studio geologico a corredo della variante 02/2008
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studio geologico a corredo della variante 02/2008
VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VARIANTE N. 02/2008 AL PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE DEL COMUNE DI CURTATONE AI SENSI DELL’ART. 25 DELLA L.R. n. 12 del 11.03.2005 e s.m.i. E DELL’ART. 2 DELLA L.R. n. 23 del 23.06.1997 RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE MARZO 2009 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 1 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE 1 PREMESSA Il Comune di Curtatone, a seguito dell’approvazione della Variante n. 01/2008 al P.R.G.C. e della presa d’atto degli obblighi e vincoli dettati dalla L.R. n. 12 del 11 marzo 2005 e dalle successive modifiche e variazioni oltrechè dei contributi erogati dalla Regione Lombardia, da un lato ha attivato le procedure per poter redigere entro le scadenze il P.G.T. comunale e, dall’altro, ha attivato la fase attuativa e conclusiva della pianificazione comunale vigente con una continuativa ed intensa attività di approvazione dei Piani attuativi, peraltro con adeguamenti e varianti ai piani previgenti ed allo stesso P.R.G.C. Successivamente sono state approvate numerose varianti parziali finalizzate a conformare il Piano Regolatore alle esigenze operative scaturite in maggior parte dalle microproblematiche attuative evidenziate dalle richieste dei cittadini oltre che dalle variazioni normative scaturite dall’emanazione di nuove leggi o da necessari adeguamenti delle Norme Tecniche di Attuazione. In tale contesto sono peraltro pervenute al Comune alcune richieste di variazione al P.R.G.C., spesso e prevalentemente di modesta rilevanza urbanistica, ma rilevanti per le ordinarie attività personali dei cittadini sul territorio. Preso atto dei contenuti, degli obblighi, delle modalità e delle tempistiche introdotte dalla recente Legge Regionale n. 12 del 11.03.2005, per redigere il Piano di Governo del Territorio comunale l’Amministrazione Comunale ha, da un lato, attivato le procedure per la redazione del P.G.T., in conformità ai disposti della L.R. 12/2005 ed ai recenti indirizzi operativi emanati dal dicembre 2005 fino a marzo 2009 e, dall’altro, ha attivato le procedure semplificate e di breve periodo per la redazione della presente Variante al P.R.G.C. vigente, ai sensi dell’art. 25 della L.R. 12/2005, volta a recepire la necessità di apportare modestissime variazioni al tracciato del percorso naturalistico Mantova-Grazie, già inserito a Tavola 6a del P.R.G.C. vigente, a causa delle precise rilevazioni strumentali effettuate dalla Provincia nel redigere il progetto definitivo e con il fine di rispettare i tempi e le modalità previste dal concesso finanziamento regionale per poter realizzare tale percorso. L’ambito n.1 è pertanto caratterizzato dalle modestissime variazioni di tracciato del percorso naturalistico nel contesto del “Piano dei Percorsi e delle Piste Ciclopedonali” recepito dalla 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 2 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE Giunta Provinciale di Mantova dal 01-07-2004. Tale progetto è importante per le funzioni svolte nel contesto turistico-ambientale delle Valli del Mincio e della città di Mantova. L’ambito n.2, invece, inserisce in adiacenza alla ex SS10 “Padana Inferiore”, o meglio nella specifica fascia laterale di rispetto stradale appositamente creata, la ciclopedonale MantovaGrazie o percorso “del Pellegrino”, in quanto tale percorso ha funzioni ed obiettivi totalmente diversi dal precedente: il primo turistico-ambientale, il secondo legati alla storia ed alla tradizione millenaria del santuario delle Grazie, oltreché alla funzionalità del percorso che oggi non può trovare ospitalità sulla ex SS10 “Padana Inferiore”. Questo accade per l’inadeguatezza delle dimensioni della sede stradale (L~7.5 metri) e per l’elevato flusso veicolare che caratterizza l’arteria, rendendola praticamente inutilizzabile dalle utenze deboli quali pedoni e ciclisti, i quali invece, peraltro, hanno forte necessità di avere una sede propria e sicura per salvaguardare la propria incolumità, oggi fortemente a rischio elevato. La redazione di una variante semplificata ai sensi dell’art. 25 della L.R. 12/2005 si è resa necessaria in quanto si ritiene che i tempi della definitiva approvazione del P.G.T. ai sensi della L.R. 12/2005 siano eccessivamente dilatati e inadeguati per risolvere le problematicità trattate. Le variazioni sono ricomprese in un ambito di variante riportato nelle tavole allegate alla presente e di seguito descritte. A tal fine sono state valutate le variazioni compatibili e non con l’art. 25 della L.R. n. 12 del 11.03.2005 e s.m.i. e quelle compatibili o non con le fondamentali scelte strategiche urbanistiche del Comune. Considerata la rilevanza dell’interesse pubblico consistente nella realizzazione di tale percorso e nell’attuazione del programma regionale di finanziamento di sistemi alternativi di viabilità e promozione territoriale e turistica, anche se di modestissima valenza urbanistica, ma strategica per il territorio, si è valutato di attivare le procedure per la redazione del presente progetto di variante al P.R.G.C. in attesa di redigere il Piano di Governo del Territorio. Tutto ciò anche alla luce delle scadenze temporali previste dal programma regionale. La presente variante scaturisce quindi anche da due microproblematiche attuative evidenziate rispettivamente dalla Provincia di Mantova in accordo con il Comune di Mantova ed il Comune di Curtatone, al fine di poter realizzare le due opere pubbliche consistenti rispettivamente in: 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 3 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE Ambito n.1: percorso naturalistico Angeli-Grazie proposto dalla Provincia di Mantova - Variante di tracciato Ambito n.2: pista ciclopedonale “del Pellegrino” prospiciente l’ex SS10 - Nuova previsione È necessario richiamare, pertanto, la D.C.G. di Curtatone n.118 del 27-06-2006 e la D.C.G. n.9 del 17-01-2008, di seguito allegate, aventi rispettivamente ad oggetto l’“approvazione del protocollo di intesa con la Provincia di Mantova per la costruzione di un percorso naturalistico Angeli-Grazie” e la “presa d’atto di un nuovo protocollo di intesa con la Provincia di Mantova per la costruzione di un percorso naturalistico Angeli-Grazie in riva al lago”. La presente variante, pertanto, in conformità all’art. 2 comma 2 della L.R. 23/97 comma a, trova giustificazione nella necessità di una variante al P.R.G.C. al fine di meglio localizzare (ambito 1 ) e di localizzare ex novo (ambito 2) le due opere pubbliche una di competenza provinciale/comunale, l’altra di esclusiva competenza comunale. La variante, peraltro, non modifica i parametri urbanistici ed edilizi. Il Comune di Curtatone (MN) è dotato di Piano Regolatore Generale approvato dalla Regione Lombardia con Deliberazione della G.R.L. n. 18772 in data 10.03.1987. Successivamente, al fine di aggiornare il P.R.G.C. iniziale e per ottimizzare la gestione del territorio, il Comune di Curtatone ha adottato ed approvato la Variante Generale 2000 al P.R.G.C. Il Comune di Curtatone ha redatto la Variante Generale 2000 al PRG. Essa è stata adottata con D.C.C. del 20/09/2000 n. 83 e approvata con D.C.C. del 28/12/2000 n. 107, successivamente approvata con proposta di modifiche d’ufficio con D.G.R. n. VII/5997 del 02 agosto 2001 e con conseguente e finale D.C.C. n. 58 del 10.08.2001. Essa, infine, è stata pubblicata sul B.U.R.L. n. 36 il giorno 05.09.2001, pag. 2502. Successivamente sono state approvate le seguenti varianti urbanistiche: VARIANTE AL P.R.G. E AL P.L.U. VERZELLOTTO ai sensi della L.R. n. 23 del 23.06.1997 e di adeguamento ex art. 6 D. Lgs. 114/98 adozione: D.C.C. n. 67 del 06.09.2001 approvazione: D.C.C n. 85 del 14.11.2001 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 4 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VARIANTE N. 1 alla Variante Generale 2000 del PRGC adozione con D.C.C. n. 72 del 27.09.2001 approvazione: D.C.C n. 97 del 28.12.2001 ai sensi della L.R. 23 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 comma 2, lett. b-c-e-g-i VARIANTE N. 2 alla Variante Generale 2000 del PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Curtatone” (PL 303), di area destinata ad attività produttiva, in località Curtatone, con contestuale variante n. 2 adozione con D.C.C. n. 98 del 28.12.2001 approvazione: D.C.C n. 26 del 08.04.2002 ai sensi della L.R. 23 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 e art. 6 VARIANTE N. 3 alla Variante Generale 2000 del PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Canova” (PL 203), di area residenziale, in località Levata, con contestuale variante n. 3 al PRGC adozione con D.C.C. n. 99 del 28.12.2001 approvazione: D.C.C n. 28 del 08.04.2002 ai sensi della L.R. 2 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 e art. 6 VARIANTE N. 4 alla Variante Generale 2000 del PRGC Variante al Piano di Lottizzazione denominato “Quattro Venti” di area residenziale, in frazione di Curtatone, località Quattro Venti, con contestuale variante n. 4 al PRGC adozione con D.C.C. n. 31 del 08.04.2002 approvazione: D.C.C n. 61 del 30.07.2002 ai sensi della L.R. 2 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 e art. 6 VARIANTE N. 5 alla Variante Generale 2000 del PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Zanzur” (PL 202) di area residenziale, in località Levata, con contestuale variante n. 5 al PRGC adozione con D.C.C. n. 32 del 08.04.2002 approvazione: D.C.C n. 62 del 30.07.2002 ai sensi della L.R. 2 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 e art. 6 VARIANTE N. 6 alla Variante Generale 2000 del PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Franchetti” (PL 205) di area destinata ad attività produttiva, in località Levata, con contestuale variante n. 6 al PRGC adozione con D.C.C. n. 40 del 10.05.2002 approvazione: D.C.C n.67 del 16.09.2002 ai sensi della L.R. 2 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 e art. 6 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 5 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VARIANTE N. 7 alla Variante Generale 2000 del PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Buscoldo 1” (PL 101) di area residenziale, in località Buscoldo, con contestuale variante n. 7 al PRGC adozione con D.C.C. n. 41 del 10.05.2002 approvazione: D.C.C n.93 del 29.11.2002 ai sensi della L.R. 2 del 23.06.1997 n. 23, art. 2 e art. 6. VARIANTE N. 8 al PRGC adozione con D.C.C. n. 47 del 19.06.2002 approvazione: D.C.C n.47 del 19.06.2002 VARIANTE N.9 al PRGC Variante a Piano di Lottizzazione “REMAX” di area produttiva in località Levata con contestuale variante n. 9 al P.R.G.C. adozione con D.C.C. n. 48 del 19.06.2002 approvazione: D.C.C n.69 del 16.09.2002 VARIANTE N.10 al PRGC Piano di Recupero denominato “Mulino” di area residenziale in località Buscoldo, con contestuale variante n. 10 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 64 del 30.07.2002 approvazione: D.C.C n.82 del 14.10.2002 VARIANTE N.11 al PRGC Piano di Recupero d’ufficio denominato “NUVOLARI” (P.R. 04) di area a destinazione mista in località Montanara, con contestuale variante n. 11 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 83 del 14.10.2002 approvazione: D.C.C n.12 del 10.02.2003 VARIANTE N.12 al PRGC Variante al Piano di Lottizzazione di area produttiva, comparto sub 2, in località Curtatone, con contestuale variante n. 12 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 92 del 29.11.2002 approvazione: D.C.C n.25 del 01.04.2003 VARIANTE N.13 al PRGC Piano di Recupero denominato “MEZZALANA” (P.R. 07) di area residenziale, in località S. Silvestro, con contestuale variante n. 13 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 107 del 30.12.2002 approvazione: D.C.C n.26 del 01.04.2003 VARIANTE N. 14 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “PALAZZINA GRANDE 2” (P.L. 102) di area residenziale, in 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 6 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE località Buscoldo, con contestuale variante n. 14 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 108 del 30.12.2002 approvazione: D.C.C n.27 del 27.01.2003 VARIANTE N. 17 al PRGC Piano di Recupero d’Ufficio del Centro Storico delle Grazie (P.R. 301), con contestuale variante n. 17 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 11 del 10.02.2003 approvazione: D.C.C n. 34 del 14.04.2004 VARIANTE N. 18 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “ROCCHETTA” di area residenziale in località Montanara, con contestuale variante n. 18 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 13 del 10.02.2003 approvazione: D.C.C n. 47 del 06.05.2003 VARIANTE N. 19 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “TOSCA” (P.L. 204) di area produttiva in località Levata, con contestuale variante n. 19 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 14 del 10.02.2003 approvazione: D.C.C n. 48 del 06.05.2003 VARIANTE N. 20 al PRGC Piano di Recupero denominato “CORTE VITTORIA” di area residenziale in località Levata, con contestuale variante n. 20 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 28 del 01.04.2003 approvazione: D.C.C n. 60 del 23.06.2003 VARIANTE N. 21 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “DON MILANI” (P.L. 107) di area residenziale in località Buscoldo, con contestuale variante n. 21 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 49 del 06.05.2003 approvazione: D.C.C n. 78 del 22.08.2003 VARIANTE N. 22 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “VERZELLOTTO NUOVO” (P.L. 306) di area produttiva in località Curtatone, con contestuale variante n. 22 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 50 del 06.05.2003 approvazione: D.C.C n. 80 del 22.08.2003 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 7 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VARIANTE N. 23 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “CA’ NUOVA” (P.L. 207) di area residenziale in località Levata, con contestuale variante n. 23 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 63 del 23.06.2003 approvazione: D.C.C n. 90 del 26.09.2003 VARIANTE N. 24 al PRGC adozione con D.C.C. n. 79 del 22.08.2003 approvazione: D.C.C n. 14 del 09.02.2004 pubblicata sul BURL n. 9 del 25.02.2004 VARIANTE N. 25 al PRGC Variante n. 3 al Piano di Lottizzazione denominato “VERZELLOTTO” di area produttiva in località Curtatone, con contestuale variante n. 25 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 92 del 26.09.2003 approvazione: D.C.C n. 10 del 09.02.2004 VARIANTE N. 26 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “BOSCHETTO” (P.L. 01 NORD) di area integrata multifunzionale in località Eremo, con contestuale variante n. 26 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 96 del 30.10.2003 approvazione: D.C.C n. 11 del 09.02.2004 VARIANTE N. 27 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “CASA DEL SOLE” (P.L. 01 SUD) di area integrata multifunzionale in località Eremo, con contestuale variante n. 27 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 97 del 30.10.2003 approvazione: D.C.C n. 15 del 09.02.2004 VARIANTE N. 28 al PRGC Variante n. 4 al Piano di Lottizzazione di area residenziale e produttiva in località Eremo, con contestuale variante n. 28 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 109 del 27.11.2003 approvazione: D.C.C n. 43 del 26.04.2004 VARIANTE N. 29 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “ANGELO CUSTODE” (P.L. 304) di area produttiva in località Curtatone, con contestuale variante n. 29 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 12 del 09.02.2004 approvazione: D.C.C n. 44 del 26.04.2004 VARIANTE PARZIALE in adeguamento alla L.R. 01/2001, al P.T.C.P. e altre normative adozione con D.C.C. n. 46 del 26.04.2004 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 8 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE approvazione: D.C.C n. 81 del 08.10.2004 VARIANTE N. 30 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “LIVIONCINO” di area residenziale in località Levata, con contestuale variante n. 30 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 35 del 14.04.2004 approvazione: D.C.C n. 60 del 26.07.2004 VARIANTE N. 31 al PRGC Piano di Recupero denominato “LA ROCCA” di area residenziale in località Montanara, con contestuale variante n. 31 al P.R.G.C.. adozione con D.C.C. n. 33 del 14.04.2004 approvazione: D.C.C n. 61 del 26.07.2004 VARIANTE N. 1/2005 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Pioppe” P.L. 208 di area produttiva in località Curtatone, con contestuale variante n. 1/2005 al vigente P.R.G.C. ai sensi della L.R. 23 giugno 1997, n. 23 e s.m.i. adozione con D.C.C. n. 53 del 28.07.2005 VARIANTE N. 2/2005 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Salmaso” P.L. 707 di area produttiva in località Buscoldo, con contestuale variante n. 2/2005 al vigente P.R.G.C. ai sensi della L.R. 23 giugno 1997, n. 23 e s.m.i. adozione con D.C.C. n. 54 del 28.07.2005 approvazione: D.C.C n. 83 del 29.11.2005 VARIANTE N. 3/2005 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Boschetto” P.L. 404 di area integrata miltifunzionale in località Eremo, con contestuale variante n. 3/2005 al vigente P.R.G.C. ai sensi della L.R. 23 giugno 1997, n. 23 e s.m.i. adozione con D.C.C. n. 68 del 30.08.2005 approvazione: D.C.C n. 84 del 29.11.2005 VARIANTE N. 4/2005 al PRGC ai sensi dell’art. 25 della L.R. n. 12 del 11.03.2005 e dell’art. 2 della L.R. n. 23 del 23.06.1997 adozione con D.C.C. n. 79 del 18.10.2005 approvazione: D.C.C n. 14 del 24.02.2006 VARIANTE N. 5/2005 al PRGC Piano di Lottizzazione denominato “Spagnola 2” P.L. 306 di area residenziale in località Montanara, con contestuale variante n. 5/2005 al vigente P.R.G.C. ai sensi della L.R. 23 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 9 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE giugno 1997, n. 23 e s.m.i. adozione con D.C.C. n. 86 del 06.12.2005 approvazione: D.C.C n. 19 del 07.04.2006 VARIANTE N. 1/2006 al PRGC Piano di Lottizzazione di area residenziale denominato “Mirabello” P.L. 401 in località Eremo adozione con D.C.C. n. 45 del 28.11.2006 approvazione: D.C.C n. 4 del 09.03.2007 VARIANTE N. 2/2006 al PRGC adozione con D.C.C. n. 5 del 09.03.2007 approvazione: D.C.C n. 20 del 29.06.2007 VARIANTE N. 1/2007 al PRGC adozione con D.C.C. n. 21 del 29.06.2007 approvazione: D.C.C n. 33 del 29.06.2007 VARIANTE N. 2/2007 al PRGC Variante al Piano di Lottizzazione di area produttiva denominato “Salmaso” P.L. 707 in località Buscoldo adozione con D.C.C. n. 57 del 19.12.2007 approvazione: D.C.C n. 26 del 06/05/2008 VARIANTE N. 3/2007 al PRGC Variante al Piano di Lottizzazione di area residenziale denominato “Palazzina Grande subcomparto 2” in località Buscoldo adozione con D.C.C. n. 58 del 19.12.2007 approvazione: D.C.C n.15 del 25/03/2008 VARIANTE N. 1/2008 al PRGC ai sensi dell’art. 25 comma 1°, della Legge Regionale 11/03/2005, n°12 e s.m.i. e dell’art. 2, comma 2°, della Legge Regionale 23/06/1997, n°23 e s.m.i. adozione con D.C.C. n. 25 del 06.05.2008 approvazione: D.C.C n. 50 del 29/08/2008 Considerato l’obbligo e l’impegno già assunto dall’Amministrazione Comunale con le due richiamate D.C.G. di redigere la presente variante secondo le indicazioni della L.R. 12/2005 e s.m.i., si è ritenuto opportuno attuare la presente variante con procedura semplificata e urgente pubblica in grado di adeguare le previsioni urbanistiche, alla luce delle necessità manifestate dal nuovo quadro esigenziale con gli adeguamenti soggiunti 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 urgenti indifferibili e di FOGLIO 10 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE programmare i presenti e modestissimi recepimenti di variazione ed adeguamento allo strumento urbanistico. 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 11 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE 2 RELAZIONE DESCRITTIVA: CRITERI E OBIETTIVI DELLA VARIANTE INERENTI LE POLITICHE DI SVILUPPO E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE DEL TERRITORIO COMUNALE La presente variante è stata redatta ai sensi dell’art. 25 della Legge Regionale n. 12 del 11.03.2005, richiamato l’art. 2, comma 2 della Legge Regionale n. 23 del 23.06.1997 e, precisamente, del comma a. Essa ricomprende i seguenti elaborati: 1.Relazione illustrativa e giustificativa delle varianti Allegati: Allegato n. 1 – Elenco delle ditte del Comune di Curtatone interessate per l'Ambito n. 1 e l'Ambito n. 2 Allegato n. 2a – Studio geologico Allegato n. 2b – Studio geologico redatto dalla Provincia di Mantova per il Progetto Definitivo Allegato n. 3 – Relazione paesistica redatta dalla Provincia di Mantova per il Progetto Definitivo Allegato n. 4 – Verbali di deliberazione delle Giunte Comunali 6.Sistema infrastrutturale esistente e di progetto 6a. Area Nord - Sistema infrastrutturale esistente e di progetto vigente con l’individuazione in tinta degli ambiti oggetto di variante, contrassegnati con numerazione progressiva 1: 10.000 6a. Area Nord - Sistema infrastrutturale esistente e di progetto di variante 1: 10.000 • Documento di sintesi per la valutazione ambientale strategica – Comune di Curtatone • Documento di sintesi per la valutazione ambientale strategica – Comune di Mantova • VALUTAZIONE DI INCIDENZA SULLA “RETE NATURA 2000” • Analisi per l’esclusione del percorso ciclopedonale posto in fregio alla ex S.S. 10 detto “del Pellegrino” nel Comune di Curtatone e di Mantova 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 12 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE • Planimetria di individuazione del percorso ciclopedonale posto in fregio alla ex S.S. 10 detto “del Pellegrino” nel Comune di Curtatone e di Mantova • VALUTAZIONE DI INCIDENZA SULLA “RETE NATURA 2000” • Analisi per l’esclusione del percorso naturalistico Angeli - Grazie proposto dalla Provincia di Mantova • Planimetria di individuazione del percorso naturalistico Angeli - Grazie proposto dalla Provincia di Mantova ALLEGATI Scheda regionale N.B. Per uniformità con il Piano Regolatore Generale Comunale – Variante Parziale di Adeguamento 2004, viene mantenuta la numerazione degli elaborati Le variazioni sono ricomprese in due ambiti di variante, di adeguamento e conformizzazione alle richieste ed esigenze, scaturite dalla necessità ed opportunità di realizzare opere pubbliche recepenti la forte necessità di avere percorsi protetti in sede propria per le utenze deboli. AMBITO n. 1 DI VARIANTE LOCALITÀ GRAZIE/CURTATONE Percorso naturalistico Angeli-Grazie proposto dalla Provincia di Mantova - Variante di tracciato FINALITÀ: L’ambito n.1 ha la finalità di apportare modestissime variazioni al tracciato già inserito nel P.R.G.C. vigente, al fine di conformizzarlo al tracciato che è scaturito con precisione dal progetto definitivo elaborato dalla Provincia, a seguito dei rilievi a scala dettagliata. Le variazioni sono tutte assai modeste e non significative per le finalità e gli obiettivi al P.R.G.C. A tale scopo è sufficiente verificare gli scostamenti tra le tavole 6a vigente e variante per valutare le ridottissime variazioni. Di seguito un estratto in sintesi delle motivazioni e del percorso tecnico del progetto della Provincia. In data 1 luglio 2004 la Giunta Provinciale di Mantova ha preso atto del “Piano dei Percorsi e delle Piste Ciclopedonali” quale piano di settore del Piano Territoriale di Coordinamento 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 13 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE Provinciale (P.T.C.P.), che individua i corridoi, i temi progettuali e i programmi di intervento strategici atti a garantire la continuità e la fruizione della rete dei percorsi a livello extraprovinciale, provinciale e sovracomunale, ad attuare la mobilità sostenibile a scala urbana ed extra-urbana, a valorizzare e riqualificare il territorio. All’interno del suddetto Piano figura come prioritaria la realizzazione di alcuni itinerari ciclopedonali lungo i maggiori corsi d’acqua e le colline moreniche del territorio mantovano, fra i quali assume rilevanza il sistema dell’ALTO MINCIO. Su tale corridoio strategico sono presenti alcuni nodi di alto valore naturalistico e culturale che necessitano di essere integrati tra loro e collegati con la ciclopista Mantova–Peschiera, parte dell’itinerario europeo EUROVELO 7, ed in particolare sull’itinerario Mantova–Grazie–Rivalta– Goito–Pozzolo, con diramazioni e funzioni di connessione interurbana. Per affrontare in modo coordinato le suddette problematiche è emersa l’esigenza e la volontà di procedere alla definizione di obiettivi e programmi di intervento comuni, mettendo a sistema le diverse iniziative in atto. A tale scopo è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa tra la Provincia di Mantova, Parco del Mincio, Comune di Mantova, Comune di Curtatone, Comune di Rodigo, Comune di Goito, Comune di Volta Mantovana, Comune di Marmirolo e Comune di Porto Mantovano, per la definizione e programmazione degli interventi volti al completamento del sistema dei percorsi naturalistici dell’ALTO MINCIO, sull’itinerario Mantova-Grazie-Rivalta-GoitoPozzolo, approvato con Delibera di Giunta Provinciale n. 60 del 03/03/2005 e con specifici Atti dei vari Comuni interessati. Obiettivo prioritario di tale Protocollo è stato, fra gli altri, quello della predisposizione di uno Studio di Fattibilità generale in cui raccogliere e valutare le proposte e le iniziative di ciascun Ente, definire criteri e soluzioni progettuali uniformi, individuare i nodi e le alternative di tracciato, proporre un sistema integrato di percorsi in cui siano individuati gli specifici interventi da realizzare, i costi previsti e le priorità di realizzazione. La Provincia di Mantova, Area Gestione del Territorio, si è fatta carico della redazione dello Studio di Fattibilità, sul quale è stato espresso parere sostanzialmente favorevole da parte di tutti gli Enti coinvolti e concordando le scelte progettuali relative ai tratti Mantova-Grazie e SaccaGoito. Detto Studio è stato approvato con Delibera di Giunta Provinciale n. 14 del 02/02/2006. In particolare per il tratto Mantova–Grazie sono state individuate due possibili soluzioni alternative: una di tipo “naturalistico” in fregio alla Valle del Mincio e una di tipo “veloce-interurbano” a lato della ex SS 10. A seguito di alcuni incontri tra gli Enti interessati si è concordato di procedere alla 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 14 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE progettazione preliminare del percorso di tipo naturalistico, per il quale l’Amministrazione Provinciale ha stanziato € 240.000,00 inserendo l’opera nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2006/2008, adottato con D.G.P. n. 267 del 20/10/2005 e con operatività per l’Anno 2006. Inoltre l’intervento è stato candidato nell’ambito del Progetto integrato “il piacere della scoperta – Sistema turistico Po di Lombardia”, approvato con Decreto n. 19910 del 28.12.2005 pubblicato sul B.U.R.L. - serie ordinaria n.4 del 23 Gennaio 2006, ottenendo un contributo da parte della Regione Lombardia di € 375.164,00. Questo di un primo intervento per il completamento del sistema dei percorsi naturalistici dell’ALTO MINCIO consistente nella realizzazione del percorso che collegherà la fraz. Angeli in Comune di Mantova con la fraz. Grazie in Comune di Curtatone. L’intervento completerà quello in fase di cantierizzazione da parte del Comune di Mantova, che collegherà il capoluogo Provinciale con la fraz. Angeli. Per il suddetto collegamento sono state valutate due possibili alternative. Un primo percorso di tipo “veloce interurbano” su corsia ricavata sulla banchina della ex SS 10, separata con idonei spartitraffico fisicamente invalicabili e con superficie asfaltata. Detto percorso, se da un lato presenta una buona accessibilità e visibilità del centro abitato, dall’altro comporta numerosi svantaggi quali alcune inevitabili strozzature in prossimità di abitazioni poste a ridosso della ex SS 10, un forte disturbo acustico e senso di insicurezza dovuto al traffico veicolare molto ravvicinato ed intenso, oltre che la necessità di dover tombinare il fossato posto a lato strada per diversi tratti e la presenza di diversi insediamenti commerciali e produttivi che generano intenso traffico veicolare di disturbo, soprattutto in relazione ai mezzi pesanti. Un secondo percorso di tipo “naturalistico”, ricavato in sede propria, che si sviluppa all’interno dei fondi agricoli posti ai lati della ex SS 10. Detto percorso risulta caratterizzato da un ottimo clima acustico, consente lo sfruttamento di capezzagne esistenti già utilizzate dagli agricoltori per l’accesso ed il transito ai fondi di loro proprietà; possiede inoltre buona visuale sugli aspetti naturalistici della valle ed è localizzato a notevole distanza dalla ex SS 10. Per questi motivi gli Enti interessati hanno convenuto di optare per tale tipo di soluzione, maggiormente rispondente alle finalità turistico-ricreative del collegamento ed in grado di valorizzare l’accesso ai punti panoramici del fiume Mincio caratterizzati da un alto valore paesistico-ambientale. Detto tracciato è stato suddiviso in n. 2 lotti funzionali. Il 1° lotto è stato a sua volta ripartito in due stralci : il 1° stralcio avrà inizio in corrispondenza dell’Istituto Lattiero Caseario posto in fregio alla 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 15 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE ex SS 10 Padana Inferiore e termine in corrispondenza del Canale “Osone Nuovo” mentre il 2° stralcio ripartirà dal suddetto punto per connettersi alla ex S.P. n.1 MN-Asola (via Francesca) all’inizio del centro abitato di Grazie. Il 2° ed ultimo lotto, attualmente non finanziato, consentirà la connessione tra la ex S.P. 1 e la rampa di collegamento con il piazzale del Santuario delle Grazie. Il tracciato, di lunghezza complessiva di mt. 5.200 circa, si snoda all’interno del Parco Naturale del Mincio. Nello sviluppo del 1° stralcio sono stati individuati due percorsi alternativi possibili: il primo posto sulla sommità della scarpata del terrazzo fluviale che prospetta le valli del Fiume Mincio ed il secondo al piede della suddetta scarpata. Il percorso “alto” è caratterizzato da una buona visuale panoramica sulle Valli del Fiume Mincio essendo posizionato a quota 24-25 m.s.m.m., quindi 5-6 m. più alto della valle stessa. Risulta però discretamente invasivo per le proprietà, poiché rientrante per circa 40-45 m. all’interno dei fondi in corrispondenza dei punti di attraversamento delle capezzagne esistenti, dato che queste ultime sono poste in trincea e con forte pendenza nei tratti di collegamento con la zona a valle. Limita inoltre l’operatività dei sistemi predisposti per l’irrigazione dei campi. Il percorso “basso” risulta pressoché pianeggiante, con ottimo clima acustico essendo posto a quota media di 19 m.s.m.m. ovvero schermato dalla presenza del terrazzo fluviale rispetto alla principale fonte di disturbo costituito dal traffico della ex SS 10. E’ caratterizzato da una buona visuale degli aspetti naturalistici della valle, con possibilità di punti panoramici con scalette sulla scarpata del terrazzo fluviale, anche se poco soleggiato in inverno. In sede di concertazione tra gli Enti interessati dal progetto si è optato per il percorso basso, sul quale verrà predisposto il progetto definitivo. Con Delibera di Giunta Provinciale n. 159 del 02/08/2006 è stato approvato il progetto preliminare per la realizzazione del 1° lotto funzionale (1° e 2° stralcio) dell’opera. In data 04.07.2006 questo Settore ha promosso il procedimento per l’approvazione del progetto definitivo dei lavori di cui sopra, comunicandone l’avvio alle ditte espropriate interessate ed a quelli che per legge debbono intervenirvi, ai disposti della Legge 07.08.1990 n.241 e s.m.i., art. 7 e segg. Il progetto ha incontrato fin da subito forti contrapposizioni da parte delle ditte espropriande, che hanno reso necessario molteplici sopralluoghi ed un continuo lavoro di aggiustamento del tracciato al fine di limitare il più possibile eventuali richieste di danni conseguenti a sconfigurazioni dei fondi interessati. 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 16 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE Nelle more del procedimento in data 20.10.2006 il Comune di Curtatone ha fatto pervenire a questo Ente una nota con la quale si evidenziava l’opportunità di un incontro tecnico finalizzato al riesame delle scelte di tracciato del percorso naturalistico, alla luce dei rilievi formulati da alcuni proprietari espropriandi condivisi dall’Ente locale. Il tavolo tecnico che ne è scaturito ha messo in luce la necessità di verificare, mediante elaborazione di un adeguato studio di fattibilità, la possibilità di modificare il tracciato del percorso approvato creando un collegamento con il centro abitato della fraz. Curtatone in prossimità dell’incrocio “Quattro Venti” ricavato sulla banchina della ex S.S. 10. A tal fine nel mese di Novembre 2006 il personale tecnico della Provincia di Mantova – Settore Progettazione della Viabilità e delle Infrastrutture – ha compiuto alcuni rilievi strumentali finalizzati ad una corretta restituzione grafica delle dimensioni della viabilità esistente (ex S.S. n.10) oltre che a prendere atto delle problematiche di carattere ambientale che caratterizzano il sito di intervento. Sulla base di tali rilevazioni è stato redatto lo studio di fattibilità che ha individuato due ipotesi alternative e le relative problematiche : Variante al tracciato “naturalistico” – IPOTESI A In questa ipotesi sono state apportate alcune variazioni al progetto preliminare approvato del percorso recependo alcune osservazioni espresse dalle ditte espropriande. Variante al tracciato “naturalistico” con adozione di un tratto “veloce” di collegamento alla fraz. Curtatone – IPOTESI B In questa ipotesi è stato ipotizzato un collegamento alla zona “monumentale” del Comune di Curtatone, realizzando un tratto di pista ciclabile in sede propria a lato della ex S.S. 10. Nel successivo incontro tecnico tenutosi in data 30.03.2007 si è evidenziato come l’ipotesi B di variante al tracciato del progetto preliminare non soddisfi, in modo adeguato i requisiti e gli standard di Legge per la fruizione dei percorsi ciclabili in sicurezza. Detta ipotesi non è in grado di attenuare il forte disturbo acustico ed ambientale in prossimità dell’incrocio “Quattro Venti”, poiché a causa dei vincoli esistenti non può ricorrere ad efficaci interventi di mitigazione ambientale (barriere) se non penalizzando la visuale libera per i veicoli in manovra dagli accessi posti a lato della ex S.S. 10 ed e discapito della sicurezza della circolazione veicolare. Detta ipotesi non risulta inoltre contenuta all’interno degli stanziamenti previsti per l’opera, con un 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 17 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE aumento dei costi pari ad € 272.296,29 che necessitano di adeguata copertura finanziaria. Per i suddetti motivi si è adottata la soluzione A (variante al “tracciato naturalistico”), a parità di costo rispetto al progetto preliminare, risultata più coerente con le finalità e gli obiettivi del Progetto Integrato attuativo del programma Sistema Turistico Po di Lombardia. Si rimanda all’ elaborato 2 per valutazioni più approfondite. Il tragitto è previsto in sede propria, ricavato su terreni agricoli coltivati e su sentieri esistenti, con fondazione in mista naturale di cava (sp. cm.20) e strato di misto granulare stabilizzato (cm.5), con finitura superficiale del piano ciclabile “a basso impatto ambientale” con strato di graniglia (pietrischetto – sp. cm.3) modificato con emulsione bituminosa. La larghezza media sarà pari a mt. 2,50, per una carreggiata bidirezionale con due corsie contigue e di opposto senso di marcia, con steccato in legno a delimitazione di alcuni tratti del percorso al fine di separare nettamente lo stesso dalle proprietà private. Il piano ciclabile sarà lievemente rialzato rispetto al piano di campagna, con arginelli laterali di larghezza mt. 0,50 e scarpate con pendenza 3 su 2 ed eventuali fossette di scolo delle acque piovane. Per il corretto drenaggio delle acque superficiali la pendenza trasversale sarà contenuta entro il 2%. La pendenza longitudinale delle singole livellette non supererà generalmente il 5% e, se possibie, in media del 2% valutata su base chilometrica. In caso di attraversamento a livelli sfalsati si potranno adottare anche pendenze superiori. I raggi di curvatura orizzontale lungo il tracciato, valutati per velocità di progetto pari 20-25 km/h, saranno sempre superiori a mt. 5,00 misurati dal ciglio interno della pista. In punti particolarmente vincolati tali raggi saranno ridotti a mt. 3,00, nel rispetto delle distanze di visuale libera e con curve opportunamente segnalate. Il tratto iniziale affiancherà la ex SS 10 e sarà ricavato sulla banchina in sede propria, con fondazione analoga a quella precedente e superficie ciclabile con un unico strato di collegamento in asfalto (binder - sp.cm.10) e previo tombamento del fosso esistente a lato strada con tombino in cls. a sez. circolare, diam. cm. 80-100, appoggiato su cls. magro di fondazione e rinfiancato con sabbia. La separazione con la ex SS 10 sarà ottenuta mediante collocazione di apposita barriera stradale di sicurezza in cls. prefabbricato tipo mini New Jersey, con larghezza non inferiore a mt. 0,50 e con appositi cavallotti parapedonali in metallo. La barriera verrà interrotta ogni 20 mt. circa, per tratti di lunghezza sufficiente al posizionamento di 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 18 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE apposite caditoie per la raccolta delle acque meteroriche, derivanti sia dalla piattaforma stradale che del percorso, ed il loro convogliamento alla condotta interrata. Il tratto successivo (tratto C-D2) verrà realizzato con fondazione più larga di quella precedente e con superficie carrabile di larghezza pari m. 3,50, al fine di consentire ai mezzi della Provincia di Mantova di accedere saltuariamente alla eventuale futura area posta in fregio alla sponda del Fiume Mincio da destinare all’attracco dei mezzi dell’Ente per lo sfalcio e la manutenzione dei canneti. Il tratto D2-I prevede la realizzazione di alcuni brevi tratti promiscui, dove sarà consentito alla ditta espropriata interessata il passaggio con mezzi agricoli destinati alla conduzione dei fondi. Tale misura si rende necessaria non essendovi altre possibilità di transito all’interno delle aree interessate per colegare porzioni disunita fra loro. Il tratto I-M2 è posto in fregio alla nuova rotatoria realizzata sulla ex S.S. n.10 a servizio del Centro Commerciale “Quattro Venti”; verrà realizzato con le stesse modalità del tratto A-C. Inoltre è previsto l’attraversamento pedonale in corrispondenza del braccio in entrata della rotatoria proveniendo da Mantova, con zona salvagente di sosta in corrispondenza dell’isola di canalizzazione. Il tratto M2-M3 verrà realizzato utilizzando uno stradello esistente adibito a vodagione privata, già gravato da servitù di passaggio a favore di TEA, Ente gestore dei sottoservizi di acquedotto e metanodotto. Il tratto centrale (N-N1) verrà realizzato con la predisposizione di una duna inerbita su terreno stabilizzato, a protezione della limitrofa proprietà della Marconi Industrial Service ed a scopo di mitigazione ambientale. In tale tratto è prevista la realizzazione di un ponte in legno lamellare a scavalco del Canale “Osone Nuovo”, rientrante nella 3^ categoria (passerelle pedonali), con struttura portante formata da n.2 travi-parapetto in legno lamellare, semplicemente appoggiate 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 19 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE su apposite spalle in c.a. e con un vincolo scorrevole, di luce pari a m. 15,50 circa e con altezza sottotrave dal pelo libero dell’acqua di m. 2,00, considerando il regime di massima piena del canale. La struttura secondaria è costituita da profilati in ferro zincato, fissati alla parte interna delle travi-parapetto e disposti ad interasse di m. 2,91, che sosterranno una orditura di arcarecci in legno di sez. cm.12x15 disposti ad un’ interasse variabile di mt. 0,77/0,83. L’impalcato sarà costituito infine da tavole in lamellare di larice (sp. mm. 50-60), disposte con fughe da cm. 1 e per una larghezza utile complessiva di mt. 2,50. Eventuali controventature saranno realizzate con tiranti in acciaio fissati alle travi in ferro. Il tratto finale (R-U) attraversa in parte la fascia boscata posta in fregio al Canale delle Cerchie, riutilizzando il sedime del sentiero Regionale esistente ad uso ciclopedonale. Indi risale in sommità arginale, in prossimità dell’Azienda Agricola “Le Cerchie”, per confluire nella parte terminale sulla sulla ex S.P.1 Mantova-Asola (via Francesca) in corrispondenza del bivio con la ex SS 10 in ambito urbano. A scopo di mitigazione ed ombreggiamento del percorso potranno eventualmente essere predisposti in alcuni tratti filari di alberi a medio fusto di essenze autoctone, piazzole di sosta in punti panoramici con adeguate opere di arredo urbano (panchine, tavolini, cestini e cartelli per l’informazione turistica) ed eventuali punti luce, con lampioni funzionanti ad energia eolicosolare. Alcune capezzagne esistenti, interrotte dal passaggio del percorso, saranno ripristinate a fianco dello stesso mediante apposita risagomatura del terreno e profilatura dei cigli. Il percorso cicalabile sarà provvisto della specifica segnaletica verticale prevista dalle norme di Legge vigenti (D.L. 30.04.92 n.285 –Codice della Strada- e D.P.R. 16.12.92 n.495-Regolamento di attuazione) e di quella integrativa da concordarsi con l’Ente Parco del Mincio per i fruitori dell’itinerario ciclistico. Per la continuità di alcuni canali di irrigazione posti ai lati del futuro percorso e verranno realizzati manufatti idraulici del tipo a sifone, opportunamente dimensionati per ridurre al minimo le perdite di carico e consentire quindi il regolare apporto di acqua per l’irrigazione dei fondi interessati. Per consentire la continuità idraulica dei fossi di scolo esistenti intercettati dal 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 20 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE tracciato verranno impiegati manufatti del tipo a tombino, al fine di assicurare il regolare deflusso della portata massima transitabile. Da quanto sopra emerge in tutta evidenza l’urgente ed inderogabile necessità di apportare le modestissime variazioni al tracciato in grado di valorizzare l’attrattività turistica-fruitiva del lago e l’accrescimento dei flussi di utenti specifici. L’ampliamento risulta inoltre coerente con gli indirizzi programmatori regionali e con le valutazioni di compatibilità effettuate nelle conferenze dei servizi. La richiesta peraltro è anche il frutto di un importante e preventivo lavoro di concertazione effettuato tra gli enti locali interessati, che ha evidenziato la prevalenza dell’aspetto concertativo pubblico rispetto a quello privato. La variante è pertanto riclassificabile all’interno dell’art. 2 comma 2 della L.R. 23/97 al punto a) come di seguito evidenziato: “a) variante diretta a localizzare opere pubbliche di competenza comunale, nonché a modificare i relativi parametri urbanistici ed edilizi, eccettuati i casi in cui la legislazione statale o regionale già ammetta la possibilità di procedere a tali adempimenti senza preventiva variante urbanistica” La variante si è resa necessaria al fine di attuare gli obiettivi e le previsioni della programmazione delle opere degli enti pubblici del P.R.G.C. vigente e cioè dotare Curtatone di cicloturistici servizi efficaci ed efficienti, modificando elementi parziali, secondari del vecchio tracciato, senza pertanto variare i contenuti e gli obiettivi strategici del P.R.G.C. vigente, ma apportando esclusivamente alcune modestissime specificazioni e adeguamenti tecnici finalizzati ad attuare gli obiettivi dello stesso Piano vigente. AMBITO n. 1 DI VARIANTE LOCALITÀ GRAZIE/CURTATONE Pista ciclopedonale “del Pellegrino” prospiciente l’ex SS10 - Nuova previsione FINALITÀ: 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 21 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE L’ambito di variante n.2 ha finalità di inserire nel P.R.G.C. vigente la ciclopedonale prospiciente la ex SS10 “Padana Inferiore” denominato “Pista ciclopedonale del Pellegrino”. L’ambito n.2 inserisce in adiacenza alla ex SS10 “Padana Inferiore”, o meglio nella specifica fascia laterale di rispetto stradale appositamente creata, la ciclopedonale Mantova-Grazie o percorso “del Pellegrino”, in quanto tale percorso ha funzioni ed obiettivi totalmente diversi dal precedente: il primo turistico ambientale, il secondo legati alla storia e alla tradizione millenaria del santuario delle Grazie, oltreché alla funzionalità del percorso che oggi non può trovare ospitalità sulla ex SS10 “Padana Inferiore” per l’inadeguatezza delle dimensioni della sede stradale (L~7.5m) e per l’elevato flusso veicolare che caratterizza l’arteria, rendendola praticamente inutilizzabile dalle utenze deboli, quali pedoni e ciclisti che invece, peraltro, hanno forte necessità ed urgenza di avere una sede propria e sicura per salvaguardare la propria incolumità oggi a rischio. Sula tale percorso, peraltro, si inseriscono a pettine tutti i percorsi storici che anche dai comuni limitrofi, fino a Marcaria e a Bozzolo, attraversavano i territori per attestarsi alle Grazie e dirigersi verso la Valle del Mincio fino a Goito, sul lato della destra idraulica del Mincio. La variante viene inserita per completezza e coerenza di rappresentazione nel P.R.G.C., in quanto, essendo tutta ricompresa nella fascia nord di rispetto stradale della ex SS10 “Padana Inferiore”, essa già ora risulta conforme urbanisticamente e, quindi, già realizzabile. Al fine di completare e rappresentare quindi anche le differenze funzionali e gerarchiche dei due percorsi si è preferito completare la variante anche con questo secondo ambito. La variante è peraltro riclassificabile all’interno dell’art. 2 comma 2 della L.R. 23/97 ai punti a) e b) come di seguito evidenziato: “a) variante diretta a localizzare opere pubbliche di competenza comunale, nonché a modificare i relativi parametri urbanistici ed edilizi, eccettuati i casi in cui la legislazione statale o regionale già ammetta la possibilità di procedere a tali adempimenti senza preventiva variante urbanistica b) variante volta ad adeguare le originarie previsioni di localizzazione dello strumento urbanistico generale vigente, alla progettazione esecutiva di servizi e infrastrutture di interesse pubblico, ancorché realizzate da soggetti non istituzionalmente preposti” 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 22 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI COMUNE DI CURTATONE VARIANTE 02/2008 PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE La variante si è resa necessaria al fine di attuare gli obiettivi del P.R.G.C. vigente e dotare Curtatone di una rete di percorsi naturalistici diffusi gerarchizzati e funzionalmente differenziati per elevarne l’efficacia e l’efficienza di servizio. 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 23 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI VARIANTE 02/2008 COMUNE DI CURTATONE PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE 3 Conclusioni La presente Variante 02/2008 viene proposta in approvazione con procedura semplificata ai sensi dell’art. 25 della L.R. n. 12 del 11.03.2005 e s.m.i. e della L.R. n. 23 del 23.06.1997 La variante urbanistica appare conforme alla vigente normativa e specificamente non modifica e quindi comporta il ricalcolo della capacità insediativa e degli standard di piano. La presente Variante 02/2008 viene adottata con procedura ai sensi della L.R. 12/2005 art. 25 e della L.R. 23/1997 art. 2, comma 2. La variante urbanistica appare quindi conforme alla vigente normativa e specificamente risulta conforme all’art. 2 comma 2 della L.R. 23/97 punto a): “variante diretta a localizzare opere pubbliche di competenza comunale, nonché a modificare i relativi parametri urbanistici ed edilizi, eccettuati i casi in cui la legislazione statale o regionale già ammetta la possibilità di procedere a tali adempimenti senza preventiva variante urbanistica” oltrechè ai disposti della D.G.R. 18.12.2003 n. 7/15716 comma 2 e ulteriori disposizioni del settore ambientale. Essa risulta conforme ai disposti delle norme vigenti. La variante è stata armonizzata con il comune di Mantova e con il Parco del Mincio, in modo da poter uniformare e coordinare i contenuti e le procedure urbanistiche. Si rileva infine che la presente variante al P.R.G.C. è modesta, più formale che sostanziale, e non modifica sostanzialmente i contenuti, gli obiettivi e le finalità del vigente Piano o quello che potrebbe essere il nuovo documento di Piano del Piano di Governo del Territorio e pertanto non abbisogna di ulteriori verifiche. Dal punto di vista ambientale si procederà alla verifica di esclusione ambientale sulla base del Documento di Sintesi di seguito riportato e coordinato con il comune di Mantova e con gli studi di “V.I.N.C.A.”. Mantova, marzo 2009 POLARIS – Studio Associato Prof. Ing. Ugo Bernini ______________________ 1. RELAZIONE ILLUSTRATIVA E GIUSTIFICATIVA DELLA VARIANTE DATA EMISSIONE Marzo 2009 FOGLIO 24 CONSULENTE IN ECOLOGIA APPLICATA Dott. Gianluca Vicini CONSULENTE GEOLOGICO ENGEO srl – Dott. Carlo Caleffi CONSULENTE AMBIENTALE ART srl – Ambiente Risorse Territorio POL RIS - Studio Associato – Via Pietro Verri, 33 – 46100 Mantova – Tel. 0376.248808 – Fax 0376.248807 – e‐mail: [email protected] PROF. ING. UGO BERNINI ELENCO DELLE DITTE DEL COMUNE DI CURTATONE INTERESSATE DALL'AMBITO n. 1 E DALL'AMBITO n. 2 AMBITO n. 1 AMBITO n. 2 PERCORSO CICLABILE ANGELI ‐ GRAZIE PROPOSTO DALLA PROVINCIA DI MANTOVA NEL CONTESTO DEL COMPLETAMENTO DEL SISTEMA CICLOPEDONALE DELL'ALTO MINCIO VARIANTE DI TRACCIATO PISTA CICLOPEDONALE "DEL PELLEGRINO" PROSPICENTE L'ex S.S. 10 ‐ NUOVA PREVISIONE DITTE PROPRIETARIE FOGLIO MAPPALI DITTE PROPRIETARIE FOGLIO 175 B.P.U. LEASING S.P.A. 4 176 178 175 B.P.U. LEASING S.P.A. 4 180 COMUNE DI CURTATONE 4 181 MORENGHI GIULIANA 4 129 CASETTA TIZIANA ‐ CORBELLANI UGO 4 142 SMERIERI FRANCO 4 SGARBI ERNESTO MAPPALI 176 178 180 4 181 4 A MORENGHI GIULIANA 4 129 141 CASETTA TIZIANA ‐ CORBELLANI UGO 4 142 4 140 SMERIERI FRANCO 4 141 PAVAN ELIA ‐ PRINI UGO 4 139 SGARBI ERNESTO 4 140 ARTIOLI LAURA ‐ ARTIOLI VALERIA 4 177 PAVAN ELIA ‐ PRINI UGO 4 139 ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRGILIANI U.S.S.L. 47 4 77 ARTIOLI LAURA ‐ ARTIOLI VALERIA 4 177 144 ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRGILIANI U.S.S.L. 47 4 77 145 MARCONI BIANCA 4 73 MARCONI INDUSTRIAL SERVICES S.P.A. 4 GUIDI DI BAGNO GUELFO ‐ GUIDI DI BAGNO GIOVANNELLA 4 146 73 MARCONI BIANCA 4 NOVELLINI MARIA 4 4 6 57 49 12 52 13 53 101 NOVELLINI MARIA 4 154 159 105 165 5 167 6 193 7 SILLA DANIELE ‐ MARCONI LAURA ‐ MARCONI PIETRO 4 166 8 CO.M.AL. COOPERATIVA TRA ALLEVATORI MANTOVANI 6 87 75 SOCIAETA' AGRICOLA ARTIOLI LAURA E ARTIOLI VALERIA S.S. 45 72 10 MARCONI INDUSTRIAL SERVICES S.P.A. COMUNE DI CURTATONE 22 22 23 30 SOCIAETA' AGRICOLA ARTIOLI LAURA E ARTIOLI VALERIA S.S. 6 75 X1 POL RIS STUDIO Dr. Carlo Caleffi - GEOLOGO ENGEO S.r.l. ASSOCIATO COMUNE DI CURTATONE STUDIO GEOLOGICO A CORREDO DELLA VARIANTE 02/2008 AL PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE ai sensi dell’art. 25 della L.R. n. 12 del 11.03.2005 e s.m.i. e dell’art. 2 della L.R. n. 23 del 23.06.1997 In relazione alla riconferma della validità dello studio geologico e idraulico redatto per la Variante parziale al P.R.G.C. in adeguamento alla L.R. 1/2001 ed al P.T.C.P. ed alla estensione del sopracitato studio geologico e idraulico a supporto della Variante in oggetto si precisa quanto segue: 1) La Variante parziale al P.R.G. in adeguamento alla L.R. 1/2001 ed al P.T.C.P. del Comune di Curtatone è corredata da uno studio geologico redatto dal Dott. Carlo Caleffi nel 2004, quindi dopo l’approvazione della legge regionale che regola la materia (L.R. 41/97). 2) Inoltre la sopracitata Variante parziale al P.R.G. in adeguamento alla L.R. 1/2001 ed al P.T.C.P. è stata corredata di studi idraulici e idrogeologici redatti dall’Ing. Ugo Bernini e dal Dott. Carlo Caleffi, destinati a valutare il rischio idraulico, così come definito dal Piano per l’Assetto Idrogeologico per il Bacino del Po. 3) Tali studi sono stati ritenuti conformi dalle autorità competenti e dalla Regione Lombardia in quanto la Variante parziale al P.R.G. in adeguamento alla L.R. 1/2001 ed al P.T.C.P. ha ricevuto il parere favorevole da parte di tutti gli enti competenti ed in particolare il parere di conformità al P.T.C.P. e quindi è stata regolarmente approvata. La recente “Direttiva per la redazione dello studio geologico” (D.G.R. 29 ottobre 2001 – n° 7/6645 – Approvazione direttive per la redazione dello studio geologico ai sensi dell’art. 3 della L.R. 41/97) definisce con maggiore chiarezza gli ambiti di applicazione della L.R. 41/97, precisando quando le varianti devono obbligatoriamente essere dotate di studio geologico. Proprio in relazione a tali ambiti di applicazione (punto 1.1 della Direttiva), si precisa quanto segue: a) il P.R.G. di Curtatone è già dotato di studio geologico e idrogeologico redatto ai sensi della L.R. 41/97; 46100 MANTOVA – Via P. Verri, 33 / Centro Direzionale B.O.MA. – tel. 0376/248808 r.a. fax. 0376/248807 – P.I. e C.F. 01776380204 – e-mail: [email protected] POL RIS STUDIO Dr. Carlo Caleffi - GEOLOGO ENGEO S.r.l. ASSOCIATO b) lo studio geologico a corredo del P.R.G. fornisce indicazioni sulla classe di fattibilità per le aree ricomprese nella presente Variante 02/2008 semplificata, redatta ai sensi dell’art. 25 della L.R. 12/2005 e dell’art. 2 della L.R. 23/1997; c) la Variante non interessa ambiti che hanno subito modifiche dell’assetto geomorfologico a causa di eventi naturali e/o loro effetti indotti, nonché di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e sismico attuati successivamente allo studio geologico; d) la Variante non è determinata da procedimenti di sportello unico che comportino varianti allo strumento urbanistico; e) la Variante non è determinata da procedure comportanti l’applicazione della L.R. 9/99; f) la Variante non è determinata da un Accordo di Programma. Ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 7/6645 del 29/10/2001 si dichiara pertanto che per la Variante 02/2008 non è necessaria la redazione di un nuovo studio geologico, ma si può riconfermare in estensione lo studio vigente redatto per la Variante parziale in adeguamento alla L.R. 1/2001 ed al P.T.C.P. al P.R.G.C. In considerazione che la variante semplicemente recepisce modestissime variazioni di tracciato rispetto a quello vigente della ciclopedonale posto a nord del territorio di Curtatone, dettato dal progetto definitivo. Pertanto alla presente relazione si allega copia della relazione geologica facente parte del progetto definitivo già elaborato. Prof. Ing. Ugo Bernini Dott. Geol. Carlo Caleffi Mantova, marzo 2009 46100 MANTOVA – Via P. Verri, 33 / Centro Direzionale B.O.MA. – tel. 0376/248808 r.a. fax. 0376/248807 – P.I. e C.F. 01776380204 – e-mail: [email protected] 1 - CARATTERISTICHE GENERALI DEL TERRITORIO COMUNALE 1.1 - INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E GEOLOGICO REGIONALE 1.1.1 - Inquadramento geografico I Comuni di Mantova e di Curtatone sono situati al centro del territorio provinciale. L’area in oggetto ricade nell'ambito delimitato dalle Sezioni E7b4 “CASTELLUCCHIO”, E7c4 "MANTOVA" della Carta Tecnica Regionale alla scala 1:10.000. Si tratta di un’area prevalentemente pianeggiante che corre in fregio al fiume Mincio, ad eccezione delle aree al’’interno della valle del Mincio morfologicamente più depresse. In corrispondenza del livello fondamentale della pianura (cfr. 2.1.1), la pendenza principale, per lo più orientata da Nord-Nord-Ovest verso Sud-Sud-Est, è caratterizzata da valori dell'ordine dell'1÷3 ‰ La zona è connotata da insediamenti produttivi e urbani; sono presenti anche appezzamenti destinati all'uso agricolo, ormai prevalentemente concentrati nei settori più esterni dei comuni stessi. La figura 1 illustra l’inquadramento geografico descritto. 1.1.2 Inquadramento geologico regionale La Pianura Padana corrisponde ad una Zona sicuramente interessata fin dall'Oligocene da subsidenza, collegata al sollevamento delle catene montuose circostanti. Nel Pliocene e nel Pleistocene Inferiore doveva avere l'aspetto di un ampio golfo, le cui dimensioni e profondità erano regolate da imponenti fasi ingressive e regressive del mare. Il passaggio dall'ambiente marino a quello continentale si verificò verosimilmente al termine del Pleistocene Inferiore; movimenti di sollevamento continuarono durante il resto del Pleistocene (probabilmente sono tuttora attivi), influendo sia sull'erosione dei rilievi che sull'accumulo in zone subsidenti quali l'asse padano. Nel corso del Pleistocene le variazioni climatiche, direttamente legate al susseguirsi di fasi glaciali ed interglaciali, assunsero primaria importanza nei riguardi della distribuzione e delle caratteristiche dei terreni della pianura. Nel settore settentrionale della Provincia ili Mantova è individuata, immediatamente a valle dell'Unità delle Colline Moreniche, l'Unita geologica dell'Alta Pianura: questa è contraddistinta da terreni prevalentemente ghiaioso-sabbiosi, depositati dagli scaricatori fluvioglaciali un tempo alimentati dal fronte morenico gardesano. Più a Sud, in corrispondenza dell’area oggetto di studio, a tali depositi succedono materiali più fini (sabbie, limi ed argille), accumulati dai corsi d'acqua della Media Pianura. Secondo dati litostratigrafici di letteratura, nella zona circostante Mantova la coltre alluvionale raggiunge uno spessore di oltre 350 m ed è formata prevalentemente da spesse bancate sabbiose con intercalazioni di strati argilloso-torbosi anche di notevole potenza. La generaIizzata diminuzione della granulometria (e quindi della permeabilità) dei terreni cui si assiste procedendo da monte verso valle è la diretta conseguenza della progressiva riduzione della capacità di trasporto alla quale erano soggetti i suddetti scaricatori mano a mano che si allontanavano dai ghiacciaio sorgente. In questo ambito si ebbero fasi di impaludamento, particolarmente estese nei periodi interglaciali, e la formazione di un reticolo idrografico articolato e complesso che si è evoluto sino a costituire l'attuale sistema Fiume Mincio-Laghi di Mantova. La transizione dall'Alta alla Media Pianura è evidenziata da una caratteristica successione di fontanili naturali o antropici comunemente denominata linea delle risorgive. La Fig. 2 illustra lo schema geologico ora descritto. 2. CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE, LITOLOGICHE, IDROGRAFIA SUPERFICIALE E SISMICITÀ 2.1.1 Caratteristiche geomorfologiche L'area oggetto di studio fa parte." della Media Pianura mantovana, complesso di terreni medio-fini che raccorda l'alta pianura ghiaiosa alla riva sinistra del Po Si tratta di un territorio caratterizzato da una debole pendenza (valori dell'ordine dell’1÷3 ‰), generalmente orientata da Nord-Nord-Ovest verso Sud-Sud-Est. La città di Mantova, in particolare, sorge in posizione rilevata sulla sponda destra del fiume Mincio, là dove il letto di questo si amplia dando luogo ai Laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore. Le massime quote topografiche osservate in corrispondenza del livello fondamentale della pianura sono di 28÷29m s.l.m., mentre lungo la valle del Mincio, delimitata dal sistema di terrazzi fluviali, le quote minime riscontrate sono prossime ai 14 m s.l.m.. Si tratta di un ambiente di grande interesse naturalistico tutelato con l'istituzione dell'omonimo Parco Regionale, il cui Piano Territoriale di Coordinamento è stato approvato con D.G.R. n. 7/193 del 28 giugno 2000 (modificata dalla D.G.R. n. 1000 del 3 agosto 2000). Il terrazzo principale è individuato da una scarpata alta 6÷7 m, la cui genesi è da mettere in relazione con l'attività erosiva della pianura fluvioglaciale da parte del fiume, conseguente alla deviazione del suo corso in direzione Ovest-Est avvenuta verso l'VIII secolo a.C. presso Grazie di Curtatone. In origine il ciglio del terrazzo presentava un andamento sinuoso ed era facilmente riconoscibile lungo tutta la sponda fluviale; ora invece, localmente, appare profondamente alterato dall'attività antropica. Tra le evidenze geomorfologiche di origine antropica, nel territorio studiato si rilevano anche alcune vecchie cave, parte a fondo asciutto e parte in falda (documentazione reperita presso l’Ufficio Cava della Provincia di Mantova). In particolare si segnalano un’area fra Dosso del Corso, Castelnuovo Angeli ed il Cimitero Monumentale, risalente forse all’epoca di edificazione di quest’ultimo. Prendendo a riferimento il Piano Territoriale di coordinamento Provinciale (P.T.C.P.), si sono censiti infine una dozzina di siti archeologici. 2.1.2 -Caratteristiche litologiche Il territorio indagato è caratterizzato da alluvioni pleistoceniche ed oloceniche, la cui genesi è in prevalenza riconducibile all’attività degli scaricatori fluvioglaciale alimentati dal ghiacciaio gardesano, il cui ultimo fronte si attestava in corrispondenza delle attuali Colline moreniche dell’alto Mantovano. I suddetti scaricatori hanno contribuito alla costruzione di un sistema di depositi preferenzialmente allineati secondo le direzioni Nord-Sud e Nord/Nord/Ovest- Sud/Sud/Est. In dettaglio, l’area è caratterizzata da terreni continentali sabbiosi, limosi e cretosi, che dal punto di vista stratigrafico sono ricompresi in un intervallo di tempo che va dall’Interglaciale Mindel-Riss al postglaciale Würm. In Tavola 3 è riportata una carta esemplificativa della natura del substrato, in particolare: − Ghiaia − Sabbia − Argilla − Torba Così caratterizzate: - Depositi prevalentemente sabbiosi : costituiscono la maggior parte dei depositi rinvenibili nelle aree più prossime alla città e ai Laghi di Mantova. Questi terreni sono costituiti da sabbie medio-fini, siliceo-calcaree, spesso ferrettizzate, presenti in percentuale variabile dal 46 all'89 %, accompagnate da una frazione limosa (10÷39%) e in misura minore anche da una frazione argillosa (1÷18%) Terreni sabbiosi situati all’interno dell’ area valliva lungo le sponde dei laghi sono accompagnati anche da argille organiche. I relativi suoli sono da molto sottili a profondi, limitati dai substrato sabbioso incoerente, a tessitura media o moderatamente fine, da subalcalini ad alcalini, calcarei e a drenaggio buono o moderatamente rapido. La falda è periodicamente presente all'interno del profilo. - Depositi prevalentemente limosi : questi litotipi, unitamente ai depositi prevalentemente sabbiosi, contraddistinguono il livello fondamentale della pianura. Variamente distribuiti nei dintorni di Mantova, essi caratterizzano di preferenza le zone poste a lato dei corsi d'acqua attuali ed estinti ove, in relazione alle ridotte capacità di trasporto, venivano depositati solo gli elementi più fini. -Depositi prevalentemente argillosi: essi caratterizzano abitualmente quei settori ove, in conseguenza del ridotto gradiente morfologico e della maggiore distanza dai corsi d’acqua superficiali, si sono avuti eventi deposizionale lenti. La frazione argillosa varia dal 44% al 70%, accompagnata da limi (dal 27% al 46%) e da percentuali più modeste di sabbia fine (dal 3% al 16%). I suoli impostati su questo tipo di depositi sono da moderatamente profondi, a substrato limoso-argilloso molto compatto e calcareo, a tessitura fine, subalcalini o alcalini, calcarei e a drenaggio molto lento. La falda è presente intorno al metro di profondità e oscilla all’interno del profilo. 2.1.3 - Idrografia superficiale La rete di drenaggio superficiale è tributaria del sistema Fiume Mincio - Laghi di Mantova. II reticolo idrico della sponda destra del Mincio è gestito dal Consorzio di Bonifica Sud Ovest di Mantova: esternamente al perimetro urbano, ne fanno parte anche AngeliCerese e Montanara. Dei corsi d'acqua individuati in ambito comunale, Fiume Mincio - Laghi di Mantova, risultano in toto o in parte vincolali ai sensi dell'art. 146 del D.Lgs, 490/99. Analoga tutela e riservata ad una zona umida localizzata in prossimità del Lago Superiore. Il sistema Fiume Mincio - Laghi di Mantova ed il territorio ad esso circostante rientrano inoltre nella perimetrazione delle fasce A, B e C definite dal Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico del bacini del Fiume Po (PAI, 2001). In relazione a tale suddivisione, si rammenta il significato attribuito a ciascuna tipologia di fascia fluviale: • Fascia A - Fascia di deflusso della piena, costituita dalla porzione di alveo che è sede prevalente del deflusso della corrente per la piena di riferimento, ovvero che è costituita dall'insieme delle forme fluviali riattivabili durante gli stati di piena; • Fascia B - Fascia di esondazione, esterna alla precedente, costituita dalla porzione di territorio interessata da inondazione al verificarsi della piena di riferimento. Il limite di tale fascia si estende tino al punto in cui le quote naturali del terreno sono superiori ai livelli idrici corrispondenti alla piena di riferimento, ovvero sino alle opere idrauliche esistenti o programmate di controllo delle inondazioni (argini o altre opere di contenimento); • Fascia C - Area di inondazione per piena catastrofica, costituita dalla porzione di territorio esterna alla precedente, che può essere interessata da inondazione al verificarsi di eventi di piena più gravosi di quella di riferimento. Per quanto concerne il tenore dei vincoli cui sono assoggettate le descritte fasce fluviali, si rimanda allo stesso PAI: da quanto riferito, è evidente che le maggiori limitazioni all'uso del territorio riguardano le Fasce A e B. 2.1.4 - Sismicità Dalla letteratura specifica risulta che nel territorio di Mantova il rischio sismico è relativamente basso sotto tutti gli aspetti per i quali deve essere considerato e cioè: - la sismicità locale; - la distanza dai centri sismici (aree sorgenti) dei terremoti più significativi; - la frequenza dei fenomeni; - la quantità di energia liberata. La zona in esame ricade nell'area di raccordo tra il bordo Nord-occidentale delle Pieghe Ferraresi, prolungamento delle strutture appenniniche nell'antistante area di pianura, e la Omoclinale Pedealpina, !a quale costituisce la continuazione sepolta della struttura del margine alpino. In particolare l'area e caratterizzata dalla presenza di un elemento tettonico, la Faglia dei Laghi di Mantova già precedentemente citata (cfr. 2.1.1) a proposito dell'influenza esercitata sulla deviazione dei corso dei Fiume Mincio dell'VIII secolo a.C. L’Ordinanza del Presidente del consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003, recante “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”, ha suddiviso l’Italia in zone sismiche distinte con i numeri 1,2,3,4: il grado di rischio decresce passando dalle zone di tipo 1 a quelle classificate con il numero 4. In tale conteso sia il Comune di Mantova che quello di Curtatone sono stati definiti come zona di tipo 4, evidenziando pertanto condizioni di pericolosità sismica. 3. INQUADRAMENTO AMBIENTALE Da un rilevamento del 1985 si può notare come l’area oggetto del presente studio sia abbastanza articolata comprendendo sia zone anticamente coltivate che di recente coltivazione, pur essendo sempre all’interno dell’area naturalistica del Parco del Mincio. Tali aree essendo a ridosso del fitto reticolo idrico formato dal fiume Mincio, confinano con un ambiente caratterizzato da vegetazione palustre tipica delle Valli del Mincio. La tavola 4 “Carta ambientale” descrive gli aspetti su descritti. PROVINCIA DI MANTOVA SETTORE AUTONOMO VIABILITÀ – SERVIZIO PROGETTAZIONE STRADALE PROGETTO PRELIMINARE DEL PERCORSO CICLABILE “ANGELIGRAZIE” SUL SIC IT20B0009 “VALLI DEL MINCIO” E SULLA ZPS IT20B0017 “ANSA E VALLI DEL MINCIO” Coordinamento progettazione Dott. For. Paolo Rigoni Collaborazione Studio Associato Silva Dott. Sc. Amb. Kim Bishop Dott. Biol. Marcello Corazza sede legale: via LuosI n. 110, 41100 Modena codice lavoro 2006/028 File Relazione_paesistica.doc Formato A4 Emissione Settembre 2006 Titolo Relazione paesistica revisione 1 2 3 4 oggetto modifica tracciato data Agosto 2007 controllato SOMMARIO pag. I 1 PREMESSA ...................................................................................................................... 1 2 INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE.................................................. 3 2.1 Localizzazione dell’area.............................................................................................. 3 2.2 Sintesi delle vicende storiche .................................................................................... 4 2.3 Inquadramento geomorfologico ................................................................................ 6 2.4 Inquadramento idrografico......................................................................................... 6 2.5 Inquadramento vegetazionale.................................................................................... 8 2.6 Inquadramento paesaggistico ................................................................................. 10 3 PIANIFICAZIONE E VINCOLI ........................................................................................ 11 3.1 Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR).................................................. 11 3.2 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) .................................. 12 4 CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA.................................................... 21 4.1 Finalità ed obiettivi del progetto .............................................................................. 21 4.2 Localizzazione e dimensioni .................................................................................... 21 4.3 Descrizione delle risorse utilizzate.......................................................................... 23 4.4 Opere accessorie ...................................................................................................... 26 5 ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO....................................................................... 29 5.1 Metodologia di valutazione seguita......................................................................... 29 5.1.1 Valutazione della sensibilità del sito .................................................................... 29 5.1.2 Individuazione del grado di incidenza del progetto.............................................. 31 5.1.3 Criteri per la determinazione del livello di impatto paesistico del progetto .......... 32 5.2 Determinazione dell’impatto paesistico dell’opera................................................ 33 5.2.1 Determinazione della classe di sensibilità del sito ............................................... 33 5.2.2 Determinazione del grado di incidenza paesistica del progetto........................... 44 5.2.3 Formulazione del giudizio complessivo ............................................................... 50 5.2.4 Calcolo del livello di impatto paesistico................................................................ 50 6 MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE ........................................................ 51 RELAZIONE PAESISTICA CAP. 1 - PREMESSA 1 pag. 1 PREMESSA Il progetto di realizzazione del 1° lotto del percorso ciclabile che collega la frazione di Angeli nel comune di Mantova a Le Grazie di Curtatone è localizzato lungo il fiume Mincio, sito per il quale il piano paesistico regionale prevede il vincolo di bellezza naturale d’insieme (L. 1497/39, D.Lgs. 490/99, D.Lgs. 42/04). Visti la D.C.R. 11 ottobre 2000 n. VII/42 “Documento di Programmazione Economico paesistico dei progetti”, il D.Lgs. del 29 ottobre 1999 n. 490 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali”, che all’art. 149 prevede che le regioni redigano piani territoriali paesistici, la L.R. 27 maggio 1985 n. 57 “Esercizio delle funzioni regionali in materia di protezione delle bellezze naturali e sub-delega ai comuni” che prevede che i piani territoriali paesistici siano approvati dal Consiglio Regionale e la D.C.R. del 6 marzo 2001 n. VII/197 con la quale è stato approvato il “Piano territoriale Paesistico Regionale”, la Giunta Regionale ha deliberato l’8 novembre 2002, con D.G.R. N. 7/II045, ed ha approvato le “Linee guida per l’esame paesistico dei progetti” previste dall’art. 30 delle Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) L’art. 1 delle Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) stabilisce che “in relazione al paesaggio, la Regione e gli Enti locali lombardi, nell’ambito delle rispettive responsabilità e competenze, perseguono le seguenti finalità: • la conservazione dei caratteri che definiscono l’identità e la leggibilità dei paesaggi della Lombardia, attraverso il controllo dei processi di trasformazione, finalizzato alla tutela delle preesistenze significative e dei relativi contesti; • il miglioramento della qualità paesaggistica e architettonica degli interventi di trasformazione del territorio; • la diffusione della consapevolezza dei valori paesistici e la loro funzione da parte dei cittadini”. Inoltre il P.T.P.R. afferma tre principi di particolare rilevanza al fine della valutazione dei progetti di trasformazione del territorio: • la qualità paesistica rappresenta ovunque un primario valore territoriale e pertanto le finalità suddette vanno perseguite sull’intero territorio regionale; • la tutela e la valorizzazione del paesaggio non possono attuarsi solo tramite politiche e strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, un ruolo determinante è svolto in tal senso dai progetti di trasformazione del territorio; • il miglioramento della qualità paesistica delle trasformazioni non è definibile a priori tramite regolamenti e norme generali e passa necessariamente attraverso la profonda conoscenza dei luoghi in cui si opera. Le linee guida definite dalla delibera regionale, seguendo tutti i principi suddetti, prevedono un esame dell’impatto che la costruzione di un’opera avrà sulla componente paesaggio di un’area inserita in ambito di vincolo paesaggistico, caratterizzato da RELAZIONE PAESISTICA CAP. 1 - PREMESSA pag. 2 un’approfondita analisi della sensibilità paesistica del sito e del livello di impatto paesistico del progetto. Dalla combinazione delle due valutazioni deriva quella sul livello di impatto paesistico della trasformazione proposta. E’ necessario specificare però che l’impatto paesistico è una tipologia di impatto che non è possibile misurare con procedimenti deterministici e che l’entità dell’impatto non coincide con la qualità dell’impatto. Il metodo proposto conduce a verificare se un determinato progetto in un sito preciso contribuisce a qualificare oppure a deteriorare il contesto paesistico di riferimento. I contenuti della relazione paesaggistica qui definiti costituiscono per l’amministrazione competente la base di riferimento essenziale per la verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi ai sensi dell’art. 146, comma 5 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”. RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE 2 2.1 pag. 3 INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE Localizzazione dell’area Il percorso ciclabile di progetto si sviluppa all’interno dei fondi agricoli posti ai lati della ex SS 10, parallela al tratto che collega Angeli a Grazie, entro il territorio del Parco Regionale del Mincio, della ZPS IT20B0009 “Valli del Mincio” e del SIC IT20B0017 “Ansa e Valli del Mincio” (cfr. Figura 1). Figura 1 – Limiti della ZPS (in viola) e del SIC (tratteggio azzurro) entro cui si sviluppa il progetto. Il tracciato possiede una buona visuale sugli aspetti naturalistici della valle ed è localizzato a notevole distanza dalla ex SS 10. Il percorso è stato scelto, in sede di progettazione, per le sue caratteristiche turistico-ricreative, conseguenti alla possibilità di accedere ai punti panoramici del fiume Mincio caratterizzati da un alto valore paesisticoambientale. Questa zona umida è costituita in prevalenza da paludi che si snodano lungo il corso medio del fiume Mincio, a monte della città di Mantova, tra gli abitati di Borgo Angeli e Grazie (comune di Curtatone). Il sistema palustre, all’interno del parco, si estende su una superficie di circa 1.100 ettari, interessando un tratto di fiume di 7-8 km. Dichiarata Riserva Naturale dalla Regione Lombardia nel 1984, essa rappresenta una Zona Umida di Importanza Internazionale specialmente per gli Uccelli Acquatici, così come definita e classificata dalla Convenzione Internazionale di Ramsar del 1971. RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE L'origine delle Valli (denominazione locale pag. 4 di queste paludi) va ricercata nell'interazione di diversi fattori, tra i quali l'opera dell'uomo ha sempre avuto una rilevanza notevole. La morfologia pianeggiante del territorio ha imposto naturalmente al fiume un rallentamento ed un conseguente divagare in meandri e lanche. La zona è connotata da insediamenti produttivi e urbani; sono presenti anche appezzamenti destinati all'uso agricolo, ormai prevalentemente concentrati nei settori più esterni dei comuni stessi. 2.2 Sintesi delle vicende storiche Secondo la tradizione l'origine del nome di Curtatone è attribuita alla presenza in questa località, estesa nella pianura a destra del Mincio di un accampamento installato dal Console "Curtius Odonis". Gli studi archeologici, tuttavia, hanno evidenziato la presenza di insediamenti umani già in epoca preistorica. A queste prime popolazioni, originarie della valle del Danubio e scese attraverso il Veneto tra il X e il VII secolo a.C. si sostituirono gli Etruschi, provenienti dalla Toscana e portatori di una civiltà avanzata. Tra il V e il II secolo a.C. si succedettero invasioni di popolazioni più arretrate che annullarono progressivamente il grado di civiltà portato dagli Etruschi, fino all'inizio della dominazione romana che ebbe origine nella valle padana nel II secolo a.C. e si protrasse fino al 476 d. c. alla caduta dell'impero romano. Successivamente alle invasioni barbariche dei Goti, degli Eruli e degli Unni alla metà del VI secolo d.C. il territorio mantovano cadeva sotto la dominazione dei Longobardi. Con la decadenza della civiltà romana le notizie sulla storia del comune si fanno sempre più frammentarie e sporadiche. Documenti di epoca tardo medievale riferiscono di un luogo costituito da un castello detto "Curtatono". Infatti la città - fortezza di Mantova, protetta su tre lati dal fiume Mincio, completava la propria difesa sul quarto lato verso il comune di Curtatone con un ingegnoso e complesso sistema fortificato costituito da castelli e fortilizi collegati tra loro e alla città tramite vie di comunicazione molto ben evidenziate che da Curtatone portavano a Montanara, Buscoldo, Governolo e quindi al fiume Po. Del castello di Curtatone non è rimasta più alcuna traccia mentre è ancora in piedi una delle tre "rocchette" di Montanara detta anche dell'Osone, per il canale che la costeggia, o Casale Rocca. Ne attesta l'antichità un'incisione murale datata 1459 che ricorda Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini), ospite a Mantova in occasione di un Concilio e pellegrino al Santuario della B.V. delle Grazie. Il castello fu fondamentale per la protezione della famiglia feudale dei Gonzaga che dominò Mantova dal XIV al XVII secolo. La rinascita dell'anno Mille, caratterizzata da importanti bonifiche, ebbe notevoli effetti anche su Curtatone: il territorio acquistò la sua attuale fisionomia nel XII secolo quando i RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE pag. 5 laghi di Mantova vennero definitivamente sistemati da Alberto Pitentino. L'odierno territorio di Curtatone è sempre stato di proprietà ed uso dei Signori di Mantova, tanto più che la nobiltà urbana ha sempre avuto le radici del suo potere e non solo quello economico, nelle campagne che circondavano le mura cittadine, come testimoniato dalle rocchette ancora esistenti. Come altri centri della provincia, prima del consolidamento dei Gonzaga, Curtatone fu oggetto di diverse scorrerie e occupazioni (XIV secolo). Nel 1714 la Lombardia e il Veneto vengono annesse all'Austria e vengono chiusi numerosi Conventi sia nella città sia nelle campagne, tra questi quello dei Certosini. Nel territorio del Comune di Curtatone, nella zona compresa tra le Grazie e gli Angeli, esisteva "La Certosa", un complesso monastico costruito nella prima metà del 1400 e distrutta nel 1782 per ordine dell'imperatore d'Austria Giuseppe II. Gli Austriaci iniziano una serie di opere che trasformano definitivamente Mantova in una città fortezza, configurazione che manterrà anche dopo il periodo napoleonico 1796 – 1815, sino al 1866, anno di annessione al regno d'Italia. Curtatone è stata protagonista come territorio di battaglia durante il risorgimento: la battaglia fu combattuta il 29 maggio 1848 tra l'esercito che occupava militarmente gran parte dell'Italia comprese le città-fortezza del quadrilatero di Mantova, Verona, Peschiera, Legnago e il corpo di spedizione Tosco-napoletano, inquadrato nell'esercito piemontese e formato da soldati regolari e da volontari provenienti da Sicilia, Napoli, Roma e dalla Toscana. Insieme a questi il battaglione universitario Toscano detto degli "scolari" costituito da circa 350 studenti al comando dei loro professori tra i quali Giuseppe Montanelli e il geologo Leopoldo Pilla, caduto a Curtatone presso il mulino. Tra i volontari toscani che hanno combattuto a Montanara figurava anche Carlo Lorenzini, in seguito Carlo Collodi autore di Pinocchio. Nel 2° conflitto mondiale il territorio di Curtatone fu teatro di momenti traumatici che culminarono in un tragico avvenimento il 19 settembre 1943 con l’eccidio di dieci militari italiani. Lungo il tracciato del percorso ciclabile, che attraversa anche punti importanti della memoria storica, si trovano due monumenti a ricordo dei dieci caduti: un monumento che ricorda i dieci soldati italiani fucilati dai tedeschi nel 1943 e ad una ventina di metri dalla fossa comune nella quale furono sepolti i dieci martiri, si erge tuttora l'albero della fucilazione, un pioppo tornato rigoglioso a seguito di un efficace intervento di recupero disposto nel 1997 dal Comune di Curtatone. RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE 2.3 pag. 6 Inquadramento geomorfologico L'area oggetto di studio fa parte della “Media Pianura mantovana”, complesso di terreni medio-fini che raccorda l'alta pianura ghiaiosa alla riva sinistra del Po. Si tratta di un territorio caratterizzato da una debole pendenza (valori dell'ordine dell’1÷3‰), generalmente orientata da Nord-Nord-Ovest verso Sud-Sud-Est. La città di Mantova, in particolare, sorge in posizione rilevata sulla sponda destra del fiume Mincio, là dove il letto di questo si amplia dando luogo ai Laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore. Le massime quote topografiche osservate in corrispondenza del livello fondamentale della pianura sono di 28÷29m s.l.m., mentre lungo la valle del Mincio, delimitata dal sistema di terrazzi fluviali, le quote minime riscontrate sono prossime ai 14 m s.l.m.. Il terrazzo principale è individuato da una scarpata alta 6÷7 m, la cui genesi è da mettere in relazione con l'attività erosiva della pianura fluvioglaciale da parte del fiume, conseguente alla deviazione del suo corso in direzione Ovest-Est avvenuta verso l'VIII secolo a.C. presso Grazie di Curtatone. In origine il ciglio del terrazzo presentava un andamento sinuoso ed era facilmente riconoscibile lungo tutta la sponda fluviale; ora invece, localmente, appare profondamente alterato dall'attività antropica. 2.4 Inquadramento idrografico La rete di drenaggio superficiale è tributaria del sistema Fiume Mincio - Laghi di Mantova. Il bacino del fiume Mincio (Sarca - Mincio) (cfr. Figura 2) presenta una superficie complessiva di circa 3.000 km2. Il fiume ha origine dal Lago di Garda di cui è emissario e dal quale riceve le acque dell’immissario fiume Sarca che nasce dalle pendici orientali del gruppo AdamelloPresanella e da quelle occidentali del gruppo del Brenta, scorre in direzione Nord-Sud fino al lago dove riceve anche le acque dello scaricatore d’Adige attraverso la galleria Mori-Torbole. Oltre il lago il fiume prosegue incassato tra le alte scarpate wurmiane, in direzione Nord-Sud, con pendenze ridotte in un alveo che presenta uno stadio di piena maturità e morfologicamente in equilibrio con assenza di azioni erosive o di deposito. L’alveo è monocursale e drena gli avvallamenti terrazzati sublacuali della pianura e della valle fluviale. Giunto in prossimità di Mantova, il Mincio risente dell’effetto di rigurgito prodotto dai laghi che cingono a Nord-Est la città, dividendosi in più rami e formando la fascia palustre denominata “Vallazza”, di notevole interesse ambientale. RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE pag. 7 Superata la città di Mantova il corso è completamente reso artificiale da difese spondali continue sia in destra sia in sinistra idrografica e risulta assolutamente privo di aree di golena. Figura 2 - Inquadramento del bacino del fiume Mincio. RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE 2.5 pag. 8 Inquadramento vegetazionale In prossimità di Rivalta sul Mincio, nel suo corso verso Mantova, il Mincio si allarga a formare un’ampia zona valliva: il fiume si divide in più tronchi, tracciando tra i canneti una fitta rete di canali che si allargano a volte in ampi specchi d’acqua o in piccoli chiari. La rete di canali è complicata da numerosissimi altri fossi tracciati dalla gente della valle per accedere alle zone di raccolta delle canne o ai vecchi giochi di caccia. E’ questo il tratto di fiume che presenta le caratteristiche floristiche e vegetazionali più ricche ed interessanti. Sugli specchi d’acqua si adagiano le foglie galleggianti della Ninfea bianca (Nymphaea alba), del Nannufero o Ninfea gialla (Nuphar lutea) e della Castagna d’acqua (Trapa natans). Nel secolo scorso è stato introdotto il Fior di loto (Nelumbo nucifera), una splendida pianta esotica che da allora ha continuato a crescere fino a farsi infestante. Tutte queste specie tendono a formare popolazioni pure. Tra le loro foglie si inseriscono minuscole piante natanti come le Lenti d’acqua (Lemna minor, Lemna gibba, Spirodela polyrrhiza) e due piccole felci acquatiche, l’Erba pesce (Salvinia natans) e l’Azolla (Azolla caroliniana). Altre specie caratteristiche delle acque stagnanti sono il Morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae) e la Ninfoide o Limnantemio (Nymphoides peltata). Una volta era comune anche la Scargia (Stratiotes aloides) che occupava qui e nelle vicine Valli veronesi la stazione più meridionale del suo areale. Bonifiche ed inquinamenti l’hanno portata alla quasi totale scomparsa; ne restano alcuni esemplari in uno dei fossi minori. Nei canali dove l’acqua scorre più velocemente, in particolare in quelli che si immettono in sinistra Mincio, tra Rivalta e Mantova, con acque più limpide e fredde, possiamo vedere fluttuare sul fondo i fusti flessibili di alcune piante ben specializzate: la Vallisneria (Vallisneria spiralis), i Millefoglio d’acqua (Myriophyllum spicatum e Myriophyllum verticillatum), la Brasca a foglie sottili, (Potamogeton trichoides), l’Erba gamberaia (Callitriche stagnalis). In queste acque anche il Nannufero (Nuphar lutea) vive completamente sommerso. Dove le acque fluiscono lentamente, più spesso nelle acque ferme, le praterie di fondo sono formate dal Ceratofillo (Ceratophyllum demersum) e più raramente dalla Ranocchina maggiore (Najas marina), dall’Erba vescica (Utricularia vulgaris), dall’Erba scopina (Hottonia palustris). Al margine delle acque, contro i canneti, che sono la parte maggiore delle Valli del Mincio, vegetano moltissime piante palustri: crescono con le radici sotto il pelo dell’acqua, ma anche più in alto, su suoli sempre inzuppati d’acqua, e con i loro fiori colorati vivacizzano un ambiente, quello dei canneti, altrimenti monotono e uniforme. Tra le specie più vistose sono da annoverare l’Ibisco palustre (Hibiscus palustris), l’Iris palustre (Iris pseudacorus), la Forbicina pendente (Bidens cernua), il Garofanino d’acqua (Epilobium hirsutum), l’Altea o Bismalva (Althaea officinalis), la Canapa d’acqua (Eupatorium cannabinum), la Menta acquatica (Mentha aquatica), la Veronica acquatica (Veronica anagallis-aquatica), il RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE pag. 9 Nontiscordardimè (Myosotis scorpioides), il Crescione di Chiana (Rorippa amphibia), il Crescione d’acqua (Nasturtium officinale). altre piante non hanno fiori vistosi ma col verde tenue delle loro foglie spiccano sul verde scuro dei canneti, in particolare il Tabacco d’acqua (Rumex hydrolapathum) e la Felce palustre (Thelypteris palustris). Sono sempre presenti in questa fascia, tra acqua e terra, le carici cespitose quali la Carice pannocchiata (Carex paniculata) e il Falso cipero (Carex pseudo-cyperus). Qua e là possiamo trovare anche popolazioni pure di Tifa (Typha latifolia e Typha angustifolia), ma nelle Valli del Mincio non sono né molto numerose né molto estese. Crescono in genere davanti alle Canne palustri, in acque più profonde. Le Canne si affollano soprattutto contro la riva terrazzata in destra Mincio e nella parte centrale della zona umida: in riva sinistra, dove il suolo si innalza più gradualmente, il canneto viene via via sostituito da estese praterie di Carici. Queste praterie costituiscono uno stadio di interramento successivo a quello del canneto; le Carici vanno infatti a colonizzare le depressioni esistenti tra i canneti ed i terreni coltivati che si trovano ai margini della zona umida. Il cariceto vegeta su suoli umidi, spesso inondati, ma soggetti anche a lunghi periodi di asciutta. Anche queste formazioni vegetali non sono del tutto spontanee: l’uomo, con i suoi sfalci regolari, ha notevolmente contribuito a determinare la loro composizione floristica. Ed ha influito ancora sulla loro composizione regolando i periodi di sommersione e quelli di asciutta. La specie più caratteristica di queste praterie igrofile è la Carice stretta (Carex elata). Essa forma nelle praterie dei cuscinetti elevati che lasciano tra loro infiniti canaletti dove l’acqua ristagna a lungo. In questi canaletti si inseriscono molte altre specie igrofile, Carici soprattutto, ma anche erbe dai fiori vivacissimi. Molte di queste erbe sono rare o in via di estinzione: fioriscono qui la Genziana di palude (Gentiana pneumonanthe), il Ranuncolo dei canneti (Ranunculus lingua), il Senecio palustre (Senecio paludosus), l’Erioforo (Eriophorum latifolium), la Perlina rossa (Odontites rubra), la Soldinella (Hydrocotyle vulgaris), la Pedicolare palustre (Pedicularis palustris), l’Orchidea incarnata (Orchis incarnata), l’Orchidea spiralata estiva (Spiranthes aestivalis), l’Aglio palustre (Allium angulosum), l’Aglio odoroso (Allium suaveolens), il Grespino di palude (Sonchus palustris). Sono rarissimi anche la Rincospora (Rynchospora alba) e il Giuncastrello (Triglochin palustre), che non hanno fiori vistosi. Moltissime altre specie non sono rare ma concorrono con la loro presenza a dare una impronta precisa ai pochi cariceti ancora presenti. Tra tutte possiamo citare il Pigamo (Thalictrum flavum e Thalictrum exaltatum), l’Imperatoria (Peucedanum palustre), la Menta acquatica (Mentha aquatica), la Tormentilla (Potentilla erecta), la Ginestra dei tintori (Genista tinctoria), la Salcerella (Lythrum salicaria), la Serretta (Serratula tinctoria), il Cardo di palude (Cirsium palustre) ed alcuni Giunchi (Schoenus nigricans, Juncus articulatus, Juncus subnodulosus). RELAZIONE PAESISTICA Cap. 2 – INQUADRAMENTO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE 2.6 pag. 10 Inquadramento paesaggistico E’ necessario sottolineare che il PTCP suddivide il territorio mantovano in 4 cicondari paesaggistici. Il comune di Curtatone ricade all’interno del circondario D. Questo viene definito come “un unico elemento ma in grado di esplicitare tutte le caratteristiche tipiche dei diversi Circondari della provincia nel suo insieme: Mantova. Città legata all’acqua, realtà dominante se non fondante l’intero territorio Mantovano, da una parte le necessità irrigue, dall’altra di bonifica/difesa a causa del suo essere città-isola; città legata alla terra, la forte presenza verde, sia agricola, sia turistico-ambientale, sottolinea la primigenia vocazione di un territorio da sempre costruito dall’uomo; città legata alla storia e all’arte, i palazzi, le torri, le chiese sono testimonianza visibile della grandezza di un luogo che è stato capitale dei Gonzaga per secoli. Mantova è baricentrica rispetto all’area della provincia, che è costituita da cinque zone, le quali fisicamente distinguono il territorio e che sono ritrovabili in tutto il Circondario: • l’alta pianura a nord di Roverbella; • i terrazzi fluviali a Marmirolo e a Porto Mantovano; • la media pianura idromorfa su tutta la fascia orientale in corrispondenza del confine veronese; • la bassa pianura a meandri e la pianura alluvionale recente nell’area a nord del Po. Dal punto di vista geomorfologico, i fiumi Po e Mincio, durante le loro fasi erosive, sono stati gli artefici dei numerosi antichi alvei e bordi di erosione di terrazzi alluvionali presenti. È un’area nella quale non vi è una valenza vegetazionale-paesistica rilevante, bensì numerose risorse verdi, puntuali”. Tra queste, specificatamente legate al comune di Curtatone si possono individuare: • il seminativo irrigato, che occupa la maggior parte del territorio; • la vegetazione palustre tipica dell’area destinata a riserve naturali delle Valli del Mincio. In seguito si possono enunciare le peculiarità del circondario rispetto a tutti i valori paesistici, ovvero i landmark presenti associabili alla realtà locale di Curtatone: • il santuario della Madonna dell’Assunta alle Grazie, con la sua realtà simbolicoculturale. Ma oltre a situazioni di elevata rilevanza paesistica, quali quelle citate in precedenza, è importante sottolineare la presenza di numerosi insediamenti industriali, localizzati in aree ecologicamente fragili come le adiacenze a Mantova città (area associabile al comune di Curtatone). RELAZIONE PAESISTICA CAP. 3 – PIANIFICAZIONE E VINCOLI 3 pag. 11 PIANIFICAZIONE E VINCOLI Per definire l’ambito di paesaggio in studio dal punto di vista delle normative della pianificazione territoriale si riporta una rassegna degli strumenti attuativi insistenti nell’area in analisi. 3.1 Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) Il Piano Territoriale Paesistico Regionale della Regione Lombardia, approvato con D.C.R. 6 marzo 2001 e pubblicato nel BURL n. 32 del 6 agosto 2001, rappresenta il documento di riferimento per le problematiche della pianificazione paesaggistica. Nella relazione di presentazione viene esplicitato come il suo fine è quello di indicare “le azioni e le misure più significative per la tutela e la valorizzazione del paesaggio lombardo, considerato come patrimonio della nostra società”. Il PTPR indica inoltre come il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale a specifica valenza paesistica si combini con le indicazioni del Piano Regionale costituendo il Piano del Paesaggio Lombardo. In questo senso il PTCP si configura come atto paesistico di maggior definizione rispetto al PTPR. Dal piano paesistico orientato alla valutazione dell’area in esame emerge il vincolo paesistico ai sensi dell’art. 139 del D.Lgs. 490/99 ex L. 1497/39 (ora D.Lgs 42/04 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) di “Bellezze d’insieme”. Ad est del sito è situata un’area di rispetto dei laghi – ex L 431/85 (D.Lgs. 42/04) (cfr. Figura 3). Inoltre dal PTPR si possono trarre altre riflessioni sulla valenza paesaggistica del territorio in esame: infatti la lettura della documentazione permette di individuare una pluralità di riferimenti informativi tra cui riteniamo opportuno segnalare, riportando solo le informazioni relative al sito oggetto di studio: • Informazioni relative ad ambiti, siti, beni paesaggistici esemplificativi dei caratteri costitutivi del paesaggio locale: • Componenti del paesaggio naturale: zone umide (valli del Mincio). • Componenti del paesaggio storico-culturale: edifici religiosi isolati di rilevanza paesaggistica (Grazie di Curtatone). • Informazioni relative alle principali caratteristiche paesistico-ambientali articolate per comuni: • CURTATONE: P. PARCHI: Parzialmente compreso nel Parco del Mincio; FASCIA: Bassa Pianura; Principale luogo di culto di devozione popolare: Santuario della Madonna delle Grazie. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 3 – PIANIFICAZIONE E VINCOLI pag. 12 Il PTPR definisce anche i criteri per l’esplicitazione della rilevanza paesistica: la natura relazionale dei valori. Quest’ultimo documento amministrativo propone l’individuazione di principali criteri di rilevanza in base a diverse categorie che nel caso del comune di Curtatone si possono riassumere in “Centro urbano storico sede di Comune o altro centro, nucleo o aggregato storico”. A livello di opere idrauliche è necessario precisare che sono state localizzate e segnalate aree col nome di manufatti idraulici. Tra queste categorie il comune di Curtatone ricade all’interno di un settore a prelievi irrigui e recapiti di scolo della pianura alluvionale; Si tratta di un comune con necessità di potenziare la fruizione turistico/ricreativa; area di bellezze vegetazionali e del paesaggio agrario; area di valenza paesistica di aspetti idrogeomorfologici: il comune di Curtatone è considerato sensibile alla “rilevanza visiva”. 3.2 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Mantova, sulla base delle condivisione degli obiettivi e della partecipazione nella gestione delle scelte, costituisce lo strumento di livello strategico per l'integrazione, nella pianificazione della Provincia, delle scelte progettuali dei Comuni e degli altri enti locali. Al suo interno esso prevede una serie di strategie per la valorizzazione e la salvaguardia paesistico-ambientale. A partire da queste strategie è possibile evidenziare due obiettivi di ordine generale: • Perseguire la salvaguardia paesistica evidenziando ambiti, sistemi ed elementi di valore paesistico rilevante e definire gli indirizzi di tutela e salvaguardia paesistico-ambientale previsti dalla LR 18/97. • Assicurare inoltre una corretta gestione delle problematiche relative all’assetto idrico, idrogeologico ed idraulico-forestale del territorio, previa intesa con le Autorità competenti (Regione e Autorità di Bacino). Il PTCP interpreta il paesaggio come un concetto strettamente connesso con il dato visuale, con l’aspetto del territorio e sottolinea l’importanza: • “della complessità dell’insieme, in quanto non è solo la pregevolezza intrinseca dei singoli componenti ad essere considerata, come avviene per le bellezze individue, ma il loro comporsi, il loro configurarsi che conferisce a quanto percepito una forma riconoscibile che caratterizza i paesaggi; • del valore estetico-culturale, in quanto alla forma così individuata è attribuita una significatività, una capacità di evocare valori estetici e tradizionali rappresentativi dell’identità culturale di una comunità.” RELAZIONE PAESISTICA Figura 3 - Estratto cartografico del PTPR della Regione Lombardia. CAP. 3 – PIANIFICAZIONE E VINCOLI pag. 14 Inoltre il PTCP si pone come integrazione a maggiore livello locale del PTPR: esso ha efficacia di piano paesistico-ambientale, ai sensi dell’art. 1 bis del DL 27 giugno 1985, n. 312 “Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale”, convertito con modificazioni dalla LN 8 agosto 1985, n. 431 “Conversione in legge, con modificazioni, del DL 27 giugno 1985, n. 312, recante disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale”, fatto salvo quanto disposto dall’art. 5 della LR 27 maggio 1985, n. 57 “Esercizio delle funzioni regionali in materia di protezione delle bellezze naturali e subdelega ai comuni” relativamente ai Piani di Coordinamento dei Parchi. È la LN 142/90 che stabilisce come “il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale”, ai fini della tutela e valorizzazione delle risorse paesistiche e ambientali debba individuare: le principali classi tipologiche del territorio, ai fini della conservazione dei rispettivi caratteri paesistici fondamentali; le zone di particolare interesse paesisticoambientale, includendovi le aree assoggettate a vincolo, i criteri per la trasformazione e l’uso del territorio) considerando la pianificazione paesistica come “la disciplina che studia e realizza l’organizzazione e la migliore distribuzione possibile delle attività dell’uomo nel paesaggio, e di conseguenza organizza il paesaggio stesso modificandone strutture, funzioni, elementi e loro interazioni”. In coerenza con l’obiettivo di definire gli aspetti di tutela e salvaguardia paesisticoambientale, nonché le politiche volte al recupero degli ambiti di degrado paesisticoambientale nell’ambito del PTCP è stata realizzata la Tavola- Sistema del paesaggio e dei valori storico culturali (cfr. Figura 4 e Figura 5). Lo scopo perseguito è stato quello di individuare gli ambiti, i sistemi e gli elementi che caratterizzano il paesaggio mantovano, sottoposti a specifici indirizzi normativi. La legenda è organizzata in tre parti, secondo la suddivisione nelle categorie descrittive del paesaggio precedentemente illustrata, pertanto: relativamente agli ambiti i temi individuati sono: • Ambiti caratterizzati da elementi geomorfologici: cordoni morenici, fascia dei fontanili, dossi fluviali, orli di terrazzo fluviali; • Ambiti a trasformazione condizionata: ambiti fluviali dei corpi idrici principali, aree a parco e riserve naturali, aree vincolate ai sensi della LN 1497/39, corsi d’acqua e canali naturali e artificiali vincolati ex lege 431/85 art. 1 comma c); • Ambiti caratterizzati dalla presenza di vegetazione rilevante; • Ambiti caratterizzati da elementi del paesaggio agrario e strutture verdi di rilevante importanza: colture tipiche o della tradizione agricola mantovana, ambiti a forte caratterizzazione morfologica – rete dell’assetto idraulico-agrario, aree sabbiose, ghiaiose e spiagge; • Ambiti relativi al sistema insediativo: aree extra-urbane con densa presenza di toponimi storici. Relativamente ai sistemi i temi individuati sono: RELAZIONE PAESISTICA CAP. 3 – PIANIFICAZIONE E VINCOLI • pag. 15 Infrastrutture e viabilità: rete ferroviaria storica, stazioni ferroviarie storiche, rete stradale storica (alle soglie 1564-1690, 1702-1796, 1802-1853, 1885-1889), ponti/attraversamenti storici, percorsi di fruizione dei valori ambientali e storico-culturali; • Rete idrografica superficiale: aste della rete dei canali e dei corsi d’acqua di valore naturalistico-ambientale, aste della rete dei canali e dei corsi d’acqua di valore storico (alle soglie 1564-1690, 1702-1796, 1802-1853, 1885-1889), arginature, manufatti idraulici (sistemazione idraulica Adige-Garda-Mincio- Fissero Tartaro-Canal Bianco-Po di Levante, regimazione idraulica della città di Mantova, prelievi irrigui e recapiti di scolo della pianura alluvionale); • Sistemi insediativi: urbanizzazioni lineari di antica formazione, città di fondazione. Per gli elementi è stata adottata la suddivisione nelle categorie: • Elementi idro-geomorfologici: fontanili, orli di terrazzo di erosione, dossi fluviali, aree palustri; • Elementi vegetazionali rilevanti; • Elementi del paesaggio agrario e strutture verdi: colture ortoflorovivaistiche, frutteti, vigneti e oliveti, pioppeti e altre legnose agrarie; • Elementi del sistema insediativo: siti e beni archeologici, nuclei urbani di antica formazione, beni architettonici localizzati. Per quanto riguarda l’area di studio si può affermare che in termini di definizione areale estratta dal PTCP la zona è interessata da: • Ambiti a dominanza ambientale di rilevante valenza paesistica; • Ambiti caratterizzati da rilevante presenza di orli di terrazzi fluviali; • Ambiti caratterizzati da rilevante presenza di elementi vegetazionali; • Manufatti legati alla bonifica: rappresentati dal canale “Nuovo Osone”; • Limite di parco regionale; • Area di elevato pregio naturalistico tutelata come riserva naturale (art. 11 della L.R. 86/83 e ai sensi dell’art. 2 della L 394/91); • Parchi periurbani. 3.2.1.1 I P.R.G. dei Comuni di Mantova e Curtatone Nel P.R.G.C. del Comune di Mantova le zone attraversate dal percorso risultano identificate dalle N.T.A. con l’art. 29 – protezioni stradali, ovvero rientranti in parte nella fascia di rispetto stradale a protezione della ex SS 10, e con l’art. 24 – zona F1 agricola RELAZIONE PAESISTICA CAP. 3 – PIANIFICAZIONE E VINCOLI caratterizzata da terreno pag. 16 lacustre e/o vallivo e/o boschivo (cfr. Figura 6). Il P.R.G.C. del Comune di Curtatone individua la zona E6 – Zona agricola di tutela del paesaggio e dei caratteri naturalistici prospicienti il Fiume Mincio: essa comprende le aree prossime al corso attuale del Fiume Mincio destinate ad usi agricoli estensivi e al raggiungimento di obiettivi generali di sicurezza rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e RELAZIONE PAESISTICA CAP. 3 – PIANIFICAZIONE E VINCOLI pag. 17 idrogeologico, di conservazione delle risorse naturalistiche e di salvaguardia del ruolo funzionale degli ecosistemi specifici. RELAZIONE PAESISTICA Figura 4 - Estratto del PTCP della Provincia di Mantova. Figura 5 – Legenda della Tavola 4 del PTCP. Figura 6 - Estratto dei PRG del Comune di Mantova e del Comune di Curtatone. CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA 4 pag. 21 CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA Le informazioni contenute in questa sezione sono tratte per la maggior parte dalla relazione tecnica redatta dalla provincia di Mantova, Settore Autonomo Viabilità, Servizio Progettazione Stradale per il Percorso ciclabile Angeli-Grazie (Arch. P. Agosti). 4.1 Finalità ed obiettivi del progetto Si tratta di un primo intervento per il completamento del sistema ciclabile dell’Alto Mincio, consistente nella realizzazione del percorso ciclopedonale che collegherà la frazione Angeli in Comune di Mantova con la frazione Grazie in Comune di Curtatone (1° lotto). L’intervento completerà quello in fase di cantierizzazione da parte del Comune di Mantova, che collegherà il capoluogo Provinciale con la frazione Angeli (2° lotto). 4.2 Localizzazione e dimensioni Il percorso ciclistico può essere considerato di tipo “naturalistico” e si sviluppa all’interno dei fondi agricoli posti ai lati della ex SS 10, parallela al tratto che collega Angeli a Grazie (cfr. Figura 7). Figura 7 - Localizzazione del progetto. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA pag. 22 Il percorso consente lo sfruttamento di capezzagne esistenti già utilizzate dagli agricoltori per l’accesso ed il transito ai fondi di loro proprietà; possiede inoltre buona visuale sugli aspetti naturalistici della valle ed è localizzato a notevole distanza dalla ex SS 10. Il percorso è stato scelto, in sede di progettazione, per le sue caratteristiche turistico-ricreative conseguenti alla possibilità di accedere ai punti panoramici del fiume Mincio caratterizzati da un alto valore paesistico-ambientale. Il tracciato è stato suddiviso in n. 2 lotti funzionali. Il 1° lotto avrà inizio in corrispondenza dell’Istituto Lattiero Caseario posto in fregio alla ex SS 10 Padana Inferiore e terminerà nel punto di connessione alla ex S.P. n. 1 Mantova-Asola (via Francesca) all’inizio del centro abitato di Grazie. Il 2° ed ultimo lotto, attualmente non finanziato, consentirà la connessione tra la ex S.P. 1 e la rampa di collegamento con il piazzale del Santuario delle Grazie. Il tracciato del 1° lotto, di lunghezza complessiva di m. 5.300 circa, si snoda all’interno del Parco Naturale del Mincio e delle aree ZPS IT20B0009 “Valli del Mincio” e SIC IT20B0017 “Ansa e Valli del Mincio”. Il percorso risulta pressoché pianeggiante con ottimo clima acustico, essendo posto a quota media di 19 m s.l.m., ovvero schermato dalla presenza del terrazzo fluviale rispetto alla principale fonte di disturbo costituito dal traffico della ex SS 10. È caratterizzato da una buona visuale degli aspetti naturalistici della valle, con possibilità di punti panoramici con scalette sulla scarpata del terrazzo fluviale, anche se poco soleggiato in inverno (cfr. Figura 8). Figura 8 - Tratti attuali interessati dalla realizzazione della pista. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA 4.3 pag. 23 Descrizione delle risorse utilizzate La pista ciclopedonale è prevista in sede propria, ricavata su terreni agricoli coltivati e su sentieri esistenti, con fondazione in misto naturale di cava (spessore cm 20) e strato di misto granulare stabilizzato (spessore cm 5), con finitura superficiale del piano ciclabile “a basso impatto ambientale” con strato di graniglia (pietrischetto – spessore cm 3) modificato con emulsione bituminosa. La larghezza media sarà pari a m 2,50, per una carreggiata bidirezionale con due corsie contigue e di opposto senso di marcia, con steccato in legno a delimitazione di alcuni tratti del percorso, al fine di separare nettamente lo stesso dalle proprietà private. Il piano ciclabile sarà lievemente rialzato rispetto al piano di campagna, con arginelli laterali di larghezza m 0,50 e scarpate con pendenza 3 su 2 ed eventuali fossetti di scolo delle acque piovane. Per il corretto drenaggio delle acque superficiali la pendenza trasversale sarà contenuta entro il 2%. La pendenza longitudinale delle singole livellette non supererà generalmente il 5% ed in media del 2%, valutata su base chilometrica. In caso di attraversamento a livelli sfalsati si potranno adottare anche pendenze superiori. I raggi di curvatura orizzontale lungo il tracciato, valutati per velocità di progetto pari a 20-25 km/h, saranno sempre superiori a m 500, misurati dal ciglio interno della pista. In punti particolarmente vincolati tali raggi saranno ridotti a m 300, nel rispetto delle distanze di visuale libera e con curve opportunamente segnalate. Il tratto iniziale (cfr. Figura 9) affiancherà la ex SS 10 e sarà ricavato sulla banchina in sede propria, con fondazione analoga a quella precedente e superficie ciclabile con un unico strato di collegamento in asfalto (binder – spessore cm 10) e previo tombamento del fosso esistente a lato strada con tombino in cls a sez. circolare, diametro cm 80-100, appoggiato su cls magro di fondazione e rinfiancato con sabbia. Figura 9 - Tratto iniziale adiaciente alla ex SS 10 e all’Istituto Lattiero-Caseario. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA pag. 24 La separazione con la ex SS 10 sarà ottenuta mediante collocazione di apposita barriera stradale di sicurezza in cls prefabbricato tipo mini New Jersey, con larghezza non inferiore a m 0,50 e con appositi cavallotti parapedonali in metallo. La barriera verrà interrotta ogni 20 m circa, per tratti di lunghezza sufficiente al posizionamento di apposite caditoie per la raccolta delle acque meteoriche, derivanti sia dalla piattaforma stradale, sia dalla pista ciclopedonale, ed il loro convogliamento alla condotta interrata. Il tratto centrale verrà realizzato in parte su palificata in legno (cfr. Figura 10) per una lunghezza complessiva di circa m 250, là dove il terreno risulta paludoso (cfr. Figura 11), con la predisposizione di una duna inerbita su terreno stabilizzato, a protezione della limitrofa proprietà della Marconi Industrial Service (cfr. Figura 12) ed a scopo di mitigazione ambientale. La palificata verrà realizzata con n. 2 file di pali in larice, di diametro cm 20-25 ed altezza variabile, con soprastante struttura in travi in ferro di collegamento su testa palo, travi squadrate di sezione cm 12x15 ed assito portante in legno di larice, posato a fuga larga per lo scolo delle acque piovane, con barriera di protezione pure in legno. Figura 10 – Sezione tipo longitudinale di palificata in legno e ponte in legno lamellare. Figura 11 – Tratto centrale paludoso. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA pag. 25 Figura 12 – Area di proprietà della società Marconi Industrial Service. Il tratto in prossimità del Canale “Osone Nuovo” prevede la realizzazione di un ponte in legno lamellare a scavalco del suddetto canale (cfr. Figura 10), rientrante nella 3^ categoria (passerelle pedonali), con struttura portante formata da n. 2 travi-parapetto in legno lamellare, semplicemente appoggiate su apposite spalle in c.a. e con un vincolo scorrevole, di luce pari a m 13,00 circa e con altezza sottotrave dal pelo libero dell’acqua di m 1,50 , considerando il regime di massima piena del canale. La struttura secondaria è costituita da travi tipo HEA o IPE, fissate alla parte interna delle travi-parapetto e disposti ad interasse di m 2,41, che sosterranno una orditura di arcarecci in legno di sezione cm 12x15 disposti ad un interasse variabile di m 0,77/0,83. L’impalcato sarà costituito infine da tavole in lamellare di larice (spessore mm 50-60), disposte con fughe da cm 1 e per una larghezza utile complessiva di m 2,50. Eventuali controventature saranno realizzate con tiranti in acciaio fissati alle travi in ferro. Il tratto successivo attraversa in parte la fascia boscata posta in fregio al Canale delle Cerchie, riutilizzando il sedime del sentiero Regionale esistente ad uso ciclopedonale (cfr. (cfr. Figura 13). Indi risale in sommità arginale, in prossimità dell’Azienda Agricola “Le Cerchie”, per confluire nella parte terminale sulla ex S.P.1 Mantova-Asola in corrispondenza del bivio con la ex SS 10 in ambito urbano. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA pag. 26 Figura 13 - Sedime del sentiero regionale esistente. 4.4 Opere accessorie La relazione di progetto prevede che, a scopo di mitigazione ed ombreggiamento del percorso potranno eventualmente essere predisposti in alcuni tratti filari di alberi a medio fusto di specie autoctone, piazzole di sosta in punti panoramici con adeguate opere di arredo urbano (panchine, tavolini, cestini e cartelli per l’informazione turistica) ed eventuali punti luce, con lampioni funzionanti ad energia eolico-solare. Alcune capezzagne esistenti, interrotte dal passaggio del percorso ciclabile, saranno ripristinate a fianco dello stesso mediante apposita risagomatura del terreno e profilatura dei cigli. Il percorso ciclabile sarà provvisto della specifica segnaletica verticale prevista dalle norme di Legge vigenti (D.L. 30.04.92 n.285 –Codice della Strada- e D.P.R. 16.12.92 n.495 Regolamento di attuazione) e di quella integrativa da concordarsi con l’Ente Parco del Mincio per i fruitori dell’itinerario ciclistico. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA Figura 14 – Manufatto idraulico del tipo a sifone. Figura 15 – Manufatto idraulico del tipo a sifone RELAZIONE PAESISTICA pag. 27 CAP. 4 – CARATTERISTICHE DELL’OPERA PROGETTATA pag. 28 Per la continuità di alcuni canali di irrigazione posti ai lati del futuro percorso ciclabile verranno realizzati manufatti idraulici del tipo a sifone (cfr. Figura 14), opportunamente dimensionati per ridurre al minimo le perdite di carico e consentire quindi il regolare apporto di acqua per l’irrigazione dei fondi interessati. Per consentire la continuità idraulica dei fossi di scolo esistenti intercettati dal tracciato ciclabile verranno impiegati manufatti del tipo a tombino (cfr. Figura 15), al fine di assicurare il regolare deflusso della portata massima transitabile. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO 5 pag. 29 ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO 5.1 Metodologia di valutazione seguita Ogni tipologia di intervento potrebbe essere interpretata come una perturbazione dello stato di fatto che porta successivamente ad un nuovo assetto. Lo scopo dell’introduzione di un metodo è proprio quello di utilizzare uno schema il più possibile oggettivo per definire in modo schematico l’impatto paesistico di un’opera. Il metodo proposto consiste nel considerare innanzitutto la sensibilità del sito di intervento e, quindi, l’incidenza del progetto proposto, cioè il grado di perturbazione prodotto in quel contesto. Dalla combinazione delle due valutazioni deriva quella sul livello di impatto paesistico della trasformazione proposta. 5.1.1 Valutazione della sensibilità del sito Per sensibilità del sito si intende l’ambito territoriale complessivamente interessato dalle opere proposte ed il grado di incidenza di queste. Rispetto ai paesaggi del passato quelli attuali sono generalmente caratterizzati da una perdita di identità, intesa in duplice modo: come chiara leggibilità del rapporto tra fattori naturali e opere dell’uomo, e come coerenza linguistica e organicità spaziale di queste ultime. “La peculiarità dei diversi paesaggi del passato esprimeva ….originalità di adattamenti culturali e ….. Essa si ritrovava concretamente, ad esempio, nella ripetitività degli elementi antropici, in senso stilistico e funzionale, fossero architetture, trame viarie, uso dello spazio coltivabile, utilizzazione della vegetazione ecc. Ripetitività od omogeneità a livello locale che erano il frutto, nell’ambito di economie e culture chiuse, di elaborazioni stilistiche particolari, di gusti ed esperienze tecniche proprie , di valorizzazione degli spazi e delle risorse locali in forme adeguate alle condizioni economiche e ai rapporti di produzione consolidati, per cui solo quel tipo di casa , quel tipo di insediamento, quel tipo di intervento nelle campagne, quel dato rapporto tra insediamento e dintorno coltivato avevano funzionalità. Da ciò la peculiarità, la diversità, l’originalità di questi paesaggi…” (cfr. E. TURRI (1979): ”Semiologia del paesaggio italiano”, Milano). In linea generale si può affermare che il paesaggio è tanto più sensibile ai mutamenti quanto più conserva le tracce di quella identità del passato. Pertanto un forte indicatore di sensibilità è il grado di trasformazione recente o, inversamente, di relativa integrità del paesaggio, sia rispetto a un’ipotetica naturalità, sia rispetto alla storicità. Inoltre al fine della valutazione di sensibilità è necessario considerare le condizioni di visibilità più o meno ampia , o meglio di co-visibilità tra il luogo considerato e l’intorno. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 30 Infine bisogna considerare anche aspetti soggettivi, ovvero il ruolo che la società attribuisce a quel luogo, in relazione a valori simbolici che ad esso associa. In definitiva, il giudizio complessivo circa la sensibilità di un paesaggio tiene conto di tre differenti metodi di valutazione: • Morfologico-strutturale o sistemico; • Vedutistico; • Simbolico. Inoltre è necessario tenere in considerazione il fatto che ogni singolo intervento non incide sempre significativamente sull’immagine complessiva di un “Paesaggio” inteso nel senso ampio, ma ha in genere influenza più marcata all’interno di un raggio più ristretto, un “intorno locale” che si misura alla scala delle decine o poche centinaia di metri, pertanto i tre metodi di valutazione devono essere articolati su due livelli: sovralocale e locale (cfr. Tabella 1). Modi di Chiavi di lettura a livello sovralocale Chiavi di lettura a livello locale valutazione Sistemico • Partecipazione a sistemi paesistici sovralocali di: ¾ Interesse geo-morfologico (leggibilità delle forme a sistemi paesistici di livello locale ¾ Di interesse geo-morfologico naturali del suolo) ¾ Interesse naturalistico (presenza di reti e/o aree di ¾ Di interesse naturalistico ¾ Di interesse storico-agrario rilevanza ambientale) ¾ Interesse • Appartenenza/continuità storico-insediativo (leggibilità dell’organizzazione spaziale e della stratificazione storica degli insediamenti e del paesaggio agrario) • Partecipazione ad un sistema di testimonianze della cultura formale e materiale (stili, materiali, tecniche ¾ Di interesse storico-artistico ¾ Di relazione ( tra elementi storico culturali, tra elementi verdi e/o siti di rilevanza naturalistica) • Appartenenza/contiguità ad un luogo costruttive, tradizioni colturali di un particolare contraddistinto da un elevato livello di ambito geografico) coerenza sotto il profilo tipologico, linguistico e dei valori di immagine Vedutistico • Percepibilità da un ampio ambito territoriale • Interferenza con punti di vista panoramici • Interferenza con percorsi panoramici di interesse • Interferenza/contiguità con percorsi di sovralocale fruizione paesistico-ambientale • Inclusione in una veduta panoramica • Interferenza con relazioni percettive significative tra elementi locali (verso la rocca, la chiesa,…) Simbolico • Appartenenza ad ambiti oggetto di celebrazioni letterarie, e artistiche o storiche • Appartenenza ad ambiti di • Intereferenza/contiguità contraddistinti elevata notorietà rappresentatività (luoghi (richiamo turistico) da nella celebrativi con uno o luoghi status di cultura locale simbolici della cultura/tradizione locale) Tabella 1 - Modi e chiavi di lettura per la valutazione della sensibilità paesistica dei luoghi-articolazione esplicativa. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 31 In seguito ad un’analisi descrittiva che esamina attraverso le due chiavi di lettura locale e sovralocale i diversi aspetti del paesaggio, ad ogni metodo di valutazione deve essere attribuito un giudizio qualitativo (cfr. Tabella 2): • Sensibilità paesistica molto bassa • Sensibilità paesistica bassa • Sensibilità paesistica media • Sensibilità paesistica alta • Sensibilità paesistica molto alta Infine sulla base delle due valutazioni attribuite secondo le due chiavi di lettura deve essere formulato un giudizio complessivo che esprima in modo sintetico il risultato di una valutazione generale sulla sensibilità paesistica del sito, in base alla rilevanza che verrà attribuita ai diversi fattori analizzati durante il corso della relazione. Sulla base del giudizio si assegnerà alla sensibilità paesistica un valore numerico: • 1: Sensibilità paesistica molto bassa • 2: Sensibilità paesistica bassa • 3: Sensibilità paesistica media • 4: Sensibilità paesistica alta • 5: Sensibilità paesistica molto alta Metodi di valutazione Chiavi di lettura a livello Chiavi di lettura a livello sovralocale locale Morfologico-strutturale Classe di sensibilità Classe di sensibilità Vedutistico Classe di sensibilità Classe di sensibilità Simbolico Classe di sensibilità Classe di sensibilità Giudizio sintetico Classe di sensibilità Classe di sensibilità Giudizio complessivo Classe di sensibilità = numero associato Tabella 2 - Sintesi per la valutazione della sensibilità paesistica dei luoghi 5.1.2 Individuazione del grado di incidenza del progetto L’analisi dell’incidenza di un progetto tende ad accertare in primo luogo se questo induca un cambiamento paesistico significativo alle due scale locale e sovralocale. La valutazione del grado di incidenza paesistica del progetto, strettamente collegata con l’individuazione della sensibilità del sito, è basata sulla stessa tipologia di metodi di indagine e chiavi di lettura, incentrati però sull’opera; in aggiunta ai criteri precedenti è necessario considerare le caratteristiche dell’opera anche come incidenza linguistica, intesa RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 32 come stile, materiale e colori dell’opera e come incidenza visiva, cioè l’ingombro dell’opera nel contesto paesaggistico. Criterio di Parametri di valutazione a livello sovralocale Parametri di valutazione a livello locale • Coerenza, contrasto o indifferenza del progetto • Conservazione o alterazione dei caratteri valutazione Incidenza morfologica e tipologica morfologici del luogo rispetto: • Adozione di tipologie costruttive più o meno ¾ Alle forme naturali del suolo ¾ Alla presenza di sistemi/aree di interesse naturalistico ¾ Alle medesime destinazioni funzionali regole riscontrate morfologiche nella e compositive organizzazione degli insediamenti e del paesaggio rurale Incidenza affini a quelle presenti nell’intorno per le • Coerenza, contrasto o indifferenza del progetto linguistica: rispetto ai modi linguistici tipici del contesto, stile, inteso come ambito di riferimento storico- materiale, culturale • Conservazione continuità delle alterazione relazioni tra della elementi storico-culturali o tra elementi naturalistici • Interferenza con punti di vista panoramici • Interferenza/contiguità con percorsi di fruizione paesistico-ambientale • Interferenza colori o con relazioni percettive significative tra elementi locali (verso la rocca, la chiesa,…) Incidenza • Ingombro visivo visiva • Intereferenza/contiguità • Contrasto cromatico contraddistinti • Alterazione dei profili e dello skyline rappresentatività nella cultura locale (luoghi celebrativi con da o uno luoghi status simbolici di della cultura/tradizione locale) Incidenza ambientale Incidenza simbolica • Alterazione della possibilità di fruizione sensoriale complessiva (uditiva, olfattiva) del contesto paesistico-ambientale • Adeguatezza del progetto rispetto ai valori simbolici e d’immagine celebrativi del luogo • Capacità dell’immagine progettuale di rapportarsi convenientemente con i valori simbolici attribuiti dalla comunità locale al luogo (importanza dei segni e del loro signj Tabella 3 - Modi e chiavi di lettura per la valutazione del grado di incidenza dell’opera - articolazione esplicativa. Anche per l’incidenza del progetto si potranno emettere giudizi sintetici (associati ad ogni criterio di valutazione) come nel caso della sensibilità del sito e un conseguente giudizio complessivo associato ad un valore numerico (cfr. Tabella 3). 5.1.3 Criteri per la determinazione del livello di impatto paesistico del progetto Questa fase della valutazione è puramente compilativa, finalizzata a fornire, sulla scorta dei risultati delle due valutazioni precedenti, una pre-determinazione del livello d’impatto paesistico del progetto. Il livello di impatto paesistico viene calcolato RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 33 semplicemente moltiplicando i due valori ottenuti nei giudizi complessivi associati alla valutazione della sensibilità del sito e del grado di incidenza del progetto (cfr. Tabella 4). Impatto paesistico dei progetti = sensibilità del sito X incidenza del progetto Grado di incidenza del progetto Classe di sensibilità del 1 2 3 4 5 5 5 10 15 20 25 4 4 8 12 16 20 3 3 6 9 12 15 2 2 4 6 8 10 1 1 2 3 4 5 sito Tabella 4 - Determinazione dell’impatto paesistico dei progetti. Il risultato può essere compreso tra 3 intervalli di valori: • 1-4: l’impatto apesistico è sotto la soglia di rilevanza; • 5-15: l’impatto paesistico è sopra la soglia di rilevanza ma sotto la soglia di tolleranza; • 16-25: l’impatto paesistico è sopra la soglia di tolleranza. 5.2 5.2.1 Determinazione dell’impatto paesistico dell’opera Determinazione della classe di sensibilità del sito 5.2.1.1 Metodo di valutazione sistemico o morfologico-strutturale Questo metodo di valutazione considera la sensibilità del sito in quanto appartenente a uno o più “sistemi” che strutturano l’organizzazione di quel territorio e di quel luogo, assumendo che tale condizione implichi determinate regole o cautele per gli interventi di trasformazione. 5.2.1.1.1 Quadro sovralocale L'area oggetto di studio fa parte della “Media Pianura mantovana”, complesso di terreni medio-fini che raccorda l'alta pianura ghiaiosa alla riva sinistra del Po. Si tratta di un territorio caratterizzato da una debole pendenza (valori dell'ordine dell’1÷3 ‰), generalmente orientata da Nord-Nord-Ovest verso Sud-Sud-Est. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 34 Le massime quote topografiche osservate in corrispondenza del livello fondamentale della pianura sono di 28÷29m s.l.m., mentre lungo la valle del Mincio, delimitata dal sistema di terrazzi fluviali, le quote minime riscontrate sono prossime ai 14 m s.l.m.. Il terrazzo principale è individuato da una scarpata alta 6÷7 m, la cui genesi è da mettere in relazione con l'attività erosiva della pianura fluvioglaciale da parte del fiume, conseguente alla deviazione del suo corso in direzione Ovest-Est avvenuta verso l'VIII secolo a.C. presso Grazie di Curtatone. In origine il ciglio del terrazzo presentava un andamento sinuoso ed era facilmente riconoscibile lungo tutta la sponda fluviale; ora invece, localmente, appare profondamente alterato dall'attività antropica. L’assetto morfologico dell’area è quindi rappresentato dal corso del Fiume Mincio e da terrazzi fluviali marcatamente antropizzati, ma comunque di rilevanza nel contesto morfologico sovralocale. L’area è anche di notevole interesse naturalistico, caratterizzata dalla presenza di numerosi vincoli ambientali quali: • SIC IT20B0009 “Valli del Mincio”; • ZPS IT20B0017 “Ansa e Valli del Mincio”; • Parco Regionale del Mincio; • Riserva Naturale Regionale “Valli del Mincio”; • Parco periurbano. L’area del Parco e della riserva naturale che interessano il sito analizzato è situata ad est di Mantova dove il Mincio muta bruscamente direzione, allargandosi e iniziando a scorrere molto lentamente. In questo tratto di circa 8 chilometri di fiume il ridotto dislivello esistente tra l'alveo e il piano di campagna provoca esondazioni stabili e la conseguente formazione dell'area palustre chiamata "la Valle". Le paludi si estendono per oltre mille ettari e sono attraversate, oltre che dal Mincio, da una miriade di canali e canaletti di diverso ordine di portata e di piccoli specchi d'acqua, tutti confluenti poi nel grande bacino del Lago Superiore di Mantova. Sono presenti tutte le formazioni vegetali tipiche degli ambienti palustri di pianura, disposte in successione seguendo il grado di umidità del suolo. I canneti costituiscono la forma più appariscente del paesaggio delle Valli, ma vi sono anche molte erbe e fiori: carici, tife, salcerella, epilobio, ibisco di palude. Gli specchi d'acqua libera sono ricoperti in estate da vegetazione galleggiante. Nel canneto nidificano il tarabuso, l'airone rosso, il falco di palude, il porciglione, il voltolino e la schiribilla; storni e irundinidi lo utilizzano come ambiente protetto per il riposo. Dove il canneto lambisce l'acqua nidificano cannaiole e cannareccioni, tarabusini, basettini, salciaiole, forapaglia, tuffetti e svassi maggiori. E sulle piattaforme rialzate di erbe palustri fanno il nido folaghe, gallinelle, nitticore, sgarze ciuffetto, garzette, aironi cenerini, cigni reali e molte anatre vengono qui alla ricerca di cibo, come il martin pescatore e il falco di palude. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 35 L’area è immersa anche in un contesto storico di interesse sovralocale in quanto il comune di Curtatone è stato teatro di numerose battaglie nel corso della storia; sono dislocati nel perimetro del comune diversi monumenti in onore dei caduti per le guerre. A ricordo del mirabile fatto d'armi del 1848 furono eretti due monumenti: il monumento ossario a Montanara dedicato ai morti per l'indipendenza d'Italia nella battaglia del 29 maggio 1848 e il monumento ai Caduti della Battaglia a Curtatone, all'incrocio dei "4 Venti" dedicato a tutti gli studenti morti dal 1848 al 1945. 5.2.1.1.2 Quadro locale Questa tipologia di interpretazione considera l’appartenenza o contiguità del sito di intervento con elementi propri dei sistemi qualificanti quel luogo specifico. Nel tratto preciso di realizzazione del percorso ciclabile sono presenti dislivelli di quota (terrazzi fluviali) fortemente antropizzati. Questi terrazzi sono attualmente caratterizzati da insediamenti umani, industriali e numerose vie pedonali. A livello locale si può considerare l’area come importante ma non unica nel suo aspetto geomorfologico, in quanto molto diffusa nel territorio nord-mantovano. Per quanto riguarda la presenza di elementi naturalistico-ambientali, non è stata rilevata le presenza di alberature o aree verdi di ruolo nodale; si riporta invece la presenza di un monumento naturale lungo il tracciato, un pioppo a ricordo di dieci caduti durante il 2° conflitto mondiale fucilati dai tedeschi nel 1943 (cfr. Figura 16) denominato albero della fucilazione, tornato rigoglioso a seguito di un efficace intervento di recupero disposto nel 1997 dal Comune di Curtatone. Figura 16 - Pioppo a memoria dei caduti a Curtatone nel 2° conflitto mondiale. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 36 Inoltre nei pressi del pioppo è presente un monumento dedicato sempre ai caduti di Curtatone, che ne rappresenta il luogo di sepoltura (cfr. Figura 17). Figura 17 - Monumento ai caduti di Curtatone nel 2° conflitto mondiale. Il PTPR identifica l’area in esame come zona di bellezze vegetali e del paesaggio agrario, anche queste necessitano quindi una tutela da eventuali trasformazioni territoriali. Inoltre nell’area si rilevano manufatti legati alla bonifica (PTCP) riconducibili al canale “Osone nuovo”. Questo punto risulta particolarmente vulnerabile alla costruzione di opere. L’analisi a livello locale degli elementi storico-artistici mette in evidenza la presenza, nelle adiacenze del sito oggetto di analisi, di due chiese: il Santuario di Santa Maria delle Grazie e la chiesa in località Castiglione-Angeli. Figura 18 – Santuario di Santa Maria delle Grazie. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 37 Il Santuario di Santa Maria delle Grazie emerge con la sua architettonica bellezza, pregevole e imponente, dalle acque e dai canneti che avvolgono la riva destra del Mincio, quando il fiume diventa Lago Superiore. Da sempre meta di pellegrinaggi fu eretto là dove esisteva un'edicola raffigurante l'immagine della Madonna. È infatti dell'anno 1388 la notizia di un luogo di preghiera nella zona di Prato Lamberto sulle rive del Lago Superiore, allora abitate da pescatori, dove il culto mariano aveva già da qualche tempo molti seguaci, ed era oggetto di assidua devozione, forse un'edicola o un piccolo oratorio con l'immagine di Nostra Signora col bambino Gesù in grembo. Il Santuario, con accanto le fabbriche del convento annesse, fu fatto costruire, come ex voto, tra il 1399 e il 1406, da Francesco Gonzaga che, vedendo la terra mantovana colpita dal flagello della peste, implorò la protezione della Beata Vergine. Fu consegnato al culto il 15 agosto 1407 e da allora divenne meta di continui pellegrinaggi di tanti fedeli graziati dalla Vergine. Per quanto riguarda l’analisi della presenza di elementi di relazione fondamentali a livello locale, è emerso che la zona è interessata a livello locale da un percorso naturalisticostorico, attualmente solo pedonale ed interrotto in vari punti, che dà accesso, lungo le rive del fiume Mincio all’area protetta ed inoltre mette in comunicazione la zona naturale al Santuario delle Grazie. L’area in esame è sicuramente facente parte di un sistema insediativo molto piccolo, però si connota comunque come periferia di una grande città come Mantova. Quindi, anche se profondamente intrisa di storia cultura e valori simbolici religiosi, sotto il profilo di coerenza-linguistica, si può ritenere che la zona abbia perso questo tipo di isolamento, più tipico di comunità montane, fondendosi con la cultura della grande città. 5.2.1.1.3 Conclusioni In seguito all’analisi morfologico-strutturale si può concludere che l’area presenta una sensibilità paesistica alta, in riferimento a tutte le caratteristiche morfologiche, naturali e storico-culturali. Bisogna però tener conto nell’analisi che l’area si inserisce in un contesto fortemente antropizzato ,caratterizzato dalla presenza della adiacente rete viaria ex SS 10 e dalla presenza di diversi stabilimenti industriali e agricoli, che già determinano un abbassamento della sua qualità strutturale; pertanto l’antropizzazione avanzata del territorio rende il sito meno vulnerabile alla realizzazione di altri manufatti. Tenendo conto di quest’ultima analisi si può attribuire una sensibilità paesistica media sia in ambito sovralocale, sia locale per quanto riguarda il metodo di valutazione morfologico-strutturale. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 5 – ESAME PAESISTICO DEL PROGETTO pag. 38 5.2.1.2 Metodo di valutazione vedutistico 5.2.1.2.1 Generalità Premesso che il concetto di paesaggio è sempre fortemente connesso alla fruizione percettiva, non ovunque si può parlare di valori panoramici o di relazioni visive rilevanti. Il modo di valutazione vedutistico si applica laddove si consideri di particolare valore questo aspetto, in quanto si stabilisce tra osservatore e territorio un rapporto di significativa fruizione visiva per ampiezza (panoramicità), per qualità del quadro paesistico percepito, per particolarità delle relazioni visive tra due o più luoghi. L’area in esame, di grande valore naturalistico e di bellezza d’insieme, deve sicuramente essere valutata dal punto di vista vedutistico, individuando i punti da cui è visibile e quindi se esiste il rischio potenziale di alterazione delle reazioni percettive per occlusione o per intrusione, tramite l’inclusione in un quadro visivo elementi estranei che ne abbassano la qualità paesistica. 5.2.1.2.2 Quadro sovralocale È necessario valutare le caratteristiche del sito di intervento considerando le relazioni percettive che esso intrattiene con un intorno più ampio, dove la maggiore ampiezza varia molto a seconda della situazione morfologica del paesaggio. Nel caso in esame l’intorno dal quale la “variazione paesaggistica” potrebbe essere colta si può considerare solo a livello locale. 5.2.1.2.3 Quadro locale L’area analizzata si trova in una zona depressa rispetto a quella prettamente agricola posta al di sopra di terrazzamenti fluviali. Il lato nord si apre su un’area umida allo stesso livello altimetrico (cfr. Figura 19). Quest’area è sensibile dal punto di vista vedutistico solamente in due punti (cfr. Figura 20). Infatti gli unici punti soprelevati rispetto al sito si trovano a Borgo Angeli, centro abitato localizzato a est, e al Santuario Maria delle Grazie, luogo ad ovest che unisce l’importanza del panorama paesaggistico alla fruizione della bellezza storico-religiosa. Sebbene la chiesa di Borgo Angeli (punto 1 di vulnerabilità panoramica cfr. Figura 20) sia in linea d’aria a soli 700 m da un punto sopraelevato del sito esaminato, esso risulta parzialmente coperto dalla vegetazione e quindi offre una panoramica poco vulnerabile in questa direzione (cfr. Figura 21). RELAZIONE PAESISTICA Figura 19 – Rappresentazione planimetrica dei punti di ripresa fotografici. CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 40 Figura 20 - Punti del sito sensibili secondo il metodo vedutistico. Figura 21 - Veduta della chiesa di Borgo Angeli da un punto sopraelevato del sito. In un altro tratto del sito in esame si osserva sopraelevato il Santuario di Santa Maria delle Grazie (Punto 2 di vulnerabilità panoramica, cfr. Figura 20), dal quale a sua volta, distante circa 1.100 m dal punto in esame, sarà visibile l’opera (cfr. Figura 22). Questo tratto inoltre è adiacente e aperto sul corso del fiume Mincio, rischiando di diventare una possibile fonte di disturbo per la fauna locale (vulnerabilità naturalistica). In conclusione l’area può essere classificata a sensibilità paesistica bassa dal punto di vista locale in quanto la visibilità panoramica del sito dall’intorno è molto ridotta o quasi inesistente, sia per quanto riguarda il disturbo alla fruizione vedutistico-paesaggistica sia per il disturbo alla naturalità locale. Per quanto riguarda l’impatto visivo sovralocale il rischio di interferenza è inesistente in quanto l’area non è visibile ad ampio raggio, quindi verrà classificato come molto basso. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 41 Figura 22 - Punto di visibilità sul Santuario di Santa Maria delle Grazie. 5.2.1.3 Metodo di valutazione simbolico 5.2.1.3.1 Generalità Questo metodo di valutazione non considera tanto le strutture materiali o le modalità di percezione, quanto il valore simbolico che le comunità locali e sovralocali attribuiscono al luogo. La valutazione è mirata a valutare se la capacità del luogo di esprimere e rievocare i valori simbolici associati possa essere compromessa da interventi di trasformazione che, per forma o funzione, risultino inadeguati allo spirito del luogo. 5.2.1.3.2 Quadro sovralocale Indicatore significativo della simbolicità di un luogo in chiave sovralocale è sicuramente il grado di notorietà. Il sito esaminato, considerando il paese di Grazie ed il Santuario di Santa Maria delle Grazie, può essere sicuramente considerato di importanza simbolica sovralocale. Inoltre, il Santuario non è solo meta di pellegrini provenienti da ampi contesti geografici durante la “Fiera delle Grazie”, ma è anche sede, durante lo stesso periodo, di un importante celebrazione artistica, il “Festival dei Madonnari”. Ogni anno il 15 agosto, in coincidenza con una delle maggiori feste che la Chiesa dedica alla Madre di Dio nel giorno della sua Assunzione, si rinnova l'antichissima Fiera delle Grazie, le cui origini risalgono al 1400, essendo coeva all'edificazione del santuario. I continui pellegrinaggi alla Madonna delle Grazie crebbero a dismisura, favoriti ed amplificati dalla fama del nuovo "Tempio" e dai miracoli che la fede accreditava all'immagine della RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 42 Madonna. Il luogo non era però adeguatamente attrezzato per offrire ospitalità ai fedeli, che non sempre trovavano la possibilità di ristorarsi dalle fatiche dei lunghi percorsi e dai digiuni che la devozione alla Madonna imponeva loro. Alcuni pellegrini, avvertendo questo disagio, si trasformarono in commercianti impiantando i primi banchi di vendita di generi alimentari. Questa felice intuizione commerciale si perfezionò nel tempo fino a sfociare nella fiera vera e propria. La prima grida che parla della fiera è del 11-8-1425 a firma di Francesco Gonzaga 5° capitano. La fiera delle Grazie manterrà l'aspetto di festa religiosa che alle origini era predominante e di sobrio soddisfacimento delle primarie necessità alimentari degli stanchi pellegrini e di piccolo commercio di approvvigionamento ad uso popolare fino al 1499. Nel tempo la fiera (venne sospesa nel 1469 per l'infezione della peste e riprese l'anno successivo) iniziò ad assumere una connotazione economico-commerciale, si cominciarono a trattare non solo generi alimentari ma di tutto quanto è necessario al vivere, vestire e alla casa. Oltre che un incontro religioso e commerciale la fiera diviene anche un momento di divertimento e di distrazione dal duro lavoro quotidiano, quindi un momento di comunicazione e di scambio culturale. Il festival dei Madonnari (cfr. Figura 23) può essere fatto risalire al 1973, quando Gilberto Boschesi, ricercatore del costume popolare e delle tradizioni padane, pensò di dare riconoscimento e valore all'arte dei Madonnari che, da sempre, singolarmente e spontaneamente, erano presenti alle Grazie, nei giorni di fiera, come in altre località italiane. Figura 23 - Festival dei Madonnari. Il 15 Agosto del 1973, l'Ente Provinciale Turismo di Mantova, l'Associazione Pro Loco e il Comune di Curtatone, riunirono per la prima volta sul sagrato del Santuario della B.V. delle Grazie i cosiddetti "Pittori dei marciapiedi". In quella circostanza una giuria composta da giornalisti e critici d'arte tra i quali Enzo Tortora, conferì loro una qualifica più appropriata, quella di "Madonnari" come la tradizione popolare chiamava i pittori e venditori ambulanti di immagini sacre. Titolo confacente con la loro caratteristica di dipingere, usando semplici RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 43 gessetti colorati, prevalentemente sul selciato dei sagrati delle chiese e santuari in occasione di feste religiose, fiere e sagre, immagini del sacro popolare d'ispirazione cristiana. Il sito può essere considerato di buona notorietà anche per le sue qualità paesistiche in quanto immerso nel tratto sud della Riserva Naturale Regionale “Valli del Mincio”, e molto noto dal punto di vista turistico per la possibilità di visitare e navigare il fiume stesso, colonizzato da numerosissime specie di avifauna di enorme pregio e da vegetazione di notevole interesse conservazionistico e di profonda bellezza. Si può quindi dire che l’area in esame è particolarmente vulnerabile dal punto di vista simbolico, in quanto la realizzazione di opere particolarmente impattanti dal punto di vista paesaggistico potrebbero alterare la fruizione di queste bellezze culturali. 5.2.1.3.3 Quadro locale Questa analisi è finalizzata a considerare quei luoghi che, pur non essendo oggetto di celebrazioni o particolari citazioni, rivestono comunque un ruolo importante nella definizione e consapevolezza locale. Rivestendo questi luoghi una importanza religioso-celebrativa a livello sovralocale, è direttamente conseguente l’importanza che assumono a livello locale; infatti quest’area rappresenta un vero e proprio simbolo religioso e naturalistico a livello turistico di grande scala. Risulta evidente che una trasformazione di questo sito potrebbe compromettere la leggibilità, la continuità o la riconoscibilità dei sistemi naturalistici o storico insediativi. 5.2.1.3.4 Conclusioni In conclusione l’area presenta una sensibilità dal punto di vista simbolico che può essere considerate media, in quanto è certo immersa in un contesto storico-culturale importante, ma il rischio che un intervento di interferenza visiva minima infici questa realtà è minimo. In seguito all’importanza naturalistico-culturale che l’area ha sia dal punto di vista locale, sia sovralocale è stato attribuito lo stesso punteggio ad entrambi gli ambiti. 5.2.1.4 Giudizio complessivo di sensibilità del sito Nel calcolo del giudizio complessivo è stata data più importanza alle valutazioni vedutistica e simbolica, giudicate, in seguito all’analisi precedente, più pregnanti e più a rischio per la preservazione della realtà locale e sovralocale (cfr. Tabella 5). RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE Metodi di valutazione pag. 44 Chiavi di lettura a livello Chiavi di lettura a livello sovralocale locale Sensibilità media Sensibilità media Vedutistico Sensibilità molto bassa Sensibilità bassa Simbolico Sensibilità media Sensibilità media Giudizio sintetico Sensibilità bassa Sensibilità medio-bassa Morfologico-strutturale Giudizio complessivo Sensibilità bassa = 2 Tabella 5 - Calcolo della sensibilità del sito. 5.2.2 Determinazione del grado di incidenza paesistica del progetto L’analisi dell’incidenza del progetto tende ad accertare in primo luogo se questo induca un cambiamento paesistico significativo alle due scale sopra considerate (locale e sovralocale). 5.2.2.1 Incidenza morfologica e tipologica 5.2.2.1.1 Generalità Questa tipologia di valutazione vuole considerare non solo ciò che si “aggiunge” al paesaggio morfologico, ma soprattutto ciò che si toglie in seguito alla realizzazione dell’opera. Infatti i rischi di compromissione morfologica sono fortemente connessi alla perdita di riconoscibilità o alla perdita tout court di elementi caratterizzanti i diversi sistemi territoriali. In questo senso, per esempio, l’incidenza di movimenti di terra, causando perdita dei dislivelli naturali del terreno, potrebbe essere di forte impatto sulla morfologia locale. 5.2.2.1.2 Quadro sovralocale Il percorso ciclopedonale è previsto in sede propria, ricavata su terreni agricoli coltivati e su sentieri esistenti, con fondazione in misto naturale di cava (spessore cm 20) e strato di misto granulare stabilizzato (spessore cm 5), con finitura superficiale del piano ciclabile “a basso impatto ambientale” con strato di graniglia (pietrischetto spessore cm 3) modificato con emulsione bituminosa. La larghezza media sarà pari a m 2,50, per una carreggiata bidirezionale. Il tracciato non necessiterà l’asporto di più di 30 cm di suolo, per un volume totale di 3743 mc), quantità minima. Inoltre la realizzazione del percorso non prevede alcuna alterazione della morfologia del terrazzamento fluviale, ma ne segue il corso naturale. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 45 L’opera infine garantisce anche la continuità di alcuni canali di irrigazione posti ai lati del futuro percorso ciclabile realizzando manufatti idraulici a sifone, opportunamente dimensionati per ridurre al minimo le perdite di carico e consentire quindi il regolare apporto di acqua per l’irrigazione dei fondi interessati. Per consentire la continuità idraulica dei fossi di scolo esistenti intercettati dal tracciato ciclabile verranno impiegati manufatti del tipo a tombino, al fine di assicurare il regolare deflusso della portata massima transitabile. Sicuramente l’opera nelle sue dimensioni ridotte e limitate alla superficie non causa un’ostruzione o interferenza con il paesaggio naturale sovralocale. L’opera inoltre non interferisce nemmeno con gli insediamenti del paesaggio rurale che lambisce, ma non altera. Complessivamente si può definire che a livello sovralocale l’incidenza morfologica e tipologica sia molto bassa. 5.2.2.1.3 Quadro locale Come per l’analisi del contesto sovralocale, risultano molto importanti per la morfologia locale i terrazzamenti fluviali. Infatti localmente essi fungono da vera e propria barriera sonora a protezione delle aree naturali retrostanti. Questa caratteristica rende ancora più idonea la dislocazione del tracciato, lungo il quale, riparati dall’inquinamento acustico proveniente dal traffico stradale, i pedoni e i ciclisti potranno fruire a pieno delle bellezze paesaggistico-naturali. Come visto in precedenza comunque, il progetto non prevede alterazioni nella morfologia per la realizzazione del tracciato garantendone una totale tutela. Il contrasto paesaggistico a livello locale è rilevabile solo in due punti, in cui il percorso risulta privo di schermi vegetali e protezioni terrazzate, dove lo stesso risulta visibile dalla chiesa di Borgo Angeli e dal Santuario di Santa Maria delle Grazie. Importante, per sottolineare l’impatto positivo che l’opera avrà sul paesaggio circostante, è osservare non solo che essa garantisce la tutela della conservazione della continuità delle relazioni tra elementi storico-culturali, ma addirittura causa l’incremento di questa continuità, consentendo la fruizione di tutte queste bellezze attraverso il percorso stesso. Alla luce di queste considerazioni si può assumere che l’incidenza morfologica e tipologica dell’opera a livello locale sia molto bassa. 5.2.2.2 Incidenza linguistica: stile, materiali, colori Questo parametro è finalizzato a valutare quanto la tipologia di opera sia consona al paesaggio circostante, sulla base di criteri di assonanza e dissonanza. Essendo questo tipo RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 46 di incidenza interferente sul paesaggio e quindi sulla sua fruizione a livello locale e sovralocale si è scelto di accorpare le due analisi. E’ necessario valutare gli aspetti dimensionali e compositivi dell’opera al fine di evidenziare una sua continuità con l’intorno paesaggistico e abitativo. L’opera non è altro che un tracciato realizzato con stabilizzato e pietrisco. L’unico tratto della pista che verrà asfaltato sarà quello iniziale adiacente al tratto stradale della ex SS 10, e pertanto sarà consono al luogo. Parte del tratto centrale verrà realizzato su palificata in legno, per una lunghezza complessiva di circa m 250, là dove il terreno risulta paludoso, con la predisposizione di una duna inerbita su terreno stabilizzato, a protezione della limitrofa proprietà della Marconi Industrial Service ed a scopo di mitigazione ambientale. La palificata verrà realizzata con n. 2 file di pali in larice, di diametro di cm 20-25 ed altezza variabile, con soprastante struttura in travi in ferro di collegamento su testa palo, travi squadrate di sezione cm 12x15 ed assito portante in legno di larice, posato a fuga larga per lo scolo delle acque piovane, con barriera di protezione pure in legno. Il tratto iniziale del secondo stralcio prevede la realizzazione di un ponte in legno lamellare a scavalco del Canale “Osone Nuovo”, con struttura portante formata da 2 traviparapetto in legno lamellare, semplicemente appoggiate su apposite spalle in cemento armato e con un vincolo scorrevole, di luce pari a m 13,00 circa e con altezza sottotrave dal pelo libero dell’acqua di m 1,50 , considerando il regime di massima piena del canale. Il tratto finale attraversa in parte la fascia boscata posta in fregio al Canale delle Cerchie, riutilizzando il sedime del sentiero Regionale esistente ad uso ciclopedonale. Indi risale in sommità arginale, in prossimità dell’Azienda Agricola “Le Cerchie”, per confluire nella parte terminale sulla ex S.P.1 Mantova-Asola in corrispondenza del bivio con la ex SS 10 in ambito urbano. In alcuni tratti la realizzazione prevede la costruzione di steccati in legno a delimitazione di alcuni tratti del percorso al fine di separare nettamente lo stesso dalle proprietà private. Si può considerare globalmente che la struttura dell’opera non causi un ingombro visivo, in quanto si potrebbe definire un’opera a raso che non possiede un’altezza tale da causare ostruzione. L’opera può essere considerata nel suo complesso consona all’ambiente circostante, in quanto molte delle sue parti sono realizzate in legno, che rende il suo aspetto piacevole all’interno di un contesto naturalistico. Inoltre l’area è fortemente caratterizzata da edifici industriali e agricoli, assai meno consoni al paesaggio e ciò rende l’opera progettata meno impattante. Per riflettere ulteriormente sulla possibilità di un impatto linguistico sovralocale, che sarebbe causato da un possibile depauperamento della continuità storico-culturale, si sottolinea che la presenza del percorso ciclo-pedonale ne può aumentare la coerenza, andando a costituire un collegamento a bassissimo impatto RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 47 ambientale ed eventualmente anche aumentando il valore culturale e paesaggistico del luogo con l’aumento della sua fruibilità. Per quanto riguarda l’eventuale interferenza o contiguità con percorsi di fruizione paesistico-ambientale, si sottolinea il fatto che l’opera stessa è prevista nell’ambito del “Piano dei percorsi e delle piste ciclopedonali” della Provincia di Mantova (cfr. Figura 24) e costituisce il completamento del sistema ciclopedonale dell’Alto Mincio. Figura 24 – Rete degli itinerari ciclabili mantovani. Si può quindi affermare che anche in questo caso l’incidenza linguistica sia molto bassa. 5.2.2.3 Incidenza visiva Dal punto di vista vedutistico, come precedentemente spiegato, l’opera potrebbe causare una interferenza visiva solo a livello locale, in quanto la sua visione non è percebile, come potrebbe risultare in un contesto paesaggistico montano, a livello sovralocale. Nell’intorno dell’opera essa sarebbe percepibile da due punti lungo il tracciato (cfr. Figura 20). Il punto 1, sopraelevato, è visibile dall’area religiosa di Borgo Angeli dove è ubicata la chiesa locale: risulta molto coperto dalla vegetazione e la visibilità sarebbe su un tratto molto breve di percorso, tale da essere minimamente percepibile. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 48 Il punto 2 invece, è percepibile dall’area verde retrostante il Santuario di Santa Maria delle Grazie, morfologicamente sopraelevata. Questo punto è inoltre tangente al corso del fiume, aprendosi anche come possibile interferenza naturalistica. La tipologia di opera realizzata in pietrisco e misto di cava e corredata da numerosi componenti in legno (ponticelli, steccati ecc.) non si ritiene possa causare un forte impatto visivo, tenendo conto che peraltro dall’area panoramica del santuario sono visibili siti antropici di tipo industriale-artigianale e commerciale (frantoio, industria di produzione bellica Marconi, elettrodotti, centro commerciale “I Giganti” ecc.) di discreto se non notevole impatto visivo. L’ingombro visivo, essendo la pista larga circa 2,5 m, è minimo ed inoltre, essendo presenti altri tratti di viabilità a fondo naturale (es. pista di collaudo per i carrarmati dello stabilimento Marconi), non risulta di particolare impatto cromatico. Inoltre è essenziale specificare che il progetto prevede già la messa a dimora di alcuni tratti filari di alberi a medio fusto di specie autoctone in punti particolarmente sensibili del sito. Riassumendo si può quindi assumere che sia a livello locale, sia a livello sovralocale l’impatto visivo sia molto basso. 5.2.2.4 Incidenza ambientale Questo parametro è finalizzato a valutare quelle caratteristiche del progetto che possono compromettere la piena fruizione paesistica del luogo. Tra i maggiori impatti di questa tipologia ricadono gli impatti acustici che, spesso possono portare al degrado paesaggistico di un luogo. Nella metodologia interpretativa la valutazione locale e sovralocale coincidono in quanto il paesaggio è in questo caso una realtà percepibile da entrambe le dimensioni. Il passaggio di ciclisti e pedoni sul percorso potrebbe causare disturbo ad alcune specie di uccelli ed in particolare al martin pescatore, specie di interesse comunitario. Tale tipologia di impatto è stata osservata di recente nel sito Natura 2000 “Bosco Fontana”: la colonia nidificante di nibbio bruno ha infatti spostato la sua localizzazione all’interno del bosco in funzione della lontananza dal percorso ciclabile Bosco Fontana – Marmirolo, che corre tangente al limite orientale del sito stesso (F. Mason, comunicazione verbale). I fenomeni appena descritti su area locale per le specie in particolare residenti e terricole, assumono una importanza relativamente minore se rapportati all’area vasta. Infatti sebbene qualunque sottrazione di habitat funzionale alla fauna abbia comunque una ripercussione sulle popolazioni, il peso naturalistico e la diversificazione ambientale delle aree naturali limitrofe tamponano l’interazione dovuta all’impatto della costruzione dell’opera sull’ambiente e sulle popolazioni. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 49 Bisogna inoltre specificare che il tracciato di progetto viene tuttora largamente utilizzato come percorso pedonale e raggiunge aree già attrezzate per soste e pic-nic. Infine, come già specificato più volte, lungo il tracciato sono presenti aree residenziali, stabilimenti industriali ed agricoli che in parte alterano la possibilità di fruizione sensoriale complessiva (uditiva, olfattiva) del contesto paesistico-ambientale. Si può pertanto ritenere che l’incidenza ambientale sia bassa. 5.2.2.5 Incidenza simbolica 5.2.2.5.1 Generalità Questo parametro mira a valutare il rapporto tra progetto e valori simbolici e di immagine che la collettività locale o più ampia ha assegnato a quel luogo, cioè valuta se la realizzazione del progetto può causare una diminuzione della piena fruizione dei caratteri simbolici del luogo, riconosciuti e vissuti dalla popolazione insediata. 5.2.2.5.2 Quadro locale e sovralocale In questo contesto la fruizione dei caratteri simbolici può essere considerata parallelamente in modo locale e sovralocale, in quanto il progetto potrebbe diminuire la capacità di fruirne sia per la popolazione locale, sia per quella sovralocale. Nel caso in esame si può affermare che la fruizione dei valori simbolici del luogo aumenta, in quanto il percorso ciclopedonale, tramite la realizzazione del 2° Lotto funzionale, collegherà un luogo di bellezze naturali ad uno di profondo valore religioso, aumentandone la fruizione ed anche il valore simbolico. Si può quindi definire che questa tipologia di impatto sia a incidenza molto bassa. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE 5.2.3 pag. 50 Formulazione del giudizio complessivo Metodi di valutazione Chiavi di lettura a livello Chiavi di lettura a livello sovralocale locale e Incidenza molto bassa Incidenza molto bassa Incidenza linguistica: stile, Incidenza molto bassa Incidenza molto bassa Incidenza bassa Incidenza bassa Incidenza molto bassa Incidenza molto bassa Incidenza morfologica tipologica materiali, colori Incidenza ambientale Incidenza simbolica Giudizio sintetico Incidenza molto bassa Giudizio complessivo Incidenza molto bassa = 1 Tabella 6 – Determinazione del grado di incidenza complessivo. 5.2.4 Calcolo del livello di impatto paesistico Il livello di impatto paesistico viene calcolato moltiplicando i valori ottenuti dall’analisi di sensibilità del sito e dell’incidenza dell’opera progettata, valutati rispettivamente con i valori 2 (sensibilità bassa) e 1 (incidenza molto bassa). Si ottiene così il valore 2, corrispondente alla fascia di valori che definiscono un impatto paesistico sotto la soglia di rilevanza. RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE 6 pag. 51 MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE Gli impatti maggiori provocati dal progetto sono sulle componenti fauna, in seguito all’impatto acustico previsto per le fasi di cantiere e di esercizio, e lievemente sul paesaggio, lungo alcuni tratti particolarmente visibili da aree limitrofe. Il progetto prevede come interventi di mitigazione ed ombreggiamento del percorso la predisposizione di alcuni tratti di filari di alberi a medio fusto di specie autoctone, piazzole di sosta in punti panoramici con adeguate opere di arredo urbano (panchine, tavolini, cestini e cartelli per l’informazione turistica) ed eventuali punti luce, con lampioni funzionanti ad energia eolico-solare. Come indicazione delle specie da utilizzare come barriere verdi si prende in considerazione l’allegato C del PTC (specie vegetali arboree di cui è ammessa l’introduzione). Nel caso dei boschi planiziali, l’allegato C indica: Carpinus betulus, Fraxinus excelsior, Fraxinus oxycarpa, Populus alba, Populus nigra, Quercus robur, Quercus cerris, Sorbus torminalis, Tilia cordata, Tilia platyphillos, Ulmus minor. Nel caso degli ecosistemi ripari, dovranno essere utilizzate le seguenti specie: Alnus glutinosa, Fraxinus excelsior, Fraxinus oxycarpa, Populus alba, Populus nigra, Populus canescens, Salix alba, Salix caprea, Salix eleagnos, Salix cinerea, Salix fragilis, Salix purpurea, Salix triandra. Sarà inoltre da prevedere la posa in opera di schermi in cannucciato nei punti di maggiore visibilità (cfr. Figura 25), nonché evitare, se possibile, la realizzazione del tratto di percorso che interessa l’area di nidificazione del martin pescatore e del pendolino nei mesi di aprile e maggio. Figura 25 – Punti critici per l’assenza di barriere. Come ulteriore misura di compensazione per il potenziale allontanamento dai tradizionali siti di nidificazione del martin pescatore, è possibile prevedere, in fase di RELAZIONE PAESISTICA CAP. 6 – MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE pag. 52 realizzazione dell’opera, la creazione, mediante bennate di escavatore, di pareti limosoargillose subverticali. Tali pareti possono essere dislocate lungo il percorso ad una distanza indicativa di 500-700 m, scelte in aree idonee della scarpata di terrazzo fluviale, a discrezione della Direzione Lavori. RELAZIONE PAESISTICA COPIA Codice Ente 10839 DELIBERAZIONE 118 in data 27.06.2006 Prot. 17232 VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE OGGETTO: APPROVAZIONE PROTOCOLLO D'INTESA CON LA PROVINCIA DI MANTOVA PER LA COSTRUZIONE DI UNA PISTA CICLABILE ANGELI-GRAZIE. L’anno duemilasei addì ventisette del mese di giugno alle ore 21.00 nella sala delle adunanze, previa osservanza di tutte le formalità prescritte dalla vigente legge, vennero oggi convocati a seduta i componenti la Giunta Comunale. All'appello risultano: GATTI EZIO GIBERTINI SIMONA BOTTANI ENZO VISIOLI GIOVANNI MARCELLO LUCA GOATELLI RICCARDO ZANI GIANFRANCO GELATI LUIGI SINDACO VICESINDACO ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE Presente Presente Presente Assente Presente Assente Presente Presente Totale presenti 6 Totale assenti 2 Partecipa all’adunanza il Segretario Generale Dott. ANNIBALE VARESCHI il quale provvede alla redazione del presente verbale Essendo legale il numero degli intervenuti, il sig. EZIO GATTI nella sua qualità di Sindaco assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazione dell'argomento indicato in oggetto. LA GIUNTA COMUNALE Sentito il Sindaco il quale riferisce essersi raggiunto un accordo con la Provincia di Mantova, il Comune di Mantova e l’Ente Parco del Mincio per la realizzazione del primo lotto funzionale (1° e 2° stralcio) del percorso ciclabile Mantova (Angeli)- grazie a completamento del sistema ciclabile ciclopedonale dell’Alto Mincio; Premesso che: F con D.G.P. n° 210 del 1° luglio 2004 la Giunta Provinciale ha preso atto del “Piano dei Percorsi e delle Piste Ciclopedonale”, che individua i corridoi, i temi progettuali ed i programmi d’intervento strategici atti a garantire la continuità e la fruizione dei percorsi a livello sovracomunale, oltre che a valorizzare e riqualificare il territorio; F detti percorsi, con particolare riferimento all’Alto Mincio, individuano un corridoio primario sia dell’itinerario Eurovelo n° 7 (Capo Nord-Malta), che del sistema turistico strategico Garda-Mantova, su cui è attiva la ciclopista Mantova-Peschiera; F su detto corridoio sono presenti alcuni nodi di alto valore naturalistico e culturale che necessitano di essere coordinati tra loro e con la ciclopista Mantova-Peschiera, in particolare sull’itinerario Mantova-Grazie-Rivalta-Goito-Pozzolo, con diramazioni e funzioni di connessione tra centri urbani; F tra la Provincia di Mantova, l’Ente Parco del Mincio, il Comune di Mantova, il Comune di Rodigo, il Comune di Goito, il Comune di Volta Mantovana, il comune di Marmirolo, il Comune di Porto Mantovano ed il Comune di Curtatone, è stato sottoscritto un protocollo d’Intesa, approvato con D.G.P. n° 60 del 3 marzo 2005 e con specifici atti dei vari Enti interessati, per la definizione e programmazione degli interventi volti al completamento del sistema ciclopedonale dell’Alto Mincio sull’itinerario Mantova-Grazie-Rivalta-GoitoPozzolo; F nel Protocollo in oggetto si è deciso, per la definizione di obiettivi e programmi d’intervento comuni e condivisi, di far predisporre uno Studio di Fattibilità generale all’Area Gestione del Territorio della Provincia di Mantova, approvato con D.G.P. n° 14 del 2 febbraio 2006; F il suddetto Studio di fattibilità individua come interventi prioritari per il potenziamento del sistema ciclopedonale dell’Alto Mincio i tratti Mantova (Angeli)-Grazie e Sacca-Goito; Considerato che F Il tratto Mantova (Angeli)-Grazie è stato candidato nell’ambito del programma di sviluppo turistico di cui alla Legge Regionale n° 8/2004, quale progetto del sistema turistico “Po di Lombardia”, ottenendo un finanziamento pari a € 375.164,00 come contributo da parte della Regione Lombardia, approvato con Decreto n° 19910 del 28 dicembre 2005 pubblicato sul B.U.R.L. serie ordinaria n° 4 del 23 gennaio 2006; F Nel suddetto Decreto si fissano i termini per la realizzazione complessiva del progetto in 18 mesi dalla data di concessione del beneficio; F La Provincia di Mantova ha inserito l’intervento in oggetto tra le opere previste nel Programma Triennale dei LL.PP. 2006/2008, approvato con D.G.P. n° 11 del 23 marzo 2006, con intervento previsto nell’esercizio 2006; F È necessario procedere all’avvio delle fasi previste dalla Legge n° 109/1994 e s.m.i. per la progettazione dell’opera, a fronte dei tempi dettati dal Decreto Regionale per i finanziamenti e per poter dare avvio quanto prima al procedimento ai sensi della Legge n° 241/1990 e s.m.i.; F Allo scopo il Servizio Progettazione Stradale del Settore Autonomo Viabilità della Provincia di Mantova ha elaborato una bozza del progetto preliminare dell’intero tratto della pista ciclopedonale Mantova (Angeli)-Grazie, individuandone due lotti funzionali: un primo lotto a sua volta suddiviso in due stralci, ovvero dall’Istituto Lattiero-Caseario al Canale Osone (1° stralcio), e da questi alla ex SP 1 Mantova-Asola (2° stralcio), ed un secondo lotto con inizio dalla ex SP 1 e punto di arrivo alla rampa di collegamento al piazzale del Santuario delle Grazie; F Per la conformità urbanistica dell’opera in progetto i Comuni di Mantova e Curtatone si sono impegnati ad inserire il tracciato nei rispettivi P.R.G.C. vigenti con specifiche varianti e da approvare con apposite Delibere di Consiglio Comunale; Dato atto che al fine di armonizzare gli interventi sopradescritti, è stata valutata l’opportunità di sottoscrivere un Protocollo d’Intesa tra la Provincia di Mantova, l’Ente Parco del Mincio, il Comune di Mantova ed il Comune di Curtatone in cui vengano definite le modalità di cofinanziamento dell’opera nonché i rispettivi compiti ed impegni inerenti la realizzazione del primo lotto funzionale (1° e 2° stralcio), del suddetto percorso ciclabile; Visto l’allegato schema di Protocollo d’Intesa tra la Provincia di Mantova, l’Ente Parco del Mincio, il Comune di Mantova ed il Comune di Curtatone per la realizzazione del primo lotto funzionale (1° e 2° stralcio), del percorso ciclabile Mantova (Angeli)-Grazie a completamento del sistema ciclopedonale dell’alto Mincio, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto; Dato atto altresì che il secondo stralcio della citata pista ciclopedonale comporterà una spesa prevista in euro 435.000,00, il cui finanziamento è previsto come segue: - contributo regionale euro 75.000,00 - contributo comune di Mantova, euro 180.000,00 - contributo comune di Curtatone euro 180.000,00 Considerato opportuno approvare il protocollo di intesa, contribuendo con la quota sopradeterminata, in quanto l’opera prevista appare di grande importanza per la valorizzazione turistica e ambientale , della zona del lago e delle Grazie; Considerato che essendo al momento la spesa non prevista in bilancio, si provvederà con una apposita specifica variazione con il Conto Consuntivo 2005, approvato con Delibera di Consiglio Comunale n° 27 del 22 giugno 2006 utilizzando allo scopo una parte dell’avanzo di amministrazione 2005, già accertato in misura sufficiente; Visto il parere espresso ai sensi dell’articolo 49, comma 1°, del D.L.vo n° 267/2000 dal Segretario Generale, in sostituzione del responsabile del settore, assente per ferie, relativamente alla regolarità tecnica del presente atto, espresso in data 14 giugno 2006; Visto l’articolo 134, comma 4°, del D.L.vo n° 267/2000; Con voti unanimi espressi nei modi e forme di legge DELIBERA 1. Di approvare l’allegato schema di Protocollo d’Intesa tra la Provincia di Mantova, l’Ente Parco del Mincio, il Comune di Mantova ed il Comune di Curtatone per la realizzazione del primo lotto funzionale (1° e 2° stralcio), del percorso ciclabile Mantova (Angeli)-Grazie a completamento del sistema ciclopedonale dell’Alto Mincio, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto; 2. Di dare atto che, in base a quanto previsto dal suddetto Protocollo d’Intesa, il Comune di Curtatone s’impegna a: F modificare il proprio bilancio di previsione 2006 F concordare con gli Enti interessati dal presente Protocollo, relativamente al 2° lotto funzionale, i tempi di progettazione e di realizzazione dello stesso e le relativa quota di compartecipazione finanziaria; 3. Di dare atto che il Sindaco di Curtatone procederà alla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa in oggetto; 4. Di dare atto che il Responsabile del Settore Tecnico-Urbanistica provvederà alla conseguente variante urbanistica; 5. Di dare atto che la presente deliberazione comporta la spesa di euro 180.000,00 che sarà finanziata con l’utilizzo parziale dell’Avanzo di Amministrazione 2005; 6. Data l’urgenza con separata unanime votazione, di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4°, del T.U. n. 267 del 18 agosto 2000; letto approvato e sottoscritto come segue. Il Presidente Il Segretario Generale F.to EZIO GATTI F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI Pareri espressi Si certifica la regolarità tecnica – art. 49, comma 1°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267 Il Responsabile del Settore F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI Relazione di pubblicazione: la presente deliberazione, su conforme dichiarazione del messo, è stata pubblicata il giorno venerdì 30 giugno 2006 e vi rimarrà per 15 giorni consecutivi ed è stata contestualmente inclusa nell’elenco inviato ai Capigruppo Consiliari ai sensi dell’articolo 125 – del T.U. dell’Ordinamento degli EE.LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n° 267. Il Segretario Generale F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI Copia conforme all'originale per uso amministrativo Il Responsabile del Settore Segreteria e Contratti Rag. ENRICA MOTTA La presente deliberazione di Giunta Comunale è divenuta esecutiva il 30 giugno 2006 per: <A> ai sensi dell’art. 134, comma 3°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267. <B> ai sensi dell’art. 134, comma 4°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267. <C> pubblicazione all’Albo Pretorio dal 30 giugno 2006 al_____________senza reclami. Il Segretario Generale F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI COPIA Codice Ente 10839 DELIBERAZIONE 9 in data 17.01.2008 Prot. 1495 VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE OGGETTO: PRESA D'ATTO NUOVO PROTOCOLLO D'INTESA CON LA PROVINCIA DI MANTOVA, PER LA COSTRUZIONE DI UNA PISTA CICLABILE ANGELI-GRAZIE IN RIVA AL LAGO. L’anno duemilaotto addì diciassette del mese di gennaio alle ore 18.00 nella sala delle adunanze, previa osservanza di tutte le formalità prescritte dalla vigente legge, vennero oggi convocati a seduta i componenti la Giunta Comunale. All'appello risultano: GATTI EZIO GIBERTINI SIMONA BOTTANI ENZO VISIOLI GIOVANNI MARCELLO LUCA GOATELLI RICCARDO ZANI GIANFRANCO GELATI LUIGI SINDACO VICESINDACO ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE Presente Assente Presente Presente Assente Assente Presente Presente Totale presenti 5 Totale assenti 3 Partecipa all’adunanza il Segretario Generale Dott. ANNIBALE VARESCHI il quale provvede alla redazione del presente verbale Essendo legale il numero degli intervenuti, il sig. EZIO GATTI nella sua qualità di Sindaco assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazione dell'argomento indicato in oggetto. LA GIUNTA COMUNALE Sentiti il Sindaco e l’assessore Bottani, i quali riferiscono che a seguito di numerose riunioni della conferenza dei servizi convocate dalla Provincia di Mantova per l’attuazione dell’opera in oggetto, si è addivenuti nella giornata di ieri ad un accordo su un nuovo protocollo di intesa con cui sostanzialmente si prevede che l’opera sia realizzata e finanziata dalla Provincia, anche per la quota inizialmente prevista a carico dei Comuni di Curtatone e di Mantova, mentre il comune di Curtatone si impegna solamente ad adottare gli eventuali atti amministrativi per consentire la realizzazione dell’opera ed in particolare la variante urbanistica; Dato atto che un primo protocollo di intesa era già stato approvato con Delibera di Giunta n° 118 del 27 giugno 2006 ; Dato atto che il Sindaco, in tale sede ha ribadito le valutazioni negative di questa Amministrazione nei confronti del progetto dell’opera ed a supporto di tale posizione ha chiesto di allegare al protocollo una lettera agli altri Enti sottoscrittori, i cui contenuti qui vengono esplicitamente confermati; Preso atto tuttavia che l’Amministrazione Provinciale intende ugualmente procedere alla realizzazione dell’opera; Ritenuto quindi di prendere atto dell’allegato protocollo e di avviare nel contempo la necessaria procedura di variante al PRG; Ritenuto allo scopo opportuno incaricare lo Studio tecnico associato POLARIS , rappresentato dall’ing. Ugo Bernini, in quanto già redattore della variante generale al PRG ed incaricato di redigere il PGT; Vista e richiamata la Legge Regionale 12/2005, come successivamente modificata ed integrata; Visti i pareri favorevoli espressi ai sensi dell’art. 49, comma 1, del T.U. dell’ordinamento EE.LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267 in data 17 gennaio 2008 dal Responsabile del settore sulla regolarità tecnica e in data 17 gennaio 2008 dal responsabile del Settore Finanziario sulla regolarità contabile del presente atto; Con voti unanimi espressi nei modi di legge DELIBERA 1. Di prendere atto del nuovo protocollo di intesa con La Provincia di Mantova e il Comune di Mantova, per la realizzazione della ciclabile Angeli Grazie, allegato; 2. Di dare atto che pertanto il Comune di Curtatone non avrà più l’impegno economico di sostenere l’investimento per la quota di 180.000,00 € come deliberato con la citata deliberazione n° 118 del 27 giugno 2006; 3. Di avviare di conseguenza la procedura di variante al PRG e di incaricare in proposito lo Studio associato POLARIS, rappresentato dall’Ing. Ugo Bernini, nonché il responsabile del servizio ad adottare gli atti conseguenti; letto approvato e sottoscritto come segue. Il Presidente F.to EZIO GATTI Il Segretario Generale F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI Pareri espressi Si certifica la regolarità tecnica – art. 49, comma 1°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267 Il Responsabile del Settore F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI Si certifica la regolarità contabile - art. 49, comma 1°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267 Il Responsabile del Settore Finanziario F.to Rag. DANIELA CARRA Relazione di pubblicazione: la presente deliberazione, su conforme dichiarazione del messo, è stata pubblicata il giorno lunedì 21 gennaio 2008 e vi rimarrà per 15 giorni consecutivi ed è stata contestualmente inclusa nell’elenco inviato ai Capigruppo Consiliari ai sensi dell’articolo 125 – del T.U. dell’Ordinamento degli EE.LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n° 267. Il Segretario Generale F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI Copia conforme all'originale per uso amministrativo Il Segretario Generale Dott. ANNIBALE VARESCHI La presente deliberazione di Giunta Comunale è divenuta esecutiva il _____________ per: <A> ai sensi dell’art. 134, comma 3°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267. <B> ai sensi dell’art. 134, comma 4°, del T.U. dell’ordinamento EE. LL. approvato con D.L.vo 18.08.2000 n. 267. <C> pubblicazione all’Albo Pretorio dal 21 gennaio 2008 al_____________senza reclami. Il Segretario Generale F.to Dott. ANNIBALE VARESCHI COMUNE DI MANTOVA COMUNE DI CURTATONE Mantova 11/02/2009 AVVISO DI AVVIO PROCEDIMENTO OGGETTO: AVVISO DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DELLE VARIANTI AI P.R.G.C. VIGENTI DEI COMUNI DI MANTOVA E CURTATONE RELATIVE AL PERCORSO CICLABILE ANGELI – GRAZIE E ALLA PISTA CICLOPEDONALE PROSPICIENTE LA EX SS 10 UNITAMENTE ALLA VERIFICA DI ESCLUSIONE DELLA V.A.S. Vista la L.R. 11/03/2005 n.12 e ss.mm.ii. per il Governo del Territorio ed i relativi criteri attuativi; Visto il progetto preliminare ”Percorso ciclabile Angeli – Grazie”, inserito nel contesto del sistema ciclopedonale dell’Alto Mincio approvato con D.G.P. n.159/2006 dalla Provincia di Mantova; Visto il protocollo di intesa per la realizzazione del 1° lotto funzionale (1° e 2° stralcio) del percorso ciclabile Mantova- (Angeli) Grazie, a completamento del sistema ciclopedonale dell’Alto Mincio, sottoscritto dal Comune di Mantova, dal Comune di Curtatone, dalla Provincia di Mantova, dal Parco del Mincio; Visti gli Indirizzi per la Valutazione Ambientale (V.A.S.) approvati con D.C.R.13/03/2007, n.VIII/351 e gli ulteriori adempimenti di disciplina approvati dalla Giunta Regionale con D.G.R. n.VIII/6420 del 27/12/2007 avente per oggetto la “determinazione della procedura della Valutazione Ambientale di Piani e Programmi – V.A.S.” (art. 4 L.R.12/2005; D.C.R. n. 351/2007); Richiamate la D.G.C. n.212 del 15/12/2008 del Comune di Curtatone (Prot.32839/2008) e la D.G.C. n.12 del 20/01/2009 del Comune di Mantova (Prot.12452/2006); SI RENDE NOTO che i Comuni di Mantova e di Curtatone hanno avviato il procedimento di redazione delle varianti ai P.R.G.C. vigenti relative al percorso ciclabile Angeli Grazie e alla pista ciclopedonale prospiciente la ex SS 10 e il procedimento di verifica di esclusione dalla valutazione ambientale. Autorità procedenti: Comune di Mantova, Comune di Curtatone. Autorità competente: Parco del Mincio. Copia delle D.G.C. n.212 del 15/12/2008 del Comune di Curtatone e D.G.C. n.12 del 20/01/2009 del Comune di Mantova con i relativi allegati sono disponibili presso le segreterie dell’Area Tecnica del Comune di Curtatone e del settore Programmazione e Tutela del Territorio nonché sui rispettivi siti Internet. Ogni interessato può formulare proposte ed istanze per la definizione degli obiettivi e delle strategie da presentare in carta libera presso le segreterie sopra indicate, entro il termine di 30 gg. dal presente avviso pubblico. F.to Il Dirigente del Settore Programmazione e Tutela del Territorio Comune di Mantova Dr.ssa Annamaria Sposito F.to Il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Curtatone Ing. Anna Rita Dall’Olio