRESIDENTE: Bene non ci sono iscritti a parlare, quindi la mettiamo subito in votazione, la
votazione è aperta
PRESENTI
24
ASTENUTI
0
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
24
ESITO
APPROVATO UNANIMITA'
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 24 consiglieri; Voti validi 24; Astenuti: Nessuno;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 24; il consiglio approva.
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PRESIDENTE: Passiamo al punto, era il 4 è diventato il 5 dell'ordine del giorno, ovvero piano
delle alienazioni e valorizzazione dei beni immobili comunali, (voci), c'era l'impegno, c'era
l'impegno di farlo, come no
CONSIGLIERE ROMANI: quale impegno?, ma quale impegno, ma lo leggi, dobbiamo leggere la
convocazione
PRESIDENTE: si però quando io ho messo in votazione se si poteva partire invertire c'era
l'impegno, almeno mi è parso a farlo
CONSIGLIERE ROMANI: certo entro le 10:00 sicuramente
PRESIDENTE: però così non si è corretti, cioè c’era l’impegno a fare i due punti, cioè abbiamo
invertito, ha accettato l'assessore Tini però, prego consigliere Rossi.
CONSIGLIERE ROSSI: Grazie presidente, noi abbiamo votato lo scambio, non c'è nessuna
condizione, in secondo luogo, in secondo luogo ho parlato anche con il dirigente ha detto che si può
fare successivamente questa cosa, e parlare per un quarto d'ora, perché si tratta di parlare un quarto
d'ora, 20 minuti, del piano delle alienazioni di questo comune mi sembra una tristezza infinita, ci
prendiamo il prossimo consiglio comunale e lo dedichiamo a quello, anche il dirigente tutto
sommato mi è sembrato che non è che aveva tutta questa urgenza, era anche d'accordo.
PRESIDENTE: Consigliere Rossi però, si prego.
ASSESSORE TINI: Noi siamo per andare avanti perché questo punto era un punto, (voci),
l’amministrazione comunale, hai capito?, tu sei scorretto perché tu hai chiesto l'anticipo, non
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eravamo d'accordo te l'abbiamo accettato a condizione che si faceva poi anche questo, ricordati
bene, ricordati bene, se tu sei venuto qui per fare casino Romani hai trovato pane per i denti tuoi,
perché io sono sempre quello, io sono sempre quello che stavo la, a me non mi tirare per la
giacchetta perché con me ci trovi pane per la festa, hai capito?, tu hai chiesto l'anticipo di un punto,
io ti ho detto siamo d'accordo a condizione che comunque nella seduta si faccia anche questo punto,
l'ho detto ha microfono acceso, tu hai convenuto, se sei corretto, hai convenuto, riguarda la
registrazione, riguarda la registrazione, (voci), sono sempre il solito certo, certo, no mi pare che tu
sei sempre il solito non io, perché tu hai chiesto una cortesia, la cortesia ti si è fatta, perché
l'argomento urgente, no tu hai chiesto cortesia, hai chiesto l’anticipo di un punto te l'abbiamo
accettato perché il punto è qualificante, il punto è qualificante, il punto era qualificante, abbiamo
accettato a condizione che, (voci), il punto stava, allora l'ordine del giorno, l'ordine del giorno lo fa
il presidente non lo fai tu l’ordine del giorno, capito?, il primo è, questo punto che dobbiamo fare
stava prima di quello, avete chiesto la modifica l'abbiamo accettata perché ci sembrava importante,
con l'accordo di fare anche questo comunque questa sera, questo era il discorso
PRESIDENTE: va bene dai Angelo
ASSESSORE TINI: allora bisogna essere corretti, capisci
PRESIDENTE: prego consigliere Romani, prego, prego.
CONSIGLIERE ROMANI: io
PRESIDENTE: consigliere Rossi per favore, che un attimo, consigliere Rossi per favore si
accomodi, prego
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CONSIGLIERE ROMANI: io, presidente io mi sono rifatto a quello che è la sua convocazione,
dove in maniera molto chiara si parla di tempi e si parla di tutto, io non ricordo, però dico non
ricordo, siccome ho un verbale, non ricordo, quindi al momento la ritengo una forzatura quella che
si fa, mi riservo di vedere, di sentire il verbale e vedere il verbale, poi dopo vediamo chi fra me e
Angelo Tini, stiamo parlando di politica, è il disonesto, ma non disonesto, non so come mi hai
chiamato, non so come mi avevi chiamato.
PRESIDENTE: La illustra, prego.
SINDACO SAGRAMOLA: Stiamo calmi, scusate io chiedo scusa, ma noi abbiamo convenuto
questo inserimento all'ordine del giorno come un dato tecnico, abbiamo chiesto ai capigruppo,
calma, ai capigruppo di maggioranza ed a quelli di minoranza se potevamo inserire il piano delle
alienazioni e delle valorizzazioni, che non è il vangelo, non è immodificabile, ci serve per avviare le
procedure amministrative prima, perché se dovessimo approvare, solo questa la motivazione, non
c'è una motivazione ascosa, ci serviva di avviare le procedure amministrative per tempo per trovarci
su un percorso parallelo, in modo che appena si approva il bilancio abbiamo pronti gli atti per fare
le vendite, le alienazioni, perché sapete che tutto il piano delle opere pubbliche che abbiamo
presentato, c'ero io, si regge sulle alienazioni, se non siamo pronti a fare le alienazioni quando si
approva il bilancio noi ci troveremo che dobbiamo rifare, aspettare 60 giorni, 30 giorni, 20 giorni,
10 giorni, 11 giorni, e noi le opere non le faremo nemmeno per il prossimo anno, allora abbiamo
detto, quest'anno vogliamo fare un tentativo per provare a camminare su due binari, siccome questa
procedura è svincolabile dal bilancio, abbiamo guardato sul 267, su tutti gli atti compatibili,
abbiamo detto proponiamo al consiglio, sentiamo i capigruppo di maggioranza e di minoranza,
eravamo concordi, abbiamo anticipato di un'ora per poter consentire che si facesse, la richiesta che è
stata fatta di posticipare il punto l'abbiamo accolta con l'intento, e ci siamo detti questo, e ce lo
siamo detti penso, che comunque questo punto si sarebbe fatto perché era importante per,
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amministrativamente, per una volta che riusciamo a camminare su due binari paralleli invece di fare
prima quello poi quest'altro, perché la pubblica amministrazione funzionano, la maggior parte delle
volte, che non si può fare questo prima di quest'altro prima di quest’altro, e si arriva che i tempi si
allungano a dismisura, volevamo, vogliamo abbreviare i tempi, poi se c'è un'opera che,
particolarmente delicata per il quale si dice fermi tutti, fermi tutti.
PRESIDENTE: Bene, prego assessore Tini per l'illustrazione, prego consigliere Romani.
CONSIGLIERE ROMANI: Volevo rispondere un attimo al sindaco, perché se lui ritiene che un
piano, attenzione, io purtroppo non ho assistito alle commissioni, quindi sicuramente in maniera
legittima sarà accaduto quello che avete detto, non lo metto assolutamente in dubbio, adesso a me
mi sorge un dubbio, lo dico, il sindaco ritiene che questo piano sia esclusivamente un percorso
tecnico, che poi la prossima volta, che magari è fra 90 giorni, quando tutto sarà ritornato, tutto sarà
sistemato, noi possiamo rimetterci in discussione a discutere di un qualcosa che non interesserà più
a nessuno, perché tanto oramai l'acqua passata, quindi se il sindaco ritiene che questo piano, come
l'assessore al bilancio, che questo è un piano che tranquillamente è un percorso tecnico, io prendo
un attimo le distanze, perché, è un percorso tecnico, io volevo rispondere a lui, certo mi auguro che
dopo, che è solo ed esclusivamente un percorso tecnico, io mi sento un attimo in difficoltà, mi
auguro, mi auguro che anche molti professionisti che vedo dall'altro lato possano immaginare che
forse c’è il caso su qualcosa di discutere, non di far passare in maniera così tecnica, però se poi
dopo è solo un problema mio, resta un problema mio, basta che non diciamo che siamo, come è che
mi ha detto Angelo, scorretti, perché non è così, io intendevo solo dire, un argomento come questo
per esempio si potrebbe tranquillamente discutere il, non so se si farà il 10, il 12, (voci).
PRESIDENTE: Prego assessore Tini.
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ASSESSORE TINI: Io veramente, io ho sentito tante cose, non è che noi siamo qui per divertirci
nessuno o per fare i dispetti a qualcuno, io, il problema precedente era sicuramente più importante
di questo per carità, apposta sono stato d'accordo per posticipare questo punto, però
l’amministrazione caro Romani, e tu sei stato un amministratore, ha ragionato in termini diversi, se
il bilancio, è la prima volta nella mia lunga vita ormai consiliare, che questo atto viene portato
svincolato dal bilancio, questo è vero, perché abbiamo fatto un giro di telefonate di consultazione,
perché io ero consapevole, perché, adesso cercherò di spiegare perché è urgente, poi dopo per carità
se sono convincente o no, non è che poi alla fine l’interesse è della città, non è neanche
dell'amministrazione in se per sé, di tutti quanti, se il bilancio si faceva come era nei fatti, se sempre
fatto oggi il bilancio, oggi noi avremmo dovuto fare il bilancio, oggi, se non era successo quello che
è successo con la conversione in legge del decreto 35, che veramente ha spiazzato a tutti, gente che
l'aveva già all'ordine del giorno, consigli comunali convocati, rinviata a settembre, perché rinviata a
settembre, c'è un motivo, perché ha cambiato le regole del gioco, non è soltanto il rinvio tecnico,
dice, le amministrazioni le possono fare anche a settembre il quadro normativo di riferimento
rimane invariato, no, ci ha cambiato il quadro normativo di riferimento, ed in sostanza tutto ciò che
avevamo fatto nel mese di maggio ce l’ha mandato per aria, questo è successo. Allora come
abbiamo ragionato Romani, abbiamo ragionato dicendo che se noi aspettiamo settembre, io spero di
farla a luglio, ci proverò, se aspettiamo settembre, questo atto, come il piano delle opere pubbliche
che è collegata a questo atto, mentre il piano delle opere pubbliche è un atto obbligatorio allegato al
bilancio, perciò non si sarebbe potuto fare quali al di fuori, questo invece non è un atto, è
obbligatorio allegata al bilancio, si può fare anche prima, l’abbiamo verificato questo, fatta questa
verifica abbiamo fatto un ragionamento semplicissimo da buona amministrazione penso, senza
chissà pensare cosa, questo è un documento di programmazione, il consiglio comunale fa questa
programmazione, poi non è che domani mattina l'amministrazione in base a questa programmazione
si mette a fare chissà che cosa, tu sai benissimo che dopo questo atto seguono altri atti, dovranno
seguire per forza altri atti, allora abbiamo ragionato in questo senso, c'è agosto, se noi aspettiamo
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settembre puoi fare i capitolati, le eventuali gare, i contratti e quant'altro, passano anche tre mesi,
noi arriviamo a dicembre che non avremmo fatto niente, allora come buona amministrazione,
questo lo dico perché ci credo, abbiamo pensato, perché, insieme con il sindaco abbiamo fatto un
ragionamento, perché dico non chiamiamo i capigruppo glielo diciamo, signori qui abbiamo questo
problema, qui non è che se poi è quello o quell'altro, qui abbiamo una serie di cespiti che non si
vendono da 10 anni, abbiamo una serie di cespiti che è un disastro, abbiamo fatto anche una di
ricognizione del patrimonio, caro Romani, avevamo una situazione a dir poco drammatica, che non
sapevamo neanche quello che avevamo, ci stiamo provando per carità, con tutti i difetti di mettere
un po' d'ordine. L'urgenza, l'urgenza è perché abbiamo gli uffici che ha fatto questo atto, hanno un
documento di programmazione fatto dall’organo competente, sul quale si può iniziare a ragionare,
dopodiché si può costruire anche il piano delle opere pubbliche, io Romani, e lo dico con molta
franchezza perché l'hai saputo, forse l'ho detto anche pubblicamente nelle varie consultazioni, io
sono contrario a fare il libro dei sogni, noi nelle opere pubbliche metteremo quello che realmente
penseremo di alienare, per poter finanziare, non mettiamo 5.000.000, 4.000.000, 8.000.000, che
significa prendere in giro le persone, io la faccia quando vado a fare la consultazione con la gente
non ce la metto, perché io stavo di là e per queste cose mi sono battuto per anni anni anni, perciò
ecco su questo, mettere un po' di ordine, un po' di credibilità, dopo certo se uno riesce a fare anche il
50, invece che il 5, già, non è tantissimo ma sicuramente è migliore, fatto questo ragionamento cosa
abbiamo fatto Romani, abbiamo fatto una cosa molto semplice, che tu sai benissimo come funziona,
abbiamo preso tutti i cespiti che sta nel patrimonio diciamo disponibile del comune, nel senso che
non è funzionale all'attività nostra, per recepire anche le risorse che tutti i giorni, tu sai benissimo
come funziona, abbiamo, qui abbiamo un bisogno estremo di manutenzioni straordinarie, abbiamo
un bisogno estremo di fare, di coprire alcuni cofinanziamenti su contributi che abbiamo preso
dall'Europa, o dai Colli Esini, o da altri enti, dove il comune per poter accedere a quel contributo
deve mettere la sua quota, dove il 25%, dove il 30%, allora fatto questo quadro, questo documento
che stasera vi presentiamo è importante, perché ci permette di, innanzitutto ci riempiamo sempre la
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bocca, dobbiamo prendere i contributi dall'Europa, dobbiamo prendere i contributi dagli altri, ma se
non facciamo questi atti e non troviamo le forme dico cofinanziamento noi non prenderemo mai
nessun contributo da nessuna parte, ecco, io in maniera, se ci sono osservazioni specifiche sui
singoli punti bene, altrimenti io non so se, data l’ora, se volete io vi elenco cespite per cespite,
abbiamo schede tecniche, abbiamo tutto qui, però questa è una base, perché poi tutta questa roba
verrà fatta, verranno fatte delle gare per quanto riguarda le alienazioni, dovranno essere fatte le
concessioni, anche in consiglio comunale per quanto riguarda la concessione a terzi, perciò per
eventuali acquisizioni, mi interrompi a me, parli con me, per l'eventuale acquisizione dobbiamo
venire in consiglio comunale, perché sai benissimo che la legge anche ultima proibiva alle
pubbliche amministrazioni di acquisire patrimoni, fatte salve adesso alcune deroghe per pratiche
già, che erano in corso e quant'altro, sai benissimo tutta la storia di cambiamento di destinazione
degli oneri di urbanizzazione, che prima era tutto sul conto capitale ora non è più così, insomma
tutte queste cose però, io faccio uno sforzo veramente, adesso qui maggioranza e minoranza, di
cercare di far capire ai consiglieri comunali che è nell'interesse della città iniziare a far fare
qualcosa, altrimenti noi siamo ingessati totalmente, qui tra poco non si fa più niente, non
manteniamo neanche quello che abbiamo, allora qui mi sembra che grandi sconvolgimenti, a parte,
io adesso tralascerei i discorsi diciamo di alienazione che vanno in giro da anni, anni, anni, le
casette, tutte queste piccolezze che, poi se qualcuno vuole spiegazioni chiaramente le possiamo dare
tranquillamente, non c’è nessun problema, però io in questo mio primo intervento, anche per
economia di tempo, cercherò di soffermarmi un attimino sulle cose più grosse, per esempio, i 5 lotti
di terreno edificabile in località Collevillano, i famosi 5 lotti che tu dovresti conoscere bene
Romani, qui già preannunciò da parte dell'amministrazione, del sindaco, un emendamento perché
c'è stato un refuso in sede di redazione dell'atto, ha scritto una cosa che non va bene, perché uno va
a leggere sotto 1.000.000 zero, quando li vendi, questi lotti vanno venduti singolarmente, non a
corpo tutti, qui è sbagliato a scrivere, però questo, adesso io mi assumo la responsabilità, però non
era la volontà politica dell'amministrazione, tanto è vero che abbiamo un emendamento pronto che
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va a modificare questo ed un'altra svista, ci sono due sviste, qui mi sembra che l'amministrazione
comunale, di tenere un patrimonio, si venderà, non si venderà, va bene, non va bene, gli oneri di
urbanizzazione sono troppi, sono pochi, comunque usciamo e vediamo quello che succede, perché
se siamo sempre fermi, questo bene, se non vado errato, quanti anni è Romani che sta fermo, è 10
anni, è 10 anni, allora ecco io, qui veramente farei fare una riflessione, io per carità mi duole il
cuore, tu non hai una lira, non hai un euro per fare qualche, poi teniamo le aree edificabili, le
proprietà pubbliche ferme 10 anni senza metterle in vendita, si doveva fare le famose permute, tutti
quei discorsi la, e non si è fatto mai niente invece, allora noi facciamo, ci proviamo, vediamo quello
che succede, potrebbe essere anche infruttuosa l’asta, ma se noi continuiamo a tenere questo
patrimonio fermo, immobile, senza che non ci dà nessun reddito, penso che non facciamo un bel
servizio alla città, se siamo veramente in un periodo di crisi. Un'altra cosa che mi pare che sia
meritevole di approfondimento riguarda la scuola di Bastia è un pezzo, chiaramente salvaguardiamo
un seggio, salvaguardiamo diciamo la parte quella diciamo, però a livello istituzionale, questo lo
dico perché anche su altre strutture, la parte pubblica di interesse pubblico rimane, non si vende
chiaramente, giusto?, abbiamo forse, la cosa che ha fatto, un po’ ho visto anche sulla stampa, è
quell'immobile sito in piazza del comune è destinata a bar centrale, noi abbiamo ritenuto metterlo in
vendita perché abbiamo fatto un conto molto semplice, quei locali hanno bisogno di una
manutenzione grossa, c'è un'umidità dappertutto spaventosa, non vedo D'Innocenzo, ha preso anche
lui un locale, perciò lo vede, ossia quei locali hanno bisogno di una grossa manutenzione, noi non
abbiamo le risorse disponibili per poter fare una manutenzione pesante, allora poiché abbiamo
ritenuto questo un bene che non è diciamo finalizzato alla nostra diciamo attività istituzionali in
senso stretto, mettiamola in gara, vediamo quello che succede, garantiamo comunque chi ci sta,
perché il contratto rimane in essere, qualora non dovesse essere colui che compra, si fa una gara e
vediamo quello che succede, anche perché poi questi soldi ci servono eventualmente per finanziare
altre cose come dicevo prima. La porzione edificabile in via Stelluti Scala, vorrei ricordare cari
amici che dal 1997 viene tenuta lì immobile, ferma, e ci sono richieste di acquisizione, noi
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l'abbiamo tirate fuori, c'è una richiesta, speriamo che si ancora interessato, di un costruttore romano,
qui c'è un'area vicino la stazione di proprietà pubblica comunale, che sta lì ferma da vent'anni,
adesso vediamo forse non è più, comunque tu hai agli atti una richiesta, forse tu Sandro dovresti
anche conoscerla perché è vecchia anche, è datata, però guarda caso non si è mai proceduto
all'alienazione, guarda caso, non so perché, noi invece la voglia mettere sul mercato. Un'altra cosa
che mi sembra meritevole di approfondimento, abbiamo l’immobile in località Viattole, che
chiaramente, quel famoso edificio li oggetto, può essere utile per sistemare alcune situazioni
pendenti a livello rapporti comuni Asur, giusto?, è stata valorizzata, poi tenere un immobile in quel
modo non ha senso, o si fa una strada o se ne fa un'altra. Poi, vado veloce sulle cose, ecco mi
sembra che la parte alienazione, le cose più corpose le ho dette, ho tralasciato la scuola di
Valleremita, non so se riusciremo a venderla, perché qui vedo che la valutazione è stata molto alta.
Sul sistema di valutazione, lo dico a microfono acceso, a scanso di equivoci, il sindaco, l'assessore,
la giunta, nessuno ha messo bocca, questa è un'etica nostra, non è che, perché qui sembrerebbe che
altrimenti qui, qui abbiamo i tecnici che fanno i tecnici, noi facciamo la scelta di individuare i
cespiti, poi le valutazioni vanno fatto con un sistema tecnico, che non è sicuramente competenza
della giunta, perciò le schede per chi le volesse prendere visione ho le schede di valutazione di ogni
singolo cespite, a disposizione questa sera, domani, dopodomani, quando vi pare, dove c'è il sistema
di calcolo fatto dall'ufficio patrimonio per quanto riguarda le valutazioni da mettere a base d'asta,
non è che vendiamo a trattativa privata, si fa sempre comunque un'asta pubblica, che dopo se c’è il
rialzo e quant’altro, questo è il discorso. Perché, noi abbiamo nel frattempo, noi nel 2010 Romani
abbiamo fatto il regolamento del patrimonio, (voci), si perché, parlo con te perché tu questa sera mi
è dispiaciuto un po’ quello, il tuo modo di fare, personalmente, posso dire come la penso, mica,
(voci), con molta bonarietà, però, ecco con molta bonarietà, però il comune di Fabriano si è dotato
dopo tantissimo tempo, nel 2010 grazie anche forse all'opposizione del tempo, di un regolamento
per il patrimonio, che prima si faceva un po' così senza tante discussioni, adesso abbiamo un
regolamento, il regolamento prevede tassativamente che anche per le locazioni, per le concessioni e
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quant'altro, bisogna fare un atto propedeutico in consiglio comunale con il bilancio anche collegato
a questo discorso, perciò qui quello che vedete qui, abbiamo elencato qui una serie di beni, beni che
attualmente sono, adesso mi viene, il primo, locale uso bar al palazzetto dello sport, sta lì, non si sa,
non c'è un contratto, ossia noi qui avevamo una situazione sul patrimonio veramente pesante, io lo
devo dire perché è vero, al consiglio comunale, noi cerchiamo anche di regolarizzare le posizioni,
ossia fare i contratti, fare i contratti, regolarizzare, ci sono dei settori di fatto che sono maturati per
anni, anni, anni senza uno straccio di un documento, di niente, non va bene, non va bene, bisogna
regolarizzare le posizioni, poi dopo c'è la onlus, c'è la porta, c’è il borgo, la porta del piano, la porta
cervara, le porte del palio, dopo ragioniamo, però comunque sia dobbiamo regolarizzare a livello
amministrativo tutte le situazioni, avete fatto voi un interpellanza, Solari aveva chiesto alcune carte,
anche mi sembra il Cinque Stelle, mi sembra che Evangelisti gli abbia risposto, adesso
soddisfacente, sono tuttora a disposizione per eventuali approfondimenti, anche io quando ho visto
tutto quel malloppo mi sono un po' preoccupato, perché li ci vuole una settimana per capire tutto,
però mi sembra che gli uffici comunque sia, come era la situazione a settembre scorso ad oggi, devo
riconoscere che almeno grazie anche alle vostre richieste, almeno un minimo di, stiamo lavorando
su un percorso penso virtuoso, questo è il discorso. Abbiamo una serie di negozi, una serie di,
avevamo dei beni, per esempio non so il piano superiore della scuola di Collamato, degli immobili
tenuti li senza nessuno, niente, da anni stanno lì fermi, li mettiamo sul mercato, ma questa non si
vende questi si affittano, ossia qui bisogna fare anche i bandi per l'affitto, le cappelline nei cimiteri,
che prima si faceva in concessione diretta, non si farà più in concessione diretta, perché, no, (voci),
però contrasta, adesso anche per chi vuole fare la cappellina al cimitero si fa una gara, nel senso che
può avere 10 persone ai 5 posti, 5 lotti, ognuno compra quello che gli pare, ossia non è che si fa
perché l'amico, allora gli do il lotto, se non è amico non gli do il lotto, insomma diventa un po' un
discorso, abbiamo individuato i cimiteri dove ci sono ancora queste disponibilità, si farà un bando
pubblico e gli interessati parteciperanno al bando pubblico, chiaro?, perciò mi pare massima
trasparenza su queste cose. Un'altra cosa che volevo, gli immobili l’ho detto, via Verdi l’ho detto,
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mi sembra che io, il resto è tutte cose, abbiamo noi da sistemare, per quanto riguarda le
acquisizioni, quei terreni dove ci abbiamo fatto il centro ambiente, che sono anni che dobbiamo
sistemare, e ci ho messo anche quello, ossia nel senso che poiché la legge, adesso a differenza del
mese scorso di settembre, ci permette anche di acquisire, purché la pratica era già in corso, di
acquisire, parliamo di cifre basse, però se noi vendiamo qualcosa possiamo anche comprare
qualcosa, perché è inutile che continuiamo a pagare gli affitti per farci il centro ambiente, il centro
ambiente penso che da li non è che va via fra un anno, fra due anni, fra tre, l’acquistiamo, è roba
nostra, ci possiamo fare anche qualche investimento sopra e fare anche una cosentina migliore
penso in prospettiva. Allora questo è un po' le linee guida che a noi ci ha diciamo guidato per
andare avanti, se poi ci sono delle spiegazioni, abbiamo il locale, il locale che abbiamo nel centro
commerciale, che l'abbiamo messo anche quello in vendita, perché l’abbiamo messo in vendita?,
qui potrebbe essere nelle valorizzazioni, l’abbiamo messo nella valorizzazione, ha ragione il
sindaco mi sono espresso male perché noi, noi questa sera non vendiamo niente, non vendiamo
niente, mettiamo nel piano, (voci), perché, perché l'abbiamo inserito, l’abbiamo inserito perché
secondo i tecnici di spazi, 92 metri quadri non sono sufficienti per fare una farmacia decorosa, con
l'attuale che sta lì davanti a, li davanti, diciamo all'ex comune è molto più grande, avevamo chiesto,
perché io con molta tranquillità, abbiamo anche avuto un po' di, qualche problema con, diciamo gli
amministratori e gli altri condomini, quel locale purtroppo quando è stata fatta la convenzione ha
messo tanti vincoli, tutti a perdere per il comune e non a vantaggio, su questo, però era stato
valorizzato quel valore che voi vedete qui 103, 113.000,00 €, è lo stesso valore che a suo tempo, i
soldi che furono, come no?, gli stessi soldi che furono tolti, così, dagli oneri di urbanizzazione, mica
dico le stupidaggini, insomma lui mi dice di no, allora perché la mettiamo in vendita, ma noi non la
mettiamo in vendita perché?, perché la para farmacia, noi volevamo aprirci una para farmacia
pubblica, il consorzio non ci ha dato l'ok, non ci ha dato l'ok, ci si può fare altre attività di servizio
che, il comune non è che si può mettere a fare la pizzeria, o si può mettere a fare altre attività,
adesso proviamo ad alienarlo, vediamo quello che succede, se poi qualora non dovesse andare a
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buon fine, comunque va sicuramente dato in locazione, perché sono, vorrei ricordare sono 10 anni
che quel locale sta li dietro, dove noi ci paghiamo solo gli oneri condominiali, e non ci incassiamo
neanche un euro, qui veramente si vuole la corte dei conti, ossia noi ci siamo trovati di fronte ad una
situazione di un bene pubblico dove il comune doveva pagare ogni anno oneri condominiali senza
ricevere indietro un euro, così è una situazione che non poteva andare bene, non ci siamo assunti
perciò questa responsabilità, ossia noi queste cose non è che le facciamo, cercando di sistemare le
situazioni più brutte che c’è in giro, adesso qualcuno condivide o non condivide, ci vuole portare la
farmacia del comune, questa è una scelta più tecnica che politica mi permetto di dire, perché se
qualcuno, (voci) hai le carte, tu hai le carte, però le carte, (voci), ho la guida, mi ha lasciato tutte le
carte, mi ha lasciato tutte le carte, se vogliamo vederla la scheda non abbiamo problemi, giusto?,
allora, (voci)
CONSIGLIERE ARCIONI: questo punto non lo dovevi portare
ASSESSORE TINI: perché?
CONSIGLIERE ARCIONI: il 27
ASSESSORE TINI: il motivo quale è
CONSIGLIERE ARCIONI: no perché le cose non si fanno al contrario, prima serve, si
acquisiscono le autorizzazioni eventualmente, poi si presenta in consiglio la possibilità di alienare il
bene
ASSESSORE TINI: no forse, io per alienare il bene non ho bisogno di nessuna autorizzazione,
premesso quello, io le autorizzazioni le ho richieste per poterci fare, l'abbiamo richieste per poterci
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fare la para farmacia, ci hanno risposto picche, non ce l'hanno concesso, a quel punto che cosa
abbiamo fatto, questa storia, fammi finire poi dopo quando parlate mi dite come la pensate su
questo argomento, noi la prima richiesta la facemmo a settembre dell'anno scorso, abbiamo avuto
una risposta a gennaio, quattro mesi per averci una risposta dal consorzio, chiaro?. poi è stata anche
negativa, a quel punto abbiamo ritenuto opportuno, perciò non mi serve nessuna autorizzazione, io
ho chiesto l’autorizzazione per poter farci un'attività, io non faccio nessuna attività, io metto sul
piano delle valorizzazione, fatemi finire, metto sul piano delle valorizzazione del patrimonio, alle
condizioni urbanistiche esistenti, sul mercato quel bene con tutti gli annessi e connessi, noi non
facciamo, noi sul bando eventualmente che si farà ci sarà scritto tutti i vincoli che ha quel bene,
vincoli che secondo me sono inaccettabili, ma ormai sono stati presi 10 anni fa non adesso, però
noi non è che facciamo truffa ai danni dei cittadini, noi metteremo questo bene, ci si può fare queste
cose, punto, lì c'è una situazione condominiale che è quella che è, perché altrimenti veramente tra
farmacia e para farmacia, il buonsenso, chi è che conosce un po' la questione mi sembra una cosa
molto di lana caprina, però lasciamo perdere, io mi sembra, io la voglio fare corta, preannuncio
presidente un emendamento per quanto riguarda il punto 21, sia nella premessa, sia nella proposta,
nei due atti dell'atto amministrativo, dove si toglie, per quanto riguarda i lotti di Collevillano, si
toglie la parola importo complessivo, importo complessivo a base d'asta a corpo 1.000.000 va via,
ed invece si scrive che la vendita verrà effettuata per ogni singolo lotto secondo i valori che sono
stati scritte al metro quadro presenti in velina. Sempre sullo stesso emendamento, la seconda
sezione immobili da valorizzare, questa era immobili da alienare, immobili da valorizzare, al punto
aree cimiteriali assegnate in concessione per la costruzione di sepolture private, sopprimere le
parole, fino a deliberazione 2000, punto, oltre a quanto (incomprensibile), deliberazione di giunta
40 del 7 3 non ci va, va soppresso quest'ultimo, quest'ultima riga dell'atto. Io l'emendamento è
firmato dal sindaco e dal sottoscritto, c’è il parere favorevole tecnico, (incomprensibile) al
presidente, poi se ci sono, ecco io per il momento mi fermerei qui, però ribadisco il concetto, senza
che facciamo qui mezzanotte o le una, non c’è problemi, che questo atto, non è che lo abbiamo
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portato questa sera per fare forzature, è veramente, ve lo garantisco, a livello tecnico necessario per
poter iniziare a far lavorare gli uffici, iniziare a farli lavorare, perché se iniziamo a farli lavorare a
settembre noi arriveremo a dicembre senza aver fatto niente, questo mi pare che sia inaccettabile sia
per noi, sia per voi, sia per la città, grazie.
PRESIDENTE: Grazie assessore Tini, prego consigliere Arcioni.
CONSIGLIERE ARCIONI: Allora io ripeto, relativamente al documento, a parte avrei tante,
tante piccole riflessioni da fare, ma il documento è questo che c'è stato sottoposto, noi sinceramente
l’avremmo sottoposto in maniera un po' diversa, nel senso con una riunione dedicata, dove ci si
spiegava caso per caso un po' la storia e tutto il resto, ma al di là di questo, al di là di questo, io
chiedo lo stralcio del punto 27 che fa riferimento al locale, al centro commerciale il Gentile, perché,
ripeto mi dispiace che non ci sia Roberto Evangelisti qui, il comune quando ha acquisito quel locale
ha preso un impegno ben preciso, e c'è, questo scritto nell'atto del notaio, che quel locale era
destinato a farmacia comunale, quando Angelo tu mi dici il danno all'erario, alla corte dei conti
bisognerebbe farla al contrario, no, è quello che è successo, noi abbiamo avuto locale che era
dedicato per la farmacia comunale, abbiamo continuato a pagare l'affitto di un locale, allora l'atto da
fare, senza fare alienazioni e nessun altra cosa, è di portare in quel locale la farmacia comunale a
marzo, (voci), ma smettiamola, ma fate il favore, ma fate la cortesia, dai su, allora avete fatto la
richiesta al condominio del Gentile a marzo, ve l'hanno rifiutata, adesso io vorrei, (voci), va bene a
settembre, a settembre, a settembre, no quello che voglio dire, a me dovete raccontare fino alla fine
perché c'è un accanimento che io reputo terapeutico, cioè questo è un accanimento terapeutico nei
confronti di una scelta che è talmente di buon senso, e continuare a dire non ci sono i metri quadri,
io andrei a misurare il locale quello della Coop, perché io non sono convinto che è più grande, poi
abbiamo le stesse, abbiamo le stesse possibilità, perché uno è all'ingresso di un centro commerciale,
questo sta all'interno di un centro commerciale, quindi ancora meglio, io questa vicenda, noi la
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porteremo avanti fino alla fine, e siccome voi non avete risolto fra virgolette il contenzioso di
richiesta con il condominio, bisogna che prima di portare questa voce qui in consiglio comunale la
risolvete e dite, abbiamo l’autorizzazione a farci altro, quindi alienarlo per dire a qualcuno ci potete
fare anche altre cose, allora a quel punto potete, scusate il calo della voce, potete portarlo, (voci),
no, voi avete preso un impegno, questo è l'impegno che ha preso comune firmato da Roberto
Evangelisti, questo è l'impegno che è stato preso, dove dice chiaramente da destinare a farmacia
comunale, signori è questo, voi fate quello che volete fare, noi sicuramente questo atto in senso
generale se non viene scorporato da questo punto non lo votiamo assolutamente, non lo votiamo
assolutamente, perché su questa vicenda noi abbiamo fatto un esposto alla corte dei conti, ben
documentato, ed io non ho capito perché c'è questo accanimento relativamente a questa vicenda,
allora se c'è stato a me non me ne importa, cioè se qualcuno qui campa in maniera diciamo
genuflessa relativamente ai voleri di qualche grossa cooperativa, non è un problema della nostra
comunità, non è un problema della nostra comunità, non è un problema della nostra comunità,
anche perché, scusa Angelo, quanto paghiamo di affitto alla farmacia comunale?
ASSESSORE TINI: ossia, alla farmacia comunale io non so, perché la farmacia nostra è
un'azienda del comune
CONSIGLIERE ARCIONI: si ma quanto paghiamo di affitto, quanto paghiamo d'affitto?
ASSESSORE TINI: non lo so quanto paga l’Agricom, la Farmacom, paga la Farmacom mica paga
il comune
CONSIGLIERE ARCIONI: ecco allora i 113.000,00 €
ASSESSORE TINI: paga la Farmacom non paga il comune
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CONSIGLIERE ARCIONI: appunto, i 113.000,00 € li copriamo con 4 anni, anche meno, di
presenze e di spostamento della farmacia sui locali di proprietà del comune, ho finito grazie.
PRESIDENTE: Allora consigliere Arcioni se lei chiede lo stralcio, che deve fare un emendamento,
me lo scrive, intanto scrive l’emendamento, andiamo avanti, ci sono altri, prego consigliere
Romagnoli.
CONSIGLIERE ROMAGNOLI: Solo per evidenziare che, (voci) si hai ragione, solo per
evidenziare che purtroppo noi non siamo riusciti a verificare tutti i punti che ci sono, scusatemi,
però io non ho fiducia nel fatto che un documento così che riguarda 3 milioni e rotti di alienazione,
fatto così in fretta, senza poter analizzare i punti, Tini, va bene non ho fiducia che sia fatta con la
dovuta trasparenza e la dovuta accuratezza, questo punto 27 per me, per noi ne è la riprova, perché
ci sono scritte cose non corrette, però vi prendete la responsabilità di quello che avete scritto
ovviamente, perché dite che ci si può, è un locale di servizio e quindi ci può essere fatta banca,
ufficio pubblico, privato, uffici vari, eccetera, l'unica cosa che vi salva probabilmente è tutto ciò
compatibilmente con le decisioni condominiali, comunque il vostro problema era anche farci la para
farmacia, perché non era possibile, li ci andava la farmacia e basta, quindi tu sai benissimo Tini,
perché me l’hai detto tu, che c'erano problemi per il cambio di destinazione e tutto il resto, quindi il
fatto che oggi forse avete risolto questi problemi, non lo so, si verificherà, però la situazione che
questo locale del comune è vuoto, ed oggi viene alienato, e va a penalizzare comunque l'accordo
fatto con la cooperativa del Gentile, e di tutti gli operatori che sono all'interno, perché immagina se
ci va un parrucchiere che va in concorrenza con l'altro, sarà bellissimo, o un gioielliere piuttosto che
un bar o tutto il resto, però è una cosa abbastanza strana. L’ultima cosa che dico è anomala tutta la
situazione riguardante questo centro commerciale, al di là del fatto che la norma l'ho già, però qui
non avete responsabilità diretta, almeno voi, la costruzione fatta su un terreno che non è stato
nemmeno, nemmeno bonificato, sono stati saldati i tombini su quel coso la, e questo ce lo
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ricorderemo più avanti, su questa cosa qua, un locale, un posto che ha un'ala completamente vuota e
che sarebbe perfetta, perfetta, perché è facilmente accessibile come richiesto, con parcheggio e tutto
il resto per gli uffici dell’Asur, che invece vengono previsti da un'altra parte, cioè sono, è una
nebbia strada che circonda, che gira intorno a questo locale, è veramente strana, comunque noi
ribadiamo, non ci fermiamo qui, e non ci fermiamo al è tutto a posto, assolutamente mi dispiace,
non te la prendere personalmente, noi non abbiamo fiducia assolutamente nella gestione di questo
punto e di questa alienazione, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Romagnoli, prego consigliere Romani.
CONSIGLIERE ROMANI: Una premessa, io rispetto a quello che dice Romagnoli dico che non
metto assolutamente in discussione l'aspetto operativo degli uffici, anche perché conoscendo bene
chi fa questa roba voglio dire sicuramente avranno rispettato tutti i canoni ed i percorsi, mi permetto
di evidenziare due o tre scelte, anche conseguentemente avere dei chiarimenti, premetto che già
l'intervento sia di Joselito che di Romagnoli mi dà conforto, nel dire che forse se avevamo aspettato
il 10 luglio per discutere questa roba saremmo stati tutti più sereni, tutti più tranquilli e sarebbe
andato molto meglio, perché io non parlavo di dire facciamolo con il bilancio, andiamo a casa
questa sera parliamone, non lo so quando si sarà il consiglio, il 10, il 15, o quello che è, quindi 10
giorni non cambia la vita e lo sappiamo Angelo, però ecco mi fa piacere e mi conforta che allora
così stolto non sono stato. Chiedo le due o tre cose, relativamente all'edificio di via Seraloggia, 33,
qui mi sembra tutto strano, poi ovviamente la stranezza fa parte, il 14 gennaio, il 15, il 16, non
ricordo, si decide di dare all'Irca in gestione, non in gestione, in comodato d'uso gratuito per
vent'anni più vent'anni, se uno per caso dopo i primi vent'anni non si ricorda tre mesi prima di fare
la disdetta, attenzione diamo un locale che è attrezzatissimo, e ne sono felicissimo, attrezzatissimo
per andare incontro alle esigenze di una malattia che credo oggi è un po' uno dei problemi più
importanti, quindi questo un plauso, però mi viene da capire chi è che compra questa struttura, o
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l’Asur o la Asur, quindi la Asur a noi fra 20 giorni ci dà 969.700,00 €, fra 10 giorni a noi la Asur ci
dà 969.700, allora se io lo so bene Angelo è bene che tutti sappiamo bene, potevamo anche scriverlo
quello che poteva, perché io sono rimasto, dico come abbiamo attrezzato, tra l'altro attenzione, al di
là del fatto che questa roba possa far parte di un dare e avere e saldo con la Asur, perché credo che
questo sia, poi ce ne darai conferma e contezza, però sarebbe anche interessante sapere se questa
cifra chiude o se questa è un pezzo della Margherita che poi piano, piano spogliammo perché
SINDACO SAGRAMOLA: siccome penso che sono vent'anni che aspettiamo di sfogliare questa
Margherita se riuscissimo a spogliarla
CONSIGLIERE ROMANI: vedi forse se ne poteva aspettare anche 22 e magari certe risorse
adoperarle per altra cosa, questo è il mio pensiero, (voci), no potevamo aspettare un altri due anni
per cercare di capire questa struttura se può prendere corpo, se non lo può prendere, e comunque, e
comunque qualora fosse valido il discorso chiudiamo oggi, cioè questa cifra chiude tutto oppure sta
così, ecco questo credo che sia anche importante saperlo e capirlo, va bene, Angelo non c'entra con
questo atto, però non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, che questa roba qui la compro la
Mattioli, voglio dire, ecco, allora o la fa la Asur o la fa la Asur, o l’Irca che è area vasta, non lo so
tanto li già da quest'estate non ci si capiva più niente quindi, per cui ecco questo è un punto secondo
me importante da capire da un punto di vista politico, perché io poi, ripeto io avrei aspettato un po'
di tempo per capire, per vedere questa storia come poteva prendere corpo li, perché secondo me è
un qualcosa che gratifica, che rende legittimo l'intervento che è stato fatto li. quindi tra l'altro
avvalora anche quei percorsi che a suo tempo fecero i giovani amici, i giovani compagni di tanto
tempo fa. L'altro aspetto che mi lascia un po' perplesso è il discorso del bar centrale, io non nego
che anche come vecchia amministrazione, qui parlo come vecchia amministrazione, ragioniamo sul
fatto di, nel momento in cui cominciavamo veramente ad essere impiccati, magari a ragionare sul
fatto di vendere, ma non vendere solamente il bar centrale, vendere, chiamiamola tutta la filiera,
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perché oggi mi viene a pensare, nel momento in cui facciamo un passo come questo non è che, al di
là del valore, che forse qui si potrebbe pensare che questa cifra sia un po’ bassina rispetto, va bene,
(voci), va bene ma che c'entra quello, voglio dire, però un conto è partire da una base d'asta del
genere, d'accordo io ti ho detto qui è l'unico punto dove magari mi viene da pensare che forse
qualcosina di più, visti i 228 metri quadri, anche se divisi maniera diversa si poteva fare, forse sui
3000 metri, 3.000,00 € al metro quadro potrebbe, si potrebbe anche pensare di poterla valutare una
soluzione di questo genere, però questo è, e questo lasciamo, però a me più che altro mi dà a
pensare, che secondo me vedendo quel pezzo, e parlo secondo me, diciamo che sviliamo un po' tutti
gli altri locali, perché comunque sappiamo tutti che abbiamo problemi su quei locali, sappiamo i
problemi che c'è alla Janus Viaggi perché non riusciamo neanche, perlomeno i miei tempi, non si
riusciva neanche a cambiare la caldaia perché quello era di quello, quello era di quell'altro, il
sottotetto che poi non è altro che il camminamento di una struttura del 1400, quindi secondo me
forse ci può stare l'idea che se andiamo a vendere solo quel bene un'ipotesi di danno erariale,
rispetto ad un valore complessivo di tutta la storia, se qualora si poteva ragionare in quel senso, ci
potrebbe essere?, ci può stare il fatto che creiamo un condominio su, per una struttura, perché non
so come verrà regolamentata, ma di fatto diventa un condominio, uno che sta sotto, sopra ci
camminiamo, il tetto è nostro, quello è di loro, quello, cioè una struttura in quel modo è giusto, io la
chiamo deprezzarla, in questa maniera cercando di fare solo ed esclusivamente cassa, o forse si
poteva ragionare su un discorso più complessivo, dove a quel punto poi la regolamentavi nella
maniera più giusta, quello che poteva essere il rapporto fra sopra sotto, ma così secondo me si
creano delle situazioni molto ma molto particolari, che ripeto rispetto anche alla situazione attuale
insomma svilite una struttura come quella, dato che andiamo anche, leggo giustamente, questa
mattina leggevo di Giovanni Balducci, turismo qui, chiesa la, parrocchia di sotto, allora anche qui è
questioni di scelte, capisco questo punto che l'amministrazione ha deciso di fare cassa e passa sopra
a tutto un altro aspetto un po' più, fare cassa pensando di poter vendere, mica fare cassa pensando,
no fare cassa pensando di poter vendere, voglio dire questa è l'idea, altrimenti, io dico a fronte di
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questo forse c'erano da fare altri ragionamenti un pochettino più profondi e più precisi, e ripeto io
invito a pensare, invito a pensare, poi, che veramente anche qui si possa ipotizzare vendendo solo
quel pezzo un discorso di, rispetto a tutti gli altri locali di un danno erariale, poi dopo ognuno, è
come la vedo io. L'altro aspetto riguarda e concludo, perché ci sarebbe molto da parlare, vado sul
discorso del locale di cui parlava sia Joselito che Romagnoli, io ricordo, ricordo solo però a questo
punto, che il discorso della farmacia non era una pregiudiziale negativa per quella struttura, anzi
loro, almeno ai miei tempi, i primi tempi, il discorso della farmacia l'avrebbero comodamente
gradita, appunto perché portava gente, insomma avrebbe rivalutato veramente il, adesso viene fuori
qui un altro tipo di ragionamento, al di là delle preoccupazioni giustamente, giuste anche, perché se
così è, di Joselito e di Romagnoli, quindi questo rimane, anche qui secondo me rispetto però al
ragionamento che faceva loro, ed al di là della para farmacia, se ancora oggi la farmacia
dell'ospedale è ancora una farmacia comunale, ecco io forse ragionerei anche sul fatto, anche se,
ecco non so se troppo, va bene però ci si può tranquillamente anche ragionare, non so se si possono
rivedere gli ambiti, quello che si può fare, però, si ho capito, però laggiù oramai c'è una clientela
acquisita, assodata, quindi io non credo che uno se litigherebbe, perché penso che, al di là dei metri
quadri che, confermo comunque quello che dice Joselito, voglio dire, è 12 metri quadri di meno, per
quel che ricordo, fra la farmacia che sta giù alla Coop, io sapevo 12 e li do come tale, poi se è 32,
posso, se sono 32 un po' di differenza può farla, i 12 metri quadri non credo che spaventi o sia un
grosso problema, questo, perché su questo ci si è abbondantemente ragionato, e sappiamo però tutte
le ripercussioni, la Stopponi e compagnia bella che ha bloccato molto la situazione relativamente
alle farmacie, perché non è che ci dobbiamo nascondere, in quanto Stopponi ancora oggi se va
legando a destra e sinistra per cercare di risolvere determinati problemi, ci imputava in quel periodo
certe responsabilità che credo invece nessun amministrazione nessun amministratore doveva avere,
ripeto questi sono i 3, 4, spunti che, particolari che ho preso più importanti, ribadisco che avremmo
benissimo potuto ragionare in maniera più pacata, tranquilla e profonda, così è andata, me ne
dispiace perché non è una cosa di poco conto questa, e niente mi dispiace e me ne dispiace.
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PRESIDENTE: Grazie consigliere Romani, non ci sono altri, prego assessore Tini.
ASSESSORE TINI: Niente io cercherò di rispondere in maniera esaustiva alle questioni, mi
sembra che tutta l'attenzione qui è concentrata in sostanza su tre cespiti, per quanto riguarda il
centro commerciale Gentile, qui non c'è stato nessun accanimento terapeutico, io con molta
sincerità lo dico qui a microfono acceso, perché poi mi servirà poi con chi ha parlato con me,
perciò me ne assumo anche la responsabilità, io ho convocato dopo i primi giorni, il primo mese,
facevo l'assessore, perché io, mi sono accorto anch'io che c'era qualcosa che non funzionava in quel
discorso, li ho convocati, ho detto quale è il problema, il discorso della farmacia, noi abbiamo una
società, Arcioni, adesso uno dice è opinabile, la società del comune, abbiamo un amministratore
anche di questa società, allora a noi l'amministratore di quella società ci ha detto chiaramente che
quel sito non era compatibile, a livello commerciale, a livello, ragazzi a livello commerciale, io non
faccio il commerciale, io non faccio commerciale, io faccio l'assessore, faccio l'amministratore e mi
debba avvalere anche di tecnici, perché altrimenti qui facciamo tutto tutti quanti viene fuori un
disastro, allora tecnicamente sotto l'aspetto economico finanziario c'è stato detto che sarebbe stata
una perdita economica secca grossa, perciò sotto l'aspetto finanziario, perché poi dobbiamo
guardare, qui siamo tanto bravi, sempre a voler spendere, e non siamo invece bravi a cercare di
incassare il più possibile, invece bisogna averci anche quest'attenzione, perché altrimenti qui non si
va più avanti, allora li l'amministratore di Farmacom, giusto o sbagliato, che noi abbiamo trovato lì,
ci ha detto che era una scelta non, a livello commerciale perdente, chiaro?, e non voglio aggiungere
altro, cosa abbiamo fatto, abbiamo rivisto le situazioni, sapete benissimo che le farmacie anche se
sono state allentati un po’ i canoni ha delle regole ben precise, sia sul numero, sia sulle distanze, sia
sull’ubicazione, non voglio far polemica sull’ubicazione che a suo tempo la precedente
amministrazione ha scelto, perché veramente secondo me è una presa in giro per i cittadini
fabrianesi, però questo è il punto di vista mio, le due farmacie in più sapete benissimo dove le avete
messe, giusto?, lasciamo perdere, lasciamo perdere non voglio fare polemiche, però veramente è
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una cosa demenziale, allora detto questo ci siamo attivati, ci siamo attivati per vedere cosa ci si
poteva fare, tu dici che non va bene, qui ragazzi, noi non abbiamo nessun contenzioso per quanto
riguarda il condominio innanzitutto, questo mi riferisco a Joselito, noi per quanto il condominio
abbiamo sempre pagato tutto e continuiamo a pagare, noi abbiamo un contenzioso per gli oneri
consortili, che è una cosa un po' diversa, perché non ci piace il modo di ripartizione, chiaro?, perciò
non è la stessa cosa. Per quanto riguarda in quel locale, dietro certificazione dell'ufficio competente,
perché qui io non sono un tecnico urbanistico che vado a vedere , ci è stato detto che in quel locale,
ci è stato scritto anzi più che detto, si possono espletare attività artigianali, e qui sono state anche
elencate tutte quante, perciò noi faremo, poi penso che, dopo questo atto ci saranno anche altre
possibilità di discussioni, un bando in cui metteremo i vincoli che a quell'immobile, vediamo cosa
succede, può darsi eppure che non partecipa nessuno rimane in quel modo, a quel punto troveremo
una strada di affitto, comunque qualcosa bisogna fare, ossia l'inerzia di 10 anni è demenziali, è 10
anni che paghiamo gli oneri e non si è mai affittato, né farmacia, né venduto, questo è inaccettabile,
(voci), questo è inaccettabile, ragazzi noi ci stiamo da un anno qui, neanche, capito Arcioni, adesso
tu, adesso io per carità me le prendo tutte le colpe, ma adesso che noi siamo i capi espiatori di una
situazione che cerchiamo di risolvere, noi almeno ci proviamo, ci proviamo con tutti i difetti, poi
dopo se uno vuole fare gli esposti fate pure, l'importante è che uno cerchi di operare, chi fa
l'amministratore pubblico con correttezza e secondo una certa logica nel rispetto delle norme, noi
pensiamo di rispettarle le norme, per quanto riguarda questo locale, perciò io, toglierlo, stracciarlo
significherebbe veramente, scusate il termine, castrarci, perché allora veramente la corte dei conti
dice, come tu hai un bene inutilizzato dove paghi gli oneri e non lo metti né in vendita né in
locazione, niente, no, io dico la verità non ometto, perché io parlo chiaro capito?, e quello che dico,
(voci) dopo leggi, tu leggi quello che ti pare non c'è problema, abbiamo anche il regolamento,
abbiamo tutto, io quello che sta scritto qui, quello che sta scritto qui è firmato da qualcuno, è
firmato da qualcuno, non è firmato da me ma è firmato, perciò non dico le cazzate, fatemi finire,
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firma l'architetto Evangelisti e la dottoressa De Simone, perciò chiaro, perciò, noialtri, io non mi
posso mettere a fare il controllore dei dirigenti del comune
CONSIGLIERE ARCIONI: però allora Evangelisti bisogna che fa pace con il cervello, perché lui
ha controfirmato questa roba qui, capito
ASSESSORE TINI: fammi finire, fai un interpellanza in cui chiedi spiegazioni, che ti devo dire, io
mica posso stare qui a fare, noi come scelta politica però non è accettabile che un bene pubblico sia
tenuto in quelle condizioni, punto, punto, stiamo cercando di metterci una pezza per risolvere il
problema, è questo il discorso, poi il resto a me, vale 100, non me né può fregare di meno. Per
quanto riguarda il discorso invece che ha fatto Romani, per quanto riguarda il loggiato di San
Francesco, il discorso tuo Romani può essere anche condivisibile per certi aspetti, non c'è nessun
danno erariale sicuramente, però attenzione, tu poi le cose dovresti anche saperle, io informo il
consiglio, noi abbiamo grosse difficoltà ad incassare le locazioni, qui abbiamo parecchi
commercianti, che sono in locazione, che non pagano, ragazzi qui, ossia il comune deve anche
incassare i soldi che deve incassare, perché altrimenti qui ragazzi la moglie ubriaca e la botte piena
non si può avere, giusto?, allora abbiamo lì, in tutta quella zona, abbiamo mancanza di contratti,
diciamola tutta, io per carità mica io devo da difendere o nascondere, abbiamo fatto i contratti con
tutti innanzitutto, abbiamo contenziosi vecchi di anni che non pagano, e ci mettiamo gli avvocati
questa volta, perché basta, non si può fare chi figli e chi figliastri, non aggiungo altro, allora li c'è
una situazione brutta, brutta, il discorso che fa Romani, che per certi aspetti è tutto un complesso
unico, un blocco unico, sempre magari per lotti, potrebbe essere anche una cosa, noi lo faremo un
approfondimento in questo senso, ma questo nulla vieta perché, allora forse non mi sono spiegato,
io l’ho detto all’inizio, forse non riesco, questa sera questo atto è un primo atto, nulla vieta quando
vengo con il bilancio di fatto l'integrazione a questo atto, lo possiamo fare, non è che fatto questo
atto, questo consiglio per tutto l'anno è bloccato, non possiamo fare tutte le integrazioni possibili,
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allora il discorso tuo Romani io lo condivido per certi aspetti, mi sembra un discorso intelligente, io
mi impegno, penso il sindaco è d'accordo, ci impegniamo a fare una verifica da qui ad un mese, un
mese e mezzo, due mesi, se è il caso anche di inserire, devo vedere adesso la situazione uno per uno
come è messi, di inserire anche quelli a contigui, perché questo è un discorso che mi piace, contigui,
quelli diciamo vicini, giusto?, perciò questo discorso che va sicuramente approfondito e ci
impegniamo anche in sede di bilancio, o ti portiamo l’atto o ti diamo perché non l'abbiamo fatto,
non c'è nessun problema, (voci), anche di rivedere la scelta, se c'è da rivedere la scelta di questa sera
si rivedono ragazzi non è che questo è Vangelo
SINDACO SAGRAMOLA: scusate, se su questo punto, mentre sulla farmacia c'è un problema
anche di carattere diverso, giuridico, su questo punto che può, perché mi è stato fatto un rilievo
anche dalla maggioranza, io credo di essere aperto ad aprire una riflessione, il danno erariale non
c'è, ma dire si crea un condominio, ci sono delle verifiche da fare, ci conviene, secondo noi abbiamo
fatto una valutazione che era andata in commissione che conveniva, però su bar centrale secondo
me è nulla questio, si può discutere
ASSESSORE TINI: su tutto questi immobili si può, non abbiamo noi impegni di nessun tipo.
Andando avanti, così vado a terminare, per quanto riguarda via Serraloggia, via Serraloggia è una
storia più vecchia di me, Romani dovrebbe conoscere, scusa se chiamo sempre te, ma tu sei stato
vicesindaco, qui c'è stato un contenzioso, partite non definite, chiamiamole così è più corretto,
partite non definite nei rapporti patrimoniali tra l'ex ente ospedaliero di Fabriano, rapporti
patrimoniali fra l'ex ente ospedaliero di Fabriano ed il comune di Fabriano che si trascinano dal
1997, chiaro?, prima no perché prima stata apposto, 97, quando doveva ritornare che non è
ritornato, compresa la farmacia c'è che dici tu, compreso il palazzo vescovile, palazzo Zuccari a
casa anagrafe, la stalla ad Argignano, il comune aveva acquistato nel frattempo, allora cosa
abbiamo fatto, io penso che, il sindaco Sorci, lo posso dire perché è stato reso pubblico in consiglio
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comunale, nel 2007 nominò un tecnico super partes per definire questi rapporti, è andata male, la
vecchia giunta, non si è riusciti a definire niente della questione, questa volta ci abbiamo rimesso le
mani, perché ci abbiamo rimesso le mani, io dico per interessi di Fabriano, con questi cambiamenti
istituzionali continui, un conto è ragionare fra fabrianesi, mi permetto di dire, ed un conto ragionare
fra fabrianesi con quelli non fabrianesi che ci può vedere come fumo negli occhi, allora io penso
che se il sindaco in prima persona si è attivato per cercare di definire tutte le questioni, perché
questo qui diventa strumentale a definire altre questioni, oggi su questo atto chiaramente io non
posso mettere questioni che non hanno nulla a che vedere con questo atto, ma questo atto di questa
sera diventa un atto fondamentale per permettere all'amministrazione e al sindaco di poter
continuare su un percorso che poi alla fine verrà in consiglio comunale, ma tu per fare un percorso
devi averci gli strumenti per poterli fare, non è che tu puoi iniziare un percorso senza averci gli atti
amministrativi di supporto che ti possono garantire di andare avanti su un certo, perciò questo è un
discorso che io penso che, se il comune riuscirà a chiuderla io penso che il comune di Fabriano, il
comune di Fabriano avrà grossi vantateci, sarà proprio nell’interesse del comune, perciò io penso
questo, lo dico sinceramente da fabrianese, qui adesso senza pensare. Perciò ecco su questi tre punti
io chiedo di andare avanti, fermo restando che suo discorso bar centrale il discorso complessivo
oppure vedere li eventuali applicazioni noi siamo, anche perché noi con il bilancio vorrei ricordare,
l’ho detto prima, scusate se lo ripeto ma mi pare che qui c'è qualcosa, con il bilancio noi questo qui
lo possiamo stravolgere, lo possiamo ricambiare, lo possiamo rifare nuovo, possiamo metterci nuovi
cespiti, possiamo fare quello che ci pare, allora io vi chiedo solamente di poterci mettere in
condizione di poter andare avanti, di poter incominciare a lavorare, altrimenti qui siamo
completamente bloccati, punto.
PRESIDENTE: Bene assessore Tini, prego consigliere Romagnoli
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SINDACO SAGRAMOLA: Romagnoli scusa, scusate su questa questione del locale del centro
commerciale, allora su questo locale ci sono due divergenze, da quello che io ho appurato, uno una
divergenza di carattere commerciale, cioè il valore dell'attività commerciale dentro l'attuale centro
commerciale, ed il valore dell'azienda avviata dove sta, e su questo c'è dissenso, cioè
l'amministratore, ma anche i precedenti amministratori di questo comune hanno sempre, adesso
Romani non lo potrà negare, hanno sempre ritenuto che spostare, ancorché c'era credo un impegno
che tu puoi anche, a farci la farmacia, che quando hanno visto il locale, chi l'ha preso secondo me
non ha fatto un affare, perché ritengo, c'è quindi questa diversità della valutazione, io non posso
snaturare un bene come la farmacia e portarlo poi un luogo dove non ha l'avviamento, la stessa
redditività, chiaro l'avviamento lo perdi se lo sposti, ma questo fa parte del gioco, ma andiamo in un
luogo che a 130 metri quadri adesso di vendita, fronte strada, è vero che paghiamo un affitto, ma
andiamo in un luogo dentro un corridoio, dentro un centro commerciale, con 90 metri quadri, 92,
questo è il dato che abbiamo, che mi hanno dato ad oggi, quindi faccio fatica a dire che quello è
migliore dell'altro; secondo, c'è un problema che noi ci avremmo voluto fare delle attività mesi fa,
dell'attività similari che potevano essere secondo noi anche consentite dall'attuale, scusate, calma,
calma, scusate abbiamo, utilizziamo termini per favore che siano consoni, (voci)
PRESIDENTE: consigliere Romagnoli per favore, consigliere Crocetti per favore, basta
SINDACO SAGRAMOLA: scusate io, quindi stiamo, abbiamo messo questo percorso, anche
perché una decisione bisogna prenderla, quindi abbiamo preferito proporre l'alienazione, e non è
detto che l’alienazione vada in porto, ma o l'alienazione o l'affitto per un altro tipo di attività,
potrebbe essere anche, noi abbiamo pensato, quando abbiamo fatto la proposta al condominio della
para farmacia, era per dire che davamo un altro posto di lavoro, forse due, perché le parafarmacie
che si sono aperte, si, mica l’abbiamo fatta così perché ci siamo alzati una mattina non avevamo
concordato, avevamo concordato un'ipotesi che poteva andare bene, poi il condominio ha cambiato
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idea, a noi ci ha dato la risposta positiva, ma noi avremmo pensato di fare un altro paio di posti di
lavoro, perché tanto la para farmacia oggi, quelli che hanno aperto le para farmacie non scialano
nell’oro, però hanno ottenuto una possibilità di farsi uno stipendio, e questa era la nostra intenzione,
per la farmacia nostra sarebbe stato un problema di valutazione commerciale del posto, ma metterci
una para farmacia li all'interno credevamo che potesse essere migliore, in affitto ad un prezzo
diciamo così da avviamento dell'attività, in modo, poi dopo piano, piano si poteva crescere, ma non
è stato così, allora intanto visto anche che ci sono contenziosi, proposte corte dei conti e compagnia,
intanto diciamo che noi lo mettiamo nel piano delle alienazioni e valorizzazione, così sta lì, poi
discuteremo.
PRESIDENTE: Bene sindaco, prego.
CONSIGLIERE ROMAGNOLI: Grazie presidente, allora abbiamo, cioè questa discussione
l’abbiamo già fatta a suo tempo quando abbiamo fatto l'interpellanza, mi sembra che avevamo fatto
sul discorso della farmacia, quindi, il problema quale è, il problema è che, allontano il microfono, il
problema è che ci sono informazioni discordanti, allora innanzitutto si è sempre parlato di
l'amministratore, l'amministratore ha detto, l'amministratore dice, allora l'amministratore,
cominciamo a chiedervi per iscritto le sue relazioni, in modo tale che si prende le sue responsabilità,
poi Tini cerca di non fare confusione, perché ci sono, cioè nell'intervento che hai fatto prima, poi
dopo te lo evidenzierò, tu hai fatto un intervento dicendo è una società parte, non c'entra, poi dopo
dici paghiamo gli oneri e bisogna così, allora la farmacia comunale, noi paghiamo, paghiamo gli
oneri condominiali, (voci), alla Farmacom chi gli li dà i soldi, di chi sono i soldi della Farmacom, è
una società del comune, ok, e per non fare confusione, perché detto in un certo modo, tu sei molto
bravo a gestire queste cose qua, però facciamo chiarezza, è una società del comune, paghiamo gli
oneri condominiali, ok, paghiamo l'affitto di la, (voci), finisco, (voci), esatto, esatto questo sto
dicendo, questo sto dicendo, esatto, siccome la Farmacom è del comune, la deduzione logica è che
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il comune paga da una parte e dall'altra, ok questa è la visione, e così comunque, quindi a questo
amministratore famoso portiamolo qui in consiglio comunale, dato che lo elegge il consiglio
comunale, il sindaco, il sindaco mi sono corretto, e vediamo se è competente, se non è competente,
la relazione che fa gliela facciamo firmare, vediamo, perché il discorso che la metratura, non si sa
quanti metri sono, c'è la certezza, perché abbiamo le planimetrie, di conseguenza si potrà sapere, in
più non è vero che è un luogo, a meno rispetto all'altra sede, perché Giancarlo quel posto lì a il
parcheggio addirittura di fronte alla farmacia, di fronte alla farmacia, e praticamente, volevo sapere
da Giordani quanto stava l'Italia, allora, si, quella farmacia ha un doppio ingresso perché per essere
farmacia deve avere l'ingresso sull'esterno e l'ingresso sul corridoio, quindi se tu dai un
informazione che a l'ingresso sul corridoio, è un'informazione parziale, quello è un luogo che sta in
un centro commerciale nuovo, che a il parcheggio di fronte per la farmacia, ha il doppio ingresso sia
da una parte che dall'altra, quindi tutto quanto se andiamo a vedere effettivamente gira intorno a
questo amministratore che dice, che se andiamo li la farmacia praticamente va in malora, quindi è
da verificare questa cosa, perché permettetemi di avere qualche, di dissentire, esatto, da questa cosa
qui. Per quanto concerne il discorso dei locali qui sotto, non ho sentito affatto un concetto, che è
quello di coinvolgere magari chi c'è dentro, perché alienare quei locali e metterli all'asta magari
significa che, adesso faccio il parrucchiere, il barbiere, piuttosto che, non lo so altra gente, non è in
grado di onorare, di onorare un'asta, certo è sempre valido, però magari è da, dico solamente che
secondo me è buona l'idea di Romani, ma verifichiamolo magari con chi. L'ultima cosa quella più,
del locale, che ne avevamo discusso anche questo a suo tempo con la mozione di, abbiamo sbagliato
il rigore, ne abbiamo discusso con Solari a suo tempo, con il locale, e quella volta se non sbaglio,
chiedo a Solari, è stato detto che quei locali erano dell’Asur, o sbaglio?, era stato detto che erano
dell’Asur, adesso vengono fuori che invece sono del comune, sono del comune, quindi chiederei
delucidazioni in base a questa cosa qui, poi c'è una cosa, qui si configura secondo me un pochettino
di quel famoso conflitto di interessi tra la tua posizione qua e la tua opposizione all’Asur, tu dici di
no ovviamente come dovresti dire, però qui parliamo, Angelo, Angelo tu comunque, qui si
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materializza il famoso conflitto di interessi che se ne era parlato l'anno scorso, con questo chiudo la,
l'ultima cosa scusatemi, un'ultima cosa perché me l'hanno fatta notare via internet, che si era parlato
di un consiglio comunale che i locali delle frazioni, si era parlato di darli in comodato alle
associazioni a suo tempo, quindi, grazie.
SINDACO SAGRAMOLA: Abbiamo fatto, per le frazioni, quelli che abbiamo messo nel piano
delle valorizzazioni potranno essere affittati o venduti, in alcuni casi l'abbiamo già proposti per la
vendita, perché proposti alle associazioni ce l’ha rifiutati, perché gli costava troppo 100,00 € di
affitto, insomma, voglio dire, (voci), comunque prima si privilegiano i territorio poi il resto. Per
quanto riguarda la proprietà, nelle, proprio durante questa ricognizione dei rapporti trova la Asur
che ha intrattenuto, per capire, perché ero venuto a conoscenza, dopo quell'interpellanza ho detto
ma qui, come sta questa situazione tra noi e l’Asur, ed ho ritrovato alcuni documenti che stavano
all'ufficio patrimonio e ho cominciato a chiedere ma vogliamo vedere se si può definire questa
questione, come tante altre, ed è venuto fuori che invece la proprietà del bene Viottole, se, come
segue la destinazione del terreno è nostra, è accertato, e questo è convenuto da tutti i soggetti nella
riunione, quindi dall'Asur regionale che detiene il patrimonio, e dai nostri tecnici, è asseverato che
la proprietà di quel bene è del comune di Fabriano, ed il valore, il valore quindi è stato determinato
per vedere se è possibile, ci stiamo lavorando da settembre con una commissione, un gruppo di
lavoro, per vedere se è possibile definire i rapporti tra noi e l’Asur, tenendo presente che c'è questo
cespite che potrebbe andare a loro, quindi ci sono tutte le condizioni per poter trovare una soluzione
positiva per il comune, perché chiuderemo una partita che è aperta da 10 anni, 20 anni, dal ’97, con
tutti i rischi connessi.
PRESIDENTE: Bene non ci sono altri iscritti quindi procediamo con la votazione degli
emendamenti in ordine d'arrivo, prima votiamo l'emendamento proposto dall'assessore Tini e dal
sindaco Sagramola, vero?, tutti e due si, la votazione è aperta
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PRESENTI
21
ASTENUTI
2
CONTRARI
5
FAVOREVOLI
14
ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 21 consiglieri; Voti validi 21; Astenuti 2: Romagnoli ed
Arcioni; Contrari 5: Silvi, Leli, Peverini, Solari e Romani; Favorevoli 14; il consiglio approva.
PRESIDENTE: Andiamo con la votazione del secondo, prego, (voci)
ASSESSORE TINI: l'emendamento proposto, mi sembra che voi avete capito, scusami mi
permetto, perché si contraddice con i discorsi che abbiamo fatto fino adesso, l'emendamento
proposto andava nel senso che invece che favorire un grande costruttore, che poi neanche troviamo
più, 1 milione e passa di euro, diamo la possibilità a qualche cittadino che ha 800.000,00 € di
comprarsi il lotto e di farci la casa, perciò, io mi meraviglio che votate contro l'emendamento
scusate
CONSIGLIERE ROMANI: chiedo scusa
PRESIDENTE: prego
CONSIGLIERE ROMANI: se tu avessi visto, perché l’hai vista, te la fatta, la delibera che hai
votato in consiglio comunale, di giunta, scusa di giunta, parla proprio, va nella direzione in cui
volevi fare l'emendamento, quindi ce l’hai di là, non è che
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SINDACO SAGRAMOLA: scusa sono l’assessore all'urbanistica, l'abbiamo, era un lotto unico,
l'ho fatto studiare, scomporre, ragionare, portare cinque lotti, poi mi sono trovato che c'era una cosa
che non andava bene, l’abbiamo, all'emendamento hai votato contrario, va bene giusto, però scusa
Joselito, perché tu scrivi, non avevo capito, non è, il lotto quello dei cinque del lotto unico della
vendita di quel bene che abbiamo, quel terreno che è stato separato in cinque lotti, invece di
venderlo a lotto unico, noi abbiamo sempre, ok, qui c'è scritto non essendo lo stesso nelle
disponibilità del comune per l'alienazione proposta, poiché non autorizzato dall'amministrazione
condominiale, cioè l’alienazione non deve essere autorizzata, io posso, volendo, posto anche
l'affitto per un attività si, ma se voglio alienare non devono loro autorizzarmi, io posso vendere, va
bene, però non ho bisogno di autorizzazioni per vendere, capito?, era solo per questo, va bene, ok.
PRESIDENTE: Bene, andiamo con la votazione del secondo emendamento presentato dal
consigliere Arcioni e Romagnoli, tutti e due vero?, prego se lo illustra in due parole, c'è la?
SINDACO SAGRAMOLA: apri il microfono Joselito, il microfono
CONSIGLIERE ARCIONI: scusate, allora l'emendamento al piano delle alienazioni e
valorizzazioni acquisizioni dei beni immobili comunali anno 2013, in qualità di gruppo consiliare
del Movimento Cinque Stelle chiediamo di emendare il documento in oggetto, ed in particolare lo
stralcio integrale del punto 27, relativo al locale situato presso il centro commerciale il Gentile, del
capoluogo, distinto in catasta al foglio 97, particella 1571, sub 7, categoria C1. classe 5, 91 metri
quadri catastali, non essendo lo stesso nelle disponibilità del comune per l'alienazione proposta,
poiché non autorizzato dall'amministrazione condominiale.
PRESIDENTE: Grazie, quindi andiamo subito a votare l'emendamento appena illustrato, la
votazione è aperta
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PRESENTI
20
ASTENUTI
0
CONTRARI
14
FAVOREVOLI
6
ESITO
RESPINTO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 20 consiglieri; Voti validi 20; Astenuti: Nessuno;
Contrari 14: Sagramola, Pariano, Balducci, Crocetti, Meloni, Pellegrini, Guidarelli, Mattioli,
Castriconi, Giordani, Sforza, Girolametti, Malefora e Tavolini; Favorevoli 6; il consiglio non
approva.
PRESIDENTE: Votiamo, prego.
CONSIGLIERE ARCIONI: Un commento al volo, voglio essere chiaro se questa azione alla fine
ipoteticamente procurasse un debito fuori bilancio al comune, perché magari il comune va in causa
con il condominio del Gentile, cioè che sia chiaro che noi, siccome si è aperta una nuova era dove
noi teoricamente vorremmo i responsabili che mettano nome e cognome sul tavolo, ecco vorremmo
sapere chi è poi il responsabile della scelta che fa l'amministrazione, grazie.
PRESIDENTE: Andiamo quindi con la votazione dell'atto così come è stato emendato, la
votazione è aperta
PRESENTI
21
ASTENUTI
0
CONTRARI
7
FAVOREVOLI
14
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ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 21 consiglieri; Voti validi 21; Astenuti: Nessuno;
Contrari 7: Silvi, Leli, Peverini, Solari, Romani, Romagnoli e Arcioni; Favorevoli 14; il consiglio
approva.
PRESIDENTE: Votiamo l’immediata esecutività dell'atto, la votazione è aperta
PRESENTI
21
ASTENUTI
0
CONTRARI
6
FAVOREVOLI
15
ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 21 consiglieri; Voti validi 21; Astenuti: Nessuno;
Contrari 6: Silvi, Leli, Peverini, Solari, Romagnoli e Arcioni; Favorevoli 15; il consiglio approva.
PRESIDENTE: Sono le 23:58, finisce il consiglio comunale, buona serata.
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